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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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DIBATTIMENTO-1: collaboratori/brusca/mazzei_secondo_brusca.txt


In che contesto ha conosciuto Mazzei ?
IMPUTATO Brusca G.: Il contesto che è venuto ad Altofonte con Mariano Agate per incontrarsi con Leoluca Bagarella per problemi... salutarsi, forse era molto tempo che non si vedevano, poi se c'erano altri problemi questo non... perché io al momento non c'ero.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che lei ha appreso, a questo punto o successivamente, che tra Mazzei e Bagarella c'era un precedente rapporto di conoscenza?
IMPUTATO Brusca G.: Sì, si siano conosciuti in qualche carcere.

.....................

IMPUTATO Brusca G.: Il Fascella era uomo d'onore, è uomo d'onore. Il Con... il... Santo Mazzei no. Ma lo divenne poi nel luglio-agosto '92.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Brusca G.: Credo luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Facella le viene presentato come uomo d'onore?
IMPUTATO Brusca G.: Dopo, in quell'occasione no.

...........

Da questo raffreddamento, parlando con Leoluca Bagarella e con... e con Salvatore Riina, dice: 'ma Mazzei, non Mazzei...', siccome Mazzei avevano avuto qualche problema da vecchia data tra santapaoliani e Mazzei, piccole ruggini, po... di poco conto, ci dissi: 'ma io credo che i santapaoliani non ci sono problemi, cioè, se ci andiamo e gli andiamo a chiedere di togliere di mezzo queste piccole cortesie e di camminare di comune accordo fra di loro, non ci sono problemi'. .....
Siamo arrivati a Catania ed abbiamo incontrato Nitto Santapaola, ci siamo salutati, si sono salutati con Bagarella che era da molto tempo che non si vedevano, perché Bagarella era stato arrestato poi uscito e molto tempo che non si vedevano.
.....siamo partiti per Catania, Bagarella, io...e GIOE'
.........
Siamo arrivati a Catania e subito abbiamo informa....
C'era Enzo Aiello, Eugenio Galea, Nitto Santapaola, Salvatore Santapaola e Aldo Ercolano.
..........
Al ché, non so chi mandano alla ricerca di Santo Mazzei e lo rintracciano. Lo rintracciano e arriva Santo Mazzei. .......
Quindi, il giorno del... della affiliazione di Santo Mazzei avvenne... vero che a Catania gli omicidi erano continui, comunque fu di mattina, non so chi era la vittima designata quella mattina.

....................

Dopodiché finì, però con Santo Mazzei è rimasto sempre quel rapporto personale oltre quello di Cosa Nostra. E quindi, con Mazzei si parlava un po' del più del meno, sia come andava la situazione a Catania, anche per fatti al Nord e una mano d'aiuto che doveva dare ai mazaresi, che i mazaresi avevano problemi a Marsala, cioè con la guerra contro gli Zichitelli, e che il Mazzei poteva dare una mano d'aiuto al Nord per commettere degli omicidi.
Nel frattempo, però, il Mazzei era anche a conoscenza, che parlavamo un po' del 41-bis, di cosa potere fare, di cosa potere organizzare per potere lo Stato... lo Stato potere ammorbidirsi un pochettino, e si parlò del famoso progetto Gioè-Bellini, per dire se noi facciamo questo tipo di attività si può risolvere qualche cosa.
E si parlò, così, in maniera un po' concreta di andare a piazzare una bomba a mano a gli Uffizi di Firenze.
Quindi, si parlò per dire: 'facciamo questa situazione', perché Mazzei doveva salire al Nord e ci avrebbe fatto questa cortesia.
Io prendo Gioè e La Barbera e li mando ad Altofonte per recuperare questa bomba a mano che io avevo disponibile. Solo che, sono andati ad Altofonte, sono tornati, non l'hanno trovata e beh... e abbiamo rimandato questo fatto a nuovo... a nuovo evento.
Invece che succede? Succede che il Mazzei, trovandosi al Nord, trovandosi al Nord, recupera un proiettile di artiglieria - quello che ho saputo dopo, perché io sapevo sempre bomba a mano - e che, siccome avevamo discusso de gli Uffizi, pensavo che sarebbe andato a metterlo a gli Uffizi. Invece poi ho saputo che è andato a metterlo nel Giardino di... nel Giardino di Boboli qui a Firenze. Ma io sapevo Uffizi, quindi io dicevo sempre Uffizi.
Al ché, quando il Mazzei colloca questo proiettile di artiglieria, che io sapevo bomba a mano, nel Giardino di Boboli e non a gli Uffizi, torna con premura, tant'è vero che l'indomani mattina, intorno alle undici... l'una, l'una e... dodici e trenta, una meno un quarto, noi eravamo a Santa Flavia, appena... con appuntamento già prestabilito, appena lui entra, con molto entusiasmo dice: 'accendiamo la televisione perché ho fatto quella cosa'.
Cioè, ma né televisione né giornali, nessuno parlava di questo... di questo fatto.
Al ché, noi abbiamo dato una nostra spiegazione, una nostra interpretazione per dire, l'hanno trovata... Perché dico questo, perché il Mazzei diceva che aveva fatto delle telefonate all'ANSA o ai Carabinieri, non so, comunque aveva fatto delle telefonate anonime per avvertire... cioè, il famoso progetto per dire: piazziamo una cosa però telefoniamo per farla ritrovare subito, in maniera da non succedere danni.
Quindi, il Mazzei ... che va a fare la telefonata, cioè, in maniera da non succedere guai. Solo che questo fatto non se ne seppe nulla, né televisione né giornali, niente completamente. Finì.
Noi abbiamo dato l'interpretazione che essendo che avevano scoperto questo fatto e per non creare allarmismo al turismo, le Forze dell'Ordine o chi di competenza, l'avrebbe, si sarebbe tenuto chiuso, nel senso di non divulgare la notizia per non creare allarmismo.

..........

MAZZEI lo conosceva Bagarella, poi l'ha conosciuto Riina, non so quando loro si conoscevano, ma lo conoscevano i mazaresi, il Facella, lo conoscevamo un po' tutti.

...........

Santo Mazzei e Riina si sono incontrati a Mazara del Vallo. abbiamo fatto una mangiata e quel giorno c'era pure anche Salvatore Riina a Mazara del Vallo.

...................

............
IMPUTATO Brusca G.: Un proiettile di artiglieria e il luogo dove era stato posato era il Giardino dei Boboli, e non gli Uffizi di Firenze.
Perché io sapevo gli Uffizi e bomba a mano.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, queste sono circostanze che le sono state rappresentate negli interrogatori.
IMPUTATO Brusca G.: Sì, sì. Il fatto lo sapevo, però l'oggetto, o era diverso di quello che sapevo io; e il luogo era diverso di quello che sapevo io, che poi lei mi ha chiarito.
......
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che Mazzei aveva partecipato a degli incontri nei quali, in qualche modo, si erano affrontati gli argomenti di una certa possibile campagna, più o meno militare, che avevano come presupposto i discorsi tra Gioè e Bellini.
.......
IMPUTATO Brusca G.: Guardi, a Santa Flavia, in casa di SANGIORGI, ci poteva essere Giovanni Scaduto, ci poteva essere Gaetano Sangiorgi, ma credo che non hanno mai partecipato a questo tipo di argomenti.
Ma le persone che in quel periodo, le persone che parlavamo, eravamo: io, Leoluca Bagarella, Antonino Gioè e, ripeto, quando sì quando no, perché andava a fare qualche commissione, andava a fare qualcosa c'era La Barbera Gioacchino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Mazzei ha avuto occasione di ascoltare...
.........
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando si svolgono questi discorsi presente anche Mazzei nell'abitazione di Sangiorgi, c'è già stata l'uccisione di Ignazio Salvo?
IMPUTATO Brusca G.: Sì, no, non... Dottor Chelazzi, non posso dirle se era successo o non era successo. Comunque siamo in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo in quel periodo, ecco.
.........

IMPUTATO Brusca G.: L'idea nasce perché dobbiamo aprire il capitolo Bellini.
........
Allora, in maniera ripeto molto sintetica: per, in base ai discorsi avuti con il Bellini, cioè Gioè e Bellini, e in particolar modo sulle risposte che il Bellini portava sullo scambio dei quadri che gli avevamo forniti noi e con le risposte che lui aveva mandato a dire per mio padre e per Giuseppe Giacomo Gambino, in quanto per le richieste delle cinque persone non è stato possibile, ma bensì per due, sì. Cioè, da questo fatto noi non abbiamo mai perso la speranza che lo Stato venisse a trattare con noi.
Quindi, se tu Stato, quindi parte dei Carabinieri, Carabinieri o... perché noi lo ... per Servizi Segreti, non sapevamo chi dietro di lui c'era.
Noi stavamo attenti sempre che lui... noi lo guardavamo sempre con sospetto e dire: 'tu vieni qua perché sai quale è il tuo fine'.
Quindi per noi erano Servizi Segreti. Non so se sono stato chiaro.
.........
.........Quindi, allora, dal frutto di questi fatti, abbiamo ripreso il discorso di dire: 'vediamo di ricominciare a stuzzicare lo Stato con questi piccoli fatti e con questi discorsi'.
.....Cioè, fare segnali, però subito avvertire, in maniera che non succedessero dei danni. E quindi, dietro tutti questi fatti, noi continuavamo la speranza di continuare.
Il Mazzei assisteva a tutte queste nostre valutazioni, discussioni......
Una risposta l'avevamo avuta positiva. Perché non è che era stato chiuso il discorso; il discorso era stato positivo. Un minimo di debolezza da parte dello Stato l'abbiamo trovata, cioè l'abbiamo capita.
..........
E quindi il Mazzei assisteva a tutti questi argomenti assieme a noi.
E abbiamo deciso di... facciamo questa mossa: Andiamo a prendere questa bomba a mano e andiamo a metterla agli Uffizi di Firenze.
.......Quindi, gli Uffizi, andare a mettere questa bomba a mano e subito farla ritrovare.
Il Gioè e La Barbera vanno ad Altofonte sotto mio incarico, che noi avevamo le disponibilità, quelli che possono essere ritrovati, di andare a prendere questa bomba a mano e di andarla a mettere agli Uffizi di Firenze.
Non è stata trovata. E, ripeto, come ho detto poco fa, si doveva ridiscutere al fatto nuovo.
Invece il Mazzei, essendo a conoscenza dei fatti, sapeva che si doveva fare, trovandosi al Nord, ovvero a Milano, riesce a recuperare questo proiettile di artiglieria che, ripeto, io sapevo bomba a mano, e che va a mettere nel Giardino di Boboli. Che io, ripeto, che io sapevo Firenze, per avere quell'effetto che noi pensavamo.
Tanto è vero che noi, quando lui ritorna, a noi ci prende di sorpresa. Anche noi ci siamo trovati, presi di sorpresa. Nel senso che lui lo ha fatto di sua iniziativa. Però frutto di discorsi che avevano fatto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi il luogo dove doveva essere collocata questa bomba a mano, era un luogo scelto perché era rappresentativo dal punto di vista dell'interesse dello stato sulle opere, sul patrimonio artistico...
IMPUTATO Brusca G.: Artistico, culturale, architettonico...........
Da quel momento in poi, noi cominciamo a mettere gli occhi sulla Toscana, in quanto il Bellini, parlando con Gioè, disse: 'fate questo, succede questo. E se succede che voi rubate un quadro, fate questo, fate quell'altro...'.........
Però noi lo guardavamo come persona che apparteneva ai Servizi Segreti, cento per cento, non 99. Però non sapevamo se veniva per conto dei Carabinieri, se veniva per conto della Polizia, dei magistrati, dei politici...
Ci interessava ben poco, a noi ci interessavano i risultati. Che, bene o male, in qualche modo la speranza l'avevamo ottenuta.
Quindi, tutti questi fatti... Cioè, io la Toscana, ripeto, la conoscevo come regione italiana, però tutti questi particolari vengono dal frutto di Bellini con i discorsi fatti con Gioè.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la decisione si polarizza subito, si fissa subito sugli Uffizi.
IMPUTATO Brusca G.: Sì,.........
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, torniamo a Mazzei.
A Mazzei, quindi si pensa di affidare l'incarico di prendere una bomba a mano e di andarla a portare a Firenze agli Uffizi.
....
.......
IMPUTATO Brusca G.: Quelle ritrovate in Contrada Giambascio. Una di quelle che dovevano essere ritrovate in Contrada Giambascio.
..........
IMPUTATO Brusca G.: Comporta, gli diciamo: 'Santo, non abbiamo trovato questo... l'oggetto', e se ne doveva ridiscutere.
Cioè, rimandare a nuovo...
........Sicurissimo al cento per cento. Perché, ripeto, quando lui ritorna, per noi è sorpresa.
Cioè, appena apriamo la porta, subito lui accende il televisore: 'perché ho fatto questo e quest'altro'.
E noi ci siamo presi di sorpresa.
Sorpresa il fatto, non sorpresa che noi non ne avevamo discusso.
........
IMPUTATO Brusca G.: Sì. Questo era... Cioè, fare una cosa, però subito avvertire, in maniera che non succedesse danno. Che non andasse incontro a danni di persone fisiche.
.......Inizialmente si doveva telefonare all'ANSA. Cioè, in maniera che poi l'ANSA divulgasse a tutti i giornali la notizia.
........
Il nostro progetto era in maniera quasi molto chiaro, per i detenuti di Pianosa e dell'Asinara.
Nella telefonata dovevano essere menzionati, citati i detenuti...di Pianosa e dell'Asinara
E voglio chiarire un'altra cosa: ma non per il 41-bis in se stesso, ma per i maltrattamenti che, in quel periodo, i detenuti subivano.
.......
........
E queste sono state un po' le conseguenze, oltre il discorso dello scambio di mafiosi, o con le opere d'arte e anche il fatto del 41-bis.
Ripeto, non per il 41-bis come fatto carcerario, ma per i maltrattamenti......
Non c'è nessuna sigla di rivendicazione. Che, nel momento in cui si cita Pianosa e Asinara, quindi significava benissimo chi erano gli interessati.
.....
E siccome c'era il contatto con Bellini, noi pensavamo che il Bellini, con il suo canale, non sapendo chi era, potesse venire: 'è successo questo, vediamo di trattare'.
.........
Siccome, citando Pianosa e Asinara automaticamente si capiva subito che dietro a questo fatto c'era la mafia, siccome con Bellini noi ne avevamo parlato del 41-bis, ripeto, i maltrattamenti del 41-bis che comportò... Quindi noi, senza chiedere a Bellini questo fatto, noi capivamo che Bellini, bene o male ne parlasse con chi di competenza, per noi il canale era già aperto.
Significava sollecitarlo a portarci, una volta che chi dietro Bellini sapeva che c'era questo contatto, cioè, dice Bellini: 'vai a trovare i tuoi amici, con chi tu parli, con chi non parli', per dire, fermiamoci, perché succede la fine del mondo.
........
Siccome noi, il nostro scopo ci interessava benissimo quale era l'obiettivo di chi lo mandava, a noi ci interessava la situazione del carcere. Nel senso che volevamo sfruttare la situazione, sia carceraria che dei detenuti. Nel senso di cominciare a avere qualche beneficio.
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Mazzei si presenta a questa riunione, sempre a Santa Flavia, sempre in casa del dottor Sangiorgi .... presenti le stesse persone.
MAZZEI ..... credo che andarla a piazzare... Ripeto, sempre che io pensavo agli Uffizi, invece poi al Giardino dei Boboli ci sia andato con un suo ragazzo vicino a lui, e con Fascella. Perché quando poi il Mazzei ritornò, si lame... No si lamentava, cioè nel senso critico, nel senso che il Fascella perdeva tempo. Dopo avere piazzato la bomba, il Fascella perdeva tempo per ritornarsi. E lo chiamavano per dire: 'Spicciati, andiamocene'.
Mi aveva fatto questo commento, nel senso che, avendo piazzato la situazione, bisognava andarsene subito perché dovevano andare a fare la telefonata. Questo è l'unico commento che io mi ricordo che ci fu.
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No, il discorso del liquido infiammabile o di questo fatto, che io ricordo con Mazzei non ne abbiamo mai parlato.
Ne abbiamo parlato sempre a carattere accademico, dietro le quinte, con il Gioè: le tante soluzioni che potevano venire fuori. Cioè se non si riusciva a prendere il quadro, allora si buttava il liquido infiammabile, bastava 5 litri di benzina per fare un po' di... un bel po' di danno.
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.... Quelli non fatto c'era: il furto di questo quadretto.
.... Questo fatto della benzina.
Però poi come punto di riferimento ci fu la torre di Pisa, cioè sempre si parlava della torre di Pisa,...... se tu gli vai a togliere la torre di Pisa, è finito Pisa.
........ Uno zaino, con dentro 10-15 chili di esplosivo già tutto confezionato. E tu a distanza, mentre già si trova lì sopra, cioè per dire: chiamiamo i giornalisti, chiamiamo tutto, facciamo... facciamo allontanare tutti, e poi facciamo esplodere la bomba.
Ma erano tutti discorsi fatti... Cioè a carattere sempre dimostrativo.
E di questo fatto il Gioè ne parlò con Bellini, a mia presenza. Non in mia presenza. Bellini, Gioè, ma io ho ascoltato, per come le ho spiegato, a casa di Gioè.