Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Documenti
Documenti ufficiali
Sentenza Tagliavia - Intro
Sentenza Tagliavia - Parte 1
Sentenza Tagliavia - Parte 2
Sentenza Tagliavia - Parte 3
Sentenza Tagliavia - Parte 4
Sentenza Tagliavia - Indice

Atti del convegno del 26-27/05/2003

Depos.Brusca: 13 gennaio 1998
Depos.Brusca: 14 gennaio 1998
Depos.Brusca: 15 gennaio 1998
Depos.Brusca: 19 gennaio 1998
Depos.Brusca: 23 gennaio 1998
Depos.Brusca: 17 settembre 1999
Depos.Brusca: 18 settembre 1999


Tutti i verbali del 1°dibattimento

Tutti i verbali del 2°dibattimento

La requisitoria del P.M. (Chelazzi e Nicolosi) al processo (25/3-06/04/2008)
Legge REGIONE TOSCANA N. 40/2006 - Interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalitàorganizzata.(3.3 Mb)
L'audizione del P.M. Chelazzi alla Commissione Antimafia
Motivazione Sentenza di Cassazione del 6/5/2002 (3.3 Mb)
Sentenza della prima Corte di assise di appello di Firenze del 13/2/2001 contro Bagarella
Motivazione (5.783 KB)
Sentenza Corte di assise di Firenze, Sez I del 21/1/2000 contro Graviano (620 KB)
Il proiettile di Boboli
Sentenza Corte di assise I° grado Firenze del 6/6/1998
Intestazione e dispositivo del 06/06/98 [77 Kb]
L'udienza del 7 giugno 1997
Versione stampabile   
Come tante volte abbiamo ripetuto

Ci hanno rimproverato, a volte,  di peccare di "elucubrazioni", parola dal suono oscuro  che nel linguaggio comune sta ad indicare  una produzione inconsulta di ipotesi e supposizioni sulla realtà non suffragate dai fatti.
 Secondo l' autorevole dizionario Devoto - Oli, elucubrare significa invece " elaborare con cura e assiduità meticolosa anche se spesso eccessiva". Potremmo quindi sentirci autorizzati a sottoporre al giudizio di chi ci segue  le nostre cosiddette " elucubrazioni", ma non è nemmeno questo che ci interessa fare.Vogliamo piuttosto portare a conoscenza di tutti stralci del processo penale di primo grado ( novembre 1996-giugno 1998) che , a nostro giudizio, presentano elementi di dubbio e offrono spunti di riflessione, lasciando al lettore la libertà di " elucubrare" a sua volta o quanto meno di porsi qualche domanda in più sulla tragedia che la strage del 27 maggio 1993 ha rappresentato.
Cominceremo dalla testimonianza del Maresciallo  Amoroso, fornita presso l' aula bunker di Santa Verdiana il 7 giugno 1997. Il Maresciallo sia nel novembre 1992 ( proiettile di Boboli) che nella notte del 27 maggio 1993 ( notte dell'attentato) prestava servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Firenze, Palazzo Pitti.

Primo particolare: nel momento in cui viene convocato come teste il maresciallo non sa esattamente su quale episodio deve essere ascoltato....( corsivi e sottolineature sono nostri)

PUBBLICO MINISTERO:
- Senta, nel novembre del 1992 dove prestava servizio?

TESTE Amoroso:- Ero in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Firenze Palazzo Pitti.

PUBBLICO MINISTERO:- Ecco, vuol riferire alla Corte quanto lei poi ha riportato in atti di Polizia Giudiziaria relativamente al sequestro di un ordigno, in quel mese?

TESTE Amoroso:- Dunque, per quanto riguarda... Io vorrei mi potesse fare una domanda più precisa perché la memoria storica purtroppo non mi conforta perché ci sono stati due rinvenimenti. Se evidentemente è quello del mese di novembre si riferisce a una circostanza molto particolare.

Su precisazione del  Pubblico Ministero che chiarisce come  la  convocazione si riferisca all' episodio del 5 novembre 1992 , ovvero al rinvenimento del proiettile di Boboli, Amoroso fa la sua deposizione che per brevità non pubblichiamo. Al Pubblico Ministero però non è sfuggito che il teste inizialmente ha parlato di due rinvenimenti e chiede in merito chiarimenti....
Secondo Particolare: ci sono stati due "rinvenimenti", uno è quello di un proiettile a Boboli...e l' altro?

PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato all'inizio di un altro rinvenimento?

TESTE Amoroso: Evidentemente mi riferivo ad un'altra circostanza fatidica.

PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la dica qual era quest'altra?

TESTE Amoroso: Mi riferivo alla famosa notte in via dei Georgofili. Ma non so, se mi chiede...

PUBBLICO MINISTERO: No. Lei era in servizio anche la sera del 27 maggio?

TESTE Amoroso: Sì, certo.

PUBBLICO MINISTERO: Era sempre in servizio alla Stazione di Palazzo Pitti?

TESTE Amoroso:     Sì.

PUBBLICO MINISTERO: L'ha accennato...

TESTE Amoroso:     Nei preamboli io premevo appunto di chiedere conferma perché ricordavo questo episodio. Nella circostanza non fu da me rinvenuto sicuramente un ordigno, una bomba ma un oggetto che sicuramente, risulterà agli atti, anche perché in quel caso non ho redatto nessun atto di Polizia Giudiziaria.  In pratica, quando quella sera ci fu quella famosissima deflagrazione con gli eventi noti ormai, chiaramente la Stazione di Palazzo Pitti, considerando l'organizzazione dell'Arma, non era sicuramente competente dal punto di vista giurisdizionale, ma era quella Stazione Carabinieri più immediata, più vicina. E assieme ad altri colleghi fummo tra i primi ad intervenire.Io vorrei soffermarmi soltanto a questa circostanza.

PRESIDENTE:Intervenire dove?

TESTE Amoroso: Sul luogo della deflagrazione.

PRESIDENTE: Ah, via dei Georgofili.

TESTE Amoroso: Via dei Georgofili. Ecco, in questa circostanza, mi permetto solo di soffermarmi sul fatto che nessuno di noi - nonostante gli eventi fossero, sembravano palesi - voleva credere nell'eventualità di una bomba. Però poi, guardando fra gli oggetti, perché l'intento era quello, superato l'immediato istante, perché il mio timore era quello che ci potesse essere un'altra deflagrazione mentre la gente cercava di riavvicinarsi, fu quella di guardare. E fui colpito dal fatto che, ponendo le spalle in vicolo delle Carrozze, si vedeva sulla Galleria degli Uffizi come una impallinata, cioè, tant'è. Cioè, come se un cacciatore avesse poi sparato su questa...In pratica mi misi a seguire questa direzione e scorsi qui per terra tanti frammenti. Però uno in particolare - io poi ho consegnato agli artificieri che sono intervenuti -.Era un oggetto, ecco non so se loro hanno presente, una lattina di cinque litri che solitamente... mi scusino l'esempio, una lattina di cinque litri di olio, ecco, per intenderci, che c'ha quel boccolo con la filettatura. Ecco, scorsi tra gli altri pezzi, questo oggetto assieme ad altri e lo guardai. Aveva, era stracciato, ci aveva i contorni slabbrati. E guardandolo dietro notai un colore che era il colore - uso questo gergo - cioè quello delle fiammelle di Natale, insomma, quel grigio perlato. Però era piuttosto chiaro. E notai dietro delle lamelle.

PRESIDENTE: Delle?

TESTE Amoroso:Lamelle. Cioè, delle lamelle.Questo oggetto io poi l'ho consegnato agli artificieri. Ecco perché mi permettevo di chiedere contezza al riguardo, perché erano due eventi che purtroppo nella mia memoria non...    Questo era l'altro fatto.

PUBBLICO MINISTERO:Ecco, ma questo oggetto di cui sta ora parlando, ma lei riuscì ad attribuirgli una provenienza specifica, dice: 'questo può avvenire da un manufatto di questo genere, anziché da un altro..'

TESTE Amoroso:Dunque, io... Ecco, con scienza non potrei dire questo. Però ho motivo di fare questa riflessione.

PUBBLICO MINISTERO: Sì.

TESTE Amoroso: Cioè, in pratica, i pezzi di ferro, di latta, cioè il materiale metallica che nel momento della deflagrazione diventarono tanti proiettili, in pratica traevano origine da che cosa? Dalla segnaletica stradale, dalle auto... E' difficile che un'auto abbia, cioè, quella parte in particolare con una boccola, come filettatura. Quindi è chiaro che...

PUBBLICO MINISTERO: Una?

TESTE Amoroso:Una filettatura, aveva...

PUBBLICO MINISTERO:No, filettatura ho capito. La parola precedente non l'ho capita.

(voce fuori microfono) Boccolo.

TESTE Amoroso: Boccolo, sì. Era un boccolo, cioè era un buco.

PUBBLICO MINISTERO:Boccolo non so cosa voglia dire. Boccola, sì.

TESTE Amoroso: Boccola, sì. Era proprio, era una bocca, ecco. Se considera una lattina di cinque litri, c'è il foro sopra con la filettatura sopra. Intendo quello.

PUBBLICO MINISTERO: Ah. Ecco...

PRESIDENTE: Serve per chiudere, evidentemente.

PUBBLICO MINISTERO: Ah, è una cosa assolutamente misteriosa, ma a questo punto mi corre l'obbligo di fare una domanda: lei era ufficiale di polizia Giudiziaria all'epoca?

TESTE Amoroso: Sì.

PUBBLICO MINISTERO: Ha riferito questo fatto?

TESTE Amoroso:Dunque, l'ho consegnato agli artificieri, questo .

PUBBLICO MINISTERO: Ma lei a chi aveva l'obbligo di riferire all'epoca, come ufficiale di polizia Giudiziaria? All'Autorità Giudiziaria, o agli artificieri?

TESTE Amoroso:  All'Autorità Giudiziaria.

PUBBLICO MINISTERO:Le risulta che all'epoca c'era una Autorità Giudiziaria che si occupava di questo fatto?

TESTE Amoroso:Ma francamente non... Cioè, eravamo negli accertamenti, eravamo...

PUBBLICO MINISTERO:  Le risulta che all'epoca ci fosse una Autorità Giudiziaria che si occupava di questo fatto?

TESTE Amoroso: Parliamo dell'immediatezza dei fatti.

PUBBLICO MINISTERO:Si capisce. Immediatezza vuol dire in quel momento, dopo mezz’ora, dopo mezza mattinata, mezza giornata... Perché i furti, oppure gli scippi o, si denunziano all'istante, o non si denunziano più?

..............................................( l' avvocato Filastò delle Parti Civili interviene perchè teme che si stia in qualche modo intimendo il teste, ma riceve assicurazioni che non è così).................................................................

PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di sapere se al teste risulta che all'epoca ci fosse un ufficio giudiziario che si occupava di questo fatto, la ragion per cui, anziché segnalare sul momento la circostanza a personale militare - perché artificieri vuol dire esattamente un corpo di artificieri, o dei Carabinieri, o della Polizia di Stato o quel che sia - anziché riferire all'Autorità Giudiziaria.Quindi c'è una circostanza di fatto, precisa. Non è un rimprovero che faccio al testimone, figuriamoci!Ho bisogno di sapere la ragion per cui ritenne che non fosse da segnalare all'Autorità Giudiziaria direttamente, o tramite i suoi superiori, tramite il Comando della Compagnia Oltrarno...

TESTE Amoroso: Sto cercando appunto di spiegare questo.Noi siamo intervenuti sul posto e ci stavamo rendendo conto di che cosa potesse essere successo.Perché evidentemente non risultava chiaro. Poteva essere una bomba di uno studio orafo... Cioè, poteva essere una qualsiasi cosa.Quindi io raccolsi questo oggetto. Non essendo competente in maniera particolare, ritenni, dico: 'guardate, questo può esservi utile', visto che loro stavano nella specie, nello specifico facendo evidentemente un certo tipo di rilievo. Ecco, queste sono considerazioni evidentemente di carattere personale, che hanno assunto diciamo un corpo che io mi sono sentito in dovere di porre in evidenza in questa circostanza.E' tutto qua.E' chiaro, evidentemente dovendo intervenire sul posto, io l'Autorità Giudiziaria nello specifico non l'ho allertata. Presumo che fosse stata avvertita di quello che era successo. Che poi, nello specifico, si trattasse di una bomba, di un ordigno, di un incidente, questo io...

PUBBLICO MINISTERO: Va bene.

PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste? Prego.

AVVOCATO Ammannato: Sì, avvocato Ammannato difensore di parte civile.Ecco, volevo sapere, può dire gentilmente alla Corte le dimensioni di questo oggetto?

TESTE Amoroso:Allora, dunque, noi stiamo parlando sempre di questo pezzo di latta, giusto?

PRESIDENTE: Sì, certo.

TESTE Amoroso:Era un oggetto triangolare. Non era di grande dimensione. Cioè, mi rifaccio sempre all'esempio precedente.Se noi consideriamo la boccola, cioè il buco, per meglio intenderci, che si trova su una lattina di latta, può essere la parte che per due o tre centimetri la può orlare in senso triangolare.

AVVOCATO Ammannato: Ecco, può spiegare anche alla Corte dove l'ha trovata esattamente? In quale strada...

TESTE Amoroso: L'ho trovata...

AVVOCATO Ammannato: Lei ha parlato della via delle Carrozze. Ci vuole...

TESTE Amoroso:     Sì, davanti al vicolo delle Carrozze, al vicolo delle Carrozze.

AVVOCATO Ammannato: Da quale parte?

TESTE Amoroso:Dalla parte...

AVVOCATO Ammannato: Cioè, via Georgofili, o...

TESTE Amoroso:Nella parte degli Uffizi.

AVVOCATO Ammannato: Ecco, dalla parte degli Uffizi, a che altezza grossomodo? Cioè per terra, sopra...

TESTE Amoroso: Non potrei indicarlo. Cioè, c'erano frammenti, io ho dovuto rimuovere alcuni oggetti, perché mi sono messo lì a curiosare, a frugare. Perché si cercava di capire cosa potesse essere successo.            Può essere stato anche un oggetto che si trovava lì, per carità! Io questo non...

AVVOCATO Ammannato: Ecco, come materiale...

TESTE Amoroso:     ... lo posso sapere.

AVVOCATO Ammannato: Come materiale, cosa gli è sembrato il materiale?

TESTE Amoroso:   Latta. Un materiale ferroso, sicuramente non duro. Diciamo piuttosto duttile.

PRESIDENTE: Ci sono altre domande?

AVVOCATO Ammannato: Grazie.

PRESIDENTE: I difensori...

AVVOCATO Filastò: A proposito di questo materiale...

PRESIDENTE:... hanno domande?

AVVOCATO Filastò:... quindi non un normale...

PRESIDENTE: Avvocato, il suo nome, per favore.

AVVOCATO Filastò: Avvocato Filastò.

PRESIDENTE: Per la registrazione, non perché io ne abbia bisogno.

AVVOCATO Filastò: Sì, sì, Presidente.            Avvocato Filastò, difensore di parti civili.Quindi non, per quella che è la sua esperienza, questo che apparentemente dovrebbe essere stato un contenitore, non aveva un aspetto consueto di contenitore tipo quello che lei ha riferito prima, olio combustibile, oppure benzina?

TESTE Amoroso:  Allora, avvocato, le preciso subito che se... Possiamo presumere, allora, se lei presume, allora posso dirle assolutamente che faceva parte di un contenitore. Però io parlo di un oggetto, che poi potesse o meno far parte di un contenitore, questo è dato da vedere.Comunque un dato - e quindi rispondo alla sua domanda - è questo: cioè che non era un oggetto che aveva una cromatura, una verniciatura. Cioè, sotto questo punto di vista si presentava vergine, cioè crudo, materiale duttile crudo. Cioè, non era una lattina eventualmente che si era, che aveva subìto un trauma e quindi si vedeva il pezzettino di vernice. No, era vergine, era cruda questa parte della...

AVVOCATO Filastò: Ed era metallico.

TESTE Amoroso: Metallico, sì. Materiale ferroso, materiale ferroso.

AVVOCATO Filastò: Grazie.

TESTE Amoroso: Prego.

PRESIDENTE: Ci sono domande dei difensori?

AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. Se si ricorda oggi a quali suoi colleghi lo dette, con quali indicazioni allegate.  Dicendo: 'ho trovato questo...'.

TESTE Amoroso: Certo. Allora, dunque, consideriamo i luoghi, no? Perché adesso non voglio...

PRESIDENTE:Guardi, che l'avvocato vuol sapere a quali suoi colleghi lo ha dato.

TESTE Amoroso:  Certo. E...

PRESIDENTE:Ai suoi colleghi?

TESTE Amoroso: Al personale della Scientifica, al personale tecnico-scientifico che stava raccogliendo con altri...

PRESIDENTE:In particolare ricorda una o più persone alle quali lo dette?

TESTE Amoroso:  Io mi rivolsi al mio superiore. Dico... Dice: 'ci sono quelli della Scientifica, consegnalo a loro'. Ed al momento... Anche perché c'era tutta una situazione dinamica da gestire in quel frangente.Quindi io lo consegnai sicuramente al personale che poi evidentemente ha repertato...

AVV. Cianferoni: Ecco, questa filettatura era interna alla corona, o esterna?

TESTE Amoroso: Allora, guardi, avvocato: consideri questo triangolo, no? Come descrivevo prima. Era prospiciente verso, in senso, diciamo nel senso esterno. E presentava una filettatura. Cioè quello che si intende per una filettatura.

AVV. Cianferoni: E oltre a quella descrizione cromatica che ha già svolto, cioè color grigio perla e materiale vergine, ricorda se rilevò presenze di residuati di qualche natura?

TESTE Amoroso: Dunque, mi fu dato di tirare all'interno. Ecco, se noi consideriamo un esterno e un interno, ecco, nella parte interna, come dicevo prima, dove c'erano due lamelle, c'era una incrostazione.In effetti, quando io dico di color grigio perlato, io non mi riferisco al materiale ferroso, ma a una sostanza che... Cioè si vede una incrostazione, ecco, che c'era all'interno di questo oggetto. E quindi... cioè, c'era questo materiale e sopra c'era incrostato qualcosa che aveva quel colore di cui dicevo.

AVV. Cianferoni: Ecco, quando lei ha preso a narrare di questa circostanza, lo ha fatto essendo venuto qui a riferire su un'altra circostanza: rilevamento di quel pezzo da mortaio rinvenuto per l'appunto al Giardino di Boboli.Il nesso che lei ha esplicitato, lo può chiarire meglio? Cioè, com'è che poi è risalito fino alla questione dei Georgofili dal fatto del novembre '92?

TESTE Amoroso: Guardi, io, non mi sembra di aver fatto un nesso a tale riguardo. Cioè, io ho semplicemente...

PRESIDENTE: Voleva sapere soltanto inizialmente se il suo esame verteva sulla bomba trovata al giardino, o e si riferiva a questo rinvenimento da lui fatto nella occasione della strage.
.............................( si ritorna a parlare del proiettile di Boboli, ma alla domanda dell' avvocato Cianferoni sul perchè il teste abbia messo in relazione i due episodi non viene data risposta)...............................................................................

Terzo particolare: nella notte del 27 maggio 1993 dopo la deflagrazione dell' autobomba , nel luogo della strage e precisamente dalla parte di via dei Georgofili, viene rinvenuto un " pezzo" di un contenitore metallico, tipo lattina da 5 litri, il cui aspetto, consistenza e forma destano l' attenzione di un maresciallo dei carabinieri che trova quanto meno" curioso" quel frammento in quel contesto e lo passa agli artificieri. Ma l' autorità giudiziaria non viene informataper prima. Potrebbe essere un particolare irrilevante  se......( elucubriamo?) in quella via, in quella notte, a quell'ora assieme al crollo e alla devastazione di tutta la zona e di una vasta area del centro storico, al terzo piano di Via dei Georgofili n. 3   non si fosse sviluppato un incendio in cui muore bruciato vivo Dario Capolicchio.