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In ricordo di Daniela
Per Daniela
Il nostro saluto
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Le parole a nome dell’Associazione il giorno del funerale di Daniela Ceccucci il 15 Luglio 2005

 Le parole a nome dell’Associazione il giorno del funerale di Daniela Ceccucci il 15 Luglio 2005


 Voglio ricordare Daniela prima di tutto per me stessa, per tutto quello che mi ha dato in forza e coraggio quando i momenti erano difficili e posso sintetizzarlo nelle sue parole  l’ultima volta che l’ho vista agli inizi di questa settimana all’ospedale di Prato:

non ti preoccupare che non mi succede nulla.

Cosciente di quanto fosse importante per me la sua amicizia, la sua presenza, ha pensato  a tranquillizzarmi  anche quando il momento era il più tragico della sua vita, si avvicinava la sua morte.

Questa era Daniela.

Ho cercato poi fra le lunghe e tante e-mail che nel corso di questi anni ci siamo trasmesse lavorando insieme per l’Associazione, qualcosa che mettesse bene in luce  il lavoro che aveva svolto per tutti noi.

L’ho fatto, perché non credo sia giusto salutare Daniela senza parlare del suo lavoro all’interno dell’Associazione.

Mi sono posta anche il problema se fosse giusto parlarne, se il contesto fosse quello idoneo e tutti avessero apprezzato.

Poi leggendo ho capito che le sue e-mail potendo andrebbero lette tutte, che non era possibile non ricordala anche per quello che ha fatto per tutti noi, perchè  quello che emerge da quegli scritti  è quanto Daniela volesse , con forza e determinazione, rendere noto quanto ancora c’è di occulto in quell’evento del 27 Maggio 1993 e quanto volesse far emergere tutti i sentimenti possibili che per anni hanno albergato e ancora stanno dentro ciascuno dei presenti  quella notte in Via dei Georgofili , in via Lambertesca e ovunque a Firenze, perchè uno dei suoi crucci era che questa città ha dimenticato.

Ho deciso quindi di parlarne perché lo avrebbe voluto , perché ha lavorato a tutto ciò anche quando era sfinita dal male e dalla stanchezza, quando poteva solo lamentarsi e invece continuava a lavorare per la Verità e perché le vittime di quell’evento fossero al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. 

E dopo quanto sopra, voglio anche mettere ben in chiaro di quanto sia ferma la convinzione, cosa che con Daniela ci siamo sempre dette, di quanto quel 27 Maggio 1993 sia stato determinante per la vita di tutti noi: le nostre vite cambiate, stravolte da cose drammatiche come malattie gravissime simili a quelle che hanno colpito Daniela, la cui responsabilità è solo ed esclusivamente di chi  ha concepito il crimine più ignobile nei nostri confronti e cosa ancor più grave, non  se ne vergognano neanche un po’e non solo vogliono ragione attraverso silenzi scandalosi, ci ignorano nelle nostre richieste sperando così di farci dimenticare, ma giornate piene di lutto e di dolore come questa di oggi, non si illudano ci renderanno più forti.

Giovanna Maggiani Chelli

Portavoce dell’Associazione