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   53 notizie nel periodo '2017'

NOTIZIA ANSA
2652  del 
15/01/2017
"Andrea Nizza, fra i 100 uomini più pericolosi, uno dei più importanti latitanti dedito al narcotraffico, arrestato! A quando l'arresto del ..... Apri
"Andrea Nizza, fra i 100 uomini più pericolosi, uno dei più importanti latitanti dedito al narcotraffico, arrestato! A quando l'arresto del massimo latitate mafioso dedito alle stragi terroristiche eversiveggg""
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili facendo riferimento a Matteo Messina Denaro.
"O si fa uno sforzo e si arriva all'arresto di Matteo Messina Denaro, ora, e non fra 40 anni, o in Italia non cambierà nulla. Infatti i soldi, i tanti soldi illegali, sono nelle mani delle mafie, li stringono bene da 23 anni, da quando gli è stato consentito di impossessarsene sulla pelle dei nostri figli e tutto oggi è sofferenza", aggiunge Maggiani Chelli.
Fonte: Ansa
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NOTIZIA ANSA
2653  del 
21/01/2017
Sentenza su Tagliavia potrà chiarire anche 'trattativa'

FIRENZE. "Sono 23 anni che aspettiamo la verità sulla strage di via d.....
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Sentenza su Tagliavia potrà chiarire anche 'trattativa'

FIRENZE. "Sono 23 anni che aspettiamo la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, aspetteremo anche un altro mese".
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili a Firenze dopo che la sentenza della Cassazione per Francesco Tagliavia, condannato all'ergastolo in un processo di appello bis, "a sorpresa, per ragioni di difficoltà della materia - dice Maggiani Chelli - sarà emessa il 20 Febbraio".
"Un mese di tempo - aggiunge - per stabilire se il capo famiglia di Cosa nostra sapesse o meno che Lo Nigro, Giuliano e Barranca stavano per venire a Firenze ad ammazzare i nostri figli con 277 chili di tritolo caricati nel magazzino di casa sua".
"Come mai tanto tempo - chiede però Maggiani Chelli - per vedere scritto sulla carta bollata della Cassazione che Spatuzza è attendibileggg" E la trattativa c'è stataggg" Perché di questo si tratta, di un processo quello a Tagliavia che non solo chiama in causa nella strage il pescivendolo straricco palermitano, ma soprattutto chiarisce bene a quale sopruso siamo stati sottoposti da una orda di barbari mafiosi che hanno creduto in chi gli aveva promesso che sarebbe stato annullato il 41 bis e tanto altro ancora".
ANSA
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NOTIZIA ANSA
2654  del 
30/01/2017
Stato-mafia: Georgofili, Riina rispondeggg" Rischio aria fritta

Firenze. "Nel corso di questi 23 anni, tanti dalla strage di via d.....
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Stato-mafia: Georgofili, Riina rispondeggg" Rischio aria fritta

Firenze. "Nel corso di questi 23 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili, spesso abbiamo chiesto a Salvatore Riina di collaborare con la giustizia, lo abbiamo chiesto a lui e alla moglie perché intercedesse sul 'pentimento' del marito, ma sappiamo bene come grandi siano i rischi che le parole di Riina quando risponderà ai giudici, siano solo 'aria fritta'".
Così, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili dopo che Totò Riina ha fatto sapere, attraverso il suo avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande di pm e avvocati nel processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo.
"Non crediamo affatto - spiega l'Associazione - che Salvatore Riina avrà qualcosa che vuole dire, anzi vorrà ancora una volta difendersi e dire che lui è il 'parafulmine d'Italia'. Detto questo sempre pronti a ricrederci, caso mai il 'capo di Cosa nostra' fosse disposto a dire chiaro e forte chi era con lui la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili".
ANSA
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2655  del 
02/02/2017
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1 febbraio 2017:
Intervista di G.M.Chelli al TgMed
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1 febbraio 2017:
Intervista di G.M.Chelli al TgMed
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NOTIZIA ANSA
2656  del 
09/02/2017
Stato-mafia: Ass. Georgofili,mai creduto che avrebbe parlato

FIRENZE, 9 FEB - Il mancato interrogatorio di Totò Riina, che stamani ha revoca.....
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Stato-mafia: Ass. Georgofili,mai creduto che avrebbe parlato

FIRENZE, 9 FEB - Il mancato interrogatorio di Totò Riina, che stamani ha revocato il consenso a farsi interrogare dal pm al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, non ha "deluso" Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili: "Non abbiamo mai creduto che il mafioso Riina avrebbe parlato in senso positivo".
"'Sono mafiosi e non parlano', ebbe a dire il magistrato Gabriele Chelazzi, ed è così - continua Maggiani Chelli in una nota -: i capi di Cosa nostra non parlano, troppi accordi hanno fatto con uomini sporchi dello Stato e le loro 'famiglie' fuori dal carcere sarebbero in pericolo".
"Del resto, se è vero che quando lo Stato fa concessioni ai mafiosi a 41 bis non può che dare messaggi rassicuranti alla mafia, è altrettanto vero che quando, uno come Riina, dice 'adesso mi faccio interrogare dallo Stato' - conclude la presidente dell'Associazione -, qualunque cosa volesse dire nel bene e nel male, avrebbe finito con il dare un messaggio negativo ai suoi compari mafiosi dentro e fuori dal carcere e questo nel giro di una settimana, tutto farebbe pensare, che il 'capo di cosa nostra' deve averlo capito".
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NOTIZIA ANSA
2657  del 
13/02/2017
Mafia: Bindi, aperta inchiesta su 41 bis

FIRENZE, 13 FEB - La Commissione parlamentare antimafia ha aperto un'inchiesta sul 41 bis per f.....
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Mafia: Bindi, aperta inchiesta su 41 bis

FIRENZE, 13 FEB - La Commissione parlamentare antimafia ha aperto un'inchiesta sul 41 bis per far sì "che questo strumento sia sempre più efficace per supportare gli scopi che la legge prevede".
Lo ha detto la presidente della Commissione Rosy Bindi che oggi a Firenze ha incontrato anche la presidente dell' associazione delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, che a lei e agli altri parlamentari presenti ha chiesto un'attenzione particolare proprio sul 41 bis.
"Nel rispetto della Costituzione, e quindi sapendo bene che una pena prevede anche il recupero delle persone - ha detto Bindi - noi lavoreremo, ma siamo convinti che per recuperare un mafioso alla società il 41 bis sia uno strumento fondamentale".
A Maggiani Chelli la Commissione ha anche assicurato l'impegno per sollecitare il governo ed il Parlamento a dare "risposte più giuste alle vittime delle stragi". (ANSA)
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NOTIZIA AGI
2658  del 
13/02/2017
Firenze, 13 feb. - "Noi siamo perche' il 41bis sia sempre piu' efficace per raggiungere gli scopi che la legge prevede. Non ne condivid..... Apri
Firenze, 13 feb. - "Noi siamo perche' il 41bis sia sempre piu' efficace per raggiungere gli scopi che la legge prevede. Non ne condivideremo l'abolizione".
Lo ha detto la presidente della commissione antimafia Rosi Bindi oggi a Firenze, in risposta alle preoccupazioni della presidente dell'Associazione Vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. (AGI)
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ARTICOLO
2660  del 
14/02/2017
LA NAZIONE - 14/02/2017

La Commissione Antimafia incontra i prefetti Creazzo, audizione «segreta»

LE MAFIE, le infilt.....
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LA NAZIONE - 14/02/2017

La Commissione Antimafia incontra i prefetti Creazzo, audizione «segreta»

LE MAFIE, le infiltrazioni delle cosche nel nostro territorio. Ma anche gli strascichi della strage dei Georgofili. La Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi, ha fatto tappa a Firenze. E' stata l'occasione per incontrare tutti i prefetti dei capoluoghi. Ma anche il procuratore distrettuale antimafia, Giuseppe Creazzo. La sua audizione è stata anche in parte secretata.
Al termine dell'incontro, la Bindi ha incontrato ls stampa. «Anche la Toscana, come altre regioni, è all'attenzione della camorra e della 'ndrangheta perché è una regione con una economia frenetica e una qualità della vita accettabile e dignitosa», ha detto la parlamentare del Pd, sottolineando come «la crisi economica», comunque si è fatta sentire anche qui, «e questa è l'occasione per le mafie per fare affari, per riciclare il denaro sporco».
La Bindi ha tuttavia fatto i "complimenti" alla Toscana, ben distante dai risultati della Lombardia, ormai stabilmente, secondo la Commissione, la quarta regione italiane per presenza delle organizzazioni criminali.
Ma, sempre secondo la presidente della Commissione antimafia, la nostra è anche una regione dove «c'è la consapevolezza che questa realtà non va sottovalutata. La mafia si combatte sul piano del contrasto e della prevenzione così come sul piano civile, sociale e politico, con l'attenzione dei cittadini, degli imprenditori, dei professionisti, degli amministratori. Dire che c'è il rischio di infiltrazioni anche in Toscana è un modo per fare del bene al territorio - ha concluso la presidente - perché si contribuisce a creare gli anticorpi».
Nella propria giornata fiorentina, la Commissione antimafia ha anche incontrato la presidente dell'Associazione Vittime dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli. Maggiani Chelli ha espresso la propria preoccupazione per il "destino" del 41bis.
«E' STATA aperta un'inchiesta sul 41 bis per far sì che questo strumento sia sempre più efficace per supportare gli scopi che la legge prevede», ha assicurato Rosy Bindi. «Nel rispetto della Costituzione, e quindi sapendo bene che una pena prevede anche il recupero delle persone - ha detto Bindi - noi lavoreremo, ma siamo convinti che per recuperare un mafioso alla società il 41 bis sia uno strumento fondamentale».
A Maggiani Chelli la Commissione ha anche assicurato l'impegno per sollecitare il governo ed il Parlamento a dare «risposte più giuste alle vittime delle stragi».
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NOTIZIA ANSA
2659  del 
15/02/2017
Mafia: Bindi, aperta inchiesta su 41 bis

FIRENZE, 13 FEB - La Commissione parlamentare Antimafia a Firenze ha incontrato la presidente dell&.....
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Mafia: Bindi, aperta inchiesta su 41 bis

FIRENZE, 13 FEB - La Commissione parlamentare Antimafia a Firenze ha incontrato la presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Gerogofili Giovanna Maggiani Chelli, "e credo sia la prima volta", e ha quindi preso atto, che c'è necessità "di fare verità su quel periodo storico", sulle stragi mafiose avvenute tra il 1992-1993, come chiesto da Maggiani Chelli. "Come commissione condividiamo questa necessità, che bisogna capire quali furono gli interessi incrociati dalle organizzazioni mafiose stragiste", ha concluso Bindi. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2661  del 
20/02/2017
Georgofili: Maggiani Chelli, Tagliavia mandò esplosivo

FIRENZE, 20 FEB - "Era lui il capo famiglia, era lui che aveva mandato l'es.....
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Georgofili: Maggiani Chelli, Tagliavia mandò esplosivo

FIRENZE, 20 FEB - "Era lui il capo famiglia, era lui che aveva mandato l'esplosivo a Firenze in via dei Georgofili". Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione vittime strage via dei Georgofili, commenta la decisione della Cassazione che ha confermato l'ergastolo per Francesco Tagliavia, "Il boia dei nostri figli".
"Ma sopratutto, pur aspettando le motivazioni, - conclude Maggiani Chelli - è evidente che Gaspare Spatuzza è attendibile e la trattativa stato/mafia non si può più dire presunta". (ANSA)
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2662  del 
07/03/2017
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10 Marzo 2017
Presentazione del libro "A colloquio con Gaspare Spatuzza" di A.Dino

Intervengono A.Dino, D......
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10 Marzo 2017
Presentazione del libro "A colloquio con Gaspare Spatuzza" di A.Dino

Intervengono A.Dino, D.Ammannato, G.M.Chelli

La locandina
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NOTIZIA ANSA
2663  del 
22/03/2017
Carceri: Ass. Georgofili,skype? ultimo privilegio per 41 bis

FIRENZE, 22 MAR - Perché i deputati, invece di discutere sul possibile utilizzo .....
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Carceri: Ass. Georgofili,skype? ultimo privilegio per 41 bis

FIRENZE, 22 MAR - Perché i deputati, invece di discutere sul possibile utilizzo di skype da parte dei mafiosi che stanno al 41 bis, "non discutono sul fatto che i mafiosi hanno troppi privilegi rispetto alle loro vittime, e che skype sarebbe l'ultimo benefit in ordine cronologico?.
E' quanto dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, criticando il disegno di legge in discussione alla Camera.
"C'è qualcuno in Parlamento che ha ricordo del 'papelo' di Riina per il quale sono morti i nostri figli, o dobbiamo venire con gli striscioni sotto il Parlamento a ricordarlo a chi di dovere? - continua Maggiani Chelli -. Lo abbiamo detto in Commissione Antimafia che c'è del losco intorno all'applicazione del 41 bis, e non fermeremo davanti a quello che consideriamo un 'vero e proprio attacco terroristico' al 41 bis in atto in queste ore". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2664  del 
24/03/2017
Giovanna Maggiani Chelli (associazioni vittime strage di via dei Georgofili): «Ringraziamo il ministero della Giustizia per la risposta ma con tutta l..... Apri
Giovanna Maggiani Chelli (associazioni vittime strage di via dei Georgofili): «Ringraziamo il ministero della Giustizia per la risposta ma con tutta la buona volontà del mondo non riusciamo a tranquillizzarci. Quella tecnologia può favorire i mafiosi»

«Pur ringraziando il ministero della Giustizia per la risposta, con tutta la buona volontà del mondo non riusciamo a tranquillizzarci».
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, torna a criticare il disegno di legge in discussione alla Camera sull'uso di skype in carcere. Se, come sostiene il ministero «la tecnologia offre oggi nuove possibilità di comunicazione» anche «la mafia in carcere - aggiunge Maggiani Chelli - potrebbe utilizzare skype per favorire le relazioni familiari».

«La mafia, Cosa nostra, ha usato quasi 1000 chili di tritolo nel 1993 per arrivare 'a favorire le relazioni familiari' al 41 bis, oggi lo sta per ottenere e solo questo conta per le famiglie mafiose - prosegue -. Se poi con la gentile nota di risposta il ministero ci vuole dire che Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e tutti gli altri utilizzatori di tritolo di via dei Georgofili, non avranno skype e sconti, lo dica chiaro, perché noi non lo abbiamo capito e i timori restano tutti insieme alle nostre prese di posizione».

«Del resto la notte del 27 maggio 1993, proprio con le allora più sofisticate tecnologie in mano, giusto i primi telefonini introdotti in Italia di cui erano muniti, i mafiosi di Cosa nostra, oggi in regime di 41 bis, hanno potuto avere buon gioco su tutte quelle attenzioni che i ministeri preposti dovevano prestare, e noi l'abbiamo pagata troppo cara», conclude la nota della presidente. (fonte Ansa)
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2665  del 
02/04/2017
Da "Il fatto quotidiano"

I parenti delle vittime di Firenze in allarme: "No a Skype ai 41-bis"

.....
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Da "Il fatto quotidiano"

I parenti delle vittime di Firenze in allarme: "No a Skype ai 41-bis"

Torna farsi sentire la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili (Firenze, 5 morti, 27 maggio 1993), Giovanna Maggiani Chelli, sulla possibilità di consentire l'uso di Skype ai mafiosi detenuti in regime di carcere duro (articolo 41 bis).
"Rammentiamo - scrive Maggiani Chelli - come sia anche la mimica una tecnica di comunicazione fra mafioso e mafioso, il processo di Firenze per le stragi del 1993 è pieno di dati sulle tecniche di comunicazione mafiosa. Quando mafiosi come i fratelli Graviano parleranno al telefono con le loro famiglie, tramite Skype, di sicuro saranno in grado di passare messaggi con i soli movimenti del viso. Sarà uno scherzo 'comunicare quali delitti compiere' via Skype con una strizzatina d'occhi. Skype non va introdotto".
La legge delega al governo approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera prevede per i detenuti al 41 bis una generica "disciplina dell'utilizzo dei collegamenti audiovisivi sia a fini processuali, con modalità che garantiscano il rispetto del diritto di difesa, sia per favorire relazioni familiari".
Dal ministero della Giustizia hanno fin qui escluso che il governo intenda introdurre Skype per i detenuti al 41-bis.
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2666  del 
10/04/2017
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19 aprile 2017
Ricordo del Magistrato Gabriele Chelazzi
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19 aprile 2017
Ricordo del Magistrato Gabriele Chelazzi
La locandina
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NOTIZIA ANSA
2667  del 
19/04/2017
Mafia: Ass. Georgofili ricorda Chelazzi, non fu ascoltato

FIRENZE, 19 APR - Gabriele Chelazzi "non è stato ascoltato. Lui diceva sempre:.....
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Mafia: Ass. Georgofili ricorda Chelazzi, non fu ascoltato

FIRENZE, 19 APR - Gabriele Chelazzi "non è stato ascoltato. Lui diceva sempre: 'sette eventi di stragi in un paese in meno di un anno e mezzo è un fatto di portata inaudita, non possono non avere conseguenze o essere sottovalutati'. Ma non è stato ascoltato. Così come non lo è stato quando disse: 'abbiamo raggiunto una verità processuale, penale ma non può finire qui. Sette stragi devono avere una lettura politica'".
Così la presidente dell'Associazione vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, oggi ha ricordato Gabriele Chelazzi, nel convegno dedicato ogni anno al magistrato che indago' sulle stragi con autobombe del 1993. Erano presenti, tra gli altri, la presidente del tribunale di Firenze, Marilena Rizzo, l'assessore regionale Vittorio Bugli, la vicesindaco Cristina Giachi, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, e il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi. Moderatore del dibattito Francesco Nocentini, autore di numerosi volumi sulla strage di via dei Georgofili e su Chelazzi.
"Io non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente ma il suo esempio rimarrà legato alla storia di questo Paese - ha osservato il procuratore capo Creazzo -. Per noi costituisce un modello di professionalità e di magistrato che ha fatto la storia in uno dei momenti più delicati dell'Italia ma che ha sempre tenuto un profilo basso e non ha mai fatto azioni da protagonista. A lui tutti i magistrati dovrebbero ispirarsi".
Presenti tra il pubblico numerosi studenti. "Una persona straordinaria di questa città, una grande professionalità unità ad una grande umanità - ha sottolineato l'assessore Bugli -. E' bello che i ragazzi siano venuti ad ascoltare, sarebbe importante se questa iniziativa servisse a stimolare in loro la voglia di scoprire chi era Gabriele Chelazzi, la sua professionalità e come si possa mettere questa al servizio degli altri". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2669  del 
10/05/2017
Associazione Georgofili: "Le proteste della signora Fida Moro ci hanno colpito "Le proteste della signora Fida Moro attraverso le note di ag..... Apri
Associazione Georgofili: "Le proteste della signora Fida Moro ci hanno colpito "Le proteste della signora Fida Moro attraverso le note di agenzia di ieri e gli articoli di giornale ci hanno colpito davvero, a volte sorge il dubbio che è la mancanza di verità che crea discriminazioni e per certe vittime del terrorismo eversivo tutto è più difficile, anche le leggi amministrative".
Così in una nota diffusa oggi Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Maggiani Chelli lo scrive a proposito della "legge 206 del 2004 per le vittime del terrorismo e stragi" che "è ancora oggetto di discussione" e dopo aver ricordato che "ieri 9 maggio 2017, giorno dell'anniversario della morte dell’on. Moro ci sono state le proteste della signora Fida Moro, la quale non era presente al Senato della Repubblica".
"Anche per nostre vittime - commenta Giovanna Maggiani Chelli - non viene applicata la legge 206 del 2004 e i motivi non sono chiari".
Fonte: ANSA
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2670  del 
11/05/2017
Giovanna Maggiani Chelli è stata ascoltata dalla Commissione Antimafia in data 13 Febbraio 2017..... Apri
Giovanna Maggiani Chelli è stata ascoltata dalla Commissione Antimafia in data 13 Febbraio 2017
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2671  del 
16/05/2017
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20/05/2017 La Romola<.....
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20/05/2017 La Romola
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2672  del 
18/05/2017
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Il manifesto del 24° anniversario.....
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Il manifesto del 24° anniversario
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2673  del 
18/05/2017
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Le iniziative per il 24° anniversario
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2674  del 
26/05/2017
Articolo dal sito del Ministero dell'Interno
"Testimonianze di coraggio: in ricordo della strage di Firenze, in Via dei Ge.....
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Articolo dal sito del Ministero dell'Interno
"Testimonianze di coraggio: in ricordo della strage di Firenze, in Via dei Georgofili"

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COMUNICATO
2676  del 
05/06/2017
"Siamo basiti. Dignità e umanità invoca- te per il macellaio di via dei Georgo- fili possono essere esercitate all'in- fermeria del carcere ..... Apri
"Siamo basiti. Dignità e umanità invoca- te per il macellaio di via dei Georgo- fili possono essere esercitate all'in- fermeria del carcere o in un ospedale attrezzato per il 41 bis",tuona la pre- sidente Associazione familiari vittime, Maggiani Chelli,commentando la sentenza di Cassazione che ha disposto il diffe- rimento della pena per Totò Riina.
"Mi preoccupa l'estensione dei benefici ai boss mafiosi", il timore del pm antima- fia Di Matteo. "La risposta dello Stato non può essere la sospensione pena", dice Rosy Bindi,Commissione Antimafia.
"Uno stato forte e democratico non fa morire nessuno in carcere deliberata- tamente",Gonnella,presidente Antigone.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofil
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NOTIZIA ANSA
2677  del 
05/06/2017
Cassazione: Riina; Ass. Georgofili, basiti per pronunciamento

FIRENZE, 5 GIU - "Il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di Ri.....
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Cassazione: Riina; Ass. Georgofili, basiti per pronunciamento

FIRENZE, 5 GIU - "Il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di Riina di andare a morire ai domiciliari ci lascia a dir poco basiti. Aspettiamo fiduciosi il pronunciamento del tribunale di sorveglianza di Bologna, un giudice ci sarà pure in questo Paese. Dopo di che per non essere presi in contropiede cominciamo a preparare gli striscioni".
Lo scrive in un comunicato Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, secondo cui "dignità, umanità, invocate dalla Corte di Cassazione per il macellaio di via dei Georgofili possono essere esercitate tranquillamente all'infermeria del carcere o in un ospedale attrezzato per il 41 bis".
"L'espressione usata 'diritto ad una morte dignitosa' la ritorniamo al mittente - commenta - Si può morire dignitosamente ovunque nelle mani di uno Stato, tranne in via dei Georgofili come è avvenuto il 27 maggio 1993 per Dario, Nadia, Caterina, Angela, Fabrizio e quanti ancora oggi spesso non possono condurre la vita che gli resta dignitosamente". (ANSA)
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2678  del 
06/06/2017
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26 MAGGIO 2017
Interventi di G.M.Chelli e D.Ammannato al convegno
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26 MAGGIO 2017
Interventi di G.M.Chelli e D.Ammannato al convegno
La registrazione
Intervento di G.M.Chelli in P.za Signoria
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NOTIZIA ANSA
2679  del 
07/06/2017
Giovanna Maggiani Chelli, presidente associazione familiari delle vittime della strage dei Georgofili

Sarebbe il massimo se il "capo di.....
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Giovanna Maggiani Chelli, presidente associazione familiari delle vittime della strage dei Georgofili

Sarebbe il massimo se il "capo di Cosanostra" cominciasse a collaborare con la giustizia! Ha sparso più sangue lui dei macelli generali, e la maggior parte del sangue versato ha fatto comodo alla politica collusa e tanti sono ancora lì a chiedere "dignità" nella morte per i criminali. Lo Stato sarebbe più forte se mandasse ai domiciliari Salvatore Riina, dimostrerebbe, dicono i "garantisti", la forza dello Stato nell'applicare i diritti per chiunque. Rimbombano in testa le parole di Graviano Giuseppe: La sapete fare politica, VOI? NO, QUEI MORTI CI SERVONO PER DARE UNA SMOSSA! Eccolo qui il senso del diritto dei "politici", bello confezionato. Fonte: ANSA
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NOTIZIA ANSA
2680  del 
10/06/2017
Stato-mafia: Associazione Georgofili, Graviano si penta
Indiscusso che cosa nostra abbia avuto concorrenti in stragi

FIRENZE, 10 GIU -.....
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Stato-mafia: Associazione Georgofili, Graviano si penta
Indiscusso che cosa nostra abbia avuto concorrenti in stragi

FIRENZE, 10 GIU - "Le stragi del 1993 le ha volute fatte e condotte cosa nostra e per l'appunto Giuseppe Graviano oggi non più a isolamento diurno. Poi che la mafia abbia avuto dei concorrenti nelle stragi 1933 indiscusso e va fatto un processo chiarificatore".
Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Siamo scandalizzati e diciamo a Graviano: si penta, tanto dall'ergastolo ostativo finchè vivrà l'ultimo degli eredi delle vittime di via dei Georgofili non uscirà". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2681  del 
13/06/2017
Riina: Bindi, condizioni cura superiori a domiciliari
"Gli è ampiamente assicurato diritto a una vita dignitosa"

ROMA, 13 GIU.....
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Riina: Bindi, condizioni cura superiori a domiciliari
"Gli è ampiamente assicurato diritto a una vita dignitosa"

ROMA, 13 GIU - "Riina si trova in una condizione di cura e assistenza continue che, a dir poco, sono identiche - se non superiori - a quelle che potrebbe godere in status libertatis o in regime di arresti domiciliari, e in cui gli è ampiamente assicurato il diritto, innanzitutto, ad una vita dignitosa e, dunque, a morire, quando ciò avverrà, altrettanto dignitosamente a meno che non si voglia postulare l'esistenza di un diritto a morire fuori dal carcere non riconosciuto dalle leggi".
Così la presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2682  del 
13/06/2017
Riina: Pg Bologna ha chiesto atti sulle sue condizioni
Il 7 luglio l'udienza, contatti con Palermo e Dna su ruolo boss

BOLOGNA, 13 .....
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Riina: Pg Bologna ha chiesto atti sulle sue condizioni
Il 7 luglio l'udienza, contatti con Palermo e Dna su ruolo boss

BOLOGNA, 13 GIU - La Procura generale di Bologna ha chiesto al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria documentazione sulle attuali condizioni di Totò Riina, il boss di Cosa Nostra al 41 bis nel reparto detenuti all'ospedale Maggiore di Parma. Gli atti sono in vista dell'udienza del 7 luglio davanti al tribunale di Sorveglianza: si tratta di una data fissata prima della recente pronuncia della Cassazione, in seguito ad un'istanza della difesa di Riina per il differimento della pena o la detenzione domiciliare per motivi di salute, che pone questioni analoghe a quelle su cui si è pronunciata la Suprema Corte. Non è escluso che i due fascicoli possano essere riuniti davanti al tribunale. Ci sono stati poi contatti tra la Procura generale bolognese guidata da Ignazio De Francisci, magistrato palermitano che fu nel pool di Falcone e Borsellino, con la Procura di Palermo e la Direzione nazionale antimafia. Non potendo fare indagini in senso tecnico in questi casi, la Procura generale è interessata ad acquisire elementi di fatto ostensibili sull'attuale ruolo di Riina. La Procura generale è indirizzata a chiedere la conferma dello status detentivo. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2683  del 
14/06/2017
Mafia:Ass. Georgofili, Graviano parli con procura e si penta

(ANSA) - FIRENZE, 14 GIU - "Signor Giuseppe Graviano, non la scarcereranno.....
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Mafia:Ass. Georgofili, Graviano parli con procura e si penta

(ANSA) - FIRENZE, 14 GIU - "Signor Giuseppe Graviano, non la scarcereranno mai, lei morira' in galera a 41 bis a l'ergastolo ostativo, questo, e' quanto le e' toccato per il suo comportamento di vita".
Cosi' Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in una lettera diffusa alla stampa.
"Lei - prosegue Maggiani Chelli - ha una sola possibilita', se ne faccia una ragione, parli scriva in una deposizione davanti ad un giudice, davanti ai giudici della Procura di Firenze, scriva bene chi le ha chiesto di far votare per lui tutta la mafia, con ordini ben precisi da dentro il carcere e fuori dal carcere, in cambio dell'annullamento del 41 bis. Lo faccia Signor Giuseppe Graviano, lo faccia il 7 Luglio quando andra' dai giudici per giustificare un coltello nella sua cella, dica a quei giudici che vuole parlare con la Procura di Firenze per pentirsi dei delitti da lei commessi in via dei Georgofili, e dica che e' disposto a dire chi si e' colluso con lei per avere voti e scambi mafiosi".
"Noi glielo giuriamo, non molleremo mai, il sangue dei nostri figli - osserva ancora la presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime - versato con troppa sofferenza non si cancella da via dei Georgofili, possono lavare quanto vogliono, strofinare con tutto il perbenismo e la retorica che vogliono, il sangue dei nostri cari e' sempre li' e grida una forte richiesta di giustizia fino in fondo, oltre la mafia fino la' dove stanno coloro che con la mafia si sono collusi". (ANSA)
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LETTERA
2685  del 
14/06/2017
Signor Giuseppe Graviano,

non La scarcereranno mai, Lei morirà in galera a 41 bis a l'ergastolo ostativo, questo è quanto Le è toccato p.....
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Signor Giuseppe Graviano,

non La scarcereranno mai, Lei morirà in galera a 41 bis a l'ergastolo ostativo, questo è quanto Le è toccato per il Suo comportamento di vita.

Vede, i nostri figli sono morti per le Sue scelte di vita.

Noi siamo andati dentro i Tribunali a cercare giustizia, non abbiamo ordinato la morte di nessuno e tanto meno abbiamo ucciso, non siamo andati a gozzovigliare a Forte dei Marmi dopo che Lei è stato arrestato, come ha fatto Lei dopo la strage di via dei Georgofili, siamo andati prima negli ospedali, negli obitori e poi in Tribunale.

Lei ha una sola possibilità, se ne faccia una ragione: parli, scriva in una deposizione davanti ad un giudice, davanti ai giudici della Procura di Firenze, scriva bene chi Le ha chiesto di far votare per lui tutta la mafia, con ordini ben precisi da dentro il carcere e fuori dal carcere, in cambio dell'annullamento del 41 bis.

Lo faccia Signor Giuseppe Graviano, lo faccia il 7 Luglio quando andrà dai giudici per giustificare un coltello nella sua cella, dica a quei giudici che vuole parlare con la Procura di Firenze per pentirsi dei delitti da Lei commessi in via dei Georgofili, e dica che è disposto a dire chi si è colluso con lei per avere voti e scambi mafiosi.

Noi glielo giuriamo, non molleremo mai, il sangue dei nostri figli versato con troppa sofferenza non si cancella da via dei Georgofili, possono lavare quanto vogliono, strofinare con tutto il perbenismo e la retorica che vogliono, il sangue dei nostri cari è sempre lì e grida una forte richiesta di giustizia fino in fondo, oltre la mafia, fino là dove stanno coloro che con la mafia si sono collusi.

Abbiamo, quali parti lese, letto le sue trascrizioni ambientali depositate a Palermo, abbiamo capito che Lei sa bene le cose, lo abbiamo capito, perché al contrario di tanti siamo in grado di mettere in fila anche le sfumature delle parole da Lei confidate al compagno di ora d'aria.

Vede, ci sono passaggi nella sue "intercettazioni", che noi abbiamo acquisito nei fiumi di processi, ma anche da incontri con i magistrati che ci si sono stati accanto durante i processi di Firenze per le stragi del 1993, sono sfumature che Lei è in grado di trasmettere perché Lei sa, perché è uno degli attori principali delle stragi del 1993 e noi capiamo le Sue sfumature, perché siamo coloro che non si sono persi neppure i vostri respiri nelle aule di giustizia e fra le carte bollate.

E a parte qualche vanteria, noi per ora crediamo così, siano vanterie, perché sui rapporti sessuali in carcere con sua moglie per figliare, per ora non ci vogliamo credere. Lei ha figliato a 41 bis in tempi sospetti, sì, ma perché l'hanno aiutata a far uscire il suo liquido seminale dal carcere.

L'hanno aiutata subito dopo poco il suo arresto,mentre eravamo nel 1996 tutti in tribunale al processo per le stragi del 1993, forse proprio per dirle "stai tranquillo siamo qui".

C'è inoltre un altro punto che non torna nelle Sue intercettazioni: non è vero che Le è innocente per le stragi del 1993, Lei le ha fortemente volute con gli altri le stragi del 1993, Le servivano per comprare i suoi vesti colorati firmati Valentino e per dare a sua moglie 5 cucine nella Villa di Nizza.

Ebbene, a parte qualche vanteria, le Sue intercettazioni palermitane sono lo specchio di notizie che solo chi sa e chi ha sofferto e si è informato può conoscere.

Parli, Signor Graviano. Parli, perché, vede, noi siamo figurativamente, ma decisi, con la "lampada" sui Suoi occhi. Parli, perché dal carcere Lei non uscirà, fosse l'ultima cosa per la quale ci batteremo con forza su questa terra.

Se questo sistema che è orribilmente in odore di mafia, dovesse mettersi per traverso, ebbene, in via dei Georgofili sappia che pianteremo una tenda e staremo lÌ fino a quando Lei e Riina non tornerete in carcere all'ergastolo ostativo di 41 bis e con voi tutti gli altri che erano a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 a vario titolo.

È una promessa Signor Graviano Giuseppe.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2684  del 
23/06/2017
Mafia: Maggiani Chelli, dichiarazioni Graviano genuine

PALERMO, 23 GIU - "Le intercettazioni di Giuseppe Graviano durante l'ora d&.....
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Mafia: Maggiani Chelli, dichiarazioni Graviano genuine

PALERMO, 23 GIU - "Le intercettazioni di Giuseppe Graviano durante l'ora d'aria con il suo compare Adinolfi continuano al processo di Palermo a far discutere sulla loro genuinità".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Noi riteniamo siano più che genuine - aggiunge Maggiani Chelli - anzi Graviano e Adinolfi avevano una aspirazione grandissima, essere intercettati, ascoltati e sentiti su ciò che dicevano, affinchè i destinatari del messaggio capissero bene che Graviano Giuseppe stava parlando di cose vere e avrebbe detto ben di più a breve, se ciò che vuole non dovesse andare a buon fine: uscire dal 41 bis e andare a casa insieme a Riina. Sulla scia delle intercettazioni a Giuseppe Graviano - conclude Maggiani Chelli - chiediamo la riapertura dei processi di Firenze per la strage di via dei Georgofili aic oncorrenti nel massacro". (ANSA)
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ARTICOLO
2686  del 
01/07/2017
Il corriere fiorentino del 1 luglio 2017

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Il corriere fiorentino del 1 luglio 2017

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/17_luglio_01/firenze-cultura-contro-terrore-rimettiamo-posto-tutti-pezzi-quelli-quadro-verita-73b35916-5e36-11e7-8c81-013a291bff96.shtml

«Rimettiamo a posto tutti i pezzi
Quelli del quadro e della verità»
La presidente dell'Associazione familiari della vittime di via dei Georgofili: chi fu il vero regista di Cosa Nostra?
di Antonella Mollica

«L'arte è stata sfregiata dalla mafia e questa campagna per restituire a Firenze l'ultimo quadro ferito dall'attentato mafioso è sicuramente lodevole. Ma non dimentichiamo mai che manca ancora un pezzo di verità su quella stagione. E noi non ci stancheremo mai di cercarlo». Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, da quel 27 maggio 1993, è il volto di chi non si arrende. Quella notte, quando esplodono quasi trecento chili di tritolo nel cuore di Firenze, sua figlia Francesca e il fidanzato Dario, entrambi studenti di 22 anni, si trovavano nella loro stanza in via dei Georgofili. Lui morirà tra le fiamme — insieme a tutta la famiglia Nencioni, Caterina, appena 50 giorni di vita, Nadia, 9 anni, e i genitori Angela e Fabrizio — lei invece si salverà. «Chi ha provocato tanta morte e distruzione deve pagare di fronte alla giustizia e alla storia», ha sempre ripetuto come un mantra in questi 25 anni Giovanna Maggiani Chelli. Lei che il giorno in cui sua figlia si è laureata in architettura a Firenze, ha scritto una lettera al boss dei boss, all'«egregio signor Salvatore Riina», per raccontargli che «il suo tritolo ha spezzato mia figlia ma non l'ha piegata».

Conservare la memoria

Ben vengano iniziative come queste che vogliono restituire alla città un'opera come i «Giocatori di carte» di Bartolomeo Manfredi che la mafia ha completamente sfigurato, dice Giovanna Maggiani Chelli riferendosi alla raccolta di fondi promossa dal Corriere Fiorentino con Gallerie degli Uffizi e Banca Federico Del Vecchio per il restauro da finire entro il venticinquesimo anniversario della strage. «Soprattutto se servono a conservare la memoria di quello che è accaduto e a non fermarsi nella ricerca della verità. I processi che sono arrivati a sentenza definitiva, come quello Tagliavia, che si è celebrato proprio a Firenze, dicono che c'era Cosa Nostra con il suo apparato militare dietro quegli attentati che insanguinarono l'Italia ma dicono anche che non fu una sua iniziativa. Giuseppe Ferro, capo mandamento di Alcamo, lo ha detto chiaramente: a noi quelle stragi non interessavano, se l'abbiamo fatto è perché qualcuno l'ha chiesto. E noi vogliamo sapere chi è il regista occulto dietro Cosa Nostra. In tutti questi anni abbiamo visto inchieste aperte e archiviate. Speriamo adesso che da Firenze possano arrivare le risposte che aspettiamo».

L'inchiesta sul boss Graviano

Da pochi giorni in Procura è arrivato il fascicolo da Palermo con tutte le intercettazioni ambientali del boss Giuseppe Graviano realizzate per oltre un anno nel carcere di Ascoli. L'inchiesta sarà affidata al pm della direzione distrettuale antimafia Angela Pietroiusti, la stessa che ha portato a processo Totò Riina con l'accusa di essere il mandante della strage che il 23 dicembre 1984 provocò 16 morti e 260 feriti sul treno Napoli-Milano

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NOTIZIA ANSA
2687  del 
07/07/2017
Georgofili: Cassazione, Spatuzza disse verità su Tagliavia
Per giudici giusta condanna ergastolo boss di Corso dei Mille

FIRENZE, 7 LUG -.....
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Georgofili: Cassazione, Spatuzza disse verità su Tagliavia
Per giudici giusta condanna ergastolo boss di Corso dei Mille

FIRENZE, 7 LUG - Quando i pentiti Gaspare Spatuzza e Pietro Romeo hanno accusato il boss Francesco Tagliavia di aver partecipato alla riunione preparatoria della strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 a Firenze, di aver fornito tre dei suoi uomini per il gruppo di fuoco e di essersi occupato anche di alcuni sopralluoghi, oltre ad aver fornito l'esplosivo necessario all'attentato, sono credibili. Lo scrivono i giudici seconda sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale hanno confermato l'ergastolo inflitto al boss di cosa nostra dalla Corte d'assise d'appello di Firenze il 24 febbraio 2016. Per i giudici, infatti, nella sentenza impugnata dai legali di Tagliavia (gli avvocati Luca Cianferoni e Antonio Turrisi), "emerge con chiarezza che le dichiarazioni dei diversi collaboratori sono state sottoposte ad un rigoroso vaglio della credibilità dei dichiaranti e dell'attendibilità intrinseca delle dichiarazioni e ad una verifica esterna di tale attendibilità". Proprio questo punto era stato il motivo per il quale il processo era approdato una seconda volta in Cassazione: la Suprema Corte aveva annullato, con rinvio, la prima sentenza d'appello chiedendo una valutazione degli elementi di prova a sostegno delle dichiarazioni dei pentiti. Nelle motivazioni i giudici scrivono anche che dalla sentenza del tribunale fiorentino, "come prove logiche", sono state "correttamente indicate la natura dei rapporti personali" tra Tagliavia e Giuseppe Graviano "così come illustrati anche da Fabio Tranchina, e la conservazione del ruolo" da parte di Tagliavia, capo famiglia di Corso dei Mille a Palermo, stretto collaboratore di Graviano. Non solo a quest'ultimo fornì i suoi uomini (Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e Francesco Giuliano, già condannati per la strage di via dei Georgofili nella quale morirono 5 persone, 40 furono i feriti e gravissimi i danni inferti al patrimonio storico artistico). "Siamo molto contenti di come si presenta la motivazione - dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili -. Conferma che avevamo visto giusto: Lo Nigro, Barranca e Giuliano, erano a Palermo a caricare l'esplosivo, a casa di Tagliavia". Non solo, per Maggiani Chelli "Spatuzza è attendibile su Tagliavia quindi, sicuramente, è attendibile nei sui colloqui con Graviano in altre occasioni". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2688  del 
07/07/2017
Riina: ass. Georgofili,se sta male in ospedale ma con 41 bis

FIRENZE, 7 LUG - "Man mano che le ore passano le richieste di Riina si fann.....
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Riina: ass. Georgofili,se sta male in ospedale ma con 41 bis

FIRENZE, 7 LUG - "Man mano che le ore passano le richieste di Riina si fanno sempre più chiare. Vuole andare in un ospedale 'famiglia' senza il 41 bis". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofi, commentando la richiesta nuovamente avanzata dai difensori di Totò Riina. Per Maggiani Chelli il boss, invece, "deve rimanere in carcere a 41 bis, se si sente male andare in ospedale a 41 bis e tornare in cella appena guarito. E' più che mai evidente il tentativo di far venire meno il 41 bis per se e così per tutti gli altri". "Non c'è limite all'arroganza mafiosa, che vuole annullato il 41 bis sulla carta bollata. Un gioco sporco, mafioso, e raggirante - conclude la presidente dell'Associazione - sulla pelle delle nostre vittime".(ANSA)
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2689  del 
19/07/2017
Mafia: Ass.Georgofili, oggi sentiamo profumo di giustizia

FIRENZE, 19 LUG - "Forte, chiaro e giusto il messaggio che viene dallo Stato .....
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Mafia: Ass.Georgofili, oggi sentiamo profumo di giustizia

FIRENZE, 19 LUG - "Forte, chiaro e giusto il messaggio che viene dallo Stato per Salvatore Riina. Resta in carcere, in ospedale per ora che è ammalato, a 41 bis, il Capo di Cosa Nostra. Alla famiglia Riina sono stati sequestrati beni accumulati illecitamente. Oggi sentiamo quel "profumo di giustizia, lontano da ogni compromesso "a cui hanno diritto le nostre vittime".
Così in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito della decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2691  del 
19/07/2017
Mafia:no Tribunale Sorveglianza a scarcerazione Riina

PALERMO, 19 LUG - Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di.....
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Mafia:no Tribunale Sorveglianza a scarcerazione Riina

PALERMO, 19 LUG - Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali del boss Totò Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2692  del 
19/07/2017
FIRENZE, 19 LUG - Nell'operazione della Dda di Palermo contro il clan Brancaccio Pietro Tagliavia, considerato il capo mandamento e figlio del bo..... Apri
FIRENZE, 19 LUG - Nell'operazione della Dda di Palermo contro il clan Brancaccio Pietro Tagliavia, considerato il capo mandamento e figlio del boss Francesco Tagliavia, è stato arrestato dalla squadra mobile di Firenze in un'abitazione di Capraia e Limite (Firenze) dove si era trasferito appena ieri e dove avrebbe dovuto proseguire a osservare la misura degli arresti domiciliari. Con Tagliavia c'era la madre. Ancora in corso il trasloco, visibili nelle stanze gli scatoloni. Per alcuni mesi, fino a ieri, Pietro Tagliavia è stato agli arresti domiciliari in una casa di Campi Bisenzio, presso una famiglia di conoscenti. Ma di recente aveva deciso di spostarsi altrove, ottenendo la necessaria autorizzazione dall'autorità giudiziaria. A Campi Bisenzio Tagliavia junior era ospite di Filippo Rotolo, arrestato anche lui nell'operazione di oggi, da parte della guardia di finanza, e messo ai domiciliari.
"La polizia di Firenze si è fatta onore e confidiamo in un altro pezzo di verità", afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili: "Non v'è dubbio - aggiunge - 'cosa nostra', quando dà messaggi come la strage di via dei Georgofili e cerca spazi, non si può dire che non si muova in Toscana".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2693  del 
01/08/2017
Strage Bologna: Georgofili, manca la verità completa

FIRENZE, 1 AGO - "Torneremo come ogni anno a Bologna sul palco del 2 Agosto insieme.....
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Strage Bologna: Georgofili, manca la verità completa

FIRENZE, 1 AGO - "Torneremo come ogni anno a Bologna sul palco del 2 Agosto insieme a tante vittime delle stragi e del terrorismo che hanno insanguinato l'Italia per ricordare tutti i morti e i feriti alla Stazione di Bologna. Abbiamo un comune denominatore al di là delle diversità per ogni singolo evento stragista, la mancanza di verità completa, mancano i mandanti, i concorrenti, gli ispiratori, non bastano i sinonimi della lingua italiana per esprimere i nomi di coloro che non sono mai stati scritti negli atti processuali".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2694  del 
04/09/2017
Strage rapido 904: Ass.Georgofili, quando avremo mai verità?

FIRENZE, 4 SET - "Secondo quanto spiegato oggi dalla Corte, il rinvio a Firenze.....
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Strage rapido 904: Ass.Georgofili, quando avremo mai verità?

FIRENZE, 4 SET - "Secondo quanto spiegato oggi dalla Corte, il rinvio a Firenze per il rapido 904 a data da destinarsi, è stato disposto in virtù delle recenti modifiche apportate all'articolo 603 del codice di procedura penale - riforma Orlando - che impongono al giudice, nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, di disporre la riapertura completa dell'istruttoria. Quando avremo mai la verità sulle stragi mafiose terroristiche eversive degli anni 90 se anche i ministri della Giustizia remano contro in tempi che paiono sospetti?". Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli.(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2695  del 
14/09/2017
Giustizia: Ass. Georgofili, ministro butti quella legge...

FIRENZE, 14 SET - "La legge targata ministro Orlando non solo ha bloccato il proc.....
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Giustizia: Ass. Georgofili, ministro butti quella legge...

FIRENZE, 14 SET - "La legge targata ministro Orlando non solo ha bloccato il processo per il treno 904, ma se non applicabile al rito abbreviato, con il quale una parte di colpa piaccia o no ci sta, anche il processo Calogero Mannino saltera'".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in merito alla riforma del ministro Orlando. "La butti via Signor Ministro quella legge
infausta che - si legge nel comunicato - ha posto limiti alla verita' sulle stragi d'Italia. Lei, Signor Ministro, viene dalla Spezia, la citta' che ha dato i natali a vittime della strage di via dei Georgofili, neppure questo si e' ricordato mentre prestava orecchio a 'sirene' di richiamo europeo per i diritti dell'uomo, senza ascoltare il grido di giustizia di sangue tutto italiano?". (ANSA)
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2696  del 
14/09/2017
Giustizia: Ass. Georgofili, ministro butti quella legge... (2)

(ANSA) - FIRENZE, 14 SET - Successivamente la presidente dell'Associazione tra.....
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Giustizia: Ass. Georgofili, ministro butti quella legge... (2)

(ANSA) - FIRENZE, 14 SET - Successivamente la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili ha inviato una nota di modifica del precedente testo come segue:
"La Legge targata ministro Orlando non solo ha bloccato il processo per il treno 904, ma se applicabile al rito abbreviato, con il quale una parte di colpa piaccia o no ci sta, anche il processo Calogero Mannino saltera'. Cadra' con ogni probabilita' in prescrizione". (ANSA)
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NOTIZIA GoNews
2697  del 
03/10/2017
Regolamento 41bis, Associazione Georgofili: "Regole scritte in bella copia"

03 ottobre 2017
La presidente dell'Associazione tra i famil.....
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Regolamento 41bis, Associazione Georgofili: "Regole scritte in bella copia"

03 ottobre 2017
La presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in merito al cambiamento del regolamento del regime di 41bis o carcere duro per rendere omogeneo il trattamento dei carcerati al 41 bis di tutti gli istituti di pena italiani, commenta:"E' il momento di inasprire il 41bis".
Dal nuovo regolamento è emerso che ai detenuti sarà permesso guardare solo programmi tv nazionali e leggere quotidiani, non locali. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha ricordato che “le restrizioni inflitte dal 41 bis non sono una pena aggiuntiva, ma uno strumento teso a isolare i boss".
La presidente Giovanna Maggiani Chelli prosegue: "In questi 25 anni i benefici ai detenuti al 41 bis erano stati concessi, come abbiamo come sempre sostenuto e ora è scritto in bella copia”
(Ansa)
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NOTIZIA ANSA
2698  del 
03/10/2017
Mafia: 41 bis; Ass. Georgofili, 'è stato ammorbidito' "Pacchetto benefici per passare quel tempo tolto a nostri figli"

ROMA, 3 OTT - "In un m.....
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Mafia: 41 bis; Ass. Georgofili, 'è stato ammorbidito' "Pacchetto benefici per passare quel tempo tolto a nostri figli"

ROMA, 3 OTT - "In un modo o nell'altro il 41 bis si mamorbidisce proprio come voleva la mafia la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze. Giornali, libri, TV di ogni genere, il nuovo pacchetto benefici per ingannare lo scorrere delle ore, quel tempo che ai nostri figli hanno levato definitivamente sotto due metri di terra". Ad affermarlo è Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Almeno il Ministro poteva risparmiarci che "così si evitano cause". Abbiamo voglia di espatriare e andare in un Paese dove la mafia si combatte, ovvero non la si premia per essere andata in carcere usando quintali di tritolo", conclude Maggiani Chelli. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2699  del 
03/10/2017
Mafia: 41 bis; Ass.Georgofili, regole ora in 'bella copia'

FIRENZE, 3 OTT - Chi protesta contro le regole per il 41 bis "non è in malafede, m.....
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Mafia: 41 bis; Ass.Georgofili, regole ora in 'bella copia'

FIRENZE, 3 OTT - Chi protesta contro le regole per il 41 bis "non è in malafede, ma è solo preoccupato perchè ora è chiaro che in questi 25 anni i benefici ai detenuti al 41 bis erano stati concessi, come abbiamo come sempre sostenuto, e ora sono anche scritti in bella copia". Ad affermarlo, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Non si offendano vittime che in nome di benefici al regime di 41 bis hanno perso la vita in un modo ignobile. Vogliamo rispetto e meno concessioni ai mafiosi rei di strage, questo è il momento di inasprire il 41 bis, mentre si scrivono le regole sulle circolari", conclude.(ANSA)
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2700  del 
05/10/2017
Articolo da Il Dubbio del 05/10/2017


È battaglia sul 41 bis: la Procura contro la Commissione Antimafia

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Articolo da Il Dubbio del 05/10/2017


È battaglia sul 41 bis: la Procura contro la Commissione Antimafia

Polemica sulla circolare del Dap. secondo il senatore Pd Lumia alleggerisce il carcere duro. La replica di Roberti: «Non è vero, il regime carcerario non cambia»


Doveva essere una circolare interna per chiarire una volta per tutte i diritti e i doveri dei detenuti al 41 bis, è diventata terreno di scontro. Il "decalogo" emanato dal Dap, che punta a uniformare il trattamento dei condannati al regime di carcere duro ( fino ad oggi rimesso ai singoli istituti di pena) è finito sotto il fuoco di fila delle associazioni dei familiari delle vittime e, soprattutto, sotto la lente d'ingrandimento della commissione Antimafia.

«La commissione valuti attentamente il contenuto della circolare del Ministero della Giustizia sull'applicazione del 41 bis», ha chiesto il senatore Giuseppe Lumia, capogruppo del Pd in Commissione giustizia e componente della Commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi. «È giusto dettare principi per rendere omogenea la sua applicazione in tutti gli istituti di pena italiani. Tuttavia è necessario valutare la coerenza di questi criteri con la legge, che è molto rigorosa perché ha l'obiettivo di impedire che all'interno delle carceri i boss possano comunicare con l'esterno, continuando a svolgere il loro ruolo di capi dell' organizzazione» spiega il senatore dopo la seduta della Commissione. Per Lumia, dunque, è necessario verificare che la circolare sia coerente con la legge e non allarghi le maglie del carcere duro, regalando ai boss indebiti alleggerimenti di pena.

A stretto giro è arrivato il commento del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, che ha allontanato qualsiasi illazione: «Nella nuova circolare del Dap non c'è alcun annacquamento del 41 bis», ha scandito durante la conferenza stampa sugli arresti del clan Rinzivillo a Gela. Nessun dubbio sul contenuto della circolare, dunque: «la Procura nazionale ha espresso parere favorevole e le previsioni contenute sono perfettamente conformi ai principi del diritto interno, internazionale e al diritto della persona», ha sottolineato Roberti, il quale ha liquidato la polemica con un «bisogna leggere il testo, non c'è alcuna alterazione del 41bis».

Un giudizio, quello del Procuratore nazionale antimafia, condiviso anche dalla maggior parte della Commissione parlamentare antimafia. «Si è discusso solo incidentalmente della circolare, la seduta si occupava di altri temi. Torneremo sull'argomento, qualora ce ne fosse la necessità», ha chiarito Marco Di Lello, deputato membro della commissione sempre in quota Pd, il quale ha condiviso le considerazioni di Roberti.

«Mi trovo in piena sintonia con il Procurato- re nazionale antimafia: la circolare ha il pregio di portare omogeneità sul territorio nazionale nell'applicazione del 41bis e non provoca alcun abbassamento di tensione ad un regime carcerario che, comunque, deve essere considerato una misura eccezionale», ha spiegato Di Lello. La richiesta di Lumia, però, è chiara: l'Antimafia si occupi della circolare, verificandone la conformità. «Non la considero una richiesta eclatante, anche perché rientra nelle competenze della commissione. Anche se succedesse, sono tranquillo sulla correttezza del contenuto e non vedo alcun pericolo di contrasti», ha minimizzato il deputato.

Anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha difeso il decalogo, sottolineandone soprattutto gli obiettivi: «Il 41bis deve evitare che chi è in carcere abbia contatti con l'esterno ma, quando non ci sono elementi in conflitto con questa ratio, non bisogna avere condizioni di disumanità», ha detto, rispondendo indirettamente all'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Nei giorni scorsi, infatti, la presidente Giovanna Maggiani Chelli aveva sostenuto che, dopo la circolare, «in un modo o nell'altro il 41 bis si ammorbidisce proprio come voleva la mafia la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze. Giornali, libri, TV di ogni genere, il nuovo pacchetto benefici per ingannare lo scorrere delle ore, quel tempo che ai nostri figli hanno levato definitivamente sotto due metri di terra». Parole dure, quelle di Chelli, che si riferiscono direttamente ai contenuti della circolare nell'elencazione dei diritti dei detenuti al 41bis.

Nelle 52 pagine, infatti, c'è tutta la vita dei detenuti: dalle dimensioni delle pentole al numero delle foto da tenere in cella, dai colloqui con i familiari alla corrispondenza e ai libri che è possibile ricevere. Il provvedimento specifica per la prima volta le regole del carcere duro, con l'obiettivo di impedire che le seppur minime diversità da carcere a carcere possano essere vissuti dai detenuti come riconoscimento di un potere. Un provvedimento «che dà omogeneità al 41bis, evitandone ogni forma di arbitrio e di misure impropriamente afflittive», ha chiarito il ministro Orlando, il quale ha ricordato che «le restrizioni inflitte dal 41 bis non sono una pena aggiuntiva». Del resto la circolare - atto interno all'amministrazione penitenziaria indirizzato ai direttori degli istituti, ai provveditori dell'amministrazione e al direttore del Gruppo Operativo Mobile - non ha ovviamente alcun potere dispositivo di nuove norme ma solo finalità organizzative. (IL DUBBIO)
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NOTIZIA ANSA
2701  del 
31/10/2017
Mafia: stragi '93; Ass.Georgofili, abbiamo bisogno di verità

(ANSA) - FIRENZE, 31 OTT - "Come un paio di scarpe nuove &egra.....
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Mafia: stragi '93; Ass.Georgofili, abbiamo bisogno di verità

(ANSA) - FIRENZE, 31 OTT - "Come un paio di scarpe nuove è arrivata la notizia della riapertura delle indagini sulla strage di via dei Georgofili. Siamo preoccupatissimi che la notizia sia uscita sui giornali ora in sede di imminenti elezioni politiche, per le quali ogni giorno si scrive di probabili accordi elettorali strombazzati a destra e a manca". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando la nuova inchiesta aperta dalla procura di Firenze su Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. "Noi abbiamo bisogno di verità, di un processo per strage ai probabili concorrenti della mafia 'cosa nostra', non di manfrine da operetta fra Segretari di partito e compagni di 'merende politiche' varie - continua Maggiani Chelli -. Abbiamo bisogno che si capisca una buona volta cosa ci hanno fatto i 'concorrenti della mafia' già affrontati in sede di indagine almeno tre volte e sempre archiviati". "E' vero o non è vero che alla mafia è stato chiesto: vai in via dei Georgofili e massacra che ci torna comodo per fare politica? Se ci prenderanno in giro ancora una volta vorrà dire che fino ad oggi siamo stati circondati da vigliaccheria e opportunismo", conclude la presidente dell'Associazione. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2702  del 
03/11/2017
Stragi '93: Ass. Georgofili, mancano pure gli ispettori...

FIRENZE, 3 NOV - "Il ministro Orlando, ancora una volta in televisione, .....
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Stragi '93: Ass. Georgofili, mancano pure gli ispettori...

FIRENZE, 3 NOV - "Il ministro Orlando, ancora una volta in televisione, annuncia che valuterà se mandare gli ispettori". "Ecco, ci mancano pure gli ispettori per stabilire se Firenze o Palermo hanno avuto fuga di notizie".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Le indagini preliminari - aggiunge - sono un atto pubblico se non sbagliamo e quindi non è fuggito un bel niente. C'è stata solo una uscita sui giornali in tempi piú che sospetti di una notizia che tutti insieme si potevano risparmiare, così noi non ci saremo ancora una volta sentiti strumentalizzati. Ora non resta che andare avanti come sempre siamo avvezzi a fare da 24 anni a testa bassa e confidare nella presa di coscienza di chi deve, davanti a tanta barbarie istituzionale e politica". (ANSA)
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COMUNICATO
2703  del 
13/11/2017
All'Università degli Studi di Firenze sede di Novoli facoltà di Giurisprudenza Polo di Scienze Sociali
Gli "Studenti di .....
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All'Università degli Studi di Firenze sede di Novoli facoltà di Giurisprudenza Polo di Scienze Sociali
Gli "Studenti di sinistra" e "Rossomalpolo" durante il FORUM contro la mafia ci danno l'opportunità di una plenaria sulla Strage di via dei Georgofili.


5 Novembre h.16 Edificio D6
Plenaria con
. Giovanna MAGGIANI CHELLI - Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
. Giuseppe LOMBARDO - Procuratore aggiunto di Reggio Calabria
. Danilo AMMANNATO - Avvocato penalista


Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2704  del 
15/11/2017
Stragi '93: Maggiani Chelli, temo che nessuno voglia verità

Presidente Ass. Georgofili parla nuova inchiesta su mandanti
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Stragi '93: Maggiani Chelli, temo che nessuno voglia verità

Presidente Ass. Georgofili parla nuova inchiesta su mandanti

15 Novembre , 19:49
(ANSA) - FIRENZE, 15 NOV - Le indagini sui cosiddetti 'mandanti coperti' per le stragi del '93 a Roma, Milano e Firenze, "sono state riaperte e ciò che sarebbe logico aspettarsi è almeno a un rinvio a giudizio. Il problema è che, come ormai avviene da oltre 20 anni, temiamo che nessuno voglia la verità".
Così la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli intervenuta questa sera al Forum nazionale 'contro le mafie' organizzato dagli studenti universitari al Polo di Novoli a Firenze.
"I politici parlano, le notizie escono come un 'orologio' ma quando si parla di verità tutto diventa difficile e ora anche la magistratura non riesce a darci quella sensazione di vicinanza che abbiamo sempre sentito da loro", ha aggiunto Maggiani Chelli che dice chiaramente di aver "paura di una nuova archiviazione subito dopo le elezioni", come avvenuto per le precedenti inchieste aperte a Firenze nel 1996 e nel 2011, "perchè tutti si difendono".
Al forum doveva essere presente anche il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, "che ieri sera ha comunicato l'impossibilità di essere presente a Firenze - ha concluso la presidente dell'Associazione -. Peccato: lui è titolare di un'inchiesta sui legami tra cosa nostra e la 'ndrangheta. Un processo importante perchè c'è anche Giuseppe Graviano, lo stesso che è sempre presente nei processi per le stragi". (ANSA)
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COMUNICATO
2705  del 
16/11/2017
Totò Riina è in coma "secondo bollettini medici" di ora in ora, oggi compie 87 anni.
Iddio abbia pietà di lui, noi non ab.....
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Totò Riina è in coma "secondo bollettini medici" di ora in ora, oggi compie 87 anni.
Iddio abbia pietà di lui, noi non abbiamo potuto perdonarlo e ci spiace muoia ora che forse si potrebbe arrivare a capire chi gli ha armato la mano per ammazzare i nostri figli, malgrado lui il capo della mafia non si sia mai pentito.
Ho parlato ora con i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili e la risposta stata il silenzio totale, hanno patito troppo per un uomo che tale non è mai stato.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2706  del 
16/11/2017
SIGNOR MINISTRO DELLA GIUSTIZA,
UNO STATO CHE NON HA IL CORAGGIO DI AFFRONTARE LA MORTE DI UNO STRAGISTA DELLA PORTATA DI SALVATORE RIINA, SENZA I.....
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SIGNOR MINISTRO DELLA GIUSTIZA,
UNO STATO CHE NON HA IL CORAGGIO DI AFFRONTARE LA MORTE DI UNO STRAGISTA DELLA PORTATA DI SALVATORE RIINA, SENZA IMPIETOSIRSI, E'UNO STATO CHE HA DELLE COLPE VERSO LE VITTIME DI RIINA.

GIOVANNA MAGGIANI CHELLI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIA DEI GEORGOFILI
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COMUNICATO
2707  del 
16/11/2017
Sig. Ministro della Giustizia, Sig. PNA, Sig. Direttore del DAP.

Dove sta la logica secondo cui avete dovuto firmare della carta di Stato pe.....
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Sig. Ministro della Giustizia, Sig. PNA, Sig. Direttore del DAP.

Dove sta la logica secondo cui avete dovuto firmare della carta di Stato per autorizzare i familiari di Riina ad assistere alla morte del loro congiunto il capo di Cosa Nostra,una organizzazione criminale a struttura piramidale, che in Italia ha provocato lutti, miseria e disperazione quanta ne hanno prodotta i nazisti nei campi di concentramento?
Perch&eacuto; avete messo noi le vittime di Riina a dover affrontare il torto della Vostra umana pietà intrisa di ipocrisia e vigliaccheria?
Cosa farete il 27 Maggio prossimo, verrete a Firenze in via dei Georgofili a mettere in fila un per una le cattiverie, le scelleratezze di "cosa nostra" organizzazione criminale a cui appartiene Salvatore Riina e fare finta di indignarvi?
Riina poteva morire come tutti, e lui in vita è trattato sicuramente meglio di tutti noi, senza che ci fosse alcun bisogno della pietà istituzionale.
Perch&eacuto; Riina deve morire con la Sua famiglia, i nostri figli sono morti soli come cani abbandonati dallo Stato nelle mani di Riina, è per questo che vi attanaglia il senso di pietà verso la mafia?
Lo Stato deve garantire giustizia alle vittime in base al crimine che il reo ha commesso e Riina ha passato ogni limite nella scala criminale.
L'Abbiamo detto nel nostro comunicato, Dio abbia pietà di Riina non gli uomini istituzionali di questa Italia.
Non vi capiremo mai
Eravamo soli quando Riina ci ha massacrato in via dei Georgofili, siamo soli oggi davanti ad uno Stato pietoso verso il CAPO DI COSA NOSTRA.
Concludo, Signor Ministro, Lei che è spezzino, è informato di come muoiono in questi giorni i vecchi nell’ospedale della Spezia e Sarzana abbandonati senza familiari?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofli
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NOTIZIA ANSA
2709  del 
16/11/2017
Riina: Orlando firma permesso, figli vicino al padre

ROMA, 16 NOV - Con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell'Amm.....
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Riina: Orlando firma permesso, figli vicino al padre

ROMA, 16 NOV - Con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell'Amministrazione penitenziaria, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato il permesso per i figli di Totò Riina che potranno stargli vicino, nella struttura sanitaria a Parma in cui si trova da tempo e le cui condizioni sono precipitate. (ANSA)
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COMUNICATO
2708  del 
17/11/2017
È morto Salvatore Riina il boia di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 .
Salvatore Riina in via dei Georgofili ha messo in atto "LA.....
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È morto Salvatore Riina il boia di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 .
Salvatore Riina in via dei Georgofili ha messo in atto "LA STRAGE DEL 41 BIS" come la definì il Procuratore Gabriele CHELAZZI.
5 morti, 48 feriti sono stati il tentativo di Salvatore Riina di far abolire il 41 bis.
Abbiamo speso 25 anni della nostra vita e non ce l'ha fatta Salvatore Riina a fare abolire sulla carta bollata il carcere duro ed è morto a 41 bis, questo è quanto dovevamo ai nostri morti.
Tuttavia fin da quel 1993 e fino ad oggi, i passaggi da 41 bis a carcere normale, hanno denotato quanta forza nell'ambito dello Stato sia stata spesa per assecondare i desiderata della mafia "cosa nostra", ma questo è un capitolo ancora tutto aperto.
Stiamo aspettando un processo per capire chi aveva in quel 1993 promesso a Riina, in cambio di morti, l'abolizione del 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2710  del 
17/11/2017
" Lo stragismo mafioso fu concepito allora anche per ricattare lo Stato sul 41 bis"

Firenze, 17 nov. - (AdnKronos) - " Muore .....
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" Lo stragismo mafioso fu concepito allora anche per ricattare lo Stato sul 41 bis"

Firenze, 17 nov. - (AdnKronos) - " Muore Salvatore Riina, capo di Cosa Nostra. Un boia responsabile di enormi delitti. Muore da perdente. Tra i suoi crimini anche l' attentato di via dei Georgofili a Firenze, il 27 Maggio 1993 (5 morti e 48 feriti). Lo stragismo mafioso fu concepito allora anche per ricattare lo Stato in cambio dell' abolizione del carcere duro e del 41 bis, che avrebbe consentito alla mafia di ricostruire la sua trama".
Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, fondatore di Articolo Uno - Mdp.

In un post su Facebook, Rossi riporta anche le parole di Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, che ha commentato la morte di Riina " con parole lapidarie", che condivide e riporta: " Abbiamo speso 25 anni della nostra vita e non ce l' ha fatta, Salvatore Riina, a fare abolire sulla carta bollata il carcere duro. è morto in regime di detenzione 41 bis, questo è quanto dovevamo ai nostri morti".
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COMUNICATO
2711  del 
17/11/2017
Rispondendo al Ministro della Giustizia circa il fatto che bisogna "marcare la differenza dalla mafia", spiegando così il gesto di &#..... Apri
Rispondendo al Ministro della Giustizia circa il fatto che bisogna "marcare la differenza dalla mafia", spiegando così il gesto di "pietà" verso Riina quando ha firmato la deroga al 41bis, affinchè i familiari del boss potessero essere presenti alla sua morte, ribadiamo che la differenza dalla mafia sarebbe arrestare Matteo Messina Denaro.
Fare deroghe al 41 bis quando Riina era in punto di morte è stato gravissimo e sicuramente la mafia lo ha accolto come un segnale.
I figli Riina li ha uccisi a noi e un Ministro della Repubblica dovrebbe avere più rispetto per le vittime piuttosto che pietà per i mafiosi e non creare un precedente gravissimo. Se poi ci sono vittime così sensibili che sentono un sentimento di pietà verso Riina, pur avendogli uccisi i parenti, è una cosa intima loro e a noi non appartiene.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2712  del 
17/11/2017
Fino a poche ore ci eravamo illusi che il Riina Salvatore fosse morto a 41 bis, non è così, la deroga al 41 bis dell’ultimo momento firm..... Apri
Fino a poche ore ci eravamo illusi che il Riina Salvatore fosse morto a 41 bis, non è così, la deroga al 41 bis dell’ultimo momento firmata Ministro Orlando, affinchè i familiari potessero andare ad assistere alla sua morte, cosa peraltro pare non avvenuta , è stato " l'onore delle armi" al macellaio di via dei Georgofili che potrebbe avere ripercussioni gravissime sul 41 bis stesso.
Siamo costernati, e possiamo dirlo infuriati, auspichiamo che il Ministro Orlando non abbia legato il suo nome a al colpo di grazia per l'abolizione del 41 bis

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2713  del 
17/11/2017
PALERMO, 17 NOV - " E' morto Salvatore Riina il boia di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. In via dei Georgofili ha messo in atto '..... Apri
PALERMO, 17 NOV - " E' morto Salvatore Riina il boia di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. In via dei Georgofili ha messo in atto ' La strage del 41 bis' come la definì il Procuratore Gabriele Chelazzi: 5 morti, 48 feriti sono stati il tentativo di Salvatore Riina di far abolire il 41 bis. Abbiamo speso 25 anni della nostra vita e non ce l' ha fatta Salvatore Riina a fare abolire sulla carta bollata il carcere duro ed è morto a 41 bis, questo è quanto dovevamo ai nostri morti" .
Così Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta la notizia della morte del capo di Cosa Nostra.
" Tuttavia fin da quel 1993 e fino ad oggi - aggiunge - i passaggi da 41 bis a carcere normale, hanno denotato quanta forza nell' ambito dello Stato sia stata spesa per assecondare i desiderata della mafia, ma questo è un capitolo ancora tutto aperto. Stiamo aspettando un processo per capire chi aveva in quel 1993 promesso a Riina ,in cambio di morti, l' abolizione del 41 bis" . (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2714  del 
17/11/2017
Riina: Rossi, muore da perdente boia responsabile delitti

FIRENZE, 17 NOV - " Muore Salvatore Riina, capo di Cosa Nostra. Un boia respo.....
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Riina: Rossi, muore da perdente boia responsabile delitti

FIRENZE, 17 NOV - " Muore Salvatore Riina, capo di Cosa Nostra. Un boia responsabile di enormi delitti. Muore da perdente. Tra i suoi crimini anche l' attentato di via dei Georgofili a Firenze, il 27 Maggio 1993 (5 morti e 48 feriti). Lo stragismo mafioso fu concepito allora anche per ricattare lo Stato in cambio dell' abolizione del carcere duro e del 41 bis, che avrebbe consentito alla mafia di ricostruire la sua trama" .
È quanto scrive sul proprio profilo facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e fondatore di Articolo Uno - Mdp.
" Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, ha commentato la morte di Riina con parole lapidarie, che condivido e riporto qui: ' Abbiamo speso 25 anni della nostra vita e non ce l' ha fatta, Salvatore Riina, a fare abolire sulla carta bollata il carcere duro. è morto in regime di detenzione 41 bis, questo è quanto dovevamo ai nostri morti' " ha concluso Rossi.(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2715  del 
19/11/2017
Maggiani Chelli, 'Mafia sceglie nuovo capo anche da carceri'

Firenze. "Mentre la Chiesa di Papa Bergoglio ha avuto la forza e i.....
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Maggiani Chelli, 'Mafia sceglie nuovo capo anche da carceri'

Firenze. "Mentre la Chiesa di Papa Bergoglio ha avuto la forza e il coraggio di dire no a qualsiasi riconoscimento per la mafia stragista, rifiutando i funerali a 'Toto u curto', lo Stato non ha saputo resistere e ha firmato un 'lascia passare' oltre il 41 bis, affinch&eacuto; i familiari di Riina potessero essere con lui mentre moriva".
Lo fa osservare Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in un comunicato stampa.
"E così - aggiunge - come era da aspettarsi, i media che aderiscono a fare da becchini al 41 bis, stanno in queste ore perorando la causa della mafia al grido di 'Provenzano e Riina sono morti aboliamo il 41 bis!'", ma "il nostro contro grido è 'Si inasprisca il 41 bis visto che Provenzano e Riina sono morti e ora dal carcere 'si voterà' a mezzo di 'pizzini' nascosti anche nelle 'merendine' pur di partecipare alle elezioni di un nuovo capo di Cosa Nostra. Un nuovo capo di Cosa Nostra pronto per la prossima strage terroristica eversiva". (ANSA)
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