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   53 notizie nel periodo '2014'

LETTERA
2488  del 
08/01/2014
Signor Ministro della Giustizia,

La preghiamo caldamente di leggere il nostro
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Signor Ministro della Giustizia,

La preghiamo caldamente di leggere il nostro manifesto, che campeggia sul nostro sito.
Non è possibile il solo pensarlo di favorire la mafia, mentre si pensa come fare a svuotare le carceri "Cosa nostra" non ha mai bisogno di messaggi da parte dello Stato ma soprattutto non ne ha bisogno ora.
Lo sappiamo tutti benissimo che ci sono Magistrati impegnati in processi per ridare dignità all'Italia, come quello di Palermo sulla trattativa Stato Mafia, e cosa nostra è quello che sta aspettando: che gli faccia capire che i più forti sono loro.
Abbiamo patito troppo in questi 20 anni e non si prospettano di certo anni migliori di qui a venire per tutti noi, non ci faccia ingoiare anche il rospo di vedere la mafia uscire dal carcere anzi tempo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2490  del 
10/01/2014
Informiamo che l'Istituto Tecnico per il Turismo "Marco Polo" di Firenze il giorno Sabato 18 Gennaio 2104 alle ore 10 presso la s..... Apri
Informiamo che l'Istituto Tecnico per il Turismo "Marco Polo" di Firenze il giorno Sabato 18 Gennaio 2104 alle ore 10 presso la sede di via San Bartolo a Cintoia 19/9 , di concerto con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, intitolerà un'aula ad Angela FIUME, una delle vittime della strage di via dei Georgofili, per conservare la memoria di quanto accaduto.
Invitiamo a partecipare all'importante cerimonia che l'Istituto per il Turismo Marco Polo ha voluto dedicare ad una delle nostre vittime.
L'Istituto per il Turismo Marco Polo, aderendo alla richiesta dei compagni di classe di Angela FIUME ai tempi del liceo, ha favorito l'incontro di studenti e cittadini nel ricordo dell'evento stragista di via dei Georgofili.
È infatti la prima volta nella storia della nostra Associazione di familiari di vittime e di vittime sopravissute che i giovani e gli adulti parleranno insieme di quella terribile strage del 27 Maggio 1993.
Con i migliori saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2491  del 
15/01/2014
Siamo fortemente grati alle forze dell'ordine e alla Magistratura Fiorentina per il duro colpo inferto alle orgazzazioni camorristiche che hanno ..... Apri
Siamo fortemente grati alle forze dell'ordine e alla Magistratura Fiorentina per il duro colpo inferto alle orgazzazioni camorristiche che hanno infestato la Val D'Arno in questi 20 anni.
Gli arresti di queste ore a Firenze hanno ampiamente dimostrato che le mafie sono radicate alla grande in toscana.
Ha poca importanza che le mafie in toscana non commettano atti efferati ma si infiltrino con metodi diversi più soft, come se fosse una cosa migliore.
Del resto, le mafie, la furia criminale e stragista, a Firenze l'hanno dimostrata tutta in una volta il 27 Maggio 1993.
Un'azione, quella di via dei Georgofili all'1. 04, che per la sua violenza paga ancora oggi, visto che le organizzazioni mafiose hanno trovato la porta aperta alle loro infiltrazioni in Toscana nella Valle dell'Arno e altrove.
Troppe volte abbiamo chiesto verità completa e giustizia per le nostre vittime sulla strage di via dei Georgofili, ma purtroppo il dibattito e il ricordo della strage hanno avuto nella città solo una funzione meramente retorica e di convenienza: le nostre parole, le nostre richieste, sono state gettate per venti anni al vento.
Del resto, Giovanni Brusca a Milano al processo trattativa Stato mafia, alla parte civile che poneva la domanda se la società civile nelle sue manifestazioni dopo le stragi del 1992 e prima di quelle del 1993, avesse destato preoccupazione per la mafia, Brusca ha risposto:
- è stato un fatto negativo che per la prima volta è successo. Però ci preoccupava, Signor Presidente, RELATIVAMENTE -.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2492  del 
15/01/2014
"Il boss laureato che insegna diritto agli avvocati"

Questo titola oggi il massimo quotidiano d'Italia.
Marcello dell&.....
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"Il boss laureato che insegna diritto agli avvocati"

Questo titola oggi il massimo quotidiano d'Italia.
Marcello dell'Anna, un uomo legato alle mafie, si è laureato a spese del contribuente mentre era a "41 bis", perché così vogliono le norme che garantiscono il recupero del reo.
Per contropartita gli invalidi all'80% della capacità lavorativa resi tali dal tritolo stragista del 1993, utilizzato da "cosa nostra" nella strage di via dei Georgofili, si sono laureati a loro spese, ma non possono insegnare niente a nessuno.
Inoltre, i nostri invalidi non percepiscono la pensione subito che gli spetta di diritto e i loro familiari non percepiscono vitalizi, come vuole l'ultima norma inserita nella legge di stabilità, perché le vittime invalide all'80% della capacità lavorativa non si sono sposate.
Mentre lo Stato si bea ancora una volta, e la stampa ci informa, di quanto rispetto si abbia per il reo che viene messo nelle condizioni di laurearsi e insegnare diritto ai legali, contemporaneamente non si cura delle vittime delle stragi del 1993 e si lascia fare gli Enti Previdenziali.
Gli Enti Previdenziali infatti rilasciano a macchia di leopardo le pensioni per gli invalidi all'80% della capacità lavorativa usciti dalle stragi terroristiche, pensiamo perché non vogliono aprire derive sui benefici per le vittime delle stragi, auspicando fortemente che non sia per questioni personalizzate.
Non smetteremo mai di insistere su questo argomento, perché il torto subito dopo l'entrata in vigore della legge 206 del 2004, ma soprattutto dal 2 Agosto del 2013 con l'impegno di Ministri di questo Governo è troppo macroscopico e pesante da sopportare per tutti noi.
Noi a questo punto crediamo di non aver più dubbi: siamo stati oggetto di una sciagurata trattativa "Stato mafia" con responsabilità penali da chiarire e ancora oggi forse lo siamo a livello amministrativo.
Se la prima riflessione dovesse andare a braccetto con la seconda, l'intero Parlamento e non solo dovrebbe vergognarsi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2493  del 
15/01/2014
Il nostro comunicato precedente sulle infiltrazioni mafiose in toscana e relativi arresti camorristici non deve essere risultato chiaro, quindi replic..... Apri
Il nostro comunicato precedente sulle infiltrazioni mafiose in toscana e relativi arresti camorristici non deve essere risultato chiaro, quindi replichiamo:

La mafia il 27 Maggio 1993 con un attentato terroristico mafioso ha fatto saltare gli Uffizi.
"Questi salteranno" ha detto Matteo Messina Denaro oggi latitante.
Mentre li faceva saltare, neppure lui deve aver avuto tanta immaginazione da pensare che 20 anni dopo, per lavori necessari, la mafia stessa li avrebbe ristrutturati.
Come ha potuto succedere che 20 anni dopo, attraverso presta nomi, una mafia come la "camorra", tutti amici di Riina, possa essersi accaparrata l'appalto di ristrutturazione del Polo museale degli Uffizi?
E' la prova provata che tutto ciò che abbiamo detto per 20 anni non è servito sulla, non siamo stati di monito a nessuno.
L'Antimafia a Firenze non ha funzionato né quella istituzionale e tanto meno quella della società civile.
Ci hanno dato 20 anni di pacche sulle spalle, hanno spesso detto "lasciamoli sfogare" credendo che non fossimo a conoscenza di frasi così vergognose.
In troppi hanno fatto carriere politiche sulla pelle dei nostri morti. La ristrutturazione degli Uffizi dalla mafia camorristica 20 anni dopo la strage di via dei Georgofili, necessita nelle prossime ore di dimissioni perché mentre la città di Firenze dà soldi alla mafia non muove un dito per le nostre vittime che aspettano dopo 20 anni le pensioni per vivere.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2494  del 
16/01/2014
Ormai nella quotidiana ridda di notizie sulle possibilità della mafia, ormai a ruota libera per mancanza di una seria azione di Governo, ci addolorano..... Apri
Ormai nella quotidiana ridda di notizie sulle possibilità della mafia, ormai a ruota libera per mancanza di una seria azione di Governo, ci addolorano e ci fanno arrabbiare insieme.
Oggi è la volta della chiara spiegazione circa lettere di morte, scritte in codice, in possesso di un mafioso, certo Alberto Lorusso, soggetto abile a veicolare missive fuori dal carcere, il quale per un certo periodo di tempo è stato in carcere a socializzare con Salvatore Riina, entrambi detenuti a 41 bis.
La lettera reperita dagli addetti parrebbe fare riferimento a un attentato e al "papello".
Riina è nel carcere dell'Opera a 41 bis, è un uomo pericoloso, è un uomo che ha condotto le stragi del 1993 come il migliore dei militari in guerra, quando esplodono le bombe in quel maggio del 1993 lui è già in carcere dal 15 gennaio del 1993, eppure ha veicolato l'ok definitivo all'esterno dal suo 41 bis, ecc. ecc.
Le nostre domande sono un fiume in piena, il nostro fiume di lacrime versate:
ma come mai un capo mafia può socializzare in carcere con un altro capo mafia anche per un solo minuto dopo l'attentato di via dei Georgofili?
Quale codice civile scrive che per dare "dignità" ai mafiosi in carcere affinché l'Europa ci approvi, bisogna che incontrino altri capi mafia e si scambino missive di morte da veicolare all'esterno?
Quale "tortura democratica" sarebbe il 41 bis, quel tipo di carcere che consente ancora dopo 20 anni ai mafiosi di mandare missive fuori dal carcere e lanciare messaggi di morte come nel maggio del 1993?
Chiediamo che alla mafia stragista sia tolta ogni possibilità di comunicare con l'esterno attraverso chicchessia, abbiamo già pianto e continuiamo a piangere noi, fra l'indifferenza totale, almeno si eviti di far piangere altri, perché Riina quando si tratta di stragismo non guarda solo ai giudici e ai politici, all'occorrenza fa trattative sui bersagli e uccide anche i bambini e i ragazzi come Caterina e Nadia e Dario per raggiungere i suoi scopi.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2495  del 
19/01/2014
All'Istituto Marco Polo per il Turismo a Firenze è stata intitolata un'aula ad Angela FIUME una delle vittime della strage di via dei Georgo..... Apri
All'Istituto Marco Polo per il Turismo a Firenze è stata intitolata un'aula ad Angela FIUME una delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Abbiamo partecipato molto volentieri, i ragazzi dell'Istituto scolastico negli anni a venire avranno modo di leggere il nome di Angela sulla targa posta all'ingresso di un'aula, dove campeggia chiara la scritta "vittima della strage di via dei Georgofili".
E' una strage terroristica eversiva avvenuta nella loro città e saranno costretti a domandarsi il perché, questo conta molto per noi e fortemente ne ringraziamo l'Istituto Marco Polo.
E' stata una giornata impegnativa per tutti noi, perché il dolore si rinnova insieme alla rabbia quando ci sono manifestazioni di questo tipo, ma abbiamo molto apprezzato l'impegno profuso.
Abbiamo molto apprezzato la presenza di alcune istituzioni con i loro rappresentanti: Prefettura - Accademia dei Georgofili - Comune di San Casciano - Guardia di Finanza.
C'era anche il Comune di Firenze la rappresentanza del Cerimoniale del Comune che ci è sempre vicino, l'assessore Biti e la consigliera Giuliani.
Interventi tutti appropriati quelli delle istituzioni così come chiesto dal Preside dell'Istituto, il quale aveva ben messo in evidenza quanto siamo stanchi di retorica.
A noi però non è piaciuta la spinta che ha mosso l'Assessore Comunale ad incentrare il suo intervento sulla cultura.
La cultura offesa dalla mafia, ed è vero, la cultura che i ragazzi devono portare avanti per la loro formazione, ed è vero, qui tutto il nostro apprezzamento ma se per cultura l'assessore ha voluto portare il ragionamento che a Firenze il 27 Maggio prossimo, l'anniversario sarà ricordato in nome dell'anno della cultura, si sbaglia.
Facciamo oggi un processo alle intenzioni e ce ne scusiamo ma lo facciamo per non avere sorprese poi.
Noi non aderiremo mai "all'anno della cultura" per il 27 Maggio prossimo, voluto da questo governo, perché siamo fortemente convinti che a Firenze per ora sia in vigore la cultura del tritolo, giusto quello del 27 Maggio 1993, tutto lo direbbe, indagini di polizia e incontri politici proprio nelle ore in cui ricordavamo le nostre vittime insieme all'istituzione della Scuola.
Quindi contesteremo sempre e comunque una qualsiasi strumentalizzazione nel giorno dell'anniversario.
La legge 206 del 2004 non applicata completamente, una mancanza a livello nazionale, peraltro mai difesa in modo adeguato a livello locale, è una esigenza troppo forte per le nostre vittime per tollerare trionfalismi nel giorno dell'anniversario in nome di una cultura che non c'è se non per favorire carriere politiche. Noi non andremo mai dai politici che sono andati in Parlamento sulla nostra pelle, a mano tesa a chiedere interventi sulla 206 del 2004 presso il Governo, dopo 20 anni siamo stanchi di chiedere, ma inizieremo a contestare, questo si.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2496  del 
21/01/2014
Stato-Mafia: ass. Georgofili, Riina 'dimentica' stragi '93

FIRENZE, 21 GEN - "Ci domandiamo se anche Salvatore Riina facc.....
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Stato-Mafia: ass. Georgofili, Riina 'dimentica' stragi '93

FIRENZE, 21 GEN - "Ci domandiamo se anche Salvatore Riina faccia parte del sistema che nega le stragi del 1993. Come dire: neghiamole, meglio per tutti che non ci siano mai state".
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi ai verbali sulle intercettazioni di Riina in carcere.
"Avrebbe parlato solo di stragi del 1992 - scrive Maggiani Chelli - Ne avrebbe parlato attraverso le maglie del 41 bis, parlando e sparlando di tutto e su tutti per l'anno 1992, senza rispetto per le vittime. Dai giornali e dai Tg (non abbiamo ancora letto i documenti depositati) sembrerebbe che il boss di Cosa nostra non abbia parlato di stragi del 1993 con il compagno con il quale socializzava a 41 bis. Non una sillaba sul massacro di via dei Georgofili, strategia più che vincente sul fronte di cosa nostra, che alzò il tiro per arrivare a concludere il più scandaloso negoziato che storia d'Italia ricordi. Riina non sarà colto, ma è molto furbo e intelligente". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2497  del 
22/01/2014
Mafia: ass. Georgofili,Riina minaccia per ridurre pena figlio

FIRENZE, 22 GEN - "La domanda va da sé: è questo il movente delle minacce.....
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Mafia: ass. Georgofili,Riina minaccia per ridurre pena figlio

FIRENZE, 22 GEN - "La domanda va da sé: è questo il movente delle minacce di Riina alla magistratura di questi ultimi mesi? Cercare di far tramutare l'ergastolo del figlio Giovanni in trenta anni di carcere, in base alla legge Caroti rito abbreviato?".
Lo chiede in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Siamo stati noi, nel 2001, con le nostre proteste, a impedire lo scandalo del rito abbreviato anche ai mafiosi rei di strage del 1993 - è scritto nella nota - Comunque, il rito abbreviato, sia pure stoppato per il 15 mafiosi della strage di via dei Georgofili grazie alle nostre barricate, è diventato in seguito un mostro di cattiveria nei confronti della vittime della mafia. Giovanni Riina ha cercato, come tutti i mafiosi, di usufruirne, e solo qualche carta bollata sbagliata per ora lo ha stoppato".
"E' nostra opinione che, per ora, - conclude Maggiani Chelli - per volere della Corte Suprema di Cassazione Riina abbia inutilmente lanciato i suoi messaggi di morte contro la Magistratura. Ma temiamo non durerà a lungo visto come vanno le cose sul fronte della giustizia per le vittime di mafia". (ANSA)
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2498  del 
22/01/2014
Inserimento nel sito:

Il nostro interven.....
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Inserimento nel sito:

Il nostro intervento all'intitolazione di un'aula scolastica a Angela Fiume
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COMUNICATO
2499  del 
24/01/2014
Il 6 Giugno 1997 Gioacchino la Barbera era in aula a Firenze al processo per le stragi del 1993, il PM Gabriele Chelazzi voleva capire bene cosa aveva..... Apri
Il 6 Giugno 1997 Gioacchino la Barbera era in aula a Firenze al processo per le stragi del 1993, il PM Gabriele Chelazzi voleva capire bene cosa aveva fatto Santo Mazzei quando era venuto a Firenze in quel fine novembre del 1992.
Lo volevamo capire anche noi, perché poi qualche mese dopo quel fine 1992, una delle nostre vittime morirà nel modo più orribile che esista: Dario Capolicchio morirà arso vivo senza il supporto del monossido di carbonio nei polmoni che lo aiuti a morire più in fretta.
Oggi quando la Barbera ha parlato ha Palermo al processo Stato Mafia dell'episodio di Boboli , il proiettile di Boboli, eravamo tutto orecchi, in collegamento streaming da Radio radicale , non possiamo andare al processo ad ogni udienza e la legge che prevede un collegamento in sito protetto per le parti civili non esiste, c'è solo per la mafia.
Ed è dura.
Ebbene La Barbera ha parlato due volte sul proiettile di Boboli, una su sollecitazione del Pubblico Ministero e una su sollecitazione della difesa, è venuto fuori un discorso complicato fatto di proiettile di Boboli e di finestre aperte del Museo di Boboli.
Ma dal verbale del 6. 6. 97 davanti alla Corte di Firenze mentre risponde al PM Gabriele Chelazzi, Gioacchino La Barbera ha detto ben altre cose.
Dalla trascrizione del verbale di udienza, da pagina 68 a pagina 71, è ben altro lo scenario.
La Barbera riporta infatti con dovizia di particolari, un altro messaggio di Santo Mazzei a Firenze in quel novembre 1992.
Il Collaboratore di giustizia a Firenze parlò di un incendio fatto scoppiare probabilmente con una lattina di benzina lanciata da una finestra aperta, dentro un museo, che a detta di Santo Mazzei a Gioacchino La Barbera: "hanno voluto coprire la cosa, - lui diceva -. L'hanno voluto coprire per evitare che la gente sapesse di una cosa del genere".
Eravamo fortemente interessati a quanto La Barbera avrebbe detto oggi su quell'episodio fatto di proiettile lasciato nel giardino di Boboli davanti alla statua di Marcus Cautiu e di una lattina di benzina incediaria lanciata nel museo attraverso una finestra aperta.
Se quell'episodio della lattina di benzina fosse vero, noi oggi avremmo una chiave in più per leggere ciò che è avvenuto a Firenze in quel Novembre 1992 che è stato definito "l'anticamera della stragi del 1993" Perché la domanda è pungente e drammatica: se quel proiettile e quella benzina versata e incendiata in un museo avessero avuto più attenzione da parte di chi doveva, oggi i nostri figli sarebbero ancora vivi?
E i nostri invalidi sarebbero cittadini in grado di lavorare e mantenersi nella vita?
Ma l'episodio di Boboli, nella sua drammaticità quale portatore di stragi, non interessa a nessuno, se non alle vittime della strage di via dei Georgofili, e la contestazione a La Barbera non l'ha fatta nessuno.
Ma la colpa è nostra: non c'eravamo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2500  del 
24/01/2014
Mafia:ass. Georgofili,pm e Corte Firenze sorvolano trattativa

FIRENZE, 24 GEN - "Non v'è dubbio che trattativa per la procura di F.....
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Mafia:ass. Georgofili,pm e Corte Firenze sorvolano trattativa

FIRENZE, 24 GEN - "Non v'è dubbio che trattativa per la procura di Firenze non c'è stata". E anche se è stata ammessa dalla corte d'assise di Firenze "nella motivazione di sentenza di primo grado" a carico del boss Francesco Tagliavia, nelle motivazioni dell'appello non se ne parla.
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"In appello - spiega Maggiani Chelli - il processo si è chiuso, in motivazione di sentenza, esclusivamente su Francesco Tagliavia e le sue gravi responsabilità di uomo appartenete a cosa nostra rispetto alle stragi del 1993. Capiamo benissimo che il processo Tagliavia su Tagliavia è stato tarato e capiamo benissimo che il processo trattativa Stato Mafia si tiene a Palermo", aggiunge nella nota, ma "se non sarà possibile ricostruite la verità sulle stragi del 1993 attraverso la procura di Palermo, sempre messa in difficoltà, chi darà giustizia completa ai morti delle stragi del 1993?". "Una cosa dobbiamo dirla - conclude Maggiani Chelli - se trattativa non ci fu in nessuna maniera, perché il Ministro della Giustizia di allora ha detto: 'Io i passaggi da 41 bis a carcere normale li ho fatti per cercare di fermare le stragi? Chi, in questo Paese, sapeva che la mafia voleva l'annullamento del 41 bis, se la mafia non lo aveva mai detto a nessuno, in nessuna occasione?". (ANSA)
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COMUNICATO
2501  del 
25/01/2014
Abbiamo letto questa notizia

LA SOLIDARIETA' DI LETTA - "Sono riemerse in queste ore minacce che necessitano di risposte all'a.....
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Abbiamo letto questa notizia

LA SOLIDARIETA' DI LETTA - "Sono riemerse in queste ore minacce che necessitano di risposte all'altezza della sfida. Voglio esprimere qui solidarietà profonda a Di Matteo e al presidente Grasso, oggetto di minacce terribili in queste ore"

Di minacce al Presidente del Senato quando era Procuratore della Repubblica ha parlato Giovanni Brusca davanti alla Corte di Firenze tanti anni fa, infatti noi in proposito abbiamo fatto un convegno all'Università di Novoli il 14.04.2005 - presente l'allora Procuratore Grasso.
Ieri di quell'episodio gravissimo di minacce al Proc. Grasso nel 1992 ne ha riparlato il pentito Gioacchino La Barbera al processo di Palermo Trattativa Stato Mafia, ma non ci risulterebbe che Riina abbia in questi giorni, nelle intercettazioni ambientali, minacciato il Presidente del Senato Grasso ma solamente il PM Antonino Di Matteo, il quale merita la solidarietà totale di noi tutti e il massimo delle attenzioni da parte delle istituzioni.
Comunque sarebbe ben grave che Riina avesse, in queste ore, nuovamente minacciato Grasso, oggi seconda carica dello Stato, e i cittadini non ne fossero stati informati.
Pur considerando che la solidarietà per chi viene minacciato nel tempo dalla mafia sia sempre una mano santa, in questo caso crediamo si tratti di un errore giornalistico oppure di una espressione per eccesso di zelo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2502  del 
31/01/2014
Sabato 1 Febbraio 2014 ore 8,30, a Montecatini Terme inizia un percorso della Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georg..... Apri
Sabato 1 Febbraio 2014 ore 8,30, a Montecatini Terme inizia un percorso della Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili con le scuole di MONTECATINI TERME e dintorni.
Abbiamo firmato il progetto "E' o non è Cosa Nostra?!" con l'Istituto Comprensivo di Montecatini Terme al quale hanno in seguito aderito altri sette istituti scolastici di notevole rilevanza, fino a raggiungere il numero di 1500 studenti, per un corso informativo sulla mafia e sull'antimafia e in particolar modo sulla tragica notte che riguarda la strage di via dei Georgofili.
Riteniamo un'apertura importante quella delle Scuole di Montecatini all'informazione sulla strage di via dei Georgofili.
Saremo impegnati a Montecatini Terme e dintorni il 1, il 4, e il 5 Febbraio 2014 e il tutto si concluderà con un convegno finale che avverrà il giorno 14 Febbraio p. v.
Prima del 14 p. v. Febbraio sarà indetta una conferenza stampa.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2503  del 
08/02/2014
La proposta di legge avanzata in conferenza stampa alla Camera dai soggetti del partito PD Roberto Speranza e Danilo Leva, primi firmatari della propo..... Apri
La proposta di legge avanzata in conferenza stampa alla Camera dai soggetti del partito PD Roberto Speranza e Danilo Leva, primi firmatari della proposta stessa, non solo ci sconcerta, ma ci lascia in bocca il sapore amaro del "papello" di Riina Salvatore presentato dalla mafia alla fine del 1992, prima delle stragi del 1993.
Infatti fra le 12 richieste che sarebbero state presentate allo Stato dalla mafia "cosa nostra", con il beneplacito di tutte le mafie d'Italia, ve ne erano due che hanno sempre spiccato in modo particolare durante i processi a "cosa nostra" in giudizio per massacri di bambini e ragazzi: l'abolizione dell'ergastolo, e l'abolizione del 41 bis.
Nella proposta di legge presentata alla Camera scopriamo che, secondo Roberto Speranza, "l'abolizione dell'ergastolo sarebbe invece una battaglia di civiltà e di costituzionalità".
Sempre secondo Speranza inoltre "le pene devono tendere alla rieducazione del condannato".
E ancora secondo Danilo Leva lui negherebbe addirittura che l'eventuale abrogazione dell'ergastolo e del 41 bis possa essere gradita alle mafie e insiste in proposito: "Macchè, è una battaglia di civiltà, dobbiamo liberarci del populismo giuridico".
Noi crediamo invece fortemente che di quello di cui ci sarebbe da liberarsi è il ricatto che la mafia sembra esercitare fortemente sul Parlamento ormai da troppo tempo.
I Parlamentari hanno il dovere morale, chiunque essi siano, di lavorare per far finire quello spaventoso ricatto messo in atto nel 1993 a suon di tritolo sulla pelle di innocenti che sono serviti a fare da scudo a 5 Ministri della Repubblica proprio per far abolire il 41 bis e l'ergastolo alla mafia.
Chiediamo ancora una volta ai Parlamentari che ignorano la storia di questo paese di entrare negli archivi dei Tribunali e di leggere, istruendosi una buona volta, scorrendo tutti quei fiumi di verbali di deposizione passati in giudicato dai quali ben si evince che nessuna Costituzione al Mondo potrebbe oggi indurre ad abolire il 41 bis e l'ergastolo a Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i Fratelli Graviano e quant'altri.
Rendiamo quindi noto che ormai da troppo tempo notiamo un garantismo sfrenato per puri scopi politici elettoralistici.
E nel contempo prendiamo le distanze dall'essere tacciati di "populismo giuridico", ritornando l'espressione al mittente, perché il sangue dei nostri morti e dei nostri feriti quel 27 Maggio 1993 sotto la Torre de' Pulci a Firenze è stato una tragica realtà.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2504  del 
10/02/2014
Cutrì: Ass. Georgofili, perché lui sì e non Messina Denaro?

FIRENZE, 9 FEB - "La fine della fuga dell'ergastolano evaso dal carcere.....
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Cutrì: Ass. Georgofili, perché lui sì e non Messina Denaro?

FIRENZE, 9 FEB - "La fine della fuga dell'ergastolano evaso dal carcere "non può che essere motivo di riconoscenza verso quanti si sono prodigati per far trionfare la giustizia. Tuttavia abbiamo potuto constatare che quando 'si vuole' pericolosi criminali possono essere arrestati.
Difficile resta quindi da capire, come mai da quasi 20 anni si dia la caccia al latitante Matteo Messina Denaro, reo della strage di via dei Georgofili a Firenze, condannato con sentenza passata in giudicato e non si riesca di arrestarlo".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Matteo Messina Denaro ha avuto in questi 20 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili, modo di ordinare azioni scellerate quante ne ha volute, e non solo ha di sicuro condizionata la vita del Paese con ricatti vari visto che in Via dei Georgofili a meditare di far saltare di Uffizi non era 'solo'. Come sempre quindi - conclude Maggiani Chelli - grazie al lavoro delle forze dell'ordine, ma l'impegno va profuso anche per soggetti più che pericolosi come Matteo Messina Denaro". (ANSA)
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COMUNICATO
2505  del 
17/02/2014
Bene! L'interessante affermazione di uomini illustri come Lupo e Fiandaca intanto quasi sancisce una volta per tutte che "trattativa" c'è stata.
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Bene! L'interessante affermazione di uomini illustri come Lupo e Fiandaca intanto quasi sancisce una volta per tutte che "trattativa" c'è stata.
Dopo di che, Signori miei, è ovvio che non esiste nel codice penale il reato di trattativa, ma esiste ben chiaro il concorso di persone nel reato di "minaccia aggravata al corpo dello Stato" come si sta dibattendo a Palermo, così come esiste il concorso in strage, così come esiste il reato di assassinio plurimo aggravato.
Infatti Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio e Angela sono stati assassinati, così come 48 persone sono state ferite e invalidate irrimediabilmente il 27 Maggio 1993 e non solo dalla mafia "cosa nostra".
Va inoltre chiarito con il processo di Palermo se vi è stato il reato gravissimo attraverso il quale, con maneggi vari , sono stati sostituiti i bersagli nel mirino di "cosa nostra".
Infatti la vostra "legittima trattativa Stato mafia" ha forse permesso di salvare 5 Ministri della Repubblica e sostituirli con 5 innocenti nel centro storico di Firenze.
Esiste inoltre il delitto morale di chi difende l'indifendibile perché in questo Paese non sono riusciti, dopo il 14 Maggio 1993 con l'attentato di via Fauro a Roma, a fermare lo stragismo terroristico eversivo e si è arrivati all'attentato del 27 Maggio 1993 con una tranquillità istituzionale da far paura.
Chiediamo quindi il cambio di imputazione anche nel sentire comune da "trattativa stato mafia" a "concorso in strage". Un processo, quello per "concorso in strage", che da 20 anni chiediamo a Firenze in aula bunker, la sede naturale del processo per le stragi del 1993, per portare in giudizio quanti a vario titolo sono coinvolti nella strage di via dei Georgofili, carte alla mano.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2506  del 
14/06/2014
Pur condividendo e apprezzando moltissimo quando disposto dal Presidente del Senato Grasso affinchè siano tolti i vitalizi a soggetti Parlamentari nel..... Apri
Pur condividendo e apprezzando moltissimo quando disposto dal Presidente del Senato Grasso affinchè siano tolti i vitalizi a soggetti Parlamentari nelle condizioni di Berlusconi e Dell'Utri, chiediamo ancora con forza, per contro partita, un'applicazione seria e completa della legge 206 del 2004.
Mancano giusto all'appello vitalizi a familiari di vittime coinvolte nelle stragi del 1993 che non si sono sposati per le ovvie ragioni e mancano le pensioni alle nostre vittime invalide all'80% della capacità lavorativa, rese tali dal tritolo del 1993, tritolo mafioso e frutto di collusioni della politica trasversale all'arco costituzionale con la mafia.
In questi anni abbiamo spesso pensato che i vitalizi erogati a Parlamentari condannati per mafia, fossero non solo uno scandalo, ma una forte presa in giro per le nostre vittime di via dei Georgofili Le vittime di via dei Georgofili oltre non aver avuto un processo per strage a soggetti spesso chiamati in causa dai collaboratori di giustizia, con una inconfutabile probabile prova penale da dibattere in aula, hanno dovuto, per i limiti posti alla Magistratura dalle leggi di questi 20 anni, assistere inermi alla erogazione di vitalizi a soggetti non certo trasparenti sul fronte della mafia.
Un torto senza pari, quello patito dalle nostre vittime nella storia delle stragi d'Italia, perché mai si era visto negare pensioni alle vittime e vitalizi ai familiari delle vittime, ed erogarle legalmente ai parlamentari contigui alla mafia come del resto sta avvenendo ancora in queste ore sotto gli occhi di tutti.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime fella della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2507  del 
15/06/2014
Il Dr. Marcello dell'Utri durante la sua detenzione ambirebbe fare il bibliotecario.
Non crediamo sia un problema, potrebbe sempre farlo pr.....
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Il Dr. Marcello dell'Utri durante la sua detenzione ambirebbe fare il bibliotecario.
Non crediamo sia un problema, potrebbe sempre farlo presso l'Accademia dei Georgofili a Firenze, dove si è già recato altre volte nella sua vita per consultare testi importantissimi che sicuramente vanno ben conservati.
Il problema è un altro, Marcello dell'Utri continua di sicuro in queste ore a percepire per legge il suo vitalizio da senatore, anche se il Presidente del Senato ha avviato un iter per eliminare i vitalizi ai senatori condannati.
Nel contempo - invece - le nostre di vittime quelle della strage di via dei Georgofili, quelle che abitavano di fronte all'Accademia, e durante l'attentato del 27 Maggio 1993 sono rimaste invalide all'80% della capacità lavorativa, non solo non possono più lavorare e fare i bibliotecari, ma non percepisco neppure i giusti vitalizi e le pensioni a cui hanno diritto.
Insomma non c'è più tempo per indugi filosofici e grandi proclami per placare gli animi esacerbati a vantaggio del quieto vivere di chi governa senza muovere un dito per fare giustizia.
Sono i fatti che contano e questo Governo verso le vittime di mafia terroristica eversiva del 27 Maggio 1993, per ora è solo in obbligo, mentre continua a favorire chi con la mafia ha avuto a che spartire.

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
2508  del 
21/06/2014
Riteniamo sia indispensabile esaudire i desideri dell'ex Senatore Marcello Dell'Utri, il quale attraverso un collega di partito fa sapere al..... Apri
Riteniamo sia indispensabile esaudire i desideri dell'ex Senatore Marcello Dell'Utri, il quale attraverso un collega di partito fa sapere all'Ansa che ha bisogno di avere libri per leggere.

Vuole leggere in carcere, il Dr. Marcello dell'Utri, e minaccia sciopero della fame, e quel che più è grave viene usata l'espressione "tortura psicologica" se vi sarà diniego a leggere molti libri al carcerato che ha sete di conoscenza.
Non vorremmo vedere in un prossimo futuro pagare da parte del Governo Italiano 8 euro e mezzo al giorno all'ex Senatore Dell'Utri per essere stato trattato male in carcere.
Quindi libri a volontà per chi in carcere ambisce passare il tempo leggendo!
Noi da parte nostra possiamo imprestare alla Biblioteca di Parma i seguenti testi:
1,04 - l'Ora della strage
In nome del Popolo Italiano - la Requisitoria di Gabriele Chelazzi
La storia d'Italia in Sette stragi
.
Sono i volumi che riempiono le giornate, fra le mura domestiche, delle nostre vittime sopravissute alla strage del 27 maggio 1993 mentre cercano di capire perché gli è dovuto capitare una cosa tanto terribile, forse potranno aiutare anche l'ex Senatore Marcello Dell'Utri nelle sue ore di carcerazione.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2509  del 
27/06/2014
Il 41 bis e il reato di tortura
C'è un ultimo "scoglio" su cui l'introduzione del reato di tortura potrebbe infrangersi: i.....
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Il 41 bis e il reato di tortura
C'è un ultimo "scoglio" su cui l'introduzione del reato di tortura potrebbe infrangersi: il 41 bis, il regime di carcere duro per reati gravissimi (omicidi di mafia, stragi, terrorismo). Il Consiglio d'Europa ha già espresso il suo parere: "Nell'ultimo rapporto pubblico il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa richiama pressantemente le autorità italiane sul 41 bis, in merito ad alcuni punti critici: attività troppo limitate, poche ore fuori dalla cella, visite e contatti telefonici dei parenti".
Lo ha sottolineato Mauro Palma, presidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell'esecuzione penale, nel corso di un'audizione alla commissione Diritti umani del Senato sul regime di detenzione in 41-bis.
Di fronte alla commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi, Palma ha spiegato che non è in discussione l'istituto in sé del 41bis, ma dei singoli punti della sua applicazione. "E' necessario proporre - ha spiegato Palma - un più ampio spettro di attività per i detenuti; bisogna far sì che le persone spendano almeno 4 ore fuori dalla cella e non 2 come stabilito ora; bisogna prevedere per le visite dei parenti, attualmente fissate nella misura di una al mese della durata di un'ora, la possibilità di cumularle perché nel caso in cui un mese salti si possa prevedere una visita più lunga il mese successivo; ed è necessario consentire che il familiare che in via eccezionale deve avere un contatto telefonico col detenuto in 41bis, possa farlo in maniera più agevole, sebbene con la comunicazione sotto controllo con i sistemi oggi a disposizione, mentre ora è obbligatorio telefonare presso una caserma o un posto di polizia. Questo per evitare che arrivino di fronte alla Corte dei diritto dell'Uomo di Strasburgo ricorsi in cui si lamenta un trattamento aggiuntivo non giustificato, rispetto al 41 bis".


Questo leggiamo nel merito del 41 bis carcere duro per la mafia stragista, argomento ancora una volta all'attenzione della politica "garantista" che muore dalla voglia di trovare supporto in Europa, in mutuo soccorso agli uomini di "cosa nostra" che hanno massacrato i nostri figli.
Per contropartita, la nostra richiesta di Associazione di familiari di vittime del terrorismo mafioso eversivo del 27 Maggio 1993 è un inasprimento del "41 bis" sia nelle ore d'aria, sia nelle visite mensili per i parenti e relative telefonate ai parenti, tutte agevolazioni troppo ampie secondo noi per uomini che appartengono ad organizzazioni criminali organizzate, i quali più volte hanno dimostrato di passare ordini di morte attraverso le blande maglie dell'attuale 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2510  del 
27/06/2014
Mentre seguivamo il processo di Firenze per le stragi del 1993, non sapevamo ancora che una settimana prima della strage di via dei Georgofili Marcell..... Apri
Mentre seguivamo il processo di Firenze per le stragi del 1993, non sapevamo ancora che una settimana prima della strage di via dei Georgofili Marcello Dell'Utri era stato all'Accademia dei Georgofili di Firenze a visionare la seconda copia di un importantissimo libro.
Lo ha detto lui, di quel libro ne esistevano solo due copie al mondo: una conservata giusto all'Accademia, ed una in possesso del Dr. Dell'Utri.
Il nome di Marcello dell'Utri uscirà poi nel processo di Firenze per le stragi del 1993 da almeno 7 collaboratori di giustizia: la prova penale per un nuovo processo sembrava completata, ma la Procura di Firenze pare non aver trovato la prova che serve per rinviare a giudizio le persone che possono aver concorso in una strage terroristica eversiva.
Oggi il dr. Marcello Dell'Utri è in prigione per "concorso esterno in associazione mafiosa".
A CHI, A COSA CREDERE?
Noi naturalmente crediamo alla magistratura, fino a prova contraria.
Però lo dobbiamo ammettere: vedere l'intera ventiseiesima pagina di un giornale prestigioso come il Corriere della Sera, giusto quella del 26 Giugno u. s., tappezzata di foglietti, che sembravano emulare dei "pizzini" ad osanna della figura del Dr. Dell'Utri ci ha particolarmente colpiti.
Primo perché noi non abbiamo il denaro per comprare una pagina di sì tanto autorevole quotidiano, il primo in Italia.
Secondo perché crediamo nella legge e nelle sentenze,e quelle rispettiamo.
Se un giorno avessimo mai la possibilità di comprarci una pagina del Corriere della Sera, non mancheremo di pubblicare le sette testimonianze di quei collaboratori di giustizia che in Italia, per sentenza della Cassazione, ancora oggi fanno prova penale.

Giovanna Maggiani Chelli
Per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2511  del 
05/07/2014
Il 3 Ottobre p. v. verrà ancora una volta valutata la situazione carceraria di Bernardo Provenzano su ordine del Tribunale di Sorveglianza.
La d.....
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Il 3 Ottobre p. v. verrà ancora una volta valutata la situazione carceraria di Bernardo Provenzano su ordine del Tribunale di Sorveglianza.
La decisione è stata presa in base ad un certificato medico redatto dal responsabile della Medicina dell'Ospedale San Paolo, dove Provenzano è ricoverato nel reparto detenuti.
Sono quindi in atto tutti quei maneggi, sia pure legali, per tentare ancora una volta di abolire non solo il 41 bis, ma anche l'ergastolo ostativo a Provenzano, capo di "cosa nostra". Il quale, peraltro, si è già vista ridotta la pena detentiva a soli 49 anni e un mese di reclusione. Perciò, se arrivasse a campare così a lungo, a termini di legge potrebbe uscire dal carcere già nel prossimo futuro.
Non vogliamo entrare nel merito della legislazione. Abbiamo già sollecitato in più occasioni cambiamenti radicali per far si che un mafioso dello spessore di Bernardo Provenzano, che non si è mai pentito, per quello che ci riguarda in carcere deve morire.
Entriamo però nel merito di quella che, ancora una volta, intravediamo essere quel proseguo di trattativa fra Stato e mafia, proprio a suon di annullamenti di 41 bis, annullamenti di carcere ostativo e valutazioni di dissociazione, messa in atto alla fine del 1992 pochi mesi prima che i nostri figli poco più che ventenni fossero tutti macellati in via dei Georgofili a Firenze per salvare dalla galera ladri, corrotti, uomini delle istituzioni, collusi con la mafia e ministri di questa Repubblica allora nel mirino di "cosa nostra", definiti dall'organizzazione criminale "traditori".
Inoltre, denunciamo che a nostro avviso tutto sta avvenendo in un clima di larghe intese politiche che denotano quanto le stragi del 1993 siano state trasversali a tutto l'arco costituzionale.
La nostra posizione è questa: se Bernardo Provenzano godrà per legge di ciò che possono essere definiti come "favoritismi" per farlo tornare fra le mura domestiche, noi schiereremo i nostri invalidi, i nostri figli che per colpa dell'assassino Provenzano hanno contratto malattie autoimmuni. Malattie non riconosciute nel modo giusto, sebbene considerate tali da medici e magistrati. Malattie non riconosciute e perciò molte non risarcite né tantomeno pensionabili SUBITO come vorrebbe la Legge 206 del 2004.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2512  del 
05/07/2014
FIRENZE, 5 LUG - "Ancora una volta intravediamo quel proseguo di trattativa fra Stato e mafia, proprio a suon di annullamenti di 41 bis, messa in..... Apri
FIRENZE, 5 LUG - "Ancora una volta intravediamo quel proseguo di trattativa fra Stato e mafia, proprio a suon di annullamenti di 41 bis, messa in atto alla fine del 1992". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, ricordando che "il 3 ottobre sarà valutata la situazione carceraria di Bernardo Provenzano su ordine del Tribunale di Sorveglianza".
"Un mafioso dello spessore di Bernardo Provenzano, che non si è mai pentito, per quello che ci riguarda in carcere deve morire", aggiunge l'associazione, secondo cui, "tutto sta avvenendo in un clima di larghe intese politiche che denotano quanto le stragi del 1993 siano state trasversali a tutto l'arco costituzionale. La nostra posizione è questa: se Bernardo Provenzano godrà per legge di ciò che possono essere definiti come 'favoritismi' per farlo tornare fra le mura domestiche, noi schiereremo i nostri invalidi, i nostri figli che per colpa dell'assassino Provenzano hanno contratto malattie autoimmuni". (ANSA)
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COMUNICATO
2513  del 
06/07/2014
Siamo disgustati.
Ma niente di nuovo sotto questo sole!
La notte del 27 Luglio 1993 la mafia ha buttato giù due chiese a Roma care al Papa,.....
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Siamo disgustati.
Ma niente di nuovo sotto questo sole!
La notte del 27 Luglio 1993 la mafia ha buttato giù due chiese a Roma care al Papa, le buttò giù perché le gerarchie ecclesiastiche non si preoccupavano delle condizioni dei mafiosi a 41 bis.
Ancora oggi aspettiamo verità su quella notte del 27 Luglio 1993 in via Palestro a Milano e al centro di Roma, tre stragi in una notte, e ancora non l'abbiamo quella verità giudiziaria completa, e questo malgrado due mesi prima a Firenze in via dei Georgofili per lo stesso motivo altre cinque persone abbiano perso la vita sotto i colpi della mafia che trattava con lo Stato.
IL PROBLEMA DEL 41 BIS è ANCORA ATTUALE: Provenzano vuole andare a casa e far scarcerare tutti i suoi accoliti la mafia cerca "grazie".
La statua è stata probabilmente "inchinata" per mandare messaggi: ergastolo, 41 bis da abolire insomma vanno fatte GRAZIE ai mafiosi!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2514  del 
07/07/2014
Confermato l'ergastolo per D'Amato Cosimo l'uomo che trattò tutto l'esplosivo per le stragi del 1993.
Manifestiamo la nostra.....
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Confermato l'ergastolo per D'Amato Cosimo l'uomo che trattò tutto l'esplosivo per le stragi del 1993.
Manifestiamo la nostra soddisfazione per una sentenza che ancora una volta fa giustizia a livello mafioso per le nostre sofferenze di questi 20 anni.
D'Amato Cosimo non poteva non sapere che dopo le stragi del 1992, del qual esplosivo si è occupato, se avesse avuto un'altra ingente richiesta di esplosivo solo ancora strage poteva essere.
In quanto al fatto, messo in risalto dall'avvocato della difesa che tutto risalirebbe a 21 anni fa, quando nessuno sapeva cosa fosse Via dei Georgofili con tutti quei poveri morti, e il D'Amato Cosimo non poteva sapere nulla della strage di Firenze, non ci crediamo.
Il mondo, piaccia o no, la notte del 27 Maggio 1993 sapeva cosa fossero gli Uffizi e gli Uffizi hanno dato il nome alla strage di Firenze, e anche un modesto pescatore con la "terza alimentare" non poteva non essere stato colpito dal "boato" con il quale la mafia "cosa nostra" ha fatto morire i nostri figli, tanto più se a quel boato aveva partecipato.
"A ognuno il Suo con grande correttezza" come direbbe oggi Gabriele Chelazzi e per D'Amato Cosimo l'ergastolo perché se lo merita tutto.
E ora sia la volta delle indagini sui concorrenti nella strage di via dei Georgofili, perché noi non abbiamo chiuso qui le nostre richieste.
Il filone forse si è concluso a livello di esecutori e mandanti mafiosi, ma non a livello di politici collusi i quali hanno avuto bisogno di vittime per alzare il tiro e andare in Parlamento.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2515  del 
11/07/2014
Siamo costernati davanti alla domanda posta dall'Associazione Andrea Tamburi a Firenze: cosa ci fa un incapace di intendere e di volere come Bern..... Apri
Siamo costernati davanti alla domanda posta dall'Associazione Andrea Tamburi a Firenze: cosa ci fa un incapace di intendere e di volere come Bernardo Provenzano al 41 bis? Rispondiamo ai radicali fiorentini che Bernardo Provenzano sconta la pena che gli è stata inflitta per la strage di via dei Georgofili a Firenze, precisiamo che non ha mai collaborato con la giustizia per godere di benefici carcerari e non solo noi non crediamo che Provenzano non sia in grado di non intendere e di volere.
Provenzano può mentire per uscire dal carcere , non sarà né il primo né l'ultimo, la mafia mente quando deve tirarsi fuori dal carcere e tornare a massacrare bambini e ragazzi attraverso stragi terroristiche eversive.
Detto questo, la domanda la poniamo noi: perché tanta pena da parte di un partito politico a Firenze per un mafioso dello spessore di Provenzano?
Del resto abbiamo ascoltato da poco in aula durante uno degli ultimi processi per le stragi del 1993 , giusto collaboratori di giustizia, che hanno precisato quanto movimenti politici dediti per partito preso a difendere i diritti del reo e con presunti principi umanitari, abbiano in realtà finanziato alla grande e mensilmente la mafia cosa nostra.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2516  del 
17/07/2014
L'udienza, di oggi a Palermo al processo trattativa Stato Mafia erano di turno i rappresentanti istituzionali del CSM, è stata per noi drammatica..... Apri
L'udienza, di oggi a Palermo al processo trattativa Stato Mafia erano di turno i rappresentanti istituzionali del CSM, è stata per noi drammatica.
Durante il processo a Francesco Tagliavia abbiamo fatto di tutto per far sì che la trattativa Stato Mafia entrasse nel processo, almeno mentre si processava uno degli ultimi mafiosi che ci hanno rovinato la vita, è stata una fatica ma ce l'abbiamo fatta, la sentenza per Tagliavia Francesco a Firenze è stata: trattativa ci fu. . .
Oggi al processo di Palermo, abbiamo capito dalla viva voce degli uomini del Csm e dalle domande del Procuratore Antonio Di Matteo, che forse gli organi istituzionali nei loro più alti livelli per amministrare la giustizia, non hanno usato tutti quei mezzi e quegli articoli del codice a loro disposizione, per imporre alle Procure indagini più approfondite per capire meglio le responsabilità di uomini del governo di allora per le stragi del 1993.
Non possiamo che prenderne atto, leggere nei giorni a venire la trascrizione dell'udienza di oggi a Palermo per vedere se abbiamo capito bene e confidare che qualcosa finalmente si muova e possano essere iscritti nel registro degli indagati per strage uomini che forse in questi 20 anni hanno trovato la possibilità di aggirare le responsabilità che hanno avuto durante un periodo drammatico per l'Italia e soprattutto per le nostre vittime.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2517  del 
19/07/2014
Oggi nel giorno del ventiduesimo anniversario dalla sua morte, ricordiamo il Giudice Paolo Borsellino.
Lo ricordiamo perché consapevole del fatt.....
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Oggi nel giorno del ventiduesimo anniversario dalla sua morte, ricordiamo il Giudice Paolo Borsellino.
Lo ricordiamo perché consapevole del fatto che vi era in atto una trattativa voluta dallo Stato con la mafia e conoscendone il movente della trattativa stessa, ovvero l'annullamento della nuova legge sul 41 bis, quel carcere duro, severo ma necessario che oggi si vuole con forza abolire per Bernardo Provenzano, da parte di forze presunte garantiste, ebbene Paolo Borsellino ha comunque portato avanti la sua battaglia contro la mafia stragista cosa nostra.
E non solo Paolo Borsellino ha tenuto testa a quanti nelle istituzioni hanno favorito "cosa nostra" sia pure in un primo momento per fermare le stragi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2518  del 
27/07/2014
Ricordiamo i morti di via Palestro a Milano del 27 Luglio 1993.
Le cinque vittime di Milano due mesi dopo la strage di via dei Georgofili rappre.....
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Ricordiamo i morti di via Palestro a Milano del 27 Luglio 1993.
Le cinque vittime di Milano due mesi dopo la strage di via dei Georgofili rappresentano il proseguo di una strategia stragista atta a condizionare lo Stato.
La strage di Via Palestro scrive il Gip nel nuovo processo :Una Strage con finalità "terroristica e di agevolazione dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra" e non "di eversione dell'ordine costituzionale". Infatti, rileva il giudice, la sua "adesione (. . ) al progetto di strage, manifestata attraverso il compimento di condotte causalmente dirette a realizzare l'attentato terroristico di Milano, configura la volontà di provocare tutti gli effetti che da quell'esplosione derivarono".
Abbiamo provato a costituire parte civile, la nostra Associazione di vittime di via dei Georgofili, nel nuovo processo su Via Palestro che si svolge a Milano e che vede imputato il mafioso Tutino Marcello, chiamato in causa da Gaspare Spatuzza come presente sul luogo della strage di Milano del 27 Luglio 1993.
Tutino Marcello è il fratello di quel Tutino Vittorio che partecipò alla strage di via dei Georgofili a Firenze.
L'Associazione non è stata ammessa al nuovo dibattimento di Milano per le stragi del 1993, perché non siamo le vittime dirette di via Palestro, e purtroppo le parti civili nel processo penale altro non hanno se non una posizione risarcitoria.
Siamo convinti però che la strage di via dei Georgofili e quella di Via Palestro in quel 1993 siano andate di pari passo nell'ambito della deriva di quella trattativa fra Stato e "cosa nostra" che si prefiggeva "in un primo momento di fermare le stragi". Per questo ancora una volta auspichiamo un processo, almeno a Milano, che si apra alla verità completa sulle stragi del 1993 e non si limiti esclusivamente ad agire contro i mafiosi, sì terroristi ma solo esecutori, appartenenti alla organizzazione criminale cosa nostra.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2519  del 
30/07/2014
Ci dispiace che l'Avv. Antonio Ingroia, avendo conosciuto un Bernardo Provenzano dalle carte, poi ne abbia incontrato un altro diverso in carcere e og..... Apri
Ci dispiace che l'Avv. Antonio Ingroia, avendo conosciuto un Bernardo Provenzano dalle carte, poi ne abbia incontrato un altro diverso in carcere e oggi dica: Provenzano è vecchio e malato, il 41 bis non serve più.
Noi abbiamo conosciuto purtroppo un solo Bernardo Provenzano: quello di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Oggi è di sicuro vecchio e malato e noi non possiamo farci nulla, ma soprattutto non possiamo guardare a lui con umanità perché abbiamo malati causa sua molto gravi che ci fanno piangere ogni ora del giorno e poco ci importa della salute del macellaio dei nostri figli.
Ci importa però ragionare che cosa succederebbe se il boss di Via dei Georgofili avesse il 41 bis annullato sulla carta, attraverso un Tribunale.
La legge è uguale per tutti e sulla scia del vecchio e malato Provenzano, molti altri più giovani e più pimpanti di Provenzano e forse non malati fingerebbero e verrebbero levati da 41 bis per sentenza.
Non vogliamo insegnare nulla a nessuno ma neppure dopo 21 anni essere presi in giro più di quello che siamo stati fino ad oggi.
Provenzano resti a 41 bis senza una sentenza di Tribunale che modifichi al meglio la sua pena, tanto a lui davvero non importa più nulla se è così malato, visto che in ospedale in fondo c'è, ma interessa invece molto ad altri.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2520  del 
02/08/2014
Abbiamo letto oggi che il Ministro della Giustizia sarebbe in ansia per Bernardo Provenzano, e chiede spesso agli organi competenti se le condizion..... Apri
Abbiamo letto oggi che il Ministro della Giustizia sarebbe in ansia per Bernardo Provenzano, e chiede spesso agli organi competenti se le condizioni del Boss siano adatte a rimanere a 41 bis.
Considerando il "papello" di Salvatore Riina con il quale chiedeva allo Stato, in fase di trattativa, giusto di abolire il carcere duro, siamo seriamente preoccupati e ci domandiamo se quella famigerata "cambiale" tra mafia e lo Stato non sia arrivata all'incasso.
Questo perché Provenzano è in ospedale, ben curato, più delle sue vittime e non sarebbe in grado di capire di essere a 41 bis.
Infatti per Bernardo Provenzano, colui che ordinò di andare in continente a fare le stragi, vedi Firenze, il 41 bis è una pura formalità sulla carta.
Perché dunque cercare di capire se si può abolire il 41 bis al Capo di Cosa nostra per sentenza, non sarà che abolito il 41 bis a Provenzano e, visto che i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge, il 41 bis verrà annullato ai 15 boss delle stragi del 1993 perchè tutti "risulteranno" ammalati?
Perché il Ministro della Giustizia non si informa su come stanno le vittime di Provenzano?
Per quelle morte per esempio come stanno i genitori e quelle rese invalide in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 se hanno avuto tutto ciò che gli spetta per diritto, per esempio, secondo la legge 206 del 2004?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2521  del 
04/08/2014
Noi non crediamo a quanto affermato oggi dal Presidente del Consiglio nella sua intervista al quotidiano La Repubblica, ovvero che nel "patto del..... Apri
Noi non crediamo a quanto affermato oggi dal Presidente del Consiglio nella sua intervista al quotidiano La Repubblica, ovvero che nel "patto del Nazareno" non ci sarebbero i desiderata dell'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Infatti abbiamo troppo spesso constatato che le quattro pensioni agli altrettanti invalidi all'80% della capacità lavorativa del tritolo stragista eversivo tutto italiano, non fossero tanto ben viste dall'ex Presidente Consiglio Silvio Berlusconi.
Per tutta risposta, ai nostri dubbi, malgrado tutte le assicurazioni del Ministro Poletti il Due Agosto u. s. a Bologna, è di oggi la notizia che i tre punti inerenti dal 206 del 2004, inseriti nel DL 90 - diritto alla pensione - sono stati cassati malgrado costino veramente poco.
Molto meno del vitalizio del Senatore Dell'Utri condannato per reato attinente la mafia.
Temiamo quindi - senza paura di peccare di vittimismo - che possano esserci contro di noi ritorsioni oltre tutto il resto, un odio nutrito per venti anni contro le vittime delle stragi del 1993 che ritorna sempre nel momento giusto, nelle "trattative" le più disparate.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili 
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LETTERA
2522  del 
04/08/2014
Lettera aperta

Illustrissimo Signor
Presidente del Senato
Pietro Grasso
Roma

Mi rivolgo a Lei per.....
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Lettera aperta

Illustrissimo Signor
Presidente del Senato
Pietro Grasso
Roma

Mi rivolgo a Lei perché il 27 Maggio scorso, in regione Toscana, è stato l'unico che ha spezzato una lancia in favore dei nostri feriti invalidi che da troppo tempo aspettano la pensione.
Come prevedibile anche le promesse del Ministro Poletti durante l'anniversario del “due Agosto, a Bologna, sono state aria fritta.
Il classico “osso buttato ai deboli per tenerli buoni all'occorrenza.
Infatti il GOVERNO RENZI, attraverso il Ministro della Pubblica Ammnistrazione Marianna MADIA, ha cassato tutto il nostro emendamento, quello inerente le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ovvero il perfezionamento della legge 206 del 2004 - diritto alla pensione - che prevedeva tra le altre cose le 4 pensioni ad altrettanti invalidi all'80% della capacità lavorativa, frutto del tritolo stragista eversivo.
Siamo amareggiati e arrabbiati, organizzeremo quanto prima la protesta in Via dei Georgofili, un altro affronto motivato da argomentazioni più che lacunose e ritorsive nei nostri confronti è troppo.
I miei migliori saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2523  del 
05/08/2014
Non ce la beviamo!
Quanto riportato oggi dai giornali in difesa del Governo rispetto alle pensioni cassate per gli invalidi all'80% della ca.....
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Non ce la beviamo!
Quanto riportato oggi dai giornali in difesa del Governo rispetto alle pensioni cassate per gli invalidi all'80% della capacità lavorativa, frutto del tritolo mafioso stragista, è riduttivo e di "facile" lettura.
La cattiva figura del Governo in Piazza Medaglie D'Oro e a Palazzo D'Accursio è il colpo di coda del Senato prima della morte definitiva, una vendetta trasversale per la quale a rimetterci sono quelle TRE vittime che hanno l'80 % di invalidità rispetto alla capacità lavorativa, toccata loro nelle stragi impunite di questo Paese.
Si vergogni l'intero Parlamento!
Abbiamo deciso di non andare questa mattina in via dei Georgofili a protestare mentre in Senato verrà posta la fiducia al DL 90 del 24 Giugno 2014, fiducia governativa imposta e che impedisce ogni cambiamento all'ultimo momento.
Non daremo soddisfazione con segni di debolezza a chi ci vuole vittime sacrificali per sempre, prima o poi ci sarà un "Giudice a Berlino", che attraverso un processo per strage dimostrerà che i Governi di questi 20 anni sono stati tutti congeniali al sistema mafioso voluto da Salvatore Riina e quello in carica non è certo da meno.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2524  del 
05/08/2014
Sembrerebbe che in tarda serata di ieri il Governo abbia trovato i fondi per le tre pensioni ad altrettante vittime del terrorismo invalide all'8..... Apri
Sembrerebbe che in tarda serata di ieri il Governo abbia trovato i fondi per le tre pensioni ad altrettante vittime del terrorismo invalide all'80% della capacità lavorativa frutto del tritolo eversivo mafioso.
Il problema è che il Ministro Madia ormai ha levato l'emendamento dal DL della PA e non è più possibile rimetterlo.
Si chiosa che sarà possibile rimettere l'emendamento per le vittime del terrorismo nel prossimo provvedimento utile.
Il Governo sta varando leggi a raffica non crediamo, sempre che ci sia buona fede, sia impossibile trovare una norma in via di attuazione nella quale inserire l'emendamento in questione nelle prossime ore.
Forse è possibile dare giustizia alle vittime del terrorismo prima del 23 Agosto p. v. giorno in cui scadrà il Decreto della PA: basta volerlo davvero.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2525  del 
07/08/2014
La forte contraddizione in essere del rappresentante PD Mattiello, mentre chiede la revisione del 41 a Provenzano, impone davvero una riflessione, ma ..... Apri
La forte contraddizione in essere del rappresentante PD Mattiello, mentre chiede la revisione del 41 a Provenzano, impone davvero una riflessione, ma non nel senso prospettato dal Dr. Mattiello.
Impone di valutare un repentino cambio della norma sul 41 bis rispetto a quella del 1992.
Ovvero un inasprimento che reciti così: se il mafioso reo di strage non collabora con la giustizia a 41 bis resti per sempre punto e basta.
La litania che il 41 bis è valido là dove il detenuto non possa contattare l'esterno è ormai aria fritta, è andata bene per poter mettere la norma definitiva in mano ai Tribunali di Sorveglianza e mandare nel tempo a carcere normale i mafiosi della peggior risma.
Ma siccome ormai è comprovato che i passaggi dal 41 bis a carcere normale, per via di mancati contatti con l'esterno sono il classico cane che si morde la coda, e non solo, visto che il passaggio da 41 bis a carcere normale è stato il movente mafioso per dare adito ad una trattativa Stato mafia come da richieste di cosa nostra, ebbene la norma così come sta non basta più, eventualmente va inasprita.
E basta parlare di vendetta e di giustizia, il confine è labile, la politica non lo sa cogliere questo confine e si riempie la bocca della parola vendetta per fare il suo gioco dipresunta “garantista e quello della mafia e il confine stride proprio là dove il 41 bis è stato oggetto di scambio con la mafia e l'organizzazione criminale “cosa nostra ne ha approfittato per uccidere i nostri parenti e chi doveva non ha saputo parare il colpo, ovvero le istituzioni che stavano trattando.
La politica faccia giustizia davvero una buona volta con il suo Ministro Orlando e si tolga dalla bocca la parola vendetta nei nostri confronti e parli piuttosto su quello che sa, non si limiti a chiedere venia per macellai come Bernardo Provenzano che se è vero che non sa più quello che fa e quello che dice e ci permettiamo di metterlo in dubbio, non ha nessun bisogno gli sia cancellato il 41 bis sulla carta bollata da un Tribunale.
L'operazione di annullamento del 41 bis a Provenzano puzza lontano un miglio affinchè il 41 bis possa essere annullato anche ai fratelli Graviano, uno di loro infatti al processo di Torino fece blaterare di un presunto “tumore al fegato.
Inoltre se eventualmente la politica si dovesse degnare di rinsavire e diventare davvero 'nuova', ovvero non facesse più accordi a buon mercato con mafiosi condannati per reati di mafia e fiscali, e in quel caso la primula rossa Matteo Messina Denaro venisse arrestato, almeno con una norma degna di questo nome, il 41 bis se lo troverebbe valido a tutti gli effetti e non revocabile perché la primula rossa ha gli occhi storti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2526  del 
08/08/2014
"Riforma pensioni, stop ai benefici previdenziali per le vittime del terrorismo", titola questa mattina: "Riforma pensioni".
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"Riforma pensioni, stop ai benefici previdenziali per le vittime del terrorismo", titola questa mattina: "Riforma pensioni".
Si precisa poi nel testo che ieri la Commissione Lavoro della Camera ha approvato un odg con il quale impegna il governo a riproporle in occasione della prossima legge di stabilità.
Possiamo apprezzare ancora una volta lo sforzo di chi con noi collabora, ma non possiamo che disapprovare un governo che all'ultimo momento senza arte né parte ha cassato un emendamento senza neppure valutare bene cosa stava facendo e tutto attraverso un Ministro che molto conoscerà, ma, come ha ampiamente dimostrato, non la storia delle stragi d'Italia.
La Legge 206 del 2004 è già tutta ampiamente coperta altrimenti non ci sarebbero pensionati, ragazzi al tempo delle stragi, che già percepiscono la pensione da subito quali invalidi all'80% della capacità lavorativa, così come Enti Previdenziali di Firenze del 2009 non avrebbe chiesto ad invalidi all'80% della capacità lavorativa l'Iban personale per versare la pensione subito e poi non si sa perchè hanno ritirato la richiesta con pretesti lacunosi.
Non sappiamo se gli impegni presi ieri alla Camera a Dicembre saranno mantenuti, perché è dal 2004 che ci prendono in giro, giusto dagli scranni del Parlamento.
Quindi l'emendamento in questione andrebbe inserito oggi pomeriggio in una norma al varo in queste ore, non aspettare la legge di stabilità per poi probabilmente cassare ancora facendo intravvedere agli italiani chissà quale risparmio in termini monetari.
Una cosa poi è certa tutto andava sistemato il 4 Agosto scorso con l'emendamento da noi presentato e ancora una volta non lo si è fatto, facendo inoltre sventolare sotto il naso degli Italiani che si salvava l'Italia negando ancora una volta la pensione, già finanziata, a tre vittime del terrorismo bambini e ragazzi al tempo degli eventi stragisti per mancanza di 13. 000 milioni di euro.

Riteniamo l'azione ricevuta dall'ex sindaco fiorentino un affronto gravissimo, il quale ancora una volta non ha guardato dalla parte dei nostri morti e invalidi se non per ritorni in immagine all'1. 04, davanti alla lapide dei morti ad ogni anniversario durante i suoi mandati di sindaco nella città dove è avvenuta la più vergognosa strage d'Italia di questi ultimi 70 anni.
Una strage, quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, frutto di una trattativa Stato mafia, che verteva a fermare le stragi, tutte peraltro ormai già avvenute e non solo massacri frutto di "cosa nostra", ma di "AUTORI CONCORRENTI" nella strage con i quali nessuno può escludere siano ancora oggi in corso vergognose trattative.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2527  del 
13/08/2014
Matteo Messina Denaro, il personaggio che torna alla ribalta dalle pagine del settimanale l'Espresso in questo ferragosto all'insegna della ..... Apri
Matteo Messina Denaro, il personaggio che torna alla ribalta dalle pagine del settimanale l'Espresso in questo ferragosto all'insegna della mafia vincitrice, è sicuramente prima di tutto il mafioso che passando sotto la Galleria degli Uffizi a Firenze ebbe a dire: QUESTI SALTERANNO!
E il museo più famoso al mondo, di lì a poco, senza che nessuna fra le forze istituzionali a tutela dei cittadini potesse farci nulla, è saltato, portandosi via la vita dei nostri figli.
Oggi Matteo Messina Denaro viene descritto come colui che dà lavoro ai giovani che interviene là dove lo Stato è carente.
Ai nostri, di giovani, non solo non dà lavoro, ma si è rubato la loro pensione anche se rimasti invalidi all'80% della capacità lavorativa sotto il tritolo destinato agli Uffizi e alla Torre dè Pulci a Firenze.
Oggi Matteo Messina Denaro si muove in modo che le riforme per la presunta salvezza dell'Italia, vengano messe in atto per far vincere su tutti i fronti la mafia, quella mafia che il 27 Maggio 1993 a Firenze ha imposto il "papello" di Salvatore Riina sulla pelle dei nostri figli.
E' da quel giugno 1993 subito dopo l'attentato di Firenze che Matteo Messina Denaro andava arrestato, ma ancora oggi nessuno lo fa, perché il boss di cosa nostra, l'unico ancora latitante e condannato per strage eversiva terroristica del 27 Maggio 1993 contro l'ordine costituzionale, è sicuramente colui, se parla, in grado di portare in galera con sé uomini che hanno concorso in strage la notte del 27 Maggio 1993 e che stanno ancora oggi, attraverso il Parlamento, portando avanti trattative e accordi più o meno sottobanco.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2528  del 
26/08/2014
Strage dei Georgofili, a Napoli i funerali di Luisa De Riccia: era la nonna delle sorelle Nencioni

26 agosto 2014 16:55
Si sono svolti .....
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Strage dei Georgofili, a Napoli i funerali di Luisa De Riccia: era la nonna delle sorelle Nencioni

26 agosto 2014 16:55
Si sono svolti stamani a Napoli i funerali di Luisa De Riccia, la madre di Angela Fiume morta insieme al marito e alle figlie nell'attentato di via dei Georgofili, a Firenze, la notte del 27 Maggio 1993.
Lo rende noto l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gergofili a cui la signora De Riccia, la nonna delle piccole Caterina e Nadia Nencioni, "è sempre stata vicina, in prima fila, insieme a noi con le nostre battaglie, non ha mai mancato in questi 20 anni di sperare che giustizia completa prima o poi sarebbe arrivata".
"Il momento è tragico per noi - prosegue la nota -, perché oltre l'inevitabile perdita dei nostri parenti e conoscenti scandita dallo scorrere del tempo, comprendiamo che non tutti potremo vedere compiersi il nostro desiderio di giustizia, perché la lotta a 'cosa nostra' non è stata in questi 20 anni primaria per nessun Governo".
Sia pure in un momento in cui dobbiamo piangere chi se ne va, non scordiamo però che le nostre battaglie di richiesta di giustizia non verranno mai meno e questo ancora per tante generazioni.
Fonte: ANSA
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NOTIZIA ANSA
2529  del 
15/09/2014
Mafia: Ass. Georgofili, chiediamo più impegno in lotta
Appello nel ricordo di don Pino Puglisi

FIRENZE, 15 SET - "Nel ricordare .....
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Mafia: Ass. Georgofili, chiediamo più impegno in lotta
Appello nel ricordo di don Pino Puglisi

FIRENZE, 15 SET - "Nel ricordare la morte di don Pino Puglisi per mano degli stessi mafiosi che nel 1993 hanno eseguito la strage di via dei Georgofili a Firenze, chiediamo più impegno nella lotta alla mafia. Aspettiamo ogni giorno l'annuncio che dica chiaramente che finalmente attraverso una seria riforma della giustizia è scoccata l'ora X per le norme che limitano la lotta alla mafia. In primis, chiediamo una seria ridistribuzione fra le vittime di 'cosa nostra' dei capitali illeciti confiscati alla mafia attraverso il Fondo 512 del 1999".
Lo scrive in un Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, aggiungendo di chiedere "altresì un inasprimento del regime di detenzione così detto 'carcere duro', affinché tutti i mafiosi che non collaborano con la giustizia o rendano collaborazioni chiaramente incomplete, restino per sempre a 41 bis". (ANSA)
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COMUNICATO
2530  del 
18/09/2014
Se ci sono cose da chiarire ben venga un altro appello a Tagliavia.
E auspichiamo a breve, visto che sono 20 anni che aspettiamo.
Ma non s.....
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Se ci sono cose da chiarire ben venga un altro appello a Tagliavia.
E auspichiamo a breve, visto che sono 20 anni che aspettiamo.
Ma non si dica che questa è giustizia.
Quando sono state comminate 15 condanne all'ergastolo e tutti i mafiosi uno per uno sono risultati responsabili di tutte le stragi del 1993 erano altri tempi.
All'epoca subito dopo le stragi in "continente" non si parlava ancora apertamente di trattativa Stato Mafia, c'erano invece coscienze sporche e bisognava placare gli animi per la morte di Dario, Nadia e Caterina, Fabrizio e Angela.
In quel 1998, data della prima sentenza per le stragi 1993, era validissimo il teorema Buscetta e la responsabilità condivisa per tutti gli eventi stragisti.
L'ergastolo ostativo era un bene condiviso per la mafia cosa nostra.
Oggi il teorema Buscetta è stato cassato dalla Suprema Corte e l'ergastolo osteggiato trasversalmente a tutta la politica.
Le Corti di Cassazione possono essere garantiste.
L'ergastolo fa schifo a quanti non hanno avuto a che fare con cosa nostra.
Siamo infuriati: basiti e infuriati.
Ma per usare un frase trita e ritrita aspettiamo la MOTIVAZIOBE DI SENTENZA.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2532  del 
25/09/2014
Stato-mafia: Ass. Georgofili, Napolitano chiarisca fatti '93

FIRENZE, 25 SET - "Noi auspichiamo che il Presidente della Repubblica .....
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Stato-mafia: Ass. Georgofili, Napolitano chiarisca fatti '93

FIRENZE, 25 SET - "Noi auspichiamo che il Presidente della Repubblica riceva la Corte di Palermo, per chiarire una buona volta con la sua testimonianza qualcosa in più su quello che è successo a livello istituzionale nel 1993 quando sono morti i nostri figli. La sua presenza nel processo sarà importante".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riguardo il processo sulla trattativa Stato-Mafia.
"Siamo fortemente dispiaciuti - aggiunge - che ad essere ammessi alla presenza del Presidente della Repubblica saranno eventualmente, oltre alla Corte, le parti del processo, ma solo nei loro legali rappresentanti, non le parti civili. La nostra presenza sarebbe stata molto gratificante e l'avremmo valutata molto positivamente. Le parti civili sono parte integrante del processo". (ANSA)
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COMUNICATO
2533  del 
28/09/2014
Cristofaro Cannella detto "Fifetto" oggi chiamato in causa da organi di stampa , perché sarebbe fra i mafiosi che hanno collaborato, secondo..... Apri
Cristofaro Cannella detto "Fifetto" oggi chiamato in causa da organi di stampa , perché sarebbe fra i mafiosi che hanno collaborato, secondo la Procura di Palermo, al così detto "Protocollo Farfalla" che si è occupato anche di 41 bis, è stato condannato a 30 anni per la strage di via dei Georgofili.
Non furono acquisite prove che fosse sul luogo della strage, ma di sicuro ha contribuito alla grande insieme ai suoi accoliti,al delitto della notte del 27 Maggio 1993.
Oggi leggiamo che forse in carcere, Fifetto Cannella, sarebbe stato pagato per servigi informativi.
Fifetto Cannella ebbe un tema caro al suo "cuore", quello del 41 bis, scrisse infatti un proclama nel 2002 contro il carcere duro scrivendo dal carcere: dove sono gli avvocati delle regioni meridionali che hanno difeso molti degli imputati per mafia e che ora siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi?
Senza considerare che a Fifetto Cannella il Tribunale di Sorveglianza di Roma nel 2008 ha revocato il 41 bis, poi subito velocemente ripristinato per lo scalpore che la notizia di revoca fece.
Oggi la domanda va da se come mai a Fifetto Cannela fu revocato il 41 bis e in tutta fretta gli fu riapplicato?
Perché ha partecipato davvero, dietro compenso, al così detto "Protocollo Farfalla"? Auspichiamo che le notizie di stampa, alle verifiche opportune, risultino non vere, ma se Fifetto Cannella fosse stato pagato durante gli anni di carcere per la strage del 27 Maggio 1993, per passare notizie dietro compenso, altro che "inorridire", per usare le parole della sentenza dei processi di Firenze passati in giudicato, quando recitano : "se trattativa fra Stato e Mafia ci fosse stata ci sarebbe da inorridire".
I nostri figli sono morti in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis, 48 sono gli invalidi.
Qualcuno parli in questo Paese che fa troppe moine verso la mafia e mentre fa finta di togliere il "segreto" che non c'è, a documenti "importanti" fa troppe sgarbatezze verso le vittime delle stragi del 1993.
Infatti l'unica cosa che pare abbia importanza, non è la giustizia verso i nostri morti e invalidi ma nascondere sempre la verità a livello istituzionale per quello che ci è capitato, come se i morti e le malattie autoimmuni provocate dalla strage di Firenze non ci fossero mai state.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2534  del 
01/10/2014
Mafia: ass.Georgofili, Spatuzza è ondivago, anche su morti FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 30 SET - Gaspare Spatuzza "spesso è ondivago". Oggi .....
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Mafia: ass.Georgofili, Spatuzza è ondivago, anche su morti FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 30 SET - Gaspare Spatuzza "spesso è ondivago". Oggi ha detto che per la strage di via dei Georgofili "non erano previste vittime", ma "non è quello che ha detto a Firenze quando ha parlato dell'incontro al Bar Doney a Roma del 24 Gennaio 1994 con Giuseppe Graviano".
Lo scrive in una nota la presidente della'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
Quel giorno, ricorda Maggiani Chelli, "mentre Spatuzza piangeva sulla 'povera Caterina'", Graviano gli avrebbe chiesto: "La sai fare politica? Quei morti ci servono".
"Non siamo stati ammessi al processo di Milano in quanto non idonei quali parti civili - conclude Maggiani Chelli - Non possiamo ribattere in dibattimento al collaboratore Spatuzza, che spesso è ondivago. Saremmo grati se, nei limiti del possibile, non parlasse delle vittime della strage di via dei Georgofili quando il dibattimento non consente un intervento delle parti".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2535  del 
27/10/2014
FIRENZE. Aspettano le parole di Napolitano, i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Poi, subito dopo la testimonianza all'udienz..... Apri
FIRENZE. Aspettano le parole di Napolitano, i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Poi, subito dopo la testimonianza all'udienza sulla (presunta) trattativa fra Stato e mafia, decideranno se restituire il titolo di Cavaliere del quale il presidente della Repubblica "ha voluto insignire la nostra associazione".
Non si chiude la ferita dell'attentato mafioso contro Firenze, quando Giorgio Napolitano era presidente della Camera e Giovanni Spadolini presidente del Senato. Anni e anni di indagini non sono bastati a fare chiarezza, come confermano le carte che, in continuazione spuntano. Le ultime quelle dei Servizi.
"Il documento stanato dagli archivi della Procura di Firenze, relativo a una nota informativa del Sisde, che vedrebbe nell'allora Presidente del Camera, uno dei minacciati da Totò Riina in sede di trattativa a suon di 41 bis in quel maggio 1993, entra prepotentemente nella realtà della nostra vita, a 22 anni di distanza dalla morte dei nostri figli".
Così parla Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Oggi - aggiunge - sappiamo che la morte del giudice Gabriele Chelazzi non fu solo un dramma umano per la famiglia e molti altri e la perdita di un magistrato, ma fu senz'altro la pietra tombale sulla verità della strage di via dei Georgofili. Sia pure nella legge, noi comunque, quale parte del processo stesso, il 28 ottobre non saremmo ammessi al Quirinale all'udienza del processo di Palermo sulla trattativa Stato Mafia. Ne abbiamo preso atto. Ma dopo l'udienza valuteremo se mantenere il titolo di Cavaliere avuto da Napolitano".
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COMUNICATO
2536  del 
28/10/2014
Le esaurienti risposte del Presidente Giorgio Napolitano, tali definite dal nostro avvocato, hanno messo i puntini sulle "i", là dove sia fu..... Apri
Le esaurienti risposte del Presidente Giorgio Napolitano, tali definite dal nostro avvocato, hanno messo i puntini sulle "i", là dove sia fugato ogni dubbio che le note del SISMI rivelano un attacco alla Stato in quel 1993 nelle figure istituzionali e non nei soggetti singoli.
Ovvero nel mirino di "cosa nostra" c'erano il Presidente della Camera e Senato e non Giorgio Napolitano in quanto tale.
Nessuno di noi ha mai pensato che il nome e cognome Giorgio Napolitano fosse nel mirino di Riina bensì ciò che rappresentava quale carica istituzionale.
Erano del resto stati chiari i mafiosi con due lettere spedite ai massimi quotidiani dopo la strage di via Palestro: d'ora in avanti uccideremo solo persone, chiaro persone che rappresentavano lo Stato.
Quello che a noi non torna, però, è perché questi documenti chiarificatori saltano fuori solo dopo 22 anni, e nessuno ne ha mai parlato e perché il SISMI e il SISDE che si diedero tanto da fare con giuste note informative intorno alle cariche istituzionali, non hanno saputo proteggere con altrettante note le vittime di via dei Georgofili.
In sede di saga giornalistica , dopo l'uscita della Corte dal Quirinale, abbiamo inoltre ascoltato il filosofo Cacciari asserire che con la barbarie si tratta e a chi tocca, tocca, è dovere di uno Stato trattare ha detto Massimo Cacciari, portando ad esempio le trattative di guerra con i Nazisti.
Si vergogni il Prof. Cacciari e se ne faccia una ragione, con una struttura criminale come cosa nostra non si tratta, come del resto fu per le brigate rosse, ma si arresta e si butta via la chiave.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2537  del 
28/10/2014
Stato-Mafia:ass. Georgofili,da Napolitano risposte esaurienti

FIRENZE, 28 OTT - Quelle date durante il processo sulla trattativa Stato-Mafia .....
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Stato-Mafia:ass. Georgofili,da Napolitano risposte esaurienti

FIRENZE, 28 OTT - Quelle date durante il processo sulla trattativa Stato-Mafia dal presidente della Repubblica sono risposte "esaurienti". Così le definisce il legale di parte civile dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
"Le esaurienti risposte del presidente Giorgio Napolitano, tali definite dal nostro avvocato - spiega l'associazione - hanno fugato ogni dubbio: le note del Sismi rivelano" che nel 1993 "nel mirino di cosa nostra c'erano i presidenti di Camera e Senato e non Giorgio Napolitano in quanto tale". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2538  del 
28/10/2014
Stato-Mafia:ass. Georgofili,da Napolitano risposte esaurienti (2)

FIRENZE, 28 OTT - "Nessuno di noi - continua la presidente dell'a.....
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Stato-Mafia:ass. Georgofili,da Napolitano risposte esaurienti (2)

FIRENZE, 28 OTT - "Nessuno di noi - continua la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli - ha mai pensato che il nome e cognome Giorgio Napolitano fossero nel mirino di Riina, bensì ciò che rappresentava quale carica istituzionale. Erano del resto stati chiari i mafiosi con due lettere spedite ai massimi quotidiani dopo la strage di via Palestro: 'D'ora in avanti uccideremo solo persone?. E' chiaro che si riferissero a persone che rappresentavano lo Stato".
"Quello che a noi non torna però - conclude - è perché questi documenti chiarificatori saltano fuori solo dopo 22 anni, perché nessuno ne abbia mai parlato e perché il Sismi e il Sisde, che si diedero tanto da fare con giuste note informative intorno alle cariche istituzionali, non hanno saputo proteggere con altrettante note le vittime di via dei Georgofili". (ANSA)
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ARTICOLO
2540  del 
31/10/2014
Firenze, 31 ott. (LaPresse) - Sulle stragi di mafia del 1992-1994 "siamo a un tragico governo di larghe intese per coprire ancora il più possibil..... Apri
Firenze, 31 ott. (LaPresse) - Sulle stragi di mafia del 1992-1994 "siamo a un tragico governo di larghe intese per coprire ancora il più possibile quella tragica verità". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione vittime di via dei Georgofili di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la pubblicazione del verbale della testimonianza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Oggi ci si riempie la bocca, e si riempiono i giornali, per una sola udienza, quella del Quirinale, ma è tardi, e serve ancora una volta solo a salvare le istituzioni, che innocenti non sono state in quelle notti tragiche delle stragi del 1993", aggiunge Maggiani Chelli.

"Se all'epoca dei processi sulle stragi del 1993 fossero stati pubblicati tutti i verbali di udienza con altrettanto zelo - prosegue la portavoce dell'associazione - oggi gli italiani saprebbero la storia di questo infame paese, in quel 1993, e la conseguente verità. Invece questo popolo ha vissuto 20 anni con il prosciutto sugli occhi".
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NOTIZIA ANSA
2541  del 
27/11/2014
I familiari delle vittime dei Georgofili: "Nulla a che fare con le bombe del 1993"

"La strage dei Georgofili del 27 maggio 1993 nulla a ha a.....
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I familiari delle vittime dei Georgofili: "Nulla a che fare con le bombe del 1993"

"La strage dei Georgofili del 27 maggio 1993 nulla a ha a che fare con le stragi degli anni 80". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando l'ipotesi della procura di Firenze che collega la strage del Rapido 904 a quelle degli anni Novanta. Ieri a Firenze si è aperto il nuovo processo per la strage del 904.

"Giovanni Brusca accusa Riina dell'attentato e indica che avrebbe usato lo stesso tipo di esplosivo e telecomandi usati poi per le stragi degli anni 90 ? ricorda Maggiani Chelli - Brusca come al solito parla a rate, rinnova il bagaglio informativo a seconda dell'aria che tira".

"Staremo attenti a parare i colpi - conclude la nota - perché non apprezziamo la collocazione delle stragi, ideologicamente parlando. Quando sono morti i nostri figli, la manovalanza e i mandanti interni erano mafiosi con la coppola, ma chi ha voluto la strage dei Georgofili per salvarsi rappresentava le istituzioni che non avevano un colore politico da salvare, ma meri interessi economici e grandi ruberie, e come si sa il denaro non ha colore".

Fonte: ANSA
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NOTIZIA ANSA
2542  del 
06/12/2014
Mafia: 41 bis; ass. Georgofili, revocarlo a boss è annullarlo

FIRENZE, 6 DIC - "Revocare il 41 bis a Provenzano significherebbe di fatto.....
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Mafia: 41 bis; ass. Georgofili, revocarlo a boss è annullarlo

FIRENZE, 6 DIC - "Revocare il 41 bis a Provenzano significherebbe di fatto quell'annullamento del 41 bis tanto agognato dalla mafia".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
Se il Tribunale di sorveglianza di Roma revocherà il 41 bis al boss, aggiunge Maggiani Chelli, "facendo sue le decisioni dei magistrati di Firenze, Palermo e Caltanissetta, ai quali poco importa delle vittime di Provenzano, ma molto importa della legge carente sul 41 bis, andremmo in via dei Georgofili e ci accamperemo lì fin quando Provenzano non avrà nuovamente il 41 bis". (ANSA)
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COMUNICATO
2543  del 
16/12/2014
Il Ministro della giustizia Orlando ha disposto accertamenti per stabilire se la magistratura di sorveglianza ha ottemperato alla legge impedendo all&..... Apri
Il Ministro della giustizia Orlando ha disposto accertamenti per stabilire se la magistratura di sorveglianza ha ottemperato alla legge impedendo all'ex governatore della Sicilia, in carcere per aver favorito "COSA NOSTRA", di fare visita alla madre sofferente di un disturbo della vecchiaia.
Naturalmente come diciamo noi, frase ereditata dal Magistrato Chelazzi: a ognuno il suo, a ognuno il suo con grande correttezza".
Però una cosa va detta, non abbiamo avuto modo di assistere a nessun intervento del Guardasigilli quando il piatto della bilancia della giustizia pendeva sbilanciato dalla nostra parte, ovvero non è certo intervenuto il Ministro Orlando, quando le nostre vittime invalide all'80% della capacità lavorativa causa le stragi del 1993 di COSA NOSTRA sono state defraudare il 4 agosto u. s. della pensione loro spettante. Non ha certo sentito il Ministro della Giustizia la necessità di capire davanti al Paese se stavamo subendo un torto o il Governo si stava muovendo nella legge.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2544  del 
30/12/2014
Ieri 29 Dicembre 2014 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 190 del 23 Dicembre 2014.
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Ieri 29 Dicembre 2014 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 190 del 23 Dicembre 2014.
Ringraziamo il Governo di aver rimediato all'errore commesso la sera del 4 Agosto u. s. quando ancora una volta ha respinto, con una facilità che ci ha sconfortati, uno dei sacrosanti diritti di chi in questo Paese è stato una vittima del terrorismo eversivo e di aver finalmente capito l'importanza del completamento di una parte integrante della LEGGE 206 DEL 2004.
Infatti, le nostre vittime oggi invalide all'80% della capacità lavorativa, rese tali dal tritolo stragista eversivo di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, in sede di trattativa Stato mafia, erano in attesa di quella giustizia civile a cui hanno diritto ormai da troppi anni.
Il nostro rammarico in questi lunghi 10 anni di battaglie è stato quello di non riuscire mai a far comprendere alle istituzioni, di Governo in Governo, quanto fosse indispensabile dare alla legge 206 del 2004 quella interpretazione che era lo spirito stesso della Legge, ovvero sanare i torti subiti dalle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, una per una elenco allegato alla mano.
La Legge 206 del 2004 voluta da tutte le Associazioni dei familiari per stragi e terrorismo, e da noi fortemente supportata, si è fin dalla nascita prefissa di sanare, almeno amministrativamente parlando, il torto senza pari subìto dalle vittime.
Per la legge 206 del 2004 voluta insieme a tutti noi dagli Onorevoli Bielli e Bornacin, il pilastro portante della giustizia amministrativa verso tutte le vittime del terrorismo eversivo e delle stragi di tale matrice, con il 29 Dicembre del 2014 si apre la speranza, a breve, di un suo completamento interpretativo, a volte apparso negli anni come una ingiusta punizione per aver subito la STRAGE.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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