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   233 notizie nel periodo '2013'

COMUNICATO
2091  del 
03/01/2013
Forte e chiaro il pezzo di giornalismo d'indagine, nella lotta alla mafia, riportato questa mattina nel quotidiano la Repubblica dai giornalisti ..... Apri
Forte e chiaro il pezzo di giornalismo d'indagine, nella lotta alla mafia, riportato questa mattina nel quotidiano la Repubblica dai giornalisti Bolzoni e Palazzolo.
Sul fronte trattativa Stato-mafia un altro anonimo di 12 pagine che richiama giusto quello del giugno 1992 fra la strage di Capaci e quella di Via D'Amelio, reso noto in Parlamento dal sen. Libertini e mai preso in seria considerazione.
Un anonimo, quello del 1992, che ripercorreva per 39 soggetti anche ai massimi livelli istituzionali, quella che poi negli anni sarà la trattativa Stato mafia, infatti nella missiva anonima del 1992 già si delineavano i punti del famigerato "papello" di Salvatore Riina.
Oggi l'anonimo sembra tornare a invadere il campo e si potrebbe pensare ai depistaggi.
Non ci crediamo noi però, al momento, ai depistaggi, che leggiamo in questi anonimi quanto fosse indispensabile dopo le stragi del 1992 mettere in atto quelle del 1993, anzi forse quelle del 1993 erano già in cantiere prima di quelle del 1992, basterebbe chiederlo a Gioachino Calabrò, al quale invece è stato abolito il 41 bis senza parola proferire, perché sarebbe malato.
La strage di Firenze in Via dei Georgofili davanti alla Torre dè Pulci, quella del 41 bis, bisogna capire finalmente se davvero fosse necessaria come il pane per la mafia e in quanti furono concorrenti alla mafia nel lasciarla fare per opportunismi oscuri che ancora sfuggono alla legge.
Ringraziamo quanti in queste ore si prodigano, perché il processo sulla trattativa Stato Mafia a Palermo volga a buon fine, ovvero si vada ad un dibattimento chiarificatore una volta per tutte.
Si spalanchino le "catacombe di Stato" seppellite sotto il cemento come fanno i mafiosi con i morti di lupara bianca, perché noi abbiamo bisogno di verità e non di quieto vivere come fanno alcuni sotto le gonne della politica che tutto finisce con il gettare nel dimenticatoio.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2092  del 
04/01/2013
Continuano le attenzioni verso Bernardo Provenzano e il suo stato di salute che non consentirebbe, secondo i dottori, la sua presenza in aula al proce..... Apri
Continuano le attenzioni verso Bernardo Provenzano e il suo stato di salute che non consentirebbe, secondo i dottori, la sua presenza in aula al processo trattativa Stato - Mafia.
Non si degnano invece di nessuna attenzione le vittime della trattativa Stato - mafia, quelle non hanno neppure potuto costituirsi singolarmente parti civili nel processo penale di Palermo.
Auspichiamo che la figura di Provenzano non venga stralciata dal processo in corso, perché Provenzano non può che essere furbo oltre che potente, visto che per 43 anni ha preso per il naso fior di investigatori.
Quindi da parte nostra staremo molto attenti negli anni a venire per capire quali saranno i peggioramenti, ma anche i miglioramenti di Provenzano circa la sua salute.
A tal proposito, rammentiamo ancora una volta tutti i fiumi di perizie redatte per Giuseppe Ferro da stuoli di fior periti medici, le quali perizie poi sono stati buone per il macero appena il Capo Mandamento di Alcamo, si è alzato dal suo stato di totale paralisi e ha cominciato a collaborare con la giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2093  del 
04/01/2013
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, ATTENZIONE A SALUTE PROVENZANO E NON A VITTIME SUA POSIZIONE NON SIA STRALCIATA DA PROCESSO SU TRATTATIVA

Roma, 4 ge.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, ATTENZIONE A SALUTE PROVENZANO E NON A VITTIME SUA POSIZIONE NON SIA STRALCIATA DA PROCESSO SU TRATTATIVA

Roma, 4 gen. - (Adnkronos) - "Continuano le attenzioni verso Bernardo Provenzano e il suo stato di salute che non consentirebbe secondo i dottori la sua presenza in aula al processo trattativa Stato-Mafia. Non si degnano invece di nessuna attenzione le vittime della trattativa Stato mafia, quelle non hanno neppure potuto costituirsi singolarmente parti civili nel processo penale di Palermo".
E' quanto denuncia Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Auspichiamo che la figura di Provenzano non venga stralciata dal processo in corso, perche' Provenzano non puo' che essere furbo oltre che potente, visto che per 43 anni ha preso per il naso fior di investigatori - aggiunge Maggiani Chelli - Quindi da parte nostra staremo molto attenti negli anni a venire per capire quali saranno i peggioramenti, ma anche i miglioramenti di Provenzano circa la sua salute".
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LETTERA
2094  del 
08/01/2013
Gentilissima
Dott.ssa On.Le Sonia ALFANO
Messina

Sono ancora una volta a scusarmi profondamente per non poter partecipare diret.....
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Gentilissima
Dott.ssa On.Le Sonia ALFANO
Messina

Sono ancora una volta a scusarmi profondamente per non poter partecipare direttamente al ricordo dell'anniversario della morte di Suo padre.
La perdita di giornalisti come Beppe Alfano è per noi motivo di grande riflessione da sempre perché il territorio dove è maturato l'efferato delitto per mano della mafia ma soprattutto il contesto a livello locale e nazionale, quando Suo padre è stato ucciso, non può che lasciare prima di tutto sgomenti ma subito dopo desiderosi di verità.
Troppo spesso nel nostro Paese i giornalisti sono stati uccisi perché con le loro inchieste avevano toccato i potenti.
Noi da sempre auspichiamo chiarezza per l'omicidio Alfano, coscienti che forse capire fino in fondo chi ha ucciso Suo padre, uno spicchio di verità quella tragica morte la porterebbe anche per noi.
Auguriamo la più ampia riuscita per gli incontri che in questi giorni ricorderanno Beppe ALFANO.
Vi siamo vicini, a Lei e alla Sua famiglia, come non mai; il simbolo della nostra Associazione è dedicato in queste ore alla ricerca di verità per quanti in quel tragico 1993 hanno perso la vita per mano di mafia.
Siamo certi che uomini istituzionali e uomini politici in quel 1993 erano collusi con "cosa nostra" e che questo abbia portato a lutti incolmabili.
Lutti che però abbiamo elaborato, sentendo spesso la Sua vicinanza, portando avanti la nostra battaglia di non annullamento del 41 bis agli uomini di mafia, di non concessione di dissociazioni ma di forte appoggio alle collaborazioni con la giustizia e che mai e poi mai smetteremo di batterci per la confisca dei beni ai mafiosi da ritornare alle vittime di mafia.
Buon Anno e i miei migliori saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2095  del 
08/01/2013
Domani alle ore 14 la Commissione Parlamentare Antimafia è convocata in seduta plenaria nella sede di Palazzo San Macuto per le comunicazioni conclusi..... Apri
Domani alle ore 14 la Commissione Parlamentare Antimafia è convocata in seduta plenaria nella sede di Palazzo San Macuto per le comunicazioni conclusive del Presidente, Giuseppe Pisanu.
Saranno ore di ansia per tutti noi perché domani sapremo se dalla Commissione Parlamentare Antimafia conosceremo solo le conclusioni del Presidente Pisanu o se invece i rappresentanti di tutti i partiti in Commissione si pronunceranno sulla trattativa Stato Mafia.
Infatti i nostri timori sono che i politici possano disertare il tavolo presieduto dal Sen. Pisanu, senza nulla proferire sul periodo più scandaloso che storia d'Italia ricordi, questo a causa dell'imminente appuntamento elettorale, avvalorando così ancora una volta la nostra diffidenza verso l'intera classe politica che da 20 anni si è sempre riparata sotto l'ombrello del silenzio e non solo osteggiando la magistratura nella ricerca della verità ogni qualvolta è stato possibile farlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2096  del 
08/01/2013
Come potrà mai l'ex Ministro dell'Interno Mancino affermare che al tempo della certa trattativa fra lo Stato e la Mafia, durante la quale so..... Apri
Come potrà mai l'ex Ministro dell'Interno Mancino affermare che al tempo della certa trattativa fra lo Stato e la Mafia, durante la quale sono morti i nostri figli, lo Stato non ebbe nessun cedimento davanti alla mafia cosa nostra? Sarà il processo di Palermo, eventualmente, a dirci come sono andate le cose sul fronte della lotta alla mafia nell'anno 1993.
Ognuno è libero di difendersi come crede, ma a noi nessuno ci dica che il 27 Maggio non è stata la disfatta totale dello Stato davanti a cosa nostra perché ci offende.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2097  del 
09/01/2013
Provenzano sta meglio!
Poche ore dopo lo stralcio dal processo di Palermo per la trattativa Stato Mafia le condizioni del macellaio che trattando.....
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Provenzano sta meglio!
Poche ore dopo lo stralcio dal processo di Palermo per la trattativa Stato Mafia le condizioni del macellaio che trattando ha fatto spostare le stragi dalla Sicilia a via dei Georgofili a Firenze sono migliorate.
Provenzano sarà giudicato quindi in altro dibattimento, tutto nella norma!
Tuttavia, sarebbe stato necessario come il pane poter giudicare Provenzano insieme a tutti gli altri per la trattativa Stato Mafia, proprio perché a dire a Bagarella dopo le stragi del 1992 " vai a fare la strage a Firenze " è stato giusto Provenzano.
Siamo certi che colui che in tempo più che sospetto ha battuto la testa cadendo fra le mura del carcere a 41 bis, sappia benissimo con quali uomini dello Stato ha trattato fino ad alzare il tiro con la strage di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili.
Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno "spezzatini", sia pure legali, che non fanno capire bene fino in fondo di chi siano state le responsabilità, oltre la mafia cosa nostra, che hanno causato a Firenze la morte di 5 persone e l'invalidamento di altri 48 soggetti troppo dimenticati.
Invece il perimetro urbano riguardante gli edifici colpiti dal tritolo di Provenzano, quello ricostruito subito alla grande ne ha tratto solo giovamento.


Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2098  del 
09/01/2013
Roma, 9 gen. (Adnkronos) - "Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini', sia pure legali, che non fanno capire bene f..... Apri
Roma, 9 gen. (Adnkronos) - "Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini', sia pure legali, che non fanno capire bene fino in fondo di chi siano state le responsabilita' oltre la mafia cosa nostra, che hanno causato a Firenze la morte di 5 persone e l'invalidamento di altri 48 soggetti troppo dimenticati". Lo sottolinea Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Nel sottolineare che "Provenzano sta meglio", Maggiani Chelli aggiunge: "Siamo certi che colui che in tempo piu' che sospetto ha battuto la testa cadendo fra le mura del carcere a 41 bis, sappia benissimo con quali uomini dello Stato ha trattato fino ad alzare il tiro con la strage di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili"
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COMUNICATO
2099  del 
09/01/2013
Oggi 9 Gennaio 2013, a ormai 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, questo il risultato contemporaneo delle indagini fra magistratura e politica,..... Apri
Oggi 9 Gennaio 2013, a ormai 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, questo il risultato contemporaneo delle indagini fra magistratura e politica, per accertare la verità tutta sulla morte dei nostri figli in via dei Georgofili a Firenze la notte del 27 Maggio 1993:
"Uomini dello Stato trattarono con la mafia in nome di un'inconfessabile ragion di Stato"
Queste le parole della magistratura, del PM Nino Di Matteo all'apertura della sua requisitoria in fase preliminare nel processo trattativa Stato mafia.

"Non ci fu trattativa ma accordo parziale - Allo stato attuale della nostra inchiesta, non abbiamo elementi per dare risposte plausibili"
Ribatte la politica per voce del Presidente Pisanu dagli scranni della Commissione Parlamentare Antimafia

In questi 20 anni abbiamo sempre confidato nella Magistratura, abbiamo invece sempre diffidato della politica, e la forte contraddizione in essere di queste ore ci conforta, sia pure a malincuore, che abbiamo sempre avuto ragione.

Infatti le Commissioni Parlamentari Antimafia in fatto di giustizia lasciano il tempo che trovano, ma sono molto utili a tirar fuori la politica dai pantani dentro i quali sguazza ormai da troppo tempo in fatto di stragi, soprattutto in prossimità di importanti appuntamenti elettorali.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2100  del 
09/01/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRALCIO PROVENZANO E' OSTACOLO

FIRENZE, 9 GEN - "Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini',.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRALCIO PROVENZANO E' OSTACOLO

FIRENZE, 9 GEN - "Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini', sia pure legali, che non fanno capire bene fino in fondo di chi siano state le responsabilità, oltre a quelle della mafia" della strage dei Georgofili.
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riguardo lo stralcio della posizione di Bernardo Provenzano nel procedimento sulla trattativa.
"Provenzano sarà giudicato in altro dibattimento. Tutto nella norma. Tuttavia, sarebbe stato necessario come il pane poterlo giudicare insieme a tutti gli altri per la trattativa Stato-mafia. Siamo certi che colui che in tempo più che sospetto ha battuto la testa cadendo fra le mura del carcere a 41 bis - aggiunge Maggiani Chelli - sappia benissimo con quali uomini dello Stato ha trattato fino ad alzare il tiro con la strage di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili". (ANSA)
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ARTICOLO
2101  del 
09/01/2013
Fonte: ANSA
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Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini', sia pure legali, che non fanno capire bene fino in.....
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Fonte: ANSA
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Non avremo mai giustizia fintanto che ci saranno 'spezzatini', sia pure legali, che non fanno capire bene fino in fondo di chi siano state le responsabilità, oltre a quelle della mafia" della strage dei Georgofili. Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riguardo lo stralcio della posizione di Bernardo Provenzano nel procedimento sulla trattativa.

"Provenzano sarà giudicato in altro dibattimento. Tutto nella norma. Tuttavia, sarebbe stato necessario come il pane poterlo giudicare insieme a tutti gli altri per la trattativa Stato-mafia. Siamo certi che colui che in tempo più che sospetto ha battuto la testa cadendo fra le mura del carcere a 41 bis - aggiunge Maggiani Chelli - sappia benissimo con quali uomini dello Stato ha trattato fino ad alzare il tiro con la strage di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili".

In questi 20 anni abbiamo sempre confidato nella magistratura, abbiamo invece sempre diffidato della politica". Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la requisitoria dei pm di Palermo all'udienza sulla trattativa Stato mafia e la relazione del presidente della commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu.

"Il pm Nino Di Matteo - scrive Maggiani Chelli - ha detto che 'Uomini dello Stato trattarono con la mafia in nome di un'inconfessabile ragion di Statò. Pisanu che 'Non ci fu trattativa ma accordo parziale'". "La forte contraddizione in essere di queste ore ci conforta, sia pure a malincuore, che abbiamo sempre avuto ragione. Infatti le commissioni parlamentari antimafia in fatto di giustizia lasciano il tempo che trovano", conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
2102  del 
10/01/2013
Il grande conoscitore della criminalità organizzata nonché amico di Falcone e Borsellino, Pino Arlacchi, non è amico nostro e ci scuserà se non siamo ..... Apri
Il grande conoscitore della criminalità organizzata nonché amico di Falcone e Borsellino, Pino Arlacchi, non è amico nostro e ci scuserà se non siamo quindi magnanimi nel valutare la sua alquanto singolare esplosione contro l'indagine trattativa Stato mafia della procura di Palermo.
Perché il Dr. Pino Arlacchi, invece di intervenire contro magistrati che provano a fare il lavoro in cui credono, non aspetta come tutti il risultato del processo che dovrebbe iniziare a rigor di chitarrina a breve a Palermo?
In fondo la Commissione Parlamentare Antimafia non è il verbo, visto che ha concluso dicendo che "allo stato attuale della nostra inchiesta non abbiamo elementi per dare risposte plausibili".
Inoltre i componenti della commissione parlamentare non hanno votato, per ora sono solo le conclusioni del Presidente Pisanu, non sappiamo come la pensano i vari partiti politici, o dobbiamo dedurre che il Dr. Arlacchi fuori onda è stato incaricato di dare una interpretazione politica per conto terzi sulla relazione visto che fra 40 giorni si vota?
Nessuno incrimina nessuno prima di avere le prove provate in dibattimento, verbali dibattimentali alla mano con relative sentenze, ci mancherebbe altro, perché quindi tanta difesa d'ufficio verso uomini che componevano il governo del 1993, che saranno innocenti quanto si vuole, avranno pure cercato di fermare le stragi come ha testimoniato a Firenze in Tribunale al processo Tagliavia il Prof. Conso allora Ministro della Giustizia, ma hanno cominciato a parlare dopo 20 anni?
Capiamo benissimo le esigenze della politica in queste drammatiche ore in cui le coperte ormai sono troppo corte e le elezioni politiche incombono.
Capiamo benissimo quanto sia importante in queste ore mandare il messaggio che la politica è stata innocente nelle stragi del 1993, ma non la vede così Giovanni Brusca il quale per la terza volta ieri ha affermato che anche la sinistra sapeva della trattativa Stato mafia, anzi ieri è stato meno magnanimo di altre volte, il boss di cosa nostra che collabora da sempre con la giustizia, non ha usato espressioni come "sinistra di governo" o "sinistra democristiana".
Rimandiamo quindi per ora al mittente l'espressione "bufala" rispetto alla trattativa Stato Mafia, aspettiamo fiduciosi la magistratura nel bene e nel male.
Intanto ci permettiamo suggerire per quello che abbiamo passato:
- la prossima volta che a Firenze si svolge un processo importante come quello sulle stragi del 1993 condotto con grande maestria da Gabriele Chelazzi e tutti i suoi colleghi, i conoscitori della criminalità organizzata facciano il piacere di sedersi in prima fila e di ascoltare i testimoni e i "pentiti" dal vivo, di assistere alla ricostruzione della prova in aula, e poi eventualmente sputare sentenze anzi tempo.
In chiusura, per pura curiosità tutta nostra, Pino Arlacchi ci spieghi come mai i tempi così lenti della politica sono arrivati così tempestivi nel momento in cui si sta celebrando a Palermo il processo sulla trattativa Stato Mafia, ovvero proprio lo stesso giorno della requisitoria del PM Di Matteo?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2103  del 
10/01/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DIFFIDIAMO DEI POLITICI

FIRENZE, 9 GEN - "In questi 20 anni abbiamo sempre confidato nella magistratura, a.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DIFFIDIAMO DEI POLITICI

FIRENZE, 9 GEN - "In questi 20 anni abbiamo sempre confidato nella magistratura, abbiamo invece sempre diffidato della politica".
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la requisitoria dei pm di Palermo all'udienza sulla trattativa Stato mafia e la relazione del presidente della commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu.
"Il pm Nino Di Matteo - scrive Maggiani Chelli - ha detto che 'Uomini dello Stato trattarono con la mafia in nome di un'inconfessabile ragion di Statò. Pisanu che 'Non ci fu trattativa ma accordo parziale'".
"La forte contraddizione in essere di queste ore ci conforta, sia pure a malincuore, che abbiamo sempre avuto ragione. Infatti le commissioni parlamentari antimafia in fatto di giustizia lasciano il tempo che trovano", conclude Maggiani Chelli.(ANSA)
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COMUNICATO
2104  del 
10/01/2013
Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso che corre per il PD alle prossime politiche auspica una Commissione stragi per gli anni 90.
Noi .....
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Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso che corre per il PD alle prossime politiche auspica una Commissione stragi per gli anni 90.
Noi no, abbiamo già dato in fatto di torti e delusioni, serve solo una Magistratura che non si nasconda dietro la politica e una politica che non si nasconda dietro alla Magistratura, per avere la verità sulle stragi degli anni novanta, non una commissione stragi imbastita intorno ad un tavolo bipartisan attraverso il quale ognuno pretende di portare a casa la propria innocenza.
Innocenza, che peraltro non c'è stata da parte di nessuno per le stragi del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2105  del 
10/01/2013
Mafia: Ass. vittime Georgofili, commissione su stragi? Abbiamo gia' dato

Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - "Il Procuratore nazionale a.....
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Mafia: Ass. vittime Georgofili, commissione su stragi? Abbiamo gia' dato

Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - "Il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che corre per il Pd alle prossime politiche, auspica una Commissione stragi per gli anni 90. Noi no, abbiamo gia' dato in fatto di torti e delusioni".
Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Serve solo una Magistratura che non si nasconda dietro la politica e una politica che non si nasconda dietro alla Magistratura, per avere la verita' sulle stragi degli anni novanta - aggiunge - non una commissione stragi imbastita intorno ad un tavolo bipartisan attraverso il quale ognuno pretende di portare a casa la propria innocenza. Innocenza, che peraltro non c'e' stata da parte di nessuno per le stragi del 1993".
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COMUNICATO
2106  del 
11/01/2013
Ecco un'altra importantissima nota della DIA simile a quella dello SCO dell'8.9.93, emersa oggi sui giornali e ieri dalla relazione Pisanu, ..... Apri
Ecco un'altra importantissima nota della DIA simile a quella dello SCO dell'8.9.93, emersa oggi sui giornali e ieri dalla relazione Pisanu, che mette in evidenza come "... era derivata per i capi l'esigenza di riaffermare il proprio ruolo e la propria capacità di direzione anche attraverso la progettazione e l'esecuzione di attentati in grado di indurre le istituzioni ad una tacita trattativa".
Dagli scritti di organismi dello Stato si evince che già dal 11 Agosto del 1993 in questo Paese era possibile capire lo spirito della campagna stragista da poco esplosa in Italia.
Seguendo le indicazioni, sia pure di anonimi, ma ritenuti importanti da organi di polizia, e trasmessi agli organi competenti, si poteva evitare a tutti noi ulteriori sofferenze sul piano della giustizia che non abbiamo ancora avuto.
Crediamo, alla luce di quanto continua ad emergere da dentro i faldoni archiviati, che l'intenzione di nascondere la verità sulle stragi del 1993 sia stata in questo Paese, a livello politico, lo scopo primario dal 1998 ad oggi.
Infatti nel 1998 la magistratura fiorentina ha consegnato il gotha di cosa nostra alle patrie galere a regime di 41 bis per le stragi del 1993, ripromettendosi dopo le "fondamenta" di mettere il "tetto" alla costruzione di giustizia in corso, ma il Parlamento per ben 20 anni ha remato contro.
Oggi lo sappiamo, non abbiamo più dubbi!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2107  del 
12/01/2013
Lettera aperta dell'Associazione

Nove milioni di ascolti per l'ex Presidente del Consiglio da Santoro.
Non che .....
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Lettera aperta dell'Associazione

Nove milioni di ascolti per l'ex Presidente del Consiglio da Santoro.
Non che a noi interessi più di tanto, in fondo l'unico in Italia che ci ha chiamati per capire come eravamo messi dopo che avevamo patito le stragi del 1993, è stato il Presidente del Senato Renato Schifani.
Lasciamo ancora oggi in home page del nostro sito, senza archiviare, la foto di quando incontrai il Presidente Schifani, a dimostrazione di quanto fu importante per noi quell'incontro, non eravamo mai stati ricevuti da nessuno negli anniversari della strage per capire come stavamo e quali fossero i nostri problemi.
Infatti negli anni siamo andati anche davanti alla Prefettura di Firenze con gli striscioni per farci ascoltare e poter accedere al Fondo 512 del 1999 con le nostre cause civili contro la mafia, perché noi abbiamo portato in causa Salvatore Riina e Giuseppe Graviano, ebbene tutti sordi, di governo in governo, tranne il Presidente del Senato di un governo Berlusconi.
Siamo sempre stati lontani dalla politica, sappiamo bene come fu bipartisan il patto con "cosa nostra" che portò all'utilizzo di 277 chili di tritolo contro i nostri parenti che sono morti o sono rimasti invalidi all'80% della capacità lavorativa, per questo da 20 anni aspettiamo processi chiarificatori non alla mafia che è già stata processata ampiamente, ma ad altri che ci facciano capire da che parte stanno gli stragisti in Italia.
Tuttavia coscienti come siamo che troppe leggi anche durante i governi Berlusconi abbiano favorito la mancanza di verità per le nostre battaglie giudiziarie per le stragi del 1993, così come hanno posto limiti alle nostre battaglie civili per la legge 206 del 2004 non possiamo non esserci domandati giovedì 10 gennaio 2013, perché abbiamo dovuto ascoltare un ex capo di governo vantarsi quale cittadino privato di pagare giornalmente 200 milioni delle vecchie lire di alimenti alla sua ex moglie e sentirlo inveire contro la carica pubblica da lui ricoperta per tante volte, dicendo che il Presidente del Consiglio in questo Paese non ha poteri.
I familiari delle vittime delle stragi anche quelle del 1993 devono combattere ogni giorno con il tormento che quando lasceranno i figli invalidi all'80% della capacità lavorativa, perché se le carte sono 40 i genitori moriranno prima dei figli invalidati dal tritolo stragista, questi non avranno una pensione.
Quindi ribadendo che non abbiamo potuto non domandarci come mai veniva data l'opportunità di una arena come quella di Santoro ad un uomo che ha sbattuto in faccia alla gente il suo denaro privato, visto che è lo stesso uomo che ha avuto la possibilità quale Capo del Governo di non far dare la pensione ai nostri figli invalidi, consegnando a suo tempo le pratiche di richiesta nelle mani del Consiglio di Stato che con una interpretazione che non osiamo definire, ci ha precluso tutto.
Abbiamo vissuto la corrida che si è svolta sulla 7 giovedì scorso, come il giorno in cui Santoro ha portato in Tv il figlio di Provenzano a difendere il padre che ha fatto da boia, con la corda senza sapone, per i nostri figli.
Voglio dire, però, che avremmo vissuto la stessa frustrazione se il tutto fosse avvenuto in una qualunque altra trasmissione televisiva, ovvero è l'informazione mediatica insensibile a tutto tranne ai numeri dell'ascolto che ci ferisce in generale e l'insensibilità di chi comunque va con grande curiosità e naturalezza all'arena a vedere sbranare i cristiani".

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2108  del 
15/01/2013
Siano distrutte una buona volta le conversazioni telefoniche fra il Presidente della Repubblica e l'ex Ministro dell'Interno Mancino in cari..... Apri
Siano distrutte una buona volta le conversazioni telefoniche fra il Presidente della Repubblica e l'ex Ministro dell'Interno Mancino in carica al tempo delle stragi del 1993, come vuole la Corte Costituzionale.
Quelle telefonate, che nessuno ascolterà mai cascasse il mondo, sono state il tormentone di tutta l'estate; ci hanno procurato non poche angosce e non siamo così sicuri che non siano state deleterie per il processo di Palermo relativo alla trattativa Stato mafia.
A questo punto l'unica cosa che conta, è che il 24 gennaio p.v. il GUP Morosini a Palermo possa emettere un decreto di rinvio a giudizio e non una sentenza che sarebbe per noi deleteria.
Sono dieci anni, da quando abbiamo letto i verbali rilasciati a Gabriele Chelazzi da uomini di Governo in carica quel 27 Maggio 1993, che vogliamo capire perché uomini di governo, tutti favorevoli al 41 bis, ovvero alla linea dura di contrasto alla mafia, dopo le stragi del maggio 1993 non hanno rinnovato molti decreti di 41 bis a uomini di "cosa nostra", con la scusante di fermare le stragi.
Ve ne erano già state 7, di stragi, in meno di un anno dal 14 maggio 1993 al 14 Aprile 1994, quali stragi volevano fermare?
Lo vogliamo sapere.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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Annuncio
2109  del 
20/01/2013
Inserimento nel sito:

Un intervento di G.M.Ch.....
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Inserimento nel sito:

Un intervento di G.M.Chelli alla trasmissione Rai LEADER del 18/1/2013
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COMUNICATO
2110  del 
22/01/2013
AGI - Roma, 21 gen. - "Oggi che non sono piu' pubblico ministero e posso comunicare piu' liberamente il mio pensiero direi: peccato Presidente Napo..... Apri
AGI - Roma, 21 gen. - "Oggi che non sono piu' pubblico ministero e posso comunicare piu' liberamente il mio pensiero direi: peccato Presidente Napolitano, ha perso un'occasione per fare un passo in avanti verso l'accertamento della verita'". E' Antonio Ingroia a dirlo dai microfoni di Gr Parlamento Rai, ospite del direttore di Radio Rai, Bruno Socillo, alla domanda 'se dovesse mandare un tweet al Presidente Napolitano cosa scriverebbe?'. (AGI) .

Cosa pensa il Procuratore Ingroia rileggendo questo lancio di agenzia: che siamo diventati di ferro dopo aver perso i figli in via dei Georgofili?
Perché non ha continuato a fare il PM e puntato i piedi per arrivare a quell'accertamento della verità?

A breve andremo verso il 20° anniversario della strage di via dei Georgofili; un anniversario intriso di rabbia provocata dal dolore per non avere oggi con noi i figli che la trattativa Stato mafia ci ha fatto uccidere.
Un anniversario, il 20°, pieno di delusione cocente nel capire che la Magistratura, dopo la morte di Gabriele Chelazzi, ha tirato a campare nascondendosi dietro al dito della politica.
Quella politica, peraltro, che a sua volta ha demandato l'accertamento della verità alla Magistratura, salvo ogni giorno mettere i giudici in difficoltà facendo uscire dal Parlamento norme galeotte.
Per le stragi del 1993 l'enorme cane istituzionale che si morsica la coda è talmente evidente che solo essendo in malafede lo si può negare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2111  del 
22/01/2013
22 gennaio 2103 fumata nera alla mattina, relazione TECNICA al pomeriggio: ancora una volta una Commissione Parlamentare antimafia, in questo caso per..... Apri
22 gennaio 2103 fumata nera alla mattina, relazione TECNICA al pomeriggio: ancora una volta una Commissione Parlamentare antimafia, in questo caso per le stragi del 1993 per la trattativa Stato mafia, ci riempie di sgomento e rabbia.
La politica come sempre non sa prendersi le proprie responsabilità e usa escamotage per salvare capra e cavoli chiudendo un lavoro che come sempre si era presentato "serio", in un nulla di fatto.
Per l'amor di Dio, basta commissioni parlamentari antimafia sulle stragi del 1993, tanto portano in una sola direzione a negare quella maledetta trattativa tra lo Stato e la mafia "cosa nostra", all'ombra della quale sono state sacrificate le vite dei nostri figli e oggi con grande spudoratezza lo si nega.
Ringraziamo i Commissari Granata, Garraffa, Lumia che si sono rifiutati di votare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2112  del 
23/01/2013
MAFIA:GUP DISPONE NUOVI ACCERTAMENTI CLINICI PER PROVENZANO

PALERMO, 23 GEN - Migliorano le condizioni fisiche del boss Bernardo Provenza.....
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MAFIA:GUP DISPONE NUOVI ACCERTAMENTI CLINICI PER PROVENZANO

PALERMO, 23 GEN - Migliorano le condizioni fisiche del boss Bernardo Provenzano, uscito dal coma dopo aver subito un intervento al cervello: il gup Piergiorgio Morosini, che alla luce di una perizia medica aveva stralciato la sua posizione nell'udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia, ritenendo che non potesse partecipare coscientemente al processo, oggi ha chiesto ai suoi consulenti di farsi dare il bollettino aggiornato dello stato del paziente che e' ricoverato all'ospedale di Palermo. I periti dovranno sottoporre a test cognitivi il capomafia per completare la relazione e stabilire definitivamente la sua idoneita' a stare in giudizio. L'udienza e' stata rinviata al 29 gennaio. Provenzano ha ripreso a respirare autonomamente e ad alimentarsi. Avrebbe anche riconosciuto i familiari andati a fargli visita. (ANSA)


Bene molto bene, è quanto auguriamo a Bernardo Provenzano, affinché possa essere processato insieme a tutti gli altri nell'auspicato dibattimento per la trattativa Stato/Mafia.
Riconoscere i propri familiari che sono andati a fargli visita in ospedale dopo il risveglio prodigioso dal coma, è una grande cosa, dono che molte delle sue vittime di via del Georgofili a Firenze purtroppo non hanno più.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2113  del 
23/01/2013
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, INSERIRE PROVENZANO NEL PROCESSO SU TRATTATIVA 'SUO RISVEGLIO E' PRODIGIOSO DONO CHE MOLTE DELLE SUE VITTIME NON HAN..... Apri
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, INSERIRE PROVENZANO NEL PROCESSO SU TRATTATIVA 'SUO RISVEGLIO E' PRODIGIOSO DONO CHE MOLTE DELLE SUE VITTIME NON HANNO PIU"

Roma, 23 gen. (Adnkronos) - "Bene molto bene,e' quanto auguriamo a Bernardo Provenzano, affinche' possa essere processato insieme a tutti gli altri nell'auspicato dibattimento per la trattativa Stato/Mafia".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando il miglioramento dello stato di salute del boss e lo stralcio della sua posizione nell'udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia.
"Riconoscere i propri familiari che sono andati a fargli visita in ospedale dopo il risveglio prodigioso dal coma - prosegue la presidente - e' una grande cosa, dono che molte delle sue vittime di via del Georgofili a Firenze purtroppo non hanno piu'".
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COMUNICATO
2114  del 
24/01/2013
Molto d'accordo con il Gup Morosini per l'allungamento dei tempi preliminari nel processo trattativa Stato mafia.
Intanto Brusca coadiuvato da Mo.....
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Molto d'accordo con il Gup Morosini per l'allungamento dei tempi preliminari nel processo trattativa Stato mafia.
Intanto Brusca coadiuvato da Monticciolo e Bellini se vogliono hanno fiumi di cose da dire nel merito della questione trattativa,tutto viene già dal processo di Firenze passato in giudicato.
Inoltre, secondo l'esperienza maturata in questi 20 anni , in periodi pre elettorali mai verrà dall'alto il supporto alla Magistratura per un rinvio a giudizio ,in questi 20 anni troppe volte abbiamo ingoiato rospi in prossimità di incontri elettorali.
Meglio quindi ascoltare ancora testi nell'ambito di integrazioni probatorie e andare a dibattimento in tempi più consoni alla macchina della giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2115  del 
24/01/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE DECISIONE LONTANA ELEZIONI

FIRENZE, 24 GEN - "Secondo l'esperienza maturata in questi 20 anni, in.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE DECISIONE LONTANA ELEZIONI

FIRENZE, 24 GEN - "Secondo l'esperienza maturata in questi 20 anni, in periodi pre-elettorali mai verrà dall'alto il supporto alla magistratura per un rinvio a giudizio: troppe volte abbiamo ingoiato rospi in prossimità di incontri elettorali".
E' il commento della presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, all'allungamento dei tempi dell'udienza preliminare del processo sulla trattativa Stato-mafia.
"Brusca, Monticciolo e Bellini se vogliono hanno fiumi di cose da dire in merito alla questione trattativa - spiega l'associazione - Tutto viene dal processo di Firenze passato in giudicato. Meglio quindi ascoltare ancora testi nell'ambito di integrazioni probatorie e andare a dibattimento in tempi più consoni alla macchina della giustizia".(ANSA)
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COMUNICATO
2116  del 
25/01/2013
Molto d'accordo con il Magistrato Ingroia mentre asserisce che la Commissione Parlamentare Antimafia ha coperto con la sua relazione le responsab..... Apri
Molto d'accordo con il Magistrato Ingroia mentre asserisce che la Commissione Parlamentare Antimafia ha coperto con la sua relazione le responsabilità della politica nella trattativa Stato Mafia, scaricando sulle forze dell'ordine.
Pur restando fermo il nostro pensiero che "con la mafia non si tratta" e non si doveva andare da un mafioso come Vito Ciancimino a chiedere cosa si poteva fare per fermare le stragi, perchè comunque la mafia solo il "si sono fatti sotto poteva comprendere, siamo concordi nel ravvisare enormi responsabilità della politica e del governo in carica in quel 1993.
Ciò non vuol dire che apprezzeremo un'altra commissione parlamentare per le stragi del 1993, anzi la vivremo come l'ennesima presa in giro : sono 60 anni che il Paese Italia fonda il suo grado di democrazia nelle stragi.
Infatti non esiste nessuna verità completa sulle stragi d'Italia, questa è la cartina di tornasole che prova per ogni Commissione Parlamentare d'Inchiesta sicuramente una buona fede iniziale, ma anche tutta la malafede del mondo in fase di relazione finale.
Le relazioni finali sulle commissioni stragi e antimafia, delle quali o se ne emettono due viste da diverse angolazioni politiche, il solito rosso e nero, o se ne emette una che non vuol dire un bel niente, nella migliore delle ipotesi sono tecniche.
Quindi non ci sono oggi le condizioni in Parlamento per una buona Commissione d'inchiesta Parlamentare sulle stragi, così come non ci saranno dopo questo incontro elettorale, perché anche se si cammina a testa in giù come in queste ore, per dimostrare che le liste sono pulite, non lo sono ancora, infatti nessuno di chi è in politica da 20 anni, tanto dalle stragi del maggio 1993, è andato a casa.
I politici di allora, del 1993, sono tutti candidati, quelli che non lo sono si ipotizza di sicuro di ripescarli anche per azioni di governo e sono tutti li per sedersi sulla verità degli scandali più ignobili di questo Paese,giusto le STRAGI terroristiche eversive e mafiose del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2117  del 
05/02/2013
Il "do ut des" Stato mafia non è stato tipico e tangibile solo del 1993 legato al massacro di via dei Georgofili da parte di "cosa nost..... Apri
Il "do ut des" Stato mafia non è stato tipico e tangibile solo del 1993 legato al massacro di via dei Georgofili da parte di "cosa nostra", ma è sconfinato come tentativo anche con la camorra.
Il pentito Dario De Simone, uomo di spicco dei Casalesi e oggi collaboratore di giustizia, ci ha illuminati ieri a Santa Maria Capua a Vetere, come una trattativa, una specie di papello come quello dei siciliani che verteva ad abolire il 41 bis, l'ergastolo e introdurre la dissociazione sulla pelle dei nostri parenti, fosse in atto quale tentativo, anche fra i camorristi più noti e come per referente avessero l'allora ministro della giustizia.
Gli anni 90, con le stragi del 1993, sono stati una maledizione per il Paese tutto ma per noi sono stati davvero quanto di peggio si possa sopportare visto che ancora oggi ci viene negata la giustizia a cui abbiamo diritto.
Da troppo tempo ormai chiediamo un processo per concorso in strage per uomini dello Stato e politici, che hanno trattato con la mafia, per capire a quale livello fossero coinvolti: se per fermare davvero le stragi o per salvaguardare una oscura ragion di stato forse movente stesso delle stragi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2120  del 
16/02/2013
Non abbiamo mai digerito bene il "rito abbreviato per i mafiosi rei di strage o per concorso in strage.
Infatti, il rito abbreviato lo abbia.....
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Non abbiamo mai digerito bene il "rito abbreviato per i mafiosi rei di strage o per concorso in strage.
Infatti, il rito abbreviato lo abbiamo già ampiamente contestato ai tempi che si tentò di annullare l'ergastolo a Riina e compagni per le stragi del 1993.
Cosimo D'Amato ha chiesto il rito abbreviato, i Magistrati di Firenze hanno chiesto, per l'ennesimo mafioso che si occupò di esplosivo per la strage di Firenze, giudizio immediato.
Noi chiediamo un processo per strage a tutti gli effetti, come fu per tutti coloro che si occuparono di esplosivo per la strage di via dei Georgofili e se la prova penale per strage sarà ricostruita in aula, Cosimo D'Amato sia condannato all'ergastolo per strage terroristica eversiva, a regime di 41 bis.
Ma come mai sarà possibile tollerare un rito abbreviato, per un soggetto appartenente a "cosa nostra che con la sua barca ha gestito l'esplosivo che ha massacrato i nostri figli?
Si provveda quindi a rimediare all'errore in corso con un decreto, come fu fatto ai tempi dell'ignobile tentativo di abolire l'ergastolo e il 41 bis a Riina, i fratelli Graviano e quant'altro nel 2001.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2121  del 
16/02/2013
MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,NO RITO ABBREVIATO PER D'AMATO

FIRENZE, 16 FEB - Per Cosimo D'Amato, il pescatore siciliano accusato.....
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MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,NO RITO ABBREVIATO PER D'AMATO

FIRENZE, 16 FEB - Per Cosimo D'Amato, il pescatore siciliano accusato di aver fornito l'esplosivo per gli attentati mafiosi di Firenze, Roma e Milano, "chiediamo un processo per strage a tutti gli effetti, come fu per tutti coloro che si occuparono di esplosivo per la strage di via dei Georgofili e se la prova penale per strage sara' ricostruita in aula, Cosimo D'Amato sia condannato all'ergastolo per strage terroristica eversiva, a regime di 41 bis".
Lo afferma, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili dopo che l'avvocato di D'Amato ha annunciato che il suo assistito chiedera' di essere giudicato con rito abbreviato.
"Non abbiamo mai digerito bene il 'rito abbreviato' per i mafiosi rei di strage o per concorso in strage - spiega l'Associazione -. Lo abbiamo gia' ampiamente contestato ai tempi che si tento' di annullare l'ergastolo a Riina e compagni per le stragi del 1993". "Come mai sara' possibile tollerare - aggiunge l'Associazione - un rito abbreviato, per un soggetto appartenente a 'Cosa nostra' che con la sua barca ha gestito l'esplosivo che massacrato i nostri figli? Si provveda quindi a rimediare all'errore in corso con un decreto, come fu fatto ai tempi dell'ignobile tentativo di abolire l'ergastolo e il 14 bis a Riina, i fratelli Graviano e quant'altro nel 2001". (ANSA)
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COMUNICATO
2122  del 
20/02/2013
Non ci piacciono i messaggi mafiosi, e quello ricevuto dal Dr. Antonio INGROIA ne ha tutta l'aria.
Gli ingredienti del messaggio fatto avere.....
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Non ci piacciono i messaggi mafiosi, e quello ricevuto dal Dr. Antonio INGROIA ne ha tutta l'aria.
Gli ingredienti del messaggio fatto avere oggi al Magistrato impegnato in politica con il riferimento a 1000 chili di TNT T4 e alla morte dei Magistrati Falcone e Borsellino per noi lasciano pochi dubbi.
Il Dr. Ingroia mentre fa politica agita tutti quegli argomenti importanti che sono stati il movente della trattativa Stato mafia di cui il Magistrato si è occupato e che sono la vera lotta alla mafia, il cattivo utilizzo dei beni confiscati alla mafia e le collusioni politiche con la mafia.
Argomenti che soprattutto ben chiari leggiamo nel riferimento ai 1000 chili di TNT T4 menzionato nel messaggio di morte ad Antonio INGROIA.

Tutta la nostra solidarietà al Dr. Antonio INGROIA.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2123  del 
21/02/2013
ELEZIONI: ASS. GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A INGROIA

Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Tutta la nostra solidarieta' a Antonio Ingroia.....
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ELEZIONI: ASS. GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A INGROIA

Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Tutta la nostra solidarieta' a Antonio Ingroia. Non ci piacciono i messaggi mafiosi, e quello ricevuto da Ingroia ne ha tutta l'aria".
Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chielli.
"Gli ingredienti del messaggio -scrive- fatto avere oggi al magistrato impegnato in politica con il riferimento a 1000 chili di Tnt T4 e alla morte dei magistrati Falcone e Borsellino per noi lasciano pochi dubbi".
"Ingroia, mentre fa politica agita tutti quegli argomenti importanti che sono stati il movente della trattativa Stato-mafia di cui il magistrato si e' occupato e che sono la vera lotta alla mafia, il cattivo utilizzo dei beni confiscati alla mafia e le collusioni politiche con la mafia. Argomenti -conclude- che soprattutto ben chiari leggiamo nel riferimento ai 1000 chili di tritolo menzionato nel messaggio di morte".
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COMUNICATO
2124  del 
21/02/2013
Gli ultimi dati dal carcere, confluiti alla procura di Palermo, direbbero che il macellaio di donne e bambini Bernardo Provenzano dal 2007 avesse nell..... Apri
Gli ultimi dati dal carcere, confluiti alla procura di Palermo, direbbero che il macellaio di donne e bambini Bernardo Provenzano dal 2007 avesse nella sua cella le telecamere disattivate.
Ci sta come un paio di scarpe nuove.
E' un bel po' che Provenzano fa sceneggiate in carcere, le nostre denunce partono il 31 gennaio 2007 , infatti è chiaro il nostro comunicato nel sito dell'associazione, datato 31 gennaio 2007, giorno in cui a Provenzano fu fatta recapitare un crostatina del mulino bianco il giorno del suo 74 compleanno.
Inoltre è un dato del processo di Firenze per le stragi del 1993 che Giuseppe Ferro capo mandamento di Alcamo, uomo chiave delle stragi del 1993, quando stava male e si fingeva paralizzato e demente, avesse in cella con lui un soggetto - un carcerato - che si occupava dei suoi bisogni 24 ore su 24 e lo guardava a vista.
Poco opportune quindi le cassette delle telecamere del servizio di sorveglianza per i mafiosi che non vogliono il 41 bis e l'ergastolo, con il pericolo di doverle in seguito distruggere per non dover dimostrare o meno quelle presunte malattie e demenze?
Auspichiamo che a breve ce lo dica la magistratura cosa succedeva nella cella dell'uomo che fu latitante per 43 anni, arrestato in tempi più che sospetti, durante un vuoto politico totale e appena messo in carcere l'inizio immediato della pantomima per mandarlo di nuovo a casa, agli arresti domiciliari, perché ammalato a causa del 41 bis come ogni 15 agosto blateravano i politici buonisti che andavano a visitarlo in carcere.
E' più di un sospetto ormai che tutto converga in una unica direzione: impedire che Provenzano parli.
Lo si processi una buona volta per trattativa Stato Mafia, assista al suo processo, perché noi temiamo che lo scemo lo faccia e non lo sia e se vuole andare a casa sua a far finta di mangiare formaggio e cicoria insieme alla amata Palazzolo, vestito firmato e pullover di cachemere parli e ci dica con chi ha trattato degli uomini di governo del 1993 la morte dei nostri figli a suon di abolizione del 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2125  del 
23/02/2013
Ecco che cade l'asino per la centesima volta, Bernardo Provenzano non può più connettere, quindi non può avere contatti criminali con l'este..... Apri
Ecco che cade l'asino per la centesima volta, Bernardo Provenzano non può più connettere, quindi non può avere contatti criminali con l'esterno e quindi gli può essere revocato il 41 bis!
Il cane si morsica la coda in una norma che pare inventata ad hoc per far sì che prima o poi tutta la mafia stragista uscirà da 41 bis, come del resto voleva il "papello di Riina Salvatore presentato allo Stato.
Il Capo Mafia Bernardo Provenzano in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis ha mandato i suoi uomini a mettere a ferro e fuoco Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Durante quel terribile attentato terroristico mafioso hanno perso la vita i nostri parenti più stretti e molti ne sono rimasti feriti invalidati per sempre in modo devastante.
Ci rifiutiamo di credere si possa solo pensarlo di annullare il 41 bis a Bernardo Provenzano, perché avrebbe deficienze cognitive, peraltro un giorno accertate e l'altro smentite.
Così come troviamo singolarissimo che il messaggio di richiesta di annullamento di 41 bis al capo mafia più criminale della storia di "cosa nostra, passi e ripassi in un momento così particolare per il Paese.
Infatti siamo ad un importante appuntamento elettorale e poter lasciar intendere alla mafia, attraverso una norma, quell'annullamento del 41 bis che ha cercato di imporre con una scandalosa trattativa intavolata con uomini dello Stato nell'estate del 1993, prima minacciando di uccidere sette "traditori fra politici e ministri e poi ripiegando su 10 innocenti per alzare il tiro , è per noi oggi motivo di grande rabbia.
Rabbia dettata dalla diffidenza verso un sistema antimafia bugiardo che mentre dà pacche sulle spalle alle vittime di Provenzano, si è dato leggi che favoriscono Provenzano stesso, come un 41 bis all'acqua e sapone, un carcere restrittivo per il quale può essere richiesta la rimozione ad ogni stormir di fronda.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2126  del 
24/02/2013
"Da noi la magistratura è una mafia peggio della mafia siciliana, esternata nelle ore che precedono le elezioni politiche, è una espressione che ..... Apri
"Da noi la magistratura è una mafia peggio della mafia siciliana, esternata nelle ore che precedono le elezioni politiche, è una espressione che necessiterebbe delle dovute scuse da parte di un uomo che è stato Presidente del Consiglio.
Scuse non solo alla Magistratura ma a tutti gli italiani.
Ci corre l'obbligo d'intervenire, perché in questi 20 anni coloro che hanno pagato il prezzo più alto a causa di un sistema mafioso siamo stati noi: quelli che il 27 Maggio 1993 hanno perso gli affetti più cari in via del Gergofili a Firenze sotto 277 chili di tritolo stragista ed eversivo.
Siamo anche coloro, però, che hanno visto dal 12 giugno 1996 in avanti la Magistratura combattere contro la mafia "cosa nostra siciliana con tutti gli strumenti possibili per condannarla all'ergastolo per crimini senza precedenti che hanno messo in discussione per 20 anni la democrazia stessa dell'Italia.
Se è pur vero che sono passati 20 anni e ancora non si sono portati in Tribunale i "concorrenti esterni alla mafia" per quelle stragi terribili del 1993, nessuno può permettersi di dimenticare cosa è successo dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994 in questo Paese, nessuno deve permettersi di dire che "cosa nostra" siciliana sia meglio di qualunque altro soggetto, perché nulla è peggio di "cosa nostra e nulla è meglio della Magistratura che combatte "cosa nostra.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2127  del 
24/02/2013
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - Se e' pur vero che sono passati 20 anni e ancora non si sono portati in Tribunale i concorrenti esterni alla mafia pe..... Apri
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - Se e' pur vero che sono passati 20 anni e ancora non si sono portati in Tribunale i concorrenti esterni alla mafia per quelle stragi terribili del 1993, nessuno puo' permettersi di dimenticare cosa e' successo dal 14 Maggio 1993 a 14 Aprile 1994 in questo Paese, nessuno deve permettersi di dire che cosa nostra siciliana sia meglio di qualunque altro soggetto, perche' nulla e' peggio di cosa nostra e nulla e' meglio della magistratura che combatte cosa nostra". Lo sottolinea Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, riferendosi alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e chiedendo le "dovute scuse da parte di un uomo che e' stato Presidente del Consiglio".
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NOTIZIA AGENPARL
2128  del 
24/02/2013
(AGENPARL) - Firenze, 24 feb - " 'Da noi la magistratura è una mafia peggio della mafia siciliana', esternata nelle ore che precedono l..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 24 feb - " 'Da noi la magistratura è una mafia peggio della mafia siciliana', esternata nelle ore che precedono le elezioni politiche, è una espressione che necessiterebbe delle dovute scuse da parte di un uomo che è stato Presidente del Consiglio. Scuse non solo alla Magistratura ma a tutti gli italiani".
Così Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Ci corre l'obbligo d' intervenire, perché in questi 20 anni coloro che hanno pagato il prezzo più alto a causa di un sistema mafioso siamo stati noi, quelli che il 27 Maggio 1993 hanno perso gli affetti più cari in via del Gergofili a Firenze sotto 277 chili di tritolo stragista ed eversivo. Siamo anche coloro però che hanno visto dal 12 giugno 1996 in avanti la Magistratura combattere contro la mafia 'cosa nostra' siciliana con tutti gli strumenti possibili per condannarla all'ergastolo per crimini senza precedenti che hanno messo in discussione per 20 anni la democrazia stessa dell'Italia. Se è pur vero che sono passati 20 anni e ancora non si sono portati in Tribunale i "concorrenti esterni alla mafia per quelle stragi terribili del 1993, nessuno può permettersi di dimenticare cosa è successo dal 14 Maggio 1993 a 14 Aprile 1994 in questo Paese, nessuno deve permettersi di dire che 'cosa nostra' siciliana sia meglio di qualunque altro soggetto, perché nulla è peggio di 'cosa nostra' e nulla è meglio della Magistratura che combatte 'cosa nostra' ".
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COMUNICATO
2129  del 
28/02/2013
Mentre ormai da 4 giorni si blatera a sfare sul risultato politico, i servizi segreti escono con una relazione che paventa in questa situazione perico..... Apri
Mentre ormai da 4 giorni si blatera a sfare sul risultato politico, i servizi segreti escono con una relazione che paventa in questa situazione pericolo di tensioni sociali, ma quel che è peggio "attentati spettacolari".
Cosa possiamo dire noi che di attentati spettacolari ne abbiamo vissuto uno, quello del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, che ha inchiodato per 20 anni politica e istituzioni ai tavoli presieduti dalla mafia?
Diciamo con grande serenità: "Ve lo avevamo detto".
E' l'unica espressione che ci viene alla mente, del resto quando un gruppo nutrito di cittadini come noi è stato massacrato sotto il tritolo stragista, ben 277 chili in una via così stretta che a detta degli esplosivisti per fare un bel botto ne bastavano solo 2 di chili, è teso a capire fino in fondo quello che gli hanno fatto come abbiamo fatto noi giusto per 20 anni nell'indifferenza totale, non può non acquisire sensibilità.
Da sempre diciamo che quel tritolo di via dei Georgofili ha condizionato la vita democratica del Paese per nascondere ruberie inaudite, che quelle sciorinate in questi venti anni sul fronte della legalità, della trasparenza e quant'altro sono state solo mere chiacchiere, ovvero teatrino politico istituzionale, come del resto il teatrino continua in questi giorni su tutte le televisioni pubbliche e private.
Ebbene il pericolo di attentati spettacolari come paventano gli 007 non sono poi così peregrini, del resto tutto è uguale a quel 1993 quando lo Stato fu costretto a trattare con "cosa nostra" sulla pelle dei nostri figli per salvare uomini di Stato.
Infatti, non siamo riusciti, con tutta la buona volontà del mondo, a non trovare nella torta che sta all'impasto un solo ingrediente già presente in quel 27 Maggio 1993 in Italia.
Soprattutto come allora notiamo una spasmodica voglia di mantenere lo scranno da parte di troppi e un forte desiderio di andare con ogni mezzo a governare per continuare a coprire la verità sul quel tritolo spettacolare che fu del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georglofili
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COMUNICATO
2130  del 
02/03/2013
Provenzano non è in grado di intendere e di volere!
E allora?
E' vivo, sia quindi processato per trattativa Stato mafia.
Lui ha ma.....
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Provenzano non è in grado di intendere e di volere!
E allora?
E' vivo, sia quindi processato per trattativa Stato mafia.
Lui ha mandato i suoi uomini in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, lui ha trattato con lo Stato alzando il tiro sull'accordo più vergognoso che storia d'Italia ricordi.
Cosa vuoi? Voglio abolito il 41 bis, l'ergastolo, la confisca dei beni e voglio la dissociazione - questo lo scambio "io ti do tu mi dai - mentre in via dei Georgofili, per alzare il tiro della posta in gioco, Provenzano faceva massacrate 2 bambine e i loro genitori, bruciare vivo un ragazzo e provocava, per decine di persone con i postumi dell'attentato, malattie incredibili.
La riteniamo proprio una sorta di dissociazione messa in atto da altri per Provenzano, se il macellaio di via dei Georgofili non sarà processato per trattativa Stato mafia.
Processate Provenzano: ci sono la sua famiglia e i suoi avvocati a difendere il Capo di Cosa nostra nel processo, come ci siamo solo noi a ricordare i nostri morti e i nostri feriti gravi che non parlano più.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2131  del 
04/03/2013
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1/3/2013 - Incontro con .....
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1/3/2013 - Incontro con gli studenti a Siena
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COMUNICATO
2132  del 
05/03/2013
A causa di condizioni mentali gravissime, tutto è momentaneamente sospeso per Provenzano nel processo trattativa Stato Mafia.
Tutti siamo in diff.....
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A causa di condizioni mentali gravissime, tutto è momentaneamente sospeso per Provenzano nel processo trattativa Stato Mafia.
Tutti siamo in difficoltà a causa di Bernardo Provenzano, soprattutto noi le sue vittime per antonomasia.
Quindi, per favore, non vogliamo essere presi ancora in giro, perché oltre la vita dei nostri figli non abbiamo altro da dare a "cosa nostra" e ora è il momento di processare Provenzano per aver messo in gioco la vita di innocenti per garantire alla mafia la dissociazione, l'abolizione del 41 bis e tanto altro ancora.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2133  del 
07/03/2013
Per ovvii motivi, non sarà facile per noi essere a Palermo la mattina del 27 Maggio 2013, data del ventesimo anniversario della strage di Via dei G..... Apri
Per ovvii motivi, non sarà facile per noi essere a Palermo la mattina del 27 Maggio 2013, data del ventesimo anniversario della strage di Via dei Georgofili, ma ci saremmo e presenteremo la nostra costituzione di parte civile nel processo per la trattativa Stato Mafia.\
Vogliamo fortemente capire ,una volta per tutte, perché i nostri figli hanno dovuto morire quella terribile notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili , la così detta strage del 41 bis, per mano di ?cosa nostra?. \
Non abbiamo ancora potuto avere un processo per i ?concorrenti esterni a cosa nostra? nella strage di Firenze di via dei Georgofili ma forse, a Palermo, almeno i nomi di chi e di quanti hanno solo pensato di trattare con la mafia, sia pure ?in un primo momento per fermare le stragi?, causando la morte dei nostri figli , saranno chiariti nel bene e nel male una volta per tutte.\
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli \
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
2134  del 
07/03/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE
'NO SARA' FACILE ESSERE INIZIO PROCESSO, E' VENTENNALE STRAGE' FIRE.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE
'NO SARA' FACILE ESSERE INIZIO PROCESSO, E' VENTENNALE STRAGE' FIRENZE

FIRENZE, 7 MAR - "Per gli ovvi motivi, non sarà facile per noi essere a Palermo la mattina del 27 Maggio 2013, data del ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili, ma ci saremmo e presenteremo la nostra costituzione di parte civile nel processo per la trattativa Stato-mafia".
Questo il commento dell'Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993, il 27 maggio, data in cui si aprirà a Palermo il processo per l'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia.
"Vogliamo fortemente capire, una volta per tutte, perché i nostri figli hanno dovuto morire quella terribile notte del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, la così detta strage del 41 bis, per mano di 'Cosa nostra'. Non abbiamo ancora potuto avere un processo per i 'concorrenti esterni a Cosa nostra' nella strage di Firenze di via dei Georgofili, ma forse a Palermo almeno i nomi di chi e di quanti hanno solo pensato di trattare con la mafia sia pure 'in un primo momento per fermare le stragi', causando la morte dei nostri figli, sarà chiarito nel bene e nel male una volta per tutte".(ANSA)
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COMUNICATO
2135  del 
07/03/2013
Avrà sicuramente ragione l'ex Ministro dell'interno Mancino, quando rivendica di non aver mai detto falsa testimonianza e tanto meno tradito..... Apri
Avrà sicuramente ragione l'ex Ministro dell'interno Mancino, quando rivendica di non aver mai detto falsa testimonianza e tanto meno tradito lo Stato.
Tuttavia i nostri figli sono morti il 27 Maggio 1993 durante l'attentato di via dei Georgofili, strage avvenuta quattordici giorni dopo l'attentato di via Fauro a Roma.
Alle ore 21 e 30 del 14 Maggio 1993 Maurizio Costanzo subisce un attentato, alle 23 circa l'allora Ministro dell'Interno ha chiamato al telefono il giornalista e gli ha detto: E' stata la mafia.
Bisognerà pur capirlo, come mai, malgrado la precisa e tempestiva informativa in possesso dello Stato, 14 giorni dopo hanno potuto morire i nostri figli a Firenze per mano della stessa mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2225  del 
07/03/2013
Firenze, lì 7 Marzo 2013

Egr. Dott. Matteo Renzi
Sindaco del Comune di Firenze

Illustrissimo Signor Sindaco,

il pros.....
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Firenze, lì 7 Marzo 2013

Egr. Dott. Matteo Renzi
Sindaco del Comune di Firenze

Illustrissimo Signor Sindaco,

il prossimo 27 maggio ricorrerà il ventesimo anniversario della strage di Via dei Georgofili a Firenze e, nel tentativo di esaudire finalmente il desiderio del magistrato Gabriele Chelazzi, che per tanti anni lo aveva voluto, vorremmo riunire a Firenze, in una data così significativa ed importante, i quattro sindaci delle città teatro delle terribili stragi del biennio 1992-1993, Palermo, Firenze, Milano e Roma.

Saremmo quindi particolarmente onorati di poter contare sulla Sua partecipazione al convegno che organizzeremo in ricordo della strage, la cui data, da fissarsi in uno dei giorni della settimana che precedono l'anniversario stesso (settimana dal 20 al 26 maggio 2013), è ancora da individuare definitivamente in quanto il medesimo anniversario cade quest'anno nella notte fra la domenica e il lunedì.

La prego pertanto di voler considerare l'idea di accettare il nostro invito comunicandoci le date a Lei più consone nei giorni intercorrenti fra il 23 e il 26 maggio al fine di permetterci la scelta più idonea alla Sua partecipazione, sottolineando che la scelta del giorno 26 maggio (mattina o pomeriggio) sarebbe sicuramente la migliore e la più aderente alla circostanza.

Ci pregiamo informarLa che, come ogni anno, inviteremo al convegno la magistratura e le autorità cittadine e, a governo formato, contatteremo, al fine di una loro eventuale partecipazione, le massime istituzioni dello Stato. L'invito a suo tempo inoltrato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha potuto essere accettato in quanto a quella data il Presidente risulterà già dimissionario e non crediamo che il suo successore sarà già stato nominato.

Nell'attesa di un Suo cortese riscontro, rimaniamo a disposizione per ogni eventuale ed ulteriore chiarimento e cogliamo l'occasione per porgere i più cordiali saluti

Il Presidente dell'Associazione
Giovanna Maggiani Chelli
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2136  del 
08/03/2013

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Bando per il Concorso Grafico nel 20° anniversario.....
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Bando per il Concorso Grafico nel 20° anniversario
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COMUNICATO
2137  del 
10/03/2013
Secondo le sentenze, i soggetti minacciati sono: l'onorevole Vincenzo Scotti, ministro degli Interni, il 16 giugno 1992; l'on.le Nicola Manc..... Apri
Secondo le sentenze, i soggetti minacciati sono: l'onorevole Vincenzo Scotti, ministro degli Interni, il 16 giugno 1992; l'on.le Nicola Mancino, ministro degli Interni, il 19 novembre 1992, i giorni 1 e 21 aprile 1993, il 19 giugno 1993; il dott.Vincenzo Parisi, capo della Polizia, il 19 novembre 1992, il 1 aprile 1993 e il 19 giugno 1993; il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il giorno 1 aprile 1993 e i giorni 19 e 21 settembre 1993; il dott.Adalberto Capriotti, all'epoca direttore del DAP, il 16 settembre 1993; il dott.Francesco Di Maggio, all'epoca vicedirettore del DAP, il 16 settembre 1993; il Presidente del Senato Giovanni Spadolini, il 21 aprile 1993.

Questo si evince dal decreto di rinvio a Giudizio del Giudice Morosini per la trattativa Stato Mafia a pagina 9.

Le date in ordine cronologico delle minacce a uomini di Stato in quel 1993 rispetto all'evento stragista del 27 Maggio 1993, parlano da sé, ora davvero dobbiamo sapere se i nostri figli innocenti sono morti e invalidati al posto dei suddetti Signori.
E soprattutto vogliamo sapere, perché visto che prima della strage del 27 Maggio 1993 in molti nello Stato avevano ricevuto minacce, non sono stati fatti arresti a tappeto fra i mafiosi di "cosa nostra evitando probabilmente che innocenti morissero al posto di uomini della politica e delle istituzioni.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2138  del 
10/03/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CI FURONO MINACCE MA NO ARRESTI

FIRENZE, 10 MAR - "Vogliamo sapere perche', visto che prima della stra.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CI FURONO MINACCE MA NO ARRESTI

FIRENZE, 10 MAR - "Vogliamo sapere perche', visto che prima della strage del 27 maggio 1993 in molti nello Stato avevano ricevuto minacce, non sono stati fatti arresti a tappeto fra i mafiosi di cosa nostra, evitando probabilmente che innocenti morissero al posto di uomini della politica e delle istituzioni".
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi ai rinvii a giudizio per la trattativa Stato-Mafia.
"Le date in ordine cronologico delle minacce a uomini di Stato in quel 1993 rispetto all'evento stragista del 27 maggio 1993 parlano da se' - scrive Maggiani Chelli - Ora davvero dobbiamo sapere se i nostri figli innocenti sono morti e invalidati al posto dei suddetti signori".(ANSA)
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ARTICOLO
2139  del 
10/03/2013
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-237b3c5d-0fb0-4ae3-9067-57ad58a0790b.html

Stato-mafia. Ass. Georgof.....
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http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-237b3c5d-0fb0-4ae3-9067-57ad58a0790b.html

Stato-mafia. Ass. Georgofili: ci furono minacce ma non arresti
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi ai rinvii a giudizio per la trattativa stato-mafia.

FIRENZE - "Vogliamo sapere perche', visto che prima della strage del 27 maggio 1993 in molti nello stato avevano ricevuto minacce, non sono stati fatti arresti a tappeto fra i mafiosi di cosa nostra, evitando probabilmente che innocenti morissero al posto di uomini della politica e delle istituzioni". Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi ai rinvii a giudizio per la trattativa stato-mafia. "Le date in ordine cronologico delle minacce a uomini di Stato in quel 1993 rispetto all'evento stragista del 27 maggio 1993 parlano da se' - scrive Maggiani Chelli - ora davvero dobbiamo sapere se i nostri figli innocenti sono morti e invalidati al posto dei suddetti signori".
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2140  del 
12/03/2013
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vari interventi di G.M.Chelli

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vari interventi di G.M.Chelli

8/3/2013 san giovanni valdarno

9/3/2013 pordenone

9/3/2013 montereale valcellina
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COMUNICATO
2141  del 
13/03/2013
Secondo intercettazioni, la mafia "cosa nostra " risentirebbe della crisi economica e avrebbe tagliato i vitalizi alle famiglie dei boss che..... Apri
Secondo intercettazioni, la mafia "cosa nostra " risentirebbe della crisi economica e avrebbe tagliato i vitalizi alle famiglie dei boss che stanno in carcere.
Bene, molto bene se tutto ciò fosse vero, ma noi ci crediamo poco, pensiamo al classico "piangere il morto al telefono per fregare il vivo", perché se così non fosse si scatenerebbe il fenomeno del pentitismo e i mafiosi carcerati comincerebbero a raccontarci la verità sulle stragi del 1993.
Invece Riina tace, Provenzano tace, i fratelli Graviano tacciono, Lo Nigro tace e così tutti gli altri; se ne deduce quindi che le famiglie dei boss che sono in carcere, se ne stanno pasciute e al caldo in questi tempi di crisi, non così le famiglie delle vittime di cosa nostra, che non percepiscono le pensioni che gli spettano per invalidità, perché lo Stato a loro sì che fa risentire della crisi!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2142  del 
13/03/2013
13 marzo 2013
Roma. "Secondo intercettazioni, la mafia 'Cosa nostra' risentirebbe della crisi economica e avrebbe tagliato i vital.....
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13 marzo 2013
Roma. "Secondo intercettazioni, la mafia 'Cosa nostra' risentirebbe della crisi economica e avrebbe tagliato i vitalizi alle famiglie dei boss che stanno in carcere. Bene, molto bene se tutto ciò fosse vero, ma noi ci crediamo poco, pensiamo al classico "piangere il morto al telefono per fregare il vivo", perché se così non fosse si scatenerebbe il fenomeno del pentitismo e i mafiosi carcerati comincerebbero a raccontarci la verità sulle stragi del 1993. Invece Riina tace, Provenzano tace, i fratelli Graviano tacciono, Lo Nigro tace e così tutti gli altri, se ne deduce quindi che le famiglie dei boss che sono in carcere, se ne stanno pasciute e al caldo in questi tempi di crisi, non così le famiglie delle vittime di Cosa nostra, che non percepiscono le pensioni che gli spettano per invalidità, perché lo Stato a loro sì che fa risentire della crisi!". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione Tra I Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili.
AGENPARL
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COMUNICATO
2143  del 
14/03/2013
Respingiamo con forza i‭ ‬sondaggi che appaiono questa mattina sul quotidiano‭ ‬La Repubblica‭ ‬di‭ ‬F..... Apri
Respingiamo con forza i‭ ‬sondaggi che appaiono questa mattina sul quotidiano‭ ‬La Repubblica‭ ‬di‭ ‬Firenze,‭ ‬laddove si afferma che‭ ‬7‭ ‬studenti su dieci non sanno nulla della strage di via dei Georgofili.
Non sanno nulla quegli studenti dai quali noi non‭ ‬siamo potuti andare,‭ ‬perché non ci è stata aperta la porta della scuola.‭ ‬Non sanno nulla‭ ‬quegli studenti che,‭ ‬nel corso degli anni,‭ ‬non‭ ‬hanno ascoltato noi,‭ ‬ma altri‭!‬
La nostra attività nelle scuole c'è stata e molti studenti sono stati guidati sulla strada della verità,‭ ‬ atti processuali alla mano‭ ‬e non della disinformazione.

Desideriamo rendere noto che Sabato‭ ‬16‭ ‬Marzo alle ore‭ ‬10,45‭ ‬saremo presenti allo stadio di Firenze,‭ ‬lato maratona,‭ ‬per‭ ‬dire la nostra in occasione dell'incontro che Libera ha quest'anno trasferito a Firenze‭ ‬per ricordare tutte le vittime di mafia,‭ ‬considerato l'imminente‭ ‬20‭ ‬esimo anniversario della strage di via dei Georgofili.

Informiamo altresì che‭ ‬percepiamo un‭'‬opprimente strumentalizzazione‭ ‬di‭ ‬ciò che abbiamo dovuto subire per una trattativa Stato mafia‭ ‬20‭ ‬anni fa e‭ ‬non può essere altrimenti visto che mai abbiamo visto partire treni dalla Spezia a Firenze in occasione di una qualunque cosa ricordasse‭ ‬la strage di via dei Georgofili.‭
‬In realtà abbiamo sempre dovuto penare per portare le nostre istanze,‭ ‬sia di genere penale che amministrativo,‭ ‬davanti alle istituzioni‭ ‬e a chi di competenza‭ ‬e mai nessuno‭ ‬ ha mosso un dito in nostro aiuto,‭ ‬a meno che non ce lo fossimo guadagnato dentro i Tribunali.
Abbiamo ricevuto‭ ‬20‭ ‬anni di silenzio,‭ ‬20‭ ‬anni di pacche sulle spalle‭ ‬,‭ ‬20‭ ‬anni di compatimenti‭ ‬e ora‭ ‬vediamo‭ ‬treni‭ ‬,‭ ‬pullman‭ ‬e quant'altro‭ ‬per spostare‭ ‬fino allo stadio di Firenze‭ ‬truppe‭ ‬che,‭ ‬solo‭ ‬per rispetto verso i giovani che ci credono,‭ ‬non osiamo definire‭ "‬truppe cammellate‭"‬,‭ ‬o attirate dalla presenza di star musicali.

L'ho‭ ‬ripetuto più volte.‭ ‬Non amiamo la strumentalizzazione dei nostri morti e dei nostri feriti,‭ ‬di ciò che è capitato alle nostre famiglie tra l'indifferenza totale‭‬.‭
‬Qualunque sia il fine che anima l'iniziativa in corso,‭ ‬questa corsa al presenzialismo‭ ‬dopo‭ ‬20‭ ‬anni‭ ‬ci fa solo infuriare, ‬perché‭ ‬sappiamo con certezza assoluta che il silenzio intorno alla verità sulle stragi del‭ ‬1993‭ ‬è stato fino all'altro ieri omertoso e opportunistico,‭ ‬da parte di tutti‭‬.
Abbiamo da sempre combattuto una politica bugiarda e vigliacca e smaniosa di costruire le proprie carriere‭ ‬sui nostri morti‬.

Per questo motivo chiediamo rispetto e chiediamo a Libera di‭ ‬venire‭ ‬a Firenze per tutte le vittime di mafia,‭ ‬come in una qualsiasi altra città d'Italia.‭
‬Noi ci saremo,‭ ‬perché ci è stato chiesto‭ ‬di ricordare‭ ‬le nostre vittime‭ ‬-‭ ‬in occasione del ventennale‭ ‬-‭ ‬e parleremo delle‭ ‬vittime del terrorismo eversivo‭ ‬messo in atto‭ ‬dalla politica‭ ‬attraverso i capi di‭ ‬Cosa nostra.
Lo Stato nel‭ ‬1993‭ ‬ha trattato con la mafia,‭ ‬molto probabilmente‭ ‬ per evitare‭ ‬che,‭ ‬dopo l'omicidio‭ ‬di‭ ‬Salvo‭ ‬Lima,‭ ‬altri politici e ministri fossero uccisi da‭ ‬Cosa nostra.‭
‬Crediamo che‭ ‬ lo Stato abbia‭ ‬ trattato per nascondere il vero movente della strage di via dei Georgofili che forse coinvolgeva‭ ‬istituzioni ad altissimo livello,‭ ‬ nonchè partiti nati di lì a poco‭ ‬e‭ ‬salvaguardati da leggi-vergogna approvate dal Parlamento e‭ ‬avallate ai più alti livelli.
Ricordiamo‭ ‬infine che a‭ ‬Palermo‭ ‬è in atto un processo chiarificatore per capire se siamo stati usati quali agnelli sacrificali per salvare potenti e se questo è avvenuto per errore,‭ ‬per incompetenza o per contiguità con la mafia.
Speriamo così una volta per tutte di chiarire se,‭ ‬oltre‭ ‬che‭ ‬vittime della mafia terrorista ed eversiva,‭ ‬siamo stati‭ ‬anche vittime di un sistema mafioso‭ ‬non all'altezza di combattere la mafia,‭ ‬ma molto attento a salvare se stesso,‭ ‬a sventolare bandiere‭ ‬e vessilli e a suonare le trombe,‭ ‬a‭ ‬20‭ ‬anni‭ ‬di distanza dall'esplosione della bomba‭ ‬in‭ ‬Via dei Georgofili e non‭ ‬agli Uffizi,‭ ‬come purtroppo si continua a dire.

Giovanna Maggiani Chelli‭
Presidente‭ Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2156  del 
15/03/2013
Per una più giusta e corretta informazione portiamo a conoscenza di "LIBERAINFORMAZIONE.ORG" che le persone superstiti nella strage del 27 M..... Apri
Per una più giusta e corretta informazione portiamo a conoscenza di "LIBERAINFORMAZIONE.ORG" che le persone superstiti nella strage del 27 Maggio 1993 sono parecchie e non una soltanto come erroneamente dichiarato dalla rappresentante di Libera.

Infatti Eleonora Pagliai è sicuramente una vittima della strage di via dei Georgofili come ben specificato dai processi di Firenze, ma non l'unica superstite.
L'Associazione dei familiari delle vittime, pertanto, dichiara che tante delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 erano fisicamente proprio in via dei Georgofili e in via Lambertesca al momento dell'attentato, perché vi abitavano, erano in casa e perché erano nei loro letti a dormire, malgrado tutto ciò ne sono uscite vive anche se invalide.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2157  del 
17/03/2013
Accogliamo con piacere la notizia che l'ex procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, eletto ieri Presidente del Senato della Repubblica, ric..... Apri
Accogliamo con piacere la notizia che l'ex procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, eletto ieri Presidente del Senato della Repubblica, ricopra oggi la seconda carica dello Stato.
Fra i nostri ricordi migliori del neo Presidente del Senato rammentiamo il suo impegno costante nella lotta alla mafia e la sua vicinanza alla nostra Associazione.
Auguriamo quindi un proficuo lavoro al neo Presidente del Senato per il cambiamento di quelle leggi che in questi venti anni hanno sicuramente posto limiti alla ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2158  del 
17/03/2013
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16 Marzo 2013 - Interv.....
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16 Marzo 2013 - Intervento alla manifestazione di Libera a Firenze
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COMUNICATO
2159  del 
18/03/2013
L'ignoranza di questo Paese sulle stragi del 1993, non da parte dei ragazzi studenti, bensì da parte dei "grandi" ci sconvolge sempre, ..... Apri
L'ignoranza di questo Paese sulle stragi del 1993, non da parte dei ragazzi studenti, bensì da parte dei "grandi" ci sconvolge sempre, infatti pare che non un cane si sia letto uno straccio di carte processuali per le stragi del 1993.
Il neo Presidente del Senato Pietro Grasso, in un recente incontro, ha parlato di un mancato attentato verso la sua persona da parte di "cosa nostra" durante il periodo della trattativa Stato Mafia.
La mafia infatti in quel periodo pare volesse uccidere uomini che combattevano la mafia come il proc. Grasso e uomini dalla mafia ritenuti "traditori".
Infatti il 6 Giugno 1997 in aula a Firenze davanti alla corte di Assise e al PM Gabriele Chelazzi , durante il processo per le stragi del 1993, Gioacchino La Barbera, collaboratore di giustizia, a pagina 23 e 24 del verbale di deposizione ci ha raccontato per filo e per segno il mancato attentato al Proc. Grasso collocando tutto molto bene temporalmente e descrivendo i luoghi dove doveva avvenire l'attentato.
Gioacchino la Barbera ha tra l'altro messo in risalto in quel contesto le proteste dei detenuti per quanto riguarda l'articolo 41bis.
La nostra Associazione il 14 Aprile 2005 ha tenuto all'Università di Novoli un convegno in proposito, abbiamo messo sui monitor le testimonianze dei collaboratori di giustizia nell'anniversario della morte di Gabriele Chelazzi.
Diciamo tutto questo perché la stampa, i media e quant'altro in queste ore hanno riportato il mancato attentato al neo Presidente del Senato come se fosse cosa inedita.
E' tanto inedita che è dettagliatamente scritto nei verbali di deposizione del processo per le stragi del 1993!
Rivolgiamo in modo provocatorio ancora una volta la domanda che abbiamo posto il 16 Marzo u.s. all'incontro di Libera: "ma dove eravate in questi ultimi 20 anni?"
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2160  del 
20/03/2013
"Espulsioni, inviti a farsi da parte, processo", parole veramente gravi uscite oggi sulla stampa, parole che prendono forma all'interno..... Apri
"Espulsioni, inviti a farsi da parte, processo", parole veramente gravi uscite oggi sulla stampa, parole che prendono forma all'interno del Movimento a 5 stelle nei confronti di chi fra gli stessi grillini ha votato l'ex procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso quale Presidente del Senato.
Rispetto a scelte politiche in questi 20 anni noi abbiamo sopportato il peggio come nessuno in questo Paese, crediamo perciò che Pietro Grasso, visto che è andato in politica, davvero fosse da votare in un momento in cui sul fronte della giustizia è tutto allo sfacelo per mancanza di verità.
Del resto abbiamo fatto un appello a Grillo affinché supportasse chi era disposto a portare avanti leggi antimafia e leggi in favore delle vittime della mafia e Pietro Grasso tutto fa pensare che lo farà.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2161  del 
20/03/2013
SENATO: ASS.GEORGOFILI,DA M5S GRAVI PAROLE SUL VOTO A GRASSO

FIRENZE, 20 MAR - "Espulsioni, inviti a farsi da parte, processo: parole v.....
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SENATO: ASS.GEORGOFILI,DA M5S GRAVI PAROLE SUL VOTO A GRASSO

FIRENZE, 20 MAR - "Espulsioni, inviti a farsi da parte, processo: parole veramente gravi uscite oggi sulla stampa, parole che prendono forma all'interno del Movimento 5 Stelle nei confronti di chi, fra gli stessi grillini, ha votato l'ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso quale Presidente del Senato".
Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli.
"Rispetto alle scelte politiche in questi 20 anni noi abbiamo sopportato il peggio - prosegue Maggiani Chelli -, crediamo percio' che Pietro Grasso, visto che e' andato in politica, davvero fosse da votare in un momento in cui sul fronte della giustizia e' tutto allo sfacelo per mancanza di verita"'.
Maggiani Chelli ha concluso ricordando "l'appello fatto a Grillo affinche' supportasse chi era disposto a portare avanti leggi antimafia e leggi in favore delle vittime della mafia. Pietro Grasso tutto fa pensare che lo fara"'.(ANSA)
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NOTIZIA AGENPARL
2163  del 
21/03/2013
(AGENPARL) - Firenze, 21 mar - "Ci stiamo domandando perché è dovuto capitare a noi. Perché tanta sofferenza per avere giustizia, provocata anche..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 21 mar - "Ci stiamo domandando perché è dovuto capitare a noi. Perché tanta sofferenza per avere giustizia, provocata anche da cavilli che davvero non possiamo comprendere. Il PM Di Matteo impegnato nel difficile processo trattativa Stato mafia a cercare di districare una volta per tutte una matassa incredibile, intrisa di non ricordo da parte di uomini dello Stato per quella terribile stagione delle stragi del 1993, deve ora affrontare un ennesimo problema: l'azione disciplinare nei suoi confronti per una violazione minore. Non vogliamo e non ci compete entrare nel merito della Corte di Cassazione, ma non possiamo non notare come ogni volta che si apre uno spiraglio per far luce sulla morte dei nostri figli, c'è sempre qualcosa che non va, qualcosa che incombe di più importante. Il giudice Gabriele Chelazzi fu messo in una nota di 67 Magistrati, per essere richiamato perché il suo ufficio si era dimenticato di mandare un avviso in carcere e l'uomo di legge stava indagando a ritmo serrato su fatti gravissimi, sui 'concorrenti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1993. Insomma Magistrati uccisi nel 1992, Magistrati sempre difficoltà, nella ricerca di quella verità che ha visto morire 5 persone a Firenze in via dei Georgofili e tantissimi rimasero feriti. Più i giorni scorrono e più abbiamo l'impressione che la verità non l'avremmo mai, perché forse davvero troppo terribile. Comunichiamo però che essendo noi in grado di sopportare qualunque verità, visto il prezzo che abbiamo pagato, non smetteremo mai di cercarla".
Giovanna Maggiani Chelli,
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2162  del 
21/03/2013
Ci stiamo domandando perché è dovuto capitare a noi.
Perché tanta sofferenza per avere giustizia, provocata anche da cavilli che davvero non poss.....
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Ci stiamo domandando perché è dovuto capitare a noi.
Perché tanta sofferenza per avere giustizia, provocata anche da cavilli che davvero non possiamo comprendere.
Il PM Di Matteo impegnato nel difficile processo trattativa Stato mafia a cercare di districare una volta per tutte una matassa incredibile, intrisa di non ricordo da parte di uomini dello Stato per quella terribile stagione delle stragi del 1993, deve ora affrontare un ennesimo problema: l'azione disciplinare nei suoi confronti per una violazione minore.
Non vogliamo e non ci compete entrare nel merito della Corte di Cassazione, ma non possiamo non notare come ogni volta che si apre uno spiraglio per far luce sulla morte dei nostri figli, c'è sempre qualcosa che non va, qualcosa che incombe di più importante.
Il giudice Gabriele Chelazzi fu messo in una nota di 67 Magistrati per essere richiamato perché il suo ufficio si era dimenticato di mandare un avviso in carcere e l'uomo di legge stava indagando a ritmo serrato su fatti gravissimi sui "concorrenti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Insomma Magistrati uccisi nel 1992, Magistrati sempre difficoltà, nella ricerca di quella verità che ha visto morire 5 persone a Firenze in via dei Georgofili e tantissimi rimasero feriti.
Più i giorni scorrono e più abbiamo l'impressione che la verità non l'avremo mai, perché forse davvero troppo terribile.
Comunichiamo però che essendo noi in grado di sopportare qualunque verità, visto il prezzo che abbiamo pagato, non smetteremo mai di cercarla.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2164  del 
23/03/2013
Ha ragione Anna Germoni dalle pagine del settimanale Panorama.it, la strategia stragista corleonese non finisce nel gennaio 1994, ma va avanti fino al..... Apri
Ha ragione Anna Germoni dalle pagine del settimanale Panorama.it, la strategia stragista corleonese non finisce nel gennaio 1994, ma va avanti fino all'Aprile 1994.
Infatti il 14 Aprile 1994 cosa nostra prepara al Formello a Roma un attentato a Totuccio Contorno che fallirà ma che è ben riportato nei processi di Firenze per le stragi del 1993.
L'attentato fallito a Totuccio Contorno, il pentito per antonomasia, ben rappresenta ciò che disse Vigna: "Forse Riina ha confermato la strategia che sta dietro alle stragi del 1993, Cosa nostra voleva fermare l'azione dello Stato che si era fatta incisiva grazie anche ai pentiti".
Infatti, è l'ultimo fallito attentato del 14 aprile 1994 che ha fermato le stragi: le stragi si fermano quando la mafia sferra l'ultimo attacco per tappare la bocca dei pentiti che forse stavano parlando di argomenti scottanti.
Argomenti che forse animavano il vero movente delle stragi del 1993, proprio quel movente che potrebbe aver provocato la trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis.
E non solo i pentiti collaboratori di giustizia hanno taciuto per troppi anni, ma per 20 anni hanno taciuto uomini dello Stato, hanno taciuto tutto ciò che oggi si trova all'interno del processo di Palermo sulla trattativa Stato Mafia e che va chiarito una volta per tutte per la tranquillità di ognuno di noi.
Del resto lettere minatorie, come quelle menzionate dalla rivista Panorama.it del Giugno 1994 ne sono state "confezionate" tante in quegli anni delle stragi che vanno dal maggio 1993 all'aprile 1994: una tra le tante, infatti, ed è entrata nel processo di Firenze, fu trovata sotto la lapide di Lando Conti uno dei sindaci di Firenze.
La missiva venne fatta trovare il giorno 30 Maggio del 1993: una lettera la cui minaccia, definendoli trafficanti di armi, riguardava molti personaggi illustri di questo Paese e su quella lettera nessuno ha mai speso "la penna".
Noi per ora abbiamo le nostre riserve che non esistesse una trattativa Stato Mafia forse proprio per coprire moventi indicibili, anzi i processi di Firenze contengono dati che proverebbero alla grande più di una trattativa, aspettiamo tutti con pazienza, per amore di giustizia il processo di Palermo sulla trattativa Stato mafia, perché è veramente troppo presto per mettere il carro davanti ai buoi e cercare di "sentenziare" anzi tempo che non vi è stata nessuna trattativa.

GiovannaM Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2165  del 
28/03/2013
Francesco Torselli e Marco Semplici, hanno sollevato una questione veramente interessante in Comune a Firenze.
Questione che seguiremo con grand.....
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Francesco Torselli e Marco Semplici, hanno sollevato una questione veramente interessante in Comune a Firenze.
Questione che seguiremo con grande attenzione, non tanto perché l'interessato sia Matteo Renzi, non ci interessa chi sia a poter godere di pensione sicura in 11 giorni.
Ci importa il caso, ovvero che via siano persone e non crediamo che il Sindaco di Firenze, eventualmente, sia l'unico che potrebbe avere una pensione dopo solo 11 giorni di lavoro nella ditta del padre, godono infatti di pensione anche soggetti che hanno stazionato in Parlamento per brevissimi periodi.
Perché terremo sotto la lente d'ingrandimento questi casi?
Perché nelle stragi terroristiche e mafiose di questo Paese ci sono tre soggetti, erano quattro inizialmente ma un caso è stato sistemato, ebbene questi tre soggetti pur avendo riportato una invalidità dell'80% della capacità lavorativa sotto il tritolo stragista di Provenzano, non possono percepire pensione, questo perché non ci sono soldi per finanziare queste tre pensioni e l'INPS non le paga.
L'ente previdenziale, non paga le pensioni a tre soggetti vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice dopo il veto del Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato è entrato nel merito della legge 206 del 2004 chiamato in causa da uno dei tanti Governi Berlusconi e comunque anche durante i Governi Prodi non si è mai riusciti a districare questa vergognosa situazione; oggi alla luce delle nuove informazioni, potremmo dire: forse perché per le vittime del terrorismo eversivo non esiste la possibilità di tassare la collettività.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2166  del 
29/03/2013
E' Pasqua: siamo tutti più buoni, ed ecco puntuale l'ennesima richiesta da parte di Provenzano di allontanamento dal carcere e dal 41 bis, p..... Apri
E' Pasqua: siamo tutti più buoni, ed ecco puntuale l'ennesima richiesta da parte di Provenzano di allontanamento dal carcere e dal 41 bis, perché molto malato e quindi sarebbe inumano farlo rimanere in carcere.
E allora noi rammentiamo che un attimo prima delle stragi del 1993 si incontrarono a Palermo il mafioso Nino Gioè e Paolo Bellini uomo legato ai servizi segreti deviati, Gioè consegnò a Bellini un elenco di nomi, erano vecchissimi capi mafia vicini alla morte che chiedevano di andare in ospedale e lasciare il carcere, malgrado nei loro cuori non ci fosse un'ombra di pentimento di voglia di collaborare con la giustizia.
Quando Bellini consegnò quell'elenco di nomi a uomini dello Stato collusi con la mafia che potevano favorire i boss la risposta fu no, non era possibile.
Da qui la famosa frase di Gioè: cosa direbbero se gli buttassimo giù la torre di Pisa?
Non fu la Torre di Pisa a cadere ma la Torre di via dei Georgofili e con la torre caddero i nostri figli sotto il tritolo del ricatto subito dallo Stato; così come sono caduti il Padiglione di arte moderna a Milano, San Giovanni Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma provocando altri morti e altri feriti.
Resti dove sta, Provenzano, e ringrazi Iddio, perché questo Paese di "senso di umanità, diritto alla salute, diritto alla permanenza in vita" per il capo di "cosa nostra" ne ha elargito anche troppo, Sicuramente è stato dato a Provenzano di più di quello che è stato dato alle nostre vittime sia in fatto di umanità, sia in diritto alla salute e assolutamente di più in diritto alla permanenza in vita.
Sono passati 20 anni dal giorno in cui Provenzano ha mandato a Firenze i suoi "ragazzi" a ucciderci scientemente i nostri figli, il criminale è in carcere da soli 7 anni, ci stiamo domandando in quale Paese viviamo dove il senso di giustizia si misura attraverso un garantismo sfrenato in base alle esigenze del reo mafioso e stragista e non delle sue vittime, consentendo ai legali dei boss di mafia di presentare richieste che malgrado la vigilia di Pasqua non suscitano in noi di certo pietà.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2167  del 
29/03/2013
«Provenzano deve restare in carcere e in 41 bis»

Il presidente dell'Associazione familiari vittime di via Georgofili contro la richiest.....
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«Provenzano deve restare in carcere e in 41 bis»

Il presidente dell'Associazione familiari vittime di via Georgofili contro la richiesta del boss di lasciare la cella perché malato. Maggiani Chelli: «Ha già troppi diritti»

«Resti dove sta Provenzano e ringrazi Iddio, perché questo Paese di senso di umanità, diritto alla salute, diritto alla permanenza in vita per il capo di Cosa nostra ne ha elargito anche troppo». Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in riferimento «all'ennesima richiesta da parte di Provenzano di allontanamento dal carcere e dal 41 bis, perché molto malato e quindi sarebbe inumano farlo rimanere in carcere».
«È stato dato a Provenzano di più di quello che è stato dato alle nostre vittime sia in fatto di umanità, sia in diritto alla salute e assolutamente di più in diritto alla permanenza in vita - prosegue Maggiani Chelli - Sono passati 20 anni dal giorno in cui Provenzano ha mandato a Firenze i suoi "ragazzi" a ucciderci scientemente i figli, il criminale è in carcere da soli 7 anni, ci stiamo domandando in quale Paese viviamo dove il senso di giustizia si misura attraverso un garantismo sfrenato in base alle esigenze del reo mafioso e stragista e non delle sue vittime, consentendo ai legali dei boss di mafia di presentare richieste che malgrado la vigilia di Pasqua non suscitano in noi di certo pietà», conclude. (adnkronos)
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NOTIZIA AGENPARL
2168  del 
29/03/2013
(AGENPARL) - Firenze 29 mar - "E' Pasqua siamo tutti più buoni, ed ecco puntuale l'ennesima richiesta da parte di Provenzano di allonta..... Apri
(AGENPARL) - Firenze 29 mar - "E' Pasqua siamo tutti più buoni, ed ecco puntuale l'ennesima richiesta da parte di Provenzano di allontanamento dal carcere e dal 41 bis, perché molto malato e quindi sarebbe inumano farlo rimanere in carcere. E allora noi rammentiamo che un attimo prima delle stragi del 1993 si incontrarono a Palermo il mafioso Nino Gioè e Paolo Bellini uomo legato ai servizi segreti deviati, Gioè consegnò a Bellini un elenco di nomi, erano vecchissimi capi mafia vicini alla morte che chiedevano di andare in ospedale e lasciare il carcere, malgrado nei loro cuori non ci fosse un'ombra di pentimento di voglia di collaborare con la giustizia. Quando Bellini consegnò quell'elenco di nomi a uomini dello Stato collusi con la mafia che potevano favorire i boss la risposta fu no, non era possibile. Da qui la famosa frase di Gioè : cosa direbbero se gli buttassimo giù la torre di Pisa ? Non fu la Torre di Pisa a cadere ma la Torre di via dei Georgofili e con la torre caddero i nostri figli sotto il tritolo del ricatto subito dallo Stato; così come sono caduti il Padiglione di arte moderna a Milano, San Giovanni Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma provocando altri morti e altri feriti. Resti dove stà Provenzano, e ringrazi Iddio, perché questo Paese di "senso di umanità, diritto alla salute, diritto alla permanenza in vita" per il capo di "cosa nostra" ne ha elargito anche troppo . Sicuramente è stato dato a Provenzano di più di quello che è stato dato alle nostre vittime sia in fatto di umanità, sia in diritto alla salute e assolutamente di più in diritto alla permanenza in vita. Sono passati 20 anni dal giorno in cui Provenzano ha mandato a Firenze i suoi "ragazzi" a ucciderci scientemente i figli, il criminale è in carcere da soli 7 anni, ci stiamo domandando in quale Paese viviamo dove il senso di giustizia si misura attraverso un garantismo sfrenato in base alle esigenze del reo mafioso e stragista e non delle sue vittime, consentendo ai legali dei boss di mafia di presentare richieste che malgrado la vigilia di Pasqua non suscitano in noi di certo pietà".
Così Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2169  del 
29/03/2013
Il Corriere della sera a pagina 32 riporta:
Tribunale Civile e Penale di Firenze
Ufficio del Giudice per le indagini preliminari (dr. Mar.....
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Il Corriere della sera a pagina 32 riporta:
Tribunale Civile e Penale di Firenze
Ufficio del Giudice per le indagini preliminari (dr. Mario Profeta)
Estratto per la pubblicazione del seguente atto
Ordinanza ammissiva di giudizio abbreviato
Nei confronti di D'Amato Cosimo


Ecco dopo 20 anni dalla strage di via dei Georgofili l'ennesimo insulto alle vittime: un mafioso che si sarebbe occupato in particolare dell'esplosivo di via dei Georgofili a Firenze, imputato del delitto di strage di devastazione e quant'altro, giudicato con rito abbreviato.
Quel rito abbreviato che abbiamo combattuto con disperazione quando Salvatore Riina e compagni tentarono di aggirare l'ostacolo dell'ergastolo e del 41 bis invocando giusto il rito abbreviato, appena concesso dal governo in carica nell'anno 2000, nascondendo l'infida postilla alle 22,30 della sera in una legge completamente diversa.
Allora vincemmo la partita contro i favori alla mafia, oggi non è più possibile, dobbiamo andare ad un dibattimento con il rito abbreviato anche per il delitto più ignobile: la strage terroristica ed eversiva.
Passano gli anni, i mafiosi rei di strage vengono arrestati dopo 20 anni e tutto è stato annacquato attraverso le norme per i mafiosi terroristi ed eversivi, solo per le vittime sono state mantenute ferme e pungenti le pene e le offese.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2170  del 
29/03/2013
MAFIA: STRAGI'93: GEORGOFILI,ABBREVIATO A D'AMATO E' INSULTO

FIRENZE, 29 MAR - "Ecco dopo 20 anni l'ennesimo insult.....
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MAFIA: STRAGI'93: GEORGOFILI,ABBREVIATO A D'AMATO E' INSULTO

FIRENZE, 29 MAR - "Ecco dopo 20 anni l'ennesimo insulto alle vittime: un mafioso che si sarebbe occupato in particolare dell'esplosivo di via dei Georgofili, imputato di strage e devastazione e quant'altro, sara' giudicato con rito abbreviato":
lo afferma in una nota il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime di via de' Georgofili a Firenze, Giovanna Maggiani Chelli, avendo appreso che il gip di Firenze, Mario Profeta, ha ammesso al giudizio con rito abbreviato Cosimo D'Amato, pescatore siciliano arrestato per aver procurato l'esplosivo per le stragi mafiose del 1993 a Roma, Firenze e Milano prelevandolo da residuati bellici in fondo al mare.
"Rito che - prosegue Maggiani Chelli - abbiamo combattuto con disperazione quando Salvatore Riina e compagni tentarono di aggirare l'ostacolo dell'ergastolo e del 41 bis invocandolo".
Quanto alla decisione specifica riguardante Cosimo D'Amato, Maggiani Chelli commenta: "Dobbiamo andare ad un dibattimento con il rito abbreviato anche per il delitto piu' ignobile: la strage terroristica ed eversiva". "Tutto e' stato annacquato attraverso le norme per i mafiosi terroristi e eversivi - conclude - Solo per le vittime sono state mantenute ferme e pungenti le pene e le offese". (ANSA)
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ARTICOLO
2171  del 
30/03/2013
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2013/03/30/news/io-tra-i-feriti-della-strage-di-mafia-dei-georgofili-1.6793567

«Io.....
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http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2013/03/30/news/io-tra-i-feriti-della-strage-di-mafia-dei-georgofili-1.6793567

«Io, tra i feriti della strage di mafia dei Georgofili»
Anna Bertocchi, 76enne, tra le persone coinvolte nell'esplosione del maggio ?93. Dopo le dichiarazioni del pentito Spatuzza, il 21 maggio l'ennesimo processo
di Evaristo Sparvieri

L'esplosione, i vetri della casa infranta, il terrore che i propri familiari, in particolare il figlio allora ancora piccolo, potessero essere vittime di quel terribile attentato. C'è anche il nome di Anna Bertocchi, 76enne originaria di Migliarino, nella lunga lista di persone offese al processo sulla strage mafiosa di via Georgofili di Firenze, che dal 21 maggio si svolgerà nell'aula bunker del capoluogo toscano. Era l'una di notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, quando per ordine di Cosa Nostra un Fiat Fiorino venne imbottitto di esplosivo, colpendo al cuore gli Uffizi, il Lungarno e la storica torre dei Pulci, sede dell'Accademia dei Georgofili. Uno dei tanti misteri italiani: un atto di ritorsione durante la presunta trattativa Stato-mafia, con la quale il boss dei Corleonesi Totò Riina sperava di evitare l'applicazione del 41 bis per i mafiosi, che prevede il carcere duro e l'isolamento. Cinque le vittime, decine i feriti. Tra questi, anche Bertocchi, che dopo aver trascorso infanzia e adolescenza a Migliarino ? era figlia del maestro elementare Alfredo Bertocchi di Ostellata ? si era trasferita una volta sposata proprio a Firenze, dove il marito Dino Donati lavorava agli Uffizi. La sua casa di allora era sul Lungarno, all'angolo con il celebre arco del Vasari. «Ricordo che crollò il controssoffito - racconta - il vetro dappertutto, sul quale io e mio marito camminavamo cercando di raggiungere la stanza di nostro figlio. Il boato? Credevamo fosse dovuto ai lavori che si stavano svolgendo negli Uffizi, magari causato da una fuga di gas». In realtà era la prima di una serie di stragi messe in atto da Cosa Nostra per destabilizzare lo Stato: il successivo 27 luglio, altri attentati nelle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, a Roma, e in via Palestro a Milano. Nuovi morti, nuove distruzioni. «Fortunatamente per noi le ferite che riportammo furono lievi, con una prognosi di quattro giorni ? aggiunge Bertocchi ? ma non posso dimenticare i disagi vissuti nel periodo successivo: senza più nulla, senza casa, senza i nostri oggetti. E poi la paura, che ci ha accompagnato a lungo».

Nel processo al via il 21 maggio, sul banco degli imputati ci sarà Cosimo D'Amato, indicato dal pentito Gaspare Spatuzza come una delle persone incaricate di occupersi dell'esplosivo. Il processo si svolgerà con rito abbreviato. E su questo punto polemizza in maniera netta Maria Giovanna Chelli dell'Associazione familiari vittime della strage: «Non è possibile che un imputato per strage possa chiedere l'abbreviato, evitando in tal modo una condanna all'ergastolo e il 41 bis».
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COMUNICATO
2172  del 
02/04/2013
Ci preoccupano fortemente le minacce al PM Di Matteo, riportate oggi dalla stampa, che si occupa di trattativa Stato Mafia nel dibattimento di Palermo..... Apri
Ci preoccupano fortemente le minacce al PM Di Matteo, riportate oggi dalla stampa, che si occupa di trattativa Stato Mafia nel dibattimento di Palermo.
Da sempre denunciamo la latitanza di Matteo Messina Denaro, il braccio armato della mafia "cosa nostra" che dal 27 Maggio 1993 gira come una mina vagante.
Ogni tanto un grido che pare di vittoria: "Lo arresteremo presto" ma in definitiva il bel tomo di cosa nostra è sempre uccel di bosco.
Il 17 Aprile prossimo l'anniversario in ricordo di Gabriele Chelazzi sarà giusto all'insegna del problema dei latitanti.
Lo abbiamo già fatto, ma non basta mai, quindi ancora una volta ci stringiamo intorno a Nino DI MATTEO come familiari di vittime del criminale Matteo Messina Denaro per il quale non esiste ancora una forza dello Stato per arrestarlo.
Siamo rimasti colpiti che fra i dieci saggi scelti da Presidente del Repubblica per sollevare le sorti dell'Italia, manchi infatti l'argomento mafia, la priorità in assoluto per il paese Italia, perché tutti gli altri problemi sono la naturale conseguenza del fatto che Matteo Messina Denaro è ancora una minaccia per i Magistrati.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2173  del 
05/04/2013


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05/04/2013: Sc.Media Rosai, Firenze. Incontro con gli studenti
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COMUNICATO
2174  del 
09/04/2013
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le richieste di Salvatore Riina.
Il Boss di Cosa nostra, lo stragista di via dei Georgofili, s.....
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le richieste di Salvatore Riina.
Il Boss di Cosa nostra, lo stragista di via dei Georgofili, sono 20 anni che ha iniziato un braccio di ferro con lo Stato perché vuole abolito il 41 bis.
Salvatore Riina non è riuscito ad ottenere fino ad oggi ciò per cui ci ha ammazzato i nostri figli in via dei Georgofili, ovvero l'abolizione del regime detentivo speciale di 41 bis.
Siamo certi che il capo mafia lotterà fino alla fine, non perché le strutture carcerarie non siano idonee al suo stato di salute, questa è la scusa, lotterà fino alla fine perché ormai è una questione di principio.
La mafia vuole vincere, facendo mandare Riina in ospedale, quella guerra scatenata contro lo Stato a suon di richieste di passaggi da 41 bis a carcere normale nel 1993, passaggi purtroppo avvenuti e che sono costati la morte a Caterina Nencioni, Nadia Nencioni, Dario Capolicchio, Angela Fiume e Fabrizio Nencioni.
Lo chiediamo ancora una volta: si penta Riina e ci dica chi c'era con lui in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, così smetteremo di ribattere ogni volta che presenta richiesta per uscire da 41 bis e di sentirci sollevati ogni qual volta lo Stato riesce a dirgli di NO.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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10/04/2013
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17/04/2013 - Ricordo .....
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17/04/2013 - Ricordo di Gabriele CHELAZZI a 10 anni dalla morte
Ore 15,30 Tribunale aula bunker
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11/04/2013
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17/04/2013 - Polo universita.....
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17/04/2013 - Polo universitario
in ricordo di Gabriele CHELAZZI a 10 anni dalla morte
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COMUNICATO
2177  del 
11/04/2013
Siamo esterrefatti dal tono della disputa sulla nomina del nuovo Presidente della Repubblica.
Rischiamo, con questo andazzo, di non avere a Firen.....
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Siamo esterrefatti dal tono della disputa sulla nomina del nuovo Presidente della Repubblica.
Rischiamo, con questo andazzo, di non avere a Firenze la visita del Presidente della Repubblica, come è sempre avvenuto per tutte le stragi il cui anniversario fosse cifra tonda.
Infatti il 27 Maggio prossimo saranno 20 anni dall'attacco terroristico eversivo contro lo Stato da parte di "cosa nostra" e i suoi accoliti.
Chiediamo quanto prima un Presidente superpartes, un Presidente della Repubblica, che dal 1993 non abbia ricoperto cariche politiche istituzionali, così siamo certi che la verità completa sulla strage di via dei Georgofili non la conosca e voglia sia assolutamente cercata costi quel che costi.
Ci permettiamo, e ce ne scusiamo, di entrare a gamba tesa nella disputa del toto Presidente della Repubblica, certi come siamo che il tritolo di via dei Georgofili sia il convitato di pietra nella terribile disputa che si avverte ai piani alti in questi giorni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2178  del 
13/04/2013
Giuseppe Graviano, che nel 2004 fu condannato perché avrebbe reso false testimonianze sul suo stato patrimoniale per poter ottenere il gratuito patroc..... Apri
Giuseppe Graviano, che nel 2004 fu condannato perché avrebbe reso false testimonianze sul suo stato patrimoniale per poter ottenere il gratuito patrocinio, ieri è stato assolto.
Con tutto il dovuto rispetto, non riusciamo a credere fino in fondo che Giuseppe Graviano abbia una situazione patrimoniale così disastrosa da non potersi pagare un avvocato per conto suo.
E ci pesa, a un mese dal 20° anniversario della strage di via dei Georgofili sentir dire che Giuseppe Graviano è povero e pensare che il mafioso possa usufruire del gratuito patrocinio per difendersi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgpofili
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2179  del 
16/04/2013
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18/05/2013 - La Romola.....
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18/05/2013 - La Romola
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COMUNICATO
2180  del 
16/04/2013
Ricordiamo che domani 17 Aprile 2013, giorno del decimo anniversario della morte del magistrato Gabriele CHELAZZI, l'Associazione tra i familiari dell..... Apri
Ricordiamo che domani 17 Aprile 2013, giorno del decimo anniversario della morte del magistrato Gabriele CHELAZZI, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili lo ricorda con due importanti eventi:

- al mattino alla ore 10 al Polo universitario di Novoli, insieme agli Studenti di Sinistra, ospite dell'evento il poliziotto della ?catturandi I.M.D, che ha scritto un libro sull'arresto dei latitanti.
I.M.D terrà agli studenti dell'Università di Firenze una lezione su come il corpo speciale della Polizia di Stato porta a compimento l'arresto di pericolosi latitanti appartenenti ad organizzazioni mafiose.

- nel pomeriggio alle 15,30 nell'Aula Bunker di Santa Verdiana, l'Associazione, ricorderà il Magistrato presentando il libro "Matteo Messina Denaro - l'invisibile" di Giacomo Di Girolamo.

Con i due incontri, l'Associazione, in ricordo del magistrato Gabriele CHELAZZI, si prefigge di mettere in evidenza quanto grande sia il lavoro dei Magistrati per far incriminare e processare uomini di "cosa nostra", e come spesso questi soggetti, pur con sentenze passate in giudicato rimangano uccel di bosco.

L'Associazione si prefigge altresì di mettere in evidenza quanto sia gravoso il lavoro di corpi speciali delle forze dell'ordine preposti alla cattura di criminali di elevato spessore.
Lavoro, quello dei Magistrati e quello delle forze dell'ordine, troppo spesso messo in difficoltà da forti azioni contrapposte messe in atto da chi con la mafia si è colluso.

Informiamo che all'importante evento saranno presenti i gonfaloni del Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Toscana e saranno con noi gli Assessori: Cristina GIACHI per il Comune di Firenze, l'Ass. Antonella CONIGLIO per la Provincia di Firenze e l'Ass. Vittorio BUGLI per la Presidenza della regione Toscana.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2181  del 
16/04/2013
Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino, tutti in carcere con condanna all'ergastolo in sistema d..... Apri
Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino, tutti in carcere con condanna all'ergastolo in sistema di detenzione speciale di 41 bis per le stragi del 1993, anche quella del 27 Maggio 1993, e tutti facenti parte del clan dei fratelli Graviano, risulterebbero, secondo le testimonianze di Gaspare Spatuzza, anche gli esecutori della strage di Capaci.
Con questi importantissimi arresti da parte della Procura di Caltanissetta che indaga sulle stragi del 1992, ancora una volta si conferma la bontà dei processi di Firenze conclusisi il 6 Giugno del 2002 con sentenza passata in giudicato, ma ancora non si può scrivere la "parola fine", perché "su quel carro mafioso in corsa", come diceva spesso Gabriele Chelazzi, nel 1993, è possibile sia saltato qualcuno altro oltre la mafia , il cui nome è ancora tutto da scrivere sugli atti processuali.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2182  del 
16/04/2013
MAFIA: STRAGE CAPACI;GEORGOFILI,DA SCRIVERE NOMI CONCORRENTI

FIRENZE, 16 APR - "Ancora non si puo' scrivere la parola fine, perche&.....
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MAFIA: STRAGE CAPACI;GEORGOFILI,DA SCRIVERE NOMI CONCORRENTI

FIRENZE, 16 APR - "Ancora non si puo' scrivere la parola fine, perche' su quel carro mafioso in corsa, come diceva spesso Gabriele Chelazzi nel 1993, e' possibile sia saltato qualcun altro, oltre la mafia, il cui nome e' ancora tutto da scrivere sugli atti processuali".
E' il commento dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili agli arresti nell'inchiesta per la strage di Capaci.
"Con questi importantissimi arresti da parte della procura di Caltanissetta che indaga sulle stragi del 1992 - spiega la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli - ancora una volta si conferma la bonta' dei processi di Firenze conclusisi il 6 giugno del 2002 con sentenza passata in giudicato". (ANSA)
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NOTIZIA AGENPARL
2198  del 
18/04/2013
QUIRINALE: CHELLI, VOGLIAMO UN PRESIDENTE CHE FACCIA CHIAREZZA SU STRAGI 1993

(AGENPARL) - Roma, 18 apr - "20 anni dalla strage di via.....
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QUIRINALE: CHELLI, VOGLIAMO UN PRESIDENTE CHE FACCIA CHIAREZZA SU STRAGI 1993

(AGENPARL) - Roma, 18 apr - "20 anni dalla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993. E' ancora tutto come allora, la mafia spadroneggia, minaccia i Magistrati e le sue vittime soffrono. Desidereremmo un Presidente della Repubblica veramente deciso a far uscire in una aula di giustizia la verità sulle stragi del 1993. Un Presidente della Repubblica fuori dai giochi della politica; quella politica che in questi 20 anni ha ampiamente dimostrato che la verità sulle stragi di Roma, Firenze e Milano non la vuole, perché penalizzante per troppe carriere fondate sul sangue dei nostri morti".
Così Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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2197  del 
18/04/2013
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17 aprile 2013
Ricordo di Gabriele CHELAZZI a 10 anni dalla morte


Ore 10,00 Polo Universitario
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17 aprile 2013
Ricordo di Gabriele CHELAZZI a 10 anni dalla morte


Ore 10,00 Polo Universitario
Il sunto di G.M.Chelli

Ore 15,30 Tribunale aula bunker
L'intervento di G.M.Chelli
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COMUNICATO
2195  del 
18/04/2013
Venti anni dalla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.
E' ancora tutto come allora, la mafia spadroneggia, minaccia i Magistrati.....
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Venti anni dalla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.
E' ancora tutto come allora, la mafia spadroneggia, minaccia i Magistrati e le sue vittime soffrono.
Desidereremmo un Presidente della Repubblica veramente deciso a far uscire in un'aula di giustizia la verità sulle stragi del 1993.
Un Presidente della Repubblica fuori dai giochi della politica; quella politica che in questi 20 anni ha ampiamente dimostrato che la verità sulle stragi di Roma, Firenze e Milano non la vuole, perché penalizzante per troppe carriere fondate sul sangue dei nostri morti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2196  del 
18/04/2013
QUIRINALE: ASS. GEORGOFILI, DA NUOVO PRESIDENTE VERITA' SU STRAGI MAFIA 'ANCORA TUTTO COME ALLORA, LA FACCIA USCIRE DA AULE GIUSTIZIA' ..... Apri
QUIRINALE: ASS. GEORGOFILI, DA NUOVO PRESIDENTE VERITA' SU STRAGI MAFIA 'ANCORA TUTTO COME ALLORA, LA FACCIA USCIRE DA AULE GIUSTIZIA'

Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - "Sono passati 20 anni dalla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993. E' ancora tutto come allora, la mafia spadroneggia, minaccia i magistrati e le sue vittime soffrono.Desidereremmo un Presidente della Repubblica veramente deciso a far uscire in una aula di giustizia la verita' sulle stragi del 1993". E' quanto dichiara Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Un Presidente della Repubblica, aggiunge, "fuori dai giochi della politica; quella politica che in questi 20 anni ha ampiamente dimostrato che la verita' sulle stragi di Roma, Firenze e Milano non la vuole, perche' penalizzante per troppe carriere fondate sul sangue dei nostri morti".
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NOTIZIA ANSA
2201  del 
20/04/2013
MAFIA: ASS. VIA GEORGOFILI A RIINA JR, TACCIA E BASTA

PALERMO, 20 APR - "Giuseppe Salvatore Riina da Padova dove gli e' stato conse.....
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MAFIA: ASS. VIA GEORGOFILI A RIINA JR, TACCIA E BASTA

PALERMO, 20 APR - "Giuseppe Salvatore Riina da Padova dove gli e' stato consentito di vivere la sua vita, sfida rilasciando interviste, mentre in forte contraddizione spiega che la liberta' e' essere dimenticato. Viva in pace il figlio del macellaio di via dei Georgofili, veneri il padre quanto gli pare, ma non dica pubblicamente, inviando messaggi, a tutti noi che suo padre gli ha insegnato i valori e la morale e per questo si sente onorato di essere figlio di un capo mafia, il 'capo dei capi"'.
Lo afferma Giovanna Maggiani Cheli, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando le affermazioni del figlio di Toto' Riina.
"Nella 'morale e nei valori' di Salvatore Riina - spiega - c'e' il massacro di bambini e ragazzi in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993. La condanna a morte nel nostro Paese e' finita negli anni 40. Salvatore Riina, colui che ai figli avrebbe insegnato valori e morale, ha emesso sentenze di morte di persone innocenti, almeno fino al 15 Gennaio 1993. Diciamo quindi a Giuseppe Riina: Il silenzio e' d'oro quando si vuole essere dimenticati". (ANSA)
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ARTICOLO
2200  del 
20/04/2013
http://www.lasiciliaweb.it/articolo/97199/sicilia/georgofili-tra-i-valori-del-padre-anche-il-massacro-di-bimbi

PALERMO - ".....
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http://www.lasiciliaweb.it/articolo/97199/sicilia/georgofili-tra-i-valori-del-padre-anche-il-massacro-di-bimbi

PALERMO - "Giuseppe Salvatore Riina da Padova dove gli è stato consentito di vivere la sua vita, sfida rilasciando interviste, mentre in forte contraddizione spiega che la libertà è essere dimenticato. Viva in pace il figlio del macellaio di via dei Georgofili, veneri il padre quanto gli pare, ma non dica pubblicamente, inviando messaggi, a tutti noi che suo padre gli ha insegnato i valori e la morale e per questo si sente onorato di essere figlio di un capo mafia, il 'capo dei capì". Giovanna Maggiani Cheli, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commenta così le affermazioni del figlio di Totò Riina.

"Nella 'morale e nei valori' di Salvatore Riina - spiega - c'è il massacro di bambini e ragazzi in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993. La condanna a morte nel nostro Paese è finita negli anni 40. Salvatore Riina, colui che ai figli avrebbe insegnato valori e morale, ha emesso sentenze di morte di persone innocenti, almeno fino al 15 Gennaio 1993. Diciamo quindi a Giuseppe Riina: il silenzio è d'oro quando si vuole essere dimenticati".
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ARTICOLO
2199  del 
20/04/2013
http://www.ilsitodifirenze.it/content/180-ass-de-georgofili-il-figlio-di-riina-taccia-e-basta

Duro monito dell'associazione .....
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http://www.ilsitodifirenze.it/content/180-ass-de-georgofili-il-figlio-di-riina-taccia-e-basta

Duro monito dell'associazione delle vittime della strage mafiosa che avvenne a Firenze nel '93
Sab, 20/04/2013 - 10:56 - La Redazione

"Giuseppe Salvatore Riina da Padova dove gli e' stato consentito di vivere la sua vita, sfida rilasciando interviste, mentre in forte contraddizione spiega che la liberta' e' essere dimenticato. Viva in pace il figlio del macellaio di via dei Georgofili, veneri il padre quanto gli pare, ma non dica pubblicamente, inviando messaggi, a tutti noi che suo padre gli ha insegnato i valori e la morale e per questo si sente onorato di essere figlio di un capo mafia, il 'capo dei capi"'. Lo afferma Giovanna Maggiani Cheli, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando le affermazioni del figlio di Toto' Riina. "Nella 'morale e nei valori' di Salvatore Riina - spiega - c'e' il massacro di bambini e ragazzi in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993. La condanna a morte nel nostro Paese e' finita negli anni 40. Salvatore Riina, colui che ai figli avrebbe insegnato valori e morale, ha emesso sentenze di morte di persone innocenti, almeno fino al 15 Gennaio 1993. Diciamo quindi a Giuseppe Riina: Il silenzio e' d'oro quando si vuole essere dimenticati".
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COMUNICATO
2202  del 
22/04/2013
Come legge vuole, sono state distrutte oggi 22 Aprile 2013 le tanto sofferte intercettazioni telefoniche fra il Capo dello Stato e l'ex Senatore ..... Apri
Come legge vuole, sono state distrutte oggi 22 Aprile 2013 le tanto sofferte intercettazioni telefoniche fra il Capo dello Stato e l'ex Senatore Nicola Mancino.
Distrutte si fa per dire perché in troppi ne conoscono il contenuto, tranne i diretti interessati.
Comunque, polemiche a parte, la legge è legge e ci uniformiamo, quello che non accettiamo invece è che puntuale come un orologio svizzero attraverso i media sia ricomparsa la dicitura "PRESUNTA trattativa Stato mafia".
Non è c'è nulla di presunto per quel 27 maggio 1993, è tutto certo, e infatti la sentenza di primo grado del processo a Francesco Tagliavia a Firenze recita:
Trattativa ci fu, sia pure in un primo momento, per cercare di fermare le stragi.
Precisiamo che le stragi non furono fermate e che i nostri figli sono morti nel peggiore dei modi arsi vivi e seppelliti sotto quintali di detriti.
Rispetto a quelle morti atroci chi non ha peccati penali, ne ha di sicuro morali e nessuno deve quindi tirarsi indietro davanti alle proprie responsabilità.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2203  del 
24/04/2013
Visti i vari processi che da qui a fine Maggio andranno ad iniziare su soggetti mafiosi, che nelle stragi del 1993 si sono impegnati a fornire e a con..... Apri
Visti i vari processi che da qui a fine Maggio andranno ad iniziare su soggetti mafiosi, che nelle stragi del 1993 si sono impegnati a fornire e a conservare l'esplosivo usato nelle stragi , la nostra attenzione, in questi giorni, è focalizzata su quella che fu la miscela esplosiva di via dei Georgofili.
Quelli di via dei Georgofili erano 277 chili di esplosivo che riteniamo molto costosi, viste le sue componenti, esplosivo in parte recuperato in fondo al mare, giusto da uomini come D'amato Cosimo, l'ultimo mafioso in ordine di tempo incriminato per l'attentato di via dei Georgofili, sotto processo con rito abbreviato a iniziare dal 21 Maggio prossimo.
Una domanda che su l'esplosivo di via dei Georgofili, preme, visto che deve essere costato molto in termini monetari, questo per forza di cose, è quali indagini si saranno fatte nel corso di questi 20 anni per capire se la considerevole cifra spesa per l'esplosivo usato, sia transitata in un qualsiasi conto corrente bancario.
Sicuramente, la Procura di Firenze ai tempi di Gabriele Chelazzi era molto attiva e non abbiamo dubbi ci siano state indagini a 360 gradi.
Comunque auspichiamo che nei preannunciati processi degli uomini legati all'esplosivo di via dei Georgofili si parli anche dei canali finanziari che hanno eventualmente contribuito all'operazione scellerata al tritolo nel cuore di Firenze, o capire invece se la mafia ha usato soldi in contanti passati di mano in mano.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2205  del 
25/04/2013
25 APRILE: ASS.GEORGOFILI, BENE BOLDRINI, VIA SEGRETO STATO

FIRENZE, 25 APR - "Apprezziamo molto le parole del Presidente della Camera B.....
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25 APRILE: ASS.GEORGOFILI, BENE BOLDRINI, VIA SEGRETO STATO

FIRENZE, 25 APR - "Apprezziamo molto le parole del Presidente della Camera Boldrini mentre dice che andrebbe eliminato il segreto di Stato dalle stragi di mafia e terrorismo. Sono 20 anni che noi lo diciamo e molti altri prima di noi hanno invocato la piena circolazione dei documenti che porterebbero alle verita' sulle stragi mafiose terroristiche eversive".
Lo scrive stasera in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Il problema e' che il segreto di Stato sulle stragi non esiste, almeno su quelle del 1993 nessun segreto di Stato", prosegue Maggiani Chelli, "esistono invece cassetti chiusi e bocche cucite anche di uomini dello Stato e il problema e' tutto li', nella mancanza di volonta' politica di addivenire ad una qualunque verita' sulle stragi mafiose del 1993".(ANSA)
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COMUNICATO
2204  del 
25/04/2013
Apprezziamo molto le parole del Presidente della Camera Boldrini mentre dice che andrebbe eliminato il segreto di Stato dalle stragi di mafia e terror..... Apri
Apprezziamo molto le parole del Presidente della Camera Boldrini mentre dice che andrebbe eliminato il segreto di Stato dalle stragi di mafia e terrorismo.
Sono 20 anni che noi lo diciamo e molti altri prima di noi hanno invocato la piena circolazione dei documenti che porterebbero alle verità sulle stragi mafiose terroristiche eversive.
Il problema è che segreto di Stato sulle stragi non esiste, almeno su quelle del 1993 nessun segreto di Stato, esistono invece cassetti chiusi e bocche cucite anche di uomini dello Stato e il problema è tutto li: nella mancanza di volontà politica di addivenire ad una qualunque verità sulle stragi mafiose del 1993.
E il silenzio omertoso è unanime, trasversale a tutto l'arco costituzionale, c'è chi nega persino di aver saputo qualcosa su passaggi da 41 a carcere normale nel 1993, infatti documenti su questo specifico argomento sono venuti alla luce dopo 20 anni, mentre molti altri documenti ancora sicuramente non sono stati consegnati alle procure e ci possiamo giurare che non sono secretati.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2206  del 
26/04/2013
I nostri malati gravi a causa del tritolo del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, ogni giorno hanno vari sbalzi di pressione, un buona pillola, qual..... Apri
I nostri malati gravi a causa del tritolo del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, ogni giorno hanno vari sbalzi di pressione, un buona pillola, qualche diuretico e tutto si normalizza.
Certo con spaventi quotidiani per noi i parenti dei malati.
Quindi appena ristabilito il 120 80 di pressione a Bernardo Provenzano torni in carcere a 41 bis, senza farla tanto lunga.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2208  del 
27/04/2013
"Il governo? Non si deve fare a tutti i costi".
Sarebbe quanto questa mattina il segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani avr.....
Apri
"Il governo? Non si deve fare a tutti i costi".
Sarebbe quanto questa mattina il segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani avrebbe detto al premier incaricato Enrico Letta.
E' una buona notizia, non c'è verso.
Fra pochi giorni saranno 20 anni che invochiamo la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, il governo che secondo le premesse che passano attraverso i media sta per nascere in queste ore, non ci promette nulla di buono, sul fronte della lotta alla mafia, troppa "trattativa vecchia maniera piuttosto che attenzione ai bisogni di tutti noi, quindi contrariamente al nostro comportamento schivo verso le questioni politiche, ci pronunciamo e auspichiamo che abbia ragione il dimissionario Bersani.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2209  del 
27/04/2013
(AGENPARL) - Firenze, 27 apr - "Il governo? Non si deve fare a tutti i costi".
Sarebbe quanto questa mattina il segretario dimissionari.....
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(AGENPARL) - Firenze, 27 apr - "Il governo? Non si deve fare a tutti i costi".
Sarebbe quanto questa mattina il segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani avrebbe detto al premier incaricato Enrico Letta. E' una buona notizia non c'è verso. Fra pochi giorni saranno 20 anni che invochiamo la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, il governo che secondo le premesse che passano attraverso i media sta per nascere in queste ore, non ci promette nulla di buono, sul fronte della lotta alla mafia, troppa "trattativa vecchia maniera piuttosto che attenzione ai bisogni di tutti noi, quindi contrariamente al nostro comportamento schivo verso le questioni politiche, ci pronunciamo e auspichiamo che abbia ragione il dimissionario Bersani.
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA AGENPARL
2210  del 
28/04/2013
www.agenparl.it/.../20130428-spari-p-chigi-ass-familiari-vittime-georgofili...

16 ore fa ? ... 28 apr - "Non ci piacciono le minacce ai.....
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www.agenparl.it/.../20130428-spari-p-chigi-ass-familiari-vittime-georgofili...

16 ore fa ? ... 28 apr - "Non ci piacciono le minacce ai politici con le conseguenze... ha già pagato un prezzo alto nel 1993, e noi i parenti di morti e feriti, ...
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COMUNICATO
2211  del 
28/04/2013
Non ci piacciono le minacce ai politici con le conseguenze che ne conseguono.
L'ultima volta che in Italia sono stati minacciati politici, p.....
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Non ci piacciono le minacce ai politici con le conseguenze che ne conseguono.
L'ultima volta che in Italia sono stati minacciati politici, poi sono morti i nostri figli e ancora non è chiaro se i nostri parenti più cari siano stati sacrificati nel bel mezzo di una trattativa.
Chiediamo attenzione a chi di dovere, perchè il Paese ha già pagato un prezzo alto nel 1993 e noi, i parenti di morti e feriti, un prezzo troppo alto, in nome e per conto di una politica che non guarda in faccia a nessuno per i propri tornaconti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazine tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2212  del 
01/05/2013
1 Maggio 2103 Festa del Lavoro.

Dopo la nomina dei Ministri, la corsa ai Sottosegretariati ancora una volta ci fa pensare alle nostre vittim.....
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1 Maggio 2103 Festa del Lavoro.

Dopo la nomina dei Ministri, la corsa ai Sottosegretariati ancora una volta ci fa pensare alle nostre vittime del terrorismo mafioso del 1993.
Noi abbiamo invalidi del terrorismo mafioso del 1993, che secondo legge avrebbero diritto ad un posto di lavoro subito, ma ostacoli di ogni tipo gli impediscono di trovare una qualsiasi collocazione lavorativa, non parliamo poi degli invalidi all'80% della capacità lavorativa che non possono lavorare, per quelli non si trovano neppure tre pensioni come previsto dalla legge 206 del 2004.
Polemicamente potremmo provare a proporre un Sottosegretariato alle vittime delle stragi mafiose terroristiche del 1993, sette stragi in meno di un anno, ma ci limitiamo a dire a chi di dovere: vergogna 20 anni dopo, per la grande abbuffata sul sangue di 5 morti e 48 feriti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2213  del 
01/05/2013
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,PROPONIAMO VICEMINISTRO VITTIME STRAGI MAGGIANI CHELLI, NOSTRI INVALIDI NON HANNO LAVORO NE' PENSIONI

FIRENZE, 1 M.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,PROPONIAMO VICEMINISTRO VITTIME STRAGI MAGGIANI CHELLI, NOSTRI INVALIDI NON HANNO LAVORO NE' PENSIONI

FIRENZE, 1 MAG - "Primo maggio 2103, Festa del Lavoro.Dopo la nomina dei Ministri,la corsa ai Sottosegretariati ancora una volta ci fa pensare alle nostre vittime del terrorismo mafioso del 1993. Noi abbiamo invalidi del terrorismo mafioso del 1993 che secondo legge avrebbero diritto ad un posto di lavoro subito, ma ostacoli di ogni tipo impediscono di trovare una qualsiasi collocazione lavorativa. Non parliamo poi degli invalidi all'80% della capacita' lavorativa che non possono lavorare, per quelli non si trovano neppure tre pensioni come previsto dalla legge 206 del 2004".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Polemicamente - aggiunge - potremmo provare a proporre un Sottosegretariato alle vittime delle stragi mafiose e terroristiche del 1993, sette stragi in meno di un anno, ma ci limitiamo a dire a chi di dovere: 'Vergogna', 20 anni dopo, per la grande abbuffata sul sangue di 5 morti e 48 feriti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993". (ANSA)
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COMUNICATO
2214  del 
03/05/2013
A pochi giorni dal 20imo anniversario della strage di via dei Georgofili, mentre alacremente stiamo preparando le nostre manifestazioni per il 27 Magg..... Apri
A pochi giorni dal 20imo anniversario della strage di via dei Georgofili, mentre alacremente stiamo preparando le nostre manifestazioni per il 27 Maggio, leggendo il Corriere della Sera a firma Sigfrido Ranucci non sappiamo se piangere o sorridere.

Non sappiamo se piangere per tutti quegli sforzi che abbiamo fatto in questi 20 anni affinchè, spronando chi di dovere, il famigerato Matteo Messina Denaro entrasse nelle patrie galere e definitivamente si capisse che Matteo Messina Denaro è soprattutto "l'Autore" interno a "cosa nostra" per le stragi del 1993, le stragi con le quali la mafia corleonese ha giocato al rialzo nella trattativa Stato mafia.

Oppure non sappiamo se ridere al pensiero delle manifestazioni che andremmo a compiere noi stessi e ad assistere a quelle di altri che desiderano ricordare i 20 anni della strage di via dei Georgofili, in un clima che ci fa chiaramente capire quanto alla mafia "cosa nostra" delle manifestazioni antimafia non gliene possa importare di meno, tanto continua ad avere i suoi appoggi ben sistemati in Parlamento.

Una cosa è certa, cosa fare oltre il piangere o il ridere per la rosea situazione di Matteo Messina Denaro lo sappiamo benissimo e sarà la denuncia da qui al 27 Maggio prossimo, per le macroscopiche coperture politiche di cui gode Matteo Messina Denaro, perchè solo queste possono essere il motivo della sua latitanza alla faccia dei nostri morti e dei nostri invalidi.

Inutile sperticarsi dagli scranni del Parlamento e dai "teatrini" televisivi al grido di " la priorità ora è la salvezza del Paese", il Paese non sarà mai salvo, qualunque governo siederà ai tavoli, fino a quando la mafia potrà contare su quell'incredibile pendolo che oscilla sempre più basso sulla testa di tutti noi, che è la latitanza di Matteo Messina Denaro.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2215  del 
04/05/2013
Le condizioni di Bernardo Provenzano secondo bollettini medici stampa si aggraverebbero.
Crisi glicemiche, recidive del tumore alla prostata, gr.....
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Le condizioni di Bernardo Provenzano secondo bollettini medici stampa si aggraverebbero.
Crisi glicemiche, recidive del tumore alla prostata, gravi problemi cardiaci e non scordiamoci dei gravi problemi neurologici, insomma chi più ne ha più ne metta.
Invochiamo il diritto alla privacy, affinchè il linciaggio morale verso i cittadini non abbia ad influire su quel senso di pietà che Provenzano di certo non merita.
E' vecchio, ammalato come milioni di italiani che non sono certo così amorevolmente assistiti dagli organi sanitari, anzi spesso sono al fai da te come troppe delle nostre vittime di Provenzano.
Fra poco ricorderemo i 20 anni da quei massacri, che Provenzano fece eseguire in continente, per noi a Firenze, mandando all'altro mondo i nostri figli, pertanto chiediamo che ci sia data notizia solo della morte di Provenzano, perché il resto è ordinaria amministrazione nella vita di ogni uomo anziano e di ogni malato.
La prigione a 41 bis è stata una scelta di vita di Provenzano, altrimenti parlerebbe e ci direbbe chi gli ha consigliato via dei Georgofili e la Torre de Pulci per le sue scorribande.

Giovanna Maggiani Chelli Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2216  del 
05/05/2013
Troppi "utili idioti ", sono all'opera in questo periodo di anniversari.
Ci riferiamo nello specifico alla "finta" bomba.....
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Troppi "utili idioti ", sono all'opera in questo periodo di anniversari.
Ci riferiamo nello specifico alla "finta" bomba infilata in un sacchetto di patatine, con all'interno del sacchetto stesso dell'alcool, ordigno quasi innocuo, posizionato ancora una volta alla scuola Morvillo Falcone a Brindisi, istituto dove il 19 Maggio dell'anno scorso sono state fatte esplodere da un altro probabile "utile idiota" bombole di gas .
Il liquido infiammabile in un contenitore, ha spiegato Giovanni Brusca nei processi dove ha testimoniato quale collaboratore di giustizia, è segno di grande intimidazione mafiosa.
Ci permettiamo di insistere nel fare memoria per questi episodi gravissimi e preghiamo ancora una volta di prendere in considerazione "gli utili idioti" di turno perchè cominciano ad essere un po' troppi.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2217  del 
05/05/2013
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili vicina alla famiglia di Agnese Borsellino, ricorda con dolore, p..... Apri
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili vicina alla famiglia di Agnese Borsellino, ricorda con dolore, per la prematura scomparsa, la moglie del Magistrato ucciso dalla mafia "cosa nostra".
In questi anni la testimonianza della vedova Borsellino è stata molto importante e crediamo determinante per capire quanto il Giudice nei giorni che hanno preceduto la sua morte fosse cosciente del pericolo corso ma mai avesse fatto un passo indietro sicuro di essere nel giusto nel cercare di impedire con ogni mezzo una trattativa ignobile.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
2218  del 
09/05/2013
http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/dossier/accadde-il-9-maggio/l-ombra-della-trattativa-su-via-dei-georgofili.aspx

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http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/dossier/accadde-il-9-maggio/l-ombra-della-trattativa-su-via-dei-georgofili.aspx


L'ombra della "trattativa" su via dei Georgofili
09/05/2013


Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, all'1,04, esplode un'autobomba. Siamo in pieno centro storico di Firenze, a due passi dalla Galleria degli Uffizi: via dei Georgofili, ai piedi della storica Torre del Pulci.

La macchina, una Fiat Fiorino, era stata imbottita di 250 chili di miscela esplosiva, composta da tritolo (T4), pentrite e nitroglicerina.

La deflagrazione, violentissima, provoca il crollo della Torre e devasta il centro storico per un'estensione di ben 12 ettari. Un impatto che è stato definito "bellico".

Le vittime sono cinque: Caterina Nencioni di 50 giorni, Nadia Nencioni di 9 anni, Angela Fiume di 36, Fabrizio Nencioni di 39, Dario Capolicchio di 22. Un'intera famiglia, i Nencioni, che risiedeva nella Torre perché Angela Fiume era la custode dell'Accademia dei Georgofili, che vi aveva la sede. Dario Capolicchio, invece, studente di architettura a Firenze, muore trasformato in una torcia umana dentro casa sua, nel palazzo di fronte alla Torre.

I feriti sono 48, moltissime famiglie rimangono senza tetto. Oltre agli Uffizi, vengono danneggiati diversi edifici d'interesse storico-artistico. Si perdono per sempre capolavori e preziosi documenti, ma soprattutto cinque vite.

In breve, le indagini individuano gli esecutori dell'attentato negli appartenenti a Cosa nostra. Dopo un lungo iter processuale vengono comminati 15 ergastoli, confermati in via definitiva dalla Cassazione il 6 maggio 2002.

Una parte della verità, quindi, è stata accertata. Solo una parte, però. L'associazione dei familiari delle vittime continua a chiedere di andare fino in fondo, alla verità. Specie per quegli aspetti che non sono mai stati chiariti, ossia ad esempio chi furono i mandanti. E con chi si "alleò" Cosa nostra nel piano stragista-eversivo di quegli anni.

Via dei Georgofili (come sottolinea l'avvocato Fabio Repici nel video del presente dossier) è solo una delle "tappe" di quella strategia, che comincio nel marzo 1992 con l'omicidio dell'on. Dc Salvo Lima e si concluse all'inizio del mancato attentato dinamitardo allo stadio Olimpico di Roma, che doveva avvenire nel gennaio 1994.

Una brutta storia che sembra legarsi, col procedere delle indagini (ancora tutte aperte) e dei processi, sempre più alla questione della Trattativa fra lo Stato e la mafia, avvenuta in quegli stessi anni.

«Vi sono 150 persone che sono state a vario titolo toccate dalla strage», dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili. «Ancora dopo 20 anni non riusciamo ancora a dire e a scrivere tutto quello che sappiamo e che abbiamo capito. Perché ancora non ci sono le sentenze che lo confermano».

- Quali sono i punti fermi?

«Che è stata Cosa nostra a mettere in atto l'attentato. L'imput venne da Riina, Provenza e i Graviano. Lo confermano 15 ergastoli definitivi. Però, dai processi, emergono altre cose: ad esempio che la bomba aveva a che fare con la trattativa in corso fra lo Stato e la mafia. E che la trattativa ci fu. Non solo. Guardando a ciò che emerge anche dall'inchiesta della Procura di Palermo ? il relativo processo inizierà fra poche settimane ? fu lo Stato a cercare la mafia per fermare le stragi».

- Chi potrebbe dare decisivo un contributo di verità?

«Quegli stessi uomini politici che sono stati rinviati a giudizio a Palermo, uno dei quali proprio per falsa testimonianza. Ma anche altri deputati ed esponenti dei partiti che finora hanno nascosto ciò che sanno, o si sono rifugiati nei "non so e non ricordo"».

- Non fu il primo caso in cui lo Stato si relazionò in qualche modo alla mafia.

«No, è vero. Ma non crediamo al fatto che le nostre istituzioni si misero a trattare con Cosa nostra solo per salvare la vita ad alcuni politici che la mafia voleva eliminare. Vogliamo sapere qual è la vera ragione del cedimento dello Stato. Qual è il segreto inconfessabile? Speriamo che qualcosa di nuovo emerga dal processo di Palermo, dove ci costituiremo parte civile».

- Per le famiglie che sono state colpite da fatti tanti gravi, quanto conta ottenere verità e giustizia?

«Ha un valore enorme. Quei fatti ci hanno cambiato la vita per sempre. Tutte quelle famiglie oggi hanno figli. Vogliamo consegnare loro la verità perché solo questo può dare una pacificazione e una qualche serenità. Il terrorismo ti paralizza. Quello che ti è accaduto ti dà terrore se non sai perché è avvenuto. Perciò conoscere i fatti e i moventi, fino in fondo, è di vitale importanza».

Luciano Scalettari
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10/05/2013
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9/5/2013 - Intervento d.....
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9/5/2013 - Intervento di G.M.Chelli al Senato
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COMUNICATO
2220  del 
10/05/2013
Il giorno 13 maggio p.v. alle ore 15 presso la sala dei Consoli della Biblioteca Comunale di Palagio di parte Guelfa- Piazzetta di parte Guelfa - Fire..... Apri
Il giorno 13 maggio p.v. alle ore 15 presso la sala dei Consoli della Biblioteca Comunale di Palagio di parte Guelfa- Piazzetta di parte Guelfa - Firenze - l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili indice una conferenza stampa per illustrare il programma inerente le manifestazioni del 27 Maggio p.v.

Verrà altresì in quell'occasione illustrata la mostra fotografica curata dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in collaborazione con il collettivo d'Ateneo Studenti di Sinistra.
Per due settimane a partire da lunedì 13 maggio, oltre dieci luoghi pubblici della città di Firenze ospiteranno infatti la mostra fotografica "Firenze, via dei Georgofili: 27 maggio 1993, ore 1:04".

Si prega di partecipare ringraziando fin d'ora per la collaborazione.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2221  del 
11/05/2013
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Magistratura in queste ore difficili.
Quando nel 1993 in via dei Georgofili all'1.04 è esploso u.....
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Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Magistratura in queste ore difficili.
Quando nel 1993 in via dei Georgofili all'1.04 è esploso un pulmino pieno di tritolo di matrice chiaramente mafiosa, provocando 5 morti e 48 feriti, il Paese era come oggi nella stessa situazione di grande difficoltà.
I Governi in carica non riuscivano più a garantire i cittadini, gli esecutivi si succedevano a raffica con formule sbagliate in cui il volere dell'elettorato aveva avuto poco conto e noi abbiamo pagato un prezzo altissimo con 5 morti e 48 feriti.
La magistratura sono 20 anni che combatte su di un fronte caldissimo per dare giustizia alle vittime, tirare oggi i giudici per la giacchetta in una manifestazione come quella di Brescia, in un momento in cui fra Firenze, Palermo e Caltanissetta sono 5 i processi in corso per condannare chi nel 1992 - 1993 - 1994 ha usato tritolo a buon mercato, non fa bene a nessuno.
Invochiamo, pertanto, ancora una volta l'indipendenza e l'autonomia della magistratura.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2222  del 
11/05/2013
BERLUSCONI: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A MAGISTRATURA

Roma, 11 mag. (Adnkronos) - "Esprimiamo tutta la nostra solidarieta.....
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BERLUSCONI: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A MAGISTRATURA

Roma, 11 mag. (Adnkronos) - "Esprimiamo tutta la nostra solidarieta' alla magistratura in queste ore difficili". Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione famigliari vittime di via dei Georgofili. "Sono 20 anni che la magistratura combatte su di un fronte caldissimo per dare giustizia alle vittime. Tirare oggi i giudici per la giacchetta in una manifestazione come quella di Brescia, in un momento in cui fra Firenze, Palermo e Caltanissetta sono 5 i processi in corso per condannare chi nel '92, '93 e '94 ha usato tritolo a buon mercato, non fa bene a nessuno. Invochiamo, pertanto, ancora una volta l'indipendenza e l'autonomia della magistratura"
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COMUNICATO
2224  del 
13/05/2013
Onde evitare inutili malintesi, si allega la lettera inviata ai 4 Sindaci delle città colpite dalle stragi nel 1993.
Alleghiamo la lettera inviat.....
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Onde evitare inutili malintesi, si allega la lettera inviata ai 4 Sindaci delle città colpite dalle stragi nel 1993.
Alleghiamo la lettera inviata al Signor Sindaco del Comune di Firenze, di eguale tenore è stata inviata anche ai sindaci di Palermo, Roma e Milano.
Confermiamo quanto riferito alle agenzie di stampa dall'Assessore Giachi sulle manifestazioni indette dal Comune di Firenze per l'anniversario della strage di via Georgofili, alle quali noi parteciperemo in quanto invitati e per questo ringraziamo il Comune di Firenze, ciò non toglie che la nostra lettera non ha avuto risposte e da qui "l'assordante silenzio" su di un convegno che ogni anno riproponiamo, da troppo tempo, proposta sempre disattesa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


Firenze, lì 7 Marzo 2013

Egr. Dott. Matteo Renzi
Sindaco del Comune di Firenze

Illustrissimo Signor Sindaco,

il prossimo 27 maggio ricorrerà il ventesimo anniversario della strage di Via dei Georgofili a Firenze e, nel tentativo di esaudire finalmente il desiderio del magistrato Gabriele Chelazzi, che per tanti anni lo aveva voluto, vorremmo riunire a Firenze, in una data così significativa ed importante, i quattro sindaci delle città teatro delle terribili stragi del biennio 1992-1993, Palermo, Firenze, Milano e Roma.

Saremmo quindi particolarmente onorati di poter contare sulla Sua partecipazione al convegno che organizzeremo in ricordo della strage, la cui data, da fissarsi in uno dei giorni della settimana che precedono l'anniversario stesso (settimana dal 20 al 26 maggio 2013), è ancora da individuare definitivamente in quanto il medesimo anniversario cade quest'anno nella notte fra la domenica e il lunedì.

La prego pertanto di voler considerare l'idea di accettare il nostro invito comunicandoci le date a Lei più consone nei giorni intercorrenti fra il 23 e il 26 maggio al fine di permetterci la scelta più idonea alla Sua partecipazione, sottolineando che la scelta del giorno 26 maggio (mattina o pomeriggio) sarebbe sicuramente la migliore e la più aderente alla circostanza.

Ci pregiamo informarLa che, come ogni anno, inviteremo al convegno la magistratura e le autorità cittadine e, a governo formato, contatteremo, al fine di una loro eventuale partecipazione, le massime istituzioni dello Stato. L'invito a suo tempo inoltrato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha potuto essere accettato in quanto a quella data il Presidente risulterà già dimissionario e non crediamo che il suo successore sarà già stato nominato.

Nell'attesa di un Suo cortese riscontro, rimaniamo a disposizione per ogni eventuale ed ulteriore chiarimento e cogliamo l'occasione per porgere i più cordiali saluti

Il Presidente dell'Associazione
Giovanna Maggiani Chelli
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15/05/2013
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Selezione di foto dalla mostra dal 13 al 27 maggio 2013 in .....
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Selezione di foto dalla mostra dal 13 al 27 maggio 2013 in 14 luoghi a Firenze.

La locandina
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2226  del 
16/05/2013


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14/05/2013 intervento a montecatini
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COMUNICATO
2227  del 
19/05/2013
Come annunciato nella conferenza stampa del 13 Maggio u.s. ieri sera alle ore 21 alla Romola i familiari delle vittime della strage di via dei Georgof..... Apri
Come annunciato nella conferenza stampa del 13 Maggio u.s. ieri sera alle ore 21 alla Romola i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili hanno ricordato tutte le vittime della strage di via dei Georgofili.

Riportiamo in grandi linee l'intervento di Maggiani Chelli alla Romola paese che ha dato i natali alla piccole Nencioni e dove la famiglia è sempre vissuta, prima di essere massacrata in via dei Georgofili a Firenze.
Alla Romola con il contributo della Regione Toscana, del Comune di San Casciano e di tutte le realtà del luogo, quali scuola, musicisti e teatro, sono state date dalla Signora maggiani Chelli delucidazioni sul programma che si svolgerà a Firenze per il ventesimo della strage : .

Il 24 Maggio presso la Biblioteca degli Uffizi incontro dei Magistrati di Firenze con gli studenti che hanno lavorato con l'Associazione in un percorso di informazione sul massacro di via dei Georgofili
E' stata invitata il Ministro della pubblica istruzione se ne attende domani in giornata la conferma.

Il 26 Maggio In regione Toscana Piazza Duomo un convegno sulla Memoria attraverso la consegna di una targa da parte dell'Associazione a quanti all'1,04 del 27 Maggio 1993 corsero a soccorrere i feriti e a scavare per estrarre il morti dalle macerie.
Targa che testimonierà che la strage c'è stata, toccata con mano da tanti, e strage dimenticata , ricordata solo il decimo e il ventesimo anniversario , ricordata quest'anno in una ridda di manifestazioni che auspichiamo non sia una corsa a chi fa di più.
Siamo infatti guardinghi come sempre viste le troppe carriere costruite sulle vittime della strage di via dei Georgofili, per le quali invece non è stato fatto quasi nulla se non ampie azioni intrise di retorica, infatti ancora oggi non c'è verità completa sulla strage, solo belle parole, e pacche sulle spalle, così come le vittime sono ancora in attesa della giusta applicazione economica per le leggi che le riguardano.
In troppi si riempiono la bocca con i nomi dei morti, scanditi chiari e forti, ma stanno ben lontani dal reale senso di giustizia, per mancanza di fondi si dice e per mancanza di possibilità di intervento, ma le vittime però sono ampiamente strumentalizzate negli appuntamenti che per il sistema contano.
Messa in risalto ancora una volta la mancanza delle massime istituzioni anche per i 20 anni dalla strage, fatto salvo per l'ex Procuratore Nazionale Antimafia sempre venuto a Firenze per tutto il suo mandato di PNA, ed oggi Presidente del Senato.Il quale ancora una volta a dichiarato che sarà sempre con noi.

Il 26 maggio in Piazza Signoria, premiazione degli studenti che hanno concorso al manifesto del ventesimo anniversario della strage, e la messa in scena della "Tosca, opera lirica di Puccini dove l'arroganza e il salvacondotto sono il filo conduttore dell'opera.

La Presidente dell'Associazione ha messo in rilievo l'importanza di manifestazioni come quella della Romola, che nascono nella semplicità di contesti sani, dove la solidarietà e il ricordo hanno un senso per tutti, dove mancano gli opportunismi più sfrenati che aspettano ritorni, e dove purtroppo la stampa non arriva a dire che lì la verità la vogliono davvero, e non solo per farlo scrivere sulle agenzie di stampa, ma la voce dei giusti è troppo debole.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2228  del 
21/05/2013
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, SARA' CONDANNA 'MUTILATA'

FIRENZE, 21 MAG - Durante il processo a Cosimo D'Amato.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, SARA' CONDANNA 'MUTILATA'

FIRENZE, 21 MAG - Durante il processo a Cosimo D'Amato, il pescatore siciliano accusato di aver fornito il tritolo per le stragi mafiose del 1993, in aula c'era "un convitato di pietra, il rito abbreviato, che vuol dire aggirare l'ostacolo dell'ergastolo anche per strage: niente 41 bis".
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della Strage dei Georgofili.
"Nel 2001 - ricorda la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli - i 15 mafiosi rei di strage per via dei Georgofili chiesero il rito abbreviato. Non gli fu concesso, dopo le nostre rimostranze, grazie a un decreto approvato dal governo in 48 ore. Oggi i tempi sono cambiati e la sensibilizzazione verso il massacro di via dei Georgofili si e' ridotta di parecchio, vige molto la retorica e poco il ricordo. Il rito abbreviato e' da noi ingoiato forzatamente".(ANSA)
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COMUNICATO
2229  del 
22/05/2013
Tentativi di dimezzare la pena per il reato di associazione mafiosa per favorire uomini che con la mafia vanno a braccetto; il tormentone più vergogno..... Apri
Tentativi di dimezzare la pena per il reato di associazione mafiosa per favorire uomini che con la mafia vanno a braccetto; il tormentone più vergognoso attraverso le condizioni di salute di Provenzano per poter in un modo, neppure tanto velato,di abolire il 41 bis; mafiosi come D'Amato Cosimo, secondo la Procura di Firenze rei di strage, per il quale si è tranquillamente accettato di giudicarlo con rito abbreviato, come se avesse rubato una cassetta di mele e non 1000 chili di esplosivo al T4.
Leggi per la tutela delle vittime come la 206 ancora da applicare fino in fondo, parti civili in attesa di comprendere perché sono state lasciate fuori dai processi.
Così si presenta il ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili.
Mentre da un lato si preparano le più disparate manifestazioni in nome della memoria e del ricordo affinché quello che è avvenuto il 27 Maggio del 1993 non succeda più, educando alla legalità anche i bambini di sei anni, dall'altro si fa di tutto affinché i mafiosi rei di strage stiano bene, possano uscire dal carcere quanto prima e come si dice tutto si normalizzi.
Si cerca insomma di far dimenticare la barbarie politica di questi 20 anni espressa chiaramente nel tritolo della notte del 27 Maggio 1993, cercando di dare da intendere che tutto è cambiato che è arrivato il nuovo, un nuovo che ancora una volta però guarda troppo poco alle vittime della mafia terrorista eversiva, un nuovo che vuole guardare avanti mettendo sotto il tappetto buono come fastidiosa polvere quei 1000 chili di tritolo toccato a pochi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2230  del 
22/05/2013
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Convegno del 24 maggio 2013:
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Convegno del 24 maggio 2013: La locandina
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2232  del 
22/05/2013
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Video: Dai TG del 27 maggio 1994
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COMUNICATO
2233  del 
22/05/2013
Ci preme rispondere alle dichiarazioni rilasciate dal proc. Nicolosi all'Ansa, secondo le quali "per quanto abbiamo accertato la revoca dei ..... Apri
Ci preme rispondere alle dichiarazioni rilasciate dal proc. Nicolosi all'Ansa, secondo le quali "per quanto abbiamo accertato la revoca dei 41 bis decisa dal Ministro della Giustizia Giovanni Conso, fu indifferente rispetto ai desiderata di Cosa Nostra. Non c'era praticamente e nessuno a cui potesse interessare".
E' stato il Prof. Conso, non un altro a dire: "ho revocato quei 41 bis, l'ho fatto in solitudine, per fermare le stragi".

Detto questo, il 27 maggio 1993 a Firenze c'erano stati 5 morti e 48 feriti e la mano assassina fu quella dei capi della mafia. Ogni 41 bis avrebbe dovuto essere rinnovato nel mese di novembre dello stesso anno 1993, altrimenti sarebbe voluto dire che quei 5 morti erano già stati buttati nel dimenticatoio, al di là di ogni accertamento, al di là di ogni valutazione di oggi. In quel momento, i morti erano ancora caldi. E di sicuro alla mafia non andava fatto nessun regalo.
Resta dunque una responsabilità morale grande come una casa per un Guardasigilli, Conso, il quale del resto, lo ripetiamo, ha ammesso lui stesso di aver "agito in solitudine per fermare le stragi"; la responsabilità morale di chi agì e sbagliò, anche se in solitudine.

Speriamo quindi che i processi di Palermo servano a chiarire questo grande dubbio, ma di sicuro possiamo affermare una cosa, che magari resta al di là di ogni responsabilità penale.

Giovanna maggini Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2234  del 
22/05/2013
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20^ anniversario
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COMUNICATO
2235  del 
23/05/2013
Non poteva che andare così:
sabato 25 Maggio 2013 a due giorni dal ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili,la strage del 41 bis.....
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Non poteva che andare così:
sabato 25 Maggio 2013 a due giorni dal ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili,la strage del 41 bis, lotta dura contro il regime detentivo speciale per i mafiosi rei di strage eversiva.
Noi continuiamo a pensare malgrado le riserve di molti, ma non del giudice di primo grado della sentenza Tagliavia, che il 41 bis possa aver inciso eccome sul massacro dei nostri figli in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
Sabato a Parma, dove sta Provenzano il malato per antonomasia, sabato prossimo si marcerà contro il 41 bis.
Non poteva che andare così, lo ripetiamo, è troppo forte la banda dei normalizzatori delle stragi del 1993 i quali, attraverso la negazione del 41 bis quale movente mafioso per l'utilizzo di 1000 chili di tritolo e difensori di Provenzano nel quotidiano, attraverso la denuncia della sua cagionevole salute, stanno tentando di favorire la mafia.
Ne sono coscienti? Ci auguriamo di no.
Le prossime ore ci sveleranno il mistero, noi intanto continuiamo a dire che ci sta come un paio di scarpe nuove che il 41 bis, i passaggi da 41 bis a carcere normale abbiano inciso sulla morte dei nostri figli.
Speriamo ce lo dica meglio la procura di Palermo con il processo trattativa Stato mafia, perché di carnefici mafiosi difesi a destra e a manca per salvare ben altri, non ne possiamo più.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2236  del 
24/05/2013
Un vecchio signore con una papalina in testa che potrebbe essere chiunque, ma questo ha poca importanza, è apparso in un video in TV, mentre in preda ..... Apri
Un vecchio signore con una papalina in testa che potrebbe essere chiunque, ma questo ha poca importanza, è apparso in un video in TV, mentre in preda ad un linguaggio farneticante,presumibilmente stava all'interno di un carcere .
Poteva essere Bernardo Provenzano il boia di via dei Georgofili, così come poteva essere chiunque.
Ed ecco il fior fiore del giornalismo e della politica invocare uno Stato più umano verso la mafia corleonese che nel 1993 ha messo l'Italia a ferro e fuoco.
Per domani 25 Maggio 2013 a Parma, città nel cui carcere è detenuto Bernardo Provenzano, si terrà un corteo nazionale , bloccando la città, giusto contro il 41 bis regime al quale nella città emiliana è detenuto Bernardo Provenzano.
A 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, strage senza verità completa, la strage del 41 bis, movente in queste ore messo in discussione anche dalla procura di Firenze, dopo quattro anni di processi che hanno condannato la mafia per aver eseguito la strage di via dei Georgofili proprio per il 41 bis
Forze dirompenti stanno forse tentando di dare una spallata all'unica roccaforte che disturba "cosa nostra": il carcere dal quale non si possono dare ordini di morte e di condizionamento del voto.
Pare che, in una sorta di pacificazione nazionale al grido di "volemosse tutti ben" le vittime di via dei Georgofili e tutte quelle che la mafia corleonese stragista ha massacrato vengano gettate come si dice tutte nel "cesso".
Temiamo a questo punto che "cosa nostra " abbia palesato come fece nel 1993 stragi per far abolire il carcere duro, e tanto altro ancora, e come allora si sia corsi ai ripari: trattando.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2237  del 
24/05/2013
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Cerimonia di consegna delle targhe a memoria dell'evento

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2238  del 
24/05/2013
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Programma delle iniziative in collaborazione con Regione Toscana

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NOTIZIA ANSA
2239  del 
24/05/2013
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,PROVENZANO? NON CI SIA NUOVA TRATTATIVA FORZE DIROMPENTI STANNO CERCANDO DI DARE SPALLATA AL 41 BIS

FIRENZE, 24 MAG - &.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,PROVENZANO? NON CI SIA NUOVA TRATTATIVA FORZE DIROMPENTI STANNO CERCANDO DI DARE SPALLATA AL 41 BIS

FIRENZE, 24 MAG - "Temiamo che 'Cosa nostra' abbia palesato, come fece nel 1993, stragi per far abolire il carcere duro e tanto altro ancora, e che, come allora, si sia corsi ai ripari: trattando": cosi' in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime di via dei Georgofili, dopo la diffusione del video con Bernardo Provenzano.
"Un vecchio signore con una papalina in testa che potrebbe essere chiunque, ma questo ha poca importanza, e' apparso in un video in Tv, mentre, in preda ad un linguaggio farneticante, presumibilmente stava all'interno di un carcere. Poteva essere Bernardo Provenzano, il boia di via dei Georgofili, cosi' come poteva essere chiunque", scrive Giovanna Maggiani Chelli criticando chi "invoca uno Stato piu' umano verso la mafia corleonese che nel 1993 ha messo l'Italia a ferro e fuoco".
"Per domani 25 maggio a Parma - spiega Maggiani Chelli - si terra' un corteo nazionale, bloccando la citta', giusto contro il 41 bis regime con il quale nella citta' emiliana e' detenuto Bernardo Provenzano". A 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, aggiunge la presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, "forze dirompenti stanno forse tentando di dare una spallata all'unica roccaforte che disturba 'Cosa nostra': il carcere dal quale non si possono dare ordini di morte e di condizionamento del voto". (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
2240  del 
24/05/2013
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, NESSUNA TRATTATIVA SUL 41 BIS

Firenze, 24 mag. - (Adnkronos) - "Temiamo che 'Cosa Nostra&#.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, NESSUNA TRATTATIVA SUL 41 BIS

Firenze, 24 mag. - (Adnkronos) - "Temiamo che 'Cosa Nostra' abbia palesato, come fece nel 1993, stragi per far abolire il carcere duro e tanto altro ancora, e che, come allora, si sia corsi ai ripari: trattando".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei famigliari delle vittime di via dei Georgofili, dopo la diffusione del video con Bernardo Provenzano. "Un vecchio signore con una papalina in testa - scrive Maggiani Chelli - che potrebbe essere chiunque, ma questo ha poca importanza, e' apparso in un video in Tv, mentre, in preda ad un linguaggio farneticante, presumibilmente stava all'interno di un carcere. Poteva essere Bernardo Provenzano, il boia di via dei Georgofili, cosi' come poteva essere chiunque". Basta con chi "invoca uno Stato piu' umano verso la mafia corleonese che nel 1993 ha messo l'Italia a ferro e fuoco. Per domani 25 maggio a Parma - spiega Maggiani Chelli - si terra' un corteo nazionale, bloccando la citta', giusto contro il 41 bis, regime con il quale nella citta' emiliana e' detenuto Bernardo Provenzano".
A 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, aggiunge la presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, "forze dirompenti stanno forse tentando di dare una spallata all'unica roccaforte che disturba 'Cosa nostra': il carcere dal quale non si possono dare ordini di morte e di condizionamento del voto".
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ARTICOLO
2247  del 
27/05/2013
GEORGOFILI, 20 ANNI DOPO:«A COSA SONO SERVITI I NOSTRI MORTI?»
DI SANDRO ADDARIO - LUNEDÌ, 27 MAGGIO 2013 05:09

Una corona davanti al.....
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GEORGOFILI, 20 ANNI DOPO:«A COSA SONO SERVITI I NOSTRI MORTI?»
DI SANDRO ADDARIO - LUNEDÌ, 27 MAGGIO 2013 05:09

Una corona davanti alla Torre dei Georgofili distrutta dalla bomba il 27 maggio 1993

FIRENZE ? Ore 1.12 di stanotte. Il corteo, silenziosissimo, si muove da Palazzo Vecchio per raggiungere via dei Georgofili. Davanti il Gonfalone di Firenze, seguito dal presidente del SenatoPietro Grasso e dal sindaco Matteo Renzi. Con loro tante autorità ma anche tanta gente comune che non vuole mancare al 20° anniversario della strage del 27 maggio 1993. Qualche minuto di ritardo rispetto all'ora dello scoppio (successe alle 1.04), ma l'importante è esserci. Una corona davanti alla Torre che crollò, momenti di raccoglimento rotto solo dalla chiarine del Gonfalone, molte foto. Poi tutto finisce.

«A cosa sono serviti i nostri morti?» E' la domanda poco prima era risuonata forte nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio davanti a centinaia di persone, ma soprattutto davanti al presidente del Senato e al ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. «I nostri morti - ha tuonato la presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime Giovanna Maggiani Chelli - sono forse serviti per salvare personaggi pubblici della politica e del governo di allora perché avevano tradito la mafia? O forse perché avevano fatto semplicemente il loro dovere, servendo lo Stato?».

E sul tema dell'annullamento del carcere duro per i delitti di mafia, Maggiani Chelli non esita a dire: «A noi non interessano i ragionamenti di quanti dello svuotare le carceri hanno fatto una bandiera. Assistiamo a richieste di annullare l'articolo 41 bis attraverso manifestazioni di piazza strumentali, attraverso video di Bernardo Provenzano che fanno piangere illustri politici e navigati giornalisti davanti a milioni di italiani. Ecco, abbiamo l'impressione di essere svenduti per 30 vili denari».

Stamani intanto - e la data coincidente con l'anniversario della strage di Firenze non è forse un caso - si apre a Palermo il processo sulle trattative Stato-mafia. «Ci costituiremo parte civile ? ha detto ancora Maggiani Chelli ? perché ci chiediamo quali siano state le responsabilità vere tra quelli che volevano fermare le stragi e tra coloro che avevano paura di morire per mano di mafia. Chi si è salvato permettendo che morissero le bambine ed i ragazzi di via dei Georgofili? Queste le nostre domande, ma è venuto il tempo che diventino le domande di tutti, perché è da questi punti interrogativi irrisolti che nasce l'Italia in cui stiamo vivendo».

Un intervento deciso e sofferto quello dei familiari delle vittime, prima del saluto del presidente del Senato e del ministro dell'Istruzione. Grasso ha detto che «Sono stati raggiunti dei risultati non definitivi, ma sono il massimo di quanto si è potuto raccogliere con gli elementi che avevamo a disposizione. E' tempo di agire, sappiamo tante cose, è tempo di intervenire al più presto». Carrozza ha portato la vicinanza del governo, per «farvi sentire - ha detto - che questo impegno ce lo prendiamo tutto, anche se sappiamo che è difficile».

Durante la serata sono stati premiati gli studenti vincitori del concorso grafico dedicato alla memoria della strage. Questi i nomi: Emma Munaò (classe 3A del liceo scientifico dell'istituto Russell Newton di Scandicci) prima classificata. Debora Tempestini e Francesca Zhu, classe 4A del liceo linguistico Serve di Maria di Firenze. Giovanna Qu, classe 4ª Igea di San Marcello Pistoiese. Danny Risaliti, classe 4ª Istituto alberghiero Martini di Montecatini Terme.

È stata quindi offerta al pubblico un'applauditissima recita della Tosca di Puccini. Ha suonato l'orchestra Nuova Europa direttore Alan Freiles Mignatta, con il Coro di Montughi diretto da Enrico Rotolo e il coro voci diretta da Viviana Apicella. Regia di Alessandra Badalà. Qualche momento di preoccupazione nel finale, perché si stavano avvicinando le 1.04, ora della strage, e molti guardavano l'orologio. Gli artisti, tutti molto bravi, non hanno potuto avere tutti gli applausi che meritavano.
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COMUNICATO
2241  del 
28/05/2013
SETTE STUDENTI SU DIECI NON SANNO NULLA DI STRAGI?
SIAMO BASITI MA DIFENDIAMO IL NOSTRO OPERATO

L'associazione: "I tre su die.....
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SETTE STUDENTI SU DIECI NON SANNO NULLA DI STRAGI?
SIAMO BASITI MA DIFENDIAMO IL NOSTRO OPERATO

L'associazione: "I tre su dieci che sono ben informati, lo sono grazie a noi e i magistrati di Firenze.
Chi parla con gli altri si deve assumere le proprie responsabilità".

Abbiamo visto il video con le interviste ai ragazzi del Polo Universitario di Novoli; abbiamo letto e ascoltato, per l'ennesima volta, l'insistente ribadire di alcuni sul fatto che i ragazzi saprebbero poco o nulla in tema di stragi del 1993. Sarebbero addirittura sette ragazzi su dieci a non conoscere nulla di questo argomento.

Questa notizia ci colpisce come un pugno nello stomaco. Ci sentiamo come tirati in mezzo alla discussione, come se ci venisse in qualche modo addossata la colpa di una tale mancanza; quasi come se tale mancanza derivasse ad una nostra scarsa attività, soprattutto nelle scuole, o perché preferiamo da sempre organizzare convegni informativi, piuttosto che rumorose manifestazioni di piazza fini a se stesse.
Vogliamo invece far presente, qualora ce ne fosse necessità, e rendere noto che quei tre ragazzi su dieci che delle stragi del 1993 sanno tutto, lo sanno perché molto probabilmente hanno avuto modo di parlare con noi o i magistrati di Firenze. I restanti sette, invece, sanno poco o sanno male perché la non informazione o le false notizie, di certo, non le hanno sentite da noi.

Per quanto riguarda il Polo di Novoli non esitiamo a definirci basiti.
Sono ormai otto anni che, insieme agli Studenti di Sinistra, partecipiamo al "Forum contro la mafia". Certo, sappiamo che gli studenti presenti a queste manifestazioni non sono mai numerosissimi. Magari non interessa loro sapere, magari a loro non interessa essere informati esattamente come fa la stampa che o non ne scrive o ne scrive male, ma che poi non esita a consultare gli studenti per sottolineare ogni volta che non sanno nulla.
E non vedono nulla aggiungiamo, del resto non hanno visto la nostra mostra sulla strage di via a Georgofili a Novoli e altrove, né gli studenti, né tanto meno la stampa.
Qui qualcuno gioca sporco, o ha la coscienza sporca.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2242  del 
28/05/2013
Da "Il Mascalzone "

ChelliAppunti, stragi del 1993: informazione e disinformazione
SETTE STUDENTI SU DIECI NON SANNO NULLA DI.....
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Da "Il Mascalzone "

ChelliAppunti, stragi del 1993: informazione e disinformazione
SETTE STUDENTI SU DIECI NON SANNO NULLA DI STRAGI?
SIAMO BASITI MA DIFENDIAMO IL NOSTRO OPERATO

L'associazione: "I tre su dieci che sono ben informati, lo sono grazie a noi e i magistrati di Firenze
Chi parla con gli altri si deve assumere le proprie responsabilità"

FIRENZE ? Abbiamo visto il video con le interviste ai ragazzi del Polo Universitario di Novoli; abbiamo letto e ascoltato, per l'ennesima volta, l'insistente ribadire di alcuni sul fatto che i ragazzi saprebbero poco o nulla in tema di stragi del 1993. Sarebbero addirittura sette ragazzi su dieci a non conoscere nulla di questo argomento.

Questa notizia ci colpisce come un pugno nello stomaco. Ci sentiamo come tirati in mezzo alla discussione, come se ci venisse in qualche modo addossata la colpa di una tale mancanza; quasi come se tale mancanza derivasse ad una nostra scarsa attività, soprattutto nelle scuole, o perché preferiamo da sempre organizzare convegni informativi, piuttosto che rumorose manifestazioni di piazza fini a se stesse.

Vogliamo invece far presente, qualora ce ne fosse necessità, e rendere noto che quei tre ragazzi su dieci che delle stragi del 1993 sanno tutto, lo sanno perché molto probabilmente hanno avuto modo di parlare con noi o i magistrati di Firenze. I restanti sette, invece, sanno poco o sanno male perché la non informazione o le false notizie, di certo, non le hanno sentite da noi.

Per quanto riguarda il Polo di Novoli non esitiamo a definirci basiti.
Sono ormai otto anni che, insieme agli Studenti di Sinistra, partecipiamo al "Forum contro la mafia". Certo, sappiamo che gli studenti presenti a queste manifestazioni non sono mai numerosissimi. Magari non interessa loro sapere, magari a loro non interessa essere informati esattamente come fa la stampa che o non ne scrive o ne scrive male, ma che poi non esita a consultare gli studenti per sottolineare ogni volta che non sanno nulla .
E non vedono nulla aggiungiamo, del resto non hanno visto la nostra mostra sulla strage di via a Georgofili a Novoli e altrove, ne gli studenti, ne tanto meno la stampa.

Giovanna Maggiani Chelli,
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2243  del 
29/05/2013
Continuano le difese d'ufficio di Pino Arlacchi.
Non le capiremo mai!
Perché con grande tranquillità e senza bava alla bocca l'es.....
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Continuano le difese d'ufficio di Pino Arlacchi.
Non le capiremo mai!
Perché con grande tranquillità e senza bava alla bocca l'esperto di mafia non aspetta la sentenza del processo di Palermo Stato Mafia e trattativa, come tutti noi?
Sarà una sentenza decennale, e va bene, gli eredi nostri e di Arlacchi ci saranno ancora.
Nel frattempo che succederà? Noi avremo cercato giustizia e il noto esperto di mafia continuerà a dire che la trattativa non ci fu?
Una cosa è certa quasi sempre l'ansia nasconde un compito da assolvere.
Quello che abbiamo capito noi è che la coperta ormai è talmente corta che destra e sinistra hanno dovuto loro malgrado andare a governare insieme e forse, Dio non voglia, intrugliando sull'esito elettorale.
Due contrapposizioni politiche che fino a ieri si sono scannate ferocemente sulle stragi d'Italia collocandole sempre rigorosamente a destra e invece oggi sembrerebbe debbano unire le forze per coprire il movente per le stragi del 1993, perché questa volta non v'è dubbio, secondo la nostra opinione, la strage di via dei Georgofili è stata trasversale all'arco costituzionale.
Il movente della strage di via dei Georgofili deve essere necessariamente trasversale altrimenti non si capisce del perché emettere tante sentenze giornalistiche, con tanta insistenza, prima delle sentenze giudiziarie peraltro già in corso d'opera.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2244  del 
29/05/2013
(AGENPARL) - Roma, 29 mag - "Continuano le difese d'ufficio di Pino Arlacchi. Non le capiremo mai! Perché con grande tranquillità senza bava..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 29 mag - "Continuano le difese d'ufficio di Pino Arlacchi. Non le capiremo mai! Perché con grande tranquillità senza bava alla bocca l'esperto di mafia non aspetta la sentenza del processo di Palermo Stato Mafia e trattativa, come tutti noi? Sarà una sentenza decennale, e va bene, gli eredi nostri e di Arlacchi ci saranno ancora. Nel frattempo che succederà ? Noi avremmo cercato giustizia e il noto esperto di mafia continuerà a dire che la trattativa non ci fu? Una cosa è certa quasi sempre l'ansia nasconde un compito da assolvere. Quello che abbiamo capito noi è che la coperta ormai è talmente corta che destra e sinistra hanno dovuto loro malgrado andare a governare insieme e forse Dio non voglia intrugliando sull'esito elettorale . Due contrapposizioni politiche che fino a ieri si sono scannate ferocemente sulle stragi di'Italia collocandole sempre rigorosamente a destra e invece oggi sembrerebbe debbano unire le forze per coprire il movente per le stragi del 1993, perché questa volta non v'è dubbio, secondo la nostra opinione, la strage di via dei Georgofili è stata trasversale all'arco costituzionale . Il movente della strage di via dei Georgofili deve essere necessariamente trasversale altrimenti non si capisce del perché emettere tante sentenze giornalistiche, con tanta insistenza, prima delle sentenze giudiziarie peraltro già in corso d'opera". E' quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2245  del 
29/05/2013
Vogliamo ricordare Franca Rame, rammentando il giorno 12 Dicembre 1999 quando organizzò insieme al marito il treno della memoria di tutte le stragi. ..... Apri
Vogliamo ricordare Franca Rame, rammentando il giorno 12 Dicembre 1999 quando organizzò insieme al marito il treno della memoria di tutte le stragi.
Si fece carico del costo del noleggio del treno che da Brescia ci ha portato tutti quanti a Roma. Il treno si fermava ad ogni stazione delle città colpite dalle stragi e dal terrorismo.
Durante il viaggio lavorò ininterrottamente per contattare il Quirinale affinchè al nostro arrivo a Roma ci ricevesse il Presidente della Repubblica.
Ci riuscì e Ciampi ci ricevette.
Entrando nel Palazzo del Quirinale ci disse: guardatelo bene forse non ci verrete mai più, siamo entrati più volte al Quirinale nel corso degli anni fino ad oggi proprio per preparare il giorno della memoria per le stragi, la prima visita però è stata indimenticabile, ci accompagnava Franca RAME.
Viviamo questo lutto con grande dolore e siamo vicini a Dario Fo in un momento così grave per lui.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
2246  del 
29/05/2013
Dal sito studentidisinistra.it

L'impegno deve essere quotidiano!

Due giorni fa è apparso tra le pagine online.....
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Dal sito studentidisinistra.it

L'impegno deve essere quotidiano!

Due giorni fa è apparso tra le pagine online di Repubblica Firenze un video di interviste realizzate al Polo Universitario di Novoli aventi come tema: la consapevolezza degli universitari sulla strage di Via de' Georgofili. L'intento del servizio era quello di mostrare la mancanza di conoscenza storica da parte dei giovani sugli avvenimenti del maggio '93, dando la colpa alla scuola e alle associazioni, che non farebbero abbastanza per sensibilizzare.

Come Studenti di Sinistra ci riteniamo profondamente delusi dal messaggio contenuto nel servizio, oltre che dai modi con i quali questo è stato realizzato. Da ormai otto anni il nostro gruppo organizza in autunno il Forum Nazionale Contro la Mafia proprio a Novoli, appuntamento che ha visto la partecipazione all'Università di molte personalità della vita pubblica ed esperti che ogni giorno, con il loro lavoro e impegno, passano la vita ad analizzare e contrastare il fenomeno mafioso. Ogni anno lo abbiamo fatto assieme all'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via de'Georgofili, che volentieri invitiamo ogni anno e con la quale collaboriamo da sempre, proprio perchè siamo convinti che la coscienza critica e storica debbano partire il più possibile dagli avvenimenti che ci circondano.

Non è vero che le associazioni non fanno abbastanza, ed è superficiale affermare che gli studenti universitarisiano del tutto digiuni di queste tematiche (da Novoli passano svariate migliaia di persone ogni giorno, e un campione di una ventina di studenti placcati nella pausa caffè tra una lezione e l'altra non ci sembra molto significativo?). È pacifico che la conoscenza di queste tematiche sia di molto inferiore al livello che uno si aspetterebbe tra un pubblico universitario, ma sinceramente non ci sentiamo assolutamente in colpa per questo. Il nostro lavoro lo facciamo quotidianamente (non una volta ogni 3-4 anni, o addirittura 20?); casomai un esame di coscienza sarebbe necessario proprio nel mondo dei media, che si risveglia solo in occasione delle grosse ricorrenze, dedicando a queste tematiche lo stesso spazio di una partita di calcio qualunque, preferendo macabre giornalate di cronaca nera agli sviluppi nei processi e alle iniziative che di continuo vengono realizzate sul tema, da noi come da tantissime associazioni.

Oltretutto, nel periodo in cui il servizio è stato realizzato, era presente a Novoli ? come anche in tutto l'Ateneo, alle mense universitarie, al liceo Gramsci e in alcune biblioteche fiorentine ? una mostra fotografica sulla strage realizzata dall'Associazione tra i familiari con il nostro aiuto, con il preciso scopo di sensibilizzare gli studenti. Una mostra che è stata molto apprezzata dagli universitari, ma di cui la giornalista ha preferito non parlare, così come ha poi preferito tagliare quelle interviste che, invece, di risposte ne avevano date e come (e sappiamo per vie personali che ce ne sono state?).

Siamo convinti che uno sforzo in più sia possibile da parte di tutti, ma sinceramente un primo passo potrebbe essere quello da parte delle testate giornalistiche di smettere di creare o inseguire la notizia "che fa indignare" e fare davvero ciò per cui esistono, ovvero informare, dando anche il giusto spazio a quei gruppi e associazioni che quotidianamente lavorano su queste tematiche creando momenti di sensibilizzazione e formazione, nei quali i grandi assenti sono proprio i media!
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NOTIZIA ANSA
2248  del 
31/05/2013
"Siamo stati ammessi a Palermo quale parte civile nel processo trattativa Stato mafia. Finalmente possiamo contare sulla possibilità di comprend..... Apri
"Siamo stati ammessi a Palermo quale parte civile nel processo trattativa Stato mafia. Finalmente possiamo contare sulla possibilità di comprendere una buona volta che peso hanno avuto i nostri morti in quel maledetto 27 Maggio 1993". Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente della associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Ancora più gratificati - sostiene - siamo stati nell'apprendere che il nostro statuto ha come scopo le finalità giuste per combattere la mafia e arrivare all'accertamento della verità sulla morte dei nostri figli. Il nostro lavoro che non si è mai limitato a mero ricordo nei giorni degli anniversari, quando le lacrime è facile strapparle davanti ad una corona o ad un viso di bimbo, ha avuto finalmente il giusto riconoscimento.

Abbiamo oggi acquisito il diritto di capire fino in fondo la verità sulla strage di via dei Georgofili, la strage del 41 bis, merce di scambio che ha provocato morti e invalidità atroci fra i nostri affetti più cari".

Fonte: ANSA
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COMUNICATO
2249  del 
02/06/2013
Gentilissimi,

Per motivi contingenti non abbiamo potuto partecipare alla manifestazione di Bologna indetta oggi 2 Giugno 2013 da Giustizia .....
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Gentilissimi,

Per motivi contingenti non abbiamo potuto partecipare alla manifestazione di Bologna indetta oggi 2 Giugno 2013 da Giustizia e Liberta, sul tema della Costituzione, rendiamo pertanto noto l'intervento che avremmo letto per gentile divulgazione.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i fa,miliari delle vittime della strage di via dei Georgofili

2 giugno 2103 Costituzione

In questi venti anni di battaglie, da quel 27 maggio 1993, siamo stati abituati, nostro malgrado, alla cultura del sospetto.

Nel 1999 fu riformato l'art. 111 della costituzione con la scusa di un giusto processo, come se fino a quel momento di processi giusti non ve ne fossero stati, abbiamo guardato con sospetto ogni tentativo di cambio della costituzione; allo stesso modo, diffidiamo dai sedicenti padri costituenti che sbucano qua e là, con l'intento, dicono, di darci un paese più democratico, attraverso una costituzione più moderna.

Quanto i padri costituenti, quelli veri, scrissero la carta sulla quale si fondano i diritti di noi tutti, si usciva da un periodo così tragico che difficilmente possono non aver tentato di pensare a tutto.

E può essere anche vero il fatto che i tempi sono maturati, e che forse si potrebbero apporre alcune migliorie in alcuni casi.

Quello che non capiamo, invece, è l'accanimento su quella carta da parte dei soliti noti che tutto sono fuorchè padri costituenti.

Perché a loro in questi anni è andata sempre bene, e perché ogni norma che è stata cambiata è spesso servita a rendere loro la vita ancora più semplice. Allora, ci chiediamo il perché di tanta agitazione intorno alla carta costituzionale se non per interessi meramente personali?

I tempi nel 1993 non erano poi così diversi da quelli del 1946: una guerra senza quartiere in tempo di pace, sette stragi in meno di un anno, più di mille chili di esplosivo, 100 feriti e 10 morti. Ci pare che tutto verta a tenere ben stretta la carta di quel 1946.

Parlando dal punto di vista delle vittime, una riscrittura della carta costituzionale potrebbe essere una cosa positiva se, nel contradditorio fra le parti, la vittima avesse una ruolo di parità. Ma non è stato così del 1999, anche se noi avevamo fatto sentire la nostra voce in commissione giustizia.
Figuriamoci oggi, che hanno capito che un po' ne sappiamo di quelle stragi del 1993, se ci darebbero spazio.
Se i novelli padri costituenti che si sono offerti potessero metter le mani sulla carta dei diritti di tutti noi, probabilmente la vittima la sopprimerebbero, i tempi del processo come giustamente scrive la costituzione non sarebbero nel più "breve tempo possibile ma diverrebbero dilatati quando si cerca la prescrizione e stretti quando si aspettano le deposizioni del collaboratori di giustizia, ai quali sono già stati dati 180 giorni. Forse gli darebbero 180 minuti.

Di sicuro per andare a processo non solo ci vorrebbe una prova penale certa, aurea, ma ci vorrebbe la certezza di andare a processo e vincerlo altrimenti i mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 in aula non si potrebbero portare.

E così via.

Fare il processo alle intenzioni non sta bene e non è nostro uso.

Ma siccome come vittime abbiamo molti problemi ad inserirci nel processo con dignità, ci domandiamo se in parlamento ci siano le condizioni per una riscrittura della costituzione, o se invece non siamo ancora una volta di fronte ad una delle situazioni che ricordano le famigerate commissioni parlamentari d'inchiesta, che mai in questi anni hanno trovato dei giusti analizzatori per le stragi ed anzi hanno concluso sempre con un nulla di fatto quando non con molti dubbi sollevati.

Se va cambiata la carta costituzionale onde evitare di perdere quel poco che abbiamo acquisito di giusto nei processi per le stragi del 1993 è meglio forse aspettare tempi migliori, chiedendo alla politica di pulirsi fuori e dentro il parlamento.

Solo, poi, con una legge elettorale che dia ai cittadini dignità di elettori si potrà parlare di rivedere il lavoro dei padri costituenti del dopo guerra, altrimenti li faremo solo rivoltare nella tomba; e vogliamo concludere ricordando come la nostra costituzione tuteli l'indipendenza della magistratura da ogni altro potere e parli di azione penale obbligatoria. A distanza di venti anni dalla strage di via dei Georgofili, noi stiamo ancora aspettando che questa parte della costituzione venga applicata, e di sicuro non cambiata.

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
2250  del 
03/06/2013
All'udienza Tagliavia nel Tribunale di Novoli, stessa tecnica ormai consolidata dal 1996, il tentativo di allungare i tempi del processo e scredi..... Apri
All'udienza Tagliavia nel Tribunale di Novoli, stessa tecnica ormai consolidata dal 1996, il tentativo di allungare i tempi del processo e screditare i pentiti, oggi Gaspare Spatuzza, da parte delle difese e da chi fa richieste inutili in quanto non ammissibili.
Il solito comportamento di una stampa o assente o dedita a chiedere notizie che possano attirare l'attenzione del lettore e le parti civili che si battono per la giustizia non fanno presa sui fiorentini in tutt'altre faccende affaccendati.
Salvo poi l'anno prossimo in prossimità dell'anniversario tutti pronti a giurare di quanto la giustizia e la verità sulla strage di via dei Georgofili interessi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2251  del 
05/06/2013
Al contrario della figlia più piccola di Riina i nostri figli non hanno potuto dare sfogo e realizzare i propri sogni, o sono morti sotto le mani del ..... Apri
Al contrario della figlia più piccola di Riina i nostri figli non hanno potuto dare sfogo e realizzare i propri sogni, o sono morti sotto le mani del tanto grande padre Salvatore o sono rimasti invalidi per sempre e in modo tale da non poter più esaudire nessun sogno, dopo aver avuto addosso i detriti causati da 277 chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze.
Ma questa non è una riflessione per la figlia di Riina, che può fare quello che crede, ma verso chi imbratta carta a mo' di grida per simili notizie.
Migliaia di giovani italiani cercano di "dare forma al loro sogno di bambini e al loro sogno di adulti, cioè creare un lavoro onesto, dignitoso, positivo ed espressivo creativo, e nessuno se li fila.
La figlia di Riina invece perché è figlia del macellaio di via dei Georgofili, ottiene spazio nelle agenzie di stampa e sui giornali.
Si pensi solo alla nostra mostra raffigurante il massacro di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, esposta in 14 spazi a Firenze dagli studenti della università di Novoli, che non ha trovato certo spazi sui giornali.
La figlia del massacratore maledetto di via dei Georgofili, si viva la sua vita in umiltà e taccia, a noi non la dà a bere.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgolfili
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LETTERA
2265  del 
06/06/2013
Gentilissimo
Marco TRAVAGLIO

Siamo molto d'accordo con il Suo editoriale: "una mafia lava l'altra".
Abbiamo a.....
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Gentilissimo
Marco TRAVAGLIO

Siamo molto d'accordo con il Suo editoriale: "una mafia lava l'altra".
Abbiamo a suo tempo ribattuto all'esperto di mafia "Pino Arlacchi" ? il quale da sempre va in tadem con l'ex senatore Pellegrino nel negare la trattativa stato mafia sancita da processi.
Solo su di una cosa dissentiamo: Lei scrive che la trattativa Stato mafia è una delle radici malsane dell'inciuccio.
Noi ci sentiamo di dire che la trattativa Stato mafia è la malsana radice dell'inciuccio, lo diciamo da sempre, e in noi la convinzione è grande.
Quindi la domanda è:
perché uomini come Arlacchi e Pellegrino non aspettano le sentenze?
Dobbiamo pensare che il processo di Palermo non si voglia, o dobbiamo pensare che se si andrà a processo e la complicità di uomini dello Stato con la mafia dovesse risultare palese, con questo lavorio preventivo si stia già gettando in anticipo la sentenza alle ortiche, ovvero disinformatia allo stato puro?
Cordiali saluti
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COMUNICATO
2252  del 
06/06/2013
Perché tanta ansia da parte di Pino Arlacchi?
Finalmente Salvatore Riina andrà in un carcere nuovo e moderno quello di Sassari .
Potrà scont.....
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Perché tanta ansia da parte di Pino Arlacchi?
Finalmente Salvatore Riina andrà in un carcere nuovo e moderno quello di Sassari .
Potrà scontare il suo ergastolo, il suo 41 bis, e potranno tenere monitorato bene il suo cuore, perché agitarsi tanto?
Quando Salvatore Riina è venuto a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, non l'abbiamo vista tanta agitazione, nessuno si è preoccupato dell'immagine di Firenze mentre saltavano in aria gli Uffizi, la Torre de Pulci e 5 vite umane.
Il boss di cosa nostra è arrivato indisturbato fino nel centro storico fiorentino con 277 chili di tritolo e nessun esperto mondiale di mafia era li a illuminarci come fare a fermarlo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2266  del 
07/06/2013
Torna in ospedale il boss di cosa nostra Benardo Provenzano, il mondo attende notizie non si sa perché è stato ricoverato!
I legali gridano che è.....
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Torna in ospedale il boss di cosa nostra Benardo Provenzano, il mondo attende notizie non si sa perché è stato ricoverato!
I legali gridano che è inumano tenerlo a 41 bis, ma cosa c'entrerà mai il 41 bis se il macellaio di via dei Georgofili sta in ospedale? Quando si tratta di Provenzano si dà fiato alle trombe per far abolire il regime di carcere duro per i mafiosi rei di strage.
Ci sono oscure manovre in giro per buttare a mare il 41 bis, del resto sinistra e destra quando hanno governato separatamente non si sono prese la briga di abolire il carcere duro come voleva il "papello di Riina, ora governano insieme quindi la cambiale è venuta a scadere: non ci sono più scusanti e bisogna tenere fede alla promesse fatte, altrimenti va a finire davvero che qualcuno dei capi di cosa nostra parla.
Lo faccia una buona volta Giuseppe Graviano, parli e finiamola con questa pantomima che ci dà il voltastomaco.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2267  del 
08/06/2013
Ci stiamo domandando in queste ore quale memoriale abbia letto la giornalista Franca Stella autrice dell'articolo :"Mori contrattacca "..... Apri
Ci stiamo domandando in queste ore quale memoriale abbia letto la giornalista Franca Stella autrice dell'articolo :"Mori contrattacca "nessuna trattativa.
Riportiamo per comodità di chi legge l'ultimo capoverso dell'articolo apparso oggi sul quotidiano L'unità e subito di seguito ci limitiamo a riportare alcuni passaggi del memoriale del Gen.le Mori a pagina 116 e 117.
Franca Stella:
Una Tesi che Mori ieri ha smentito seccamente ricostruendo invece la gestione dei decreti, a suo dire senza alcun cedimento, per il carcere duro fra il giugno e il luglio del 1993.

Mario Mori:
"Eppure quelli erano tempi dove, in relazione alla situazione all'interno e all'esterno delle carceri, sarebbe stata auspicabile una conduzione ferma e coerente di quel delicato Dipartimento del Ministero, come era stata garantita sino ad allora dal dott. Amato.
Questo anche alla luce del fatto che, dopo l'attentato incruento del 14 maggio di quell'anno in via Ruggero Fauro a Roma, vi era stato quello,con cinque vittime, alla Torre di Via dei Georgofili a Firenze, il 27 Maggio successivo, e la loro matrice era da attribuire attendibilmente ad iniziative mafiose


Prima o poi capiremo perché esiste un pool di giornalisti e giornali ai quali le stragi del 1993 gli sono scivolate addosso come acqua fresca.
Giornalisti e giornali per i quali l'importante è negare a prescindere, prima dell'esito dei processi, ogni coinvolgimento morale e materiale di uomini dello Stato nei massacri del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2270  del 
11/06/2013
Mafia: Ass. vittime Georgofili, Graviano collabori, lo sosterremo fino in fondo
Noi ci appelliamo a lui che sa

Firenze, 11 giu. (Adnkro.....
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Mafia: Ass. vittime Georgofili, Graviano collabori, lo sosterremo fino in fondo
Noi ci appelliamo a lui che sa

Firenze, 11 giu. (Adnkronos) - Mentre depone nel carcere di Rebibbia a Roma, nel corso del processo Borsellino quater nell'aula bunker di Rebibbia, Gaspare Spatuzza torna sulla strage di via dei Georgofili a Firenze: "Se uccido, come a Firenze, persone inermi siamo su un versante abnorme anche per il linguaggio mafioso".

Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta in una nota: "Un linguaggio abnorme anche per la mafia - il massacro di bambini e ragazzi - ripete il boss che collabora con la giustizia, tanto abnorme che non riusciamo a capire come, dopo 20 ancora, si nasconda, a chi ne ha diritto, ciò che è successo a Firenze la notte del 27 Maggio 1993. Ovvero chi, oltre la mafia, ha trattato vantaggi dal massacro sotto la Torre de' Pulci".

"Giuseppe Graviano lo sa e noi a lui ci appelliamo -prosegue Maggiani Chelli- collabori con la giustizia signor Graviano Giuseppe e dica al mondo chi da 20 anni tiene l'Italia in ostaggio con quel tritolo che 'cosa nostra' usò a Firenze, in via dei Georgofili, per farsi abolire il 41 bis e non farsi confiscare i denari nelle banche. Abbiamo visto morire i nostri figli, ma siamo disposti a sostenerla per un suo eventuale pentimento che porti ad una collaborazione chiarificatrice. La sosterremmo fino in fondo".
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NOTIZIA ANSA
2269  del 
11/06/2013
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO DICA CHI TIENE ITALIA OSTAGGIO

FIRENZE, 11 GIU - "Collabori con la giustizia signor Graviano Giuseppe e d.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO DICA CHI TIENE ITALIA OSTAGGIO

FIRENZE, 11 GIU - "Collabori con la giustizia signor Graviano Giuseppe e dica al mondo intero chi da 20 anni tiene il Paese Italia in ostaggio con quel tritolo che 'cosa nostra' usò a Firenze in via dei Georgofili per farsi abolire il 41 bis e non farsi confiscare i denari nelle banche".
Lo scrive in un comunicato il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Abbiamo visto morire i nostri figli, ma siamo disposti a sostenerla per un suo eventuale pentimento che porti ad una collaborazione chiarificatrice. La sosterremmo fino in fondo".
Maggiani Chelli è intervenuta oggi dopo che Gaspare Spatuzza ha reso la sua deposizione davanti alla corte d'assise di Caltanissetta, tornando sulla strage di via dei Georgofili a Firenze: "Se uccido, come a Firenze, persone inermi siamo su un versante abnorme anche per il linguaggio mafioso", ha detto Spatuzza. "Un linguaggio abnorme anche per la mafia - il massacro di bambini e ragazzi ripete il boss che collabora con la giustizia, tanto abnorme (scrive Maggiani Chelli) - che non riusciamo di capire come dopo 20 anni ancora si nasconda, a chi ne ha diritto, ciò che è successo a Firenze la notte del 27 Maggio 1993. Ovvero chi oltre la mafia ha tratto vantaggi dal massacro sotto la Torre dé Pulci. Giuseppe Graviano lo sa e a lui ci appelliamo".(ANSA)
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COMUNICATO
2268  del 
11/06/2013
Gaspare Spatuzza mentre depone a Caltanissetta torna sulla strage di via dei Georgofili a Firenze:
"Se uccido, come a Firenze, persone iner.....
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Gaspare Spatuzza mentre depone a Caltanissetta torna sulla strage di via dei Georgofili a Firenze:
"Se uccido, come a Firenze, persone inermi siamo su un versante abnorme anche per il linguaggio mafioso".
Un linguaggio abnorme anche per la mafia - il massacro di bambini e ragazzi - ripete il boss che collabora con la giustizia, tanto abnorme che non riusciamo a capire come dopo 20 anni ancora si nasconda, a chi ne ha diritto, ciò che è successo a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Ovvero chi oltre la mafia ha trattato vantaggi dal massacro sotto la Torre de' Pulci.
Giuseppe Graviano lo sa e a lui ci appelliamo:
collabori con la giustizia, Sig. Graviano Giuseppe, e dica al mondo intero chi da 20 anni tiene il Paese Italia in ostaggio con quel tritolo che "cosa nostra" usò a Firenze in via dei Georgofili per farsi abolire il 41 bis e non farsi confiscare i denari nelle banche.
Abbiamo visto morire i nostri figli, ma siamo disposti a sostenerla: per un suo eventuale pentimento che porti ad una collaborazione chiarificatrice, La sosterremmo fino in fondo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2273  del 
13/06/2013
Lettera aperta
Gentile Direttore Dr. Calabresi
La Stampa
Torino

Un articolo che ci fa infuriare quello appar.....
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Lettera aperta
Gentile Direttore Dr. Calabresi
La Stampa
Torino

Un articolo che ci fa infuriare quello apparso oggi sul giornale la Lei diretto.
Di quale paese civile sta parlando il rappresentante del PD Speranza? Un Paese nel quale noi dovremmo desiderare di vivere? Un Paese senza ergastolo a Riina? C'è chi desidera di vivere in un Paese ancora migliore e più bengodi ancora e quindi eccome la mafia libera va bene, molto bene...
Ma non siamo noi.
Noi vogliamo un Paese migliore senza mafia, quella mafia che ci ha ammazzato i figli per abolire il 41 bis e anche l'ergastolo, si anche l'ergastolo stava nel "papello di Riina.
L'unico mezzo per avere un Paese senza mafia non è mandando a casa i Graviano, che si ottiene, ma con il fine pena mai, così parlano e ci liberano dai collusi.

Quel fine pena mai che fa inorridire le anime nobili come il PD Speranza, i quali però non hanno mosso un dito in questi 20 anni per capire cosa è successo all'Italia quando i nostri figli sono morti.
Senza i collusi sì che il Paese sarà migliore e le vittime della mafia portate in un palmo di mano con le loro note spese saldate.
L'ergastolo il fine pena mai, è congegnale alla mafia Corleonese stragista, e chi ne chiede la revoca è in malafede.

La filosofia del volare più alto dei delitti del 1993, ottenuti con più di 1000 chili di tritolo, che hanno martoriato i corpi dei nostri invalidi, la filosofia del volare oltre il 41 bis, oltre l'ergastolo per strage terroristica ed eversiva, è una filosofia di opportunistica pacificazione degna di una bandiera che noi temiamo si sia sporcata con il sangue dei nostri morti e dei nostri figli invalidi, lo dica per noi all'On.Le Speranza.
Cordiali saluti



Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2272  del 
13/06/2013
(AGENPARL) - Firenze, 13 giu - "Pochi giorni fa al processo Borsellino Quater il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha testimoniato che ..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 13 giu - "Pochi giorni fa al processo Borsellino Quater il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha testimoniato che le stragi del 1993 servivano a smuovere la politica. Troviamo quindi alquanto singolare che oggi, dalle pagine del quotidiano La Stampa, il presidente dei deputati del Pd Speranza dica, in buona sostanza, che bisogna abolire l'ergastolo. A noi sembrerebbe più giusto capire, in processo penale per strage, come sono andate le cose con le stragi del 1993, quali erano i politici da smuovere e per che cosa, prima di pensare a mandare a casa i mafiosi rei dei massacro di via dei Georgofili. Un governo ci ha già provato nel 2000 a far aggirare l'ergastolo ai mafiosi, ci siamo infuriati e il governo successivo ha emesso un decreto abrogativo di quella che fu la porcata storica, cercare di mandare a casa Riina e altri 14 mafiosi rei di strage attraverso il rito abbreviato. Comunque è inevitabile che noi ci poniamo delle domande:
- Siamo nuovamente allo stesso punto di quella primavera estate del 2000?
Forse bisogna abolire l'ergastolo alla mafia rea delle stragi del 1993 per far fede al 'papello', ovvero quell'elenco di richieste presentare da Riina a uomini dello Stato è arrivato a scadenza?".
Lo si legge in una nota di Giovanna maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2271  del 
13/06/2013
Pochi giorni fa al processo Borsellino Quater il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha testimoniato che le stragi del 1993 servivano a smuove..... Apri
Pochi giorni fa al processo Borsellino Quater il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha testimoniato che le stragi del 1993 servivano a smuovere la politica.
Troviamo quindi alquanto singolare che oggi dalle pagine del quotidiano La Stampa il presidente dei deputati del PD Speranza dica, in buona sostanza, che bisogna abolire l'ergastolo.
A noi sembrerebbe più giusto capire, in processo penale per strage, come sono andate le cose con le stragi del 1993, quali erano i politici da smuovere e per che cosa, prima di pensare a mandare a casa i mafiosi rei dei massacro di via dei Georgofili.
Un governo ci ha già provato nel 2000 a far aggirare l'ergastolo ai mafiosi, ci siamo infuriati e il governo successivo ha emesso un decreto abrogativo di quella che fu la porcata storica, cercare di mandare a casa Riina e altri 14 mafiosi rei di strage attraverso il rito abbreviato.
Comunque è inevitabile che noi ci poniamo delle domande:
- Siamo nuovamente allo stesso punto di quella primavera estate del 2000? Forse bisogna abolire l'ergastolo alla mafia rea delle stragi del 1993 per fa fede al "papello, ovvero quell'elenco di richieste presentare da Riina a uomini dello Stato è arrivato a scadenza?

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2274  del 
13/06/2013
Ecco la ciliegina sulla torta dell'ultima ora!
Sferrato l'attacco finale all'ergastolo e al 41 bis: ci hanno pensato i radicali pe.....
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Ecco la ciliegina sulla torta dell'ultima ora!
Sferrato l'attacco finale all'ergastolo e al 41 bis: ci hanno pensato i radicali per via referendaria.
Si legge fra i fogli del loro deposito: a 30 anni dall'arresto di Enzo Tortora e a 25 anni dalla sua morte.
Aggiungiamo: a 20 anni dalla strage di via dei Georgofili (5 morti 48 feriti), gli Uffizi devastati la Torre de' Pulci rasa al suolo, la città di Firenze in ginocchio.

Senza contare che, probabilmente per puro caso, si invoca l'abolizione dell'ergastolo per vie politiche giusto quando i fratelli Graviano hanno scontato ormai 19 anni di carcere e sono pronti ad uscire.
Andremo a votare per il referendum e chiederemo di votare a chi crede che la mafia vada sconfitta e non finanziata, per far sì che la cambiale in scadenza firmata davanti a "cosa nostra si trasformi in una cambiale protestata con tutta l'azione che ne consegue e con tutte le nostre forze cercheremo di far pendere la bilancia dalla parte della giustizia per i nostri morti.
La vendetta e la Costituzione sono un'altra cosa invocate troppo spesso impropriamente a proprio tornaconto.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2275  del 
14/06/2013
La trattativa Stato mafia durante la quale abbiamo perso i figli massacrati da cosa nostra affinché lo Stato concedesse loro nuove norme più favorevol..... Apri
La trattativa Stato mafia durante la quale abbiamo perso i figli massacrati da cosa nostra affinché lo Stato concedesse loro nuove norme più favorevoli ai desiderata dei mafiosi, ogni giorno si tinge sempre più di nero, per ora giornalisticamente parlando.
Serve a questo punto un processo penale per strage a Firenze, nel qual dibattimento comprendere come mai solo nel 2006 viene arrestato Provenzano, colui che inviò i suoi emissari a mettere a ferro e fuoco Firenze, e dopo 20 anni non è stato ancora arrestato Matteo Messina Denaro che ha deciso di far saltare in aria, su ordine di Provenzano, la Torre del Pulci in via dei Georgofili, provocando un incendio spaventoso durante il quale sono morte 5 persone e 48 ne sono rimaste ferite.
Sollecitiamo fortemente un processo, perché i benpensanti sono all'opera e sta per essere abolito l'ergastolo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2276  del 
16/06/2013
Prontamente informati dai lanci di agenzia delle condizioni ormai gravissime di Bernardo Provenzano, altrettanto prontamente ribattiamo che siamo cont..... Apri
Prontamente informati dai lanci di agenzia delle condizioni ormai gravissime di Bernardo Provenzano, altrettanto prontamente ribattiamo che siamo contenti che il boss pezzo da 90 di cosa nostra possa essere stato portato in ospedale dove gli saranno prodigate tutte le cure del caso per la sua brutta febbre intestinale.
Così come siamo contenti che sia stata chiesta l'autorizzazione ai parenti per alimentarlo con sonda gastrica.
Cosa non comprendiamo sono invece due cose.
cosa centri il regime di detenzione di 41 bis al quale sarebbe vergognoso sottoporlo visto che sta male, se non perchè tolto a lui, a Bernardo Porvenzano in punto di morte, poi il 41 bis venga tolto anche a Giuseppe Graviano che freme sul fronte della sua carcerazione, e questo sì che è vergognoso. E' vergognosissima questa intenzione che processiamo fortemente perché Bernardo Provenzano è in ospedale curato e stracurato non a 41 bis, regime che si vuole abolire proprio attraverso le presunte sofferenze di Provenzano.
Insistiamo, e lo sottolineiamo, spesso abbiamo trovato ospedali dove ai pronti soccorsi non era neppure possibile trovare chi ti praticava terapie d'urgenza, altro che chiedere ai parenti se le nostre vittime dovevano morire o vivere.
Ci si accontenti una buona volta delle amorevoli cure a cui lo Stato come una amorevole madre sottopone Bernardo Provenzano in punto di morte, renda l'anima a Dio il boia di via dei Georgofili e Dio sia il suo giudice, noi pregheremo perché non gli apra le porte dell'inferno a cui ha sottoposto i nostri familiari.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2279  del 
17/06/2013
Caro Direttore
Giorgio Bongiovanni,

In risposta alla replica del legale di Bernardo Provenzano, inerente il nostro comunicato del 16 Gi.....
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Caro Direttore
Giorgio Bongiovanni,

In risposta alla replica del legale di Bernardo Provenzano, inerente il nostro comunicato del 16 Giugno 2013, riportata sul Suo sito on line, ribadiamo che rimaniamo fermi sulle nostre posizioni.
Rammentiamo che quando il 27 Maggio 1993 i nostri figli sono morti, i mafiosi appartenenti a cosa nostra, hanno brindato con champagne.
Ribadiamo che continueremo a pregare per Bernardo Provenzano, perché levare preghiere di intercessione verso Dio è un dovere per ogni Cattolico, quindi pregheremo come già detto, per Bernardo Provenzano nelle ore più difficili della sua vita, affinchè sia a lui applicata l'indulgenza divina e non abbia a soffrire le pene dell'inferno toccate ai nostri cari in vita per mano sua.
Precisiamo altresì che l'approvazione e la richiesta del "vetro" del 41 bis per Provenzano, anche in questo momento, è il minimo che in questa vita Provenzano possa aspettarsi da parte nostra.
Il boss di "cosa nostra" del resto ha avuto una vita intera per pentirsi di ciò che ha fatto, ormai è tardi.
Non parliamo poi di vendetta che non appartiene di certo alla cultura giuridica dell'Italia, così come la mafia non dovrebbe appartenere a nessun popolo civile, ma purtroppo "cosa nostra " in Italia c'è eccome, lo possiamo assicurare.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2277  del 
18/06/2013
(AGENPARL) - Firenze, 18 giu - "Chiediamo fortemente che il boss Bernardo Provenzano, reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 18 giu - "Chiediamo fortemente che il boss Bernardo Provenzano, reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a Firenze, sia lasciato per tutta la durata della sua attuale malattia in ospedale, in una camera sterile adatta alle infezioni in atto che affligono il criminale appartenente a "cosa nostra". Mentre chiediamo non sia concessa a Bernardo Provenzano, come richiesto, la sospensione della pena per il massacro di bambini e ragazzi effettuato su suo ordine a Firenze la notte del 27 Maggio 1993".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2278  del 
18/06/2013
Chiediamo fortemente che il boss Bernardo Provenzano, reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a Firenze, sia lasciato per tutta la d..... Apri
Chiediamo fortemente che il boss Bernardo Provenzano, reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a Firenze, sia lasciato per tutta la durata della sua attuale malattia in ospedale, in una camera sterile adatta alle infezioni in atto che affligono il criminale appartenente a "cosa nostra".
Mentre chiediamo non sia concessa a Bernardo Provenzano, come richiesto, la sospensione della pena per il massacro di bambini e ragazzi effettuato su suo ordine a Firenze la notte del 27 Maggio 1993

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2280  del 
19/06/2013
Testimonia Fabio Tranchina al processo Tagliavia Francesco.
Pentito dell'ultima ora, sembra essere venuto a Firenze di sua volontà a parlare .....
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Testimonia Fabio Tranchina al processo Tagliavia Francesco.
Pentito dell'ultima ora, sembra essere venuto a Firenze di sua volontà a parlare di stragi, ma guarda caso strano mentre sa molto sulla strage di Capaci, strage che non ha per ora una sentenza per terrorismo, non sa assolutamente nulla sulla strage di Via dei Georgofili del 1993, e riporta solo un bizzarro aneddoto sulla strage di via Fauro, che chiaramente non porta da nessuna parte.
Sembra di vivere ancora una volta in un incubo quando Giovanni Brusca parlava di tutto e di più e quanto le domande dei PM miravano al sodo, le risposte del "pentito viravano sul "non so nulla".
Basta precisazioni inutili da parte di "pentiti" molto loquaci, ma poco collaborativi.
Tranchina Fabio non può non sapere nulla sulle stragi del 1993, questo noi pensiamo, visto che sa benissimo che Giuseppe Graviano malgrado sia in carcere a 41 bis, sia pure annacquato, risulti ancora oggi ricchissimo, ricco come prima della strage di via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2281  del 
19/06/2013
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,TRANCHINA NON PUO' NON SAPERE SU STRAGI

FIRENZE, 19 GIU - "Fabio Tranchina non può non sapere nulla sulle stra.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,TRANCHINA NON PUO' NON SAPERE SU STRAGI

FIRENZE, 19 GIU - "Fabio Tranchina non può non sapere nulla sulle stragi del 1993, questo noi pensiamo, visto che sa benissimo che Giuseppe Graviano, malgrado sia in carcere a 41 bis, sia pure annacquato, risulta ancora oggi ricchissimo, come prima della strage di via dei Georgofili".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando le dichiarazioni del pentito Tranchina all'udienza del processo d'appello al boss Francesco Tagliavia.
"Basta precisazioni inutili da parte di 'pentiti' molto loquaci, ma poco collaborativi", continua la nota. "Pentito dell'ultima ora, sembra essere venuto a Firenze di sua volontà a parlare di stragi - è scritto nella nota - ma, guarda caso strano, mentre sa molto sulla strage di Capaci, strage che non ha per ora una sentenza per terrorismo, non sa assolutamente nulla sulla strage di via dei Georgofili del 1993. Sembra di vivere ancora una volta in un incubo quando Giovanni Brusca parlava di tutto e di più ma quanto le domande dei pm miravano al sodo le sue risposte viravano sul 'non so nulla'". (ANSA)
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COMUNICATO
2282  del 
22/06/2013
Ci auguriamo fortemente che la bozza svuota carceri non diventi norma così come si presenta, ovvero, come riportato oggi dai quotidiani, non sia motiv..... Apri
Ci auguriamo fortemente che la bozza svuota carceri non diventi norma così come si presenta, ovvero, come riportato oggi dai quotidiani, non sia motivo di felicità per la mafia.
Fu una dura battaglia anche da parte nostra ottenere che fosse un unico Tribunale di Sorveglianza, quello di Roma, ad occuparsi delle revoche del 41 bis ai mafiosi rei di strage.
Abbiamo sopportato soprusi ignobili quando a decidere erano tutti i Tribunali di Sorveglianza d'Italia e i mafiosi per fare domanda di revoca di 41 bis aspettavano di essere spostati nel carcere che stava nella città più congeniale ai loro desiderata.
Abbiamo sopportato molti affronti gravissimi; alcuni fra i tanti, tanto per rammentarli: - quello dell'annullamento del 41 bis da parte del Tribunale di Sorveglianza di Torino allo stragista di via dei Georgofili Cosimo Lo Nigro, colui che accendendo il sigaro che gli aveva comprato lo zio Messana di Prato, diede fuoco alla miccia di via dei Georgofili.
E' vero: poi in seguito a Cosimo Lo Nigro gli fu ripristinato il carcere duro, ma dopo una battaglia di sudore e lacrime da parte nostra.
- quello relativo a Gioacchino Calabrò, che organizzò tutta la campagna stragista fiorentina, al quale un Tribunale di sorveglianza d'Italia revocò il carcere duro e ancora oggi non è più a 41 bis.
- quello di Giuseppe Graviano al quale fu donata felicità da parte di un Tribunale di sorveglianza d'Italia che gli revocò l'isolamento diurno e ancora oggi socializza, pare anche con camorristi.

Insomma un unico Tribunale, quello di Roma, per inoltrare le domande di revoca del 41 bis da parte dei mafiosi stragisti, va più che bene; non si può tornare a regredire nella norma, quella sul 41 bis, che, se vero che fa cadere si i governi, è altrettanto vero che è necessaria come il pane, per i mafiosi rei di strage.
I Magistrati garantisti, è indubbio, ci sono, buon per loro ci mancherebbe altro, ma il garantismo non può andare a braccetto con la mafia stragista eversiva del 1993, oppure qualcuno ci ridia i nostri figli che sono morti in via dei Georgofili la notte tra il 26 e il 27 maggio 1993.
Nella nuova norma salva carcere, invece sarebbe opportuno che il Ministro della Giustizia inserisse in una postilla le pensioni dei sopravissuti nelle stragi del 1993, quei soggetti che ben conosce il Ministro Cancellieri, visto che se ne occupò garantendo il suo interessamento, quando era Ministro dell'Interno.
Serve una norma "salva pensione" per quei soggetti, che hanno l'80 per cento di invalidità della capacità lavorativa e hanno il diritto di percepire la pensione subito come vuole la legge del 2004, la n. 206.
Quando arriverà una norma "salva vittime del sistema mafioso", che hanno oggi 40 anni, che darà loro una pensione INPS visto che vivono di quanto passano loro i genitori?
In quale norma, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri, verrà inserita la postilla per la pensione a chi nel 1993 è stato sacrificato al tavolo di una ignobile trattativa?
Un tavolo peraltro che parrebbe essere stato Presieduto da Riina Salvatore, Provenzano Bernardo, Bagarella Leoluca Biagio, Giuseppe Graviano?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2283  del 
23/06/2013
Incostituzionali non sono il numero dei colloqui che il mafioso reo di strage eversiva terroristica può avere in carcere con il suo legale, incostituz..... Apri
Incostituzionali non sono il numero dei colloqui che il mafioso reo di strage eversiva terroristica può avere in carcere con il suo legale, incostituzionale è che siano avvenute le stragi del 1993, quella di via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993, incostituzionale è che le nostre vittime non abbiano ancora avuto riconosciuti tutti i loro diritti, incostituzionale è che ci sia uno stuolo di paladini pronto a difendere i "diritti" della mafia.
Siamo stati presi in giro per lunghi 20 anni da una politica collusa con "cosa nostra" e da istituzioni deboli davanti a "cosa nostra" e forti davanti alle sue vittime.
Una politica e delle istituzioni che al momento opportuno hanno unito le forze e in nome di una Costituzione che regolarmente viene calpestata ogni giorno, nel ventesimo anniversario dal massacro effettuato sotto la Torre dè Pulci a Firenze, pare vengano aperte brecce nel regime speciale di detenzione di 41 bis per dare spazio al "papello" di Riina,

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2284  del 
27/06/2013
Non saremo a Palermo questa mattina 27 Giugno 2013, udienza del processo trattativa Stato Mafia durante la quale ci saranno le eccezioni della difesa...... Apri
Non saremo a Palermo questa mattina 27 Giugno 2013, udienza del processo trattativa Stato Mafia durante la quale ci saranno le eccezioni della difesa.
Non ci saremo non perché vogliamo fare dispetti, sbarrare la strada a chicchessia, o perché non ci interessa l'udienza che è molto importante.
Non ci saremo perché troppo grande sarebbe per noi il desiderio di chiedere la competenza territoriale del processo trattativa Stato Mafia a Firenze, quella trattativa messa in atto per fermare le stragi del 1992 ma che ha provocato le stragi del 1993 e che ha portato i nostri figli a morire, visto che il culmine di quella trattativa è stata quasi certamente proprio la strage di via dei Georgofili.
Il culmine della minaccia allo Stato, secondo la impostazione della Corte di Palermo . non è Falcone (vendetta già decisa da anni); non è Borsellino (vendetta decisa da anni) ma la strage di Firenze, proprio a seguito della ritenuta trattativa del 1992, e poi le revoche del 41 Bis del Novembre 1993.
Quindi ci sta che l'unico appiglio per una eventuale condanna resti la strage di via dei Georgofili in primis e poi, ebbene sì, le famose 334 revoche del novembre 1993.
Quindi il nostro desiderio che tutto ciò si fosse dibattuto a Firenze era grande.
Ma non possiamo non considerare l'immane lavoro dei magistrati di Palermo, e un super lavoro da parte della Procura di Firenze se dovesse a questo punto vedere trasferito a sé un processo così complesso come quello della trattativa Stato mafia costruito da altra procura.
Le Procure in fondo se lavorano bene sono tutte valide; noi non abbiamo preconcetti, abbiamo solo problemi logistici di lontananza e poi i compiti alle varie procure li ha distribuiti il precedente PNA Grasso, che coordinava le indagini.
Oggi aspetteremo perciò con ansia le decisioni della Corte di Palermo dopo le eccezioni della difesa e se questa mattina saremo assenti, secondo noi saremo assenti molto giustificati. La nostra mossa non è quella di sprovveduti con secondi fini, ma quella di chi vuole un processo rapido e giusto, per dipanare una matassa che la fanno apparire sempre più ingarbugliata, quando a noi proprio attraverso i processi di Firenze passati in giudicato e i documenti di archiviazione del 2003 della Procura di Firenze sembrava chiarissima.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2285  del 
27/06/2013
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PROCESSO DOVEVA FARSI A FIRENZE

FIRENZE, 27 GIU - "Troppo grande sarebbe per noi il desiderio di chiedere l.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PROCESSO DOVEVA FARSI A FIRENZE

FIRENZE, 27 GIU - "Troppo grande sarebbe per noi il desiderio di chiedere la competenza territoriale del processo trattativa Stato Mafia a Firenze".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. Per l'associazione fiorentina la "trattativa fu messa in atto per fermare le stragi del 1992, ma ha provocato le stragi del 1993 e ha portato i nostri figli a morire, visto che il culmine di quella trattativa e' stata quasi certamente proprio la strage di via dei Georgofili".
"Il culmine della minaccia allo Stato - continua la nota - secondo la impostazione della Corte di Palermo, non e' Falcone (vendetta gia' decisa da anni); non e' Borsellino (vendetta decisa da anni) ma la strage di Firenze, proprio a seguito della ritenuta trattativa del 1992, e poi le revoche del 41 bis del novembre 1993".
"Il nostro desiderio che tutto cio' si fosse dibattuto a Firenze era grande - conclude la nota - ma non possiamo non considerare l'immane lavoro dei magistrati di Palermo".(ANSA)
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COMUNICATO
2286  del 
29/06/2013
Esprimiamo tutto il nostro dolore per la morte dell'Astrofisica Margherita Hack, e vogliamo ricordarla attraverso il suo pensiero riportato, per noi, ..... Apri
Esprimiamo tutto il nostro dolore per la morte dell'Astrofisica Margherita Hack, e vogliamo ricordarla attraverso il suo pensiero riportato, per noi, nel libro dello scrittore Gianni Somigli dal titolo "E' già sera":

Ho vissuto la notizia della bomba agli Uffizi da fiorentina "esule". Erano già tanti anni che vivevo a Trieste. Per questo, il mio è un ricordo legato alle televisioni, ai giornali. Ma ciò che non posso dimenticare è una sensazione ben precisa. Una sensazione che, anche ripensando oggi, a quasi venti anni, a quell'evento, non si è affievolita.
Oltre allo sgomento, oltre al dolore, oltre allo stupore, è una sensazione di incomprensione. Per una come me, abituata al lavoro, e non solo a confrontarsi con i numeri, azioni e reazioni, c'è qualcosa che non torna in quella bomba.
La mafia, si sa, agisce in modo pragmatico. Lo ha sempre fatto, lo continua a fare. Agisce nell'ombra, nel silenzio, ed ogni sua azione deve avere un risultato immediato, reale. Quando sono sati uccisi magistrati, per esempio, l'azione eclatante aveva obiettivi pratici, pragmatici: l'eliminazione di un ostacolo, di un potenziale fattore di rischio. Ed è solo un esempio tra i tanti.
Per questo c'è qualcosa che non torna.
La domada è: cosa ha ottenuto la mafia devastando quelle vite innocenti? Quale è il risultato che ha raggiunto con quella ferita mortale portata al cuore di una città come Firenze? Quale è stata la logica alla base degli attentati di quegli anni, cos'ha portato alla mafia di concreto?
Questa è l'eredità che ci lasci quella bomba. Una serie di domande che, finora, non hanno ottenuto una risposta, E chissà se mai ce l'avranno. Chissà se mai ce l'avremo.
Quello che ci resta è una serie di domande senza risposta. Quello che ci resta è l'amarezza, lo sgomento, la sorpresa. Quello che ci resta è un senso di impotenza, ed il vuoto lasciato dalle vite, quelle distrutte per sempre di tanta gente, e quelle portate via in una notte di Maggio che ancora aspetta la luce del giorno.


Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2287  del 
29/06/2013
Siamo molto vicini ai PM di Palermo che si occupano del processo trattativa Stato mafia, come il proc. Roberto Tartaglia che continua a subire incursi..... Apri
Siamo molto vicini ai PM di Palermo che si occupano del processo trattativa Stato mafia, come il proc. Roberto Tartaglia che continua a subire incursioni mafiose.
Questo incredibile clima di "larghe intese" continuiamo a subirlo e percepirlo anche noi.
Notiamo quanto sia difficile, parlare di strage di via dei Gergofili del 27 maggio 1993, dopo lo sciame emotivo, peraltro molto ben tenuto sotto controllo, con insolita furbizia, durante il ventesimo anniversario del Maggio scorso.
Non si può più parlare di strage del 27 maggio 1993 a qualsiasi livello dal più semplice monologo che ricordi la strage, fino ai più sofisticati argomenti che la riguardano in tutta la sua crudeltà, senza incontrare difficoltà, e questo temiamo fortemente sia dovuto giusto al voler tutti insieme appassionatamente affossare la verità sulle stragi del 1993.
Ci domandiamo ogni giorno se le "larghe intese" altro non siano state se non la copertura della verità del massacro di via dei Georgofili, e quindi da qui la grande pericolosità per i magistrati, nello specifico, al momento, quelli di Palermo.
Noi i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili siamo una parte della società civile molto lesa nella strage di Firenze e per questo terremmo sotto controllo la situazione più che mai.
I magistrati in generale e ora quelli di Palermo avranno sempre il nostro appoggio e la nostra solidarietà.
Lo ripetiamo ormai da anni, abbiamo pagato un prezzo troppo alto in fatto di vite umane, di sgarberie quotidiane e cerchiamo giustizia.
Qui non si tratta più di non abbassare la guardia e tanta altra retorica, non basta, davvero quella incredibile verità bisogna farla urlare dai tetti, altro che fare finta che le stragi del 1993 non ci siano state, perché bisogna guardare avanti.
Avanti dove? Oltre la morte e l'invalidamento dei nostri figli perché tanto è toccata a noi? Ci sono stati i morti, 5 a Firenze per chi non lo ricordasse.
Sono morti perché la situazione è scappata di mano a dei mestieranti da quattro soldi o forse perché erano collusi con ?cosa nostra"?
L'una o l'altra verità vanno cercate in Tribunale, altro che minacciare con azioni mafiose i magistrati che se ne occupano.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2288  del 
01/07/2013
Come tante altre volte Riina Salvatore a modo suo lancia messaggi.
Questa volta è in merito alla avvenuta trattativa Stato Mafia:
"Son.....
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Come tante altre volte Riina Salvatore a modo suo lancia messaggi.
Questa volta è in merito alla avvenuta trattativa Stato Mafia:
"Sono stati loro a venire da me, non io da loro"
Frase superflua, visto che già al processo Tagliavia tenutosi a Firenze, in merito alla trattativa la sentenza è stata chiarissima scrivendo in buona sostanza:
"E' stato lo Stato a iniziare la trattativa non la mafia, sia pure per fermare le stragi".
Riina ora deve solo collaborare con la giustizia, in nome e per conto di quei bambini e ragazzi che ha massacrato a Firenze, deve dire tutto quello che sa una volta per tutte, così il processo si potrà fare nell'aula bunker fiorentina.
Una strage, quella di Firenze di via dei Georgofili , alla quale lui Riina sicuramente ha partecipato e lo sappiamo, ma mancano purtroppo i nomi di quanti gli hanno promesso di abolire il 41 bis e far fede a tutto il suo "papello" e lui lo sa benissimo chi sono; ce lo dica, e paghi il debito verso di noi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2289  del 
04/07/2013
Plauso alla Dia di Roma che ha provveduto al sequestro e a bloccare i beni di Alfredo Bizzoni, l'uomo che avrebbe supportato logisticamente lo Sc..... Apri
Plauso alla Dia di Roma che ha provveduto al sequestro e a bloccare i beni di Alfredo Bizzoni, l'uomo che avrebbe supportato logisticamente lo Scarano nella preparazione della strage di via dei Georgofili.
Ora si potrà accertare se i beni accumulati dal Alfredo Bizzoni durante questi 20 anni sono il frutto anche del sangue sparso a Firenze in via dei Georgofili.
E se così fosse, auspichiamo che le vittime di quella infame strage potranno finalmente entrare in possesso delle cifre ancora loro spettanti e del completamento di leggi non ancora applicate, con la sempre squallida giustificazione che lo Stato non ha soldi.
E se i soldi lo Stato li ha, come afferma vi siano nel Fondo 512, la burocrazia è spesso lunga quanto le pene che soffrono le vittime della mafia e dei suoi accoliti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2290  del 
04/07/2013
Plauso alla Dia di Roma che ha provveduto al sequestro e a bloccare i beni di Alfredo Bizzoni, l'uomo che avrebbe supportato logisticamente lo Sc..... Apri
Plauso alla Dia di Roma che ha provveduto al sequestro e a bloccare i beni di Alfredo Bizzoni, l'uomo che avrebbe supportato logisticamente lo Scarano nella preparazione della strage di via dei Georgofili.
Ora si potrà accertare se i beni accumulati dal Alfredo Bizzoni durante questi 20 anni sono il frutto anche del sangue sparso a Firenze in via dei Georgofili.
E se così fosse, auspichiamo che le vittime di quella infame strage potranno finalmente entrare in possesso delle cifre ancora loro spettanti e del completamento di leggi non ancora applicate, con la sempre squallida giustificazione che lo Stato non ha soldi.
E se i soldi lo Stato li ha, come afferma vi siano nel Fondo 512, la burocrazia è spesso lunga quanto le pene che soffrono le vittime della mafia e dei suoi accoliti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2291  del 
10/07/2013
Tutti i giorni sul fronte politico verso la magistratura si grida al "colpo di Stato".
L'unico colpo di Stato che noi vediamo in a.....
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Tutti i giorni sul fronte politico verso la magistratura si grida al "colpo di Stato".
L'unico colpo di Stato che noi vediamo in atto è che attraverso mille moine, con spezzatini processuali vari e quant'altro in questi 20 anni non si è mai potuti arrivare ad un processo per strage contro i così detti "concorrenti nella strage" quella del 27 maggio 1993. in via dei Georgofili.
Siamo ancora una volta a sostenere la magistratura che pare davvero in questo Paese fare solo quello che può e non quello che bisognerebbe facesse.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2292  del 
12/07/2013
Siamo certi che Bernardo Provenzano sia curato, lo dicono i costanti bollettini medici diramati alla popolazione come fosse un Capo di Stato, comunque..... Apri
Siamo certi che Bernardo Provenzano sia curato, lo dicono i costanti bollettini medici diramati alla popolazione come fosse un Capo di Stato, comunque sollecitiamo le cure a Bernardo Provenzano, le più all'avanguardia possibile.
Non è giusto si possa dire che è stato trascurato e abbandonato come spesso succede ai nostri familiari da lui massacrati in via dei Georgofili il 27 maggio 1993.
Certo l'abolizione del 41 bis con tutto questo non ha nulla a che vedere, infatti abolirlo a Povenzano in questo frangente sarebbe solo per poi abolirlo a tutti gli altri 14 mafiosi rei della strage di Firenze.
Abolendo il 41 bis ai mafiosi rei di strage, vorrebbe dire abolire loro anche l'ergastolo, mossa che ci troverebbe schierati in via dei Georgofili a protestare con gli striscioni come fece Leoluca Bagarella a suo tempo.
Siamo preoccupati per il contagio, perché abbiamo letto che nella Città del Vaticano sarà abolito l'ergastolo, ma lì è tutta un'altra cosa, lì la mafia "cosa nostra" non c'è, in Italia si c'è eccome lo possiamo sottoscrivere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2293  del 
12/07/2013
Ci lascia esterrefatti l'adesione dell'ex ministro Gelmini ai referendum dei radicali.
Dietro ai presunti diritti umani ravvisiamo infa.....
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Ci lascia esterrefatti l'adesione dell'ex ministro Gelmini ai referendum dei radicali.
Dietro ai presunti diritti umani ravvisiamo infatti l'abolizione del 41 bis ai mafiosi rei dii strage.
Rammentiamo pertanto al Ministro dell'Interno Angelino Alfano, tutta la fatica che a suo tempo è stata fatta per garantire a uomini come i fratelli Graviano il 41 bis e il fine pena mai.
Promuoveremo un raccolta di firme per una Legge popolare che garantisca giustizia alle vittime di mafia, affinchè lo scempio non si compia a vantaggio di quanti possono aver promesso alla mafia di abolire ergastolo e 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2294  del 
16/07/2013
La 'Trattativa Stato - Mafia

martedì 16 luglio | 21,00
Circolo ARCI Due Strade – via Senese 129/r
Info: 3382177382 <.....
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La 'Trattativa Stato - Mafia

martedì 16 luglio | 21,00
Circolo ARCI Due Strade – via Senese 129/r
Info: 3382177382

Il Circolo Arci Due Strade
Il Coordinamento Antimafia di Firenze
L'Associazione dei Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili
vi invitano all'incontro:

"Trattativa Stato - Mafia"

Ospiti * Giovanna MAGGIANI CHELLI - Presidente dell'Associazione dei Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili
* Danilo AMMANNATO - Avvocato di Parte Civile
Coordina: Walter Ricoveri
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COMUNICATO
2295  del 
17/07/2013
Il PD e il Movimento di Grillo ambiscono ad un disegno di legge per istituire una commissione antimafia anche per la "presunta trattativa Stato m..... Apri
Il PD e il Movimento di Grillo ambiscono ad un disegno di legge per istituire una commissione antimafia anche per la "presunta trattativa Stato mafia"!
PD e M5S che insieme non hanno sentito l'esigenza di fare alcunché, trovano una intesa su di una commissione antimafia per la "presunta trattativa".
Una commissione a nostro avviso trasversale al processo di Palermo Stato Mafia e quindi inopportuna.
Nel mentre rendiamo nota la nostra perplessità su di una commissione antimafia per trattativa stato mafia, nel momento politico più buio del Paese Italia, ricordiamo che la trattativa per fermare le stragi del 1993 è tutto fuorché PRESUNTA:

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2296  del 
18/07/2013
Ci riferiamo alla sentenza sulla mancata cattura di Provenzano.
Le sentenze noi le rispettiamo, leggeremo le motivazioni e andremo avanti.
E.....
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Ci riferiamo alla sentenza sulla mancata cattura di Provenzano.
Le sentenze noi le rispettiamo, leggeremo le motivazioni e andremo avanti.
Entriamo nel merito invece dell'ansia che ha pervaso giornali e tv, anche quelle di Stato, che hanno tenuto a precisare fin dalla prime ore che la sentenza di assoluzione Mori Obinu inficerà il processo trattativa Stato mafia ancora tutto da dibattere.
Non crediamo affatto che una sentenza che recita: "per il fatto non sussiste reato", possa voler dire che trattativa non c'è stata.
La trattativa c'è stata eccome, lo recita una altrettanto autorevole sentenza a Firenze:
la trattativa ci fu in un primo momento per fermare le stragi.
Al di là delle buone intenzioni le stragi non si sono fermate, ci sono state eccome, bisognerà pure capire a che livello è arrivata la responsabilità di uomini dello Stato.
Se sarà solo responsabilità morale (e ce lo auguriamo da sempre), comunque dovrà essere scritto su carta bollata, perché i nostri figli sono morti, non ci sono più.
E' bene cominciare a metterla in conto la morte di bambini e ragazzi quando si va a pieno teleschermo sulla prima rete di Stato, come ha fatto ieri sera il Signor Ferrara, asserendo ciò che non è ancora provato, ma frutto di un'ansia spasmodica contro la ricerca della verità che ci fa accapponare la pelle.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2297  del 
19/07/2013
Il nostro ricordo più profondo a 21 anni dalla strage di Via D'Amelio per il Giudice e la sua scorta.
La pubblica accusa nel processo di Pal.....
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Il nostro ricordo più profondo a 21 anni dalla strage di Via D'Amelio per il Giudice e la sua scorta.
La pubblica accusa nel processo di Palermo scrive oggi che il giudice sarebbe stato ucciso: "per impedire che il Dottor Paolo Borsellino denunziasse pubblicamente la trattativa che con la condotta di minaccia si intendeva instaurare".
Abbiamo fortemente nel cuore il Giudice che ha cercato di salvare i nostri parenti più cari a Firenze in via dei Georgofili e rivolgiamo alla famiglia Borsellino la nostra vicinanza più forte che mai in un momento in cui non resta che confidare che davvero ci sia un "Giudice a Palermo" per dare giustizia al Paese intero.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2298  del 
19/07/2013
Ci trova molto d'accordo la richiesta proposta dall'ex Magistrato Antonio Ingroia di modificare la legge sulle commissioni parlamentari anti..... Apri
Ci trova molto d'accordo la richiesta proposta dall'ex Magistrato Antonio Ingroia di modificare la legge sulle commissioni parlamentari antimafia e d'inchiesta per le stragi degli anni 90.
Se una commissione si dovrà istituire per le stragi del 1993, vorremmo esserci anche noi come associazione tra i familiari delle vittime della stragi, affinchè la politica non usi le commissioni solo per tornaconti politici e per entrare in possesso di documenti da usare nel futuro impropriamente.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2299  del 
25/07/2013
Secondo i proclami lanciati più volte da Leoluca Bagarella, nel 1993, ci furono promesse da parte della politica alla mafia.
Per questo è arrivat.....
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Secondo i proclami lanciati più volte da Leoluca Bagarella, nel 1993, ci furono promesse da parte della politica alla mafia.
Per questo è arrivato il massacro di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.La politica aveva bisogno di voti per vincere le elezioni, la mafia era disposta a dare i suoi voti in cambio dell'annullamento del 41 bis e dell'ergastolo.
Non capiamo perciò il teatrino della politica tutta, in atto in queste ore, tutto sembrerebbe voler portare a lungaggini su di una legge che dovrebbe semplicemente mandare in galera, come concorrente in strage, chi ha fatto e chi fa promesse alla mafia per avere in cambio voti e senza mezzi i termini.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2300  del 
25/07/2013
VOTO SCAMBIO: ASSOCIAZIONI GEORGOFILI, NON CAPIAMO TEATRINO POLITICA

"Voto mafioso. Secondo i proclami lanciati più volte da Leoluca Bagare.....
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VOTO SCAMBIO: ASSOCIAZIONI GEORGOFILI, NON CAPIAMO TEATRINO POLITICA

"Voto mafioso. Secondo i proclami lanciati più volte da Leoluca Bagarella, nel 1993 ci furono promesse da parte della politica alla mafia. Per questo è arrivato il massacro di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. La politica aveva bisogno di voti per vincere le elezioni, la mafia era disposta a dare i suoi voti in cambio dell' annullamento del 41 bis e dell'ergastolo".
Cosi', la presidente dell'Associazione famiglie vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, la quale aggiunge: "Non capiamo perciò il teatrino della politica tutta, in atto in queste ore, tutto sembrerebbe voler portare a lungaggini su di una legge che dovrebbe semplicemente mandare in galera come concorrente in strage, chi ha fatto e fa promesse alla mafia per avere in cambio voti e senza mezzi i termini". (ANSA).
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COMUNICATO
2301  del 
26/07/2013
Ricordiamo l'attentato di Via Palestro a Milano del 27 Luglio 1993.
Pasotto, La Catena, Picerno, Ferrari, Driss Moussafir sono morti in una .....
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Ricordiamo l'attentato di Via Palestro a Milano del 27 Luglio 1993.
Pasotto, La Catena, Picerno, Ferrari, Driss Moussafir sono morti in una misteriosa strage vicino al Padiglione di Arte Moderna a Milano, mentre a Roma venivano fatte crollare le chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro.
Resta ancora oggi incompleta la verità su quei terribili attentati, dibattuti nei processi di Firenze e Milano, sappiamo di sicuro che li ha eseguiti la mafia corleonese capeggiata dai fratelli Graviano, ma attendiamo con ansia che sia ripreso in mano il bandolo della matassa.
Aspettiamo che finalmente la magistratura ci srotoli bene quel filo conduttore delle stragi del 1993 messo nelle mani di Carra, l'autotrasportatore dell'esplosivo, quando partì ripetutamente da Palermo verso i luoghi delle stragi .
Carra, rispetto alla strage di Via Palestro, è uomo di mafia che si è "pentito, ma che rispettava troppo"l'ordine di non guardare in faccia la gente quando era vestita bene creando non pochi problemi per identificare i fratelli Formoso.
Così come non si sono potuti processare per la strage di via Palestro probabili "colletti bianchimilanesi, che su quella imboscata qualcosa dovevano necessariamente sapere.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2302  del 
26/07/2013
BERNARDO PROVENZANO è in ospedale, è curato per tutte le sue patologie.
Perché revocargli il 41 bis?
Quello di Bernardo Provenzano è un 41 .....
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BERNARDO PROVENZANO è in ospedale, è curato per tutte le sue patologie.
Perché revocargli il 41 bis?
Quello di Bernardo Provenzano è un 41 bis sulla carta, quindi cosa gli revocano di fatto le procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo ?
Revocano quella questione di principio che mai avrebbe dovuto venire meno davanti ai morti ammazzati dalla mafia e che da troppo tempo era nell'aria.
Sarà la deriva del 41 bis, questo si che le procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo otterranno se il Ministro della Giustizia non sarà illuminato verso le vittime di mafia.
Siamo indignati, scandalizzati e pronti ad andare in via dei Georgofili sotto il sol leone a chiedere attenzione per i nostri figli ammazzati e invalidati.
Troppe minacce ai magistrati, troppe brache calate davanti alla mafia, un Governo di larghe pretese, queste le cause secondo la nostra opinione di un probabile regalo alla mafia cosa nostra senza precedenti.
"A ciascuno il suo, a ciascuno il suo con grande correttezza".
Gabriele Chelazzi si rivolterà nella tomba davanti a sì tanto scempio!
La "PRESUNTA" trattativa è arrivata a compimento sul sangue dei nostri morti, e sulle ferite dei nostri invalidi: chi deve si vergogni!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2303  del 
26/07/2013
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Inserimento nel sito:

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COMUNICATO
2316  del 
29/07/2013
La libertà e l'autonomia della Magistratura è una delle poche certezze che ancora ci restano in Italia per sperare nella ricerca della verità sul..... Apri
La libertà e l'autonomia della Magistratura è una delle poche certezze che ancora ci restano in Italia per sperare nella ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili e tutte le altre stragi del 1993.
Eppure in queste ore abbiamo l'impressione che il dogma su cui si fonda la democrazia di un Paese sia messo in discussione attraverso stampa, televisioni e qualunquismo diffuso.
Cosa c'entrerà mai il risultato della sentenza, sia pure Mediaset, presso la Cassazione, rispetto alla tranquillità della vita politica dell'intero Paese?
La notte del 6 Maggio 2002 allora si che tutto era in discussione in Italia, fu la notte della sentenza di Cassazione per i Capi massimi di "cosa nostra", rispetto alla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e altri sei eventi stragisti di portata abnorme in meno di un anno, eppure nei giorni a precedere la sentenza per la mafia che aveva attaccato lo Stato e neppure in quelli a seguire abbiamo visto tanta agitazione.
Ovvero tanta voglia di sentenziare prima dei giudici stessi.
Non parliamo poi della notte della sentenza di Cassazione per le stragi del 1993,alla qual lettura c'eravamo solo noi le vittime di Bernardo Provenzano, pochi addetti ai lavori e l'impresa di pulizie dell'edificio.
Non c'era di certo la fila di giornalisti di tutto il mondo fuori del "palazzaccio".

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2317  del 
31/07/2013
Apprendiamo con piacere l'intenzione del Capo........ Apri
Apprendiamo con piacere l'intenzione del Capo...
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COMUNICATO
2331  del 
02/08/2013
Eravamo a Bologna a ricordare il 2 Agosto del 1980 di 33 anni fa.
Facciamo parte dell'Unione familiari vittime stragi che hanno presentato la ric.....
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Eravamo a Bologna a ricordare il 2 Agosto del 1980 di 33 anni fa.
Facciamo parte dell'Unione familiari vittime stragi che hanno presentato la richiesta di disegno di legge per il reato di depistaggio, e oltre un nostro forte desiderio di essere al fianco di chi ha perso i familiari nella strage del 2 Agosto 1980 e non ha ancora avuto giustizia, era un nostro preciso dovere essere presenti.
Abbiamo apprezzato ancora una volta le parole di un rappresentante del Governo che ha promesso il suo impegno personale per la realizzazione completa della legge 206 del 2004, il Ministro Delrio, e auspichiamo che ancora una volta non siano solo promesse.
È dal 2004 che gli invalidi all'80 per cento della capacità lavorativa, rimasti tali sotto il tritolo stragista si sentono fare queste assicurazioni e se la promessa fosse ancora una volta disattesa, vorrebbe dire che siamo buoni per essere presi in giro negli anniversari.
Era inoltre presente a Bologna la Presidente della Camera Boldrini, la quale è stata da noi invitata il 27 Maggio scorso al 20imo anniversario della strage di Via dei Georgofili; non ha potuto venire e non abbiamo potuto dirLe che non crediamo affatto che le stragi degli anni 90 siano della stessa matrice così detta esclusivamente fascista come quelle degli anni 80.
Le stragi del 1992 almeno quella di via D'Amelio, hanno una forte correlazione con le stragi del 1993, e il movente fortemente economico di quei massacri fa sì che non possano ancora oggi, dopo venti anni, essere attribuibili, politicamente parlando, ad un solo colore politico ben preciso, questo perché manca la verità completa sul piano giudiziario come su quello storico.
Questo noi crediamo e pur avendo molto apprezzato l'intervento dal palco del 2 Agosto sul piano umano, della Presidente della Camera, siamo certi che gli atti processuali di Firenze sulle stragi del 1993 andrebbero letti nella loro versione integrale, per capire meglio cosa è successo in Italia in quel maggio maledetto di 20 anni fa.
Infatti noi auspichiamo di capirlo meglio nel processo trattativa Stato Mafia a Settembre prossimo presso il Tribunale di Palermo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2332  del 
05/08/2013
Come mai non si fanno i dovuti passi per capire se sia giusto sbeffeggiare tanto la magistratura come sta avvenendo in questi giorni, dopo la sentenza..... Apri
Come mai non si fanno i dovuti passi per capire se sia giusto sbeffeggiare tanto la magistratura come sta avvenendo in questi giorni, dopo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione sul caso Mediaset?
Come cittadini, e come soggetti fortemente provati da un torto gravissimo come la strage di via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993, non comprendiamo attacchi così violenti alla magistratura.
Ascoltiamo in queste ore esternazioni volgari e gravissime verso i magistrati.
Da anni chiediamo l'indipendenza e la libertà dal potere politico della Magistratura, per poter portare a compimento la ricerca della verità sui massacri del 1993, invece quello che sta avvenendo in queste torride giornate è secondo noi gravissimo.
Rammentiamo all'uopo la lettera ricevuta dalla Procura di Palermo ad Aprile scorso, prima delle elezioni politiche, le quali secondo noi non hanno di certo portato a questa maggioranza di Governo, e nella qual lettera era scritto:
"Amici Romani di Matteo (Messina Denaro) hanno deciso di eliminare il pm N.Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per fermare questa deriva di ingovernabilità...".
Ancora una volta tutta la nostra solidarietà alla magistratura.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2346  del 
10/08/2013
I familiari dlle vittime dei Georgofili: "Stop a ergastolo farebbe uscire centinaia di boss"

'A Riina qualcuno ha promesso c.....
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I familiari dlle vittime dei Georgofili: "Stop a ergastolo farebbe uscire centinaia di boss"

'A Riina qualcuno ha promesso che quello e il 41 bis sarebbero stati buttati a mare a tempo debito. Siamo arrivato al giorno in cui le cambiali si pagano"

"L'abolizione dell'ergastolo avrebbe un solo effetto: l'uscita di centinaia di boss, compresi quelli delle stragi del 1992-1993, detenuti da quasi venti anni".
Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"E' un dato processuale incontrovertibile che a Salvatore Riina qualcuno ha promesso che l'ergastolo e il 41 bis sarebbero stati buttati a mare a tempo debito - aggiunge -. Ci siamo arrivati a quel fatidico giorno in cui le cambiali si pagano: quasi tutti i partiti sono impegnati attraverso chi non sa nulla delle stragi del 1993, a lavorare per far decadere il fine pena mai anche per la mafia stragista. Anzi, a far cadere l'ergastolo e anche il 41 bis". (ANSA)
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COMUNICATO
2345  del 
10/08/2013
"Abolire l'ergastolo avrebbe dunque un solo effetto : l'uscita di centinaia di boss, compresi quelli delle stragi del 1992-1993, detenu..... Apri
"Abolire l'ergastolo avrebbe dunque un solo effetto : l'uscita di centinaia di boss, compresi quelli delle stragi del 1992-1993, detenuti da quasi venti anni".
Noi non siamo così magnanimi come l'editoriale del #034;Il fatto" di oggi, infatti è un dato processuale incontrovertibile che a Salvatore Riina qualcuno lo ha promesso che l'ergastolo e il 41 bis sarebbero stati buttati a mare a tempo debito.
Ci siamo arrivati a quel fatidico giorno in cui "le cambiali si pagano", infatti quasi tutti i partiti sono impegnati, attraverso chi non sa nulla delle stragi del 1993 i classici "utili idioti", a lavorare per far decadere il "fine pena mai" anche per la mafia stragista.
Anzi, a far cadere l'ergastolo e il 41 bis, solo per la mafia stragista del 1993 , perché giusto in Italia di fatto nessuno ha l'ergastolo certo.
Ergastolo è una parola vuota nel nostro ordinamento, mantenuta ferma, fino ad oggi, giusto solo per i boss delle stragi terroristiche eversive del 1993 e quindi è chiaro che il regalo che in queste ore si cerca di incartare con tanto di fiocco inneggiante i diritti umani, è solo ed esclusivamente per loro: per i mafiosi stragisti del 1993 che premono e vogliono uscire dal carcere e andare a casa.
Bisognerà però passare sui nostri cadaveri, come a suo tempo fu per i nostri figli quando fior di ladroni in questo Paese promisero a Riina di annullare il fine pena mai, in cambio della strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2347  del 
12/08/2013
Quanti di noi hanno visto male da sempre la tassa sulla prima casa?
Se dovessimo votare per alzata di mano, anche le mani dei più convinti della .....
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Quanti di noi hanno visto male da sempre la tassa sulla prima casa?
Se dovessimo votare per alzata di mano, anche le mani dei più convinti della necessità di questa tassa comunale per far sì che le nostre città e le nostre periferie fossero più pulite e i più deboli tutelati al massimo, sarebbero in alto.
In fondo, ICI e IMU troppo spesso sono servite solo per alimentare auto blu e spropositati appannaggi fra i pubblici amministratori, quindi ampi consensi oggi vanno a chi in perenne campagna elettorale promette l'abolizione dell'IMU.
Una riflessione però noi vogliamo porla a chi ci ha seguito in questi 20 anni di tribolazione contro la mafia:
Quante prime case, quanti fondi e immobili vari possiede "cosa nostra" intestate una per una a tantissimi singoli presta nomi il cui numero è incalcolabile?
Quante IMU non pagherà Matteo Messina Denaro oggi ancora latitante dopo 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, visto che di "prime case" ne ha a sfare, giusto intestate una per una a soggetti diversi?
Possibile che in questo Paese non si riesca di fare una qualsiasi cosa, mascherandola sempre da bene per il popolo, senza favorire la mafia?
Ci sarà un modo affinchè l'IMU sia applicata nel migliore dei modi senza che da Riina in giù e da Riina in su ne abbiano a godere.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2348  del 
14/08/2013
Dalle pagine dei giornali apprendiamo che il sindaco di Firenze ha in animo di cambiare nome a 100 strade fiorentine e che la corsa ad accaparrarsi il..... Apri
Dalle pagine dei giornali apprendiamo che il sindaco di Firenze ha in animo di cambiare nome a 100 strade fiorentine e che la corsa ad accaparrarsi il ricordo nel tempo è già in atto.
Noi vorremmo semplicemente che a Firenze fossero intestate due strade:
una alle vittime della strage di via dei Georgofili, e l'altra al magistrato Gabriele Chelazzi.
Sono 10 anni che lo chiediamo, ci sono sempre stati insormontabili problemi di commissione toponomastica a rendere vana la nostra istanza.
Ricordiamo la nostra ripetuta richiesta a chi di dovere e auspichiamo quindi che questo 2013, il ventennale della strage di Firenze, sia l'anno in cui avremo la certezza che i posteri ricorderanno il massacro più ignobile che storia d'Italia ricordi.
Il mondo ha bisogno di ricordare quel massacro avvenuto nella centralissima città di Lorenzo il Magnifico il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, mentre le istituzioni italiane - non v'è dubbio -erano per lo meno girate dall'altra parte.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2349  del 
14/08/2013
L'associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili chiede di intitolare una via ai defunti della strage

La presidentessa Giovan.....
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L'associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili chiede di intitolare una via ai defunti della strage

La presidentessa Giovanna Maggiani Chelli: "Sono dieci anni che lo chiediamo, i posteri devono avere memoria di questa strage"

Intitolare una strada di Firenze alle vittime della strage di via dei Georgofili ed una a Gabriele Chelazzi, il pm, morto dieci anni fa, che condusse l'inchiesta che portò alla condanna dei mafiosi che eseguirono l'attentato del 1993.
E' la proposta di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage dopo l'annuncio del sindaco di Firenze Matteo Renzi di voler trovare nuovi nomi per cento strade del capoluogo toscano.
"Sono dieci anni che lo chiediamo e ci sono sempre stati insormontabili problemi di commissione toponomastica a rendere vana la nostra istanza", spiega Giovanna Maggiani Chelli, auspicando che "questo 2013, il ventennale della strage di Firenze, sia l'anno in cui avremo la certezza che i posteri ricorderanno il massacro più ignobile che la storia d'Italia ricordi".
Fonte: ANSA
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NOTIZIA Adnkronos
2350  del 
14/08/2013
Roma, 14 ago. (Adnkronos) - "Apprendiamo che il sindaco di Firenze ha in animo di cambiare nome a 100 strade fiorentine e che la corsa ad accapar..... Apri
Roma, 14 ago. (Adnkronos) - "Apprendiamo che il sindaco di Firenze ha in animo di cambiare nome a 100 strade fiorentine e che la corsa ad accaparrarsi il ricordo nel tempo e' gia' in atto. Noi vorremmo semplicemente che a Firenze fossero intestate due strade: una alle vittime della strage di via dei Georgofili, e l'altra al magistrato Gabriele Chelazzi".
Lo chiede, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione familiari vittime della strage.
"Sono 10 anni che lo chiediamo, ci sono sempre stati insormontabili problemi di commissione toponomastica a rendere vana la nostra istanza. Ricordiamo la nostra ripetuta richiesta a chi di dovere e auspichiamo quindi che questo 2013, il ventennale della strage di Firenze, sia l'anno in cui avremmo la certezza che i posteri ricorderanno il massacro più ignobile che storia d'Italia ricordi. Il mondo ha bisogno di ricordare quel massacro avvenuto nella centralissima città di Lorenzo il Magnifico il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, mentre le istituzioni italiane -conclude la nota- erano per lo meno girate dall'altra parte".
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COMUNICATO
2351  del 
15/08/2013
Vogliamo fortemente e più che mai la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e di conseguenza il massimo appoggio alla Magistratu..... Apri
Vogliamo fortemente e più che mai la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e di conseguenza il massimo appoggio alla Magistratura.
Uniamo quindi la nostra voce a quella del Governatore della Regione Toscana Enrico ROSSI.
Sottoscriviamo il volantino che il Presidente della Regione Toscana ha distribuito a Viareggio con richiamo all'articolo 3 della Costituzione e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2352  del 
19/08/2013
Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno ecco l'ennesimo scritto anzitempo sulla trattativa Stato mafia.
In questo caso a scrivere è un gior.....
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Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno ecco l'ennesimo scritto anzitempo sulla trattativa Stato mafia.
In questo caso a scrivere è un giornalista dei nostri tempi, Giovanni Fasanella, il quale non ha seguito i processi d Firenze sulle stragi del 1993, ma ne scrive da esperto sul blog di Grillo.
Il "passaparola sulla - lunga trattativa Stato mafia"- dell'autore dell'ultima ora, scivola ancora una volta lungo la strada dietrologica del rosso e del nero.
Dietrologia che conosciamo bene ormai da troppi anni e che abbiamo sempre letto come il salvagente del sistema gettato a uomini singoli che contano ancora oggi vivi o con eredi.
Noi siamo certi che le stragi del 1993 affondano le radici molto più vicino a noi di quanto si possa pensare, e imbrattare carta non bollata, può mirare secondo noi a condizionare quanti sulle stragi del 1993 cercano la verità davvero.
"A ciascuno il suo quindi, a ciascuno il suo in maniera molto corretta", questo il monito alla politica tutta di Gabriele Chelazzi nel maggio del 2002, e che noi andiamo ricordando di continuo.
Lasciamo perdere una volta tanto lo sbarco in Normadia con l'aiuto della mafia e guardiamo a quegli aiuti che "cosa nostra" ha dato molto più di recente a destra e a manca in cambio dell'annullamento del 41 bis, della dissociazione e della non confisca dei beni.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2365  del 
23/08/2013
Finalmente tutti quei beni confiscati di fatto alla mafia, si parte con il bene di Suvignano a Siena, e che non sono destinabili a fini di recupero di..... Apri
Finalmente tutti quei beni confiscati di fatto alla mafia, si parte con il bene di Suvignano a Siena, e che non sono destinabili a fini di recupero di immagine contro il sistema mafioso, quali scuole, caserme edifici pubblici ecc, verranno venduti e si presume il ricavato destinato senza se e senza ma a far fronte alle esigenze delle vittime della mafia che da anni attendono i risarcimenti del danno subìto durante 20 anni di strapotere mafioso.
Si fa presente che potrebbe ricomprarli la mafia stessa, lo Stato se vuole è in grado di fare sì che ciò non avvenga; dovesse succedere, lo Stato potrà riconfiscare un'altra volta il bene tornato nelle mani di organizzazioni come "cosa nostra" e imporre la sua forza in questa operazione di civiltà.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2368  del 
27/08/2013
Mafia: Georgofili, figlia Riina inorridisca per vittime

FIRENZE, 27 AGO - "La figlia di Riina la sua favoletta di brava figlia che ama q.....
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Mafia: Georgofili, figlia Riina inorridisca per vittime

FIRENZE, 27 AGO - "La figlia di Riina la sua favoletta di brava figlia che ama quell'assassino di suo padre, ma che le dispiace tanto per le vittime di mafia la vada a raccontare a qualcun altro" e "inorridisca una buona volta davanti a tanto sangue innocente versato". Questa la presa di posizione dell'Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili in merito all'intervista rilasciata alla televisione svizzera da Lucia Riina.
"La prossima volta che rilascia una intervista del genere - aggiunge in una nota l'Associazione - penseremo seriamente a cercare la possibilità di querelarla per lesa memoria dei nostri morti".
"Inoltre - conclude la nota - bastano le nostre di televisioni che esaltano i figli dei criminali, non ci si mettano anche quelle svizzere". (ANSA)
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COMUNICATO
2367  del 
27/08/2013
La figlia di Riina la sua favoletta di brava figlia che ama quell'assassino di suo padre ma che le dispiace tanto per le vittime di mafia la vad..... Apri
La figlia di Riina la sua favoletta di brava figlia che ama quell'assassino di suo padre ma che le dispiace tanto per le vittime di mafia la vada a raccontare a qualcun altro.
La smetta di rilasciare interviste a tanto il chilo: suo padre non ha ucciso qualcuno durante un raptus ma ha macellato e fatto macellare scientificamente centinaia di poveri cristi che si sono trovati anche solo sulla sua strada come i nostri figli.
Inorridisca una buona volta Lucia Riina davanti a tanto sangue innocente versato perché quelle come lei potessero fare la bella vita.
La prossima volta che rilascia un'intervista del genere penseremo seriamente a cercare la possibilità di querelarla per lesa memoria dei nostri morti torturati e massacrati come cani dal macellaio di via dei Georgofili Salvatore Rina.
Inoltre bastano le nostre di televisioni che esaltano i figli dei criminali: non ci si mettano anche quelle svizzere, guardino in casa loro e scopriranno così che capi mafia come Riina Salvatore non ne hanno mai avuti e che non è il caso di dare voce alla loro progenie.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2366  del 
27/08/2013
Il fronte di resistenza che in Italia vuole liberarsi dallo strapotere mafioso, sta venendo meno.
Per alcuni mafiosi la Corte Suprema di Cassazi.....
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Il fronte di resistenza che in Italia vuole liberarsi dallo strapotere mafioso, sta venendo meno.
Per alcuni mafiosi la Corte Suprema di Cassazione "ha bollato come illegittimo il calcolo della pena inflitta sulla base dell'applicazione della recidiva".
Il discorso è complicato e non chiaro a tutti , ma il risultato della norma è chiarissimo: alcuni mafiosi palermitani di grosso spessore possono uscire dal carcere anzi tempo.
E' il primo grande colpo "al fine pena mai" e all'annullamento del "41 bis" per i mafiosi rei di strage.
La legge consente oggi di arretrare di venti anni nella lotta alla mafia e di far gioire, alimentando una speranza in più, Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella insieme ai fratelli Graviano per i quali il sistema sta lavorando alle nostre spalle fregandosene altamente del nostro dolore senza fine e del prezzo che abbiamo pagato in nome e per conto di ignobili affari di Stato.
Si arriverà a breve a concedere alla mafia "cosa nostra" ciò che nel 1993 ha imposto con 2600 chili di tritolo lungo tutta la penisola e tutto sarà a norma di legge.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2370  del 
28/08/2013
Mafia:Georgofili,video intervista figlia Riina via da sito

ROMA, 28 AGO - E' sparito dal sito della tv svizzera TSR il video dell'i.....
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Mafia:Georgofili,video intervista figlia Riina via da sito

ROMA, 28 AGO - E' sparito dal sito della tv svizzera TSR il video dell'intervista a Lucia, la figlia di Toto' Riina.
Lo annuncia Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che ieri aveva invitato la figlia del boss mafioso a "inorridire" per le vittime della mafia.
"Ci aspettiamo ora - aggiunge l'associazione - che quanti, nel mondo, hanno in queste ore divulgato il video contenente l'intervista alla figlia del Capo di "Cosa nostra", facciano altrettanto".
"L'enormità della strage di Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto il giro del mondo, perché erano stati colpiti gli Uffizi, ma quella notte morirono sotto 277 chili di tritolo distribuito da Salvatore Riina per salvaguardare i suoi affari e quelli dei suoi eredi, due bambine piccolissime, un ragazzo di venti anni e due giovani di poco più di 30 anni.
Va tolta quindi ogni voce ai mafiosi terroristi eversivi del 1993 e ai suoi eredi, a meno che non vogliano verbalizzare ciò che sanno nella procura della Repubblica di Firenze" conclude l'associazione. (ANSA)
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COMUNICATO
2369  del 
28/08/2013
Dal sito della TSR svizzera hanno tolto il video realizzato per Lucia Riina.
Ci aspettiamo che quanti, nel mondo, hanno in queste ore divulgato .....
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Dal sito della TSR svizzera hanno tolto il video realizzato per Lucia Riina.
Ci aspettiamo che quanti, nel mondo, hanno in queste ore divulgato il video contenente l'intervista alla figlia del Capo di "Cosa nostra", facciano altrettanto.
L'enormità della strage di Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto il giro del mondo, perché erano stati colpiti gli Uffizi, ma quella notte morirono sotto 277 chili di tritolo distribuito da Salvatore Riina per salvaguardare i suoi affari e quelli dei suoi eredi, due bambine piccolissime, un ragazzo di venti anni e due giovani di poco più di 30 anni.
Va tolta quindi ogni voce ai mafiosi terroristi eversivi del 1993 e ai suoi eredi, a meno che non vogliono verbalizzare ciò che sanno nella procura della Repubblica di Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2371  del 
29/08/2013
Inserimento nel sito:

Presentazione del libro Io s.....
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Inserimento nel sito:

Presentazione del libro Io so di Antonio Ingroia.
13 Settembre 2013, Libreria Feltrinelli - Firenze
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COMUNICATO
2372  del 
29/08/2013
Continua ad oltranza la saga delle famiglie mafiose di "cosa nostra".
Prima il figlio di Provenzano preoccupato per il padre che ruzzo.....
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Continua ad oltranza la saga delle famiglie mafiose di "cosa nostra".
Prima il figlio di Provenzano preoccupato per il padre che ruzzolava dai letti in carcere, poi la figlia di Riina che imbratta tele e dà sfogo alla sua vena poetica sull'inginocchiatoio di casa in adorazione del padre assassino di bambini piccoli.
Oggi a poche ore dalle esternazioni della Lucia Riina, annunciato dal settimanale l'Espresso che uscirà domani, ecco il cambio repentino di tecnica di comunicazione: la figlia di Matteo Messina Denaro appena quindicenne prende le distanze dal padre, reo di strage terroristica eversiva e ancora latitante dopo 20 anni.
Non c'è pace tra i cipressi dei cimiteri dove cercano di riposare i nostri morti, questo perché qualcosa sembra agitare "cosa nostra", ma soprattutto sembra agitare tutti quei politici che con l'organizzazione criminale "cosa nostra" si sono collusi a fare affari.
Le quindicenni da sempre si ribellano ai padri, si ribellano ai padri che vanno per loro a lavorare ogni mattina, figuriamoci le figlie dei mafiosi assassini, quindi come si dice una rondine di soli 15 anni non fa primavera.
Aspettiamo che la figlia di Matteo Messina Denaro cresca e quando avrà bisogno di metter le mani sui conti correnti del padre, tenuti intatti per lei nelle banche che ospitato i capitali dell'uccel di bosco capo mafia, vedremo che farà.
Per ora quello che conterebbe per tutti noi è la mancanza di rumore intorno a questi rampolli figli di capi mafia, ma pare non ci sia dato di sentirlo calare questo invocato silenzio stampa sui mafiosi.
Il dovere del silenzio per rispetto ai nostri morti, pare che qualcuno in questo Paese a livello politico lo voglia infranto, affinchè le "famiglie mafiose" siano presentate al popolo come normali famiglie molto cattoliche, dedite alla preghiera e alle prese di distanza dai padri cattivi, cercando così con larghi consensi di tirare fuori dalla galera e dal 41 bis tutti i capi di "cosa nostra".
E' fin troppo chiaro: la mafia sta presentando i suoi conti a chi promise di aiutarla in cambio di 277 chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze e chi meglio delle facce che paiono pulite dei figli giovani dei mafiosi può servire all'uopo?
Non ci si scordi però che il 1 Aprile del 1993 nella villetta di santa Flavia i "capi provincia" che rappresentavano tutte le "famiglie mafiose" della Sicilia si radunarono per deliberare l'operatività delle stragi in Continente e mezza Italia lo sapeva, compresi i figli dei capi mafia, anzi nel processo di Firenze è scritto "lo sapevano anche i sassi".

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2374  del 
30/08/2013
(ANSA) -FIRENZE, 30 AGO - "Quello che conterebbe è la mancanza di rumore intorno a rampolli figli di capi mafia ma pare non ci sia dato questo invocat..... Apri
(ANSA) -FIRENZE, 30 AGO - "Quello che conterebbe è la mancanza di rumore intorno a rampolli figli di capi mafia ma pare non ci sia dato questo invocato silenzio".
Lo dice il presidente dei familiari delle vittime della strage di via Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, dopo che anche la figlia 15enne del boss Matteo Messina Denaro ha parlato dicendo di volersi distanziare dal padre. Sulle esternazioni dei figli dei boss Maggiani dice che i boss usano"le facce che paiono pulite dei figli giovani" per avere consenso.
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NOTIZIA ANSA
2373  del 
30/08/2013
Mafia: Georgofili, ora basta esternazioni dei figli dei boss
Maggiani Chelli, facce pulite eredi usate per avere consenso

FIRENZE, 30 AGO.....
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Mafia: Georgofili, ora basta esternazioni dei figli dei boss
Maggiani Chelli, facce pulite eredi usate per avere consenso

FIRENZE, 30 AGO - "Continua a oltranza la saga delle famiglie mafiose di Cosa nostra mentre ora quello che conterebbe per tutti noi è la mancanza di rumore intorno a questi rampolli figli di capi mafia, ma pare non ci sia dato di sentirlo calare questo invocato silenzio stampa sui mafiosi": lo scrive la presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, a proposito della vicenda della figlia quindicenne del boss Matteo Messina Denaro che ha detto di voler prendere le distanze dal padre.
"Prima - ricorda Maggiani Chelli la serie di esternazioni pubbliche di familiari dei boss - c'è stato il figlio di Provenzano preoccupato per il padre che ruzzolava dai letti in carcere; poi la figlia di Riina che imbratta tele e dà sfogo alla sua vena poetica sull'inginocchiatoio di casa, in adorazione del padre assassino di bambini piccoli. Oggi, a poche ore dalle esternazioni di Lucia Riina, ecco il cambio repentino di tecnica di comunicazione: la figlia di Matteo Messina Denaro appena quindicenne prende le distanze dal padre, reo di strage terroristica eversiva e ancora latitante dopo 20 anni. Non c'è pace tra i cipressi dei cimiteri dove cercano di riposare i nostri morti, questo perché qualcosa sembra agitare Cosa nostra, ma soprattutto sembra agitare tutti quei politici che con l'organizzazione criminale si sono collusi a fare affari".
"Le quindicenni - prosegue Maggiani Chelli - da sempre si ribellano ai padri, si ribellano ai padri che vanno per loro a lavorare ogni mattina, figuriamoci le figlie dei mafiosi assassini, quindi come si dice una rondine di soli 15 anni non fa primavera. Aspettiamo che la figlia di Matteo Messina Denaro cresca e quando avrà bisogno di metter le mani sui conti correnti del padre, tenuti intatti per lei nelle banche che ospitato i capitali dell'uccel di bosco capo mafia, vedremo che farà".
"Il dovere del silenzio per rispetto ai nostri morti - afferma ancora - pare che qualcuno in questo Paese a livello politico lo voglia infranto, affinchè le 'famiglie mafiose' siano presentate al popolo come normali famiglie molto cattoliche, dedite alla preghiera e alle prese di distanza dai padri cattivi, cercando così con larghi consensi di tirare fuori dalla galera e dal 41 bis tutti i capi di Cosa nostra". Per Maggiani Chelli "è fin troppo chiaro, la mafia sta presentando i suoi conti a chi promise di aiutarla in cambio di 277 chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze e chi meglio delle facce che paiono pulite dei figli giovani dei mafiosi può servire all'uopo?". (ANSA)
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COMUNICATO
2375  del 
31/08/2013
Nei referendum presentati dal partito radicale, è prevista l'abolizione della pena dell'ergastolo "il fine pena mai" anche per i mafiosi che nel 1993 ..... Apri
Nei referendum presentati dal partito radicale, è prevista l'abolizione della pena dell'ergastolo "il fine pena mai" anche per i mafiosi che nel 1993 usando più di mille chili di tritolo hanno messo a ferro e fuoco l'Italia, giusto perchè fosse abolito l'ergastolo e di conseguenza il 41 bis, il regime speciale di detenzione per chi dall'interno del carcere condiziona il voto e dà ordini di morte.
E' alquanto singolare che il PDL, partito che quando era Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha sempre combattuto l'abolizione del 41 bis, oggi inviti i suoi adepti ad andare a firmare nelle sedi preposte per i referendum dei radicali, giustificando l'adesione ai referendum come se il senso di giustizia fosse da individuarsi là dove Riina, Provenzano, Bagarella e i fratelli Graviano abbiano la possibilità di tornare a casa dopo soli 20 anni di carcere.
La domanda dovevamo porcela inevitabilmente: qualcosa non quadra o qualcosa è fin troppo chiaro?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazioine tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2376  del 
01/09/2013
Giungano le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del Proc. Antonino Guttadauro.
Alla guida della Procura fiorentina dal 1997 al 2001, m.....
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Giungano le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del Proc. Antonino Guttadauro.
Alla guida della Procura fiorentina dal 1997 al 2001, mentre a Firenze il proc. Gabriele Chelazzi svolgeva le indagini più delicate sui mandanti esterni a cosa nostra, è stato spesso per noi frutto di grandi speranze per la ricerca della verità.
Infatti, poco prima di lasciare la Procura fiorentina per fine mandato, vicino all'anniversario della strage di via dei Georgofili disse che le indagini più delicate sulle stragi del 1993 si erano spostate verso fabbriche del nord.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2377  del 
02/09/2013
Il Centro Coopfi di Montevarchi ci ha invitati per il 29 Agosto u. s. alla inaugurazione della mostra dell'ANSA-Comune di Firenze sulla strage di..... Apri
Il Centro Coopfi di Montevarchi ci ha invitati per il 29 Agosto u. s. alla inaugurazione della mostra dell'ANSA-Comune di Firenze sulla strage di via dei Georgofili.
La mostra presentata a Firenze in Palazzo Vecchio durante il 20 anniversario della strage è stata da noi molto apprezzata anche perché abbiamo potuto valutare quanto assomigliasse a quella messa in atto per noi dagli studenti di Sinistra dell'Università di Novoli e da noi insieme agli universitari esposta per l'anniversario in molti siti di Firenze.
Non siamo andati alla inaugurazione della Mostra Ansa-Comune di Firenze a Montevarchi come da invito della Coop, scusandoci per impegni presi in precedenza.
Oggi dobbiamo però precisare, a scanso equivoci, una cosa per noi molto importante, questo perché la mostra è stata presentata nell'ambito delle manifestazioni così dette "della Festività del perdono 2013".
E' quindi nostro dovere precisare per quanti avessero potuto comprendere male, che noi non perdoniamo un bel nulla sia alla mafia "cosa nostra" che ai "concorrenti esterni a cosa nostra" nella strage di via dei Georgofili.
Ci scusiamo per la trasversalità, ma in questi ultimi periodi si invocano troppi perdoni che noi non ci sentiamo di concedere a nessuno fintanto che la Magistratura non scriverà nero su bianco chi insieme alla mafia ha massacrato i nostri figli.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2378  del 
02/09/2013
Inserimento nel sito:

Intervento di G.M.Chelli a.....
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Inserimento nel sito:

Intervento di G.M.Chelli al tg1
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COMUNICATO
2379  del 
03/09/2013
Ogni tanto una notizia buona Bernardo Provenzano rimane a 41 bis.
Il supporto della Procura Nazionale Antimafia è stato determinante e noi siamo.....
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Ogni tanto una notizia buona Bernardo Provenzano rimane a 41 bis.
Il supporto della Procura Nazionale Antimafia è stato determinante e noi siamo convinti che sia giusto così, perché se è vero che le condizioni del capo mafia sono gravi, è anche vero che l'applicazione del 41 bis è solo sulla carta, visto che è ricoverato in ospedale e sicuramente molto controllato da medici e monitor.
Bernardo Provenzano rappresenta in questo suo scorcio di vita, quella organizzazione criminale che è "cosa nostra" e che ha massacrato senza pietà.
Cosa nostra capeggiata da Provenzano ha massacrato tutti noi non sul principio che il male non merita pietà, ma che sia il bene a non meritarne di pietà.
"Cosa nostra" attraverso i suoi capi storici non si è mai pentita di nulla, anzi, sta cercando fino alla fine di fregare tutti con piagnistei e difese d'ufficio, intavolate da amici e parenti per vincere quella partita iniziata nel 1993 sul sangue dei nostri cari e continuata fino ad oggi sulle ferite dei nostri invalidi.
In queste ore che possono essere davvero le ultime per il barbaro Bernardo Provenzano, va tutta la nostra disapprovazione soprattutto per coloro che in quel 1993 si sono collusi con "cosa nostra" , e hanno in questi 20 anni cercato e ancora cercano di aiutare la mafia ad ottenere ciò che voleva in Via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
La mafia a Firenze voleva: la dissociazione, l'annullamento del 41 bis, l'abolizione dell'ergastolo, la revisione dei processi, e soprattutto il NON utilizzo dei suoi beni confiscati per supportare economicamente le sue vittime, bensì voleva la conservazione dei beni stessi per quel futuro imminente, preparato da migliaia di chili di tritolo, in cui sarebbe andata a governare.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2380  del 
07/09/2013
Per coprire la seconda rata dell'IMU si pensa di penalizzare le vittime del terrorismo mafioso ed eversivo.
Come sempre quando bisogna far qu.....
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Per coprire la seconda rata dell'IMU si pensa di penalizzare le vittime del terrorismo mafioso ed eversivo.
Come sempre quando bisogna far quadrare i conti la mente dei Ragionieri dello Stato corre là dove la strada è più semplice ovvero levare, tagliare ai più deboli depauperandoli dei loro diritti più sacrosanti.
In materia fiscale la legge 206 del 2004 prevede agevolazioni a quanti massacrati sotto i colpi del tritolo mafioso ed eversivo, ora tutto pare messo in discussione.
Non solo non si completa la predetta norma nelle sue parti più significative, espressione di grande civiltà rispetto allo stragismo tutto italiano troppo spesso tollerato dalle istituzioni.
Infatti, non solo non si dà la pensione a quanti, invalidi all'80% della capacità lavorativa, non possono più andare a lavorare ma si pensa addirittura di mettere mano a quelle agevolazioni di fatto già acquisite con la 206 del 2004 e questo per coprire la seconda rata dell'IMU. Richiesta, quella della sospensione dell'IMU, che è tra l'altro fortemente legata alla sopravvivenza sulla scena politica di personaggi che nel 1993 erano totalmente presenti sulla scena dello stragismo.
Non staremo come al solito a vedere, non abbiamo mai riposto gli striscioni che gridano giustizia per il sangue versato dai nostri morti il 27 Maggio 1993 in nome e per conto di una Italia alla deriva che ha messo insieme ai nostri figli tutte le nostre famiglie nelle mani della mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
2381  del 
09/09/2013
Non è una questione di essere contenti o meno.
Nessuno è contento davanti alle sofferenze umane, anche se Provenzano con tutti i capi mafia di &.....
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Non è una questione di essere contenti o meno.
Nessuno è contento davanti alle sofferenze umane, anche se Provenzano con tutti i capi mafia di "cosa nostra" hanno brindato quando Dario Capolicchio è morto, arso vivo senza il conforto dello svenimento per mancanza di monossido di carbonio nei polmoni, e la piccola Caterina Nencioni di soli 50 giorni , con la sorella Nadia di nove anni, schiacciate sotto tonnellate di detriti.
Ma noi non siamo Provenzano e ci spiace che il macellaio di via dei Georgofili "stia male". Ma dobbiamo dirlo con grande serenità, Giuseppe Ferro il capo mandamento di Alcamo al tempo dei processi per le stragi del 1993 ha simulato così bene che in carcere aveva un povero marocchino che lo aiutava e in aula a Firenze, era in barella, sembrava morto.
Poi è però resuscitato quando ha capito che gli conveniva collaborare, eccome stava bene e parlava svelto in stretto dialetto siciliano, per paura di perdere il treno della collaborazione.
Avere quindi in aula Provenzano al processo trattativa Stato mafia, sarebbe molto giusto e opportuno se i medici potessero chiarire una buona volta se è malato vero o immaginario.
In quanto al suo aspetto, che dovrebbe vedere l'Italia intera, a noi non incanta, lo abbiamo spiegato più volte che, se vogliono, i mafiosi prendono in giro i medici i più esperti come quelli che corsero al capezzale di Giuseppe Ferro.
Si dice che in questi giorni i mafiosi a 41 bis danno di matto tutti in carcere, ci sarà una ragione!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2382  del 
11/09/2013
Caro Direttore,
Antonio PADELLARO

Sul giornale da Lei diretto, Marco Travaglio domanda oggi: quanti voti bisogna prendere per commett.....
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Caro Direttore,
Antonio PADELLARO

Sul giornale da Lei diretto, Marco Travaglio domanda oggi: quanti voti bisogna prendere per commettere un omicidio e restare in Parlamento?
E per commettere pluriomicidi come la strage, quanti voti bisogna prendere per restare in Parlamento?
Abbiamo il timore che di voti non ne serva alcuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2383  del 
12/09/2013
Inserimento nel sito:

Ricevimento Torrino d'Oro
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Ricevimento Torrino d'Oro Vedi
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COMUNICATO
2384  del 
14/09/2013
La decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore non è materia nostra, infatti il Parlamento in toto troppo spesso ha disatteso le nostre aspettative in ..... Apri
La decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore non è materia nostra, infatti il Parlamento in toto troppo spesso ha disatteso le nostre aspettative in fatto di tutela per le vittime delle stragi e sicuramente un governo vale l'altro, figuriamoci poi un governo di così dette "larghe intese" che in fatto di verità sulle stragi del 1993, ci ha preoccupati, non a torto, fin dalle prime ore.
Abbiamo però preso atto, attraverso i quotidiani, che forse a cercare di dipanare l'annosa controversia del dentro o fuori del Parlamento per il caso Berlusconi, sia il Consiglio di Stato.
E allora siamo ansiosi di vedere cosa deciderà il massimo organo amministrativo dello Stato, visto che quando si trovò proprio per conto di un Governo Berlusconi, per conto del Presidente del Consiglio stesso, a dover affrontare tre pratiche per le vittime invalide all'80% della capacità lavorativa, una di loro resa tale sotto il sotto il tritolo stragista del 1993 in via dei Georgofili, optò per il peggio rispetto alle vittime.
Infatti in quel caso il Consiglio di Stato optò immediatamente per l'esito sfavorevole alle tre domande di pensione INPS, peraltro previste dalla legge 206 del 2004, motivando con giustificazioni che hanno fatto piangere lacrime amare ai nostri invalidi che non possono più andare a lavorare per quello che hanno subito.
E tutto potevano attendersi fuorchè la perfidia dello Stato al quale si erano rivolte per i loro diritti calpestati.
A nessuno è venuto in mente di muoversi per rinviare alla Corte Costituzionale la decisione sulla legge 206 del 2004, come si auspica poter fare oggi sulla legge così detta Severino, forse perché nella Costituzione non si può trovare cattiveria per le vittime delle stragi mafiose terroristiche eversive.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2385  del 
16/09/2013
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L'ntervento di G.M.Chelli
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NOTIZIA Adnkronos
2410  del 
23/09/2013
Mafia: Ass. vittime Georgofili, usare beni sequestrati per risarcimento

Roma, 23 set. (Adnkronos) - "I sequestri dei beni ai prestanome.....
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Mafia: Ass. vittime Georgofili, usare beni sequestrati per risarcimento

Roma, 23 set. (Adnkronos) - "I sequestri dei beni ai prestanome di Matteo Messina Denaro sono sicuramente una cosa positiva. Onde evitare pero' che tanto lavoro da parte della magistratura e delle forze dell'ordine sia vanificato all'interno di una burocrazia ormai senza senso, bisogna che i beni confiscati alla 'primula rossa di cosa nostra', colui che ha massacrato i nostri figli mentre faceva saltare la Torre de' Pulci a Firenze e offendeva il mondo intero con danni alla Galleria degli Uffizi, si possano tramutare in denaro sonante vendendoli per ridare dignita' alle casse dello Stato e le sue vittime possano cosi' essere risarcite senza lungaggini brodose che offendono".
Cosi' in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta l'operazione della Dia di Palermo.
"Matteo Messina Denaro altrimenti se ne fa un baffo dei suoi beni sequestrati - sottolinea - se dopo il sequestro, attraverso utopie ammaliatrici, trova uno Stato che glieli conserva e glieli custodisce con il rischio piu' che reale che possano tornare in suo possesso".
"La mafia in Italia e' tutt'altro che debellata, altrimenti Matteo Messina Denaro sarebbe in carcere visto che e' reo della strage del 27 maggio 1993 - denuncia infine Maggiani Chelli - quindi utilizzare i suoi beni non vendendoli perche' se li potrebbe ricomprare non e' il rischio piu' grave, il rischio piu' grande e' invece che se li faccia conservare in buono stato, in attesa di mandare altri santi in Parlamento"
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2411  del 
28/09/2013
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NOTIZIA ANSA
2425  del 
01/10/2013
Stato-Mafia: ass. Georgofili revoca nomina avvocato Ingroia (2)

FIRENZE, 1 OTT - "Cause di forza maggiore - spiega Maggiani Chelli in u.....
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Stato-Mafia: ass. Georgofili revoca nomina avvocato Ingroia (2)

FIRENZE, 1 OTT - "Cause di forza maggiore - spiega Maggiani Chelli in una nota - ci inducono a revocare la delega di sostituto processuale da parte dell'avvocato Danilo Ammannato all'avvocato Antonio Ingroia nel processo di Palermo 'trattativa Stato-mafia', dove l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili è costituita parte civile". "La posizione di isolamento dell'Associazione - continua la nota - ci ha obbligati a cercare un avvocato palermitano, ma l'ex procuratore Ingroia potrà esercitare la funzione di legale purtroppo solo fra un anno. Nel frattempo, quando l'avvocato Ammannato non potrà recarsi a Palermo, ci serviremo di un sostituto fiorentino".
"Questa nota - conclude Maggiani Chelli - intende smorzare sterili polemiche": la scelta di Ingroia "altra funzione non ha avuto se non quella di nominare un tecnico preparato nel processo. E comunque l'avvocato Danilo Ammannato aveva nominato l'avvocato Antonio Ingroia per le udienze successive al 10 ottobre": quel giorno, infatti, "non potremo andare a Palermo perché a Firenze ci sarà presumibilmente la sentenza nei confronti di Francesco Tagliavia, mafioso palermitano che si è occupato della strage di Firenze". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2426  del 
01/10/2013
FIRENZE, 1 OTT - L'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha revocato la delega ad Antonio Ingroia quale a..... Apri
FIRENZE, 1 OTT - L'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha revocato la delega ad Antonio Ingroia quale avvocato di parte civile al processo palermitano sulla trattativa Stato-Mafia. Lo rende noto la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, spiegando che la decisione è stata presa per "cause di forza maggiore".
"L'ex procuratore Ingroia - spiega Maggiani Chelli - potrà esercitare la funzione di legale purtroppo solo fra un anno". (ANSA)
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COMUNICATO
2424  del 
01/10/2013
Cause di forza maggiore ci inducono a revocare la delega di sostituto processuale da parte dell'Avv. Danilo Ammannato all'Avv. Antonio Ingro..... Apri
Cause di forza maggiore ci inducono a revocare la delega di sostituto processuale da parte dell'Avv. Danilo Ammannato all'Avv. Antonio Ingroia nel processo di Palermo "Trattativa Stato mafia", dove l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili è costituita parte civile.
La posizione di isolamento dell'Associazione ci ha obbligati a cercare un avvocato palermitano ma l'ex procuratore Ingroia potrà esercitare la funzione di legale purtroppo solo fra un anno.
Nel frattempo, quando l'Avv. Ammannato non potrà recarsi a Palermo ci serviremo di un sostituto fiorentino, viste le innumerevoli udienze alle quali si andrà incontro.
Del resto alla Regione Toscana, come invece è avvenuto per la Regione Sicilia, non è stato consentito di costituirsi parte civile nel processo palermitano che ahimè tanto da vicino ci riguarda. La mancanza di Istituzioni Pubbliche al nostro fianco, pertanto, ha determinato per noi isolamento e mancanza di supporto.
Questa nota intende smorzare sterili polemiche sulla richiesta della nomina dell'Avv. Antonio Ingroia quale sostituto dell'Avv. Danilo Ammannato, richiesta che altra funzione non ha avuto se non quella di nominare un tecnico preparato nel processo da dibattere come avvocato di parte civile e non difensore penale; e comunque l'Avv. Danilo Ammannato aveva nominato l'avv. Antonio Ingroia per le udienze successive dal 10 Ottobre in poi, udienza in cui non potremo andare a Palermo perché a Firenze ci sarà presumibilmente la sentenza nei confronti di Francesco Tagliavia, mafioso palermitano che si è occupato della strage di Firenze.
Informiamo altresì che questa parte civile, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel processo "trattativa Stato Mafia", che si svolge a Palermo, non ha nessuna idea preconcetta: questa parte civile cerca solo ed esclusivamente la verità e la giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2428  del 
04/10/2013
"Il 10 ottobre, con ogni probabilità, ci sarà la sentenza per Francesco Tagliavia, un altro tassello, un'altra medaglia, all'immane lav..... Apri
"Il 10 ottobre, con ogni probabilità, ci sarà la sentenza per Francesco Tagliavia, un altro tassello, un'altra medaglia, all'immane lavoro della procura di Firenze".
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, riferendosi all'appello in corso a Firenze sulle stragi del 1993-1993.

"Un immane lavoro - continua la nota - quello della procura di Firenze, che sta lontano da 'sistemi criminali nebusoli', come ha tenuto a sottolineare il procuratore Alessandro Crini nella sua requisitoria, bensì si fonda su fatti concreti. Passaggio che abbiamo colto, il quale però non ci può tenere lontani da ulteriori processi chiarificatori, come quello che si tiene a Palermo sulla trattativa Stato Mafia e nel quale ci siamo costituiti parte civile.

Era nostro dovere costituirci a Palermo là dove si tenta di chiarire se 334 passaggi da 41 bis a carcere normale, effettuati nel novembre del 1993 dal governo in carica, possano essere serviti a gratificare una mafia che minacciava di uccidere 7 politici invisi a cosa nostra in quegli anni, e se butta caso invece siano morti i nostri figli al loro posto".

Fonte: ANSA
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COMUNICATO
2427  del 
04/10/2013
Dopo le requisitorie dei Pubblici Ministeri nel processo a Tagliavia Francesco, gli stessi del processo di primo grado, crediamo nella colpevolezza di..... Apri
Dopo le requisitorie dei Pubblici Ministeri nel processo a Tagliavia Francesco, gli stessi del processo di primo grado, crediamo nella colpevolezza di Francesco Tagliavia perché Spatuzza è molto credibile.
Infatti Gaspare Spatuzza, tra l'altro, nel processo Tagliavia conferma l'incontro in Via Veneto a Roma nel gennaio del 1994 con Giuseppe Graviano, al Bar Doney.
Diciamo conferma, perché più di dieci anni fa Scarano Antonio, collaboratore di giustizia, teste chiave per tutta la logistica delle stragi del 1993, ebbe a dire che a gennaio del 1994 Spatuzza incontrò "un uomo" in Via Veneto a Roma per parlare di quelle stragi appena avvenute .
Quell'uomo oggi sappiamo, perché come detto Spatuzza lo conferma, era Giuseppe Graviano, il quale disse quel 24 Gennaio 1994 a Spatuzza parlando delle stragi del 1993: "La sai fare politica? Quei morti di Firenze ci servono".
Frase pesante che implica avallo ai morti di Firenze e dà peso e consistenza alla trattativa Stato Mafia il cui frutto tragico sono stati i nostri morti e i nostri feriti.
Il 10 Ottobre p. v. con ogni probabilità a Novoli presso il nuovo Tribunale, sarà sentenza per Francesco Tagliavia, un altro tassello, un'altra medaglia, all'immane lavoro che la Procura di Firenze ha svolto in tutti questi anni sul fronte della manovalanza mafiosa e dei mandanti interni all'organizzazione criminale cosa nostra per le stragi del 1993.
Un immane lavoro quello della procura di Firenze che sta lontano da "sistemi criminali nebulosi", come ha tenuto a sottolineare il proc. Crini nella sua requisitoria, bensì si fonda su fatti concreti.
Passaggio che abbiamo colto, il quale però non ci può tenere lontani da ulteriori processi chiarificatori, come quello che si tiene a Palermo sulla trattativa Stato Mafia e nel quale ci siamo costituiti parte civile.
Era nostro dovere costituirci a Palermo là dove si tenta di chiarire se 334 passaggi da 41 bis a carcere normale, effettuati nel novembre del 1993 dal governo in carica, possano essere serviti a gratificare una mafia che minacciava di uccidere 7 politici invisi a cosa nostra in quegli anni, e se putacaso invece siano morti i nostri figli al loro posto.
Del resto anche gli argomenti della trattativa Stato Mafia sono stati materia delle indagini della procura di Firenze, indagini svolte dal magistrato Gabriele Chelazzi durante gli ultimi anni della sua vita.
Il magistrato Gabriele Chelazzi non era uomo e magistrato da fare indagini inutili e non concrete, per questo auspichiamo che l'argomento trattativa Stato Mafia sia ancora materia della sentenza del processo di Appello a Tagliavia Francesco, perché il 41 bis e la richiesta di annullamento dello stesso da parte della mafia "cosa nostra" con la strage del 27 maggio 1993, fa parte integrante del capo di imputazione di quanti hanno partecipato alla strage di via dei Georgofili come Francesco Tagliavia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2430  del 
06/10/2013
Mafia: Ass. Georgofili, no abolizione ergastolo a stragisti
Presidente, ci impegneremo per evitare scempio nostre vittime

FIRENZE, 6 .....
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Mafia: Ass. Georgofili, no abolizione ergastolo a stragisti
Presidente, ci impegneremo per evitare scempio nostre vittime

FIRENZE, 6 OTT - Campagna dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili contro l'abolizione dell'ergastolo ai mafiosi rei delle stragi del 1993. "'Cosa nostra' il 27 Maggio 1993, in via dei Georgofili ha ucciso con 277 chili di tritolo 5 persone innocenti affinchè l'ergastolo fosse abolito, ne ha massacrati altri 48 invalidandoli, e oggi troppi di loro in balia di se stessi", scrive la presidente dell'associazione Giovanna Maggiani Chelli.
"Rammentiamo che il Governo in carica in quel momento non è riuscito a fermare l'organizzazione criminale 'Cosa nostra', anzi ha messo le nostre famiglie nelle mani della mafia. Impegneremo quindi nei mesi a venire tutte le nostre forze, affinchè - prosegue Maggiani Chelli - lo scempio totale verso le nostre vittime non si compia con l'eventuale abolizione dell'ergastolo e del conseguente 41 bis, regime di carcere duro, per Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, e tutti gli altri 10 soggetti condannati all'ergastolo per le stragi del 1993". (ANSA)
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COMUNICATO
2429  del 
06/10/2013
I 12 referendum proposti dai radicali e sottoscritti dal Pdl sono falliti tutti tranne quelli sulla giustizia e quindi il referendum sull'abolizione d..... Apri
I 12 referendum proposti dai radicali e sottoscritti dal Pdl sono falliti tutti tranne quelli sulla giustizia e quindi il referendum sull'abolizione dell'ergastolo è passato.
Il Pd ha presentato in conferenza stampa alla Camera, quattro giorni prima della fine raccolta firme dei radicali, il 26 settembre 2103, due proposte di legge sull'abolizione dell'ergastolo.
Da qui inizia la nostra campagna contro l'abolizione dell'ergastolo ai mafiosi rei delle stragi del 1993.
Del resto, "Cosa nostra" il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili ha ucciso con 277 chili di tritolo 5 persone innocenti affinchè l'ergastolo fosse abolito, ne ha massacrati altri 48 invalidandoli e oggi troppi di loro in balia di se stessi.
Rammentiamo che il Governo in carica in quel momento non è riuscito a fermare l'organizzazione criminale "cosa nostra" anzi ha messo le nostre famiglie nelle mani della mafia.
Impegneremo quindi nei mesi a venire tutte le nostre forze, affinchè lo scempio totale verso le nostre vittime non si compia con l'eventuale abolizione dell'ergastolo e del conseguente 41 bis, regime di carcere duro, per Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, e tutti gli altri 10 soggetti condannati all'ergastolo per le stragi del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2431  del 
07/10/2013
(AGENPARL) - Roma, 07 ott - "Non è vero che il ventennio fatto di lacrime e sangue è finito come annunciato dal Capo del Governo. La richiesta di..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 07 ott - "Non è vero che il ventennio fatto di lacrime e sangue è finito come annunciato dal Capo del Governo. La richiesta di abolizione dell'ergastolo anche per i mafiosi rei delle stragi del 1993, invocata da più parti, avviata sulle vie referendarie e attraverso progetti di leggi, sono la riprova che non si riesce di voltare pagina. Manca il coraggio della verità in questo Paese e la mafia "cosa nostra"cerca ancora di imporre le sue leggi, oggi non con il tritolo come in via dei Georgofili, ma con la penna e l'inchiostro. I nostri figli sono stati messi nelle mani della mafia 20 anni fa attraverso trattative impronunciabili, malgrado tutto ciò le leggi per le vittime della mafia terrorista ed eversiva fanno acqua da tutte le parti, i processi penali in corso contro la mafia stragista del 1993 sono monchi della verità fino in fondo, quindi in Italia non è cambiato nulla, è solo la politica che si veste di trionfalismi per continuare a nascondere cose indicibili". Così in una nota Goiovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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LETTERA
2432  del 
09/10/2013
Lettera aperta al presidente della Repubblica

NO A INDULTO E AMNISTIA PER CHI HA UCCISO I NOSTRI FIGLI

mercol.....
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Lettera aperta al presidente della Repubblica

NO A INDULTO E AMNISTIA PER CHI HA UCCISO I NOSTRI FIGLI

mercoledì 9 ottobre 2013

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,

Abbiamo deciso di scriverLe questa lettera aperta perché purtroppo a noi non è concessa la facoltà di andare alle Camere a sostenere le nostre opinioni, come invece sarebbe per noi doveroso fare in nome e per conto dei nostri morti del 27 Maggio 1993.

Avvertiamo una forte contraddizione, un contrasto doloroso per noi, tra parole e concetti quali "Indulto" ed "Amnistia" e ciò che, nostro malgrado, ci è capitato nella vita. Noi, il 27 Maggio 1993 abbiamo perso i figli in via dei Georgofili per mano di "cosa nostra" e non solo.

Da quella notte maledetta in poi, abbiamo lottato come leoni per far valere i diritti di coloro che sono sopravvissuti a quel massacro. Ma non è stato sufficiente, finora, se è vero che purtroppo ancora oggi abbiamo invalidi all'80% della capacità lavorativa che non percepiscono pensione e che non possono più lavorare.

Nel marzo dell'ormai lontano 2001, l'Europa chiamò l'Italia a rendere conto della situazione delle vittime in Italia. Lo sappiamo perché, come tanti altri, abbiamo lavorato ad una legge per tutte le vittime di reato. Ad oggi, quella legge non è stata varata. A breve, saremo costretti ad unirci alla folta schiera di coloro che si sono recati alla Corte dei Diritti dell'Uomo, per tentare di vedere finalmente riconosciuti quei diritti che ci vengono calpestati nella nostra quotidianità.

Sono forti i nostri sentimenti di angoscia al pensiero di disgraziati che sopravvivono rinchiusi in troppi in una stanza piccola e angusta, una situazione disastrosa che rappresenta la realtà di buona parte delle celle delle carceri italiane.

Siamo però coscienti che dietro quelle sbarre soggiornano anche mafiosi, quelli più grandi e quelli più piccoli; criminali che hanno commesso reati gravissimi, che hanno fatto versare sangue innocente attraverso stragi, massacri; che hanno minato le basi democratiche e civili del nostro paese attraverso le estorsioni, i reati fiscali, il riciclaggio e quant'altro.

Così, Lei ci capirà, quando iniziano a circolare nel dibattito politico parole come "Amnistia", "Indulto", "Abolizione dell'ergastolo e del 41 bis", noi stiamo male.

E' quindi con estrema umiltà ma con tutta la nostra determinazione che ci rivolgiamo a Lei, al Capo dello Stato, affinché la Sua attenzione e sensibilità per il rispetto di ogni sacrosanto diritto umano non prescinda dai diritti delle vittime. Di coloro che non hanno commesso reati, ma che per quei reati hanno visto le loro vite cambiare per sempre, come i nostri figli, a cui il tritolo ha strappato la vita, devastato i sogni, precluso ogni possibilità, ogni diritto ad una vita "normale".

Riteniamo un nostro diritto, ed un diritto di tutte le persone di questo paese, quello di veder scontare la propria pena a quanti hanno contribuito a massacrare i nostri figli. Una pena che va scontata fino in fondo. Sappiamo tutti alla perfezione quello che successe ormai venti anni fa: la mafia, cosa nostra, mise a ferro e fuoco l'Italia per abolire l'ergastolo ed il 41 bis e per amnistiare i condannati del maxi processo, dei vari processi di mafia e quant'altro.

Ciò che ci distingue da chi ha ucciso i nostri figli è un forte sentimento di giustizia. O forse, dell'essere giusti. Che le pene vengano scontate in condizioni più umane, dunque; ma che le pene vengano scontate fino in fondo, con intransigenza.

Confidando in quelle garanzie per tutti di cui Lei si è sempre fatto artefice e difensore, porgiamo i nostri più rispettosi saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2433  del 
09/10/2013
Napolitano: lettera Ass. Georgofili, ricordi diritti vittime

FIRENZE, 9 OTT - "Con estrema umiltà, ma con tutta la nostra determinazione, ci .....
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Napolitano: lettera Ass. Georgofili, ricordi diritti vittime

FIRENZE, 9 OTT - "Con estrema umiltà, ma con tutta la nostra determinazione, ci rivolgiamo a Lei, al Capo dello Stato, affinché la Sua attenzione e sensibilità per il rispetto di ogni sacrosanto diritto umano non prescinda dai diritti delle vittime".
Lo scrive in una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Quando iniziano a circolare nel dibattito politico parole come amnistia, indulto, abolizione dell'ergastolo e del 41 bis, noi stiamo male", scrive Maggiani Chelli.
"Riteniamo un nostro diritto, ed un diritto di tutte le persone di questo Paese - aggiunge - quello di veder scontare la pena a quanti hanno contribuito a massacrare i nostri figli. Una pena che va scontata fino in fondo. Sappiamo tutti alla perfezione quello che successe ormai venti anni fa: la mafia, cosa nostra, mise a ferro e fuoco l'Italia per abolire l'ergastolo ed il 41 bis e per amnistiare i condannati del maxi processo, dei vari processi di mafia e quant'altro. Ciò che ci distingue da chi ha ucciso i nostri figli è un forte sentimento di giustizia. O forse, dell'essere giusti. Che le pene vengano scontate in condizioni più umane, dunque; ma che le pene vengano scontate fino in fondo, con intransigenza". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2435  del 
10/10/2013
Mafia: stragi'93, conferma ergastolo a boss Tagliavia
Familiari vittime, nessuno tolga 41 bis. Pg,Spatuzza attendibile

FIRENZE, 10.....
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Mafia: stragi'93, conferma ergastolo a boss Tagliavia
Familiari vittime, nessuno tolga 41 bis. Pg,Spatuzza attendibile

FIRENZE, 10 OTT - La corte d'assise d'appello di Firenze ha confermato l'ergastolo al boss Francesco Tagliavia, accusato di aver messo a disposizione il gruppo di fuoco - i cosiddetti esplosivisti - per le stragi mafiose del 1993-1994 di Roma, Firenze e Milano. A differenza dei giudici di primo grado, in appello Tagliavia è stato assolto, così come fu per il boss Salvatore Riina, per il solo fallito attentato al pentito Totuccio Contorno, nell'aprile del 1994. Questa sentenza "è una lezione a chi vuol togliere l'ergastolo e il 41 bis, così come per chi parla di amnistia e indulto", ha commentato la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. Tagliavia, capofamiglia di Corso dei Mille, è in carcere dal 22 maggio '93. Quando, nel 2010, la procura di Firenze ha ritenuto di aver acquisito nuove prove sul suo coinvolgimento nella stagione delle stragi, Tagliavia era già all'ergastolo per una serie di omicidi e per via D'Amelio.

Le accuse dei magistrati toscani hanno preso le mosse dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. "La sua attendibilità - ha commentato oggi il sostituto pg Giuseppe Nicolosi - è stata confermata". E' stato Spatuzza a indicare Tagliavia fra i presenti alla riunione di Santa Flavia (Palermo), che si tenne fra l'attentato a Costanzo e quello di Firenze e durante la quale, cartine turistiche e libri d'arte alla mano, venne organizzato l'attentato ai Georgofili. Spatuzza è lo stesso collaboratore che ha tirato in ballo Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri. I loro nomi, raccontò ai magistrati, gli furono fatti da Giuseppe Graviano che, nel gennaio 1994, gli parlò dell'affacciarsi di una nuova "sponda" politica. "Spatuzza - ha detto il sostituto pg, Alessandro Crini durante la requisitoria - che non ha motivo di arricchire di fantasie il portato di un certo colloquio, è certamente credibile anche su quel punto". Oggi il difensore di Tagliavia, l'avvocato Luca Cianferoni, riferendosi alle stragi, ha parlato di "una vicenda, oltre che tragica, anche politica. E questa - ha aggiunto - è la vera sfortuna del nostro assistito". Il tema dei concorrenti esterni e del movente delle stragi è stato al centro del processo di primo grado, quando in aula vennero chiamati come testimoni anche gli ex ministri Nicola Mancino e Giovanni Conso, poi coinvolti nel procedimento palermitano sulla trattativa Stato-mafia. A differenza dei colleghi siciliani, però, la procura di Firenze non crede che la trattativa si sia compiuta, che ci sia stato un cedimento dello Stato sul carcere duro ai boss, il 41 bis. Il tema è comunque affrontato dai giudici di Firenze nella sentenza di primo grado a carico di Tagliavia: "Una trattativa indubbiamente vi fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des - hanno scritto - L'iniziava fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia". E poi, "anche se non è dimostrato in modo inoppugnabile" che le revoche del 41 bis, nel 1993, "avessero una correlazione con la trattativa, è possibile che siano state interpretate come un ulteriore segnale di cedevolezza". Riguardo la sponda politica, "le gravi affermazioni" di alcuni pentiti su Dell'Utri e Berlusconi "non hanno ricevuto una verifica giudiziaria, neppure interlocutoria". Spetta ora ai giudici d'appello, nelle motivazioni, raccontare la loro ricostruzione della stagione delle stragi. Trattativa e concorrenti esterni compresi. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
2434  del 
11/10/2013
Mafia: stragi'93; Ass. Georgofili; confermato valore 41 bis

FIRENZE, 10 OTT - La conferma della condanna del boss Francesco Tagliavia pe.....
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Mafia: stragi'93; Ass. Georgofili; confermato valore 41 bis

FIRENZE, 10 OTT - La conferma della condanna del boss Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del 1993/1994 "e' una lezione per chi vuol togliere l'ergastolo e il 41 bis".
E' il commento della presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli.
"Non si puo' togliere l'ergastolo - ha spiegato - agli uomini di Cosa nostra che non collaborano e non si pentono. Quella di oggi e' una lezione anche per chi vuole l'indulto o l'amnistia".
"Ancora una volta - ha concluso Maggiani Chelli - un uomo di Cosa nostra si e' preso l'ergastolo con isolamento diurno". (ANSA)
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COMUNICATO
2436  del 
11/10/2013
Procura Nazionale Antimafia o no, a supporto del principio che salveremo fino in fondo, non ingoieremo in questo ventesimo anniversario, l'olio d..... Apri
Procura Nazionale Antimafia o no, a supporto del principio che salveremo fino in fondo, non ingoieremo in questo ventesimo anniversario, l'olio di ricino dell'annullamento del 41 bis a Bernardo Provenzano, se mai dovesse avvenire, perché il soggetto mafioso e terrorista è divenuto affetto da una malattia degenerativa.
Anche noi abbiamo molti malati gravi per colpa di Provenzano, malattie che Provenzano ha imposto loro, con lo strapotere che lo Stato gli ha consentito in quel 1993 senza colpo ferire.
Chi abolirà quella forma maligna di "41 Bis che sono le malattie delle nostre di vittime e che sta rovinando la vita dei nostri sopravissuti nella strage di Via dei Georgofili?
Provenzano Bernardo, ha ucciso nel peggior modo possibile i nostri figli il 27 maggio 1993 per far abolire il 41 bis e la sua pena va scontata fino in fondo, tutta intera, pur avendo al suo fianco i medici di cui ha bisogno e i badanti di cui ha bisogno.
Noi temiamo fortemente che l'eventuale annullamento oggi del 41 bis al boss, roccaforte della lotta alla mafia voluta da Falcone e che nel 1993 fu incontrovertibile fonte di trattativa fra lo Stato e la mafia, ebbene temiamo che altro non sia se non il modo di far passare i passaggi del 1993 da carcere duro a carcere normale come normale avvicendamento di routine.
Prova ne sono i 334 passaggi da 41 bis a carcere normale in tempi più che sospetti il 15 maggio 93, il 25 luglio 93 e il 5 novembre 93, voluti in "tutta solitudine per fermare le stragi da tutto il Governo di allora.
Ma i morti a causa di quei terribili baratti di vite umane, in cambio di norme meno dure per la mafia in carcere, ahimè ci sono stati in via dei Georgofili a Firenze e non sono stati 7 politici della Repubblica come la mafia voleva, bensì 5 persone normali, bambini e ragazzi senza incarichi di prestigio.
Il fatto che nessuno a livello Statale ne voglia oggi la responsabilità di quei morti, e il timore che forse si stia cercando di saldare il conto alla mafia, è per noi oggetto di grande indignazione.
Auspichiamo che si vergogni almeno Bernardo Provenzano e la sua famiglia e che nelle prossime ore si pentano tutti , dicano al mondo intero chi deve nell'oggi far abolire il 41 bis alla mafia in cambio di tutto quel tritolo di via dei Georgofili del 27 Maggio di 20 anni fa.
Almeno i piatti della bilancia della giustizia saranno un po' meno sbilanciati se dovremo ancora una volta assistere ad una GRAZIA dello Stato verso la mafia, ed essere ancora una volta sacrificati come in via dei Georgofili per salvare i potenti di questa Repubblica.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2437  del 
16/10/2013
Mafia: ass. Georgofili, Provenzano venga curato, ma al 41 bis

(ANSA) - FIRENZE, 16 OTT - "Nessuna revoca del 41 bis per Bernardo Proven.....
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Mafia: ass. Georgofili, Provenzano venga curato, ma al 41 bis

(ANSA) - FIRENZE, 16 OTT - "Nessuna revoca del 41 bis per Bernardo Provenzano".
Lo chiede in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, che spiega: "il boss di Cosa Nostra deve essere curato da medici esperti e controllato per le esigenze relative al suo stato di salute, ma a regime speciale di detenzione di 41 bis".
"Sarebbe gravissimo abrogare al boia di via dei Georgofili quel regime di 41 bis per il quale egli ha mandato i suoi uomini in via dei Georgofili a macellare bambini e ragazzi", spiega Maggiani Chelli, che ricorda come "la strage del 27 Maggio 1993 sia stata il terribile messaggio del capo dei corleonesi affinche' le istituzioni comprendessero che non scherzava ed era pronto ad uccidere all'infinito, affinche' tutti gli uomini dell'organizzazione criminale cosa nostra potessero uscire dal carcere, abolendo ergastolo e 41 bis". (ANSA)
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COMUNICATO
2438  del 
17/10/2013
Visto il clima di grande agitazione intorno alla Legge di stabilità che dovrebbe risanare il Paese, ci stiamo domandando in queste ore se nel "Pa..... Apri
Visto il clima di grande agitazione intorno alla Legge di stabilità che dovrebbe risanare il Paese, ci stiamo domandando in queste ore se nel "Pacchetto Sicurezza" messo a punto in questi giorni è stato previsto il completamento delle legge 206 del 2004 in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Del resto questa è stata la promessa del "Governo Letta di larghe intese" nel mese di Agosto 2013 e quindi vogliamo auspicare che ancora una volta non siano state parole al vento e che si trovi subito il corridoio attraverso il quale far passare quella norma che darà subito agli invalidi all'80% della capacità lavorativa la pensione a cui hanno diritto, visto che non possono più stare a lavorare.
Sono tre soggetti in tutto il Paese Italia che, rimasti sotto il tritolo stragista ed eversivo, guardano alla leggi che vengono varate in queste ore.
Purtroppo mentre si strombazzano ai quattro venti le forti richieste di "diritti umani" per i mafiosi rei di strage quali indulto, amnistia, abolizione di ergastolo e 41 bis e chi più ne ha più ne metta, non sentiamo un sillabo sul fronte della legge 206 del 2004.
La 206 del 2004 pare essere una ignominia nominarla a pieno titolo e non un diritto sacrosanto per chi, pagando un prezzo senza pari nelle stragi del 1993, ha davvero il diritto di pensare alla Stabilità del suo futuro, compromesso quantomeno da errori indicibili e macroscopici da parte di chi governava l'Italia in quel Maggio del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2440  del 
21/10/2013
(AGENPARL) - Roma, 21 ott- "Centotrentadue soggetti ad alto rischio mafioso sono volati nelle carceri sarde. Se le notizie saranno confermate ent..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 21 ott- "Centotrentadue soggetti ad alto rischio mafioso sono volati nelle carceri sarde. Se le notizie saranno confermate entro il mese di ottobre i primi 10 capi mafia saranno dislocati nel carcere di Sassari, anche se il deputato Mauro Pili sostiene che il carcere dell'isola non sarebbe idoneo a questo tipo di detenuti . Ci stiamo domandando in queste ore, perché carceri idonee o no, visto che pare ricomincino i "voli tanto temuti dai mafiosi come fu nel 1992 verso Pianosa e Asinara, la mafia non decide una buona volta di collaborare con la giustizia. Ha ragione il Magistrato Vittorio Teresi che ha tuonato rivolgendosi ai vertici di "cosa nostra : recidete i legami con i politici di riferimento . Voi siete sommersi dagli ergastoli e loro la fanno franca e si arricchiscono e sono tutti a piede libero In questo Paese a parte i vecchi capi mafia, sono Brusca e Monticciolo che sanno la verità sulle stragi del 1993, ma questi due, pentiti a metà, vivono a sbaffo con stipendi pagati anche da noi le loro vittime e non testimoniano fino in fondo quello che sanno, eppure lo dovrebbero fare. C'è poi Giuseppe Graviano che sa tutto e davvero non capiamo come mai non inizi a sfilare quel rosario di deposizioni che darebbe a lui la tanto agognata libertà, giustizia ai nostri figli morti e invalidati in via dei Georgofili e dignità a questo Paese in balia di politici corrotti. Tanto il contentino di revoca dell'isolamento diurno che gli è stato concesso, non vale nulla, la sua vita è distrutta rispetto alla sua famiglia, che gli piaccia o no. Tutta la PRESUNTA vita democratica del Paese, in questi giorni, ruota intorno al processo di Palermo, dove mafia e Stato si intrecciano per la prima volta a volto scoperto e devono rendere conto se è vero che da 20 anni vanno a braccetto insieme peggio che negli anni 80. Guardando come sono ridotte le nostre 51 famiglie che hanno pagato il prezzo più alto per quei più che probabili inciucci del 1993, si direbbe di si, ce lo dica quindi una buona volta la mafia al processo di Palermo per trattativa Stato mafia, come sono andate le cose in Italia nel 1993" .
Così in una nota Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2441  del 
23/10/2013
La nomina di Rosy Bindi quale Presidente della Commissione Antimafia ha provocato uno scossone politico tale da far dire alla neo Presidente: resto pe..... Apri
La nomina di Rosy Bindi quale Presidente della Commissione Antimafia ha provocato uno scossone politico tale da far dire alla neo Presidente: resto per quei 25 che mi hanno votata.
Così come ha fatto sì che il governo delle larghe intese sia un po' meno saldo sugli scranni.
Noi non amiamo le commissioni parlamentari bipartisan che nascono in condizioni politiche tali da far presagire sempre il peggio per la verità sulla strage di via dei Georgofili, del resto per ben 20 anni è stato così.
Prova ne sono le grosse difficoltà che incontra il processo di Palermo sulla trattativa Stato mafia.
Ma da qui a scoraggiarsi fin dall'inizio della nuova nomina di una Commissione istituzionale per valutare se davvero in Italia ci sia ancora dell'antimafia, ce ne corre.
Abbiamo conosciuto Rosy Bindi un giorno davanti a Montecitorio, insieme a tutte le vittime delle stragi e del terrorismo, andavamo come sempre a chiedere giustizia nella sala stampa della Camera, ebbene guardandoci tutti ci disse:
- qui c'è l'Italia intera che aspetta giustizia.
E' così: aspettiamo giustizia e visto che davanti agli occhi di Rosy Bindi tanti anni fa è morto il Prof. Vittorio Bachelet, fatto che l'ha profondamente segnata, ne parla sempre, la scelta della Presidente della neo nata Commissione ci pare oggi quella più giusta, scevra peraltro di voglia di fare regali alla mafia.
Nel mentre ricordiamo a tutti quanti che una Commissione Antimafia deve necessariamente essere composta da persone che aborriscono la mafia, che vogliono la verità tutta sulle stragi terroristiche eversive del 1993 e su tutto quanto "cosa nostra rappresenta in questo Paese, insomma persone che assomigliano a noi le vittime di Salvatore Riina, comprendiamo poco chi sale sull'Aventino in queste ore, espressione di opportunismi sfrenati piuttosto che di voglia di fare la lotta alla mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2442  del 
25/10/2013
La Cassazione ha sentenziato che anche i Capi Mafia quando sono malati gravi non devono più soggiornare nelle patrie galere a 41 bis, per via della Co..... Apri
La Cassazione ha sentenziato che anche i Capi Mafia quando sono malati gravi non devono più soggiornare nelle patrie galere a 41 bis, per via della Costituzione che difende i diritti di chiunque anche dei capi mafia.
La Costituzione difende quindi anche i diritti di quei capi mafia - oggi malati - che il 27 Maggio 1993 hanno messo a ferro e fuoco via dei Georgofili a Firenze per far abolire il carcere duro.
Chiediamo quindi alla Corte Suprema di Cassazione di emettere sentenza affinchè ci siano restituiti i nostri morti e sia restituita ai nostri figli rimasti invalidi la loro vita normale.
Questo perché riteniamo altamente incostituzionale non dare giustizia - attraverso la certezza della pena con tutte le sue aggravanti - a ragazzi di 20 anni e a bambini di 50 giorni morti e invalidati per sempre affinchè lo Stato annullasse il 41 bis, e questo mentre lo Stato passava mafiosi da 41 bis a carcere normale come se si trattasse di regolari avvicendamenti.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2443  del 
25/10/2013
Da notizie stampa apprendiamo che sono le ultime ore prima che il Proc. Capo Quattrocchi lasci la procura di Firenze per andare a godersi la meritata ..... Apri
Da notizie stampa apprendiamo che sono le ultime ore prima che il Proc. Capo Quattrocchi lasci la procura di Firenze per andare a godersi la meritata pensione.
E' doveroso da parte nostra ringraziare per il tempo che il Magistrato ha dedicato alla ricerca della verità sulle stragi del 1993 e augurare comunque un brillante e tranquillo futuro.
In quanto alle recentissime indagini nominate dal Capo Procura Quattrocchi sui "concorrenti" per le stragi del 1993 iniziate dal 2009, conclusesi con un nulla di fatto, dobbiamo purtroppo dimostrare ancora una volta la nostra delusione.
Quando Gabriele Chelazzi muore quel 17 Aprile del 2003, risulta molto dalle sentenze per le stragi del 1993, e dalle indagini successivamente archiviate, aveva fatto i 4/5 e dopo ci sono stati altri collaboratori, come Giuffrè, come Spatuzza, come Tranchina e con la "convergenza del molteplice" - termine che abbiamo imparato a masticare - ebbene abbiamo fortemente creduto si potesse arrivare alla prova penale ricostruita in aula giusto con uomini come Spatuzza, come Monticciolo, come Brusca finalmente.
E perché no con il "pentimento" di quel Giuseppe Graviano che gode della mancanza dell'isolamento diurno. Manca sempre "1 per fare 31" per arrivare alla verità tutta sulla strage di via dei Georgofili, ma forse non è la tanto l'auspicata prova penale aurea che possa passare sotto le forche caudine del processo penale che manca - bensì è quell'aria irrespirabile che ci circonda che viene dalla politica tutta e da buona parte delle istituzioni tutti tesi ad impedire di andare a ricostruire in una aula di giustizia quell'unico punto che manca per fare "bingo" noi, le vittime di cosa nostra per antonomasia, questa volta.
In fondo non è vero che la magistratura che indaga sulle stragi del 1993 è libera e indipendente lo è nella misura in cui non pesta i calli a nessuno nei piani alti, si può dire quel che si vuole, ma purtroppo questa è la nostra opinione.
Insomma la musica è sempre la stessa, vecchia di 20 anni, si indaga e si vince sulla mafia esecutrice, perché tutto il sistema lo consente, ma si perde sempre quando si tenta di portare a processo la mafia dai colletti bianchi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2444  del 
25/10/2013
Siamo arrivati ad un punto di rottura è fin troppo evidente .
Con le massime autorità scese in campo si vuole forse sistemare quella sporca facc.....
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Siamo arrivati ad un punto di rottura è fin troppo evidente .
Con le massime autorità scese in campo si vuole forse sistemare quella sporca faccenda dell'annullamento del 41 bis alla mafia "cosa nostra" come gli fu promesso il 27 Maggio del 1993 in cambio di un massacro senza pari.
Se Bernardo Provenzano e Riina Salvatore e tutti quanti si ammaleranno da qui in avanti saranno manlevati dal regime di detenzione speciale , come gli fu promesso nel 1993, in cambio della morte dei nostri figli, ci accamperemo in via dei Georgofili come la notte del 27 Maggio 1993 e vedremo quanti saranno disposti a venire a ricordare quelle macerie scandalose, provocate dall'imperizia e dall'incapacità dello Stato di contrastare "Cosa nostra". Non è una questione di Costituzione, non facciamo rivoltare i morti nelle casse, forse siamo davvero davanti ad una pura questione di mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2445  del 
28/10/2013
Se esponenti politici sentono l'esigenza di presentare un disegno di legge, come ha fatto l'on. le Lumia, per far sì che terroristi mafiosi ..... Apri
Se esponenti politici sentono l'esigenza di presentare un disegno di legge, come ha fatto l'on. le Lumia, per far sì che terroristi mafiosi non percepiscano più la pensione, vuol dire che in questo momento ci sono terroristi mafiosi i quali può darsi abbiano anche scontato la loro pena ma percepiscono dagli enti previdenziali una pensione.
Siamo davanti ad uno scandalo allo stato puro e non basta di certo chiedere una norma per sanare la vergogna dell'Italia che sta fondando a larghe intese il suo futuro sulla trattativa Stato Mafia del 1993.
Non basta una norma più che ovvia, semplicemente perché in questo maledetto Paese dal DNA stragista, tanto stragista da concepire sconti di pena e regali ai terroristi mafiosi in nome di un falso buonismo che porta voti , ci sono soggetti invalidi all'80 per cento della capacità lavorativa che non percepiscono pensione subito, come recita la 206 del 2004, anche se hanno maturato previdenze durante il loro calvario di vita.
Per queste persone rese invalide dal tritolo frutto delle trattative Stato Mafia e Politica Mafia, gli enti previdenziali hanno rifiutato la pensione malgrado la legge 206 del 2004 lo imponesse e avessero già richiesto gli IBAN ai soggetti interessati nel dicembre del 2009; infatti una postilla posta in calce recitava: ti verso la pensione purché al momento dell'attentato versassi già contributi previdenziali.
La 206 del 2004 era chiara: nessun limite all'interpretazione della norma, in quanto le legge era stata concepita come una sanatoria per un elenco nome per nome di circa 700 persone, per il delitto più ignobile d'Italia: la strage terroristica eversiva.
Purtroppo però l'interpretazione data alla norma stessa da scribi e farisei al servizio degli stragisti, e degli enti impauriti di dover estendere la norma a troppi, recita che bisogna lavorare al momento della strage e non andare a lavorare dopo la strage per poter andare in pensione subito, anche se non ci se la fa più a muovere un muscolo.
Ora la domanda è d'obbligo da parte nostra, lo dobbiamo ai nostri invalidi che soffrono e non vanno di certo in giro a fare i gagà come i mafiosi terroristi pensionati in libertà: - ma quando ogni mese versate la pensione sui conti correnti di mafiosi e terroristi, che sono pure tornati in libertà, perchè questo è il PAESE dei "diritti umani", non vi trema la mano dalla vergogna, non avete paura di dover estendere il beneficio a troppi mafiosi terroristi come avete fatto con le nostre vittime?

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2459  del 
01/11/2013
Stato-Mafia:Ass. Georgofili, positiva decisione di Napolitano

FIRENZE, 1 NOV - "Secondo noi, e' molto positiva la decisione del Ca.....
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Stato-Mafia:Ass. Georgofili, positiva decisione di Napolitano

FIRENZE, 1 NOV - "Secondo noi, e' molto positiva la decisione del Capo dello Stato di portare comunque la sua testimonianza nel processo trattativa Stato-Mafia che si tiene a Palermo". Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. "Le sue parole - prosegue - fanno capire che e' possibile sia limitato il contributo che potra' apportare alla ricerca della verita' su quei passaggi da '41 bis' a carcere normale, dopo la nomina del magistrato Di Maggio al Dap, ma riteniamo che qualunque contributo grande o piccolo che sia, aiutera' a capire perche' i nostri figli hanno dovuto morire e molti rimanere invalidi". "E' molto importante riuscire a capire perche' Dario, Caterina, Nadia, Fabrizio, Angela e i feriti tutti di via dei Georgofili, siano finiti all'interno di probabili scambi dalle drammatiche conseguenze". "Scambi - scrive ancora Maggiani Chelli - che vogliamo fortemente sperare, frutto di decisioni troppo semplicistiche da parte di chi li ha messi in atto, senza valutazione alcuna sulle conseguenze, piuttosto che altro. In un momento in cui buona parte del Paese sente la voglia di sottrarsi alle proprie responsabilita' di ogni tipo, in nome del massacro per la Magistratura, abbiamo letto nel messaggio del Capo dello Stato un monito: 'Io mi assumo le mie responsabilita' e parlero' davanti alla corte di Palermo, al di la' del contributo che posso dare alla giustizia'. Questo e' il messaggio che e' arrivato alle nostre attente orecchie e ancora una volta per le nostre vittime si riapre un filo di speranza". (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
2458  del 
01/11/2013
Palermo, 1 nov. - (Adnkronos) - "Secondo noi, è molto positiva la decisione del Capo dello Stato di portare comunque la sua testimonianza nel pro..... Apri
Palermo, 1 nov. - (Adnkronos) - "Secondo noi, è molto positiva la decisione del Capo dello Stato di portare comunque la sua testimonianza nel processo trattativa Stato Mafia che si tiene a Palermo. Le sue parole fanno capire che è possibile sia limitato il contributo che potrà apportare alla ricerca della verità su quei passaggi da "41 bis" a carcere normale, dopo la nomina del Magistrato Di Maggio al Dap, ma riteniamo che qualunque contributo grande o piccolo che sia, aiuterà a capire perché i nostri figli hanno dovuto morire e molti rimanere invalidi".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, commentando l'annuncio del Quirinale.
"E' molto importante riuscire a capire perché Dario, Caterina, Nadia, Fabrizio, Angela e i feriti tutti di Via dei Georgofili, siano finiti all'interno di probabili scambi dalle drammatiche conseguenze . Scambi che vogliamo fortemente sperare, frutto di decisioni troppo semplicistiche da parte di chi li ha messi in atto, senza valutazione alcuna sulle conseguenze, piuttosto che altro - dice - In un momento in cui buona parte del Paese sente la voglia di sottrarsi alle proprie responsabilità di ogni tipo, in nome del massacro per la Magistratura, abbiamo letto nel messaggio del Capo dello Stato un monito : 'Io mi assumo le mie responsabilità e parlerò davanti alla corte di Palermo, al di là del contributo che posso dare alla giustizia' e questo è il messaggio che è arrivato alle nostre attente orecchie e ancora una volta per le nostre vittime si riapre un filo di speranza".
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NOTIZIA ANSA
2460  del 
03/11/2013
Fonsai:Maggiani Chelli, ora in mani ministro caso Provenzano 'Scelta su 41 bis o no dovra' essere fatta su certificati medici'
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Fonsai:Maggiani Chelli, ora in mani ministro caso Provenzano 'Scelta su 41 bis o no dovra' essere fatta su certificati medici'

BOLOGNA, 3 NOV - Sulla scia della vicenda Fonsai, che vede coinvolto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri emerge una possibile nuova preoccupazione legata a Bernardo Provenzano e alle sue condizioni di salute. A segnalarlo e' Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili secondo cui, "nelle mani del Guardasigilli sta ora lo spinoso caso di Provenzano, ovvero 41 bis si, o 41 bis no: la scelta - scrive in una nota - dovra' essere fatta in questo caso, proprio dal ministro della Giustizia, sulla base dei certificati medici che compongono i dossier sanitari relativi al malato 'moribondo"'.
"Come vediamo male questo vociare intorno al Guardasigilli!" - osserva prima di ricordare gli sforzi della Cancellieri come ministro dell'Interno "per portare a regime la legge 206 del 2004 in favore delle vittime della mafia terroristica".
Poi, aggiunge Maggiani Chelli, "non vogliamo entrare nel merito del caso della parente dei Ligresti, il Ministro verra' in Parlamento e da cittadini sentiremo che cosa ha da dire". Pero', mette in guardia il presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, "il problema e' un altro. Nelle mani del Guardasigilli sta, ora, lo spinoso caso di Provenzano, ovvero 41 bis si, o 41 bis no: la scelta dovra' essere fatta in questo caso, proprio dal Ministro della Giustizia, sulla base dei certificati medici che compongono i dossier sanitari relativi al malato 'moribondo' Provenzano e questo ciclone denso di parole come 'umanità' che ha travolto il Ministro Cancellieri ci preoccupa non poco . Per noi - chiosa Maggiani Chelli - va da se' la domanda: chi ha tutto l'interesse che il caso Cancellieri aumenti di dimensione di ora in ora? Ripetiamo, parlera' in Parlamento, il Ministro Cancellieri, ascoltiamola, forse le cose non sono cosi' come appaiono, ci sta come un paio di scarpe nuove che la mafia ci stia mettendo lo zampino". (ANSA)
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COMUNICATO
2461  del 
04/11/2013
Gentilissimi,
inizia così la nostra battaglia di giustizia contro la forte richiesta di abolizione della pena dell'ergastolo e l'aboliz.....
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Gentilissimi,
inizia così la nostra battaglia di giustizia contro la forte richiesta di abolizione della pena dell'ergastolo e l'abolizione del 41 bis anche per la mafia rea delle stragi terroristiche eversive del 1993.
L'abolizione dell'ergastolo e l'abolizione del sistema di detenzione carcerario di 41 bis per i boss mafiosi erano due dei 12 punti dell'elenco di richieste che Salvatore Riina ha presentato allo Stato Italiano nel 1993.
Non saranno i "corvi" che invocano la Costituzione in nome di falsi sensi umanitari ad impedirci di ricordare i nostri morti e i nostri feriti sacrificati in nome e per conto della salvezza di "pochi, potenti e pericolosi".

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2462  del 
06/11/2013
Mafia: ass. Georgofili,si curi Provenzano ma faccia ergastolo

FIRENZE, 6 NOV - "Provenzano e' molto malato? Ebbene resti in ospeda.....
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Mafia: ass. Georgofili,si curi Provenzano ma faccia ergastolo

FIRENZE, 6 NOV - "Provenzano e' molto malato? Ebbene resti in ospedale, riceva le cure le piu' sofisticate ma sconti la sua pena fino in fondo ovvero l'ergastolo, il fine pena mai e a 41 bis".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Non si porti Provenzano, il boia di via dei Georgofili, davanti ad un Tribunale, affinché sia un Tribunale per sentenza o un Ministro della Giustizia con i suoi poteri ad annullare il 41 bis e l'ergastolo al boss di Cosa Nostra, perché sarebbe per i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili un affronto senza pari".
"Non si dia alla carta bollata la possibilità di abolire l'ergastolo alla mafia stragista del 1993 facendosi forte anche dei pensieri espressi da Aldo Moro - conclude la nota -. Non crediamo affatto che Aldo Moro parlasse del gruppo di fuoco di Bagarella quando volò alto sul 'fine pena mai'". (ANSA)
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COMUNICATO
2463  del 
09/11/2013
Una rinfrescata di notizie processuali, passate in giudicato:
Davanti alla Corte di Assise di Firenze alla udienza del 9/06/1999,pag. 2836 e segg......
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Una rinfrescata di notizie processuali, passate in giudicato:
Davanti alla Corte di Assise di Firenze alla udienza del 9/06/1999,pag. 2836 e segg. (Presidente Genovese), Francesco Onorato parla già degli ATTENTATI AL NORD perchè "i politici romani" si dessero da fare.
RIINA dopo il maxi processo voleva uccidere tutti i politici "traditori",e dopo l'arresto di Riina i Bagarella, Graviano e BRUSCA continuarono il programma stragista con i viaggi al Nord. . . ecc.
I nostri parenti quindi sono morti non "in cambio dei politici", come doverosamente ci ostiniamo a dire in attesa delle sentenze definitive del processo di Palermo sulla trattativa Stato Mafia.
I nostri parenti - con il solito doveroso forse - sono morti in cambio della vita di 5 MINISTRI del Governo:
1) Andreotti, DC, Presidente
2) Martelli, PSI, Vice-Presidente e Ministro Giustizia
3) Mannino, DC, ministro per Mezzogiorno
4) Vizzini, PSDI, Ministro delle Poste
5) Salvo Andò, PSI fedelissimo di Craxi, alla Difesa
e poi Purpura,fedelissimo di Mannino,assessore regionale al Bilancio:
DOVEVANO TUTTI ESSERE UCCISI per ordine di RIINA e di TUTTA LA COMMISSIONE dopo la sentenza di Cassazione (Onorato a pag . 2853 ).
Dentro le casse da morto sono invece finiti:
Caterina neonata, Nadia studentessa elementare, Dario studente universitario, Angela custode accademia, Fabrizio vigile urbano

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2464  del 
11/11/2013
Il collaboratore di Giustizia Onorato Francesco ancora una volta ha cercato di aprire gli arcani di questo nostro Stato che nel 1993 ha assistito immo..... Apri
Il collaboratore di Giustizia Onorato Francesco ancora una volta ha cercato di aprire gli arcani di questo nostro Stato che nel 1993 ha assistito immobile al massacro dei nostri parenti.
Il 14 maggio 1993 in Italia, buona parte dello staff istituzionale conosceva già chi aveva fatto la strage di via Fauro a Roma contro il giornalista Costanzo e 14 giorni dopo a Firenze con la più grande tranquillità ha potuto comunque avvenire il massacro più ignobile che la storia stragista italiana ricordi.
Nessun errore, in via dei Georgofili, nessuno sbaglio sul quantitativo di esplosivo da utilizzare, obiettivo sensibile ben identificato, non v'è dubbio alcuno per noi.
Quindi perché, dopo 4 giorni dall'udienza palermitana nel processo trattativa Stato mafia, tutti i media non ci hanno annunciato, fra le pieghe dei loro giornali e delle loro televisioni, che tutte le Procure interessate agli eventi stragisti del 1992, 1993, 1994, hanno messo in atto l'obbligatorietà dell'azione penale e hanno dato un numero a procedimenti per capire perché sono morti i nostri figli invece di 5 Ministri della Repubblica?
C'è stato concorso in strage, c'è stato consenso alla strage, c'è stato favoreggiamento alla strage, c'è stato menefreghismo per ciò che nel Palese stava avvenendo o inettitudine allo stato puro la notte del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili all'1. 04?
Lo vogliamo sapere e chiediamo a quella Magistratura con la M maiuscola, che da anni si vanta di esercitare l'obbligo dell'azione penale sempre e comunque, di agire e mandare un avviso di garanzia a cinque o sei o sette soggetti, a quanti insomma nel 1993 hanno avuto perlomeno interesse a "farsi sotto" per salvarsi il collo e hanno messo o fatto mettere noi nella mani della mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2465  del 
12/11/2013
Esce oggi l'ennesimo libro sulle stragi del 1993.
Questa volta sono le verità attraverso le rivelazioni di Gaspare Spatuzza a farla da padr.....
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Esce oggi l'ennesimo libro sulle stragi del 1993.
Questa volta sono le verità attraverso le rivelazioni di Gaspare Spatuzza a farla da padrone.
"De relato" per l'episodio del bar Doney, Spatuzza come tutti i collaboratori di giustizia in questi 20 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili, ci ha portato solo alla verità mafiosa fatta di coppola e brillantina, su quell'infame tragedia del 27 maggio 1993.
A questo punto più di 100 pentiti hanno parlato della strage di via dei Georgofili e centinaia di persone addette a vario titolo a combattere la mafia, hanno scritto, parlato ed elucubrato sulla verità della Torre de' Pulci ma noi siamo sempre con il cerino in mano.
In questi 20 anni abbiamo sperato in una verità completa sul massacro di 5 persone e il ferimento di altre 48 oggi invalide e al fai da te ma inutilmente, visto che non possiamo minimamente pensare che quanti oggi hanno nelle mani le sorti del Paese non possano sapere chi era all'ombra della Galleria degli Uffizi la notte del 27 maggio 1993 insieme a Gaspare Spatuzza, l'inviato di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano i quali di sicuro hanno mandato "i nipoti dello Scarano" a seminare morte e terrore per conto terzi.
Spatuzza in via dei Georgofili ha ucciso i nostri figli ne siamo certi solo perché lo ha detto Gabriele Chelazzi, il resto è sicuramente "pentimento" con ricordi non completi, dosati e soppesati, come sempre per ogni collaboratore di giustizia.
Giovanni Brusca e Monticciolo, il suo autista, devono ancora testimoniare nel processo "trattativa Stato mafia", speriamo che almeno loro non siano buoni solo per libri che ormai da troppo tempo ingrassano i conti di autori di ogni tipo, senza portare a nessuna verità completa né storica né penale, a meno che per verità non si intenda quella di nascondere i nomi di chi ha potuto pensare di prendere per il naso la mafia sulla pelle dei nostri figli: I politici ci hanno tradito - firmato Leoluca bagarella.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2466  del 
12/11/2013
Sulla scia della ormai pressante richiesta di una Commissione Parlamentare sulle stragi d'Italia, anche quelle del 1993, ancora una volta ribadia..... Apri
Sulla scia della ormai pressante richiesta di una Commissione Parlamentare sulle stragi d'Italia, anche quelle del 1993, ancora una volta ribadiamo il nostro pensiero:
non possiamo apprezzare una Commissione Parlamentare sulle stragi del 1993 in una lettura di generale strategia della tensione da Portella della Ginestra fino al 14 Aprile 1994 attentato a Tottuccio Contorno, passando per via dei Georgofili, lettura secondo noi buona per favorire una pietra tombale sulle stragi del 1993 come è già avvenuto per tutte le stragi d'Italia.
Le stragi del 1993 - 1994 sono ancora tutte da dibattere in un'aula di giustizia malgrado l'espressione "manca la prova aurea", espressione frustrante e consumata che detestiamo.
Una commissione parlamentare d'inchiesta su tutte le stragi, e per giunta con una lettura ad ampio spettro, può essere secondo noi solo dannosa alla ricerca della verità.
Infatti troppi politici trasversali a tutto l'arco costituzionale, temiamo siano da 20 anni i tenutari di una verità sulla strage di via dei Georgofili che non hanno mai sputato in nessuna occasione.
Nessuno ha parlato neppure davanti ai corpi straziati di Caterina, Nadia, Dario, Angela e Fabrizio.
Nessuno è sensibile ai nostri invalidi oggi alla mercè dell'indifferenza totale.
Come potremmo mai essere favorevoli ad una Commissione definita l'espressione della democrazia, composta di uomini compromessi da segreti che hanno custodito per tutti questi anni e che ci fanno temere siano segreti oggetto di grandi ricatti?
Per la democrazia di un Paese, noi usiamo quale unità di misura non le Commissioni bicamerali, che portano l'acqua al mulino di tutti i partiti, bensì la libertà e l'indipendenza della MAGISTRATURA.
Vogliamo un processo ai "concorrenti nella strage" per Via dei Georgofili, quel processo che avrebbe istruito Gabriele Chelazzi se non fosse morto anzitempo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2467  del 
12/11/2013
Mafia: Ass. Georgofili, G. Brusca dica finalmente verita'

FIRENZE, 12 NOV - "Giovanni Brusca e Monticciolo il suo autista, devono a.....
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Mafia: Ass. Georgofili, G. Brusca dica finalmente verita'

FIRENZE, 12 NOV - "Giovanni Brusca e Monticciolo il suo autista, devono ancora testimoniare nel processo trattativa Stato mafia, speriamo che almeno loro non siano buoni solo per libri che ormai da troppo tempo ingrassano i conti di autori di ogni tipo, senza portare a nessuna verita' completa, ne' storica, ne' penale": cosi', in una nota, la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. "Piu' di 100 pentiti - dice Maggiani Cheli riferendosi proprio all'attentato di Firenze - hanno parlato della strage di via dei Georgofili, e centinaia di persone addette a vario titolo a combattere la mafia, hanno scritto, parlato ed elucubrato sulla verita' della Torre de' Pulci, ma noi siamo sempre con il cerino in mano. In questi 20 anni abbiamo sperato in una verita' completa sul massacro di 5 persone e il ferimento di altre 48 oggi invalide e al fai da te, ma inutilmente, visto che non possiamo minimamente pensare che quanti oggi hanno nelle mani le sorti del Paese non possano sapere chi era all'ombra della Galleria degli Uffizi la notte del 27 maggio 1993, insieme a Gaspare Spatuzza l'inviato di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano i quali di sicuro hanno mandato "i nipoti dello Scarano" a seminare morte e terrore per conto terzi. Spatuzza in via dei Georgofili ha ucciso i nostri figli ne siamo certi solo perche' lo ha detto Gabriele Chelazzi - dice ancora riferendosi al pm del processo che a Firenze ha visto condannare gli esecutori degli attentati del 1993 - il resto e' sicuramente 'pentimento' con ricordi non completi, dosati e soppesati, come sempre per ogni collaboratore di giustizia". (ANSA)
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COMUNICATO
2468  del 
18/11/2013
Gentilissimi,

Come ogni anno, ormai da 9 anni, abbiamo aderito al Forum Nazionale Contro la mafia che si tiene a Novoli al Polo Universitar.....
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Gentilissimi,

Come ogni anno, ormai da 9 anni, abbiamo aderito al Forum Nazionale Contro la mafia che si tiene a Novoli al Polo Universitario.
L'incontro con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili è previsto per domani 19 Novembre ore 10, si allega locandina quale invito e per cortese diffusione.
Vi preghiamo partecipate numerosi, carte alla mano parleremo di Trattativa Stato Mafia, parleremo di quel disastroso tentativo di capire cosa volesse dallo Stato 'cosa nostra' dopo la morte dei giudici Falcone e Borsellino, visto che in via dei Georgofili, ben un anno dopo l'attentato ai due magistrati, i nostri figli hanno dovuto morire fra l'indifferenza totale.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Vedi l'invito
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NOTIZIA ANSA
2469  del 
18/11/2013
Forum antimafia, c'e' videomessaggio Camilleri

FIRENZE, 18 NOV - Forum nazionale antimafia, da domani a giovedi' 21, al Polo d.....
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Forum antimafia, c'e' videomessaggio Camilleri

FIRENZE, 18 NOV - Forum nazionale antimafia, da domani a giovedi' 21, al Polo delle Scienze Sociali di Novoli.
In programma incontri sul tema della 'Trattativa Stato-mafia', il concorso fotografico 'FotoMaratona Antimafia' e un dibattito sui 'Giovani giornalisti contro la mafia'.
Chiude l'iniziativa una videointervista allo scrittore Andrea Camilleri.
Il Forum, giunto alla nona edizione, e' stato organizzato dal Collettivo di ateneo studenti di sinistra e dal Collettivo del polo di Novoli RossoMalPolo, in collaborazione con l'associazione tra i familiari delle vittime della Strage di Via de' Georgofili e con il contributo dell'Universita' di Firenze.
Primo appuntamento domani alle 10 per fare "un'analisi completa dei processi svolti e di quelli tuttora in corso.
Con attenzione particolare al processo per la trattativa Stato-mafia che si sta celebrando a Palermo".
Intervengono la presidente dell'Associazione tra i familiari della Strage di via de' Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, l'avvocato penalista Danilo Ammannato e il giornalista scrittore, autore del libro 'Storia d'Italia in sette stragi', Francesco Nocentini. (ANSA)
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COMUNICATO
2470  del 
21/11/2013
In merito all'ennesima bacchettata che la Corte umanitaria di Strasburgo ha dato sulle dita dello Stato Italiano rispetto ad un 41 bis ritenuto c..... Apri
In merito all'ennesima bacchettata che la Corte umanitaria di Strasburgo ha dato sulle dita dello Stato Italiano rispetto ad un 41 bis ritenuto con la norma del 2009 troppo severo, ci permettiamo rispondere perché non ne possiamo più.
Il regime speciale di detenzione di 41 bis, misura severa ma necessaria per strutture piramidali come è "cosa nostra", nel 2009 non ha ricevuto di certo quelle misure di cui abbisognava, le quali dovevano essere restrittive davvero e non fumo negli occhi per i gonzi, prova ne è che al Boss Giuseppe Graviano è stato tolto l'isolamento diurno.
Vogliamo elencare cosa possono fare coloro che hanno il 41 bis in carcere? Ovvero i mafiosi rei della massacro di via dei Georgofili?
si possono laureare
possono procreare
Possono ricevere avvocati a gratuito patrocinio e parenti
Vengono amorevolmente curati quando sono invalidi da badanti carcerarie
Vengono trasferiti in ospedali specializzati con apparecchiature sofisticate quando sono malati.
I carcerati a 41 bis boss di "cosa nostra" inoltre sono il primo pensiero di ogni Direttore di carcere ogni mattina, affinchè nulla gli sia negato di quanto gli spetta altrimenti scoppierebbe il solito putiferio.
Nel 2001 a Marzo l'Europa ha richiamato ai suoi doveri lo Stato Italiano sulla situazione delle vittime di reato, vediamo che cosa hanno fatto da Strasburgo affinchè la richiesta fosse evasa: praticamente NULLA.
La legge preparata dall'Italia per le vittime di reato è nei cassetti Europei ad ammuffire.
Ci permettiamo pertanto di criticare aspramente l'intervento del "Comitato di Strasburgo per la prevenzione della tortura" per l'ennesimo tentativo di soccorrere in Italia i boss di "cosa nostra" rei di strage terroristica eversiva.
Il 41 bis tutto è tranne che una tortura, mentre ogni giorno siamo noi ad essere torturati con sistematicità da organismi così detti umanitari, siamo noi passibili di tortura che vediamo sempre più vicina l'alba in cui i 15 mafiosi rei della strage di via dei Georrgofili andranno a raccogliere i frutti della loro carcerazione di 41 bis, tornando in mezzo alla società da laureati a nostre spese e pronti a riabbracciare i loro figli, usciti in provette sterilizzate da 41 bis.
Signori miei non è senso di vendetta la nostra, è richiesta di giustizia, non vogliamo più esser torturati da soggetti per i quali nutriamo il sospetto che obbedendo a richiami del sottobosco mafioso dell'Italia invocano pietà non per le vittime, ma per i carnefici.
E quali carnefici?
Quei carnefici strutturati "piramidalmente "in associazioni terroristiche eversive che nel 1993 hanno funzionato quale braccio armato della politica collusa con la mafia.
Qualcuno nel nostro Paese sta giocando sporco? Ovvero fa finta di volere il 41 bis per i mafiosi, ma contemporaneamente prova ad attuare il "papello" di Riina cercando sponda oltre alpe?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2471  del 
21/11/2013
Lettera aperta

Al Ministro della Giustizia
Dott. ssa Annamaria Cancellieri

Egregio Signor Ministro,

ci sc.....
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Lettera aperta

Al Ministro della Giustizia
Dott. ssa Annamaria Cancellieri

Egregio Signor Ministro,

ci scusiamo del disturbo che Le possiamo arrecare, in questo momento così critico per Lei, per le note questioni che hanno caratterizzato gli ultimi giorni della vita politica italiana, ma non possiamo fare a meno di rivolgerci a Lei per metterLa in guardia riguardo alle suppliche che, da più parti, Le vengono rivolte in favore del detenuto Provenzano.
Provenzano è malato!
Ma, d'altra parte, se anche noi ci mettessimo, qui, ora, ad elencare la situazione sanitaria delle nostre vittime, quelle sopravissute all'attentato del 27 maggio 1993, se Le parlassimo di quelle macellate dallo stesso Provenzano in Via dei Georgofili (le bambine Nadia e Caterina Nencioni - rispettivamente di nove anni e di appena cinquanta giorni - dei loro due giovani genitori, Fabrizio Nencioni e Angela Fiume, e dello studente Dario Capolicchio, di ventidue anni), certamente si direbbe che siamo mossi esclusivamente da sete di vendetta.
Ma noi non vogliamo vendetta: vogliamo giustizia. Abbiamo bisogno di giustizia certa e quindi vogliamo che Provenzano, ammalato grave o no, sconti tutta la sua pena fino in fondo, vale a dire "il fine pena mai e al 41 bis". Questo vogliamo e questo pretendiamo, per i nostri morti e per i sopravvissuti!
E, a maggior ragione, in virtù del fatto che proprio lui, Provenzano, ha "lavorato" perché il 41 bis fosse abolito, facendo detonare 1000 chili di tritolo in tutta Italia, di cui 277 in Via dei Georgofili, causando 5 morti e 48 feriti; è sotto gli occhi di tutti coloro che non rifuggono da una verità scomoda che il signor Provenzano, oggi, come negli anni passati, con i vari tentativi di forzare le leggi vigenti con la complicità dei politici, ritiene sia ormai giunto il momento di passare all'incasso e raccogliere i frutti di sì fattiva azione.
Pertanto, Signor Ministro, questo Le diciamo: il signor Provenzano va curato e assistito, assicurandogli la dignità che spetta a tutte le persone nelle sue condizioni detentive, sani o ammalati che siano, ma in carcere, all'ergastolo e al 41 bis!

La invitiamo fortemente, Signor Ministro, a non dimenticare, mai, che cosa ha rappresentato per questo Paese, quel 1993 e, soprattutto, la pesante eredità di quella stagione di sangue che ancora grava su tutti noi.
E' evidente che coloro che hanno ideato e attuato insieme alla mafia le stragi del 1993, stanno ancora lavorando affinché la mafia corleonese ottenga quanto gli fu promesso. E questo non è un dubbio! E' più che una certezza! E noi non possiamo neanche immaginare che ai nostri morti e ai nostri feriti non possa continuare ad essere assicurato quel minimo di giustizia che già hanno avuto con la condanna degli esecutori materiali della strage.

Questo è il messaggio che affidiamo a Lei, Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, confidando di trovare la giusta accoglienza.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2472  del 
22/11/2013
L'associazione vittime dei Georgofili: "No ai tagli al fondo vittime della mafia"

Firenze, 22 nov. 2013 - "Vogliamo cred.....
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L'associazione vittime dei Georgofili: "No ai tagli al fondo vittime della mafia"

Firenze, 22 nov. 2013 - "Vogliamo credere che i 50 milioni che verranno tolti dal Fondo altro non siano che quanto ogni anno avanza dal Fondo usura"
"Verificheremo nella pratica se il Fondo di rotazione per le vittime di mafia verrà depauperato sprovvedutamente di 50 milioni di euro per correre in mutuo soccorso a quanti sbarcano sulle nostre coste per trovare un posto di lavoro".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Lo verificheremo a breve - aggiunge - perché ci sono ancora delle nostre vittime che non sono state rimborsate del danno subito dal Fondo 512 del 1999. Vogliamo credere che i 50 milioni che verranno tolti dal Fondo altro non siano che quanto ogni anno avanza dal Fondo usura, alimentato alla grande rispetto a quello delle vittime del terrorismo mafioso. Se così non fosse meglio sarebbe andare a nascondersi dalla vergogna invece di prendere ancora soldi alle vittime di mafia, dopo che gli è stata sottratta la vita". (ANSA)
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2473  del 
25/11/2013
Inserimento nel sito:

Intervista di G.M......
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Inserimento nel sito:

Intervista di G.M.Chelli con articolotre.it
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COMUNICATO
2474  del 
27/11/2013
Il 27 del mese è stato in questa nostra storia Repubblicana il giorno troppo spesso dedicato alle stragi terroristiche ed eversive: come quella del 27..... Apri
Il 27 del mese è stato in questa nostra storia Repubblicana il giorno troppo spesso dedicato alle stragi terroristiche ed eversive: come quella del 27 Maggio 1993, giorno in cui a Firenze in via dei Georgofili la mafia cosa nostra, per conto terzi, forse in nome e per conto di nuove forze politiche dirompenti, ancora tutte da chiarire in sede giudiziaria, ha messo in atto l'attacco stragista più barbarico che storia d'Italia ricordi

Per ironia della sorte è ancora il 27 del mese il disco verde alla più tribolata legge di stabilità di questi ultimi 20 anni, e come prevedile, malgrado le promesse dello stesso Governo in carica, nella finanziaria non c'è l'Emendamento composto di nove punti che avrebbe sanato la 206 del 2004 legge in favore delle vittime delle stragi.

Quindi ora forse capiamo perché il Governo, nella veste del Primo Ministro, ha avanzato la proposta che il prossimo 27 maggio, quello del 2014, sia la giornata dedicata alla cultura nella città di Firenze e che migliore data del 27 maggio, data del ricordo delle vittime della strage di via dei Georgofili, non ci fosse.
Era ancora una volta, ahimè, non una pensata di un animo nobile, protesa a cambiamenti, bensì l'azione di chi ancora una volta usa le vittime delle stragi mentre di li a poco le avrebbe abbandonate a se stesse.

Infatti di quale anno della cultura stiamo parlando? Di quello dell'ipocrisia?

Se la tenga la sua pacca sulla spalla, il Primo Ministro Enrico LETTA, certo, noi non possiamo impedire che il 27 maggio prossimo sia a Firenze la giornata dedicata a qualunque minestra riscaldata si ami rimestare per dare lustro a istituzioni sorde ai richiami delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Ma l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, fin da ora, informa che noi il 27 maggio 2014, se la data sarà dedicata a quanto richiesto dal Primo Ministro, istaureremo un presidio in via dei Georgofili a Firenze in segno di protesta per quanti credono che la strage sia stata una tragedia per noi che la dobbiamo vivere con tutti i suoi risvolti negativi, ci piaccia o no, e che sia invece stata una manna dal cielo per le istituzioni, la politica e quanti a vario titolo, per i propri tornaconti personali, ballano sulle bare dei nostri morti e sulle piaghe dei nostri feriti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
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NOTIZIA ANSA
2475  del 
27/11/2013
La legge di stabilità ?trascura' le vittime della mafia, l'associazione Georgofili: "La pacca sulla spalla se la tenga il premier Letta..... Apri
La legge di stabilità ?trascura' le vittime della mafia, l'associazione Georgofili: "La pacca sulla spalla se la tenga il premier Letta"

27 novembre 2013 - "Nella più tribolata legge di stabilità di questi ultimi 20 anni, malgrado le promesse del Governo, non c'è l'emendamento che avrebbe sanato la 206 del 2004, la legge in favore delle vittime delle stragi". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
Ora capiamo perché il Governo ha avanzato la proposta che il prossimo 27 maggio sia la giornata dedicata alla cultura nella città di Firenze - scrive Maggiani Chelli - Migliore data del 27 maggio, data del ricordo delle vittime della strage di via dei Georgofili, non c'era. Se la tenga la sua pacca sulla spalla il primo ministro Enrico Letta". ANSA
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ARTICOLO
2476  del 
27/11/2013
Controlacrisi giornale on line

Legge di Stabilità, la protesta contro i tagli delle vittime delle stragi

La rabbia.....
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Controlacrisi giornale on line

Legge di Stabilità, la protesta contro i tagli delle vittime delle stragi

La rabbia per il mancato inserimento dei risarcimenti alle vittime di strage nella Legge di stabilita' monta anche a Firenze. Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, evidenzia come il "27 del mese" si confermi giorno 'negativo' per chi ha a che fare con stragi terroristiche ed eversive: il 27 maggio 1993 esplose la bomba in via dei Georgofili e "per ironia della sorte", oggi, 27 novembre, si accende il "disco verde alla piu' tribolata Legge di stabilita' di questi ultimi 20 anni, e come prevedile, malgrado le promesse dello stesso Governo in carica, nella finanziaria non c'e' l'emendamento composto di nove punti che avrebbe sanato la 206 del 2004 legge in favore delle vittime delle stragi".

In una nota, Maggiani Chelli, continua dicendo: "Quindi ora forse capiamo perche' il Governo, nella veste del primo ministro, ha avanzato la proposta che il prossimo 27 maggio quello del 2014, sia la giornata dedicata alla cultura nella citta' di Firenze e che migliore data del 27 maggio, data del ricordo delle vittime della strage di via dei Georgofili, non ci fosse. Era ancora una volta, ahime', non una pensata di un animo nobile, protesa a cambiamenti, bensi' l'azione di chi ancora una volta usa le vittime delle stragi mentre di li a poco le avrebbe abbandonate a se stesse. Infatti di quale anno della cultura stiamo parlando? Di quello dell'ipocrisia?". I parenti delle vittime di via Georgofili non possono "impedire che il 27 maggio prossimo sia a Firenze la giornata dedicata a qualunque minestra riscaldata si ami rimestare per dare lustro a istituzioni sorde ai richiami delle vittime della strage di via dei Georgofili", ma se le cose non cambiano quel giorno i familiari daranno vita ad un presidio "di protesta".
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COMUNICATO
2477  del 
29/11/2013
Siamo molto d'accordo e solidali con l'atteggiamento dell'On. Le Paolo Bolognesi verso il mancato inserimento in finanziaria dell'..... Apri
Siamo molto d'accordo e solidali con l'atteggiamento dell'On. Le Paolo Bolognesi verso il mancato inserimento in finanziaria dell'emendamento in favore delle vittime delle stragi.
Il parlamentare nonché Presidente dell'Unione Nazione Vittime stragi ha infatti dichiarato: "Non appena la finanziaria arriva alla Camera presenterò un emendamento, poi, se non me lo votano, io voto contro.
Alla domanda se "altri sono come lei", Paolo Bolognesi ha risposto: per non creare imbarazzi lo presenterò io solo.
La nostra Associazione, creandosi meno scrupoli, oltre sostenere gli sforzi dell'On. Le Paolo Bolognesi, chiede a quanti in questi 20 anni si sono seduti negli scranni del Parlamento, e hanno ottenuto cariche importanti prendendo a piene mani il ritorno del nostro operato di Associazione di vittime di stragi al loro fianco, di votare insieme a Paolo Bolognesi contro la finanziara, se nella legge di stabilità non saranno inseriti i punti dell'emendamento che prevede la sanatoria della legge 206 del 2004, legge in favore delle vittime della stragismo italiano.
All'uopo segnaliamo che i tre concorrenti alla guida di uno dei partiti più importanti in Parlamento, che si stanno sfidando in queste ore a singolar tenzone, stanno strombazzando che bisogna guardare avanti.
Non si può assolutamente guardare avanti, se non si riesce a chiudere la partita dello stragismo terroristico non solo sul piano giudiziario penale, che fa acqua da tutte le parti, ma neppure su quello economico verso le vittime che hanno pagato il prezzo per tutti.
Non si può votare una finanziaria la quale nel suo operato, volutamente, ignora il dato che il Paese è senza soldi solo ed esclusivamente per tutto il denaro pubblico rubato, dato peraltro nascosto sotto 277 chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2478  del 
04/12/2013
Stato-mafia:processo Mannino;ass. Georgofili, noi parte civile

FIRENZE, 4 DIC - L'Associazione dei familiari delle vittime della strage.....
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Stato-mafia:processo Mannino;ass. Georgofili, noi parte civile

FIRENZE, 4 DIC - L'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili è stata ammessa al processo stralcio per l'ex ministro Calogero Mannino. Lo evidenzia in un comunicato stampa la stessa associazione.
"Siamo costituiti parte civile, lo è anche il Comune di Firenze, non lo è però la Regione Toscana alla quale fino al 2 dicembre scorso abbiamo provato a sollecitarla per averla al nostro fianco a Palermo - afferma il presidente dell' associazione Giovanna Maggiani Chelli -. Il fatto che nel processo trattativa stato-mafia non fossero stati ammessi Comune di Firenze e Regione Toscana, chiaramente da noi ritenuto un errore, ha fatto sì che la Regione non ritentasse la costituzione per Calogero Mannino".
"Ci spiace veramente tanto - prosegue - di non avere insieme a noi la Regione Toscana nel processo all'ex ministro Calogero Mannino, perché noi abbiamo bisogno delle istituzioni al nostro fianco in questi processi così importanti che si svolgono lontani dalla Toscana, ne abbiamo bisogno quale supporto istituzionale e quale supporto logistico", perchè "in fondo sono processi che riguardano fortemente la strage di via dei Georgofili" a Firenze. (ANSA)
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COMUNICATO
2479  del 
05/12/2013
I nostri morti non erano "PASSANTI" in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, come riportato oggi da quotidiani,ma persone, cittadi..... Apri
I nostri morti non erano "PASSANTI" in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, come riportato oggi da quotidiani,ma persone, cittadini di questa Repubblica, che abitavano in quella maledetta via, lì vivevano la loro vita che "cosa nostra" insieme a uomini della politica, delle istituzioni e dell'imprenditoria gli hanno tolto.
Cosa ne può sapere il Ministro dell'Interno Alfano, nonché Vice Premier, se Riina colpirà ancora o no e se soprattutto lo Stato sarà pronto e accorto?
Fra Maggio e Luglio del 1992 la mafia ha ucciso due giudici in questo Paese, sembrava allora che lo Stato avesse tirato fuori tutta l'attenzione del mondo, invece il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, Riina e quanti con lui collusi ad alto livello, hanno dimostrato che dello Stato se sono fatti un baffo e noi abbiamo perso i figli.
Signori della politica: meno trionfalismi in nome di una campagna elettorale iniziata pro tempore ancora una volta sulla nostra pelle e più attenzione alle vittime di mafia!

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2480  del 
07/12/2013
La Camera dei Deputati sarà chiamata nelle prossime ore a sanare nella legge di Stabilità la legge 206 del 2004.
Auspichiamo che fra i circa 300.....
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La Camera dei Deputati sarà chiamata nelle prossime ore a sanare nella legge di Stabilità la legge 206 del 2004.
Auspichiamo che fra i circa 300 emendamenti che pare saranno saranno ammessi prevalga la coscienza civile e si metta in pratica quanto la legge 206 del 2004 da sempre si è prefissa.
Lo spirito della legge 206 del 2004 era e resta quello di sanare la situazione di quanti, coinvolti in Italia in eventi terroristici e stragi di tale matrice, dovevano vedere la loro situazione amministrativa sanata; questo volevano per tutti noi gli on. li Bornacin e Bielli quando hanno preparato il testo della 206.
Non si può oggi pensare di inserire nella 206 del 2004 l'onere di 150 ore lavorative all'anno per quanti decideranno di andare a parlare di mafia nelle scuole.
Riconosciamo il sacrosanto diritto delle vittime di mafia di andare a parlare nelle scuole con una legge che lo sancisca, ci mancherebbe altro, ma non con la 206 del 2004.
Con questo vogliamo dire che, con questi chiari di luna, caricare di oneri la legge 206 del 2004 potrebbe significare un NO secco anche alle nostre richieste, al nostro emendamento, che sono il sacrosanto diritto alla vita di vittime che mai andranno in giro a parlare di sé.
Noi, parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili, a parlare nelle scuole, se ci vogliono, andiamo gratuitamente sacrificando interessi e lavoro.
Il Parlamento è pieno di Onorevoli e Senatori che ben comprendono gli sforzi di chi va nelle scuole a parlare di mafia e saranno ben lieti di far sì che sia varata una legge ben precisa che preveda per quanti vogliono parlare di criminalità organizzata negli istituti di formazione le desiderate 150 ore annue, come è per gli studenti lavoratori.
Ripetiamo ancora una volta: la 206 è la legge delle vittime del terrorismo eversivo e mafioso, fondata sulla legislazione che stabilisce il reato di eversione e terrorismo contro lo Stato, prevedendo il risarcimento del danno morale e materiale di crimini gravi come lo stragismo.
Ripetiamo: la legge 206 del 2004 è nata per sanare una volta per tutte la posizione amministrativa di circa 700 soggetti coinvolti nel terrorismo "nostrano" dell'Italia, non per fare didattica risarcita.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Dire
2483  del 
17/12/2013
BOLOGNA - Da Roma si spiega che si sta facendo il possibile per rimediare allo stop all'emendamento per i risarcimenti alle vittime di strage e t..... Apri
BOLOGNA - Da Roma si spiega che si sta facendo il possibile per rimediare allo stop all'emendamento per i risarcimenti alle vittime di strage e terrorismo. Ma a Firenze hanno quasi perso del tutto le speranze: «La legge di stabilità sarà domani alla conclusione del suo iter e difficilmente troveranno giustizia» le vittime «rimaste invalide all'80% della capacità lavorativa per essere capitate nelle stragi terroristiche eversive, quando uomini dello Stato, mafia e terroristi di ogni sorta e colore politico, dovevano sistemarsi le loro cose a suon di bombe a buon mercato».

A dirlo è Giovanna maggiani Chelli, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Era stata sempre lei a lanciare un appello ai parlamentari di ogni schieramento perchè sostenessero l'emendamento pro risarcimenti promosso da Paolo Bolognesi, deputato Pd e guida delle famiglie che hanno subito le conseguenze della bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. E Bolognesi aveva raccolto firme bipartisan al suo emendamento che facevano ben sperare dopo lo stop arrivato dal Senato: ma anche a Montecitorio si è registrata la battuta d'arresto quando in commissione Bilancio la richiesta è stata dichiarata inammissibile, per mancanza di copertura. Ora il tempo è agli sgoccioli. «Si sa, la speranza è sempre l'ultima a morire, ma gli enti previdenziali preposti ad erogare tre pensioni subito come legge 206 del 2004 vorrebbe, sono così inversi e timorosi che le maglie possano allargarsi a ben più di tre soggetti, che anche la speranza è in bilico», spiega Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi ai casi fiorentini. Lo stesso Bolognesi aveva detto che le 'resistenzè sui risarcimenti venivano dall'Inps.

A quanto pare, sembra proprio che «tre pensioni, se ammesse, possano riprovocare quel buco che l'Inpdap ha causato nell'Inps al suo ingresso, forse proprio perchè la quarta pensione è Inpdap», aggiunge Maggiani Chelli in una dura nota. «Noi di Firenze, della strage di via dei Georgofili, abituati a vedere leggi ad personam di ogni tipo per chi in questi anni ha voluto tirarsi fuori dall'incriminazione per strage del 27 maggio 1993, avevamo senza mezzi termini chiesto un decreto ad personam anche per le vittime della strage non solo per i carnefici. Ma ci hanno risposto- dice ancora- che per noi non sta bene, non si possono fare leggi per soggetti singoli anche se la notte dei Georgofili hanno perso tutto ciò che la vita loro poteva riservare e non solo gli ha ridotto l'esistenza un inferno». Non resta che confidare «nel senso di responsabilità di queste ultime ore di stand by della Legge di stabilità e di quanti in questi anni hanno potuto capire davvero cosa è successo alle nostre vittime invalide». Se poi, conclude Maggiani Chelli, la «Legge di stabilità ci farà tornare a casa con le pive nel sacco, come temiamo, e senza pensione subito», vorrà dire «che davvero la notte la notte del 27 Maggio 1993, ci volevano morti perchè le vittime servivano eccome. Servono infatti ancora oggi». (Dire)
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NOTIZIA ANSA
2484  del 
19/12/2013
Stabilità: Ass. Georgofili, non aiuta invalidi stragi mafia

FIRENZE, 19 DIC - "Nella legge di stabilità che domani mattina passerà al va.....
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Stabilità: Ass. Georgofili, non aiuta invalidi stragi mafia

FIRENZE, 19 DIC - "Nella legge di stabilità che domani mattina passerà al vaglio della Camera dei Deputati, per le vittime invalide all'80% della capacità lavorativa, rese tali dal tritolo stragista di Salvatore Riina il 27 maggio 1993, sono state disattese le aspettative le più sacrosante. Infatti chi non può andare a lavorare mai più, perché lo stato di salute glielo impedisce, non avrà la pensione subito come previsto dalla norma 206 del 2004, legge interpretata contro chi al momento della strage non lavorava": lo fa rilevare, in una nota, la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli.
"Chiediamo pertanto ai parlamentari che in questi 20 anni ci hanno seguito nelle nostre battaglie contro la mafia, di non porre la loro fiducia alla legge di stabilità" continua la nota.
"Per quello che ci riguarda - conclude il testo - una norma che ancora una volta, dopo grandi promesse, la dà vinta a 'Cosa nostra' che ci ha voluti insieme ad altri soggetti, ancora occulti, morti il 27 maggio 1993, può essere gettata in Arno". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2485  del 
28/12/2013
Milleproroghe:ass. Georgofili, preveda pensioni vittime mafia

FIRENZE, 28 DIC - "Se in questo Paese ci fosse un po' di coerenza e .....
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Milleproroghe:ass. Georgofili, preveda pensioni vittime mafia

FIRENZE, 28 DIC - "Se in questo Paese ci fosse un po' di coerenza e giustizia, in quel decreto milleproroghe dovrebbero entrare le pensioni per gli invalidi resi tali nella strage di via dei Georgofili". Lo scrive la presidente dell' associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Nella recente legge di stabilità - spiega una nota dell'associazione - è stato negato, oltre la pensione, anche il vitalizio per chi si può occupare di loro. Siamo stanchi di mendicare presso istituzioni e enti insensibili quello che spetta di diritto alle nostre vittime. Siamo stanchi di un rimandare sempre a tempi migliori". (ANSA)
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COMUNICATO
2486  del 
29/12/2013
Auspichiamo davvero di aver compreso male il nuovo progetto di legge in via di perfezionamento sul fronte giustizia.
Che cosa vuol dire che per v.....
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Auspichiamo davvero di aver compreso male il nuovo progetto di legge in via di perfezionamento sul fronte giustizia.
Che cosa vuol dire che per velocizzare il processo e avere una riforma della giustizia le parti civili saranno escluse dal processo penale di chi ha chiesto il rito abbreviato?
Vuol forse dire che se cominciasse oggi il processo a D'Amato Cosimo il "pescatore" che si è occupato dell'esplosivo per la strage di via dei Georgofili, dovremmo affrontarlo civilmente in un processo a parte? E non avremmo accesso al processo penale?
Così come se cominciasse oggi il processo al gotha di "cosa nostra" per la strage di via dei Georgofili, il nuovo disegno di legge del Guardasigilli vorrebbe dire che i parenti delle vittime di Firenze del 27 Maggio 1993 sarebbero confinati in un processo civile a parte a chiedere risarcimenti ed esclusi dal processo penale per terrorismo eversivo contro Salvatore Riina?
Ovvero le parti civili contro la mafia stragista considerate esclusivamente come parti richiedenti risarcimenti e non giustizia penale, pena certa degli stragisti, per i massacri subiti di figli e parenti carissimi?
E non solo: che cosa vuol dire che il "candidato all'arresto" sarà informato prima della visita dei carabinieri?
Vuol dire forse che Matteo Messina Denaro con il nuovo disegno di legge per favorire la giustizia, sarà informato prima di arrestarlo?
Come lo informeranno? Con un "pizzino di Stato"?
Dobbiamo aver capito male, non c'è un'altra spiegazione a sì tanta ingiustizia a meno che quella trattativa Stato mafia, che nel maggio 1993 ha travolto le nostre famiglie massacrandole, sia ancora in atto.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2487  del 
31/12/2013
Firenze 31 Dicembre 2013

Illustrissimo
Signor Presidente della Repubblica
Sen. Giorgio NAPOLITANO
Quirinale
Roma
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Firenze 31 Dicembre 2013

Illustrissimo
Signor Presidente della Repubblica
Sen. Giorgio NAPOLITANO
Quirinale
Roma

Sono certa che tutta l'Italia questa sera vorrebbe essere menzionata nel Suo discorso di fine anno alle Italiane e agli Italiani.
L'ascolteremo come sempre, come il garante di tutti, auspicando di trovare nelle Sue parole il senso di quello che ognuno di noi aspetta dalla vita, per noi, sì, ma soprattutto per i nostri figli.
Noi, le vittime della strage di via dei Georgofili, aspettiamo da 20 anni verità e giustizia sull'episodio terribile che è stata la strage terroristica eversiva del 27 Maggio 1993.
Quest'anno il 9 Maggio 2013 giorno della memoria, giornata molto vicina all'anniversario della strage di via dei Georgofili, io quale Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Firenze, sono stata, da Lei Signor Presidente, insignita della nomina di Cavaliere.
Sono una donna semplice, Signor Presidente, nella mia vita ho fatto l'impiegata di concetto, la segretaria, in una Segretaria generale e lì i miei contatti con le istituzioni sono stati all'ordine del giorno sempre.
La onorificenza che Lei ha voluto darmi mi ha resa quindi contenta, non tanto per me che ne sono rimasta sbalordita dal tanto onore che mi veniva dato, ma ho gradito molto soprattutto per quello che rappresento, per tutti gli iscritti alla Associazione che presiedo con tutto il mio impegno possibile.
Ebbene, Le scrivo tutto questo e mi scuso profondamente del tempo che Le porto via dai Suoi obblighi, nel mentre La costringo a leggere.
Le scrivo, perché sento oggi la forza di chiederLe con grande umiltà: dica una parola, una sola parola per tutti noi, siamo ancora nell'anno che è stato il ventennale della tragedia di Via dei Georgofili, e forse se Lei vuole può ancora farlo.
Naturalmente se può farlo.
Dica a tutti noi che non saranno mai abbandonati, quei ragazzi che sono stati resi invalidi nella strage; ragazzi che hanno oggi 40 anni e che aspettano con ansia di avere la pensione che spetta subito a chi è invalido all'80% della capacità lavorativa.
Glielo dica Signor Presidente della Repubblica, perché i nostri figli non potranno mai più andare a lavorare, e, come la legge 206 del 2004 ben chiarisce, hanno oggi diritto alla pensione subito, al di là di interpretazioni lacunose e non giuste.
Lo ricordi agli Enti Previdenziali, con le parole che Lei crede e che sicuramente sa trovare nei momenti difficili, glielo ricordi che devono dare quelle pensioni agli invalidi all'80% della capacità lavorativa, resi tali nelle stragi terroristiche eversive che hanno insanguinato questo Paese.
Glielo ricordi perchè ancora oggi non trovano la strada maestra, per togliere dagli impicci cittadini che al tempo della strage di via dei Georgofili erano bambini o ragazzi studenti, e non si sono di certo meritati ciò che gli è successo.
Noi, i genitori, se Iddio vorrà, moriremo prima di loro, dei nostri figli invalidi, e i nostri figli hanno bisogno di sapere che passati noi genitori, avranno di che, non dico stare tranquilli, ma di non dover stendere la mano a nessuno.
Le sono infinitamente grata, per la forza che Lei Signor Presidente mette per far sì che il Paese esca da un guado pericoloso che si è creato quasi certamente in quel terribile 1993.
La ringrazio a nome di noi tutti e Le porgo anzitempo i sentiti e migliori auguri per il Nuovo Anno e Le porgo i miei più cordiali saluti

Cav. Sig. ra Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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