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   242 notizie nel periodo '2012'

COMUNICATO
1826  del 
05/01/2012
Il piatto continua a sbilanciarsi dalla parte della mafia, un giorno non si può fare a meno di passare mafiosi da 41 bis a carcere normale, l'alt..... Apri
Il piatto continua a sbilanciarsi dalla parte della mafia, un giorno non si può fare a meno di passare mafiosi da 41 bis a carcere normale, l'altro non si può fare a meno, da parte dello Stato, di saldare il conto per le spese processuali per mafiosi del calibro di Vincenzo Virga, che qualche nomination l'ha trovata pure nei processi per le stragi del 1993.
In qualità di vittime di cosa nostra, ci stiamo domandando dove arriverà la deriva, quanto ancora dovremmo sopportare oltre il massacro di via dei Georgofili dove hanno perso la vita i nostri parenti.
Il gratuito patrocinio non può essere un diritto per Vincenzo Virga solo perché non si è pentito, non ha collaborato con la giustizia, e quindi non si sa dove siano i suoi ingenti capitali rubati alla collettività-
Il gratuito patrocinio è un diritto per le vittime della mafia non per i suoi carnefici.
Abbiamo visto in questi 18 anni Decreti governativi approvati in poche ore, quando i torti da riparare erano per i potenti ma quando si tratta di vittime di mafia, non si sa perché, per avere giustizia bisogna aspettare i tempi di confisca dei beni alla mafia che non si realizzano mai fino in fondo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1827  del 
06/01/2012
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME, NO A GRATUITO PATROCINIO PER BOSS VIRGA

Palermo, 6 gen. - (Adnkronos) - «Il piatto continua a sbilanciarsi dall.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME, NO A GRATUITO PATROCINIO PER BOSS VIRGA

Palermo, 6 gen. - (Adnkronos) - «Il piatto continua a sbilanciarsi dalla parte della mafia, un giorno non si può fare a meno di passare mafiosi da 41 bis a carcere normale, l'altro non si può fare a meno da parte dello Stato di saldare il conto per le spese processuali per mafiosi del calibro di Vincenzo Virga, che qualche nomination l'ha trovata pure nei processi per le stragi del 1993. In qualità di vittime di cosa nostra, ci stiamo domandando dove arriverà la deriva, quanto ancora dovremmo sopportare oltre il massacro di via dei Georgofili dove hanno perso la vita i nostri parenti».
Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente associazione familiarivittime strage Georgofili.
«Il gratuito patrocinio non può essere un diritto per Vincenzo Virga solo perchè non si è pentito, non ha collaborato con la giustizia, e quindi non si sa dove siano i suoi ingenti capitali rubati alla collettività. Il gratuito patrocinio è un diritto per le vittime della mafia non per i suoi carnefici - prosegue - Abbiamo visto in questi 18 anni Decreti governativi approvati in poche ore, quando i torti da riparare erano per i potenti, quando si tratta di vittime di mafia, non si sa perchè per avere giustizia bisogna aspettare i tempi di confisca dei beni alla mafia che non si realizzano mai fino in fondo».
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1828  del 
12/01/2012
E' morto Rosario Spatola.

Rosario Spatola fra Settembre e Novembre del 1997: a gamba tesa si cercò di farlo entrare nel processo di Fi.....
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E' morto Rosario Spatola.

Rosario Spatola fra Settembre e Novembre del 1997: a gamba tesa si cercò di farlo entrare nel processo di Firenze per le stragi del 1993, doveva provare, in un momento delicatissimo per il processo stesso, che alcuni collaboratori di giustizia "aggiustavano" le cose fra di loro, come sembrava fosse emerso da verbali del processo Petrov.
Oggi Rosario Spatola invece non ha potuto testimoniare al processo Rostagno in corso a Palermo perché è morto.
In fatto di collaboratori di giustizia, dal 1996 (data di inizio del processo per le stragi del 1993) in avanti, crediamo che i tempi siano stati sempre più bui.
Infatti, siamo convinti che la verità tutta, anche quella sui concorrenti esterni a "cosa nostra" per le stragi del 1993, passi attraverso quanto hanno ancora da dire i collaboratori di giustizia.
I collaboratori di giustizia hanno troppo poco tempo per parlare, solo 180 giorni, e a volte troppo poco tempo per vivere, per districare la matassa più ingarbugliata che la storia d'Italia ricordi: quella che ha caratterizzato la notte di via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1829  del 
16/01/2012
La Spezia 16 Gennaio 2012

Gentilissimo Direttore,
La Nazione
Il Secolo XIX
TLS
Ansa Genova
Ankronos Firenze
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La Spezia 16 Gennaio 2012

Gentilissimo Direttore,
La Nazione
Il Secolo XIX
TLS
Ansa Genova
Ankronos Firenze


Il 7 Settembre del 1992, in Senato, fu fatta una interrogazione da parte del Sen. Libertini in merito ad una lettera pervenuta a vari soggetti. A giugno del 1992 infatti fra la morte del Giudice Falcone e quella del Giudice Borsellino a 39 soggetti a livello istituzionale, politico e giornalistico era arrivato uno scritto anonimo oggetto dell'interrogazione stessa.
Non fu presa in considerazione, quella dettagliata descrizione di una situazione politica dell'Italia ormai alla deriva.
Dopo la distribuzione di quello scritto anonimo, di lì a poco morirà il Giudice Borsellino, e poco meno di un anno dopo mezza Italia salterà in aria con le stragi del 1993 e i nostri figli moriranno o rimarranno invalidi per sempre.
Nel febbraio del 2005, quel documento anonimo distribuito a 39 soggetti nel 1992, intuito che poteva essere stata una anticipazione di una eventuale trattativa fra lo Stato e la mafia, entra nella nostra analisi quotidiana di vittime di "cosa nostra".
Infatti i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, il 22 febbraio 2005 presentano un esposto in procura a Firenze, prendendo coscienza che in questo Paese in troppi potevano sapere che ci sarebbero state le stragi del 1993 e che non hanno fatto nulla per fermarle.
Ma non solo nel 2005 i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili prendono atto e lo esprimono chiaramente nell'esposto alla magistratura, che negli anni che vanno dal 1996, anno dell'inizio del processo di Firenze per le stragi del 1993, almeno questi 39 soggetti e con loro quanti di quello scritto vennero a conoscenza soprattutto a livello politico istituzionale, non potevano non aver compreso ciò che in Italia era successo fra il maggio e il luglio 1993, ma tacquero con un omertoso silenzio fino a quando finalmente Massimo Ciancimino a modo suo sia pure per qualche interesse personale, sbloccò una situazione di stallo vergognosa.

L'anonimo del 1992 riporta chiaramente:
1) il tentativo di reinserire i latitanti di "cosa nostra" nella società attraverso una probabile dissociazione vergognosa;
2) la conseguente entrata in campo di misure restrittive verso la mafia (tipo 41 bis) a causa della reazione della società civile, che in seguito sarebbero poi state abolite al ripristinarsi della situazione politica;
3) il blocco della confisca dei beni alla mafia.

Questi tre punti, sopra riportati e appartenenti al famigerato "papello", ormai noto ai più come l'elenco delle richieste della mafia allo Stato, erano già presenti in quell'anonimo del 1992 e dal quale tutti nostri padri della Patria e i politici informati ne presero le distanze.
La domanda tragica di oggi è: se quella interrogazione Libertini avesse ottenuto l'effetto sperato dall'anonimo scrivente, i nostri figli oggi sarebbero ancora vivi?
Non lo sapremo mai, fintanto che chi sa come sono andate le cose in Italia nel 1993 circa quei 1000 chili di tritolo non parlerà di confisca dei beni alla mafia, delle misure restrittive del 41 bis, della dissociazione dei mafiosi dalle cosche, pensando davvero alle vittime di mafia e non solo ai propri opportunismi politici e quelli del partito di appartenenza e soprattutto ai propri di vitalizi piuttosto che a un vero contrasto alla mafia e aiuto alle vittime di mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1830  del 
17/01/2012
(AGENPARL) - Roma, 17 gen - "Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano,Salvatore Benigno, e Luigi Giacalone. Cinque condanne all'er..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 17 gen - "Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano,Salvatore Benigno, e Luigi Giacalone. Cinque condanne all'ergastolo per altrettanti capi mafia, per aver ucciso e sciolto nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo figlio di Santino Di Matteo collaboratore di giustizia. Gaspare Spatuzza altrettanto colpevole della morte del bambino, è stato condannato a 12 anni perché ha collaborato con la giustizia".
Cosi in un comunicato di Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili.
"I soggetti condannati all'ergastolo dopo 16 anni per l'uccisione, a settembre del 1996, di Giuseppe Di Matteo sono tutti uomini di "cosa nostra" che hanno partecipato attivamente all'ideazione e alla messa in opera della strage di Via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio del 1993. Non abbiamo mai avuto dubbi che la morte di Giuseppe Di Matteo fosse stata in quel 1996 un messaggio al padre Santino, infatti quando Santino di Matteo venne in aula a Firenze a testimoniare per le stragi del 1993, si avvalse della facoltà di non rispondere. Chi potrebbe biasimarlo!
Infatti, noi oggi, alcune cose possiamo affermarle: - 1) la giustizia è lenta troppo lenta e la mafia ne gode tutti i vantaggi di questa lentezza, basti pensare che Giuseppe Graviano non è già più a isolamento diurno di 41 bis per le stragi del 1993 e può socializzare con gli altri detenuti, un beneficio insomma. Quindi la domanda va da se : quanto di questo ennesimo "virtuale ergastolo" per aver fatto sciogliere un ragazzino nell'acido dovrà ancora scontare Giuseppe Graviano ? 2) Matteo Messina Denaro è ancora latitante pur avendo utilizzato in via dei Georgofili poco meno di 300 chili di tritolo con le conseguenze che tutti conosciamo, ma davvero pensiamo che la condanna all'ergastolo per la barbara uccisione del piccolo di Matteo gli faccia più che un baffo? Noi non smetteremo mai di tifare per la Magistratura, perchè è l'unica nostra speranza visto che contiamo in tempi migliori per la giustizia, ma le cose scritte solo ed esclusivamente sulla carta che tra l'altro mal si tramandano ai posteri per limiti infiniti, cominciano a pesare".
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COMUNICATO
1831  del 
18/01/2012
"Accolta la richiesta dell'avvocato durante il processo su una serie di omicidi di mafia . Secondo il legale il boss Salvatore Riina non sar..... Apri
"Accolta la richiesta dell'avvocato durante il processo su una serie di omicidi di mafia . Secondo il legale il boss Salvatore Riina non sarebbe in grado di assistere alle udienze perché affetto da morbo di Parkinson".

"Accolta dalla corte d'Assise di Palermo la richiesta dei legali del boss Provenzano durante il processo in cui è imputato - il boss non sarebbe in grado si assistere al processo perché affetto da una grave forma di demenza senile".

Curateli, curateli bene, ma curateli in carcere e a 41 bis.
E' quanto fortemente chiediamo per l'ennesima volta, del resto noi abbiamo vittime con malattie provocate dall'attentato terroristico del 27 Maggio 1993, che il Parkinson e la Demenza senile al loro confronto sono acqua fresca.
Non lo diciamo per una sete di vendetta, ma per una sacrosanta questione di giustizia, in un Paese che si è riempito di norme per salvaguardare il reo stragista assicurandogli ogni tipo di attenzione e si affida ai pareri di Consigli di Stato per rendere nulle norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice come la 206 del 2004.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1832  del 
20/01/2012
Mafia: familiari vittime via Georgofili, necessarie deposizioni chiare da uomini Stato

Palermo, 20 gen. - (Adnkronos) - "Non vi e'.....
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Mafia: familiari vittime via Georgofili, necessarie deposizioni chiare da uomini Stato

Palermo, 20 gen. - (Adnkronos) - "Non vi e' dubbio, l'ex Ministro Scotti ha detto a Palermo che dopo l'omicidio del Giudice Falcone bisognava adottare misure eccezionali contro la mafia : il regime detentivo speciale di 41 bis. Non si fece! Infatti ci vorra' la morte del Giudice Borsellino per rendere operativo il '41 bis' voluto da Falcone insieme all'utilizzo delle supercarceri".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dei familiari delle vittime di via Georgofili.
"Inoltre in seguito, dopo l'omicidio Borsellino iniziando con il 14 Maggio 1993 strage di via Fauro,, fino alla stragi di Via Palestro e alle chiese romane del 27 Luglio 1993, passando per quella di via dei Georgofili che tragicamente ci riguarda, e' iniziato quel tira e molla a suon di '41 bis' non prorogati e prorogati che quasi certamente provocarono le stragi di Roma, Firenze e Milano - dice - Altro che lo Stato dopo la morte di Falcone 'non si poteva trincerare e doveva avere una reazione forte contro cosa nostra' come ha asserito oggi l'ex Ministro Scotti a Palermo, crediamo che uomini dello Stato durante le stragi del 1993 abbiano quantomeno raggiunto il loro massimo livello di incompetenza, perche' ancora non osiamo credere alla vera e propria malafede, per questo ci servono le prove".
E conclude:
"Infatti siamo noi oggi che abbiamo bisogno di prove auree, come la magistratura ha sempre preteso di dover avere per scrivere sugli atti processuali i nomi dei mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993. Abbiamo bisogno di deposizioni chiare dagli uomini dello Stato di allora, non di deposizioni stringate e auto difensive, perche' a questo punto e' di vitale importanza capire se le decisioni sul '41 bis' dopo la morte di Borsellino dal 15 maggio 1993 in poi, furono decisioni dettate dall'inefficienza degli uomini dello Stato di allora o se la sudditanza alla mafia aveva raggiunto livelli inquietanti".
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COMUNICATO
1833  del 
22/01/2012
Gaspare Spatuzza, molto informato sui fatti, non può essere altrimenti, sta stentando di fare chiarezza sull'attentato al Giudice Borsellino, su ..... Apri
Gaspare Spatuzza, molto informato sui fatti, non può essere altrimenti, sta stentando di fare chiarezza sull'attentato al Giudice Borsellino, su quello di via dei Georgofili e perché no sulle stragi in generale.
Ora è la volta dell'attentato di via Palestro: uno dei due fratelli Formoso è probabile non ne sapesse nulla del massacro di via Palestro del 27 Luglio 1993, almeno secondo quanto riferisce Spatuzza.
A questo punto, però, auspichiamo di saperne di più ossia di avere ulteriori spiegazioni da Spatuzza, questo perché alcuni anni fa quando il nodo strage via Palestro venne al pettine e i rinvii a giudizio per i fratelli Formoso si erano delineati all'orizzonte delle Procure, noi avevamo già fortemente sperato che, oltre i fratelli Formoso, altri fossero rinviati a giudizio.
Infatti, sempre per quel senso di giustizia che ci pervade alla ricerca dei collegamenti con i mandanti esterni a cosa nostra per la strage di via Georgofili, prima che tutti gli atti passassero a Milano per la strage di Via Palestro, avevamo sperato che ci potesse essere dato qualcosa di più rispetto alla verità completa sulla morte dei nostri parenti.
Non fu così e oggi con Gaspare Spatuzza torniamo a sperare che si possa ampliare la vera lettura della strage di Via Palestro a Milano fortemente legata a quella di via dei Georgofili e parlare finalmente di mandanti esterni alla mafia in un nuovo processo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1834  del 
23/01/2012
GEORGOFILI: ASS. FAMILIARI, TEMIAMO STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE PER STRAGI 1993

(AGENPARL) - Roma, 23 gen - "Vogliamo rammentare che.....
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GEORGOFILI: ASS. FAMILIARI, TEMIAMO STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE PER STRAGI 1993

(AGENPARL) - Roma, 23 gen - "Vogliamo rammentare che gli argomenti trattati nel documento datato 10 Agosto 1993 redatto dalla Dia, non sono nuovi alla ribalta della cronaca. A settembre 1993 su importantissimi quotidiani vi furono già anticipazioni molto simili ai contenuti di quel documento che oggi ci occupa, e che non poterono non causare attenzione e apprensione nella magistratura inquirente sulle stragi del 1993, visto che erano appena avvenute. La verità sulle stragi del 1993 non stà all'interno di mere questioni ideologiche, di questo ne siamo convinti". Cosi, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Per questo temiamo strumentalizzazioni politiche per quelle maledette stragi del 1993. Il nero contro il rosso e viceversa sono buoni per una politica oggi più che mai alla deriva, proprio perché le collusioni con la mafia si sprecano, lo sappiamo tutti benissimo, all'interno di entrambi gli schieramenti. La verità sulle stragi del 1993 passa per fiumi di denaro che non hanno colore, altrimenti, per pure questioni ideologiche la mafia non avrebbe fatto "favori" a chi di dovere massacrando i nostri figli. Siamo certi che per condannare la mafia stragista per l'attentato di via dei Georgofili,, il lavoro fatto dalla Mgistratura, sia stato svolto a 360 gradi e la bontà dei processi di Firenze lo dimostra. Per i concorrenti esterni a "Cosa nostra", invece, è tutto un altro discorso, anche perchè spesso la Magistratura ha incontrato enormi difficoltà come è successo al Magistrato Gabriele Chelazzi il quale dall'allora Commissione Antimafia, fu ascoltato per fatti gravissimi come i morti sotto il tritolo stragista, solo un quarto d'ora Oppure perché spesso e ne siamo testimoni noi, la reticenza e l'autodifesa di uomini dello Stato che hanno testimoniato nei processi per strage sui passaggi di 41 bis e quant'altro, sono state nel corso degli anni devastanti, in nome probabilmente di una "Ragion di Stato" che tiene conto che bisogna nascondere la verità quando vi sono stati errori gravissimi o peggio probabili collusioni. Basta battaglia politica sulle stragi, sulla pelle delle vittime, ma verità".
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1835  del 
26/01/2012

Firenze, 11 Febbraio 2012
Presentazione del libro "SOLDI SPORCHI"

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Firenze, 11 Febbraio 2012
Presentazione del libro "SOLDI SPORCHI"

La locandina
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NOTIZIA Adnkronos
1836  del 
29/01/2012
Firenze, 29 gen. - (Adnkronos) - "Quelle parole di Scalfaro del 1993 ai tempi delle stragi di mafia (Io non ci sto... prima hanno provato con le ..... Apri
Firenze, 29 gen. - (Adnkronos) - "Quelle parole di Scalfaro del 1993 ai tempi delle stragi di mafia (Io non ci sto... prima hanno provato con le bombe...) le abbiamo marchiate a fuoco nelle nostre teste. Vogliamo ricordare cosi' Scalfaro mentre solennemente pronuncia quella frase, e lo vogliamo ricordare a Firenze davanti al corpicino di Caterina Nencioni mentre piange tutte le lacrime delle istituzioni per la strage piu' ignobile che la storia della Repubblica ricordi".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze (27 maggio 1993).
"Ma non possiamo dimenticare, e non lo dimenticheremo mai, che per una qualsiasi ragion di Stato ancora oggi oscura, non ci sia stato detto almeno fino ad oggi in un processo penale chi ha provato prima con le bombe del 1993 e poi con i piu' vili ricatti. E' un dovere di questo Paese render nota la verita' completa su quei massacri del 1993, altrimenti le lacrime delle istituzioni non avranno nel tempo nessun valore", ha aggiunto Maggiani Chelli.
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NOTIZIA ANSA
1837  del 
03/02/2012
L'Associazione vittime dei Georgofili contro la perizia a Riina

"Si smetta di dare alla mafia messaggi che ci offendono e ci fanno.....
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L'Associazione vittime dei Georgofili contro la perizia a Riina

"Si smetta di dare alla mafia messaggi che ci offendono e ci fanno desiderare di espatriare"
02/02/2012 - 21:00
"Si smetta di dare alla mafia messaggi che ci offendono e ci fanno desiderare di espatriare". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in merito alla "richiesta di una perizia per stabilire se Riina è in grado di intendere e di volere".

"Secondo i suoi legali - spiega la nota - non sarebbe in grado di intendere e di volere, ovvero non potrebbe partecipare ai processi che lo riguardano e va da sé che quindi il boss sarebbe incompatibile con il carcere. Ma davvero in questo Paese c'é chi pensa che Salvatore Riina debba ritornare nel covo di Palermo che lo ospitò per oltre 30 anni di latitanza?".
Fonte: ANSA
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COMUNICATO
1838  del 
06/02/2012
Continuano a raffica le frasi infelici, di certo male interpretate, ma purtroppo esternate.
Che il posto di lavoro fisso andava dimenticato non l.....
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Continuano a raffica le frasi infelici, di certo male interpretate, ma purtroppo esternate.
Che il posto di lavoro fisso andava dimenticato non lo ha detto per primo il Premier Monti: lo ebbe già a dire l'On.le Massimo D'Alema; è una cosa vecchia e l'abbiamo dovuta digerire.
Quindi inutile rafforzare con frasi del tipo: dove il posto fisso nella propria città, vicino alla mamma?
Non i figli di tutti hanno la possibilità di andare a New York, in un attico con tutti i benefici del caso a far valere le loro capacità.
I nostri, di figli, per esempio sono a Firenze e altrove, senza un posto di lavoro: alcuni perché non lo trovano neppure a "Butemburgo", il posto di lavoro, malgrado vi siano le leggi a loro favore che impongono le assunzioni delle vittime del terrorismo.
Altri non lo avranno mai un posto di lavoro, visto che non possono lavorare a causa di invalidità massacranti fino all'80% della capacità lavorativa, riportate sotto quintali di tritolo eversivo terroristico sparso a piene mani sulla loro pelle. Vittime peraltro ancora oggi senza "pensione subito", come recita la legge 206 del 2004.
Inoltre va fortemente considerato che ci sono buonissime probabilità sia stato proprio quel tritolo del 1993 a ridurre il Paese nelle condizioni attuali e per questo forse si è reso necessario imporre a tutti quanti sacrifici di lacrime e sangue.
Come potrebbero questi figli andare lontano dalla "mamma", dalla famiglia; come vivrebbero da qui ai prossimi 50 anni che ancora auspichiamo ci siano per loro, malgrado tutto?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1839  del 
09/02/2012
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Come al solito siamo sfortunati!
Noi non abbiamo avuto il piacere di ascoltare Niccolò Amato, direttore del DAP al tempo del mass.....
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Come al solito siamo sfortunati!
Noi non abbiamo avuto il piacere di ascoltare Niccolò Amato, direttore del DAP al tempo del massacro dei nostri figli, raccontarci la sua sulla gestione del 41 bis all'epoca dei fatti. Infatti durante il processo Tagliavia , Niccolò Amato ha inviato un certificato medico il giorno in cui dovevamo ascoltarlo in aula a Firenze, ha invocato una grave malattia e la Corte di Firenze ha deciso di non ascoltarlo più.
Ieri Niccolò Amato a sorpresa ha rilasciato una interessante e alquanto inquietante intervista ad un organo di informazione che l'ha lanciata su You Tube. Siamo costernati e gravemente provati davanti a uomini dello Stato che scappano davanti alle proprie responsabilità, mentre diventano loquaci quando si tratta di fare le star.
L'ex direttore del Dap Niccolò Amato doveva venire in aula a Firenze a raccontarla a noi, la sua verità, perché siamo noi le vittime degli errori dello Stato che Niccolò Amato ha servito al tempo in cui i nostri figli sono stato massacrati, altrimenti doveva tacere perché siamo stufi di servire da carne da macello anche da parte di chi deve levarsi i sassolini dalle scarpe.
Quando si tratta di cose gravi come la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci sono i Tribunali per parlare, le aule di giustizia per deporre, non i microfoni al vento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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A completamento del nostro comunicato precedente di eguale tenore, chiediamo a Niccolò Amato ex direttore del DAP ai tempi del massacro dei nostri figli e con lui a quanti servitori dello Stato non hanno potuto essere sentiti nel processo Tagliavia per le stragi del 1993, di presentarsi in giudizio di appello al processo Tagliavia davanti alla corte di Assise di Appello di Firenze. Abbiano finalmente il coraggio di venire in un processo per STRAGE, basta con i teatrini e davanti a Corti giudiziarie che giudicano per una "trattativa" che negheranno sempre anche davanti a Dio.
Vediamo come potranno giurare sul codice penale, i servitori dello Stato del 1993, di essere certi che tutto è stato fatto affinchè i nostri figli non fossero massacrati e bruciati vivi e come mai invece siamo andati a riconoscerli dentro gli obitorii degli ospedali visto che loro avevano operato così al meglio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1840  del 
09/02/2012
Dal "Corriere del Mezzogiorno" del 9/2/2012

«AMATO VENGA IN AULA A FIRENZE»

«Siamo costernati e gravemente provati da.....
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Dal "Corriere del Mezzogiorno" del 9/2/2012

«AMATO VENGA IN AULA A FIRENZE»

«Siamo costernati e gravemente provati davanti a uomini dello Stato che scappano davanti alle proprie responsabilità mentre diventano loquaci quando si tratta di fare le star». In una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione vittime della strage di via dei Georgofili, dopo le dichiarazioni dell'ex direttore del Dap chiede ad Amato «e con lui a quanti servitori dello Stato non hanno potuto essere sentiti nel processo Tagliavia per le stragi del 1993, di presentarsi in giudizio di appello al processo Tagliavia davanti alla corte di Assise di Appello di Firenze».
«Noi - aggiunge Chelli - non abbiamo avuto il piacere di ascoltare Niccolò Amato al tempo del massacro dei nostri figli, raccontarci la sua sulla gestione del 41 bis all'epoca dei fatti. Infatti durante il processo Tagliavia, Niccolò Amato ha inviato un certificato medico il giorno in cui dovevamo ascoltarlo in aula a Firenze, ha invocato una grave malattia e la Corte di Firenze ha deciso di non ascoltarlo più. Ieri - prosegue - Niccolò Amato a sorpresa ha rilasciato una interessante e alquanto inquietante intervista ad un organo di informazione che l'ha lanciata su You Tube. L'ex direttore del Dap Amato doveva venire in aula a Firenze a raccontarla a noi la sua verità, perché siamo noi le vittime degli errori dello Stato che Niccolò Amato ha servito al tempo in cui i nostri figli sono stato massacrati. Altrimenti doveva tacere perché siamo stufi di servire da carne da macello anche da parte di chi deve levarsi i sassolini dalle scarpe».
Fr. Par.
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COMUNICATO
1841  del 
11/02/2012
Tante volte abbiamo chiesto che fosse intitolata una strada di Firenze a Gabriele Chelazzi, il Magistrato che ha condotto in porto i processi per la s..... Apri
Tante volte abbiamo chiesto che fosse intitolata una strada di Firenze a Gabriele Chelazzi, il Magistrato che ha condotto in porto i processi per la strage di Via dei Georgofili affidando alla giustizia tutto il gotha di "cosa nostra"e lasciando a tutti noi materiale importantissimo per affidare ai posteri l'arresto dei "concorrenti in strage" per i massacri del 1993.
Non si è mai voluto prendere in considerazione il nostro suggerimento: crediamo che ciò sia dovuto al fatto che i fiorentini non hanno ancora capito l'importanza del Magistrato Chelazzi, non solo per la città di Firenze ma per l'Italia intera.
Ma intitolare a Firenze una strada a Bettino Craxi supera per noi ogni immaginazione, del resto è stato lui a dire in Parlamento "ci saranno ancora delle bombe", e per Dio ci sono state e hanno ucciso i nostri figli fiorentini e italiani.
Auspichiamo che voto segreto o no, in consiglio comunale fiorentino, lunedì prossimo, prevalga il senso di verità per le tragedie di questo Paese che così fortemente hanno travolto anche le nostre famiglie.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1842  del 
14/02/2012
Non vi è dubbio che qualcosa non torna: lo si evince dopo aver letto gli stralci dei verbali del confronto fra il Ministro della Giustizia e quello de..... Apri
Non vi è dubbio che qualcosa non torna: lo si evince dopo aver letto gli stralci dei verbali del confronto fra il Ministro della Giustizia e quello dell'Interno in carica nell'estate del 1992, verbali depositati nel processo per la mancata cattura di Provenzano e usciti oggi sulla stampa.
Ovvero le contraddizioni fra i due Ministri sono così forti che siamo portati a credere che uno dei due non dica il vero e crediamo che la questione vada chiarita definitivamente.
La palla è ora nelle mani della Procura di Palermo preposta ad indagare sulla trattativa Stato Mafia ma a noi non basta: avevamo contato sul processo Tagliavia per le stragi del 1993 ma ancora una volta è stato un processo tarato esclusivamente su "cosa nostra".
Non intendiamo e non possiamo discutere sui motivi che hanno blindato l'ennesimo processo per le stragi del 1993 sulla mafia, ci mancherebbe altro, ma nessuno può chiederci e tanto meno imporci di capire, quindi chiediamo un processo per "concorso in strage" verso persone non appartenenti a "cosa nostra" a Firenze, sede preposta ad indagare e processare sulle stragi del 1993 per arrivare ad una verità completa.
Questo perché più che mai siamo intenzionati a capire e ne abbiamo il sacrosanto diritto, come mai dopo le misure restrittive messe in atto contro la mafia a seguito delle stragi Falcone/ Borsellino , misure delle quali oggi in troppi si riempiono la bocca, abbia potuto succedere la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, dove hanno perso la vita 5 dei nostri figli e 48 ne sono stati invalidati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofli
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COMUNICATO
1843  del 
16/02/2012
Esprimiamo la nostra solidarietà al Magistrato Antonio Ingroia.
E' nostra opinione che i richiami del Consiglio Superiore della Magistratura.....
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Esprimiamo la nostra solidarietà al Magistrato Antonio Ingroia.
E' nostra opinione che i richiami del Consiglio Superiore della Magistratura andrebbero fatti per ben altri motivi e non perché un Magistrato, che è anche un libero cittadino, partecipa ad incontri pubblici.
Per esempio, da troppo tempo ormai domandiamo attraverso la nostra Associazione di vittime della strage di via dei Georgofili, come sia stato possibile che dopo le stragi del 1992, con tutte le misure legislative messe in atto contro la mafia in quel terribile momento, abbiano potuto succedere attentati mafiosi terroristici eversivi come quello di via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
Non è a nostra conoscenza, per esempio, che vi sia stato alcun intervento da parte di organismi superiori della Magistratura affinché le indagini sui massacri del 1993 siano finalmente condotte a pieno ritmo, impegnando tutte le forze possibili in campo, per dare finalmente giustizia completa ai nostri morti.
Siamo certi che il Magistrato Antonio Ingroia continuerà il suo lavoro di indagine, ovvero cercherà di stabilire se vi sia stata o meno una trattativa fra uomini dello Stato e mafia ai tempi delle stragi anche quelle del 1993 a suon di 41 bis, ed è per questo che vogliamo essere a lui vicini affinché almeno chiarisca, insieme ai suoi colleghi, un capitolo buio della storia del nostro Paese che probabilmente è costato la vita ai nostri figli e che pare si faccia di tutto per nasconderlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1844  del 
17/02/2012
Il prof. Conso negli ultimi interrogatori a Palermo avrebbe detto che il Dr. Francesco Di Maggio, il Vice del Dr. Capriotti , direttore del Dap ai tem..... Apri
Il prof. Conso negli ultimi interrogatori a Palermo avrebbe detto che il Dr. Francesco Di Maggio, il Vice del Dr. Capriotti , direttore del Dap ai tempi delle stragi del 1993, fu scelto perché lo stesso andava in televisione.
Noi auspichiamo fortemente che le notizie che ci arrivano come frustate siano come si dice delle "parole buttate là", anche perché il Guardasigilli ai tempi del massacro di Firenze del 27 Maggio 1993, sentito nel 2002 dal Magistrato Gabriele Chelazzi non ha detto niente di tutto ciò.
Del resto, scegliere un Vice alla direzione del Dap, perché andava in televisione, ci pare davvero una scelta che rasenta la presa in giro e noi ci meritiamo tutto fuorchè di essere presi in giro.
Siamo invece portati a pensare, che forse il Dr. Francesco Di Maggio fu messo nella condizione di essere scelto in virtù delle sue tante indagini quale PM a Milano sull'Autoparco Salomone, dove certamente in fatto di "cose di mafia" doveva aver acquisito un certa preparazione. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1845  del 
17/02/2012
TANGENTOPOLI:ASS.GEORGOFILI, NOSTRI MORTI IL PREZZO PIU'ALTO
'PAGARONO IN ASSOLUTO PIU' DI TUTTI LA CORRUZIONE NEL PAESE'
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TANGENTOPOLI:ASS.GEORGOFILI, NOSTRI MORTI IL PREZZO PIU'ALTO
'PAGARONO IN ASSOLUTO PIU' DI TUTTI LA CORRUZIONE NEL PAESE'

FIRENZE, 17 FEB - "Siamo certi che i nostri morti e i nostri feriti in via dei Georgofili il 27 maggio 1993, proprio mentre in Italia eravamo nel pieno di Mani pulite, sono stati coloro che hanno pagato il prezzo più alto in assoluto per le ruberie di questo Paese a livello politico/istituzionale e per questo non vogliamo ancora una volta tacere, non sarebbe giusto".
Lo scrive in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili volendo "ricordare il 17 febbraio del 1992 data simbolo dell'inizio di 'tangentopoli', ovvero dell'operazione Mani pulite".
"In quel 1993 - prosegue l'associazione presieduta da Giovanna Maggiani Chelli - la magistratura cercava disperatamente di porre fine alla corruzione dell'intera classe politica ormai insostenibile per il Paese e indagini che scavavano in profondità attraverso il pool di Milano e i giudici di Palermo, avrebbero con ogni probabilità potuto far emergere collusioni con organizzazioni criminali anche da parte di soggetti corrotti, oltre che a livello politico, anche istituzionale e molti altri ancora. Il tritolo usato contro i nostri figli prima che contro chiunque altro, è stato quindi congeniale alla mafia per via dei suoi problemi con il '41 bis' ed altro, ma noi riteniamo sia stato congeniale soprattutto a chi con la mafia ha 'concorso in strage' in via dei Georgofili a Firenze, per coprire ciò che ogni probabilità da lì a poco, proprio attraverso le indagini in corso di "mani pulite", sarebbe emerso. Infatti ancora oggi noi non conosciamo quale sia stato il movente primario che ha innescato il tritolo della strage terroristica eversiva di via dei Georgofili".(ANSA)
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COMUNICATO
1846  del 
21/02/2012
La mozione in Consiglio Comunale a Firenze per intitolare una via a Bettino Craxi è giunta al suo epilogo: 36 i votanti, 26 contro l'intitolazion..... Apri
La mozione in Consiglio Comunale a Firenze per intitolare una via a Bettino Craxi è giunta al suo epilogo: 36 i votanti, 26 contro l'intitolazione, 10 a favore.
Ha vinto la cultura della legalità e noi ne siamo contenti: è una risposta positiva anche verso di noi, che a Firenze non siamo gli ultimi, non per altro ma perché il prezzo pagato in termini di vite umane e invalidi permanenti è stato pesantissimo.
Infatti, al di là che da lungo tempo attendiamo una via intestata a Gabriele Chelazzi e ancora la chiederemo, piuttosto che una scelta negativa e gravissima sul piano della cultura della legalità, provocatoriamente diciamo avremmo preferito una via intestata al collaboratore Tommaso Buscetta.
Per lo meno, Tommaso Buscetta, con il suo contributo di collaborazione con la giustizia, ha permesso di ricostruire la storia di "cosa nostra, la quale con le collusioni politiche da sempre dissangua il Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgolfili
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COMUNICATO
1847  del 
23/02/2012
La motivazione della sentenza per le stragi del 1993 recita: "se trattativa fra Stato e mafia ci fosse stata, ci sarebbe da inorridire". Apri
La motivazione della sentenza per le stragi del 1993 recita: "se trattativa fra Stato e mafia ci fosse stata, ci sarebbe da inorridire".
Noi oggi, dopo i nuovi avvisi di garanzia emessi a Palermo per la trattativa Stato Mafia, diciamo:
- Se qualcuno in questo Paese, sia a livello politico che istituzionale, si fosse salvato dall'essere ucciso da "Cosa nostra", maneggiando volutamente per passaggi di mafiosi da "41 bis" a carcere normale, lasciando così uccidere i nostri figli innocenti al posto loro, davvero ci sarebbe da inorridire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1848  del 
25/02/2012
Il 41 bis, il sistema di regime carcerario per la mafia "cosa nostra ai tempi elle stragi del 1993 doveva essere necessariamente un problema di G..... Apri
Il 41 bis, il sistema di regime carcerario per la mafia "cosa nostra ai tempi elle stragi del 1993 doveva essere necessariamente un problema di Governo, dell'intero Governo del 1993, è scritto ormai in troppi documenti ufficiali.
Non ce ne voglia nessuno, quindi, se affermiamo che inorridiamo alle parole del Sen. Mancino Nicola allora Ministro dell'Interno, quando asserisce che non era affar suo il 41 bis.
Inoltre, l'ex Ministro asserisce che lui non sa nulla di trattative fra Stato e mafia, ma se permette noi rifiutiamo il solo pensarlo che uomini delle Istituzioni non sapessero cosa agitava la mafia in quel momento e che cosa avveniva nei palazzi di Governo per parare i colpi.
Oppure, e in questo caso siamo più che sgomenti, cominciamo a capire del perché i nostri figli sono morti in via dei Georgofili a Firenze. Siamo costretti a domandarci dove stava in quei tragici momenti per l'Italia il senso di responsabilità di chi governava il Paese.
L'allora Ministro dell'Interno può dire ciò che crede, ci mancherebbe altro, e noi fino a prova contraria non possiamo controbattere, infatti sono le sentenze che aspettiamo con ansia, nel bene e nel male, ma un dato è certo ed è incontrovertibile: noi abbiamo perso i figli, non li abbiamo più.
Il Senatore Nicola Mancino all'epoca dei fatti il 27 Maggio 1993 , era il Ministro dell'Interno a capo di tutte le polizie, ci dica allora come 250 chili di tritolo hanno potuto arrivare indisturbati in via dei Georgofili nel centro storico di Firenze, dopo che già in via Fauro 14 giorni prima c'era stato un altro attentato, ci dica come è stato possibile tutto ciò se era vigente tanta attenzione da parte degli organi preposti e se era in atto tanto contrasto alla mafia "cosa nostra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via di Georgofili
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COMUNICATO
1849  del 
27/02/2012
Ministri e politici sono stati minacciati al tempo delle stragi del 1993 dalla mafia "cosa nostra", non sono stati uccisi, ma temiamo siano ..... Apri
Ministri e politici sono stati minacciati al tempo delle stragi del 1993 dalla mafia "cosa nostra", non sono stati uccisi, ma temiamo siano morti i nostri figli al loro posto.

L'ex Ministro Mannino non ha risposto oggi alle domande dei PM di Palermo che indagano sulla trattativa Stato Mafia. E' un suo diritto la legge lo prevede.
La mafia cosa nostra già nel giugno 1992 inizia una lunga trattativa con uomini dello Stato, nella primavera del 1993 la trattativa tocca il suo apice: infatti a Maggio Bagarella alza il tiro del negoziato e Caterina 50 giorni, Nadia 8 Anni, Dario 22 anni, Angela 38 anni, Fabrizio 39 anni muoiono massacrati in via dei Georgofili a Firenze. Siamo i loro genitori: è un nostro diritto sapere perché sono morti, ed esiste l'obbligatorietà dell'azione penale.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1850  del 
28/02/2012
Saltano fuori verbali di Monticciolo del 2000 rilasciati a Gabriele Chelazzi, il Magistrato e ora sarebbero a disposizione delle parti in procedimenti..... Apri
Saltano fuori verbali di Monticciolo del 2000 rilasciati a Gabriele Chelazzi, il Magistrato e ora sarebbero a disposizione delle parti in procedimenti.
Quali parti, quali procedimenti?
Le parti più rilevanti siamo noi, i procedimenti anche se fossero a Berlino ci riguardano molto da vicino.
L'avevamo sempre detto che forse BRUSCA tutta la verità non l'ha detta mai.
E' arrivato il momento che in procedimenti, le parti, che poi siamo noi, possiamo finalmente ascoltare BRUSCA e MONTICCIOLO a confronto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1851  del 
02/03/2012
Come mai se tutti all'epoca delle stragi del 1993 erano per la linea della fermezza, come oggi ha testimoniato Mons. Fabbri, quella linea non ha..... Apri
Come mai se tutti all'epoca delle stragi del 1993 erano per la linea della fermezza, come oggi ha testimoniato Mons. Fabbri, quella linea non ha portato ad evitare il massacro di Firenze del 27 Maggio 1993?
Come mai se era la linea della fermezza che doveva animare tutto il governo di allora quel maledetto 27 Maggio 1993, ai primi di novembre del 1993 si è deciso di revocare il carcere duro a 343 mafiosi?
La mafia ha massacrato i nostri figli il 27 Maggio, i passaggi da carcere duro a novembre 1993 come dobbiamo leggerli come un regalo alla mafia?
E se invece l'intenzione era quella di fermare le stragi con i cambi di vertici al Dap e gli ammorbidimenti di 41 bis, come mai non lo hanno ammorbidito il 15 di Maggio 1993 il 41 bis così evitavano tutte le altre stragi, considerando che a quella data sapevano già benissimo cosa voleva la mafia?
Vogliamo risposte alle nostre domande, non santini.
Distinti saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
1852  del 
04/03/2012
Roma, 4 mar. (TMNews) - "Sarebbe stato meglio se il figlio di Riina fosse andato a lavorare al Centro di Don Puglisi, come gli era stato offerto...... Apri
Roma, 4 mar. (TMNews) - "Sarebbe stato meglio se il figlio di Riina fosse andato a lavorare al Centro di Don Puglisi, come gli era stato offerto. Ma evidentemente non gli è garbato e lui può scegliere, del resto ci sono gli strumenti legislativi che lo possono aiutare nei suoi desiderata". Così si legge in un comunicato di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il figlio di Riina non è venuto a vivere aFirenzecome sarebbe piaciuto forse al padre - si continua nel comunicato - visto che la Toscana ha un tessuto sociale maledettamente ricettivo per le infiltrazioni mafiose, prova alla mano la notte del 27 Maggio 1993, con punti di appoggio a Prato e non solo".
Rispetto alla richiesta di pena di morte, la Maggiani Chelli ha aggiunto: "Noi non l'abbiamo mai chiesta, eppure i nostri figli sono stati uccisi dal capostipite della famiglia Riina, quindi poco capiamo richieste che fanno pensare a mosse politiche di bassa lega, una cosa però ancora una volta l'abbiamo afferrata in queste ore: parlatene bene, parlatene male, ma parlatene: di mafiosi in libertà naturalmente".
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COMUNICATO
1853  del 
06/03/2012
Secondo noi non se li è guadagnati i soldi che il servizio centrale di protezione ha dato a Brusca Giovanni consentendogli un risparmio di 180 mila eu..... Apri
Secondo noi non se li è guadagnati i soldi che il servizio centrale di protezione ha dato a Brusca Giovanni consentendogli un risparmio di 180 mila euro.
Se li guadagni una buona volta quei soldi dicendo tutto quello che sa sulle implicazioni varie sulle stragi del 1993.
Noi non abbiamo mai creduto che Brusca Giovanni non sappia nulla sulla strage di via dei Georgofili, è dal 2001 che aspettiamo un confronto serio con Giuseppe Monticciolo.
Parte di quei 180 mila euro messi da parte con parsimonia da Giovanni Brusca e la moglie sono anche nostri . Non è degno di un Paese civile che le vittime paghino i carnefici al punto che un mafioso come Brusca possa pure mettere da parte gioielli e denaro per il futuro e questo mentre i nostri figli aspettano le pensioni previste dalle leggi vigenti.
I collaboratori di giustizia devono essere remunerati quando la verità la dicono tutta, non quando dicono solo quello che fa comodo a loro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1854  del 
08/03/2012
MAFIA:VIA D'AMELIO;ASS.GEORGOFILI,TRATTATIVA FU DETERMINANTE

FIRENZE, 8 MAR - «L'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Vi.....
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MAFIA:VIA D'AMELIO;ASS.GEORGOFILI,TRATTATIVA FU DETERMINANTE

FIRENZE, 8 MAR - «L'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Vittorio Tutino uno degli stragisti di via dei Georgofili, per la nuova inchiesta di via d'Amelio, rafforza sempre più in noi la convinzione di quanto le trattative degli anni 1992-1993 siano state determinanti e l'epilogo drammatico della morte dei nostri parenti».
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famiglie Vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«Leggendo notizie sull'ordinanza del Gip di Caltanissetta, si rafforza in noi la convinzione che da sempre abbiamo dato una lettura giusta su ciò che è successo ai nostri figli la notte del 27 Maggio 1993. Noi crediamo - aggiunge - che bambini e ragazzi siano morti in via dei Georgofili perchè uomini del governo di allora abbiano trattato con la mafia a suon di 41 bis per salvare politici dopo la morte di Salvo Lima, così come crediamo che approfittando dello sconquasso che la corruzione della politica aveva determinato nel Paese in quel 1993, dei delinquenti patentati ne abbiano approfittato per concorrere con la mafia nell'uso del tritolo per assurgere al potere promettendo essi stessi a Salvatore Riina ammorbidimenti di 41 bis».(ANSA)
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COMUNICATO
1855  del 
09/03/2012
Abbiamo letto sul nuovo ordine di custodia cautelare in carcere per Tutino Vittorio uno degli stragisti del 27 Maggio 1993.
Strategia della tens.....
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Abbiamo letto sul nuovo ordine di custodia cautelare in carcere per Tutino Vittorio uno degli stragisti del 27 Maggio 1993.
Strategia della tensione è lo slogan che oggi gira sui media e che tutto seppellisce in questo nostro Paese che non perde mai il vizio delle ideologie politiche, come se esistessero partiti indenni alle ruberie attraverso i grandi traffici.
Le stragi del 1993, dopo quelle del 1992, sono state senz'altro un alzare la tensione e metter in atto una strategia terroristica nel Paese fino ad arrivare il 27 Maggio 1993 alla morte di bambini e ragazzi innocenti, ma tutto questo per coprire ruberie inaudite trasversali a tutta l'intera classe politica e di buona parte del mondo istituzionale e imprenditoriale, questo è il nostro di pensiero, è la nostra opinione.
Quale avrebbero mai potuto essere i mutamenti politici, che la mafia temeva l'andata al Governo dei Comunisti? Come è d'uso dire da sessanta anni a questa parte?
Non entro nel merito delle stragi degli anni 70 /80, non è materia nostra, non le abbiamo vissute sulla nostra pelle quelle azioni criminali, non abbiamo seguito i processi di nessuna strage del passato, ma le stragi del 1993 si ci riguardano molto da vicino, troppo da vicino e con i colori politici non hanno nulla a che fare, di questo siamo convintissimi.
Come altri, invece, paventiamo oggi la prescrizione di reati gravissimi come le trattative fra uomini dello Sato, uomini dell'imprenditoria e "cosa nostra, visto che al reato di strage per potenziali concorrenti e che mai cadde in prescrizione, non ci si vuole neppure pensare in questo momento, rimandando tutto a quando ci saranno novità, novità che non ci saranno mai visto che la parola magica "strategia della tensione " è entrata nel circuito mediatico ampiamente strumentalizzata, ad uso e consumo della politica stessa.
Parli chi sa come sono andate le cose nel 1993, mafiosi come Giovanni Brusca e Giuseppe Monticciolo e tutto il Governo di quel 1993 si sbilanci in una sorta di rimorso di coscienza e finalmente giustizia sarà fatta.
I nostri morti ci hanno straziato fino all'anima e il politichese è una lingua che ci fa piangere di rabbia e che non vogliamo più sentire, vogliamo sentenze passate in giudicato per i concorrenti della mafia con nomi e cognomi ben precisi come fu per Salvatore Riina, non frasi astratte come "strategia del tensione legata al passato, che non riesce a colpire niente e nessuno se non la parte avversa al modo di vedere di ciascuno di noi politicamente parlando e che non dà giustizia neppure al gatto di casa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1856  del 
10/03/2012
DELL'UTRI:ASS.GEORGOFILI,CASSAZIONE NON SARA' PIETRA TOMBALE

FIRENZE, 10 MAR - "Annullamento in Cassazione della sentenza rig.....
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DELL'UTRI:ASS.GEORGOFILI,CASSAZIONE NON SARA' PIETRA TOMBALE

FIRENZE, 10 MAR - "Annullamento in Cassazione della sentenza riguardante Marcello Dell'Utri, quindi un processo da rifare: ci rifiutiamo di credere che sara' la pietra tombale per tutta la storia d'Italia di questi ultimi 19 anni, fondata sulla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993". Lo scrive il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna in appello per Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
"La Procura di Firenze continua a dire che sul massacro di Via dei Georgofili nulla e' chiuso, che le indagini continuano e che se ci saranno novita' la Procura agira' di conseguenza. E noi a questo vogliamo credere", prosegue Maggiani Chelli. "Per ora vogliamo fortemente credere nelle istituzioni che cercano la verita' sulla strage di via dei Georgofili e sui collaboratori di giustizia come Gaspare Spatuzza auspicando che davvero non tutto sia destinato all'archivio. Tutto inghiottito dalla scienza del diritto". (ANSA)
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COMUNICATO
1857  del 
11/03/2012
Da esternazioni riportate dalla stampa e rilasciate dal Generale Mori si deduce che forse è stata la politica a trattare con la mafia.
Da esterna.....
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Da esternazioni riportate dalla stampa e rilasciate dal Generale Mori si deduce che forse è stata la politica a trattare con la mafia.
Da esternazioni rilasciate oggi dal Sen Mancino sideduce che forse il suo nome fu fatto arrivare a Riina da altri.
Entrambi comunque, se non abbiamo capito male, non smentiscono categoricamente che una qualche cosa in merito a quel famigerato 41 bis fra "mafia e Stato" o "Stato e mafia" che dir si voglia, ci possa essere stata e questo è davvero singolare che venga fuori a 19 anni di distanza dalla strage di via dei Georgofili, perché i nostri figli sono morti per la cosiddetta "strage del 41 bis": quella del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Strage che noi riteniamo frutto di un primo passaggio di mafiosi il 15 Maggio 1993 da 41 bis a carcere normale, mafiosi di nessun spessore si dice e chissà forse la mafia non se l'è bevuta e ha alzato il tiro esprimendo bene con l'attentato di via dei Georgofili, ovvero la strage del 41 bis, che Salvatore Riina prese per i fondelli non ne voleva.
Infatti il 20 Luglio 1993 lo Stato prova a resistere e rinnova i 325 decreti in scadenza per un ulteriore anno ed ecco le bombe del 27 Luglio Milano e Roma.
Non vi sono più dubbi su quello che la mafia voleva con il 27 Luglio 1993 e così fine ottobre primi novembre 1993 ecco il boom finale di passaggi da 41 bis a carcere normale voluti in solitudine dal Guardasigilli di allora Conso e la mafia si quieta.
Abbiamo rammentato questa tabellina che precede, naturalmente secondo le nostre interpretazioni, perché vogliamo dire ad un Generale dei Carabinieri, ad un Ex Ministro della Repubblica e ad un Professore illustre che a noi spiace molto se qualcuno è rimasto con il cerino in mano, ma sta di fatto che c'è una verità sulla morte dei nostri figli che va oltre la mafia "cosa nostra pungiuta".
Il tempo delle meline è finito e proprio per quella questione forte che sono stati i ruoli istituzionali che i tre uomini di Stato hanno ricoperto e che noi abbiamo sempre rispettato, ora è il momento della verità qualunque essa sia non tanto nelle interviste ai media quanto in aule di Tribunale, perché noi abbiamo ascoltato nei processi per le stragi del 1993 tutti e tre i soggetti e la verità tutta sulla morte dei nostri figli ancora non la sappiamo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1858  del 
12/03/2012
E' uscita la motivazione di sentenza per il processo Tagliavia.
Ne siamo molto gratificati perché finalmente una sentenza a Firenze dice.....
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E' uscita la motivazione di sentenza per il processo Tagliavia.
Ne siamo molto gratificati perché finalmente una sentenza a Firenze dice chiaro che "una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des.
L'iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia; L'obiettivo che ci si prefiggeva, quantomeno al suo avvio, era di trovare un terreno con "cosa nostra" per far cessare la sequenza delle stragi".

Peccato però che la campagna stragista non si fermò, arrivò fino al 27 Maggio 1993 e oltre, così 5 dei nostri figli sono morti e altri li piangiamo e li piangeremo per sempre per le loro condizioni di vita.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1859  del 
12/03/2012
MAFIA:STRAGI'93;ASS. GEORGOFILI,FINALMENTE CHIARA TRATTATIVA

FIRENZE, 12 MAR - L'associazione tra i familiari delle vittime della s.....
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MAFIA:STRAGI'93;ASS. GEORGOFILI,FINALMENTE CHIARA TRATTATIVA

FIRENZE, 12 MAR - L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si dice "molto gratificata" dalle motivazioni della sentenza per il processo a Francesco Tagliavia.
Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione Giovanna Maggiani Chelli che spiega come "finalmente" la sentenza di Firenze "dice chiaro che una trattativa" tra lo Stato e cosa nostra "indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des.
L'iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia". Per la Corte d'assise di Firenze l'obiettivo della trattativa, "quantomeno al suo avvio, era di trovare un terreno con 'cosa nostra' per far cessare la sequenza delle stragi", "peccato però che la campagna stragista - scrive Maggiani Chelli - non si fermò, arrivò fino al 27 Maggio 1993 e oltre, così 5 dei nostri figli sono morti e altri li piangiamo e li piangeremo per sempre per le loro condizioni di vita".(ANSA)
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COMUNICATO
1860  del 
13/03/2012
Rendiamo noti i nostri commenti sui risultati di ieri 12 Marzo 2012 in Commissione Parlamentare Antimafia per le stragi del 1993 che ci riguardano e c..... Apri
Rendiamo noti i nostri commenti sui risultati di ieri 12 Marzo 2012 in Commissione Parlamentare Antimafia per le stragi del 1993 che ci riguardano e che hanno visto morire i nostri di figli:

1) La motivazione di sentenza per il processo Tagliavia resa nota ieri a pagina 511 recita:
- Una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des;
- L'iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia;
- L'obiettivo che si ci prefiggeva, quanto meno al suo avvio, era di trovare un terreno d'intesa con "cosa nostra" per far cessare la sequenza delle stragi;
Per contro la Commissione Antimafia per voce del suo Presidente Pisanu attraverso lanci di agenzia di ieri sera recita così:
- Fra Stato e mafia trattativa non ci fu, ma piuttosto un'estorsione.
Cosa dobbiamo dedurre i che i nostri Ministri di allora erano per lo meno degli ingenui, o altro ?
Insomma i nostri Ministri di quel 1993 si sarebbero fatti estorcere concessioni sul 41 bis.
E perché visto che non hanno avuto nulla in cambio, infatti le stragi ci sono state e noi ne siamo la prova vivente?

2) Secondo i pm di Firenze preposti alle indagini sulle stragi del 1993 mancherebbe il "negoziatore", per la ricerca di una sponda politica da parte della mafia: vero verissimo, dalle indagini dei magistrati sulle stragi del 1993 non risulta nulla, in quanto chi ha testimoniato in sede di collaboratori di giustizia nei vari processi è stato definito di poco spessore.
Ma quando si va in un bosco per funghi e non si trovano, non è detto che i funghi nel bosco non ci siano: a volte è solo una questione di tempo e grande impegno e improvvisamente i funghi saltano fuori anche nei boschi i più intricati possibile.

3) Secondo l'On.Le Walter Veltroni, "la mafia potrebbe essere stata usata nelle stragi del 1993 come una "agenzia" per evitare determinati esiti politici, in pratica per sbarrare la strada ad un governo di sinistra ".
Come mai, allora, nel 2001 con un governo di centro sinistra si è cercato attraverso la norma del rito abbreviato di aggirare l'ostacolo dell'ergastolo e quindi quello del 41 bis per Salvatore Riina e tutti i 15 mafiosi rei di strage a Firenze, Roma e Milano nel 1993?

Alla mafia, lo abbiamo capito in questi ormai 19 anni, non importa nulla del colore con chi fa affari, basta che la tengano lontana da ergastoli irrevocabili, 41 bis, confisca dei beni e pericoli di collaboratori di giustizia, il resto se lo gestisce da sola in piena autonomia come il tritolo quando gli viene richiesto quale favore da concorrenti negli affari e quindi nelle stragi che all'occorrenza necessitano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1861  del 
14/03/2012
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,SGOMENTI DOPO INTERVISTA NICCOLO' AMATO

FIRENZE, 14 MAR - "Perché non è venuto a testimoniare nelle dovute sed.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,SGOMENTI DOPO INTERVISTA NICCOLO' AMATO

FIRENZE, 14 MAR - "Perché non è venuto a testimoniare nelle dovute sedi?" invece di rendere noti certi episodi "oggi sui giornali dicendo che ne è venuto a conoscenza solo di recente".
E' quanto chiede la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, che si dice "sgomenta" dopo l'intervista dell'ex Direttore generale degli istituti di pena Niccolò Amato al Corriere della Sera. In una nota, ricordando che Amato non si presentò a testimoniare al processo di Firenze contro Francesco Tagliavia, poi condannato all'ergastolo per le stragi del '93, motivando l'assenza "con un certificato medico", Maggiani Chelli annuncia che su quanto detto dall'ex Direttore delle carceri l'Associazione si "riserva" di intervenire "nelle dovute sedi affinché attraverso i tribunali si operi per la ricerca della verità e non con criticabili interventi sulla stampa che non mettono nessuno davanti alle proprie responsabilità".
Interventi che secondo l'Associazione sono "buoni sì per raggiungere l'opinione pubblica, ma anche per avvelenare l'esistenza di chi dalle istituzioni - conclude Maggiani Chelli - è stato troppo spesso ampiamente abbandonato e vilipeso come noi le vittime della strage di via dei Georgofili, perché sulla stampa noi non troviamo giustizia". (ANSA)
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COMUNICATO
1862  del 
15/03/2012
Cambia solo il nome, il film lo abbiamo già visto tante volte anche se con modalità diverse in questi ultimi 19 anni: - Il figlio di un capo mafia, ca..... Apri
Cambia solo il nome, il film lo abbiamo già visto tante volte anche se con modalità diverse in questi ultimi 19 anni: - Il figlio di un capo mafia, camicia a righe, davanti ad un tavolo/scrivania con computer e codice civile a portata di mano a cercare giustizia, in questo caso il giovane è il figlio di BERNARDO PROVENZANO.
Naturalmente una televisione che lo riprende mentre parla agli italiani.
Intanto, solo per capirci, la nostra di sentenza per strage, quella relativa al massacro del 27 Maggio 1993, da parte di Bernardo Provenzano, alla rottamazione non ci andrà perché i pentiti di mafia sono un opzionale nel processo di Firenze: i mafiosi sono stati condannati, prove oggettive alla mano.
Ma bando alle questioni tecniche, veniamo ai fatti che ci occupano, Bernardo Provenzano, colui che per il quieto vivere mandò il gruppo di fuoco di Bagarella in continente ad ammazzare Nadia e Caterina Nencioni, Dario Capolicchio, Fabrizio Nencioni e Angela Fiume perché era stufo di tritolo a Palermo, insomma uno che quando c'era da decidere se doveva andare a Roma a Firenze e a Milano ad uccidere bambini e ragazzi lui lo poteva fare tranquillamente, oggi è ammalato.
Ebbene udite, udite Bernardo Provenzano è ammalato , ha un cancro alla prostata e non può fare la chemio terapia, perché avrebbe gravi problemi psichici e bisognerebbe quindi stabilire con una perizia, che lo Stato gli negherebbe, se è in grado di intendere e di volere.
Solo questo chiede il giovane Provenzano, ci pare veramente poco e domandiamo allo Stato perché non fa fare una perizia oggi a Bernardo Provenzano e, stabilito che non è in grado di intendere e di volere, la finiamo li.
Del resto, a fare la chemioterapia, se è ancora nei tempi tecnici, lo possono mandare ogni mattina in un ospedale, come fanno tutti i nostri malati di cancro e poi finita la chemio se ne torna in carcere a 41 bis.
O c'è dell'altro che il messaggio del giovane Provenzano deve passare questa sera, sia pure da tv private la qual sacralità e autonomia non vogliamo certo mettere in discussione?
Perché se il messaggio che il figlio incensurato di un capo mafia come Provenzano Bernardo, è che o con le cattive, come hanno fatto con i nostri figli, o con le buone, come si prova a fare oggi attraverso chi ti offre comunque un microfono, il 41 bis e l'ergastolo vanno aboliti e i processi di mafia revisionati, ebbene si sappia che contro il vento garantista che la politica sta tentando di scaraventare nel Paese per continuare a convivere con la mafia, noi ci sdraieremo in via dei Georgofili, dove del resto abbiamo raccolto i morti provocati dal modo operandi di tutti i Bernardo Provenzano che hanno imperversato in Italia in questi ultimi 19 anni.
Per capirci, tutti quelli che fanno finta di essere dei fautori della democrazia a suon di schiaffoni dati quotidianamente a fin di bene alle vittime di mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1863  del 
15/03/2012
Bene, molto bene, abbiamo appreso dalle agenzie che Bernardo Provenzano non è demente.
Sicuramente ora siamo tutti più rilassati, il boss potrà c.....
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Bene, molto bene, abbiamo appreso dalle agenzie che Bernardo Provenzano non è demente.
Sicuramente ora siamo tutti più rilassati, il boss potrà curarsi anche in carcere, rimanere a 41 bis e quanto altro gli spetta per "diritto acquisito dopo essere stato condannato in via definitiva per la strage del 27 Maggio 1993.
Detto questo chiediamo al figlio di Bernardo Provenzano di smetterla di implorare pietà per il macellaio di via dei Georgofili e anche se attraverso il suo ultimo video ci informa che suo padre non ci pensa neppure a pentirsi e collaborare, ci riprovi a convincerlo è un suo preciso dovere, mentre è vergognoso che vada in tv a cercare consensi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1864  del 
16/03/2012
Mafia: familiari vittime Georgofili, teminamo depistaggi sofisticati

Firenze, 16 mar. - (Adnkronos) - "Per la prima volta abbiamo paura.....
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Mafia: familiari vittime Georgofili, teminamo depistaggi sofisticati

Firenze, 16 mar. - (Adnkronos) - "Per la prima volta abbiamo paura di tentativi di depistaggi sofisticati sulla verita' per la strage di via dei Georgofili. Abbiamo sempre fortemente creduto in Gabriele Chelazzi e lo faremo fino alla fine dei nostri giorni sia come uomo, ma soprattutto come magistrato sagace, intelligente e preparatissimo, infatti Gabriele Chelazzi dopo attenta ricostruzione fissa la data del fallito attentato dell'Olimpico il 31 ottobre 1993. Sara' poi Gaspare Spatuzza, il pentito dell'ultima ora, colui che rivoluzionera' i processi per l'uccisione del Giudice Borsellino, a fissare una nuova data per il fallito attentato all'Olimpico nel 23 gennaio 1994. Per ora noi dobbiamo credere in ultima battuta a Gaspare Spatuzza, anche se come abbiamo sempre detto, siamo pronti in ogni momento a ricrederci se risultera' poco o male informato". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Inoltre - aggiunge Maggiani Chelli - e' la motivazione di sentenza del processo a Tagliavia che in primo grado sancisce la nuova data del fallito attentato all'Olimpico, dopo di che ce ne corre dal cavalcare la nuova data del 23 gennaio 1994, giorno nuovo del fallito attentato all'olimpico, quale movente politico dei neri contro i rossi, ovvero della 'strategia della tensione' come ha lasciato intendere ieri sera l'on. Veltroni a 'Servizio Pubblico' di Michele Sontoro. Per citare Gabriele Chelazzi che piu' volte lo ha detto a noi, diciamo: 'mai innamorasi di una tesi' perche' potrebbe far comodo".

"Antonio Scarano, il collaboratore di giustizia che sosteneva che la data dell'Olimpico era il 31 ottobre 1993, data peraltro molto pertinente con i passaggi da 41 bis a carcere normale messi in atto in 'tutta solitudine' dal prof. Conso ai primi di novembre 1993, e' morto anzitempo e non puo' piu' essere messo a confronto con Gaspare Spatuzza. Crediamo quindi a Spatuzza sicuramente si', ma siamo terrorizzati da chi in una data, quella del 23 gennaio 1994, identifica tutta la Verita' sulle stragi del 1993, che invece e' ancora in parte da scrivere e la verita' non sara' completa fintanto che il governo del 1993 non si decidera' a dire attraverso i suoi uomini di allora, tutto cio' che e' accaduto il quel maledetto maggio, senza opportunismi personali o quelli legati alla ragion di stato", conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1865  del 
18/03/2012
Quella definita la "strategia del terrore che il Giudice Giovanni Spinosa vedrebbe già sull'eccidio del Pilastro, tanto da correlare quel ma..... Apri
Quella definita la "strategia del terrore che il Giudice Giovanni Spinosa vedrebbe già sull'eccidio del Pilastro, tanto da correlare quel massacro dei fratelli Savi alla strage di via dei Georgofili, noi da qui in avanti la chiameremo "strategia della distrazione.
Strategia quella della "distrazione che noi non possiamo escludere, allo stato dell'arte, non fosse in atto già ai tempi dei massacri del Pilastro e di altri centomila delitti grandi e piccoli avvenuti in Italia in questi ultimi 19 anni, ma eventualmente secondo noi la tecnica della "distrazione era in atto con uno scopo ben preciso, ossia far guardare in una direzione diversa da quello che poi sarà inevitabilmente il movente delle stragi del 1993 : le ruberie scellerate dell'intera classe politica e di molti degli uomini delle più alte istituzioni dell'industria e altri.
Vogliamo dire in buona sostanza: ruberie in seno ai grandi traffici coperte per tanti lunghi anni con "risse sapientemente calibrate per attirare l'attenzione altrove.
Però "la strategia della distrazione più "raffinata che mai, noi la vediamo oggi, tesa ad allontanare l'attenzione dai veri responsabili della strage di via dei Georgofili, strategia messa ampiamente in atto da chi sapientemente vuole far guardare non dalla parte di ciò che emerge dai processi come quello di Firenze per le stragi del 1993, bensì in mille altre direzioni. Disperdendo così facendo la verità vera in un mare di carta in mano all'editoria, che spesso alimenta depistaggi allo stato puro, quando non veleni dosati per cambiare il corso stesso della storia dello stragismo del 1993 in questo Paese.
La verità sulle stragi del 1993 è già scritta negli atti processuali di Firenze contro "cosa nostra, in parte in verbali ancora oggi occulti e che il sistema non fa uscire allo scoperto e quindi non possono andare a dibattimento, ma soprattutto in documenti ufficiali sapientemente dosati nel farli uscire solo oggi a 19 anni di distanza dal massacro di via dei Georgofili.
Mentre nel mare di libri che vengono sfornati nel quotidiano per le stragi del 1993, al momento noi vediamo solo tentativi di tirare l'acqua al mulino della politica di appartenenza di chi scrive e di chi pubblica e chiaramente il grande business che si fa vergognosamente sulle bare dei nostri morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1866  del 
19/03/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica che le vittime dell'attentato fatto eseguire a Fir..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica che le vittime dell'attentato fatto eseguire a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 dal capo di "cosa nostra" Bernardo Provenzano, non sono per quello che attiene alla nostra volontà, da ritenersi ricordate oggi 19 Marzo 2012, durante una trasmissione che la TV Cielo annuncia di dedicare alla ricerca della verità sulla trattativa Stato/mafia - mettendo in onda anche l'intervista del figlio di Bernardo Provenzano.
Le nostre vittime, sono state messe nelle mani della mafia quale merce di scambio, affinchè il "41 bis", regime detentivo speciale per la mafia, fosse abolito e affinché alla mafia fosse consentito di dissociarsi senza pagare alcun dazio, questo è vero e speriamo che i tribunali lo stabiliscano una volta per tutte, ma non tollereremo mai, possiamo solo subirne l'affronto, che il figlio incensurato di Bernardo Provenzano abbia a ripetizione un microfono in mano per dire la sua, di verità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1867  del 
22/03/2012
Gaspare Spatuzza non ha mai conosciuto Tommaso Formoso, non lo ha mai visto; molto bene: noi a Gaspare Spatuzza crediamo come sempre.
Però Tommas.....
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Gaspare Spatuzza non ha mai conosciuto Tommaso Formoso, non lo ha mai visto; molto bene: noi a Gaspare Spatuzza crediamo come sempre.
Però Tommaso Formoso era il proprietario del "pollaio" che ha ospitato l'esplosivo per via Palestro, così come Messana era il Proprietario del garage dove fu caricato l'esplosivo per via dei Georgofili.
Noi oggi non possiamo sapere se tutti i "nipoti" dello zio Messana lo videro e lo conobbero in quei giorni terribili intorno al 27 Maggio 1993, perché non tutti collaborano ancora ma è vero, però, che sappiamo che lo zio Messana comprò un televisore ai suoi nipoti assassini per passare le giornate in attesa dell'attentato e regalò un sigaro a Lo Nigro quando partì con la miccia per via dei Georgofili.
Confidiamo quindi nei giudici di Brescia affinchè alla revisione del processo di Milano ai fratelli Formoso vadano solo se la legge lo ritiene necessario.
Lo diciamo perché, mentre da una parte le revisioni dei processi ci fanno comunque piacere, affinchè innocenti escano dal carcere sulla base di nuove testimonianze come quelle di Spatuzza, non possiamo scacciare dalla nostra mente che la revisione dei processi passati in giudicato era uno dei punti del papello che Salvatore Riina per vie traverse presentò allo Stato.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani chelli Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1868  del 
24/03/2012
Il prestanome di Bernardo Provenzano ai domiciliari perché soffre di favismo.
Per favore, non sia insultata la nostra intelligenza oltre il torto.....
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Il prestanome di Bernardo Provenzano ai domiciliari perché soffre di favismo.
Per favore, non sia insultata la nostra intelligenza oltre il torto subito con il tritolo di via dei Georgofili, comprato anche con i capitali per i quali Aiello ha fatto da prestanome.
La giustizia in Italia è nelle mani dei Tribunali di sorveglianza, siamo così offesi che chiediamo con urgenza una legge affinchè sia il Parlamento a decidere sul 41 bis, sui domiciliari e quant'altro quando i mafiosi ne fanno richiesta, così come si fa per i parlamentari quando bisogna decidere se devono essere indagati, arrestati o quant'altro, così finalmente capiremo chi stà con la mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1870  del 
25/03/2012
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, OFFESI PER DOMICILIARI AIELLO

PALERMO, 25 MAR - «Il prestanome di Bernardo Provenzano ai domiciliari, perchè soffre d.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, OFFESI PER DOMICILIARI AIELLO

PALERMO, 25 MAR - «Il prestanome di Bernardo Provenzano ai domiciliari, perchè soffre di favismo. Per favore, non sia insultata la nostra intelligenza: oltre al torto subito, con il tritolo di via dei Georgofili, comprato anche con i capitali per i quali Aiello ha fatto da prestanome».
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze.
«La giustizia in Italia è nelle mani dei Tribunali di sorveglianza - aggiunge - siamo così offesi che chiediamo con urgenza una legge affinchè sia il Parlamento a decidere sul 41 bis, sui domiciliari e quant'altro quando i mafiosi ne fanno richiesta, così come si fa per i parlamentari quando bisogna decidere se devono essere indagati, arrestati o quant'altro, così finalmente capiremo chi sta con la mafia». (ANSA)
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COMUNICATO
1871  del 
25/03/2012
Nel mentre la magistratura di Palermo con grande affanno e "remate contro", cerca referenti nelle istituzioni per la trattativa Stato mafia ..... Apri
Nel mentre la magistratura di Palermo con grande affanno e "remate contro", cerca referenti nelle istituzioni per la trattativa Stato mafia per l'annullamento del 41 e la concessione della dissociazione, per i qual punti del "papello di Riina nel 1993 furono massacrati i nostri figli, ebbene oggi, a 19 anni di distanza, la mafia per quella trattativa presenta il conto.
I nomi dei mafiosi che chiedono allo Stato l'annullamento del 41 bis ormai incalzano, per aprire così la deriva che di qui a breve travolgerà Tribunali e Paese:
Aiello ha il favismo, Falsone è ammalato, anche i Graviano stavano male l'ultima volta che li abbiamo sentiti , Riina chiede la seminfermità mentale, Provenzano pure e ha il Parkinson, insomma la mafia sta male in carcere a 41 bis, vuole andare ai domiciliari e dissociarsi per salvare i beni illeciti accumulati.
E non basta: per far abolire il carcere duro, i mafiosi come Falsone invocano ora l'art.32 della Costituzione ovvero il diritto alla salute.
Sembra di essere tornati al tempo in cui i mafiosi chiesero il rito abbreviato e quasi lo ottennero per delitti come la strage di Via dei Georgofili.
Pertanto chiediamo allo Stato, ai Tribunali di Sorveglianza, in quale articolo della Costituzione stanno i diritti dei nostri di malati, quelli che a causa di una trattativa sul 41 bis e la dissociazione o sono morti o sono invalidi permanenti?
Chiediamo allo Stato in quale articolo della Costituzione sta scritto che le leggi come la 206 non si devono applicare fino in fondo se non in un modo interpretativo da operetta?
Siamo ormai certi che la mafia sul 41 bis e sulla dissociazione la vincerà perché così si vuole da 19 anni, lo Stato lo vuole, con l'aiuto di una politica che dovrebbe vergognarsi di se stessa e invece continua a darci pacche sulle spalle sperando che ce la beviamo.
Ci avete lasciato uccidere i FIGLI, cari Signori, per salvare voi stessi da morte certa per mano di mafia, avete sacrificato e messo nelle mani di criminali senza scrupoli , immolandoli sull'altare dell'illegalità che vi è congeniale: Caterina Nencioni 50 giorni, Nadia Nencioni 8 anni, Fabrizio Nencioni 39 anni, Angela Fiume 38 anni e Dario Capolicchio 22 anni, non scordatevelo mai perché noi ce lo ricorderemo sempre.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1872  del 
27/03/2012
Comunicato del 27 Marzo 2012 a due mesi esatti dal 19' anniversario della strage di via dei Georgofili, Strage senza verità completa.
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Comunicato del 27 Marzo 2012 a due mesi esatti dal 19' anniversario della strage di via dei Georgofili, Strage senza verità completa.

Abbiamo diritto ad una spiegazione a quanto sotto riportato, ne abbiamo diritto con urgenza.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


FIRENZE, 12 MAR - L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si dice "molto gratificata" dalle motivazioni della sentenza per il processo a Francesco Tagliavia. Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione Giovanna Maggiani Chelli che spiega come "finalmente" la sentenza di Firenze "dice chiaro che una trattativa" tra lo Stato e cosa nostra "indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L'iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia".
Per la Corte d'assise di Firenze l'obiettivo della trattativa, "quantomeno al suo avvio, era di trovare un terreno con 'cosa nostra' per far cessare la sequenza delle stragi", "peccato però che la campagna stragista - scrive Maggiani Chelli - non si fermò, arrivò fino al 27 Maggio 1993 e oltre, così 5 dei nostri figli sono morti e altri li piangiamo e li piangeremo per sempre per le loro condizioni di vita".(ANSA).

ROMA, 12 MAR - "Tra Stato e mafia non ci fu trattativa, ma piuttosto un'estorsione, come ci hanno spiegato oggi i giudici di Firenze: la mafia, nella stagione delle stragi sul continente, ha cercato di costringere lo Stato con la violenza".
Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu al termine dell'audizione del Procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, accompagnato dai sostituti Nicolosi e Crini. Al centro dell'audizione le indagini della procura sulla strage dei Georgofili. (ANSA).

26 marzo 2012 Roma. La trattativa tra lo Stato e la mafia «è avvenuta» e il giudice Paolo Borsellino, che ne era a conoscenza come dimostrò nell'incontro avuto il 28 giugno del '92 a Roma con Liliana Ferraro, capo dell'Ufficio affari penali del ministero della Giustizia, sarebbe stato ucciso perche percepito come ostacolo alla trattativa stessa. Lo ha ribadito, ricostruendo la corposa attività investigativa della procura di Caltanissetta, il procuratore aggiunto Domenico Gozzo, ascoltato con il procuratore capo Sergio Lari e altri colleghi dalla commissione Antimafia. Una trattativa, ha detto Gozzo, «iniziata nel '92 e che ha avuto compimento nel '93 », anno nel quale «ha trovato il suo frutto avvelenato».
Alla fine di quell'anno «tra mancate proroghe e revoche, saltò circa il 50% dei 41 bis».
Ma Cosa nostra, ha ricordato Gozzo, «non era soddisfatta e programmava una nuova strage per gennaio '94, per uccidere giovani carabinieri a margine di una partita di calcio a Roma. la strage non ci fu e l'arresto dei fratelli Graviano all'inizio del '94 segnò la fine della strategia stagista».
«Borsellino venne ucciso proprio a luglio del ' 92 perchè percepito come ostacolo - ha sottolineato Gozzo - e per fare riprendere una trattativa che, come aveva detto Riina, aveva qualche difficoltà».
Per questo i tempi dell'attentato sarebbero stati accelerati. (Adnkronos)
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1873  del 
28/03/2012
Inserimento nel sito:

17/04/2012 - Ricor.....
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Inserimento nel sito:

17/04/2012 - Ricordo di Gabriele Chelazzi e presentazione libro «Contiguità alla mafia e responsabilità penale»
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COMUNICATO
1874  del 
30/03/2012
Ancora un segnale di impotenza, nei confronti della mafia, con la libertà concessa ad un mafioso, in questo caso il rampollo di Badalamenti.
Non .....
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Ancora un segnale di impotenza, nei confronti della mafia, con la libertà concessa ad un mafioso, in questo caso il rampollo di Badalamenti.
Non c'è verso: da qualunque parte si guardino queste scappatoie legali di cui la mafia gode ci fanno stare male.
Sarà mai possibile che nessuno possa fare nulla, affinché ogni giorno chi ha dovuto pagare prezzi altissimi per l'operato di "cosa nostra" debba sentire tutta l'impotenza dello Stato, e riprovare quella terribile angoscia che noi abbiamo provato la notte del 27 Maggio 1993, notte in cui abbiamo capito che la mafia poteva fare tutto quello che voleva e nessuno era in grado di fermarla?
E inevitabile diventa fare i confronti, che non sono certo peregrini: come sarà infatti possibile che il figlio di Badalamenti possa tornarsene a casa, libero e con tutti i suoi diritti di cittadino italiano ripristinati, mentre le vittime di mafia terrorista spesso non vedono applicati i più elementari dei loro diritti?
Cosa succederà per assurdo un domani, che il figlio di Badalamenti potrebbe percepire una pensione di invalidità a tutti gli effetti, mentre i ragazzi e i bambini che durante gli attacchi terroristici di "cosa nostra" non avevano una posizione pensionistica visto che in quanto tali non lavoravano, rimasti invalidi all'80% la pensione di invalidità invece non l'avranno mai?
Crediamo che lo Stato debba interrogarsi seriamente davanti a tanta ingiustizia, perché se c'è una cosa che le vittime della mafia terrorista non possono più sopportare è ancora quel senso di paura generato dalla supremazia della mafia sul vivere civile.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1875  del 
31/03/2012
Continua la Saga della trattativa quasi come tanti compitini svolti in classe sui quali poi "l'insegnante" darà il voto di fine trimest..... Apri
Continua la Saga della trattativa quasi come tanti compitini svolti in classe sui quali poi "l'insegnante" darà il voto di fine trimestre, buono per andare all'esame finale.
Non crediamo affatto che la ragion di Stato delle stragi del 1993 stia nascosta nella negazione della "trattativa" fra Stato e mafia da parte di tanti funzionari dello Stato in carica nel 1993.
Le "trattative" che alcuni soggetti, le istituzioni interessate a fermare le stragi da una parte e la mafia interessata a guadagnarsi leggi tutte sue attraverso il Parlamento dall'altra, iniziarono già nel 1992 e le portarono avanti fino ad aprile del 1994.
I nostri morti ne sono la prova provata, di quelle trattative, che sono già state peraltro scritte da lungo tempo sia negli atti processuali di Firenze relativi alle stragi del 1993, sia nel materiale di archiviazione in parte confluito nel processo Tagliavia, materiale relativo alle indagini sui concorrenti con la mafia nelle stragi del 1993.
Pertanto:
- la Ragion di Stato da salvaguardare nelle stragi del 1993 a nostro avviso sta in ben altro, sta nel movente stesso della strage di via dei Georgofili , sta probabilmente negli affari che la mafia ha portato avanti anche attraverso canali istituzionali per commerci che riguardano gli stati stessi.
"A noi della mafia quelle stragi non interessavano", è la frase che rimbomba nelle nostre teste pronunciata da Giuseppe Ferro il Capo Mandamento di Alcamo al tempo delle stragi in continente.
Così come non crediamo al "Golpe" perché mai un minuto ci ha creduto Gabriele Chelazzi, il Magistrato che sulle stragi del 1993 sapeva veramente tanto, e quindi tanta chiarezza politica non ha ragione di essere, perchè la politica dentro alle stragi del 1993 c'è tutta, ovvero trasversale a tutto l'arco costituzionale.
Si sa: gli affari sono affari, il colore non conta!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1876  del 
02/04/2012
Ricordiamo la strage di Pizzolungo: il nostro pensiero va a Barbara Rizzo e ai suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta.
Una strage quella di Pizzolu.....
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Ricordiamo la strage di Pizzolungo: il nostro pensiero va a Barbara Rizzo e ai suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta.
Una strage quella di Pizzolungo che voleva morto il Giudice Carlo Palermo impegnato in indagini importantissime legate agli affari relativi ai grandi traffici.
Era il 1985 quando la famiglia Asta fu massacrata in un attentato che troppo assomiglia a quello di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, quando ancora due bambine, i genitori e un ragazzo vennero uccisi barbaramente per colpire in realtà obiettivi simbolo e portatori di messaggi oscuri.
La verità giudiziaria completa relativa agli attentati terroristici posti in essere da "cosa nostra non è tipica del Paese nel quale tutti noi siamo costretti a vivere.
Quindi nei giorni degli anniversari degli attentati per mano di "cosa nostra, non ci resta che auspicare un cambiamento radicale nel Paese, ovvero un forte moto di repulsione verso quella cultura che fa si che la morte di tante vittime innocenti per mano della mafia terrorista ed eversiva, sia buona solo per strumentalizzare le vittime stesse sul piano politico e non solo, senza mai pretendere quella verità giudiziaria che impedirebbe nel futuro ogni sorta di ricatto come invece è avvenuto fino ad oggi.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1877  del 
04/04/2012
Condividiamo e sottoscriviamo la lettera indirizzata al Primo Ministro Monti da Salvatore Borsellino e oggi condivisa anche dalla moglie e dai figli d..... Apri
Condividiamo e sottoscriviamo la lettera indirizzata al Primo Ministro Monti da Salvatore Borsellino e oggi condivisa anche dalla moglie e dai figli del Giudice Paolo Borsellino.
Palazzolo Vito Roberto deve essere consegnato alle autorità italiane affinchè giustizia sia fatta e auspicando fin d'ora una piena collaborazione di colui che avrebbe gestito i soldi di Riina e Provenzano.
Denari che sono serviti anche a comprare il tritolo e i suoi inneschi che nel 1993 hanno fatto saltare in aria l'Italia intera insieme ai nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1878  del 
11/04/2012
(AGENPARL) - Roma, 11 apr - "Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spir..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 11 apr - "Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spirituale, non riusciamo a vedere i collaboratori di giustizia da questo punto di vista.
Abbiamo una visione molto più pratica del "pentimento" di un uomo di mafia rispetto a quello che sarebbe stato folgorato sulla via "Dei Georgofili" pensando alla Caterina Nencioni. Gaspare Spatuzza secondo noi collabora con la giustizia, perché vorrà tornare a poter vedere suo figlio prima o poi e godere di tanti altri benefici che la legge sulla collaborazione prevede e che la mafia forse non gli garantisce più. Detto questo, per ancora una volta fare chiarezza sulla nostra posizione, la possibilità data a Gaspare Spatuzza dal Tribunale di Sorveglianza di Roma crediamo sia giusta.
Gaspare Spatuzza, collaborando con la giustizia ha aperto la strada a verità più complete sulla strage di via dei Georgofili e le altre del 1993 di quelle che sono state date fino ad oggi . Non vediamo perché a Spatuzza, collaboratore a tutti gli effetti, non gli debba essere dato tutto ciò che la norma per i collaboratori di giustizia prevede, visto che a ben altri che non si sono "pentiti" e che non collaborano, in base a norme per le quali noi chiediamo continuamente modifiche, sono state fatte concessioni secondo noi gravissime, come togliere l'isolamento diurno a Giuseppe Graviano" .
E' quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
1879  del 
11/04/2012
Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spirituale, non riusciamo a vedere i c..... Apri
Non ci interessano i motivi religiosi che spingono Gaspare Spatuzza a fare la richiesta di recarsi in un ritiro spirituale, non riusciamo a vedere i collaboratori di giustizia da questo punto di vista.
Abbiamo una visione molto più pratica del "pentimento" di un uomo di mafia rispetto a quello che sarebbe stato folgorato sulla via "Dei Georgofili" pensando alla Caterina Nencioni.
Gaspare Spatuzza secondo noi collabora con la giustizia, perché vorrà tornare a poter vedere suo figlio prima o poi e godere di tanti altri benefici che la legge sulla collaborazione prevede e che la mafia forse non gli garantisce più.
Detto questo, per ancora una volta fare chiarezza sulla nostra posizione, la possibilità data a Gaspare Spatuzza dal Tribunale di Sorveglianza di Roma crediamo sia giusta.
Gaspare Spatuzza, collaborando con la giustizia ha aperto la strada a verità più complete sulla strage di via dei Georgofili e le altre del 1993 di quelle che sono state date fino ad oggi . Non vediamo perché a Spatuzza, collaboratore a tutti gli effetti, non gli debba essere dato tutto ciò che la norma per i collaboratori di giustizia prevede, visto che a ben altri che non si sono "pentiti" e che non collaborano, in base a norme per le quali noi chiediamo continuamente modifiche, sono state fatte concessioni secondo noi gravissime, come togliere l'isolamento diurno a Giuseppe Graviano.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1880  del 
14/04/2012
Piazza Loggia: Ass. Georgofili, questo sciagurato Paese non cambia

Roma, 14 apr. (Adnkronos) - "Viene da piangere mentre esprimiamo tut.....
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Piazza Loggia: Ass. Georgofili, questo sciagurato Paese non cambia

Roma, 14 apr. (Adnkronos) - "Viene da piangere mentre esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, al Presidente dell'Associazione familiari delle vittime Manlio Milani".
Lo sottolinea in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
"Questo sciagurato Paese non cambia -si legge-, la strage terroristica in Italia e' un reato per il quale la giustizia non trova spazi per imporsi davanti ad un crimine cosi' efferato. I familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia sono costretti a subire ancora una volta un torto ignobile, non e' vero che non esiste la possibilita' per incriminare, processare e condannare esecutori e mandanti delle stragi, e' la volonta' che manca per liberarsi una volta per tutte dal peso di quegli eventi stragisti che hanno insanguinato l'Italia per oltre 47 anni.
Le spese processuali a carico delle parti civili -conclude Maggiani Chelli- sono poi l'ennesima beffa di un Paese che oltre non essere in grado di dare giustizia a chi ha pagato il prezzo piu' alto per mancanza di civilta', presenta il conto alle vittime stesse".
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NOTIZIA ANSA
1881  del 
14/04/2012
STRAGE P.LOGGIA: GEORGOFILI,TORTO IGNOBILE A PARENTI VITTIME

FIRENZE, 14 APR - "Questo sciagurato Paese non cambia, la strage terroristi.....
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STRAGE P.LOGGIA: GEORGOFILI,TORTO IGNOBILE A PARENTI VITTIME

FIRENZE, 14 APR - "Questo sciagurato Paese non cambia, la strage terroristica in Italia è un reato per il quale la giustizia non trova spazi per imporsi davanti ad un crimine così efferato. I familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia sono costretti a subire ancora una volta un torto ignobile".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, esprimendo "tutta la nostra solidarietà ai familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia, al Presidente dell'Associazione familiari delle vittime Manlio Milani".
"Non è vero - afferma ancora Maggiani Chelli - che non esiste la possibilità per incriminare, processare e condannare esecutori e mandanti delle stragi, è la volontà che manca per liberarsi una volta per tutte dal peso di quegli eventi stragisti che hanno insanguinato l'Italia per oltre 47 anni. Le spese processuali a carico delle parti civili - conclude -, sono poi l'ennesima beffa di un Paese che oltre non essere in grado di dare giustizia a chi ha pagato il prezzo più alto per mancanza di civiltà, presenta il conto alle vittime stesse".(ANSA)
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COMUNICATO
1882  del 
16/04/2012
Ricordando l'incontro in programma
martedì, 17 aprile 2012 alle ore 15.30
presso l'Aula Bunker di Santa Verdiana, Tribunale di Firenze - Via .....
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Ricordando l'incontro in programma
martedì, 17 aprile 2012 alle ore 15.30
presso l'Aula Bunker di Santa Verdiana, Tribunale di Firenze - Via Paolieri, 3

si comunicano

i nomi degli appartenenti alle istituzioni Toscane che saranno presenti per un breve saluto:

per il Comune di Firenze
l'Assessore all'Educazione e alla Legalità, Rosa Maria DI GIORGI

per la Provincia di Firenze
il Presidente del Consiglio Provinciale, David ERMINI

per la Prefettura di Firenze
Sarà presente il Vice Prefetto Vicario Lidia BENELLI

per la Provincia di Pisa
il Presidente del Consiglio provinciale, Consuelo ARRIGHI

Sono presenti inoltre:
Prof. Rosa Rita D'Acquarica dell'Istituto Marco Polo per il Turismo che accompagna studenti del quarto e quinto anno.

Con la delegazione istituzionale della Provincia dei Pisa, sono stati coinvolti anche istituti scolastici che saranno presenti con insegnanti e studenti, nelle persone di:
Prof.ssa Giovanna Ameri Bernardoni, con gli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "Antonio Pacinotti" di Pisa

La presenza di altri istituti scolastici di Firenze e Pisa non ha potuto essere ancora confermata, ma in caso positivo ne sarà data comunicazione nel corso dell'evento.

L'incontro, presieduto dal Dr. Enrico Ognibene, Presidente del Tribunale di Firenze, prevede la partecipazione e l'intervento della Dott.ssa Caterina Romagnoli Chelazzi, moglie del magistrato ricordato, del Procuratore Capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, e dei Sostituti Procuratori, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, nonché dell'Associazione dei Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili.

Sarà presente, inoltre, il prof. Costantino VISCONTI, docente di diritto penale all'Università di Palermo, del quale è in programma un ampio intervento sul tema del "Concorso esterno in associazione mafiosa", rivolto in modo particolare agli studenti universitari e delle scuole medie superiori, le cui domande sarebbero particolarmente gradite da parte del professore.
Confidando nella più ampia partecipazione, porgiamo i nostri migliori saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1883  del 
16/04/2012
Firenze: domani all'aula bunker si ricorda il magistrato Gabriele Chelazzi

16/04/2012 (Adnkronos) - Interverranno Caterina Romagnoli C.....
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Firenze: domani all'aula bunker si ricorda il magistrato Gabriele Chelazzi

16/04/2012 (Adnkronos) - Interverranno Caterina Romagnoli Chelazzi, moglie del magistrato, il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi; Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, sostituti procuratori della procura generale di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Presiedera' l'incontro Enrico Ognibene, presidente del tribunale di Firenze. Sara' presente, inoltre, il professor Costantino Visconti, docente di diritto penale all'Universita' di Palermo, del quale e' in programma un intervento sul tema del 'concorso esterno in associazione mafiosa'.

All'aula bunker ci saranno anche gli studenti dell'istituto per il turismo Marco Polo e di due scuole di Pisa: il liceo Dini e l'istituto tecnico commerciale Pacinotti. Grazie al lavoro di Gabriele Chelazzi, e a quello dei colleghi Piero Luigi Vigna, Francesco Fleury, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, boss e gregari di Cosa Nostra sono stati condannati definitivamente quali mandanti ed esecutori di quella stagione di terrore. Tra questi i capi della mafia siciliana condannati dalla corte d'assise di Firenze: Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro.

Il processo si apri' a Firenze il 12 novembre 1996 e si e' chiuso in Cassazione il 6 maggio 2002: un 'record' nell'Italia delle stragi impunite. Gabriele Chelazzi e' morto per infarto, a Roma, nella notte fra il 16 e il 17 aprile 2003 ed e' stato insignito del Fiorino d'Oro.
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COMUNICATO
1884  del 
22/04/2012
Il quotidiano l'Unità, a firma Rocco Vazzano, riporta stamane l'argomento delle nostre angosce più profonde, ovvero la lunga e sfinente Trat..... Apri
Il quotidiano l'Unità, a firma Rocco Vazzano, riporta stamane l'argomento delle nostre angosce più profonde, ovvero la lunga e sfinente Trattativa Stato-mafia, perchè, secondo la sentenza Tagliava nel nostro caso, lo Stato ha trattato con la mafia a suon di "41 bis" per vedere di far fermare le stragi del 1993.
E' ancora una volta alla ribalta delle cronache prima che a conoscenza delle vittime di Provenzano, questo vecchio vizio di trattare con "cosa nostra", tipico di molti, troppi, di coloro che sono preposti ad occuparsi di contrasto alla mafia in questo nostro "benedetto" Paese.
Infatti è sempre più evidente quel modo operandi che viene da lontano, di definire "normale" incontri con uomini legati a organizzazioni mafiose che vogliono trattare con lo Stato per questioni le più disparate legate alla mafia , questa volta per Provenzano anche in termini economici.
Insomma, quasi una norma, come se arrestare immediatamente chi cerca di trattare per uomini di organizzazioni criminali pericolosissime, non facesse parte delle leggi che un Paese non colluso con la mafia si sarebbe dovuto dare.
Se mai fosse esistito un "patto", questo è stato "serenamente violato" da chi ha condotto le indagini che hanno portato alla cattura del boss - ha detto in proposito alle notizie riportate sui quotidiani il Procuratore Generale di Roma Pignatone, rispetto al caso Provenzano.
Noi diciamo invece: fortunatamente questa volta, per ciò che ci è dato di conoscere, non ci sono stati morti e feriti, non ci sono stati sacrifici di vittime innocenti come nel 1993 in via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1885  del 
23/04/2012
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Il nostro.....
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Il nostro ricordo di Gabriele Chelazzi
17 aprile 2012

Presentato il libro:

Contiguità alla mafa e responsabilità penale

di Costantino Visconti


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Il nostro intervento
San Casciano 19 aprile 2012
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COMUNICATO
1886  del 
23/04/2012
Non ci è ancora chiaro come sia andata per il novello caso "trattativa Provenzano".
Malgrado tutta la buona volontà della stampa e dell.....
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Non ci è ancora chiaro come sia andata per il novello caso "trattativa Provenzano".
Malgrado tutta la buona volontà della stampa e delle trasmissioni televisive, l'unica cosa che abbiamo capito è che tutto decadde quando, insediatosi, il PNA Grasso chiuse questa spinosa vicenda perché il tramite di Provenzano non aveva dato alcuna garanzia, anzi.
Resta quindi un punto oscuro da sciogliere che è quello di che cosa sia avvenuto negli anni prima della nomina di Pietro Grasso alla DNA.
Ovvero, chiediamo da cittadini, e per giunta vittime di Provenzano, che cosa è successo esattamente in seguito, quando stabilito che il problema degli eventuali due milioni di euro chiesti dall'intermediario di Provenzano, condizione affinchè il boss si consegnasse alle autorità, diventa politico perché "trattare" in fatto di soldi non spetta alla magistratura.
Crediamo sarebbe molto giusto chiarire se dopo quella sciagurata "trattativa" del 1993 a suon di 41 bis sulla pelle dei nostri parenti lasciati massacrare in via dei Georgofili con la scusante di fermare le stragi, si è ancora pensato di "trattare" con la mafia addirittura pagandola fra il 2003 e il 2005, perché si facesse arrestare in questo caso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1887  del 
23/04/2012
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,TRATTATIVA PROVENZANO PUNTO DA CHIARIRE

FIRENZE, 23 APR - La trattativa che ci sarebbe stata per la consegna del boss ma.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,TRATTATIVA PROVENZANO PUNTO DA CHIARIRE

FIRENZE, 23 APR - La trattativa che ci sarebbe stata per la consegna del boss mafioso Bernardo Provenzano "resta un punto oscuro da sciogliere: cosa è avvenuto negli anni prima della nomina di Pietro Grasso alla Dna?".
Lo chiede in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
"Non ci è ancora chiaro come sia andata per il novello caso 'trattativa Provenzano' - scrive in una nota la presidentessa dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli - L'unica cosa che abbiamo capito è che tutto decadde quando, insediatosi alla procura nazionale antimafia, Grasso chiuse questa spinosa vicenda, perché il tramite di Provenzano non aveva dato alcuna garanzia, anzi".
"Da cittadini, e per giunta vittime di Provenzano, chiediamo di sapere che cosa è successo esattamente in seguito - conclude la nota -, quando venne stabilito che i due milioni chiesti dall'intermediario di Provenzano affinché il boss si consegnasse alle autorità erano un problema politico, perché 'trattare' in fatto di soldi non spetta alla magistratura".Da cittadini, e per giunta vittime di Provenzano, chiediamo di sapere che cosa è successo esattamente in seguito - conclude la nota -, quando venne stabilito che i due milioni chiesti dall
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COMUNICATO
1888  del 
01/05/2012
Ricordiamo tutte le vittime di Portella della Ginestra, una strage ancora senza una verità completa.
Guardiamo altresì con apprensione ai disordi.....
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Ricordiamo tutte le vittime di Portella della Ginestra, una strage ancora senza una verità completa.
Guardiamo altresì con apprensione ai disordini che hanno caratterizzato questo anniversario, sintomo che l'intera classe politica non ha saputo trarre nessun insegnamento dalle stragi che dal 1947 a 1994 hanno insanguinato l'Italia.
Gli anniversari delle stragi dovrebbero essere un momento di richiamo per chiunque sugli errori del passato, quegli errori che la politica continua a perpetrare ancora oggi quando testimonia nei Tribunali e attraverso i media: "non mi ricordo, non lo so, non l'ho fatto io", credendo così di prendere le distanze e liberarsi le coscienze da quegli attentati terroristici mafiosi con i quali "cosa nostra" ha condizionato l'intera vita del Paese attraverso collusioni scadalose.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1889  del 
04/05/2012
Inserimento nel sito:

19/05/2012-La Romola - La ma.....
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Inserimento nel sito:

19/05/2012-La Romola - La mafia (non) è uno spettacolo
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COMUNICATO
1890  del 
05/05/2012
""Non me l'hanno chiesto, e io non ne volevo parlare"".
Ieri a Palermo, ha esordito così CRISTELLA il Capo Scorta del Vi.....
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""Non me l'hanno chiesto, e io non ne volevo parlare"".
Ieri a Palermo, ha esordito così CRISTELLA il Capo Scorta del Vice Direttore del Dap Di Maggio ai tempi delle stragi terroristiche eversive del 1993. Si riferiva alla deposizione davanti ai magistrati di Firenze del 13 Maggio 2003.

Il motivo della deposizione di Cristella ieri a Palermo era su quanto a sua conoscenza circa le ipotetiche pressioni dell'ex Ministro Mannino fatte nel 1993 sull'allora vice direttore del Dap Dr. Di Maggio per alleggerire il "41 bis" ai boss mafiosi detenuti.

Abbastanza singolare il comportamento di tutti questi uomini di Stato, che da mesi stanno sfilando a Palermo nel processo per la presunta mancata cattura di Bernardo Provenzano.
Uomini dello Stato che dovrebbero aiutare a capire la portata della trattativa tra Stato e mafia ormai ampiamente provata, quella trattativa che a suon di tira e molla sul 41 bis ha portato alla morte dei nostri figli, ci lasciano sempre più interdetti.
Come possiamo pensare che uomini dello Stato chiamati a testimoniare su quanto a loro conoscenza su fatti gravissimi come le stragi del 1993, possano aver deciso che di certi fatti, di certi nomi, non ne volevano parlare sfruttando il fatto che i magistrati non lo chiedevano?
Dice un passaggio della testimonianza del Capo Scorta Cristella nel verbale di deposizione davanti ai magistrati di Firenze nel 2003:
""Pur non avendo avuto come ho detto colloqui specifici con il Consigliere sui temi dell'attività di costui, posso affermare con certezza, per le posizioni che egli lasciava trasparire che, essendo come è noto il dr. Di Maggio per una linea piuttosto rigida in tema di 41 bis, egli era certo che proprio provvedimenti applicativi del 41 bis e le proroghe che mi pare in quel periodo fossero in corso, avessero a che vedere con queste bombe.""

Il passaggio del verbale non lascia dubbi, il Capo scorta di Di Maggio il 13 Maggio 2003 alle ore 11,10 sapeva benissimo cosa voleva da lui la magistratura fiorentina che si stava spaccando in due per dare giustizia a 5 morti e 48 feriti: tutta la verità.
Ma lui il Dr. Cristella: non ne voleva parlare di certe cose.
Non speri il Capo Scorta Cristella che ci beviamo questo calice amaro scusandolo per le sue scelte, siamo invece nostro malgrado portati a pensare il peggio, perché la strage di via dei Georgofili ha prodotto 5 morti e 48 feriti e non meritano certo silenzi vigliacchi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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ARTICOLO
1891  del 
11/05/2012
08 maggio 2012
L'Espresso - articolo di Paolo Tessadri





Stragi, le vittime beffate
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08 maggio 2012
L'Espresso - articolo di Paolo Tessadri





Stragi, le vittime beffate
di Paolo Tessadri

Quattro persone che hanno subito gravi danni fisici e psicologici dalle bombe mafiose stanno combattendo da anni per far valere un loro diritto. E si chiedono se lo Stato li ignora per stupidità o per cattiveria

(08 maggio 2012)

2 agosto 1980, strage di BolognaVittime due volte: prima delle bombe, ora dello Stato. Scampati alla morte, mutilati nei corpi dalle stragi organizzate da corpi deviati dello Stato e dalla mafia, ora sono in lotta per ottenere quello a cui avrebbero diritto: la pensione, che va erogata alle «vittime del terrorismo e delle stragi di mafia con una invalidità pari o superiore all'80 per cento». Una manciata di euro che invece viene loro negata, chissà se «per stupidità» (come dice Paolo Bolognesi, presidente delle vittime della strage terroristica del 1980 alla stazione di Bologna) o per «antipatia o avversione» come sospetta Giovanna Maggiani Chelli, presidente delle vittime delle bombe mafiose di via Georgofili a Firenze nel '93.

Ma andiamo per ordine. Nel 2004 il Parlamento approva la legge per le vittime di terrorismo e mafia e quattro di queste richiedono la pensione: tre all'Inps e una all'Inpdap, come dipendente pubblico. Sono Sonia Zanotti, ferita in modo grave per la bomba alla stazione di Bologna del 1980; Antonio Calabrò di Napoli, che viaggiava sul rapido 904, quello della bomba del 23 dicembre 1984, Anna non guarirà più e ha visto il suo amico morirle accanto nella strage di via dei Georgofili a Firenze nel 1993, Mario che si rifiuta di parlare della stazione di Bologna dopo la bomba del 1980: ha rimosso per l'angoscia.

Sonia Zanotti, che si era rivolta all'Inpdap ottiene la pensione velocemente: poi però le comunicano che è provvisoria e gliela possono togliere in ogni istante. Agli altri va peggio: con loro infatti l'Inps tergiversa. Passano gli anni. Poi l'ultimo governo Berlusconi sembra prendere in mano la questione: «Letta e Berlusconi vengono a salutarci», ricorda Bolognesi, «in occasione del giorno della memoria e ci dicono: ?State tranquilli, risolviamo il problema'. Letta ad aprile del 2009 ci convoca a Palazzo Chigi e ripete: ?Adesso convoco io, faccio io'. Pensavo che si arrivasse alla soluzione, ma da quel momento non abbiamo più avuto notizie. Decine e decine di telefonate, ma si sono sempre negati e non si sono fatti più trovare». 


Le promesse si ripetono nel 2010 al Quirinale, alla presenza del capo dello Stato. Giorgio Napolitano chiede «tutela per chi è sopravvissuto» e il ministro della giustizia, Angelino Alfano, replica: «Il governo farà tutto quello che è nei propri poteri perché i loro diritti siano espressi pienamente sia sotto il profilo previdenziale che nella piena applicazione della legge 206».

Il che si traduce in un parere richiesto al Consiglio di Stato, che risponde: i quattro non lavoravano al momento della strage e quindi non hanno diritto alla pensione. «Ma la legge non precisa che dovevano lavorare», s'arrabbia Paolo Bolognesi.

Ricorda Sonia Zanotti, zoppicante e ancora in stampelle: «Tanto umano, emozionante e gentile è stato il Capo dello Stato, tanto brutto è stato sentirsi dire dall'allora ministro Angelino Alfano che dopo due settimane ci avrebbero dato risposte sulla legge 206 e sulle pensioni, mentre poi non c'è stata nessuna risposta». Sonia a quell'ora del 2 agosto 1980 non doveva trovarsi lì, nella sala d'attesa: «Io e mia cugina siamo arrivate alla stazione alle 8 ma abbiamo perso il treno per Bolzano». Alle 10.25 lo scoppio. «Seduta nella sala d'attesa, all'improvviso il boato, il caos, l'inferno ed io sotto le macerie. Pensavo che stessero girando un film ed io lo interpretavo. Poi le urla, le sirene. Avevo 11 anni, giocavo ancora con le Barbie, ma ricordo bene: subito si è sparsa la voce che fosse scoppiata una caldaia, ricordo la fiammata, la luce accecante, la sensazione di esser sbalzata in aria, la caduta. Ero mezza sepolta quando un ragazzo mi ha tirata fuori, ho cercato subito di camminare, ma non ce la facevo e mi sono accorta solo a quel punto che il mio piede destro era quasi completamente staccato dalla gamba. Poi il passaggio di braccia in braccia, l'ambulanza che mi ha portato al Sant'Orsola. Da quel giorno ho trascorso 13 anni da pendolare tra casa e ospedali con almeno due ricoveri l'anno. Le peggiori, però, sono le ferite interne: ansia, angoscia, terrore. E ora il senso di ingiustizia».

Antonio Calabrò di Napoli viaggiava sul rapido 904 il 23 dicembre 1984, proprio nel vagone della bomba, fatta scoppiare a distanza nel tunnel della Grande galleria dell'Appennino. La mafia la fece deflagrare in galleria per ammazzare più gente: 17 morti, 267 feriti. Lui è tra loro, esce in barella insanguinato, è tra i più gravi, sui primi referti porta attaccato addosso il titolo di ferito n.1. La foto sulla barella con i pantaloni strappati fa il giro del mondo: «Stavo fumando una sigaretta sul corridoio, dovevamo raggiungere mio fratello a Milano per il Natale con mamma e papà. All'improvviso il buio, mi trovo riverso a terra con qualcosa sulla bocca e mi sento pizzicare su tutto il corpo. Cerco di muovermi, non ci riesco, la bocca mi fa male. E sento un grosso buco nel braccio con dentro residui di ogni tipo e ustioni sul 15 per cento del corpo. Dentro il mio corpo bucato le schegge di pentrite, cioè nitroglicerina e tritolo. Lo stesso micidiale esplosivo trovato nei depositi Gladio. Per oltre otto anni dalle ferite mi escono residui, dal ferro alla plastica al vetro, conficcati come proiettili nel mio corpo. Purtroppo ho preso in pieno il vento dello scoppio. Molte schegge ora sono incistate». Studente all'università Federico II di Napoli, riesce a laurearsi in ingegneria ed entra al centro ricerche della Cira a Capua, che lascia un anno fa e intenta causa all'Inps per il riconoscimento della pensione come vittima di strage. Il processo si celebrerà fra pochi giorni. Ammette, però, lo sconforto: «Mai ho ricevuto una comunicazione ufficiale dall'Inps, pur avendola richiesta».

A una delle persone colpite della strage di via Georgofili del '93 a Firenze (una donna che vuole rimanere anonima) la bomba ha portato via un caro amico. E' morto davanti ai suoi occhi e ha subito anche lei gravissime conseguenze. Tre mesi dopo le bombe di Cosa Nostra sono infatti comparsi i primi sintomi devastanti di tanto orrore. Sintomi fisici e psicologici. Ora ha 40 anni e più dell'80 per cento di invalidità. Ma anche per lei, niente diritto alla pensione.

Le stragi del ?93, come quella di Firenze, spiegano i giudici, avvengono come ferocia risposta di Totò Riina e dei Corleonesi per l'applicazione del 41 bis, il carcere duro per i mafiosi. Perfino il pentito Gaspare Spatuzza ha chiesto 'perdono' alla città per quell'attentato. Dice una delle vittime: «Io sono costretta a domandarmi se quelle pensioni non vengono erogate per un'avversione di qualche tipo. Perché impuntarsi sulle disgrazie di quattro persone?».
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COMUNICATO
1892  del 
11/05/2012
Mafia: Ass. vittime Georgofili, non crediamo a tentativo suicidio Provenzano

11 maggio 20121 (Adnkronos) - Roma. «Non crediamo affatto che B.....
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Mafia: Ass. vittime Georgofili, non crediamo a tentativo suicidio Provenzano

11 maggio 20121 (Adnkronos) - Roma. «Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano colui che diede l'ordine di uccidere i nostri parenti in continente abbia tentato il suicidio, perchè detenuto in un regime carcerario disumano».
Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, è convinta che Provenzano si sia «messo un sacchetto in testa per fare un atto eclatante. Infatti non è morto, per fortuna».
«In questi ultimi tempi -denuncia- troppi i tentativi per Bernardo Provenzano di farlo uscire dal 41 bis per dare così la stura all'atto finale dell'abolizione di questo regime inviso alla mafia, ma tanto necessario per macellai e affaristi come sono i boss di »cosa nostra«. Una domanda però corre l'obbligo di porla: come mai -chiede Giovanna Maggiani Chelli- Provenzano, a regime di 41 bis, aveva un sacchetto di plastica fra i suoi effetti personali?».
«Non è suicidandosi che si risolvono i problemi ma affrontandoli, come abbiamo fatto noi . Volete che vi dica quanti di noi hanno pensato di buttarsi in Arno dopo la strage di via dei Georgofili? Quasi tutti, e per alcuni il pericolo esiste ancora, eppure i Gom che si precipitano non li vediamo mai. Quindi -conclude- tutto sommato Provenzano sta meglio di noi».
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NOTIZIA ANSA
1893  del 
11/05/2012
MAFIA: PROVENZANO; ASS.GEORGOFILI, VUOLE USCIRE DA 41 BIS
'NON E' SUICIDIO MA GESTO ECLATANTE; PERCHE' AVEVA SACCHETTO?'
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MAFIA: PROVENZANO; ASS.GEORGOFILI, VUOLE USCIRE DA 41 BIS
'NON E' SUICIDIO MA GESTO ECLATANTE; PERCHE' AVEVA SACCHETTO?'

FIRENZE, 11 MAG - "Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano, colui che diede l'ordine di uccidere i nostri parenti in continente, abbia tentato il suicidio, perché detenuto in un regime carcerario disumano. Di disumano nel 41 bis non vi è nulla, l'isolamento è il minimo che Bernardo Provenzano dovesse aspettarsi, quando lo hanno arrestato, di ordini di morte non può negarlo ne aveva dati anche troppi".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sottolineando che "Provenzano si è messo un sacchetto in testa per fare un atto eclatante, infatti non è morto per fortuna". Secondo Maggiani Chelli, "il fatto è che il boss, mentre dava ordini di morte, e gestiva affari miliardari insieme a tutta l'economia italiana, non pensava davvero che prima o poi lo avessero messo in galera".
"In questi ultimi tempi - aggiunge -, troppi i tentativi per Bernardo Provenzano di farlo uscire da 41 bis per dare così la stura all'atto finale dell'abolizione di questo regime inviso alla mafia, ma tanto necessario per macellai e affaristi come sono i boss di 'cosa nostra'. Una domanda però corre l'obbligo di porla, come mai Provenzano, a regime di 41 bis, aveva un sacchetto di plastica fra i suoi effetti personali? Davvero qualcosa non va nelle carceri e da tanto tempo: infatti si iniziò anni fa con la 'crostatina' nel giorno del compleanno di Provenzano, ora siamo ai sacchetti 'strappalacrime'. Sperando di non vedere un'altra volta i figli di Provenzano con i microfoni in mano ad amplificare l'effetto 'sacchetto', diamo un consiglio: giratevi tutti per un attimo dalla parte di Caterina, Nadia, Dario, Angela, e Fabrizio morti a Firenze il 27 Maggio 1993 per ordine di Provenzano e auguriamoci tutti che se davvero si è messo un sacchetto in testa Provenzano, lo abbia fatto perché la morte di bambini e ragazzi comincia a pesargli sulla sua lurida coscienza, e cominci a parlare". (ANSA)
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NOTIZIA AGENPARL
1894  del 
11/05/2012
(AGENPARL) - Roma, 11 mag - "Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano colui che diede l'ordine di uccidere i nostri parenti in continent..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 11 mag - "Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano colui che diede l'ordine di uccidere i nostri parenti in continente abbia tentato il suicidio, perché detenuto in un regime carcerario disumano. Di disumano nel 41 bis non vi è nulla, l'isolamento è il minimo che Bernardo Provenzano dovesse aspettarsi, quando lo hanno arrestato, di ordini di morte non può negarlo ne aveva dati anche troppi. Il fatto è che il boss, mentre dava ordini di morte, e gestiva affari miliardari insieme a tutta l'economia italiana, non pensava davvero che prima o poi lo avessero messo in galera. Provenzano si è messo un sacchetto in testa per fare un atto eclatante, infatti non è morto per fortuna. In questi ultimi tempi, troppi i tentativi per Bernardo Provenzano, di farlo uscire da 41 bis per dare così la stura all'atto finale dell'abolizione di questo regime inviso alla mafia, ma tanto necessario per macellai e affaristi come sono i boss di "cosa nostra". Una domanda però corre l'obbligo di porla, come mai Provenzano, a regime di 41 bis, aveva un sacchetto di plastica fra i suoi effetti personali? Prima carceri dove di danno da mangiare le fave a chi soffre di favismo, così poi i giudici per garantire la salute a un "illustre" detenuto lo hanno dovuto collocare ai domiciliari, ora sacchetti di plastica in possesso di chi è il "padrino della sceneggiata" e vuole abolire il 41 bis per tutti i suoi picciotti. Davvero qualcosa non va nelle carceri e da tanto tempo, infatti si iniziò anni fa con la "crostatina" nel giorno del compleanno di Provenzano, ora siamo ai sacchetti "strappalacrime ". Sperando di non vedere un'altra volta i figli di Provenzano con i microfoni in mano ad amplificare l'effetto "sacchetto", diamo un consiglio giratevi tutti per un attimo dalla parte di Caterina, Nadia, Dario, Angela, e Fabrizio morti a Firenze il 27 Maggio 190903 per ordine di Provenzano e auguriamoci tutti che se davvero si è messo un sacchetto in testa Provenzano, lo abbia fatto perché la morte di bambini e ragazzi comincia a pesargli sulla sua lurida coscienza, e cominci a parlare. Non è suicidandosi che si risolvono i problemi ma affrontandoli, come abbiamo fatto noi . Volete che vi dica quanti di noi hanno pensato di buttarsi in Arno dopo la strage di via dei Georgofili ? Quasi tutti, e per alcuni il pericolo esiste ancora, eppure i gom che si precipitano non li vediamo mai, quindi tutto sommato Provenzano stà meglio di noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli,
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili".
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COMUNICATO
1895  del 
13/05/2012
Ha ragione da vendere il PNA Pietro GRASSO, mai c' è stato un così imponente sequestro di beni alla mafia come durante il Governo Berlusconi. Apri
Ha ragione da vendere il PNA Pietro GRASSO, mai c' è stato un così imponente sequestro di beni alla mafia come durante il Governo Berlusconi.
La domanda allora per noi corre da sé:
come mai dopo così tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, beni immobili e conti correnti bancari, le vittime di mafia delle stragi del 27 Maggio 1993, sono sempre in attesa siano risolte per loro pendenze da parte dello Stato?

Vediamo quali sono:
1) le provvisionali così definite "immediatamente esecutive", peraltro non soddisfacenti, scaturite dalla sentenza di primo grado con condanna all'ergastolo per Francesco Tagliavia, del 5 Ottobre 2011, di immediato non hanno avuto proprio nulla, malgrado si strombazzi che questa volta il Fondo 512 legge del 1999 sia pieno di soldi, non come l'altra volta che siamo stati risarciti a rate come dei questuanti;
2) la legge 206 del 2004 che prevedeva esenzioni da Irpef alle vittime del terrorismo eversivo , il Governo Berlusconi, quello stesso Governo Berlusconi tanto prodigo di sequestri alla mafia, l'ha messa in difficoltà con le sue di leggi quelle del Luglio e Agosto 2011, e ancora non si sa nulla di certo, ovvero se vi è stata messa una pezza a sì tanta vergogna;
3) i 10 anni in più di TFR spettanti alle vittime del 27 Maggio 1993, pensionati, sempre previsti dalla legge 206 del 2004, ebbene vi sono soggetti che non li hanno ancora visti conteggiati, dopo ben 8 anni dall'entrata in vigore della legge;
4) la piaga più purulenta, le non riconosciute pensioni agli invalidi all'80% della capacità lavorativa, per le quali a parte le interpretazioni del Consiglio di Stato, l'ultima versione delle alte Istituzioni interpellate in merito, è che non ci sono soldi.

Quindi: ma dove vanno a finire i soldi che dovrebbero essere scaturiti da tutti quei tanto ostentati sequestri alla mafia?
Noi siamo vittime di mafia e non solo, vittime di una mafia terrorista ed eversiva, così recita la Suprema Corte di Cassazione il 6 Maggio del 2002.
Siamo vittime di una mafia eversiva che ha imposto le leggi di "cosa nostra" ad uno Stato che forse alla fine ha trattato davvero con Salvatore Riina per far finire, sì, le stragi, ma facendo pagare ai nostri figli il prezzo tutto intero.
Infatti per far fermare le stragi mafiose terroristiche ed eversive, ci sta che lo Stato non abbia badato a "spese", questo lo vedremo in seguito, ma intanto i nostri figli sono morti.
Uno Stato che oggi con tutti i soldi che ha sequestrato alla mafia durante i Governi Berlusconi, cifre da capogiro, come ben dice il PNA Grasso, non riesce neppure a saldare quattro lire a chi di mafia è morto o continua a soffrirne le ferite.
Se è pur vero e giusto che il Governo Tecnico in carica deve far quadrare i conti di un Paese in grave dissesto finanziario creato dai Governi Politici, e non certo per colpa nostra, non per questo non deve far quadrare la giustizia per chi aspetta da troppo tempo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1896  del 
13/05/2012
Roma, 13 mag. (Adnkronos) - "Ha ragione da vendere il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, mai c'e' stato un cosi' impon..... Apri
Roma, 13 mag. (Adnkronos) - "Ha ragione da vendere il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, mai c'e' stato un cosi' imponente sequestro di beni alla mafia come durante il Governo Berlusconi. La domanda allora per noi corre da se': come mai dopo cosi' tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, beni immobili e conti correnti bancari, le vittime di mafia delle stragi del 27 Maggio 1993, sono sempre in attesa siano risolte per loro pendenze da parte dello Stato?". Lo sottolinea Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Dove vanno a finire -si chiede Maggiani Chelli- i soldi che dovrebbero essere scaturiti da tutti quei tanto ostentati sequestri alla mafia? Noi siamo vittime di mafia e non solo, vittime di una mafia terrorista ed eversiva, cosi' recita la Suprema Corte di Cassazione il 6 Maggio del 2002" mentre lo Stato, "che oggi con tutti i soldi che ha sequestrato alla mafia durante i Governi Berlusconi, cifre da capogiro, come ben dice il Pna Grasso, non riesce neppure a saldare quattro lire a chi di mafia e' morto o continua a soffrirne le ferite"..
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NOTIZIA ANSA
1897  del 
13/05/2012
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, TANTI SEQUESTRI? MAI RISARCIMENTI

FIRENZE, 13 MAG - «Come mai dopo così tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, l.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, TANTI SEQUESTRI? MAI RISARCIMENTI

FIRENZE, 13 MAG - «Come mai dopo così tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, le vittime di mafia delle stragi del 1993 sono sempre in attesa che siano risolte per loro le pendenze da parte dello Stato?».
Lo chiede in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«Ha ragione da vendere il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso - si spiega nella nota - Mai c'è stato un così imponente sequestro di beni alla mafia come durante il Governo Berlusconi. La domanda allora per noi corre da sè: dove vanno a finire i soldi di tutti quei sequestri alla mafia se lo Stato non riesce neppure a saldare quattro lire a chi di mafia è morto o continua a soffrirne le ferite?».(ANSA)
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NOTIZIA TMNews
1898  del 
13/05/2012
Roma, 13 mag. (TMNews) - "Come mai dopo così tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, le vittime di mafia delle stragi del 1993 sono sempre i..... Apri
Roma, 13 mag. (TMNews) - "Come mai dopo così tanti sequestri di beni illeciti alla mafia, le vittime di mafia delle stragi del 1993 sono sempre in attesa che siano risolte per loro le pendenze da parte dello Stato?". Così dice la portavoce dell'associazione fra i familiari della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Ha ragione da vendere il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso - si spiega nella nota - Mai c'è stato un così imponente sequestro di beni alla mafia come durante il Governo Berlusconi. La domanda allora per noi corre da sè: dove vanno a finire i soldi di tutti quei sequestri alla mafia se lo Stato non riesce neppure a saldare quattro lire a chi di mafia è morto o continua a soffrirne le ferite?"
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COMUNICATO
1899  del 
16/05/2012
A seguito delle comunicazioni del procuratore antimafia di Palermo Dr. Messineo, circa il fatto che una trattativa in definitiva ci fu per le stragi d..... Apri
A seguito delle comunicazioni del procuratore antimafia di Palermo Dr. Messineo, circa il fatto che una trattativa in definitiva ci fu per le stragi del 1992, crediamo sia arrivato il momento il fare il massimo della chiarezza anche per le stragi del 1993, per quella di via dei Georgofili a Firenze per la quale fra 11 giorni ne ricorre l'anniversario.
Visto che i passaggi da carcere "duro di 41 bis" a carcere normale, per molti mafiosi di spessore e non, ci furono dopo le stragi del 1992, anzi proprio nel 1993 a ridosso delle varie stragi di quell'anno , non resta che accertare se ci furono responsabilità penali anche rispetto ai massacri del 1993 da parte di chi ha messo in atto una più che probabile trattativa sia pure a fin di "bene".
Da tempo ormai chiediamo verità completa, crediamo non sia più il tempo di tacere, perché il Paese non ha bisogno di sapere solo la verità sulla morte di insigni servitori dello Stato come Falcone e Borsellino, ma sicuramente anche su vittime del tutto innocenti e ignare di ciò che stava avvenendo intorno a loro , come i nostri morti di via dei Georgofili, ovvero vittime del tutto sacrificali.
Il Paese può non essere pronto per la verità sul massacro di bambine di 50 giorni di vita , otto anni e ragazzi di venti, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma dovrà farsi forza e coraggio e affrontarla, quella verità, così come noi abbiamo dovuto affrontare con coraggio la perdita dei nostri cari.
Chi sa parli, perché a conoscerla quella verità sono in troppi ormai, ed è perfettamente inutile darsi arie da esperti in materia, con ammiccamenti vari e poi tenere i segreti per se perché fa tanto comodo al sistema e al quieto vivere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgolfili
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1900  del 
17/05/2012
Inserimento nel sito:

Incontro con Tassan.....
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Inserimento nel sito:

Incontro con Tassan in una scuola di Pordenone
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LETTERA
1903  del 
18/05/2012
Scritto da Salvatore Borsellino e Giovanna Maggiani Chelli
Venerdì 18 Maggio 2012


Gentile Ministro Severino,

Le scrivia.....
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Scritto da Salvatore Borsellino e Giovanna Maggiani Chelli
Venerdì 18 Maggio 2012


Gentile Ministro Severino,

Le scriviamo come cittadini preoccupati per la notizia che oggi abbiamo letto sul ritrovamento, nei pressi dell'abitazione del sostituto procuratore Antonino Di Matteo a Palermo, di un attrezzo per aprire i tombini nascosto sotto un vaso di fiori. Sappiamo che sono state prese misure di emergenza sigillando tutti i tombini della zona, ma sappiamo anche che l'allerta per l'incolumità del magistrato è alta.

Purtroppo la storia di questo paese ha visto troppe volte servitori dello Stato lasciati soli e purtroppo quando questo accade, la solitudine diventa sinonimo di morte. Il Dott. Di Matteo è un magistrato attento, onesto e fedele, impegnato in indagini e processi delicatissimi. Noi Le chiediamo di non lasciarlo solo, di attivare tutto ciò che è in Suo potere per salvaguardare la vita del Dott. Di Matteo e della sua famiglia, rafforzando con urgenza le misure di sicurezza. Noi siamo convinti che questo paese non abbia bisogno di altri eroi da commemorare ma di servitori integerrimi di quella Costituzione per la quale troppo sangue è stato già versato.

Movimento Agende Rosse
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1901  del 
19/05/2012
"D'ora in avanti uccideremo solo persone
chiarissimo il messaggio inviato a due quotidiani dopo la strage di via Palestro il 27 Luglio.....
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"D'ora in avanti uccideremo solo persone
chiarissimo il messaggio inviato a due quotidiani dopo la strage di via Palestro il 27 Luglio 1993.

"Un contenitore di liquido infiammabile , una bombola di gas, sono segnali di grande intimidazione disse nel processo Giovanni Brusca.

Si indaghi, si indaghi pure su tutti i fronti, è giusto, ma forse SONO TORNATI:
- Sono tornati: sono loro che a 41 bis socializzano, che tornano a casa perchè sono allergici alle fave, che vanno in ospedale perché si sentono male o sono dementi, ma non si accontentano.
- Sono tornati: sono loro ai quali in soli tre anni sono stati confiscati beni per 40 miliardi di Euro, e li vogliono salvaguardare dai processi definitivi.
- Sono tornati :sono loro che non vogliono andiamo nelle scuole a dire ai ragazzi quanto sono pericolosi se colludono con la politica e le istituzioni deviate.

- Sono loro: sono tornati durante un altro governo tecnico perché la politica non ha saputo governare in questi ultimi 20 anni.

La nostra vicinanza ai familiari delle vittime della scuola Falcone Morvillo di Brindisi, a tutta la Scuola in un momento straziante, delirante il solo pensarlo che possa toccare ai propri figli in un Paese che si definisce civile ciò che è toccato oggi ad una ragazza di soli 16 anni.

Vergogna, Paese Italia che non hai avuto la forza di affrontare la verità sulle stragi del 1993!

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1902  del 
19/05/2012
ATTENTATO BRINDISI: ASS.GEORGOFILI, LA MAFIA È TORNATA

FIRENZE, 19 MAG - «Si indaghi, si indaghi pure su tutti i fronti, è giusto, ma forse .....
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ATTENTATO BRINDISI: ASS.GEORGOFILI, LA MAFIA È TORNATA

FIRENZE, 19 MAG - «Si indaghi, si indaghi pure su tutti i fronti, è giusto, ma forse sono tornati: sono tornati».
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, indicando nella mafia l'autrice dell'attentato alla scuola di Brindisi.
L'associazione ricorda che Giovanni Brusca disse: «Un contenitore di liquido infiammabile, una bombola di gas, sono segnali di grande intimidazione».
«Sono loro che a 41 bis socializzano - è scritto nella nota - che tornano a casa perchè sono allergici alle fave, che vanno in ospedale perchè si sentono male o sono dementi, ma non si accontentano. Sono tornati: sono loro che non vogliono che andiamo nelle scuole a dire ai ragazzi quanto sono pericolosi» i mafiosi «se colludono con la politica e le istituzioni deviate».
L'associazione esprime «vicinanza ai familiari delle vittime della scuola Falcone Morvillo di Brindisi».(ANSA)
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COMUNICATO
1904  del 
22/05/2012
Nel 20imo anniversario della strage di Capaci vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato.
Lo facciamo attraverso un annedotto ch.....
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Nel 20imo anniversario della strage di Capaci vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato.
Lo facciamo attraverso un annedotto che riguarda una delle nostre vittime.
Il Giudice Falcone era un grande simbolo per Capolicchio, lo studente di soli 22 anni nato a Palermo e morto a Firenze il 27 Maggio 1993.
Dario non si capacitava di un attentato così vigliacco nei confronti di un uomo di legge che dedicava ogni ora della sua vita per liberarci dalla mafia.
Falcone non fu troppo spesso ascoltato nei suoi moniti, volle fortemente il 41 bis per i mafiosi, ovvero nessun contatto dall'interno del carcere con l'esterno da parte dei capi di cosa nostra, e il decreto fu reso valido a tutti gli effetti solo dopo la morte del Giudice Borsellino.
Uno di quei tanti tira e molla sul carcere duro che hanno dato alla mafia la possibilità di credere che canali istituzionali erano per lei aperti, e l'Italia intera ha pagato un prezzo senza pari.
Non solo la mafia ha ucciso Falcone e la moglie, ma ha massacrato anche agenti preposti alla scorta del magistrato, per fare tutto ciò ha fatto saltare una autostrada, il messaggio doveva essere forte e lo è stato, rimbomba ancora oggi.
Infatti la verità sulle stragi 1992 - 1993 è ancora una utopia: chi sa, nei palazzi che contano, non parla.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1905  del 
22/05/2012
(AGENPARL) - Firenze, 22 mag - "Nel 20 esimo anniversario della strage di Capaci vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato. Lo ..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 22 mag - "Nel 20 esimo anniversario della strage di Capaci vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato. Lo facciamo attraverso un aneddoto che riguarda una delle nostre vittime. Il Giudice Falcone era un grande simbolo per Capolicchio lo studente di soli 22 anni nato a Palermo e morto a Firenze il 27 Maggio 1993 . Dario non si capacitava di un attentato così vigliacco nei confronti di un uomo di legge che dedicava ogni ora della sua vita per liberarci dalla mafia. Falcone non fu troppo spesso ascoltato nei suoi moniti, volle fortemente il 41 bis per i mafiosi, ovvero nessun contatto dall'interno del carcere con l'esterno da parte dei capi di cosa nostra, e il decreto fu reso valido a tutti gli effetti solo dopo la morte del Giudice Borsellino. Uno di quei tanti tira e molla sul carcere duro che hanno dato alla mafia la possibilità di credere che canali istituzionali erano per lei aperti, e l'Italia intera ha pagato un prezzo senza pari. Non solo la mafia ha ucciso Falcone e la moglie, ma ha massacrato anche agenti preposti alla scorta del magistrato, per fare tutto ciò ha fatto saltare una autostrada, il messaggio doveva essere forte e lo è stato, rimbomba ancora oggi. Infatti la verità sulle stragi 1992 ? 1993 è ancora una utopia, chi sa nei palazzi che contano non parla".
Lo afferma in un comunicato Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA Adnkronos
1906  del 
22/05/2012
Firenze, 22 mag. - (Adnkronos) - Nel 20simo anniversario della strage di Capaci "vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato"..... Apri
Firenze, 22 mag. - (Adnkronos) - Nel 20simo anniversario della strage di Capaci "vogliamo ricordare tutte le vittime di quell'attentato". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"E lo facciamo attraverso un anedotto che riguarda una delle nostre vittime. Il giudice Falcone era un grande simbolo per Capolicchio, lo studente di soli 22 anni nato a Palermo e morto a Firenze il 27 maggio 1993. Dario non si capacitava di un attentato cosi' vigliacco nei confronti di un uomo di legge che dedicava ogni ora della sua vita per liberarci dalla mafia. Falcone non fu troppo spesso ascoltato nei suoi moniti; volle fortemente il 41 bis per i mafiosi, ovvero nessun contatto dall'interno del carcere con l'esterno da parte dei capi di Cosa nostra, e il decreto fu reso valido a tutti gli effetti solo dopo la morte del Giudice Borsellino.Uno di quei tanti tira e molla sul carcere duro che hanno dato alla mafia la possibilita' di credere che canali istituzionali erano per lei aperti, e l'Italia intera ha pagato un prezzo senza pari".

"Non solo la mafia ha ucciso Falcone e la moglie, ma ha massacrato anche agenti preposti alla scorta del magistrato; per fare tutto cio' ha fatto saltare una autostrada; il messaggio doveva essere forte e lo e' stato, rimbomba ancora oggi. Infatti la verita' sulle stragi 1992-93 e' ancora una utopia; chi sa, nei palazzi che contano non parla", conclude Giovanna Maggiani Chelli.
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NOTIZIA ANSA
1907  del 
23/05/2012
Firenze, 22 maggio 2012 - «La verità sulle stragi del 1992-1993 è ancora un'utopia. Chi sa, nei palazzi che contano, non parla».
Lo scrive i.....
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Firenze, 22 maggio 2012 - «La verità sulle stragi del 1992-1993 è ancora un'utopia. Chi sa, nei palazzi che contano, non parla».
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, alla vigilia del ventesimo anniversario della strage di Capaci. Maggiani Chelli ricorda una particolarità «che riguarda una delle nostre vittime: il giudice Falcone era un grande simbolo per Capolicchio, lo studente di soli 22 anni nato a Palermo e morto a Firenze il 27 maggio 1993. Dario non si capacitava di un attentato così vigliacco nei confronti di un uomo di legge che dedicava ogni ora della sua vita per liberarci dalla mafia».
«Non solo la mafia ha ucciso Falcone e la moglie - conclude Maggiani Chelli - ma ha massacrato anche gli agenti della scorta. Per fare tutto ciò ha fatto saltare un'autostrada. Il messaggio doveva essere forte e lo è stato, rimbomba ancora oggi».( ANSA)
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COMUNICATO
1908  del 
23/05/2012
Nelle ore le cose cambiano e cambiano in fretta sull'attentato, con modalità chiaramente mafiose, messo in atto a Brindisi.
Gli stessi vert.....
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Nelle ore le cose cambiano e cambiano in fretta sull'attentato, con modalità chiaramente mafiose, messo in atto a Brindisi.
Gli stessi vertici delle istituzioni parlano di fallimento di chi avrebbe forse pensato di mettere in difficoltà, con l'attentato di Brindisi, le manifestazioni in ricordo della morte del Giudice Falcone.
Ovvero l'attentato terroristico in versione mafiosa sembra ora una cosa plausibile, ma ampiamente sotto controllo.
Il proiettile lasciato nel giardino di Boboli a Firenze nel novembre del 1992 non fu lasciato da uomini dei corleonesi dell'organizzazione Riina, ma da uomini dei cursotti, organizzazione Santapaola assoldati per l'occasione, nulla esclude che la mafia cosa nostra si sia servita della sacra corona unita in questo caso.
Chi avrebbe mai potuto immaginare che cosa nostra potesse arrivare fino a Firenze, Roma e Milano?
Ma è successo senza che nessuno muovesse un dito.
Inoltre la sacra corona unita ancora oggi ha gli stessi problemi della mafia cosa nostra rispetto al carcere duro, infatti negli elenchi dei vari passaggi da carcere duro a carcere normale e viceversa negli anni 1992 1993 campeggiano anche i nomi di boss della sacra corona unita.
Visto che oggi le voci tranquillizzanti che si rincorrevano nei giorni scorsi sull'attentato di Brindisi sono cambiate veramente tanto, chiediamo non sia sottovalutato nulla, perché la mafia, anniversari o no, non scherza mai, noi lo sappiamo bene.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1909  del 
24/05/2012
Ricordiamo che domani 25 Maggio 2012 in Regione Toscana presso la Presidenza:
- Piazza Duomo 10, Firenze -
si terrà il convegno sulla giustiz.....
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Ricordiamo che domani 25 Maggio 2012 in Regione Toscana presso la Presidenza:
- Piazza Duomo 10, Firenze -
si terrà il convegno sulla giustizia, da noi fortemente voluto insieme a quanti in questi anni a vario titolo si sono occupati della strage mafiosa ed eversiva, di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Rappresentanti della Scuola attraverso la Consulta Provinciale Studentesca Fiorentina, delle Istituzioni, della Commissione Parlamentare Antimafia, della Procura Nazionale Antimafia, della Magistratura, dell'Associazione dei familiari delle vittime, costruiranno il loro dibattito intorno al libro del PNA Pietro GRASSO: - Liberi tutti: LETTERA AD UN RAGAZZO CHE NON VUOLE MORIRE DI MAFIA-.
Siamo stati profondamente colpiti dall'attentato di Brindisi del 19 Maggio 2012, dove ha perso la vita una studentessa sedicenne, Melissa, e altri ne sono rimasti gravemente feriti, così come del resto studenti morirono e altri ne rimasero feriti in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Preoccupati come siamo che l'attentato di Brindisi possa essere l'ennesimo attacco delle cosche per ottenere ancora privilegi, quasi in una sorta di TRATTATIVA che sembrerebbe ancora oggi aperta, invitiamo quanti possono a partecipare all'incontro quale risposta alla mafia che come sempre nel nostro Paese la fa da padrona dove, come e quando vuole.
Esempio eclatante la latitanza di Matteo Messina Denaro
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1911  del 
25/05/2012
Inserimento nel sito:

dalla trasmissione "Servizio Pubblico"
24 maggio 2012

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Inserimento nel sito:

dalla trasmissione "Servizio Pubblico"
24 maggio 2012

I misteri della strage di Capaci (G.M.Chelli)
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NOTIZIA ANSA
1912  del 
27/05/2012
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,A CORTEO RENZI DOVEVA AVERE ACCANTO NOI

FIRENZE, 27 MAG - «Va precisato che al suono della Martinella, in via dei Georgo.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,A CORTEO RENZI DOVEVA AVERE ACCANTO NOI

FIRENZE, 27 MAG - «Va precisato che al suono della Martinella, in via dei Georgofili, all'1.04, a fianco del primo cittadino di Firenze non c'erano di certo i familiari delle vittime, come il più elementare dei doveri vorrebbe, o almeno qualcuno che li rappresentasse».
Lo scrive la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riferendosi alla cerimonia della notte scorsa, per l'anniversario dell'attentato mafioso.
«La folla sicuramente è stata galeotta - continua la nota - ma la scusa non è valida».
«Per ora - continua la nota - sono state le carte di credito degli appartenenti all'Associazione dei familiari delle vittime a fare fronte alle spese inerenti tutte le nostre manifestazioni dell'anno 2012. Ciò non toglie, e va detto per correttezza, che a breve come sempre avremo rinnovata la convenzione annuale con la Regione Toscana e i conti andranno per noi a posto».(ANSA)
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COMUNICATO
1913  del 
28/05/2012
Significhiamo la nostra vicinanza a tutte le vittime di Piazza della Loggia più forte che mai.
La battaglia di Manlio Milani per far si che mai .....
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Significhiamo la nostra vicinanza a tutte le vittime di Piazza della Loggia più forte che mai.
La battaglia di Manlio Milani per far si che mai quell'orribile attentato sia dimenticato, è encomiabile, la sua opera di mantenimento della memoria per i fatti degli anni 70 nelle scuole, viene ogni anno apprezzata ed elogiata dal Presidente della Repubblica.
Siamo sicuri che il terrorismo ideologico non troverà più spazi anche grazie all'opera di persone che hanno pagato prezzi altissimi in fatto di perdite dei propri cari, ma che hanno dedicato la loro vita a trasformare il dolore in opera di divulgazione dei fatti per non dimenticare.
Diciamo tutto questo oggi mentre noi viviamo la frustrazione più grave per i familiari delle vittime delle stragi del 1993 , quella del silenzio intorno a noi.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1915  del 
28/05/2012
STRAGE BRESCIA: MAGGIANI CHELLI, VICINANZA PIÙ CHE MAI PRESIDENTE ASS.NE VIA DEI GEORGOFILI, INTORNO A NOI SILENZIO

MILANO, 28 MAG - Esprime.....
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STRAGE BRESCIA: MAGGIANI CHELLI, VICINANZA PIÙ CHE MAI PRESIDENTE ASS.NE VIA DEI GEORGOFILI, INTORNO A NOI SILENZIO

MILANO, 28 MAG - Esprime «vicinanza più forte che mai» per tutte le vittime della strage di piazza della Loggia Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Noi - aggiunge - viviamo la frustrazione più grave per i familiari delle vittime delle stragi del 1993, quella del silenzio intorno a noi».
In un comunicato Maggiani Chelli ricorda poi che la battaglia di Manlio Milani, presidente dell'associazione dei caduti di piazza della Loggia, «per far sì che mai quell' orribile attentato sia dimenticato, è encomiabile, la sua opera di mantenimento della memoria per i fatti degli anni '70 nelle scuole, viene ogni anno apprezzata ed elogiata dal presidente della Repubblica». «Siamo sicuri - aggiunge - che il terrorismo ideologico non troverà più spazi anche grazie all'opera di persone che hanno pagato prezzi altissimi in fatto di perdite dei propri cari, ma che hanno dedicato la loro vita a trasformare il dolore in opera di divulgazione dei fatti per non dimenticare». (ANSA)
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1914  del 
29/05/2012
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gli interventi di G.M.Chelli:

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gli interventi di G.M.Chelli:

25/05/2012 convegno sulla giustizia

26/05/2012 piazza della signoria
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1916  del 
30/05/2012
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Francesco Nocentini «Storia d`Italia in sette stragi»
con la
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Francesco Nocentini «Storia d`Italia in sette stragi»
con la presentazione di G.M.Chelli

Nella Bibliografia


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COMUNICATO
1917  del 
01/06/2012
Gaspare Mutuolo testimonia che il Giudice Borsellino nel 1992, poco prima di morire era sconvolto all'idea che uomini dello Stato volevano la Dis..... Apri
Gaspare Mutuolo testimonia che il Giudice Borsellino nel 1992, poco prima di morire era sconvolto all'idea che uomini dello Stato volevano la Dissociazione per la mafia.
Figuriamoci quanto ci siamo sconvolti noi quando il 3 luglio del 1996, dalle pagine di riviste quali Famiglia Cristiana e importanti quotidiani, abbiamo letto le parole di soggetti che invocavano una legge sulla Dissociazione.
Infatti, il 12 giugno del 1996 eravamo appena andati all'udienza preliminare per la strage di via dei Georgofili contro "cosa nostra" che aveva massacrato i nostri figli e pensare ad una dissociazione dei mafiosi stragisti come fu per le BR ci sconvolse a tal punto che pensammo al tradimento per vili trenta denari.
Secondo alcuni che non vogliamo neppure nominare, senza dire nulla, senza pagare il giusto prezzo in termini di rivelazioni ed economici, "cosa nostra" poteva semplicemente dire con una norma ad hoc "non appartengo più alla mafia".
Ancora oggi inorridiamo al pensiero di ciò che abbiamo sofferto in quei momenti davanti alla richiesta di una legge che sotto il tritolo non seppelliva solo le nostre vittime, ma anche le nostre speranze di giustizia.
Gaspare Mutuolo ha rinnovato oggi tutta la nostra rabbia contro chi della dissociazione concessa alla mafia con una norma, voleva fare una bandiera di garantismo e della confisca dei beni alla mafia, solo un ritorno elettorale e non il sostegno alle vittime di cosa nostra.
Quello del 1996 non fu l'unico tentativo di consentire alla mafia la dissociazione:ci hanno provato oltre anche fino al 2002 e chissà quante altre volte ancora.
Siamo più vicini che mai alla figura del Giudice Borsellino, che ben conosceva la mafia e così anche la politica, gli siamo riconoscenti per quanto ha cercato di fare per tutti noi.
Purtroppo Borsellino ha pagato un prezzo altissimo in quel luglio 1992, come poco dopo pagheranno i nostri figli a maggio del 1993, perché Borsellino non fu ascoltato, ma ucciso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1918  del 
04/06/2012
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Lettere ricevute dopo l'incontro con gli studenti a Pordenone


in
Le vostre lettere
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LETTERA
1919  del 
05/06/2012
Lettera aperta al Prof. Nicolò AMATO
Ex Direttore del Dap


Illustrissimo Professore, Lei è stato un uomo delle istituzioni di q.....
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Lettera aperta al Prof. Nicolò AMATO
Ex Direttore del Dap


Illustrissimo Professore, Lei è stato un uomo delle istituzioni di questo Paese e sa benissimo cosa vuol dire la parola giustizia.
Noi familiari delle vittime delle stragi del 1993 abbiamo fatto il diavolo a quattro - lo dice la sentenza stessa - perché anche Lei fosse sentito in aula a Firenze durante il processo Tagliavia, in quanto persona informatissima dei fatti inerenti il regime carcerario di "41 bis" prima che avvenissero le stragi del 1993 e il conseguente massacro dei nostri parenti.
Il giorno in cui la Corte di Assise di Firenze doveva verbalizzare le Sue parole, Lei ha presentato un certificato medico e lamentando gravi condizioni di salute non abbiamo avuto il piacere di sentirLa nelle dovute sedi.
I giornali sono il mezzo più idoneo e giusto che esista per informare i cittadini italiani di ciò che sta avvenendo intorno a loro, ma non sono gli organi istituzionali preposti a dare giustizia alle vittime della mafia stragista.
Comunque, la mafia è ricorsa in appello contro la condanna di Tagliavia in primo grado e noi rifaremo il diavolo a quattro affinché Lei sia ascoltato in una un'aula di giustizia e non sui giornali attraverso lettere pubblicate per intero.
Auspichiamo veramente che Lei per quell'epoca stia bene, sia sempre così loquace come lo è sui quotidiani oggi e venga a dirlo ai Giudici della corte di Appello di Firenze, come sarebbero andate le cose secondo Lei smentendo questo e quello.
Noi abbiamo avuto i figli ammazzati per la sporca questione del "41 bis", e il tempo del gioco al massacro fra le Istituzioni di allora è arrivato il momento che finisca, serve serietà e senso dello Stato, non voglia di apparire sui giornali in autodifese senza senso alcuno, perché noi illustre Professore è di giustizia che abbiamo bisogno non di parole al vento buone per tacitare coscienze che non ci interessano.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1920  del 
05/06/2012
(AGENPARL) - Roma, 05 giu - Giovanna maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha invi..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 05 giu - Giovanna maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha inviato una lettera aperta all'ex direttore del Dap, Nicolò Amato lamentando la sua scarsa presenza in aula durante i processi riguardanti le stragi del 1992-1993.

"Illustrissimo Professore,
Lei è stato un uomo delle istituzioni di questo Paese e sa benissimo cosa vuol dire la parola giustizia. Noi i familiari delle vittime delle stragi del 1993 abbiamo fatto il diavolo a quattro - lo dice la sentenza stessa - perché anche Lei fosse sentito in aula a Firenze durante il processo Tagliavia, in quanto persona informatissima dei fatti inerenti il regime carcerario di "41 bis" prima che avvenissero le stragi del 1993 e il conseguente massacro dei nostri parenti. Il giorno in cui la Corte di Assise di Firenze doveva verbalizzare le Sue parole, Lei ha presentato un certificato medico e lamentando gravi condizioni di salute non abbiamo avuto il piacere di sentirLa nelle dovute sedi. I giornali sono il mezzo più idoneo e giusto che esista per informare i cittadini italiani di ciò che stà avvenendo intorno a loro, ma non sono gli organi istituzionali preposti a dare giustizia alle vittime della mafia stragista. Comunque, la mafia è ricorsa in appello contro la condanna di Tagliavia in primo grado e noi rifaremo il diavolo a quattro affinchè Lei sia ascoltato in una un'aula di giustizia e non sui giornali. attraverso lettere pubblicate per intero. Auspichiamo veramente che Lei per quell'epoca stia bene, sia sempre così loquace come lo è sui quotidiani oggi e venga a dirlo ai Giudici della corte di Appello di Firenze, come sarebbero andate le cose secondo Lei smentendo questo e quello. Noi abbiamo avuto i figli ammazzati per la sporca questione del "41 bis", e il tempo del gioco al massacro fra le Istituzioni di allora è arrivato il momento che finisca, serve serietà e senso dello Stato, non voglia di apparire sui giornali in autodifese senza senso alcuno, perché noi illustre Professore è di giustizia che abbiamo bisogno non di parole al vento buone per tacitare coscienze che non ci interessano".
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COMUNICATO
1921  del 
06/06/2012
Il comunicato del Capo della Polizia Antonio Manganelli, circa il fatto che la morte di Melissa la 16 enne uccisa a Brindisi in un attentato di tipo t..... Apri
Il comunicato del Capo della Polizia Antonio Manganelli, circa il fatto che la morte di Melissa la 16 enne uccisa a Brindisi in un attentato di tipo terroristico, nulla avrebbe a che fare con "cosa nostra" e con la mafia in generale, ci tranquillizza moltissimo.
Inoltre molto ci lasciano sperare le parole dell'uomo di Stato, quando dice che la mafia oggi è in difficoltà, che cercherebbe consensi e che non sarebbe nelle condizioni di porsi come aggressore dello Stato o come antistato.
Questo vuol dire che, se non nei prossimi giorni sicuramente a breve, potremo sperare nell'arresto di Matteo Messina Denaro latitante dal 1993, almeno dal giorno in cui ha ordinato il massacro dei nostri figli in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 all'1 e 04
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1922  del 
06/06/2012
Brindisi: familiari strage Georgofili, parole Manganelli ci rassicurano

Roma, 6 giu. (Adnkronos) - Le parole del Capo della Polizia, prefett.....
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Brindisi: familiari strage Georgofili, parole Manganelli ci rassicurano

Roma, 6 giu. (Adnkronos) - Le parole del Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli "circa il fatto che la morte di Melissa la sedicenne uccisa a Brindisi in un attentato di tipo terroristico, nulla avrebbe a che fare con 'Cosa Nostra' e con la mafia in generale, ci tranquillizza moltissimo".
Lo ha detto in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Inoltre - ha aggiunto Maggiani Chelli - molto ci lasciano sperare le parole dell'uomo di Stato, quando dice che la mafia oggi e' in difficolta', che cercherebbe consensi e che non sarebbe nelle condizioni di porsi come aggressore dello Stato o come antistato".
"Questo vuol dire - conclude la nota - che se non nei prossimi giorni, sicuramente a breve potremmo sperare nell'arresto di Matteo Messina Denaro latitante dal 1993, almeno dal giorno in cui ha ordinato il massacro dei nostri figli in via dei Georgofili".
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COMUNICATO
1923  del 
08/06/2012
Giovanni Brusca non cambia mai, fiuta l'aria che tira e orienta il suo verbalizzare.

Folgorato sulla via di Damasco dalla parole di un fami.....
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Giovanni Brusca non cambia mai, fiuta l'aria che tira e orienta il suo verbalizzare.

Folgorato sulla via di Damasco dalla parole di un familiare di vittima di mafia, come ha detto ieri a Rebibbia in sede di incidente probatorio, avrebbe deciso di fare il nome di Dell'Utri, anche se tardivamente.

Mille volte abbiamo chiesto la verità a Giovanni Brusca, tutta la verità fino in fondo, cominciando dal così detto caso del " proiettile di Boboli", fino ai suoi stretti rapporti con Monticciolo che spesso gli faceva da autista, non l'ha mai detta, eppure i nostri figli sono stati le sue dirette vittime.

Brusca come si dice dalle nostre parti è un furbone matricolato , è un collaboratore e per questo rispettiamo la legge, ma la verità non la dice mai tutta, e questo perché non gli piace essere coinvolto nella strage di via dei Georgofili, infatti il 3 maggio 2012 in aula a Firenze al processo Tagliavia ha dato il meglio di se stesso in fatto di mezze verità.

Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1924  del 
09/06/2012
Le notizie di stampa circa indagini aperte a carico dell'ex Ministro Mancino, sia pure per falsa testimonianza, ripropongono in noi tutto il dram..... Apri
Le notizie di stampa circa indagini aperte a carico dell'ex Ministro Mancino, sia pure per falsa testimonianza, ripropongono in noi tutto il dramma delle stragi del 1993, quella del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, strage che è stata per questo Paese devastante e lo sanno benissimo tutti nelle stanze che contano.
Quell'eccidio inoltre è stato per tutti noi i familiari delle vittime la rovina totale della nostra vita, perché nell'attentato terroristico abbiamo perso dei figli e oggi piangiamo senza fine quelli rimasti invalidi.
Se in questo Paese ci sono state responsabilità a livello istituzionale, sia pure a "fin di bene va chiarita la questione una volta per tutte.
Non crediamo affatto che una indagine per una presunta trattativa presso la procura di Palermo che di stragi del 1993 non si è mai occupata, possa essere la sola strada percorribile per arrivare alla verità completa sulla morte di nostri figli e sulla rovina di vita di altri.
Le tre Procure preposte, Firenze Caltanissetta e Palermo, lo ribadiamo, devono unire le forze, far confluire tutto in una unica indagine per "concorrenti in strage e eliminare attraverso un processo quella ansia di giustizia che ci è sempre stato rimproverato esserne pervasi, ma che mai si è cercato di placare se non con blande azioni di continuo rinvio in uno spazio senza tempo.
"Le indagini sono sempre aperte e se usciranno nuovi elementi, siamo sempre pronti a ricominciare", non ci basta più.
Chiediamo quindi ancora una volta fortemente un processo, perché più volte le parti civili nelle loro arringhe durante i processi per le stragi del 1993, hanno dimostrato carte alla mano che di probabile "Trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis e altro si parlava già nelle sentenze confluite in Cassazione nel 2002.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1925  del 
09/06/2012
Mafia: Ass. Georgofili, procure uniscano le forze per indagine unica su stragi

Roma, 9 giu. (Adnkronos) - "Non crediamo affatto che una.....
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Mafia: Ass. Georgofili, procure uniscano le forze per indagine unica su stragi

Roma, 9 giu. (Adnkronos) - "Non crediamo affatto che una indagine per una presunta trattativa presso la procura di Palermo che di stragi del 1993 non si e' mai occupata, possa essere la sola strada percorribile per arrivare alla verita' completa sulla morte di nostri figli e sulla rovina di vita di altri. Le tre Procure preposte Firenze, Caltanissetta e Palermo, lo ribadiamo, devono unire le forze, far confluire tutto in una unica indagine per 'concorrenti in strage"'.
E' quanto scrive in una nota l'associazione dei famigliari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Chiediamo ancora una volta fortemente un processo -scrive l'associazione-, perche' piu' volte le parti civili nelle loro arringhe durante i processi per le stragi del 1993, hanno dimostrato carte alla mano che di probabile 'trattativa' Stato-mafia a suon di 41 bis e altro si parlava gia' nelle sentenze confluite in Cassazione nel 2002".
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NOTIZIA TMNews
1926  del 
09/06/2012
Mafia/ Vittime via Georgofili: si indaghi su concorrenti in strage

Roma, 9 giu. (TMNews) - Le procure di FirenzeCaltanissetta e Palermo �.....
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Mafia/ Vittime via Georgofili: si indaghi su concorrenti in strage

Roma, 9 giu. (TMNews) - Le procure di FirenzeCaltanissetta e Palermo "devono unire le forze" e "far confluire tutto in una unica indagine per 'concorrenti in strage'". A chiederlo è Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in occasione della notizia dell'accusa di falsa testimonianza all'ex ministro dell'interno, Nicola Mancino. Sul punto la Maggiani scrive comunque: "Non crediamo affatto che una indagine per una presunta trattativa presso la procura di Palermo che di stragi del 1993 non si è mai occupata, possa essere la sola strada percorribile per arrivare alla verità completa sulla morte di nostri figli e sulla rovina di vita di altri".
L'eccidio del 27 maggio '93 in via dei Georgofili - si ricorda - "è stato per tutti noi i familiari delle vittime la rovina totale della nostra vita, perché nell'attentato terroristico abbiamo perso dei figli e oggi piangiamo senza fine quelli rimasti invalidi", e insomma "se in questo Paese ci sono state responsabilità a livello istituzionale, sia pure a 'fin di bene' va chiarita la questione una volta per tutte". Perché va eliminata "quella ansia di giustizia che ci è sempre stato rimproverato esserne pervasi, ma che mai si è cercato di placare se non con blande azioni di continuo rinvio in uno spazio senza tempo".
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COMUNICATO
1927  del 
13/06/2012
Roberto Sipala sentito oggi al processo Rostagno come "imputato di reato probabilmente collegato, agli inizi del 1994 ebbe a dire: Come ho già de..... Apri
Roberto Sipala sentito oggi al processo Rostagno come "imputato di reato probabilmente collegato, agli inizi del 1994 ebbe a dire: Come ho già detto, tutto quanto ho riferito in merito alla strage di Firenze, me lo sono inventato.
Le dichiarazioni a cui faceva riferimento Roberto SIPALA risalivano appena a metà Settembre del 1993 a pochi mesi dalla strage di Via dei Georgofili, dove avevamo perso drammaticamente i figli.
Sentirlo chiamare oggi collaboratore di giustizia e saperlo agli arresti domiciliari a scontare la sua pena, per noi, anche con tutto il dovuto rispetto verso i collaboratori, resta davvero difficile accettarlo.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1928  del 
17/06/2012
Apprendiamo dalla stampa che una figura istituzionale di grande rilievo come l'ex Ministro Mancino di recente si è rivolta alla massima carica de..... Apri
Apprendiamo dalla stampa che una figura istituzionale di grande rilievo come l'ex Ministro Mancino di recente si è rivolta alla massima carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, per lamentare indagini della magistratura sulla trattativa Stato Mafia.
Vorremmo anche noi poter aver avuto a suo tempo, in quel 1993, la possibilità di interloquire con il Capo dello Stato di allora affinchè intervenisse verso quelle istituzioni che cercavano attraverso i canali della mafia come far terminare le stragi, elargendo benefici attraverso il regime carcerario di 41 bis.
Nel 1993, però, noi non lo sapevamo che in questo Paese, come la magistratura ipotizza oggi, si stava cercando di salvare dei politici dalle mani della mafia e che il tutto poteva ricadere sulla testa dei nostri parenti; infatti le strade dell'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni, ma purtroppo noi abbiamo perso i figli.
Noi cittadini difficilmente possiamo avere udienza e risposte positive alle nostre richieste verso le massime istituzioni ma soprattutto ribadiamo: noi cittadini non possiamo in un qualsiasi momento decisivo intervenire perché nulla sappiamo, tutto avviene sulle nostre teste nel bene e nel male.
E' per questo che chiediamo ancora una volta, con grande rispetto ma con grande determinazione, una magistratura libera e indipendente da ogni benché minimo condizionamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1929  del 
18/06/2012
Dopo accurata e attenta riflessione, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili prende posizione, e comunica..... Apri
Dopo accurata e attenta riflessione, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili prende posizione, e comunica che non ha nessuna propensione a giustificare i comportamenti di uomini delle istituzioni del 1993, in sede di trattativa Stato mafia.
Nei giorni scorsi, infatti, si è appreso a mezzo stampa, che "i Pm nisseni e quelli fiorentini apparirebbero propensi a credere che gli esponenti delle istituzioni chiamati in causa nella trattativa Stato mafia, furono costretti ad accettare la logica del negoziato imposta da 'cosa nostra' con il terrore, e dunque sarebbero da ritenersi 'vittime' dell'intimidazione mafiosa, ovvero soggetti penalmente non perseguibili".

SONO MORTI I NOSTRI FIGLI !
E' STATA DISTRUTTA LA VITA PER SEMPRE DI INTERE FAMIGLIE!

Troppo labile la giustificazione dei Magistrati di Caltanissetta e Firenze, se risultasse vera.
Il Signor Messana condannato a 30 anni di carcere per la strage di via dei Georgofili, subì anche lui un ricatto terribile da parte di 'cosa nostra', fu costretto ad imprestare il suo garage a Prato per ricoverare il fiorino carico di morte, che verrà poi parcheggiato in via dei Georgofili intorno alle 23 del 26 maggio 1993.'
Certo, ad ognuno la sua di parte di responsabilità, ma per l'amor di Dio non parliamo di "vittime" da parte di uomini dello Stato che si sono comportati invece da vigliacchi per 19 anni e quindi le domande vanno da sé:
Come mai, se si sentivano tanto vittime, hanno sempre nascosto tutto e solo ora cominciamo a capire cosa è successo in sede istituzionale il 27 Maggio 1993?
Come mai fin da subito non hanno detto: abbiamo cercato di fermare le stragi e abbiamo trattato?
Come mai non hanno detto tutto questo al giudice Gabriele Chelazzi nel 2002 quando li ha chiamati a testimoniare?
Noi vogliamo fortemente un processo per "concorrenti in strage": è fin troppo tempo che lo invochiamo.
Vogliamo un processo con tre Procure unite mettendo a disposizione tutti i documenti dei quali sono in possesso su di un unico tavolo, tanto più che il PNA Grasso, se le informazioni sono vere, minimizza le attuali inchieste in corso.
Ma se, come invece giustizia vorrebbe, un pool di magistrati di tre città diverse, non riescono a lavorare insieme, allora lavori la procura di Palermo per tutti noi.
Non possiamo minimamente pensare che le stragi ci siano state, eccome, malgrado tutti i maneggi di Ministri vari , che non abbiano quindi fermato un bel nulla - i nostri morti ne sono la prova - e ancora oggi a 19 anni da quei tragici fatti, si tenti di far apparire agli occhi del mondo quegli uomini istituzionali di allora delle vittime come noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de Georgofili
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COMUNICATO
1930  del 
18/06/2012
Antonino TROIA fuori da 41 bis!

Abbiamo dovuto arrivare a questo punto senza che nessuno sentisse l'esigenza di una nuova norma sull�.....
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Antonino TROIA fuori da 41 bis!

Abbiamo dovuto arrivare a questo punto senza che nessuno sentisse l'esigenza di una nuova norma sull'applicazione del 41 bis tranne noi: le vittime della mafia delle stragi del 1993.
Sono giorni di disperazione per tutti noi che non riusciamo a trovare chiarezza nella trattativa a suon di 41 bis fra lo Stato e la mafia nel 1993, perché proprio ora dare un segnale così devastante al Paese? Lo sappiamo benissimo che in questo Paese la mafia ha vinto, lo sappiamo dal 1993 quando abbiamo contato i nostri morti, speravamo però in un riscatto da parte dello Stato in tutti questi 20 anni, invece nulla è successo: i mafiosi vanno a casa e sulle casse dei morti di mafia si balla.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1931  del 
19/06/2012
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,VIA 41 BIS A TROIA SEGNALE DEVASTANTE

FIRENZE, 19 GIU - Il boss mafioso "Antonino Troia fuori da 41 bis" è &#.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,VIA 41 BIS A TROIA SEGNALE DEVASTANTE

FIRENZE, 19 GIU - Il boss mafioso "Antonino Troia fuori da 41 bis" è "un segnale devastante al Paese".
Lo scrive in una nota la presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Abbiamo dovuto arrivare a questo punto senza che nessuno sentisse l'esigenza di una nuova norma sull'applicazione del 41 bis, tranne noi vittime della mafia delle stragi del 1993 - spiega Maggiani Chelli - Sono giorni di disperazione per tutti noi che non riusciamo a trovare chiarezza nella trattativa a suon di 41 bis fra lo Stato e la mafia, nel 1993. Lo sappiamo benissimo che in questo Paese la mafia ha vinto, lo sappiamo dal 1993, quando abbiamo contato i nostri morti. Speravamo però in un riscatto da parte dello Stato, in tutti questi 20 anni, invece nulla è successo, i mafiosi vanno a casa e sulle casse dei morti di mafia si balla".(ANSA)
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COMUNICATO
1932  del 
19/06/2012
Il 18 Giugno 2012 mentre l'Italia si apprestava ad affrontare l'Irlanda impegnate in una partita di calcio, le agenzie hanno battuto il pass..... Apri
Il 18 Giugno 2012 mentre l'Italia si apprestava ad affrontare l'Irlanda impegnate in una partita di calcio, le agenzie hanno battuto il passaggio da 41 bis a carcere normale di Antonino TROIA stragista a Capaci.
Le motivazioni per tenerlo ancora a 41 bis avanzate da più parti, PNA compresa, non risultavano valide.
Il tutto mentre sul Colle supremo, al Quirinale, e in tre Procure: Palermo, Caltanissetta, Firenze, il problema del 41 bis, in sede di trattativa fra Stato e mafia, risulta una vera spina nel fianco e il dolore cadde a pioggia su tutte noi le vittime della mafia "cosa nostra stragista che da 20 anni aspettano giustizia.
Troppo spesso purtroppo noi abbiamo la percezione che ognuno vada per la propria strada, senza minimamente preoccuparsi di chi per mano di "cosa nostra ha perso i propri cari.
Tuttavia noi comprendiamo benissimo gli sforzi della Magistratura, come quello del Procuratore Gozzo che ha voluto, attraverso due lettere in rete, far capire alla nostra Associazione schierata in prima linea sul fronte del 41 bis, di quante buone ragioni le Procure stesse abbiano.
Inoltre, a Firenze, le parti civili hanno chiesto nel processo Tagliavia, peraltro giustamente tarato dai PM sull'imputato , che fossero ascoltati uomini delle istituzioni che di trasparenza non hanno peccato di certo in questi 20 anni e la Corte lo ha concesso.
Del resto il 41 bis è il movente stesso delle stragi del 1993 per parte mafiosa ed è ben sancito in sentenze passate in giudicato.
Però la verità sulle stragi del 1993 è indispensabile per noi, ma crediamo non solo per noi, e continuiamo quindi a chiedere giustizia proprio attraverso quel "41 bis che la mafia non vuole, ovvero una norma che lo renda definitivo per tutta la durata della pena per chi si è macchiato di strage terroristica eversiva e non si pente, indicando chiaramente i "concorrenti nelle stragi del 1993 i quali ormai devono essere processati in un dibattimento da un pool di magistrati che da anni lavorano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1933  del 
20/06/2012
"Abbiamo diritto eccome di sapere se quella scriteriata trattativa ha avuto il controproducente effetto di accelerare le stragi, come quelle del ..... Apri
"Abbiamo diritto eccome di sapere se quella scriteriata trattativa ha avuto il controproducente effetto di accelerare le stragi, come quelle del 1993", come ben dice oggi il Procuratore Ingroia dalle pagine dell'Unità.
Sono 10 anni che, dopo aver letto le ultime carte del giudice Chelazzi, verbali rilasciati da uomini delle istituzioni rispetto ai passaggi da 41 bis a carcere normale, chiediamo verità fino in fondo.
Non vogliamo minimamente credere che in tempi stretti non saranno sbloccate quelle situazioni di stallo intorno ad una verità che incombe.

Ovvero:
Si volevano salvare politici condannati a morte dalla mafia , si è maneggiato e nelle mani di "cosa nostra" ci sono finiti i nostri figli?
E ancora, perché "cosa nostra" quegli uomini della politica e istituzionali voleva ucciderli così come aveva fatto con Salvo Lima?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1934  del 
21/06/2012
Il tema delle intercettazioni va risolto eccome al più presto possibile!
Ricordiamo come oggi un animatissimo incontro a Viareggio il 23 Agosto d.....
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Il tema delle intercettazioni va risolto eccome al più presto possibile!
Ricordiamo come oggi un animatissimo incontro a Viareggio il 23 Agosto del 2001, ad un raduno organizzato da un gruppo di cronisti Toscani e dal Gruppo giornalisti sportivi della Toscana, al quale partecipò Gabriele Chelazzi, Magistrato impegnato in prima linea nelle indagini sui concorrenti esterni alla mafia nelle stragi del 1993.
Il 2001, ce lo diranno di li a poco i verbali di archiviazione sui concorrenti nelle stragi del 1993, fu un anno tribolato per il magistrato impegnato in prima linea nella ricerca della verità tutta, sulla strage di via dei Georgofili.
Il Magistrato espresse quel giorno tutto il peso di una norma che vietava di non poter utilizzare i Tabulati telefonici se più vecchi di 5 anni, il "D.L. 13 maggio 1998 n.171" e tutte le difficoltà incontrate dalla magistratura in seno alla legge sulla privacy.
I Magistrati presenti a quell'incontro, Gabriele Chelazzi compreso, hanno evidenziato che talvolta la legge è evocata impropriamente, ma lo stesso legislatore, ha osservato Chelazzi, ha sentito la necessità di deroghe per quanto riguarda l'accesso alle informazioni.
E' da allora che noi aspettiamo quelle deroghe che consentano ai cittadini di essere informati su ciò che sta avvenendo nel Paese, senza travalicare naturalmente quegli eccessi dell'informazione che sono comunque regolamentati con le leggi e che continuino soprattutto ad essere lo strumento insostituibile che la magistratura può usare per dare giustizia a soggetti come noi che di verità hanno bisogno senza guardare in faccia a nessuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1935  del 
24/06/2012
Siamo molto, molto preoccupati da quello che stiamo leggendo ogni giorno sui quotidiani.
Il nostro pensiero è che si stia tentando, attraverso un.....
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Siamo molto, molto preoccupati da quello che stiamo leggendo ogni giorno sui quotidiani.
Il nostro pensiero è che si stia tentando, attraverso una disinformazione raffinata, di allontanare l'attenzione dal problema TRATTATIVA STATO MAFIA, perché non è vero che la trattativa in questione sia PRESUNTA: essa è oltremodo ormai accertata nei processi già passati in giudicato e in quello al mafioso Tagliavia in primo grado.
Volendo spingere il problema su di un terreno ancora più marcato, oggi a noi, con il prezzo che abbiamo pagato per quella trattativa, viene la tentazione di chiamarla "accordi fra uomini dello Stato e la Mafia cosa nostra".
Vogliamo quindi sapere perché Riina e compagni dopo l'attentato a Salvo Lima decisero di uccidere ben altri sette uomini della politica e delle istituzioni e perché proprio loro, i quali peraltro non sono morti mentre sono invece morti i nostri figli.
Vogliamo sapere perché nel 2002 uomini illustri delle istituzioni, non hanno detto la verità al Giudice Gabriele Chelazzi quando li ha ascoltati in sede di verbalizzazione sul 41 bis.
Per tutto quanto, noi vogliamo sapere la verità processuale, ed è un nostro diritto saperla, non servono quindi, giornalisticamente parlando, tutte queste difese d'ufficio alle istituzioni di oggi, a meno che le stesse non sappiano la verità da noi tanto agognata, temano quindi le indagini future e vertano, oggi, con azioni forti e congiunte a coprirla quella verità del 1993, perché comunque scomoda per tutte le forze politiche dell'arco costituzionale del passato e del presente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1937  del 
25/06/2012
La ormai tristemente famosa lettera che alcuni familiari dei carcerati a regime di "41 bis" scrissero il 17 Febbraio del 1993 lamentando il sistema ca..... Apri
La ormai tristemente famosa lettera che alcuni familiari dei carcerati a regime di "41 bis" scrissero il 17 Febbraio del 1993 lamentando il sistema carcerario così detto "duro" per i loro congiunti, era indirizzata al Presidente della Repubblica
e per conoscenza a :
Al Papa Roma
Al Vescovo Di Firenze
Al Cardinale di Palermo
Al Ministro di Graz. e Giust.
Al Presidente del Consiglio
Al Consiglio Sup. della Mag.
Al Ministro degli Interni
Al giornale di Sicilia
Al Dott Maurizio Costanzo
Al Dott. Vittorio Sgarbi
Ammesso e non concesso che oggi questa importante missiva - in originale - non sia più reperibile presso gli archivi della Presidenza della Repubblica, come riporta oggi il quotidiano La Repubblica, anche se ci pare una cosa molto strana, però qualcuno dei soggetti in elenco avrà pure conservato quella lettera, o no?
Tutti se ne sono liberati senza informarne chi di competenza? E' abbastanza singolare che coloro che ricevettero la lettera in qualche modo rappresentassero le città in cui sono avvenute le stragi e noi riteniamo quel documento una delle chiavi di volta per leggere la strage di via dei Georgofili, ovvero "la strage del 41 bis".
Il 27 Maggio scorso all'1,04 - per la prima volta in tutti questi anni - abbiamo notato da lontano purtroppo, che il Vescovo di Firenze affiancava il primo cittadino della città in via dei Georgofili.
Forse negli archivi del Vicariato di Firenze la lettera in originale ricevuta dal Vescovo di quel Febbraio 1993 esiste ancora, la Chiesa conserva sempre molto bene i documenti e chissà potrebbe dare una mano alla ricerca della verità completa .
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1938  del 
30/06/2012
Comunicato Dopo la morte di Gabrielle Chelazzi, negli anni , spesso, ci siamo sentiti dire che le menti più raffinate e le migliori intelligenze inves..... Apri
Comunicato Dopo la morte di Gabrielle Chelazzi, negli anni , spesso, ci siamo sentiti dire che le menti più raffinate e le migliori intelligenze investigative avevano in mano le carte inerenti le stragi del 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993 e che cercavano spunti investigativi, qualora li avessero trovati avremmo così saputo tutta la verità.
Oggi troviamo sui giornali parte di quegli spunti investigativi che avrebbero nei 20 anni passati dovuto essere stati oggetto di indagine: ovvero troviamo il nome di certo Signor Baiardo e la pista sarda dei fratelli Graviano.
Ovvero le vacanze di quei farabutti dei Graviano nell'agosto '93 dopo il massacro di Firenze sulla costa Smeralda nella villa di chi sa chi.
Ovvero i Graviano avrebbero soggiornato a Porto Rotondo in un appartamento all'interno di una villa dall'agosto al settembre 93. Tutto già riportato nel volume 4 di in un procedimento del 1996, dove già figuravano traffici telefonici su quelle indagini, dove figurano i nomi di certo Baiardo, dei fratelli Graviano delle fidanzate, e di varie persone vicine di casa dei Graviano in quel maledetto agosto del 1993.

Vogliamo sapere perché noi le informazioni siamo sempre costretti a leggerle sui giornali e non sugli atti processuali.
Forse perché quando escono sui giornali sono informazioni buone come la carta straccia e diventano balle di carta per il fuoco che scarseggia in legna?
Troppa malafede in questo maledetto Paese: la verità sulle stragi del 1993 è già buona, forse, per i romanzi d'appendice da quattro soldi, e certa Magistratura non è del tutto innocente, come galeotte sono tutte quelle norme che negli anni hanno posto limiti all'uso dei tabulati telefonici, delle intercettazioni e sui collaboratori di giustizia, norme che sono state la spina nel fianco di Gabriele Chelazzi e troppo comode per molti altri.
Cordiali saluti

Goiovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1939  del 
30/06/2012
Lettera aperta del 30/06/2012 al settimanale l`Espresso

Gentilissimi
Direttore dell'Espresso
e
Dr. Michele AIN.....
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Lettera aperta del 30/06/2012 al settimanale l`Espresso

Gentilissimi
Direttore dell'Espresso
e
Dr. Michele AINIS

Mi riferisco all'articolo sul settimanale l'Espresso del 5 Luglio 2012, per precisare che la trattativa Stato Mafia non si chiude con le stragi di Falcone e Borsellino, bensì con i morti del 1993 a Firenze e Milano, cittadini inermi.
Quindi, quella ormai acclarata trattativa non è ancora materiale per gli storici e per una commissione parlamentare d'inchiesta, bensì materia più che mai per i Tribunali dello Stato, per la carta bollata sulla quale va scritta la verità sempre negata da uomini dello Stato, più volte sentiti dai Magistrati.
Mancino, come tutti gli altri uomini di Stato coinvolti in quel 1993 a dover scegliere chi far vivere e chi far morire, deve risponderne in prima persona: la commissione d'inchiesta per l'opinione pubblica, ben maneggiata dai partiti seduti in commissione, sarebbe l'ennesima beffa alla democrazia.
Noi comprendiamo benissimo il pensiero degli opinionisti e dei Costituzionalisti ma le opinioni restano tali per sempre e la Carta Costituzionale non ammette repliche: lo Stato deve avere dei servitori fedeli e pronti a pagare davanti alla legge in prima persona quando sbagliano dolosamente e solo i Tribunali possono accertarlo.
Distinti saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1940  del 
03/07/2012
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE PM INGROIA SU TRATTATIVA

FIRENZE, 3 LUG - L"Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE PM INGROIA SU TRATTATIVA

FIRENZE, 3 LUG - L"Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofilì a Firenze fa "sue" le parole del Procuratore di Palermo Antonio Ingroia in merito alla cosiddetta 'trattativa' con la mafia che ieri ha affermato, tra l'altro, che "questa seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue delle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi".
"Una verità a cui avrebbero diritto le vittime, i parenti delle vittime e tutti i cittadini".
Instancabilmente, osserva in un comunicato il presidente dell'Associazione dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, "da 19 anni andiamo ripetendo che i nostri figli sono morti per quella trattativa sul 41 bis fra uomini dello Stato e la mafia 'Cosa nostra', con il forte appoggio di tutte le forze politiche trasversali all'arco Costituzionale e la complicità della stampa e dei media".
"Lo gridiamo oggi ancora una volta - prosegue Maggiani Chelli - vogliamo la verità tutta sul massacro dei nostri figli, vogliamo un processo penale che la accerti quella verità coperta secondo noi dalla più ignobile delle 'Ragion di Stato': i probabili affari economici stessi dello Stato".
"Tutta la nostra solidarietà e vicinanza al pm Antonio Ingroia - conclude il comunicato - che nella ricerca della verità sulle stragi del 1993 ci crede fino in fondo".(ANSA)
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COMUNICATO
1941  del 
03/07/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili fa sue le parole del Procuratore di Palermo Antonio Ingroia: Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili fa sue le parole del Procuratore di Palermo Antonio Ingroia:

"Questa seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue delle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi
"Una verità a cui avrebbero diritto "le vittime, i parenti delle vittime e tutti i cittadini

Instancabilmente da 19 anni andiamo ripetendo che i nostri figli sono morti per quella trattativa sul "41 bis fra uomini dello Stato e la mafia "cosa nostra, con il forte appoggio di tutte le forze politiche trasversali all'arco Costituzionale e la complicità della stampa e dei media.
Lo gridiamo oggi ancora una volta: - vogliamo la verità tutta sul massacro dei nostri figli - vogliamo un processo penale che la accerti quella verità coperta secondo noi dalla più ignobile delle "Ragion di Stato": i probabili affari economici stessi dello Stato.
Tutta la nostra solidarietà e vicinanza al PM Antonio Ingroia che nella ricerca della verità sulle stragi del 1993 ci crede fino in fondo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1942  del 
03/07/2012
MAFIA: ASS. VITTIME STRAGI VIA GERGOFILI, PAROLE DI INGROIA SONO LE NOSTRE

L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage d.....
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MAFIA: ASS. VITTIME STRAGI VIA GERGOFILI, PAROLE DI INGROIA SONO LE NOSTRE

L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili fa sue le parole del Procuratore di Palermo Antonio Ingroia : "Questa seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue delle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi "Una verità a cui avrebbero diritto "le vittime, i parenti delle vittime e tutti i cittadini Instancabilmente da 19 anni andiamo ripetendo che i nostri figli sono morti per quella trattativa sul "41 bis fra uomini dello Stato e la mafia "cosa nostra, con il forte appoggio di tutte le forze politiche trasversali all'arco Costituzionale e la complicità della stampa e dei media. Lo gridiamo oggi ancora una volta- vogliamo la verità tutta sul massacro dei nostri figli - vogliamo un processo penale che la accerti quella verità coperta secondo noi dalla più ignobile delle "Ragion di Stato ": i probabili affari economici stessi dello Stato. Tutta la nostra solidarietà e vicinanza al PM Antonio Ingroia che nella ricerca della verità sulle stragi del 1993 ci crede fino in fondo . E' quanto scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
1943  del 
04/07/2012
La vergognosa trasmissione televisiva su Rai 1 alle 7,50 di questa mattina 4 luglio 2012 , in merito alla trattativa Stato Mafia sulle stragi 92 - 94 ..... Apri
La vergognosa trasmissione televisiva su Rai 1 alle 7,50 di questa mattina 4 luglio 2012 , in merito alla trattativa Stato Mafia sulle stragi 92 - 94 si commenta da sé.
Senza nessun contraddittorio, una difesa a prescindere contro la parola "trattativa" da parte di chi non è informato, non sa nulla dei risvolti processuali di questi ultimi 10 anni, perché è stato fin troppo chiaro non ha mai letto un rigo degli atti dibattimentali di Firenze e inoltre senza una qualsiasi considerazione per chi nelle stragi del 1993 ha perso la vita: i nostri figli.
Se non si è neppure in grado di considerare i morti, si rispetti almeno la legge che solo dentro i Tribunali va capito se è stata veramente rispettata in sede di accordi Stato Mafia.
La difesa dello status quo di uomini che sono appartenuti allo Stato e non hanno comunque saputo fere il loro lavoro di Ministri, perché, piaccia o no, i morti in via dei Georgofili ci sono stati, è gravissima, e va capito solo in sede processuale perché hanno dovuto morire i nostri figli e non politici minacciati dalla mafia, con il risultato che 5 innocenti sono finiti sotto terra e 7 politici sono vivissimi.
Vogliamo sapere chi dobbiamo "ringraziare" per tutto ciò !
Inoltre, il Dr. Niccolo Amato venga a breve in aula nel processo di Appello Tagliavia a sciroppare la sua verità, non in televisione, disdegnando le udienze processuali come ha fatto nel processo di primo grado a Firenze sempre durante il processo Tagliavia, inviando certificati medici. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1944  del 
07/07/2012
I dettagli riportati sul settimanale l'Espresso a firma Lirio Abbate, riguardanti la situazione attuale dei fratelli Graviano Giuseppe e Filippo..... Apri
I dettagli riportati sul settimanale l'Espresso a firma Lirio Abbate, riguardanti la situazione attuale dei fratelli Graviano Giuseppe e Filippo, infilano in queste ore nelle nostre piaghe un coltello affilatissimo.
I fratelli Graviano sono stati stragisti eversivi in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 e per questo riportiamo uno dei passaggi più significativi dell'articolo di stampa, a pagina 48 del settimanale l'Espresso, affinchè lo Stato provi almeno un senso di vergogna che dovrebbe essere pari alla nostra rabbia:
""I fratelli palermitani sono in cella da diciotto anni ma vivono nel lusso: si fanno comprare tutto, dai pasti alla carta igienica. La moglie di Giuseppe fa shopping nel centro di Londra e di Milano, il figlio ? concepito durante la carcerazione, a conferma della sua capacità di ingannare i controlli più severi ? andrà a studiare in un collegio svizzero. Il loro è un silenzio d'oro e la detenzione speciale, quel 41 bis che era in cima ai pensieri dei capi della Cupola nei colloqui con gli emissari delle istituzioni, oggi non pare preoccupare più di tanto.
All'indomani del processo a Marcello Dell'utri, ( a Torino c'eravamo anche noi) quando si rifiutò di deporre e confutare le parole del suo ex braccio destro Gaspare Spatuzza, gli è stato revocato quell'isolamento diurno per "scadenza dei termini".

La nostra Associazione, che da sempre si prefigge la ricerca di quella verità che oggi uomini dello Stato si rifiutano di testimoniare dentro le aule di giustizia, è indignata davanti a quanto siamo costretti a sopportare nel quotidiano e nel contempo denuncia che le vittime di via dei Georgofili in contropartita ai benefici concessi ai fratelli Graviano, i macellai di via dei Georgofili, e la vita lussuosa delle loro famiglie, aspettano dal 2011 il pagamento di provvisionali di 10.000 euro cadauna, immediatamente esecutive, riconosciute dalla Corte nella sentenza Tagliavia.
Provvisionali irrisorie quelle della sentenza Tagliavia, e ancora tutte da discutere dalle parti in una lontanissima causa civile.
Così come alle vittime invalide all'80% della capacità lavorativa, risultato della trattativa tra Stato e Cosa nostra nella strage di Firenze, l'INPS non riconosce ancora le pensione "subito" come recita la legge 206 del 2004.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1945  del 
09/07/2012
La posizione delle vittime delle stragi eversive del 1993, in un momento così duro per la ricerca della verità, è di una difficoltà enorme, ovvero riu..... Apri
La posizione delle vittime delle stragi eversive del 1993, in un momento così duro per la ricerca della verità, è di una difficoltà enorme, ovvero riuscire ogni giorno a cercare verità e vederla di ora in ora convergere al centro di un ipotetico tavolo intorno al quale sono seduti soggetti di ogni genere dalle istituzioni, alla magistratura, alla politica, ai coinvolti nelle stragi a vario titolo, nel tentativo di salvare la capra con i cavoli e non solo, crea in noi forte disagio.
"La mafia con le stragi del 1993 minacciava lo Stato in cambio di un allentamento della repressione", espressione usata in queste ore dal Procuratore Ingroia , così come già a suo tempo fu usata in Commissione Parlamentare Antimafia dando spazio quindi al conio di una nuova espressione: Estorsione contro lo Stato.
Non una estorsione come quelle esercitate dalla mafia quando si reca porta a porta a chiedere il pizzo, ma esercitata contro lo Stato al quale fu presentato un elenco di richieste, pena le stragi.
La vediamo anche noi una sostanziale differenza fra i due tipi di estorsione, infatti il commerciante soggetto ad estorsione paga in prima persona, mentre lo Stato soggetto ad una "estorsione pena le stragi", ha lasciato pagare noi, perché la strage eversiva a Firenze la mafia l'ha poi fatta, e "l'estorsione" è stata tutta subita per intero dai nostri figli.
Sappiamo benissimo quanto sia difficile rendere noto cosa esattamente sia avvenuto quel 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, ma visto che noi l'amaro calice lo abbiamo dovuto bere e ancora continuiamo a berlo tutto fino in fondo, poco ci importa se il Paese non reggerà.
Vogliamo la verità non scorciatoie e le parole come "estorsione contro lo Stato " ci fanno venire il mal di pancia, perché quel "tavolo" tipico di questo sciagurato Paese dove la verità sulle stragi converge sempre al centro per il beneplacito di tutti, proprio non lo tolleriamo. Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1946  del 
12/07/2012
I continui "ragionamenti" come quello del Gip di Palermo Piergiorgio Morosini sul problema del regime speciale di detenzione di 41 bis, ci f..... Apri
I continui "ragionamenti" come quello del Gip di Palermo Piergiorgio Morosini sul problema del regime speciale di detenzione di 41 bis, ci fanno particolarmente riflettere.
Le parole del Gip sono state:
"ragioniamo su quello che è il vero problema del nostro Paese che non è solo la criminalità organizzata, ma la necessità di vivere in società dove certi diritti fondamentali sono garantiti a tutti, anche ai carcerati".

Bene ragioniamo:
guardiamo a quel 41 bis, principale movente mafioso del tritolo eversivo del 27 maggio 1993, guardiamo all'implicazione di istituzioni e politici mentre subiscono ricatti in quel 1993 e al loro palese tentativo, in quei giorni fino ai giorni nostri, di abolire il 41 bis a mafiosi di spessore non indifferente e poi con tutta la buona volontà del mondo proviamo a vedere in tutto ciò un Paese civile.

Ci spiace per il Gip di Palermo e quanti la pensano come lui: forse i benpensanti e la Magistratura di un certo tipo possono farsi illusioni ma noi che abbiamo contato i cadaveri per mano di mafia con il beneplacito di troppi, no, non possiamo pensare ad abolire il 41 bis per essere più civili.
Continuiamo invece a pensare ad una società più civile nella quale sia garantita la vita a bambini di appena 50 giorni e ragazzi di soli 20 anni, i quali hanno il diritto sacrosanto di andare a letto la sera senza che "cosa nostra" possa piazzargli sotto le finestre 300 chili di tritolo mentre mercanteggia con lo Stato il 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1947  del 
16/07/2012
Fortemente preoccupati per quanto attiene la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili che passa inevitabilmente attraverso la trattativ..... Apri
Fortemente preoccupati per quanto attiene la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili che passa inevitabilmente attraverso la trattativa Stato mafia messa in campo "in un primo momento per cercare di fermare le stragi", vogliamo esprimerci quali vittime di tutto l'orrore del 27 Maggio 1993 all'1.04.
La Costituzione è il viatico per la vita democratica del Paese, ne siamo ben coscienti, il Presidente della Repubblica l'espressione massima dei diritti contenuti nella Carta Costituzione, quindi guai ad incrinare un qualsivoglia articolo della Carta dei diritti di tutti noi.
Tuttavia il prezzo che abbiamo pagato in termini di vite umane, i nostri figli, siamo certi ci autorizzi a chiedere a gran voce che mai e poi mai siano posti freni alla Magistratura mentre indaga sulla ricerca della verità per stragi terroristiche eversive che hanno segnato insieme a quella delle nostre famiglie l'intero Paese.
Prevalga quindi sempre il senso di giustizia infondendo comunque nei Magistrati che indagano su fatti gravissimi fiducia e coraggio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1948  del 
17/07/2012
Troviamo abbastanza singolare la richiesta del Ministro della Giustizia di secretare comunque le conversazioni telefoniche fra il Capo dello Stato e l..... Apri
Troviamo abbastanza singolare la richiesta del Ministro della Giustizia di secretare comunque le conversazioni telefoniche fra il Capo dello Stato e l'ex Ministro dell'Interno Mancino, anche se l'organismo super partes della Consulta dovesse decidere diversamente.
Davvero pare di essere tornati nei tempi più bui di quel 1993 quando nessuno ha potuto fare nulla, perché tutto è avvenuto nelle segrete stanze e così i nostri figli sono stati lasciati morire.
Rammentiamo un dato processuale: alle 21,30 del 14 Maggio 1993 in via Fauro a Roma è avvenuto l'attentato a Costanzo, il conduttore televisivo, alle 23 il Ministro dell'interno ha chiamato il giornalista e gli ha detto: è stata la mafia.
Molto probabilmente, se ci fossero stati meno misteri e più trasparenza, il 27 Maggio, 13 giorni dopo si sarebbe potuto fermare la strage di via dei Georgofili.
Certo, le istituzioni sono sacre e vanno salvaguardate ma sapere cosa si sono detti di recente al telefono due uomini fortemente istituzionali ed entrambi importanti sulla scena di quel Maggio 1993, forse servirebbe a placare gli animi perché noi siamo certi che nulla ci sia da nascondere ma di misteri, sia pure banali, siamo veramente stanchi, quando l'oggetto del "contendere" è la trattativa Stato Mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1949  del 
19/07/2012
Sono passati 20 anni e noi siamo vicini alla famiglia Borsellino nel giorno in cui ricordano il Giudice.
Così come fortemente siamo vicini alle .....
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Sono passati 20 anni e noi siamo vicini alla famiglia Borsellino nel giorno in cui ricordano il Giudice.
Così come fortemente siamo vicini alle famiglie delle forze dell'ordine che erano di scorta a Paolo Borsellino in quella tragica domenica del 19 Luglio 1992.
In questi anni le nostre battaglie si sono spesso accumunate a quelle di quanti cercano la verità sulla morte del Giudice Paolo Borsellino, infatti la trattativa Stato mafia oggi sancita da una sentenza anche a Firenze, quella di primo grado del processo Tagliavia, ha fatto si che non vi siano più dubbi: lo Stato ha trattato con "cosa nostra", sia pure a fin di bene come si dice oggi.
Ma quella trattativa iniziata prima delle stragi del 1993, e continuata dopo fino ad arrivare ai massacri di Roma Firenze e Milano, ha procurato morti fra gli uomini dello Stato e vittime innocenti, ovvero fra cittadini inermi, e per questo bisogna che chi ha sbagliato ne renda conto comunque dentro i Tribunali e paghi i propri errori come noi abbiamo pagato in termini di vite umane.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1950  del 
21/07/2012
Il Procuratore di Palermo Antonio Ingroia torna a insistere sulla necessità, da parte di quelle istituzioni che sanno, di dire tutto sulla trattativa ..... Apri
Il Procuratore di Palermo Antonio Ingroia torna a insistere sulla necessità, da parte di quelle istituzioni che sanno, di dire tutto sulla trattativa fra Stato e mafia.
Ne siamo convinti anche noi che la verità ormai vada detta senza reticenze e senza nascondersi dietro al dito dei "non ricordo, ho agito in solitudine, ho fatto la lotta alla mafia".
Facciamo appello a quanti invocano il senso dello Stato che gli sarebbe congeniale, ma che di senso dello Stato, non ne hanno un briciolo.
Rammentiamo con determinazione che la trattativa c'è stata, lo dicono ormai le carte processuali, ci sono stati i morti, purtroppo, e chi ha sbagliato deve affrontare le proprie responsabilità.
Non smetteremo mai di invocare giustizia per i nostri morti e, se sarà necessario e ci sarà permesso dal capo di imputazione inerente il "41 bis", ci costituiremo parte civile nell'eventuale processo di Palermo per la trattativa Stato Mafia: la politica non creda di aver vinto insabbiando ogni giorno la verità attraverso una disinformazione da parte dei media che fa paura.
Gioachino Calabrò ha mandato Vincenzo Ferro a Firenze, a Prato, a chiedere allo "zio Messana" di ospitare i terroristi per l'attacco ai Georgofili; la Toscana ha aperto le porte al gruppo di fuoco di Bagarella, oggi non si può far finta di nulla nel tentativo di salvare la faccia ad una intera classe politica che si è macchiata di collusione con la mafia.
Chi sa come ha fatto "cosa nostra" ad arrivare a Firenze il 27 Maggio 1993 all'1.04 parli, lo scriva sugli atti processuali, o questo Paese finirà nel baratro e le istituzioni perderanno ogni credibilità come sta avvenendo in questi giorni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1951  del 
22/07/2012
Tornano le telefonate anonime che annunciano gli ordigni, e questa volta su di una spiaggia.
Ci preoccupa non poco il pacco bomba fatto ritrovare .....
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Tornano le telefonate anonime che annunciano gli ordigni, e questa volta su di una spiaggia.
Ci preoccupa non poco il pacco bomba fatto ritrovare ieri sul Lido di Ostia.
Disse Gioè il mafioso, a Bellini in odore di servizi segreti deviati, dopo la risposta negativa sul trasferimento dei capi mafia dal carcere di 41 bis all'ospedale:
"cosa ne direbbero se riempissimo la spiaggia di Rimini di siringhe infette?"
Altro che a 360 gradi vanno fatte le indagini, vanno tenuti gli occhi ben aperti, perché non si ripeta per nessuno ciò che hanno subito i nostri figli sotto il tritolo "trattato nel 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1952  del 
27/07/2012
27 Luglio 1993 cinque morti a Milano in via Palestro!

Il 27 Luglio 1993 tre gli attacchi terroristici di "cosa nostra" in sede di .....
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27 Luglio 1993 cinque morti a Milano in via Palestro!

Il 27 Luglio 1993 tre gli attacchi terroristici di "cosa nostra" in sede di trattativa Stato mafia mentre uomini dello Stato mercanteggiarono sul sistema penitenziario di 41 bis.
La nostra vicinanza alle famiglie dei morti di quel 27 Luglio 1993, il nostro pensiero più profondo a tutti i feriti sopravissuti al massacro del 27 Luglio 1993 a Milano in via Palestro.
Chiediamo oggi con forza, per tutti i morti delle stragi del 1993, una legge più idonea all'utilizzo dei tabulati telefonici e delle intercettazioni telefoniche.
Sempre e comunque vanno rese note le conversazioni che possono aiutare a capire la tragica verità sull'utilizzo del tritolo stragista in Italia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1953  del 
27/07/2012
Più che mai è arrivata l'ora della verità!

Già nel 2000 il pm Gabriele Chelazzi affrontò il problema delle intercettazioni e dei tabula.....
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Più che mai è arrivata l'ora della verità!

Già nel 2000 il pm Gabriele Chelazzi affrontò il problema delle intercettazioni e dei tabulati telefonici, mezzi che poco prima avevano dato l'opportunità di far arrestare la mafia stragista, ma che al momento di essere usati quali strumenti indispensabili per smascherare gli intrecci tra la mafia e politica, così come il coinvolgimento di uomini istituzionali nelle stragi del 1993, furono oggetto di una vergognosa frenata.

Una legge, quella sui tabulati telefonici, che non perdoneremo mai a nessuno in nome dei nostri morti.
I tabulati telefonici furono resi distruttibili dopo solo 5 anni e se avevi pagato la bolletta anche subito.
Anche il Magistrato Gabriele Chelazzi morì prematuramente di attacco cardiaco come oggi il Consigliere di Stato D'Ambrosio e la verità divenne da subito più lontana!

Le nostre più sentite condoglianze per la tragica scomparsa di un uomo che abbiamo conosciuto e che abbiamo avuto modo di apprezzare, ma la verità processuale sulla trattativa Stato Mafia, ormai conclamata con sentenze, resta l'unico baluardo possibile verso quella verità alla quale hanno diritto i nostri morti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1954  del 
28/07/2012
Per quella sorta di maledizione che contraddistingue tutte le stragi di questo nostro sciagurato Paese, iniziano a morire persone che lasciano l'..... Apri
Per quella sorta di maledizione che contraddistingue tutte le stragi di questo nostro sciagurato Paese, iniziano a morire persone che lasciano l'amaro dentro.
Il Consigliere di Stato D'Ambrosio, il Giudice Barillaro Gip in vari processi, due nomi che con le stragi 92 93 hanno avuto a che fare.
L'esperienza caduta aereo di Ustica in fatto di morti che inquietano, come per esempio quella del Generale Giorgeri, ha lasciato purtroppo in noi grande diffidenza.
Eravamo sgomenti davanti alla morte del mafioso Gioè, come lo siamo stati davanti alla morte del collaboratore Antonio Scarano e del compianto magistrato Gabriele Chelazzi.
Sicuramente tutto nella norma di vita, ci mancherebbe altro, ma le cose cominciano a non funzionare più da quando la Procura di Palermo ha sollevato quella "foglia di fico" che copriva la trattativa fra lo Stato e la mafia messa in atto negli anni 1992 e 1993", trattativa che ha portato in una deriva senza pari, alla tragedia del 27 Maggio 1993, la strage di via dei Georgofili: la strage del 41 bis.
Aspettiamo con ansia il momento in cui gli animi esacerbati dal fatto che sia emerso in tutta la sua drammaticità, quello che con grande meticolosità hanno tentato di tenere nascosto per 19 anni con grandi operazioni di disinformazione e di coperture politiche, si plachino in una sorta di crisi di coscienza o di coperte ormai troppo corte.
Bisogna ragionare ormai, in un'aula di giustizia al fine di arrivare alla verità completa per la morte di Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio Angela e al ferimento con invalidità da urli per troppi ragazzi.
Lo Stato ci deve la verità, non solo piagnistei penosi che soldi non ce ne sono per far fronte agli invalidi, insomma gli uomini che hanno dato alla mafia soddisfazione sul 41 bis che voleva annullato devono essere processati e condannati a pagare il debito a bambini e ragazzi di 20 anni lasciati massacrare nella strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1956  del 
29/07/2012
"Non può esistere nessuna valida Ragion di Stato, Procuratore Antonio Ingroia, che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la trat..... Apri
"Non può esistere nessuna valida Ragion di Stato, Procuratore Antonio Ingroia, che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la trattativa Stato Mafia" conseguenza chiarissima della strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, la così detta strage del 41 bis.
Dietro a quale "ragion di Stato" si potrebbero mai nascondere omicidi come quello di Caterina Nencioni, Nadia Nencioni i loro genitori e Dario Capolicchio o il massacro di 48 persone oggi invalide?
Di cosa stiamo parlando, Gentilissimo Procuratore, quale ragion di Stato?
Per esempio di sporchi traffici illegali aggirando le leggi forse a livello statale?
O cosa d'altro, per l'amor di Dio, giustificherebbe una Sua frenata su tutto il fronte, compresa la partenza per il Guatemala a cercare giustizia?
Siamo costernati davanti a magistrati che hanno gettato il sasso nello stagno e oggi lasciano titolare dai giornalisti: "Se c'è stata ragion di Stato torneremo indietro".
Abbiamo sempre avuto dubbi che la Procura di Palermo non ci avrebbe portato da nessuna parte, oggi quei dubbi si sono trasformati in angosce, infatti già dal 1996 al 2002 le indagini sui "concorrenti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 sono state svolte con una enorme difficoltà anche a causa di sassi lanciati nello stagno, con una mano che si ritirava immediatamente a tempo debito.
Non è una questione di alcuni "sistemi criminali", è una questione di Sistema che salva se stesso lasciando ammazzare i figli degli altri, mai figli di politici.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1957  del 
29/07/2012
Roma, 29 lug. (Adnkronos) - "Non puo' esistere nessuna valida ragion di Stato che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la ..... Apri
Roma, 29 lug. (Adnkronos) - "Non puo' esistere nessuna valida ragion di Stato che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la trattativa Stato-Mafia, conseguenza chiarissima della strage del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, la cosi' detta strage del 41 bis".
Cosi' Giovanna Maggiani Chelli presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta le parole del procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, intervistato oggi da 'Repubblica'.
"Dietro a quale 'ragion di Stato' si potrebbero mai nascondere omicidi come quello di Caterina Nencioni, Nadia Nencioni i loro genitori e Dario Capolicchio o il massacro di 48 persone oggi invalide?", chiede ancora Maggiani Chelli in una nota.
"Di cosa stiamo parlando, gentilissimo Procuratore, quale ragion di Stato? Per esempio di sporchi traffici illegali aggirando le leggi forse a livello statale? O cosa d'altro giustificherebbe una sua frenata su tutto il fronte, compresa la partenza per il Guatemala a cercare giustizia? Siamo costernati - aggiunge - davanti a magistrati che hanno gettato il sasso nello stagno e oggi lasciano titolare dai giornalisti: 'Se c'e' stata ragion di Stato torneremo indietro"' .
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ARTICOLO
1958  del 
29/07/2012
Articolo di Repubblica.it:

Familiari delle vittime a Ingroia: "Perchè frenare le indagini"
E'.....
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Articolo di Repubblica.it:

Familiari delle vittime a Ingroia: "Perchè frenare le indagini"
E' la replica dell'associazione delle vittime di via dei Georgofili a Firenze all'intervista a Repubblica di Antonio Ingroia. " Se c'è la ragione di Stato siamo pronti a fermare le indagini sulla trattativa"
"Non può esistere nessuna valida Ragion di Stato, procuratore Antonio Ingroia, che possa fermare le indagini e i conseguenti processi per la trattativa Stato-Mafia, conseguenza chiarissima della strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, la così detta strage del 41 bis".
A sottolinearlo in una nota, Giovanna Maggiani Chelli presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che replica così all'intervista di Antonio Ingroia a Repubblica nella quale si era detto pronto a fermare le indagini se si opponesse una ragion di Stato.
"Dietro a quale ragion di Stato si potrebbero mai nascondere omicidi come quello di Caterina Nencioni, Nadia Nencioni, i loro genitori e Dario Capolicchio o il massacro di 48 persone oggi invalide?", si chiede ancora Chelli.
"Cosa giustificherebbe una sua frenata su tutto il fronte, compresa la partenza per il Guatemala a cercare giustizia? Siamo costernati davanti a magistrati che hanno gettato il sasso nello stagno e oggi lasciano titolare dai giornalisti 'Se c'è stata ragion di Stato torneremo indietrò. Abbiamo sempre avuto dubbi che la Procura di Palermo non ci avrebbe portato da nessuna parte. Oggi quei dubbi si sono trasformati in angosce", scrive ancora.
La donna ricorda come "già dal 1996 al 2002 le indagini sui 'concorrenti esterni a cosa nostrà per le stragi del 1993 sono state svolte con una enorme difficoltà anche a causa di sassi lanciati nello stagno, con una mano che si ritirava immediatamente a tempo debito". " Non è una questione di alcuni 'sistemi criminalì - conclude - è una questione di Sistema che salva se stesso lasciando ammazzare i figli degli altri, mai figli di politici".

(29 luglio 2012)
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/07/29/news/familiari_delle_vittime_a_ingroia_perch_frenare_le_indagini-39949843/
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COMUNICATO
1959  del 
31/07/2012
Vogliamo complimentarci, e quindi ben sperare nel giornalismo al servizio della verità e di quanti si prodigano in questi giorni in tal senso, per sen..... Apri
Vogliamo complimentarci, e quindi ben sperare nel giornalismo al servizio della verità e di quanti si prodigano in questi giorni in tal senso, per sensibilizzare l'opinione pubblica troppo spesso vittima di "disinformatia" ad un problema gravissimo quello del grado di democrazia per l'Italia, lo dobbiamo fare altrimenti saremmo ingiusti e imparziali.
Vogliamo richiamare l'attenzione su articoli come quello di Attilio BOLZONI oggi sul quotidiano La Repubblica, dove si evince chiaramente sentenze alla mano, che ormai dubbi non devono più essercene per nessuno: la trattativa Stato mafia non è "supposta" non è "presunta", bensì è TRATTATIVA.
"Io ti do, tu mi mai", iniziato nel 1992 da parte di rappresentanti dello Stato verso la mafia, non è più utopia.
Ovvero, si è trattato con la mafia per fare fermare le stragi, noi diciamo per salvare uomini politici, e si sono lasciati uccidere innocenti.
La lunga storia della trattativa "STATO-MAFIA" che la nostra Associazione denuncia già dalle prime testimonianze di Giovanni Brusca nei lontani anni del processo di Firenze sulle stragi del 1993, deve giungere ormai al suo epilogo in Tribunale, la sede naturale è Firenze dove si sono svolti i processi per strage.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1960  del 
01/08/2012
Nel 32° anniversario della strage alla stazione di Bologna vogliamo significare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati ..... Apri
Nel 32° anniversario della strage alla stazione di Bologna vogliamo significare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati feriti nella strage stessa.
L'anniversario della strage di Bologna, giorno importante per l'Italia intera, perchè ricorda fortemente lo stragismo che ha insanguinato il Paese fino ai giorni nostri, è per noi sempre motivo di riflessione e ci porta ogni anno a far sì che i nostri rappresentanti siano presenti a Bologna alle manifestazioni.
Quest'anno il nostro impegno e la nostra presenza a Bologna vorranno dire anche qualcosa in più: saremo portatori di denuncia per quella sciagurata trattativa fra uomini dello Stato e "cosa nostra" ai tempi delle stragi del 1993 che in troppi si ostinano a negare malgrado ormai sentenze la sanciscano.
Come altresì auspichiamo che il Ministro dell'Interno sia foriera di buone notizie come ha anticipato per tutte le vittime del terrorismo in Italia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1961  del 
01/08/2012
STRAGE BOLOGNA: ASS.GEORGOFILI, MINISTRO CI DIA BUONE NOTIZIE

FIRENZE, 1 AGO - "Auspichiamo che il ministro dell'Interno sia forie.....
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STRAGE BOLOGNA: ASS.GEORGOFILI, MINISTRO CI DIA BUONE NOTIZIE

FIRENZE, 1 AGO - "Auspichiamo che il ministro dell'Interno sia foriera di buone notizie, come ha anticipato, per tutte le vittime del terrorismo in Italia".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, annunciando la presenza dell'associazione, domani, alla commemorazione della strage di Bologna.
"Quest'anno - spiega Maggiani Chelli - il nostro impegno e la nostra presenza a Bologna vorranno dire anche qualcosa in più. Saremo portatori di denuncia per quella sciagurata trattativa fra uomini dello Stato e cosa nostra ai tempi delle stragi del 1993, che in troppi si ostinano a negare malgrado le sentenze la sanciscano". "Vogliamo significare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime" della strage di Bologna, conclude la nota. (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1964  del 
01/08/2012
Strage Bologna: Ass.Georgofili a Cancellieri, speriamo porti buone notizie

Roma, 1 ago. (Adnkronos) - "Speriamo che domani a Bologna il.....
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Strage Bologna: Ass.Georgofili a Cancellieri, speriamo porti buone notizie

Roma, 1 ago. (Adnkronos) - "Speriamo che domani a Bologna il ministro Annamaria Cancellieri porti buone notizie". E' l'auspicio dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in occasione del 32° anniversario della strage di Bologna, alla cui commemorazione prendera' parte il ministro dell'Interno per conto del governo.
"Vogliamo significare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e a quanti sono stati feriti nella strage stessa. L'anniversario della strage di Bologna e' un giorno importante per l'Italia intera, perche' ricorda fortemente lo stragismo che ha insanguinato il Paese fino ai giorni nostri -si legge nella nota, a firma del presidente, Giovanna Maggiani Chelli-, e' per noi sempre motivo di riflessione e ci porta ogni anno a far si che i nostri rappresentanti siano presenti a Bologna alle manifestazioni".
"Quest'anno il nostro impegno e la nostra presenza a Bologna vorranno dire anche qualcosa in piu', saremo portatori di denuncia per quella sciagurata trattativa fra uomini dello Stato e "cosa nostra" ai tempi delle stragi del 1993, che in troppi si ostinano a negare malgrado ormai sentenze la sanciscano. Come altresi' auspichiamo che il ministro dell'Interno -conclude la nota- sia foriera di buone notizie come ha anticipato per tutte le vittime del terrorismo in Italia".
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COMUNICATO
1962  del 
02/08/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha partecipato alla manifestazione del 2 Agosto a Bologna, ha as..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha partecipato alla manifestazione del 2 Agosto a Bologna, ha ascoltato con molta attenzione il Ministro dell'Interno Cancellieri, e ha potuto apprezzare due passaggi significativi dell'intervento a Palazzo D'Accursio.
Il Ministro ha richiamato la frase del Presidente del Consiglio Monti per l'anniversario di Capaci il 23 Maggio scorso, ovvero "che solo la verità può essere l'unica ragione di Stato".
Così come il Ministro ha sottolineato il suo impegno per l'applicazione completa della legge 206.
La 206 fra le sue parti incomplete detiene la pensione subito a tre soggetti che ancora non ne godono pur avendo l'80% dell'incapacità lavorativa.
Da anni ormai questo caposaldo dell'ingiustizia italiana detiene il primato su tutti i fronti.
A Bologna oggi noi abbiamo soprattutto portato la nostra contestazione per quella ignobile trattativa messa in atto a livello istituzionale dopo le stragi Falcone Borsellino che ha portato al massacro di via dei Georgofili con 5 morti e 48 feriti dei quali anche alcuni all'80% della capacità lavorativa.
L'impegno del Ministro Cancellieri sulle tre pensioni mancate è stato da noi molto apprezzato, ma non è con il solo impegno, qualunque esso sia, che i nostri invalidi avranno la pensione che gli spetta.
Bisogna che oltre l'impegno via sia la volontà di sanare torti senza pari come quelli subiti dalle vittime di via dei Georgofili, le quali il 41 bis da condonare alla mafia non sapevano neppure se esisteva ma il governo di allora, di quel 1993, lo sapeva benissimo, li ha lasciati invalidare, e oggi quegli uomini pensano solo a salvare se stessi e non certo alle vittime causate nella strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1963  del 
02/08/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha partecipato alla manifestazione del 2 Agosto a Bologna, ha as..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha partecipato alla manifestazione del 2 Agosto a Bologna, ha ascoltato con molta attenzione il Ministro dell'Interno Cancellieri, e ha potuto apprezzare due passaggi significativi dell'intervento a Palazzo D'Accursio.
Il Ministro ha richiamato la frase del Presidente del Consiglio Monti per l'anniversario di Capaci il 23 Maggio scorso, ovvero "che solo la verità può essere l'unica ragione di Stato".
Così come il Ministro ha sottolineato il suo impegno per l'applicazione completa della legge 206.
La 206 fra le sue parti incomplete detiene la pensione subito a tre soggetti che ancora non ne godono pur avendo l'80% dell'incapacità lavorativa.
Da anni ormai questo caposaldo dell'ingiustizia italiana detiene il primato su tutti i fronti.
A Bologna oggi noi abbiamo soprattutto portato la nostra contestazione per quella ignobile trattativa messa in atto a livello istituzionale dopo le stragi Falcone Borsellino che ha portato al massacro di via dei Georgofili con 5 morti e 48 feriti dei quali anche alcuni all'80% della capacità lavorativa.
L'impegno del Ministro Cancellieri sulle tre pensioni mancate è stato da noi molto apprezzato, ma non è con il solo impegno, qualunque esso sia, che i nostri invalidi avranno la pensione che gli spetta.
Bisogna che oltre l'impegno via sia la volontà di sanare torti senza pari come quelli subiti dalle vittime di via dei Georgofili, le quali il 41 bis da condonare alla mafia non sapevano neppure se esisteva ma il governo di allora, di quel 1993, lo sapeva benissimo, li ha lasciati invalidare, e oggi quegli uomini pensano solo a salvare se stessi e non certo alle vittime causate nella strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1965  del 
02/08/2012
Strage Bologna: Ass.Georgofili, bene Cancellieri ora sanare torti

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - Apprezzamento per le parole del ministro dell&#.....
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Strage Bologna: Ass.Georgofili, bene Cancellieri ora sanare torti

Roma, 2 ago. (Adnkronos) - Apprezzamento per le parole del ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, oggi alla commemorazione della strage di Bologna, da parte dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. In una nota del presidente, Giovanna Maggiani Chelli, si sottolineano in particolare "due passaggi significativi. Il ministro ha richiamato la frase del Presidente del Consiglio Monti per l'anniversario di Capaci il 23 maggio scorso, ovvero 'che solo la verita' puo' essere l'unica ragione di Stato'. Cosi' come il ministro ha sottolineato il suo impegno per l'applicazione completa della legge 206. La 206 -spiega l'associazione- fra le sue parti incomplete detiene la pensione subito a tre soggetti che ancora non ne godono pur avendo l'80% dell'incapacita' lavorativa".
"Da anni ormai questo caposaldo dell'ingiustizia italiana, detiene il primato su tutti i fronti -si legge-. A Bologna oggi noi abbiamo soprattutto portato la nostra contestazione per quella ignobile trattativa messa in atto a livello istituzionale dopo le stragi Falcone Borsellino che ha portato al massacro di via dei Georgofili con 5 morti e 48 feriti dei quali anche alcuni all'80% della capacita' lavorativa. L'impegno del ministro sulle tre pensioni mancate e' stato da noi molto apprezzato, ma non e' con il solo impegno, qualunque esso sia, che i nostri invalidi avranno la pensione che gli spetta".
"Bisogna conclude la nota- che oltre l'impegno via sia la volonta' di sanare torti senza pari come quelli subiti dalle vittime di via dei Georgofili, le quali il 41 bis da condonare alla mafia non sapevano neppure se esisteva, ma il governo di allora, di quel 1993, lo sapeva benissimo, li ha lasciati invalidare, e oggi quegli uomini pensano solo a salvare se stessi e non certo alle vittime causate nella strage di via dei Georgofili".
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NOTIZIA ANSA
1966  del 
02/08/2012
STRAGE BOLOGNA:MAGGIANI CHELLI, APPREZZATE PAROLE CANCELLIERI

BOLOGNA, 2 AGO - Apprezzamento da parte dell' Associazione dei familiari .....
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STRAGE BOLOGNA:MAGGIANI CHELLI, APPREZZATE PAROLE CANCELLIERI

BOLOGNA, 2 AGO - Apprezzamento da parte dell' Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, per le parole pronunciate dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, nel suo intervento a Palazzo D'Accursio in occasione delle commemorazioni della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna.
"Il ministro - scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione fiorentina - ha richiamato la frase del Presidente del Consiglio Monti per l'anniversario di Capaci il 23 maggio scorso, ovvero 'che solo la verita' può essere l'unica ragione di Statò. Così come il ministro ha sottolineato il suo impegno per l'applicazione completa della legge 206: da anni ormai questo caposaldo dell'ingiustizia italiana detiene il primato su tutti i fronti".
Alle commemorazioni di Bologna, prosegue la nota, "oggi noi abbiamo soprattutto portato la nostra contestazione per quella ignobile trattativa messa in atto a livello istituzionale dopo le stragi Falcone Borsellino che ha portato al massacro di via dei Georgofili con 5 morti e 48 feriti, dei quali anche alcuni all'80% della capacità lavorativa. L'impegno del Ministro Cancellieri sulle tre pensioni mancate è stato da noi molto apprezzato, ma non è con il solo impegno, qualunque esso sia, che i nostri invalidi avranno la pensione che gli spetta".
Pertanto, chiosa il presidente dell'associazione, "bisogna che oltre l'impegno via sia la volontà di sanare torti senza pari come quelli subiti dalle vittime di via dei Georgofili, le quali il 41 bis da condonare alla mafia non sapevano neppure se esisteva, ma il governo di allora, di quel 1993, lo sapeva benissimo, li ha lasciati invalidare, e oggi quegli uomini pensano solo a salvare se stessi e non certo alle vittime causate nella strage di via dei Georgofili". (ANSA)
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LETTERA
1967  del 
07/08/2012
Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro
Direttore IL FATTO

Il caso delle telefonate intercorse fra il Presidente della Repubblica e Bertola.....
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Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro
Direttore IL FATTO

Il caso delle telefonate intercorse fra il Presidente della Repubblica e Bertolaso, Capo della protezione Civile ai tempi del terremoto dell'Aquila, mai prese in considerazione da parte di nessuno, riapre quella dolorosissima piaga che da mesi ormai si è riattivata in noi: le vittime della strage di Via dei Georgofili.
Veramente, la circostanza nella quale nessuno abbia avuto da ridire sul fatto che il Presidente della Repubblica sia stato intercettato all'epoca del terremoto e non abbia prodotto ricorsi a organi di consulta vari, ci lascia esterrefatti.
Considerando che sia nel caso Stato-mafia, telefonate di Mancino, che in quello del terremoto, telefonate di Bertolaso, l'autorità contattata sia stata quella massima, il Colle, non possiamo non domandarci cosa si possono essere mai detti nel primo caso gli interlocutori, che tanto fa agitare, fino a far tuonare, il Ministro della Giustizia verso le intercettazioni confluite nell'indagine trattativa Stato Mafia.
Noi, anche per sfatare quanto detto ampiamente in questi giorni, non certo da nostri rappresentati, siamo convinti che le stragi di questo Paese possano essere uguali solo nel modus operandi, ovvero nell'utilizzo di tritolo a buon mercato, ma che quelle del 1993 nulla hanno a che fare nel movente con quelle degli anni 60-70-80: tempi in cui il movente politico, almeno a livello esecutivo, pare quello che prevaleva.
Infatti la strage di via dei Georgofili del 1993 ha avuto, secondo noi, un movente totalmente economico e i soldi non hanno colore, anzi, nel 1993 i soldi che potremmo chiamare "rossi" erano ormai ampiamente presenti sui tavoli dei grandi traffici a fianco di tanto altro denaro non del tutto trasparente.
Quindi, non resta da parte nostra, che ribadire il concetto di strage che nel 1993 non sta certo solo a destra, il cerino in mano purtroppo in via dei Georgofili lo avevano in molti e invocare quel sostegno alla magistratura terza che possa portare al più presto ad un processo per strage per chiunque, credendo di fare il "nostro bene", ha contribuito alla morte dei nostri figli, abbonando alla mafia il 41 bis, dopo di che sarà la legge nei suoi tre gradi di giudizio a fare giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1968  del 
07/08/2012
Ancora prese di posizione, ancora decisioni di provvedimenti disciplinari verso magistrati impegnati in prima linea come Messineo e Di Matteo procurat..... Apri
Ancora prese di posizione, ancora decisioni di provvedimenti disciplinari verso magistrati impegnati in prima linea come Messineo e Di Matteo procuratori a Palermo.
Anche per Gabriele Chelazzi, allora Vice Procuratore Nazionale Antimafia, fu messo in atto un provvedimento mentre indagava sui concorrenti esterni alla mafia per la strage di Via dei Georgofili.
Gabriele Chelazzi lavorava per il bene del Paese per accertare chi insieme a "cosa nostra" avesse attaccato lo stato, e si pensò bene di metterlo in difficoltà.
Ci schieriamo a fianco della Magistratura, messa in queste ore sotto pressione con motivazioni che fanno acqua da tutte le parti.
Si abbia il coraggio di ammettere a livello istituzionale che la verità sulle stragi del 1993 non si ha da dire e si smetta di vantarsi di volerla quella verità che fa paura a troppi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gerrgofili
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COMUNICATO
1969  del 
07/08/2012
Ancora prese di posizione, ancora decisioni di provvedimenti disciplinari verso magistrati impegnati in prima linea come Messineo e Di Matteo procurat..... Apri
Ancora prese di posizione, ancora decisioni di provvedimenti disciplinari verso magistrati impegnati in prima linea come Messineo e Di Matteo procuratori a Palermo.
Anche per Gabriele Chelazzi allora Vice Procuratore Nazionale Antimafia fu messo in atto un provvedimento mentre indagava sui concorrenti esterni alla mafia per la strage di Via dei Georgofili. Gabriele Chelazzi lavorava per il bene del Paese per accertare chi insieme a "cosa nostra" avesse attaccato lo stato, e si pensò bene di metterlo in difficoltà.
Ci schieriamo a fianco della Magistratura messa in queste ore sotto pressione con motivazioni che fanno acqua da tutte le parti.
Si abbia il coraggio di ammettere a livello istituzionale che la verità sulle stragi del 1993 non si ha da dire e si smetta di vantarsi di volerla quella verità che fa paura a troppi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gerrgofili
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COMUNICATO
1970  del 
08/08/2012
Il sistema migliore in Italia per buttare alle ortiche la verità sulle stragi sono sempre state le Commissioni parlamentari, insomma una sorta di tomb..... Apri
Il sistema migliore in Italia per buttare alle ortiche la verità sulle stragi sono sempre state le Commissioni parlamentari, insomma una sorta di tomba per mantenere i segreti più ignobili di questo Paese.
Quindi puntuale come un orologio svizzero ecco la richiesta per una Commissione Parlamentare per la trattativa Stato Mafia invocata da più parti, in ultima battuta da svariati rappresentanti del PDL.
Noi la Commissione sulla trattativa Stato mafia, non la vogliamo, possiamo confidare di avere voce in capitolo, visto che abbiamo perso i figli, i nostri di figli, per quella sorta di patto scellerato, oppure dobbiamo continuare a pensare che la politica tutta invoca la commissione parlamentare per far finire le indagini sulla trattativa Stato Mafia a vini e tarallucci fra una ventina di anni?
Vedano, Signori della Politica, siamo fermamente convinti che i nostri figli siano morti per salvare alcuni di Loro dalle mani della mafia "cosa nostra", questo a suon di ammorbidimenti di 41 bis e molto altro ancora.
Quindi come potremmo mai approvare una Commissione Parlamentare formata da soggetti così fortemente motivati a coprirla la verità sulla trattativa Stato Mafia altro che renderla nota?. Ma Lor Signori, hanno mai visto in un branco di animali, in cerca di sopravvivenza, un cane mangiare un altro cane"?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1971  del 
09/08/2012
E' abbastanza singolare che si strombazzino a dismisura notizie di visite in carcere ai mafiosi a 41 bis da parte dell'Euro Deputato Sonia A..... Apri
E' abbastanza singolare che si strombazzino a dismisura notizie di visite in carcere ai mafiosi a 41 bis da parte dell'Euro Deputato Sonia Alfano.
Nei 20 anni dalle stragi del 1993, i parlamentari sono sempre andarti a visitare i carcerati mafiosi a 41bis, e non certo solo per saper come stavano, ma sempre visite finalizzate a chiedere l'annullamento del 41 bis, cosa da noi sempre contestata.
Riteniamo che Sonia Alfano, consideri il 41 bis una misura restrittiva severa ma necessaria e quindi di volta in volta si rechi a visitare i mafiosi a carcere duro, esclusivamente per evitare che stiano male dal punto di vista del trattamento e possano quindi alla bisogna lamentarsi a torto, proprio nel tentativo di far annullare le misure restrittive che gli impediscono i contatti con l'esterno.
Non crediamo quindi che chiedere il pentimento a Bernardo Provenzano, sia un atto nefando mentre lo era sicuramente da parte di quei politici che incontrando Provenzano peroravano la sua causa di annullamento del carcere duro.
A chi giova quindi mettere oggi n cattiva luce, il fatto che si chieda ai mafiosi di pentirsi quasi fosse una vergogna chiederlo?
Temiamo che il problema sia sempre lo stesso aiutare a saltar fuori dal pantano quegli uomini di Stato che nel 1992 1993 trattarono con la mafia provocando la morte dei nostri figli. Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1972  del 
09/08/2012
L'associazione familiari delle vittime dei Georgofili: "Chiedere un pentimento non è reato"
09/08/2012 - 20:08

"Non .....
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L'associazione familiari delle vittime dei Georgofili: "Chiedere un pentimento non è reato"
09/08/2012 - 20:08

"Non crediamo che chiedere il pentimento a Bernardo Provenzano sia un atto nefando, mentre lo era sicuramente da parte di quei politici che, incontrando Provenzano, peroravano la sua causa di annullamento del carcere duro".

Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, riguardo le visite in carcere ai mafiosi a 41 bis. "A chi giova - aggiunge Maggiani Chelli - mettere oggi in cattiva luce il fatto che si chieda ai mafiosi di pentirsi, quasi fosse una vergogna chiederlo? Temiamo che il problema sia sempre lo stesso: aiutare a saltar fuori dal pantano quegli uomini di Stato che nel 1992-1993 trattarono con la mafia provocando la morte dei nostri cari".

"Riteniamo che Sonia Alfano consideri il 41 bis una misura restrittiva severa ma necessaria - conclude Maggiani Chelli - e quindi di volta in volta si rechi a visitare i mafiosi a carcere duro esclusivamente per evitare che stiano male dal punto di vista del trattamento e possano quindi, alla bisogna, lamentarsi a torto, proprio nel tentativo di far annullare le misure restrittive che gli impediscono i contatti con l'esterno".
Fonte: ANSA
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COMUNICATO
1973  del 
12/08/2012
In questi giorni, non abbiamo certo tralasciato di supportare i magistrati della procura di Palermo nella loro ricerca di verità sulla trattativa Stat..... Apri
In questi giorni, non abbiamo certo tralasciato di supportare i magistrati della procura di Palermo nella loro ricerca di verità sulla trattativa Stato-Mafia sancita dal Processo di Firenze per le stragi del 1993 a Tagliavia Francesco.
Così come abbiamo dato la nostra adesione alla raccolta di firme promossa dal quotidiano IL FATTO.it, affinchè si potesse capire fino in fondo cosa passasse nella testa dei cittadini italiani su episodi tanto drammatici che hanno insanguinato il Paese e che hanno determinato la morte dei nostri figli.
84 mila firme sono state una grande risposta, chi in questi ultimi tempi ha preso coscienza, sia pure anche in minima parte, di ciò che è avvenuto a Firenze il 27 Maggio 1993 all'1,04, ha firmato per cominciare ad avere insieme a tutti noi verità completa.
I processi di Firenze per le stragi del 1993, durati 6 anni dal 1996 al 2002 purtroppo non sono arrivati al cittadino comune, proprio a causa di una fitta rete di coperture atte a nascondere la tragedia di quella primavera estate 93-94, una stagione criminale che ha sconvolto l'intera vita del Paese e non solo la nostra.
Auspichiamo che chi deve non nasconda ora la testa sotto la sabbia davanti a tanta presa di coscienza civile, davanti a tante firme, ma soprattutto che coloro che in questi 20 anni hanno taciuto e oggi hanno invece firmato la petizione, non sia una "boutade" in previsione della prossima campagna elettorale, ma davvero una voglia civile di avere verità.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1974  del 
13/08/2012
L'ex Ministro Claudio Martelli, dopo 20 anni si è "pentito"?
Oggi dice a ruota libera ciò che si è guardato bene dal dire sia nel .....
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L'ex Ministro Claudio Martelli, dopo 20 anni si è "pentito"?
Oggi dice a ruota libera ciò che si è guardato bene dal dire sia nel 1993 nell'immediato della strage di via dei Georgofili e tanto meno per quello che ne sappiamo ai Magistrati di Firenze mentre indagavano sui concorrenti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993.
Le coscienze, si sa, rimordono e tutto può succedere ma noi siamo fortemente preoccupati per quelle esigenze opportunistiche che la politica e i suoi rappresentanti sono sempre pronti a sciorinare quando la posta in gioco per salvare il salvabile è molto alta.
La verità sulle stragi del 1993 è una cosa drammatica e chi in quegli anni governava il Paese deve oggi evitare esternazioni che fanno paventare giochi su più tavoli, ci stiamo infatti domandando come mai sono sempre quelli che sono morti ad essere i colpevoli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1975  del 
15/08/2012
Il purtroppo è d'obbligo rispetto alla puntuale risposta, sul Fatto quotidiano del 15 Agosto u.s., dell'ex Guardasigilli Martelli ai tempi d..... Apri
Il purtroppo è d'obbligo rispetto alla puntuale risposta, sul Fatto quotidiano del 15 Agosto u.s., dell'ex Guardasigilli Martelli ai tempi delle stragi che tanto da vicino riguardano tutti noi.
Purtroppo noi dobbiamo fidarci di tutti i "non sapevo, quello che sapevo ho detto, non ricordo, ecc.", la costante di tutte le esternazioni di questo ultimo anno, ovvero dal processo Tagliavia compreso, sui giornali e in televisione.
Così come per gli altri, la trattativa è solo presunta e invece per noi è certa, gli altri si difendono a suon di "non lo sapevo a tempo debito, nessuno me lo ha detto, l'ho letto solo oggi e ancora ecc. ecc", e noi dovremmo non solo prenderne atto ma credere ciecamente.
Gabriele Chelazzi il pm impegnato alla ricerca di quella verità che ben aveva intuito e i suoi dubbi ormai erano ragionevoli tanto da sentire tutti quanti gli attori di quel tragico film sul 41 bis, come Martelli, Conso, Capriotti, Ferraro, Mori ecc, fino all'11 Aprile 2003, 6 giorni prima di morire non ottenne ciò che si era prefisso è fin troppo evidente leggendo quei verbali di deposizione, perché noi quindi dovremmo credere oggi che tutti testimoniarono tutto ciò che sapevano? La fiducia è una cosa seria e noi 20 anni dopo non la diamo a nessuno, certo che aspettiamo una Cassazione che sancisca la trattativa definitivamente, ma in proposito noi non abbiamo dubbi e le autodifese per ora le rispediamo al mittente, il futuro ci dirà se avremmo avuto torto o ragione, 5 morti e 48 feriti noi ce li ricordiamo molto bene e lo abbiamo saputo subito il 27 maggio 1993 all'1.04 non un minuto dopo.
Inoltre, se l'ex Ministro Martelli lo sa solo ora quanto riguarda Scalfaro, e ora lo sappiamo tutti anche attraverso organismi importanti dello Stato, dove sta la necessità di focalizzare tutto sul Presidente Scalfaro? Dobbiamo forse intendere che è inutile che ci dibattiamo visto che tutti gli altri sarebbero innocenti?
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1977  del 
16/08/2012
1) La Legge 206 del 2004 per le "vittime del terrorismo e le stragi di tale matrice" prevede dietro presentazione di ricetta medica l'e..... Apri
1) La Legge 206 del 2004 per le "vittime del terrorismo e le stragi di tale matrice" prevede dietro presentazione di ricetta medica l'esenzione totale dai tickets sanitari.
2) Le vittime del terrorismo e della mafia, dopo gli attentati, sono spesso malati gravi per tutta la loro vita, e passano l'esistenza negli studi dei medici di base a far compilare ricette.

Due delucidazioni doverose per far capire come stiamo vivendo in queste ore quel decreto canaglia che a breve entrerà in vigore per sanare i conti pubblici.
Infatti il Governo pare abbia deciso di far in modo che i malati siano curati con la minor spesa possibile, usando farmaci così detti "equivalenti" sempre e comunque.
I così detti farmaci "equivalenti", a parte la qualità sulla quale non discutiamo, per alcuni soggetti sembra possano sviluppare tossicità in più a causa di eccipienti diversi.
Ora sarà mai possibile che si possa ricorrere a risparmiare sulla spesa pubblica sacrificando ancora una volta la qualità di vita di chi ha già pagato un prezzo altissimo per le scandalose ruberie dell'intera classe politica?
Siamo disgustati dalla piega che stanno prendendo i tagli alla spesa pubblica; da parte nostra, come sempre collaborativi, suggeriamo di controllare infiltrazioni mafiose nella gestione della sanità come già si è ben visto essere avvenuto in passato anche ai tempi delle stragi.
Suggeriamo di recuperare dalle mani delle mafie il denaro sufficiente a sanare i conti pubblici e non, ancora una volta, far pagare chi si è visto togliere una vita sana dalla mattina alla sera come è successo alle vittime della strage di Via dei Georgofili: le vittime del 41 bis salvaguardato alla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1978  del 
17/08/2012
Potremmo banalmente replicare all'articolo di tal Sansonetti, apparso on line il 14 agosto u.s., che comprendiamo benissimo un probabile colpo di..... Apri
Potremmo banalmente replicare all'articolo di tal Sansonetti, apparso on line il 14 agosto u.s., che comprendiamo benissimo un probabile colpo di calore; del resto è l'estate dei personaggi chiave dei gironi dell'inferno.
Ma come sempre noi abbiamo un dovere sacrosanto: quello di pensare ai nostri figli che sono morti sotto il tritolo stragista del 27 Maggio 1993, la strage di via dei Georgofili, messa in atto da cosa nostra per imporre allo Stato l'annullamento del 41 bis, quindi la strage perpetrata in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis.
Strage, quella del 27 Maggio 1993, senza giustizia completa proprio perché manca tra le altre cose che sia stabilito in un processo perché uomini delle istituzioni abbiano pensato di trattare con la mafia cosa nostra a suon di annullamenti di 41 bis.
Il tal Signor Sansonetti afferma che la trattativa ci fu, e questo lo diciamo anche noi, ma che fu insomma una benedizione perché avrebbe salvato centinaia di persone.
Ebbene, a parte consigliare al Signor Sansonetti se sa qualcosa di più di andarlo a dire alla Magistratura di Firenze, a noi risulta per ora che di politici la trattativa, eventualmente, ne salvò solo sette e di sicuro ci risulta che quella trattativa con ogni probabilità di persone ne ha lasciate invece uccidere 5 in Via dei Georgofili a Firenze e 5 in via Palestro a Milano, e per giunta persone del tutto innocenti.
Ora, pur considerando che la libertà d'espressione è un sacrosanto diritto, ci permettiamo comunque di dire al Signor Sansonetti che a tutto c'è un limite come alla presunzione di sputare sentenze.
Inoltre, in una raccolta di firme da parte di un giornale affinché i cittadini chiedano la verità completa sulle stragi del 1993, noi non vediamo nessuna eversione, mentre l'eversione è sicuramente sancita nella sentenza di Cassazione del 2002 per le stragi del 1993, giusto quelle stragi messe in atto da cosa nostra mentre ricattava uomini dello Stato per far abolire il 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1979  del 
19/08/2012
Abbiamo passato 18 anni nel silenzio più totale come se la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 non ci fosse mai stata, come se l'unic..... Apri
Abbiamo passato 18 anni nel silenzio più totale come se la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 non ci fosse mai stata, come se l'unica responsabile fosse stata "Cosa nostra fine a se stessa.
Il 19^ anno durante il processo Tagliavia, ennesimo mafioso coinvolto nelle stragi del 1993, ha preso forma un mostro, quella trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis già menzionata da Giovanni Brusca nei processi che sono arrivati in Cassazione nel 2002.
Nel frattempo la procura di Palermo, preposta dalla Procura Nazionale Antimafia, ad indagare sulla probabile trattativa, ha messo a punto un processo proprio sulla trattativa Stato Mafia a suon di 41 bis, oggi assistiamo attraverso le più alte cariche dello Stato in ultimo il Capo del Governo a continui interventi trasversali che onestamente non comprendiamo.
Inoltre sono entrate in campo le voci più autorevoli, come oggi quella del Procuratore Vigna dalle pagine del Corriere, a dire ognuna la sua, ovvero in modo congeniale al loro operato di questi 20 anni.
Ma non sarebbe stato meglio se l'ex Senatore Mancino non avesse mai disturbato il Presidente della Repubblica per questioni giudiziarie e oggi non fosse costretto ad intervenire in proposito un organismo come la Consulta e anche il Capo di un Governo Tecnico?
Lamentiamo tutto quanto sopra, perché abbiamo la netta sensazione che i nostri morti e i nostri feriti siano i convitati di pietra di quella trattativa Stato Mafia, non coloro che hanno pagato il prezzo più alto e quindi i personaggi più importanti di quella tragica storia del Maggio 1993 da tenere quindi in alta considerazione nelle loro di esigenze.
Serve un processo penale chiarificatore sul perché hanno dovuto morire i nostri figli, ovvero se le loro sono state morti congeniali a grandi sporchi interessi magari statali o a che cosa, quindi tutti questi autorevoli interventi non fanno altro che dare colpi bassi a quella ricerca di verità che nessuno può negarci qualunque carica si ricopra.
Lo ripeteremo fino alla nausea: sono i nostri di figli che sono morti non i figli di quanti saltano su per partito preso in difesa di ciò che non è difendibile in alcun modo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1980  del 
20/08/2012
Perché quando i cittadini prendono coscienza di essere stati traditi, offesi e massacrati e chiedono giustizia vengono tacitati di populismo, come ha ..... Apri
Perché quando i cittadini prendono coscienza di essere stati traditi, offesi e massacrati e chiedono giustizia vengono tacitati di populismo, come ha fatto oggi Luciano Violante?
Anche noi del resto cerchiamo verità per la trattativa Stato mafia.
Cosa ci sarà mai di populista a pretendere di sapere perché uomini dello Stato sono venuti a patti con "cosa nostra" nel 1993, abolendo il 41 bis a troppi mafiosi e la mafia alzando il tiro ha ucciso degli innocenti bambini e ragazzi?
Per 18 anni a parte i processi di Firenze per le stragi del 1993, peraltro poco divulgati, ma già strapieni della parola "trattativa" a seguito delle deposizioni di Brusca Giovanni, ci hanno preso in giro sulla verità completa per il massacro di Firenze del 27 Maggio 1993 e oggi saremmo dei populisti?
Tacciano le Sibille di turno e lascino fare alla Magistratura il proprio lavoro sia a Palermo, come a Firenze e come a Caltanissetta.
Quella terribile verità fatta di mafia "cosa nostra" ma anche di uomini della politica e uomini delle istituzioni deve ormai uscire nei processi penali altrimenti i nostri morti non riposeranno mai in pace.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1981  del 
22/08/2012
Dal settimanale IL MONDO

Roma, 22 ago. "C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uom.....
Apri
Dal settimanale IL MONDO

Roma, 22 ago. "C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uomini delle istituzioni abbiano avuto una qualche responsabilità penale per la morte dei nostri figli durante la trattativa Stato Mafia". E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

"Di ora in ora invece, con grande maestria, - aggiunge - il problema giudiziario, attraverso stampa e media, lo si è gettato in politica spostando così l'attenzione dai morti di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a falsi problemi che sviano l'opinione pubblica".

"Buona parte dei cittadini, attraverso una raccolta di firme atte a chiedere verità si è ampiamente sensibilizzata al reale problema: la mancanza di giustizia per i morti delle stragi del 1993. Oggi invece ciò che appare attraverso i media, enormemente dilatato, è il caso delle massime cariche dello Stato, le quali hanno un solo obbligo quello di supportare la magistratura in nome di quei morti che sempre hanno detto di voler dare loro giustizia".
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COMUNICATO
1982  del 
22/08/2012
C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uomini delle istituzioni abbiano avuto una qualche responsabilità penal..... Apri
C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uomini delle istituzioni abbiano avuto una qualche responsabilità penale per la morte dei nostri figli durante la trattativa Stato Mafia.
Di ora in ora, invece, con grande maestria, il problema giudiziario, attraverso stampa e media, lo si è gettato in politica spostando così l'attenzione dai morti di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a falsi problemi che sviano l'opinione pubblica.
Infatti buona parte dei cittadini, attraverso una raccolta di firme atte a chiedere verità si è ampiamente sensibilizzata al reale problema: la mancanza di giustizia per i morti delle stragi del 1993.
Oggi invece ciò che appare attraverso i media, enormemente dilatato, è il caso delle massime cariche dello Stato, le quali hanno un solo obbligo quello di supportare la Magistratura in nome di quei morti che sempre hanno detto di voler dare loro giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
1983  del 
22/08/2012
Roma, 22 ago. (TMNews) - "C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uomini delle istituzioni abbiano avuto u..... Apri
Roma, 22 ago. (TMNews) - "C'è un problema tutto giudiziario in questo Paese: quello di stabilire se uomini delle istituzioni abbiano avuto una qualche responsabilità penale per la morte dei nostri figli durante la trattativa Stato Mafia". E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
"Di ora in ora invece, con grande maestria, - aggiunge - il problema giudiziario, attraverso stampa e media, lo si è gettato in politica spostando così l'attenzione dai morti di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 a falsi problemi che sviano l'opinione pubblica".
"Buona parte dei cittadini, attraverso una raccolta di firme atte a chiedere verità si è ampiamente sensibilizzata al reale problema: la mancanza di giustizia per i morti delle stragi del 1993. Oggi invece ciò che appare attraverso i media, enormemente dilatato, è il caso delle massime cariche dello Stato, le quali hanno un solo obbligo quello di supportare la magistratura in nome di quei morti che sempre hanno detto di voler dare loro giustizia".
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LETTERA
1984  del 
24/08/2012
Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro,

Sono stata per un periodo la segretaria di direzione dell'Ing. Sergio Ricci, ed è vero lo confermo, .....
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Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro,

Sono stata per un periodo la segretaria di direzione dell'Ing. Sergio Ricci, ed è vero lo confermo, i politici si fermavano davanti alla sua porta.
Io vidi l'ultima volta 'Ing. Sergio Ricci alla fine del 1985, era Natale andai a salutarlo per gli auguri durante il periodo di maternità del mio ultimo figlio, in quella occasione disse: špremono i politici vogliono vendere le armi in un modo diverso, se faranno così, io me ne andrò alla mia isola del Giglio".
L'ing. Ricci morirà la primavera successiva, maggio 1986 e i politici entrarono eccome nei consigli di amministrazione, credo proprio perché quelli come lui vennero meno.
L'Ing Guarguaglini venne più tardi alla OTO Melara e i giochi con la politica che premeva erano tutti in ballo da troppo tempo ormai, qualcuno a quel tempo ebbe anche a dire : abbiamo dovuto occuparci anche di armi, perché bisogna dare la paga agli operai!
E il soggetto in questione era tutto di sinistra alla Spezia.
Nominare oggi l'Ing. Ricci quasi a darsi un attestato di assoluta innocenza, da parte di chi ha preso in mano le redini dell'armiero dopo la morte di uomini come Sergio Ricci, cozza un po' almeno con la questione morale a nostro vedere.
Si ha l'impressione che la buttino sul classico " così fan tutte", come del resto fecero nell'inchiesta spezzina del 1996 .
Vogliono tutti saltarci fuori ancora una volta senza responsabilità alcuna, ma noi abbiamo visto i figli morire nel peggiore dei modi e il ragionevole dubbio che siano morti perché le tangenti le prendevano tutti e la politica entrò nell'armiero è veramente grande .
Invochiamo i processi, i processi penali o non sapremo mai la verità!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1985  del 
24/08/2012
Gentilissimo Dr. Padellaro

un colpo al cerchio e uno alla botte, l'articolo di Ezio Mauro oggi su Repubblica.
La verità sulla trattativa .....
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Gentilissimo Dr. Padellaro

un colpo al cerchio e uno alla botte, l'articolo di Ezio Mauro oggi su Repubblica.
La verità sulla trattativa Stato Mafia dopo 20 anni è indispensabile, afferma il direttore del massimo quotidiano in Italia, ma intanto dice che gli altri quelli che parlano del problema Quirinale /Mancino creano confusione.
In questo editoriale apparso oggi su Repubblica, una cosa sola è stata bene detta: Mancino ha una possibilità di accesso al Quirinale che altri cittadini non hanno.
Il 1996 fu un anno terribile per noi, il 12 giugno era iniziato il processo a Firenze per le stragi del 1993, il 12 Novembre iniziò il processo, ci siamo fatti in quattro perché su "Repubblica" come su altri giornali il processo prendesse forma, ma di parola trattativa neppure l'ombra eppure Brusca Giovanni ne parlava già.
C'è stata invece una bicamerale a livello politico e di quella se ne parlò moltissimo anche su Repubblica, per osannare un governo "ribaltone" invece di andare alle urne e questo per la verità sulla trattativa Stato Mafia fin da subito fu determinante e l'esimio Eugenio Scalfari lo sa benissimo .
Noi non ci siamo tanto domandati cosa ne pensasse Ezio Mauro della vicenda trattativa in tutti questi giorni portata avanti da Eugenio Scalari, ma dove fosse finito Ezio Mauro, oggi lo abbiamo letto, ma non ci ha convinto.
Non è una questione di chi ha torto o di chi ha ragione, il problema è che rivolgersi ad un organismo come la Consulta per derimere ciò che un cittadino ha potuto fare e altri no, non mette tutti sullo stesso piano davanti alla Costituzione.

Noi temiamo inoltre che la Magistratura non possa non risentire in termini di soggezione di ciò che sta avvenendo , il Magistrato Gabriele Chelazzi, diceva: - in un processo penale per strage noi possiamo gettare le fondamenta, possiamo mettere solide mura, ma il tetto no, non lo può fare la Magistratura non ne ha la forza, il tetto solo da molto in alto possono dare il via a metterlo-.
In questo momento abbiamo l'impressione più che mai che quel tetto non lo si voglia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1986  del 
26/08/2012
Se mai ce ne fosse stato bisogno, puntuale arriva dalle pagine del "Il Fatto quotidiano" il "Renzi pensiero" sulla trattativa Stat..... Apri
Se mai ce ne fosse stato bisogno, puntuale arriva dalle pagine del "Il Fatto quotidiano" il "Renzi pensiero" sulla trattativa Stato mafia, in questo caso specifico un giornalista ha cercato di interpellarlo e capire come la pensasse sull'eventuale costituzione di parte civile da parte del Governo.
"Rivolgetevi all'ufficio stampa: sono allo stadio, sto guardando la partita c'è la fiorentina". Non abbiamo mai avuto dubbi che per il primo cittadino di Firenze fosse più importante la Fiorentina, senza nulla togliere alla squadra viola, piuttosto che la strage di via dei Georgofili.
Siamo sempre stati snobbati alla grande dal Sindaco Renzi che in ogni occasione, anche le più importanti, dalla sua nomina a sindaco della città, ha sempre delegato la fascia tricolore ad altri del suo staff.
Solo all'1.04 di ogni 27 Maggio si è fatto vivo nel corteo laico che da Piazza Signoria va a Via dei Georgofili, cavalcando il momento che più ricorda le vittime per poterle opportunisticamente utilizzare a suo uso e consumo.
Infatti il 27 Maggio scorso ha trasformato la processione laica in religiosa portando con sé il Vescovo di Firenze, senza curarsi di dove fossero i parenti delle vittime, relegati in mezzo alla folla e non di certo davanti alla lapide che ricorda i nostri morti insieme al Sindaco della città e perché no, anche con il Vescovo di Firenze visto che le Alte Gerarchie della chiesa per la prima volta hanno preso coscienza di che cosa sia stato il massacro di via dei Georgofili.
Diciamo quindi con grande serenità a Matteo Renzi che siamo indignati davanti al suo comportamento, perché la strage di via dei Georgofili c'è stata, che gli piaccia o no, anche se lui era troppo giovane per capire la gravità della cosa e diventando Sindaco di Firenze non si è dato di certo la pena di ragionare sulla trattativa Stato Mafia che ha causato i nostri morti e i nostri feriti invalidi.
Quindi si goda pure la partita della Fiorentina il giovane Sindaco, ci mancherebbe altro, ma senza troppa arroganza dettata dall'ignoranza dei fatti.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1987  del 
28/08/2012
L'intervento del Garante della privacy a garanzia delle persone coinvolte nei delitti di mafia, in termini di riunificazione del Fondo 512 e del ..... Apri
L'intervento del Garante della privacy a garanzia delle persone coinvolte nei delitti di mafia, in termini di riunificazione del Fondo 512 e del Fondo dell'usura ovvero vittime di mafia, non può che essere ben accetto.
Anche se dobbiamo dire che la tanto invocata omogeneità nella riunificazione dei due Fondi non è da noi ben vista per gli ovvi motivi.
Innanzitutto crediamo nell'importanza del Fondo 512 legge del 1999 così come a suo tempo fu istituita.
Abbiamo poi sempre dovuto combattere con il Fondo 512 in termini di risarcimenti, mai espletati immediatamente come le sentenze vogliono, ma con margini temporali biblici, questo almeno per le vittime di via dei Georgofili, come del resto è ancora a tutt'oggi.

«L'Autorità, dando parere favorevole alla riunificazione dei Fondi ha chiesto che siano a questo punto previste adeguate forme di tracciabilità degli accessi agli archivi dove sono conservati i dati personali, al fine di evitare possibili consultazioni abusive.
L'accesso dovrà essere comunque consentito esclusivamente ai soggetti effettivamente incaricati di compiti per i quali la consultazione dei dati sia indispensabile.
Le particolari cautele indicate contribuiranno a proteggere con maggiore efficacia non solo la privacy ma anche l'incolumità e la sicurezza delle vittime di tali delitti».

Ed è a questo punto che noi domandiamo: ma fino ad oggi, senza l'intervento del Garante della Privacy in sede di riunificazione del due Fondi 512 e usura, che cosa è successo intorno a dati più che personali?
Ovvero chiediamo:
i nostri dati di tipo sanitario, come le conseguenti lesioni subite in seguito al comportamento violento della mafia nei nostri confronti, confluiti inevitabilmente presso il Ministero dell'Interno, perché allegati alle nostre domande di accesso al Fondo 512, fino al 22 Agosto 2012 come sono stati trattati?
E ancora domandiamo:
fino ad oggi, prima di una regolamentazione severa, chi eventualmente ha avuto accesso a dati più che sensibili? E se ciò è avvenuto, perché? Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1988  del 
30/08/2012
Eravamo a Pontremoli ieri sera ad ascoltare il procuratore Antonio Ingroia, presenti il Direttore Belpietro e altri giornalisti.
Il Direttore Bel.....
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Eravamo a Pontremoli ieri sera ad ascoltare il procuratore Antonio Ingroia, presenti il Direttore Belpietro e altri giornalisti.
Il Direttore Belpietro ha annunciato l'uscita delle intercettazioni sul caso Napolitano Mancino sul settimanale Panorama.
La parola trattativa e la fuga di notizie relativa alla stessa, era di botta in quel contesto.
Il Procuratore Ingroia ha asserito: non è stata la procura di Palermo a favorire la fuga di notizie.
Se le frasi riportate da Panorama risulteranno vere, solo le indagini che auspichiamo siano aperte a breve proveranno se c'è stata fuga di notizie e da parte di chi; noi però non abbiamo dubbi su chi ha voluto tutto ciò.
Ovvero la fuga di notizie l'hanno voluta gli stragisti che hanno paura di una incriminazione per concorrenza nella strage nei mesi a venire.
La strada della fuga di notizie non porta alla verità sulla trattativa Stato Mafia, anzi più che mai in queste ore si invocherà quella inutile "Commissione d'inchiesta parlamentare" ampiamente già invocata dal palco di Pontremoli, quasi ad esorcizzare il processo che il 29 Ottobre 2012 vedrà il suo avvio a Palermo e nel qual processo noi cerchiamo gli spazi per costituirci parte civile.
Il Direttore Belpietro ha infatti invocato la "Commissione parlamentare d'inchiesta", al posto del processo penale per gli uomini dello Stato, quasi a voler scongiurare per sempre processi per chiunque abbia avuto incarichi istituzionali e non si sia comportato bene.
Continua così a ricorrere costantemente il nostro pensiero perché se è vero che uomini delle istituzioni di quel 1993 hanno passato soggetti mafiosi, rei di crimini orrendi, da "41 bis" a carcere normale, (e vanno processati per le loro responsabilità penali se ve ne saranno) è altrettanto vero che in quel Maggio 1993 qualcun altro è saltato sul carro in corsa della "trattativa a suon di 41 bis".
Infatti il 27 Maggio 1993 ha avuto un proseguo quel "do ut des" con la mafia, sancito dalla sentenza Francesco Tagliavia, messo in atto in un primo momento per fermare le stragi.
Non c'è verso: qualcuno in questo Paese ha promesso, per gli anni a venire dopo le stragi del 1993, di eliminare il 41 bis e per troppi mafiosi è stato fatto, proprio a causa di una legge che in apparenza inaspriva il carcere duro ma di fatto attraverso i Tribunali di sorveglianza è stato ammorbidito.
Come del resto fu per Lo Nigro Cosimo, stragista a Firenze, che a suo tempo potè uscire temporaneamente da carcere duro e tanti altri ancora.
Le indagini sulle eventuali fughe di notizie sulle intercettazioni Napolitano/Mancino dovranno quindi velocemente stabilire CHI in questo Paese ha tutto l'interesse in queste ore di grande caos politico e istituzionale di sbattere sui giornali notizie che vanno secondo la legge custodite fino a tempo debito e noi temiamo (lo ripetiamo) siano gli AUTORI della strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Goiovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1989  del 
30/08/2012
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/30/associazione-vittime-georgofili-fuga-di-notizie-l'hanno-voluta-stragisti/338464/
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/30/associazione-vittime-georgofili-fuga-di-notizie-l'hanno-voluta-stragisti/338464/

Associazione vittime Georgofili: "La fuga di notizie l'hanno voluta gli stragisti"
Il settimanale Famiglia Cristiana: "Lo scoop di Panorama avrà come conseguenza politica quella di favorire chi vuole abrogare lo strumento delle intercettazioni. L'effetto tellurico sarà probabilmente enorme sul piano politico. Indipendentemente da quel che è avvenuto dall'inchiesta giornalistica e dagli eventuali illeciti commessi (se ce ne sono), noi preferiamo occuparci del 'cui prodest'"

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 30 agosto 2012

"La fuga di notizie l'hanno voluta gli stragisti che hanno paura di una incriminazione per concorrenza nella strage, nei mesi a venire".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli."Le indagini sulle eventuali fughe di notizie sulle intercettazioni Napolitano/Mancino dovranno velocemente stabilire chi in questo Paese ha tutto l'interesse, in queste ore di grande caos politico e istituzionale, a sbattere sui giornali notizie che vanno, secondo la legge, custodite fino a tempo debito. Noi, lo ripetiamo, temiamo siano gli autori della strage di via dei Georgofili".
[..]
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COMUNICATO
1990  del 
31/08/2012
Convinti come siamo che in questo Paese ci sia chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani di "cosa nostra" per far fermare le stra..... Apri
Convinti come siamo che in questo Paese ci sia chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani di "cosa nostra" per far fermare le stragi nel 1992 , operazione peraltro non riuscita, visto il massacro di via dei Georgofili datato 27 Maggio 1993, vediamo molto male questa processione di politici, i quali dopo aver taciuto e negato per 20 anni, corrono in processione al Colle solo per salvare se stessi.
Il Presidente della Repubblica ha fatto ciò che doveva: ora, nel bene o nel male, sarà la Consulta a doversi pronunciare il 19 settembre p.v, organismo peraltro incalzato in questi giorni dalle penne più illustri al servizio di questo o quel gruppo politico.
Comunque certi che tutto ciò non avrebbe mai dovuto succedere, perché nessun ex Ministro del 1993 avrebbe dovuto permettersi di mettere in difficoltà il Presidente della Repubblica di oggi, telefonando per chiedere aiuto nei confronti dei Magistrati di Palermo che indagavano sulla trattativa Stato Mafia, chiediamo alla politica di fare un passo indietro.
Chiediamo a tutti quanti i politici di tacere come hanno sempre fatto sulle stragi del 1993 e attendere il giudizio della Consulta, ormai inevitabile, perché i nostri figli morti e feriti hanno bisogno di giustizia in Tribunale, quella giustizia che i partiti gli hanno negato per ben 20 anni, remando contro la Magistratura che indagava e raccontando a Gabriele Chelazzi solo mezze verità, se non addirittura falsità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1991  del 
31/08/2012
Palermo, 31 ago. - (Adnkronos) - "Convinti come siamo che in questo Paese ci sia chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani di Cosa nos..... Apri
Palermo, 31 ago. - (Adnkronos) - "Convinti come siamo che in questo Paese ci sia chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani di Cosa nostra per far fermare le stragi nel 1992, operazione peraltro non riuscita, visto il massacro di via dei Georgofili datato 27 Maggio 1993, vediamo molto male questa processione di politici, i quali dopo aver taciuto e negato per 20 anni, corrono in processione al Colle solo per salvare se stessi". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili. "Il Presidente della Repubblica ha fatto cio' che doveva, ora nel bene o nel male sara' la Consulta a doversi pronunciare il 19 settembre organismo peraltro incalzato in questi giorni dalle penne piu' illustri al servizio di questo o quel gruppo politico - scrive - Comunque certi che tutto cio' non avrebbe mai dovuto succedere, perche' nessun ex Ministro del 1993 avrebbe dovuto permettersi di mettere in difficolta' il Presidente della Repubblica di oggi, telefonando per chiedere aiuto nei confronti dei Magistrati di Palermo che indagavano sulla trattativa Stato Mafia, chiediamo alla politica di fare un passo indietro". "Chiediamo a tutti quanti i politici, di tacere come hanno sempre fatto sulle stragi del 1993 e attendere il giudizio della Consulta ormai inevitabile, perche' i nostri figli morti e feriti hanno bisogno di giustizia in Tribunale, quella giustizia che i partiti gli hanno negato per ben 20 anni, remando contro la Magistratura che indagava e raccontando a Gabriele Chelazzi solo mezze verita', se non addirittura falsita'".
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COMUNICATO
1992  del 
01/09/2012
Le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso: "la mafia tenta di destabilizzare ci danno ragione nel nostro continuo tentativo di ..... Apri
Le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso: "la mafia tenta di destabilizzare ci danno ragione nel nostro continuo tentativo di inserirci nel dibattito in corso sulla trattativa Stato Mafia, il quale naturalmente però noi vorremmo più costruttivo e finalizzato alla sostanziale ricerca della verità dentro i Tribunali dello Stato.
Del resto, siamo i primi sulla lista ad aver pagato un prezzo altissimo nel 1993, quindi non possiamo tacere e considerando che la mafia, che tenta di destabilizzare agendo contro la Magistratura di Palermo e le più alte cariche dello Stato, è annidata, indossando colletti bianchi, nei meandri della politica e quindi nel palazzo, non si può sottovalutare la presenza ingombrante sul territorio di uomini come Matteo Messina Denaro: un sanguinario sempre pronto a far saltare in aria qualcosa all'occorrenza, come fece a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Inoltre, per noi è evidente che la mafia, quella fatta di "menti raffinatissime, tenta di spostare l'attenzione altrove: infatti nessuno si ricorda più in queste ore, dell'esigenza di cercare di stabilire attraverso il processo di Palermo per trattativa Stato mafia, quali siano state le reali responsabilità di politici, con incarichi istituzionali, che al tempo delle stragi del 1993 temevano di essere uccisi dalla mafia e chiesero quell'ausilio che ha poi provocato i morti di via dei Georgofili.
Infatti secondo noi è nel tentativo di salvare la pelle a uomini potenti della politica e delle istituzioni che i nostri figli hanno dovuto morire.
Chiediamo quindi grande attenzione a quanti preposti alla salvaguardia dei cittadini nel Paese, perché non vogliamo in assoluto che ad altri sia riservato quello che è toccato a noi e che oggi ancora paghiamo nell'indifferenza totale di istituzioni e politica quasi fossimo un oggetto ingombrante da gettare via.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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COMUNICATO
1993  del 
02/09/2012
Solidarietà piena e incondizionata al PNA Grasso: l'attacco del Capogruppo Fabrizio Cicchitto non ci piace.
Ricordiamo benissimo la famosa e.....
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Solidarietà piena e incondizionata al PNA Grasso: l'attacco del Capogruppo Fabrizio Cicchitto non ci piace.
Ricordiamo benissimo la famosa espressione del Giudice Soresina nel 1996 :"Oddio, la mente tanto rozza di Riina non può da sola aver ideato tutto ciò ".
Infatti di menti raffinatissime si parlò anche rispetto alle orribili stragi del 1993, a quella di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
E' chiaro che la Magistratura nel corso di questi 20 anni abbia maturato il più che "ragionevole dubbio" che il tritolo del 1993 non fosse stato voluto solo da "cosa nostra".
Da anni andiamo ripetendo che Giuseppe Ferro, Capo Mandamento di Alcamo, colui che per ultimo ebbe in mano l'organizzazione delle stragi del 1993 su input di Gioachino Calabrò, già nei processi di Firenze parlò di ALTRI oltre la mafia quali menti dirompenti per il tritolo di via dei Georgofili.
Del resto noi crediamo che la strage di via dei Georgofili sia stato il momento clou quando "ALTRI" per "altri motivi" "saltano sul carro in corsa" della trattativa, atta a eliminare il 41 bis.
"A noi della mafia quelle stragi non interessavano" ebbe ancora a precisare Ferro Giuseppe nei processi di Firenze, infatti, non v'è dubbio da parte nostra, oltre a "cosa nostra" quei massacri interessavano a "menti raffinatissime".
Noi crediamo fortemente alle menti raffinatissime, conoscitrici di arte in Italia, lo abbiamo ampiamente sempre dimostrato con le arringhe dei nostri avvocati e in ultima battuta nel processo Tagliavia.
Basta, quindi: invece di inveire contro la Magistratura e il PNA, invocare un processo per strage a Firenze, come già si sarebbe dovuto fare nel 1998, ma il nostro tragico sospetto è che la politica con attacchi continui faccia scudo affinché ciò non avvenga mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1995  del 
03/09/2012
"Insisto sul fatto che non è concepibile che il Presidente della Repubblica possa essere intercettato".
Queste, se vere, le non chiare pa.....
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"Insisto sul fatto che non è concepibile che il Presidente della Repubblica possa essere intercettato".
Queste, se vere, le non chiare parole del Ministro dell'Interno riportate oggi dal quotidiano "La Repubblica".
Ovvero, cosa vuol dire il Ministro dell'Interno: che il Presidente della Repubblica è stato messo sotto intercettazione dalla Magistratura di Palermo nella ormai certa trattativa Stato mafia?
A noi non risulta che ciò sia stato provato ma possiamo sbagliarci.
Però se non ci sbagliamo allora vuol dire che ad essere intercettato durante le indagini sulla ormai certa trattativa Stato mafia è stato l'ex Ministro dell'Interno Mancino, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio anche se non per l'accusa di trattativa.
Quindi, se l'ex Ministro Mancino ha potuto solo pensare di disturbare il Presidente della Repubblica per chiedergli aiuto davanti alla legge, quale responsabilità può avere la procura di Palermo nell'aver ascoltato la voce del Presidente della Repubblica?
Lo scandalo, per noi che abbiamo bisogno assoluto di giustizia davanti ai nostri morti e ai nostri feriti, sia pure in un processo per una trattativa Stato mafia, ormai certa, e non per strage, come abbiamo sempre chiesto, non sta tanto nel fatto che la voce del Presidente della Repubblica sia stata ascoltata da Magistrati che hanno indagato proprio per darci quella giustizia quanto nel fatto che un ex Ministro della Repubblica abbia potuto telefonare al Capo dello Stato sia pure per cercare un semplice conforto per una cosa gravissima: una indagine che implicava anche la morte di innocenti.
Aspettiamo con ansia la decisione della Consulta sulla diatriba riguardo alle intercettazioni che hanno coinvolto il Colle ma non per i motivi che animano lo scontro in questi giorni, bensì perché il processo sulla ormai certa trattativa Stato Mafia, è quanto ci resta per capire per quale motivo uomini del Governo del 1993 si siano mossi per passare mafiosi da 41 bis a carcere normale e se c'è un nesso fra la morte dei nostri figli e ciò che avveniva in quel momento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1996  del 
08/09/2012
Abbiamo sempre disdegnato le Commissioni Parlamentari sulle stragi e non lo abbiamo mai nascosto.
Oggi però davanti al fatto che il Presidente Pi.....
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Abbiamo sempre disdegnato le Commissioni Parlamentari sulle stragi e non lo abbiamo mai nascosto.
Oggi però davanti al fatto che il Presidente Pisanu potrebbe sentire nei prossimi giorni dei collaboratori di giustizia quali Giovanni Brusca e Gaspare Spatuzza, ricorriamo volentieri anche noi alla Commissione Parlamentare.
Non importa ascoltare il collaboratore Gaspare Spatuzza, visto che già ampiamente è stato sentito nel processo Tagliavia, e siamo appena alla sentenza di primo grado, e molto avrà ancora da dire nei prossimi gradi di giudizio.
Bensì la Commissione presieduta da Giuseppe Pisanu dovrebbe ascoltare Giovanni Brusca e chiedergli una buona volta di affrontare un confronto con Giuseppe Monticciolo per capire se dopo la collocazione del così detto "proiettile di Boboli nel giardino fiorentino o dopo la strage del 27 Maggio 1993 Brusca sia stato o meno accompagnato, in auto, da Monticciolo stesso in un qualsiasi posto in Italia, a casa di qualcuno per esempio.
La Magistratura di nessuna Procura lo ha mai chiesto sia a Giovanni Brusca che a Giuseppe Monticciolo in un pubblico dibattimento e il dato a noi manca, pesando fortemente sulla nostra fame e sete di giustizia completa.
Ossia su Giovanni Brusca e i suoi viaggi in auto provi ad arrivare per prima la Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle stragi del 1993, come fu per la trattativa Stato mafia, perché, in fatto di "concorrenti nelle stragi terroristiche eversive del 1993, la Magistratura in questo Paese a torto o a ragione forse limiti ne ha davvero.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1997  del 
10/09/2012
La strage del 27 Maggio 1993 è molto più di un ragionevole dubbio sia stata il prezzo pagato dai nostri figli affinché uomini politici minacciati dall..... Apri
La strage del 27 Maggio 1993 è molto più di un ragionevole dubbio sia stata il prezzo pagato dai nostri figli affinché uomini politici minacciati dalla mafia non morissero.
Lo Stato in sede di trattativa con cosa nostra a suon di passaggi da 41 bis a carcere normale , ha lasciato intendere alla mafia che si "erano fatti sotto " e la mafia noi crediamo abbia ucciso i nostri figli per alzare il tiro.
Quindi non crediamo affatto che il PM Ingroia abbia "bestemmiato chiedendo ai cittadini di cambiare questa classe politica che non ha versato una sola lacrima sincera per bambini e ragazzi ammazzati al posto di uomini politici.
Possibile che ogni giorno ci sia un buon motivo per farci pensare che la verità sulle stragi del 1993 non la voglia nessuno?
L'ANM avrà le sue buone ragioni a rimproverare il PM Ingroia, ma noi di certo abbiamo le nostre di ragioni per volere la verità ad ogni costo, anche cambiando questa classe politica che vuole gettare la verità sulle stragi del 1993 alle ortiche, perché troppo compromettente per tutti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1998  del 
12/09/2012
A promemoria riportiamo quanto l'ex Guardasigilli Claudio Martelli il 15 agosto 2012, dalle pagine del quotidiano "Il Fatto", ebbe a ri..... Apri
A promemoria riportiamo quanto l'ex Guardasigilli Claudio Martelli il 15 agosto 2012, dalle pagine del quotidiano "Il Fatto", ebbe a rispondere ad una nostra nota che lo riguardava e nella quale chiedevamo come mai si fosse deciso a parlare solo 20 anni dopo, risposta alla quale non potemmo ribattere, eccola:
"Dunque, rendendo testimonianza all'indimenticabile pm fiorentino Giovanni Chelazzi riferii quanto sapevo allora, compresi gli originari dubbi manifestati da Scalfaro e da altri politici circa l'introduzione del 41 bis, e non, evidentemente, quanto all'epoca era ignoto a me come a tutti . Chelazzi elogiò il mio lavoro da ministro e mi ringraziò".
A seguire riportiamo quanto l'ex Guardasigilli ebbe a verbalizzare davanti a Gabriele Chelazzi l'11 ottobre del 2002 alle ore 17,05:
"L'on.le Martelli esclude che la situazione possa coniugarsi a qualcosa di cui sia a conoscenza, dal momento che non è mai accaduto che qualcuno, né negli ambienti istituzionali né in ambienti di diversa natura, abbia cercato di acquisire da lui informazioni sulle decisioni che assumeva o andava ad assumere, e men che mai a condizionarle."
Dopo di che lasciamo alle intelligenze altrui l'interpretazione di quanto detto dal Dr. Martelli in queste ore e 20 anni dopo, davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, mentre pare ammettere la trattativa che ha sempre negato, accusando però di tutto chiaramente un morto.
I nostri timori oggi si triplicano e la domanda corre d'obbligo:
- per la trattativa Stato Mafia, c'è qualcuno in questo Paese che vuole vedere processata, ancora una volta per un reato gravissimo e sicuramente connesso alla strage del 27 Maggio 1993, solo la mafia "cosa nostra"?
Temiamo di sì, se si ricorre ad accusare per quanto riguarda le istituzioni di allora solo un morto quale artefice primario di tutto, perché i morti non sono processabili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1999  del 
14/09/2012
Da buoni cittadini che sanno rispettare la legge dovremmo attendere tutti senza spinte mirate che la Consulta, chiamata a decidere sull'ammissibi..... Apri
Da buoni cittadini che sanno rispettare la legge dovremmo attendere tutti senza spinte mirate che la Consulta, chiamata a decidere sull'ammissibilità del conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente della Repubblica nei confronti della procura di Palermo, si pronunci.
Sembra invece non sappiano aspettare i sostenitori del Sì, infatti spingono come carri armati e trapelano indiscrezioni anzitempo che ci fanno veramente capire quanto per 20 anni siamo stati vittime non solo del tritolo comprato a buon mercato, ma anche di coperture ignobili.
Noi vogliamo giustizia per i nostri morti e i nostri feriti invalidi e quindi siamo fermamente convinti che il processo di Palermo sulla trattativa Stato mafia vada portato a sentenza in tutti i suoi imputati, quindi si smetta di fare pronostici come se fossimo al botteghino del lotto e non ad un bivio dove la verità sulle stragi del 1993 potrebbe finalmente in parte emergere su di una montagna di menzogne.
Le bugie per la strage di via dei Georgofili, in questo Paese dove sono morti bambini e ragazzi, sono durate anche troppo: è l'ora di crescere e far dare giustizia a chi ne ha diritto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2000  del 
14/09/2012
Roma, 14 set. (Adnkronos) - "Da buoni cittadini che sanno rispettare la legge, dovremmo attendere tutti senza spinte mirate che la Consulta chiam..... Apri
Roma, 14 set. (Adnkronos) - "Da buoni cittadini che sanno rispettare la legge, dovremmo attendere tutti senza spinte mirate che la Consulta chiamata a decidere sull'ammissibilita' del conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente della Repubblica nei confronti della procura di Palermo, si pronunci". E' l'invito che arriva dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in una nota a firma del presidente, Giovanna Maggiani Chelli.

"Sembra invece non sappiano aspettare i sostenitori del Si, infatti spingono come carri armati - denuncia Maggiani Chelli - e trapelano indiscrezioni anzitempo che ci fanno veramente capire quanto per 20 anni siamo stati vittime non solo del tritolo comprato a buon mercato ma anche di coperture ignobili".

"Noi vogliamo giustizia per i nostri morti e i nostri feriti invalidi e quindi siamo fermamente convinti che il processo di Palermo sulla trattativa Stato mafia vada portato a sentenza in tutti i suoi imputati - sottolinea l'Associazione - quindi si smetta di fare pronostici come se fossimo al botteghino del lotto e non ad un bivio dove la verita' sulle stragi del 1993, potrebbe finalmente in parte prevaricare su di una montagna di menzogne. Le bugie in questo Paese per la strage di via dei Georgofili dove sono morti bambini e ragazzi sono durate anche troppo - conclude - e' l'ora di crescere e far dare giustizia a chi ne ha diritto".
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NOTIZIA ANSA
2001  del 
14/09/2012
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SU STRAGI COPERTURE IGNOBILI

FIRENZE, 14 SET - "Sembra" che "i sostenitori del sì non sappiano a.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SU STRAGI COPERTURE IGNOBILI

FIRENZE, 14 SET - "Sembra" che "i sostenitori del sì non sappiano aspettare, infatti spingono come carri armati, e trapelano indiscrezioni anzitempo che ci fanno veramente capire quanto per 20 anni siamo stati vittime non solo del tritolo comprato a buon mercato, ma anche di coperture ignobili".
Lo scrive l'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili riguardo alla decisione della "Consulta chiamata a decidere sull'ammissibilità del conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente della Repubblica nei confronti della procura di Palermo".
"Noi vogliamo giustizia per i nostri morti e i nostri feriti invalidi - aggiunge la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli - e quindi siamo fermamente convinti che il processo di Palermo sulla trattativa Stato mafia vada portato a sentenza con tutti i suoi imputati. Si smetta di fare pronostici come se fossimo al botteghino del lotto e non ad un bivio dove la verità sulle stragi del 1993 potrebbe finalmente in parte prevaricare su di una montagna di menzogne". (ANSA)
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COMUNICATO
2002  del 
14/09/2012
La puntuale ricostruzione fatta in queste ore dal giornalista Nicola Rao, ovvero lo scoop dell'Adnkronos del 10 Dicembre 1993 e l'intervista..... Apri
La puntuale ricostruzione fatta in queste ore dal giornalista Nicola Rao, ovvero lo scoop dell'Adnkronos del 10 Dicembre 1993 e l'intervista a seguire fatta al TG 3 da Violante ex Presidente della Commissione Antimafia ai tempi delle stragi, è indubbiamente un grande allenamento di memoria, anche se secondo noi è d'obbligo una puntualizzazione.
Infatti il giornalista Nicola Rao e l'ex Presidente Violante, quel 10 Dicembre 1993, altro non fecero che ripetere quello che già l'ex Ministro dell'Interno Mancino Nicola aveva detto alle 23,20 a Costanzo, quando dopo l'attentato di via Fauro, il 14 maggio 1993, lo chiamò al telefono e gli disse: E' stata la mafia.
Il nostro è un dato incontrovertibile, infatti è un dato processuale: fra i primi in assoluto a sapere in Italia che l'attentato di Via Fauro lo aveva fatto la mafia fu l'allora Ministro dell'Interno Nicola Mancino, come era giusto che fosse.
Chiaramente noi venimmo a conoscenza della telefonata del Ministro dell'Interno al giornalista Costanzo solo al processo di Firenze per la strage di via dei Georgofili, giusto quando il giornalista venne a deporre.
Ma questo è un altro paio di maniche, tanti altri lo sapevano già dalla notte delle stragi che era stata ala mafia, e non solo, alla luce delle rivelazioni di questo tormentato periodo scopriamo che già da allora nel 1993 sapevano che era per il 41 bis.
Ma perché abbiamo dovuto aspettare così tanti anni per riuscire a capire chiaramente che con ogni probabilità la mafia voleva abolito il 41 bis, per questo minacciava politici e che in sede istituzionale per questo si cercò di accontentare la mafia e che così sono morti i nostri figli?
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
2003  del 
15/09/2012
http://www.ilsitodifirenze.it/content/170-strage-dei-georgofili-già-nel-1993-lo-stato-sapeva-che-era-il-41-bis

Giovanna Maggia.....
Apri
http://www.ilsitodifirenze.it/content/170-strage-dei-georgofili-già-nel-1993-lo-stato-sapeva-che-era-il-41-bis

Giovanna Maggiani Chelli
Strage dei Georgofili: "Già nel 1993 lo Stato sapeva che era per il 41 bis"
Sab, 15/09/2012 - 00:06 — La Redazione

"L'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, dopo l'attentato di via Fauro, alle 23.20 del 14 maggio 1993 chiamo' al telefono Costanzo e gli disse: E' stata la mafia". Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, ricordando di essere venuta "a conoscenza della telefonata solo al processo di Firenze per la strage di via dei Georgofili". "Il nostro e' un dato incontrovertibile - spiega Maggiani Chelli - e' un dato processuale: fra i primi in assoluto a sapere in Italia che l'attentato di via Fauro lo aveva fatto la mafia fu l'allora ministro dell'Interno Nicola Mancino, come era giusto che fosse". "Tanti altri lo sapevano gia' dalla notte delle stragi che era stata ala mafia, e non solo - conclude Maggiani Chelli - Alla luce delle rivelazioni di questo tormentato periodo scopriamo che gia' da allora nel 1993 sapevano che era per il 41 bis".
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COMUNICATO
2004  del 
15/09/2012
Siamo noi ad essere furiosi, non Luciano Violante Presidente Commissione Anti mafia ai tempi della strage del 27 Maggio 1993, come trapela oggi dalle ..... Apri
Siamo noi ad essere furiosi, non Luciano Violante Presidente Commissione Anti mafia ai tempi della strage del 27 Maggio 1993, come trapela oggi dalle pagine del Fatto Quotidiano.
I passaggi da 41 bis a carcere normale sono stati più di uno, anche il 15 di maggio 1993; dopo l'attentato di via Fauro sono passati uomini di mafia da 41 bis a carcere normale, che importanza può avere se erano di spessore o meno e se erano passaggi in previsione da tempo?
La mafia, in quel maggio 1993, oggi lo sappiamo anche troppo bene, aspettava messaggi di "collaborazione" dallo Stato e pezzi da 90 o "quaquaraquà passati a carcere normale, la mafia non poteva che leggerli in senso positivo ma voleva sempre di più e qui sta probabilmente l'alzata di tiro del 27 Maggio 1993, cosa che nel bene o nel male va provata in un processo penale.
I documenti dei quali siamo venuti a conoscenza in questo ultimo anno dicono chiaramente che nel 1993 anche i sassi sapevano che il desiderata della mafia era l'abolizione del 41 bis e tanto altro ancora: come si fa a dire che lo Stato non ha calato le brache?
Se lo Stato non ha calato le brache, come mai noi abbiamo avuto 5 morti e 48 feriti? Non ha calato le brache, forse, nella misura in cui non sono morti i politici ai quali la mafia l'aveva giurata?
I morti ci sono stati, piaccia o no, e tutti innocenti. Noi li abbiamo toccati con mano ed ora spetta a chi agita questa ventata di negazionismo davanti alle stragi del 1993 andare una volta al cimitero o dentro gli ospedali a toccare con mano i nostri morti e i nostri invalidi e farla finita di cercare di nascondere ciò che non è più possibile nascondere.
La verità è che dietro a quella strage del 27 Maggio 1993 non ci sono più solo uomini di "destra come si usava dire un tempo: le stragi sono di "destra.
Il colore dei soldi per la mafia non conta e non ha certo disdegnato il "rosso in via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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Annuncio
2005  del 
15/09/2012
Inserimento nel sito:

Intervista di G.M......
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Inserimento nel sito:

Intervista di G.M.Chelli a Controradio
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COMUNICATO
2006  del 
18/09/2012
Perché indignarsi tanto davanti al Governo Tecnico, che ci sta come un paio di scarpe nuove, per il fatto che non si costituisca parte civile nel proc..... Apri
Perché indignarsi tanto davanti al Governo Tecnico, che ci sta come un paio di scarpe nuove, per il fatto che non si costituisca parte civile nel processo per la trattativa Stato mafia almeno fin dopo l'udienza preliminare?
Anche il Governo Berlusconi non si è costituito a Firenze nel processo Tagliavia per gli ovvi motivi.
Al processo Tagliavia, all'ultimo momento e dopo varie diatribe, si è costituito lo Stato, perché non poteva non farlo.
Infatti il mancato attentato all'Olimpico del 31 Ottobre del 1993, durante il quale dovevano essere uccisi circa 60 carabinieri, è stato determinante al fine della costituzione di parte civile nel processo Tagliavia e il Ministero della Difesa infatti si è così costituito.
Del resto, neppure noi ci costituiremo a Palermo al processo trattativa Stato - mafia se all'udienza preliminare verranno rinviati a giudizio solo mafiosi già condannati con sentenza passata in giudicato per strage.
Ci costituiremo invece, dopo l'udienza preliminare, se andranno a processo uomini dello Stato che tanto fedeli paiono non essere stati se i nostri figli hanno dovuto morire per il 41 bis e tutto il resto in quel 27 Maggio 1993, lo faremo sperando così di capire fino a che punto lo Stato è stato connivente con la mafia nelle stragi del 1993.
Il Governo tecnico di oggi, noi crediamo, si costituirà parte civile a Palermo nel processo Stato-mafia se davvero verrà processata solo la mafia "cosa nostra" per aver presentato un elenco "estorsivo" di richieste allo Stato, perché in questo caso la bella figura del Governo in carica sarà assicurata.
La verità sulle stragi del 1993, del resto, non la vuole nessuno, perché, se così non fosse, a Firenze si sarebbe fatto un processo per strage ai "concorrenti" nel massacro di via dei Georgofili mentre invece non lo si è fatto già dal 1998 e non ci sono le condizioni, almeno al momento, per farlo di questi tempi così bui per la giustizia sul fronte del massacro del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2007  del 
18/09/2012
(Adnkronos) Roma, 18 set.- Nessuna sorpresa per la mancata costituzione di parte civile del governo in vista dell'udienza preliminare del process..... Apri
(Adnkronos) Roma, 18 set.- Nessuna sorpresa per la mancata costituzione di parte civile del governo in vista dell'udienza preliminare del processo per la trattativa Stato-mafia da parte dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Perche' indignarsi tanto davanti al governo tecnico, che ci sta' come un paio di scarpe nuove, non si costituisca parte civile nel processo per la trattativa Stato mafia almeno fin dopo l'udienza preliminare?" si chiede la presidente Giovanna Maggiani Chelli.
"Il Governo tecnico di oggi noi crediamo si costituira' parte civile a Palermo, nel processo Stato-mafia, se davvero verra' processata solo la mafia 'cosa nostra' per aver presentato un elenco 'estorsivo' di richieste allo Stato, perche' in questo caso la bella figura del governo in carica sara' assicurata".
"La verita' sulle stragi del 1993, del resto, non la vuole nessuno, perche' se cosi' non fosse a Firenze si sarebbe fatto un processo per strage ai 'concorrenti' nel massacro di via dei Georgofili", denuncia Maggiani Chelli. "Neppure noi ci costituiremo a Palermo se all'udienza preliminare verranno rinviati a giudizio solo mafiosi gia' condannati con sentenza passata in giudicato per strage - sottolinea - Ci costituiremo invece dopo l'udienza preliminare, se andranno a processo uomini dello Stato".
"Anche il Governo Berlusconi non si e' costituito a Firenze nel processo Tagliavia per gli ovvi motivi - commenta ancora la presidente dell'Associazione - Al processo Tagliavia all'ultimo momento dopo varie diatribe si e' costituito lo Stato, perche' non poteva non farlo".
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NOTIZIA ANSA
2008  del 
18/09/2012
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, GOVERNO TECNICO NO PARTE CIVILE
MAGGIANI CHELLI, SI COSTITUIRA' SE VA A PROCESSO SOLO COSA NOSTRA

FIRE.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, GOVERNO TECNICO NO PARTE CIVILE
MAGGIANI CHELLI, SI COSTITUIRA' SE VA A PROCESSO SOLO COSA NOSTRA

FIRENZE, 18 SET - "Perché indignarsi tanto davanti al Governo Tecnico, che ci sta come un paio di scarpe nuove, se non si costituisce parte civile nel processo per la trattativa Stato mafia almeno fin dopo l'udienza preliminare? Anche il Governo Berlusconi non si è costituito a Firenze nel processo Tagliavia per gli ovvi motivi. Al processo Tagliavia all'ultimo momento dopo varie diatribe si è costituito lo Stato, perché non poteva non farlo".
Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Il Governo tecnico di oggi - prosegue la nota -, noi crediamo si costituirà parte civile a Palermo, nel processo Stato-mafia, se davvero verrà processata solo la mafia "cosa nostra" per aver presentato un elenco "estorsivo" di richieste allo Stato, perché in questo caso la bella figura del Governo in carica sarà assicurata".
"Del resto - prosegue ancora Maggiani Chelli - neppure noi ci costituiremo a Palermo al processo trattativa Stato - mafia, se all'udienza preliminare verranno rinviati a giudizio solo mafiosi già condannati con sentenza passata in giudicato per strage. Ci costituiremo invece dopo l'udienza preliminare se andranno a processo uomini dello Stato che tanto fedeli paiono non essere stati se i nostri figli hanno dovuto morire per il 41 bis e tutto il resto in quel 27 maggio 1993. Lo faremo sperando così di capire fino a che punto lo Stato è stato connivente con la mafia nelle stragi del 1993". (ANSA)
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LETTERA
2009  del 
19/09/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con sede a Firenze, risponde al blog di Mandalà Nino Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con sede a Firenze, risponde al blog di Mandalà Nino

Ma che abolizione del 41 bis come vorrebbe la mafia per bocca dell'Avv. Nino Mandalà, il padre di di un uomo di Provenzano a 41 bis!
Siamo alla mafia che si appella ai suoi intellettuali chiamando in causa tutta quell'ala politica che in questi anni le ha fatto gioco a suon di garantismo da quattro soldi, fregandosene se l'Italia scivolava sempre più in una deriva mafiosa; prova ne è la strage del 27 Maggio 1993, la strage terroristico mafiosa congeniale all'annullamento del 41 bis e favorita dalla sporca politica di questo Paese.
Certo che serve un cambiamento nella legge del 41 bis: il 41 bis infatti va reso definitivo per tutta la durata della pena, il 41 bis va levato dalle mani "amorevoli" dei Tribunali di sorveglianza, eliminando quel cane che si morsica la coda quando viene affermato che a 41 bis i mafiosi non hanno più contatti con l'esterno e quindi possono passare a carcere normale.
Il 41 bis è la massima espressione di civiltà di un popolo che non riesce a liberarsi del giogo di "cosa nostra".
I mafiosi che non hanno più contatti con l'esterno sono l'espressione massima di democrazia che possiamo permetterci fin quando la politica del Paese si colluderà con la mafia per avere voti e andare in Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2010  del 
19/09/2012
(AGENPARL) - Firenze, 19 set - "Ma che abolizione del 41 bis come vorrebbe la mafia per bocca dell'Avv. Nino Mandalà il padre di un uomo di Prove..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 19 set - "Ma che abolizione del 41 bis come vorrebbe la mafia per bocca dell'Avv. Nino Mandalà il padre di un uomo di Provenzano a 41 bis! Siamo alla mafia che si appella ai suoi intellettuali chiamando in causa tutta quell'ala politica che in questi anni gli ha fatto gioco a suon di garantismo da quattro soldi, fregandosene se l'Italia scivolava sempre più in una deriva mafiosa, prova ne è la strage del 27 Maggio 1993 la strage terroristico mafiosa congegnale all'annullamento del 41 bis e favorita dalla sporca politica di questo Paese. Certo che serve un cambiamento nella legge del 41 bis: il 41 bis infatti va reso definitivo per tutta la durata della pena, il 41 bis va levato dalle mani "amorevoli dei Tribunali di sorveglianza, eliminando quel cane che si morsica la coda quando viene affermato che a 41 bis i mafiosi non hanno più contatti con l'esterno e quindi possono passare a carcere normale. Il 41 bis è la massima espressione di civiltà di un popolo che non riesce a liberarsi del giogo di "cosa nostra . I mafiosi che non hanno più contatti con l'esterno sono l'espressione massima di democrazia che possiamo permetterci fin quando la politica del Paese si colluderà con la mafia per avere voti e andare in Parlamento". E' quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2011  del 
20/09/2012
La Consulta si è pronunciata in merito all'annoso problema che ha investito il Quirinale e la Procura di Palermo sull'ammissibilità o meno d..... Apri
La Consulta si è pronunciata in merito all'annoso problema che ha investito il Quirinale e la Procura di Palermo sull'ammissibilità o meno delle ben note intercettazioni.
La Consulta avrà fatto di sicuro il proprio lavoro, solo nei prossimi mesi sapremo chi avrà torto o ragione.
Quello che invece nell'immediato non torna è quella ormai consumata espressione PRESUNTA quando ci si riferisce alla trattativa Stato Mafia del 1993.
Qui, cari Signori, di presunta c'è solo l'innocenza dei politici che la mafia voleva eliminare in quel 1993, uccidendo invece i nostri figli al loro posto.
E andando avanti con "PRESUNTA trattativa" non si arriva da nessuna parte, perché vuol dire che si ignorano volutamente atti processuali ormai consolidati nel tentativo di salvare la capra con i cavoli e negando ai nostri morti giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2012  del 
20/09/2012
"La Consulta avrà fatto di sicuro il proprio lavoro, solo nei prossimi mesi sapremo chi avra' torto o ragione"

Roma, 20 set......
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"La Consulta avrà fatto di sicuro il proprio lavoro, solo nei prossimi mesi sapremo chi avra' torto o ragione"

Roma, 20 set. (Adnkronos) - "La Consulta si e' pronunciata in merito all'annoso problema che ha investito il Quirinale e la Procura di Palermo su ammissibilita' si', ammissibilita' no delle ben note intercettazioni. La Consulta avra' fatto di sicuro il proprio lavoro, solo nei prossimi mesi sapremo chi avra' torto o ragione. Quello che invece nell'immediato non torna, e' quella ormai consumata espressione 'presunta' quando ci si riferisce alla trattativa Stato Mafia del 1993". Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Di 'presunta' c'e' solo l'innocenza dei politici che la mafia voleva eliminare in quel 1993, uccidendo invece i nostri figli al loro posto", denuncia l'Associazione, e avverte: "andando avanti con 'presunta trattativa' non si arriva da nessuna parte, perche' vuol dire che si ignorano volutamente atti processuali ormai consolidati nel tentativo di salvare la capra con i cavoli e negando ai nostri morti giustizia".
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COMUNICATO
2013  del 
23/09/2012
Non avevamo dubbi che gli attacchi al sistema carcerario di 41 bis sarebbe stata una costante di questi tempi.
Ecco dagli schermi di Canale 5, al.....
Apri
Non avevamo dubbi che gli attacchi al sistema carcerario di 41 bis sarebbe stata una costante di questi tempi.
Ecco dagli schermi di Canale 5, al dopo TG5 in onda poco fa, ore 20,35 del 23 settembre 2012, i primi attacchi pericolosissimi al 41 bis dando voce ad un soggetto di grande spessore criminale. Presenti alla trasmissione inoltre:
- La radicale Bernardini che chiama in causa gli stipendi dei pentiti per giustificare il più becero giustizialismo che fa acqua da tutte le parti.
Invocando la Costituzione, l'art.27, la radicale Bernardini scorda che l'unico grado di civiltà possibile in Italia, rendendone conto anche all'Europa, sarebbe quello di debellare la mafia, proprio con una collaborazione grande da parte della politica tutta che invece con la mafia si collude ogni giorno, fregandosene se a pagare per questo comportamento sono innocenti come le nostre vittime, violando altro che costituzione, ma ogni vivere civile.
- Sebastiano Ardita come sempre ha spezzato una lancia in favore delle vittime di mafia, lo ringraziamo, ma non basta, siamo noi la voce contro alla Bernardini e a Grassonelli.

La condizione del carcere in Italia è un'altra cosa. Il 41 bis no, quella è la nostra di battaglia per richiederne inasprimenti ed estensioni per tutta la durata della pena, e frenare espressioni "fine pena mai, perchè noi abbiamo sperimentato "fine vita sempre.
Non è vendetta, la nostra è giustizia, quel grado di giustizia che la nostra politica tutta non ha saputo mai dare alle vittime di mafia, mentre corre in mutuo soccorso di criminali, terroristi eversivi, e sanguinari in ogni occasione, e oggi più che mai, perché "cosa nostra incombe visto che vuole uscire da 41 bis e dall'ergastolo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2014  del 
24/09/2012
"Cosa nostra incombe sul fronte del 41 bis, è fin troppo evidente, e assistiamo attoniti in queste ore alla corsa di mutuo soccorso da parte di p..... Apri
"Cosa nostra incombe sul fronte del 41 bis, è fin troppo evidente, e assistiamo attoniti in queste ore alla corsa di mutuo soccorso da parte di politici, filosofi e associazioni legate a progetti per abolire il fine pena mai anche alla mafia la più criminale possibile.
Dai teleschermi di canale 5 ieri sera, così come questa mattina dalle pagine del quotidiano La Repubblica, la radicale Bernardini e il filosofo Adriano Sofri prendono posizione contro il 41 bis, contro "il fine pena mai definito incivile.
Quello che più ci colpisce è che mentre si vuole alleggerire le pene dei mafiosi rei di strage, in nome di una Costituzione peraltro quotidianamente calpestata dalle collusioni mafia politica ormai sotto gli occhi di tutti, si butta discredito contro i collaboratori di giustizia.
Siamo decisi a resistere contro questi tentativi beceri, neppure troppo mascherati da garantismo di infimo ordine.
Infatti nel processo Tagliavia, il dato processuale per bocca dei collaboratori di giustizia, dice che alcuni partiti a suo tempo sono stati pagati dalla mafia "cosa nostra con somme mensili affinchè si battessero contro il 41 bis.
Chiediamo pertanto un inasprimento del 41 bis estendendo l'isolamento diurno per tutta la durata della pena ai mafiosi rei di strage, denunciando indignazione verso chi permette ai mafiosi di difendersi con microfoni che contano in mano, e verso chi comunque difende "cosa nostra palesando il recupero del reo sempre e comunque, anche per uomini appartenenti ad organizzazioni criminali ben strutturate nel Paese, i quali a nostro avviso si stanno muovendo nei luoghi che contano, per "recuperare più italiani possibile alla mafiosità più completa inneggiando contro il 41 bis.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2015  del 
24/09/2012
(AGENPARL) - Firenze, 24 set - "Non avevamo dubbi che gli attacchi al sistema carcerario di 41 bis, sarebbe stata una costante di questi tempi. E..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 24 set - "Non avevamo dubbi che gli attacchi al sistema carcerario di 41 bis, sarebbe stata una costante di questi tempi. Ecco dagli schermi di Canale 5, al dopo TG5 in onda poco fa, ore 20,35 del 23 settembre 2012 i primi attacchi pericolosissimi al 41 bis dando voce ad un soggetto di grande spessore criminale. Presenti alla trasmissione inoltre: - La radicale Bernardini che chiama in causa gli stipendi dei pentiti per giustificare il più becero giustizialismo che fa acqua da tutte le parti . Invocando la Costituzione, l'art.27, la radicale Bernardini scorda che l'unico grado di civiltà possibile in Italia, rendendone conto anche all'Europa, sarebbe quello di debellare la mafia, proprio con una collaborazione grande da parte della politica tutta che invece con la mafia si collude ogni giorno, fregandosene se a pagare per questo comportamento sono innocenti come le nostre vittime, violando altro che costituzione, ma ogni vivere civile. - Sebastiano Ardita come sempre ha spezzato una lancia in favore delle vittime di mafia, lo ringraziamo, ma non basta, siamo noi la voce contro alla Bernardini e a Grassonelli.
La condizione del carcere in Italia è un'altra cosa . Il 41 bis no, quella è la nostra di battaglia per richiederne inasprimenti ed estensioni per tutta la durata della pena, e frenare espressioni "fine pena mai, perchè noi abbiamo sperimentato "fine vita sempre. Non è vendetta la nostra è giustizia, quel grado di giustizia che la nostra politica tutta non ha saputo mai dare alle vittime di mafia, mentre corre in mutuo soccorso di criminali, terroristi eversivi, e sanguinari in ogni occasione, e oggi più che mai, perché "cosa nostra incombe visto che vuole uscire da 41 bis e dall'ergastolo".
E' quanto scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli,
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2016  del 
24/09/2012
Adriano Sofri, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, si rifà oggi agli scritti di Aldo Moro per spezzare una lancia anche in favore dei mafiosi r..... Apri
Adriano Sofri, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, si rifà oggi agli scritti di Aldo Moro per spezzare una lancia anche in favore dei mafiosi rei di strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Adriano Sofri riporta nel suo editoriale le riflessioni di Aldo MORO "sul fine pena mai, scritte sicuramente prima del 1978, quando in carcere in Italia non vi erano certi criminali mafiosi dello spessore di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Giuseppe Graviano.
Noi non sappiamo cosa avrebbe scritto oggi, in un contesto tutto diverso, l'illustre statista democristiano, mentre dentro le carceri Italiane albergano mafiosi dello spessore criminale di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano: persone che sono stati "conservate per 40 anni in latitanza contribuendo a ridurre il Paese a una landa mafiosa.
E' per noi offensivo richiamarsi alle parole di una persona tanto importante come Aldo Moro per cercare di dare a "cosa nostra ciò che ha cercato di ottenere massacrando i nostri figli: l'abolizione dell'ergastolo e del 41 bis.
Insomma noi temiamo fortemente che per cercare di far sembrare illuminate azioni di garanzia per i diritti umani i passaggi da 41 bis a carcere normale il 5 Novembre del 1993, si uccidano oggi nuovamente i nostri morti.
Siamo così provati in queste ore che ripensando ai nostri morti, bambini di pochi mesi e pochi anni e ragazzi giovanissimi, ci vergogniamo di essere italiani.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2017  del 
26/09/2012
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta si stringe intorno al Magistrato Antonio Ingroia..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta si stringe intorno al Magistrato Antonio Ingroia che coordina l'inchiesta trattativa Stato Mafia.
Le ulteriori minacce ricevute dal pm di Palermo in queste ore provano una volta di più che quando la Magistratura indaga, travalicando il confine tra la mafia e la politica, tutto può succedere in Italia.
Putroppo i documenti che sono usciti in questi ultimi due anni, rimasti rintanati per quasi 20 anni nei cassetti vari, provano che quando sono stati assassinati i nostri figli in via dei Georgofili in troppi nelle istituzioni erano a conoscenza del movente mafioso per il tritolo del 1993: il 41 bis da annullare e la dissociazione da consolidare in una norma.
Il 29 Ottobre 2012, giorno dell'udienza preliminare per andare a processo sulla trattativa Stato mafia, è vicinissimo: questo fa sì che il nervosismo oggi sia alle stelle e la vita dei Magistrati che se ne occupano in pericolo.
Siamo certi che tutta l'attenzione possibile sarà messa in campo per vigilare sui magistrati come Ingroia, ma non ci stanchiamo di dire che l'attenzione non è mai troppa.
Infatti, si pensi che il 14 Maggio 1993 in questo Paese erano esplosi 100 chili di tritolo in via Fauro a Roma e nulla ha impedito che solo 13 giorni dopo 300 chili esplodessero in via dei Georgofili a Firenze, questo perché non era solo un problema di mafia, ma soprattutto un problema di grande corruzione e collusione fra mafia e politica nei palazzi di governo del Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2018  del 
26/09/2012
(AGENPARL) - Roma, 26 set - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta si stringe intorno a..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 26 set - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta si stringe intorno al Magistrato Antonio Ingroia che coordina l'inchiesta trattativa Stato Mafia.
Le ulteriori minacce ricevute dal pm di Palermo in queste ore, provano ancora una volta di più che quando la Magistratura indaga travalicando il confine tra la mafia e la politica, tutto può succedere in Italia. Putroppo i documenti che sono usciti in questi ultimi due anni, rimasti rintanati per quasi 20 anni nei cassetti vari, provano che quando sono stati assassinati i nostri figli in via dei Georgofili in troppi nelle istituzioni erano a conoscenza del movente mafioso per il tritolo del 1993 : il 41 bis da annullare e la dissociazione da consolidare in una norma.
Il 29 Ottobre 2012 giorno dell'udienza preliminare, per andare a processo sulla trattativa Stato mafia è vicinissimo, questo fa si che il nervosismo oggi sia alle stelle e la vita dei Magistrati che se ne occupano in pericolo. Siamo certi che tutta l'attenzione possibile sarà messa in campo per vigilare sui magistrati come Ingroia, ma non ci stanchiamo di dire che l'attenzione non è mai troppa.
Infatti, si pensi che il 14 Maggio 1993 in questo Paese erano esplosi 100 chili di tritolo in via Fauro a Roma e nulla ha impedito che solo 13 giorni dopo, 300 chili esplodessero in via dei Georgofili a Firenze, questo perché non era solo un problema di mafia, ma soprattutto un problema di grande corruzione e collusione fra mafia e politica nei palazzi di governo del Paese.
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COMUNICATO
2019  del 
26/09/2012
Sono passati un paio di giorni dall'intervento di Adriano Sofri, che oggi risponde alle nostre buone ragioni sul quotidiano il Foglio, e non ci ha cer..... Apri
Sono passati un paio di giorni dall'intervento di Adriano Sofri, che oggi risponde alle nostre buone ragioni sul quotidiano il Foglio, e non ci ha certo convertiti all'abolizione del carcere duro, in quanto il 41 bis, è giusto solo isolamento con l'esterno come da lui auspicato.
La tortura è tutt'altra cosa e noi non siamo dei torturatori, questo si che è un insulto a tutti noi il solo palesarlo.
Ecco oggi l'intervento scientifico di Umberto Veronesi ancora dalle pagine del quotidiano La Repubblica che loda Sofri e definisce in buona sostanza : Caterina Nencioni 50 giorni di vita e Dario Capolicchio 22 anni e tutte le altre vittime di via dei Georgofili, morti per un eccesso di fraternità e solidarietà da parte di "cosa nostra".
Il ravvedimento, di cui poi parla Umberto Veronesi citando il Battista, deve essere da parte di chi?
Da parte di Riina, no, perché non si è mai ravveduto; cosa si vuole allora: il ravvedimento da parte delle vittime affinché perdonino ai carnefici e li lascino uscire da 41 bis senza fiatare?
Ma quanti altri personaggi illustri, con grande costernazione, dovremo ancora vedere scendere in campo ad insultare la nostra intelligenza e a infilare coltelli nelle nostre piaghe, affinché il 41 bis e l'ergastolo siano aboliti al gotha di "cosa nostra"?
Ovvero quale tortura si è deciso di infliggerci giorno dopo giorno affinchè la mafia "cosa nostra" abbia ciò che voleva in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2020  del 
28/09/2012
MORTO VIGNA: ASS.GEORGOFILI, CI FU ACCANTO COME UOMO E PM

FIRENZE, 28 SET - "Se ne va una persona che per noi ha rappresentato tanto, ch.....
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MORTO VIGNA: ASS.GEORGOFILI, CI FU ACCANTO COME UOMO E PM

FIRENZE, 28 SET - "Se ne va una persona che per noi ha rappresentato tanto, che ci è stato accanto in primo luogo come uomo, insieme alla sua famiglia, oltre che come procuratore".
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari vittime della strage di via dei Georgofili, sulla quale Pier Luigi Vigna, l'ex procuratore nazionale antimafia, indagò.
"E' una notizia che apprendiamo con grande dolore - aggiunge Giovanna Maggiani Chelli - siamo vicini alla moglie e alla famiglia. Vigna è stato un uomo importante e un magistrato capace e valido".(ANSA)
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COMUNICATO
2021  del 
29/09/2012
Come risulta dal TG1 delle 20, certo che il carcere in Italia fa pena, basti pensare a quanti carcerati ci sono in più rispetto alla capacità delle ca..... Apri
Come risulta dal TG1 delle 20, certo che il carcere in Italia fa pena, basti pensare a quanti carcerati ci sono in più rispetto alla capacità delle carceri stesse, e non solo siamo certi che andare in prigione per aver rubato un tubetto di dentifricio sia drammatico e che le pene alternative al carcere necessitino già da molto tempo, non solo da adesso.
Detto questo, siamo fortemente preoccupati da espressioni come "si valutino azioni di clemenza, non vorremmo che dietro a questa espressione si nascondesse la trappola per abolire il 41 bis anche ai mafiosi rei di strage.
Noi, di clemenza, ne abbiamo adoperata anche troppa in questi venti anni, verso tutti e verso tutto quel sistema che vede ancora oggi una giustizia incompleta applicata alle nostre vittime.
Da venti anni aspettiamo il rinvio a giudizio dei concorrenti nella strage di via dei Georgofili, e ora che finalmente si è riempita carta bollata intorno alla trattativa Stato Mafia, sentiamo nell'aria puzza di imbroglio, ovvero cercare di abolire il 41 bis per far sì che le azioni di governo nel 1993 che hanno mirato a passaggi da 41 a carcere normale, possano sembrare non azioni indegne che hanno portato i nostri figli a morire, ma azioni di grande clemenza.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2022  del 
30/09/2012
Dopo 20 anni dalla strage di via dei Georgofili e 10 anni dalla sentenza di condanna per strage passata in giudicato per Matteo Messina Denaro siamo a..... Apri
Dopo 20 anni dalla strage di via dei Georgofili e 10 anni dalla sentenza di condanna per strage passata in giudicato per Matteo Messina Denaro siamo ancora al: lo prenderemo.
E' vergognoso che un capo mafia come Matteo Messina Denaro sia ancora in circolazione dopo una condanna per strage eversiva come quella di via dei Georgofili.
Come potremo mai pensare che sia vero che si varerà una legge anticorruzione atta a far finire lo scempio delle ruberie della politica in Italia, quando in Parlamento ci sono ancora coperture per delinquenti come Matteo Messina Denaro?
Certo, le parole del Capo della polizia Manganelli, anche sul fronte dei sequestri di beni alla mafia, ci instillano quella speranza che non muore mai, ma è un po' poco per quello che da troppo tempo ormai sono le nostre aspettative di giustizia, sia sul fronte dell'arresto per Matteo Messina Denaro, sia sul fronte della funzionalità del Fondo 512 legge del 1999.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2023  del 
01/10/2012
MORTO VIGNA: ASS.GEORGOFILI, GOVERNO ASSENTE ALLE ESEQUIE

FIRENZE, 1 OTT - "Abbiamo apprezzato la Chiesa, che ha sottolineato l'impegno di Vi.....
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MORTO VIGNA: ASS.GEORGOFILI, GOVERNO ASSENTE ALLE ESEQUIE

FIRENZE, 1 OTT - "Abbiamo apprezzato la Chiesa, che ha sottolineato l'impegno di Vigna per la verità. Ai funerali abbiamo visto i rappresentanti del Comune e delle istituzioni, nessun ministro, però. Non c'é da avere retropensieri, ma se ci fossero stati non sarebbe stato male. Sono stati un po' disattenti".
Lo ha detto la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, parlando dei funerali dell'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna.
"Vigna - ha ricordato Maggiani Chelli - è stata per noi una figura molto presente. E' stato un magistrato eccellente, che ha combattuto efficacemente la mafia e che ci è sempre stato vicino. Però, le sue ultime posizioni, che sono un passo indietro riguardo l'ipotesi che vi siano stati dei mandanti a volto coperto delle stragi, per noi rappresentano una spina. Ma nel ricordo di Vigna prevalgono i risultati ottenuti con boss del calibro di Riina e Provenzano".
Poi, parlando del funerale, "é stata una cerimonia ben fatta - ha concluso Maggiani Chelli - è emersa la figura di un uomo che ha lottato per la verità sulle stragi del 1993. Le istituzioni c'erano: c'erano Grasso, Manganelli, Rossi, Renzi. Avrei preferito se anche il Governo fosse stato un po' più attento".(ANSA)
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COMUNICATO
2024  del 
05/10/2012
"E pur si muove...."
Le sentenze per le stragi del 1993 entrano in un processo a Palermo che va oltre le verifiche della sola manovalan.....
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"E pur si muove...."
Le sentenze per le stragi del 1993 entrano in un processo a Palermo che va oltre le verifiche della sola manovalanza mafiosa e dei capi della mafia.
Auspichiamo verità tutta fino in fondo da sempre e quindi oggi andiamo sulle tombe dei nostri morti, fortemente voluti dalla mafia "cosa nostra" ma anche da altri, con una speranza in più.
Crediamo che a questo punto, che tutta la magistratura che si è occupata delle stragi del 1993 dovrà muoversi con forza e determinazione alla ricerca della verità o ci sentiremo traditi, perché è giunto il momento che tutto ciò che sa Giovanni Brusca venga posto al centro del tavolo della giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2025  del 
05/10/2012
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, AUSPICHIAMO VERITA' FINO IN FONDO

FIRENZE, 5 OTT - "Le sentenze per le stragi del 1993 entrano in un process.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, AUSPICHIAMO VERITA' FINO IN FONDO

FIRENZE, 5 OTT - "Le sentenze per le stragi del 1993 entrano in un processo a Palermo che va oltre le verifiche della sola manovalanza mafiosa e dei capi della mafia. Auspichiamo verità tutta, fino in fondo, da sempre e quindi oggi andiamo sulle tombe dei nostri morti, fortemente voluti dalla mafia 'cosa nostra', ma anche da altri, con una speranza in più".
Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Crediamo che a questo punto, tutta la magistratura che si é occupata delle stragi del 1993 dovrà muoversi con forza e determinazione alla ricerca della verità o ci sentiremo traditi, perché è giunto il momento che tutto ciò che sa Giovanni Brusca venga posto al centro del tavolo della giustizia", ha aggiunto Maggiani Chelli. (ANSA)
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COMUNICATO
2026  del 
10/10/2012
Non possiamo che essere grati al Ministro dell'Interno Cancellieri per aver sciolto, sia pure dopo grande travaglio, il Comune di Reggio Calabria..... Apri
Non possiamo che essere grati al Ministro dell'Interno Cancellieri per aver sciolto, sia pure dopo grande travaglio, il Comune di Reggio Calabria per contiguità alla mafia.
Indubbiamente un'azione di grande coraggio.
Tuttavia vogliamo e dobbiamo rammentare che da un convegno da noi promosso - dal titolo "Contiguità alla mafia e responsabilità penale " - tenuto a Firenze nell'aula intestata a Gabriele Chelazzi - giusto nel giorno dell'anniversario della sua morte - è emerso che manca una norma ben precisa per poter arrivare a condanne certe per chi ha contiguità con la mafia.
Erano con noi autorevoli Magistrati di Firenze e lo stesso Docente Costantino Visconti dell'Università di Palermo che sulla contiguità alla mafia ha scritto giusto il tomo di 830 pagine da noi citato nel convegno del 17 Aprile 2012.
Chiediamo oggi un ulteriore sforzo e l'annuncio dell'inizio dei lavori per una norma che davvero mandi in galera chi si collude con la mafia e depaupera le amministrazioni pubbliche, quasi certamente uno dei tanti inneschi del tritolo che ha portato alle strage di via dei Georgofili del 1993 con il previo tentativo di abolire il 41 bis ai mafiosi.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2027  del 
10/10/2012
Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Lo scioglimento per mafia del comune di Reggio Calabria e' stato "indubbiamente un'azione di grande coraggi..... Apri
Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Lo scioglimento per mafia del comune di Reggio Calabria e' stato "indubbiamente un'azione di grande coraggio da parte del ministro Cancellieri".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Tuttavia vogliamo e dobbiamo rammentare che da un convegno da noi promosso, 'Contiguità alla mafia e responsabilità penale' tenuto a Firenze nell'aula intestata a Gabriele Chelazzi giusto nel giorno dell'anniversario della sua morte, è emerso che manca una norma ben precisa per poter arrivare a condanne certe per chi ha contiguità con la mafia. Chiediamo oggi un ulteriore sforzo e l'annuncio per l'inizio dei lavori per una norma che davvero mandi in galera -conclude la nota- chi si collude con la mafia e depaupera le amministrazioni pubbliche, quasi certamente uno dei tanti inneschi del tritolo che ha portato alle strage di via dei Georgofili del 1993 con il previo tentativo di abolire il 41 bis ai mafiosi".
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COMUNICATO
2028  del 
13/10/2012
Malgrado tutti gli sforzi, la tensione si va inasprendo sul fronte della trattativa Stato-Mafia.
Crediamo che la Procura della Repubblica di Pale.....
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Malgrado tutti gli sforzi, la tensione si va inasprendo sul fronte della trattativa Stato-Mafia.
Crediamo che la Procura della Repubblica di Palermo da una parte e la Presidenza della Repubblica dall'altra abbiano posto in essere, ciascuna per le proprie competenze, tutto quanto dovevano rispetto a quanto è successo sul fronte delle intercettazioni rispetto alle indagini sulla trattativa che c'è stata, ormai è certo, fra lo Stato e la Mafia per le stragi del 1993.
Siamo pertanto fortemente speranzosi che a Palermo il 29 Ottobre 2012 ci sia il rinvio a giudizio per quanti potranno spiegarci, in un processo penale, cosa esattamente è successo il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, rispetto a quei passaggi da 41 bis a carcere normale.
Passaggi galeotti da 41 bis a carcere normale, quelli del 5 Novembre 1993, per i nostri figli; passaggi che speriamo almeno siano avvenuti per gravissimi errori commessi e non per coprire scelleratezze o recondite ragioni di Stato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
2029  del 
13/10/2012
Mafia: Ass. Georgofili, spiegare perchè da 41 bis si passò a carcere normale

Roma, 13 ott. (Adnkronos) - "Malgrado tutti gli sforzi, la.....
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Mafia: Ass. Georgofili, spiegare perchè da 41 bis si passò a carcere normale

Roma, 13 ott. (Adnkronos) - "Malgrado tutti gli sforzi, la tensione si va inasprendo sul fronte della trattativa Stato-mafia. Crediamo che la Procura della Repubblica di Palermo da una parte e la Presidenza della Repubblica dall'altra, abbiano posto in essere ciascuna per le proprie competenze, tutto quanto dovevano rispetto a quanto è successo sul fronte delle intercettazioni rispetto alle indagini sulla trattativa, che c'è stata ormai è certo, fra lo Stato e la Mafia per le stragi del 1993". Lo sottolinea Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Siamo pertanto fortemente speranzosi che a Palermo il 29 Ottobre 2012 ci sia il rinvio a giudizio per quanti potranno spiegarci, in un processo penale, cosa esattamente è successo il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, rispetto a quei passaggi da 41 bis a carcere normale", che "speriamo almeno siano avvenuti per gravissimi errori commessi, e non per coprire scelleratezze o recondite ragioni di Stato"
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COMUNICATO
2030  del 
15/10/2012
Muore in carcere il boss Pietro Ribisi

Non c'è ancora dato di sapere se il boss di "cosa nostra Pietro Ribisi si è suicidato per .....
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Muore in carcere il boss Pietro Ribisi

Non c'è ancora dato di sapere se il boss di "cosa nostra Pietro Ribisi si è suicidato per "fine pena mai oppure, puta caso, perché la mafia aveva bisogno di un "suicidio per far scattare le sirene, che già si scrive: "causa del suicidio "fine pena mai.
Sta di fatto che ogni suicidio di mafiosi in carcere che si sono macchiati di crimini contro l'umanità, suscita "pena e compassione verso la loro situazione carceraria.
Eppure, noi abbiamo visto negli anni morire vittime di mafia capitati nelle mani di criminali che mai si pentono delle loro azioni e mai contribuiscono all'accertamento della verità sulle guerre di mafia scatenate contro lo Stato, senza che nessuno pensasse al: "fine crocifissione mai.
Infatti le nostre vittime della mafia "cosa nostra, sono state crocifisse lentamente senza che venisse invocato nei confronti degli invalidi nessun sentimento di "pena e compassione.
Ribisi Pietro se si è ucciso per il "fine pena mai, sta di fatto poteva collaborare con la giustizia invece di impiccarsi, un po' così come noi che affrontiamo ogni giorno le istituzioni per ottenere i nostri benefici circa le leggi che ci riguardano come la 512 del 1999 e la 206 del 2004.
Affrontiamo le istituzioni soprattutto quando sono sorde alle nostre giuste richieste e spesso ingoiamo calici amari.
Insomma qualunque sia il motivo per cui Pietro Ribisi si è suicidato, per noi lo ha fatto solo ed esclusivamente perché era un uomo di "cosa nostra, che mai si sarebbe pentito e uscendo dal carcere avrebbe ricominciato ad uccidere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2032  del 
15/10/2012
STATO-MAFIA:CONTRASTI PM;PALERMO ACCUSA,DUBBI FIRENZE PER TOSCANI NO SPONDE ISTITUZIONI A PAPELLO

FIRENZE, 15 OTT - Le audizioni in commiss.....
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STATO-MAFIA:CONTRASTI PM;PALERMO ACCUSA,DUBBI FIRENZE PER TOSCANI NO SPONDE ISTITUZIONI A PAPELLO

FIRENZE, 15 OTT - Le audizioni in commissione parlamentare antimafia sono state un'occasione per confrontare le ricostruzioni delle tre procure - Caltanisetta, Firenze e Palermo - che indagano sugli anni delle stragi mafiose, dall'attentato di Capaci a quello fallito all'Olimpico. Non solo trattativa, dunque. Pero', proprio su quella si e' concentrata gran parte delle domande dei commissari. E le risposte dei pm hanno rivelato che fra le diverse sedi giudiziarie le letture non coincidono. Anche Loris D'Ambrosio, consigliere giuridico del Quirinale, in una lettera al presidente Napolitano il 18 giugno 2012, parla di "gravi contrasti" tra le diverse Procure che stanno indagando. Con ogni probabilita' D'Ambrosio si riferiva alla risposta che il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, ascoltato dalla commissione antimafia nel marzo scorso, dette ad una domanda posta dal commissario Luigi Li Gotti dell'Idv: "Trovo perfettamente logica e assolutamente legittima la valutazione della procura di Firenze che e' arrivata alla conclusione che la trattativa sul 41 bis non ebbe incidenza", disse il procuratore in commissione antimafia, aggiungendo poi: "Noi riteniamo il contrario". La trattativa e' stata oggetto specifico solo dell'inchiesta di Palermo, ma ha incrociato pure le indagini di Firenze sulle stragi del 1993 e di Caltanisetta su Capaci e via D'Amelio. La procura di Palermo indaga per falsa testimonianza l'allora ministro degli Interni Nicola Mancino, ritenendo che fosse a conoscenza della trattativa, e per false informazioni al pm l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso, sostenendo che le mancate proroghe dei 41 bis, a fine '93, rientrassero in un'ottica di reciproche concessioni fra Stato e Cosa nostra. I pm toscani (il procuratore Giusepppe Quattrocchi ed i suoi sostituti Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi) si sono mostrati piu' cauti: dalle loro indagini - hanno spiegato in commissione nell'audizione precedente a quella dei colleghi di Palermo - non e' emerso che le richieste sul carcere duro contenute nel papello abbiano trovato ascolto nelle istituzioni. Secondo la procura di Firenze, le autobombe del '93 furono il 'rilancio' di Toto' Riina dopo lo stallo della trattativa avviata con i Ros grazie alla mediazione di Vito Ciancimino, ma "non abbiamo tracce, elementi certi che ci sia stata una sorta di sponda istituzionale a queste pretese", ha detto in commissione il pm toscano Sandro Crini, e "per ritenere che le estorsioni fatte attraverso le stragi abbiano avuto una sponda credibile, attendibile". A suggerire questa lettura c'e' l'arresto di Riina, nel gennaio del '93, che "incrina il dato", ha spiegato Crini, perche' si tratterebbe "di arrestare quello con cui, in linea teorica, la trattativa sarebbe aperta". E poi ci sono i dubbi dei Graviano: il collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori - ricordo' Crini durante la requisitoria al processo fiorentino al boss Francesco Tagliavia (condannato nel 2011 per le stragi) - racconto' che nell'ottobre del '93 i boss di Brancaccio chiesero al loro referente, il senatore Salvatore Inzerillo, quali fossero stati i 'riscontri' delle stragi nella politica, sentendosi rispondere che "si era, addirittura, impedito a chi magari si poteva dare da fare, di fare un qualche cosa". Mentre l'altro pm fiorentino, Giuseppe Nicolosi, in commissione ha spiegato che, "per quanto accertato" durante il processo Tagliavia, la mancata proroga dei 41 bis da parte di Conso fu "indifferente rispetto ai desiderata di Cosa nostra" e che era ampiamente prevista, visto che l'anno precedente, dopo via D'Amelio, il carcere duro era stato applicato "a tappeto". Per il procuratore aggiunto di Caltanisetta, Domenico Gozzo, invece, quella decisione di Conso si sposa con l'ipotesi secondo cui "la trattativa, cominciata nel 1992" con i Ros e Ciancimino, "trova compimento e frutto avvelenato nel 1993". (ANSA)
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COMUNICATO
2031  del 
16/10/2012
La nota di agenzia ANSA lanciata ieri sera alle 21.07 dove ben si evidenzia quanto emerso a suo tempo dalla Commissione Parlamentare quando ha incontr..... Apri
La nota di agenzia ANSA lanciata ieri sera alle 21.07 dove ben si evidenzia quanto emerso a suo tempo dalla Commissione Parlamentare quando ha incontrato ed ascoltato i Magistrati coinvolti nelle indagini sulla strage di via dei Georgofili, se mai ce ne fosse stato bisogno, ci amareggia ancora una volta profondamente.
Infatti, i Magistrati delle tre procure, che si occupano a vario titolo anche delle stragi del 1993, non sono concordi sulla trattativa Stato mafia.
Quindi se è vero che in quel 1993 non c'è stata trattativa fra Stato e mafia e se è vero che i passaggi da 41 bis a carcere normale non sono stati determinanti al fine di esaudire i desiderata della mafia, noi sottolineiamo che è altrettanto vero che i passaggi sono avvenuti in tempi in cui in Italia esplodevano le bombe e i nostri parenti morivano e azioni come quelle del Governo in quel momento verso il 41 bis non possiamo di certo comprenderle in una logica di ordinaria amministrazione come vorrebbero i Magistrati di Firenze.
Infatti viene d'obbligo la domanda: perché toccare i meccanismi di 41 bis, sia pure decretati l'anno prima, mentre l'Italia salta in aria e i bambini e i ragazzi di 20 anni muoiono sotto il tritolo stragista della mafia?
Chiediamo a questo punto: il nostro pare a qualcuno un discorso suggestivo o una tragica realtà?
E ancora: il prof. Conso, quando prende le sue decisioni quel 31 ottobre 1993, i morti di Firenze ce li aveva in testa quale ministro della giustizia o no?
Anche considerando che nel 2002 il prof. Conso, sentito dal Vice DNA Chelazzi, ebbe a dire "sia ben chiaro io sono per il 41 bis".
Per tutto questo vanno fatte indagini e processi con una forte unità di intenti, volta a mettere sulla carta bollata la verità sulla strage di via dei Georgofili, non i personalismi di ogni singolo magistrato.
I nostri sono stati 20 anni di inferno, durante i quali, di indagine in indagine e di processo in processo, abbiamo dovuto sentir sempre e comunque difendere un Governo che in quel 1993, nella logica di passaggi da 41 bis a carcere normale, sembrerebbe non sapesse assolutamente nulla di ciò che stava avvenendo in Italia e questo davvero ci resta difficile da crederlo, anche perché i documenti che hanno stazionato nei cassetti che contano di questa Repubblica dicono ben altro.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2033  del 
16/10/2012
STATO-MAFIA: RIUNIONE COORDINAMENTO TRA PROCURE E DNA

PALERMO, 16 OTT - Si e' tenuta a Roma, nella sede della Direzione Nazionale Antim.....
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STATO-MAFIA: RIUNIONE COORDINAMENTO TRA PROCURE E DNA

PALERMO, 16 OTT - Si e' tenuta a Roma, nella sede della Direzione Nazionale Antimafia, una riunione di coordinamento delle indagini sulla trattativa Stato-mafia tra le Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo. All'incontro, servito per fare il punto sull'inchiesta e sulle differenti posizioni dei tre uffici giudiziari sul presunto patto tra le cosche e le istituzioni, ha partecipato il capo della Dna Piero Grasso. Sulla trattativa sta indagando la Procura di Palermo, ma il tema e' stato oggetto anche delle inchieste condotte dalla procura di Firenze e da quella di Caltanissetta sulle stragi del '93 e su quelle di Capaci e Via D'Amelio. E' stata fissata al 29 ottobre l'udienza preliminare che dovra' decidere sul rinvio a giudizio di 12 persone imputate nel fascicolo sulla trattativa: i boss Toto' Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Nino Cina', il pentito Giovanni Brusca, gli ufficiali dei carabinieri Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, Massimo Ciancimino, i politici Nicola Mancino, Marcello dell'Utri e Calogero Mannino. Mancino risponde di falsa testimonianza e Ciancimino e' accusato di concorso in associazione mafiosa, per gli altri imputati l'accusa e' di minaccia a corpo politico dello Stato. Entro il 29 i pm faranno nuovi depositi di atti che dovrebbero riguardare l'attivita' d'indagine effettuata dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Tra gli atti che potrebbero finire nelle ponderosa mole di carte - 120 faldoni - messa a disposizione del giudice e delle parti, anche gli interrogatori dell'ultimo testimone della trattativa: l'avvocato-boss Rosario Pio Cattafi a capo della cosca di Barcellona Pozzo di Gotto. I pm di Palermo torneranno a interrogarlo domani nel supercarcere de L'Aquila. Da alcune settimane al 41 bis, Cattafi ha dichiarato prima ai magistrati messinesi, poi a quelli del capoluogo siciliano di avere avuto rapporti con uno dei personaggi chiave della trattativa, l'ex vicecapo del Dap Francesco Di Maggio. Il legale-boss avrebbe anche delle registrazioni di due conversazioni con Di Maggio, uno dei principali artefici, nel 1993, della revoca del carcere duro a oltre 300 mafiosi, segnale che, secondo l'accusa, sarebbe stato lanciato ai clan per favorire la trattativa che avrebbe dovuto fare cessare le stragi mafiose. Durante un periodo di detenzione Cattafi avrebbe avuto un incarico da Di Maggio.(ANSA)
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COMUNICATO
2034  del 
17/10/2012
A parte il terribile messaggio dato alla mafia "cosa nostra", sulla pelle dei nostri figli, a pochi mesi dal massacro di via dei Georgofili,..... Apri
A parte il terribile messaggio dato alla mafia "cosa nostra", sulla pelle dei nostri figli, a pochi mesi dal massacro di via dei Georgofili, che comunque i passaggi da carcere di 41 bis a carcere normale fossero in quel mese di novembre del 1993 di basso spessore, come riportato dal quotidiano l'Unità, quasi in difesa dell'operato del Governo di allora, a noi non risulta essere vero.
Molti erano di notevole spessore mafioso, e uno di loro, almeno per noi, è sempre risultato importantissimo, certo Luigi Miano, appartenente al clan dei "cursotti", come coloro che misero il proiettile nel giardino di Boboli, l'anticamera delle stragi del 1993.
Luigi Miano, del resto come Pio Rosario CATTAFI, era legato all'inchiesta sull'Autoparco Salomone di Milano.
E' pur vero che poi nel gennaio del 1994 si rimanderanno Luigi "Jimmy Miano" ed altri a 41 bis, quasi ammettendo l'errore, ma la prima mossa è sempre stata ritenuta da noi inquietante, considerando che da sempre crediamo che il 41 bis sia stato soprattutto il movente caldeggiato per la bassa lega mafiosa per le stragi del 1993, quasi a spingerli di buon grado ad eseguire le stragi, ma non certo il movente primario dei capi massimi di "cosa nostra" e di eventuali istituzioni deviate colluse con "cosa nostra" stessa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de Georgofili
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ARTICOLO
2035  del 
18/10/2012
Tratto da: ilfattoquotidiano.it

Georgofili: fu Trattativa anche a Firenze?
di Giovanna Maggiani Chelli - 18 ottobr.....
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Tratto da: ilfattoquotidiano.it

Georgofili: fu Trattativa anche a Firenze?
di Giovanna Maggiani Chelli - 18 ottobre 2012


A poco più di una settimana dall'udienza preliminare relativa al processo sulla presunta trattativa Stato Mafia a Palermo, noi, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, siamo disorientati davanti all'attacco concentrico contro la Procura di Palermo.

A Palermo si indaga per capire se vi sia stato uno scambio del tipo "do ut des" fra lo Stato e la "mafia cosa nostra" anche ai tempi dell'attentato di Firenze in via dei Georgofili, il 27 Maggio 1993. Ovvero, si cerca di chiarire se i passaggi da 41 bis a carcere normale avvenuti fra giugno del 1992 e aprile del 1994 in qualche misura hanno avuto influenza sui massacri di Roma, Firenze e Milano, subito dopo le stragi di Falcone e Borsellino.

Quindi la nostra domanda in merito a ciò che si legge sulla stampa sulla diatriba Qurinale - Procura di Palermo è: perché non lasciare ormai le cose come stanno, dando spazio a Morosini, il Giudice che si occuperà dell'udienza preliminare nel processo di Palermo il 29 Ottobre prossimo, decidendo carte alla mano i rinvii a giudizio per mafiosi e uomini che furono di Stato?

Il Giudice Morosini potrà così fare il proprio lavoro in assoluta serenità e lucidità, valutando i documenti presentati dall'accusa, senza che stampa e media si spertichino sperando che il Processo di Palermo sulla trattativa Stato Mafia vada al macero anzitempo.

Perché è questo che si vuole, secondo noi, ed è sin troppo evidente.

Sono stati tutti innocenti al tempo delle stragi del 1993, quelle stragi che così da vicino ci hanno coinvolto; sono tutti innocenti oggi dalle più alte alle più basse istituzioni, eppure piaccia o no ci sono stati i morti il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, dei quali nulla importa a nessuno in queste ore.
Scandicci, il luogo dove il 15 Ottobre scorso si è recato il Presidente della Repubblica, è in provincia di Firenze, la città massacrata dal tritolo stragista del 27 Maggio 1993 con 5 morti e 48 feriti. Perché a una settimana dall'udienza preliminare di Palermo per la trattativa Stato mafia, in occasione di quella visita i media premono così fortemente a livello emozionale su cittadini che della strage di via dei Georgofili si ricordano solo pensando che a loro non è successo?

Noi abbiamo invocato da sempre un processo sui concorrenti con la mafia nella strage di via dei Georgofili, e Firenze è la sede competente per questo processo. Ma non si è potuto fare, perché Gabriele Chelazzi, il Vice Procuratore Nazionale Antimafia che si occupò di questi terribili fatti, è morto anzitempo.

Siamo arrivati però a un processo per trattativa Stato Mafia a Palermo e speriamo possa essere chiarificatore dei fatti che ci riguardano, quindi inevitabile segue un'ulteriore domanda: cosa nasconde oggi l'ansia di cercare di impedire un processo sulla trattativa Stato Mafia a Palermo?

Perché è questo che arriva a noi come messaggio attraverso i media, la voglia di buttare alle ortiche il processo di Palermo, il quale se sarà giusto o ingiusto, visto che è arrivato ormai ad un punto nodale, solo i rinvii a giudizio e il dibattimento ce lo diranno. O è proprio il dibattimento che produce timori?

Cosa c'entra il Presidente della Repubblica a Scandicci, provincia di Firenze, a ingenerare nei fiorentini e negli italiani il dubbio che a Palermo ci stiano i cattivi e a Firenze i buoni?

Quella del Presidente della Repubblica è stata una delle migliaia di visite che fa durante l'anno, e certamente non mirata, ma a Firenze ci sono stati morti, e che non li abbia uccisi solo la mafia è ormai indiscusso. Forse il governo del 1993 ha fatto errori madornali.Verifichiamolo in un processo sia pure per trattativa Stato mafia e smettiamola di far guardare la pagliuzza del caso Quirinale, mentre esiste una trave immensa come la trattativa.
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NOTIZIA ANSA
2037  del 
18/10/2012
MAFIA:LETTERA CHELAZZI, SOLO A INDAGARE, C'E'CHI SBIRCIA ATTI MAGISTRATO MORI' POCO DOPO.
LA BOCCETTA, SIA RESA PUBBLICA
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MAFIA:LETTERA CHELAZZI, SOLO A INDAGARE, C'E'CHI SBIRCIA ATTI MAGISTRATO MORI' POCO DOPO.
LA BOCCETTA, SIA RESA PUBBLICA

FIRENZE, 18 OTT - In una lettera scritta poco prima di morire, stroncato da un infarto nell'aprile del 2003, il magistrato Gabriele Chelazzi, uno dei pm fiorentini dell'inchiesta sulle stragi del 1993, scrisse una lettera nella quale lamentava solitudine e sosteneva che i colleghi "sbriciavano" a piacimento negli atti. A darne notizia è stato stasera il Tg5. "Da oltre 2 anni - scriveva Chelazzi che al momento della morte era sostituto procuratore nazionale antimafia - lavoro da solo su una vicenda che ha a che fare con qualcosa come sette fatti di stragi compiuti dalla più pericolosa organizzazione criminale europea". In un altro passaggio della lettera, che sarebbe stata indirizzata all'allora procuratore Ubaldo Nannucci, Chelazzi scriveva anche che la coassegnazione di altri magistrati a quella inchiesta faceva sì che essi potessero solo "sbirciare a piacimento negli atti" di quella inchiesta che si interseca anche con gli accertamenti sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Il componente della commissione parlamentare antimafia Amedeo Laboccetta, intervistato dal Tg5, ha detto di aver avuto conferma dell'esistenza della lettera dall'attuale procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ma che la lettera è agli atti della commissione. Ma, ha spiegato, si tratta di una lettera "segreta" che secondo il parlamentare il presidente della commissione Giuseppe Pisanu dovrebbe adesso rendere pubblica. Per Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, "se Chelazzi ha scritto una lettera tanto drammatica come il TG5 questa sera ci ha lasciato intravvedere, una ragione ci deve essere stata, e in quel momento Gabriele Chelazzi indagava sulla trattativa Stato mafia". (ANSA)
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COMUNICATO
2036  del 
19/10/2012
Il Vice Procuratore Nazionale Antimafia Gabriele Chelazzi poco prima di morire scrisse una lettera: lo abbiamo sempre saputo tutti.

Negli a.....
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Il Vice Procuratore Nazionale Antimafia Gabriele Chelazzi poco prima di morire scrisse una lettera: lo abbiamo sempre saputo tutti.

Negli anni spesso abbiamo chiesto il contenuto della lettera, oggi sappiamo che è stata segretata e che è stata conservata nei cassetti della Commissione Antimafia, lo ha detto ieri sera il TG5 delle 20.

Perché è stata secretata? Da chi?

Gabriele Chelazzi lavorava alle indagini relative ai passaggi da 41bis a carcere normale, prima di morire, questo non è un segreto, lo dicono chiaramente gli atti archiviati nel 2002 relativi al fascicolo così detto "Inzerillo", dove stanno verbali come quello del Prof. Conso che ebbe a dire al Magistrato Chelazzi, "guardi che io sono per il 41 bis".

Siamo sconcertati davanti ai "segreti", davanti alla classifica segreto, non ci sono segreti sulle stragi, si dice, da anni ce lo ripetono.

Però, se fra "segreto di stato" e segretare un documento c'è differenza, infatti il "segreto di Stato" è posto sugli argomenti (e sull'argomento stragi non c'è), segretare una lettera come quella di Chelazzi non vuol forse dire mettere il segreto sulle stragi del 1993?

Perché se Chelazzi ha scritto una lettera tanto drammatica come il TG5 ieri sera ci ha lasciato intravvedere, una ragione ci deve essere stata, e in quel momento Gabriele Chelazzi indagava sulla trattativa Stato-mafia.

Ne abbiamo il diritto e quindi vogliamo a questo punto conoscere il contenuto della lettera del magistrato Gabriele Chelazzi finita in Commissione Antimafia, abbiamo sempre detestato le Commissioni per le stragi del 1993 e non a torto, pare.

Siamo i parenti dei morti di via dei Georgofili, riteniamo vergognoso che il contenuto della lettera di Gabriele Chelazzi non sia a nostra conoscenza ma di persone nelle quali non abbiamo nessuna fiducia, visto che conservano nei cassetti documenti "secretati" che potrebbero far più luce sulla morte dei nostri figli.

Quanto meno capire, leggendo quella lettera, le probabili divergenze in Procura a Firenze, mentre noi aspettavamo verità e giustizia e non ci sentivamo affatto di aver dato "un mandato altrettanto capriccioso conferitomi dalle ambizioni di terzi" come leggiamo stamani nei quotidiani; frase, quella, scritta dal giudice Chelazzi che ci fa riflettere e pensare che forse eravamo nei suoi pensieri nel momento più duro della sua vita.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2039  del 
20/10/2012
L'articolo uscito oggi in cronaca fiorentina del quotidiano LaRepubblica, circa la lettera scritta da Gabriele Chelazzi nelle ore che hanno prece..... Apri
L'articolo uscito oggi in cronaca fiorentina del quotidiano LaRepubblica, circa la lettera scritta da Gabriele Chelazzi nelle ore che hanno preceduto la sua morte non ci rasserena affatto.
Anzi, se ce ne fosse stato bisogno ci inquieta più di prima.
Andiamo ad analizzare per alcuni punti:
1) "Oggi però con ogni probabilità - si scrive - "Gabriele Chelazzi non la penserebbe più così ", purtroppo non c'è dato di saperlo.
2) I risultati eclatanti del pentimento di Gaspare Spatuzza, descritti quale conquista della Procura di Firenze dopo la morte di Chelazzi, crediamo che vadano attribuiti sicuramente a Gaspare Spatuzza e alla procura Nazionale Antimafia.
3) La lettera di Gabriele Chelazzi, scritta poche ore prima di morire, "è stata conservata si dice, ma noi diciamo "occultata ben gelosamente, altrimenti noi avremmo dovuto leggerla. 4) Quanto alle date dell'Olimpico, lo abbiamo sempre saputo che prima o poi, la nuova data del fallito attentato all'Olimpio quella del 24 gennaio 1994 e non quella del 31 ottobre 1993, avrebbe finito con il ritorcersi contro chi vedeva una trattativa tra Stato e mafia nei passaggi da 41 bis a carcere normale di quel ottobre 1993.
Infatti il ragionamento va da sé: se i passaggi dal 41 bis a carcere normale sono avvenuti in tempi in cui non era in cantiere nessun attentato, l'avvicendamento da un sistema carcerario all'altro non può che essere stata normale amministrazione, e Gabriele Chelazzi aveva sbagliato la data del fallito attentato all'Olimpico.
A questo proposito ci permettiamo di dire che non siamo così certi che Chelazzi avesse sbagliato la data, anche perché niente vieta che gli attentati mancati all'Olimpico possano essere stati due, basta aspettare il prossimo "pentito che ce lo dica.
Ma queste sono chiaramente elucubrazioni, invece di certo c'è che il prof. Conso è stato lui stesso ad asserire "ho agito in solitudine per fermare le stragi - e questo è un dato certo.
E poi comunque: ma con chi abbiamo avuto a che fare in quel 1993, se 5 mesi dopo l'attentato di via dei Georgofili si sono trasferiti centinaia sia pure piccoli, insignificanti quanto si vuole, ma pur sempre mafiosi fuori da 41 bis?
In fondo i processi di Firenze che vanno dal 1996 al 2002 sono sempre stati chiari il movente mafioso delle stragi del 1993 era il 41 bis.
Ci domandiamo oggi: ma i morti di Firenze avevano o no fatto effetto su qualcuno di quel Governo che si è fatto scivolare via il sangue di bambini e ragazzi solo dopo pochi mesi dall'eccidio di via dei Georgofili?
Comunque nulla ha importanza oggi di quanto viene scritto in cronaca fiorentina, quella che conta è una drammatica lettera di un uomo, di un magistrato, di un giudice tutto di un pezzo, forte, sicuro e giusto, ma lasciato solo davanti ad un lavoro immane come sette fatti di strage per i quali perseguiva con la tenacia ed un equilibrio innati in lui: tutta la verità.
Infatti, spostare la visione delle cose dopo che la lettera di Gabriele Chelazzi è finita sui giornali, non ha proprio nessuna importanza per noi, perchè Gabriele Chelazzi non c'è a dire la sua, e il tono della lettera non lascia dubbi, perché Gabriele Chelazzi non usava parole a vanvera o dettate solo da sue difficoltà personali.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
2040  del 
20/10/2012
Lettera aperta

Egregio Manconi,

pensiamo non sia necessario far premesse lapalissiane, almeno per quello che ci rigu.....
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Lettera aperta

Egregio Manconi,

pensiamo non sia necessario far premesse lapalissiane, almeno per quello che ci riguarda. Non è dunque una premessa, ma un voler ribadire con forza che con la mafia non si tratta. Ben lo sa Lei, del resto, così come sa bene che non si trattò con le Brigate Rosse. Almeno stando alle posizioni ufficiali.

Ma la merce di scambio in quella trattativa tra Stato e mafia, nel 1993, c'è stata eccome. La mafia, dopo la morte di Salvo Lima, l'aveva giurata ad almeno sette politici. Ma quei sette politici non sono stati ammazzati. Nossignore. Al loro posto, al posto delle loro vite, sono state prese quelle dei nostri figli in nome e per conto dell'abolizione del 41 bis. E' la strage del 41 bis quella di via dei Georgofili lo dicono 4 anni di processi dal 1996 al 2002.

Aggiungiamo, con la coscienza e la consapevolezza di chi ha seguito passo passo i processi svolti in Tribunale da magistrati eccellenti come Gabriele Chelazzi, che quando lo "007 Bellini incontra il mafioso Gioè nella prima trattativa per le stragi del 1993, la merce di scambio sul piatto della bilancia erano solo cinque mafiosi che dovevano andare dal carcere in ospedale. Pensi, solo cinque. Non ventitre.

Ma qualcosa non andò a buon fine e la trattativa saltò, insieme ai monumenti italiani.

Molti tra quegli ormai noti 334 mafiosi furono sottoposti nuovamente a 41 bis dal professore Conso. Lo stesso macellaio di via dei Georgofili, Lo Nigro, fu tolto da 41 bis per poi esserci rimesso solo dopo le nostre azioni di protesta nei confronti di un tale macroscopico errore. Ci sono volte in cui, in nome di un incomprensibile garantismo, Barbablù esce dal carcere. Ma le vittime non possono e non devono accettare in silenzio. Noi, di certo, non lo facciamo e non lo faremo mai.

Egregio Manconi, noi esistiamo e resistiamo in nome dei nostri figli massacrati per logiche che ancora non sono uscite alla luce del sole ma che prima o poi tutti avranno sotto agli occhi. Anche noi facciamo le nostre analisi e, per fortuna, in Italia c'è ancora una magistratura che applica le leggi badando poco alla politica e alle sue troppo spesso basse elucubrazioni.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2041  del 
20/10/2012
Inserimento nel sito:

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA - VIII EDIZIONE
23-25 OTTOBRE 2012

Polo delle scienze sociali - Nov.....
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Inserimento nel sito:

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA - VIII EDIZIONE
23-25 OTTOBRE 2012

Polo delle scienze sociali - Novoli (Firenze)
e
Facoltà di Lettere e Filosofia - P.za Brunelleschi (Firenze)

La locandina
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COMUNICATO
2042  del 
22/10/2012
A Firenze il 23 24 e 25 Ottobre (il programma) al Polo Universitario di Novoli fac..... Apri
A Firenze il 23 24 e 25 Ottobre (il programma) al Polo Universitario di Novoli facoltà di giurisprudenza, si terrà l'VIII Forum contro la mafia.
Parteciperemo al Forum il 23 e il 25 Ottobre con gli argomenti che ci toccano da vicino, inerenti le stragi del 1993.
Vogliamo ringraziare gli Studenti di Sinistra che ogni anno ci danno questa possibilità, le istituzioni quali la Regione Toscana che danno il patrocinio ad eventi come questo.
Siamo certi che il Forum contro la mafia di Novoli sia ogni anno un evento di grande importanza; per questo chiediamo la massima divulgazione del programma affinché vi sia una grande partecipazione, come meritano gli sforzi che ogni anno, da otto anni, compiono gli Studenti di Sinistra per far capire tra le altre cose che la mafia a Firenze ha colpito in modo devastante e che non è giusto che quell'evento del 27 Maggio 1993, con tutto quello che ha comportato oggi sotto gli occhi di tutti, cada nell'oblio.
Purtroppo spesso assistiamo alle enormi difficoltà che gli studenti incontrano a far capire l'importanza del loro lavoro contro la mafia, ci auguriamo pertanto che molte persone vengano al Forum Nazionale contro la mafia per dimostrare che davvero Firenze non dimentica quel 27 Maggio 1993 non solo a parole.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2044  del 
23/10/2012
"Sono portato ad escludere che il non aver confermato il 41 bis per alcuni detenuti di mafia, nelle condizioni e nei modi che abbiamo visto, poss..... Apri
"Sono portato ad escludere che il non aver confermato il 41 bis per alcuni detenuti di mafia, nelle condizioni e nei modi che abbiamo visto, possa essere stato l'oggetto della trattativa fra Stato e cosa nostra"
Queste le parole del Proc. N.A Pietro Grasso, pronunciate ieri in commissione antimafia.

Sulla scia di quelle dichiarazioni, l'unità oggi titola: "Grasso: ci furono trattative con la mafia, non sul 41 bis"
Titolo che non rende giustizia a quanto detto dal PNA Grasso, ma spinge il lettore a farsi una ragione che non c'è nulla da fare: il 41 bis non c'entra nulla con le stragi del 1993.

Se fosse così, vorrebbe dire che quattro anni di processi a Firenze per condannare i capi di cosa nostra possiamo buttarli oggi alle ortiche.
Ma non è così.
L'annullamento del 41 bis fu senz'altro il movente esclusivamente mafioso, poi per logica di cose ci sta che il movente primario per le stragi del 1993 fosse più grande e anche più sofisticato, un movente congeniale alle famose "menti raffinatissime": come si è sempre detto, altrimenti non si capirebbe, oggi, perché tanto affannarsi nelle stanze che contano.
Comunque le responsabilità sia pure morali del Governo di allora restano indiscusse, le eventuali responsabilità penali le vedremo nei processi in corso a Palermo.
Infatti, il Ministro della giustizia di allora ha testimoniato in buona sostanza: per quei passaggi da 41 bis ho agito in solitudine e l'ho fatto per fermare le stragi.
Quali stragi sono state fermate visto che erano già avvenute mesi prima? Sapeva il governo di allora di altre stragi in cantiere?
E come faceva a sapere il Ministro della Giustizia di allora che la mafia gradiva l'annullamento del 41 bis, visto che proprio le revoche dal carcere duro ha provveduto a concedere in solitudine?
E ancora, visto che le stragi c'erano già state , che azione è stata quella di stendere tappeti rossi alla mafia passando uomini di cosa nostra da 41 a carcere normale?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2043  del 
24/10/2012
Gli attacchi al "41 bis", ormai in atto in modo concentrico, che vede coinvolte, nell'invocarne a vario titolo l'annullamento, ass..... Apri
Gli attacchi al "41 bis", ormai in atto in modo concentrico, che vede coinvolte, nell'invocarne a vario titolo l'annullamento, associazioni in difesa dei carcerati, giornalisti e sacerdoti che presiedono associazioni contro la mafia, ci fanno ormai temere il peggio.
Nascondendosi dietro al dito di ciò che vorrebbe l'Europa, del recupero del reo e del pietismo spicciolo, si sta forse per buttare alle ortiche l'unico strumento che la mafia teme: l'isolamento in carcere, da dove non può più dare ordini di ogni genere, come condizionare il voto.
L'impressione che abbiamo è che chiunque vincerà le prossime elezioni politiche non voglia avere nulla a che fare con il 41 bis, ovvero bisogna farla cadere ora questa roccaforte dell'antimafia, se possibile anche prima del 29 Ottobre 2012, per gli ovvi motivi che provengono dalla procura di Palermo.
Vogliamo informare, per chi ancora non lo avesse capito che noi siamo per il "41 bis alla mafia stragista del 1993, che i passaggi da carcere duro a carcere normale di mafiosi del 15 Maggio 1993 e del 31 Ottobre 1993 li riteniamo torti subiti ovvero torture senza pari, e che non comprendiamo in nessun modo questa spinta avversa al regime detentivo speciale di "41 bis" messa in atto più che mai in tempi sospetti, quasi a temere che se il "41 bis" non dovesse cadere la mafia non darà i suoi voti a nessuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2045  del 
25/10/2012
Inserimento nel sito:

Gli interventi di G.M.Chelli alla VIII Edizione del Forum contro la mafia

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Inserimento nel sito:

Gli interventi di G.M.Chelli alla VIII Edizione del Forum contro la mafia

23/10/2012

25/10/2012
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ARTICOLO
2046  del 
25/10/2012
da Il Mondo

Mafia/ Ass. Georgofili: lettera pm Chelazzi sia resa pubblica
"Vogliamo conoscere il contenuto. E' stata occultata.....
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da Il Mondo

Mafia/ Ass. Georgofili: lettera pm Chelazzi sia resa pubblica
"Vogliamo conoscere il contenuto. E' stata occultata"


Firenze, 25 ott. La lettera scritta dal pubblico ministero Gabriele Chelazzi, poco prima della sua morte, deve essere resa "pubblica". Lo chiede Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gergofili, che chiede di conoscere il contenuto della lettera scritta dal magistrato che guidò l'accusa nel processo per la strage avvenuta a Firenze nel 1993.

"Voglio essere sentita dalla Commissione parlamentare Antimafia a proposito dell'ultima lettera di Chielazzi, di cui vogliamo conoscere il contenuto", ha detto Maggiani Chelli, al Forum Antimafia in corso all'Università di Firenze. L'esistenza di questa lettera risulta finora da indiscrezioni giornalistiche e conterrebbe giudizi importanti anche sui magistrati che poi hanno continuato le indagini su quella strage. Per Maggiani Chelli, è stata "volutamente occultata".
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COMUNICATO
2047  del 
26/10/2012
Apprendiamo dalla Stampa che il Governo è intenzionato a costituirsi parte civile nel processo in corso a Palermo sulla trattativa Stato mafia.
N.....
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Apprendiamo dalla Stampa che il Governo è intenzionato a costituirsi parte civile nel processo in corso a Palermo sulla trattativa Stato mafia.
Notizia che accogliamo con piacere perché per noi è importante che le istituzioni vogliano insieme a noi la verità su quelle stragi che hanno distrutto le nostre famiglie.
Noi, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ci costituiremo durante la prima udienza del processo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgoifli
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NOTIZIA ANSA
2048  del 
26/10/2012
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, IMPORTANTE AVERE GOVERNO VICINO

FIRENZE, 26 OTT - "E' importante che le istituzioni vogliano insieme a.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, IMPORTANTE AVERE GOVERNO VICINO

FIRENZE, 26 OTT - "E' importante che le istituzioni vogliano insieme a noi la verità su quelle stragi che hanno distrutto le nostre famiglie". Così l'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commenta la scelta del governo di costituirsi parte civile al procedimento palermitano sulla trattativa Stato-mafia.
"E' una notizia che accogliamo con piacere", aggiunge la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli, aggiungendo che "noi i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ci costituiremo durante la prima udienza del processo".(ANSA)
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COMUNICATO
2049  del 
06/11/2012
Con tutto l'impegno possibile, il Ministero dell'Interno non è riuscito a far passare l'emendamento alla legge di stabilità che prevede..... Apri
Con tutto l'impegno possibile, il Ministero dell'Interno non è riuscito a far passare l'emendamento alla legge di stabilità che prevedeva il completamento dell'applicazione della legge 206 del 204 in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice:
La Camera ha respinto.

Con soli 13 milioni di Euro il Governo Tecnico Monti, istituito per sanare le piaghe dell'Italia, avrebbe una volta per tutte dato respiro a quanti massacrati dal terrorismo tutto italiano, i quali da anni invocano l'applicazione di una legge, la 206 del 2004, nata con lo spirito di scrivere la parola fine alle sofferenze, almeno economiche, di chi in questo stramaledetto Paese ha pagato per tutti, giusto le vittime delle stragi.
Crediamo che quanto da noi denunciato oggi sia l'espressione di che cosa realmente sia il Paese Italia: una Repubblica che si fonda esclusivamente sul sangue dello stragismo e che al momento di far fronte alle esigenze delle vittime del terrorismo mafioso e non, trova sempre un buon motivo per dire non si può, non compete.
Ringraziamo il Ministro dell'Interno e il Commissario preposto alla Legge 206/2004, per quanto si sono prodigati affinché le vittime delle stragi potessero guardare alle istituzioni con fiducia.
Il Ministro Cancellieri il 2 Agosto a Bologna si era fatta portavoce delle nostre esigenze e impegnata in tal senso, il Commissario Pref. Trevisone ha davvero fatto l'impossibile, ma tutto è stato vanificato da chi problemi economici non ne ha di certo.
A questo punto dobbiamo domandarcelo a chi giova tenere nei cassetti la norma 206 del 2004 in parte non applicata, infatti la legge 206/2004 fra le inadempienze è anche comprensiva di tre pensioni agli invalidi all'80% della capacità lavorativa, per le quali l'ultimo Governo Berlusconi puntò i piedi chiamando in causa il Consiglio di Stato.
A questo punto ci dicano perché non esiste nessun Governo, neppure quello tecnico, che possa porre fine a questo scandalo.
Siamo forse ancora una volta caduti in una "trattativa" bipartisan, in questo caso non a suon di 41 bis, ma a suon di pensioni e di applicazioni di norme dello Stato che non si hanno da fare?

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
2050  del 
06/11/2012
Da Globalist

di Cinzia Gubbini

"Se non lo fa un governo tecnico, chi è che lo può fare? Ormai non sappiamo più.....
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Da Globalist

di Cinzia Gubbini

"Se non lo fa un governo tecnico, chi è che lo può fare? Ormai non sappiamo più a chi chiedere. Va avanti così da otto anni". Un'ennesima delusione per Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione vittime della strage di via dei Georgofili e per chi, come lei, ha subito le devastanti conseguenze di un attentato. Oggi doveva essere finalmente risolta una questione annosa: la legge 206 del 2004 che era stata approvata con l'intenzione di sanare una piaga "storica" - e cioè il riconoscimento definitivo di tutti i diritti di chi è stato vittima dello stragismo - è stata di nuovo disattesa. Per fare quel che prevede la legge servirebbero 13 milioni, che darebbero un po' di serenità ai 700 sopravvissuti - visto che nel frattempo parecchi sono morti - a storie tragiche, che hanno spezzato famiglie e persone, quasi sempre lasciate sole.

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri aveva dato molte speranze alle associazioni delle vittime il 2 agosto scorso, intervenendo a Bologna in occasione della commemorazione della strage. Aveva promesso di aiutarli, e aveva anche individuato un Commissario, il prefetto Trevisone, che aveva studiato un emendamento in sette punti che avrebbe dato definitiva applicazione alla 204.

Ma nonostante "l'impegno del ministero e del prefetto", dice Maggiani "non c'è stato nulla da fare, per l'ennesima volta. Ma questo è il nostro paese: una Repubblica che si fonda esclusivamente sul sangue dello stragismo e che al momento di far fronte alle esigenze delle vittime del terrorismo mafioso e non, trova sempre un buon motivo per dire non si può, non compete".

Per dare il sostegno economico necessario a tutte le vittime delle stragi sarebbero stati sufficienti 13 milioni. ma non è la prima volta che si evidenzia non solo disinteresse, ma anche una precisa volontà di non riconoscere alcuni diritti.

Lo dimostra il caso delle pensioni di invalidità che dovrebbero essere riconosciute a chi è rimasto invalido all'80%. Ci sono tre casi in Italia - tre di numero - di persone che all'epoca degli attentati di cui sono rimasti vittime o erano molto giovani o erano bambini. Sono rimasti invalidi e quando è arrivata l'età hanno persino provato a lavorare, ma non ce l'hanno fatta. Questo è un particolare importante perché dimostra che queste tre persone hanno anche una posizione contributiva. Per loro c'è solo il vitalizio che viene riconosciuto a tutte le vittime, ma che è molto scarso.

La legge 204 prevedeva che fosse loro riconosciuta la pensione. Non solo non è mai avvenuto, ma il governo Berlusconi ricorse al Consiglio di Stato per evitare di pagare la pensione. Il Consiglio di Stato diede ragione al governo dicendo che le tre persone all'epoca delle stragi non lavoravano: "Certo che non lavoravano - dice Maggiani - erano bambini. Ma mi chiedo? Cosa dovrebbero fare? Come vivono? Non sono invalidi per altri motivi se non per gli attentati che sono stati costretti a subire. Noi non facciamo manifestazioni - dice Maggiani - non andiamo per strada a incatenarci. Cerchiamo degli interlocutori nelle istituzioni in cui ci riconosciamo. Ma a questo punto viene da chiedersi: a chi giova che la legge 204 non venga applicata?".
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COMUNICATO
2051  del 
11/11/2012
Le Agenzie d'informazione oggi battono una grande notizia.
Sarà un piacere per noi ascoltare il PNA Pietro Grasso Lunedì 12 Novembre 2012 su.....
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Le Agenzie d'informazione oggi battono una grande notizia.
Sarà un piacere per noi ascoltare il PNA Pietro Grasso Lunedì 12 Novembre 2012 sulla Rai Educational, mentre al programma lezioni di mafia, sdoganerà per le stragi del 1993 la parola "TRATTATIVA fino ad arrivare ad un vero e proprio patto con cosa nostra da parte di alcune istituzioni come svelerebbero recenti indagini.
La storia futura dell'Italia ne gioverà, in verità, e niente toglie che finalmente arrivi un Giudice non solo a "Berlino ma anche a Firenze a dare pace ai nostri morti e a tutti noi per loro.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2052  del 
12/11/2012
Alle 11,30 ci sarà la conferenza stampa per l'ennesimo uomo legato alla fornitura di esplosivo di via dei Georgofili, la Dia di Firenze ha arrest..... Apri
Alle 11,30 ci sarà la conferenza stampa per l'ennesimo uomo legato alla fornitura di esplosivo di via dei Georgofili, la Dia di Firenze ha arrestato un uomo di Santa Flavia Palermo, ancora su input del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che in fatto di chi ha "pescato" esplosivi in fondo al mare per le stragi del 1993 sembra sappia proprio tutto.
Peccato davvero che Gaspare Spatuzza non si sia pentito almeno 10 anni fa!
Facciamo comunque i nostri complimenti al Capo della Dia di Firenze Dr.Buselli, che conosciamo e abbiamo sempre apprezzato.
E intanto come ormai da 20 anni aspettiamo gli sviluppi futuri, perché in fondo quando poco tempo fa fu processato il mafioso Tagliavia Francesco, sempre su input di Gaspare Spatuzza, per ora tanto più in là di dove eravamo rispetto alla giustizia per i nostri morti non siamo certo andati e il veder processato il "cugino buono" di Lo Nigro Cosimo, pescatore pure lui, non ci entusiasma più di tanto.
Sette fatti di strage in meno di un anno, dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994, e si continuano a portare alla sbarra non "ladri di polli", ma in questo caso "ladri di esplosivo"!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2053  del 
12/11/2012
(AGENPARL) - Firenze, 12 nov - "Alle 11,30 ci sarà la conferenza stampa per l'ennesimo uomo legato alla fornitura di esplosivo di via dei Ge..... Apri
(AGENPARL) - Firenze, 12 nov - "Alle 11,30 ci sarà la conferenza stampa per l'ennesimo uomo legato alla fornitura di esplosivo di via dei Georgofili, la Dia di Firenze ha arrestato un uomo di Santa Flavia Palermo, ancora su imput del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che in fatto di chi ha "pescato" esplosivi in fondo al mare per le stragi del 1993 sembra sappia proprio tutto. Peccato davvero che Gaspare Spatuzza non si sia pentito almeno 10 anni fa! Facciamo comunque i nostri complimenti al Capo della Dia di Firenze Dr. Buselli, che conosciamo e abbiamo sempre apprezzato. E intanto come ormai da 20 anni aspettiamo gli sviluppi futuri, perché in fondo quando poco tempo fa fu processato il mafioso Tagliavia Francesco sempre su imput di Gaspare Spatuzza, per ora tanto più in là di dove eravamo rispetto alla giustizia per i nostri morti non siamo certo andati, e il veder processato il "cugino buono" di Lo Nigro Cosimo pescatore pure lui, non ci entusiasma più di tanto. Sette fatti di strage in meno di un anno dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994 e si continuano a portare alla sbarra non "ladri di polli", ma in questo caso "ladri di esplosivo"! E' quanto scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2054  del 
12/11/2012
Roma, 12 nov. (Adnkronos) - "La Dia di Firenze ha arrestato un uomo di Santa Flavia, in provincia di Palermo, ancora su input del collaboratore d..... Apri
Roma, 12 nov. (Adnkronos) - "La Dia di Firenze ha arrestato un uomo di Santa Flavia, in provincia di Palermo, ancora su input del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che in fatto di chi ha 'pescato' esplosivi in fondo al mare per le stragi del 1993 sembra sappia proprio tutto. Peccato davvero che Gaspare Spatuzza non si sia pentito almeno 10 anni fa!".
E' il commento della presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, all'arresto dell'uomo accusato di avere fornito l'esplosivo per le stragi mafiose del 1993, ma anche per la strage di Capaci del 23 maggio del 1992.
"Sette fatti di strage in meno di un anno, dal 14 maggio 1993 al 14 aprile 1994, e si continuano a portare alla sbarra non 'ladri di polli', ma in questo caso 'ladri di esplosivo"', prosegue ironicamente Maggiani Chelli, che comunque rivolge i "complimenti al Capo della Dia di Firenze Buselli, che conosciamo e abbiamo sempre apprezzato".
"Intanto come ormai da 20 anni aspettiamo gli sviluppi futuri - sottolinea - perche' in fondo quando poco tempo fa fu processato il mafioso Francesco Tagliavia sempre su imput di Gaspare Spatuzza, per ora tanto piu' in la' di dove eravamo rispetto alla giustizia per i nostri morti non siamo certo andati, e il veder processato il 'cugino buono' di Cosimo Lo Nigro, pescatore pure lui, non ci entusiasma piu' di tanto".
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COMUNICATO
2055  del 
12/11/2012
Siamo disorientati dall'enfatizzazione data alla notizia dell'arresto del pescatore D'Amato Cosimo appartenete a Cosa nostra, il quale ..... Apri
Siamo disorientati dall'enfatizzazione data alla notizia dell'arresto del pescatore D'Amato Cosimo appartenete a Cosa nostra, il quale si sarebbe occupato del tritolo di via dei Georgofili.
D'Amato Cosimo, cugino buono di Cosimo Lo Nigro, il macellaio di via dei Georgofili, l'averlo individuato fra coloro che si occuparono del tritolo del 27 Maggio 1993 è indubbiamente una buona notizia, e da renderne merito a chi a permesso tutto ciò.
Ma tutto qui.
Infatti, come la mafia avesse fatto a procurarsi l'esplosivo di via dei Georgofili e per tutte le stragi del 1993 è un dato consumato dal processo di Firenze passato ormai in giudicato già dal 2002.
Il Magistrato Gabriele Chelazzi ha passato giorni in aula a Firenze con decine di collaboratori di giustizia a formare la prova per stabilire da dove provenisse l'esplosivo, come lo avessero pescato e poi macinato nel magazzino a Palermo fino a farlo arrivare a Firenze confezionato.
Far sì che l'arresto in carcere di Cosimo D'amato faccia apparire che solo oggi dopo 20 anni si possa sapere tutto sul tritolo del 1993 pescato in fondo al mare, è per noi una cosa molto grave.
Non ne capiamo il motivo, pensiamo quindi amaramente al tentativo di spostare l'attenzione da cose più gravi, come quella della trattativa Stato mafia che fra alcuni giorni si discuterà a Palermo e questo ci fa star male.
Si dia a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, sull'esplosivo di via dei Georgofili sul fronte mafioso, non è un nome in più o un nome in meno che fa la differenza, sappiamo già tutto, quelli che mancano all'appello invece sono i nomi dei concorrenti non mafiosi nella strage e quelli purtroppo Gabriele Chelazzi non ha fatto in tempo ad occuparsene in aula.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
2056  del 
12/11/2012
Firenze, 12 nov. (TMNews) - L'arresto di Cosimo D'Amato "non ci entusiasma più di tanto". E' la critica di Giovanna Maggiani ..... Apri
Firenze, 12 nov. (TMNews) - L'arresto di Cosimo D'Amato "non ci entusiasma più di tanto". E' la critica di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"In fondo quando poco tempo fa fu processato il mafioso Tagliavia Francesco sempre su imput di Gaspare Spatuzza - scrive Maggiani Chelli - per ora tanto più in là di dove eravamo rispetto alla giustizia per i nostri morti non siamo certo andati, e il veder processato il 'cugino buono' di Lo Nigro Cosimo pescatore pure lui, non ci entusiasma più di tanto".
"Sette fatti di strage in meno di un anno dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994 e si continuano a portare alla sbarra non ladri di polli, ma in questo caso ladri di esplosivo", accusa Maggiani Chelli.
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2057  del 
12/11/2012
Inserimento nel sito:

Parla Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito al.....
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Inserimento nel sito:

Parla Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito all'arresto di Cosimo D'Amato. "Sull' esplosivo sapevamo già tutto"

Il video
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COMUNICATO
2058  del 
15/11/2012
Esprimiamo la nostra solidarietà alle parti civili costituitesi nel processo che si svolge a Palermo, quali Salvatore Borsellino e quanti coinvolti ne..... Apri
Esprimiamo la nostra solidarietà alle parti civili costituitesi nel processo che si svolge a Palermo, quali Salvatore Borsellino e quanti coinvolti nella strage di via D'Amelio e i loro familiari.
La costituzione di parte civile nel processo Stato Mafia che si svolge a Palermo, sarà da noi presentata, come già a suo tempo reso noto, durante la prima udienza del processo.
"Attentato a corpo politico dello Stato", per il singolo cittadino o per la nostra Associazione, pregiudica molto, giudiziariamente parlando, ma fra alcune ore cercheremo di capire se a Palermo si svolgerà un dibattimento chiarificatore sotto certi aspetti anche per le stragi del 1993 e se la possibilità di costituzione diventerà più concreta per noi.
Quali parti civili nei processi per strage svoltisi a Firenze, abbiamo sempre fortemente insistito, anche nel processo a Francesco Tagliavia, che si facessero tutti gli sforzi possibili per capire se quella situazione, poi scaturita in sentenza di primo grado con la frase "in un primo momento trattativa ci fu sia pure per fermare le stragi..." avesse un suo fondamento.
Ovvero se le indagini sulla trattativa Stato Mafia iniziate dal Magistrato Gabriele Chelazzi, le ultime svolte in "tutta solitudine" come ben dice il suo ultimo scritto di recente uscito sui giornali e non ancora reso noto, avessero un fondamento.
Ciò non è stato possibile, perciò Palermo resta, nel bene e nel male, ad oggi, l'ultimo baluardo per capirne di più, sperando chiaramente di essere smentiti nelle prossime ore.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2059  del 
15/11/2012
STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PALERMO BALUARDO PER CAPIRE

FIRENZE, 15 NOV - L'udienza di "Palermo resta, nel bene e nel male, ad og.....
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STATO-MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PALERMO BALUARDO PER CAPIRE

FIRENZE, 15 NOV - L'udienza di "Palermo resta, nel bene e nel male, ad oggi, l'ultimo baluardo per capire" se "le indagini sulla trattativa Stato Mafia iniziate dal magistrato Gabriele Chelazzi avessero un fondamento".
Lo scrive in una nota la presidente dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"La costituzione di parte civile nel processo Stato Mafia che si svolge a Palermo - spiega Maggiani Chelli - sarà da noi presentata durante la prima udienza del processo. Fra alcune ore cercheremo di capire se a Palermo si svolgerà un dibattimento chiarificatore, sotto certi aspetti, anche per le stragi del 1993 e se la possibilità di costituzione diventerà più concreta per noi".
L'associazione fiorentina esprime poi "solidarietà alle parti civili costituitesi nel processo che si svolge a Palermo, quali Salvatore Borsellino e quanti coinvolti nella strage di via D'Amelio e i loro familiari".(ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
2060  del 
16/11/2012
MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, VICINI A PARTI CIVILI IN PROCESSO TRATTATIVA

Roma, 15 nov. - (Adnkronos) - "Esprimiamo la nostra solida.....
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MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, VICINI A PARTI CIVILI IN PROCESSO TRATTATIVA

Roma, 15 nov. - (Adnkronos) - "Esprimiamo la nostra solidarieta' alle parti civili costituitesi nel processo che si svolge a Palermo, quali Salvatore Borsellino e quanti coinvolti nella strage di via D'Amelio e i loro familiari". Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta cosi' la decisione dela Procura di Palermo che si e' opposta alla costituzione di parte civile di Salvatore Borsellino e dei familiari degli agenti di scorta del giudice ucciso in via D'Amelio nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. La costituzione di parte civile dell'Associazione "sara' da noi sara' presentata, come gia' a suo tempo reso noto, durante la prima udienza del processo"ricorda Maggiani Chelli, che aggiunge "cercheremo di capire se a Palermo si svolgera' un dibattimento chiarificatore sotto certi aspetti anche per le stragi del 1993 e se la possibilita' di costituzione diventera' piu' concreta per noi".
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COMUNICATO
2061  del 
16/11/2012
Anche noi abbiamo fatto notare quanto fosse già noto fin dal 1997 che l'esplosivo della strage di via dei Georgofili venisse dal mare.
Non .....
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Anche noi abbiamo fatto notare quanto fosse già noto fin dal 1997 che l'esplosivo della strage di via dei Georgofili venisse dal mare.
Non lo diciamo noi, ma le testimonianze nel processo di Firenze di collaboratori di giustizia come Grigoli e tecnici come Vassale.
Quindi ci pare doveroso rispondere che ringraziamo molto il Capo Procura di Firenze per le preziose puntualizzazioni, tuttavia dobbiamo anche precisare che le uniche a non esser certamente suggestioni, in questa terribile faccenda della strage di Via dei Georgofili, sono le morti dei nostri parenti e le malattie causa effetto dei nostri figli.
Tutto il resto lo abbiamo preso per buono perché garanti erano proprio i Magistrati, da ormai 20 anni, ma la fede a volte viene messa a dura prova e non certo per colpa nostra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2062  del 
18/11/2012
Facciamo istanza per la nostra più aspra protesta contro l'annullamento del 41 bis a Gioacchino Calabrò.
Il regime di detenzione di carcere .....
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Facciamo istanza per la nostra più aspra protesta contro l'annullamento del 41 bis a Gioacchino Calabrò.
Il regime di detenzione di carcere di 41 bis non deve venire mai meno per chi si è macchiato delle stragi del 1993.
Se i mafiosi si ammalano, come tutti noi del resto, vanno curati e non premiati, del resto noi prendiamo calci nei denti tutti i giorni sul fronte della giustizia, sia amministrativa che penale.
Gioacchino Calabrò non è stato solo colui che, ad ampio spettro, si è occupato della strage di via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, è stato colui che ha ordinato a Giuseppe Ferro di mandare il figlio Vincenzo a Prato dallo "zio Messana affinchè fosse caricato il pulmino FIAT di esplosivo presso il suo garage.
Gioacchino Calabrò ha organizzato a livello operativo ed esecutivo tutta la strage di via dei Georgofili, scientemente ha detto a Giuseppe Ferro che allo zio Messana bisognava fare una proposta che non poteva non accettare, per far sì che Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio e Angela fossero massacrati all'1,04 dentro e di fronte a quella Torre che è costata lacrime e sangue e a tutti noi.
Ci domandiamo a chi è in mano la giustizia nei Tribunali di Sorveglianza, a quali regole rispondono se non a quella oggi ritenuta l'esigenza suprema: di togliere il 41 bis ai capi mafia.
Se la norma vigente sul 41 bis fa acqua da tutte le parti, lo chiediamo per la centesima volta, sia cambiata, ma basta con i soprusi e i torti.
Gioacchino Calabrò ha un DNA stragista senza pari: torni a 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2063  del 
18/11/2012
Annullamento del 41 bis a Gioacchino Calabrò, la reazione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Apri
Annullamento del 41 bis a Gioacchino Calabrò, la reazione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
"Se i mafiosi si ammalano, come tutti noi del resto, vanno curati non premiati"

18/11/2012 - "Facciamo istanza per la nostra più aspra protesta contro l'annullamento del 41 bis a Gioacchino Calabrò. Il regime di detenzione di carcere di 41 bis non deve venire mai meno per chi si è macchiato delle stragi del 1993".
Così, in una nota, la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli interviene in merito alla revoca del 41 bis per Gioacchino Calabrò, decisa dal tribunale di sorveglianza di Roma. "Se i mafiosi si ammalano, come tutti noi del resto, vanno curati non premiati, del resto noi prendiamo calci nei denti tutti i giorni sul fronte della giustizia sia amministrativa che penale. Calabrò - prosegue Maggiani Chelli - non è stato solo colui che, ad ampio spettro, si è occupato della strage di via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, è stato colui che ha ordinato a Giuseppe Ferro di mandare il figlio Vincenzo a Prato dallo 'zio Messana' affinchè fosse caricato il pulmino Fiat di esplosivo presso il suo garage.
Calabrò ha organizzato a livello operativo ed esecutivo tutta la strage di via dei Georgofili, scientemente ha detto a Giuseppe Ferro che allo zio Messana bisognava fare una proposta che non poteva non accettare, per far si che Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio e Angela fossero massacrati all'1,04 dentro e di fronte a quella Torre che è costata lacrime e sangue e a tutti noi. Ci domandiamo - conclude - a chi è in mano la giustizia nei tribunali di sorveglianza, a quali regole rispondono se non a quella oggi ritenuta l'esigenza suprema di togliere il 41 bis ai capi mafia. Se la norma vigente sul 41 bis fa acqua da tutte le parti, lo chiediamo per la centesima volta sia cambiata, ma basta con i soprusi e i torti. Calabrò ha un Dna stragista senza pari: torni a 41 bis". (ANSA)
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2064  del 
19/11/2012
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Due interventi di G......
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Due interventi di G.M.Chelli nella trasmissione di rainews24 del 17 Novembre 2012
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2065  del 
21/11/2012
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18/11/2012 -SMS di Rifredi Firenze
FESTA DELLA LEGALITÀ

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18/11/2012 -SMS di Rifredi Firenze
FESTA DELLA LEGALITÀ

L'intervento di G.M.Chelli
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COMUNICATO
2066  del 
21/11/2012
Brescia torna ancora una volta a mobilitarsi contro l'emergenza carceri: nulla da ridire, encomiabile, se la mobilitazione mascherata da diritti ..... Apri
Brescia torna ancora una volta a mobilitarsi contro l'emergenza carceri: nulla da ridire, encomiabile, se la mobilitazione mascherata da diritti umani si riferisse alle strutture carcerarie inefficienti e non tornasse, invece, a mettere l'accento su "ergastolo mai più".
E non si tornasse, soprattutto, nella civilissima Brescia, a porre in evidenza che va abolito il 41 bis anche per i mafiosi perché lo vuole l'Europa.
Tutti paiono scordarsi di quel 2002 quando Leoluca Bagarella in video conferenza lesse una lettera minacciosa per tutti noi, mentre ricordava il movente mafioso delle stragi del 1992 1993, ovvero ricordava l'annullamento del 41 bis e l'abolizione dell'ergastolo promesso dai politici.
Nel 2002 era la mente di Leoluca Bagarella a tirare le fila contro il 41 bis e l'ergastolo, oggi la mente di chi è?
Temiamo, e lo denunciamo, che a tirare le fila per liberarsi oggi del 41 bis e dell'ergastolo in nome di un pietoso garantismo, siano in primis coloro che hanno bisogno dei voti della mafia per vincere le prossime elezioni politiche e subito dopo di coloro che, buttando alle ortiche il 41 bis e l'ergastolo anche ai mafiosi rei di strage, riusciranno a santificare gli uomini che nel 1993 si sono occupati di passaggi da 41 bis a carcere normale in quel maledetto 15 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
2067  del 
21/11/2012
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME STRAGE VIA GEORGOFILI CONTRO ABOLIZIONE 41 BIS

(AGENPARL) - Brescia, 21 nov - "Brescia torna ancora una vol.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME STRAGE VIA GEORGOFILI CONTRO ABOLIZIONE 41 BIS

(AGENPARL) - Brescia, 21 nov - "Brescia torna ancora una volta a mobilitarsi contro l'emergenza carceri: nulla da ridire, encomiabile, se la mobilitazione mascherata da diritti umani si riferisse alle strutture carcerarie inefficienti, e non tornasse invece a mettere l'accento su "ergastolo mai più". E non si tornasse soprattutto nella civilissima Brescia a porre in evidenza che va abolito il 41 bis anche per i mafiosi perché lo vuole l'Europa. Tutti paiono scordarsi di quel 2002 quando Leoluca Bagarella in video conferenza lesse una lettera minacciosa per tutti noi, mentre ricordava il movente mafioso delle stragi del 1992 1993, ovvero ricordava l'annullamento del 41 bis e l'abolizione dell'ergastolo promesso dai politici. Nel 2002 era la mente di Leoluca Bagarella a tirare le fila contro il 41 bis e l'ergastolo, oggi la mente di chi è? Temiamo e lo denunciamo, che a tirare le fila per liberarsi oggi del 41 bis e dell'ergastolo in nome di un pietoso garantismo, siano in primis coloro che hanno bisogno dei voti della mafia per vincere le prossime elezioni politiche e subito dopo di coloro che buttando alle ortiche il 41 bis e l'ergastolo anche ai mafiosi rei di strage,riusciranno a santificare gli uomini che nel 1993 si sono occupati di passaggi da 41 bis a carcere normale in quel maledetto 15 Maggio 1993".
E' quanto dichiara in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione familiari vittime della Strage Via dei Georgofili.
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COMUNICATO
2068  del 
23/11/2012
Non è vero che Giuseppe Graviano,è confinato a 41 bis! Giuseppe Graviano infatti è sì a 41 bis, ma non ha più l'isolamento diurno, quindi può soc..... Apri
Non è vero che Giuseppe Graviano,è confinato a 41 bis! Giuseppe Graviano infatti è sì a 41 bis, ma non ha più l'isolamento diurno, quindi può socializzare con altri uomini di mafia come lui e gestire probabilmente alla grande il suo patrimonio, come risulterebbe dai pizzini sequestrati dalla guardia di finanza di Palermo.
Denunciamo a tal proposito che:
1) Il sequestro di 31 milioni di euro ai boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graziano e probabilmente non utilizzabili per le vittime di mafia, ma persi nei meandri della burocrazia giudiziaria, sono molti di più di quelli stanziati dallo Stato affinchè affluiscano al Fondo 512 del 1999 per far fronte alle esigenze di chi i fratelli Graviano li ha denunciati.
2) Sul fronte amministrativo, rendiamo noto altresì per la milionesima volta, che l' INPS, in base alla legge 206 del 2004, non può devolvere le pensioni alle nostre vittime di via dei Georgofili invalide all'80% della capacità lavorativa, non lo può fare perché la Legge di Stabilità dove si è cercato di inserire la spesa per sole tre pensioni fra tutte le stragi d'Italia, è risultata al vaglio della Commissione Bilancio della Camera non idonea.
Per noi non è mai idoneo nulla, per i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, invece, rei della strage di via dei Georgofili, è idoneo tutto, anche inviare uno stipendio di 4.000 euro mensili alle loro mogli attraverso un 41 bis all'acqua e sapone.
Ci rivolgiamo inoltre a quanti in queste ore hanno scioperato per reconditi fini contro l'ergastolo e il 41 bis alla mafia stragista e diciamo:
Vergognatevi una volta tanto di agitare la bandiera del garantismo più becero, in nome e per conto di poco più di 600 mafiosi ergastolani che mandano gli stipendi mensili alle loro mogli, mentre nessuno firma manifesti per poco più di 600 vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice per sanare una vergogna senza pari. Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gorgofili
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COMUNICATO
2069  del 
02/12/2012
D'amato, il cugino buono di Cosimo Lo Nigro, che avrebbe consegnato l'esplosivo alla mafia per la strage di Firenze, "non solo non fu l..... Apri
D'amato, il cugino buono di Cosimo Lo Nigro, che avrebbe consegnato l'esplosivo alla mafia per la strage di Firenze, "non solo non fu lui, ma comunque se lo avesse fatto, non sapeva a cosa serviva.
Il Tribunale del riesame non gli ha creduto, come del resto non gli crediamo neppure noi.
Crediamo a Spatuzza, questo sì, e quindi D'Amato con l'esplosivo del 1993 deve aver avuto a che fare, eccome.
D'Amato, come già ha fatto Spatuzza, può collaborare con la giustizia e dire tutto quello che sa e può convincere Cosimo Lo Nigro attraverso la collaborazione a chiudere questa partita dell'esplosivo per le stragi del 1993, perché noi crediamo non sia così come appare ma molto, molto più complessa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2070  del 
03/12/2012
Rosario Cattafi che inevitabilmente, mentre a Palermo chiama in causa il Vice Capo del DAP Di Maggio, ci riporta alla trattativa che fu instaurata al ..... Apri
Rosario Cattafi che inevitabilmente, mentre a Palermo chiama in causa il Vice Capo del DAP Di Maggio, ci riporta alla trattativa che fu instaurata al tempo delle stragi del 1993, non ci piace.
Oggi in aula Palermo quale testimone di giustizia, un soggetto sottoposto a 41 bis perché in fatto di mafia tanto trasparente non è, ci inquieta.
Auspichiamo che Rosario Pio Cattafi dica cose che possano far chiarezza per la strage di Via dei Georgofili, non che in una posizione di favore imbrogli ancora di più le carte.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2071  del 
04/12/2012
La mafia non cambia.
Non cambiano i mafiosi come Berrnardo Provenzano: questa mattina doveva partecipare al processo di Palermo dove deve rendere.....
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La mafia non cambia.
Non cambiano i mafiosi come Berrnardo Provenzano: questa mattina doveva partecipare al processo di Palermo dove deve rendere conto di aver trattato con lo Stato a suon di annullamenti di 41 bis, il sistema carcerario all'interno del quale il macellaio di via dei Georgofili si trova a scontare la sua pena senza un minimo di pentimento, anzi asserendo ancora oggi di non aver fatto nulla di male.
E sì, perché aver mandato a morte 5 innocenti in via dei Georgofili affinché la mafia potesse continuare a dare ordini dal carcere è stato un gesto di grande bontà da parte del boss, anzi un gesto di grande senso di democrazia come dicono i suoi sostenitori che firmano manifesti contro l'ergastolo.
Provenzano ce la mette tutta per aiutare i suoi giannizzeri ad uscire da 41 bis, ma non ci lasceremo linciare da falso pietismo e continuiamo a dire: curatelo, anzi in questo caso mettete le sponde al suo letto, ce ne sono di molto economiche, le conosciamo molto bene, e facciamola finita.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2072  del 
05/12/2012
Troppo sotto traccia quel proiettile fatto ritrovare ieri a Torino: un proiettile vecchio di mortaio, vicino alla metropolitana e vicino a ciò che ric..... Apri
Troppo sotto traccia quel proiettile fatto ritrovare ieri a Torino: un proiettile vecchio di mortaio, vicino alla metropolitana e vicino a ciò che ricorda la morte di un leader dei Costituzionalisti.
In fondo, il 5 novembre del 1992, quando fu fatto ritrovare il proiettile di artiglieria nel giardino di Boboli, l'anticamera delle stragi del 1993, fu l'inizio della "trattativa": quella partita giocata fra lo Stato e la mafia a suon di messaggi e di passaggi da 41 bis a carcere normale che hanno segnato la morte dei nostri parenti.
Tutto può essere messaggio e tutto può essere nulla, ma attenzione a chi deve: negare il proiettile di Boboli in quel 1992 a noi è costato caro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2073  del 
06/12/2012
Gli piaccia o no a questi Egregi Signori, la trattativa tra Stato e mafia c'è stata, i nostri figli sono morti in sede di trattativa e noi siamo ..... Apri
Gli piaccia o no a questi Egregi Signori, la trattativa tra Stato e mafia c'è stata, i nostri figli sono morti in sede di trattativa e noi siamo qui a ricordarlo.
Quando il 27 Maggio prossimo ricorderemo i nostri morti a 20 anni dalla strage di via dei Georgofili, sarà il ventennale della "TRATTATIVA STATO MAFIA", non importa la negazione di quanti oggi vogliono nascondere una verità scomoda e usando televisioni e giornali al grido di PRESUNTA.
Infatti di presunto per ora ci sono solo i nomi di chi ha trattato con la mafia per salvare politici e non solo, nomi che prima o poi dovranno diventare certi in sede processuale o nei prossimi mesi andremo in giro con striscioni a chiedere verità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2074  del 
08/12/2012
Siamo molto contenti che Bernardo Provenzano stia meglio e abbia così potuto tornare in carcere.
Del resto è sua la scelta: può collaborare con l.....
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Siamo molto contenti che Bernardo Provenzano stia meglio e abbia così potuto tornare in carcere.
Del resto è sua la scelta: può collaborare con la giustizia e tornare così ad usufruire di tutti quei diritti a cui hanno diritto i cosiddetti pentiti.
Auspichiamo pertanto che i medici, incaricati della perizia che accerteranno il suo stato di salute, possano riscontrare la possibilità per Provenzano di assistere al processo sulla trattativa che lo stesso nel 1993 ha messo in atto con lo Stato.
Del resto noi abbiamo visto Giuseppe Ferro, il Capo mandamento di Alcamo durante le stragi del 1993, assistere al processo per le stragi in aula a Firenze sdraiato su di una barella, assistito da personale paramedico.
Rammentiamo che Giuseppe Ferro fingeva di essere malato presentando attraverso la moglie e le figlie quintali di perizie mediche e quando si stancò della barella si alzò come Lazzaro e collaborò all'accertamento della verità sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2075  del 
12/12/2012
Ricordiamo quei 17 morti e 88 feriti per la bomba di Piazza Fontana alla Banca dell'Agricoltura del 12 Dicembre 1969 con un forte richiamo alle c..... Apri
Ricordiamo quei 17 morti e 88 feriti per la bomba di Piazza Fontana alla Banca dell'Agricoltura del 12 Dicembre 1969 con un forte richiamo alle coscienze istituzionali.
Vanno resi pubblici tutti quei documenti rinchiusi nei cassetti governativi affinché finalmente si conoscano i nomi di quanti hanno remato contro la verità delle stragi d'Italia.
Il segreto di Stato non è applicabile alle stragi, si dice; è vero, infatti le stragi non sono annoverate fra quelle poche voci che sono state classificate con il nos SEGRETO di STATO, ma questo non vuol dire nulla.
Infatti da parte istituzionale, basta cucirsi le bocche come fanno i mafiosi, arroccandosi dietro alla Ragion di Stato che finisce con il giustificare l'utilizzo di migliaia di chili di tritolo sulla pelle di cittadini inermi.
Il tritolo in Italia, viene utilizzato ogni qualvolta le indagini della magistratura alzano il tiro verso coloro che nella strage stessa trovano il mezzo per rimanere nell'ombra e continuare indisturbati i loro sporchi affari.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2076  del 
14/12/2012
Siamo molto d'accordo che nel piano di stabilità sia prevista la vendita dei beni accumulati dai mafiosi.
Se la mafia se li ricomprerà, come.....
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Siamo molto d'accordo che nel piano di stabilità sia prevista la vendita dei beni accumulati dai mafiosi.
Se la mafia se li ricomprerà, come in molti paventano, ebbene lo Stato li riconfischerà.
Del resto i beni accumulati da "cosa nostra", come legge prevede, è giusto che siano ritornati al sociale, ovvero ritornati a coloro cui sono stati tolti, ma non bastano le sole intitolazioni di edifici alle vittime, bisogna che le vittime della mafia siano ampiamente risarcite in termini monetari quando intraprendono cause penali e civili contro uomini come Riina e Matteo Messina Denaro.
Inoltre, nella legge di stabilità insieme ad altre associazioni, abbiamo chiesto fosse portata a regime la Legge 206 del 2004, la commissione bilancio della Camera ha detto un No pesante come un macigno, che ci ha fatto vergognare di essere italiani davanti alle nostre vittime.
Auspichiamo ora che quel NO ingiusto, che riteniamo frutto di superficialità e cattiveria, possa essere rivalutato e, con la vendita dei beni della mafia, sanato un torto senza pari, perpetrato nei confronti di sole tre persone uscite invalide dal tritolo stragista terroristico mafioso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2077  del 
17/12/2012
Inserimento nel sito:

15 dicembre 2012:
MANIFESTAZIONE NAZIONALE di sostegno alla Procura di Palermo
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Inserimento nel sito:

15 dicembre 2012:
MANIFESTAZIONE NAZIONALE di sostegno alla Procura di Palermo
Un intervento di G.M.Chelli

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COMUNICATO
2078  del 
17/12/2012
Quella intorno a Bernardo Provenzano è una pantomima che ci ha stancati e ci disgusta.
Bernardo Provenzano è stato condannato per strage, la stra.....
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Quella intorno a Bernardo Provenzano è una pantomima che ci ha stancati e ci disgusta.
Bernardo Provenzano è stato condannato per strage, la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 con 5 morti e 48 feriti, questo conta e il boss di cosa nostra la deve smettere di darsi arie da innocente.

Bernardo Provenzano ha fatto tanto di quel male su questo pianeta che non gli basteranno sette vite per espiare.
Ci spiace davvero che il suo avvocato non fosse presente quando i magistrati di Palermo lo hanno ascoltato, come oggi riportato dal Corriere della Sera, il verbale con tutte le bugie che Provenzano ha sciroppato ai magistrati che si occupano della trattativa stato mafia, sarebbe stato interessante averlo agli atti del processo in corso a Palermo, se non altro per ritornargli che è un delinquente allo stato puro, non uno che non ha mai fatto male.
Il fatto poi che tutto coincida con il giorno di un suo intervento chirurgico perché è caduto, lascia il tempo che trova in tutti noi, guarisca in fretta e torni in carcere a 41 bis.
Lui non parla, ma noi non molliamo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2079  del 
18/12/2012
Come la pensiamo è risaputo, non abbiamo visto bene il PM Antonio Ingroia, uno dei Magistrati di Palermo impegnati nella trattativa Stato Mafia, neppu..... Apri
Come la pensiamo è risaputo, non abbiamo visto bene il PM Antonio Ingroia, uno dei Magistrati di Palermo impegnati nella trattativa Stato Mafia, neppure quando partì per il Guatemala, men che mai apprezziamo in queste ore la sua probabile discesa in campo politico, non perché ognuno di noi non sia libero di fare ciò che crede, ma perché quelli come noi hanno assoluto bisogno che in questo periodo i ruoli siano mantenuti fermi.
Caltanissetta indaga sulle stragi del 1992, Firenze sulle stragi del 1993, Palermo sulla trattativa Stato Mafia che peraltro passa attraverso tutte le stragi del 1992-1993-1994.
Per questo i Magistrati che si sono occupati di cose così delicate non devono secondo noi fare il salto della quaglia e passare alla politica.
Possiamo provare ad apprezzare le buone intenzioni delle quali peraltro è lastricato l'inferno, ma non comprendiamo, ci spiace.
Il momento per noi è troppo delicato, siamo troppo delusi dalle Procure che si occupano di tutti i fatti che riguardano le stragi che ci hanno travolto nella vita, per volare oltre i nostri dubbi e le nostre angosce, la verità sui concorrenti esterni alla mafia per le stragi del 1993 , va scritta sulla carta bollata anche attraverso il procedimento trattativa stato mafia in corso a Palermo e invece temiamo di ora in ora che tutto diventi più difficile.
Speriamo davvero che con il nuovo anno in una agognata prima udienza del dibattimento processuale trattativa Stato Mafia possiamo costituirci parte civile, ma al momento tutto sembra più lontano anche il processo stesso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2080  del 
18/12/2012
INGROIA: ASS.GEORGOFILI,NON APPREZZIAMO SUA DISCESA IN CAMPO

FIRENZE, 18 DIC - "Come la pensiamo è risaputo, non abbiamo visto bene il p.....
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INGROIA: ASS.GEORGOFILI,NON APPREZZIAMO SUA DISCESA IN CAMPO

FIRENZE, 18 DIC - "Come la pensiamo è risaputo, non abbiamo visto bene il pm Antonio Ingroia, uno dei magistrati di Palermo impegnati nella trattativa Stato-mafia, neppure quando partì per il Guatemala, men che mai apprezziamo in queste ore la sua probabile discesa in campo politico, non perché ognuno di noi non sia libero di fare ciò che crede, ma perché quelli come noi hanno assoluto bisogno che in questo periodo i ruoli siano mantenuti fermi".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famiglie Vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, intervenendo sull'ipotizzata candidatura alle politiche di Antonio Ingroia.
"Caltanissetta indaga sulle stragi del 1992 - prosegue -, Firenze sulle stragi del 1993, Palermo sulla trattativa Stato Mafia che peraltro passa attraverso tutte le stragi del 1992, 1993 e 1994. Per questo i magistrati che si sono occupati di cose così delicate non devono secondo noi fare il salto della quaglia e passare alla politica. Possiamo provare ad apprezzare le buone intenzioni delle quali peraltro è lastricato l'infermo, ma non comprendiamo, ci spiace. Il momento per noi è troppo delicato, siamo troppo delusi dalle Procure che si occupano di tutti i fatti che riguardano le stragi che ci hanno travolto nella vita, per volare oltre i nostri dubbi e le nostre angosce, la verità sui concorrenti esterni alla mafia per le stragi del 1993, va scritta sulla carta bollata anche attraverso il procedimento trattativa stato mafia in corso a Palermo e invece temiamo di ora in ora che tutto diventi più difficile". (ANSA)
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COMUNICATO
2081  del 
20/12/2012
Per quanto possa valere, non ci piace il testo sulla "incandidabilità" licenziato ieri dalle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali d..... Apri
Per quanto possa valere, non ci piace il testo sulla "incandidabilità" licenziato ieri dalle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera e il giorno prima lo aveva già fatto il Senato.
Domandiamo perché alla fine si è sentita l'esigenza di una norma transitoria in base alla quale le condanne patteggiate sono valide, ai fini dell'incandidabilità, solo se intervengono dopo l'entrata in vigore della norma?
Il Guardasigilli ha giustificato la correzione al testo con il fatto che il patteggiamento è una scelta tra giudice e imputato a tutela della sua posizione, e sarebbe quindi anticostituzionale aggiungere a posteriori, una causa di non eleggibilità.
Motivazioni per noi discutibili , perché ancora una volta siamo davanti all'ennesimo esempio di disattenzione che ignora il principio secondo cui "la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto" e quindi i condannati, per principio, non dovrebbero sedere sugli scranni del Parlamento.
Per quello che ci attiene, la norma dell'incandidabilità doveva risultare cristallina in eccesso, perché la verità tutta sulla strage di via dei Georgofili ancora non c'è.
Infatti, ancora non sappiamo quali siano stati i politici "eletti" in Parlamento che si sono collusi con la mafia "cosa nostra" e che nel 1993 hanno tramato a suon di centinaia di chili di tritolo.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2082  del 
21/12/2012
"Quali collegamenti con l'esterno si vogliono impedire ad un detenuto in coma? Il ministro Sverino e il Dap ci dicano che senso ha contin..... Apri
"Quali collegamenti con l'esterno si vogliono impedire ad un detenuto in coma? Il ministro Sverino e il Dap ci dicano che senso ha continuare ad isolare una persona che non risponde agli stimoli esterni. In questo caso l'applicazione del 41 bis sta svolgendo soprattutto una "funzione di bandiera.
Mantenere il carcere duro nei confronti di una persona in coma, infatti, ha come solo e unico scopo quello di marcare l'assoluta inaccettabilità del crimine per il quale si è stati condannati.


Queste le parole critiche, di questa mattina, dei Radicali in difesa di Bernardo Provenzano, come riportato da LA7.
Nel sottolineare tutta l'indignazione possibile davanti a simili esternazioni dei seguaci di Marco Pannella, che mentre protestano giustamente contro l'affollamento delle carceri, approfittano dei microfoni aperti e chiedono l'annullamento del 41 bis per la mafia "cosa nostra, rispondiamo alla vergognosa provocazione, nei nostri confronti, che ormai va avanti da troppo tempo:
Provenzano sta morendo, così pare dai martellamenti mediatici, quindi a questo punto visto che si trova nel letto di un ospedale con i parenti che lo vanno a trovare, la domanda da porsi è un'altra: secondo quale principio dovrebbe essere annullato il 41 bis a Provenzano?
Se non quello di spuntarla per darla vinta alla mafia?
Infatti l'applicazione del 41 bis a Provenzano non ha una "funzione di bandiera, ma una funzione di civiltà, visto che è trattato alla pari di ogni altro essere umano in sofferenza, in ospedale ed è ben tutelato.
In quanto al fatto che "il 41 bis avrebbe l'unico scopo di marcare l'assoluta inaccettabilità del crimine per il quale si è condannati, ci permettiamo di incalzare:
- perché Marco Pannella e i suoi seguaci hanno accettato il crimine di via del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili?
Lo vogliamo sapere e subito, perchè non vorremmo dover riconsiderare le testimonianze dei collaboratori di giustizia che nel processo a Francesco Tagliavia hanno messo in evidenza quanto i Radicali fossero sensibili all'annullamento del 41 bis per i mafiosi, non solo per questioni ideologiche.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
2083  del 
27/12/2012
Firenze, 27 dic. (TMNews) - Tutta la Commissione parlamentare Antimafia deve pronunciarsi sulle stragi del 1993 e sulla trattativa Stato mafia nella p..... Apri
Firenze, 27 dic. (TMNews) - Tutta la Commissione parlamentare Antimafia deve pronunciarsi sulle stragi del 1993 e sulla trattativa Stato mafia nella prima decade del 2013: un impegno che non può essere rispettato dal solo presidente Giuseppe Pisanu, a causa delle elezioni anticipate. E' quanto osserva, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente della'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La stampa -scrive Maggiani Chelli- anticipa che potrebbero esserci problemi su di un pronunciamento di tutta la commissione, causa le vicinissime elezioni politiche. Auspichiamo che tutto ciò non sia vero, che non sia il solo Presidente Pisanu, come paventato, ad esprimersi, ma tutti i politici che compongono la commissione stessa".
Altrimenti, accusa la presidente dell'associazione, "dovremmo avvalorare la nostra tesi che la vigliaccheria della politica non ha confini e che le commissioni parlamentari sulle stragi, mai e poi mai saranno espressione di democrazia bensì sistemazione dei delitti commessi all'ombra dello Stato".
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COMUNICATO
2084  del 
28/12/2012
La corsa di molti magistrati in politica, ad alcuni dei quali abbiamo in parte come si dice contribuito a "tirare la volata", è per noi motivo di gran..... Apri
La corsa di molti magistrati in politica, ad alcuni dei quali abbiamo in parte come si dice contribuito a "tirare la volata", è per noi motivo di grande dispiacere.
La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai, le buone intenzioni per le quali da sempre abbiamo sposato il detto che ne è "lastricato l'inferno", vengono poi tutte minate nel momento in cui i ben intenzionati varcano i palazzi del potere, dentro ai quali c'è sempre un buon motivo per salvare un qualunque segreto di stato o una qualunque ragion di Stato.
Facciamo nostro, quindi, quanto abbiamo letto in un blog scritto da un nostro buon amico, proprio perché da parte nostra sia ben chiaro verso quanti ci hanno seguito in questi anni, che non approviamo i magistrati in politica sia a sinistra che a destra e che in loro abbiamo confidato solo quando portavano la toga e davano chiari segnali di volere la verità sulle stragi del 1993: - "Secondo la mia modesta opinione, se due magistrati antimafia lasciano la toga per entrare in politica, significa che le speranze di diventare un paese normale sono finite del tutto e si preferisce combattere la mafia all'interno delle istituzioni anzichè stare fuori a beccarsi la dinamite dei mafiosi e dei mandanti politici".

Stiamo aspettando le decisioni finali dei Magistrati Grasso, Ingroia, Dambruoso, Matone e quanti ancora si faranno avanti nei prossimi giorni, ma nel contempo il nostro pensiero sia chiaro, anche perché abbiamo visto troppe toghe autorevoli entrare in politica che sono stati fagocitati e sono spariti in un mare di retorica.
Inoltre disapproviamo le toghe in politica, perché abbiamo pagato troppo caro il tradimento dei politici stessi che ci hanno messo nelle mani della mafia, per non capire che come una ragnatela stanno tirando a se magistrati di punta per buttare a mare la trattativa stato mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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2087  del 
28/12/2012
Inserimento nel sito:

Un'intervista di B.....
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Inserimento nel sito:

Un'intervista di BLOGSicilia a G.M.Chelli
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NOTIZIA ANSA
2085  del 
28/12/2012
ELEZIONI: ASS.GEORGOFILI, DISPIACE MAGISTRATI IN POLITICA

FIRENZE, 28 DIC - "La corsa di molti magistrati in politica ad alcuni dei qual.....
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ELEZIONI: ASS.GEORGOFILI, DISPIACE MAGISTRATI IN POLITICA

FIRENZE, 28 DIC - "La corsa di molti magistrati in politica ad alcuni dei quali abbiamo in parte come si dice contribuito a 'tirare la volata', è per noi motivo di grande dispiacere".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli.
"La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai, le buone intenzioni per le quali da sempre abbiamo sposato il detto che ne è 'lastricato l'infernò, vengono poi tutte minate nel momento in cui i ben intenzionati varcano i palazzi del potere, dentro ai quali c'é sempre un buon motivo per salvare un qualunque segreto di stato o una qualunque ragion di Stato", afferma Maggiani Chelli.
La presidente dell'associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili dice inoltre di disapprovare le toghe in politica "perché - sottolinea nella nota - abbiamo pagato troppo caro il tradimento dei politici stessi che ci hanno messo nelle mani della mafia, per non capire che, come una ragnatela, stanno tirando a sé magistrati di punta per buttare a mare la trattativa stato mafia".(ANSA)
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NOTIZIA TMNews
2086  del 
28/12/2012
Elezioni/ Vittime Georgofili: magistrati danno grande dispiacere "La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai"

Fi.....
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Elezioni/ Vittime Georgofili: magistrati danno grande dispiacere "La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai"

Firenze, 28 dic. (TMNews) - "La corsa di molti magistrati in politica ad alcuni dei quali abbiamo in parte, come si dice, contribuito a 'tirare la volata', è per noi motivo di grande dispiacere". Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La politica non ha mai combattuto la mafia e non lo farà mai", accusa Maggiani Chelli, per la quale "le buone intenzioni vengono poi tutte minate nel momento in cui i ben intenzionati varcano i palazzi del potere, dentro ai quali c'è sempre un buon motivo per salvare un qualunque segreto di stato o una qualunque ragion di Stato".
"Disapproviamo le toghe in politica, perché abbiamo pagato troppo caro il tradimento dei politici stessi che ci hanno messo nelle mani della mafia, per non capire -conclude- che come una ragnatela stanno tirando a se magistrati di punta per buttare a mare la trattativa stato mafia"
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COMUNICATO
2088  del 
29/12/2012
Man mano che le esternazioni di Magistrati illustri, candidati alla politica, si susseguono sulla stampa, si fa sempre più strada come la politica si ..... Apri
Man mano che le esternazioni di Magistrati illustri, candidati alla politica, si susseguono sulla stampa, si fa sempre più strada come la politica si sia prefissa, per cercare di disinnescare la magistratura sulle stragi del 1993, come già del resto fece ai tempi di mani pulite.
"I segreti rimarranno tali senza ricatti che possano compromettere la politica di chicchessia e l'impegno sarà cambiare la giustizia"; questi in grandi linee sono i giuramenti dei magistrati che in questi giorni si candidano in politica nei vari schieramenti.
Noi rispondiamo: giustizia la aspettiamo da venti anni e fino ad oggi abbiamo avuto solo belle parole di speranza, pacche sulle spalle e sorrisetti ironici davanti alle arringhe dei nostri avvocati che hanno cercato nei dibattimenti svolti, di mettere insieme la prova penale carte alla mano.
Insistiamo pertanto: noi abbiamo avuto 15 ergastoli, sulla carta, per altrettanti mafiosi appartenenti a Cosa nostra e non è stato poco e per questo saremo sempre grati ai Magistrati Chelazzi, Nicolosi e Crini.
Tuttavia questo non vuol dire che abbiamo avuto giustizia, quella è un'altra cosa che riguarda le responsabilità non di coppole unte di brillantina, bensì le responsabilità di doppi petti blu e ci domandiamo:
se i partiti che in queste ore stanno fagocitando i magistrati, da venti anni remano contro la giustizia per le stragi del 1993, e remano contro per non ammettere la trattativa Stato Mafia, come potranno permettere ad un qualunque magistrato che entra in politica di cambiare le cose sul fronte della giustizia?
Finora la linea adottata in fatto di giustizia, per quelli come noi massacrati dal tritolo stragista mafioso ed eversivo, è stata vincente per la politica tutta: perché i partiti dovrebbero consentire cambiamenti?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
2089  del 
31/12/2012
Per Bernardo Provenzano sono stati presentati due esposti contro gli allora Magistrati (Ingroia - De Francisci ) per violazione del segreto istruttori..... Apri
Per Bernardo Provenzano sono stati presentati due esposti contro gli allora Magistrati (Ingroia - De Francisci ) per violazione del segreto istruttorio e per interrogatorio in assenza di avvocati.
Non v'è dubbio che in questo contesto noi ci schieriamo e difendiamo a spada tratta i Magistrati che da sempre, come noi, sperano in una collaborazione con la legge da parte di un mafioso come Provenzano, che sa tutto sulla storia d'Italia, quella tragica storia legata ai patti con la mafia.

Se non fosse ancora una volta un messaggio pericoloso, i paladini di Provenzano rasenterebbero il ridicolo mentre imbrattano carta bollata per difendere un soggetto che nella vita ha acquisito di tutto e di più, ma non certo diritti.
E' veramente singolare che ci si ricordi che esistono gli Esposti, quale atto da presentare in Procura e presso le Corti di Cassazione, quando il castello tira sassi e non si riesce a far annullare il 41 bis, il carcere severo ma necessario, per un boia come Provenzano che ha condannato a morte i nostri figli mentre con ogni probabilità trattava con uomini dello Stato.
In queste ore il 41 bis di Provenzano è solo sulla carta, in quanto il soggetto risulterebbe in coma: bene, ci accontentiamo anche del cartaceo, purchè altri mafiosi stragisti ed eversivi, in buona salute, non abbiano in futuro la possibilità di fingersi ammalati e reclamare, come Provenzano, di andare ai domiciliari.
Tuttavia auspichiamo, visto che un esposto legale è stato comunque presentato anche dai figli del Boss che per troppi anni ha fatto pendere l' ago della bilancia dalla parte della mafia, che gli stessi abbiano davvero capito che esiste la legge davanti alla quale siamo tutti uguali, anche Provenzano, e che ne facciano un buon uso fino in fondo, denunciando in un Tribunale non i Magistrati, bensì le malefatte del padre.

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
2090  del 
31/12/2012
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,ESPOSTO PROVENZANO MESSAGGIO PERICOLOSO MAGGIANI CHELLI, FIGLI BOSS NE DENUNCINO MALEFATTE,NO I GIUDICI

FIRENZE, 31 DIC.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,ESPOSTO PROVENZANO MESSAGGIO PERICOLOSO MAGGIANI CHELLI, FIGLI BOSS NE DENUNCINO MALEFATTE,NO I GIUDICI

FIRENZE, 31 DIC - "Se non fosse ancora una volta un messaggio pericoloso i paladini di Provenzano, rasenterebbero il ridicolo mentre imbrattano carta bollata per difendere un soggetto che nella vita ha acquisito di tutto e di piu', ma non certo diritti":
lo scrive il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in un comunicato dove commenta l'esposto dei figli di Provenzano contro i magistrati Ingroia e De Francisci.
"Per Bernardo Provenzano sono stati presentati due esposti contro gli allora magistrati (Ingroia e De Francisci) per violazione del segreto istruttorio e per interrogatorio in assenza di avvocati - scrive ancora Maggiani Chelli -. Non v'e' dubbio che in questo contesto noi ci schieriamo e difendiamo a spada tratta i Magistrati che da sempre, come noi, sperano in una collaborazione con la legge da parte di un mafioso come Provenzano, che sa tutto sulla storia d'Italia, quella tragica storia legata ai patti con la mafia". "E' veramente singolare che ci si ricordi che esistono gli esposti, quale atto da presentare in procura e presso le Corti di Cassazione, quando non si riesce di far annullare il 41 bis, il carcere severo ma necessario, per un boia come Provenzano che ha condannato a morte i nostri figli mentre con ogni probabilita' trattava con uomini dello Stato".
Maggiani Chelli conclude affermando che "tuttavia auspichiamo, visto che un esposto e' stato comunque presentato dai figli del boss, che per troppi anni ha fatto pendere l'ago della bilancia dalla parte della mafia, che gli stessi abbiano davvero capito che esiste la legge davanti alla quale siamo tutti uguali, anche Provenzano, e che ne facciano buon uso fino in fondo denunciando in un tribunale non i Magistrati, bensi' le malefatte del padre". (ANSA)
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