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   349 notizie nel periodo '2011'

COMUNICATO
1427  del 
02/01/2011
Con l'arrivo del nuovo anno 2011, puntuali come sempre, le associazioni di categoria hanno preparato una statistica relativa ai suicidi in carcer..... Apri
Con l'arrivo del nuovo anno 2011, puntuali come sempre, le associazioni di categoria hanno preparato una statistica relativa ai suicidi in carcere, dalla quale emergerebbe che il 4% di coloro che si tolgono la vita fra le sbarre delle prigioni italiane, è da annoverarsi fra i detenuti a "41 bis".
Ovvero, i detenuti a "41 bis" nelle carceri italiane, sono poco meno di 700, ma incidono ben del 4% sulle morti che avvengono fra le sbarre , almeno questo dicono i politici che difendono tutti i carcerati, ma i mafiosi a "41 bis" li sostengono con un a marcia in più.
Ebbene noi abbiamo fatto la nostra di statistica e per doloroso che sia rammentarcelo, con coraggio l'abbiamo affrontata e la rendiamo pubblica.
Considerando le sole 26 famiglie quelle che di fatto hanno intrapreso causa civile contro la mafia "cosa nostra" per la strage di via dei Georgofili, composte di circa 6 persone a famiglia, ossia le persone più direttamente coinvolte nella strage, risultano 156 persone travolte in modo grave dalla mafia che voleva con il massacro di Firenze abolito il "41 bis ".
La percentuale sconvolgente che se ne trae quindi è che il 15% dei coinvolti nella strage di via dei Georgofili in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis, hanno subito danni gravissimi, infatti 5 sono morti nell'immediato delle strage, altri sono morti negli anni a causa dell'attentato per suicidio, tumore, gravi patologie cardiache causate dall'esplosione ecc.e altri sono oggi in serie gravissime difficoltà.
Quindi il 4% dei suicidi a "41 bis" lo riteniamo un dato più che insignificante.
Del resto basta anche senza guardare a noi che siamo le vittime dirette di "cosa nostra" e dei suoi accoliti sotto il tritolo stragista ed eversivo del 1993, prendere in considerazione quante morti avvengono in Italia ogni giorno per gli effetti devastanti di tipo economico e sociale che le stragi del 1993 hanno causato nel Paese e ci si accorgerebbe attraverso percentuali altissime, sicuramente anche oltre il nostro personalizzato 15%, che di mafiosi che non si pentono ne muoiono veramente troppo pochi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1428  del 
02/01/2011
Fortemente interessati alle difese d'ufficio contro il regime di detenzione speciale di "41 bis", ci siamo fatti fare un poco di conti ..... Apri
Fortemente interessati alle difese d'ufficio contro il regime di detenzione speciale di "41 bis", ci siamo fatti fare un poco di conti e usciamo quindi il 2 gennaio 2011 con un secondo comunicato:
I radicali e le associazioni scrivono che chi è al "carcere duro" ha una probabilità 4 volte maggiore di morire suicida rispetto ai detenuti comuni. E citano questi dati: 64 sono i suicidi complessivi nel 2010 su 66 mila detenuti, pari all' 1%, 2 i suicidi al 41 bis su 64 suicidi, pari al 4%.
Ma i conti non tornano. Calcolatrice alla mano, la percentuale di 2 suicidi su 64 non e' del 4%, ma del 3,125%, ben piu' vicina al 3%.
Non solo: dalla tipologia dei suicidi per regime detentivo evidenziata in calce si vede che quelli al 41 bis costituiscono il numero in assoluto piu' basso ( a parte i transessuali) a pari merito (se cosi' si puo' dire) con gli "isolati - in transito".
Ora, e' giusto che la vita di ogni detenuto in carcere venga salvaguardata dallo Stato che la detiene, a prescindere dal regime applicato, allo stesso modo per tutti ma sarebbe interessante conoscere, come per il 41 bis, anche i valori assoluti dei detenuti in isolamento a cella liscia, in infermeria, nei reparti collaboratori: forse avremmo qualche sorpresa e qualche diversa priorita' che i radicali e le associazioni si sono dimenticati di citare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili P.S.:
I suicidi avvenuti nel 2010, per regime detentivo
26 in Regime "Comune"
10 in Isolamento (2 in cella "lisce")
5 in Reparto Collaboratori (o ex)
5 in Reparto Infermeria
4 in Reparto "Protetti"
3 in Alta Sicurezza
3 in Grande Sorveglianza
3 in Reparto Internati (Casa di Lavoro)
2 in Reparto Transito - Isolati
2 in Regime di "41-bis"
1 in Reparto Transessuali
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LETTERA
1429  del 
03/01/2011
Alle redazioni de:
- IL FATTO QUOTIDIANO
- ANTIMAFIA 2000
- LIVESICILIA
- BLOGSICILIA
- 19LUGLIO1992
e p.c.
- SALVATORE BO.....
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Alle redazioni de:
- IL FATTO QUOTIDIANO
- ANTIMAFIA 2000
- LIVESICILIA
- BLOGSICILIA
- 19LUGLIO1992
e p.c.
- SALVATORE BORSELLINO
- GIOVANNA MAGGIANI CHELLI

Lettera aperta a Totò Riina, Leoluca Bagarella e fratelli Graviano

Non vi è dubbio che il tradimento è il peggior atto che si possa compiere e spesso il tradimento fa più male di una pugnalata, soprattutto quando ad essere tradita è l'amicizia. Nel mio bagaglio culturale, pregnante di quel retaggio giovanile fatto di ancestrali regole non scritte e che avevano valore assoluto di cieca e incondizionata osservanza. L'uso della parola, come l'udito e la vista, era ridotta all'essenziale.

Le "regole" veicolavano il nostro essere palermitani e infarcivano quei tipici comportamenti, ove la sicilianità veniva ostentata platealmente per "santificare" l'appartenenza e la piena condivisione di valori. L'innata mia convinzione di non tradire, scaturisce, appunto, dalla summa di valori, ereditati in quel meraviglioso mondo della Palermo degli anni '50/60. E, in ragione di ciò, negli anni avvenire allorché sbirro, non accettai da parte di uomini d'onore di Cosa nostra, tanti, ma tanti denari, affinchè io tradissi. Non ero in vendita!

E, per rendere ancor più marcata questa mia convinzione, affermo sin da ora che non ho condiviso, dal punto di vista della mia sicilianità, il proliferarsi, in maniera spropositata, del pentitismo mafioso. Invero, come poliziotto, fui ben lieto del mutamento disgregante posto in essere dai cosiddetti pentiti. E' necessario un distinguo, perché per conoscenza diretta, ebbi modo di verificare che solo pochi uomini transitati nelle nostre file, potevano essere definiti "pentiti". Altri, ed è la stragrande maggioranza, salirono sul torpedone della libertà, scegliendo la strada di collaborare con la Giustizia; per convenienza personale, ovvero spazzare il 41/bis ed azzerare le relative condanne.

Ma, tutto questo fa parte del mio vecchio mondo investigativo. Oggi, rimembrando con lucida imparzialità, sento la necessità di rivolgermi ad altri uomini affinchè si rendano conto che i mutamenti nel corso di questa vita terrena, sono possibili.

E, quindi, vengo al dunque.

Signori Riina, Bagarella, fratelli Graviano, mi rivolgo a voi perché possiate in tutta coscienza riflettere sul vostro passato: un passato irto, senza ombra di dubbio, di violenza, ma che ora avete la possibilità di guardare con ottica diversa, il futuro. Occorra che la ragione della vita prenda il sopravvento su quella che fu di morte. Non sono qui a chiedervi, né di pentirvi, né tanto meno di divenire collaboratori di giustizia: non potrei mai chiedervelo in ragione del mio concetto poc'anzi espresso. E, se nel post "Io resto....Perché.." pubblicato su 19luglio1992 auspicavo il pentimento di Totò Riina, era un modo di sintetizzare quello che sto dicendo. Tuttavia, vorrei rimarcare che oltre al male esiste il bene e che voi avete l'opportunità di riscattare un periodo fatto di tragedie e lutti.

Signor Riina, lei ha dichiarato più volte d'essere il "capro espiatorio" giacché rigetta alcune colpe a lei addebitate ed in particolare quelle sulla strage di via D'Amelio. Io non ho ragione di dubitare delle sue affermazione, anche se mi riesce difficile immaginarlo, però le rispondo come feci con la moglie del suo precedessore che, in occasione di una perquisizione affermava con forza l'innocenza del marito: le dissi "....suo marito si costituisca ed in Tribunale farà valere la propria innocenza".

Quindi, signori Riina, Bagarella e fratelli Graviano, senza pentimenti o astruse furbizie voi potreste riscrivere la pagina nera degli ultimi cinquantanni della Sicilia e non solo. Voi, potreste davvero illuminarci e chiarirci i trascorsi di una stagione che ha più ombre che luci. Certo non sta a me indicare il percorso e credo che voi tutti non avete bisogno di suggerimenti, ma vi prego di riflettere sul mio invito.

Giuseppe Graviano, lei ha chiesto di parlare al processo per l'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, e allora colga l'occasione una volta per tutte di cambiare pagina, lo faccia oltre che per l'innocenza di Giuseppe, per tutti gli altri periti nelle stragi ed in particolare per la neonata Caterina Nencioni di appena 50 giorni di vita e di sua sorella Nadia di 9 anni . Dia un forte segnale ai giovani palermitani a non percorrere la strada della violenza, lo faccia per la sua famiglia. Dimostri al mondo che il cambiamento è possibile e si ricordi di quel sorriso angelico che Don Pino Puglisi mostrò ai suoi carnefici prima di essere assassinato. Nel suo mondo, come quello di Riina, dei suoi fratelli e di Luchino Bagarella, non può esistere solo la violenza: occorra che lei e i suoi fratelli e gli altri ne prendiate coscienza.

Signor Bagarella, negli anni scorsi, quando indagavo su di lei, sovente mi sono chiesto come sarebbe stata la sua vita ne non si fosse incuneata in una spirale di violenza. Io la conosco più di quanto lei immagini ed in virtù di questa conoscenza, anche se virtuale, rivolgo anche a lei l'invito fatto a suo cognato Totò Riina e ai Graviano: riscriva le parti mancanti di un'epoca tragica e intrisa di sangue. Voi tutti, come siete stati artefici del male, oggi potete essere cultori del bene e di verità.

Signor Riina si è mai chiesto perché la quasi totalità degli uomini, giudici, poliziotti e politici, assassinati dalla sua organizzazione Cosa nostra, erano siciliani?

Glielo dico, io! Perché erano uomini che facevano riferimento a quell'onore tipico di noi siciliani: un onore che non fu mai messo in vendita e che nemmeno la paura di perdere la vita, fermò il loro e il nostro l'ideale: avere Palermo, libera e senza mafia.

Tante volte senza "scruscio e batteria" mi avvicinai a lei a suo cognato Luchino e ai fratelli Graviano, più di quanto voi pensiate e solo circostanze a voi favorevoli ne impedirono l'arresto. Il vostro mondo mafioso faceva parte, insieme al mio di sbirro, del gioco delle parti: solo che voi avevate le carte truccate colme di tritolo e pallottole, e in più avevate i collusi, mentre noi potevamo anteporre alla vostra violenza, la nostra cristallina onestà. Avevamo, di contro, anche uno Stato sordo e incapace di darci gli strumenti necessari per combattervi: dolosamente o negligentemente? Credo che soltanto voi potreste darci la risposta.

Signori Riina, Bagarella e Graviano, penso che sia giunto il momento che voi abiurate il vostro passato ed auspico che questa mia lettera vi faccia riflettere. Non vi chiedo di tradire qualcuno, non lo sogno nemmeno, tuttavia, evidenzio che voi avete in mano la penna con la quale riscrivere la storia della mafia siciliana: scriverla senza se e senza ma per fare finire tutte le "pupiate" di questi giorni.

Pippo Giordano
ex ispettore DIA
che ha coadiuvato Paolo Borsellino negli interrogatori di Gaspare Mutolo, compreso l'ultimo di venerdì 17 luglio 1992.
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COMUNICATO
1430  del 
04/01/2011
Ribadiamo che Cesare Battisti dovrebbe tornare in Italia dove ha un conto pesantissimo in sospeso con la giustizia di questo Paese, e nessuno dovrebbe..... Apri
Ribadiamo che Cesare Battisti dovrebbe tornare in Italia dove ha un conto pesantissimo in sospeso con la giustizia di questo Paese, e nessuno dovrebbe poter porre impedimenti a tutto ciò, perché in Italia è conclamato che anche i criminali godono dei più ampi diritti.
Dopo di che non riusciamo a comprendere tutto il clamore politico che il caso ha ingenerato, lo possiamo dire con grande tranquillità, perché alcuni degli uomini di cosa nostra che si sono macchiati della strage di Firenze del 1993 in via dei Georgofili, godono di benefici rispetto al regime carcerario di 41 bis, inoltre Matteo Messina Denaro stragista alla grande sotto la Torre de Pulci, è ancora oggi dopo 17 anni latitante, scorrazza ovunque, fa incontri mafiosi e nessuno può arrestarlo perché ampiamente protetto.
Ci domandiamo quindi perchè con una forza pari a quella dei familiari delle vittime la politica vuole Battisti in Italia, per premiarlo?
Ossia comprendiamo la foga dei familiari delle vittime nel chiedere giustizia rispetto al caso Battisti, ma la politica italiana perché non fa sentire fortemente la sua voce anche quando viene a sapere che latitanti dello spessore di Matteo Messina Denaro convocano riunioni per stabilire strage si o strage no?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1431  del 
05/01/2011
Sembrerebbe di buon auspicio l'incontro di Torreggiani figlio con il Premier Berlusconi. L'espressione del Premier "questo è un caso di..... Apri
Sembrerebbe di buon auspicio l'incontro di Torreggiani figlio con il Premier Berlusconi. L'espressione del Premier "questo è un caso di giustizia vera" riferito al caso Battisti,non può limitarsi alla sola richiesta di estradizione di Cesare Battisti dal Brasile, criminale che per la morte di Torreggiani padre ne è stato il mandante.
Con Torreggiani Alberto abbiamo combattuto fianco a fianco nelle sale di Palazzo Chigi anche la battaglia per la 206 del 2004, legge per la tutela delle vittime del terrorismo, anche quello mafioso, e ad oggi la 206 è ancora in alto mare nei suoi decreti attuativi.
E' noto ormai come 4 invalidi all'80% nelle stragi terroristiche ed eversive , non godano ancora di pensione immediata, per questi casi - che era una questione di giustizia - ebbe a dirlo a noi personalmente il Ministro della Giustizia a Firenze in Prefettura un paio di anni fa, ma poi non se ne è fatto più nulla.
La giustizia non può avere due pesi e due misure, ossia sentire da parte del Capo del Governo il bisogno di perseguirla fino in fondo, come è giusto che sia, per l'estradizione di Battisti e lasciarla nel dimenticatoio quando si tratta di fare fronte a norme sacrosante in favore delle vittime del terrorismo.
Torreggiani Alberto è un caso umano terribile, che colpisce la sensibilità di chiunque se si pensa che è sulla sedia a rotelle fin da ragazzo, ma questo vale per tutti i ragazzi massacrati nelle stragi che hanno riportando invalidità altrettanto gravi, senza considerare che per ora giustizia sui mandanti che così li hanno ridotti, loro, non se ne possono invocare, perché i nomi non sono ancora usciti nei Tribunali.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1432  del 
07/01/2011
Non dovrebbe essere solo rispedito in Commissione l'accordo sulle forniture militari fra Italia e Brasile, tanto per prendere tempo, ma proprio s..... Apri
Non dovrebbe essere solo rispedito in Commissione l'accordo sulle forniture militari fra Italia e Brasile, tanto per prendere tempo, ma proprio sospeso visto il comportamento della giustizia brasiliana in merito a Cesare Battisti, ma non solo, l'Italia non può continuare s spendere denaro pubblico se prima non risolve il problema delle vittime del terrorismo.
Lo sanno tutti ormai che la legge 206 del 2004 legge formulata con lo spirito di una risoluzione definitiva per le esigenze delle vittime del terrorismo eversivo, non riesce a sistemare 4 "pensioni subito", a altrettanti invalidi all'80% rispetto alla loro capacita lavorativa, usciti massacrati dal tritolo stragista tutto italiano.
I grandi traffici, ed è difficile pensare che il traffico illecito delle armi non stia nel contesto, sono stati quasi certamente il movente delle stragi del 1993, quindi perché continuare a spendere denaro anche nostro, se tutto sommato combattere il terrorismo dando giustizia completa alle vittime non interessa a nessuno, mentre interessa moltissimo lucrare intorno agli eventi terroristici.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1433  del 
08/01/2011
www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1270550#news_id_1270550

INT - Battisti, associazione familiari vittime: No ad accordo con Brasi.....
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www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1270550#news_id_1270550

INT - Battisti, associazione familiari vittime: No ad accordo con Brasile

Roma, 7 gen (Il Velino) - Non dovrebbe essere solo rispedito in Commissione l'accordo sulle forniture militari fra Italia e Brasile, tanto per prendere tempo, ma proprio sospeso visto il comportamento della giustizia ...

I grandi traffici, ed è difficile pensare che il traffico illecito delle armi non stia nel contesto, sono stati quasi certamente il movente delle stragi del 1993 ? prosegue Chelli -, q...
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COMUNICATO
1434  del 
09/01/2011
" Vabbè: vi do una mano speriamo che si fermi tutto..." Con queste parola Santino Di Matteo ha chiuso il suo intervento a Persone al TG3. Si riferiva ..... Apri
" Vabbè: vi do una mano speriamo che si fermi tutto..." Con queste parola Santino Di Matteo ha chiuso il suo intervento a Persone al TG3. Si riferiva al tempo in cui decise di collaborare . Non ha dato per niente una mano Santino di Matteo al processo per le stragi del 1993, quando è venuto in aula Firenze si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Suo figlio Giuseppe era stato ucciso da poco è vero e lui voleva vendicarsi contro Giovanni Brusca, e Gaspare Spatuzza, ma i nostri di figli avevano diritto alla giustizia completa come il Suo, la smetta quindi di fare la star ai TG compiacenti Santino Di Matteo .
Vada in Tribunale il collaboratore a metà e racconti tutto quello che sa sulle stragi del 1993, solo allora crederemo che i suoi show televisivi altro non servano se non per screditare Giovanni Busca e Gaspare Spatuzza, i quali devono ancora raccontarci molto sulle stragi del 1993, tutto verbalizzato ma da ripetere in una aula di giustizia senza trasversalità inquinanti.
I mafiosi sono tutti uguali, e Santino di Matteo non è meglio degli altri.
Quando collaborano con la giustizia però i "pentiti"vanno fatti verbalizzare e poi portati in Tribunale davanti ad una Corte a ripetere ciò che hanno detto ai magistrati, e se si avvalgono della facoltà di non rispondere come Santino di Matteo sono sicuramente peggio degli altri.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1435  del 
10/01/2011
L'abbiamo dovuto sentire Giuseppe Graviano che invoca la Costituzione, perché è stato sanzionato per aver salutato i suoi avvocati dice lui e non..... Apri
L'abbiamo dovuto sentire Giuseppe Graviano che invoca la Costituzione, perché è stato sanzionato per aver salutato i suoi avvocati dice lui e non Spatuzza e Giuliano.
Giuseppe Graviano il boss di Brancaccio invoca quella Costituzione che il 27 Maggio 1993 si è messa sotto i piedi calpestandola come un carro armato passando sui corpi dei nostri Figli.
Giuseppe Graviano deve difendersi se può è un suo diritto, ma noi nemmeno da morti crederemo che il sanguinario uomo di "cosa nostra" volesse salutare solo i suoi avvocati e che si sarebbe persa l'occasione di mettersi in evidenza mentre faceva vedere che "socializzava" con Spatuzza e Giuliano.
Lasci perdere la buona educazione ricevuta da genitori e nonni il macellaio di via dei Georgofili, non ci lasceremo toccare da frasi da operetta di infimo ordine.
Giuseppe Graviano è cresciuto a scuola di mafia e ampiamente lo ha dimostrato in questi 17 anni durante i quali mai un momento ha sentito appiccicato addosso il sangue di Caterina e Nadia Nencioni, dei loro genitori e del giovanissimo Dario Capolicchio.
Sia rimandato a "41 bis" con isolamento diurno, colui che invoca la Costituzione da mafioso che non si pente, non collabora e fa il gradasso sulla cassa dei nostri morti.
Ma di che cosa ha bisogno il Parlamento Italiano per fare il proprio dovere e richiedere una norma più consona al regime detentivo speciale per i mafiosi rei di strage come "madre natura"?
I nostri parlamentari per trovare il coraggio di sancire l'isolamento a soggetti come i Graviano fin tanto che non collaborano, vogliono forse che veniamo sotto il Parlamento a chiederlo con i cartelli e gli striscioni?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1436  del 
10/01/2011
Mafia: parenti vittime Georgofili, da Graviano frasi da operetta di infimo ordine

Palermo, 10 gen. - (Adnkronos) - "L'abbiamo dovut.....
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Mafia: parenti vittime Georgofili, da Graviano frasi da operetta di infimo ordine

Palermo, 10 gen. - (Adnkronos) - "L'abbiamo dovuto sentire Giuseppe Graviano che invoca la Costituzione, perche' e' stato sanzionato per aver salutato i suoi avvocati dice lui e non Spatuzza e Giuliano. Giuseppe Graviano il boss di Brancaccio invoca quella Costituzione che il 27 Maggio 1993 si e' messa sotto i piedi calpestandola come un carro armato passando sui corpi dei nostri Figli".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli Presidente dei familiari delle vittime della strage di via Georgofili a Firenze.
"Giuseppe Graviano deve difendersi se puo', e' un suo diritto, ma noi nemmeno da morti crederemo che il sanguinario uomo di 'cosa nostra' volesse salutare solo i suoi avvocati e che si sarebbe persa l'occasione di mettersi in evidenza mentre faceva vedere che 'socializzava' con Spatuzza e Giuliano - prosegue Chelli - Lasci perdere la buona educazione ricevuta da genitori e nonni il macellaio di via dei Georgofili, non ci lasceremo toccare da frasi da operetta di infimo ordine." "Giuseppe Graviano e' cresciuto -aggiunge Chelli - a scuola di mafia e ampiamente lo ha dimostrato in questi 17 anni durante i quali mai un momento ha sentito appiccicato addosso il sangue di Caterina e Nadia Nencioni, dei loro genitori e del giovanissimo Dario Capolicchio. Sia rimandato a '41 bis" con isolamento diurno".
(10 gennaio 2011 ore 15.02)
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ARTICOLO
1437  del 
10/01/2011
www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1271466

Mafia, Vittime via Georgofili: Da Graviano frasi da ...

Così in una nota Gi.....
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www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1271466

Mafia, Vittime via Georgofili: Da Graviano frasi da ...

Così in una nota Giovanna Maggiani Chelli, ... colui che invoca la Costituzione da mafioso che non si pente, non collabora e fa il gradasso ...
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COMUNICATO
1438  del 
12/01/2011
Gentilissimi,
il 14 gennaio 2011 saremmo a Limite Capraia come da locandina allegata che vale quale invito.

Grazie mille
Buon Anno .....
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Gentilissimi,
il 14 gennaio 2011 saremmo a Limite Capraia come da locandina allegata che vale quale invito.

Grazie mille
Buon Anno a tutti
Giovanna Maggiani Chelli


La locandina
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COMUNICATO
1440  del 
13/01/2011
Udienza gravosa e pesante per le vittime della strage i via dei Georgofili questa mattina nell'aula bunker di Firenze.
Tutta l'angoscia .....
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Udienza gravosa e pesante per le vittime della strage i via dei Georgofili questa mattina nell'aula bunker di Firenze.
Tutta l'angoscia che nasce dalla mancanza di un perché sulla strage di via dei Georgofili si è rinnovata attraverso le deposizioni di collaboratori di giustizia e testimoni oggi da 197 bis, in passato collaboratori di giustizia.
Informatissimi sulla mafia fino al 1992 Drago, Di Filippo e Ganci, digiuni in assoluto sulle stragi del 1993..
Quel Calogero Ganci figlio di Raffaele Ganci uno dei capi storici di Cosa nostra, che passò confidenza a Cancemi Salvatore, si domanda lui stesso cosa furono le stragi del 1993, non se le spiega.
Un copione atroce che corre ancora una volta sotto i nostri sguardi attoniti e increduli.
Dopo 17 anni si gioca ancora al gatto con il topo, è vero che siamo alle prime battute, è vero che ognuno deve fare la propria parte, e soprattutto il proprio lavoro, ma è altrettanto vero che il rospo da ingoiare per mancanza di verità un po' per giorno, è tutto nostro, e per questo non apprezziamo l'aria che tira intorno a noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra ia familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1441  del 
13/01/2011
MAFIA: STRAGI '93; GANCI, MAI CAPITO IL PERCHE' DELLE BOMBE
'FALCONE E BORSELLINO UCCISI PER LORO LOTTA A COSA NOSTRA'
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MAFIA: STRAGI '93; GANCI, MAI CAPITO IL PERCHE' DELLE BOMBE
'FALCONE E BORSELLINO UCCISI PER LORO LOTTA A COSA NOSTRA'

FIRENZE, 13 GEN - "Le bombe del 1993? Non ho mai capito il perché. Lo appresi in carcere, dalle confidenze di un affiliato alla famiglia di Brancaccio, Salvatore Benigno, e me lo fece capire mio padre, al quale, quando ci incrociammo ad un processo, chiesi se ci fosse la mafia dietro a questo stragi. Le uccisioni di Falcone e Borsellino? Perché, insieme a Grasso, davano battaglia a Cosa Nostra".
Lo ha detto oggi a Firenze, il figlio del boss Raffaele Ganci, il pentito Calogero Ganci, testimoniando al processo sulle stragi del 1993 di Firenze, Roma e Milano dove è imputato il boss Francesco Tagliavia, accusato di aver partecipato all'organizzazione degli attentati. Nella deposizione Ganci ha definito Tagliavia "uomo di fiducia" dei fratelli Graviano. I Ganci, affiliati alla famiglia della Noce, erano i 'custodi' della latitanza di Totò Riina e, tra i loro compiti, c'era anche quello di scortare gli affiliati che volevano parlare con lui. In queste occasioni, Ganci ha riferito di aver visto più volte Tagliavia.
"Accompagnava i Graviano a questi appuntamenti - ha affermato il pentito -. Però, come me, non partecipava agli incontri". Ganci ha parlato, inoltre, del disappunto della sua famiglia per la posizione 'oltranzista' che fu assunta dopo l'arresto di Riina da parte di alcuni esponenti come Bagarella, Brusca e gli stessi Graviano, che prevedeva, dopo le autobombe che uccisero Falcone e Borsellino, anche un attentato al magistrato Piero Grasso, e lotta al carcere duro dopo l'introduzione del 41 bis e la legge sui pentiti.
Prima di Ganci sono stati ascoltati altri due pentiti, Giovanni Drago ed Emanuele Di Filippo. Per il 25 gennaio è prevista l'audizione dell'ex ministro Giovanni Conso e l'ex direttore del Dap, Nicolò Amato.
"Angoscia" per "un'udienza gravosa e pesante per le vittime delle strage di via dei Georgofili" è stata espressa dalla presidente dell'associazione dei familiari Giovanna Maggiani Chelli.
"Angoscia che nasce - ha spiegato Maggiani Chelli - dalla mancanza di un perché sulla strage, rinnovata attraverso le deposizioni di collaboratori di giustizia e testimoni oggi da 197 bis, ma in passato collaboratori di giustizia. Informatissimi sulla mafia fino al 1992, Drago, Di Filippo e Ganci, sono digiuni in assoluto sulle stragi del 1993".(ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
1442  del 
13/01/2011
Roma, 13 gen. (Adnkronos) - "Udienza gravosa e pesante per le vittime della strage i via dei Georgofili questa mattina nell'aula bunker di F..... Apri
Roma, 13 gen. (Adnkronos) - "Udienza gravosa e pesante per le vittime della strage i via dei Georgofili questa mattina nell'aula bunker di Firenze.Tutta l'angoscia che nasce dalla mancanza di un perche' sulla strage di via dei Georgofili si e' rinnovata attraverso le deposizioni di collaboratori di giustizia e testimoni oggi da 197 bis, in passato collaboratori di giustizia". Lo rileva, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione che raggruppa i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Informatissimi sulla mafia fino al 1992 Drago, Di Filippo e Ganci, digiuni in assoluto sulle stragi del 1993 - annota ancora -.Quel Calogero Ganci figlio di Raffaele Ganci uno dei capi storici di Cosa nostra, che passo' confidenza a Cancemi Salvatore, si domanda lui stesso cosa furono le stragi del 1993, non se le spiega. Un copione atroce che corre ancora una volta sotto i nostri sguardi attoniti e increduli".

Amara la conclusione: "dopo 17 anni si gioca ancora al gatto con il topo, e' vero che siamo alle prime battute, e' vero che ognuno deve fare la propria parte, e soprattutto il proprio lavoro, ma e' altrettanto vero che il rospo da ingoiare per mancanza di verita' un po' per giorno, e' tutto nostro, e per questo non apprezziamo l'aria che tira intorno a noi".
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COMUNICATO
1443  del 
14/01/2011
Una premessa d'obbligo al nostro comunicato, per dire che sempre e comunque rispettiamo la sovranità del Parlamento.
Detto questo, non possia.....
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Una premessa d'obbligo al nostro comunicato, per dire che sempre e comunque rispettiamo la sovranità del Parlamento.
Detto questo, non possiamo tuttavia non sottolineare la singolarità del caso:
ieri la Corte di Assise di Firenze ha fissato per il giorno 15 Febbraio 2011 l'audizione del Prof. Conso e dell'ex direttore del Dap Amato per ascoltarli su quanto è a loro conoscenza per gli annullamenti e ripristini del 41 bis all'epoca della strage di Via dei Georgofili e oggi veniamo a conoscenza che la Commissione antimafia li riascolterà a breve per alcuni chiarimenti rispetto a ciò che hanno già detto a suo tempo.
Auspichiamo quindi, per il rispetto che i nostri morti e i nostri invalidi meritano, che i due poteri dello Stato lavorino entrambi, per l'accertamento della verità completa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1444  del 
14/01/2011
Una premessa d'obbligo al nostro comunicato, per dire che sempre e comunque rispettiamo la sovranità del Parlamento.
Detto questo, non possia.....
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Una premessa d'obbligo al nostro comunicato, per dire che sempre e comunque rispettiamo la sovranità del Parlamento.
Detto questo, non possiamo tuttavia non sottolineare la singolarità del caso:
ieri la Corte di Assise di Firenze ha fissato per il giorno 15 Febbraio 2011 l'audizione del Prof. Conso e dell'ex direttore del Dap Amato per ascoltarli su quanto è a loro conoscenza per gli annullamenti e ripristini del 41 bis all'epoca della strage di Via dei Georgofili e oggi veniamo a conoscenza che la Commissione antimafia li riascolterà a breve per alcuni chiarimenti rispetto a ciò che hanno già detto a suo tempo.
Auspichiamo quindi, per il rispetto che i nostri morti e i nostri invalidi meritano, che i due poteri dello Stato lavorino entrambi, per l'accertamento della verità completa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1445  del 
15/01/2011
Sentiamo il dovere, per rispetto verso i nostri morti e nostri invalidi, di rispondere al Vice Presidente della Commissione Antimafia Luigi De Sena ch..... Apri
Sentiamo il dovere, per rispetto verso i nostri morti e nostri invalidi, di rispondere al Vice Presidente della Commissione Antimafia Luigi De Sena che ieri ha espresso le sue opinioni su quanto sta accadendo intorno alla presunta trattativa fra mafia e Stato.
De Sena, rappresentante del Pd in Antimafia, ieri ad Enna all'inaugurazione dell'anno accademico all'università avrebbe detto: "L'idea di una trattativa tra lo Stato e Cosanostra mi spaventa, sono molto più propenso sulla linea dell'ex ministro della giustizia Giovanni Conso, che ha detto di aver revocato il 41 bis per alcuni mafiosi senza alcuna trattativa".
Saranno i processi a dire se realmente ci sia stata la trattativa tra "cosa nostra" e lo Stato. Ad ogni modo, qualsiasi cosa sia stata ciò che è avvenuto il 27 Maggio 1993 a Firenze il suo effetto lo ha già sortito.
Siamo noi siamo ad essere terrorizzati. Perché siamo noi ad aver contato i morti. Siamo noi che tutt'oggi dobbiamo supportare gli invalidi.
Chiarito questo, noi non ci stancheremo mai di porre la stessa domanda. Quella domanda che ormai facciamo da mesi. Se non è stata una "trattativa", sia pure per fermare le stragi, allora che cosa è stata?
Gli sia dato un nome a quelle azioni, a quel passaggio di mafiosi da 41 bis a carcere normale per fermare le stragi. Non si possono chiamare "senso di responsabilità svolte in solitudine".
Quegli avvenimenti implicano in primis che lo Stato sapeva esattamente quello che voleva la mafia; secondo, implica che lo Stato non era in grado di far fronte alla situazione se non esaudendo i desiderata della mafia; terzo, che comunque quei passaggi ci sono stati, e non solo il 31 ottobre del 1993 ma molti anche prima. Quegli avvenimenti implicano che la mafia li ha presi per buoni ma visto che non le andava ancora bene, visto che forse non si poteva dire soddisfatta, ha alzato il tiro proseguendo la sua sanguinaria campagna stragista dopo i passaggi da 41 bis a carcere normale del 15 maggio.
Di quale senso di responsabilità stiamo parlando? Si parli di impotenza e sicuramente ci troveranno più d'accordo. E soprattutto si parli di decisioni sbagliate, perché alla mafia non si può fare nessuna concessione, altrimenti, nel bene o nel male, questa entità le concessioni le scambia per favori.
Esattamente come ha fatto nel 1993.
E siamo stati noi a pagare, siamo stati noi ad essere terrorizzati.
Non altri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1446  del 
18/01/2011
MAFIA: GEORGOFILI,DOPO TAGLIAVIA PROCESSO A MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 18 GEN - "Confidiamo che il processo a Tagliavia Francesco possa e.....
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MAFIA: GEORGOFILI,DOPO TAGLIAVIA PROCESSO A MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 18 GEN - "Confidiamo che il processo a Tagliavia Francesco possa essere la premessa a un processo ai 'mandanti esterni a cosa nostra' per il massacro di via dei Georgofili".
E' quanto scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando l'udienza di oggi al processo per le Stragi del 1993.
Un udienza "positiva" aggiunge Maggiani Chelli che conclude la sua nota ricordando che il 3 febbraio "ascolteremo il collaborante Gaspare Spatuzza, auspicando che nel contempo gli sia riconosciuto lo status di collaboratore di giustizia a tutti gli effetti". (ANSA)
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COMUNICATO
1447  del 
19/01/2011
Ancora una volta vogliamo dimostrare tutto il nostro sostegno alla Magistratura, al Procuratore Ilda Boccassini.
In un particolarissimo momento in.....
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Ancora una volta vogliamo dimostrare tutto il nostro sostegno alla Magistratura, al Procuratore Ilda Boccassini.
In un particolarissimo momento in cui le Procure di mezza Italia sono impegnate nell'accertamento della verità completa sulle stragi del 1993, della strage di via dei Gergofili a Firenze del 27 Maggio 1993, riteniamo oltremodo pericoloso assistere ad attacchi cruenti ai Magistrati da parte di uomini delle istituzioni e della politica.
Ricordiamo che la delegittimazione di Magistrati, spesso è stata motivo di lacrime e sangue in questo nostro sciagurato Paese.
Lo stragismo terroristico ed eversivo come quello del 1993 è la vergogna dell'Italia, non i Magistrati che svolgono il loro lavoro nel rispetto delle leggi promulgate dal Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1448  del 
20/01/2011
Attraverso Grigoli Salvatore, in aula bunker a Firenze, oggi è emerso che i collaboratori di giustizia hanno una sorta di soggezione quando devono chi..... Apri
Attraverso Grigoli Salvatore, in aula bunker a Firenze, oggi è emerso che i collaboratori di giustizia hanno una sorta di soggezione quando devono chiamare in causa la politica, hanno invece grande loquacità quando i nomi da fare sono quelli di mafiosi.
Risulta chiaro che il beta bloccante dei 180 giorni imposti ai collaboratori di giustizia per dire tutto quello che sanno, voluti fortemente dalla politica e i casi come quello di Giuseppe Graviano che può socializzare a 41 bis, sia pure previsto dalla norma e la possibilità dei mafiosi di fare uscire "pizzini" dal carcere per dare ordini di morte, inibiscono i collaboratori di giustizia che non si sentono a loro agio.
La domanda è: hanno paura? E il Parlamento casa fa per agevolare i collaboratori di giustizia nel loro arduo lavoro mentre chiamano in causa la politica collusa?
Del resto il collaboratore Tullio Cannella ha testimoniato che cosa nostra voleva andare direttamente in Parlamento e oggi abbiamo avuto l'impressione che ce l'abbia fatta.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1449  del 
20/01/2011
MAFIA: STRAGI 93; ASS. GEORGOFILI, I PENTITI HANNO PAURA?

FIRENZE, 20 GEN - «Attraverso Salvatore Grigoli oggi a Firenze è emerso che i colla.....
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MAFIA: STRAGI 93; ASS. GEORGOFILI, I PENTITI HANNO PAURA?

FIRENZE, 20 GEN - «Attraverso Salvatore Grigoli oggi a Firenze è emerso che i collaboratori di giustizia hanno una sorta di soggezione quando devono chiamare in causa la politica; hanno invece grande loquacità quando i nomi da fare sono quelli di mafiosi. La domanda è: i pentiti hanno paura?».
Lo scrive in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la deposizione del collaboratore di giustizia Grigoli a un processo per le stragi del '93 in corso a Firenze e che ha come unico imputato il boss Francesco Tagliavia.
«Risulta chiaro - prosegue la nota - che il 'betabloccantè dei 180 giorni imposti ai collaboratori di giustizia per dire tutto quello che sanno, voluti fortemente dalla politica, e i casi come quello di Giuseppe Graviano che può socializzare al 41 bis, sia pure previsto dalla norma e la possibilità dei mafiosi di fare uscire »pizzini« dal carcere per dare ordini di morte, inibiscono i collaboratori di giustizia, che non si sentono a loro agio».
Giovanna Maggiani Chelli aggiunge: «La domanda è: hanno paura? E il Parlamento cosa fa per agevolare i collaboratori di giustizia nel loro arduo lavoro mentre chiamano in causa la politica collusa? Del resto il collaboratore Tullio Cannella ha testimoniato che cosa nostra voleva andare direttamente in Parlamento e oggi abbiamo avuto l'impressione che ce l'abbia fatta». (ANSA)
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COMUNICATO
1450  del 
22/01/2011
Gentilissimi,

in merito al caso Massimo Ciancimino, che il 27 gennaio 2011 sarà alla Spezia a presentare il suo "Don Vito", e visto.....
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Gentilissimi,

in merito al caso Massimo Ciancimino, che il 27 gennaio 2011 sarà alla Spezia a presentare il suo "Don Vito", e visto che le nostre vittime sono state chiamate a suo tempo in causa almeno su face book, sentiamo il desiderio di esprimere alcune considerazioni in merito:

1) Non si deve censurare nulla.

2) Massimo Ciancimino resta comunque il figlio di un mafioso, che si è tenuto sulla pancia per 17 lunghi anni quei documenti che era invece indispensabile produrre prima. Non pian piano, praticamente a rate, dando così una opportunistica visione di sé.

3) In generale, in troppi scrivono presunte cose inedite sui libri, ma perché non vanno mai in Tribunale? Gli editori spesso fanno un lavoro importante, ne siamo coscienti, come lo siamo del resto del business che case editrici e autori fanno intorno ad eventi stragisti senza approdare a nulla per l'accertamento della verità, ma solo congegnali al sistema e alle figure istituzionali ai quali sono asserviti.

4) Gli uomini in Parlamento del PD spezzino non si sono mai occupati di stragi del 1993, per anni hanno volutamente ignorato il problema quando faceva loro comodo: e ora, in questa fase che riteniamo delicata perchè potrebbero emergere verità scomode per troppi, si improvvisano uomini dell'antimafia, parlano di trattativa stato-mafia come se fosse stato il loro pane quotidiano, inficiando spesso il lavoro di chi di questi problemi ne mastica continuamente dalla mattina del 27 maggio 1993. Senza considerare che tutto ciò in noi alimenta il dubbio di sempre, quello che dietro le stragi del 1993 la trasversalità parlamentare sia stata molto ampia, con ramificazioni che non possiamo escludere passino anche dalla nostra città. Inoltre noi non abbiamo ampi mezzi di informazione a disposizione, loro invece sì.

5) Abbiamo sempre apprezzato il lavoro di Aldo Lombardi sul fronte della ricerca della verità per le stragi del 1993, e sul suo modo aperto di affrontare il problema del 41 bis, regime penitenziario inviso a RC per ideologia, ma necessario per la mafia stragista e per questo e solo per questo apprezziamo il rammentare una delle nostre vittime, altrimenti avremmo parlato di strumentalizzazione.

Il resto è tutta politica che ha poco a che fare con la lotta alla mafia in questo Paese, visto anche come sono andate le cose per tutti noi che eravamo in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.

Conosciamo il giornalista Francesco La Licata e non abbiamo dubbi sulla sua buona fede, ma non può non essere d'accordo con noi su quanto ancora una volta siano latenti le archiviazioni sulle indagini inerenti i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, e quindi quanto non possiamo non guardare con dispiacere ad un tipo di informazione che arriva alla gente sì, ma troppo spesso passando sulla nostra pelle.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1451  del 
25/01/2011
Sulla scia delle ennesime dichiarazioni rilasciate ieri dal ex direttore del DAP Amato a Palermo, noi non abbiamo dubbi che sul piatto della bilancia,..... Apri
Sulla scia delle ennesime dichiarazioni rilasciate ieri dal ex direttore del DAP Amato a Palermo, noi non abbiamo dubbi che sul piatto della bilancia, per la mafia, lo Stato abbia messo in quel 1993 l'abolizione del "41 bis".
Resta comunque per noi indiscusso che solo i processi con tanto di sentenze, possono dipanare l'intricata matassa del grado di responsabilità di uomini dello Stato in qualcosa che noi solo "trattativa" possiamo chiamare.
Ciò non toglie che se si troverà la parola sostitutiva di "trattativa", cercando di mitigare l'effetto devastante che la parola stessa comporta pensando a rapporti comunque intercorsi fra mafia e Stato in quel 1993, quest'ultimo non può dimenticare mai che i nostri figli sono morti e altri pagano oggi un prezzo altissimo per l'incapacità di prendere le decisioni giuste davanti alle richieste di criminali spaventosi.
Vogliamo giustizia fino in fondo e la perseguiremo con tutte le nostre forze nelle sedi giuste, non accetteremo mai giustificazioni di comodo e cercheremo le responsabilità istituzionali e politiche di chicchessia fino in fondo.
I nostri familiari sono morti in nome e per conto del 41 bis da abolire, non ci importa che con i trasferimenti da 41 bis al carcere normale si è inteso fermare le stragi, la strage di Firenze è avvenuta, c'è stata eccome malgrado tutte le strategie messe in atto.
Li ascolteremo in aula, gli uomini dello Stato di allora Conso e Amato, auspichiamo che ci convincano che per la strage di Firenze hanno fatto tutto il possibile per fermarla, ma soprattutto cercheremo di capire perché ne parlano solo ora in questi termini e non tanto tempo fa davanti ai magistrati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1452  del 
25/01/2011
"Tizio mi ha detto che caio ha detto- tutto de relato - sono finiti i tempi alla Buscetta" queste le esternazioni del Proc., Vigna", proseguendo "la c..... Apri
"Tizio mi ha detto che caio ha detto- tutto de relato - sono finiti i tempi alla Buscetta" queste le esternazioni del Proc., Vigna", proseguendo "la commissione antimafia sta facendo un ottimo lavoro sulla lettura politica della strage di Via dei Georgofili".
La scelta della via facile ci preoccupa e ci angustia sempre, mai avremmo immaginato di essere 17 anni dopo a sentire discorsi di questo tipo.
Senza considerare che le esternazioni di uomini dello Stato in commissione antimafia, chiarificatori quanto si vuole, ma arrivano con 15 anni di ritardo, quando giusto la politica cerca il sistema di saltare fuori indenne da quegli incredibili delitti perpetrati nel 1993 in via dei Georgofili.
Auspichiamo in cuor nostro che prima di mettere le cose sporche dell'anno 1993 esclusivamente nelle mani della politica della quale non ci fidiamo, giudiziariamente sia fatto tutto il possibile.
Da anni aspettiamo per esempio un confronto in aula Monticciolo Brusca in un qualunque processo di mafia, perchè fu Monticciolo l'autista di Brusca, nel suo libro sul piccolo Di Matteo che scrisse "brusca dica tutta la verità".
E' per questo che confidiamo sempre e comunque nel processo, le stragi non cadono mai in prescrizione e la speranza non va mai persa, noi non la perderemo mai e mai delegheremo una politica all'interno della quale non si capisce chi è colluso con chi".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1453  del 
27/01/2011
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Presidente dell'Anm Luca Palamara, in un momento in cui le minacce dallo stesso ricevute sono le minacc..... Apri
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Presidente dell'Anm Luca Palamara, in un momento in cui le minacce dallo stesso ricevute sono le minacce rivolte a quanti in questo Paese aspettano giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1454  del 
01/02/2011
Spatuzza: non mi aspettavo il no al mio programma di protezione

Ecco la lettera.....
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Spatuzza: non mi aspettavo il no al mio programma di protezione

Ecco la lettera di perdono scritta nell'estate 2010 ai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

FIRENZE, 1 FEB - "Certamente questa mia non ammissione al Programma di Protezione per via definitiva non me l'aspettavo. Concordo con voi che le sentenze, se pur amministrative, vanno sempre rispettate perche' rappresentano il Popolo Italiano".
Così scriveva Gaspare Spatuzza, il 24 giugno scorso, in una lettera di perdono inviata all'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili. E' stata la stessa Associazione - che già a luglio aveva reso pubblico che Spatuzza aveva scritto chiedendo perdono -, a diffondere oggi il testo in vista dell'audizione del pentito, giovedi', al processo a Firenze a Francesco Tagliavia per le stragi del 1993. Spatuzza scrive in risposta a una lettera della stessa Associazione "di solidarietà e di incoraggiamento", incoraggiamento che "mi ha sollevato tantissimo" perche' proviene da persone "che hanno ricevuto solo del male dall'individuo che io fui".
"Posso solo dire - scrive ancora Spatuzza - che nessuno immagina cosa prova una persona nella fase transitoria che precede la decisione di passare dalla parte dello Stato e nel caso che mi vede coinvolto personalmente, era piu' che legittimo agire con cautela, per tante ragioni, che già ne ho riferito abbondantemente alle Autorità competente e qualcosa il gia' confermata in un'udienza pubblica".

Nel motivare la decisione di rendere pubblica la lettera l'Associazione spiega in una nota:
"Fortemente preoccupati per la normativa che ha fatto sì che Gaspare Spatuzza deporrà al processo Tagliavia, senza la qualifica di 'collaboratore di giustizia' a tutti gli effetti, ancora una volta rammentiamo quanto quei 180 giorni previsti dalla legge affinche' un collaboratore di giustizia dica tutto quello che sa siano galeotti. Crediamo quindi sia nostro dovere consegnare alla stampa la lettera che Spatuzza ci ha inviato nel luglio dell'anno scorso". (ANSA)



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NOTIZIA ANSA
1455  del 
01/02/2011
SPATUZZA,MOSSO DA SPIRITO VERITÀ, È PROBLEMA SOCIALE
È STATA GUERRA STATO-ANTISTATO,SPERO POTER SMUOVERE COSCIENZE

FIRENZE, 1 FEB - «Se .....
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SPATUZZA,MOSSO DA SPIRITO VERITÀ, È PROBLEMA SOCIALE
È STATA GUERRA STATO-ANTISTATO,SPERO POTER SMUOVERE COSCIENZE

FIRENZE, 1 FEB - «Se è iniziata tutta questa storia della mia collaborazione è soltanto per quello 'Spirito di Verità che mi ha spinto, e data la forza in quei momenti di maggior sconforto, pensando tanto e tenendo sempre in considerazione a Voi e a tutte quelle persone che per mano mia, direttamente o indirettamente, hanno perso molto di più di quello che io sto rischiando».
Così ha scritto Gaspare Spatuzza nella lettera di perdono - «un dovere chiederlo» -, inviata in estate all'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili e resa nota dalla stessa Associazione. Il testo integrale della lettera è pubblicato su www.ansa.it.
«Per me - prosegue Spatuzza - non è stato semplice affrontare tutta questa storia da uomo solo, anche se un vivo ringraziamento voglio qui poterlo esprimere per le 'Istituzionì che a vario titolo si stanno occupando di tutta questa dolorosa vicenda che, vorrei dire, appartiene a tutta quella Società Civile, perchè rappresenta un problema Sociale; non è una faccenda che riguarda soltanto la criminalità organizzata, i Familiari di tutte le vittime di mafie e la Giustizia. Se qualcuno non l'ha ancora capito, si è combattuto una Guerra tra lo Stato e l'antistato. Per questo il vostro sostegno lo sto sentendo come un incitamento e, mi auguro, che possa far smuovere la coscienza ai tanti che ancora fanno finta di non aver capito. Voglio poter dire a quest'ultimi: 'Che cosa sarebbe accaduto se un vostro congiunto fosse transitato per una delle tante vie divenute teatro di morte?» Spatuzza elenca quindi i luoghi degli attentati a Chinnici, Falcone e Borsellino, di quelli in continente nel '93 e «per ultimo lo stadio Olimpico che solo per pura coincidenza, io dico per grazia di Dio, non si è compiuta quella follia stragista».
Nella lettera Spatuzza ricorda poi le due bambine, Nadia e Caterina Nencioni, tra le 5 vittime di via dei Georgofili, e scrive che «gia di per se stesso per me è un grande dolore, il ricordo di tutte queste vicende tragiche e non posso fare altro che spalancare ancor di più quel mio cuore, oggi fatto di carne e non più di pietra, e spiritualmente abbracciarle». (ANSA)
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COMUNICATO
1456  del 
02/02/2011
Fortemente preoccupati per la normativa che ha fatto si che Gaspare Spatuzza il 3 Febbraio prossimo deporrà in Tribunale a Firenze al processo Tagliav..... Apri
Fortemente preoccupati per la normativa che ha fatto si che Gaspare Spatuzza il 3 Febbraio prossimo deporrà in Tribunale a Firenze al processo Tagliavia, senza la qualifica di "collaboratore di giustizia" a tutti gli effetti,ancora una volta rammentiamo quanto quei 180 giorni previsti dalla legge affinchè un collaboratore di giustizia dica tutto quello che sa siano galeotti.
Crediamo quindi sia nostro dovere consegnare alla stampa la lettera che Gaspare Spatuzza ci ha inviato nel luglio dell'anno scorso.
E' una lettera privata, e avremmo voluto rimanesse tale, ma i tempi e le cose in atto non lo permettono, sarebbe grave da parte nostra non compiere tutti quegli atti necessari a supportare un soggetto sia pure mafioso, ma che ha compiuto tutti gli sforzi possibili per tornare dalla parte della legge.
In merito alla richiesta di perdono di Spatuzza da parte nostra ci siamo già espressi pubblicamente : non è possibile.
In Tribunale invece supporteremo Spatuzza con tutte le nostre forze, e questo perché i Magistrati di tre procure lo ritengono attendibile.
Alleghiamo qui di seguito la lettera, confidiamo nella libertà di stampa, al di sopra di ogni logica politica, quella politica che ha voluto fortemente il limite temporale dei 180 giorni per i collaboratori di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1457  del 
03/02/2011
Solo un processo sui mandanti esterni a cosa nostra potrà chiarire una buona volta come sono andate le cose in Italia in quel 1993.
Ma noi non pos.....
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Solo un processo sui mandanti esterni a cosa nostra potrà chiarire una buona volta come sono andate le cose in Italia in quel 1993.
Ma noi non possiamo non analizzare ciò che ha detto stamane Spatuzza Gaspare in aula bunker a Firenze.
Tralasciando i de relato che ci saranno altre sedi per chiarirli, quando il collaborante parla di "trattativa", non possiamo demandare a tempi migliori.
Quello che noi abbiamo capito, secondo Spatuzza naturalmente, è che cosa nostra ha trattato con pezzi dello Stato sul 41 bis e altro, non ha ottenuto nulla dalle vecchie forze in campo, si è rivolta quindi a forze nuove che hanno promesso e a questo punto ha deciso di dare un colpo di grazia a chi non aveva mantenuto e il colpo di grazia doveva essere un attentato all'Olimpico. Cosa nostra voleva uccidere 100 carabinieri per dare il colpo di grazia a chi fino a quel momento aveva trattato con lei, e aveva fallito.
E allora va da se che noi non possiamo non interrogarci ancora una volta su quel passaggio di mafiosi da 41 bis a carcere normale alla fine del 1993, che verteva a fermare le stragi, ed è vero forse la strage dell'Olimpico quei passaggi da 41 bis l'hanno fermata, ma nulla si fece per fermare la strage di via dei Georgofili e le altre di luglio.
Sempre più angosciati invochiamo un processo sui mandanti esterni a cosa nostra per la strage del 27 maggio 1993, dando nuovamente la parola a Brusca Giovanni affinché faccia il suo dovere e dica tutto quello che sa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1458  del 
03/02/2011
Il nostro NO il più sentito alle richieste di Provenzano, il mafioso che dice di essere incompatibile con il carcere per la sua salute.
Anche i no.....
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Il nostro NO il più sentito alle richieste di Provenzano, il mafioso che dice di essere incompatibile con il carcere per la sua salute.
Anche i nostri figli sono incompatibili con la vita che devono condurre dopo il tritolo voluto in continente da Provenzano.
Resti in galera l'ex capo di cosa nostra, e all'0ccorrenza vada in ospedale quando è necessario e poi torni in carcere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1459  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, PERDONARE SPATUZZA?
MAI: GLIELO DARA' DIO.
SIAMO CON SPATUZZA COME COLLABORATORE

FIRENZE, 3 FEB .....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, PERDONARE SPATUZZA?
MAI: GLIELO DARA' DIO.
SIAMO CON SPATUZZA COME COLLABORATORE

FIRENZE, 3 FEB - "In quanto a perdonare Gaspare Spatuzza, bisogna che si rassegni, il nostro perdono non glielo daremo mai, mi sono consultata anche con i parenti delle altre vittime, non ci riusciremo mai".
Lo ha detto la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo ai giornalisti sulla richiesta di perdono espressa dal pentito Gaspare Spatuzza oggi in aula, all'inizio della sua deposizione all'udienza del processo per le stragi del '93.
"Siamo con Spatuzza - ha aggiunto Maggiani Chelli - come collaboratore di giustizia, ma il perdono glielo darà Dio, quel Dio in cui lui crede. Ma non saremo noi quelli che lo aiuteranno ad andare in Paradiso". (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1461  del 
03/02/2011
Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - "In quanto a perdonare Gaspare Spatuzza, bisogna che si rassegni, il nostro perdono non glielo daremo mai". Lo ha dett..... Apri
Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - "In quanto a perdonare Gaspare Spatuzza, bisogna che si rassegni, il nostro perdono non glielo daremo mai". Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze, replicando alla richiesta di perdono arrivata oggi in aula dal pentito di mafia Gaspare Saptuzza, reo confesso dell'attentato che colpi' il capoluogo tosdcano nel 1993.
"Mi sono consultata anche con i parenti delle altre vittime, non ci riusciremo mai a perdonarlo - ha ribadito la Maggiani Chelli -. Siamo con Spatuzza come collaboratore di giustizia, ma il perdono glielo dara' Dio, quel Dio in cui lui crede. Ma non saremo noi quelli che lo aiuteranno ad andare in Paradiso".
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NOTIZIA ANSA
1460  del 
03/02/2011
MAFIA:STRAGI'93; GEORGOFILI, SERVE PROCESSO MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 3 FEB - "Solo un processo sui mandanti esterni a Cosa Nostra.....
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MAFIA:STRAGI'93; GEORGOFILI, SERVE PROCESSO MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 3 FEB - "Solo un processo sui mandanti esterni a Cosa Nostra potrà chiarire una buona volta come sono andate le cose in Italia in quel 1993".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli commentando le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, oggi nel corso del processo a Firenze.
"Tralasciando i de relato - spiega Maggiani Chelli -, quando il collaborante parla di 'trattativa', non possiamo demandare a tempi migliori. Quello che noi abbiamo capito, secondo Spatuzza naturalmente, è che Cosa nostra ha trattato con pezzi dello Stato sul 41 bis e altro, non ha ottenuto nulla dalle vecchie forze in campo, si è rivolta quindi a forze nuove che hanno promesso e a questo punto ha deciso di dare un colpo di grazia a chi non aveva mantenuto e il colpo di grazia doveva essere un attentato all'Olimpico. Cosa nostra voleva uccidere 100 carabinieri per dare il colpo di grazia a chi fino a quel momento aveva trattato con lei, e aveva fallito".
"E allora - spiega la presidente - va da sé che noi non possiamo non interrogarci ancora una volta su quel passaggio di mafiosi da 41 bis a carcere normale alla fine del 1993, che verteva a fermare le stragi, ed è vero forse che la strage dell'Olimpico quei passaggi da 41 bis l'hanno fermata, ma nulla si fece per fermare la strage di via dei Georgofili e le altre di luglio. Sempre più angosciati invochiamo un processo sui mandanti esterni a Cosa nostra per la strage del 27 maggio 1993, dando nuovamente la parola a Brusca Giovanni affinché faccia il suo dovere e dica tutto quello che sa". (ANSA)
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NOTIZIA ASCA
1462  del 
03/02/2011
MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, PROVENZANO RESTI IN CARCERE

(ASCA) - Firenze, 3 feb - "Il nostro no piu' sentito alle richieste d.....
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MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, PROVENZANO RESTI IN CARCERE

(ASCA) - Firenze, 3 feb - "Il nostro no piu' sentito alle richieste di Provenzano, il mafioso che dice di essere incompatibile con il carcere per la sua salute".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, sulla 'clemenza' che il boss chiede dal carcere.
"Anche i nostri figli - aggiunge - sono incompatibili con la vita che devono condurre dopo il tritolo voluto in continente da Provenzano. Resti in galera l'ex capo di cosa nostra, e all'occorrenza vada in ospedale quando e' necessario e poi torni in carcere'
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NOTIZIA TMNews
1463  del 
03/02/2011
Maggiani Chelli: "non possiamo, siamo irremovibili"

Firenze, 3 feb. (TMNews) - "Noi, il perdono, non possiamo darlo a Gaspare.....
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Maggiani Chelli: "non possiamo, siamo irremovibili"

Firenze, 3 feb. (TMNews) - "Noi, il perdono, non possiamo darlo a Gaspare Spatuzza": si definiscono "irremovibili" i parenti delle vittime della strage dei Georgofili, a cui nome parla Giovanna Maggiani Chelli.
Spatuzza, che già si era espresso in una lettera, ha chiesto perdono all'inizio dell'udienza, ancor prima di rispondere alle domande del Pubblico Ministero Giuseppe Nicolosi.
Spatuzza è ascoltato come testimone nel processo a Francesco Tagliavia come "coautore" della strage.
"Possiamo solo apprezzarlo nel momento in cui come uomo, chiamiamolo così, decide di collaborare con la giustizia e di portare in quella che è la verità sulle stragi", precisa Maggiani Chelli, parlando con i giornalisti durante una pausa dell'udienza che si sta svolgendo nell'aula Bunker del tribunale di Firenze. "Lo supportiamo fortemente, lo abbiamo già fatto con altri collaboratori di giustizia, soprattutto quelli di spessore superiore come Giovanni Brusca".
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NOTIZIA ANSA
1464  del 
03/02/2011
MAFIA:SPATUZZA;FIRENZE PERDONAMI,FUI COME UN TERRORISTA A PROCESSO STRAGI '93 PENTITO CITA ANCORA BERLUSCONI E DELL'UTRI

FIRENZE, 3.....
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MAFIA:SPATUZZA;FIRENZE PERDONAMI,FUI COME UN TERRORISTA A PROCESSO STRAGI '93 PENTITO CITA ANCORA BERLUSCONI E DELL'UTRI

FIRENZE, 3 FEB - Ha chiesto perdono alla città di Firenze e ai familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili del '93, il pentito Gaspare Spatuzza, stamani, aprendo la sua deposizione di teste al processo sugli attentati di Milano, Roma e Firenze che ha come unico imputato il boss Francesco Tagliavia. Spatuzza ha ricordato che 18 anni fa era nel capoluogo toscano come «terrorista» poi, rispondendo ai pm e alle parti civili, ha parlato delle riunioni tra i boss, prima e dopo le stragi, ripetendo quanto gli disse Giuseppe Graviano, ovvero di poter contare sul nascente partito di Forza Italia, sul suo leader Silvio Berlusconi («quello di Canale 5», così dicevano i mafiosi) e sul «compaesano» Marcello Dell'Utri. A Tagliavia i magistrati fiorentini sono risaliti grazie a Spatuzza. Tagliavia, boss di Corso dei Mille a Palermo, è considerato tra gli organizzatori degli attentati insieme ad altri 14 boss, già condannati all'ergastolo per la campagna stragista. Spatuzza ha ripercorso la sua lunga 'carrierà di mafioso legato al clan dei Graviano e ha risposto alle domande dei pm Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini per oltre sei ore. Era nascosto dietro lunghi paraventi. Si vedevano solo le scarpe. Non ha fatto rivelazioni ma ha ripetuto circostanze già riferite in aula in altri processi: l'organizzazione delle stragi, ma anche i rapporti tra boss e politica. «Sono arrivato a Firenze da terrorista, il nostro obiettivo era colpirla nel cuore e ci riuscimmo», ha ricordato. «Ora - ha detto - 18 anni dopo ci torno da collaboratore di giustizia e intendo chiedere perdono». «Si rassegni, il nostro perdono non glielo daremo mai», ha replicato l'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Ricordando le stragi, Spatuzza ha raccontato che Tagliavia avrebbe mandato a dire a Giuseppe Graviano di fermare gli attentati mentre erano in preparazione quelli a Roma e Milano. Tagliavia, che nel frattempo era stato arrestato, viene avvicinato, racconta Spatuzza, in tribunale a Palermo e manda a dire a 'madre naturà, soprannome di Giuseppe Graviano, «di bloccare i bingo come chiamavamo gli attentati». «Ma - afferma Spatuzza - la questione stragista andò avanti». Racconta poi dell'incontro con Giuseppe Graviano, nel gennaio 1994 a Roma, dopo le stragi. Il boss era «gioioso», ricorda Spatuzza. «Mi disse che avevamo ottenuto tutto quello che cercavamo grazie alla serietà di queste persone, che non erano come quei quattro socialisti che ci avevano venduto nel 1988. Lui menziona nello specifico la persona di Berlusconi. Io gli dissi se era la persona di Canale 5 e lui me lo confermò e mi disse che c'era anche un suo compaesano, Marcello Dell'Utri». Poi Spatuzza inquadra il periodo stragista: «Capaci ci appartiene, via D'Amelio anche. Ma Firenze, Milano e Roma sono una storia diversa, sono morti che non ci appartengono. Cosa Nostra non è così imbecille da andare in guerra senza spalle coperte». Spatuzza racconta anche che a fine '93 «Giuseppe Graviano disse che era meglio che ci portassimo dietro un pò di morti così, disse, diamo una smossa, chi si deve muovere si muove». I boss si aspettavano «benefici, a partire dai carcerati», e il colpo di grazia doveva essere il fallito attentato allo stadio Olimpico. Il presunto rapporto mafia-politica è sempre sotto esame: domani L'Espresso in edicola rende nota un'indiscrezione secondo cui Giovanni Brusca avrebbe avuto da Riina l'ordine di andare ad Arcore dopo le stragi del 92 in cui furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma la procura di Palermo ha smentito. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1465  del 
03/02/2011
MAFIA:STRAGI'93; GEORGOFILI, SERVE PROCESSO MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 3 FEB - «Solo un processo sui mandanti esterni a Cosa Nostra potrà.....
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MAFIA:STRAGI'93; GEORGOFILI, SERVE PROCESSO MANDANTI ESTERNI

FIRENZE, 3 FEB - «Solo un processo sui mandanti esterni a Cosa Nostra potrà chiarire una buona volta come sono andate le cose in Italia in quel 1993». Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli commentando le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, oggi nel corso del processo a Firenze. «Tralasciando i de relato - spiega Maggiani Chelli -, quando il collaborante parla di 'trattativà, non possiamo demandare a tempi migliori. Quello che noi abbiamo capito, secondo Spatuzza naturalmente, è che Cosa nostra ha trattato con pezzi dello Stato sul 41 bis e altro, non ha ottenuto nulla dalle vecchie forze in campo, si è rivolta quindi a forze nuove che hanno promesso e a questo punto ha deciso di dare un colpo di grazia a chi non aveva mantenuto e il colpo di grazia doveva essere un attentato all'Olimpico. Cosa nostra voleva uccidere 100 carabinieri per dare il colpo di grazia a chi fino a quel momento aveva trattato con lei, e aveva fallito». «E allora - spiega la presidente - va da sè che noi non possiamo non interrogarci ancora una volta su quel passaggio di mafiosi da 41 bis a carcere normale alla fine del 1993, che verteva a fermare le stragi, ed è vero forse che la strage dell'Olimpico quei passaggi da 41 bis l'hanno fermata, ma nulla si fece per fermare la strage di via dei Georgofili e le altre di luglio. Sempre più angosciati invochiamo un processo sui mandanti esterni a Cosa nostra per la strage del 27 maggio 1993, dando nuovamente la parola a Brusca Giovanni affinchè faccia il suo dovere e dica tutto quello che sa». (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1466  del 
03/02/2011
MAFIA:STRAGE '93;FINITA UDIENZA, IL 9 SPATUZZA TORNA A DEPORRE

FIRENZE, 3 FEB - Si è conclusa alle 17.20 nell'aula bunker di Firenz.....
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MAFIA:STRAGE '93;FINITA UDIENZA, IL 9 SPATUZZA TORNA A DEPORRE

FIRENZE, 3 FEB - Si è conclusa alle 17.20 nell'aula bunker di Firenze l'udienza in cui ha deposto come testimone il pentito Gaspare Spatuzza nell'ambito del processo per le stragi mafiose del 1993. Spatuzza ha risposto oggi alle domande dei pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi e alle parti civili. Il contro esame della difesa di Tagliavia, oggi appena avviato, proseguirà nella prossima udienza, fissata per il 9 febbraio. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1467  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, MI SONO INGINOCCHIATO DAVANTI ALLO STATO IL PENTITO, LA PUNIZIONE È GIUSTA MA VIVO PEGGIO CHE AL 41 BIS

FIRENZE, 3 FEB - «Io.....
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MAFIA: SPATUZZA, MI SONO INGINOCCHIATO DAVANTI ALLO STATO IL PENTITO, LA PUNIZIONE È GIUSTA MA VIVO PEGGIO CHE AL 41 BIS

FIRENZE, 3 FEB - «Io mi sono inginocchiato davanti allo Stato e ho chiesto perdono. Devo dire che io giuridicamente ho sbagliato, ed è giusto che lo Stato mi punisca. Moralmente ho agito convinto di fare la scelta più giusta in quella circostanza». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, oggi nell'udienza del processo sulle stragi del '93, spiegando le ragioni del ritardo di anni nella sua decisione di collaborare con la giustizia. «Nel marzo 2008 - racconta Spatuzza - chiesi un colloquio con il procuratore antimafia Piero Grasso per via D'Amelio. Avevo tanta paura a collaborare, venni trasferito in un altro penitenziario più sicuro. Ma sono entrato in conflitto con questioni di politica, con questioni di polizia, di servizi segreti, di magistratura, rispetto a processi già chiusi con condanne definitive, ed ero chiuso in una cella. Non è stato facile trovarsi da solo contro davanti a tutto questo. Lo Stato, quello che conosco io, la protezione non me l'ha fatta mancare. Ma io conduco una vita peggio del 41 bis». (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1468  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, SPERO DI INCONTRARE FAMIGLIARI VITTIME VIA GEORGOFILI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «Spero di incontrare i famigliari dell.....
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MAFIA: SPATUZZA, SPERO DI INCONTRARE FAMIGLIARI VITTIME VIA GEORGOFILI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «Spero di incontrare i famigliari delle vittime di via dei Georgofili». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, nell'aula bunker di Firenze, per il processo a carico di Francesco Tagliavia sulle stragi mafiose del '93. «I famigliari delle vittime hanno sempre espresso il loro sostegno per il mio mancato regime di protezione. Mi hanno commosso», ha aggiunto Spatuzza, che stamane in aula ha chiesto perdono alle vittime e alla città di Firenze. «Qua il più morto di tutti sono io. Io ho distrutto la mia vita per un rinnegato perdono», ha affermato Spatuzza.
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NOTIZIA Adnkronos
1469  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, STATO HA FATTO BENE A NEGARMI PROGRAMMA PROTEZIONE IN UNA CIRCOSTANZA HO VOLUTO 'OMISSARÈ LA VERITÀ, NON NEGARLA

Firenz.....
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MAFIA: SPATUZZA, STATO HA FATTO BENE A NEGARMI PROGRAMMA PROTEZIONE IN UNA CIRCOSTANZA HO VOLUTO 'OMISSARÈ LA VERITÀ, NON NEGARLA

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «Giuridicamente ho sbagliato, e ha fatto bene lo Stato a negarmi il programma di protezione, ma moralmente ho fatto la scelta giusta». Lo ha detto il pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, affrontando in aula bunker a Firenze il periodo in cui ha deciso di collaborare con la giustizia, rispondendo al pm che gli chiedeva come mai avesse colmato con ritardo alcune lacune nei verbali. «Nel 2008 - ha ricordato Spatuzza - chiesi un incontro al procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso. Una persona in cui mi riconosco. È stato l'unico di cui mi sono fidato. E quando mi ha proposto di trasferirmi in un altro istituto penale, ho detto di sì. Avevo molto timore, per me non è stato un cammino facile, trovarsi da solo davanti a tutto questo, avere a che fare con forze dell'ordine, istituzioni, servizi segreti. Ma mi sono inginocchiato davanti allo Stato e ho chiesto perdono». Al momento dell'inizio della collaborazione con la giustizia, «in quella circostanza ho voluto omissare la verità, non negare la verità, che è ben diverso - ha spiegato Spatuzza -. E comunque la protezione non mi è stata fatta mancare. Io da anni conduco una vita peggio che il 41 bis». Spatuzza ha anche ricordato di aver fatto un percorso di avvicinamento alla fede, in carcere: «Con il cappellano militare ho parlato del malessere che mi portavo dietro. Ho parlato con lui di cose spirituali, ma lui non ha influito direttamente sul mio pentimento e decisione di collaborare con la giustizia», ha affermato.
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NOTIZIA ANSA
1470  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA,STRAGI '93 NON CI APPARTENEVANO,CAPACI SÌ PENTITO,MA COSA NOSTRA NON VA A GUERRA SENZA SPALLE COPERTE

FIRENZE, 3 FEB - «.....
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MAFIA: SPATUZZA,STRAGI '93 NON CI APPARTENEVANO,CAPACI SÌ PENTITO,MA COSA NOSTRA NON VA A GUERRA SENZA SPALLE COPERTE

FIRENZE, 3 FEB - «Per quello che mi riguarda, nell' ottica criminale, Capaci ci appartiene, via D'Amelio ci appartiene. Ma su Firenze, Milano e Roma entriamo in una storia diversa, è un terreno che non ci appartiene. Cosa Nostra non è così imbecille da andare in guerra senza le spalle coperte». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, oggi a Firenze, nella sua deposizione al processo sulle stragi del '93 spiegando quanto aveva riferito di aver confidato a Graviano e Lo Nigro sul fatto che le morti di quelle stragi «non ci appartengono». «Dissi della bambina - ha detto Spatuzza spiegando perchè definiva quelle vittime 'morti che non appartengonò-, che poi non era una ma erano due, ma io l'ho saputo più tardi, questo era il nostro malessere tra noi: la piccola Nadia (Nencioni n.d.r), di cui ho saputo in questi ultimi anni, e l'altra è la sorella Caterina». Spatuzza, sempre ricordando quelle confidenze con Cosimo Lo Nigro e Giuseppe Graviano, ha ribadito rispondendo al pm Alessandro Crini che «Giuseppe Graviano disse che era meglio che ci portassimo dietro un pò di morti, così diamo una smossa, così chi si deve muovere si muove». «In realtà Giuseppe Graviano aveva capito la mia debolezza di esprimere dei dubbi - ha aggiunto - sulle stragi che avevamo fatto. Per me, Graviano rappresentava 'mio padrè, altrimenti sarei stato zitto perchè nei rapporti tra mafiosi queste cose non si possono dire tanto più se sono state fatte o decise» dai boss. Spatuzza ha specificato che Graviano era 'un padrè, nonostante siano pressochè coetanei, «nel senso che io gli ho dato la mia vita, l'ho messa nelle sue mani anche se solo un pazzo può pensare di andare dietro a Graviano. Per noi lui era paragonabile a 'madre naturà, era il signore nel suo carisma, pensate quindi che mente perversa abbiamo avuto». (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1471  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, GRAVIANO VOLEVA STRAGI PER SMUOVERE CHI DI DOVERE 'IO PROVAVO MALESSERE PER MORTI CHE NON CI APPARTENEVANÒ

Firenze, 3 f.....
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MAFIA: SPATUZZA, GRAVIANO VOLEVA STRAGI PER SMUOVERE CHI DI DOVERE 'IO PROVAVO MALESSERE PER MORTI CHE NON CI APPARTENEVANÒ

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «In un incontro con Lo Nigro e Graviano» dopo le stragi del '93 «dissi che ci portavamo dietro morti che non ci appartengono. Provavo un malessere quando scoprii che morirono la bambina di Firenze, che poi ho scoperto essere due, Nadia e Caterina». Lo ha detto in aula bunker a Firenze il pentito Gaspare Spatuzza, nel processo a carico di Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del '93-'94. «Graviano - ha sottolineato Spatuzza - ci disse che era meglio che ci portiamo dietro un pò di morti, perchè così chi si deve muovere si dà una smossa. Graviano capì la mia debolezza davanti a queste tragedie». Quando il pm Alessanero Crini gli ha chiesto quali sono le stragi che invece «appartengono alla mafia», Spatuzza ha detto che «Capaci ci appartiene, via D'Amelio ci appartiene, ne abbiamo anche gioito, vigliaccamaente. Ma Roma e Milano non ci appartengono».
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NOTIZIA Adnkronos
1472  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, PUNTAVAMO TUTTO SU PROGETTO FORZA ITALIA E BERLUSCONI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «In un incontro con Pietro Romeo e Fra.....
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MAFIA: SPATUZZA, PUNTAVAMO TUTTO SU PROGETTO FORZA ITALIA E BERLUSCONI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «In un incontro con Pietro Romeo e Francesco Giuliano gli dissi di tranquillarsi, che siccome era nato questo progetto politico di Forza Italia con Silvio Berlusconi, gli dissi che puntavamo tutto su questo soggetto, specificatamente su Berlusconi». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, che viene ascoltato nell'aula bunker di Firenze per il processo a carico di Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del '93-'94. «Dopo l'arresto dei fratelli Graviano e di Nino Mangano -ha spiegato ancora Spatuzza- io ero diventato il punto di riferimento di questi ragazzi», ha detto il pentito, che venne poi arrestato il 2 luglio 1997.
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NOTIZIA ANSA
1473  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, TRANQUILLIZZAI MAFIOSI PARLANDOGLI DI FI

FIRENZE, 3 FEB - In un incontro con altri mafiosi, Pietro Romeo e Francesco Giulian.....
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MAFIA: SPATUZZA, TRANQUILLIZZAI MAFIOSI PARLANDOGLI DI FI

FIRENZE, 3 FEB - In un incontro con altri mafiosi, Pietro Romeo e Francesco Giuliano, Gaspare Spatuzza ha raccontato di averli dovuto tranquillizzare dicendo che i Graviano «avevano puntato molto su questo soggetto politico che si stava formando, Forza Italia e Berlusconi». Spatuzza l'ha detto ricordando che, in particolare Giuliano, alcuni esprimevano dubbi sull'opportunità delle stragi. «Così in una confidenza a tutti e due, Romeo e Giuliano, dissi a entrambi per tranquillizzarli che 'siamo in mani buone, siccome era nato questo soggetto politico che si chiama Forza Italia». L'incontro ci fu dopo l'arresto di Graviano e l'affermazione di Spatuzza «come reggente - ha spiegato il pentito - della famiglia di Brancaccio». L'udienza è ripresa dopo una pausa di circa mezz'ora. (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1474  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, DOPO ATTENTATO FIRENZE TAGLIAVIA CHIESE FERMARE STRAGI MA STAGIONE STRAGISTA ANDÒ AVANTI CON BOMBE ROMA E MILANO

Firenze, 3 .....
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MAFIA: SPATUZZA, DOPO ATTENTATO FIRENZE TAGLIAVIA CHIESE FERMARE STRAGI MA STAGIONE STRAGISTA ANDÒ AVANTI CON BOMBE ROMA E MILANO

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Dopo l'attentato di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, il boss Francesco Tagliavia chiese a 'Madre Naturà, cioè Giuseppe Graviano, di fermare la stagione stragista, che invece andò avanti con le bombe di Roma e Milano. Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, in aulabunker a Firenze dove è in corso il processo a carico di Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del '93. Dopo Firenze, ci fu un incontro in un'aula del tribunale a Palermo, durante un'udienza a carico di Tagliavia, al quale lo stesso Spatuzza partecipò, fra Cosimo Lo Nigro e Francesco Tagliavia durante il quale Tagliavia avrebbe detto a Lo Nigro di riferire a «Madre Natura, Giuseppe Graviano di fermare il bingo, cioè la fase stragista, gli attentati». Invece «per quanto mi riguarda la stagione stragista andò avanti», ha riferito ancora Spatuzza. Il pentito ha detto di aver saputo da Lo Nigro del messaggio che doveva recapitare a Graviano per conto di Tagliavia quando uscirono dal carcere, e senza aver rivolto domande specifiche a riguardo. In quella occasione, oltre ad affidare a Cosimo Lo Nigro il messaggio per Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia mandò a Graviano «un bacio» attraverso Spatuzza. In particolare «Tagliavia mi mandò un bacio e mimò il gesto del martello - ha spiegato Spatuzza - un chiaro riferimento al soprannome giovanile di Graviano, cioè 'Martellò, e capii che era un messaggio di saluto a Graviano per tramite mio».
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NOTIZIA Adnkronos
1475  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, BOSS FECERO SOPRALLUOGHI A FIRENZE PRIMA DI STRAGE 'OBIETTIVO NON ERA PROPRIO QUELLO, MA C'ERA VIGILE URBANO NEI PRESSI Apri
MAFIA: SPATUZZA, BOSS FECERO SOPRALLUOGHI A FIRENZE PRIMA DI STRAGE 'OBIETTIVO NON ERA PROPRIO QUELLO, MA C'ERA VIGILE URBANO NEI PRESSI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - I boss di Cosa Nostra decisero di fare l'attentato di Firenze del 1993 durante una riunione che si svolse in un villino a Santa Flavia vicino a Palermo, e in precedenza gli stessi boss avevano compiuto dei sopralluoghi nel capoluogo toscano. Lo ha spiegato in aulabunker a Firenze il pentito Gaspare Spatuzza, nel corso del processo a carico di Francesco Tagliavia. Alla riunione c'erano «tre capi, Francesco Tagliavia, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano», oltre a «me, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e Francesco Giuliano». «Graviano - ha detto Spatuzza - mi comunica che siamo lì per mettere a punto l'esecuzione di un attentato e mi comunica che si deve realizzare su Firenze. Ci sono dei libri con dei monumenti, sul tavolo. Per quello che ho potuto capire loro avevano già effettuato dei sopralluoghi, erano a conoscenza dei posti di cui parlavano». Spatuzza ha anche rivelato che «l'obiettivo iniziale» per Firenze era diverso da quello che è stato poi colpito, un «monumento importante» ma «non so quale».

Sull'attentato di Firenze, ha aggiunto, «lì si è deliberato, lì siamo tutti unanimi, in particolare i più responsabili». Spatuzza ha raccontato nei minimi dettagli i preparativi dell'attentato del 27 maggio 1993 a Firenze: il trasporto dell'esplosivo dalla Sicilia, l'arrivo a Firenze, dove sono ospiti di famigliari di Vincenzo Ferro, e poi il Fiorino imbottito di esplosivo posizionato in via Georgofili. «Apprendemmo della riuscita dell'attentato dalla tv - ha spiegato Spatuzza -. Lo Nigro ci disse che non era proprio quello l'obiettivo, che aveva dovuto mettere il furgone un pò più lontano» dall'obiettivo, perchè «c'era un vigile urbano. L'indomani mattina il Ferro ci accompagnò in macchina nei pressi della stazione centrale di Bologna. E abbiamo preso il primo treno per Genova. Quindi ci siamo separati, dicendo che ci saremmo rivisti a casa. Io sono sceso a Genova, quella sera stessa ho preso la motonave da Genova e sono sceso a Palermo».
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NOTIZIA ANSA
1476  del 
03/02/2011
MAFIA:SPATUZZA,DOPO FIRENZE MESSAGGIO A GRAVIANO,STOP STRAGI DA TAGLIAVIA A 'MADRE NATURÀ; PENTITO, MA CONTINUARONO

FIRENZE, 3 FEB - Fra.....
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MAFIA:SPATUZZA,DOPO FIRENZE MESSAGGIO A GRAVIANO,STOP STRAGI DA TAGLIAVIA A 'MADRE NATURÀ; PENTITO, MA CONTINUARONO

FIRENZE, 3 FEB - Francesco Tagliavia, dopo l'attentato di Firenze, avrebbe mandato a dire a Giuseppe Graviano di fermare le stragi. Lo ha riferito stamane a Firenze il pentito Gaspare Spatuzza nella sua deposizione al processo sulle stragi del '93. Dopo l'attentato in via dei Georgofili a Firenze, «ci sono in atto dei doppi attentati - ha raccontato Spatuzza -, a Roma e a Milano. Me lo comunicò Lo Nigro. E qui iniziano i preparativi, macinatura e quant'altro. In questa fase, Lo Nigro mi comunica che Tagliavia vuole un incontro che avviene durante un'udienza nel tribunale di Palermo, nel quale siamo entrati da un ingresso secondario. Noto Francesco Tagliavia sul banco degli imputati, quando siamo entrati ha guardato noi e ci siamo salutati. Qui avviene il colloquio tra Tagliavia e Lo Nigro. Tagliavia mi manda un bacio a distanza muovendo il polso 'a martellò: è un gesto in codice, è un bacio diretto a Giuseppe Graviano, che da bambino era soprannominato 'martellò. Tagliavia in quel modo voleva far sapere a 'madre naturà, altro soprannome di Giuseppe Graviano come boss, di bloccare tutta la fase dei Bingo, cioè come chiamavamo gli attentati». «Io non me l'aspettavo - aggiunge Spatuzza - e non sono a conoscenza di come pervenne questo messaggio a Graviano. Per quanto mi riguarda, la questione stragista andò avanti». (ANSA)
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1477  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI'93; SPATUZZA, BENEFICI SE CC UCCISI OLIMPICO PENTITO RACCONTA INTENZIONI BOSS GRAVIANO MA ATTENTATO FALLÌ

FIRENZE, 3 FEB -.....
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MAFIA: STRAGI'93; SPATUZZA, BENEFICI SE CC UCCISI OLIMPICO PENTITO RACCONTA INTENZIONI BOSS GRAVIANO MA ATTENTATO FALLÌ

FIRENZE, 3 FEB - Sul fallito attentato nei pressi dello stadio Olimpico di Roma, per uccidere decine di carabinieri, il pentito Gaspare Spatuzza ha riferito in aula a Firenze che «dopo che Giuseppe Graviano notò una mia debolezza durante una riunione mi disse che 'ci si deve portare dietro un pò di morti, così chi si deve muovere si dia una mossà». «Una situazione - ha continuato Spatuzza - che, secondo Giuseppe Graviano, se fosse andata a buon fine ne avremmo tratto tutti dei benefici, a partire dai carcerati». L'attentato all'Olimpico però fallì perchè l'autobomba non esplose. (ANSA)
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1478  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, STRAGI PER AVERE BENEFICI PER I CARCERATI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Le stragi del biennio '93-'94 avevano fi.....
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MAFIA: SPATUZZA, STRAGI PER AVERE BENEFICI PER I CARCERATI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Le stragi del biennio '93-'94 avevano finalità legate alla «politica», dovevano procurare «benefici per i carcerati». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, facendo riferimento in particolare al fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma del 1994. «Dovevamo fare un attentato contro i carabinieri, da fare su Roma. Graviano ci chiese, a me e Lo Nigro, se capivamo qualcosa di politica - ha riferito Spatuzza, nel corso del processo di Firenze a carico di Francesco Tagliavia sulle stragi mafiose - perchè la situazione era quella, e Graviano ci disse che se la situazione andava a buon fine, ne avremmo avuto giovamento tutti, e anche dei benefici per i carcerati. Io obiettai che ci stavamo portando dietro troppi morti». «Per aumentare la potenzialità dell'attentato - ha spiegato ancora Spatuzza - abbiamo usato una tecnica particolare, con chili di pezzettini di ferro nell'esplosivo, schegge che avrebbero fatto davvero male. Una tecnica che neanche i talebani... Ci troviamo tutti su Roma, tutto il gruppo».
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NOTIZIA Adnkronos
1479  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, GRAVIANO MI DISSE DI TRATTATIVA CON BERLUSCONI E DELL'UTRI MI DISSE CHE AVEVAMO OTTENUTO TUTTO E CHE AVEVAMO IL PAESE NELLE MANI..... Apri
MAFIA: SPATUZZA, GRAVIANO MI DISSE DI TRATTATIVA CON BERLUSCONI E DELL'UTRI MI DISSE CHE AVEVAMO OTTENUTO TUTTO E CHE AVEVAMO IL PAESE NELLE MANI

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - A Campofelice nel 1993 «ci siamo incontrati con Giuseppe Graviano, era gioioso, mi disse che avevamo ottenuto tutto, grazie alla serietà di queste persone, che non erano quei quattro socialisti che ci avevano tradito nell'88. Li menziona, mi parla di Silvio Berlusconi. Io chiedo conferma se è quel Berlusconi di Canale 5, e lui me lo conferma, e mi dice che c'era di mezzo anche un nostro compaesano Marcello Dell'Utri, e che avevano chiuso tutto». Lo ha detto il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, parlando al processo di Firenze per le stragi mafiose del '93 a carico di Francesco Tagliavia. «Graviano ci disse che avevamo il paese nelle mani, con questa trattativa con Berlusconi e Dell'Utri», una «cosa in piedi, da cui avremmo avuto benefici», ha aggiunto Spatuzza.
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1480  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA CITA BERLUSCONI E DELL'UTRI

FIRENZE, 3 FEB - Il pentito Gaspare Spatuzza ha raccontato stamani nell.....
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MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA CITA BERLUSCONI E DELL'UTRI

FIRENZE, 3 FEB - Il pentito Gaspare Spatuzza ha raccontato stamani nell'aula di Firenze che Giuseppe Graviano «menziona» Berlusconi, in un incontro, dopo le stragi, in cui lo stesso Graviano avrebbe detto: «abbiamo ottenuto tutto». «Ci incontriamo - racconta Spatuzza, riferendosi a Graviano -, lui era gioioso, mi disse che avevamo ottenuto tutto grazie alla serietà di queste persone che non erano come quei quattro socialisti che ci avevano venduto nel 1988. Lui menziona nello specifico la persona di Berlusconi. Io gli dissi se era la persona di Canale 5 e lui me lo confermò e mi disse che c'era anche un suo compaesano, Marcello Dell'Utri».
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NOTIZIA ANSA
1481  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, SEPPI BERLUSCONI E DELL'UTRI INTERLOCUTORI

FIRENZE, 3 FEB - «Giuseppe Graviano mi disse: »Berlusconi e Dell'Utri s.....
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MAFIA: SPATUZZA, SEPPI BERLUSCONI E DELL'UTRI INTERLOCUTORI

FIRENZE, 3 FEB - «Giuseppe Graviano mi disse: »Berlusconi e Dell'Utri sono gli interlocutori, attraverso queste persone ci siamo messi il Paese nelle manì«. Lo ha detto deponendo al processo di Firenze sulle stragi del '93 il pentito Gaspare Spatuzza in relazione ad un incontro da lui avuto con il boss Giuseppe Graviano a Roma. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1482  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA PARLA DIETRO TENDA, 'PERDONÒ

FIRENZE, 3 FEB - Nascosto da paraventi bianchi, davanti ai quali sono in p.....
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MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA PARLA DIETRO TENDA, 'PERDONÒ

FIRENZE, 3 FEB - Nascosto da paraventi bianchi, davanti ai quali sono in piedi sei agenti con il volto celato da un passamontagna: così, il pentito Gaspare Spatuzza sta deponendo da circa 3 ore nell'aula bunker a Firenze per il processo sulle stragi del '93. Spatuzza ha chiesto in aula nuovamente «perdono» per l'attentato di via dei Georgofili, come aveva già fatto in una lettera del luglio scorso. Un settimo agente, anche lui non riconoscibile per il 'mefistò, è in piedi alle spalle del testimone, che invece è seduto. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1483  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, PERDONARE SPATUZZA? MAI GLIELO DARÀ DIO. SIAMO CON SPATUZZA COME COLLABORATORE

FIRENZE, 3 FEB - «In q.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, PERDONARE SPATUZZA? MAI GLIELO DARÀ DIO. SIAMO CON SPATUZZA COME COLLABORATORE

FIRENZE, 3 FEB - «In quanto a perdonare Gaspare Spatuzza, bisogna che si rassegni, il nostro perdono non glielo daremo mai, mi sono consultata anche con i parenti delle altre vittime, non ci riusciremo mai». Lo ha detto la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo ai giornalisti sulla richiesta di perdono espressa dal pentito Gaspare Spatuzza oggi in aula, all'inizio della sua deposizione all'udienza del processo per le stragi del '93. «Siamo con Spatuzza - ha aggiunto Maggiani Chelli - come collaboratore di giustizia, ma il perdono glielo darà Dio, quel Dio in cui lui crede. Ma non saremo noi quelli che lo aiuteranno ad andare in Paradiso». (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1484  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, SOPRALLUOGHI BOSS A FIRENZE

FIRENZE, 3 FEB - Nella villetta in cui si svolse l'incontro per organizzare l'attent.....
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MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, SOPRALLUOGHI BOSS A FIRENZE

FIRENZE, 3 FEB - Nella villetta in cui si svolse l'incontro per organizzare l'attentato a Firenze, ha raccontato stamane al processo per le stragi del '93 il pentito Gaspare Spatuzza, c'erano Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Matteo Messina Denaro, Barranca e Giuliano. «Graviano - racconta Spatuzza - mi comunica che siamo lì per mettere a punto un attentato. Sul tavolo ci sono dei libri con figure artistiche, dei monumenti, delle fotografie. Per quello che ho capito loro avevano già fatto sopralluoghi a Firenze, parlavano di quei posti come se fossero già a conoscenza». Su richiesta di precisare da parte del presidente Nicola Pisano, Spatuzza ha confermato che in quella riunione i boss stavano studiano «monumenti di Firenze». (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1485  del 
03/02/2011
MAFIA: SPATUZZA, INCONTRAI TAGLIAVIA QUANDO SOSTENEVAMO PSI

FIRENZE, 3 FEB - Francesco Tagliavia «l'ho visto per la prima volta nell�.....
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MAFIA: SPATUZZA, INCONTRAI TAGLIAVIA QUANDO SOSTENEVAMO PSI

FIRENZE, 3 FEB - Francesco Tagliavia «l'ho visto per la prima volta nell'86-87, periodo in cui eravamo partecipi per spingere il Partito socialista. C'è stato un incontro politico in Sant'Erasmo, in un ristorantino in via del Tiro a segno». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, stamane nell'udienza del processo per le stragi del '93, raccontando il suo primo incontro con Francesco Tagliavia, che figura come unico imputato nel processo. Spatuzza ne parla rispondendo alle domande del pm Giuseppe Nicolosi. «Non era una persona comune, l'ho capito subito - ha aggiunto Spatuzza parlando di Tagliavia -, quel giorno era tutto vestito di nero, non so se gli era morto il fratello. Negli anni seguenti abbiamo poi fatto degli omicidi insieme». (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1486  del 
03/02/2011
MAFIA: PROCESSO STRAGI, A FIRENZE OGGI È IL GIORNO DI SPATUZZA

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Il pentito Gaspare Spatuzza verrà ascoltato og.....
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MAFIA: PROCESSO STRAGI, A FIRENZE OGGI È IL GIORNO DI SPATUZZA

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Il pentito Gaspare Spatuzza verrà ascoltato oggi al processo di Firenze sulle stragi mafiose del '93 a Roma, Firenze, Milano che vede imputato Francesco Tagliavia. Spatuzza fu arrestato, da latitante, il 2 luglio del 1997 e nel 2008 iniziò a collaborare con le procure di Firenze, Caltanissetta, Palermo, parlando anche dei presunti intrecci tra mafia e politica e della 'trattativà che ci sarebbe stata tra lo Stato e Cosa nostra. Nel giugno 2010 la Commissione Centrale del Viminale ha stabilito che Spatuzza non può essere ammesso al programma di protezione, richiesta avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo. Per il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, però, Spatuzza è un collaboratore di giustizia attendibile. Verrà ascoltato anche il 9 febbraio, sempre a Firenze. Il 15 febbraio saranno ascoltati l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso e l'ex direttore del Dap Niccolò Amato.
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NOTIZIA ANSA
1487  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; OGGI DEPONE SPATUZZA, APERTA UDIENZA

FIRENZE, 3 FEB - È cominciata a Firenze l'udienza del processo per le strag.....
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MAFIA: STRAGI '93; OGGI DEPONE SPATUZZA, APERTA UDIENZA

FIRENZE, 3 FEB - È cominciata a Firenze l'udienza del processo per le stragi del '93 in cui deporrà il pentito Gaspare Spatuzza. Unico imputato è il boss Francesco Tagliavia. (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1488  del 
03/02/2011
MAFIA: PROCESSO STRAGI, SPATUZZA CHIEDE PERDONO A FIRENZE PER VIA GEORGOFILI NEL 1993 HO COLPITO E SFREGIATO CITTÀ, OGGI SONO PENTITÒ

Firenze.....
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MAFIA: PROCESSO STRAGI, SPATUZZA CHIEDE PERDONO A FIRENZE PER VIA GEORGOFILI NEL 1993 HO COLPITO E SFREGIATO CITTÀ, OGGI SONO PENTITÒ

Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - Gaspare Spatuzza chiede perdono a Firenze, colpita dalla bomba mafiosa di via dei Georgofili il 27 maggio 1993, che causò 5 vittime e alcuni feriti. Il pentito di mafia, condannato per le stragi del '93-'94, ha rilasciato una dichiarazione spontanea durante il processo in corso nell'aulabunker di Firenze a carico di Francesco Tagliavia: «Nel maggio 1993 sono arrivato a Firenze da terrorista. Il nostro obiettivo era di colpirla nel cuore e ci siamo riusciti -ha dichiarato Spatuzza- oggi dopo 17 anni vengo come collaboratore di giustizia, pentito, e chiedo perdono. Un perdono che può non essere accettato, può essere strumentalizzato, ma dovevo farlo»
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NOTIZIA ANSA
1489  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, SIA BUONGIORNO PER TUTTI

FIRENZE, 3 FEB - «Che sia un buongiorno per tutti..». Così, il pentito Gaspare Spa.....
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MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, SIA BUONGIORNO PER TUTTI

FIRENZE, 3 FEB - «Che sia un buongiorno per tutti..». Così, il pentito Gaspare Spatuzza ha esordito dopo aver preso posto nell'aula bunker dove si tiene il processo per le stragi del '93. Spatuzza ha detto di «intendere» rispondere alle domande dei pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1490  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93: SPATUZZA ARRIVATO IN AULA SCORTATO ASSISTERA' ALLA DEPOSIZIONE ANCHE PROCURATORE CAPO DI FIRENZE

FIRENZE, 3 FEB .....
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MAFIA: STRAGI '93: SPATUZZA ARRIVATO IN AULA SCORTATO ASSISTERA' ALLA DEPOSIZIONE ANCHE PROCURATORE CAPO DI FIRENZE

FIRENZE, 3 FEB - Gaspare Spatuzza è arrivato nell'aula bunker di Firenze, dove si svolge il processo a Francesco Tagliavia per le stragi del '93, scortato da 7 agenti coperti da 'mefistò per motivi di sicurezza. Lui stesso è stato fatto accomodare su una sedia circondata da paraventi. Si vedono solo i piedi. Numerose le telecamere presenti in aula, autorizzate a fare le riprese pur con queste cautele per la sicurezza del testimone. In collegamento dal carcere di Viterbo l'imputato Francesco Tagliavia. Il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi assisterà in aula alla deposizione del pentito Spatuzza. Accanto a lui, i pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi. Nell'aula bunker assiste al processo anche una scolaresca dell'Istituto tecnico per il turismo 'Marco Polò di Firenze, accompagnata dagli insegnanti. A fare le riprese anche uno studente dell'Università di Firenze per un sito di informazione studentesca autorizzato dal presidente della Corte di Assise Nicola Pisano. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1491  del 
03/02/2011
MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, IO A FIRENZE DA TERRORISTA

FIRENZE, 3 FEB - «Sono arrivato in questa città, a Firenze, da terrorista, il no.....
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MAFIA: STRAGI '93; SPATUZZA, IO A FIRENZE DA TERRORISTA

FIRENZE, 3 FEB - «Sono arrivato in questa città, a Firenze, da terrorista, il nostro obbiettivo era colpirla nel cuore e ci siamo riusciti». Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza, stamane, nel corso della sua testimonianza all'udienza del processo per le stragi del '93. «Oggi dopo 18 anni vengo come uomo e soprattutto come pentito - ha aggiunto Spatuzza - e intendo chiedere perdono che può non essere accettato, che può essere strumentalizzato ma dovevo farlo». (ANSA)
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NOTIZIA ASCA
1492  del 
03/02/2011
MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, PROVENZANO RESTI IN CARCERE

(ASCA) - Firenze, 3 feb - "Il nostro no piu' sentito alle richieste di .....
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MAFIA: ASS. VITTIME GEORGOFILI, PROVENZANO RESTI IN CARCERE

(ASCA) - Firenze, 3 feb - "Il nostro no piu' sentito alle richieste di Provenzano, il mafioso che dice di essere incompatibile con il carcere per la sua salute".

Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, sulla 'clemenza' che il boss chiede dal carcere.

"Anche i nostri figli - aggiunge - sono incompatibili con la vita che devono condurre dopo il tritolo voluto in continente da Provenzano. Resti in galera l'ex capo di cosa nostra, e all'occorrenza vada in ospedale quando e' necessario e poi torni in carcere"
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NOTIZIA TMNews
1493  del 
03/02/2011
Maggiani Chelli: "non possiamo, siamo irremovibili"

Firenze, 3 feb. (TMNews) - "Noi, il perdono, non possiamo darlo a Gaspare .....
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Maggiani Chelli: "non possiamo, siamo irremovibili"

Firenze, 3 feb. (TMNews) - "Noi, il perdono, non possiamo darlo a Gaspare Spatuzza": si definiscono "irremovibili" i parenti delle vittime della strage dei Georgofili, a cui nome parla Giovanna Maggiani Chelli. Spatuzza, che già si era espresso in una lettera, ha chiesto perdono all'inizio dell'udienza, ancor prima di rispondere alle domande del Pubblico Ministero Giuseppe Nicolosi. Spatuzza è ascoltato come testimone nel processo a Francesco Tagliavia come "coautore" della strage. "Possiamo solo apprezzarlo nel momento in cui come uomo, chiamiamolo così, decide di collaborare con la giustizia e di portare in quella che è la verità sulle stragi", precisa Maggiani Chelli, parlando con i giornalisti durante una pausa dell'udienza che si sta svolgendo nell'aula Bunker del tribunale di Firenze. "Lo supportiamo fortemente, lo abbiamo già fatto con altri collaboratori di giustizia, soprattutto quelli di spessore superiore come Giovanni Brusca".
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NOTIZIA Adnkronos
1494  del 
04/02/2011
Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - "Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano venga trattato disumanamente e se e' malato, lo chiediamo anche n..... Apri
Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - "Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano venga trattato disumanamente e se e' malato, lo chiediamo anche noi, lo si curi, affinche' possa scontare tutto il suo ergastolo per strage al '41 bis' fino in fondo in una patria galera". Lo chiede Giovanna Maggiani Chelli, presidente familiari vittime della strage di via dei Georgofili. "In via dei Georgofili la mafia per conto terzi voleva morti, il carcere e' un sorriso francescano rispetto a cio' che hanno dovuto patire Dario Capolicchio, Nadia, Caterina Nencioni e i loro genitori la notte della strage dei Georgofili"
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COMUNICATO
1496  del 
04/02/2011
Il figlio di Provenzano invoca umanità per il padre malato.
Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano venga trattato disumanamente e se è malat.....
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Il figlio di Provenzano invoca umanità per il padre malato.
Non crediamo affatto che Bernardo Provenzano venga trattato disumanamente e se è malato, lo chiediamo anche noi, lo si curi, affinchè possa scontare tutto il suo ergastolo per strage a "41 bis" fino in fondo in una patria galera.
Il nostro NO al ritorno a casa di Bernardo Provenzano all'affetto dei suoi cari è più forte di ieri lanciato attraverso un altro comunicato d'agenzia.
E' più forte il NO, dopo che abbiamo sentito Gaspare Spatuzza parlare in aula a Firenze di "tunnina" mattanza dei tonni ragionata rispetto ai nostri figli.
In via dei Georgofili la mafia per conto terzi voleva morti, il carcere è un sorriso francescano rispetto a ciò che hanno dovuto patire Dario Capolicchio, Nadia, Caterina Nencioni e i loro genitori la notte della strage dei Georgofili.
Inoltre vogliamo dire che troviamo molto singolare che la lagnanza di Bernardo Provenzano sia giunta proprio ieri nel giorno dedicato alla ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili, attraverso il processo a Tagliavia Francesco, altro "uomo d'onore" che secondo Spatuzza giocava a "bingo" con i nostri morti.
La prima cosa che ci viene in mente a caldo, è che la mafia ricatta chi di dovere mentre chiede umanità per i suoi adpeti in un momento così particolare.
Se Bernardo Provenzano, colui che con noncuranza ha mandato i Graviano in "Continente" a macellare i nostri figli uscirà dal carcere, anche solo per un momento non staremo certo a guardare, ma innalzeremo striscioni chiedendo allo Stadio Olimpico di darci lo spazio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1495  del 
05/02/2011
In nome e per conto della libertà di stampa esprimiamo la nostra solidarietà ai giornalisti Santoro e Travaglio che in queste ore sono stati gravement..... Apri
In nome e per conto della libertà di stampa esprimiamo la nostra solidarietà ai giornalisti Santoro e Travaglio che in queste ore sono stati gravemente minacciati.
Crediamo sia nostro dovere mettere in guardia verso i gravi rischi che tutti possiamo correre. Quando nel 1993 i nostri familiari sono stati uccisi in via dei Georgofili, con la chiara intenzione di produrre vittime affinché il messaggio ricattatorio arrivasse allo Stato e oggi sappiamo che in quei giorni arrivarono messaggi che lasciavano presagire la strage di via dei Georgofili e tutte le altre di quell'anno, ebbene, non furono prese tutte quelle precauzioni che avrebbero salvato la vita ai nostri figli.
Chiediamo alle Istituzioni tutti gli sforzi possibili, perché a quanti sono esposti in prima linea quali magistrati, giornalisti e quant'altro sia garantita la possibilità di svolgere le loro funzioni e tutte le intimidazioni possano essere respinte al mittente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1497  del 
07/02/2011
Non è la prima volta che un Procuratore della Repubblica lancia un alert circa la possibilità di strage.
Il Procuratore Ingroia mette in guardia c.....
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Non è la prima volta che un Procuratore della Repubblica lancia un alert circa la possibilità di strage.
Il Procuratore Ingroia mette in guardia circa la possibilità che Matteo Messina Denaro possa avere la tentazione di riprovare ad usare tritolo come ha fatto del 1993 a Firenze in via dei Georgofili.
Che il momento sia difficile sotto tutti i punti di vista, non è solo sotto gli occhi della magistratura, ma di chiunque abbia un po' di sale in zucca e soprattutto di noi che non riusciamo a smettere di piangere i morti provocati dalla faciloneria di decisioni prese nel maggio del 1993 verso una mafia che si permetteva di fare richieste.
E' veramente ignobile che Matteo Messina Denaro non venga arrestato al più presto, perché non crediamo minimamente che chi deve arrestarlo non sappia dove sia e possa quindi catturarlo benissimo, se il Parlamento fosse tutto d'accordo.
Si abbia almeno la compiacenza di non prendere in giro noi che i morti li abbiamo già pianti e continuiamo a farlo tanto bruciano al nostro interno.
Oggi noi sappiamo per dato certo, che le istituzioni massime in quel maggio 1993 sapevano benissimo cosa voleva la mafia mentre negoziava a suon di tritolo, ovvero gli annullamenti di 41 bis, e quindi stante così le cose nei palazzi delle istituzioni si sapeva benissimo che la mafia avrebbe colpito ancora e ancora dopo via Fauro e non si è mosso un dito per fermare i massacri di Firenze e Milano di Maggio e Luglio 93.
Siamo esterrefatti davanti ad una situazione, non lo diciamo noi, ma lo dicono coloro che hanno il polso della situazione, estremamente pericolosa, e questo perché non si arrestano latitanti come il boia di via dei Georgofili Matteo Messina Denaro, e si continua a concedere spazio a boss di "cosa nostra come Bernardo Provenzano che dal carcere gioca la carta del malato per uscire da 41 bis.
Siamo offesi dai legali della mafia che parlano quando si riferiscono a noi come di persone che cercano vendetta e non giustizia, lasciando intravvedere la giustizia là dove va rispettato il diritto alla vita e alla salute per i mafiosi, e tacitando le vittime di Provenzano come coloro che non vanno neppure ascoltati.
Infatti, il caso "Provenzano a casa dai suoi cari perché malato, è passato vergognosamente sotto traccia da parte dei media.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1498  del 
09/02/2011
La difesa della mafia al processo Tagliavia controesame Spatuzza, rinnova in noi tutta l'angoscia sui famigerati 180 giorni che bloccano lo statu..... Apri
La difesa della mafia al processo Tagliavia controesame Spatuzza, rinnova in noi tutta l'angoscia sui famigerati 180 giorni che bloccano lo status di collaboratore di giustizia a Gaspare Spatuzza.
Il Tar si pronuncerà nel merito sulla situazione del collaborante Spatuzza, e il collaborante aspetta con fiducia.
Ma il Governo avrebbe fatto secondo il "pentito un vero e proprio "provvedimento Spatuzza per negargli l'accesso ai benifici riconosciuti dalla legge ai collaboratori di giustizia.
Vero o falso che sia il pensiero di Spatuzza resta incomprensibile come mai il Parlamento ovviando ad ogni inconveniente, non cambia la norma sui 180 giorni, cambio che sanerebbe un vergogna senza pari.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1499  del 
09/02/2011
Il generale Mori nella sua dichiarazione spontanea a Palermo, ha detto che il Prof. Conso non disse a Gabriele Chelazzi, quando lo ascoltò nel settemb..... Apri
Il generale Mori nella sua dichiarazione spontanea a Palermo, ha detto che il Prof. Conso non disse a Gabriele Chelazzi, quando lo ascoltò nel settembre del 2002, le stesse cose che dice oggi sui 41 bis revocati alla fine di ottobre 1993.
Il quadro che si stà delineando è non solo inquietante, ma gravissimo.
Da lungo tempo chiediamo chiarezza su ciò che è avvenuto in quel 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, lo Stato ha l'obbligo prima di tutto di chiarire come hanno potuto succedere massacri come quello di Firenze, e non comprendiamo perché le informazioni escono oggi a rate e non dieci anni fa in un processo per strage.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1500  del 
09/02/2011
MAFIA: SPATUZZA; ASS.GEORGOFILI, SI CAMBI NORMA 180 GIORNI

Firenze, 9 feb 2011 - Dopo il controesame del pentito Spatuzza, oggi a Firenze, al.....
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MAFIA: SPATUZZA; ASS.GEORGOFILI, SI CAMBI NORMA 180 GIORNI

Firenze, 9 feb 2011 - Dopo il controesame del pentito Spatuzza, oggi a Firenze, al processo sulle stragi del '93, la presidente dell'Associazione Familiari Vittime via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, sottolinea che si è rinnovata «tutta l'angoscia sui famigerati 180 giorni che bloccano lo status di collaboratore di giustizia a Gaspare Spatuzza».
«Il Tar si pronuncerà nel merito sulla situazione del collaborante Spatuzza - aggiunge Maggiani Chelli -, e il collaborante aspetta con fiducia. Ma il Governo avrebbe fatto, secondo il 'pentitò, un vero e proprio 'provvedimento Spatuzza' per negargli l'accesso ai benefici riconosciuti dalla legge ai collaboratori di giustizia. Vero o falso che sia il pensiero di Spatuzza resta incomprensibile come mai il Parlamento ovviando ad ogni inconveniente, non cambia la norma sui 180 giorni, cambio che sanerebbe un vergogna senza pari». (ANSA)
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LETTERA
1516  del 
10/02/2011
Lettera aperta a quanti in questo Paese conoscono la verità, da parte dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo la dep..... Apri
Lettera aperta a quanti in questo Paese conoscono la verità, da parte dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo la deposizione di Gaspare Spatuzza al processo per le stragi del 1993

Spatuzza Gaspare ieri al processo per le stragi 1993 ha detto che la mafia a Firenze non voleva morti con la strage di via dei Georgofili, peccato che a furia di spostare il fiorino imbottito di tritolo un po' più in qui, un po' più in la, per centrare l'obiettivo prestabilito in partenza, e segnato sulla cartina turistica nelle mani di Lo Nigro Cosimo, i morti li ha fatti eccome.
"Quei morti non ci appartengono" è la frase che continua a rimbombare nell'aula di giustizia fiorentina, ma noi a questo crediamo molto poco.
Ai fratelli Graviano, a Riina Salvatore e allo stesso Spatuzza quei nostri morti appartengono eccome, gli piaccia o no.
Inoltre a Giuseppe Graviano quei morti non sono parsi veri, perché gli hanno fatto un gran gioco, visto che a fare politica secondo il metodo mafioso, si fa così, si ammazzano degli innocenti. Comunque se i morti di Firenze del 27 Maggio 1993 la mafia li ha fatti oltre che per se stessa anche per conto terzi , come noi fermamente crediamo, sia ben chiaro non siamo così ingenui, sappiamo bene che Spatuzza non porta da nessuna parte.
Nel processo il sentito dire non fa la prova penale, lo ha già ampiamente detto e dimostrato il procuratore Vigna che in merito è molto preparato.
Detto tutto questo,però Spatuzza la notte del massacro sotto la torre de' Pulci a Firenze c'era, era li e sa tutto, quindi su quello che dice sul conto di Tagliavia Francesco, noi ci crediamo, anche se spetta al processo in corso confermare o meno, per ora comunque crediamo a Spatuzza. Anche se lo ribadiamo fortemente, così come non perdoniamo a Spatuzza per quello che ha fatto ai nostri figli, altrettanto non lasceremo lavare le coscienze all' intera classe politica italiana proprio attraverso il pentimento stesso di Spatuzza mentre dice "a Firenze non volevamo morti".
Del resto siamo convinti che in questo Paese non ci si stia comportando molto bene, per la prima volta in Italia noi nutriamo la convinzione ci siano le prove per un processo per strage a dei "mandanti esterni a cosa nostra", ma siamo altrettanto convinti che l'ordine dall'alto per un processo simile non arrivi.
Si lamentava già il Proc. Gabriele Chelazzi per quell'ordine mancato e la storia si ripete oggi a 8 anni di distanza.
Malgrado tutto continueremo a supportare Spatuzza Gaspare quale collaboratore di giustizia, ma siamo certi che altri collaboratori di giustizia, sappiano molto di più di quello che ci hanno detto in passato, e in un pubblico dibattimento forse potrebbero andare oltre il de relato di Spatuzza, e sentiremo così la scienza diretta con conseguente prova penale certa.
Mentre scriviamo tutto questo ci appelliamo a quanti possono capire le nostre parole: Non prendeteci in giro, non fa onore a nessuno, se non volete farlo per noi che negli anni possiamo essere diventati un fardello alle vostre coscienze, fatelo almeno per i morti che a causa della mancanza di giustizia non hanno pace.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1517  del 
14/02/2011
Le donne appartenenti all'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non sono affatto indignate per ciò che sta avve..... Apri
Le donne appartenenti all'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non sono affatto indignate per ciò che sta avvenendo nel Paese, cioè per le questioni legate alle varie "Ruby" che frequentano le case private del potere. No, non ci indignano affatto.

Siamo indignate che si faccia passare l'attacco ai magistrati attraverso un falso problema come quello del mestiere vecchio come il mondo la prostituzione, mentre il vero attacco alla magistratura mascherato è a quei magistrati che indagano sulle stragi del 1993.

A Firenze c'è un ennesimo processo per le stragi del 1993 e per quanti salti mortali si facciano, non si riesce a portare l'indignazione per le stragi del 1993 e la sua tragica verità oltre la quindicesima pagina dei quotidiani per una ventina di righe, figuriamoci in piazza.

Inoltre, gli unici che vengono in aula a seguire i processo sono i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili e qualche scolaresca legata a qualche insegnante tra le più illuminate.

Chi sa organizzare le piazze come in questi giorni, ha paura delle stragi del 1993, come tutto il resto della politica, e i media da giorni si sprecano per distogliere l'attenzione dal vero problema che dovrebbe smuovere indignazione, ossia quei 200 chili di tritolo che hanno offeso davvero madri, figlie e donne di questo cieco Paese, che non ha nessuna voglia di guardare dentro le abolizioni del 41 bis al tempo delle stragi.

Le donne italiane guardano dentro le mutande dei nostro governanti, ma non è lì che sta la causa vera, quella che dovrebbe suscitare indignazione e portare la gente in piazza.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1519  del 
15/02/2011
Il Prof. Conso, ha impartito una interessante lection magistralis a tutti noi questa mattina nel processo in corso a Firenze per le stragi del 1993, c..... Apri
Il Prof. Conso, ha impartito una interessante lection magistralis a tutti noi questa mattina nel processo in corso a Firenze per le stragi del 1993, così come abbiamo appreso quanto burocraticamente parlando fosse all'epoca difficile gestire il 41 bis visto il numero eccessivo dei detenuti applicati a quel regime speciale.
Al di là di tutto ciò, nella nostra testa rimbomba una risposta del Prof.Conso "ricordi precisi non ne ho" rispetto ai passaggi o alle reiterazioni del 41 bis nell'anno 93, così come del resto non doveva ricordare bene davanti al Proc. Chelazzi il 24 settembre 2002. Mentre in Commissione Antimafia è stato precisissimo nel dire: ho deciso in "assoluta solitudine" per quei decreti da rinnovare o meno sul 41 bis.
Quindi sulla reiterazione per ben tre volte dei 41 bis da maggio a novembre del 1993, il nocciolo dell'udienza di questa mattina, quello che si è capito è che l'incapacità dello Stato a proteggere i nostri figli davanti alla mafia è stato totale.
Oppure le dissertazioni sull'argomento 41 bis dell'ex Ministro della giustizia, interessanti, quanto dispersive ai nostri occhi, mirano a prendere le distanze da una situazione di allora, oggi particolarmente scomoda per troppi, possibilità che ci farebbe inorridire.
Infatti l'ex Ministro della giustizia dice in parole povere: erano momenti terribili c'erano molte stragi, non sapevamo chi le faceva, qualcosa dovevamo fare.
COSA?
Abolire il 41 bis a "cosa nostra" quando ancora non si sapeva se era questa organizzazione criminale a fare le stragi? E perché?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ASCA
1520  del 
15/02/2011
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CONSO NON HA CHIARITO. FACCIA NOMI

(ASCA) - Firenze, 15 feb - L'ex Guardasigilli Giovanni Conso "ha.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CONSO NON HA CHIARITO. FACCIA NOMI

(ASCA) - Firenze, 15 feb - L'ex Guardasigilli Giovanni Conso "ha parlato di funzionari che potrebbero aver preso contatti con la mafia. Allora lo dica, faccia nomi e cognomi".

Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, commentando la deposizione resa oggi a Firenze dall'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso nel corso del processo sulle stragi di mafia del '93.

"Il professor Conso - ha detto - non e' riuscito a chiarire bene i passaggi che riguardavano il reiterare o meno il 41 bis. Non riusciamo a capirlo dagli atti che leggiamo ne' dagli uomini di Stato. Vorra' dire qualcosa'? E' come se stessero mascherando la verità'.
Abbiamo appreso - ha concluso la Maggiani Chelli al termine dell'udienza - che il ministro, nel decidere se reiterare o meno il 41 bis, ha agito in solitudine. Ma e' assurdo che abbia preso una decisione cosi' grave da solo".
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NOTIZIA Adnkronos
1521  del 
15/02/2011
MAFIA: FAMILIARI STRAGE GEORGOFILI, CONSO NON HA CHIARITO DUBBI
SI È CAPITO INCAPACITÀ STATO A PROTEGGERE DA COSA NOSTRA È STATA TOTALE

F.....
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MAFIA: FAMILIARI STRAGE GEORGOFILI, CONSO NON HA CHIARITO DUBBI
SI È CAPITO INCAPACITÀ STATO A PROTEGGERE DA COSA NOSTRA È STATA TOTALE

Firenze, 15 feb. - (Adnkronos) - «Il professore Conso ha impartito una interessante lectio magistralis a tutti noi questa mattina nel processo in corso a Firenze per le stragi del 1993, così come abbiamo appreso quanto burocraticamente parlando fosse all'epoca difficile gestire il 41 bis visto il numero eccessivo dei detenuti applicati a quel regime speciale. Al di la di tutto ciò, nella nostra testa rimbomba una risposta del prof. Conso: 'ricordi precisi non ne hò rispetto ai passaggi o alle reiterazioni del 41 bis nell'anno '93, così come del resto non doveva ricordare bene davanti al procuratore Chelazzi il 24 settembre 2002. Mentre in Commissione Antimafia è stato precisissimo nel dire: ho deciso in 'assoluta solitudinè per quei decreti da rinnovare o meno sul 41 bis. Quindi sulla reiterazione per ben tre volte dei 41 bis da maggio a novembre del 1993, il nocciolo dell'udienza di questa mattina, quello che si è capito è che l'incapacità dello Stato a proteggere i nostri figli davanti alla mafia è stato totale».
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, al termine dell'udienza nell'aula buinker di Firenze dell'ex Guardasigilli Giovanni Conso.
«Oppure le dissertazioni sull'argomento 41 bis dell'ex ministro della Giustizia, interessanti quanto dispersive ai nostri occhi, mirano a prendere le distanze da una situazione di allora, oggi particolarmente scomoda per troppi, possibilità che ci farebbe inorridire. Infatti l'ex ministro della Giustizia - continua Maggiani Chelli - dice in parole povere: erano momenti terribili, c'erano molte stragi, non sapevamo chi le faceva, qualcosa dovevamo fare. Cosa? Abolire il 41 bis a Cosa Nostra quando ancora non si sapeva se era questa organizzazione criminale a fare le stragi? E perchè?»
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NOTIZIA ANSA
1522  del 
15/02/2011
MAFIA: STRAGI'93; ASS.GEORGOFILI,DA CONSO NO RICORDI PRECISI

FIRENZE, 15 FEB - "Il professor Giovanni Conso ha impartito una intere.....
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MAFIA: STRAGI'93; ASS.GEORGOFILI,DA CONSO NO RICORDI PRECISI

FIRENZE, 15 FEB - "Il professor Giovanni Conso ha impartito una interessante 'lectio magistralis' a tutti noi questa mattina nel processo in corso a Firenze per le stragi del 1993, così come abbiamo appreso quanto burocraticamente parlando fosse all'epoca difficile gestire il 41 bis, visto il numero eccessivo dei detenuti applicati a quel regime speciale".
E' quanto commenta in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Al di la di tutto ciò, nella nostra testa rimbomba una risposta del professor Conso 'ricordi precisi non ne ho' rispetto ai passaggi o alle reiterazioni del 41 bis nell'anno 1993, così come del resto non doveva ricordare bene davanti al sostituto procuratore Gabriele Chelazzi il 24 settembre 2002. Mentre (il novembre 2010, ndr) in commissione antimafia è stato precisissimo nel dire: ho deciso in 'assoluta solitudine' per quei decreti da rinnovare o meno sul 41 bis".
"Quindi - prosegue Maggiani Chelli - sulla reiterazione per ben tre volte dei 41 bis da maggio a novembre del 1993, nocciolo dell'udienza di questa mattina, quello che si è capito, è che l'incapacità dello Stato a proteggere i nostri figli davanti alla mafia è stato totale".
"L'ex Ministro della giustizia dice in parole povere: erano momenti terribili c'erano molte stragi, non sapevamo chi le faceva, qualcosa dovevamo fare.
Cosa? - conclude l'associazione - Abolire il 41 bis a 'Cosa nostra' quando ancora non si sapeva se era questa organizzazione criminale a fare le stragi? E perché?". (ANSA)
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COMUNICATO
1523  del 
16/02/2011
Vogliamo rendere noto che ieri nell'aula bunker di Firenze dove si svolge il processo per le stragi del 1993, è stata scritta per noi la più buia pagi..... Apri
Vogliamo rendere noto che ieri nell'aula bunker di Firenze dove si svolge il processo per le stragi del 1993, è stata scritta per noi la più buia pagina processuale relativa alla vicenda delle stragi '93 che abbiamo mai ascoltato.
Un ex Ministro di questa nostra sciagurata Repubblica, ha esordito dicendo:
Non siamo ancora in grado di dire nulla di sicurissimo, con il tempo ci riusciremo e dobbiamo riuscirci, una volta eliminati gli elementi che "tendono a coprire la verità".

Al Ministro Conso che si sente "offeso enormemente dal fatto che si possa pensare che abbia trattato con la mafia", e dallo stesso puntualizzato che lui "non è a conoscenza che all'epoca delle stragi lo Stato avesse trattato con la mafia", chiediamo cosa pensa di persone come noi.
Se pensa che aver perso i propri figli in una strage, o vederli resi invalidi dal tritolo stragista,sia stata da parte nostra una cosa che dovevamo mettere in conto, visto che uomini come lui erano chiamati a ben più alti compiti di quello di pensare alla tutela dei cittadini attraverso le loro azioni giornaliere.

Se pensa che il torto subito non sia sufficientemente grave da rimanere esterrefatti davanti a parole che suonano come la più vergognosa delle beffe.
Ossia cosa vuol dire l'ex Ministro quando afferma che "non siamo ancora in grado di dire nulla di sicurissimo, ma con il tempo ci riusciremo e dobbiamo riuscirci, una volta eliminati elementi che tendono a coprire la verità" ? che lui come altri quella verità la conoscono, ma se la porteranno nella tomba demandando ad altri per il futuro, il compito di dire chi a massacrato i nostri figli?
E questo perché?
In nome di che cosa sta offendendo così profondamente tutti noi il Prof. Conso?
Forse perché gli assassini di Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio e Angela, i nostri figli morti e ancora Francesca, Walter, Giorgia, Marco, Andrea, Federico, Sara, Teresa,Patrizia, solo alcuni dei nostri figli invalidi, ora stanno ai posti di comando del Paese Italia e non bisogna disturbarli con problemi così futili?

Testimonianze pontificanti come quella di ieri in Tribunale a Firenze sono infatti offensive per tutti noi, come il dubbio di legami con la mafia lo è per lui e qui possiamo capirlo, ascolteremo domani il Sen. Mancino Ministro dell'Interno al tempo del massacro di via dei Georgofili, auspicando ci aiuti a capire non a portare in aula la difesa di istituzioni che nel 1993 non hanno saputo salvaguardare l'incolumità dei cittadini e oggi vogliono pure ragione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1524  del 
16/02/2011
Firenze, 16 feb. - (Adnkronos) - "Vogliamo rendere noto che ieri nell'aula bunker di Firenze dove si svolge il processo per le stragi del 19..... Apri
Firenze, 16 feb. - (Adnkronos) - "Vogliamo rendere noto che ieri nell'aula bunker di Firenze dove si svolge il processo per le stragi del 1993, e' stata scritta per noi la piu' buia pagina processuale relativa alla vicenda delle stragi '93 che abbiamo mai ascoltato. Un ex ministro di questa nostra sciagurata Repubblica, ha esordito dicendo: 'Non siamo ancora in grado di dire nulla di sicurissimo, con il tempo ci riusciremo e dobbiamo riuscirci, una volta eliminati gli elementi che tendono a coprire la verita'.
All'ex ministro Conso che si sente 'offeso enormemente dal fatto che si possa pensare che abbia trattato con la mafia', e dallo stesso puntualizzato che lui 'non e' a conoscenza che all'epoca delle stragi lo Stato avesse trattato con la mafia', chiediamo cosa pensa di persone come noi". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito della deposizione di ieri dell'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso al processo in Corte d'Assise che vede imputato il boss Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del 1993.
"Se pensa che aver perso i propri figli in una strage, o vederli resi invalidi dal tritolo stragista,sia stata da parte nostra una cosa che dovevamo mettere in conto, visto che uomini come lui erano chiamati a ben piu' alti compiti di quello di pensare alla tutela dei cittadini attraverso le loro azioni giornaliere. Se pensa - continua Maggiani Chelli - che il torto subito non sia sufficientemente grave da rimanere esterrefatti davanti a parole che suonano come la piu' vergognosa delle beffe. Ossia cosa vuol dire l'ex ministro quando afferma che 'non siamo ancora in grado di dire nulla di sicurissimo, ma con il tempo ci riusciremo e dobbiamo riuscirci, una volta eliminati elementi che tendono a coprire la verita"?
Che lui come altri quella verita' la conoscono, ma se la porteranno nella tomba demandando ad altri per il futuro, il compito di dire chi a massacrato i nostri figli? E questo perche'?"
"In nome di che cosa sta offendendo cosi' profondamente tutti noi il prof. Conso? Forse perche' gli assassini di Caterina, Nadia, Dario, Fabrizio e Angela, i nostri figli morti e ancora Francesca, Walter, Giorgia, Marco, Andrea, Federico, Sara, Teresa,Patrizia, solo alcuni dei nostri figli invalidi, ora stanno ai posti di comando del Paese Italia e non bisogna disturbarli con problemi cosi' futili?
Testimonianze pontificanti come quella di ieri in Tribunale a Firenze sono infatti offensive per tutti noi - ha concluso Maggiani Chelli - come il dubbio di legami con la mafia lo e' per lui e qui possiamo capirlo. Ascolteremo domani il sen. Mancino, ministro dell'Interno al tempo del massacro di via dei Georgofili, auspicando che ci aiuti a capire, non a portare in aula la difesa di istituzioni che nel 1993 non hanno saputo salvaguardare l'incolumita' dei cittadini e oggi vogliono pure ragione".
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NOTIZIA ANSA
1525  del 
17/02/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MANCINO UOMO STATO CHE NON SA NULLA

FIRENZE, 17 FEB - "Come era prevedibile il sen. Nicola Mancino non sa nulla .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MANCINO UOMO STATO CHE NON SA NULLA

FIRENZE, 17 FEB - "Come era prevedibile il sen. Nicola Mancino non sa nulla che possa ricondurre alla verità sulle stragi del 1993, era il Ministro dell'Interno che dirigeva le forze dell'ordine mentre le bombe di via dei Georgofili ammazzavano e menomavano persone, ma il Ministro dell'Interno non era a conoscenza di nulla che potesse aiutare a fermare quei massacri".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli - commentando la testimonianza, stamane al processo per le stragi del '93, dell'ex ministro dell'Interno ('92-'94) Nicola Mancino.
"Crediamo che quanto abbiamo sentito dire questa mattina si commenti da sé - aggiunge - e non riteniamo giusto infierire ancora contro noi stessi, sprecando ulteriori parole davanti a uomini dello Stato che, mentre i cittadini muoiono per mano della criminalità organizzata, loro uomini dello Stato non sanno mai nulla di ciò che avviene intorno finalizzato a parare colpi terribili come le stragi".
"Sanno solo - conclude Maggiani Chelli - con il senno del poi, sbandierare quegli spiegamenti di forze da loro messi in atto quando le bombe stavano esplodendo, ma che non si sa perché hanno dimostrato tutta la loro impotenza davanti al braccio armato della mafia ai tempi della strage del 27 maggio 1993". (ANSA)
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NOTIZIA AGI
1526  del 
17/02/2011
Firenze, 17 feb. - "Come era prevedibile Nicola Mancino non sa nulla che possa ricondurre alla verita' sulle stragi del 1993, era il Ministr..... Apri
Firenze, 17 feb. - "Come era prevedibile Nicola Mancino non sa nulla che possa ricondurre alla verita' sulle stragi del 1993, era il Ministro dell'Interno che dirige le forze dell'ordine mentre le bombe di via dei Georgofili ammazzavano e menomavano persone, ma il Ministro dell'Interno non era a conoscenza di nulla che potesse aiutare a fermare quei massacri".
La denuncia arriva dall'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo la deposizione in aula bunker a Firenze dell'allora ministro degli interni Nicola Mancino.
"Crediamo che quanto abbiamo sentito dire questa mattina - sottolinea in una nota la presidente Giovanna Maggiani Chelli - si commenti da se e non riteniamo giusto infierire ancora contro noi stessi, sprecando ulteriori parole davanti a uomini dello Stato che mentre i cittadini muoiono per mano della criminalita' organizzata, loro uomini dello Stato non sanno mai nulla di cio' che avvenendo intorno finalizzato a parare colpi terribili come le stragi".
"Sanno solo - conclude la nota - con il senno del poi, sbandierare quegli spiegamenti di forze da loro messi in atto quando le bombe stavano esplodendo, ma che non si sa perche' hanno dimostrato tutta la loro impotenza davanti al braccio armato della mafia ai tempi della strage del 27 Maggio 1993". (AGI)
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NOTIZIA Adnkronos
1527  del 
17/02/2011
Firenze, 17 feb. - (Adnkronos) - "In premessa, come era prevedibile il senatore Nicola Mancino non sa nulla che possa ricondurre alla verita'..... Apri
Firenze, 17 feb. - (Adnkronos) - "In premessa, come era prevedibile il senatore Nicola Mancino non sa nulla che possa ricondurre alla verita' sulle stragi del 1993. Era il ministro dell'Interno che dirige le forze dell'ordine mentre le bombe di via dei Georgofili ammazzavano e menomavano persone, ma il ministro dell'Interno non era a conoscenza di nulla che potesse aiutare a fermare quei massacri".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la deposizione dell'ex titolare del Viminale al processo davanti alla Corte d'Assise di Firenze che vede imputato il boss Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del 1993.
"Crediamo che quanto abbiamo sentito dire questa mattina si commenti da se - ha aggiunto Maggiani Chelli che ha assistito all'interrogatorio nell'aula bunker di Firenze - e non riteniamo giusto infierire ancora contro noi stessi, sprecando ulteriori parole davanti a uomini dello Stato che mentre i cittadini muoiono per mano della criminalita' organizzata, loro uomini dello Stato non sanno mai nulla di cio' che avvenendo intorno finalizzato a parare colpi terribili come le stragi. Sanno solo con il senno del poi, sbandierare quegli spiegamenti di forze da loro messi in atto quando le bombe stavano esplodendo, ma che non si sa perche' hanno dimostrato tutta la loro impotenza davanti al braccio armato della mafia ai tempi della strage del 27 maggio 1993"
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COMUNICATO
1528  del 
17/02/2011
In premessa, come era prevedibile il Sen. Nicola MANCINO non sa nulla che possa ricondurre alla verità sulle stragi del 1993, era il Ministro dell..... Apri
In premessa, come era prevedibile il Sen. Nicola MANCINO non sa nulla che possa ricondurre alla verità sulle stragi del 1993, era il Ministro dell'Interno che dirige le forze dell'ordine mentre le bombe di via dei Georgofili ammazzavano e menomavano persone, ma il Ministro dell'Interno non era a conoscenza di nulla che potesse aiutare a fermare quei massacri.
Crediamo che quanto abbiamo sentito dire questa mattina si commenti da se e non riteniamo giusto infierire ancora contro noi stessi, sprecando ulteriori parole davanti a uomini dello Stato che mentre i cittadini muoiono per mano della criminalità organizzata, loro uomini dello Stato non sanno mai nulla di ciò che avvenendo intorno finalizzato a parare colpi terribili come le stragi. Sanno solo con il senno del poi, sbandierare quegli spiegamenti di forze da loro messi in atto quando le bombe stavano esplodendo, ma che non si sa perchè hanno dimostrato tutta la loro impotenza davanti al braccio armato della mafia ai tempi della strage del 27 Maggio 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1529  del 
18/02/2011
Ieri il Ministro Nicola MANCINO più volte in aula a Firenze ha osannato l'operato della stampa. Ligi al dovere oggi abbiamo letto molto attentame..... Apri
Ieri il Ministro Nicola MANCINO più volte in aula a Firenze ha osannato l'operato della stampa. Ligi al dovere oggi abbiamo letto molto attentamente la rassegna stampa e veramente l'articolo del giornalista Marco Ludovico sul Sole 24 ore a pagina 18, ci ha lasciati senza parole.
A questo punto la Magistratura deve fare il proprio dovere fino in fondo.
Questo articolo non può essere ignorato, va smentito o confermato, proprio per rispetto a ciò che abbiamo sentito dire nell'aula del Tribunale di Firenze dal Ministro della Giustizia al tempo del massacro di Via dei Georgofili.
Non siamo carne da macello, meritiamo prima di tutto rispetto e contemporaneamente giustizia, e inoltre noi crediamo nella obbligatorietà dell'azione penale e l'abbiamo sempre difesa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1530  del 
18/02/2011
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1300250

POL - Georgofili, associazione familiari: Non ignorare pezzo Sole 24ore

R.....
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http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1300250

POL - Georgofili, associazione familiari: Non ignorare pezzo Sole 24ore

Roma, 18 feb (Il Velino) - Ieri il Ministro Nicola Mancino più volte in aula a Firenze ha osannato l'operato della stampa. Ligi al dovere oggi abbiamo letto molto attentamente la rassegna stampa e veramente l'articolo del gi...
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COMUNICATO
1531  del 
21/02/2011
In merito al pacco bomba fatto ritrovare a Milano in Corso Sempione :

Non uno degli attentati dell'estate 1993 è stato eseguito nel posto pre.....
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In merito al pacco bomba fatto ritrovare a Milano in Corso Sempione :

Non uno degli attentati dell'estate 1993 è stato eseguito nel posto prestabilito.
Per ogni bomba fatta esplodere nel 1993 sempre una puntuale costante, o "la bomba doveva essere piazzata un po' più in là", oppure "qualcosa non aveva funzionato": lo hanno detto i pentiti, per via Fauro, per via dei Georgofili, per l'Olimpico e per Contorno .
Per questo pensiamo sia giusto preoccuparsi comunque a 360 gradi, perché con il senno del poi quello espresso eventualmente nel futuro dai "collaboratori di giustizia" arriva sempre tardi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1532  del 
23/02/2011
Al processo per le stragi 1993, processo Tagliavia, mattinata proficua e importante. Poco partecipata, ma è difficile in questo Paese percepire l'impo..... Apri
Al processo per le stragi 1993, processo Tagliavia, mattinata proficua e importante. Poco partecipata, ma è difficile in questo Paese percepire l'importanza delle udienze processuali, e non si capisce bene il perché.
Attraverso la sua difesa la mafia ce l' messa tutta per attaccare ancora una volta il 41 bis, e i benefici ai carcerati condannati per strage terroristica.
Tagliavia comunque avrà una sua libertà nel derimere i problemi per la sua corrispondenza dal carcere, la Corte tra trovato una via di mezzo per conciliare tra le norme e i diritti concessi sia pure ad un uomo che ha partecipato alla strage di via d'Ameliio.
Noi siamo sempre contenti quando si trova una soluzione, e il mafioso può scrivere al suo legale o chi per lui senza far uscire dal carcere ordini di morte.
Ma per l'amor di Dio non si chieda a noi se sia giusto che chi ha usato tritolo nel 1992 e forse nel 1993, possa scrivere lettere, dovremmo essere irremovibili sono i nostri morti e i nostri feriti che lo impongono Sul 41 bis sconti a nessuno,nessun spazio finchè i mafiosi non si pentono, neppure a Tagliavia.
Inoltre oggi grande giornata per le parti civili, non era giornata da poco, infatti i PM sono stati remissivi verso tutti i testimoni da noi chiesti in sede di 507.
Uomini delle istituzioni accettati senza riserve.
Per Brusca e Monticciolo accettati senza riserve i verbali, con qualche se in più per l'ammissione in aula dei due mafiosi, cosa che noi vorremmo fortemente per cercare di capire sei i due uomini di mafia sono finalmente disposti a dire tutta la verità.
Comunque un accettare in toto i nostri testimoni, non c'era neppure bisogno da parte del PM di dire "non vogliamo essere quelli che non cercano la verità", non lo abbiamo mai pensato.
A volte è solo il tempo che è tiranno lo sappiamo bene, e le difficoltà in cui si muove nel quotidiano la magistratura.
Ora spetta alla Corte: la risposta alle nostre richieste l'avremo il 31 di Marzo prossimo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1533  del 
23/02/2011
Mentre siamo fortemente motivati ad auspicare all'audizione di Brusca e Monticciolo nel processo per le stragi del 1993, e capire così se i due c..... Apri
Mentre siamo fortemente motivati ad auspicare all'audizione di Brusca e Monticciolo nel processo per le stragi del 1993, e capire così se i due collaboratori sono oggi disponibile a dire tutto ciò sanno per l'accertamento della verità sulle stragi del 1993, siamo veramente sfiniti di sentire chiamare in causa i fratelli Graviano i quali non ci risultano dei collaboratori di giustizia, non hanno nessun ravvedimento sono solo degli assassini che vogliono uscire dal carcere senza pagare dazio.
Anzi vogliono usare tutte le strade per andare a casa a suon di abolizione di 41 bis e di ergastolo. I fratelli Graviano sono stati prima la causa della morte dei nostri figli e oggi sono la causa della nostra rovina di vita.
Devono collaborare con la giustizia i fratelli di Brancaccio glielo dica da loro famiglia di origine,e solo allora potremmo ascoltarli ancora in una aula di giustizia, anzi a Giuseppe Graviano stante così le cose sia riapplicato il 41 bis cambiando la norma stessa che fa acqua da tutte le parti.
Basta giustizia a rovescio dentro i nostri Tribunali, sono quelli che hanno da denunciare i crimini della mafia e di chi con la stessa si è colluso,che vanno ascoltati in Tribunale e gli deve esser data possibilità di parlare sempre, non con limiti temporali, altro che ascoltare in aula boia incalliti che cercano di dare messaggi a chi di dovere, perché questo Paese è mafioso, ne abbiamo avuto un saggio vergognoso in aula a Firenze con "non ricordo" da far venire i brividi.
Le montagne di verbali che girano nelle Procure dicono che i collaboratori di giustizia non hanno ancora detto tutto, si guadagnino lo stipendio ed è l'ora che lo facciano, la parola alla mafia invece sia tolta.
Abbiamo finito la pazienza.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1534  del 
23/02/2011
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO TESTIMONI? NON SI SONO PENTITI

FIRENZE, 23 FEB - "Siamo veramente sfiniti di sentire chiamare in causa i f.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO TESTIMONI? NON SI SONO PENTITI

FIRENZE, 23 FEB - "Siamo veramente sfiniti di sentire chiamare in causa i fratelli Graviano i quali non ci risultano collaboratori di giustizia, non hanno nessun ravvedimento, sono solo assassini che vogliono uscire dal carcere senza pagare dazio".
Lo scrive in una nota l' associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili dopo l'udienza di oggi al processo di Firenze sulle stragi del '93 contro il boss Francesco Tagliavia.
La difesa di Tagliavia, stamani, ha chiesto di chiamare a testimoniare Giuseppe e Filippo Graviano, i boss del quartiere Brancaccio di Palermo. Ma il presidente dell'associazione dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, osserva che "anzi, i fratelli Graviano, vogliono usare tutte le strade per andare a casa a suon di abolizione di 41 bis e di ergastolo".
"I fratelli Graviano sono stati prima la causa della morte dei nostri figli e oggi sono la causa della nostra rovina - continua la nota - Devono collaborare con la giustizia; glielo dica la loro famiglia di origine; solo allora potremmo ascoltarli ancora in una aula di giustizia, anzi a Giuseppe Graviano sia riapplicato il 41 bis cambiando la norma stessa che fa acqua da tutte le parti".
"Basta giustizia a rovescio dentro i nostri tribunali", conclude Maggiani Chelli, basta "ascoltare in aula boia incalliti che cercano di dare messaggi a chi di dovere: le montagne di verbali che girano nelle procure dicono che i collaboratori di giustizia non hanno ancora detto tutto, si guadagnino lo stipendio ed e' l'ora che lo facciano, la parola alla mafia invece sia tolta". (ANSA)
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COMUNICATO
1535  del 
25/02/2011
Ecco che quel "rito abbreviato"" che già nel 2001 si mise per traverso al nostro diritto di giustizia, quando attraverso una escamotage che ancora ogg..... Apri
Ecco che quel "rito abbreviato"" che già nel 2001 si mise per traverso al nostro diritto di giustizia, quando attraverso una escamotage che ancora oggi non perdoniamo a nessuno, si tentò di abolire l'ergastolo a Riina condannato per strage, ebbene quel rito abbreviato ancora una volta viene invocato dal fratello del sanguinario Matteo Messina Denaro ancora oggi lasciato latitante.
Salvatore Messina Denaro in forte odore di mafia, e che forse davvero cura la latitanza del fratello macellaio a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, chiede il rito abbreviato per salvare il salvabile, forse proprio per poter continuare ad aiutare la latitanza del fratello condannato in Cassazione per strage eversiva e terroristica.
Non vogliamo fare il processo alle intenzioni, ma certi favori alla mafia ormai ci fanno venire il voltastomaco e invochiamo giustizia ancora una volta.
Non si può continuare a strombazzare che si vuole combattere il terrorismo internazionale e nel contempo mettere in atto leggi che favoriscono il terrorismo nostrano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1536  del 
25/02/2011
Siamo alla deriva da parte della criminalità organizzata, in tantissimi chiedono di ottenere l'applicazione del rito abbreviato per delitti odios..... Apri
Siamo alla deriva da parte della criminalità organizzata, in tantissimi chiedono di ottenere l'applicazione del rito abbreviato per delitti odiosi come quelli di mafia, ma è la norma vigente e bisogna applicarla, anche se sembra di essere tornati nel 1993, ai tempi delle scadenze dei decreti inerenti il 41 bis.
Quella che pare in atto è una "trattativa a suon di rito abbreviato, salvo poi fra qualche tempo, metti 18 anni, negare ogni tipo di "trattativa come avviene ultimante in aula a Firenze al processo per le stragi del1993, quando uomini di Stato vengono messi davanti alle loro responsabilità di allora.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1537  del 
26/02/2011
E' scoppiato a piangere Giovanni Brusca davanti ai magistrati di Palermo che gli hanno chiesto finalmente conto di tutta la verità sui rapporti m..... Apri
E' scoppiato a piangere Giovanni Brusca davanti ai magistrati di Palermo che gli hanno chiesto finalmente conto di tutta la verità sui rapporti mafia politica ovvero trattativa che è costata la vita ai nostri figli.
Ben vengano le lacrime liberatrici, o di paura o del classico coccodrillo, ha poca importanza! Finalmente il boss di "cosa nostra contiamo possa essere nuovamente ascoltato anche in aula Firenze dove si sta svolgendo il processo per le stragi del 1993 .
E tutto ciò che fino ad oggi Brusca non ha mai detto, forse affiorerà dai ricordi del collaboratore di giustizia, da noi da sempre ritenuto tale a metà.
Lo vorremmo ascoltare Giovanni Brusca a confronto con Monticciolo che spesso gli ha fatto da autista e sia chiusa una volta per sempre una partita, quella della strage di via dei Georgofili che pesa come un macigno sulle coscienze di uomini delle istituzioni, della politica e dell'economia.
Si vada finalmente al rinvio a giudizio di chi per quella maledetta ecatombe che fu via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 , ne ha con ogni probabilità tutta la responsabilità insieme alla mafia stragista eversiva e terrorista. Sia il Processo a stabilire una volta per tutte dove stà la verità vera.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1538  del 
27/02/2011
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3987:giovanni-brusca-lacrime-liberatorie\&catid=2:editoriali&..... Apri
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3987:giovanni-brusca-lacrime-liberatorie\&catid=2:editoriali&Itemid=4

E venne il giorno del "verro", il porco, alias Brusca Giovanni. Era ora, che Giovanni Brusca cominciasse ad accendere quel lume di speranza che verosimilmente spazzerà la coltre nera che ammanta le "trattative" tra pezzi dello Stato e Cosa nostra.

Intanto, evidenzio una mia personale valutazione, ovvero che ci sono personaggi, politici e non, che dovrebbero recarsi a piedi in pellegrinaggio da Santa Rosalia, per ringraziarla della loro presenza in questa vita terrena. E, sì! Perché se non fossero intervenuti gli arresti che tutti conosciamo, nella città di Palermo ci sarebbe stato un remake di omicidi eccellenti. Il motivo? Le cambiali firmate e non onorate riferibile alla presunta "trattativa" che di giorno in giorno appare meno presunta.

Ma veniamo a Giovanni Brusca, che con la ritrovata memoria, farà perdere il sonno a parecchie persone e, per favore, che non si tenti di farlo apparire come un "scassapagghiaro" (persona di poco conto) perché non lo era affatto. Il ruolo da lui occupato in seno alla Cupola mafiosa, potere ereditato da suo padre Bernardo, lo poneva ai vertici di Cosa nostra. Le investigazioni hanno fatto emergere responsabilità e ruoli "istituzionali" all'interno della consorteria criminosa che non sono certamente qualificabili nelle funzioni del "picciotto".

Ma, devo riconoscere a Giovanni Brusca che in passato, quand'era latitante, godeva di una fortuna sfacciata, giacchè tutte le volte che io mi avvicinavo a lui, a stretto contatto di gomito, interveniva qualcosa d'imponderabile e di naturale che gli consentiva di farla franca. E, non dipendeva dalla mia volontà o dal fatto che avessi commesso passi falsi. No! Solo che, persino le intemperie, l'aiutarono a non essere catturato, come ad esempio nell'episodio di violenti fulmini che danneggiarono una centrale di microspie, che con tanti sacrifici avevo piazzato in una casa da lui frequentata. E potrei raccontare altri episodi simili, ma mi fermo qui.

Le lacrime di Brusca, sgorgate nel corso del suo interrogatorio, rappresentano un fatto importante, non foss'altro, e spero di non sbagliarmi, perché rappresenta una forma liberatoria del suo passato. E' vero che le lacrime sono giunte dopo che è venuto a conoscenza di essere stato intercettato, ma è altrettanto vero che Giovanni Brusca, se voleva, rimaneva impassibile. Non dimentichiamoci che Brusca è mafioso per lignaggio diretto, ed io avendo viaggiato in lungo e largo nel territorio corleonese, conosco bene il retaggio giovanile che ha forgiato il carattere di Brusca.

Mi auguro che le sue dichiarazioni siano utili per aprire il necessario squarcio sull'omertà di taluni personaggi della vita pubblica di questo Paese. Auspico la verità non per me, ma per Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, per tutti i miei colleghi, carabinieri, poliziotti e vittime innocenti, come le bambine di Firenze, trucidati dalla mafia ed in parte anche da Giovanni Brusca. Chiedo troppo?

Ipotizzo, quindi, che le lacrime siano il prodromo di un fiume in piena che consentirà di scrivere tanti capitoli della storia dei "corleonesi", riconducibili ad affari e poltica.

Pippo Giordano
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COMUNICATO
1539  del 
28/02/2011
Dell'ultima ora, sul fronte caso Falsone e la sua allergia al 41 bis.
Pare che quando i mafiosi scappano all'estero per non finire in carcere, poi.....
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Dell'ultima ora, sul fronte caso Falsone e la sua allergia al 41 bis.
Pare che quando i mafiosi scappano all'estero per non finire in carcere, poi al loro arresto, non gli toccherebbe il regime di detenzione 41 bis, perché sarebbero andati all'estero proprio per tagliare i fili con la famiglia d'origine.
Per favore si smetta di insultare le intelligenze altrui, ma soprattutto si smetta di sbeffeggiare le vittime di mafia, i legali della difesa dei mafiosi dimostrino almeno quel minimo di rispetto che si meritano i morti ammazzati dalla criminalità organizzata.
Alla mafia come a chiunque, è comunque consentita la difesa nelle dovute sedi, ma non oltre il difendibile: è troppo ingiusto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1540  del 
02/03/2011
Chiediamo alla Direzione del DAP e a tutti gli organi preposti (se le notizie di stampa sono vere) che sia al più presto verificato lo stato di salute..... Apri
Chiediamo alla Direzione del DAP e a tutti gli organi preposti (se le notizie di stampa sono vere) che sia al più presto verificato lo stato di salute di Bernardo Provenzano, se malato sia curato, di modo che finisca questa pantomima di avvocati e parenti del boss che tentano a cicli regolari, un linciaggio morale verso tutti noi.
Chiediamo altresì che lo stato di salute di Provenzano Bernardo sia reso noto a tutti noi con comunicati ufficiali.
Gli amici di Provenzano parlano e scrivono sprecando vocaboli come "vendetta" e "umanità":
1)la vendetta è sicuramente tipica di Bernardo Provenzano e di tutti i suoi accoliti.
2)l'umanità quella no, quella l'abbiamo ampiamente dimostrata noi in questi 18 anni, verso quanti prima ne hanno coperto la latitanza del massacratore di via dei Georgofili e oggi si ergono a paladini di un uomo sanguinario, che è ammalato come ogni vecchio della sua età, in un Paese dove la sanità è per la maggior parte dei casi in mano alla mafia.
Detto tutto ciò il boss di "cosa nostra" la smetta di andare a "piangere dalla mamma", per un minimo di dignità verso se stesso, e collabori con la giustizia, così che per una volta in vita sua possa fare qualcosa di buono: ci dica chi gli chiese di andare a Roma, Firenze e Milano a mettere bombe stragiste.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1541  del 
03/03/2011
Apparso su:
http://www.livesicilia.it/2011/03/03/basta-col-falso-senso-di-umanita-provenzano-rimanga-in-carcere/.


Gentilissim.....
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Apparso su:
http://www.livesicilia.it/2011/03/03/basta-col-falso-senso-di-umanita-provenzano-rimanga-in-carcere/.


Gentilissimi, come sempre puntuali e giuste osservazioni quelle del dr. Ingroia sul caso mafia in carcere a 41 bis condannata per strage. Noi però entriamo nello specifico caso Provenzano, non parliamo per sentito dire, pretendiamo sempre di essere informnati, e ci informiamo, Provenzano Bernardo può essere curato in carcere e lì deve rimanere. Gli attacchi continui e costanti al tipo di carcerazione di Bernardo Provenzano e tutti mafiosi delle stragi del 1993, vengono da noi presi in seria considerazione, non possiamo minimamente pensare che Provenzano possa tornare a casa sua, dovessimo lottare per fargli avere un ospedale in carcere tutto suo, molto meglio attrezzato di quello che hanno i nostri invalidi quando devono ricoverarsi per le malattie che Provenzano ha prodotto loro,del resto molto più gravi di quelle che ha il boss di Cosa nostra.

Ci informeremo continuamente sullo stato di salute di Provenzano, e dovrà curarsi in carcere gli piaccia o no, e dovrà essere curato a puntino, perchè se dovesse tornare a casa sua non staremo a guardare senza correre ai ripari. Non ci sono malattie che non conciliano con il carcere, neppure il cancro in fase terminale, ci sono solo malattie che vanno curate. Noi curiamo i nostri malati siamo certi, a volte in condizioni più disagiate di quelle affrontate da Provenzano. E' scandaloso che dobbiamo ogni giorno combattere contro un falso senso di umanità, senso che verte solo a tirare fuori le castagne dal fuoco alla mafia. Se Provenzano per il suo arresto ha trattato l'annullamento del 41 bis e il suo ritorno ai domiciliari, qualcuno in qusto Paese ha sbagliato i conti.

Si penta Provenzano, se vuole tornare ai domiciliari, ci cosegni gli uomini oggi dello Stato e della politica, che si sono collusi con lui nelle stragi del 1993, altrimenti resti in carcere a 41 bis, dove tra l'altro non mangerà cicoria e formaggio ma pasti caldi. Provenzano consideri che noi abbiamo invalidi all'8o% ai quali è stata negata dal governo la pensione subito che gli spetta, rifletta che razza di Italia ha preparato lo stragista Provenzano a tutti noi, e i suoi paladini si vergognino di non contribuire a spingere il macellaio di via dei Georgofili a pentirsi piuttosto che lamentarsi.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1542  del 
03/03/2011
Dopo l'articolo sul Sette del Corriere della Sera, giornali autorevoli attraverso i quali la mafia trova voce e noi no, entriamo nello specifico ..... Apri
Dopo l'articolo sul Sette del Corriere della Sera, giornali autorevoli attraverso i quali la mafia trova voce e noi no, entriamo nello specifico caso Provenzano, non parliamo per sentito dire, pretendiamo sempre di essere informati, e ci informiamo, Provenzano Bernardo può essere curato in carcere e li deve rimanere.
Gli attacchi continui e costanti al tipo di carcerazione di Bernardo Provenzano e tutti i mafiosi delle stragi del 1993,vengono da noi presi in seria considerazione, non possiamo minimamente pensare che Provenzano possa tornare a casa sua, dovessimo lottare per fargli avere un ospedale in carcere tutto suo, molto meglio attrezzato di quello che hanno i nostri invalidi quando devono ricoverarsi per le malattie che Provenzano ha prodotto loro,del resto molto più gravi di quelle che ha il boss di cosa nostra.
Ci informeremo continuamente sullo stato di salute di Provenzano, e dovrà curarsi in carcere gli piaccia o no, e dovrà essere curato a puntino, perchè se dovesse tornare a casa sua non staremo a guardare senza correre ai ripari.
Non ci sono malattie che non conciliano con il carcere, neppure il cancro in fase terminale, ci sono solo malattie che vanno curate.
Noi curiamo i nostri malati siamo certi, a volte in condizioni più disagiate di quelle affrontate da Provenzano.
E' scadaloso che dobbiamo ogni giorno combattere contro un falso senso di umanità, senso che verte solo a tirare fuori le castagne dal fuoco alla mafia.
Se Provenzano per il suo arresto ha trattato l'annullamento del 41 bis e il suo ritorno ai domiciliari, qualcuno in questo Paese ha sbagliato i conti.
Si penta Provenzano, se vuole tornare ai domiciliari, ci consegni gli uomini oggi dello Stato e della politica, che si sono collusi con lui nelle stragi del 1993, altrimenti resti in carcere a 41 bis, dove tra l'altro non mangerà cicoria e formaggio ma pasti caldi.
Provenzano consideri che noi abbiamo invalidi all'8o% ai quali è stata negata dal governo la pensione subito che gli spetta, rifletta che razza di Italia ha preparato lo stragista Provenzano a tutti noi, e i suoi paladini si vergognino di non contribuire a spingere il macellaio di via dei Georgofili a pentirsi piuttosto che lamentarsi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1543  del 
03/03/2011
Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «Noi curiamo i nostri malati siamo certi, a volte in condizioni piu' disagiate di quelle affrontate da Provenzano..... Apri
Firenze, 3 feb. - (Adnkronos) - «Noi curiamo i nostri malati siamo certi, a volte in condizioni piu' disagiate di quelle affrontate da Provenzano - prosegue - E' scandaloso che dobbiamo ogni giorno combattere contro un falso senso di umanita', senso che verte solo a tirare fuori le castagne dal fuoco alla mafia. Se Provenzano per il suo arresto ha trattato l'annullamento del 41 bis e il suo ritorno ai domiciliari, qualcuno in questo Paese ha sbagliato i conti».

«Si penta Provenzano -aggiunge Maggiani Chelli - se vuole tornare ai domiciliari, ci consegni gli uomini oggi dello Stato e della politica, che si sono collusi con lui nelle stragi del 1993, altrimenti resti in carcere a 41 bis, dove tra l'altro non mangera' cicoria e formaggio ma pasti caldi. Provenzano consideri che noi abbiamo invalidi all'80% ai quali e' stata negata dal governo la pensione subito che gli spetta, rifletta che razza di Italia ha preparato lo stragista Provenzano a tutti noi, e i suoi paladini si vergognino di non contribuire a spingere il macellaio di via dei Georgofili a pentirsi piuttosto che lamentarsi».
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NOTIZIA Adnkronos
1544  del 
03/03/2011
ss.Georgofili: "Provenzano si curi in carcere"

3 marzo 2011 Palermo. «Bernardo Provenzano può essere curato in carcere e lì deve ri.....
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ss.Georgofili: "Provenzano si curi in carcere"

3 marzo 2011 Palermo. «Bernardo Provenzano può essere curato in carcere e lì deve rimanere». Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dei familiari delle vittime della strage di via Georgofili, commentando l'intervista rilasciata dal figlio del boss a 'Settè.
«Gli attacchi continui e costanti al tipo di carcerazione di Bernardo Provenzano e tutti i mafiosi delle stragi del 1993 - dice - vengono da noi presi in seria considerazione, non possiamo minimamente pensare che Provenzano possa tornare a casa sua, dovessimo lottare per fargli avere un ospedale in carcere tutto suo, molto meglio attrezzato di quello che hanno i nostri invalidi quando devono ricoverarsi per le malattie che Provenzano ha prodotto loro,del resto molto più gravi di quelle che ha il boss di cosa nostra».
E ha proseguito: «Ci informeremo continuamente sullo stato di salute di Provenzano, e dovrà curarsi in carcere gli piaccia o no, e dovrà essere curato a puntino, perchè se dovesse tornare a casa sua non staremo a guardare senza correre ai ripari. Non ci sono malattie che non conciliano con il carcere, neppure il cancro in fase terminale, ci sono solo malattie che vanno curate».
«Noi curiamo i nostri malati siamo certi, a volte in condizioni più disagiate di quelle affrontate da Provenzano - prosegue - È scandaloso che dobbiamo ogni giorno combattere contro un falso senso di umanità, senso che verte solo a tirare fuori le castagne dal fuoco alla mafia. Se Provenzano per il suo arresto ha trattato l'annullamento del 41 bis e il suo ritorno ai domiciliari, qualcuno in questo Paese ha sbagliato i conti».
«Si penta Provenzano -aggiunge Maggiani Chelli - se vuole tornare ai domiciliari, ci consegni gli uomini oggi dello Stato e della politica, che si sono collusi con lui nelle stragi del 1993, altrimenti resti in carcere a 41 bis, dove tra l'altro non mangerà cicoria e formaggio ma pasti caldi. Provenzano consideri che noi abbiamo invalidi all'80% ai quali è stata negata dal governo la pensione subito che gli spetta, rifletta che razza di Italia ha preparato lo stragista Provenzano a tutti noi, e i suoi paladini si vergognino di non contribuire a spingere il macellaio di via dei Georgofili a pentirsi piuttosto che lamentarsi». Adnkronos
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COMUNICATO
1545  del 
04/03/2011
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili informa:
- domani mattina Sabato 5 Marzo 2011 alle ore .....
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili informa:
- domani mattina Sabato 5 Marzo 2011 alle ore 10,
incontreremo gli SCOUT in via dei Georgofili a Firenze, in visita al luogo dell'attento del 27 Maggio 1993.
I ragazzi appartenenti agli SCOUT hanno espresso il desiderio di incontrare i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, mentre stanno intraprendendo un percorso di informazione sul fenomeno della mafia la piaga che flagella il nostro Paese.
Informazione che l'organizzazione degli Scout intende acquisire anche attraverso la voce delle vittime della mafia.
Siamo grati agli Scout per aver programmato questa visita in via dei Georgofili, e di aver fatto partecipe dell'evento l'Associazione tra i familiari delle vittime.
Cogliamo l'occasione per informare altresì che la nostra attività di informazione legata al fenomeno della mafia in Toscana, fenomeno da noi toccato con mano in via dei Georgofili, e pagato con enorme contributo di sangue, ancora una volta è supportata dalla Presidenza della Regione Toscana, che ringraziamo come sempre.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1546  del 
04/03/2011
Il documento apparso questa mattina sul quotidiano La Repubblica intestato Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con il Timbro della Came..... Apri
Il documento apparso questa mattina sul quotidiano La Repubblica intestato Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con il Timbro della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, datato 8 Settembre 1993, inerente la sempre negata trattativa fra Stato e mafia è la prova mancante che anche di recente uomini dello Stato non hanno detto la verità.
Inoltre è fin troppo chiaro, come la strage di via dei Georgofili che non avrebbe dovuto avere luogo secondo il documento in questione, sia stata perciò congegnale non solo alla mafia per il 41 bis e quant'altro, ma a quanti in questo Paese nel 1993 avevano da coprire ruberie inaudite a livello politico - affaristico - istituzionale.
A questo punto la magistratura che indaga sulla strage di via dei Georgofili, deve aprire una indagine partendo dal documento dello SCO Protocollo 123G/731462/10/I-3 Roma 11.9.93.
Infatti dobbiamo capire perché i nostri figli sono morti e chi li ha voluti morti.
Vanno capite quindi prima di tutto le responsabilità, di una gravità inaudita, degli uomini dello Stato di allora seduti nei posti chiave, che oggi continuano a fare sceneggiate e a non dire la verità, e contemporaneamente investigare per capire chi aveva interesse a far si che la strage di via dei Georgofili avvenisse comunque, visto che le notizie dei bene "informati"di allora recitavano così:
dopo il fallito attentato a Maurizio Costanzo, i successivi attentati non avrebbero dovuto realizzare stragi,ponendosi invece come tessere di un mosaico inteso a creare panico, intimidire, destabilizzare indebolire lo stato per creare presupposti di una trattativa per la cui conduzione potrebbero essere utilizzati da cosa nostra anche canali istituzionali.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1547  del 
04/03/2011
MAFIA:ASS. GEORGOFILI,ORA CAPIRE RESPONSABLITA' UOMINI STATO

FIRENZE, 4 MAR - "A questo punto la magistratura che indaga sulla stra.....
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MAFIA:ASS. GEORGOFILI,ORA CAPIRE RESPONSABLITA' UOMINI STATO

FIRENZE, 4 MAR - "A questo punto la magistratura che indaga sulla strage di via dei Georgofili deve aprire un'indagine, partendo dal documento dello Sco" perché "vanno capite le responsabilità degli uomini dello Stato di allora seduti nei posti chiave".
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili in merito al documento dello Sco pubblicato da Repubblica. Secondo l'associazione, quegli uomini di Stato "continuano a fare sceneggiate e a non dire la verità". I magistrati, continua la nota, indaghino per "capire chi aveva interesse a far sì che la strage di via dei Georgofili avvenisse comunque".
"E' fin troppo chiaro - continua la nota - che la strage di via dei Georgofili non avrebbe dovuto avere luogo e che è stata perciò congeniale non solo alla mafia per il 41 bis e quant'altro, ma a quanti in questo Paese nel 1993 avevano da coprire ruberie inaudite a livello politico-affaristico-istituzionale".(ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1548  del 
05/03/2011
Roma, 4 mar. (Adnkronos) - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili incontrera' domani a Firenza gli ..... Apri
Roma, 4 mar. (Adnkronos) - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili incontrera' domani a Firenza gli scout in visita al luogo dell'attento del 27 Maggio 1993.
I ragazzi appartenenti ai gruppi scout, infatti, avevano espresso il desiderio di incontrare i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, all'interno di un loro percorso educativo e di informazione sul fenomeno della mafia.
"Siamo grati agli scout per aver programmato questa visita in via dei Georgofili - afferma la presidente dell'Associazione familiari vittime della strage Giovanna Maggiani Chelli - La nostra attivita' di informazione, legata al fenomeno della mafia in Toscana, fenomeno da noi toccato con mano in via dei Georgofili e pagato con enorme contributo di sangue, e' supportata anche dalla presidenza della Regione Toscana".
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COMUNICATO
1549  del 
05/03/2011
Ci scusiamo profondamente per il disguido avvenuto questa mattina 5 Marzo 2011 ore 10 in via dei Georgofili dove dovevamo incontrare gli Scout, in vis..... Apri
Ci scusiamo profondamente per il disguido avvenuto questa mattina 5 Marzo 2011 ore 10 in via dei Georgofili dove dovevamo incontrare gli Scout, in visita al luogo della strage.
Ci scusiamo con i presenti, ragazzi degli scout di altre città venuti per l'occasione, familiari delle vittime e tutti gli altri.
Soprattutto ci scusiamo con gli organi di informazione presenti questa mattina in via dei Georgofili informati da un nostro comunicato sull'incontro con gli Scout, comunicato consegnato ieri alle agenzie di stampa, e ampiamente diffuso.
Il mancato incontro è dovuto sicuramente ad un disguido che cercheremo di chiarire al più presto con GIULIA la rappresentante degli Scout che ci ha contattati per questo evento.
Riprogrammeremo l'incontro in altra data appena possibile.
Ci spiacerebbe moltissimo che l'incontro fosse per domani 6 Marzo 2011 e avessimo compreso male, ci scusiamo con gli scout anticipatamente qualora non potessimo essere informati del cambio data per tempo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1550  del 
05/03/2011
Sono troppi anni che spettiamo verità sulla trattativa fra Stato e mafia favorita da enormi trasversalità politiche.
Sono state messe in atto per .....
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Sono troppi anni che spettiamo verità sulla trattativa fra Stato e mafia favorita da enormi trasversalità politiche.
Sono state messe in atto per impedire quella ricerca di verità norme scandalose varate dai vari governi che si sono succeduti in tutti questi 18 anni, quindi ringraziamo il Senatore dalla Chiesa per le Sue belle parole di oggi, ma era di fatti prima che avevamo bisogno, non di "santini" oggi. Il senatore Nando Dalla Chiesa come tanti altri abitanti del nostro Parlamento, chiede oggi anche lui chiarezza sulla trattativa che ha visto morire i nostri figli, ci spiace doverlo dire, ma bisognava puntare i piedi molti anni fa, e la loro voce i nostri parlamentari la dovevano far sentire tutti insieme in quel 1998 quando in questo Paese sono iniziate le prime archiviazioni sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993.
Oggi è troppo tardi, sono inutili tanto i tardivi "io ricordo" e i "non ricordo", quanto le richieste di chiarezza che si susseguono in queste ore, perché era già tutto molto chiaro fin dal settembre del 1993, lo sanno tutti benissimo soprattutto lo sanno a livello politico.
Disse infatti un testimone nel processo di Firenze che per ironia si chiamava Gesù: a Roma lo sapevano anche i sassi che sarebbero esplose le bombe e noi allora la morte dei nostri figli non la perdoneremo mai a nessuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1551  del 
06/03/2011
Importante incontro quello di questa mattina in via dei Georgofili con i rappresentanti degli Scout provenienti da tutta Italia.
I ragazzi che fan.....
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Importante incontro quello di questa mattina in via dei Georgofili con i rappresentanti degli Scout provenienti da tutta Italia.
I ragazzi che fanno parte del movimento laico degli scout hanno deciso di informarsi attraverso le fonti dirette delle vittime di via dei Georgofili sul luogo dove è avvenuta la strage del 1993.
E' stato loro spiegato ciò che solo le fonti dirette possono spiegare, gli avvenimenti di quella tragica notte, e tutti i risvolti processuali contro cosa nostra fino ad oggi,insieme agli immani sforzi compiuti dall'Associazione dei familiari per arrivare ad una verità giudiziaria completa comprensiva dei mandanti esterni a cosa nostra.
Così come è stato spiegato loro come in queste ore si faccia largo l'ipotesi che sul carro in corsa della mafia che in quel 1993 trattava a suon di bombe con istituzioni deviate con annullamenti di 41 bis, sia salito qualche altro personaggio del mondo politico imprenditoriale ed economico che doveva necessariamente nascondere sotto il tritolo enormi ruberie sue e di altri degni compari.
Da qui la frase di Giuseppe Ferro Capo Mandamento di Alcamo 'a noi della mafia quelle bombe non interessavano' e il motivo per cui ancora oggi sia libero Matteo Messina Denaro, lo stragista di Firenze per antonomasia.
Ovvero, meglio sia libero il novello Capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro fino a quando il sistema non sarà certo che di tritolo non se ne dovrà più usare per nascondere le malefatte di chicchessia.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1552  del 
07/03/2011
a lotta alla mafia è ridotta al lumicino, lo dicono chiaramente le indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, indagini arenat..... Apri
a lotta alla mafia è ridotta al lumicino, lo dicono chiaramente le indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, indagini arenate nel pantano dei non ricordo da parte delle istituzioni di allora, istituzioni che si sono dimenticate o addirittura affermano di non aver visto importantissimi documenti come quello redatto dallo SCO nel settembre del 1993 sulla trattativa tra Stato e Mafia.
Per questo i magistrati impegnati sul fronte della criminalità organizzata vengono minacciati, come è capitato al PM Salvatore Vella, al quale noi significhiamo tutta la nostra solidarietà.
La mafia è sicura che chi nel 1993 gli ha garantito sconti e agevolazioni prima o poi dovrà mantenere, prova ne è la tentazione di riformare la giustizia, non attraverso norme che garantiscano giustizia alle vittime di mafia ma nel mettere in atto riforme atte a spuntare sempre più le unghie ai magistrati.
Siamo indignati davanti a quanto sta avvenendo sul fronte della Magistratura messa in difficoltà continuamente, fra minacce mafiose e minacce di ogni altro genere.
Infatti per gli interessi di pochi si sta uccidendo il diritto alla giustizia di tutti noi, quello di confidare nell'obbligatorietà dell'azione penale verso chiunque, anche quando ci sia ormai più di un indizio che a supportare la strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, oltre la mafia esecutrice ci fossero "mandanti esterni a cosa nostra".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1553  del 
07/03/2011
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, ARENATE INDAGINI MANDANTI

FIRENZE, 7 MAR - «La lotta alla mafia è ridotta al lumicino; lo dicono chi.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, ARENATE INDAGINI MANDANTI

FIRENZE, 7 MAR - «La lotta alla mafia è ridotta al lumicino; lo dicono chiaramente le indagini sui mandanti esterni a Cosa nostra per le stragi del '93 arenate nel pantano dei 'non ricordo da parte delle istituzioni di allora; istituzioni che si sono dimenticate o addirittura affermano di non aver visto importantissimi documenti come quello redatto dallo Sco nel settembre del '93 sulla trattativa tra Stato e Mafia».
Lo afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili a Firenze. Anche «per questo - afferma il presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli - i magistrati impegnati sul fronte della criminalità organizzata vengono minacciati come è capitato al pm Salvatore Vella al quale noi significhiamo tutta la nostra solidarietà».
«La mafia - continua il testo - è sicura che chi nel 1993 gli ha garantito sconti e agevolazioni prima o poi dovrà mantenere, prova ne è la tentazione di riformare la giustizia non attraverso norme che garantiscano giustizia alle vittime di mafia ma mettendo in atto riforme atte a spuntare sempre più le unghie ai magistrati».
«Siamo indignati - conclude Maggiani Chelli - davanti a quanto sta avvenendo, con la magistratura messa in difficoltà continuamente fra minacce mafiose e minacce di ogni altro genere». (ANSA)
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1554  del 
08/03/2011
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Lettera di ringraziamento del gruppo di Scout dopo il nostro incontro del 6 marzo 2011
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COMUNICATO
1555  del 
08/03/2011
Il confronto fra Spatuzza Gaspare e Graviano Giuseppe nel Tribunale di Palermo è andato peggio di quello fra Spatuzza e Graviano Filippo alla Procura ..... Apri
Il confronto fra Spatuzza Gaspare e Graviano Giuseppe nel Tribunale di Palermo è andato peggio di quello fra Spatuzza e Graviano Filippo alla Procura di Firenze che indagano sulle stragi del 1993.
I fratelli Graviano hanno probabilmente avuto tutta una serie di assicurazioni che prima o poi il 41 bis e di conseguenza l'ergastolo gli saranno abbonati anche se condannati quali stragisti terroristi eversivi con sentenza passata in giudicato.
Siamo in Italia e le stragi terroristiche hanno sempre pagato, mai uno straccio di verità su massacri disonesti e vigliacchi se non a livello esecutivo.
Il livello esecutivo è il solo livello di cui le vittime delle stragi si sono sempre dovute accontentare, e non solo: dopo pochi anni anche gli esecutori sono stati mandati tutti a casa propria per un fine pena inaspettato.
Già in quel lontano 1993, prima delle stragi, parte delle nostre istituzioni in solitudine o in compagnia si prodigarono per abolire alla mafia un regime di detenzione che è congeniale alla bestialità che è racchiusa in ogni uomo di "cosa nostra"; oggi i capi mafia piagnucolano ogni giorno per avere sistemazioni migliori in carcere e sicuramente ne traggono vantaggi visti i tanti paladini dell'abolizione del 41 bis.
I confronti fra collaboratori di giustizia e mafiosi incalliti sicuri di sé, non portano da nessuna parte, i confronti vanno fatti fra collaboratori affinché si riesca a capire fino in fondo le parti avute dalla politica nelle stragi del 1993.
Sono Brusca Giovanni e Monticciolo Giuseppe che vanno messi finalmente a confronto per capire fino in fondo le responsabilità di quanti ancora oggi a livello politico e istituzionale ballano sulle casse dei nostri morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1556  del 
09/03/2011
La mafia condannata in giudicato per strage e senza pentimento alcuno, entra nelle aule di giustizia a dire la sua, lo ha fatto ieri Giuseppe Graviano..... Apri
La mafia condannata in giudicato per strage e senza pentimento alcuno, entra nelle aule di giustizia a dire la sua, lo ha fatto ieri Giuseppe Graviano a Palermo in un confronto con Gaspare Spatuzza, anche a Firenze la difesa della mafia ha chiesto di far venire Graviano Giuseppe a dire la sua sul caso Tagliavia.
Non vogliamo Graviano Giuseppe al processo Tagliavia e ci auguriamo che non sia ammesso mai malgrado tutte le riserve.
Vogliamo Giuseppe Graviano a pieno regime di 41 bis, con isolamento diurno, tipo di carcerazione dalla quale non possa più scambiare messaggi terribili per tutti noi.
Giuseppe Graviano ha fatto politica a suon di morti in via dei Georgofili, ricordiamo a chi se li fosse dimenticati i nomi e i cognomi dei morti di Firenze:
Caterina Nencioni 50 giorni di vita, Nadia Nencioni 8 anni di vita, Dario Capolicchio 22 anni di vita, Angela Fiume 37 anni di vita, Fabrizio Nencioni 38 anni di vita, ricordiamo altresì quei 48 feriti massacrati dal tritolo in via dei Georgofili, alcuni con l'80% di invalidità e ai quali chi deve non riconosce la pensione subito e noi crediamo fortemente per pura cattiveria.
Giuseppe Graviano in via dei Georgofili ha fatto politica per "cosa nostra" e per uomini che oggi sono all'interno del nostro Parlamento, deve tacere Graviano Giuseppe per sempre, a meno che non faccia chiamare il Magistrato di turno e gli dica che è disposto a collaborare e a portare a processo insieme a lui i suoi accoliti.
Basta vergognose trattative, ne abbiamo ascoltate abbastanza di richieste a suon di 41 bis, è ora di verità si faccia parlare BRUSCA che è un collaboratore di giustizia e la verità la sa forse meglio di Giuseppe Graviano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1558  del 
09/03/2011
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
POL - Mafia, Ass.familiari vittime v.Georgofili: Gr.....
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Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
 
POL - Mafia, Ass.familiari vittime v.Georgofili: Graviano non deve parlare
 
Roma, 9 mar (Il Velino) - "La mafia condannata in giudicato per strage e senza pentimento alcuno, entra nelle aule di giustizia a dire la sua, lo ha fatto ieri Giuseppe Graviano a Palermo in un confronto con Gaspare Spatuzz[..]
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COMUNICATO
1557  del 
10/03/2011
Ci sono in corso in varie procure d'Italia indagini in corso sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, ciò che leggi..... Apri
Ci sono in corso in varie procure d'Italia indagini in corso sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, ciò che leggiamo dai vari lanci di agenzia ci fa temere il peggio sulla riforma della giustizia.
L'impressione che ne traiamo è che i risultati di quelle indagini che aspettiamo da ben 18 anni saranno vanificate.
E' ormai noto a chiunque come in via dei Georgofili la mafia non fosse sola a massacrare donne e bambini, come si potrà mai arrivare alla verità se la riforma della giustizia inciderà sull'obbligatorietà dell'azione penale?
E ancora come si potrà mai credere che ci sarà una ricerca della verità completa sulle stragi del 1993 se i PM dovranno dipendere da altri organismi?
Troppe volte abbiamo avuto dubbi, oggi intravediamo certezze mentre affermiamo che è proprio la verità sulle stragi del 1993 che temiamo non si voglia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1561  del 
10/03/2011
Il Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011


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Il Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011


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COMUNICATO
1559  del 
11/03/2011
A chi giova il massacro dei collaboratori di giustizia sulla stampa?
Ce lo dobbiamo domandare tutti con grande serietà, ma soprattutto ce lo doman.....
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A chi giova il massacro dei collaboratori di giustizia sulla stampa?
Ce lo dobbiamo domandare tutti con grande serietà, ma soprattutto ce lo domandiamo noi familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Giovanni Brusca è stato il collaboratore di giustizia più ascoltato dal PM Gabriele Chelazzi ai tempi delle indagini sui mandanti esterni alla mafia del 1993 e purtroppo il PM Chelazzi oggi non è più con noi.
La verità sulla strage di via dei Georgofili, Giovanni Brusca l'ha sempre saputa tutta fino in fondo, da sempre noi insistiamo affinché possa essere riascoltato, fatto ritornare sui suoi passi dei "non so nulla sulle stragi del 1993" e messo nelle condizioni di dire tutta la verità, ovvero sia messo nelle condizioni di affrontare un confronto con il suo autista Monticciolo e faccia a faccia si parlino smentendosi o confermandosi l'un l'altro.
Questo perché Monticciolo lo ha scritto nero su bianco: Brusca dica finalmente tutto quello che sa. Noi non abbiamo interesse alcuno su ciò che ha ancora ha da dire Giovanni Brusca, se non cercare di chiarire chi oltre la mafia ha contribuito alla morte dei nostri figli, ovvero l'accertamento della verità, e sfidiamo chiunque a trovare in noi malafede.
Ne troviamo invece molta di malafede, in coloro che in Italia la verità sulle stragi del 1993 non la vogliono affatto, frenando i processi e quant'altro con mille sotterfugi e perché no con i grandi mezzi che hanno a disposizione.
Riteniamo siano in molti a non volere quella tragica verità sul massacro di via dei Georgofili, visto che quanto emerge da articoli di stampa, sicuramente messi in atto per parare i colpi alla politica, attraverso nozioni che escono da verbali neppure depositati, destra e sinistra di stragi del 1993 ne sanno molto.
Andremo avanti per la nostra strada affinché nei limiti delle nostre possibilità sugli atti processuali sia scritto il più possibile, affinché mai e poi mai si possa pensare che innocenza ci sia stata da parte delle politica italiana tutta per le stragi del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1560  del 
13/03/2011
Invito   |   Locand..... Apri
Invito   |   Locandina

Gentilissimi,

siamo stati invitati alla manifestazione per la quale alleghiamo locandina e invito ricevuti . Invito che estendiamo da parte nostra a quanti desiderano assistere alla premiazione di studenti e insegnanti che in questi anni sono sempre stati a noi vicini, nella difficile ginnastica, all'interno della scuola, per il mantenimento della memoria per la strage di via dei Georgofili, così come li abbiamo avuti vicini nella ricerca della verità.
Infatti gli alunni della Professoressa D'Acquarica dell'Istituto Marco Polo di Firenze, hanno assistito di recente al processo che si svolge a Firenze per le stragi del 1993, così come negli anni sono venuti con noi il 9 Maggio il giorno della memoria, al Quirinale dal Presidente della Repubblica.
Ringraziamo l'ANPI per la significativa manifestazione che ha messo in programma a Firenze per i 150 anni dell'Unità d'Italia pensando a noi:
alla strage di via dei Georgofili.
Informiamo altresì con l'occasione, che il 17 Marzo 2011 saremo, con il supporto della Regione Toscana, a Napoli con l'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e l'Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi, per cercare in un manifesto comune una più completa Unità d'Italia attraverso quella parte di Nazione troppo spesso dimenticata; quella delle stragi terroristiche - eversive e mafiose e dei morti ammazzati dalla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1562  del 
14/03/2011
Il giusto processo nella stessa Costituzione

Volentieri abbiamo detto SÌ all'iniziativa del 17 Marzo prossimo a Napoli, iniziativa a c.....
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Il giusto processo nella stessa Costituzione

Volentieri abbiamo detto SÌ all'iniziativa del 17 Marzo prossimo a Napoli, iniziativa a cui l'Unione Vittime delle Stragi ha deciso di aderire.
Volentieri e convintamente abbiamo detto SÌ alla manifestazione indetta dall'Unione Nazionale Vittime di Mafia e alla sua presidente Sonia Alfano. Convintamene, perché la nostra adesione non è di facciata, non è un'adesione tanto per essere presenti.
Aderiamo perché crediamo nella Costituzione, perché crediamo che il giusto Processo sia nella Costituzione stessa, ma soprattutto perché vogliamo ancora una volta esprimere fortemente, con un manifesto che auspichiamo pieno di adesioni, la nostra vicinanza alla Magistratura che indaga sulle stragi che hanno insanguinato il nostro Paese, per il principio secondo cui solo la verità porta con sé giustizia.
Quella giustizia che le vittime delle stragi terroristiche e le vittime di mafia non hanno ancora trovato attraverso l'abolizione del segreto di stato e l'applicazione definitiva della Legge 206 del 2004.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime delle stragi di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1563  del 
15/03/2011
Niente di nuovo sotto questo cielo circa i verbali di Brusca depositati a Palermo in queste ore.
Siamo parti lese per la strage di via dei Georgo.....
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Niente di nuovo sotto questo cielo circa i verbali di Brusca depositati a Palermo in queste ore.
Siamo parti lese per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, abbiamo letto i documenti di archiviazione sulla morte dei nostri figli.
Sono anni che invochiamo la verità tutta da Brusca Giovanni e Giuseppe Monticciolo, ora non resta che auspicare a quel dibattimento sui "mandanti esterni" a cosa nostra per le stragi del 1993 che chiarisca una volta per tutte con un processo penale, cosa è successo in questo Paese al tempo in cui i nostri figli sono stati ammazzati mentre lo Stato stava a guardare.
Nessun pregiudizio: la presunzione di innocenza è il nostro cavallo di battaglia sempre e davanti a chiunque, ma ora è arrivato il momento di fare chiarezza.
Nessuno si tiri più indietro o dovremo pensare ad una colpevolezza tanto generalizzata da fare paura.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1564  del 
18/03/2011
Inserimento nel sito:

Il nostro intervento a.....
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Il nostro intervento a Napoli per il 150°
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COMUNICATO
1565  del 
18/03/2011
Siamo felicissimi che il cancro retro vescicale che ha colpito Bernardo Provenzano possa essere adeguatamente curato nel nuovo carcere che ospita il c..... Apri
Siamo felicissimi che il cancro retro vescicale che ha colpito Bernardo Provenzano possa essere adeguatamente curato nel nuovo carcere che ospita il capo di Cosa nostra.
Nel mentre gioiamo per la bella notizia, che ora ci fa dormire sonni tranquilli, ancora una volta informiamo che invece i nostri invalidi all'80°% della capacità lavorativa, non hanno ancora ottenuto le pensione a cui hanno diritto secondo la legge 206 del 2004.
L'erogazione della pensione subito ci era stata ampiamente assicurata in prima battuta dai Governi Prodi e Berlusconi e in seguito anche dal Ministro della Giustizia Alfano.
Gli impedimenti che gli Enti preposti ad erogare le pensioni pongono davanti alle vittime della mafia terrorista ed eversiva, in un primo momento sembravano superati, poi negli anni non solo sono diventati insormontabili, ma addirittura tutto il problema è passato sotto silenzio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1566  del 
19/03/2011
Vogliamo significare la nostra solidarietà a Sonia Alfano che sempre combatte per capire fino in fondo perché suo padre ha dovuto morire per mano di m..... Apri
Vogliamo significare la nostra solidarietà a Sonia Alfano che sempre combatte per capire fino in fondo perché suo padre ha dovuto morire per mano di mafia.
Sonia Alfano teme fughe di notizie che potrebbero depistare.
Dice bene la Alfano nella sua nota di agenzia: nel 1993 Nito Santapaola, fornì l'uomo Santo Mazzei ai corleonesi di Riina affinché potesse procurarsi un proiettile di artiglieria a Torino e lo potesse lasciare nel giardino di Boboli quale anteprima della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Sappiamo bene quanto la mancanza di verità su delitti di una gravità inaudita, senza processi chiarificatori una volta per tutte, possano dare adito a gravissime fughe di notizie, fughe che chi è direttamente interessato in massacri come le stragi terroristiche non sa mai come leggere.
Infatti noi viviamo le stesse apprensioni della Alfano rispetto alla ridda di notizie su Giovanni Brusca che di questi tempi non mancano mai.
Abbiamo timore che l'ansia che pervade la notizia quando è lo scoop che interessa, e speriamo nulla di peggio, possa inevitabilmente mettere in gioco la riuscita del lavoro dei Magistrati e la nostra conseguente ricerca della verità.
Sono 18 anni che aspettiamo la verità sulla strage che ha visto la morte dei nostri figli, abbiamo confidato e confidiamo nel lavoro della Magistratura, oggi il timore è che proprio attraverso notizie sciorinate come acqua fresca, la nostra "ansia di giustizia", come l'hanno sempre chiamata, sia ancora una volta disattesa per "l'ansia che la politica mette nel coprire la verità. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1567  del 
20/03/2011
Lettera aperta alla stampa

In merito alla lettera del Senatore Nicola Mancino apparsa il 17 Marzo 2011 sul quotidiano La Repubb.....
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Lettera aperta alla stampa

In merito alla lettera del Senatore Nicola Mancino apparsa il 17 Marzo 2011 sul quotidiano La Repubblica, desideriamo fare una precisazione.
Ci sentiamo obbligati a farlo, per il prezzo che abbiamo pagato in termini di vite umane. Un prezzo troppo, troppo alto, come quello sofferto ogni giorno dai troppi invalidi sopravvissuti al massacro di via dei Georgofili, che aspettano e pretendono e reclamano verità.

Nella sua lettera, il Senatore Mancino conclude che "le confessioni a rate dei pentiti che durano lustri vanno considerate con particolare attenzione, anche per valutare se esse siano un tardivo ricordo o un atteggiamento facilitato dalla lettura dei quotidiani.
Noi preferiamo utilizzare il termine "collaboratori di giustizia a "pentiti, poiché la dimensione intima è una sfera che non ci riguarda.
Quello che ci riguarda è ciò che essi dicono quando decidono di collaborare con la giustizia: le loro parole.

Quando le loro parole sono state riscontrate in modo oggettivo, i collaboratori di giustizia sono stati fondamentali, indispensabili.
Sono stati quanto di più prezioso si possa immaginare perché si arrivasse a condannare la mafia, "cosa nostra, per tutti gli attentati terroristici del 1993.

È certo che i magistrati considerino "con particolare attenzione le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, come sostiene il senatore Mancino; ciò che ci trova fortemente in disaccordo è la lettura delle "confessioni come "atteggiamento facilitato dalla lettura dei quotidiani.
Un punto di vista, questo, che ci trova in totale disaccordo poiché, con queste parole, il rischio reale che si corre non è quello di confutare le parole dei collaboratori, quanto quello di sminuire e mettere a repentaglio il lavoro dei magistrati, coloro che hanno il compito delicato e incredibilmente importante di accertare la veridicità oggettiva delle dichiarazioni rese.

Ma c'è anche altro che non ci torna.
Come possono essere "atteggiamenti facilitati dalla lettura dei quotidiani i racconti dei collaboratori, quando, in molti casi, essi sono già stati messi a verbale in tempi assolutamente non sospetti per poi essere "semplicemente ripetuti in seguito, fino ai giorni nostri?
Il nostro sospetto, purtroppo, è quello che denunciamo quotidianamente ormai da anni, nella nostra battaglia per la verità.
E cioè che troppi sono gli scudi che si levano quando le dichiarazioni dei collaboratori parlano non di appartenenti alla mafia, ma di politici e politica.

È con grande serenità che noi continuiamo ad invocare un processo ai "mandanti esterni alla mafia mirato all'accertamento della verità. Quella verità, egregio direttore, alla quale noi crediamo di avere un sacrosanto diritto.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1568  del 
20/03/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI A MANCINO,CON POLITICI SI ALZANO SCUDI

FIRENZE, 20 MAR - «Troppi sono gli scudi che si levano quando le dichiarazioni .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI A MANCINO,CON POLITICI SI ALZANO SCUDI

FIRENZE, 20 MAR - «Troppi sono gli scudi che si levano quando le dichiarazioni dei collaboratori parlano non di appartenenti alla mafia, ma di politici e politica».
Lo scrive l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili in una lettera aperta al senatore Nicola Mancino.
L'associazione cita le conclusioni della lettera scritta da Mancino a Repubblica: «Le confessioni a rate dei pentiti che durano lustri vanno considerate con particolare attenzione, anche per valutare se esse siano un tardivo ricordo o un atteggiamento facilitato dalla lettura dei quotidiani».
«Un punto di vista - spiega l'associazione Georgofili - che ci trova in totale disaccordo poichè, con queste parole, il rischio reale che si corre non è quello di confutare le parole dei collaboratori, quanto quello di sminuire e mettere a repentaglio il lavoro dei magistrati, coloro che hanno il compito delicato e incredibilmente importante di accertare la veridicità oggettiva delle dichiarazioni rese».
«È con grande serenità - conclude la nota - che noi continuiamo ad invocare un processo ai 'mandanti esterni alla mafia mirato all'accertamento della verità. Quella verità alla quale noi crediamo di avere un sacrosanto diritto».(ANSA)
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1569  del 
21/03/2011
Inserimento nel sito:

16 marzo 2011 - A.....
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Inserimento nel sito:

16 marzo 2011 - ANPI Isolotto (Firenze)
L`intervento riassuntivo
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COMUNICATO
1570  del 
21/03/2011
Questa mattina abbiamo firmato davanti al Presidente Rossi un protocollo d'intesa con la Regione Toscana.
La Regione Toscana è come sempre al nost.....
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Questa mattina abbiamo firmato davanti al Presidente Rossi un protocollo d'intesa con la Regione Toscana.
La Regione Toscana è come sempre al nostro fianco a sostegno della nostra attività quotidiana, che verte al mantenimento della memoria per un evento stragista, quello del 27 Maggio 1993, che non solo ha travolto le nostre famiglie attraverso lutti gravissimi e causando invalidità permanenti, ma ha messo in seria difficoltà la democrazia di questo Paese. Ringraziamo sentitamente il Presidente Enrico Rossi il quale mantenendo presso di sé la delega alla legalità ci ha dato una grande opportunità e ha inoltre dimostrato grande interesse e compiacimento per la nostra attività.
Ha ascoltato con interesse quanto sia impegnativo per noi seguire il processo in corso per le stragi del 1993, un processo ad un uomo di "cosa nostra", che speriamo ancora una volta sia la strada per arrivare ai processare i "mandanti esterni a cosa nostra".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1571  del 
21/03/2011
NB - in un primo momento era stato diffuso il comunicato con la seguente stesura.

Questa mattina davanti al Presidente Enrico Rossi abbiamo f.....
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NB - in un primo momento era stato diffuso il comunicato con la seguente stesura.

Questa mattina davanti al Presidente Enrico Rossi abbiamo firmato un protocollo d'intesa per una convenzione con la Regione Toscana.
Avevamo presentato un programma per le nostre attività per l'anno 2011, attività che consentono all'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di tenere viva l'attenzione sull'evento terroristico eversivo mafioso della strage del 27 Maggio 1993.
La nostra è una attività continua di allenamento della memoria per un attentato terroristico, eversivo mafioso, che oltre ad aver sconvolto la vita delle nostre famiglie, ha sicuramente cercato di minare la democrazia di questo Paese.
Per tutto questo siamo immensamente grati alla Regione Toscana che da sempre ci supporta nelle nostre attività.
Il Presidente Rossi ha chiaramente detto di credere nel nostro lavoro, parole che ci hanno fatto immensamente piacere.
Il Presidente Rossi ha mantenuto la delega alla Legalità nel suo incarico presso la Regione Toscana,e questo ci ha dato l'opportunità di firmare il protocollo di intesa davanti alla massima autorità Regionale, l'apprezzamento per tutto ciò è stato molto grande convinti come siamo che è stata la mancanza di legalità a determinare la tragedia che ha travolto le nostre famiglie.
Espressioni di solidarietà e di vicinanza come quelle di questa mattina da parte del Presidente della Regione Toscana ci danno sicuramente la forza di andare avanti nel chiedere l'accertamento della verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993, confidando sia nel proseguo del processo per le stragi del 1993 attualmente in corso a Firenze contro "cosa nostra" esecutrice, sia in un futuro processo "ai mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1572  del 
21/03/2011
MAFIA: STRAGI '93; ROSSI, IMPORTANTE NON DIMENTICARE

FIRENZE, 21 MAR - Un ringraziamento a Rossi e' stato rivolto dall'Associa.....
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MAFIA: STRAGI '93; ROSSI, IMPORTANTE NON DIMENTICARE

FIRENZE, 21 MAR - Un ringraziamento a Rossi e' stato rivolto dall'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili che in una nota spiega: "La nostra è una attività continua di allenamento della memoria per un attentato terroristico, eversivo mafioso, che oltre ad aver sconvolto la vita delle nostre famiglie, ha sicuramente cercato di minare la democrazia di questo Paese. Per tutto questo siamo immensamente grati alla Regione Toscana che da sempre ci supporta nelle nostre attività".
"Espressioni di solidarietà e di vicinanza come quelle di questa mattina da parte del presidente della Regione Toscana - conclude la nota - ci danno sicuramente la forza di andare avanti nel chiedere l'accertamento della verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1573  del 
23/03/2011
VITTIME STRAGI, RIPRISTINARE DIRITTO ASSUNZIONI AGEVOLATE
'INGIUSTO AZZERAMENTO DI FATTO DI UN BENEFICIO INTANGIBILE'

BOLOGNA, .....
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VITTIME STRAGI, RIPRISTINARE DIRITTO ASSUNZIONI AGEVOLATE
'INGIUSTO AZZERAMENTO DI FATTO DI UN BENEFICIO INTANGIBILE'

BOLOGNA, 23 MAR - L'Unione vittime per stragi chiede all'esecutivo di "ripristinare immediatamente" l'applicazione (ora definita impossibile) della norma che "dal 1998, ed ancor prima, prevede assunzioni agevolate a favore delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata, del dovere e dei loro familiari".
Lo afferma Paolo Bolognesi, presidente dell'Unione che raggruppa le associazioni delle stragi di piazza Fontana e della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna del 2 agosto 1980, rapido 904 e via dei Georgofili a Firenze.
Bolognesi sostiene che "a quasi sette anni dell'entrata in vigore della legge 206/2004 sulle 'Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice', ne rileviamo ancora la mancata attuazione in numerose parti, mentre registriamo, a seguito dell'approvazione del provvedimento di legge 4089 in materia di quote di riserva per le assunzioni obbligatorie, addirittura l'impossibilità di applicazione della norma".
L'Unione chiede interventi amministrativi "al fine di ovviare a questo ennesimo ingiusto azzeramento di fatto di un beneficio intangibile, tuttora vigente e disciplinato da una precisa e chiarissima norma legislativa. Non riteniamo idonee ed accettabili soluzioni dilatorie quale un intervento legislativo correttivo per l'eccessiva lungaggine dell'iter e neppure l'utilizzo di tavoli tecnici, considerato il risultato inconcludente e quasi nullo di quelli tenuti ben due anni fa nei numerosi incontri alla Presidenza del Consiglio con il coordinamento del Sottosegretario Gianni Letta, per superare le numerose criticità relative alla completa attuazione della 206".
Berlusconi, secondo Bolognesi, "non ha mantenuto le promesse fatte al momento del suo insediamento e a tutt'oggi la legge 206, malgrado le più ampie assicurazioni forniteci, è rimasta in gran parte inattuata e addirittura inefficace nel diritto alle assunzioni obbligatorie.
Chiediamo che sia fatto ogni sforzo perché tutti i diritti riconosciutici trovino pronta attuazione. Ci rifiutiamo di rimanere ingabbiati da una logica strettamente ragionieristica contabile ove, per l'insensibilità di taluni, non si riescono neppure a trovare le modeste risorse necessarie per corrispondere quanto dovuto, a fronte dei gravi lutti e delle sofferenze sopportate. Chiediamo giustizia". (ANSA)
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COMUNICATO
1574  del 
25/03/2011
Capita sempre più spesso, negli ultimi giorni, di vedere il volto sorridente del Presidente del Consiglio dei Ministri nello spot televisivo per la pr..... Apri
Capita sempre più spesso, negli ultimi giorni, di vedere il volto sorridente del Presidente del Consiglio dei Ministri nello spot televisivo per la promozione della bellezza del nostro Paese, dell'importanza della sua arte, del prestigio dei suoi monumenti e della sua storia. Uno spot pubblicitario che certo riscontra il nostro apprezzamento, nonostante quelle "piccole imperfezioni sul numero dei siti Unesco di cui si sta parlando. L'arte e la bellezza sono senz'altro caratteristiche fondamentali per l'Italia, sono nel nostro dna, ed è dunque giusto investire energie e risorse a favore di esse.

Quelle stesse energie e risorse che l'onorevole Silvio Berlusconi ed il Governo da lui presieduto e rappresentato dovrebbero, a parer nostro, impegnare per riuscire ad arrestare Matteo Messina Denaro. Un boss stragista eversivo, un boss condannato all'ergastolo per la strage di via dei Georgofili a Firenze. Un boss, Matteo Messina Denaro, che per raggiungere i suoi scopi, guardando gli Uffizi, ebbe a dire: "Questi salteranno.

E sono saltati.

Matteo Messina Denaro è ormai da tempo uccel di bosco, un latitante pericolosissimo.

I bei monumenti dell'Italia decantati da Berlusconi nel suo spot rimangono quindi molto, molto a rischio. Oggi come ieri, se parliamo di monumenti come l'Accademia dei Georgofili non sono a rischio solo le nostre bellezze, bensì le vite di disgraziati qualunque, di figli che come i nostri che sotto le rovine dei monumenti fiorentini hanno perso la vita.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1575  del 
27/03/2011
Ci preoccupa non poco, dopo anni di battaglia da parte nostra che abbiamo pianto le vittime di via dei Georgofili, morti in nome e per conto del 41 bi..... Apri
Ci preoccupa non poco, dopo anni di battaglia da parte nostra che abbiamo pianto le vittime di via dei Georgofili, morti in nome e per conto del 41 bis e inoltre con tutto quello che sta succedendo sul fronte della trattativa Stato-Mafia a suon di 41 bis, che venga nominato Ministro di questo Governo Saverio Romano: colui che nel 2002 si espresse contro la norma che rende definitivo il 41 bis per i boss mafiosi.
Non possiamo che prenderne atto, ma nessuno potrà volercene se leggiamo questa nomina come un chiaro segnale alla mafia corleonese che da tempo aspetta per i suoi adepti, condannati per strage e oggi in carcere, l'annullamento del 41 bis e di conseguenza dell'ergastolo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1576  del 
27/03/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ROMANO MINISTRO CI PREOCCUPA NON POCO
PRESIDENTE, SI ESPRESSE CONTRO NORMA CHE RENDEVA DEFINITIVO 41BIS

FIRENZE, 2.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ROMANO MINISTRO CI PREOCCUPA NON POCO
PRESIDENTE, SI ESPRESSE CONTRO NORMA CHE RENDEVA DEFINITIVO 41BIS

FIRENZE, 27 MAR - "Ci preoccupa non poco, dopo anni di battaglia da parte nostra che abbiamo pianto le vittime di via dei Georgofili, morti in nome e per conto del 41 bis e inoltre con tutto quello che sta succedendo sul fronte della trattativa Stato-mafia a suon di 41 bis, che venga nominato ministro di questo Governo Saverio Romano colui che nel 2002 si espresse contro la norma che rende definitivo il 41 bis per i boss mafiosi".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la nomina del ministro. (ANSA)
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1577  del 
29/03/2011
1 aprile 2011

Presentazione del libro

I misteri dell'agenda rossa
di Fran.....

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1 aprile 2011

Presentazione del libro

I misteri dell'agenda rossa
di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti




Che la finalità della stagione delle bombe fosse «un progetto di aggressione allo Stato per incidere sugli assetti di potere e creare le premesse per l'affermazione di una nuova aggregazione politica» stava scritto in quegli atti firmati da Luca Tescaroli già nel 2001.

La locandina della presentazione

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NOTIZIA Adnkronos
1578  del 
31/03/2011
Ass.Georgofili: "Da Tagliavia attacco frontale"

Firenze, 31 mar. - (Adnkronos) -«Su sollecitazione di alcune parti civili nel proc.....
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Ass.Georgofili: "Da Tagliavia attacco frontale"

Firenze, 31 mar. - (Adnkronos) -«Su sollecitazione di alcune parti civili nel processo per le stragi del 1993, peraltro con nostro rammarico da tempo non vicine all'attività della nostra associazione l'imputato Francesco Tagliavia si è cimentato in un attacco frontale al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ritiene l'opera dei collaboratori di giustizia determinante per l'accertamento della verità rispetto alle stragi del 1993».
Lo afferma, in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che oggi era presente nell'aula bunker di Firenze all'udienza davanti alla Corte d'Assise.
«A Francesco Tagliava eventualmente noi avremmo chiesto, perchè ha brindato quando è morto il Giudice Borsellino, evitando così il tentativo di Tagliavia di screditare il collaboratore Spatuzza, tentativo che l'Associazione dei familiari delle vittime ritorna al mittente - continua - A Tagliavia non vogliamo quindi chiedere nulla, saranno le prove oggettive a parlare per noi che abbiamo perso i figli con l'utilizzo di 250 chili di tritolo maneggiato in corso dei Mille».
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COMUNICATO
1579  del 
31/03/2011
La giustizia non è per le vittime, mai.
La ragion di Stato prevale sempre qualunque situazione drammatica i morti e i feriti di un evento abbiano .....
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La giustizia non è per le vittime, mai.
La ragion di Stato prevale sempre qualunque situazione drammatica i morti e i feriti di un evento abbiano subito.
Li chiameremo tutti per nome senza cariche non per mancanza di rispetto, ma perché noi abbiamo pianto i figli morti, ci capiranno nel loro intimo.
Capriotti, Amato e Fabbri sono la chiave di volta di quella vergognosa cosa che noi, chiamiamo trattativa fra uomini dello Stato e Mafia , non troviamo un altro termine, se possono ce lo suggeriscano loro.
Questi nomi insieme a quelli di Scalfaro e tanti altri che potrebbero dare una lettura chiara della strage di via dei Georgofili non lo hanno fatto e non lo faranno più.

Infatti con una ordinanza la Corte di Firenze questa mattina ha ammesso sì, Brusca Giovanni come da noi chiesto, ma non Capriotti e quindi non abbiamo in sede di 507potuto chiedere Fabbri. La strage di Firenze figlia di una prima trattativa come la chiamiamo noi, ovvero "la strage del 41 bis", per usare una espressione di Gabriele Chelazzi, non avrà giustizia mai più.
Siamo arrabbiati e sconvolti, la vita dei nostri figli non ha avuto nessun valore davanti agli interessi di uomini di chiesa e dello Stato che in verbali di deposizione davanti a Gabriele Chelazzi si begavano per una stanza in locazione anziché un'altra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1580  del 
31/03/2011
Firenze, 31 mar. - (Adnkronos) - "La giustizia non e' per le vittime mai. La ragion di Stato prevale sempre qualunque situazione drammatica i morti e ..... Apri
Firenze, 31 mar. - (Adnkronos) - "La giustizia non e' per le vittime mai. La ragion di Stato prevale sempre qualunque situazione drammatica i morti e i feriti di un evento abbiano subito. Li chiameremo tutti per nome senza cariche non per mancanza di rispetto, ma perche' noi abbiamo pianto i figli morti, ci capiranno nel loro intimo. Capriotti, Amato e Fabbri sono la chiave di volta di quella vergognosa cosa che noi, chiamiamo trattativa fra uomini dello Stato e mafia, non troviamo un altro termine, se possono ce lo suggeriscano loro. Questi nomi insieme a quelli di Scalfaro e tanti altri che potrebbero dare una lettura chiara della strage di via dei Georgofili non lo hanno fatto e non lo faranno più".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito dell'udienza di questa mattina nell'aula bunker di Firenze dove e' in corso il processo della Corte d'Assise sulle stragi mafiose del 1993.
"Infatti con una ordinanza la Corte di Firenze questa mattina ha ammesso si' Brusca Giovanni come da noi chiesto, ma non Capriotti e quindi non abbiamo in sede di 507 potuto chiedere Fabbri. La strage di Firenze figlia di una prima trattativa come la chiamiamo noi, ovvero "la strage del 41 bis", per usare una espressione di Gabriele Chelazzi, non avra' giustizia mai piu'. Siamo arrabbiati e sconvolti, la vita dei nostri figli non ha avuto nessun valore davanti agli interessi di uomini di Chiesa e dello Stato che in verbali di deposizione davanti a Gabriele Chelazzi si begavano per una stanza in locazione anziche' un'altra", conclude Maggiani Chelli
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COMUNICATO
1581  del 
02/04/2011
Continua la melina dei governanti del 1993 quando ha Firenze sono detonati 300 chili di tritolo. Ieri a Palermo la volta dell'allora Ministro Man..... Apri
Continua la melina dei governanti del 1993 quando ha Firenze sono detonati 300 chili di tritolo. Ieri a Palermo la volta dell'allora Ministro Mancino.
Poniamo una domanda grossa come una casa.
Se tutti hanno fatto il loro dovere, se nessuno sapeva nulla di passaggi da 41 bis a carcere normale da parte della mafia, perché cosa nostra ha eseguito la strage di via dei Georgofili con conseguenti 5 morti e 48 feriti?
Cosa ce ne facciamo oggi di fior di sentenze che imputano i morti di Firenze all'annullamento del 41 bis?
Lo Stato non può fare il reticente come gli uomini di "cosa nostra" che non si pentono, lo Stato non può essere latitante come Matteo Messina Denaro che non viene arrestato, chi ha sbagliato deve ammettere se anche solo errore ci fu o ne va della credibilità di quanti in quel 1993 avevano responsabilità di governo.
A questo punto inutile tergiversare: vanno ascoltati in Tribunale quanti in quei giorni del 1993 erano ai posti di comando di organismi che di carceri e 41 bis si occupavano, come il Dr. Capriotti e monsignor Fabbri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1582  del 
02/04/2011
Inserimento nel sito:

29-30 marzo 2011 - Bruxelles Parlamento Europeo
Audizione Vittime del terrorismo mafioso

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29-30 marzo 2011 - Bruxelles Parlamento Europeo
Audizione Vittime del terrorismo mafioso

Il nostro intervento
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1583  del 
02/04/2011
Inserimento nel sito:

1 aprile 2011
Presentazione del libro `I misteri dell'agenda rossa`:

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1 aprile 2011
Presentazione del libro `I misteri dell'agenda rossa`:

Il nostro intervento
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COMUNICATO
1584  del 
07/04/2011
La europarlamentare Sonia Alfano è andata in carcere a visitare i mafiosi rei di strage e detenuti in regime di 41 bis. È quello che si può evincere d..... Apri
La europarlamentare Sonia Alfano è andata in carcere a visitare i mafiosi rei di strage e detenuti in regime di 41 bis. È quello che si può evincere dal suo libro appena uscito, dove si leggono pagine riguardanti sue visite in carcere agli uomini più importanti di "cosa nostra", cioè quelli che a Firenze, in via dei Georgofili, hanno macellato uomini, donne e bambini in nome e per conto della politica italiana a loro congeniale, evidenziando così con fiumi di sangue che "in politica si fa così", come ha detto chiaramente Giuseppe Graviano a Spatuzza: "La sai fare politica? Questi morti ci servono". Quei morti erano Nadia, Caterina, Dario, Fabrizio, Angela.

I politici fanno la loro parte. Noi, talvolta con grande sforzo, dobbiamo rispettarli. Ma nulla al mondo ci obbligherà ad accettare il fatto che bisogna andare in carcere a visitare i mafiosi per capire perché sono tali.

Noi i mafiosi li abbiamo ampiamente capiti, nessuno ha più nulla da spiegarci, da farci capire; i mafiosi hanno solo da collaborare con la giustizia e da rimanere vita natural durante a 41 bis, isolati da chi può portare per loro messaggi all'esterno in mezzo alla vita civile che mai hanno voluto rispettare e che dal carcere guardano con disprezzo.

Nello specifico, per quanto riguarda Giuseppe Graviano, in un altro passaggio nel libro dell'europarlamentare Sonia Alfano si legge di una frase lanciata all'ultimo momento mentre l'europarlamentare lascia la cella del boss.

Ebbene, dei messaggi mafiosi di Giuseppe Graviano in posti diversi dai Tribunali e in veste di soggetti che non collaborano con la giustizia ne abbiamo piene le tasche, tant'è vero che non eravamo d'accordo nemmeno sul sentirlo in aula a Firenze il 6 Maggio prossimo. Né lui, né suo fratello.

Giuseppe e Filippo Graviano sono due mafiosi, che a noi non hanno nulla da dire o da far capire a meno che non supportino Gaspare Spatuzza con la collaborazione dichiarata in un'aula di giustizia. Non certo con messaggi mafiosi e con la platealità di dichiarazioni spontanee in veste di mafiosi.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1585  del 
08/04/2011
Apprendiamo che le richieste della mafia, ben chiare nel "papello" presentato da Riina allo Stato, sono state oggetto di grandi tormentoni i..... Apri
Apprendiamo che le richieste della mafia, ben chiare nel "papello" presentato da Riina allo Stato, sono state oggetto di grandi tormentoni in questo Paese, ce lo conferma anche l'allora Ministro Castelli in una conferenza stampa di ieri in merito alla trattativa Stato-mafia.
Pare nel 2003-2004 l'allora Ministro Castelli non abbia accettato di trattare con mafiosi che chiedevano una contropartita per la dissociazione dalla cosca mafiosa di appartenenza.
In ogni tempo davanti alle richieste di potersi dissociare dalla mafia da parte di alcuni boss mafiosi, come hanno fatto le BR, abbiamo sempre fortemente protestato perché, come dice il proc. Lari, la dissociazione è un insulto alle vittime della mafia.
Ciò però non ha impedito altrettanti casi vergognosi come quel 12 Maggio 2004 a ridosso dell'anniversario della strage di Firenze, quando 72 mafiosi furono passati da carcere di 41 bis a carcere normale.
E ancora quel maledetto 20 dicembre 2006 quando abbiamo per caso scoperto che già dal febbraio 2006 a Cosimo Lo Nigro ed altri stragisti in via dei Georgofili, era stato revocato il 41 bis, e per far sì che gli stragisti di Firenze tornassero a regime di detenzione speciale abbiamo dovuto versare lacrime e sangue.
C'è sempre un modo per assecondare la mafia, nel corso di questi 18 anni l'ondivago comportamento delle istituzioni davanti a soggetti mafiosi pericolosissimi la dice molto lunga a chi di mafia ha visto morire i parenti.
La mafia può permettersi di ricattare a cicli più o meno alterni troppi di coloro che rappresentano questo Paese e resta quindi difficile scagliare la prima pietra da parte di chiunque quando si tratta di 41 bis e altri benefici come la dissociazione da concedere alla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1586  del 
08/04/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NEL 2004 NO TRATTIVE, MA TOLTI 41 BIS
PARENTI VITTIME, DA 18 ANNI COMPORTAMENTO ONDIVAGO ISTITUZIONI

FIRENZE, 8 AP.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NEL 2004 NO TRATTIVE, MA TOLTI 41 BIS
PARENTI VITTIME, DA 18 ANNI COMPORTAMENTO ONDIVAGO ISTITUZIONI

FIRENZE, 8 APR - «Pare che nel 2003-2004 l'allora ministro Castelli non abbia accettato di trattare con mafiosi che chiedevano una contropartita per la dissociazione dalla cosca mafiosa di appartenenza» però il «12 maggio 2004, 72 mafiosi furono passati da carcere di 41 bis a carcere normale».
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
«E ancora - aggiunge la nota - il 20 dicembre 2006 abbiamo per caso scoperto che dal febbraio 2006 a Cosimo Lo Nigro e ad altri stragisti di via dei Georgofili era stato revocato il 41 bis».
«Nel corso di questi 18 anni - conclude la nota - l'ondivago comportamento delle istituzioni davanti a soggetti mafiosi pericolosissimi la dice molto lunga a chi di mafia ha visto morire i parenti. La mafia può permettersi di ricattare a cicli più o meno alterni troppi di coloro che rappresentano questo Paese e resta quindi difficile scagliare la prima pietra da parte di chiunque quando si tratta di 41 bis e altri benefici come la dissociazione da concedere alla mafia».(ANSA)
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1587  del 
11/04/2011
Sabato 16 Aprile 2011 alle ore 15,30
presso
l'aula bunker di Santa Verdiana - Tribunale di Firenze
ricorderemo GABRIELE CHE.....
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Sabato 16 Aprile 2011 alle ore 15,30
presso
l'aula bunker di Santa Verdiana - Tribunale di Firenze
ricorderemo GABRIELE CHELAZZI nell'anniversario della sua morte avvenuta il 17 Aprile 2003.

Quanto prima provvederemo a divulgare il programma dell'incontro, ma già fin d'ora Vi chiediamo di non prendere impegni e di essere con noi.

Iniziano così dal 16 Aprile 2011 le manifestazioni che porteranno al 18^ anniversario della strage di via dei Georgofili.

Vogliamo l'accertamento della verità su quel massacro, vogliatela insieme a noi: se la vorremo tutti insieme non potranno non darcela.

GIOVANNA MAGGIANI CHELLI
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COMUNICATO
1588  del 
13/04/2011
E' ancora in scena e più forte che mai la presunta trattativa fra Stato e Mafia:
- in queste ore i documenti relativi ad Adalberto Capriotti (che .....
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E' ancora in scena e più forte che mai la presunta trattativa fra Stato e Mafia:
- in queste ore i documenti relativi ad Adalberto Capriotti (che peraltro non abbiamo potuto sentire in aula a Firenze al processo per le stragi del 1993 come da noi richiesto) vengono secretati dalla commissione parlamentare antimafia e quindi non si può sapere chi oltre l'allora Direttore del Dap abbia eventualmente firmato il documento del giugno del 1993 che allentava il 41 bis ai mafiosi;
- contemporaneamente, a Palermo, i Magistrati sono impotenti davanti al muro contro muro dei parlamentari Mancino e Martelli i quali non concordano mentre parlano giusto di probabile trattativa tra i poteri dello Stato e l'organizzazione criminale "cosa nostra" negli anni 1992-1993.
Il tutto condito da "41 bis" annullati per mafiosi di spicco come il camorrista Caiazzo.

Ci stiamo domandando in queste ore per quanti quei cinque morti di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 siano stati e continuino ad essere solo carne da macello.

Aspetteremo e invocheremo sempre con fede, e quanto prima, processi penali chiarificatori, perché abbiamo bisogno di capire se in quel 1992 in questo Paese si sia mosso un "carro", quello della "trattativa tra Stato mafia" a suon di 41 bis, sul quale, mentre era in corsa, sia saltato qualcuno, promuovendo attraverso attentati con il massacro dei nostri figli, coperture a ruberie inaudite: il probabile movente delle stragi del 1993. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1589  del 
13/04/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRAGI '93 PER COPRIRE RUBERIE

FIRENZE, 13 APR - "Abbiamo bisogno di capire se in quel 1992 in questo Paese.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRAGI '93 PER COPRIRE RUBERIE

FIRENZE, 13 APR - "Abbiamo bisogno di capire se in quel 1992 in questo Paese si sia mosso un carro, quello della trattativa tra Stato e mafia, sul quale sia saltato qualcuno, promuovendo, attraverso gli attentati, coperture a ruberie inaudite, il probabile movente delle stragi del 1993".
La scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
Nella nota si ricorda che "non si capisce chi, oltre l'allora direttore del Dap, abbia eventualmente firmato il documento del giugno del 1993 che allentava il 41 bis ai mafiosi" e che "a Palermo i magistrati sono impotenti davanti al muro contro muro dei parlamentari Mancino e Martelli, i quali non concordano, mentre parlano giusto di probabile trattativa tra poteri dello Stato e l'organizzazione criminale "cosa nostra" negli anni 1992-1993".(ANSA)
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COMUNICATO
1590  del 
13/04/2011
L'enorme bagarre in atto sul processo breve è per noi motivo di grande preoccupazione.
A parte tutto il resto, se lo saranno domandato cosa s.....
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L'enorme bagarre in atto sul processo breve è per noi motivo di grande preoccupazione.
A parte tutto il resto, se lo saranno domandato cosa succederebbe se a far eseguire le stragi alla mafia in via dei Georgofili fosse stato uno o più incensurati, come è probabile che sia, e dopo un limite brevissimo di tempo si dovesse far cadere tutto in prescrizione?
La verità sulle stragi del 1993 diventerebbe pura utopia considerando la complessità di una indagine per strage, capo di imputazione spesso difficoltoso da individuarsi fin dall'inizio dell'indagine stessa.
In questo Paese a volte è indagando su banali traffici di auto di grande o piccola cilindrata, o di piccole quantità di droga, oppure reati societari come il falso in bilancio, che si arriva a trovare la matassa che porta alle stragi, e il tempo per trovare i riscontri stabilito dal processo breve sarebbero deleteri per l'accertamento della verità.
Cosimo Lo Nigro faceva il pescivendolo a Palermo, Giacalone Luigi vendeva auto, e così via, tutti incensurati e bisognosi di verifiche lunghe e difficoltose per arrivare alla loro incriminazione per strage.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1591  del 
13/04/2011
PROCESSO BREVE: ASS.GEORGOFILI, VERITA' SU STRAGI DIVENTA UTOPIA


FIRENZE, 13 APR - "La verità sulle stragi del 1993 diventereb.....
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PROCESSO BREVE: ASS.GEORGOFILI, VERITA' SU STRAGI DIVENTA UTOPIA


FIRENZE, 13 APR - "La verità sulle stragi del 1993 diventerebbe pura utopia, considerando la complessità di una indagine per strage, capo di imputazione spesso difficoltoso da individuarsi fin dall'inizio dell'indagine stessa".
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, spiegando che "l'enorme bagarre in atto sul processo breve è per noi motivo di grande preoccupazione".
"Se lo saranno domandato cosa succederebbe se a far eseguire le stragi alla mafia in via dei Georgofili fossero stati uno o più incensurati, come è probabile che sia, e dopo un limite brevissimo di tempo si dovesse far cadere tutto in prescrizione?".
"A volte - conclude la nota - è indagando su banali traffici di auto o di piccole quantità di droga, oppure reati societari come il falso in bilancio, che si arriva a trovare la matassa che porta alle stragi, e il tempo per trovare i riscontri stabilito dal processo breve sarebbe deleterio per l'accertamento della verità".(ANSA)
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ARTICOLO
1592  del 
15/04/2011
http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-2_2_1- Via+dei+Georgofili%2C+Agostini+%28Pd %29%3A+%22E%27+l%27ora+di+fa.html?cm_i d_details=56423&id_padre=4..... Apri
http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-2_2_1- Via+dei+Georgofili%2C+Agostini+%28Pd %29%3A+%22E%27+l%27ora+di+fa.html?cm_i d_details=56423&id_padre=4473

Comunicato stampa dal Comune di Firenze

15/04/2011
Via dei Georgofili, Agostini (Pd): "E' l'ora di fare chiarezza sulla strage del 27 maggio 1993" Stamani in commissione pace Giovanna Chelli e Walter Ricoveri dell'associazione tra i Familiari delle Vittime


"A 18 anni dalla strage di Via Georgofili per l'Associazione dei Familiari delle Vittime si allontana la speranza di conoscere tutta la verità sulla strage del 27 maggio 1993 e sulla catena criminosa che insanguinò l'Italia in quella tragica stagione politica"
Lo ha dichiarato Susanna Agostini presidente della Commissione Pace, al termine dell'audizione di Giovanna Chelli e Walter Ricoveri dell'Associazione tra i familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili.
"Abbiamo ascoltato - ha detto Agostini- il susseguirsi di vicende giudiziarie e personali vissute con angoscia, spesso in solitudine da coloro che abitavano in via Lambertesca e in via Georgofili. Tra loro, persone che sono rimaste invalide anche all'80%, che hanno perduto salute, casa, ricordi e affetti. La ricostruzione degli eventi di quella notte, in certi momenti ancora drammatica nonostante gli anni trascorsi, ha coinvolto emotivamente i consiglieri presenti. Sono comunque davvero troppi i nodi ancora da sciogliere per quanto riguarda mandanti e complici trasversalità."
Al termine dell'audizione, i componenti la Commissione hanno voluto sottolineare come, in genere, "la conoscenza di quel tragico evento si ferma alla conta del numero dei morti e ai danni oggettivi inferti alla nostra città da parte dell'organizzazione mafiosa. Ma non c'è, purtroppo, solo questo. L'Associazione ce lo sta dimostrando con la propria fermezza nel seguire, tappa dopo tappa, ogni fase del processo giudiziario. Ci siamo impegnati a restare al fianco dell' Associazione e, insieme, non solo il 27 maggio di ogni anno, rinnovare la testimonianza di quello che successe quella notte, perché non se ne perda la memoria".
La Commissione ha poi annunciato che sarà presente a tutti gli eventi promossi dall'Associazione, a partire dall'appuntamento di domani presso l'Aula bunker di via Paolieri, in memoria del Giudice Chelazzi con la presentazione del libro "Pentiti. I collaboratori di giustizia, le istituzioni, l'opinione pubblica" di Alessandra Dino docente di sociologia giuridica presso l'università di Palermo. (lb)
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COMUNICATO
1593  del 
17/04/2011
Abbiamo ricordato ieri 16 aprile 2011 nell'aula bunker di Santa Verdiana a Firenze il Magistrato Gabriele Chelazzi per il quale oggi ricorre l�..... Apri
Abbiamo ricordato ieri 16 aprile 2011 nell'aula bunker di Santa Verdiana a Firenze il Magistrato Gabriele Chelazzi per il quale oggi ricorre l'anniversario della sua morte.
Era con noi la moglie del Magistrato Caterina Romagnoli, il Presidente del Tribunale di Firenze Enrico Ognibene che ci ha ospitati nell'aula bunker che ha visto svolgersi tutti i processi per le stragi del 1993.
Non sono mancati il Proc. Aggiunto Soresina e i sostituti Procuratori Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini. Con noi il giornalista Francesco Nocentini, che non ci stancheremo mai di ringraziare.
Abbiamo in questa occasione, per noi di particolare importanza, reso omaggio al grande magistrato scomparso, presentando il libro della docente universitaria di diritto all'università di Palermo Alessandra Dino attraverso la sua ricerca sui collaboratori di giustizia.
L'autrice era con noi.
Ieri i collaboratori di giustizia, supportati dalle prove oggettive, sono stati nel processo di Firenze per le stragi del 1993 coloro che in aula hanno dato un più che valido aiuto a formare la prova penale che ha fatto condannare tutto il gotha di "cosa nostra" per i massacri del 1993.
Oggi, i collaboratori di giustizia possono essere più che mai coloro che aiuteranno a formare la prova penale contro i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.

Per tutto questo abbiamo ritenuto opportuno in un momento così difficile per la Magistratura, costretta a difendere il suo operato da attacchi senza precedenti nella storia del Paese, mentre lavora nell'accertamento della verità sull'utilizzo di più di mille chili di tritolo sulla pelle di innocenti, significare come ci aspettiamo che chi sa in questo Paese parli.
Non possono essere solo i mafiosi che collaborano con la giustizia a parlare, come fa Brusca Giovanni e Gaspare Spatuzza, coadiuvati da Massimo Ciancimino figlio di un mafioso , ma sono gli uomini dello Stato che sanno come sono andate esattamente le cose in quel 1993, a dovere portare il loro contributo all'accertamento della verità tutta, i quali purtroppo per ora in aula a Firenze hanno testimoniato solo di non sapere e di non ricordare.

Anche le istituzioni ieri erano al nostro fianco con comunicati graditissimi e presenze nell'aula bunker.
Molte le persone presenti al ricordo di Gabriele Chelazzi, ma non ancora il numero giusto di cittadini ha preso coscienza di ciò che sta avvenendo nel Paese. Noi non possiamo dire che ieri Firenze ha ricordato, ma che alcuni cittadini hanno capito l'importanza dell'opera di Gabriele Chelazzi.
Ci ha colpito in modo particolare una lettera scritta e consegnata al Presidente Ognibene dalle operatrici ecologiche che lavorano nell'aula bunker di Santa Verdiana le quali hanno voluto ricordare Gabriele Chelazzi nel suo aspetto più umano. Infatti Gabriele Chelazzi era prima di tutto un uomo di una sensibilità straordinaria.
L'anniversario della morte di Gabriele Chelazzi è per noi l'inizio delle nostre manifestazioni verso l'anniversario della strage del 27 Maggio 1993.
Useremo tutte le nostre risorse e le nostre forze per far capire che l'accertamento della VERITA' sulla strage di via dei Georgofili, è l'unica strada possibile verso una democrazia compiuta, una democrazia sempre più messa in difficoltà da attacchi continui ai magistrati che operano in prima linea contro la mafia stragista.
Non tralasciamo inoltre ancora una volta di mettere in guardia contro la latitanza di Matteo Messina Denaro, il braccio armato lasciato libero, secondo noi per l'eventuale l'utilizzo caso mai ci fosse ancora bisogno di un quantitativo di quel famigerato tritolo che ha falciato la vita dei nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1594  del 
19/04/2011
Eccoli gli inquietanti condizionali a mezzo stampa che tornano a tormentare la nostra vita.
Anche Fabio Tranchina uomo di "cosa nostra".....
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Eccoli gli inquietanti condizionali a mezzo stampa che tornano a tormentare la nostra vita.
Anche Fabio Tranchina uomo di "cosa nostra", appena arrestato potrebbe svelare ulteriori elementi sulle stragi del 92, ma anche su quelle commesse a Milano, Firenze e Roma, insomma su quella che ci riguarda molto da vicino quella del 27 Maggio 1993.
Ci saremmo mangiati un rospo se a ridosso degli anniversari delle stragi del 1993, non si fossero un po' agitate le acque.
Il problema non sono i mafiosi per i quali ben vengano gli arresti, i problemi sono che abbiamo ormai ben visto come a sapere cosa è successo in questo maledetto Paese nel 1993 non siano solo i mafiosi, bensì lo sanno benissimo anche uomini delle istituzioni.
Quindi quasi inutile elucubrare su vane speranze, su ciò che i mafiosi potrebbero dirci o non dirci, quando uomini dello Stato del governo del tempo delle stragi del 1993, non avrebbero bisogno di "pentirsi" ma basterebbe semplicemente che parlassero.
Insomma la domanda ormai incombe grossa come una casa. Perché dobbiamo continuare a sperare che sia la mafia ad indicarci la strada della verità sulla morte dei nostri figli, sul massacro di via dei Georgofili, quando i nomi dei politici implicati nelle stragi del 1993 li conoscono uomini illustri dello Stato?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1595  del 
20/04/2011
Come volevasi dimostrare: abbiamo avuto ragione con il nostro comunicato di ieri e di eguale tenore. Dopo i buoni propositi dei primi momenti Fabio Tr..... Apri
Come volevasi dimostrare: abbiamo avuto ragione con il nostro comunicato di ieri e di eguale tenore. Dopo i buoni propositi dei primi momenti Fabio Tranchina ritratta, si avvale della facoltà di non rispondere e chi più ne ha più ne metta.
Sono gli uomini dello Stato a conoscenza dei fatti e che si trincerano dietro la ragion di Stato a dover parlare circa la verità sulle stragi del 1993.
I mafiosi non possono che essere in difficoltà a causa di una vergognosa legge sui collaboratori di giustizia, che nessuno ha voglia di cambiare per dare un segnale di sostegno a chi vorrebbe collaborare.
Inutile quindi "pestare l'acqua nel mortaio": o il Parlamento da più garanzie ai così detti "pentiti" o, in alternativa, parli lo Stato e facciamola finita di friggere sulla graticola le vittime delle stragi del 1993 un po' per giorno. Possibile ci sia in questo Paese qualcuno che ancora non ha capito che abbiamo sofferto anche troppo e che non tolleriamo più un sistema che fa acqua da tutte le parti in fatto di verità sulle stragi eversive del 1993? Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1596  del 
20/04/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STATO TUTELI PENTITI O PARLI SU STRAGI

FIRENZE, 20 APR - "O il Parlamento dà più garanzie ai cosiddetti pentiti o.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STATO TUTELI PENTITI O PARLI SU STRAGI

FIRENZE, 20 APR - "O il Parlamento dà più garanzie ai cosiddetti pentiti o, in alternativa, parli lo Stato. Facciamola finita di far friggere sulla graticola le vittime delle stragi del 1993".
Lo dice in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito al fermo di pg a carico del mafioso Fabio Tranchina.
"Sono gli uomini dello Stato a conoscenza dei fatti e che si trincerano dietro la ragion di Stato a dover dire la verità sulle stragi del 1993", spiega la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli.
"Come volevasi dimostrare - conclude - dopo i buoni propositi dei primi momenti Fabio Tranchina ritratta, si avvale della facoltà di non rispondere e chi più ne ha più ne metta. I mafiosi non possono che essere in difficoltà a causa di una vergognosa legge sui collaboratori di giustizia, che nessuno ha voglia di cambiare".(ANSA)
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COMUNICATO
1597  del 
21/04/2011
"Tanto tuonò che piovve?". Ci riferiamo al fermo di Massimo Ciancimino figlio del mafioso Don Vito.
Non è più possibile pensare di aver.....
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"Tanto tuonò che piovve?". Ci riferiamo al fermo di Massimo Ciancimino figlio del mafioso Don Vito.
Non è più possibile pensare di avere verità sulle stragi del 1993, sulla trattativa fra Stato e mafia che ha portato a quelle stragi, al massacro di bambini e ragazzi, alla morte dei nostri figli, solo sulla scia di quanto dicono la mafia sia pure pentita, troppo spesso de relato, e i figlioli della mafia.
Sono affiorati dopo anni, alla ribalta delle aule giudiziarie documenti dell'epoca delle stragi del 1993, sono verbali significativi redatti da uomini dello Stato davanti al PM Gabriele Chelazzi, questi uomini dello Stato non possono più esimersi dal parlare.
Gli uomini dello Stato che hanno vissuto la stagione delle stragi del 1993, non possono continuare a trincerarsi dietro il dito della "ragion di Stato", perché in quel caso il prezzo da pagare sarà troppo alto esattamente quanto le stragi stesse del 1993.
Il Paese è sotto ricatto, noi lo vediamo chiaramente e ne siamo fortemente dispiaciuti, lo sconcerto va oltre il nostro dolore.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1598  del 
21/04/2011
Da parte del Ministro della Giustizia è arrivato il momento di rivedere quel tipo blando di 41 bis applicato a Giuseppe Graviano, per il quale non è p..... Apri
Da parte del Ministro della Giustizia è arrivato il momento di rivedere quel tipo blando di 41 bis applicato a Giuseppe Graviano, per il quale non è più previsto l'isolamento diurno, ovvero può "socializzare", questo perchè, secondo quando avrebbe detto Tranchina il mafioso dell'ultima ora implicato a vario titolo nelle stragi del '92 '93, Graviano Giuseppe sarebbe in grado di dare ordini dal carcere.
La deve aver detta tanto grossa e tanto vera Tranchina Fabio che nelle ultime ore prova a "suicidarsi" , dopo una repentina visita della moglie a ridosso dell'uscita sui settimanali di notizie più che riservate.
In situazione analoga si è già suicidato Nino Gioè nel Luglio del 1993 un suicidio eclatante, proprio sulla scia di notizie trapelate, eravamo a due giorni dell'attentato di Via Palestro.
In questo clima che ha dell'incredibile insistiamo fino alla nausea: chi sa parli prima che sia troppo tardi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1599  del 
22/04/2011
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili informa che ancora una volta sono venute meno le speranze di gius..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili informa che ancora una volta sono venute meno le speranze di giustizia e verità.
Un nuovo collaboratore di giustizia si era affacciato nel quadro già complesso delle indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993": Fabio TRANCHINA.
Tempestive forze oscure hanno lavorato contro una testimonianza che avrebbe potuto essere molto importante per l'accertamento della verità sulle strage del 27 Maggio 1993.
Fabio Tranchina veniva sentito a Firenze sabato 16 aprile u.s. nelle ore in cui tutti noi eravamo a ricordare Gabriele Chelazzi, e il suo prezioso lavoro di indagine sulle stragi del 1993.
Il giorno successivo domenica 17, dopo un tempestivo intervento della moglie di Tranchina, il soggetto decideva di non collaborare più.
Nelle ore successive la domenica 17 aprile u.s. sul web uscivano già notizie di una fruttuosa collaborazione di Tranchina Fabio, notizia ormai non vera, ma che faceva pensare quanto le notizie su Tranchina fossero già in possesso di soggetti ansiosi della notizia stessa anzi tempo.
Comunque siano andate le cose noi non lo sapremo mai, ma una cosa è certa i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, i parenti dei morti e dei feriti rimarranno sempre con il dubbio che le notizie quando si vuole renderle nulle si bruciano sui giornali, la mafia lo viene quindi a sapere, agisce di conseguenza e i "mandanti esterni a cosa nostra" si rimettono tranquilli fino al prossimo messaggio informativo.
Del resto sono anni che quando il castello tira sassi sul fronte dei "mandanti esterni alla mafia " per la strage di via dei Georgofili, i mestieranti della notizia corrono a ripari . Lo abbiamo già visto fare ampiamente già al tempo del proiettile di Boboli, è un metodo vecchio come si dice, ma sempre super collaudato quando bisogna salvare chi è avvezzo a massacrare sotto il tritolo.
Proviamo nei confronti dei mestieranti di turno un senso di nausea e ancor più pensiamo ai nostri morti con rabbia e dolore considerando che 18 anni dopo, c'è ancora chi si fa lo stipendio mensile sulla loro pelle senza che tutto ciò provochi qualcosa di positivo sul fronte dell'informazione, anzi!
Buona Pasqua!

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1600  del 
23/04/2011
Massimo Ciancimino non è un collaboratore di giustizia: è un testimone che, per ragioni che riguardano da vicino solo lui, ha deciso di parlare con i ..... Apri
Massimo Ciancimino non è un collaboratore di giustizia: è un testimone che, per ragioni che riguardano da vicino solo lui, ha deciso di parlare con i Magistrati che hanno il compito di ascoltarlo e vagliare tutto ciò che dice.
Non comprendiamo quindi come esponenti del PDL possano attaccare i collaboratori di giustizia che nulla hanno a che fare con i testimoni come Massimo Ciancimino.
Infatti i collaboratori di giustizia, diventano tali quando denunciano alla magistratura tutti i loro possedimenti illeciti di loro spontanea volontà, si accusano dei delitti commessi e denunciano quanto è a loro conoscenza circa le azioni illecite della cosca di appartenenza.
La difficoltà dell'accertamento della verità intorno al caso strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ha raggiunto un livello tale, che noi per primi, poche ore fa, abbiamo chiesto che uomini dello Stato facciano il loro dovere e dicano quello che sanno per mettere fine alla pantomima in atto.
Ciononostante, difendiamo e difenderemo con tutte le nostre forze l'opera dei collaboratori di giustizia.
Quello che sta avvenendo in queste ore intorno a Massimo Ciancimino non deve poter danneggiare in alcun modo l'opera dei collaboratori di giustizia, pena ritornare a quando i mafiosi organizzavano stragi terroristiche eversive per conto dei poteri politici, economici ed ecclesiastici di turno, come è avvenuto tranquillamente in via dei Georgofili.
Basta attacchi ai collaboratori di giustizia, piuttosto si provveda a cambiare la norma scandalosa che consente loro di dire tutto ciò che sanno in soli 180 giorni, evitando altresì di fare confusione fra collaboratori di giustizia e testimoni a bella posta, tanto per intorbidire le acque più di quello che sono già'.
Nelle acque torbide oltre i pesci cani pescano anche i pesci piccoli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1601  del 
24/04/2011
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, indignati davanti a chi chiede una commissione parlamentare d'inchiesta sull'u..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, indignati davanti a chi chiede una commissione parlamentare d'inchiesta sull'uso dei collaboratori di giustizia, che tanto preziosi sono stati per mandare in galera tutto il gotha di "cosa nostra", reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, chiedono con urgenza e a gran voce una COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA per accertare la presenza di mafiosi in Parlamento.
Ovvero per stabilire se la guerra in atto a livello politico contro i collaboratori di giustizia, arma insostituibile per contrastare la mafia, sia dovuta al fatto che la mafia abbia messo in Parlamento i suoi uomini migliori, affinché il "papello" di Riina potesse arrivare nel tempo giusto al suo compimento.
Infatti uno dei punti cardine dell'elenco di richieste di Riina presentate allo Stato nel 1993, mentre in Italia cambiavano gli assetti politici, era smantellare la legge sui collaboratori di giustizia, operazione per la quale il capo di "cosa nostra" era disposto a "giocarsi i denti".
Considerando altresì l'appello del luglio 2002 dal carcere dell'Aquila da parte di Leoluca Bagarella, il quale in video conferenza con la corte di Assise di Trapani, ha detto rivolgendosi ai politici in Parlamento: "le promesse non sono tate mantenute", riteniamo cosa buona e giusta chiedere a quanti sono in buona fede una commissione parlamentare d'inchiesta che tiri eventualmente la coperta dei mafiosi che hanno occupato scranni in Parlamento in nome e per conto della mafia stessa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1602  del 
25/04/2011
Palermo, 25 apr.(Adnkronos) - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, "indignati davanti a chi chiede una commissione parla..... Apri
Palermo, 25 apr.(Adnkronos) - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, "indignati davanti a chi chiede una commissione parlamentare d'inchiesta sull'uso dei collaboratori di giustizia, che tanto preziosi sono stati per mandare in galera tutto il gotha di Cosa nostra, tutti rei della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993", chiedono "con urgenza e a gran voce, una Commissione parlamentare d'inchiesta per accertare la presenza di mafiosi in Parlamento".

"Ovvero per stabilire se la guerra in atto a livello politico contro i collaboratori di giustizia, arma insostituibile per contrastare la mafia, sia dovuta al fatto che la mafia abbia messo in Parlamento i suoi uomini migliori, affinche' il "papello" di Riina potesse arrivare nel tempo giusto al suo compimento", scrivono i familiari guidati da Giovanna Maggiani Chelli.

"Infatti uno dei punti cardine dell'elenco di richieste di Riina presentate allo Stato nel 1993, mentre in Italia cambiavano gli assetti politici, era smantellare la legge sui collaboratori di giustizia, operazione per la quale il capo di "cosa nostra" era disposto a "giocarsi i denti" - si legge nella nota - Considerando altresi' l'appello del luglio 2002 dal carcere dell'Aquila da parte di Leoluca Bagarella, il quale in video conferenza con la corte di Assise di Trapani, ha detto rivolgendosi ai politici in Parlamento: "le promesse non sono tate mantenute", riteniamo cosa buona e giusta chiedere a quanti sono in buona fede una commissione parlamentare d'inchiesta che tiri eventualmente la coperta dei mafiosi che hanno occupato scranni in Parlamento in nome e per conto della mafia stessa".
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COMUNICATO
1603  del 
28/04/2011
Anche noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al Magistrato Antonio INGROIA.
Il Procuratore Aggiunto di Palermo da sempre ha ribadito .....
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Anche noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al Magistrato Antonio INGROIA.
Il Procuratore Aggiunto di Palermo da sempre ha ribadito che tutto ciò che diceva Massimo Ciancimino andava scrupolosamente vagliato e questo per noi ha sempre posto il Magistrato in una posizione di grande serietà
Ciò che dicono i testimoni va scrupolosamente riscontrato con prove oggettive alla mano e se le prove sono state artefatte la Magistratura che vuole verità su fatti così complessi, come una eventuale trattativa stato mafia, lo scoprirà.
Le indagini sulla trattativa Stato?mafia che si svolgono alla Procura di Palermo, purtroppo ci riguardano fortemente da vicino come le indagini per le stragi del 1993 che si svolgono a Firenze.
La Procura Nazionale Antimafia a suo tempo ha ben definito i compiti, e a noi non resta che seguire tutti i magistrati che si stanno adoperando per dare giustizia ai nostri morti e ai nostri invalidi.
Non ci piacciano i linciaggi di nessun genere, ma soprattutto non li tolleriamo se vengono dalla politica e da quelle istituzioni che in fatto di verità sulle stragi del 1993 non hanno certo brillato.
Rammentiamo a tutti le norme che hanno favorito certe richieste di "cosa nostra" in questi anni e che sono uscite la Parlamento.
Richieste tutte scritte in un elenco redatto dalla mafia e presentato ancora per oscuri canali allo Stato.
Come rammentiamo i "non ricordo" in aule di giustizia di uomini dello Stato che non potevano non ricordare.
Chiediamo pertanto grande serietà in un momento difficile pieno di farisei, invocando sostegno ai collaboratori di giustizia che devono dare il loro contributo all'accertamento della verità tutta, e alla Magistratura che deve indagare sulla rovina di vita dei nostri parenti, come dell'intero Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1604  del 
28/04/2011
Firenze, 28 aprile 2011 (Adnkronos) - «Anche noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al magistrato Antonio Ingroia.
Il procuratore ag.....
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Firenze, 28 aprile 2011 (Adnkronos) - «Anche noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al magistrato Antonio Ingroia.
Il procuratore aggiunto di Palermo da sempre ha ribadito che tutto ciò che diceva Massimo Ciancimino andava scrupolosamente vagliato e questo per noi ha sempre posto il magistrato in una posizione di grande serietà. Ciò che dicono i testimoni va scrupolosamente riscontrato con prove oggettive alla mano e se le prove sono state artefatte la Magistratura che vuole verità su fatti così complessi, come una eventuale trattativa stato mafia, lo scoprirà».
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
«Le indagini sulla trattativa Stato - mafia che si svolgono alla Procura di Palermo, purtroppo ci riguardano fortemente da vicino come le indagini per le stragi del 1993 che si svolgono a Firenze. La Procura Nazionale Antimafia a suo tempo a ben definito i compiti, e a noi non resta che seguire tutti i magistrati che si stanno adoperando per dare giustizia ai nostri morti e ai nostri invalidi».
«Non ci piacciano i linciaggi di nessun genere - ha aggiunto Maggiani Chelli - ma soprattutto non li tolleriamo se vengono dalla politica e da quelle istituzioni che in fatto di verità sulle stragi del 1993 non hanno certo brillato. Rammentiamo a tutti le norme che hanno favorito certe richieste di »cosa nostra« in questi anni e che sono uscite la Parlamento. Richieste tutte scritte in un elenco redatto dalla mafia e presentato ancora per oscuri canali allo Stato».
«Come rammentiamo 'i non ricordo' in aule di giustizia di uomini dello Stato che non potevano non ricordare. Chiediamo pertanto grande serietà in un momento difficile pieno di farisei, invocando sostegno ai collaboratori di giustizia che devono dare il loro contributo all'accertamento della verità tutta, e alla Magistratura che deve indagare sulla rovina di vita dei nostri parenti, come dell'intero Paese», conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1605  del 
28/04/2011
Gentilissimi,

fra un mese esatto ricorrerà il 18° anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze: cinque morti, 48 feriti.
.....
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Gentilissimi,

fra un mese esatto ricorrerà il 18° anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze: cinque morti, 48 feriti.
Dal 14 maggio 1993 al 14 aprile 1994 l'Italia subì un attacco terroristico eversivo senza precedenti storici, per volere della mafia "cosa nostra" e di ALTRI.
Ancora oggi le domande più terribili ci attanagliano, per questo abbiamo preparato un manifesto per esplicitarle al meglio .
Consegniamo oggi il nostro manifesto all'informazione e a quanti potranno divulgarlo il più possibile da qui al 27 Maggio 2011.
Vogliamo delle risposte: ne hanno diritto i nostri morti e i nostri feriti e noi per loro.
Basta con i silenzi, i non ricordo, i non lo so!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Vedi il manifesto 2011
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1606  del 
29/04/2011
Inserimento nel sito:

29-30 marzo 2011 - Bruxelles Parlamento Europeo
Audizione Vittime del terrorismo mafioso

30 Marzo 2011
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Inserimento nel sito:

29-30 marzo 2011 - Bruxelles Parlamento Europeo
Audizione Vittime del terrorismo mafioso

30 Marzo 2011
Giovanna Maggiani Chelli
La minaccia del crimine organizzato transnazionale

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COMUNICATO
1607  del 
29/04/2011
La riunione di ieri alla Procura Nazionale Antimafia delle tre Procure interessate a sbrogliare l'intricata matassa delle responsabilità penali e..... Apri
La riunione di ieri alla Procura Nazionale Antimafia delle tre Procure interessate a sbrogliare l'intricata matassa delle responsabilità penali e civili sulle stragi del 1993, ci aveva lasciato ben sperare.
La Procura Nazionale Antimafia esercitando l'autorità di coordinare le indagini, aveva pianificato ogni cosa.
I Magistrati soddisfatti pronti a lavorare a pieno ritmo.
Allora che cosa c'è che non va, visto che si è chiesto l'intervento del Consiglio Superiore della Magistratura che secondo certa stampa sarebbe pronto a penalizzare Magistrati già esposti in prima linea sul fronte della mafia?
Non vogliamo entrare nel merito delle competenze di nessuno, ma invochiamo ancora una volta l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, la quale non può combattere la mafia e quanti con la stessa si sono collusi nell'uso del tritolo del 1993 se deve guardare con soggezione e non con solo rispetto ai propri superiori.
Possibile mai che in questo Paese si possa ancora pensare di andare avanti senza la verità sulle stragi del 1993?
Ormai è sotto gli occhi del più sprovveduto che il nocciolo esplosivo in questo Paese sono le stragi del 1993, il resto è solo melina per guadagnare tempo verso l'impunità per strage.
Si dia quindi alla Magistratura la possibilità di scrivere sulla carta bollata la verità tutta sul massacro di via dei Georgofili e l'incubo in cui versa l'Italia finirà.
Ancora una volta la nostra solidarietà alle Procure di Firenze, Palermo, Caltanissetta e alla Procura Nazionale Antimafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1608  del 
02/05/2011
Non vogliamo e non possiamo dimenticare gli 11 morti a Portella della Ginestra il 1 Maggio del 1947 e i 50 feriti della prima strage in assoluto avven..... Apri
Non vogliamo e non possiamo dimenticare gli 11 morti a Portella della Ginestra il 1 Maggio del 1947 e i 50 feriti della prima strage in assoluto avvenuta in Italia nel dopoguerra.
A Portella della Ginestra la mafia l'ha fatta da padrona di casa massacrando persone inermi per esaudire i desiderata di quanti con la stessa erano collusi.
La storia viene da lontano e nel 1993 tutto è stato reiterato, la mafia aveva delle esigenze impellenti quella di cambiare le norme che la riguardavano, altri soggetti politici e istituzionali avevano altre esigenze di copertura alle proprio malefatte, sono state sommate le cose e la strage terroristica ed eversiva sempre latente in questo Paese, ha ancora mietuto vittime per mano di mafia.
Una sostanziale differenza però, sia pure stentatamente con i mezzi a disposizione a volte carenti, lo Stato sta facendo fronte alle richieste delle vittime di via dei Georgofili; le vittime di Portella della Ginestra invece non hanno avuto un processo penale chiarificatore su quel tragico evento del 27 Maggio 1947 e quando manca una sentenza penale giusta almeno sul fronte degli esecutori materiali di una strage, non si può arrivare ad una sentenza civile giusta.
E' per tutto questo che più che mai invochiamo giustizia per quanti a Portella della Ginestra quella mattina del 1 Maggio 1947 si radunarono come di consueto e ad aspettarli c'era la mafia, la quale nel corso di questi 64 anni mai un minuto ha smesso di essere stragista ed eversiva.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1609  del 
03/05/2011
Cambiamenti in corso d'opera quali moventi mafiosi per le stragi del 1993: si parte dal maxi processo inviso alla mafia e dalla legge Pio La Torr..... Apri
Cambiamenti in corso d'opera quali moventi mafiosi per le stragi del 1993: si parte dal maxi processo inviso alla mafia e dalla legge Pio La Torre, si passa attraverso l'abolizione del 41 bis (e qui arrivano i nostri morti) fino al round finale del fallito attentato all'Olimpico.
Brusca Giovanni, loquace ma guardingo come al solito, si apre un po' di più su se stesso e spesso usa IO c'ero, ma non sa nulla delle stragi di Firenze Roma e Milano.
Vogliamo trovare del positivo, però, in questa per noi sofferta deposizione, che fortemente abbiamo voluto; ebbene Brusca Giovanni mette secondo noi bene a nudo che non era solo la mafia a volere le stragi del 1993, ma deviazioni nella politica di destra e di sinistra del Parlamento e nelle istituzioni.
Vanno esplicitati però bene i fatti e i nomi e cognomi, e Giovanni Brusca è ancora una volta molto prudente.
E' stato un capo mafia, conosce nel dettaglio i fatti, si è fatto collaboratore di giustizia: sia più chiaro e meno guardingo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1610  del 
03/05/2011
Non amiamo fino in fondo Brusca quale collaboratore, è già noto e questo perché sa molto di più di quello dice e non lo verbalizza in udienza.
Ci.....
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Non amiamo fino in fondo Brusca quale collaboratore, è già noto e questo perché sa molto di più di quello dice e non lo verbalizza in udienza.
Ciò non toglie che noi non abbiamo assolutamente compreso stamane da Brusca che Berlusconi e dell'Utri non c'entrerebbero nelle stragi.
Ma a scanso equivoci è lo stesso Brusca che nell'affermare in una conversazione con il cognato che "Berlusconi e dell'Utri non c'entrano con le stragi" ce ne fornisce l'interpretazione autentica: la frase fu detta - dice Brusca - per evitare fughe di notizie.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1611  del 
03/05/2011
MAFIA: STRAGI'93:ASS.GEORGOFILI,BRUSCA METTE NUDO DEVIAZIONI

FIRENZE, 3 MAG - "Brusca Giovanni, loquace ma guardingo come al solito.....
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MAFIA: STRAGI'93:ASS.GEORGOFILI,BRUSCA METTE NUDO DEVIAZIONI

FIRENZE, 3 MAG - "Brusca Giovanni, loquace ma guardingo come al solito, si apre un po' di più e spesso usa 'Io c'erò, ma non sa nulla delle stragi di Firenze Roma e Milano. Vogliamo trovare del positivo però in questa per noi sofferta deposizione, che fortemente abbiamo voluto. Ebbene Brusca mette, secondo noi, bene a nudo che non era solo la mafia a volere le stragi del 1993, ma deviazioni nella politica di destra e di sinistra del Parlamento e nelle istituzioni".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Vanno esplicitati però bene i fatti e i nomi e cognomi - aggiunge Maggiani Chelli, sempre a commento dell'udienza di oggi nel processo di Firenze contro il boss Francesco Tagliavia - e Giovanni Brusca è ancora una volta molto prudente.
E' stato un capo mafia, conosce nel dettaglio i fatti, si è fatto collaboratore di giustizia, sia più chiaro e meno guardingo". (ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1612  del 
03/05/2011
Firenze, 3 mag. - (Adnkronos) - "Cambiamenti in corso d'opera, quali moventi mafiosi per le stragi del 1993: si parte dal maxi processo invi..... Apri
Firenze, 3 mag. - (Adnkronos) - "Cambiamenti in corso d'opera, quali moventi mafiosi per le stragi del 1993: si parte dal maxi processo inviso alla mafia, e dalla legge Pio La Torre, si passa attraverso l'abolizione del 41 bis e qui arrivano i nostri morti, fino al round finale dell'attentato all'Olimpico fallito. Brusca Giovanni, loquace ma guardingo come al solito, si apre un po' di piu' su se stesso e spesso usa 'io c'ero', ma non sa nulla delle stragi di Firenze, Roma e Milano".
Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la deposizione del pentito Giovanni Brusca nell'aula bunker di Firenze.
"Vogliamo trovare del positivo pero' in questa per noi sofferta deposizione, che fortemente abbiamo voluto. Ebbene Brusca Giovanni - sostiene Maggiani Chelli - mette secondo noi bene a nudo che non era solo la mafia a volere le stragi del 1993, ma deviazioni nella politica di destra e di sinistra del Parlamento e nelle istituzioni. Vanno esplicitati pero' bene i fatti e i nomi e cognomi, e Giovanni Brusca e' ancora una volta molto prudente. E' stato un capo mafia, conosce nel dettaglio i fatti, si e' fatto collaboratore di giustizia, sia piu' chiaro e meno guardingo".
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NOTIZIA TMNews
1613  del 
03/05/2011
Firenze, 3 mag. (TMNews) - "Non abbiamo assolutamente compreso stamane da Brusca che Berlusconi e dell'Utri non c'entrerebbero nelle st..... Apri
Firenze, 3 mag. (TMNews) - "Non abbiamo assolutamente compreso stamane da Brusca che Berlusconi e dell'Utri non c'entrerebbero nelle stragi."
Lo comunica, in una nota, l'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Gergofili, tramite la portavoce Giovanna Maggiani Chelli.
"Ma a scanso equivoci - continua la nota - è lo stesso Brusca ad affermare in una conversazione con il cognato che 'Berlusconi e dell'Utri non c'entrano con le stragi'".
"La frase fu detta da Brusca - conclude l'associazione- per evitare fughe di notizie".
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COMUNICATO
1614  del 
04/05/2011
Dopo la deplorevole testimonianza di Brusca ieri in aula a Firenze, che non porta a nulla, se mai ce fosse stato bisogno ecco oggi l'intervista a..... Apri
Dopo la deplorevole testimonianza di Brusca ieri in aula a Firenze, che non porta a nulla, se mai ce fosse stato bisogno ecco oggi l'intervista a Vigna sul Messaggero.
Quello di quest'anno sarà il più terribile 27 maggio dopo quello delle stragi del 1993, perché le audizioni e i documenti raccolti sia in commissione antimafia che nel dibattimento di Firenze ci danno il quadro di un tradimento dello Stato vissuto nella sua totalità.

Ci dica Vigna perché parla chiaro solo oggi, interpretando dopo 19 anni di indagini le parole dei pentiti sulle coperture politiche come frutto di un millantato credito dei loro capi gerarchici e gettando alle ortiche anni di indagini sui mandanti occulti delle stragi.

Per Vigna non ci sono mandanti occulti oltre la mafia, cui egli stesso ha dato la caccia per anni, una convinzione ricavata affidandosi, da ciò che egli stesso dice, solo al teorema Buscetta che prevede l'obbligo di dire la verita' tra mafiosi.
A noi appare un'affermazione non solo infondata, per la competenza e l'esperienza maturate dall'ex procuratore nazionale antimafia, ma anche offensiva per l'intelligenza di tutti i familiari delle vittime di stragi di mafia che oggi scoprono che la ricerca della verità era affidata solo alle parole dei pentiti.

Ci dica, invece, Vigna qual è l'esigenza reale che lo induce oggi a scrivere un libro che, con queste premesse, non sembra contribuire all'accertamento della verità sulle stragi di mafia.

Molto piu' interessante, al riguardo, ci sembra un vergognoso documento del comitato nazionale per la sicurezza e l'ordine pubblico che abbiamo letto e che non possiamo divulgare per ordine della Corte; invitiamo l'ex procuratore nazionale antimafia a leggerlo e, forse, capira' che al di la' delle parole dei pentiti, quello che e' successo negli anni terribili della stagione delle stragi i magistrati avrebbero potuto (e possono) ricavarlo dalla lettura di documenti ufficiali di questo Paese.

Ci chiediamo in quale Italia è vissuto Vigna, visto che mai la legislazione antimafia in questo paese ha fermato la mafia, se nel 1993 ci hanno lasciato massacrare sotto il tritolo stragista.

Possiamo capire molto, ma non tutto, non li abbiamo uccisi noi i nostri figli come il sistema vorrebbe, la sputi chi la sa, questa verità, e basta con pilatesche azioni che ci offendono ogni giorno e ci insultano.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1615  del 
05/05/2011
Fateli stare zitti!
Non ne possiamo più di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità.
I fratelli Giuseppe e Filip.....
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Fateli stare zitti!
Non ne possiamo più di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità.
I fratelli Giuseppe e Filippo Graviano sono stati la rovina della nostra vita, ci hanno ammazzato i figli.
Chi ha possibilità di far finire questa tortura infame la faccia finire una volta per tutte.
Giuseppe Graviano sia messo nelle condizioni di non socializzare, che non lo sa fare e mai lo saprà fare, per lui socializzare vuol dire ordinare la morte dei figli degli altri.
I Graviano vogliono andare a casa fuori dal carcere, via dall'ergastolo, via dal 41 bis, lo vengono dire a tutti noi ogni qualvolta gliene viene data l'opportunità.
Sciorinano racconti di vita di mafia della peggior qualità, non parlano di cose che portano all'accertamento della verità per le stragi terroristiche eversive da loro commesse, invocano la loro innocenza su tutto.
La mafia cosa nostra ancora una volta ha la parola, prima o poi l'avremo anche noi, e potremo finalmente urlare la nostra rabbia in un Paese che ha tutte le leggi per farci ascoltare i nostri carnefici in dibattimento, e non ha la forza di far rispettare le leggi dello Stato come la 206/04 in favore delle vittime di Giuseppe e Filippo Graviano.
Giuseppe Graviano ha lanciato messaggi mafiosi? Non c'è dato interpretarli a causa del mancato accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili , l'interpretazione ai messaggi di Giuseppe Graviano la daranno i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, che prenderanno i giusti e appropriati provvedimenti dopo lo show dei fratelli di Brancaccio, buon per loro.
Però qualcosa possiamo azzardare nell'interpretare i desiderata della mafia stragista in carcere come Giuseppe Graviano:
visto che non accusa nessuno, parla di rivendicazione patrimoniale, incontra gli altri mafiosi nei processi come le BR, vuole la dissociazione? Uno dei punti del papello? Per quel poco che noi possiamo contare, se è così, se lo scordi Giuseppe Graviano di tornare a casa dissociandosi, faremo il diavolo a quattro con tutte le nostre forze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1616  del 
05/05/2011
MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, MESSAGGI GRAVIANO A MANDANTI

FIRENZE, 5 MAG - «Giuseppe Graviano ha lanciato messaggi mafiosi? Non c&#.....
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MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, MESSAGGI GRAVIANO A MANDANTI

FIRENZE, 5 MAG - «Giuseppe Graviano ha lanciato messaggi mafiosi? Non c'è dato interpretarli. L'interpretazione ai messaggi di Giuseppe Graviano la daranno i 'mandanti esterni a cosa nostrà per le stragi del 1993, che prenderanno i giusti e appropriati provvedimenti dopo lo show dei fratelli di Brancaccio».
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili in merito all'udienza di oggi in aula bunker a Firenze.
Per la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, i boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano «sciorinano racconti di vita di mafia della peggior qualità, non parlano di cose che portano all'accertamento della verità per le stragi terroristiche eversive da loro commesse, invocano la loro innocenza su tutto».
«Fateli stare zitti - aggiunge Giovanna Maggiani Chelli - Non ne possiamo più di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità. La mafia, Cosa Nostra, ancora una volta ha la parola. Prima o poi l'avremo anche noi, e potremo finalmente urlare la nostra rabbia».(ANSA)
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ARTICOLO
1617  del 
05/05/2011
Da Sicilia informazioni

"Fateli stare zitti! Non ne possiamo più' di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchia.....
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Da Sicilia informazioni

"Fateli stare zitti! Non ne possiamo più' di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità'. I fratelli Giuseppe e Filippo Graviano sono stati la rovina della nostra vita, ci hanno ammazzato i figli. Chi ha possibilità' di far finire questa tortura infame lo faccia finire una volta per tutte!. Giuseppe Graviano sia messo nelle condizioni di non socializzare, che non lo sa fare e mai lo saprà' fare, per lui socializzare vuol dire ordinare la morte dei figli degli altri".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dopo aver assistito nell'aula bunker di Firenze alle testimonianze dei boss Graviano al processo per le stragi di mafia del 1993 che vede imputato Francesca Tagliavia.

"I Graviano vogliono andare a casa fuori dal carcere, via dall'ergastolo, via dal 41 bis, lo vengono dire a tutti noi ogni qualvolta gliene viene data l'opportunità. Sciorinano racconti di vita di mafia della peggior qualità - afferma Maggiani Chelli - non parlano di cose che portano all'accertamento della verità per le stragi terroristiche eversive da loro commesse, invocano la loro innocenza su tutto. La mafia Cosa Nostra ancora una volta ha la parola, prima o poi l'avremo anche noi, e potremo finalmente urlare la nostra rabbia in un Paese che ha tutte le leggi per farci ascoltare i nostri carnefici in dibattimento, e non ha la forza di far rispettare le leggi dello Stato come la 206/04 in favore delle vittime di Giuseppe e Filippo Graviano".
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NOTIZIA Adnkronos
1619  del 
05/05/2011
Firenze, 5 mag. - (Adnkronos) - "Fateli stare zitti! Non ne possiamo piu' di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità. I f..... Apri
Firenze, 5 mag. - (Adnkronos) - "Fateli stare zitti! Non ne possiamo piu' di mafiosi che ci tengono appesi per i piedi mentre cerchiamo la verità. I fratelli Giuseppe e Filippo Graviano sono stati la rovina della nostra vita, ci hanno ammazzato i figli. Chi ha possibilità di far finire questa tortura infame la faccia finire una volta per tutte! Giuseppe Graviano sia messo nelle condizioni di non socializzare, che non lo sa fare e mai lo sapra' fare, per lui socializzare vuol dire ordinare la morte dei figli degli altri".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dopo aver assistito nell'aula bunker di Firenze alle testimonianze dei boss Graviano al processo per le stragi di mafia del 1993 che vede imputato Francesca Tagliavia.
"I Graviano vogliono andare a casa fuori dal carcere, via dall'ergastolo, via dal 41 bis, lo vengono dire a tutti noi ogni qualvolta gliene viene data l'opportunità. Sciorinano racconti di vita di mafia della peggior qualità - afferma Maggiani Chelli - non parlano di cose che portano all'accertamento della verità per le stragi terroristiche eversive da loro commesse, invocano la loro innocenza su tutto. La mafia Cosa Nostra ancora una volta ha la parola, prima o poi l'avremo anche noi, e potremo finalmente urlare la nostra rabbia in un Paese che ha tutte le leggi per farci ascoltare i nostri carnefici in dibattimento, e non ha la forza di far rispettare le leggi dello Stato come la 206/04 in favore delle vittime di Giuseppe e Filippo Graviano". (segue)

Continua Maggiani Chelli: ''Giuseppe Graviano ha lanciato messaggi mafiosi? Non c'e' dato interpretarli a causa del mancato accertamento della verita' sulla strage di via dei Georgofili, l'interpretazione ai messaggi di Giuseppe Graviano la daranno i 'mandanti esterni a Cosa Nostra' per le stragi del 1993, che prenderanno i giusti e appropriati provvedimenti dopo lo show dei fratelli di Brancaccio, buon per loro''. ''Pero' qualcosa possiamo azzardare nell'interpretare i desiderata della mafia stragista in carcere come Giuseppe Graviano: - visto che non accusa nessuno, parla di rivendicazione patrimoniale, incontra gli altri mafiosi nei processi come le Br, vuole la dissociazione?
Uno dei punti del papello? Per quel poco che noi possiamo contare, se e' cosi', se lo scordi Giuseppe Graviano di tornare a casa dissociandosi, faremo il diavolo a quattro con tutte le nostre forze'', conclude Maggiani Chelli

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ARTICOLO
1618  del 
05/05/2011
Redazione agenzie

Familiari vittime via dei Georgofili: "Fate tacere i fratelli Graviano"

5 mag. Giovanna Maggiani.....
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Redazione agenzie

Familiari vittime via dei Georgofili: "Fate tacere i fratelli Graviano"

5 mag. Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione familiari delle Vittime di via dei Georgofili, ha avuto parole durissime nei confronti dei fratelli Graviano, dopo le loro esternazioni «Giuseppe Graviano ha lanciato messaggi mafiosi? Non c'è dato interpretarli a causa del mancato accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili, l'interpretazione ai messaggi di Giuseppe Graviano la daranno i "mandanti esterni a Cosa Nostra" per le stragi del 1993, che prenderanno i giusti e appropriati provvedimenti dopo lo show dei fratelli di Brancaccio, buon per loro».

«Però qualcosa possiamo azzardare nell'interpretare i desiderata della mafia stragista in carcere come Giuseppe Graviano: - visto che non accusa nessuno, parla di rivendicazione patrimoniale, incontra gli altri mafiosi nei processi come le Br, vuole la dissociazione? Uno dei punti del papello? Per quel poco che noi possiamo contare, se è così, se lo scordi Giuseppe Graviano di tornare a casa dissociandosi, faremo il diavolo a quattro con tutte le nostre forze», conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1620  del 
08/05/2011
Ci sentiamo profondamente offesi da certe espressioni che vengono usate verso i Magistrati.
Il cancro ha colpito più volte le nostre vittime della.....
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Ci sentiamo profondamente offesi da certe espressioni che vengono usate verso i Magistrati.
Il cancro ha colpito più volte le nostre vittime della notte del 27 Maggio 1993 e alcuni di loro il cancro se li è già portati via.
Il cancro nessuno lo può escludere sia la naturale conseguenza di gravissime azioni a cui certi soggetti hanno dovuto assistere loro malgrado.
La notte di via dei Georgofili, voluta dalla mafia "cosa nostra" in combutta con Altri, è stata l'espressione massima dell'orrore in questo Paese e gli esseri umani messi davanti a inaudite azioni di massacri barbarici possono ammalarsi irrimediabilmente.
Quindi l'espressione usata troppo sovente, che i magistrati che indagano per arrivare all'accertamento della verità in generale, ma inevitabilmente anche sulla strage di via dei Georgofili, sarebbero un cancro della Società ci fa star male.
Le istituzioni hanno il dovere di mantenere toni giusti soprattutto verso chi fa il proprio dovere.
Domani saremo al Quirinale in memoria di tutti i Magistrati che sono stati uccisi mentre compivano il loro dovere, sul fronte del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1621  del 
08/05/2011
GIUSTIZIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, OFFESI DA ACCOSTAMENTO MAGISTRATI A CANCRO
"ISTITUZIONI HANNO DOVERE DI MANTENERE TONI GIUSTI SOPRAT.....
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GIUSTIZIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, OFFESI DA ACCOSTAMENTO MAGISTRATI A CANCRO
"ISTITUZIONI HANNO DOVERE DI MANTENERE TONI GIUSTI SOPRATTUTTO VERSO CHI FA PROPRIO DOVERE"

Firenze, 8 mag. - (Adnkronos) - "Ci sentiamo profondamente offesi da certe espressioni che vengono usate verso i magistrati.
Il cancro ha colpito piu' volte le nostre vittime della notte del 27 maggio 1993 e qualcuno il cancro se li e' gia' portati via. Il cancro, nessuno puo' escludere, sia la naturale conseguenza di gravissime azioni a cui certi soggetti hanno dovuto assistere loro malgrado".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, avvenuta a Firenze il 27 maggio 1993, commentando le parole del presidente del Consiglio Berlusconi che ha definito "un cancro" i magistrati di Milano.

"La notte di via dei Georgofili voluta dalla mafia Cosa Nostra in combutta con altri, - aggiunge Maggiani Chelli - e' stata l'espressione massima dell'orrore in questo Paese e gli esseri umani messi davanti a inaudite azioni di massacri barbarici possono ammalarsi irrimediabilmente. Quindi l'espressione usata troppo sovente che i magistrati che indagano per arrivare all'accertamento della verita' in generale, ma inevitabilmente anche sulla strage di via dei Georgofili sarebbero un cancro della societa' ci fa star male. Le istituzioni hanno il dovere di mantenere toni giusti soprattutto verso chi fa il proprio dovere".

"Domani saremo al Quirinale in memoria di tutti i magistrati
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COMUNICATO
1622  del 
08/05/2011
Riceviamo il seguente testo e contribuiamo alla divulgazione :

di Paolo Bolognesi* - 8 maggio 2011
All'approssimarsi del 9 maggio.....
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Riceviamo il seguente testo e contribuiamo alla divulgazione :

di Paolo Bolognesi* - 8 maggio 2011
All'approssimarsi del 9 maggio giorno dedicato alla memoria delle "Vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice", dobbiamo prendere atto che nonostante le promesse fatte dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 9 maggio del 2008 nulla è stato fatto per dare completa attuazione alla legge 206/2004 "Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice."
Questa legge approvata all'unanimità dal Parlamento ancora oggi non è completamente attuata.

Il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, durante l'incontro del luglio 2008, è stato prodigo di assicurazioni e promesse che al termine di lunghi e faticosi tavoli tecnici non hanno portato a nulla per la definitiva "scomparsa" dell'interlocutore.
Il Sottosegretario e il suo staff non solo non si fanno più trovare, ma non si degnano di risponderci.
Ogni anno il Parlamento approva all'unanimità ordini del giorno che impegnano il Governo a darne completa attuazione, ma tutti restano lettera morta.

E il Governo non applica nulla. Significativo è il caso di quattro ragazzi, all'epoca dei fatti ancora minorenni, che con una invalidità pari o superiore all'80% a tutt'oggi non hanno ancora ricevuto la pensione come previsto dalla legge 206/2004.
Nell'aprile del 2009, nella Prefettura di Firenze, il ministro Angelino Alfano disse: "E' una questione di giustizia! Me ne occupo io immediatamente".

Non è successo nulla.!!!!
Ogni anno all'incontro del 9 maggio e in altre occasioni, vari ministri si sono impegnati a risolvere le problematiche esistenti; anche questi impegni sono stati sempre disattesi.
I familiari delle Vittime ed i Feriti in questi anni sono stati trattati come dei questuanti, solo perché chiedevano la completa attuazione di una legge già approvata e questo non fa sicuramente onore al Governo.
Il 9 maggio sarà, per noi, un giorno di ricordo delle vittime e di impegno nei confronti dei sopravvissuti, ma anche l'ennesima metodica offesa consumata dai rappresentanti del Governo alle loro spalle.

PAOLO BOLOGNESI
*PRESIDENTE UNIONE FAMILIARI VITTIME STRAGI
Strage di Piazza Fontana, Strage Piazza della Loggia,Strage di Bologna, Strage Treno Italicus, Strage Treno 904, Strage via dei Georgofili

Vi preghiamo divulgare
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1623  del 
09/05/2011
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili questa mattina era al Quirinale nel giorno della memoria.
Il .....
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L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili questa mattina era al Quirinale nel giorno della memoria.
Il Presidente Rossi della Regione Toscana era presente alla solenne cerimonia in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Erano presenti insieme a moltissimi familiari delle vittime anche gli studenti della Consulta studentesca Provinciale.
Un anno importante per noi perché abbiamo avuto il piacere di avere al nostro fianco le istituzioni fiorentine mentre ricordavamo le nostre vittime.
Unico neo della giornata l'incontro con i rappresentanti del Governo che ancora una volta si sono dimostrati sfuggenti al quesito specifico posto dalle vittime sulle quattro pensioni a quattro ragazzi vittime di strage in età giovanissima che ancora non possono percepire le pensioni a cui hanno diritto, visto che hanno l'80% di invalidità rispetto alla capacità lavorativa.
Ci spiace sentire quegli stessi rappresentanti del Governo, che in altre occasioni si sono profusi in rassicurazioni, dire oggi che esiste il Ministro del Lavoro oltre quello della Giustizia.
Non credo abbiamo sbagliato a rivolgerci al Ministro della Giustizia, visto che le pensioni agli invalidi delle stragi è soprattutto una questione di giustizia.
Chiaramente ogni Ministro ha le sue competenze, lo sappiamo bene, ma cerchiamo di guardare quando possiamo, verso chi ci ha fatto promesse.
Guardiamo invece ai Tribunali per cercare giustizia penale su crimini ancora senza verità, perché inutile sarebbe incaricare i Ministri del compito dei Magistrati e dei familiari delle vittime che hanno sempre il dovere oltre il diritto di capire perché i loro parenti sono morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1624  del 
10/05/2011
Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio il giorno dopo la giornata della memoria in ricordo delle vittime del terrorismo eversivo mafioso, ripor..... Apri
Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio il giorno dopo la giornata della memoria in ricordo delle vittime del terrorismo eversivo mafioso, riportate in un comunicato, aprono non una porta spalancata ma un portone:
- Finalmente via tutti i "segreto", i "riservato", impressi a inchiostro indelebile sui documenti che portano all'accertamento della verità sulle stragi, anche quelle del 1993
. - Finalmente la completa applicazione della legge 206 del 2004 che consente a chi ha l'80% di invalidità rispetto alla capacità lavorativa di andare in pensione subito, cosa che oggi non avviene, in modo particolare, quasi personalizzato, per soli 4 soggetti massacrati sotto il tritolo stragista.
- Finalmente la piena disponibilità di liquidità al Fondo 512 del 1999, attraverso i beni confiscati alla mafia,che impedisca vergognose dilazioni ai risarcimenti di causa civile intraprese verso la mafia terrorista ed eversiva.
Era tanto tempo che aspettavamo una simile risposta dal Governo, saremo attente sentinelle affinché quanto scritto in un importante documento a firma Silvio Berlusconi sia mantenuto senza rimpalli di competenze da un Ministero all'Altro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1625  del 
10/05/2011
Familiari vittime via dei Georgofili, finalmente si toglie 'segreto'

Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - "Le dichiarazioni del pres.....
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Familiari vittime via dei Georgofili, finalmente si toglie 'segreto'

Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - "Le dichiarazioni del presidente del Consiglio il giorno dopo la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime del terrorismo eversivo mafioso, riportate in un comunicato aprono non una porta spalancata ma un portone".
E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che spiega: "Finalmente via tutti i 'segreto', i 'riservato', impressi a inchiostro indelebile sui documenti che portano all'accertamento della verita' sulle stragi, anche quelle del 1993 ".

"Finalmente -aggiunge- la completa applicazione della legge 206 del 2004 che consente a chi ha l'80 per cento di invalidita' rispetto alla capacita' lavorativa di andare in pensione subito, cosa che oggi non avviene, in modo particolare, quasi personalizzato, per soli quattro soggetti massacrati sotto il tritolo stragista. Finalmente -rimarca Maggiani Chelli- la piena disponibilita' di liquidita' al Fondo 512 del 1999, attraverso i beni confiscati alla mafia, che impedisca vergognose dilazioni ai risarcimenti di causa civile intraprese verso la mafia terrorista ed eversiva".

"Era tanto tempo -conclude- che aspettavamo una simile risposta dal governo. Saremmo attente sentinelle affinche' quanto scritto in un importante documento a firma Silvio Berlusconi sia mantenuto senza rimpalli di competenze da un ministero all'altro".
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ARTICOLO
1626  del 
10/05/2011
www.ilvelino.it

Mafia, Ass.vittime Georgofili: Finalmente si toglie segreto su stragi
 
Roma, 10 mag (Il Velino) - "Le.....
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www.ilvelino.it

Mafia, Ass.vittime Georgofili: Finalmente si toglie segreto su stragi
 
Roma, 10 mag (Il Velino) - "Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio il giorno dopo la giornata della memoria in ricordo delle vittime del terrorismo eversivo mafioso, riportate in un comunicato aprono non una porta spa....

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COMUNICATO
1627  del 
13/05/2011
Riportiamo in calce quanto uscito sul settimanale l'Espresso che ci indigna profondamente. Dopo tutte le rigorose verifiche del caso, se ciò risu..... Apri
Riportiamo in calce quanto uscito sul settimanale l'Espresso che ci indigna profondamente. Dopo tutte le rigorose verifiche del caso, se ciò risultasse vero, non comprendiamo perché in un Paese civile come il nostro che vuole apparire tale davanti al mondo, si possano perpetrare ingiustizie di questo tipo.

Considerando che noi abbiamo vittime invalide all'80% che ancora oggi dopo 18 anni dalla strage di via dei Georgofili non percepiscono la pensione a cui hanno diritto, e troppe vittime ancora non sono andate a regime con i sostentamenti economici che lo Stato gli deve, non capiamo perché si continuano a sprecare belle parole, pacche sulle spalle e tante lacrime di coccodrillo davanti alle lapidi, senza passare ai fatti.

Tutti sanno benissimo che non volevamo i fratelli Graviano in aula a Firenze il 5 Maggio scorso a prendersi ancora una volta gioco di noi, con testimonianze che sono state lo scandalo di se stesse e che non hanno certo contribuito all'accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili a Firenze.

Avremmo voluto in aula Monticciolo: colui che pare sia stato l'autista di Brusca affinché ci dicesse quali erano stati, eventualmente, i viaggi in macchina del capo di "cosa nostra" nel corso degli anni delle stragi e a casa di chi.

Un confronto serio fra Brusca e Monticciolo, chiarificatore una volta per tutte dei dubbi che ci tormentano da anni e che ogni tanto si ripropongono davanti ad informative come quella apparsa oggi sull'Espresso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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Tratto da: espresso.repubblica.it
di Lirio Abbate - 12 maggio 2011

I due boss sanno tutto dei rapporti tra Forza Italia e Cosa Nostra. Ma su Berlusconi e Dell'Utri tacciono. E, curiosamente, nessuno ha toccato il loro impero economico: imprese edili, immobili, stazioni di servizio.

Silenzi e tesori. Tutto in nome della famiglia. Con una situazione così paradossale da destare molto stupore e qualche sospetto. Giuseppe e Filippo Graviano sono i boss di Brancaccio e hanno ricevuto diverse condanne all'ergastolo: come autori e ideatori dell'attentato a Paolo Borsellino, come esecutori della strage di via dei Georgofili a Firenze e poi ancora come mandanti dell'uccisione di padre Pino Puglisi. E hanno conquistato un ruolo politico di primo piano quando davanti ai giudici hanno scelto di non rispondere alle domande su Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri.

I due vivono da oltre 16 anni in cella, molti dei quali in isolamento sotto il regime del 41 bis, continuando però a controllare un piccolo impero imprenditoriale. Dalle indagini emerge che a Palermo gestiscono indirettamente distributori di carburante, società di servizi e imprese edili e intascano gli affitti di parecchi immobili. Affari che si sviluppano anche a Roma e Milano. Con la copertura di prestanome.

Sono le rendite dei ricchi investimenti realizzati prima del 1994, quando i due fratelli dominavano i proventi criminali più proficui di Palermo. La cattura avvenuta a Milano non ha fermato il business: negli anni Novanta è proseguito grazie alla complicità del loro avvocato dell'epoca, poi finito anche lui in manette.

Ma nemmeno questo arresto ha ostacolato l'incredibile sviluppo della "holding Graviano". I collaboratori di giustizia hanno poi descritto la storia recente del tesoro: ne hanno parlato in particolare Gaspare Spatuzza e da poche settimane il dichiarante Fabio Tranchina che è stato il loro autista durante il periodo della latitanza.

I Graviano sono figure uniche nell'ultima generazione di Cosa nostra. Anche in carcere indossano abiti griffati e hanno saputo costruire un'immagine vincente attraverso i "dico-non dico" e gli ammiccamenti registrati in alcuni importanti processi. I loro ricordo, o non ricordo, ruotano sempre attorno a imprenditori e politici, a partire dal premier e dal parlamentare che costruì Forza Italia. Ogni volta che qualcuno in aula pronuncia quei nomi, i fratelli si celano dietro il silenzio. Per i siciliani che sono abituati a "dialogare" a distanza con un gesto o un cenno, questo potrebbe essere inteso come un segnale, o un messaggio.

I fatti dimostrano che la coppia più mafiosa di Palermo può arrivare a tutto. Basta ricordare che sono stati capaci di far "volare la cicogna" dalla cella di massima sicurezza in cui nel '97 erano detenuti. Le loro mogli partorirono due bimbi in una clinica di Nizza, a distanza di un mese l'una dall'altra, nonostante i mariti fossero detenuti da oltre due anni. La procura avviò un'inchiesta in cui veniva ipotizzata una fecondazione in provetta realizzata illegalmente.

Le indagini non portarono a identificare i complici. Le donne con i loro bimbi hanno vissuto a Nizza (dove hanno fatto investimenti); poi a Roma, dove i piccoli hanno frequentato un istituto privato fra i più costosi della capitale.

Da pochi anni sono tornate a Palermo: i loro spostamenti sono accompagnati da un autista e anche qui la scuola scelta per i figli è un istituto privato. Alle mogli viene corrisposto un assegno mensile di circa 5 mila euro, mentre le spese legali per i processi sono "rimborsate" a parte dalla cassa della "famiglia". Un tenore di vita sorprendente.

Come quello della sorella Nunzia che, dopo aver scontato una condanna per mafia, oggi è nelle attività economiche della capitale: con un socio, controlla quote di catering e bar. Tanto che gli inquirenti si chiedono: paga più il crimine o il silenzio?
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COMUNICATO
1628  del 
14/05/2011
Questa sera 14 maggio 2011 ore 21 alla Romola, il Paese che diede i natali alle piccole Nencioni Nadia e Caterina, l'Associazione tra i familiari..... Apri
Questa sera 14 maggio 2011 ore 21 alla Romola, il Paese che diede i natali alle piccole Nencioni Nadia e Caterina, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricorderà tutte le vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 con Giulio Cavalli.

Lo spettacolo - Nomi Cognomi e infami - verrà rappresentato dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili per quanti credono che il torto subito non vada dimenticato e siano a tutti noi vicini per l'accertamento di tutta la verità. Quei fatti di strage del 1993 che hanno insanguinato l'Italia travolgendo le nostre famiglie, hanno inoltre condizionato l'intera vita democratica del Paese.

Vi aspettiamo alla Romola.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1629  del 
14/05/2011
L'Associazione Georgofili ricorda vittime strage Firenze del '93

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - Questa sera alle ore 21, "alla R.....
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L'Associazione Georgofili ricorda vittime strage Firenze del '93

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - Questa sera alle ore 21, "alla Romola, il paese che diede i natali alle piccole Nadia e Caterina Nencioni", l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordera' tutte le vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993.

"Lo spettacolo, 'Nomi Cognomi e infami', verra' rappresentato dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili per quanti credono che il torto subito non vada dimenticato e siano a tutti noi vicini per l'accertamento di tutta la verita'.

Quei fatti di strage del 1993 che hanno insanguinato l'Italia travolgendo le nostre famiglie -dice Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili- hanno inoltre condizionato l'intera vita democratica del Paese".
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COMUNICATO
1630  del 
15/05/2011
I Magistrati che indagano sulle stragi del 92 93 vanno supportati nel loro difficile compito. Gli ultimi sviluppi intorno alle dichiarazioni di Massim..... Apri
I Magistrati che indagano sulle stragi del 92 93 vanno supportati nel loro difficile compito. Gli ultimi sviluppi intorno alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino mentre parla di trattativa stato mafia pare abbiano alzato un livello di scontro inopportuno in seno alla Magistratura stessa. Per ora nulla lascia pensare che i Magistrati che lavorano intorno all'accertamento della verità anche per le stragi del 1993, così come per la trattativa stato mafia, non abbiano compiuto il loro dovere.
Questa mattina abbiamo visto i cartelli appesi in via dei Georgofili, cartelli del movimento "agende rosse " che chiedono verità anche sulle stragi del 1993.
Sono anni che invochiamo giustizia completa per i nostri morti e per i nostri feriti, non possiamo minimamente pensare che si possano mettere in difficoltà magistrati che indagano su episodi tanto gravi avvenuti in Italia nel 1993.
In via dei Georgofili, rispetto al 27 Maggio 1993, la "storia siamo davvero noi" e proprio per questo è quella giudiziaria, di verità, che per ora pretendiamo, non quella storica che potrebbe essere ancora troppo nebulosa e di parte.
Strada impervia quella dell'accertamento della verità sulla strage del 27 Maggio 1993, che potrebbe essere costellata anche di pericoli visto che noi abbiamo dovuto ascoltare troppi uomini dello Stato di allora che non ricordano nulla, ma non lasceremo che "urla mediatiche" tentino giusto di screditare i magistrati che stanno mettendo la propria vita in pericolo.
Isolare i magistrati è costato molto a questo Paese oltre la morte di Falcone e Borsellino: è costata la vita dei nostri figli. A chi giova, quindi, ancora una volta parlare fuor misura in TV di questioni intorno ai Magistrati che si occupano della questione Ciancimino, che peraltro è finito in carcere, e solo la Magistratura capirà fin dove mente e fin dove dice il vero?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1631  del 
15/05/2011
MAFIA: GEORGOFILI, A FIRENZE CARTELLI AGENDE ROSSE DIFESA PM
MANIFESTINI APPARSI IN STRADA TEATRO STRAGE 1993

FIRENZE, 15 MAG - Manifes.....
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MAFIA: GEORGOFILI, A FIRENZE CARTELLI AGENDE ROSSE DIFESA PM
MANIFESTINI APPARSI IN STRADA TEATRO STRAGE 1993

FIRENZE, 15 MAG - Manifestini del movimento Agende rosse, in cui si chiede verita' sulle stragi del 1992-1993 e in difesa dei pm che indagano sugli stessi attentati, sono stati esposti in via dei Georgofili a Firenze. Lo rende noto l'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, avvenuta il 27 maggio 1993.
La stessa associazione, in un comunicato, afferma che "i magistrati che indagano sulle stragi del '92-93 vanno supportati nel loro difficile compito. Gli ultimi sviluppi intorno alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino mentre parla di trattativa Stato mafia pare abbiano alzato un livello di scontro inopportuno in seno alla magistratura stessa. Per ora nulla lascia pensare che i magistrati che lavorano intorno all'accertamento della verita' anche per le stragi del 1993, cosi' come per la trattativa Stato mafia, non abbiano compiuto il loro dovere. Sono anni - prosegue la nota - che invochiamo giustizia completa per i nostri morti e per i nostri feriti, non possiamo minimamente pensare che si possano mettere in difficolta' magistrati che indagano su episodi tanto gravi avvenuti in Italia nel 1993". (ANSA)
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COMUNICATO
1632  del 
16/05/2011
Riceviamo e volentieri divulghiamo:

18/05/2011 - Facoltà di architettura - Notti contro le mafie

saremo presenti nell.....
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Riceviamo e volentieri divulghiamo:

18/05/2011 - Facoltà di architettura - Notti contro le mafie

saremo presenti nell'aula "Capolicchio" per dare con la nostra presenza sostegno ai giovani che di mafia sono stanchi e cercano in tutti i modi di dire basta.\
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli\
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

La locandina
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COMUNICATO
1633  del 
18/05/2011
Come un disco, ormai da anni Brusca ripete in ogni processo le stesse cose, non si sbaglia mai. Ripete ciò che ha verbalizzato in tempi non sospetti n..... Apri
Come un disco, ormai da anni Brusca ripete in ogni processo le stesse cose, non si sbaglia mai. Ripete ciò che ha verbalizzato in tempi non sospetti nel 2001 davanti a Gabriele Chelazzi.
Non dice tutto, brusca, ne siamo certi: ci sono cose che crede non sia ancora il momento di dire anche per proteggere se stesso dalle stragi, ma quello che dice è ormai da verificare in pubblico dibattimento.
Ha ribadito fra le altre cose che le stragi in continente, la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 le ha volute Bagarella per continuare la trattativa.
E' ormai chiaro quanto i morti di Firenze pesino nella vita democratica del Paese, o si va ad un processo chiarificatore sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 o la parola democrazia possono anche ingoiarsela chiunque la pronunci in questo Paese.
La trasversalità della politica nel massacro di via dei Georgofili è fin troppo evidente secondo le parole del collaboratore Giovanni Brusca anche al processo del Gen.Le Mori, ci sono uomini con nomi e cognomi sia a destra che a sinistra che vanno portati in un pubblico dibattimento a rendere conto se hanno solo sbagliato a trattare con la mafia o se invece ne erano collusi.
Non abbiamo pregiudizi contro nessuno, la presunzione di innocenza è la nostra bandiera sempre, ma vogliamo l'accertamento della verità, e questo solo in Tribunale può finalmente essere reso noto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1634  del 
18/05/2011
Firenze, 18 mag. - (Adnkronos) - Come un disco, ormai da anni Brusca ripete in ogni processo le stesse cose, non si sbaglia mai. Ripete cio' che ..... Apri
Firenze, 18 mag. - (Adnkronos) - Come un disco, ormai da anni Brusca ripete in ogni processo le stesse cose, non si sbaglia mai. Ripete cio' che ha verbalizzato in tempi non sospetti nel 2001 davanti a Gabriele Chelazzi. Non dice tutto Brusca, ne siamo certi, ci sono cose che crede non sia ancora il momento di dire anche per proteggere se stesso dalle stragi, ma quello che dice e' ormai da verificare in pubblico dibattimento".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Brusca ha ribadito fra le altre cose che le stragi in continente, la compresa strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, le ha volute Bagarella per continuare la trattativa. E' ormai chiaro - ha aggiunto Maggiani Chelli - quanto i morti di Firenze pesino nella vita democratica del Paese, o si va ad un processo chiarificatore sui mandanti esterni a Cosa Nostra per le stragi del 1993 o la parola democrazia possono anche ingoiarsela chiunque la pronunci in questo Paese".
"La trasversalita' della politica nel massacro di via dei Georgofili e' fin troppo evidente secondo le parole del collaboratore Giovanni Brusca anche al processo del generale Mori. Ci sono uomini con nomi e cognomi sia a destra che a sinistra che vanno portati in un pubblico dibattimento a rendere conto se hanno solo sbagliato a trattare con la mafia o se invece ne erano collusi. Non abbiamo pregiudizi contro nessuno, la presunzione di innocenza e' la nostra bandiera sempre, ma vogliamo l'accertamento della verita', e questo solo in tribunale puo' finalmente essere reso noto", ha concluso Maggiani
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COMUNICATO
1635  del 
20/05/2011
Sarebbe stato troppo bello il regalo che le forze dell'ordine ci avrebbero fatto se fossero riuscite a catturare Matteo Messina Denaro, il macell..... Apri
Sarebbe stato troppo bello il regalo che le forze dell'ordine ci avrebbero fatto se fossero riuscite a catturare Matteo Messina Denaro, il macellaio di via dei Georgofili, in prossimità dell'anniversario dei massacri dei nostri figli il 27 Maggio 1993.
Ma noi tifiamo senza sosta per le forze dell'ordine, la Magistratura e quanti credono che mettere in galera la primula rossa sia un atto di grande civiltà.
Non possiamo però non rimarcare come la volontà politica per la verità sulle stragi del 1993 non ci sia.
La cattura di Matteo Messina Denaro romperebbe equilibri già di per sé delicatissimi e quindi quella del Messina Denaro è una cattura che la politica non vuole.
Del resto le verbalizzazioni di Giovanni Brusca a Palermo, lacunose e incomplete come ormai da 10anni, la dicono molto lunga.
Giovanni Brusca tanti anni fa ha preso le distanze dalla strage di via dei Georgofili e dal Proiettile di Boboli e non torna indietro, a costo di non dire tutto quello che sa.
Matteo Messina Denaro sfugge alle forze dell'ordine, Giovanni Brusca chiama in causa le vittime, ma le beffa: non ci siamo, quel tritolo mafioso eversivo del 1993 ha fino ad oggi solo consolidato un sistema mafioso trasversale all'interno del Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1636  del 
20/05/2011
Mafia: familiari vittime Georgofili, tifiamo per cattura Messina Denaro

Firenze, 20 mag. - (Adnkronos) - "Sarebbe stato troppo bello il.....
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Mafia: familiari vittime Georgofili, tifiamo per cattura Messina Denaro

Firenze, 20 mag. - (Adnkronos) - "Sarebbe stato troppo bello il regalo che le forze dell'ordine ci avrebbero fatto se fossero riusciti a catturare Matteo Messina Denaro, il macellaio di via dei Georgofili in prossimita' dell'anniversario dei massacri dei nostri figli il 27 maggio 1993. Ma noi tifiamo senza sosta per le forze dell'ordine, la magistratura e quanti credono che ". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito del fallito blitz per scovare il superlatitante di Cosa Nostra.
"Non possiamo pero' non rimarcare che la volonta' politica per la verita' sulle stragi del 1993 non ci sia. La cattura di Matteo Messina Denaro romperebbe equilibri gia' di per se delicatissimi e quindi quella del Messina Denaro e' una cattura che la politica non vuole. Del resto le verbalizzazioni di Giovanni Brusca a Palermo, lacunose e incomplete come ormai da 10 anni, la dicono molto lunga", continua Maggiani Chelli.
"Giovanni Brusca tanti anni fa ha preso le distanze dalla strage di via dei Georgofili e dal proiettile di Boboli - ha detto ancora Maggiani Chelli - e non torna indietro, a costo di non dire tutto quello che sa. Matteo Messina Denaro sfugge alle forze dell'ordine, Giovanni Brusca chiama in causa le vittime, ma le beffa: Non ci siamo, quel tritolo mafioso eversivo del 1993 ha fino ad oggi solo consolidato un sistema mafioso trasversale all'interno del Parlamento"
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COMUNICATO
1637  del 
20/05/2011
Abbiamo letto l'articolo su di un quotidiano, relativo a Piero Luigi Vigna, se troveremo il tempo leggeremo il libro dell'ex PNA, siamo molt..... Apri
Abbiamo letto l'articolo su di un quotidiano, relativo a Piero Luigi Vigna, se troveremo il tempo leggeremo il libro dell'ex PNA, siamo molto impegnati a cercare la verità sulla morte dei nostri figli e tempo ne abbiamo davvero poco.
Nessun Magistrato di grande, medio o piccolo spessore ci potrà impedire la ricerca della verità, ci sarà un Giudice a Berlino e noi lo troveremo.
Il Procuratore Vigna una cosa l'ha fatta in questo scorcio di vita ha messo le cose a posto per sé.
Bene, ne prendiamo atto, ma per noi le cose non sono ancora a posto, troppo lavoro è stato archiviato negli scaffali della Procura di Firenze e in quella di Milano, troppo lavoro ha fatto Gabriele Chelazzi, perché fosse tutto buono solo per le ortiche, non era il tipo, Gabriele Chelazzi, da lavorare tanto se qualcosa non lo avesse davvero insospettito e non solo.
Bisognava ancora cercare dopo la Sua morte e non è stato fatto.
Ci sarà un Giudice a "Berlino" che voglia la verità sulla strage di via dei Georgofili e noi lo troveremo, troppo sangue e troppe lacrime versate perché tutto finisca come una partita di caccia, durante la quale le prede siamo state noi e continuiamo ad esserlo.
Noi non abbiamo mai sposato la causa che Silvio Berlusconi fosse l'Autore della strage di via dei Georgofili, abbiamo sempre con pazienza aspettato l'accertamento della verità, perché dire "solo mafia" è davvero troppo riduttivo.
Neanche il grande Vigna ha trovato la verità sulla morte dei nostri figli, una grande sconfitta davvero.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1638  del 
22/05/2011
Giovanni Falcone è morto perché credeva davvero nella lotta alla mafia, aveva per questo voluto fra le norme il regime speciale di detenzione del ..... Apri
Giovanni Falcone è morto perché credeva davvero nella lotta alla mafia, aveva per questo voluto fra le norme il regime speciale di detenzione del "41 bis"
Il Giudice Giovanni Falcone, credeva che l'impossibilità di comunicare con l'esterno del carcere da parte di "cosa nostra" avrebbe sicuramente dato un colpo all'arroganza mafiosa.
Non fu ascoltato: la legge fu sì varata, ma fu applicata solo dopo l'uccisione del Giudice Paolo Borsellino e non solo, fu applicata per il successivo 1993 con "andi e rivieni" tali, che hanno causato la morte dei nostri figli per mano del gruppo di fuoco di Bagarella.
Il nostro ricordo va oggi a tutti gli sforzi compiuti da uomini come il Giudice Falcone per liberarci dal giogo mafioso e miseramente falliti con l'attentato di via dei Georgofili, la strage del 41 bis.
Inoltre vogliamo ricordare il 23 Maggio del 1992 invocando ancora una volta un cambio della legge Napolitano-Fassino sui famigerati 180 ai collaboratori di giustizia per dire tutto ciò che sanno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1639  del 
23/05/2011
La "trattativa" fra mafia e uomini dello Stato c'è stata.
Lo conferma il Proc. di Palermo Dr. Messineo, puntualizzando che questa .....
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La "trattativa" fra mafia e uomini dello Stato c'è stata.
Lo conferma il Proc. di Palermo Dr. Messineo, puntualizzando che questa espressione "trattativa" non significa che soggetti plenipotenziari sedettero allo stesso tavolo, ma che un diavolo ci fu in uno scambio di messaggi.
Non vuole parlare di collegamento con le stragi del 1993 il Proc. Messineo: è giusto, lui a Palermo si occupa di altro, altri Magistrati sono tenuti a capire fin dove ha prodotto danni quella "trattativa" tra mafia e uomini dello Stato.
Noi nutriamo il fondato sospetto che il famosissimo "papello" documento oggetto del contendere nella trattativa fra "cosa nostra" e rappresentanti dello Stato sia stato la causa della morte dei nostri figli.
Del resto noi abbiamo presentato un Esposto in procura in tal senso il 9 Marzo 2005, dopo che politici di questo nostro Parlamento ammisero pubblicamente che ricevettero "in molti il papello". Oggi chiediamo conto di quel nostro Esposto, ne chiediamo la riattivazione quanto prima, per sapere in quanti e chi in questo Paese era a conoscenza che Riina aveva inoltrato un "Papello" per vie istituzionali.
Questa potrebbe esser la strada per capire veramente se fra quella trattativa scellerata e la strage di via dei Georgofili ci fosse stata una via di "comunicazione"come noi crediamo fortemente, perché i morti, piaccia o no, ci sono stati e non è giusto sia solo la mafia a renderne conto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1640  del 
23/05/2011
Mafia: familiari vittime Georgofili, 'trattativa' c'e' stata Adnkronos ? 27 minuti fa Condividi retweet Email Firenze, 23 mag. - (..... Apri
Mafia: familiari vittime Georgofili, 'trattativa' c'e' stata Adnkronos ? 27 minuti fa Condividi retweet Email Firenze, 23 mag. - (Adnkronos) - "La 'trattativa' fra mafia e uomini dello Stato c'e' stata. Lo conferma il procuratore di Palermo Messineo, puntualizzando che questa espressione 'trattativa' non significa che soggetti plenipotenziari sedettero allo stesso tavolo, ma che un diavolo ci fu in uno scambio di messaggi. Non vuole parlare di collegamento con le stragi del 1993 il procuratore Messineo: e' giusto lui, a Palermo si occupa di altro; altri magistrati sono tenuti a capire fin dove ha prodotto danni quella 'trattativa' tra mafia e uomini dello Stato".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

"Noi nutriamo il fondato sospetto che il famosissimo 'papello' documento oggetto del contendere nella trattativa fra Cosa Nostra e rappresentanti dello Stato si stato la causa della morte dei nostri figli. Del resto - continua Maggiani Chelli - noi abbiamo presentato un esposto in Procura in tal senso il 9 marzo 2005, dopo che politici di questo nostro Parlamento ammisero pubblicamente che ricevettero 'in molti il papello'. Oggi chiediamo conto di quel nostro esposto, ne chiediamo la riattivazione quanto prima, per sapere in quanti e chi in questo Paese era a conoscenza che Riina aveva inoltrato un 'papello' per vie istituzionali".

"Questa potrebbe esser la strada per capire veramente se fra quella trattativa scellerata e la strage di via dei Georgofili ci fosse stata una via di 'comunicazione', come noi crediamo fortemente, perche' i morti piaccia o no, ci sono stati e non e' giusto sia solo la mafia a renderne conto", conclude Maggiani Chelli.
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1641  del 
25/05/2011
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Intervista di G.M.C.....
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Intervista di G.M.Chelli a Novaradio
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1642  del 
25/05/2011
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Lavori di ragazzi della .....
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Lavori di ragazzi della scuola Alessandro Manzoni di Firenze dopo un incontro con G.M.Chelli
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NOTIZIA ANSA
1643  del 
26/05/2011
Firenze, 26 mag. - «Abbiamo sempre molta stima per il procuratore Piero Luigi Vigna, ma quando nega l'esistenza dei mandanti ci disorienta». Apri
Firenze, 26 mag. - «Abbiamo sempre molta stima per il procuratore Piero Luigi Vigna, ma quando nega l'esistenza dei mandanti ci disorienta».
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili commentando il libro dell'ex procuratore nazionale antimafia, che esprime dubbi sull'esistenza di mandanti esterni alle stragi mafiose del '93.
«Nessuno ci fa cambiare idea - ha aggiunto Giovanna Maggiani Chelli - sull'esistenza dei mandanti esterni. Negare la trattativa e dire che i collaboratori possono seguire una trama scritta dalla mafia, ci può stare, ma in 18 anni, sui mandanti abbiamo acquisito tanta documentazione».
Maggiani Chelli ha poi annunciato che i familiari delle vittime delle stragi mafiose «hanno redatto un papello da inviare allo Stato con 10 richieste» fra cui «fine pena mai per i mafiosi, e no alla dissociazione, sì solo alla collaborazione».
Parlando del papello di Riina Maggiani Chelli ha concluso: «Se non volete chiamarla trattativa, chiamiamola grandissimo errore». (ANSA)
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COMUNICATO
1644  del 
27/05/2011
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel ringraziare Firenze e le sue istituzioni per il grande contr..... Apri
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel ringraziare Firenze e le sue istituzioni per il grande contributo alla riuscita delle nostre manifestazioni, precisa quanto segue.

GIULIA WEBER, che ieri sera ha presentato l'opera lirica LA TRAVIATA, non è uno speaker esterno, come definita da alcuni quotidiani, ma una vittima della strage di via dei Georgofili: una dei tanti ragazzi giovanissimi ai quali il tritolo del 27 Maggio 1993 ha sconvolto irrimediabilmente la vita.
La nostra interpretazione della Traviata ha voluto essere una chiara contestazione per quanto in questi mesi, come a tutti gli italiani, ci è toccato ascoltare.
Ha sicuramente toccato tutti gli italiani il caso Ruby, ma noi siamo stati toccati molto di più: piaccia o no.
Non abbiamo potuto guardare a quanto veniva reso noto attraverso organismi autorevoli come la Procura di Milano con un spirito uguale a quello del resto degli Italiani.
Non ha nulla a che vedere con le indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993: è semmai legato alla fatica che le nostre vittime fanno per vedere rispettati i propri diritti.
Lo spreco di denaro alla faccia di tutti, così palesemente ostentato, a noi non piace perché noi patiamo.
Noi non sappiamo quanto tutto ciò che fino ad oggi è stato reso noto nelle indagini sulle escort sia vero, ce lo dirà il futuro, ma nell'immediato non abbiamo potuto non constatare che in questo Paese c'è troppo spreco di denaro in cose futili, vecchie come il mondo, piuttosto che verso esigenze delle vittime di questo nostro sistema.

Abbiamo ancora una volta, pur leggendo i quotidiani di oggi solo rigorosamente in cronaca locale, constatato quanto in questo Paese non sia assolutamente compreso il dramma dei ragazzi incappati nella strage di via dei Georgofili.
Del resto anche l'intervento di giovanna maggiani chelli verteva a mettere bene in chiaro la sofferenza delle vittime, ma si preferisce dire che una "invettiva" non fa giustizia piuttosto che capire le buone ragioni degli altri, perché noi di ragioni nei confronti della non applicazione della legge 206 del 2004 da parte dei governi ne abbiamo da vendere .
E lo spreco di denaro è un affronto, e con le armi spuntate che abbiamo noi, per far valere i nostri diritti, anche una citazione ad un caso eclatante può servire a placare gli animi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1645  del 
27/05/2011
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Convegno in Sant'Apollonia
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Convegno in Sant'Apollonia
Il nostro intervento
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NOTIZIA ANSA
1646  del 
27/05/2011
MAFIA: STRAGI '93; FAMILIARI, SOLDI A RUBY MA ALLE VITTIME NO

FIRENZE, 27 MAG - "Non abbiamo potuto non constatare che in questo Pa.....
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MAFIA: STRAGI '93; FAMILIARI, SOLDI A RUBY MA ALLE VITTIME NO

FIRENZE, 27 MAG - "Non abbiamo potuto non constatare che in questo Paese c'é troppo spreco di denaro in cose futili, vecchie come il mondo, piuttosto che verso esigenze di vittime di questo nostro sistema".
Lo scrive in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, riferendosi al caso Ruby e a quanto emerge dalle indagini di "organismi autorevoli come la Procura di Milano".
La notte scorsa, in piazza della Signoria a Firenze, è stato commemorato il 18/mo anniversario della strage, con l'opera 'La Traviata'. Prima che l'orchestra eseguisse i brani di Giuseppe Verdi, una familiare delle vittime, Giulia Weber, ha letto un testo dell'Associazione in cui si descriveva la vicenda di Ruby come quella di una 'Traviata' moderna.
"La nostra interpretazione della Traviata - spiega la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli - ha voluto essere una chiara contestazione a quanto in questi mesi gli italiani hanno dovuto ascoltare. Il caso Ruby ha toccato tutti, ma noi siamo stati toccati molto di più, piaccia o no". Questo "non ha nulla a che vedere alle indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 - conclude Maggiani Chelli - è semmai legato alla fatica che le nostre vittime fanno per vedere riconosciuti i propri diritti".(ANSA)
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1647  del 
28/05/2011
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Due lettere all'associazione

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Due lettere all'associazione

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ARTICOLO
1649  del 
28/05/2011
Comunicato dell'ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980

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Comunicato dell'ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980

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COMUNICATO
1648  del 
29/05/2011
Vogliamo oggi ringraziare quanti fra le istituzioni sono stati a noi vicini in questi due giorni dedicati al ricordo della strage di via dei Georgofil..... Apri
Vogliamo oggi ringraziare quanti fra le istituzioni sono stati a noi vicini in questi due giorni dedicati al ricordo della strage di via dei Georgofili.
In modo particolare ringraziamo il Presidente del Senato Renato SCHIFANI il quale nel Suo messaggio a tutti noi rammenta con forza "che il Paese ha bisogno di ricordare, ma anche di continuare a ricercare la verità di quanto accaduto".
Inoltre, il Presidente Schifani conclude il Suo messaggio per noi dicendo che il "sacrificio di quegli innocenti deve promuovere il rafforzamento della nostra coscienza democratica".
Sono espressioni cariche di significato per i familiari delle vittime di Firenze , ne siamo grati al Presidente del Senato e auspichiamo che per l'anno venturo i rappresentati del Governo prendano fin da ora l'impegno di essere a Firenze il 26 e 27 Maggio, giorno dell'anniversario dell'attentato terroristico mafioso di via dei Georgofili, per testimoniare con la loro presenza una più grande vicinanza a tutti noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1650  del 
29/05/2011
Mafia: Maggiani Chelli, ecco 'il papello delle vittime'

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - "Il papello delle vittime": e&#.....
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Mafia: Maggiani Chelli, ecco 'il papello delle vittime'

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - "Il papello delle vittime": e' quello che Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha presentato oggi a Firenze in occasione della manifestazione in ricordo dell'attentato di 18 anni fa.

Prendendo spunto dal famigerato "papello" del 1992 del superboss di Cosa Nostra Toto Riina, per intavolare la presunta trattativa tra mafia e Stato, Maggiani Chelli ha dato lettura - fra gli applausi dei tanti studenti presenti - di un particolare documento con dieci richieste alla politica e alla magistratura.

Fra le richieste: l'arresto di Matteo Messina Denaro ("un terrorista libero"), l'erogazione di una pensione alle vittime delle stragi, il massimo impegno nell'accertamento della verita', l'obbligo di far dimettere i parlamentari "in odore di mafia".
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ARTICOLO
1652  del 
30/05/2011
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Il 18° anniversario sul sito de.....
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Il 18° anniversario sul sito de LA NAZIONE
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COMUNICATO
1654  del 
01/06/2011
Ha ragione il procuratore Vigna: il magistrato ha bisogno di prove oggettive inconfutabili per credere all'esistenza dei "mandanti esterni a cosa nost..... Apri
Ha ragione il procuratore Vigna: il magistrato ha bisogno di prove oggettive inconfutabili per credere all'esistenza dei "mandanti esterni a cosa nostra" per la strage di Firenze. E di sicuro, almeno per adesso, le prove non sono state trovate. Anche se siamo convinti che non sia uscito tutto fino in fondo, perché, per quello che ci riguarda, Brusca non ha ancora detto tutto ciò che sa. Eppure lo stipendiano anche con i nostri soldi.

Detto questo, noi ragioniamo come vittime di stragi terroristiche ed eversive. Un delitto così odioso e ben inserito nel nostro sistema, che mai, dico mai, ci abbandona la voglia di vomitare considerando il Paese nel quale siamo costretti nostro malgrado a vivere.

Che ci piaccia o no, il cervello siamo costretti ad usarlo, anche se troppo spesso siamo costretti a farlo per difenderci. E questo è vergognoso. Non avremo di sicuro al nostro servizio le più brillanti intelligenze, ma la logica non ci manca di certo.

Ed è proprio in base alla nostra logica ed alle nostre intelligenze che chiediamo spiegazioni.

Per esempio, il procuratore Vigna ci spieghi, visto che è materia del suo libro, perché Il Ministro della Giustizia ai tempi delle stragi negli anni ha verbalizzato in merito al 41 bis quanto segue: "E feci, a mio avviso, senz'altro bene, perché gli eventi successivi ed in particolare la strage di Firenze mi convinsero nel modo più assoluto della necessità di mantenere fermo il 41 bis e di rinnovare i decreti". Con questa frase, e con tutto il verbale di deposizione, si mette chiaramente in evidenza il giusto modo di vedere del Ministro della Giustizia.

Vogliamo chiedere spiegazioni, dunque, sul perché invece oggi il procuratore Vigna scrive: "Ritengo invece che davvero si fosse posto il problema(Conso) della legittimità dell'articolo che prevede il regime di carcere duro. Del resto, dal 1986 quando fu introdotto con decreto legge, l'articolo 41 bis è stato sottoposto più volte al giudizio della Corte costituzionale. Che, se è vero che ha sempre rigettato i ricorsi, lo ha fatto con sentenze interpretative - 2 volte proprio nel 1993, e poi nel 1996 e 1997 ? che hanno imposto delle modifiche a quell'articolo, quale ad esempio la possibilità per il detenuto, di ricorrere al magistrato di sorveglianza, o di garantire le attività necessarie per il riadattamento del detenuto, come le attività sportive, culturali e ricreative. La finalità riabilitativa della detenzione, cioè, non poteva essere derogata, soppressa o sospesa nemmeno per esigenze di ordine e sicurezza. Uomini di diritto come Conso non potevano non tenere presente questo e ritenendo di non poter risolvere come Ministro i problemi di costituzionalità, ha optato per non rinnovare quelle misure detentive".

Lungi da noi la volontà di innescare la polemica, siamo troppo amareggiati e sconcertati per farlo, ma per favore si lasci lavorare la magistratura operativa, rispettando tutti i sacrosanti diritti di giustizia per i nostri morti e i nostri feriti.

Ma ci ripetiamo: è la logica e la volontà di arrivare alla verità che ci impone di chiedere spiegazioni su dichiarazioni e nuovi punti di vista che ci lasciano francamente a bocca aperta.

A bocce ferme anche noi avremo da fare alcune considerazioni su di un libro tutto nostro. Ma non le facciamo di certo ora, mentre i Magistrati di mezza Italia lavorano sull'accertamento della verità per le stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1655  del 
04/06/2011
Quattro uomini di mafia tutti vicini a Bernardo Provenzano, uomini che favorirono alla grande la latitanza del Boss di "cosa nostra", respon..... Apri
Quattro uomini di mafia tutti vicini a Bernardo Provenzano, uomini che favorirono alla grande la latitanza del Boss di "cosa nostra", responsabile in primis della strage di via sei Georgofili, sono tornati in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare, così almeno scrive oggi un quotidiano.
18 anni fa, il 27 Maggio 1993, siamo stati messi nelle mani della mafia, nelle mani di Bernardo Provenzano e dei suoi uomini più crudeli, quella stessa mafia che oggi viene favorita alla grande.
Il nostro sconforto è senza pari, la lotta alla mafia così tanto ostentata in questi giorni in manifestazioni di facciata, cadde banalmente là dove la mafia trova risposte positive ai suoi desideri come quello di uscire dal carcere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1656  del 
04/06/2011
MAFIA: VITTIME STRAGE GEORGOFILI, SCONFORTO PER RILASCIO 4 DETENUTI

Firenze, 4 giu. (Adnkronos) - «Il nostro sconforto è senza pari, la lot.....
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MAFIA: VITTIME STRAGE GEORGOFILI, SCONFORTO PER RILASCIO 4 DETENUTI

Firenze, 4 giu. (Adnkronos) - «Il nostro sconforto è senza pari, la lotta alla mafia così tanto ostentata in questi giorni in manifestazioni di facciata, cade banalmente là dove la mafia trova risposte positive ai suoi desideri come quello di uscire dal carcere».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordando che «quattro uomini di mafia tutti vicini a Bernardo Provenzano, uomini che favorirono alla grande la latitanza del Boss di Cosa Nostra, responsabile in primis della strage di via dei Georgofili, sono tornati in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare».
Maggiani Chelli sottolinea che «18 anni fa, il 27 maggio 1993 siamo stati messi nelle mani della mafia, nelle mani di Bernardo Provenzano e dei suoi uomini più crudeli, quella stessa mafia - accusa - che oggi viene favorita alla grande».
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COMUNICATO
1657  del 
06/06/2011
Molto bene, apprendiamo con piacere attraverso la Suprema Corte di Cassazione, che i termini di custodia cautelare per gli adepti di Provenzano non so..... Apri
Molto bene, apprendiamo con piacere attraverso la Suprema Corte di Cassazione, che i termini di custodia cautelare per gli adepti di Provenzano non sono scaduti: così potranno tornare in carcere.
Cosa nostra stragista non ha bisogno di messaggi come quello rivolto ai fiancheggiatori di Bernardo Provenzano in queste ultime ore, per questo invochiamo sempre attenzione verso quel "papello" di richieste che la mafia stragista del 1993 ha rivolto allo Stato.
Il "papello di Riina" presentato allo Stato, dovrebbe essere incollato sul tavolo di ogni organismo legato alla Magistratura a ricordo continuo e costante di ciò che alla mafia non va mai va concesso in nessuna occasione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1658  del 
06/06/2011
La beffa è più grande dell'inganno, non solo i fiancheggiatori di Provenzano sono stati scarcerati per errore, ma all'errore non è più possi..... Apri
La beffa è più grande dell'inganno, non solo i fiancheggiatori di Provenzano sono stati scarcerati per errore, ma all'errore non è più possibile porre rimedio secondo le ultime note di agenzia.
Iddio non voglia sia così, o davvero si è persa la possibilità di vergognarsi in questo Paese mentre si scarcerano i mafiosi con escamotage da operetta.
Le vittime di mafia della strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, sono scandalizzate davanti a tanta presa in giro.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1659  del 
09/06/2011
Mai come in questo momento abbiamo compreso quanto sia difficile avere giustizia per le vittime del terrorismo eversivo, infatti anche un Paese strani..... Apri
Mai come in questo momento abbiamo compreso quanto sia difficile avere giustizia per le vittime del terrorismo eversivo, infatti anche un Paese straniero come il Brasile, si è messo per traverso alla richiesta di giustizia dei familiari delle vittime che hanno pagato con la vita gli errori di uomini che sfuggono da sempre davanti alle proprie responsabilità come Cesare Battisti.
Siamo anche noi vittime del terrorismo eversivo con una componente in più, quella mafiosa, e non possiamo che essere fortemente vicini a quanti, vittime del terrorismo eversivo, vedono oggi tradite davanti al mondo intero tutte le loro aspettative di giustizia.
Pertanto non bastano le parole e le promesse per contrastare l'ingiustizia che le vittime del terrorismo italiano stanno subendo in queste ore.
Il Governo deve tradurre in fatti concreti immediati ciò che va promettendo, perché non devono essere gli interessi di natura economica e quant'altro che possono intercorrere con il Brasile a compromettere ancora una volta la fiducia nello Stato italiano da parte dei cittadini che hanno subìto azioni terroristiche in prima persona.
Sappiamo tutti benissimo come alle belle parole delle prime ore, poi con il passare del tempo tutto cada nell'oblio, infatti in questi 60 anni di vita Repubblicana, troppi brigatisti e mafiosi terroristi italiani non hanno mai pagato la benché minima pena per avere procurato tanto dolore in Italia scappando all'estero.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
1660  del 
10/06/2011
Qualunque sia la decisione del TAR e non entrando nel merito se i documenti per prendere una decisione giusta saranno sufficienti, da qui a questi set..... Apri
Qualunque sia la decisione del TAR e non entrando nel merito se i documenti per prendere una decisione giusta saranno sufficienti, da qui a questi sette giorni che separano dalla ripresa del processo Tagliavia, che vede testimone Gaspare Spatuzza , fortemente chiediamo il cambio della norma per i collaboratori di giustizia allungando i fatto i 180 giorni per dire tutto quello che sanno con un Decreto Governativo.
Se l'Italia è un Paese che davvero vuole la lotta al terrorismo lo dimostri e dia ai collaboratori di giustizia il tempo necessario per parlare fino in fondo.
Lo ripetiamo da anni: 180 giorni non bastano e lo sanno benissimo quanti si prodigarono per una legge che ha messo in difficoltà l'unico vero strumento di contrasto alla mafia : i collaboratori di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1661  del 
12/06/2011
Il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia chiama in causa le stragi del 1993 e noi siamo fortemente d'accordo con lui, invocando una..... Apri
Il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia chiama in causa le stragi del 1993 e noi siamo fortemente d'accordo con lui, invocando una legge che punisca severamente chi candida persone indegne.
Infatti avremmo voluto fortemente che il Presidente Pisanu venisse a Firenze il 26 Maggio 2011 al Convegno in Regione Toscana intitolato "l'accertamento della verità sulle stragi del 1993", a dire quanto afferma oggi a 15 giorni di distanza.
Tuttavia il Presidente Pisanu non ci trova d'accordo là dove afferma che lo Stato non è sceso a patti con la mafia, definendoli solo "comportamenti individuali di alcuni".
Pur premettendo fortemente che saranno le indagini giudiziarie in corso e gli eventuali conseguenti processi a stabilire se "trattativa" fra Stato e mafia ci fu o no, noi siamo convinti che sia arrivato il momento di ammettere che i nostri figli non sono morti solo per mano di mafia.
L'attentato di via dei Georgofili è avvenuto soprattutto per colpa di errori gravissimi che lo Stato ha fatto, considerando che il 14 Maggio 1993 in via Fauro la mafia aveva già colpito e gli organismi di Stato lo sapevano ampiamente che era stata la mafia.
I morti di Firenze potevano essere evitati, il Presidente Pisanu non può non considerare tutto ciò, e se la Commissione Parlamentare d'inchiesta è arrivata prima della Magistratura a scoprire particolari che possono far arrivare all'accertamento della verità sul massacro di via dei Georgofili, il Senatore Pisanu lo renda noto e in fretta, perché sono 18 anni che aspettiamo giustizia per i nostri morti e i nostri feriti ampiamente vilipesi fino ad oggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1662  del 
16/06/2011
L'accusa ha chiesto l'ergastolo per Francesco Tagliavia.
Se Francesco Tagliavia, il quale pare abbia usato rispetto alle stragi l'espressione "fe.....
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L'accusa ha chiesto l'ergastolo per Francesco Tagliavia.
Se Francesco Tagliavia, il quale pare abbia usato rispetto alle stragi l'espressione "fermate il bingo", ricostruita la prova penale, risulterà colpevole, tra l'altro, di aver messo a disposizione i mafiosi Barranca, Lo Nigro e Giuliano, soggetti che tanto dolore hanno arrecato alle nostre famiglie, crediamo che la condanna a vita, ovvero fine pena mai, salvo eventuale collaborazione con la giustizia, sia quanto Tagliavia Francesco si merita.

Quindi tutto il nostro sostegno all'accusa, Nicolosi/Crini, nella quale fortemente crediamo.
Diciamo questo per i nostri morti e i nostri feriti, per noi stessi, ma anche per tranquillizzare sul fatto che mai e poi mai abbiamo voluto allontanare la Corte dai fatti di strage che ci riguardano, anche quando abbiamo chiesto di ascoltare altri testimoni, lontani di sicuro dallo stretto contatto dell'esplosivo stesso come sembra essere stato Tagliavia, ma non per questo non informati su quanto avveniva in Italia in quel maggio del 1993.
Del resto se noi oggi avessimo la certezza che per le stragi del 1993 si potesse solo sperare in un processo contro i "mandanti esterni" a cosa nostra, mai avremmo cercato di inserire in questi atti processuali tarati sulla mafia qualcosa di diverso dai soli fatti legati a Francesco Tagliavia. Purtroppo, la storia di questo infausto Paese in fatto di verità sulle stragi ci ha fatto maestri della diffidenza.

Per questo abbiamo fatto tutto quanto sta nelle nostre possibilità, anche all'interno di questo processo penale per l'accertamento della verità tutta, contando in un futuro più illuminato, durante il quale questi atti del processo al mafioso Tagliavia, si leggeranno e verranno ampiamente pubblicati.
Infatti è più che noto che noi aborriamo la salvaguardia di un sistema soprattutto a livello politico, quello attuale, che a livello di mandanti esterni a cosa nostra sulla strage di via dei Georgofili vuole fortemente ignorare l'enormità del torto subito da nostri parenti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1663  del 
16/06/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, TAGLIAVIA SI MERITA L'ERGASTOLO
«TUTTO IL NOSTRO SOSTEGNO ALLA PUBBLICA ACCUSA»

Firenze, 16 g.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, TAGLIAVIA SI MERITA L'ERGASTOLO
«TUTTO IL NOSTRO SOSTEGNO ALLA PUBBLICA ACCUSA»

Firenze, 16 giu. - (Adnkronos) - «L'accusa ha chiesto l'ergastolo per Francesco Tagliavia. Se Francesco Tagliavia, il quale pare abbia usato rispetto alle stragi l'espressione 'fermate il bingo', ricostruita la prova penale, risulterà colpevole tra l'altro di aver messo a disposizione i mafiosi Barraca, Lo Nigro e Giuliano, soggetti che tanto dolore hanno arrecato alle nostre famiglie, crediamo che la condanna a vita, ovvero fine pena mai, salvo eventuale collaborazione con la giustizia, sia quanto Tagliavia Francesco si merita. Quindi tutto il nostro sostegno all'accusa, Nicolosi/Crini, nella quale fortemente crediamo».
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito della richiesta dell'ergastolo per il boss Francesco Tagliavia processato per le stragi mafiose del 1993.
«Diciamo questo - aggiunge Maggiani Chelli - per i nostri morti e i nostri feriti, per noi stessi, ma anche per tranquillizzare sul fatto che mai e poi mai abbiamo voluto allontanare la Corte dai fatti di strage che ci riguardano, anche quando abbiamo chiesto di ascoltare altri testimoni, lontani di sicuro dallo stretto contatto dell'esplosivo stesso come sembra essere stato Tagliavia, ma non per questo non informati su quanto avveniva in Italia in quel maggio del 1993».
«Del resto se noi oggi avessimo la certezza che per le stragi del 1993 si potesse solo sperare in un processo contro i 'mandanti esternì a Cosa Nostra, mai avremmo cercato di inserire in questi atti processuali tarati sulla mafia qualcosa di diverso dai soli fatti legati a Francesco Tagliavia. Purtroppo, la storia di questo infausto Paese in fatto di verità sulle stragi ci ha fatto maestri della diffidenza. Per questo abbiamo fatto tutto quanto sta nelle nostre possibilità anche all'interno di questo processo penale per l'accertamento della verità tutta, contando in un futuro più illuminato, durante il quale questi atti del processo al mafioso Tagliavia, si leggeranno e verranno ampiamente pubblicati. Infatti è più che noto che noi aborriamo la salvaguardia di un sistema soprattutto a livello politico, quello attuale, che a livello di mandanti esterni a cosa nostra sulla strage di via dei Georgofili vuole fortemente ignorare l'enormità del torto subito da nostri parenti», conclude Maggiani Chelli.
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NOTIZIA ANSA
1664  del 
16/06/2011
MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, TAGLIAVIA MERITA PENA VITA

FIRENZE, 16 GIU - «Se Francesco Tagliavia, il quale pare abbia usato rispe.....
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MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, TAGLIAVIA MERITA PENA VITA

FIRENZE, 16 GIU - «Se Francesco Tagliavia, il quale pare abbia usato rispetto alle stragi l'espressione 'fermate il bingo', ricostruita la prova penale, risulterà colpevole tra l'altro di aver messo a disposizione i mafiosi Barraca, Lo Nigro e Giuliano, soggetti che tanto dolore hanno arrecato alle nostre famiglie, crediamo che la condanna a vita, ovvero fine pena mai, salvo eventuale collaborazione con la giustizia, sia quanto Tagliavia Francesco si merita».
Lo afferma la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la richiesta di ergastolo per il boss mafioso Francesco Tagliavia ed esprimendo «tutto il nostro sostegno all'accusa, Nicolosi/Crini, nella quale fortemente crediamo».
Maggiani Chelli spiega poi che «mai e poi mai abbiamo voluto allontanare la Corte dai fatti di strage che ci riguardano, anche quando abbiamo chiesto di ascoltare altri testimoni, lontani di sicuro dallo stretto contatto dell'esplosivo stesso come sembra essere stato Tagliavia, ma non per questo non informati su quanto avveniva in Italia in quel maggio del 1993. Del resto se noi oggi avessimo la certezza che per le stragi del 1993 si potesse solo sperare in un processo contro i 'mandanti esternì a Cosa nostra, mai avremmo cercato di inserire in questi atti processuali tarati sulla mafia qualcosa di diverso dai soli fatti legati a Francesco Tagliavia. Purtroppo - aggiunge la presidente dell'Associazione -, la storia di questo infausto Paese in fatto di verità sulle stragi ci ha fatto maestri della diffidenza».
«Per questo - spiega - abbiamo fatto tutto quanto sta nelle nostre possibilità, anche all'interno di questo processo penale, per l'accertamento della verità tutta, contando in un futuro più illuminato, durante il quale questi atti del processo al mafioso Tagliavia, si leggeranno e verranno ampiamente pubblicati. Infatti è più che noto - conclude la nota - che noi aborriamo la salvaguardia di un sistema soprattutto a livello politico, quello attuale, che a livello di mandanti esterni a cosa nostra sulla strage di via dei Georgofili vuole fortemente ignorare l'enormità del torto subito da nostri parenti». (ANSA)
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NOTIZIA ASCA
1671  del 
16/06/2011
MAFIA: PROCESSO STRAGI '93, PM FIRENZE CHIEDE ERGASTOLO PER TAGLIAVIA

(ASCA) - Firenze, 16 giu - Il Pm fiorentino Giuseppe Nicolosi h.....
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MAFIA: PROCESSO STRAGI '93, PM FIRENZE CHIEDE ERGASTOLO PER TAGLIAVIA

(ASCA) - Firenze, 16 giu - Il Pm fiorentino Giuseppe Nicolosi ha chiesto l'ergastolo per il boss mafioso Francesco Tagliavia, per per gli attentati del '93 a Firenze, Milano e Roma.
La richiesta e' giunta al termine della requisitoria nell'aula bunker di Santa Verdiana a Firenze.
I familiari delle vittime di via de' Georgofili, in una nota, esprimono "tutto il nostro sostegno all'accusa", sottolineando che "mai abbiamo voluto allontanare la Corte dai fatti di strage che ci riguardano, anche quando abbiamo chiesto di ascoltare altri testimoni, lontani di sicuro dallo stretto contatto dell'esplosivo stesso come sembra essere stato Tagliavia, ma non per questo non informati su quanto avveniva in Italia in quel maggio del 1993". Uno dei temi al centro del processo, infatti, e' stata la presunta "trattativa" tra lo Stato e la mafia e per questo sono stati ascoltati, tra gli altri, gli ex ministri Nicola Mancino e Giovanni Conso, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, il pentito Gaspare Spatuzza. "Del resto - notano i parenti delle vittime - se noi oggi avessimo la certezza che per le stragi del 1993 si potesse solo sperare in un processo contro i 'mandanti esterni' a Cosa nostra, mai avremmo cercato di inserire in questi atti processuali tarati sulla mafia qualcosa di diverso dai soli fatti legati a Francesco Tagliavia. Purtroppo, la storia di questo infausto Paese in fatto di verita' sulle stragi ci ha fatto maestri della diffidenza. Per questo abbiamo fatto tutto quanto sta' nelle nostre possibilita' anche all'interno di questo processo penale per l'accertamento della verita' tutta, contando in un futuro piu' illuminato, durante il quale questi atti del processo al mafioso Tagliavia, si leggeranno e verranno ampiamente pubblicati. Infatti e' piu' che noto che noi aborriamo la salvaguardia di un sistema soprattutto a livello politico, quello attuale, che a livello di mandanti esterni a cosa nostra sulla strage di via dei Georgofili vuole fortemente ignorare l'enormita' del torto subito da nostri parenti".
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COMUNICATO
1665  del 
17/06/2011
Non amiamo farci travolgere dalle suggestioni, con la nostra attiva partecipazione quali parti lese nel processo Tagliavia volevamo anche capire perch..... Apri
Non amiamo farci travolgere dalle suggestioni, con la nostra attiva partecipazione quali parti lese nel processo Tagliavia volevamo anche capire perché uomini dello Stato oggi anziani, in Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993 e ai Magistrati di Palermo, dicevano cose diverse da quelle verbalizzate davanti al PM Chelazzi nel 2002, tempo in cui la verità sulle stragi del 1993 era senz'altro più a portata di mano.
Per questo oggi i nostri avvocati hanno detto chiaro e tondo ciò che pensiamo.
L'accertamento della verità è il nostro viatico quotidiano e sempre quella perseguiremo, perché alle "menti raffinatissime" quali collusi con la mafia in affari , e quindi concorrenti nelle stragi, come in ultima battuta diceva il Magistrato Gabriele Chelazzi, noi crediamo fortemente, anche se oggi un'azione quasi generale di negazione ci preoccupa non poco.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1666  del 
17/06/2011
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, VOGLIAMO ACCERTAMENTO VERITÀ
"UN'AZIONE QUASI GENERALE DI NEGAZIONE CI PREOCCUPA NON POCO
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, VOGLIAMO ACCERTAMENTO VERITÀ
"UN'AZIONE QUASI GENERALE DI NEGAZIONE CI PREOCCUPA NON POCO

Roma, 17 giu. (Adnkronos) - «L'accertamento della verità è il nostro viatico quotidiano e sempre quella perseguiremo, perchè alle 'menti raffinatissimè quali collusi con la mafia in affari, e quindi concorrenti nelle stragi, come in ultima battuta diceva il magistrato Gabriele Chelazzi noi crediamo fortemente, anche se oggi un'azione quasi generale di negazione ci preoccupa non poco».
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con riferimento alla nuova udienza del processo sulle stragi mafiose del '93 di Firenze, Roma e Milano, che si svolge nell'aula bunker della città toscana.
«Non amiamo farci travolgere dalle suggestioni - continua Maggiani Chelli - con la nostra attiva partecipazione quali parti lese nel processo Tagliavia volevamo anche capire perchè uomini dello Stato oggi anziani, in Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993 e ai magistrati di Palermo dicevano cose diverse da quelle verbalizzate davanti al pm Chelazzi nel 2002, tempo in cui la verità sulle stragi del '93 era senz'altro più a portata di mano», conclude la presidente.
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NOTIZIA ANSA
1667  del 
17/06/2011
MAFIA: STRAGI '93; ASS. GEORGOFILI, NON AMIAMO SUGGESTIONI

FIRENZE, 17 GIU - «Non amiamo farci travolgere dalle suggestioni, con la nos.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS. GEORGOFILI, NON AMIAMO SUGGESTIONI

FIRENZE, 17 GIU - «Non amiamo farci travolgere dalle suggestioni, con la nostra attiva partecipazione quali parti lese nel processo Tagliavia volevamo capire perchè uomini dello Stato oggi anziani, in Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993 e ai magistrati di Palermo dicevano cose diverse da quelle verbalizzate davanti al pm Chelazzi nel 2002, tempo in cui la verità sulle stragi del 1993 era senz'altro più a portata di mano».
Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordando quanto detto oggi dagli avvocati di parte civile che «hanno detto chiaro e tondo ciò che pensiamo». «L'accertamento della verità è il nostro viatico quotidiano e sempre quella perseguiremo, perchè alle 'menti raffinatissimè quali collusi con la mafia in affari, e quindi concorrenti nelle stragi, come in ultima battuta diceva il magistrato Gabriele Chelazzi, noi crediamo fortemente, anche se oggi un'azione quasi generale di negazione ci preoccupa non poco». (ANSA)
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COMUNICATO
1668  del 
18/06/2011
"La volpe perde il pelo, ma non il vizio".
Nei momenti di difficoltà c'è sempre chi decide di dare una mano alla mafia.

La.....
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"La volpe perde il pelo, ma non il vizio".
Nei momenti di difficoltà c'è sempre chi decide di dare una mano alla mafia.

La mafia non vuole più il "41 bis" (regime di detenzione speciale atto a far si che i mafiosi rei di strage dal carcere non possano più dare ordini) e mentre le vittime della mafia si sperticano affinché il 41 bis funzioni davvero e non all'acqua di rose, così che dall'interno delle celle dei boss di "cosa nostra" non si possano più impartire ordini di morte, di condizionamento del voto e di affari personali, i benpensanti all'Aquila si organizzano e remano contro.

E' un brutto e tragico film che abbiamo già visto in questi 17 anni: infatti, il "41 bis" è stato spesso oggetto di grande attenzione, perché il "41 bis" movente mafioso per le stragi del 1993 (movente ampiamente individuato e male manovrato anche dalle istituzioni mentre scoppiavano le bombe di via Fauro, lasciando così scoppiare anche quelle di via dei Georgofili) è quanto di peggio possa capitare alla mafia insieme alla confisca dei loro capitali e ai collaboratori di giustizia.
Chiediamo a quanti sono in mala fede mentre si muovono contro un sistema carcerario molto pertinente per arginare lo strapotere mafioso, di non tornare a quegli anni in cui anche Cosimo Lo Nigro, il massacratore di via dei Georgofili, ha potuto lasciare il 41 bis e di impegnarsi piuttosto affinché uomini come Giuseppe Graviano non possano più socializzare fino a quando non collaboreranno con la giustizia.
Ancora una volta nel corso di questi 18 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili, intravediamo una politica schizofrenica che timorosa di perdere consensi rispetto alla società civile, li cerca là dove da 18 anni sta l'oggetto del contendere tra mafia e Stato: il 41 bis.
Ovvero si tenta, secondo noi, ancora sprovvedutamente o peggio intenzionalmente, di dare alla mafia quella libertà di azione attraverso l'abolizione di misure di detenzione, sì severe, ma necessarie.

Del resto "cosa nostra" ha sempre combattuto il "carcere duro", dal momento in cui Giovanni Falcone capi che l'unico sistema per frenare i mafiosi era isolarli in attesa che capissero che bisognava collaborare con la giustizia per tornare nella società civile istituendo il 41 bis.
Quindi, per quanto possa valere, ma per i nostri morti e i nostri invalidi, i quali sono stati massacrati in nome e per conto dell'abolizione del 41 bis, esprimiamo tutta la nostra disapprovazione per manifestazioni che sentiamo fortemente pro mafia piuttosto che a salvaguardia dei diritti umani.
Del resto gli stessi diritti sono stati ampiamente calpestati in via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993 e quanti organizzano e strumentalizzano oggi a proprio vantaggio contestando l'istituzione del "41 bis", dovevano essere tutti al mare in quella estate infausta che ha visto l'utilizzo di 1000 chili di tritolo a buon mercato, perché cosa è successo in Italia nel 1993 fanno ancora oggi finta di non capirlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1669  del 
18/06/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, NO A MANIFESTAZIONI CONTRO 41 BIS
CORTEO ORGANIZZATO ALL'AQUILA È 'PRO MAFIA PIUTTOSTO CHE A DIFESA.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, NO A MANIFESTAZIONI CONTRO 41 BIS
CORTEO ORGANIZZATO ALL'AQUILA È 'PRO MAFIA PIUTTOSTO CHE A DIFESA DIRITTI UMANÌ

Roma, 18 giu. - (Adnkronos) - «Mentre le vittime della mafia si sperticano affinchè il 41 bis funzioni davvero i benpensanti all'Aquila si organizzano e remano contro». La presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, critica in una nota la manifestazione contro il regime di carcere duro, organizzata per oggi nel capoluogo abruzzese da alcuni centri sociali. «Esprimiamo tutta la nostra disapprovazione - continua - per manifestazioni che sentiamo fortemente pro mafia piuttosto che a salvaguardia dei diritti umani. Si tenta, ancora sprovvedutamente o peggio intenzionalmente, di dare alla mafia libertà d'azione attraverso l'abolizione di misure di detenzione, sì severe, ma necessarie».
«Il 41 bis è stato oggetto di grande attenzione perchè è quanto di peggio possa capitare alla mafia», aggiunge la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. «Chiediamo a quanti sono in malafede di non tornare a quegli anni in cui anche Cosimo Lo Nigro, il massacratore di via dei Georgofili, ha potuto lasciare il 41 bis e di impegnarsi piuttosto affinchè uomini come Giuseppe Graviano non possano più socializzare finquando non collaboreranno con la giustizia», conclude Maggiani Chelli.
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LETTERA
1670  del 
18/06/2011
lettera al riformista 18 giugno 2011

Gentilissimo Direttore,
Dr. Emanuele Maccaluso.

La prego acquisire informazio.....
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lettera al riformista 18 giugno 2011

Gentilissimo Direttore,
Dr. Emanuele Maccaluso.

La prego acquisire informazione su quanto le parti civili costituite nel processo Tagliavia a Firenze, hanno risposto attraverso le arringhe dei loro avvocati ai Procuratori di Firenze.
Se non vorrà farlo in sede giornalistica, a breve saranno pronte le trascrizioni delle udienze e tutto sarà più chiaro.
Le chiedo gentilmente tutto ciò perché non è vero che non abbiamo recepito quanto la Procura di Firenze ha scritto nell'udienza del 16 Giugno scorso con le Requisitorie: lo abbiamo recepito così bene che il 17 giugno ieri, in sede di arringa delle parti civili, gli avvocati hanno risposto punto per punto carta bollata alla mano.
Noi siamo sempre e comunque con la Procura di Firenze, ma le nostre buone ragioni in fatto di accertamento della verità completa sulla strage di via dei Georgofili le rivendichiamo sempre e comunque, perché contiamo sempre in future indagini; infatti, come ben si sa, le stragi non cadono mai in prescrizione e sulla strage di via dei Georgofili la verità accertata è ancora tutta da scrivere.
Quello che invece notiamo in fatto di "notizie" mancate, a differenza del Dr. Massimo Bordin, è che proprio su quanto noi abbiamo detto in aula ieri per bocca dei nostri avvocati non ha fatto notizia neppure sulle pagine del "il Riformista".
Insomma, noi crediamo in Gaspare Spatuzza anche quando afferma che "cosa nostra" finanziava certi partiti, così come crediamo che trattativa ci sia stata eccome; del resto è già scritto su carta bollata passata in giudicato, basta leggerla.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1672  del 
21/06/2011
Gentilissimi,
sì, è così: la disinformazione è il vecchio vizio dei momenti difficili.
Avete avuto modo di leggere qualcosa sull'udienza .....
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Gentilissimi,
sì, è così: la disinformazione è il vecchio vizio dei momenti difficili.
Avete avuto modo di leggere qualcosa sull'udienza del 16 Giugno scorso sul processo Tagliavia a Firenze, mafioso che l'imminente sentenza ci dirà se è un ennesimo stragista mafioso o meno?
Ebbene, in quella giornata di udienza è emerso dal dibattimento che non esistono prove che oltre la mafia per le stragi del 1993 ci siano anche dei mandanti esterni alla mafia, ma il giorno seguente il 17 giugno u.s., le parti civili hanno - carte bollate alla mano - dimostrato che ci sono quanto meno le premesse per arrivare - dopo serie indagini - ad un processo per stabilire se i mandanti esterni alla mafia sia vero non esistano.
Ergo, mentre il 16 giugno i media hanno ampiamente strombazzato che i mandanti non ci sono, il 17 giorno successvo nessuno ha riportato che i mandanti esterni alla mafia è più di un indizio ci siano.
Siamo incatenati in una maledetta grotta, la luce è a portata di mano, ma la disinformazione stringe ogni giorno le nostre catene.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1673  del 
21/06/2011
Giovanni Brusca ha chiesto nuovamente di essere ascoltato a Palermo.
Non ci permetteremo mai di entrare trasversali alle decisioni di una Corte di.....
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Giovanni Brusca ha chiesto nuovamente di essere ascoltato a Palermo.
Non ci permetteremo mai di entrare trasversali alle decisioni di una Corte di giustizia, ma auspichiamo con tutto noi stessi che ciò che ha da dire Giovanni Brusca venga ascoltato.
Giovanni Brusca ha troppe precisazioni ancora da fare sul periodo 92-94 rispetto alle stragi terroristiche eversive che hanno caratterizzato quell'infausto periodo.
Qualunque cosa dirà Giovanni Brusca sarà un dato in più di cui abbiamo sempre bisogno, per capire del perché i nostri figli hanno dovuto morire per mano di mafia.
Sia illuminata quindi la Corte di Palermo, sciolga le riserve il 29 Giugno prossimo e attraverso Brusca confidiamo tutti che si possa saperne di più intorno a quel famigerato "papello" presentato dalla mafia allo Stato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1674  del 
24/06/2011
Profondamente indignati per quanto sta emergendo da intercettazioni telefoniche che fanno tornare alla ribalta della cronaca i nomi di coloro che eran..... Apri
Profondamente indignati per quanto sta emergendo da intercettazioni telefoniche che fanno tornare alla ribalta della cronaca i nomi di coloro che erano i registi sulla scena quando sono esplose le bombe del 1993, crediamo fortemente che davvero questo sia un Paese fortemente incivile.
Paese incivile il nostro, ma non rispetto allo strumento delle intercettazioni, che ci danno l'unità di misura del malcostume che regna in Italia, bensì incivile là dove ancora non è riuscito a darsi regole per fermare le più scellerate ruberie.
Il tritolo stragista del 1993 in via dei Georgofili cerca ancora i suoi veri responsabili insieme alla mafia "cosa nostra", non sono ancora venuti allo scoperto i veri affari sporchi da coprire, movente con ogni probabilità, per lasciare uccidere 5 persone e lasciarne massacrare altre 50, sotto trecento chili di miscela esplosiva.
Ancora una volta siamo dalla parte del magistrati che per svolgere bene il loro lavoro hanno bisogno di strumenti come le intercettazioni telefoniche altrimenti la mafia e i suoi accoliti non si possono combattere .
Se entro Agosto c' è una legge da varare, quella è di sicuro per potenziare e triplicare l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, di modo che sia finalmente arrestato il latitante Matteo Messina Denaro, stragista a Firenze in Via dei Georgofili.
Il qual Matteo Messina Denaro terrorista eversivo sta stringendo un laccio intorno al collo dell'Italia e chi deve non fa abbastanza per neutralizzarlo, ed eventualmente indurlo a collaborare con la giustizia rendendo noti i nomi di chi insieme a lui prima ha massacrato i nostri figli e oggi sta dissanguando l'Italia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1675  del 
28/06/2011
Lettera aperta dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Forse è solo cattivo gusto o forse ci troviamo d.....
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Lettera aperta dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Forse è solo cattivo gusto o forse ci troviamo di fronte ad una coincidenza. D'altronde, nel corso di questi 18 anni, quante volte ci hanno parlato di caso, di casualità.

Ciò che è certo è che non possiamo rimanere indifferenti apprendendo che il 30 giugno, lo stesso giorno o proprio a ridosso del giorno in cui il Tribunale di Firenze emetterà la sentenza per il Processo Tagliavia, in Palazzo Vecchio sarà presentato il libro di Piero Luigi Vigna alla presenza del sindaco Matteo Renzi.

Casualità, caso, coincidenza.

Abbiamo già espresso la nostra preoccupazione e la nostra angoscia per ciò che l'ex procuratore ha scritto sul suo libro. La sensazione, forte, è che si voglia ancora una volta tentare di indebolire la voce di chi vuole la verità sulle stragi mafiose del 1993 ed in particolare sulla strage di via dei Georgofili. Una verità che passa e che deve necessariamente passare per un'approfondita indagine sui mandanti a volto coperto.

Secondo la sconvolgente posizione di Vigna, se un fatto non è giudiziariamente provato, semplicemente non esiste; dunque, non esistono i mandanti occulti.

Anche noi, come Vigna, pensiamo che per la verità giudiziaria serva la prova ricostruita dalle carte processuali e dalle sentenze, ma a differenza dell'ex procuratore, noi da quasi 20 anni ci battiamo affinché si indaghi ancora più a fondo, e si istruisca un processo per appurare la reale esistenza di mandanti esterni.
Non vogliamo certo sminuire il lavoro fatto in questi anni anche da Vigna stesso, ma non ci basta.

Mentre Vigna, insieme a Renzi, sosterrà il suo nuovo punto di vista sui mandanti esterni (nuovo, inedito, e che smentisce il lavoro di anni ed anni del procuratore stesso) nel palazzo che rappresenta i fiorentini, noi saremo di lì a breve in aula ad attendere la sentenza Tagliavia in veste di parti civili.

Durante il processo sono stati sentiti personaggi di primo piano come alcuni ministri del 1993 e collaboratori di giustizia. Noi pensiamo che vi siano tutti gli elementi perché, in sentenza, si lasci un'apertura per future indagini sui mandanti esterni, su chi ha trattato con la mafia, su chi sa e non parla.

Per questo motivo, siamo sorpresi per la contrapposizione tra due eventi così contrastanti tra loro e per ciò che questo può o potrebbe significare per noi, per i nostri morti, per la ricerca della verità. Ma forse, ancora una volta, sono solo coincidenze.

Il 26 maggio scorso abbiamo sentito dire dalle istituzioni che il Comune di Firenze si è costituito parte civile nel processo Tagliavia non per il denaro che il Comune può avere da questa causa civile, bensì per essere vicino ai familiari delle vittime e ai feriti nella strage nella loro ricerca di giustizia e verità.

Ringraziamo sentitamente per le buone intenzioni, ma ancora una volta dobbiamo constatare che di buone intenzioni è lastricato l'inferno; come sempre - allo stato attuale delle cose - saremo soli nella nostra battaglia piena di sacrosanti diritti.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1676  del 
28/06/2011
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,BRUTTA COINCIDENZA LIBRO VIGNA-SENTENZA

FIRENZE, 28 GIU - «Forse è solo cattivo gusto, o forse ci troviamo di fronte ad.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,BRUTTA COINCIDENZA LIBRO VIGNA-SENTENZA

FIRENZE, 28 GIU - «Forse è solo cattivo gusto, o forse ci troviamo di fronte ad una coincidenza» ma «non possiamo rimanere indifferenti apprendendo che il 30 giugno, a ridosso della sentenza per il processo Tagliavia, in Palazzo Vecchio sarà presentato il libro di Piero Luigi Vigna alla presenza del sindaco Matteo Renzi».
Lo scrivono in una nota i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
«Secondo la sconvolgente posizione di Vigna - scrive l'associazione in una nota - se un fatto non è giudiziariamente provato, semplicemente non esiste; dunque, non esistono i mandanti occulti» alle stragi mafiose del 1993.
«Abbiamo già espresso la nostra preoccupazione e la nostra angoscia per ciò che l'ex procuratore ha scritto sul suo libro. La sensazione, forte, è che si voglia ancora una volta tentare di indebolire la voce di chi vuole la verità sulle stragi mafiose del 1993».
«Mentre Vigna, insieme a Renzi, sosterrà il suo nuovo punto di vista sui mandanti esterni - conclude la nota - noi saremo di lì a breve in aula ad attendere la sentenza Tagliavia in veste di parti civili».(ANSA)
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COMUNICATO
1677  del 
29/06/2011
Fra stoccate e lodi verso le parti civili, e nominando troppo le bambine morte in via dei Georgofili, i difensori di Tagliavia hanno messo a punto una..... Apri
Fra stoccate e lodi verso le parti civili, e nominando troppo le bambine morte in via dei Georgofili, i difensori di Tagliavia hanno messo a punto una tecnica difensiva che suona così: la mafia con le stragi del 1993 non centra nulla: sono stati ben altri e comunque non quelli nominati da Gaspare Spatuzza.
Siamo ormai navigati verso tutto questo, da troppi anni.
Quindi rinnoviamo la nostra fiducia a Gaspare Spatuzza per tutto ciò che ha verbalizzato e chiediamo per lo stesso la status di collaboratore di giustizia a tutti gli effetti, tutto questo fino a quando non sarà la magistratura a dire che Spatuzza non è attendibile.
Così come confermiamo la nostra certezza che "cosa nostra" nelle stragi del 1993 c'entra eccome e non solo .
Per questo ribadiamo quanto anche da questo dibattimento per il processo a Tagliavia è emerso per bocca delle parti civili, ovvero i "mandanti esterni a cosa nostra" sono per noi una tragica realtà; necessita quindi un proseguo di serie indagini senza pensare ancora una volta ad archiviazioni che vivremo davvero molto drammaticamente.
Sono 18 anni che ci sentiamo dire che tanto abbiamo avuto ed è vero, grazie anche a Gabriele Chelazzi; ora è arrivato il momento di onorare il lavoro del Magistrato che nei "mandanti esterni a cosa nostra", piaccia o no, ha sempre creduto, non è certo il tempo di seppellire sotto le copertine accattivanti dei libri ciò che già il tritolo ha provato a seppellire insieme ai nostri morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1678  del 
29/06/2011
Continua il massacro dei collaboratori di giustizia da parte della difesa Tagliavia in aula a Firenze.
Comprensibilissimo: chiunque, costituzional.....
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Continua il massacro dei collaboratori di giustizia da parte della difesa Tagliavia in aula a Firenze.
Comprensibilissimo: chiunque, costituzionalmente parlando, ha diritto alla difesa e la mafia cosa potrebbe fare se non massacrare chi si è fatto sbirro?
Ma il nostro Parlamento non può continuare ad assistere all'attacco concentrico ad una delle armi più importanti di contrasto alla mafia, i collaboratori di giustizia, senza muovere un dito, solo perché in passato si è fatto un errore.

180 giorni per i collaboratori di giustizia, per dire tutto quello che sanno, questa mattina, in questa aula di giustizia, al pensiero dei nostri morti, pesano come macigni.
La legge dei 180 giorni, voluta da un Parlamento che scioglieva ormai le Camere, fa star male i familiari delle vittime di via dei Georgofili: non capiamo perché sussista ancora oggi e nessuno abbia ancora provveduto a cambiarla.
Stamane siamo certi che la verità sulle strage di via dei Georgofili non la vogliono trasversalmente a tutto l'arco costituzionale altrimenti i famigerati 180 giorni sarebbero già stati gettati alle ortiche.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1679  del 
29/06/2011
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, NON ARCHIVIARE MANDANTI

FIRENZE, 29 GIU - "I mandanti esterni a Cosa nostra sono per noi una tra.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, NON ARCHIVIARE MANDANTI

FIRENZE, 29 GIU - "I mandanti esterni a Cosa nostra sono per noi una tragica realtà. C'é bisogno di un proseguo delle indagini, senza pensare ancora una volta ad archiviazioni che vivremmo davvero molto drammaticamente".
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Oggi in tribunale a Firenze ha parlato la difesa del boss Francesco Tagliavia, imputato per le stragi del 1993.
"I difensori di Tagliavia - continua la nota - hanno messo a punto una tecnica difensiva che suona così: la mafia con le stragi del 1993 non c'entra nulla, sono stati ben altri, ma comunque non quelli nominati da Gaspare Spatuzza. Noi confermiamo la nostra certezza che Cosa nostra nelle stragi del 1993 c'entra eccome e non solo Cosa nostra". (ANSA)
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COMUNICATO
1680  del 
30/06/2011
La mafia vuole la verità tutta per le stragi del 1993, è quanto continua a emergere mentre gli avvocati della difesa parlano al processo Tagliavia in ..... Apri
La mafia vuole la verità tutta per le stragi del 1993, è quanto continua a emergere mentre gli avvocati della difesa parlano al processo Tagliavia in battuta finale.
La mafia non può non sapere come si fa a rendere nota la verità tutta, cosa alla quale noi ambiamo da ben 18 anni, basta che i capi di "cosa nostra" parlino una buona volta nelle dovute sedi nelle vesti di collaboratori di giustizia, e la verità la conoscerà il mondo intero.
Inutile continuare da parte della mafia a insistere che c'è un'altra verità sulla strage di via dei Georgofili, ne siamo convinti anche noi che oltre la mafia ci sia ancora una verità tutta da rendere nota, ma se non parla la mafia gli "Altri" non parlano di certo.
In chiusura dei nostri comunicati rispetto a questo processo Tagliavia, e in attesa dell'ennesima sentenza che come sempre rinnova fortemente il nostro dolore e riapre le nostre ferite, ci sentiamo di dire che alla mafia in questo Paese è già stato concesso anche troppo.
La strage di via dei Georgofili è stata quanto di più vigliacco si possa immaginare: Spatuzza Gaspare era a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, come sono andate le cose sulla questione organizzativa lui lo deve sapere per forza, chi ha maneggiato l'esplosivo di via dei Georgofili, quindi, Spatuzza lo sa benissimo.
Gaspare Spatuzza, ha deciso di collaborare e noi allo stato attuale delle cose gli crediamo.
Perché non dovremmo credere a Spatuzza in virtù dei benefici a cui aspira per il suo pentimento, peraltro tutto dovuto per legge, e credere invece alla voce della mafia che non collabora e che il 27 maggio 1993 ha fatto brillare 300 chili di tritolo in via dei Georgofili per accumulare montagne di denaro, come risulta ogni giorno dalle confische che vengono fatte a Salvatore Riina e a tutti i suoi degni compari?
Non sarà che a mentire non sia Spatuzza, ma tutti quei mafiosi sia in carcere che fuori dal carcere i quali tentano con le unghie e con i denti di conservare quanto hanno tolto a tutta la collettività proprio con l'uso di centinaia di chili di tritolo sulla pelle dei nostri figli?
Temiamo proprio di si.
La polemica verso le parti civili da parte dell'avv. Cianferoni in difesa dello stragista Tagliavia in via D'Amelio la ritorniamo al mittente: difenda il suo assistito, è un suo diritto, ma rispetti chi ha perso i figli e cerca di stanare attraverso i Tribunali ogni mafioso che ha contribuito al massacro del 27 maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1681  del 
30/06/2011
La difesa Tagliavia l&039;ha appena detto alle 12,45, a grandi linee ma il succo era questo:
a noi non cambia nulla la condanna o l&039;assoluzion.....
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La difesa Tagliavia l&039;ha appena detto alle 12,45, a grandi linee ma il succo era questo:
a noi non cambia nulla la condanna o l&039;assoluzione di Tagliavia, l&039;importante è minare la credibilità di Spatuzza.
Massacrare Spatuzza perché con così tanta forza da parte della mafia &039;cosa nostra&039;"?
A chi fa paura Spatuzza?
Chiediamo a coloro che nell'aprile 2001 chiesero i 180 giorni per i collaboratori di giustizia per dire tutto, di tornare indietro e promuovere oggi la richiesta di una norma che allunghi quell&039;infausto limite temporale.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
1682  del 
01/07/2011
Apprendiamo con soddisfazione che Gaspare Spatuzza, secondo le decisioni del Tar del Lazio, dovrà essere ammesso al programma di protezione previsto p..... Apri
Apprendiamo con soddisfazione che Gaspare Spatuzza, secondo le decisioni del Tar del Lazio, dovrà essere ammesso al programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia.
Quando la mafia si pente e collabora con la giustizia, in Italia non ci si può permettere di fare gli schifiltosi, la mafia è una cosa seria, molto seria, i nostri parenti sono morti per mano di mafia e nessuno deve dimenticarselo mai che lo Stato non ha saputo proteggere i nostri affetti più cari.
Eravamo angosciati ieri alla chiusura del dibattimento per il processo a Tagliavia, il mafioso che secondo Spatuzza si è occupato dell'esplosivo per via dei Georgofili.
Oggi allo stato delle cose lo siamo un po' meno, perchè quando il 5 Ottobre prossimo torneremo in aula bunker a Firenze per le repliche alla difesa Tagliavia da parte delle parti civili, e dell'accusa, la figura di Gaspare Spatuzza, auspichiamo, sarà rivalutata fino in fondo, senza il peso di documenti del Ministero che non autorizzano l'ammissione al programma di protezione al collaboratore di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1683  del 
01/07/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, BENE AMMISSIONE SPATUZZA A PROGRAMMA PROTEZIONE

Palermo, 1 lug. - (Adnkronos) - «Apprendiamo con soddisf.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, BENE AMMISSIONE SPATUZZA A PROGRAMMA PROTEZIONE

Palermo, 1 lug. - (Adnkronos) - «Apprendiamo con soddisfazione che Gaspare Spatuzza, secondo le decisioni del Tar del Lazio, dovrà essere ammesso al programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia».
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione vittime della strage dei Georgofili a Firenze, commentando la decisione del Tar di annullare il provvedimento di rifiuto della Commissione pentiti di accogliere Spatuzza nel programma di protezione.
«Quando la mafia si pente e collabora con la giustizia in Italia non ci si può permettere di fare gli schifiltosi, la mafia è una cosa seria, molto seria, i nostri parenti sono morti per mano di mafia e nessuno deve dimenticarselo mai che lo Stato non ha saputo proteggere i nostri affetti più cari. Eravamo angosciati ieri alla chiusura del dibattimento per il processo a Tagliavia il mafioso che secondo Spatuzza si è occupato dell'esplosivo per via dei Georgofili - ha detto - Oggi allo stato delle cose lo siamo un pò meno, perchè quando il 5 ottobre prossimo torneremo in aula bunker a Firenze per le repliche alla difesa Tagliavia da parte delle parti civili, e dell'accusa, la figura di Gaspare Spatuzza auspichiamo sarà rivalutata fino in fondo, senza il peso di documenti del ministero che non autorizzano l'ammissione al programma di protezione al collaboratore di giustizia»
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NOTIZIA ANSA
1684  del 
01/07/2011
MAFIA:SPATUZZA; ASS.GEORGOFILI,TAR? NON FARE GLI SCHIFILTOSI

FIRENZE, 1 LUG - "Apprendiamo con soddisfazione che Gaspare Spatuzza, secondo .....
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MAFIA:SPATUZZA; ASS.GEORGOFILI,TAR? NON FARE GLI SCHIFILTOSI

FIRENZE, 1 LUG - "Apprendiamo con soddisfazione che Gaspare Spatuzza, secondo le decisioni del Tar del Lazio, dovrà essere ammesso al programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia. Quando la mafia si pente e collabora con la giustizia in Italia non ci si può permettere di fare gli schifiltosi".
Così il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, ha commentato la pronuncia del Tar del Lazio per l'annullamento della decisione della commissione 'pentiti' del Viminale di rifiutare a Spatuzza l'ammissione al programma di protezione.
"La mafia è una cosa seria, molto seria, i nostri parenti sono morti per mano di mafia e nessuno deve dimenticarselo mai che lo Stato non ha saputo proteggere i nostri affetti più cari - ha affermato in una nota Maggiani Chelli -. Eravamo angosciati ieri alla chiusura del dibattimento per il processo a Tagliavia il mafioso che secondo Spatuzza si è occupato dell'esplosivo per via dei Georgofili. Oggi allo stato delle cose lo siamo un po' meno, perché quando il 5 ottobre prossimo torneremo in aula bunker a Firenze per le repliche alla difesa Tagliavia da parte delle parti civili, e dell'accusa, la figura di Gaspare Spatuzza, auspichiamo, sarà rivalutata fino in fondo, senza il peso di documenti del ministero che non autorizzano l'ammissione al programma di protezione al collaboratore di giustizia".(ANSA)
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COMUNICATO
1685  del 
01/07/2011
Aspettavamo la precisazione del sottosegretario Mantovano e puntuale è arrivata. Bene tenuto conto del contenuto della sentenza, la Commissione prepos..... Apri
Aspettavamo la precisazione del sottosegretario Mantovano e puntuale è arrivata. Bene tenuto conto del contenuto della sentenza, la Commissione preposta si pronunci ancora sul programma di protezione a Gaspare Spatuzza, ci mancherebbe altro.
Ma resta valido il nostro dire di sempre perché noi abbiamo contato i morti non le procedure:
1) Nessuno si scordi che senza i pentiti ovvero i collaboratori di giustizia "cosa nostra armata sarebbe tutta ancora in giro ad ammazzare gente inerme come del resto oggi è ancora Matteo Messina Denaro
2)I pentiti ovvero i collaboratori di giustizia sono una spina nel fianco alla mafia e chi ogni giorno ci manda a dire che combatte la mafia in modo egregio non può poi nascondersi dietro al dito dei tecnicismi quando è il momento di garantire la protezione idonea ad uno che ci racconta quello che sa sulle stragi del 1993 come Gaspare Spatuzza.
Abbiamo la netta impressione che la lotta alla mafia sia ridotta ad uno spot pubblicitario perché sul fronte delle indagini sui mandanti esterni alla mafia per la strage di via dei Georgofili non si schiaccia un chiodo e sicuramente uno dei motivi è perchè i cosiddetti "pentiti non sentono protezione alcuna, e non parlano.
Lasciamo stare la politica, non è una questione politica, è una questione di mafia, è questione di morti senza giustizia e in via dei Georgofili erano 5 con 48 feriti.
E' finito il tempo di fare i compitini in classe: è il tempo di sconfiggere la mafia attraverso i collaboratori di giustizia che hanno bisogno di garanzie e non di puntualizzazioni tecniche. A questo punto però diamo fortemente credito al Sottosegretario Mantovano là dove chiede di cambiare quella norma che non ci fa dormire la notte, quella dell'Aprile 2001 mentre si scioglievano le Camere, che ha posto un limite temporale a chi collabora con la giustizia, come se parlare del gotha di "cosa nostra fosse una passeggiata e non un calvario di morti ammazzati sotto il tritolo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1686  del 
09/07/2011
Il persistere della latitanza di Matteo Messina Denaro e l'alto tasso di corruzione emergente attraverso le indagini della Magistratura, creano i..... Apri
Il persistere della latitanza di Matteo Messina Denaro e l'alto tasso di corruzione emergente attraverso le indagini della Magistratura, creano in noi grande preoccupazione.
Infatti, nel 1993 al perdurare di una situazione analoga a quella attuale, si è pensato bene di chiedere alla mafia di destabilizzare il Paese per quanto stava avvenendo in Italia in fatto di indagini e sentenze.
E' stato in quel clima scellerato che a Firenze nel giardino di Boboli il 5 Novembre del 1992, come ha detto Giovanni Brusca, è stato piazzato per mano di "cosa nostra" un proiettile accanto alla statua di un Magistrato, Marcus Cautiu, azione dimostrativa che è stata definita, negli anni, dalla Procura di Firenze, l'anticamera delle stragi del 1993.
I cinque morti di Firenze e i 48 feriti, oggi tutti invalidi, il 27 Maggio 1993 hanno pagato un prezzo così alto, per le ruberie messe in atto da alcuni uomini della politica, dell'imprenditoria, delle istituzioni e dei poteri ecclesiatici per le indagini e per le sentenze messe in atto nei loro confronti in quei giorni, che invochiamo grande attenzione da parte delle forze dell'ordine.
Infatti mai più vorremmo che altri sopportassero il prezzo pagato da 51 famiglie a Firenze la maledetta notte di via dei Georgofili
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1688  del 
12/07/2011
GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI, VERGOGNOSO PENSARE ABOLIRE 41 BIS

FIRENZE, 12 LUG - "Si tenta oggi un primo passo verso l'abolizione de.....
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GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI, VERGOGNOSO PENSARE ABOLIRE 41 BIS

FIRENZE, 12 LUG - "Si tenta oggi un primo passo verso l'abolizione del 41 bis". Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa dei Georgofili, riferendosi al documento presentato dal "dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio", "che verte ad ammorbidire il 41 bis".
Nel 1993, ricorda la presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, "la mafia ha usato in via dei Georgofili 300 chili di tritolo in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis". Oggi, aggiunge la nota, se ne parla "in nome e per conto dei diritti umani, quegli stessi diritti umani che Salvatore Riina e i fratelli Graviano si sono messi sotto i piedi la notte dei Georgofili".(ANSA)
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COMUNICATO
1689  del 
16/07/2011
Bene il rientro del Governo, del Ministro Alfano, sul 41 bis.
Saremo attenti affinchè quanto promesso sia mantenuto e gli stragisti di via dei Ge.....
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Bene il rientro del Governo, del Ministro Alfano, sul 41 bis.
Saremo attenti affinchè quanto promesso sia mantenuto e gli stragisti di via dei Georgofili alberghino a 41 bis fino a quando non decideranno di collaborare con la giustizia.
A tal proposito significhiamo a quanti in queste ore si ergono a paladini della mafia, che la collaborazione con la giustizia rispetto al "41 bis" non è "una teoria né tanto meno una tortura", ma una necessità per soggetti che hanno messo il Paese a ferro e fuoco nel 1993 senza una ragione plausibile che non fosse quella di nascondere ruberie e anche finanziamenti ai partiti, come hanno ben testimoniato i collaboratori di giustizia in aula a Firenze, l'inverno scorso, durante il processo Tagliavia.
Purtroppo sembra che ad essere finanziati mensilmente dalla mafia a detta dei collaboratori di giustizia, fossero anche quegli stessi partiti che oggi si ergono a difesa dei diritti della mafia verso il 41 bis .
Quindi, come apparso su di un quotidiano, tacciare di "una politica emergenzialista per di più ultra semplificata e intrisa di retorica", il quotidiano l'Unità, che ha messo sacrosantamente in risalto "la stecca" sul 41 bis in queste ore da parte del Governo, è per noi un fatto gravissimo.
I finanziamenti della mafia alla politica sono per noi una ignominia per chi li ha accettati, una condanna da parte nostra senza se e senza ma, perché finanziare un partito, da parte della mafia, necessariamente vuol dire, per il partito coinvolto, fedeltà alla mafia oltre ogni ragione, anche la sacrosanta regione delle vittime delle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1691  del 
18/07/2011
Il grido di Salvatore Borsellino, è anche il nostro:
La Verità sulla strage di via d'Amelio.
La verità per dare giustizia ai morti e pa.....
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Il grido di Salvatore Borsellino, è anche il nostro:
La Verità sulla strage di via d'Amelio.
La verità per dare giustizia ai morti e pace ai famigliari del Giudice che aveva scoperto con ogni probabilità la trattativa in corso che ha poi prodotto inevitabilmente ancora lutti incredibili, trattativa così fortemente negata dalle istituzioni di allora.
Siamo vicini al grande dolore della famiglia Borsellino che si rinnova anche in questo anniversario, così come vogliamo fortemente ricordare gli agenti della scorta del Giudice, morti in via d'Amelio e significare tutta la nostra vicinanza alle loro famiglie.
Lo facciamo in un anniversario significativo dopo le novità apportate dalla Procura di Caltanissetta sulla morte del Giudice e dei suoi agenti di scorta, persone che tutti noi non smetteremo di ricordare per il loro immenso sacrificio.
Rammenteremo sempre il loro lavoro che fu il tentativo pagato con la vita di evitare altre morti, altre stragi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1692  del 
18/07/2011
«La verità sulla strage di via d'Amelio». La chiedono i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili attraverso la presidente Giova..... Apri
«La verità sulla strage di via d'Amelio». La chiedono i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili attraverso la presidente Giovanna Maggiani Chelli.

Roma, 18 lug. - (Adnkronos) - «La verità - rileva in una nota - per dare giustizia ai morti e pace ai famigliari del giudice che aveva scoperto con ogni probabilità la trattativa in corso che ha poi prodotto inevitabilmente ancora lutti incredibili, trattativa così fortemente negata dalle istituzioni di allora».
«Siamo vicini al grande dolore della famiglia Borsellino che si rinnova anche in questo anniversario, così come vogliamo fortemente ricordare gli agenti della scorta del giudice, morti in via d'Amelio e significare tutta la nostra vicinanza alle loro famiglie», prosegue la nota.
«Lo facciamo in un anniversario significativo dopo le novità apportate dalla Procura di Caltanissetta sulla morte del giudice e dei suoi agenti di scorta, persone che tutti noi non smetteremo di ricordare per il loro immenso sacrificio. Rammenteremo sempre il loro lavoro che fu il tentativo pagato con la vita di evitare altre morti, altre stragi», conclude l'Associazione.
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NOTIZIA ANSA
1693  del 
18/07/2011
BORSELLINO: ASS.GEORGOFILI,UCCISO PERCHE' TENTO' STOP STRAGI

FIRENZE, 18 LUG - "Rammenteremo sempre il loro lavoro, che fu il .....
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BORSELLINO: ASS.GEORGOFILI,UCCISO PERCHE' TENTO' STOP STRAGI

FIRENZE, 18 LUG - "Rammenteremo sempre il loro lavoro, che fu il tentativo pagato con la vita di evitare altre morti, altre stragi". Così l'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si uniscono al "grido: verità sulla strage di via d'Amelio" e ricordano Paolo Borsellino e gli uomini della scorta.
"La verità - scrive l'associazione - per dare giustizia ai morti e pace ai famigliari del giudice che aveva scoperto, con ogni probabilità, la trattativa in corso, che ha poi prodotto inevitabilmente ancora lutti incredibili, trattativa così fortemente negata dalle istituzioni di allora".
"Siamo vicini al grande dolore della famiglia Borsellino - conclude la nota - che si rinnova anche in questo anniversario, così come vogliamo fortemente ricordare gli agenti della scorta del Giudice, morti in via d'Amelio e significare tutta la nostra vicinanza alle loro famiglie. Lo facciamo in un anniversario significativo dopo le novità apportate dalla Procura di Caltanissetta sulla morte del Giudice e dei suoi agenti di scorta, persone che tutti noi non smetteremo di ricordare per il loro immenso sacrificio".(ANSA)
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COMUNICATO
1694  del 
19/07/2011
Il prossimo 21 luglio saremo a Roma, insieme a tutte le vittime di stragi terroristiche, per un incontro con la stampa (FNSI) in difesa delle leggi pe..... Apri
Il prossimo 21 luglio saremo a Roma, insieme a tutte le vittime di stragi terroristiche, per un incontro con la stampa (FNSI) in difesa delle leggi per le vittime del terrorismo.

Non saremo quindi a Firenze per la prima festa Nazionale di Libera, che con Don Luigi Ciotti insieme a Nando Dalla Chiesa, Giancarlo Caselli, Maurizio Torrealta, Nicola Tranfaglia ed altri aprirà proprio con un ricordo delle vittime di via dei Georgofili.

Del resto, noi non abbiamo nulla da festeggiare, così come non amiamo la strumentalizzazione dei nostri morti per fini diversi da quelli che ci siamo prefissati con il nostro Statuto di Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Nessuno ce ne voglia, ma come non comprenderci: sono morti i nostri figli, perché sentirli chiamare in causa in modo troppo spesso retorico e ancor più spesso finalizzato a scopi diversi da quello che anima la nostra associazione? A chi giova?

Auguriamo la migliore delle riuscite alla festa di Libera a Firenze. Non può minimamente essere nei nostri pensieri che altri non festeggino le loro conquiste sul fronte del contrasto alla mafia, del riscatto sulle organizzazioni criminali attraverso l'azione dei giovani che la mafia non la vogliono più davvero.

Tuttavia, noi siamo certi di saper fortemente tenere viva la memoria e difendere le vittime di via dei Georgofili attraverso la nostra Associazione, composta di soli familiari di vittime e di vittime stesse. Esattamente come dimostreremo, ancora una volta, il 21 Luglio a Roma davanti alla stampa tutta e dove saremo costretti nostro malgrado a fare paragoni a suon di "41 bis ammorbidito" nell'anno 1993 così come oggi e i trattamenti pensionistici disattesi per le vittime della mafia terrorista ed eversiva, che in questo paese si è collusa ampiamente e trasversalmente con la politica.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1695  del 
19/07/2011
Gent.mo Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma
Giovanni TAMBURINO

Il quotidiano "Il Fatto" mi ha girato la Sua lettera per l.....
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Gent.mo Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma
Giovanni TAMBURINO

Il quotidiano "Il Fatto" mi ha girato la Sua lettera per la quale naturalmente anch'io, a nome dell'Associazione che rappresento, La ringrazio.

Nel caso di argomenti così gravi come quello del regime di detenzione speciale "41 bis" per i mafiosi rei di strage, da sempre lo spazio sui quotidiani risulta galeotto.

Prima di tutto noi temiamo che ci sia una ennesima nuova trattativa in corso, come ormai i processi hanno ampiamente appurato ci sia stata nel 1993, a suon di scambio di attenuazione del 41 bis. Del resto per noi è inevitabile essere diffidenti nei confronti di tali e, ahimè, ricorrenti tentativi "umanitari" di revisione del 41 bis, considerato che a pagare il prezzo di queste trattative sono stati i nostri figli, con il loro sangue.

Ovviamente, noi non sappiamo che cosa c'è dietro a questa iniziativa e se c'è realmente una trattativa in corso; in questi casi la prudenza è sempre d'obbligo, ci mancherebbe altro.

Dopo di che è chiaro che quando chiamiamo in causa i Tribunali di Sorveglianza, pur considerando che la norma demanda a questi organismi le decisioni, e noi le norme le rispettiamo, non possiamo tuttavia non mettere in evidenza ciò che abbiamo dovuto subire proprio attraverso questi organismi dello Stato, quando soggetti come Cosimo Lo Nigro, colui che accese la miccia in Via dei Georgofili, potè uscire dal 41 bis, così come tanti altri ancora, e tutto ciò prima del 2009. E' questo che, ai nostri occhi di genitori, privati del bene più caro - i figli - appare come un grave torto per noi e un regalo per i mafiosi.

Va tuttavia riconosciuto che per molti dei mafiosi di Via dei Georgofili, in un secondo tempo, il regime speciale di 41 bis fu ripristinato, a dimostrazione una volta di più della gravità dell'errore commesso nel passarli a carcere normale.

Non sto certo ora ad elencare tutti i passaggi di stragisti, "da 41 bis" a carcere normale, che hanno rinnovato in noi un inutile dolore, nel corso di questi 18 anni; non voglio insegnare a chi in materia ne sa sicuramente più di me.

L'unica cosa che mi preme sottolineare è che dal 2009 ad oggi, la nostra contestazione ha riguardato solo Giuseppe Graviano in merito all'isolamento diurno e, comunque, anche in questo caso, abbiamo chiesto il cambio della norma, perché consapevoli che lì si annida il problema.

Detto quanto sopra, per doverosa precisazione alla Sua replica e, non certo per polemica, anche noi vorremmo che le nostre richieste fossero trattate con la dovuta attenzione e non lasciate cadere regolarmente nel vuoto. Questo avviene non certo per colpa dei magistrati, ma a causa del contesto politico in cui viviamo e che tutti ben conosciamo, il quale ci costringe a subire un torto dopo l'altro.

I miei ossequi

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1696  del 
19/07/2011
MAFIA:ASS.GEORGOFILI, LIBERA RICORDI VITTIME, MA NOI ALTROVE

FIRENZE, 19 LUG - "Il 21 luglio saremo a Roma per un incontro con la stamp.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI, LIBERA RICORDI VITTIME, MA NOI ALTROVE

FIRENZE, 19 LUG - "Il 21 luglio saremo a Roma per un incontro con la stampa in difesa delle leggi per le vittime del terrorismo. Non saremo quindi a Firenze per la prima festa nazionale di Libera".
Lo spiega in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, ricordando che la festa di Libera si aprirà proprio con un ricordo delle vittime di via dei Georgofili.
"Noi - spiega la nota - non abbiamo nulla da festeggiare, così come non amiamo la strumentalizzazione dei nostri morti per fini diversi da quelli che ci siamo prefissati con il nostro statuto di Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Nessuno ce ne voglia, ma come non comprenderci: sono morti i nostri figli, perché sentirli chiamare in causa in modo troppo spesso retorico e ancor più spesso finalizzato a scopi diversi da quello che anima la nostra associazione?
A chi giova?
Auguriamo la migliore delle riuscite alla festa di Libera a Firenze".(ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1697  del 
19/07/2011
Roma, 19 lug. (Adnkronos) - Il prossimo 21 luglio i famigliari delle vittime della strage di via dei Georgofili saranno a Roma, insieme a tutte le vit..... Apri
Roma, 19 lug. (Adnkronos) - Il prossimo 21 luglio i famigliari delle vittime della strage di via dei Georgofili saranno a Roma, insieme a tutte le vittime di stragi terroristiche, per un incontro con la stampa in difesa delle leggi per le vittime del terrorismo. Lo rende noto la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli.
"Non saremo a Firenze per la prima festa Nazionale di Libera, che con don Luigi Ciotti insieme a Nando Dalla Chiesa, Giancarlo Caselli, Maurizio Torrealta, Nicola Tranfaglia ed altri aprira' proprio con un ricordo delle vittime di via dei Georgofili", spiega nella nota.
"Del resto, - aggiunge - noi non abbiamo nulla da festeggiare, cosi' come non amiamo la strumentalizzazione dei nostri morti per fini diversi da quelli che ci siamo prefissati con il nostro Statuto di Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.Nessuno ce ne voglia, ma come non comprenderci: sono morti i nostri figli, perche' sentirli chiamare in causa in modo troppo spesso retorico e ancor piu' spesso finalizzato a scopi diversi da quello che anima la nostra associazione? A chi giova?".
"Non puo' minimamente essere nei nostri pensieri che altri non festeggino le loro conquiste sul fronte del contrasto alla mafia, del riscatto sulle organizzazioni criminali attraverso l'azione dei giovani che la mafia non la vogliono piu' davvero - argomenta ancora la presidente dell'Associazione -. Tuttavia noi siamo certi di saper fortemente tenere viva la memoria e difendere le vittime di via dei Georgofili attraverso la nostra Associazione, composta di soli familiari di vittime e di vittime stesse"
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LETTERA
1698  del 
20/07/2011
Gentile signora Maggiani Chelli

La ringrazio molto della sua cortese replica.
Sono consapevole che sui quotidiani lo spazio è tiranno ed .....
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Gentile signora Maggiani Chelli

La ringrazio molto della sua cortese replica.
Sono consapevole che sui quotidiani lo spazio è tiranno ed è raro che un pensiero articolato sia reso fedelmente.
Nondimeno, era mio dovere sottolineare che la giurisprudenza di questo Tribunale, consolidata nei due anni dalla legge che ci ha affidato la competenza esclusiva sul 41-bis, non è in nessun modo tacciabile di essere debole o indulgente nei confronti del fenomeno mafioso.
Voglio rassicurarLa sul fatto che nella nostra azione quotidiana poniamo grande attenzione al tema della sofferenza delle vittime del reato e condividiamo l'esigenza di dare loro voce, anche nella fase dell'esecuzione penale.
Siamo perciò disponibili a ogni utile apporto di conoscenza e di valutazione che possa venire anche dalla Sua Associazione.
Teniamo pertanto aperto questo canale di comunicazione, e, ove Lei avesse occasione di passare per Roma, sarei ben lieto di riceverLa.
I migliori saluti

Giovanni Tamburino
Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma
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COMUNICATO
1699  del 
22/07/2011
Ieri 21 luglio 2011, presso la sede della FNSI, anche noi dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili abbiamo p..... Apri
Ieri 21 luglio 2011, presso la sede della FNSI, anche noi dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili abbiamo parlato insieme a tutti i familiari delle vittime presenti di quei 4 soggetti risultati invalidi all'80% nelle stragi terroristiche eversive di questo Paese che nell'ambito della 206 del 2004 non hanno ancora percepito la pensione che spetta loro subito.
Una legge la 206 del 2004 che non è ancora tutta stata applicata a quanti ne hanno diritto, ma che è già buona per tagli in sede di Finanziaria.
Infatti nel testo della legge n, 111 approvata dal Parlamento il 15 luglio 2011 all'art. 40 - comma 1 _ter - prevede la riduzione dei benefici di esenzione, esclusione a favore fiscale elencati in allegato C-bis, contenente l'elenco di tutte le esenzioni e detrazioni esistenti-
Purtroppo al n.65 dell'elenco è citata la legge 206/04 - esenzione dall'IRPEF delle pensioni e delle indennità corrisposte alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Ovviamente il pericolo non è immediato, ma il Ministero delle Finanze può procedere alla riduzione prima del 5% e poi del 20% del beneficio, salvo diversa previsione in sede di riforma fiscale e previdenziale entro il 30 Settembre 2013.
Ora ci domandiamo, al di là che il pericolo non è immediato, ma legato al fatto se saranno o meno trovate le risorse atte a far fronte a questa finanziaria entro il 30 settembre 2013: come mai dobbiamo ancora una volta assistere a probabili vergognosi tagli alle nostre pensioni di vittime del terrorismo e stragi di tale matrice?
Sono in tutto 620 i pensionati legati al terrorismo e alle stragi di tale matrice, quindi con un recupero eventualmente da parte del Ministero delle Finanze di cifre non certo da capogiro, mentre tagliando gli stipendi, le pensioni e i benefici tutti, oltre naturalmente le 400 macchine blu a disposizione dei parlamentari che ogni giorno girano per Roma si sanerebbe probabilmente la finanziaria immediatamente.
Allora perché ancora una volta scrivere sulla carta previsioni angoscianti per le vittime del terrorismo eversivo, che se andrà male saranno loro a pagare e non i politici che le stragi le hanno favorite e lasciate fare?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1700  del 
22/07/2011
Il dato secondo cui il 70 per cento degli studenti fiorentini non sa cosa sia la strage di via dei Georgofili non ci sconcerta né ci sconvolge.
.....
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Il dato secondo cui il 70 per cento degli studenti fiorentini non sa cosa sia la strage di via dei Georgofili non ci sconcerta né ci sconvolge.
Il tutto è da attribuirsi al fatto che solo in questo 2011 abbiamo potuto entrare in parecchi licei fiorentini, alcune università e alcune scuole medie: negli anni passati la scuola non ci ha ampiamente aperto le porte, anzi.
Libera e altre realtà fiorentine hanno sicuramente più possibilità di entrare nella scuola, per mezzi e interessi diversi dai nostri, ma un conto è sentire parlare i rappresentanti dell'associazione della strage di via dei Georgofili e un conto è sentire parlare altri, più impegnati sicuramente, come è giusto che sia, socialmente parlando, ma sicuramente meno informati.
Cosa sono stati la dissociazione, la collaborazione con la giustizia e il 41 bis e la cattiva distribuzione dei beni confiscati alla mafia per la strage di via dei Georgofili, credetemi: lo sappiamo meglio noi.
Vogliamo ancora dire però in queste ore, che non capiamo come mai debbano fischiarci le orecchie per quanto siamo nominati, quando fino a poco tempo fa eravamo soli in via dei Georgofili a chiedere giustizia e diritti.
Crediamo davvero che un nuovo appuntamento elettorale incomba.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gerogofili
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COMUNICATO
1701  del 
23/07/2011
Che cosa vuol dire il "processo lungo"? Che se il processo Tagliavia non fosse finito, chiuso il dibattimento, la difesa della mafia con questa eventu..... Apri
Che cosa vuol dire il "processo lungo"? Che se il processo Tagliavia non fosse finito, chiuso il dibattimento, la difesa della mafia con questa eventuale nuova norma, avrebbe potuto dilatare il processo chiamando a testimoniare nuovamente tutti quanti sono stati già sentiti nel processo di Firenze per le stragi del 1993?
Ovvero rendendo nulla l'azione del Giudice davanti a richieste devastanti della difesa, con la chiara intenzione di dilatare il processo all'infinito?
Se sì, come sarà mai possibile dare alla mafia segnali di questo tipo, di dilatazione smisurata dei processi che la riguardano tanto per menare il can per l'aia e non arrivare mai all'incriminazione neppure dei mafiosi rei di strage, in barba alle vittime che aspettano giustizia?
Auspichiamo di aver capito male, molto male, perché altrimenti saremmo davvero arrivati al grottesco, o peggio ancora, a qualcosa che pare assomigliare ad un ?colpo di Stato verso le vittime di torti inauditi come quelli perpetrati dalla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1702  del 
27/07/2011
Ricordiamo 18 anni fa la strage di via Palestro a Milano, a due mesi esatti dalla strage di via dei Georgofili a Firenze, ancora 5 morti ancora feriti..... Apri
Ricordiamo 18 anni fa la strage di via Palestro a Milano, a due mesi esatti dalla strage di via dei Georgofili a Firenze, ancora 5 morti ancora feriti gravi.
Siamo vicini ai vigili del fuoco, ai vigili urbani di Milano in modo particolare a tutte le famiglie delle cinque vittime di via Palestro. Alla famiglia di Driss Moussafir.
Quella di Via Palestro resta ancora oggi una strage più che inquietante, infatti rappresenta l'espressione massima di grande arroganza da parte della mafia e di grande impotenza da parte dello Stato.
La strage di via Palestro, rivolta alla villa reale di Milano e al PAC, fu forse quella più fortemente idonea a dare messaggi rispetto all'applicazione del 41 bis.
Infatti il 25 Luglio del 1993 erano in scadenza diversi decreti che andavano rinnovati per i mafiosi a carcere duro: fu deciso di rinnovarli e la mafia picchiò fortemente con 100 chili di tritolo contro uomini che lavoravano per la salvaguardia e l'incolumità dei cittadini, chiamandoli in mezzo al teatro dove si doveva consumare il crimine portatore di sinistri messaggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1703  del 
27/07/2011
Lettera ai giornali

Gentilissimo Direttore,

abbiamo letto gli articoli sul "processo lungo, e assicuriamo che si.....
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Lettera ai giornali

Gentilissimo Direttore,

abbiamo letto gli articoli sul "processo lungo, e assicuriamo che siamo fortemente preoccupati per il processo Tagliavia, in corso a Firenze.
Il 5 Ottobre prossimo le parti interverranno nuovamente dopo le arringhe degli avvocati della difesa proprio per gli attacchi subiti dalla difesa della mafia verso le parti civili.
Il dibattimento per Tagliavia, di fatto, è chiuso ma se una probabile norma "processo lungo" entro il 5 ottobre prossimo fosse legge, chissà cosa potrebbe succedere!
E' vero che nel processo Tagliavia sono stati sentiti i collaboratori di giustizia che insieme a Gaspare Spatuzza hanno formato la prova per Tagliavia, ma di questi tempi non si sa più cosa pensare.
Chi avrebbe mai potuto immaginare che si potesse arrivare all'ipotesi di venire presa in considerazione "l'impossibilità di usare una sentenza passata in giudicato come prova in un altro procedimento"?
Crediamo che la possibilità di vedere quale norma vigente, il così detto "processo lungo", sia uno di quei regali alla mafia da far paura.
Abbiamo già avuto modo di vedere che alcuni giornali sono molto attenti a quanto si agita intorno alle stragi del 1993, come la denuncia di quel tentativo, non ancora spiegato esaurientemente da parte di Uffici della Presidenza del Consiglio, per ammorbidire il 41 bis alla mafia di pochi giorni fa.
Preghiamo quindi la stampa tutta di grande attenzione insieme a tutti noi perchè sarebbe di una gravità inaudita nel bene e nel male, non andare a sentenza per Francesco Tagliavia con ulteriori lungaggini forse senza fine, un grave danno sul fronte della ricerca della verità per la strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1704  del 
27/07/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI RICORDA STRAGE VIA PALESTRO

FIRENZE, 27 LUG - «Quella di via Palestro resta ancora oggi una strage più che inquietante.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI RICORDA STRAGE VIA PALESTRO

FIRENZE, 27 LUG - «Quella di via Palestro resta ancora oggi una strage più che inquietante, infatti rappresenta l'espressione massima di grande arroganza da parte della mafia e di grande impotenza da parte dello Stato».
Lo scrive in una nota l'Associazione tra i familiari di via dei Georgofili a Firenze ricordando l'attentato con autobomba avvenuto a Milano 18 anni fa, il 27 luglio. Le vittime furono 5: alle loro famiglie l'Associazione rinnova la propria vicinanza.
«La strage di via Palestro, rivolta alla villa reale di Milano e al Pac - scrive ancora l'Associazione -, fu forse quella più fortemente idonea a dare messaggi rispetto all'applicazione del 41 bis. Infatti il 25 Luglio del 1993 erano in scadenza diversi decreti che andavano rinnovati per i mafiosi a carcere duro, fu deciso di rinnovarli e la mafia picchiò fortemente con 100 chili di tritolo contro uomini che lavoravano per la salvaguardia e l'incolumità dei cittadini, chiamandoli in mezzo al teatro dove si doveva consumare il crimine portatore di sinistri messaggi». (ANSA)
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COMUNICATO
1705  del 
28/07/2011
La stretta per il processo lungo, che assomiglia ad una morsa all'interno della quale si vogliono castigare le vittime di mafia è inspiegabile. <..... Apri
La stretta per il processo lungo, che assomiglia ad una morsa all'interno della quale si vogliono castigare le vittime di mafia è inspiegabile.
Non abbiamo mai voluto pensare fino in fondo che potesse trattarsi degli interessi di pochi o di uno solo la causa per invocare una norma che porrebbe limiti spaventosi al processo penale, bensì prima di tutto di un regalo alla mafia.
Oggi ne siamo convinti, di pochi giorni fa il tentativo di abolire il 41 bis, ora il tentativo di far passare una norma che riempirà di gioia la mafia ci fa pensare male.
La scoperta dei mandanti delle stragi del 1993 incombe, urge la necessità di far saltare processi in corso e futuri determinanti per l'accertamento della verità stessa.
Quindi, per esempio, cosa potrebbe mai essere meglio di dover chiamare a testimoniare tutte le persone che erano allo stadio dell'Olimpico il 23 Gennaio del 1994 per stabilire chi voleva uccidere 60 carabinieri?
Una lista di cinquantamila testimoni da ascoltare renderebbe nullo qualsiasi processo penale tanto vale non processare più nessuno: il trionfo dell'ingiustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1706  del 
28/07/2011
PROCESSO LUNGO: ASS. GEORGOFILI, È MORSA PER VITTIME MAFIA

FIRENZE, 28 LUG - «La stretta per il processo lungo, che assomiglia ad una morsa a.....
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PROCESSO LUNGO: ASS. GEORGOFILI, È MORSA PER VITTIME MAFIA

FIRENZE, 28 LUG - «La stretta per il processo lungo, che assomiglia ad una morsa all'interno della quale si vogliono castigare le vittime di mafia, è inspiegabile».
È quanto commenta in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, a proposito della norma sul 'processo lungò.
«Non abbiamo mai voluto pensare fino in fondo che potesse trattarsi degli interessi di pochi o di uno solo la causa per invocare una norma che porrebbe limiti spaventosi al processo penale, bensì prima di tutto di un regalo alla mafia».
Maggiani Chelli ha anche detto che «oggi ne siamo convinti: è di pochi giorni fa il tentativo di abolire il 41 bis, ora il tentativo di far passare una norma che riempirà di gioia la mafia ci fa pensare male».
Mentre invece «la scoperta dei mandanti delle stragi del 1993 incombe» e «urge la necessità di far saltare processi in corso e futuri determinanti per l'accertamento della verità stessa».
Maggiani Chelli aggiunge anche «che cosa vuol dire il 'processo lungò? Che se il processo Tagliavia non fosse finito, chiuso il dibattimento, la difesa della mafia con questa eventuale nuova norma, avrebbe potuto dilatare il processo chiamando a testimoniare nuovamente tutti quanti sono stati già sentiti nel processo di Firenze per le stragi del 1993? Ovvero rendendo nulla l'azione del giudice davanti a richieste devastanti della difesa, con la chiara intenzione di dilatare il processo all'infinito? Se sì, come sarà mai possibile dare alla mafia segnali di questo tipo, di dilatazione smisurata dei processi che la riguardano tanto per menare il can per l'aia e non arrivare mai all'incriminazione neppure dei mafiosi rei di strage, in barba alle vittime che aspettano giustizia?» (ANSA)
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COMUNICATO
1707  del 
31/07/2011
Ricordiamo le vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, lo faremo vicini alle famiglie che ricordano i loro morti e a quanti so..... Apri
Ricordiamo le vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, lo faremo vicini alle famiglie che ricordano i loro morti e a quanti sono sopravissuti al più infame degli attacchi che la democrazia di questo Paese abbia subito.
85 morti e più di duecento feriti rappresentano oggi più forte che mai il tragico bilancio di quella che fu una azione terroristica che recava con se il tentativo di portare allo sbando la nazione intera.
E' per questo che ci rifiutiamo di accettare la mancanza dei rappresentanti del Governo sul palco di Bologna quando il Paese si stringerà intorno alle vittime in ricordo di tragici momenti come quello del 2 agosto del 1980.
Abbiamo ragionato, cercato di combattere contro la voglia di pensare male,di fare dietrologia, ma la parola RITORSIONE rimbomba nelle nostre orecchie come un martello pneumatico, solo così è spiegabile l'assenza di uomini di Governo il 2 Agosto a Bologna.
Non possiamo minimamente credere che sia la possibilità di quattro fischi a mettere in difficoltà uomini che hanno impegni di Stato davanti ai cittadini.
Dove sono tutti quegli uomini e donne di Governo che nei contraddittori dei dibattiti televisivi si sentono così forti e sicuri?
Temiamo purtroppo che ci sia qualcosa di più nell'assenza del Governo a Bologna e ne siamo sconcertati.
Infatti, le vittime della strage di Bologna, come tutte le vittime delle stragi in Italia, invocano giustizia completa, invocano verità, invocano il completamento dell'iter di leggi che le riguardano, si vergognano di essere italiani quando in finanziarie recenti vedono la possibilità di probabili tagli per i diritti già acquisiti dalle vittime del terrorismo e l'unica risposta che ravvisiamo in tutto ciò è quella della RITORSIONE contro le vittime e i familiari delle stragi terroristiche ed eversive anche le più recenti.
Cosa è se non RITORSIONE il non risolvere il problema di quattro pensioni a quattro ragazzi invalidi all'80% che ai tempi delle stragi non lavoravano, lo hanno poi fatto in seguito ma hanno dovuto tornare a casa perché a lavorare non ce la facevano e oggi gli viene negata la pensione che la legge 206 del 2004 prevede subito?
Se non è così, chi deve batta un colpo: le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice hanno già pagato un prezzo troppo alto per sopportare oggi azioni altezzose e piene di disprezzo.
Noi il 2 Agosto saremo a Bologna.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associaizone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1708  del 
31/07/2011
STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI GEORGOFILI, DA GOVERNO RITORSIONE

BOLOGNA, 31 LUG - Il presidente dell'associazione dei familiari delle vitti.....
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STRAGE BOLOGNA: FAMILIARI GEORGOFILI, DA GOVERNO RITORSIONE

BOLOGNA, 31 LUG - Il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, sostiene, da giorni, che l'assenza di esponenti del governo alle commemorazioni in programma martedì prossimo è un atto di «ritorsione».
Adesso, a usare lo stesso termine è Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell«Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofilì.
»Ricordiamo le vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 - scrive in una nota - lo faremo vicini alle famiglie che ricordano i loro morti e a quanti sono sopravissuti al più infame degli attacchi che la democrazia di questo Paese abbia subito. È per questo che ci rifiutiamo di accettare la mancanza dei rappresentati del Governo sul palco di Bologna quando il Paese si stringerà intorno alle vittime in ricordo di tragici momenti come quello del 2 agosto del 1980 - osserva ancora -. Abbiamo ragionato, cercato di combattere contro la voglia di pensare male, di fare dietrologia, ma la parola ritorsione rimbomba nelle nostre orecchie come un martello pneumatico, solo così è spiegabile l'assenza di uomini di Governo il 2 Agosto a Bologna«. A giudizio del presidente dell'associazione fiorentina,
»non possiamo minimamente credere che sia la possibilità di quattro fischi a mettere in difficoltà uomini che hanno impegni di Stato davanti ai cittadini. Temiamo purtroppo ci sia qualcosa di più nell'assenza del Governo a Bologna e ne siamo sconcertati. Infatti, le vittime della strage di Bologna come tutte le vittime delle stragi in Italia invocano giustizia completa, invocano verità, invocano il completamento dell'iter di leggi che le riguardano, si vergognano di essere italiani quando in finanziarie recenti vedono la possibilità di probabili tagli per i diritti già acquisiti dalle vittime del terrorismo e l'unica risposta che ravvisiamo in tutto ciò è quella della ritorsione contro le vittime e i familiari delle stragi terroristiche ed eversive anche le più recenti«. Anche perchè chiede Maggiani Chelli,
»cosa è se non ritorsione il non risolvere il problema di quattro pensioni a quattro ragazzi invalidi all'80% che ai tempi delle stragi non lavoravano, lo hanno poi fatto in seguito ma hanno dovuto tornare a casa perchè a lavorare non ce la facevano e oggi gli viene negata la pensione che la legge 206 del 2004 prevede subito? Se non è così, chi deve batta un colpo, le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice hanno già pagato un prezzo troppo alto per sopportare oggi azioni altezzose e piene di disprezzo. Noi - conclude - il 2 Agosto saremo a Bologna«. (ANSA)
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COMUNICATO
1709  del 
06/08/2011
Ben comprenderemo l'indignazione del rappresentante del PDL Fabio Garagnani, se Paolo Bolognesi avesse insultato lo Stato con il suo intervento d..... Apri
Ben comprenderemo l'indignazione del rappresentante del PDL Fabio Garagnani, se Paolo Bolognesi avesse insultato lo Stato con il suo intervento del 2 Agosto u.s. a Bologna .
Noi però non abbiamo sentito niente di quanto dice di aver capito Fabio Garagnani il rappresentante del PDL per la città di Bologna, nell'intervento del Presidente dell'Associazione delle vittime del 2 Agosto 1980.
Del resto, il sole era molto caldo a Bologna il 2 Agosto scorso e può aver giocato brutti scherzi nella comprensione dell'accorato intervento del Presidente dell'Unione vittime stragi, nonché Presidente Associazione vittime del 2 Agosto del 1980.
Noi abbiamo ascoltato un intervento forte, come del resto richiedeva la mancanza del Governo sul palco di Bologna, dove si ricordavano 85 morti e 200 feriti vittime della barbarie di questo nostro sciagurato Paese in fatto di stragi terroristiche ed eversive.
Ricordiamo al rappresentante bolognese della maggioranza di Governo, che tanto per fare un esempio a caso il 14 Maggio del 1993 in questo sciagurato Paese sono esplosi in via Fauro a Roma 100 chili di tritolo e solo 13 giorni dopo il 27 Maggio 1993, in via in dei Georgofili a Firenze ne sono esplosi altri 250 con le tragiche conseguenze che tutti sappiamo, ma nessuno ha potuto farci nulla, neppure lo Stato.
Così come nessuno, neppure lo Stato, ha potuto far nulla il 27 Luglio 1993 quando prima una bomba a Milano e poi subito dopo due bombe a Roma sotto due chiese hanno scosso tutto il Paese Così come in Piazza della Loggia il 28 Maggio del 1974 sono morte 8 persone e 103 i feriti e per ora un processo di condanna per chicchessia per quel massacro non si è ancora visto, come se le vittime di Piazza della Loggia la morte se la fossero inflitta da sole.
Eppure malgrado tutto questo, noi di via dei Georgofili da 18 anni e tutte le altre vittime e familiari di vittime della stragi d'Italia da più di 40 anni, passando per la strage di Piazza Fontana, quella dell'Italicus e del Treno 904, percorriamo solo ed esclusivamente la strada dello Stato quella fatta di Tribunali, di carta bollata, di sedi istituzionali e di grande pazienza, senza mai intimidire nessuno.
Ritiri dalla Procura il suo Esposto Fabio Garagnani contro Paolo Bolognesi , tutti possiamo sbagliare e lo capiremo.
Non si instilli in nessun modo il ben che minimo sospetto che noi le vittime delle Stragi d'Italia siamo contro lo Stato, perché non è vero, lo abbiamo ampiamente dimostrato da sempre al contrario di quanti hanno piazzato tritolo a buon mercato nelle piazze, nelle banche, sotto le chiese e sotto le finestre di cittadini inermi per perseguire i loro luridi affari.
Da sempre supportiamo la Magistratura nelle sue azioni di ricerca di verità e giustizia. Ribaltare la frittata oggi, cercando di trasformare le vittime in carnefici sarebbe di una gravità inaudita: Non potremmo mai sopportarlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

MANLIO MILANI
Presidente Familiari vittime Piazza della Loggia
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NOTIZIA Dire
1710  del 
06/08/2011
Bologna, 6 agosto 2011 - "Ribaltare la frittata, cercando di trasformare le vittime in carnefici sarebbe di una gravità inaudita: non potremmo mai sop..... Apri
Bologna, 6 agosto 2011 - "Ribaltare la frittata, cercando di trasformare le vittime in carnefici sarebbe di una gravità inaudita: non potremmo mai sopportarlo".
Giovanna Maggiani Chelli e Manlio Milani, rispettivamente presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili e di quella dei parenti delle vittime di piazza della Loggia, chiedono così a Fabio Garagnani, deputato Pdl, di ritirare il suo esposto contro Paolo Bolognesi. Il parlamentare e coordinatore cittadino del Pdl di Bologna, infatti, è deciso a segnalare alla Procura le parole del presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto, ritenendo che abbia offeso Governo e Istituzioni e dunque che vada accusato di vilipendio.
Meglio fare un passo indietro, è l'esortazione di Chelli e Milani: "Tutti possiamo sbagliare e lo capiremo". Insomma, Garagnani ha commesso un errore ed è meglio non perseverare. E soprattutto perché è bene che "non si instilli in nessun modo il benché minimo sospetto che noi, le vittime delle stragi d'Italia, siamo contro lo Stato, perché non è vero: lo abbiamo ampiamente dimostrato da sempre, al contrario di quanti hanno piazzato tritolo a buon mercato nelle piazze, nelle banche, sotto le chiese e sotto le finestre di cittadini inermi per perseguire i loro luridi affari". Inoltre, "da sempre supportiamo la Magistratura nelle sue azioni di ricerca di verità e giustizia". Chelli e Milani, in un comunicato, dicono che l'iniziativa di Garagnani sarebbe comprensibile se Bolognesi, che è anche presidente dell'Unione vittime delle stragi, avesse insultato lo Stato con il suo intervento martedì scorso, ma "non abbiamo sentito niente di quanto dice di aver capito Garagnani".
Il giorno della commemorazione della strage "il sole era molto caldo a Bologna e può aver giocato brutti scherzi nella comprensione dell'accorato intervento" di Bolognesi. Se qualcuno non avesse capito, Chelli e Milani dicono quindi che quello pronunciato quel giorno è stato "un intervento forte, come del resto richiedeva la mancanza del Governo sul palco di Bologna, dove si ricordavano 85 morti e 200 feriti vittime della barbarie di questo nostro sciagurato Paese in fatto di stragi terroristiche ed eversive".
I due presidenti fanno quindi un lungo elenco di stragi e di vittime: il 14 maggio del 1993 in via Fauro a Roma, il 27 maggio dello stesso anno in via in dei Georgofili a Firenze; e poi le bombe a Roma e Milano sempre del 1993, ma anche piazza della Loggia dove il 28 maggio del 1974 sono morte 8 persone e 103 sono rimaste ferite e per ora un processo di condanna per chicchessia per quel massacro non si è ancora visto, come se le vittime di piazza della Loggia la morte se la fossero inflitta da sole.
Eppure, "malgrado tutto questo, noi di via dei Georgofili da 18 anni e tutte le altre vittime e familiari di vittime della stragi d'Italia da più di 40 anni, passando per la strage di piazza Fontana, dell'Italicus e del treno 904, percorriamo solo ed esclusivamente la strada dello Stato, fatta di Tribunali, di carta bollata, di sedi istituzionali e grande pazienza, senza mai intimidire nessuno", rivendicano Chelli e Milani.

Fonte Dire
http://multimedia.quotidiano.net/?categ=1&canale=19
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NOTIZIA ANSA
1711  del 
07/08/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MANOVRA TOGLIE ESENZIONE IRPEF VITTIME

FIRENZE, 7 AGO - L'Associazione Familiari delle Vittime di Via dei Georgo.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MANOVRA TOGLIE ESENZIONE IRPEF VITTIME

FIRENZE, 7 AGO - L'Associazione Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili chiede al ministro Tremonti e al Governo che annunci chiaramente che, con la riduzione delle agevolazioni fiscali prevista dalla manovra (del 5% il primo anno e del 20% nel 2013), sarà colpita anche l'esenzione dall'Irpef delle pensioni e delle indennità corrisposte alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, prevista dalla legge 206 del 2004.
«Vogliamo sia detto chiaro e forte in Parlamento Italiano - scrive in una nota la presidente Giovanna Maggiani Chelli -, perchè la voce sia recepita dal Parlamento Europeo che il Governo Italiano toglie alle vittime delle stragi quel poco che ha dato loro con la legge del 2004, peraltro non ancora applicata tutta e questo per sanare il debito pubblico».
Maggiani Chelli propone quindi che «quel 25% che il Ministro dell'Economia intende levare alle vittime delle stragi, lo tolga oggi a quei capitali che sono rientrati» dai paradisi fiscali.
«Mai avremmo potuto immaginare - conclude - che oltre subire gli effetti devastanti del tritolo che esplose sotto le finestre di casa nostra in via dei Georgofili mentre dormivamo, dopo aver avuto un minimo di agevolazioni da parte dello Stato sulle nostre pensioni, saremmo arrivati a vedercele togliere di nuovo». (ANSA)
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COMUNICATO
1712  del 
07/08/2011
Tutte le agevolazioni fiscali vengono ridotte del 5% il primo anno (2012) e il 20% il secondo anno (2013).
Se abbiamo capito bene e se sarà così,.....
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Tutte le agevolazioni fiscali vengono ridotte del 5% il primo anno (2012) e il 20% il secondo anno (2013).
Se abbiamo capito bene e se sarà così, chiediamo al Ministro dell'Economia di essere chiaro ed esaustivo quando spiegherà nel suo intervento nelle dovute sedi le agevolazioni fiscali che verranno ridotte prima del 5% nel 2012 e poi del 20% nel 2013, ovvero dica chiaramente agli italiani che rispetto all'articolo 40 della legge 111 del 15 luglio 2011 nell'allegato C-bis al numero 65 è scritto " Legge 206 del 2004 - esenzione dall'IRPEF delle pensioni e delle indennità corrisposte alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice".

Vogliamo sia detto chiaro e forte in Parlamento Italiano, perché la voce sia recepita dal Parlamento Europeo che il Governo Italiano toglie alle vittime delle stragi quel poco che ha dato loro con la legge del 2004, peraltro non ancora applicata tutta e questo per sanare il debito pubblico.
Questa strombazzata 'Robin tax' al contrario, che potrebbe togliere anche alle vittime delle Stragi italiane per sanare il debito pubblico causa di sprechi indecenti da parte della mafia e dei suoi accoliti, coloro che peraltro all'occorrenza non esitano a piazzare tritolo sotto le finestre della povera gente per nascondere le loro ruberie, è lo scempio di questo Paese in queste ultime ore.

Vogliamo essere propositivi, quando fu favorito il rientro dei capitali dall'estero frutto essi stessi di lacrime e sangue, perché troppo di quel denaro occultato nei paradisi fiscali non poteva non essere stato frutto di morte e disperazione delle vittime dello stragismo mafioso, anche allora fu applicata una aliquota del 5% e in quel caso davvero una ridicolaggine di tassa. Ebbene quel 25% che il Ministro dell'Economia intende levare alle vittime delle stragi, lo tolga oggi a quei capitali che sono rientrati e la cifra a garanzia del debito pubblico sarà molto più consistente e giusta.

Mai avremmo potuto immaginare che oltre subire gli effetti devastanti del tritolo che esplose sotto le finestre di casa nostra in via dei Georgofili mentre dormivamo, dopo aver avuto un minimo di agevolazioni da parte dello Stato sulle nostre pensioni, saremmo arrivati a vedercele togliere di nuovo.

Ci rivolgiamo fortemente all'Europa la quale non può accettare i sacrifici degli italiani a scatola chiusa, pretenda insieme a noi che il Ministro dell'Economia sia chiaro che dica pubblicamente a chi toglie in quota percentuale l'esenzione dell'IRPEF come le vittime delle stragi, così come altrettanto dica pubblicamente a chi non toglie nulla.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1713  del 
19/08/2011
Non si comprende come mai dalla Toscana, come da altre parti d'Italia, si vada nei luoghi dove sono stati confiscati i beni a Salvatore Riina com..... Apri
Non si comprende come mai dalla Toscana, come da altre parti d'Italia, si vada nei luoghi dove sono stati confiscati i beni a Salvatore Riina come una enorme conquista contro la mafia, mentre le vittime reali della mafia continuano a sopportare soprusi e offese.
La legge 206 del 2004 per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice è stata oggetto di rivisitazione, ovvero se entro il 2013 non si troveranno i fondi necessari per far fronte alle esigenze previste nella legge 111 del 15 luglio 2011 anche le vittime del terrorismo eversivo e mafioso dovranno contribuire con le loro pensioni.
E bisogna pure tacere, secondo alcuni: altrimenti si fa la figura di quelli che nel momento del bisogno protestano per poche lire.
Abbiamo già denunciato il pendolo che ci fanno dondolare sulla testa dopo averci dato in pasto alla mafia, ora insistiamo chiedendo: ma tutti questi beni confiscati a Riina e a tutta la mafia cosa nostra, i nostri macellai, oltre che essere usati come stendardi da ostentare per la lotta alla mafia perché non vengono monetizzati in sede di finanziaria?
Con una confisca reale e un utilizzo vero di ritorno si sanerebbero tutte le finanziarie del 2011 e quelle successive, senza chiedere alle vittime di mafia ulteriori sacrifici, ovvero togliere loro quello già ottenuto con grandi battaglie solitarie.
La mafia è piena di beni immobili e di ogni altro genere, è piena di capitali all'estero, si faccia una vera battaglia contro la mafia, e dopo averli confiscati i beni dei mafiosi diventino davvero di proprietà dello Stato e ne faccia un uso di ritorno a tutto il Paese, ma prima di tutte alle vittime di mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofli
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NOTIZIA ANSA
1714  del 
20/08/2011
ASS.VITTIME GEORGOFILI, MONETIZZARE BENI CONFISCATI NELLA MANOVRA ECONOMICA

«Ma tutti questi beni confiscati a Riina e a cosa nostra, ai n.....
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ASS.VITTIME GEORGOFILI, MONETIZZARE BENI CONFISCATI NELLA MANOVRA ECONOMICA

«Ma tutti questi beni confiscati a Riina e a cosa nostra, ai nostri macellai, oltre che essere usati come stendardi da ostentare per la lotta alla mafia, perchè non vengono monetizzati in sede di finanziaria?».
A chiederlo è Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Con una confisca reale e un utilizzo vero di ritorno si sanerebbero tutte le finanziarie del 2011 e quelle successive, senza chiedere alle vittime di mafia ulteriori sacrifici, ovvero togliere loro quello già ottenuto con grandi battaglie solitarie», dice Maggiani Chelli ricordando che «la legge 206 del 2004 per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, è stata oggetto di rivisitazione e se entro il 2013 non si troveranno i fondi necessari per far fronte alle esigenze previste nella legge 111 del 15 luglio 2011, anche le vittime del terrorismo eversivo e mafioso dovranno contribuire con le loro pensioni».
«La mafia - aggiunge - è piena di beni immobili e di ogni altro genere, è piena di capitali all'estero, si faccia una vera battaglia contro la mafia, e dopo averli confiscati i beni dei mafiosi diventino davvero di proprietà dello Stato e ne faccia un uso di ritorno a tutto il Paese, ma prima di tutte alle vittime di mafia». (ANSA)
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COMUNICATO
1715  del 
22/08/2011
Chiediamo cortesemente ma con forza allo Stato di munire di tendina il gabinetto turco di cui deve fare uso giornalmente Antonio Iovine, boss dei Casa..... Apri
Chiediamo cortesemente ma con forza allo Stato di munire di tendina il gabinetto turco di cui deve fare uso giornalmente Antonio Iovine, boss dei Casalesi, detenuto in regime detentivo speciale di 41 bis in Sardegna.
Chiediamo altresì che Antonio Iovine il capo Camorra che ha contribuito a ridurre la Campania e l'Italia ad uno sfruttamento senza pari, sia trasferito in una cella 4x4 ovvero 16 metri quadri,così come sono le stanze dei nostri invalidi all'80% della capacità lavorativa ai quali viene oggi negata la pensione a loro spettante per legge la 206 del 2004.
Camera da letto, quella di molti degli invalidi per strage mafiosa terroristica ed eversiva, dove passano il resto della loro vita, senza tendine per isolamento al momento dei propri bisogni, in quanto affidati in quei momenti alla cura degli altri, ovvero quello stato in cui parlare di dignità umana è come parlare di cielo stellato al cieco.
Chiediamo tutto ciò di modo che i deputati Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco si mettano il cuore in pace e dormano sonni tranquilli rispetto ad un capo mafia che peraltro i sonni tranquilli li ha tolti a tanti in questo Paese.
Chiediamo altresì a chi di dovere, di essere ammessi ad un giro di visite in carcere ai detenuti a 41 bis, visite a coloro che in questo Paese hanno reso la vita dei nostri parenti e la nostra un inferno senza pari.
Chiediamo tutto ciò, perché dei politici non ci fidiamo, ce lo hanno insegnato i collaboratori di giustizia durante il recente processo Tagliavia con le loro deposizioni: mentre parlano di soldi passati dalla mafia ai partiti in cambio di favori.
Con la nostra visita in carcere, ai detenuti in regime di detenzione speciale, vogliamo vedere con i nostri occhi se è vero quello che i nostri politici ci sciroppano ogni anno a ferragosto quando vanno in carcere a visitare i detenuti a 41 bis .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1716  del 
25/08/2011
Il Ministro delle Semplificazioni, precisi bene chi sono coloro che non hanno mai lavorato e ai quali dovrebbero essere riviste le pensioni.
Noi .....
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Il Ministro delle Semplificazioni, precisi bene chi sono coloro che non hanno mai lavorato e ai quali dovrebbero essere riviste le pensioni.
Noi abbiamo invalidi all'80% della capacità lavorativa che dopo l'evento terroristico che li ha travolti, hanno lavorato negli anni a volte pochissimo tempo, in seguito sono tornati a casa dal mondo del lavoro, perché non ce l'hanno fatta e questi soggetti, per legge, la 206 del 2004, hanno diritto alla pensione subito.
Anche se va precisato bene che allo stato attuale delle cose, quattro soggetti che erano ragazzi o bambini al momento della strage, la pensione non l'hanno ancora avuta per questioni interpretative che gli illustri esperti non riescono a dirimere neppure per le vittime del terrorismo eversivo mafioso tutto italiano.
La strage mafiosa terroristica eversiva , forma criminale di gestione della cosa pubblica, tipica di questi ultimi 18 anni di storia Repubblicana costellata da infiltrazioni mafiose, ha massacrato le nostre famiglie in via dei Georgofili.
Dopo le parole del Ministro delle Semplificazioni, dobbiamo quindi capire bene se dopo tanta fatica alla ricerca del più elementare dei diritti per i bambini e i ragazzi vittime del terrorismo stragista eversivo che non lavoravano al momento della strage,in quanto studenti, o troppo piccoli, ci dovremmo pure sentir dire che i nostri figli non hanno prodotto nulla agli effetti previdenziali.
Buttiamo le mani avanti per non cadere, perché quando è stata varata la legge 111 del 15 Luglio scorso, solo al momento dell'uscita della norma abbiamo potuto costatare che a qualcuno in questo Paese era venuta la non poco vergognosa idea di mettere in un probabile elenco, da usare in un eventuale funesto futuro, anche la legge 206 del 2004.
Quando chi ha impegni di Governo parla, deve stare attento a ciò che dice e se si deve comunque esprimere deve essere oltremodo preciso, non che ogni volta siamo obbligati a temere per il futuro dei nostri figli buoni sì per il tritolo stragista del 1993, ma sempre messi in difficoltà da chi dovrebbe vergognarsi per ciò che è successo a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 e invece fa la bella vita fra gli scranni del Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1717  del 
25/08/2011
Altro intervento davvero degno di attenzione!
La rappresentante della CGIL CAMUSSO chiede come soluzione al risanamento del debito pubblico l'eli.....
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Altro intervento davvero degno di attenzione!
La rappresentante della CGIL CAMUSSO chiede come soluzione al risanamento del debito pubblico l'eliminazione di tutti i vitalizi: dobbiamo dedurre anche quelli previsti dalle norme 203,322, 407e 206, norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Abbiamo la netta impressione di essere alla saga degli Economisti che hanno nel mirino le vittime del terrorismo e delle stragi d'Italia.
Crediamo fortemente che in queste ore si stia perdendo la testa e ancora una volta suggeriamo quale utilizzo per la finanziaria più travagliata degli ultimi 18 anni tanti dalle stragi del 1993,i beni confiscati alla mafia resi moneta sonante.
A quanti si trovano oggi in difficoltà per far quadrare i conti di bilancio di una Nazione alla deriva che tale è stata ridotta sulla pelle dei nostri figli morti in via dei Georgofili, suggeriamo di mantenere molta calma, così come abbiamo fatto noi quando siamo andati a Carreggi all'obitorio fiorentino a contare i morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1718  del 
30/08/2011
Il 5 Ottobre 2011 torneremo in aula a Firenze, le parti civili replicheranno alla mafia che così violentemente ci ha attaccati durante le sue arringhe..... Apri
Il 5 Ottobre 2011 torneremo in aula a Firenze, le parti civili replicheranno alla mafia che così violentemente ci ha attaccati durante le sue arringhe in chiusura del processo Tagliavia, dopo di che la Corte si ritirerà in Camera di Consiglio e sentenza sarà ancora una volta per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
E' per questo che auspichiamo, davvero a breve, il pronunciamento positivo della Commissione per il programma di protezione a Gaspare Spatuzza , presieduta dal Sottosegretario Mantovano.
Siamo fermamente convinti che il grado di civiltà di questo Paese si misurerà sulla base della decisione che si prenderà in merito a Gaspare Spatuzza.
Gaspare Spatuzza è un collaboratore a tutti gli effetti tale dichiarato da ben tre procure della Repubblica, ma 180 giorni di tempo, per dire da parte dei cosiddetti "pentiti" in seno a "cosa nostra" tutto ciò che sanno, restano veramente un affronto a tutti noi che abbiamo contato i morti e i feriti a Firenze in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Non si è potuto cambiare la norma del 2001 per i collaboratori di giustizia, come spesso abbiamo chiesto, non lo si è voluto fare in tempo utile all'appuntamento con la sentenza del processo Tagliavia, indicato da Spatuzza come colui che gestì l'esplosivo in via dei Georgofili e che ha provocato morte e distruzione di vita e noi non capiamo il perché di tanta volontà che ci offende e alimenta ancora una volta la nostra rabbia.
Ne dobbiamo prendere atto con grande rammarico e sentirci autorizzati a pensare più che male.
Dopo di che resta il fatto che il Governo, se vuole, può fare in tempo brevissimo un Decreto e gettare quei 180 giorni alle ortiche, perché Spatuzza Gaspare abbia diritto finalmente a quanto gli spetta per essere passato dalla parte della legge, della giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1719  del 
30/08/2011
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SI DIA PROGRAMMA PROTEZIONE SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Auspichiamo, davvero a breve, il pronunciamento positivo de.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SI DIA PROGRAMMA PROTEZIONE SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Auspichiamo, davvero a breve, il pronunciamento positivo della Commissione per il programma di protezione a Gaspare Spatuzza».
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. «Gaspare Spatuzza - scrive la presidentessa dell' associazione, Giovanna Maggiani Chelli - è un collaboratore a tutti gli effetti, tale dichiarato da ben tre procure».
L'associazione ricorda poi che il 5 ottobre a Firenze ci sarà la sentenza del processo che vede imputato Francesco Tagliavia, «indicato da Spatuzza come colui che gestì l'esplosivo in via dei Georgofili e che ha provocato morte e distruzione».
Infine, rispetto ai termini entro i quali, secondo la legge, un pentito deve dire ciò che sa, «resta il fatto - conclude l' associazione - che il Governo se vuole può fare in tempo brevissimo un Decreto che getta quei 180 giorni alle ortiche, perchè Spatuzza abbia diritto finalmente a quanto gli spetta per essere passato dalla parte della giustizia».(ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1720  del 
30/08/2011
Palermo, 30 ago.- (Adnkronos) - "Il 5 ottobre 2011 torneremo in aula a Firenze, le parti civili replicheranno alla mafia che cosi' violentem..... Apri
Palermo, 30 ago.- (Adnkronos) - "Il 5 ottobre 2011 torneremo in aula a Firenze, le parti civili replicheranno alla mafia che cosi' violentemente ci ha attaccati durante le sue arringhe in chiusura del processo Tagliavia, dopo di che la Corte si ritirera' in Camera di Consiglio e sentenza sara' ancora una volta per la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993. E' per questo che auspichiamo, davvero a breve, il pronunciamento positivo della Commissione per il programma di protezione a Gaspare Spatuzza, presieduta dal Sottosegretario Mantovano".
E' quanto dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione Vittime della strage di via dei Georgofili.
"Siamo fermamente convinti che il grado di civilta' di questo Paese si misurera' sulla base della decisione che si prendera' in merito a Gaspare Spatuzza - dice - Gaspare Spatuzza e' un collaboratore a tutti gli effetti tale dichiarato da ben tre procure della Repubblica, ma 180 giorni di tempo per dire da parte dei cosi' detti 'pentiti' in seno a 'cosa nostra', tutto cio' che sanno, restano veramente un affronto a tutti noi che abbiamo contato i morti e i feriti a Firenze in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993".
"Non si e' potuto cambiare la norma del 2001 per i collaboratori di giustizia, come spesso abbiamo chiesto, non lo si e' voluto fare in tempo utile all'appuntamento con la sentenza del processo Tagliavia, indicato da Spatuzza come colui che gesti' l'esplosivo in via dei Georgofili e che ha provocato morte e distruzione di vita e noi - afferma ancora - non capiamo il perche' di tanta volonta' che ci offende e alimenta ancora una volta la nostra rabbia. Ne dobbiamo prendere atto con grande rammarico e sentirci autorizzati a pensare piu' che male.
"Dopo di che, resta il fatto che il Governo se vuole puo' fare in tempo brevissimo un decreto e gettare quei 180 giorni alle ortiche, perche' Spatuzza abbia diritto finalmente a quanto gli spetta per essere passato dalla parte della legge, della giustizia", conclude
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COMUNICATO
1721  del 
31/08/2011
Se metà dell'agitazione politica ed istituzionale di queste ore intorno alla nuova finanziara ci fosse stata ai tempi in cui veniva varata la nor..... Apri
Se metà dell'agitazione politica ed istituzionale di queste ore intorno alla nuova finanziara ci fosse stata ai tempi in cui veniva varata la norma 111 del 13 Luglio 2011, oggi le vittime pensionate della strage di via dei Georgofili non dovrebbero combattere con l'ennesimo stato di ansia che deriva dal cercare di capire se entro il 30 settembre 2012 verrà o meno varata la riforma fiscale.
Questo perché se ciò non avvenisse, secondo quanto recita l'art 40 della legge 111/2011 allegato C-bis al numero 65, i pensionati appartenenti alle vittime della strage che ha distrutto loro la vita e quella dell'intero Paese il 27 Maggio del 1993 dovranno vedersi riapplicata nella misura del 25% l'IRPF alle proprie pensioni.
La legge 206 del 2004 prevede che le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice siano esenti da IRPEF, ora qualcuno ha messo il cappello su quella legge e solo Dio sa come andrà a finire con i tempi che corrono.
Per fortuna è stata fatta salva nell'elenco C bis la legge 407 che con la 206 ha molte affinità e la triste sorte eventualmente non toccherà a tutte le vittime della barbarie in Italia che sono in pensione.
Tutti in assoluto hanno diritti che vanno rispettati, ma noi ne abbiamo uno in più, abbiamo pagato, assistendo alla morte dei nostri figli, il prezzo tutto intero già la notte del 27 Maggio 1993, mentre l'Italia veniva lasciata nelle mani della mafia e colpiva nello specifico i nostri parenti cercando morti per fare politica.
Ovvero la politica ci ha messo nelle mani della mafia la notte del 27 Maggio 1993 per coprire le proprie ruberie.
Continuiamo perciò forti del sopruso ancora patito il 13 luglio del 2011 con la legge 111, all'interno della quale nessuno doveva osare, per una forte questione di principio, di riportare a nessun titolo la legge 206 del 2004, a chiedere con forza che il denaro di cui l'Italia ha bisogno in queste ore per uscire dal fango del debito pubblico intriso dal sangue dei nostri figli, di monetizzare i beni confiscati alla mafia, a Salvatore Riina e ai suoi degni compari e saldare con quelle montagne di denaro, oggi a disposizione sui tavoli che contano, il debito pubblico che l'Italia è chiamata ad onorare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1722  del 
01/09/2011
La risposta del Capo Procura Quattrocchi circa la probabile imminente archiviazione delle indagini sui mandanti esterni a "cosa nostra per le str..... Apri
La risposta del Capo Procura Quattrocchi circa la probabile imminente archiviazione delle indagini sui mandanti esterni a "cosa nostra per le stragi del 1993 non ci trova certo sorpresi.
La procura di Firenze ha sempre asserito che indagini attuali in corso sulla strage di via dei Georgofili relative ai soliti Autore 1 e Autore 2 del 1998 , non ce ne sono e noi alla Procura di Firenze abbiamo sempre creduto, non abbiamo infatti motivo di pensare che la Procura non dica il vero.
Anche noi siamo certi, come tutti i Magistrati di Firenze, che le indagini sui mandanti per le stragi riprenderanno, in ogni momento, qualora qualcosa di nuovo affiorasse all'orizzonte in campo investigativo, infatti il delitto di strage per fortuna non cade mai in prescrizione, ci mancherebbe altro.
Ci saranno perciò altri magistrati inquirenti, eventualmente altre Procure, che presteranno orecchio alle nostre insistenze. Del resto gli avvocati di parte civile, al momento delle arringhe per il processo Tagliavia, sono stati chiarissimi: basta rileggere l'udienza in questione.
Inoltre, finchè saremo vivi tutti noi, i nostri eredi e gli eredi dei nostri eredi dopo di noi, mai smetteremo di chiedere alla Magistratura di continuare ad indagare sulla morte dei nostri figli. Sono i nostri, di figli, non quelli di altri.
Del resto noi abbiamo la convinzione che Giovanni Brusca ad oggi non abbia ancora detto tutto quello che sa, non abbia accettato confronti importanti e non si guadagnerebbe, se fosse così, la pagnotta che gli elargisce lo Stato.
Con tutte le nostre forze continueremo ad indagare in tal senso e se i collaboratori di giustizia che vengono pagati dallo Stato, anche con i nostri soldi, sanno qualcosa di più sul massacro di bambini e ragazzi, dovranno dirlo e prima o poi la verità sarà gridata dai tetti, lo possiamo assicurare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1723  del 
01/09/2011
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, INDAGINI SU MANDANTI NON FINIRANNO

FIRENZE, 1 SET - "Come i magistrati di Firenze, siamo certi che le indagini .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, INDAGINI SU MANDANTI NON FINIRANNO

FIRENZE, 1 SET - "Come i magistrati di Firenze, siamo certi che le indagini sui mandanti per le stragi riprenderanno, in ogni momento, qualora qualcosa di nuovo affiorasse: il delitto di strage non cade mai in prescrizione".
E' il commento dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili alla possibile richiesta di archiviazione per l'inchiesta sui mandanti delle stragi mafiose del 1993.
"Finché saremo vivi noi, i nostri eredi e gli eredi dei nostri eredi - aggiunge l'associazione - mai smetteremo di chiedere alla magistratura di continuare ad indagare sulla morte dei nostri figli".(ANSA)
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COMUNICATO
1724  del 
02/09/2011
Il Presidente del Consiglio ha esternato pubblicamente qualcosa che ci ha sorpresi non poco, ovvero che lui aiuterebbe tutti quando ne hanno bisogno. ..... Apri
Il Presidente del Consiglio ha esternato pubblicamente qualcosa che ci ha sorpresi non poco, ovvero che lui aiuterebbe tutti quando ne hanno bisogno.
Benissimo, e allora come mai in questo Paese esistono ancora alcune pensioni relative a invalidi all'80% della capacità lavorativa, le cui menomazioni sono state riportate sotto le detonazioni al tritolo anche quelle del 1993, non hanno ancora avuto un esito positivo malgrado la legge 206 del 2004 supporti tali invalidi?
Dobbiamo pensare che il Presidente del Consiglio non possa aiutare questi soggetti o non sia in grado di farlo per motivi che ci sfuggono?
Come sarà mai possibile visti questi 18 anni durante i quali il Presidente del Consiglio tale è stato per ben tre volte e viste le continue richieste presentate da parte nostra in sede istituzionale, proprio presso palazzo Chigi, soprattutto durante il Governo dell'On.Le Berlusconi?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1725  del 
07/09/2011
Quando si dà la stura non si sa mai dove si va a finire.
Infatti in queste ore non sentiamo dire altro che "questo è un Paese di merda".....
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Quando si dà la stura non si sa mai dove si va a finire.
Infatti in queste ore non sentiamo dire altro che "questo è un Paese di merda".
Noi non lo abbiamo mai detto che viviamo in un Paese di merda, eppure il 27 Maggio 1993 siamo andati negli ospedali di tutta Firenze a contare i morti e i feriti sotto trecento chili di tritolo stragista ed eversivo.
Nel corso di questi 18 anni abbiamo ingoiato tanti di quei rospi che solo Dio lo sa: dalle elemosine statali delle prime ore della strage, alle cause penali carenti in quanto rivolte esclusivamente alla mafia esecutrice ed ai suoi mandanti interni all'organizzazione criminale.
Siamo passati attraverso cause civili intentante contro cosa nostra, per far fronte alle quali lo Stato ha dovuto farci camminare a testa in giù per arrivare a vederle onorate.
Siamo arrivati fino a dover vedere gli invalidi della strage all'80%, ai quali non è ancora stata riconosciuta le pensione da parte degli Enti Previdenziali che si arroccano dietro a scuse che fanno venire da piangere.
E come se non bastasse oggi dobbiamo mettere in conto la probabile abolizione parziale dell'IRPEF, alla quale abbiamo diritto per legge, messa a rischio da una finanziara che neppure quella osiamo chiamare di merda.
Meglio sarebbe imparare a rispettare il nostro Paese nel senso più vero della parola e smetterla di rubare a piene mani il denaro pubblico, come è avvenuto quando hanno massacrato i nostri parenti in via dei Georgofili e come ha continuato ad essere rubato in questi 18 anni, tanti dall'attentato del 27 Maggio 1993.
Meglio sarebbe far pagare alla mafia e ai mafiosi collusi con la mafia, politici e non , una volta per tutte, quelle lacrime e sangue che solo noi abbiamo versato ma che malgrado tutto non riescono a farci dire che questo nostro Paese è un Paese di merda.
Questo perché noi il senso dello Stato lo abbiamo oggi più forte che mai e non lo faremo mai venire meno, perché per questo i nostri figli sono morti a Firenze all'1,04 di pochi anni fa: per la mancanza di senso dello Stato che portava a avere merda gettata su tutto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1726  del 
07/09/2011
Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, presieduta dal Sottosegretario Mantov..... Apri
Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, presieduta dal Sottosegretario Mantovano, ha dato pare favorevole all'ammissione al programma di protezione per il collaboratore di giustizia Gaspare SPATUZZA.
Da tempo aspettavamo una decisione che esprimesse apertura verso quei soggetti appartenenti a "Cosa Nostra" che hanno deciso di passare dalla parte della legge.
Senza i collaboratori di giustizia che hanno permesso di trovare prove oggettive, non avremmo mai avuto la sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 che ha visto condannato all'ergastolo per strage il gotha di cosa nostra.
Ora saremo più sereni aspettando la sentenza di primo grado per Francesco Tagliavia che secondo Spatuzza ha avuto parte integrante nella strage di Firenze.
Se la testimonianza di Spatuzza passerà al vaglio dei Giudici togati e non e prova penale ci sarà, Spatuzza potrebbe ridare speranza alla nostra sete di giustizia completa.
Resta ben inteso però che sempre ci batteremo affinchè i 180 giorni a disposizione dei collaboratori per dire tutto quello che sanno, siano ampiamente rivisti con nuova norma.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1727  del 
07/09/2011
MAFIA: ASSO.GEORGOFILI, SODDISFATTI PER PROTEZIONE SPATUZZA

FIRENZE, 7 SET - «Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la .....
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MAFIA: ASSO.GEORGOFILI, SODDISFATTI PER PROTEZIONE SPATUZZA

FIRENZE, 7 SET - «Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, presieduta dal Sottosegretario Mantovano, ha dato pare favorevole all'ammissione al programma di protezione per il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza».
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime di via Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«Da tempo aspettavamo una decisione che esprimesse apertura verso quei soggetti appartenenti a 'Cosa Nostrà che hanno deciso di passare dalla parte della legge. Senza i collaboratori di giustizia che hanno permesso di trovare prove oggettive, non avremmo mai avuto la sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 che ha visto condannato all'ergastolo per strage il gotha di cosa nostra. Ora saremo più sereni aspettando la sentenza di primo grado per Francesco Tagliavia che secondo Spatuzza ha avuto parte integrante nella strage di Firenze. Se la testimonianza di Spatuzza passerà al vaglio dei Giudici togati e non e prova penale ci sarà, Spatuzza potrebbe ridare speranza alla nostra sete di giustizia completa». (ANSA)
















I familiari delle vittime della strage dei Georgofili: "Bene la protezione a Spatuzza"

Il ministero dell'Interno ha ammesso il mafioso al programma di protezione riservato ai collaboratori
07/09/2011 - 22:23

"Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, presieduta dal Sottosegretario Mantovano, ha dato pare favorevole all'ammissione al programma di protezione per il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza". Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famigliari Vittime di via Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.

"Da tempo aspettavamo una decisione che esprimesse apertura verso quei soggetti appartenenti a 'Cosa Nostra' che hanno deciso di passare dalla parte della legge. Senza i collaboratori di giustizia che hanno permesso di trovare prove oggettive, non avremmo mai avuto la sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 che ha visto condannato all'ergastolo per strage il gotha di cosa nostra.

Ora saremo più sereni aspettando la sentenza di primo grado per Francesco Tagliavia che secondo Spatuzza ha avuto parte integrante nella strage di Firenze. Se la testimonianza di Spatuzza passerà al vaglio dei Giudici togati e non e prova penale ci sarà, Spatuzza potrebbe ridare speranza alla nostra sete di giustizia completa".
Fonte: ANSA
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NOTIZIA Adnkronos
1728  del 
07/09/2011
Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, pres..... Apri
Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Esprimiamo la nostra viva soddisfazione nell'apprendere che la Commissione del Ministero dell'Interno, presieduta dal Sottosegretario Mantovano, ha dato pare favorevole all'ammissione al programma di protezione per il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Da tempo aspettavamo una decisione che esprimesse apertura verso quei soggetti appartenenti a "Cosa Nostra" che hanno deciso di passare dalla parte della legge".
Lo sottolinea Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Senza i collaboratori di giustizia che hanno permesso di trovare prove oggettive -rileva- non avremmo mai avuto la sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 che ha visto condannato all'ergastolo per strage il gotha di cosa nostra".
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COMUNICATO
1729  del 
09/09/2011
Provenzano potrebbe morire !

Sarebbe un bel guaio morisse prima di aver parlato e detto tutto quello che sa.
Sia curato lo abbiamo sem.....
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Provenzano potrebbe morire !

Sarebbe un bel guaio morisse prima di aver parlato e detto tutto quello che sa.
Sia curato lo abbiamo sempre detto, curato in carcere, a 41 bis e lì resti e smettiamola con la litania funebre per uno che non ha certo paura della morte visto quanti disgraziati ha fatto uccidere in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 .
E non solo: ne ha feriti in modo grave tantissimi, quella notte all'1,04 mentre dormivano , li ha resi invalidi e in quanto a tremolii e distonie varie ne hanno da vendere .
Si penta Bernardo Provenzano, glielo chieda per noi il suo avvocato; perché la pietà in noi è morta e purtroppo l'ha uccisa proprio lui: colui che mandò Bagarella a Firenze, in continente, a mettere le bombe.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1730  del 
09/09/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGE FIRENZE, PROVENZANO SI PENTA PRIMA DI MORIRE

Palermo, 8 set.- (Adnkronos) - «Sarebbe un bel guaio se Bernar.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGE FIRENZE, PROVENZANO SI PENTA PRIMA DI MORIRE

Palermo, 8 set.- (Adnkronos) - «Sarebbe un bel guaio se Bernardo Provenzano morisse prima di aver parlato e detto tutto quello che sa. Sia curato lo abbiamo sempre detto, curato in carcere, a 41 bis, e lì resti e smettiamola con la litania funebre per uno che non ha certo paura della morte visto quanti disgraziati ha fatto uccidere in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993».
Lo dice il presidente dei familiari delle vittime della strage di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli.
«E non solo, ne ha feriti in modo grave tantissimi quella notte all'1,04 mentre dormivano, li ha resi invalidi e in quanto a tremolii e distonie varie ne hanno da vendere - prosegue - Si penta Bernardo Provenzano, glielo chieda per noi il suo avvocato, perchè la pietà in noi è morta e purtroppo l'ha uccisa proprio lui: colui che mandò Bagarella a Firenze, in continente, a mettere le bombe».
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NOTIZIA ANSA
1731  del 
09/09/2011
MAFIA: VITTIME GEORGOFILI,PROVENZANO? NON MUOIA,DEVE PARLARE

FIRENZE, 9 SET - «Provenzano potrebbe morire: sarebbe un bel guaio morisse prim.....
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MAFIA: VITTIME GEORGOFILI,PROVENZANO? NON MUOIA,DEVE PARLARE

FIRENZE, 9 SET - «Provenzano potrebbe morire: sarebbe un bel guaio morisse prima di aver parlato e detto tutto quello che sa. Sia curato, lo abbiamo sempre detto, curato in carcere, a 41 bis, e ci resti»: così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta l'allarme del legale sullo stato di salute del boss.
«Smettiamola con la litania funebre per uno - aggiunge - che non ha certo paura della morte visto quanti disgraziati ha fatto uccidere in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993. E non solo: ne ha feriti in modo grave tantissimi quella notte all'1,04 mentre dormivano, li ha resi invalidi e in quanto a tremolii e distonie varie ne hanno da vendere. Si penta Bernardo Provenzano, glielo chieda per noi il suo avvocato, perchè la pietà in noi è morta e purtroppo l'ha uccisa proprio lui che mandò Bagarella a Firenze, in continente, a mettere le bombe». (ANSA)
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COMUNICATO
1732  del 
10/09/2011
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rende noto che cautelativamente, nei tempi e nei termini giusti ,..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rende noto che cautelativamente, nei tempi e nei termini giusti , ha presentato presso la Procura di Firenze, attraverso i suoi avvocati dello studio legale Ammannato richiesta formale affinchè per tutte le archiviazioni inerenti eventuali indagini in corso per la strage di via dei Georgofili, relative a chicchessia, ne fosse data tempestiva comunicazione da parte della Procura stessa.
Per quanto riguarda soggetti che sarebbero denominati Autore 1 e Autore 2 per i quali, secondo fonti giornalistiche, sarebbero in corso indagini e le stesse a breve dovrebbero essere archiviate per scadenza dei termini, ci siamo attenuti a quanto ci ha sempre risposto la Procura e con questo abbiamo fatto i conti, ovvero:
attualmente non ci sono indagini specifiche in corso.
Quanto sopra per un senso di chiarezza e trasparenza, precisando che nel corso di questi 18 anni due sono stati gli Esposti presentati in Procura a Firenze dall'Associazione dei familiari delle vittime ai fini dell'accertamento della verità tutta.
Chiarissimi in proposito sono stati i nostri Avvocati durante le arringhe in chiusura del processo Tagliavia.
Precisiamo altresì che fermo e determinato è il nostro impegno ad espletare ogni azione necessaria a far sì che il Paese conosca insieme a noi chi ha ucciso e lasciato uccidere insieme alla mafia i nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1733  del 
13/09/2011
Nel ricordo di Padre Pino Puglisi vogliamo essere presenti simbolicamente a tutte le manifestazioni indette dal Centro di Accoglienza Padre Nostro Onl..... Apri
Nel ricordo di Padre Pino Puglisi vogliamo essere presenti simbolicamente a tutte le manifestazioni indette dal Centro di Accoglienza Padre Nostro Onlus.
L'anniversario del 15 Settembre 2011 ci dà l'opportunità ancora una volta di pensare a Padre Pino Puglisi come colui che la mafia l'ha combattuta davvero.
Padre Puglisi ha combattuto la mafia, prima come prete nella sua missione religiosa cercando di dare aiuto ai ragazzi di Brancaccio che guardavano alla sua Chiesa come difesa dallo strapotere mafioso e poi come cittadino, quando probabilmente, compreso ciò che i f.lli Graviano portavano con loro quel settembre del 1993 di ritorno dal "continente", decise di rivolgersi alle istituzioni antimafia per affrontare un problema più grande di lui, arrivando, purtroppo, in ritardo.
E' per questo che quale omaggio al ricordo di Don Puglisi e cercando la stessa forza che il religioso ha messo nella ricerca della giustizia verso i giovani attraverso la verità, riportiamo a memoria di quanti oggi lo hanno dimenticato o fanno finta di dimenticarlo, un passaggio della requisitoria del '98 di Gabriele Chelazzi al processo sulle bombe del '93:
"Ma questa sentenza rispecchia davvero la realtà che sta dietro l'ondata stragista del ?93? [..] Questa sentenza deve servire come base per ulteriori approfondimenti [..] del complesso, variegato contesto socio politico ed economico in cui sono maturate le stragi"
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1734  del 
16/09/2011
La recensione apparsa oggi sul quotidiano Il Corriere della Sera ci predispone ad una graditissima attesa. Il prossimo 20 settembre, infatti, sarà in ..... Apri
La recensione apparsa oggi sul quotidiano Il Corriere della Sera ci predispone ad una graditissima attesa. Il prossimo 20 settembre, infatti, sarà in libreria un nuovo testo di Sebastiano Ardita, l'attuale direttore del DAP. Questo libro toccherà un argomento per noi di grande interesse ai fini di quella giustizia che ancora devono avere i nostri morti e nostri feriti.
L'articolo "41 bis", "il regime detentivo speciale 41 bis", che fu il movente mafioso per la strage di via dei Georgofili è una battaglia che noi portiamo avanti con forza.
Il nuovo libro di Sebastiano Ardita ravviva ancora una volta quella piccola fiammella di speranza a cui ancora, con fatica, rimaniamo aggrappati con tutte le nostre forze. La speranza che prima o poi la verità verrà scritta sugli atti processuali, perché alcuni documenti che nel passato sembravano oscuri comincino a delineare i loro chiari contorni di verità e, chissà, di gravi responsabilità.

E' di questi giorni l'ennesima richiesta di mandare Provenzano a casa per il suo stato di salute, come se in carcere non potesse più stare.
Sebastiano Ardita ha condotto in questi anni il suo lavoro cercando di dare tutte le cure necessarie ai boss malati all'interno della struttura carceraria ma anche comprendendo che il mafioso reo di strage è pericoloso quando ha contatti con l'esterno. Si è mosso al meglio, rispettando la legge e contemporaneamente guardando con riguardo alle esigenze degli uomini in carcere, chiunque essi fossero.

Per questo crediamo stia facendo un ottimo lavoro. Un lavoro che di sicuro non piacerà alla mafia, che il "41 bis" lo vuole abolito in toto come del resto lo voleva già nel 1993 quando le istituzioni non seppero gestire la situazione ed a pagare col sangue furono i nostri figli.

Il 20 settembre p.v. leggeremo il nuovo testo, che parlerà di quella che ostinatamente non si vuole chiamare "trattativa", e cercheremo di capire dalle parole di una persona che di certo non è uno sprovveduto in materia se davvero eravamo in una "victim list" e chi di dovere non lo ha capito.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1735  del 
21/09/2011
Il 26 Maggio scorso, anniversario della strage di via dei Georgofili abbiamo portato in scena la Traviata di Giuseppe Verdi in piazza Signoria, era no..... Apri
Il 26 Maggio scorso, anniversario della strage di via dei Georgofili abbiamo portato in scena la Traviata di Giuseppe Verdi in piazza Signoria, era nostra intenzione mettere in luce attraverso una delle opere più significative di Verdi il momento incredibile che il Paese sta vivendo .
Momento nel quale la sregolatezza in certi ambiti la fa da padrona fuori misura in barba a chi soffre.
La carta stampata, la mattina del 27 Maggio 2011, ha scritto che abbiamo "steccato"; oggi alla luce dell'intervista rilasciata ad una TV pubblica da una Signora Terry, viene il dubbio che la "stecca" l'abbiano fatta altri, ma ce lo dirà il futuro.
Comunque, sicuri come siamo che buona parte del prezzo della strage di via dei Georgofili lo hanno pagato le nostre figlie sfigurate dal tritolo che la mafia ha usato a buon mercato in nome proprio e per conto di politici e di faccendieri senza scrupoli 18 anni fa, diciamo a tutte le "Signore Terry":
«guardate, ammesso che possa interessarvi, che il denaro che vi danno per la vostra "bellezza", ci sono molte probabilità sia intriso di sangue che chiede giustizia».
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1736  del 
22/09/2011
Sempre rispettosi delle decisioni dei Tribunali, in questo caso specifico nel rispetto del Tribunale di Catania seconda Corte di Appello,in merito al ..... Apri
Sempre rispettosi delle decisioni dei Tribunali, in questo caso specifico nel rispetto del Tribunale di Catania seconda Corte di Appello,in merito al caso Antonino Santapaola.
Tuttavia, visto il pronunciamento dei periti nominati dal Tribunale stesso, ovvero che Santapaola Antonino, in base ai suoi gravi disturbi, "non sarebbe compatibile con un regime di carcere duro e nemmeno con un regime di carcerario ordinario", vogliamo rammentare il caso del Capo Mandamento di Alcamo Giuseppe Ferro.
La famiglia del Capo Mandamento di Alcamo al tempo delle stragi, producendo fiumi di perizie ha fatto si che per mesi Giuseppe Ferro assistesse al suo processo per le stragi del 1993 steso in una barella e vigilato costantemente da personale sanitario, in seguito in un mese di luglio caldissimo, il capo mafia si è alzato dal suo letto di sofferenza e si è fatto pure collaboratore di giustizia.
Ci permettiamo di rammentare un aneddoto come quello sopra riportato, perchè mai la mafia " cosa nostra" ha avuto come in questo momento bisogno di ottenere agevolazioni sul fronte del 41 bis.
Ovvero, per la mafia provare a se stessa di aver vinto quel braccio di ferro iniziato nel novembre del 1992 nel giardino di Boboli a Firenze, giusto dalla famiglia Santapaola, sarebbe il massimo. In nome e per conto dell'annullamento del "41 bis" e per il trasferimento di capi mafia in ospedale abbiamo visto morire i nostri figli nel modo più barbaro possibile, crediamo quindi di essere compresi se ci permettiamo di rendere noto il nostro pensiero esprimendo timori che non possono non essere giustificati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1737  del 
24/09/2011
Il 28 marzo scorso abbiamo espresso le nostre perplessità sulla nomina del Ministro Saverio Romano.
Oggi la bagarre in atto all'interno del Parla.....
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Il 28 marzo scorso abbiamo espresso le nostre perplessità sulla nomina del Ministro Saverio Romano.
Oggi la bagarre in atto all'interno del Parlamento, ci dice che forse avevamo ragione.
Il "41 bis" nel 2002, al momento di renderlo definivo, aveva incontrato il no deciso dell'attuale Ministro dell'Agricoltura e il punto andava chiarito bene, molto bene prima di una nomina tanto importante, visto che le motivazioni di una scelta così grave verso il "41 bis" definitivo da parte del Ministro stesso, continuavano a rimanere, ai nostri occhi, non certo comprensibili né tanto meno giustificabili.
Del resto, noi come potremmo essere criticati davanti alle nostre perplessità sull'annullamento del carcere duro, visto che per l'annullamento del "41 bis" ai mafiosi come Riina e altri capi mafia avevamo visto morire i nostri figli?
Ripetiamo: andava chiarito tutto molto bene su quell'episodio del 2002 relativo al "41 bis" definitivo per i mafiosi rei di strage e alla posizione dell\'On. Saverio Romano, prima di tutto proprio per lui stesso (ci mancherebbe altro) e poi anche per noi che per il "41 bis" ai mafiosi rei di strage ormai ne abbiamo fatto una battaglia di vita.
Del resto tutto ciò che sta accadendo intorno al "41 bis" in questi ultimi tempi ci inquieta non poco. Come per esempio:
1- incontri istituzionali sul tema alla Galleria Alberto Sordi;
2- mafiosi del calibro di Provenzano e Antonino Santapaola che fanno chiedere per loro conto a gran voce, addirittura arresti domiciliari, con la scusante delle gravi malattie che avrebbero riportate durante la detenzione ;
3- recensioni di libri autorevoli sul "41 bis" e articoli di testate nazionali che paiono un sonetto che recita così: il "41 bis" contro la mafia non serve a nulla, ci vuole ben altro.
E noi ribattiamo, in merito: sarà anche così ma per conto dell'annullamento del "41 bis" la mafia ha fatto stragi terroristiche ed eversive, meglio sarebbe non scordarlo da parte di nessuno.

Insomma tutto fa apparire ai nostri occhi e attenti orecchi, che la difesa d'ufficio per arrivare all'annullamento del "41 bis" sia una delle cose più importanti in questo momento nel nostro Paese , anche se portata avanti con grande discrezione e quasi con sotterfugio. Oseremmo dire con una manovra oscura per i più.

Quindi sorge spontanea la domanda: se la mafia non si vedrà abolito il "41 bis" da qui a breve, cosa succederà?
Ci piacerebbe tanto capirlo anche per individuare da quale parte stanno gli stragisti che hanno operato con la mafia il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze e potendo evitare che il delitto si reiteri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1738  del 
25/09/2011
Apprendiamo dalle pagine di un quotidiano e ci permettiamo commentare:
mancava giusto il segreto di Stato su procedimenti in corso che potrebbero.....
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Apprendiamo dalle pagine di un quotidiano e ci permettiamo commentare:
mancava giusto il segreto di Stato su procedimenti in corso che potrebbero così finire miseramente, lasciando tutti con l'amaro in bocca.
Più volte siamo intervenuti sul "41 bis che Salvatore Riina voleva abolire per sé e naturalmente per tutti, con la scusa della sua cagionevole salute.
Non possiamo non domandarci se siamo stati gabbati o meno e se per caso il Capo di Cosa nostra in questi anni in barba alle sue vittime abbia goduto di privilegi penitenziari.
Quindi ogni processo in corso e ogni processo futuro che possa portare luce su ciò che è avvenuto in questi anni all'interno delle carceri italiane rispetto all'applicazione del "41 bis " ai 15 boss rei di strage terroristica ed eversiva nel 1993 , devono essere trasparenti non secretati.
Insomma tutto ciò che riguarda Salvatore Riina e quindi anche il direttore del carcere che lo ospita deve essere svolto alla luce del sole altro che segreti.
Paghiamo oggi le pene dell'inferno per una "trattativa a suon di 41 bis più che negata, quanti sospetti dobbiamo ancora nutrire sul fatto che la trattativa potrebbe essere ancora in corso prima che sia posta la parola fine ai maneggi intorno al 41 bis?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1739  del 
29/09/2011
Lo spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere ieri dal Parlamento, a noi vittime di "cosa nostra", tali in nome e per conto dell'annullamento del "4..... Apri
Lo spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere ieri dal Parlamento, a noi vittime di "cosa nostra", tali in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis" ha praticamente stomacato.
Pensiamo infatti che ieri la mafia "cosa nostra", abbia avuto il messaggio più forte e significativo che mai si sarebbe aspettata.
La Magistratura è stata messa alla berlina per le sue indagini in fatto di "associazione mafiosa" e i partiti hanno ampiamente dimostrato che con la mafia ci convivono molto bene.
Vogliamo anche significare che il Partito Radicale non aveva nessun motivo di astenersi dall'esercitare il proprio voto, infatti se i suoi rappresentanti avessero votato, il Ministro Romano avrebbe lo stesso ottenuto la fiducia con i voti totalizzati.
I radicali fanno parte del PD e nulla gli sarebbe costato schierarsi con chi aveva presentato la mozione di sfiducia, facendo così una bella figura considerando che era stato lo schieramento di loro appartenenza a "sfiduciare".
No! Si è voluto fare diversamente e si è dato così, secondo noi, un gran brutto messaggio, che ahimè troverebbe lettura, speriamo di no, in quanto affermato dai collaboratori di giustizia al processo Tagliavia.
Il 5 Ottobre prossimo i giudici di Firenze entreranno in Camera di Consiglio per una sentenza che farà storia, infatti se quanto testimoniato da Gaspare Spatuzza risulterà attendibile, formerà prova penale, tante cose si spiegheranno e fra le altre che in Parlamento ci sono purtroppo partiti che dalla mafia hanno avuto mensilmente soldi, affinchè a "cosa nostra" fossero fatti favori a tempo debito.
Aspettiamo quindi con ansia la sentenza del processo Tagliavia, per sapere come stanno le cose, e se la ragione sarà dalla nostra, dalla parte delle vittime sacrificali sull'altare di luridi interessi, chiederemo conto con forti denunce pubbliche di quel "41 bis" sempre messo in discussione in questi 18 anni da Erode a Pilato, nascondendosi dietro il penoso dito del garantismo, del senso di umanità e del disdegno verso la presunta "tortura democratica".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1740  del 
29/09/2011
ROMANO: ASS.GEORGOFILI, DA AULA FORTE MESSAGGIO ALLA MAFIA

FIRENZE, 29 SET - Lo spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere ieri in Parlam.....
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ROMANO: ASS.GEORGOFILI, DA AULA FORTE MESSAGGIO ALLA MAFIA

FIRENZE, 29 SET - Lo spettacolo al quale abbiamo dovuto assistere ieri in Parlamento, noi vittime di Cosa nostra, ha praticamente stomacato. Pensiamo che ieri la mafia abbia ricevuto un messaggio forte e significativo».
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa dei Georgofili riguardo il voto sulla mozione di sfiducia al ministro Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. «La Magistratura è stata messa alla berlina - scrive l'associazione Georgofili - e i partiti hanno ampiamente dimostrato che con la mafia ci convivono molto bene».
«I radicali fanno parte del Pd- continua la nota - e nulla gli sarebbe costato schierarsi con chi aveva presentato la mozione di sfiducia, facendo così una bella figura, considerando che era stato lo schieramento di loro appartenenza a sfiduciare». (ANSA)
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COMUNICATO
1741  del 
30/09/2011
Parlatene bene, parlatene male, ma parlatene!

Parlatene di Salvatore Riina!
E per l'amor di Dio tacete sulle sue vittime, d.....
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Parlatene bene, parlatene male, ma parlatene!

Parlatene di Salvatore Riina!
E per l'amor di Dio tacete sulle sue vittime, del resto il silenzio per le cose spinose, per il sistema è oro a 18 carati.
Se la merita tutta questa attenzione su carta stampata e video, Salvatore Riina, visto che quando parla con chicchessia di sicuro cura gli affari suoi e lancia messaggi mafiosi!
Se la merita tutta la prima pagina dei massimi quotidiani che fanno a gara a descriverlo dentro un buco, una fossa, ammalato cronico, poveretto, alla mercè del "duro carcere" a 81 anni!
Se la merita tutta l'attenzione massima il macellaio di via dei Georgofili, attenzione che spinge a breve, inevitabilmente, verso il crollo della roccaforte contro la mafia: il 41 bis.
Infatti da "41 bis" non si dovrebbe avere contatti con l'esterno, ma Riina ci pare ne abbia da vendere, di "contatti".
E' per questo che abbiamo deciso che dopo la sentenza Tagliavia, valutando i risultati, se saremo costretti, gli scriveremo nuovamente.
Scriveremo a Riina in modo dirompente e il più provocatorio possibile, infatti questa volta gli chiederemo una cosa sacrosanta per i nostri morti e i nostri feriti e in cambio anche noi questa volta prometteremo qualcosa, perché con la mafia, si sa, vale il: tu mi dai, io ti do. Altrimenti nulla funziona. E questa volta, chissà, forse Riina Salvatore dal "41 bis", che ancora non siamo riusciti di capire attraverso i media e i benpensanti se è "duro" o "morbido" , non potrà dirci di no o raccontare balle sulle trattative che non avrebbe fatto sulla pelle dei nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1742  del 
03/10/2011
Mentre continua sui quotidiani la "saga dei Forsyte" relativa alla famiglia Riina, le agenzie battono le parole di collaboratori di giustizi..... Apri
Mentre continua sui quotidiani la "saga dei Forsyte" relativa alla famiglia Riina, le agenzie battono le parole di collaboratori di giustizia che indicherebbero Riina, il giovane rampollo appena uscito dal carcere, come il mandante di un attentato al Ministro Alfano quando lo stesso nelle funzioni di Guardasigilli inaspriva il 41 bis.
Difficile capire le cose di mafia, perchè "cosa nostra" non scherza mai, lo sappiamo bene noi, infatti quando Riina Salvatore voleva far annullare il "41 bis" ci ha fatto ammazzare i figli tanto per fare politica, ma un paio di cose le comprendiamo benissimo:
1) il 41 bis alla mafia non piace
2) in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis", in questi 18 anni troppi non appartenenti alla mafia hanno avuto le mani in pasta a vario titolo e forse proprio per questo Salvatore Riina con la sua famiglia, come Soames Forsyte verrà fatto rimanere in scena fino all'ultimo, in questo caso per la nostra disperazione.
Infatti noi della famiglia Riina non vorremmo sentirne parlare mai più a meno che non collaborino con la giustizia, perché il rischio è sempre lo stesso: sia che se ne parli bene, sia che se ne parli male, alla fine saranno sdoganati magari come "dissociati" e non come collaboratori.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1743  del 
04/10/2011
Gentilissimi,

a quanti interessa e ci hanno seguito e sostenuto in questo difficilissimo e importante periodo, comunichiamo che la sentenza.....
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Gentilissimi,

a quanti interessa e ci hanno seguito e sostenuto in questo difficilissimo e importante periodo, comunichiamo che la sentenza per il processo a Francesco Tagliavia per la strage di via dei Georgofili e di tutte le altre stragi del 1993 - 1994, è prevista per domani 5 Ottobre 2011 in serata, presso il Tribunale di Santa Verdiana Aula bunker - Firenze.
Naturalmente, salvo imprevisti.
Confidiamo nella divulgazione del messaggio, per la massima partecipazione, affinchè la mafia "cosa nostra" ancora una volta senta tutto il peso e la responsabilità di quanto si è permessa di mettere in atto la notte del 27 Maggio 1993 nel centro storico di Firenze.
"Cosa nostra" capeggiata da Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, ha ucciso cinque dei nostri parenti più cari e ne ha feriti 48 causando invalidità gravissime e irreversibili.
Ma soprattutto "cosa nostra" il 27 Maggio 1993, ha messo in discussione, come risulta oggi fin troppo evidente agli occhi di tutti, la democrazia stessa del nostro Paese.
Vi aspettiamo!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
1744  del 
04/10/2011
Firenze, 4 ott. (TMNews) - Domani il Tribunale di Firenze si pronuncia su Francesco Tagliavia, imputato come coautore delle stragi di mafia del 1993-9..... Apri
Firenze, 4 ott. (TMNews) - Domani il Tribunale di Firenze si pronuncia su Francesco Tagliavia, imputato come coautore delle stragi di mafia del 1993-94. Tagliavia, che sconta già numerosi ergastoli nel carcere di Viterbo, viene considerato dalla procura fiorentina come una prova che "le indagini su quei fatti di sangue non si sono concluse".
Il boss di Brancaccio, secondo l'accusa, era non tanto tra gli ideatori della strage dei Georgofili, quanto una delle persone che contribuirono di più alla sua organizzazione materiale. Domani il tribunale leggerà la sentenza su Tagliavia, ma più attese dalle parti civili sono le motivazioni della sentenza, per capire quanto spazio sia lasciato ad alcune delle ipotesi più battute in questi anni, tra cui l'esistenza eventuale di una trattativa tra Stato e mafia.
"Cosa nostra - scrive Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione dei parenti delle vittime della strage dei Georgofili - capeggiata da Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, a Firenze, la notte del 27 maggio 1993, ha ucciso cinque dei nostri parenti più cari e ne ha feriti 48 causando invalidità gravissime e irreversibili. Ma soprattutto Cosa nostra, il 27 maggio 1993, ha messo in discussione, come risulta oggi fin troppo evidente agli occhi di tutti, la democrazia stessa del nostro Paese".
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COMUNICATO
1745  del 
05/10/2011
L'ergastolo inflitto a Tagliavia, a regime detentivo di 41 bis è l'ennesima riprova della bontà degli atti processuali per le stragi del 199..... Apri
L'ergastolo inflitto a Tagliavia, a regime detentivo di 41 bis è l'ennesima riprova della bontà degli atti processuali per le stragi del 1993.
Ancora una volta il nostro pensiero va alla Magistratura Fiorentina, alla Procura Nazionale antimafia che coordina le indagini, alle forze dell'0rdine che hanno contributo alle indagini, per l'immane lavoro che tutti insieme hanno svolto in questi 18 anni affinché quanti in "cosa nostra erano colpevoli del massacro di Firenze del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili fossero consegnati alla giustizia.
Tuttavia ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza che oggi ancora una volta ci ha visti esultare contro la mafia, perché oggi è stata scritta una pagina giudiziaria molto importante ovvero: Gaspare Spatuzza ha detto il vero, è attendibile prove oggettive alla mano.
Si apre così la nostra grande speranza di arrivare un giorno di vedere a processo i "mandanti esterni alla mafia per la strage del 27 Maggio 1993, giorno in cui le nostre famiglie sono cadute in un baratro senza fine, perchè i nostri parenti sono stati uccisi e molti sono stati resi invalidi e questo non solo per mano e per volere di "cosa nostra.
Così come auspichiamo quella apertura che ogni organismo dello Stato dovrebbe sentire verso di noi nell'ammettere che in quel 1993 qualcosa in questo Paese è successo, ovvero lo Stato non ha saputo tutelarci, se di trattativa non si è trattato, sicuramente furono madornali errori, perché noi oggi, piaccia o no, i nostri figli li dobbiamo piangere morti o invalidi, e l'inferno lastricato di buone intenzioni non ci piace e non ci soddisfa.
Avremmo voluto tanto avere con noi il Sindaco di Firenze, ma ancora una volta gli impegni per uomini così importanti sono molteplici e inderogabili.
Comprendiamo, ne prendiamo atto e come sempre confidiamo in noi stessi.
Ringraziamo comunque l'Ass.Di Giorgi per la sua presenza in aula in rappresentanza del Comune di Firenze che si è costituito parte civile per il risarcimento dei danni all'immagine.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1746  del 
05/10/2011
Firenze, 5 ott. - (Adnkronos) - "L'ergastolo inflitto al boss Francesco Tagliavia, a regime detentivo di 41 bis, e' l'ennesima rip..... Apri
Firenze, 5 ott. - (Adnkronos) - "L'ergastolo inflitto al boss Francesco Tagliavia, a regime detentivo di 41 bis, e' l'ennesima riprova della bonta' degli atti processuali per le stragi del 1993. Ancora una volta il nostro pensiero va alla magistratura fiorentina, alla Procura Nazionale antimafia che coordina le indagini, alle forze dell'ordine che hanno contributo alle indagini, per l'immane lavoro che tutti insieme hanno svolto in questi 18 anni affinche' quanti in Cosa Nostra erano colpevoli del massacro di Firenze del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili fossero consegnati alla giustizia". Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, al termine dell'udienza che ha condannato il boss Francesco Tagliavia all'ergastolo per le stragi del 1993.

"Tuttavia ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza che oggi ancora una volta ci ha visti esultare contro la mafia, perche' oggi e' stata scritta una pagina giudiziaria molto importante ovvero: Gaspare Spatuzza ha detto il vero, e' attendibile prove oggettive alla mano. Si apre cosi' la nostra grande speranza - ha aggiunto Maggiani Chelli - di arrivare un giorno di vedere a processo i "mandanti esterni alla mafia" per la strage del 27 maggio 1993, giorno in cui le nostre famiglie sono cadute in un baratro senza fine, perche' i nostri parenti sono stati uccisi e molti sono stati resi invalidi e questo non solo per mano e per volere di Cosa Nostra".
(segue)
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COMUNICATO
1747  del 
06/10/2011
Sulla scia della sentenza di condanna alla pena dell'ergastolo, emessa ieri dal Tribunale di Firenze Aula Bunker Santa Verdiana per Francesco Tag..... Apri
Sulla scia della sentenza di condanna alla pena dell'ergastolo, emessa ieri dal Tribunale di Firenze Aula Bunker Santa Verdiana per Francesco Tagliavia, uomo chiave di "cosa nostra" che ha partecipato all' organizzazione logistica dell'esplosivo usato nella strage di Firenze il 27 Maggio 1993, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si schiera a sostegno della Magistratura sottoposta a continui attacchi.
Siamo certi che i Magistrati preposti alle indagini sulle stragi del 1993-1994, così come hanno fatto di tutto per assicurare alla giustizia gli esecutori materiali delle stragi, lo stesso faranno per scoprire gli eventuali Mandanti, Autori, Concorrenti, qual dir si voglia di quei massacri, affinchè giustizia sia fatta fino in fondo.
Rammentiamo con l'occasione, affinchè non sia mai dimenticato, che la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 aveva sicuramente scopi eversivi e terroristici e l'eversione perpetrata attraverso il terrorismo fa paura a tutti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime dlla strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1748  del 
06/10/2011
Firenze, 6 ott. - (Adnkronos) - "Sulla scia della sentenza di condanna alla pena dell'ergastolo, emessa ieri dalla Corte di Assise di Firenz..... Apri
Firenze, 6 ott. - (Adnkronos) - "Sulla scia della sentenza di condanna alla pena dell'ergastolo, emessa ieri dalla Corte di Assise di Firenze per Francesco Tagliavia, uomo chiave di Cosa Nostra che ha partecipato all'organizzazione logistica dell'esplosivo usato nella strage di Firenze il 27 maggio 1993, l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si schiera a sostegno della Magistratura sottoposta a continui attacchi". E' quanto afferma un comunicato diffuso a firma di Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime dlla strage di via dei Georgofili.
"Siamo certi che i magistrati preposti alle indagini sulle stragi del 1993- 1994 cosi' come hanno fatto di tutto per assicurare alla giustizia gli esecutori materiali delle stragi, lo stesso faranno per scoprire gli eventuali mandanti, autori, concorrenti, qual dir si voglia di quei massacri, affinche' giustizia sia fatta fino in fondo. Rammentiamo con l'occasione affinche' non sia mai dimenticato - conclude Maggiani Chelli - che la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 aveva sicuramente scopi eversivi e terroristici e l'eversione perpetrata attraverso il terrorismo fa paura a tutti".
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COMUNICATO
1749  del 
07/10/2011
"Un bacione a Firenze", come ventila oggi l'Espresso, il figlio di Riina per suo padre non lo porterà.
In via dei Georgofili il sa.....
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"Un bacione a Firenze", come ventila oggi l'Espresso, il figlio di Riina per suo padre non lo porterà.
In via dei Georgofili il sangue versato invoca verità, e senza verità non c'è giustizia, e senza giustizia i morti non si seppelliscono mai.
C'è una sola soluzione al problema e Salvatore Riina la conosce benissimo: Riina collabori con la giustizia.
Verbalizzi in Procura il capo dei capi davanti ai PM fiorentini e dica chi erano gli "Altri" seduti con lui al tavolo delle "trattative" quando fu pianificata la strage di Firenze in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Solo allora smetteremo di chiedere giustizia, non un minuto prima e davanti ad una collaborazione piena non davanti a scorciatoie buone per placare le coscienze.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1750  del 
08/10/2011
Davanti a tante conquiste sul fronte dell'antimafia a suon di beni confiscati alle cosche mafiose, dei quali moltissimi anche al nord, ci poniam..... Apri
Davanti a tante conquiste sul fronte dell'antimafia a suon di beni confiscati alle cosche mafiose, dei quali moltissimi anche al nord, ci poniamo oggi una domanda legittima.
Cosa sarebbe successo se la proposta di legge sulla dissociazione chiesta a gran voce dal Parlamento nel 1996, peraltro molto osteggiata da tutta la magistratura impegnata sul fronte della mafia, se poi nel 2000 fosse stata varata con tutti i crismi e non da una sola ala del Parlamento?
Infatti la dissociazione per una mafioso implica praticamente nulla , un mafioso che si dissocia non deve tra le altre cose consegnare allo Stato i suoi beni illeciti.
Tremiamo al pensiero che avrebbero potuto dissociarsi tutti, e lo avrebbero fatto, tanto cosa avevano da perdere? Nulla.
Infatti oggi quei beni frutto di confische tanto agognati da parte di tutti, sarebbero sempre nelle mani della mafia dissociata.
Senza considerare il danno gravissimo per le collaborazioni, perché dissociazione vuol di sicuro dire basta collaboratori di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1751  del 
10/10/2011
Le deposizioni più precise di Giovanni Brusca a Palermo nella giornata di oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta riaprono la piaga d..... Apri
Le deposizioni più precise di Giovanni Brusca a Palermo nella giornata di oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta riaprono la piaga della ?trattativa? fra Stato e Mafia.
Crediamo sia arrivato il momento, mentre si indaga per le stragi del 1993, di metterci nelle condizioni di capire se la ?trattativa?, di cui da lungo tempo parla Brusca e tanti altri collaboratori, dopo la morte del Giudice Borsellino, abbia aperto la strada alla strage di Via dei Georgofili.
Oppure capire se invece altri soggetti, sfruttando quel terribile momento e saltando da una trattativa all'altra, abbiano fatto massacrare i nostri parenti per ottenere qualcosa di più e di diverso dal 41 bis, posto in gioco dalla mafia ?cosa nostra? a ridosso delle stragi del 1992.
Giovanni Brusca comunque anche oggi a Palermo, continuando a scagionare se stesso da ogni responsabilità circa le stragi, ci ha ancora una volta delusi e aspettiamo sempre che si decida a raccontare tutto ciò che sa o che ha fatto in concomitanza delle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1752  del 
11/10/2011
Firenze, 11 ott. - (Adnkronos) - "Le deposizioni piu' precise di Giovanni Brusca a Palermo nella giornata di ieri, se mai ce ne fosse stato bisogno, a..... Apri
Firenze, 11 ott. - (Adnkronos) - "Le deposizioni piu' precise di Giovanni Brusca a Palermo nella giornata di ieri, se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta riaprono la piaga della 'trattativa' fra Stato e mafia. Crediamo sia arrivato il momento mentre si indaga per le stragi del 1993, di metterci nelle condizioni di capire se la 'trattativa' di cui da lungo tempo parlano Brusca e tanti altri collaboratori, dopo la morte del giudice Borsellino abbia aperto la strada alla strage di via dei Georgofili.
Oppure capire se invece altri soggetti, sfruttando quel terribile momento e saltando da una trattativa all'altra abbiamo fatto massacrare i nostri parenti per ottenere qualcosa di piu' e di diverso dal 41 bis posto in gioco dalla mafia Cosa Nostra a ridosso delle stragi del 1992".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Giovanni Brusca comunque anche ieri a Palermo, continuando a scagionare se stesso da ogni responsabilita' circa le stragi ci ha ancora una volta delusi e aspettiamo sempre che si decida a raccontare tutto cio' che sa o che ha fatto in concomitanza delle stragi del 1993", conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1753  del 
12/10/2011
La Corte dei Conti ha reso in queste ore più chiaro ciò che succederà alle fasce più deboli se entro il 30 settembre 2012 non entrerà in vigore una pi..... Apri
La Corte dei Conti ha reso in queste ore più chiaro ciò che succederà alle fasce più deboli se entro il 30 settembre 2012 non entrerà in vigore una più seria riforma fiscale.
Di fatto se le cose non si aggiusteranno in materia fiscale, l'Agenzia delle Entrare l'anno prossimo applicherà d'ufficio ciò che è scritto nei capitoli , messi a parte, delle norme in materia di finanziare del mese di luglio e agosto del 2011.
Ovvero anche per le vittime, pensionate, del terrorismo eversivo e mafioso verrà riapplicata l'irpef nei termini prima del 5% e poi del 20%, su pensioni esenti in base alle legge 206 del 2004, legge peraltro ancora oggi non applicata nella sua interezza visto che gli invalidi all'80% della capacità lavorativa non godono di pensione. Materia questa ultima nelle mani della Presidenza del Consiglio.
Come un qualsiasi governo possa aver pensato di riapplicare le tasse alle pensioni di soggetti così pesantemente penalizzati da azioni di una gravità inaudita come le stragi, è di per sé scandaloso, ma sentire oggi che, per via di quei 20 miliardi di euro mancanti ai conti dello Stato , l'ago della bilancia siano proprio, fra le altre, anche le vittime delle stragi terroristiche fa venire il vomito.
Ci auguriamo che nelle prossime ore possiamo sentir dire, da chi di dovere, che ognuno di noi avrà di nuovo la possibilità di scegliersi a breve il Governo giusto proprio per le vittime di azioni criminali come le stragi del 1993 o davvero dovremo pensare che in via dei Georgofili i nostri figli sono stati ammazzati con il beneplacito di tutti. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1754  del 
15/10/2011
Il Presidente della Commissione Antimafia ha chiesto gli atti di richiesta di revisione per la strage di Via D'Amelio.
Auspichiamo che sia .....
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Il Presidente della Commissione Antimafia ha chiesto gli atti di richiesta di revisione per la strage di Via D'Amelio.
Auspichiamo che sia la volta buona che la verità sulle stragi si delinei chiaramente, perché se è vero che per l'ideazione e la fase esecutiva della strage del 19 Luglio 1992 sono stati coinvolti soggetti esterni all'organizzazione mafiosa, per noi è scontato che questo vale anche per la strage di via dei Georgofili.
Insomma, se corresponsabili nella strage, oltre la mafia, ci sono stati per via d'Amelio altrettanto ci sono stati per via dei Georgofili.
La cosiddetta "trattativa", non può che essere il movente trainante delle due stragi , altrimenti non si spiegherebbe perché si sia cercato di depistare allontanando i sospetti dalla famiglia Graviano di Brancaccio per la morte del Giudice Borsellino, se non per il fatto che i Graviano erano gli esecutori e i mandanti della strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1755  del 
15/10/2011
18-19 ottobre 2011

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA

La locandina .....
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18-19 ottobre 2011

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA

La locandina

Il programma
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1756  del 
17/10/2011
03 novembre 2011

Presentazione del libro

Ricatto allo Stato
di Sebastiano.....

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03 novembre 2011

Presentazione del libro

Ricatto allo Stato
di Sebastiano Ardita





La controversa questione del 41 bis, il regime di
carcere duro per i mafiosi, diventa negli anni l'oggetto
di un ricatto di Cosa Nostra allo Stato.
Davvero lo Stato si è piegato alle minacce dei padrini?


La locandina della presentazione

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NOTIZIA ANSA
1757  del 
18/10/2011
INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, STRUMENTO INDISPENSABILE

FIRENZE, 18 OTT - "Crediamo che il peso delle intercettazioni sia grande, sono.....
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INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, STRUMENTO INDISPENSABILE

FIRENZE, 18 OTT - "Crediamo che il peso delle intercettazioni sia grande, sono uno strumento indispensabile, e noi lo sappiamo da lunga data".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dé Georgofili, parlando a margine del Forum nazionale contro la Mafia in corso a Firenze. "Esiste il rischio che finiscano sui giornali - ha aggiunto - conversazioni che sono una violazione della privacy, ma c'é già una legge che tutela la privacy, e allora non capisco perché si voglia buttare via il bambino con l'acqua sporca".
Maggiani Chelli ha inoltre criticato i tagli del ddl stabilità alla Direzione investigativa antimafia per 13 milioni di euro e al fondo di solidarietà per le vittime delle mafie e dell'usura per 10 mln: "Pensiamo che questi tagli fossero evitabili - ha detto - perché con queste confische che si fanno continuamente di beni illeciti alla mafia, non si capisce perché non si trovino i meccanismi per andare a pescare lì, quando c'é bisogno di denaro sonante".
Anche per questo la portavoce dell'associazione si è detta in disaccordo con la vertenza annunciata dal presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, con l'Agenzia nazionale per i beni confiscati: "E' da lungo tempo - ha ricordato - che si parla di far confluire i beni alla Sicilia, un po' come se il fatto che loro hanno la mafia e l'hanno combattuta male da sempre fosse una bandiera da ostentare e non invece qualcosa su cui riflettere molto. La mafia non ha fatto male solo in Sicilia: le nostre stragi lo dicono chiaramente, è venuta 'in continente', ed è bene che ci sia il fondo nazionale antimafia dove confluiscono i beni e da cui possano essere ridistribuiti su tutto il territorio".(ANSA)
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COMUNICATO
1758  del 
19/10/2011
Non vi sono più dubbi: la trattativa tra Stato e Mafia non è più solo una nostra idea peregrina.
Alcuni politici di questo Paese nel 1992, dopo l.....
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Non vi sono più dubbi: la trattativa tra Stato e Mafia non è più solo una nostra idea peregrina.
Alcuni politici di questo Paese nel 1992, dopo la morte del Giudice Falcone e minacciati dalla mafia, hanno cercato con ogni probabilità di salvarsi il collo e hanno così sacrificato la vita dei nostri figli.
Vogliamo sapere se è vero. Infatti la mafia dopo la morte del Giudice Borsellino, che con ogni probabilità scopri i maneggi dei politici minacciati,temiamo abbia alzato il tiro e noi in via dei Georgofili abbiamo perso i figli e ne abbiamo di altri ancora oggi in difficoltà oggettive anche a causa di leggi non applicate in modo giusto e ancora una volta vittime di un sistema che intende applicare tagli economici a casaccio anche per quelle persone alle quali non ha garantito nulla.
A questo punto invochiamo a gran voce la verità tutta, le indagini per strage che ci riguardano dovranno riprendere a pieno ritmo e chiarire una buona volta, attraverso un processo penale, se lo Stato, per salvare degli Onorevoli e Senatori inadempienti verso la mafia, ha lasciato ammazzare bambini e ragazzi.
Sono diciotto anni che cerchiamo verità e le pacche sulle spalle con i santini non ci bastano più. Vogliamo e pretendiamo verità, o davvero dovremo mettere in discussione il grado di civiltà del Paese nel quale siamo costretti a vivere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1759  del 
19/10/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGI, VOGLIAMO LA VERITÀ SULLA "TRATTATIVA"

Palermo, 19 ott. - (Adnkronos) - «Non vi sono più dubbi la t.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGI, VOGLIAMO LA VERITÀ SULLA "TRATTATIVA"

Palermo, 19 ott. - (Adnkronos) - «Non vi sono più dubbi la trattativa tra Stato e Mafia non è più solo una nostra idea peregrina. Alcuni politici di questo Paese nel 1992 dopo la morte del Giudice Falcone, minacciati dalla mafia, hanno cercato con ogni probabilità di salvarsi il collo e hanno così sacrificato la vita dei nostri figli. Vogliamo sapere se è vero». È quanto dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione familiari vittime della strage di Firenze.
«Infatti la mafia dopo la morte del giudice Borsellino che con ogni probabilità scopri i maneggi dei politici minacciati, temiamo abbia alzato il tiro e noi in via dei Georgofili abbiamo perso i figli e ne abbiamo di altri ancora oggi in difficoltà oggettive anche a causa di leggi non applicate in modo giusto e ancora una volta vittime di un sistema che intende applicare tagli economici a casaccio anche per quelle persone alle quali non ha garantito nulla - dice - A questo punto invochiamo a gran voce la verità tutta, le indagini per strage che ci riguardano dovranno riprendere a pieno ritmo e chiarire una buona volta, attraverso un processo penale, se lo Stato per salvare degli Onorevoli e Senatori inadempienti verso la mafia, ha lasciato ammazzare bambini e ragazzi».
E conclude: «Sono diciotto anni che cerchiamo verità e le pacche sulle spalle con i santini non ci bastano più. Vogliamo e pretendiamo verità, o davvero dovremmo mettere in discussione il grado di civiltà del Paese nel quale siamo costretti a vivere».
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1760  del 
20/10/2011
Inserimento nel sito:


Incontro con Gianni Somigli autore di ˝E` già sera˝
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Inserimento nel sito:


Incontro con Gianni Somigli autore di ˝E` già sera˝
La locandina

Figline Valdarno, 21/10/2011 ore 21,15
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COMUNICATO
1761  del 
20/10/2011
Siamo fortemente preoccupati da una situazione che sta precipitando sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata "cosa nostra".
La scure.....
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Siamo fortemente preoccupati da una situazione che sta precipitando sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata "cosa nostra".
La scure dell'incoscienza sta forse per abbattersi sulle roccaforti del contrasto alle organizzazioni mafiose:

1) il Fondo 512, legge del 1999 istituita per correre in soccorso di quei soggetti che trovano il coraggio di denunciare la mafia, pare verrà tagliato.
Ma, se quando è stato il tempo di far fronte alle nostre cause civili abbiamo dovuto intraprendere una vera battaglia contro percentuali di pagamento che mettevano in seria difficoltà noi dal punto di vista economico e gli stessi commissari liquidatori dal punto di vista morale, visto che dovevano liquidare cifre penose, e ci sono voluti anni per andare a regime, come si farà a ridurre ancora il finanziamento al Fondo 512?
Abbiamo in proposito avuto a suo tempo un colloquio con il Presidente del Senato Renato Schifani, il quale ben comprese l'importanza del Fondo 512 e la necessità di finanziarlo con cifre molto alte. Cosa succede ora?

2) Le forze di polizia della Dia pare subiranno tagli alle retribuzioni e quant'altro.
Ma come sarà mai possibile mettere in difficoltà tutori dell'ordine impegnati in un campo la cui pericolosità è altissima?
Come si farà a scoraggiarli, a creare loro frustrazioni, come fu già per i carabinieri ai tempi delle stragi, tant'è che l'allora Col. Mori non trovò altra soluzione per far fronte allo scoramento che serpeggiava fra i suoi uomini che quello di andare a parlare con Vito Ciancimino?

3) Ci sono problemi per usare intercettazioni per Senatori di questa Repubblica indagati.
Ma se il Senatore Vizzini Carlo è uno dei sette nomi che compaiono in quell'elenco di politici che la mafia nel 1992 voleva uccidere, e invece poi "cosa nostra" siciliana ha fatto la scelta di ammazzare i nostri parenti, avremmo o no il diritto di sapere in nome e per conto di chi abbiamo perso i figli?
Ovvero, avremmo il diritto o no di sapere perché la mafia voleva uccidere uomini con il grado di parlamentari e quindi capire se la scelta era dovuta al fatto che avevano tradito le aspettative della mafia stessa o se la scelta invece era dovuta al fatto che la mafia la contrastavano.

Abbiamo quasi l'impressione che si stiano ricreando tutte quelle condizioni già a noi ben note attraverso i processi di Firenze ovvero le condizioni di quell'infausto 1993 che ha fatto sì che i nostri figli morissero e la mafia prosperasse, pare, fino ad oggi più forte che mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1762  del 
23/10/2011
Dissentiamo fortemente da quanto scritto sul 41 bis e la probabile trattativa dal Dr. Claudio FAVA:
Ci piacerebbe tanto poter criticare il 41 bis.....
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Dissentiamo fortemente da quanto scritto sul 41 bis e la probabile trattativa dal Dr. Claudio FAVA:
Ci piacerebbe tanto poter criticare il 41 bis come in molti fanno, un senso critico e aspro sul piano umano per una pena severa, ma non ce lo possiamo permettere.
Infatti il 41 bis è stato fortemente contrastato dalla mafia a suon di bombe, ancora oggi la mafia non lo vuole malgrado tutti gli ammorbidimenti, quasi per una questione di principio, e allora il 41 bis deve esser applicato oltre la ragione stessa, perché se il 41 bis sopravviverà a tutti gli attacchi dei benpensanti e degli opportunisti, e soprattutto di coloro che vorrebbero buttarlo via ora in questa legislatura per non doverlo combattere dopo in altre legislature, la mafia prima o poi dovrà mettere in difficoltà chi non ha potuto rispettare i patti, perché con la mafia non si scherza e i patti vanno rispettati.
Siamo stati messi nelle mani della mafia e i nostri figli sono morti in modo atroce,e ogni giorno combattiamo con gli invalidi messi in difficoltà da sistemi barbari di assistenza, quindi noi non riteniamo così scandaloso che chi di "mafia ferisce di mafia perisca se la legge non può raggiungerli in nome e per conto della Ragion di Stato.
Il 41 bis è un sistema carcerario severo ma giusto per chi non collabora con la giustizia contribuendo così finalmente a liberare questo Paese da qualcosa di altrettanto grave rispetto alla mafia stessa, ovvero coloro che si sono collusi con la mafia fino ad arrivare a concepire stragi terroriste ed eversive.
Le parole del Dr. Claudio fava suonano come una bella favola ma noi alle favole non ci crediamo più da lungo tempo e soprattutto crediamo fortemente che sia arrivato il momento di smetterla di mistificare le cose sul 41 bis, e pure sulla trattativa, perché è più che evidente che innocenza a livello politico in questo Paese non c'è ne è stata per le stragi del 1993.
Inoltre, anche noi la diciamo tutta fino in fondo: se è pur vero che è oltremodo scandaloso non poter processare chi si nasconde dietro a immunità di comodo, come dice il Dr. Claudio Fava, è altrettanto vero che ciò non può impedire di condannare ad un regime di carcere restrittivo chi dalle sbarre riesce comunque a passare ordini di morte o condizionamenti al voto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1763  del 
25/10/2011
Che le stragi del 1993 sono state una rovina Provenzano lo lasci dire a noi, non ce lo mandi a dire de relato attraverso un "collaboratore di giu..... Apri
Che le stragi del 1993 sono state una rovina Provenzano lo lasci dire a noi, non ce lo mandi a dire de relato attraverso un "collaboratore di giustizia". Il "pentito " Lo Verso al processo di Palermo ha detto che Provenzano gli disse che Andreotti sapeva delle stragi, ovvero Riina fece un favore ad Andreotti che lo aveva garantito per una vita e Provenzano non gli ha potuto dire di no visto che Riina era un suo paesano.
E' un film che abbiamo già visto: Riina e Andreotti responsabili e tenutari di tutti i mali e di tutti i segreti d'Italia, Provenzano l'ignavo per antonomasia e tutti gli altri innocenti.
Non è più tempo di "fole", è la verità tutta che serve, chiunque vada a toccare.
Infatti, Andreotti dopo il 1980 è stato assolto da reati di mafia e nominarlo non porta da nessuna parte e Riina non parlerà mai perché preferisce rilasciare interviste e tenere tutti sotto scacco.
In quanto allo Stato che saprebbe chi "ha fatto" le stragi anche quelle del 1993, certo che lo Stato sa chi ha "voluto" le stragi insieme alla mafia, ci mancherebbe altro che non lo sapesse.
Ma come tutti sappiamo benissimo, c'è una "Ragion di Stato" che vola sopra ogni tipo di morti, anche di bambini appena nati e ragazzi di soli 20 anni.
Dove sta la novità nella testimonianza Lo Verso?
Chiediamo ai pentiti più collaborazione e meno guardare alla pagnotta.
Cordiali saluti

.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1764  del 
25/10/2011
MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGI, SERVE TUTTA LA VERITÀ

Palermo, 25 ott.- (Adnkronos) - "Che le stragi del 1993 sono state una rovina Provenz.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME STRAGI, SERVE TUTTA LA VERITÀ

Palermo, 25 ott.- (Adnkronos) - "Che le stragi del 1993 sono state una rovina Provenzano lo lasci dire a noi, non ce lo mandi a dire de relato attraverso un "collaboratore di giustizia".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dei familiari delle vittime delle stragi mafiose.

"Il pentito Lo Verso, al processo di Palermo, ha detto che Provenzano gli disse che Andreotti sapeva delle stragi, ovvero Riina fece un favore ad Andreotti che lo aveva garantito per una vita e Provenzano non gli ha potuto dire di no visto che Riina era un suo paesano - dice - E' un film che abbiamo gia' visto, Riina e Andreotti responsabili e tenutari di tutti i mali e di tutti i segreti d'Italia, Provenzano l'ignavo per antonomasia e tutti gli altri innocenti. Non e' piu' tempo di fole, e' la verita' tutta che serve, chiunque vada a toccare. Infatti Andreotti dopo il 1980 e' stato assolto da reati di mafia e nominarlo non porta da nessuna parte e Riina non parlera' mai perche' preferisce rilasciare interviste e tenere tutti sotto scacco".

E ancora: "In quanto allo Stato che saprebbe chi "ha fatto" le stragi anche quelle del 1993, certo che lo Stato sa chi ha "voluto" le stragi insieme alla mafia, ci mancherebbe altro che non lo sapesse. Ma come tutti sappiamo benissimo, c'e' una "Ragion di Stato" che vola sopra ogni tipo di morti anche di bambini appena nati e ragazzi di soli 20 anni. Dove sta' la novita' nella testimonianza Lo Verso ? Chiediamo ai pentiti piu' collaborazione e meno guardare alla pagnotta".
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NOTIZIA ANSA
1766  del 
30/10/2011
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PERCHÈ SCARANTINO SI AUTOACCUSÒ ?

FIRENZE, 30 OTT - Dopo che «i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PERCHÈ SCARANTINO SI AUTOACCUSÒ ?

FIRENZE, 30 OTT - Dopo che «i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio sono stati scarcerati, perchè Scarantino, colui che si accusò della morte del giudice Borsellino e della sua scorta, addirittura terrorizzato al pensiero che dovrà uscire dal carcere, fu messo nelle condizioni di accusarsi di qualcosa che non aveva fatto?». È quanto chiede in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Forse - prosegue l'Associazione - perchè Scarantino apparteneva ad una cosca mafiosa che nulla aveva a che fare con quella di Brancaccio, ovvero con coloro che nel 1993 avevano messo a segno la strage di via dei Georgofili a Firenze? Temiamo di sì e la cosa sarebbe gravissima, perchè se fosse vero, vorrebbe dire che nello Stato qualcuno non voleva che nel tempo fosse fatto due più due uguale quattro. Ovvero il giudice Borsellino doveva risultare morto per mano di mafia».
Secondo quanto ricostruisce Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione, «nel tempo qualunque cosa fosse successa, in nessun modo si doveva capire che la manovalanza esecutrice della strage di via d'Amelio e quella di via dei Georgofili erano la stessa mano, ovvero entrambe le stragi eseguite dalla cosca di Brancaccio, quella dei Graviano».
Per l'Associazione «trovare riscontri che la morte del Giudice Borsellino e quella delle vittime di via dei Georgofili erano avvenute per mano degli stessi inevitabilmente avrebbe voluto dire che Borsellino sapeva quello che avrebbe potuto accadere, visto che si stava trattando con la mafia e la stessa poteva aver bisogno di alzare il tiro. Iddio non voglia che sia così».(ANSA)
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NOTIZIA RaiNews
1765  del 
31/10/2011
Nuova inchiesta sulla strage Borsellino

FIRENZE - Dopo che "i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio sono stati scarcer.....
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Nuova inchiesta sulla strage Borsellino

FIRENZE - Dopo che "i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio sono stati scarcerati, perché Scarantino, colui che si accusò della morte del giudice Borsellino e della sua scorta, addirittura terrorizzato al pensiero che dovrà uscire dal carcere, fu messo nelle condizioni di accusarsi di qualcosa che non aveva fatto?".

È quanto chiede in una nota il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Forse - prosegue l'Associazione - perché Scarantino apparteneva ad una cosca mafiosa che nulla aveva a che fare con quella di Brancaccio, ovvero con coloro che nel 1993 avevano messo a segno la strage di via dei Georgofili a Firenze? Temiamo di sì e la cosa sarebbe gravissima, perché se fosse vero, vorrebbe dire che nello Stato qualcuno non voleva che nel tempo fosse fatto due più due uguale quattro. Ovvero il giudice Borsellino doveva risultare morto per mano di mafia".

Secondo quanto ricostruisce Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione, "nel tempo qualunque cosa fosse successa, in nessun modo si doveva capire che la manovalanza esecutrice della strage di via d'Amelio e quella di via dei Georgofili erano la stessa mano, ovvero entrambe le stragi eseguite dalla cosca di Brancaccio, quella dei Graviano". Per l'Associazione "trovare riscontri che la morte del Giudice Borsellino e quella delle vittime di via dei Georgofili erano avvenute per mano degli stessi inevitabilmente avrebbe voluto dire che Borsellino sapeva quello che sarebbe potuto accadere, visto che si stava trattando con la mafia e la stessa poteva aver bisogno di alzare il tiro. Iddio non voglia che sia così".
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COMUNICATO
1767  del 
31/10/2011
Dopo aver appreso che i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio sono stati scarcerati, appreso che Scarantino, colui che si accusò dell..... Apri
Dopo aver appreso che i mafiosi presunti rei della strage di via d'Amelio sono stati scarcerati, appreso che Scarantino, colui che si accusò della morte del Giudice Borsellino e della sua scorta, è addirittura terrorizzato al pensiero che dovrà uscire dal carcere, sorge impellente una domanda:
- Perché Scarantino fu messo nelle condizioni di accusarsi di qualcosa che non aveva fatto?
Forse perché Scarantino apparteneva ad una cosca mafiosa che nulla aveva a che fare con quella di Brancaccio, ovvero con coloro che nel 1993 avevano messo a segno la strage di via dei Georgofili a Firenze?

Temiamo di si e la cosa sarebbe gravissima perché, se fosse vero, vorrebbe dire che nello Stato qualcuno non voleva che nel tempo fosse fatto due più due uguale quattro.
Ovvero il Giudice Borsellino doveva risultare morto per mano di mafia, per cose di mafia punto e basta.
Nel tempo, qualunque cosa fosse successa, in nessun modo si doveva capire che la manovalanza esecutrice della strage di via d'Amelio e quella di via dei Georgofili erano la stessa mano, ovvero entrambe le stragi eseguite dalla cosca di Brancaccio quella dei Graviano.
Infatti, trovare riscontri che la morte del Giudice Borsellino e quella delle vittime di via dei Georgofili erano avvenute per mano degli stessi manovali del terrore inevitabilmente avrebbe voluto dire che il Giudice Borsellino sapeva quello che di lì a poco avrebbe potuto accadere, visto che si stava trattando con la mafia e la stessa poteva aver bisogno di alzare il tiro.
Meglio quindi depistare prevenendo con un falso processo!
Iddio non voglia che sia così, che la nostra sia una ricostruzione "suggestiva", come spesso dice la Magistratura, o davvero il movente delle stragi del 1993 non solo è la fatidica abolizione del 41 bis tanto cara alla "cosa nostra", ma c'è ben altro movente per quel massacro di via dei Georgofili, che nessun processo ha ancora scritto, e davvero sembrerebbe essere un movente nascosto in quella "Ragion di Stato" che vola sopra ogni cosa., Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1769  del 
01/11/2011
Roma, 1 nov. (Adnkronos) - La controversa questione del 41 bis, il regime di carcere duro per i mafiosi, diventa negli anni l'oggetto di un ricatto di..... Apri
Roma, 1 nov. (Adnkronos) - La controversa questione del 41 bis, il regime di carcere duro per i mafiosi, diventa negli anni l'oggetto di un ricatto di Cosa Nostra allo Stato. Davvero lo Stato si è piegato alle minacce dei padrini? Si può ipotizzare una trattativa con la Cupola? Muovendo da un punto di osservazione particolare, quello del dipartimento che gestisce i detenuti nelle carceri di massima sicurezza, Sebastiano Ardita, magistrato presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) esamina, nel suo libro "Ricatto allo Stato" (edizioni Sperling e Kupfer), gli strumenti legislativi messi in atto, dal 1992 a oggi, per contrastare la mafia. Il libro sara' presentato dall'autore, giovedì a Milano, alle 17.00 presso il cinema Anteo (via Milazzo 9).
Oltre all'autore interverranno: Giovanna Maggiani Chelli (presidente dell'Associazione tra i familiari delle Vittime della strage di via dei Georgofili), Salvatore Borsellino (fondatore del Movimento Agende Rosse) ed Antonio Ingroia (magistrato presso la Procura distrettuale antimafia di Palermo).
Ricostruendo le mosse fatte da governi e magistrati, la vita e il clima degli istituti di pena, il dibattito e le obiezioni sul carcere duro, Ardita aggiunge elementi fondamentali alla questione del supposto cedimento delle istituzioni e dei rapporti fra mafia e politica.
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1770  del 
05/11/2011
Inserimento nel sito:

03/11/2.....
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Inserimento nel sito:

03/11/2011 - Il video della presentazione del libro "RICATTO ALLO STATO"
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LETTERA
1780  del 
08/11/2011
Lettera a "Il Fatto Quotidiano"

Gentilissimo Direttore Dr. Antonio Padellaro,

sono molto d'accordo con Lei: si deve .....
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Lettera a "Il Fatto Quotidiano"

Gentilissimo Direttore Dr. Antonio Padellaro,

sono molto d'accordo con Lei: si deve andare alle elezioni.
Mai più l'errore di Scalfaro, con il ribaltone che portò al governo D'Alema e ancora oggi, noi, ne paghiamo tutte le conseguenze, non certo loro.
Se anche allora in quel 1996, si fosse andati alle elezioni oggi sono certa che uno straccio di verità sulle stragi del 1993 l'avremmo.
Non c'è stato un solo Magistrato in tutta Italia, dopo Chelazzi, che abbia potuto cercare la verità sulle stragi del 1993, ma i nostri figli sono morti o come la mia sono disperati davanti ad una deriva di vita giorno dopo giorno e pare che nulla si possa più fare, se non buttare via l'acqua con il bambino.
Gli stragisti del 1993 sono in Parlamento e lo sappiamo tutti benissimo, sono distribuiti su entrambi gli schieramenti e pur di non andare a votare camminerebbero a testa in giù, o peggio rimetterebbero tutto nelle mani di Matteo Messina Denaro. Iddio non lo voglia!
Questo delinquenziale modo di fare politica è stato giusto favorito dal tritolo innescato sotto le finestre di casa nostra mentre faceva ricca l'intera classe politica.
Ormai sappiamo tutti molto bene che "trattativa" ci fu con la mafia, le istituzioni dovevano coprire la "ragion di stato", così come gli stragisti dovevano coprire i nomi di chi con la mafia aveva fatto affari per vie statali. Entrambi comunque, anche se in modo diverso, con eguale responsabilità hanno contribuito alla morte di bambini e ragazzi e a massacrarne molti altri.
La prego continui a chiedere le elezioni con ogni mezzo o sarà la tomba per la verità sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1772  del 
09/11/2011
Al peggio non c'è mai fine, credevamo che le bombe di via dei Georgofili sarebbero state quanto di più drammatico ci poteva capitare nella vita: ..... Apri
Al peggio non c'è mai fine, credevamo che le bombe di via dei Georgofili sarebbero state quanto di più drammatico ci poteva capitare nella vita: non è così.
C'è una richiesta per i fratelli Giuseppe e Benedetto Graviano di ammissione quali parti civili in un processo che riguarda la morte di un loro congiunto, il boss Graviano loro padre, ucciso per mano di mafia, la corte di Palermo deciderà il 16 Gennaio prossimo se ammetterli o meno.
E poi che succederà, eventualmente i macellai di via dei Georgofili saranno ammessi al fondo di rotazione 512 quali vittime di mafia? Dopo il processo penale andranno in causa civile? Non disperiamo, se l'ammissione il 16 gennaio prossimo ci sarà, possiamo sempre auspicare che alla fine del processo di primo grado la Corte rigetterà l'ammissione stessa, del resto lo fanno molte Corti davanti alla richiesta di ammissione quali parti civili nei processi di mafia.
Infatti le Corti spesso rigettano la possibilità di ammissione quale parte civile nei processi di mafia addirittura, per i figli, per i fratelli delle vittime di mafia e anche per le vittime stesse della mafia "cosa nostra", e non si tratta di vittime mafiose, ma di normali cittadini.
Speriamo quindi di non dover arrivare a vedere lo scempio finale, ovvero Graviano Giuseppe annoverato fra le vittime di mafia a fianco di coloro che la sua barbarie ha reso disperati, o davvero non sapremo più da che parte stare.
Inoltre, in queste inquietanti ore ci domandiamo: come mai Filippo Graviano non ha chiesto di costituirsi parte civile, dobbiamo forse almeno per questo gioire? La mafia si è spaccata, mentre cerca di ricattare ancora una volta lo Stato?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1773  del 
09/11/2011
MAFIA:GRAVIANO PARTI CIVILI; ASS.GEORGOFILI,DIVENTANO VITTIME?

FIRENZE, 9 NOV - «Al peggio non c'è mai fine, credevamo che le bombe di v.....
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MAFIA:GRAVIANO PARTI CIVILI; ASS.GEORGOFILI,DIVENTANO VITTIME?

FIRENZE, 9 NOV - «Al peggio non c'è mai fine, credevamo che le bombe di via dei Georgofili sarebbero state quanto di più drammatico ci poteva capitare nella vita, non è così. C'è una richiesta per i fratelli Giuseppe e Benedetto Graviano di ammissione quali parti civili in un processo che riguarda la morte di un loro congiunto, il boss Graviano loro padre, ucciso per mano di mafia. La corte di Palermo deciderà il 16 Gennaio prossimo se ammetterli o meno. E poi che succederà, eventualmente i macellai di via dei Georgofili saranno ammessi al fondo di rotazione 512 quali vittime di mafia?».
Se lo chiede Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Dopo il processo penale andranno in causa civile? - aggiunge - Non disperiamo, se l'ammissione il 16 gennaio prossimo ci sarà, possiamo sempre auspicare che alla fine del processo di primo grado la Corte rigetterà l'ammissione stessa, del resto lo fanno molte Corti davanti alla richiesta di ammissione quali parti civili nei processi di mafia. Infatti le Corti spesso rigettano la possibilità di ammissione quale parte civile nei processi di mafia addirittura, per i figli, per i fratelli delle vittime di mafia e anche per le vittime stesse della mafia, e non si tratta di vittime mafiose, ma di normali cittadini. Speriamo quindi di non dover arrivare a vedere lo scempio finale, ovvero Graviano Giuseppe annoverato fra le vittime di mafia a fianco di coloro che la sua barbarie ha reso disperati, o davvero non sapremo più da che parte stare». (ANSA)
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COMUNICATO
1774  del 
10/11/2011
Non facciamo politica, da sempre, questo perché non sappiamo ancora bene da che parte stavano gli stragisti in quel 1993.
Ci permettiamo comunque.....
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Non facciamo politica, da sempre, questo perché non sappiamo ancora bene da che parte stavano gli stragisti in quel 1993.
Ci permettiamo comunque di invocare a gran voce di andare al voto, ci spaventano i ribaltoni come avvenne nel 1996, così come i governi tecnici.
La mafia aborrisce i governi tecnici, lo sa benissimo che non può aver spazi.
I tecnici imprestati alla politica potrebbero oggi essere una mano santa ma Matteo Messina Denaro è ancora latitante, i fratelli Graviano non collaborano, ma ricattano ancora alla grande, costituendosi parte civile nel processo penale per la morte del loro padre uno dei capi di "cosa nostra.
Rammentiamo che nel 1993, quando le nostre famiglie sono state distrutte attraverso la morte dei nostri figli per mano di "cosa nostra, il governo Ciampi era un governo tecnico.
Non siamo noi a dirlo, ma le stesse parole dell'ex presidente della Repubblica Ciampi: la mafia ce l'aveva con il mio governo.
Il Governo Ciampi aveva il compito di traghettare una nazione allo sfacelo come oggi, con un debito pubblico più alto di quello di oggi, avevano appena sciolto l'EFIM e il Paese era alla deriva, la politica tutta nei guai, e in Italia furono fatti brillare più di 1000 chili di tritolo. Invochiamo nel nostro piccolo le elezioni, abbiamo patito e continuiamo a patire troppo, perché possa accadere ad altri ciò che è successo a noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Presidente
Associazione rra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1775  del 
10/11/2011
GOVERNO: ASS.GEORGOFILI, INVOCHIAMO DI ANDARE AL VOTO FAMILIARI VITTIME MAFIA, SPAVENTATI DAI GOVERNI TECNICI

FIRENZE, 10 NOV - "Non fac.....
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GOVERNO: ASS.GEORGOFILI, INVOCHIAMO DI ANDARE AL VOTO FAMILIARI VITTIME MAFIA, SPAVENTATI DAI GOVERNI TECNICI

FIRENZE, 10 NOV - "Non facciamo politica, da sempre, questo perché non sappiamo ancora bene da che parte stavano gli stragisti in quel 1993. Ci permettiamo comunque di invocare a gran voce di andare al voto, ci spaventano i ribaltoni come avvenne nel 1996, così come i governi tecnici".
Lo scrive in una nota, commentando la situazione politica attuale, il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via Georgofili di Firenze, Giovanna Maggiani Chelli.
"La mafia aborrisce i governi tecnici, lo sa benissimo che non può aver spazi - prosegue il testo -. I tecnici imprestati alla politica potrebbero oggi essere una mano santa ma Matteo Messina Denaro è ancora latitante e i fratelli Graviano non collaborano ma ricattano ancora costituendosi parte civile nel processo penale per la morte del loro padre, uno dei capi di 'cosa nostra'". Facendo un confronto con la situazione attuale, Maggiani Chelli scrive anche: "Rammentiamo che nel 1993, quando le nostre famiglie sono state distrutte attraverso la morte dei nostri figli per mano di 'cosa nostra', il governo Ciampi era un governo tecnico. Non siamo noi a dirlo, ma le stesse parole dell'ex presidente della Repubblica Ciampi: "La mafia ce l'aveva con il mio governò".
"Il Governo Ciampi - ricorda il testo dell'Associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili - aveva il compito di traghettare una nazione allo sfacelo come oggi, con un debito pubblico più alto di quello di oggi" mentre "avevano appena sciolto l'Efim e il Paese era alla deriva, la politica tutta nei guai, e in Italia furono fatti brillare più di 1000 chili di tritolo".
Così, prosegue, oggi "invochiamo nel nostro piccolo le elezioni, abbiamo patito e continuiamo a patire troppo, perché possa accadere ad altri ciò che è successo a noi". (ANSA)
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COMUNICATO
1776  del 
11/11/2011
Nessun preconcetto, nessuna suggestione, ma solamente verità!
Mille volte ce lo siamo detto, mille volte ci siamo ripetuti: la verità sarà gridat.....
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Nessun preconcetto, nessuna suggestione, ma solamente verità!
Mille volte ce lo siamo detto, mille volte ci siamo ripetuti: la verità sarà gridata dai tetti.
La "trattativa" ha preso forma, non è più una "brutta" parola.
Ora, nel bene e nel male confidiamo nella Magistratura, nelle Procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta e verità sia finalmente sulla strage di via dei Georgofili.
Se colloqui investigativi un po' osé, se maldestri movimenti all'interno del 41 bis hanno dato adito alle stragi, provocando la morte dei nostri figli, se qualcuno è saltato sul carro della "trattativa in corso", aperta per salvare la "Ragion di Stato", provocando una ulteriore trattativa parallela, secondo noi il movente vero della strage di Via dei Georgofili, lo vogliamo sapere.
Tre risulterebbero quindi le trattative, considerando quella fra Gioè e Bellini che non è certo l'ultima in ordine di importanza.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1777  del 
13/11/2011
Siamo al cambio di uno dei tanti Governi di questi ultimi 18 anni.
Auspicheremo fino all'ultimo momento che non sia un governo tecnico, perc.....
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Siamo al cambio di uno dei tanti Governi di questi ultimi 18 anni.
Auspicheremo fino all'ultimo momento che non sia un governo tecnico, perché le nostre angosce nascono da una tragica esperienza diretta, ovvero la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 giusto durante un governo tecnico.
Dopo di che noi guarderemo a qualunque governo andrà in carica per vie democratiche, chiedendo fin da ora verità sulle stragi del 1993, quella verità che non abbiamo mai avuto, giusto per 18 anni di "remate contro di governo in governo.
Remate contro l'accertamento della verità tutta sulle stragi del 1993, da noi identificate nei limiti posti alla Magistratura per quasi venti anni.
Auspichiamo quindi che sulla Giustizia nulla sia stato "Trattato sulle nostre teste in queste difficilissime ore, come già fu fatto ormai è certezza nel lontano Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1778  del 
13/11/2011
Inserimento nel sito:

11/11/2011 - Intervent.....
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Inserimento nel sito:

11/11/2011 - Intervento a Quarrata
Convegno inserito nel percorso della legalità della Provincia di Pistoia.
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LETTERA
1781  del 
13/11/2011
Lettera a "Il Fatto Quotidiano"

Gentilissimo
Dr. Antonio Padellaro
Direttore IL FATTO,

lo sanno tutti che nes.....
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Lettera a "Il Fatto Quotidiano"

Gentilissimo
Dr. Antonio Padellaro
Direttore IL FATTO,

lo sanno tutti che nessuno vuole le elezioni subito, perchè altrimenti in troppi perderebbero il vitalizio di fine legislatura.
Non li ho mai visti così solerti a puntare i piedi e ad invocare le scuse le più becere, quando il Consiglio di Stato ha messo il veto alle pensioni spettanti agli invalidi all'80% della capacità lavorativa alle vittime del terrorismo mafioso.
Pronunciamento richiesto dalla Presidenza del Consiglio.
In queste ore proviamo pena per quanti grandi e piccoli nascondono verità di bassa lega, facendole passare per necessìtà del Paese.
Ma quali necessità per il Paese potranno mai essere quei 12.000 euro al mese di pensione per i nostri parlamentari che riescono a finire una legislatura!
Pensi che i nostri pensionati se tali potessero essere quali vittime delle stragi del 1993, ne avrebbero solo 2000 di euro al mese di pensione, vitali per poter vivere senza avere la possibilità di lavorare, perchè con le bombe del 1993 gli hanno tolto la vita mentre a se stessi assicuravano impunità e soldi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1779  del 
14/11/2011
Solo "Famiglia Cristiana ha raccolto il grido delle vittime di mafia, quelle che dopo aver portato la mafia in causa civile, accedono al Fondo 51..... Apri
Solo "Famiglia Cristiana ha raccolto il grido delle vittime di mafia, quelle che dopo aver portato la mafia in causa civile, accedono al Fondo 512 legge del 1999.
Non un grido davanti allo scempio introdotto con il piano di Stabilità.
Decurtare un fondo per le vittime di mafia di dieci milioni di euro quando il fondo stesso nel 2012 era di soli 12 milioni di euro, non è salvare l'Italia dal default: è pura crudeltà mentale in primis e poi un messaggio ai mafiosi, che odiano le loro vittime.
E' come dire da altrettanti buoni mafiosi: "avete denunciato la mafia? Bene, non troverete un euro di risarcimento nel Fondo 512.
Sono anni che ci battiamo per la sopravvivenza del Fondo 512 in modo adeguato, ora dopo aver sopportato il tritolo che ci hanno fatto mettere sotto le finestre di casa, dobbiamo constatare che il Governo uscente ha messo in atto l'ultima cattiveria, la più vigliacca possibile, ma temiamo con il beneplacito di tanti.
Infatti, tagliare il Fondo 512 ora, in questo momento, vuol dire risolvere il problema definitivamente per il futuro, insomma la mafia oggi e sempre sarà in buone mani.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1783  del 
16/11/2011
A causa di un comportamento inqualificabile da parte di Giovanni Brusca mentre era sotto protezione, ora i Magistrati di Palermo devono valutare se ga..... Apri
A causa di un comportamento inqualificabile da parte di Giovanni Brusca mentre era sotto protezione, ora i Magistrati di Palermo devono valutare se garantire o meno la protezione stessa a colui che fu collaboratore di giustizia per i processi riguardanti la strage di via dei Georgofili.
E' notorio che da sempre, noi abbiamo chiesto a Giovanni Brusca di dire fino in fondo tutto quello che sa, perché mai un solo momento abbiamo creduto che il "pentito" nulla sapesse sulle stragi del 1993, e sull'episodio del proiettile di Boboli come ha sempre sostenuto.
Anzi, convinti come siamo che il collaboratore di giustizia, oggi in discussione per i suoi comportamenti, abbia nascosto verità scomode proprio riguardanti le stragi del 1993 e che con ogni probabilità non abbia accettato confronti con altri collaboratori sui massacri che ci riguardano, crediamo sia arrivato il momento di metterlo davanti alle proprie responsabilità da parte delle procure che indagano sulle stragi.
Se Brusca Giovanni non accetterà di far fronte agli impegni presi attraverso la sua collaborazione, crediamo vada rivista la sua posizione rispetto alle stragi e forse la condanna giusta sarebbe l'ergastolo e a 41 bis, non sconti di pena.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1784  del 
18/11/2011
Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo di una lettera anonima firmata "fa..... Apri
Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo di una lettera anonima firmata "familiari dei detenuti" e inviata nel febbraio del 1993 al Presidente della Repubblica e a tanti altri soggetti di grande importanza per il Paese, ci domandiamo se sia stato fatto veramente tutto per arrivare a capire quanto la trattativa fra Stato e mafia sia stata determinante per la morte dei nostri parenti.
Ovvero, se le indagini sui probabili"mandanti esterni" a cosa nostra per le stragi del 1993 siano state veramente fatte a 360 gradi o se qualche documento di vitale importanza per una verità più completa sia rimasto in cassetti polverosi perché ritenuto scomodo, dopo la morte del Magistrato Gabriele Chelazzi.
Oggi alla luce dei nuovi fatti, le deposizioni di uomini dello Stato al recente Processo Tagliavia per le stragi del 1993, sui passaggi da carcere duro a carcere normale, chiaramente dopo le opportune verifiche, lasciano aperti infiniti dubbi, che crediamo fortemente vadano chiariti per una giustizia più completa nei confronti dei nostri morti e dei nostri feriti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1785  del 
18/11/2011
Palermo, 18 nov.- (Adnkronos) - "Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo d..... Apri
Palermo, 18 nov.- (Adnkronos) - "Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo di una lettera anonima firmata "familiari dei detenuti" e inviata nel febbraio del 1993 al Presidente della Repubblica e a tanti altri soggetti di grande importanza per il Paese, ci domandiamo se sia stato fatto veramente tutto per arrivare a capire quanto la trattativa fra Stato e mafia sia stata determinante per la morte dei nostri parenti". E' quanto si chiede Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via Georgofili.

"Ovvero se le indagini sui probabili"mandanti esterni" a cosa nostra per le stragi del 1993 siano state veramente fatte a 360 gradi o se qualche documento di vitale importanza per una verita' piu' completa sia rimasto in cassetti polverosi perche' ritenuto scomodo, dopo la morte del Magistrato Gabriele Chelazzi - scrive in una nota - Oggi alla luce dei nuovi fatti, le deposizioni di uomini dello Stato al recente Processo Tagliavia per le stragi del 1993, sui passaggi da carcere duro a carcere normale, chiaramente dopo le opportune verifiche, lasciano aperti infiniti dubbi, che crediamo fortemente vadano chiariti per una giustizia piu' completa nei confronti dei nostri morti e dei nostri feriti".
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COMUNICATO
1786  del 
18/11/2011
Abbiamo finalmente letto il testo integrale della lettera, peraltro anonima, spedita dai familiari di carcerati a 41 bis, nel febbraio del 1993 a diec..... Apri
Abbiamo finalmente letto il testo integrale della lettera, peraltro anonima, spedita dai familiari di carcerati a 41 bis, nel febbraio del 1993 a dieci Personalità dello Stato, della televisione, ed ecclesiastiche.

Siamo scandalizzati!

Siamo scandalizzati, non tanto dal tenore della lettera visto che a scriverla erano sì parenti di mafiosi, probabilmente mafiosi pure loro, bensì da quelle che sono state le reazioni in questo Paese, in quel 1993, dopo aver avuto una lettera di si tanto contenuto.
Ovvero non si è minimamente pensato di rispondere alla mafia per le rime, come meritava, e non si è resa pubblica la lettera immediatamente, ma si sono fatti inquietanti spostamenti ai vertici e si sono fatti passaggi da 41 bis a carcere normale, in piena "autonomia", per fare fermare le stragi, stragi che peraltro ci sono state eccome . Nessuno ha fermato un bel nulla!

Infatti, in via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993, a pochi mesi da quel febbraio di informative, nella città dove peraltro era arrivata la lettera di lagnanze sul 41 bis inviata a personaggi importantissimi, sono state uccise (oggi lo sappiamo, dai "parenti dei carcerati" a 41 bis) 5 persone e 48 ne sono state massacrate, altro che "fermate le stragi"!

Siamo scandalizzati davanti alla difesa d'ufficio verso la parola trattativa di tutti questi 18 anni, vogliamo la verità tutta fino in fondo.
Abbiamo diritto alla verità, perché temiamo che per salvare se stessi insieme alla "ragione di stato" che copre il vero movente delle stragi del 1993, siano stati lasciati uccidere i nostri figli, così come altrettanti ce li hanno resi invalidi, e questo va chiarito una volta per tutte con un pubblico processo ai mandanti non appartenenti a cosa nostra, per la strage di via dei Georgofili, quelli "non pungiuti" di mandanti tanto per capirci.
Non vogliamo più sentire invocare il codice di procedura penale quale alibi, perché la prova mancherebbe: chi sa parli e la smetta di fare il pesce in barile.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1787  del 
18/11/2011
(AGENPARL) - Roma, 18 nov - "Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo di una let..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 18 nov - "Dopo aver appreso ieri sera tardi, dalle agenzie e quotidiani on line, della ammissione al Processo di Palermo di una lettera anonima firmata "familiari dei detenuti e inviata nel febbraio del 1993 al Presidente della Repubblica e a tanti altri soggetti di grande importanza per il Paese, ci domandiamo se sia stato fatto veramente tutto per arrivare a capire quanto la trattativa fra Stato e mafia sia stata determinante per la morte dei nostri parenti.
Ovvero se le indagini sui probabilimandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 siano state veramente fatte a 360 gradi o se qualche documento di vitale importanza per una verità più completa sia rimasto in cassetti polverosi perché ritenuto scomodo, dopo la morte del Magistrato Gabriele Chelazzi.
Oggi alla luce dei nuovi fatti, le deposizioni di uomini dello Stato al recente Processo Tagliavia per le stragi del 1993, sui passaggi da carcere duro a carcere normale, chiaramente dopo le opportune verifiche, lasciano aperti infiniti dubbi, che crediamo fortemente vadano chiariti per una giustizia più completa nei confronti dei nostri morti e dei nostri feriti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli,
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili".
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COMUNICATO
1788  del 
19/11/2011
Se mai ce ne fosse stato bisogno dopo la lettera dei "familiari dei carcerati alle massime autorità dello Stato datata febbraio 1993, ecco resa p..... Apri
Se mai ce ne fosse stato bisogno dopo la lettera dei "familiari dei carcerati alle massime autorità dello Stato datata febbraio 1993, ecco resa pubblica la lettera che il Dr. Adalberto Capriotti, il direttore dell'Ammnistrazione penitenza al tempo delle stragi del 1993, ovvero la lettera che il capo del DAP ha scritto al Capo di Gabinetto del Signor Ministro il 26 Giugno 1993.
Verrebbe da piangere se non fosse che siamo troppo infuriati!
Infatti il 26 Giugno del 1993 dopo la terribile strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, si è pensato bene di ammorbidire il 41 bis alla mafia.
Come dobbiamo leggere tutto ciò? Un regalo alla mafia per averci ammazzato i figli!
Altro che fermare le stragi, visto che le stragi c'erano già state!
Allora è vero? Come ha detto Giuseppe Graviano a Gaspare Spatuzza: caterina, nadia, dario, angela e fabrizio da morti servivano a fare politica.
Al processo Tagliavia, l'ultimo mafioso condannato per la strage di via dei Georgofili, non abbiamo potuto ascoltare il Dr. Capriotti, forse perché questa lettera del 26 Giugno 1993 a un mese dalla strage di via dei Georgofili, lettera con la quale si apriva ai desiderata della mafia, non era nota alla Corte?
Cosa abbiamo fatto di male per meritare tutto ciò?
Eravamo nel posto sbagliato, nel momento sbagliato mentre la trattativa tra Stato e Mafia era in corso? E' questa la NOSTRA COLPA?
Si riaprano al più presto i Tribunali della verità e della giustizia completa per le vittime di via dei Georgofili o scenderemo in Piazza.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associaizone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1789  del 
22/11/2011
Secondo alcuni che hanno i piedi ben al caldo, sembra che si respiri una nuova aria, così si dice riempiendosi la bocca, mentre ci guardano dritti neg..... Apri
Secondo alcuni che hanno i piedi ben al caldo, sembra che si respiri una nuova aria, così si dice riempiendosi la bocca, mentre ci guardano dritti negli occhi dai nostri teleschermi, ma nulla è cambiato per le vittime del terrorismo mafioso. Infatti siamo rimasti alla situazione precedente, quella dell'altro governo che è appena uscito per capirci. L'esenzione IRPEF sulle pensioni delle vittime del terrorismo prodotto da "cosa nostra" nel 1993, attraverso la legge 206 del 2004 e si badi bene per qualcosa che ancora ci sfugge, non la 407 del 1998, fanno parte delle 600 agevolazioni su cui anche l'attuale Esecutivo potrebbe intervenire linearmente, forse anche dai primi mesi del 2012, qualora non fossero reperiti i 4 miliardi di euro di maggiori entrate per l'anno 2012 e i 20 miliardi nel 2013. Sarà mai possibile che nonostante tutti paiono respirare aria nuova, torna d'attualità l'applicazione delle riduzioni ed esenzioni fiscali decise questa estate per chi l'attuale tetto del debito pubblico lo ha già pagato in termini di sangue versato? Pare che il vecchio governo fosse intenzionato ad introdurre una tassazione (imprecisata) delle prestazioni esenti, in modo che divenissero rilevanti ai fini dell'ISEE che dovrebbe regolare in futuro l'erogazione di tutti i benefici assistenziali. Veramente una carognata!
Possibile che come vittime del terrorismo possiamo continuare ad essere equiparati alle altre categorie? Perchè le nostre prestazioni, oltre che assistenziali, dovrebbero avere valore "risarcitorio", proprio per quello che ci hanno lasciato fare mentre organizzavano passaggi da 41 bis a carcere normale per coprire la così detta "ragion di Stato".
Altro che l'aria è cambiata! Non si trova neppure la forza morale di buttare via clausole normative che è stato vergognoso il solo pensarle, figuriamoci applicarle.
Non abbiamo innalzato noi, le vittime del terrorismo mafioso, il debito pubblico, ma quanti con la mafia si sono collusi, e ci hanno lasciato ammazzare i figli sotto il tritolo stragista di via dei Georgofili a Firenze, mentre rubavano a piene mani.
Del resto è sotto gli occhi di tutti, mentre seguiamo le indagini in corso sulle ruberie di questi 18 anni in tutta Italia, a cosa è servito il tritolo del 1993 in via dei Georgofili: a continuare a consentire ai soliti noti di rubare indisturbati mentre noi sputavamo lacrime e sangue e contavamo i morti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione Tra I Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
1790  del 
24/11/2011
Il leader dell'Italia dei Valori come riportato dal quotidiano La Repubblica ha detto:
Lo scandalo Finmeccanica è l'abominevole prosecuzione de.....
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Il leader dell'Italia dei Valori come riportato dal quotidiano La Repubblica ha detto:
Lo scandalo Finmeccanica è l'abominevole prosecuzione della tangentopoli della prima Repubblica. E' la mafia bianca, più sporca di quella nera. Anche noi siamo stati contattati??."
Cosa dobbiamo dedurre? Che non è cambiato nulla da quando, in quell'infausto 1993, i nostri parenti sono morti sotto il tritolo stragista eversivo ed è conclamato che il nesso con la Tangentopoli 1 può essere stato fortissimo, visto che il Giudice Saverio Borelli ebbe a dire, dopo la strage di via Palestro del 27 Luglio 1993: " forse abbiamo toccato qualcosa ?." ?
Ovvero, è probabile che gli stessi uomini abbiano fatto in quel 1993 comunella con la mafia nera e abbiano partecipato al banchetto del tritolo del 1993?
Verità e grandi possibilità alla Magistratura per svolgere indagini: è sempre la stessa richiesta.
Verità giudiziaria, perché la politica può solo nascondere visto che probabilmente lo ha fatto per 18 anni e oggi tenta di lanciare messaggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1791  del 
24/11/2011
La ormai più che probabile "trattativa fra Stato e Mafia è stata quasi certamente la causale della morte dei nostri figli e del massacro di 48 pe..... Apri
La ormai più che probabile "trattativa fra Stato e Mafia è stata quasi certamente la causale della morte dei nostri figli e del massacro di 48 persone in via dei Georgofili.
Siamo quindi in queste ore fortemente vicini ai Magistrati di Palermo che indagano su quanto è possibile si sia "trattato fra Stato e mafia anche fra il 14 Maggio 1993 e il 16 Aprile 1994.
In quel periodo, in Italia sono avvenuti 7 fatti di strage, per i quali se è vero che i processi di Firenze hanno condannato all'ergastolo 15 uomini di "cosa nostra, è altrettanto vero che ad oggi non siamo riusciti a comprendere bene fino in fondo tutte le responsabilità .
Ovvero, se oltre la mafia vi sono stati uomini che hanno concorso in strage con Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, uomini non appartenenti a "cosa nostra, ma a realtà fuori dall'organizzazione mafiosa, come uomini dell'imprenditoria, della politica e delle istituzioni, che per coprire le proprie malefatte abbiano giusto "trattato con "cosa nostra innescando il tritolo che ha ucciso i nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1792  del 
26/11/2011
Dopo l'articolo apparso sull'Espresso il 24 novembre 2011: Finmeccanica le carte dell'inchiesta,Tangenti - ci domandiamo: ma davvero le..... Apri
Dopo l'articolo apparso sull'Espresso il 24 novembre 2011: Finmeccanica le carte dell'inchiesta,Tangenti - ci domandiamo: ma davvero le vittime delle stragi del 1993 devono ancora stare ad aspettare i primi mesi di gennaio 2012 e poi quelli di gennaio 2013 per vedere se il Paese Italia ha potuto trovare quei milioni di euro che servirebbero a far si che l'IRPEF non venga nuovamente applicata alle pensioni di chi è stato massacrato sotto il tritolo stragista di via dei Georgofili?
Siamo così certi che i nostri figli sono state le vittime per antonomasia, di un sistema politico così corrotto da far impallidire "cosa nostra" che il massacro di via dei Georgofili sicuramente lo ha eseguito, da credere ormai che le stragi del 1993 siano state favorite da entità diverse dalla mafia a copertura di ruberie di entità inaudite.
Chiediamo rassicurazioni il più presto possibile sulla legge 206, comprese le pensioni degli invalidi all'80% della capacità lavorativa, affinchè tutto quanto contenuto nella legge del 2004 sia mantenuto saldo, considerando quindi quando riportato nelle finanziarie di Luglio e Agosto scorsi in fatto di tagli alle agevolazioni fiscali, una ignominia nei nostri confronti.
Oggi abbiamo più di un sospetto che il sangue dei nostri figli quel 27 Maggio 1993 non solo sia stato versato in nome e per conto del 41 bis, ma soprattutto in nome e per conto della chiusura di indagini in corso che cominciavano a portare a galla traffici illeciti di una gravità inaudita e per giunta favoriti e coperti dalla politica tutta.
Quindi il solo pensare che anche 1 solo euro possa essere sacrificato dalle nostre risorse ci fa puntare i piedi verso la salvaguardia di un principio sacrosanto: ABBIAMO GIA' DATO. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1793  del 
29/11/2011
Fortemente preoccupati per l'ordigno fatto ritrovare a Roma presso la sede della "Luiss", chiediamo la massima attenzione.
Rammen.....
Apri
Fortemente preoccupati per l'ordigno fatto ritrovare a Roma presso la sede della "Luiss", chiediamo la massima attenzione.
Rammentiamo con apprensione il proiettile fatto ritrovare nel giardino di Boboli il 5 Novembre del 1992, che tanto dolore e tanta tragedia causò pochi mesi dopo a tutti noi.
Corriamo il rischio di essere tacciati di allarmismo, piuttosto che tacere, poiché, avendo pagato un prezzo altissimo, peraltro poco capito, è nostro dovere rammentare che questo Paese in questi 18 anni ha dimostrato ben poca collaborazione alla ricerca della verità sulle stragi del 1993 e questo ha fatto sì che il ricatto a livello politico e quant'altro sia ancora troppo alto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1794  del 
29/11/2011
I nostri vivi complimenti alla procura distrettuale antimafia di Palermo e a quanti ogni giorno ci mettono nelle condizioni di comprendere le possibil..... Apri
I nostri vivi complimenti alla procura distrettuale antimafia di Palermo e a quanti ogni giorno ci mettono nelle condizioni di comprendere le possibilità infinite di "cosa nostra".
Alla luce delle nuove indagini e delle rivelazioni su Nunzia Graviano, sorella dei boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano stragisti in via dei Georgofili, vorremmo sapere se la sorella Nunzia poteva incontrare tranquillamente i due fratelli e scambiare con loro vedute.
Del resto, il 41 bis di Giuseppe Graviano è stato depauperato dell'isolamento diurno come norma vuole ed infatti può socializzare durante il giorno con altri carcerati e con i parenti più stretti.
Non crediamo che Giuseppe e Filippo non fossero a conoscenza dell'attività della sorella nel mandamento di Brancaccio.
Più forte che mai chiediamo una norma più consona ai mafiosi non collaboranti con la giustizia, come Giuseppe Graviano.
Gaspare Spatuzza nel processo Tagliavia che ci riguarda molto da vicino, visto che della morte dei nostri figli si tratta, ha parlato di un incontro al Bar Doney a Roma nel 1994 con Giuseppe Graviano che gli avrebbe detto: "i morti di Firenze ci sono serviti a fare politica".
Siamo stanchi e terribilmente nauseati dalle continue scoperte che gli inquirenti fanno sul conto della famiglia Graviano di Brancaccio.
Ovvero, sapere che i fratelli Graviano sono ricchi sfondati e forse dal carcere gestiscono malgrado il "41 bis" i loro affari, a noi, le vittime della strage di via dei Georgofili che soffriamo le pene dell'inferno per avere riconosciuti i nostri diritti, fa male, troppo male.
Il sangue dei nostri morti grida vendetta da sempre , noi comunque cerchiamo di placare i nostri animi attraverso la legge, nel totale rispetto delle norme, ma il sistema ogni giorno ci mette in difficoltà rendendosi complice dell'azione mafiosa più vigliacca che storia d'Italia ricordi: la strage di via dei Georgofili.
Sia ripristinato il "41" bis con isolamento diurno a Giuseppe e Filippo Graviano affinchè non possano trasmettere messaggi all'esterno sia a parenti, altrettanto mafiosi, come a probabili uomini delle istituzioni più che deviati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1795  del 
01/12/2011
Mentre sui quotidiani si leggono le cifre da capogiro, che i Boiardi Stato, in questo caso di aziende a Partecipazione Statale come Finmeccanica, hann..... Apri
Mentre sui quotidiani si leggono le cifre da capogiro, che i Boiardi Stato, in questo caso di aziende a Partecipazione Statale come Finmeccanica, hanno in gioco quando devono lasciare gli incarichi perché il loro governo è alla fine, a quelli come noi viene l'orticaria.
A Maggio del 1993, quando alcuni di noi hanno perso i figli sotto il tritolo stragista di Via dei Georgofili a Firenze e altri di noi hanno visto diventare i loro figli invalidi all'80% della capacità lavorativa, sempre per quel maledetto tritolo con componenti militari, perché in Italia erano in corso indagini scottanti, sapevamo che la nostra non sarebbe stata una vita facile.
Sapevamo benissimo, quel mattino del 27 Maggio 1993, che da lì in avanti ne avremmo viste e sentite di tutti i colori, ma mai avremmo immaginato di sentirci dire che i nostri figli, rimasti invalidi al momento della strage, non lavoravano e quindi, non versando contributi, non avevano diritto a nessuna pensione. Questo nonostante che negli anni dopo la strage avessero provato a lavorare per un po', versando contributi, ma senza esiti positivi.
La similitudine fra le cifre da capogiro da noi chiamate in causa e le pensioni dei nostri invalidi sembra apparentemente un arrampicarsi sugli specchi da parte nostra, infatti sembra non esserci nessun nesso.
Non è così: i nostri figli, quelli morti e quelli invalidati per sempre in via dei Georgofili a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, vanno messi in conto giusto a quelle tangenti di entità spaventose che a ridosso degli anni 90 hanno intascato i nostri politici e vanno messi in conto a chi loro le ha pagate per avere favori e servigi.
Tangenti che purtroppo senza mai smettere, sembra abbiano continuato a girare di tasca in tasca anche in questi 18 anni tanti dal massacro che ha visto morire bambini e ragazzi .
Quello che vogliamo dire, se non fosse chiaro, è che non capiamo come mai tanto denaro a disposizione per alcuni e neppure poche migliaia di euro, giusto il valore di esigui contributi versati, per altri.
ALTRI che per il marcio di questo Paese gli è stata tolta la vita.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1798  del 
06/12/2011
Non crediamo affatto che gli uomini che erano al Governo e in posti chiave nel Maggio del 1993, porteranno ad un qualche passo in avanti per quella ig..... Apri
Non crediamo affatto che gli uomini che erano al Governo e in posti chiave nel Maggio del 1993, porteranno ad un qualche passo in avanti per quella ignobile trattativa Stato-Mafia che avvenne fra la morte del Giudice Borsellino 19 Luglio 1992 e quella dei nostri figli 27 Maggio 1993 a suon di 41 bis.
Siamo grati alla Procura di Palermo che sta tentando con determinazione di cercare la verità sui morti di Firenze.
Abbiamo però letto con molta attenzione tutti i verbali di deposizione, rilasciati davanti al PM Grabielle Chelazzi poco prima della sua morte da tutti i soggetti che fra oggi e i giorni a venire sfileranno nuovamente davanti ai procuratori di Palermo, così come alcuni di loro hanno fatto al processo Tagliavia pochi mesi or sono.
Leggendo quei verbali, siamo diffidenti davanti a tanta "Ragion di Stato e non abbiamo nessuna fiducia in uomini delle istituzioni che quando nel 1993 è esplosa la bomba di via dei Georgofili , con 5 morti e 48 feriti, si sono nascosti come pusillanimi e sono 18 anni che con determinazione negano l'esistenza di Dio.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1799  del 
06/12/2011
(AGENPARL) - Roma, 06 dic - "Non crediamo affatto che gli uomini che erano al Governo e in posti chiave nel Maggio del 1993, porteranno ad un qua..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 06 dic - "Non crediamo affatto che gli uomini che erano al Governo e in posti chiave nel Maggio del 1993, porteranno ad un qualche passo in avanti per quella ignobile trattativa Stato- Mafia che avvenne fra la morte del Giudice Borsellino 19 Luglio 1992 e quella dei nostri figli 27 Maggio 1993 a suon di 41 bis. Siamo grati alla Procura di Palermo che sta tentando con determinazione di cercare la verità sui morti di Firenze.
Abbiamo però letto con molta attenzione tutti i verbali di deposizione rilasciati davanti al PM Grabielle Chelazzi poco prima della sua morte, da tutti i soggetti che fra oggi e nei giorni a venire sfileranno nuovamente davanti ai procuratori di Palermo, così come alcuni di loro hanno fatto al processo Tagliavia pochi mesi or sono.
Leggendo quei verbali, siamo diffidenti davanti a tanta "Ragion di Stato e non abbiamo nessuna fiducia in uomini delle istituzioni che quando nel 1993 è esplosa la bomba di via dei Georgofili, con 5 morti e 48 feriti, si sono nascosti come pusillanimi e sono 18 anni che con determinazione negano l'esistenza di Dio".
E' quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1800  del 
06/12/2011
Come prevedibile, Nicola Mancino, all'epoca delle stragi del 1993 Ministro dell'Interno, non sa nulla. Ha sempre combattuto la mafia.
B.....
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Come prevedibile, Nicola Mancino, all'epoca delle stragi del 1993 Ministro dell'Interno, non sa nulla. Ha sempre combattuto la mafia.
Benissimo: allora vuol dire che i documenti usciti in questi giorni che consigliavano l'ammorbidimento del 41 bis a detenuti per mafia, quali i capi di cosa nostra, sono carta stampata di nessuna importanza.
Insomma, nel Maggio del 1993 nessuno ha parlato di 41 bis.
E allora la domanda va da sé: come mai noi non abbiamo più i figli morti in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis il 27 Maggio 1993?
Vogliamo una risposta, non una autodifesa continua e lunga 18 anni, da parte di chi all'epoca delle stragi a Roma Firenze e Milano aveva responsabilità di Governo.
Non si può pensare che ci berremo come acqua fresca parole che vertono a salvare tutto e tutti dell'epoca del tritolo stragista del 1993 come se le stragi non ci fossero mai state.
Chiediamo che tutti gli uomini di Governo, le massime istituzioni, gli uomini preposti alla direzione del carcere e al 41 bis di allora, siano messi a confronto.
Documenti alla mano, rispondano di tutto ciò che non sapevano, visto che non sapevano nulla, e una buona volta guardandosi in faccia l'un l'altro dicano ai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili la verità tutta.
Vogliamo sapere perché alcuni di loro dicono una cosa e altri un'altra cosa, mentre escono i documenti dove sta scritto che per i detenuti a 41 bis il numero andava diminuito e guarda caso strano lo hanno diminuito eccome.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1801  del 
08/12/2011
Siamo fortemente riconoscenti alle forze dell'ordine e ai magistrati che coordinano le indagini, quando vengono arrestati latitanti pericolosi, c..... Apri
Siamo fortemente riconoscenti alle forze dell'ordine e ai magistrati che coordinano le indagini, quando vengono arrestati latitanti pericolosi, come è avvenuto in queste ore in seno all'organizzazione criminale denominata "camorra".
Tuttavia non possiamo non domandarci come mai sia ancora possibile che il latitante per eccellenza in seno a "cosa nostra" il Matteo Messina Denaro, possa godere di assoluta libertà e mantenimento quindi di tutti i suoi averi accumulati illecitamente.
Infatti il 6 Maggio del 2002 la Suprema Corte di Cassazione ha condannato all'ergastolo con sentenza definitiva, con isolamento diurno a regime di 41 bis il super latitate Matteo Messina Denaro, perché il soggetto criminale appartenente alla famiglia dei Messina Denaro, aveva partecipato attivamente alla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
I Magistrati che hanno condotto le indagini hanno riferito che Matteo Messina Denaro, durante un sopralluogo dove doveva avvenire l'attentato terroristico eversivo, passando sotto la galleria degli Uffizi, disse:
questi salteranno!
Come sarà mai possibile tanta dimenticanza per quell'evento terroristico durante il quale noi abbiamo perso i figli, l'Italia intera una fetta larghissima di democrazia e il mondo ha visto sfregiare l'arte nella sua essenza più pura.
Matteo Messina Denaro andava arrestato, sia pure con anni di riardo, per lo meno il 7 Maggio del 2002, perché oggi a 18 anni di distanza invece può dettare ordini dal luogo che lo ospita latitante?
Considerando che uomini politici di entrambi gli schieramenti sono stati e sono ancora l'ampia coperta di Matteo Messina Denaro, come mai quella coperta non si accorcia almeno oggi visto che l'Italia è chiamata a sopportare enormi sacrifici ?
Sono i soggetti come Matteo Messina Denaro e quanti a lui collusi che hanno messo in ginocchio l'Italia proprio rispetto al debito pubblico, possibile che noi le sue vittime siamo chiamati ad onorare i loro debiti in campo europeo e non possiamo avere neppure la soddisfazione di vederli dietro le sbarre a 41 bis?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1802  del 
08/12/2011
Corriere del Mezzogiorno del 8/11/2011

PALERMO - «Siamo riconoscenti alle forze dell'ordine e ai magistrati quando vengon.....
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Corriere del Mezzogiorno del 8/11/2011

PALERMO - «Siamo riconoscenti alle forze dell'ordine e ai magistrati quando vengono arrestati latitanti pericolosi, come è avvenuto in queste ore, ma non possiamo non domandarci come sia possibile che il latitante per eccellenza, Matteo Messina Denaro, possa godere di assoluta libertà».
Lo dice la presidente dell'associazione dei familiari vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«Il 6 maggio del 2002 - spiega Maggiani Chelli - la Suprema Corte di Cassazione ha condannato all'ergastolo con sentenza definitiva il super latitante Matteo Messina Denaro, perchè aveva partecipato attivamente alla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993. Oggi, a 18 anni di distanza, può dettare ordini dal luogo che lo ospita latitante. Uomini politici di entrambi gli schieramenti sono stati e sono ancora l'ampia coperta di Messina Denaro».
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COMUNICATO
1803  del 
10/12/2011
Il taglio di 5000 euro alle indennità dei nostri parlamentari lederebbe l'autonomia del Parlamento.
I nostri parlamentari si sono domandati .....
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Il taglio di 5000 euro alle indennità dei nostri parlamentari lederebbe l'autonomia del Parlamento.
I nostri parlamentari si sono domandati cosa è andato a ledere quel ricorso al Consiglio di Stato per non dare la pensione, subito, a quanti invalidi all'80% durante le stragi terroristiche ed eversive ne avevano diritto per legge la 206 del 2004?
Quel ricorso è andato a limitare la vita di chi tanta ne aveva già persa anche in via dei Georgofili, strage eversiva nella quale nostri politici non hanno certo peccato di innocenza.
Sia valido subito il decreto che taglia a metà i benefici ai nostri parlamentari e chissà che chi deve non trovi così i fondi per far fronte a quattro pensioni, perché tanti sono gli invalidi all'80% della capacità lavorativa massacrati sotto il tritolo stragista della mafia voluto dalla politica.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1804  del 
11/12/2011
Vogliamo fortemente ricordare la strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969, significare ai familiari delle vittime ancora una volta tutta la nostr..... Apri
Vogliamo fortemente ricordare la strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969, significare ai familiari delle vittime ancora una volta tutta la nostra vicinanza.
Oggi più che mai, mentre combattiamo per spronare quanti devono a cercare la verità sulle recenti stragi del 1993, siamo convinti che chi ha governato il Paese in questi 60 di storia repubblicana non ha voluto guardare in faccia la realtà.
L'Italia è una Repubblica fondata sullo stragismo senza verità giudiziaria, è quindi una Repubblica che vive sul ricatto perpetrato ogni giorno attraverso documenti che rimangono rinchiusi nei cassetti e quando vengono resi pubblici è solo giusto per ricattarsi l'un l'altro a livello politico. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1805  del 
13/12/2011
Inserimento nel sito:


16 Dicembre 2011 - Tolentino
Presentazione del libro "Ricatto allo Stato"

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Inserimento nel sito:


16 Dicembre 2011 - Tolentino
Presentazione del libro "Ricatto allo Stato"

La locandina
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COMUNICATO
1806  del 
14/12/2011
Fortemente convinti della battaglia che da anni abbiamo portato avanti con determinazione, vediamo molto bene, in momenti così difficili, l'apert..... Apri
Fortemente convinti della battaglia che da anni abbiamo portato avanti con determinazione, vediamo molto bene, in momenti così difficili, l'apertura delle istituzioni alla vendita dei beni confiscati alla mafia, qualora sia necessario per far fronte alle ragioni economiche delle vittime di mafia.
Infatti con le recenti leggi finanziarie dell'estate 2011, abbiamo dovuto ancora una volta assistere al depauperamento del Fondo 512, la legge del 1999 che va incontro alle esigenze delle vittime della mafia terrorista ed eversiva qualora trovino la forza di denunciarla.
Oggi le vittime di mafia che denunciano uomini appartenenti alle organizzazioni criminali, vanno poi in sede civile a pretendere i risarcimenti e si trovano di fronte ad un Fondo 512 vuoto e questo è pressoché ignobile.
E' la mancanza di denaro nelle casse dello Stato, il movente sempre valido per mettere lo Stato stesso nelle condizioni di lesinare la giustizia civile contro le mafie, per questo siamo molto d'accordo con chi grida "se la mafia si ricompra i beni confiscati, glieli riconfischeremo", perché qui sta la forza dello Stato.
E' una regola applicata da Paese civilizzati, si emuli chi ha imparato a vivere in democrazia o altrimenti si ammetta che in Italia tutto è mafia.
Auspichiamo la messa in vendita dei beni della mafia, qualora le vittime della mafia stessa non possano essere risarcite per mancanza di denaro, perché era anche questo che voleva il tanto invocato dai benpensanti Pio La Torre.
E' il ritorno al sociale di beni confiscati alla mafia attraverso la regolamentazione delle segreterie di partito, bisognose di tanto denaro pubblico, che ci spaventa.
Infatti la politica sempre più ingorda davanti alla montagna di denaro che i beni confiscati alla mafia possono produrre, preferisce buttare a mare leggi come la 512, che il mondo ci invidia, piuttosto che fare un passo indietro davanti a ciò che vuole gestire per proprio tornaconto.
Il sospetto in queste ore è che tutto ciò sia anche il mezzo per continuare a mantenersi i lauti stipendi che oggi i nostri parlamentari percepiscono in barba a quanti ogni giorno combattono per uscire dal tritolo stragista ed eversivo dispensato a piene mani nel 1993 da "cosa nostra" con il beneplacito di una fetta immensa della politica.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1808  del 
15/12/2011
Blog "lettera 43"

Gentilissimi,
tutte le riserve del mondo affinchè siano sentiti in antimafia i pentiti inerenti le stra.....
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Blog "lettera 43"

Gentilissimi,
tutte le riserve del mondo affinchè siano sentiti in antimafia i pentiti inerenti le stragi del 1993.
Quello che serve è supporto e mezzi alla magistratura affinchè le indagini sulle stragi del 1993 orientate sui mandanti esterni a cosa nostra arrivino a compimento.
Ogni altra trasversalità come la commissione parlamentare antimafia, lascerànno il tempo che trovano, anzi il pericolo che tutta la verità sia insabbiata è più che mai latente.
Spatuzza ha già parlato ed è de relato, lo sappiamo tutti, i graviano sono due mafiosi e devono stare solo a 41 bis con isolamento diurno, non inseriti a socializzare o a parlare nelle aule di giustizia, si pentano prima.
Altri devono testimoniare in aula di tribunale e dire tutto quello che sanno una buona volta, come Giovanni Brusca a livello mafioso, e uomini delle istituzioni di quel maledetto 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1813  del 
16/12/2011
MAFIA: MESSINA DENARO; ASS.GEORGOFILI, ORA ARRESTARE IL BOIA

FIRENZE, 16 DIC - "Forte plauso alle forze dell'ordine e alla magistra.....
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MAFIA: MESSINA DENARO; ASS.GEORGOFILI, ORA ARRESTARE IL BOIA

FIRENZE, 16 DIC - "Forte plauso alle forze dell'ordine e alla magistratura che hanno fatto terra bruciata intorno a Matteo Messina Denaro. Sia una buona volta arrestato il boia di via dei Georgofili!".
Questo l'incoraggiamento pubblico diffuso oggi dall'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Le coperture politiche del massacratore dei nostri figli paiono in queste ore in difficoltà - prosegue una nota del presidente dell'associazione Giovanna Maggiani Chelli - Chiediamo forza e coraggio affinché la giustizia si compia e la coperta dei 'mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1993 diventi tanto corta da rendere il 're nudo'".(ANSA)
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COMUNICATO
1812  del 
16/12/2011
Forte applauso alle forze dell'ordine e alla magistratura che hanno fatto terra bruciata intorno a Matteo Messina Denaro.
Sia una buona volta.....
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Forte applauso alle forze dell'ordine e alla magistratura che hanno fatto terra bruciata intorno a Matteo Messina Denaro.
Sia una buona volta arrestato il boia di via dei Georgofili!
Le coperture politiche del massacratore dei nostri figli paiono in queste ore in difficoltà, chiediamo forza e coraggio affinché la giustizia si compia e la coperta dei "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 diventi tanto corta da rendere il "re nudo".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage dia via dei Georgofili
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COMUNICATO
1814  del 
18/12/2011
Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che i rapporti con Ciancimino il ..... Apri
Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che i rapporti con Ciancimino il sindaco di Palermo fecero parte di una tecnica investigativa, della quale non doveva, per legge, rendere conto a nessuno e che eventualmente dopo sarebbe stato suo dovere informare gli organi competenti.
Quindi in merito aspetteremo gli esiti di processi e investigazioni approfondite prima di farci una qualsiasi pregiudiziale.
Ma dopo averlo ascoltato in televisione, su La7, al Generale Mori chiediamo: dopo la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 ha valutato tutto il peso che può aver comportato quella tecnica investigativa?
Infatti il Generale Mori lo abbiamo sentito dire oggi 18 dicembre 2011, davanti ai teleschermi che negli anni 80 la sua particolare attività investigativa ha portato tutto sommato a smantellare tutti i membri delle brigate rosse, non lo abbiamo però per contro sentito dichiarare e neppure il conduttore televisivo glielo ha chiesto, circa il fatto che la sua attività investigativa nel 1992 con Vito Ciancimino non lo ha portato a fermare le stragi , visto che i nostri figli sono morti nel maggio del 1993.
Noi purtroppo non possiamo non temere che la controparte - cosa nostra - possa aver letto quei colloqui non come normali episodi investigativi, ma come una apertura a "trattare" e crediamo quindi sia un nostro diritto capire se vi è stata una forte responsabilità morale per la sorte toccata ai nostri figli da parte dello Stato.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1816  del 
18/12/2011
Roma, 18 dic. (Adnkronos) - "Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che ..... Apri
Roma, 18 dic. (Adnkronos) - "Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che i rapporti con Ciancimino il sindaco di Palermo fecero parte di una tecnica investigativa, della quale non doveva, per legge, rendere conto a nessuno e che eventualmente dopo sarebbe stato suo dovere informare gli organi competenti. Quindi in merito aspetteremo gli esiti di processi e investigazioni approfondite prima di farci una qualsiasi pregiudiziale. Ma dopo averlo ascoltato in televisione al Generale Mori chiediamo: dopo la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 ha valutato tutto il peso che puo' aver comportato quella tecnica investigativa?". Se lo chiede in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Infatti, aggiunge, "il Generale Mori lo abbiamo sentito dire oggi 18 dicembre 2011, davanti ai teleschermi che negli anni 80 la sua particolare attivita' investigativa ha portato tutto sommato a smantellare tutti i membri delle brigate rosse, non lo abbiamo pero' per contro sentito dichiarare e neppure il conduttore televisivo glielo ha chiesto, circa il fatto che la sua attivita' investigativa nel 1992 con Vito Ciancimino non lo ha portato a fermare le stragi, visto che i nostri figli sono morti nel maggio del 1993".

"Noi purtroppo non possiamo non temere che la controparte - Cosa nostra - possa aver letto quei colloqui non come normali episodi investigativi, ma come una apertura a 'trattare' e crediamo quindi sia un nostro diritto capire se vi e' stata una forte responsabilita' morale per la sorte toccata ai nostri figli da parte dello Stato".
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COMUNICATO
1817  del 
19/12/2011
?Cosa nostra? nel 1992 avrebbe dovuto uccidere dei politici, è quanto è emerso oggi nel processo a Palermo sulla trattativa Stato Mafia, la cosa pare ..... Apri
?Cosa nostra? nel 1992 avrebbe dovuto uccidere dei politici, è quanto è emerso oggi nel processo a Palermo sulla trattativa Stato Mafia, la cosa pare ormai conclamata.
Scoperta di pochi giorni or sono la solita nota che salta fuori dai cassetti, che informa quanto tutto ciò fosse già noto al Ministro Scotti nel marzo 1992.
Crediamo ormai di aver chiari tutti i passaggi della tragedia che ha colpito a morte i nostri parenti. Ovvero per salvare la vita a dei politici, e molto altro, si è trattato con la mafia forse più di una volta e le trattative fra uomini di ?cosa nostra e uomini dello Stato hanno portato alla morte dei nostri figli.
Ci ostiniamo ad usare la parola trattativa perché non vogliamo usare per ora, prima di avere prove certe l'espressione scambio di vite umane.
Infatti ci sarebbe da inorridire al pensiero della vita di politici, scambiata con quella di bambini e ragazzi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1818  del 
19/12/2011
MAFIA:TRATTATIVA;MAGGIANI CHELLI,PASSAGGI A NOI MOLTO CHIARI

PALERMO, 19 DIC - "Cosa nostra nel 1993 avrebbe dovuto uccidere dei politic.....
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MAFIA:TRATTATIVA;MAGGIANI CHELLI,PASSAGGI A NOI MOLTO CHIARI

PALERMO, 19 DIC - "Cosa nostra nel 1993 avrebbe dovuto uccidere dei politici: è quanto è emerso oggi nel processo a Palermo sulla trattativa Stato-mafia, la cosa pare ormai conclamata".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Scoperta di pochi giorni orsono la solita nota che salta fuori dai cassetti, che informa quanto tutto ciò fosse già noto al ministro Scotti nel marzo 1992 - prosegue -. Crediamo ormai di avere chiari tutti i passaggi della tragedia che ha colpito a morte i nostri parenti. Ovvero per salvare la vita a dei politici e molto altro si è trattato con la mafia forse più di una volta e le trattative fra uomini di Cosa nostra e uomini dello Stato hanno portato alla morte dei nostri figli".
"Ci ostiniamo - conclude - a usare la parola trattativa, perché non vogliamo usare per ora, prima di avere prove certe l'espressione scambio di vite umane. Infatti, ci sarebbe da inorridire al pensiero della vita di politici, scambiata con quella di bambini e ragazzi". (ANSA)
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COMUNICATO
1819  del 
20/12/2011
Abbiamo letto la lettera pubblicata da Ucpi che il Presidente delle Camere penali ha scritto al Ministro di Grazia e giustizia in merito al 41 bis, d..... Apri
Abbiamo letto la lettera pubblicata da Ucpi che il Presidente delle Camere penali ha scritto al Ministro di Grazia e giustizia in merito al 41 bis, definito con termini quali "tortura democratica", "destabilizzazione dell'ordine costituzionale".
In veste, nostro malgrado, di soggetti fortemente colpiti da "cosa nostra", forse oseremmo dire i più colpiti da "cosa nostra", proprio in merito all'annullamento del regime detentivo speciale di 41 bis ci sentiamo in dovere di entrare nel merito della questione.
Non è nostra intenzione affrontare il merito di casi specifici rispetto al comportamento della direzione penitenziaria; ciò che ci interessa è il ragionamento per cui il 41 bis, in quanto "tortura democratica", sovvertirebbe l'ordine costituzionale dello Stato.
La "ratio" con cui nasce il 41 bis non è affatto quella di produrre collaboratori di giustizia.
Essa risiede nella volontà, un tempo riconosciuta come assoluta necessità, di impedire alla mafia di continuare ad esercitare il suo strapotere fuori dalle mura carcerarie. Fatto, questo, che ha portato l'associazione mafiosa cosa nostra a mettere a ferro e fuoco l'Italia nel 1993, con tutto quello che ne è conseguito.
Ci preme ricordare che la nostra Costituzione, quella che sarebbe messa a rischio dal regime carcerario 41 bis, è nata per il vivere civile. E di civile, nello strapotere di cosa nostra, non vi è nulla; quello strapotere che la mafia sente venire meno quando non può più comandare dall'interno del carcere.
Riteniamo che troppo spesso i Tribunali di Sorveglianza abbiano chiesto e ottenuto la revoca del 41 bis per soggetti a rischio di esercizio dello strapotere mafioso, quali Cosimo Lo Nigro, stragista a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, e molti altri ancora.
Mai, contro tali decisioni, è stato fatto ricorso da parte della procure competenti; mai nessuno, ma proprio nessuno, ha fatto sentire non la propria voce,ma neanche un gemito flebile o appena accennato,come quando avvenne nel caso di Cosimo Lo Nigro, assassino nostro e dei nostri figli.
Eppure, anche in quel caso la costituzione era ampiamente violata.
Il 41 bis applicato seriamente è un alto grado di civiltà per un Paese che non riesce a debellare la mafia neppure dalle sbarre del carcere.
Attraverso gli organi preposti, chiediamo pertanto anche noi che l'espressione di "tortura democratica" rispetto al 41 bis sia ritornata al mittente. E a tutti coloro che oggi si atteggiano a paladini della democrazia e del vivere civile, diciamo che nessun articolo costituzionale prevede di ritrovarsi nel 2011 nelle condizioni in cui la mafia in carcere, rea di strage, senza 41 bis potrebbe dare ordini in Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1820  del 
22/12/2011
Ricordiamo le vittime della strage di Natale del 23 Dicembre 1984, la strage del rapido 904 con 17 morti e 267 feriti.
Quella del rapido 904 è un.....
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Ricordiamo le vittime della strage di Natale del 23 Dicembre 1984, la strage del rapido 904 con 17 morti e 267 feriti.
Quella del rapido 904 è una strage che pesa sulla coscienza dell'Italia che conta,infatti è difficile per l'Associazione tra i familiari delle vittime, come del resto per tutte le associazioni di familiari di vittime di strage, svolgere il loro lavoro di memoria verso la collettività, l'attentato del 1984 l'antivigilia di Natale mentre la gente dal nord tornava verso la propria casa rappresenta tutta la fragilità della nostra democrazia.
L'attentato terroristico del 23 Dicembre 1984 fu attribuito a cosa nostra, a Pipo Calò quale responsabile mafioso, la mafia da quella strage ha preso le distanze come sempre usa fare e mai ne ha indicati i mandanti esterni all'organizzazione.
Pippo Calò invece ha provato a dissociarsi, lo diciamo ormai da anni, sfruttando quella strada di comodo messa in elenco dalla mafia allorché presentò le sue richieste allo Stato nel famosissimo "papello" nel 1993.
In memoria delle vittime dell'attentato al treno 904 chiediamo a Pipo Calò di collaborare con la giustizia, lasciando perdere scorciatoie come quella della dissociazione, buona solo per se stesso e per mettere in pace la coscienza di quello Stato che non riesce prima di tutto a debellare la mafia e non meno importante, a non dare giustizia alle vittime delle stragi terroristiche ed eversive.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1821  del 
22/12/2011
STRAGE RAPIDO 904: ASS.GEORGOFILI, PIPPO CALO' COLLABORI

FIRENZE, 22 DIC - "In memoria delle vittime dell'attentato al treno 9.....
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STRAGE RAPIDO 904: ASS.GEORGOFILI, PIPPO CALO' COLLABORI

FIRENZE, 22 DIC - "In memoria delle vittime dell'attentato al treno 904 chiediamo a Pippo Calò di collaborare con la giustizia, lasciando perdere scorciatoie come quella della dissociazione, buona solo per se stesso e per mettere in pace la coscienza di quello Stato che non riesce prima di tutto a debellare la mafia e non meno importante, a non dare giustizia alle vittime delle stragi terroristiche ed eversive".
Lo scrive il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, ricordando "le vittime della strage di Natale del 23 dicembre 1984, la strage del rapido 904 con 17 morti e 267 feriti".
"L'attentato terroristico del 23 dicembre 1984 fu attribuito a Cosa Nostra, a Pippo Calò quale responsabile mafioso - prosegue Maggiani Chelli -; la mafia da quella strage ha preso le distanze come sempre usa fare e mai ne ha indicati i mandanti esterni all'organizzazione. Pippo Calò invece ha provato a dissociarsi, lo diciamo ormai da anni, sfruttando quella strada di comodo messa in elenco dalla mafia allorché presentò le sue richieste allo Stato nel famosissimo 'papello' nel 1993".(ANSA)
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NOTIZIA Adnkronos
1822  del 
24/12/2011
Mafia, familiari vittime Georgofili: Adita conferma nostra ipotesi su trattativa

Palermo, 24 dic.- (Adnkronos) - "La testimonianza di i.....
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Mafia, familiari vittime Georgofili: Adita conferma nostra ipotesi su trattativa

Palermo, 24 dic.- (Adnkronos) - "La testimonianza di ieri del Procuratore Sebastiano Ardita al processo di Palermo e' stata per noi il completamento di cio' che andiamo dicendo da 15 anni. E' chiaro che solo una sentenza passata in giudicato potra' dare o meno a tutti noi la certezza dell'esistenza all'epoca delle stragi del 1993 di una trattativa Stato Mafia, ma la carta che canta e fino ad oggi ai piu' sconosciuta, lascia poco sperare che sia andata in modo diverso".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associzione familiari vittime della strage di via Georgofili, dopo la deposizione del pm Ardita ieri al processo Mori.

"In questi 10 anni abbiamo spesso avuto modo di apprezzare l'opera di Sebastiano Ardita sul fronte del 41 bis - dice - L'uomo di legge ha saputo conciliare il rigore del regime speciale di detenzione consono ai mafiosi rei di strage che pretendono di dare ordini dal carcere in attesa di andare a casa loro, con quello che la costituzione impone, ovvero mantenere i diritti essenziali a chi a 41 bis deve comunque rimanere, perche' altrimenti la democrazia stessa del Paese sarebbe in discussione".
"Il libro di Sebastiano Ardita 'Ricatto allo Stato' che noi abbiamo presentato insieme al magistrato per ben due volte, a novembre a Milano e a dicembre a Tolentino, ha dato una svolta alle indagini sulla trattativa Stato Mafia - prosegue - certo noi avremmo preferito che quanto sta emergendo a Palermo in queste ore emergesse anche a Firenze almeno al processo Tagliavia, ma non e' stato cosi'".
"Aspettiamo ora con ansia la motivazione di sentenza dell'ultimo processo per le stragi del 1993, che dovrebbe essere pronta per i primi mesi dell'anno 2012 - conclude - Quel periodo infausto per l'Italia tutta del maggio 1993, quando a Firenze in via dei Georgofili sono saltati in aria i palazzi, e i nostri figli sono morti,e troppi ne sono rimasti invalidi, una cosa e' ormai certa, il problema del 41 bis non piu' voluto dalla mafia, e' stato trattato per lo meno con estrema leggerezza, oltre che incompetenza e le probabili complicita' ancora tutte da provare".
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COMUNICATO
1823  del 
24/12/2011
La testimonianza di ieri del Proc. Sebastiano Ardita al processo di Palermo è stata per noi il completamento di ciò che andiamo dicendo da 15 anni. Apri
La testimonianza di ieri del Proc. Sebastiano Ardita al processo di Palermo è stata per noi il completamento di ciò che andiamo dicendo da 15 anni.
E' chiaro che solo una sentenza passata in giudicato potrà dare o meno a tutti noi la certezza dell'esistenza all'epoca delle stragi del 1993 di una trattativa Stato Mafia, ma la carta che canta e fino ad oggi ai più sconosciuta, lascia poco sperare che sia andata in modo diverso. In questi 10 anni abbiamo spesso avuto modo di apprezzare l'opera di Sebastiano Ardita sul fronte del 41 bis.
L'uomo di legge ha saputo conciliare il rigore del regime speciale di detenzione consono ai mafiosi rei di strage che pretendono di dare ordini dal carcere in attesa di andare a casa loro, con quello che la costituzione impone, ovvero mantenere i diritti essenziali a chi a 41 bis deve comunque rimanere, perché altrimenti la democrazia stessa del Paese sarebbe in discussione.
Il libro di Sebastiano Ardita "Ricatto allo Stato" che noi abbiamo presentato insieme al Magistrato per ben due volte, a Novembre a Milano e a dicembre a Tolentino, ha dato una svolta alle indagini sulla trattativa Stato Mafia; certo noi avremmo preferito che quanto sta emergendo a Palermo in queste ore emergesse anche a Firenze almeno al processo Tagliavia, ma non è stato così . Aspettiamo ora con ansia la motivazione di sentenza dell'ultimo processo per le stragi del 1993, che dovrebbe essere pronta per i primi mesi dell'anno 2012.
Quel periodo infausto per l'Italia tutta del maggio 1993, quando a Firenze in via dei Georgofili sono saltati in aria i palazzi, e i nostri figli sono morti, e troppi ne sono rimasti invalidi, una cosa è ormai certa: il problema del 41 bis non più voluto dalla mafia, è stato trattato per lo meno con estrema leggerezza, oltre che incompetenza e le probabili complicità ancora tutte da provare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1824  del 
26/12/2011
Riportiamo qui di seguito notizie di stampa per comodità di chi ci legge:
Da ?Il Giornale di Enna


Enna - Al processo Green Lin.....
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Riportiamo qui di seguito notizie di stampa per comodità di chi ci legge:
Da ?Il Giornale di Enna


Enna - Al processo Green Line s'è dissociato pubblicamente da Cosa Nostra. E adesso il ministro della Giustizia Paola Severino gli ha revocato il carcere duro. Per Gaetano Giovanni D'Angelo (nella foto), 29 anni, arrestato nel 2009 e che resta detenuto - ma in regime ordinario - il prossimo sarà un Natale meno difficile dei due precedenti. Condannato a 6 anni e 4 mesi in primo grado per associazione mafiosa, la Dda lo ritiene il braccio destro del presunto boss di Enna Giancarlo Amaradio.
La decisione di concedergli il regime carcerario ordinario è arrivata ieri mattina dagli uffici romani di via Arenula: accolta l'istanza del difensore di D'Angelo, l'avvocato Antonio Impellizzeri, a cui aveva dato parere favorevole la Dda di Caltanissetta (che in origine aveva chiesto la misura). L'avvocato Impellizzeri, nell'esprimere apprezzamenti per la decisione, ha detto: ?Mi ritengo molto soddisfatto. È il primo concreto risultato in favore mio difeso, frutto della condotta processuale tenuta dal giovane D'Angelo davanti all'autorità giudiziaria inquirente e giudicante.
?Tutto ciò è anche il risultato di una autentica e profonda rivisitazione critica - ha aggiunto il penalista - operata dal mio giovane cliente rispetto a condotte ormai datate nel tempo e che propende per un giudizio favorevole di cessata pericolosità sociale. Siamo fiduciosi del futuro e auspichiamo un positivo risultato nel giudizio dell'autorevole Corte d'appello che procede.



Siamo fortemente indignati, tanto da non credere a quando abbiamo appena letto, davanti ad un affronto che riteniamo gravissimo.
Vedere accettata la ?dissociazione dalla mafia, uno dei punti cardine del 'papello' di Riina presentato allo Stato nel 1993, in sede di trattativa, con il conseguente passaggio ad un regime di carcere normale , per un soggetto appartenente a cosche criminali, è il più bel regalo di Natale per la mafia tutta, anche quella che la notte del 27 Maggio 1993 ha massacrato i nostri figli in via dei Georgofili, potesse aspettarsi in questo Natale 2011, durante un Governo Tecnico.
Da questo momento in poi la mafia potrà sperare davvero in un futuro migliore, e tutto questo mentre le nostre vittime non hanno ancora avuto giustizia penale completa, e mentre le leggi amministrative riguardanti i sostegni alle vittime di mafia, non solo non sono ancora applicate nella loro interezza, ma addirittura diritti già acquisiti sono messi in discussione da finanziare atte a sanare il debito pubblico, debito peraltro alzato al massimo livello, nel nostro Paese, proprio dal dilagare del concorso esterno con associazioni mafiose.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1825  del 
27/12/2011
Ringraziamo moltissimo il Presidente delle Camere Penali che oggi su "Il fatto quotidiano" ha voluto replicare alla nostra lettera sul 41 bi..... Apri
Ringraziamo moltissimo il Presidente delle Camere Penali che oggi su "Il fatto quotidiano" ha voluto replicare alla nostra lettera sul 41 bis; l'attenzione verso di noi è sempre una cosa graditissima.
Detto questo, crediamo però che la sola chiarezza non basti sul tema del 41 bis e su quanto esso rappresenta rispetto al vivere civile e ai diritti dell'uomo, sia nelle carceri come le nostre sia a Guantanamo.
Infatti, quando capiamo che quella guerra dichiarata dalla mafia con strategia terroristica eversiva nel 1993 in Via dei Georgofili, e mai terminata, non è stata compresa in tutta la sua gravità e si pensa che il 41 bis, severo ma necessario, sia una tortura democratica, per le vittime torna tutta la paura della notte del 27 Maggio 1993.
Torna la paura che la mafia possa continuare ancora oggi la sua offensiva e che da un momento all'altro possa tornare il peggio, soprattutto se soggetti come noi non si assoggetteranno al sistema che vuole quiete e tranquillità e convivenza con la mafia.
Noi crediamo a questo punto che ci sia una sola strada da percorrere per tutti noi e anche per coloro che hanno gravi problemi di coscienza davanti ai diritti di "cosa nostra": chiedere di cambiare la Costituzione, ovvero inserire il 41 bis per la mafia in un articolo della costituzione stessa, perché più che mai oggi la mafia vuole piegare ai suoi voleri il Paese e sempre a suon di annullamenti di 41 bis come nel 1993.
Crediamo proprio che i Padri Costituenti non avranno nulla da obiettare!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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