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   329 notizie nel periodo '2010'

COMUNICATO
1073  del 
01/01/2010
E' scandaloso Signor Ministro Alfano che in questo clima di buonismo a buon mercato a Graviano Giuseppe sia stato fatto un regalo di Natale che g..... Apri
E' scandaloso Signor Ministro Alfano che in questo clima di buonismo a buon mercato a Graviano Giuseppe sia stato fatto un regalo di Natale che gli ammorbidisce il 41 bis.
Butti via le chiavi per il mafioso che ci ha rovinato la vita ammazzando i nostri figli e rendendone di invalidi alla mercè di organismi di Stato tutt'altro che buoni, o chieda a Graviano Giuseppe di dirci, collaborando con la giustizia, la verità sulla morte dei nostri figli, quella che spavaldamente ha sempre negato in Tribunale ricattando i Governi.
Il Tribunale di sorveglianza di Palermo rifletta sul massacro di via dei Georgofili e ci spieghi bene perchè Giuseppe Graviano deve tornare a socializzare, non lo abbiamo capito e siamo infuriati davanti a tanta cattiveria che ci perseguita, quasi fossimo noi i colpevoli.
Siamo pronti a mettere le tende con striscioni di protesta in via dei Georgofili quanto prima e diremo con tutte le nostre forze, se sarà necessario, al mondo intero come sono trattate le vittime del terrorismo mafioso in Italia e come sono premiati i mafiosi terroristi.
Signor Ministro dell'Interno, è sicuro che i falsi attentati sparsi in giro in questi giorni natalizi non fossero il ricatto della mafia per l'annullamento del 41 bis? Noi no.
Buon Anno

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1074  del 
01/01/2010
MAFIA:TOLTO 41 BIS A BOSS GRAVIANO;ASS.GEORGOFILI,SCANDALOSO

PALERMO, 1 GEN - "E' scandaloso che in questo clima di buonismo a buon.....
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MAFIA:TOLTO 41 BIS A BOSS GRAVIANO;ASS.GEORGOFILI,SCANDALOSO

PALERMO, 1 GEN - "E' scandaloso che in questo clima di buonismo a buon mercato a Graviano sia stato fatto un regalo di Natale".
Lo dice, rivolgendosi al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, la reazione Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Ministro, butti via le chiavi per il mafioso che ci ha rovinato la vita ammazzando i nostri figli - dice Maggiani Chelli -."Siamo pronti a mettere le tende con striscioni di protesta in via dei Georgofili". Poi, rivolgendosi al ministro degli Interni, chiede se "i falsi attentati sparsi in giro in questi giorni natalizi non fossero il ricatto della mafia per l'annullamento del 41 bis".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1075  del 
01/01/2010
MAFIA: GRANATA, ALFANO CHIARISCA SU MISURE PER GRAVIANO

ROMA, 1 GEN - "Bisogna accertare immediatamente la legittimità delle procedure d.....
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MAFIA: GRANATA, ALFANO CHIARISCA SU MISURE PER GRAVIANO

ROMA, 1 GEN - "Bisogna accertare immediatamente la legittimità delle procedure di modifica del 41 bis al boss mafioso Giuseppe Graviano, anche per dare una risposta trasparente da parte dello Stato alla sacrosanta indignazione dei parenti delle vittime delle stragi".
E' quanto chiede Fabio Granata, vice Presidente della commissione Antimafia rivolgendosi al ministro della Giustizia Angelino Alfano.(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1076  del 
01/01/2010
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, GRAVIANO NON HA DIRITTO A SCONTI.

PALERMO, 1 GEN - Abbiamo compreso benissimo cosa non sarà più applicato a Giuseppe .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, GRAVIANO NON HA DIRITTO A SCONTI.

PALERMO, 1 GEN - Abbiamo compreso benissimo cosa non sarà più applicato a Giuseppe Graviano, ovvero l'isolamento diurno, che comunque gli permette di avere contatti con l'esterno.
Il nostro comunicato è chiarissimo e tale resta, non una virgola verrà cambiata".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando le dichiarazioni del legale di Giuseppe Graviano, Gaetano Giacobbe. "Giuseppe Graviano non ha diritto - aggiunge - per quello che ci riguarda, a nessuno sconto né di giorno né di notte. Comprendiamo bene che il Tribunale di sorveglianza ha applicato le leggi, che durante questi sedici anni troppo spesso sono andate in una sola direzione, in favore della mafia terrorista, e oggi se ne vedono i risultati".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1077  del 
01/01/2010
MAFIA: REVOCATO ISOLAMENTO A BOSS GRAVIANO, POLEMICHE /ANSA ATTENUATO IL 41 BIS; FAMIGLIE VITTIME INSORGONO, NIENTE SCONTI

PALERMO, 1 GEN - I.....
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MAFIA: REVOCATO ISOLAMENTO A BOSS GRAVIANO, POLEMICHE /ANSA ATTENUATO IL 41 BIS; FAMIGLIE VITTIME INSORGONO, NIENTE SCONTI

PALERMO, 1 GEN - Il boss Giuseppe Graviano, che sta scontando l'ergastolo nel carcere milanese di Opera, esce dall'isolamento assoluto che gli imponeva il regime del carcere duro: la Corte d'assise d'appello di Palermo, infatti, ha revocato al capomafia del quartiere palermitano di Brancaccio una parte delle prescrizioni previste dal 41 bis. Graviano in particolare non sarà più sottoposto all'isolamento diurno e potrà così fare vita comune con i detenuti che non abbiano condanne per mafia e usufruire dell'ora d'aria.
I giudici hanno accolto il ricorso del suo avvocato, Gaetano Giacobbe, contro la decisione della procura generale di prorogare l'isolamento, assunta a settembre, all'indomani della condanna definitiva del boss ad altri due ergastoli. Il legale di Graviano ha spiegato che esiste un tetto massimo di tre anni per l'isolamento assoluto e che la proroga non poteva essere applicata, in quanto le nuove condanne si riferivano a fatti accaduti prima dell'arresto del boss, avvenuto il 27 gennaio '94. Immediate le reazioni al provvedimento: Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, spiega che "Graviano non ha diritto a nessuno sconto né di giorno né di notte.
Le leggi durante questi sedici anni troppo spesso sono andate in una sola direzione, in favore della mafia terrorista, e oggi si vedono i risultati". "Se il buongiorno si vede dal mattino, 'mala tempora currunt'.
Il nuovo anno non inizia bene", dice il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro.
"E' un segnale inquietante, pochi giorni dopo il silenzio omertoso del boss e, al di là delle intenzioni, rischia di apparire come una ricompensa". Lo scorso 11 dicembre, davanti ai giudici della Corte d'appello di Palermo che stanno giudicando il senatore Marcello Dell'Utri, Giuseppe Graviano - sentito insieme al fratello Filippo - aveva lamentato uno stato di salute precario, a suo dire provocato dai rigori del 41 bis, e per questo si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dell'accusa sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal pentito Gaspare Spatuzza, che aveva parlato di rapporti tra il senatore e i due fratelli Graviano tirando in ballo anche il premier Silvio Berlusconi.
Ma il boss condannato all'ergastolo aveva spiegato che la decisione poteva essere rivista qualora le sue condizioni fossero migliorate, lasciando intendere che questo sarebbe dipeso dal miglioramento del regime carcerario. Filippo Graviano, invece, aveva smentito la ricostruzione fatta da Spatuzza circa le stragi mafiose del '93 a Firenze, Roma e Milano. Intanto, il vicepresidente della commissione Antimafia, Fabio Granata (Pdl), chiede al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di "accertare la legittimità delle procedure". Preoccupazione analoghe vengono espresse anche da Laura Garavini del Pd: "Non vorremmo - dice - che nel sistema del 41 bis si fosse aperta una falla come già avvenuto nel 2005".(ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1080  del 
01/01/2010
Milano, 1 gen.(Apcom) - E' stato tolto il regime di carcere duro 41 bis al boss mafioso Giuseppe Graviano, attualmente detenuto nel carcere milan..... Apri
Milano, 1 gen.(Apcom) - E' stato tolto il regime di carcere duro 41 bis al boss mafioso Giuseppe Graviano, attualmente detenuto nel carcere milanese di Opera.
La misura era stata richiesta dal legale di Graviano.
Durissima la reazione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"E' scandaloso - si legge in una lettera inviata al ministro della Giustizia Alfano - che in questo clima di buonismo a buon mercato a Graviano Giuseppe sia stato fatto un regalo di Natale che gli ammorbidisce il 41 bis.
Butti via le chiavi per il mafioso che ci ha rovinato la vita ammazzando i nostri figli e rendendone di invalidi alla mercè di organismi di Stato tutt'altro che buoni, o chieda a Graviano Giuseppe di dirci, collaborando con la giustizia, la verità sulla morte dei nostri figli, quella che spavaldamente ha sempre negato in Tribunale ricattando i Governi".
"Il Tribunale di sorveglianza di Palermo - scrive l'associazione - rifletta sul massacro di via dei Georgofili e ci spieghi bene perchè Giuseppe Graviano deve tornare a socializzare, non lo abbiamo capito e siamo infuriati davanti a tanta cattiveria che ci perseguita, quali fossimo noi i colpevoli...
Siamo pronti a mettere le tende con striscioni di protesta in via dei Georgofili quanto prima e diremo con tutte le nostre forze, se sarà necessario, al mondo intero come sono trattate le vittime del terrorismo mafioso in Italia e come sono premiati i mafiosi terroristi".
"Signor ministro dell'Interno - conclude la missiva rivolgendosi a Maroni - è sicuro che i falsi attentati sparsi in giro in questi giorni natalizi non fossero il ricatto della mafia per l'annullamento del 41 bis? Noi no".
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NOTIZIA CNRmedia
1078  del 
02/01/2010
GRAVIANO, PARENTI VITTIME STRAGE FIRENZE: "VIETARGLI LA SOCIALIZZAZIONE IN CARCERE"

Tolto l'isolamento diurno a Giuseppe Graviano, il boss .....
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GRAVIANO, PARENTI VITTIME STRAGE FIRENZE: "VIETARGLI LA SOCIALIZZAZIONE IN CARCERE"

Tolto l'isolamento diurno a Giuseppe Graviano, il boss del Brancaccio.
Alleggerito, dunque, il regime 41 bis al quale è sottoposto; il capomafia ergastolano potrà quindi comunicare con gli altri detenuti.
Ai microfoni di CNRmedia.com la portavoce dell'associazione dei parenti delle vittime di via dei Georgofili, a Firenze: "Premiato perché taccia, chiediamo il ripristino dell'isolamento diurno".

"Graviano è un uomo che passa messaggi, pizzini, che esercita il potere mafioso.
E' un terrorista mafioso o no? Secondo la Cassazione sì. E se lo è, perché ci sono strumenti legislativi che gli permettono di socializzare? In Italia si parla tanto di contrasto alla mafia; mi si deve dire che razza di contrasto è, se un uomo come Giuseppe Graviano può comunicare con gli altri".
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente e portavoce dell'associazione delle vittime della strage dei Georgofili, commenta a CNRmedia.com la decisione di togliere l'isolamento diurno al boss del Brancaccio che sta scontando l'ergastolo nel carcere di Opera, alle porte di Milano. Al processo d'appello a Marcello dell'Utri si era lamentato del suo stato di salute, e non aveva risposto alle domande sulle dichirazioni del pentito Spatuzza, che aveva indicato in Silvio Berlusconi e nello stesso dell'Utri i referenti politici di Cosa Nostra a partire dagli anni Novanta, mentre il fratello Filippo aveva smentito le parole del collaboratore di giustizia.
Giuseppe Graviano è stato condannato al carcere a vita come organizzatore delle stragi del '93 a Roma, Firenze e Milano.
La revoca dell'isolamento, decisa dalla terza sezione della Corte d'assise d'appello di Palermo, è motivata con il superamento del tetto massimo dei tre anni previsto dalla legge, e insospettisce i familiari delle vittime delle stragi.
"Graviano è stato premiato perché non parli - prosegue Giovanna Maggiani Chelli - come potremmo leggerla diversamente, noi che abbiamo contati i morti che ha procurato lui? Si suppone che conosca la verità su quello che è successo, perchè era uno dei capi, dei mandanti di Cosa Nostra. Se viene premiato, si suppone che sia per farlo tacere".
CNRmedia.com - 02/01/2010
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COMUNICATO
1079  del 
03/01/2010
Per quello che ci riguarda,non abbiamo strumentalizzato un bel nulla, quello che abbiamo scritto e detto in questi giorni è il nostro trasparente pens..... Apri
Per quello che ci riguarda,non abbiamo strumentalizzato un bel nulla, quello che abbiamo scritto e detto in questi giorni è il nostro trasparente pensiero.
Quando è uscita la notizia che Giuseppe Graviano ha avuto il "41 bis" ammorbidito, così come a suo tempo quando uscirono le notizie che a Gioachino Calabrò, a Cosimo Lo Nigro, a Salvatore Benigno e tanti altri, stragisti in via dei Georgofili, il 41 bis era stato annullato, abbiamo reagito come chiunque avesse avuto figli ammazzati da uomini di "cosa nostra".
Non ci importa un accidente che non sia stata una ricompensa a Graviano Giuseppe affinchè taccia o un tentativo su Graviano Giuseppe perché parli, anche se la nostra idea l'abbiamo e ampiamente è stata esternata, così come non ci importa un bel nulla che quella del Tribunale di Palermo sia stata una scelta tecnica.
Sono i risultati che contano per noi e il risultato dice che Giuseppe Graviano oggi può iniziare a ballare sulla cassa dei nostri morti.
Sono 15 anni che 15 mafiosi sono in carcere per aver terrorizzato, massacrato e praticata eversione in Italia, non si sono mai pentiti e tecnicismi o no hanno avuto più gratificazione loro di noi.
Non scorderemo mai che i nostri figli sono morti in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis, e con tutto il bene che vogliamo al Procuratore Grasso per quanto si è prodigato per noi, non accettiamo bacchettate sulle dita da nessuno.
Vogliamo i mafiosi che hanno massacrato i nostri figli in carcere e a "41 bis" a pieno regime con tutti gli annessi e connessi, questo finchè non collaborano con la giustizia dovesse durare 100 anni, e se come cittadini siamo avvezzi a non criticare i tecnicismi delle leggi, come parenti di vittime massacrate sotto il tritolo stragista critichiamo eccome, puntualizzando che quando si vuole, le leggi si cambiano insieme ai loro tecnicismi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1082  del 
04/01/2010
La mafia ha alzato il tiro: lo dice chiaramente la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo bene cosa vuol dire alzare il tiro,.....
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La mafia ha alzato il tiro: lo dice chiaramente la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo bene cosa vuol dire alzare il tiro, "fare struscio" come diceva Bagarella quando poi colpì via dei Georgofili con 300 chili di tritolo.
Eravamo in piena trattativa e i nostri figli hanno pagato un prezzo altissimo, perché fu ritenuto giusto di trattare.
Un margine di errore nel fare dietrologia c'è sempre, ma a volte ci si azzecca.
Chiediamo allo Stato e al Parlamento di mantenere sì saldo quello Stato di diritto che non può mai venire meno per nessuno, ma di valutare se non sia il caso con una nuova norma di rendere permanente per la mafia stragista a "41 bis", per tutta la durata della pena l'isolamento diurno. Abbiamo letto che le agevolazioni date a Giuseppe Graviano in queste ore, concesse dal Tribunale per rispettare lo Stato di diritto non possono essere retrocesse, allora bisogna cambiare la norma, perché la mafia quando capisce che può imporsi per ottenere tutto e di più lo fa a suon di bombe, lo sappiamo bene noi martoriati come siamo per una "trattativa" andata male, ma lo sanno anche altri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1083  del 
04/01/2010
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CAMBIARE NORMA 41 BIS

FIRENZE, 4 GEN - Le agevolazioni "date a Giuseppe Graviano in queste ore non posso.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CAMBIARE NORMA 41 BIS

FIRENZE, 4 GEN - Le agevolazioni "date a Giuseppe Graviano in queste ore non possono essere cancellate, se si vuole rispettare lo Stato di diritto", quindi "é necessario cambiare la norma del 41 bis e rendere permanente per tutta la durata della pena l'isolamento diurno".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, a Firenze.
Chelli prende spunto dalla notizia dell'ordigno fatto esplodere davanti alla procura generale a Reggio Calabria.
"Quella bomba - scrive Chelli - ci informa che la mafia ha alzato il tiro.
Lo sappiamo bene noi, martoriati per una 'trattativa' andata male".(ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1086  del 
04/01/2010
Bomba Reggio/ Ass.Georgofili: mafia alza tiro, inasprire 41 bis
da APCOM

Con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria "la .....
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Bomba Reggio/ Ass.Georgofili: mafia alza tiro, inasprire 41 bis
da APCOM

Con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria "la mafia ha alzato il tiro" e c'è bisogno di cambiare il 41 bis e inasprirlo contro la mafia stragista, prevedendo l'isolamento diurno per tutta la durata della pena.
Ne è convinta l'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La mafia ha alzato il tiro, informa chiaramente con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria", avverte in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'associazione, e per evitare di pagare un caro prezzo, chiede "allo Stato e al Parlamento di mantenere sì saldo quello Stato di diritto che non può mai venire meno per nessuno, ma di valutare se non sia il caso con una nuova norma di rendere permanente per la mafia stragista a 41 bis, per tutta la durata della pena l'isolamento diurno".
"Noi sappiamo bene cosa vuol dire alzare il tiro, 'fare struscio' come diceva Bagarella quando poi colpì via dei Georgofili con 300 chili di tritolo", sottolinea Maggiani Chelli, ricordando: "Eravamo 'in piena trattativa' e i nostri figli hanno pagato un prezzo altissimo, perché fu ritenuto giusto di trattare".
"Abbiamo letto - conclude - che le agevolazioni date a Giuseppe Graviano in queste ore, concesse dal Tribunale per rispettare lo Stato di diritto non possono essere retrocesse, allora bisogna cambiare la norma, perché la mafia quando capisce che può imporsi per ottenere tutto e di più lo fa a suon di bombe, lo sappiamo bene noi, martoriati, per una 'trattativa' andata male, ma lo sanno anche altri".
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NOTIZIA AGI
1085  del 
04/01/2010
(AGI) - Firenze, 4 gen.- "La mafia ha alzato il tiro, informa chiaramente con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo .....
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(AGI) - Firenze, 4 gen.- "La mafia ha alzato il tiro, informa chiaramente con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo bene cosa vuol dire alzare il tiro, "fare struscio" come diceva Bagarella quando poi colpi' via dei Georgofili con 300 chili di tritolo".
A parlare e' Giovanna Maggiani Chelli, Vice Presidente e Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze.
"Eravamo in piena trattativa e i nostri figli - si legge in una nota - hanno pagato un prezzo altissimo, perche' fu ritenuto giusto di trattare. Un margine di errore nel fare dietrologia c'e' sempre, ma a volte ci si azzecca". Allo Stato e al Parlamento chiedono "di mantenere si' saldo quello Stato di diritto che non puo' mai venire meno per nessuno, ma - conclude la nota - di valutare se non sia il caso con una nuova norma di rendere permanente per la mafia stragista a "41 bis", per tutta la durata della pena l'isolamento diurno".
"Abbiamo letto che le agevolazioni date a Giuseppe Graviano in queste ore, concesse dal Tribunale per rispettare lo Stato di diritto non possono essere retrocesse, allora bisogna cambiare la norma, perche' la mafia quando capisce che puo' imporsi per ottenere tutto e di piu' lo fa a suon di bombe, lo sappiamo bene noi martoriati come siamo per una "trattativa" andata male, ma lo sanno anche altri.".
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NOTIZIA Adnkronos
1087  del 
04/01/2010
Roma, 4 gen.(Adnkronos) - "La mafia ha alzato il tiro, informa chiaramente con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo.....
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Roma, 4 gen.(Adnkronos) - "La mafia ha alzato il tiro, informa chiaramente con la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria.
Noi sappiamo bene cosa vuol dire alzare il tiro, 'fare struscio' come diceva Bagarella quando poi colpi' via dei Georgofili con 300 chili di tritolo".
E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli, Vice Presidente Portavoce
dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Eravamo in piena trattativa e i nostri figli hanno pagato un prezzo altissimo, perche' fu ritenuto giusto di trattare - aggiunge - un margine di errore nel fare dietrologia c'e' sempre, ma a volte ci si azzecca". "Chiediamo allo Stato e al Parlamento - sottolinea - di mantenere si' saldo quello Stato di diritto che non puo' mai venire meno per nessuno, ma di valutare se non sia il caso con una nuova norma di rendere permanente per la mafia stragista a '41 bis', per tutta la durata della pena l'isolamento diurno".
"Abbiamo letto che le agevolazioni date a Giuseppe Graviano in queste ore, concesse dal Tribunale per rispettare lo Stato di diritto non possono essere retrocesse, allora - evidenzia - bisogna cambiare la norma, perche' la mafia quando capisce che puo' imporsi per ottenere tutto e di piu' lo fa a suon di bombe, lo sappiamo bene noi martoriati come siamo per una 'trattativa' andata male, ma lo sanno anche altri".
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COMUNICATO
1090  del 
10/01/2010
Diligentemente informati dal quotidiano La Repubblica, apprendiamo che i fratelli Graviano prima dell'annullamento dell'isolamento diurno a ..... Apri
Diligentemente informati dal quotidiano La Repubblica, apprendiamo che i fratelli Graviano prima dell'annullamento dell'isolamento diurno a Giuseppe per una giusta scelta tecnica processuale, è molto probabile gestissero dal carcere a "41 bis" gli affari loro, come l'azienda "Iti Zuc" sequestrata nel 2006.
Auspichiamo che a breve la Magistratura sia in grado di stabilire se ciò è realmente vero, perché se fosse, siamo ancora più sconcertati davanti ad ammorbidimenti di regime carcerario ad uomini di "cosa nostra" che in carcere potrebbero aver continuato a delinquere dal 1994 al 2006, oltre ad essere due terroristi eversivi dell'ordine costituzionale,e quindi risulterebbe perlomeno inopportuno quel mancato isolamento diurno.
Del resto l'isolamento diurno che può durare solo tre anni se il mafioso in carcere non commette più reati gravi, è il più gravoso "optional del "41 bis" mal sopportato dalla mafia, che vuole continuare a dare ordini malavitosi e gestire affari dal carcere.
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NOTIZIA ANSA
1091  del 
12/01/2010
INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,POCHI INDIGNATI A IDEA LIMITI

FIRENZE, 12 GEN - "Stanno forse per mettere una pietra tombale sulla verità.....
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INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,POCHI INDIGNATI A IDEA LIMITI

FIRENZE, 12 GEN - "Stanno forse per mettere una pietra tombale sulla verità per la morte dei nostri figli, stanno quasi certamente cercando di nascondere quanti erano con il cerino in mano davanti al fiorino Fiat di via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, e l'indignazione che sentiamo in giro è davvero debole".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime dei Georgofili in merito ai possibili limiti per le intercettazioni.
"Se la gestione delle intercettazioni - aggiunge la nota - sarà, oltre che limitata, affidata a soggetti unici, più adatti a mantenere il 'segreto di Stato' sulle stragi piuttosto che a facilitare la via della verità completa sul tritolo del 27 maggio 1993 a Firenze, i nostri figli morti sotto il tritolo terrorista ed eversivo della notte di via dei Georgofili, giustizia non ne avranno più".
"Se verrà meno per le procure l'uso di importanti intercettazioni telefoniche - spiega la nota - molto probabilmente la magistratura dovrà alzare bandiera bianca sulla verità per le stragi del 1993". (ANSA).
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COMUNICATO
1092  del 
13/01/2010
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Dr. Sebastiano Ardita.
La mafia non vuole più il 41 bis, lo aveva ben chiarito a suon di tritolo il 27 .....
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Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al Dr. Sebastiano Ardita.
La mafia non vuole più il 41 bis, lo aveva ben chiarito a suon di tritolo il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili uccidendo bambini e ragazzi.

Giuseppe Graviano è stato chiarissimo dal Tribunale di Palermo: io il 41 bis non lo voglio più.
Molti i falsi e veri attentati messi a segno dal quel momento in poi.
E come sempre la risposta dello Stato non è stata ferma e sicura, da qui il vile messaggio ad un uomo delle istituzioni ancora una volta in prima linea.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1093  del 
13/01/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VILE MESSAGGIO A DIRETTORE DAP

FIRENZE, 13 GEN - Un "vile messaggio ad un uomo delle istituzioni ancora una volt.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VILE MESSAGGIO A DIRETTORE DAP

FIRENZE, 13 GEN - Un "vile messaggio ad un uomo delle istituzioni ancora una volta in prima linea".
Così la portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, definisce la busta con un proiettile indirizzata al magistrato Sebastiano Ardita, responsabile della gestione dei detenuti 41bis.
"Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al dottor Sebastiano Ardita - spiega Maggiani Chelli -. La mafia non vuole più il 41 bis, lo aveva ben chiarito a suon di tritolo il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, uccidendo bambini e ragazzi.
Giuseppe Graviano è stato chiarissimo dal tribunale di Palermo: io il 41 bis non lo voglio più.
Molti i falsi e veri attentati messi a segno dal quel momento in poi.
E come sempre la risposta dello Stato non è stata ferma e sicura, da qui il vile messaggio ad un uomo delle istituzioni ancora una volta in prima linea".(ANSA).
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COMUNICATO
1094  del 
14/01/2010
Gentilissimi,
quale invito, che Vi preghiamo accettare in molti, inviamo la locandina inerente un evento che abbiamo preparato come sempre con gr.....
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Gentilissimi,
quale invito, che Vi preghiamo accettare in molti, inviamo la locandina inerente un evento che abbiamo preparato come sempre con grandi aspettative per il 22 Gennaio prossimo in Palazzo Vecchio, l'importante istituzione, che come sempre ci apre le porte nei momenti difficili.
Il volume che andremo a presentare insieme al Comune di Firenze, siamo certi sia un documento importantissimo rispetto alla storia di questo Paese e significativamente ben descrive quanto la Magistratura abbia dovuto subire e sopportare da quegli uomini della classe politica e della classe industriale, che solo e sempre hanno pensato a se stessi e mai al bene del Paese che rappresentano.
La Procura di Firenze ha riaperto le indagini sulla strage di via dei Georgofili, noi siamo come sempre al fianco dei Magistrati che lavorano da anni per arrivare ad una verità completa sul massacro del 27 Maggio 1993.
Tuttavia il momento è per noi particolarissimo, siamo fortemente indignati, perchè a causa di una norma che in 16 anni mai è stata rivista, si è arrivati a far sì che Giuseppe Graviano potesse godere di agevolazioni prima di fare il proprio dovere, ovvero collaborare con la giustizia.
Giuseppe Graviano terrorista eversivo in via dei Georgofili, secondo Spatuzza ebbe a dire in parole povere: "i morti di Firenze (bambine e ragazzi) ci servono perchè così si fa politica".
Non crederemo mai che Giuseppe Graviano andasse in alcun modo gratificato, è successo a causa di una norma, faremo quanto necessario per far cambiare quella norma.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

La locandina della presentazione

Estratto


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COMUNICATO
1095  del 
15/01/2010
Perché i familiari delle vittime di "cosa nostra” devono soffrire così tanto?
Per quale maledizione ogni qualvolta che subiamo una ing.....
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Perché i familiari delle vittime di "cosa nostra” devono soffrire così tanto?
Per quale maledizione ogni qualvolta che subiamo una ingiustizia si ha l'impressione che a procurarcela sono coloro che dovrebbero essere dalla nostra parte?
La famiglia di Graziella Campagna come potrà metabolizzare quanto scritto dal Tribunale che l'assassino della loro parente si è dovuto mandarlo a casa perché non c'erano gli agenti di scorta per condurlo in ospedale?
Abbiamo vissuto tragedie immani e dobbiamo ingoiarci le beffe più umilianti.
Siamo vicini ai familiari di Graziella con tutta la solidarietà possibile e siamo convinti che sia ormai arrivato il momento che le vittime di "cosa nostra” uniscano le forze.
Sono troppe le persone che lo Stato prima ha lasciato massacrare dalla mafia e poi troppo poco ha potuto fare per loro quando chiedevano giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1096  del 
18/01/2010
Poco prima della sua morte a causa della fatica, mentre indagava sui "mandanti esterni alle stragi del 1993"il il Vice Procuratore Nazionale..... Apri
Poco prima della sua morte a causa della fatica, mentre indagava sui "mandanti esterni alle stragi del 1993"il il Vice Procuratore Nazionale Antimafia Gabriele Chelazzi ebbe un richiamo, ovvero un provvedimento disciplinare, la colpa dell'uomo di legge, una dimenticanza, il suo nome compariva in una lista di 67 Magistrati sottoposti a provvedimento.
Era giusto l'anno 2003 dopo il 20 di aprile, quando come ora si cercavano ostinatamente i Giudici fannulloni e a mezzo stampa fu divulgato un elenco di 67 Magistrati, uno di loro giusto Gabriele Chelazzi, peccato che in quell'elenco - uno dei segreti meglio custoditi della Repubblica- come allora era in uso dire - comparisse il nome di Gabriele Chelazzi che era già morto da giorni.
Noi quali componenti dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili abbiamo ritenuto quel provvedimento disciplinare per Gabriele Chelazzi, una delle probabili cause della Sua morte, perchè il Magistrato che da 10 anni stava cercando tutta la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, non poteva permettersi il lusso di arrabbiarsi vista la grande fatica quotidiana per ridare al Paese dignità.
L'avviso di provvedimento disciplinare nei confronti del Giudice Gabriele Chelazzi l'abbiamo sempre ritenuta una azione inqualificabile, così come l'uscita del nome sui giornali dopo la sua morte e non certo un tentativo di far funzionare la giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1097  del 
19/01/2010
Ma di quale pacificazione sta parlando Stefania Craxi la figlia dell'ex Presidente del Consiglio all'epoca delle stragi del 1993 Bettino Cra..... Apri
Ma di quale pacificazione sta parlando Stefania Craxi la figlia dell'ex Presidente del Consiglio all'epoca delle stragi del 1993 Bettino Craxi!
Della sua probabilmente, visto che ha avuto tutto e di più da quella politica incredibile che da 16 anni governa regna et imperversa nel nostro Paese.
Noi non pacifichiamo un bell'accidente, perché aspettiamo da più di un decennio la verità completa sulla strage di via dei Georgofili, così come aspettiamo la risoluzione di cause civili contro la mafia e le pensioni ai nostri invalidi all'80% messe nelle mani del Consiglio di Stato. E tutto questo mentre Giuseppe Graviano e molti altri, terroristi eversivi e mafiosi, ridono di noi con il bene placido del sistema.
Per quello che riguarda invece la durezza senza eguali che i Paese avrebbe dispensato al leader politico Bettino Craxi , rispondiamo con tutto rispetto, che non è stato l'uomo politico capo indiscusso di un partito determinante per l'andamento del Paese nel 1993, nonchè capo del Governo, ad essere stato trattato con durezza, ma noi siamo stati massacrati e trattati a pesci in faccia, le vittime di un sistema marcio e corrotto colluso con "cosa nostra" che ha portato a far detonare nel paese migliaia di chili di tritolo senza che nessuno potesse fare nulla.
Chiediamo un po' di rispetto davanti ai nostri morti mentre si parla di pacificazione, erano bambini e ragazzi non li abbiamo visti crescere, li piangiamo ogni giorno insieme ai nostri invalidi.
Siamo scandalizzati davanti al fatto che anche la pietà sia morta mentre si sta esercitando anche su di noi già vittime per antonomasia, tutta l'arroganza del potere.
Verità tutta, fino in fondo e giustizia non pacificazione a buon mercato chiedono le vittime della strage di via dei Georgofili.
Sono 16 anni che portiamo avanti la nostra battaglia di giustizia nel rispetto totale delle istituzioni, oggi come non mai sentiamo tutto il disagio della sconfitta lungo la strada da noi intrapresa, mentre si osa parlare davanti a noi di pacificazione e non di verità giudiziarie sacrosante.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1098  del 
20/01/2010
La mafia torna prepotentemente a minacciare magistrati, le minacce arrivano da Brancaccio il feudo dei fratelli Graviano, e il pericolo più grande res..... Apri
La mafia torna prepotentemente a minacciare magistrati, le minacce arrivano da Brancaccio il feudo dei fratelli Graviano, e il pericolo più grande resta il latitante Matteo Messina Denaro. E' fin troppo evidente ciò che vogliono e ciò che in parte del resto hanno ottenuto i fratelli Graviano, l'annullamento del 41 bis,ovvero tornare presto a casa dalle loro mogli.
Si è "trattato" ai tempi della strage di via dei Georgofili sulla pelle dei nostri parenti, per salvare la vita a molti politici e oggi forse si tenta il tutto per tutto per salvare i Magistrati nel mirino delle cosche per gli ovvi motivi,per ciò che rappresentano e per le indagini di cui si occupano.
Siamo come sempre al fianco della magistratura con tutta la nostra solidarietà, ma ciò non esclude che non possiamo ancora una volta non rammentare il prezzo che abbiamo pagato noi le vittime di via dei Georgofili quando lo Stato si è dimostrato debole, disposto a trattare dopo la morte di Falcone e Borsellino e quando arrivavano a raffica le minacce ai politici.
Quindi a Giuseppe Graviano senza se e senza ma deve essere ripristinato il "41 bis" con isolamento diurno e se la norma non lo consente, la norma va cambiata con un decreto governativo rapidissimo, come fu fatto in 48 ore al tempo in cui ai boss stava per essere abolito l'ergastolo attraverso il rito abbreviato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1099  del 
20/01/2010
Se è pur vero che la nuova norma in preparazione sul processo breve, non chiederà come si strombazza, di processare Riina in 15 giorni, è altrettanto ..... Apri
Se è pur vero che la nuova norma in preparazione sul processo breve, non chiederà come si strombazza, di processare Riina in 15 giorni, è altrettanto vero che lo si chiederà per i "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993, caso mai la Magistratura riuscisse a rinviarli a giudizio.
Il processo troppo breve in un momento come questo è una maledizione per la giustizia italiana, perché da troppi anni aspettiamo che siano resi noti attraverso atti giudiziari i nomi di chi ha tolto la vita ai nostri figli e rovinata la nostra per i propri interessi personali e quelli degli amici loro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1100  del 
20/01/2010
PROCESSO BREVE:ASS.GEORGOFOLI, MALEDIZIONE PER LA GIUSTIZIA

ROMA, 20 GEN - "Il processo troppo breve in un momento come questo è una maledizi.....
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PROCESSO BREVE:ASS.GEORGOFOLI, MALEDIZIONE PER LA GIUSTIZIA

ROMA, 20 GEN - "Il processo troppo breve in un momento come questo è una maledizione per la giustizia italiana".
E' questa la posizione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei via dei Georgofili sul provvedimento approvato dal Senato.
"Da troppi anni - dice la presidente Giovanna Maggiani Chelli - aspettiamo che siano resi noti attraverso atti giudiziari i nomi di chi ha tolto la vita ai nostri figli e rovinata la nostra per propri interessi personali e quelli degli amici loro".
"Se è pur vero che la nuova norma sul processo breve non chiederà di processare Riina in 15 giorni - afferma Maggiani Chelli - è altrettanto vero che verrà richiesto per i 'mandanti esterni alla mafia' delle stragi del 1993, nel caso la magistratura riuscisse a rinviarli a giudizio". (ANSA)
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COMUNICATO
1101  del 
21/01/2010
Sono state rese note gravi minacce a mezzo lettera riconducibili a Magistrati in prima linea contro la mafia e al PNA Pietro Grasso: innanzitutto la n..... Apri
Sono state rese note gravi minacce a mezzo lettera riconducibili a Magistrati in prima linea contro la mafia e al PNA Pietro Grasso: innanzitutto la nostra totale solidarietà alla Magistratura e alle istituzioni.
Nel contempo chiediamo al Governo di varare un decreto con il quale si ripristini immediatamente il "41 bis" corredato di isolamento diurno a Giuseppe Graviano e si provveda a rinviare a regime di carcere duro Gioachino Calabrò, Salvatore Benigno, Cristofaro Cannella e quanti stragisti in via dei Georgofili oggi sono a carcere normale.
Rammentiamo che nel 2000 il Governo fece altrettanto, varando un Decreto legislativo in 48 ore, quando una postilla scellerata tentò di mandare a casa Salvatore Riina abolendo di fatto l'ergastolo ai mafiosi stragisti attraverso il rito abbreviato.
Purtroppo ancora in queste ore drammatiche intravvediamo fra le righe quella "trattativa" fra Stato e Mafia - sia pure nel tentativo di salvare magistrati – così come nel 1992/1993 si salvarono alcuni politici – trattativa infausta che poi è costata la vita dei nostri parenti.
Ci aspettiamo senso di responsabilità e fermezza davanti alla mafia "cosa nostra", davanti ai fratelli Graviano e al latitante Matteo Messina Denaro, prima che sia troppo tardi e altri come noi debbano piangere vittime del tutto innocenti, delle quali lo Stato poi nel tempo risulta non essere in grado di occuparsi fino in fondo come dovrebbe.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1102  del 
21/01/2010
Mafia: Vittime Georgofili, ripristino del 41 bis per Giuseppe Graviano

Roma, 21 gen.(Adnkronos) - Ripristino immediato del 41 bis corredato .....
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Mafia: Vittime Georgofili, ripristino del 41 bis per Giuseppe Graviano

Roma, 21 gen.(Adnkronos) - Ripristino immediato del 41 bis corredato di isolamento diurno a Giuseppe Graviano e regime di carcere duro per Gioachino Calabro', Salvatore Benigno, Cristofaro Cannella e quanti, implicati nella strage di via dei Georgofili a Firenze, oggi sono a regime di carcere normale.
E' quanto chiede al governo Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione dei i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Dalla Maggiani Chelli, inoltre, giunge la solidarieta' ai magistrati fatti oggetto, recentemente, di minacce mafiose e al procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, cosi' come, scrive in una nota, "la nostra totale solidarieta' alla Magistratura e alle Istituzioni".
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1103  del 
22/01/2010
Inserimento nel sito:


Intervista .....
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Inserimento nel sito:


Intervista di P.Pardi, S.Poli e G.M.Chelli a Controradio il 21/01/2010
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LETTERA
1104  del 
23/01/2010
Lettera aperta ai fiorentini

Gentilissimi Fiorentini,
ieri in Palazzo Vecchio abbiamo presentato come Associazione, insiem.....
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Lettera aperta ai fiorentini

Gentilissimi Fiorentini,
ieri in Palazzo Vecchio abbiamo presentato come Associazione, insieme al Comune di Firenze, un libro veramente interessante : Tre suicidi eccellenti - Gardini - Cagliari - Castellari di Mario Almerighi.
Ne abbiamo date in omaggio, affinché fosse letto, molte copie.
Castellari, Gardini e Cagliari, sono morti suicidi nell'anno della strage di via dei Georgofili, è chiaro che la strage che riguarda tutta Firenze e l'Italia intera è avvenuta in quel contesto storico di tangentopoli, in cui sono maturati delitti incredibili, e avevamo pensato che l'analisi di quel particolare stralcio di tempo, interessasse alla città, ai giovani soprattutto.
Non è così non solo non interessa il contesto storico dove è avvenuto il massacro di Firenze, non interessa proprio nulla .
Abbiamo fatto un battage incredibile per questo evento, attraverso i media e dobbiamo dire che le agenzie hanno passato il messaggio due giorni di fila, sul web l'informativa è passata ovunque,ma alla presentazione c'erano cinquanta persone le ho contate.
Ebbene abbiamo pensato a questo punto di tentare il tutto per tutto e scrivere a quanti pensano di essere attivi e di darsi un gran da fare per cambiare qualcosa, per evitare altre stragi che incombono e invece non fanno proprio nulla.
Prima di tutto diciamo perché secondo noi non si fa un bel nulla, perché ognuno è arroccato sulle proprie convinzioni e pensa all'orto di casa sua, quindi nulla fa e non si muove se non ha tornaconti di ogni tipo, non li sto ad elencare i tornaconti, li conosciamo bene tutti .
Veniamo alla Scuola prima responsabile di un cambiamento radicale della nostra Società.
In apparenza sembra aperta a tutti, in realtà quando si parla di stragi è aperta solo a forti organizzazioni che hanno interesse a spacciarsi per esperti anche sulla strage di via dei Georgofili e nulla sanno se non quello letto dai giornali, e troppo spesso quelli che disinformano.
Noi da anni proviamo a farci aprire le porte delle scuole di Firenze e dintorni, ma tranne pochi istituti che hanno dimostrato grande sensibilità il resto è il deserto dei tartari.
Passiamo ora in senso più ampio ai giovani, ai quali della strage di via dei Georgofili non può fregare di meno, e se domani avviene un'altra strage, saranno pronti tutto al più a fare foto con i telefonini.
I giovani, gli universitari soprattutto, reagiscono così: se fai una presentazione di libro o qualunque altra cosa in sede istituzionale si fanno venire il prurito e non vengono, se la fai in libreria hanno altri impegni.
La gente, i fiorentini! Troppo impegnati a criticare tutto, a sancire il proprio dogma sulla strage avvenuta in casa loro, che non è certo quello di ascoltare chi la strage l'ha vissuta e quindi impegnati semmai ad aspettare la prossima strage con passività e fatalismo.
Le Istituzioni politicizzate!
Si muovono solo, se non in forma di convenienza, quando gli hai riempito le sale o le piazze allora vengono fuori come le lumache, se non altro per evitare che possa nascere qualcosa di nuovo.
E poi non andiamo certo dimenticati noi.
Noi, sì, quelli che abbiamo vissuto la strage, infatti tolti i soliti affezionati quelli che la strage l'hanno sentita davvero, gli altri ascoltano solo una campana quella dei risarcimenti.
L'Associazione ha da dare una notizia sulle nuove norme risarcitorie o su qualche processo civile?
Allora vengono eccome, il resto non interessa.
Spesso non vogliono compromettersi.
Questo Paese, questa città di Firenze, noi cittadini tutti, non diamoci arie di non volere più stragi, non ce ne importa nulla, tanto le stragi colpiranno gli altri e non noi.
Insomma, a meno che qualcuno non infili truppe "cammellate" in corriera, in treno e quant'altro e porti la gente là dove vuole, nessuno si muove, tutti troppo passivi, tutti troppo impegnati.
La prossima strage per favore, fiorentini, risparmiatevi l'indignazione delle prime ore, quella che in fondo altro non è se non l'apparire in prima fila e intanto pensare a me anche stavolta non è toccata.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1105  del 
24/01/2010
Il plotone di esecuzione lo hanno schierato contro di noi il 27 Maggio 1993, i nostri figli sono caduti come bestie e oggi si sentono martirizzati alt..... Apri
Il plotone di esecuzione lo hanno schierato contro di noi il 27 Maggio 1993, i nostri figli sono caduti come bestie e oggi si sentono martirizzati altri.
Chi rappresenta il Governo aiuti le vittime di mafia per vedere risolti i loro problemi, visto che le vittime siamo noi e questo" primato" che ci è stato dato non lo cederemo con troppa facilità. Inoltre chi ha il dovere di applicare la legge, lo faccia, ma quando arriva il momento di fare sconti alla mafia ci pensi non dieci, non cento, ma mille volte, perché la mafia "cosa nostra", nel 1993 quando ha capito che poteva trattare, minacciando politici e magistrati, ha alzato il tiro e ha messo davanti ad un plotone di esecuzione i nostri figli per far annullare il 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili
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1106  del 
26/01/2010
Inserimento nel sito:

Intervento di G.....
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Inserimento nel sito:

Intervento di G.M.Chelli a "Cominciamo bene" su RaiTre il 22/01/2010
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NOTIZIA ANSA
1107  del 
27/01/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI; MESSINA DENARO RICCO, NOI MAI RISARCITI

FIRENZE, 27 GEN - «Se Matteo Messina Denaro è così ricco, perchè le sue vitti.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI; MESSINA DENARO RICCO, NOI MAI RISARCITI

FIRENZE, 27 GEN - «Se Matteo Messina Denaro è così ricco, perchè le sue vittime, quelle che il mafioso ha massacrato in via dei Georgofili, sono ancora oggi in attesa di essere saldate di quanto gli è dovuto secondo cause civili andate a buon fine e immediatamente esecutive?».
Lo chiede, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«A Rosario Cascio - dice Maggiani Chelli, commentando il sequestro di beni avvenuto stamani in Sicilia - cassiere di Matteo Messina Denaro, sono stati sequestrati beni per 500 milioni di euro.
Un anno fa gli furono sequestrati dallo Stato beni per 400 milioni di euro.
Tutti soldi del boss Messina Denaro, ancora oggi latitante».
«Sono anni - conclude la nota - che assistiamo a informative sui sequestri alla mafia corleonese che ci ha ucciso i figli, sono anni che chiediamo di essere saldati e che ai nostri invalidi siano riconosciute pensioni perchè invalidi all'80%, ma per tutto ciò non ci sono soldi.
Cosa dobbiamo pensare, che le confische a Matteo Messina Denaro sono virtuali?».(ANSA)
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COMUNICATO
1108  del 
27/01/2010
A Rosario Cascio cassiere di Matteo Messina Denaro lo stragista in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, sono stati sequestrati ieri beni per 500 mili..... Apri
A Rosario Cascio cassiere di Matteo Messina Denaro lo stragista in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, sono stati sequestrati ieri beni per 500 milioni di euro un anno fa gli furono sequestrati dallo Stato beni per 400 milioni di Euro.
Tutti soldi del boss Messina Denaro ancora oggi latitante.
Se Matteo Messina Denaro è così ricco, perché le sue vittime, quelle che il mafioso ha massacrato in via dei Georgofili, sono ancora oggi in attesa di essere saldate di quanto gli è dovuto, secondo cause civili andate a buon fine e immediatamente esecutive?
Quali tecnicismi non si stanno mettendo in atto per far fronte a impegni inderogabili verso le vittime di Matteo Messina Denaro, tecnicismi che si sono invece solertemente messi in atto per dare concessioni a Giuseppe Graviano che noi abbiamo portato giusto in causa civile visto che era a Firenze a seminare morte il 27 Maggio 1993 insieme a Matteo Messina Denaro?
Sono anni che assistiamo a informative sui sequestri alla mafia corleonese che ci ha ucciso i figli, sono anni che chiediamo di essere saldati, e che ai nostri invalidi siano riconosciute pensioni perché invalidi all'80%, ma per tutto ciò non ci sono soldi. La vendita dei beni della mafia per saldare le vittime di cosa nostra è ancora oggi una serie di norme sulla carta.
Cosa dobbiamo pensare che le confische a Matteo Messina Denaro sono virtuali? Ciò che leggiamo sui televideo sono per caso trionfalismi inutili che non portano da nessuna parte?
Aspettiamo risposte concrete non comunicati sterili e fini a se stessi. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1109  del 
28/01/2010
Inserimento nel sito:

Intervista di G.M.....
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Inserimento nel sito:

Intervista di G.M.Chelli su RepubblicaTV il 27/01/2010
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COMUNICATO
1110  del 
28/01/2010
A meno che non ci sia sfuggito, non abbiamo visto fra i punti presentati dal Governo per il contrasto alle mafie, l'incremento del Fondo 512 Legg..... Apri
A meno che non ci sia sfuggito, non abbiamo visto fra i punti presentati dal Governo per il contrasto alle mafie, l'incremento del Fondo 512 Legge del 1999.
Eppure il Fondo 512 fortemente voluto a suo tempo dalla destra è una legge di grande civiltà che il mondo ci invidia.
Denunciare la mafia in sede penale per il torto subito, e avere la possibilità attraverso una legge dello Stato di portarla in causa civile per il risarcimento del danno, è il massimo che un cittadino che vive in un Paese come l'Italia dove le mafie la fanno da padrone,possa aspettarsi.
Non riusciremo mai a comprendere come mai uno strumento come il Fondo 512 non debba essere in testa alle scelte per il contrasto a "cosa nostra".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1111  del 
31/01/2010
Lettera aperta ai Direttori dei giornali e delle testate televisive.

Gentilissimi Direttori Come mai tutti il giornali in asso.....
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Lettera aperta ai Direttori dei giornali e delle testate televisive.

Gentilissimi Direttori Come mai tutti il giornali in assoluto e le televisioni di Stato e non, non scrivono e parlano più da un po' di tempo a questa parte delle stragi 1993?
Possibile che un argomento così ricco di importanti particolari possa essere all'improvviso caduto nel dimenticatoio?
Sul nostro sito www.strageviadeigeorgofili.org abbiamo pubblicati tutti gli atti del dibattimento processuale di primo grado, e tutte le sentenze una per una, insomma tutto ciò che poi in Cassazione è stato ampiamente avvalorato.
Perché non prendere spunto da quell'importante dibattimento e non parlare o scrivere ogni giorno dettagli di quell'impianto accusatorio perfetto, che ha resistito al vaglio della Magistratura fino a quando c'è stata una sentenza passata in giudicato? Non è giusto che questo Paese allontani da sé, in un modo così vergognoso, il problema stragi 1993 ad ogni appuntamento elettorale, che per noi, le vittime di via dei Georgofili vuol dire una cosa sola:
- abbiamo sempre avuto ragione ci sono dentro tutti.
Per tutti gli altri invece, quanti nelle stragi non sono stati coinvolti, non sentirne parlare e non leggerne, ancora una volta in prossimità di un appuntamento elettorale, significa non ricordarsi più di quel biennio di sangue e morte che ha condizionato l'intera vita politico-economica del Paese fino ad oggi.
Ringraziando per quanto si vorrà e potrà fare, mi scuso del disturbo, ma del resto l'odore di quel tritolo del 1993 noi lo abbiamo ancora nel naso.
Il fetore di quell'innesco esplosivo piazzato sotto la Torre dè Pulci a Firenze,che ha travolto le nostre famiglie, si rinnova a cicli alterni quando il ricatto politico e istituzionale si fa più forte, in quelle occasioni i nostri timori aumentano, e riteniamo che tacere da parte di chi a volte, addirittura con arroganza, vanta il diritto di informazione, è la cosa peggiore che si possa fare.
Quindi, Vi chiediamo per favore, parlatene e scrivetene.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1112  del 
31/01/2010
Mafia: Vittime Georgofili, media tacciono su stragi del '93

Roma, 31 gen.(Adnkronos) - "Come mai tutti i giornali in assoluto e le.....
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Mafia: Vittime Georgofili, media tacciono su stragi del '93

Roma, 31 gen.(Adnkronos) - "Come mai tutti i giornali in assoluto e le televisioni di Stato e non, non scrivono e parlano piu' da un po' di tempo a questa parte delle stragi 1993?".
Se ne lamenta, in una lettera aperta inviata ai direttori dei quotidiani e delle testate televisive, Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Possibile che un argomento cosi' ricco di importanti particolari possa essere all'improvviso caduto nel dimenticatoio?-chiede la Maggiani Chelli - sul nostro sito www.strageviadeigeorgofili.org abbiamo pubblicato tutti gli atti del dibattimento processuale di primo grado e tutte le sentenze una per una, insomma tutto cio' che poi in Cassazione e' stato ampiamente avvalorato". "

Non e' giusto -prosegue- che questo Paese allontani da se', in un modo cosi' vergognoso, il problema stragi 1993 ad ogni appuntamento elettorale, che per noi, le vittime di via dei Georgofili vuol dire una cosa sola: abbiamo sempre avuto ragione ci sono dentro tutti", conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1113  del 
01/02/2010
Dalla sequela di aneddoti che oggi il figlio di Vito Ciancimino ha raccontato in aula a Palermo, una cosa per noi indubbiamente importante è stata che..... Apri
Dalla sequela di aneddoti che oggi il figlio di Vito Ciancimino ha raccontato in aula a Palermo, una cosa per noi indubbiamente importante è stata che è saltato fuori, dopo molti anni, il famigerato "papello", il documento causa di morte dei nostri parenti.
Quel documento la cui esistenza è stata sempre negata in aula a Firenze durante il processo per le stragi del 1993, se fosse stato consegnato allora a chi di dovere, forse oggi noi sapremo da tempo la verità completa sulla strage di via dei Georgofili, e Giuseppe Graviano non avrebbe avuto il carcere duro ammorbidito a soli 17 anni dal massacro dei nostri figli.
La volpe perde il pelo, ma non il vizio, in questo caso la mafia non smette mai di trattare, tanto sa benissimo che prima o poi la spunta soprattutto se qualcuno ha promesso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1114  del 
01/02/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, FINALMENTE FUORI PAPELLO CAUSA STRAGE

FIRENZE, 1 FEB - "Dalla sequela di aneddoti che oggi il figlio di Vito Cian.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, FINALMENTE FUORI PAPELLO CAUSA STRAGE

FIRENZE, 1 FEB - "Dalla sequela di aneddoti che oggi il figlio di Vito Ciancimino ha raccontato in aula a Palermo, una cosa per noi indubbiamente importante è stata che é saltato fuori, dopo molti anni, il famigerato 'papello', il documento causa di morte dei nostri parenti".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione famigliari vittime di via dei Georgofili.
"Quel documento la cui esistenza è stata sempre negata in aula a Firenze durante il processo per le stragi del 1993 - aggiunge -, se fosse stato consegnato allora a chi di dovere, forse oggi noi sapremo da tempo la verità completa sulla strage di via dei Georgofili, e Giuseppe Graviano non avrebbe avuto il carcere duro ammorbidito a soli 17 anni dal massacro dei nostri figli.
La volpe perde il pelo, ma non il vizio, in questo caso la mafia non smette mai di trattare, tanto sa benissimo che prima o poi la spunta soprattutto se qualcuno ha promesso".(ANSA).
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COMUNICATO
1115  del 
02/02/2010
Quando usci il disegno di legge che consentiva ai collaboratori di giustizia di parlare per tutto quello che sanno per soli 180 gridammo allo scandalo..... Apri
Quando usci il disegno di legge che consentiva ai collaboratori di giustizia di parlare per tutto quello che sanno per soli 180 gridammo allo scandalo, se ne infischiarono, la legge passò e noi dopo 17 anni dalla strage di via dei Georgofili siamo ancora qui che chiediamo giustizia completa , proprio per quell'errore spaventoso che fu fatto contro i collaboratori di giustizia. Si era aperto uno spiraglio, Magistrati coraggiosi malgrado tutto, hanno continuato a lavorare intorno alle stragi del 1993 e forse si potrebbe arrivare ad un risultato più completo di quello consegnatoci dai processi di Firenze.
Invece pare che nei cassetti che contano ci sia un disegno di legge che butterà definitivamente a mare i collaboratori di giustizia.
Tutto ciò a noi dice una cosa sola:
NON SI VUOLE LA VERITA' SULLE STRAGI DEL 1993 ED VENTUALI COLLABORAZIONI SI CERCA IN TUTTI I MODI DI BUTTARLE ALLE ORTICHE.
Ora se quell'inferno di massacro di via dei Georgofili, è stato così devastante per il Paese,sotto tutti i punti di vista, e pare di si, altrimenti perché tanta paura dei collaboratori di giustizia, perché non si affronta una buona volta il problema di petto e tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo all'uccisione dei nostri figli, non se ne vanno a casa, e chi deve in carcere? Ma dove sta tutta questa volontà di volere il bene del Paese, se poi non è il bene dell'Italia che si vuole ma solo salvare il sedere degli stragisti? Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1116  del 
02/02/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CON LIMITI PENTITI NEGATA VERITA'

FIRENZE, 2 FEB - "Pare che nei cassetti che contano ci sia un disegno di l.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CON LIMITI PENTITI NEGATA VERITA'

FIRENZE, 2 FEB - "Pare che nei cassetti che contano ci sia un disegno di legge che butterà definitivamente a mare i collaboratori di giustizia.
Tutto ciò a noi dice una cosa sola: non si vuole la verità sulle stragi del 1993".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Si era aperto uno spiraglio - spiega la nota - magistrati coraggiosi, malgrado tutto, hanno continuato a lavorare intorno alle stragi del 1993 e forse si potrebbe arrivare a un risultato più completo di quello consegnatoci dai processi di Firenze.
Perché tanta paura dei collaboratori di giustizia? Ma dove sta tutta questa volontà di volere il bene del Paese, se poi non è il bene dell'Italia che si vuole ma solo salvare gli stragisti?". In merito alla deposizione "del figlio di Vito Ciancimino" e al papello, Maggiani Chelli spiega che se "quel documento fosse stato consegnato durante il processo per le stragi del 1993, forse oggi sapremo la verità completa sulla strage di via dei Georgofili.
La mafia non smette mai di trattare, tanto sa benissimo che prima o poi la spunta soprattutto se qualcuno ha promesso".(ANSA).
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COMUNICATO
1117  del 
02/02/2010
Più i lanci di agenzia si susseguono e più fortemente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, acquisiamo il dato che il nostri figli sono morti sotto trec..... Apri
Più i lanci di agenzia si susseguono e più fortemente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, acquisiamo il dato che il nostri figli sono morti sotto trecento chili di tritolo, perché il Paese intero che conta si è cucito la bocca su ciò che stava avvenendo in Italia nel 1993. Quella ignobile trattativa tra Stato e mafia che Ciancimino Massimo sta mettendo sul piatto della bilancia con dettagliate ricostruzioni è quanto di più ignobile si possa immaginare.
Non importa chi è salvato il collo trattando con la mafia, importano quelli che sono morti e quelli che sono stati resi invalidi per sempre, prodotti di quella trattativa vergognosa. Chi può ripari in parte, faccia ammenda, aiuti il Paese a raggiungere la verità piena sulla strage di via dei Georgofili.
Inoltre chi può dica al Governo di chiudere subito la partita economica con i familiari dei morti e con gli invalidi rimasti in vita in via dei Georgofili.
Non verrà risarcito in fondo un bel nulla, rispetto a ciò che ci hanno fatto, ma capiremo almeno che alla vigliaccheria di certi uomini di Stato, di Governo,e di Amministrazioni di ogni genere, hanno posto un limite, perché ciò che sta avvenendo nell'aula di giustizia di Palermo mentre il testimone Ciancimino parla è di una gravità inaudita.
Chiunque starà fermo e zitto davanti a ciò che hanno fatto ai nostri figli, si renderà solo complice dei delitti volutamente commessi il 27 Maggio del 1993 sotto la Torre de' Pulci a Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1118  del 
02/02/2010
Prendiamo molto in seria considerazione le esternazioni del Ministro Angelino Alfano sul DDL riguardante i pentiti.
Sembra una iniziativa isolata .....
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Prendiamo molto in seria considerazione le esternazioni del Ministro Angelino Alfano sul DDL riguardante i pentiti.
Sembra una iniziativa isolata e personale del Senatore Valentino quella di voler varare una legge antipentiti.
Auspichiamo che il futuro dia ragione a Ministro della Giustizia e che la lotta alla mafia e quindi la verità sulle stragi del 1993 sia davvero nei programmi di ogni Governo, e sempre nei pensieri dei Ministri della Giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1119  del 
06/02/2010
Ecco l'ennesima catastrofe da parare sul fronte della mafia, è la volta del "416" bis ovvero il reato di associazione mafiosa, messo in difficoltà par..... Apri
Ecco l'ennesima catastrofe da parare sul fronte della mafia, è la volta del "416" bis ovvero il reato di associazione mafiosa, messo in difficoltà pare 5 anni fa dalla Cirielli e chissà ora dalle nuove norme di contrasto alla mafia.
Tanti processi a rischio si dice e anche quello di Antonino Cinà il medico di Riina, che guarda caso è stato il "latore della presente", ovvero colui che consegnò a chi di dovere il "papello" di Salvatore Riina.
Indubbiamente si tratterà di approssimazione, si tratterà di incompetenza, si tratterà di errori rimediabili e non da enfatizzare come dice il Ministro della giustizia, ma il fatto è che si apre un capitolo di nuovo in favore della mafia.
Da 17 anni abbiamo sempre la solita inquietante sensazione, in un modo o nell'altro la mafia è sempre in attivo anche quando si cerca di contrastarla o quantomeno guazza in acque sempre più torbide a lei favorevoli.
Come si dice "nelle acque torbide anche i pesci piccoli guazzano", in questo caso pesci molto grossi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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NOTIZIA ANSA
1120  del 
06/02/2010
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,ANCORA UN CAPITOLO A FAVORE COSA NOSTRA

FIRENZE, 6 FEB - "Si tratterà di approssimazione, di incompetenza, di errori ri.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,ANCORA UN CAPITOLO A FAVORE COSA NOSTRA

FIRENZE, 6 FEB - "Si tratterà di approssimazione, di incompetenza, di errori rimediabili e non da enfatizzare come dice il Guardasigilli, ma il fatto è che si apre un altro capitolo di nuovo in favore della mafia".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione familiari vittime di via dei Georgofili.
"Ecco l'ennesima catastrofe da parare sul fronte della mafia.
E' la volta del 416 bis ovvero il reato di associazione mafiosa, messo in difficoltà 5 anni fa dalla Cirielli e chissà ora dalle nuove norme di contrasto alla mafia.
Si dice che saranno tanti i processi a rischio, e anche quello di Antonino Cinà, il medico di Riina che guarda caso è stato il cosiddetto 'latore della presente', ovvero colui che consegnò a chi di dovere il papello di 'zu Toto'".
"Da 17 anni, scrive Chelli, abbiamo sempre la solita inquietante sensazione: in un modo o nell'altro la mafia è sempre in attivo anche quando si cerca di contrastarla o quantomeno sguazza in acque sempre più torbide a lei favorevoli.
Come si dice 'nelle acque torbide anche i pesci piccoli sguazzano' ma in questo caso si tratta di pesci molto grossi". (ANSA)
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COMUNICATO
1121  del 
08/02/2010
Il documento denominato "papello" intorno al quale ruota la storia d'Italia di questi ultimi 17 anni, che è costato la vita ai nostri f..... Apri
Il documento denominato "papello" intorno al quale ruota la storia d'Italia di questi ultimi 17 anni, che è costato la vita ai nostri figli, continua a tenere banco al processo nel quale testimonia il figlio di Vito Ciancimino.
A questo punto è più che mai importante che i nostri servizi segreti parlino e dicano chi sono, se esistono,i personaggi al loro interno che hanno avuto a che fare con quel famigerato documento. Del resto è un dato del processo di Firenze quando Giuseppe Ferro Capo Mandamento di Alcamo, ebbe a dire al figlio Vincenzo : "cuciti la bocca e non dire a nessuno, neppure a me, chi doveva raggiungervi in via dei Georgofili a Firenze la notte del 27 Maggio 1993".
Va anche detto che Giuseppe Ferro era un capo mafioso agli ordini di Gioachino Calabrò, stragista anche lui in via dei Georgofili e oggi non più a 41 bis.
Quel Gioachino Calabrò che in più occasioni è risultato molto legato ai servizi segreti deviati.
Se di servizi segreti si è trattato,insieme alla mafia, è l'ora di dirlo, perché ora abbiamo bisogno di verità.
Tutti abbiamo bisogno di verità, e non di credere che certe infami deviazioni del passato siano ancora in atto all'interno della nostra rete di intelligence.
Quante morti dovranno ancora rimanere avvolte nel mistero, comprese quelle dei nostri parenti, prima che uomini adibiti alla salvaguardia e alla sicurezza del Paese dimostrino di essere diventati "sani"?Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime d3ella strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1122  del 
09/02/2010
La meticolosità che giornalismo italiano e media in genere mettono nell'occultare che i morti della strage di Firenze avvenuta in via dei Georgof..... Apri
La meticolosità che giornalismo italiano e media in genere mettono nell'occultare che i morti della strage di Firenze avvenuta in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, sono stati, con ogni probabilità, la conseguenza della scandalosa trattativa fra Stato e mafia, iniziata alla fine del 1992, ha dell'incredibile.
Ieri il figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, tornando sul problema della trattativa ai tempi delle stragi, ha chiamato in causa con la sua testimonianza partiti di Governo.
Chiaramente è ancora tutto da verificare, come legge vuole.
Detto questo resta difficilissimo da capire come mai questa mattina, quasi in un coro unanime, tutta la stampa e tutta la televisione, di tutte le estrazioni più svariate, non hanno usato un solo attimo del loro preziosissimo tempo e un solo goccio del loro preziosissimo inchiostro per ricordare le vittime di via dei Georgofili.
Vittime frutto di quella vergognosissima trattativa che comunque è avvenuta e che è stata portata avanti a più mani per salvare il collo a molti, in quella primavera del 1993. Dire che siamo costernati è ormai una espressione consumata perciò, con tutta tranquillità, diciamo che siamo preoccupati perché quando è il sistema a nascondere la verità qualcosa non va.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1123  del 
10/02/2010
Massimo CIANCIMINO non è un collaboratore di giustizia: è testimone in un processo a Palermo.
Tra l'altro, Massimo Ciancimino dice cose che .....
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Massimo CIANCIMINO non è un collaboratore di giustizia: è testimone in un processo a Palermo.
Tra l'altro, Massimo Ciancimino dice cose che strettamente ci riguardano: per questo interveniamo spesso.
Il figlio di "don Vito" parla di una trattativa fra Stato e Mafia che è costata la vita ai nostri figli, ma sono tutte cose chiaramente da verificare da parte dei Magistrati impegnati nel processo, i quali siamo certi come sempre applicheranno la legge.
Non capiamo quindi perché un testimone dice quello che sa su certi fatti e contemporaneamente sulla scia di tutto ciò si richiede una commissione d'inchiesta sui collaboratori di giustizia.
Cosa centrano i collaboratori di giustizia con Massimo Ciancimino?
Ormai siamo certi di avere sfinito, ma non è una commissione d'inchiesta su ciò che dicono i collaboratori di giustizia che serve, ma ridare ai collaboratori di giustizia tutto il tempo necessario per parlare su ciò che sanno sulle stragi del 1993, non quei miserabili 180 giorni sicuramente insufficienti ai fini degli accertamenti della verità sul massacro del 27 Maggio 1993.
Bisogna dare grande supporto ai collaboratori di giustizia che smascherano i retroscena sulle stragi mafiose del 1993, non cercare di metterli alle corde con minacce di commissioni d'inchiesta.
Ma di quali collaboratori di giustizia in realtà hanno paura coloro che si agitano così tanto?
Cosa si teme possano dire coloro che sono disposti a collaborare sul massacro di via dei Georgofili?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Geoigofili .
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NOTIZIA ANSA
1124  del 
10/02/2010
MAFIA: CIANCIMINO; ASS.GEORGOFILI, TESTIMONE NON COLLABORATORE

FIRENZE, 10 FEB - "Massimo Ciancimino, non è un collaboratore di giustizia, è.....
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MAFIA: CIANCIMINO; ASS.GEORGOFILI, TESTIMONE NON COLLABORATORE

FIRENZE, 10 FEB - "Massimo Ciancimino, non è un collaboratore di giustizia, è testimone in un processo a Palermo.
Tra l'altro, Massimo Ciancimino, dice cose che strettamente ci riguardano, per questo interveniamo spesso".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, aggiungendo che "non capiamo quindi perché un testimone dice quello che sa su certi fatti e contemporaneamente sulla scia di tutto ciò si richiede una commissione d'inchiesta sui collaboratori di giustizia".
"Il figlio di 'don Vito' - aggiunge Maggiani Chelli - parla di una trattativa fra Stato e Mafia che è costata la vita ai nostri figli, ma sono tutte cose chiaramente da verificare da parte dei Magistrati impegnati nel processo, i quali siamo certi come sempre applicheranno la legge".
"Cosa centrano i collaboratori di giustizia con Massimo Ciancimino? - si chiede la portavoce dell'Associazione - Ormai siamo certi di avere sfinito, ma non è una commissione d'inchiesta su ciò che dicono i collaboratori di giustizia che serve, ma ridare ai collaboratori di giustizia tutto il tempo necessario per parlare su ciò che sanno sulle stragi del 1993, non quei miserabili 180 giorni sicuramente insufficienti ai fini degli accertamenti della verità sul massacro del 27 Maggio 1993.
Bisogna dare grande supporto ai collaboratori di giustizia che smascherano i retroscena sulle stragi mafiose del 1993, non cercare di metterli alle corde con minacce di commissioni d'inchiesta.
Ma di quali collaboratori di giustizia in realtà hanno paura coloro che si agitano così tanto? Cosa si teme possano dire coloro che sono disposti a collaborare sul massacro di via dei Georgofili?". (ANSA)
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COMUNICATO
1125  del 
12/02/2010
Nostro malgrado ci siamo trovati coinvolti in una cosa più grande di noi, ci hanno ammazzato i figli sotto 300 chili di tritolo, lo ha fatto "cos..... Apri
Nostro malgrado ci siamo trovati coinvolti in una cosa più grande di noi, ci hanno ammazzato i figli sotto 300 chili di tritolo, lo ha fatto "cosa nostra" per garantire agli affiliati in carcere un trattamento migliore non di isolamento e per altri 11 punti ben elencati in documento denominato "papello"oggetto di una più che ignobile trattativa sulla pelle di innocenti.
Insieme a "cosa nostra" entità esterne cointeressate al malaffare del gruppo criminale, si sono associate all'utilizzo di quel tritolo stragista in un chiaro concorso in strage.
Di tutto ciò noi siamo fermamente convinti e per questo abbiamo sempre chiesto con forza alle Istituzioni il pieno supporto alla Magistratura che è disposta, con tutti i rischi che ne conseguono, ad una chiara ricerca completa della verità su ciò che è avvenuto in via dei Georgofili la notte del 27Maggio 1993.
Ci sentiamo pertanto offesi noi stessi, quando sentiamo dire che la Magistratura "deve vergognarsi", perché la Magistratura fiorentina, all'interno della quale hanno operato uomini come il Magistrato Gabriele Chelazzi e tantissimi altri, in questi 17 anni ha sempre cercato in ogni modo di dare giustizia alle nostre vittime e crediamo all'intera città di Firenze e all'Italia tutta.
Prova ne sono le dichiarazioni del Magistrato Gabriele Chelazzi davanti alla Commissione Antimafia il 2 Luglio del 2002 che abbiamo oggi pubblicato sul nostro sito in forma integrale.
Non vogliamo altresì dimenticare le indagini recentemente riaperte sui "mandanti esterni a cosa nostra" intraprese con grande serietà ed equilibrio, dalla Procura Fiorentina diretta da Capo Proc. Dr.Quattrocchi.
Come sempre quindi, siamo vicini e solidali ai Magistrati onesti, liberi da ogni tipo di condizionamento, che svolgono la loro azione davanti a chiunque, secondo il principio che "tutti siamo uguali davanti alla Legge".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1126  del 
17/02/2010
Il Ministro Maroni durante la consegna della villa di Riina all'ordine dei Giornalisti siciliani, per insediare in un posto così simbolico la sed..... Apri
Il Ministro Maroni durante la consegna della villa di Riina all'ordine dei Giornalisti siciliani, per insediare in un posto così simbolico la sede dell'ordine, ha annunciato che recentemente il dato di confische al patrimonio mafioso ammonta a 7 miliardi di euro.
Se le cose stanno così, come mai a tutt'oggi nessuno di noi, ovvero le 51 vittime di Riina a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, non hanno ancora ricevuto dal CONSAP la lettera che il debito che lo Stato ha con noi è stato saldato?
Come mai si fa ancora fede ad un decreto dei tempi che furono, quando lo Stato non aveva una lira dei beni confiscati alla mafia e decise giusto per decreto ancora una rateizzazione lunga tre anni, dopo ben 15 anni dalla strage?
Le ville di Riina andavano tempestivamente vendute per far fronte alle esigenze delle sue vittime che lo hanno denunciato in sede civile, perchè le ha massacrate sotto 300 chili di tritolo, tutto il resto è trionfalismo politico che a noi fa solo rabbia.
7 miliardi di Euro sono una fortuna per tutta l'Italia, ma il ritorno in rimborsi alle vittime non si vede e restano quindi vergognose rateizzazioni, quello a cui invece assistiamo è una altrettanto vergognosa "tangentopoli" a suon di denaro pubblico, ancora in atto come quando i nostri figli sono stati ammazzati perché le mazzette fossero tutte insabbiate.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1127  del 
17/02/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ANCORA NON RIMBORSI ALLE VITTIME

FIRENZE, 17 FEB - "Il ministro Maroni, durante la consegna della villa di Riina all'O.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ANCORA NON RIMBORSI ALLE VITTIME

FIRENZE, 17 FEB - "Il ministro Maroni, durante la consegna della villa di Riina all'Ordine dei giornalisti siciliani, ha annunciato che il dato di confische al patrimonio mafioso ammonta a 7 miliardi", una cifra che è "una fortuna per tutta l'Italia, ma il ritorno in rimborsi alle vittime non si vede e restano vergognose rateizzazioni.
Quello a cui invece assistiamo è una altrettanto vergognosa 'tangentopoli' a suon di denaro pubblico, ancora in atto come quando i nostri figli sono stati ammazzati perché le mazzette fossero tutte insabbiate".
E' quanto afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Se le cose stanno così - prosegue Maggiani Chelli, riferendosi ai 7 mld -, come mai a tutt'oggi nessuno di noi, ovvero le 51 vittime di Riina a Firenze, non hanno ancora ricevuto dal Consap la lettera che il debito che lo Stato ha con noi è stato saldato ? Come mai si fa ancora fede ad un decreto dei tempi che furono (quando lo Stato non aveva una lira dei beni confiscati alla mafia e decise per decreto una rateizzazione lunga tre anni) dopo ben 15 anni dalla strage?".
"Le ville di Riina - conclude - andavano tempestivamente vendute per far fronte alle esigenze delle sue vittime che lo hanno denunciato in sede civile, perché le ha massacrate sotto 300 chili di tritolo: tutto il resto è trionfalismo politico che a noi fa solo rabbia".(ANSA)
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COMUNICATO
1128  del 
19/02/2010
I beni confiscati ai mafiosi di "cosa nostra" come Salvatore Riina e Giuseppe Graviano, con tutto rispetto alle vittime della Sicilia, non potranno e ..... Apri
I beni confiscati ai mafiosi di "cosa nostra" come Salvatore Riina e Giuseppe Graviano, con tutto rispetto alle vittime della Sicilia, non potranno e non dovranno essere usati solo ed esclusivamente per le esigenze siciliane.
La mafia siciliana con il beneplacito di tanti è arrivata anche a Firenze in via dei Georgofili con trecento chili di tritolo, abbiamo sputato lacrime e sangue, a causa di 15 criminali siciliani, non siamo ancora stati risarciti del tutto come legge vorrebbe e faremo tutto ciò che sta nelle nostre possibilità per rammentare a chi di dovere che i beni confiscati a "cosa nostra" sono patrimonio rubato a tutta l'Italia.
Basta con rivendicazioni meramente opportunistiche.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1129  del 
23/02/2010
Su face book impazzano i fans di Provenzano, lo vogliono libero, lo vogliono Capo. Non poteva che andare a finire così.
Del resto se Giuseppe Grav.....
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Su face book impazzano i fans di Provenzano, lo vogliono libero, lo vogliono Capo. Non poteva che andare a finire così.
Del resto se Giuseppe Graviano ha potuto tranquillamente uscire da 41 bis, per volere di un Tribunale dello Stato che ha dovuto rispondere positivamente alla domanda, ritenuta più che giusta, del legale del mafioso per via di una norma ben precisa, o quanto meno Giuseppe Graviano può oggi gestire la sua organizzazione criminale da un regime carcerario più ammorbidito, perché mai gli altri Capi molto più importanti del mafioso di Brancaccio dovrebbero rimanere in carcere?
Stiamo vivendo giornate di grande angoscia e abbiamo la netta impressione che la mafia abbia vinto la sua partita più importante, quella di trovare sempre più adepti, perché in fondo sono i mafiosi e i loro figli che fanno la vita buona non noi e i nostri di figli, quelli che la mafia ha massacrato con il beneplacito dello Stato.
Le Procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta, hanno in mano le indagini sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993, o si decidono a portare in aule di giustizia la verità attraverso un dibattimento, su quei vergognosi massacri per i quali sono stati condannati i puri esecutori materiali, o il proselitismo della mafia fra i cittadini troverà sempre più consensi, in fondo i figli di Provenzano sono dei bravi ragazzi, i nostri di figli non contano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1130  del 
23/02/2010
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SU FACEBOOK IMPAZZANO FAN PROVENZANO

PALERMO, 23 FEB - "Su facebook impazzano i fans di Provenzano, lo vogliono libe.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SU FACEBOOK IMPAZZANO FAN PROVENZANO

PALERMO, 23 FEB - "Su facebook impazzano i fans di Provenzano, lo vogliono libero, lo vogliono Capo. Non poteva che andare a finire così".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Stiamo vivendo giornate di grande angoscia - continua Maggiani Chelli - e abbiamo la netta impressione che la mafia abbia vinto la sua partita più importante, quella di trovare sempre più adepti, perché in fondo sono i mafiosi e i loro figli che fanno la vita buona non noi e i nostri di figli, quelli che la mafia ha massacrato con il beneplacito dello Stato".
"Le Procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta - conclude la nota - hanno in mano le indagini sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993.
O si decidono a portare in aula di giustizia la verità su quei vergognosi massacri per i quali sono stati condannati i puri esecutori materiali, o il proselitismo della mafia fra i cittadini troverà sempre più consensi".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1131  del 
24/02/2010
MAFIA: FAN PROVENZANO SU WEB; TOCCAFONDI, GOVERNO INTERVENGA

FIRENZE, 24 FEB - "Su Facebook sono centinaia i fan di Bernardo Provenzano.....
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MAFIA: FAN PROVENZANO SU WEB; TOCCAFONDI, GOVERNO INTERVENGA

FIRENZE, 24 FEB - "Su Facebook sono centinaia i fan di Bernardo Provenzano che chiedono di liberarlo, che inneggiano a lui, che lo vogliono in mezzo alla gente.
Accolgo l'appello lanciato ieri dall'associazione tra i familiari della vittime di via Georgofili di Firenze e chiedo al governo di intervenire".
E' quanto dichiara in una nota diffusa a Firenze il deputato del Pdl Gabriele Toccafondi.
"Vi sono pagine - continua Toccafondi - che esplicitamente inneggiano a Provenzano con 534 fan, pagine che chiedono di liberarlo con 200 iscritti.
Anche se vi sono pagine, sempre su Facebook, che inneggiano alle forze dell'ordine e contro Provenzano e con numeri maggiori di aderenti, queste sono pagine che fanno male a tutti e che danno l'impressione che la mafia possa vincere.
Per questo occorre che il governo intervenga".(ANSA)
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COMUNICATO
1132  del 
24/02/2010
La politica ci supporta e questo è un segnale grande per noi.
L'On.Le Gabriele Toccafondi da Firenze lancia il suo grido, chiede al Governo .....
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La politica ci supporta e questo è un segnale grande per noi.
L'On.Le Gabriele Toccafondi da Firenze lancia il suo grido, chiede al Governo di intervenire sullo scempio che inneggia a Provenzano su face book.

Il messaggio è forte e positivo e il Governo sa bene cosa deve fare per interrompere questo pericoloso proselitismo : - supportare la magistratura per le indagini sui mandanti esterni a "cosa nostra" per le stragi del 1993 ; - chiudere la partita economica per le vittime di via dei Georgofili rispetto alle cause civili intraprese contro Giuseppe Graviano e Salvatore Riina e intervenendo una volta per tutte sui quattro casi spinosi degli invalidi all'80% che aspettano le pensioni subito.

La politica tutta deve inorridire davanti ai fans di Provenzano e far sentire attraverso la sua voce chiara e forte che la mafia fa schifo e che sono le sue vittime a contare per lo Stato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1133  del 
25/02/2010
Se l'On.Le Lumia quando dice attraverso il suo ufficio stampa, che la Commissione Parlamentare Antimafia deve al più presto occuparsi dei rapport..... Apri
Se l'On.Le Lumia quando dice attraverso il suo ufficio stampa, che la Commissione Parlamentare Antimafia deve al più presto occuparsi dei rapporti mafia politica, intende dire senza guardare in faccia a nessuno, ben si traduca in realtà la sua richiesta.
Ma se all'interno della Commissione Parlamentare Antimafia ogni singolo rappresentante intende salvaguardare il proprio partito o anche singoli uomini del proprio gruppo di appartenenza, come noi temiamo, allora tutto vada alle ortiche.
Del resto nel 1993 le collusioni della politica con la mafia erano così forti e così diffuse, che da parte dell'organizzazione criminale "cosa nostra" fu necessario solo a Firenze in Via dei Georgofili utilizzare trecento chili di tritolo, proprio perché non fossero resi noti i nomi di chi da destra e da sinistra attraverso tutto l'arco costituzionale, andava a braccetto con Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, mentre dilapidavano l'intero patrimonio dello Stato.
Siamo sempre stati avversi a commissioni parlamentari , ancora lo siamo e del resto nulla ci da torto, in Italia ci sono state molteplici stragi di tipo terroristico eversivo, sicuramente messe a segno dal connubio mafia politica, ma mai in un solo caso le commissioni hanno cavato un ragno dal buco.
Del resto ogni qualvolta le vittime delle stragi italiane si radunano, devono fare sempre la stessa desolante constatazione che le bombe in fondo "ce le siamo messi da soli", per poter poi accedere a quelle scandalose leggi per le vittime che mai completano il loro iter per mancanza di fondi, quegli stessi fondi che la politica insieme alla mafia ha rubato a piene mani.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1134  del 
25/02/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,TEMIAMO POLITICA SALVAGUARDI SE STESSA.
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FIRENZE, 25 FEB - "'Se l'onorevole Lumia quando dice che la commissione parlam.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,TEMIAMO POLITICA SALVAGUARDI SE STESSA.
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FIRENZE, 25 FEB - "'Se l'onorevole Lumia quando dice che la commissione parlamentare antimafia deve al più presto occuparsi dei rapporti mafia politica, intende dire senza guardare in faccia a nessuno, ben si traduca in realtà la sua richiesta.
Ma se all'interno della commissione ogni singolo rappresentante intende salvaguardare il proprio partito o anche singoli uomini del proprio gruppo di appartenenza, come noi temiamo, allora tutto vada alle ortiche". E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili commentando le parole del deputato del Pd Giuseppe Lumia che ha chiesto che la commissione parlamentare antimafia, di cui fa parte, si occupi delle collusioni tra mafia e politica.
"Del resto, nel 1993 le collusioni della politica con la mafia erano così forti e così diffuse - continua la Maggiani Chelli - che da parte di cosa nostra fu necessario solo a Firenze in via dei Georgofili utilizzare 300 chili di tritolo, proprio perché non fossero resi noti i nomi di chi da destra e da sinistra andava a braccetto con Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, mentre dilapidavano l'intero patrimonio dello Stato".
"Siamo sempre stati avversi a commissioni parlamentari, ancora lo siamo e del resto nulla ci dà torto - conclude la portavoce.
In Italia ci sono state molteplici stragi di tipo terroristico eversivo, sicuramente messe a segno dal connubio mafia e politica, ma mai in un solo caso le commissioni hanno cavato un ragno dal buco".
(ANSA).
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COMUNICATO
1135  del 
26/02/2010
Ha dell'incredibile di quanto ci si preoccupi del fatto che quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche possa finire sui giornali, invece di preoc..... Apri
Ha dell'incredibile di quanto ci si preoccupi del fatto che quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche possa finire sui giornali, invece di preoccuparsi di quello che i nostri politicanti dicono nelle intercettazioni stesse.
La democrazia del Paese è messa in discussione dalle probabili e dalle conclamate ruberie di uomini che dovrebbero occuparsi della salvaguardia dell'Italia e non buttarla in rovina.
Quando la mafia fu intercettata in via Ughetti a Palermo, perlomeno gli esecutori delle stragi del 1993, il gruppo di fuoco di Bagarella, fu tutto arrestato, oggi invece si verte a nascondere tutto attraverso limiti vergognosi all'utilizzo di uno strumento come le intercettazioni.
Temiamo tutto ciò sia proprio per non arrivare a mandare in galera i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, i quali sicuramente si sono parlati a telefono in tempi più che sospetti.
Ci stiamo domandando in queste ore terribili come farà questo popolo distratto e menefreghista a metabolizzare i nomi degli stragisti di via dei Georgofili se mai dovessero essere rinviati a giudizio proprio per l'aiuto che le intercettazioni potrebbero dare nelle indagini, così come sta facendo davanti ai nomi di chi si è macchiato di ruberie senza fine.
La Magistratura ha bisogno dello strumento delle intercettazioni, la stampa deve fare il suo dovere e non deve pubblicare cose inutili, ma da qui a staccare i fili del telefono ce ne corre.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1136  del 
28/02/2010
Quando muore un uomo, un avvocato in questo caso, come il Dr.
Fragalà e ad ucciderlo è stata molto probabilmente la mafia, la nostra Associazione .....
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Quando muore un uomo, un avvocato in questo caso, come il Dr.
Fragalà e ad ucciderlo è stata molto probabilmente la mafia, la nostra Associazione si interroga.
Innanzi tutto nei giorni del dolore, il nostro cordoglio alla famiglia del Dr.Fragalà, un uomo che siamo sicuri abbia tentato di esercitare la sua funzione di legale conciliandola con i suoi incarichi politici, ma siamo altrettanto convinti che si sia trattato di un lavoro molto difficile da gestire, e la mafia quando vuole lanciare i suoi messaggi non guarda in faccia a nessuno, noi lo sappiamo bene.
Garantista quanto si vuole, ma il Dr.Fragalà in qualche misura si è occupato di "41 bis" e forse "cosa nostra" ha ritenuto fosse un simbolo molto "eloquente" da colpire.
E' per questo che ancora una volta chiediamo che il "41 bis" sia una misura severa ma necessaria da mantenere a tutti gli effetti nei confronti della mafia stragista, e che sia necessario rivedere le concessioni che sono state fatte a Giuseppe Graviano tornando indietro sugli ammorbidimenti in atto per il boss di Brancaccio con una nuova norma.
L'organizzazione a cui apparteneva il gruppo di fuoco di Leoluca Bagarella, è composto da uomini (compreso Matteo Messina Denaro oggi latitante) che non tornano indietro davanti a ciò che si sono prefissi in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 e il "41 bis", come gli fu promesso, va demolito e temiamo ci proveranno sempre a dare messaggi di morte per portare avanti la loro "missione".

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1137  del 
02/03/2010
La mafia, dopo le stragi del 1992, ha alzato il tiro, proprio come in una "trattativa": è indiscusso, altrimenti oggi non piangeremmo i nostri figli m..... Apri
La mafia, dopo le stragi del 1992, ha alzato il tiro, proprio come in una "trattativa": è indiscusso, altrimenti oggi non piangeremmo i nostri figli morti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
E' un dato del processo di Firenze: la mafia doveva fare rumore più fortemente e lo ha fatto con 300 chili di tritolo.
Ci spieghino: perché doveva fare più rumore, rispetto a che cosa?
Comunque se non è stata una "trattativa" come dicono i "pappagalli", epiteto che rimandiamo al mittente, ma un tentativo serio delle istituzioni per fermare le stragi, dopo l'uccisione dei giudici palermitani, con incontri confidenziali, come afferma il Generale Mori, allora quel tentativo è stato veramente infausto e mal calcolato, perché noi abbiamo perso cinque persone fra gli affetti più cari e tantissimi li vediamo oggi alla disperazione e in balìa di decisioni peregrine.
Quindi chiediamo sì che sia esercitato il diritto di difesa, che è previsto ampiamente dalla legge per istituzioni o non, ma bando ai tentativi di linciaggio morale, perché i nostri figli sono morti per davvero e "trattativa" o "incontri confidenziali" sono stati un gravissimo errore, che noi abbiamo pagato carissimo in termini di vite umane.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1138  del 
02/03/2010
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,NOI PAGATO CARO INCONTRI CONFIDENZIALI

FIRENZE, 2 MAR - "Se non c'é stata una trattativa come dicono i '.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,NOI PAGATO CARO INCONTRI CONFIDENZIALI

FIRENZE, 2 MAR - "Se non c'é stata una trattativa come dicono i 'pappagalli', epiteto che rimandiamo al mittente, ma un tentativo serio delle istituzioni per fermare le stragi, dopo l'uccisione dei giudici palermitani, con incontri confidenziali, come afferma il generale Mario Mori, allora quel tentativo è stato veramente infausto e mal calcolato, perché noi abbiamo perso cinque persone fra gli affetti più cari, e tantissimi li vediamo oggi alla disperazione e in balia di decisioni peregrine".
E' quanto afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in merito alle dichiarazioni spontanee rese oggi davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale di Palermo dove è imputato insieme al colonnello Mauro Obinu, di favoreggiamento aggravato.
"Non ho mai trattato con la mafia - ha detto ai giudici il generale Mori -. I rapporti tra me, De Donno e Vito Ciancimino, introdotti in questo processo, rientrano nell'ambito di relazioni confidenziali che non hanno nulla a che vedere con una trattativa, come molti, come tanti pappagalli sostengono".
"La mafia dopo le stragi del 1992 - continua la Maggiani Chelli - il tiro lo ha alzato, proprio come in una trattativa, é indiscusso, altrimenti oggi non piangeremo i nostri figli morti in via dei Georgofili il 27 maggio 1993.
E' un dato emerso dal processo di Firenze: la mafia doveva fare rumore più fortemente e lo ha fatto con 300 chili di tritolo.
Ci spieghino perché doveva fare più rumore, rispetto a che cosa? Chiediamo quindi che sia esercitato sì il diritto di difesa, previsto ampiamente dalla legge per istituzioni o non, ma bando ai tentativi di linciaggio morale, perché i nostri figli sono morti per davvero e trattativa o incontri confidenziali sono stati un gravissimo errore, che noi abbiamo pagato carissimo in termini di vite umane".(ANSA)
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COMUNICATO
1139  del 
06/03/2010
Soggetti politici sono arrivati in ritardo per ottemperare alla consegna di liste elettorali, ma non importa, un Decreto ad hoc in queste ore ha salva..... Apri
Soggetti politici sono arrivati in ritardo per ottemperare alla consegna di liste elettorali, ma non importa, un Decreto ad hoc in queste ore ha salvato capra e cavoli.
Benissimo, allora perché un Decreto governativo non ha messo a posto anche quelle quattro richieste di pensione anticipata, che esistono in Italia per gli invalidi all'80%, invalidità contratte attraverso le ignobili stragi di questo Paese?
Come mai per andare in mutuo soccorso alla politica i decreti fioccano e quando si tratta di vittime di trecento chili di tritolo a buon mercato sulla pelle di innocenti, si ricorre al Consiglio di Stato che di fatto con ola sua decisione ha complicato tutto?
Insomma come mai governi e massime istituzioni tutto possono per salvare situazioni scabrose create da politici incompetenti, mentre per i cittadini in difficoltà sembra che nulla possano?
Del resto la legge 206 del 2004 se la sono sudata i parenti delle vittime delle stragi d'Italia, e al momento dei decreti attuativi è stata interpretata al peggio, non considerando lo spirito con il quale era nata, tirare fuori dall'emergenza cinque o seicento persone che hanno pagato il prezzo tutto intero per la sporca politica di questo Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1140  del 
09/03/2010
La stampa informa, ma le vittime della strage di via dei Georgofili non lo sanno. Venerdì p.v. sarà sentito dai Magistrati di Firenze Ciancimino figli..... Apri
La stampa informa, ma le vittime della strage di via dei Georgofili non lo sanno. Venerdì p.v. sarà sentito dai Magistrati di Firenze Ciancimino figlio.
Che sia sentito su cose che non ci riguardano strettamente da vicino poco probabile, non volevamo con ciò sapere nello specifico i dettagli dell'interrogatorio, ma essere informati della deposizione si.
La legge non lo prevede? La legge non prevedeva neanche 300 chili di tritolo, che sono finiti dritti sulle teste delle nostre di famiglie non delle famiglie di altri.
Siamo stanchi e stufi di isolamento malgrado il nostro serio impegno, del resto diciassette anni di sotterfugi ci hanno fortemente provati.
Comunque malgrado tutto auspichiamo che Ciancimino Jr. possa portare luce su fatti che sono tutt'altro che chiari come quella "trattativa" di cui tutti sapevano tranne noi, e tutti hanno taciuto.
Non nascondiamo però, che come già detto, siamo infuriati che il Signor Ciancimino parli solo ora, consegni solo ora documenti importanti, dandosi arie come colui che sa del perché i nostri figli sono morti.
Niente giustifica questi 17 anni di silenzio da parte del figlio di un mafioso, che ha avuto un ruolo importante nel destino dei nostri parenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1141  del 
10/03/2010
Sembrano minacce quelle di Riina dal carcere: vuole morire con dignità il capo di "Cosa nostra", è arrabbiato perché è svenuto in carcere ed..... Apri
Sembrano minacce quelle di Riina dal carcere: vuole morire con dignità il capo di "Cosa nostra", è arrabbiato perché è svenuto in carcere ed rimasto a terra per un quarto d'ora senza soccorsi, ha denunciato i sanitari del carcere e vuole essere risarcito del danno.
Parli Riina, finalmente dica tutto quello che sa sulla strage di Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, e solo così potrà morire con dignità.
Rammentiamo al "capo dei capi" come lo chiamano, che i nostri figli sono rimasti ad urlare sotto le macerie in mezzo alle fiamme per tempi interminabili, nessuno li sentiva, e poi sono morti nel più atroce dei modi, per questo lo abbiamo denunciato "totò u' curto", ma ancora non ci hanno risarcito del tutto.
La dignità non è stata concessa ai nostri figli mentre morivano urlando, così come non viene concessa come si dovrebbe a coloro che sono sopravvissuti, nessuna pietà quindi da parte nostra per chi non collabora con la giustizia, vogliamo i nomi dei mandanti esterni a "cosa nostra" per le stragi del 1993 e Riina lo sa benissimo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1142  del 
12/03/2010
Auspichiamo che l'Agenzia costituita per le gestione dei beni confiscati alla mafia, fortemente voluta affinché quanto di proprietà illecita dell..... Apri
Auspichiamo che l'Agenzia costituita per le gestione dei beni confiscati alla mafia, fortemente voluta affinché quanto di proprietà illecita della criminalità organizzata venga destinato a coloro che la mafia ha defraudato dei propri diritti, individui a breve la forma più rapida per apportare risorse giuste al Fondo 512 legge del 1999.
Ancora una volta rammentiamo che il Fondo 512 prevede una sentenza penale passata in giudicato contro mafiosi che si sono macchiati di crimini orribili, quindi una sentenza civile che provveda a risarcire le vittime di mafia, sia l'espressione più forte di civiltà per il contrasto alle organizzazioni mafiose che un Paese possa darsi.
Attualmente il Fondo 512 non ha sufficienti risorse per onorare giustamente il debito che lo Stato ha verso le vittime di mafia.
Insistiamo fortemente tenendo fede ad una nostra radicata posizione verso il Fondo 512, perché temiamo che la politica conti troppo su un ritorno dei beni confiscati alla mafia per i propri interessi partitici e per questo stia lavorando più che alacremente in queste ore, piuttosto che impegnarsi come dovrebbe pensando alle vittime di quella mafia che è risultata nel 1993 terroristica ed eversiva.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1143  del 
12/03/2010
Mafia: vittime Georgofili, Agenzia beni confiscati fornisca risorse a Fondo 512

Roma, 12 mar. (Adnkronos) - "Auspichiamo che l'Agenzia costit.....
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Mafia: vittime Georgofili, Agenzia beni confiscati fornisca risorse a Fondo 512

Roma, 12 mar. (Adnkronos) - "Auspichiamo che l'Agenzia costituita per le gestione dei beni confiscati alla mafia, fortemente voluta affinche' quanto di proprieta' illecita della criminalita' organizzata venga destinato a coloro che la mafia ha defraudato dei propri diritti, individui a breve la forma piu' rapida per apportare risorse giuste al Fondo 512 legge del 1999".
E' quanto scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Ancora una volta -aggiunge- rammentiamo che il Fondo 512 prevede una sentenza penale passata in giudicato contro mafiosi che si sono macchiati di crimini orribili, quindi una sentenza civile che provveda a risarcire le vittime di mafia, sia l'espressione piu' forte di civilta' per il contrasto alle organizzazioni mafiose che un Paese possa darsi.
Attualmente il Fondo 512 non ha sufficienti risorse per onorare giustamente il debito che lo Stato ha verso le vittime di mafia".
"Insistiamo fortemente tenendo fede ad una nostra radicata posizione verso il Fondo 512 -conclude la Maggiani Chelli- perche' temiamo che la politica conti troppo su un ritorno dei beni confiscati alla mafia per i propri interessi partitici e per questo stia lavorando piu' che alacremente in queste ore, piuttosto che impegnarsi come dovrebbe pensando alle vittime di quella mafia che e' risultata nel 1993 terroristica ed eversiva".
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COMUNICATO
1144  del 
14/03/2010
Se il laccio sempre più stretto che si avverte stia per stringersi intorno a Matteo Messina Denaro non può che farci piacere e quindi il nostro plauso..... Apri
Se il laccio sempre più stretto che si avverte stia per stringersi intorno a Matteo Messina Denaro non può che farci piacere e quindi il nostro plauso va a quanti hanno contribuito agli arresti di uomini di "cosa nostra" che coprono la latitanza del boss, non possiamo non guardare con inquietudine il dato temporale in cui tutto ciò avviene.
Un appuntamento elettorale importante incombe, e come già altre volte è successo si è provveduto ad arresti importanti che in seguito in realtà non hanno portato a nessuna verità sulle stragi del 1993.
E' Matteo Messina Denaro che va arrestato in fretta, perché non metta in pratica altri attentati terroristici ricattatori come ha fatto in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, insomma è lui che va portato in Tribunale, perché il messaggio che tritolo eversivo da parte sua non ne vogliamo più sia più che chiaro.
La latitanza di Matteo Messina Denaro gode quasi sicuramente di coperture in Parlamento, chi sa parli e collabori all'arresto di chi guardando gli Uffizi disse :"questi salteranno" - prima che sia troppo tardi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1145  del 
15/03/2010
MAFIA:GOLEM 2; ASS.GEORGOFILI, ARRESTARE SUBITO MESSINA DENARO

ROMA, 15 MAR - "E' Matteo Messina Denaro che va arrestato in fretta,.....
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MAFIA:GOLEM 2; ASS.GEORGOFILI, ARRESTARE SUBITO MESSINA DENARO

ROMA, 15 MAR - "E' Matteo Messina Denaro che va arrestato in fretta, perché non metta in pratica altri attentati terroristici ricattatori come ha fatto in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993; insomma è lui che va portato in Tribunale, perché il messaggio che tritolo eversivo da parte sua non ne vogliamo più sia chiaro.
La latitanza di Matteo Messina Denaro gode quasi sicuramente di coperture in Parlamento, chi sa parli e collabori all'arresto di chi guardando gli Uffizi disse: 'questi salteranno', prima che sia troppo tardi".
E' quanto afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la notizia dell'operazione Golem 2.
"Che il laccio sempre più stretto che si avverte stia per stringersi intorno a Matteo Messina Denaro, non può che farci piacere e quindi - continua - il nostro plauso va a quanti hanno contribuito agli arresti di uomini di Cosa Nostra che coprono la latitanza del boss, ma non possiamo non guardare con inquietudine il dato temporale in cui tutto ciò avviene.
Un appuntamento elettorale importante incombe, e come già altre volte è successo si è provveduto ad arresti importanti che in seguito, in realtà, non hanno portato a nessuna verità sulle stragi del 1993".(ANSA)
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COMUNICATO
1146  del 
17/03/2010
Tagliavia Francesco sarebbe un ulteriore mafioso di Brancaccio che avrebbe partecipato alla strage di via dei Georgofili, questa la notizia che questa..... Apri
Tagliavia Francesco sarebbe un ulteriore mafioso di Brancaccio che avrebbe partecipato alla strage di via dei Georgofili, questa la notizia che questa mattina ci ha colti di sorpresa, infatti la Procura di Firenze ha eseguito vari arresti e perquisizioni, e un avviso di custodia cautelare per la strage del 27 maggio 1993 notificata in carcere al capo mafioso del corso dei Mille a Palermo.
Abbiamo perso i figli in via dei Georgofili, da 17 anni insieme agli esecutori mafiosi e ai mandanti interni a cosa nostra tutti in carcere, abbiamo auspicato l'arresto dei mandanti esterni alla cosca mafiosa, auspichiamo quindi che Francesco Tagliavia porti con se le chiavi della verità, perché non sopporteremo un ennesima delusione.
Vogliamo sottolineare comunque soddisfazione per il grande lavoro della Magistratura, della Dia e di tutte le forze dell'ordine, gli arresti di questa mattina dimostrano che Procura di Firenze a sempre lavorato malgrado tutto.
Il Procuratore Capo di Firenze ha annunciato alla stampa alle 12,30 che è stato Spatuzza ad indicare la strada di Tagliavia, dichiarando quindi il neo collaboratore attendibile. Avremmo preferito essere anche noi alla conferenza stampa a sentire dalla voce del Procuratore Quattrocchi che una speranza si è aperta per noi per arrivare alla verità completa.
Non era ammesso il pubblico alla conferenza e non abbiamo potuto andare, peccato perché dopo 17 anni di attesa volevamo sentire le parole di speranza dalla viva voce della Procura della Repubblica, sicuramente lodevole per il suo riserbo anche alle nostre richieste di notizie attraverso il nostro avvocato nei giorni scorsi, ma forse da noi ritenuta troppo fiscale in un momento sicuramente per noi importante.
Dopo 17 anni auspichiamo quindi che l'ennesimo collaboratore Gaspare Spatuzza che noi detestiamo profondamente, perché era in Firenze in via dei Georgofili con il motore acceso la notte del 27 Maggio 1993, abbia davvero dato notizie importanti e non solo a livello di mafiosi come Tagliavia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1147  del 
17/03/2010
MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI,SPERIAMO ORA CHIAVI VERITA'

FIRENZE, 17 MAR - "Abbiamo perso i figli in via dei Georgofili, d.....
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MAFIA:STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI,SPERIAMO ORA CHIAVI VERITA'

FIRENZE, 17 MAR - "Abbiamo perso i figli in via dei Georgofili, da 17 anni insieme agli esecutori mafiosi e ai mandanti interni a Cosa nostra tutti in carcere, abbiamo auspicato l'arresto dei mandanti esterni alla cosca mafiosa, auspichiamo quindi che Francesco Tagliavia porti con se le chiavi della verità, perché non sopporteremo un ennesima delusione".
Lo afferma in una nota la portavoce dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, dopo aver appreso che - si legge - "Tagliavia Francesco sarebbe un ulteriore mafioso di Brancaccio che avrebbe partecipato alla strage di via dei Georgofili". "Vogliamo sottolineare comunque soddisfazione per il grande lavoro della Magistratura, della Dia e di tutte le forze dell'ordine - aggiunge -, gli arresti di questa mattina dimostrano che Procura di Firenze ha sempre lavorato malgrado tutto. Il Procuratore Capo di Firenze ha annunciato alla stampa alle 12,30 che è stato Spatuzza a indicare la strada di Tagliavia, dichiarando quindi il neo collaboratore attendibile".
Alla conferenza stampa di stamane del procuratore capo Giuseppe Quattrocchi non sono stati fatti entrare fotografi e cineoperatori.
"Avremmo preferito essere anche noi alla conferenza stampa - osserva a questo proposito Maggiani Chelli - a sentire dalla voce del Procuratore Quattrocchi che una speranza si è aperta per noi per arrivare alla verità completa. Non era ammesso il pubblico alla conferenza e non abbiamo potuto andare, peccato perché dopo 17 anni di attesa volevamo sentire le parole di speranza dalla viva voce della Procura della Repubblica, sicuramente lodevole per il suo riserbo anche alle nostre richieste di notizie attraverso il nostro avvocato nei giorni scorsi, ma forse da noi ritenuta troppo fiscale in un momento sicuramente per noi importante".
"Dopo 17 anni - conclude - auspichiamo quindi che l'ennesimo collaboratore Gaspare Spatuzza che noi detestiamo profondamente, perché era in Firenze in via dei Georgofili con il motore acceso la notte del 27 Maggio 1993, abbia davvero dato notizie importanti e non solo a livello di mafiosi come Tagliavia".(ANSA).
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COMUNICATO
1148  del 
18/03/2010
La carta stampata ha oggi riportato, sia pure non con grande risalto, gli eventi che ieri sono stati al centro della cronaca fiorentina ossia che a Fr..... Apri
La carta stampata ha oggi riportato, sia pure non con grande risalto, gli eventi che ieri sono stati al centro della cronaca fiorentina ossia che a Francesco Tagliavia, mafioso di corso dei Mille a Palermo già implicato nelle strage di via D'Amelio e arrestato cinque giorni prima della strage di via dei Georgofili, è stato notificato un avviso di custodia cautelare in carcere per la strage del 27 Maggio 1993.
Seguendo un copione già ampiamente sfruttato durante tutti i processi per le stragi del 1993 tutti i giornalisti della stampa nazionale e non, hanno "volutamente" tralasciato un ben che minimo capoverso riguardante le vittime di via dei Georgofili, ma soprattutto l'attività che i familiari delle vittime hanno svolto in questi anni sul fronte della ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Ieri, nell'ennesimo tentativo di avere notizie che ci riguardano così da vicino, non abbiamo potuto partecipare alla conferenza stampa indetta dalla Procura in quanto cittadini privati, e quindi non aventi diritto ad essere informati in contemporanea alla stampa. Solo oggi, quindi, leggiamo sui giornali lembi dell'ordinanza stessa di custodia cautelare.
Apprendiamo infatti, fra le poche cose rese note, che Gaspare Spatuzza, l'assassino di via dei Georgofili oggi "pentito", ha indicato la strada di Tagliavia. Inoltre abbiamo letto che Gaspare Spatuzza, che purtroppo troppe accuse le fa "de relato", ha comunque esternato una cosa in prima persona e non per sentito dire, ovvero che "la bomba di via dei Georgofili doveva essere collocata un po' più in là".
Quanto riportato da Spatuzza è già di per se un dato processuale. Infatti il fiorino doveva essere collocato sotto la Galleria degli Uffizi, ma c'erano telecamere. Lo Nigro non sapeva che erano disattivate e quindi aveva timore a mettere il carico di morte al posto giusto ed oggi il dato viene avvalorato da uno che in via dei Georgofili, la notte fra il 26 e il 27 Maggio 1993, c'era. . Auspichiamo che non sia l'unica notizia non "de relato" propinata da Gaspare Spatuzza, altrimenti vien da domandarsi di chi sia oggi la coperta troppo corta in questo Paese.
Precisiamo inoltre che siamo fortemente contrariati dal grossolano errore fatto dai mafiosi la notte del 27 Maggio 1993, avremmo di gran lunga voluto piangere oggi la distruzione dell'intera galleria degli Uffizi piuttosto che i nostri 5 morti. Perché ci sta come un paio di scarpe nuove che, se i 300 chili di tritolo fossero stati piazzati dove dice il criminale Spatuzza oggi, Nadia, Caterina (che turba tanto i sonni di Spatuzza), Fabrizio, Angela e Dario sarebbero ancora vivi. Non parliamo poi dei feriti che oggi non sputerebbero l'anima con i denti per un errore tanto infausto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1149  del 
19/03/2010
Era prevedibile ed è successo!
"Cosa nostra" socializza con la "camorra" fuori da 41 bis durante l'ora d'aria.
Giuseppe Graviano lo stragista.....
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Era prevedibile ed è successo!
"Cosa nostra" socializza con la "camorra" fuori da 41 bis durante l'ora d'aria.
Giuseppe Graviano lo stragista di via dei Georgofili parla liberamente con Francesco Schiavone un capo Camorra degno di lui.
A nulla sono serviti i nostri richiami di disperazione quando fu deciso che i tre anni di isolamento diurno per Giuseppe Graviano erano finiti e doveva tornare a socializzare per legge. Si è parlato di tecnicismi e di regolare comportamento dei giudici davanti a regolare richiesta del legale del boss, ma oggi risulta che i mafiosi parlano fra di loro e Dio solo lo sa cosa si dicono, tremiamo al pensiero di ciò che hanno fatto ai nostri figli.
Allego per conto dell'Associazione il manifesto preparato a suo tempo per esporlo in via dei Georgofili, poi in seguito abbiamo soprasseduto perché aspettavamo gli esiti dei nostri interventi di allarme e oggi invece il rischio è che qualcun altro in Italia da un momento all'altro possa soffrire ciò che abbiamo sofferto tutti noi, perché invece di essere stati ascoltati siamo stati redarguiti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1150  del 
19/03/2010
CAMORRA: ASS.GEORGOFILI, NULLI I NOSTRI DISPERATI RICHIAMI

FIRENZE, 19 MAR - "A nulla sono serviti i nostri richiami di disperazione quando f.....
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CAMORRA: ASS.GEORGOFILI, NULLI I NOSTRI DISPERATI RICHIAMI

FIRENZE, 19 MAR - "A nulla sono serviti i nostri richiami di disperazione quando fu deciso che i tre anni di isolamento diurno per Giuseppe Graviano erano finiti e doveva tornare a socializzare per legge".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili riguardo alla notizia che il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, e il capo storico del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone, detto Sandokan, pur trovandosi reclusi in regime di carcere duro, hanno condiviso diversi momenti durante l'ora d'aria nel penitenziario di Opera a Milano.
"Era prevedibile ed è successo - continua la Maggiani Chelli - Cosa nostra socializza con la Camorra fuori da 41 bis durante l'ora d'aria. Giuseppe Graviano lo stragista di via dei Georgofili parla liberamente con Francesco Schiavone un capo Camorra degno di lui. Si è parlato di tecnicismi e di regolare comportamento dei giudici davanti a regolare richiesta del legale del boss, ma oggi risulta che i mafiosi parlano fra di loro e Dio solo lo sa cosa si dicono. Tremiamo al pensiero di ciò che hanno fatto ai nostri figli".(ANSA)
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1151  del 
22/03/2010
Inserimento nel sito:

Intervista a Giovan.....
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Inserimento nel sito:

Intervista a Giovanna Maggiani Chelli il 18 marzo 2010
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NOTIZIA ANSA
1152  del 
23/03/2010
MAFIA:LO PICCOLO;FAMILIARI VITTIME,NON CAPIAMO ZELO GIUDICI

MILANO, 23 MAR - "Capiamo poco tanto eccesso di zelo". Così - in una nota - l'As.....
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MAFIA:LO PICCOLO;FAMILIARI VITTIME,NON CAPIAMO ZELO GIUDICI

MILANO, 23 MAR - "Capiamo poco tanto eccesso di zelo". Così - in una nota - l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano, di accogliere l'ordinanza della Suprema Corte e sospendere l'utilizzo della telecamera nel bagno di Salvatore Lo Piccolo, boss mafioso e ergastolano in regime di 41 bis nel carcere milanese di Opera.
"Considerando che il criminale in oggetto probabilmente tutto ha in testa fuorché suicidarsi - si legge nella nota - visto che quanto prima verrà dimostrato che non ha più contatti con l'esterno e quindi verrà passato ad un regime di carcere normale oppure, presto i tre anni di isolamento diurno si sommeranno e quindi potrà tornare a socializzare forse con Giuseppe Graviano, non troviamo la notizia del tutto sconvolgente". Tuttavia, osservano i familiari delle vittime di via dei Georgofili, "dobbiamo far notare che Luigi XIV faceva i suoi bisogni in pubblico e nessuno se ne scandalizzava visto che era un re avvezzo a condannare a morte".
E soprattutto - prosegue la nota - "dobbiamo far notare che troppe invalidità provocate dalla mafia corleonese, fanno si che troppi esseri umani siano costretti a vedere la propria intimità personale durante certi atti fisiologici messa in seria discussione. Quindi - conclude il testo - poco capiamo tanto eccesso di zelo".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1153  del 
26/03/2010
MAFIA: STRAGI '93; CIANCIMINO ASCOLTATO 2 ORE DA PM FIRENZE

FIRENZE, 26 MAR - Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palerm.....
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MAFIA: STRAGI '93; CIANCIMINO ASCOLTATO 2 ORE DA PM FIRENZE

FIRENZE, 26 MAR - Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, è stato sentito per due ore dai magistrati di Firenze che indagano sulle stragi mafiose in continente degli anni 1993-1994. Ciancimino è stato ascoltato nell'aula bunker del tribunale fiorentino. Il difensore di Ciancimino, l'avvocato Francesca Russo, al termine del confronto con i magistrati ha spiegato che il suo assistito è stato "sentito come persona imputata di reato collegato in un altro procedimento".
Il difensore ha spiegato che Ciancimino ha risposto alle domande dei magistrati. "Il verbale è secretato - ha spiegato l'avvocato Russo - C'é massimo rigore vista la delicatezza e l'importanza degli argomenti trattati".(ANSA)
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COMUNICATO
1154  del 
30/03/2010
In base a quanto esternato dall'Avv. Cianferoni, non vogliamo entrare nel merito di questioni processuali, saranno i Giudici a stabilire la respo..... Apri
In base a quanto esternato dall'Avv. Cianferoni, non vogliamo entrare nel merito di questioni processuali, saranno i Giudici a stabilire la responsabilità di Tagliavia rispetto all'ergastolo a lui comminato per la strage di via D'Amelio.
Per quanto riguarda invece Spatuzza sulla strage di via dei Georgofili, per ora crediamo ai giudici di Firenze che di recente lo hanno dichiarato attendibile e auspichiamo una svolta nelle indagini sui "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993.
Detto questo, quello che vogliamo far passare come principale messaggio è che non è possibile che la componente mafiosa nelle stragi del 1993 abbia minore valenza rispetto alla componente politica La politica in via dei Georgofili è vero si è collusa con la mafia mentre"cosa nostra" massacrava i nostri figli, ma Salvatore Riina non ha preso ordini da nessuno, ha ucciso e torturato a testa bassa e il modo operandi è tutta farina del suo sacco e dei suoi uomini capaci di crimini efferati.
Ovvero gli obiettivi mafiosi e politici sono stati di eguale portata in quell'eccidio di via dei Georgofili, ma il cerino in mano per innescare il tritolo lo aveva "cosa nostra"e questo non ce lo potremmo mai dimenticare, anche se i "mandanti esterni" alla cosca mafiosa pure loro vanno condannati all'ergastolo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1155  del 
30/03/2010
MAFIA: STRAGI '93; ASS. GEORGOFILI, ORA SVOLTA SU MANDANTI

FIRENZE, 30 MAR - "Per quanto riguarda Gaspare Spatuzza, sulla strage di.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS. GEORGOFILI, ORA SVOLTA SU MANDANTI

FIRENZE, 30 MAR - "Per quanto riguarda Gaspare Spatuzza, sulla strage di via dei Georgofili, per ora crediamo ai giudici di Firenze, che di recente lo hanno dichiarato attendibile, e auspichiamo una svolta nelle indagini sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993. Riguardo "quanto esternato dall'avvocato Luca Cianferoni", difensore di Francesco Tagliavia (all'ergastolo per la strage di via D'Amelio e raggiunto da nuova misura restrittiva per le stragi mafiose del 1993), "non vogliamo entrare nel merito di questioni processuali - spiega Maggiani Chelli -. Saranno i giudici a stabilire la responsabilità di Tagliavia rispetto all'ergastolo a lui comminato per la strage di via D'Amelio".
"Gli obiettivi mafiosi e politici - conclude Maggiani Chelli
- sono stati di eguale portata in quell'eccidio di via dei Georgofili, ma il cerino in mano per innescare il tritolo lo aveva cosa nostra, e questo non ce lo potremo mai dimenticare, anche se i mandanti esterni alla cosca mafiosa pure loro vanno condannati all'ergastolo".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1157  del 
02/04/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,41 BIS DA CAMBIARE PERCHE' SCRICCHIOLA

FIRENZE, 2 APR - "In nome di tutte le vittime di mafia che mai hanno .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,41 BIS DA CAMBIARE PERCHE' SCRICCHIOLA

FIRENZE, 2 APR - "In nome di tutte le vittime di mafia che mai hanno trovato giustizia completa in questo Paese come i morti della strage di Pizzolungo e quelli di via dei Georgofili, chiediamo che la norma del 41 bis sia rivista in quella sua parte in cui tutto scricchiola e sa tanto di presa in giro".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente e portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Chelli ricorda così la strage di Pizzolungo, vicino a Erice (Trapani) avvenuta il 2 aprile 1985 e nella quale morirono una donna e i suoi due gemelli. L'attentato, effettuato con un'autobomba, era stato predisposto da cosa nostra che intendeva uccidere l'allora sostituto procuratore della procura di Trapani Carlo Palermo. Per quella strage vennero processati come mandanti i vertici di cosa nostra e tra gli esecutori Gioacchino Calabrò, coinvolto nella strage di via dei georgofili, che oggi "non si trova più sottoposto a regime di 41 bis - scrive Chelli - perché, come dicono i tribunali di sorveglianza, non ha più avuto contatti con la mafia operativa". (ANSA).
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COMUNICATO
1158  del 
02/04/2010
Ricordiamo nel giorno dell'anniversario, la strage di Pizzolungo, il nostro pensiero va ai due gemelli e la loro madre che persero la vita per ma..... Apri
Ricordiamo nel giorno dell'anniversario, la strage di Pizzolungo, il nostro pensiero va ai due gemelli e la loro madre che persero la vita per mano di "cosa nostra" e inevitabilmente la mente corre a quel Gioacchino Calabrò da parte del quale innocenza non vi stata per il massacro del 2 Aprile 1985.
Il riferimento è a quel Gioachino Calabrò che è poi risultato parte integrante per la strage di via dei Georgofili e che oggi non è più a 41 bis, perché come dicono i Tribunali di Sorveglianza, non ha più avuto contatti con la mafia operativa.
In nome di tutte le vittime di mafia che mai hanno trovato giustizia completa in questo Paese come i morti della strage di Pizzolungo e quelli di via dei Georgofili, chiediamo che la norma sul 41 bis sia rivista in quella sua parte in cui tutto scricchiola e sa tanto di presa in giro. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
1156  del 
03/04/2010
Scarcerazione Ettore Bosti e compagni.

I Tribunali scarcerano i criminali per questioni tecniche che non vanno a buon fine, il Parlamento è .....
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Scarcerazione Ettore Bosti e compagni.

I Tribunali scarcerano i criminali per questioni tecniche che non vanno a buon fine, il Parlamento è troppo affaccendato a legiferare affinché i potenti non finiscano mai in Tribunale, tutto questo mentre le vittime della criminalità organizzata, sono alla mercè di carenze di ogni tipo economiche e interpretative rispetto a leggi che dovrebbero sanare il danno subito da chi è stato massacrato sotto il tritolo e non lo fanno.
E' ormai una deriva senza pari, ma soprattutto mai e poi mai si sono messi così a dura prova coloro che a suo tempo sono stati messi nella mani della mafia e oggi vedono ogni tipo di criminalità organizzata uscire dal carcere con i più svariati cavilli legali.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1159  del 
06/04/2010
Tutti i se e i ma dell'allora Ministro Martelli esternati questa mattina in aula a Palermo, ci lasciano quantomeno perplessi.
Non possiamo no.....
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Tutti i se e i ma dell'allora Ministro Martelli esternati questa mattina in aula a Palermo, ci lasciano quantomeno perplessi.
Non possiamo non domandarci - come mai l'allora Ministro della Giustizia non ha sentito il bisogno di esternare tutto ciò che dice dopo diciassette anni - almeno quando nella sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili si leggeva:
se trattativa ci fosse stata ci sarebbe da inorridire...
L'ex Ministro Martelli poteva allora andare dai magistrati a parlare chiaro e forse di verità completa sulla morte dei nostri parenti potevamo cominciare a sentirne parlare già nel 2002 e in questo Paese chissà molte cose sarebbero forse andate diversamente.
La loquacità di oggi e i colpi di coda in cerca di giustificazioni da parte di colui che fu uno dei Ministri di quella sciagurata Repubblica potranno bastare ad altri, ma non a noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1160  del 
06/04/2010
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, MARTELLI DOVEVA ANDARE DAI PM ALLORA

FIRENZE, 6 APR - "L'ex ministro Claudio Martelli poteva allora andare .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, MARTELLI DOVEVA ANDARE DAI PM ALLORA

FIRENZE, 6 APR - "L'ex ministro Claudio Martelli poteva allora andare dai magistrati a parlare chiaro e forse di verità completa sulla morte dei nostri parenti potevamo cominciare a sentirne parlare già nel 2002 e in questo Paese, chissà, molte cose sarebbero forse andate diversamente".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in merito alle dichiarazioni di Martelli, sentito come teste durante il processo di Palermo.
"Tutti i se e i ma dell'allora ministro Martelli esternati questa mattina - aggiunge la nota - ci lasciano quantomeno perplessi. Non possiamo non domandarci come mai l'allora ministro della Giustizia non ha sentito il bisogno di esternare tutto ciò che dice dopo 17 anni, almeno quando nella sentenza passata in giudicato per la strage di via dei Georgofili si leggeva: se trattativa ci fosse stata ci sarebbe da inorridire".
"La loquacità di oggi - conclude la nota - e i colpi di coda in cerca di giustificazioni da parte di colui che fu uno dei ministri di quella sciagurata Repubblica potranno bastare ad altri, ma non a noi". (ANSA)
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COMUNICATO
1161  del 
07/04/2010
La costernazione è diventata livore, siamo stanchi di un Paese intero che ha taciuto per 17 anni e ora siamo costretti ad assistere alla acquisizione ..... Apri
La costernazione è diventata livore, siamo stanchi di un Paese intero che ha taciuto per 17 anni e ora siamo costretti ad assistere alla acquisizione agli atti anche i libri di un personaggio che da troppo tempo mena il can per l'aia con presunti documenti e rivelazioni inedite. Se una trattativa vi è stata dopo le stragi del 1992 e crediamo di si, anche se non si vuole chiamarla "trattativa", ma si cerca nel dizionario della lingua italiana un sinonimo meno ignobile, è l'ora di mettersi una mano alle coscienze e dire al Paese chi ha lasciato massacrare i nostri figli, sperando di "fare del bene".
Vogliamo il rispetto che meritiamo per ciò che ci hanno lasciato fare, mentre seduti ad un tavolo si parlava con interlocutori vicini a Riina, il quale in via dei Georgofili non è certo andato per il sottile mettendo a ferro e fuoco le case dove alloggiavano i nostri parenti, pensando che se qualcuno "si era fatto sotto ", meglio era alzare il tiro.
Da mesi aspettiamo parole consone al nostro stato d'animo, aspettiamo processi ai "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993", così come aspettiamo che vadano a regime le sentenze delle nostre cause civili e l'applicazione a tappeto con le migliori interpretazioni per la legge 206 del 1999.
Sentiamo ogni giorno in bocca il sapore dell'inciviltà che ci circonda e il gioco tragico dei: "mi ricordo, ma trattativa non c'è stata".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1162  del 
10/04/2010
Mafiosi, condannati a regime speciale di "41 bis" per i delitti commessi, vengono poi mandati agli arresti domiciliari perchè si sentono mal..... Apri
Mafiosi, condannati a regime speciale di "41 bis" per i delitti commessi, vengono poi mandati agli arresti domiciliari perchè si sentono male , si scelgono pure gli ospedali idonei al caso loro e chiaramente poi fuggono.
L'increscioso episodio di Roberto Pannunzi, "miracolato" dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna come legge comanda la dice lunga, la mafia dal carcere fa quello che crede.
A questo punto ci domandiamo seriamente dove sono e cosa fanno tutti i 15 condannati, con sentenza passata in giudicato, per la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Almeno alcuni di loro siamo certi stiano già "socializzando" con detenuti normali e quindi nessuno può escludere stiano tenendo contatti con i mafiosi latitanti all'esterno del carcere, gli altri non possiamo escludere a questo punto godano di coperture che non lasciano trapelare la loro reale situazione carceraria, ovvero che siano molto più liberi delle nostre vittime imprigionate in situazioni di vita senza eguali e per le quali non esiste nessun Tribunale di Sorveglianza atto ad alleviare le loro pene.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1163  del 
12/04/2010
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Intervento alla presentazione del libro "Tre suicidi eccellenti" del 22 gennaio 2010
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12/04/2010
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Intervento di G.M.Chelli al convegno 'Mafia politica' il 17/03/2010

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1165  del 
13/04/2010
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Intervista di G.M.Chelli.....
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Intervista di G.M.Chelli a Articolo 21 il 12/04/2010


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COMUNICATO
1166  del 
14/04/2010
Gentilissimi Signori,
il giorno 16 Aprile p.v. presso l'aula Bunker del Tribunale di Firenze Santa Verdiana, Via Paolieri 3, alle ore 15,30 .....
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Gentilissimi Signori,
il giorno 16 Aprile p.v. presso l'aula Bunker del Tribunale di Firenze Santa Verdiana, Via Paolieri 3, alle ore 15,30 insieme al Comune di Firenze, alla Regione Toscana e alla Provincia di Firenze ricorderemo il Magistrato Gabriele Chelazzi.
Saranno con noi il Presidente del Tribunale di Firenze , la moglie del Magistrato, i Procuratori della Procura della Repubblica di Firenze e il Proc. Piero Luigi Vigna.
Verrà presentato in quella occasione un libro Edito dal Comune di Firenze e curato da Francesco Nocentini oltre la nostra Associazione.
Il volume dal titolo "Peggio di una guerra: L'Italia sotto ricatto", contiene la Requisitoria del processo di primo grado per le stragi del 1993 del PM Gabriele Chelazzi.
Gabriele Chelazzi PM nei processi per le stragi del 1993 è morto il 17 Aprile del 2003, era allora il Vice Procuratore Nazionale Antimafia, fino a quel momento, incurante della fatica immensa che stava mettendo a dura prova tutta la sua esistenza, aveva lavorato alla ricerca della verità completa sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Siamo certi che mai come in questo momento sia necessario riconoscere tutte le qualità di un Magistrato che ha sempre creduto fortemente nel processo penale e ha sempre ritenuto gli uomini tutti uguali davanti alla legge.
Invitiamo pertanto quanti credono che in Italia ci sia bisogno di supportare fortemente la Magistratura nel suo lavoro di ricerca della verità, affinchè tutti noi possiamo essere più liberi, a partecipare all'incontro di venerdì 16 Aprile 2010.
Ogni anno, dalla Sua morte, abbiamo ricordato Gabriele Chelazzi, ma quest'anno vorremmo davvero che il messaggio fosse quello che non siamo soli a volere verità e giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1167  del 
16/04/2010
MAFIA: STRAGI 93-94; ESCE LIBRO SU REQUISITORIA PM CHELAZZI

FIRENZE, 16 APR - 'Peggio di una guerra. L'Italia sotto riscatto. La requisitori.....
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MAFIA: STRAGI 93-94; ESCE LIBRO SU REQUISITORIA PM CHELAZZI

FIRENZE, 16 APR - 'Peggio di una guerra. L'Italia sotto riscatto. La requisitoria del pm Gabriele Chelazzi al processo per le stragi del '93 e '94': è questo il titolo del libro presentato oggi nell'aula bunker di Santa Verdiana del Tribunale di Firenze. Il volume, a cura del giornalista Francesco Nocentini e dell'Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili, contiene una selezione della requisitoria del giudice al processo sugli attentati di diciassette fa.
La requisitoria, si ricorda nel libro, venne svolta dal pm Chelazzi e dal collega Giuseppe Nicolosi. Investigatore scrupoloso, magistrato di grande rigore morale e professionale, Gabriele Chelazzi è stato il pubblico ministero che ha coordinato le indagini sulle autobombe del '93-'94: l'attentato a Maurizio Costanzo (a Roma), la strage di via dei Georgofili a Firenze e quelle di via Palestro a Milano e le due di Roma, a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro (oltre al fallito attentato al pentito Salvatore Contorno nell'aprile 1994). Grazie al suo lavoro e a quello dei colleghi Piero Luigi Vigna, Francesco Fleury, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, boss e gregari di cosa nostra sono stati condannati definitivamente quali mandanti ed esecutori di quella 'stagione di terrore'. Negli ultimi anni Chelazzi era entrato a far parte della direzione nazionale antimafia ed era stato distaccato a Firenze per seguire ulteriori indagini sulle stragi mafiose. Morì a Roma, la notte fra il 16 e il 17 aprile 2003.
Sono stati tanti oggi gli ospiti presenti nell'aula bunker di Santa Verdiana. L'incontro è stato aperto dal vicesindaco di Firenze, Dario Nardella e dall'assessore alla pubblica istruzione della Provincia Giovanni Di Fede: sono poi intervenuti, tra gli altri, Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo della Procura di Firenze, Piero Luigi Vigna, procuratore onorario della Corte di Cassazione ed ex procuratore nazionale antimafia, Enrico Ognibene, presidente del Tribunale di Firenze, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, entrambi sostituti procuratori della Procura di Firenze. Erano presenti, infine, Caterina Romagnoli Chelazzi, moglie del magistrato, la figlia Francesca e Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1168  del 
16/04/2010
MAFIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, L'ITALIA IMPARI A CONOSCERLA

FIRENZE, 16 APR - "Un Paese che impara a conoscere cosa nostra può ren.....
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MAFIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, L'ITALIA IMPARI A CONOSCERLA

FIRENZE, 16 APR - "Un Paese che impara a conoscere cosa nostra può rendersi conto di tante cose". Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, oggi in occasione della presentazione, nell'aula bunker di Santa Verdiana, del libro 'Peggio di una guerra. L'Italia sotto riscatto. La requisitoria del pm Gabriele Chelazzi al processo per le stragi del '93 e '94'.
"Leggendo il libro e quella requisitoria - ha aggiunto Maggiani Chelli - si impara a conoscere Cosa nostra. E poi è una requisitoria che getta le fondamenta per quello che è il futuro dei processi; lo dice lo stesso Chelazzi che ci saranno altri processi. E' indubbio che quando lui dice questo sa di aver preparato delle 'fondamenta', come le chiamava lui, un processo che apriva ad altri processi: non credo che intendesse solo su cosa nostra".
Per Maggiani Chelli "ricordare aiuta tantissimo e ricordare un uomo come Gabriele Chelazzi, credo che sia un dovere, non solo per noi: dovrebbe esserlo per tutta l'Italia. Quando si mandano all'ergastolo 15 uomini dello spessore di Salvatore Riina per le stragi del 1993 credo che un magistrato sia il magistrato". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1169  del 
17/04/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,LIBRI CHE NE PARLANO SONO FONDAMENTALI

FIRENZE, 17 APR - "Non crediamo che i libri che parlano del problema mafia.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,LIBRI CHE NE PARLANO SONO FONDAMENTALI

FIRENZE, 17 APR - "Non crediamo che i libri che parlano del problema mafia in Italia siano tutti da buttare al rogo".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione che riunisce le vittime della strage mafiosa avvenuta a Firenze nel 1993.
Chelli si riferisce alla presentazione, avvenuta ieri, del libro 'Peggio di una guerra. L'Italia sotto ricattò che racchiude la requisitoria del pm Gabriele Chelazzi, morto alla vigilia di importanti atti processuali nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2003, pronunciata al termine del processo di primo grado contro Cosa nostra celebrato a Firenze nel 1996.
Quella requisitoria "é un atto processuale di inestimabile valore, un documento autentico estratto da carte di tribunali e fa capire lo spessore di cosa nostra siciliana e quanto pericolosa sia stata ed è oggi per la democrazia del nostro Paese.
Gli atti processuali di dibattimenti come quello di Firenze devono essere divulgati affinché l'intero Paese possa rendersi conto di quali reali pericoli corra ancora oggi".
La presentazione del libro, avvenuta nell'aula bunker dove Chelazzi lavorò e ottenne l'ergastolo per i vertici di Cosa nostra, "ha avuto un forte riconoscimento da parte della città di Firenze - conclude Chelli -.
Vorremmo capire da che parte stanno le massime istituzioni italiane quali la presidenza del Consiglio.
Non basta dire 'abbiamo arrestato, abbiamo confiscato, abbiamo inasprito il 41 bis' si disdegna la divulgazione di documenti che provano la pericolosità della mafia". (ANSA)
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COMUNICATO
1171  del 
17/04/2010
Per l'anniversario della morte del Magistrato Gabriele Chelazzi avvenuta il 17 Aprile del 2003, abbiamo presentato ieri nell'aula bunker del..... Apri
Per l'anniversario della morte del Magistrato Gabriele Chelazzi avvenuta il 17 Aprile del 2003, abbiamo presentato ieri nell'aula bunker del Tribunale di Firenze insieme alle istituzioni della città, il libro " Peggio di una guerra. L'Italia sotto ricatto".
Il libro contenente la requisitoria del magistrato Gabriele Chelezzi nel processo di primo grado per le stragi del 1993 è stato da noi fortemente voluto, perché fra i suoi scopi ha senz'altro quello di portare in mezzo alla gente un atto processuale di inestimabile valore.
La Requisitoria del PM Gabriele Chelazzi al processo di Firenze, è un documento autentico estratto dalle carte bollate dei Tribunali e fa chiaramente capire lo spessore di "cosa nostra" siciliana e quanto determinante sia stata ed è ancora oggi la pericolosità di questa organizzazione per la democrazia del nostro Paese.
Non crediamo pertanto che i libri che parlano del problema mafia in Italia siano tutti da buttare al rogo.
Infatti, quali vittime di un attacco terroristico eversivo e mafioso avvenuto il 27 Maggio 1993, crediamo che gli atti processuali di dibattimenti più che importanti come quello di Firenze, iniziati il 12 giugno 1996 e conclusisi in Cassazione il 6 Maggio 2002, debbano essere ampiamente divulgati affinchè l'intero Paese possa rendersi conto di quali reali pericoli corra ancora oggi.
Abbiamo avuto ieri un forte riconoscimento da parte della città di Firenze alla nostra iniziativa e davvero vorremmo capire da che parte stanno le istituzioni massime, quali la Presidenza del Consiglio.
Non è sufficiente dire "abbiamo arrestato, abbiamo confiscato,abbiamo inasprito il 41 bis" se poi mentre si nega la potenza della mafia in Italia e si disdegna la divulgazione di documenti che provano la pericolosità di "cosa nostra", contemporaneamente non c'è la forza dello Stato per far fronte alle esigenze complete delle vittime della mafia terrorista ed eversiva.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1173  del 
17/04/2010
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Il libro:

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"Peggio di una guerra.
L'Italia sotto ricatto.
La Requisitoria del pm Gabriele Chelazzi al processo per le stragi del '93"

di Francesco Nocentini

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NOTIZIA ANSA
1174  del 
20/04/2010
INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,PREOCCUPATI PER VERITA' MAFIA

FIRENZE, 20 APR - "Siamo fortemente preoccupati per le indagini in co.....
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INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,PREOCCUPATI PER VERITA' MAFIA

FIRENZE, 20 APR - "Siamo fortemente preoccupati per le indagini in corso sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993. I limiti che si vogliono porre alle intercettazioni la dicono lunga".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della Strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Gravi indizi di reato - spiega Maggiani Chelli - è il nuovo slogan per limitare l'utilizzo di intercettazioni scabrose. Ma quando mai i mandanti esterni alle organizzazioni criminali delle stragi hanno mostrato gravi indizi di reato in Italia?
Sono tutti innocenti per le stragi in Italia, a parte quattro manovali esecutori presi con il tritolo in mano per i quali i gravi indizi di reato sono palesi. Gli altri, quelli a volto coperto, o la magistratura li becca giusto con il telefono in mano, o nessuno riuscirà mai a stanarli". "Le intercettazioni per scoprire la verità su massacri come quello di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 sono uno strumento indispensabile - conclude la nota - Basta con i giri di parole per occultare al mondo una verità che grida vendetta".(ANSA)
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COMUNICATO
1175  del 
22/04/2010
Il capo di "Cosa nostra" Salvatore Riina ci riprova,questa volta pare pensare alla richiesta di grazia con l'aiuto della Chiesa attrave..... Apri
Il capo di "Cosa nostra" Salvatore Riina ci riprova,questa volta pare pensare alla richiesta di grazia con l'aiuto della Chiesa attraverso l'arcivescovo di Milano.
"E' malato ed ha 79 anni "lamenta il suo avvocato e al di là del fatto che della richiesta di grazia il legale non sa nulla, dice l'avvocato di Riina : si potrebbe pensare ad un alleggerimento del 41 bis e di tutto il sistema detentivo per alleviare le pene dell'anziano boss.
Pare di essere ritornati ai tempi in cui "totò u' curto" tritolo alla mano chiedeva attraverso il suo "papello" alleggerimenti del 41bis, allora li chiedeva a suon di massacri di bambini e ragazzi e bombe sotto le chiese, oggi il lupo si è dipinto le zampette di agnello mentre lancia comunque i suoi messaggi, e così noi non gli crediamo.
Anche noi vorremmo un alleggerimento delle condizioni di vita dei nostri invalidi all'80% che sono maledettamente giovani per non poter più lavorare, ma sono tutti quanti girati di là e i giornali non lo scrivono.
Collabori con la giustizia Salvatore Riina, dia la possibilità ai Giudici di mandare in galera i "mandanti esterni a cosa nostra" per la strage di via dei Georgofili, così oltre a contribuire ad una grande azione di giustizia verso di noi, e verso l'Italia, potrà passare il resto dei suoi giorni fuori da regime di 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
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NOTIZIA ANSA
1176  del 
22/04/2010
MAFIA:RIINA; CHELLI, NEL '93 CHIEDEVA GIA'ALLEGGERIMENTO 41BIS
ASS. GEORGOFILI, ALLORA PERO' LO FACEVA COL TRITOLO

FIRENZ.....
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MAFIA:RIINA; CHELLI, NEL '93 CHIEDEVA GIA'ALLEGGERIMENTO 41BIS
ASS. GEORGOFILI, ALLORA PERO' LO FACEVA COL TRITOLO

FIRENZE, 22 APR - "Pare di essere ritornati ai tempi in cui Totò ù curto, tritolo alla mano, chiedeva attraverso il suo papello alleggerimenti del 41bis. Allora li chiedeva a suon di massacri di bambini e ragazzi e bombe sotto le chiese, oggi il lupo si è dipinto le zampette di agnello ma lancia comunque i suoi messaggi. Noi non gli crediamo".
Così, in una nota, la vicepresidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commenta la richiesta di alleggerimento del regime carcerario per il boss Salvatore Riina, detto Totò ù curto.
"Anche noi vorremmo un alleggerimento delle condizioni di vita dei nostri invalidi all'80% - scrive Chelli - che sono maledettamente giovani per non poter più lavorare, ma questo i giornali non lo scrivono. Collabori con la giustizia, Salvatore Riina, dia la possibilità ai giudici di mandare in galera i mandanti esterni a cosa nostra per la strage di via dei Georgofili. Così, oltre a contribuire ad una grande azione di giustizia verso di noi e verso tutta l'Italia, potrà passare il resto dei suoi giorni fuori dal regime di 41 bis". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1177  del 
25/04/2010
MAFIA: GEORGOFILI, SOLIDARIETÀ A FAMIGLIA FALCONE

PALERMO, 25 APR - "Esprimiamo grande solidarietà alla famiglia Falcone mentre apprendi.....
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MAFIA: GEORGOFILI, SOLIDARIETÀ A FAMIGLIA FALCONE

PALERMO, 25 APR - "Esprimiamo grande solidarietà alla famiglia Falcone mentre apprendiamo della profanazione all'albero che a Palermo lo ricorda. Gli anniversari incombono e la mafia prende provvedimenti, cerca di intimidire quanti da qui al 19 Luglio prossimo ricorderanno nelle varie tappe le vittime e i fatti di quella che è stata per l'Italia una via Crucis, sotto il tritolo mafioso terroristico ed eversivo nel 1992- 1993".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La profanazione all'albero di Giovanni Falcone - aggiunge - è la dimostrazione che la mafia è sempre arrogante verso chi la contesta ricordando al mondo i suoi delitti più gravi come le stragi eversive. Non solo i siciliani sapranno reagire come ben si dice, ma anche i fiorentini terranno alta la testa nel ricordare i loro morti ancora oggi senza verità completa, quella verità che vogliamo a tutti i costi e l'allenamento costante della memoria sui fatti di allora aiuterà sicuramente ad averla". (ANSA)
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COMUNICATO
1178  del 
29/04/2010
Il valore dell'opera di contrasto alla mafia messa in atto da Pio La Torre è indiscusso, la norma sull'aggressione ai capitali mafiosi con grande rica..... Apri
Il valore dell'opera di contrasto alla mafia messa in atto da Pio La Torre è indiscusso, la norma sull'aggressione ai capitali mafiosi con grande ricaduta sulla collettività, introdotta per suo volere, tutti dobbiamo rispettarla.
Resta però comunque saldo il principio secondo cui se ci sono vittime di mafia da risarcire per i torti subiti dalla mafia, i beni illeciti di proprietà della mafia stessa confiscati possono e devono essere messi in vendita, monetizzati e le vittime devono essere risarcite nei termini nei quali la legge prevede.
L'errore non sta nel vendere quei beni confiscati alla mafia, che comunque non potrebbero essere utilizzati per scopi sociali, l'errore sta nel non potersi permetter di vender i beni della mafia senza correre il rischio di rivenderli alla mafia stessa.
Ma se le cose stanno cosi ovvero lo Stato non è in grado di parare l'agire della mafia che si ricompra ciò che gli è stato faticosamente confiscato, non possono pagare sempre le vittime di quella mafia che si è rivelata così forte e potente da diventare terroristica ed eversiva.
La mafia gode di coperture in Parlamento,noi possiamo osare dire, perché siamo quelli che hanno pagato il prezzo più alto, che la mafia forse oggi è in Parlamento, è per questo che può permettersi di ricomprare i beni che gli vengono confiscati.
Pio La Torre tutto questo lo sapeva, ma non ha mai disdegnato la salvaguardia dei diritti delle vittime dirette della mafia.
Siamo stanchi di vedere questo cane che si morsica la coda in continuazione, mentre si chiede di non vendere i beni della mafia, in una litania senza fine che non porta da nessuna parte, contemporaneamente non si muove un dito per venire incontro alle esigenze delle vittime delle stragi mafiose .
La legge 512 del 1999 langue e questo continua a non interessare a nessuno, eppure denunciare la mafia come la norma prevede, è una grande opera di contrasto alle organizzazioni criminali e se per assurdo tutti denunciassero la mafia forti di una legge come la 512 del 1999 inventata a sostegno delle vittime della criminalità organizzata, forse non ci sarebbe più bisogno di vendere beni della mafia, perché la mafia sempre denunciata con sistematicità non esisterebbe più da tempo.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1179  del 
30/04/2010
In questo 1 Maggio che ancora una volta ci trova in prima linea in difesa dei diritti delle vittime delle stragi, siamo molto vicini ai familiari dell..... Apri
In questo 1 Maggio che ancora una volta ci trova in prima linea in difesa dei diritti delle vittime delle stragi, siamo molto vicini ai familiari delle vittime della strage del 1 Maggio 1947 a Portella della Ginestra.
Alle vittime massacrate a Piana degli Albanesi dalla mafia, non sono stati riconosciuti tutti quei diritti che le leggi per una strage terroristica di stampo mafioso prevedono, e questo non fa onore a nessuno .
Ancora una volta in nome di quella "voglia maledetta di strage" che troppo spesso ha contraddistinto il nostro Paese, giusto da Portella della Ginestra in avanti, si sono sacrificate le vittime due volte: prima lasciandole massacrare guardando dalla finestra, e poi negando loro i più elementari diritti, affinché proprio attraverso la negazione della strage stessa si potesse cancellare il massacro di persone innocenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1180  del 
04/05/2010
La missiva arrivata da Firenze al quotidiano La Repubblica di Palermo contenente minacce per magistrati, giornalisti e collaboratori di giustizia, den..... Apri
La missiva arrivata da Firenze al quotidiano La Repubblica di Palermo contenente minacce per magistrati, giornalisti e collaboratori di giustizia, denota prurito alle mani da parte della mafia che cerca con tutti i mezzi di supportare i propri referenti ben mimetizzati nel nostro sistema.
Firenze con la strage di via dei Georgofili, ben si presta ad esser "il latore" di messaggi inquietanti e pericolosi.
Siamo solidali con la Magistratura che cerca verità completa sulla morte dei nostri parenti, con i giornalisti che scrivono per informare che le cose tutto sommato non è vero che vanno bene.
Siamo solidali con i collaboratori di giustizia che non possiamo non criticare per il loro passato operato, ma che speriamo si siano davvero ravveduti e possano dare una svolta sul fronte della ricerca dei "mandanti esterni a cosa nostra" per il massacro di Firenze .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1181  del 
05/05/2010
Una volta tanto siamo d'accordo con Massimo Ciancimino, tira davvero una brutta aria! Gli ingredienti di quella terribile miscela che ha visto mo..... Apri
Una volta tanto siamo d'accordo con Massimo Ciancimino, tira davvero una brutta aria! Gli ingredienti di quella terribile miscela che ha visto morire i nostri parenti, ci sono tutti. Lo abbiamo scritto già ieri, sono menti inquietanti quelle che provvedono a scrivere lettere minacciose spedendole da Firenze la città della strage di via dei Georgofili.
Come spesso ebbe a dire un Capo della Polizia ai tempi delle stragi del 1993, il Dr. Parisi, tutto è messaggio e nulla va trascurato è questo che chiediamo a costo di sembrare dei dietrologi.
La Magistratura che indaga su fatti gravi come le stragi del 1993, la libera stampa che denuncia, hanno tutto il nostro sostegno in un momento in cui si vuol far passare il messaggio che l'aver usato migliaia di chili di tritolo sulla pelle di innocenti, in fondo sia stata una normale operazione di routine e quindi bisogna smetterla di parlare di stragi e stragisti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1182  del 
05/05/2010
Mafia: Familiari Georgofili, ha ragione Massimo Ciancimino tira una brutta aria

Palermo, 5 mag. - (Adnkronos) - "Una volta tanto siamo d'acco.....
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Mafia: Familiari Georgofili, ha ragione Massimo Ciancimino tira una brutta aria

Palermo, 5 mag. - (Adnkronos) - "Una volta tanto siamo d'accordo con Massimo Ciancimino, tira davvero una brutta aria. Gli ingredienti di quella terribile miscela che ha visto morire i nostri parenti, ci sono tutti".Giovanna Maggiani Chelli, Vice Presidente e Portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Lo abbiamo scritto gia' ieri, sono menti inquietanti quelle che provvedono a scrivere lettere minacciose spedendole da Firenze la citta' della strage di via dei Georgofili - si legge nella nota - Come spesso ebbe a dire un Capo della Polizia ai tempi delle stragi del 1993, il dottor Parisi, tutto e' messaggio e nulla va trascurato e' questo che chiediamo a costo di sembrare dei dietrologi".

E ancora: "La Magistratura che indaga su fatti gravi come le stragi del 1993, la libera stampa che denuncia, hanno tutto il nostro sostegno in un momento in cui si vuol far passare il messaggio che l'aver usato migliaia di chili di tritolo sulla pelle di innocenti, in fondo sia stata una normale operazione di routine e quindi bisogna smetterla di parlare di stragi e stragisti".
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COMUNICATO
1183  del 
06/05/2010
Non è possibile, non possiamo crederci!
Giovanni Bastone l'uomo del proiettile di Boboli, l'anticamera delle stragi del 1193, a casa per.....
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Non è possibile, non possiamo crederci!
Giovanni Bastone l'uomo del proiettile di Boboli, l'anticamera delle stragi del 1193, a casa perchè ammalato.
Se è ammalato si mandi in ospedale, lo si curi e poi torni in carcere.
E' oltremodo scandaloso assistere ogni giorno ad una deriva continua del senso di giustizia, i carnefici a casa liberi, le vittime incatenate alla loro disperazione senza Tribunali di Sorveglianza che le tutelino.
Siamo in mano della mafia e nessuno ne vuole prendere atto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1184  del 
07/05/2010
La mafia fu sovrana nelle stragi degli anni 90 dice il processo di Firenze e noi ne siamo convinti.
Se ha funzionato da braccio armato, come oggi .....
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La mafia fu sovrana nelle stragi degli anni 90 dice il processo di Firenze e noi ne siamo convinti.
Se ha funzionato da braccio armato, come oggi riportato dai quotidiani, crediamo sia solo perché la mafia è in Parlamento e fa ciò che vuole, ovvero arma la mano dei suoi picciotti quando gli pare, ovvero quando serve a se stessa e ai suoi referenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1185  del 
10/05/2010
10 maggio 2010 - COMUNICATO DELL`ASSOCIAZIONE

A causa delle restrizioni previste dalle norme sulla privacy ci siamo trovati costretti a sospe.....
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10 maggio 2010 - COMUNICATO DELL`ASSOCIAZIONE

A causa delle restrizioni previste dalle norme sulla privacy ci siamo trovati costretti a sospendere momentaneamente la pubblicazione sul nostro sito degli atti processuali relativi ai dibattimenti per le stragi del 1993.
Siamo fermamente convinti dell'importanza della divulgazione di atti peraltro pubblici così importanti ma altrettanto siamo convinti che la legge vada ottemperata nel pieno rispetto di tutti quanti.

Tutti coloro che hanno testimoniato nel processo di Firenze hanno dato un importante contributo in un pubblico dibattimento affinché fosse ricostruita la prova penale contro \"cosa nostra\" stragista.
Pertanto è a loro che rivolgiamo l'accorato appello di rassicurarci, se lo desiderano, e scrivere gentilmente alla nostra casella di posta < 27maggio93@libero.it > confermando il loro assenso a che i propri dati sensibili compaiano sul nostro sito nei verbali di udienza di pubblici processi.

Informiamo, perciò, quanti desiderano consultare gli atti dei processi per le stragi del 1993 che gli atti dei processi di Firenze per gli eventi eversivi e terroristici del 1993 torneranno al più presto ad apparire sul nostro sito nel rispetto di tutte le precauzioni che la legge sulla privacy impone.

Ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti causati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1186  del 
14/05/2010
MAFIA: VIGNA, CIANCIMINO JR DICA CHI E' 'SIGNOR FRANCO'

FIRENZE, 14 MAG - Già nelle primissime indagini della Distrettuale an.....
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MAFIA: VIGNA, CIANCIMINO JR DICA CHI E' 'SIGNOR FRANCO'

FIRENZE, 14 MAG - Già nelle primissime indagini della Distrettuale antimafia di Firenze, attivate subito dopo la strage di via dei Georgofili, era 'comparso' un individuo non identificato che oggi viene chiamato da Massimo Ciancimino 'signor Franco'.
Lo ha detto l'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna parlando a margine di un convegno sulle carceri in corso alla Badia Fiesolana (Firenze). «Già allora si parlava di un soggetto non identificato - ha detto Vigna -.
Ma sarebbe bene che, adesso, Ciancimino jr dicesse chi è, finalmente». (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1187  del 
14/05/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CIANCIMINO SMETTA GIOCARE A GATTO-TOPO

(ANSA) - FIRENZE, 14 MAG - «Siamo d'accordo con Piero Luigi Vigna: Cianci.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CIANCIMINO SMETTA GIOCARE A GATTO-TOPO

(ANSA) - FIRENZE, 14 MAG - «Siamo d'accordo con Piero Luigi Vigna: Ciancimino jr deve smetterla di giocare come fa il gatto col topo e deve dire tutto quello che sa, deve rendere noto il nome del 'signor Franco' ai giudici e consegnare tutti i documenti che sono in suo possesso una volta per tutte».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, a Firenze.
«Sono 17 anni che aspettiamo i comodi di Massimo Ciancimino e di chi per lui - scrive Chelli -. Chiediamo che siano rispettate le nostre ragioni, e che cessi il teatrino che da un po' di tempo va in onda, preoccupati come siamo che tutto finisca in una bolla di sapone».(ANSA)
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COMUNICATO
1188  del 
14/05/2010
Siamo perfettamente in linea con quanto esternato dal Proc. Vigna .
Ciancimino figlio deve smetterla di giocare come fa il gatto con il topo, deve.....
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Siamo perfettamente in linea con quanto esternato dal Proc. Vigna .
Ciancimino figlio deve smetterla di giocare come fa il gatto con il topo, deve dire tutto quello che sa, deve rendere noto il nome del Signor Franco ai Giudici e consegnare tutti i documenti che sono in suo possesso una volta per tutte.
Abbiamo perduto i figli in via dei Georgofili, abbiamo bisogno di serietà e non di spettacoli televisive e rivelazioni a orologeria.
Abbiamo bisogno di verità subito visto che sono 17 anni che pare stiamo aspettando i comodi di Massimo Ciancimino e di chi per lui.
Chiediamo che siano seriamente rispettate le nostre buone ragioni che ci fanno infuriare davanti al teatrino che da un po' di tempo va in onda, preoccupati come siamo che fra non molto tutto finirà in una bolla di sapone come del resto è già avvenuto.
La paura è che migliaia di fogli di carta imbrattata e fiumi di parole esternate dagli show man di turno, finiranno ancora una volta in archivio buoni solo per arricchire gli scribacchini e i loro editori.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1189  del 
16/05/2010
Roma, 16 mag. - (Adnkronos) - Domani, alle 10, a Firenze, presso la Sala Luca Giordano della Provincia di Firenze, in Via Cavour 1, l'Associazion..... Apri
Roma, 16 mag. - (Adnkronos) - Domani, alle 10, a Firenze, presso la Sala Luca Giordano della Provincia di Firenze, in Via Cavour 1, l'Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili e la Provincia di Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana, consegneranno una borsa di studio agli studenti della classe IV B dell'Istituto Tecnico per il Turismo "Marco Polo", che hanno partecipato, al concorso indetto dall'Associazione e dalla Provincia, dal titolo, "Nel ricordo delle vittime della strage di via dei Georgofili".
Parteciperanno alla cerimonia, tra gli altri, Luigi Dainelli, Giovanna Maggiani Chelli e Walter Ricoveri, dell' Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili, e Giovanni Di Fede, Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Firenze.
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COMUNICATO
1190  del 
18/05/2010
"Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire".
Il nostro Parlamento è sordo in modo vergognoso ai nostri richiami in fatto di sc.....
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"Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire".
Il nostro Parlamento è sordo in modo vergognoso ai nostri richiami in fatto di scarcerazioni per i mafiosi rei di delitti gravissimi e comunque delitti che non si può escludere siano legati alla verità sulle stragi del 1993.
I Tribunali di Sorveglianza continuano a scarcerare mafiosi che potrebbero raccontare molto sulle stragi degli anni 92 e 93, ma che non si "pentono", anzi escono dal carcere nascondendosi dietro al dito della malattia e a nessuno viene in mente di cambiare una norma troppo consona alle esigenze di "cosa nostra".
Il Tribunale di Sorveglianza di Voghera, su istanza dell'avvocato difensore Giuseppina Paci per incompatibilità delle condizioni di salute dell'ergastolano con la detenzione, ha rimesso in libertà Salvatore Vitale condannato all'ergastolo per il sequestro e l'omicidio di Giuseppe Di Matteo un bambino sciolto nell'acido. A soli 12 anni.
Intanto come nostra considerazione diciamo che i detenuti condannati all'ergastolo e malati dovrebbero andare in ospedale e non a casa e appena guariti dovrebbero ritornare in carcere, questa è la logica.
Detto questo insistiamo se il Parlamento continua a non legiferare affinchè i mafiosi stragisti la smettano di uscire dal carcere e il "fine pena mai" sia applicato per le vittime e non per i carnefici, si istituisca un Tribunale di Sorveglianza anche per tutte le vittime di mafia.
Chiediamo un tribunale di Sorveglianza che valuti ogni giorno caso per caso lo stato di salute delle vittime di mafia e imponga miglioramenti continui per i loro sostentamenti in base alle loro esigenze di vita.
Comunque resta il fatto che con provvedimenti come quello preso per il mafioso Salvatore Vitale, sentiamo in prossimità dell'anniversario della strage di via dei Georgofili tutto il pericolo di una deriva mafiosa dilagante.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1191  del 
18/05/2010
Dal sito palermo.repubblica.it

Ergastolano scarcerato per motivi di salute prese parte al rapimento del piccolo Di Ma.....
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Dal sito palermo.repubblica.it

Ergastolano scarcerato per motivi di salute prese parte al rapimento del piccolo Di Matteo

Salvatore Vitale è uscito dal carcere di Voghera dove stava scontando l'ergastolo per avere partecipato al rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, il tredicenne ucciso e sciolto nell'acido, dopo 26 mesi di prigionia per vedetta contro il padre che stava collaborando con i magistrati. Vitale è stato rimesso in libertà per le sue condizioni di salute.


È uscito dal carcere per motivi di salute Salvatore Vitale, 64 anni, condannato all'ergastolo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il tredicenne ucciso e sciolto nell'acido, dopo 26 mesi di prigionia, l'11 gennaio del 1996. Un assassinio deciso da Cosa nostra per lanciare un avvertimento al padre, Mario Santo Di Matteo, che aveva iniziato a collaborare con la giustizia. In termini tecnici si chiama differimento della pena.

Vitale era il proprietario del maneggio di Villabate (comune in provincia di Palermo) dove il ragazzino fu prelevato dai mafiosi. Secondo l'accusa, l'uomo favorì il sequestro. Vitale era detenuto nel carcere di Voghera, ed è stato rimesso in libertà sabato su decisione del magistrato di sorveglianza di Pavia che ha accolto la richiesta del difensore, Giuseppina Paci, fondata sull'incompatibilità delle condizioni di salute dell'ergastolano con la detenzione, come riportano alcuni giornali. Vitale era stato coinvolto anche nelle indagini sulla strage di via D'Amelio, ma era stato poi prosciolto. Un suo fratello, Nicola Vitale, sospettato di essere anch'egli implicato nel sequestro Di Matteo, si suicidò nel 1995, chiedendo in una lettera perdono per il suo gesto.

Protesta contro la scarcerazione di Vitale l'associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze. "I detenuti condannati all'ergastolo e malati dovrebbero andare in ospedale e non a casa e appena guariti dovrebbero ritornare in carcere, questa è la logica", si legge in una nota. "Se il Parlamento continua a non legiferare affinché i mafiosi stragisti la smettano di uscire dal carcere e il "fine pena mai" sia applicato per le vittime e non per i carnefici, si istituisca un tribunale di sorveglianza anche per tutte le vittime di mafia - aggiunge l'associazione - Chiediamo un tribunale di sorveglianza che valuti ogni giorno caso per caso lo stato di salute delle vittime di mafia e imponga miglioramenti continui per i loro sostentamenti in base alle loro esigenze di vita".

(18 maggio 2010)
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COMUNICATO
1192  del 
20/05/2010
Abbiamo sofferto così tanto in questi ultimi 17 anni, perché troppo spesso l'informazione in fatto di stragi del 1993 è stata carente o addirittu..... Apri
Abbiamo sofferto così tanto in questi ultimi 17 anni, perché troppo spesso l'informazione in fatto di stragi del 1993 è stata carente o addirittura fuorviante, che il 26 Maggio p.v. per l'anniversario della strage di via dei Georgofili, presso l'Auditorium della Regione Toscana, abbiamo preparato con l'ausilio degli Enti Amministrativi della città un convegno dal titolo : Giustizia, informazione e lotta alla mafia.
Abbiamo spinto al massimo sull'acceleratore per questo convegno, abbiamo scritto a tutti i direttori delle massime testate giornalistiche,invitandoli in prima persona a rispondere alle domande degli studenti fiorentini.
Quattro i direttori che hanno aderito all'iniziativa delegando all'incontro autorevoli penne. Noi crediamo fermamente che i cittadini devono avere il diritto di sapere, i giornali il dovere di informare, così come vogliamo vivere in un Paese in cui i magistrati non siano limitati nella loro azione penale.
Per questo aspettavamo per il nostro convegno del 26 Maggio prossimo un più ampio consenso, forse è andata diversamente perché noi siamo i diretti interessati delle stragi del 1993, ovvero un effetto collaterale di quei massacri degno come sempre di bonarie strette di mano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1193  del 
23/05/2010
Ricordiamo le vittime della strage di Capaci, il Giudice Falcone la moglie e la sua scorta, il nostro pensiero è rivolto alle tante famiglie che hanno..... Apri
Ricordiamo le vittime della strage di Capaci, il Giudice Falcone la moglie e la sua scorta, il nostro pensiero è rivolto alle tante famiglie che hanno subito un torto inaudito.
Speriamo fortemente nelle parole del Presidente Napolitano, mentre chiede verità sui lati ancora oscuri per le stragi che anni insanguinato il Paese negli anni 1992 - 1993.
Verità oggi fortemente legata a quello che sarà di qui a breve il grado di autonomia consentito alla Magistratura e alla libera informazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1194  del 
23/05/2010
Ass. Georgofili: "Per verita' servono pm e stampa liberi"

Firenze, 23 maggio 2010 - «Speriamo fortemente nelle parole del Pre.....
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Ass. Georgofili: "Per verita' servono pm e stampa liberi"

Firenze, 23 maggio 2010 - «Speriamo fortemente nelle parole del Presidente Napolitano, che chiede verità sui lati ancora oscuri delle stragi che hanno insanguinatoil Paese negli anni 1992-1993.
Verità oggi fortemente legata a quello che sarà di qui a breve il grado di autonomia consentito alla Magistratura e alla libera informazione».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage mafiosa dei Georgofili.
«Ricordiamo le vittime della strage di Capaci - aggiunge la nota - il Giudice Falcone la moglie e la sua scorta. Il nostro pensiero è rivolto alle tante famiglie che hanno subito un torto inaudito». (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1195  del 
24/05/2010
INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, NON BRUCIATE STRADA VERITA'
CHELLI, STRANA COINCIDENZA CON ANNIVERSARIO STRAGE FIRENZE

FIRENZE, 24 MAG.....
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INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, NON BRUCIATE STRADA VERITA'
CHELLI, STRANA COINCIDENZA CON ANNIVERSARIO STRAGE FIRENZE

FIRENZE, 24 MAG - "Non vorremmo che proprio ora, ad un passo dalla verità sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, con limiti posti ad uno strumento più che indispensabile alla magistratura inquirente, si bruciassero insieme a tanti anni di lavoro faticoso, anche tutte le nostre speranze di giustizia. Non lo potremmo davvero sopportare".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage mafiosa avvenuta a Firenze il 27 maggio 1993. Chelli ricorda "a quanti sono impegnati in queste ore in Parlamento e in Commissione sulla delicata materia delle intercettazioni, la singolarità che un tema tanto caldo venga affrontato a pochi giorni dell'anniversario della strage di via dei Georgofili. Singolare coincidenza, sembra quasi un presagio e un monito allo stesso tempo".
Le intercettazioni ambientali e telefoniche, ricorda ancora Chelli, "furono determinanti per arrivare alla cupola mafiosa che organizzò la strage di via dei Georgofili e per poter condannare all'ergastolo 15 mafiosi del calibro di Totò Riina e Bernardo Provenzano". (ANSA)
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COMUNICATO
1196  del 
25/05/2010
Stiamo vivendo le ultime ore che ci separano da un appuntamento più che importante per noi, l'anniversario della strage che 17 anni fa ha visto t..... Apri
Stiamo vivendo le ultime ore che ci separano da un appuntamento più che importante per noi, l'anniversario della strage che 17 anni fa ha visto travolte le nostre 51 famiglie, ha visto la morte dei nostri cari e il ferimento di molti di loro.
Il nostro primo incontro sarà in Regione Toscana presso l'Auditorium, saremmo in convegno con il Procuratore Nazionale Antimafia e con il Capo Procura di Firenze e i Magistrati impegnati nelle indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993".
In un momento come quello che il Paese sta vivendo sul fronte della giustizia e considerando la forza che ieri il Procuratore Nazionale Antimafia ha esternato quando a Palermo durante l'anniversario della strage di Capaci, ha detto che la Magistratura difenderà la sua autonomia, chiediamo alle Istituzioni Toscane di dimostrare ancora una volta di essere al nostro fianco a sostegno della Magistratura e dell'informazione affinchè siano libere ed indipendenti, partecipando al Convegno con le massime cariche istituzionali quali il Presidente della Regione, il Presidente della provincia e il Sindaco della città.
Non pretendiamo tanto per noi, ma per chi ogni giorno deve confrontarsi con forze impari mentre cerca di dare giustizia a cinque morti completamente innocenti: LA MAGISTRATURA.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittiome della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1197  del 
26/05/2010
Se mai ce ne fosse stato bisogno, in prossimità dell'anniversario della strage veniamo ufficialmente informati che il 41 bis è permeabile.
Gl.....
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Se mai ce ne fosse stato bisogno, in prossimità dell'anniversario della strage veniamo ufficialmente informati che il 41 bis è permeabile.
Gli avvocati che vanno in carcere a trovare i boss mafiosi a 41 bis sono spesso parenti del mafioso stesso.
E' una cosa gravissima, ma non crediamo sia l'unica falla nel 41 bis.
I mafiosi rei di strage eversiva da tempo hanno la possibilità non solo di parlare con avvocati amici, ma di socializzare in base a norma che da troppo tempo chiediamo sia rivista.
Giuseppe Graviano ne è l'esempio eclatante.

La mafia 17 anni con la strage di via dei Georgofili voleva l'annullamento del 41 bis e per forza o per amore lo otterrà, siamo stati noi che non abbiamo ottenuto ciò che volevamo e non fa scandalizzare nessuno in questo 27 maggio 2010.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1198  del 
26/05/2010
MAFIA: FAMIGLIARI VITTIME GEORGOFILI, SI VUOL FAR PASSARE STRAGE IN DIMENTICATOIO

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «Crediamo che questa strag.....
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MAFIA: FAMIGLIARI VITTIME GEORGOFILI, SI VUOL FAR PASSARE STRAGE IN DIMENTICATOIO

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «Crediamo che questa strage la si voglia far passare nel dimenticatoio». Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i famigliari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Fuirenze, in cui furono uccise 5 persone e di cui domani ricorre il 17°anniversario. «Siamo profondamente delusi da quello che sta avvenendo intorno a noi -ha sottolineato la Maggiani Chelli, a margine di un convegno su 'Giustizia, informazione e lotta alla mafià in corso a Firenze-.
È stato tanto 'strombazzato' l'anniversario della morte di Falcone, e noi ci siamo uniti alla sua commemorazione. Ma bambini e persone comuni non sono meno importanti dei magistrati». «Crediamo che questa strage la si voglia far passare nel dimenticatoio -denuncia la portavoce dell'associazione tra i famigliari delle vittime di via Georgofili-.
C'è profonda amarezza in noi. Ma siamo soddisfatti per le celebrazioni a Firenze e per questo convegno, dove daremo anche risposte a chi fa finta che questa strage di via Georgofili non ci sia stata».
Le manifestazioni per la ricorrenza del 17° anniversario della strage di via dei Georgofili prevedono, oltre all'incontro di oggi, una serie di cerimonie che culmineranno domani, con la presenza, tra gli altri, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che sono promosse, oltre che dell'associazione presieduta da Maggiani Chelli, da Regione Toscana, Comune e Provincia di Firenze.
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NOTIZIA Adnkronos
1199  del 
26/05/2010
MAFIA: VIGNA, FORTE ATTIVITÀ REPRESSIVA GRAZIE ALLA MAGISTRATURA

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «Ci sono numerosi arresti e numerosi seques.....
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MAFIA: VIGNA, FORTE ATTIVITÀ REPRESSIVA GRAZIE ALLA MAGISTRATURA

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «Ci sono numerosi arresti e numerosi sequestri di beni e di aziende, quindi c'è un'attività forte di repressione nella lotta alla mafia, alla camorra e anche alla 'ndrangheta».
Lo ha detto il procuratore onorario della Corte di Cassazione, Piero Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, a margine di un convegno a Firenze, in occasione della commemorazione del 17° anniversario della strage mafiosa di via dei Georgofili, in cui persero la vita 5 persone.
«Quello che la stampa deve mettere in rilievo - ha aggiunto Vigna - soprattutto a fronte di certe affermazioni governative, è che gli arresti e i sequestri di beni non li fa il governo, nè tanto meno il ministro dell'Interno, li fa la magistratura: lo dice l'articolo 13 della nostra Costituzione. Certo, il ministro è importante per i rapporti che ha con le forze di polizia e per i mezzi che mette a disposizione delle forze di polizia, ma -ha concluso- non bisogna confondere i piani: i provvedimenti sono dell'autorità giudiziaria».
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NOTIZIA ANSA
1200  del 
26/05/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRAGE '93 NON VADA NEL DIMENTICATOIO

FIRENZE, 26 MAG - "Crediamo che questa strage la si voglia far passare.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRAGE '93 NON VADA NEL DIMENTICATOIO

FIRENZE, 26 MAG - "Crediamo che questa strage la si voglia far passare nel dimenticatoio": Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, parla così dell'attentato mafioso che il 27 giugno 1993 a Firenze costò la vita a cinque persone. "Siamo profondamente delusi - ha detto, a margine di un convegno promosso nell'ambito delle manifestazioni per la ricorrenza - da quello che sta avvenendo intorno a noi, è stato tanto strombazzato l'anniversario della morte di Falcone, e noi ci siamo uniti alla sua commemorazione, ma bambini e persone comuni non sono meno importanti dei magistrati".
Maggiani Chelli ha ribadito che "c'é profonda amarezza in noi, ma siamo soddisfatti per le celebrazioni a Firenze e per questo convegno, dove daremo anche risposte a chi fa finta che questa strage di via dei Georgofili non ci sia stata". (ANSA).
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NOTIZIA AGI
1201  del 
26/05/2010
MAFIA: GRASSO, STRAGE FIRENZE PER AGEVOLARE REALTA' ESTERNE

(AGI) - Firenze, 26 mag - La strage mafiosa del '93 a Firenze Via dei G.....
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MAFIA: GRASSO, STRAGE FIRENZE PER AGEVOLARE REALTA' ESTERNE

(AGI) - Firenze, 26 mag - La strage mafiosa del '93 a Firenze Via dei Gergofili fu attuata per "una duplice finalita': quella di orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista" e per "attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilita' ad una entita' esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".
Lo ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.
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NOTIZIA Adnkronos
1202  del 
26/05/2010
MAFIA: QUATTROCCHI, PRONTI A CHIEDERE GIUDIZIO IMMEDIATO PER TAGLIAVIA: È STATO INDIVIDUATO COME NUOVO ESECUTORE STRAGE VIA DEI GEORGOFILI

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MAFIA: QUATTROCCHI, PRONTI A CHIEDERE GIUDIZIO IMMEDIATO PER TAGLIAVIA: È STATO INDIVIDUATO COME NUOVO ESECUTORE STRAGE VIA DEI GEORGOFILI

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «Noi abbiamo individuato un nuovo responsabile» quale esecutore materiale della strage di via dei Georgofili a Firenze, e «siamo pronti a chiedere il giudizio immediato».
Lo ha detto il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, parlando ad un convegno a Firenze, riferendosi a Francesco Tagliavia, il boss del Brancaccio già in carcere a Viterbo con una condanna all'ergastolo per la strage di via D'Amelio, e a cui è stata notificata due mesi fa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la strage di via dei Georgofili, che il 27 maggio 1993 causò la morte di 5 persone.
«Ci muoviamo anche sulla base di quello che ci ha detto il pentito», ha aggiunto Quattrocchi, riferendosi al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.
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NOTIZIA ANSA
1203  del 
26/05/2010
MAFIA: GRASSO, PENTITI E INTERCETTAZIONI SONO INDISPENSABILI

FIRENZE, 26 MAG - "Il ruolo dei collaboratori è importante, così com'é.....
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MAFIA: GRASSO, PENTITI E INTERCETTAZIONI SONO INDISPENSABILI

FIRENZE, 26 MAG - "Il ruolo dei collaboratori è importante, così com'é importante quello delle intercettazioni telefoniche".
Lo ha detto Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, intervenendo oggi al convegno commemorativo per la strage di via dei Georgofili. "Entrambi servono a scoprire dall'interno i segreti di un'organizzazione", ha spiegato Grasso, secondo cui "i collaboratori di giustizia sono uno strumento indispensabile per qualsiasi indagine sulla criminalità organizzata.
La mafia opera come un'organizzazione segreta, quindi è difficilissimo riuscire a entrare dentro le dinamiche interne, le motivazioni che spesso sono complesse, dei vari fatti criminali". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1204  del 
26/05/2010
MAFIA:STRAGI'93;PM,PRONTI CHIEDERE RITO IMMEDIATO TAGLIAVIA

FIRENZE, 26 MAG - "Noi abbiamo individuato un nuovo responsabile" .....
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MAFIA:STRAGI'93;PM,PRONTI CHIEDERE RITO IMMEDIATO TAGLIAVIA

FIRENZE, 26 MAG - "Noi abbiamo individuato un nuovo responsabile" e "siamo pronti a chiedere il giudizio immediato".
Lo ha detto Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo di Firenze, in riferimento a Francesco Tagliavia, già in carcere a Viterbo con una condanna all'ergastolo per la strage di via d'Amelio, a cui è stata notificata mesi fa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la strage fiorentina di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.
Quattrocchi ha parlato a margine di un convegno dedicato proprio alla strage dei Georgofili: "Ci muoviamo anche sulla base di quello che ha detto il pentito", ha detto il procuratore riferendosi a Gaspare Spatuzza. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1205  del 
26/05/2010
INTERCETTAZIONI: GRASSO,IN DDL TANTE COSE SONO STATE ACCOLTE

FIRENZE, 26 MAG - Sul ddl intercettazioni "tante cose sono state accolte�.....
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INTERCETTAZIONI: GRASSO,IN DDL TANTE COSE SONO STATE ACCOLTE

FIRENZE, 26 MAG - Sul ddl intercettazioni "tante cose sono state accolte", e bisogna vedere quante "potranno subire degli aggiustamenti": lo ha detto Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, parlando a margine di un convegno commemorativo della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Ancora dobbiamo vedere il testo - ha detto ai cronisti - aspettiamo di vederlo perché tanti passi avanti sono stati fatti, tante cose sono state accolte, razionalizzate, e dobbiamo vedere fino a che punto quante altre ancora potranno subire degli aggiustamenti, visto che il ministro della Giustizia Alfano ha preannunciato che ulteriori cambiamenti si potranno fare in aula". (ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
1206  del 
26/05/2010
MAFIA: GRASSO, CON STRAGI VOLEVA AGEVOLARE NUOVE REALTÀ POLITICHE: «RIMANGONO DELLE DOMANDE A CUI BISOGNA DARE RISPOSTA»

Firenze, 26 mag. - (.....
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MAFIA: GRASSO, CON STRAGI VOLEVA AGEVOLARE NUOVE REALTÀ POLITICHE: «RIMANGONO DELLE DOMANDE A CUI BISOGNA DARE RISPOSTA»

Firenze, 26 mag. - (Adnkronos) - «L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato assumeva una duplice finalità: quella di orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, che è sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli».
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, parlando a un convegno organizzato a Firenze, in occasione delle commemorazioni per il 17° anniversario della strage di via dei Georgofili, che il 27 maggio 1993 causò cinque morti nel capoluogo toscano.
«Certamente Cosa Nostra, attraverso questo programma di azioni criminali - ha proseguito Grasso - che hanno cercato di incidere gravemente e in profondità sull'ordine pubblico, ha inteso agevolare l'avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste.
D'altro canto occorre dimostrare l'esistenza di una intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell'ordine pubblico per agevolare le prospettive di affermazione politica; e l'esistenza di contatti riconducibili allo scambio successivo alle stragi che deve comprendere da un lato l'appoggio elettorale e la richiesta di intervento sulla normativa di contrasto alla mafia, ma dall'altro occorre vedere se la presa d'atto della mancanza di risultati tangibili ha potuto incidere su una deliberazione successiva, quella finale, dell'attentato progettato e per fortuna non realizzato all'Olimpico. Rimangono delle domande - ha concluso - a cui bisogna dare risposta».
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NOTIZIA ANSA
1207  del 
26/05/2010
MAFIA: STRAGI'93; GRASSO,FATTE PER AGEVOLARE ENTITA' ESTERNA

FIRENZE, 26 MAG - Le stragi mafiose del '93, fra cui quella di vi.....
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MAFIA: STRAGI'93; GRASSO,FATTE PER AGEVOLARE ENTITA' ESTERNA

FIRENZE, 26 MAG - Le stragi mafiose del '93, fra cui quella di via dei Georgofili a Firenze, erano tese a causare disordine per dare "la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione".
Lo ha affermato Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, intervenendo ad un convegno commemorativo della strage causata da un'autobomba la notte fra il 26 e il 27 maggio 1993.
"L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato - ha spiegato Grasso - assumeva duplice finalità: quella di orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, che è sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e attuare una vera e propria dimostrazione di forza attraverso azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".
Secondo Grasso "certamente Cosa Nostra, attraverso questo programma di azioni criminali, che hanno cercato di incidere gravemente e in profondità sull'ordine pubblico, ha inteso agevolare l'avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste". "D'altro canto," ha sottolineato il magistrato, "occorre dimostrare l'esistenza di una intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell'ordine pubblico per agevolare le prospettive di affermazione politica; e dimostrare l'esistenza di contatti riconducibili allo scambio successivo alle stragi".
Per Grasso quindi "rimangono delle domande a cui bisogna dare risposta". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1208  del 
26/05/2010
MAFIA: STRAGI '93; GRASSO, COSCHE CERCAVANO NUOVI REFERENTI

PALERMO, 26 MAG - "Ribadisco che in un preciso periodo storico, dopo l&.....
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MAFIA: STRAGI '93; GRASSO, COSCHE CERCAVANO NUOVI REFERENTI

PALERMO, 26 MAG - "Ribadisco che in un preciso periodo storico, dopo l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima, la mafia aveva interrotto il rapporto col suo referente politico ed era alla ricerca di un nuovo soggetto che potesse esaudire le richieste dell'organizzazione".
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, puntualizzando alcune sue dichiarazione rese oggi a Firenze sulle stragi del '93.
"Ho fatto esplicitamente degli esempi come la Lega per il Sud, alle cui riunioni aveva partecipato lo stesso Vito Ciancimino, o Sicilia Libera, movimento politico fondato dal boss Leoluca Bagarella. - ha proseguito - Ho anche detto che queste considerazioni erano frutto dei 'ragionamenti' svolti già all'epoca in cui ero applicato alle indagini sulle stragi, tra il 1997 e il 1998, con Gabriele Chelazzi, magistrato della Dna poi morto nel 2003".
"L'eventuale esistenza di contatti riconducibili ad un appoggio elettorale della mafia - ha spiegato Grasso - non sono, comunque, assolutamente sufficienti per dimostrare un'intesa preliminare che potesse far sfruttare una situazione di grave turbamento dell'ordine pubblico, come quella determinata dalle stragi, per agevolare prospettive di affermazione politica".
"Ho detto inoltre - ha proseguito - che per raggiungere una prova giudiziaria occorre rispondere a tanti interrogativi. Ad esempio se i rapporti tra la mafia e alcune forze politiche sono compatibili con eventuali intese e se poi un accordo è stato raggiunto".
"Resta, comunque, inspiegabile e contraddittoria, secondo me, - ha osservato - la consapevolezza di Cosa nostra di non avere avuto alcun risultato favorevole dalle stragi compiute fino al '93 e la decisione, poi non portata a termine, di organizzare l'attentato all'Olimpico, fallito solo per motivi tecnici e mai più reiterato". "Stiamo parlando, comunque, - ha concluso - solo di ipotesi che vanno sottoposte al vaglio critico della magistratura". (ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1211  del 
27/05/2010
Roma, 27 mag. (Apcom) - "Nel ‘93, Cosa nostra ebbe in subappalto una vera e propria strategia della tensione che ebbe nelle bombe di Roma, ..... Apri
Roma, 27 mag. (Apcom) - "Nel ‘93, Cosa nostra ebbe in subappalto una vera e propria strategia della tensione che ebbe nelle bombe di Roma, Milano e Firenze soltanto il suo momento più drammatico. Ma ci sono tanti altri episodi da ritirare fuori e rileggere insieme".
Nel giorno in cui il Csm lo conferma all'unanimità procuratore nazionale antimafia per altri quattro anni, Piero Grasso rilegge così, alla vigilia del diciassettesimo anniversario della strage dei Georogofili.Davanti ai rappresentanti dell'associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili, - si legge sul quotidiano Repubblica - Grasso ha affermato che le stragi del ‘93 furono fatte, sostanzialmente, per spianare la strada a "nuove entità politiche" nel momento in cui Tangentopoli aveva appena segnato la fine dei grandi partiti, dalla Dc al Psi.
"L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia rispondendo alle domande degli studenti dei licei - assumeva una duplice finalità: orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad un'entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".
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COMUNICATO
1209  del 
28/05/2010
Oggi l'anniversario della strage di Piazza della Loggia 8 morti e 103 feriti, ricordiamo le vittime e le grandi difficoltà per arrivare ad un pro..... Apri
Oggi l'anniversario della strage di Piazza della Loggia 8 morti e 103 feriti, ricordiamo le vittime e le grandi difficoltà per arrivare ad un processo.
In Tribunale a Brescia finalmente si tiene un processo ai probabili responsabili del massacro del 28 Maggio 1974, ma l'informazione non ne parla mai.
Questa è la situazione in fatto di strage in Italia, farle dimenticare con qualunque mezzo, affinchè i mandanti possano tranquillamente vivere la loro vita.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1210  del 
28/05/2010
MAFIA:STRAGI'93;ASS.GEORGOFILI,GRAZIE SCHIFANI PER MESSAGGIO

FIRENZE, 28 MAG - "Ringraziamo profondamente il presidente Renato Sch.....
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MAFIA:STRAGI'93;ASS.GEORGOFILI,GRAZIE SCHIFANI PER MESSAGGIO

FIRENZE, 28 MAG - "Ringraziamo profondamente il presidente Renato Schifani per il messaggio che ha voluto inviare a tutti noi per il 17/mo anniversario della strage di via dei Georgofili. Auspichiamo davvero che sia raggiunta al più presto tutta la verità su quel terribile attentato che ha colpito tutti noi in modo molto grave, togliendoci per sempre gli affetti più cari e infliggendo ferite che non possono rimarginarsi".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il caro saluto che il presidente del Senato ha voluto rivolgere a tutti noi famigliari delle vittime lo ricambiamo sentitamente - aggiunge - Inoltre nel rammentare che il 27 maggio 2008 sono stata ricevuta dal presidente Schifani che ha sollecitato per tutti noi l'inizio dell'iter dei risarcimenti relativi alle nostre cause civili contro la mafia, siamo certi di poter contare sul presidente del Senato affinché a breve le vittime sopravissute all'attentato mafioso possano guardare al futuro con più serenità".(ANSA)
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COMUNICATO
1213  del 
29/05/2010
Ben venga la forte richiesta di verità sulle stragi del 1993 da uomini politici e istituzionali che in questi 17 anni hanno ricoperto incarichi import..... Apri
Ben venga la forte richiesta di verità sulle stragi del 1993 da uomini politici e istituzionali che in questi 17 anni hanno ricoperto incarichi importanti come l'On.Le Veltroni e il Presidente Ciampi.
Ma molto meglio sarebbe stato prender simili posizioni qualche anno fa, come per esempio nel 2003 quando il Magistrato Gabriele Chelazzi ha dovuto morire di fatica, perché abbandonato a se stesso fra le importanti carte delle sue indagini, poi tutte archiviate negli scaffali della Procura di Firenze.
Si potrebbe dire meglio tardi che mai, ma noi guardiamo con sospetto alla ridda di notizie che si rincorrono sulla stampa.
"Troppa grazia da Sant'Antonio"- dicevano i saggi - il pericolo della fregatura per noi che abbiamo perso i figli è maledettamente latente, servono i processi per consegnare alla giustizia gli eventuali "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, non le prime pagine dei giornali o le pantomime televisive.
E i processi servono in fretta prima che tutto ritorni nell'oblio del mare delle stragi che nel 1993 hanno insanguinato l'Italia, buone per esser rispolverate da 17 anni a questa parte, ogni qual volta si profila la necessità di cambiamenti ai vertici a suon di ricatti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1214  del 
29/05/2010
MAFIA:ASS. GEORGOFILI,GUARDIAMO CON SOSPETTO A RIDDA NOTIZIE

FIRENZE, 29 MAG - «Ben venga la forte richiesta di verità sulle stragi del 1993 .....
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MAFIA:ASS. GEORGOFILI,GUARDIAMO CON SOSPETTO A RIDDA NOTIZIE

FIRENZE, 29 MAG - «Ben venga la forte richiesta di verità sulle stragi del 1993 da uomini politici e istituzionali che in questi 17 anni hanno ricoperto incarichi importanti come l'on. Veltroni e il presidente Ciampi. Ma molto meglio sarebbe stato prender simili posizioni qualche anno fa, come per esempio nel 2003 quando il magistrato Gabriele Chelazzi è dovuto morire di fatica, perchè abbandonato a se stesso fra le importanti carte delle sue indagini, poi tutte archiviate negli scaffali della procura di Firenze».
È quanto afferma l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
«Si potrebbe dire - prosegue l'Associazione - meglio tardi che mai, ma noi guardiamo con sospetto alla ridda di notizie che si rincorrono sulla stampa.
'Troppa grazia da Sant'Antonio', dicevano i saggi, il pericolo della fregatura per noi che abbiamo perso i figli è maledettamente latente, servono i processi per consegnare alla giustizia gli eventuali 'mandanti esterni a cosa nostrà per le stragi del 1993, non le prime pagine dei giornali o le pantomime televisive. E i processi servono in fretta prima che tutto ritorni nell'oblio del mare delle stragi che nel 1993 hanno insanguinato l'Italia, buone per esser rispolverate da 17 anni a questa parte, ogni qual volta si profila la necessità di cambiamenti ai vertici a suon di ricatti». (ANSA)
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COMUNICATO
1215  del 
31/05/2010
Al peggio non c'è mai fine, anche le riprese audiovisive nei dibattimenti verranno limitate se il testo di legge passerà al Senato.
A novembre pro.....
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Al peggio non c'è mai fine, anche le riprese audiovisive nei dibattimenti verranno limitate se il testo di legge passerà al Senato.
A novembre prossimo inizierà il processo a Francesco Tagliavia, accusato da Spatuzza di essersi occupato dell'esplosivo per le stragi del 1993.
Come sarà mai possibile che dopo 17 anni che aspettiamo uno straccio di verità sui massacri del 1993, gli italiani non potranno essere informati su come stanno andando le cose in dibattimento? Ma cosa succede a questo Paese che ha paura della sua ombra?
Cosa c'è da nascondere di così grave su quella maledetta strage di via dei Georgofili?
La sensazione che se ne acquisisce seguendo il testo di legge che vuole lo strumento delle intercettazioni buttato alle ortiche, è che da qualche parte ci siano intercettazioni su fatti gravissimi come le stragi del 1993.
Chiediamo di rinviare la discussione su un testo di legge che pone comunque limiti ai Magistrati, quando finalmente sapremo chi c'era con Riina a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 a brindare su quel tragico tritolo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Gerogofili
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COMUNICATO
1216  del 
01/06/2010
Il Vice Presidente del CSM Nicola Mancino dice oggi che non comprende come mai dopo 17 anni gli italiani hanno bisogno della memoria di oggi, anziché ..... Apri
Il Vice Presidente del CSM Nicola Mancino dice oggi che non comprende come mai dopo 17 anni gli italiani hanno bisogno della memoria di oggi, anziché quella di ieri per sapere che nel 1993 si è temuto un colpo di Stato:Lo direbbero gli atti parlamentari.
Comprendiamo benissimo noi, invece, come mai dopo 17 anni siamo ancora qui ad aspettare verità sulla strage di via dei Georgofili.
Le istituzioni di allora come quelle di oggi in un allenamento continuo di occultamento hanno per 17 anni coperto i "mandanti esterni" alla mafia per la strage del 27 Maggio 1993, e ancora continuano a coprire.
Le istituzioni di allora come quelle di oggi, stanno tutti al caldo in posti di responsabilità dall'alto dei quali pontificano vergognosamente, mentre i nostri figli sono in pasto ai vermi senza giustizia.
Il Presidente Mancino allora Ministro dell'Interno, cominci col dire come faceva poche ore dopo l'attentato di via Fauro a dire già "è stata la mafia" e non è stato poi in grado di evitare Via dei Georgofili ?
E' stato anche troppo facile paventare il colpo di Stato da parte di tutti visto l'ingente quantitativo di tritolo usato a buon mercato nel 1993, il problema è che da dove provenivano esattamente quegli inneschi ad oggi non lo sappiamo ancora.
Sentiamo per ora solo discorsi, le bocche si riempiono giusto di paroloni come "colpo di Stato", ma sono i nomi e i cognomi di chi il colpo di Stato lo voleva per salvaguardare i soldi rubati che occorrono, non le parole d'effetto.
Riteniamo che il senso di responsabilità di chi conta in questo Paese è allo stesso livello di quel 1993, quando tutti se la sono fatta sotto davanti alla mafia e ancora oggi continuano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1217  del 
01/06/2010
A firma Curzio Maltese l'intervista allo scrittore De Cataldo, riapre oggi tutto il malessere che ci pervade.
Sulle stragi del 1993:
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A firma Curzio Maltese l'intervista allo scrittore De Cataldo, riapre oggi tutto il malessere che ci pervade.
Sulle stragi del 1993:
"Una commissione parlamentare come quella sull'apartheid in Sudafrica, che accerti la verità senza il potere sanzionatorio. In questo modo molti, garantiti, oggi si metterebbero a raccontare. E' certo penoso rinunciare a fare giustizia. Ma qui bisogna scegliere se fare giustizia o conoscere tutta la verità E Ormai persa ogni speranza non rimane che la seconda".
Belle parole buone per i filosofi di turno, che hanno in animo di salvare una parte di chi ha partecipato a quella deriva mafiosa del 1993, visto che c'erano dentro tutti.
Sia fatta giustizia scrivendo la verità su carta bollata, visto che i nomi sono già ampiamente scritti e provati, e smettiamola di inseguire chimere tanto per assecondare un sistema marcio e alla deriva, che da una verità composta intorno ad un tavolo organizzato, non caverebbe nulla non solo in fatto di giustizia per noi, ma in fatto di democrazia generale.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1218  del 
02/06/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CHIEDIAMO VERITÀ PROCESSUALE SU STRAGI

PALERMO, 2 GIU - «Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Geo.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, CHIEDIAMO VERITÀ PROCESSUALE SU STRAGI

PALERMO, 2 GIU - «Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e necessita in fretta, visto quanto si evince stamattina leggendo i quotidiani. Abbiamo dimostrato sempre sostegno al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, finito più che mai in questi giorni nel bel mezzo di una polemica a causa delle sue esternazioni del 26 maggio scorso davanti a noi, i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili».
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente e portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze.
«Abbiamo sostenuto fortemente la candidatura del procuratore Grasso a procuratore nazionale antimafia - prosegue - perchè fin dall'inizio si è occupato delle indagini sui 'mandanti esterni a Cosa nostra' per le stragi del 1993 a fianco di Gabriele Chelazzi. Non crediamo affatto che ci siano due verità: quella da sciorinare davanti a noi 'gente che ha sofferto' e quella da ripetersi alle 'riunioni della crusca'. La verità è una sola».
«Sono giorni - conclude la nota - che combattiamo contro le esternazioni di chi ricorda all'improvviso e sente il bisogno di farsi avanti, ma che poteva farlo prima, e di chi pessimisticamente vede tutto perduto 'fuorché l'onore' della verità storica. Sono giorni che diciamo che il ddl sulle intercettazioni che prevede limiti senza precedenti, verte a coprire la verità sulle stragi del 1993». (ANSA)
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NOTIZIA AGI
1219  del 
02/06/2010
Firenze, 2 giu. - "Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e necessita in fretta, visto quanto si evinc..... Apri
Firenze, 2 giu. - "Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e necessita in fretta, visto quanto si evince stamattina leggendo i quotidiani. Abbiamo dimostrato sempre sostegno al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, finito più che mai in questi giorni nel bel mezzo di una polemica a causa delle sue esternazioni del 26 maggio scorso davanti a noi, i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili".
Lo si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze.
"Abbiamo sostenuto fortemente la candidatura del procuratore Grasso a procuratore nazionale antimafia - prosegue - perché fin dall'inizio si è occupato delle indagini sui 'mandanti esterni a Cosa nostra' per le stragi del 1993 a fianco di Gabriele Chelazzi. Non crediamo affatto che ci siano due verità: quella da sciorinare davanti a noi 'gente che ha sofferto' e quella da ripetersi alle 'riunioni della crusca'. La verità è una sola".
"Sono giorni - prosegue la nota - che combattiamo contro le esternazioni di chi ricorda all'improvviso e sente il bisogno di farsi avanti, ma che poteva farlo prima, e di chi pessimisticamente vede tutto perduto 'fuorché l'onore' della verità storica. Sono giorni che diciamo che il ddl sulle intercettazioni che prevede limiti senza precedenti, verte a coprire la verità sulle stragi del 1993".
"I nostri continui comunicati non passano a raffica come dovrebbero perché scriviamo troppo, si penserà, ma anche altri scrivono troppo; del resto i cinque morti e i 48 feriti di via dei Georgofili erano e sono di nostri parenti.
Vogliamo sapere - conclude la nota - chi è stato oltre la mafia armata, a massacrare le nostre famiglie e insistiamo: serve un processo con alla mano gli atti già esistenti da verificare in dibattimento". (AGI)
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COMUNICATO
1220  del 
02/06/2010
Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e necessita in fretta visto quanto si vince questa mattina legg..... Apri
Necessita una verità processuale sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e necessita in fretta visto quanto si vince questa mattina leggendo i quotidiani.
Abbiamo dimostrato sempre sostegno al PNA Grasso, finito più che mai in questi giorni nel bel mezzo di una polemica a causa delle sue esternazioni il 26 Maggio u.s. davanti a noi i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Abbiamo sostenuto fortemente la candidatura del Procuratore Grasso a PNA, perchè fin dall'inizio si è occupato delle indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 a fianco di Gabriele Chelazzi.
Non crediamo affatto che ci siano due verità quella da sciorinare davanti a noi "gente che ha sofferto" e quella da ripetersi alle "riunioni della crusca".
La verità è una sola, quella che da troppo tempo sanno tutti, e fanno finta di non saperla, e vorrebbero obbligare i Magistrati a dirla chiara sui giornali prima che in Tribunale, per poterli così sbranare davanti all'opinione pubblica.
Andiamo a Processo, solo la prova penale può stabilire i colpevoli e gli innocenti, lo chiediamo fortemente affinché sia stabilito giudiziariamente parlando una volta per tutte, chi c'era con Riina in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 a coprire con 300 chili di tritolo i probabili traffici più subdoli.
Sono giorni che combattiamo contro le esternazioni di chi ricorda all'improvviso e sente il bisogno di farsi avanti, ma che poteva farlo prima e di chi pessimisticamente vede tutto perduto "fuorchè l'onore" della verità storica.
Sono giorni che diciamo che il disegno di legge sulle intercettazioni che prevede limiti senza precedenti, verte a coprire la verità sulle stragi del 1993.
I nostri continui comunicati non passano a raffica come dovrebbero, perchè scriviamo troppo si penserà, ma anche altri scrivono troppo, del resto i cinque morti e i 48 feriti di via dei Georgofili erano e sono i nostri di parenti.
Vogliamo sapere chi è stato oltre la mafia armata, a massacrare le nostre famiglie, insistiamo: serve un PROCESSO con alla mano gli atti già esistenti da verificare in dibattimento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1221  del 
03/06/2010
Ci domandiamo in queste ore chi veramente voglia la verità completa sulle stragi del 1993.
Troppi particolari direbbero che in pochi la vogliono v.....
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Ci domandiamo in queste ore chi veramente voglia la verità completa sulle stragi del 1993.
Troppi particolari direbbero che in pochi la vogliono veramente.
Se è pur vero che gli organi governativi sembrano orientati a varare leggi con postille che se varate limiterebbero la possibilità di arrivare a questa verità, è altrettanto vero che l'altra ala del Parlamento lascia a desiderare nei suoi interventi.
Così come i segnali che arrivano dalle istituzioni sono flebili e inefficaci.
Non abbiamo visto scritto da nessuna parte né sentito nessuno chiedere di andare a processo per la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 dopo il nostro accorato appello di ieri.
Durante l'anniversario del 26 Maggio scorso con noi c'era il PNA Pietro Grasso e tutti i Magistrati di Firenze impegnati nella faticosa raccolta di prove per arrivare ad una verità completa sulle stragi del 1993 ma non abbiamo visto da parte delle istituzioni e della politica la corsa che ci aspettavamo per supportare uomini di legge che svolgono un lavoro delicato e pericoloso.
La verità sulle stragi del 1993, che racchiude in sé i nomi di chi insieme alla mafia ha ammazzato i nostri parenti, piaccia o no, incombe e serve un Processo Penale; ormai noi non abbiamo più dubbi: le prove ci sono e non bastano, quindi, flebili voci del tipo "ora mi ricordo" o laconiche frasi di circostanza istituzionale.
Chi sa deve parlare molto chiaramente non tanto per quietarsi la coscienza, che tanto noi dopo 17 anni la riteniamo più che sporca, ma per dimostrare che in questo Paese, sia pure 17 anni dopo, c'è chi si vergogna che due bambine, i genitori e un ragazzo di 20 anni abbiano dovuto morire per garantire a dei criminali senza pari di farla franca.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1222  del 
04/06/2010
La pantomima continua: una taglia sulla testa del mafioso latitante Matteo Messina Denaro per un milione e mezzo di euro sarebbe stata offerta dalla n..... Apri
La pantomima continua: una taglia sulla testa del mafioso latitante Matteo Messina Denaro per un milione e mezzo di euro sarebbe stata offerta dalla nostra intelligence.
"Questi salteranno in aria" disse il rampollo dei Messina Denaro passeggiando sotto la galleria degli Uffizi a Firenze e per levarsi questo sassolino dalla scarpa ha ucciso i nostri figli.
Possibile che per catturare l'elegantissimo boss mafioso, bisogna pagare qualcuno con denaro pubblico, visto anche come va in fatto di soldi sul fronte delle nostre cause civili?
Non sarebbe molto più facile individuare in Parlamento tutti quei politici che si sono collusi con Matteo Messina Denaro, così oltre che l'ingente taglia risparmieremmo anche gli stipendi dei suoi concorrenti in strage e si eviterebbe l'ennesima grana di andare un'altra volta a chiedere lumi a chi tutto sommato la latitanza del boss forse l'ha coperta?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1223  del 
04/06/2010
Siamo fortemente preoccupati dalla piega che le libere interpretazioni sul movente delle stragi del 1993 stanno prendendo.
La strage di via dei Ge.....
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Siamo fortemente preoccupati dalla piega che le libere interpretazioni sul movente delle stragi del 1993 stanno prendendo.
La strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, è stata fortemente voluta dalla mafia è un dato incontrovertibile, così come ormai è chiaro la mafia non fosse sola con il tritolo in mano nel centro storico di Firenze.
Ma se quella strage sia stata voluta per "paura che le sinistre andassero al Governo", lasciamolo dire davvero dalla Magistratura.
Le esternazioni dell'On.le Veltroni ci paiono oggi veramente solo deduzioni del tutto personali.
La contrapposizione rosso-nero non ha mai giovato alla verità sulle stragi e lo sappiamo tutti benissimo.
Abbiamo fatto i capelli bianchi con la mancanza di verità sulle stragi degli anni '70/'80 cerchiamo di non intrugliare anche per quelle degli anni 90.
Siamo noi i primi a volere verità e giustizia per i nostri morti, ma non ci faremo trascinare in letture che non siano più che giudiziarie, così come non consentiremo strumentalizzazioni politiche da parte di chicchessia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1224  del 
08/06/2010
E' vero quanto scritto da Barbara Spinelli e riportato oggi dal quotidiano La Stampa, da sempre chiediamo verità sulla strage di Via dei Georgofi..... Apri
E' vero quanto scritto da Barbara Spinelli e riportato oggi dal quotidiano La Stampa, da sempre chiediamo verità sulla strage di Via dei Georgofili, prima di tutto a noi si deve verità e giustizia e poi all'intero Paese.
Ha ragione Giuliano Ferrara a scrivere che in un Paese civile non si può convivere con l'accusa di strage al Presidente del Consiglio e bisogna dimostrarlo.
Hanno ragione entrambi per questo da quel 7 agosto del 1998, data dell'archiviazione dell'indagine sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993, invochiamo un processo penale che metta fine al tormento che ci assilla da 17 anni: sul perché e per mano di chi oltre la mafia i nostri figli abbiano perso la vita o chi è sopravissuto debba combattere contro situazioni terribili.
"Piantarla", invece, quello no, non si può fare e qui spezziamo tutte le lance del mondo in favore del Procuratore Nazionale Antimafia, perché bisogna che ancora una volta ricordiamo a quanti pontificano, giusto come il direttore del Foglio, che bisognava cambiare nuovamente leggi come quella sui collaboratori di giustizia e prima ancora quella sulla consultazione dei tabulati telefonici e tante altre ancora che l'esimio direttore del Foglio ben conosce, ma nessun Governo lo ha più fatto fino ad oggi.
Si parla tanto di riforme, ma una riforma della giustizia che dia pace alle vittime della strage di via dei Georgofili non è prevista, eppure questo sarebbe un ben alto grado di civiltà.
Noi non abbiamo pregiudizi o preconcetti verso alcuno, noi vogliamo la verità giudiziaria, non ci fidiamo di ricostruzioni storiche e visto che materiale di archiviazione nel Tribunale di Firenze ve ne sono due intere pareti e che sono il frutto dell'immane fatica di Gabriele Chelazzi, Magistrato di grande intelligenza, grande coraggio e grande tenacia, tutte virtù supportate dall'essere un Magistrato libero e indipendente, continuiamo ad invocare un processo penale chiarificatore per il bene di tutti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1225  del 
09/06/2010
Ad oggi non sappiamo ancora se la bomba di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, mentre massacrava i nostri figli, abbia favorito qualcuno, chi o che..... Apri
Ad oggi non sappiamo ancora se la bomba di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, mentre massacrava i nostri figli, abbia favorito qualcuno, chi o che cosa, oltre la mafia "cosa nostra", come dice il Presidente del Copasir.
Questo grazie anche al fatto che spesso abbiamo visto remare contro la possibilità di dare impulsi alle indagini in corso, come quando nel 2000 si è cercato di togliere l'ergastolo a Riina e ai 15 mafiosi condannati per le stragi del 1993 attraverso il rito abbreviato, come quando si è imposto ai collaboratori di giustizia di parlare e dire tutto in soli 180 giorni, o come quando i Tribunali di Sorveglianza secondo norme vigenti, devono mandare a "socializzare" i capi mafia rei di strage.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1226  del 
10/06/2010
Le preoccupazioni della Magistratura per i limiti chiesti per l'utilizzo dello strumento delle intercettazioni, sono anche le nostre preoccupazioni. <..... Apri
Le preoccupazioni della Magistratura per i limiti chiesti per l'utilizzo dello strumento delle intercettazioni, sono anche le nostre preoccupazioni.
Con tutte le rassicurazioni del caso non riusciamo a rasserenarci, da troppo tempo aspettiamo tutta la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Stanno per iniziare nuovi processi sulla scia di nuove rivelazioni da parte di collaboratori di giustizia, e i cambiamenti in corso d'opera non hanno mai portato nulla di buono, rammentiamo il non utilizzo dei tabulati telefonici più vecchi di 5 anni, che tanti problemi creò al Magistrato Gabriele Chelazzi, giusto mentre cercava i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1227  del 
13/06/2010
Continua il teatrino intorno alle stragi del 1993, invece di essere vissute da chi conta come la vera tragedia che ha investito prima di tutto le nost..... Apri
Continua il teatrino intorno alle stragi del 1993, invece di essere vissute da chi conta come la vera tragedia che ha investito prima di tutto le nostre famiglie e poi l'Italia intera, sono oggi oggetto di analisi politiche che tirano l'acqua al mulino di chi in quelle analisi si cimenta. Non è vero che dopo le stragi del 1993 "rimasero in piedi solo due forze: "da una parte il potere giudiziario di alcune procure, dall'altra la forza politica del Pds" - come asserisce il Presidente dei deputati del PDL.
Intanto se fosse così la Magistratura dopo 17 anni ci avrebbe dato la verità completa scritta su carta bollata e invece non ce l'ha ancora fatta, in secondo luogo le stragi del 1993 non furono fatti politici di rossi contro neri o viceversa.
Il massacro di via dei Georgofili, secondo noi i parenti delle vittime innocenti del 27 Maggio 1993, fu un attentato terroristico eversivo con un innesco fortemente economico fatto di gradi ruberie e i soldi frutto dei grandi traffici, da sinistra a destra, chi li ha portati all'estero defraudando le casse dello Stato è sotto gli occhi di tutti.
Siamo stanchi di litanie vogliamo verità e giustizia e quindi un Processo con la P maiuscola sulla base dei documenti che la Procura di Firenze ha messo insieme nel corso di questi 17 anni di indagini.
Vogliamo la verità, senza se e senza ma, soprattutto senza troppe analisi di comodo che ci fanno venire la nausea, perché i nostri morti hanno diritto ad essere seppelliti, e noi abbiamo il dovere di farlo con una sentenza in mano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1228  del 
14/06/2010
Quante volte nei nostri comunicati abbiamo rammentato l'importanza delle microspie di Via Ughetti a Palermo, in riferimento alle indagini sugli s..... Apri
Quante volte nei nostri comunicati abbiamo rammentato l'importanza delle microspie di Via Ughetti a Palermo, in riferimento alle indagini sugli stragisti degli attentati del 1993, Dio solo lo sa!
E'vero che non contiamo nulla, ma visto che siamo stati buoni per essere massacrati in via dei Georgofili, mai ci saremmo aspettati tanta indifferenza.
Infatti, se le microspie fossero state piazzate in Via Ughetti a Palermo per soli tre giorni mentre Gioè e La Barbera parlavano di stragi e stragisti fra di loro, oggi non sapremmo un bel niente sulle stragi del 1993 e il gotha di cosa nostra insieme al gruppo di fuoco di Bagarella sarebbero tutti a fare la bella vita come Matteo Messina Denaro.
Ci ripensi il Governo ai soli tre giorni di tempo per lasciare attive le microspie, non si può sempre pensare a quei, sia pure importanti,delinquenti che fra le mura domestiche si beano delle loro malefatte, bisogna pensare anche a quei disgraziati che capitano nelle mani di entità criminali giusto avvezze a sparlare fra le mura domestiche, sicuri che tanto le intercettazioni e le miscrospie non produrranno più nulla.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1229  del 
15/06/2010
Tre procure hanno dichiarato Spatuzza attendibile ed ecco che arriva la mannaia dei 180 giorni. Galeotti furono o no i 180 giorni sarà materia di disc..... Apri
Tre procure hanno dichiarato Spatuzza attendibile ed ecco che arriva la mannaia dei 180 giorni. Galeotti furono o no i 180 giorni sarà materia di discussioni fra gli organi competenti,una cosa è certa però mai si era vista una cosa simile fra Viminale e Magistratura.
Siamo tornati ai tempi in cui fu tentato di togliere l'ergastolo a Riina, oggi si tenta forse di chiudere la bocca ai collaboratori di giustizia? Come allora chiediamo un intervento urgente per riparare a sìi tanto scempio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1230  del 
15/06/2010
MAFIA:SPATUZZA;ASS.GEORGOFILI,FORSE SI TENTA ZITTIRE PENTITI

ROMA, 15 GIU - "Tre procure hanno dichiarato Spatuzza attendibile ed ecco c.....
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MAFIA:SPATUZZA;ASS.GEORGOFILI,FORSE SI TENTA ZITTIRE PENTITI

ROMA, 15 GIU - "Tre procure hanno dichiarato Spatuzza attendibile ed ecco che arriva la mannaia dei 180 giorni: si tenta forse di chiudere la bocca ai pentiti?".
E' questa la reazione della Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili alla decisione della Commissione centrale del Viminale di non ammettere Gaspare Spatuzza al programma di protezione perché il pentito ha cominciato a fare le sue dichiarazioni oltre il limite dei 180 giorni da quando si è detto disponibile a collaborare.
"Galeotti siano stati o no i 180 giorni - osserva Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente dell'associazione - sarà materia di discussioni fra gli organi competenti. Una cosa è certa, però: mai si era vista una cosa simile fra Viminale e Magistratura.
Siamo tornati ai tempi in cui fu tentato di togliere l'ergastolo a Riina. Oggi si tenta forse di chiudere la bocca ai collaboratori di giustizia?
Come allora - conclude Maggiani Chelli - chiediamo un intervento urgente per riparare a sì tanto scempio. (ANSA)
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LETTERA
1231  del 
16/06/2010
Lettera aperta a Spatuzza

Gentilissimo Signor Gaspare Spatuzza,

Le scrivo a nome dell'Associazione che rappresento, quel.....
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Lettera aperta a Spatuzza

Gentilissimo Signor Gaspare Spatuzza,

Le scrivo a nome dell'Associazione che rappresento, quella dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Lei sa bene cosa è successo ai nostri parenti in Via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, perché Lei c'era in quella nefasta notte.
Lei conosce bene la nostra sofferenza durante il processo di Firenze, dalla Sua gabbia nella quale stava, guardava tutti noi e allora forse con disprezzo, ma non poteva non percepire il dolore che ci pervadeva per la perdita dei nostri cari e il sentimento di rivalsa verso la vostra spavalderia di mafiosi che traspariva da quelle gabbie.
Poi un giorno Sua moglie Le ha portato il Vostro bambino: aveva pochi mesi, credo otto.
Si diceva che lei non lo avesse mai visto e in quel momento, io lo so, la Sua spavalderia è venuta meno e, mi creda, nessuno di noi ha provato altro che tenerezza verso quella creaturina che non aveva colpa di nulla.
Oggi Lei collabora con la giustizia, nella quale fortemente confidiamo e malgrado tutto, da quando le Procure l'hanno dichiarata attendibile, a Lei guardiamo riponendo tutte le nostre speranze di verità e quindi giustizia completa.
Il momento è terribile per Lei e per tutti noi, lo Stato applica la legge in questo caso sia pure amministrativa e noi non possiamo farci nulla, possiamo protestare, ma la legge è legge e nessuno più di noi ha imparato a rispettarla.
Solo chi ha concepito 180 giorni per far dire tutto ai soggetti come Lei deve oggi vergognarsi, il restante degli italiani può solo aspettare la conta giusta dei famigerati 180 giorni e auspicare che esista un Suo verbale datato prima dei 180 giorni in questione, o che qualche illuminato con un decreto cambi la norma.
Detto questo, quello che a nome di tutti noi, voglio dirLe è:
- non si tiri indietro adesso, Signor Spatuzza, così come ha lasciato intendere che farà ai Magistrati di Firenze.
Non abbia timori e sia se stesso come lo fu il giorno in cui incontrò per la prima volta Suo figlio e se è vero che è stata la nostra Caterina a mettere in crisi la Sua coscienza, lo dimostri con coraggio perché noi siamo con Lei: lo dobbiamo ai nostri di figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1232  del 
16/06/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI A SPATUZZA, A LEI GUARDIAMO PER VERITA'
LETTERA PARENTI VITTIME A COLLABORATORE, SIAMO CON LEI

FIRENZE, 16 GIU.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI A SPATUZZA, A LEI GUARDIAMO PER VERITA'
LETTERA PARENTI VITTIME A COLLABORATORE, SIAMO CON LEI

FIRENZE, 16 GIU - "Da quando le procure l'hanno dichiarata attendibile, a lei guardiamo riponendo tutte le nostre speranze di verità e quindi giustizia completa".
Lo ha scritto la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in una lettera al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Ieri la Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione non ha ammesso Spatuzza al programma di protezione.
"Il momento è terribile - continua la lettera - per lei e per tutti noi. Lo Stato applica la legge, in questo caso sia pure amministrativa, e noi non possiamo farci nulla. Possiamo protestare, ma la legge è legge e nessuno più di noi ha imparato a rispettarle".
"Non si tiri indietro adesso - continua la lettera - così come ha lasciato intendere che farà ai magistrati di Firenze. Non abbia timori, sia se stesso come lo fu il giorno in cui incontrò per la prima volta suo figlio. E, se è vero che è stata la nostra Caterina a mettere in crisi la sua coscienza, lo dimostri con coraggio. Noi siamo con lei, lo dobbiamo ai nostri figli". (ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1233  del 
16/06/2010
Mafia/ Maggiani Chelli a Spatuzza: Non si tiri indietro adesso
Lettera aperta: Momento è terribile per lei e per tutti noi
da APCOM

N.....
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Mafia/ Maggiani Chelli a Spatuzza: Non si tiri indietro adesso
Lettera aperta: Momento è terribile per lei e per tutti noi
da APCOM

Non si tiri indietro adesso, signor Spatuzza, così come ha lasciato intendere che farà ai magistrati di Firenze. Non abbia timori, sia se stesso come lo fu il giorno in cui incontrò per la prima volta suo figlio e se è vero che è stata la nostra Caterina a mettere in crisi la sua coscienza, lo dimostri con coraggio perché noi siamo con Lei, lo dobbiamo ai nostri di figli". Così, in una lettera aperta, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, al pentito Gaspare Spatuzza, per il quale ieri la Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione ha rifiutato l'ammissione al programma di protezione testimoni.
"Lei c'era in quella nefasta notte - dice Maggiani Chelli - Lei conosce bene la nostra sofferenza durante il processo di Firenze, dalla sua gabbia nella quale stava, guardava tutti noi e allora forse con disprezzo, ma non poteva non percepire il dolore che ci pervadeva per la perdita dei nostri cari e il sentimento di rivalsa verso la vostra spavalderia di mafiosi che traspariva da quelle gabbie. Poi un giorno sua moglie le ha portato il vostro bambino - prosegue - aveva pochi mesi, credo otto. Si diceva che lei non lo avesse mai visto, in quel momento io lo so, la sua spavalderia è venuta meno e mi creda nessuno di noi ha provato se non tenerezza verso quella creaturina che non aveva colpa di nulla".
"Oggi - prosegue la lettera aperta - lei collabora con la giustizia, nella quale fortemente confidiamo e malgrado tutto da quando le Procure l'hanno dichiarata attendibile, a lei guardiamo riponendo tutte le nostre speranze di verità e quindi giustizia completa. Il momento è terribile per Lei e per tutti noi, lo Stato applica la legge in questo caso sia pure amministrativa e noi non possiamo farci nulla, possiamo protestare, ma la legge è legge e nessuno più di noi ha imparato a rispettarle. Solo chi ha concepito 180 giorni - continua Maggiani Chelli - per far dire tutto ai soggetti come lei deve oggi vergognarsi, il restante degli italiani può solo aspettare la conta giusta dei famigerati 180 giorni e auspicare che esista un suo verbale datato prima dei 180 giorni in questione, o che qualche illuminato con un decreto cambi la norma".
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COMUNICATO
1234  del 
16/06/2010
Ma perché a parlare della vicenda Spatuzza ai TG della Rai pubblica deve essere Roberto Saviano?
Con tutto il rispetto dovuto a chicchessia, cosa .....
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Ma perché a parlare della vicenda Spatuzza ai TG della Rai pubblica deve essere Roberto Saviano?
Con tutto il rispetto dovuto a chicchessia, cosa ne sa lo scrittore, oggi icona per antonomasia dell'antimafia generale imposta a tutti noi, di cosa ha ancora ha da dire Spatuzza sulla strage di via dei Georgofili?
Diamo a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare una buona volta.
Sono momenti drammatici quelli che viviamo, siamo stufi dei maneggi della politica responsabile in primis dei soli 180 concessi ai collaboratori di giustizia per raccontare tutto quello che sanno e stufi di slogan in bocca al viso di turno noto mediaticamente, che pare non sapere chi ha voluto la norma vigente sui collaboratori di giustizia, una norma che ha fatto sì che fino ad oggi i nostri di morti, perché nostri sono, non abbiano giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1236  del 
17/06/2010
Ecco l'ennesima scoperta dell'acqua calda.
Ma a Firenze durante il processo delle stragi del 1993 possibile ci fossimo solo noi?
Gl.....
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Ecco l'ennesima scoperta dell'acqua calda.
Ma a Firenze durante il processo delle stragi del 1993 possibile ci fossimo solo noi?
Gli atti processuali, va bene che per questione di privacy li abbiamo dovuti togliere dal nostro sito pena il capestro, ma possibile non li abbia letti nessuno?
Se avessimo un euro per quante volte la difesa della mafia nei processi di Firenze ha invocato la massoneria, i servizi segreti deviati, e quant'altro oggi non saremmo qui a aspettare i rimborsi delle cause civili.
Riina lo abbiamo già sollecitato cento volte, se è a conoscenza di quali fossero gli obiettivi per le stragi del 1993 dovrebbe venire in aula a Firenze e dirlo nella veste di pentito di mafia e farla finita una buona volta di sciroppare ad ogni processo ciò che abbiamo già sentito mille volte e che non ha portato mai da nessuna parte.
Ammettiamo pure che vicino al Pac, magari nella villa reale, ci fosse una loggia massonica e che una loggia massonica fosse nella torre dei Pulci e allora?
Chi ha fatto piazzare trecento chili di tritolo sotto le finestre di venerabili in grembiulino non ammazzando certo loro ma i nostri figli?
E' questo che ci deve dire Riina, non che un po' più in là del PAC c'era una loggia massonica come a Firenze nella Torre, perché poteva anche esserci, ma mica se le saranno messi da soli le bombe?
Riina di certo le bombe del 1993 le ha fatte esplodere lui, questo è un dato incontrovertibile il tritolo era di sua proprietà e lo sa benissimo, detto questo vediamo di ascoltare chi oggi collabora in una aula di giustizia e magari di scoprire chi ha dato gli inneschi a Riina, prima di provare a rimescolare le carte tanto per confondere ancora di più .
La tecnica è ormai consolidata nei processi di Firenze per le stragi del 1993, se il castello tira sassi bisogna alzare il tiro, per la mafia e per i suoi mandanti esterni, senza dire mai nulla che faccia prova penale e il terribile gioco al massacro continua come una tortura sulla nostra pelle di noi genitori di vittime.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1237  del 
19/06/2010
Siamo fortemente preoccupati per lo strano episodio che riguarda la giornalista Silvia Resta. Auspichiamo che chi deve possa fare luce velocemente sul..... Apri
Siamo fortemente preoccupati per lo strano episodio che riguarda la giornalista Silvia Resta. Auspichiamo che chi deve possa fare luce velocemente sulla incursione avvenuta in casa della giornalista della Sette, affinchè sia chiarito se davvero l'aggressione alla vita privata di una giornalista sia dovuta al fatto che ha scritto un libro sulla strage di via dei Georgofili.
Se menzionare la strage del 27 Maggio 1993 con un chiaro riferimento ai nostri tragici episodi di vita vissuta, fa così paura da arrivare al punto di mettere in difficoltà la scrittrice non può che allarmarci.
Vuol dire che qualcuno in questo Paese ha paura della sua ombra, perché in fondo la Silvia Resta ha scritto solo un romanzo e fra le pieghe sono riportate notizie già tutte dibattute in aula a Firenze durante il processo per le stragi del 1993.
Insistiamo pertanto sull'importanza che siano i dibattimenti giudiziari a sanare una situazione ormai diventata pesante in questo Paese.
Ci sono fiumi di documenti di indagine accumulati da Gabriele Chelazzi, PM nei processi per le stragi del 1993, che devono trovare giusta collocazione sulla carta bollata,prima che qualcosa di grave ci faccia rimpiangere la "distribuzione" sul territorio di carte che paiono scottare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1238  del 
19/06/2010
GIORNALISTI: ASS. VITTIME GEORGOFILI, FORTEMENTE PREOCCUPATI

ROMA, 19 GIU - "Siamo fortemente preoccupati per lo strano episodio che rig.....
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GIORNALISTI: ASS. VITTIME GEORGOFILI, FORTEMENTE PREOCCUPATI

ROMA, 19 GIU - "Siamo fortemente preoccupati per lo strano episodio che riguarda la giornalista Silvia Resta. Auspichiamo che chi deve possa fare luce velocemente sulla incursione avvenuta in casa della giornalista della Sette, affinchè sia chiarito se davvero l'aggressione alla vita privata di una giornalista sia dovuta al fatto che ha scritto un libro sulla strage di via dei Georgofili".
E' quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, portavoce della Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "Se menzionare la strage del 27 Maggio 1993 con un chiaro riferimento ai nostri tragici episodi di vita vissuta, fa così paura da arrivare al punto di mettere in difficoltà la scrittrice non può che allarmarci. Vuol dire - continua la nota - che qualcuno in questo Paese ha paura della sua ombra, perché in fondo la Silvia Resta ha scritto solo un romanzo e fra le pieghe sono riportate notizie già tutte dibattute in aula a Firenze durante il processo per le stragi del 1993. Insistiamo pertanto sull'importanza che siano i dibattimenti giudiziari a sanare una situazione ormai diventata pesante in questo Paese.
Ci sono fiumi di documenti di indagine accumulati da Gabriele Chelazzi, PM nei processi per le stragi del 1993, che devono trovare giusta collocazione sulla carta bollata, prima che qualcosa di grave ci faccia rimpiangere la "distribuzione" sul territorio di carte che paiono scottare". (ANSA)
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COMUNICATO
1239  del 
24/06/2010
Il Presidente Ciampi torna ai suoi ricordi dalle pagine del Corriere della Sera, ed evoca ancora le bombe che ci riguardano così maledettamente da vic..... Apri
Il Presidente Ciampi torna ai suoi ricordi dalle pagine del Corriere della Sera, ed evoca ancora le bombe che ci riguardano così maledettamente da vicino, quelle del 1993.
Al Presidente Ciampi nel 1998 fu chiesto di fare nuovamente il Presidente del Consiglio, ma qualcuno sparigliò le carte e l'idea rientrò, Ciampi dice oggi "tra me e me conclusi che troppe forze non mi volevano a palazzo Chigi e che le bombe del 1993 ne furono l'anticipazione".
Quindi quell'episodio del 1998 viene oggi annoverato fra i misteri del 1998.
E' proprio un mistero? No secondo noi, se si guardano cronologicamente la richiesta di archiviazione sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 quella di Firenze datata 7 Agosto 1998 e il decreto di archiviazione della stessa datato 14 novembre 1998.
Documenti pesanti oggi lo sappiamo tutti, che necessitavano di gravi scelte, perchè gravi rinvii a giudizio potevano incombere sul Paese.
E il Presidente Ciampi era l'uomo meno adatto per fare nuovamente il Presidente del Consiglio, di questo siamo certi.
Uomo tecnico tutto di un pezzo l'ex Presidente della Repubblica, non era certamente plasmabile come gli uomini costruiti dalla politica piena di compromessi, aveva sofferto troppo quel 2 Giugno del 1993 con il tritolo in via dei Sabini e i telefoni che non funzionavano.
Peccato che noi abbiamo perso i figli in via dei Georgofili, altrimenti oggi potremmo essere più tolleranti, ma a noi non è più dato di provare pietà per le coscienze altrui.
Proviamo solo rabbia e grande dolore per una giustizia che stenta ad arrivare, perché chi deve non trova il coraggio di andare in Tribunale a testimoniare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1240  del 
29/06/2010
Dopo la sentenza di appello per il Dr. Marcello Dell'Utri, aspettando di leggere comunque la motivazione di sentenza, siamo più che mai convinti ..... Apri
Dopo la sentenza di appello per il Dr. Marcello Dell'Utri, aspettando di leggere comunque la motivazione di sentenza, siamo più che mai convinti necessiti al più presto la verità completa sulla strage i via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, qualunque essa sia.
Auspichiamo quindi ad un processo chiarificatore specificatamente sulle stragi del 1993. Vogliamo finalmente capire come si sono realmente svolti i fatti in quel segmento di storia Italiana che va dal 5 Novembre 1992 data del ritrovamento del proiettile di Boboli nel giardino fiorentino, un proiettile di artiglieria confezionato in un sacchetto per rifiuti a fianco della statua di un Magistrato, fino al 14 Aprile 1994 giorno del mancato attentato al collaboratore di giustizia Totuccio Contorno.
Sarebbe ora veramente ignobile, ridurre la lettura giudiziaria delle stragi degli anni 90 ai soli attentati ai giudici dell'anno 1992.
Inasprimento delle norme antimafia o no dopo il 19 luglio 1992, dal 14 maggio 1993 fino al 14 aprile 1994, la mafia ha fatto esplodere in Italia il più grande quantitativo di tritolo che storia delle stragi ricordi, vogliamo sapere per conto di chi dobbiamo ancora oggi vivere tutto intero il dramma che ha travolto 51 famiglie con 5 morti e 48 feriti.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1241  del 
29/06/2010
MAFIA: DELL'UTRI; ASS.GEORGOFILI, ORA PROCESSO SU STRAGI '93

FIRENZE, 29 GIU - Un processo "chiarificatore" sulle stragi .....
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MAFIA: DELL'UTRI; ASS.GEORGOFILI, ORA PROCESSO SU STRAGI '93

FIRENZE, 29 GIU - Un processo "chiarificatore" sulle stragi mafiose del '93: lo auspica Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra le vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la sentenza al processo d'appello che ha condannato a sette anni di reclusione Marcello Dell'Utri.
"Aspettando di leggere comunque la motivazione di sentenza - spiega la Maggiani Chelli in una nota - siamo più che mai convinti necessiti al più presto la verità completa sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, qualunque essa sia. Auspichiamo quindi un processo chiarificatore specificatamente sulle stragi del 1993".
Per Maggiani Chelli è necessario sapere "per conto di chi dobbiamo ancora oggi vivere tutto intero il dramma che ha travolto 51 famiglie con 5 morti e 48 feriti". (ANSA)
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COMUNICATO
1243  del 
29/06/2010
Continuiamo con angoscia a leggere lanci di agenzia e a seguire interventi mediatici, con le più disparate esternazioni sul caso sentenza Marcello Del..... Apri
Continuiamo con angoscia a leggere lanci di agenzia e a seguire interventi mediatici, con le più disparate esternazioni sul caso sentenza Marcello Dell'Utri.
Sembra di assistere alla disputa sulla vittoria o meno di una partita di calcio importante, quando si ha il dubbio che l'arbitro non abbia fatto il proprio dovere.
Crediamo fortemente non il sia caso di esultare da parte di nessuno e in nessun senso, davanti a sentenze come quella appena uscita dal Tribunale di Palermo.
Rammentiamo a quanti si credono che in ballo ci sia uno "scudetto", che a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 sono morte due bambine, Caterina di 50 giorni di vita, Nadia di 8 anni, i loro genitori e un ragazzo, Dario, di soli 20 anni.
Lo abbiamo già detto questa mattina nel nostro comunicato, serve un Processo Penale con il capo di imputazione per strage e in una azione di grande serietà da parte di chi conta in questo Paese e da mesi si fa avanti a parlare di trattativa fra mafia e stato, ma soprattutto con l'ausilio di tutta la politica di entrambi gli schieramenti, capire perché è successo il massacro di via dei Georgofili a Firenze e tutti gli altri di quell'anno, ovvero chi ha voluto così tanto sangue versato per i propri tornaconti.
Non sono le frasi d'effetto assolutorie o di accusa che danno pace ai nostri figli morti, ma le sentenze passate in giudicato come quella emessa nei confronti di "cosa nostra" il 6 Maggio del 2002 .
Allora toccò agli esecutori materiali e ai mandanti interni alla organizzazione criminale, ora tocca alle "menti raffinate" pagare il giusto tributo alla giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1242  del 
30/06/2010
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica che domani primo Luglio 2010 parteciperà alla manifesta..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica che domani primo Luglio 2010 parteciperà alla manifestazione che si terrà a Roma in Piazza Navona in difesa dell'utilizzo delle intercettazioni, quale strumento indispensabile per le indagini della Magistratura.
La portavoce Giovanna Maggiani Chelli farà un intervento su invito dei rappresentanti del "Popolo Viola".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1244  del 
30/06/2010
Abbiamo sempre fortemente disdegnato ogni tipo di commissione per le stragi del 1993, perché sfiduciati da anni di battaglie condotte con grande fatic..... Apri
Abbiamo sempre fortemente disdegnato ogni tipo di commissione per le stragi del 1993, perché sfiduciati da anni di battaglie condotte con grande fatica nel silenzio totale intorno a noi.
Oggi leggendo i passaggi più salienti della relazione Pisanu vediamo che abbiamo sempre avuto ragione.
Tante belle parole, tanti passaggi interessanti, alcuni teoremi stanno anche nel nostro sito,ma niente fatti concreti.
Anzi siamo alla santificazione della politica tutta, cosa che avviene sempre quando intorno ad un tavolo si siedono i rappresentanti di entrambi gli schieramenti del nostro Paese e tutto deve convergere al centro del tavolo.
Il male delle stragi del 1993 sarebbe dovuto ai servizi segreti deviati, pare recitare la relazione in argomento dai primi stralci, quei servizi segreti tanto invocati nel processo di Firenze dalla difesa dei mafiosi.
Leggeremo con calma tutta la relazione Pisano e speriamo di cambiare l'opinione che abbiamo delle commissioni di questi 60 di storia Repubblicana.
E' la terza volta nel giro di poche ore che ribadiamo che ora serve un processo chiarificatore sulle stragi del 1993, perché ne siamo convinti visto che le Procure interessate possiedono fiumi di materiale d'indagine non certo solo sui servizi segreti deviati e oggi traiamo spunto dalla relazione Pisanu per ribadirlo, serve un processo perché i servizi segreti che non hanno fatto il loro dovere ci saranno di sicuro, ma non solo loro.
La carta bollata deve arrivare la dove non arrivano le commissioni varie che troppo risentono delle esigenze della politica nel nostro Paese, una politica non sempre cristallina.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1245  del 
30/06/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, RELAZIONE PISANU SENZA FATTI CONCRETI

FIRENZE, 30 GIU - "Abbiamo sempre fortemente disdegnato ogni tipo di commis.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, RELAZIONE PISANU SENZA FATTI CONCRETI

FIRENZE, 30 GIU - "Abbiamo sempre fortemente disdegnato ogni tipo di commissione per le stragi del 1993, perché sfiduciati da anni di battaglie condotte con grande fatica nel silenzio. Oggi leggendo i passaggi più salienti della relazione Pisanu vediamo che abbiamo sempre avuto ragione. Tante belle parole, tanti passaggi interessanti, alcuni teoremi stanno anche nel nostro sito, ma niente fatti concreti".
Così l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commenta l'analisi fatta dal presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu sul periodo dei delitti e delle stragi tra il 1992 e il 1993.
"Siamo alla santificazione della politica - scrive la portavoce dell'associazione Giovanna Maggiani Chelli - cosa che avviene sempre quando intorno ad un tavolo si siedono i rappresentanti di entrambi gli schieramenti del nostro Paese e tutto deve convergere al centro del tavolo".
"Ribadiamo - prosegue il testo - che ora serve un processo chiarificatore sulle stragi del 1993 visto che le procure interessate possiedono fiumi di materiale d'indagine, non certo solo sui servizi segreti deviati. Oggi traiamo spunto dalla relazione Pisanu per ribadirlo: serve un processo perché i servizi segreti che non hanno fatto il loro dovere ci saranno di sicuro, ma non solo loro. La carta bollata arrivi dove non arrivano le commissioni varie che troppo risentono delle esigenze della politica". (ANSA)
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1246  del 
02/07/2010
Inserimento nel sito:

P.za Navona 01/07/20.....
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Inserimento nel sito:

P.za Navona 01/07/2010: Intervento alla manifestazione contro la prevista legge sulle intercettazioni
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NOTIZIA ANSA
1247  del 
02/07/2010
MAFIA:STRAGI 1993;GEORGOFILI, C'ERANO BEN ALTRE IMPLICAZIONI

Firenze 2 luglio 2010. «Non solo troviamo convincente quanto affermato dal .....
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MAFIA:STRAGI 1993;GEORGOFILI, C'ERANO BEN ALTRE IMPLICAZIONI

Firenze 2 luglio 2010. «Non solo troviamo convincente quanto affermato dal presidente della commissione antimafia Giuseppe Pisanu, ma lo condividiamo in pieno».
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione che riunisce i parenti delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, a Firenze.
«Sicuramente la mafia corleonese fece eseguire la strage del 27 Maggio 1993 a Firenze in Via dei Georgofili per una ritorsione verso il carcere duro - scrive Chelli -, lo dice chiaramente la sentenza passata in giudicato il 6 maggio 2002. Ma noi siamo assolutamente convinti che vi siano state anche ben altre implicazioni come pare sia avvenuto per le stragi del 1992. Invochiamo sia fatta piena luce sulle responsabilità di quanti hanno concorso nella strage nel 1993: sia per quello che riguarda l'intelligence deviata quanto per quel che riguarda la politica collusa». ANSA
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COMUNICATO
1248  del 
03/07/2010
Ricordiamo al leader dei Radicali Marco Pannella che i figli dei fratelli Graviano, i macellai di via dei Georgofili, sono il frutto di spermatozoi us..... Apri
Ricordiamo al leader dei Radicali Marco Pannella che i figli dei fratelli Graviano, i macellai di via dei Georgofili, sono il frutto di spermatozoi usciti dal carcere quando ancora la legge non permetteva, come oggi, di far uscire il seme dal carcere a regime di 41 bis, norma di cui hanno usufruito peraltro di recente i mafiosi.
E' l'ora di finirla con colpi di teatro che vanno a vantaggio di una mafia stragista che ha ucciso, torturato e massacrato in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis in via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1249  del 
03/07/2010
CARCERI: GEORGOFILI A PANNELLA, BASTA CON COLPI DI TEATRO. CHELLI, AVVANTAGGIANO MAFIA CHE VUOL CANCELLARE REGIME 41 BIS

FIRENZE, 3 LUG - �.....
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CARCERI: GEORGOFILI A PANNELLA, BASTA CON COLPI DI TEATRO. CHELLI, AVVANTAGGIANO MAFIA CHE VUOL CANCELLARE REGIME 41 BIS

FIRENZE, 3 LUG - "E' l'ora di finirla con colpi di teatro che vanno a vantaggio di una mafia stragista che ha ucciso, torturato e massacrato per cercare di far annullare il regime del 41 bis".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando quanto affermato ieri dal leader dei Radicali Marco Pannella sul carcere duro per i condannati per mafia.
"Ricordiamo a Pannella - scrive Chelli che i figli dei fratelli Graviano, i macellai di via dei Georgofili, sono il frutto di spermatozoi usciti dal carcere quando ancora la legge non permetteva, come oggi, di far uscire il seme dalle sezioni a regime di 41 bis, norma di cui hanno usufruito peraltro di recente i mafiosi". (ANSA)
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COMUNICATO
1250  del 
06/07/2010
Cosa vuol dire il nuovo progetto legislativo previsto a tutela delle alte cariche, che se una alta carica dello Stato, per assurdo, è stata implicata ..... Apri
Cosa vuol dire il nuovo progetto legislativo previsto a tutela delle alte cariche, che se una alta carica dello Stato, per assurdo, è stata implicata nelle stragi del 1993 quando ancora non era una alta carica, comunque può continuare a governare fino alla fine del suo mandato?
Noi auspichiamo davvero di avere male compreso, o che ci sia un errore della comunicazione, perché altrimenti dopo quello che abbiamo passato per quello che ci hanno fatto, meglio faremmo a cambiare Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1251  del 
07/07/2010
"De relato o no, sono quei 180 giorni previsti affinché un collaboratore di giustizia dica tutto ad essere una maledizione, e questo lo sanno anc..... Apri
"De relato o no, sono quei 180 giorni previsti affinché un collaboratore di giustizia dica tutto ad essere una maledizione, e questo lo sanno anche i sassi, come anche i sassi sapevano che i nostri figli sarebbero stati uccisi in via dei Georgofili e non hanno mosso un dito. Comunque Gaspare Spatuzza dopo aver letto la lettera che gli abbiamo scritto pubblicamente, ci ha risposto con una lunga missiva. Ci chiede il perdono tra le altre cose, e questo è l'unico passaggio della lettera al quale noi non daremo risposta positiva, perché il perdono spetta a Dio non a noi.
Daremo però a Spatuzza tutto il nostro sostegno e supporto visto che tre Procure lo dichiarano attendibile quale collaboratore di giustizia, e solo quando la magistratura cambierà idea su di lui noi faremo altrettanto.
Ci batteremo per l'estensione ad un periodo più ampio per le verbalizzazioni dei collaboratori di giustizia, e naturalmente con una norma ad effetto retroattivo come lo si invoca da molte parti per altra norme.
Gaspare Spatuzza ci ha scritto cose che ci hanno toccato e cose interessanti, abbiamo imparato, nostro malgrado a dover apprezzare i collaboratori di giustizia tanto tempo fa, continueremo a farlo e non possiamo certo comprendere chi sta mettendo la vita di Spatuzza a repentaglio.
Del resto il 27 Maggio 1993, abbiamo avuto modo di capire cosa voglia dire essere messi nelle mani della mafia da forze fin troppo palesi, colluse in affari con l'organizzazione criminale "cosa nostra", per questo dobbiamo trovare la forza di supportare chi afferma di essersi "pentito" e di voler ad ogni costo aiutare la giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1252  del 
07/07/2010
Lettera ad Associazione vittime, contenuto e' riservato

FIRENZE, 7 LUG - Gaspare Spatuzza "ci ha chiesto perdono" con una lung.....
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Lettera ad Associazione vittime, contenuto e' riservato

FIRENZE, 7 LUG - Gaspare Spatuzza "ci ha chiesto perdono" con una lunga lettera. Lo afferma Giovanna Chelli, dell'associazione delle vittime della strage mafiosa di Firenze.
"Il perdono spetta a Dio e non a noi - spiega Chelli - noi possiamo dargli tutto il nostro sostegno e supporto visto che tre Procure lo dichiarano attendibile".
Il testo della missiva e' ancora riservato. Chelli conclude affermando che "ci batteremo per l'estensione ad un periodo piu' ampio per le verbalizzazioni dei collaboratori di giustizia".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1253  del 
07/07/2010
MAFIA: STRAGI '93; CHELLI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO
LETTERA A ASSOCIAZIONE VITTIME, CONTENUTO E' RISERVATO

FIRENZE, 7 LUG.....
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MAFIA: STRAGI '93; CHELLI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO
LETTERA A ASSOCIAZIONE VITTIME, CONTENUTO E' RISERVATO

FIRENZE, 7 LUG - Gaspare Spatuzza "ci ha chiesto perdono".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione delle vittime della strage mafiosa di Firenze, rendendo noto che il collaboratore di giustizia ha scritto all'associazione una lunga lettera.
"Il perdono spetta a Dio e non a noi - scrive Chelli - noi possiamo dargli tutto il nostro sostegno e supporto visto che tre Procure lo dichiarano attendibile quale collaboratore di giustizia, e solo quando la magistratura cambierà idea su di lui noi faremo altrettanto".
"Ci batteremo per l'estensione ad un periodo più ampio per le verbalizzazioni dei collaboratori di giustizia - scrive Chelli - e naturalmente con una norma ad effetto retroattivo come lo si invoca da molte parti per altre norme". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1254  del 
07/07/2010
STRAGI '93; CHELLI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO

FIRENZE, 7 LUG - Gaspare Spatuzza "ci ha scritto cose che ci hanno toccato e co.....
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STRAGI '93; CHELLI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO

FIRENZE, 7 LUG - Gaspare Spatuzza "ci ha scritto cose che ci hanno toccato e cose interessanti", scrive Chelli che sostiene come "tanto tempo fa abbiamo imparato ad apprezzare i collaboratori di giustizia. Continueremo a farlo e non possiamo certo comprendere chi sta mettendo la vita di Spatuzza a repentaglio".
"Del resto - conclude Chelli - il 27 maggio 1993 abbiamo avuto modo di capire cosa voglia dire essere messi nelle mani della mafia da forze fin troppo palesi, colluse in affari con cosa nostra. Per questo dobbiamo trovare la forza di supportare chi afferma di essersi 'pentito' e di voler ad ogni costo aiutare la giustizia". (ANSA)
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NOTIZIA ASCA
1255  del 
07/07/2010
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO

( ASCA) - Firenze, 7 lug - Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha scritto al.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SPATUZZA CI HA CHIESTO PERDONO

( ASCA) - Firenze, 7 lug - Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha scritto all'Associazione dei familiari delle vittime di via de' Georgofili, chiedendo loro perdono.
A rilevarlo e' Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione nata dopo la strage del 1993 a Firenze.
"Avevamo scritto a Spatuzza - spiega - e lui ci ha risposto con una lettera di due pagine, in cui si fa spesso riferimento alla religiosita' e in cui lui ci chiede perdono.
Noi non possiamo perdonarlo, eventualmente Dio lo fara', ma cercheremo di sostenerlo".
In particolare l'associazione chiede che sia rivista la norma sulle dichiarazioni da rendere nei primi 180 giorni e che le affermarazioni del collaboratore di giustizia arrivino in un'aula di Tribunale.
"Spatuzza - afferma la Maggiani Chelli - deve poter dire tutto quel che ha da dire per capire come stanno le cose. Tre Procure dicono che e' attendibile e allora, che gli si creda o no, sia ascoltato seriamente e poi decida un tribunale".
Le dichiarazioni di Spatuzza sono state prese in considerazione, tra l'altro, dalla procura di Firenze che lo ritiene "attendibile".
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COMUNICATO
1256  del 
10/07/2010
Vogliamo rendere pubblico il nostro ringraziamento al Dr. Andrea Castagnini della Regione Toscana che ieri è andato in pensione.
Castagnini è stat.....
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Vogliamo rendere pubblico il nostro ringraziamento al Dr. Andrea Castagnini della Regione Toscana che ieri è andato in pensione.
Castagnini è stato il nostro riferimento in questi anni da quando la Regione Toscana ha deciso di firmare con la nostra Associazione un Protocollo d'intesa.
Castagnini, insieme al Dr. Federico Gelli ha lavorato alacremente ad un tavolo di coordinamento per varie espressioni della società civile, affinché il concetto di legalità in Toscana fosse forte e chiaro. Noi come Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dobbiamo ad Andrea Castagnini il grande merito di aver capito cosa avesse rappresentato per tutti noi, per la città di Firenze,e non solo, un attentato terroristico come quello del 27 Maggio 1993 e con il suo supporto abbiamo potuto portare in fondo durissime cause civili contro la mafia, e approvazioni di leggi come la 206 del 2004.
Inoltre con convegni e incontri vari siamo riusciti a trasmettere alla città di Firenze e non solo, cosa realmente sia avvenuto il 27 Maggio 1993 e questo sempre con il supporto della Regione Toscana nella veste di Andrea Castagnini che nella guerra alla mafia ha sempre creduto.
Se Andrea Castagnini con il suo centro di appartenenza, insieme a uomini come Federico Gelli, avessero potuto rimanere al loro posto, di sicuro le strade della legalità in Toscana sarebbero state in futuro meno ardue da percorrere, ne siamo certi, perché le voci della società civile interessata ai problemi i più disparati, sono le più cristalline in quanto lontane da logiche opportunistiche.
Formuliamo ad Andrea tutti gli auguri possibili per il Suo futuro, siamo certi che troverà un altro impegno a cui dedicarsi come ha fatto in Regione Toscana e a noi in questo momento auguriamo di trovare sulla nostra strada un altrettanto valido funzionario di Regione che possa capire l'importanza dell'opera della Società civile in questi momenti difficilissimi per il Paese. La verità che riguarda la strage di via dei Georgofili incombe , e solo con l'aiuto di persone di buona volontà, di lodevoli principi di verità e giustizia e quindi di legalità, il nostro lavoro quotidiano potrà essere mantenuto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1257  del 
12/07/2010
Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafia, Walter Veltroni, non vuole fare "nessuna forzatura propagandistica", abbia la ..... Apri
Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafia, Walter Veltroni, non vuole fare "nessuna forzatura propagandistica", abbia la compiacenza , alle feste dell'Unità, di non evocare azzardando ipotesi, stragi che troppo da vicino ci riguardano.
Nominando le stragi del 1993, collocando le forze politiche che rappresenta fra i progressisti per i quali la mafia avrebbe messo le bombe per fermarne l'avanzata, ci pare strumentalizzi il nostro dolore e la nostra rabbia per una parte ben precisa della politica di questo sciagurato Paese. Dove sono stati tutti questi anni questi progressisti, mentre con la bava alla bocca cercavamo verità e giustizia che non abbiamo mai avuto proprio per gli omertosi silenzi, quando non erano addirittura un vero e proprio remare contro per soffocare le nostre grida?
Noi ricordiamo che nell'anno 1993 tutti trafficavano in questo Paese e già da parecchio tempo, ed erano veramente tutti affaccendati a coprire forse qualcosa di molto grosso e mai emerso, per il quale fu necessario il tritolo, tritolo del quale ne comprarono in molti "un etto" e lo consegnarono nelle mani della mafia che per tutta risposta uccise i nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1258  del 
13/07/2010
Si sta diffondendo a macchia d'olio il virus sparso in giro: le stragi mafia del 1993 sarebbero state messe in atto per bloccare la sinistra. Apri
Si sta diffondendo a macchia d'olio il virus sparso in giro: le stragi mafia del 1993 sarebbero state messe in atto per bloccare la sinistra.
Ecco il vergognoso tentativo di collocare le stragi al fine di sedare tutto, come del resto è sempre avvenuto in questo Paese.
Ma che stragi per danneggiare la sinistra!
Sono state stragi affaristiche in combutta con la mafia, quelle del 1993, e visto che forse la trattativa potrebbe essere in atto ancora oggi, nessuno è innocente neanche ai giorni nostri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1259  del 
13/07/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VELTRONI NON STRUMENTALIZZI DOLORE

FIRENZE, 13 LUG - "Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafi.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VELTRONI NON STRUMENTALIZZI DOLORE

FIRENZE, 13 LUG - "Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafia, Walter Veltroni, non vuole fare 'nessuna forzatura propagandistica', abbia la compiacenza, alle feste dell'Unità, di non evocare, azzardando ipotesi, stragi che troppo da vicino ci riguardano".
Così, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando quanto detto ieri da Veltroni alla festa dell'Unità a Roma.
"Nominando le stragi del 1993, collocando le forze politiche che rappresenta fra i progressisti per i quali la mafia avrebbe messo le bombe per fermarne l'avanzata - afferma l'Associazione -, ci pare strumentalizzi il nostro dolore e la nostra rabbia per una parte ben precisa della politica di questo sciagurato Paese. Dove sono stati tutti questi anni questi progressisti, mentre con la bava alla bocca cercavamo verità e giustizia che non abbiamo mai avuto proprio per gli omertosi silenzi, quando non erano addirittura un vero e proprio remare contro per soffocare le nostre grida? Noi ricordiamo che nell'anno 1993 tutti trafficavano in questo Paese e già da parecchio tempo, ed erano veramente tutti affaccendati a coprire forse qualcosa di molto grosso e mai emerso, per il quale fu necessario il tritolo, tritolo del quale ne comprarono in molti 'un etto' e lo consegnarono nelle mani della mafia che per tutta risposta uccise i nostri figli".(ANSA)
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ARTICOLO
1260  del 
13/07/2010
http://www.agenziami.it/articolo/6634/Mafia+quando+Veltroni+scopri+l+esistenza+dei+servizi+segreti+deviati/

L'ultimo leit motiv dell�.....
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http://www.agenziami.it/articolo/6634/Mafia+quando+Veltroni+scopri+l+esistenza+dei+servizi+segreti+deviati/

L'ultimo leit motiv dell'ex sindaco di Roma
Mafia, quando Veltroni scoprì l'esistenza dei servizi segreti deviati
I parenti delle vittime delle stragi: «Abbia la compiacenza di non evocare azzardando ipotesi stragi che troppo da vicino ci riguardano»

L'ex segretario del partito democratico impegnato, nelle feste dell'Unità o sulla poltrona di Fabio Fazio, a svelare la possibile mano dei servizi segreti nelle bombe dei primi anni '90. «Qualcuno ha usato la mafia per creare una nuova stabilizzazione, per evitare che le forze democratiche e progressiste governassero questo Paese», va sostenendo l'ex candidato premier. Replica Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili: «Dove sono stati tutti questi anni questi progressisti, mentre con la bava alla bocca cercavamo verità e giustizia che non abbiamo mai avuto proprio per gli omertosi silenzi, quando non erano addirittura un vero e proprio remare contro per soffocare le nostre grida?».

Sarà stata la nomina a membro della commissione parlamentare Antimafia o, forse chissà, la maggiore frequentazione dei colleghi parlamentari siciliani Lumia e Granata. Certo è che Walter Veltroni ha improvvisamente scoperto l'esistenza, nella recente storia repubblicana, dell'opera dei servizi segreti deviati. A dire che quando era candidato premier, in nessuna delle 110 province italiane, ha mai menzionato le stragi dei primi anni '90. Era in forse due anni fa anche la candidatura di Lumia, presidente uscente della commissione Antimafia, e l'allora segretario del Pd non si spese nemmeno molto per garantirgli la rielezione. Non si ricordano nemmeno brillanti sortite quando era vice di Prodi nel primo governo di centrosinistra o da sindaco capitolino. Ma da un po' di tempo Veltroni ha scoperto la gravità del problema e lo ha interiorizzato: «Qualcuno ha usato la mafia per creare una nuova stabilizzazione, per evitare che le forze democratiche e progressiste governassero questo Paese». Lo ha sostenuto alla festa del Pd a Roma riferendosi alle stragi di mafia del 1992-1993. «Non voglio stabilire nessuna relazione diretta, non voglio fare alcuna forzatura propagandistica, ma le stragi cominciarono nel '93 con il governo Ciampi e finirono nel '94 quando si aprì una nuova stagione politica». E ancora: «Sono state stragi dell'antistato, stragi di mafia e di uno Stato deviato per condizionare l'esito della vita pubblica».

«Pare strumentalizzi il nostro dolore e la nostra rabbia per una parte ben precisa della politica di questo sciagurato Paese»
Dal 1993 ad oggi, ad ogni sortita che sa di strumentale arriva puntuale la replica di Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. «Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafia, Walter Veltroni, non vuole fare "nessuna forzatura propagandistica", abbia la compiacenza, alle feste dell'Unità, di non evocare azzardando ipotesi, stragi che troppo da vicino ci riguardano. Nominando le stragi del 1993, collocando le forze politiche che rappresenta fra i progressisti per i quali la mafia avrebbe messo le bombe per fermarne l'avanzata, ci pare strumentalizzi il nostro dolore e la nostra rabbia per una parte ben precisa della politica di questo sciagurato Paese. Dove sono stati tutti questi anni questi progressisti, mentre con la bava alla bocca cercavamo verità e giustizia che non abbiamo mai avuto proprio per gli omertosi silenzi, quando non erano addirittura un vero e proprio remare contro per soffocare le nostre grida? Noi ricordiamo che nell'anno 1993 tutti trafficavano in questo Paese e già da parecchio tempo, ed erano veramente tutti affaccendati a coprire forse qualcosa di molto grosso e mai emerso, per il quale fu necessario il tritolo, tritolo del quale ne comprarono in molti "un etto" e lo consegnarono nelle mani della mafia che per tutta risposta uccise i nostri figli».

2010-07-13 10:48:17
(adriano meis)
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NOTIZIA Adnkronos
1261  del 
13/07/2010
Mafia: Vittime Georgofili, Veltroni smetta di strumentalizzare nostro dolore

Roma, 13 lug. (Adnkronos) - "Visto che il leader politico, .....
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Mafia: Vittime Georgofili, Veltroni smetta di strumentalizzare nostro dolore

Roma, 13 lug. (Adnkronos) - "Visto che il leader politico, oggi anche nell'antimafia, Walter Veltroni, non vuole fare 'nessuna forzatura propagandistica', abbia la compiacenza, alle feste dell'Unita', di non evocare, azzardando ipotesi, stragi che troppo da vicino ci riguardano".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che rivolta a Veltroni, aggiunge: "Nominando le stragi del 1993, collocando le forze politiche che rappresenta fra i progressisti per i quali la mafia avrebbe messo le bombe per fermarne l'avanzata, ci pare strumentalizzi il nostro dolore e la nostra rabbia per una parte ben precisa della politica di questo sciagurato Paese".
"Dove sono stati tutti questi anni questi progressisti -aggiunge la Maggiani Chelli- mentre con la bava alla bocca cercavamo verita' e giustizia che non abbiamo mai avuto proprio per gli omertosi silenzi, quando non erano addirittura un vero e proprio remare contro per soffocare le nostre grida?".

«Noi ricordiamo che nell'anno 1993 -prosegue la Maggiani Chelli- tutti trafficavano in questo Paese e gia' da parecchio tempo, ed erano veramente tutti affaccendati a coprire forse qualcosa di molto grosso e mai emerso, per il quale fu necessario il tritolo, tritolo del quale ne comprarono in molti 'un etto' e lo consegnarono nelle mani della mafia che per tutta risposta uccise i nostri figli». «Si sta diffondendo a macchia d'olio il virus sparso in giro: le stragi mafia del 1993 sarebbero state messe in atto per bloccare la sinistra -continua la Maggiani Chelli- Ecco il vergognoso tentativo di collocare le stragi al fine di sedare tutto, come del resto e' sempre avvenuto in questo Paese, ma che stragi per danneggiare la sinistra! Sono state stragi affaristiche in combutta con la mafia, quelle del 1993, e -conclude- visto che forse la trattativa potrebbe essere in atto ancora oggi, nessuno e' innocente neanche ai giorni nostri».
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COMUNICATO
1262  del 
18/07/2010
Leggiamo con grande apprensione le parole del Procuratore Scarpinato a Palermo per l'anniversario della morte di Borsellino, che oggi anche noi r..... Apri
Leggiamo con grande apprensione le parole del Procuratore Scarpinato a Palermo per l'anniversario della morte di Borsellino, che oggi anche noi ricordiamo.
Il Magistrato parlando di verità sulle stragi che in troppi non vogliono, perché ingestibile e destabilizzante politicamente parlando, ha detto che chi sa può essere raggiunto in ogni carcere e ucciso oggi in questa seconda Repubblica, così come è avvenuto nella prima Repubblica per Portella della Ginestra.
Guardiamo quindi con timore ai collaboratori di giustizia di oggi come Gaspare Spatuzza, messi in difficoltà da norme discutibili, e auspichiamo che le forze del male paventate dal Capo Procura di Palermo soccombano, a vantaggio di quanti vogliono come noi per questo Paese la verità sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1263  del 
18/07/2010
Roma, 18 lug. - (Adnkronos) - Leggiamo con grande apprensione le parole del Procuratore Scarpinato a Palermo per l'anniversario della morte di Bo..... Apri
Roma, 18 lug. - (Adnkronos) - Leggiamo con grande apprensione le parole del Procuratore Scarpinato a Palermo per l'anniversario della morte di Borsellino, che oggi anche noi ricordiamo. Il magistrato, parlando di verita' sulle stragi che in troppi non vogliono, perche' ingestibile e destabilizzante politicamente parlando, ha detto che chi sa puo' essere raggiunto in ogni carcere e ucciso oggi in questa seconda Repubblica, cosi' come e' avvenuto nella prima Repubblica per Portella della Ginestra».
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Guardiamo quindi con timore ai collaboratori di giustizia di oggi come Gaspare Spatuzza -prosegue- messi in difficolta' da norme discutibili, e auspichiamo che le forze del male paventate dal capo Procura di Palermo soccombano, a vantaggio di quanti vogliono come noi per questo Paese la verita' sulle stragi del 1993».
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COMUNICATO
1265  del 
18/07/2010
Ha ragione Rita Borsellino, bisogna aspettare tutte le manifestazioni inerenti l'anniversario della morte del Giudice Borsellino e della sua scor..... Apri
Ha ragione Rita Borsellino, bisogna aspettare tutte le manifestazioni inerenti l'anniversario della morte del Giudice Borsellino e della sua scorta per dire che Palermo ha dimenticato.
Tante volte abbiamo avuto la stessa impressione a Firenze per l'anniversario del massacro di via dei Georgofili, poi a sorpresa la gente è tornata in Piazza a ricordare, lo ha fatto soprattutto quando ha sentito nuovamente la presenza dello Stato e delle amministrazioni locali.
Del resto l'abbattimento delle due statue di Falcone e Borsellino, alla vigilia dell'anniversario della morte del Giudice che per primo scoprì la trattativa con la mafia e per questo pagò con la vita, è stato un segnale troppo forte.
La mafia ha "informato" che senza se e senza ma a Palermo fa quello che vuole, ha intimidito con l'abbattimento delle due statue simbolo, la gente ha recepito il messaggio e non è andata alla manifestazione perché forse ha paura, o si sente abbandonata.
Auspichiamo che domani il giorno dell'anniversario, la risposta sia consona alle aspettative di quanti per mano di mafia hanno sofferto, ma resistono.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
1264  del 
19/07/2010
Nel 18^ Anniversario della strage di via d'Amelio, esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, a quella del Giudice Borsellino e ..... Apri
Nel 18^ Anniversario della strage di via d'Amelio, esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, a quella del Giudice Borsellino e a quelle degli agenti della scorta.
L'Anniversario della morte di un grande Magistrato e degli uomini e donne appartenenti alle forze dell'ordine, che insieme a Borsellino hanno sacrificato la vita sapendo che la morte era in agguato per dare giustizia a tutti noi, è doppiamente triste, perché la loro morte significa che lo Stato non ha fatto tutto ciò che doveva.
Borsellino sapeva ciò che in Italia stava avvenendo in quel 1992 quando l'illegalità la faceva da padrona come del resto oggi, ha provato con tutte le sue forze a portare a Roma il suo grido e la sua rabbia, ma è stato inascoltato.
Noi oggi sappiamo che se la voce del Giudice Borsellino fosse stata ascoltata i nostri figli sarebbero vivi, questo non lo perdoneremmo mai ai criminali, agli ignavi, agli opportunisti e ai distratti, ma soprattutto a quanti oggi cercano oggi di abolire lo strumento delle intercettazioni e chiudere la bocca ai collaboratori di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1266  del 
22/07/2010
In merito all'intervista sul quotidiano l'Unità del leader Walter Veltroni per le stragi del 1993, come si dice è la seconda che ha detto secondo noi,..... Apri
In merito all'intervista sul quotidiano l'Unità del leader Walter Veltroni per le stragi del 1993, come si dice è la seconda che ha detto secondo noi, ovvero : "l'alternativa è che ci fosse una seconda trattativa".
Il 14 Aprile 2004 giorno dell'anniversario del fallito attentato al pentito Contorno avvenuto nel 1994, abbiamo tenuto un importante convegno a Novoli a Firenze all'università davanti a tantissimi studenti, era inerente i collaboratori di giustizia e sui monitor abbiamo messo le video cassette della prima trattativa ampiamente delucidata da Giovanni Brusca nel processo di Firenze per le stragi del 1993.
Da quel processo inoltre chiaramente si evince che vi fu una seconda trattativa, quando Giuseppe Ferro verbalizza in aula "a noi della mafia quelle stragi non interessavano". Tutti devono perciò dire quello che sanno a cominciare, dando il buon esempio, da quella parte politica che Veltroni rappresenta.
Così facendo prima o poi dopo un processo chiarificatore, potremmo tenere un altro convegno con le video cassette della più che probabile seconda trattativa, messa in atto affinchè non emergesse il movente vero delle stragi del 1993, movente non certo politico di scontro fra rosso e nero, ma molto affaristico e i soldi come si sa colore non ne hanno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1267  del 
23/07/2010
Il solito atto d'ufficio che le Procure mettono in pratica quando ci sono fughe di notizie non ci consola affatto.
Le notizie sbattute anzi t.....
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Il solito atto d'ufficio che le Procure mettono in pratica quando ci sono fughe di notizie non ci consola affatto.
Le notizie sbattute anzi tempo sui giornali tanto per fare degli scoop, o peggio ancora per informare gli indagati su ciò che la magistratura sta facendo, notizie che possono solo fare del male alle indagini, non possono che farci infuriare.
La Procura di Firenze, come sempre, con noi che siamo le parti lese si cuce la bocca, cosa che abbiamo sempre apprezzato anche se avremmo il diritto se non legale, almeno morale, di essere informati su cosa si sta lavorando e su chi per la morte dei nostri parenti, non capiamo quindi come mai le notizie "fuggono" per altri.
Convinti come siamo che la verità sulle stragi del 1993 in Italia la vogliano veramente in pochi, ci troviamo costretti a pensare che il lavoro intorno alle "fughe di notizie" per bruciare tutto anzitempo sia veramente grande e riteniamo tutto ciò veramente grave e vergognoso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1268  del 
26/07/2010
Vogliamo fortemente dire al Dr. Capezzone che noi non siamo affatto "scollegati dalla realtà del Paese" e come potremmo visto che ogni giorn..... Apri
Vogliamo fortemente dire al Dr. Capezzone che noi non siamo affatto "scollegati dalla realtà del Paese" e come potremmo visto che ogni giorno piangiamo i figli morti e massacrati in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993?
Infatti siamo costretti da 17 anni a fare i conti con una tragica realtà di questo Paese, ovvero la mancanza di giustizia e la verità completa su di un massacro senza pari sulla pelle di innocenti, la mafia ha ucciso bambini e ragazzi sotto la Torre dè Pulci e non era sola.
Assicuriamo il portavoce del PDL che noi conosciamo un mondo tutto diverso dal suo, ovvero quello che la verità su quelle stragi maledette la vuole, perché tutti convinti che pagina non si volta se non sapremo prima chi c'era insieme alla mafia "cosa nostra" la notte tragica dell'attentato ai Georgofili.
Che una buona parte del Paese vuole la verità su quelle stragi, lo sanno benissimo tutti ed è ignobile usare in senso dispregiativo il termine "Spatuzzisti".
In questo caso la politica sul fatto delle stragi del 1993 stà passando il segno e noi siamo profondamente offesi.
Gaspare Spatuzza è un collaboratore di giustizia per ben tre Procure in Italia e solo un pubblico dibattimento potrà dire se mente o se dice il vero, non le isteriche affermazioni di chi mai ha guardato per un solo attimo della propria vita politica verso le vittime di mafia.
Comunque se "spatuzzisti", vuol dire voler ascoltare un collaboratore di giustizia in una aula di Tribunale su fatti che strettamente ci riguardano e arrivare finalmente a capire il movente non solo mafioso delle stragi del 1993, ebbene noi,fino a quando la Magistratura crederà in Spatuzza, siamo "Spatuzzisti" e non accetteremo offese da nessuno senza rimandarle al mittente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1269  del 
26/07/2010
Ricordiamo le vittime del 27 Luglio 1993, i vigili del fuoco, il vigile urbano, l'abitante del Marocco, tutti uccisi in via Palestro, cinque vite..... Apri
Ricordiamo le vittime del 27 Luglio 1993, i vigili del fuoco, il vigile urbano, l'abitante del Marocco, tutti uccisi in via Palestro, cinque vite spezzate per gli interessi della mafia e di altri ancora sconosciuti.
E' un anniversario di morte e dolore quindi triste, ma in questo 2010 a 17 anni dall'attentato terroristico di Milano è la rabbia che soprattutto ci pervade, perché malgrado in varie procure ci siano indagini in corso , si rema ancora troppo contro la verità completa per quei massacri. L'mpressione che se ne trae è quella di una trattativa ancora in corso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1270  del 
27/07/2010
A leggere oggi l'articolo di stampa inerente Matteo Messina Denaro c'è di che piangere:

1) Matteo Messina Denaro sarebbe stato vist.....
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A leggere oggi l'articolo di stampa inerente Matteo Messina Denaro c'è di che piangere:

1) Matteo Messina Denaro sarebbe stato visto allo Stadio il 9 Maggio, giorno istituito per la memoria delle vittime del terrorismo eversivo anche mafioso.
2)La notizia sarebbe uscita dal carcere, speriamo non da 41 bis, come se fosse nella norma che in carcere si sappia che Matteo Messina Denaro va allo stadio e invece chi è preposto all'esterno ad arrestarlo non lo possa sapere.
3) Il raduno mafioso allo stadio verteva a parlare di stragi, sembra di essere tornati ai tempi dell'Olimpico il 31 Ottobre del 1993, ed è verosimile visto che puzza di tritolo se ne sente per forza, in questo clima in cui tutti tirano a nascondere le proprie malefatte come del resto nel 1993.
4) Notizia esplosiva quella su Matteo Messina Denaro che ci coglie il giorno dell'anniversario della strage di via Palestro a Milano, strage peraltro dimenticata e non certo strombazzata come furono le morti dei giudici Falcone e Borsellino.

Da sempre, ma soprattutto il 16' e il 17' anniversario della strage di via dei Georgofili abbiamo chiesto a gran voce dall'Arengario di Piazza Signoria l'arresto di Matteo Messina Denaro, ma evidentemente non esiste forza che possa procedere ad ammanettare il macellaio di via dei Georgofili, perché i suoi "Santi" erano in Parlamento nel 1993 e li restano ben saldi e ancorati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1271  del 
27/07/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, A 17 ANNI AUTOBOMBE RABBIA CI PERVADE

FIRENZE, 27 LUG - "E' un anniversario di morte e dolore quindi triste,.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, A 17 ANNI AUTOBOMBE RABBIA CI PERVADE

FIRENZE, 27 LUG - "E' un anniversario di morte e dolore quindi triste, ma in questo 2010, a 17 anni dall'attentato terroristico di Milano, è la rabbia che soprattutto ci pervade, perché malgrado in varie procure ci siano indagini in corso, si rema ancora troppo contro la verità completa per quei massacri".
Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, ricordando la strage con autobomba del 27 luglio 1993, in via Palestro a Milano, in cui morirono cinque persone. "L'impressione che se ne trae - conclude Chelli - è quella di una trattativa ancora in corso". (ANSA)
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COMUNICATO
1272  del 
27/07/2010
Il sottosegretario Mantovano pare disposto ad aprire sulla protezione a Gaspare Spatuzza, se non abbiamo letto male l'intervista riportata oggi d..... Apri
Il sottosegretario Mantovano pare disposto ad aprire sulla protezione a Gaspare Spatuzza, se non abbiamo letto male l'intervista riportata oggi dalla Stampa.
Allora è il momento di buttare via quei famigerati 180 giorni concessi ai collaboratori di giustizia per dire tutto ciò che sanno e concedere così a Spatuzza il programma di protezione necessario al suo stato di "pentito".
Possiamo immaginare cosa prova una persona di mafia nella fase transitoria che precede la decisione di passare dalla parte dello Stato e nel caso che lo vede coinvolto personalmente, per Spatuzza era più che legittimo agire con cautela, per tante ragioni.
Chiediamo perciò al Parlamento di cambiare la legge sui collaboratori di giustizia là dove vengono imposti solo 180 giorni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1273  del 
01/08/2010
Saremo a Bologna il 2 Agosto vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario della strage del 1980.
Auspichiamo.....
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Saremo a Bologna il 2 Agosto vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario della strage del 1980.
Auspichiamo da lungo tempo la verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 che ci riguarda strettamente da vicino e in questo troviamo grande punto d'incontro con i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna.
Nuove indagini sono in corso sui mandanti esterni alla mafia per la strage di via dei Georgofili, siamo fortemente speranzosi che si arrivi all'incriminazione in un Tribunale della Repubblica di quanti hanno pensato di poter fare affari attraverso i grandi traffici con la mafia, senza valutare le conseguenze che sarebbero inevitabilmente ricadute sulla pelle di innocenti.
Non ci basta il dato di una verità storica sul quale si è soffermato in una nota di agenzia il rappresentante del PD Felice Casson.
Solo un processo penale potrà dare giustizia alle vittime, concordiamo comunque che il tanto deprecato "Segreto di Stato" ed eventuali strutture di intelligence che si vogliono creare in momenti per nulla trasparenti rispetto alle stragi di Bologna e a quelle del 1993, non giovano di sicuro a quella verità giudiziaria che noi invochiamo da sempre e che in omaggio ai morti e ai feriti del 2 Agosto oggi chiediamo più forte che mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1274  del 
01/08/2010
Roma, 1 ago. - (Adnkronos) - "Saremo a Bologna il 2 agosto vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario del..... Apri
Roma, 1 ago. - (Adnkronos) - "Saremo a Bologna il 2 agosto vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario della strage del 1980. Auspichiamo da lungo tempo la verita' completa sulla strage del 27 Maggio 1993 che ci riguarda strettamente da vicino e in questo troviamo grande punto d'incontro con i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna". Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Nuove indagini - continua - sono in corso sui mandanti esterni alla mafia per la strage di via dei Georgofili, siamo fortemente speranzosi che si arrivi all'incriminazione in un Tribunale della Repubblica di quanti hanno pensato di poter fare affari attraverso i grandi traffici con la mafia, senza valutare le conseguenze che sarebbero inevitabilmente ricadute sulla pelle di innocenti".
"Solo un processo penale potra' dare giustizia alle vittime, concordiamo comunque che il tanto deprecato 'Segreto di Stato' ed eventuali strutture di intelligence che si vogliono creare in momenti per nulla trasparenti rispetto alle stragi di Bologna e a quelle del 1993, non giovano di sicuro a quella verita' giudiziaria che noi invochiamo da sempre e che in omaggio ai morti e ai feriti del 2 agosto oggi chiediamo piu' forte che mai", conclude.
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NOTIZIA ANSA
1275  del 
01/08/2010
STRAGE BOLOGNA: ASS.GEORGOFILI, VICINI A FAMILIARI VITTIME

'Saremo a Bologna il 2 Agosto vicino ai familiari delle vittime durante le c.....
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STRAGE BOLOGNA: ASS.GEORGOFILI, VICINI A FAMILIARI VITTIME

'Saremo a Bologna il 2 Agosto vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario della strage del 1980. Auspichiamo da lungo tempo la verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 che ci riguarda strettamente da vicino e in questo troviamo grande punto d'incontro con i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna avvenuta il due agosto del 1980'.
Lo sottolinea, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili.
Alla commemorazione per il trentennale della strage non sara' presente alcun ministro. (ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1276  del 
01/08/2010
Roma, 1 ago. (Apcom) ? Non basta la verità storica, solo un processo, con la condanna dei responsabili, può dare giustizia alle vittime. Questo il con..... Apri
Roma, 1 ago. (Apcom) ? Non basta la verità storica, solo un processo, con la condanna dei responsabili, può dare giustizia alle vittime. Questo il concetto ribadito in una nota da Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che annuncia la sua presenza a Bologna il 2 Agosto "vicino ai familiari delle vittime durante le commemorazioni dell'anniversario della strage del 1980″.
"Auspichiamo da lungo tempo la verità completa" su quanto avvenuto il 27 Maggio 1993 e "in questo troviamo grande punto d'incontro con i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna", continua la Maggiani Chelli. "Nuove indagini sono in corso sui mandanti esterni alla mafia per via dei Georgofili". E c'è forte speranza "che si arrivi all'incriminazione in un tribunale della Repubblica di quanti hanno pensato di poter fare affari attraverso i grandi traffici con la mafia, senza valutare le conseguenze che sarebbero inevitabilmente ricadute sulla pelle di innocenti".
"Non ci basta il dato di una verità storica. Solo un processo penale potrà dare giustizia alle vittime. Concordiamo comunque che il tanto deprecato 'segreto di Stato' ed eventuali strutture di intelligence che si vogliono creare in momenti per nulla trasparenti rispetto alle stragi di Bologna e a quelle del 1993, non giovano di sicuro a quella verità giudiziaria che noi invochiamo da sempre e che in omaggio ai morti e ai feriti del 2 Agosto oggi chiediamo più forte che mai"
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COMUNICATO
1277  del 
03/08/2010
Fra notizie e smentite il tempo passa, e i "mandanti esterni alla mafia" alle stragi del 1993 continuano ad essere liberi di fare quello che..... Apri
Fra notizie e smentite il tempo passa, e i "mandanti esterni alla mafia" alle stragi del 1993 continuano ad essere liberi di fare quello che gli pare, ci preoccupano infatti le parole del Procuratore Grasso sul pericolo di attentati sempre latente.
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, fanno un accorato appello ricordando che quando muoiono i figli per un delitto ignobile come quello perpetrato a Firenze il 27 Maggio 1993, noi i familiari abbiamo bisogno di certezze e grande trasparenza, perché le notizie contrastanti, per motivi che al momento ci sfuggono, ci fanno arrabbiare e questo dopo 17 anni non è giusto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ASCA
1279  del 
03/08/2010
(ASCA) - Firenze, 3 ago - I familiari delle vittime della strage di via de' Georgofili a Firenze chiedono "certezze e grande trasparenza..... Apri
(ASCA) - Firenze, 3 ago - I familiari delle vittime della strage di via de' Georgofili a Firenze chiedono "certezze e grande trasparenza".

E' quanto si legge in una nota dell'associazione, in cui si rileva che "fra notizie e smentite il tempo passa, e i 'mandanti esterni alla mafia' alle stragi del 1993 continuano ad essere liberi di fare quello che gli pare". E in questo senso, affermano, "ci preoccupano le parole del Procuratore Grasso sul pericolo di attentati sempre latente".

"I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze - prosegue il comunicato - fanno un accorato appello ricordando che quando muoiono i figli per un delitto ignobile come quello perpetrato a Firenze il 27 maggio 1993, noi familiari abbiamo bisogno di certezze e grande trasparenza, perche' le notizie contrastanti, per motivi che al momento ci sfuggono, ci fanno arrabbiare e questo dopo 17 anni non e' giusto".
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COMUNICATO
1280  del 
04/08/2010
E' sempre più evidente che Gaspare Spatuzza vada protetto in giusta misura come si fa con i collaboratori di giustizia, visto che anche una sente..... Apri
E' sempre più evidente che Gaspare Spatuzza vada protetto in giusta misura come si fa con i collaboratori di giustizia, visto che anche una sentenza lo ha dichiarato attendibile, come del resto tale lo hanno dichiarato ben tre procure che indagano sulle stragi del 1993.
Non capiamo quindi come mai quei 180 giorni concessi ai collaboratori di giustizia, non possano essere allungati in un periodo più consono per la testimonianza di soggetti legati alla mafia che hanno bisogno di molto più tempo di 6 mesi per dire tutto.
Il Governo parla di lotta alla mafia, come si farà a credere di essere i paladini al contrasto mafioso, se poi si impedisce a soggetti appartenenti alla mafia, disposti a parlare, di sentirsi protetti e se non si cerca di cambiare norme che di certo non fanno onore a nessuno in fatto di contrasto a forze criminali come "cosa nostra".
"Mi gioco i denti per buttare a mare la legge sui pentiti" disse Riina e pare che ci stia riuscendo, proprio in un momento drammatico per il Paese in cui il neo collaboratore Spatuzza Gaspare pare creare non pochi timori in quanti con la mafia si sono collusi per le stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1281  del 
04/08/2010
Mafia: Vittime Georgofili, Spatuzza va protetto come collaboratore giustizia

Roma, 4 ago. (Adnkronos) - "E' sempre piu' eviden.....
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Mafia: Vittime Georgofili, Spatuzza va protetto come collaboratore giustizia

Roma, 4 ago. (Adnkronos) - "E' sempre piu' evidente che Gaspare Spatuzza vada protetto in giusta misura come si fa con i collaboratori di giustizia, visto che anche una sentenza lo ha dichiarato attendibile, come del resto tale lo hanno dichiarato ben tre procure che indagano sulle stragi del 1993. Non capiamo quindi come mai quei 180 giorni concessi ai collaboratori di giustizia non possano essere allungati in un periodo piu' consono per la testimonianza di soggetti legati alla mafia che hanno bisogno di molto piu' tempo di 6 mesi per dire tutto".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il governo parla di lotta alla mafia, come si fara' a credere di essere i paladini al contrasto mafioso -prosegue la Maggiani Chelli- se poi si impedisce a soggetti appartenenti alla mafia, disposti a parlare, di sentirsi protetti e se non si cerca di cambiare norme che di certo non fanno onore a nessuno in fatto di contrasto a forze criminali come cosa nostra".
"'Mi gioco i denti per buttare a mare la legge sui pentiti' disse Riina e pare che ci stia riuscendo -conclude la Maggiani Chelli- proprio in un momento drammatico per il Paese in cui il neo collaboratore Spatuzza Gaspare pare creare non pochi timori in quanti con la mafia si sono collusi per le stragi del 1993".
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COMUNICATO
1282  del 
05/08/2010
Crediamo che il rappresentante del PDL Labocetta abbia preso un granchio, dimenticandosi semplicemente che a Gaspare Spatuzza non è stata concessa la ..... Apri
Crediamo che il rappresentante del PDL Labocetta abbia preso un granchio, dimenticandosi semplicemente che a Gaspare Spatuzza non è stata concessa la protezione di cui avrebbe bisogno e che noi invochiamo da tempo con il cambiamento della norma dei 180 giorni e forse stà proprio qui il fatto che il collaboratore, tale riconosciuto comunque da tre Procure, rilascia memoriali.
Mentre ancora una volta assicuriamo tutto il nostro sostegno al "collaboratore" riconosciuto dalla Procura di Firenze che indaga sulle stragi del 1993, auspichiamo che al momento di una eventuale testimonianza in un ?aula di giustizia, il neo collaboratore non si trovi coinvolto in un dibattito giornalistico sterile che può solo nuocere alla ricerca della verità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1283  del 
09/08/2010
Siamo seriamente preoccupati per le minacce rivolte anche ai Magistrati nella lettera che è arrivata alla famiglia Ciancimino, alla quale comunque esp..... Apri
Siamo seriamente preoccupati per le minacce rivolte anche ai Magistrati nella lettera che è arrivata alla famiglia Ciancimino, alla quale comunque esprimiamo solidarietà, perchè le minacce sono azioni vigliacche sempre, ma quando sono rivolte ai bambini, sono cose degne di un livello delinquenziale senza precedenti in questo Paese.
Pertanto invochiamo per la milionesima volta la verità completa sulle stragi del 1993, attraverso un pubblico dibattimento,il quale deve andare in porto il più presto possibile.
Non è la prima volta che il gruppo di fuoco di "Cosa Nostra" uccide bambini innocenti per suo interesse e per interessi di "altri", infatti è già avvenuto in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
Solo dando giustizia a quei poveri morti , si potrà dare loro pace e si eviterà ad altri genitori di piangere sulla tomba dei loro figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1284  del 
09/08/2010
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETÀ A FAMIGLIA CIANCIMINO PER MINACCE

Palermo, 9 ago.- (Adnkronos) - «Siamo seriamente preoccupa.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETÀ A FAMIGLIA CIANCIMINO PER MINACCE

Palermo, 9 ago.- (Adnkronos) - «Siamo seriamente preoccupati per le minacce rivolte anche ai Magistrati nella lettera che è arrivata alla famiglia Ciancimino, alla quale comunque esprimiamo solidarietà, perchè le minacce sono azioni vigliacche sempre, ma quando sono rivolte ai bambini, sono cose degne di un livello delinquenziale senza precedenti in questo Paese. Pertanto invochiamo per la milionesima volta la verità completa sulle stragi del 1993, attraverso un pubblico dibattimento,il quale deve andare in porto il più presto possibile».
È quanto si legge in una nota dei familiari delle vittime di via dei Georgofili.
«Non è la prima volta che il gruppo di fuoco di 'Cosa Nostrà uccide bambini innocenti per suo interesse e per interessi di 'altrì, infatti è già avvenuto in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 . Solo dando giustizia a quei poveri morti, si potrà dare loro pace e si eviterà ad altri genitori di piangere sulla tomba dei loro figli», conclude il testo.
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COMUNICATO
1285  del 
10/08/2010
Pur comprendendo l'importanza dell'evento, la vittoria riportata in Toscana dalle forze in campo, rispetto alla salvaguardia della tenuta di Suvignano..... Apri
Pur comprendendo l'importanza dell'evento, la vittoria riportata in Toscana dalle forze in campo, rispetto alla salvaguardia della tenuta di Suvignano Siena già di proprietà della mafia, per la quale proprietà in base alle nuove norme sulla confisca dei beni, se ne è scongiurata la messa all'asta ovvero la vendita, stride con la situazione delle vittime reali di mafia.
Nulla è cambiato nell'ambito del Fondo 512 legge del 1999, istituito per la salvaguardia di quelle vittime di mafia che denunciano la criminalità organizzata prima in sede penale e poi in sede civile, infatti è sempre valido il decreto che rateizza in tre anni le cifre che molte vittime aspettano da troppi anni.
E' oltremodo trionfalistico gridare alla vittoria, mentre c'è chi langue e ha suo malgrado maturato diritti che stentano a concretizzarsi anche se il torto mafioso subito sia stato gravissimo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Geogofili
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COMUNICATO
1286  del 
12/08/2010
Apprendiamo con grande soddisfazione quando dichiarato dal Sottosegretario Mantovano, ovvero che finalmente il Fondo 512 legge del 1999,sarà messo nel..... Apri
Apprendiamo con grande soddisfazione quando dichiarato dal Sottosegretario Mantovano, ovvero che finalmente il Fondo 512 legge del 1999,sarà messo nelle condizioni di far fronte esclusivamente alle esigenze delle vittime di mafia che denunciano la criminalità organizzata in sede civile.
Le nostre vittime, quelle di via dei Georgofili hanno dovuto subire rateizzazioni e lungaggini che si completeranno solo nel 2011 dopo 18 anni dall'evento stragista, e questo anche perché Enti locali vari quali i Comuni usufruivano del Fondo 512 a vario titolo, portandosi via la metà della disponibilità annuale del Fondo stesso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
1287  del 
13/08/2010
Come ogni ferragosto, la politica corre in mutuo soccorso ai carcerati.
Come ogni anno noi chiediamo la riapertura delle super carceri di Pianosa .....
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Come ogni ferragosto, la politica corre in mutuo soccorso ai carcerati.
Come ogni anno noi chiediamo la riapertura delle super carceri di Pianosa e Asinara, dove possono essere trasferiti i detenuti mafiosi e quelli sottoposti a un regime detentivo speciale di 41 bis. Detto questo, è chiaro che 24.000 mila detenuti in più rispetto alla capienza delle carceri è un numero che fa pensare ad un totale disinteresse per tutto l'anno davanti all'emergenza carceri. Totale disinteresse da parte della politica, salvo questo attacco isterico "ferragostiano", che regolarmente non porta da nessuna parte rispetto alle condizioni di vita dei detenuti, ma tanto mette in discussione il regime di "41 bis" per mafiosi rei di strage, che a "41 bis" non vogliono più stare e per questo hanno messo le bombe di via dei Georgofili, uccidendo donne e bambini.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1288  del 
13/08/2010
CARCERI: ASS.GEORGOFILI, RIAPRIRE PIANOSA E ASINARA

FIRENZE, 13 AGO - "Come ogni ferragosto, la politica corre in mutuo soccorso ai car.....
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CARCERI: ASS.GEORGOFILI, RIAPRIRE PIANOSA E ASINARA

FIRENZE, 13 AGO - "Come ogni ferragosto, la politica corre in mutuo soccorso ai carcerati. Come ogni anno noi chiediamo la riapertura delle supercarceri di Pianosa e Asinara, dove possono essere trasferiti i detenuti mafiosi e quelli sottoposti a un regime detentivo speciale di 41 bis. Detto questo è chiaro che 24.000 mila detenuti in più rispetto alla capienza delle carceri è un numero che fa pensare ad un totale disinteresse per tutto l'anno davanti all'emergenza carceri".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando le visite di esponenti politici ai penitenziari italiani in questi giorni.
Maggiani Chelli ha proseguito anche sostenendo il "totale disinteresse da parte della politica, salvo questo attacco isterico ferragostiano che regolarmente non porta da nessuna parte rispetto alle condizioni di vita dei detenuti, ma intanto mette in discussione il regime di 41 bis per i mafiosi rei di strage, che a 41 bis non vogliono più stare".(ANSA).
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COMUNICATO
1289  del 
13/08/2010
In risposta alle esternazioni dei Senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, rendiamo noto che le nostre non sono affatto "dichiarazioni affrett..... Apri
In risposta alle esternazioni dei Senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, rendiamo noto che le nostre non sono affatto "dichiarazioni affrettate", ma fortemente ponderate.
Attività parlamentare o singoli gruppi di partito per noi non fa differenze, perché da sempre dobbiamo constatare che la politica sente fortemente il bisogno di scendere in campo in difesa dello stato di diritto del reo, mentre è assente là dove lo stato di diritto riguarda le vittime dei reati gravi come le stragi terroristische ed eversive.
Il "41 bis"per noi resta quello che da sempre sosteniamo: un sistema detentivo severo ma necessario per soggetti che se messi nelle condizioni di socializzare possono continuare a dare ordini di morte e distruzione.
I diritti dell'uomo invocati in nome di organismi europei dai rappresentanti dei Radicali, sono sacrosanti, come sacrosanto è il dovere di liberarsi senza se e senza ma,di organizzazioni criminali come "cosa nostra", che riescono continuamente a colludersi con la politica del nostro Paese .
Quale ultimo punto della nostra risposta ai Radicali, non va dimenticato mai che la chiusura di Pianosa e Asinara era un desiderio della mafia che si è avverato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1290  del 
14/08/2010
Chiediamo al Governo di provvedere a sanare tutte quelle situazioni sia a livello di strutture penitenziarie sia a livello normativo che determinano l..... Apri
Chiediamo al Governo di provvedere a sanare tutte quelle situazioni sia a livello di strutture penitenziarie sia a livello normativo che determinano le detenzioni non idonee al vivere civile, norme che nulla hanno a che fare con il regolamento del "41 bis" .
Se il sistema detentivo di "41 bis" ha bisogno di cambiamenti è sicuramente per renderlo più efficiente non certo per abolirlo.
Con quello che la mafia ci ha fatto e con quello che la politica di questo Paese ci ha lasciato fare, in nome e per conto del carcere duro, siamo fermamente convinti che durante la visita dei politici ai carcerati mafiosi detenuti a regime speciale di "41 bis", noi che abbiamo visto i corpi martoriati dei nostri figli dentro l'obitorio di Firenze in quel 1993, dovremmo andare davanti alle porte delle carceri e impedire ai politici che si preoccupano delle condizioni di vita degli uomini di "cosa nostra" di uscire.
Intendiamo con questa forte provocazione, far comprendere che è l'ora di finirla di nascondersi dietro al dito delle condizioni umanitarie in cui versano gli istituti penitenziari per andare a fare visita a "cosa nostra" e dare così loro messaggi rassicuranti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1291  del 
14/08/2010
CARCERI: ASS. GEORGOFILI, NO A SCONTI PER IL 41 BIS

ROMA, 14 AGO - "Chiediamo al Governo di provvedere a sanare tutte quelle situazioni,.....
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CARCERI: ASS. GEORGOFILI, NO A SCONTI PER IL 41 BIS

ROMA, 14 AGO - "Chiediamo al Governo di provvedere a sanare tutte quelle situazioni, sia a livello di strutture penitenziarie sia a livello normativo, che determinano le detenzioni non idonee al vivere civile, norme che nulla hanno a che fare con il regolamento del 41 bis. Se il sistema detentivo di 41 bis ha bisogno di cambiamenti e' sicuramente per renderlo piu' efficiente non certo per abolirlo".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, a nome dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Con quello che la mafia ci ha fatto e con quello che la politica di questo Paese ci ha lasciato fare, in nome e per conto del carcere duro - prosegue Maggiani Chelli - siamo fermamente convinti che durante la visita dei politici ai carcerati mafiosi detenuti a regime speciale di 41 bis, noi che abbiamo visto i corpi martoriati dei nostri figli dentro l'obitorio di Firenze in quel 1993, dovremmo andare davanti alle porte delle carceri e impedire ai politici che si preoccupano delle condizioni di vita degli uomini di cosa nostra di uscire. Intendiamo con questa forte provocazione, far comprendere che e' l'ora di finirla di nascondersi dietro al dito delle condizioni umanitarie in cui versano gli istituti penitenziari per andare a fare visita a Cosa Nostra e dare cosi' loro messaggi rassicuranti". (ANSA)
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COMUNICATO
1292  del 
16/08/2010
Dopo il forte trionfalismo che si respira per la lotta alla mafia,siamo ansiosi di capire quale sarà l'esito del ricorso presentato da Gaspare Sp..... Apri
Dopo il forte trionfalismo che si respira per la lotta alla mafia,siamo ansiosi di capire quale sarà l'esito del ricorso presentato da Gaspare Spatuzza per la mancata protezione al suo stato di collaboratore di giustizia, tale riconosciuto da tre Procure.
Lo abbiamo già chiesto e lo ribadiamo se la conta dei 180 giorni non torna, bisogna cambiare la norma.
Del resto, solo favorendo fortemente con ogni sforzo possibile la collaborazione con la giustizia da parte di soggetti che hanno passato la loro vita all'interno di "cosa nostra", si misura la vera lotta di contrasto alla mafia da parte di governi illuminati.
Così come del resto va fatto notare,che l'ingente incameramento da parte dello Stato di capitali mafiosi, non ha comunque consentito fino ad oggi il saldo completo per molte delle vittime del terrorismo mafioso del 1993, le quali risentono ancora di rateizzazioni per Decreto, rispetto alle cause civili intraprese contro la mafia "cosa nostra" di Corleone.
Le botteghe antimafia sono importanti, ma le sentenze contro la mafia in sede civile lo sono di più e le sentenze di causa civile datate Ottobre 2007 e uscite dal Tribunale di Firenze erano immediatamente esecutive, ma il Fondo 512 non trova ancora i suoi giusti spazi.
Inoltre la legge 206 del 2004, legge a favore delle vittime del terrorismo eversivo, come quello di "cosa nostra" nel 1993, a Firenze, Roma e Milano non è ancora andata a regime per tutti noi. Fatichiamo moltissimo per far comprendere che spesso chi di strage rimane invalido in questo Paese, non potrà andare a lavorare mai più e il diritto alla "pensione subito" deve essere sacrosanto senza se e senza ma e senza interpretazioni di comodo, soprattutto se il soggetto ha riportato una invalidità pari all'80% della capacità lavorativa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1293  del 
16/08/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INVALIDI STRAGI DIRITTO PENSIONE SUBITO

FIRENZE, 16 AGO - «Fatichiamo moltissimo per far comprendere che, spesso, chi.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INVALIDI STRAGI DIRITTO PENSIONE SUBITO

FIRENZE, 16 AGO - «Fatichiamo moltissimo per far comprendere che, spesso, chi a causa di strage rimane invalido in questo Paese, non potrà andare a lavorare mai più e il diritto alla 'pensione subitò deve essere sacrosanto senza se e senza ma e senza interpretazioni di comodo».
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli a nome dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Le botteghe antimafia sono importanti - aggiunge - ma le sentenze contro la mafia in sede civile lo sono di più, e le sentenze di causa civile datate ottobre 2007 e uscite dal Tribunale di Firenze erano immediatamente esecutive, ma il Fondo 512 non trova ancora i suoi giusti spazi».
Va fatto notare, prosegue la nota, «che l'ingente incameramento da parte dello Stato di capitali mafiosi, non ha comunque consentito fino ad oggi il saldo completo per molte delle vittime del terrorismo mafioso del 1993, le quali risentono ancora di rateizzazioni per Decreto, rispetto alle cause civili intraprese contro la mafia 'cosa nostrà di Corleone».
L'esponente dell'associazione aggiunge, inoltre, che «dopo il forte trionfalismo che si respira per la lotta alla mafia - aggiunge - siamo ansiosi di capire quale sarà l'esito del ricorso presentato da Gaspare Spatuzza per la mancata protezione al suo stato di collaboratore di giustizia, riconosciuto tale da tre Procure. Lo abbiamo già chiesto e lo ribadiamo, se la conta dei 180 giorni non torna, bisogna cambiare la norma».
Per Maggiani Chelli, «solo favorendo fortemente con ogni sforzo possibile la collaborazione con la giustizia da parte di soggetti che hanno passato la loro vita all'interno di 'cosa nostrà, si misura la vera lotta di contrasto alla mafia da parte di governi illuminati». (ANSA)
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COMUNICATO
1294  del 
20/08/2010
Sul fronte del "41 bis" siamo alle sms che i mafiosi si scambierebbero forse attraverso trasmissioni televisive importanti.
Noi auspichi.....
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Sul fronte del "41 bis" siamo alle sms che i mafiosi si scambierebbero forse attraverso trasmissioni televisive importanti.
Noi auspichiamo che non sia vero, ma dobbiamo denunciare che il "41 bis" viene troppo spesso presentato come uno strumento di tortura e mai come uno strumento temuto dalla mafia, ovvero strumento per il quale i nostri parenti hanno perso la vita affinchè fosse abolito e quindi idoneo per soggetti che hanno tramato contro lo Stato.
Il tentativo continuo della mafia di dare ordini dal carcere attraverso mille sotterfugi compresi gli SMS, sarebbe eventualmente la riprova che la ragione è dalla nostra parte quando combattiamo contro vedute oscurantistiche mascherate da "diritti umani" a buon mercato. La mafia non scherza e noi lo sappiamo bene, dal carcere continua a dare ordini in mille modi e la qual cosa secondo noi è più che evidente vista la copertura di cui gode un latitante del calibro di Matteo Messina Denaro.
Infatti mentre si arrestato "otto mafiosi al giorno" non si capisce, perché lo stragista Messina Denaro non venga imprigionato a "41 bis", come del resto la sua condanna per la strage di Via dei Georgofili a Firenze imporrebbe.
Non si capisce tutto ciò, a meno che veramente i rapporti dall'interno del carcere verso l'esterno fra i capi mafia, siano così serrati e sofisticati, da consentire da parte del "ghota di cosa nostra" un controllo a tappeto su tutto ciò che succede in Italia, come già avvenne nel 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1295  del 
20/08/2010
Mafia: Ass. vittime Georgofili, 41 bis strumento temuto che non viola diritti umani

Roma, 20 ago. (Adnkronos) - "Sul fronte del 41 bis, .....
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Mafia: Ass. vittime Georgofili, 41 bis strumento temuto che non viola diritti umani

Roma, 20 ago. (Adnkronos) - "Sul fronte del 41 bis, ora siamo agli sms che i mafiosi si scambierebbero forse attraverso trasmissioni televisive importanti: auspichiamo che non sia vero, ma dobbiamo denunciare che il 41 bis viene troppo spesso presentato come uno strumento di tortura e mai come uno strumento temuto dalla mafia, per il quale i nostri parenti hanno perso la vita".
E' quanto ricorda Giovanna Maggiani Chelli per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Il tentativo continuo della mafia di dare ordini dal carcere attraverso mille sotterfugi, compresi gli sms - osserva - sarebbe eventualmente la riprova che la ragione e' dalla nostra parte quando combattiamo contro vedute oscurantistiche mascherate da diritti umani a buon mercato. La mafia non scherza e noi lo sappiamo bene, dal carcere continua a dare ordini in mille modi".
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NOTIZIA ANSA
1296  del 
20/08/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SMS DIMOSTRANO SUA CAPACITÀ CONTROLLO

FIRENZE, 20 AGO - «La mafia non scherza e noi lo sappiamo bene. Dal carcere cont.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SMS DIMOSTRANO SUA CAPACITÀ CONTROLLO

FIRENZE, 20 AGO - «La mafia non scherza e noi lo sappiamo bene. Dal carcere continua a dare ordini in mille modi e ciò è evidente, vista la copertura di cui gode un latitante del calibro di Matteo Messina Denaro».
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito agli sms inviati in Tv per far arrivare comunicazioni ai boss.
«Mentre si arrestano otto mafiosi al giorno - spiega Maggiani Chelli - non si capisce perchè lo stragista Messina Denaro non venga imprigionato, come del resto la sua condanna per la strage di via dei Georgofili a Firenze imporrebbe. Non si capisce, a meno che veramente i rapporti dall'interno del carcere verso l'esterno fra i capi mafia siano così serrati e sofisticati da consentire a cosa nostra un controllo su ciò che succede in Italia, come già avvenne nel 1993».(ANSA)
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COMUNICATO
1297  del 
20/08/2010
Non ci consola affatto che il controllo dell'andata in onda delle SMS, sia affidato ad una ditta esterna alla Rai di Stato.
Spesso noi abbiamo chi.....
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Non ci consola affatto che il controllo dell'andata in onda delle SMS, sia affidato ad una ditta esterna alla Rai di Stato.
Spesso noi abbiamo chiesto alla Rai di far passare il nostro di messaggio di informazione su cosa abbiamo patito il quel 1993 per colpa della mafia e della politica e i risultati che abbiamo ottenuto sono stati scarsi e molto controllati sia nei tempi che nei contenuti.
Come abbiamo già avuto modo di dire nel corso della giornata, auspichiamo che si possa appurare al più presto che durante la trasmissione Rai "quelli del calcio", la mafia non abbia potuto trasmettere i suoi SMS, perché la cosa sarebbe gravissima se i messaggi SMS fossero sfuggiti ai controlli da parte di chicchessia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1298  del 
21/08/2010
Per ciò che riguarda la posizione del Magistrato Tescaroli che deve rispondere, insieme a Ferruccio Pinotti, davanti alla legge, per aver scritto il l..... Apri
Per ciò che riguarda la posizione del Magistrato Tescaroli che deve rispondere, insieme a Ferruccio Pinotti, davanti alla legge, per aver scritto il libro "colletti sporchi",ancora una volta confidiamo nella giustizia che farà il suo corso, mentre esprimiamo la nostra solidarietà al Magistrato che ha dato giustizia ai morti di Capaci e via D'Amelio.
Nel contempo esprimiamo preoccupazione per tutti quei collaboratori di giustizia che hanno deciso di passare dalla parte dello Stato e che oggi sono messi in difficoltà.
Nel processo di Firenze per le stragi del 1993, hanno deposto collaboratori dichiarati attendibili come Salvatore Cancemi, che hanno formato la prova penale che ha visto condannato all'ergastolo il gotha di "cosa nostra per il massacro della strage di via dei Georgofili.
Per noi quei "pentiti" sono attendiibli e rimarranno tali fino a quanto la Magistratura non proverà il contrario, anche perché il Gip di Caltanissetta non ci risulta, salvo errore, abbia mai condannato Cancemi per alcunché.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1299  del 
24/08/2010
Lettera aperta all'On.le Walter Veltroni

Noi non abbiamo facile accesso alle pagine di quotidiani importanti e quindi mi affido a.....
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Lettera aperta all'On.le Walter Veltroni

Noi non abbiamo facile accesso alle pagine di quotidiani importanti e quindi mi affido ad una mailing list sperando che la mia lettera sortisca la diffusione che ha ottenuto la Sua, anche se ho i miei seri dubbi.
Perché Le scrivo? Perché mio malgrado e malgrado la mia poca conoscenza della politica, del modo di fare politica di questo sciagurato Paese, mi sento, con la Associazione di cui faccio parte, chiamata in causa dalla Sua lettera che oggi campeggia sul Corriere della Sera.
Noi delle stragi del 1993, quelli che hanno pagato un prezzo senza pari in questo maledetto Paese intriso del sangue dei morti ammazzati dal tritolo mafioso e allo stesso tempo eversivo di via dei Georgofili, tritolo mirato a salvare gli interessi di ladri e delinquenti, siamo dominati da passioni così tristi che se avessimo ancora lacrime potremmo piangere dalla mattina alla sera senza mai smettere.
Quindi, precisato che come dice il procuratore Vigna ai giovani "fate politica", siamo convinti che bisogna farla, crediamo che quando si rivolge un accorato appello al Paese non si deve parlare, oggi come oggi, di spogliarsi di "tristi passioni", quelle che noi coltiviamo con coraggio, e ampiamente, ogni giorno.
Smettere di coltivare "tristi passioni" non solo è "difficile" farlo, ma per ora è "impossibile" farlo, perché prima c'è chi deve andare in Tribunale, credere nel processo penale e ognuno di quelli che sanno, devono verbalizzare, formare prova penale e ottenere così la verità sulla strage di via dei Georgofili.
Quindi, poi e solo allora a sentenza emessa, potremmo tutti quanti spogliarci di "tristi passioni" e ricominciare a sperare.
Solo con una sentenza passata in giudicato contro i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 capiremo la Sua lettera e la gradiremmo rivolta anche a noi senza ribellarci. Per ora non possiamo che considerarla una lettera che non ha tenuto conto delle stragi del 1993, come se non ci fossero stati quei massacri, che si badi bene, non sono maturati in una pianificata strategia della tensione da anni 70, ma in un attacco isterico da parte di ladroni con il pelo sullo stomaco che quando stavano per essere scoperti, tutti insieme appassionatamente sono ricorsi al tritolo portatore di messaggi.
Gli stragisti del 1993 insieme alla mafia hanno usato tritolo per tirarsi fuori da indagini che alla fine li avrebbero mandati dietro alle sbarre e infatti ancora oggi sono liberi come l'aria del cielo e l'acqua del mare, le uniche due cose veramente meravigliose di questo Paese, almeno ai nostri occhi.
Nessuno di quanti hanno ordinato e di quanti sono stati al balcone a guardare mentre il tritolo del 1993 veniva innescato, ha pagato per tutto quel sangue versato in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, se non la mafia esecutrice e i capi mafia perdenti.
Come potremmo vivere senza spingere la nostra tristissima passione nei meandri più bui degli scranni della politica alla ricerca di una luce di verità?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1300  del 
25/08/2010
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quei poliziotti di Palermo che in queste ore potrebbero sentirsi minacciati per il loro lavoro mentre cercano..... Apri
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quei poliziotti di Palermo che in queste ore potrebbero sentirsi minacciati per il loro lavoro mentre cercano di catturare mafiosi del calibro di Matteo Messina Denaro.
Non abbiamo dubbi che forze dell'ordine e magistrati possano sentirsi in trincea in momenti come questi, mentre varie Procure cercano la verità completa sulle stragi del 1993.
Del resto in ordine di importanza Matteo Messina Denaro, i fratelli Graviano e Gaspare Spatuzza sono quei tre soggetti appartenenti a "cosa nostra" che se per assurdo testimoniassero tutti insieme potrebbero portare alla prova penale per i mandanti esterni a "cosa nostra" sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Non v'è quindi dubbio che anche uno stormir di fronda che avvenga nel quartiere di Brancaccio il regno dei fratelli Graviano e fino a poco tempo fa anche di Gaspare Spatuzza, potrebbe essere un pericolo per molti.
Per questo bisognerebbe fosse dato un segnale chiaro e forte cambiando la legge sui collaboratori di giustizia nelle pecche che la contraddistinguono, così nessuno si sentirà più minacciato per se e per i propri familiari e si sentirà libero di portare i propri contributi alla ricerca della verità.
Del resto è ovvio che i mafiosi che decidono di collaborare devono saperlo chiaramente di poter contare sullo Stato, non che al momento opportuno gli viene negata la protezione giusta adducendo scuse contenute in norme che non si ha la volontà di cambiare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1301  del 
30/08/2010
Gaspare Spatuzza dichiarato collaboratore di giustizia da tre Procure e dalla Procura Nazionale Antimafia ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli si..... Apri
Gaspare Spatuzza dichiarato collaboratore di giustizia da tre Procure e dalla Procura Nazionale Antimafia ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli sia concessa subito la protezione a cui ha diritto.
Ribadiamo oggi questo concetto mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al TAR del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali noi non vogliamo entrare, ma che comunque ci lasciano perplessi.
Comunque il Sotto Segretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia, rispetto ai 180 giorni di tempo che i collaboratori hanno a loro disposizione per verbalizzare tutto e noi questo stiamo aspettando da troppi giorni ormai.
Non comprendiamo perché il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un Decreto più che rapido, a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, cambiamento che ridarebbe onore a questo Paese davanti al mondo .
Come successe quando fu necessario emettere un Decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l'ergastolo a Riina e ai suoi degni compari.
Infatti, in tanti si chiederanno oggi davanti alle richieste presentate al Tar dai legali di Spatuzza, come mai non si vuole dare la parola, perché di questo si tratta mentre gli si nega la protezione, a Gaspare Spatuzza.
Gaspare Spatuzza è l'uomo che ha Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti, sa benissimo chi gli ha dato quell'ordine, come non può non conoscere gravi indizi che portano ai chi ha concorso nella strage dall'esterno dell'organizzazione criminale "cosa nostra".
Riteniamo sia un segno di civiltà ascoltarlo in un pubblico dibattimento, per capire una volta per tutte cosa ha da dire sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993".
Gli ostacoli burocratici e amministrativi posti in essere in questi ultimi periodi, alimentano in noi sentimenti di sospetto che non fanno bene a nessuno.
Stiamo andando al nuovo processo Tagliavia, un altro mafioso al quale sembrerebbe sia stato consentito di spargere tritolo su tutto il territorio italiano in quell'infame 1993, in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo e con noi auspichiamo tutte le istituzioni, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia.
Sarebbe una cosa gravissima, dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta consentita ai collaboratori di giustizia e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono.
Vogliamo la verità sulla morte dei nostri figli qualunque essa sia e il Parlamento ha il dovere di lavorare a migliorare norme che consentano tutto questo o saremmo autorizzati a pensare che le complicità con la mafia tra gli scranni travalicano ogni forma di immaginazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1302  del 
30/08/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DARE SUBITO PROTEZIONE A SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre p.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DARE SUBITO PROTEZIONE A SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre procure e dalla procura nazionale antimafia, ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli sia concessa subito la protezione cui ha diritto».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, nel 1993.
«Ribadiamo oggi questo concetto - prosegue - mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al Tar del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali non vogliamo entrare ma che comunque ci lasciano perplessi».
Maggiani Chelli evidenzia comunque che «il sottosegretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia. Non comprendiamo perchè il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un decreto più che rapido a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, come successe quando fu necessario emettere un decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l'ergastolo a Riina».
Gaspare Spatuzza, ricorda l'associazione, «a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti. Sa benissimo chi gli ha dato quell'ordine e non può non conoscere gravi indizi che portano a chi ha concorso nella strage dall'esterno di Cosa nostra».
Giovanna Maggiani Chelli ha anche affermato che «stiamo andando verso un processo a Tagliavia (Francesco Tagliavia, 56 anni, nuovo indagato nell'inchiesta sugli attentati del '93 a Firenze, Roma e Milano, ndr) in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia. Sarebbe gravissimo dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono».(ANSA)
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COMUNICATO
1303  del 
03/09/2010
Apprezziamo moltissimo ed esprimiamo riconoscenza per l'invito del Presidente della Repubblica, ovvero il richiamo del Capo dello Stato ad un per..... Apri
Apprezziamo moltissimo ed esprimiamo riconoscenza per l'invito del Presidente della Repubblica, ovvero il richiamo del Capo dello Stato ad un percorso di legalità nel Paese.
Convinti fin da subito che fosse stato un grave problema morale e quindi una diffusa illegalità che ha portato alla strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, dove abbiamo perso i figli, abbiamo a suo tempo accolto l'invito della Regione Toscana ad intraprendere con l'istituzione stessa un percorso di legalità all'interno di strutture dove si formano le nuove generazioni quali la scuola, l'università.
Siamo sempre pronti ad andare nei luoghi appropriati insieme a Magistrati ed esperti a parlare della strage di via dei Georgofili, di ciò che abbiamo dovuto subire e di ciò che abbiamo capito con un costante impegno supportato oltre che dall'esperienza diretta, anche da moltissimi documenti ufficiali.
Infatti qualora il Paese dovesse risentire di una auspicata scossa di legalità, mai più ci sarà l'infame esigenza di utilizzo di tritolo da parte di chi scoperto mentre ruba e compie scelleratezze attraverso grandi traffici, crede di dover chiedere alla mafia o chi per lei, di usare quelle terribili miscele di morte che dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994 sono detonate ben sette volte in Italia.
Sette stragi in meno di due anni che hanno insanguinato l'Italia che in certi momenti sembra fondata più sulle ruberie che sul lavoro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1304  del 
06/09/2010
L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA


Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato pe.....
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L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA


Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato per puri scopi politici e non suffragato da nessun atto giudiziario.
Infatti riteniamo che tutte le forze politiche in campo in quel 27 Maggio 1993 in larga misura erano colluse con la mafia, solo così è spiegabile ciò che è successo a tutti noi in via dei Georgofili e soprattutto è spiegabile il complice vergognoso silenzio durato 17 anni.

Lo slogan che gira da giorni:
""IN QUEGLI ANNI E' SCESA IN CAMPO "L'ENTITA' ", ALLO SCOPO DI IMPEDIRE L'INIZIO DI UN'ALTRA STAGIONE POLITICA DOPO TANGENTOPOLI. UN NUOVO CORSO CHE AVREBBE PROBABILMENTE VISTO LA NASCITA DI UN GOVERNO DEMOCRATICO PROGRESSISTA ""
non ci appartiene in nessun modo,

infatti secondo noi, non è scesa in campo un' "Entità" per impedire ad una altra "Entità" di favorire un Governo progressista, bensì riteniamo sia scesa in campo una compagine di delinquenti collusi con la mafia e dediti al malaffare.
I soggetti indipendente dal loro colore politico hanno fatto/lasciato piazzare 300 chili di tritolo sotto le nostre finestre e questo di progressista non ha nulla, del resto in quel maggio del 1993, niente era progressista, ma tutta barbarie favorita dall'ingordigia di accumulare denaro, altrimenti i nostri figli sarebbero ancora vivi.

Saranno i processi penali futuri che auspichiamo a breve a darci torto o ragione nel frattempo aborriamo qualunque lettura spicciola atta a condizionare la storia sulla morte dei nostri figli.

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1305  del 
07/09/2010
Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scic..... Apri
Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scicli, l'11 e il 12 Settembre p.v. sul periodo stragista dell'anno 1993, di ribadire con forza che le stragi dell'anno 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993 sono state stragi eseguite dalla mafia e hanno goduto alla grande di "mandanti interni a cosa nostra", ovvero sono state stragi mafiose oltre che terroristiche ed eversive.
Tutto sancito con sentenza della Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio 2002.
Tutt'altra cosa è stabilire in un processo penale, quali le responsabilità politiche di entrambi gli schieramenti e quelle delle istituzioni deviate che hanno probabilmente concorso in strage colludendosi in affari con la mafia.
Siamo fortemente preoccupati per la piega che la politica, in chiara difficoltà, tenta di dare a fatti ormai sanciti dal processo penale e ai quali noi che siamo le vittime di quel terribile anno 1993 fortemente crediamo.
Ci permettiamo richiamare al senso di responsabilità quanti in questi giorni sentono solo ora dopo 17 anni il bisogno di cavalcare i nostri morti ponendosi quesiti che ci inquietano, del tipo:
E furono realmente di mafia gli attentati dell'anno successivo agli Uffizi di Firenze a San Giorgio al Velabro a Roma e al Palazzo Reale di Milano?
Oppure:
E in questo tempo è stato fatto il possibile per impedire la conoscenza della verità, attraverso l'uso metodico del depistaggio. La stessa cosa è avvenuta del resto con Piazza Fontana, Bologna 1980, Ustica.
Affermiamo quindi nuovamente che le stragi del 1993 sono state mafiose e non solo, e che mai abbiamo avuto sentore di depistaggi nei processi di Firenze per le stragi del 1993,lo diciamo perché siamo sempre stati vicini alla Magistratura.
Ci è sempre stato detto che le vittime della strage di via dei Georgofili erano pervase da troppa ansia di giustizia, oggi sentiamo intorno a noi, tenuti a debita distanza, ma a sorpresa fortemente strumentalizzati per quei fatti che ci riguardano, non ansia di giustizia, ma ansia di "sistemazione" fuori dai Tribunali dei fatti stragisti del 1993 ad uso e consumo della politica in affanno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1306  del 
10/09/2010
Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un colla..... Apri
Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un collaboratore di giustizia,che auspichiamo stia dando un contributo importante per la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili. Don Puglisi si era data una missione su questa terra levare i ragazzi dalle sgrinfie della mafia, molto probabilmente era venuto anche a conoscenza di qualche manovra stragista in quella terra di Brancaccio e per tutto questo i fratelli Graviano ne hanno decretata la sentenza di morte per mano di Gaspare Spatuzza.
Come già abbiamo reso noto, Gaspare Spatuzza ci ha scritto una lunga lettera e ci ha chiesto il perdono per l'uccisione dei nostri parenti, dopo aver letto la sua lettera riteniamo che sia fortemente pentito anche per l'uccisione di Don Puglisi.
Don Puglisi uomo di chiesa con la forza del cattolicesimo avrebbe sicuramente perdonato Gaspare Spatuzza, noi non lo possiamo fare, ma anche in memoria del martirio del sacerdote di Brancaccio prendiamo ancora una volta l'impegno di supportare Spatuzza nella sua collaborazione per quanto ci sarà possibile, e verremmo meno all'impegno preso solo se le Procure interessate solleveranno riserve sul collaboratore.
Siamo certi che se Don Puglisi fosse ancora in vita, si batterebbe insieme a noi affinché la norma sui collaboratori di giustizia venisse cambiata in Parlamento,eliminando quel famigerato beta bloccante dei 180 giorni per dire tutto quello che sanno, limite di tempo che rappresenta uno scandalo senza precedenti nella lotta alla mafia e un affronto a tutti noi che abbiamo perso i figli per mano di "cosa nostra".
In questi giorni in cui molto si parlerà e si scriverà del prete ucciso dalla mafia, auspichiamo che le coscienze rimordano fortemente a quei nostri parlamentari che hanno lavorato per mettere un limite temporale alle testimonianze dei collaboratori di giustizia che parlano di potenti organizzazioni criminali e di quanti si sono collusi con le stesse.
Auspichiamo che il Parlamento si interroghi sui propri doveri, provino tutti insieme un po' di vergogna per il modo che rasenta il delinquenziale, con il quale viene affrontato il problema dei morti ammazzati dalla mafia e provvedano a cambiare una norma che fa rivoltare nelle tombe i morti delle stragi mafiose terroristiche ed eversive.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1307  del 
13/09/2010
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SOSTENERE COLLABORAZIONE SPATUZZA

PALERMO, 13 SET - "Ricordiamo la morte di don Padre Puglisi e lo facciamo parl.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SOSTENERE COLLABORAZIONE SPATUZZA

PALERMO, 13 SET - "Ricordiamo la morte di don Padre Puglisi e lo facciamo parlando di Gaspare Spatuzza, che lo ha ucciso ed oggi è collaboratore di giustizia. Auspichiamo che il suo sia un contributo importante per la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze, ricordando l'uccisione di padre Pino Puglisi, a Brancaccio.
"Come già abbiamo reso noto, Spatuzza ci ha scritto una lunga lettera e ci ha chiesto il perdono per l'uccisione dei nostri parenti: dopo aver letto la sua lettera riteniamo sia fortemente pentito anche per l'uccisione di don Puglisi, uomo di chiesa che, con la forza del cattolicesimo, avrebbe sicuramente perdonato Gaspare Spatuzza".
"Noi non lo possiamo fare, ma anche in memoria del martirio del sacerdote di Brancaccio prendiamo ancora una volta l'impegno di supportare Spatuzza nella sua collaborazione per quanto ci sarà possibile - sottolinea Maggiani Chelli - e verremmo meno all'impegno preso solo se le Procure interessate solleveranno riserve sul collaboratore".
"Siamo certi - conclude - che, se don Puglisi fosse ancora in vita, si batterebbe insieme a noi, affinché la norma sui collaboratori di giustizia venisse cambiata in Parlamento, eliminando quel famigerato beta bloccante dei 180 giorni per dire tutto quello che sanno, limite di tempo che rappresenta uno scandalo senza precedenti nella lotta alla mafia ed un affronto a tutti noi che abbiamo perso i figli per mano di Cosa nostra". (ANSA)
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COMUNICATO
1308  del 
14/09/2010
Anche noi come il Sindaco di Partinico ci auguriamo che i tre ordigni bellici fatti ritrovare in Piazza Duomo, dentro una fontana e conficcati in fior..... Apri
Anche noi come il Sindaco di Partinico ci auguriamo che i tre ordigni bellici fatti ritrovare in Piazza Duomo, dentro una fontana e conficcati in fioriere siano una solenne bravata o si tratti semplicemente di un abbandono per disfarsi del materiale bellico ingombrante perché di questo ha tutta l'aria.
Nel frattempo però non possiamo non rammentare il proiettile di artiglieria fatto ritrovare nel giardino di Boboli a Firenze il 5 Novembre del 1992.
L'ordigno fu definito in seguito l'anticamera delle stragi del 1993, eppure all'inizio sembrava un residuato bellico messo in un sacchetto per rifiuti e abbandonato in un giardino vicino ad una statua.
Certo è che chi ha fatto la bravata a Partinico, comune significativo, e in piazza Duomo, luogo altrettanto significativo se si pensa ai monumenti del 1993, sembra proprio che le carte processuali, quelle sulle stragi del 1993, le abbia lette o almeno ne abbia sentito parlare.
Ci auguriamo che presto si trovino i responsabili dell'abbandono dei proiettili la notte scorsa a Partinico e ci sentiremo tutti molto più tranquilli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1309  del 
15/09/2010
Se è pur vero che vale il detto "meglio una scorta di troppo che una in meno" per chi lavora sul fronte della mafia, è altrettanto vero che ..... Apri
Se è pur vero che vale il detto "meglio una scorta di troppo che una in meno" per chi lavora sul fronte della mafia, è altrettanto vero che le parole di un magistrato come Ayala circa il fatto che le scorte sarebbero troppe e forse spesso esagerate non sono poi così tutte da buttare.
Ma non per i Magistrati e le forze dell'ordine che lì è sempre meglio abbondare che deficere,pazienza se si spreca, bensì per personaggi vari, che spesso si danno arie di saperla lunga in realtà sono solo buoni per bruciare notizie sui quotidiani e sui settimanali.
Abbiamo imparato che quando le notizie escono anzi tempo sui giornali a ridosso di importanti processi, mettendo così in guardia i rei dei misfatti, questi corrono subito ai ripari e quando si va a dibattimento tutto è stato inquinato, i documenti sono spariti e per la magistratura che indaga seriamente, dopo tanto lavoro si trova al punto di partenza.
Per noi le vittime della mafia , l'espressione che dovremmo usare per definire cosa ci fanno i verbali che fuoriescono da luoghi sicuri in tempi sospetti e "bruciati" anzitempo, non si può scrivere: è sconveniente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1310  del 
16/09/2010
Siamo fortemente preoccupati per la ridda di notizie che continuano ad uscire sulla stampa come quelle relative ai documenti consegnati dal figlio di ..... Apri
Siamo fortemente preoccupati per la ridda di notizie che continuano ad uscire sulla stampa come quelle relative ai documenti consegnati dal figlio di Don Vito Ciancimino.
Lo siamo altrettanto quando politicamente si suggerisce di far acquisire i documenti da commissioni antimafia che non ci ispirano fiducia.
Ci stiamo domandando in queste ore tragiche per tutti noi, che aspettiamo verità sui massacri nei quali hanno perso la vita i nostri figli e altri vivono vite disperate a causa della strage di via dei Georgofili: ma in questo Paese i Tribunali esistono ancora o no? La loro funzione è fatta salva o no?
Perché tanta smania di fare i primi della classe sulla pelle di morti ancora senza giustizia? A chi giova tutto questo?
Diciamo questo perché da giorni si ha l'impressione ci sia qualcuno che fa da burattinaio tirando le fila di chi pare abbia l'incarico di buttare a mare i processi prima che inizino.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1311  del 
16/09/2010
Santità,

crediamo che nessuno tra quelli che hanno vissuto sulla propria pelle i terribili anni delle stragi di mafia, quando "cosa nostra" s.....
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Santità,

crediamo che nessuno tra quelli che hanno vissuto sulla propria pelle i terribili anni delle stragi di mafia, quando "cosa nostra" si fece soggetto politico e in pieno attacco eversivo sfidò lo Stato, ma anche la Chiesa, possa dire di non sentirsi partecipe nel più positivo dei modi per questo importante viaggio che farà a Palermo.
Gli attacchi alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro sono stati la dimostrazione di quanto l'arroganza di "cosa nostra" avesse ormai preso in mano la situazione nel nostro sciagurato Paese.
La Santità Vostra, nel nostro pensiero, torna oggi a Palermo come già fece Giovanni XXIII per rappresentare alla mafia il più fermo e totale dissenso della Chiesa; di questo siamo convinti, e andando a Palermo è come se passasse in tutte le città travolte dal tritolo mafioso del 1993, Firenze compresa, con l'attentato di via dei Georgofili.
E' una cosa troppo importante ciò che avverrà nei giorni prossimi per tutti noi, per le vittime della mafia e dello strapotere della politica che con la mafia si collude, perché questa visita possa essere screditata dall'uso eccessivo di denaro per il Suo viaggio.
E' con il cuore in mano che chiediamo la Sua intercessione affinché le polemiche finiscano e il Suo viaggio sia quel viatico contro la mafia che tutti auspichiamo.

Con il massimo rispetto nell'avere osato tanto,

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1312  del 
17/09/2010
Ci giunge dal carcere, da "41 bis, per bocca sua e del figlio Giovanni, ergastolano pure lui, la difesa di Riina Salvatore, il quale non perde oc..... Apri
Ci giunge dal carcere, da "41 bis, per bocca sua e del figlio Giovanni, ergastolano pure lui, la difesa di Riina Salvatore, il quale non perde occasione per attribuire ad altri le sue responsabilità quando sa che ad ascoltarlo c' è qualcuno, e quindi il suo dire sarà amplificato, come del resto è avvenuto oggi sui giornali.
Infatti quello che resta più riprovevole in queste situazioni è che attraverso i media si continua a dare lustro a voci come quella di un capo mafia del calibro di Salvatore Riina.
Il capo di "cosa nostra", se ha qualcosa da dire lo deve fare in una aula di giustizia in qualità di "infamone" come li chiama lui, altro che dire 'io non parlo' mentre partecipa ad un "grande fratello" fra le mura del carcere sapendo di essere intercettato.
In un'aula di giustizia, quale collaboratore, le parole di Riina Salvatore avrebbero almeno il merito di aver contribuito a salvare questo Paese dalla deriva mafiosa in cui versa a tutti i livelli.
Scritte sui giornali in questo modo, le parole di Riina Salvatore lasciano sicuramente il tempo che trovano e noi senza giustizia, perché il piatto della bilancia lo pareggiano gli atti giudiziari frutto di un contradditorio in sede di dibattimento non gli scoop a buon mercato.
Infatti delle parole di Riina sciorinate dal carcere dell'Opera a 41 bis, mai potremmo essere certi sulla loro veridicità, perchè visto che in carcere il macellaio di via dei Georgofili è così ben voluto, sarà anche informatissimo su cosa avviene intorno a lui.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1313  del 
17/09/2010
Tutti i nodi vengono al pettine e Giovanni Brusca è un gran bel nodo fra i collaboratori di giustizia.
Non ha mai voluto dire tutto fino in fondo .....
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Tutti i nodi vengono al pettine e Giovanni Brusca è un gran bel nodo fra i collaboratori di giustizia.
Non ha mai voluto dire tutto fino in fondo sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, anzi nel processo per i fatti del 1993 ne ha preso egregiamente le distanze.
Non ha voluto saperne, Giovanni Brusca, di essere chiaro circa il proiettile di artiglieria lasciato nel giardino di Boboli a Firenze agli inizi del novembre del 1992, l'anticamera delle stragi del 1993 e abbiamo sempre avuto il dubbio che non avesse accettato in aula il confronto con Monticciolo che a volte gli faceva da autista e conosceva i suoi spostamenti più significativi.
Così come Brusca Giovanni, dopo aver ribadito che sulle stragi del 1993 la "sinistra di governo sapeva", ha in seguito affermato che si trattava della "sinistra democristiana", rinfocolando sempre più i nostri dubbi.
Insomma più informative bipartisan sulle stragi del 1993 di Brusca Giovanni, non ne conosce nessuno.
Infatti negli anni a seguire i processi di Firenze, proprio in un libro al quale ha collaborato Monticciolo, anche lui collaboratore di giustizia, Brusca viene sollecitato dal suo autista a dire tutto quello che sa.
Oggi Brusca pare abbia fatto ancora illeciti contro la legge ed è indagato, sarebbe arrivato il momento di smetterla di contribuire a complici silenzi e da parte di Giovanni Brusca sistemare quelle pedine che sulla scacchiera della verità per le stragi del 1993 sono ancora fuori posto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1314  del 
18/09/2010
Ha ragione il Capo Procura. Messineo a mettere i puntini sulle "i" per la protezione di Brusca. Non è la protezione di Brusca che va messa i..... Apri
Ha ragione il Capo Procura. Messineo a mettere i puntini sulle "i" per la protezione di Brusca. Non è la protezione di Brusca che va messa in discussione e tanto meno la sua collaborazione nel processo per le stragi del 1993, chiaramente rispettando i termini della legge sui collaboratori di giustizia come dice il Capo procura di Palermo.
Quindi vogliamo essere chiari e non fraintesi, Brusca quale collaboratore di giustizia va richiamato ai suoi doveri e deve dire tutto quello che sa sulle stragi del 1993.
Secondo noi, Brusca non ha mentito durante le sue deposizioni, solo non ha detto tutto quello che sa in merito a troppe cose, come probabilmente l'episodio del proiettile ritrovato a Boboli e tanto altro ancora, perciò va sollecitato a parlare finalmente, dando alle sue dichiarazioni un senso compiuto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1315  del 
22/09/2010
Vogliamo chiedere grande attenzione a quanti possono garantire la sicurezza dei cittadini, perché il T4 ci spaventa, è per noi impossibile pensare che..... Apri
Vogliamo chiedere grande attenzione a quanti possono garantire la sicurezza dei cittadini, perché il T4 ci spaventa, è per noi impossibile pensare che giri tanto esplosivo militare, senza che la criminalità organizzata ne sappia nulla.
Siamo terrorizzati al pensiero che la mafia possa volere un'altra volta fare un favore a chi con la stessa si è colluso, colpendo obiettivi significativi e sacrificando vittime innocenti.
Nel 1993 quando sono morti i nostri figli nell'attentato di via dei Georgofili il tritolo venne preso da "cosa nostra" in fondo al mare nelle navi affondate nell'ultima guerra, è un dato del processo per le stragi del 1993, invece gli inneschi a base di T4 di tipo militare ancora oggi non sappiamo da chi la mafia li ha avuti, ed è un dato che fa parte di quella verità completa che aspettiamo da 17 anni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
1316  del 
23/09/2010
Inserimento nel sito:

Atti del convegno.....
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Inserimento nel sito:

Atti del convegno FALCON ONE del 26-27-28/04/1995
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COMUNICATO
1317  del 
25/09/2010
Crediamo sia molto valida la denuncia del Procuratore Nazionale Antimafia sul fatto che buona parte dei beni confiscati alla mafia non vada a buon fin..... Apri
Crediamo sia molto valida la denuncia del Procuratore Nazionale Antimafia sul fatto che buona parte dei beni confiscati alla mafia non vada a buon fine, ossia resti inutilizzato, del resto noi ne siamo l'esempio più eclatante.
La sentenza civile contro la mafia che ci riguarda è datata 30 ottobre 2007 e solo nel 2011 si completerà quell'iter farraginoso di rimborso del danno subito, messo in atto a suon di rateizzazioni.
Infatti il Fondo 512 legge del 1999, il fiore all'occhiello per la lotta alla mafia, non è mai finanziato in modo che tutte le vittime possano essere rimborsare immediatamente dell'intera cifra che gli spetta,come recitano le sentenze di causa civile.
Considerando anche che le sentenze civili arrivano di solito dopo anni di battaglie legali, infatti la sentenza penale di Cassazione per le stragi del 1993 è datata Maggio 2002 e l'infame affronto che abbiamo subito, la strage di via dei Georgofili ben 1993.
Sono anni che lo diciamo, parte dei beni confiscati ala mafia vanno venduti monetizzati e va finanziato quel Fondo che deve dare alle vittime di mafia il ristoro al quale hanno sacrosantamente diritto.
Tutta questa aria di festa che spira quando si parla di beni confiscati alla mafia, non possiamo condividerla visto che molte delle nostre vittime aspettano il completamento di quella giustizia almeno civile dopo una lungaggine che pare non avere mai fine.
Che ci sarà mai da festeggiare quando ad essere in sofferenza sono molte delle reali vittime della mafia, soprattutto quelle delle stragi mafiose terroristiche de eversive, devono finire le scandalose rateizzazioni del Fondo 512 e forse solo allora si potranno proporre incontri di trionfalismo sulla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1318  del 
25/09/2010
MAFIA:GEORGOFILI,NO CONDIVIDIAMO ARIA FESTA BENI SEQUESTRATI

FIRENZE, 25 SET - "Tutta questa aria di festa che spira quando si parla di .....
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MAFIA:GEORGOFILI,NO CONDIVIDIAMO ARIA FESTA BENI SEQUESTRATI

FIRENZE, 25 SET - "Tutta questa aria di festa che spira quando si parla di beni confiscati alla mafia non possiamo condividerla visto che molte delle nostre vittime aspettano il completamento di quella giustizia almeno civile dopo una lungaggine che pare non avere mai fine. Devono finire le scandalose rateizzazioni del Fondo 512 e forse solo allora si potranno proporre incontri di trionfalismo sulla mafia".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Crediamo sia molto valida - aggiunge Maggiani Chelli - la denuncia del procuratore nazionale antimafia sul fatto che buona parte dei beni confiscati alla mafia non vada a buon fine, ossia resti inutilizzato, del resto noi ne siamo l'esempio piu' eclatante. La sentenza civile contro la mafia che ci riguarda e' datata 30 ottobre 2007 e solo nel 2011 si completera' quell'iter farraginoso di rimborso del danno subito, messo in atto a suon di rateizzazioni. Infatti il Fondo 512 legge del 1999, il fiore all'occhiello per la lotta alla mafia, non e' mai finanziato in modo che tutte le vittime possano essere rimborsate immediatamente dell'intera cifra che gli spetta, come recitano le sentenze di causa civile. Sono anni che lo diciamo, parte dei beni confiscati alla mafia vanno venduti, monetizzati e va finanziato quel Fondo che deve dare alle vittime di mafia il ristoro al quale hanno sacrosantamente diritto". (ANSA)
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COMUNICATO
1319  del 
29/09/2010
Il Presidente del Consiglio durante il suo discorso alla Camera, ha detto che il ricavato dei beni sequestrati alla mafia andranno anche al Ministero ..... Apri
Il Presidente del Consiglio durante il suo discorso alla Camera, ha detto che il ricavato dei beni sequestrati alla mafia andranno anche al Ministero dell'Interno, auspichiamo sia vero e non la solita promessa poi regolarmente disattesa, perché dal Ministero dell'Interno dipendono le sorti del Fondo 512, legge del 1999 per le vittime della criminalità organizzata che fanno causa alla mafia e per ora il Fondo non è in grado di far fronte agli impegni dello Stato fino in fondo. Detto questo, facciamo notare che il latitante più pericoloso al momento è Matteo Messina Denaro stragista in via dei Georgofili a Firenze, responsabile di 5 morti fra cui una bambina di 50 giorni e un ragazzo di 20 anni, più ha la responsabilità di ben 48 feriti durante l'attentato terroristico, dei quali molti rimasti invalidi.
E da quelle poche informazioni che arrivano sembra che Matteo Messina Denaro,il play boy di turno, se ne vada tranquillamente allo stadio a dire: strage si, strage no a seconda dei suoi umori.
Non ci pare ci sia troppo da stare allegri, perché Matteo Messina Denaro guardando gli Uffizi disse "questi salteranno" e sono saltati, portandosi via la vita dei nostri figli e le condizioni ambientali non sono oggi meglio di allora.
Vediamo solo inutili trionfalismi buoni per chi vive alla grande, non per noi che abbiamo invalidi all'80% messi di mezzo da Enti e istituzioni che non ci sentiamo di qualificare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1320  del 
30/09/2010
Dopo aver Letto il comunicato di Agenzia diffuso dal Procuratore Messineo, in merito a quanto riportato dalla stampa sul collaboratore Spatuzza, ancor..... Apri
Dopo aver Letto il comunicato di Agenzia diffuso dal Procuratore Messineo, in merito a quanto riportato dalla stampa sul collaboratore Spatuzza, ancora una volta cortesemente chiediamo sia posto un freno alla continua pubblicazione di notizie spesso incontrollate con conseguenti probabili illazioni su indagini che riguardano anche le stragi del 1993. Sulla strage di via dei Georgofili, vogliamo arrivare ad avere una verità completa in un Tribunale dello Stato, confidiamo pertanto fortemente nel lavoro della Magistratura e crediamo di avere il diritto di disdegnare ogni forma di arrivismo ansioso in atto, che possa compromettere ciò che ci spetta di diritto la Verità sulla carta bollata.
Il ricordare che i morti sono nostri e non i loro di figli vale per tutti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1321  del 
02/10/2010
Inserimento nel sito:

Video della canzone 'P.....
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Inserimento nel sito:

Video della canzone 'Partire' di Andrea Carri
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COMUNICATO
1322  del 
03/10/2010
In questo importante giorno in cui il Papa Benedetto XVI va a Palermo per Don Puglisi e per tutte le vittime di mafia, anche quelle del terrorismo eve..... Apri
In questo importante giorno in cui il Papa Benedetto XVI va a Palermo per Don Puglisi e per tutte le vittime di mafia, anche quelle del terrorismo eversivo mafioso, rendiamo noto che anche la nostra Associazione attraverso il sito del Centro Don Puglisi ha aderito alla richiesta di definire il Sacerdote morto il 15 Settembre del 1993 un Martire.
Abbiamo inoltre scritto a Sua Santità affinchè la visita pastorale a Palermo sia il simbolo di tutte quelle città che la mafia ha colpito nel 1993 con il tritolo stragista ricordando le chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano care al Papa, ma anche a tutti noi.
Del resto Provenzano diede ordine a Matteo Messina Denaro di portare il tritolo a Firenze in via dei Georgofili, la mafia non è quindi solo sud, di questo siamo convinti e tutto questo non può essere ignorato da quanti credono nella nostra battaglia antimafia portata avanti da 17 anni senza sosta. Sul fronte delle legislazioni di contrasto alla mafia comprese le leggi che tutelano le vittime di Salvatore Riina, abbiamo speso infinite risorse e di questo siamo fieri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1323  del 
03/10/2010
PAPA: ASS.GEORGOFILI, DON PUGLISI SIA RICONOSCIUTO MARTIRE

FIRENZE, 3 OTT - «La nostra associazione, attraverso il sito del Centro Don Puglis.....
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PAPA: ASS.GEORGOFILI, DON PUGLISI SIA RICONOSCIUTO MARTIRE

FIRENZE, 3 OTT - «La nostra associazione, attraverso il sito del Centro Don Puglisi, ha aderito alla richiesta di definire un martire il sacerdote morto il 15 settembre del 1993».
Lo scrive in una nota la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
«In questo importante giorno in cui il Papa Benedetto XVI va a Palermo per Don Puglisi e per tutte le vittime di mafia - spiega la nota - abbiamo scritto a Sua Santità affinchè la visita pastorale sia il simbolo di tutte quelle città che la mafia ha colpito nel 1993 con il tritolo stragista. La mafia non è solo sud». (ANSA)
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COMUNICATO
1324  del 
04/10/2010
Ci lascia esterrefatti la richiesta di una commissione d'inchiesta per i Magistrati. Mentre ancora una volta supportiamo fortemente la Magistratu..... Apri
Ci lascia esterrefatti la richiesta di una commissione d'inchiesta per i Magistrati. Mentre ancora una volta supportiamo fortemente la Magistratura nel suo operato, ovvero nella sua autonomia e libertà dal potere politico, rammentiamo che è sempre stata nostra convinzione e più volte lo abbiamo ribadito, che in Parlamento non ci siano le condizioni per una commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993.
Figuriamoci quindi se esiste la possibilità di una inchiesta parlamentare sulla Magistratura, proprio ora che nuovi collaboratori di giustizia sono disposti a parlare, malgrado tutte le difficoltà cui sono sottoposti per il tempo limitato che hanno di verbalizzare tutto quanto. Uomini appartenenti alla mafia "cosa nostra" e oggi collaboratori di giustizia sono disponibili a parlare della verità completa sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, bisogna ascoltarli in un pubblico dibattimento e stabilire processualmente una volta per tutte se dicono il vero e chiudere così una questione gravissima, quella della verità sulla morte dei nostri figli che ci sta fortemente a cuore e che rappresenta la vergogna di questo Paese nel mondo.
Altro che mettere sotto inchiesta i Magistrati che per assurdo potrebbero un domani essere anche quelli che indagano sulle stragi del 1993 e che raccolgono quindi tutte le deposizioni di chi su quei massacri ne sa di più di quello che è noto fino ad oggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associaizone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1325  del 
06/10/2010
Inserimento nel sito:

Artic.....
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Inserimento nel sito:

Articolo G.M.Chelli su Informa Firenze di Ottobre 2010
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COMUNICATO
1326  del 
06/10/2010
Siamo arrivati al dunque la Commissione Antimafia si interroga se deve ascoltare o meno Gaspare Spatuzza, e se una operazione di questo tipo potrebbe ..... Apri
Siamo arrivati al dunque la Commissione Antimafia si interroga se deve ascoltare o meno Gaspare Spatuzza, e se una operazione di questo tipo potrebbe inficiare l'operato della Magistratura. Noi ci domandiamo invece se si scherza o si fa sul serio : Gaspare Spatuzza è un collaboratore di Giustizia che ha deciso di parlare sui probabili mandanti esterni a cosa nostra per la strage del 27 Maggio 1993, dove meglio di un Tribunale dello Stato, nel quale l'azione del giudice è terza, si può ascoltarlo?
Siamo terrorizzati al pensiero della trasversalità della politica tutta alle rivelazioni di Gaspare Spatuzza.
Non bastavano i giornali in cerca di scoop a divulgare tutto, ora ecco anche le commissioni Antimafia in preda all'ansia di "non giustizia".
Ma noi quando l'avremmo mai giustizia per la morte dei nostri affetti più cari, i figli, se i propositi più profondi che sentiamo in giro sono vendere il maggior numero di giornali possibile e salvare il sedere all'intera classe politica?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1327  del 
06/10/2010
ANTIMAFIA: ASS.GEORGOFILI, NON SENTIRE SPATUZZA E' SCHERZO?

FIRENZE, 6 OTT - "Siamo arrivati al dunque: la Commissione Antimafia si.....
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ANTIMAFIA: ASS.GEORGOFILI, NON SENTIRE SPATUZZA E' SCHERZO?

FIRENZE, 6 OTT - "Siamo arrivati al dunque: la Commissione Antimafia si interroga se deve ascoltare o meno Gaspare Spatuzza, e se una operazione di questo tipo potrebbe inficiare l'operato della magistratura. Ci domandiamo invece se si scherza o si fa sul serio".
E' quanto osserva in un comunicato Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili del 1993, dopo che il nome di Spatuzza non compare fra coloro per cui è stata programmata un'audizione davanti alla commissione Antimafia.
"Gaspare Spatuzza - scrive Maggiani Chelli - è un collaboratore di giustizia che ha deciso di parlare sui probabili mandanti esterni a Cosa nostra per la strage del 27 maggio 1993. Dove, meglio di un Tribunale dello Stato nel quale l'azione del giudice è terza, si può ascoltarlo?. Siamo terrorizzati al pensiero della trasversalità della politica, tutta, alle rivelazioni di Gaspare Spatuzza".
"Non bastavano i giornali in cerca di scoop a divulgare tutto - aggiunge Maggiani Chelli - ora ecco anche le commissioni Antimafia in preda all'ansia di 'non giustizia'. Ma noi quando l'avremmo mai giustizia per la morte dei nostri affetti più cari, i figli, se i propositi più profondi che sentiamo in giro sono vendere il maggior numero di giornali possibile e salvare il sedere all'intera classe politica?".(ANSA)
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COMUNICATO
1328  del 
06/10/2010
Esprimiamo la nostra più forte solidarietà al Centro Padre Nostro di Don Puglisi e al Suo Presidente Dottor Maurizio Artale.
L'atto intimidat.....
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Esprimiamo la nostra più forte solidarietà al Centro Padre Nostro di Don Puglisi e al Suo Presidente Dottor Maurizio Artale.
L'atto intimidatorio subito dal Centro Padre Nostro non può cambiare la realtà delle cose, il Papa è stato chiaro la mafia porta solo alla morte e noi che abbiamo visto morire i nostri parenti per mano dei fratelli Graviano, mafiosi di Brancaccio crediamo sia arrivato il momento di intraprendere la strada della collaborazione con la giustizia.
La collaborazione con la giustizia serve per dare finalmente dignità al Paese e speranza a tutti quei ragazzi che sono costretti a guardare loro malgrado verso la mafia e per i quali il Centro Padre Nostro ogni giorno si batte.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGENPARL
1329  del 
07/10/2010
(AGENPARL) - Roma, 07 ott - "Siamo stati fra i più integralisti al momento delle decisioni sul film su Sergio Segio e Prima Linea. Non per il fi..... Apri
(AGENPARL) - Roma, 07 ott - "Siamo stati fra i più integralisti al momento delle decisioni sul film su Sergio Segio e Prima Linea. Non per il film, noi non censuriamo nulla, ma proprio per il finanziamento pubblico ad un film che comunque non poteva far del bene a nessuno se non ai componenti di prima linea. Abbiamo contestato in programmi Rai e con comunicati le fictions su Riina e Provenzano, abbiamo contestato libri, insomma è risaputo che non amiamo nessun tipo di pubblicità ai criminali".
E' quanto dichiara all'AgenParl l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in merito al film su Vallanzasca, oggetto di un'interrogazione della Lega Nord.

"Un Fondo dello Stato per le vittime e famigliari di vittima di criminali, al quale affluiscano parte dei ricavati dei vari film, libri e fictions sarebbe molto sdoganante da parte nostra se lo accettassimo a scatola chiusa. Un po' come se lo Stato visto che ha istituito il fondo possa decidere senza critica da parte nostra. Non è però nostra abitudine a priori dire di no a risarcimenti perchè il sostentamento economico è fonte di vita per chiunque in questo mondo, figuriamoci per vittime di soprusi immani. Non potendo però criticare solo, visto che lo Stato quando vuole può molto per tutti noi, dovremmo poterne parlare dell'eventuale norma e capire se ci sono gli spazi per poter arrivare ad un compromesso, fra le vittime dei criminali e le esigenze di chi vuole comunque parlare dei carnefici con la nostra approvazione. Approvazione che non può essere comprata ma mediata con i nostri interventi.
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COMUNICATO
1330  del 
08/10/2010
Riteniamo grave mettere sotto inchiesta un Magistrato come Nino Di Matteo,come riportato dall'Espresso.it, il quale si sta occupando della delica..... Apri
Riteniamo grave mettere sotto inchiesta un Magistrato come Nino Di Matteo,come riportato dall'Espresso.it, il quale si sta occupando della delicata indagine sulla presunta trattativa tra pezzi dello Stato e mafia per fermare le stragi.
Da ben 17 anni non si viene a capo di nulla sulla verità nascosta che riguarda le stragi del 1993, seguite alla uccisione dei Giudici Falcone e Borsellino e che strettamente ci riguardano da vicino. L'aria che respiriamo intorno alla verità per i massacri del 1993 è troppo tesa e riteniamo sia arrivato il momento della più grande collaborazione e comprensione, quella dei momenti difficili, da parte di tutte le Istituzioni.
O le istituzioni tutte cominciano a capire che siamo ad un bivio e la verità sulla strage di via dei Georgofili a Firenze, serve come il pane al nostro Paese tormentato ancora oggi dalla mancanza di verità sulle stragi di mafia negli anni 90 o le continue beghe faranno sì che ancora una volta questa verità non ci sarà.
Noi non possiamo dimenticare che anche il Magistrato Gabriele Chelazzi fu richiamato con un intervento del Ministero ; il suo ufficio aveva dimenticato un atto dovuto e il Magistrato più esposto d'Italia in quel momento fu messo sotto inchiesta con un richiamo del Ministero, inserendolo in una lista di 67 magistrati richiamati al loro dovere.
Il magistrato Chelazzi sommerso dal lavoro, si stava occupando in quel momento di indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra" per la strage di Via dei Georgofili e noi non abbiamo mai perdonato quella presa di posizione del Ministero, forse dovuta, ma inopportuna, visto il grande problema che incombeva sull'Italia la verità sulle stragi del 1993, come del resto è ancora oggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1331  del 
11/10/2010
MAFIA: DA DOMANI A FIRENZE 6/A EDIZIONE FORUM STUDENTESCO

FIRENZE, 11 OTT - Sesta edizione, da domani, del Forum nazionale contro la mafia, o.....
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MAFIA: DA DOMANI A FIRENZE 6/A EDIZIONE FORUM STUDENTESCO

FIRENZE, 11 OTT - Sesta edizione, da domani, del Forum nazionale contro la mafia, organizzato da Studenti di Sinistra al polo delle scienze sociali dell'Università di Firenze.
Ad inaugurare i lavori, domattina, un convegno con Salvo Vitale, cofondatore di Radio Aut con Peppino Impastato, Pino Maniaci, giornalista di Telejato, Pif, vj di Mtv e conduttore del programma 'Il testimone', Gaetano Paci, pm della procura di Palermo, Chiara Capri di Addiopizzo e il giornalista Rosario Cauchi.
La mattina di mercoledì 13 invece sarà la volta di 'Le stragi dimenticate' con Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna, Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e animatore del movimento Agende rosse, l'ex magistrato Libero Mancuso, il giornalista e scrittore Giuseppe Lo Bianco, il pm romano Luca Tescaroli.
"Da queste stesse stanze - affermano gli organizzatori del Forum - continuiamo a denunciare, a Firenze, come da Palermo, con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di cambiamento". (ANSA)
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1332  del 
11/10/2010

Saremo al:



VI Forum nazion.....
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Saremo al:



VI Forum nazionale Contro la mafia il 13 Ottobre 2010 alle 9,30 al Polo Universitario di Novoli
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NOTIZIA ANSA
1333  del 
13/10/2010
GIUSTIZIA: TESCAROLI, CONTRO PM CAMPAGNA DI DEMONIZZAZIONE PER IL MAGISTRATO ALCUNI MAFIOSI INVECE SONO INDICATI COME EROI

FIRENZE, 13 OTT -.....
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GIUSTIZIA: TESCAROLI, CONTRO PM CAMPAGNA DI DEMONIZZAZIONE PER IL MAGISTRATO ALCUNI MAFIOSI INVECE SONO INDICATI COME EROI

FIRENZE, 13 OTT - "Oggi i pubblici ministeri sono al centro di una campagna di demonizzazione. Per converso taluni mafiosi sono indicati da autorevoli esponenti delle istituzioni come eroi: penso al caso di Vittorio Mangano".
Lo ha detto Luca Tescaroli, sostituto procuratore di Roma intervenuto, in collegamento via internet, alla 6/a edizione del Forum nazionale contro la mafia, organizzato da Studenti di Sinistra, al polo di scienze sociali dell'Università di Firenze. Tescaroli, tra l'altro, è stato pm nel processo per l'attentato al giudice Giovanni Falcone ed è autore, assieme a Ferruccio Pinotti, del libro 'Colletti sporchi'.
"Da certi ambienti istituzionali - ha aggiunto - arriva un continuo attacco caratterizzato da una componente di delegittimazione e da una violenza che non aveva mai avuto casi simili o toni simili nel passato: indebolendo una delle strutture portanti del contrasto, cioé la magistratura, si fa un favore alla mafia e questo deve far riflettere".
Per Tescaroli, inoltre, nel nostro Paese a volte "sono state diffuse notizie con finalità strumentali, ponendo in essere attacchi servili nei confronti di coloro che sono proiettati a individuare responsabilità politicamente troppo scomode". "L'informazione - ha concluso - è basata sulla verità ed è temuta dalle strutture mafiose e non solo". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1334  del 
13/10/2010
MAFIA: BORSELLINO, MAGISTRATI NON SI UCCIDONO PIU' CON BOMBE

FIRENZE, 13 OTT - "Oggi i magistrati non vengono più uccisi con le bom.....
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MAFIA: BORSELLINO, MAGISTRATI NON SI UCCIDONO PIU' CON BOMBE

FIRENZE, 13 OTT - "Oggi i magistrati non vengono più uccisi con le bombe, si uccidono come sono stati uccisi Luigi De Magistris, Clementina Forleo, Gabriella Nuzzi, l'intera procura di Salerno: hanno cambiato il metodo. La magistratura non si ferma solo con il sangue, ma anche con i metodi cosiddetti legali che oggi vengono usati". Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso nella strage di via D'Amelio, a margine della 6/a edizione del Forum nazionale contro la mafia, al polo di scienze sociali dell'Università di Firenze.
"Non bisogna dimenticare le stragi e gli insegnamenti che ci hanno dato gli eventi - ha proseguito Borsellino -. Nel nostro Paese si sono succedute innumerevoli stragi di Stato, perché non erano stragi solo di mafia o solo di terrorismo: in qualche maniera, c'é stata sempre anche la mano di pezzi deviati dello Stato. Magistrati come Borsellino e Falcone sono stati uccisi anche perché lasciati soli dallo Stato".
"Bisogna ricordare questo - ha continuato - e fare in modo che non siano lasciati soli i magistrati che oggi stanno finalmente cercando di togliere il velo, pesante e nero, che ha sempre coperto i veri responsabili di queste stragi. Sono magistrati che, oltre a dover lavorare tra mille pericoli, vengono attaccati da pezzi dello Stato, come succede con Nino Di Matteo, uno dei magistrati più impegnati in queste nuove indagini che stanno facendo le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1335  del 
13/10/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,DIFFICILE DARE NOME A MANDANTI ESTERNI MAGGIANI CHELLI ASSICURA, LOTTA 'FINO ULTIMO RESPIRO'

FIRENZE, 13 OTT - Arrivare.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,DIFFICILE DARE NOME A MANDANTI ESTERNI MAGGIANI CHELLI ASSICURA, LOTTA 'FINO ULTIMO RESPIRO'

FIRENZE, 13 OTT - Arrivare a dare un nome ai cosiddetti mandanti esterni alla mafia "é molto, molto difficile e di questo ne siamo coscienti", ma noi "lotteremo fino al nostro ultimo respiro per averli. Ma come si fa a far venire fuori i nomi dei mandanti? Di governo in governo sono sempre lì, come è possibile?".
Lo ha detto Giovanni Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a margine della 6/a edizione del Forum nazionale contro la mafia, in corso a Firenze.
"E' indiscusso che ci siano stati mandanti esterni - ha aggiunto Maggiani Chelli -: già se ne parlava nei processi di Firenze. E' una cosa ormai sancita, anche se non ancora da un documento giudiziario ed è quello che noi auspichiamo".
"Nelle stragi - ha proseguito - la componente più forte è stata quella economica, una componente presente in tutte le stragi avvenute in Italia e molto più forte in quelle del 1993, a salvaguardia di ruberie ormai fuori controllo: bisognava coprirle e hanno fatto così". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1336  del 
13/10/2010
TERRORISMO: BOLOGNESI, STRAGI SONO ANCHE STRUMENTO POLITICO

FIRENZE, 13 OTT - Le stragi del terrorismo sono state "usate" anche come "strumen.....
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TERRORISMO: BOLOGNESI, STRAGI SONO ANCHE STRUMENTO POLITICO

FIRENZE, 13 OTT - Le stragi del terrorismo sono state "usate" anche come "strumento politico" per "condizionare" la società, e in questa fase storica è "molto possibile" che ci siano "nuovi momenti di criticità".
Lo ha affermato Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, a margine della 6/a edizione del Forum nazionale contro la mafia, in corso al polo di scienze sociali dell'Università di Firenze.
"Nel 1980 - ha spiegato Bolognesi -, o in anni precedenti e successivi, in fasi di tensioni sociali come stanno uscendo in questi momenti da noi, sono scaturiti stragi e terrorismo: un modo per fuorviare l'opinione pubblica e fare danni incalcolabili. Questi sono momenti in cui, siccome lo scontro sociale è molto forte, non escluderei nessuna arma politica. Anche le stragi del terrorismo sono state uno strumento politico per condizionare la nostra vita politica e civile".
Secondo Bolognesi, poi, bisogna arrivare "ad avere memoria e conoscenza del passato" e occorre "attualizzare il passato con le vicende che stiamo vivendo ora".
"Per la strage di Bologna - ha concluso - abbiamo avuto all'interno dei depistatori, uomini legati alla P2 e dei servizi segreti, che hanno fatto cose che riviviamo in questi giorni. Dobbiamo pensare che il 'piano di rinascita' della P2 si è, in questi ultimi anni, completamente attuato". (ANSA)
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COMUNICATO
1337  del 
14/10/2010
Siamo fortemente preoccupati di vedere un giorno non lontano, arrivare nella nostra cassetta delle lettere una richiesta di perdono da parte dello Sta..... Apri
Siamo fortemente preoccupati di vedere un giorno non lontano, arrivare nella nostra cassetta delle lettere una richiesta di perdono da parte dello Stato, nei confronti di uomini appartenenti a "Cosa nostra".
Buttiamo le mani avanti già da adesso, noi non possiamo perdonare neppure fra mille anni, lo abbiamo scritto anche a Gaspare Spatuzza che pure sta collaborando con la giustizia per portare in Tribunale i "mandanti esterni a cosa nostra per l stragi del 1993".
Il perdono spetta a Dio, siamo stati chiari, non a noi che mai potremmo perdonare agli aguzzini dei nostri figli.
E se i mafiosi della strage di via dei Georgofili non collaborano con la giustizia per quello che ci riguarda restano a 41 bis sempre, infatti abbiamo chiesto più volte di cambiare la norma e ripristinare a Giuseppe Graviano l'isolamento diurno, affinchè non possa socializzare e dare ancora ordini di morte.
Interveniamo a gamba tesa in queste ore in cui circolano le missive di richiesta di perdono ai familiari delle vittime di terroristi vari, perché non vorremmo che l'operazione in atto fosse "lungimirante" e vertesse a dare speranze alla mafia terrorista ed eversiva che scalcia verso l'ergastolo e il 41 bis inventandosi spesso malattie inesistenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1338  del 
15/10/2010
Inserimento nel sito:


Il nostro inte.....
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Inserimento nel sito:


Il nostro intervento al VI Forum nazionale Contro la mafia il 13/10/2010 al Polo Universitario di Novoli
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COMUNICATO
1339  del 
16/10/2010
Mai avremmo potuto immaginare tanto, "il Capo Mafia della famiglia di Ficarazzi" riceveva una indennità di disoccupazione di Euro 700 al mes..... Apri
Mai avremmo potuto immaginare tanto, "il Capo Mafia della famiglia di Ficarazzi" riceveva una indennità di disoccupazione di Euro 700 al mese, un boss di "cosa nostra" al quale sono stati messi sotto sequestrato 3 milioni di Euro.
Per quello che ci è dato di conoscere è l'Ente Previdenziale INPS che paga direttamente le indennità di disoccupazione, quello stesso Ente che dal 2004 non trova il sistema di pagare la pensione subito a quei soggetti rimasti invalidi all'80% nella strage di via dei Georgofili a Firenze.
Invalidi che al momento della strage non lavoravano perché troppo giovani e che mai più potranno lavorare e per i quali la norma 206 del 2004 prevede la "pensione subito".
Chiediamo al Governo un atto di responsabilità e di monetizzare subito i tre milioni di euro confiscati a Giovanni Trapani, di creare un Fondo per l'INPS dal quale poter attingere le risorse per erogare immediatamente le pensioni a quei ragazzi vittime di strage, che resi invalidi da "cosa nostra" spettano quanto di loro diritto.
Per uno Stato di diritto nel quale viviamo, quanto è avvenuto per Giovanni Trapani sotto gli occhi di tutti Enti previdenziali compresi, è quando di più vergognoso noi abbiamo assistito in questi 17 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1340  del 
16/10/2010
L'affronto che le nostre vittime subiscono in questo momento è così grave, che non smetteremo di inviare comunicati alle agenzie e alla stampa tu..... Apri
L'affronto che le nostre vittime subiscono in questo momento è così grave, che non smetteremo di inviare comunicati alle agenzie e alla stampa tutta che si arroga il dovere di informazione, finchè non avremmo il massimo del ritorno
Giovanni Trapani boss di Ficarazzi, non ha ricevuto una indennità qualunque che ci farebbe infuriare ma nel modo giusto, il boss di "cosa nostra" ha ricevuto sotto gli occhi di tutti, una indennità di disoccupazione. Quella indennità che spetta a chi perde il lavoro e gli viene comunque riconosciuto un tantum che gli garantisca il diritto di andare avanti e poi appena possibile tornare a lavorare. Un insieme di diritti, garantiti attraverso Giovanni Trapani alla mafia, ma negati a quelle vittime massacrate sotto il tritolo stragista ed eversivo del 1993.
La nostra rabbia è senza confini perché riteniamo che tanta ingiustizia la subiamo forse per soddisfare i capricci di chi ci odia e ci detesta solo perché siamo capitati sulla sua strada il 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1341  del 
16/10/2010
Esprimiamo la nostra solidarietà al Ministro della Giustizia Alfano
Il suo impegno per il ripristino del "41 bis" a mafiosi stragisti d.....
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Esprimiamo la nostra solidarietà al Ministro della Giustizia Alfano
Il suo impegno per il ripristino del "41 bis" a mafiosi stragisti del calibro di Cosimo Lo Nigro e tanti altri ancora, colpevoli di avere eseguito la strage di Via dei Georgofili e il fatto che il Ministro della Giustizia, abbia a suo tempo compreso anche attraverso le nostre parole, l'utilità di una norma severa ma necessaria come il "41 bis", quale arma di forte di contrasto alla mafia, ci trova oggi schierati al suo fianco mentre la mafia lo minaccia per il suo operato.
Crediamo inoltre che la risposta giusta alle lettere minatorie mafiose, sia la richiesta di una nuova norma in Parlamento che favorisca l'operato dei collaboratori di giustizia e il ripristino dell'isolamento diurno per tutta la durata della pena per la mafia stragista.
Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1342  del 
16/10/2010
MINACCE ALFANO: SOLIDARIETA' A MINISTRO DA ASS.GEORGOFILI

FIRENZE, 16 OTT - Solidarietà al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per.....
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MINACCE ALFANO: SOLIDARIETA' A MINISTRO DA ASS.GEORGOFILI

FIRENZE, 16 OTT - Solidarietà al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per le lettere minatorie ricevute nei giorni scorsi, è stata espressa dall'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
In una nota l'Associazione afferma: "Il suo impegno per il ripristino del '41 bis' a mafiosi stragisti del calibro di Cosimo Lo Nigro e tanti altri ancora, colpevoli di avere eseguito la strage di via dei Georgofili, e il fatto che il ministro della Giustizia abbia a suo tempo compreso anche attraverso le nostre parole, l'utilità di una norma severa ma necessaria come il '41 bis', quale arma di forte contrasto alla mafia, ci trova oggi schierati al suo fianco mentre la mafia lo minaccia per il suo operato.
Crediamo inoltre - conclude la nota - che la risposta giusta alle lettere minatorie mafiose sia la richiesta di una nuova norma in Parlamento che favorisca l'operato dei collaboratori di giustizia e il ripristino dell'isolamento diurno per tutta la durata della pena per la mafia stragista".(ANSA)
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ARTICOLO
1343  del 
16/10/2010
http://www.ansa.it/legalita/visualizza_fdg.html_1731790764.html

MAFIA, SEQUESTRATI TRE MILIONI EURO A BOSS CHE RICEVEVA SUSSIDIO DI DISOCCUP.....
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http://www.ansa.it/legalita/visualizza_fdg.html_1731790764.html

MAFIA, SEQUESTRATI TRE MILIONI EURO A BOSS CHE RICEVEVA SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE

Nonostante la sua indennita' di disoccupazione fosse di soli 700 euro mensili, sicuramente non aveva problemi economici. Giovanni Trapani, capomafia della "famiglia" di Ficarazzi nel palermitano, era infatti in possesso di un patrimonio di oltre tre milioni di euro che gli e' stato oggi sequestrato dai carabinieri. Ma per lo Stato, che gli aveva riconosciuto il sussidio, il boss era "nullatente".
Il sequestro, disposto su richiesta della Dda, ha riguardato alcune aziende edili e una impresa specializzata nel movimento terra. E ancora conti correnti, beni immobili, alcune autovetture di valore, mezzi meccanici, cinque appartamenti, titoli azionari e terreni agricoli.
Giovanni Trapani, 54 anni, arrestato nell'agosto scorso, e' accusato di avere gestito il racket delle estorsioni. Il boss aveva anche predisposto un piano di occultamento dei beni in caso di arresto, che tuttavia non e' riuscito ad attuare per l'intervento immediato degli inquirenti. Ad esempio, tutte la vetture di lusso, riconducibili alla ditte intestate fittiziamente ai parenti di Trapani, erano state affidate in conto vendita ad una concessionaria di Ficarazzi, con l'indicazione pero' che non fossero esposte nell'autosalone ma venissero mostrate ad eventuali acquirenti interessati all'interno di un garage di comodo. Per questo motivo, risultano indagate con l'accusa di "trasferimento fraudolento di valori" anche la moglie, la sorella e due nipoti di Trapani: Maria Giuseppina Triassi, 41 anni, Silvana Trapani, di 49, Mariangela Manna e Marianna Pace, di 38. Per ottenere il sussidio di disoccupazione, inoltre, il boss risultava essere stato licenziato dall'azienda di cui era il vero titolare: la Triassi.
"Ecco uno di quei casi che ho denunciato mesi fa in Commissione antimafia sulle provvidenze economiche che lo Stato eroga ai mafiosi o ai loro familiari", commenta il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia. Il parlamentare annuncia di avere presentato un ddl al Senato "per impedire che lo Stato riconosca qualsiasi tipo di prestazione previdenziale e di assistenza economica ai boss e ai loro familiari complici". E anche all'assemblea regionale siciliana il deputato Salvino Caputo (Pdl) ha presentato un disegno di legge voto per escludere dal riconoscimento della pensione e dalla indennita' di disoccupazione a coloro che sono stati condannati per reati di mafia. "In Sicilia - dice - vi sono persone anziane o disoccupate che non percepiscono la pensione o la disoccupazione per le difficolta' economiche dello Stato e boss mafiosi di primo piano che pur non avendo mai lavorato ottengono contributi previdenziali e pensioni di anzianita"'. Sconcerto viene espresso anche da Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze: "Mai avremmo potuto immaginare tanto".
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Annuncio
1344  del 
21/10/2010



il 10 Nove.....
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il 10 Novembre p.v. alle ore 17, a Firenze presso Palazzo Vecchio Salone de' Dugento, verrà presentato il libro di Gianni Somigli "E' gia sera".

Un sapiente romanzo che raccoglie in sé le testimonianze autentiche, di molti dei protagonisti della notte del 27 Maggio 1993.
Le vittime si raccontano in quella notte terribile, le istituzioni, le forze dell'ordine e ancora tanti altri, arricchiscono il testo delle loro testimonianze.
Siamo certi che vorrete essere tutti intorno a noi, per un appuntamento veramente importante e significativo.
Informiamo con l'occasione che il 23 Novembre prossimo inizierà un altro processo inerente le stragi del 1993.
Infatti il mafioso Francesco Tagliavia, per il quale si va a processo, è l'ennesimo uomo di "cosa nostra" che si è occupato dell'esplosivo utilizzato in via dei Georgofili.
Gaspare Spatuzza nuovo collaboratore di giustizia verrà a testimoniare tutto ciò, avremmo quindi bisogno della vicinanza di quanti come noi ambiscono alla verità tutta sulla strage di via dei Georgofili.
Alleghiamo locandina quale invito e cortese diffusione.
Informiamo altresì che il 29 Ottobre alle ore 21,15 , il libro "E' gia sera" verrà presentato in anteprima a Incisa Val D'Arno presso il tendone polivalente ARCI in via Olimpia.
La presentazione del libro "E già sera", si colloca nell'ambito del programma Regionale "Tipi da biblioteca", al quale ha aderito il Comune di Incisa Val d'Arno.
I nostri più cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1345  del 
22/10/2010
Si lavora alacremente alla norma così detta Lodo Alfano, per mettere in sicurezza e tranquillità chi governa e fare in modo che più alte cariche dello..... Apri
Si lavora alacremente alla norma così detta Lodo Alfano, per mettere in sicurezza e tranquillità chi governa e fare in modo che più alte cariche dello Stato, possano portare a termine il proprio compito senza che nessun tipo di processo giudiziario possa mettere il discussione il loro mandato.
Malgrado tutto crediamo nella democrazia di questo Paese, perché nel 1993 quando sono morti i nostri figli, che ci piaccia o no le forze democratiche hanno tenuto, altrimenti oggi saremmo ancora di più nei guai di quello che in realtà siamo.
Per tutto questo crediamo di essere nel giusto mentre chiediamo ora alle Commissioni preposte, poi al Parlamento, che se mai la Lodo Alfano dovesse passare non abbia, nè con effetto retroattivo, nè per il futuro, alcuna valenza per reati gravi come le stragi terroristiche ed eversive.
Siamo certi che la nostra richiesta sia del tutto inutile, perché mai potremmo pensare che una alta carica dello Stato rimarrebbe al suo posto, senza dimettersi, davanti ad una incriminazione per strage, ma vista la storia di questo Paese,con una ventina di stragi terroristiche eversive impunite, preferiamo formulare la nostra richiesta di modo che risulti nero su bianco e ci sentiremmo molto più tranquilli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1346  del 
24/10/2010
Cosa sta succedendo a questo nostro povero Paese?
Il "mostro" sbattuto in prima pagina tiene banco dai TG pubblici e dai giornali di ogn.....
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Cosa sta succedendo a questo nostro povero Paese?
Il "mostro" sbattuto in prima pagina tiene banco dai TG pubblici e dai giornali di ogni risma, senza un po' di umana pietà verso la giovane Sara.
Il sistema ha da coprire l'eccidio di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 che ormai incombe tanto quella verità è compressa e il tentativo di distrazione dell'opinione pubblica, che per la maggior parte sta al gioco, è più che palese.
Siamo nauseati da ciò che si fa per distrarre e nascondere l'utilizzo nella civilissima Firenze di più di 200 chili di tritolo nel 1993, da parte di "cosa nostra", per richiesta e ordine di apparati deviati, di tipo politico , istituzionale, economico ed ecclesiastico.
Perché il TG1 non apre un Blog per gli italiani e chiede loro quanti vogliono la verità sulla strage di via dei Georgofili?
Perché il TG1 non pubblica per intero tutte le intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano le stragi del 1993?
Siamo amareggiati per le vittime come Sara, usate in modo ignobile per nascondere le malefatte di un sistema che da 17 anni fa finta che " tutto la va ben madama do re".
Chiediamo giustizia, ma le intercettazioni di chi ha voluto le stragi del 1993, quelle si fa di tutto perchè non si possano usare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggini Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1347  del 
25/10/2010
Il costante impegno della Magistratura e delle forze dell'ordine sul fronte dei latitanti di mafia fa ben sperare.
L'arresto di G.Messin.....
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Il costante impegno della Magistratura e delle forze dell'ordine sul fronte dei latitanti di mafia fa ben sperare.
L'arresto di G.Messina, pare ancora di più stringere il laccio intorno a Matteo Messina Denaro lo stragista di via dei Georgofili.
Auspichiamo davvero che le nostre aspettative si concretizzino, perché 17 anni di latitanza per un terrorista come Matteo Messina Denaro sono troppi.
Il pericolo che Messina Denaro rappresenta per il Paese così in difficoltà in fatto di legalità, è veramente troppo alto e la voglia di tritolo potrebbe tentare chi ha da nascondere sempre molto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA Adnkronos
1348  del 
25/10/2010
Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - "Il costante impegno della Magistratura e delle forze dell'ordine sul fronte dei latitanti di mafia fa ben spe..... Apri
Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - "Il costante impegno della Magistratura e delle forze dell'ordine sul fronte dei latitanti di mafia fa ben sperare. L'arresto di Gerlandino Messina pare ancora di piu' stringere il laccio intorno a Matteo Messina Denaro lo stragista di via dei Georgofili. Auspichiamo davvero che le nostre aspettative si concretizzino, perche' 17 anni di latitanza per un terrorista come Matteo Messina Denaro sono troppi".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il pericolo che Messina Denaro rappresenta per il Paese cosi' in difficolta' in fatto di legalita', e' veramente troppo alto e la voglia di tritolo potrebbe tentare chi ha da nascondere sempre molto", conclude la Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
1349  del 
26/10/2010
La nipote di Gerlandino Messina diffende lo zio su Facebook .
Durante l'arresto dell'uomo di "cosa nostra" sono stati ritrovat.....
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La nipote di Gerlandino Messina diffende lo zio su Facebook .
Durante l'arresto dell'uomo di "cosa nostra" sono stati ritrovati pizzini che ricondurrebbero a relazioni d'affari del Gerlandino Messina con Matteo Messina Denaro, il terrorista reo della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Riteniamo che la risposta migliore di tutti noi su Facebook sia ignorare la nipote del boss di Agrigento che riteniamo alquanto disinformata.
Nel contempo auspicare che Geraldino Messina collabori con la giustizia e quanto prima le forze dell'ordine possano arrivare alla cattura di Matteo Messina Denaro, uomo pericolosissimo per l'incolumità di tutti, davvero non vorremmo che l'Italia rivivesse un altro 1993, l'anno che ha visto travolte le nostre 51 famiglie.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1350  del 
28/10/2010
La ridda di notizie di queste ore sulla uccisione dei Giudici nel 1992, che inevitabilmente richiamano alla mente i massacri di innocenti nelle stragi..... Apri
La ridda di notizie di queste ore sulla uccisione dei Giudici nel 1992, che inevitabilmente richiamano alla mente i massacri di innocenti nelle stragi terroristiche del 1993, anche se ancora una volta stampa e media glissano sapientemente da quegli eccidi che ci riguardano, in quanto troppo scomodi per tutti, fanno si che come spesso abbiamo fatto in questi anni, chiediamo attenzione alle dichiarazioni dei "pentiti" Giuseppe Ferro e Vicenzo Ferro rilasciate già nel processo per le stragi del 1993.
Oggi le frasi riportate nel processo di Firenze da parte di Giuseppe Ferro:

« a noi della mafia quelle stragi non interessavano mio figlio Vincenzo mi ha detto sono in ritardo (dopo la strage di via dei Georgofili) perché gli "Altri" non arrivavano, »

assumono, oggi, secondo noi, una valenza ancora più importante.
Auspichiamo quindi sia richiesta a Giuseppe Ferro e Vicenzo Ferro più chiarezza sulle loro dichiarazioni, guadagnandosi quegli stipendi e quelle protezioni di cui godono dallo Stato in qualità di collaboratori di giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1351  del 
28/10/2010
Roma, 28 ott. (Adnkronos) - "La ridda di notizie di queste ore sulla uccisione dei giudici nel 1992, che inevitabilmente richiamano alla mente i ..... Apri
Roma, 28 ott. (Adnkronos) - "La ridda di notizie di queste ore sulla uccisione dei giudici nel 1992, che inevitabilmente richiamano alla mente i massacri di innocenti nelle stragi terroristiche del 1993, ci portano a chiedere, come spesso abbiamo fatto in questi anni, attenzione alle dichiarazioni dei 'pentiti' Giuseppe Ferro e Vicenzo Ferro rilasciate gia' nel processo per le stragi del 1993".
Lo chiede Giovanna Maggiani Chelli, presidente associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili.
"Auspichiamo quindi - aggiunge - sia richiesta a Giuseppe Ferro e Vicenzo Ferro piu' chiarezza sulle loro dichiarazioni, guadagnandosi quegli stipendi e quelle protezioni di cui godono dallo Stato in qualita' di collaboratori di giustizia".
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COMUNICATO
1352  del 
28/10/2010
Tutto il nostro appoggio va al PM Nino Di Matteo, che indaga sulla presunta trattativa da parte dello Stato con la mafia, per fermare le stragi del 19..... Apri
Tutto il nostro appoggio va al PM Nino Di Matteo, che indaga sulla presunta trattativa da parte dello Stato con la mafia, per fermare le stragi del 1992,trattativa che potrebbe aver favorito le stragi del 1993 durante le quali è avvenuto il massacro di via dei Georgofili e lì hanno perso la vita i nostri parenti.
"Chi sa parli" è anche il nostro ennesimo richiamo ; non possiamo più sopportare l'idea di un ricatto fra uomini delle istituzioni e uomini di "cosa nostra" che si giocherebbe prettamente sulle tombe dei nostri figli.
I Magistrati devono potere lavorare in piena autonomia senza condizionamento alcuno dal potere politico e senza controllo degli uffici della Procura da parte dell'esecutivo.
Siamo fortemente preoccupati per il tentativo continuo e costante dell'occultamento della verità completa sulle stragi del 1993 e sulla verità di quella trattativa che noi siamo certi esserci stata, perché altrimenti e non è la prima volta che lo chiediamo, dove sono i nostri figli?
Ce li ridiano e smetteremo di credere che trattativa fra Stato e Mafia ci fu.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1353  del 
02/11/2010
Il "papello" esiste.
Il "papello", cioè l'elenco delle richieste che la mafia ha presentato allo Stato nel 1993, esiste. .....
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Il "papello" esiste.
Il "papello", cioè l'elenco delle richieste che la mafia ha presentato allo Stato nel 1993, esiste. Sembrerebbe questa la tragica realtà.
Con grandissime probabilità, al fine di alzare il tiro da parte della mafia mentre si sviluppava una trattativa intorno a questo elenco, furono assassinati Dario Capolicchio, Caterina Nencioni, Nadia Nencioni, Angela Fiume e Fabrizio Nencioni. L'attentato in via dei Georgofili ha inoltre determinato in alcuni soggetti invalidità all'80% della capacità lavorativa. Problemi gravissimi che però, ancora oggi, non sono presi in seria considerazione dal punto di vista pensionabile. Perché? Forse a causa di fin troppo palesi prese di posizione, che speriamo non "personalizzate" nei nostri confronti, da parte di chi ci governa attualmente.
Ecco. Questo è il tragico bilancio della strage terroristica di via dei Georgofili.
Le responsabilità paiono gravissime: non è più accettabile che si continui a prenderci in giro quotidianamente, da una istituzione all'altra, in una sorta di lavaggio pilatesco delle coscienze. Viviamo in uno Stato di diritto.
Il nostro diritto, in questo momento, è chiedere conto di quell'elenco di richieste.
Vogliamo sapere, una buona volta, se davvero uomini dello Stato in divisa ne conoscevano l'esistenza già nel 2005, e come mai ne hanno parlato apertamente solo dopo anni, visto che già nel processo di Firenze per le stragi del 1993 il documento che avrebbe redatto Salvatore Riina è stato ampiamente chiamato in causa.
La nostra indignazione è ancor maggiore se si considera il fatto che la nostra associazione, il 9 Marzo 2005, ha presentato un esposto sulla scia delle dichiarazioni rilasciate da alcuni politici. Infatti, il 17 febbraio 2005 viene perquisita la casa di Ciancimino; il 22 febbraio 2005, una TV ci informa che molti sapevano dell'esistenza del "papello"; il 9 Marzo 2005, presentiamo l'esposto. La cronologia degli eventi si commenta da sola.
È gravissimo non aver ancora dato a noi una risposta su quel maledetto papello.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
1354  del 
03/11/2010
Noi non abbiamo incarichi religiosi e nel merito del vero pentimento di Spatuzza per avere ucciso i nostri figli, non entriamo.
Abbiamo però forte.....
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Noi non abbiamo incarichi religiosi e nel merito del vero pentimento di Spatuzza per avere ucciso i nostri figli, non entriamo.
Abbiamo però fortemente bisogno di verità sulla strage di via dei Georgofili e la collaborazione con la giustizia di Spatuzza possiamo solo apprezzarla, e la supporteremo fino a quando non ci verrà dimostrato il contrario su questa collaborazione.
Un collaboratore di giustizia sa quali sono le regole da rispettare per avere garantito uno stipendio e una protezione per se e i suoi familiari e secondo quello che dicono i Magistrati Spatuzza ha rispettato le regole.
Quindi quello che noi chiediamo, senza se e senza ma per Spatuzza è uno status di collaboratore di giustizia a tutti gli effetti, con tutti i vantaggi che ne conseguono per un soggetto che a breve tornerà a raccontare ciò che sa sulla strage di via dei Georgofili.
Questo Paese troppo facilmente dimentica quei 5 morti e quei 48 feriti della strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1355  del 
04/11/2010
Lettera aperta

Gentilissimi,
Vogliamo ricordare la presentazione del libro "E' già sera" di Gianni SOMIGLI (Roman.....
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Lettera aperta

Gentilissimi,
Vogliamo ricordare la presentazione del libro "E' già sera" di Gianni SOMIGLI (Romano Editore) che si terrà il 10 Novembre alle ore 17 in Palazzo Vecchio Salone dei Dugento.
Saranno con noi l'Autore Gianni Somigli, l'Editore Roberta Capanni, il Procuratore Vigna, il presidente del consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani, il dottor Giorgio Morales che fu all'epoca Sindaco di Firenze e Federico Gelli, ex vicepresidente della Regione Toscana.
L'appuntamento è per noi molto importante: siamo ormai molto vicini alla prima udienza del processo Francesco Tagliavia, l'ennesimo mafioso che secondo il dichiarante Gaspare Spatuzza è implicato nelle stragi del 1993, essendosi occupato della micidiale miscela esplosiva che ha ucciso i nostri figli.
Infatti il 23 Novembre alle ore 9,30, nell'aula Bunker di Santa Verdiana inizierà un processo per noi fondamentale.
Non vogliamo minimamente pensare che Gaspare Spatuzza si limiterà a puntualizzare che l'obiettivo della strage del 27 Maggio 1993 erano gli Uffizi e non l'Accademia dei Georgofili, o a puntualizzare che l'attentato all'Olimpico è da collocarsi a gennaio 1994 e non il 31 Ottobre 1993, sarebbe veramente molto riduttivo e suonerebbe tutto ciò ben strano per noi.
Gaspare Spatuzza per noi è un collaboratore di giustizia perché tale lo ritengono i Magistrati di ben tre Procure, non vogliamo assolutamente chiamarlo pentito, perché sempre secondo noi, non è il termine giusto: pentiti si è davanti a Dio e solo a Dio Spatuzza esporrà il suo pentimento affinché ne tenga conto nel giudicarlo, perché solo Dio può sapere se Spatuzza è pentito davvero.
Noi valuteremo le sue deposizioni in un'aula di giustizia del Tribunale di Firenze, ci batteremo nel frattempo affinché sia definito "collaboratore di giustizia", infatti anche a suo supporto l'Associazione si costituirà parte civile nel processo penale, ma mai ci accontenteremo di mezze verità o di esternazioni benevole verso i fratelli Graviano in nome di un pentimento divino senza protestare.
Nel libro di Gianni Somigli ci sono i nostri ricordi di quella notte terribile del 27 Maggio 1993, così come i pensieri di personaggi importanti che quella notte l'hanno vissuta e come noi si pongono domande.
I nostri ricordi, i ricordi di tanti di quella notte orribile, crediamo sia quanto di meglio ci sia per non far dimenticare la notte del 27 Maggio 1993 a nessuno, e mentre non si dimenticano le urla delle vittime, le coscienze siano richiamate ai loro doveri, il principale quello di supportare i "pentiti" che vogliono raccontare ciò che sanno senza usarli per sistemare le cose che non sono piaciute al sistema dalle sentenze dei processi di Firenze fino ad oggi.
Vi preghiamo di essere a Palazzo Vecchio il 10 Novembre prossimo in tanti, la verità insieme a noi è l'ora che la vogliano in molti o saremmo traditi ancora una volta come spesso è successo in questi 17 anni di grandi vittorie, ma anche di grandi delusioni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1356  del 
05/11/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, IN NUOVO PROCESSO BASTA MEZZE VERITA'

FIRENZE, 5 NOV - "Mai ci accontenteremo di mezze verità o di esternaz.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, IN NUOVO PROCESSO BASTA MEZZE VERITA'

FIRENZE, 5 NOV - "Mai ci accontenteremo di mezze verità o di esternazioni benevole verso i fratelli Graviano in nome di un pentimento divino".
Lo dice la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in vista delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza al processo a Francesco Tagliavia, ritenuto implicato nelle stragi di mafia del 1993. La prima udienza si svolgerà il 23 novembre, a Firenze.
"Spatuzza - spiega la nota - per noi è un collaboratore di giustizia perché tale lo ritengono i magistrati di tre procure. Non vogliamo assolutamente chiamarlo pentito perché, sempre secondo noi, non è il termine giusto: pentiti si è davanti a Dio e solo a Dio Spatuzza esporrà il suo pentimento affinché ne tenga conto nel giudicarlo, perché solo Dio può sapere se Spatuzza è pentito davvero. Noi valuteremo le sue deposizioni in un'aula di giustizia, ci batteremo nel frattempo affinché sia definito 'collaboratore di giustizia', infatti anche a suo supporto l'Associazione si costituirà parte civile".(ANSA)
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COMUNICATO
1357  del 
06/11/2010
Il Comune di Quarrata (Pistoia) domani mattina intitolerà un giardino alle piccole bambine Caterina e Nadia Nencioni morte a Firenze durante l'attenta..... Apri
Il Comune di Quarrata (Pistoia) domani mattina intitolerà un giardino alle piccole bambine Caterina e Nadia Nencioni morte a Firenze durante l'attentato terroristico mafioso del 27 Maggio 1993.
Inviamo per conoscenza il programma dell'iniziativa quale invito e diffusione per ampia partecipazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage
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COMUNICATO
1358  del 
08/11/2010
Ha un senso eccome reiterare il 41 bis ai mafiosi che non si pentono, perlomeno gli viene impedito di mandare ordini di morte all'esterno del car..... Apri
Ha un senso eccome reiterare il 41 bis ai mafiosi che non si pentono, perlomeno gli viene impedito di mandare ordini di morte all'esterno del carcere e di continuare a gestire i loro sporchi affari di famiglia.
Perché sono sacrosante balle che non hanno più contatti con l'esterno e face book che cosa è un contatto con l'al di là forse?
Odioso e crudele non è il 41 bis,come sostiene il boss Nino Mandalà, ma ciò che la mafia ha fatto ai nostri figli in via dei Georgofili e della qual cosa non si è affatto pentita, anzi, dopo quella strage sanguinaria e terroristica, cosa nostra è così forte che il più potente dei loro capi attuali è ancora in liberta.
Nino Mandalà contribuisca all'arresto di Matteo Messina Denaro, invece di perdere tempo su face book a piagnucolare contro una sistema carcerario che alla mafia gli sta bene come un paio di scarpe nuove.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1359  del 
09/11/2010
Egregio Signor
Nino MANDALÀ

Ancora una volta mi trovo costretta a scrivere una lettera. La mia speranza? Che almeno quelle persone che c.....
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Egregio Signor
Nino MANDALÀ

Ancora una volta mi trovo costretta a scrivere una lettera. La mia speranza? Che almeno quelle persone che conoscono bene la mafia siano disposti ad ascoltare, dopo diciassette anni, sempre le stesse cose.

Perché sa, ci dicono che siamo ripetitivi negli argomenti.

Soprattutto in questo caso, cioè nel caso del 41 bis, il regime di detenzione speciale per i mafiosi che non danno nessun cedimento sul fronte della mafia e non collaborano.

Si dice che siamo ripetitivi, e quindi i nostri comunicati passano a ciclo alternato, a seconda se sono congeniali a questo o a quello schieramento politico. Ma i messaggi della mafia, quelli passano sempre. Dio solo sa se non sono ripetitivi.

Da 17 anni la mafia combatte il 41 bis. Lo ha fatto con odio, con cattiveria, con crudeltà inaudita in via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993. Da allora continua a pretendere di dire la sua ogni giorno sul 41 bis, e sempre allo stesso modo. Con grande meticolosità la stampa ci informa, non c'è nulla di nuovo sotto questo cielo di'Italia: la mafia non vuole il 41 bis e continua a dirlo. Noi no, non possiamo dirlo tutti i giorni, perché noi siamo ripetitivi, ci dicono, noi, con i nostri comunicati annoiamo.

Eppure, in uno dei tanti atti di indagine, il procuratore Chelazzi ebbe a dire: " [..] Lo sappiamo bene tutti che il massacro di via dei Georgofili vuol dire annullamento del 41 bis".

Voglio scriverLe perché Lei ha detto che il 41 bis è crudele, ed è stato aggredito su Facebook, dove hanno scritto che i mafiosi si meritano ben altro delle crudeltà del 41 bis, che forse sarebbero più opportuni i gulag.
Noi abbiamo redatto un comunicato nel quale abbiamo scritto che alla mafia il 41 bis sta bene, molto bene, e che Lei dovrebbe dire a chi di dovere come fare a catturare Matteo Messina Denaro, che ha tanta responsabilità sul massacro di Firenze e molte altre nefandezze. Ecco quello che dovrebbe fare, senza perdere il Suo tempo a distribuire proclami sulla crudeltà del 41 bis.

Le ribadisco, Signor Mandalà, il concetto di cui sopra, che Lei credo ben comprenderà. E con forza, a nome di tutti noi, Le dico che nulla di crudele vi è nel regime carcerario del 41 bis: è un regime di detenzione speciale severo ma necessario, lo abbiamo già detto tante volte. La mafia non può e non deve mai comunicare con l'esterno del carcere fin al momento in cui non capirà che è l'ora di vivere nella legalità.

Nominare i gulag non va bene. Mentre si scrive è come se in fondo si spezzasse una lancia a favore dei mafiosi a 41 bis, perché i mafiosi che vivono a 41 bis sono isolati, è vero, ma se così non fosse darebbero solo ordini di morte e per traffici illeciti, a meno che non collaborino con la giustizia. Il gulag è tutta un'altra cosa, lo sappiamo tutti benissimo, e richiamarci a questi nefasti luoghi aiuta solo la mafia a rafforzare il concetto che il 41 bis è disumano. Ma questo non è vero. Lo ripetiamo ancora una volta: il 41 bis non è disumano, il 41 bis è una misura severa e necessaria per coloro che non cedono e non collaborano.

In chiusura di questa mia, una cosa devo pur dirla a Lei personalmente. Lei che usa l'espressione "crudele" per il 41 bis reiterato.

Si legga gli atti processuali del processo di Firenze per le stragi del 1993, e insieme a Lei lo facciano tutti quelli che fanno finta che il 41 bis sia disumano per i mafiosi.

Siamo ripetitivi, è vero, ma forse dopo quella lettura capirete cosa significa la parola crudeltà. Leggete della morte di Caterina, Nadia, Dario, Angela e Fabrizio. Riparliamo di crudeltà dopo che Lei avrà letto e sarà un po' più informato sulle vittime che sono sopravissute in via dei Georgofili.

Riparliamo di crudeltà quando e se avrà capito quale sia il grado di crudeltà in cui vivono ogni giorno i sopravvissuti per colpa Sua e dei condannati per mafia come Lei.

E ci perdoni, se siamo ripetitivi. Ci perdoni se lo saremo ancora, e sempre.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1360  del 
09/11/2010
MAFIA: ASS. GEORGOFILI A BOSS, 41 BIS SEVERO MA NO GULAG

FIRENZE, 9 NOV - Nel regime carcerario 41 bis non c'é "nulla di crudele: è.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI A BOSS, 41 BIS SEVERO MA NO GULAG

FIRENZE, 9 NOV - Nel regime carcerario 41 bis non c'é "nulla di crudele: è un regime di detenzione speciale severo ma necessario" e "nominare i gulag non va bene".
Lo scrive la presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in una lettera al boss Nino Mandalà, considerato il capomafia di Villabate (Palermo), che ha scontato 8 anni di carcere.
"Da 17 anni la mafia combatte il 41 bis - spiega la lettera - Lo ha fatto con odio, con cattiveria, con crudeltà inaudita in via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993".
"In chiusura - conclude la lettera - una cosa devo pur dirla a Lei personalmente. Lei che usa l'espressione 'crudele' per il 41 bis reiterato si legga gli atti del processo di Firenze per le stragi del 1993. Forse, dopo quella lettura, capirete cosa significa la parola crudeltà. Leggete della morte di Caterina, Nadia, Dario, Angela e Fabrizio. Riparliamo di crudeltà dopo che Lei avrà letto e sarà un po' più informato anche sui sopravissuti di via dei Georgofili".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1361  del 
10/11/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ICONA-SAVIANO PUO' FUORVIARE REALTA'

FIRENZE, 10 NOV - "Non ho nulla contro Saviano", ma "le.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, ICONA-SAVIANO PUO' FUORVIARE REALTA'

FIRENZE, 10 NOV - "Non ho nulla contro Saviano", ma "le icone a volte possono essere fuorvianti da quella che è la verità vera sul fronte della mafia".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, interpellata dai cronisti a proposito del nuovo programma televisivo di Fabio Fazio e Roberto Saviano, 'Vieni via con me', che ha debuttato lunedì scorso su Rai3.
"Personalmente - ha detto a Firenze a margine della presentazione di un libro - non sono troppo favorevole a queste icone messe in risalto, che parlano di legami tra mafia e politica come se sapessero tutto". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1362  del 
10/11/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SPERIAMO NOVITÀ DA PROCESSO FIRENZE

FIRENZE, 10 NOV - Per il processo a Francesco Tagliavia «siamo dalla parte della m.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SPERIAMO NOVITÀ DA PROCESSO FIRENZE

FIRENZE, 10 NOV - Per il processo a Francesco Tagliavia «siamo dalla parte della magistratura, ci affidiamo a loro».
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, parlando del processo - che inizierà a Firenze il 23 novembre - al boss mafioso accusato di essere fra i responsabili delle stragi del 1993.
«Cerchiamo di non mettere in conto grandi aspettative», ha spiegato a Firenze a margine della presentazione di un romanzo:
«Se poi - ha aggiunto - potrà uscir fuori qualcos'altro durante il dibattimento...speriamo sia così. La difesa di Tagliavia si sta agitando moltissimo: abbiamo visto i 13 nomi che ha chiamato in aula a testimoniare, se riuscissero a strappare qualcosa ciò movimenterebbe il processo».
I legali di Tagliavia hanno infatti indicato come testi Massimo Ciancimino, Giovanni Brusca, i senatori a vita ed ex presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, gli ex ministri Giovanni Conso e Nicola Mancino. (ANSA)
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COMUNICATO
1363  del 
11/11/2010
Mentre in Commissione Antimafia si delinea quanto è avvenuto al tempo delle stragi del 1993, e non capiamo perché questo debba avvenire in Commissione..... Apri
Mentre in Commissione Antimafia si delinea quanto è avvenuto al tempo delle stragi del 1993, e non capiamo perché questo debba avvenire in Commissione Antimafia alla quale appartengono politici dei quali non abbiamo nessuna fiducia e queste "confessioni" non siano invece avvenute in Tribunale a Firenze durante i processi per le stragi del 1993,ci domandiamo molto prosaicamente se "ci fanno o ci sono" in queste ore di rabbia fuori controllo.
Siamo costernati davanti alle dichiarazioni dell'ex Ministro della Giustizia Conso il quale afferma che lui, senza dirlo a nessuno, prese il 4 Novembre del 1993 la decisione di passare 140 detenuti appartenenti alla mafia da "41 bis" a carcere normale per fermare le stragi, dopo i massacri del 1993.
E allora le domande sorgono spontanee: quando si è scoperto che la mafia con le stragi non voleva più il 41 bis?
- Se è stato scoperto prima delle stragi del 1993, perché questa "non trattativa ", questa porcata, non è stata fatta prima salvando anche i nostri figli, ovvero perché i mafiosi da "41 bis" all'Ucciardone non sono stati passati a carcere normale per esempio il 13 Maggio del 1993 ? - Se invece che la mafia non voleva più il "41 bis" e per questo aveva messo le bombe di Roma, Firenze e Milano si è scoperto dopo il 27 Luglio 1993, resta fortemente più valido che mai il quesito: ma perché solo oggi se ne parla, mentre per anni si è taciuto e insisto perché questi uomini dello Stato, non sono venuti a dirlo in aula a Firenze durante il processo per le stragi del 1993?
Siamo allo scandalo più puro chi deve si vergogni di averci così drammaticamente ingannato, e ora non crediamo più a niente, non basteranno certo le parole di un uomo di 88 anni a convincerci che solo e solamente lui prese una decisione che "trattativa" non si chiamerà, ma che come azione si commenta da sé.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1364  del 
12/11/2010
A questo punto è doveroso essere informati quando lo Stato scoprì che la mafia voleva abolito il 41 bis o sarebbe stata strage.
Prima o dopo le st.....
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A questo punto è doveroso essere informati quando lo Stato scoprì che la mafia voleva abolito il 41 bis o sarebbe stata strage.
Prima o dopo le stragi del 1993?
Se l'informativa c'era già prima della strage di Firenze, allora non capiamo perché decisione simile a quella del Ministro Conso del 4 novembre 1993 al momento del fallito attentato all'Olimpico, non fu presa in tempo utile per evitare il massacro di via dei Georgofili.
Del resto noi sappiamo che alle 23 del 14 Maggio 1993 il Ministro Mancino sapeva già che era stata la mafia e lo comunicò al Dr. Costanzo.
Se l'informativa sulla mafia ormai allergica al 41 bis, viene resa nota invece dopo tutte le stragi del 93 e in prossimità di quella fallita all'Olimpico, resta incomprensibile perché quando nel processo di Firenze si parla di trattativa e in giro ormai anche i sassi sanno che i morti di Firenze sono legati al 41 bis, il Ministro Conso e tutti gli altri non hanno parlato nelle sedi giuste, e lo fanno ora con 17 anni di ritardo in una sede che non può certo condannarli neppure moralmente.
Cominciamo a pensare che le nostre cause civili non dovrebbero essere orientate verso la mafia stragista, ma verso uno Stato non all'altezza della situazione mentre deve diffendere i suoi cittadini.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1365  del 
12/11/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, COSTERNATI DA DICHIARAZIONI CONSO

FIRENZE, 12 NOV - «Costernati» dalle dichiarazioni rese in Commissione antimafia ie.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, COSTERNATI DA DICHIARAZIONI CONSO

FIRENZE, 12 NOV - «Costernati» dalle dichiarazioni rese in Commissione antimafia ieri dall'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso.
Così, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze che ritengono ora «'doveroso essere informati quando lo Stato scoprì che la mafia voleva abolito il 41 bis o sarebbe stata strage? Prima o dopo le stragi del 1993?».
«Se l'informativa c'era già prima della strage di Firenze - prosegue la nota -, allora non capiamo perchè decisione simile a quella del ministro Conso del 4 novembre 1993, al momento del fallito attentato all'Olimpico, non fu presa in tempo utile per evitare il massacro di via dei Georgofili. Se l'informativa sulla mafia ormai allergica al 41 bis viene resa nota invece dopo tutte le stragi del '93 e in prossimità di quella fallita all'Olimpico, resta incomprensibile perchè quando nel processo di Firenze si parla di trattativa e in giro ormai anche i sassi sanno che i morti di Firenze sono legati al 41 bis, il ministro Conso e tutti gli altri non hanno parlato nelle sedi giuste, e lo fanno ora con 17 anni di ritardo in una sede che non può certo condannarli neppure moralmente. Cominciamo a pensare - conclude la nota dell'Associazione - che le nostre cause civili non dovrebbero essere orientate verso la mafia stragista, ma verso uno Stato non all'altezza della situazione mentre deve difendere i suoi cittadini». (ANSA)
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COMUNICATO
1366  del 
12/11/2010
Giuseppe Graviano in aula a Firenze che testimonia in favore di Tagliavia al processo per le stragi del 1993 sarebbe veramente il massimo per noi. Apri
Giuseppe Graviano in aula a Firenze che testimonia in favore di Tagliavia al processo per le stragi del 1993 sarebbe veramente il massimo per noi.
Sarebbe veramente la dimostrazione che al peggio non c'è mai fine.
Graviano Giuseppe è stato condannato all'ergastolo per la strage di via dei Georgofili, per quanto ne sappiamo noi non si è mai pentito, non collabora certo con la giustizia, anche se gli è stato concesso di avere benefici rispetto al 41 bis, regime al quale è ancora sottoposto pur avendo la possibilità di socializzare durante il giorno.
Auspichiamo davvero ci sia risparmiata la pantomima di Graviano che giura di dire tutta la verità niente altro che la verità sul conto di Francesco Tagliavia, un altro mafioso che come hobby ha probabilmente avuto quello di dilettarsi con l'esplosivo che ha ucciso i nostri parenti.
Una cosa però può farla Giuseppe Graviano, può collaborare con la giustizia e dirci tutto quello che sa sulla strage di via dei Geogorfili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1367  del 
12/11/2010
STRAGI '93: ASS. GEORGOFILI, NO A GRAVIANO TESTIMONE

FIRENZE, 12 NOV - Giuseppe Graviano in aula a Firenze che testimonia in favore di T.....
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STRAGI '93: ASS. GEORGOFILI, NO A GRAVIANO TESTIMONE

FIRENZE, 12 NOV - Giuseppe Graviano in aula a Firenze che testimonia in favore di Tagliavia al processo per le stragi del 1993 "sarebbe veramente il massimo per noi. Sarebbe veramente la dimostrazione che al peggio non c'é mai fine".
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta la richiesta formale di autorizzazione a citare come testimone il boss mafioso Graviano, avanzata da parte dei difensori di Francesco Tagliavia, imputato per le stragi del '93.
"Graviano è stato condannato all'ergastolo per la strage di via dei Georgofili - dice Maggiani Chelli -, per quanto ne sappiamo noi non si è mai pentito, non collabora certo con la giustizia, anche se gli è stato concesso di avere benefici rispetto al 41 bis, regime al quale è ancora sottoposto pur avendo la possibilità di socializzare durante il giorno".
"Auspichiamo davvero ci sia risparmiata la pantomima di Graviano che giura di dire tutta la verità, niente altro che la verità, sul conto di Francesco Tagliavia, un altro mafioso che come hobby ha probabilmente avuto quello di dilettarsi con l'esplosivo che ha ucciso i nostri parenti", conclude la nota di Maggiani Chelli che invita Graviano a "collaborare con la giustizia e dirci tutto quello che sa sulla strage di via dei Georgofili".(ANSA)
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COMUNICATO
1368  del 
13/11/2010
Ora ha più importanza che mai collocare temporalmente il più precisamente possibile il fallito attentato all'Olimpico datato dal Magistrato Gabri..... Apri
Ora ha più importanza che mai collocare temporalmente il più precisamente possibile il fallito attentato all'Olimpico datato dal Magistrato Gabriele Chelazzi il 31 ottobre del 1993, episodio ipotizzato a ridosso di que1 passaggio di 140 mafiosi che all'Ucciardone passarono da "41 bis" a carcere normale il 4 Novembre del 1993 per volere dell'allora Ministro della giustizia Conso. Se ciò che riporta il quotidiano La Repubblica di oggi è vero, tutti sapevano che la mafia voleva abolito il "41 bis" ben tanto tempo prima del massacro di via dei Georgofili e allora la conclusione per noi sarebbe una sola:
- la strage di via dei Georgofili la si è lasciata fare in nome e per conto del "41 bis" da annullare per volere della mafia.
E inoltre, se ciò che dice Gaspare Spatuzza nelle sue nuove rivelazioni, ossia che l'attentato fallito dell'Olimpico è datato Gennaio 1994 e non Ottobre 93 risulterà vero, l'uccisione di 60 carabinieri per volere della mafia è sicuramente da collocarsi quale ennesimo "colpetto" di spinta verso quella nuova situazione che doveva garantire che da lì in avanti il "41 bis" sarebbe stato annullato per sempre.
Infatti in questi 17 anni tanti dalla strage di via dei Georgofili, le spinte verso l'annullamento del "41 bis" sono state forti, molteplici e trasversali e troppo spesso i mafiosi hanno goduto di benefici carcerari pur essendo stragisti eversivi nel 1993.
Ora aspettiamo senza se e senza ma il rinvio a giudizio e il processo penale per i "mandanti esterni a "cosa nostra" rei della morte e delle invalidità dei nostri figli, perché nessuno può più esimersi dalle proprie responsabilità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associaizone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1369  del 
15/11/2010
Veniamo gentilmente informati che domani Salvatore Riina compirà 80 anni, un compleanno che viene descritto con il tentativo di strappare lacrime, inf..... Apri
Veniamo gentilmente informati che domani Salvatore Riina compirà 80 anni, un compleanno che viene descritto con il tentativo di strappare lacrime, infatti si dice che è vecchio, solo, in carcere a "41 bis", che è molto malato, che va spesso in ospedale per controlli e che ogni mattina prende medicine e inoltre "delitto dei delitti": può vedere i suoi parenti uno solo alla volta e una sola volta al mese, a causa della normativa del famigerato 41 bis.
Bene!
E mentre il "grande capo" vive tutto questo, fuori dal carcere infuria la bufera proprio sulla normativa del "41 bis" a causa degli smemorati di turno che improvvisamente ricordano come (forse) hanno fatto a far morire i nostri figli, quando sono state prese per volere di Riina decisioni scellerate proprio sul carcere duro.
"Signor Riina, perché davvero non la smette di mandare messaggi attraverso il Suo avvocato, su quel regime detentivo speciale per il quale insieme a uomini dello Stato ha ucciso persone e messo a ferro e fuoco l'Italia nel 1993? Perché non viene a Firenze in aula al processo Tagliavia il 23 Novembre prossimo, a dirci quello che questi smemorati uomini dello Stato non diranno mai per coprirsi l'uno con l'altro?
Lo faccia però da collaboratore di giustizia per favore, non da mafioso che pretende a 80 anni di dettare ancora legge sul "41 bis" non contento di tutto il male che ci ha fatto e consapevole che a rimetterci sono stati solo i nostri figli morti ammazzati e quelli resi invalidi in modo atroce e che tutti gli altri ci hanno solo guadagnato.
Infatti li guardi come ballano tutti sulle casse dei nostri morti e quanto si danno da fare affinchè Lei e i Suoi uomini a "41 bis" stiate il meglio possibile, solo perché al momento non possono scarcerarvi altrimenti la farebbero troppo sporca, ma non disperi, chissà!
Buon compleanno!
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1371  del 
15/11/2010
MAFIA: 80 ANNI RIINA; ASS.GEORGOFILI, DICA QUANTO SA SU 41BIS

ROMA, 15 NOV - Domani Salvatore Riina compirà 80 anni e Giovanna Maggiani Chell.....
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MAFIA: 80 ANNI RIINA; ASS.GEORGOFILI, DICA QUANTO SA SU 41BIS

ROMA, 15 NOV - Domani Salvatore Riina compirà 80 anni e Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, invia al boss i suoi "auguri", chiedendogli, a proposito del "41 bis' - la norma sul carcere duro la cui revoca sarebbe stata al centro della cosiddetta trattativa con i boss - di "dirci quello che questi smemorati uomini dello Stato non diranno mai per coprirsi l'uno con l'altro".
"'Lo faccia però da collaboratore di giustizia per favore - dice Maggiani Chelli - non da mafioso che pretende a 80 anni di dettare ancora legge sul '41 bis' non contento di tutto il male che ci ha fatto e consapevole che a rimetterci sono stati solo i nostri figli morti ammazzati e quelli resi invalidi in modo atroce e che tutti gli altri ci hanno solo guadagnato". (ANSA)
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COMUNICATO
1370  del 
16/11/2010
Fra conferme e smentite sul "41 bis" circa l'inasprimento o l'ammorbidimento ai tempi delle stragi,
una cosa si evita comunque.....
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Fra conferme e smentite sul "41 bis" circa l'inasprimento o l'ammorbidimento ai tempi delle stragi,
una cosa si evita comunque di affrontarla in modo diretto: le stragi del 1993.
Quei massacri ci sono stati, noi ne siamo l'emblema vivente, da giorni ci agitiamo e chiediamo come hanno potuto avvenire le stragi del 1993 dopo quelle del 1992, se il lavoro delle istituzioni era così fattivo e mirato ad evitare altri morti come gli attori istituzionali di allora pretendono di affermare? Con parole più dirette perché le stragi di maggio e luglio 1993 sono avvenute e quella di ottobre 1993 o gennaio del 1994 no? Come del resto non è avvenuta quella del 14 Aprile del 1994 la strage del fallito attentato a Contorno il collaboratore di giustizia per eccellenza.
E' inutile girare in tondo i morti di via dei Georgofili piaccia o no ci sono stati e qualcuno oltre la mafia ne dovrà rispondere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1372  del 
16/11/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRANA INTERRUZIONE STRAGI DOPO '93

FIRENZE, 16 NOV - "Perché le stragi di maggio e luglio 1993 sono avvenut.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, STRANA INTERRUZIONE STRAGI DOPO '93

FIRENZE, 16 NOV - "Perché le stragi di maggio e luglio 1993 sono avvenute e quella di ottobre 1993 o gennaio del 1994 no?".
Lo chiede in una nota la presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, parlando delle "conferme e smentite circa l'inasprimento o meno del 41 bis ai tempi delle stragi". Maggiani Chelli chiede anche come siano potute avvenire "le stragi del 1993 dopo quelle del 1992 se il lavoro delle istituzioni era così fattivo e mirato ad evitare altri morti".
L'associazione ricorda che "non è avvenuta nemmeno quella del 14 Aprile del 1994, la strage del fallito attentato a Contorno, il collaboratore di giustizia per eccellenza. E' inutile girare in tondo: i morti di via dei Georgofili, piaccia o no, ci sono stati e qualcuno oltre la mafia ne dovrà rispondere".
L'associazione annuncia anche di aderire all'appello di Salvatore Borsellino, e che, quindi, il 20 novembre sarà "sulle scale del tribunale di Firenze per solidarietà alla magistratura che indaga a vario titolo sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, nelle varie procure d'Italia, quelle di Milano, Firenze, Roma, Palermo e Caltanissetta".(ANSA)
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COMUNICATO
1373  del 
16/11/2010
Il 20 Novembre 2010 dalle ore 10 alle ore 13,30 saremo seduti sulle scale del Tribunale in Piazza San Firenze per dimostrare tutta la nostra solidarie..... Apri
Il 20 Novembre 2010 dalle ore 10 alle ore 13,30 saremo seduti sulle scale del Tribunale in Piazza San Firenze per dimostrare tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che indaga a vario titolo sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993" nelle varie Procure d'Italia, quelle di Milano, Firenze, Roma, Palermo e Caltanisseta.
Aderiamo all'appello di Salvatore Borsellino, il fratello del Giudice ucciso dalla mafia nel 1992, che ha promosso il "sit in" con noi vittime del terrorismo eversivo mafioso e altre Associazioni di familiari di vittime della criminalità organizzata, affinché sia compresa la nostra richiesta di verità e giustizia e quella di una Magistratura libera e indipendente, non più sottoposta a continui attacchi verbali e minacce reali che vertono a condizionare l'operato dei Magistrati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1374  del 
16/11/2010
Ecco l'ennesimo esempio di bombe assassine che se ne vanno da sole in piazza ad uccidere la gente: La strage di Piazza della Loggia come già fu quella..... Apri
Ecco l'ennesimo esempio di bombe assassine che se ne vanno da sole in piazza ad uccidere la gente: La strage di Piazza della Loggia come già fu quella della Banca dell'Agricoltura.
Certo che i familiari delle vittime, Manlio Milani il Presidente dell'Associazione, leggeranno la motivazione della sentenza.
Non fanno altro in questo Paese da 65 anni a questa parte i familiari delle vittime delle stragi, leggono motivazioni di sentenze che non danno mai giustizia ai morti!
Siamo particolarmente vicini in queste difficilissime ore a tutti i parenti delle vittime della strage di Piazza della Loggia, e confidiamo in un altro processo perché è risaputo le stragi non cadono mai in prescrizione e i parenti delle vittime del tritolo stragista hanno una pazienza infinita.
Il torto di strage indiscriminata e senza giustizia è il peggior sopruso che un cittadino possa subire dal proprio Paese di appartenenza e l'Italia in tal senso porta la bandiera.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1375  del 
17/11/2010
Mentre le informative vengono rese note di ora in ora, in una sorta di chi è più bravo a scovare notizie, il quadro sulla strage di via dei Georgofili..... Apri
Mentre le informative vengono rese note di ora in ora, in una sorta di chi è più bravo a scovare notizie, il quadro sulla strage di via dei Georgofili si fa però sempre più chiaro, non ai nostri occhi perché sono cose che abbiamo sempre detto da 17 anni, ma agli occhi di chi li spalanca per la prima volta sulla tragica realtà delle stragi del 1993.
Il 15 Maggio 1993 il giorno dopo la strage di via Fauro 140 mafiosi passarono da carcere duro di 41 bis a carcere normale, malgrado ciò il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili fu strage, con 5 morti e 48 feriti.
Le cose possono essere due:
1) può essere che i 140 mafiosi premiati il 15 Maggio 1993 fossero davvero delle mezze calzette e non certo boss importanti e allora la mafia con via dei Georgofili ha alzato il tiro affinchè il messaggio fosse più chiaro e si arrivasse così al 4 Novembre 1993 a passare altri 140 mafiosi da 41 bis a carcere normale, ma questa volta di ben più elevato spessore.
2) può essere che la bomba di via dei Georgofili portasse con se anche un altro messaggio oltre quello prettamente mafioso del 41 bis. Ovvero il messaggio dei "mandanti esterni alla mafia" per coprire le loro malefatte indicando con il tritolo obiettivi sensibili.

Noi optiamo per la seconda di possibilità e la conclusione è drammatica quella strage che ha visto morire e invalidare i nostri figli si doveva fare comunque, per una forte collusione mafia-politica accumunati in particolari interessi che non si dovevano scoprire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1376  del 
18/11/2010
Il Ministro dell'Interno come suo solito è pervaso da grande ottimismo per la lotta alla mafia e ipotizza a breve l'arresto di Matteo Messin..... Apri
Il Ministro dell'Interno come suo solito è pervaso da grande ottimismo per la lotta alla mafia e ipotizza a breve l'arresto di Matteo Messina Denaro il terrorista mafioso stragista a Firenze in via dei Georgofili.
Vorremmo tanto fare coro alla visione ottimistica del Ministro Maroni, ma sono 10 anni che ci sentiamo dire "ora arresteremo Matteo Messina Denaro" e ciò non è mai avvenuto.
Ovvero le forze dell'ordine e la Magistratura che tanto lavorano sul fronte della cattura dei latitanti, mai sono state messe nelle condizioni di arrestare la primula rossa dei nostri tempi.
Questo perché troppe sono le coperture politiche e istituzionali di cui gode il macellaio di via dei Georgofili, prova ne è la bagarre che si sta concretizzando di ora in ora intorno alla verità sulle stragi del 1993 e su quale ruolo importante abbia giocato il passaggio di detenuti da "41 bis" a carcere normale in tutti questi 17 anni tanti dalla strage di via dei Georgofili.
Troppe cose sono state nascoste in questo Paese con quei 300 chili di tritolo del 27 Maggio 1993, seppellendo tutto insieme ai nostri morti, per sperare che il sistema molli e uno degli artefici più importanti di una "negata trattativa" a suon di "41 bis" e tanto altro ancora possa essere catturato.
Esulteremo anche noi se ci stiamo sbagliando, ma i dubbi ormai sono troppi e supportati da prove oggettive.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1377  del 
18/11/2010
Il verbale della deposizione inerente il passaggio di mafiosi da 41bis a carcere normale è stato segretato, non possiamo quindi sapere se l'ex Diretto..... Apri
Il verbale della deposizione inerente il passaggio di mafiosi da 41bis a carcere normale è stato segretato, non possiamo quindi sapere se l'ex Direttore del DAP Amato ricordi o meno il passaggio di 140 Mafiosi da 41 bis a carcere normale il 15 Maggio 1993 dopo la strage di via Fauro, prima della strage di Via dei Georgofili.
Non per questo ci chiuderanno la bocca:
o il Corriere della Sera era in possesso di una notizia sbagliata, quando ieri ha pubblicato che il 15 Maggio 1993 140 Mafiosi da 41 bis sono stati passati a carcere normale, come poi invece è certo sia avvenuto il 31 ottobre 1993 a ridosso della strage fallita all'olimpico, oppure la notizia è verissima.
In ogni caso, entrambe le ipotesi sarebbero gravi, ma la seconda metterebbe in rilievo che in via dei Georgofili il 41 bis e il papello di Riina erano in seconda posizione rispetto al messaggio stragista nel quale sono morti i nostri figli e il sangue delle vittime ha coperto ben altro rispetto al 41 bis.
La verità deve essere resa nota, senza se e senza ma al più presto, perché altrimenti ci troveremo costretti a mettere in discussione tutto ciò che ci è stato detto fino ad oggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1378  del 
19/11/2010
Ci saremmo fortemente meravigliati, se soggetti come le camere penali non avessero approfittato di questo momento inqualificabile per chiedere l'..... Apri
Ci saremmo fortemente meravigliati, se soggetti come le camere penali non avessero approfittato di questo momento inqualificabile per chiedere l'abolizione definitiva del "41 bis" per i mafiosi rei di strage.
Noi diciamo no:il 41 bis va mantenuto anzi va fatto funzionare a pieno regime, perché comunque la mafia "cosa nostra" in via dei Georgofili voleva abolito il sistema carcerario di "41 bis", poi altri in affari con la criminalità organizzata volevano ben altro, ma questo nulla ha a che vedere con la richiesta di abolizione del 41 bis.
Temiamo sia la mafia che spinge i propri legali ad approfittare del momento difficile a livello istituzionale proprio a causa della verità ormai un segreto di pulcinella sulle stragi del 1993, e allora noi non ci stiamo.
Vogliamo chiarezza per capire chi nello stato in quel 1993 era congegnale al sistema mafioso che aborriva il carcere duro e contemporaneamente favoriva gli interessi di soggetti politici e imprenditoriali, ma ribadiamo con forza la necessità di far funzionare il 41 bis ripristinando ai mafiosi come Giuseppe Graviano l'isolamento diurno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione trai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1379  del 
20/11/2010
MAFIA: ANCHE A FIRENZE MANIFESTAZIONE SOSTEGNO PM

FIRENZE, 20 NOV - Si è svolta anche a Firenze, stamani, la manifestazione indetta dal movim.....
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MAFIA: ANCHE A FIRENZE MANIFESTAZIONE SOSTEGNO PM

FIRENZE, 20 NOV - Si è svolta anche a Firenze, stamani, la manifestazione indetta dal movimento delle Agende Rosse, fondato da Salvatore Borsellino, per esprimere sostegno ai magistrati che indagano sulle stragi del '92-'93.
Circa un'ottantina i partecipanti, che si sono radunati di fronte al tribunale, in piazza San Firenze.
Tra i presenti anche la presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli e rappresentanti del Popolo Viola.
Nel corso della manifestazione, diffusa anche su internet, sono stati letti passi del testo 'Paolo Borsellino e l'agenda rossà.(ANSA)
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COMUNICATO
1380  del 
22/11/2010
Informiamo che:

il 23 Novembre 2010
alle ore 9,
mezz'ora prima dell'inizio del Processo a Francesco Tagliavia,
all'est.....
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Informiamo che:

il 23 Novembre 2010
alle ore 9,
mezz'ora prima dell'inizio del Processo a Francesco Tagliavia,
all'esterno del Tribunale
in Via Paolieri 3, a Firenze
terremmo una conferenza stampa.

Preghiamo gentilmente i mezzi di informazione di partecipare.
Vi ringraziamo fin d'ora della Vostra collaborazione

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

NB: in un primo momento si era comunicato per un disguido che ciò avrebbe avuto luogo presso l'Aula Bunker di Santa Verdiana allo stesso indirizzo.
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COMUNICATO
1381  del 
23/11/2010
A chiarimento di quanto sta avvenendo in queste ore intorno alla mancata costituzione dello Stato quale parte civile nel processo Tagliavia Francesco ..... Apri
A chiarimento di quanto sta avvenendo in queste ore intorno alla mancata costituzione dello Stato quale parte civile nel processo Tagliavia Francesco precisiamo quanto segue:
1) Riteniamo ci sia stata negligenza da parte degli organismi competenti.
2) Riteniamo che i processi per le stragi del 1993 siano considerate "cose vecchie" e quindi non così di primaria importanza
3) Siamo preoccupatissimi per l'impatto che la mancanza degli avvocati dello Stato ad esercitare la costituzione di parte civile nel processo Tagliavia abbia ingenerato nella mafia, nei collaboratori di giustizia e in tutti noi le vittime di cosa nostra sentimenti gravissimi.

Infatti i soggetti che oggi non hanno potuto non considerare la mancanza dello Stato nell'aula bunker di Firenze sono:
1)- Gaspare Spatuzza non ancora definito un collaboratore di giustizia, oggi non può non aver notato che oltre tutto, lo Stato non c'era a supportarlo in un processo dove lui testimonierà quale "pentito" di mafia
2)- Giuseppe Graviano stragista in via dei Georgofili, il quale non può che complimentarsi con se stesso visto che dopo avergli ammorbidito il 41 bis annullando di fatto l'isolamento diurno e consentendogli di socializzare, oggi ha avuto al dimostrazione che lo Stato è girato di là davanti ad un processo ad un suo degno compare.
3) I Familiari delle vittime le quali quando il Giudice Pisano ha detto "sono costituite le parti civili" e abbiamo dedotto che ormai lo Stato non c'era, in quell'aula abbiamo provato sgomento.

Dopo aver precisato quanto sopra, aggiungiamo che i vari lanci di agenzia in merito alla non costituzione dello Stato nel processo Tagliavia da parte di vari esponenti della politica, e quant'altro, li troviamo solo opportunistici: non vogliamo il pietismo di nessuno ma solo collaborazione nella nostra ricerca di verità, cosa che non abbiamo mai visto in questi 17 anni .
Oggi in aula con noi c'erano: i PM, il capo Procura di Firenze, la rappresentante del Comune di Firenze nella veste dell'Assessore Di Giorgi, i giornalisti, i ragazzi che non si rassegnano ad un sistema mafioso, i tecnici tutti del processo penale, oltre gli Avvocati e le forze dell'ordine, il resto deserto e questo la dice molto molto lunga.
Non sappiamo quali saranno i messaggi di ritorno nelle prossime ore, ma confidiamo in un intervento per sanare una situazione incresciosa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1382  del 
23/11/2010
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO SI FA COMPLIMENTI

FIRENZE, 23 NOV - «Giuseppe Graviano, stragista in via dei Georgofili, non.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO SI FA COMPLIMENTI

FIRENZE, 23 NOV - «Giuseppe Graviano, stragista in via dei Georgofili, non può che complimentarsi con se stesso: oggi ha avuto la dimostrazione che lo Stato si è girato di là».
Lo scrive in una nota l'associazione fra i familiari della strage dei Georgofili in merito alla mancata costituzione dello Stato quale parte civile nel processo Tagliavia. La presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, parla di «negligenza da parte degli organismi competenti» e aggiunge di ritenere che «i processi per le stragi del 1993 siano considerati cose vecchie e quindi non così di primaria importanza».
«Siamo preoccupatissimi - continua la nota - per l'impatto che la mancanza degli avvocati dello Stato ad esercitare la costituzione di parte civile ha ingenerato nella mafia, nei collaboratori di giustizia e in tutti noi. Gaspare Spatuzza non può non aver notato che lo Stato non c'era a supportarlo in un processo dove testimonierà quale pentito. I familiari delle vittime hanno provato sgomento».
«Confidiamo - conclude la nota - in un intervento per sanare una situazione incresciosa». (ANSA)
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1383  del 
24/11/2010
Inserimento nel sito:

La nostra con.....
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Inserimento nel sito:

La nostra conferenza stampa del 23/11/2010
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COMUNICATO
1384  del 
24/11/2010
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rende noto un cambiamento ai vertici dell'Associazione stessa.
L'a.....
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rende noto un cambiamento ai vertici dell'Associazione stessa.
L'attuale Presidente è la Signora Giovanna Maggiani Chelli, in sostituzione del Signor Luigi Dainelli che tutti ringraziamo per la fattiva attività durante il suo mandato, per la conservazione della memoria del terribile attentato del 27 Maggio 1993, nel quale le famiglie Nencioni e Fiume hanno pagato un tributo altissimo in fatto di vite umane con ben 4 morti-.
Comunichiamo altresì che l'Avvocato dell'Associazione appartiene al Foro di Firenze ed è il Dr. Danilo Ammannato coadiuvato dai legali Marco Ammannato del foro di Firenze ed Enrica Valle del Foro della Spezia.
Ribadiamo l'importanza della nostra Associazione con i suoi scopi fondanti:
-rappresentare ed assistere le vittime e i familiari delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 in Firenze via dei Georgofili, nei confronti della Legge e delle Istituzioni e coordinare tutti gli interventi economici, giudiziari e tecnici a tal fine necessari e opportuni;

-incoraggiare, favorire e promuovere iniziative a favore di tutta la verità sulle stragi del "93" e a favore del mantenimento della memoria.

L'inizio del processo a Francesco Tagliavia un ennesimo mafioso che pare abbia avuto parte integrante nell'attentato di via dei Georgofili, è per noi ancora una volta motivo di rinnovato dolore, ma anche di impegno nella nostra attività di appartenenti ad una Associazione di vittime del terrorismo mafioso che si impegna nel quotidiano nel contrasto alla mafia, costantemente al fianco della Magistratura impegnata nelle indagini per quella terribile strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1385  del 
24/11/2010
A seguito della puntuale precisazione della Presidenza del Consiglio sul disguido inerente la costituzione di parte civile dello Stato nel processo Ta..... Apri
A seguito della puntuale precisazione della Presidenza del Consiglio sul disguido inerente la costituzione di parte civile dello Stato nel processo Tagliavia Francesco, auspichiamo che possa essere formulata una interpretazione favorevole da parte della Corte di Firenze nel processo per le stragi del 1993 e lo Stato possa essere al nostro fianco come sempre .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1386  del 
24/11/2010
MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, AUSPICIO È CHE STATO SIA A NOSTRO FIANCO

Roma, 24 nov. (Adnkronos) - «A seguito della puntuale precisazione della .....
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MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, AUSPICIO È CHE STATO SIA A NOSTRO FIANCO

Roma, 24 nov. (Adnkronos) - «A seguito della puntuale precisazione della Presidenza del Consiglio sul disguido inerente la costituzione di parte civile dello Stato nel processo Tagliavia Francesco, auspichiamo che possa essere formulata una interpretazione favorevole da parte della Corte di Firenze nel processo per le stragi del 1993 e lo Stato possa essere al nostro fianco come sempre».
È quanto si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1387  del 
24/11/2010
MAFIA: STRAGI '93; GIP FIRENZE, APPLICATE LEGGE E PRASSI

FIRENZE, 24 NOV - "Il mio Ufficio ha applicato soltanto la legge e ha risp.....
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MAFIA: STRAGI '93; GIP FIRENZE, APPLICATE LEGGE E PRASSI

FIRENZE, 24 NOV - "Il mio Ufficio ha applicato soltanto la legge e ha rispettato una prassi tipica di procedimenti come questo".
Lo spiega il gip di Firenze, Michele Barillaro, commentando la nota diffusa da Palazzo Chigi in merito alla notifica del decreto di giudizio immediato per il nuovo processo fiorentino, iniziato ieri, sulle stragi mafiose del 1993.
"Le notificazioni per pubblici annunzi - ha spiegato Barillaro - costituiscono una precisa facoltà rimessa alla scelta del giudice quando risulti difficile utilizzare le forme ordinarie, per il numero dei destinatari".
"Se poi" l'ufficio gip "non ha ritenuto opportuno effettuare alcuna notifica in forma ordinaria alle parti offese - ha aggiunto Barillaro - è stato anche per rispettare la 'par condicio' tra queste. Adesso il giudizio in merito alle eventuali eccezioni che verranno formulate a riguardo è rimesso alla Corte d'Assise, che saprà valutare ogni aspetto nel migliore dei modi".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1388  del 
24/11/2010
MAFIA: STRAGI '93; GIP FIRENZE, APPLICATE LEGGE E PRASSI

FIRENZE, 24 NOV - In una nota, la neopresidente dell'Associazione fra i fa.....
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MAFIA: STRAGI '93; GIP FIRENZE, APPLICATE LEGGE E PRASSI

FIRENZE, 24 NOV - In una nota, la neopresidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, spiega che "a seguito della puntuale precisazione della Presidenza del Consiglio sul disguido inerente la costituzione di parte civile dello Stato nel processo Tagliavia, auspichiamo che possa essere formulata una interpretazione favorevole da parte della Corte di Firenze nel processo per le stragi del 1993 e lo Stato possa essere al nostro fianco come sempre".
L'Associazione ieri si è costituita parte civile. "L'inizio del processo a Francesco Tagliavia - aggiunge la nota - è per noi ancora una volta motivo di rinnovato dolore, ma anche di impegno nel contrasto alla mafia, costantemente al fianco della magistratura".(ANSA)
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COMUNICATO
1389  del 
26/11/2010
Abbiamo ascoltato con molta attenzione il Presidente della Commissione Antimafia Pisanu al TG 1 delle 20 del 25 Novembre 2010.
Non vi sono più dub.....
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Abbiamo ascoltato con molta attenzione il Presidente della Commissione Antimafia Pisanu al TG 1 delle 20 del 25 Novembre 2010.
Non vi sono più dubbi sulle parole del Presidente, la Commissione Antimafia par essere arrivata prima della Magistratura ad avere informazioni che vertono all'individuazione di Mandanti esterni alla mafia per la strage di via dei Georgofili a Firenze.
Ovvero in questo Paese c'è chi conosce quella terribile verità e non parla.
Acclarato il diritto di sapere tutta la verità sulla morte dei nostri figli, sia per tutti noi che per la nazione intera e questo anche per bocca del Presidente della Commissione Antimafia, crediamo sia arrivato il momento di portare in Tribunale chi sa e non parla.
Se le cose non stanno esattamente così, la Magistratura smentisca nelle prossime ore, perché altrimenti non potremo farci una ragione di ciò che sta avvenendo intorno a noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1390  del 
26/11/2010
ASS.GEORGOFILI,ANTIMAFIA HA INFORMAZIONI MANDANTI

FIRENZE, 26 NOV - «Non vi sono più dubbi sulle parole del presidente Pisanu: la Commissione.....
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ASS.GEORGOFILI,ANTIMAFIA HA INFORMAZIONI MANDANTI

FIRENZE, 26 NOV - «Non vi sono più dubbi sulle parole del presidente Pisanu: la Commissione antimafia pare essere arrivata prima della magistratura ad avere informazioni che vertono all'individuazione di mandanti esterni alla mafia per la strage di via dei Georgofili a Firenze. Ovvero, in questo Paese c'è chi conosce quella terribile verità e non parla».
Lo afferma, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, Giovanna Maggiani Chelli, facendo riferimento a dichiarazioni di Pisanu al Tg1 di ieri sera.
«Acclarato il diritto di sapere tutta la verità sulla morte dei nostri figli sia per tutti noi che per la nazione intera e questo anche per bocca del presidente della Commissione antimafia - prosegue la nota -, crediamo sia arrivato il momento di portare in tribunale chi sa e non parla. Se le cose non stanno esattamente così la magistratura smentisca nelle prossime ore, perchè altrimenti non potremmo farci una ragione di ciò che sta avvenendo intorno a noi». (ANSA)
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ARTICOLO
1391  del 
26/11/2010
Editoriale di Pippo Giordano dopo la puntata di ANNOZERO del 25/11/2010

Solitamente non sono abituato a fare polemiche o introm.....
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Editoriale di Pippo Giordano dopo la puntata di ANNOZERO del 25/11/2010

Solitamente non sono abituato a fare polemiche o intromettermi nei pensieri di altri. Ma oggi sono obbligato a dire la mia, perché non accetto, non condivido e pertanto condanno l'espressione inqualificabile di liquidare la "trattativa" tra Stato e Cosa nostra come "una pagliacciata".

Siffatto modo di esprimersi, mi spiace dirlo, non si addice ad un ufficiale dei Carabinieri. Sto parlando del famigerato capitano "Ultimo" diventato noto per la cattura di Totò Riina. E, vorrei chiedere all'Ufficiale su quali basi si poggia la "pagliacciata", e se ha elementi che conducono a ritenere plausibile la sua affermazione, perché non si reca in Procura ad esternare le sua perplessità? Anch'io potrei affermare a mo' d'esempio che il suo nome operativo "Ultimo" sia stata la causa dell'immediata perquisizione del covo di Riina, talchè la perquisizione avvenne per "Ultimo" quando il covo fu bonificato. Ma la mia è una battuta e null'altro, ma affermare che la "trattativa" fu una pagliacciata, ebbene a me sembra offendere innanzi tutto la memoria dei morti delle Stragi e ovviamente i vivi che ancora oggi attendono giustizia. Ma perché capitano "Ultimo" a lei da fastidio conoscere la verità? Mi riferisco anche all'assoluzione degli attuali imputati nel processo sulla "trattativa". E, mi si permetta un'ultima considerazione. Ci vuole saggezza, responsabilità e senso dello Stato prima di fare un'affermazione del genere e se si ha rispetto delle Istituzioni, occorra che l'iter della Giustizia faccia il suo corso. Che può piacere o no egregio capitano "Ultimo" queste sono le regole e penso che il generale Mori, che ho conosciuto personalmente, avrà modo di far valere la propria innocenza. Sarà un'aula del Tribunale a definire i contorni dei fatti da lei definiti "una pagliacciata".

Vorrei parlare della puntata di ieri sera di "annozero" che mi è parsa edulcorata e soprattutto indirizzata a non far parlare chi invece aveva ben donde di farlo. Ho avuto la netta sensazione, per la verità non solo a me, che gli interventi di Salvatore Borsellino e quelli di Giovanna Maggiani Chelli, facessero parte di un corollario prefabbricato e soprattutto limitati temporalmente. Ho colto come un "fastidio" del conduttore proprio mentre Salvatore Borsellino elencava le anomalie del non "ricordo" del ministro Mancino, esibendo copia dell'agenda di suo fratello Paolo. L'intera puntata, mi è parsa "viziata" da un calderone ove è stato introdotto un arco temporale talmente ampio da perdersi in quei meandri atipici che sono proprio di Cosa nostra. Ed aggiungo che mi è sembrata, pur evidenziando le motivazioni della sentenza di Dell'Utri, un non affrontare davvero il problema dei rapporti tra Stato e Cosa nostra. Insomma, è mancato quel piglio tipico di "annozero" che in passato è emerso in tutta la sua dirompente azione di denuncia. Bastava dar più voce a Salvatore Borsellino e a Giovanna Maggiani Chelli e sono certo che la puntata ci avrebbe fatto comprendere, non solo il dramma personale di loro due, ma quello di tutti i familiari delle vittime delle Stragi. Ma, soprattutto avrebbero potuto far emergere l'intera goffaggine di questo Governo, che si dimentica di costituirsi parte civile: Governo che come scusante ha affermato di non essere stato informato. Puerile quanto offensiva giustificazione. Il vero problema della mancata costituzione di parte civile è che sul banco degli imputati c'è la "famigghia" mafiosa dei Graviano. Il resto sono chiacchiere.
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COMUNICATO
1392  del 
01/12/2010
Quali familiari di vittime di strage abbiamo partecipato all'incontro con il COPASIR, in merito alla questione del segreto di Stato sulle stragi...... Apri
Quali familiari di vittime di strage abbiamo partecipato all'incontro con il COPASIR, in merito alla questione del segreto di Stato sulle stragi.
Scontato che il segreto di Stato sulle stragi non esiste, come recita la norma all'articolo 39 c.11, abbiamo espresso il dubbio che documentazione possa essere segretata in altre indagini aperte non per strage, ma per reati connessi alla strage stessa, limitando quindi l'operato della magistratura che cerca i "mandanti esterni a scossa nostra" per le stragi del 1993.
Il Presidente del Copasir ha assicurato l'interessamento da parte loro presso i servizi segreti, affinché collaborino con la magistratura delle procure interessate alle indagini sui mandanti per le stragi del 1993.
Per quello che ne possiamo sapere noi, le Procure interessate alle indagini sulle stragi del 1993 non hanno mai trovato ostacoli di nessun genere da parte degli organismi preposti a fornire le informazioni richieste, così come lo stesso Presidente del Copasir assicura che i servizi segreti siano oggi più che mai trasparenti verso chi fa le indagini sulle stragi del 1993.
Auspichiamo quindi che a breve potremmo sapere chi ha condotto la trattativa mafia Stato fin dalle prime ore, subito dopo le stragi del 1992, condannando a morte certa i nostri figli.
Cosi che i "ricordi" e i "non ricordo" affiorati in questi ultimi periodi nella mente di uomini dello Stato, possano completarsi, ponendo fine a quegli angosciosi dubbi che ci portano a pensare che in questo Paese gli unici a non sapere la verità sulla strage di via dei Georgofili siamo noi i parenti delle vittime, questo perché da 14 aspettiamo un rinvio a giudizio per i "mandanti esterni a cosa nostra "per la strage di via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1393  del 
02/12/2010
Ha perfettamente ragione la madre del giovane Di Matteo Giuseppe a non perdonare ai suoi carnefici.
Non lo abbiamo perdonato neppure noi Gaspare S.....
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Ha perfettamente ragione la madre del giovane Di Matteo Giuseppe a non perdonare ai suoi carnefici.
Non lo abbiamo perdonato neppure noi Gaspare Spatuzza, del resto a Firenze sono morte due bambine una di 50 giorni e una di otto anni, i loro genitori e un ragazzo è morto in un modo inenarrabile e aveva solo venti anni.
Come si potrebbe mai perdonare,pur apprezzando la collaborazione di Gaspare Spatuzza e Giovanni Busca? Solo Dio può farlo lo ripetiamo.
Però la madre del giovane Di Matteo proprio in nome della terribile sorte toccata al figlio, dica al marito Santino di Matteo di raccontare tutta la verità sulla terribile strage di via dei Georgofili, perchè in aula Firenze ben due volte il collaboratore Di Matteo, si è avvalso della facoltà di non rispondere e il suo silenzio noi riteniamo abbia pregiudicato ampiamente la verità completa sul massacro di bambini e ragazzi la notte del 27 Maggio 1993.
A ognuno la propria di responsabilità Signora Di Matteo e suo marito davanti a noi ne ha molta.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1394  del 
02/12/2010
Auspichiamo che il Proc. Palamara abbia preso un abbaglio, quando parlando di ciò che è avvenuto 17 anni fa in questo Paese nel 1993, ossia l'utilizzo..... Apri
Auspichiamo che il Proc. Palamara abbia preso un abbaglio, quando parlando di ciò che è avvenuto 17 anni fa in questo Paese nel 1993, ossia l'utilizzo di 1000 chili di tritolo lo, lo affidi nelle mani della storia, definendole "cose vecchie" come già ebbe a fare il Presidente del Consiglio, frase per noi oltremodo offensiva.
Almeno gli organismi vicini alla Magistratura non commettano errori imperdonabili, perché quel tritolo pesa ancora oggi nell'intera vita del Paese.
Chi è responsabile di errori e della tragedia di quel Maggio 1993, deve pagare l'intero prezzo in aule di giustizia prima che sui libri di storia, come del resto lo abbiamo pagato noi in prima persona.
La vigliaccheria ci fa paura, la aborriamo e la combatteremo in tutte le sue espressioni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1395  del 
03/12/2010
MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI: AUSPICHIAMO ABBAGLIO PALAMARA

FIRENZE, 3 DIC - «Auspichiamo che Palamara abbia preso un abbaglio, quando,.....
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MAFIA: STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI: AUSPICHIAMO ABBAGLIO PALAMARA

FIRENZE, 3 DIC - «Auspichiamo che Palamara abbia preso un abbaglio, quando, parlando di ciò che è avvenuto 17 anni fa in questo Paese nel 1993, ossia l'utilizzo di 1.000 chili di tritolo, lo affidi nelle mani della storia, definendole 'cose vecchie' come già ebbe a fare il Presidente del Consiglio, frase per noi oltremodo offensiva».
È quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
«Almeno gli organismi vicini alla magistratura - prosegue l'Associazione - non commettano errori imperdonabili, perchè quel tritolo pesa ancora oggi nell'intera vita del Paese. Chi è responsabile di errori e della tragedia di quel maggio 1993, deve pagare l'intero prezzo in aule di giustizia prima che sui libri di storia, come del resto lo abbiamo pagato noi in prima persona. La vigliaccheria - conclude l'Associazione - ci fa paura, la aborriamo e la combatteremo in tutte le sue espressioni». (ANSA)
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COMUNICATO
1396  del 
03/12/2010
Ci permettiamo di insistere: ha tutte le ragioni del mondo Santino di Matteo a essere arrabbiato per la morte atroce che ha subito suo figlio Giuseppe..... Apri
Ci permettiamo di insistere: ha tutte le ragioni del mondo Santino di Matteo a essere arrabbiato per la morte atroce che ha subito suo figlio Giuseppe.
Ma anche noi abbiamo rabbia perché non abbiamo giustizia completa e questo perché soggetti come lui non hanno collaborato appieno con la legge.
Santino di Matteo durante il dibattimento per le stragi del 1993, è stato chiamato due volte a deporre, una volta non è venuto in aula: stava male; la seconda volta si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Santino di Matteo in Tribunale a Firenze su argomenti di grande importanza, non è certo stato loquace come questa sera dai teleschermi che gli vengono concessi quasi fosse lui un martire. Forse era arrabbiato contro Brusca e tutti gli altri quando non ha deposto in aula a Firenze, ma noi cosa c'entriamo con la mafia cosa nostra alla quale lui appartiene?
Perché non ha aiutato alla ricerca della verità sulle stragi del 1993?
Brusca e Spatuzza lo hanno fatto e lo fanno, lui no.
In ultimo, i nostri figli sono stati massacrati come il suo, con una sostanziale differenza, però: lui sa da chi oltre la mafia, noi no.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1397  del 
04/12/2010
Siamo più che convinti che vada fatta chiarezza su presunte trattative tra mafia e Stato, come sostiene il PM Nino Di Matteo e impedire così che qualc..... Apri
Siamo più che convinti che vada fatta chiarezza su presunte trattative tra mafia e Stato, come sostiene il PM Nino Di Matteo e impedire così che qualcuno che ha cercato accordi con la mafia non venga perseguito, determinando una formidabile arma di ricatto per la mafia anche per il futuro, tant'è che il 1 dicembre u.s. l'Associazione ha presentato una memoria presso la corte di Assise di Firenze.
Chiediamo che soggetti risultati informati sui passaggi di mafiosi da carcere speciale di 41 bis a carcere normale a ridosso della strage di via dei Georgofili e subito dopo la strage stessa, vengano a deporre in aula nel processo a Tagliavia.
Del resto pur concordando con la Pubblica Accusa sul fatto che la "prova generica" è già stata acclarata da due sentenze passate in giudicato e quindi concordiamo nel modulare le richieste probatorie sulla persona di Tagliavia Francesco, tuttavia l'Associazione aggiunge che il movente e le causali delle stragi del 1993 fanno parte dello "oggetto di prova" e come ribadito da noi più volte e ultimamente sostenuto anche dal Presidente della Commissione Antimafia Pisanu, in quanto familiari delle vittime delle stragi abbiamo diritto di sapere tutta la verità sulle stragi del 1993, e in secondo luogo anche tutto il popolo italiano ha diritto di sapere la verità.
Le buone o le cattive ragioni di chicchessia è giusto entrino in un pubblico dibattimento, perché ciò che è successo in Italia nel 1993 è senza precedenti storici e deve essere la carta bollata a cantare affinchè non resti dubbio alcuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1398  del 
06/12/2010
Fermo restando che chiarezza sulle revoche del 41 bis del 15 Maggio 1993 e la non reiterazione dei decreti in scadenza il 5 Novembre 1993 bisognerà da..... Apri
Fermo restando che chiarezza sulle revoche del 41 bis del 15 Maggio 1993 e la non reiterazione dei decreti in scadenza il 5 Novembre 1993 bisognerà davvero fare chiarezza, tant'è che noi abbiamo presentato una memoria in Procura a Firenze affinché si inizi già dal processo a Tagliavia a far capire a tutti noi cosa hanno fatto fino in fondo ai nostri parenti in via dei Georgofili, vogliamo tuttavia precisare alcune cose. Non siamo affatto convinti che la lotta alla mafia sia ai massimi storici come affermato dal Ministro Alfano. Giuseppe Graviano socializza in carcere come un detenuto qualsiasi pur non essendo tale, infatti è un terrorista eversivo oltre che mafioso di grande spessore, non collabora con la giustizia e quello che ha ottenuto per noi è un regalo.
La norma sul 41 bis va cambiata, da tempo lo chiediamo, il 41 bis con isolamento diurno ai terroristi mafiosi, va inflitto fintanto che non collaborano con la giustizia, questa è lotta alla mafia visto anche per il 41 bis ha ucciso bambini e ragazzi in via dei Georgofili, il resto è politica a buon mercato per salvare il salvabile in un Paese alla deriva mafiosa.
Del resto a parte Gaspare Spatuzza, pervaso da crisi mistica, nessuno dei capi storici della mafia condannati all'ergastolo per le stragi del 1993 si è pentito, il che vuol dire che in fondo il carcere duro è significativamente morbido.
La norma che consente ai tribunali di sorveglianza di rendere la vita meno isolata agli stragisti del 1993 fa acqua da tutte le parti ed è notorio a tutti, è il classico cane che si morsica la coda e la mafia ne gode i benefici.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1399  del 
06/12/2010
Torniamo a ribadire che i vari personaggi appartenenti ad importanti istituzioni governative ai tempi della strage del 27 Maggio 1993, devono venire i..... Apri
Torniamo a ribadire che i vari personaggi appartenenti ad importanti istituzioni governative ai tempi della strage del 27 Maggio 1993, devono venire in Tribunale a chiarire ciò che è avvenuto in merito al 41 bis per più di 400 mafiosi.
Acquisire documenti in commissione antimafia come auspicano alcuni componenti, anche se del tutto legale, non ci piace.
In quell' organismo politico si potrebbe cercare di venire a conoscenza di tragiche realtà che poi potrebbero venire insabbiate.
Abbiamo presentato una memoria di tribunale a Firenze e non tanto per far qualcosa, ma perchè crediamo nei Tribunali mentre la politica di questo paese ci spaventa per come è ridotta.
Siamo angosciati al pensiero che 17 anni fa quando avvenne la strage di via dei Georgofili tutti lo sapevano in questo Paese, solo che i vigliacchi si sono "dimenticati" di dire a noi di portare via i figli da quella infausta via.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1400  del 
07/12/2010
Attraverso il nostro sito diffondiamo lettera ai media tutti.

La realtà è tragica, dietro alla strage di Via dei Georgofili de.....
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Attraverso il nostro sito diffondiamo lettera ai media tutti.

La realtà è tragica, dietro alla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci sono dentro tutti politicamente parlando, l'intera classe politica è colpevole - innocenza non c'è stata - proprio per quello che la strage stessa secondo noi ha rappresentato:
- fermare la magistratura che stava portando alla luce attraverso inchieste scottanti, ruberie senza pari nella storia del Paese, il più alto tasso di corruzione che si possa immaginare.
Quindi oggi quando barlumi di memoria tornano a uomini istituzionali responsabili di omertà per ben 17 anni, ogni mezzo di informazione tira l'acqua al proprio mulino colpevolizzando gli altri, con l'altrettanto tragico risultato che così facendo non si arriverà mai alla verità.
Il Paese è stretto in una morsa per quella tragica fine che hanno fatto fare ai nostri figli e quel che è più grave è che non riusciamo a dare giustizia neppure a quelli sopravissuti dei nostri figli, i quali la chiedono a gran voce per ciò che devono patire in nome e per conto di uomini bugiardi, opportunisti, opulenti e di una amoralità senza pari.
Ci appelliamo al senso di responsabilità di chi sa e deve parlare qualunque sia la verità della quale tutti noi abbiamo bisogno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1402  del 
07/12/2010
E' doveroso da parte nostra, e volentieri lo facciamo, rivedere la nostra posizione nei confronti del dottor Palamara, Presidente dell'Assoc..... Apri
E' doveroso da parte nostra, e volentieri lo facciamo, rivedere la nostra posizione nei confronti del dottor Palamara, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati.

Come avevamo auspicato, il dottor Palamara non solo non aveva preso nessun abbaglio, come da noi temuto, durante un suo intervento in cui, come riportato erroneamente, aveva parlato di "lasciare agli storici la verità sui fatti del 1993". Bensì, come abbiamo sempre creduto con forza, tutta l'Associazione Nazionale Magistrati insieme al dottor Palamara è sicuramente vicina alla nostra Associazione per la ricerca di quella verità giudiziaria che andiamo inseguendo da 17 anni.

Dobbiamo sottolineare il nostro rammarico per dover scrivere comunicati di questo genere, non perché ci pesi ritornare sulle nostre esternazioni: lo facciamo sempre volentieri quando c'è bisogno di chiarificazioni. Il nostro rammarico è dovuto al fatto che ancora una volta dobbiamo constatare quanto sia forte la guerra in atto fra le forze parlamentari per quanto riguarda le stragi del 1993.

Oggi noi ci siamo documentati e sappiamo che il dottor Palmara, nell'intervento in oggetto, stava parlando in un contesto totalmente diverso da quello inerente le stragi del 1993. Si è pronunciato sull'argomento solo perché tirato per la giacca, ed il tutto è stato travisato ad uso e consumo di quella politica che è terrorizzata dalla verità sulle stragi del 1993.

Noi, però, abbiamo un compito ben preciso, oltre che un dovere verso le nostre vittime: quello di chiarire sempre tutto, anche verso la magistratura, che riteniamo sempre vicina a noi, in ogni modo.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1403  del 
07/12/2010
MAFIA:STRAGI'93;ASS.GEORGOFILI,PALAMARA E ANM CI SONO VICINI

FIRENZE, 7 DIC - "Come avevamo auspicato il dottor Palamara non solo .....
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MAFIA:STRAGI'93;ASS.GEORGOFILI,PALAMARA E ANM CI SONO VICINI

FIRENZE, 7 DIC - "Come avevamo auspicato il dottor Palamara non solo non aveva preso nessun abbaglio, come da noi temuto, durante un suo intervento in cui, come riportato erroneamente, aveva parlato di 'lasciare agli storici la verita' sui fatti del 1993'. Bensì, come abbiamo sempre creduto, tutta l'Anm insieme al dottor Palamara è sicuramente vicina alla nostra associazione per la ricerca della verità giudiziaria che andiamo inseguendo da 17 anni".
Lo scrive in un comunicato il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
L'associazione alcuni giorni fa aveva diffuso una nota in cui si auspicava che "Palamara non avesse preso un abbaglio" a proposito delle stragi del 1993 "definendole 'cose vecchie'".
"E' doveroso da parte nostra, e volentieri lo facciamo, rivedere la nostra posizione nei confronti del dottor Palamara", c'é anche scritto nel comunicato dell'associazione. "Oggi - prosegue la nota - ci siamo documentati e sappiamo che il dottor Palamara, nell'intervento in oggetto (ad un convegno, ndr) stava parlando in un contesto totalmente diverso da quello inerente le stragi del 1993. Si è pronunciato sull'argomento solo perché tirato per la giacca, ed il tutto è stato travisato ad uso e consumo di quella politica che è terrorizzata dalla verità sulle stragi del 1993".
"Noi - conclude Giovanna Maggiani Chelli - però abbiamo un compito ben preciso, oltre che un dovere verso le nostre vittime: quello di chiarire sempre tutto, anche verso la magistratura, che riteniamo sempre vicina a noi, in ogni modo". (ANSA)
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COMUNICATO
1404  del 
08/12/2010
Può il sindaco di una città martoriata, senza giustizia completa rispetto alla strage terroristica di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, andare ne..... Apri
Può il sindaco di una città martoriata, senza giustizia completa rispetto alla strage terroristica di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, andare nella casa privata del Presidente del Consiglio a chiedere aiuto per la città di Firenze?
Noi crediamo di no, perché l'attuale Presidente del Consiglio è stato indagato per strage e seppure tutto sia stato archiviato nel 1998, la verità su quel massacro non la conosciamo ancora.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1405  del 
09/12/2010
Illustrissimo Signor Sindaco di Firenze
Comune di Firenze
Firenze

Può il sindaco di una città martoriata, senza giustizia completa .....
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Illustrissimo Signor Sindaco di Firenze
Comune di Firenze
Firenze

Può il sindaco di una città martoriata, senza giustizia completa rispetto alla strage terroristica di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, andare nella casa privata del Presidente del Consiglio a chiedere aiuto per la città di Firenze?
Noi crediamo di no, perché l'attuale Presidente del Consiglio è stato indagato per strage e seppure tutto sia stato archiviato nel 1998, la verità su quel massacro non la conosciamo ancora.
Forse a Lei, Signor Sindaco di Firenze, sarebbe servito di più venire la mattina dello scorso 26 Maggio in Regione Toscana per l'incontro sulla libertà di informazione e l'indipendenza della magistratura.
Forse a Lei, Signor Sindaco di Firenze, sarebbe servito di più venire la sera dello scorso 26 Maggio in Piazza della Signoria per ascoltare il Requiem di Verdi insieme a noi, e poi per ascoltare i nostri interventi e quelli del Procuratore Grasso che vertevano sulla ricerca della verità per la strage di via dei Georgofili.
Allo stesso modo, sarebbe stato molto importante se Lei, Signor Sindaco di Firenze, fosse venuto in Tribunale il giorno della prima udienza del processo Tagliavia, il mafioso che secondo il collaboratore Spatuzza ha gestito l'esplosivo di via dei Georgofili.

Ecco: tutto questo sarebbe servito.
Non andare tutti i giorni - "se necessario" ? come da Lei asserito, ad Arcore per la città di Firenze.
La città di Firenze, insieme a tutti noi, da 17 anni aspetta verità completa sulla più ignobile strage che mente d'uomo ricordi. La Magistratura va supportata nella ricerca di verità per quei 250 chili di tritolo.

Questo sarebbe stato importante.
Non rilasciare ai microfoni e ai taccuini messaggi che appaiono perlomeno infelici, giustificando che erano le ultime ore per Firenze, come ha fatto Lei Signor Sindaco. Quasi fosse una questione di vita o di morte per la città e per i fiorentini. Questione di vita o di morte, come fu davvero in Via dei Georgofili.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1406  del 
12/12/2010
12 Dicembre 1969: esplode una bomba alla banca dell'Agricoltura di Milano, è strage a Piazza Fontana.
Siamo vicini ai familiari di quei sedi.....
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12 Dicembre 1969: esplode una bomba alla banca dell'Agricoltura di Milano, è strage a Piazza Fontana.
Siamo vicini ai familiari di quei sedici morti e di quegli ottantaquattro feriti ai quali è stata negata una verità giudiziaria.
Si è preferito lasciar dare solo una lettura storica prettamente politica della strage di Piazza Fontana, che inevitabilmente può aver finito con il soffocare il non meno importante movente economico della strage stessa.
Quel movente economico composto di grandi ruberie, che sempre ha fatto da ulteriore "innesco" nelle stragi del nostro Paese, movente nascosto prima sotto il tritolo e poi alla carta bollata.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1407  del 
12/12/2010
Uniamo fortemente la nostra voce a quella del procuratore di Caltanissetta Domenico GOZZO: CHI conosce anche una parte infinitesimale di ciò che può a..... Apri
Uniamo fortemente la nostra voce a quella del procuratore di Caltanissetta Domenico GOZZO: CHI conosce anche una parte infinitesimale di ciò che può aiutare ad incastrare i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1992 e 1993 vada in procura a Caltanissetta dove si sta lavorando per la verità di via D'Amelio o in procura a Firenze dove si sta lavorando per la verità di via dei Georgofili.
Martedì 14 Dicembre a Firenze in aula Bunker ci sarà la seconda udienza del processo al mafioso Tagliavia, su richiesta delle parti, la Corte si pronuncerà sull'ammissione di testi eccellenti, auspichiamo siano ammessi e siano ascoltati uomini dello Stato, come da noi richiesto anche con memoria scritta, affinchè quanto prima si arrivi ad una verità completa sulla strage di via dei Georgofili.
Noi vogliamo la verità tutta sulla morte dei nostri parenti qualunque essa sia, vogliamo che i cittadini di questo Paese la conoscano nei suoi dettagli più terribili, come noi crediamo di avere imparato a conoscerla.
Se "verrà perso l'ultimo treno per l'accertamento della verità" in un Tribunale, come ben dice il PM Gozzo, prenderemo posizione contro quell'omertoso silenzio che circonda la morte terribile che hanno fatto fare e lasciato fare ai nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1408  del 
12/12/2010
MILANO, 12 DIC - "Siamo vicini ai familiari di quei 16 morti e di quegli 84 feriti ai quali è stata negata una verità giudiziaria".
Si .....
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MILANO, 12 DIC - "Siamo vicini ai familiari di quei 16 morti e di quegli 84 feriti ai quali è stata negata una verità giudiziaria".
Si è espressa così, in una nota, il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in occasione del 41mo anniversario della strage di piazza Fontana.
"Si è preferito - ha aggiunto - lasciar dare solo una lettura storica prettamente politica della strage di Piazza Fontana, che inevitabilmente può aver finito con il soffocare il non meno importante movente economico della strage stessa. Quel movente economico composto di grandi ruberie, che sempre ha fatto da ulteriore 'innesco' nelle stragi del nostro Paese, movente nascosto prima sotto il tritolo e poi alla carta bollata". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1409  del 
12/12/2010
FIRENZE, 12 DIC - "Uniamo fortemente la nostra voce a quella del procuratore di Caltanissetta Domenico Gozzo: chi conosce anche una parte infinit..... Apri
FIRENZE, 12 DIC - "Uniamo fortemente la nostra voce a quella del procuratore di Caltanissetta Domenico Gozzo: chi conosce anche una parte infinitesimale di ciò che può aiutare ad incastrare i 'mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1992 e 1993 vada in procura a Caltanissetta dove si sta lavorando per la verità di via D'Amelio o in procura a Firenze dove si sta lavorando per la verità di via dei Georgofili".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili di Firenze, in un appello fatto dopo che il procuratore nisseno Gozzo ha dichiarato che Paolo Borsellino "fu vittima di un attentato perché si opponeva alla trattativa tra il Ros dei carabinieri e Vito Ciancimino".
"Noi - scrive ancora - vogliamo la verità tutta sulla morte dei nostri parenti qualunque essa sia, vogliamo che i cittadini di questo Paese la conoscano nei suoi dettagli più terribili, come noi crediamo di avere imparato a conoscerla. Se 'verra' perso l'ultimo treno per l'accertamento della verita" in un tribunale, come ben dice Gozzo, prenderemo posizione contro quell'omertoso silenzio che circonda la morte terribile che hanno fatto fare e lasciato fare ai nostri figli".
L'associazione ricorda che il "14 dicembre a Firenze ci sarà la seconda udienza del processo al mafioso Tagliavia; su richiesta delle parti, la Corte si pronuncerà sull'ammissione di testi eccellenti; auspichiamo siano ammessi e siano ascoltati uomini dello Stato come da noi richiesto anche con memoria scritta".(ANSA)
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COMUNICATO
1410  del 
14/12/2010
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, constata con rammarico che la Presidenza del Consiglio, il Minis..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, constata con rammarico che la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Interni, il Ministero dei beni culturali, l'Accademia dei Georgofili e la Provincia di Firenze non sono stati ammessi quali parti civili nel processo per strage a Francesco Tagliavia a causa crediamo di assoluta negligenza. Ancora una volta dobbiamo constatare la disattenzione dello Stato nei nostri confronti.
Nell'estate era stata nostra premura informare gli Enti Amministrativi dell'imminente processo.
Inoltre credevamo ci fosse grande attenzione verso un processo ampiamente pubblicizzato, visto che il collaboratore che chiama in causa Tagliavia è Gaspare Spatuzza.
Ci troviamo invece oggi davanti ad uno Stato latitante nei riguardi della verità rappresentata dalla stagione stragista del 1993?
Siamo comunque oltremodo indignati davanti all'ennesima situazione che può essere letta come messaggio positivo per la mafia "COSA NOISTRA".

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1411  del 
14/12/2010
STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, STATO DISATTENTO

FIRENZE, 14 DIC - Rammarico per la "disattenzione dello Stato nei nostri confronti�.....
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STRAGI '93; ASS.GEORGOFILI, STATO DISATTENTO

FIRENZE, 14 DIC - Rammarico per la "disattenzione dello Stato nei nostri confronti" e per una situazione che può essere letta "come messaggio positivo per la mafia".
Lo esprime in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito all'ammissione delle parti civili al processo in corso a Firenze sulle stragi di mafia del 1993.
L'associazione, spiega la presidente Giovanna Maggiani Chelli, "constata con rammarico che la presidenza del Consiglio, il ministero degli Interni, il ministero dei Beni culturali, l'Accademia dei Georgofili e la Provincia di Firenze non sono stati ammessi quali parti civili nel processo per strage a Francesco Tagliavia a causa, crediamo, di assoluta negligenza". Stamani la Corte ha ammesso solo il ministero della Difesa.
"Nell'estate - continua la nota - era stata nostra premura informare gli Enti Amministrativi dell'imminente processo. Inoltre credevamo ci fosse grande attenzione verso un processo ampiamente pubblicizzato, visto che il collaboratore che chiama in causa Tagliavia è Gaspare Spatuzza. Ci troviamo invece oggi davanti ad uno Stato latitante nei riguardi della verità rappresentata dalla stagione stragista del 1993". (ANSA)
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NOTIZIA APCOM
1412  del 
14/12/2010
Terrorismo/ Stragi '93,ok parte civile solo per ministero Difesa

Roma, 14 dic. (Apcom) - Solo il ministero della Difesa è stato ammesso.....
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Terrorismo/ Stragi '93,ok parte civile solo per ministero Difesa

Roma, 14 dic. (Apcom) - Solo il ministero della Difesa è stato ammesso a costituirsi parte civile al processo per le stragi del '93, in corso a Firenze. A deciderlo, oggi, la Corte d'Assise di Firenze: rigettate le richieste di costituzione di parte civile della presidenza del Consiglio, dei ministeri dell'Interno e dei Beni Culturali, della Provincia di Firenze e dell'Accademia dei Georgofili.
L'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in una nota "constata con rammarico" la mancata ammissione ammessi quali parti civili, nel processo dove è imputato per strage il boss di Brancaccio Francesco Tagliavia, della presidenza del Consiglio e dei diversi enti amministrativi e imputa l'esclusione a un comportamento di "assoluta negligenza".
"Ancora una volta - spiegano - dobbiamo constatare la disattenzione dello Stato nei nostri confronti. Nell'estate era stata nostra premura informare gli enti amministrativi dell'imminente processo. Inoltre, credevamo ci fosse grande attenzione verso un processo ampiamente pubblicizzato, visto che il collaboratore che chiama in causa Tagliavia è Gaspare Spatuzza. Ci troviamo invece oggi - concludono - davanti ad uno Stato latitante nei riguardi della verità rappresentata dalla stagione stragista del 1993".
E Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione, si dice "oltremodo indignata davanti all'ennesima situazione che può essere letta come messaggio positivo per la mafia".
Si erano, invece, già costituiti parti civili nella prima udienza il Comune di Firenze e la Regione Toscana.
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COMUNICATO
1413  del 
15/12/2010
Giuseppe Graviano ha chiesto di essere ascoltato, lo ha fatto ieri al processo per l'uccisione del piccolo di Matteo.
L'ultima volta che.....
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Giuseppe Graviano ha chiesto di essere ascoltato, lo ha fatto ieri al processo per l'uccisione del piccolo di Matteo.
L'ultima volta che abbiamo avuto il piacere di sentire Giuseppe Graviano si lagnava per il regime di 41 bis e, bravi diligenti come sempre, glielo hanno ammorbidito e ora tiene tutti sulla corda dicendo "voglio parlare".
Non è la prima volta che Giuseppe Graviano chiede di fare dichiarazioni spontanee, lo ha fatto anche nei processi per le stragi del 1993, e non ha mai detto un bel nulla.
Non si coltivino in noi inutili illusioni, esternando pensieri come il fatto che il capo di Brancaccio voglia parlare e che "sarebbe già buono", non è buono nulla.
Giuseppe Graviano è navigato da lunga data in fatto di mafiosità e lo sa benissimo come si fa a collaborare con la giustizia senza tanta scena: chiami il magistrato e racconti tutto quello che sa.
Ci spieghi quello che ha detto a Spatuzza sui morti di Firenze, ossia che i bambini e i ragazzi di Firenze ammazzati sotto la torre de pulci sarebbero stati un modo di fare politica.
Evitiamo ancora una volta manfrine che fanno solo male alle sue vittime e tanto bene al sistema che la verità sulle stragi del 1993 non la vuole.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1414  del 
16/12/2010
Siamo concordi con il Vice Ministro Castelli circa il fatto che tutto andrebbe chiarito sulle revoche del 41 bis ai tempi delle stragi del 1993, e aus..... Apri
Siamo concordi con il Vice Ministro Castelli circa il fatto che tutto andrebbe chiarito sulle revoche del 41 bis ai tempi delle stragi del 1993, e auspichiamo che Ciampi e Scalfaro entrambi Presidenti di questa Repubblica, abbiano una buona volta chiarito le cose in Procura, così come vorremmo però che fosse chiarito tutto anche per il gli anni successivi fino ad oggi, rispetto al 41 bis per la mafia stragista.
Infatti c'è un momento in questo Paese esattamente il 21 Febbraio 2006 in cui è stato revocato il 41 bis anche a Cosimo Lo Nigro, lo stragista per antonomasia a Firenze, poi è vero il mafioso lo hanno rispedito in seguito a carcere duro, ma in quegli anni dal 2001 al 2006 ci sono stati passaggi inquietanti dal 41 bis a carcere normale.
Infatti ci sono voluti anni di tribolazioni perché Lo Nigro tornasse a regime di carcere duro e con lui molti altri che in quel periodo godettero di benefici carcerari pur essendo stragisti a Firenze.
Senza dimenticare che Giuseppe Graviano gode di benefici ancora in questo momento rispetto al 41 bis, malgrado le nostre lagnanze e richieste di cambio della norma sull'isolamento diurno alla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1415  del 
16/12/2010
Carissimi, domani sera saremo a Limite Capraia come da locandina allegata.
Chi può saremmo felici averlo con noi.

Grazie mille
Buon .....
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Carissimi, domani sera saremo a Limite Capraia come da locandina allegata.
Chi può saremmo felici averlo con noi.

Grazie mille
Buon Natale a tutti
Giovanna Maggiani Chelli


La locandina
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COMUNICATO
1416  del 
17/12/2010
Gentilissimi, per correttezza informiano che l'incontro a Limite Capraia, presso la Scuola media, previsto per questa sera alle ore 21,30 non avv..... Apri
Gentilissimi, per correttezza informiano che l'incontro a Limite Capraia, presso la Scuola media, previsto per questa sera alle ore 21,30 non avverrà causa il mal tempo.
Ci scusiamo per l'inconveniente.
I nostri migliori Auguri per il Natale

Giovanna Maggiani Chelli
Associaziine tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1417  del 
22/12/2010
Ricordiamo con dolore quei 17 morti e 267 feriti massacrati nella galleria fra Firenze e Bologna il 23 dicembre 1984.

"Sangue a Natale&#.....
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Ricordiamo con dolore quei 17 morti e 267 feriti massacrati nella galleria fra Firenze e Bologna il 23 dicembre 1984.

"Sangue a Natale" titola il manifesto che ricorda la Strage del Rapido 904, un sangue che grida vendetta più che mai, perché quei morti e quei feriti non hanno mai avuto piena giustizia. Ricordiamo la strage di Natale parlando di ciò che sta a cuore a tutte le vittime di mafia: la dissociazione.

Nel settembre del 2001, Pippo Calò, condannato all'ergastolo per la Strage del Rapido 904, tenta una "dissociazione" dalla mafia, affermando sì di aver fatto parte della mafia, ma di non avere mai fatto stragi. Il cosiddetto "cassiere della mafia" nega quindi davanti ai magistrati di aver partecipato alla strage del Rapido 904, ossia tenta una linea morbida del "41 bis".
Nel ricordare oggi quel tragico anniversario del 23 dicembre del 1984, vogliamo dire a Pippo Calò e a quanti la vedono come lui: faccia il suo dovere il capo mafia, si penta e collabori con la giustizia, perché la dissociazione è uno dei punti del "papello" di Riina presentato allo Stato nell'estate del 1992 dopo la morte dei Giudici Falcone e Borsellino prima delle stragi del 1993.

La dissociazione è uno dei punti più controversi di questi tempi.
Riteniamo un'ignominia che uno Stato lasci intendere alla mafia che esista spazio per la "dissociazione", soprattutto quando essa è una voce inclusa in un elenco di richieste di un'ignobile trattativa fra mafia e Stato.
Riteniamo un'ignominia che uno Stato lasci intendere che per avere benefici, da parte del mafioso, non serva confessare crimini e criminali. Che non serva consegnare armi,o beni illeciti.

Dissociarsi è comodo, troppo comodo per tutti, per lo Stato e per la mafia.
Noi, pensando a tutte quelle persone massacrate all'interno di una galleria quasi calcolando tutto l'orrore che ne sarebbe derivato, ci stringiamo forte intorno ai parenti delle vittime.
Condanniamo con forza la vigliaccheria di chi non ha mai trovato il coraggio di combattere la mafia e i suoi accoliti fino in fondo, arrivando ad una verità giudiziaria completa, cercando scorciatoie di verità che non possono più accontentare nessuno.

Se nel 1992, in un elenco denominato "papello", la mafia chiedeva a suon di bombe la dissociazione, non si capisce perché nel 2001 si è ascoltato quello che aveva da dire Calò per nulla disposto a collaborare con la giustizia ma dispostissimo a "dissociarsi", con tutti i benefici che ne sarebbero conseguiti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1418  del 
23/12/2010
Thu, 23 Dec 2010 12:30:21 +0100 [12:30:21 CET]


Puntuale come un orologio svizzero arrivano a Natale precisazioni che da anni ci avvelena.....
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Thu, 23 Dec 2010 12:30:21 +0100 [12:30:21 CET]


Puntuale come un orologio svizzero arrivano a Natale precisazioni che da anni ci avvelenano l'esistenza. Quindi dal nostro punto di vista puntualizziamo che se "trattativa" non è stata quella tra mafia e stato quando sono scoppiate le bombe del 1993, vuol dire che noi non conosciamo un'altra parola all'interno del dizionario della lingua italiana, che voglia dire che comunque la bomba di Via dei Georgofili è stata un metodo altamente dialogante fra Stato e mafia . Inoltre rammentiamo che il prof. Conso verrà a Firenze nel processo Tagliavia a testimoniare quanto è a Sua conoscenza rispetto a tutti i passaggi inerenti il "41 bis" al tempo del massacro di via dei Georgofili, lì, in quella sede lo ascolteremo e quanto ha da dire verrà finalmente verbalizzato nelle dovute sedi e solo il futuro ci dirà di chi è la ragione , ovvero se lo Stato davvero è stato completamente innocente mentre i nostri figli morivano.
Precisiamo inoltre che senza mettere in dubbio l'integerrimo rigore di un funzionario dello Stato come il Prof. Conso prima che sia provato il contrario, noi aspettiamo fiduciosi.
Ma nessuno ce ne può volere se vogliamo verità assoluta, perché non possiamo essere nelle condizioni di comprendere come mai solo oggi, come del resto è stato per tanti altri uomini dello Stato, il prof Conso chiarisca la sua posizione rispetto a quel 1993.
Quali parti lese abbiamo letto i verbali rilasciati al proc. Gabriele Chelazzi del settembre 2002 e se non ci siamo sbagliati nel leggere, non abbiamo trovato nulla di quanto così apertamente oggi è asserito dall'allora Ministro della Giustizia davanti alla commissione antimafia e non si dica che è una questione di fare le domande giuste, perché non sta nè in cielo nè in terra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili



Dal sito dell'agenzia "Il Velino"

POL - Georgofili, Famiglie vittime: Arrivano precisazioni che ci avvelenano
 
Roma, 23 dic (Il Velino) - "Puntuale come un orologio svizzero, arrivano a Natale precisazioni che da anni ci avvelenano l'esistenza. Quindi, dal nostro punto di vista, puntualizziamo che [..] "
 
(com/red) 23 dic 2010 13:03
 
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COMUNICATO
1419  del 
23/12/2010
I pacchi bomba di queste ultime ore ci angosciano, questa "strategia della tensione "ci fa paura, perché il 23 Dicembre del 1984 la mafia ha..... Apri
I pacchi bomba di queste ultime ore ci angosciano, questa "strategia della tensione "ci fa paura, perché il 23 Dicembre del 1984 la mafia ha fatto saltare un treno in una galleria fra Firenze e Bologna.
Pipo Calò, lo stragista del treno rapido 904, è un mafioso che ha giocato alla grande la partita del 41 bis per la mafia con lo Stato.
Chi deve vigili, perché noi abbiamo già pagato un prezzo troppo alto in nome e per conto del 41 bis in via dei Georgofili perché tocchi ad altri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1420  del 
27/12/2010
Di bene in meglio! Ora ai mafiosi viene abolito di fatto l'ergastolo, perché le motivazioni di sentenza vengono depositate in ritardo.
Viviamo orm.....
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Di bene in meglio! Ora ai mafiosi viene abolito di fatto l'ergastolo, perché le motivazioni di sentenza vengono depositate in ritardo.
Viviamo ormai in un Paese al servizio del reo, con spreco di energie e risorse per salvaguardare i diritti della mafia, in questo caso della 'ndrangheta calabrese per le concessioni fatte a uno dei tanti, a Giuseppe Belcastro.
Alle vittime non pensa mai nessuno, fanno paura, sono scomode e questo anche perché lo Stato ne deve rendere conto del perché sono diventate vittime di mafia e non è in grado di farlo fino in fondo.
Lo diremo fino allo sfinimento, in seno alle vittime delle stragi d'Italia, vi sono QUATTRO casi di soggetti giovanissimi che al tempo in cui hanno vissuto la strage terroristica eversiva, non lavoravano, in seguito sono andati a lavorare, poi a causa delle menomazioni riportate sotto il tritolo stragista hanno "maturato" l'80 per cento di invalidità rispetto alla loro capacità lavorativa, ebbene per legge hanno diritto alla pensione subito, ma da quel che appare, sembrerebbe che la Presidenza del Consiglio non voglia.
Ci domandiamo con rabbia:
come mai per la Magistratura attraverso le norme non è stato inventato quello strumento che permette alle vittime invalide all'80% di andare in pensione subito, mentre sono state varate tutte una serie di norme che ad ogni stormir di fronda corrono in mutuo soccorso ai mafiosi rei di strage?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1421  del 
29/12/2010
"Una bottiglia di spumante stappata tra la storica Torre dei Pulci, gli Uffizi, l'Arno, la sede dell'Accademia dei Georgofili per dire ai mafiosi che ..... Apri
"Una bottiglia di spumante stappata tra la storica Torre dei Pulci, gli Uffizi, l'Arno, la sede dell'Accademia dei Georgofili per dire ai mafiosi che da lì non si passa. Un brindisi nei luoghi dove per un attentato organizzato dai boss di Cosa nostra nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 sono morte cinque persone: Caterina Nencioni, 50 giorni di vita; Nadia Nencioni, 9 anni; Dario Capolicchio, 22 anni; Angela Fiume, 36 anni; Fabrizio Nencioni, 39 anni; e altre 48 sono rimaste ferite.
Via dei Georgofili non tanto perché è un luogo antimafia ma perché lì la mafia ha colpito duramente.
Questo quanto segnalato da Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze"

Alla domanda del giornalista dell'Espresso ,cosa suggerivamo per passare un capodanno all'insegna della legalità contro la mafia, quale luogo avremmo indicato se avessimo potuto scegliere noi dove passare un capodanno antimafia, il nostro suggerimento è stato quello di brindare al nuovo anno, il 2011, in via dei Georgofili luogo dove virtualmente siamo sempre presenti con il nostro dolore e la nostra rabbia che non si assopisce mai per mancanza di verità causa di quel mare di bugie che ogni giorno uomini delle istituzioni ci propinano.

Buon Anno
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1422  del 
29/12/2010
Ass.Georgofili: "Brindisi antimafia in luogo strage"

FIRENZE, 29 DIC - Per trascorrere un Capodanno «all'insegna della legalità e contro la m.....
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Ass.Georgofili: "Brindisi antimafia in luogo strage"

FIRENZE, 29 DIC - Per trascorrere un Capodanno «all'insegna della legalità e contro la mafia» il suggerimento dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili è di fare un brindisi nel luogo dell'attentato, «per dire ai mafiosi che da lì non si passa».
In una nota, la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli, ricorda che in quell'attentato «organizzato dai boss di Cosa nostra nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 sono morte cinque persone e altre 48 sono rimaste ferite».
«Il nostro suggerimento - conclude la nota - è di brindare al nuovo anno, il 2011, in via dei Georgofili, dove, virtualmente, siamo sempre presenti con il nostro dolore e la nostra rabbia che non si assopisce mai, anche per la mancanza di verità dovuta al mare di bugie che ogni giorno uomini delle istituzioni ci propinano». (ansa)
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COMUNICATO
1423  del 
30/12/2010
Ganzer, Contrada, Mori, De Gennaro, Pollari...
Tutti servitori dello Stato, tutti uomini che hanno agito nell'interesse dello Stato.

Noi .....
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Ganzer, Contrada, Mori, De Gennaro, Pollari...
Tutti servitori dello Stato, tutti uomini che hanno agito nell'interesse dello Stato.

Noi non siamo in possesso di elementi che possano in qualche modo provare il contrario. Tutto quello che sappiamo è che hanno agito nell'interesse della "Ragion di Stato", ed a questo ci atteniamo. Almeno fino al momento in cui la sentenza di un giudice alla fine di un processo penale in un tribunale non ci proverà il contrario.

Ma è la stessa "Ragion di Stato" che, nel 1993 e negli anni a venire, ha investito il Governo e le istituzioni per cercare di fermare le stragi mafiose terroristiche non con la forza che uno Stato deve avere davanti alla criminalità organizzata, ma con la debolezza di uno Stato che cosciente dei suoi limiti può solo mediare con le forze criminali?

Per quello che ci riguarda, quella Ragion di Stato ha provocato la morte di Caterina Nencioni, Nadia Nencioni, Dario Capolicchio, Angela Fiume e Fabrizio Nencioni e ben 48 feriti dei quali alcuni con l'80% di invalidità rispetto alla capacità lavorativa, provocando loro un inferno di vita, quella che gli rimane da vivere.

Questo perché in quel 1993-1994, 500 mafiosi in tempi diversi sono stati passati da carcere duro di 41 bis a carcere normale, lasciando così intendere alla mafia che i morti pagavano.
Se è questa la Ragion di Stato allora è venuto il momento di fare un esame di coscienza e sentire tutto il peso di "una Ragion di Stato" che fa acqua da tutte le parti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1424  del 
31/12/2010
Esprimiamo la nostra più profonda indignazione per la mancata estradizione di Cesare Battisti. Vicini alle vittime e al loro dolore che si rinnova per..... Apri
Esprimiamo la nostra più profonda indignazione per la mancata estradizione di Cesare Battisti. Vicini alle vittime e al loro dolore che si rinnova per mancanza di giustizia anche da un Paese straniero, non possiamo comunque non domandarci se davvero il ritorno in Italia di Battisti avrebbe dato giustizia ai parenti delle vittime.
Del resto noi assistiamo continuamente ai benefici che vengono elargiti a piene mani ai terroristi mafiosi che dimorano nelle carceri italiane vedi Giuseppe Graviano e molti di loro tornano addirittura a casa dai loro familiari.
Senza contare che mafiosi come Matteo Messina Denaro stragista a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, nessuno si sogna di arrestarlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA TMNews
1425  del 
31/12/2010
Vittime della strage di via dei Georgofili - (TMNews)

Esprimiamo la nostra più profonda indignazione per la mancata estradizione di Cesare B.....
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Vittime della strage di via dei Georgofili - (TMNews)

Esprimiamo la nostra più profonda indignazione per la mancata estradizione di Cesare Battisti".
E' quanto dichiara Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Vicini alle vittime e al loro dolore che si rinnova per mancanza di giustizia anche da un Paese straniero, non possiamo comunque non domandarci se davvero il ritorno in Italia di Battisti avrebbe dato giustizia ai parenti delle vittime" si legge nella nota che prosegue sottolineando che "del resto noi assistiamo continuamente ai benefici che vengono elargiti a piene mani ai terroristi mafiosi che dimorano nelle carceri italiane vedi Giuseppe Graviano e molti di loro tornano addirittura a casa dai loro familiari. Senza contare che mafiosi come Matteo Messina Denaro stragista a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, nessuno si sogna di arrestarlo".
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NOTIZIA ANSA
1426  del 
31/12/2010
BATTISTI: ASS.GEORGOFILI, INDIGNATI MA DA NOI MAFIOSI LIBERI

FIRENZE, 31 DIC - "Esprimiamo la nostra piu' profonda indignazione per.....
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BATTISTI: ASS.GEORGOFILI, INDIGNATI MA DA NOI MAFIOSI LIBERI

FIRENZE, 31 DIC - "Esprimiamo la nostra piu' profonda indignazione per la mancata estradizione di Cesare Battisti. Vicini alle vittime e al loro dolore che si rinnova per mancanza di giustizia anche da un Paese straniero, non possiamo comunque non domandarci se davvero il ritorno in Italia di Battisti avrebbe dato giustizia ai parenti delle vittime".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze.
"Del resto - conclude il testo - noi assistiamo continuamente ai benefici che vengono elargiti a piene mani ai terroristi mafiosi che dimorano nelle carceri italiane vedi Giuseppe Graviano e molti di loro tornano addirittura a casa dai loro familiari. Senza contare che nessuno si sogna di arrestare mafiosi come Matteo Messina Denaro stragista a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili".(ANSA)
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