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NOTIZIA ANSA
803  del 
01/01/2009
MAFIA: SPATUZZA; CHELLI, TROPPA ANSIA DI RIMANDARLO A CASA

FIRENZE, 1 GEN - "L' ansia di rimandare a casa l'ala stragista di c.....
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MAFIA: SPATUZZA; CHELLI, TROPPA ANSIA DI RIMANDARLO A CASA

FIRENZE, 1 GEN - "L' ansia di rimandare a casa l'ala stragista di cosa nostra, affinché davvero non parli, è troppo forte nel nostro Paese".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli in una nota commentando la presunta collaborazione avviata nell' ottobre scorso del boss palermitano Gaspare Spatuzza, definito come "fedelissimo del capomafia corleonese Leoluca Bagarella" e sicario del gruppo di fuoco che assassinò padre Pino Puglisi.
Spatuizza "non è più sotto il regime di 41 bis - scrive Maggiani Chelli - e ha aggirato di fatto la pena dell'ergastolo così prima del dovuto se ne tornerà a casa.
Se poi Spatuzza ha rilasciato dichiarazioni vere o fasulle è tutto ancora da vedere".
Ricordando che Gaspare Spatuzza (detto ù tignusu) ha partecipato alle stragi mafiose del 1993, Chelli sottolinea che "Spatuzza è un uomo infido ed è troppo vicino ai fratelli Graviano per fidarsi di lui.
Prima si dovevano vagliare le sue dichiarazioni e solo dopo annullare il 41 bis". (ANSA).
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COMUNICATO
801  del 
02/01/2009
Le scuse proferite da chi ha dato spazi agli sproloqui dei fan di Riina e Provenzano, azzardando a dire che di uno scherzo si è trattato, ancora di pi..... Apri
Le scuse proferite da chi ha dato spazi agli sproloqui dei fan di Riina e Provenzano, azzardando a dire che di uno scherzo si è trattato, ancora di più avvalorano la nostra tesi.
Solo la verità completa su chi ha voluto le stragi del 1993 insieme alla mafia "cosa nostra", ovvero a chi questi massacri hanno giovato, potrà far capire che c'è ben poco da scherzare. E poi noi quelle scuse non le accettiamo, le rimandiamo al mittente perché ravvisiamo in quanto abbiamo letto apologia di reato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
802  del 
02/01/2009
Quello che Gaspare Spatuzza voleva ottenere lo ha avuto!
Il mafioso stragista di via dei Georgofili non è più a 41 bis e ha aggirato di fatto .....
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Quello che Gaspare Spatuzza voleva ottenere lo ha avuto!
Il mafioso stragista di via dei Georgofili non è più a 41 bis e ha aggirato di fatto la pena dell'ergastolo , prima del dovuto andrà a casa.
Se poi Gaspare Spatuzza ha rilasciato dichiarazioni vere o fasulle è tutto ancora da vedere.
Siamo come sempre più che mai costernati da quella legge, a dir poco ignobile, che è il "regime detentivo speciale di 41 bis".
Ovvero ancora una volta dobbiamo constatare che prima si danno i benefici di legge per lo status di "pentito" e poi si verifica se le dichiarazioni rilasciate sono buone.
Ci permettiamo di dire questo perché Spatuzza Gaspare non è solo l'assassino di Don Puglisi e quant'altro, ma è soprattutto l'assassino di Nadia e Caterina Nencioni dei loro genitori e del giovane Dario Capolicchio.
Gaspare Spatuzza non ci è mai piaciuto, è un uomo infido, che faceva carte false per poter avvicinare i suoi parenti durante il processo di Firenze, ed è troppo vicino ai fratelli Graviano per fidarsi di lui.
Quindi ribadiamo, prima dovevano essere ampiamente vagliate le dichiarazioni di questo presunto collaboratore, e solo dopo doveva essere annullato il "41 bis",ad un uomo così pericoloso, ma come si sa l'ansia di mandare a casa la mafia stragista del 1993 , affinchè davvero non parli, nel nostro Paese è troppo forte.
BUON ANNO

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO
804  del 
04/01/2009
dal sito repubblica.it - 4 gennaio 2009

"Su Facebook vengono rimosse le foto di donne che allattano al seno", ribadisce da Palo Alto .....
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dal sito repubblica.it - 4 gennaio 2009

"Su Facebook vengono rimosse le foto di donne che allattano al seno", ribadisce da Palo Alto (California) il portavoce del social network più famoso di Internet, Barry Schnitt. Ma è ormai polemica mondiale. "E invece perché nessuna censura nei confronti di chi inneggia su Facebook al capomafia Totò Riina?", ribatte un autorevole commentatore del quotidiano inglese Times. "Davvero una strana morale - scrive Daisy Goodwin - quella che sostiene la necessità che il social network sia un ambiente sicuro anche per i ragazzini che frequentano Internet e poi non eccepisce nulla sui 2000 e più utenti, la gran parte giovanissimi, che inneggiano a un uomo che sta scontando molti ergastoli. Per Natale, i suoi fan gli hanno mandato persino gli auguri attraverso Facebook".

Nei giorni scorsi, quelle pagine su Riina e tanti altri mafiosi avevano fatto indignare la sorella del giudice Giovanni Falcone, Maria: "Purtroppo, il male esercita ancora fascino sui nostri giovani - aveva detto dalle pagine di Repubblica - bisogna impegnarsi perché ciò non accada. Certi messaggi su Internet, certi film non aiutano".

Su Facebook, invece, qualcuno continua a chiedere addirittura la beatificazione del compare di Riina, Bernardo Provenzano: all'appello "Santo subito" hanno già risposto in 152. Con accorate adesioni: "Grande padrino", "Sei il numero uno".

E' preoccupato Salvatore Borsellino, il fratello del giudice Paolo, anche lui vittima di Riina e Provenzano, per il proliferare di pagine Facebook che inneggiano ai padrini. "Credo che sia in corso una campagna ben precisa di disinformazione - dice - per delegittimare i magistrati, ma anche tutti coloro che cercano la verità sui misteri di Riina e Provenzano".

Borsellino, che è ingegnere e grande esperto della Rete, ha trovato in quelle pagine non solo messaggi deliranti, ma anche dell'altro: "Ci sono messaggi che tentano di mettere in discussione sentenze già passate in giudicato. Non dimentichiamo - dice - che uno dei progetti principali dei padrini è ormai da anni quello di ottenere la revisione dei processi. Credo che su Facebook stiano operando agenzie ben precise di disinformazione. Agiscono dietro le foto e le identità di giovanissimi, ma non sono tali. Come fanno a sapere così tante cose sulle inchieste che hanno riguardato Riina e soprattutto i suoi complici già in galera? Uno soprattutto, il funzionario dei servizi segreti Bruno Contrada".

Intanto, su Facebook, sono già 34 i Bernardo Provenzano nella lista degli utenti del sociale network. E 14 i Totò Riina: al boss che volle l'avvio della stagione delle bombe, per eliminare i giudici Falcone e Borsellino, è dedicato uno dei più grandi fan club di Facebook, con oltre duemila iscritti.

Ma dal quartier generale di Palo Alto non arriva alcun annuncio di censura. Il problema restano le foto "esplicite", come le chiamano, in cui le mamme che allattano mostrano in maniera "troppo evidente" il seno. Il portavoce del social network tiene a precisare: "Allattare al seno è un atto naturale e meraviglioso. Siamo felici di sapere che numerose donne abbiano deciso di condividere questa esperienza su Facebook. Non agiremo nei confronti delle foto di allattamento che seguono i termini del regolamento". Tutte le altre rientrano nelle rigide regole di Facebook contro la nudità. "Assurdo", sentenzia il Times. E il dibattito corre anche sui blog siciliani.

Commenta con amarezza Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, dove i corleonesi Riina e Provenzano ordinarono una strage, nel 1993. "Davanti a tanta indifferenza e a tanto isolamento creato attorno a noi che cerchiamo ancora la verità, è più che giusto che i commentatori di Facebook scrivano che Riina è un grande o che cerchino il sosia di Bernardo Provenzano. In fondo loro hanno vinto".
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COMUNICATO
805  del 
04/01/2009
In merito alle esternazioni del rappresentante del PD Tonino Russo, per ciò che riguarda la lotta alla mafia, a ragion veduta esprimiamo il nostro pen..... Apri
In merito alle esternazioni del rappresentante del PD Tonino Russo, per ciò che riguarda la lotta alla mafia, a ragion veduta esprimiamo il nostro pensiero.
Il denaro confiscato alla mafia e oggi depositato inutilizzato, in Banche e Uffici Postali, come se fossero "libretti di risparmio per la mafia stessa", prima di tutto deve servire a far fronte agli impegni che lo Stato ha verso le vittime di mafia, solo dopo questi capitali mafiosi possono essere destinati a scopi diversi.
Questo il Governo deve fare alla riapertura delle Camere, ossia deve fare ciò che fino ad oggi nessun Governo ha trovato il coraggio di fare, neppure quei Governi che della lotta alla mafia hanno fatto la loro bandiera.
Da lungo tempo viene propinato ogni giorno che non bisogna mai abbassare la guardia contro la mafia, salvo poi quando le nostre cause civili contro "cosa nostra" sono arrivate a sentenza immediatamente esecutive, ci siamo sentiti dire che le casse del Fondo 512 erano vuote.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
806  del 
07/01/2009
Le esternazioni del Procuratore della Repubblica Sergio Lari sul caso del "collaborante" Spatuzza Gaspare, ancora una volta suscitano in noi..... Apri
Le esternazioni del Procuratore della Repubblica Sergio Lari sul caso del "collaborante" Spatuzza Gaspare, ancora una volta suscitano in noi sdegno e inquietudine.
Infatti la Magistratura da troppo tempo sotto pressione del potere politico e depauperata nei suoi organici, non può lavorare come dovrebbe sul fronte caldo della ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Verità ormai indispensabile per il grado di democrazia dell'Italia.
Inoltre l'aver revocato anzi tempo il regime di detenzione carcerario di "41 bis", ad uno stragista del livello di Gaspare Spatuzza, reo della strage di via dei Georgofili, lo viviamo come un affronto, perché nessuno può rassicurarci sulla attendibilità del mafioso stragista per troppo tempo ancora.
Di fatto Gaspare Spatuzza, è il quinto mafioso reo della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 al quale viene revocato il "carcere duro".
E' sufficiente ormai trovare la strada per una ulteriore decina di soggetti condannati all'ergastolo per l'attentato nel cuore di Firenze, e il gioco è fatto, la mafia stragista sarà a breve tutta a casa propria.
Non possiamo non ravvisare "ansia e paura di verità", in questo continuo andare incontro alle esigenze della mafia corleonese .
Denunciamo quindi che Cosimo Lo Nigro, Benigno Salvatore, Gioachino Calabrò, Giuseppe Barranca e Gaspare Spatuzza tutti colpevoli del massacro di via dei Georgofili, sono riusciti a trovare il sistema in un modo o nell'altro, di scrollarsi di dosso il "41 bis" e quindi l'ergastolo, mentre non si riesce di trovare un sistema rapido che ponga fine a lungaggini avvilenti, per risarcire quanti rimasti invalidi sotto il tritolo stragista devono tentare di curarsi.
Nella denuncia mettiamo in particolare evidenza, che politici e governanti del nostro Paese, quando serve, a curarsi vanno all'estero, quello che vorremmo facessero i nostri invalidi, visto che siamo stati messi nelle mani della mafia da chi aveva il dovere di tutelarci.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
807  del 
13/01/2009
Lettera Aperta agli organi di informazione

Gentilissimo Direttore,

malgrado tutti gli sforzi della Presidenza del Consiglio .....
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Lettera Aperta agli organi di informazione

Gentilissimo Direttore,

malgrado tutti gli sforzi della Presidenza del Consiglio decisa in questo momento a sanare tutte le controversie sorte in seno alla legge 206 del 2004, legge per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, la strada è tutta in salita e molto faticosa.
Perché?
Perché i vari Enti e i vari Ministeri competenti e le Società di tipo privato preposte recepiscono a gran fatica i principi generali della legge stessa, come a gran fatica recepiscono tutti le norme passate sia nella finanziaria del 2007 che in quella del 2008, così come a fatica recepiscono i Decreti delle varie Presidenze del Consiglio che si sono succedute a partire dal 2004, data di promulgazione della legge.
Ovvero tutto ciò che spetta alle vittime del terrorismo e alle vittime delle stragi terroristiche, viene in larga misura disatteso, le scuse addotte sono le più disparate, si va dal cattivo funzionamento dei software utilizzati per i calcoli fino al pensionamento dell'impiegato che si stava occupando delle pratiche.
Le ditte private poi alla Spezia e Firenze, come per tutto il resto d'Italia, il problema non se lo sono neppure posto.
Un gran numero di amministrazioni pubbliche e private devono alle vittime del terrorismo che percepiscono una pensione due anni di liquidazione di TFR,come recitano le varie norme che si sono succedute nel tempo, ma ciò non viene fatto.
Per non parlare poi delle sedi locali di INPS, INPDAD e Agenzia delle Entrate che sono eternamente in uno stato sospeso ad aspettare direttive dall'alto che, quando finalmente arrivano, vengono male interpretate e comportano l'ulteriore allungarsi dell'espletamento delle pratiche che comunque vengono spesso riviste a vantaggio esclusivo dell'ente stesso.
Insomma sembrerebbe proprio che in questa nazione a nessuno importi molto delle vittime del terrorismo, eppure i morti e i feriti hanno dato il loro sangue per questo tribolato Paese e nessuno, dico nessuno, dovrebbe essere esente da fare il proprio dovere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
808  del 
13/01/2009
MAFIA: GEORGOFILI, REVOCA 41 BIS A GANCI SCONFITTA PER STATO

FIRENZE, 13 GEN - "L'annullamento dell'ennesimo regime detentivo.....
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MAFIA: GEORGOFILI, REVOCA 41 BIS A GANCI SCONFITTA PER STATO

FIRENZE, 13 GEN - "L'annullamento dell'ennesimo regime detentivo speciale di '41 bis' a un mafioso stragista, da parte di un Tribunale di sorveglianza, ancora una volta mette a nudo il 're'. Lo Stato ha perso la sua battaglia contro la mafia, mentre noi le vittime di 'Cosa nostra', piangiamo per i nostri morti e i nostri feriti senza giustizia".
Così l'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili interviene sulla decisione del tribunale di sorveglianza di Roma che ha revocato il regime del 41 bis a Mimmo Ganci.
"Il lavoro di Gabriele Chelazzi come quello di altri magistrati antimafia - spiega l'associazione in una nota - viene giorno per giorno gettato alle ortiche e il Paese assiste allo scempio senza provare indignazione, perché imbambolato da fiumi di parole che garantiscono che il 41 bis è vivo e vegeto e funziona. Noi denunciamo che non è vero, la norma sul 41 bis non funziona, e i tribunali di sorveglianza sono il mezzo per non farlo funzionare. Mettiamo inoltre in evidenza che ben sei dei mafiosi tutti rei della strage di Firenze non sono già più a 41 bis, e questo la dice molto lunga" (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
809  del 
14/01/2009
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, BENE MINISTRO SU 41 BIS PER GANCI

FIRENZE, 14 GEN - "Esprimiamo grande apprezzamento per l'intervento del m.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, BENE MINISTRO SU 41 BIS PER GANCI

FIRENZE, 14 GEN - "Esprimiamo grande apprezzamento per l'intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul caso di revoca del '41 bis' al mafioso Mimmo Ganci".
Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, commenta la decisione del ministro di rifirmare il regime di 'carcere duro' per il boss Domenico Ganci, che era stato revocato lo scorso 30 dicembre con una sentenza del tribunale di sorveglianza di Roma.
"Intanto - spiega l'associazione in una nota - chiediamo al ministro di ricercare 'argomenti nuovi' per riproporre il '41 bis' anche ai cinque mafiosi condannati all'ergastolo per la strage del 27 maggio 1993 e che godono oggi di un regime carcerario normale".
"I mafiosi rei di strage - conclude l'associazione in polemica con Rita Bernardini (Pd) che ieri aveva definito la revoca del 41 bis per Ganci 'ineccepibile' -, devono avere una sola possibilità di uscire dal '41 bis', collaborare con la giustizia e fare i nomi dei mandanti esterni alla strage del 1993, perché abolendo loro il 41 bis, siamo portati a pensare che si cerchi proprio di coprire la verità sulle stragi terroristiche di via dei Georgofili".(ANSA).
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COMUNICATO
810  del 
15/01/2009
Siamo sereni e sicuri di essere nel giusto, mentre replichiamo alle parole della parlamentare del PD Rita Bernardini .
Auspichiamo davvero che i b.....
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Siamo sereni e sicuri di essere nel giusto, mentre replichiamo alle parole della parlamentare del PD Rita Bernardini .
Auspichiamo davvero che i boss mafiosi rei di strage, grazie alla nuova norma sul "41 bis" usciranno dal carcere speciale solo quando collaboreranno con la giustizia.
Il regime detentivo di "41 bis" per reati di mafia gravi come le stragi è un carcere "severo ma necessario", queste sono state la parole pronunciate dal Dott. Gabriele Chelazzi, Magistrato libero da condizionamenti, nel corso della requisitoria al processo per le stragi del 1993 e ancora a distanza di anni non possiamo non essere d'accordo con lui.
I soci di Salvatore Riina non devono avere contatti con l'esterno e questo non significa che il sistema di detenzione sia inumano .
Le azioni dei corleonesi sono state ignobili. Quei signori hanno massacrato i nostri parenti per dare un messaggio di grande forza allo Stato e hanno ucciso i nostri figli affinché il "41 bis" fosse abolito.
Perciò noi ribattiamo con forza alle parole della parlamentare: i mafiosi rei di strage devono avere una sola possibilità di uscire da "41 bis", collaborare con la giustizia e fare i nomi dei mandanti esterni alla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. Dal nostro punto di vista l'abolizione del regime carcerario"41 bis", ci porta inevitabilmente a pensare che si cerchi proprio di coprire la verità sulle stragi terroristiche eversive del 1993.
Del resto Mimmo Ganci è figlio di Raffaele Ganci ampiamente nominato e chiamato in causa nel processo di Firenze dal collaboratore Cancemi, il "pentito" che più di ogni altro ha contribuito ad aprire la strada verso la verità sulle stragi del 1993.
La rappresentante del PD Rita Bernardini si legga gli atti del processo per le stragi del 1993, documenti importanti per la democrazia di questo Paese, e impari a conoscere nel loro essere i mafiosi rei di strage e poi solo dopo che avrà fatto ciò potrà parlare con cognizione.
Inoltre l'On. Bernardini non deve scordare che i morti sono i nostri di figli, non i figli di coloro che sono disposti ad imporre il loro garantismo oltre il più elementare dei diritti, il diritto alla vita negato ai nostri parenti da uomini come Mimmo Ganci.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
811  del 
16/01/2009
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME STRAGE GEORGOFILI, NECESSARIO IL 41 BIS

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - "Siamo sereni e sicuri di essere nel giu.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME STRAGE GEORGOFILI, NECESSARIO IL 41 BIS

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - "Siamo sereni e sicuri di essere nel giusto, mentre replichiamo alle parole della parlamentare del Pd Rita Bernardini. Auspichiamo davvero che i boss mafiosi rei di strage, grazie alla nuova norma sul '41 bis' usciranno dal carcere speciale solo quando collaboreranno con la giustizia".
Lo sottolinea l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il regime detentivo di '41 bis' per reati di mafia gravi come le stragi e' un carcere 'severo ma necessario', queste sono state la parole pronunciate da Gabriele Chelazzi, Magistrato libero da condizionamenti, nel corso della requisitoria al processo per le stragi del 1993 e ancora a distanza di anni non possiamo non essere d'accordo con lui. I soci di Salvatore Riina -prosegue Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili- non devono avere contatti con l'esterno e questo non significa che il sistema di detenzione sia inumano".

"Le azioni dei corleonesi sono state ignobili. Quei signori hanno massacrato i nostri parenti per dare un messaggio di grande forza allo Stato e hanno ucciso i nostri figli affinche' il "41 bis" fosse abolito. Percio' noi ribattiamo con forza alle parole della parlamentare: i mafiosi rei di strage devono avere una sola possibilita' di uscire da "41 bis", collaborare con la giustizia e fare i nomi dei mandanti esterni alla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. Dal nostro punto di vista -rileva Giovanna Maggiani Chelli- l'abolizione del regime carcerario"41 bis", ci porta inevitabilmente a pensare che si cerchi proprio di coprire la verita' sulle stragi terroristiche eversive del 1993. La rappresentante del Pd Rita Bernardini si legga gli atti del processo per le stragi del 1993, documenti importanti per la democrazia di questo Paese, e impari a conoscere nel loro essere i mafiosi rei di strage e poi -conclude- solo dopo che avra' fatto cio' potra' parlare con cognizione".
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ARTICOLO
836  del 
16/01/2009
Tratto dal sito radicali.it

41-BIS: BERNARDINI A MAGGIANI CHELLI, COMPRENDO LA SUA REPLICA, MA UNO STATO NON PUÒ DIVENIRE DISUMANO E S.....
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Tratto dal sito radicali.it

41-BIS: BERNARDINI A MAGGIANI CHELLI, COMPRENDO LA SUA REPLICA, MA UNO STATO NON PUÒ DIVENIRE DISUMANO E SPIETATO COME I CRIMINALI CHE DEVE COMBATTERE. SONO MENO COMPRENSIVA, INVECE..

Roma, 16 gennaio 2009,
Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale-PD, membro della Commissione Giustizia (di seguito l'intervento di Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili)

Comprendo il commento alle mie dichiarazioni della Sig.ra Giovanna Maggiani Chelli. Mi aspettavo che esponenti delle associazioni dei familiari vittime delle stragi reagissero con le parole usate dalla rappresentante delle persone martiri di via dei Georgofili. So anche che è difficilissimo, forse impossibile, comprendere la posizione e la lotta radicale per il rispetto delle leggi e dei principi fondamentali del diritto umanitario, da parte di chi è ferito a morte e con ferocia nel profondo dell'anima e del corpo. Ma so anche che uno Stato democratico - con le sue leggi e l'applicazione delle stesse - non può mettersi sullo stesso piano di disumanità e crudeltà degli spietati criminali che deve combattere e rendere inoffensivi.

Quando la Presidente Maggiani Chelli afferma che "i mafiosi rei di strage devono avere una sola possibilità di uscire dal "41 bis", collaborare con la giustizia e fare i nomi dei mandanti esterni alla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993", lei stessa dimostra di non conoscere né la legge istitutiva del 41-bis, né i pronunciamenti del Comitato europeo per la prevenzione delle torture, il quale afferma che il regime detentivo, anche il più severo, non può trasformarsi in mezzo di coazione psicologica sul detenuto al fine di provocarne la dissociazione o la collaborazione con l'autorità giudiziaria.

Ciò che mi meraviglia in queste ore è di essere stata voce isolata sia fra i tanti sempre pronti a dichiarare a favore dell'autonomia e dell'indipendenza della Magistratura (che a loro avviso non vanno salvaguardate quando si pronuncia come ha fatto il Tribunale di Sorveglianza di Roma sul 41-bis a Domenico Ganci), che da parte dei tanti garantisti di comodo, taciturni quando si tratta di sostenere cause giuste, seppure nell'immediato, impopolari.
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COMUNICATO
812  del 
17/01/2009
L'articolo apparso su di un quotidiano circa il tema dell'ergastolo dal titolo "Regime carcerario e mafia lo Stato non deve arretrare&..... Apri
L'articolo apparso su di un quotidiano circa il tema dell'ergastolo dal titolo "Regime carcerario e mafia lo Stato non deve arretrare"- pubblicato il 16 gennaio 2009 a Palermo, ha toccato per noi un nervo scoperto.
Troppo spesso abbiamo paventato e paventiamo ancora oggi l'abolizione dell'ergastolo per i reati gravi di mafia come le stragi.
La mafia non si combatte, se nelle Commissioni Giustizia quando ci si appresta a modificare il Codice Penale, o il Codice di Procedura Penale, in virtù di un garantismo che non tiene conto di tragiche realtà avvenute nel nostro Paese come le stragi del 1993, si pensa di trasformare l'ergastolo in trent'anni di carcere anche per i mafiosi del calibro di Riina, Provenzano, i fratelli Graviano e Matteo Messina Denaro.
Così come la mafia non si combatte se si pensa che siano recuperabili soggetti che hanno usato migliaia di chili di tritolo per sovvertire l'ordine costituzionale dello Stato, perché a questo miravano Riina e compagni in via dei Georgofili, a minare lo Stato nelle sue fondamenta imponendo con la forza bruta l'abolizioni di leggi giuste dello stato.
Ribadiamo quindi con forza che sebbene i mafiosi rei di strage possono essere recuperati alla società, questo deve avvenire solo attraverso la loro collaborazione con la giustizia.
Siamo convinti che il fronte della mafia deve essere sempre considerato un'emergenza, perché se la mafia non spara come una volta o non fa saltare in aria gli edifici, non per questo è meno pericolosa.
Chi mai avrebbe immaginato che il 27 Maggio 1993 "cosa nostra" potesse osare tanto ed arrivare fino in via dei Georgofili a Firenze? Eppure lo ha fatto e nessuno ha potuto fermarla.
Riteniamo un atto di pura incoscienza solo poter pensare di abolire l'ergastolo ai mafiosi rei di strage oppure veramente una volontà che cela l'intenzione di non combattere seriamente la mafia, come da troppo tempo ormai avviene in Italia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
813  del 
19/01/2009
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, IMPEDIRE ORDINI BOSS DAL CARCERE

FIRENZE, 19 GEN - "Chiediamo con urgenza modifiche alla legge che regolamenta .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, IMPEDIRE ORDINI BOSS DAL CARCERE

FIRENZE, 19 GEN - "Chiediamo con urgenza modifiche alla legge che regolamenta il regime detentivo speciale di 41 bis. I capi del clan dei Madonia, uomini pericolosissimi di cosa nostra, operanti nel tempo anche in Toscana, ormai è certo, impartivano ordini dal carcere incuranti di tutte le disposizioni di legge del regime detentivo speciale di 41 bis".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Per l'associazione, le modifiche impedirebbero di vanificare il lavoro di quanti "operano ogni giorno sul fronte della mafia, mettendo a repentaglio la propria vita" e gli sforzi "di tutte le forze dell'ordine e dei magistrati".
"Ci sentiamo ormai frustrati - conclude Maggiani Chelli -. Le nostre grida paiono non sortire l'effetto sperato, eppure in via dei Georgofili i nostri parenti sono morti affinché anche i Madonia potessero dare ordini dal carcere attraverso i contatti con l'esterno, e questo non può essere ignorato da quello Stato che ogni giorno ci fa sapere di essere dalla nostra parte nelle parole, ma non nei fatti". (ANSA).
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COMUNICATO
814  del 
21/01/2009
In riferimento a quanto dichiarato dal Senatore Carlo Vizzini ossia che i mafiosi finiranno " poveri e in carcere a 41 bis", noi auspichiamo..... Apri
In riferimento a quanto dichiarato dal Senatore Carlo Vizzini ossia che i mafiosi finiranno " poveri e in carcere a 41 bis", noi auspichiamo davvero che ciò succeda.
Per ora però, ad essere poveri e disperati siamo solo noi: le vittime di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, massacrati sotto 300 chili di tritolo mafioso stragista ed eversivo, ancora non siamo stati risarciti delle cifre stabilite dai Tribunali Civili.
Inoltre, per ora molti dei mafiosi rei della strage che ha determinato il massacro dei nostri figli sono a carcere normale, altro che "41 bis", e fra pochissimi anni usciranno dal carcere, perché il problema dell'ergastolo lo hanno in qualche modo aggirato e la loro pena finirà mentre la nostra di pena non finirà mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
815  del 
25/01/2009
Conoscere la verità sulla strage di via dei Georgofili, del 27 Maggio 1993, per noi è di vitale importanza.
Per questo crediamo fermamente che la .....
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Conoscere la verità sulla strage di via dei Georgofili, del 27 Maggio 1993, per noi è di vitale importanza.
Per questo crediamo fermamente che la libertà di analisi e di utilizzo dei Tabulati telefonici di questi ultimi venti anni sia indispensabile.
Del resto è proprio con l'analisi di fiumi di tabulati telefonici, per stabilire i contatti fra i mafiosi nelle notti e nei giorni delle stragi del 1993, che il gotha di "Cosa nostra" è oggi tutto condannato all'ergastolo,perché reo di massacri senza pari nelle storia d'Italia.
Mancano però ancora all'appello i nomi dei "mandanti esterni alla mafia" per quelle stragi, e verificare i tabulati telefonici di allora, di oggi, di questi 15 anni, è cosa per noi sacrosantamente giusta.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Agr
816  del 
25/01/2009
Intercettazioni: associazione strage Georgofili, "indispensabili per indagini mafia"

FIRENZE - Preoccupata dagli interventi previst.....
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Intercettazioni: associazione strage Georgofili, "indispensabili per indagini mafia"

FIRENZE - Preoccupata dagli interventi previsti dal Governo sulla restrizione dell'utilizzo delle intercvettazioni interviene la portavoce dell'Associazione familiari delle vittime della strage dei Georgofili. "Crediamo fermamente - ha detto Giovanna Maggiani Chelli - che la liberta' di analisi e di utilizzo dei tabulati telefonici di questi ultimi venti anni sia indispensabile".
"Mancano ancora all'appello - aggiunge - i nomi dei mandanti esterni alla mafia per quelle stragi e verificare i tabulati telefonici di allora, di oggi, di questi 15 anni, e' cosa per noi sacrosantamente giusta". (Agr)
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NOTIZIA ANSA
817  del 
25/01/2009
INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,INDISPENSABILI INDAGINI MAFIA

FIRENZE, 25 GEN - «Crediamo fermamente che la libertà di analisi e di utilizzo d.....
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INTERCETTAZIONI:ASS.GEORGOFILI,INDISPENSABILI INDAGINI MAFIA

FIRENZE, 25 GEN - «Crediamo fermamente che la libertà di analisi e di utilizzo dei tabulati telefonici di questi ultimi venti anni sia indispensabile».
Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
«Conoscere la verità sulla strage di via dei Georgofili, del 27 Maggio 1993 per noi è di vitale importanza», spiega Maggiani Chelli.
«Mancano ancora all'appello - aggiunge - i nomi dei mandanti esterni alla mafia per quelle stragi e verificare i tabulati telefonici di allora, di oggi, di questi 15 anni, è cosa per noi sacrosantamente giusta».
«È proprio con l'analisi di fiumi di tabulati telefonici - conclude la nota - per stabilire i contatti fra i mafiosi nelle notti e nei giorni delle stragi del 1993, che il gotha di Cosa nostra è oggi tutto condannato all'ergastolo, perchè reo di massacri senza pari nelle storia d'Italia».(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
818  del 
25/01/2009
INTERCETTAZIONI: ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE GEORGOFILI, SÌ A UTILIZZO TABULATI

Roma, 25 gen.- (Adnkronos) - «Conoscere la verità s.....
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INTERCETTAZIONI: ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE GEORGOFILI, SÌ A UTILIZZO TABULATI

Roma, 25 gen.- (Adnkronos) - «Conoscere la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 per noi è di vitale importanza. Per questo crediamo fermamente che la libertà di analisi e di utilizzo dei tabulati telefonici di questi ultimi venti anni sia indispensabile. Del resto è proprio con l'analisi di fiumi di tabulati telefonici, per stabilire i contatti fra i mafiosi nelle notti e nei giorni delle stragi del 1993, che il gotha di 'Cosa nostra' è oggi tutto condannato all'ergastolo,perchè reo di massacri senza pari nelle storia d'Italia».

Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

«Mancano però ancora all'appello -conclude- i nomi dei 'mandanti esterni alla mafia' per quelle stragi, e verificare i tabulati telefonici di allora, di oggi, di questi 15 anni, è cosa per noi sacrosantamente giusta». (Sin/Zn/Adnkronos)
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COMUNICATO
819  del 
26/01/2009
L'ennesima revoca del carcere duro da parte di un Tribunale di sorveglianza, questa volta quello di Perugia, nei confronti di Carmelo Latino, ci ..... Apri
L'ennesima revoca del carcere duro da parte di un Tribunale di sorveglianza, questa volta quello di Perugia, nei confronti di Carmelo Latino, ci obbliga a tornare su un problema che non viene affrontato: quello dell'applicazione, severa ma necessaria, del "41 bis".
I legali dei mafiosi sempre più convinti che il "carcere duro" non giovi ai loro assistiti, si rivolgono ai Tribunali di sorveglianza, i quali in base ad una norma contraddittoria cambiano il carcere duro dei mafiosi in carcere normale, dal quale i criminali possono così tornare a dare ordini.
Noi invece, visto che in nome e per conto dell'annullamento e delle revoche del "41 bis" ai mafiosi rei di strage abbiamo perso i figli, non siamo affatto convinti della bontà della norma che regolamenta oggi il carcere duro e torniamo ad invocare una nuova legge che consenta di isolare, all'interno del carcere, i mafiosi dai carcerati comuni.
Torniamo inoltre ad invocare l'ergastolo garantito per i mafiosi rei di strage che non collaborano con la giustizia.
La nostra presa di posizione resterà tale fintanto che il Governo non provvederà ad emanare disposizioni più severe in fatto di "41 bis".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
820  del 
27/01/2009
E' vero, siamo concordi con il Ministro della Giustizia, spesso le Procure non ricorrono in Cassazione per ottenere il ripristino del carcere dur..... Apri
E' vero, siamo concordi con il Ministro della Giustizia, spesso le Procure non ricorrono in Cassazione per ottenere il ripristino del carcere duro per i mafiosi ai quali è stato revocato. Infatti è il caso dei mafiosi della strage di Via dei Georgofili, per i quali nessuno ha pensato di usare egli strumenti esistenti per rispedirli a regime carcerario di "41 bis".
Si è semplicemente sposata la causa che non avevano più avuto contatti con le organizzazioni mafiose all'esterno del carcere, e sono quindi stati, da stragisti quali sono, inseriti a socializzare in mezzo agli altri.
Insomma i massacratori di via dei Georgofili che in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis hanno tolto la vita ai nostri figli sono paragonati ai ladri di polli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
821  del 
28/01/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BOSS STRAGI PARAGONATI A LADRI POLLI

PALERMO, 28 GEN - "E' vero, siamo concordi con il ministro della Giust.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BOSS STRAGI PARAGONATI A LADRI POLLI

PALERMO, 28 GEN - "E' vero, siamo concordi con il ministro della Giustizia, quando dice che spesso le procure non ricorrono in Cassazione per ottenere il ripristino del carcere duro per i mafiosi ai quali è stato revocato".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando quanto ha sottolineato ieri il ministro Angelino Alfano nella relazione alla Camera sul 41 bis.
"E' il caso dei mafiosi della strage di via dei Georgofili - dice Maggiani Chelli - per i quali nessuno ha pensato di usare gli strumenti esistenti per rispedirli a regime carcerario di detenzione di 41 bis. Si è semplicemente sposata la causa che non avevano più avuto contatti con le organizzazioni mafiose all'esterno del carcere, e sono quindi stati da stragisti quali sono, inseriti a socializzare in mezzo agli altri".
"Insomma - conclude - i massacratori di via dei Georgofili che in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis hanno tolto la vita ai nostri figli, sono paragonati ai ladri di polli".(ANSA).
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LETTERA
822  del 
28/01/2009
Lettera Aperta alla Stampa

Gentilissimo Direttore

ci rivolgiamo a coloro che hanno seguito da vicino le nostre viciss.....
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Lettera Aperta alla Stampa

Gentilissimo Direttore

ci rivolgiamo a coloro che hanno seguito da vicino le nostre vicissitudini e soprattutto a coloro che erano con noi a seguire i processi di Firenze per le stragi del 1993. A tutte queste persone chiediamo un briciolo di indignazione davanti a quella doppia morale che questa mattina la figlia di Riina voleva farci ingoiare attraverso le pagine di un quotidiano.
Avremmo dovuto ingoiarci senza battere ciglio secondo il famoso diritto di cronaca, che la figlia di Riina è una bravissima ragazza, madre di tre figli, con un padre onesto e ingiustamente in carcere a regime di "41 bis", visto che Riina non avrebbe mai ucciso dei bambini. A tutto ciò si aggiunge il fatto che il marito della Signora Riina non troverebbe lavoro a causa del nome che lei porta infangato dallo Stato.
Non siamo mai stati contro la censura della stampa e mai lo saremo, ma gli scoop usati come fu usato il tritolo sulla pelle dei nostri parenti in via dei Georgofili, ci fanno arrabbiare e soffrire. Perciò ora esterniamo il nostro pensiero in questa lettera che affidiamo a quanti pensano come noi che valga la pena di lottare ancora per la ricerca della verità sulle stragi del 1993, e trovare quindi la forza di rimandare al mittente ogni tentativo di far apparire Salvatore Riina, e la sua famiglia, normali cittadini italiani vittime dell'ingiustizia.
Mai ci si sarebbe sognati di intervistare la figlia di Hitler in difesa del padre e della sua famiglia e divulgare in modo martellante attraverso i media il contenuto dell'intervista stessa come sta avvenendo in queste ore; eppure il Magistrato Gabriele Chelazzi definì l'invasione di via dei Georgofili da parte Riina come l'invasione dei nazisti su Ponte Vecchio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
823  del 
28/01/2009
Ciò che palesemente traspare dalle parole della figlia di Salvatore Riina in un'intervista rilasciata a Repubblica, è il forte desiderio che la m..... Apri
Ciò che palesemente traspare dalle parole della figlia di Salvatore Riina in un'intervista rilasciata a Repubblica, è il forte desiderio che la mafia ha di far annullare il "41 bis". In queste ore ci domandiamo se la figlia di Riina ha telefonato al giornale per questa intervista che ci offende e ancora una volta rinnova tutto il nostro dolore.
Lungi dal voler porre limiti a qualcuno e tanto meno alla libertà di stampa, anche se far sentire la nostra voce sui giornali è sempre molto arduo, ci muoveremo nelle dovute sedi per capire se esiste la possibilità di evitare che troppo spesso le nostre ferite, causate da Salvatore Riina, Matteo Messina Denaro e da tutti gli altri, vengano riaperte rinnovando la nostra disperazione.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
824  del 
28/01/2009
MAFIA: ASS GEORGOFILI,INDIGNATI DA INTERVISTA A FIGLIA RIINA FIRENZE

FIRENZE, 28 GEN - "A quanti hanno seguito da vicino le nostre vicis.....
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MAFIA: ASS GEORGOFILI,INDIGNATI DA INTERVISTA A FIGLIA RIINA FIRENZE

FIRENZE, 28 GEN - "A quanti hanno seguito da vicino le nostre vicissitudini chiediamo un briciolo di indignazione davanti a quella doppia morale che questa mattina la figlia di Riina voleva farci ingoiare attraverso le pagine di un quotidiano".
Lo ha scritto in una lettera aperta rivolta alla stampa, Giovanna Maggiani Chelli portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, riguardo all'intervista comparsa oggi su La Repubblica.
"Mai nessuno - si legge nel testo - si sarebbe sognato di intervistare la figlia di Hitler in difesa del padre e della sua famiglia,divulgandone in modo martellante, attraverso i media, il contenuto dell'intervista stessa come sta avvenendo in queste ore".
"Avremmo dovuto ingoiarci - prosegue la lettera di Maggiani Chelli - senza battere ciglio che la figlia di Riina è una bravissima ragazza, madre di tre figli, con un onesto padre in carcere a 41 bis ingiustamente condannato visto che bambini Riina mai ne avrebbe uccisi, e con un marito che a causa del nome che lei porta, nome infangato dallo Stato, non trova lavoro".
"Mai siamo stati contro la censura di stampa e mai lo saremmo, ma gli scoop usati come fu usato il tritolo sulla pelle dei nostri parenti in via dei Georgofili, ci fanno arrabbiare e soffrire".
"Perciò - continua Maggiani Chelli - ora esterniamo il nostro pensiero a quanti pensano che valga la pena di lottare ancora per la ricerca della verità sulle stragi del 1993, e trovare la forza di rimandare al mittente ogni tentativo di far apparire che Salvatore Riina e la sua famiglia possono essere normali cittadini italiani vittime dell'ingiustizia".(ANSA)
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COMUNICATO
825  del 
04/02/2009
Vogliamo esprimere da subito la nostra soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo di 41 bis.

Vogliamo rivolgere il nostro plauso a quel .....
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Vogliamo esprimere da subito la nostra soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo di 41 bis.

Vogliamo rivolgere il nostro plauso a quel "voto quasi unanime" come ha voluto sottolineare il Presidente Schifani.

Chiaramente nelle prossime ore sarà nostra cura cercare di capire quali le nuove misure adottate in fatto di contrasto alla criminalità organizzata.
Vi sono sei mafiosi rei della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, che da lungo tempo non sono più a "41 bis", dobbiamo capire quali le misure adottate per cambiare la norma che prevedeva la revoca del carcere duro da parte dei Tribunali di Sorveglianza se il reo non aveva più contatti con l'esterno.

E' chiaro che i contatti con l'esterno Cosimo lo Nigro, Gioachino Calabro e tutti gli altri da "41 bis" non li avevano più, non potevano più averli, ma ora li hanno eccome.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
826  del 
04/02/2009
Firenze, 4 feb. - (Adnkronos) - "Vogliamo esprimere da subito la nostra soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo 41 bis. Vogliamo..... Apri
Firenze, 4 feb. - (Adnkronos) - "Vogliamo esprimere da subito la nostra soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo 41 bis. Vogliamo rivolgere il nostro plauso a quel 'voto quasi unanime' come ha voluto sottolineare il presidente Schifani".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Chiaramente - prosegue la nota - nelle prossime ore sara' nostra cura cercare di capire quali le nuove misure adottate in fatto di contrasto alla criminalita' organizzata. Vi sono sei mafiosi rei della strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, che da lungo tempo non sono piu' a '41 bis', dobbiamo capire quali le misure adottate per cambiare la norma che prevedeva la revoca del carcere duro da parte dei tribunali di sorveglianza se il reo non aveva piu' contatti con l'esterno".

"E' chiaro - conclude la nota - che i contatti con l'esterno Cosimo lo Nigro, Gioachino Calabro e tutti gli altri da '41 bis' non li avevano piu', non potevano piu' averli, ma ora li hanno eccome".
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NOTIZIA AGI
827  del 
04/02/2009
SICUREZZA: ASS.GEORGOFILI, SODDISFAZIONE PER INASPRIMENTO 41BIS

(AGI) - Firenze, 4 feb. - "Vogliamo esprimere da subito la nostra soddis.....
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SICUREZZA: ASS.GEORGOFILI, SODDISFAZIONE PER INASPRIMENTO 41BIS

(AGI) - Firenze, 4 feb. - "Vogliamo esprimere da subito la nostra soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo 41 bis.
Vogliamo rivolgere il nostro plauso a quel 'voto quasi unanime' come ha voluto sottolineare il presidente Schifani". Lo ha sottolineato Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Chiaramente - si legge in una nota - nelle prossime ore sara' nostra cura cercare di capire quali le nuove misure adottate in fatto di contrasto alla criminalita' organizzata. Vi sono sei mafiosi rei della strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, che da lungo tempo non sono piu' a '41 bis', dobbiamo capire quali le misure adottate per cambiare la norma che prevedeva la revoca del carcere duro da parte dei tribunali di sorveglianza se il reo non aveva piu' contatti con l'esterno".
E' chiaro "che - conclude la nota - i contatti con l'esterno Cosimo lo Nigro, Gioachino Calabro e tutti gli altri da '41 bis' non li avevano piu', non potevano piu' averli, ma ora li hanno eccome".
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NOTIZIA ANSA
828  del 
04/02/2009
SICUREZZA:ASS.GEORGOFILI,SODDISFATTI PER INASPRIMENTO 41 BIS

FIRENZE, 4 FEB - "Soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo .....
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SICUREZZA:ASS.GEORGOFILI,SODDISFATTI PER INASPRIMENTO 41 BIS

FIRENZE, 4 FEB - "Soddisfazione per l'inasprimento dell'articolo di 41 bis" e "plauso a quel 'voto quasi unanime', come ha voluto sottolineare il presidente della Senato Renato Schifani".
E' quanto esprime in un nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993. "Chiaramente - spiega la nota - nelle prossime ore sarà nostra cura cercare di capire le nuove misure adottate in fatto di contrasto alla criminalità organizzata. Vi sono sei mafiosi rei della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, che da lungo tempo non sono più a '41 bis'. Dobbiamo capire quali le misure adottate per cambiare la norma che prevedeva la revoca del carcere duro da parte dei Tribunali di sorveglianza se il reo non aveva più contatti con l'esterno". "E' chiaro - conclude la nota - che i contatti con l'esterno Cosimo lo Nigro, Gioachino Calabro e tutti gli altri da '41 bis' non li avevano più, non potevano più averli, ma ora li hanno eccome".(ANSA)
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COMUNICATO
829  del 
05/02/2009
Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Mentre da una parte.....
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Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Mentre da una parte si cerca di dare giustizia alle vittime della mafia terrorista ed eversiva, inasprendo il regime di detenzione di "41 bis", impedendo ai mafiosi di parlare con criminali all'esterno del carcere, dall'altra parte si rafforzano i benefici ai terroristi che hanno contribuito alla distruzione di vita di centinaia di persone, travolgendole con stragi sanguinarie, tipiche di ideologie aberranti e antidemocratiche.
Tutto ciò fa pensare al solito doppio gioco che porterà all'abolizione dell'ergastolo per tutti gli stragisti di questo Paese.
Sicuramente si sta pensando all'abolizione dell'ergastolo, in nome di uno slogan che in queste ore suona falso :certezza della pena".
Per noi "certezza della pena" vuol dire ERGASTOLO per gli stragisti, se la parola fa schifo, allora per il reato di strage si dovranno scontare tanti 30 anni sommati fra di loro, quanti sono i morti prodotti con la strage stessa.
Il garantismo sfrenato tipico del nostro Paese non consentirà mai di seppellire i nostri morti e questo fa si che mai smetteremo di gridare unendo le nostre voci in coro: VERGOGNA.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
830  del 
05/02/2009
CASSAZIONE: FAMILIARI STRAGE GEORGOFILI, RABBIA PER BENEFICI A MAMBRO
(Fas/Pn/Adnkronos)

Firenze, 5 feb. - (Adnkronos) - "Uniamo il .....
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CASSAZIONE: FAMILIARI STRAGE GEORGOFILI, RABBIA PER BENEFICI A MAMBRO
(Fas/Pn/Adnkronos)

Firenze, 5 feb. - (Adnkronos) - "Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Mentre da una parte si cerca di dare giustizia alle vittime della mafia terrorista ed eversiva, inasprendo il regime di detenzione di '41 bis', impedendo ai mafiosi di parlare con criminali all'esterno del carcere, dall'altra parte si rafforzano i benefici ai brigatisti che hanno contribuito alla distruzione della vita di centinaia di persone, travolgendole con stragi sanguinarie, tipiche di ideologie aberranti e antidemocratiche".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la sentenza della Cassazione che ha deciso la liberta' condizionale per Francesca Mambro.

"Tutto ciò - continua la nota - fa pensare al solito doppio gioco che porterà all'abolizione dell'ergastolo per tutti gli stragisti di questo Paese. Sicuramente si sta pensando all'abolizione dell'ergastolo, in nome di uno slogan che in queste ore suona falso: certezza della pena. Per noi certezza della pena vuol dire ergastolo per gli stragisti, se la parola fa schifo allora per il reato di strage si dovranno scontare tanti 30 anni sommati fra di loro, quanti sono i morti prodotti con la strage stessa".

"Il garantismo sfrenato tipico del nostro Paese non consentirà mai di seppellire i nostri morti e questo fa sì - conclude Maggiani Chelli - che mai smetteremo di gridare unendo le nostre voci in coro: vergogna".
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NOTIZIA AGI
831  del 
05/02/2009
TERRORISMO: A. GEORGOFILI, VERGOGNA SEMILIBERTA' A MAMBRO

"Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime de.....
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TERRORISMO: A. GEORGOFILI, VERGOGNA SEMILIBERTA' A MAMBRO

"Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Mentre da una parte si cerca di dare giustizia alle vittime della mafia terrorista ed eversiva, inasprendo il regime di detenzione di '41 bis', impedendo ai mafiosi di parlare con criminali all'esterno del carcere, dall'altra parte si rafforzano i benefici ai brigatisti che hanno contribuito alla distruzione della vita di centinaia di persone, travolgendole con stragi sanguinarie, tipiche di ideologie aberranti e antidemocratiche".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando la sentenza di Cassazione che vede Francesca Mambro - condannata all'ergastolo, assieme al marito Valerio Fioravanti, anche per la strage di Bologna (per la quale entrambi si sono sempre dichiarati innocenti) - in liberta' vigilata fino al 2013, quando la pena sara' estinta.
L'ex terrorista aveva gia' ottenuto la semiliberta' nel 1998 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002, quando aveva avuto una bambina.
"Tutto cio' - continua la nota - fa pensare al solito doppio gioco che portera' all'abolizione dell'ergastolo per tutti gli stragisti di questo Paese. Sicuramente si sta pensando all'abolizione dell'ergastolo, in nome di uno slogan che in queste ore suona falso: certezza della pena".
Per noi - continua la Chelli - certezza della pena vuol dire ergastolo per gli stragisti...il garantismo sfrenato tipico del nostro Paese non consentira' mai di seppellire i nostri morti e questo fa si' che mai smetteremo di gridare unendo le nostre voci in coro: vergogna".(AGI)
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NOTIZIA ANSA
832  del 
05/02/2009
LIBERTA' CONDIZIONATA A MAMBRO; ASS.GEORGOFILI, GRIDO RABBIA

FIRENZE, 5 FEB - "Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei famili.....
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LIBERTA' CONDIZIONATA A MAMBRO; ASS.GEORGOFILI, GRIDO RABBIA

FIRENZE, 5 FEB - "Uniamo il nostro grido di rabbia a quello dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Da una parte si cerca di dare giustizia alle vittime della mafia terrorista ed eversiva inasprendo il regime di detenzione 41 bis; dall'altra si rafforzano i benefici ai terroristi".
Lo ha affermato in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo che la Corte di Cassazione ha confermato la libertà condizionata per l'ex terrorista dei Nar Francesca Mambro.
"Tutto ciò - prosegue Maggiani Chelli - fa pensare al solito doppio gioco che porterà all'abolizione dell'ergastolo per tutti gli stragisti. Sicuramente si sta pensando all'abolizione dell'ergastolo in nome di uno slogan che in queste ore suona falso: certezza della pena".
"Per noi - conclude - 'certezza della pena' vuol dire ergastolo per gli stragisti. Il garantismo sfrenato non consentirà mai di seppellire i nostri morti e questo fa sì che mai smetteremo di gridare 'vergogna'".(ANSA).
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COMUNICATO
833  del 
09/02/2009
Presidii sotto tutte le Prefetture in difesa della Costituzione, più che giusto, da sempre abbiamo messo la salvaguardia dei diritti dei cittadini con..... Apri
Presidii sotto tutte le Prefetture in difesa della Costituzione, più che giusto, da sempre abbiamo messo la salvaguardia dei diritti dei cittadini contenuti nella Costituzione nei nostri interventi.
Però avremmo voluto che quando noi abbiamo messo il nostro presidio sotto la Prefettura di Firenze, in difesa del più elementare dei diritti delle vittime di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, quando cinque innocenti sono stati uccisi, in nome del più grave degli affronti che la storia della Repubblica ricordi, chi di dovere avesse dato un segnale di attenzione verso di noi.
Mai la Costituzione Italiana è stata calpestata come in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, eppure da sempre si fa finta di non saperlo continuando a perpetrare il delitto verso di noi e verso l'intero Paese.
Quindi ricordiamo l'isolamento nel quale noi viviamo,e mentre cerchiamo verità sulle stragi del 1993 e aiuto per le nostre vittime, diciamo che è alquanto discutibile alzare i toni della protesta in difesa dei diritti della persona solo oggi con quasi 16 anni di ritardo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
834  del 
09/02/2009
CASO ENGLARO: FAMILIARI VITTIME STRAGE GEORGOFILI, CON NOI COSTITUZIONE CALPESTATA

Firenze, 9 feb. - (Adnkronos) - "Presidi sotto tutte.....
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CASO ENGLARO: FAMILIARI VITTIME STRAGE GEORGOFILI, CON NOI COSTITUZIONE CALPESTATA

Firenze, 9 feb. - (Adnkronos) - "Presidi sotto tutte le Prefetture in difesa della Costituzione, più che giusto, da sempre abbiamo messo la salvaguardia dei diritti dei cittadini contenuti nella Costituzione nei nostri interventi. Però avremmo voluto che quando noi abbiamo messo il nostro presidio sotto la Prefettura di Firenze, in difesa del più elementare dei diritti delle vittime di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, quando cinque innocenti sono stati uccisi, in nome del più' grave degli affronti che la storia della Repubblica ricordi, chi di dovere avesse dato un segnale di attenzione verso di noi".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando i presidi sotto le prefetture di mezza Italia sulla vicenda di Eluana Englaro.
"Mai la Costituzione Italiana è stata calpestata - si legge ancora nella nota - come in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, eppure da sempre si fa finta di non saperlo continuando a perpetrare il delitto verso di noi e verso l'intero Paese.
Quindi ricordiamo l'isolamento nel quale noi viviamo e mentre cerchiamo verità sulle stragi del 1993 e aiuto per le nostre vittime, diciamo che è alquanto discutibile alzare i toni della protesta in difesa dei diritti della persona solo oggi, con quasi 16 anni di ritardo".
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NOTIZIA ANSA
835  del 
10/02/2009
CARCERI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SI' A RIAPERTURA PIANOSA

FIRENZE, 10 FEB - La riapertura del super carcere di Pianosa non solo avrebb.....
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CARCERI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SI' A RIAPERTURA PIANOSA

FIRENZE, 10 FEB - La riapertura del super carcere di Pianosa non solo avrebbe "senso", ma sarebbe anche una risposta "da dare alla mafia condannata all'ergastolo per le stragi del 1993".
E' quanto dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a proposito delle polemiche sull'ipotesi di riapertura dei carceri nelle isole che sarebbe contenuta nel decreto sicurezza. Maggiani Chelli ricorda che "cosa nostra, negli anni 1993-1994, usò quasi 1.000 chilogrammi di tritolo affinché il '41 bis' fosse abolito e fossero chiuse le supercarceri dell'Asinara e Pianosa".
Quindi "ben venga il discusso disegno di legge, già passato al Senato e ora alla discussione della Camera - continua la nota - per rispedire i mafiosi rei di strage ad un regime di detenzione che gli impedisca per sempre di ordinare stragi, e condizionare il vivere civile dal carcere". "Sono 16 anni che nessuno tiene conto dei problemi delle condizioni ambientali e dei problemi economici in cui versano le vittime di Salvatore Riina - conclude Maggiani Chelli - ancora una volta dobbiamo constatare che quando si tratta di affari che la riguardano, la politica è sempre pronta a scendere in campo in favore della mafia".(ANSA).
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COMUNICATO
837  del 
11/02/2009
In riferimento all'articolo del 16/01/2009 di Rita Bernardini

Non ci interessa la comprensione della On.le Rita Bernardini, ci interes.....
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In riferimento all'articolo del 16/01/2009 di Rita Bernardini

Non ci interessa la comprensione della On.le Rita Bernardini, ci interessa che i parlamentari dimostrino una buona volta di sapere con chi hanno a che fare quando parlano di mafiosi e di capi mafia.
Conosco benissimo la legge che regolamenta il 41 bis, so bene che in nome della non tortura, ovvero il soggetto non può essere recluso perché parli, altrimenti si ledono i suoi diritti, il nostro 41 bis fa acqua da tutte le parti, è per questo che da sempre insistiamo che si abbia il coraggio di scrivere una legge più adatta a contrastare lo strapotere mafioso e che la detenzione a norma di 41 bis deve cessare solo con la collaborazione del soggetto recluso. Noi la vediamo così ed è un modo di vedere differente da ciò che dice la legge vigente.
Per quanto riguarda ciò che prevedono i pronunciamenti del Comitato Europeo per la prevenzione delle torture, siamo sempre chiarissimi in proposito, il 41 bis non è una tortura come lo si vuole far apparire, ma un modo di isolare i mafiosi in carcere da quelli ancora all'esterno e a piede libero; per intenderci per isolare Riina e Provenzano da Matteo Messina Denaro.
Se l'Europa e pare anche l'Italia temono la coercizione, allora sarebbe meglio che chi di dovere si leggesse tutti gli atti processuali di Firenze per le stragi del 1933 e poi forse potremmo riparlare del concetto di democrazia.
Applicare il 41 bis ai mafiosi rei della strage di Firenze non vuol dire che lo Stato democratico deve mettersi sullo stesso piano di disumanità e crudeltà degli spietati criminali che deve combattere e rendere inoffensivi, vuol dire battersi per la democrazia stessa, quella democrazia che ora non c'è proprio perché i mafiosi, rei di crimini gravissimi, non vengono tenuti nel giusto regime carcerario.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
838  del 
12/02/2009
Speriamo davvero che la notizia del ritorno del carcere duro, del 41 bis, sull'Isola di Pianosa sia fondatissima, Pianosa in passato penitenziari..... Apri
Speriamo davvero che la notizia del ritorno del carcere duro, del 41 bis, sull'Isola di Pianosa sia fondatissima, Pianosa in passato penitenziario con detenuti a "carcere duro", è quanto si meritano i mafiosi rei delle stragi del 1993. Non possiamo che criticare quanti in Parlamento nascondendosi dietro al dito dello sviluppo turistico per l'isola di Pianosa, come la Deputata del PD Silvia Velo, antepongono argomenti di nessuna importanza come i 12.500 visitatori all'isola dell'arcipelago toscano per l'anno 2007, davanti allo strapotere mafioso che ogni giorno esce dalle carceri di tutta Italia. Si è ben visto: lo Stato non riesce a garantire un serio carcere di "41 bis", necessario come il pane per tenere a bada la mafia stragista, e solo Pianosa e l'Asinara tanto odiate da "cosa nostra"possono essere la soluzione al problema.
Diciamo alla parlamentare che attualmente non c'è e non ci sarà nessun sviluppo economico ne per Pianosa, ne per l'Italia intera e che il tanto declamato Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano sarà terra di mafia come tutto il resto del Paese, se Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e quant'altri potranno ancora dettare legge dal carcere inviando pizzini e messaggi a Matteo Messina Denaro e ai suoi degni compari che stanno fuori dai penitenziari a latitare.
Tutto questo noi lo sappiamo bene, visto che l'ordine ultimo di massacrare i nostri parenti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 è uscito dal carcere.
La politica la deve smettere di fare solo ed esclusivamente gli interessi dei politici e iniziare a liberare una volta per tutte i cittadini dal giogo mafioso, dichiarando guerra alla mafia. Solo così si potrà davvero tornare un giorno a trasformare Pianosa e Asinara in oasi di pace; ma non ora, non è possibile perché i nostri morti sono ancora caldi e senza giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
839  del 
25/02/2009
INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, MOLTO PREOCCUPATI DA LIMITI

FIRENZE, 25 FEB - I familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenu.....
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INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, MOLTO PREOCCUPATI DA LIMITI

FIRENZE, 25 FEB - I familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993, si dicono "fortemente preoccupati per i limiti che si vogliono porre all'utilizzo delle intercettazioni".
"Esprimendo tutto il nostro disappunto per i limiti che chiaramente si vogliono porre alla indipendenza della magistratura - spiega una nota della portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli -, temiamo fortemente che, attraverso nuove norme per l'utilizzo delle intercettazioni, mai più si potranno portare in una aula di giustizia i mandanti esterni alla mafia per la strage del 27 Maggio 1993".
"Ricordiamo - conclude la nota - che gli esecutori materiali della strage di Firenze del 27 maggio 1993 erano incensurati, impossibile quindi ravvisare per loro 'gravi indizi di colpevolezza'". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
840  del 
27/02/2009
INTERCETTAZIONI: ASS GEORGOFILI, QUALCUNO GIOCA A LIMITARLE

PALERMO, 27 FEB - "Temiamo si giochi intorno alle parole per porre comunque limi.....
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INTERCETTAZIONI: ASS GEORGOFILI, QUALCUNO GIOCA A LIMITARLE

PALERMO, 27 FEB - "Temiamo si giochi intorno alle parole per porre comunque limiti alle intercettazioni".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Quelle intercettazioni che sono state determinanti per arrivare alla verità sugli esecutori materiali e i 'mandanti interni a Cosa nostra' per le stragi del 1993 - dice Maggiani Chelli - mentre aspettiamo con rabbia che i 'mandanti esterni' siano portati alla sbarra in un tribunale dello Stato, ci inquietano espressioni come 'oggettivi indizi', necessari per autorizzare le intercettazioni".
"Non c'era nulla di 'oggettivo' - aggiunge - quando furono intercettati La Barbera e Gioé uomini di Cosa nostra in via Ughetti a Palermo, solo 'gravi indizi di reato'; se fosse mancata questa formula oggi noi saremmo senza uno straccio di giustizia. Ricordiamo con l'occasione che 300 chili di tritolo a buon mercato sulla pelle dei nostri figli, solo 16 anni fa, sono stati una cosa gravissima e quindi se la giustizia va riformata, meglio sarebbe farlo ricordando chi come noi giustizia l'ha avuta solo parziale".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
842  del 
05/03/2009
MAFIA:ASS.GEORGOFILI, PAESI CONTRO 41 BIS SI PRENDANO I BOSS

FIRENZE- "In quanto alla condanna del regime di '41 bis' da parte.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI, PAESI CONTRO 41 BIS SI PRENDANO I BOSS

FIRENZE- "In quanto alla condanna del regime di '41 bis' da parte dell'Unione Europea, sfidiamo quei Paesi europei che gridano allo scandalo a prendersi a casa loro Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e gli altri 13 stragisti dell'attentato di Firenze e affidiamo a loro molto volentieri l'opera di recupero e il reintegro nella società civile del gotha di Cosa nostra".
Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
Nella nota Giovanna Maggiani Chelli aggiunge poi che "il regime detentivo speciale di '41 bis' per i mafiosi stragisti terroristi ed eversivi che hanno eseguito la strage di via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993 non è 'un obbrobrio', tanto meno 'una tortura democratica', come viene definito dalla parlamentare Rita Bernardini". (ANSA)
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COMUNICATO
843  del 
07/03/2009
Per quanto riguarda le intercettazioni, abbiamo protestato per la formula "gravi indizi di colpevolezza" per autorizzare i controlli e prote..... Apri
Per quanto riguarda le intercettazioni, abbiamo protestato per la formula "gravi indizi di colpevolezza" per autorizzare i controlli e protestiamo ancora per la nuova proposta "evidenti indizi di colpevolezza".
E' quella espressione "COLPEVOLEZZA" che non va bene, come si farà mai a stabilire in partenza che una persona è colpevole?
Lo Nigro, Spatuzza, Giuliano, non erano colpevoli di un bel nulla prima che i tabulati telefonici sottoposti a controllo, stabilissero che la notte del 27 Maggio 1993 i mafiosi erano a Firenze in via dei Georgofili.
Va benissimo ancora oggi l'espressione "gravi indizi di reato", se i tabulati dei telefoni di "cosa nostra" hanno potuto essere visionati per i giorni che hanno preceduto e seguito la strage del 27 Maggio 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
844  del 
10/03/2009
L'inasprimento del regime detentivo di "41 bis" tanto auspicato per la lotta di contrasto alle organizzazioni mafiose quali "cosa ..... Apri
L'inasprimento del regime detentivo di "41 bis" tanto auspicato per la lotta di contrasto alle organizzazioni mafiose quali "cosa nostra", non da risultati soddisfacenti.
Non funziona il "41 bis" per i mafiosi i quali come risulta dalla Relazione 2008 redatta dal Dis continuano a dare ordini dal carcere.
In queste ore ci domandiamo se da carcere duro - la mafia elabora le iniziative di maggior respiro e capaci, nonostante i vincoli del regime di 41 bis, di indicare e sostenere scelte operative ed economiche del gruppo di riferimento- cosa faranno i mafiosi di "cosa nostra", il gruppo di fuoco di Bagarella, rei della strage di Firenze, ai quali i Tribunali di sorveglianza hanno di fatto revocato il "41 bis"?
Chiediamo finalmente serietà nel gestire un sistema detentivo severo ma necessario per la mafia stragista, che non potrà aver contatti con l'esterno, in apparenza, ma in realtà è ancora molto pericolosa e noi lo sappiamo bene.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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COMUNICATO
845  del 
13/03/2009
Quanto la famiglia Lo Nigro sia influente ancora oggi nel mandamento di Brancaccio a Palermo, è fin troppo chiaro.
L'arresto di Antonio Lo Nigro .....
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Quanto la famiglia Lo Nigro sia influente ancora oggi nel mandamento di Brancaccio a Palermo, è fin troppo chiaro.
L'arresto di Antonio Lo Nigro cugino di quel tal Cosimo Lo Nigro stragista in via dei Georgofili il 7 Maggio 1993, se da una parte ci fa apprezzare il lavoro delle forze dell'ordine contro la mafia, per un altro verso sollecita in noi la rabbia e l'inquietudine di sempre.
Questo perchè Cosimo Lo Nigro, appartenente pure lui al mandamento di Brancaccio , non è più detenuto a regime di 41 "bis", infatti è stato trasferito dal Tribunale di Sorveglianza di Torino a carcere normale nel Febbraio 2006.
Viste le parentele mafiose, ancora molto influenti, di cui gode Cosimo Lo Nigro,come potremmo mai credere che colui che fece detonare il pulmino Fiat in via dei Georgofili, accendendo spavaldamente un sigaro, non tenga da un regime di carcere normale contatti pericolosi con la famiglia d'origine e possa quindi curare nel quotidiano, ogni sorta di interessi?
Chiediamo al Ministro della Giustizia, visto che sta nei suoi poteri, di verificare presso le varie Procure se davvero a Cosimo Lo Nigro dovesse essere revocato il "41 bis" e se non sia il caso eventualmente di rivedere la legge sul "41 bis "ai mafiosi stragisti, e indirizzare la norma affinchè il "41 bis" per certi delitti venga meno solo quando il soggetto collabora con la giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Pubblicato anche su 'Il Giornale di Sicilia'
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COMUNICATO
846  del 
15/03/2009
A causa della revoca del carcere duro a regime di "41 bis", da parte dei Tribunali di sorveglianza di varie Procure, ai mafiosi rei della strage di vi..... Apri
A causa della revoca del carcere duro a regime di "41 bis", da parte dei Tribunali di sorveglianza di varie Procure, ai mafiosi rei della strage di via dei Georgofili, crediamo di aver patito una ingiustizia gravissima.
Per questo con tutto il rispetto, domandiamo dove stava la "Costituzionalità dei profili" quando Cosimo Lo Nigro dopo solo 14 anni dalla strage di Firenze, eseguita per abolire il carcere duro, facendo finta di essere buono, veniva passato da carcere di "41 bis" a carcere normale, aggirando così la condanna all'ergastolo e questo perché non avrebbe avuto più contatti con "cosa nostra." Intanto 1l "41 bis" è stato ideato proprio per far sì che i mafiosi non abbiano più contatti con l'esterno e qui la norma stride da fare paura se pensiamo che per lo stesso motivo vengono passati a carcere normale.
Ci domandiamo inoltre quanto la Procura di Torino fosse in grado di valutare lo spessore mafioso di Cosimo Lo Nigro (così come le altre lo fossero per Salvatore Benigno, Gioacchino Calabrò e Giuseppe Barranca), visto che è di ieri la notizia che il cugino di Cosimo Lo Nigro fino ad ieri l'altro era il reggente del mandamento di Brancaccio da dove è partita tutta l'operazione mafiosa stragista eversiva del 1993.
Non avevamo dubbi che le nuove norme in fatto di "41 bis" in discussione alla Camera,sarebbero state motivo di disaccordo, ma noi confidiamo che finalmente si arrivi a stabilire che il "41 bis" è indispensabile norma per la mafia stragista e ad occuparsene sia un organismo unico in grado di stabilire la pericolosità dei vari soggetti, attraverso un monitoraggio costante, i quali vanno valutati non perché si tingono le zampette di bianco, ma perché collaborano con la giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
847  del 
16/03/2009
MAFIA: 41 BIS; GEORGOFILI, SE NE OCCUPI ORGANISMO UNICO

FIRENZE, 16 MAR - "Non avevamo dubbi che le nuove norme in fatto di '41 bis.....
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MAFIA: 41 BIS; GEORGOFILI, SE NE OCCUPI ORGANISMO UNICO

FIRENZE, 16 MAR - "Non avevamo dubbi che le nuove norme in fatto di '41 bis' in discussione alla Camera sarebbero state motivo di disaccordo, ma noi confidiamo che finalmente si arrivi a stabilire che il '41 bis' è indispensabile norma per la mafia stragista e ad occuparsene sia un organismo unico in grado di stabilire la pericolosità dei vari soggetti, attraverso un monitoraggio costante, i quali vanno valutati non perché si tingono le zampette di bianco, ma perché collaborano con la giustizia". E' quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari di via dei Georgofili.

"Con tutto il rispetto - prosegue l'Associazione -, domandiamo dove stava la 'costituzionalita' dei profilì quando Cosimo Lo Nigro dopo solo 14 anni dalla strage di Firenze, eseguita per abolire il carcere duro, facendo finta di essere buono, veniva passato da carcere di '41 bis' a carcere normale, aggirando così la condanna all'ergastolo e questo perché non avrebbe avuto più contatti con 'Cosa nostra'". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
848  del 
25/03/2009
STRAGE BOLOGNA:CIAVARDINI SEMILIBERO;GEORGOFILI, LE VITTIME?

BOLOGNA, 25 MAR - "Attraverso i Tribunali di Sorveglianza i terroristi rei.....
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STRAGE BOLOGNA:CIAVARDINI SEMILIBERO;GEORGOFILI, LE VITTIME?

BOLOGNA, 25 MAR - "Attraverso i Tribunali di Sorveglianza i terroristi rei di massacri inenarrabili, hanno la vita sempre più facile. E' la volta di Ciavardini reo della strage di Bologna. Siamo ancora una volta a fianco delle vittime del '2 Agosto 1980' con tutta la nostra solidarietà e ne condividiamo la rabbia".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"A questo punto da parte nostra, è auspicabile una norma che dia finalmente dignità alla vittima all'interno del processo penale" - prosegue la nota. "Infatti già sette condannati per la strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, non più a regime detentivo di '41 bis', hanno di fatto aggirato la pena dell'ergastolo loro inflitta, con il risultato che il reo stragista è sempre premiato sulla strada della redenzione, mentre la vittima degli attentati terroristici é sempre penalizzata sulla strada della disperazione e presa in giro dalle leggi che la riguardano. Suggeriamo un 'Tribunale di Sorveglianza' per i diritti delle vittime delle stragi terroristiche ed eversive dell'ordine costituzionale". (ANSA).
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COMUNICATO
849  del 
01/04/2009
Tutto il nostro totale apprezzamento e sostegno al procuratore Nazionale Antimafia mentre cerca di far comprendere l'importanza delle intercettaz..... Apri
Tutto il nostro totale apprezzamento e sostegno al procuratore Nazionale Antimafia mentre cerca di far comprendere l'importanza delle intercettazioni nelle indagini di mafia, anche quando in apparenza il reato non appare così grave e le ipotesi di reato di tutt'altra natura da quella mafiosa.
Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso non ha bisogno di lezioni da parte di nessuno, non si occupa di politica ma di mafia.
Cosa sia la mafia il Procuratore Nazionale Antimafia lo sa molto bene, visto che tra l'altro ha partecipato attivamente alle indagini sulle stragi del 1993.
La politica non si arroghi più diritti di quelli che ha in merito alle intercettazioni, perché non è stata la magistratura a costringere la politica ad intervenire sulla materia, bensì la politica ha obbligato la magistratura ad un uso stragrande di intercettazioni, visto che molti politici, troppi, si sono collusi con la mafia come nel caso delle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
850  del 
17/04/2009
GIUSTIZIA: RICORDATO PM GABRIELE CHELAZZI A FIRENZE

FIRENZE, 17 aprile 2009 - Trasmettere ai giovani memoria del lavoro di Gabriele Chelazzi,.....
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GIUSTIZIA: RICORDATO PM GABRIELE CHELAZZI A FIRENZE

FIRENZE, 17 aprile 2009 - Trasmettere ai giovani memoria del lavoro di Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero fiorentino morto il 17 aprile 2003 che indagò sulle stragi mafiose del 1993, è uno degli impegni preso dai promotori dell'iniziativa tenuta oggi nell'aula bunker del tribunale di Firenze per ricordare il magistrato nell'anniversario della scomparsa. "Siamo certi - ha affermato la portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili - che Gabriele Chelazzi avrebbe voluto che i ragazzi si interessassero al suo lavoro e a quello di tutti i magistrati che hanno lavorato ai processi per le stragi del 1993". Il ricordo di Chelazzi, che fu anche viceprocuratore nazionale antimafia, è stato accompagnato dalla presentazione di una tesi di laurea sulla stagione stragista di Cosa Nostra dal 1979 al 1994 discussa alla facoltà di Scienze politiche dell'università di Pisa e presentata dall'autore Lorenzo Coluccini e dal relatore professor Alberto Vannucci.
All'iniziativa, moderata dal giornalista Francesco Nocentini, sono intervenuti, tra gli altri, anche la moglie di Chelazzi, Caterina Romagnoli, il presidente del tribunale di Firenze Enrico Ognibene, i sostituti fiorentini Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi, il prorettore dell'università di Firenze Guido Chelazzi.(ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
851  del 
18/04/2009
MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SERVONO RISPOSTE CONCRETE SU 41 BIS

Roma, 18 apr. (Adnkronos) - L'associazione tra i familiari d.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SERVONO RISPOSTE CONCRETE SU 41 BIS

Roma, 18 apr. (Adnkronos) - L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili attende "da lungo tempo una risposta positiva e concreta sul fronte del '41 bis"'.
E' Giovanna Maggiani Chelli, esponente dell'associazione, a sottolineare che "lo striscione inalzato allo stadio nel dicembre 2003 inneggiante con forte richiamo all'ammorbidimento del 41 bis pare aver sortito l'effetto sperato. I Madonia continuavano a dare ordini dal carcere, chissa' in quanti lo fanno ancora".

"Noi -prosegue Giovanna Maggiani Chelli- aspettiamo da lungo tempo una risposta positiva e concreta sul fronte del '41 bis'. Infatti soggetti come Cosimo Lo Nigro, Gioachino Calabro', Salvatore Benigno e altri appartenenti al gruppo di fuoco di Bagarella che hanno massacrato i nostri parenti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, oggi non sono piu' a 41 bis".
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NOTIZIA ANSA
853  del 
18/04/2009
COSA NOSTRA (COMUNICATO GIOVANNA MAGGIANI CHELLI) MAFIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, ALCUNI BOSS NON PIU' A 41 BIS (RIPETIZIONE)

ROMA, 18 AP.....
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COSA NOSTRA (COMUNICATO GIOVANNA MAGGIANI CHELLI) MAFIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, ALCUNI BOSS NON PIU' A 41 BIS (RIPETIZIONE)

ROMA, 18 APR - "Aspettiamo da lungo tempo una risposta positiva e concreta sul fronte del 41 bis. Infatti, soggetti come Cosimo Lo Nigro, Gioachino Calabrò, Salvatore Benigno e altri appartenenti al gruppo di fuoco di Bagarella che hanno massacrato i nostri parenti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, oggi non sono più a 41 bis".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"I boss continuavano a comandare dal carcere - osserva il presidente dell' Associazione riferendosi alle ordinanze notificate nei giorni scorsi in carcere a esponenti del clan Madonia -. Lo striscione innalzato allo stadio nel dicembre 2003 inneggiante con forte richiamo all'ammorbidimento del 41 bis pare aver sortito l'effetto sperato. I Madonia continuavano a dare ordini dal carcere, chissà in quanti lo fanno ancora". (ANSA).
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COMUNICATO
852  del 
19/04/2009
Incontreremo il Ministro Alfano il 21 Aprile prossimo in Prefettura a Firenze, e sarà nostra cura ringraziarlo per il ripristino del "41 bis"..... Apri
Incontreremo il Ministro Alfano il 21 Aprile prossimo in Prefettura a Firenze, e sarà nostra cura ringraziarlo per il ripristino del "41 bis" a Cosimo Lo Nigro, colui che in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis alla mafia corleonese, spavaldamente accese un sigaro per far detonare 300 chili di tritolo sotto le finestre dei nostri figli.
L'ordine di morte lo diedero Riina, Provenzano, Bargarella, Calabrò, i fratelli Graviano e Matteo Messina Denaro, ma Lo Nigro Cosimo e gli altri ben volentieri eseguirono. Cordiali saluti Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
854  del 
19/04/2009
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, BENE ALFANO SU 41 BIS A LO NIGRO

FIRENZE, 19 APR - "La decisione del ministro della Giustizia non può che farci .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, BENE ALFANO SU 41 BIS A LO NIGRO

FIRENZE, 19 APR - "La decisione del ministro della Giustizia non può che farci piacere, visto che, da quando a Cosimo Lo Nigro fu revocato il 41 bis, abbiamo dato vita a una grande e seria battaglia contro un'ulteriore ingiustizia subita dopo la tragica strage del 27 Maggio 1993".
Lo sostiene, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
A "Cosimo Lo Nigro - spiega la nota - stragista a Firenze in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, sarà riapplicato, su input del ministro Alfano, il regime detentivo speciale di '41 bis'" che era stato "revocato nel febbraio del 2006". Nella nota si spiega che il ripristino del 41 bis per Lo Nigro "sarà motivo di ringraziamento verso il ministro della giustizia quando ci riceverà, martedì Firenze".
"Sono ancora quattro i soggetti condannati in via definitiva per la strage di via dei Georgofili e oggi non più a '41 bis' - conclude la nota -: Gioachino Calabrò, Giuseppe Barranca, Salvatore Benigno e Cristofaro Cannella".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
855  del 
21/04/2009
MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI VEDE ALFANO,PIU' FONDI VITTIME

FIRENZE, 21 APR - Il ministro della giustizia Angelino Alfano ha incontrato.....
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MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI VEDE ALFANO,PIU' FONDI VITTIME

FIRENZE, 21 APR - Il ministro della giustizia Angelino Alfano ha incontrato stamani a Firenze rappresentanti dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in occasione della sua visita nel capoluogo toscano.
Lo rende noto la stessa Associazione che in una nota diffusa dalla vice presidente Giovanna Maggiani Chelli definisce "molto proficuo" l'incontro.
In particolare, spiega Maggiani Chelli, l'Associazione ha ringraziato il ministro "per l'impegno profuso sul caso Cosimo Lo Nigro al quale è stato nuovamente applicato il regime di 41 bis".
L'Associazione ha poi chiesto "un impegno" al ministro "affinché dal fondo giustizia ogni anno affluiscano risorse al fondo 512 con il quale si fa fronte alle cause civili che sono andate a sentenza per le vittime delle stragi terroristiche mafiose".
L'Associazione ha affrontato poi anche il caso "delle vittime che nelle stragi hanno avuto l'80 per cento di invalidità e per le quali la legge 206 del 2004 prevede il pensionamento subito", materia che, è stato precisato, è comunque "già nelle mani del Governo".
All'incontro, conclude la nota, erano presenti anche il prefetto di Firenze Andrea De Martino e l'on. del Pdl Gabriele Toccafondi. (ANSA).
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COMUNICATO
856  del 
21/04/2009
Confermiamo quando dichiarato attraverso nota di agenzia, ossia a fronte delle 51 cause civili intraprese da altrettante vittime della strage di Via d..... Apri
Confermiamo quando dichiarato attraverso nota di agenzia, ossia a fronte delle 51 cause civili intraprese da altrettante vittime della strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, sono state emesse rispettive Delibere iniziate nel Luglio 2008 e conclusesi nell'Aprile del 2009 per totale complessivo di 13 milioni di euro circa.
Tuttavia teniamo a precisare che le Delibere ricevute per iscritto, tranne due a tutt'oggi, non vuol dire avere il denaro in Banca, come molti dei nostri invalidi auspicano per questioni di malattia.
Infatti lo Stato finirà di onorare per intero il suo debito economico verso le vittime di via dei Georgofili nell'anno 2011, risorse permettendo.
Tant'è che questa mattina abbiamo chiesto nel nostro incontro con il Ministro Alfano, l'impegno a finanziare negli anni a venire il Fondo 512 attraverso il Fondo Giustizia, affinchè al Fondo 512 affluiscano le risorse economiche necessarie a completare i risarcimenti delle nostre cause civili, e chiaramente per quanti come noi hanno denunciato o denunceranno la mafia.
Quanto sopra per un doveroso chiarimento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
857  del 
23/04/2009
La mancanza di una completa verità per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 ha provocato in tutti noi e nelle nostre famiglie angosce infinite ma è..... Apri
La mancanza di una completa verità per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 ha provocato in tutti noi e nelle nostre famiglie angosce infinite ma è una verità che da anni andiamo cercando, nonostante che spesso ci sia stato detto non esistere.
Vorremmo quella verità, per placare il dolore per i nostri morti e per i nostri invalidi, affinchè quelle morti non siano state inutili e la sofferenza di quanti sono sopravissuti abbia finalmente giustizia.

Il riaffacciarsi oggi di un nuovo collaboratore di giustizia, se da una parte ci gratifica al massimo per le speranze che riponiamo in nuove indagini, da sempre da noi sollecitate con Esposti, dall'altra ci preoccupa, perché oggi a pochi giorni dall'anniversario della strage, si riaprono tutte le nostre ferite.
Gaspare Spatuzza non ci è mai piaciuto e mai ci piacerà: e come potremmo!
Possiamo solo tollerarlo nell'ambito della legge sui "collaboratori di giustizia" che sempre abbiamo apprezzato e difeso, e abbiamo aspramente criticato quando alla legge stessa sono stati posti limiti; detto questo dobbiamo però necessariamente notare che il collaboratore Gaspare Spatuzza continua a parlare di monumenti che non sarebbero saltati in aria al posto di altri che invece in aria sono saltati, come del resto la Torre de' Pulci a Firenze al posto degli Uffizi.
Non è di monumenti che vorremmo sentire ancora parlare, bensì di particolari che portino a scoprire i volti dei "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993.

Rafforzare la già difficile posizione dei fratelli Graviano è sicuramente più che importante, ma a noi non basta, alzi il tiro il collaboratore di giustizia se può, o altrimenti dovremmo essere portati a pensare che Gaspare Spatuzza non vuole più semplicemente il "41 bis" come del resto ha già ottenuto.
I mafiosi hanno mille risorse, la mafia ha mille risorse, e quel "41 bis" i mafiosi e la mafia non lo vogliono.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
858  del 
23/04/2009
Dove starà l'utilità ai fini di una giusta informazione, di un diritto di cronaca, rivelare particolari ancora non ufficiali, pur di dimostrare c..... Apri
Dove starà l'utilità ai fini di una giusta informazione, di un diritto di cronaca, rivelare particolari ancora non ufficiali, pur di dimostrare che uno è più bravo dell'altro, da parte dei giornalisti?
Come nel caso del collaborante Gaspare Spatuzza, con il rischio di compromettere l'indagine stessa e la fatica dei Magistrati.
A noi non risulta che siano stati depositati i verbali di interrogatorio, a chi ha giovato lo scoop su di un monumento saltato in aria anziché un altro?
Che la mafia voleva far saltare i monumenti nel 1993 lo sanno anche i sassi, cosa noi le vittime di Salvatore Riina invece non sappiamo, è a CHI ha fatto un favore con il massacro del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, il boss di "cosa nostra"?
E' questo che si vuole comunque anzitempo coprire, la verità sulla strage di via dei Georgofili? Basta con gli intrugli della strega mascherati da giornalismo d'indagine, siamo stanchi, abbiamo pagato un prezzo così alto, che le alchimie giornalistiche ci indignano e ci fanno arrabbiare paventando ancora una volta che la fatica dei Magistrati sia sprecata.
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COMUNICATO
859  del 
24/04/2009
Abbiamo ricevuto l'invito a partecipare, a Firenze, alla presentazione del libro "La Sicilia delle stragi" a cura del Professore Giuseppe Carlo Marino..... Apri
Abbiamo ricevuto l'invito a partecipare, a Firenze, alla presentazione del libro "La Sicilia delle stragi" a cura del Professore Giuseppe Carlo Marino (prima Edizione, Novembre 2007), e molto volentieri ci saremo.
Nel testo, a pagina 410, si parla delle stragi del 1993.
Di quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e anche di quella di Roma del 27 Luglio 1993 ed è scritto:
"…..Girano per Trastevere dovrebbero colpire un "vecchio palazzo" (è la casa di Dante), . Ma c'è troppa folla, e ripiegano sul piano b, una chiesa, ….."
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
860  del 
26/04/2009
Mafia: Georgofili, Messina Denaro libero noi ignorati

Firenze, 26 aprile 2009- 'La vita libera del boss latitante Matteo Messina Denaro' con .....
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Mafia: Georgofili, Messina Denaro libero noi ignorati

Firenze, 26 aprile 2009- 'La vita libera del boss latitante Matteo Messina Denaro' con la foto del boss e, a fianco, un'altra scritta: 'Le vittime ignorate e prigioniere del silenzio' con una persona imbavagliata in primo piano che tiene una sentenza in mano e sullo sfondo una foto delle macerie di via dei Georgofili e dei giornali dove la testata è stata sostituita dalla parola 'disinformazione'.
E' il manifesto che verrà affisso a Firenze per ricordare sedicesimo anniversario della strage mafiosa di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, dall'Associazione tra i familiari delle vittime. Il manifesto, completato da un'altra scritta 'Il dolore delle vittime non si paga a rate!
Ricordiamo allo Stato la strage di via dei Georgofili 27 maggio 1993", firmato con il simbolo dell'associazione, è stato diffuso oggi da Giovanna Maggiani Chelli. Una decisione che, in una nota allegata, è spiegata sottolineando come proprio oggi sia il "compleanno del boss di Cosa nostra e in occasione dell'uscita dell'ennesimo murales che ci ricorda inevitabilmente come Matteo Messina Denaro sia stato condannato all'ergastolo per il massacro dei nostri figli e dei nostri parenti". ANSA
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NOTIZIA ANSA
862  del 
28/04/2009
ANTIMAFIA41 BIS; ASS.GEORGOFILI,SIAMO CON PROPOSTA ON.LUMIA

FIRENZE, 28 APR - Un chiaro e forte segnale sul fronte della politica, inasprire .....
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ANTIMAFIA41 BIS; ASS.GEORGOFILI,SIAMO CON PROPOSTA ON.LUMIA

FIRENZE, 28 APR - Un chiaro e forte segnale sul fronte della politica, inasprire il 41 bis, renderlo efficace e riaprire le carceri di Pianosa e Asinara quali destinazioni per i mafiosi rei di crimini orrendi siamo sulla stessa lunghezza d'onda di un componente della commissione antimafia, l'onorevole Lumia. E' quanto ha affermato in una nota la portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la proposta del senatore Giuseppe Lumia di riaprire questi penitenziari per i mafiosi.
Sono 16 anni che chiediamo a gran voce una seria applicazione del 41 bis - ha aggiunto Maggiani Chelli - Dopo la nuova applicazione del carcere duro a Cosimo Lo Nigro e prese di posizioni forti come quelle dell'onorevole Lumia, auspichiamo che il percorso di giustizia nei confronti dei nostri morti inizi per davvero. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
863  del 
01/05/2009
PRIMO MAGGIO: GEORGOFILI, VERITA' INCOMPLETA STRAGE PORTELLA

FIRENZE, 1 maggio 2009 - La strage di Portella della Ginestra è stata rico.....
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PRIMO MAGGIO: GEORGOFILI, VERITA' INCOMPLETA STRAGE PORTELLA

FIRENZE, 1 maggio 2009 - La strage di Portella della Ginestra è stata ricordata oggi anche dall'Associazione tra i familiari delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili a Firenze.
"Il nostro pensiero - afferma l'Associazione in una nota - va a quanti morti e feriti in quella strage mafiosa ancora non hanno avuto riconosciuti i propri diritti di vittime del potere mafioso".
"Una verità giudiziaria incompleta sul primo massacro stragista della storia della Repubblica - conclude la nota - ha condizionato inevitabilmente la democrazia in Italia, così che nel 1993 la furia di Cosa nostra ha potuto colpire ancora a Roma, Firenze e Milano".(ANSA).
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COMUNICATO
864  del 
08/05/2009
Continuano le presunte confische dei beni alla mafia, continuano le assegnazioni dei beni confiscati alla mafia per scopi sociali, in ultimo è stata a..... Apri
Continuano le presunte confische dei beni alla mafia, continuano le assegnazioni dei beni confiscati alla mafia per scopi sociali, in ultimo è stata assegnata la casa di Riina in via Bernini a Palermo. Quella casa dentro la quale con ogni probabilità stava ben custodito l'elenco dei nomi dei politici ai quali Riina aveva fatto avere il famoso "papello", elenco di richieste della mafia allo Stato.
Elenco di richieste che con ogni probabilità, in fase di trattativa, è costato la vita ai nostri parenti.
Ebbene: contemporaneamente continuano a non affluire in modo sufficiente i beni confiscati alla mafia al Fondo 512.
Al Fondo 512, legge del 1999, attingono le risorse per le nostre cause civili contro Riina e i suoi accoliti, andate a buon fine in sede di sentenza immediatamente esecutiva, ma ancora oggi in attesa di arrivare a completamento.
Infatti se i beni confiscati alla mafia e all'occorrenza messi in vendita, affluissero, come la legge Pio La Torre vuole in giusta misura al Fondo 512 del 1999, non dovremmo aspettare ancora troppo tempo per curare in modo adeguato invalidi le cui malattie degenerative non lasciano spazio a indugio alcuno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
865  del 
09/05/2009
Il giorno della memoria è per noi molto importante, per questo il 9 Maggio 2009 giorno dedicato ogni anno alle vittime del terrorismo e delle stragi d..... Apri
Il giorno della memoria è per noi molto importante, per questo il 9 Maggio 2009 giorno dedicato ogni anno alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, eravamo a Roma all'incontro con i familiari delle vittime delle stragi voluto dal Presidente della Repubblica.
Possiamo come considerazione dire che se due vedove vittime della stessa strage, la Signora Calabresi e la Signora Pinelli, si sono strette la mano, non può che essere positivo e non spetta a noi entrare nel merito.
Certo non è una stretta di mano a sanare i problemi di questo Paese rispetto alle stragi, ma finalmente la verità giudiziaria su quei massacri.
Inoltre noi vorremmo che le stragi del 1993, la strage che da vicino ci riguarda quella del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, fossero un po' più tenute in considerazione, per questo abbiamo invitato il Presidente della Repubblica a Firenze il 26 Maggio prossimo, giorno dell'anniversario.
E' un invito che rinnoviamo da anni perchè noi di verità abbiamo bisogno e non solo noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente-Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
866  del 
19/05/2009
Bene a nuove norme sul "41 bis" e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, s..... Apri
Bene a nuove norme sul "41 bis" e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, sono già pronte e mettere tempo in mezzo alla realizzazione di un progetto così necessario per porre liniti ai mafiosi detenuti a "41 bis", noi lo riteniamo una grave perdita di tempo.
Il 27 Maggio prossimo saranno 16 anni che "cosa nostra" per soddisfare le sue esigenze e quelle di quanti facevano affari con l'organizzazione criminale, ha rovinato la vita ad una intera comunità a Firenze.
Con chi stanno i politici che per voce dell'Avv. Alessandro Gerardi gridano all'incostituzionalità per le nuove norme sul 41 bis ?
Questi Signori, Vogliono stare dalla parte di chi si inventa che Salvatore Riina e Bernardo Provenzano possono socializzare con gli altri detenuti, o una buona volta sono disposti ha prendere coscienza che 300 chili di tritolo in via dei Georgofili, a Firenze, in Italia, sono stati usati per far annullare il "41 bis"? E' morta la speranza di far reinserire nella società civile delinquenti come i fratelli Graviano e Gioachino Calabrò, è morta là dove politici compiacenti, da sedici anni pensano a come far uscire dal carcere i mafiosi rei di strage eversiva, piuttosto che supportare le vittime nelle loro battaglie civili e battersi quindi per la confisca dei beni alla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
869  del 
19/05/2009
Bene a nuove norme sul "41 bis" e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, s..... Apri
Bene a nuove norme sul "41 bis" e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, sono già pronte e mettere tempo in mezzo alla realizzazione di un progetto così necessario per porre liniti ai mafiosi detenuti a "41 bis", noi lo riteniamo una grave perdita di tempo.
Il 27 Maggio prossimo saranno 16 anni che "cosa nostra" per soddisfare le sue esigenze e quelle di quanti facevano affari con l'organizzazione criminale, ha rovinato la vita ad una intera comunità a Firenze.
Con chi stanno i politici che per voce dell'Avv. Alessandro Gerardi gridano all'incostituzionalità per le nuove norme sul 41 bis ?
Questi Signori, Vogliono stare dalla parte di chi si inventa che Salvatore Riina e Bernardo Provenzano possono socializzare con gli altri detenuti, o una buona volta sono disposti ha prendere coscienza che 300 chili di tritolo in via dei Georgofili, a Firenze, in Italia, sono stati usati per far annullare il "41 bis"?
E' morta la speranza di far reinserire nella società civile delinquenti come i fratelli Graviano e Gioachino Calabrò, è morta là dove politici compiacenti, da sedici anni pensano a come far uscire dal carcere i mafiosi rei di strage eversiva, piuttosto che supportare le vittime nelle loro battaglie civili e battersi quindi per la confisca dei beni alla mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
867  del 
21/05/2009
Il 22 Maggio alle ore 10 nella sede della Provincia di Firenze Palazzo Medici Via Cavour, nel ricordo delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 di..... Apri
Il 22 Maggio alle ore 10 nella sede della Provincia di Firenze Palazzo Medici Via Cavour, nel ricordo delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 di via dei Georgofili a Firenze, l'Associazione tra i familiari delle vittime, insieme ad Elisa SIMONI Assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione della Provincia di Firenze, premieranno gli alunni vincitori dei concorsi per la realizzazione di lavori sul tema della memoria e della strage.

Gli istituti coinvolti sono:

gli studenti dell'Istituto P.A. CHECCHI di Fucecchio, i quali hanno partecipato ad un concorso di grafica e comunicazione visiva, realizzando tre stupendi vestiti che gli studenti mostreranno e di cui commenteranno il significato rispetto al ricordo delle "vite strappate" in via dei Georgofili.
Sarà con loro l'insegnante Grazia Focardi

Il Liceo Scientifico Gobetti ? Bagno a Ripoli Firenze che ha partecipato e sarà premiato per un video realizzato con immagini significative inerenti la strage e la stampa dell'epoca dell'attentato.
Sarà con loro l'insegnante Leonardo Bucciardini

Vogliamo così ricordare i nostri morti e quanti ancora oggi, sopravissuti al tragico attentato, combattono per la loro esistenza dopo la strage.
Chiediamo ai media la massima attenzione per questo evento che è costato grande impegno agli studenti, ai loro insegnati, alle scuole che ci hanno aperto le loro porte, ma soprattutto agli Enti locali che ci supportano.
Siamo convinti che i cittadini devono essere informati affinché la fatica per tenere vivo il ricordo dell'attentato di Firenze non sia vana.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
868  del 
21/05/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SPERIAMO IN VERA COLLABORAZIONE BRUSCA

FIRENZE, 21 MAG - "Giovanni Brusca non ha mai detto tutta la verità, lo abb.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SPERIAMO IN VERA COLLABORAZIONE BRUSCA

FIRENZE, 21 MAG - "Giovanni Brusca non ha mai detto tutta la verità, lo abbiamo sempre sostenuto, cominciando dal famigerato proiettile di Boboli in avanti. Speriamo, quindi, sia davvero arrivato il momento che il mafioso, che ha goduto comunque dello status di collaboratore di giustizia, collabori davvero fino in fondo".
Lo sostiene, in una nota, l'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Geogofili, avvenuta a Firenze nel 1993.
Nella nota, la portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, riporta alcune frasi di Brusca: "Riina mi disse il nome dell'uomo delle istituzioni con il quale venne avviata, attraverso uomini delle forze dell'ordine, la trattativa con 'cosa nostra'". "Quella trattativa - spiega Maggiani Chelli - è costata la vita ai nostri parenti più cari. Sarebbe stato molto meglio se Giovanni Brusca avesse parlato durante le sue deposizioni davanti alla corte di Firenze, risparmiando a tutti noi anni di tribolazioni alla ricerca della verità".(ANSA).
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COMUNICATO
870  del 
22/05/2009
Con i giri di parole di Giovanni Brusca tornano tutti i fantasmi del passato. Tornano i fantasmi delle contraddizioni sul proiettile di Boboli, e il s..... Apri
Con i giri di parole di Giovanni Brusca tornano tutti i fantasmi del passato. Tornano i fantasmi delle contraddizioni sul proiettile di Boboli, e il suo dire io delle stragi del 1993 non so nulla.
Giovanni Brusca oggi ha ricordato in aula a Palermo che il nome - "di questo terminale" - il nome dell'uomo delle istituzioni che gli era stato fatto da Riina ? il "terminale" della trattativa - per la quale i nostri parenti sono morti, lo aveva già fatto in passato "in tempi non sospetti".
Quando lo aveva fatto? Quali i tempi non sospetti? e soprattutto non sospetti rispetto a che cosa? Rivolgiamo pertanto un appello a Brusca:
Signor Brusca, la smetta di tergiversare,sono i nostri di figli che sono morti, sia chiaro una buona volta e si guadagni quello stato di collaboratore di giustizia che in merito alle stragi del 1993, alla strage di via dei Georgofili di certo non si è meritato, perché noi siamo certi Lei la verità la sa tutta eccome.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
871  del 
22/05/2009
Il 22 Maggio alle ore 10 nella sede della Provincia di Firenze Palazzo Medici Via Cavour, nel ricordo delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 di..... Apri
Il 22 Maggio alle ore 10 nella sede della Provincia di Firenze Palazzo Medici Via Cavour, nel ricordo delle vittime della strage del 27 Maggio 1993 di via dei Georgofili a Firenze, l'Associazione tra i familiari delle vittime, insieme ad Elisa SIMONI Assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione della Provincia di Firenze, premieranno gli alunni vincitori dei concorsi per la realizzazione di lavori sul tema della memoria e della strage.
Gli istituti coinvolti sono:

gli studenti dell'Istituto P.A. CHECCHI di Fucecchio Firenze, i quali hanno partecipato ad un concorso di grafica e comunicazione visiva, realizzando tre stupendi vestiti che gli studenti mostreranno e di cui commenteranno il significato rispetto al ricordo delle "vite strappate" in via dei Georgofili. Sarà con loro l'insegnante Grazia Focardi Il Liceo Scientifico Gobetti ? Bagno a Ripoli Firenze che ha partecipato e sarà premiato per un video realizzato con immagini significative inerenti la strage e la stampa dell'epoca dell'attentato. Sarà con loro l'insegnante Leonardo Bucciardini

Vogliamo così ricordare i nostri morti e quanti ancora oggi, sopravissuti al tragico attentato, combattono per la loro esistenza dopo la strage.
Chiediamo ai media la massima attenzione per questo evento che è costato grande impegno agli studenti, ai loro insegnati, alle scuole che ci hanno aperto le loro porte, ma soprattutto agli Enti locali che ci supportano.
Siamo convinti che i cittadini devono essere informati affinché la fatica per tenere vivo il ricordo dell'attentato di Firenze non sia vana.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
872  del 
23/05/2009
Nel ricordare le vittime di "cosa nostra": Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, morti a ..... Apri
Nel ricordare le vittime di "cosa nostra": Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, morti a Capaci il 23 Maggio 1992, il nostro pensiero va a quanti, familiari delle vittime, ancora oggi combattono per avere giustizia piena per i loro cari.
Sottolineiamo altresì in questo giorno, che ricorda l'inizio dell'attacco diretto alle Istituzioni da parte della mafia corleonese e che contraddistingue tragicamente il nostro Paese davanti al mondo intero, tutto il disagio che proviamo davanti alle tombe dei nostri morti e mentre guardiamo negli occhi i nostri invalidi, per non avere saputo in nessun modo, far capire allo Stato quanto fosse indispensabile dare loro completa giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
873  del 
23/05/2009
Oggi saremo alla Casa della Creatività ? Chiostro Santa Maria Maggiore - Via Santa Maria Maggiore, 1 Firenze .
Siamo stati invitati alla presentaz.....
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Oggi saremo alla Casa della Creatività ? Chiostro Santa Maria Maggiore - Via Santa Maria Maggiore, 1 Firenze .
Siamo stati invitati alla presentazione del libro di Giovanni Vignali La primula nera", il testo tratta tutte le ambiguità di Paolo Bellini, uomo che ha avuto un ruolo anche per le stragi del 1993. Il caso Brusca che in queste ore agita lo scenario relativo alle stragi del 1993, alla mancanza di verità completa sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci inquieta non poco.
Tutti sappiamo bene che Brusca nel processo di Firenze ha sempre sostenuto di non sapere nulla sulle stragi del 1993, oggi scopriamo che conoscerebbe il nome del "terminale" come lo chiama lui, il nome di colui che si occupò della trattativa che è costata la vita ai nostri parenti.
Ma non può dirne il nome, perché ci sarebbero indagini in corso.
Brusca ancora una volta gioca con il topo come fa il gatto e infila il coltello nelle nostre piaghe, mentre percepisce un vitalizio dello Stato che le nostre vittime ancora non hanno dopo due anni dalla sentenza del Tribunale di Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
874  del 
26/05/2009
MAFIA: GRASSO, IN TOSCANA GIUSTO VIVERE CON ATTENZIONE

FIRENZE, 26 MAG - "E' giusto che i giornali enfatizzino certe realtà ed è gi.....
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MAFIA: GRASSO, IN TOSCANA GIUSTO VIVERE CON ATTENZIONE

FIRENZE, 26 MAG - "E' giusto che i giornali enfatizzino certe realtà ed è giusto che in Toscana si viva con attenzione la possibilità che le varie criminalità si nascondano attraverso imprese dal volto pulito".
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, oggi a Firenze per le commemorazioni per il 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio.
Per Grasso esiste il rischio che le criminalità "possano investire in questa felicissima regione i loro proventi illeciti e quindi inquinare l'economia e sfruttare il momento attraverso l'usura o il racket o altre attività che possono certamente trovare piede in Toscana". "L'ultima operazione che è stata fatta - ha aggiunto Grasso - mi pare che dia atto di questa realtà, ma non si può generalizzare. Solo le indagini - ha concluso - possono dare risposte certe su queste realtà, quindi bisogna continuare su questa strada". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
875  del 
26/05/2009
MAFIA: GRASSO, SU GEORGOFILI E CAPACI NON TUTTO ACCERTATO

FIRENZE, 26 MAG - "Noi ci accostiamo sempre con grande emozione a queste comme.....
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MAFIA: GRASSO, SU GEORGOFILI E CAPACI NON TUTTO ACCERTATO

FIRENZE, 26 MAG - "Noi ci accostiamo sempre con grande emozione a queste commemorazioni. Io vengo dal 23 maggio di Capaci e di Falcone: sono ferite non ancora rimarginate anche perché, secondo noi, non tutto è stato accertato".
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, oggi a Firenze per partecipare a un convegno promosso dalla Regione Toscana nell'ambito delle manifestazioni del 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio.
"Come in tutte le cose di mafia - ha continuato - ci sono moventi complessi che richiedono anche il tempo per poter comprendere sempre di più. Continuiamo su questa strada ritenendo che non c'é mai nulla di completamente definito.
Io dico: le indagini sono come gli esami, non finiscono mai".
"Non c'é dubbio - ha detto ancora Grasso - che sono state accertate le responsabilità degli esecutori materiali e quelle dei mandanti interni a Cosa nostra, però ancora rimane qualche aspetto poco chiaro di una strategia che si inseriva in un contesto, in un momento, assolutamente particolare". Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca, a proposito del nome dell'uomo delle istituzioni, Grasso ha spiegato: "In verità non mi sembra che ci sia nulla di nuovo. Siccome sono riprese delle indagini in corso in relazione alle dichiarazioni di un nuovo dichiarante - il riferimento è a Gaspare Spatuzza -, e allora, su queste basi, si sono riaperte delle indagini". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
876  del 
26/05/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BRUSCA PARLI E SI GUADAGNI STIPENDIO

FIRENZE, 26 MAG - "Brusca deve dire una buona volta quello che sa: i misteri.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BRUSCA PARLI E SI GUADAGNI STIPENDIO

FIRENZE, 26 MAG - "Brusca deve dire una buona volta quello che sa: i misteri non ci piacciono più. Se lo guadagni quello stipendio che percepisce da collaboratore; non ha partecipato solo alla morte del giudice Falcone, ma anche a quella dei nostri familiari".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Geogofili, commentando così le ultime dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca che ha parlato del coinvolgimento di un uomo delle istituzioni nella trattativa con Totò Riina dopo la strage di Capaci.
Oggi Giovanna Maggiani Chelli è intervenuta ad un convegno nell'ambito delle manifestazioni per il 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio e che costò la vita a 5 persone, mentre altre 48 rimasero ferite. "Le vittime della strage di Firenze - ha aggiunto Maggiani Chelli - sono state uccise dalla mafia, ma siamo fortemente convinti che non solo di mafia si debba parlare e che il disegno eversivo di Cosa nostra avesse radici ben più profonde di ciò che appare".
Le commemorazioni proseguiranno questa sera, dalle 21.30, in piazza della Signoria: dopo l'esibizione del Coro Desiderio da Settignano e gli interventi di rappresentati di associazioni e istituzioni, poco prima dell'una da Palazzo Vecchio partirà un corteo che raggiungerà via dei Georgofili, dove alle 1.04, l'ora in cui la bomba espose, sarà deposta una corona di alloro.(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
877  del 
26/05/2009
NAPOLITANO INCONTRA FIRENZE ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato.....
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NAPOLITANO INCONTRA FIRENZE ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato oggi pomeriggio a Firenze la presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, nella giornata di celebrazione del 16/o anniversario della strage dei Georgofili.
Il presidente ha ricevuto Maggiani Chelli, che era accompagnata dal vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, in prefettura, prima di recarsi a visitare la mostra su Galileo allestita in Palazzo Strozzi.
"Abbiamo richiesto - ha riferito la presidente dell'Associazione - un supporto alla magistratura in un momento cosi' delicato in cui i collaboratori di giustizia riprendono a parlare. La posizione del presidente ci e' sembrata di grande apertura. Al presidente abbiamo anche parlato del ruolo di Giovanni Brusca, che e' una persona, secondo noi, che lancia sassi nello stagno e poi ritira la mano ed e' un uomo molto ambiguo. Parlando con il presidente abbiamo avuto l'impressione che Napolitano fara' il suo compito istituzionale e che la situazione andra' molto meglio di come e' andata negli ultimi anni".
Maggiani Chelli ha anche riferito che nell'incontro con il presidente Napolitano l'Associazione ha posto le questioni relative ai risarcimenti delle vittime di mafia.(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
878  del 
26/05/2009
MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; GELLI, NOSTRO DOVERE RICORDARE

FIRENZE, 26 MAG - "La cultura della memoria ci permette di capire quanto sia fo.....
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MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; GELLI, NOSTRO DOVERE RICORDARE

FIRENZE, 26 MAG - "La cultura della memoria ci permette di capire quanto sia fondamentale il ruolo delle istituzioni e della società nel sostegno alle vittime e ai loro familiari".
Lo ha detto il vicepresidente della Toscana Federico Gelli a margine del convegno 'La giustizia e le strade della legalita" promosso dalla Regione nell'ambito delle manifestazioni del 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio e che costò la vita a 5 persone, mentre 48 rimasero ferite, oltre a gravissimi dannial patrimonio artistico e architettonico della città.
Durante il convegno è stato anche presentato 'Un monumento sulle strade della legalita' in ricordo delle vittime di via dei Georgofilì, un progetto realizzato dagli studenti della Syracuse university di Firenze e di alcune scuole della provincia: tanti piccoli mattoni dipinti dai ragazzi che andranno a formare un'opera d'arte da posizionare proprio sul luogo della strage.
"Tutto questo - ha aggiunto Gelli - ci permette di riportare all'attenzione quotidiana, soprattutto dei giovani, un tema che altrimenti potrebbe finire dimenticato o solo ricordato da chi è stato colpito. Quando una strage colpisce vittime innocenti è come se colpisse ognuno di noi.
Abbiamo il diritto e il dovere di continuare a manifestare questa nostra testimonianze". All'incontro, davanti ad una platea di studenti fiorentini, sono intervenuti, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Geogofili, Piero Luigi Vigna, procuratore onorario della Corte di Cassazione e il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi.
Presente anche Antonio Girone, direttore Direzione investigativa antimafia, che ha sottolineato come "aggredire i patrimoni, con sequestri e confische, significa indebolire il potere dei mafiosi.
E' quello che stiamo cercando di fare. Le manifestazioni in ricordo della strage proseguiranno stasera in piazza della Signoria con l'esibizione del Coro Desiderio da Settignano. Poi all'1.04, l'ora in cui la bomba esplose, in via dei Georgofili sarà deposta una corona di alloro. Domani, invece, altre iniziative, fra cui, alle 9.30 una messa in suffragio delle vittime nella chiesa di San Carlo in via Calzaiuoli; alle 10.30 all'Accademia dei Georgofili l'esposizione dell'intera raccolta di disegni e acquerelli con cui il maestro Luciano Guarnirei ha fissato quei drammatici momenti.
Il programma della giornata, infine, prevede anche la presentazione del libro di Pietro Grasso e Alberto La Volpe 'Per non morire di mafia', alle 10.30, nel Salone dé Dugento di Palazzo Vecchio. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
879  del 
26/05/2009
NAPOLITANO INCONTRA FIRENZE ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - "Abbiamo rimarcato l'impegno della Regione Toscana - .....
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NAPOLITANO INCONTRA FIRENZE ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - "Abbiamo rimarcato l'impegno della Regione Toscana - ha riferito il vicepresidente Gelli al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica - per la cultura della legalità e il rispetto delle regole. Il modulo didattico formativo per la cultura della legalità è già attivo da tre anni in 100 scuole.
Abbiamo invitato Napolitano - ha concluso Gelli - all'inaugurazione del monumento intitolato alle vittime dei Georgofili che i ragazzi delle scuole stanno realizzando. Mi piacerebbe che il monumento fosse installato nel nuovo palazzo di giustizia". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
880  del 
27/05/2009
STRAGI: LUMIA (PD), ANCORA NON SI E' FATTA LUCE SU QUELLE DEL '92/'93

(ASCA) - Roma, 27 mag - "La strage di via dei Geor.....
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STRAGI: LUMIA (PD), ANCORA NON SI E' FATTA LUCE SU QUELLE DEL '92/'93

(ASCA) - Roma, 27 mag - "La strage di via dei Georgofili e' una ferita ancora aperta. Non si puo' dimenticare o minimizzare. Sulle stragi abbiamo solo piccole e parziali verita"'. Lo dichiara il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia, nell'anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze, commessa dalla mafia nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 e in cui persero la vita cinque persone.
"Conosciamo - aggiunge - quanto e' avvenuto sul versante militare di Cosa Nostra. Le istituzioni devono avere il coraggio di fornire tutta ala verita' e di accertare tutte le responsabilita' anche quelle che coinvolgono parte della politica e delle istituzioni. Fino a quando non si sara' fatta piena luce sulle stragi del '92/'93, da quella di Capaci a quelle di Firenze, Roma, Milano, la cosiddetta seconda repubblica sara' monca e non avra' quella forza e autorevolezza per fare del nostro Paese un vero Paese civile e democratico".
Ieri Lumia, intervenendo in aula al Senato a nome del PD, nel corso della commemorazione della strage di Capaci ha sottolineato rilanciato due proposte importanti: "la Commissione Parlamentare Antimafia abbia il coraggio di andare fino in fondo e di utilizzare i poteri eccezionali che ha, simili a quelli della magistratura, per accertare le responsabilita' politiche e istituzionali.
L'altra proposta- conclude Lumia - e' quella di adottare provvedimenti dirompenti sulla lotta alla mafia come quelle sul 41 bis, beni confiscati, appalti, riciclaggio, estorsioni".
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NOTIZIA ANSA
881  del 
27/05/2009
MAFIA: LUMIA,SU STRAGE GEORGOFILI VERITA' PICCOLE O PARZIALI

ROMA, 27 MAG - "La strage di via dei Georgofili è una ferita ancora a.....
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MAFIA: LUMIA,SU STRAGE GEORGOFILI VERITA' PICCOLE O PARZIALI

ROMA, 27 MAG - "La strage di via dei Georgofili è una ferita ancora aperta. Non si può dimenticare o minimizzare. Sulle stragi abbiamo solo piccole e parziali verità".
Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, nell'anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze, commessa dalla mafia nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 e in cui persero la vita cinque persone. "Conosciamo - aggiunge - quanto è avvenuto sul versante militare di Cosa Nostra. Le istituzioni devono avere il coraggio di fornire tutta ala verità e di accertare tutte le responsabilità anche quelle che coinvolgono parte della politica e delle istituzioni.
Fino a quando non si sarà fatta piena luce sulle stragi del '92/'93, da quella di Capaci a quelle di Firenze, Roma, Milano, la cosiddetta seconda repubblica sarà monca e non avrà quella forza e autorevolezza per fare del nostro Paese un vero Paese civile e democratico". Lumia si rivolge poi alla Commissione Parlamentare Antimafia, di cui fa parte, per incitarla "ad avere il coraggio di andare fino in fondo e di utilizzare i poteri eccezionali che ha, simili a quelli della magistratura, per accertare le responsabilità politiche e istituzionali".
Il senatore del PD suggerisce poi "di adottare provvedimenti dirompenti sulla lotta alla mafia come quelli sul 41 bis, beni confiscati, appalti, riciclaggio, estorsioni". (ANSA).
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ARTICOLO
882  del 
27/05/2009
tratto da http://www.livesicilia.it/2009/05/27/giustizia-sulle-stragi-di-mafia/

Giustizia e verità sulle stragi di mafia
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tratto da http://www.livesicilia.it/2009/05/27/giustizia-sulle-stragi-di-mafia/

Giustizia e verità sulle stragi di mafia
mercoledì 27 maggio 2009 16:46

Probabilmente questo sacrosanto appello è destinato a cadere nel vuoto. Il tempo della memoria per Giovanni Falcone è scaduto da poco. Il tempo della memoria per Paolo Borsellino è ancora lontano. Palermo si è imbandierata di cordoglio e striscioni lo scorso 23 maggio, in occasione della strage di Capaci.
Tornerà a colorarsi di vessilli e sirene della polizia il prossimo 19 luglio per Paolo Borsellino e via D'Amelio. Due sussulti all'anno. Troppo poco.
Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha il merito di chi non dorme, solo per risvegliarsi nell'anniversario del lutto comandato. Oggi, il senatore lancia un appello: 'Verità e giustizia sulla stagione delle stragi '92/'93 significa andare oltre gli esecutori materiali ed i mandanti interni per capire davvero chi e cosa ci fu dietro quegli anni di terrorismo mafioso tra i piu' bui della storia repubblicana'. Vizzini, che è anche componente della Commissione Nazionale antimafia, ricordala strage di via Georgofili.
Dice: 'Anni nei quali la mafia attaccò lo Stato per poi tentare una trattativa. Nella strage di Via dei Georgofili a Firenze rimasero uccise cinque persone ed altre 48 furono ferite. Nel ricordare quei cittadini inermi ed innocenti ogni partito farebbe bene, nel corso dell'attuale campagna elettorale, ad impegnarsi solennemente e pubblicamente a che ogni voto ricevuto venga usato per combattere la mafia in tutti i modi fino alla sua totale distruzione'. Una richiesta giusta e all'apparenza in grado di mettere tutti d'accordo.
All'apparenza. [ R.P.]
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NOTIZIA ANSA
883  del 
27/05/2009
MAFIA: GRASSO, SENSAZIONE E' CHE NON SE NE DEVE PARLARE

FIRENZE, 27 MAG - "Per poter parlare di mafia bisogna scrivere dei libri pe.....
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MAFIA: GRASSO, SENSAZIONE E' CHE NON SE NE DEVE PARLARE

FIRENZE, 27 MAG - "Per poter parlare di mafia bisogna scrivere dei libri perché, se si aspettano i giornali, si rischia di scomparire. Questa è la mia sensazione: che di mafia non si deve parlare". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, stamane, nel corso della presentazione, in Palazzo Vecchio, del suo libro 'Per non morire di mafia' nell'ambito delle celebrazioni del 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993. Grasso ha così condiviso la preoccupazione espressa poco prima dalla portavoce dell'Associazione famiglie vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, che ha denunciato "il silenzio assordante dei mass media" sulla strage e sulla sua ricorrenza.
"Stiamo attenti però - ha ammonito il procuratore Grasso - perché la mafia continua ad operare.
Per questo bisogna parlarne, perché non cali il silenzio. Da parte sua la mafia non compie più azioni eclatanti per non far parlare di sé, dall'altro c'è un'informazione che dice che la mafia non fa più notizia.
Questa - ha aggiunto - è la strategia Provenzano secondo cui, dopo le stragi, doveva sembrare che lo Stato avesse vinto perché la mafia potesse riorganizzarsi". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
884  del 
27/05/2009
MAFIA: ROSI MAURO(L),UN IMPERATIVO NON DIMENTICARE LE STRAGI

ROMA, 27 MAG - "A 16 anni dalla strage di Via dei Georgofili e a 35 anni d.....
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MAFIA: ROSI MAURO(L),UN IMPERATIVO NON DIMENTICARE LE STRAGI

ROMA, 27 MAG - "A 16 anni dalla strage di Via dei Georgofili e a 35 anni di quella in Piazza della Loggia a Brescia, l'imperativo è non dimenticare e tenere alta e viva la memoria".
E' il messaggio della vicepresidente del Senato Rosi Mauro in occasione dell'anniversario della strage mafiosa di Firenze e quella neofascista avvenuta il 28 maggio 1974 a Brescia.
"Tutti noi - ha aggiunto la senatrice del Carroccio - dobbiamo essere partecipi nelle sedi parlamentari affinché le stragi di mafia siano completate con la ricerca della verità . Quella di via dei Georgofili e quelle terroristiche, come Piazza della Loggia, devono avere una risposta, attesa da troppo tempo dai bresciani e da tutto il Paese".(ANSA)

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885  del 
27/05/2009
MAFIA: GIRONE (DIA), MENO PENTITI MA NON MENO EFFICACI

FIRENZE, 27 MAG - "Il fenomeno dei pentiti non è in regressione. Può apparire in .....
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MAFIA: GIRONE (DIA), MENO PENTITI MA NON MENO EFFICACI

FIRENZE, 27 MAG - "Il fenomeno dei pentiti non è in regressione. Può apparire in regressione rispetto al periodo del pentitismo che, nel tempo, ha portato ad un maggior numero di persone che collaboravano. Adesso le organizzazioni sono state disarticolate anche in maniera significativa per cui i pentiti sono significativamente di meno ma non per questo meno efficaci".
Lo ha detto il direttore della Direzione Investigativa Antimafia Antonio Girone rispondendo ad una domanda sui pentiti, a margine della presentazione del libro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso 'Per non morire di mafia', oggi in Palazzo Vecchio, nell'ambito delle celebrazioni del 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili.(ANSA)
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886  del 
27/05/2009
MAFIA: GRASSO, STRAGI IN CONTESTO TENSIONE DOPO TANGENTOPOLI

FIRENZE, 27 MAG - "Le stragi di mafia mi pare che si inseriscano in un cont.....
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MAFIA: GRASSO, STRAGI IN CONTESTO TENSIONE DOPO TANGENTOPOLI

FIRENZE, 27 MAG - "Le stragi di mafia mi pare che si inseriscano in un contesto che assecondava la tensione, l'eversione dopo Tangentopoli, dopo la caduta dei cinque partiti che allora erano al Governo. In questo contesto c'è una sorta di coerenza e consonanza dell'azione della mafia e di altre entità ".
Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, oggi a margine della presentazione del suo libro 'Per non morire di mafia' nell'ambito delle celebrazione del 16/o anniversario della strage di via dei Georgofili. Parlando poi, a conclusione dell'incontro, Grasso ha sottolineato che "la mafia può essere vista come una metafora del potere".
"Che cosa fa la mafia? - ha spiegato - Cerca di venire incontro a bisogni sociali e lo fa con il controllo del territorio e delle attività economiche. Lo steso rapporto che la politica ha in un sistema clientelare".(ANSA).
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887  del 
27/05/2009
MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; CHITI, NON PUO' ESSERE ARCHIVIATA

FIRENZE, 27 MAG - "Il 27 maggio del 1993 Firenze e l'Italia inter.....
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MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; CHITI, NON PUO' ESSERE ARCHIVIATA

FIRENZE, 27 MAG - "Il 27 maggio del 1993 Firenze e l'Italia intera si svegliarono con sgomento di fronte all'esplosione che causò la morte di cinque persone, e il ferimento di altre 48. Nel ricordare la strage di via dei Georgofili, il mio pensiero va alle vittime innocenti della violenza mafiosa: le piccole Caterina e Nadia, i loro genitori Angela Fiume e Fabrizio Nencioni e lo studente Dario Capolicchio". Così il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti nel giorno del 16/o anniversario della Strage di Firenze. "In questo giorno di ricordo - osserva Chiti - è doveroso rivolgere un ringraziamento anche all'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, che da 16 anni si spende con ammirevole impegno affinché la memoria di quella terribile strage possa continuare a vivere nelle coscienze di tutti. La memoria e la condanna di una strage barbara di cittadini innocenti per attaccare il cuore dello Stato democratico, non possono essere archiviate. Rappresentano un pilastro insostituibile per costruire un futuro nel quale convivenza civile, legalità e giustizia siano inseparabili".
"Bisogna mantenere alta - conclude Chiti - l'attenzione e l'impegno contro la mafia, non abbassare mai la guardia. E' possibile cancellare la criminalità organizzata, i suoi tentativi di infiltrazione nella nostra società, la sua violenza disumana.
Con l'unità dei cittadini, l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura, la volontà delle istituzioni, ci riusciremo. E' l'unico modo per rendere onore a quanti sono caduti nella guerra alle mafie". (ANSA).
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888  del 
27/05/2009
MAFIA: SCHIFANI, MEMORIA VIVA PER STRAGE DEI GEORGOFILI

ROMA, 27 MAG - "Non vogliamo e non dobbiamo dimenticare. La mafia si combatte an.....
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MAFIA: SCHIFANI, MEMORIA VIVA PER STRAGE DEI GEORGOFILI

ROMA, 27 MAG - "Non vogliamo e non dobbiamo dimenticare. La mafia si combatte anche con la memoria". E' quanto dichiara il presidente del Senato, Renato Schifani, ricordando la strage mafiosa di via dei Georgofili.
"Sedici anni fa la criminalità organizzata mafiosa attentò al cuore democratico dello Stato, seminando morte, lutti e distruzione, in via dei Georgofili, a Firenze. Cinque vite innocenti vennero spezzate, 48 furono i feriti: un attacco allo Stato, alla sicurezza degli italiani, al patrimonio artistico vanto e storia della nostra Italia.
Fu un atto criminale e incivile - afferma il presidente Schifani - che colpì duramente le coscienze di tutti gli italiani.
A distanza di anni, il dolore per quanto accadde è immutato, è ancora vivo in tutti noi. Il mio pensiero e il mio commosso ricordo va a tutte le vittime innocenti di questo feroce attentato".
"Abbiamo il dovere di continuare a percorrere il cammino della legalità contro qualunque forma di violenza che attenti alle regole della civile convivenza.
Abbiamo l'obbligo - conclude il presidente del Senato - di non abbassare mai la guardia e di contribuire tutti insieme alla sconfitta di questa organizzazione criminale". (ANSA).
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889  del 
27/05/2009
MAFIA: VIZZINI, SU VIA GEORGOFILI VERITA' E GIUSTIZIA

ROMA, 27 MAG - Giusto assicurare alla giustizia gli esecutori e i mandanti della s.....
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MAFIA: VIZZINI, SU VIA GEORGOFILI VERITA' E GIUSTIZIA

ROMA, 27 MAG - Giusto assicurare alla giustizia gli esecutori e i mandanti della strage di Via dei Georgofili, e non solo, ma ancora più importante ricostruire lo scenario e quindi "i possibili mandanti esterni di quella strage": è il giudizio del senatore del PdL, Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali e componente della Commissione Nazionale Antimafia.
"Verità e giustizia sulla stagione delle stragi '92/'93 significa andare oltre gli esecutori materiali ed i mandanti interni per capire davvero - ha spiegato Vizzini in una nota - chi e cosa ci fu dietro quegli anni di terrorismo mafioso tra i più bui della storia repubblicana. Anni nei quali la mafia attaccò lo Stato per poi tentare una trattativa. Nella strage di Via dei Georgofili a Firenze rimasero uccise cinque persone ed altre 48 furono ferite.
Nel ricordare quei cittadini inermi ed innocenti ogni partito farebbe bene, nel corso dell'attuale campagna elettorale, ad impegnarsi solennemente e pubblicamente a che ogni voto ricevuto venga usato per combattere la mafia - ha concluso Vizzini - in tutti i modi fino alla sua totale distruzione". (ANSA).
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890  del 
27/05/2009
MAFIA: MANDANTI STRAGE GEORGOFILI; PM, NON CI SIAMO FERMATI

FIRENZE, 27 MAG - La ricerca dei 'mandanti esterni' della strage di via.....
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MAFIA: MANDANTI STRAGE GEORGOFILI; PM, NON CI SIAMO FERMATI

FIRENZE, 27 MAG - La ricerca dei 'mandanti esterni' della strage di via dei Georgofili non si ferma.
Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Nicolosi oggi nel corso della presentazione del libro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso 'Per non morire di mafia', avvenuta nell'ambito delle celebrazioni per il 16/o anniversario della strage.
"Non solo non ci siamo fermati - ha detto Nicolosi - ma confidiamo di portare a compimento quest'opera nell'ambito delle regole che noi magistrati siamo obbligati ad osservare". All'incontro, oltre all'autore, erano presenti il direttore della Direzione investigativa antimafia Antonio Girone, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, la portavoce dell'Associazione famigliari vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli; moderatrice la giornalista Franca Selvatici.
La strage di via dei Georgofili, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, quando venne fatta esplodere una Fiat Fiorino imbottita di esplosivo nei pressi della storica Torre dei Pulci, tra gli Uffizi e l'Arno, sede dell'Accademia dei Georgofili, è stata ricordata ieri e oggi con un convegno, una manifestazione ieri sera in piazza della Signoria e l'incontro di oggi in Palazzo Vecchio. Nell'esplosione persero la vita 5 persone, 48 i feriti.
Oltre alla Torre vennero danneggiate abitazioni e monumenti. Proprio nella sede dell'Accademia dei Georgofili si è inaugurata oggi una mostra del pittore fiorentino Luciano Guarnieri che subito dopo l'attentato, tra le rovine della Torre dé Pulci, fissò le immagini di quei terribili momenti in 46 disegni ed acquerelli.
Tra le opere esposte un pastello a colori su carta che raffigura la famiglia della custode dell'Accademia, Angela Fiume, morta nell'esplosione insieme con il marito Fabrizio e le due figlie, Caterina e Nadia. (ANSA).
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891  del 
29/05/2009
GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI,GRUMI EVERSIVI NON IN MAGISTRATURA

FIRENZE, 29 MAG - "Noi siamo quelli che nel 1993 sono stati massacrati da &.....
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GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI,GRUMI EVERSIVI NON IN MAGISTRATURA

FIRENZE, 29 MAG - "Noi siamo quelli che nel 1993 sono stati massacrati da 'grumi eversivi' non ancora chiariti ma l'eversione non stava di certo all'interno della magistratura".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili riguardo alle parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi all'assemblea di Confesercenti.
"La magistratura - continua la Maggiani Chelli - ha fatto quello che ha potuto e il grado di giustizia che abbiamo avuto é fortemente scarso. Oggi i 'grumi eversivi', a 16 anni di distanza, si cercano all'interno della magistratura e forse proprio fra quelli che indagano ancora sulle stragi del 1993 quando sono morti i nostri figli e non quelli di quanti oggi si arrogano il diritto di parlare per noi.
I familiari delle vittime della strage esprimono quindi ancora una volta con forza la loro solidarietà alla magistratura e ai pm che indagano sui mandanti esterni a Cosa nostra per le stragi del 1993". (ANSA).
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892  del 
30/05/2009
MAFIA:VIGNA;DICHIARAZIONI BRUSCA TARDIVE,RISCONTRO DIFFICILE

FIRENZE, 30 MAG - "Le nuove dichiarazioni di Giovanni Brusca arrivano molt.....
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MAFIA:VIGNA;DICHIARAZIONI BRUSCA TARDIVE,RISCONTRO DIFFICILE

FIRENZE, 30 MAG - "Le nuove dichiarazioni di Giovanni Brusca arrivano molto tardivamente, e quando questo accade il magistrato si trova in difficoltà nella valutazione della loro attendibilità".
Lo ha detto Piero Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, a margine di un'incontro organizzato a Firenze da Arci e Libera nell'ambito della kermesse Terra Futura.
"Quanto a Brusca, lo giudico male - ha continuato Vigna - l'ho interrogato per mesi, e per mesi lo hanno interrogato anche altri magistrati. Quello sarebbe stato il momento di riferire.
Comunque - ha concluso, tornando a commentare le ultime dichiarazioni di Brusca - anche se vengono rese dovranno essere riscontrate con elementi esterni". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
893  del 
30/05/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BRUSCA PARLA 10 ANNI DOPO E TERGIVERSA

FIRENZE, 30 MAG - "Concordiamo con il procuratore Pier Luigi Vigna: Giovan.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BRUSCA PARLA 10 ANNI DOPO E TERGIVERSA

FIRENZE, 30 MAG - "Concordiamo con il procuratore Pier Luigi Vigna: Giovanni Brusca torna a parlare con quasi 10 anni di ritardo, e ancora tergiversa, mentre i magistrati cercano riscontri di autenticità delle sue deposizioni".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione per i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dopo che Vigna ha parlato di "dichiarazioni tardive di Brusca" in un incontro a Firenze.
"Per quello che abbiamo potuto capire noi - prosegue - Giovanni Brusca a suo tempo mancò anche confronti con soggetti appartenenti a Cosa nostra, confronti che avrebbero potuto aiutare a scoprire la verità a tempo debito quando tutto era più facile in questo Paese, quando le leggi non erano a favore della mafia in modo così spudorato".
"Comunque se ha qualcosa da dire o da fare il 'collaboratore di giustizia a meta" - così Maggiani Chelli definisce Brusca - lo faccia, e lo faccia in fretta, perché siamo stanchi di essere presi in giro da uomini come lui". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
894  del 
31/05/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI A MARONI,DOVE SONO SOLDI RISARCIMENTI?

FIRENZE, 31 MAG - "Perché, se fiumi di denaro sono oggi nelle casse dello S.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI A MARONI,DOVE SONO SOLDI RISARCIMENTI?

FIRENZE, 31 MAG - "Perché, se fiumi di denaro sono oggi nelle casse dello Stato il ministero dell'Interno non provvede immediatamente a far fronte alle cause civili delle vittime della strage di via dei Georgofili?".
Lo chiede, in una nota diffusa a Firenze, l'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili riferendosi alle affermazioni fatte dal ministro Roberto Maroni che, oggi, durante la trasmissione di Rai 3 'In 1/2 ora' di Lucia Annunziata ha detto "di aver tolto alla mafia un numero di miliardi euro che noi non riusciamo neppure a ripetere tanti sono".
"Sono 13 i milioni di euro necessari - continua l'Associazione nella nota - per risolvere i problemi di vita di 51 persone massacrate sotto il tritolo fatto detonare da 'grumi eversivi' nel 1993 in via dei Georgofili a Firenze, e per quello che ne sappiamo questi soldi non ci sono nelle casse dello Stato.
Dica la verità il ministro Maroni, dica le cose come stanno una buona volta sul fronte dei beni confiscati alla mafia compreso il denaro". (ANSA).
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COMUNICATO
895  del 
01/06/2009
Guardiamo con angoscia alle diatribe apparse oggi sulla stampa in merito alle indagini sulle stragi del 1993 rispetto alle rivelazioni del "penti..... Apri
Guardiamo con angoscia alle diatribe apparse oggi sulla stampa in merito alle indagini sulle stragi del 1993 rispetto alle rivelazioni del "pentito" Gaspare Spatuzza.
Non amiamo Gaspare Spatuzza, il massacratore dei nostri parenti a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, ma se collaborando con la procura di Firenze ci dirà quali erano i referenti dei fratelli Graviano in Parlamento, ingoieremo il rospo.
Dopo quello di Firenze, il processo di Milano per i f.lli Formoso, peraltro puri esecutori della strage di via Palestro del 27 Luglio 1993, non ha dato spazio alle nostre grandi speranze, quelle speranze che in quel momento potessero essere rinviati a giudizio, i primi nomi dei "mandanti esterni alla mafia".
Se il Magistrato Ilda Boccassini è oggi in grado di portare il suo contributo, ben venga, ma siamo spaventati nel leggere sulla stampa espressioni di mancanza di" identità di vedute e unità di intenti" sul collaboratore Spatuzza da parte degli organi preposti quali Procure e Procura Nazionale Antimafia.
Vogliamo quella verità che ci spetta da sempre e i Magistrati che indagano coordinati da una Procura Nazionale Antimafia che sicuramente sa quello che fa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
896  del 
03/06/2009
MAFIA: BOSS DEPRESSO; GEORGOFILI, E' UNA VERGOGNA

CATANIA, 3 GIU - "Dove è finita la nuova legge che regolamenta il 41 bis? Un maf.....
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MAFIA: BOSS DEPRESSO; GEORGOFILI, E' UNA VERGOGNA

CATANIA, 3 GIU - "Dove è finita la nuova legge che regolamenta il 41 bis? Un mafioso è depresso, piange, e può quindi ancora oggi passare agli arresti domiciliari? E' una vergogna, ciò che stà avvenendo in questo Paese".
Lo afferma, in una nota, l'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la concessione degli arresti domiciliari al presunto boss Giacomo Maurizio Ieni.
"I mafiosi, capi di cosche mafiose - si legge nel comunicato - hanno fatto venire alle nostre vittime depressioni maggiori che sono sfociate in gravi malattie neurologiche,e non possono curarsi come dovrebbero perché lo Stato è messo in difficoltà economiche da delinquenti che dal 41 bis' piagnucolano e tornano a casa a curare i loro affari".
"Siamo stanchi, sfiduciati e sconvolti - conclude la nota dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - siamo stati ampiamente rassicurati che il 41 bis sarebbe diventato un tipo di detenzione severa in quanto necessaria, invece scopriamo che ancora una volta siamo stati presi per i fondelli". (ANSA).
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COMUNICATO
897  del 
03/06/2009
Non solo l'annullamento del "41 bis" ai mafiosi che piangono, i quali vengono rimandati a casa, ma anche prescrizione del reato per i c..... Apri
Non solo l'annullamento del "41 bis" ai mafiosi che piangono, i quali vengono rimandati a casa, ma anche prescrizione del reato per i condannati per omicidio come nel caso di Paolo Bellini, prosciolto oggi in Appello dalla Corte di Bologna .
Paolo Bellini è colui che andò a Palermo a parlare con Nino Gioè uomo di "cosa nostra" e ragionò con lo stesso di far saltare monumenti durante la trattativa con lo Stato, giusto sul 41 bis. La morte di Magistrati non era più sufficiente, bisognava alzare il tiro, e così sono morti anche i nostri parenti, ebbene il sedicente Bellini Paolo oggi è stato prosciolto, per prescrizione del reato, per l'omicidio di Campanile.
Chiediamo un po' di pietà per i vinti .

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
898  del 
03/06/2009
OMICIDIO CAMPANILE: GEORGOFILI, UN PO' DI PIETA' PER I VINTI

REGGIO EMILIA, 3 GIU - "Non solo l'annullamento del 41 bis .....
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OMICIDIO CAMPANILE: GEORGOFILI, UN PO' DI PIETA' PER I VINTI

REGGIO EMILIA, 3 GIU - "Non solo l'annullamento del 41 bis ai mafiosi che piangono, i quali vengono rimandati a casa, ma anche prescrizione del reato per i condannati per omicidio come nel caso di Paolo Bellini, prosciolto oggi in Appello dalla Corte di Bologna".
E' il commento dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Bellini - rileva l'associazione - è colui che andò a Palermo a parlare con Nino Gioé, uomo di 'cosa nostra', e ragionò con lo stesso di far saltare monumenti durante la trattativa con lo Stato, giusto sul 41 bis.
La morte di Magistrati non era più sufficiente, bisognava alzare il tiro, e così sono morti anche i nostri parenti, ebbene il sedicente Bellini Paolo oggi è stato prosciolto, per prescrizione del reato, per l'omicidio di Campanile.
Chiediamo un po' di pietà per i vinti". (ANSA)

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NOTIZIA ANSA
899  del 
03/06/2009
OMICIDIO CAMPANILE: BELLINI COLPEVOLE, PROSCIOLTO PRESCRIZIONE

REGGIO EMILIA, 3 GIU - Paolo Bellini, pregiudicato che si autoaccusò dell'.....
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OMICIDIO CAMPANILE: BELLINI COLPEVOLE, PROSCIOLTO PRESCRIZIONE

REGGIO EMILIA, 3 GIU - Paolo Bellini, pregiudicato che si autoaccusò dell'assassinio di Alceste Campanile avvenuto 34 anni fa a Montecchio (Reggio Emilia), è stato ritenuto in effetti colpevole dell'omicidio, ma prosciolto per prescrizione.
Anche la Corte d'assise di appello di Bologna si è infatti espressa come il gup di Reggio Emilia Riccardo Nerucci, che ritenne credibile Bellini ma lo prosciolse valutando l' attenuante generica della confessione equivalente alle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti.
Tale equivalenza ha retrocesso l'omicidio da premeditato a volontario semplice e pertanto prescrivibile.
In aula a Bologna l'appello del procuratore di Reggio, Italo Materia, che per primo credette alla confessione dell'imputato, non ha trovato credito, per cui la Corte ha sentenziato il non luogo a procedere essendo il reato estinto per prescrizione. La discussione si è concentrata sulla concessione o meno delle attenuanti generiche, che alla fine sono state concesse. Alceste Campanile, simpatizzante di Lotta Continua, fu ucciso a colpi di pistola a 22 anni nelle campagne montecchiesi nel giugno 1975, alla vigilia delle elezioni.
Bellini fu catturato dalla polizia nel giugno di dieci anni fa, dopo una sparatoria in un ristorante della periferia reggiana.
Dopo un periodo di detenzione, Bellini è oggi agli arresti domiciliari in un luogo protetto per collaboratori di giustizia. Rabbia e amarezza tra i familiari di Campanile per la sentenza: per l'avv.Enrica Sassi, parte civile col collega Tommaso Fazio, "un evento così drammatico finisce in una bolla di sapone perché c'é un colpevole, ma solo di nome". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
901  del 
05/06/2009
SCRITTE PRO P2 E DUCE: BOLOGNA, CONDANNA POLITICA UNANIME

BOLOGNA, 5 GIU - Condanna dalla politica bolognese contro le scritte inneggianti a.....
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SCRITTE PRO P2 E DUCE: BOLOGNA, CONDANNA POLITICA UNANIME

BOLOGNA, 5 GIU - Condanna dalla politica bolognese contro le scritte inneggianti alla loggia P2, a Licio Gelli e al Duce tracciate la scorsa notte sul Sacrario dei caduti partigiani e sulla lapide che ricorda le vittime del terrorismo fascista in piazza Nettuno, nel pieno centro di Bologna.

Per Flavio Delbono, candidato sindaco di Bologna per il centrosinistra, l'episodio "non è che il culmine di una campagna elettorale brutta, segnata da rigurgiti di violenza e da colpi bassi che non fanno onore né al nostro Paese né a Bologna.
In particolare - ha continuato - è inquietante il riferimento al Duce, a alla P2 e a Licio Gelli: si tratta delle pagine più nere della storia italiana delle cui scorie, evidentemente, la nostra demcrazia è ancora intossicata".
Condanna ferma dell'atto "vile" è stata espressa anche dal segretario del Pd bolognese, Andrea De Maria, che l'ha definito un "fatto gravissimo che insulta la memoria di chi è caduto per la libertà di tutti gli italiani, anche di chi stava dall' altra parte".
A fargli eco Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio provinciale, che ha condannato l'episodio e "i precedenti di teorica matrice diversa", spiegando che "chi vuole allontanare i cittadini dalla partecipazione utilizza ogni mezzo, a partire da quelli più meschini come gli attentati ai simboli della nostra storia repubblicana".
Convinta che "Bologna non si lascerà intimidire" da simili gesti, la deputata Pd Sandra Zampa ha chiesto che "il governo e le istituzioni vigilino sulla pericolosa decadenza dei valori antifascisti che contraddistinguono la nostra storia repubblicana e la storia di Bologna, città tre volte medaglia d'oro".
Preoccupato dalle "tensioni" create negli ultimi giorni in città, l'ex magistrato e assessore uscente della giunta Cofferati, Libero Mancuso, ha sottolineato come "é necessario che Bologna sappia ancora una volta isolare questi delinquenti, diffondere culture di solidarietà, di pace, di civile convivenza.
Confidiamo che le forze dell'ordine sapranno fare come sempre la loro parte e restituire tranquillità a Bologna".

Vicinanza e solidarietà all'associazione vittime del 2 agosto e all'Anpi anche da Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista 'Bologna citta' liberà.
"La risposta democratica di Bologna, domani e domenica alle urne con serenità e con in mente i programmi da votare, sarà la risposta migliore a quelle mani vigliacche", ha rimarcato.
Solidale anche Tiziano Loreti, candidato alla presidenza della Provincia di Bologna per 'Terre libere': "Qualche provocatore ha pensato di inneggiare al Duce e alla P2: aveva in mente l'azione del governo Berlusconi, sodale del progetto piduista di Gelli.
Agli utili idioti, braccio della provocazione, diciamo semplicemente e fermamente, avete sbagliato città: non passerete".
Solidarietà in chiave antigovernativa anche da Leonardo Masella, capogruppo Prc in Emilia-Romagna: "Quello che è accaduto non è casuale.
E' il prodotto della deriva neofascista del nostro Paese contro cui va organizzata un'opposizione più determinata possibile.
Bisogna cacciare con infamia prima possibile Berlusconi e il suo governo".
D'accordo la segretaria della federazione bolognese del partito, Rossella Giordano: "il nostro impegno è e sarà sempre quello di tenere viva e alta la memoria di quanti hanno combattuto e perso la vita per liberare il nostro paese dal nazifascismo".
Non solo un "affronto gravissimo" ma "una provocazione bella e buona" per Donatella Bortolazzi, capogruppo Pdci all'Assemblea legislativa della Regione.
"E' davvero inquietante il collegamento tra il Ventennio fascista e il progetto eversivo di Licio Gelli e della sua loggia (cui anche il presidente del Consiglio era iscritto), quasi come a voler affermare una continuità tra le due cose, mettendoci in guardia da un comune pericoloso per la libertà del nostro Paese".

Sdegno anche dall'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili contro le targhe imbrattate "in modo barbaro e vigliacco", per cui l'associazione, assicura, "perseguiremo sempre e comunque la verità sulle stragi d'Italia".
(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
902  del 
10/06/2009
NTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, LEGGE PER LIMITARE PM

FIRENZE, 10 GIU - "E' nostra ferma convinzione che si voglia una legge che p.....
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NTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, LEGGE PER LIMITARE PM

FIRENZE, 10 GIU - "E' nostra ferma convinzione che si voglia una legge che ponga gravi limiti all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, non perché le stesse possono essere usate a sproposito da stampa e media inconveniente che può benissimo essere affrontato e arginato in sede di severa legislazione, bensì per impedire ai pm, alla magistratura, di utilizzare liberamente uno strumento scomodo che potrebbe dare la possibilità di arrivare alla completa verità sui 'concorrenti della mafia' per le stragi del 1993".
Lo afferma in una nota l'Associazione famiglie vittime della strage di via dei Georgofili.
"Lo ribadiamo ancora una volta - prosegue l'Associazione - Lo Nigro Cosimo, Francesco Giuliano, Gaspare Spatuzza e molti altri, tutti condannati all'ergastolo in Cassazione per strage eversiva, non erano soggetti riconducibili alla mafia corleonese prima dell'espletamento di indagini complesse e molto lunghe nel tempo, non certo della durata di 60 giorni.
Quindi all'epoca della strage terroristica eversiva di stampo mafioso di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993,con una legge come quella che si vuole varare in queste ore, ci sono serie possibilità che il gruppo di fuoco di Bagarella potesse farla franca". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
903  del 
10/06/2009
INTERCETTAZIONI: PROCURATORE FIRENZE, COME SI FA CON MAFIA?

FIRENZE, 10 GIU - "Le intercettazioni sono importanti sulle indagini per maf.....
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INTERCETTAZIONI: PROCURATORE FIRENZE, COME SI FA CON MAFIA?

FIRENZE, 10 GIU - "Le intercettazioni sono importanti sulle indagini per mafia e camorra perché non sempre l'associazione per delinquere ex articolo 416birs è immediatamente riconoscibile. Spesso si deve partire da reati-fine per risalire alla struttura associativa".
Lo ha affermato il procuratore capo della Repubblica di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, marcando l'importanza delle intercettazioni nell'operazione con cui la Dda di Firenze ha scoperto infiltrazioni camorristiche in Toscana ad opera del clan Terracciano originario della Campania.
"Se in futuro non saranno più consentite le intercettazioni per reati cosiddetti minori - ha continuato Quattrocchi - non si potrà più risalire alla struttura associativa.
Bisogna stare attenti a dire 'ma tanto per le indagini sulla mafia le intercettazioni rimangono' proprio perché questa inchiesta della Dda fiorentina dimostra che a volte si risale all'associazione mafiosa partendo da altri tipi di indagine".
Nell'operazione è stato scoperto che affiliati alla camorra avevano attuato in Toscana un sodalizio criminoso finalizzato ad usura, sfruttamento della prostituzione e scommesse clandestine. Legato al mondo dei locali notturni. (ANSA).
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COMUNICATO
905  del 
11/06/2009
Il 27 Maggio 2009 giorno dell'anniversario della strage di Via dei Georgofili, in Prefettura a Firenze,abbiamo incontrato il Capo dello Stato Gio..... Apri
Il 27 Maggio 2009 giorno dell'anniversario della strage di Via dei Georgofili, in Prefettura a Firenze,abbiamo incontrato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in quella occasione abbiamo consegnato al Presidente della Repubblica un documento .
Con il nostro documento, chiedevamo fra le altre cose, supporto alla Magistratura per le indagini sui "mandanti esterni alla mafia" per la strage di via dei Georgofili.
In nome e per conto di quella giustizia alla quale abbiamo diritto per i nostri morti e i nostri feriti rimasti invalidi, chiediamo al Presidente della Repubblica di adoperare tutti i poteri a lui conferiti affinchè non siano posti limiti agli strumenti di cui la Magistratura ha bisogno in corso di indagine, quali le intercettazioni telefoniche ed ambientali.
Questo perché, anche se con l'entrata in vigore delle nuove norme sulle intercettazioni in discussione in queste ore in Parlamento, sarà sicuramente più facile perseguire i mafiosi conclamati - come si tenta di rassicurare - resta il fatto che con la nuova Legge, sarà più difficile scoprire quegli insospettabili colletti bianchi che hanno concorso insieme alla mafia "cosa nostra" al massacro dei nostri cari e della qual esistenza noi siamo fermamente convinti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
906  del 
15/06/2009
Chiediamo una buona volta chiarezza alla politica, diciamo un basta forte e chiaro al ricatto strisciante che da sedici anni anima gli abitanti del Pa..... Apri
Chiediamo una buona volta chiarezza alla politica, diciamo un basta forte e chiaro al ricatto strisciante che da sedici anni anima gli abitanti del Parlamento.
Nel 1993 l'On.Le Bettino Craxi ebbe a dire ci saranno delle bombe e per Dio ci furono, sono morti i nostri parenti sotto quel vigliacco tritolo.
Oggi si parla di "scosse dall'esito imprevedibile??", in un momento in cui destabilizzare mentre si stabilizza farebbe molto, molto comodo a troppi.
Verità e trasparenza chiediamo con forza sulla strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, di sangue ne abbiamo visto anche troppo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
907  del 
15/06/2009
Cogliamo un messaggio inquietante nelle lettere minatorie rivolte al Ministro Angelino Alfano e al suo Vice Capo di Gabinetto.
Proiettili per chie.....
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Cogliamo un messaggio inquietante nelle lettere minatorie rivolte al Ministro Angelino Alfano e al suo Vice Capo di Gabinetto.
Proiettili per chiedere di agire sul Ministro della Giustizia affinchè "non metta vetri divisori nelle carceri".
Resta pèr noi difficile non leggere il messaggio minatorio, come un avvertimento che mira a porre limiti al percorso delle nuove norme sul "41 bis" ferme al Senato.
Chiediamo pertanto al Ministro della Giustizia, di mantenere fede alle sue intenzioni a noi più volte espresse, e con fermezza di valutare se esistano le condizioni per rimandare Salvatore Benigno il soggetto reo della strage di via dei Georgofili a carcere detentivo speciale di "41 bis".
Infatti il Gup di Palermo ha oggi rinviato a giudizio Salvatore Benigno per la morte del giovane Di Matteo e lo stragista presente a Firenze il 27 Maggio 1993 è detenuto a carcere normale.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
908  del 
16/06/2009
MAFIA: MESSINA DENARO; GEORGOFILI, 41 BIS E' UN COLABRODO

PALERMO, 16 GIU - "E' di poche ore fa la notizia che dal carcere a.....
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MAFIA: MESSINA DENARO; GEORGOFILI, 41 BIS E' UN COLABRODO

PALERMO, 16 GIU - "E' di poche ore fa la notizia che dal carcere a regime detentivo speciale di 41 bis sono fuoriusciti messaggi per Matteo Messina Denaro, lo stragista eversivo ancora latitante che ha massacrato i nostri figli in via dei Georgofili il 27 maggio 1993.
Oltre essere il 41 bis un colabrodo, troppi mafiosi stragisti nel '93, sono oggi passati a carcere normale, non ci sono quindi piu' scuse da parte di nessuno affinché le norme restrittive in fatto di carcere duro diventino immediatamente legge".
Lo afferma Giovanna Maria Chelli, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime di via dei Georgofili.
"Ogni altro indugio - aggiunge - sarà da noi letto come favori fatti alla mafia corleonese da parte di chi a Salvatore Riina ha promesso attraverso una vergognosa trattativa sulla pelle dei nostri parenti, che il 41 bis sarebbe stato abolito, affinché nessuno si facesse più sbirro".
(ANSA).
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COMUNICATO
909  del 
17/06/2009
Non abbiamo dubbi sul "compito insostituibile non solo di semplice vigilanza ma anche di attenta osservazione che possa impedire la trasmissione di..... Apri
Non abbiamo dubbi sul "compito insostituibile non solo di semplice vigilanza ma anche di attenta osservazione che possa impedire la trasmissione di notizie tra l'interno e l'esterno delle carceri da parte della Polizia penitenziaria", come asserito dal Ministro della Giustizia, il guaio è che altrettanto scrupolo lo mette la mafia in senso contrario e qualcuno riesce a portarli fuori quei famigerati pizzini diretti a Matteo Messina Denaro, l'uccel di bosco che balla sulla cassa dei nostri morti e i suoi soldi non hanno potuto per ora essere usati per risarcire i nostri invalidi.
La nuova legge sul "41 bis" quindi oltre che rapida,perché ormai da troppo tempo è solo una promessa, dovrà anche prevedere che uomini come Gioachino Calabrò e Salvatore Benigno stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili tornino a "41 bis".
Se ciò non avverrà, tutto sarà vanificato, perché i mafiosi rei della strage di Firenze e molti altri ancora passati a carcere normale, hanno sicuramente più agilità di movimento sia all'interno del carcere che verso l'esterno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
910  del 
17/06/2009
MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA DEI GEORGOFILI, SERVE RAPIDAMENTE NUOVO 41 BIS

Roma, 17 giu (Adnkronos) - "La nuova legge sul '41 bi.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA DEI GEORGOFILI, SERVE RAPIDAMENTE NUOVO 41 BIS

Roma, 17 giu (Adnkronos) - "La nuova legge sul '41 bis' oltre che rapida, perche' ormai da troppo tempo e' solo una promessa, dovra' anche prevedere che uomini come Gioachino Calabro' e Salvatore Benigno stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili tornino al '41 bis'.
Se ciò non avverrà tutto sara' vanificato, perché i mafiosi rei della strage di Firenze e molti altri ancora passati a carcere normale, hanno sicuramente più agilità di movimento sia all'interno del carcere che verso l'esterno ".
E' quanto dichiara, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Non abbiamo dubbi -afferma la Maggiani Chelli- sul 'compito insostituibile non solo di semplice vigilanza ma anche di attenta osservazione che possa impedire la trasmissione di notizie tra l'interno e l'esterno delle carceri da parte della Polizia penitenziaria', come asserito dal ministro della Giustizia, il guaio e' che altrettanto scrupolo lo mette la mafia in senso contrario e qualcuno riesce a portarli fuori quei famigerati pizzini diretti a Matteo Messina Denaro, l'uccel di bosco che balla sulla cassa dei nostri morti e i suoi soldi non hanno potuto per ora essere usati per risarcire i nostri invalidi".

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LETTERA
912  del 
22/06/2009
Lettera aperta

Egregi Signori,

1) Giovanni Brusca ci ha appena detto che esiste un "terminale" fra la mafia e l.....
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Lettera aperta

Egregi Signori,

1) Giovanni Brusca ci ha appena detto che esiste un "terminale" fra la mafia e lo Stato, che ha avuto funzione più che importante nella trattativa per il "41bis" e tanto altro ancora. Naturalmente si è guardato bene dal farne il nome, ma nonostante questo in questa ultima quindicina di Giugno si è parlato solo di sesso.

2) Il figlio di Vito Ciancimino si spertica ogni giorno a Palermo, per testimoniare verità incredibili sul conto del padre e sul conto dei suoi rapporti con Riina Salvatore e dei loro amici, ma pare che non interessi a nessuno.
Nel frattempo però, un'auto rubata come quelle usate per le stragi del 1993, è stata trovata sotto la finestra del figlio di Vito Ciancimino l'ex Sindaco di Palermo.
Naturalmente sarà solo una coincidenza, ma molto, molto inquietante, visto che il soggetto è sotto scorta per altre minacce molto più palesi.

3) Si sta avvicinando un caldissimo 19 Luglio, giorno dell'anniversario, nel quale in tanti chiederemo verità sulla morte del Giudice Paolo Borsellino, ovvero chiederemo il nome del "terminale" per la trattativa che è costata la vita anche ai nostri parenti.

Per tutto questo, da giorni ci stiamo ponendo domande per le quali probabilmente non riusciremo mai a ottenere risposte, visto quanto tutti sono affaccendati ad infilare il naso nelle questioni di letto di uomini di governo, della qual cosa non ci può interessare di meno.

Spontanee nascono a seguire tutta una serie di domande, quale ad esempio:
Chi ha condotto questa operazione mediatica a base di sesso da 2.000 Euro a botta, cifra per ironia della sorte, uguale alle pensioni anticipate richieste dalle nostre vittime con l'80% di invalidità, che non riescono ancora ad ottenerle, perché gli Enti Previdenziali e il Ministero devono valutare se c'è stato da parte delle vittime stesse dell'opportunismo a farsi trovare in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993?

Soprattutto ci domandiamo:
mentre con masturbazioni mentali sul sesso degli altri ci tengono così tanto impegnati, da che cosa ci vogliono distogliere?
Forse da ciò che da 16 anni stanno diligentemente nascondendo perché ci sono dentro tutti fino al collo, ovvero dalla verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio1993?

Noi nutriamo dei seri dubbi che ad alimentare tanta morbosità su questioni di sesso, in modo da distogliere l'attenzione dal vero problema che incombe sul Paese, ossia i nomi dei "MANDANTI ESTERNI ALLA MAFIA PER LE STRAGI DEL 1993", siano "tutti insieme appassionatamente", ognuno per i propri fini, con un solo grande denominatore comune: COPRIRE.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
913  del 
23/06/2009
MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, NONOSTANTE SEQUESTRI BENI TUTTO COME PRIMA

Roma, 23 giu.- (Adnkronos) - "L'entusiasmo e il trionfali.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, NONOSTANTE SEQUESTRI BENI TUTTO COME PRIMA

Roma, 23 giu.- (Adnkronos) - "L'entusiasmo e il trionfalismo che pervadono il sistema politico ogni qualvolta viene effettuato un sequestro di beni riconducibili a Matteo Messina Denaro, come quello della Calcestruzzi Mazara S.p.A, ci fa infuriare.

Sono 16 anni che i magistrati ordinano sequestri, le forze dell'ordine eseguono e poi tutto resta come prima".
E' quanto dichiara Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.

"Almeno per quello che ci riguarda -continua la Maggiani Chelli- Matteo Messina Denaro, che ha ucciso e massacrato i nostri figli in via dei Georgofili a Firenze, e' uccel di bosco e per quello che ne sappiamo noi e' possibile continui a fare shopping in via Condotti a Roma, mentre le nostre vittime a furia di aspettare i risarcimenti attraverso i beni confiscati al ricchissimo mafioso di Castelvetrano, sono al limite dei loro calvari".

"Si abbia da parte della politica almeno un po' di umana pieta' - conclude Maggiani Chelli- e quindi bando agli opportunistici entusiasmi, perche' noi non abbiamo scranni da mantenere o da raggiungere, ma vittime da aiutare in gravi difficolta' di vita".
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COMUNICATO
914  del 
25/06/2009
La scritta "più morti Capaci, meno Linares" comparsa sul muro di un cavalcavia nella frazione trapanese di Fulgatore, per noi non lascia dub..... Apri
La scritta "più morti Capaci, meno Linares" comparsa sul muro di un cavalcavia nella frazione trapanese di Fulgatore, per noi non lascia dubbi, come abbiamo già gridato da Piazza Signoria il 27 Maggio scorso, non si vuole l'arresto di Matteo Messina Denaro.
Al dirigente della squadra mobile di Trapani Giuseppe LINARES va quindi tutta la nostra solidarietà, e un forte incitamento a continuare con forza e tenacia il suo lavoro, convinti come siamo che l'arresto dello stragista di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, sia di vitale importanza affinchè si giunga finalmente alla verità completa sui "mandanti esterni alla mafia" per la strage di Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
915  del 
28/06/2009
Siamo fortemente concordi con quanto affermato dal Procuratore Capo di Palermo MESSINEO. Vendere i beni della mafia per far fronte ad esigenze impelle..... Apri
Siamo fortemente concordi con quanto affermato dal Procuratore Capo di Palermo MESSINEO. Vendere i beni della mafia per far fronte ad esigenze impellenti, come la risoluzione delle cause civili di chi ha denunciato la mafia, è sempre stata la nostra battaglia e lo è ancora oggi. Infatti, malgrado tutti gli sforzi,sia pure apprezzati da parte nostra,compiuti dallo Stato dopo le sentenze delle nostre cause civili, ancora oggi siamo in attesa di vedere compiuta la rateizzazione dei pagamenti stabilita per tutti noi, rate che si esauriranno purtroppo solo nel 2011, e dopo sedici anni che aspettiamo giustizia per vittime che tempo non ne hanno più.
La legge Pio La Torre del resto, come spesso abbiamo fatto notare, prevede tra l'altro la vendita dei beni della mafia qualora fosse necessario risarcire le vittime, ma in tal senso ci sono state troppe orecchie da mercante e troppe trasversalità avverse.
Finalmente una voce importante, dice chiaramente quanto noi abbiamo sempre sostenuto, ringraziamo per questo il Procuratore Messineo che dimostra di essere veramente dalla parte delle vittime della mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
916  del 
28/06/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, USARE BENI BOSS PER RISARCIRE VITTIME

FIRENZE, 28 GIU - "Siamo concordi con quanto affermato dal procuratore di .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, USARE BENI BOSS PER RISARCIRE VITTIME

FIRENZE, 28 GIU - "Siamo concordi con quanto affermato dal procuratore di Palermo Francesco Messineo: vendere i beni della mafia per far fronte ad esigenze impellenti, come la risoluzione delle cause civili di chi ha denunciato la mafia, é sempre stata la nostra battaglia".
Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993.
"Malgrado tutti gli sforzi compiuti dallo Stato dopo le sentenze delle nostre cause civili - aggiunge la nota - ancora oggi siamo in attesa di vedere compiuta la rateizzazione dei pagamenti stabilita per tutti noi, rate che si esauriranno purtroppo solo nel 2011".
"La legge Pio La Torre - continua la nota - prevede, tra l'altro, la vendita dei beni della mafia qualora fosse necessario risarcire le vittime, ma in tal senso ci sono state troppe orecchie da mercante e troppe trasversalità avverse.
Finalmente una voce importante dice chiaramente quanto noi abbiamo sempre sostenuto".(ANSA)
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COMUNICATO
917  del 
03/07/2009
Se la legge di contrasto alla mafia resta quella attuale, ovvero consente a mafiosi del calibro di Gioacchino Calabrò di restare a carcere normale, do..... Apri
Se la legge di contrasto alla mafia resta quella attuale, ovvero consente a mafiosi del calibro di Gioacchino Calabrò di restare a carcere normale, dopo essere stato condannato per la strage di via dei Georgofili, 'categoricamente' affermiamo, che la lotta alla mafia è una burla COSA NOSTRA a Firenze il 27 maggio 93 sulla pelle dei nostri figli ha presentato richieste di vita più facile fuori e dentro il carcere e questo sta ottenendo.

GIOVANNA MAGGIANI CHELLI
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
918  del 
07/07/2009
MAFIA: FAM. GEORGOFILI, MESSAGGIO A BERLUSCONI RIAPRE FERITE

FIRENZE, 7 LUG - "La lettera che è stata ritrovata tempo fa, fra le carte .....
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MAFIA: FAM. GEORGOFILI, MESSAGGIO A BERLUSCONI RIAPRE FERITE

FIRENZE, 7 LUG - "La lettera che è stata ritrovata tempo fa, fra le carte di Vito Ciancimino con la quale la mafia avrebbe chiesto all'onorevole Silvio Berlusconi di dare alla mafia una delle sue televisioni, notizia apparsa anche sui giornali stranieri, riapre in modo lacerante tutte le nostre ferite".
Lo afferma, in una nota diffusa a Firenze, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Siamo prima di tutto arrabbiati - continua la Maggiani Chelli - perché temiamo si possano essere tenuti nascosti documenti per troppi anni e in tempi più che sospetti. Dove è rimasta la lettera tutto questo tempo? Perché non è stata presa in considerazione in questi ultimi anni, visto che ci è sempre stato detto che tutte le ipotesi sui 'mandanti esterni alla mafia' per la strage di via dei Georgofili a Firenze del 27 maggio '93?
Non ci fidiamo piu' di nessuno - conclude la nota -.
Temiamo di essere stati presi in giro per 16 anni per quella ragion di Stato che mai ha fatto dare giustizia ai morti per strage in Italia, e questo è grave, molto grave". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
919  del 
11/07/2009
FAM.GEORGOFILI, SE BOSS NON VOGLIONO 41 BIS PARLINO

FIRENZE, 11 LUG - "Salvatore Riina e Bernardo Provenzano sanno benissimo come si fa .....
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FAM.GEORGOFILI, SE BOSS NON VOGLIONO 41 BIS PARLINO

FIRENZE, 11 LUG - "Salvatore Riina e Bernardo Provenzano sanno benissimo come si fa ad uscire dal '41 bis': basta collaborare con la giustizia e raccontare tutto quello che sanno su questo nostro sciagurato Paese".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Al vice presidente del Csm Nicola Mancino che afferma che il '41 bis' va applicato secondo le norme costituzionali - continua la Maggiani Chelli - ci permettiamo di ricordare che faceva parte del Governo il giorno della strage di via dei Georgofili; non può quindi non ricordare quell'evento e di costituzionale in quel massacro non ci fu proprio nulla.
Anzi.
Lo Stato non fu in grado di parare l'attentato e i nostri figli o sono morti o sono oggi alla disperazione.
Viviamo in un Paese nel quale ogni giorno c'é chi invoca la Costituzione per gli stragisti e per le vittime non c'é mai una parola giusta ma solo parole inutili".(ANSA).
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LETTERA
920  del 
13/07/2009
Egregio Signor
Salvatore Riina

Non è la prima volta che io Le scrivo.
Naturalmente tutte le mie lettere sono cadute nel vuoto: Lei n.....
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Egregio Signor
Salvatore Riina

Non è la prima volta che io Le scrivo.
Naturalmente tutte le mie lettere sono cadute nel vuoto: Lei non si pentirà mai.
Questo ho sempre chiesto nelle mie lettere: il suo "pentimento", ma Lei mai e poi mai collaborerà con la giustizia perché, ne sono certa, ritiene di non essere "un infame". E' una questione di punti di vista.
Lei i collaboratori li chiama "infami", io non li amo, ma li ritengo persone che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà, che hanno preso coscienza del fatto di aver ucciso tante persone e, con le loro azioni, di aver pesantemente condizionato la vita democratica del nostro Paese.

Ma a Lei questo non interessa; Lei non conosce la democrazia ed il vivere civile e, soprattutto, non li vuole conoscere, perché questo sarebbe come ammettere in Lei un segno di debolezza, come rilevare in Lei la presenza di una coscienza e, diciamocelo, Lei una coscienza non ce l'ha.
Ma, se può consolarla, fra i politici, nelle Istituzioni, fra i dirigenti di aziende importanti e di finanziarie ancora più importanti, fra i direttori di banca come tra gli alti prelati, sono in tanti a non avere una coscienza….
come Lei.
Il livello delinquenziale al quale Lei è arrivato, purtroppo, nella nostra disgraziata Italia è congeniale a molti, a troppi.
Veniamo al perché di questa lettera: Lei ha travolto la mia famiglia in un vigliacco atto terroristico, la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
E' la terza volta che Le scrivo pubblicamente nel corso di questi 16 anni.
Lo faccio in questo momento perché desidero informarLa che mia figlia, colei alla quale i suoi uomini hanno rovinato la vita in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, si è questa mattina laureata a Firenze presso la facoltà di architettura, con 110 e Lode.
La voglio mettere pubblicamente a parte di questa cosa importante, perché suo cognato Leoluca Bagarella brindò quando esplosero le bombe nel 1993.
Oggi sappiamo che tutti brindaste perché sapevate che Vi avrebbero abolito il "41 bis", quel famigerato "41 bis" che tanto fa dannare la mafia perché teme che chi non sopporta il carcere duro si faccia "sbirro".
Come Gaspare Spatuzza ultimamente o come Giovanni Brusca che, sia pure con difficoltà, ogni tanto qualcosa di buono dice.
A proposito di brindisi apro una parentesi: io brinderò pubblicamente - se Dio me lo concederà e se sarò ancora viva - quando moriranno coloro che nel 1993 ci hanno messo nelle mani della mafia, ogni volta che ne morirà uno solleverò un calice e urlerò come fece Bagarella quando morirono i nostri figli.
Ebbene, Le parlo di mia figlia e di questo importante momento della sua vita, perché Le voglio dire semplicemente:
Egregio Signor Riina, il Suo tritolo, il Vostro tritolo, e di quanti con Voi lo hanno fortemente voluto per salvarsi dalla galera, ha spezzato mia figlia, ma non l'ha piegata.
Pur fra mille difficoltà, con uno Stato spesso disattento, mia figlia ce l'ha fatta a raggiungere quell'obiettivo che si era prefissata.
Posso oggi ben dirlo: quella mattina del 27 Maggio 1993, mia figlia doveva affrontare un importante esame di architettura.
Il sistema marcio, colluso con "cosa nostra", colluso con Lei, ha cercato di fermarla, ma non ce l'avete fatta.
Una rondine non fa primavera, non ci illudiamo, non è una laurea in architettura che restituirà la vita rubata alla mia grandissima figlia.
Ma lo sforzo compiuto per ottenere questa laurea in architettura, per non darla vinta a Lei e ai suoi arroganti mafiosetti, per non darla vinta a quei politici che hanno fatto e fanno affari con Lei comprandosi barche da mille metri e ville faraoniche in mezzo al verde, a quei banchieri che i soldi li hanno messi sul tavolo di trafficanti di armi che hanno le case piene di quadri preziosi, e ancora per non darla vinta a quei capi militari che giocano a chi compra il diamante più grosso alla propria moglie e a quegli uomini di Chiesa che si sono venduti per avere più oro sulle mitre e infine a quegli uomini delle Istituzioni che si sono venduti anche solo per risultare più importanti, ebbene quello sforzo compiuto è riuscito.
Questa laurea di mia figlia, è la rivincita su quei 300 chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti per nascondere ancora una volta le miserie di chi ha dato alla mafia la possibilità di andare in Parlamento.
Ne approfitto mentre ho la penna in mano: dica a Sua figlia di trovarlo lei il coraggio di raccontare tutto quello che sa, di dirci con chi il padre andava a braccetto e anche Sua figlia ce l'avrà fatta, ce l'avrà fatta alla faccia di chi, ogni giorno, dice fra sé e sé "tanto i RIINA non parlano, perché sono mafiosi con la coppola e loro non tradiscono, noi invece con i colletti bianchi li sappiamo tradire eccome".
I politici ci hanno traditi- diceva spesso Leoluca Bagarella in aula a Firenze - durante i processi per le stragi del 1993.
Io c'ero.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
921  del 
13/07/2009
AUTOBOMBE'93: SI LAUREA FERITA GEORGOFILI, MADRE SCRIVE RIINA

FIRENZE, 13 LUG - Ha scritto a Salvatore Riina per informarlo che la figl.....
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AUTOBOMBE'93: SI LAUREA FERITA GEORGOFILI, MADRE SCRIVE RIINA

FIRENZE, 13 LUG - Ha scritto a Salvatore Riina per informarlo che la figlia Francesca si è laureata, "una rivincita su quei 300 chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti per nascondere ancora una volta le miserie di chi ha dato alla mafia la possibilità di andare in Parlamento".
Autrice della lettera è Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili a Firenze, del 27 maggio 1993: sua figlia Francesca, che all'epoca aveva 22 anni, fu tra i feriti dell'attentato, il fidanzato della giovane Dario Capolicchio, di Sarzana, tra le cinque vittime.
Francesca Chelli, originaria di La Spezia, oggi si è laureata in architettura a Firenze con 110 e lode. All'epoca dell'attentato abitava in via dei Georgofili con Dario. Da allora non è più stata la stessa.

"I suoi uomini - scrive la madre a Riina - le hanno rovinato la vita", ma aggiunge: "Il suo tritolo, il vostro tritolo e di quanti con voi lo hanno fortemente voluto per salvarsi dalla galera, ha spezzato mia figlia ma non l'ha piegata.
Pur tra mille difficoltà e uno Stato spesso disattento, mia figlia ce l'ha fatta a raggiungere l'obiettivo che si era prefissata".
Nella lettera Giovanna Maggiani Chelli ricorda di aver già scritto a Riina per chiedere un suo pentimento ma "lei ritiene di non essere 'un infame', "lei una coscienza non ce l'ha.
Ma se può consolarla, tra i politici, nelle istituzioni, fra i dirigenti di aziende e finanziarie importanti, fra i direttori di banca come fra gli alti prelati sono in tanti a non avere una coscienza...come lei".
E conclude: "Dica a sua figlia di trovarlo lei il coraggio di raccontare tutto quello che sa, di dirci con chi il padre andava a braccetto e anche sua figlia ce l'avrà fatta, alla faccia di chi, ogni giorno, dice fra sé e sé 'tanto i Riina non parlano perche' sono mafiosi con la coppola e loro non tradiscono, noi invece con i colletti bianchi li sappiamo tradire eccome".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
922  del 
13/07/2009
AUTOBOMBE'93: SI LAUREA FERITA GEORGOFILI, MADRE SCRIVE RIINA (2)

FIRENZE, 13 LUG - Ad assistere alla discussione di laurea oggi, oltre.....
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AUTOBOMBE'93: SI LAUREA FERITA GEORGOFILI, MADRE SCRIVE RIINA (2)

FIRENZE, 13 LUG - Ad assistere alla discussione di laurea oggi, oltre alla famiglia di Francesca, c'erano alcuni vecchi compagni di università, gli stessi con i quali, la mattina del 27 maggio 1993, avrebbe dovuto affrontare un esame di architettura, facoltà di cui era studente anche Dario Capolicchio.
Francesca Chelli tuttora vive a Firenze.
La sua laurea è stata definita una notizia bella e molto importante dall'assessore comunale all'istruzione Rosa Maria Di Giorgi.
"Francesca - ha detto - testimonia che le ferite, non solo fisiche, subite da vittime e da parenti delle vittime, sono sempre aperte, ma sono anche capaci di produrre grandi esempi morali. Come istituzioni siamo pronti a non perdere una sola goccia di questa ricchezza e a fare in modo che mai cali l'oblio su quella tragica notte".
L'assessore ha anche sottolineato che "giustamente l' Associazione dei familiari delle vittime si batte perché sia dato un nome agli altri ideatori delle bombe, complici di quelli che stavano ricattando lo Stato 'dialogando' con il tritolo, che 'trattavano' con qualcuno per gli ergastoli da cancellare e il carcere duro da abolire".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
923  del 
17/07/2009
BORSELLINO: ASS. GEORGOFILI, ORA CIANCIMINO CONSEGNI PAPELLO

FIRENZE, 17 LUG - "A Massimo Ciancimino chiediamo, in un anniversario impor.....
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BORSELLINO: ASS. GEORGOFILI, ORA CIANCIMINO CONSEGNI PAPELLO

FIRENZE, 17 LUG - "A Massimo Ciancimino chiediamo, in un anniversario importante come quello del 19 luglio, di consegnare il famoso 'papello' ai magistrati".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, ricordando "il giudice Borsellino e la sua scorta nell'anniversario della strage di via D'Amelio".
Nella nota, l'Associazione ricorda che "proprio per saperne di più sull'inoltro ai nostri politici da parte della mafia, in tempi più che sospetti, di quel famoso documento ricattatorio, la nostra Associazione ha a suo tempo inoltrato un esposto".
"Seguiamo con grande interesse le recenti esternazioni del figlio di Vito Ciancimino - aggiunge la nota - convinti come siamo che il giudice Borsellino, con tutte le sue forze, abbia cercato di fermare il malaffare fra 'Cosa nostra', uomini politici, uomini delle istituzioni e dell'imprenditoria, all'epoca sotto pressione per le indagini della magistratura, e che per questo abbia perduto la vita".(ANSA).
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COMUNICATO
925  del 
18/07/2009
"Ho chiesto di entrare nella Commissione Antimafia come semplice membro, non posso tollerare il potere sempre più invadente della criminalità".
Qu.....
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"Ho chiesto di entrare nella Commissione Antimafia come semplice membro, non posso tollerare il potere sempre più invadente della criminalità".
Queste le parole dell'On.Le Veltroni oggi sulla stampa.
Siamo seriamente preoccupati per ciò che sta avvenendo in queste ore, sul fronte dell'antimafia. Il castello pare stia tirando sassi e tutti si professano fautori dell'antimafia.
Dove era l'On.Le Veltroni Sindaco di Roma quando con una lettera a lui e a tutti i sindaci delle città coinvolte nelle stragi del 1993, abbiamo chiesto di fare un summit a Firenze in occasione dell'anniversario della strage, per supportare la Magistratura nella ricerca della verità per le stragi del 1993? Perché questo aveva sempre voluto il magistrato Gabriele Chelazzi quando era ancora in vita.
Non crediamo alla buona fede di nessuno, tanto meno di uomini navigati della politica che tanto avrebbero potuto fare negli anni addietro per la verità completa sulla strage di Via dei Georgofili e non hanno mosso un dito perché forse non era opportuno.
Molto meglio allora ignorare le nostre richieste spesso trasformate in suppliche.
Riteniamo ci sia in queste ore l'esigenza impellente di mettere le mani su documenti forse compromettenti per troppi in questo Paese, compromettenti per coloro che ci hanno messo o hanno contribuito a metterci nelle mani della mafia, provocando la morte dei nostri parenti e l'invalidità di molti e non vorremmo fosse qui il movente di tanto affanno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
926  del 
18/07/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NO A INCHIESTA COMMISSIONE SU STRAGI

FIRENZE, 18 LUG - "Mai potremmo dare la nostra approvazione ad un'inch.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NO A INCHIESTA COMMISSIONE SU STRAGI

FIRENZE, 18 LUG - "Mai potremmo dare la nostra approvazione ad un'inchiesta da parte della Commissione parlamentare antimafia sulle stragi del 1993, perché temiamo che, come sempre, userà tutti i suoi strumenti per porre limiti ancora una volta alla magistratura".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari della strage dei Georgofili.
Secondo Maggiani Chelli, la commissione d'inchiesta sulle stragi del 1992 e 1993 sarebbe "la contromossa per esorcizzare la paura del fantasma di Vito Ciancimino".
"La politica dovrebbe - aggiunge la nota - supportare la magistratura chiedendo che dall'alto venga l'input alla ricerca della verità completa sui fatti di sangue del 1993; quell'input auspicato dai magistrati di Firenze già dal 1998 e mai arrivato". (ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
927  del 
18/07/2009
MAFIA: FAMILIARI VIA DEI GEORGOFILI, NO A INCHIESTA PARLAMENTARE SU STRAGI '93

Roma, 18 lug.- (Adnkronos) - Contrarieta' da parte .....
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MAFIA: FAMILIARI VIA DEI GEORGOFILI, NO A INCHIESTA PARLAMENTARE SU STRAGI '93

Roma, 18 lug.- (Adnkronos) - Contrarieta' da parte della Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili all'ipotesi che la Commissione parlamentare Antimafia possa varare una commissione d'inchiesta sulle stragi del 1992 e 1993, vista come una "contromossa per esorcizzare la paura del fantasma di Vito Ciancimino".
"Per quello che possa valere - scrive in un comunicato la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli- mai potremmo dare la nostra approvazione ad una inchiesta da parte della Commissione parlamentare Antimafia sulle stragi del 1993, perche' temiamo che come sempre usera' tutti i suoi strumenti per porre limiti ancora una volta alla Magistratura che ha deciso di fare luce e chiarezza su fatti che hanno rovinato la nostra vita, e che mai sono stati presi in considerazione da una politica in questi anni troppo collusa con il malaffare".
"Dopo l'assordante silenzio del mondo politico alle esternazioni di Massimo Ciancimino, figlio del noto Vito, eravamo in attesa di quali sarebbero state le contromosse per parare i colpi al ritrovamento di documenti importanti -scrive la Maggiani Chelli- in queste ore abbiamo avuto la notizia che martedi' la Commissione Antimafia potrebbe varare una commissione d'inchiesta sulle stragi del 1992 e 1993.
Ecco la contromossa per esorcizzare la paura del fantasma di Vito Ciancimino!".
Per la vice-presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, "La politica dovrebbe invece, fortemente negli atti concreti, supportare la Magistratura chiedendo che dall'alto venga l'input alla ricerca della verita' completa sui fatti di sangue del 1993, quell'input auspicato dai Magistrati di Firenze gia' dal 1998 e mai arrivato.
Rammentiamo che il magistrato Gabriele Chelazzi, titolare delle indagini insieme ad altri per le stragi di Roma, Firenze e Milano, da una commissione antimafia sui fatti del 1993, in tempi giusti per far uscire la verita', fu ascoltato per solo un quarto d'ora, e non si arrivo' quindi a nulla di fatto.
Purtroppo molti degli uomini di allora, di entrambi gli schieramenti, -conclude- sono oggi sempre presenti in Parlamento e nei posti chiave per gestire commissioni d'indagini".
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NOTIZIA ANSA
928  del 
19/07/2009
MAFIA:ASS.GEORGOFILI, RIINA PARTECIPO' TRATTATIVA, FACCIA NOMI

FIRENZE, 19 LUG - "E' arrivato il momento che Riina chiami i magistrati di Fi.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI, RIINA PARTECIPO' TRATTATIVA, FACCIA NOMI

FIRENZE, 19 LUG - "E' arrivato il momento che Riina chiami i magistrati di Firenze e verbalizzi nomi e cognomi di chi ha fatto la 'trattativa' con lui e non certo sulla sua testà'".
Lo sostiene Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, commentando le frasi di Totò Riina riportate dal suo avvocato Luca Cianferoni.
Giovanna Maggiani Chelli, quindi, chiede al boss di verbalizzare quanto apparso sui media, "o il suo messaggio - aggiunge - lascerà il tempo che trova, sarà servito solo ad inviare un avvertimento 'alla suocera perche' nuora intendà".
"Bisogna deporre davanti ad un magistrato - aggiunge Giovanna Maggiani Chelli - e poi andare in un'aula di Tribunale a ripetere il tutto, affinché ciò che viene asserito diventi prova penale: lo sanno benissimo Salvatore Riina e il suo avvocato Luca Cianferoni". "II 'non guardate solo a me, ma guardatevi dentro anche voi' detto da Riina e riportato oggi sulla stampa - conclude Maggiani Chelli - sono 16 anni che noi lo ripetiamo".(ANSA).
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COMUNICATO
929  del 
21/07/2009
Le stragi del passato e le Commissioni stragi del passato non hanno insegnato nulla. ERRARE è UMANO MA PERSEVERARE è DIABOLICO recita un noto proverbi..... Apri
Le stragi del passato e le Commissioni stragi del passato non hanno insegnato nulla. ERRARE è UMANO MA PERSEVERARE è DIABOLICO recita un noto proverbio, ancora una volta la verità sulle stragi del 1993 - come per tutte le altre stragi - sarà seppellita da una commissione d'inchiesta.
Non possiamo credere minimamente ci sia un solo politico disposto a volere la verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, perchè in quegli anni la tangentopoli rivelò quanto l'intera classe politica da decenni non avesse certo fatto gli interessi del Paese, e con ogni probabilità, tutto fu seppellito sotto il tritolo di quella notte quando morirono i nostri parenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
930  del 
24/07/2009
L'on.Le Luciano Violante in effetti fu contattato affinchè, quale Presidente della Commissione Antimafia, si mettesse in contatto con Vito Ciancimino,..... Apri
L'on.Le Luciano Violante in effetti fu contattato affinchè, quale Presidente della Commissione Antimafia, si mettesse in contatto con Vito Ciancimino, ma il parlamentare rifiutò categoricamente. Questo scrivono oggi giornali.
Noi, però, che nell'ambito di una delle più vergognose trattative con la mafia e con "altri", abbiamo visto morire i nostri parenti, oggi, alla luce delle recenti dichiarazioni, ce lo dobbiamo domandare perché solo in questi due giorni in tanti rilascino interviste e siano diventati così loquaci.
Durante questi 16 anni, tanti dalla strage del 27 Maggio 1993, spesso abbiamo chiesto verità e aiuto alle istituzioni per fare uscire quella verità così compressa, ma, per quello che ne sappiamo, mai nessuno ha collaborato a dare pace ai nostri morti.
Nessuno è mai entrato in una Questura a verbalizzare che in Italia negli anni 1992 - 1993 girava un "papello" di richieste scandalose.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
931  del 
27/07/2009
Ricordiamo i morti di Via Palestro del 27 Luglio 1993 e le loro famiglie.
I vigili del fuoco, il vigile urbano di Milano e un abitante del Marocco.....
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Ricordiamo i morti di Via Palestro del 27 Luglio 1993 e le loro famiglie.
I vigili del fuoco, il vigile urbano di Milano e un abitante del Marocco che hanno perso la vita in via Palestro, sono oggi più che mai nei nostri pensieri.
Ricordiamo soprattutto che la strage di via Palestro insieme agli attentati alle chiese a Roma in quel 27 Luglio 1993 - come tutte le stragi di quel biennio 1993-1994 -sono senza una verità completa, perché in questo Paese le coperture a tutti i livelli, ma soprattutto a livello politico, sono vergognosamente in atto ancora oggi.
Mentre Milano non può che piangere i suoi morti, assistiamo in queste ore a diluvi di esternazioni il cui unico scopo è quello di scaricare responsabilità di pietose bugie e silenzi vergognosi su di una trattativa sul "41 bis" e su ben altra trattativa che noi abbiamo sempre intravisto e denunciato.
Trattativa che iniziò già con il ritrovamento nel giardino di Boboli di un proiettile di artiglieria.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
932  del 
27/07/2009
STRAGE VIA PALESTRO: ASS.GEORGOFILI, MANCA VERITA' COMPLETA

FIRENZE, 27 LUG - L'Associazione tra i familiari delle vittime di via d.....
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STRAGE VIA PALESTRO: ASS.GEORGOFILI, MANCA VERITA' COMPLETA

FIRENZE, 27 LUG - L'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze ricorda i morti di via Palestro del 27 Luglio 1993: sono oggi "più che mai nei nostri pensieri.
Ricordiamo soprattutto che la strage di via Palestro insieme agli attentati alle chiese a Roma in quel 27 Luglio 1993, come tutte le stragi di quel biennio 1993-1994, sono senza una verità completa perché in questo Paese le coperture a tutti i livelli, ma soprattutto a livello politico, sono vergognosamente in atto ancora oggi". "Mentre Milano non può che piangere i suoi morti - prosegue l'Associazione in una nota -, assistiamo in queste ore a diluvi di esternazioni il cui unico scopo è quello di scaricare responsabilità di pietose bugie e silenzi vergognosi,su di una trattativa sul '41 bis' e su ben altra trattativa che noi abbiamo sempre intravista e denunciata.
Trattativa che iniziò già con il ritrovamento nel giardino di Boboli di un proiettile di artiglieria".(ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
933  del 
27/07/2009
MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, ANCHE STRAGE VIA PALESTRO SENZA VERITA' COMPLETA

Roma, 27 lug.
(Adnkronos) - "La strage di via.....
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MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, ANCHE STRAGE VIA PALESTRO SENZA VERITA' COMPLETA

Roma, 27 lug.
(Adnkronos) - "La strage di via Palestro insieme agli attentati alle chiese a Roma in quel 27 Luglio 1993, come tutte le stragi di quel biennio 1993-1994, sono senza una verita' completa, perche' in questo Paese le coperture a tutti i livelli, ma soprattutto a livello politico, sono vergognosamente in atto ancora oggi".
E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel ricordare "i morti di Via Palestro del 27 Luglio 1993 e le loro famiglie".

"I vigili del fuoco, il vigile urbano di Milano e un abitante del Marocco che hanno perso la vita in via Palestro -ricorda la Maggiani Chelli- sono oggi piu' che mai nei nostri pensieri".
La presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze conclude affermando che, "mentre Milano non puo' che piangere i suoi morti, assistiamo in queste ore a diluvi di esternazioni il cui unico scopo e' quello di scaricare responsabilita' di pietose bugie e silenzi vergognosi, su di una trattativa sul '41 bis' e su ben altra trattativa che noi abbiamo sempre intravvista e denunciata.
Trattativa che inizio' gia' con il ritrovamento nel giardino di Boboli di un proiettile di Artiglieria".
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NOTIZIA ANSA
934  del 
28/07/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO COLPEVOLE E DETENZIONE BLANDA

FIRENZE, 28 LUG - "Riteniamo Giuseppe Graviano responsabile della morte dei.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,GRAVIANO COLPEVOLE E DETENZIONE BLANDA

FIRENZE, 28 LUG - "Riteniamo Giuseppe Graviano responsabile della morte dei nostri figli, bambini e ragazzi, e naturalmente riteniamo il sistema di detenzione a lui inflitta fin troppo blanda, viste le possibilità che i mafiosi come lui hanno di far uscire messaggi dal carcere".
Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, commentando quanto detto oggi da Graviano ai magistrati fiorentini.
"Giuseppe Graviano - spiega Maggiani Chelli - ascoltato dai magistrati fiorentini come imputato condannato di reato collegato per le stragi del 1993, anche quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, si professa chiaramente innocente e lamenta il disumano trattamento che gli viene riservato con il sistema di detenzione di 41 bis".(ANSA).
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COMUNICATO
935  del 
28/07/2009
Giuseppe Graviano ascoltato dai magistrati fiorentini come imputato condannato di reato collegato per le stragi del 1993, anche quella di via dei Geor..... Apri
Giuseppe Graviano ascoltato dai magistrati fiorentini come imputato condannato di reato collegato per le stragi del 1993, anche quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, si professa chiaramente innocente e lamenta il disumano trattamento che gli viene riservato con il sistema di detenzione di 41 bis.
Noi chiaramente riteniamo Giuseppe Graviano responsabile della morte dei nostri figli, bambini e ragazzi, e naturalmente riteniamo il sistema di detenzione a lui inflitta fin troppo blanda, viste le possibilità che i mafiosi come lui hanno di far uscire messaggi dal carcere.
Auspichiamo che a breve la verità sulle stragi del 1993 sia resa nota nei Tribunali Italiani, e la mafia la smetta finalmente di farsi beffa di noi, convinta come è di aver mandato in Parlamento i propri santi protettori per sempre.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
936  del 
30/07/2009
L'Inps a mezzo nota informativa ha comunicato che delle 279 domande di ricostruzione di pensione in base alla legge 206 del 2004, 204 sono state ..... Apri
L'Inps a mezzo nota informativa ha comunicato che delle 279 domande di ricostruzione di pensione in base alla legge 206 del 2004, 204 sono state definite e 69 a breve andranno a posto. E solo sei domande di pensione sarebbero in attesa di risoluzione.
Per quanto attiene il primo punto confermiamo quanto già asserito dal Presidente dell'Unione vittime stragi, ogni domanda presentata ha ancora oggi dei problemi infatti anche là dove il pensionato ha ricevuto somme di denaro di arretrati, non gli è stato specificato a quale titolo, difficile quindi riuscire a capire i meccanismi addottati dall'INPS, e stabilire se la pratica è stata completamente evasa.
Per il secondo punto ossia le vittime invalide all'80% per cento, che hanno quindi diritto ad una pensione subito, per quello che ci riguarda nell'ambito dell'INPS abbiamo un solo caso e uno ne conosciamo a Bologna per la strage del due Agosto.
Analoghi casi questi due, di soggetti giovani, che al momento della strage non potevano lavorare, per le ovvie ragioni anagrafiche, lo hanno poi fatto in seguito.
Il Capo del Governo e buona parte dei suoi Ministri si sono spesi per risolvere questi due casi, e altri se ve ne sono.
Infatti fino al 13 Maggio scorso nelle riunioni con gli Enti previdenziali, il Ministero del Lavoro, altri Ministeri e la Segreteria della Presidenza del Consiglio, solo questi due casi sono sempre emersi.
Ad oggi la risposta è che dovrà per sei casi pronunciarsi il Consiglio di Stato.
Ne prendiamo atto, mentre ci vergogniamo di essere italiani, e aspettiamo che il Consiglio di Stato si pronunci se i nostri figli hanno peccato di "opportunismo" a farsi trovare la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a soli 20 anni studenti di professione, o se invece hanno diritto al massimo dell'assistenza, per altro assistenza prevista da una Legge dello Stato, visto che in quella via è passato Salvatore Rina che li ha resi invalidi all'80% senza che nessun Consiglio di Stato sia stato interpellato per capire se metterci nelle mani della mafia fosse più o meno "opportuno".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
937  del 
30/07/2009
STRAGI: ASS.GEORGOFILI,PENSIONI? PER DOMANDE ANCORA PROBLEMI

FIRENZE, 30 LUG - Sulla vicenda delle pensioni ha ragione il presidente dell.....
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STRAGI: ASS.GEORGOFILI,PENSIONI? PER DOMANDE ANCORA PROBLEMI

FIRENZE, 30 LUG - Sulla vicenda delle pensioni ha ragione il presidente dell'Unione vittime stragi Paolo Bolognesi perché "ogni domanda presentata ha ancora oggi dei problemi: infatti, anche là dove il pensionato ha ricevuto somme di denaro di arretrati, non gli è stato specificato a quale titolo".
A dirlo è Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la denuncia di Bolognesi e la nota dell'Inps, anche a proposito delle vittime invalide all'80%, "che hanno diritto ad una pensione subito" e che invece, devono attendere il parere del Consiglio di Stato.
"Ne prendiamo atto e ci vergogniamo di essere italiani". "Aspettiamo che il Consiglio di Stato si pronunci per capire se i nostri figli hanno peccato di 'opportunismo' a farsi trovare la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a soli 20 anni studenti di professione, - continua Maggiani Chelli - o se invece hanno diritto al massimo dell'assistenza.
Peraltro assistenza prevista da una legge dello Stato, visto che in quella via è passato Salvatore Riina che li ha resi invalidi all'80% senza che nessun Consiglio di Stato sia stato interpellato per capire se metterci nelle mani della mafia fosse più o meno 'opportuno'".
Oltretutto, conclude la nota, anche a chi è arrivata la pensione "é difficile riuscire a capire i meccanismi addottati dall'Inps, e stabilire se la pratica è stata completamente evasa".(ANSA).
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COMUNICATO
938  del 
31/07/2009
Del perché politici che godono della stima del Magistrato Piero Luigi Vigna non si adoperano per una commissione parlamentare d'inchiesta sulle s..... Apri
Del perché politici che godono della stima del Magistrato Piero Luigi Vigna non si adoperano per una commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993, non lo sappiamo, possiamo solo immaginarlo.
Del perché noi mai vorremmo una commissione d'inchiesta parlamentare sul massacro dei nostri parenti, lo abbiamo ben chiaro in testa, e tante volte lo abbiamo detto, semplicemente perché in Parlamento non ci sono le condizioni per una tale inchiesta.

Riteniamo la politica attuale troppo compromessa nei fatti del 1993 stragi incluse, per avere una commissione d'inchiesta serena nei giudizi e nelle analisi di eventi tanto tragici che hanno visto i nostri attuali politici comportarsi verso quei fatti come minimo con indifferenza.

Del resto la storia ci supporta ampiamente,nessuna commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi in Italia ha mai prodotto alcunché di positivo.

Al Magistrato Vigna che ci chiama in causa, con tutto rispetto gli vogliamo dire con serenità, che avremmo preferito che il nostro Esposto, a suo tempo presentato in Procura proprio sul famigerato ‘papello', avesse un risultato diverso da quello ottenuto.

Molti politici nel 1992 erano venuti in possesso del ‘papello' stesso secondo le nostre informazioni addotte nell'esposto, i nomi di questi politici ci aspettavamo di conoscerli, sicuramente nessuno di loro fu innocente nel non denunciare di aver ricevuto il documento incriminato, almeno quando nei processi di Firenze si cominciò a parlarne.

Sicuramente quei politici innocenti non furono,e non lo sono neppure oggi mentre tacciono, se non altro sono colpevoli di vigliaccheria, e chissà alcuni di loro forse colpevoli di complicità con la mafia, la quale il suo ‘papello' di richieste temiamo lo abbia inviato a chi credeva amico o ricattabile.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
939  del 
31/07/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,POLITICA INDIFFERENTE,NO A COMMISSIONE

FIRENZE, 31 LUG - "Del perché mai vorremmo una commissione d'inchiest.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,POLITICA INDIFFERENTE,NO A COMMISSIONE

FIRENZE, 31 LUG - "Del perché mai vorremmo una commissione d'inchiesta parlamentare sul massacro dei nostri parenti, lo abbiamo ben chiaro in testa, e tante volte lo abbiamo detto.
Semplicemente perché in Parlamento non ci sono le condizioni per una tale inchiesta".
Lo afferma in una nota la portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dé Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Riteniamo la politica attuale troppo compromessa nei fatti del 1993, stragi incluse, per avere una commissione d'inchiesta serena nei giudizi e nelle analisi di eventi tanto tragici che hanno visto i nostri attuali politici comportarsi verso quei fatti come minimo con indifferenza", prosegue Maggiani Chelli.
"Del resto la storia ci supporta ampiamente.
Nessuna commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi in Italia ha mai prodotto alcunché di positivo".
L'associazione si rivolge anche all'ex magistrato Pier Luigi Vigna: "Gli vogliamo dire con serenità, che avremmo preferito che il nostro esposto, a suo tempo presentato in procura proprio sul famigerato 'papello', avesse un risultato diverso da quello ottenuto.
Molti politici nel 1992 erano venuti in possesso del 'papello' stesso, secondo le nostre informazioni addotte nell'esposto.
I nomi di questi politici ci aspettavamo di conoscerli, sicuramente nessuno di loro fu innocente nel non denunciare di aver ricevuto il documento incriminato, almeno quando nei processi di Firenze si cominciò a parlarne".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
940  del 
01/08/2009
MAFIA:GEORGOFILI,VIOLANTE DOVEVA SVELARE APPROCCI CIANCIMINO

FIRENZE, 1 AGO - La trattativa era in corso, bisognava denunciarla.
Averla .....
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MAFIA:GEORGOFILI,VIOLANTE DOVEVA SVELARE APPROCCI CIANCIMINO

FIRENZE, 1 AGO - La trattativa era in corso, bisognava denunciarla.
Averla 'ignorata' ha fatto sì che i nostri figli siano stati massacrati dal tritolo stragista del 1993. Bisognava che Violante almeno venisse in aula durante i processi di Firenze a dire: "è vero, anche a me fu chiesto di parlare con Ciancimino, ma ho rifiutato".
Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
"La delusione e l'amarezza provata da tutti noi in queste ore tocca punte drammatiche - scrive Maggiani Chelli - "La sinistra sapeva" ha sempre detto Giovanni Brusca e aveva ragione.
Non serve asserire "io non ho parlato con Ciacimino Vito" o "io non ho trattato con la mafia' come ha fatto l'onorevole Luciano Violante".
Se Violante avesse detto in aula quelle cose, sostiene Maggiani Chelli, "oggi potremmo pensare che, sia pur tardi rispetto ai massacri del 1993, ma una sorta di dovere si tentò di assolverlo".
"Cosa fare lo sappiamo - conclude la nota - Andremo fino in fondo nella ricerca della verità sui 'mandanti esterni alla mafia' e lo faremo dentro i tribunali, non in Parlamento dove non sappiamo più di chi fidarci".(ANSA).
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COMUNICATO
941  del 
03/08/2009
Le parole del Presidente Ciampi, apparse oggi su Repubblica, dovrebbero confortarci, invece non ci riescono.
Troppe voci arrivano oggi dopo 16 ann.....
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Le parole del Presidente Ciampi, apparse oggi su Repubblica, dovrebbero confortarci, invece non ci riescono.
Troppe voci arrivano oggi dopo 16 anni, quando indagare è tutto più difficile, e quando troppi assetti di vario genere hanno fatto si che gli stragisti con il colletto bianco di allora oggi poco abbiano da temere, perché nutriamo più di un sospetto abbiano avuto nel tempo la possibilità di insediarsi là dove si promulgano le leggi dello Stato.
Ricordo come ora quell' 8 Agosto 1998, quando con ansia aspettavamo la deposizione di quegli atti redatti da Gabriele Chelazzi e dai Magistrati di Firenze circa le indagini "sui mandanti esterni a Cosa nostra" per le stragi del 1993, e invece tutto sfociò in una tragica archiviazione che ancora oggi ci fa piangere di rabbia.
Troppe parole sono state spese in questi giorni da parte di istituzioni, politici e quant'altro ma temiamo tutte tardive, del resto il tempo è la migliore delle medicine, anche per cercare di lavarsi le coscienze senza produrre nulla di concreto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
942  del 
03/08/2009
Ben comprendendo tutta l'amarezza dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna, nell'apprendere della completa ..... Apri
Ben comprendendo tutta l'amarezza dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna, nell'apprendere della completa libertà per uno degli esecutori di quell'immane massacro stragista, siamo come non mai vicini ai familiari delle vittime.
La libertà, per aver espiato la sua colpa secondo le leggi vigenti per Giusva Fioravanti arriva il giorno dopo il 29' anniversario della strage stessa.
Quali familiari di vittime di strage, mentre esprimiamo tutta la nostra indignazione, non possiamo far altro che constatare quanto l'unica certezza esistente nel nostro Paese quando si subisce una strage terroristica sia quella della morte dei nostri cari.
La pena dell'ergastolo che con grande enfasi viene inflitta nei Tribunali per delitti così gravi, è solo una formula vuota di contenuto che con sé non porta certo giustizia e mina sempre più la democrazia di un Paese, certi come sono gli stragisti che al momento opportuno potranno sempre rifare una strage e dopo poco più di vent'anni tornarsene a casa con un futuro davanti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA APCOM
944  del 
03/08/2009
Mafia/ Stragi, Ass.Familiari vittime: tante parole ma verità lontana
03/08/2009 19:19

"Troppe parole" tutte "tardive" per arrivare alla .....
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Mafia/ Stragi, Ass.Familiari vittime: tante parole ma verità lontana
03/08/2009 19:19

"Troppe parole" tutte "tardive" per arrivare alla verità dei mandanti delle stragi.
Così Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Le parole del Presidente Ciampi, apparse oggi su Repubblica, dovrebbero confortarci, invece non ci riescono.
Troppe voci - afferma Maggiani Chelli - arrivano oggi dopo 16 anni, quando indagare è tutto più difficile, e quando troppi assetti di vario genere hanno fatto si che gli stragisti con il colletto bianco di allora oggi poco abbiano da temere, perché nutriamo più di un sospetto abbiano avuto nel tempo la possibilità di insediarsi là dove si promulgano le leggi dello Stato".
"Ricordo come ora quell'8 Agosto 1998, quando con ansia aspettavamo la deposizione di quegli atti redatti da Gabriele Chelazzi e dai Magistrati di Firenze circa le indagini "sui mandanti esterni a Cosa nostra" per le stragi del 1993, e invece tutto sfociò in una tragica archiviazione che ancora oggi ci fa piangere di rabbia.
Troppe parole sono state spese in questi giorni - conclude - da parte di istituzioni, politici e quant'altro ma temiamo tutte tardive, del resto il tempo è la migliore delle medicine, anche per cercare di lavarsi le coscienze senza produrre nulla di concreto". APCOM
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COMUNICATO
943  del 
04/08/2009
E' ingiusto affermare che la delusione delle vittime della strage di via dei Georgofili, di fronte al fatto che dopo 16 anni la Magistratura sia ..... Apri
E' ingiusto affermare che la delusione delle vittime della strage di via dei Georgofili, di fronte al fatto che dopo 16 anni la Magistratura sia riuscita solo a dare un nome ai mafiosi esecutori della strage del 27 Maggio 1993, possa in un certo senso appannare il successo per la condanna all'ergastolo dell'intero gotha di "cosa nostra".
Mai un solo istante, abbiamo smesso di osannare l'operato dei Magistrati di Firenze per l'incriminazione e la condanna di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e tutti gli altri per i massacri del 1993.
Ciò non vuol dire che possiamo stare in silenzio davanti alle continue sollecitazioni sulla verità completa su quelle stragi e alle continue autodifese delle istituzioni e della politica sempre pronte ad auto incensarsi e mai a recitare un solo mea culpa.
Se è vero come dice il procuratore Vigna che la politica tace i nomi dei "mandanti", come potremmo mai fidarci di commissioni d'inchiesta parlamentare?
Quale politica tace? Di quale colore? Forse tutta la politica tace? E se così fosse come si può solo immaginare che i colpevoli si accusino fra di loro?
Insistiamo, uno dei nostri Esposti chiedeva lumi sul "papello", soprattutto su chi lo avesse avuto da Salvatore Riina, si rendano quindi noti i nomi dei politici ai quali Riina inviò il documento di richieste, e così potremmo capire di chi fidarci in Parlamento, ma fino ad allora non si può scaricare su di noi quella responsabilità che è di tutti fuorchè nostra.
Noi abbiamo sempre dato a "Cesare quello che è di Cesare", sono altri che non danno a "Dio quello che è di Dio", perché lo rammentiamo ancora una volta i morti sono i nostri di figli non di altri. Noi siamo stati messi con faciloneria nelle mani della mafia, non altri. Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
945  del 
06/08/2009
Lettera Aperta

Un'altra voce si leva tardivamente e speriamo non opportunisticamente sulle stragi del 1993, su quella di via dei Georg.....
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Lettera Aperta

Un'altra voce si leva tardivamente e speriamo non opportunisticamente sulle stragi del 1993, su quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. E' la voce del Dr. Cirino Pomicino.
Invoca una commissione d'inchiesta in tutta fretta, il Dr. Cirino Pomicino, perché tempo secondo lui non ce ne sarebbe più.

Da giorni diciamo che qualsiasi commissione parlamentare sulle stragi del 1993 in questo momento sarebbe una disgrazia, visto lo stato della politica italiana e le condizioni in cui versa il Parlamento.
Non c'è stata innocenza da parte di nessuno per quelle stragi del 1993, non c'è stata innocenza da parte dell'intera classe politica nel massacro di via dei Georgofili.
Da 16 anni piangiamo i nostri morti che non possiamo ancora seppellire, si abbia almeno la compiacenza di non pontificare e si risparmino consigli che riteniamo vergognosi, visto che l'orgoglio è virtù di persone serie.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
946  del 
13/08/2009
Finalmente dall'8 Agosto u.s. le norme sul 41 bis dovrebbero impedire a "cosa nostra" di mandare messaggi fuori dal carcere, come avveniva fino a poco..... Apri
Finalmente dall'8 Agosto u.s. le norme sul 41 bis dovrebbero impedire a "cosa nostra" di mandare messaggi fuori dal carcere, come avveniva fino a poco tempo fa.
Il 14, 15 e 16 agosto ecco che su iniziativa di parlamentari ci sarà una visita a tappeto di vari onorevoli, senatori e consiglieri regionali, andranno in molti nelle carceri per verificare i disagi dei detenuti.
Ci auguriamo visite mirate a verificare veramente la difficilissima situazione all'interno dei penitenziari per il grande numero di carcerati, e non a cercare ancora una volta di "sparare" sulle norme del 41 bis per i mafiosi rei di strage.
Troppe volte dietro al buonismo di certi parlamentari, si è nascosto il tentativo di dare aiuto ai mafiosi a gestire i loro affari dal carcere, quindi questa sortita a ferragosto la guardiamo con molta apprensione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
947  del 
13/08/2009
CARCERI: ASS.VITTIME VIA GEORGOFILI, VISITE PARLAMENTARI NON SIANO CONTRO 41 BIS

Roma, 13 ago. (Adnkronos) - "Finalmente dall'8 ag.....
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CARCERI: ASS.VITTIME VIA GEORGOFILI, VISITE PARLAMENTARI NON SIANO CONTRO 41 BIS

Roma, 13 ago. (Adnkronos) - "Finalmente dall'8 agosto le norme sul 41 bis dovrebbero impedire a 'cosa nostra' di mandare messaggi fuori dal carcere, come avveniva fino a poco tempo fa.
Il 14, 15 e 16 agosto ecco che su iniziativa di parlamentari ci sara' una visita a tappeto di vari onorevoli, senatori e consiglieri regionali, andranno in molti nelle carceri per verificare i disagi dei detenuti.
Ci auguriamo visite mirate a verificare veramente la difficilissima situazione all'interno dei penitenziari per il grande numero di carcerati, e non a cercare ancora una volta di 'sparare' sulle norme del 41 bis per i mafiosi rei di strage".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Troppe volte dietro al buonismo di certi parlamentari, si e' nascosto il tentativo di dare aiuto ai mafiosi a gestire i loro affari dal carcere, quindi questa sortita a ferragosto la guardiamo con molta apprensione", conclude Giovanna Maggiani Chelli.
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NOTIZIA ANSA
948  del 
19/08/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PER COMBATTERLA SUPPORTO A MAGISTRATI

FIRENZE, 19 AGO - "Combattere la mafia fino ad arrivare a passare alla sto.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, PER COMBATTERLA SUPPORTO A MAGISTRATI

FIRENZE, 19 AGO - "Combattere la mafia fino ad arrivare a passare alla storia come colui che l'ha sconfitta, come auspica il Presidente del Consiglio e così come riportato dalla stampa, è la cosa più semplice del mondo, ci permettiamo di dirlo perché di mafia abbiamo visto morire i nostri figli".
Lo afferma, in una nota, la portavoce dell'Associazione Famiglie Vittime Strage dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli, che aggiunge: "Quindi per combattere definitivamente la mafia, basta dare il massimo del supporto alla Magistratura che ancora indaga sui 'mandanti esterni a cosa nostra' per quel massacro".
"Il gotha di 'cosa nostra' - ricorda Maggiani Chelli - anche per volere di pochi è arrivato con trecento chili di tritolo fino a Firenze la notte del 27 maggio 1993, sotto le finestre dei nostri parenti, passando per Roma e Milano, sono trascorsi 16 anni e ancora aspettiamo la verità.
Per combattere la mafia, aggiunge, "basta dare alle vittime di quella terribile notte del 27 Maggio del 1993 tutto ciò che gli spetta senza altri indugi. Così la mafia in Italia sarà sconfitta, perché in via dei Georgofili in quella terribile notte, la mafia c'era tutta, e sicuramente tutta quella che conta.
E poi - conclude - ci permettiamo doverosamente di ricordare che alcuni dei più importanti e pericolosi mafiosi godono di privilegi, come Matteo Messina Denaro che è a spasso ed è uno stragista, e come Gioachino Calabrò che con altri dei nostri carnefici non sono già più a 41 bis".
(ANSA).
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COMUNICATO
949  del 
20/08/2009
Il Senatore Marcello Dell'Utri, come già molti altri prima di lui, torna a chiedere una commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993: se..... Apri
Il Senatore Marcello Dell'Utri, come già molti altri prima di lui, torna a chiedere una commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993: se a Settembre non lo farà il suo partito lo farà lui, dice.
Noi continueremo con la nostra insistenza a dire che una commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi del 1993 in questo momento sarebbe preoccupante.
Le stragi del 1993, quella di via dei Georgofili del 27 maggio del 1993, sono state, secondo noi, ampiamente sdoganate da questa classe politica, da quella classe politica che oggi sta in Parlamento, quindi una commissione d'inchiesta parlamentare sarebbe solo un gioco al massacro contro la verità sugli attentati terroristici eversivi del 1993.
E' la Magistratura nelle sue indagini che va supportata, non denigrata, ma portata in palmo di mano quando cerca prove certe e documentali per incastrare gli stragisti degli anni 1993-1994.
Dopo aver lasciato uccidere tranquillamente i nostri parenti, oggi la politica invoca commissioni parlamentari per intrugliare le acque già fin troppo torbide, visto che tutti sapevano fino ai più alti livelli istituzionali e tutti hanno taciuto per oscure ragioni di Stato e sordidi affari con la mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
950  del 
21/08/2009
Come da noi paventato, le visite ai carcerati stipati in edifici ormai inadeguati, hanno finito con il far accendere i riflettori soprattutto sui dete..... Apri
Come da noi paventato, le visite ai carcerati stipati in edifici ormai inadeguati, hanno finito con il far accendere i riflettori soprattutto sui detenuti mafiosi rei di strage a regime di "41 bis".
Insomma, si è fatto quello che la mafia voleva: attirare l'attenzione sui mafiosi stragisti che definiscono una vendetta il carcere duro e la loro una situazione peggiore di Guantanamo.
Domandiamo al Senatore Farina che ha visitato i boss in carcere: come mai non lo abbiamo mai visto ai tavoli delle discussioni di applicazione per le leggi riguardanti le vittime di "cosa nostra"?
Come mai non abbiamo mai sentito un solo gemito levarsi dalla sua bocca, quando il Governo, il Ministero del Lavoro, hanno inviato le richieste di pensione dei nostri invalidi all'80% al Consiglio di Stato, per stabilire se hanno diritto o meno ad una pensione o se invece sono degli opportunisti che si sono fatti beccare sul luogo della strage quando i mafiosi in questione hanno fatto detonare 300 chili di tritolo?
Diciamo all'illustre Senatore, che il concetto di Guantanamo è troppo comodo limitarlo solamente alle celle di uomini come i fratelli Graviano, a volte la disperazione può essere anche fra le mura domestiche di chi non è a "41 bis", ma imprigionato nella sua disperazione più dura, perché un giorno sulla sua strada ha incontrato la mafia che voleva andare al governo del Paese.
Il "41 bis"non è una vendetta dello Stato, come troppo si urla in questi giorni, ma una pena severa e necessaria perché altri disgraziati non possano più piangere la morte dei propri figli per mano di mafia, la quale dal carcere cerca con ogni mezzo di dare ordini di morte.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofdili
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COMUNICATO
951  del 
29/08/2009
Mentre apprendiamo che si è estesa la protesta dei detenuti anche al carcere dell'Opera - secondo reparto - dove alloggiano i detenuti condannati..... Apri
Mentre apprendiamo che si è estesa la protesta dei detenuti anche al carcere dell'Opera - secondo reparto - dove alloggiano i detenuti condannati a "41 bis" per terrorismo e associazione mafiosa, attraverso la stampa veniamo a conoscenza che Salvatore Riina non compilerà alcun memoriale come aveva promesso, anzi che come prevedibile cercherà di avere una revisione dei processi, e naturalmente cercherà di farsi annullare il "41 bis".
Non avevamo dubbi sul comportamento del boss di "cosa nostra".
Noi però non torneremo indietro, il "41 bis" siamo certi debba essere la pena necessaria per il contrasto alla mafia, fintanto che ognuno dei suoi adpeti non collaborerà con la giustizia dentro i Tribunali, smascherando chi ha fatto affari con loro e denunciando dove stanno i capitali illeciti accumulati sulla pelle dei nostri parenti.
Capitali che sono così ben nascosti da impedire, ancora oggi, da parte dello Stato, di poter far fronte fino in fondo alle esigenze delle vittime del terrorismo eversivo e mafioso.
Pur comprendendone lo spirito, peraltro racchiuso in norme, non saranno qualche edificio adibito al sociale e qualche campo arato da ragazzi in buona fede al servizio troppo spesso della politica opportunistica a cambiare il sistema mafioso che vige in Italia, ma la presa di coscienza che o si toglie alla mafia veramente tutto quello che ha guadagnato uccidendo e rovinando persone, e lo si restituisce fino all'ultimo centesimo alle sue vittime, o i capi di "cosa nostra" non parleranno mai.
Del resto all'esterno del carcere la famiglia di Riina e quella di Provenzano, sono ampiamente garantite, visto che il potente Messina Denaro è ancora latitante, e prima o poi quei politici che hanno giurato alla mafia in sede di "trattativa", di abolire l'ergastolo e buttare alle ortiche il "41 bis", con le buone o con le cattive lo dovranno fare, fra una visita ipocrita e l'altra fuori e dentro dal carcere.
Ma in tal caso noi torneremo in piazza con gli striscioni a ricordare che il "41 bis" non si tocca,salvo collaborazione con la giustizia da parte della mafia, perché i nostri figli sono stati massacrati proprio per quella abolizione e che per risolvere il problema dell'affollamento delle carceri basta correggere qualche legge che se la prende con i ladri di polli, e riaprire per i boss le isole di Asinara e Pianosa senza se e senza ma.
Altro che visitare i mafiosi rei di strage eversiva in carcere, e portare fuori le loro lagne, le false apprensioni per i loro ricchi figli e il loro collaborazionismo da quattro soldi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA ANSA
952  del 
29/08/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, RIINA NON FA MEMORIALE PER RICATTARE

FIRENZE, 29 AGO - "La decisione di Totò Riina, che abbiamo appreso dalla st.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, RIINA NON FA MEMORIALE PER RICATTARE

FIRENZE, 29 AGO - "La decisione di Totò Riina, che abbiamo appreso dalla stampa, di non compilare un memoriale come aveva promesso è una strategia per ricattare il mondo politico, per avere una revisione dei processi e per farsi annullare il 41 bis".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili.
"Noi però non torneremo indietro - continua la Maggiani Chelli -.
Il 41 bis deve restare la pena necessaria per il contrasto alla mafia, fintanto che ognuno dei suoi adepti non collaborerà con la giustizia, smascherando chi ha fatto affari con loro e denunciando dove stanno i capitali illeciti accumulati sulla pelle dei nostri parenti.
Capitali che sono così ben nascosti da impedire, ancora oggi, da parte dello Stato, di poter far fronte fino in fondo alle esigenze delle vittime del terrorismo eversivo e mafioso".(ANSA).
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COMUNICATO
953  del 
05/09/2009
Rita Borsellino,che non possiamo non ringraziare ha messo, oggi a Firenze, il dito nella piaga sulle stragi del 1993.
La sorella del giudice morto.....
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Rita Borsellino,che non possiamo non ringraziare ha messo, oggi a Firenze, il dito nella piaga sulle stragi del 1993.
La sorella del giudice morto in via D'Amelio, ha detto quello che noi diciamo da sedici anni e sempre inascoltati.
E' vero, la morte dei Giudici Falcone e Borsellino, a volte sia pure in modo superficiale, ma sempre sono ricordate, mentre mai si ricordano o si nominano le stragi del 1993.
Si sono sempre fatti i salti mortali per far finire le stragi 1l 19 Luglio del 1992, come se i nostri morti fossero stati di serie b, ma non per questo è stata scientificamente messa in atto la grave dimenticanza, riteniamo piuttosto perchè i massacri del 1993 non devono esserci stati visto che pesano sulla coscienza di troppi.
La strage di via dei Georgofili, insieme a quella di Roma e Milano dell'anno 1993 sono state le fondamenta sulle quali si è gettata la seconda tragica Repubblica e il sangue dei nostri morti ha fatto da cemento, di questo noi siamo convinti, abbiamo perso la voce a furia di urlarlo.
Ci auguriamo quindi, sia arrivato il momento in cui la Magistratura fiorentina possa dare al Paese quella verità di cui ha bisogno insieme a noi le vittime di quel terribile anno di morte e distruzione.
Ci auguriamo che nuovi uomini politici vadano in Parlamento,per sostituire chi si è colluso con la mafia tanto da volere abolire a "cosa nostra" ergastolo e 41 bis, e i nuovi uomini trovino finalmente il coraggio di dare ai Giudici tutto il supporto possibile affinchè chiarezza sia fatta fino in fondo sulla morte dei nostri parenti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
954  del 
05/09/2009
MAFIA: ASS.GEORFOFILI, GRAZIE A BORSELLINO PER SUE PAROLE

ROMA, 5 SET - "Rita Borsellino, che non possiamo non ringraziare, ha messo og.....
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MAFIA: ASS.GEORFOFILI, GRAZIE A BORSELLINO PER SUE PAROLE

ROMA, 5 SET - "Rita Borsellino, che non possiamo non ringraziare, ha messo oggi a Firenze, il dito nella piaga sulle stragi del 1993".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli a nome dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La strage di via dei Georgofili, insieme a quella di Roma e Milano dell'anno 1993 sono state le fondamenta sulle quali si è gettata la seconda tragica Repubblica e il sangue dei nostri morti ha fatto da cemento, di questo noi siamo convinti, abbiamo perso la voce a furia di urlarlo.
Ci auguriamo quindi - è detto in una nota - sia arrivato il momento in cui la magistratura fiorentina possa dare al Paese quella verità di cui ha bisogno insieme a noi le vittime di quel terribile anno di morte e distruzione".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
955  del 
08/09/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MAGISTRATI DEVONO INDAGARE FATTI '93

FIRENZE, 8 SET - "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Magistra.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, MAGISTRATI DEVONO INDAGARE FATTI '93

FIRENZE, 8 SET - "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che ancora indaga sui fatti del 1993.
In via dei Georgofili a Firenze abbiamo perso i figli e alcuni di loro li abbiamo visti massacrati dal tritolo stragista, tanto che la loro vita oggi è in grave difficoltà. Ci mancherebbe altro che la Magistratura non indagasse più su fatti eversivi e mafiosi così gravi, come quelli che hanno visto all'opera 'cosa nostra' con migliaia di chili di tritolo".
Lo afferma in una nota la portavoce dell'Associazione Familiari Vittime della Strage di Via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"La Magistratura - aggiunge - ha il dovere di indagare fino in fondo sulla morte dei nostri parenti, per questo ci auguriamo che lo continui a poter fare in piena autonomia e libertà.
Ci spiace, e non possiamo condividere che si ritenga una congiura contro chi lavora per il bene del Paese, quando i Magistrati cercano di capire cosa è successo in Italia nel 1993.
Purtroppo nel 1993 non è stata una normale routine: ci sono stati 5 morti in Via dei Georgofili a Firenze, erano i nostri di figli, nessuno può cambiare questa tragica realtà". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
956  del 
09/09/2009
"Il resto sono chiacchiere prive di fondamento" e "la vera anomalia sta nel fatto che in Italia alcuni settori della Magistra..... Apri
"Il resto sono chiacchiere prive di fondamento" e "la vera anomalia sta nel fatto che in Italia alcuni settori della Magistratura agiscono secondo logiche di protagonismo e di politicizzazione impensabili in qualunque altro Paese dell'occidente avanzato".
Queste espressioni gravissime usate dal portavoce Capezzone davanti alla presa di posizione dell'ANM che ha supportato, in queste ore difficili, con un comunicato i magistrati di Milano e Palermo e inevitabilmente anche quelli di Firenze, ci lasciano esterrefatti.
Non riusciamo di comprendere come mai ci sia una così forte resistenza davanti allo sforzo che la Magistratura sta compiendo alla ricerca della verità completa sulle stragi del 1993.
I dati record di contrasto alla mafia messi sul piatto della bilancia, non possono pareggiare in alcun modo quella dolorosa ferita per noi ancora aperta, per la mancanza di verità completa sulla morte dei nostri parenti in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Del resto Matteo Messina Denaro presente sul luogo della strage, in quei giorni infausti che hanno seguito il massacro di Firenze, per seguirne la logistica, è ancora oggi latitante e questo non viene messo in conto quando si fanno confronti con i Paesi occidentali più avanzati che mai lascerebbero a piede libero un macellaio simile.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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NOTIZIA Adnkronos
957  del 
10/09/2009
MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, CONSENTIRE AI MAGISTRATI DI FARE LUCE SU STRAGE

Roma, 10 set.- (Adnkronos) - "La nuova norma sul cosiddetto.....
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MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, CONSENTIRE AI MAGISTRATI DI FARE LUCE SU STRAGE

Roma, 10 set.- (Adnkronos) - "La nuova norma sul cosiddetto 'carcere duro' non ha previsto che stragisti del calibro di Gioachino Calabrò ritornassero al '41 bis', da dove in tempi sospetti sono usciti".
E' quanto afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, chiedendo che "alla Magistratura sia finalmente consentito, senza se e senza ma, di lavorare in piena autonomia per arrivare finalmente ad incriminare i 'mandanti esterni a cosa nostra' per la strage del 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili a Firenze".
Per la Maggiani Chelli, "e' vero quanto asserito dal presidente del Consiglio, nessun governo da 10 anni a questa parte ha fatto si che il '41 bis' fosse reso efficace.
Questo governo ha varato una norma che di fatto dovrebbe impedire ai mafiosi di avere contatti pericolosi con l'esterno".
"Nessuno piu' di noi -aggiunge- e' testimone di tutto cio', perche' da dieci anni di Governo in Governo, non abbiamo fatto altro che combattere per far si che cio' che la mafia voleva in via dei Georgofili con tutto quel tritolo, ossia l'annullamento del 41 bis, fosse nullo.
E' altrettanto vero pero', che la nuova norma sul cosi detto 'carcere duro' non ha previsto che stragisti del calibro di Gioachino Calabro' ritornassero a '41 bis', da dove in tempi sospetti sono usciti".
Per questo, conclude la Maggiani Chelli, alla Magistratura deve essere consentito di lavorare "in piena autonomia per arrivare finalmente ad incriminare i 'mandanti esterni a cosa nostra' per la strage del 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili a Firenze".
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COMUNICATO
958  del 
11/09/2009
Dopo le parole del Ministro Alfano, teniamo a precisare che per quello che riguarda la strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze,non è..... Apri
Dopo le parole del Ministro Alfano, teniamo a precisare che per quello che riguarda la strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze,non è una revisione del processo di Firenze per le stragi del 1993 che necessita,bensì all'occorrenza, un nuovo processo per i "Mandanti esterni a cosa nostra".
Rammentiamo a tal proposito, che uno dei punti cardine del "papello" di Toto Riina, era giusto la revisione dei processi e "cosa nostra" muore dalla voglia di ribaltare processi già passati in giudicato, per vedere se può far uscire dal carcere il "gruppo di fuoco di Bagarella", e i mandanti interni a "cosa nostra" delle stragi del 1993 come i fratelli Graviano.
"Se non possiamo far annullare il "41 bis", possiamo tentare di far revisionare i processi per uscire dal carcere, in fondo è anche meglio".
Questo potrebbe essere il ragionamento caro alla mafia in questo momento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA Adnkronos
960  del 
11/09/2009
MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, PER NOI NO REVISIONE MA NUOVO PROCESSO
Roma, 11 set. - (Adnkronos) - "Dopo le parole del Ministro Alfano, t.....
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MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, PER NOI NO REVISIONE MA NUOVO PROCESSO
Roma, 11 set. - (Adnkronos) - "Dopo le parole del Ministro Alfano, teniamo a precisare che per quello che riguarda la strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, non e' una revisione del processo di Firenze per le stragi del 1993 che necessita, bensi' all'occorrenza, un nuovo processo per i 'mandanti esterni a cosa nostra'".
Lo dichiara, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Rammentiamo a tal proposito -continua la Maggiani Chelli- che uno dei punti cardine del 'papello' di Toto Riina, era giusto la revisione dei processi e 'cosa nostra' muore dalla voglia di ribaltare processi gia' passati in giudicato, per vedere se puo' far uscire dal carcere il 'gruppo di fuoco di Bagarella', e i mandanti interni a 'cosa nostra' delle stragi del 1993 come i fratelli Graviano".
"'Se non possiamo far annullare il '41 bis, possiamo tentare di far revisionare i processi per uscire dal carcere, in fondo e' anche meglio'.
Questo -conlcude la Maggiani Chelli- potrebbe essere il ragionamento caro alla mafia in questo momento".
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NOTIZIA ANSA
961  del 
15/09/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, APPREZZIAMO VICINANZA REGIONE TOSCANA

FIRENZE, 15 SET - "Abbiamo apprezzato in modo significativo e abbiamo sent.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, APPREZZIAMO VICINANZA REGIONE TOSCANA

FIRENZE, 15 SET - "Abbiamo apprezzato in modo significativo e abbiamo sentito tutta la vicinanza della Regione Toscana, questa mattina alla conferenza stampa indetta dalla Regione nel capoluogo toscano, in prossimità del concerto per la festa della legalità".
Lo afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La Regione Toscana, il vice Presidente Federico Gelli sempre vicini a tutti noi, anche nei momenti più difficili, ci hanno dimostrato oggi, che cercare la verità paga - prosegue la nota -.
Quella verità che noi andiamo perseguendo da 16 anni sempre al fianco della magistratura, voluta fortemente insieme a noi dalle Istituzioni toscane, come questa mattina è stato più che palese, riaccende tutta quella speranza che a volte nei momenti di scoramento può venire meno.
Siamo fermamente convinti di essere oggi più forti, per quanto ci siamo prefissi con la nostra Associazione, se la legalità in Toscana passa attraverso la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993".(ANSA).
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COMUNICATO
962  del 
15/09/2009
Se non lo ha ancora fatto, lo dica Gaspare Spatuzza visto che collabora con la giustizia, quale fu e se vi fu, un ulteriore movente per l'uccisio..... Apri
Se non lo ha ancora fatto, lo dica Gaspare Spatuzza visto che collabora con la giustizia, quale fu e se vi fu, un ulteriore movente per l'uccisione di Don Pino Puglisi.
Don Pino Puglisi, lo rammentiamo nel giorno dell'anniversario della sua morte, come colui che si batteva ogni giorno per levare i ragazzi dalle grinfie della mafia nel quartiere di Brancaccio, ma non possiamo non pensare che erano passati poco più di tre mesi dalla strage di via dei Georgofili, quando i fratelli Graviano diedero l'ordine a Grigoli, e giusto a Spatuzza, Lo Nigro e Giacalone (gli stragisti di Firenze) di ucciderlo.
Vorremmo, mentre ricordiamo Don Pino Puglisi, ucciso 16 anni fa nel giorno del suo compleanno, che tutti i suoi tentativi di battaglia contro l'operato mafioso dei fratelli Graviano fossero resi noti.
Quando i Graviano decisero di uccidere Don Puglisi, i due capi di "cosa nostra" erano da poco reduci da un soggiorno in Versilia a "ballare" sulle bare dei nostri morti, e il fatto è quantomeno inquietante, anche considerando che Don Pino Puglisi cercò all'epoca della sua morte, contatti con istituzioni antimafia, ma non fece in tempo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
963  del 
15/09/2009
MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, SPATUZZA RIVELI MOVENTE UCCISIONE DON PUGLISI

Roma, 15 set. - (Adnkronos) - "Se non lo ha ancora fatto.....
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MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, SPATUZZA RIVELI MOVENTE UCCISIONE DON PUGLISI

Roma, 15 set. - (Adnkronos) - "Se non lo ha ancora fatto, lo dica Gaspare Spatuzza visto che collabora con la giustizia, quale fu e se vi fu, un ulteriore movente per l'uccisione di don Pino Puglisi.
Don Pino Puglisi, lo rammentiamo nel giorno dell'anniversario della sua morte, come colui che si batteva ogni giorno per levare i ragazzi dalle sgrinfie della mafia nel quartiere di Brancaccio, ma non possiamo non pensare che erano passati poco piu' di tre mesi dalla strage di via dei Georgofili, quando i fratelli Graviano diedero l'ordine a Grigoli, e giusto a Spatuzza, Lo Nigro e Giacalone, gli stragisti di Firenze, di ucciderlo".
Lo dichiara, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel giorno dell'anniversario dell'uccisione, da parte della mafia, di don Pino Puglisi.
"Vorremmo -aggiunge la Maggiani Chelli- mentre ricordiamo don Pino Puglisi, ucciso 16 anni fa nel giorno del suo compleanno, che tutti i suoi tentativi di battaglia contro l'operato mafioso dei fratelli Graviano fossero resi noti.
Quando i Graviano decisero di uccidere don Puglisi, i due capi di 'cosa nostra' erano da poco reduci da un soggiorno in Versilia a 'ballare' sulle bare dei nostri morti, e il fatto e' quantomeno inquietante -conclude- anche considerando che don Pino Puglisi cerco' all'epoca della sua morte, contatti con istituzioni antimafia, ma non fece in tempo"..
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COMUNICATO
964  del 
18/09/2009
Senza nulla togliere a tutti quei Magistrati di varie Procure, che in Italia lavorano per dare giustizia alle vittime delle stragi del 1993, vogliamo ..... Apri
Senza nulla togliere a tutti quei Magistrati di varie Procure, che in Italia lavorano per dare giustizia alle vittime delle stragi del 1993, vogliamo dire che da sempre abbiamo apprezzato la riservatezza della Procura di Firenze per quanto riguarda le indagini sulla strage di Via dei Georgofili.
La Procura di Firenze a pieno titolo si occupa da tempo delle indagini sulle stragi del 1993 e sono oggi troppo importanti le dichiarazioni di un soggetto come Gaspare Spatuzza, uomo vicinissimo ai fratelli Graviano, dichiarato dalla Procura stessa "collaboratore di giustizia", per non prendere tutte le precauzioni immaginabili e possibili, a volte scomode e impopolari, affinchè chi si nasconde nell'ombra e rema contro non possa mettere in difficoltà verbali importantissimi.
In passato spesso abbiamo nutrito timori che certe divulgazioni fossero più atte ad informare chi la verità sulle stragi non la voleva per niente, piuttosto che ad aiutare nella ricerca della verità e abbiamo sempre nutrito grande rabbia e sofferenza.
Siamo quindi ancora una volta vicini alla Procura di Firenze nelle sue scelte, per quella ricerca di verità fortemente voluta dai Magistrati fiorentini e dai familiari delle vittime della strage di Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
965  del 
21/09/2009
Dalla Sicilia, Palermo, arriva forte e chiaro il richiamo al sistema di detenzione speciale di "41 bis".
Il Consiglio Direttivo della Ca.....
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Dalla Sicilia, Palermo, arriva forte e chiaro il richiamo al sistema di detenzione speciale di "41 bis".
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale dice "Rivedere le nuove norme sul 41 bis". "La gestione dei detenuti non risponde ai criteri di umanità e logistica che dovrebbero essere attuati in uno stato di diritto – affermano i legali – con particolare riguardo a quelli sottoposti al regime del 41 bis ed alle limitazioni del diritto di difesa degli avvocati".
I legali di Palermo proporranno all'unione camere penali italiane "di proclamare lo stato di agitazione nazionale dei penalisti e l'eventuale astensione a tempo indeterminato" Concordiamo sui criteri di umanità e logistica che dovrebbero essere attuati in uno stato di diritto per tutti i detenuti.
Tuttavia, rendiamo noto, nello specifico per i detenuti a "41 bis" rei di strage, che qualora Salvatore Riina e tutti gli altri fossero messi ancora in grado di far uscire dal carcere messaggi strafottenti nei confronti delle loro vittime, ed ancora più grave, far uscire attraverso colloqui messaggi inquietanti di palese ricatto per l'annullamento del "41 bis" e la revisione dei processi, come è stato fatto di recente attraverso le pagine di una testata giornalistica nazionale, scenderemo in via dei Georgofili ad oltranza, per protestare contro chi vuole la mafia vincente sulle tombe dei nostri figli.
Ricorderemo infatti a chiunque con ogni mezzo, che Salvatore Riina, lì, in quella via di Firenze, ha ucciso i nostri figli in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis".
Siamo oltremodo indignati davanti a tanta presa di posizione per i presunti diritti dei capi mafia, così come lo siamo per l'indifferenza totale davanti alle vittime di mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
966  del 
26/09/2009
Da 16 anni andiamo cercando la verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, siamo sempre stati vicini alla Magistratura Fior..... Apri
Da 16 anni andiamo cercando la verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, siamo sempre stati vicini alla Magistratura Fiorentina e sempre abbiamo effettuato azione di spinta nella ricerca della verità sul massacro dei nostri parenti. Oggi più che mai siamo convinti, che la Procura di Firenze stia facendo il massimo sforzo per portare avanti quelle indagini che serviranno a dare giustizia ai nostri morti e che mai sono state interrotte.
Riteniamo sia il momento di dare tutto il credito possibile a quei magistrati che hanno deciso di capire fino in fondo se vi siano possibilità che soggetti concorrenti nel reato, fossero con Riina a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Vogliamo con questa nostra nota, dare supporto e sostegno alla Magistratura inquirente in questo momento così impegnativo, ed essere certi che le Istituzioni siano tutte con noi in uno sforzo comune di ricerca di verità.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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COMUNICATO
967  del 
28/09/2009
Rammentiamo in quanto doveroso da parte nostra, quali vittime della mafia terrorista "cosa nostra", che il 26 Maggio scorso, nell'anniversario della s..... Apri
Rammentiamo in quanto doveroso da parte nostra, quali vittime della mafia terrorista "cosa nostra", che il 26 Maggio scorso, nell'anniversario della strage di via dei Georgofili, abbiamo incontrato in Prefettura a Firenze il Presidente della Repubblica Napolitano, al quale abbiamo chiesto sostegno alla Magistratura nella ricerca della verità completa sulle stragi del 1993, la risposta da parte del Capo dello Stato è stata in tal senso più che positiva.
Vorremmo quindi precisare che noi, "l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili", il messaggio di solidarietà da parte del Capo dello Stato lo abbiamo avuto, e ne siamo ampiamente soddisfatti.
Infatti stiamo aspettando che la Magistratura fiorentina, attraverso indagini oggi in corso, dia ai nostri morti completa giustizia, una volta per tutte, anche considerando che abbiamo presentato in Procura a Firenze, almeno due esposti che vertevano giusto alla ricerca della verità completa sulla morte dei nostri parenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
968  del 
28/09/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI A IDV, NAPOLITANO HA DATO SOLIDARIETA'

FIRENZE, 28 SET - L'Associazione tra i familiari delle vittime della .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI A IDV, NAPOLITANO HA DATO SOLIDARIETA'

FIRENZE, 28 SET - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili un "messaggio di solidarietà da parte del Capo dello Stato" lo ha avuto e i suoi iscritti ne sono "ampiamente" soddisfatti.
E' quanto scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli rivolgendosi al leader dell'Idv Antonio Di Pietro che ieri aveva sottolineato come Giorgio Napolitano avrebbe risposto 'no' a Sonia Alfano che, 'in nome di tutti i familiari delle vittime di mafia' lo aveva invitato ad aderire ad una manifestazione.
Maggiani Chelli ricorda che il 26 maggio scorso, proprio in occasione dell'anniversario della strage di via dei Georgofili, l'Associazione ha incontrato in prefettura a Firenze "il Presidente della Repubblica Napolitano, al quale abbiamo chiesto sostegno alla magistratura nella ricerca della verità completa sulle stragi del 1993: la risposta da parte del Capo dello Stato é stata in tal senso più che positiva".
"Infatti stiamo aspettando che la magistratura fiorentina - ricorda in conclusione Maggiani Chelli - attraverso indagini oggi in corso, dia ai nostri morti completa giustizia, una volta per tutte, anche considerando che abbiamo presentato in procura a Firenze, almeno due esposti che vertevano giusto alla ricerca della verità completa sulla morte dei nostri parenti".(ANSA).
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969  del 
29/09/2009
Attivato il servizio di Feed RSS nel sito.

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COMUNICATO
970  del 
30/09/2009
Persone come noi, familiari di vittime di delitti gravissimi come le stragi mafiose terroristiche del 1993, che oggi confidano nella Magistratura per ..... Apri
Persone come noi, familiari di vittime di delitti gravissimi come le stragi mafiose terroristiche del 1993, che oggi confidano nella Magistratura per avere finalmente verità completa, non comprendono aggressioni indiscriminate di Ministri di questo Governo contro i Magistrati.
Abbiamo conosciuto Magistrati che hanno dato la vita sotto l'immane fatica per arrivare a dare giustizia ai nostri morti come il Vice Procuratore Nazionale Antimafia Gabriele Chelazzi e altri ne conosciamo oggi che lavorano a ritmo serrato per arrivare in fondo ad una annosa questione che si dibatte da 16 anni, quella della verità completa sulle stragi del 1993.
Siamo amareggiati e costretti nostro malgrado a domandarci, se per caso gli attacchi alla Magistratura, possano essere mirati a screditare tutto l'operato di uomini fattivi e importanti dello Stato, qualora la verità sulla strage di via dei Georgofili fosse finalmente resa nota attraverso complicati e faticosi atti giudiziari.
Ricordiamo che la Magistratura di molte Procure in Italia, passando per Firenze sta lavorando alacremente per dare dignità al Paese attraverso la verità completa e quindi giustizia alle oltre 30 famiglie di Firenze e la Spezia per il massacro dei nostri figli nell'anno 1993 e questo per tutti noi è importantissimo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
971  del 
06/10/2009
RAI: ANNOZERO; ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A RUOTOLO

FIRENZE, 6 OTT - "Solidarietà al giornalista e alla famiglia di Sandro Ruotol.....
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RAI: ANNOZERO; ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A RUOTOLO

FIRENZE, 6 OTT - "Solidarietà al giornalista e alla famiglia di Sandro Ruotolo che, col suo giornalismo serio e di grande importanza, è stato vicino a tutti noi durante il processo di Firenze per le stragi del 1993, pertanto esprimiamo tutta la nostra".
L'ha espressa, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Coscienti quanto la ricerca della verità sui 'mandanti esterni alla mafia cosa nostra' per la strage di via dei Georgofili possa essere motivo di tensione, e di grande pericolosità - prosegue la nota - auspichiamo quanto prima che le indagini in corso nelle varie Procure si concretizzino con gli atti dovuti e si ponga finalmente fine a paure e timori che non possiamo scacciare con facilità, vista la tragica esperienza del 27 maggio 1993 sopportata dalle nostre famiglie".(ANSA).
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COMUNICATO
972  del 
08/10/2009
Vogliamo ringraziare i componenti della "Commissione pace" che oggi all'unanimità hanno accolto la mozione proposta dalla Presidente Su..... Apri
Vogliamo ringraziare i componenti della "Commissione pace" che oggi all'unanimità hanno accolto la mozione proposta dalla Presidente Susanna Agostini, e dai consiglieri Francesca Chiavacci, Cecilia Pezza e Andrea Pugliese.
La Commissione ha proposto di intestare la sala di lettura adiacente al Palagio di parte Guelfa, a due passi da Via dei Georgofili, " Alle vittime del 27 Maggio 1993".
L'obiettivo della mozione è anche quello di sostenere la raccolta di atti e di tesi di laurea che trattano il tema e diffondere la conoscenza del lavoro svolto.
Susanna Agostini da sempre vicina a tutti noi, ha colto in pieno il nostro desiderio più ambito, diffondere attraverso tesi di laurea frutto della consultazione di atti processuali, eventi tragici che hanno colpito il nostro Paese come la Strage di Via dei Georgofili.
Cogliamo in pieno quanto detto da Susanna Agostini nel presentare la mozione: "questo atto deve essere uno strumento di riflessione per l'Italia, non solo per mantenere memoria delle vittime ma anche per non dimenticare le motivazioni che conducono alle azioni di crimini e illegalità mafiose".
Infatti il 16 Aprile scorso, nell'aula Bunker di Santa Verdiana, presenti Comune, Regione Toscana e Provincia di Firenze, nel ricordare l'anniversario della morte del Magistrato di Gabriele Chelazzi, ci siamo rivolti ai rappresentanti dell'Università della Toscana e ai rappresentanti della Magistratura fiorentina affinchè una fattiva collaborazione in tal senso si potesse instaurare fra le due importanti Istituzioni.
Collaborazione che permetta agli studenti universitari di conoscere esattamente cosa è successo in questo Paese nella primavera estate 1993, e a capire quanto importante sia il raggiungimento completo della verità su quegli eventi.
Oggi dopo il via libera della commissione pace alla mozione della Susanna Agostini, vediamo i nostri desideri più vicini alla realizzazione, e aspettiamo fiduciosi un cenno positivo da tutte le Istituzioni chiamate in causa.
Il nostro appello nasce anche dal fatto che le stragi del 1993, quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, troppo spesso abbiamo la sensazione che ci siano state solo per noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
973  del 
09/10/2009
Dopo la trasmissione Anno Zero del 8 Ottobre 2009, il nostro è un comunicato di denuncia. Denunciamo le responsabilità quantomeno morali, e ci riservi..... Apri
Dopo la trasmissione Anno Zero del 8 Ottobre 2009, il nostro è un comunicato di denuncia. Denunciamo le responsabilità quantomeno morali, e ci riserviamo di verificare nelle dovute sedi, se vi siano state omissioni di atti di ufficio da parte di chicchessia, che comportino responsabilità penali, per quanti a conoscenza di una trattativa tra Mafia e Stato già nell'anno 1992, hanno taciuto a tempo debito lasciando così che i nostri parenti fossero uccisi nel 1993.
I tardivi "io sapevo" di questi ultimi mesi, come quello dell'ex Ministro Martelli, che vertono quasi certamente al tentativo di autoassolversi, ci indignano e aumentano quella rabbia che da 16 anni soffochiamo mentre invochiamo verità completa da chi per troppo tempo non ha voluto sentire.
Rendiamo noto con dolore che noi non abbiamo avuto l'opportunità di trasferire le famiglie all'estero sotto copertura, e i nostri figli sono morti.
Il fatto che tutto ciò sia avvenuto 16 anni fa, non fa si che noi possiamo rimanere impassibili davanti a trasmissioni alle quali non abbiamo potuto partecipare, per chiedere conto di persona davanti all'opinione pubblica, di responsabilità che riteniamo di una gravità inaudita.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
975  del 
09/10/2009
Siamo fermamente convinti che quanto sta succedendo in queste ore sia gravissimo.
E' fin troppo chiaro che dopo le esternazioni dell'ex .....
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Siamo fermamente convinti che quanto sta succedendo in queste ore sia gravissimo.
E' fin troppo chiaro che dopo le esternazioni dell'ex Ministro Martelli ieri sera ad anno zero, non si vuole richiamare l'attenzione sulle stragi del 1993, come se non fossero mai avvenute.
E' inutile far finta di ignorare ciò che noi andiamo ripetendo con insistenza in queste ore, le stragi del 1993, se ciò che è stato riportato durante la trasmissione è vero, si potevano evitare e non è stato fatto nulla perché ciò avvenisse.
E' questo il succo di quanto emerso ieri sera dai teleschermi di una rete nazionale, ignorare la nostra voce non servirà a nulla, in questo Paese ci sono soggetti che con i loro comportamenti e con i loro silenzi omertosi hanno condannato a morte i nostri parenti e questo nessuno può ignorarlo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
976  del 
09/10/2009
MAFIA:TRATTATIVA;ASS.GEORGOFILI,RIVELAZIONE MARTELLI TARDIVA FIRENZE, 9 OTT - "I tardivi 'io sapevo' di questi ultimi mesi, come quello..... Apri
MAFIA:TRATTATIVA;ASS.GEORGOFILI,RIVELAZIONE MARTELLI TARDIVA FIRENZE, 9 OTT - "I tardivi 'io sapevo' di questi ultimi mesi, come quello dell'ex ministro Martelli, che vertono quasi certamente sul tentativo di autoassolversi, ci indignano e aumentano quella rabbia che da 16 anni soffochiamo".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli
, portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in merito a quanto emerso nella trasmissione 'Annozero'.
"Denunciamo le responsabilità quantomeno morali - è scritto nella nota -, e ci riserviamo di verificare nelle dovute sedi se vi siano state omissioni di atti di ufficio, da parte di chicchessia, che comportino responsabilità penali, per quanti, a conoscenza di una trattativa tra mafia e Stato già nell'anno 1992, hanno taciuto a tempo debito lasciando così che i nostri parenti fossero uccisi nel 1993".
"Invochiamo verità completa da chi per troppo tempo non ha voluto sentire - aggiunge la nota - Noi non abbiamo avuto l'opportunità di trasferire le famiglie all'estero sotto copertura, e i nostri figli sono morti.
Il fatto che tutto ciò sia avvenuto 16 anni fa non fa sì che noi possiamo rimanere impassibili davanti a trasmissioni alle quali non abbiamo potuto partecipare per chiedere conto di persona di responsabilità che riteniamo di una gravità inaudita".(ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
978  del 
09/10/2009
Roma, 9 ott.(Adnkronos) - L'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze denuncia "le responsabilit..... Apri
Roma, 9 ott.(Adnkronos) - L'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze denuncia "le responsabilita' quantomeno morali" di quanti, "a conoscenza di una trattativa tra Mafia e Stato gia' nell'anno 1992, hanno taciuto".
La denuncia giunge all'indomani della puntata di Annozero incentrata sulel presunte trattative, negli anni '90, tra Stato e mafia.
"Denunciamo le responsabilita' quantomeno morali, e ci riserviamo di verificare nelle dovute sedi, se vi siano state omissioni di atti di ufficio da parte di chicchessia, che comportino responsabilita' penali -afferma in una nota la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli
- per quanti a conoscenza di una trattativa tra Mafia e Stato gia' nell'anno 1992, hanno taciuto a tempo debito lasciando cosi' che i nostri parenti fossero uccisi nel 1993". "I tardivi 'io sapevo' di questi ultimi mesi -continua la Maggiani Chelli
- come quello dell'ex ministro Martelli, che vertono quasi certamente al tentativo di autoassolversi, ci indignano e aumentano quella rabbia che da 16 anni soffochiamo mentre invochiamo verita' completa da chi per troppo tempo non ha voluto sentire".
"Rendiamo noto con dolore che noi non abbiamo avuto l'opportunita' di trasferire le famiglie all'estero sotto copertura, e i nostri figli sono morti.
Il fatto che tutto cio' sia avvenuto 16 anni fa -conclude la Maggiani Chelli
- non fa si che noi possiamo rimanere impassibili davanti a trasmissioni alle quali non abbiamo potuto partecipare, per chiedere conto di persona davanti all'opinione pubblica, di responsabilita' che riteniamo di una gravita' inaudita".
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977  del 
10/10/2009
Intervista di G.M.Chelli a Controradio il 09/10/..... Apri
Intervista di G.M.Chelli a Controradio il 09/10/2009
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NOTIZIA APCOM
979  del 
10/10/2009
Rai/ Annozero, Ass. vittime Georgofili:
Indignati da Martelli "Tardivi 'io sapevo' che vertono su tentativo di autoassolversi".....
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Rai/ Annozero, Ass. vittime Georgofili:
Indignati da Martelli "Tardivi 'io sapevo' che vertono su tentativo di autoassolversi"
10/10/2009 da APCOM

Indignazione e rabbia: questa la reazione di Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, dopo l'intervista rilasciata ad 'Annozero' dall'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli.
"I tardivi 'io sapevo' di questi ultimi mesi, come quello dell'ex ministro Martelli - si legge in una nota - che vertono quasi certamente sul tentativo di autoassolversi, ci indignano e aumentano quella rabbia che da 16 anni soffochiamo".
L'associazione si riserva di "verificare nelle dovute sedi se vi siano state omissioni di atti di ufficio, da parte di chicchessia, che comportino responsabilità penali, per quanti, a conoscenza di una trattativa tra mafia e Stato già nell'anno 1992, hanno taciuto a tempo debito, lasciando così che i nostri parenti fossero uccisi nel 1993".
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COMUNICATO
980  del 
12/10/2009
Nei giorni 13 e 14 Ottobre p.v. a Novoli presso il Polo Universitario facoltà di Giurisprudenza, come ormai da 5 anni, si terrà il FORUM NAZIONALE CON..... Apri
Nei giorni 13 e 14 Ottobre p.v. a Novoli presso il Polo Universitario facoltà di Giurisprudenza, come ormai da 5 anni, si terrà il FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA.
All'incontro organizzato dagli "STUDENTI DI SINISTRA" parteciperà come ogni anno, anche l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, convinti come siamo dell'importanza di poter parlare davanti ai giovani, in questo caso studenti universitari, di ciò che è avvenuto in Via dei Georgofili il 27 Maggio del 1993.
Il Forum costa di 4 incontri disposti su due giorni, parteciperemo con nostri interventi almeno a tre degli incontri sui temi che ci stanno a cuore .
Cercheremo di dare risposte a uno dei quesiti del Forum dal titolo "La mafia è morta?", dimostreremo ampiamente più che mai che noi possiamo dire il contrario.
Porteremo il nostro contributo al quesito "Come si arricchisce la mafia", perché con l'attentato di via dei Georgofili il timore della mafia e di quanti si erano collusi con la stessa, riteniamo essere stato proprio quello di non arricchirsi più alle spalle di tutti noi cittadini italiani nei modi e nella misura fino a quel momento addottati.
Consiglieremo quindi la lettura di un libro secondo noi molto valido, che ben mette in evidenza dal nostro punto di vista ciò che stava avvenendo in Italia in quel 1993 e che stava mettendo in discussione giusto gli arricchimenti della mafia e dei suoi accoliti.
Parleremo di "informazione", "intercettazioni" e "politica e mafia" nell'ambito dell'incontro preposto a questi tre temi, analizzeremo i problemi strettamente dalla nostra angolazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
981  del 
12/10/2009
MAFIA: A FORUM FIRENZE OSPITI DAVIGO, INGROIA E CAVALLI

FIRENZE, 12 OTT - E' annunciata la partecipazione anche dei magistrati Pier Cam.....
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MAFIA: A FORUM FIRENZE OSPITI DAVIGO, INGROIA E CAVALLI

FIRENZE, 12 OTT - E' annunciata la partecipazione anche dei magistrati Pier Camillo Davigo e Antonio Ingroia e dell'attore Giulio Cavalli, sotto scorta per le minacce ricevute a causa dei suoi spettacoli teatrali, alla V edizione del Forum nazionale contro la mafia, in programma domani e mercoledì a Firenze al polo di scienze sociali dell'Ateneo fiorentino.
Tanti gli incontri in programma, nel corso dei quali, giornalisti, docenti universitari e magistrati discuteranno delle infiltrazioni della mafia nei vari settori della società italiana, quali politica, informazione, edilizia, sanità.
La rassegna, organizzata dagli Studenti di Sinistra, è stata presentata stamani a Firenze dalla rappresentante della sigla studentesca nel cda dell'università Katia Disabato e dal presidente provinciale dell'Anci Silvano Sarti.
"E' importante parlare e riparlare di mafia, sopratutto in un ambiente come quello universitario, dove i giovani si formano e si informano" ha spiegato Disabato nel corso dell'incontro.
Alla rassegna prenderanno parte, tra gli altri, anche Giovanni Maggiana Chelli, dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili e il parroco della comunità di base delle Piagge don Alessandro Santoro.
Domani sera, a partire dalle 21, Cavalli leggerà alcuni brani dal testo del suo spettacolo 'A cento passi dal Duomo' dedicato al radicamento della mafia nella città di Milano. (ANSA)
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NOTIZIA AGI
982  del 
14/10/2009
Forum Nazionale contro la mafia.

Si è chiusa oggi, mercoledì 14 ottobre, la V edizione del "Forum Nazionale contro la mafia", con, .....
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Forum Nazionale contro la mafia.

Si è chiusa oggi, mercoledì 14 ottobre, la V edizione del "Forum Nazionale contro la mafia", con, a partire dalle ore 15, l'assemblea plenaria dal titolo "Informazione, intercettazioni, politica e mafia" alla quale hanno partecipato in qualità di relatori Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione "Tra i familiari delle vittime di Via dei Georgofili" e i giornalisti Rosario Cauchi e Peter Gomez.
Pino Maniaci, direttore di "Telejato", non ha potuto essere presente all'assemblea, ma è intervenuto collegandosi in videoconferenza su skype.

Rosario Cauchi ha evidenziato i problemi che si incontrano quando si cerca di fare informazione in luoghi come Gela o Caltanissetta: "c'è un contatto diretto con i soggetti di cui scrivi e questo è problematico perché devi necessariamente esporti".
Cauchi ha affermato di non aver mai avuto problemi a pubblicare determinate notizie, ma chiunque, editori inclusi, fa pressioni affinché si mantengano dei toni blandi "e quindi inevitabilmente ti impone dei vincoli o comunque una sorta di attenuazione".
Infine, Cauchi ha sottolineato come i problemi connessi alla libertà d'informazione, di cui attualmente si parla molto, "a livello locale sono inevitabilmente quadruplicati, amplificati e la legislazione nazionale non arriva in appoggio a una certa attività".

Giovanna Maggiani Chelli ha affermato che è vero che fare informazione è molto difficile, ma secondo l'associazione da lei rappresentata c'è una malafede in tutta l'informazione, a prescindere dall'appartenenza politica: "a ridosso di una manifestazione sulla libertà di stampa, non si è detto che le stragi del '93 sono state la conseguenza di tanti che sapevano della trattativa tra Stato e mafia e che hanno taciuto.
L'informazione si è concentrata solo sulla morte di Borsellino, dalla quale anche noi ci sentiasmo profondamente toccati, ma ci permettiamo di pensare che la madre di tutte le stragi del '92-'93 siamo noi perché si sanno le ragioni per cui la mafia voleva la morte di Falcon e Borsellino, ma il vero movente della strage di Via dei Georgofili ancora è sconosciuto: sono stati piazzati 300 chili di tritolo in un posto che non era vicino a una caserma né era frequentato da magistrati, non era un punto sensibile in questo senso".

Pino Maniaci si è soffermato sulle difficoltà che riscontra a fare informazione a livello locale, già evidenziate da Cauchi: "ti capita di uscire e al bar incontrare il mafioso di cui hai parlato 5 minuti prima".
Tra gli ostacoli che Maniaci deve affrontare quotidianamente spiccano le querele: "credo di essere il più querelato d'Italia: ho 277 querele".
Maniaci ha inoltre sottolineato come l'ordine dei giornalisti non sia aperto verso chi giornalista non è, ma fa informazione: "non mi sono iscritto all'Ordine dei giornalisti perché non credevo che per scrivere nome e cognome dei mafiosi che camminano per la citta servisse un tesserino.
È venuto da me il presidente dell'Ordine per chiedermi di fare il tesserino.
Io sono stato assolto dall'accusa di esercizio abusivo della professione grazie all'articolo 21 della Costituzione.
Io continuerò a informare con o senza tesserino".
Infine, Maniaci, ricordando quanto siano fondamentali le intercettazioni per le indagini antimafia, si è soffermato sulle potenziali conseguenze negative che avrebbe il nuovo disegno di legge in materia, di cui tanto si parla: "noi non potremmo parlare dei processi finché non è uscita la sentenza della Cassazione; non potremmo parlare dei processi a Dell'Utri e a Cuffaro.
Io continuerò a farlo comunque".

Peter Gomez ha spiegato l'importanza di un'informazione indipendente e i principali motivi per cui questo tipo di informazione è praticamente assente nel nostro paese: "è preoccupante che la persona che è adesso al governo, Silvio Berlusconi, abbia iniziato la sua carriera politica grazie a un signore condannato in primo grado a 9 anni per fatti di mafia.
Anch'io dico che non dev'essere la magistratura a selezionare la nostra classe politica perché non conta se Dell'Utri magari verrà assolto, ma alcuni fatti incontrovertibili, che non sono di destra o di sinistra, rimangono: è un fatto che Dell'Utri ha detto di aver avuto rapporti continuati per una trentina d'anni con uomini di Cosa Nostra, anche se lui ha dichiarato che non sapeva che si trattava di mafiosi.
I fatti restano e vanno raccontati.
Nel nostro paese questo non succede".
Gomez ha sottolineato come l'informazione non sia libera proprio perché essendo questi fatti incontestabili, getterebbero un'ombra su molti politici e a tal proposito il giornalista ha fatto l'esempio del processo Dell'Utri che non è stato seguito da nessun giornale: "se le cose vengono raccontate è più difficile per un collegio fare delle porcate, mentre se c'è silenzio è difficile poi capire se un'assoluzione o una condanna sono viziate".
Questo si ripercuote sulla struttura dei giornali: "chi scrive di queste cose non fa carriera, gli altri sì.
Poi ci sono casi particolari, come il mio, di giornalisti che riescono a far carriera con i libri, non con gli articoli di giornale".

Gomez si è detto inoltre d'accordo con Giovanna Maggiani Chelli
sul fatto che le stragi del '93 sono state la conseguenza della trattativa tra Stato e mafia, aggiungendo che la mafia smise di ricorrere alle stragi perché evidentemente aveva trovato altri canali: "la mafia non stava dialogando con quelli di prima perché con loro non aveva ottenuto quello che voleva, come l'abolizione del 41 bis; vuol dire che dialogavano con altri interlocutori.
Se questi nuovi protagonisti della trattativa siano Berlusconi e Dell'Utri noi non lo sappiamo, ma ci sono alcuni fatti che non si possono negare".

A proposito delle intercettazioni, Gomez ha sottolineato come il ddl che il governo vuole fare passare, non è una novità: "quando Mastella era ministro di Grazie e Giustizia per il centrosinistra aveva proposto a uno dei due rami del Parlamento qualcosa di molto simile; era anche interesse loro che non si parlasse di alcune cose".

Gomez ha affermato che tutto questo non è casuale "e la cosa grave è che l'opposizione non lo dice che non è casuale".

Nonostante tutto ciò "non dobbiamo essere pessimisti - ha concluso Gomez - internet ci dà una mano".
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NOTIZIA Adnkronos
983  del 
16/10/2009
MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, CONSEGNA PAPELLO CI RENDE GIUSTIZIA

Roma, 16 ott.(Adnkronos) - "L'elenco di richieste che .....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, CONSEGNA PAPELLO CI RENDE GIUSTIZIA

Roma, 16 ott.(Adnkronos) - "L'elenco di richieste che cosa nostra fece allo Stato nel 1992-1993 e che in sede di trattativa e' stato sicuramente il motivo per il quale i nostri parenti sono morti a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, e' stato finalmente consegnato ai magistrati. Della qual cosa noi siamo molto contenti, se non altro perche' finalmente ci e' stata resa giustizia visto che da 16 anni andiamo usando la parola 'Papello' davanti allo scetticismo generale".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Diciamo inoltre - continua la Maggiani Chelli - che gia' negli atti processuali di Firenze per le stragi del 1993, la 'trattativa' in argomento risultava ben evidenziata e non occorreva aspettare 16 anni, e mandare in televisione un uomo legato alla mafia per rendere nota la cosa.
Esterniamo quindi la nostra preoccupazione -aggiunge- e non possiamo non domandarci quale sia ancora una volta il prezzo che dobbiamo pagare in termini di verita' sulla strage di via dei Georgofili, davanti alle esigenze di quella politica che per 16 anni ha taciuto e oggi ancora una volta solleva polverone quasi a voler sminuire il lavoro dei magistrati".
"Come sempre - conclude - ci auguriamo che la Procura di Firenze come gia' fece ai tempi del magistrato Chelazzi, lavori lontana da urli e strepiti, per dare ai nostri morti quella giustizia dentro i Tribunali alla quale hanno ampiamente diritto".
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NOTIZIA Adnkronos
984  del 
17/10/2009
MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, GRANDE SCRUPOLO IN VAGLIO AUTENTICITA' 'PAPELLO'

Roma, 17 ott.- (Adnkronos) - ".....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, GRANDE SCRUPOLO IN VAGLIO AUTENTICITA' 'PAPELLO'

Roma, 17 ott.- (Adnkronos) - "Se e' pur vero che la consegna alle Procure del 'papello', ovvero richieste della mafia allo Stato, causa peraltro della morte dei nostri parenti in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, ci ha ampiamente gratificato, se non altro, a dimostrazione che la nostra caparbieta' nella ricerca della verita' non era ansia di giustizia, siamo pero' molto d'accordo con il Capo Procura di Palermo Dottor Messineo.
L'autenticita' di un documento consegnato in fotocopia e con al suo interno contenente un punto sulla 'dissociazione', va vagliata con grande scrupolo".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La dissociazione e' un modo di collaborare da noi ampiamente contestato, perche' non prevedeva collaborazione e tanto meno consegna di beni e denuncie varie da parte dei mafiosi.
La dissociazione fu richiesta dalla mafia molto piu' avanti del 1992, giusto ai tempi quando la chiese il boss Aglieri ormai gia' in carcere e con lui in carcere tutti gli altri".
"La mafia, che abbiamo avuto modo di conoscere sulla nostra pelle in modo traumatico ci ha obbligati a guardarla sempre con sospetto e il figlio di Ciancimino che ha pur sempre respirato una clima altamente mafioso, lo ascoltiamo con ancora piu' sospetto e drammatico e' stato per noi vederlo in una televisione di Stato.
Peraltro trasmissione durante la quale noi non abbiamo potuto fare domande, eppure siamo parte lesa anche di fronte all'opinione pubblica in quella drammatica stagione di stragi del 1993", conclude Maggiani Chelli.
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COMUNICATO
985  del 
18/10/2009
E' stata drammatica la conseguenza per noi, quando la mafia ha deciso che non poteva uccidere coloro che dovevano dare risposte alle sue richiest..... Apri
E' stata drammatica la conseguenza per noi, quando la mafia ha deciso che non poteva uccidere coloro che dovevano dare risposte alle sue richieste come Calogero Mannino, Martelli, Andreotti Vizzini e quant'altri.
Doveva cambiare strategia "cosa nostra" e si è orientata sulle stragi terroristiche eversive, che hanno visto coinvolti i nostri parenti.
L'analisi del PNA Grasso è chiara e senza giri di parole e non possiamo non comprendere l'uomo delle istituzioni.
Tuttavia noi abbiamo perso i figli il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, e il nostro ragionamento è diverso, in questo Paese mentre alcuni settori dello Stato trattavano con uomini pericolosissimi come Salvatore Riina, poco si è pensato alle conseguenze di quella trattativa e questo non è perdonabile a nessuno, soprattutto a coloro che sapevano prima delle stragi del 1993 della trattativa in corso, e solo ora parlano perché la coperta è troppo corta.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
986  del 
18/10/2009
MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, DRAMMATICHE CONSEGUENZE

CATANIA, 18 OTT - "E' stata drammatica la conseguenza per noi, quando .....
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MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, DRAMMATICHE CONSEGUENZE

CATANIA, 18 OTT - "E' stata drammatica la conseguenza per noi, quando la mafia ha deciso che non poteva uccidere coloro che dovevano dare risposte alle sue richieste, come Calogero Mannino, Martelli, Andreotti e quant'altri.
Doveva cambiare strategia, Cosa nostra, e si è orientata sulle stragi terroristiche eversive, che hanno visto coinvolti i nostri parenti": lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"L'analisi del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso é chiara e senza giri di parole e non possiamo non comprendere l'uomo delle istituzioni - osserva Maggiani Chelli - tuttavia noi abbiamo perso i figli il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, e il nostro ragionamento è diverso: in questo Paese, mentre alcuni settori dello Stato trattavano con uomini pericolosissimi come Salvatore Riina, poco si è pensato alle conseguenze di quella trattativa e questo non è perdonabile a nessuno, soprattutto a coloro che sapevano prima delle stragi del 1993 della trattativa in corso, e solo ora parlano perché la coperta è troppo corta".(ANSA).
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ARTICOLO
987  del 
18/10/2009
Articolo tratto da ilmessaggero.it del 18 OTTOBRE 2009

Grasso: trattativa Stato-mafia salvò la vita a molti ministri.
Viola.....
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Articolo tratto da ilmessaggero.it del 18 OTTOBRE 2009

Grasso: trattativa Stato-mafia salvò la vita a molti ministri.
Violante: papello bufala Il procuratore antimafia: forse via D'Amelio legata a trattativa
Idv e Udc: affermazioni gravi, fuori i nomi.
Vizzini: io vittima

ROMA (18 ottobre) - «La trattativa tra Stato e mafia ha salvato la vita a molti ministri» ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, in un'intervista a "La Stampa" commentando la vicenda del "papello".
«Per la verità - dice Grasso - le indagini precedenti avevano in qualche modo accertato l'esistenza di un tentativo di Cosa nostra di entrare in contatto col potere politico.
E' processuale il contatto degli ufficiali del Ros, Mori e De Donno, con Vito Ciancimino.
Ed è processualmente accertato che alla mafia, in cambio della resa dei vertici, fu offerto "un ottimo trattamento per i familiari", un "ottimo trattamento carcerario" e una sorta di "giusta valutazione delle responsabilità"». Secondo Grasso tutto questo «lascia intuire il meccanismo che Riina ripete ogni volta, che vuole in qualche modo dare vitalità a una trattativa che risulta difficoltosa.
Le proposte del Ros, infatti, sembrano minime a Ciancimino che, a sua volta, si rifiuta di trasmetterle a Riina, anche per timore di ritorsione nei suoi confronti, e perciò suggerisce di 'congelarè tutto e prendere tempo.
Le indagini ci diranno poi che Riina, invece, opta per accelerare i tempi e vara la fase operativa per compiere un attentato nei miei confronti.
Progetto che sfuma per un disguido tecnico e anche perché in quel momento viene catturato». Grasso: forse via D'Amelio serviva a riscaldare la trattativa.
«Anche via D'Amelio - aveva detto Grasso nell'intervista - potrebbe essere stata fatta per "riscaldare" la trattativa.
In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome.
Cambiano obiettivo probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste.
In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici».
Grasso cita le carte processuali e anche di un "papellino" comparso poco tempo prima del "papello": «Potrebbe essere stato consegnato ai carabinieri del Ros, al colonnello Mori che nega l'episodio, da uno strano collaboratore dei servizi che chiedeva l'abolizione dell'ergastolo per i capimafia Luciano Liggio, Giovanbattista Pullarà, Pippo Calò, Giuseppe Giacomo Gambino e Bernardo Brusca.
Anche quelle richieste ovviamente finirono nel nulla perchéirrealizzabili». Di Pietro: è gravissimo, Grasso riferisca alla Commissione antimafia.
«Se c'è stata una trattativa tra Stato e mafia si aprano i cassetti e si tirino fuori i nomi - dice Antonio Di Pietro - Chiediamo alla Commissione antimafia un'immediata audizione del procuratore Grasso, affinché chiarisca le preoccupanti affermazioni riportate oggi nell'intervista.
E' gravissimo che nel nostro Paese ci sia stata una struttura parallela all'interno delle istituzioni che abbia gestito gli affari con le cosche mafiose.
Le zone d'ombra, le trattative sottobanco non appartengono ad uno Stato di diritto».
Secondo il leader dell' Idv, «lo scenario che si sta aprendo su questa vicenda delle stragi è inquietante, soprattutto adesso che ad ammettere l'esistenza di una trattativa tra mafia e Stato è il procuratore antimafia.
Grasso, tra l'altro, ha affermato che questa sarebbe stata portata avanti nell'interesse dell' incolumità personale di alcuni politici di alto rango di allora, a cominciare da Andreotti, lo stesso che una sentenza definitiva ha, nel frattempo, accertato di avere avuto rapporti con la mafia, anche se impossibili da valutare penalmente perché prescritti.
Non possiamo credere che a tenere le fila della trattativa tra mafia e Stato fossero soltanto gli ufficiali dei Ros».
Di Pietro chiede di «conoscere i nomi dei politici che hanno gestito i contatti con Cosa nostra, gli uomini chiave che prendevano le decisioni» e di «sapere anche qual è il prezzo che lo Stato ha dovuto pagare.
Tra l'altro vorremmo capire se i magistrati più esposti erano stati avvisati e tutelati e, nel caso, se l'insufficiente tutela sia stata una conseguenza del diniego e dissenso dei magistrati alla trattativa». Violante: quel "papello" è una bufala.
«Quel documento pubblicato è una bufala: dico quello pubblicato, perché altri magari no» ha detto Luciano Violante, ex presidente della Camera, rispondendo ai giornalisti sulla questione del "papello" alla base di una presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra.
Secondo Violante si tratta di una bufala perché nel documento «si fa riferimento a cose come il 41 bis o la dissociazione, che è un tema che verrà fuori molto tempo dopo» e occorre, quindi, «capire perché è uscito quel documento che è fasullo e che cosa voleva dire.
Ho l'impressione che il documento che la magistratura ha in mano sia diverso da quello pubblicato.
Sta ai magistrati capire cosa è successo: sta a noi spingere senza interpretazioni di parte, perché la verità venga fuori». Vizzini: io vittima, Grasso lo precisi.
«Sono certo - dice il senatore Carlo Vizzini (Pdl) - che il procuratore Piero Grasso, che è stato a lungo procuratore capo a Palermo, intenda riferirsi alla mia persona esclusivamente come minacciato di morte, e non come possibile trattativista, e lo invito su questo punto a precisare il suo pensiero.
Allora come oggi sono oggetto di gravi minacce, ma sono sempre andato diritto per la mia strada come dimostrato dalle mie proposte concrete.
Lo Stato deve sempre garantire i suoi cittadini e non i suoi politici.
Proverei profondo disprezzo per chiunque avesse trattato con la mafia.
Personalmente avrei preferito 100 volte essere ucciso piuttosto che ci fosse stata una trattativa con i mafiosi che, come ho sempre sostenuto, devono morire poveri e in galera con il carcere duro.
Se davvero, come oggi sembra, c'è stata una trattativa tra Stato e mafia, è stato compiuto un misfatto gravissimo che rappresenta ancora oggi una notte buia nella storia della nostra Repubblica.
Chiunque vi abbia partecipato deve pagare senza riguardo alcuno.
Oggi, grazie alla mia iniziativa, invece di trattare, i mafiosi moriranno in carcere poveri con il nuovo 41 bis da me proposto e approvato in Parlamento». D'Alia (Udc): Grasso riferisca alla Commissione antimafia.
«Le dichiarazioni del procuratore antimafia Grasso sulla trattativa e le stragi, sono troppo gravi ed importanti per essere mero oggetto di dichiarazioni stampa domenicali - dice Gianpiero D'Alia, Udc, componente della Commissione antimafia - Ormai i fatti e le dichiarazioni rese dai protagonisti di questa brutta pagina di storia italiana sono oggetto di dispute giornalistiche che non fanno bene alla verità.
E' indispensabile che la Commissione antimafia acceleri i tempi d'esame della vicenda stragi definendo un calendario di audizioni dei tanti che sanno e che solo oggi cominciano a ricordare». Licandro (Pdci): i politici che sapevano parlino.
«Si fa sempre più forte la sensazione che si voglia tenere fuori la politica da tutta questa vicenda - dice Orazio Licandro, della segreteria nazionale del Pdci - Se c'è stata una trattativa tra mafia e Stato è ora che chi sa parli.
Non si può continuare ad essere omertosi.
Che siano stati solo i carabinieri del Ros a condurre le trattative è una mezza verità.
E' ora di conoscere chi nel mondo politico sapeva e ha partecipato a questa sconceria e cosa abbia comportato per lo Stato questa trattativa.
L'ora del silenzio è scaduta». Associazione Via Georgofili: drammatiche conseguenze.
«E' stata drammatica la conseguenza per noi, quando la mafia ha deciso che non poteva uccidere coloro che dovevano dare risposte alle sue richieste, come Calogero Mannino, Martelli, Andreotti e quant'altri.
Doveva cambiare strategia, Cosa nostra, e si è orientata sulle stragi terroristiche eversive, che hanno visto coinvolti i nostri parenti»: lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«L'analisi del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso è chiara e senza giri di parole e non possiamo non comprendere l'uomo delle istituzioni - osserva Maggiani Chelli- tuttavia noi abbiamo perso i figli il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, e il nostro ragionamento è diverso: in questo Paese, mentre alcuni settori dello Stato trattavano con uomini pericolosissimi come Salvatore Riina, poco si è pensato alle conseguenze di quella trattativa e questo non è perdonabile a nessuno, soprattutto a coloro che sapevano, prima delle stragi del 1993, della trattativa in corso, e solo ora parlano perché la coperta è troppo corta».

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COMUNICATO
988  del 
19/10/2009
Le belle parole del Procuratore Grasso al TG3 per noi purtroppo sono amare come il fiele. Intanto perché troppe bugie abbiamo ascoltato in questi anni..... Apri
Le belle parole del Procuratore Grasso al TG3 per noi purtroppo sono amare come il fiele. Intanto perché troppe bugie abbiamo ascoltato in questi anni,mentre cercavamo giustizia completa per la morte dei nostri parenti, e perché le conseguenze delle quali il PNA parla oggi con grande semplicità, noi le abbiamo pagate tutte e senza sconti.
Non ci interessa se si è cercato di fermare una deriva stragista con interlocutori credibili, e ancora meno ci interessa se non si è riusciti a non riconoscere a "cosa nostra", malgrado lo sforzo, un ruolo tale da essere a livello di trattare con lo Stato.
Quella sbagliata e vigliacca trattativa giocata tutta sulla pelle dei nostri figli, non solo ha avuto conseguenze dolorosissime, ma è stata la dimostrazione della totale impotenza dello Stato contro la mafia.
Impotenza che permane ancora oggi e lo sanno tutti benissimo, visto come sono trattate le nostre vittime.
Si dimettano quindi come primo provvedimento da qualunque incarico pubblico e politico, quanti hanno messo a punto una trattativa più che ignobile con la mafia e quanti erano a conoscenza della trattativa con "cosa nostra" già dal 1992 e si sono chiusi in omertosi opportunistici silenzi per sedici anni.
Da questo momento in poi dedicheremo tutte le nostre forze, a cercare di perseguire attraverso la legge, quanti sono responsabili in Italia insieme alla mafia della morte dei nostri parenti. Diciamo altresì che rivelare oggi dopo 16 anni una trattativa nei termini nei quali l'ha rivelata il PNA Grasso, ovvero dire:
"Era un momento terribile, bisognava, cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone.
I contatti servivano a questo e ad avere degli interlocutori credibili.
Ma il problema era quello di non riconoscere a "cosa nostra" un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c'è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze"
E' una cosa che nessuno ci farà mai ingoiare per il quieto vivere di certi uomini dello Stato, i quali dovrebbero non solo cambiare mestiere, ma vergognarsi di indossare una divisa, una toga, di nascondersi dietro ad un simbolo politico, ad una carica istituzionale.
E ancora di più dovrebbero vergognarsi di aver nascosto per sedici anni a delle madri i nomi di chi ha ucciso i loro figli, ma soprattutto i nomi di chi li ha lasciati uccidere, perché dovevano tenere nascosta una vergognosa trattativa andata male.
Ammesso e non concesso che tutto questo sia la verità, perché a questo punto potrebbe benissimo essere ancora un tentativo per riallungare quella coperta che per troppi ormai insistiamo è davvero corta, siamo stanchi di bugie e mezze verità, meritiamo rispetto e invece sentiamo intorno a noi solo desolante isolamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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NOTIZIA ANSA
989  del 
19/10/2009
MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, I COINVOLTI SI DIMETTANO

CATANIA, 19 OTT - "Non ci interessa se si è cercato di fermare una deriva .....
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MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, I COINVOLTI SI DIMETTANO

CATANIA, 19 OTT - "Non ci interessa se si è cercato di fermare una deriva stragista con interlocutori credibili, e ancora meno ci interessa se non si è riusciti a non riconoscere a cosa nostra, malgrado lo sforzo, un ruolo tale da essere a livello di trattare con lo Stato".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando le dichiarazioni del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.
"Quella sbagliata e vigliacca trattativa giocata tutta sulla pelle dei nostri figli - aggiunge Maggiani Chelli - non solo ha avuto conseguenze dolorosissime, ma è stata la dimostrazione della totale impotenza dello Stato contro la mafia.
Impotenza che permane ancora oggi e lo sanno tutti benissimo, visto come sono trattate le nostre vittime".
L'associazione dei Georgofili chiede che "si dimettano quindi come primo provvedimento da qualunque incarico pubblico e politico, quanti hanno messo a punto una trattativa più che ignobile con la mafia e quanti erano a conoscenza della trattativa con Cosa nostra già dal 1992 e si sono chiusi in omertosi opportunistici silenzi per sedici anni".
"Da questo momento in poi - annuncia Maggiani Chelli - dedicheremo tutte le nostre forze, a cercare di perseguire attraverso la legge, quanti sono responsabili in Italia insieme alla mafia della morte dei nostri parenti". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
990  del 
22/10/2009
MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, PAPELLO FU SOTTOVALUTATO

FIRENZE, 22 OTT - Sul 'papello', l'elenco di richieste che Cosa .....
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MAFIA: TRATTATIVA; ASS. GEORGOFILI, PAPELLO FU SOTTOVALUTATO

FIRENZE, 22 OTT - Sul 'papello', l'elenco di richieste che Cosa nostra mise come alternativa alle stragi, e sul documento anonimo in otto pagine inviato ad alcuni parlamentari l'associazione di via dei Gergofili presentò un esposto il 9 marzo 2005.
Lo ricorda la portavoce dell'associazione che riunisce i parenti delle cinque vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli. "Entrambi i documenti, - spiega Chelli - papello prima e anonimo dopo, sono stati ampiamente sottovalutati dalle più importanti istituzioni del Paese, così come dalla politica e da molti altri ancora".
Secondo Chelli, "tanta faciloneria è stata sicuramente la causa di morte di cinque persone e il ferimento di 48 soggetti di cui alcuni in modo grave in via Georgofili a Firenze, il 27 maggio 1993".
(ANSA).
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991  del 
23/10/2009
Intervista di G.M.Chelli a IlFattoQuotidia..... Apri
Intervista di G.M.Chelli a IlFattoQuotidiano il 22/10/2009
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COMUNICATO
992  del 
26/10/2009
Il 28 Ottobre 2009 alle ore 21 presso la Casa del Jazz di Viale di Porta Ardeatina, 55 a Roma verrà consegnato a Giovanna Maggiani Chelli insieme ad a..... Apri
Il 28 Ottobre 2009 alle ore 21 presso la Casa del Jazz di Viale di Porta Ardeatina, 55 a Roma verrà consegnato a Giovanna Maggiani Chelli insieme ad altri il premio Paolo Borsellino per l'anno 2009.
A tal proposito ricordiamo che il Giudice Paolo Borsellino è morto per un elenco di richieste che disapprovava, richieste fatte dalla mafia allo Stato e che quell'elenco si chiama in gergo dialettale "PAPELLO".
Il PAPELLO è il termine che per noi ha rappresentato tutta la tragedia di vita che abbiamo dovuto sopportare dal 27 Maggio 1993 ad oggi.
Il termine "PAPELLO" elenco di richieste allo Stato da parte della mafia, è stato dalla nostra Associazione usato a più riprese in questi 16 anni affinchè i cittadini del Paese Italia, comprendessero bene ciò che eravamo stati costretti a sopportare tra l'indifferenza quasi totale di chi sapeva e di chi faceva finta di non sapere che pezzi dello Stato e della politica avevano trattato e continuavano a trattare con la mafia.
Oggi a causa di una amplificazione smisurata e sbagliata del termine "PAPELLO", amplificazione che verte a sminuirne il significato stesso, troviamo questa terribile parola causa della morte dei nostri parenti, ridicolizzata da artisti come la Litizzeto, e ridimensionata in tutta la sua gravità dagli Stati Generali dell'Antimafia.
Infatti se è vero che ancora oggi è in atto il "papello" , e qui Don Ciotti ha perfettamente ragione, è altrettanto vero che le richieste del "papello" di oggi nascono da quei 300 chili di tritolo di via dei Georgofili, e quasi mille chili fra Via Fauro, Via Palestro, e le Chiese Romane, quindi quei fatti gravissimi scritti su di un elenco di richieste intriso di sangue, sono un problema di tutti e attualissimo che non va in nessun modo ridicolizzato e ridimensionato in nome dell'oggi per salvare una classe politica troppo compromessa con le stragi del 1993. E' la seconda volta che dobbiamo ripeterlo meritiamo rispetto, non l'isolamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
993  del 
26/10/2009
MAFIA: FAM.GEORGOFILI, BENISSIMO DECISIONE CORTE SU 41 BIS

FIRENZE, 26 OTT - "Bene, benissimo".
Così l'Associazione tra i.....
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MAFIA: FAM.GEORGOFILI, BENISSIMO DECISIONE CORTE SU 41 BIS

FIRENZE, 26 OTT - "Bene, benissimo".
Così l'Associazione tra i familiari delle vittime dell'attentato di via Georgofili a Firenze commenta la decisione della Corte di Assise di Palermo che ha respinto oggi l'eccezione di legittimità costituzionale sul 41 bis in merito alle richieste di Giuseppe Graviano, che, potendo conferire solo tre volte al mese con il proprio legale, vedeva lesi i suoi diritti alla difesa.
"Al contrario di Graviano - afferma l'Associazione nella nota - noi siamo certi che le nuove norme in fatto di 41 bis per i mafiosi rei di strage siano severe ma giuste.
A Firenze Gaspare Spatuzza collabora e verbalizza, speriamo parli del ruolo chiave avuto da Graviano la notte del 27 maggio 1993, ovvero dei suoi contatti con i mandanti esterni a cosa nostra per quel massacro senza pari.
Giuseppe Graviano collabori quindi con Gaspare Spatuzza e dia finalmente sepoltura a due bambine piccolissime, ai loro genitori e a un ragazzo di soli 20 anni che aspettano giustizia".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
994  del 
29/10/2009
GIUSTIZIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' MAGISTRATI FIRENZE

FIRENZE, 29 OTT - L'Associazione fra i familiari delle vittime .....
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GIUSTIZIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' MAGISTRATI FIRENZE

FIRENZE, 29 OTT - L'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili esprime "tutta la solidarietà possibile verso quanti indossano una toga e si battono ogni giorno affinché tutti gli uomini siano uguali davanti alla legge".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli.
I familiari riuniti nell'associazione si dicono "coscienti del momento particolarmente difficile che il Paese sta attraversando in fatto di giustizia e consapevoli di una forte delegittimazione nei confronti della magistratura stessa, soprattutto quella che indaga sui tragici avvenimenti che hanno insanguinato il nostro Paese negli anni 1992 - 1993".
"Nel corso di questi 16 anni, - conclude la nota - tanti dall'attentato terroristico di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, abbiamo conosciuto molti magistrati coinvolti nelle indagini per la ricerca dei 'mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1993.
Ognuno di loro ha sempre usato gli strumenti consentiti dalla legge, lontano da logiche di colore politico, e sempre in favore dei cittadini offesi".(ANSA)
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995  del 
30/10/2009
Inserimento nel sito:
Intervento di G......
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Inserimento nel sito:
Intervento di G.M.Chelli al Premio Borsellino il 28 ottobre 2009
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COMUNICATO
996  del 
30/10/2009
Ci domandiamo in queste ore, dove erano tutti quegli Enti, tutte quelle importantissime Associazioni Antimafia, quando noi eravamo in via dei Georgofi..... Apri
Ci domandiamo in queste ore, dove erano tutti quegli Enti, tutte quelle importantissime Associazioni Antimafia, quando noi eravamo in via dei Georgofili, alla fine del 2007 e agli inizi del 2008, a chiedere con gli striscioni in mano, conto allo Stato delle nostre sentenze di causa civile e disperatamente chiedevamo che fosse rimpinguato il Fondo 512 con le giuste cifre provenienti dai beni confiscati alla mafia?
Chiedevamo con disperazione, che fossero messi in vendita i beni della mafia come la Legge Pio La Torre vuole in questi casi, per far si che il Fondo stesso scoppiasse di soldi e tutte le vittime di mafia che avevano fatto causa civile a "cosa nostra" potessero ottenere il giusto, ciò che lo Stato gli doveva.
Ora il Fondo 512 è vuoto, il Governo corre ai ripari e le Associazioni con gli Enti Pubblici, si ribellano, visto che possono costituirsi parte civile nei processi di mafia solo a titolo simbolico. Perché i loro Signori non erano con noi in via dei Georgofili solo che due anni fa a chiedere forza economica per il Fondo 512 Legge del 1999?
Forse perché allora a soffrire erano solo le vittime vere di mafia? Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
997  del 
01/11/2009
Man mano che i verbali di Gaspare Spatuzza vengono resi noti dalla stampa, perché è chiaro che noi non abbiamo diritto ad essere informati in prima pe..... Apri
Man mano che i verbali di Gaspare Spatuzza vengono resi noti dalla stampa, perché è chiaro che noi non abbiamo diritto ad essere informati in prima persona (del resto siamo solo i parenti dei morti del 27 Maggio 1993), ebbene, dalle dichiarazioni del collaborante Spatuzza, stragista in prima persona in via dei Georgofili, è sempre più chiaro che il tritolo piazzato sotto la Torre de' Pulci e sotto le finestre dei nostri parenti era per produrre morti durante una trattativa ignobile.
E' fin troppo chiaro il concetto di trattativa che albergava nella testa di Graviano Giuseppe mentre urla a Spatuzza nel 1994, "se capiva qualcosa di politica", ovvero "bisognava fare morti eccome".
Altrettanto chiaro è oggi nelle nostre teste che Graviano Giuseppe e tutto il Gotha di cosa nostra hanno trattato fin dal 1993 a suon di vite umane.
Comincia oggi infatti ad essere, almeno per noi, più chiaro l'incendio di via dei Georgofili. Oggi il nostro dolore è tutto rinnovato, lo alimenta più fortemente la nostra rabbia per gli sporchi silenzi di questi dieci anni, tutti tesi a coprire ciò che era successo ovvero quella maledetta trattativa che uomini dello Stato e della politica hanno pensato di poter portare avanti per il "bene " del Paese, producendo solo morti e disperazione.
Auspichiamo che il collaborante Spatuzza nei prossimi giorni, sia sentito in "transferta" a Firenze come si è fatto con Giovanni Brusca davanti alla Corte di Assise di Appello di Catania presso l'aula bunker di Firenze, per il procedimento contro Buscemi+15 il 23 gennaio del 2004.
Crediamo sia giusto sentire Gaspare Spatuzza fin dalle prime ore, là, dove i morti ammazzati dalla mafia in una fase terroristica ed eversiva pesano sicuramente di più sulle coscienze di troppi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
998  del 
01/11/2009

MAFIA: ASS.GEORGOFILI,PENTITO SPATUZZA SIA SENTITO A FIRENZE

FIRENZE, 1 NOV - "Auspichiamo che il collaborante Spatuzza, nei prossimi gi.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,PENTITO SPATUZZA SIA SENTITO A FIRENZE

FIRENZE, 1 NOV - "Auspichiamo che il collaborante Spatuzza, nei prossimi giorni, sia sentito in 'transferta' a Firenze come si è fatto con Giovanni Brusca davanti alla Corte di Assise di Appello di Catania presso l'aula bunker di Firenze, per il procedimento contro Buscemi+15 il 23 gennaio del 2004. Crediamo sia giusto sentire Gaspare Spatuzza fin dalle prime ore, là dove i morti ammazzati dalla mafia in una fase terroristica ed eversiva pesano sicuramente di più sulle coscienze di troppi".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione famiglie vittime della strage di via dei Georgofili.
L'associazione osserva che "man mano che i verbali di Gaspare Spatuzza vengono resi noti dalla stampa, perché è chiaro noi non abbiamo diritto ad essere informati in prima persona, del resto siamo solo i parenti dei morti del 27 maggio 1993, ebbene dalle dichiarazioni del collaborante Spatuzza stragista in prima persona in via dei Georgofili, è sempre più chiaro che il tritolo piazzato sotto la Torre dé Pulci, e sotto le finestre dei nostri parenti, era per produrre morti durante una trattativa ignobile".
"Comincia oggi infatti ad essere, almeno per noi, più chiaro - aggiunge - l'incendio di via dei Georgofili. Oggi il nostro dolore è tutto rinnovato, lo alimenta più fortemente la nostra rabbia per gli sporchi silenzi di questi dieci anni, tutti tesi a coprire ciò che era successo, ovvero quella maledetta trattativa che uomini dello Stato e della politica hanno pensato di poter portare avanti per il 'bene' del Paese, producendo solo morti e disperazione". (ANSA).
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COMUNICATO
999  del 
04/11/2009
Ecco tutti i mestieranti del "buonismo" all'opera! Tutti corrono in mutuo soccorso a "cosa nostra" stragista, per vedere di raggiungere finalmente il ..... Apri
Ecco tutti i mestieranti del "buonismo" all'opera! Tutti corrono in mutuo soccorso a "cosa nostra" stragista, per vedere di raggiungere finalmente il completamento di quel famigerato "papello" che è costato lacrime e sangue ai nostri figli prima e oggi a tutto il Paese.
Abolizione dell'ergastolo ed eliminazione del "41 bis", gridano in coro; ovvero: mandiamo a casa la mafia che in carcere soffre troppo e ci sta male!

Non ci stancheremo mai di dirlo: il "41 bis" e l'ergastolo sono l'unica risposta democratica ai fratelli Graviano di Brancaccio, a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.
Oppure collaborino con la giustizia, i boss di "cosa nostra", e liberino finalmente e per sempre il Parlamento dai mafiosi e dai finti umanitari.

Resta per noi sempre valida la proposta di riaprire i super carceri di Pianosa e Asinara come nel 1992, dove destinare la mafia a meditare sulle stragi del 1993.
Questo se le carceri sono troppo affollate e non più idonee a garantire un soggiorno dignitoso. Ma anche qui i "buonisti" di turno hanno di che dire, altrimenti come farebbero a sbraitare ogni qualvolta qualcuno si suicida in carcere? Invitiamo i "buoni" ancora una volta a visitare gli ospedali dove le vittime della stragi d'Italia sono costrette a curarsi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1000  del 
05/11/2009
Raggiunto il numero 1.000 nella tabella delle notizie.
Il numero è solo apparente perché le voci consultabili sono a oggi in realtà 'soltanto' 963.....
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Raggiunto il numero 1.000 nella tabella delle notizie.
Il numero è solo apparente perché le voci consultabili sono a oggi in realtà 'soltanto' 963, ma unitamente agli altri 234 testi, 1 libro e circa 100 fra foto e audiovideo consultabili sul sito, è comunque indicativo dello sforzo che l'Associazione continua a fare nel suo impegno non solo di documentazione della propria attività ma anche di aggiornamento sui fatti che interessano Via dei Georgofili e più in generale la crisi che la società civile si trova ad affrontare nell'occasione di simili efferatezze.
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NOTIZIA ANSA
1001  del 
05/11/2009
MAFIA: 41 BIS; ASS. GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A MINACCIATI

CATANIA, 5 NOV - "Solidarietà a quanti in queste ore, in nome e per conto delle nuo.....
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MAFIA: 41 BIS; ASS. GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A MINACCIATI

CATANIA, 5 NOV - "Solidarietà a quanti in queste ore, in nome e per conto delle nuove norme sull'inasprimento del 41 bis sono stati minacciati" è espressa dall'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in riferimento a intimidazioni ricevute, tra gli altri, dai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni.

Secondo il presidente dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, "ai mafiosi stragisti eversivi del 1993 soltanto un regime severo ma necessario può impedire di gestire affari miliardari dal carcere e, ancora più grave, decidere la morte di essere umani e mettere in atto attentati terroristici come quello di via dei Georgofili".

"Ribadiamo tutto quanto abbiamo detto e ampiamente ripetuto in questi lunghi sedici anni - conclude la nota - Cosa nostra collabori con lo Stato e ci dica chi era insieme all'organizzazione criminale in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 con il cerino in mano e solo allora, per quello che ci riguarda, il 41 bis potrà venire meno per chi dimostra di voler riportare questo Paese sulla strada della democrazia". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
1002  del 
05/11/2009
CARCERI: PIANOSA; ASS.GEORGOFILI, FAVOREVOLI RIAPERTURA

FIRENZE, 5 NOV - "L'annuncio del ministro Alfano della riapertura del supe.....
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CARCERI: PIANOSA; ASS.GEORGOFILI, FAVOREVOLI RIAPERTURA

FIRENZE, 5 NOV - "L'annuncio del ministro Alfano della riapertura del supercarcere di Pianosa, affinché i detenuti a 41 bis trovino una giusta collocazione, ci trova più che favorevoli".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. "Il continuo invocare l'abolizione del 41 bis da più parti - spiega Maggiani Chelli in una nota - anche per la mafia stragista, troppo spesso ci ha allarmato.
Del resto era all'annullamento del 41 bis a cui la mafia mirava il 27 Maggio 1993 con il tritolo di via dei Georgofili.
Il ripristino dei super carceri di Pianosa ed eventualmente dell'Asinara sono una risposta forte, ma necessaria per cosa nostra".(ANSA).
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COMUNICATO
1003  del 
05/11/2009
Le norme contenute nel "Pacchetto Sicurezza" escludono le Amministrazioni locali e le Associazioni dai benefici ai quali possono accedere qu..... Apri
Le norme contenute nel "Pacchetto Sicurezza" escludono le Amministrazioni locali e le Associazioni dai benefici ai quali possono accedere quanti sono legittimati al riconoscimento dei risarcimenti dei danni ottenuti con la costituzione di parte civile nei processi di mafia. La denuncia viene da Don Luigi Ciotti e dal Sindaco di Bari.
Ci domandiamo in queste ore, dove erano tutti quegli Enti, tutte quelle importantissime Associazioni Antimafia, quando noi eravamo in via dei Georgofili, alla fine del 2007 e agli inizi del 2008, a chiedere con gli striscioni in mano, conto allo Stato delle nostre sentenze di causa civile e disperatamente chiedevamo che fosse rimpinguato il Fondo 152 con le giuste cifre provenienti dai beni confiscati alla mafia.
Chiedevamo con disperazione, che fossero messi in vendita i beni della mafia come la Legge Pio La Torre vuole in questi casi, per far si che il Fondo stesso scoppiasse di soldi e tutte le vittime di mafia che avevano fatto causa civile a "cosa nostra" potessero ottenere il giusto, ciò che lo Stato gli doveva.
Ora il Fondo 512 è vuoto, il Governo corre ai ripari e le Associazioni con gli Enti Pubblici, si ribellano, visto che possono costituirsi parte civile nei processi di mafia solo a titolo simbolico.
Perché i loro Signori non erano con noi in via dei Georgofili solo che due anni fa a chiedere forza economica per il Fondo 512 Legge del 1999?
Forse perché allora a soffrire erano solo le vittime vere di mafia?
Chissà forse non tutto il male viene per nuocere, con le nuove disposizioni è possibile che finalmente il Fondo 512 possa far fronte alle cause civili di chi la mafia l'ha denunciata a ragion veduta ed è arrivato a sentenza definitiva.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA Adnkronos
1004  del 
06/11/2009
MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, CON NUOVE NORME FONDO 512 POTRA' AFFRONTARE CAUSE CIVILI

Roma, 5 nov. - (Adnkronos) - Con le nuove disposizi.....
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MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, CON NUOVE NORME FONDO 512 POTRA' AFFRONTARE CAUSE CIVILI

Roma, 5 nov. - (Adnkronos) - Con le nuove disposizioni e' possibile che il Fondo 512 "potra' far fronte alle cause civili di chi la mafia l'ha denunciata a ragion veduta ed e' arrivato a sentenza definitiva".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Le norme contenute nel 'Pacchetto Sicurezza' -ricorda la Maggiani Chelli- escludono le Amministrazioni locali e le Associazioni dai benefici ai quali possono accedere quanti sono legittimati al riconoscimento dei risarcimenti dei danni ottenuti con la costituzione di parte civile nei processi di mafia.
La denuncia viene da Don Luigi Ciotti e dal Sindaco di Bari".

"Ci domandiamo in queste ore -aggiunge- dove erano tutti quegli Enti, tutte quelle importantissime Associazioni Antimafia, quando noi eravamo in via dei Georgofili, alla fine del 2007 e agli inizi del 2008, a chiedere con gli striscioni in mano, conto allo Stato delle nostre sentenze di causa civile e disperatamente chiedevamo che fosse rimpinguato il Fondo 512 con le giuste cifre provenienti dai beni confiscati alla mafia.
Chiedevamo con disperazione -continua- che fossero messi in vendita i beni della mafia come la Legge Pio La Torre vuole in questi casi, per far si che il Fondo stesso scoppiasse di soldi e tutte le vittime di mafia che avevano fatto causa civile a 'cosa nostra' potessero ottenere il giusto, cio' che lo Stato gli doveva".

"Ora -prosegue la Maggiani Chelli- il Fondo 512 e' vuoto il governo corre ai ripari e le Associazioni con gli Enti Pubblici, si ribellano, visto che possono costituirsi parte civile nei processi di mafia solo a titolo simbolico.
Perche' i loro Signori non erano con noi in via dei Georgofili solo che due anni fa a chiedere forza economica per il Fondo 512 Legge del 1999? Forse perche' allora a soffrire erano solo le vittime vere di mafia? Chissa' forse non tutto il male viene per nuocere -conclude- con le nuove disposizioni e' possibile che finalmente il Fondo 512 potra' far fronte alle cause civili di chi la mafia l'ha denunciata a ragion veduta ed e' arrivato a sentenza definitiva".
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NOTIZIA ANSA
1005  del 
06/11/2009
CARCERI: PIANOSA; ASS. GEORGOFILI, DIMENTICATE VITTIME STRAGI

FIRENZE, 6 NOV - "Le vedremo nei fatti le soluzioni alternative alla riape.....
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CARCERI: PIANOSA; ASS. GEORGOFILI, DIMENTICATE VITTIME STRAGI

FIRENZE, 6 NOV - "Le vedremo nei fatti le soluzioni alternative alla riapertura di Pianosa, quale supercarcere per i boss rei di strage e detenuti a 41 bis.
Il ministro dell'Ambiente parla di gioielli naturalistici e paesaggistici da salvaguardare, e si dimentica con grande noncuranza che per noi i 'gioielli' erano i nostri figli".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in merito al dietrofront sull'ipotesi di riaprire il carcere di Pianosa.
"Quei nostri figli - aggiunge - che i pezzi da novanta della mafia, che oggi non vogliono né la riapertura di Pianosa e tanto meno il regime di 41 bis, hanno massacrato sotto centinaia di chili di tritolo.
Sotto questo cielo Italia, signora ministro dell'Ambiente, non ci sono gioielli più preziosi delle vite umane da salvaguardare".
Maggiani Chelli spiega di aspettare "i risultati di queste ondivaghe decisioni, un giorno calde e un giorno fredde, sul fronte della lotta alla mafia e temiamo saranno come sempre disastrosi, perché la mafia non ha bisogno di voli di fantasia ma di azioni forti e serie".(ANSA).
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1006  del 
08/11/2009
Inserimento nel sito:
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Inserimento nel sito:
Tutti i verbali del 1° dibattimento
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NOTIZIA ANSA
1007  del 
10/11/2009
GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PROCURATORE INGROIA

FIRENZE, 10 NOV - 'Solidarieta' al procuratore Antonio Ingroia d.....
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GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PROCURATORE INGROIA

FIRENZE, 10 NOV - 'Solidarieta' al procuratore Antonio Ingroia da parte dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via Georgofili.
"Convinti come siamo della necessità di una magistratura libera e indipendente - scrive Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione - mentre servitori dello Stato stanno lavorando alacremente per arrivare a smascherare i mandanti esterni a 'cosa nostra' per le stragi del 1993, vogliamo dimostrare tutta la nostra solidarietà al pm Antonio Ingroia".
"Auspichiamo - prosegue Chelli - che le televisioni di Stato diano a tutti la possibilità di dire la loro visto che è con la televisione che oggi si fanno passare forti messaggi.
Messaggi che non sempre passano in condizione di parità tra i cittadini.
Disparità - conclude la nota - che le vittime della strage di via dei Georgofili vivono da anni con grande frustrazione". (ANSA)
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COMUNICATO
1010  del 
10/11/2009
Ma di quali "giorni di passione"parla l'attrice Giovanna Mezzogiorno che darà il suo volto a Susanna Ronconi nel film "Prima Linea..... Apri
Ma di quali "giorni di passione"parla l'attrice Giovanna Mezzogiorno che darà il suo volto a Susanna Ronconi nel film "Prima Linea?
I giorni di passione sono ma i nostri quelli delle vittime del terrorismo, nel nostro caso pure mafioso, che quando accedono alle Casse dello Stato per i risarcimenti alle vittime che hanno fatto causa civile contro i terroristi, trovano pagamenti rateizzati perché non ci sono soldi. Inoltre trovano gli Enti previdenziali che devono elargire pensioni agli invalidi all'80%, così restii a fare il loro dovere che chiedono lumi al Consiglio di Stato.
I "giorni di passione" sono di chi vede elargire a piene mani finanziamenti pubblici a lavori cinematografici di dubbia utilità e di chi vede elargire quindi in quota parte anche i propri soldi di cittadini vittime del terrorismo.
A ognuno il suo, ma per l'amor di Dio un po' di rispetto, e non ci vengano a raccontare che i Fondi delle vittime e quelli della Cultura e dello Spettacolo sono due strade diverse, perché lo Stato è uno ed è senza soldi, e quando il castello tira sassi e non certo per colpa nostra, le vittime dovrebbero essere le ultime a venire sacrificate .
Al cinema possiamo andare tutti in tempi migliori, tanta lo storia marcia di questo Paese noi la conosciamo benissimo, e non abbiamo certo bisogno di racconti congegnali al sistema che ancora una volta solo rabbia possono fare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1008  del 
11/11/2009
Apprendiamo la notizia di un probabile altro esecutore in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Se questo ALTRO soggetto fa sempre parte.....
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Apprendiamo la notizia di un probabile altro esecutore in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
Se questo ALTRO soggetto fa sempre parte del gruppo di fuoco di Bagarella, le cose non cambiano molto.
Molto bene che sia oggetto di grande attenzione e d' indagine ciò che dice Spatuzza ai Magistrati, se non altro per verificare se dice il vero o se è venuto solo a creare scompiglio nella nostra vita che è già molto complicata dal suo operato del passato.
Vediamo positivamente indagini accurate da parte della Procura Fiorentina, visto che negli anni abbiamo ventilato il dubbio che ci potevano essere altri esecutori materiali nella strage e ci è sempre stato risposto di no.
Noi però quando cercavamo ALTRI esecutori, ci riferivamo a quelli nominati da Giuseppe Ferro nel processo di Firenze, oggetto di conversazione fra lui e il figlio Vincenzo, ossia soggetti probabilmente non facenti parte del gruppo di fuoco di Bagarella, visto che nel processo Giuseppe Ferro dice al Figlio Vincenzo di cucirsi la bocca e di non nominarli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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1009  del 
11/11/2009
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Intervista .....
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Intervista di G.M.Chelli a Controradio il 11/11/2009
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1011  del 
13/11/2009
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Servizio Tv di TGT il 12/1.....
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Servizio Tv di TGT il 12/11/2009
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COMUNICATO
1012  del 
13/11/2009
La "prescrizione breve" sia pure esclusa per terrorismo e mafia non ci piace e ci preoccupa.
Si preparano tempi difficilissimi per l�.....
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La "prescrizione breve" sia pure esclusa per terrorismo e mafia non ci piace e ci preoccupa.
Si preparano tempi difficilissimi per l'incriminazione dei "Mandanti esterni" a cosa nostra per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci mancano giusto tempi limitati di un paio di anni per complicare tutto.
Del resto va considerato che i "mandanti esterni a cosa nostra" poco probabile siano mafiosi con la coppola, e non vorremmo al momento buono trovarci davanti a qualche PRESCRIZIONE.
Indagare sulle stragi è una impresa ardua e i magistrati non hanno bisogno di fretta, ma di supporto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA ANSA
1013  del 
13/11/2009
GIUSTIZIA:DDL;ASS.GEORGOFILI,LA'PRESCRIZIONE BREVE'PREOCCUPA

FIRENZE, 13 NOV - "La 'prescrizione breve', sia pure es.....
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GIUSTIZIA:DDL;ASS.GEORGOFILI,LA'PRESCRIZIONE BREVE'PREOCCUPA

FIRENZE, 13 NOV - "La 'prescrizione breve', sia pure esclusa per terrorismo e mafia, non ci piace e ci preoccupa".
Lo scrive in un comunicato la portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando il disegno di legge sul cosiddetto 'processo breve'.
"Si preparano tempi difficilissimi per l'incriminazione dei mandanti esterni a Cosa nostra per la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, ci mancano giusto tempi limitati di un paio di anni per complicare tutto", continua Maggiani Chelli.
Ma "del resto - ha concluso - va considerato che i mandanti esterni a Cosa nostra è poco probabile che siano mafiosi con la coppola, non vorremmo al momento buono trovarci davanti a qualche prescrizione". (ANSA)
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COMUNICATO
1014  del 
15/11/2009
Non possiamo che applaudire per l'arresto del numero due di cosa nostra,riconosciamo tutto l'immane lavoro di quanti hanno contribuito affin..... Apri
Non possiamo che applaudire per l'arresto del numero due di cosa nostra,riconosciamo tutto l'immane lavoro di quanti hanno contribuito affinché l'arresto avvenisse.
Ma non possiamo non inquietarci quando gli arresti paiono purtroppo a orologeria.
Nessuno può negare che sul fronte della mafia il clima sia caldo, parlano nuovi "pentiti", sono intensificate le indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, forse era meglio arrestare Matteo Messina Denaro, ci sentivamo tutti più tranquilli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage i via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1015  del 
16/11/2009
MAFIA: GERGOFILI, NON DISAPPROVIAMO VENDITA BENI CONFISCATI

FIRENZE, 16 NOV - "Non disapproviamo affatto che nuove norme prevedano, quan.....
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MAFIA: GERGOFILI, NON DISAPPROVIAMO VENDITA BENI CONFISCATI

FIRENZE, 16 NOV - "Non disapproviamo affatto che nuove norme prevedano, quando necessario, la vendita di beni confiscati alla mafia, così come del resto contemplato nella legge Pio La Torre.
Del resto troppe vittime che hanno fatto causa civile contro la mafia aspettano che lo Stato faccia fronte ai propri impegni per mancanza di fondi".
E' quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Per l'Associazione "sarà poi lo Stato stesso a fare in modo che i beni confiscati non vengano rivenduti alla mafia.
Se uno Stato non è in grado di tenere testa alla mafia non è certo colpa dei cittadini onesti e per giunta offesi da reati gravissimi, ma di chi nello Stato stesso non crede, se non a cicli alterni".(ANSA).
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COMUNICATO
1016  del 
17/11/2009
Come sempre è una questione di forza, nel nostro caso di mancanza di forza, che è data dagli spazi sui giornali, che non abbiamo per dire la nostra. <..... Apri
Come sempre è una questione di forza, nel nostro caso di mancanza di forza, che è data dagli spazi sui giornali, che non abbiamo per dire la nostra.

"Ti voglio dire che non c'è differenza fra voi che avete i morti e noi che abbiamo la gente in galera per sempre, se vogliamo però una differenza c'è: a voi sono rimasti i beni, a noi invece li hanno levati tutti?" (scritta comparsa oggi sul quotidiano la Repubblica: è una di quelle carognate che rimandiamo al mittente).

Alla mafia non hanno levato un bel niente, e in questo Paese lo sanno tutti, ciò che gli viene levato oggi domani gli viene ritornato in centomila altre forme, e quello che caso mai gli hanno levato è ritornato tutto alla classe politica che ne ha fatto quello che ha voluto.
Infatti noi per ora siamo risarciti per le nostre cause civili solo in parte e con denaro che difficilmente proviene dalle confische alla mafia, mentre Matteo Messina Denaro si compra le camicie in via Condotti a Roma alla faccia dei nostri morti e delle confische dei beni alla mafia.
Inoltre, se vendere i beni della mafia significa che la stessa se li può ricomprare, cosa peraltro grave, vorrà dire che lo Stato li confischerà nuovamente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1017  del 
18/11/2009
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica come già riportato nel proprio sito ufficiale che:
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L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, comunica come già riportato nel proprio sito ufficiale che:

- Gli scritti inerenti la strage del 27 Maggio 1993 ai quali l'Associazione riconosce dignità documentaria e valore di contributo alla memoria, e alla ricerca della verità, sono quelli del Comune di Firenze, "Ore 1,04: la strage" e "In nome del popolo italiano".
- Ogni altra pubblicazione e ricostruzione non ha per noi alcuna attendibilità, non nascendo pertanto né in nostro nome, né con il nostro beneplacito, come invece già in passato (e ancora oggi) qualche discutibile manovra editoriale ha tentato di forzare".

Tuttavia: segnaliamo comunque nel nostro sito (via via e previa presentazione concordata con l'autore che ne abbia piacere) altri libri che ci paiono interessanti e attinenti.

Tutto ciò perché, convinti come siamo che i processi si fanno in Tribunale, solo quando la Magistratura alzerà bandiera bianca per la ricerca della verità completa sul massacro di Firenze, saremo noi i primi a scrivere libri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1018  del 
22/11/2009
LETTERA APERTA AL GOVERNO

Articolo 2 della Legge 31 Maggio 1965 n.575 – Disposizioni contro la mafia. Comma 2.
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LETTERA APERTA AL GOVERNO

Articolo 2 della Legge 31 Maggio 1965 n.575 – Disposizioni contro la mafia. Comma 2.

I beni immobili sono: a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile, e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, SALVO che si debba procedere alla VENDITA degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso.


In virtù della suddetta Legge e considerando la grande mobilitazione di queste ore schierata totalmente su un unico fronte,che in gran parte condividiamo, ma che ignora con grande determinazione le vittime della mafia che hanno fatto causa civile contro "cosa nostra" quasi fosse una vergogna denunciare la mafia,
               CHIEDIAMO
di considerare nella norma che il Governo andrà a definire in fatto di confisca dei beni alla mafia, la vendita dei beni necessari, di proprietà di "cosa nostra", affinchè il denaro realizzato dallo Stato sia convogliato al Fondo 512 del 1999 e si faccia fronte in via definitiva alle sentenze di causa civile che ci riguardano e a quelle di quanti come noi sono da decenni nelle stesse condizioni.
Ben coscienti come siamo che la confisca dei beni di proprietà dei mafiosi, va effettuata nei modi più drastici e trasparenti possibili,visto che i nostri figli sono morti affinchè i beni a Salvatore Riina non fossero confiscati, nel rispetto delle leggi ribadiamo forte il nostro concetto di confisca dei beni alla mafia: i beni confiscati alla mafia vanno ridistribuiti a quanti sono stati defraudati dei loro sacrosanti diritti da organizzazioni criminali come "cosa nostra", e ritornati quindi nei modi e nelle misure previste dalla legge tutti all'interesse della collettività, come del resto ben recita la tanto invocata Legge ROGNONI, PIO LA TORRE.
La Legge Pio La Torre, la quale purtroppo in queste ore è oggetto di immane scempio, ovvero defraudata in uno dei suoi principi portanti, ci teniamo a dirlo, noi la riteniamo degna di rispetto in tutti i suoi passaggi.
Pertanto ribadiamo: - tutta la collettività offesa dal malaffare mafioso va in qualche misura risarcita attraverso i beni confiscati alla mafia, ma nessuno può permettersi di non fare salvo il principio secondo cui le vittime dei reati di tipo mafioso, che hanno pagato prezzi incredibili sulla propria pelle, non vadano comunque privilegiate fino ad arrivare a prevedere la vendita di alcuni beni se è necessario per i risarcimenti, come recita la Legge 575 del 1965.
E' lo Stato che deve garantire che i beni non siano rivenduti alla mafia.
Altrimenti con lo strumento che la Legge stessa consente davanti ad una sentenza immediatamente esecutiva, le vittime con tanto di sentenza in mano dovranno prendersi un bene già di proprietà della mafia, metterlo in vendita, e darsi quella giustizia che in troppi nella collettività antimafia in queste ore gli stanno negando.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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NOTIZIA ANSA
1019  del 
22/11/2009
MAFIA: GEORGOFILI, DENARO VENDITA BENI CONFISCATI A VITTIME

FIRENZE, 22 NOV - Il denaro realizzato dallo Stato con la vendita dei beni della.....
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MAFIA: GEORGOFILI, DENARO VENDITA BENI CONFISCATI A VITTIME

FIRENZE, 22 NOV - Il denaro realizzato dallo Stato con la vendita dei beni della mafia «sia convogliato al fondo 512 (ndr per le vittime di mafia) e si faccia fronte in via definitiva alle sentenze di causa civile che ci riguardano e a quelle di quanti come noi sono da decenni nelle stesse condizioni».
Lo chiede, in una lettera aperta al Governo, l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, riferendosi alla «norma che il Governo andrà a definire in fatto di confisca dei beni alla mafia».
«La confisca - prosegue l'Associazione - va effettuata nei modi più drastici e trasparenti possibili, visto che i nostri figli sono morti affinché i beni a Salvatore Riina non fossero confiscati» e i beni confiscati alla mafia «vanno ridistribuiti a quanti sono stati defraudati dei loro sacrosanti diritti da organizzazioni criminali come 'Cosa nostra', e ritornati quindi nei modi e nelle misure previste dalla legge tutti all'interesse della collettività, come del resto ben recita la tanto invocata legge Rognoni-La Torre».
«Tutta la collettività offesa dal malaffare mafioso in qualche misura va risarcita - aggiunge l'Associazione - attraverso i beni confiscati alla mafia, ma nessuno può permettersi di non fare salvo il principio secondo cui le vittime dei reati di tipo mafioso, che hanno pagato prezzi incredibili sulla propria pelle, non vadano comunque privilegiate fino ad arrivare a prevedere la vendita di alcuni beni se è necessario per i risarcimenti, come recita la Legge 575 del 1965.
E' lo Stato che deve garantire che i beni non siano rivenduti alla mafia.
Altrimenti con lo strumento che la legge stessa consente davanti ad una sentenza immediatamente esecutiva, le vittime con tanto di sentenza in mano dovranno prendersi un bene già di proprietà della mafia, metterlo in vendita, e darsi quella giustizia che in troppi nella collettività antimafia in queste ore gli stanno negando».
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NOTIZIA Adnkronos
1020  del 
22/11/2009
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, BENI CONFISCATI SERVANO ANZITUTTO A RISARCIMENTI

Roma, 22 nov.(Adnkronos) - «Chiediamo di considerare n.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, BENI CONFISCATI SERVANO ANZITUTTO A RISARCIMENTI

Roma, 22 nov.(Adnkronos) - «Chiediamo di considerare nella norma che il Governo andra' a definire in fatto di confisca dei beni alla mafia, la vendita dei beni necessari, di proprieta' di 'cosa nostra', affinche' il denaro realizzato dallo Stato sia convogliato al Fondo 512 del 1999 e si faccia fronte in via definitiva alle sentenze di causa civile che ci riguardano e a quelle di quanti come noi sono da decenni nelle stesse condizioni».
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
«Ben coscienti come siamo che la confisca dei beni di proprieta' dei mafiosi, va effettuata nei modi piu' drastici e trasparenti possibili,visto -prosegue Maggiani Chelli- che i nostri figli sono morti affinché i beni a Salvatore Riina non fossero confiscati, nel rispetto delle leggi ribadiamo forte il nostro concetto di confisca dei beni alla mafia: i beni confiscati alla mafia vanno ridistribuiti a quanti sono stati defraudati dei loro sacrosanti diritti da organizzazioni criminali come 'cosa nostra', e ritornati quindi nei modi e nelle misure previste dalla legge tutti all'interesse della collettivita', come del resto ben recita la tanto invocata legge Rognoni - La Torre». Legge che, "purtroppo, in queste ore e' oggetto di immane scempio, ovvero - sottolinea Maggiani Chelli - defraudata in uno dei suoi principi portanti ci teniamo a dirlo, noi la riteniamo degna di rispetto in tutti i suoi passaggi.
Pertanto ribadiamo che tutta la collettività offesa dal malaffare mafioso in qualche misura va risarcita attraverso i beni confiscati alla mafia, ma nessuno puo' permettersi di non fare salvo il principio secondo cui le vittime dei reati di tipo mafioso, che hanno pagato prezzi incredibili sulla propria pelle, non vadano comunque privilegiate fino ad arrivare a prevedere la vendita di alcuni beni se è necessario per i risarcimenti, come recita la Legge 575 del 1965".
"E' lo Stato che deve garantire che i beni non siano rivenduti alla mafia. Altrimenti con lo strumento che la Legge stessa consente davanti ad una sentenza immediatamente esecutiva, le vittime con tanto di sentenza in mano dovranno prendersi un bene già di proprietà della mafia, metterlo in vendita, e darsi quella giustizia che in troppi nella collettività antimafia in queste ore gli stanno negando", conclude Maggiani Chelli.
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NOTIZIA ANSA
1021  del 
24/11/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SPERIAMO GRAVIANO NON SOLO SI DISSOCI

FIRENZE, 24 NOV - "Auspichiamo abbia ragione il Procuratore Vigna quando p.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SPERIAMO GRAVIANO NON SOLO SI DISSOCI

FIRENZE, 24 NOV - "Auspichiamo abbia ragione il Procuratore Vigna quando parla di inizio di dissociazione da parte di Giuseppe Graviano, anche se noi confidiamo in una totale collaborazione con la giustizia da parte del boss di Brancaccio, è chiaro che la dissociazione a noi non basta".
Lo afferma in una nota la portavoce dell'Associazione famiglie vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli riferendosi a quanto dichiarato stamane a Palermo dall' ex procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna.
"Così come ben vediamo le letture dell'ex Procuratore Nazionale Antimafia - aggiunge Maggiani Chelli - quando guarda con apprensione allo stillicidio di documenti consegnati dal giovane Ciancimino, in una sorta di gioco del gatto con il topo.
E in pieno condividiamo quando l'uomo di legge parla di singolari ritorni di memoria da parte di Martelli, Violante e Ferraro.Ritorni di memoria che ci hanno fatto stare male e inquietato non poco". (ANSA).
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COMUNICATO
1022  del 
24/11/2009
Le notizie che di volta in volta escono sui giornali, su quegli stessi giornali che sono stati fermi e zitti per dieci anni, l'ultima quella inerente ..... Apri
Le notizie che di volta in volta escono sui giornali, su quegli stessi giornali che sono stati fermi e zitti per dieci anni, l'ultima quella inerente il "pentito" detto "Pietrone", ci fanno star male.
Ci fanno star male, perché temiamo che quando il quadro politico in questo maledetto Paese si sarà delineato ancora una volta in favore della mafia, noi le vittime della strage di via dei Georgofili sul fronte dei "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 rimarremo di nuovo con un palmo di naso, come del resto avviene da 16 anni di archiviazione in archiviazione.
Saremo ancora una volta delusi e traditi perché quella prova "Aurea", che viene sempre chiamata in causa per zittirci quando il sistema non ha più bisogno di clamore intorno alle stragi del 1993, non ci sarà ancora una volta.
E non solo, in giro sentiremo sempre, di tanto in tanto, qualcuno dire "io sapevo ma non l'ho detto" o peggio "Borsellino ha telefonato all'amico tal dei tali, ma non ha fatto in tempo a dire", questo perché chiaramente nessuno degli "esperti" di turno vuole perdersi il primato di essere protagonista sulle bare dei nostri morti.
Inutile sperticarsi a dire che siamo arrabbiati a torto, quasi a rasentare l'imbecillità, perchè in fondo Riina e Provenzano sono stati arrestati l'uno prima e l'altro dopo i massacri del 1993. Infatti ancora oggi a 16 anni di distanza dalla morte dei nostri figli, è più che evidente che la mafia è sempre la padrona dei propri beni in assoluto, e tira con forza i fili della politica che è sempre quella di allora, quella che faceva il bello e cattivo tempo andando a braccetto con la mafia nel maggio del 1993 e in via dei Georgofili ha lasciato esplodere le bombe sotto le nostre di finestre.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1023  del 
25/11/2009
Ci sono sicuramente dei CONCORRENTI esterni alla mafia per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, adesso lo diciamo noi:
Gabriele Chelazzi vole.....
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Ci sono sicuramente dei CONCORRENTI esterni alla mafia per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, adesso lo diciamo noi:
Gabriele Chelazzi voleva andare avanti nelle indagini ce lo aveva detto,cercava i "concorrenti della mafia", ma non ha potuto farlo perché è morto di fatica.
Il "concorso esterno" in associazione mafiosa in un Paese come l'Italia è un super reato, esiste e noi lo abbiamo toccato con le nostre mani, con lo strazio dei corpi dei nostri figli.
Come si farà a dare giustizia a bambine di 50 giorni e ragazzi di 20 anni che sono stati macellati sotto trecento chili di tritolo stragista eversivo terroristico in via dei Georgofili, se come dicono i giornali questa mattina il Presidente del Consiglio vuole buttare a mare l'unico baluardo esistente fra le collusioni mafia-politica sporca e istituzioni deviate?
Auspichiamo di aver capito male, confidiamo nella solita enfatizzazione giornalistica, perché se il dato acquisito in queste ore fosse vero, dovremmo protestare in modo significativo per la strada, come abbiamo già fatto per il Fondo 512 ancora oggi sotto scacco, e contro tutte le ingiustizie che andiamo sopportando in questi giorni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1024  del 
25/11/2009
In merito al nostro comunicato consegnato alle agenzie questa mattina alle ore 9,22, inerente la protesta per la probabile richiesta di abolizione del..... Apri
In merito al nostro comunicato consegnato alle agenzie questa mattina alle ore 9,22, inerente la protesta per la probabile richiesta di abolizione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, diciamo bene per la nota diramata da Palazzo Chigi.
Apprendiamo con piacere che non ci sarà nessuna abolizione di un reato così grave, perché non vi sarà alcuna richiesta da parte del Presidente del Consiglio e del suo governo in tal senso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1025  del 
26/11/2009
Non ironizzi il Dr. Marcello Dell'Utri su un altro probabile incendio all'accademia dei Georgofili, non ironizzi sui libri preziosi conserva..... Apri
Non ironizzi il Dr. Marcello Dell'Utri su un altro probabile incendio all'accademia dei Georgofili, non ironizzi sui libri preziosi conservati all'Accademia dei Georgofili, uguali a quelli da lui posseduti che acquisterebbero valore.
E' una cosa che ci fa indignare e accapponare la pelle. E' già scoppiato un incendio nel palazzo di fronte all'Accademia dei Georgofili il 27 maggio 1993, ed è morto in modo incredibile un ragazzo di 20 anni.
Lo piangiamo ancora oggi, Dario Capolicchio, e non avremo pace fino a quando non troveremo chi ha aiutato la mafia a farlo morire in un modo cosi atroce: bruciato vivo.
E di Dario una copia non c'e.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1026  del 
26/11/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, TOTALMENTE SCHIERATI CON GRASSO

FIRENZE, 26 NOV - «Ci permettiamo con tutto il rispetto di ricordare al ministro Calde.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, TOTALMENTE SCHIERATI CON GRASSO

FIRENZE, 26 NOV - «Ci permettiamo con tutto il rispetto di ricordare al ministro Calderoli che il magistrato Gabriele Chelazzi è morto di fatica cercando la verità sulle stragi del 1993, e che non è assolutamente vero che solo ora, a 16 anni di distanza, si cerca di dare alle vittime una giustizia completa.
Con grande fatica da parte dei magistrati e con grande sollecitazione da parte nostra durante questi 16 anni, si è cercato di arrivare in fondo a una partita grave per la democrazia di questo Paese».
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione Famigliari Vittime di via dei Georgofili.
«Ci domandiamo - aggiunge - cosa pensavano i ministri di questa Repubblica mentre chiedevamo continuamente giustizia, se oggi pensano che sia tardi per averla? Le stragi non cadono mai in prescrizione e se nel corso degli anni, su sollecitazione anche dei familiari delle vittime che vogliono seppellire i loro morti che non hanno pace, le Procure lavorano, ben venga il loro lavoro».
«Siamo totalmente schierati dalla parte del procuratore Nazionale Antimafia - sottolinea Maggiani Chelli - sappiamo bene quale fu il rischio del magistrato, oggi procuratore nazionale antimafia di questa Repubblica, quando Giovanni Brusca voleva ucciderlo.
Ben vengano i pentimenti, le collaborazioni con la giustizia da parte di soggetti che sanno cosa avvenne in Italia nel 1993, altrimenti per noi sarebbe persa ogni speranza.
Sono i nostri figli, signor ministro, che sono morti e non abbiamo bisogno di attacchi così indegni verso un magistrato come Pietro Grasso, ma di verità giudiziarie» conclude. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
1027  del 
27/11/2009
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, DELL'UTRI NON IRONIZZI SU INCENDI

FIRENZE, 27 NOV - "Il dottor Marcello Dell'Utri non ironizzi su un a.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, DELL'UTRI NON IRONIZZI SU INCENDI

FIRENZE, 27 NOV - "Il dottor Marcello Dell'Utri non ironizzi su un altro probabile incendio all'Accademia dei Georgofili, non ironizzi sui libri preziosi conservati all'Accademia, uguali a quelli da lui posseduti che acquisterebbero valore".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari vittime della strage di via dei Georgofili, riferendosi ad alcune dichiarazioni fatte ieri da Dell'Utri.
"E' una cosa che ci fa indignare e accapponare la pelle - aggiunge Chelli -.
E' già scoppiato un incendio nel palazzo di fronte all'Accademia dei Georgofili il 27 maggio 1993, ed è morto in modo incredibile un ragazzo di 20 anni.
Lo piangiamo ancora oggi Dario Capolicchio, e non avremmo pace fino a quando non troveremo chi ha aiutato la mafia a farlo morire in un modo così atroce: bruciato vivo.
E di Dario una copia non c'e".(ANSA)
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COMUNICATO
1028  del 
27/11/2009
I boss di "cosa nostra " Giuseppe e Filippo Graviano a noi non la raccontano. Filippo Graviano pensa al futuro di suo figlio, perché ha un c..... Apri
I boss di "cosa nostra " Giuseppe e Filippo Graviano a noi non la raccontano. Filippo Graviano pensa al futuro di suo figlio, perché ha un cognome scomodo, ma mai ha dimostrato un segno di pentimento verso la morte sconvolgente della piccolissima Caterina Nencioni. Giuseppe Graviano rifiuta le stragi del 1993 quasi le avesse rimosse e parla di dissociazione con il suo passato, ma non parla del suo soggiorno a Forte dei Marmi in una villa faraonica dopo la strage del 27 Maggio 1993.
Il giorno dell'udienza preliminare i Fratelli Graviano quasi in segno di disprezzo verso tutti voi, che da soli tre anni avevamo perso i figli ed eravamo ancora tutti intrisi di dolore e rabbia, vestivano Valentino nei suoi colori più sgargianti,dietro le sbarre dell'aula bunker di Firenze.
La moglie di Giuseppe Graviano in quel tempo abitava a Nizza, come riportavano i giornali, in una casa con cinque cucine alla faccia del nostro dolore.
E' per tutto questo che si dissocia il massacratore di via dei Georgofili Giuseppe Graviano, perché il pentimento implicherebbe la consegna dei beni? Si pentano una buona volta questi criminali, supportino Spatuzza se devono farlo o mai ci convinceranno che possano vantare diritti per una vita normale.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1029  del 
28/11/2009
In buona sostanza il procuratore Capo di Firenze informa che non ci sono personaggi diversi da eventuali mafiosi, iscritti nel registro degli indagati..... Apri
In buona sostanza il procuratore Capo di Firenze informa che non ci sono personaggi diversi da eventuali mafiosi, iscritti nel registro degli indagati per le strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
A suo tempo, insomma, gli esecutori materiali non furono condannati tutti nel modo giusto, come per esempio Tutino Vittorio, tanto per fare un nome a caso, visto che fu condannato a soli 27 anni di carcere e il quale, chissà, forse è possibile fosse in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, e che Carra se lo sia dimenticato.

Benissimo, noi come sempre confidiamo nella Magistratura, e fiduciosi aspettiamo.
Certo è però, che un altro eventuale processo con rinvio a giudizio di mafiosi esecutori appartenenti a "cosa nostra", e durante l'eventuale dibattimento assistere a passerelle di "collaboratori di giustizia" che sciorinano nomi importanti che poi non portano a nulla di fatto come è già avvenuto in passato, non la riteniamo certo giustizia completa.
Infatti ottenere come conclusione dopo anni, una sentenza di Cassazione, con uno o due ergastoli in più alla mafia con tanto di 41 bis, peraltro misure legislative sempre messe in discussione dal primo che passa, non è il massimo del risultato per nessuno.

La bilancia della giustizia sarebbe ancora una volta terribilmente squilibrata dalla parte delle vittime e alta dalla parte del sistema.
Non vogliamo contentini, ma verità, infatti come paventato nei giorni scorsi e ben espresso in vari modi e interventi, abbiamo ancora una volta la netta sensazione,che la politica sia corsa ai ripari per salvarsi in modo ampio e trasversale a tutti gli schieramenti.
Comunque non potendo scordare i nostri morti come a qualcuno farebbe piacere, andremo avanti a testa bassa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA ANSA
1030  del 
28/11/2009
MAFIA:ASS.GEORGOFILI, SE SOLO ESECUTORI GIUSTIZIA NO COMPLETA FIRENZE, 28 NOV - "Un altro eventuale processo con mafiosi esecutori appartenenti a..... Apri
MAFIA:ASS.GEORGOFILI, SE SOLO ESECUTORI GIUSTIZIA NO COMPLETA FIRENZE, 28 NOV - "Un altro eventuale processo con mafiosi esecutori appartenenti a Cosa Nostra e assistere a passerelle di collaboratori di giustizia che sciorinano nomi importanti che poi non portano a nulla di fatto, come è già avvenuto in passato, non la riteniamo certo giustizia completa".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
Commentando le dichiarazioni di stamani del procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, Maggiani Chelli spiega che "in buona sostanza, informa che non ci sono personaggi diversi da eventuali mafiosi iscritti nel registro degli indagati. A suo tempo, insomma, gli esecutori materiali non furono condannati tutti nel modo giusto, come per esempio Tutino Vittorio, tanto per fare un nome a caso, visto che fu condannato a soli 27 anni di carcere e il quale chissà, forse, è possibile fosse in via dei Georgofili la notte del 27 maggio 1993".
"Non vogliamo contentini, ma verità - conclude Maggiani Chelli
- Abbiamo ancora una volta la netta sensazione che la politica sia corsa ai ripari per salvarsi in modo ampio e trasversale a tutti gli schieramenti".(ANSA).
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COMUNICATO
1031  del 
30/11/2009
Sarebbe un messaggio inquietante cambiare oggi la legge sui collaboratori giustizia, quella legge che è già stata fin troppo massacrata, quando si è d..... Apri
Sarebbe un messaggio inquietante cambiare oggi la legge sui collaboratori giustizia, quella legge che è già stata fin troppo massacrata, quando si è dato ai "pentiti" solo 180 per verbalizzare tutto.
Sessanta Collaboratori di giustizia, insieme a prove oggettive inconfutabili, hanno formato prova penale nel processo di Firenze per le stragi del 1993.
Quindici sono stati gli ergastoli comminati a "Cosa nostra", proprio per collaborazione di soggetti come il nuovo collaboratore Spatuzza, questo è il dato che non va mai dimenticato. In fatto di "concorso esterno in associazione mafiosa" non nutriamo paure, Palazzo Chigi infatti il 25 Novembre alle 13,56 attraverso le agenzie di Stampa ha fatto sapere che non si cambia e contiamo che così sarà.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1032  del 
30/11/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INQUIETANTE CAMBIARE LEGGE PENTITI

FIRENZE, 30 NOV - "Cambiare oggi la legge sui collaboratori di giustizia sare.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INQUIETANTE CAMBIARE LEGGE PENTITI

FIRENZE, 30 NOV - "Cambiare oggi la legge sui collaboratori di giustizia sarebbe un messaggio inquietante".
Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
Riguardo le stragi del 1993, l'Associazione ricorda i "quindici ergastoli comminati a Cosa nostra, proprio per la collaborazione di soggetti come il nuovo collaboratore Spatuzza.
Questo è il dato che non va mai dimenticato".
Secondo l'Associazione, la legge sui collaboratori di giustizia "é già stata fin troppo massacrata, quando si è dato ai pentiti solo 180 giorni per verbalizzare tutto.
Sessanta collaboratori di giustizia, insieme a prove oggettive inconfutabili, hanno formato prova penale nel processo di Firenze per le stragi del 1993".
Infine: "in fatto di concorso esterno in associazione mafiosa - conclude la nota - non nutriamo paure.
Palazzo Chigi, infatti, il 25 novembre attraverso le agenzie di stampa ha fatto sapere che non si cambia e contiamo che così sarà". (ANSA)..
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LETTERA
1033  del 
03/12/2009
Lettera aperta ai Giornalisti 3 Dicembre 2009

"A caval Donato non si guarda in bocca" dice il proverbio, ma noi dobbiamo farlo: è .....
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Lettera aperta ai Giornalisti 3 Dicembre 2009

"A caval Donato non si guarda in bocca" dice il proverbio, ma noi dobbiamo farlo: è un dovere.
La Sette, che ringraziamo, ci ha invitati in una trasmissione che affronta i problemi del Paese l'argomento era " Chi ha contribuito alla ricerca della verità sulle stragi".
Abbiamo accettato.

La giornalista e i cameramen che ci hanno intervistati in via dei Georgofili hanno lavorato tantissimo, ma il risultato ottenuto sul video è il solito: scarso e tutto sbilanciato verso l'intera classe politica che verte a salvarsi la reputazione.
I giornalisti presenti nella trasmissione, alcuni in qualità di esperti, altri in chiaro contraddittorio sul fronte della giustizia, sia gli uni che gli altri poco hanno saputo stare dalla parte delle vittime delle stragi e quindi dalla parte dei cittadini, ma tutti schierati verso la parte che rappresentano.
Prova ne è la descrizione che il giornalismo ha fatto di Piero Luigi Vigna, Procuratore Antimafia durante le indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993.
Infatti il Proc. Vigna è tutto fuorchè di parte e quindi uno che cercherebbe la verità sbilanciata verso la colpevolezza di Autore 1 e Autore 2, come lo si è voluto far apparire.
Riteniamo il Proc. Vigna un uomo di Legge e come tale si comporta.
Dei politici presenti in studio non vogliamo parlare, dovevamo essere lì per zittirli.
Citiamo invece l'ennesima possibilità data a Salvatore Riina di entrare nel dibattito in corso, molto di più di quanto è stato consentito a noi.
Insomma se si doveva dimostrare chi cerca e chi da sempre ha voluto la verità sulle stragi e ancora la vuole, dovevamo una volta tanto essere noi contrapposti ai politici, ai giornalisti e agli avvocati dei mafiosi, finalmente in un chiaro contradditorio.
Dovevamo noi raccontare chi è Spatuzza, e del perché lo tolleriamo in questa fase, perché i giornalisti e i politici fanno comunque un mestiere gli piaccia o no, e noi abbiamo perso i figli. Se questo è cercare chi ha voluto la verità in questo Paese, la verità saremmo costretti a cercarcela da soli, del resto eravamo soli la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, soli e messi nelle mani della mafia da un intero sistema politico imperante, quello stesso di oggi.
Quella notte del 27 Maggio 1993, la politica, i giornalisti e quant' altro sono arrivati dopo, potremmo quasi dire con 16 anni di ritardo, ammesso che sia vero tutto ciò che sta avvenendo in queste ore e non il solito gioco politico delle parti che si ricattano, ora tutti vogliono parlare per noi, anche nei momenti in cui la parola dovrebbe essere solo nostra.
Ma quando finirà "l'impero" che si costruito sulle bare dei nostri morti, mentre noi siamo ancora lì ad aspettare giustizia in tutti i sensi?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1034  del 
03/12/2009
DOMANI AL TRIBUNALE DI TORINO, «AD ASCOLTARE LA TESTIMONIANZA DI GASPARE SPATUZZA», CI SARA' L'ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DE..... Apri
DOMANI AL TRIBUNALE DI TORINO, «AD ASCOLTARE LA TESTIMONIANZA DI GASPARE SPATUZZA», CI SARA' L'ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIA DEI GEORGOFILI.

FIRENZE, 3 DIC - «I verbali di deposizione del neo collaboratore di giustizia - spiega in una nota Giovanna Maggiani Chelli - sono stati inviati dalla procura di Firenze, che indaga sulla strage del 27 maggio 1993, a quella di Palermo e quindi Gaspare Spatuzza inevitabilmente parlerà anche di ciò che ci riguarda strettamente da vicino».
«Se è pur vero, che Gaspare Spatuzza era a Firenze la notte del 27 maggio sotto le finestre dei nostri parenti con un fiorino carico di tritolo, è altrettanto vero che chi ha avuto un ruolo di concorrente in quella strage dorme sonni tranquilli nel proprio letto», aggiunge Maggiani Chelli ricordando che l'Associazione cerca «verità completa da 16 anni.
Ora auspichiamo conoscerla più che mai questa verità, perché vogliamo sapere a chi dobbiamo tanto patire fatto di morte, di dolore e di umiliazioni».
Umiliazioni tra le quali la vicepresidente dell'Associazione ricorda la trafila che riguarda le pensioni per i feriti e «quanto staà di lacunoso nella legge 206 del 2004, in fatto di invalidi all'80%».
«Di Governo in Governo abbiamo sempre dovuto stendere la mano e non è ancora finita - conclude Maggiani Chelli -, quindi il pelo sullo stomaco non ce l'ha solo Gaspare Spatuzza, ma anche chi pur non sciogliendo i bambini nell'acido mentre mangia, tira le fila della vita di chi prima ha lasciato massacrare sotto il tritolo».(ANSA)
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04/12/2009
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1036  del 
04/12/2009
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COMUNICATO
1037  del 
05/12/2009
Siamo andati a Torino all'udienza che ha visto testimoniare Gaspare Spatuzza, anche su alcuni passaggi sulle stragi del 1993.
Siamo rimasti s.....
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Siamo andati a Torino all'udienza che ha visto testimoniare Gaspare Spatuzza, anche su alcuni passaggi sulle stragi del 1993.
Siamo rimasti sconcertai dalla ridda di affermazioni e dagli innumerevoli lanci di agenzia con esternazioni di politici in merito alla vicenda.
Siamo certi che il compianto procuratore Chelazzi si starà rivoltando nella tomba, pensando quanto sarebbe stato opportuno, che almeno la metà dell'interesse intorno alla strage del 27 Maggio 1993, si fosse manifestata negli anni che vanno dal 1994 al 2003.
Oggi il Paese non sarebbe a bocca aperta ad ascoltare l'ennesimo pentito che dice cose già dette da una infinità di altri collaboratori di giustizia.
E i giornalisti costretti a scrivere un copione già visto.
Rammentiamo inoltre al collaboratore di giustizia di turno, che la piccola Nencioni che lui ha ammazzato il 27 Maggio 1993, e aveva solo 50 giorni, si chiamava CATERINA e non NADIA, la quale aveva al momento della strage 8 anni, sempre pochi per morire.
Inoltre se Gaspare Spatuzza dicesse la verità fino in fondo sul suo "pentimento", senza invocare tante crisi mistiche, saremmo molto più contenti, tanto noi crediamo che si sia "pentito", come del resto tutti quelli che nella mafia si "pentono", per non restare a 41 bis e all'ergastolo.
Inoltre basta con "madre natura " mi ha detto, è molto meglio che dica ai fratelli Graviano di confermare le sue versioni in aula se le cose stanno come lui le racconta, o a noi che veramente interessa la verità non la sapremo mai..
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1038  del 
05/12/2009
MAFIA:SPATUZZA;ASS.GEORGOFILI, DA TANTI PENTITI STESSE ACCUSE

FIRENZE, 5 DIC - Gaspare Spatuzza è "l'ennesimo pentito che dice cose già dett.....
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MAFIA:SPATUZZA;ASS.GEORGOFILI, DA TANTI PENTITI STESSE ACCUSE

FIRENZE, 5 DIC - Gaspare Spatuzza è "l'ennesimo pentito che dice cose già dette da una infinità di altri collaboratori di giustizia".
Lo dice, in una nota, la portavoce dell'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, commentando la testimonianza di Spatuzza al processo Dell'Utri.
"Se Gaspare Spatuzza dicesse la verità fino in fondo sul suo pentimento - aggiunge la nota - senza invocare tante crisi mistiche, saremmo molto più contenti.
Noi crediamo che si sia pentito, come del resto tutti quelli che nella mafia si pentono, per non restare a 41 bis e all'ergastolo".
Per Maggiani Chelli "é molto meglio che" Spatuzza "dica ai fratelli Graviano di confermare le sue versioni in aula, se le cose stanno come lui le racconta, o noi non sapremo mai la verità".
I familiari delle vittime si dicono "sconcertati dalla ridda di affermazioni e dalle esternazioni di politici.
Siamo certi che il compianto procuratore Chelazzi si starà rivoltando nella tomba, pensando quanto sarebbe stato opportuno, che almeno la metà dell'interesse intorno alla strage del 27 maggio 1993 si fosse manifestata dal 1994 al 2003".(ANSA).
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COMUNICATO
1039  del 
06/12/2009
Come da più parti invocato siamo concordi che sul caso Spatuzza debba essere fatta chiarezza, o davvero le indagini sui "mandanti esterni a Cosa ..... Apri
Come da più parti invocato siamo concordi che sul caso Spatuzza debba essere fatta chiarezza, o davvero le indagini sui "mandanti esterni a Cosa nostra" per le stragi del 1993 non arriveranno a compimento.
Da parte nostra precisiamo che:

1) Da sedici anni aspettiamo verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 che ha visto la morte dei nostri figli, perché siamo fermamente convinti che esistano i "mandanti esterni alla mafia cosa nostra".
2)Auspichiamo che siano dibattimenti processuali a chiarire una buona volta se i nomi chiamati in causa da Gaspare Spatuzza, ma anche da altri collaboratori di giustizia nel processo di Firenze per le stragi del 1993 siano colpevoli o innocenti.
3) Mai e poi mai diremmo che i collaboratori di giustizia non vanno bene, vanno benissimo senza di loro non si sarebbe mai arrivati a capire i perversi meccanismi di Cosa nostra, di questo siamo fermamente convinti.
Se qualcosa di sbagliato nella legge sui pentiti c'è e va corretta, sono solo quegli ignobili 180 giorni per dire tutto ciò che sanno.
Ciò non ci esime però dall'esternare il nostro pensiero su deposizioni come quelle di Gaspare Spatuzza a Torino il 4 dicembre scorso. Infatti Spatuzza troppo ha invocato i santi e i nostri morti, come troppo ha ossequiato Giuseppe Graviano, senza peraltro chiedere ai fratelli di Brancaccio, di confermare eventualmente le sue dichiarazioni.
4) Pretendiamo chiarezza su fatti così gravi che hanno visto coinvolte le nostre famiglie e sfidiamo chiunque a provare che non ne abbiamo diritto, e rimandiamo al mittente ogni forma di eventuale strumentalizzazione al nostro dire di queste ore, che sono per noi ore terribili, perché rinnovano tutto il nostro dolore, la nostra rabbia e la nostra impotenza nel far capire da che parte stiamo, che è sempre e comunque quella della ricerca della verità per le stragi del 1993 in un aula di giustizia.

Anticipiamo con l'occasione l'informazione che a breve indiremmo una conferenza stampa affinchè tutto ciò che pensiamo sia chiarito.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA APCOM
1040  del 
06/12/2009
Mafia/ Associazione vittime: convinti che esistano mandanti esterni
Maggiani Chelli: "Vogliamo chiarezza e verità"

Roma, 6 dic.....
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Mafia/ Associazione vittime: convinti che esistano mandanti esterni
Maggiani Chelli: "Vogliamo chiarezza e verità"

Roma, 6 dic.(APCom) - "Da sedici anni aspettiamo la verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993 che ha visto la morte dei nostri figli, perché siamo fermamente convinti che esistano i 'mandanti esterni alla mafia cosa nostra'".
Così afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Rispetto alle rivelazioni fatte da Gaspare Spatuzza, la Maggiani da una parte spiega che "mai e poi mai diremmo che i collaboratori di giustizia non vanno bene, vanno benissimo senza di loro non si sarebbe mai arrivati a capire i perversi meccanismi di Cosa nostra, di questo siamo fermamente convinti".
Ma poi aggiunge: "Se qualcosa di sbagliato nella legge sui pentiti c'è e va corretta, sono solo quegli ignobili 180 giorni per dire tutto ciò che sanno".
In ogni caso, secondo la Maggiani, "Spatuzza troppo ha invocato i santi e i nostri morti, come troppo ha ossequiato Giuseppe Graviano, senza peraltro chiedere ai fratelli di Brancaccio, di confermare eventualmente le sue dichiarazioni".
A questo punto - continua la portavoce "pretendiamo chiarezza su fatti così gravi che hanno visto coinvolte le nostre famiglie e sfidiamo chiunque a provare che non ne abbiamo diritto, e rimandiamo al mittente ogni forma di eventuale strumentalizzazione al nostro dire di queste ore, che sono per noi ore terribili, perché rinnovano tutto il nostro dolore, la nostra rabbia e la nostra impotenza nel far capire da che parte stiamo, che è sempre e comunque quella della ricerca della verità per le stragi del 1993 in un aula di giustizia".
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NOTIZIA APCOM
1041  del 
06/12/2009
Mafia/ Associazione vittime: Spatuzza pentito per evitare 41 bis
Maggiani Chelli: "Non invochi crisi mistiche"

6 dic.(APCom) .....
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Mafia/ Associazione vittime: Spatuzza pentito per evitare 41 bis
Maggiani Chelli: "Non invochi crisi mistiche"

6 dic.(APCom) - "Rammentiamo al collaboratore di giustizia di turno, che la piccola Nencioni che lui ha ammazzato il 27 Maggio 1993, e aveva solo 50 giorni, si chiamava Caterina e non Nadia, la quale aveva al momento della strage 8 anni, sempre pochi per morire".
Così scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Siamo andati a Torino all'udienza che ha visto testimoniare Gaspare Spatuzza, anche su alcuni passaggi sulle stragi del 1993", spiega la Maggiani Chelli.
"Se Gaspare Spatuzza dicesse la verità fino in fondo sul suo 'pentimento', senza invocare tante crisi mistiche, saremmo molto più contenti, tanto noi crediamo che si sia 'pentito', come del resto tutti quelli che nella mafia si 'pentono', per non restare a 41 bis e all'ergastolo".
"Inoltre basta con 'madre natura' mi ha detto, è molto meglio che dica ai fratelli Graviano di confermare le sue versioni in aula se le cose stanno come lui le racconta, o a noi che veramente interessa la verità non la sapremo mai", sottolinea la Maggiani Chelli che si dice comunque sconcertata "dalla rida di affermazioni e dagli innumerevoli lanci di agenzia con esternazioni di politici in merito alla vicenda".
"Siamo certi che il compianto procuratore Chelazzi si starà rivoltando nella tomba, pensando quanto sarebbe stato opportuno, che almeno la metà dell'interesse intorno alla strage del 27 Maggio 1993, si fosse manifestata negli anni che vanno dal 1994 al 2003.
Oggi il Paese non sarebbe a bocca aperta ad ascoltare l'ennesimo pentito che dice cose già dette da una infinità di altri collaboratori di giustizia.
E i giornalisti costretti a scrivere un copione già visto"..
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NOTIZIA ANSA
1042  del 
06/12/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,CONVINTI CHE MANDANTI ESTERNI ESISTANO

FIRENZE, 6 DIC - "Siamo concordi che sul caso Spatuzza debba essere fatta .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,CONVINTI CHE MANDANTI ESTERNI ESISTANO

FIRENZE, 6 DIC - "Siamo concordi che sul caso Spatuzza debba essere fatta chiarezza, o davvero le indagini sui 'mandanti esterni a Cosa nostra' per le stragi del 1993 non arriveranno a compimento.
Da parte nostra precisiamo che da 16 anni aspettiamo la verità completa sulla strage del 27 maggio 1993 che ha visto la morte dei nostri figli perché siamo fermamente convinti che esistano i 'mandanti esterni alla mafia Cosa nostra'".
Lo afferma in una nota la portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Auspichiamo - ha aggiunto Maggiani Chelli - che siano dibattimenti processuali a chiarire una buona volta se i nomi chiamati in causa da Gaspare Spatuzza, ma anche da altri collaboratori di giustizia nel processo di Firenze per le stragi del 1993, siano colpevoli o innocenti.
Mai e poi mai diremo che i collaboratori di giustizia non vanno bene: vanno benissimo.
Senza di loro non si sarebbe mai arrivati a capire i perversi meccanismi di Cosa nostra.
Se qualcosa di sbagliato nella legge sui pentiti c'é, va corretta".
"Spatuzza - ha affermato ancora - troppo ha invocato i santi e i nostri morti, come troppo ha ossequiato Giuseppe Graviano, senza peraltro chiedere ai fratelli di Brancaccio di confermare eventualmente le sue dichiarazioni.(ANSA).
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COMUNICATO
1043  del 
07/12/2009
Ha ragione l'On.le Violante, forse non basterebbe neppure il si dei fratelli Graviano per addivenire alla verità sulle stragi del 1993.
Infat.....
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Ha ragione l'On.le Violante, forse non basterebbe neppure il si dei fratelli Graviano per addivenire alla verità sulle stragi del 1993.
Infatti bisognerebbe che molti altri rivelassero tutto quello che sanno su quel terribile anno di sangue in cui sono morti i nostri parenti, cominciando dai politici, alle istituzioni e quanti rivestivano un ruolo che contava negli affari di Stato in quel periodo.
Siamo scandalizzati quanto non si riesca di capire che siamo esseri umani profondamente offesi,con tutti i nostri sentimenti e ormai arrabbiati per questi 16 anni di bugie, silenzi ed esternazioni di esperti in materia, esperti su tutto fuorché sul come si fa a dare giustizia alle nostre 51 famiglie attraverso la semplice verità su quei 300 chili di tritolo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1044  del 
08/12/2009
Dopo tutto l'orrore della strage terroristica, dal 12 Giugno 1996 ( giorno dell'udienza preliminare per le stragi del 1993) ad oggi la nostr..... Apri
Dopo tutto l'orrore della strage terroristica, dal 12 Giugno 1996 ( giorno dell'udienza preliminare per le stragi del 1993) ad oggi la nostra vita è stata costantemente costellata di angosce e preoccupazioni.
Tesi verso la ricerca della verità completa nella strage di Firenze del 27 Maggio 1993 che ha visto la morte dei nostri figli, abbiamo dovuto di governo in governo, fare i conti con una continua e fitta legislazione sempre tesa a cambiare le regole del gioco di ora in ora, per coprire la verità sul massacro dei nostri figli.
Oggi è la volta della durata del processo, il quale pare debba necessariamente essere breve anche per reati di mafia e terrorismo.
Se è pur vero che i processi lunghi finiscono sempre con l'affievolire il grado di giustizia, quando si tratta di stragi mafiose e terroristiche il tempo della giustizia non conta più.
Del resto noi sono 16 anni che aspettiamo un processo ai mandanti esterni a "cosa nostra" per la strage di via dei Georgofili e dopo di noi se non lo avremmo prima, lo aspetteranno i nostri figli e dopo di loro i figli dei loro figli.
In via dei Georgofili abbiamo patito il sopruso e l'affronto più grande che un cittadino possa subire, e se non basteremo noi a trovare giustizia altri verranno dopo di noi.
Del resto il reato di strage non cadde mai in prescrizione, quindi chiediamo formalmente agli esperti che se mai si dovessero porre limiti temporali anche ai processi per mafia e terrorismo, si faccia una deroga e siano esenti da limiti, da qui nei secoli a venire, tutti quei processi che possono condurre alla verità sul massacro di bambini e ragazzi in via dei Georgofili a Firenze. L'intera Nazione ci deve tutto questo, siamo stati sacrificati e messi nelle mani della mafia come ben dice Gaspare Spatuzza più di chiunque altro, siamo quindi disposti ad aspettare un processo lungo 100 anni pur di avere giustizia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA APCOM
1045  del 
08/12/2009
Processo breve/ Ass. via Georgofili: No per mafia e terrorismo
"Disposti ad aspettare 100 anni per avere giustizia"

Roma, 8 di.....
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Processo breve/ Ass. via Georgofili: No per mafia e terrorismo
"Disposti ad aspettare 100 anni per avere giustizia"

Roma, 8 dic.(APCom) - Escludere dal processo breve i reati di mafia e terrorismo.
A chiederlo in una nota è Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Se è pur vero - scrive - che i processi lunghi finiscono sempre con l'affievolire il grado di giustizia, quando si tratta di stragi mafiose e terroristiche il tempo della giustizia non conta più.
Del resto noi sono 16 anni che aspettiamo un processo ai mandanti esterni a Cosa nostra per la strage di via dei Georgofili e dopo di noi se non lo avremmo prima, lo aspetteranno i nostri figli e dopo di loro i figli dei loro figli.
In via dei Georgofili abbiamo patito il sopruso e l'affronto più grande che un cittadino possa subire, e se non basteremo noi a trovare giustizia altri verranno dopo di noi".
"Del resto - prosegue - il reato di strage non cadde mai in prescrizione, quindi chiediamo formalmente agli esperti che se mai si dovessero porre limiti temporali anche ai processi per mafia e terrorismo, si faccia una deroga e siano esenti da limiti, da qui nei secoli a venire, tutti quei processi che possono condurre alla verità sul massacro di bambini e ragazzi in via dei Georgofili a Firenze.
L'intera nazione ci deve tutto questo, siamo stati sacrificati e messi nelle mani della mafia come ben dice Gaspare Spatuzza più di chiunque altro, siamo quindi disposti ad aspettare un processo lungo 100 anni pur di avere giustizia".
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NOTIZIA ANSA
1046  del 
08/12/2009
GIUSTIZIA:PROCESSO BREVE;ASS.GEORGOFILI, DEROGA PER STRAGE

FIRENZE, 8 DIC - "Se mai si dovessero porre limiti temporali anche ai proces.....
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GIUSTIZIA:PROCESSO BREVE;ASS.GEORGOFILI, DEROGA PER STRAGE

FIRENZE, 8 DIC - "Se mai si dovessero porre limiti temporali anche ai processi di mafia e terrorismo, chiediamo una deroga per tutti quei processi che possono condurre alla verità sul massacro dei bambini e dei ragazzi in via dei Georgofili a Firenze".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
"Sono 16 anni che aspettiamo un processo ai mandanti esterni a cosa nostra per questa strage - scrive Chelli - e dopo di noi, se non lo avremo prima, lo aspetteranno i nostri figli e dopo di loro i figli dei loro figli".(ANSA).
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COMUNICATO
1047  del 
09/12/2009
I mafiosi di Brancaccio, esecutori delle stragi del 1993, e "mandanti interni a cosa nostra", erano senza soldi dopo la strage di via dei Ge..... Apri
I mafiosi di Brancaccio, esecutori delle stragi del 1993, e "mandanti interni a cosa nostra", erano senza soldi dopo la strage di via dei Georgofili, lo ha testimoniato Gaspare Spatuzza.
Pensavano infatti a rapimenti vari per finanziare altre stragi, visto che per quella di Firenze a detta del collaboratore avevano speso dai 5 ai dieci milioni delle vecchie lire a testa.
Non possiamo fare a meno di domandarci, dove avranno preso i soldi necessari per comprare l'esplosivo, l'innesco usato in via dei Georgofili si diceva allora, fosse costato circa 700 milioni delle vecchie lire.
Speriamo ce lo dica Giuseppe Graviano venerdì in aula a Palermo, chi gli ha dato il denaro per il tritolo che è costato la vita ai nostri figli in via dei Georgofili, non avrà certo intaccato il suo conto personale il capo mafioso di Brancaccio.
Per esempio sarebbe interessante sapere da Giuseppe Graviano, se quegli ipotetici 700 milioni di cui si parlava sono transitati in un conto bancario e se sì, di chi era quel conto, visto che avevano così difficoltà a far circolare contante..
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1048  del 
10/12/2009
Non è vero che i Magistrati sono sempre in TV, noi non li vediamo mai.
In TV, ci sono sempre ma i politici a parlare per noi in trasmissioni vergo.....
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Non è vero che i Magistrati sono sempre in TV, noi non li vediamo mai.
In TV, ci sono sempre ma i politici a parlare per noi in trasmissioni vergognose delle stragi del 1993, come se fossero i figli loro che sono morti sotto il tritolo stragista di via dei Georgofili, e abbiamo sempre l'impressione che attraverso il video vogliono ficcarci in testa che sono innocenti, mentre ne siamo certi innocenza non c'è stata da parte di nessuno.
Così come non è vero che la mafia è stata sconfitta o lo sarà a breve termine, infatti il Fondo 512 legge del 1999 istituita in favore della vittime della mafia, è sempre in affanno e noi aspettiamo da anni che le rate dei nostri risarcimenti finiscano e invece ne abbiamo ancora per un lungo periodo di queste benedette dilazioni di pagamento.
Così come vergognosamente aspettiamo che ai nostri invalidi all'80% siano riconosciute le pensioni subito, senza lungaggini attraverso il Consiglio di Stato, il quale ci stà che si pronunci in modo negativo per chi di noi non può andare a lavorare, ma solo perché mancano i soldi, quei soldi che non vengono presi alla mafia nei modi e nei termini in cui si dice, e se mai dovesse accadere, fiumi di denaro vengono destinati per utilizzi non consoni alle esigenze delle vittime di mafia, ma sempre congegnali alle esigenze della politica..
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via sei Georgofili
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COMUNICATO
1049  del 
10/12/2009
Dopo quanto riportato dal settimanale l'Espresso è all'intero Paese che vogliamo dimostrare solidarietà e vicinanza, naturalmente più che ma..... Apri
Dopo quanto riportato dal settimanale l'Espresso è all'intero Paese che vogliamo dimostrare solidarietà e vicinanza, naturalmente più che mai vicini siamo ai Magistrati più esposti.
Noi Matteo Messina Denaro lo conosciamo bene, "questi salteranno" disse guardando gli Uffizi, e i nostri figli sono morti.
I fratelli Graviano non vogliono più il 41 bis, vogliono che quanto gli fu promesso in sede di trattativa venga mantenuto e il boss Messina Denaro ancora oggi, vergognosamente latitante, sicuramente ha voglia di fargli da sponda dall'esterno del carcere.
Stiamo ancora oggi sputando l'anima per tutto quello che ci ha fatto la mafia e per colpa di coloro che ci hanno messo nelle mani di cosa nostra.
Siamo stanchi di sentire attacchi alla magistratura, i magistrati vanno supportati fortemente altro che denigrati.
La verità sulle stragi del 1993 deve emergere in una aula di giustizia, o questo Paese dovrà sempre temere l'utilizzo di tritolo e qualcuno fra gli innocenti, costretto a rivivere prima o poi quello che è successo a noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime dlla strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1050  del 
11/12/2009
Non è grave che davanti a milioni di Italiani non si ascolti il Generale Mori, come ha detto il sottosegretario Mantovano alla trasmissione Anno zero,..... Apri
Non è grave che davanti a milioni di Italiani non si ascolti il Generale Mori, come ha detto il sottosegretario Mantovano alla trasmissione Anno zero, ma è vergognoso che non si ascolti noi che siamo i parenti dei morti di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, mentre si continua a chiamare in causa Nadia che Nadia non è ma Caterina.
Non siamo carne da macello ma gente informata dei fatti.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1051  del 
11/12/2009
Si capisce anche troppo bene di che pasta sono fatti i fratelli Graviano che per bocca dei loro avvocati hanno chiesto di non registrare neppure le lo..... Apri
Si capisce anche troppo bene di che pasta sono fatti i fratelli Graviano che per bocca dei loro avvocati hanno chiesto di non registrare neppure le loro parole al processo di Palermo.
Sono il buio, il silenzio, la menzogna, la predilezione ai delitti più orribili e poi nasconderli, questo il loro modo operandi, quello usato a Firenze in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993.
La parola legalità in bocca a Filippo Graviano fa venire da piangere . Per fortuna Filippo Graviano non è un collaboratore di giustizia, e noi che abbiamo avuto i morti ci possiamo permettere di dire che poco capiamo perché il massacratore dei nostri figli possa avere diritto di parola senza pentimento alcuno, ci auguriamo che non sia la strada per farci ingoiare la "dissociazione", perché non lo faremo mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili .
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COMUNICATO
1052  del 
11/12/2009
E' fin troppo chiaro quali fossero le intenzioni di Giuseppe Graviano nel processo di Palermo: protestare per il regime carcerario nel quale è detenut..... Apri
E' fin troppo chiaro quali fossero le intenzioni di Giuseppe Graviano nel processo di Palermo: protestare per il regime carcerario nel quale è detenuto, e fare il malato come forse era scritto in una lettera che ha consegnato stamane alla corte.
Ciò che è successo oggi a Palermo ha rinnovato tutta la nostra rabbia, i fratelli di Brancaccio che vestono Valentino, li conosciamo fin troppo bene sono dei terroristi oltre che mafiosi, basta ricordare che fine hanno fatto fare ai nostri figli.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1053  del 
11/12/2009
Cosimo Lo Nigro colui che accese il sigaro e diede fuoco alla miccia che innescò il tritolo di via dei Georgofili ha deposto oggi al processo di Paler..... Apri
Cosimo Lo Nigro colui che accese il sigaro e diede fuoco alla miccia che innescò il tritolo di via dei Georgofili ha deposto oggi al processo di Palermo.
Ma come volevasi dimostrare non sa nulla Cosimo Lo Nigro, infatti negli anni non ha mai avuto un segno di pentimento per la morte di bambini e ragazzi in via dei Georgofili.
Ci domandiamo oggi come fu possibile a suo tempo revocargli il 41 bis .
Quel lasso di tempo che il mafioso ha passato in mezzo ai detenuti a regime normale, di certo non ha giovato alla ricerca della verità sulla strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1054  del 
11/12/2009
MAFIA: DELL'UTRI; GEORGOFILI, UDIENZA RINNOVATO NOSTRA RABBIA

FIRENZE, 11 DIC - "Ciò che è successo oggi a Palermo ha rinnovato tu.....
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MAFIA: DELL'UTRI; GEORGOFILI, UDIENZA RINNOVATO NOSTRA RABBIA

FIRENZE, 11 DIC - "Ciò che è successo oggi a Palermo ha rinnovato tutta la nostra rabbia, i fratelli di Brancaccio che vestono Valentino li conosciamo fin troppo bene, sono dei terroristi oltre che mafiosi, basta ricordare che fine hanno fatto fare ai nostri figli".
Così in una nota l' Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili commenta le audizioni dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano al processo d'appello a Palermo che vede imputato Marcello Dell'Utri.
Per l'Associazione, "la parola legalità in bocca a Filippo Graviano fa venire da piangere" e aggiunge: "Per fortuna non é un collaboratore di giustizia, e noi che abbiamo avuto i morti ci possiamo permettere di dire che poco capiamo perché il massacratore dei nostri figli possa avere diritto di parola senza pentimento alcuno, ci auguriamo che non sia la strada per farci ingoiare la 'dissociazione', perché non lo faremo mai".
"Ancora fin troppo chiaro - afferma ancora l'Associazione - quali erano le intenzioni di Giuseppe Graviano nel processo di Palermo, protestare per il regime carcerario nel quale è detenuto, e fare il malato".
Infine su Cosimo Lo Nigro, anche lui sentito oggi al processo a Palermo, "come volevasi dimostrare non sa nulla" e "ci domandiamo oggi come fu possibile a suo tempo revocargli il 41 bis", poi ripristinato.(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
1056  del 
12/12/2009
PIAZZA FONTANA: ASS. VITTIME GEORGOFILI,BASTA INUTILI PAROLE

MILANO, 12 DIC - "Ciò che ci sconvolge di più in questo drammatico 12 dicem.....
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PIAZZA FONTANA: ASS. VITTIME GEORGOFILI,BASTA INUTILI PAROLE

MILANO, 12 DIC - "Ciò che ci sconvolge di più in questo drammatico 12 dicembre sono le inutili parole di chi la verità dovrebbe imporsi per averla e l'assordante silenzio di chi non vuole mischiarsi nella questione".
Si conclude così un comunicato dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'anniversario della strage di Piazza Fontana.
"Ricordiamo i morti e i feriti di quel tragico evento e ci stringiamo intorno alle famiglie - si legge nella nota - Ogni qualvolta sentiamo più forte la frustrazione per la mancanza di verità, come sta avvenendo in queste ore mentre il mandante di Spatuzza, Filippo Graviano, colui che di fatto ha detto a Spatuzza 'vai a Firenze ad uccidere bambini e ragazzi', viene osannato come il verbo, ci guardiamo negli occhi e diciamo 'ricordiamoci di Piazza Fontana".
"Dopo quel 12 dicembre 1969 in questo Paese si è dato il via a qualcosa di ignobile: il ricatto sulle stragi che dura di strage in strage ancora oggi".(ANSA).
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COMUNICATO
1055  del 
12/12/2009
Oggi è l'anniversario della strage di Piazza Fontana.
Ricordiamo i morti e i feriti di quel tragico evento e ci stringiamo intorno alle famig.....
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Oggi è l'anniversario della strage di Piazza Fontana.
Ricordiamo i morti e i feriti di quel tragico evento e ci stringiamo intorno alle famiglie.
Ogni qualvolta sentiamo più forte la frustrazione per la mancanza di verità, come sta avvenendo in queste ore mentre il mandante di Spatuzza - Filippo Graviano - colui che di fatto ha detto a Spatuzza "vai a Firenze ad uccidere bambini e ragazzi", viene osannato come il verbo, ci guardiamo negli occhi e diciamo "ricordiamoci di Piazza Fontana".
Dopo quel 12 dicembre 1969 in questo Paese si è dato il via a qualcosa di ignobile: il ricatto sulle stragi che dura di strage in strage ancora oggi.
Ciò che ci sconvolge di più in questo drammatico 12 dicembre, sono le inutili parole di chi la verità dovrebbe imporsi per averla e l'assordante silenzio di chi non vuole mischiarsi nella questione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1057  del 
12/12/2009
MAFIA: BOSS SCARCERATO; ASS.GEORGOFILI, SI VA CONTRO VITTIME

ROMA, 12 DIC - Gli arresti domiciliari a Gerlando Alberti Junior, uno degli ass.....
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MAFIA: BOSS SCARCERATO; ASS.GEORGOFILI, SI VA CONTRO VITTIME

ROMA, 12 DIC - Gli arresti domiciliari a Gerlando Alberti Junior, uno degli assassini di Graziella Campagna, secondo l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "sono ancora una volta la riprova che la bilancia della giustizia pende tutta in sfavore delle vittime".
"Le lacrime di coccodrillo versate in queste ore - scrive in una nota la portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli
- servono solo a riempire di rabbia le vittime del terrorismo mafioso", i cui carnefici beneficiano di leggi pervase da "buonismo, sempre tese al recupero del reo e all'annullamento della giustizia per le vittime".
Secondo l'associazione, il caso di Alberti ricorda quello di "Giochino Calabrò, stragista a Firenze oggi non più al 41 bis, autore di innumerevoli delitti oltre la strage di via dei Georgofili".(ANSA)
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COMUNICATO
1058  del 
15/12/2009
Esprimiamo una volta di più tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che sta lavorando alle indagini sui "Mandanti esterni a cosa nostra..... Apri
Esprimiamo una volta di più tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che sta lavorando alle indagini sui "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Infatti è da quando le Procure interessate hanno riaperto le indagini sul massacro di via dei Georgofili,al fine di scrivere sugli atti giudiziari la verità completa su quell'immane delitto, che l'attacco ai Magistrati si è fatto più forte.
La nostra Associazione da 16 anni si batte duramente sul fronte della ricerca della verità, del resto abbiamo vissuto con grande frustrazione l'archiviazione di ogni tipo d'indagine sul fronte della collusione della politica con la mafia, movente che ha causato la morte dei nostri figli in via dei Georgofili, e ora che finalmente i faldoni sono ridiscesi dagli scaffali non riusciamo a comprendere il conflitto degli uni contro gli altri che si è scatenato.
Ancora una volta rammentiamo che la mafia è un problema per tutti quanti, non un problema di destra o di sinistra; infatti nutriamo da sempre più di un sospetto che quando i nostri figli sono stati uccisi la trasversalità per quel tritolo sia stata sicuramente molto ampia.
Fortemente preoccupati in queste ore, ci permettiamo di ricordare che non è con i Magistrati che bisogna prendersela, ma con chi ha creduto che tutto il marcio degli anni 1992 - 1993 potesse essere seppellito sotto trecento chili di tritolo insieme ai corpi martoriati dei nostri parenti.
Ricordiamo inoltre a quanti in queste ore hanno perso il senso della civiltà, che noi abbiamo visto in via dei Georgofili morire i nostri figli nel peggiore dei modi ma malgrado tutto ciò siamo andati nei Tribunali a cercare giustizia e sempre lì andremo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1059  del 
16/12/2009
"A volte ritornano" come si dice.
Siamo seriamente preoccupati dai segnali in atto come il pacco bomba alla Bocconi, da quando le Procur.....
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"A volte ritornano" come si dice.
Siamo seriamente preoccupati dai segnali in atto come il pacco bomba alla Bocconi, da quando le Procure cercano nuovamente la verità completa sulle stragi del 1993, si è creato un clima di grande tensione.
Già dal 1998 al 2002 i pacchi bomba, a cicli alterni, hanno caratterizzato la vita del Paese.
Auspichiamo che non sia ancora una volta la mafia, mascherata dietro sedicenti sigle, che prova a mandare messaggi affinché ciò che più desidera sia esaudito: l'impunità per i massacri del 1993, ovvero l'uscita dal carcere attraverso l'annullamento del 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1060  del 
18/12/2009
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VENDITA BENI CONFISCATI PER FONDO 512

FIRENZE, 18 DIC - "Oggi siamo una voce contro: noi siamo costretti a chiede.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, VENDITA BENI CONFISCATI PER FONDO 512

FIRENZE, 18 DIC - "Oggi siamo una voce contro: noi siamo costretti a chiedere la vendita dei beni confiscati, perché al Fondo 512 (solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso) deve affluire denaro che, al momento, non è sufficiente".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel suo intervento alla tavola rotonda 'Fermare gli affari di mafia, difendere i beni confiscati' promossa nell'ambito della Festa della Legalità organizzata dalla Regione Toscana.
"La vendita dei beni confiscati - ha aggiunto Maggiani Chelli - può garantire che quel Fondo possa fare fronte agli impegni che lo Stato ha verso le vittime di mafia: la questione é finanziaria.
Il Fondo è una legge civilissima che tutti ci invidiano: la mafia non sopporta quel Fondo, perché vuol dire denunciarla, prima in sede penale e poi in sede civile.
Noi non chiediamo una vendita scellerata - ha continuato -, ma è necessario vendere per fare fronte alle spese delle cause civili intraprese da chi denuncia la mafia".
Sul rischio poi che i beni confiscati alla mafia e messi all'asta possano essere riacquistati dai mafiosi, Maggiani Chelli
ha sottolineato che "questo è un problema dello Stato rispetto alle vittime della mafia: noi crediamo che sia possibile evitare tutto questo, forse non lo si vuole.
Gli americani lo fanno; vendono i beni della criminalità e se questa li ricompra, lo Stato li confisca di nuovo, con doppio guadagno".(ANSA)
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1061  del 
19/12/2009
Inserimento nel sito:

Festa della Lega.....
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Inserimento nel sito:

Festa della Legalità 18/12/2009: il nostro intervento
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COMUNICATO
1062  del 
19/12/2009
Il Consiglio di Stato ha risposto alla Presidenza del Consiglio che per conoscenza ci ha informati, ha detto un bel no affinchè la legge206 del 2004 s..... Apri
Il Consiglio di Stato ha risposto alla Presidenza del Consiglio che per conoscenza ci ha informati, ha detto un bel no affinchè la legge206 del 2004 sia interpreta nel migliore dei modi possibile verso le vittime del terrorismo mafioso che hanno "percepito" nelle stragi l'80% di invalidità e non possono più lavorare.
La norma dice che possono andare in pensione subito, ma nel tempo l'INPS ha precisato, in pensione subito se al momento della strage i soggetti lavoravano e godevano di una posizione pensionistica. Non vale se sono andati a lavorare in seguito dopo la strage, perché secondo l'Ente è opportunistico subire una strage , contrare una invalidità dell'80 %, provare malgrado tutto ad andare a lavorare, ma licenziarsi dopo poco perché il soggetto non ce la fa, e chiedere la pensione.
Eri un bambino di 11 anni al momento della strage, eri uno studente di soli 20 anni e non godevi di una posizione pensionistica? Peggio per te .
Carta straccia è stata considerata la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 Luglio 2007 che correggeva il tiro della carente 206/2004 recitando così:

"Il secondo punto è costituito dalla necessità che il soggetto straniero ed i suoi familiari siano titolari al momento dell'evento, O ANCHE SUCCESSIVAMENTE, di una posizione contributiva obbligatoria in Italia.
E quest'ultimo, del resto, un requisito non diverso da quello che deve sussistere per i cittadini italiani e che è condizione per l'applicazione dei beneficio di cui trattasi.

Ancora più inutile è stato che noi le vittime e i parenti delle vittime, intorno ai mille tavoli preparati dal Governo insieme agli Enti preposti e al Ministero del Lavoro, avevamo dato per acquisito che gli invalidi all'80% della capacità lavorativa, in forza o no al momento della strage dovevano andare in pensione subito, se lo volevano, senza la lungaggine di una ulteriore norma prevista oggi dal Consiglio di Stato.
Due sono le strade a questo punto da percorrere o le Regioni interessate dalle stragi uniscono le forze e vanno contro il parere del Consiglio di Stato in una azione forte in supporto alle famiglie ancora una volta oltraggiate, con una azione che finalmente dia dignità alle vittime delle stragi di questo sciagurato Paese, che ha usato le vittime di strage in strage solo negli anniversari per farsi bello,oppure e su questo noi contiamo:
- in questo Santo Natale pervaso da tanta bontà, il Governo sani in queste ultime ore della finanziaria l'ultima vergogna di turno perpetrata contro le vittime del terrorismo mafioso . O davvero dovremmo credere che i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano stanno avendo la meglio con i loro ricatti, ovvero stanno vincendo sulle loro vittime che hanno massacrato sotto migliaia di chili di tritolo, conniventi con la politica.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage i via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1063  del 
19/12/2009
FIRENZE, 19 DIC - Il governo inserisca in Finanziaria la possibilità, per le vittime delle stragi del 1993, di andare in pensione anche se non lavorav..... Apri
FIRENZE, 19 DIC - Il governo inserisca in Finanziaria la possibilità, per le vittime delle stragi del 1993, di andare in pensione anche se non lavoravano al momento della strage.
Lo chiede Giovanna Maggiani Chelli, dell' associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
"Se questa soluzione non potesse essere messa in atto", Chelli
chiede che le Regioni che sono state colpite dalla mafia con le stragi del 1993 "uniscano le forze e vadano contro il parere del Consiglio di Stato" che si è espresso negativamente sulla possibilità, da parte delle vittime di quelle stragi, di andare subito in pensione, "imponendo una nuova norma".
Chelli interviene sulla precisazione dell'Inps che sostiene come le vittime delle stragi possano sì andare in pensione subito, solo se lavoravano e godevano di una posizione pensionistica, escludendo così di fatto chi, al momento della strage, non era un lavoratore ma, per esempio, uno studente. (ANSA)
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COMUNICATO
1064  del 
20/12/2009
Sentiamo puzza di bruciato sul fronte della giustizia, la parola "inciucio" ampiamente usata in queste ore ci preoccupa, abbiamo paura che n..... Apri
Sentiamo puzza di bruciato sul fronte della giustizia, la parola "inciucio" ampiamente usata in queste ore ci preoccupa, abbiamo paura che non avremmo mai più verità sulle stragi del 1993. Da 16 anni l'unica riforma sul fronte della giustizia che noi abbiamo potuto intravedere è raggiungere un accordo fra le parti per lasciare libera autonomia e indipendenza alla Magistratura affinchè si raggiunga la piena verità sulla strage di via dei Georgofili.
Non dovrebbero esserci ostacoli per dare giustizia ai nostri morti, riteniamo dovrebbero essere tutti d'accordo, invece non è così e ritornano i fantasmi a dare insicurezza e inquietudine, torna alla mente il tentativo di abolire l'ergastolo a Riina e ai 15 mafiosi rei di strage nell'aprile del 2000, come tornano alla mente quei famigerati 180 giorni lasciati ai collaboratori di giustizia per dire tutto ciò che sanno.
I Magistrati stanno nuovamente indagando sui "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993, non gettiamo di nuovo tutto alle ortiche in "bicamerali" che paiono ancora una volta "trattative", parola orribile di cui noi ben conosciamo il significato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1065  del 
21/12/2009
Non è la prima volta che si ricorre ad una Finanziaria per sanare quanto non va in fatto di risarcimenti alle vittime del terrorismo e delle stragi di..... Apri
Non è la prima volta che si ricorre ad una Finanziaria per sanare quanto non va in fatto di risarcimenti alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Già le vittime del disastro di Ustica e quelle della Uno Bianca sono state inserite in una Finanziaria, affinchè potessero usufruire della legge 206 del 2004 appunto una legge per vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Ora tocca a tre soggetti essere inseriti in Finanziaria in queste ore, sono tre ragazzi usciti massacrati da stragi ignobili e senza precedenti nella storia d'Italia, uno di questi soggetti appartiene alla strage di via dei Georgofili, una strage in tempi moderni senza colpevoli se non sul fronte esecutivo e per la quale in questi giorni si sta camminando a testa in giù per impedire alla Magistratura di arrivare alla verità.
Il Consiglio di Stato che ha dato torto alle nostre vittime, avrà le sue buone "ragioni di Stato", nel merito delle quali noi non vogliamo entrare, ma noi abbiamo la sacrosanta ragione di chi ha visto i figli massacrati sotto il tritolo nel centro storico della civilissima Firenze, e oggi si cerca di farli passare attraverso organismi preposti a servizio dello Stato per vittime di tipo normale , quello Stato che il 27 Maggio 1993 era girato dall'altra parte mentre i nostri figli morivano o diventavano invalidi all'80%.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1066  del 
22/12/2009
Nel ricordo delle vittime del treno 904 del 23 dicembre 1984, siamo vicini alle famiglie che ancora oggi si battono per la ricerca della verità per la..... Apri
Nel ricordo delle vittime del treno 904 del 23 dicembre 1984, siamo vicini alle famiglie che ancora oggi si battono per la ricerca della verità per la morte dei loro parenti nella galleria di San Benedetto Val di Sambro.
"Cosa nostra" iniziava in quel 1984 la sua azione terroristica per imporre a suon di tritolo le sue leggi, percorso che perfezionerà poi nel 1993 in via dei Georgofili a Firenze, ottenendo di fatto tutto ciò che l'organizzazione criminale e quanti collusi con la stessa si erano prefissi. E' stato Pipò Calo stragista del treno di Natale a dire dal carcere "le stragi del 1993 sono servite a coprire scandali che di li a poco hanno investito l'Italia".
Per il bene di tutti, i capi del malaffare come Pipo Calò, dovrebbero oggi collaborare con la giustizia e dire la verità su ciò che sanno non con una inutile azione di dissociazione, ma con una chiara azione di "pentimento" secondo legge, che tutti noi apprezzeremo molto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1067  del 
23/12/2009
Quando si commettono crimini, il perdono del tutto personale delle vittime, sul piano della giustizia, lascia il tempo che trova.
Infatti la Magis.....
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Quando si commettono crimini, il perdono del tutto personale delle vittime, sul piano della giustizia, lascia il tempo che trova.
Infatti la Magistratura è giusto chefaccia il suo lavoro fino in fondo verso soggetti come Tartaglia, che commettono gesti irresponsabili senza valutarne la gravità, così come del resto è giusto la Magistratura faccia fino in fondo il proprio lavoro"sui mandanti esterni alla mafia" per la strage di via dei Georgofili.
Al contrario del Premier, noi non riusciamo a perdonare a nessuno il crimine del 27 maggio 1993 e vorremmo verità completa, da qui la necessità di sostegno alla Magistratura, da noi sempre invocato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1068  del 
24/12/2009
LETTERA APERTA ALLA BEFANA

Cara Befana,

scrivo a te perché la lista votiva è finita e per noi non resta che la tua calza. <.....
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LETTERA APERTA ALLA BEFANA

Cara Befana,

scrivo a te perché la lista votiva è finita e per noi non resta che la tua calza.
Siamo stanchi, stufi e amareggiati, abbiamo visto i nostri figli morire e altri perdere la capacità di vivere la loro vita e non abbiamo avuto giustizia nella misura in cui ne avevamo diritto.
Fino a quando è stato vivo il Magistrato Chelazzi abbiamo sperato, oggi siamo certi che quel tempo sia finito.
Troppa vigliaccheria in questi sedici anni, davanti a tanta forza delinquenziale.

Sai sempre tutto tu, conosci i segreti più reconditi, penso quindi tu abbia letto come noi, la richiesta di archiviazione stilata dal pm Gabriele Chelazzi per il Giudice delle indagini preliminari, mentre per scadenza di decorrenza dei termini era costretto a chiedere di archiviare tutto il lavoro di anni in quel lontano 1998.
Quindi come noi, le parti lese, saprai che molti sono i collaboratori di giustizia che potrebbero dire la loro sui "mandanti esterni alla mafia" per il massacro di via dei Georgofili, naturalmente tutto da verificare come legge vuole, ma saprai anche che la bocca ai collaboratori l'hanno tappata tanto tempo fa con i famigerati 180 giorni e che oggi li vorrebbero proprio morti.

Non parliamo poi di intercettazioni e "41 bis", le prime vengono precluse a priori ogni qualvolta è nominato un politico e in Italia si sa le stragi del 1993 le ha volute proprio la politica.
Il "41 bis" lo hanno tolto negli anni a soggetti come Salvatore Benigno e Gioachino Calabrò, e tu cara Befana sai bene quanto stragisti siano questi due.
Nel frattempo, fanno finta che il "41 bis" funzioni, giusto per salvare la faccia, ma visto che soprattutto è la pelle che devono salvare sicuramente troveranno il sistema il levarlo anche ai fratelli Graviano, anche perché i boss della potente famiglia mafiosa di Brancaccio più volte hanno mandato "inviti" in quel senso.

Ti prego, cara Befana, fai in modo che ci sia una presa di coscienza generale da parte di chi con le stragi del 1993 non ha avuto nulla a che fare, ed insieme a noi pretendano indipendenza e libertà di azione per la magistratura che ha voglia di indagare su misfatti così gravi come le stragi del 1993.
Non lo chiedo solo per noi, sarebbe troppo interessato, ma per quanti oggi soffrono per questa nostra Repubblica che mai ha risentito di un momento così grave per mancanza di democrazia.

Un forte abbraccio

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gerogofili
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COMUNICATO
1069  del 
29/12/2009
Così come la città di Milano anche la città della Spezia si è chiesta, in prossimità del decennale dalla morte, una intitolazione importante in memori..... Apri
Così come la città di Milano anche la città della Spezia si è chiesta, in prossimità del decennale dalla morte, una intitolazione importante in memoria di Bettino Craxi.
Il Paese ha la memoria corta, è più che evidente; Bettino Craxi per quello che ci riguarda fu profeta in Patria, infatti nel 1993 ebbe a dire in Parlamento: "ci saranno delle bombe", e per Dio ci furono, i nostri figli hanno perso la vita in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
E di li a poco altre bombe esplosero in Via Palestro a Milano.
Il leader è morto, con la morte tutti i debiti e tutti crediti si estinguono, infatti noi i parenti dei morti del 27 Maggio 1993 mai più potremmo chiedere a Bettino Caxi conto del perché di tanta sicurezza su quel tritolo infame, si eviti per favore di rinnovare ogni giorno dolori che non fanno bene a nessuno.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1070  del 
29/12/2009
CRAXI: ASS.GEORGOFILI, NON RINNOVARE DOLORE, PREANNUNCIO'BOMBE

ROMA, 29 DIC - "Si eviti per favore di rinnovare ogni giorno dolori.....
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CRAXI: ASS.GEORGOFILI, NON RINNOVARE DOLORE, PREANNUNCIO'BOMBE

ROMA, 29 DIC - "Si eviti per favore di rinnovare ogni giorno dolori che non fanno bene a nessuno".
Lo chiede l'associazione delle vittime di via dei Georgofili, intervenendo sulla decisione del sindaco di Milano di dedicare un luogo un luogo della città a Bettino Craxi.
"Bettino Craxi fu profeta in Patria", ricorda la portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, infatti nel 1993 aveva preannunciato al Parlamento che ci sarebbero state "delle bombe e - continua Chelli - per Dio ci furono, i nostri figli hanno perso la vita in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
E di lì a poco altre bombe esplosero in Via Palestro a Milano".
"Il leader è morto - conclude - e con la morte tutti i debiti e tutti crediti si estinguono, infatti noi parenti dei morti mai più potremmo chiedere a Bettino Craxi conto del perché di tanta sicurezza su quel tritolo infame".(ANSA).
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NOTIZIA Adnkronos
1071  del 
29/12/2009
SOCIALISTI: PARENTI VITTIME VIA GEORGOFILI, CRAXI PREANNUNCIO' STRAGI

Milano, 29 dic. (Adnkronos) - Bettino Craxi "per quello che .....
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SOCIALISTI: PARENTI VITTIME VIA GEORGOFILI, CRAXI PREANNUNCIO' STRAGI

Milano, 29 dic. (Adnkronos) - Bettino Craxi "per quello che ci riguarda fu profeta in Patria, infatti nel 1993 ebbe a dire in Parlamento: 'Ci saranno delle bombe'. E ci furono: i nostri figli hanno perso la vita in via dei Georgofili il 27 maggio 1993. E di li a poco altre bombe esplosero in via Palestro a Milano".

Lo ricorda Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che commenta la proposta del sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare allo scomparso segretario del Psi una via o un giardino a Milano.

Per Giovanna Maggiani Chelli "il Paese ha la memoria corta, è più che evidente. Il leader è morto e con la morte tutti i debiti e tutti crediti si estinguono. Infatti noi, i parenti dei morti del 27 Maggio 1993, mai più potremùmo chiedere a Bettino Caxi conto del perché di tanta sicurezza su quel tritolo infame.
Si eviti per favore di rinnovare ogni giorno dolori che non fanno bene a nessuno".
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COMUNICATO
1072  del 
31/12/2009
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'archiviare il vecchio anno 2009, salutano il 2010 chiedendo con forte provocazi..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'archiviare il vecchio anno 2009, salutano il 2010 chiedendo con forte provocazione, che siano intitolate nel centro di Firenze, Roma, Milano e Palermo altrettante strade in nome dell'eroe più recente: Salvatore Riina.
Colui che malgrado le nostre richieste di collaborazione con la giustizia, ha deciso di portare nella tomba come i grandi che hanno dato lustro al Paese, tutti i segreti che potrebbero chiarire in un pubblico dibattimento, chi ha armato a livello politico quale concorrente nella strage, la mano di Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano, Gaspare Spatuzza e "Altri" il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili e quale il movente di quel terribile massacro pianificato affinchè morissero bambini e ragazzi. Infatti come ha detto a suo tempo Graviano a Spatuzza "di morti ha bisogno la politica" e i nostri figli sono morti come carne da macello.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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