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   198 notizie nel periodo '2008'

NOTIZIA APCOM
606  del 
02/01/2008
Roma, 2 gen. (Apcom) - La vicenda di Bruno Contrada e l'annunciata richiesta di revisione del suo processo preoccupa le associazioni delle vittim..... Apri
Roma, 2 gen. (Apcom) - La vicenda di Bruno Contrada e l'annunciata richiesta di revisione del suo processo preoccupa le associazioni delle vittime dei familiari delle stragi di mafia che temono una revisione generalizzata di tutti i processi di mafia. E le avvisaglie non mancano, ha sottolineato Giovanna Maggiani Chelli vice presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, dove il 27 maggio 1993 un veicolo imbottito di quasi duecento chili di tritolo esplose uccidendo cinque persone, tra cui una neonata e una bambina di nove anni, e 48 rimasero ferite.
Secondo Maggiani, è in atto "un tentativo di discredito dei collaboratori di giustizia", e questa mattina - ha dichiarato - "sul Giornale Salvatore Cancemi appariva nell'elenco di coloro ai quali non bisogna credere. Cancemi è un pentito accreditato, è stato il punto chiave del processo a Firenze per la strage di via dei Georgofili e adesso si dice che avrebbe dichiarato il falso".
La vicepresidente dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili non vuole e non può entrare nel merito della singola vicenda dell'ex 007 Bruno Contrada condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, ma chiede: "Quali nuove prove ha Contrada per chiedere la revisione del processo? Se ha nuove prove possono essere anche legittime per rivedere il suo singolo processo e dimostrare eventualmente la sua innocenza, ma se non ha delle nuove prove su quali basi chiede la revisione? Perchè screditare i pentiti per un interesse personale?"
"Noi - ha ribadito Maggiani - temiamo un tentativo di revisione generalizzata dei processi di mafia". "La mafia - ha sottolineato - l'ha detto con 200 chili di tritolo, l'ha scritto col sangue che voleva la revisione dei processi di mafia. Nel 'papello' consegnato da Totò Riina per interposta persona allo Stato la revisione dei processi contro la mafia era al primo posto dei desiderata di cosa nostra".
"Adesso - continua - assistiamo al discredito dei collaboratori di giustizia e siamo preoccupati, temiamo che il caso Contrada sia un tentativo per arrivare alla revisione di tutti i processi di mafia". Un timore condiviso anche dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che durante la presentazione ad ottobre a Firenze del suo libro 'Pizzini Veleni e Cicoria - la mafia, prima e dopo Provenzano', - ha ricordato Maggiani - che c'è nell'aria la voglia di revisione dei processi di mafia.
"Abbiamo perso i nostri familiari, adesso rischiamo di perdere i collaboratori, rischiamo di perdere tutto, qualsiasi possibilità di arrivare alla verità. Per questo con una lettera abbiamo chiesto il 28 dicembre a Napolitano che ci riceva", ha concluso la vicepresidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage, rinnovando la richiesta con un accorato appello: "La massima carica dello Stato deve sentire quali sono le nostre ragioni, i nostri timori. Deve riceverci. Noi continueremo a chiedere che Napolitano ci riceva, non possiamo stare a guardare"
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NOTIZIA ANSA
605  del 
03/01/2008
MAFIA: REVOCATO CARCERE DURO A BOSS STRAGISTA CANNELLA

(ANSA)- PALERMO, 3 GEN - I giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma hanno revocat.....
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MAFIA: REVOCATO CARCERE DURO A BOSS STRAGISTA CANNELLA

(ANSA)- PALERMO, 3 GEN - I giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma hanno revocato il carcere duro previsto dal 41 bis dell'ordinamento penitenziario al boss ergastolano, Cristoforo Cannella, detto "Fifetto". La notizia è stata confermata dai difensori del boss che è detenuto nel carcere di Viterbo.
Il mafioso di Palermo, che faceva parte della famiglia di "Brancaccio", ha diverse pene definitive, fra cui l'ergastolo per la strage di via D'Amelio e la condanna a 30 anni per le bombe del 1993 (è stato prosciolto in appello solo per l'attentato di via dei Georgofili a Firenze del 27 maggio 1993).
Cristoforo "Fifetto" Cannella in passato è stato protagonista di un messaggio-proclama nel 2002 proprio contro il carcere duro per i mafiosi. Nella lettera che il boss aveva inviato dal carcere era scritto: "Dove sono gli avvocati delle regioni meridionali che hanno difeso molti degli imputati per mafia e che ora siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi?". (ANSA).
ABB/ S0B S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
602  del 
04/01/2008
MAFIA: RIAPPLICATO CARCERE DURO A BOSS STRAGISTA CANNELLA

(ANSA) - PALERMO, 4 GEN - E' stato riapplicato il carcere duro al boss Cristof.....
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MAFIA: RIAPPLICATO CARCERE DURO A BOSS STRAGISTA CANNELLA

(ANSA) - PALERMO, 4 GEN - E' stato riapplicato il carcere duro al boss Cristoforo Cannella, detto "Fifetto", condannato definitivamente all'ergastolo per la strage di via d'Amelio e a 30 anni per le bombe del 1993.
Il mafioso era detenuto nel carcere di Viterbo e i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma avevano revocato il 41 bis dell'ordinamento penitenziario così come richiesto dai difensori del boss.
L'ergastolano è stato subito trasferito, su Disposizione dell'amministrazione penitenziaria, nel carcere di Opera, a Milano, dove è stato nuovamente sottoposto al duro regime carcerario.
Il mafioso di Palermo, che faceva parte della famiglia di "Brancaccio", guidata dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, nel 2002 è stato protagonista di un messaggio-proclama proprio contro il carcere duro per i mafiosi.
Nella lettera che Cannella aveva inviato dal carcere era scritto: "Dove sono gli avvocati delle regioni meridionali che hanno difeso molti degli imputati per mafia e che ora siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi?". (ANSA).
ABB/ S0B S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
603  del 
04/01/2008
MAFIA:ASS. GEORGOFILI,MASTELLA EVITI REVOCA 41 BIS STRAGISTI
(V. 'MAFIA: RIAPPLICATO CARCERE DURO A BOSS...'

(ANSA) - FIRENZE, .....
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MAFIA:ASS. GEORGOFILI,MASTELLA EVITI REVOCA 41 BIS STRAGISTI
(V. 'MAFIA: RIAPPLICATO CARCERE DURO A BOSS...'

(ANSA) - FIRENZE, 4 GEN - "Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, decreti, una volta per sempre, che i mafiosi stragisti, eversivi, terroristi del 1993 devono rimanere a regime di '41 bis'".
Lo chiede, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, appresa la notizia che è stato riapplicato il carcere duro al boss Cristoforo Cannella, detto "Fifetto", condannato definitivamente all'ergastolo per la strage di via d'Amelio e a 30 anni per le bombe del 1993.
Secondo Maggiani Chelli, anche se non è stato possibile provare che Cannella fosse presente fisicamente a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, "è sicuramente uno degli uomini che ha partecipato alla campagna stragista del 1993 e lo abbiamo sempre ritenuto colpevole della morte dei nostri parenti e oggi colpevole delle disgrazie di vita dei nostri invalidi" e la revoca del 41 bis "sarebbe stato uno scandalo, così come lo fu quando fu revocato il 41 bis a Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno".(ANSA).
COM-KWI/DLM S0B S41
S42 QBXX
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NOTIZIA ANSA
604  del 
04/01/2008
MAFIA: VIZZINI, GIUSTO RIPRISTINO 41 BIS PER CANNELLA

(ANSA) - PALERMO, 4 GEN - "Trovo assolutamente giusto il provvedimento che riporta.....
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MAFIA: VIZZINI, GIUSTO RIPRISTINO 41 BIS PER CANNELLA

(ANSA) - PALERMO, 4 GEN - "Trovo assolutamente giusto il provvedimento che riporta al regime di carcere duro (41 bis) il boss Cristoforo Cannella inteso Fifetto". Lo dice il sen. Carlo Vizzini, rappresentante speciale Osce contro le mafie transnazionali e componente della Commissione Nazionale antimafia.
"Mi era sembrata poco responsabile - aggiunge - la revoca e ritengo che il boss stragista possa avere una sola speranza di cambiare regime carcerario: collaborare con la giustizia e raccontare tutto quello che sa delle stragi del 1992 e 1993. Sappia peraltro Cannella che non dimentichiamo neanche i suoi proclami del 2002 contro il carcere duro, fatti con la viltà di chi tira la pietra per poi ritirare la mano". (ANSA).
COM- FK/LU S45 QBKS
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COMUNICATO
601  del 
05/01/2008
Dopo l'ennesimo tentativo di revoca del 41 "bis" ad uno degli stragisti del 1993, Cristofaro Cannella, bisogna ora capire chiaramente s..... Apri
Dopo l'ennesimo tentativo di revoca del 41 "bis" ad uno degli stragisti del 1993, Cristofaro Cannella, bisogna ora capire chiaramente se anche Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno non abbiano preso parte attivamente al proclama di Bagarella contro il carcere duro, messo in atto nel luglio del 2002.
Ciò significherebbe che per i due mafiosi mai si sono interrotti i rapporti con i criminali appartenenti a "cosa nostra" e quindi veramente inopportuna la revoca del "41 bis" da parte del Tribunale di Sorveglianza di Torino, per i due uomini di "cosa nostra" rei della strage di Firenze del 27 maggio 1993.
Se così fosse, l'episodio di revoca in argomento sarebbe ancora più grave di quanto già abbiamo più volte denunciato, e immediatamente i due mafiosi che a Firenze hanno massacrato i nostri parenti, dovrebbero tornare a "41 bis".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
600  del 
06/01/2008
Ora sì che si sta tirando per la giacca il Magistrato di Sorveglianza, che il dieci gennaio prossimo,dovrà pronunciarsi sulla probabile scarcerazione,..... Apri
Ora sì che si sta tirando per la giacca il Magistrato di Sorveglianza, che il dieci gennaio prossimo,dovrà pronunciarsi sulla probabile scarcerazione, o arresti domiciliari al Dr. Bruno Contrada, oggi in carcere condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Tirano per la giacca il Magistrato, personaggi illustri che hanno anche rappresentato il Consiglio Superiore della Magistratura.
Rammentiamo a chi lo avesse dimenticato, che il reato di "concorso esterno in associazione mafiosa", è un reato che porta con se tutto il peso delle responsabilità per le stragi del 1993, chiunque in questo Paese lo abbia commesso in questi ultimi 20 anni, a qualunque titolo.
Quindi il Dr. Contrada ritorni in ospedale si faccia curare, guarisca, e poi torni in carcere e sconti la sua pena, che è minima rispetto a quello che stanno sopportando i parenti dei morti e i nostri familiari sopravissuti alla strage di via dei Georgofili.
Oppure il Dr. Bruno Contrada dica quello che sa sui delitti più orribili perpetrati in Italia dalla mafia "cosa nostra" in compagnia delle istituzioni deviate.
Dica quello che sa l'uomo che fu del SISDE, lo faccia perché nel 1992 era ad un balcone più che favorevole per avere conoscenze su questioni che potrebbero portare alla verità sulla strage del 27 Maggio 1993.
Sono quasi 15 anni che aspettiamo un collaboratore di giustizia fuori dalle cosche mafiose, all'interno delle istituzioni, insomma dall'altra parte della barricata, che ci illumini sui "mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
599  del 
09/01/2008
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, ALLIBITI DA STRASBURGO

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - "Siamo allibiti davanti a prese di posizione per crim.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, ALLIBITI DA STRASBURGO

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - "Siamo allibiti davanti a prese di posizione per criminali senza scrupoli e la totale mancanza di sensibilizzazione nei confronti delle vittime delle stragi": l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili critica la Corte europea di Strasburgo che ha condannato l'Italia per il 41 bis, il regime di carcere duro per i mafiosi e chiede polemicamente: "come mai tanto interessamento per gli uomini di Cosa nostra e nessuna preoccupazione sul fronte della verità per le stragi del 1993?".
All'organo di Strasburgo Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione, ricorda che quelle stragi furono compiute dalla mafia "proprio perché il 41 bis venisse abolito" e che l'Italia era stata richiamata dall'Europa a uniformarsi in fatto di riconoscimenti alle vittime delle stragi; "tutto è stato regolarmente disatteso, eppure nessuna Corte in Europa ha protestato". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
598  del 
12/01/2008
RAI: SOFRI; ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, E' AFFRONTO

(ANSA) -ROMA, 12 GEN - "Non sarà la sviolinata sciroppata da Fazio sulla d.....
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RAI: SOFRI; ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, E' AFFRONTO

(ANSA) -ROMA, 12 GEN - "Non sarà la sviolinata sciroppata da Fazio sulla domanda che ci dovremmo porre circa 'chi è il prossimo', che ci farà ingoiare l'affronto di Rai 3. Chi è il nostro prossimo noi lo abbiamo imparato sulla nostra pelle, lo abbiamo scoperto dentro gli obitori il mattino dopo le stragi terroristiche eversive di questo Paese".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili.
"Dopo di che - aggiunge - il nostro prossimo continuiamo a vederlo ogni giorno attraverso i programmi televisivi, che negano alle vittime di torti inauditi la libertà di parola, per darla a chi vuole ragione ad ogni costo anche quando ragione non ha, perché piaccia o no la ragione è la nostra".(ANSA).
COM-VR/
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NOTIZIA ANSA
597  del 
13/01/2008
CONTRADA: GEORGOFILI,INACCETTABILE NON E' CONDANNA PER LEGGE
(V. 'BERLUSCONI: PER CONTRADA UN...' DELLE 12:10)

(ANSA) - PA.....
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CONTRADA: GEORGOFILI,INACCETTABILE NON E' CONDANNA PER LEGGE
(V. 'BERLUSCONI: PER CONTRADA UN...' DELLE 12:10)

(ANSA) - PALERMO, 13 GEN - "Inaccettabile in questo Paese non è ciò che la legge prevede per chi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, con il contributo di collaboratori di giustizia che hanno deciso di chiudere con Cosa nostra e hanno cominciato a svelare le prime verità sul tritolo stragista del 1993".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione Familiari delle vittime di via dei Georgofili, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi. "Inaccettabile - aggiunge - è ciò che dobbiamo sopportare noi i familiari dei morti e dei grandi invalidi di vita usciti dai massacri di Roma, Firenze e Milano nel vicinissimo 1993, da chi dagli atti processuali risulta colluso con la mafia".
"Inaccettabile - conclude - è la mancanza di verità sul massacro di Firenze del 27 Maggio 1993, mancanza di verità che attribuiamo alla grande complicità della politica e delle istituzioni deviate, nel coprire stragisti potenti e straricchi, resi tali probabilmente proprio da mille chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti". (ANSA).
COM-TE/ S0B S41 S42 QBKS
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NOTIZIA ANSA
596  del 
14/01/2008
MINACCE A SOLE-24 ORE: ASS. GEORGOFILI, MESSAGGI INQUIETANTI

(ANSA) - FIRENZE, 14 GEN - "Significhiamo tutta la nostra solidarietà alla .....
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MINACCE A SOLE-24 ORE: ASS. GEORGOFILI, MESSAGGI INQUIETANTI

(ANSA) - FIRENZE, 14 GEN - "Significhiamo tutta la nostra solidarietà alla libera stampa, al 'Sole 24 Ore' e ai suoi giornalisti, insomma all'informazione che verte a consolidare un senso di legalità, di rifiuto del sistema mafioso".
Lo afferma in una nota la presidente dell'Associazione Famiglie Vittime di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Tornano i messaggi inquietanti a personaggi i più disparati - osserva l'associazione -. Sembra di nuovo in atto il 'chi ha da capir capisca', come tragicamente recitavano i messaggi al tritolo del 1993, quando persero la vita i nostri parenti. Dai giornalisti, la mafia pare voglia una informazione più consona alle sue esigenze". (ANSA).
COM-GRO/DLM
14-GEN-08 16:44 NNNN
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NOTIZIA ANSA
595  del 
15/01/2008
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, SPERIAMO FINITA SAGA TV SU BOSS FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 15 GEN - "Speriamo sia finita attraverso tv pubb.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, SPERIAMO FINITA SAGA TV SU BOSS FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 15 GEN - "Speriamo sia finita attraverso tv pubbliche e private la 'saga' dei Provenzano e dei Riina".
E' quanto afferma in una nota l'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Si vergognino quanti a vario titolo - continua nella nota l'Associazione - pretendono di raccontare la vita di volgari macellai, barbari incivili con la pretesa di far ravvisare in loro cariche di umanità. Provenzano e Riina e con loro molti altri, hanno solo trovato nella loro bestialità, nella loro inciviltà, il coraggio di far ammazzare in via dei Georgofili e altrove degli innocenti, lo hanno fatto per se stessi e in nome per conto di politici senza scrupoli, istituzioni deviate, banchieri avidi e industriali delinquenti e prelati corrotti.
Qui sta tutta la loro forza. I boss di cosa nostra - conclude la nota - riteniamo abbiano in mano la possibilità di ricatto all'interno del nostro Parlamento, e qui sta tutta la loro intelligenza". (ANSA).
COM-IM/DLM
S0B S41 S42 QBXX
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COMUNICATO
594  del 
16/01/2008
Controllo lettere Bagarella, Strasburgo condanna Italia

In merito al comunicato - "Controllo lettere Bagarella, Strasburgo condanna Ital.....
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Controllo lettere Bagarella, Strasburgo condanna Italia

In merito al comunicato - "Controllo lettere Bagarella, Strasburgo condanna Italia" - i familiari delle vittime massacrate da Bagarella il 27 Maggio 1993, condannano moralmente la sanzione di Euro 4000,00 a Leoluca Bagarella appartenente a "cosa nostra", una delle più potenti organizzazioni criminali al mondo, cifra riconosciuta quale risarcimento spese per aver subito il controllo della sua corrispondenza dal carcere dove è detenuto a regime di "41 bis".
Leoluca Bagarella è avvezzo a impartire dal carcere ordini di morte.
I nostri parenti sono stati massacrati in via dei Georgofili con ordini mafiosi usciti anche dal carcere, è quindi possibile attraverso lettere scritte da uomini di "cosa nostra".
Rimaniamo sempre più stupiti da prese di posizione di una Corte che si occupa dei diritti degli uomini, considerando che i diritti difesi paiono sempre quelli dei carnefici e mai quelli delle vittime.
A questo punto non possiamo esimerci dal nutrire il serio dubbio che soggetti italiani vicini a "cosa nostra" e terribilmente vicini al nostro Parlamento, lavorino trasversalmente anche in Europa per favorire la mafia nell'abolizione del "41 bis" e nella revisione dei processi.

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono tutta la solidarietà possibile alla Magistratura, in un momento in cui tutto sembra tornato al 1993.
I nostri parenti hanno pagato un prezzo altissimo a causa della corruzione dilagante in quegli anni, in cui il Parlamento non pensava certo ai cittadini ma a salvare se stesso dalle indagini in corso.
"Cosa nostra"sensibile ai vuoti politici e preoccupata per quelle leggi che comunque "qualcuno" gli ha promesso di abolire, paventiamo possa essere pervasa dal desiderio di mettere in atto un "colpetto", come fece il 27 Maggio 1993 a Firenze.
Del resto prova ne è l'arroganza di Bagarella con la sua azione presso la Corte Europea dei Diritti dell'uomo, dove tra l'altro ha trovato riscontri positivi e da noi già in precedenza denunciati.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
593  del 
21/01/2008
Ci sconcerta l'atteggiamento del Presidente della Regione Sicilia, la Regione che attraverso la collusione di singoli ha favorito la latitanza di..... Apri
Ci sconcerta l'atteggiamento del Presidente della Regione Sicilia, la Regione che attraverso la collusione di singoli ha favorito la latitanza di Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e quanti si sono occupati delle stragi in continente nel 1993. Secondo le interpretazioni del Dr. Cuffaro, ci domandiamo per che cosa sarebbe stato condannato a 5 anni di carcere, al di là di tutti tecnicismi da lui adotti, se non per aver favorito comunque uomini di "cosa nostra". Gli uomini che sono solo in odore di "Cosa nostra", quell'organizzazione mafiosa che è arrivata a spargere sangue, attraverso stragi terroristiche eversive fino a Milano e oltre con gli attentati del 1993, non dovrebbero usufruire dell'amicizia di nessuno, figuriamoci di un uomo istituzionale. Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, sappia ancora una volta quanto siamo a lui vicini, e riconoscenti per quanto ha fatto e fa da sempre sul fronte della mafia e non abbiamo dubbi abbia letto più che attentamente i documenti processuali relativi alla sentenza del Dr. Cuffaro. Come vittime di Bernardo Provenzano e di Matteo Messina Denaro, e come tutti gli italiani che non vogliono convivere con la mafia per gli ovvii motivi, invitiamo quindi il Dr. Cuffaro a dimettersi dal suo incarico, se non altro per rispetto verso tutti noi che abbiamo patito e continuiamo a farlo per ciò che "cosa nostra" ci ha fatto, questo naturalmente in attesa che piena luce sia fatta sulla sua persona.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
592  del 
23/01/2008
Ho sentito la Dottoressa Stefania Craxi dire ad una trasmissione televisiva della domenica pomeriggio : non esiste in nessun Paese al mondo che si met..... Apri
Ho sentito la Dottoressa Stefania Craxi dire ad una trasmissione televisiva della domenica pomeriggio : non esiste in nessun Paese al mondo che si metta agli arresti domiciliari la moglie del Ministro di Grazia e Giustizia, si chiama il Presidente del Consiglio e si discute la cosa politicamente, per non mettere il Paese ancora più in difficoltà" e il pubblico presente in trasmissione giù ad applaudire.
Insisto ma cosa credono che siamo noi quelli delle stragi del 1993, carne da macello?
Ma come si permettono di offenderci ogni giorno in questo modo, questi politici che fanno finta che nulla sia successo a Firenze il 27 Maggio 1993?
Qui non si tratta di vigliaccheria come la Signora Craxi ha detto aver peccato i politici di allora verso suo padre, qui si tratta di mancanza di rispetto verso i familiari di chi è stato massacrato sotto centinaia di chili di tritolo stragista eversivo, del qual tritolo l'allora Bettino Craxi ne aveva annunciato l'arrivo senza mezzi termini in Parlamento. Chiunque commetta reati contro le leggi dello Stato, chiunque esso sia, deve risponderne e i cittadini devono esserne informati, soprattutto se si tratta di personalità pubbliche, perché se così non si fa, con grande trasparenza, sono gli innocenti a pagare, a morire come è successo ai nostri parenti.
Sono 65 anni che in Italia si fa così da Portella della Ginestra ad oggi, si ammazza per coprire le malefatte dei potenti e quando la Magistratura finalmente fa il suo dovere, c'è chi ancora suggerisce "il Segreto di Stato" da gestirsi nelle segrete stanze.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
591  del 
25/01/2008
Graviano e le laureee

Il Times il massimo quotidiano londinese ammette che è difficile imbattersi in due boss mafiosi più crudeli di Giuseppe.....
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Graviano e le laureee

Il Times il massimo quotidiano londinese ammette che è difficile imbattersi in due boss mafiosi più crudeli di Giuseppe e Filippo Graviano, eppure si sorprende il quotidiano britannico per l'imprevedibile intelligenza dimostrata dai due macellai, i quali si sono da poco laureati in matematica e economia.
Noi chiaramente siamo vicini a quanto espresso in proposito dal Dr.Sebastiano Ardita direttore del DAP e dal Procuratore Ingroia, che criticano in senso negativo le possibilità date ai boss di "cosa nostra" detenuti a regime di 41 bis, condannati per le stragi del 1993.
E chiaramente aggiungiamo qualcosa di più, non si tratta di intelligenza per i fratelli Graviano si tratta delle possibilità che i mafiosi come sempre hanno in Italia.
I fratelli Graviano in carcere all'ergastolo e a "41 bis" non ci vogliono più stare, sfruttano perciò le larghe maglie della giustizia italiana anche sul fronte della mafia per raggiungere i loro obiettivi, ma noi non ci lasceremo incantare ne ora ne mai.
Disapproviamo ogni forma di riconoscimento ai due delinquenti incalliti, che mai potrebbero portare a nulla di buono se inseriti nuovamente nella società italiana.
Riteniamo che i due delinquenti, assassini, abbiano solo molto denaro frutto del sangue di innocenti, quelli di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, denaro che quasi certamente hanno usato per comprarsi lauree e non solo. Perché non si fa un censimento sulle loro proprietà, e lo si scrive sui massimi quotidiani, piuttosto che parlare delle loro lauree?
A Nizza Giuseppe Graviano possiede un casa con cinque cucine, alla faccia di chi aspetta ancora i risarcimenti delle cause civili intraprese contro il mafioso di "cosa nostra".
Sono persone innocenti e oneste che aspettano la risposta dello Stato, non mafiosi rei di strage, persone giovani con la vita rovinata che devono giornalmente curarsi da malattie gravissime che il delinquente gli ha procurato e per loro la laurea è sempre più lontana e non certo per mancanza di intelligenza.
I Graviano non sono intelligenti: sono mafiosi; è diverso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
590  del 
29/01/2008
Legge elettorale

È vero il clima non è come quello del 1992 quando sono stati uccisi i Giudici Falcone e Borsellino e quando, dopo l'imp.....
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Legge elettorale

È vero il clima non è come quello del 1992 quando sono stati uccisi i Giudici Falcone e Borsellino e quando, dopo l'impennata delle leggi antimafia come l'applicazione del "41 bis" ai mafiosi rei di strage, lo Stato sembrava contrastare davvero la mafia.
Invece è esattamente come nel 1993 quando, dopo una prima euforia determinata dal fatto che la mafia sembrava relegata a Pianosa e all'Asinara assoggettata ad un regime carcerario che non avrebbe più permesso di passare "pizzini" attraverso le sbarre, per mezzo di una spudorata trattativa si è poi arrivati alle stragi di Roma, Firenze e Milano.
Sono anni che tentiamo di fare passare il messaggio che siamo seriamente preoccupati, che l'aria che tira è intrisa di "mafiosità", che i Fratelli Graviano e con loro tutti i 15 mafiosi appartenenti al gotha di "cosa nostra" condannati per le stragi del 1993, vogliono sia fatto abolire il "41 bis", e qualcuno c'è già riuscito, e vogliono, a breve, uscire dal carcere e aggirare l'ostacolo dell'ergastolo e, soprattutto, vogliono che i loro beni confiscati gli siano restituiti.
Temiamo che si sia cercato, durante il caso Contrada, di concludere al meglio per la mafia la vigliacca "trattativa" in atto dal 1992 e mai cessata, ma non è andata così e oggi assistiamo all'ennesimo tentativo di andare alle elezioni con un sistema che manterrà in Parlamento sempre i soliti e che soprattutto manterrà coloro che non sono stati eletti da noi cittadini ma dalle segreterie dei partiti stessi.
La nostra Associazione non fa politica, convinti come siamo che nelle stragi del 1993 i coinvolgimenti a vario titolo abbiano attraversato tutto l'arco parlamentare, tuttavia non possiamo tollerare che siedano ancora in Parlamento i condannati per mafia e terrorismo e che ve ne entrino di nuovi, perché in questo caso la verità su ciò che accadde nel 1993 noi non l'avremo mai, ma soprattutto non l'avranno gli Italiani, perché, piaccia oppure no, è a questo che si mira.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
589  del 
31/01/2008
Calcestruzzi

Con il caso Calcestruzzi, si rinnova quella che fu definita dai Magistrati la nostra "ansia di giustizia" ossia la man.....
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Calcestruzzi

Con il caso Calcestruzzi, si rinnova quella che fu definita dai Magistrati la nostra "ansia di giustizia" ossia la mancanza di verità completa sulle stragi del 1993, sulla strage di Firenze del 1993, quella via dove aleggia sempre un convitato di pietra mai reso noto.
"A noi della mafia quelle stragi non interessavano, c'erano 'altri' a Firenze" ebbe a dire Giuseppe Ferro Capo Mandamento di Alcamo nel processo di primo grado nell'aula bunker il 16 e 18 dicembre 1997, quegli "altri" ancora oggi non sappiamo chi siano, e mai si è appurato a chi interessava la strage di Firenze oltre la mafia.
E' arrivato forse il momento di lavorare alacremente presso le Procure preposte alla ricerca di quella verità completa, che tanto prima o poi ha da essere scritta sugli atti processuali, anche se dobbiamo prenderne atto, affinchè ciò non avvenga si stanno prendendo in giro da anni le vittime di via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
588  del 
01/02/2008
MAFIA: GEORGOFILI, BENI'CASSIERE'MESSINA DENARO FONDO VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 1 FEB - "Ogni sequestro alla mafia auspichiamo p.....
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MAFIA: GEORGOFILI, BENI'CASSIERE'MESSINA DENARO FONDO VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 1 FEB - "Ogni sequestro alla mafia auspichiamo possa arrivare a rimpinguare il Fondo 512, legge attraverso la quale vengono risarcite le vittime, che come noi, sono andate in causa civile contro 'Cosa nostra' e oggi sono in attesa dei dovuti risarcimenti".
E' quanto afferma l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Goergofili in merito al sequestro di beni al "cassiere" di Matteo Messina Denaro.
Per l'associazione il sequestro "ci fa ben sperare" anche "perché Matteo Messina Denaro va arrestato quanto prima". (ANSA).
COM-CG/DLM
01-FEB-08 19:51 NNNN
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COMUNICATO
587  del 
02/02/2008
Vincenzo Chiodo, collaboratore di giustizia

Se il collaboratore di giustizia Vincenzo Chiodo, secondo la legge deve scontare almeno un quarto .....
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Vincenzo Chiodo, collaboratore di giustizia

Se il collaboratore di giustizia Vincenzo Chiodo, secondo la legge deve scontare almeno un quarto della pena, prima di poter andare agli arresti domiciliari è giusto paghi il suo debito, Chiodo le regole le conosceva prima di iniziare la sua collaborazione.
Non possiamo comunque non esternare i nostri timori, quando si tratta di collaboratori di giustizia per noi importanti quale è stato Vincenzo Chiodo nel processo di Firenze per le stragi del 1993.
Vincenzo Chiodo ha collaborato per arrivare alla condanna del gruppo di Fuoco di Bagarella che ha eseguito la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, e abbiamo sempre auspicato si fosse deciso a rilasciare dichiarazioni anche per quello che riguarda i "mandanti esterni alla mafia" per quel massacro.
Meglio sarebbe quindi continuare, proprio attraverso i collaboratori di giustizia come Vicenzo Chiodo, ad intensificare le indagini sulla strage di Via dei Georgofili e render nota una buona volta la verità fino in fondo su quel massacro.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
574  del 
04/02/2008
Lasciano ben sperare articoli usciti sulla stampa odierna, in merito alla morte del Giudice Borsellino, non è vero che tutte le indagini sono chiuse,..... Apri
Lasciano ben sperare articoli usciti sulla stampa odierna, in merito alla morte del Giudice Borsellino, non è vero che tutte le indagini sono chiuse, si indaga eccome presso le Procure della Repubblica.

Siamo stati coinvolti con ogni probabilità  in una vergognosa trattativa, che è costata la vita ai nostri parenti, i quali oggi non hanno ancora trovato giustizia piena.

Nell'agenda del Giudice Borsellino non possiamo escludere vi fossero anche tracce di quella più che probabile ignobile "trattativa" che ha insanguinato via dei Georgofili.
Auspichiamo che le indagini continuino a tutto campo anche per le stragi del 1993.


Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
586  del 
05/02/2008
MAFIA: SEQUESTRO BENI BOSS: SODDISFAZIONE ASS. GEORGOFILI
(V. 'MAFIA: SEQUESTRATE SOCIETA' E...' DELLE 8,18)

(ANSA) - FIRENZE.....
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MAFIA: SEQUESTRO BENI BOSS: SODDISFAZIONE ASS. GEORGOFILI
(V. 'MAFIA: SEQUESTRATE SOCIETA' E...' DELLE 8,18)

(ANSA) - FIRENZE, 5 FEB - "Ancora una volta il nostro plauso a quanti si prodigano per la confisca dei beni ai mafiosi".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, a Firenze commentando il sequestro disposto dal gip di Palermo di beni e società riconducibili a boss di Cosa Nostra per un valore di circa 300 milioni di euro.
"Uniamo la nostra soddisfazione a quella del ministro dell'Interno per la confisca di beni ai boss di Palermo. Dopo 15 anni 51 persone a Firenze sono andate in causa civile contro cosa nostra - ricorda Chelli - e ora aspettano i giusti risarcimenti alle loro sofferenze imposte da Salvatore Riina e i suoi degni compari". (ANSA).
05-FEB-08 15:58 NNNN
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NOTIZIA ANSA
585  del 
13/02/2008
CONTRADA: GEORGOFILI,INACCETTABILE NON E' CONDANNA PER LEGGE

(V. 'BERLUSCONI: PER CONTRADA UN...' DELLE 12:10)



- PALER.....
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CONTRADA: GEORGOFILI,INACCETTABILE NON E' CONDANNA PER LEGGE

(V. 'BERLUSCONI: PER CONTRADA UN...' DELLE 12:10)



- PALERMO, 13 GEN - "Inaccettabile in questo Paese non è ciò che la legge prevede per chi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, con il contributo di collaboratori di giustizia che hanno deciso di chiudere con Cosa nostra e hanno cominciato a svelare le prime verità  sul tritolo stragista del 1993". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione Familiari delle vittime di via dei Georgofili, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi. "Inaccettabile - aggiunge - è ciò che dobbiamo sopportare noi i familiari dei morti e dei grandi invalidi di vita usciti dai massacri di Roma, Firenze e Milano nel vicinissimo 1993, da chi dagli atti processuali risulta colluso con la mafia".

"Inaccettabile - conclude - è la mancanza di verità  sul massacro di Firenze del 27 Maggio 1993, mancanza di verità  che attribuiamo alla grande complicità  della politica e delle istituzioni deviate, nel coprire stragisti potenti e straricchi, resi tali probabilmente proprio da mille chili di tritolo usato sulla pelle di innocenti". (ANSA).
COM-TE/ S0B S41 S42 QBKS
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COMUNICATO
583  del 
15/02/2008
Il Fondo 512, Legge dello Stato preposto a far fronte alle cause civili intraprese contro la mafia per le stragi del 1993, alle nostre domande di rich..... Apri
Il Fondo 512, Legge dello Stato preposto a far fronte alle cause civili intraprese contro la mafia per le stragi del 1993, alle nostre domande di richiesta di pagamento di quanto i mafiosi ci devono, come stabilito con sentenza del 31 ottobre 2007 dal Giudice Monteverde presso il Tribunale di Firenze, ci ha risposto così per iscritto:

al riguardo si rappresenta che detta pratica - pronta per la decisione (o la cui istruttoria è in corso di definizione) - non potrà  esser posta all'ordine del giorno del competente Comitato sino a quando non saranno stanziati i Fondi necessari per il soddisfacimento delle richieste all'Ufficio IX e per quelle che devono ancora pervenire


Prendiamo atto quindi che forse a causa di un meccanismo perverso e inidoneo, tutti quei beni i quali vengono in continuazione confiscati a "cosa nostra", nulla producono per le sue vittime.
Siamo fortemente indignati davanti ad una situazione che sicuramente rappresenta la beffa di Salvatore Riina nei nostri confronti.

Riina Salvatore ci ha fatto massacrare in via dei Georgofili, lo Stato ci ha lasciati massacrare sotto il tritolo stragista eversivo del 1993.

E oggi dopo 15 anni proprio attraverso di noi, la mafia, dimostra di avere vinto, perché la mancanza di Fondi nella Legge 512 del 1999, altro non può significare se non che i beni della mafia non si confiscano come il tritolo del 1993 imponeva, e se la confisca avviene quei beni restano comunque inutilizzabili per scopi risarcitori verso le vittime delle organizzazioni criminali



Si perde tempo e dispendio di denaro pubblico per stabilire se una condanna passata in giudicato per "concorso esterno in associazione mafiosa" sia valida o meno, se si possano revisionare i processi per mafia senza l'apporto di nuove prove e quant'altro.



Ribadiamo che i detenuti che si ammalano, devono essere curati in ospedale quando è necessario e con tutte le cure del caso, dopo di che, una volta guariti, tornino a scontare la loro pena in carcere fino in fondo, e basta con tanti inutili pietismi.



Chi è stato vittima di reati gravissimi come le stragi del 1993, che nessun servizio di intelligence è riuscito ad evitare, stragi peraltro ancora oggi senza verità  giudiziaria completa, non può certo lasciarsi incantare, anche perché è possibile che in quel 1993 non tutti i servitori dello Stato fossero rimasti fedeli allo Stato stesso, altrimenti la strage di via dei Georgofili non ci sarebbe stata.



Ricordiamo pertanto che le vittime della strage di via dei Georgofili, le quali la mafia l'hanno denunciata in sede civile, cause oggi concluse, aspettano dopo mesi la risoluzione sul piano economico dei loro problemi di vita.



Rendiamo noto che siamo arcistufi di dover ogni giorno stendere la mano chiedendo elemosine, soprattutto per i feriti più gravi, mentre lo Stato ci deve i giusti risarcimenti.



Siamo stanchi della politica, che giocando una partita non del tutto trasparente, ma di grandi opportunismi, cerca di impossessarsi della gestione del Fondo 512 del 1999, legge non certo varata per far gioco alla politica, bensì studiata per far fronte anche ai bisogni delle vittime di "Cosa nostra" colpevole delle stragi del 1993 .



Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
584  del 
15/02/2008
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, MANCANO FONDI PER RISARCIMENTI



FIRENZE, 15 FEB - "Dopo 15 anni, proprio attraverso di noi, la mafia.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, MANCANO FONDI PER RISARCIMENTI



FIRENZE, 15 FEB - "Dopo 15 anni, proprio attraverso di noi, la mafia dimostra di avere vinto, perché la mancanza di fondi nella legge 512 del 1999 altro non può significare se non che i beni della mafia non si confiscano e che, se la confisca avviene, quei beni restano comunque inutilizzabili per scopi risarcitori verso le vittime delle organizzazioni criminali". Lo sostiene, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione familiari delle vittime della strage dei Georgofili.

La nota ricorda che le cause civili riguardo i risarcimenti per la strage dei Georgofili sono concluse, ma che ancora i soldi non sono stati stanziati perché, spiega Giovanna Maggiani Chelli, non sono disponibili nel fondo di rotazione per la solidarietà  alle vittime dei reati di tipo mafioso, creato dallo Stato.

"Prendiamo atto - spiega la nota - che, forse a causa di un meccanismo perverso e inidoneo, tutti quei beni che vengono in continuazione confiscati a cosa nostra nulla producono per le sue vittime".(ANSA).

COM-GRS

15-FEB-08 18:58 NNNN
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NOTIZIA ANSA
582  del 
19/02/2008
ELEZIONI: VITTIME STRAGI, NO A TERRORISTI E MAFIOSI IN LISTE



BOLOGNA, 19 FEB - No a condannati per terrorismo, eversione e mafia nell.....
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ELEZIONI: VITTIME STRAGI, NO A TERRORISTI E MAFIOSI IN LISTE



BOLOGNA, 19 FEB - No a condannati per terrorismo, eversione e mafia nelle liste elettorali. Lo chiedono, con una nota congiunta, l'Unione familiari vittime per stragi (che comprende le Associazioni delle stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904 e via dei Georgofili) e l'Associazione italiana vittime del terrorismo.

"Le nostre Associazioni, composte da persone colpite negli affetti più cari dal terrorismo e dall'eversione mafiosa, nell'avvicinarsi delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile chiedono a tutte le formazioni politiche di non includere nelle loro liste condannati per terrorismo, eversione e mafia", affermano i presidenti, Paolo Bolognesi e Giovanni Berardi.

"I Familiari delle vittime non debbono essere ulteriormente offesi ed umiliati. Non è giustificabile in nessun modo che avvenga una tale rimozione della memoria sui fatti che hanno sconvolto la vita del nostro Paese". (ANSA).

GIO/ S0A S41 S42 S43 QBXJ
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LETTERA
580  del 
21/02/2008
Firenze, 21 Febbraio 2008



Egregio Dott. Antonio MARUCCIA

Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destina.....
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Firenze, 21 Febbraio 2008



Egregio Dott. Antonio MARUCCIA

Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.



Il Ministero dell'Interno, suo malgrado, ha risposto a tutti noi che non ci sono i fondi nella Legge 512 del 1999 per far fronte alle domande di risarcimento scaturite dal buon esito delle nostre cause civili contro la mafia "cosa nostra", sentenze emesse il 31 ottobre del 2007.

Riteniamo tutto ciò deplorevole; mi rivolgo a Lei per comprendere se con il Suo mandato di Commissario Straordinario per la gestione dei beni confiscati alle mafie possa adoperarsi per un atto di Governo che possa porre fine all'affronto che stiamo vivendo.

Comprendiamo bene la situazione attuale, ma altresì non conosciamo le procedure e quindi non sappiamo se Lei possa fare qualcosa per noi in questa fase.

Noi chiediamo un intervento immediato, il tempo a disposizione ormai lo abbiamo concesso tutto, mai avremmo potuto immaginare si potesse arrivare a tanto da parte dello Stato nei nostri confronti.

Noi crediamo che fino ad ora non si è voluto capire che cosa ci hanno fatto il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.

La prego di prodigarsi per quanto è nelle Sue possibilità  e mi scuso del disturbo arrecato.
Con l'occasione Le invio i migliori saluti


Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
581  del 
21/02/2008
MAFIA: TESORO PROVENZANO; GEORGOFILI,BASTA CON PRESE IN GIRO

(V. 'MAFIA: POLIZIA SEQUESTRA TESORO..' DELLE 6.36)


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MAFIA: TESORO PROVENZANO; GEORGOFILI,BASTA CON PRESE IN GIRO

(V. 'MAFIA: POLIZIA SEQUESTRA TESORO..' DELLE 6.36)



FIRENZE, 21 FEB - "A cosa serve confiscare a Provenzano 150 milioni di euro se noi, le sue vittime, non riusciamo nemmeno ad entrare in possesso di 12 milioni di euro, tanto ci deve la mafia per aver ucciso i nostri figli come prevede il fondo 512?". Lo chiede il vicepresidente dell' associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando la notizia del sequestro di beni riconducibili al capo di cosa nostra e al boss Salvatore Lo Piccolo.

"Basta con le prese in giro - scrive Chelli -, siamo umiliati, offesi e delusi. Ma almeno non strombazzate al vento cifre da capogiro che non possono servire ad altro se non ritornare in mano alla mafia alla prima occasione". (ANSA).
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COMUNICATO
579  del 
23/02/2008
CONFERENZA STAMPA sul Fondo 512



L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, indice una conf.....
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CONFERENZA STAMPA sul Fondo 512



L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, indice una conferenza stampa e dei media in generale per il giorno 27 Febbraio 2008 alle ore 11 - sala avvocati - presso il Tribunale di Firenze - Aula Bunker.



Argomenti della conferenza:

1) Cause civili intraprese per la strage di via dei Georgofili e concluse il 31 Ottobre 2007

2) conseguenti risposte del Ministero dell'Interno alle vittime della strage, dopo richieste per l'accesso al Fondo 512, Legge del 22 Dicembre 1999, per la solidarietà  alle vittime dei reati di tipo mafioso.

3) "Confisca dei beni alla mafia" - uno dei punti più importanti per il quale la mafia ha eseguito la strage di via dei Georgofili.



Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
577  del 
26/02/2008
MAFIA: AUTOBOMBE '93: GEORGOFILI, DI NUOVO IN MANI COSA NOSTRA


FIRENZE, 26 FEB - "Noi non siamo stati informati per le vie legal.....
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MAFIA: AUTOBOMBE '93: GEORGOFILI, DI NUOVO IN MANI COSA NOSTRA


FIRENZE, 26 FEB - "Noi non siamo stati informati per le vie legali della definitiva archiviazione sui mandanti esterni a Cosa nostra per la strage di Firenze. Eravamo stati chiari: volevamo essere informati per primi".

E' quanto afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione che raccoglie i parenti delle vittime dell'attentato in via dei Georgofili il 27 maggio 1993, sulla richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Firenze per l'inchiesta sui presunti mandanti esterni alla mafia per e autobombe di 15 anni fa a Roma, Milano e nel capoluogo toscano.

"Riteniamo si sia creato intorno a noi il clima mafioso del 1993 - aggiunge Giovanna Maggiani Chelli -.

Siamo di nuovo nelle mani della mafia, lo Stato archivia le indagini sui mandanti e contemporaneamente non fa fronte ai sui impegni, non risarcisce le vittime delle cifre riconosciute da un tribunale civile".(ANSA).

CG 26-FEB-08 12:03 NNNN
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NOTIZIA ANSA
578  del 
26/02/2008
MAFIA: AUTOBOMBE '93: PM,ARCHIVIARE INCHIESTA MANDANTI ESTERNI



FIRENZE, 26 FEB - La procura di Firenze ha chiesto l'archivi.....
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MAFIA: AUTOBOMBE '93: PM,ARCHIVIARE INCHIESTA MANDANTI ESTERNI



FIRENZE, 26 FEB - La procura di Firenze ha chiesto l'archiviazione per l'ultima inchiesta, la quarta, aperta sui cosiddetti mandanti esterni per le stragi mafiose con autobombe del 1993 a Firenze, Roma e Milano.
L'archiviazione, di cui ha dato notizia oggi il quotidiano 'La Repubblica', è stata chiesta a dicembre scorso.

"Per andare avanti avremmo bisogno di un input che al momento non c'é" ha detto il sostituto procuratore di Firenze Giuseppe Nicolosi che, fin dall'inizio, si è occupato delle indagini sugli attentati del 1993, che hanno portato alla condanna di esecutori e mandanti interni a Cosa nostra, fra i quali Totò Riina e Bernardo Provenzano. (ANSA).



Leggi l'articolo di Repubblica
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NOTIZIA ANSA
576  del 
27/02/2008
MAFIA: AUTOBOMBE'93; ESPOSTO LEGALE VITTIME, NO ARCHIVIAZIONE



FIRENZE, 27 FEB - Un esposto perché proseguano le indagini sugli e.....
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MAFIA: AUTOBOMBE'93; ESPOSTO LEGALE VITTIME, NO ARCHIVIAZIONE



FIRENZE, 27 FEB - Un esposto perché proseguano le indagini sugli eventuali mandanti esterni a Cosa Nostra per le stragi con autobombe del 1993 a Roma, Firenze e Milano. Lo ha annunciato, in una conferenza stampa, Danilo Ammannato, legale dei parenti delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili a Firenze, dopo la richiesta dei pm fiorentini di archiviare l'ultima inchiesta sui "mandanti a volto coperto".

Ammannato ha citato il pm Gabriele Chelazzi, che indagò sulle stragi fino alla sua morte, spiegando che fu lo stesso magistrato a dire che "al dinamismo militare di Cosa nostra nel 1992 si è affiancato il dinamismo politico". "Agli atti - ha aggiunto Ammannato - ci sono indizi precisi e gravi a carico di questo dinamismo politico". Per questo, dopo aver ribadito il proprio ringraziamento e sostegno alla magistratura fiorentina, il legale l'ha invitata ad avere "coraggio" e "a portare in un pubblico dibattimento quanto raccolto nelle indagini: non è possibile rimanga negli archivi. Se non ritiene di andare a dibattimento allora continui le indagini, ricomponendo il gruppo investigativo. Basta con i privilegi della casta politica".

"Crediamo fermamente nell'esistenza dei 'mandanti esterni alla mafia' per gli atti che nel '93 e non smetteremo mai di cercarli'' ha detto Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione Georgofili, che ha poi rivolto un invito al ministro del tesoro perché emetta il decreto di variazione di bilancio per alimentare il fondo per le vittime dei reati mafiosi. "Abbiamo vinto le cause civili contro Cosa nostra per il risarcimento dei danni, abbiamo poi fatto domanda più o meno tutti", ma dal ministero, ha spiegato, "ci hanno risposto che al momento le nostre pratiche non possono essere discusse perché mancano i fondi".

L'inchiesta sulle autobombe del '93 ha portato alla condanna, in via definitiva, di esecutori e mandanti interni a Cosa nostra, fra cui Riina e Provenzano. Quattro le inchieste aperte poi sugli eventuali mandanti esterni. La prima nel 1995, che vide indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, archiviata nel 1998. Nella seconda fu indagato l'ex senatore dc Vincenzo Inzerillo: anche questo procedimento è stato archiviato come la terza inchiesta che aveva coinvolto Paolo Bellini. Infine la quarta inchiesta, per cui la procura ha chiesto l'archiviazione a dicembre scorso, su presunti rapporti tra ambienti massonici e la mafia trapanese. (ANSA).

CG 27-FEB-08 15:15 NNNN
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NOTIZIA ANSA
575  del 
28/02/2008
MAFIA: RIINA JR; ASS. GEORGOFILI, LUI VIA IN MERCEDES E NOI?



FIRENZE, 28 FEB - Il figlio del boss Salvatore Riina "esce dal carc.....
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MAFIA: RIINA JR; ASS. GEORGOFILI, LUI VIA IN MERCEDES E NOI?



FIRENZE, 28 FEB - Il figlio del boss Salvatore Riina "esce dal carcere per scadenza termini anche se il reato contestato è quello di associazione mafiosa, e torna a casa in Mercedes. I nostri figli invece non possono affrontare situazioni di vita gravissime per le malattie prodotte loro da Salvatore Riina".

Lo scrive, in una nota a commento della scarcerazione di Giuseppe salvatore riina, figlio del boss di cosa nostra, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell' associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze.

"I beni confiscati a Salvatore Riina - prosegue la nota - non affluiscono in modo adeguato al Fondo 512 e la legge dello Stato non è in grado di sopperire alle esigenze di chi ha fatto causa civile contro la mafia". (ANSA).
COM-CH/SPO
28-FEB-08 18:45 NNNN
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LETTERA
573  del 
04/03/2008
Lettera aperta al

Presidente del Consiglio

Dr. Prof. Romano PRODI



Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio
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Lettera aperta al

Presidente del Consiglio

Dr. Prof. Romano PRODI



Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio

Dr. Prof. Romano PRODI

Presidenza del Consiglio

Roma



Il 27 Maggio 1993 cinque morti e 48 feriti hanno insanguinato via dei Georgofili a Firenze.

La mafia, "cosa nostra", vestiti i panni del soggetto politico ha scatenato un'offensiva contro lo Stato causando morte e distruzione e pretendendo, attraverso un'azione terroristica eversiva, di dettare legge.
I processi celebrati a Firenze, ci hanno dato con la sentenza di Cassazione del 6 Maggio 2002 ragione sui macellai di via dei Georgofili.

15 ergastoli ad altrettanti uomini del gotha di "cosa nostra" hanno fatto si che in seguito 51 famiglie, attraverso la via delle cause civili, potessero chiedere conto di quella barbarie e il 31 ottobre 2007 le cause civili si sono concluse.
Abbiamo ottenuto complessivamente 12 milioni di Euro che ci dovrebbero essere liquidati dal Fondo 512.

Il Fondo risulta oggi senza denaro e la nostra fatica si è dispersa al vento, mentre si aggravano le condizioni dei feriti di allora, rimasti invalidi, e mentre le famiglie hanno l'esigenza di dare a queste persone per il futuro almeno la tranquillità  economica.

Non abbiamo avuto giustizia completamente sul fronte penale, perché "cosa nostra", ne siamo certi, non era sola in via dei Georgofili, e per questo andremo a breve a presentare un esposto alla competente Procura, e oggi non abbiamo giustizia neppure alla fine delle cause civili mancando i risarcimenti.

Noi confidiamo che il Governo possa essere sensibile a questa situazione e possa porvi rimedio attraverso un suo atto.

A nome di tutti noi La prego, Signor Presidente del Consiglio, di intervenire sul Ministero del Tesoro affinché i beni confiscati alla mafia, e divenuti patrimonio dello Stato, affluiscano immediatamente al Fondo 512 nella giusta misura, così che ognuno di noi possa avere, almeno sul piano economico, quanto gli spetta per legge.
Siamo certi che farà  quanto è nelle Sue possibilità  per porre fine, nel modo giusto, ad un percorso fatto di aspettative troppo spesso disattese.
Ringraziando per quanto potrà  fare porgiamo i nostri cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
572  del 
07/03/2008
MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI, DOPO INTESA ARRIVINO RISARCIMENTI



(ANSA) - FIRENZE, 7 MAR - Dopo la firma del "protocollo d'.....
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MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI, DOPO INTESA ARRIVINO RISARCIMENTI



(ANSA) - FIRENZE, 7 MAR - Dopo la firma del "protocollo d'intesa tra il dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali e il commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali", l'Associazione familiari delle vittime della strage dei Georgofili auspica che a breve possano essere portate a termine le pratiche per i risarcimenti legati all'attentato del 1993 e stabiliti in sede di processo civile.

Lo scrive, in una nota, la portavoce dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli.

"Auspichiamo che a breve - spiega la nota - il Commissario straordinario preposto alla gestione del Fondo 512 del 1999, Legge con la quale lo Stato può far fronte a quanto stabilito dalla sentenza civile che ci riguarda datata 31 ottobre 2007, possa evadere le pratiche che riguardano le 51 persone che a vario titolo sono rimaste coinvolte nell'attentato di via dei Georgofili il 27 maggio 1993". (ANSA).

COM-GRS/

S0B S41 QBXX
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NOTIZIA ANSA
571  del 
15/03/2008
(ANSA) - BARI, 15 MAR - Nel giorno della Memoria e dell'Impegno contro le mafie, 'i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofi..... Apri
(ANSA) - BARI, 15 MAR - Nel giorno della Memoria e dell'Impegno contro le mafie, 'i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili' rammentano che "il Fondo 512, Legge dello Stato del 22 Dicembre 1999, a sostegno di chi è capitato e spesso è stato messo nelle mani della criminalità organizzata, è privo di fondi necessari a far fronte agli impegni stessi dello Stato".

Sono gli impegni - spiega l'associazione - "che la legge impone verso coloro che hanno fatto causa civile a 'Cosa nostra' per la strage di Firenze del 27 maggio 199.

Impegno e memoria vengono così calpestati, là dove si intravede un cattivo uso dei beni confiscati alla mafia".

Per i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili "non basta far sorgere una scuola o una cooperativa là dove prima la mafia aveva i suoi illeciti possedimenti, i patrimoni mafiosi requisiti dallo Stato devono servire soprattutto a ridare fiducia e speranza di vita a chi per mano di mafia ha pagato i prezzi più alti in questo Paese".

"Altrimenti - si conclude nella nota - saranno solo retorica e demagogia, che paiono convergere in un unico obiettivo, nascondere dietro ad un elenco di morti ammazzati, scomode e tragiche verità". (ANSA).

15-MAR-08 10:47 NNNN
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NOTIZIA ANSA
570  del 
18/03/2008
MAFIA:PARENTI GEORGOFILI A RIINA,RENDA NOTI BENI CONFISCATI



FIRENZE, 18 MAR - L'Associazione dei parenti di via dei Georgofili .....
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MAFIA:PARENTI GEORGOFILI A RIINA,RENDA NOTI BENI CONFISCATI



FIRENZE, 18 MAR - L'Associazione dei parenti di via dei Georgofili ha scritto una lettera aperta a Salvatore Riina perché compili un elenco dei beni confiscati a lui e agli altri condannati per l'attentato del 1993 nel capoluogo toscano.

"E' nostra intenzione - spiega l'Associazione - far comprendere a tutto il Paese che fine realmente fanno tutti quei beni che confiscati ai capi di 'Cosa nostra' spariscono nei mille rivoli di fondazioni e quant'altro e non riescono mai in tempo utile a far fronte alle esigenze di vittime in difficoltà di vita immediate".

Nella lettera aperta a Riina si spiega che "lo Stato non è in grado di far fronte alle cause civili che noi abbiamo intrapreso contro di lei, chiamando in correità quanti erano con lei in via dei Georgofili a massacrare le nostre famiglie la notte del 27 Maggio 1993. Lo Stato che confisca a tutti voi ogni giorno fiumi di beni realizzati illecitamente, non è in grado di utilizzarli per farli affluire al Fondo 512 legge dello Stato del 1999, che prevedeva giusto il sostentamento delle sue vittime, di Bernardo Provenzano e di tutti gli altri.

La preghiamo quindi cortesemente, di compilare per noi, l'elenco esatto dei beni che a lei e a tutti gli stragisti di via dei Georgofili vi sono stati confiscati dallo Stato, sia quelli intestati a nome di tutti voi, che quelli riconducibili ai 15 mafiosi di via dei Georgofili attraverso prestanomi, affinché possiamo divulgare l'elenco". (ANSA).

COM- CG
18-MAR-08 17:19 NNNN
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LETTERA
569  del 
19/03/2008
Al Quotidiano 'IL FIRENZE'

Gentilissimo Direttore,

ne abbiamo patite tante in questi 15 anni, in ultimo l'umiliazione di dover an.....
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Al Quotidiano 'IL FIRENZE'

Gentilissimo Direttore,

ne abbiamo patite tante in questi 15 anni, in ultimo l'umiliazione di dover ancora tendere la mano verso lo Stato, quello Stato nel quale comunque crediamo e, mi pare, lo abbiamo sempre ampiamente dimostrato.

Ci crediamo così tanto che abbiamo intentato una causa civile contro il gotha di "cosa nostra".

Tuttavia siamo stati costretti a rivolgerci con una lettera, in modo provocatorio, ai nostri carnefici per capire da loro come sia possibile far affluire al Fondo 512 tutti i denari che ogni anno servono per il risarcimento delle vittime di mafia che trovano il coraggio di presentare il conto a "cosa nostra".

Cosa sarà mai una bicicletta oltre lo steccato che delimita il perimetro che ricorda le cinque vittime del 27 Maggio 1993?

E' ancora un affronto nei confronti di quei poveri morti, perché denota una dimenticanza imperdonabile per ciò che è accaduto quella terribile notte, paragonata da qualcuno nell'immediatezza dei fatti a "come quando i nazisti passarono su Ponte Vecchio", e oggi appare come un atto del passato, da dimenticare a tutti i livelli.

Siamo come l'ulivo di Via dei Georgofili, molto provati, ma sempre con la testa alta; levate le vostre biciclette e rispettate quel luogo rammentando chi ha dovuto pagare un prezzo molto alto per un Paese che non lo merita.



Cordiali saluti




Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
566  del 
21/03/2008
Via dei Georgofili 21 Marzo 2008

Siamo scesi in piazza, in questo luogo di dolore, non per leggere i nomi delle vittime di mafia di via dei .....
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Via dei Georgofili 21 Marzo 2008

Siamo scesi in piazza, in questo luogo di dolore, non per leggere i nomi delle vittime di mafia di via dei Georgofili perchè quelli li abbiamo scolpiti a fuoco nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Non vogliamo scandire nomi a vuoto . Siamo qui a difendere i diritti di noi tutti e di quanti si trovano nelle nostre stesse condizioni. Siamo qui per pretendere ascolto perché abbiamo in mano 26 sentenze del Tribunale di Firenze , pronunciate in esito alle nostre cause civili che consentiranno, se verranno attuate, a 51 persone di vedere riconosciuti e risarciti i loro diritti violati (di dare una svolta alla loro vita sul piano economico), e ai malati la concreta possibilità di percorrere strade della speranza anche altrove, e se necessario fuori dall'Italia. Daranno ai parenti dei morti almeno quella parte di giustizia risarcitoria che il diritto civile gli consente.

Abbiamo sfidato la mafia, ci siamo esposti in prima persona con le cause civili intentate nei confronti dei responsabili materiali della strage Riina e Graviano e la nostra azione è stata più vigorosa anche grazie all'intervento nel dibattimento delle cause civili del PM del processo per le stragi del 1993, il Procuratore dott. Giuseppe Nicolosi.

Ma se è vero che i risarcimenti ottenuti con le cause civili devono materialmente essere liquidati attraverso il Fondo 512 creato con legge dello stato del 22 dicembre 1999, perché noi tutti abbiamo fatto domanda di accesso a tale fondo, e non li possiamo chiedere a Riina e Graviano in quanto formalmente nulla tenenti, è altrettanto vero che il fondo per legge si alimenta con i beni che lo Stato confisca alla mafia e surrogandosi nei nostri diritti verso i mafiosi.

Del resto il tritolo in via dei Georgofili è stato messo proprio perché la mafia non voleva gli fossero confiscati i suoi beni guadagnati illecitamente e noi rappresentiamo fortemente tutto ciò , i nostri morti e i nostri feriti lo rappresentano.



Chiediamo quindi di avere soddisfazione immediata dei nostri diritti riconosciuti dalle cause civili andate a sentenza, e non sentirci rispondere i soldi non ci sono e ve li dilazioniamo in venti anni.

A noi il male che ci hanno fatto non ce l'hanno dilazionato in comode rate , e ancora oggi stiamo pagando con gli interessi gli effetti devastanti che quei 300 chili di tritolo hanno prodotto su tutti noi.

Chiediamo così che ogni anno vengano fatti affluire al Fondo 512 tutti i denari necessari a far fronte a tutte le cause andate a sentenza che i cittadini avranno intrapreso contro tutte le mafie di questo Paese.

Chiediamo tutto ciò affinché tutto l'impegno profuso negli incontri di Caserta, Ercolano e Reggio Calabria dallo Stato, in persona del commissario straordinario per il fondo di rotazione, dalle associazioni contro le mafie e dai singoli partecipanti che vi hanno creduto, io compresa quale rappresentante della nostra Associazione, non rimanga lettera morta. Sarebbe molto grave dire alle vittime della mafia di denunciare, prima, la mafia perché c'è il Fondo di rotazione che erogherà loro i risarcimenti riconosciuti nel processo e dopo dire a quelle stesse vittime che i soldi potranno essere erogati soltanto in percentuale.

Nello specifico chiediamo che i 12 milioni spettanti alle 51 vittime che la notte del 27 Maggio 1993 erano qui in questa via a patire tutta l'inefficienza di un Stato debole (in parte colluso con la mafia) , vengano erogati immediatamente a tutti noi senza dilazioni vergognose.

Dichiariamo di comprendere tutti gli sforzi del Ministero dell'Interno e del Prefetto Profili Commissario straordinario per il Fondo 512 per le vittime della criminalità organizzata, ma non possiamo concedere deroghe ulteriori. Il tempo è scaduto come scaduto fu per i nostri parenti la notte del 27 Maggio 1993.

Scenderemo quindi regolarmente in via dei Georgofili a protestate fino a quando non avremmo una risposta adeguata alle nostre richieste.

Porteremo avanti ogni forma di protesta riterremo necessaria per ottenere i risarcimenti a noi dovuti per la morte dei nostri parenti e per i feriti rimasti invalidi e in attesa di cure costose.

Aspetteremo qui oggi ,fino a quando non avremmo una risposta da parte delle Istituzioni, della Prefettura, affinché si facciano garanti nel portare la nostra voce, le nostre richieste , là dove si decidono, oggi, a 15 anni di distanza dalla strage i destini di tutti noi con troppa faciloneria e dimenticanza del nostro passato.

Chiediamo insomma conto allo Stato attraverso un decreto, una legge urgente di quello che non ha saputo evitare la notte del 27 Maggio 1993.




Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
567  del 
21/03/2008
(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - "Risarcimenti subito o siamo disposti a intraprendere lo sciopero della fame". E' la protesta annunciata sta..... Apri
(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - "Risarcimenti subito o siamo disposti a intraprendere lo sciopero della fame". E' la protesta annunciata stamani da alcuni esponenti dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage del 1993 di via dei Georgofili, a Firenze, durante un presidio nel luogo dove avvenne l'attentato mafioso, che provoco' cinque morti e 41 feriti.

La portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli, ha ricordato che l'ammontare dei risarcimenti, 12 milioni di euro, e' stato stabilito da una sentenza civile.

"Abbiamo fatto domanda di accesso al fondo creato dallo Stato e che dovrebbe essere alimentato con i beni confiscati alla mafia - ha spiegato -.

Per ora quei beni sono serviti a molte iniziative lodevoli ma riguardo il sostentamento delle vittime delle stragi mafiose non hanno portato da nessuna parte".

"Il ministero - ha aggiunto Maggiani Chelli - sta pensando a un decreto per anticipare delle percentuali di risarcimento, ma noi il tritolo lo abbiamo avuto tutto insieme, mica a rate".

I manifestanti hanno spiegato che la protesta continuera' finche' "non avremo una risposta dalle istituzioni, dalla prefettura, affinche' si facciano garanti delle nostre richieste la' dove si decidono i nostri destini: chiediamo un decreto urgente per i risarcimenti, senno' ha vinto di nuovo la mafia". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
568  del 
21/03/2008
(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - "Le ragioni esposte dall'Associazione, pienamente condivise dal prefetto, sono state rappresentate ancora oggi all..... Apri

(ANSA) - FIRENZE, 21 MAR - "Le ragioni esposte dall'Associazione, pienamente condivise dal prefetto, sono state rappresentate ancora oggi all'ufficio del Commissario".

E' quanto spiega un comunicato della prefettura di Firenze in merito al presidio organizzato stamani a Firenze da alcuni esponenti dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, per protestare contro i ritardi nell'erogazione dei risarcimenti.

Durante il presidio, terminato nel primo pomeriggio, gli esponenti dell'Associazione avevano chiesto una risposta dalle istituzioni.

"Al riguardo - aggiunge la nota - la Prefettura rende noto di aver gia' segnalato da tempo la problematica al Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarieta' per le vittime dei reati di tipo mafioso al fine di individuare le iniziative piu' idonee per trovare una soluzione che soddisfi le aspettative dei familiari".

"E' gia' una prima risposta - ha commentato la portavoce dell'Associazione familiari vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli -. Ne discuteremo per decidere se continuare con le proteste e, in caso affermativo, con quale tipo di iniziativa". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
565  del 
22/03/2008
GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI, NO ABOLIZIONE ERGASTOLO



(ANSA) - ROMA, 22 MAR - "Il nostro Codice Penale non può permetter.....
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GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI, NO ABOLIZIONE ERGASTOLO



(ANSA) - ROMA, 22 MAR - "Il nostro Codice Penale non può permettersi di abolire la parola ergastolo, perchè altrimenti Riina l'avrà avuta vinta ancora una volta sulle sue vittime": l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili attacca la proposta contenuta nello schema di ddl di riforma del codice penale, accusando la Commissione Pisapia che l'ha messa a punto di aver "tenuto conto della voce dei mafiosi" e non "della nostra che ancora oggi grida: ci hanno massacrato per far abolire l'ergastolo".

"Il garantismo più sfrenato - afferma in rappresentanza dell'Associazione Giovanna Maggiani Chelli - non ha tenuto minimamente conto di quale sia il Paese nel quale viviamo, non ha tenuto conto che solo 15 anni fa, 15 soggetti, appartenenti a Cosa nostra, hanno messo a ferro fuoco l'Italia in nome per conto dell'eversione più becera, cercando di imporre allo Stato Italiano le proprie leggi, fra queste l'abolizione dell'ergastolo ai mafiosi rei dei crimini più abietti".

Insomma non si è "tenuto conto che nel 1993 dieci persone sono state massacrate sotto il tritolo stragista di Salvatore Riina, perché l'ergastolo e altre cose sacrosante indispensabili per tenere testa alla mafia, fossero abolite".

"La certezza della pena è sicuramente il simbolo di una società civile, ma per l'Italia il 'fine pena mai' significa contrastare fortemente la mafia - conclude l'Associazione -. Questo l'Europa deve capire". (ANSA).

FH 22-MAR-08 15:06 NNNN
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NOTIZIA ANSA
607  del 
23/03/2008
Purtroppo non possiamo essere d'accordo con il Proc. Vigna.
Una commissione parlamentare per la verità sulle stragi del 1993 riteniamo non ci.....
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Purtroppo non possiamo essere d'accordo con il Proc. Vigna.
Una commissione parlamentare per la verità sulle stragi del 1993 riteniamo non ci siano le condizioni per farla.
Prima di tutto perchè ogni Commissione Parlamentare d'Inchiesta per fatti così gravi, avviata nel nostro Paese, non ha mai portato a nulla di fatto, mai neppure in momenti meno bui per l'Italia.
Inoltre siamo convinti che all'interno delle sedi preposte vi siano soggetti inquinanti per il raggiungimento del risultato.
Pertanto dare la nostra approvazione (per quello che possa valere), ad una Commissione Parlamentare d'Inchiesta per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, per noi significherebbe metterci da soli nelle mani della mafia.
Di recente abbiamo presentato un Esposto in Procura a Firenze e auspichiamo, invece, si dia inizio ad una riapertura delle indagini riascoltando quei collaboratori di giustizia che non hanno ancora detto tutto, e nel contempo è ovvio bisogna cambiare la legge sui così detti "pentiti".

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
611  del 
27/03/2008
MAFIA: BORSELLINO, VERIFICARE FONDI PER CHI DENUNCIA

(ANSA) - PALERMO, 27 MAR - "Il fondo previsto dalla legge nazionale 512 del 99 a fa.....
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MAFIA: BORSELLINO, VERIFICARE FONDI PER CHI DENUNCIA

(ANSA) - PALERMO, 27 MAR - "Il fondo previsto dalla legge nazionale 512 del 99 a favore di chi denuncia e si espone contro la criminalità è uno strumento importante nella lotta alla mafia. Per essere incisivo occorre però che abbia la copertura finanziaria necessaria".

Lo dice Rita Borsellino che chiede al soggetto gestore del fondo di "verificare esattamente la situazione finanziaria e, se serve, richiedere un ulteriore incremento anche facendovi affluire sul fondo una parte dei soldi confiscati alla mafia". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
613  del 
27/03/2008
MAFIA: CHELLI, CONTESTIAMO GESTIONE PARCELLIZZATA FONDO 512

PALERMO, 27 MAR - "La settimana prossima il Commissario straordinario per la g.....
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MAFIA: CHELLI, CONTESTIAMO GESTIONE PARCELLIZZATA FONDO 512

PALERMO, 27 MAR - "La settimana prossima il Commissario straordinario per la gestione del Fondo 512, sarà costretto ad affrontare le nostre sentenze, che sono pervenute al Fondo stesso, mettendo in pratica un sistema di parcellizzazione che purtroppo siamo costretti a contestare a causa delle esigenze di vita dei nostri invalidi".
Lo dice in una nota la vice-presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli. "Il ministero dell'Interno suo malgrado - continua la nota - non ha potuto soddisfare a pieno le esigenze relative alle cause civili da noi intraprese contro 'cosa nostra' per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993".
"Riteniamo oltremodo vergognoso - aggiugge la vice-presdiente - che malgrado tutto l'impegno da noi profuso e dalla vicinanza che comunque abbiamo sentito nelle istituzioni preposte, il Governo non sia riuscito a varare in tutta fretta una legge affinché i beni della mafia affluiscano al Fondo 512 nella misura in cui necessitano, per far fronte a tutte le esigenze delle vittime della mafia che trovano il coraggio di denunciarla". (ANSA).
COM-FK/GIU
27-MAR-08 18:32 NNNN
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COMUNICATO
615  del 
28/03/2008
Volantino diffuso durante la protesta del 28 marzo 2008

FONDO 512 Legge del 22 dicembre 1999,
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Volantino diffuso durante la protesta del 28 marzo 2008

FONDO 512 Legge del 22 dicembre 1999,
per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso

Il Fondo 512 Legge del 22 Dicembre 1999, è l'unico vero contrasto di lotta alla mafia sul piano amministrativo.

I beni confiscati alla mafia, non affluiscono in giusta misura al Fondo 512 Legge del 22 dicembre 1999, per il sostentamento delle vittime della criminalità organizzata.

Ogni giorno le televisioni attraverso i telegiornali e i giornali ci informano di centinaia di confische di beni alle cosche mafiose, confische che di fatto non producono nulla sul piano del risarcimento alle vittime delle mafie, qualora decidano di denunciare la mafia stessa.

Dove vanno a finire i beni confiscati alle mafie? Chi in realtà ne usufruisce?

Perché le amministrazioni locali tacciono sul problema ? Perché non si fanno carico del fatto che i loro concittadini, vittime della mafia, dopo previe cause civili contro le cosche mafiose non vedono risarcite adeguatamente le cause civili stesse?

Perché si ritiene di combattere la mafia con slogan ormai consumati, ma in realtà si abbandonano le vittime della mafia?

Secondo la Legge n.296 del 2006 ( legge finanziaria per il 2007)... è possibile conferire incarichi a società a totale o parziale capitale pubblico per la gestione delle attività di liquidazione delle aziende confiscate alla criminalità organizzata. Sta qui il problema? Si pensa che far affluire il denaro al Fondo 512 legge del 22 Dicembre 1999 che consente alle vittime di mafia di accedervi direttamente previa causa civile o penale, possa togliere denaro al controllo delle amministrazioni locali?

L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
614  del 
28/03/2008
INFORMIAMO
che questa mattina 28 Marzo 2008 , alle ore 11,30 i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, saranno davanti alla Prefet.....
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INFORMIAMO
che questa mattina 28 Marzo 2008 , alle ore 11,30 i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, saranno davanti alla Prefettura di Firenze , per protestare contro la mancanza di denaro nel Fondo 512 , Legge del 22 dicembre del 1999.
Al Fondo 512 che serve per il sostegno delle vittime della criminalità organizzata, non arrivano risorse sufficienti, così come dovrebbe essere, dai beni confiscati alla mafia.
Lo Stato non può così far fronte alle sentenze delle cause civili ,di chi come noi ha trovato il coraggio di denunciare "cosa nostra".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
623  del 
28/03/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, RISARCIRE VITTIME CON VENDITA BENI
FIRENZE, 28 MAR - Vendere i beni confiscati alla mafia per risarcirne le vittime. E.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, RISARCIRE VITTIME CON VENDITA BENI
FIRENZE, 28 MAR - Vendere i beni confiscati alla mafia per risarcirne le vittime. E' quanto chiede Giovanna Maggiani Chelli, a nome dell'associazione familiari delle
YG2-MOI
28-MAR-08 16:22 NNNN
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COMUNICATO
644  del 
28/03/2008
28 Marzo 2008, Siamo scesi in piazza, ancora una volta.

Siamo qui a difendere i diritti di noi tutti e di quanti si trovano nelle nos.....
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28 Marzo 2008, Siamo scesi in piazza, ancora una volta.

Siamo qui a difendere i diritti di noi tutti e di quanti si trovano nelle nostre stesse condizioni. Siamo qui per pretendere ascolto perché abbiamo in mano 26 sentenze del Tribunale di Firenze, pronunciate in esito alle nostre cause civili che consentiranno, se verranno attuate, a 51 persone di vedere riconosciuti e risarciti i loro diritti violati (di dare una svolta alla loro vita sul piano economico), e ai malati la concreta possibilità di percorrere strade della speranza anche altrove, e se necessario fuori dall'Italia. Daranno ai parenti dei morti almeno quella parte di giustizia risarcitoria che il diritto civile gli consente.
Abbiamo sfidato la mafia, ci siamo esposti in prima persona con le cause civili intentate nei confronti dei responsabili materiali della strage Riina e Graviano e la nostra azione è stata più vigorosa anche grazie all'intervento nel dibattimento delle cause civili del PM del processo per le stragi del 1993, il Procuratore dott. Giuseppe Nicolosi.
Ma se è vero che i risarcimenti ottenuti con le cause civili devono materialmente essere liquidati attraverso il Fondo 512 creato con legge dello stato del 22 dicembre 1999, perché noi tutti abbiamo fatto domanda di accesso a tale fondo, e non li possiamo chiedere a Riina e Graviano in quanto formalmente nulla tenenti, è altrettanto vero che il fondo per legge si alimenta con i beni che lo Stato confisca alla mafia e surrogandosi nei nostri diritti verso i mafiosi.
Del resto il tritolo in via dei Georgofili è stato messo proprio perché la mafia non voleva gli fossero confiscati i suoi beni guadagnati illecitamente e noi rappresentiamo fortemente tutto ciò, i nostri morti e i nostri feriti lo rappresentano.
Chiediamo quindi di avere soddisfazione immediata dei nostri diritti riconosciuti dalle cause civili andate a sentenza, e non sentirci rispondere che i soldi non ci sono e dalla settimana prossima si inizieranno ad evadere le pratiche ricevute parcellizzando in percentuale le cifre in modo veramente esiguo, e con un futuro del tutto incerto.
A noi il male che ci hanno fatto non ce l'hanno dilazionato in comode rate, e ancora oggi stiamo pagando con gli interessi gli effetti devastanti che quei 300 chili di tritolo hanno prodotto su tutti noi.

Chiediamo così che ogni anno vengano fatti affluire al Fondo 512 tutti i denari necessari a far fronte a tutte le cause andate a sentenza che i cittadini avranno intrapreso contro tutte le mafie di questo Paese.

Chiediamo tutto ciò affinché tutto l'impegno profuso negli incontri di Caserta, Ercolano e Reggio Calabria dallo Stato, in persona del commissario straordinario per il fondo di rotazione, dalle associazioni contro le mafie e dai singoli partecipanti che vi hanno creduto, io compresa quale rappresentante della nostra Associazione, non rimanga lettera morta. Sarebbe molto grave dire alle vittime della mafia di denunciare, prima, la mafia perché c'è il Fondo di rotazione che erogherà loro i risarcimenti riconosciuti nel processo e dopo dire a quelle stesse vittime che i soldi potranno essere erogati soltanto in percentuale.

Nello specifico chiediamo che i 12 milioni spettanti alle 51 vittime che la notte del 27 Maggio 1993 erano in via dei Georgofili a patire tutta l'inefficienza di un Stato debole (in parte colluso con la mafia), vengano erogati immediatamente a tutti noi senza dilazioni vergognose.

Chiediamo oggi pertanto secondo la legge del 31 Maggio 1965 n.575 - disposizioni contro la mafia di cui all'articolo 2 - e attendiamo una risposta di impegno, la vendita di uno degli immobili sequestrati a Salvatore Riina o Giuseppe Graviano per procedere al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso quali le vittime di via dei Georgofili.

Dichiariamo di comprendere tutti gli sforzi del Ministero dell'Interno, della Prefettura di Firenze, e del Prefetto Profili Commissario straordinario per il Fondo 512 per le vittime della criminalità organizzata, ma non possiamo concedere deroghe ulteriori. Il tempo è scaduto come scaduto fu per i nostri parenti la notte del 27 Maggio 1993.

Porteremo avanti ogni forma di protesta riterremo necessaria per ottenere i risarcimenti a noi dovuti per la morte dei nostri parenti e per i feriti rimasti invalidi e in attesa di cure costose.

Oggi siamo qui davanti alla Prefettura luogo fortemente istituzionale e rappresentativo del Governo affinché tutte le istituzioni capiscano che non torneremo indietro fintanto non avremmo ottenuto quello che ci spetta attraverso le confische dei beni alla mafia, quella mafia che affinché non le fossero confiscati i beni ha ucciso i nostri figli e parenti.

Chiediamo conto allo Stato di quello che ci ha lasciato fare la notte del 27 Maggio 1993, chiediamo al Governo una legge urgente che favorisca il passaggio del denaro sufficiente a far fronte agli impegni stessi dello Stato al Fondo 512 legge del 22 Dicembre 1999.

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
647  del 
30/03/2008
Firenze, 30 Marzo 2008

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica
GIORGIO NAPOLITANO
Quirinale - Roma

domani Lei sarà nell.....
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Firenze, 30 Marzo 2008

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica
GIORGIO NAPOLITANO
Quirinale - Roma

domani Lei sarà nella nostra città, Firenze, la quale, purtroppo il 27 Maggio 1993 è stata colpita dalla barbarie terroristica eversiva per mano del gotha di "cosa nostra".
Auspichiamo da lungo tempo in cuor nostro che Ella possa essere con tutti noi e i fiorentini il 26 Maggio prossimo per il XV anniversario della strage.
Sarebbe per noi però altrettanto importante Signor Presidente, se potesse dire una parola per noi anche nell'importante occasione che domani La vedrà presente nella nostra città
Quest'anno è stato l'anno della risoluzione delle cause civili che tutti noi abbiamo intentato contro la mafia. Il Tribunale di Firenze ha stabilito delle somme a fronte dei danni subiti da tutti noi, ma soprattutto a parziale risarcimento per le famiglie delle vittime cadute in via dei Georgofili le quali, anche se mai potranno essere ricompensate con denaro per ciò che hanno sopportato e sopportano, almeno vedranno completarsi il cammino della giustizia civile.
Quelle cause civili da noi intraprese con grande coraggio, saranno altresì un risarcimento importante per quanti rimasti invalidi, tentano oggi di percorrere le strade della speranza.
Ebbene, purtroppo il Fondo 512 previsto dalla Legge del 22 dicembre 1999 e dal quale le vittime della criminalità organizzata dovrebbero trarre sostentamento quando le cause contro la mafia si risolvono, è privo della necessaria copertura finanziaria.
Il Prefetto Profili che gestisce il Fondo stesso ha fatto quanto è nelle sue possibilità affinché le nostre richieste e quelle di molti altri fossero esaudite; ma, non avendo i denari necessari, può solo parcellizzare le cifre spettanti a noi e a quegli italiani che hanno denunciato la mafia in sede civile.
Le parcellizzazioni non bastano. Chi si è trovato suo malgrado in balia dei progetti criminali mafiosi, coinvolto in eventi così drammatici quali le stragi e ne ha avuto la vita distrutta, ha esigenze che meritano una risposta che non può più farsi attendere. Ormai non c'è più tempo per le lungaggini.
La prego Signor Presidente della Repubblica a nome di tutti noi, per quanto Ella vorrà e potrà fare: Le chiediamo, se possibile, di essere ricevuti per esporLe il nostro dramma. Comunque Le saremo grati se domani vorrà spendere una Sua parola per noi affinché il Fondo 512, Legge del 22 dicembre 1999, abbia i finanziamenti di cui necessita per far fronte alle esigenze di tutte quelle vittime che hanno trovato il coraggio e la forza di denunciare la mafia.

I più deferenti ossequi

Per il Direttivo
Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente e Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
646  del 
31/03/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, APPELLO A NAPOLITANO PER FONDO 512

FIRENZE, 31 MAR - "Ormai non c'é più tempo per le lungaggini. La preghiamo .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, APPELLO A NAPOLITANO PER FONDO 512

FIRENZE, 31 MAR - "Ormai non c'é più tempo per le lungaggini. La preghiamo signor Presidente per quanto vorrà e potrà fare, di dire una parola anche per noi".
Lo scrive, in una lettera inviata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'attentato di via dei Gerogofili. Chelli si riferisce al cosiddetto 'Fondo 512' che regola il sostegno finanziario ai familiari delle vittime della criminalità organizzata.
"Quest'anno - afferma Chelli nella nota - è stato l'anno della risoluzione delle cause civili che tutti noi abbiamo intentato contro la mafia. Cause che saranno altresì un risarcimento importante per quanti rimasti invalidi, tentano oggi di percorrere le strade della speranza. Ebbene, purtroppo il Fondo 512 previsto dalla Legge del 22 dicembre 1999 e dal quale le vittime della criminalità organizzata dovrebbero trarre sostentamento quando le cause contro la mafia si risolvono, è privo della necessaria copertura finanziaria. Chi
si è trovato suo malgrado in balia dei progetti criminali mafiosi, coinvolto in eventi così drammatici quali le stragi e ne ha avuto la vita distrutta, ha esigenze che meritano una risposta che non può più farsi attendere".
Nell'appello, l'Associazione ha anche invitato il Capo dello Stato a Firenze per il 27 maggio prossimo, 15/mo anniversario della strage. (ANSA).
COM-CH
31-MAR-08 17:17 NNNN
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NOTIZIA ANSA
648  del 
01/04/2008
PALERMO, 1 APR - La seconda sezione della corte di appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall'Acqua ha condannato a 4 anni e sei mesi ciascun..... Apri
PALERMO, 1 APR - La seconda sezione della corte di appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall'Acqua ha condannato a 4 anni e sei mesi ciascuno, per detenzione di materiale esplosivo, il boss Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano.
Entrambi erano stati processati e condannati dal tribunale di Marsala, in quanto, secondo gli investigatori, nel trapanese le cosche avrebbero conservato per un periodo l'esplosivo poi utilizzato per le stragi di Milano e Firenze del 1993 e per l'attentato a cui sfuggirono il giornalista Maurizio Costanzo e la moglie Maria De Filippi.
I giudici hanno determinato la pena in continuazione con le condanne all'ergastolo inflitte ai due capimafia per le stragi.
Matteo Messina Denaro, boss trapanese, è latitante, mentre Giuseppe Graviano è detenuto a 41 bis.(ANSA).
KTH/GIU
01-APR-08 15:11 NNNN
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COMUNICATO
649  del 
01/04/2008
La seconda sezione della corte di appello di Palermo, ha condannato il latitante Matteo Messina Denaro quale detentore dell'esplosivo per le str..... Apri
La seconda sezione della corte di appello di Palermo, ha condannato il latitante Matteo Messina Denaro quale detentore dell'esplosivo per le stragi del 1993.
Siamo grati al Presidente della Corte di Palermo Claudio Dall'Acqua, ma di cose scritte sulla carta siamo stanchi.
Matteo Messina Denaro è condannato prima di tutto all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ma continua ad andare in via Condotti a Roma, a comprarsi le camicie firmate, mentre noi le sue vittime siamo risarcite dal Fondo 512 per il danno che Matteo Messina Denaro ci ha causato nella misura dell'1% delle cifre stabilite dai Tribunali.
A Matteo Messina Denaro di recente hanno sequestrato beni per 300 milioni di euro che fine hanno fatto?
Cosa impedisce che i beni dello stragista Matteo Messina Denaro affluiscano al Fondo 512?
Devono forse ritornare per vie traverse alla belva di via dei Georgofili, quei denari, affinché in via Condotti si possa comprare l'intera collezione di primavera?
I nostri invalidi malati hanno malattie degenerative che vanno a rotta di collo e le parcellizzazioni non le tollereremo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
650  del 
05/04/2008
5 Aprile 2008 - COMUNICATO

Ancora nel luogo della strage.
Siamo qui a difendere i diritti di noi tutti e di quanti si trovano nelle nostr.....
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5 Aprile 2008 - COMUNICATO

Ancora nel luogo della strage.
Siamo qui a difendere i diritti di noi tutti e di quanti si trovano nelle nostre stesse condizioni. Siamo qui per pretendere ascolto perché abbiamo in mano 26 sentenze del Tribunale di Firenze, pronunciate in esito alle nostre cause civili che consentiranno, se verranno attuate, a 51 persone di vedere riconosciuti e risarciti i loro diritti violati (di dare una svolta alla loro vita sul piano economico), e ai malati la concreta possibilità di percorrere strade della speranza anche altrove, e se necessario fuori dall'Italia. Daranno ai parenti dei morti almeno quella parte di giustizia risarcitoria che il diritto civile gli consente.
Abbiamo sfidato la mafia, ci siamo esposti in prima persona con le cause civili intentate nei confronti dei responsabili materiali della strage Riina e Graviano e la nostra azione è stata più vigorosa anche grazie all'intervento nel dibattimento delle cause civili del PM del processo per le stragi del 1993, il Procuratore dott. Giuseppe Nicolosi.
Ma se è vero che i risarcimenti ottenuti con le cause civili devono materialmente essere liquidati attraverso il Fondo 512 creato con legge dello stato del 22 dicembre 1999, perché noi tutti abbiamo fatto domanda di accesso a tale fondo, e non li possiamo chiedere a Riina e Graviano in quanto formalmente nulla tenenti, è altrettanto vero che il fondo per legge si alimenta con i beni che lo Stato confisca alla mafia e surrogandosi nei nostri diritti verso i mafiosi.
Del resto il tritolo in via dei Georgofili è stato messo proprio perché la mafia non voleva gli fossero confiscati i suoi beni guadagnati illecitamente e noi rappresentiamo fortemente tutto ciò, i nostri morti e i nostri feriti lo rappresentano.
Chiediamo quindi di avere soddisfazione immediata dei nostri diritti riconosciuti dalle cause civili andate a sentenza, e non sentirci rispondere che i soldi non ci sono e che hanno iniziato in ordine cronologico di arrivo delle domande, ad evadere le pratiche ricevute parcellizzando in percentuale le cifre in modo veramente esiguo, e con un futuro del tutto incerto.
A noi il male che ci hanno fatto non ce l'hanno dilazionato in comode rate, e ancora oggi stiamo pagando con gli interessi gli effetti devastanti che quei 300 chili di tritolo hanno prodotto su tutti noi.
Chiediamo così che ogni anno vengano fatti affluire al Fondo 512 tutti i denari necessari a far fronte a tutte le cause andate a sentenza che i cittadini avranno intrapreso contro tutte le mafie di questo Paese.
Chiediamo tutto ciò affinché tutto l'impegno profuso negli incontri di Caserta, Ercolano e Reggio Calabria dallo Stato , in persona del commissario straordinario per il fondo di rotazione, dalle associazioni contro le mafie e dai singoli partecipanti che vi hanno creduto, io compresa quale rappresentante della nostra Associazione, non rimanga lettera morta. Sarebbe molto grave dire alle vittime della mafia di denunciare, prima, la mafia perché c'è il Fondo di rotazione che erogherà loro i risarcimenti riconosciuti nel processo e dopo dire a quelle stesse vittime che i soldi potranno essere erogati soltanto in percentuale.
Nello specifico chiediamo che i 12 milioni spettanti alle 51 vittime che la notte del 27 Maggio 1993 erano in via dei Georgofili a patire tutta l'inefficienza di un Stato debole (in parte colluso con la mafia), vengano erogati immediatamente a tutti noi senza dilazioni vergognose.
Chiediamo pertanto secondo la legge del 31 Maggio 1965 n.575 - disposizioni contro la mafia di cui all'articolo 2 - la vendita di uno degli immobili sequestrati a Salvatore Riina o Giuseppe Graviano per procedere al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso quali le vittime di via dei Georgofili

Dichiariamo di comprendere tutti gli sforzi del Ministero dell'Interno, della Prefettura di Firenze, e del Prefetto Profili Commissario straordinario per il Fondo 512 per le vittime della criminalità organizzata, ma non possiamo concedere deroghe ulteriori. Il tempo è scaduto come scaduto fu per i nostri parenti la notte del 27 Maggio 1993.
Porteremo avanti ogni forma di protesta riterremo necessaria per ottenere i risarcimenti a noi dovuti per la morte dei nostri parenti e per i feriti rimasti invalidi e in attesa di cure costose.

N.B
Oggi siamo tornati qui nel luogo della strage, a ribadire con forza quanto già detto nelle precedenti manifestazioni, perchè non possiamo non continuare a chiedere conto allo Stato di quello che ci ha lasciato fare la notte del 27 Maggio 1993, quindi chiediamo per la terza volta al Governo, un decreto urgente che favorisca il passaggio al Fondo 512, legge del 22 Dicembre 1999, di tutto il denaro sufficiente a far fronte agli impegni stessi dello Stato, per le vittime di via dei Georgofili.
Via dei Georgofili è la strada dove i nostri parenti hanno perso la vita affinché non fossero confiscati i beni alla mafia, non ci stancheremo mai di dirlo, abbiamo pagato un prezzo troppo alto per sentirci dire : Vi risarciamo (per quanto si possa parlare di risarcimento davanti ai figli morti e distrutti dalle invalidità) a rate perchè i soldi non ci sono.

NON E' VERO CHE LE VITTIME SONO TUTTE UGUALI, la nostra particolarità l'ha sancita la mafia quando è riuscita ad arrivare in via dei Georgofili con 300 chili di tritolo, perché voleva imporre le sue leggi e per questo ha ucciso i NOSTRI figli, ha distrutto la vita dei NOSTRI invalidi.
La mafia in via dei Georgofili, con morte e distruzione voleva e PARE LO ABBIA OTTENUTO, che i beni confiscati dallo Stato, in qualche modo ritornassero a "cosa nostra" e non alle sue vittime.
Detto questo come Associazione, con le nostre "manifestazioni di piazza", abbiamo dato inizio, ad una "BATTAGLIA CIVILE", affinché ogni anno i soldi necessari a far fronte alle esigenze di TUTTE le vittime di mafia affluiscano al Fondo 512, non ci fermeremo fintanto non avremmo ottenuto quel grado di Giustizia appena sufficiente a sanare il torto subito.


Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
651  del 
05/04/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI,A VITTIME SOLDI VENDITA BENI DEI BOSS



FIRENZE, 5 APR - Tra i motivi che spinsero la mafia a scegliere come obiettivo.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI,A VITTIME SOLDI VENDITA BENI DEI BOSS



FIRENZE, 5 APR - Tra i motivi che spinsero la mafia a scegliere come obiettivo via dei Geogofili a Firenze c'era anche la decisione dei boss, come Totò Riina, di combattere contro la confisca dei beni.

Ne è convinta Giovanna Maggiani Chelli che, proprio per questo, chiede che lo Stato risarcisca immediatamente le vittime dell'attentato del 27 maggio 1993 facendo affluire al Fondo 512 i soldi necessari, circa 12 milioni di euro, vendendo una parte dei beni confiscati ai boss mafiosi utilizzando la legge 575 del 1965.

L'associazione familiari delle vittime dei Georgofili ha manifestato questa mattina, chiedendo che venga "riconosciuto un diritto sancito dai processi", proprio nel punto dove venne sistemato il Fiorino con a bordo 300 chilogrammi di tritolo.

"Basta con le dilazioni vergognose", ha detto Maggiani Chelli, che ha annunciato un incontro, il prossimo 10 aprile, con i candidati toscani alle elezioni per chiedere l'impegno a sostenere in Parlamento quello che è "un nostro diritto".

Durante la manifestazione c'è stato anche un breve battibecco tra i rappresentanti dellƊassociazione e una signora che ha contestato loro di 'speculare' sull'attentato per motivi economici. "Noi non chiediamo niente di più di ciò che ci è stato riconosciuto - ha concluso Maggiani Chelli - e alla signora diciamo di informarsi sulle conseguenze, fisiche e psicologiche, che hanno pagato le vittime in questi anni". (ANSA).



MU

05-APR-08 17:02

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NOTIZIA ANSA
652  del 
08/04/2008
MAFIA: AUTOBOMBE '93; ESPOSTO VITTIME, NUOVA INCHIESTA

FIRENZE, 7 APR - Saranno i pm fiorentini Francesco Fleury, Giuseppe Soresina e Al.....
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MAFIA: AUTOBOMBE '93; ESPOSTO VITTIME, NUOVA INCHIESTA

FIRENZE, 7 APR - Saranno i pm fiorentini Francesco Fleury, Giuseppe Soresina e Alessandro Crini ad occuparsi del nuovo fascicolo di indagine sui presunti "mandanti a volto coperto" delle autobombe del 1993 a Firenze, Roma e Milano.
L'inchiesta, come già anticipato dal Giornale della Toscana, è stato aperta dopo la presentazione di un esposto da parte dei familiari delle vittime dell'attentato in via dei Georgofili a Firenze, attraverso l'avvocato Danilo Ammannato.
Il legale non è voluto entrare nel merito dell'esposto, limitandosi a dire che contiene "elementi nuovi e altri già emersi nel corso delle precedenti indagini e che meritano di essere approfonditi. Siamo ottimisti che la verità venga a galla".
Il nuovo esposto era stato preannunciato a febbraio scorso dopo la notizia che la procura aveva chiesto l'archiviazione dell'ultima inchiesta, a quarta, aperta sui cosiddetti mandati esterni a Cosa nostra per le stragi del 1993. (ANSA).
CG
07-APR-08 18:32 NNNN
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NOTIZIA ANSA
653  del 
09/04/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI A DELL' UTRI, I PENTITI SONO EROI

(ANSA) - FIRENZE, 9 APR - "I collaboratori di giustizia non sono malati di.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI A DELL' UTRI, I PENTITI SONO EROI

(ANSA) - FIRENZE, 9 APR - "I collaboratori di giustizia non sono malati di mente come ha asserito Marcello Dell'Utri. Hanno cercato di scrivere la storia della mafia con tutte le loro forze; hanno lottato per far comprendere chi ha voluto le stragi del '93 in Italia.
Evidentemente il concetto di eroe per noi è diverso".

Così l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili replica in una nota, firmata da Giovanna Maggiani Chelli, alle affermazioni di Marcello Dell'Utri.

"Eroi - conclude Maggiani Chelli - sono i 60 pentiti del processo di Firenze per le stragi del '93.
Esprimiamo solidarietà alla magistratura". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
654  del 
10/04/2008
APPELLO VITTIME STRAGI E MAFIA A POLITICI, AIUTATECI

FIRENZE, 10 APR - Una richiesta bipartisan per continuare la lotta alla mafia e al terr.....
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APPELLO VITTIME STRAGI E MAFIA A POLITICI, AIUTATECI

FIRENZE, 10 APR - Una richiesta bipartisan per continuare la lotta alla mafia e al terrorismo, per non abbassare la guardia, per la tutela delle vittime e contro la "glorificazione di persone come Mangano", che "non è certo un eroe".
Questo l'appello dell'associazione Unione familiari vittime per stragi e di quella per le vittime dei Georgofili, stamani a Firenze per una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche alcuni amministratori e candidati politici del territorio.
"Sono settimane - ha affermato Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione vittime delle stragi - che, in tutta Italia, promuoviamo le nostre richieste e dispiace che, tranne in un'occasione a Milano, l'adesione politica sia arrivata solo da partiti del centrosinistra. I nostri temi non sono né di destra né di sinistra, ma una battaglia di democrazia e civiltà#034;.
Bolognesi ha poi ricordato la lettera che la sua associazione, insieme a quella per le vittime del terrorismo, ha inviato ai candidati premier alle prossime politiche: tra i punti fondamentali, l' abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo, la parificazione dei trattamenti risarcitori, l'attuazione completa completa della legge del 2004 sui risarcimenti e su aspetti previdenziali e legali per le vittime.
"Sono anni - ha detto Giovanna Maggiani Chelli dell' associazione delle vittime dei Georgofili - che combattiamo con la politica. L'ostacolo maggiore alla soddisfazione per le nostre richieste, secondo me, è la non lotta alla mafia, la soggezione che ancora esiste verso la mafia. Noi, da vittime, abbiamo messo da parte la paura e ora chiediamo che lo faccia anche lo Stato". (ANSA).
YG2-CH
10-APR-08 14:17 NNNN
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NOTIZIA ANSA
655  del 
12/04/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, COSCHE AFFILANO ARMI CONTRO 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - "Le cosche mafiose calabresi e siciliane affila.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, COSCHE AFFILANO ARMI CONTRO 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 12 APR - "Le cosche mafiose calabresi e siciliane affilano le armi in sede elettorale, contro il 41 bis: questo emerge da inchieste in corso. Scambio di voti, in cambio di assicurazioni che il carcere duro ai mafiosi, anche rei di strage, sarà abolito". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
"Noi - scrive Maggiani Chelli - siamo seriamente preoccupati. Da tempo andiamo dicendo che la mafia userà ogni mezzo, anche ai tavoli Europei, per far abolire il regime detentivo speciale di 41 bis, e che la pietà verso la mafia non deve trovare spazi. Dal carcere i capimafia, isolati con il regime di detenzione del 41 bis, non possono dare ordini per uccidere, estorcere e ordinare stragi, ma soprattutto non possono condizionare fino in fondo la vita democratica del Paese".
Maggiani Chelli ricorda che a giorni "a Firenze metteremo in campo le nostre risorse migliori e terremo un convegno contro l'abolizione del 41 bis. Questa sarà la risposta delle vittime della strage di Firenze a chi lavora per favorire la mafia in Italia e all'estero".
"Alla politica che non se la sente di condannare l'abolizione del 41 bis inflitto alla mafia stragista - conclude Maggiani Chelli - diciamo di vergognarsi". (ANSA). CH/SPO
12-APR-08 17:02 NNNN
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NOTIZIA ANSA
656  del 
16/04/2008
MAFIA: FIRENZE RICORDA PM CHELAZZI ANCHE CON LIBRO SU 41BIS (1)

(ANSA) - FIRENZE, 16 APR - Resta più che mai vivo il ricordo di Gabriele .....
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MAFIA: FIRENZE RICORDA PM CHELAZZI ANCHE CON LIBRO SU 41BIS (1)

(ANSA) - FIRENZE, 16 APR - Resta più che mai vivo il ricordo di Gabriele Chelazzi scomparso nella notte fra il 16 e 17 aprile del 2003: la figura del pubblico ministero fiorentino, che ha coordinato le indagini sulle autobombe del '93, e' stata ricordata oggi nell'anniversario della sua morte, nell'Aula Bunker del Tribunale di Firenze, a lui intitolata. L'occasione é stata la presentazione del libro di Sebastiano Ardita 'Il regime detentivo speciale 41 bis'.
Presenti all'incontro, tra gli altri, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, la moglie di Chelazzi e Giuseppe Nicolosi titolare con il collega Chelazzi dell'inchiesta sull'attentato di via dei Georgofili.
"E' un omaggio e un ricordo; crediamo che ne sarebbe stato contento" ha detto Giovanna Maggiani Chelli che ha anche letto alcuni passi di una requisitoria in cui Chelazzi sottolineava l'importanza del 41 bis. (ANSA).
Y6G-MOI/SPO
16-APR-08 18:57 NNNN
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NOTIZIA ANSA
657  del 
16/04/2008
MAFIA: FIRENZE RICORDA CHELAZZI ANCHE CON LIBRO SU 41BIS (2)

(ANSA) - FIRENZE, 16 APR - "Chelazzi e i suoi colleghi - ha poi aggiun.....
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MAFIA: FIRENZE RICORDA CHELAZZI ANCHE CON LIBRO SU 41BIS (2)

(ANSA) - FIRENZE, 16 APR - "Chelazzi e i suoi colleghi - ha poi aggiunto Maggiani Chelli - hanno lavorato in quei processi di Firenze affinché le vittime che si costituirono parte civile avessero ristoro e giustizia che oggi in parte ci vediamo ne gata. Il fondo 512 per le vittime di mafia è senza risorse: siamo pronti anche a scendere in piazza fino a quando il debito che lo Stato ha verso di noi non sarà saldato".
L'importanza del lavoro svolto da Gabriele Chelazzi è stato sottolineato anche dal Presidente del Tribunale di Firenze Enrico Ognibene. Da parte sua Nicolosi ha ricordato che "il 41 bis era già stato introdotto, ma non era mai stato applicato; venne applicato per la prima volta nella notte tra il 19 e 20 luglio del 1992, il giorno dell'attentato al giudice Paolo Borsellino, a quei mafiosi che godevano di una certa libertà che consentiva loro, dal carcere, di comunicare con l'esterno. A quei tragici eventi - ha proseguito riferendosi alle stragi in cui morirono Falcone Borsellino - seguirono poi gli attentati, tra maggio e luglio del 1993, a Firenze, tre a Roma e a Milano. I processi in seguito dimostrarono che uno dei moventi di quelle stragi era proprio l'abolizione, richiesta dalla mafia, del regime detentivo del 41 bis".
"Gabriele Chelazzi - ha detto Ardita - è stato un magistrato di assolute doti umane e morali: una persona che ha insegnato a tutti come si vive e si opera da magistrato". A proposito del libro ha aggiunto: "Il mio è un lavoro tecnico, ho fatto un'analisi di giurisprudenza e di dottrina cercando di costruire un 'ombrello' costituzionale su un istituto che deve essere parametrato con la nostra giurisprudenza costituzionale. Una posizione - ha concluso - in linea con quello che ci dice la Corte Costituzionale". (ANSA).
Y6G-MOI/SPO
16-APR-08 19:01 NNNN
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NOTIZIA ANSA
658  del 
18/04/2008
CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, SUA MALATTIA NON DIVENTI UN CASO

(ANSA) - FIRENZE, 18 APR - "Bruno Contrada e' in carcere dopo regolare .....
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CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, SUA MALATTIA NON DIVENTI UN CASO

(ANSA) - FIRENZE, 18 APR - "Bruno Contrada e' in carcere dopo regolare condanna come tanti altri. Colui che fu un tempo un poliziotto di questo Stato e' venuto meno ai suoi doveri e in molti hanno pagato i suoi errori. Ciononostante, e' ammalato e viene curato come e' giusto che sia. Perche' cercare di farne un caso richiamando ogni giorno all'umana pieta'?"
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993.
"Anche i nostri malati soffrono - continua l'intervento - e a ragione potrebbero sollevare casi piu' che umani. Invece tacciono anche quando gli viene negata la giustizia risarcitoria che gli spetta per curarsi, perche' in questo Paese hanno dato fondo fino all'ultimo centesimo". (ANSA).
18-APR-08 20:24 NNNN
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NOTIZIA ANSA
659  del 
20/04/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI; NEL '93 COME AZIONE NAZISTA, MANIFESTO

(ANSA) - FIRENZE, 20 APR - "La bomba dei Georgofili è paragonabile.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI; NEL '93 COME AZIONE NAZISTA, MANIFESTO

(ANSA) - FIRENZE, 20 APR - "La bomba dei Georgofili è paragonabile ai giorni in cui i nazisti passarono sul Ponte Vecchio."
Così il pubblico ministero Gabriele Chelazzi descrisse nella requisitoria contro i vertici di cosa nostra lo stato di devastazione non solo fisico dopo l'esplosione del Fiorino-bomba sotto i Georgofili a Firenze, nel 1993 (cinque vittime).
Le parole del pm e le foto di Ponte Vecchio devastato nel 1944 e degli edifici di via dei Georgofili distrutti sono diventate il manifesto dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Nella parte bassa del manifesto è stato scritto: "...eppure Firenze ha dimenticato". (ANSA).
CH
20-APR-08 16:33 NNNN
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NOTIZIA ANSA
660  del 
24/04/2008
MAFIA: MURALES; ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,LO SCANDALO CONTINUA
(V. 'MURALES MESSINA DENATO...' DELLE 9:11)

(ANSA) - FIRENZE, 24 APR - "E'.....
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MAFIA: MURALES; ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,LO SCANDALO CONTINUA
(V. 'MURALES MESSINA DENATO...' DELLE 9:11)

(ANSA) - FIRENZE, 24 APR - "E' uno scandalo che continua".
Con queste parole l'Associazione dei familiari di via dei Geogofili commenta il murales che ritrae Matteo Messina Denaro.
"La mafia ostenta il suo idolo massimo - scrive l'Associazione in una nota - e si bea del fatto che chi insieme all'organizzazione criminale 'cosa nostra' ha concorso alla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, si renda garante della latitanza di un macellaio criminale, un terrorista eversivo, condannato all'ergastolo per strage con sentenza passata in giudicato".
"Si smetta di 'menare il can per l'aia - continua l'Associazione - e alle vittime di Matteo Messina Denaro, quelle di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, vengano immediatamente liquidati quei 12 milioni di euro che gli sono stati riconosciuti in sede di sentenze civili 'immediatamente esecutive', per curarsi dalle gravissime malattie che il bandito e i suo degni compari, gli hanno procurato con 300 chili di tritolo. Il 27 maggio quest'anno sarà il più tragico degli anniversari, perché la mafia non solo ha vinto, ma ballerà sulla cassa dei nostri morti, e alla faccia dei nostri invalidi, tutto questo sarà imperdonabile". (ANSA).
COM-IM/DLM
24-APR-08 17:54 NNNN
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NOTIZIA ANSA
661  del 
26/04/2008
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,MURALE NON VUOLE ARRESTO BOSS
(V. "MAFIA: UN NUOVO MURALES DEL BOSS MESSINA..." DELLE 9:24)

PALE.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,MURALE NON VUOLE ARRESTO BOSS
(V. "MAFIA: UN NUOVO MURALES DEL BOSS MESSINA..." DELLE 9:24)

PALERMO, 26 APR - "Non è la cattura del boss di Trapani che il murales si prefigge, ma è possibile, attraverso non troppo velate minacce, si voglia ostentare l'immagine di un assassino ancora oggi in libertà, per perorare la richiesta di benefici carcerari per coloro che insieme a Matteo Messina Denaro hanno massacrato bambini e ragazzi in via dei Georgofili". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze.
"Ancora una volta - si legge nella nota - onde evitare che altri come noi debbano piangere per una vita intera, torniamo a chiedere una riapertura significativa delle indagini sui 'mandanti esterni alla mafia' per le stragi del 1993".
"Torniamo altresì ad invitare lo Stato - aggiunge - a far fronte ai suoi impegni verso di noi, saldando il debito delle cause civili da noi intraprese, rispondendo così alla mafia che i beni gli saranno sempre confiscati, soprattutto per far fronte ai danni causati alle vittime di scellerate stragi eversive e terroristiche, messe in atto per sovvertire l'ordine democratico dello Stato, cambiando le leggi in favore di Cosa nostra come si sta facendo da 15 anni a questa parte".(ANSA).
COM-ABB/GIU
26-APR-08 15:16 NNNN
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NOTIZIA ANSA
662  del 
27/04/2008
MAFIA: GEORGOFILI, FOTO STRAGE COME MURALE PER MESSINA DENARO

FIRENZE, 27 APR - Una serie di fotografie che 'raccontano' lo scempi.....
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MAFIA: GEORGOFILI, FOTO STRAGE COME MURALE PER MESSINA DENARO

FIRENZE, 27 APR - Una serie di fotografie che 'raccontano' lo scempio di via Georgofili dopo l' autobomba che la mafia collocò a Firenze nel 1993. E' questo il murale proposto dall'Associazione tra i parenti delle vittime di via dei Georgofili proposto per Matteo Messina Denaro, il boss di Cosa nostra latitante da anni e per il quale a Palermo e a Castelvetrano sono 'spuntati' murales.
"L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - scrive Giovanna Maggiani Chelli - diffonde il proprio murale da affiggere simbolicamente per le vie di Palermo e Castelvetrano". (ANSA).
CH
27-APR-08 15:11 NNNN
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NOTIZIA ANSA
663  del 
27/04/2008
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, RIVEDERE LA LEGGE SU PENTITI
(V."MAFIA: SUICIDA IN CARCERE..." DELLE 12:43)

PALERMO, 27 AP.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, RIVEDERE LA LEGGE SU PENTITI
(V."MAFIA: SUICIDA IN CARCERE..." DELLE 12:43)

PALERMO, 27 APR - "Questa morte ancora una volta rende il 're nudo' ". E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando il suicidio in carcere di Pino Clemente, l'ex sicario delle cosche mafiose di Trapani.
"La legge sui collaboratori di giustizia - afferma - fa acqua da tutte le parti, invece di collaborare con la giustizia quando il soggiorno in carcere diventa insostenibile per questioni psicologiche, oggi gli uomini di Cosa nostra preferiscono impiccarsi piuttosto che collaborare".
"Forse - aggiunge Maggiani Chelli - è arrivato il momento di rivederla quella vergognosa legge che ha messo il bavaglio a chi vuole collaborare con la giustizia, si otterrebbero due cose: la verità completa sulle stragi del 1993, e meno suicidi in carcere".(ANSA).
COM-ABB
27-APR-08 20:42 NNNN
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COMUNICATO
664  del 
28/04/2008
In risposta ai manifesti apparsi a Palermo e dintorni, raffiguranti Matteo Messina Denaro, reo della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e ancora ogg..... Apri
In risposta ai manifesti apparsi a Palermo e dintorni, raffiguranti Matteo Messina Denaro, reo della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e ancora oggi latitante, malgrado una condanna all'ergastolo passata in giudicato e a regime di "41 bis", l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, diffonde il proprio "murales" da affiggere simbolicamente per le vie di Palermo, Castelvetrano e Firenze.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
666  del 
28/04/2008
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la loro solidarietà al procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, fi..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la loro solidarietà al procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, finito nelle conversazioni pericolosissime di uomini della criminalità organizzata , conversazioni inerenti il tema del "41 bis".
Esprimono altresì tutta la loro grande preoccupazione, per la microspia trovata nell'Ufficio di un Magistrato in prima linea, che si occupa delle indagini sull'eventuale scambio di voti mafiosi, durante l'ultima tornata elettorale, per far si che il "41 bis" potesse essere abolito.
Quanto le stragi del 1993, la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, siano oggi oggetto di ricatto e quindi probabile trattativa ancora in corso, fra pezzi deviati dello Stato e organizzazioni criminali ci fa ritornare con la mente ai tragici giorni della strage di via dei Georgofili, quando le nostre famiglie sono state travolte dalla furia terrorista ed eversiva di "cosa nostra"che voleva imporre le sue leggi.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
668  del 
29/04/2008
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili protestano per le esternazioni giornalistiche e televisive, con le quali si verte a ren..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili protestano per le esternazioni giornalistiche e televisive, con le quali si verte a rendere merito a chi avrebbe per legge reso il regime detentivo speciale di "41 bis" definitivo, ovvero non rinnovabile più per decreto.
Disposizione sicuramente valida, se la presa in giro e la beffa per i nostri morti e i nostri invalidi, non fosse stata più che scandalosa.
La legge infatti, sia pure resa definitiva, in buona sostanza dice che se a regime di "41 bis" dimostri di non aver contatti con l'esterno, con il mondo mafioso, puoi uscire dal regime carcerario duro e andare a carcere normale.
Infatti Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993, sono oggi dopo solo 15 anni a carcere normale, perché non avevano più contatti con l'esterno.
La domanda è: ma come potevano i due soggetti detenuti a "41 bis" avere contattati mafiosi, se a quel regime speciale di carcere duro, erano stati condannati proprio perché non potessero più contattare nessuno, vista la loro pericolosità?
Se è pur vero che in un momento di grande euforia gli osanna ai nostri politici si possono anche sprecare, si eviti però di far passare per meriti ciò che per noi è stato motivo di grande rinnovamento del nostro dolore.
Abbiamo infatti visto colui che accese la miccia in via dei Georgofili, accedere a benefici carcerari, in merito ad una legge strombazzata in via definitiva, ma che ampiamente ha aggirato gli ostacoli per fare regali alla mafia nell'indifferenza totale.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
669  del 
01/05/2008
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nel ricordare le vittime di Portella della Ginestra, esprimono tutta la loro solidarietà ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nel ricordare le vittime di Portella della Ginestra, esprimono tutta la loro solidarietà ai familiari delle vittime del 1 Maggio 1947.
In nome di una giustizia sempre più tradita, chiedono fortemente nuove indagini per tutte quelle stragi che hanno insanguinato l'Italia e ancora oggi sono senza verità completa.
A Portella della Ginestra il 1 Maggio 1947, così come a Firenze il 27 Maggio 1993, la mafia non era sola.
Al fianco delle organizzazioni mafiose, si possono ravvisare più che probabili "concorrenti esterni": " concorrenti" in grado di condizionare la libertà di tutti, proprio attraverso quelle mezze verità che da oltre sessant'anni offendono la memoria dei nostri morti nelle stragi mafiose con finalità terroristiche ed eversive.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
670  del 
05/05/2008
Siamo particolarmente colpiti da fatto che alcuni Fondi di solidarietà funzionano e altri no.
Il Fondo di solidarietà 512 legge del 1999 per le v.....
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Siamo particolarmente colpiti da fatto che alcuni Fondi di solidarietà funzionano e altri no.
Il Fondo di solidarietà 512 legge del 1999 per le vittime dei reati di stampo mafioso, relativo ai risarcimenti a quelle vittime che hanno denunciato la mafia, e sono andati a sentenza attraverso cause civili, come nel nostro caso, non è alimentato a sufficienza per far fronte agli impegni dello Stato.
Ovvero i beni confiscati alla mafia nell'anno 2007-2008, durante la precedente legislatura, non sono affluiti in giusta misura al Fondo 512.
Ci appare abbastanza singolare invece, che il Fondo per chi ha contratto debiti con gli usurai, sia stato oggetto di grande attenzione da parte del Governo Prodi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
671  del 
05/05/2008
Le sentenze delle cause civili da noi intentate contro "cosa nostra" hanno avuto esito positivo.
Ci sono stati riconosciuti dal Tribunal.....
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Le sentenze delle cause civili da noi intentate contro "cosa nostra" hanno avuto esito positivo.
Ci sono stati riconosciuti dal Tribunale di Firenze 12 milioni di euro per 51 persone massacrate dal tritolo stragista nel 1993 in via dei Georgofili.
Cosa dobbiamo fare per curare i nostri malati gravi, vittime di Salvatore Riina e Giuseppe Graviano, visto che il Fondo 512 legge del 1999 è senza soldi, e i beni confiscati alla mafia sono una chimera: chiedere i soldi agli usurai per intraprendere le vie della speranza, e poi accedere al Fondo per le vittime dell'usura?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
674  del 
07/05/2008
CASSAZIONE: ASS.GEORGOFILI, RIINA COLLABORI CON LA GIUSTIZIA

ROMA, 7 MAG - "Siamo sollevati dal fatto che il 'Capo di Cosa nostra&#.....
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CASSAZIONE: ASS.GEORGOFILI, RIINA COLLABORI CON LA GIUSTIZIA

ROMA, 7 MAG - "Siamo sollevati dal fatto che il 'Capo di Cosa nostra' stia meglio. Crediamo sia arrivato il momento che Salvatore Riina senza altro indugiare collabori con la giustizia, dica a tutti noi i nomi dei concorrenti esterni alla mafia per le stragi del 1993".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando la sentenza della Cassazione.
"Le condizioni di salute di Salvatore Riina, sono migliorate rispetto al febbraio 2007 quando una perizia medica presentava un quadro clinico che pareva impedire al boss di sopportare il 41 bis, e si chiedeva quindi per il soggetto l'abolizione dell'ergastolo, la scarcerazione, l'abolizione del 41 bis e chi più ne ha più ne metta.
E non solo Salvatore Riina chiedeva l'abolizione del 41 bis - è detto in una nota - ma molti onorevoli dagli scranni del Parlamento chiedevano l'abolizione del carcere duro ai mafiosi".
Secondo l'Associazione, solo collaborando con la giustizia Riina "potrà sperare di tornare dai suoi familiari senza un vetro che lo separi da loro.
Del resto a noi dai nostri familiari ci separano due metri di terra: questo particolare lo ricordiamo per Salvatore Riina e per chi per lui vuole l'annullamento del Regime detentivo speciale 41 bis". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
675  del 
09/05/2008
TERRORISMO: ASS. GEORGOFILI, PAROLE NAPOLITANO ANCHE NOSTRE

FIRENZE, 9 MAG - Il Presidente della Repubblica "ha perfettamente interpre.....
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TERRORISMO: ASS. GEORGOFILI, PAROLE NAPOLITANO ANCHE NOSTRE

FIRENZE, 9 MAG - Il Presidente della Repubblica "ha perfettamente interpretato le richieste che anche noi facciamo da sempre: una verità giudiziaria completa; l'applicazione delle leggi in favore delle vittime, a partire dal fondo 512; il rispetto delle vittime senza ostentazione alcuna".
Così Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, commenta l' intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano per la giornata della memoria delle vittime del terrorismo, alla quale ha partecipato in rappresentanza dell'associazione.
"E' chiaro che lui parlava in un contesto generale - ha aggiunto Maggiani Chelli riferendosi a Napolitano - ma le sue parole sono simili a quelle che noi usiamo per chiedere giustizia, per la ricerca della verità ".
L'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili era stata invitata "perché la sentenza ha riconosciuto la matrice eversiva terroristica della strage voluta dalla mafia", aggiunge.
Nella giornata di oggi c'è un solo rimpianto, "e un po' di rabbia perché, durante la diretta della Rai - conclude Maggiani Chelli -, il discorso di Paolo Bolognesi, che parlava a nome di tutti noi, è; stato coperto dalle parole di altri". (ANSA).
MU
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NOTIZIA ANSA
676  del 
12/05/2008
MAFIA: GEORGOFILI A GUARDASIGILLI, APPLICARE NORMA CONFISCA

FIRENZE, 12 MAG - Un inasprimento del 41 bis, che regola il regime di detenzion.....
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MAFIA: GEORGOFILI A GUARDASIGILLI, APPLICARE NORMA CONFISCA

FIRENZE, 12 MAG - Un inasprimento del 41 bis, che regola il regime di detenzione per i detenuti di mafia e un'applicazione rigorosa della confisca dei patrimoni mafiosi. Lo chiede, in una nota inviata ai ministri della giustizia Angelino Alfano e dell'Interno Roberto Maroni, l'associazione tra i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze.
Il ministro, si legge nella nota, "ha firmato provvedimenti di proroga per il carcere duro a 6 mafiosi e questo non può che incontrare la nostra soddisfazione, ma come ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, da questo regime detentivo i boss mafiosi continuano a comandare, e molta della lotta alla mafia va quindi affidata anche alla confisca dei loro beni guadagnati illecitamente".
"Si otterranno così alcune cose indispensabili per la giustizia di questo Paese - scrive ancora Giovanna Maggiani Chelli, per conto dell'associazione -, i morti di via dei Georgofili uccisi in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis e della non confisca dei beni mafiosi, troveranno la pace a cui hanno diritto, e i loro familiari potranno pareggiare i conti con lo Stato. Per il momento infatti al Fondo 512/1999 continuano a non affluire le risorse economiche necessarie per far fronte alle cause civili intentate dalle vittime della mafia". (ANSA).
CH/DLM
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COMUNICATO
677  del 
14/05/2008
Il 14 maggio 1993 in Italia in via Fauro a Roma, iniziò di fatto la campagna stragista di "cosa nostra" contro lo Stato e contro ogni form..... Apri
Il 14 maggio 1993 in Italia in via Fauro a Roma, iniziò di fatto la campagna stragista di "cosa nostra" contro lo Stato e contro ogni forma di libertà.

Con i primi 100 chili di tritolo la mafia corleonese spinse il Paese verso una deriva che giunse inevitabilmente fino ai giorni nostri.

Nel ricordare quella giornata tanto funesta, dell'attentato al giornalista Maurizio Costanzo, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si schierano totalmente a fianco di tutti quei giornalisti che si battono per la libertà d'informazione.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili



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COMUNICATO
678  del 
15/05/2008
La libera informazione è la linfa vitale della democrazia:

- Bisognerebbe poter parlare delle stragi del 1993, dei suoi "mandanti estern.....
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La libera informazione è la linfa vitale della democrazia:

- Bisognerebbe poter parlare delle stragi del 1993, dei suoi "mandanti esterni cosa nostra" , del fatto che i beni alla mafia di fatto non sono affatto confiscati, perché inutilizzabili e noi coloro che la mafia stragista l'abbiamo portata a processo civile, non troviamo il modo di vedere risarcito il danno, incassando la più crudele delle beffe, vedere i nostri invalidi verso un declino inesorabile con l'indifferenza di tutti.

- Bisognerebbe poter dire che i processi del 1993 per le stragi del 1993, declamati come la perla dell'indagine sulle stragi in Italia, e da noi sempre sostenuto, di fatto però hanno prodotto solo ergastoli fasulli e detenzioni carcerarie ancora più fasulle, mentre la mafia ha ottenuto tutto ciò che voleva con 1000 chili di tritolo.

- Ieri bisognava fosse passata in prima fila la notizia che era l'anniversario della strage di Via Fauro del 14 Maggio 1993, l'inizio della deriva di questo Paese, della democrazia di questo Paese, ma non è successo.

Invece i giornali e le televisioni di stato e non sono pieni delle schermaglie fra due giornalisti dello stesso quotidiano che a suon di botta e risposta ci fanno chiaramente capire a che punto è arrivata l'informazione, sembriamo alla morte della vera notizia e al prevalere della "bega della serva".

Chi vuole tutto questo? noi diciamo CHI ha paura della verità sulle stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
679  del 
17/05/2008
MAFIA: GFEORGOFILI, PAROLE SCHIFANI SI TRASFORMINO IN ATTI

FIRENZE, 17 MAG - A pochi giorni dal quindicesimo anniversario della strage di via.....
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MAFIA: GFEORGOFILI, PAROLE SCHIFANI SI TRASFORMINO IN ATTI

FIRENZE, 17 MAG - A pochi giorni dal quindicesimo anniversario della strage di via dei Georgofili, a Firenze, "vorremmo che le parole del presidente del Senato Renato Schifani, espresse oggi a Palermo in occasione della festa della Polizia, si trasformassero a breve in fatti".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli per l' associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage avvenuta il 27 maggio 1993.
"La necessità che ai responsabili dei reati della strage di Firenze, oltre alle misure restrittive della liberta personale, siano confiscati i beni accumulati illecitamente e ridistribuiti alle loro vittime, è ormai divenuta priorità assoluta. Infatti presso il ministero dell'Interno giacciono le sentenze civili immediatamente esecutive contro Salvatore Riina e Giuseppe Graviano, uomini di cosa nostra, a favore di 51 persone che a Firenze aspettano che venga riconosciuto, attraverso il fondo 512/1999, il danno subito la notte del 27 maggio 1993". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
680  del 
21/05/2008
MAFIA: CAPACI; GEORGOFILI, CONFISCA VADA A BENEFICIO VITTIME

FIRENZE, 21 MAG - "In ricordo del 16/mo anniversario della strage di Capaci.....
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MAFIA: CAPACI; GEORGOFILI, CONFISCA VADA A BENEFICIO VITTIME

FIRENZE, 21 MAG - "In ricordo del 16/mo anniversario della strage di Capaci, della morte del giudice Falcone, di sua moglie e della scorta, il nostro pensiero va alle vittime di mafia che ancora combattono, dopo aver intrapreso cause civili contro cosa nostra, per accedere al Fondo 512/1999 che prevede in termini economici il riconoscimento del danno".

Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, per l'associazione tra i familiari delle vittime della strage mafiosa avenuta a Firenze il 27 maggio 1993.

"Non si può parlare di vero contrasto alla criminalità organizzata - scrive Chelli -, se i beni confiscati ai mafiosi perché guadagnati illecitamente, non possono essere utilizzati per le vittime. I rivoli attraverso i quali i beni confiscati alla mafia si incanalano sono molteplici: una parte sicuramente secondo legge devono essere destinati al sostentamento delle vittime di mafia ma ciò non toglie che il Fondo 512 vada alimentato comunque ogni anno di quei 50 milioni di euro di cui ha bisogno per sopravvivere con lo spirito per il quale la legge é stata varata.

E' per questo - conclude Chelli - che mentre ricordiamo Giovanni Falcone, diamo voce con forza a quanti hanno intrapreso cause civili contro cosa nostra e ancora aspettano i giusti risarcimenti". (ANSA).
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COMUNICATO
681  del 
25/05/2008
A 15 anni dalla strage, i familiari delle vittime di via dei Georgofili, ricordano insieme alla Regione Toscana, al Comune di Firenze e alla Provincia..... Apri
A 15 anni dalla strage, i familiari delle vittime di via dei Georgofili, ricordano insieme alla Regione Toscana, al Comune di Firenze e alla Provincia dei Firenze, alle Scuole di Firenze e alle Scuole della Regione Toscana, le loro vittime Caterina e Nadia Nencioni i loro genitori Angela Fiume, Fabrizio Nencioni e lo studente Dario Capolicchio, e quanti in quel barbaro attentato hanno avuto la vita distrutta.

-Con la Regione Toscana, per la mattina del 26 Maggio 2008, alle ore 9,30 presso la sala "dei dugento" in Palazzo Vecchio,l'Associazione ha indetto un convegno dal titolo "per non dimenticare i giovani toscani incontrano i Magistrati e i familiari delle vittime".
Vari gli interventi, dei rappresentanti della Regione Toscana, del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze, del Proc. Nazionale Antimafia Pietro Grasso, del Proc. Piero Vigna, dei Magistrati della Procura di Firenze Proc.Capo Francesco Fleury, Sost.Proc. Giuseppe Nicolosi, Sost. Proc. Alessandro Crini , dell'Avv.Danilo Ammannato, di uno studente, e per l'Associazione di Giovanna Maggiani Chelli.
Condurrà il giornalista Marzio Fatucchi del Corriere Fiorentino.

-Insieme al Comune di Firenze, la sera del 26 Maggio in piazza Signoria, verrà presentato alle ore 22 lo spettacolo teatrale "Laura C" della compagnia teatrale "residui di Teatro" Regia Gregorio Amicuzi , liberamente tratto da Aspettando Godot di Samuel Beckett.
Il Presidente dell'Associazione Luigi Dainelli porgerà i ringraziamenti e i saluti dell'Associazione e curerà la serata. Vi saranno interventi dei rappresentanti della Regione Toscana, del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze, del procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, del Proc. Vigna, di uno studente, e per l'Associazione di Giovanna Maggiani Chelli.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
682  del 
25/05/2008
MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; CONVEGNO E TEATRO PER ANNIVERSARIO

FIRENZE, 25 MAG - Un convegno e una piece teatrale per ricordare le vittime della .....
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MAFIA: STRAGE GEORGOFILI; CONVEGNO E TEATRO PER ANNIVERSARIO

FIRENZE, 25 MAG - Un convegno e una piece teatrale per ricordare le vittime della strage mafiosa dei Georgofili: è questo il programma, previsto per il 26 maggio, che dà il via alle celebrazioni per il 15/mo anniversario della strage che provocò cinque morti, celebrazioni organizzate dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze e dalla Provincia in collaborazione con l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.

La mattina del 26 maggio, nella sala dei Dugento in Palazzo Vecchio è previsto un convegno dal titolo 'Per non dimenticare: i giovani toscani incontrano i magistrati e i familiari delle vittime'.
Con i rappresentanti delle istituzioni fiorentine e dell'associazione, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e l'ex procuratore della Dna Piero Luigi Vigna, oltre ai magistrati fiorentini che, all'epoca, si occuparono della strage, incontrano gli studenti.

La sera del 26 maggio in piazza della Signoria sarà presentato lo spettacolo teatrale 'Laura C'della compagnia teatrale 'Residui di teatro'per la regia di Gregorio Amicuzi, liberamente tratto da 'Aspettando Godot'di Samuel Beckett. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
683  del 
26/05/2008
MAFIA: FIRENZE RICORDA 15/O ANNIVERSARIO STRAGE GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - Sono cominciate nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio a Fire.....
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MAFIA: FIRENZE RICORDA 15/O ANNIVERSARIO STRAGE GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - Sono cominciate nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze le manifestazioni per il 15/o anniversario della strage di via dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993 e in cui morirono cinque persone.

Davanti ad una platea di un centinaio di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il procuratore onorario della Corte di Cassazione Piero Luigi Vigna e il procuratore capo della Procura della Repubblica di Firenze Francesco Fleury stanno ricordando la notte della strage e le indagini.

A margine del convegno Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ha annunciato che domani a Roma incontrerà il presidente del Senato Renato Schifani che ha invitato l'Associazione per parlare del sostentamento dei familiari delle vittime del terrorismo e della mafia. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
684  del 
26/05/2008
MAFIA: GEORGOFILI; GRASSO, RESTA RICERCA MANDANTI SENZA VOLTO

FIRENZE, 26 MAG - "Non disperiamo mai di trovare qualche elemento per far to.....
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MAFIA: GEORGOFILI; GRASSO, RESTA RICERCA MANDANTI SENZA VOLTO

FIRENZE, 26 MAG - "Non disperiamo mai di trovare qualche elemento per far tornare di attualità questa indagine". Lo ha detto Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, riguardo ai cosiddetti mandanti senza volto della strage di mafia del 27 maggio 1993 di via dei Georgofili a Firenze (cinque vittime). Grasso ha parlato a margine del convegno, in corso nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio,per ricordare la strage a 15 anni di distanza.

Che le indagini debbano continuare ne è convinto anche Francesco Fleury, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Firenze.
"Indagini su vicende di questo livello non si chiudono mai", ha detto il procuratore durante il convegno. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
685  del 
26/05/2008
MAFIA: SCOPERTA LAPIDE IN RICORDO 15 ANNI STRAGE GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - "Alla memoria degli Innocenti che in questa strage per un vi.....
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MAFIA: SCOPERTA LAPIDE IN RICORDO 15 ANNI STRAGE GEORGOFILI

FIRENZE, 26 MAG - "Alla memoria degli Innocenti che in questa strage per un vile attentato persero la vita". Sono queste le parole della lapide scoperta oggi in via dei Georgofili a Firenze per ricordare i 15 anni dell'attentato mafioso.

La lapide è in realtà una scultura in bronzo realizzata sul bozzetto di Matilde Bricchi, studentessa del liceo artistico 'Cardarelli'di La Spezia. La scultura raffigura una esplosione. "Ricorda il dolore - dice Matilde, presente alla cerimonia - ma vuole rappresentare anche una speranza, che è la convinzione che la mafia e altre organizzazioni simili possono essere combattute e, magari, sconfitte".

Alla cerimonia erano presenti i familiari delle cinque vittime della strage del 27 maggio 1993, il presidente del Consiglio comunale Eros Cruccolini, in rappresentanza del Comune di Firenze, e Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
686  del 
26/05/2008
MAFIA: GEORGOFILI; MARTINI A BERLUSCONI, RISARCIRE VITTIME

FIRENZE, 26 MAG - Un forte impegno del Governo perché reperisca in tempi rapidi le.....
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MAFIA: GEORGOFILI; MARTINI A BERLUSCONI, RISARCIRE VITTIME

FIRENZE, 26 MAG - Un forte impegno del Governo perché reperisca in tempi rapidi le risorse necessarie a risarcire le vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili.
Lo chiede la Regione Toscana tramite il suo presidente Claudio Martini, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, in occasione del quindicesimo anniversario della strage.

Martini chiede al presidente Silvio Berlusconi di assicurare "l'impegno del suo Governo per una soddisfacente soluzione di un problema che deve toccare la coscienza civile di tutti noi"
Lo scorso ottobre, ricorda il presidente della Toscana, si sono concluse le cause civili promosse dai familiari di chi ha perso la vita in quell'attentato e dalle persone che sono state ferite o danneggiate, con 51 sentenze definite "immediatamente esecutive e che pure difficilmente, allo stato attuale, potranno essere onorate", per l'assenza di copertura finanziaria del fondo, che dovrebbe essere alimentato con i beni confiscati alla mafia.

Secondo Martini, da troppo tempo le istituzioni sono in "silenzio", anche per "meccanismi lenti e farraginosi e di risorse che non vengono destinate secondo lo spirito della legge". Da qui l'appello al Governo perché la scelta "di fare causa a Cosa Nostra non si traduca" in una beffa. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
687  del 
26/05/2008
MAFIA: 15 ANNI FA STRAGE GEORGOFILI, FIRENZE RICORDA GRASSO, SPERIAMO SEMPRE DI TROVARE MANDANTI ANCORA SENZA VOLTO

FIRENZE, 26 MAG - Quindici.....
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MAFIA: 15 ANNI FA STRAGE GEORGOFILI, FIRENZE RICORDA GRASSO, SPERIAMO SEMPRE DI TROVARE MANDANTI ANCORA SENZA VOLTO

FIRENZE, 26 MAG - Quindici anni fa la mafia colpì Firenze al cuore con un attentato in via dei Georgofili in cui persero la vita cinque persone. Era il 27 maggio 1993. Nell'attentato provocato dall'esplosione di un Fiorino imbottito di esplosivo persero la vita Caterina (50 giorni di vita) e Nadia Nencioni (9 anni), i loro genitori Fabrizio (39) e Angela Fiume (36) e lo studente universitario Dario Capolicchio (22 anni), mentre 48 persone rimasero ferite. Oggi, alla presenza del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, la città ha ricordato quel tragico evento scoprendo nel luogo dell'attentato una scultura in bronzo realizzata su bozzetto di una studentessa di un liceo artistico.

Prima di scoprire la scultura, c'é stato un incontro nel Salone dei Duecento in Palazzo Vecchio.
Davanti a una platea di un centinaio di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, Grasso, Piero Luigi Vigna, procuratore onorario della Corte di Cassazione, Francesco Fluery, procuratore capo aggiunto della procura della Repubblica di Firenze, il magistrato Giuseppe Nicolosi e Danilo Ammannato, avvocato di parte civile nel processo per le stragi del 1993, hanno ricordato la strage.

"Siamo qui per non dimenticare e per trasferire ai più giovani il ricordo perché solo così si può costruire una società migliore ha detto Vigna. Durante il convegno, particolare attenzione è stata rivolta a quanto di quella strage ancora resta da scoprire, ovvero i cosiddetti 'mandanti senza volto:
"Non disperiamo mai di trovare qualche elemento per far tornare di attualità questa indagine" ha detto in proposito Grasso; d'accordo Fleury: "Indagini su vicende di questo livello non si chiudono mai". Sulla mafia, in particolare, Grasso ha evidenziato: "Non solo un problema del Sud. Riguarda tutta Italia e anche la Toscana. ma lontano dal meridione è più difficile individuarla e contrastarla".

Le celebrazioni del 15/o anniversario della strage vivranno il momento centrale questa notte.
Alle 23 in piazza della Signoria ci sarà lo spettacolo teatrale 'Luca C'liberamente tratto da 'Aspettando Godot'di Samuel Beckett e allestito dalla compagnia Residui Teatro.
All'una un corteo con in testa i gonfaloni del Comune e della Provincia di Firenze e della Regione Toscana partirà dalla piazza per raggiungere via dei Georgofili dove all'1,04, l'ora in cui esplose la bomba, sarà deposta una corona di alloro. (ANSA).
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NOTIZIA AGI
692  del 
27/05/2008
STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI RICORDA IN AULA ANNIVERSARIO

Roma, 27 mag. - Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricordato in apertura .....
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STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI RICORDA IN AULA ANNIVERSARIO

Roma, 27 mag. - Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricordato in apertura di seduta il quindicesimo anniversario della strage di Georgofili a Firenze.

"Ricorre oggi l'anniversario della strage di via dei Georgofili.
Questa mattina ho ricevuto la signora Giovanna Magiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.
A lei, certo di aver interpretato in tal modo il sentimento di tutta l'assemblea, ho espresso, la solidarieta' commossa del Senato, insieme con l'impegno a far si' che vengano r
eperite le risorse finanziarie necessarie ad assicurare un pronto ed adeguato risarcimento del danno alle vittime dei reati di tipo mafioso. Anche così, ritengo, si puo' contribuire - ha concluso Schifani - a rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato". (AGI)
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NOTIZIA AGI
693  del 
27/05/2008
STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI A PARENTI VITTIME, SI' A RISARCIMENTO

Roma, 26 mag. - "L'assicurazione di un pronto e adeguato ris.....
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STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI A PARENTI VITTIME, SI' A RISARCIMENTO

Roma, 26 mag. - "L'assicurazione di un pronto e adeguato risarcimento del danno può contribuire in modo determinante a consolidare la fiducia dei cittadini nello Stato, rafforzando la loro volontà di collaborare con le Forze dell'ordine e la Magistratura. "

E' quanto ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani, che ha ricevuto questa mattina la signora Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Nel corso del colloquio, durato oltre venti minuti, il Presidente del Senato ha assicurato che rappresenterà al Governo le istanze espresse dalla Associazione e, in particolare, la necessità di fornire risorse finanziarie adeguate al fondo per il risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso previsto dalla Legge 512 del 1999.
Il Presidente del Senato ha sottolineato che non bisogna perdere la memoria di quanti sono stati così duramente colpiti dalla criminalità organizzata, manifestando loro la doverosa solidarietà dello Stato.
Tutto ciò si inquadra perfettamente inoltre nell'ambito del contrasto alle mafie e manifesta ulteriormente l'incisiva presenza delle Istituzioni.. (AGI)
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NOTIZIA ANSA
688  del 
27/05/2008
MAFIA: GEORGOFILI; CHITI, NON DIMENTICARE E FARE PIENA LUCE

FIRENZE, 27 MAG - "E' necessario non dimenticare ma continuare nell'impegno per.....
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MAFIA: GEORGOFILI; CHITI, NON DIMENTICARE E FARE PIENA LUCE

FIRENZE, 27 MAG - "E' necessario non dimenticare ma continuare nell'impegno perché sia fatta piena luce e giustizia e siano individuati i mandanti di quei gesti efferati".
Lo afferma il vicepresidente del Senato Vannino Chiti in merito alla strage di via dei Georgofili a Firenze, di cui oggi cade il 15/o anniversario. Il ricordo di Chiti va alle "vittime della violenza mafiosa: le piccole Caterina e Nadia, i loro genitori Angela Fiume e Fabrizio Nencioni e lo studente Dario Capolicchio".

Ai parenti e all'Associazione dei familiari delle vittime "va il mio incoraggiamento affinché proseguano nella loro attività volta a tenere alta la memoria di quel tragico evento".
Chiti sottolinea come Firenze "riuscì a reagire con forza alla strage che recò anche gravi danni al suo patrimonio artistico.

Allo stesso modo l'Italia seppe rialzare la testa, dopo un anno, il 1993, che con gli attentati di Roma, Firenze e Milano segnò il culmine di un'angosciante stagione di terrore. Questa, come altre pagine drammatiche della storia d'Italia, ci impone di non ignorare o sottovalutare mai i possibili rigurgiti di violenza organizzata e di lavorare per il pieno riconoscimento dei diritti delle vittime e nella promozione dei valori democratici fondanti della nostra società". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
689  del 
27/05/2008
STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI INCONTRA FAMILIARI VITTIME

ROMA, 27 MAG - Il Presidente del Senato Renato Schifani ha ricevuto, questa mattina, la .....
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STRAGE GEORGOFILI: SCHIFANI INCONTRA FAMILIARI VITTIME

ROMA, 27 MAG - Il Presidente del Senato Renato Schifani ha ricevuto, questa mattina, la signora Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Nel corso del colloquio, durato oltre venti minuti, il Presidente Schifani, informa una nota dell'ufficio stampa, ha assicurato che rappresenterà al Governo le istanze espresse dall'Associazione e, in particolare, la necessità di fornire risorse finanziarie adeguate al fondo per il risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso, previsto dalla Legge 512 del 1999.
Schifani ha detto che non bisogna perdere la memoria di quanti sono stati così duramente colpiti dalla criminalità organizzata, manifestando loro la doverosa solidarietà dello Stato. Secondo il presidente del Senato, "l'assicurazione di un pronto e adeguato risarcimento del danno può contribuire in modo determinante a consolidare la fiducia dei cittadini nello Stato, rafforzando la loro volontà di collaborare con le Forze dell'ordine e la Magistratura".
"Questo intervento - conclude Schifani - si inquadra perfettamente, inoltre, nell'ambito del contrasto alle mafie e manifesta ulteriormente l'incisiva presenza delle istituzioni". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
690  del 
27/05/2008
MAFIA: GEORGOFILI; FIRENZE IN SILENZIO RICORDA ATTENTATO

FIRENZE, 27 MAG - I rintocchi della campana di Palazzo Vecchio, alle 1,04, mentre il.....
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MAFIA: GEORGOFILI; FIRENZE IN SILENZIO RICORDA ATTENTATO

FIRENZE, 27 MAG - I rintocchi della campana di Palazzo Vecchio, alle 1,04, mentre il silenzio scendeva in piazza Signoria, hanno ricordato l'esatto momento dell'attentato di via dei Georgofili mentre il corteo, con in testa il sindaco Leonardo Domenici e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, i gonfaloni del Comune, della Provincia e della Regione, giungeva nel punto dove 15 anni fa venne lasciato il Fiorino carico di tritolo.
Domenici ha deposto una corona di alloro sotto la targa che ricorda quella tragica notte.

Ancora una volta Firenze ha così ricordato l'attentato messo in piedi dalla mafia. Il 'Silenzio'suonato da una tromba è stato dedicato alle 5 vittime e ai feriti di quella notte, ma anche quelli delle altre stragi volute da Cosa Nostra, i cui esecutori sono stati tutti condannati.

Prima del corteo, sull'Arengario di Palazzo Vecchio, la cerimonia ufficiale con gli interventi, tra gli altri di Walter Ricoveri e Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione vittime di via dei Georgofili.

L'intervento di Grasso che è tornato sulla necessità di ricordare ma anche di proseguire nella ricerca dei mandanti di quella strage, ha chiuso le celebrazioni ufficiali. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
694  del 
30/05/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NO ABOLIZIONE REATO CONCORSO ESTERNO

FIRENZE, 30 MAG - "I familiari delle vittime della strage di via dei Georgo.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, NO ABOLIZIONE REATO CONCORSO ESTERNO

FIRENZE, 30 MAG - "I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, manifestano la loro preoccupazione davanti al tentativo di far abolire il reato di 'concorso esterno per associazione mafiosa' ".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Infatti - spiega - ancora oggi, così come negli anni 80, esiste la necessità di fronteggiare esigenze politico-criminali visto che ancora non conosciamo la verità completa sulle strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
I legami tra ambienti politici, economici ed istituzionali della nostra società con le organizzazioni mafiose, sono fin troppo evidenti, visto che soggetti come Matteo Messina Denaro rei delle stragi del 1993, sono ancora liberi godendo di coperture che ne facilitano la latitanza". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
695  del 
05/06/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SU FONDI STATO CI DISCRIMINA

FIRENZE, 5 giugno - Per i risarcimenti ai familiari delle vittime di mafia e terrorismo,.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SU FONDI STATO CI DISCRIMINA

FIRENZE, 5 giugno - Per i risarcimenti ai familiari delle vittime di mafia e terrorismo, "siamo ormai alla guerra tra poveri".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage mafiosa perpetrata a Firenze il 27 maggio 1993.

Sulla scia dell'associazione siciliana presieduta da Sonia Alfano, anche i familiari delle vittime fiorentine chiedono che vengano rispettate le sentenze in sede giudiziaria.
"Siano mantenute quelle equiparazioni in sede amministrativa tra le vittime di mafia e quelle di terrorismo che oggi paiono largamente disattese sia per le vittime di mafia che per le vittime di terrorismo".

Chelli ribadisce la necessità di istituire un fondo per le vittime del terrorismo in modo che "tutte le vittime possano andare in causa civile contro i loro carnefici". (ANSA).
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COMUNICATO
696  del 
07/06/2008
Le Istituzioni sempre più fortemente parlano di contrasto alla criminalità mafiosa attraverso la confisca dei beni guadagnati in modo illecito.
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Le Istituzioni sempre più fortemente parlano di contrasto alla criminalità mafiosa attraverso la confisca dei beni guadagnati in modo illecito.

L'ennesimo intervento del Presidente del Senato a Palermo, che parla di nuovi modelli di sequestro dei beni alla criminalità organizzata, ci fa sempre più sperare in una rapida risoluzione delle nostre cause civili intentate contro "cosa nostra".

Infatti le 51 sentenze che il Tribunale di Firenze ha emesso per le famiglie dei nostri morti e dei nostri feriti rimasti invalidi, troveranno la loro conclusione nel Fondo 512 Legge del 1999, che si alimenta in buona parte con i beni confiscati alla mafia, oggi insufficienti a far fronte alle esigenze di quanti denunciano la mafia in sede civile.

Auspichiamo davvero sia la volta buona di una classe politica consapevole dell'importanza che la lotta al crimine non può essere di maggioranza o di opposizione come ribadito dal Presidente Renato Schifani, ma dell'intero Parlamento
.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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NOTIZIA ANSA
697  del 
09/06/2008
INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, SI' RISERVATEZZA NO A LIMITI

FIRENZE, 9 GIU - Massima riservatezza ma nessun limite alle intercettazion.....
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INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, SI' RISERVATEZZA NO A LIMITI

FIRENZE, 9 GIU - Massima riservatezza ma nessun limite alle intercettazioni.
Lo chiede in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari vittime della strage di via dei Georgofili, che critica l'ipotesi di mettere un freno alle intercettazioni telefoniche.

"Non vogliamo certo finiscano sui giornali i fatti di vita privata, inutili tra l'altro nella ricerca di un qualunque tipo di verità importante - scrive Maggiani Chelli ricordando di aver presentato un esposto per la riapertura delle indagini sulla strage -, ma non possiamo neppure pensare che il limite alle intercettazioni da parte della magistratura possa ridurre la possibilità della ricerca della verità".

Un'ipotesi che, spiega, potrebbe portare la stessa magistratura a dover mettere sotto controllo "i telefoni delle persone le più disparate, che solo in apparenza sembrano non aver nulla a che fare con la mafia e con il terrorismo eversivo", per scoprire "i mandanti a volto coperto delle stragi del 1993".

"Sarà eventualmente compito degli inquirenti tenere un comportamento di riservatezza tale affinché i diritti dei cittadini non siano lesi", conclude Maggiani Chelli. (ANSA). .
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COMUNICATO
698  del 
14/06/2008
Pur comprendendo lo spirito con il quale in varie Regioni italiane lo Stato e la politica, fanno a gara per destinare i beni immobili confiscati alla ..... Apri
Pur comprendendo lo spirito con il quale in varie Regioni italiane lo Stato e la politica, fanno a gara per destinare i beni immobili confiscati alla mafia ad uso sociale, è arrivato il momento che le ville sequestrate a Riina e Provenzano e quant'altro si tramutino anche in risorse economiche sonanti.
Intestare ville sequestrate ai corleonesi a personalità le più disparate o destinarne l'uso a opere meritevoli non vuol dire combattere la mafia fino in fondo, in quanto le prime ad usufruire delle confische ai mafiosi devono essere le vittime stesse della mafia, quelle che la mafia l'hanno denunciata e sono andate in causa civile, come ben previsto da una legge del 1965.

Il Fondo 512 legge del 1999 oggi alimentato con soli 10 milioni di Euro l'anno, va rimpinguato attraverso un Decreto Legislativo del Governo immediatamente esecutivo, servono cifre più alte per far fronte a tutte le esigenze delle vittime di mafia.
Se lo Stato non è in grado di monetizzare i beni confiscati alla mafia, senza correre il rischio di rivendere le ville appartenute a Riina al boss stesso, non possono pagarne il prezzo le vittime del capo di "cosa nostra", visto che hanno già pagato ampiamente in termini di vite umane.
Perciò basta con solo intitolazioni inutili e destinazioni di beni confiscati alla mafia ad associazioni per pura demagogia e in nome della sporca politica, è l'ora dei fatti concreti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
699  del 
16/06/2008
Il grazie è sempre alla Magistratura e alla Direzione Nazionale Antimafia, che fra mille difficoltà individuano le pecche del sistema sul fronte dei m..... Apri
Il grazie è sempre alla Magistratura e alla Direzione Nazionale Antimafia, che fra mille difficoltà individuano le pecche del sistema sul fronte dei mafiosi.
Giuseppe Graviano è Stato condannato per truffa ai danni dello Stato, il boss aveva chiesto e ottenuto il gratuito patrocinio in diversi processi, in quanto secondo i suoi avvocati risultava nullatenente.
Niente di più falso, il boss come tutti gli uomini di "cosa nostra" che hanno partecipato alle stragi del 1993 è ricchissimo, al contrario delle loro vittime che dallo Stato ottengono briciole attraverso il Fondo 512 per il risarcimento del danno loro causato con l'attentato di Firenze del 27 Maggio 1993.
Lo denunciamo ancora una volta: è l'ora di finirla con una guerra alla mafia di facciata, ossia le intitolazioni dei beni confiscati alla criminalità organizzata a varie personalità, e la destinazione degli immobili mafiosi per l'utilizzo di associazioni e quant'altro non è sufficiente.
I patrimoni mafiosi confiscati vanno resi operativi prima di tutto per il risarcimento alle vittime di mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
700  del 
20/06/2008
Sono state in parte rese note le nuove norme contenute nel pacchetto sicurezza, lo stesso per quanto a nostra conoscenza, non comprende il finanziamen..... Apri
Sono state in parte rese note le nuove norme contenute nel pacchetto sicurezza, lo stesso per quanto a nostra conoscenza, non comprende il finanziamento di almeno 40 milioni di euro annui al Fondo 512 legge del 1999 per la tutela delle vittime della criminalità organizzata, esigenza che era di priorità assoluta.

Il Fondo 512 langue ormai da troppo tempo e le vittime di "cosa nostra" e di tutte le mafie vengono risarcite con vere miserie rispetto alle somme loro riconosciute in sede civile.
Auspichiamo che quanto prima il Governo provveda a porre fine alla rabbia delle vittime della strage di via dei Georgofili, le quali hanno ottenuto negli anni scarsa giustizia sul fronte penale riteniamo per una forte "Ragion di Stato" e praticamente nulla sul fronte del riconoscimento del danno subito dalle famiglie dei morti e dagli invalidi della strage del 27 Maggio 1993.

Ricordiamo che le vittime di via dei Georgofili non erano Servitori dello Stato quindi non preposti alla salvaguardia di nulla e quindi il rischio non era certo il loro mestiere, ma semplicemente cittadini che dormivano nel loro letto e non sono stati tutelati allorché il gruppo di fuoco di Bagarella fu lasciato arrivare fino a Firenze a imporre le sue leggi.

Il Governo deve sanare, ora, una situazione ormai insostenibile.
Ripeto: il prezzo che abbiamo pagato in termini di vite umane e sofferenza per questo nostro infausto Paese fa sì che non possiamo ulteriormente tollerare che le nostre pratiche non abbiamo immediata e completa realizzazione.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili..
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COMUNICATO
701  del 
24/06/2008
L'Italia è il Paese di ben 15 stragi compresa Portella della Ginestra, tutte impunite, solo quelle del 1993 e il "treno 904" hanno avut..... Apri
L'Italia è il Paese di ben 15 stragi compresa Portella della Ginestra, tutte impunite, solo quelle del 1993 e il "treno 904" hanno avuto almeno condannati gli esecutori materiali, ma non i "mandanti esterni alla mafia.

Come si potrà mai pensare all'immunità per chicchessia in questo tribolato Paese! Non siamo d'accordo con l' Associazione Nazionale Magistrati.

Da anni andiamo inseguendo i "concorrenti della mafia" nella strage di Firenze del 27 Maggio 1993, la parola immunità ci fa star male.

Ci dobbiamo per forza chiedere come mai l'Associazione dei Magistrati oggi così attiva, non ha preso posizione quando alla presentazione di 51 sentenze del Tribunale Civile di Firenze "immediatamente esecutive", lo Stato ci ha risposto e continua a rispondere che non ha soldi nel Fondo 512 legge del 1999 per il sostentamento delle vittime di mafia, che può pagarci solo misere cifre a fronte dei disastri di vita dei nostri parenti.

Eppure l'opera di contrasto alla mafia, anche attraverso l'applicazione di strumenti indispensabili alla lotta contro il crimine come il Fondo 512, è una cosa molto importante sul piano della giustizia.

Il silenzio intorno a noi è stato terrificante mentre chiedevamo (la chiediamo ancora) giustizia amministrativa; oggi si cerca di porre limiti anche per avere giustizia penale, perché CHI colluso con la mafia (ancora non lo sappiamo ufficialmente) ha voluto le stragi del 1993 e il massacro di Firenze.

L'impunità a chicchessia non va bene in Italia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
702  del 
02/07/2008
Il passaggio del boss di "cosa nostra" Nino Madonia da un regime di carcere restrittivo a un carcere normale è ancora il frutto di quelle ta..... Apri
Il passaggio del boss di "cosa nostra" Nino Madonia da un regime di carcere restrittivo a un carcere normale è ancora il frutto di quelle tante contraddizioni che regolamentano l'applicazione del regime carcerario di "41 bis".
Comunque la mafia sta raccogliendo i frutti per aver massacrato i nostri figli la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, noi invece assistiamo ogni giorno alla distruzione di vita dei nostri parenti rimasti invalidi e aspettiamo i comodi dello Stato per aver riconosciuti i nostri diritti.
Siamo certi che il Tribunale di Sorveglianza di Torino come sempre ha applicato la legge, lo ha già fatto per Cosimo Lo Nigro il massacratore di via dei Georgofili, non siamo altrettanto certi che la giustizia dorma sonni tranquilli, perché mai come in questo momento si sono messe a dura prova le possibilità di resistenza delle vittime di mafia.
Le Procure Generali non ricorrono contro simili vergognosi provvedimenti, e i mafiosi tornano in mezzo ai detenuti normali.
In questo Paese qualcuno sul fronte della mafia tira troppo la corda, siamo stanchi e sfiduciati, siamo quelli della strage di Firenze del 1993, quelli che l'intera classe politica ha lasciato massacrare sotto 300 chili di tritolo senza battere ciglio.
Quelli ai quale la Magistratura ha detto: eccovi 15 mafiosi condannati all'ergastolo a "41 bis" accontentatevi, i mandanti esterni alla mafia non ci sono.
Ci siamo sbagliati.
Salvo poi farli uscire da "41 bis" e di fatto rendere nullo anche l'ergastolo
Abbiamo perso bambini e ragazzi è l'ora di finirla di prenderci in giro.
I nostri invalidi hanno malattie gravissime è l'ora di vergognarsi davanti a loro.
Riteniamo tutto ciò stia avvenendo perché sui tavoli della spartizione ci sono oggi i beni confiscati alla mafia, quei beni che i mafiosi vogliono di nuovo per se dopo essere usciti dal carcere e non escludiamo che parte di quei beni vengano usati per gli affari della politica collusa con la mafia, ossia per costruire carriere politiche, oltre che per piantare pomodori, piuttosto che risarcire le vittime delle stragi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
703  del 
03/07/2008
MAFIA: REVOCA 41 BIS MADONIA;FAMILIARI GEORGOFILI,SFIDUCIATI

FIRENZE, 3 LUG - "In questo Paese qualcuno sul fronte della mafia tira troppo la.....
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MAFIA: REVOCA 41 BIS MADONIA;FAMILIARI GEORGOFILI,SFIDUCIATI

FIRENZE, 3 LUG - "In questo Paese qualcuno sul fronte della mafia tira troppo la corda, siamo stanchi e sfiduciati".
Lo afferma in una nota diffusa a Firenze l'Associazione delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili commentando la revoca del regime del 41 bis al boss Antonino Madonia.
"Siamo certi - continua l'Associazione - che il tribunale di sorveglianza di Torino come sempre abbia applicato la legge, lo ha già fatto per Cosimo Lo Nigro il massacratore di via dei Georgofili, non siamo altrettanto certi che la giustizia dorma sonni tranquilli, perché mai come in questo momento si sono messe a dura prova le possibilità di resistenza delle vittime di mafia.
Le Procure Generali non ricorrono contro simili vergognosi provvedimenti, e i mafiosi tornano in mezzo ai detenuti normali". (ANSA).
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NOTIZIA APCOM
704  del 
06/07/2008
MAFIA/ ASS.FAMILIARI VITTIME STRAGI: SCANDALOSO CANCELLARE 41 BIS
Dopo passaggio alcuni boss da carcere duro a regime ordinario

Roma, 6 l.....
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MAFIA/ ASS.FAMILIARI VITTIME STRAGI: SCANDALOSO CANCELLARE 41 BIS
Dopo passaggio alcuni boss da carcere duro a regime ordinario

Roma, 6 lug. - "Siamo allo scandalo allo stato puro: sono anni che lanciamo allarmi contro l'abolizione del '41 bis', non è importato niente a nessuno delle stragi del 1993 in questo maledetto Paese le hanno volute tutti quanti".
E' il j'accuse di Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sul passaggio di numerosi boss mafiosi dal regime carcerario previsto dall'art.41 bis a quello di detenuti comuni.

"Il passaggio da '41 bis' a carcere normale di Gioachino Calabrò afferma Maggiani Chelli ("che diede ordine a Giuseppe Ferro Capo Mandamento di Alcamo di andare a Prato dal cognato Messana, di far preparare nel suo garage il pulmino imbottino di 300 chili di tritolo per portalo poi in via dei Georgofili") non lo capiremo mai".

"Agiremo come meglio riterremmo opportuno, anche con la protesta di piazza, - conclude - se nelle prossime ore non avremmo chiari segnali che il Governo sta prendendo provvedimenti sul fronte del '41 bis' per i mafiosi rei di strage". (ApcoM)
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COMUNICATO
706  del 
06/07/2008
Siamo allo scandalo allo stato puro, anni che lanciamo allarmi contro l'abolizione del "41 bis", non è importato niente a nessuno delle..... Apri
Siamo allo scandalo allo stato puro, anni che lanciamo allarmi contro l'abolizione del "41 bis", non è importato niente a nessuno delle stragi del 1993 in questo maledetto Paese le hanno volute tutti quanti:
Gioachino Calabro, Signor Magistrato del Tribunale di Sorveglianza, illustri Legislatori, diede ordine a Giuseppe Ferro Capo Mandamento di Alcamo di andare a Prato dal cognato Messana, di far preparare nel suo garage il pulmino imbottino di 300 chili di tritolo per portalo poi in via dei Georgofili, come fate a dire a giurare in nome del popolo italiano, con certezza, che:
non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza.
Non ci crediamo, Calabrò che per diletto ha quello di massacrare i bambini, lo ha fatto a Pizzolungo e in via dei Georgofili a Firenze e chissà dove altro ancora, e tutti gli altri, mantengono eccome i contatti dal carcere, li mantengono da "41 bis" figuriamoci da carcere normale.
E tutto questo lo sapete tutti benissimo.
Perché non si usano gli strumenti in atto per fermare questa deriva, in attesa che un Governo illuminato affronti finalmente il problema del "41 bis" alla mafia?
La mafia impedisce alla grande allo Stato, che le nostre sentenze di causa civile vengano liquidate per intero, perché non vuole e di fatto non esiste, la confisca dei suoi beni mafiosi, la mafia comanda Signori Giudici, Signori Legislatori, ci dimostrino il contrario con tutto ciò che avviene in questo Paese sul fronte della mafia.

Il passaggio da "41 bis" a carcere normale di Gioachino Calabrò non lo capiremo mai e agiremo come meglio riterremmo opportuno, anche con la protesta di piazza, se nelle prossime ore non avremmo chiari segnali che il Governo sta prendendo provvedimenti sul fronte del "41 bis" per i mafiosi rei di strage.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
705  del 
06/07/2008
MAFIA: NO 41 BIS A CALABRO'; FAM. GEORGOFILI, SCANDALO PURO

FIRENZE, 6 LUG - "Siamo allo scandalo puro. Il passaggio dal 41 bis al .....
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MAFIA: NO 41 BIS A CALABRO'; FAM. GEORGOFILI, SCANDALO PURO

FIRENZE, 6 LUG - "Siamo allo scandalo puro. Il passaggio dal 41 bis al carcere normale di Gioachino Calabrò non lo capiremo mai".
Lo afferma in una nota l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Agiremo come meglio riterremmo opportuno - si legge nella nota - anche con la protesta di piazza, se nelle prossime ore non avremo chiari segnali dal governo sul fronte del '41 bis' per i mafiosi rei di strage.

Gioachino Calabrò - continua la nota dell'Associazione - diede ordine a Giuseppe Ferro, capo mandamento di Alcamo, di andare a Prato dal cognato Messana, per far preparare, nel suo garage, il veicolo imbottino di 300 chili di tritolo saltato in aria in via dei Georgofili.
Come si fa a dire a giurare in nome del popolo italiano e con certezza che 'non e' dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza?'
Non ci crediamo.
Calabrò - conclude la nota - mantiene, come tutti gli altri, i contatti dal carcere: li manteneva con il regime duro previsto dal '41 bis' figuriamoci con quello da carcere normale". .(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
707  del 
07/07/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI,SODDISFAZIONE PAROLE ALFANO SU 41 BIS

Firenze. 7 luglio 2008 - C'é soddisfazione nell'Associazione tra i fa.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI,SODDISFAZIONE PAROLE ALFANO SU 41 BIS

Firenze. 7 luglio 2008 - C'é soddisfazione nell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili per le parole del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul regime carcerario 41 bis.

E' quanto si legge in una nota firmata da Giovanna Maggiani Chelli che auspica anche che "sia arrivato il momento in cui il Parlamento si prodighi per impedire alla mafia, con una norma chiara ed efficiente, di avere contatti con l'esterno, impedendo così ancora ordini di morte".

L'Associazione chiede quindi al ministro "di fare quanto legalmente è possibile, anche attraverso le procure interessate, affinché i massacratori di Firenze del 27 Maggio 1993, tornino quanto prima a regime detentivo di 41 bis". Tanto più, spiega la nota di Maggiani Chelli che "almeno quelli per i quali è stato reso noto non essere più a 41 bis, Cosimo Lo Nigro, Salvatore Benigno, Giuseppe Barranca e Gioachino Calabro, non hanno mai dimostrato nessun cenno di voler collaborare con la giustizia e - conclude - buoni non possono essere diventati, ne siamo certi".. (ANSA)
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COMUNICATO
708  del 
07/07/2008
Il TG 1 delle 1,04 di questa notte sull'argomento abolizione "41 bis" ai mafiosi, è stato un telegiornale della Rai che ci ha fatto vergognare di appa..... Apri
Il TG 1 delle 1,04 di questa notte sull'argomento abolizione "41 bis" ai mafiosi, è stato un telegiornale della Rai che ci ha fatto vergognare di appartenere ad un Paese dove non è più possibile contare sulla libertà di espressione.
La Rai ha confinato una notizia di vitale importanza per la democrazia di questo Paese a notte fonda, potremmo dire all'ora della strage di via dei Georgofili.
Inoltre i 30 secondi destinati a noi per poter dire quanto pensiamo sull'annullamento del 41 bis a macellai quali Giuseppe Barranca e Gioachino Calabro, stragisti di via dei Georgofili, non sono stati neppure trenta secondi, ma molto meno.
E' chiaro che il concetto passato attraverso le agenzie è stato quello del Signor Francesco Caruso il quale usando l'espressione "ipocrita" anche nei nostri confronti, ci fa comprendere davvero dove sta l'ipocrisia di chi porta avanti una demagogia ideologica di bassa lega, senza valutare veramente chi sono Gioachino Calabrò, Giuseppe Barranca e tutti gli altri.
Il DNA dei mafiosi della strage di Firenze, non consente dubbi sul fatto che mai in nessuna condizione "romperanno i rapporti con le cosche di appartenenza", altrimenti a tempo debito si sarebbero "pentiti" e avrebbero collaborato con la giustizia, senza cercare fra le pieghe delle storture che regolamentano il "41 bis" di scappare dalle maglie della giustizia.
Non c'è un altro modo per controllare mafiosi come Gioachino Calabro, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, affinché non ordinino più la morte di bambini e ragazzi se non tenerli isolati dal resto del mondo. Inoltre il nostro non è "giusto rancore" perché abbiamo avuto i morti e gli invalidi, ma senso civico e di grande responsabilità che verte soprattutto a far capire come siamo stati messi nelle mani della mafia e da chi.

Cordiali saluti

Giovanna maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
709  del 
12/07/2008
Nell'Apprendere dalla voce del Procuratore Ingroia che lo stragista di via dei Georgofili Matteo Messina Denaro vive a Trapani e il tessuto mafioso tr..... Apri
Nell'Apprendere dalla voce del Procuratore Ingroia che lo stragista di via dei Georgofili Matteo Messina Denaro vive a Trapani e il tessuto mafioso trapanese ne coprirebbe la latitanza, ancora una volta gridiamo allo scandalo.
"Questi salteranno in aria disse Matteo Messina Denaro" guardando gli Uffizi a Firenze nel 1993 e così è stato.
Con l'Accademia di via dei Georgofili sono saltati in aria anche i nostri parenti, lo stragista di turno libero e uccel di bosco va arrestato, gli vanno confiscati tutti suoi beni e quelli già confiscati vanno tramutati in denaro sonante subito. Le ultime confische a Matteo Messina Denaro ammontano a ben 300 milioni di euro, a noi il massacratore di via dei Georgofili ne deve solo 13 milioni di euro a fronte delle cause che abbiamo intrapreso in sede civile.
Chi si mangia i soldi dei beni confiscati alla mafia?
E' vergognoso che il Ministro dell'Interno attraverso i suoi funzionari risponda che non ha soldi nel Fondo 512 legge del 1999, ed è costretto a liquidarci una elemosina simbolica a fronte di quanto ci deve e rimandare il saldo a tempi migliori, se va bene fra tre anni.
Non possiamo più aspettare ancora ulteriori tre anni dopo 15 anni di tribolazioni, la mafia non ha fatto sconti a nessuno in questo Paese, ma a Firenze ha superato se stessa perché non era sola..

Cordiali saluti

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
710  del 
14/07/2008
Illustrissimi Signori Ministri della Giustizia e dell'Interno, non c'è più tempo per presentare disegni di legge in tutti i loro iter farrag..... Apri
Illustrissimi Signori Ministri della Giustizia e dell'Interno, non c'è più tempo per presentare disegni di legge in tutti i loro iter farraginosi, servono decreti con carattere di urgenza per porre fine alla deriva che hanno innescato le disposizioni in materia di "41 bis" e di "confisca dei beni alla mafia".
La Mafia incalza, crediamo che tutti i boss stragisti abbiamo chiesto attraverso i loro avvocati il passaggio da "41 bis" a carcere normale.
Lo Stato deve dare una risposta pronta e forte, è grave che solo ora si abbia notizia di certi comportamenti arroganti del boss Leoluca Bagarella, il quale con il suo gruppo di fuoco nel 1993 ha messo a ferro e fuoco l'Italia intera e massacrato i nostri parenti.
La strada dei Tribunali di sorveglianza va sbarrata con un decreto d'urgenza appropriato e quanti tra i mafiosi rei di strage sono usciti da "41 bis", devono ritornare all'isolamento che gli impedisce di dare ordini dal carcere.
E' più di un sospetto che le nostre cause civili "contro cosa nostra" non trovano risposte positive da parte dello Stato, il quale è in grado di riconoscerci solo elemosine che ci umiliano, proprio perchè la mafia è risultata vincente attraverso il tritolo del 1993, ottenendo di fatto la non confisca dei beni e l'annullamento del 41 bis.
I beni confiscati a Matteo Messina Denaro, a Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, Gioachino Calabrò e tutti gli altri condannati all'ergastolo per la strage del 27 Maggio 1993, devono immediatamente essere utilizzati per far fronte alle nostre esigenze, ogni indugio suona come un affronto nei confronti dei nostri morti e dei nostri invalidi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
711  del 
15/07/2008
Ricordiamo l'anniversario della strage di via d'Amelio e quanti persero la vita nell'attentato del 19 Luglio 1992.

Mentre la n.....
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Ricordiamo l'anniversario della strage di via d'Amelio e quanti persero la vita nell'attentato del 19 Luglio 1992.

Mentre la nostra mente corre alle famiglie del Giudice Borsellino e degli Agenti della scorta, vogliamo rammentare il Magistrato come colui che perse la vita tentando di fermare quella ignobile trattativa tra Stato e mafia che è costata la vita anche ai nostri parenti.
Una trattativa a suon di annullamento di "41 bis", di beni non confiscati alla mafia, oggi tutti benefici ottenuti da "cosa nostra" terrorista ed eversiva.
Mentre abbiamo chiaro sentore che il Fondo 512 legge del 1999, non sarà finanziato adeguatamente per le esigenze di tutte le vittime di mafia, chiediamo al Governo che sarà presente in Via D'Amelio di provvedere quanto prima a rendere piena giustizia a quanti hanno patito torti gravissimi sotto più di 1000 chili di tritolo.
Non vediamo un modo migliore per onorare la memoria del Giudice Borsellino.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
712  del 
17/07/2008
Finalmente un discorso serio e costruttivo da parte del Ministro dell'Interno: sbloccare i capitali mafiosi giacenti nelle banche ed utilizzarli ..... Apri
Finalmente un discorso serio e costruttivo da parte del Ministro dell'Interno: sbloccare i capitali mafiosi giacenti nelle banche ed utilizzarli per i bisogni del Paese, come quello di investire più risorse contro la criminalità.
Ma non solo, potranno così essere risarcite per intero tutte quelle vittime di mafia che denunciando organizzazioni criminali come "cosa nostra" sono arrivate a sentenza per le cause civili intraprese.
E' il nostro caso il più eclatante in questo momento, 51 cause civili arrivate a sentenza definitiva per un totale di 13 milioni di euro, alle quali cause civili il Fondo 512 Legge del 1999 può fare fronte con cifre che paiono più un affronto per i nostri morti e i nostri invalidi, piuttosto che un risarcimento immediatamente esecutivo.
Non va dimenticato che i nostri invalidi sono gravemente ammalati, devono intraprendere le strade della speranza, e non staremo a vederli soffrire ancora, dopo che hanno pagato sotto 300 chili di tritolo un prezzo senza uguali, per le collusioni mafiose di questo Paese, durante gli anni 90.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
713  del 
18/07/2008
BORSELLINO: ASS.GEORGOFILI, RICORDARE CHI PERSE VITA A PALERMO

FIRENZE, 18 LUG - "Ricordiamo l'anniversario della strage di via d'Amelio e qu.....
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BORSELLINO: ASS.GEORGOFILI, RICORDARE CHI PERSE VITA A PALERMO

FIRENZE, 18 LUG - "Ricordiamo l'anniversario della strage di via d'Amelio e quanti persero la vita nell'attentato del 19 luglio 1992". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, alla vigilia di quell'attentato di mafia a Palermo.
"Mentre la nostra mente - riporta il testo - corre alle famiglie del giudice Borsellino e degli agenti della scorta, vogliamo rammentare il magistrato come colui che perse la vita tentando di fermare quella ignobile trattativa tra Stato e mafia che è costata la vita anche ai nostri parenti. Una trattativa a suon di annullamento di '41 bis', di beni non confiscati alla mafia, oggi benefici ottenuti da Cosa nostra terrorista ed eversiva".
Maggiani Chelli scrive anche che "mentre abbiamo chiaro sentore che non sarà finanziato adeguatamente il fondo per le vittime di mafia, chiediamo al Governo che sarà presente in via D'Amelio di provvedere quanto prima a rendere piena giustizia a quanti hanno patito torti gravissimi sotto più di 1000 chili di tritolo". (ANSA).
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COMUNICATO
714  del 
20/07/2008
Dissentiamo su quanto è stato affermato dal Presidente dell'Unione Camere Penali Oreste Dominioni e quanti disapprovano il "41 bis" per..... Apri
Dissentiamo su quanto è stato affermato dal Presidente dell'Unione Camere Penali Oreste Dominioni e quanti disapprovano il "41 bis" per la mafia stragista.
Infatti, se il regime detentivo di "41bis" per i boss mafiosi fosse "inefficacie" i corleonesi in carcere non si agiterebbero cosi tanto per farlo abolire e soprattutto per questa abolizione non avrebbero piazzato trecento chili di tritolo in via dei Georgofili.
Il "41bis" in quanto ad essere un "metodo di detenzione inumano", rammentiamo all'esimio avvocato, che un trattamento inumano è quello applicato dallo Stato nei confronti dei nostri invalidi, non quello applicato nei confronti dei mafiosi.
Pertanto auspichiamo che le nuove disposizioni del Ministro Alfano, da noi ampiamente apprezzate, riportino quanto prima a "carcere duro": Gioacchino Calabrò, Giuseppe Barranca, Salvatore Benigno, Cosimo Lo Nigro e quanti ancora non sappiamo godano di benefici anzitempo fra gli stragisti di Firenze del 27 maggio '93.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione Tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
715  del 
24/07/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SCIOPERO FAME SE SCARSI RISARCIMENTI

FIRENZE, 24 LUG - "Il ministero ci ha fatto sapere che per il momento poss.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SCIOPERO FAME SE SCARSI RISARCIMENTI

FIRENZE, 24 LUG - "Il ministero ci ha fatto sapere che per il momento possiamo avere solo cifre simboliche.
Non capisco perché non abbiamo diritto ad ottenere tutto ciò che i tribunali ci hanno riconosciuto. Se non avrò assicurazioni in questo senso, ad agosto inizierò lo sciopero della fame".
E' quanto annuncia Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime dei Georgofili, riguardo i 12 milioni di euro di risarcimento per la strage fiorentina del 1993 stabiliti da una sentenza civile.
"Quello che non capisco - spiega Maggiani Chelli in una nota - è perché mia figlia, massacrata sotto il tritolo dei mafiosi, non abbia il diritto di andare in America a curarsi e perché, con lei, tutte le altre 50 vittime della strage di via dei Georgofili non abbiano diritto a ottenere, dopo un anno dalla sentenza civile, tutto ciò che i tribunali hanno loro riconosciuto. Infatti il Fondo 512 è senza soldi e ci elargiranno cifre simboliche".
"Se nelle prossime ore - conclude la nota - non avrò serie assicurazioni sul fronte delle cause civili intraprese da quanti sono stati massacrati dal tritolo stragista di via dei Georgofili, ad agosto inizierò lo sciopero della fame".(ANSA).
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COMUNICATO
716  del 
24/07/2008
Bene, molto bene:
-contrada va a casa;
-la figlia di riina si è sposata con titolo in prima pagina dei quotidiani;
-ll "41 bis".....
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Bene, molto bene:
-contrada va a casa;
-la figlia di riina si è sposata con titolo in prima pagina dei quotidiani;
-ll "41 bis" ai mafiosi stragisti di via dei Georgofili gli fa un baffo, visto che lo nigro, benigno, barranca e calabrò "pascolano" fra i detenuti normali
Quello che non capisco, dopo aver bussato a tutte le porte di questa Repubblica, senza soggezione alcuna, è perché mia figlia massacrata sotto il tritolo dei mafiosi e dei collusi con i mafiosi nell'anno 1993 , non abbia il diritto di andare in America a curarsi e perché con lei tutte le altre 50 vittime della strage di via dei Georgofili non abbiano diritto a ottenere dopo un anno dalla sentenze civili, tutto ciò che i Tribunali hanno loro riconosciuto.
Infatti il Fondo 512 è senza soldi e ci elargiranno cifre simboliche.
Se entro le prossime ore, non avrò un chiaro ritorno con serie assicurazioni sul fronte delle cause civili intraprese da quanti sono stati massacrati dal tritolo stragista di via dei Georgofili, a breve inizierò lo sciopero della fame.

GIOVANNA MAGGIANI CHELLI
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
717  del 
27/07/2008
Nel ricordare le vittime e i loro familiari della strage del 27 luglio in via Palestro ci domandiamo chi li ripagherà di tutta la sofferenza per quest..... Apri
Nel ricordare le vittime e i loro familiari della strage del 27 luglio in via Palestro ci domandiamo chi li ripagherà di tutta la sofferenza per questi 15 anni di giustizia mancata, chi mai li risarcirà del danno subito cosi come del resto ci interroghiamo su chi ripagherà le nostre vittime.

Cordiali Saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra le Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
718  del 
27/07/2008
MAFIA: GEORGOFILI,CON BENI CONFISCATI PENSIAMO ANCHE VITTIME

FIRENZE, 27 LUG - Alcune delle case confiscate a Totò Riina, "il mandante m.....
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MAFIA: GEORGOFILI,CON BENI CONFISCATI PENSIAMO ANCHE VITTIME

FIRENZE, 27 LUG - Alcune delle case confiscate a Totò Riina, "il mandante mafioso della strage di via dei Georgofili, immobili per un valore di circa 13 milioni di euro, vanno monetizzati e destinati al risarcimento delle cause civili intraprese dalle vittime del boss di 'cosa nostra'".
E' quanto torna a chiedere in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo l'ipotesi di trasformare in scuole molte delle case confiscate agli esponenti di Cosa Nostra. "Non possiamo che apprezzare il fatto che molte delle case confiscate a Riina siano destinate a diventare scuole - spiega Maggiani Chelli -, nessuno più di noi può comprendere come la mafia trovi terreno fertile là dove manca l'istruzione fra i ragazzi".
Detto questo, però, quella del risarcimento delle vittime per l'Associazione resta "é una priorità assoluta e questo lo sanno tutti quanti - continua la nota -: i nostri invalidi non possono più aspettare".
"Non si dimentichi, per favore, che il tritolo di via dei Georgofili usato sulla pelle di innocenti è sulla coscienza di troppi, così come la mancanza di verità completa sulla strage del 27 Maggio 1993" conclude Maggiani Chelli. (ANSA).
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COMUNICATO
719  del 
31/07/2008
Il Ministro Alfano dovrà lavorare affinché non solo Madonia, ma anche Cosimo Lo Nigro,Benigno Salvatore,Giuseppe Barranca e Gioachino Calabrò tornino ..... Apri
Il Ministro Alfano dovrà lavorare affinché non solo Madonia, ma anche Cosimo Lo Nigro,Benigno Salvatore,Giuseppe Barranca e Gioachino Calabrò tornino quanto prima a regime carcerario di "41 bis" in quanto rei della strage di Firenze del 27 Maggio.
I soggetti non hanno mai collaborato con la giustizia, solo un pericoloso vizio che sta nella vigente norma ha consentito loro di ritornare in mezzo ai carcerati normali.
C'è grande squilibrio fra le norme applicate per i mafiosi colpevoli di strage e la giustizia penale e amministrativa applicata per le vittime della mafia terrorista ed eversiva.
Mentre le porte delle carceri si aprono e la detenzione diventa più morbida per i mafiosi stragisti, le vittime delle stragi del 1993 languiscono in attese vergognose di quella giustizia che ogni Paese civile dovrebbe essere in grado loro di offrire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
720  del 
31/07/2008
Il Ministro dell'Interno ha inaugurato il giardino della legalità con il plauso delle massime istituzioni.
Non c'è legalità nel nostro .....
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Il Ministro dell'Interno ha inaugurato il giardino della legalità con il plauso delle massime istituzioni.
Non c'è legalità nel nostro Paese, ne siamo noi, le vittime di via dei Georgofili, l'espressione più forte.
Abbiamo denunciato la mafia in sede civile, e lo Stato non può onorare i suoi impegni nei nostri confronti, perché non ha soldi, e non solo: non può vendere beni confiscati a Salvatore Riina e Giuseppe Graviano ,i nostri carnefici, come legge vorrebbe, perché corre il rischio di rivenderli ai mafiosi stessi.
Bisogna stare attenti a parlare con enfasi di legalità davanti ai nostri invalidi, per i quali i CTU del Giudice Monteverde hanno stilato centinaia di pagine intrise di disperazione.
Altrimenti non possiamo di certo biasimarli quando ci dicono che questo Stato li stà prendendo in giro, risarcendo loro in comode rate i danni provocati da 300 chili di tritolo esploso in un secondo a causa di uno Stato distratto e inefficiente
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
721  del 
01/08/2008
STRAGE BOLOGNA: GEORGOFILI,DIFFICOLTA' VITTIME PER GIUSTIZIA

FIRENZE, 1 AGO - "Nell'anniversario della strage del 2 Agosto 1.....
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STRAGE BOLOGNA: GEORGOFILI,DIFFICOLTA' VITTIME PER GIUSTIZIA

FIRENZE, 1 AGO - "Nell'anniversario della strage del 2 Agosto 1980 mentre ricordiamo tutte le vittime di quell'attentato ed esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie, vogliamo ancora una volta rammentare le difficoltà che le vittime incontrano cercando giustizia". E' quanto scrive in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della stragedi via dei Georgofili.
"E' ormai difficile per tutti noi - è scritto ancora nella nota - comprendere il perché, di anniversario in anniversario, siamo sempre costretti a rammentare a chi di dovere tutte le nostre esigenze di giustizia, dopo aver sopportato vergognosi attacchi terroristici indiscriminati e congegnali ad un sistema che al tempo stesso li nega proprio attraverso la mancanza di giustizia verso le vittime.

I criminali, sempre pronti ad essere difesi da chi dovrebbe invece schierarsi totalmente con le famiglie colpite da lutti dolorosissimi, si sentono forti e noi sempre più presi in giro".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
722  del 
04/08/2008
SICUREZZA: ASS. GEORGOFILI A MARONI,NON CANCELLARE FONDO 512

FIRENZE, 4 AGO - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, chiarisca .....
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SICUREZZA: ASS. GEORGOFILI A MARONI,NON CANCELLARE FONDO 512

FIRENZE, 4 AGO - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, chiarisca "se è vero che 300 milioni di euro sarebbero passati dal Fondo 512 istituito per le vittime che denunciano la criminalità organizzata in sede civile, al fondo che fa fronte alle spese delle forze dell'ordine".
E' quanto chiede in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Più che mai, se la notizia fosse vera, non riusciremmo a comprendere perché il Fondo 512 legge del 1999, peraltro finanziata con soli 10 milioni di euro l'anno - continua la nota -, non è in grado di far fronte ai risarcimenti di quanti hanno fatto causa civile contro 'Cosa nostra' come le vittime della strage di via dei Georgofili".
"E' scontato che prima vengono le esigenze di quanti hanno denunciato la mafia e hanno in mano sentenze dei tribunali immediatamente esecutive, poi tutto il resto, lo prevede chiaramente una legge del 1965.
Ci aspettiamo - conclude Maggiani Chelli - nelle prossime ore una chiarificazione in merito ad una situazione che si fa sempre più pesante da sopportare". (ANSA).
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COMUNICATO
723  del 
04/08/2008
Non possiamo che apprezzare l'azione di Governo che ha di fatto sancito che i beni confiscati alla mafia siano prioritariamente destinati alle v..... Apri
Non possiamo che apprezzare l'azione di Governo che ha di fatto sancito che i beni confiscati alla mafia siano prioritariamente destinati alle vittime, come recita la legge 575 del 1965.
Ora non resta che finanziare il Fondo 512 del 1999 in modo adeguato, affinchè quanti denunciano la mafia abbiano tutto ciò che gli spetta dalle sentenze civili, senza lungaggine alcuna.
Quelle 51 sentenze immediatamente esecutive relative alle vittime della strage di via dei Georgofili, sono l'espressione più civile che noi abbiamo visto da quel tragico 27 Maggio 1993 e ci aspettiamo che siano onorate per intero al più presto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
724  del 
07/08/2008
Ancora una volta da Palermo nei giorni degli anniversari per i morti ammazzati di mafia le istituzioni e la politica garantiscono guerra alla mafia, i..... Apri
Ancora una volta da Palermo nei giorni degli anniversari per i morti ammazzati di mafia le istituzioni e la politica garantiscono guerra alla mafia, inasprimento del "41 bis" e confisca dei beni ai mafiosi.
Come sempre fiduciosi auspichiamo che tutto ciò sia vero, mentre ribadiamo che il "41 bis" va applicato nuovamente e quanto prima a:
Cosimo Lo Nigro
Salvatore Benigno
Giuseppe Barranca
Gioachino Calabrò
i mafiosi rei della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e non più a regime di "carcere duro" ormai da troppo tempo.
Per volere di una norma che fa acqua da tutte le parti i mafiosi stragisti, che hanno ucciso i nostri parenti, sono oggi in mezzo ai detenuti normali.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
725  del 
13/08/2008
In merito ai fratelli Giovanni e Salvatore Lo Cicero di Palermo, accusati di collusioni mafiose, si eviti per l'amor di Dio di strombazzare anc..... Apri
In merito ai fratelli Giovanni e Salvatore Lo Cicero di Palermo, accusati di collusioni mafiose, si eviti per l'amor di Dio di strombazzare anche a ferragosto le confische alla mafia.
In questi torridi giorni, a 15 anni di distanza dalla strage, combattiamo con le banche in ferie per entrare in possesso di quei quattro euro di elemosina, che lo Stato ha stabilito a fronte di 13 milioni di euro, tanto valgono le cause civili dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Ci sembra oltremodo ancora un torto sentire parlare di confische alla mafia, mentre ci rendiamo conto che i nostri invalidi con le cifre stanziate non possono certo intraprendere le via della speranza.
Non serve confiscare , se il Fondo 512 del 1999 non viene finanziato alla grande, onde poter far fronte ai diritti delle vittime di mafia .
Nutriamo più di un dubbio che le spese sostenute per tutte queste confische di cui sono pieni i bollettini d'informazione, che ci paiono "specchietti per le allodole", siano più alte di quanto le confische stesse in realtà producano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
726  del 
15/08/2008
[ dopo l'intervista rilasciata dal Ministro Maroni al quotidiano 'LIBERO' ]

Pubblicamente il Ministro dell'Interno Onorevole Maroni è .....
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[ dopo l'intervista rilasciata dal Ministro Maroni al quotidiano 'LIBERO' ]

Pubblicamente il Ministro dell'Interno Onorevole Maroni è stato molto chiaro su quanto la mafia "gli ha dato" per finanziare le spese delle forze dell'ordine, ma non una parola sul fronte di quanto la mafia "gli deve comunque dare" per far fronte alle esigenze delle vittime di "cosa nostra".
Abbiamo avuto stanziate cifre ridicole a fronte di quanto lo Stato ci deve e tante belle parole, che per ora ci fanno desistere fino a Settembre prossimo dallo sciopero della fame, anche perché siamo certi, tutti sdraiati al sole con lauti stipendi, ci farebbero morire di fame e non possiamo permettercelo proprio per i nostri invalidi, che di noi hanno bisogno.
Ma finirà questo mese di Agosto, che ha visto ancora una volta il trionfo della mafia sulle vittime di via dei Georgofili, e ricominceremo la nostra battaglia più aspra che mai se la situazione non si sbloccherà in favore del Fondo 512 legge per le vittime di mafia, Fondo dentro il quale, prioritariamente, dovranno affluire alla grande giusto i soldi confiscati nei conti correnti della mafia.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
727  del 
16/08/2008
MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, PER NOI CIFRE RIDICOLE

FIRENZE, 16 AGO - "Abbiamo avuto stanziate cifre ridicole a fronte di quanto.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, PER NOI CIFRE RIDICOLE

FIRENZE, 16 AGO - "Abbiamo avuto stanziate cifre ridicole a fronte di quanto lo Stato ci deve e tante belle parole, che per ora ci fanno desistere dallo sciopero della fame".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze.
"Pubblicamente - spiega - il ministro dell'Interno Maroni è stato molto chiaro su quanto la mafia 'gli ha dato' per finanziare le spese delle forze dell'ordine, ma non una parola sul fronte di quanto la mafia 'gli deve comunque dare' per far fronte alle esigenze delle vittime di 'cosa nostra'".
"Ma finirà questo mese di agosto - conclude - che ha visto ancora una volta il trionfo della mafia sulle vittime di via dei Georgofili, e ricominceremo la nostra battaglia più aspra che mai se la situazione non si sbloccherà in favore del Fondo 512 per le vittime di mafia, Fondo dentro il quale, prioritariamente, dovranno affluire i soldi confiscati nei conti correnti della mafia". (ANSA).
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COMUNICATO
728  del 
19/08/2008
Legge 4 Agosto 2008, n.132
Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni cri.....
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Legge 4 Agosto 2008, n.132
Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
Art.1 paragr. f
Indagare sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla sua articolazione nel territorio, negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo a quelle sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici, hanno determinato delitti e stragi di carattere politico mafioso.


Abbiamo sempre disapprovato l'iniziativa e continueremo a farlo, su qualsiasi Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle stragi terroristiche ed eversive eseguite da "cosa nostra" che hanno coinvolto le nostre famiglie nel 1993.
Non abbiamo ritenuto in questi 15 anni, tanti dall'attentato di via dei Georgofili del 1993, mai siano esistite le condizioni per una commissione parlamentare d'inchiesta, su un evento per il quale non si è mai indagato abbastanza, demandando l'onere della ricerca della verità alla classe politica dirigente, classe che noi riteniamo troppo coinvolta trasversalmente negli affari poco puliti di questo Paese, per essere serena nelle ricerche.
Riteniamo piuttosto che in mancanza di carriere di altro tipo, si vogliano ancora impegnare i nostri parlamentari in incarichi remunerativi, che non poteranno a nulla di fatto sul fronte del coinvolgimento mafia politica nelle stragi più recenti e più scandalose, ma produrranno di sicuro ulteriore rabbia e disperazione per noi i parenti delle vittime delle stragi del 1993.
Fondiamo il nostro dire anche sul fatto che dopo 15 anni, tanti dal massacro di via dei Georgofili, ad una persona che è stata risarcita, in sede di causa civile, per quella maledetta strage, con 2 milioni e 6oo mila euro per un danno senza pari mai causato prima, lo Stato le ha messo in mano 111 mila euro, ossia 50 milioni delle vecchie lire, buoni neppure per l'acquisto di una delle innumerevoli auto blu dei nostri parlamentari.
Cifre simili naturalmente sono state messe in mano a tutte le 51 persone che a Firenze hanno fatto causa contro la mafia per la strage di via dei Georgofili e che hanno visto le loro famiglie messe in difficoltà in tutti questi 15 anni.
Se esistesse la volontà di perseguire la mafia seriamente, attraverso una Commissione Parlamentare, a simili scandali si sarebbe ovviato subito e con tutti gli sforzi possibili da parte di tutti, anche di coloro che hanno alzato bandiera bianca sul fronte delle indagini giudiziarie sui mandanti esterni a alla mafia per le stragi del 1993, e coscienti di ciò che nel 1993 è avvenuto fanno finta di fidarsi della politica.
La politica con mosse esclusivamente utilitaristiche, e di ritorno di voti, ha volutamente depauperato il Fondo 512 legge del 1999 e svuotata di contenuti la legge 575 del 1965 , leggi che sanciscono un diritto fondamentale per le vittime di mafia e noi oggi dovremmo credere ad una commissione Parlamentare d'inchiesta sui rapporti mafia politica anche nelle stragi più recenti? NO e poi No per quello che possa valere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
729  del 
19/08/2008
MAFIA: ASS. FAMILIARI GEORGOFILI, NO A COMMISSIONE SU STRAGI

FIRENZE, 19 AGO - "Abbiamo sempre disapprovato l'iniziativa, e continu.....
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MAFIA: ASS. FAMILIARI GEORGOFILI, NO A COMMISSIONE SU STRAGI

FIRENZE, 19 AGO - "Abbiamo sempre disapprovato l'iniziativa, e continueremo a farlo, di qualsiasi Commissione parlamentare d'Inchiesta sulle stragi terroristiche ed eversive eseguite da Cosa nostra che hanno coinvolto le nostre famiglie nel 1993".
Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, commentando la pubblicazione, oggi, sulla Gazzetta ufficiale, della Legge 4 agosto 2008, n.132, che prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
"Non abbiamo ritenuto in questi 15 anni, tanti ne sono trascorsi dall'attentato di via dei Georgofili del 1993 - continua nella nota la Maggiani Chelli - che siano mai esistite le condizioni per una commissione parlamentare d'inchiesta, su un evento per il quale non si è mai indagato abbastanza, demandando l'onere della ricerca della verità alla classe politica dirigente, classe che noi riteniamo troppo coinvolta trasversalmente negli affari poco puliti di questo Paese, per essere serena nelle ricerche". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
730  del 
29/08/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SOLDI SEQUESTRO SIANO PER RISARCIMENTI

FIRENZE, 29 AGO - "I 25 milioni di euro sequestrati all'imprenditore m.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI,SOLDI SEQUESTRO SIANO PER RISARCIMENTI

FIRENZE, 29 AGO - "I 25 milioni di euro sequestrati all'imprenditore mafioso" sono "molti di più di quanto lo Stato deve a noi a fronte delle cause civili contro Cosa Nostra".
Lo sottolinea, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime dei Georgofili, in merito al sequestro a carico dell'imprenditore trapanese eseguito da polizia e guardia di finanza.
Ricordando i 12 milioni di euro di risarcimento per la strage fiorentina del 1993 stabiliti da una sentenza civile, è "sempre più difficile - aggiunge la rappresentante dell'associazione - da parte nostra, capire perché non sia emesso immediatamente un decreto legge che dia giustizia ai nostri invalidi". (ANSA).
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LETTERA
731  del 
03/09/2008
LETTERA APERTA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
Da parte dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA APERTA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
Da parte dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

"Il Giudice Falcone si rigirerà nella tomba" come ha avuto modo di dire il procuratore Pietro Grasso: accadrà per mille motivi, ma crediamo per uno in particolare e cioè perché le vittime, che hanno denunciato la Mafia in sede civile, che hanno in mano sentenze immediatamente esecutive, perché la loro vita è stata distrutta con 300 chili di tritolo, ricevono in cambio di giuste cifre briciole vergognose.
Lo Stato che paga le spese processuali ai Madonia e che a Montespertoli in Firenze è giunto a restituire i beni confiscati, con pretesti che sono a dir poco vergognosi, non ha trovato 13 milioni di euro per saldare il torto fatto alle vittime della strage di via dei Georgofili.

E tutto questo gentili Signori, non lo dice nessuno, e questo perché:
Uno: il Governo in carica, come tutti i Governi che si sono succeduti, proverà a condurre la cosa a modo suo come meglio crede, e lo vedremo a breve se le promesse fatte saranno mantenute.
E comunque - di fatto - resta che noi dobbiamo avere tutti i nostri denari subito e per Decreto, a meno che il fondo 512 Legge del 1999 non venga alimentato con cifre molto alte, e su questo fronte la vediamo molto ardua, perché non c'è alcuna volontà da parte di nessuno di rispettare le leggi in favore delle vittime di mafia.
Due: l'opposizione è impegnata nelle scalate ai nuovi partiti, è fin troppo evidente dai palchi delle feste della politica, quanto molti "quadri" di varie organizzazioni del così detto sociale, rappresentanti di associazioni, sindaci uscenti ecc., tentino di lanciarsi in politica, di prendersi una sedia in Parlamento, con un appannaggio mensile non solo buono, ma da capogiro.

Non abbiamo nulla contro i ragazzi che lavorano con abnegazione nei campi di pomodori e che credono nella loro battaglia; non abbiamo nulla contro le intitolazioni delle case di Riina ai Giudici morti, ci mancherebbe altro, ma l'impegno non può essere profuso solo nel dare la caccia al voto o nella ricerca di un ritorno di denaro che è palese ci debba essere.
Va prioritariamente applicata quella giustizia a cui le nostre vittime hanno un diritto sacrosanto, lo recita bene la legge 575 del 1965.
Il Fondo 512 legge del 1999, un diritto che tutto "il mondo ci invidia", non è attivato, almeno per noi, se non attraverso interventi elemosinieri, perché deficita di sostentamento, è questo il reale problema del momento.
Le stragi del 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993, non sono state semplici estorsioni: con quel tritolo hanno seppellito sotto il sangue dei nostri parenti un'epoca di corruzione generale e ne hanno riaperta un'altra ancora più corrotta.

Quindi, solo nel momento in cui le vittime di via dei Georgofili potranno chiedere conto allo Stato, con sentenze alla mano, di ciò che la mafia ha fatto loro, e nel Fondo troveranno i soldi per far fronte al loro trauma, solo allora il diritto alla giustizia mostrerà di essere rispettato.
Il Fondo 512 - si sa bene -– non interessa i carrieristi politici; riguarda "solo" la giustizia sociale e questo non getta buona luce su una politica ormai alla deriva.
Noi ci batteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per tutto questo, lo dobbiamo ai nostri morti e ai nostri feriti, è una promessa.
Credo che la feste nazionali della politica siano blindate, del resto tutto è blindato per noi, quindi per noi non è certo mai festa, l'ho detto il 29 Agosto u.s. ad una radio che mi ha dato voce, ma le voci scomode come sempre si disperdono al vento del potere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili
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LETTERA
732  del 
09/09/2008
Lettera apparsa su 'Informa Firenze' di Settembre 2008

Strage dei Georgofili, quindici anni dopo

Ho letto ì.....
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Lettera apparsa su 'Informa Firenze' di Settembre 2008

Strage dei Georgofili, quindici anni dopo

Ho letto ìl vostro articolo riportato sul mensile Informa Firenze di luglio/agosto e vogIio anzitutto precisare che sono pienamente d'accordo con la signora Giovanna Maggiani Chelli che ha denunciato apertamente i ritardi e le mancanze dei nostri "politici"; ma voglio altresì precisare, con questa mia, che non tutti si sono scordati della Strage dei Georgofili, perché un certo signor Gennaro Battiloro, stimato poeta ma anche regista di cortometraggi e pubblicista, premiato in tutta (e sottolineo tutta) Italia per le sue opere, già nel 2004 pensava alla piccola Nadia e alla di lei famiglia, chiedendosi cosa poteva fare perché il ricordo non andasse perduto neJ tempo; così.. pensa e ripensa, un giorno det 2005 insieme ad un'altra illustre e pluripremiata poetessa Ftora Gelli che ha scritto la toccante poesia "A NADIA", e al signor Enrico Lirdi che si occupa di tutta la parte tecnica dei cortometraggi, ha realizzato un dvd dal titolo "Il Binario del Vento".

Una volta ultimato è stato fatto vedere al presidente del nostro centro socioculturale anziani Il Fuligno, signor Andrea Bagnai, il quale dopo averlo visionato lo consegnò direttamente nelle mani dell'assessore alle Politiche Sociali di Palazzo Vecchio, Graziano Cioni, il quale si disse interessato e promise che lo avrebbe guardato e che .. Poi... Ci avrebbe fatto sapere!

Dal giorno della consegna ad oggi sono passati quasi due anni, e stiamo ancora aspettando!!!

Sono poi stati fatti altri tentativi per vie diverse dal Quartiere 1 (Marmugi, Sguanci ecc.). Il signor Gennaro e andato perfino da Riccardo Nencini alla Regione Toscana: anche lui ci disse che era interessato e di prendere accordi con la sua segretaria, la quale... Poi... avrebbe dovuto contattarci, ma anche questa strada ci è stata preclusa!.br>
Nei primi mesi del 2008, Battiloro, Gelli e Bagnai sono approdati dal dottor Scaramuzzi, rettore e presidente del Museo/Libreria e quant'altro dei Georgofili, il quale si dimostrò molto soddisfatto dl questa iniziativa e promise che senz'altro avrebbe avuto un seguito, ma poi.. Nessuno ci ha più contattati (vedete come i "poi" si susseguono costantemente). Così, quasi per caso, leggo l'articolo dove si dice che qualcuno (la signora Giovanna) ha "puntato il dito", allora l'ho voluto puntare anche io questo dito e rendere noto che c'è stato chi si è mosso, ma che ai nostri politicant non gli è importato un fico secco!

Chi sono io? Laura Ceccherini, socia de1 centro socioculturale anziani Il Fuligno di via Faenza 52 e che di tutte queste ingiustizie ne ha le tesche piene!!!

Aggiungo che ad ognuna delle autorità citate è stata lasciata una copia del dvd.

Preciso inoltre che il cortometraggio "IL BINARlO DEL VENTO" è stato visto e premiato in tutta Italia, MENO CHE A FIRENZE!!!

Laura Ceccherini
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LETTERA
733  del 
10/09/2008
Lettera aperta a 'Informa Firenze'


Gentilissima Signora Laura Ceccherini,
mi scuso profondamente se solo ora vengo a .....
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Lettera aperta a 'Informa Firenze'


Gentilissima Signora Laura Ceccherini,
mi scuso profondamente se solo ora vengo a conoscenza di quanto Lei ha scritto in nostro sostegno sul giornale "Informa Firenze” del mese di Settembre.
Il periodo delle ferie porta un po' tutti a rilassarsi e comunque sono stata molto impegnata in difesa dei diritti delle vittime di via dei Georgofili, per prestare la giusta attenzione alle voci solidali come la Sua.
La prego inviare il DVD in Piazza Santa Croce, 1 presso la nostra sede e ne faremo l'uso più appropriato.

Siamo certi che a Firenze ci sono persone che ci sono vicine, sempre e comunque, così come siamo altrettanto certi che le istituzioni troppo spesso sono sorde e cieche.
Inoltre siamo certi che l'informazione sulle stragi del 1993 è stata ed è carente e nulla o poco è stato detto su ciò che è avvenuto in via dei Georgofili il 27 maggio 1993.
Per tutto questo il 27 Maggio scorso, abbiamo diffuso il manifesto "Firenze ha dimenticato”.
A breve avremo ancora necessità del sostegno da parte di persone come Lei , perché scenderemo in Piazza per chiedere la giustizia di cui abbiamo bisogno e il sostegno dei fiorentini sarà per noi molto prezioso. La classe politica del nostro paese è in "tutt'altre faccende affaccendata” e non ha il tempo per dedicarsi ai problemi delle vittime delle stragi terroristiche.
Molti dei mafiosi rei di strage non sono più a "41 bis”, come Gioachino Calabrò, e i nostri invalidi non possono curarsi adeguatamente, questa Signora mia è colpa soprattutto della politica che nel nostro Paese è amministrata da soggetti che si sono arricchiti ma non di sensibilità e capacità.

Approfitto di questo spazio per chiedere a quanti sono con noi di scrivere lettere di sostegno come la Sua, Signora Laura, scrivete a tutti i giornali e a tutti i media di Firenze e d'Italia, più saranno i segni di solidarietà che riceveremo, più si capirà che abbiamo il sostegno dalla gente mentre chiediamo verità e giustizia per la strage di via dei Georgofili.
La strage del 27 Maggio 1993, senza verità, ancora oggi condiziona la vita dell'intero Paese, non solo la nostra e quella dei nostri feriti, eppure nessuno ne parla più.
La parola mafia stragista è diventata un "segreto di Stato”, nessuno ne scrive o ne parla più, forse perché la pena sarebbe l'allontanamento dal banchetto al quale si stanno spartendo i beni confiscati alla mafia.

Spero, Signora Ceccherini, che i fiorentini ne abbiano le tasche piene come Lei, delle ingiustizie sopportate e seppellite sotto quell'infame tritolo e che quando, a breve, ci faremo sentire, saranno tutti con noi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili








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NOTIZIA ANSA
734  del 
11/09/2008
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,PER RISARCIMENTI RIVENDERE BENI A RIINA
11 settembre 2008

Firenze. "Chiederemo la vendita di un bene della mafi.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,PER RISARCIMENTI RIVENDERE BENI A RIINA
11 settembre 2008

Firenze. "Chiederemo la vendita di un bene della mafia in Toscana. Se sarà necessario, venderemo il bene allo stesso Riina. Forse il boss di Cosa nostra ci aiuterà in questa operazione fortemente provocatoria verso uno Stato latitante nei nostri confronti".
Lo dice, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione vittime della strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993.
Riferendosi si risarcimenti stabiliti per le vittime della strage da una sentenza civile - "che lo Stato deve onorare", aggiunge la nota - Maggiani Chelli spiega che la sentenza di ieri della Cassazione sui fondi di solidarietà "rafforza tutti i principi del Fondo 512 del 1999: il diritto delle vittime ad accedere al Fondo di solidarietà.
Ora più che mai è importante che il Fondo 512 sia finanziato con cifre giuste".
"Basta con confische puramente simboliche dei beni di proprietà mafia - conclude la nota - che di fatto non portano a nulla per le vittime stesse. Basti pensare anche alla legge 575 del 1965 prevede prima di tutto di soddisfare le sentenze delle vittime come noi, ma regolarmente viene disattesa perché si dice non si possano vendere i beni della mafia". (ANSA)
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COMUNICATO
735  del 
11/09/2008
Una sentenza della Cassazione a sezioni unite civili, la numero 21927, rafforza tutti i principi del Fondo 512 del 1999. Ossia il diritto delle vittim..... Apri
Una sentenza della Cassazione a sezioni unite civili, la numero 21927, rafforza tutti i principi del Fondo 512 del 1999. Ossia il diritto delle vittime ad accedere al Fondo di solidarietà.
Ora più che mai è importante che il Fondo 512 sia finanziato con cifre giuste, per far fronte ai diritti di quanti denunciano la mafia in sede civile . .
Non è più lontanamente possibile pensare che lo Stato possieda un Fondo per le vittime di mafia, e che abbia a disposizione solo 2 milioni di euro per arrivare fino fine anno, e poi essere rifinanziato con la miserevole cifra di soli 10 milioni di euro.
I debiti che lo Stato ha verso i cittadini lesi dalla mafia e massacrati come noi sotto il tritolo stragista del 1993, sono ingenti, e li deve onorare.
Basta con confische puramente simboliche dei beni di proprietà della mafia, che di fatto non portano a nulla per le vittime stesse, se non un ritorno puramente politico a chi ha fatto della confisca un cavallo di battaglia, inventando un contrasto alla criminalità organizzata che di fatto non c'è.
Basti pensare anche alla legge 575 del 1965 che prevede prima di tutto di soddisfare le sentenze delle vittime come noi, che in via dei Georgofili hanno patito il torto peggiore che la storia ricordi, ma che regolarmente viene disattesa perché si dice non si possano vendere i beni della mafia.
E allora la chiederemo legalmente noi la vendita di un bene della mafia in Toscana e ne sceglieremo uno di proprietà, sì dello Stato, ma già affidato al sociale, quel sociale che mira solo ad incamerare voti e soldi e fa finta di occuparsi delle vittime di via dei Georgofili.
Se sarà necessario, venderemo il bene allo stesso Riina per quei 13 milioni di Euro che lui e i suoi degni compari ci devono.
Forse il boss di "cosa nostra", dopo quello che ci ha fatto, soddisfacendo i voleri di collusi amici suoi, ci aiuterà in questa operazione fortemente provocatoria verso uno Stato latitante nei nostri confronti e così solerte nei suoi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
736  del 
15/09/2008
FIRENZE, 15 SET - "Oggi noi ricordiamo il sacerdote come colui che spese, sì, la sua vita nel tentativo di aiutare tutti i ragazzi di Brancaccio ..... Apri
FIRENZE, 15 SET - "Oggi noi ricordiamo il sacerdote come colui che spese, sì, la sua vita nel tentativo di aiutare tutti i ragazzi di Brancaccio a sottrarsi alle spire della mafia, ma soprattutto come colui che convinto che la 'verita' vada gridata dai tetti non si è fermato neppure davanti alle minacce di morte".
Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricorda don Pino Puglisi nel quindicesimo anniversario della sua morte.
Un omicidio che, ricorda una nota, avvenne proprio "nel giorno del suo compleanno affinché il messaggio fosse più forte e chiaro" per mano di coloro che, continua Maggiani Chelli, "appena tre mesi e mezzo prima avevano portato a termine la strage di via dei Georgofili, i fratelli Graviano e altri degni compari".
"Leviamo altresì la nostra condanna verso quanti - conclude la rappresentante dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - pur comprendendo benissimo il pericolo che don Pugliesi correva lo lasciarono uccidere". (ANSA)
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COMUNICATO
738  del 
17/09/2008
Auspichiamo davvero che le nuove rivelazioni di collaboratori di giustizia, circa la morte del giovane Angelo Gullo che rubò in casa di Riina, e morto..... Apri
Auspichiamo davvero che le nuove rivelazioni di collaboratori di giustizia, circa la morte del giovane Angelo Gullo che rubò in casa di Riina, e morto dopo poco tempo l'arresto del boss il 15 Gennaio 1993, portino a nuove indagini su ciò che potevano contenere le case del capo di "cosa nostra".
In modo particolare cosa c'era nella casa di via Bernini, la quale non fu perquisita come si sarebbe dovuto fare. Da sempre abbiamo esternato il nostro dubbio che il famosissimo "papello" stilato da Riina e da consegnarsi a settori deviati dello Stato, potesse essere conservato in copia in quella sua casa non perquisita in tempo reale.
Un documento che è costato la vita ai nostri parenti in fase di trattativa, morti, per far annullare il 41 bis, non confiscare più i beni mafiosi, zittire i "pentiti", riaprire i processi, e avere benefici carcerari.
Leviamo come sempre il dito contro tutte le responsabilità morali per quella mancata perquisizione, e auspichiamo finalmente giustizia completa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
737  del 
19/09/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM NINO DI MATTEO

PALERMO, 19 SET - "Esterniamo grande preoccupazione per il tentativo di at.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM NINO DI MATTEO

PALERMO, 19 SET - "Esterniamo grande preoccupazione per il tentativo di attentato al magistrato Nino Di Matteo".

Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, commenta l'episodio scoperto dalla scorta del pm della Dda di Palermo di un uomo nascosto nei pressi delle auto blindate parcheggiate accanto alla casa di campagna del magistrato, che è fuggito quando i carabinieri lo hanno visto.

"Siamo vicini al magistrato con tutta la nostra solidarietà - dice Maggiani Chelli - mentre indaga sulla più che probabile trattativa avvenuta fra la mafia e pezzi deviati dello Stato, trattativa che se ci fosse stata, recita la sentenza di Cassazione per le stragi del 1993, ci sarebbe da rabbrividire. Trattativa che è costata la vita ai nostri parenti".(ANSA).
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LETTERA
841  del 
19/09/2008
19 Settembre 2008
Al Ministero per i beni e le attività culturali
Roma

Molti dei documenti che potrebbero raccontarci oggi la veri.....
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19 Settembre 2008
Al Ministero per i beni e le attività culturali
Roma

Molti dei documenti che potrebbero raccontarci oggi la verità su "prima linea" sono ancora inaccessibili.
Nessuno ha ancora potuto leggerli, quindi non capiamo come sia possibile tracciare una storia vera su quelle vicende ancora tanto oscure.
Detto questo, in estrema sintesi, come premessa al nostro intervento, non possiamo non domandarci se il film sul libro "miccia corta" invece del tentativo di una ricostruzione storica non possa finire per avere dei risvolti nel senso di esaltazione di un certo tipo di individui tipici degli anni 70 .
Ovvero i brigatisti che assaltavano le carceri, come ricorderete "prima linea" lo ha fatto a Rovigo così come a Firenze, alle Murate, con le conseguenze che ben conosciamo.
Assaltare le carceri per liberare la propria donna è sicuramente oltre che esaltante un'azione che molti giovani, dei quali tanto si parla oggi, finiranno per apprezzarlo come un gesto quasi romantico e forse con una sua positività.
Non è passato molto tempo da quando davanti al carcere dove si trova la brigatista Lioce, detenuta a regime carcerario 41 bis, molti dimostranti e simpatizzanti hanno partecipato ad una manifestazione di sostegno per lei e per alcuni mafiosi.
Così come abbiamo assistito agli sguardi innamorati della Signora Palazzolo verso il marito, Bernardo Provenzano, in un recentissimo film che non ha fatto bene a nessuno, eppure attori e regista erano certi di aver cercato di tracciare la storia della mafia o almeno quella del boss. Questo non vuol dire secondo noi che il film in questione, e in generale film su questi argomenti, non si debbano fare se realizzati con accortezza verso l'immagine che si dà dei personaggi in questione; ciò che per noi è stridente è il finanziamento che lo Stato impegna per queste realizzazioni cinematografiche, lo stesso Stato che poi non è in grado di far fronte alle esigenze delle vittime del terrorismo e che invece finisce per avvallare l'immagine, secondo noi a volte troppo eroica, che si finisce col dare a soggetti che hanno provocato lutti e tragedie.
Ci riserviamo perciò il diritto di critica verso una lavoro che non possiamo che giudicare a posteriori, perché nessuno può garantire nulla sull'impatto sociale dell'opera stessa, al di là di una indiscussa bravura artistica per il regista e gli attori, proprio perché, ripeto, non tutto si è ancora potuto leggere e chiarire su ciò che è emerso nei processi e nelle indagini sul terrorismo italiano nella sua totalità.
Inoltre, e lo dobbiamo sottolineare, in un momento in cui il tema è molto caldo e per noi prioritario, esponenti dell'allora "prima linea" e oggi impegnati in politica, nelle istituzioni e nel sociale, si recano nelle carceri a far visita ai mafiosi rei di strage per domandare loro quanto sia inumano il regime detentivo speciale di 41 bis: forse un modo più moderno per "assaltare le carceri" e togliere giustizia alle vittime, ma pur sempre un modo che dà i suoi frutti nel sentire comune.
I libri come quello scritto da Sergio Segio, i film come "Miccia Corta", le visite in carcere ai mafiosi detenuti a 41 bis come i fratelli Graviano, renderanno inevitabilmente inviso il regime detentivo speciale di 41 bis a una buona parte della nostra società.
Frasi come "eravamo dalla parte del torto" detta dal personaggio Sergio Segio all'inizio di una pellicola che probabilmente uscirà nei cinema, e ancora "abbiamo avuto grande attenzione alla memoria delle vittime" detta dal regista dello stesso film, non possono essere per noi convincenti fino in fondo; aspetteremo il film se uscirà nelle sale, lo vedremo e lo criticheremo, se sarà necessario, soprattutto se i nostri timori saranno stati fondati.
Naturalmente saremo pronti a ricrederci e a riconoscere i meriti di chi riesce a raccontare la storia d'Italia senza una verità giudiziaria completa e accertata mentre, da altra parte, si tenta di mandare a casa, complice un "buonismo" che sa molto di opportunismo, uomini del calibro di Salvatore Riina.

Giovanna Maggiani Chelli
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NOTIZIA ANSA
739  del 
22/09/2008
La lettera citata è stata sottoscritta anche dall'Associazione

MAFIA: LETTERA ASSOCIAZIONI A MESSINEO, PROTEGGETE DI MATTEO
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La lettera citata è stata sottoscritta anche dall'Associazione

MAFIA: LETTERA ASSOCIAZIONI A MESSINEO, PROTEGGETE DI MATTEO

PALERMO, 22 SET - Una lettera aperta al procuratore di Palermo, Francesco Messineo, proposta dal periodico Antimafiaduemila e sottoscritta da associazioni antimafia, esponenti della società civile e giornalisti, vuole evidenziare la gravità dell'episodio intimidatorio di cui è stato oggetto il pm Nino Di Matteo nelle scorse settimane e su cui stanno indagando i carabinieri.
Nella lettera inviata al procuratore Messineo in cui si chiede maggiore attenzione e sicurezza per il magistrato, si legge:
"Le delicate inchieste antimafia condotte da diversi anni dal dott. Antonino Di Matteo lo hanno palesemente esposto, e lo espongono, a seri rischi per la sua incolumità e quella della sua famiglia".
"A fronte di tutto ciò - si legge - è fondamentale che lo Stato dia un segnale forte, garantendo il potenziamento della sicurezza del dott. Di Matteo e di tutti quei magistrati che lavorano in prima linea contro le organizzazioni mafiose.
La sottovalutazione del reale pericolo rappresentato da Cosa nostra e da tutte le mafie crea i gravissimi presupposti di isolamento per tutti coloro che si stanno battendo contro di esse". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
740  del 
30/09/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI. ULIVO PER LA MEMORIA, MA LA CITTA' E' VICINA?

FIRENZE, 30 SET - "Grazie a questa iniziativa, che nasce .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI. ULIVO PER LA MEMORIA, MA LA CITTA' E' VICINA?

FIRENZE, 30 SET - "Grazie a questa iniziativa, che nasce da un gesto spontaneo di una privata cittadina, abbiamo finalmente sentito di nuovo Firenze intorno a noi: ma le istituzioni locali ci sosterranno davvero o, come è già successo, la loro vicinanza è solo teorica se non di comodo?". Sono le parole di Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che sabato 4 ottobre pianterà negli Orti di Santa Croce un piccolo ulivo nato da un pollone dell'albero posto a memoria sul luogo in cui esplose la bomba nel 1993.
Con lei, spiega una nota del Comune, ci sarà il presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi. Il giardino in cui sarà collocato il "germoglio di speranza" è utilizzato dai bambini e dai ragazzi delle scuole Vittorio Veneto e Pestalozzi: "l'ulivo crescerà dunque insieme ai giovani studenti - si legge nella nota - come memoria del tragico evento e come insegnamento alla legalità".
"Lo scorso maggio - ha detto Maggiani Chelli - abbiamo pubblicato un manifesto in cui accusavamo la città di aver dimenticato la bomba del 1993.
Oggi siamo felici di poter dire che non tutta Firenze ha dimenticato il nostro dolore e il nostro bisogno di verità, come la signora che ha proposto questa iniziativa al Comune, dopo aver staccato un rametto dall'albero di via dei Georgofili e aver cresciuto per due anni il piccolo ulivo sul terrazzo di casa sua".
"Viviamo il nostro impegno in uno stato d'isolamento -- ha concluso Maggiani Chelli - che si interrompe solo quando provochiamo e pungoliamo: la vicinanza delle istituzioni è teorica, mentre noi vorremmo sentire sempre la città stretta intorno a noi alla ricerca della verità sulla strage". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
741  del 
01/10/2008
CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, UMANITA' ANCHE PER VITTIME MAFIA

NAPOLI, 1 OTT - Dopo che sul caso Contrada "sono prevalse le questioni umanitarie.....
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CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, UMANITA' ANCHE PER VITTIME MAFIA

NAPOLI, 1 OTT - Dopo che sul caso Contrada "sono prevalse le questioni umanitarie," sottolinea Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili' "ora vediamo se il senso di umanità che pervade le nostre Corti di Giustizia uscirà dal Parlamento anche per le vittime di mafia".

"Hanno prevalso le questioni umanitarie come forse è giusto che sia" Chelli in una nota "Bruno Contrada condannato a dieci anni per associazione mafiosa può tornare a casa sua perché gravemente ammalato.
Aspettiamo nelle prossime ore quel decreto che consenta alle vittime di via dei Georgofili di vedere riconosciuto entro l'anno 2008 quanto le sentenze di causa civile hanno stabilito per loro".(ANSA)
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COMUNICATO
742  del 
01/10/2008
Hanno prevalso le questioni umanitarie come forse è giusto che sia:, Bruno Contrada condannato a dieci anni per associazione mafiosa può tornare a cas..... Apri
Hanno prevalso le questioni umanitarie come forse è giusto che sia:, Bruno Contrada condannato a dieci anni per associazione mafiosa può tornare a casa sua perché gravemente ammalato.
Ora vediamo se il senso di umanità che pervade le nostre corti di giustizia, uscirà dal Parlamento, anche per le vittime di mafia.
Aspettiamo nelle prossime ore, quel decreto che consenta alle vittime di via dei Georgofili di vedere riconosciuto entro l'anno 2008, quanto le sentenze di causa civile hanno stabilito per loro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
743  del 
01/10/2008
Bruno Contrada condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è tornato a casa dai suoi cari, così ha stabilito il G..... Apri
Bruno Contrada condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è tornato a casa dai suoi cari, così ha stabilito il Giudice di Sorveglianza di Napoli.
Il senso umanitario che pervade le nostre corti di giustizia, consono alle leggi uscite dal Parlamento, è rivolto solo ed esclusivamente verso il reo.
Le vittime di mafia combattono ancora oggi per avere giustizia piena.
Nessuna verità sui "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993.
Il Fondo 512 è senza soldi, 16 di noi non hanno ancora avuto neppure un centesimo di quanto il Tribunale di Firenze ha stabilito con sentenze immediatamente esecutive.
Altri, come mia figlia, hanno avuto elemosine che non bastano neppure per curarsi negli ospedali italiani, figuriamoci in quelli più all'avanguardia all'estero, quando la mafia ti ha fatto contrarre malattie gravissime.
Vogliamo giustizia, senso di umanità verso le vittime di mafia, da questo Stato che ogni giorno dàa'sempre più motivo di pensare che la mafia abbia vinto tutte le sue battaglie.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA AGI
745  del 
01/10/2008
CONTRADA: FAMIGLIARI VITTIME GEORGOFILI, LEGGI PER REO

Firenze, 1 ott. - Bruno Contrada condannato a dieci anni di carcere per concorso ester.....
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CONTRADA: FAMIGLIARI VITTIME GEORGOFILI, LEGGI PER REO

Firenze, 1 ott. - Bruno Contrada condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è tornato a casa dai suoi cari, così ha stabilito il Giudice di Sorveglianza di Napoli.
"Il senso umanitario che pervade le nostre corti di giustizia, consono alle leggi uscite dal Parlamento, è rivolto solo ed esclusivamente verso il reo".
La denuncia arriva dall'associazione tra i famigliari delle vittime di via dei Georgofili a Firenze. "Le vittime di mafia - si legge in una nota - combattono ancora oggi per avere giustizia piena. Nessuna verità sui 'mandanti esterni alla mafia' per le stragi del 1993".
Il Fondo 512 "è senza soldi, 16 di noi non hanno ancora avuto neppure un centesimo di quanto il Tribunale di Firenze ha stabilito con sentenze immediatamente esecutive, altri come mia figlia - spiega Giovanna Maggiani Chelli, hanno avuto elemosine che non bastano neppure per curarsi negli ospedali italiani, figuriamoci in quelli più all'avanguardia all'estero, quando la mafia ti ha fatto contrarre malattie gravissime".
I famigliari sottolineano "vogliamo giustizia, senso di umanità verso le vittime di mafia, da questo Stato che ogni giorno dà sempre più motivo di pensare che la mafia abbia vinto tutte le sue battaglie". (AGI)
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NOTIZIA APCOM
744  del 
02/10/2008
Contrada/ Associazione familiari Georgofili: giudici favor rei
Maggiani Chelli: "Vittime mafia invece hanno rimborsi elemosina"
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Contrada/ Associazione familiari Georgofili: giudici favor rei
Maggiani Chelli: "Vittime mafia invece hanno rimborsi elemosina"

Roma, 1 ott. - Bruno Contrada è tornato a casa, mentre le vittime di mafia continuano a non avere nulla per i crimini che hanno subìto. Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con una nota, attacca l'ex funzionario del Sisde che ha ottenuto, oggi, dal giudice di sorveglianza di Napoli di scontare gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Palermo.

"Vogliamo giustizia, senso di umanità verso le vittime di mafia, da questo Stato che ogni giorno da sempre più motivo di pensare che la mafia ha vinto tutte le sue battaglie", spiega la Maggiani Chelli. Contrada, si ricorda nel comunicato, è stato condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. "Il senso umanitario che pervade le nostre corti di giustizia, consono alle leggi uscite dal Parlamento, è rivolto solo ed esclusivamente verso il reo. E le vittime di mafia combattono ancora oggi per avere giustizia piena".

Mentre non c'è nessuna verità sui 'mandanti esterni alla mafia' per le stragi del 1993. Eppoi, continua la Maggiani Chelli, "16 di noi non hanno ancora avuto neppure un centesimo di quanto il tribunale di Firenze ha stabilito con sentenze immediatamente esecutive. Altri come mia figlia, hanno avuto elemosine che non bastano neppure per curarsi negli ospedali italiani, figuriamoci in quelli più all'avanguardia all'estero". (Apcom)
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LETTERA
746  del 
04/10/2008
Lettera agli organi di informazione per Miccia Corta

Il terrorismo, le stragi sono un atto pubblico, in troppi abbiamo patito i.....
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Lettera agli organi di informazione per Miccia Corta

Il terrorismo, le stragi sono un atto pubblico, in troppi abbiamo patito in questo Paese per farne un atto privato.
La figlia di Furlan ucciso da "prima linea" durante l'assalto al carcere di Rovigo, può perdonare quanto vuole, come apparso scritto in questi giorni su di un quotidiano, ci mancherebbe altro, può approvare la messa in opera da parte dello Stato del film su Sergio Segio, "miccia corta", ma è solo un suo pensiero che rispettiamo, ma che non condividiamo.
Abbiamo detto la nostra nelle dovute Sedi Ministeriali interpellati in proposito, lo abbiamo messo per iscritto, e lo confermiamo: riteniamo molto probabile che il film "miccia corta" ancora una volta finisca con l'enfatizzare e mitizzare soggetti che a questo Paese hanno fatto solo del male Lo abbiamo ben visto come sono andate le cose, con la narrazione della vita di Provenzano, c'è chi ha pianto davanti agli sguardi innamorati della moglie dello stragista mafioso.
Raccontare la storia di questo Paese in fatto di terrorismo non vuol dire ascoltare la voce di una sola parte, quella del reo, vuol dire soprattutto ascoltare le buone ragioni delle vittime.
Inoltre riteniamo il finanziamento statale quantomeno inopportuno.
I finanziamenti statali al cinema sono previsti da una legge dello Stato, è vero, ma molti altri finanziamenti a Fondi vari sono previsti da Leggi dello Stato e non per questo lo Stato è sempre solerte a far fronte ai suoi impegni.
Mettere ora quasi duemilioni di euro di denaro pubblico, a diposizione per la lavorazione di un Film, che sia pure con tutte le garanzie del caso, l'impatto sulle generazioni future lo potremmo giudicare solo quando ormai il film sarà nelle sale cinematografiche, ci pare veramente inopportuno. Per quello che possa valere il nostro pensiero, si provveda a finanziare con denaro privato il film tratto dal libro di Sergio Segio: "il racconto che con ritmo incalzante è tipico delle migliori sceneggiature di film d'azione".
Lo vedremo, perché nulla si censura, lo giudicheremo e diremo la nostra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
747  del 
08/10/2008
TERRORISMO: ASS.GEORGOFILI, VERGOGNA LIBERTA' A MAMBRO

BOLOGNA, 8 OTT - "Esprimiamo tutta la solidarietà possibile alle vittime del.....
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TERRORISMO: ASS.GEORGOFILI, VERGOGNA LIBERTA' A MAMBRO

BOLOGNA, 8 OTT - "Esprimiamo tutta la solidarietà possibile alle vittime della strage del 2 Agosto 1980".
Giovanna Maggani Chelli, a nome dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili (Firenze) del 1993, ha commentato la concessione della libertà condizionale a Francesca Mambro, condannata tra l'altro all' ergastolo per la bomba che fece 85 morti e 200 feriti nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.
Un fatto che non ha esitato a definire "una vergogna. In un momento in cui tutto il dolore si rinnova per ogni familiare di vittima di strage - scrive - è con rabbia che ci stringiamo intorno a quanti continuano a sopportare soprusi dopo aver patito l'attentato terroristico. Del resto le premesse c'erano tutte, con lo spostamento di mafiosi del calibro di Gioachino Calabrò e molti altri uomini di 'cosa nostra', dal regime di detenzione di '41 bis', a carcere normale, dal quale si possono ancora dare ordini di morte, era inevitabile che iniziasse la deriva tanto agognata da uomini come Riina Salvatore e Bernardo Provenzano". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
748  del 
09/10/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, DENARO DEI BOSS PER SPESE PROCESSI

PALERMO, 9 OTT - L'associazione familiari delle vittime della strage di via G.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, DENARO DEI BOSS PER SPESE PROCESSI

PALERMO, 9 OTT - L'associazione familiari delle vittime della strage di via Georgofili chiede che "il denaro di provenienza mafiosa accumulato nelle banche e gli immobili, acquisiti con il sangue dei fiorentini, vengano messi a disposizione per far fronte alle cause civili da noi sopportate contro la mafia".
La richiesta arriva dopo che il presidente della commissione antimafia dell'Assemblea regionale siciliana, Calogero Speziale, alla presenza del governatore Raffaele Lombardo, ha chiesto al governo nazionale l'approvazione di una norma che conferisca alla Regione siciliana i beni confiscati nell'Isola alla mafia.
Giovanna Maggiani Chelli, a nome dell'associazione, ha ricordato "al presidente della Regione Sicilia, e con lui a quanti ritengono che la mafia sia un problema siciliano che Bernardo Provenzano ha dato l'ordine, nel '93, di non fare stragi in Sicilia ma di fare la strage di via dei Georgofili a Firenze". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
749  del 
10/10/2008
MAFIA: FAM.GEORGOFILI, SANTAPAOLA JR CONFERMA 41 BIS COLABRODO FIRENZE

FIRENZE, 10 OTT - "Il regime detentivo di '41 bis' é un colabrodo, lo .....
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MAFIA: FAM.GEORGOFILI, SANTAPAOLA JR CONFERMA 41 BIS COLABRODO FIRENZE

FIRENZE, 10 OTT - "Il regime detentivo di '41 bis' é un colabrodo, lo dice chiaramente la lettera del mafioso della famiglia Santapaola apparsa ieri sul quotidiano La Sicilia".
Lo afferma, in una nota, l'associazione dei familiari vittime della strage di via dei Georgofili.
"Da lungo tempo ormai, a seguito delle nostre denunce - continua l'Associazione - abbiamo continuamente rassicurazioni che il regime speciale per i mafiosi rei di strage sarà rivisto e ricorretto nei modi e nei termini consoni ai principi secondo cui fu istituito dopo le stragi del 1992, ma nulla di ciò avviene, se non disposizioni blande ed inefficienti. Del resto Gioachino Calabrò, Giuseppe Barranca, Benigno Salvatore e Cosimo Lo Nigro, stragisti a Firenze la notte del 27 maggio 1993, non sono più a regime di 41 bis da lungo tempo e possono dare tutti gli ordini mafiosi che vogliono e spedire quante lettere vogliono". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
750  del 
11/10/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SCANDALO INDENNIZZO PARENTI CAMORRISTI

FIRENZE, 11 OTT - "Se sono stati riconosciuti vitalizi e speciali elargizioni .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, SCANDALO INDENNIZZO PARENTI CAMORRISTI

FIRENZE, 11 OTT - "Se sono stati riconosciuti vitalizi e speciali elargizioni di 200 mila euro a parenti di camorristi, riteniamo tutto ciò oltremodo oltraggioso nei confronti delle vittime della criminalità organizzata". Lo afferma in una nota l'Associazione delle famiglie delle vittime di via dei Georgofili. "Alle vittime della mafia - prosegue il comunicato - Cosa nostra per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, non vengono liquidate le sentenze di causa civile 'immediatamente esecutive ', così come le stesse vittime non hanno ancora ottenuto il riconoscimento dei vitalizi mensili loro spettanti per le invalidità pari al 25% della capacità lavorativa, invalidità riconosciute dal Tribunale di Firenze. Le scuse addotte per i mancati pagamenti sono: la mancanza di denaro nelle casse dello Stato, e le riserve se le invalidità riconosciute dai Tribunali siano valide o meno. Crediamo che tutto ciò si commenti da se e ancora una volta siamo costretti a gridare allo scandalo". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
751  del 
11/10/2008
CAMORRA:ASS.GEORGOFILI, VITALIZI A PARENTI BOSS E'INGIUSTIZIA

FIRENZE, 11 OTT - "Le ingiustizie continuano. Sono stati riconosciuti vitalizi.....
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CAMORRA:ASS.GEORGOFILI, VITALIZI A PARENTI BOSS E'INGIUSTIZIA

FIRENZE, 11 OTT - "Le ingiustizie continuano. Sono stati riconosciuti vitalizi di 1.033 euro, in base alle leggi vigenti del 2004 e del 2007, a parenti di noti camorristi, mentre alle vittime della strage di via dei Georgofili non sono ancora state riconosciute le invalidità che danno diritto al vitalizio, invalidità sancite dal Tribunale di Firenze".
Lo afferma, in una nota diffusa a Firenze, l'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "Mentre denunciamo ancora una volta la disparità gravissima fra vittime e carnefici - continua la nota -, attendiamo con impazienza il via a quella legge che dovrebbe rendere sicura l'applicazione del 41 bis ai mafiosi, come annunciato dal Ministro della Giustizia e auspichiamo il ritorno al regime di carcere duro di noti mafiosi presenti a Firenze la notte della strage del 27 maggio 1993".(ANSA)
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NOTIZIA APCOM
753  del 
11/10/2008
Mafia/ Indennità per legge anticlan a moglie boss: polemica

Pronta la reazione anche di Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione fami.....
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Mafia/ Indennità per legge anticlan a moglie boss: polemica

Pronta la reazione anche di Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili:
" Le ingiustizie continuano, sono stati riconosciuti vitalizi a parenti di noti camorristi, mentre alle vittime della strage di via dei Georgofili non sono ancora state riconosciute le invalidità che danno diritto al vitalizio - invaidità sancite dal Tribunale di Firenze.
Mentre denunciamo ancora una volta la disparità gravissima fra vittime e carnefici - prosegue - attendiamo con impazienza il via a quella legge che dovrebbe rendere sicura l'applicazione del '41 bis' ai mafiosi, come annunciato dal Ministro della Giustizia".
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NOTIZIA ANSA
754  del 
14/10/2008
MAFIA: DA STUDENTI ITALIA E USA MOSAICO MATTONI PER VITTIME

FIRENZE, 14 OTT - Centinaia di mattoni decorati per costruire un mosaico contro t.....
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MAFIA: DA STUDENTI ITALIA E USA MOSAICO MATTONI PER VITTIME

FIRENZE, 14 OTT - Centinaia di mattoni decorati per costruire un mosaico contro tutte le mafie e in ricordo delle vittime: lo realizzeranno nei prossimi mesi a Firenze, insieme, studenti italiani e americani. E' il cuore del progetto 'Le strade della legalita'' che ha lo scopo di costruire una vera opera d'arte, un muro o una strada, da poter collocare in futuro in via dei Georgofili, teatro del tragico attentato mafioso del 1993.
L'iniziativa nasce da un accordo tra la Syracuse University in Florence e la Regione Toscana, assieme alla Direzione generale dell'Ufficio scolastico regionale. Al progetto ha aderito anche l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Da fine ottobre a metà dicembre, gli studenti di Studio Art della Syracuse e quelli di 5 fra licei ed istituti d'arte di Firenze e provincia, approfondiranno in classe i temi sulla cultura della legalità; ognuno decorerà, con tecniche diverse, il proprio mattone e, infine, tutti i pezzi saranno assemblati in un'unica opera.
Il lavoro dei ragazzi sarà così formato dal metaforico accostamento dei mattoni che rievocano, allo stesso tempo, il crollo di via dei Georgofili e la successiva ricostruzione, contrapponendo idealmente la barbarie mafiosa alla cultura della società civile.
L'opera finale sarà esposta per la prima volta al pubblico il 19 dicembre a Firenze, nell'ambito della tradizionale 'Festa della Legalità' organizzata dalla Regione Toscana. In seguito sarà avviato l'iter necessario per collocarla stabilmente nel luogo simbolo dell'attacco della mafia alla città. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
755  del 
14/10/2008
MAFIA: DA STUDENTI ITALIA E USA MOSAICO MATTONI PER VITTIME (2)

FIRENZE, 14 OTT - "E' un messaggio bellissimo - ha detto il vicepre.....
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MAFIA: DA STUDENTI ITALIA E USA MOSAICO MATTONI PER VITTIME (2)

FIRENZE, 14 OTT - "E' un messaggio bellissimo - ha detto il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, nel corso della presentazione del progetto 'Le strade della legalita' -, perché arriva da giovani fiorentini e studenti americani. Piccoli mattoni che rappresentano, l'individualità di ognuno di loro e che si sommano insieme per diventare un muro compatto contro l'illegalità e contro la criminalità organizzata. L'idea - ha continuato - è quella poi di proporre all'amministrazione comunale di porre questo monumento in via dei Georgofili, dove le stragi mafiose hanno colpito duramente Firenze".
L'incontro è intervenuto anche Piero Luigi Vigna, ex Procuratone nazionale antimafia che ha osservato che si tratta "di un progetto di grande interesse" ed ha aggiunto che "oltre agli studenti italiani ci sono anche quelli americani che, negli anni scorsi sono già andati a lavorare nelle terre confiscate alle mafie, in quelli che io chiamo campi di legalità, per aiutare i giovani siciliani, calabresi e pugliesi che li coltivano in cooperative. Questa iniziativa - ha aggiunto Vigna - sarà la progettazione di un oggetto che fonde un'idea artistica con quella di legalità. Direi che sono proprio queste attività che servono meglio a contrastare le organizzazioni mafiose".
"Abbiamo aderito volentieri - ha affermato Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - perché a Firenze la strage è stata fatta anche contro l'arte. Come ebbe a dire il terrorista Bellini a Gioé, uno dei mafiosi coinvolti nelle stragi e suicidatosi in carcere: 'Non importa che uccidiate giudici; colpite l'arte, i monumenti interessano moltissimo lo Stato e vi daranno ascoltò. Così è stato.
Quindi - ha proseguito - se attraverso l'arte questi ragazzi si impegneranno e riusciranno ad esprimere ciò che è successo ben venga questa iniziativa; per noi sarà di grande impatto e memoria".
"E' un progetto - ha detto infine Barbara Deimling, Direttrice della Syracuse University in Florence - per creare un ambiente internazionale dove domande sulle legalità vengano discusse tra i giovani di diverse culture. Tutto questo anche per promuovere l'idea che il problema della legalità non è solo un problema dell'Italia, ma - ha concluso - tocca davvero tutte le Nazioni".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
756  del 
14/10/2008
MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CARCERE DURO PER BOSS STRAGI

FIRENZE, 14 OTT - "Gioacchino Calabrò, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e .....
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MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, CARCERE DURO PER BOSS STRAGI

FIRENZE, 14 OTT - "Gioacchino Calabrò, Giuseppe Barranca, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno alcuni dei massacratori della strage di Firenze, non sono più a '41 bis' da troppo tempo ormai. I suddetti soggetti devono quindi tornare a carcere duro".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili avvenuta a Firenze nel 1993.
"Nessuno degli stragisti di Firenze, di Milano e di Roma - aggiunge -, stragisti eversivi contro l'ordine costituzionale dello Stato, dovrà più poter comunicare con la mafia che sta all'esterno del carcere".
L'associazione ha anche annunciato azioni di protesta contro un'eventuale abolizione del regime carcerario 'duro' stabilito dal 41 bis "se mai - scrive - la mafia dovesse ottenere ciò che ha cercato di imporre, anzi ha imposto, massacrando i nostri figli".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
757  del 
15/10/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SPATUZZA PARLI DI STRAGE 1993

FIRENZE, 15 OTT - "Speriamo che Gaspare Spatuzza parli dei probabili mandanti este.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, SPATUZZA PARLI DI STRAGE 1993

FIRENZE, 15 OTT - "Speriamo che Gaspare Spatuzza parli dei probabili mandanti esterni alla mafia per la strage del 1993 all'accademia dei Georgofili", a Firenze.
Lo dice, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari della strage dei Georgofili a proposito della notizia della collaborazione del boss palermitano con gli inquirenti.
"La mafia in via dei Georgofili non era sola - aggiunge la nota - di questo siamo convinti.
Auspichiamo sia fatta luce nel più breve tempo possibile: non inseguiamo altri obiettivi se non quello della giustizia completa".(ANSA)
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COMUNICATO
758  del 
15/10/2008
E' più che mai evidente che qualcosa non funziona nella conduzione del "41 bis".
Lo dice chiaramente l'annullamento del ".....
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E' più che mai evidente che qualcosa non funziona nella conduzione del "41 bis".
Lo dice chiaramente l'annullamento del "41 bis" al Capomafia di Agrigento:
-il Ministro della Giustizia mentre il boss in questione era detenuto a Torino aveva applicato con decreto il "41 bis";
-oggi lo stesso soggetto mafioso, trasferito di carcere, si vede revocare il "41 bis" per la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Perugia.
I morti in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis", in via dei Georgofili a Firenze erano bambini e ragazzi, chiediamo a chi di dovere cosa ancora dobbiamo subire oltre il fatto che non veniamo risarciti del danno subito, perché i beni confiscati alla mafia finiscono ovunque tranne che nel Fondo 512.
Se sono le decisioni dei Tribunali di Sorveglianza a correre più veloci dei Decreti che si prefiggono di rimpinguare il Fondi destinati alle vittime della criminalità organizzata, si trasferisca ai Tribunali di Sorveglianza il compito di assistere le vittime di "cosa nostra", sono 15 anni che aspettiamo e davvero di insulti e provocazioni non se ne può più.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
759  del 
16/10/2008
Continua la vena artistica, oggi espressa in letteratura, attraverso un libro firmato Matteo Messina Denaro lo stragista di Firenze del 27 Maggio 1993..... Apri
Continua la vena artistica, oggi espressa in letteratura, attraverso un libro firmato Matteo Messina Denaro lo stragista di Firenze del 27 Maggio 1993, colui che ebbe a dire guardando gli Uffizi "questi salteranno" e con loro sono saltate le vite dei nostri parenti sotto l'effetto di 300 chili di tritolo.
Tritolo, magnanimamente esportato in "continente",e nessuno per tutto questo prova un briciolo di vergogna, anzi il libro lo vendono in libreria.
Ci domandiamo se a qualcuno verrà in mente, di andare a ritroso dalla libreria al covo di Matteo Messina Denaro e provvedere all'arresto.
Da 15 anni la mafia con la coppola e quella con il colletto bianco, è arrogante prepotente e padrona delle nostre esistenze, ci fa subire ogni giorno cattiverie e umiliazioni dopo averci ucciso i figli e invalidato in modo gravissimo i parenti più stretti,e lo Stato lascia fare, come lasciò fare la notte del 27 Maggio 1993 e i Governi tergiversano, prendono tempo e ci lasciano nelle mani della mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
760  del 
19/10/2008
Ai quotidiani
La Nazione (La Spezia)
Il Secolo XIX (La Spezia)


A lezione su Terrorismo e Mafia
La Spezia 10.10.08
Se.....
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Ai quotidiani
La Nazione (La Spezia)
Il Secolo XIX (La Spezia)


A lezione su Terrorismo e Mafia
La Spezia 10.10.08
Sede della Provincia della Spezia

Proc. Piero Luigi Vigna
Sostit.Proc. Gen. Aldo Giubilaro
Direttore della Nazione Dr. Francesco Carrassi


Gentilissimo Direttore

Si è tenuto a La Spezia nella sede della Provincia un interessante convegno sul terrorismo e la mafia, abbiamo chiesto di poter partecipare e gentilmente siamo stati ammessi, credo ne sia valsa veramente la pena.
Abbiamo avuto l'opportunità di poter ascoltare esperti del ramo, come l'ex Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna e il Sostituto Procuratore Generale Aldo Giubilaro.
Tra i molti argomenti affrontati alcuni ci hanno colpito più di altri, come l'intervento del Presidente della Cassa di Risparmio della Spezia che ha detto come sia importante ascoltare esperti così autorevoli considerando che bisogna sempre di più essere in grado di combattere anche all'interno delle banche i pericoli del riciclaggio.
Queste parole ci fanno piacere perché a breve finalmente le banche e le poste dovranno passare i denari confiscati alla mafia e giacenti presso di loro in apposito fondo governativo che penserà a distribuirlo finalmente laddove è necessario. Speriamo vivamente che in questo modo possa venire rifornito anche il Fondo 512, ideato per le vittime della criminalità organizzata.
Il Procuratore della Repubblica della Spezia ha sottolineato come in Liguria la mafia non sia mai stata poi tanto radicata, forse anche a causa della poca prodigalità del liguri o comunque a causa di una cultura molto distante da quella mafiosa.
Per noi anche questo dato è molto confortante, anche se nutriamo ancora tanti dubbi sul tritolo stragista di via dei Georgofili.
Abbiamo ascoltato il Procuratore Aldo Giubilaro, grande esperto della materia, con il quale, tuttavia, non siamo d'accordo su tutto. Infatti non riusciamo ad apprezzare in nessun modo quando egli, parlando di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, li definisce "intelligenze di tutto rispetto". Il procuratore ha anche aggiunto come sia un peccato che queste intelligenze operino dall'altra parte, cioè quella sbagliata; altra parte che peraltro noi non abbiamo ancora visto e mi spiego:
ricordo che discorrendo di questo tema con un giudice egli mi disse che il mio pensiero secondo cui personaggi del calibro di Riina sarebbero stati agli ordini delle "menti raffinatissime" e cioè dei "mandanti esterni" alla mafia per le stragi del 1993, era sbagliato perché in realtà, secondo questo signore, Riina e Provenzano presiedevano il tavolo intorno al quale si decise di effettuare le stragi del 1993. Insomma i due mafiosi forse saranno anche intelligenze di tutto rispetto, ma secondo noi altri li hanno mandati a fare ciò che ben sappiamo.
E' stato ancora una volta interessante poter ascoltare il Procuratore Vigna che resta per noi dell'Associazione un faro. Il suo discorso si è sviluppato sul tema del "41 bis" e di come sia necessario mantenere questo strumento di contrasto alla mafia. Infatti secondo noi nel corso delle precedenti legislature sia di sinistra che di destra, si è dato alla mafia stragista la possibilità, pur essendo a regime di carcere duro, di soggiornare come in albergo: figliare, incontrare parenti, inviare lettere e, come se non bastasse, di poter tornare ad un regime carcerario normale in barba alla pericolosità dei soggetti.
In definitiva si è trattato di un gran bel convegno del quale ringraziamo le autorità locali, che lo hanno reso possibile, e il quotidiano LA NAZIONE unitamente al suo direttore, sempre sensibile al problema della mafia del terrorismo e delle loro vittime.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
761  del 
21/10/2008
Già una volta abbiamo detto di essere concordi con il Ministro della Giustizia Alfano e lo ribadiamo Ben venga un Ministro che finalmente lavora per d..... Apri
Già una volta abbiamo detto di essere concordi con il Ministro della Giustizia Alfano e lo ribadiamo Ben venga un Ministro che finalmente lavora per dare alla mafia quello che si merita, perchè fino ad oggi nessun Ministro della Giustizia in questi ultimi 15 anni lo aveva mai fatto, anzi.
Il "41 bis", è vero non è una tortura per la mafia, è l'isolamento severo,ma giusto, che non consente ai mafiosi di dare ordini dal carcere e questo loro non lo vogliono, lo hanno detto chiaramente quando in via dei Georgofili hanno ammazzato i nostri parenti.
Non serve però solo dire il "carcere duro va rafforzato", bisogna farlo e una grande prova di buona volontà, sarebbe far ritornare al "41 bis" Gioachino Calabro, Cosimo Lo Nigro, Salvatore Benigno e Giuseppe Barranca .
Per rispedire il mafiosi suddetti, rei di strage, a "41 bis", bisogna cambiare la legge attuale però, la quale di fatto sancisce sì il regime detentivo di "41" bis, ma contemporaneamente lo nega, affermando che quando il reo dimostra di aver tagliato i ponti con l'esterno, lo stesso potrà tornare a carcere normale.
Come farà mai il mafioso, ad avere contatti con l'esterno se il "41 bis" è stato sancito proprio perché quei contatti non ci fossero, ma chi vuole prendere in giro la giustizia di questo Paese? Chiediamo quindi a gran voce, una legge che renda il "41 bis" un regime detentivo di completo isolamento per i mafiosi rei della strage del 27 Maggio 1993.
Sono Dario Capolicchio, Fabrizio Nencioni, Angela Fiume, Caterina Nencioni e Nadia Nencioni i nostri morti che hanno pagato il prezzo tutto intero nel 1993, in nome e per conto dell'annullamento del carcere duro ai boss di "cosa nostra", istituito dopo la morte di Falcone nel maggio 1992, e messo in pratica solo dopo la morte di Borsellino nel luglio del 1992.
Per questo siamo quelli assolutamente titolati a chiedere che finalmente sia resa giustizia; mentre l'odio lo lasciamo alla mafia e a quanti si sono collusi con la stessa in quel maggio del 1993, infatti accecati da quell'odio mafioso e da quella ingordigia smisurata non consentono mentre dominano, di far fronte alle nostre cause civili che chiedono a gran voce un senso di umanità nei nostri confronti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione e tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
762  del 
28/10/2008
MAFIA: GEORGOFILI; FAMILIARI, DA 15 ANNI ATTESA RISARCIMENTI

FIRENZE, 28 OTT - "Apprezziamo molto quanto annunciato dal sottosegretario Manto.....
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MAFIA: GEORGOFILI; FAMILIARI, DA 15 ANNI ATTESA RISARCIMENTI

FIRENZE, 28 OTT - "Apprezziamo molto quanto annunciato dal sottosegretario Mantovano, ossia che il ministero dell'Interno non subirà tagli, proprio perché attinge al patrimonio dei beni confiscati alla mafia, anzi potrebbe avere a disposizione qualcosa in più. Da 15 anni aspettiamo quella sensibilità verso di noi che la situazione dei nostri invalidi impone".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Aspettiamo ormai da lungo tempo che lo Stato attraverso il fondo 512 gestito del Ministero dell'Interno faccia fronte alle nostre cause civili - ha scritto ancora Maggiani Chelli - e ci risarcisca di quei 13 milioni di euro che il tribunale di Firenze ha riconosciuto per 51 persone, le quali hanno affrontato lutti e oggi convivono con malattie gravissime degenerative per effetto della strage del 27 maggio 1993".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
763  del 
30/10/2008
MAFIA: PARENTI VITTIME, NO A DDL SICILIA SU BENI CONFISCATI

PALERMO, 30 OTT - L'associazione dei familiari delle vittime della strage d.....
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MAFIA: PARENTI VITTIME, NO A DDL SICILIA SU BENI CONFISCATI

PALERMO, 30 OTT - L'associazione dei familiari delle vittime della strage di via Georgofili contesta in una nota il Ddl della giunta regionale che prevede che i beni confiscati alla mafia restino alla Sicilia "come ristoro del danno cha la Sicilia ha subito e subisce a causa della criminalità e come dimostrazione tangibile del controllo del territorio".
L'associazione ricorda che "erano tutti fiorentini e spezzini i morti di Firenze del 27 Maggio 1993, per mano del gotha di Cosa Nostra siciliana, così come fiorentini e spezzini sono i nostri invalidi più gravi".
"Chiediamo pertanto -prosegue la nota - che il denaro e i beni confiscati alla mafia che ha eseguito e ordinato la strage di via dei Georgofili venga utilizzato immediatamente per far fronte alle sentenze scaturite dalle cause civili, che noi abbiamo intrapreso contro uomini che dalla Sicilia sono venuti in 'continente' a massacrarci".
L'associazione chiede a questo proposito di rispettare quanto sancito dalla legge Rognoni-La Torre "che prevede prima di tutto si pensi alle vittime dirette della mafia e poi al sociale". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
764  del 
01/11/2008/
GELLI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SU STRAGI PAROLE GRAVISSIME

FIRENZE, 1 NOV - "Il signor Gelli quando afferma 'le stragi ci sono se.....
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GELLI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SU STRAGI PAROLE GRAVISSIME

FIRENZE, 1 NOV - "Il signor Gelli quando afferma 'le stragi ci sono sempre state', dice una cosa gravissima perché se sa qualcosa di più di quello che sappiamo noi parli visto che è alla fine della sua vita, altrimenti taccia perché il suo qualunquismo ci offende".
E' quanto afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Non è vero - si spiega nella nota - che quando esplosero le bombe del 1993 in questo paese mancava l'ordine. Le forze di polizia funzionavano eccome".
"Il vecchio Gelli - prosegue l'Associazione dei Georgofili - non sa nulla di ciò che voglia dire patire una strage. Lui di stragi non ne ha patite. Ci risparmi l'ironia becera e spicciola. Dopo di che non si schieri con nessuno, in difesa di nessuno o dovremmo pensare davvero che questa sua uscita pubblica nel giorno dei Santi abbia un secondo fine". (ANSA).
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COMUNICATO
765  del 
01/11/2008
Non è vero che quando esplosero le bombe del 1993, in questo Paese mancava l'ordine.
Le forze di polizia e carabinieri funzionavano eccome, t.....
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Non è vero che quando esplosero le bombe del 1993, in questo Paese mancava l'ordine.
Le forze di polizia e carabinieri funzionavano eccome, tant'è che poche ore dopo gli attentati mafiosi, dal ministero usci la nota: "è stata la mafia".
Il problema era più grave, istituzioni deviate, affaristi criminali e settori deviati dell'economia e delle gerarchi ecclesiastic
he, si erano colluse con "cosa nostra", qui è nata la strage di Firenze del 27 Maggio 1993. Il Signor Licio Gelli quando afferma "le stragi ci sono sempre state", dice una cosa gravissima, perché se sa qualcosa di più di quello che sappiamo noi parli, visto che è alla fine della sua vita, altrimenti taccia perché il suo qualunquismo ci offende.
Il vecchio Gelli non sa nulla di ciò che voglia dire patire una strage.
Lui di stragi non ne ha mai patite.
Ci risparmi l'ironia becera e spicciola.
Dopo di che non si schieri con nessuno, in difesa di nessuno, o dovremmo pensare davvero che questa sua uscita pubblica nel giorno dei Santi, abbia un secondo fine, perché noi da 15 anni stiamo aspettando i "nomi dei "mandanti esterni alla mafia" per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
766  del 
05/11/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, COLLABORATORI GIUSTIZIA VERI EROI

FIRENZE, 5 NOV - "Sessanta collaboratori di giustizia hanno contribuito a form.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, COLLABORATORI GIUSTIZIA VERI EROI

FIRENZE, 5 NOV - "Sessanta collaboratori di giustizia hanno contribuito a formare la prova penale nel processo di Firenze per le stragi del 1993, ribadiamo che questi sono per noi veri eroi". E' quanto afferma, in una nota, l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili.
Per l'Associazione "far assurgere fino agli altari dell' eroismo Vittorio Mangano condannato per mafia, è un punto di vista del tutto personale, ma che continua a rintronare di convegno in convegno, di trasmissione in trasmissione, che noi non condividiamo.
E' quindi inevitabile che ancora una volta abbiamo il dovere di insorgere contro il pericolo di delegittimazione dei cosiddetti 'pentiti', ovvero collaboratori di giustizia, quelli che parlano e raccontano ciò che sanno sulla mafia e i suoi efferati delitti, perché l'eroismo noi lo ravvisiamo fortemente in loro". (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
767  del 
06/11/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, AUSPICHIAMO REINSERIMENTO 41 BIS

FIRENZE, 6 NOV - "Auspichiamo davvero che le misure in merito al regime detentivo spe.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, AUSPICHIAMO REINSERIMENTO 41 BIS

FIRENZE, 6 NOV - "Auspichiamo davvero che le misure in merito al regime detentivo speciale di '41 bis', inserite in un emendamento approvato oggi in Commissione Giustizia, siano quelle che impediranno alla mafia una volta per tutte, di ballare sulle casse dei nostri morti, perché è proprio per l'annullamento e l'ammorbidimento del '41 bis' che i nostri parenti hanno perso la vita".
Lo afferma in una nota l'Associazione famiglie vittime strage di via dei Georgofili.
"Capiremo a breve, - aggiunge - se tutto ciò che è stato detto in queste ore avrà un fondamento e soprattutto se uomini come Gioachino Calabrò, Cosimo Lo Nigro, Salvatore Benigno e Giuseppe Barranca stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993, torneranno a regime di '41 bis', o se invece avranno fatto in tempo a cavarsela, con il rischio che proprio loro fossero i tenutari di quella terribile verità sui 'Mandanti esterni alla mafia' per le stragi del 1993". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
768  del 
10/11/2008
MAFIA: GEORGOFILI; VENDERE VILLA RIINA PER RISARCIRE VITTIME

PALERMO, 10 NOV - "Chiediamo allo Stato di vendere l'immobile apparten.....
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MAFIA: GEORGOFILI; VENDERE VILLA RIINA PER RISARCIRE VITTIME

PALERMO, 10 NOV - "Chiediamo allo Stato di vendere l'immobile appartenuto a Totò Riina, e oggi divenuto un agriturismo. Lo Stato deve far fronte alle cause civili intraprese dalle vittime della strage di via dei Georgofili, andate a sentenza 'immediatamente esecutive' il 30 ottobre del 2007, perché così vuole la legge".
Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Prima - aggiunge - si deve dare la priorità alle esigenze delle vittime del boss e poi si destinano i suoi beni a scopi sociali. Da azioni come quella da noi richiesta nasce il vero riscatto delle coscienze ; il saper far fronte alle esigenze dei nostri invalidi restituisce la speranza di vita a chi è stato massacrato da Riina con 300 chili di tritolo, il resto - conclude Giovanna Maggiani Chelli - è solo un tentativo di lavare le coscienze ".(ANSA).
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COMUNICATO
769  del 
10/11/2008
E' ignobile strombazzare ai quattro venti che lo Stato ha confiscato alla mafia nell'anno 2008, solo a Palermo 571 milioni di Euro, e non trovare 13 m..... Apri
E' ignobile strombazzare ai quattro venti che lo Stato ha confiscato alla mafia nell'anno 2008, solo a Palermo 571 milioni di Euro, e non trovare 13 milioni di euro per far fronte alle cause civili di 51 persone che a Firenze il 27 Maggio 1993 sono state massacrate da Salvatore Riina e da tutto il gotha di "cosa nostra", sotto il tritolo stragista.
Riterremo tutti responsabili di ciò che nei mesi a venire potrà succedere alle nostre vittime più colpite dalla furia stragista della mafia corleonese e lo renderemo noto con veri e propri bollettini.

La Signora Franca Castellese sbaglia quando dice che il 70% della mafia è stato vinto da Giuseppe Di Matteo.
Suo figlio è stato strangolato dalla mafia e sciolto nell'acido, perchè la sua morte doveva servire a far tacere il padre di Giuseppe, Santino Di Matteo, il quale in aula a Firenze non ha raccontato ciò che sapeva sulla strage di Firenze del 27 Maggio 93.
Se il padre di suo figlio, Signora Castellese, avesse parlato, probabilmente oggi io potrei chiedere il denaro stabilito dai Tribunali, per curare mia figlia, a ben altre persone rispetto a Salvatore Riina, le quali di certo non potrebbero dire di non avere una lira.

Salvatore Riina risulta nullatenente, e quello che gli viene espropriato finisce negli ingranaggi di uno Stato che non è in grado di gestirlo come dovrebbe e come le leggi prevedono.
"I mandanti esterni alla mafia per la strage di Firenze", invece, i capitali li hanno eccome, ma la Magistratura non ha trovato le prove per incriminarli, perché i collaboratori di giustizia non ci sono più: li hanno distrutti
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
770  del 
11/11/2008
Si è insediata la nuova Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, che si occuperà anche del rapporto mafia-politica, ossia del cosiddetto 3° l..... Apri
Si è insediata la nuova Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, che si occuperà anche del rapporto mafia-politica, ossia del cosiddetto 3° livello.
Proprio perché la politica italiana in questi 15 anni, mai ha dimostrato di voler arrivare alla verità completa sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, e mai ha supportato la Magistratura, nelle ricerche dei "mandanti esterni alla mafia " per tutti i massacri del 1993, affinchè i nostri morti e i nostri invalidi avessero giustizia completa, rimaniamo fermamente convinti che non si arriverà a nulla di fatto.
Sempre pronti a ricrederci in qualsiasi momento, ma l'antimafia in questi 15 anni ha funzionato ben poco, noi ne siamo l'espressione vivente, con tutti i problemi di mancata giustizia che ci soffocano di giorno in giorno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
771  del 
14/11/2008
Il "pentito" Gaspare Spatuzza stragista a Firenze il 27 Maggio 1993 continua a verbalizzare, per ora però non ha ancora la patente di collaboratore di..... Apri
Il "pentito" Gaspare Spatuzza stragista a Firenze il 27 Maggio 1993 continua a verbalizzare, per ora però non ha ancora la patente di collaboratore di giustizia è sempre annoverato fra i dichiaranti.
Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per quanto finora è trapelato sulle dichiarazioni di Spatuzza, l'esperienza ci insegna che in certi casi il silenzio è d'oro.
I "Mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993, avranno orecchie attente e saranno sicuramente pronti ad agire in senso negativo verso indagini delicate si presume in corso; così come attenta sarà la mafia stessa, quella mafia che potrebbe benissimo essere l'ideatrice del "pentimento di Spatuzza".
Noi per esempio siamo portati ad esprimere riserve sulla buona fede di azioni legali come quella della moglie di Santino di Matteo di costituirsi parte civile nel processo contro "cosa nostra". Santino Di Matteo a Firenze durante il processo per la strage di Firenze del 27 Maggio 93, non ha voluto parlare, si è avvalso della facoltà di non rispondere, riteniamo quel silenzio determinante per la verità sulle stragi del 1993, e sentiamo per ora un nauseabondo odore di mafia con coppola e colletto bianco.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione trai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
772  del 
16/11/2008
FIRENZE, 16 NOV - "Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993, oggi non più a regime di detenzione di 41 bis, sara..... Apri
FIRENZE, 16 NOV - "Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno stragisti a Firenze il 27 Maggio 1993, oggi non più a regime di detenzione di 41 bis, saranno chiamati davanti al gup di Palermo quali imputati nel processo per l'uccisione di Giuseppe Di Matteo. Ci domandiamo come mai per loro non venga ripristinato il regime speciale di detenzione".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"A nostro avviso - aggiunge l'associazione in una nota - ci sono tutte le premesse affinché i due soggetti possano, da un regime di carcere normale, con tutti i contatti familiari aperti, cercare di far uscire pizzini e intimidazioni di ogni genere per sgravare la loro posizione".(ANSA).
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COMUNICATO
773  del 
17/11/2008
Oggetto:
La Russa: contro la mafia misure straordinarie
Casson: La Russa si informi meglio

Maggioranza e opposizione bisticciano su.....
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Oggetto:
La Russa: contro la mafia misure straordinarie
Casson: La Russa si informi meglio

Maggioranza e opposizione bisticciano sul "41 bis", i primi colpevolizzano gli altri di rallentare l'iter in Parlamento e i secondi chiamano in causa emendamenti da loro proposti e non accettati in commissione.
Non sono i battibecchi che vogliamo, dopo 15 anni di governi di ogni tipo, vogliamo i fatti, perchè i nostri parenti sono stati massacrati affinchè il 41 bis fosse ammorbidito e poi reso nullo. Chiediamo pertanto a gran voce una applicazione severa e duratura del "41 bis" per i mafiosi rei di strage.
Chiediamo altresì il ripristino del regime carcerario duro per quanti condannati per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993,oggi non sono più a carcere speciale di detenzione, ma inseriti fra i carcerati normali, da dove possono tranquillamente gestire i loro affari e ridere delle nostre pene, in quanto vittime della più ignobile delle ingiustizie: la beffa
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
774  del 
18/11/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI A LUMIA, CONFISCHE PREVISTE LEGGE 575

FIRENZE, 18 NOV - Le critiche mosse dal senatore Giuseppe Lumia all'ipotesi, ava.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI A LUMIA, CONFISCHE PREVISTE LEGGE 575

FIRENZE, 18 NOV - Le critiche mosse dal senatore Giuseppe Lumia all'ipotesi, avanzata dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, di trasformare in denaro i beni confiscati dai mafiosi non sono piaciute all'Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che, in una nota firmata da Giovanna Maggiani Chelli, sottolinea come questa norma, che per Lumia non esiste, in realtà sia già inserita nella "Legge 575 del 1965".
Una norma che è "chiara - continua la nota - perché prima si deve far fronte alle esigenze delle vittime di mafia che sono andate in causa contro la mafia stessa, onorando immediatamente le sentenze dei Tribunali e, solo poi, si dedicano i beni confiscati al sociale".
Secondo Giovanna Maggiani Chelli, "il senatore Lumia dimentica che in quindici anni, tanti sono stati quelli delle nostre battaglie per la giustizia economica verso le nostre vittime, sopravissute alla strage del 27 maggio 1993, i Governi della parte che lui rappresenta avrebbero potuto, nello specifico per le vittime di via dei Georgofili, fare molto in generale per tutte le vittime di mafia fare altrettanto, e non hanno fatto nulla". (ANSA).
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COMUNICATO
775  del 
20/11/2008
Continua la deriva dell'annullamento del 41 bis.

Dopo i Tribunali di Sorveglianza, anche la Corte Suprema di Cassazione viene incontro a.....
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Continua la deriva dell'annullamento del 41 bis.

Dopo i Tribunali di Sorveglianza, anche la Corte Suprema di Cassazione viene incontro alle esigenze dei mafiosi.
Salvatore Riina nel 1993, era disposto a "rimetterci i denti" affinchè il carcere duro fosse abolito e i nostri parenti sono stati massacrati sotto il tritolo stragista ed eversivo di via dei Georgofili, proprio mentre era in corso con pezzi deviati dello Stato, quell'infame trattativa a suon di bombe per l'annullamento del "41 bis".
Siamo oltremodo scoraggiati davanti a sentenze della Cassazione come quella relativa a Davide Emmnuello boss mafioso appartenente a "Cosa nostra".
L'ennesima abolizione del "41 bis" ad un boss di cosa nostra, ancora una volta vuol dire che i nostri parenti sono morti inutilmente, ma soprattutto vuol dire che le nostre battaglie che da 15 anni portiamo avanti affinchè la mafia in carcere a "41" bis parli e ci sveli i nomi dei "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993 non sono state recepite.
Anzi sembra che qualcuno remi contro, forse proprio perché quella verità incredibile sulle stragi del 1993, non debba uscire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
776  del 
21/11/2008
Il figlio di Salvatore Riina sorvegliato speciale a casa sua, chiede il trasferimento a Cernusco sul Naviglio, perché a Corleone non trova lavoro. Apri
Il figlio di Salvatore Riina sorvegliato speciale a casa sua, chiede il trasferimento a Cernusco sul Naviglio, perché a Corleone non trova lavoro.
E allora?
Neppure i nostri di figli trovano lavoro nelle loro città, eppure le leggi speciali per le vittime della mafia prevedono un posto di lavoro assicurato.
Certo i nostri figli le pagine intere dei quotidiani di autorevole tiratura, e i telegiornali che danno ampio risalto alla notizia per portare il problema all'attenzione della pubblica opinione, non se lo possono neppure sognare.
I nostri di figli non fanno audience, sono stati buoni solo per essere massacrati sotto il tritolo stragista, e sacrificati per gli interessi di molti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
777  del 
22/11/2008
MAFIA: ASS. GEORGOFILI,TIMORE E' MESSAGGI PRELUDIO ATTENTATI

FIRENZE, 22 NOV - "I nostri parenti hanno pagato con la vita l'ar.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI,TIMORE E' MESSAGGI PRELUDIO ATTENTATI

FIRENZE, 22 NOV - "I nostri parenti hanno pagato con la vita l'arroganza ricattatoria della mafia, temiamo quindi che messaggi inquietanti, come quello di ieri comparso a Palermo, possano essere il preludio di nuovi spargimenti di sangue".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenuta nel 1993 a Firenze, esprimendo "preoccupazione per le scritte inneggianti alla libertà di Salvatore Riina e l'eliminazione del 41 bis".
"Se inquieta la coincidenza delle scritte con la richiesta del figlio di Riina di poter andare a vivere a Cernusco sul Naviglio - spiga la nota - non meno preoccupante è vedere comparire le scritte proprio mentre il Parlamento si appresta a varare misure più restrittive verso il carcere duro ai boss della mafia rei di strage".
"Il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze - conclude la nota - il messaggio dei corleonesi contro il 41 bis é stato messo in pratica con 300 chili di tritolo".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
779  del 
23/11/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INDIGNATI PER VISITE A PROVENZANO

ROMA, 23 NOV - Esprimiamo indignazione davanti alle continue visite in carcere da pa.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, INDIGNATI PER VISITE A PROVENZANO

ROMA, 23 NOV - Esprimiamo indignazione davanti alle continue visite in carcere da parte della politica, a uomini del calibro di Bernardo Provenzano.
E' quanto sostiene in una nota l'Associazione tra i familiari delle Vittime di via dei Georgofili, commentando la notizia, pubblicata oggi da Repubblica, della visita in carcere a Provenzano del deputato del PD Antonio Misiani.
"I rapporti della politica con la mafia - sottolineano - lasciano sempre perplessi quelli come noi, che a causa di barbari come Provenzano abbiamo versato lacrime e sangue e a causa della politica distratta e menefreghista siamo ancora oggi in alto mare con le cause civili intraprese contro la mafia.
Chiediamo al Deputato del PD Antonio Misiani, perché non é venuto in strada in via dei Georgofili dal febbraio all'Aprile del 2008, a cercare di capire perché tutti noi della strage del 27 Maggio 1993, eravamo sul luogo dell'attentato con gli striscioni in mano a chiedere giustizia.
Chiedevamo giusto al Governo al quale apparteneva il deputato del PD Misiani attenzione per le vittime di via dei Georgofili, giustizia per il massacro di donne e bambini da parte di Bernardo Provenzano, e la politica era latitante come sempre da 15 anni a questa parte nei nostri confronti".
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COMUNICATO
780  del 
30/11/2008
Auspichiamo a breve l'inasprimento del "41 bis" già approvato al Senato, norma per la quale già da tempo si prodiga il Ministro della G..... Apri
Auspichiamo a breve l'inasprimento del "41 bis" già approvato al Senato, norma per la quale già da tempo si prodiga il Ministro della Giustizia, tant'è che in questi ultimi mesi gli sono stati rivolti chiari segnali di minaccia, segnali che noi riteniamo riconducibili a "cosa nostra", visto che il 27 Maggio 1993 a Firenze ha massacrato i nostri parenti affinchè il "41 bis" fosse abolito totalmente.
Auspichiamo inoltre, che le nuove norme che renderanno impossibile il contatto con l'esterno da parte dei boss mafiosi stragisti a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, contengano la possibilità da parte degli organi competenti, di rispedire Cosimo Lo Nigro, Salvatore Benigno, Giuseppe Barranca e Gioachino Calabrò a carcere duro, là dove vi sia una sola possibilità di riaprire i contatti con la famiglia: collaborare con la giustizia.
Non abbiamo inibizioni nell'affermare che il "41 bis" deve produrre "sbirri", perché c'è bisogno delle verità completa sulle stragi del 1993 o i nostri morti non avranno avuto giustizia così come non l'avrà avuta l'intero Paese, anche se fa finta di nulla davanti alla tragedia della strage di Via dei Georgofili considerandolo un fatto esclusivamente privato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
781  del 
01/12/2008
MAFIA: FAM. GEORGOFILI, DA FIGLI PROVENZANO PARTITA SPORCA

FIRENZE, 1 DIC - "I figli di Bernardo Provenzano giocano una partita sporca e.....
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MAFIA: FAM. GEORGOFILI, DA FIGLI PROVENZANO PARTITA SPORCA

FIRENZE, 1 DIC - "I figli di Bernardo Provenzano giocano una partita sporca e lo sanno benissimo. Il loro tentativo di salvare ciò che non sarà mai salvabile non possiamo comprenderlo neppure sotto il profilo dell'amore verso quell'assassino che comunque resta il loro padre".
Lo afferma, in una nota, l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili commentando le interviste pubblicate oggi da alcuni quotidiani ai figli del capo dei capi di cosa nostra.
"L'amore filiale così ostentato verso un uomo che non è tale, ma solo un mafioso potente e pericoloso - continua l'Associazione - è un insulto a tutte le vittime di mafia, ma soprattutto a noi vittime di via dei Georgofili, perché Bernardo Provenzano, ha scelto proprio noi, fra milioni di potenziali vittime, per dare al Paese intero un messaggio che ha dato un ennesimo colpo alla effimera democrazia dell'Italia".
Nella nota, l'Associazione chiede una intervista ai maggiori quotidiani nazionale "affinché - scrive - possiamo esternare ciò che pensiamo, visto che il prezzo noi lo abbiamo pagato tutto intero sotto 300 chili di tritolo"..(ANSA).
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COMUNICATO
782  del 
02/12/2008
Nello Studio Legale che cura gli interessi di Bernardo Provenzano, si è tentata una strategia per vincere l'ultima battaglia di una guerra che ha vist..... Apri
Nello Studio Legale che cura gli interessi di Bernardo Provenzano, si è tentata una strategia per vincere l'ultima battaglia di una guerra che ha visto l'impegno massimo di "cosa nostra" nel 1993. "Cosa nostra" stragista non intende più restare in carcere a "41 bis" e vedere i suoi beni confiscati e destinati alle vittime della mafia.
Questo stava scritto nel "papello" ricattatorio e questo oggi pretende "cosa nostra".
I figli di Bernardo Provenzano giocano una partita sporca e lo sanno benissimo, il loro tentativo di salvare ciò che non sarà mai salvabile, non possiamo comprenderlo neppure sotto il profilo dell'amore verso quell'assassino che comunque resta il loro padre.
L'amore filiale così ostentato verso un uomo che non è tale, ma solo un mafioso potente e pericoloso, è un insulto a tutte le vittime di mafia, ma soprattutto alle vittime di via dei Georgofili, perché Bernardo Provenzano le ha scelte fra milioni di potenziali vittime per inviare un messaggio al Paese che ha dato un ennesimo colpo alla sua effimera democrazia.
Chiediamo ai giornalisti delle principali testate quotidiane che ci venga data nelle prossime ore la possibilità di esprimere ciò che pensiamo in un'intervista, visto che il prezzo affinché la famiglia Provenzano e con lei tutta "cosa nostra" fosse assurta alla "Santificazione", lo abbiamo pagato tutto intero sotto 300 chili di tritolo.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
783  del 
03/12/2008
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE PIU' FINANZIAMENTI FONDO VITTIME

FIRENZE, 3 DIC - Soddisfazione è stata espressa dall'Associazione tra .....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, BENE PIU' FINANZIAMENTI FONDO VITTIME

FIRENZE, 3 DIC - Soddisfazione è stata espressa dall'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili per l'aumento del finanziamento del Fondo 512 per il sostegno alle vittime della criminalità organizzata. Le disposizioni in merito, spiega l'associazione, sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale del 1 dicembre.
"Ringraziamo quanti insieme a noi si sono prodigati affinché il Fondo 512 fosse riportato all'onore del mondo, - commenta l'associazione - aspettiamo fiduciosi e nei mesi a seguire saremo sempre vigili verso un diritto che riteniamo sacrosanto, ricordiamo altresì che i nostri invalidi non hanno più tempo".
L'associazione ricorda che il 30 Ottobre 2007 il tribunale di Firenze "ha emesso 51 sentenze di causa civile, immediatamente esecutive, a fronte di altrettante cause intraprese dai familiari delle vittime contro Cosa nostra per la strage di via dei Georgofili.
I nostri invalidi resi tali sotto trecento chili di tritolo mafioso eversivo e le famiglie dei morti, vogliamo fortemente credere che avranno finalmente giustizia almeno sul piano del ristoro del danno subito". (ANSA).
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COMUNICATO
784  del 
04/12/2008
Meglio tardi che mai, è arrivata una interrogazione parlamentare del Sen. Lumia sul caso di Vicenzo Santapaola.
Una interrogazione parlamentare, s.....
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Meglio tardi che mai, è arrivata una interrogazione parlamentare del Sen. Lumia sul caso di Vicenzo Santapaola.
Una interrogazione parlamentare, sarebbe stata una cosa santa anche ai tempi del passaggio dal "41 bis" a carcere normale dei mafiosi Lo Nigro Cosimo e Benigno Salvatore .
Noi le vittime della strage di via dei Georgofili, agli inizi del 2007, quando venimmo a conoscenza di una cosa che ritenevamo gravissima, avevamo supplicato una interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia, anzi l'avevamo pure presentata per iscritto, ma nessuno l'ha mai proferita e i due mafiosi sono oggi a carcere normale pur essendo rei della strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Possono parlare con chiunque i mafiosi della strage di Via dei Georgofili e pararsi le spalle per ogni massacro che hanno commesso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via ei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
785  del 
11/12/2008
INTERCETTAZIONI: ASS. GEORGOFILI, PREOCCUPATI PER LIMITI DDL

FIRENZE, 11 DIC - "Esprimiamo tutta la preoccupazione possibile sul limite che s.....
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INTERCETTAZIONI: ASS. GEORGOFILI, PREOCCUPATI PER LIMITI DDL

FIRENZE, 11 DIC - "Esprimiamo tutta la preoccupazione possibile sul limite che si vuole porre all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche".
Lo afferma, in una nota, l'Associazione delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili commentando l'allarme lanciato ieri dal segretario dell'Anm Giuseppe Cascini nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni.
"Le intercettazioni - continua l'Associazione - sono uno strumento che si è rivelato indispensabile nelle indagini sulle stragi del 1993.
I responsabili materiali e interni all' organizzazione di Cosa nostra per le stragi del 1993 furono individuati proprio grazie a un'intercettazione telefonica tra Nino Gioé e La Barbera in via Ughetti a Palermo e consentirono che fosse arrestato tutto il gruppo di fuoco mafioso terrorista di Leoluca Bagarella". (ANSA).
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COMUNICATO
787  del 
11/12/2008
Da 15 anni aspettiamo che la Magistratura porti in giudizio i "mandanti esterni alla mafia" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ovv..... Apri
Da 15 anni aspettiamo che la Magistratura porti in giudizio i "mandanti esterni alla mafia" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ovvero che sia portato a compimento l'immane lavoro di indagine sui concorrenti della mafia per la strage di via dei Georgofili, iniziato dal compianto Magistrato Gabriele Chelazzi.
Per questo esprimiamo tutta la preoccupazione possibile sul limite che si vuole porre all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, strumento che si è rivelato indispensabile nelle indagini sulle stragi del 1993, consentendo che fosse arrestato tutto il gruppo di fuoco mafioso terrorista di Leoluca Bagarella.
Nel merito, basti ricordare le intercettazioni ambientali di Via Ughetti fra i mafiosi Gioè e La Barbera.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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COMUNICATO
786  del 
12/12/2008
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordano la strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969.
Quanti morirono e rimaser.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordano la strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969.
Quanti morirono e rimasero feriti in quel tragico attentato, così come in tutte le stragi d'Italia, ancora oggi pesano sulla coscienza di quanti non hanno saputo dare loro quella giustizia di cui un Paese civile avrebbe dovuto farsi carico.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
788  del 
16/12/2008
MAFIA:GEORGOFILI,SERVE GRANDE IMPEGNO ARRESTO MESSINA DENARO

FIRENZE, 16 DIC - L'associazione tra i familiari vittime della strage di vi.....
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MAFIA:GEORGOFILI,SERVE GRANDE IMPEGNO ARRESTO MESSINA DENARO

FIRENZE, 16 DIC - L'associazione tra i familiari vittime della strage di via dei Georgofili chiede "un grande impegno attraverso strumenti come le intercettazioni e l'inasprimento del regime speciale di detenzione '41 bis', affinché si arrivi presto all'arresto del latitante Matteo Messina Denaro".
In una nota l'associazione spiega che Messina Denaro "é sicuramente in grado di riorganizzare un 'gruppo di fuoco' e all'occorrenza sferrare nuovamente un attacco armato contro lo Stato, come già ha fatto in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, travolgendo nel massacro i nostri parenti e tutte le nostre famiglie".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
789  del 
16/12/2008

MAFIA: PERSEO; SODDISFAZIONE DA POLITICI E ASSOCIAZIONI

PALERMO, 16 DIC - Numerosi gli attestati di stima del mondo politico e dell'.....
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MAFIA: PERSEO; SODDISFAZIONE DA POLITICI E ASSOCIAZIONI

PALERMO, 16 DIC - Numerosi gli attestati di stima del mondo politico e dell'associazionismo a magistrati e forze dell'ordine per l'operazione "Perseo" che ha portato all' arresto di 99 affiliati a Cosa nostra.
Secondo il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, "l'operazione testimonia che combattendo ogni giorno per la difesa della legalità i risultati arrivano. L'eccellente lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine ha portato oggi a un successo straordinario".
Per il portavoce nazionale di Italia dei valori, Leoluca Orlando, "da anni i magistrati e i nuclei investigativi danno prova di professionalità d'eccellenza. Dobbiamo tutti riconoscenza alla dedizione di quanti lavorano per il bene della nostra comunità nonostante le perseveranti azioni di chi dall'alto cerca di ridurne e sminuirne il valore".
Il vicepresidente della commissione nazionale Antimafia, Fabio Granata, parla di "un segno forte e concreto dell'azione dello Stato. Tante cose stanno cambiando grazie all'azione intelligente e continua di magistratura e forze dell'ordine, ma anche grazie ad una reazione alla prepotenza mafiosa di settori sempre più vasti della società siciliana. Avanti cosi".
Secondo Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera "l'operazione è un importante successo nella lotta contro la criminalità organizzata. Un plauso alle Forze dell' ordine ed alla magistratura che con spirito di sacrificio e grande professionalità lavorano per la sicurezza dei cittadini della Sicilia e del Paese".
Di "grande capacità investigativa e forte determinazione delle forze dell'ordine e dei magistrati di Palermo" parla il deputato nazionale del Pdl Pippo Fallica.
Per Giuseppe Marinello, deputato del Pdl e componente della commissione Antimafia, "la brillante operazione ribadisce una rinnovata e continua presenza dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata".

Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, chiede "un grande impegno attraverso strumenti come le intercettazioni e l'inasprimento del regime del 41 bis, affinché si arrivi presto all'arresto di Matteo Messina Denaro, sicuramente in grado di riorganizzare un 'gruppo di fuoco' e all'occorrenza sferrare nuovamente un attacco armato contro lo Stato.
Troppi sono i 'santi in Parlamento' ai quali Matteo Messina Denaro si rivolge per avere protezione, e solo leggi severe ma necessarie possono far venir meno le certezze e l'arroganza di un macellaio senza pari e dei suoi degni compari collusi con la mafia".

L'associazione nazionale Familiari vittime di mafia esprime gratitudine agli uomini dell'Arma.
"Oggi per noi e per il Paese é un gran giorno", afferma Sonia Alfano, presidente dell'associazione.
"In meno di 24 ore le forze dell'ordine assestano un altro duro colpo al sistema mafioso", dice il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Idv.
"E' proprio attraverso gli arresti di capi, sottocapi e manovalanza ma soprattutto interrompendo la liquidità finanziaria che si interrompe il vasto circuito della criminalità mafiosa".(ANSA).
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COMUNICATO
790  del 
16/12/2008
Chiediamo un grande impegno attraverso strumenti come le intercettazioni e l'inasprimento del regime speciale di detenzione "41 bis", a..... Apri
Chiediamo un grande impegno attraverso strumenti come le intercettazioni e l'inasprimento del regime speciale di detenzione "41 bis", affinchè si arrivi presto all'arresto del latitante Matteo Messina Denaro.
L'uomo appartenente a "cosa nostra" è sicuramente in grado di riorganizzare un "gruppo di fuoco" e all'occorrenza sferrare nuovamente un attacco armato contro lo Stato, come già ha fatto in Via dei Gergofili la notte del 27 Maggio 1993, travolgendo nel massacro i nostri parenti e tutte le nostre famiglie.
Troppi sono i "Santi in Parlamento" ai quali Matteo Messina Denaro si rivolge per avere protezione, e solo leggi severe ma necessarie possono far venir meno le certezze e l'arroganza di un macellaio senza pari e dei suoi degni compari collusi con la mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
791  del 
18/12/2008
Il suicidio di queste ultime ore del mafioso Gaetano Lo Presti, sembra il replay del "suicidio" di Antonino Gioè uomo di "cosa nostra&#..... Apri
Il suicidio di queste ultime ore del mafioso Gaetano Lo Presti, sembra il replay del "suicidio" di Antonino Gioè uomo di "cosa nostra".
Antonino Gioè, il 29 Luglio 1993 dopo solo 48 ore dalla strage di via Palestro a Milano, cosciente di esser stato intercettato nell'appartamento di Via Ughetti a Palermo, mentre parla con il mafioso La Barbera, giusto delle stragi del 1993, si è "suicidato", come ebbe a scrivere in una lettera mai resa completamente nota, per salvare la sua famiglia da vendette mafiose trasversali. Malgrado tutte le assicurazioni attraverso i media, dopo la brillante operazione delle forze dell'ordine per tagliare la testa alla nuova "Commissione Provinciale " di "cosa nostra", all'interno della quale la mafia decide le sue operazioni più tragiche come le stragi, non ci sentiamo assolutamente rassicurati.
Gli uomini di "cosa nostra" in carcere per le stragi del 1993, vogliono abolito il "41 bis", così come vogliono vedere il Fondo 512 Legge del 1999 promulgata per il sostentamento delle vittime della criminalità organizzata, completamente depauperato delle risorse che derivano da beni loro confiscati, per ottenere tutto ciò temiamo che come si erano ripromessi con la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, siano disposti ad andare fino in fondo.
Chiediamo quindi che lo Stato dia un segnale pronto e forte attraverso quegli strumenti che sono stati istituiti per il contrasto alle organizzazioni mafiose quali il "41 bis" e il Fondo 512/99.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
792  del 
20/12/2008
Il probabile pentimento di Gaspare Spatuzza verso Dio per i peccati commessi, è un problema del tutto personale, il suo confessore spirituale raccogli..... Apri
Il probabile pentimento di Gaspare Spatuzza verso Dio per i peccati commessi, è un problema del tutto personale, il suo confessore spirituale raccoglierà le parole di un mafioso e tutto rimarrà fra le pareti segrete di un confessionale .
A noi che abbiamo vissuto e viviamo l'inferno provocato nelle nostre vite da Gaspare Spatuzza, serve molto di più di un atto privato, serve un atto pubblico dentro le aule di giustizia. Gaspare Spatuzza deve rendere conto del suo operato alle sue vittime, quelle di via dei Georgofili, è c'è un solo modo per farlo, raccontare ai magistrati tutto quello che sa sulla strage del 27 Maggio 1993.
Soprattutto deve dire quale parte chiave hanno avuto i fratelli Graviano, nei rapporti con la politica e le istituzioni deviate, solo allora potremmo cominciare ad elaborare il nostro convincimento che anche Gaspare Spatuzza quale collaboratore con la giustizia merita il nostro sia pur tribolato consenso.
Ogni altra forma di pentimento, sia pure supportato da una confessione dei peccati ad un prelato di alto livello, resta esclusivamente un fatto privato che poco capiamo come abbia potuto finire pubblicizzato sulla stampa e per quali reconditi motivi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
793  del 
23/12/2008
Ricordiamo la strage del rapido 904 del 23 Dicembre 1984, ribadendo la necessità di una legge efficiente e severa per il sistema detentivo speciale di..... Apri
Ricordiamo la strage del rapido 904 del 23 Dicembre 1984, ribadendo la necessità di una legge efficiente e severa per il sistema detentivo speciale di "41 bis" e ribadendo la nostra totale disapprovazione contro lo sciopero della fame che i detenuti mafiosi rei di strage, stanno osservando in queste ore nelle carceri italiane.
Il nostro pensiero va ai sedici morti e ai feriti dell'antivigilia di Natale, di quello che fu l'inizio di uno dei momenti più bui della storia d'Italia, quando la mafia corleonese iniziò ad imporre le sue leggi spargendo morte e terrore.
Ancora oggi tutti coscienti di quanto il volere mafioso abbia inciso negativamente nel grado di democrazia del nostro Paese, la politica e le istituzioni preposte non trovano il coraggio di dire basta e non si impegnano affatto a fianco delle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi, supportando la Magistratura, nella ricerca di quella verità completa che darebbe finalmente giustizia a quanti sono stati uccisi per mano di mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
794  del 
23/12/2008
STRAGE TRENO 904:GEORGOFILI,FU INIZIO MOMENTI PIU' BUI ITALIA

FIRENZE, 23 DIC - "Il nostro pensiero va ai sedici morti e ai feriti dell'antiv.....
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STRAGE TRENO 904:GEORGOFILI,FU INIZIO MOMENTI PIU' BUI ITALIA

FIRENZE, 23 DIC - "Il nostro pensiero va ai sedici morti e ai feriti dell'antivigilia di Natale, di quello che fu l'inizio di uno dei momenti più bui della storia d'Italia, quando la mafia corleonese iniziò ad imporre le sue leggi spargendo morte e terrore".
Così l'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili ricorda la strage sul treno rapido 904 avvenuta il 23 Dicembre 1984.
In una nota l'associazione ribadisce "la necessità di una legge efficiente e severa per il sistema detentivo speciale di '41 bis' e la nostra totale disapprovazione contro lo sciopero della fame che i detenuti mafiosi rei di strage stanno osservando in queste ore nelle carceri italiane".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
795  del 
27/12/2008
TERRORISMO: ASS. GEORGOFILI, NIENTE FONDI A FILM PRIMA LINEA

FIRENZE, 27 DIC - L' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di.....
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TERRORISMO: ASS. GEORGOFILI, NIENTE FONDI A FILM PRIMA LINEA

FIRENZE, 27 DIC - L' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze disapprova il finanziamento statale assegnato al film 'Prima linea' del regista Renato De Maria, con gli attori Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio, ispirato al libro 'Miccia corta' di Sergio Segio.
L'associazione, in una nota firmata da Giovanna Maggiani Chelli, scrive che "alla fine lo Stato ha finanziato con un 1,5 milioni di euro il film che racconta la storia di un assalto al carcere da parte di Prima linea".
"Pur considerando che una legge prevede i finanziamenti all'arte cinematograficà - prosegue la nota - disapproviamo questo finanziamento", che proviene da "quello Stato che continua a raccontarci la favola che non ha i soldi per far fronte alle sentenze delle nostre cause civili intentate contro i terroristi mafiosi".
"La storia di 'Prima linea' - si scrive ancora nel testo - e di uomini che ancora oggi vanno in carcere a visitare mafiosi stragisti, dimostrando per loro comprensione e inneggiando all'abolizione del carcere detentivo '41 bis' per uomini come Riina, è ancora tutta da leggere; troppi documenti sono ancora secretati".(ANSA)
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COMUNICATO
796  del 
27/12/2008
Alla fine lo Stato finanziò, con un milione e mezzo di Euro,il film "Miccia corta", la storia di un assalto al carcere da parte degli uomini..... Apri
Alla fine lo Stato finanziò, con un milione e mezzo di Euro,il film "Miccia corta", la storia di un assalto al carcere da parte degli uomini di prima linea per liberare la propria bella.
Pur considerando che una Legge prevede i finanziamenti "all'arte cinematografica", disapproviamo per questo finanziamento, quello Stato che dal 2007 continua a raccontarci la "favola" che non ha i soldi per far fronte alle sentenze delle nostre cause civili intentante contro i terroristi mafiosi.
La storia di "prima linea" di uomini che ancora oggi vanno in carcere a visitare i mafiosi stragisti, dimostrando per loro comprensione e inneggiando all'abolizione del carcere detentivo di "41 bis" per uomini come Riina, è ancora tutta da leggere, troppi documenti sono ancora secretati.
Quale storia quindi potrà mai raccontarci il cinema, se non quella di "Prezzemolina" liberata dal castello maledetto, dove la cattiva strega l'aveva imprigionata.
Mentre assistiamo allo spreco del denaro pubblico, guardiamo all'agonia dei nostri invalidi con rabbia e disperazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA APCOM
797  del 
27/12/2008
Roma, 27 dic. (Apcom) - E' sbagliato dare i soldi ad un film sui terroristi di Prima Linea.
L'associazione tra i familiari delle vittime della st.....
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Roma, 27 dic. (Apcom) - E' sbagliato dare i soldi ad un film sui terroristi di Prima Linea.
L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, con una nota, disapprova il finanziamento, con un milione e mezzo di euro, alla pellicola 'Miccia corta' di Renato De Maria con Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio, la storia di un assalto al carcere per liberare la propria bella".
E "mentre assistiamo allo spreco del denaro pubblico, guardiamo all'agonia dei nostri invalidi con rabbia e disperazione".

In un comunicato a firma della presidente Giovanna Maggiani Chelli, si spiega che pur considerando che una Legge prevede i fondi 'all'arte cinematografica', "disapproviamo questo finanziamento". Visto che è concesso da "quello Stato che dal 2007 continua a raccontarci la 'favola' che non ha i soldi per far fronte alle sentenze delle nostre cause civili intentate contro terroristi e mafiosi".
La storia di Prima linea - si sottolinea - è quella di uomini che ancora oggi vanno in carcere a visitare i mafiosi stragisti, dimostrando per loro comprensione e inneggiando all'abolizione del carcere detentivo di '41 bis', a cui è sottoposto ad esempio Totò Riina.
Questa storia - secondo la Maggiani Chelli - "è ancora tutta da leggere, troppi documenti sono ancora secretati.
Quale storia quindi potrà mai raccontarci il cinema, se non quella di 'Prezzemolina' liberata dal castello maledetto, dove la cattiva strega l'aveva imprigionata".
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COMUNICATO
798  del 
30/12/2008
"Cosa nostra", come era prevedibile sta riscuotendo successo, si sono organizzati club sul social network Facebook e gli iscritti impazzano per i boss..... Apri
"Cosa nostra", come era prevedibile sta riscuotendo successo, si sono organizzati club sul social network Facebook e gli iscritti impazzano per i boss mafiosi e se la ridono su crimini gravissimi come le stragi terroristiche mafiose del 1993.
Da 15 anni andiamo dicendo e scrivendo che la deriva verso cui sta scivolando il Paese Italia in fatto di mafia è senza precedenti. E per Dio abbiamo ragione, altro che contrasto alla mafia! Il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, il gotha di "cosa nostra" ha fatto detonare 300 chili di tritolo, in quella devastazione immane sono morti i nostri figli, ma il tritolo era rivolto al Paese intero.
Tuttavia solo noi i fam.liari delle vittime della strage di via dei Georgofili cerchiamo la verità completa sui "mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993", più che giusto quindi davanti a tanta indifferenza, e a tanto isolamento creato intorno a noi, i commentatori di Facebook scrivano: - "Riina è un grande", e cerchino il sosia di Bernardo Provenzano.
In fondo Riina e Provenzano, hanno vinto con quel tritolo a buon mercato sulla pelle dei nostri parenti, hanno vinto entrambi, rimboccando bene la coperta ai "Concorrenti in strage ", agli "Autori della strage", del più vigliacco massacro mai avvenuto in Italia sotto le finestre di chi dormiva nel suo letto.
Massacro perpetrato nell'intento, ben riuscito, di dare un messaggio a chi ha da "capir capisca".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
799  del 
30/12/2008
MAFIA: FAN SU FACEBOOK; CHELLI, ALTRO CHE LOTTA A CRIMINALITA'

FIRENZE, 30 DIC - "Altro che contrasto alla mafia".
Lo afferma, in una no.....
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MAFIA: FAN SU FACEBOOK; CHELLI, ALTRO CHE LOTTA A CRIMINALITA'

FIRENZE, 30 DIC - "Altro che contrasto alla mafia".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, commentando la notizia dei fan dei boss Riina e Provenzano riuniti su Facebook.
"Come era prevedibile - scrive Chelli - cosa nostra sta riscuotendo successo: si sono organizzati club sul social network Facebook e gli iscritti impazzano per i boss mafiosi e se la ridono su crimini gravissimi come le stragi terroristiche mafiose del 1993. Da 15 anni andiamo dicendo e scrivendo che la deriva verso cui sta scivolando l' Italia in fatto di mafia è senza precedenti".
Chelli ricorda le stragi del 1993, quando il gotha di cosa nostra "ha fatto detonare 300 chili di tritolo in via dei Georgofili. Solo i familiari delle vittime di quella strage cercano la verità sui mandanti esterni per le stragi del 1993.
"Davanti a tanta indifferenza e a tanto isolamento creato intorno a noi, è piu che giusto che i commentatori di Facebook scrivano che 'Riina e' un grande e cerchino il sosia di Bernardo Provenzano.
In fondo loro hanno vinto". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
800  del 
30/12/2008
Facebook Mafia pages cause furore
Fans of mobsters seek boss 'look- alikes'


Rome, December 30 - Relatives of Mafia victi.....
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Facebook Mafia pages cause furore
Fans of mobsters seek boss 'look- alikes'


Rome, December 30 - Relatives of Mafia victims on Tuesday reacted with fury to fan club pages dedicated to jailed Cosa Nostra superbosses Salvatore (Toto') Riina and Bernardo Provenzano that have been set up on the social networking site Facebook.

"Subscribers to these groups are going crazy over the Mafia bosses and laughing at extremely serious crimes," said Giovanna Maggiani Chelli of the Victims of Via Georgofili association, which is named after the site of a Mafia bombing in Florence in 1993.

Maria Falcone, the sister of anti-Mafia crusading magistrate Giovanni Falcone, who was assassinated with fellow judge Paolo Borsellino in 1992 on the orders of the two bosses, told daily La Repubblica she was "outraged" at the phenomenon.

"Unfortunately, evil still fascinates our young people. Certain messages on the Internet and certain films are not helping," she added.
Toto' 'The Beast' Riina, 78, was the undisputed Cosa Nostra 'boss of bosses' until his arrest in January 1993 and is currently serving twelve life sentences for murder.

A Facebook fan club dedicated to the mobster has almost 2,228 subscribers, who leave him messages wishing him a happy Christmas, telling him he's "great" and posting videos about him.

Riina's successor, Bernardo Provenzano, has a smaller fan group with 202 subscribers who claim to "honour someone who tricked the state for 40 years" as well as a group calling for him to be made a saint with 152 subscribers.

Another group on the site is searching for an "official look-alike" for the Cosa Nostra kingpin and posts photos of people bearing physical similarities to the 75-year-old.

A peasant who rose up the Mafia's ranks through his ability as a killer, Provenzano took over from his fellow Corleone townsman Riina after his arrest.

Provenzano helped run the Mafia from various hiding places for more than 40 years before police caught up with him at a sheep farm outside Corleone in April 2006.

USERS POSE AS BOSSES.

Many individual Facebook users have meanwhile signed on to the site using the names and photos of Riina, Provenzano and Trapani boss Matteo Messina Denaro, the last of Provenzano's key henchmen still at large.

A former Porsche-driving playboy from Trapani, 46-year-old Messina Denaro has been on the run since 1993 and enjoys a semi-mythical status among the younger generations of Cosa Nostra.

The gangster sealed a reputation for brutality by murdering a rival Trapani boss and strangling his three-month-pregnant girlfriend.

Facebook users accepted as 'friends' by people claiming to be the mobster post messages asking if they are ''the real Messina Denaro'' and telling them they are "honoured by his friendship".

Maggiani Chelli, whose association is still seeking justice over the Florence bombings, hit out at a lack of public and state support for victims.

"In the face of so much indifference and isolation for us, it's quite right that the subscribers to Facebook should write 'Riina is great' and look for Bernardo Provenzano clones. At the end of the day, they've won," she said.

However, for now fan pages on the site dedicated to Falcone and Borsellino remain significantly more popular than those of the Mafia bosses, with 184,206 subscribers.
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