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   135 notizie nel periodo '2007'

LETTERA
564  del 
02/01/2007
A Clemente Mastella - Ministro di Grazia e Giustizia

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A Clemente Mastella - Ministro di Grazia e Giustizia

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LETTERA
563  del 
05/01/2007
Al quotidiano LA REPUBBLICA
Illustrissimo Signor Direttore de la Repubblica
Dr. Ezio Mauro - Roma

Il giornale da Lei diretto, pubblica o.....
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Al quotidiano LA REPUBBLICA
Illustrissimo Signor Direttore de la Repubblica
Dr. Ezio Mauro - Roma

Il giornale da Lei diretto, pubblica oggi un articolo riguardante il Capitano Ultimo: non vogliamo entrare nel merito delle gloriose gesta del Capitano Ultimo e della dottrina in fatto di cattura di latitanti che lo stesso intende diffondere ai posteri.
Visto però che il Capitano Ultimo non spreca mai un solo pensiero per i morti e gli invalidi delle stragi del 1993, vittime che mai sapremo si sarebbero potute evitare, se l'illustre poliziotto avesse perquisito il così detto "covo di Riina", ci sentiamo sicuramente di dire che ogni giorno ci viene proposto un buon motivo per essere indignati.
Oggi, inoltre, il giornale da Lei diretto, quasi a voler infilare il coltello nella piaga, pubblica -Scarcerato il figlio del boss "Deve fare la tesi di laurea"-.
Non ce la facciamo Signor Direttore a sopportare tutto questo; senza addentrarci con grandi parole dentro il nostro dolore, la nostra rabbia, Le dico semplicemente: non è Giusto.
Lei sa benissimo che a febbraio scorso il massacratore di Firenze del 27 Maggio 93, Cosimo Lo Nigro, ha avuto revocato il 41 bis, che Salvatore Riina a Natale è stato mandato in ospedale e non stava niente male.
E chissà cos'altro ancora non sappiamo.
Ebbene ora è più che mai doveroso nei nostri confronti pubblicare anche il nostro di pensiero, parlare delle nostre richieste al Ministro della giustizia circa Lo Nigro. A scrivere dovrà necessariamente essere un giornalista che è sempre stato a Firenze, a noi vicino, durante il calvario dei processi; uno che di noi conosca tutto. Crediamo di poterlo pretendere.
Mi scuso per l'ardire ma o saremo compresi una volta per tutte, oppure dovremo constatare che le vittime sono una zavorra, un peso per la società, un soggetto che il giornalismo italiano preferisce evitare, neppure paragonabile ai carnefici, che tanto interesse mediatico suscitano. I carnefici assomigliano sempre più ai nostri politici: aprono i giornali e se trovano il loro nome e la loro foto, nel bene o nel male sanno di essere importanti.

Cordiali saluti,

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
562  del 
08/01/2007
STRAGI: GEORGOFILI; GIACOMELLI (DL), PERCHE' REVOCA 41 BIS?

(ANSA) - ROMA, 8 gen - Antonello Giacomelli, della Margherita, solleva il prob.....
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STRAGI: GEORGOFILI; GIACOMELLI (DL), PERCHE' REVOCA 41 BIS?

(ANSA) - ROMA, 8 gen - Antonello Giacomelli, della Margherita, solleva il problema di "uno dei condannati" per la strage di via dé Georgofili, a Firenze, nel 1993, al quale sarebbe stata revocata l'applicazione del regime carcerario duro.

In un'interrogazione, Giacomelli chiede al ministro della giustizia, Clemente Mastella, "se corrisponde al vero la decisione di revocare il regime di 41 bis ad uno dei condannati per la strage di Via dé Georgofili in cui persero la vita cinque persone e quarantotto rimasero ferite e, in caso affermativo, riferisca i motivi che hanno ispirato il provvedimento".

Giacomelli sottolinea che "quel tragico evento rimane ancora una ferita aperta nella storia della città ed è comprensibile la reazione dei familiari delle vittime davanti ad una decisione così importante", e chiede a Mastella intervenga "se ritiene opportuno che uno degli artefici di un gesto tanto barbaro possa usufruire di tale beneficio e, soprattutto, rassicuri i familiari delle vittime che sono costretti, per l'ennesima volta, a ritornare su quel dolorosissimo episodio". (ANSA).

COM-GRZ
08-GEN-07 17:39 NNNN
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NOTIZIA ANSA
561  del 
11/01/2007
USTICA: FAMIGLIARI GEORGOFILI, MANCANZA VERITA' PESERA' SEMPRE

(ANSA) - FIRENZE, 11 GEN - I familiari delle vittime della strage di v.....
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USTICA: FAMIGLIARI GEORGOFILI, MANCANZA VERITA' PESERA' SEMPRE

(ANSA) - FIRENZE, 11 GEN - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, "nel comprendere pienamente tutto il dramma dei familiari delle vittime della strage di Ustica - si legge in una nota nota - esprimono tutta la loro solidarietà". "La mancanza di verità giudiziaria sul disastro del DC 9 - aggiunge in una nota Giovanna Maggiani Chelli, [vice]presidente dell'associazione - peserà per sempre sulla vita di quanti hanno perso i loro parenti nel mare di Ustica".
"Il nostro - afferma Chelli - è un Paese dove vi è una ragione in più affinché la vittima nel processo penale abbia presto pari dignità con tutte le altre parti. E' oltremodo vergognoso esistano delitti così gravi come quello delle stragi, per i quali sia precluso ai familiari delle vittime di aver un risarcimento almeno morale". (ANSA).

COM-GRO/DLM
11-GEN-07 16:24 NNNN
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LETTERA
560  del 
12/01/2007
Lettera aperta al quotidiano LA REPUBBLICA
in risposta alla lettera di Don Enzo Mazzi ivi pubblicata il 12/01/2007

Non me vorrà ne sono .....
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Lettera aperta al quotidiano LA REPUBBLICA
in risposta alla lettera di Don Enzo Mazzi ivi pubblicata il 12/01/2007

Non me vorrà ne sono certa Don Mazzi se replico al Suo scrivere di oggi su Repubblica.
E' doveroso farlo dopo l'intervento dell'illustre Sacerdote circa la nostra lettera al Ministro Mastella.
L'espressione: "la sofferenza usata per chiedere soddisfazione a livello personale incatena la società e la fa arretrare alla incivile parificazione fra offesa e pena" ci pare frutto di un abbaglio. Desideriamo rassicurare don Mazzi: nessuna richiesta di soddisfazione personale, ma solo una doverosa domanda al ministro Mastella, dopo la revoca del 41 bis a Cosimo Lo Nigro: e'una svista del Tribunale di sorveglianza di Torino o e' finita in Italia la stagione del carcere duro per i mafiosi stragisti, misura adottata per legge non per soddisfare le pulsioni dei familiari delle vittime, ma per cautelare lo Stato dai membri di un'organizzazione criminale che aveva assunto in quegli anni una deriva eversiva? E' vero, cerchiamo la verità, ne abbiamo diritto e ringraziamo chi si schiera per questo al nostro fianco, ma non vogliamo suscitare pietà, quello stato d'animo che opportunisticamente viene alimentato da false visioni della vita verso Abele.
Nella verità completa cerchiamo giustizia e per i nostri carnefici materiali della strage abbiamo sempre voluto solo ed esclusivamente l'applicazione della legge. Secondo noi da anni lo Stato mostra un cedimento grave nei confronti della mafia, che si palesa anche nella sua recente arrendevolezza nel contrastare decisioni che sovvertono le linee di politica giudiziaria antimafia di questi anni. A meno che le revoche non vengano condivise. Ma se così è lo si dica apertamente. Dal '93 la mafia ha dichiarato guerra contro il 41 bis, forse anche a suon di quelle bombe, e adesso sembra averla vinta. Come potremmo mai conoscere i nomi dei "Mandanti esterni alla strage", ai quali mi pare aneli lo stesso Don Mazzi, se le indagini sembrano avviate tutte sui binari morti delle archiviazioni?
In quanto all'impegno civile rispetto a coloro che si sono redenti per i loro delitti, da sempre noi ne abbiamo profuso e questa ricchezza non solo viene annegata nell'oblio ma umiliata nella pietà e nel richiamo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
559  del 
17/01/2007
Illustrissimo Prof. Tranfaglia,

come ha ragione a scrivere con veemenza che è arrivato il tempo della giustizia! Le stragi non cadono mai in pr.....
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Illustrissimo Prof. Tranfaglia,

come ha ragione a scrivere con veemenza che è arrivato il tempo della giustizia! Le stragi non cadono mai in prescrizione: i Tribunali hanno presentato il conto a criminali nazisti senza scrupoli ed è giusto che anche le vittime di altri orrendi delitti riescano ad ottenere soddisfazione fino in fondo.
Lei sa benissimo però che, nel nostro Paese, in fatto di stragi - giustizia non c'è mai stata. Da Portella della Ginestra - 1 Maggio 1947 - a Via Palestro - 27 Luglio 1993 - le vittime aspettano verità giudiziaria e riconoscimento.
Sono trascorsi ben 60 anni.
Non è tutto, gentilissimo Professore, quei pochi criminali, esecutori materiali delle stragi, che si sono potuti raggiungere con un'azione penale, oggi godono di privilegi che c'inducono a ritenere che non ci sia alcuna certezza della pena.
Questo è il nostro di Paese.
In ultima battuta Cosimo Lo Nigro, lo stragista che a Firenze, il 27 Maggio 1993, ha acceso la miccia che ha fatto detonare 250 chili di tritolo, massacrando bambini e ragazzi, è stato premiato facendo venire meno, dopo soli 9 anni, il regime restrittivo di carcerazione al quale era sottoposto.
Lo Nigro è stato gratificato per la sua "buona" condotta, prima ancora che le parti civili nel processo penale costituitesi anche contro di lui, potessero almeno avere ciò che spetta loro.
Abbiamo scritto pubblicamente al Ministro della Giustizia, ma non abbiamo avuto ad oggi alcuna risposta. Mi spiace, ma pur essendo per molti versi d'accordo con Lei, vorrei mettere in evidenza che l'Italia, in fatto di giustizia verso le vittime delle stragi, non può essere di richiamo e di esempio per nessuno.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
558  del 
19/01/2007
Dopo la revoca del regime carcerario di "41 bis" a Cosimo Lo Nigro da parte del Tribunale di sorveglianza di Torino, dopo i ripetuti tentati..... Apri
Dopo la revoca del regime carcerario di "41 bis" a Cosimo Lo Nigro da parte del Tribunale di sorveglianza di Torino, dopo i ripetuti tentativi di far recepire il nostro messaggio di grande disagio davanti a decisioni ritenute gravissime, è doveroso da parte nostra porre una domanda al Ministro Mastella:
E' stata una svista del Tribunale di sorveglianza di Torino o è finita in Italia la stagione del carcere duro per i mafiosi stragisti, misura adottata per legge non per soddisfare le pulsioni dei familiari delle vittime, ma per cautelare lo Stato dai membri di un'organizzazione criminale che aveva assunto in quegli anni una deriva eversiva?
Secondo noi da anni lo Stato mostra un cedimento grave nei confronti della mafia, che si palesa anche nella sua recente arrendevolezza nel contrastare decisioni che sovvertono le linee di politica giudiziaria antimafia di questi anni. A meno che le revoche non vengano condivise. Ma se è così lo si dica apertamente.
Dal 1993 la mafia ha dichiarato guerra contro il "41 bis", anche a suon di quelle di bombe e adesso sembra averla vinta.
Come potremo mai conoscere i nomi dei "mandanti esterni alla strage" se le indagini sembrano avviate sui binari morti delle archiviazioni?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
557  del 
21/01/2007
Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore de l'Unità
Dr. Antonio Padellaro
FIRENZE

È più che mai giusto spin.....
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Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore de l'Unità
Dr. Antonio Padellaro
FIRENZE

È più che mai giusto spingere, con tutta la forza che abbiamo a nostra disposizione, gli ex terroristi, che per questo Paese sono stati più che deleteri, a ritirasi in disparte e ad imparare a rispettare le loro vittime.
Anche noi vediamo di malocchio i benefici ai terroristi: mal li sopportiamo perché ex appartenenti al movimento stesso delle BR hanno manifestato palesemente, attraverso visite in carcere, il loro disdegno al regime di 41 bis per la mafia terrorista.
Inoltre il 27 Maggio 1997 hanno rivendicato, attraverso un quotidiano, con la sigla BR UCC una bomba ananas lasciata quasi certamente per noi in Por Santa Maria e mai è stato chiarito il movente di questo gesto.
Ciononostante dobbiamo far notare la singolarità di quanto sta avvenendo a Firenze.
Non si parla più, se non marginalmente di "41 bis" e di carcere duro ai mafiosi eppure nel 1993, il 27 Maggio, in via dei Georgofili è avvenuto il più grave fatto di terrorismo che la storia d'Italia ricordi. Oggi, non a trenta o a quaranta anni di distanza, ma a soli 13 anni di distanza, i mafiosi rei di quell'attentato godono già di privilegi: di questo però non si parla, non se ne scrive abbastanza, non con insistenza martellante.
Temiamo che le "sirene" ammaliatrici siano all'opera e che dietro un passato sia pure tragico, sicuramente da ricordare, ma non per questo da usare utilitaristicamente, si nasconda una tragica realtà e cioè il "favoreggiamento" dell'annullamento del 41 bis: "Depistare, deviare l'attenzione da..." è lo slogan sempre più amato in tema di mafia anche a Firenze.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
554  del 
23/01/2007
MAFIA: LO NIGRO; [...] 41 BIS
(V. 'MAFIA: CONSIGLIO FIRENZE, ISPETTORI A...' DELLE 16,03)

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - [...]
Un .....
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MAFIA: LO NIGRO; [...] 41 BIS
(V. 'MAFIA: CONSIGLIO FIRENZE, ISPETTORI A...' DELLE 16,03)

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - [...]
Un ringraziamento al Consiglio comunale di Firenze arriva anche dall'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili: "Non possiamo non ringraziare - scrive Giovanna Maggiani Chelli, che ricorda come l'Associazione si sia battuta contro la decisione presa dalla procura generale di Torino di non ricorrere contro la revoca del 41 bis a Cosimo Lo Nigro - quanti si sono prodigati affinché la nostra voce trovasse spazi attraverso tutto l'arco costituzionale". (ANSA).

COM-CH/SPO
23-GEN-07 16:42 NNNN
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NOTIZIA ANSA
555  del 
23/01/2007
MAFIA:LO NIGRO: CONSIGLIO COMUNALE FIRENZE, ISPETTORI A TORINO

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - Il sindaco chieda al Ministro di Grazia e Giustizia d.....
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MAFIA:LO NIGRO: CONSIGLIO COMUNALE FIRENZE, ISPETTORI A TORINO

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - Il sindaco chieda al Ministro di Grazia e Giustizia di inviare gli ispettori alla procura generale di Torino "per verificare se è vero, ed eventualmente il motivo, per cui non si sia ricorso contro la revoca del carcere duro a Cosimo Lo Nigro" uno dei mafiosi che, il 27 maggio 1993, fecero esplodere un'autobomba in via dei Georgofili.
E' una delle richieste contenute in una risoluzione presentata dal consigliere di An Giovanni Donzelli e approvata ieri sera dal consiglio comunale di Firenze. Il documento è stato firmato anche dalla consigliera dei Ds Susanna Agostini.
"I giudici - si ricorda nel documento - hanno revocato il regime duro, previsto dall'articolo 41 bis del regolamento penitenziario per reati particolarmente gravi come la strage. Ma Cosimo Lo Nigro è stato riconosciuto dalla giustizia italiana, con sentenza della Corte di Cassazione emessa il 6 maggio 2002, come uno degli appartenenti al commando che la notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 piazzò l'autobomba in via dei Georgofili provocando la morte del vigile urbano Fabrizio Nencioni, della moglie Angela Fiume, delle figlie Nadia, di nove anni, della sorella Caterina, di cinquanta giorni, dello studente di architettura Dario Capolicchio ed il ferimento di altri 48 cittadini". "Ma le stragi della primavera-state del 1993, che oltre Firenze insanguinarono anche Roma e Milano Peraltro - sottolinea la risoluzione - sono state eseguite dall'organizzazione criminale di stampo mafioso denominata Cosa Nostra proprio per obbligare lo Stato ad abrogare il carcere duro per i suoi affiliati oltre che la legge sui pentiti. Peraltro non è emersa da nessuna parte la notizia di un ricorso in Cassazione da parte della procura generale di Torino contro il provvedimento che ha favorito lo stragista di via dei Georgofili".

COM-CF/DLM
23-GEN-07 15:42 NNNN
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COMUNICATO
556  del 
23/01/2007
Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato a larga maggioranza con un solo voto contrario e uno astenuto,una "risoluzione" in merito alla..... Apri
Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato a larga maggioranza con un solo voto contrario e uno astenuto,una "risoluzione" in merito alla revoca del così detto carcere duro a Cosimo Lo Nigro, uno degli esecutori materiali della strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Il Consigliere di AN Giovanni Donzelli e la Consigliera dei DS Susanna Agostini hanno provveduto a presentare, dopo un lancio d'Agenzia di un nostro comunicato datato 26 Dicembre u.s., che richiamava giusto l'attenzione sull'abolizione del 41 bis attraverso i Tribunali di sorveglianza, la risoluzione approvata ieri sera in Consiglio Comunale a Firenze.
Non possiamo che ringraziare quanti si sono prodigati affinché la nostra voce trovasse spazi attraverso tutto l'arco costituzionale.
Auspichiamo che il Sindaco di Firenze si faccia portavoce delle nostre richieste presso il Ministro della Giustizia, richieste non solo mirate sulla Procura Generale di Torino che, al di là di una grave mancanza se vera, quella di non essere ricorsa in Cassazione per le agevolazioni concesse a Lo Nigro, comunque è terza in fatto di revoche al 41 bis.
Quanto comprendere come mai il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha dovuto concedere la revoca a Cosimo Lo Nigro . E quanti altri Tribunali di Sorveglianza hanno concesso revoche di 41 bis a mafiosi della strage di Firenze. La norma che regolamenta il 41 bis rinnovata nel 2002 ha posto i Tribunali di sorveglianza nella condizione di dover comunque concedere la revoca del 41 bis, quindi il vizio è nella norma . Una norma che a torto o a ragione pare studiata per aggirare l'ostacolo del carcere duro alla mafia dopo pochi anni di applicazione dello stesso.
In fondo con la strage di Firenze questo la mafia voleva: l'abolizione del 41 bis e questo pare aver ottenuto.
Quindi le domande al Ministro della Giustizia poche, precise e mirate:
E' finita la stagione del 41 bis? Gli anni trascorsi giustificano la revoca dei provvedimenti? Se così è lo si dica apertamente, non scaricando sui Tribunali la gestione di una norma sempre più difficile da applicare e difendere.
Il Ministro comunque con un Decreto correttivo e per tutt'altra ragione espressa dal Tribunale di Sorveglianza per la revoca,ha la possibilità di ripristinare il "carcere duro" a Cosimo Lo Nigro e questo noi ci aspettiamo faccia. Le valide ragioni per il ripristino il Ministro le può trovare nelle sentenze dei processi di Firenze nei quali è ampiamente esplicata la pericolosità di certi soggetti

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
553  del 
25/01/2007
Oggetto: Caso "Liceo Visconti" assemblea annullata. I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si stringono intorno ai fa..... Apri
Oggetto: Caso "Liceo Visconti" assemblea annullata. I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si stringono intorno ai familiari delle vittime della strage di Bologna e a quanti in quel vigliacco attentato rimasero feriti.
Riteniamo non ci siano dubbi sul come sia andata la strage del 2 Agosto 1980, fiumi di documenti processuali con sentenze passate in giudicato sanciscono la bontà dei processi di Bologna.
Non vi sono dubbi sugli esecutori della strage, ciò che invece manca sono i nomi dei "Mandanti" della strage stessa.
In quel senso la Magistratura deve lavorare, non per una lettura diversa come si vorrebbe, ma per una lettura completa di quel terribile fatto.
Vanno "stanati" gli ispiratori del massacro di Bologna e processati così come è stato per gli esecutori materiali della strage, i quali purtroppo malgrado il loro ignobile delitto, godono di benefici legislativi garantisti che non si arginano neppure davanti al terrorismo indiscriminato.
Va finalmente posto fine all'angoscia quotidiana di quanti subirono un affronto senza pari alla stazione di Bologna nel 1980 e in moltissime altre città nel corso degli anni '70-'80-'90,ponendo fine al calvario interminabile di troppi, pronunciando una volta per tutte in un'aula di giustizia i nomi dei MANDANTI di tutte le Stragi d'Italia .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
552  del 
26/01/2007
Oggetto: Revoca Lo Nigro.

Siamo perfettamente d'accordo con il Procuratore Capo di Palermo: "Impossibile battere la mafia" se lo.....
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Oggetto: Revoca Lo Nigro.

Siamo perfettamente d'accordo con il Procuratore Capo di Palermo: "Impossibile battere la mafia" se lo Stato non da il suo aiuto.
La revoca del "41 bis" a Cosimo Lo Nigro e chissà a quanti altri esecutori materiali e mandanti mafiosi della strage di Firenze, è stato un vergognoso regalo alla mafia.
Un regalo che ha fatto ben sperare coloro che hanno fatto saltare l'Accademia dei Georgofili proprio perché il "41 bis" fosse abolito.
Pur apprezzandole, non ci bastano le dovute prese di posizione di Consigli Comunali e quant'altro, è doveroso da parte del Ministro rispondere pubblicamente alla nostra lettera aperta apparsa ovunque.
Abbiamo pagato per questo Paese,un prezzo troppo alto in numero di vite umane perdute e tragedie di vita, bisogna provvedere quanto prima, con un Decreto, a rinviare Cosimo Lo Nigro a regime di "41 bis" sospendendo ogni altro tentativo di revoche vergognose.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
551  del 
28/01/2007
Nel numero de 'l'Espresso' di questa settimana (datato 1 febbraio 2007) è pubblicato un trafiletto sull'azione svolta dall'As..... Apri
Nel numero de 'l'Espresso' di questa settimana (datato 1 febbraio 2007) è pubblicato un trafiletto sull'azione svolta dall'Associazione in merito al 41bis.

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Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
550  del 
31/01/2007
Crostata, tv che non funziona, giornali che non può leggere perché gli abbonamenti costano troppo e lui non può permetterseli: questo il bilancio nel ..... Apri
Crostata, tv che non funziona, giornali che non può leggere perché gli abbonamenti costano troppo e lui non può permetterseli: questo il bilancio nel giorno del suo 74mo compleanno per Bernardo Provenzano, riportato oggi (31 gennaio 2007) da organi di stampa.
L'anziano "Signore" che il sistema ha voluto darci ad intendere essere il capo di "cosa nostra", tutto caciotte, ricotte, luoghi ameni e stamberghe e in realtà abituato a vestiti firmati e pullover costosissimi, si lagna del suo status.
Premesso che pur non credendo sia Provenzano il Capo di "cosa nostra" (che invece riteniamo sieda in Parlamento), il "vecchietto" senza rughe è pur sempre uno degli esecutori materiali della strage di Firenze.
Perciò diciamo coraggio al Signor Provenzano, anche molti di noi oggi compiono gli anni e il nostro bilancio è ben più tragico del suo.
Provenzano ha rovinato la vita dei nostri figli per conto terzi, si accontenti della sua crostata che è già un bel regalo non meritato e pensi a noi che non abbiamo potuto "trattare" nulla.
Non abbiamo potuto "trattare" prima della strage per evitarla, lo hanno fatto altri e la strage c'è stata. Così come non abbiamo potuto "trattare" fino in fondo ai tavoli dove si fanno le leggi in favore delle vittime del terrorismo mafioso e quindi lo Stato riesce anche a fare disparità inaudite fra le vittime.
Vittime di serie A e vittime di serie B.
Per esempio, mai sono presi in seria considerazione gli invalidi e le loro famiglie, vittime sacrificali messe nelle mani di Bernardo Provenzano la notte del 27 Maggio 1993.
La smetta di lagnarsi lui che ha un figlio, al quale lo Stato Italiano paga fior di quattrini per borse di studio e parli una buona volta, nella sua sciagurata vita, ci dica chi gli ha chiesto di fare le stragi a Roma, Firenze e Milano e per coprire che cosa sono stati usati 300 chili di tritolo solo a Firenze, quale è stato il terribile movente per tanta devastazione.
Il 41 bis?
Se è così, se i processi di Firenze hanno detto il vero, se la Cassazione ha confermato il vero, perché il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha revocato il 41 bis a Cosimo Lo Nigro ?
Tacciono le istituzioni su questo problema, tacciono tutti in modo vergognoso eppure abbiamo informato e interpellato mezza Italia, Ministro della Giustizia compreso.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
549  del 
03/02/2007
Siamo sempre più che convinti dell'importante lavoro svolto dalla Regione Toscana nel contrasto alla mafia: noi, come Associazione, ne siamo l�..... Apri
Siamo sempre più che convinti dell'importante lavoro svolto dalla Regione Toscana nel contrasto alla mafia: noi, come Associazione, ne siamo l'esempio più eclatante e, pur comprendendo quanto le vittime del terrorismo sia rosso sia nero, abbiamo diritto a portare avanti la loro battaglia per la memoria, non possiamo non ribadire quanto sia non solo importante ma necessario e prioritario il contrasto alla mafia.
Grazie al sostegno alle associazioni che in ogni loro espressione contrastano la mafia, inizia una vera e propria azione di contrasto a "cosa nostra".
Nessuno può dimenticare l'attacco al cuore dello Stato, alla Democrazia sferrato dalla mafia il 27 Maggio 1993 sotto la Torre de'Pulci a Firenze.
La nostra Associazione ora più che mai si sta battendo contro la mafia, non per soddisfare le pulsioni dei familiari delle vittime, ma per mettere in evidenza, quotidianamente, aspetti di quell'organizzazione criminale che nel 1993 assunse una deriva eversiva. La nostra Associazione, per questi motivi, non può che apprezzare gli sforzi che la Regione Toscana compie.
Da rilevare inoltre che, secondo noi, la politica mostra da lungo tempo un cedimento grave nei confronti della mafia: prova ne è che oggi si dice, proprio attraverso la politica, che la mafia non è la priorità del momento.
Questo cedimento si è gravemente concretizzato nella concessione a Febbraio del 2006, attraverso il Tribunale di Sorveglianza di Torino, della revoca del carcere duro a Cosimo Lo Nigro, lo stragista di Firenze del 27 Maggio 1993.
La mafia aspetta i cedimenti perché è attraverso questi che riesce ad aprirsi un varco e ad alzare sempre di più il tiro.
Ricordiamo che nel 1993 furono stipulate vergognose trattative per ottenere l'abolizione del "41 bis": la mafia decise che fosse giunto il momento di alzare la posta e massacrò i nostri parenti.
La mafia è tornata a chiedere alla politica: questa volta però è riuscita ad ottenere, nel Febbraio 2006, l'abolizione del 41 bis

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
548  del 
04/02/2007
Partendo dal presupposto che mai accetteremo lo slogan - in questo momento troppo abusato a parer nostro - secondo cui "con la mafia bisogna conv..... Apri
Partendo dal presupposto che mai accetteremo lo slogan - in questo momento troppo abusato a parer nostro - secondo cui "con la mafia bisogna convivere", siamo sempre più che convinti dell'importante lavoro svolto dalla Regione Toscana nel contrasto alla mafia: noi, come Associazione, ne siamo l'esempio più eclatante e, pur comprendendo quanto le vittime del terrorismo sia rosso sia nero, abbiamo diritto a portare avanti la loro battaglia per la memoria, non possiamo non ribadire quanto sia non solo importante ma necessario e prioritario il contrasto alla mafia.
Grazie al sostegno alle associazioni che in ogni loro espressione contrastano la mafia, inizia una vera e propria azione di contrasto a "cosa nostra".
Nessuno può dimenticare l'attacco al cuore dello Stato, alla Democrazia sferrato dalla mafia il 27 Maggio 1993 sotto la Torre de'Pulci a Firenze.
La nostra Associazione ora più che mai si sta battendo contro la mafia, non per soddisfare le pulsioni dei familiari delle vittime, ma per mettere in evidenza, quotidianamente, aspetti di quell'organizzazione criminale che nel 1993 assunse una deriva eversiva. La nostra Associazione, per questi motivi, non può che apprezzare gli sforzi che la Regione Toscana compie.
Da rilevare inoltre che, secondo noi, la politica mostra da lungo tempo un cedimento grave nei confronti della mafia: prova ne è che oggi si dice, proprio attraverso la politica, che la mafia non è la priorità del momento.
Questo cedimento si è gravemente concretizzato nella concessione a Febbraio del 2006, attraverso il Tribunale di Sorveglianza di Torino, della revoca del carcere duro a Cosimo Lo Nigro, lo stragista di Firenze del 27 Maggio 1993.
La mafia aspetta i cedimenti perché è attraverso questi che riesce ad aprirsi un varco e ad alzare sempre di più il tiro.
Ricordiamo che nel 1993 furono stipulate vergognose trattative per ottenere l'abolizione del "41 bis": la mafia decise che fosse giunto il momento di alzare la posta e massacrò i nostri parenti.
La mafia è tornata a chiedere alla politica: questa volta però è riuscita ad ottenere, nel Febbraio 2006, l'abolizione del 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
547  del 
06/02/2007
Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore de l'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Gentilissimo Direttore
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Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore de l'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Gentilissimo Direttore

L'impotenza davanti alla quale i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, si sono venuti a trovare con il caso Lo Nigro non può portare a nulla di buono.
Le stragi del 1993 sono state eseguite dalla mafia per fare un favore al potere politico, istituzionale e affaristico-economico colluso con la mafia, consentendo a "cosa nostra" di trarre vantaggi anche per se stessa.
La revoca del "41 bis", norma voluta da Giovanni Falcone affinchè gli appartenenti ad organizzazioni mafiose criminali, non potessero più avere contatti con l'esterno e non potessero così ordinare dal carcere i delitti più inauditi come le stragi, era sicuramente una delle voci del famoso elenco di richieste presentate da Salvatore Riina allo Stato.
La revoca del "41 bis" a Cosimo Lo Nigro, lo stragista della notte del 27 Maggio 1993 a Firenze, è stata la resa incondizionata alle richieste della mafia corleonese sulla pelle dei nostri parenti.- Credo sia giusto si sappia che vogliamo giustizia e verità, non resa dello Stato, la quale genera in noi rabbia e frustrazione, generando a sua volta arroganza nella mafia.
E' sotto gli occhi di tutti ciò che stà avvenendo negli stati, è innegabile che la mafia stà alzando il tiro.
Vogliamo che le Istituzioni non tacciano più ci ascoltino e ci parlino.
Rendiamo noto che siamo venuti in possesso, da parte del Tribunale di Sorveglianza di Torino, dell'ordinanza di revoca del così detto "carcere duro" a Cosimo Lo Nigro e più che mai siamo convinti dell'utilità di un Decreto del Ministro di Grazia e Giustizia che faccia sì che lo stragista di via dei Georgofili ritorni a "41 BIS".
Non è con il silenzio che si affrontano i problemi, la mancanza di senso di responsabilità ci addolora, ma soprattutto ci dà ragione di credere che quella vergognosa trattativa che è costata la vita ai nostri parenti sia ancora in corso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
546  del 
08/02/2007
R POL S0A S41 QBXX

SOFRI: FAMILIARI GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A VEDOVA D'ANTONA

(ANSA) - FIRENZE, 8 FEB - I familiari delle vit.....
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R POL S0A S41 QBXX

SOFRI: FAMILIARI GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A VEDOVA D'ANTONA

(ANSA) - FIRENZE, 8 FEB - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in una nota, uniscono la loro voce allo sdegno della vedova D'Antona, mentre ancora una volta si tenta di imporre alle vittime del terrorismo, attraverso un processo di normalizzazione, figure di uomini che hanno avuto una parte integrante nei momenti più bui e tragici della la vita del nostro Paese".

"Momenti oscuri, senza verità completa - prosegue la nota - che ancora oggi mettono in discussione attraverso innumerevoli ricatti, la verità che noi cerchiamo con determinazione sulle ultime stragi avvenute nel 1993.
Una strage, quella di Firenze del 27 maggio 1993, avvenuta sicuramente per mano della mafia, ma non solo". (ANSA).
COM- GAR/DLM
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NOTIZIA ANSA
545  del 
15/02/2007
TV: CORLEONESI; FAMILIARI GEORGOFILI, RAI DIMENTICA STRAGE

(ANSA) - FIRENZE, 15 FEB -
"Il film 'L' ultimo dei corleonesì tra.....
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TV: CORLEONESI; FAMILIARI GEORGOFILI, RAI DIMENTICA STRAGE

(ANSA) - FIRENZE, 15 FEB -
"Il film 'L' ultimo dei corleonesì trasmesso ieri sera su Rai uno, inerente la storia dei boss di 'cosa nostra' è una fiction in tutti sensi dove le cose vere sono molto poche. La Rai, secondo noi, cerca volutamente di cancellare dalla storia del Paese le stragi del 1993". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

"Non è possibile - aggiunge la nota - tracciare un profilo peraltro annacquato di criminali come Salvatore Riina e Bernardo Provenzano tralasciando nel loro 'curriculum vitae' i massacri del 1993 tra cui quello di Firenze del 27 maggio. Del resto, uno degli attori utilizzati dal regista per raccontare la vita dei due massimi criminali legati a 'cosa nostra', condannati all'ergastolo per le stragi del 1993, domenica scorsa ad un programma condotto da Pippo Baudo, ha sentito l'esigenza di nominare comunque le stragi di Roma, Firenze e Milano. Come si dice 'la lingua batte dove il dente duole'". (ANSA).

COM-GAR
15-FEB-07 13:57 NNNN
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LETTERA
544  del 
16/02/2007
Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Cosa devono ancora infliggerci.....
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Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Cosa devono ancora infliggerci per aver avuto il "torto" di essere in Via dei Georgofili a dormire nei nostri letti la notte del 27 Maggio 1993?
Ci hanno massacrato nel corpo e nella mente, cosa ancora dobbiamo sopportare perché i nomi dei "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, non vengano scritti sulla carta bollata?
- Hanno scarcerato personaggi con Aldo Frabetti che comunque ha avuto un ruolo importante nell'organizzazione logistica delle stragi del 1993.
- Stanno revocando il "41 bis" ai reali esecutori materiali della strage di Firenze, come Cosimo Lo Nigro.
- Non ci dicono quanti mafiosi della strage di Firenze non sono più a 41 bis.
- La Legge 206/04 in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice è diventata di così difficile interpretazione, anche a causa di estensioni a vittime che nulla hanno a che fare con le stragi terroristiche in Italia, che serve a poco o nulla soprattutto per gli invalidi.
Una invalidità del 25% per un ragazzo, ha poco valore sul piano dei ristori, ma i nostri figli erano sani quando li abbiamo mandati in Via dei Georgofili per studiare, per laurearsi, non perché fossero resi invalidi da 300 chili di tritolo mafioso colluso con lo Stato.
E ora anche le finction che si propongono di umanizzare la mafia!
Una finction quella "dell'Ultimo dei Corleonesi" che deve far vergognare chi l'ha prodotta, chi l'ha interpretata e chi l'ha trasmessa.
Ma quei 6.350.000 di italiani che l'hanno seguito quel filmato, l'avranno capito o no che razza di falso messaggio hanno voluto far passare per le donne italiane la sera del 14 Febbraio, giorno di San Valentino, attraverso la figura dell'innamoratissima moglie di Bernardo Provenzano?
Cosa dobbiamo pensare secondo la pellicola trasmessa su Rai uno, che la Saveria Palazzolo non lo sapeva che suo marito aveva ordinato il massacro di Firenze dove due bambine piccolissime i loro genitori e un ragazzo di soli 20 anni hanno fatto una fine così orribile che il solo pensarla fa star male, figuriamoci vederla per chi era presente alla carneficina?
Il regista Negrin ce li poteva risparmiare tanti sguardi innamorati di Saveria Palazzolo e tanti occhioni sbarrati della "ingenua" Ninetta Bagarella, dedicati ai macellai di via dei Georgofili.
Una finction scandalosa.
Che vengano in tv a scusarsi pubblicamente gli autori e gli attori di sì tanta commedia "all'italiana", davanti ad una tragedia senza pari.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
542  del 
19/02/2007
MAFIA: 41 BIS SCADUTI; GEORGOFILI, AFFRONTO GRAVITA' INAUDITA

(ANSA) - FIRENZE, 19 FEB -
"L'affronto che stiamo subendo è di .....
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MAFIA: 41 BIS SCADUTI; GEORGOFILI, AFFRONTO GRAVITA' INAUDITA

(ANSA) - FIRENZE, 19 FEB -
"L'affronto che stiamo subendo è di una gravità inaudita, Lo Nigro e Benigno hanno ammazzato i nostri parenti e ferito 48 persone per far abolire il 41 bis". Questo il commento dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via Georgofili alla notizia che sono scaduti i termini per la detenzione in regime di carcere duro per cinque boss di Cosa Nostra, tra i quali Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro, condannati all'ergastolo al processo per le autobombe di Firenze, Milano e Roma del 1993.
"Non bastava che a Cosimo Lo Nigro fosse stato revocato il 41 bis, ora è la volta di Benigno Salvatore e chissà quanti altri degli stragisti di Firenze saranno sulla strada della 'redenzione'", afferma ancora l'Associazione secondo la quale "abolire il 41 bis bis vuol dire una cosa sola, che lo Stato ha subito il ricatto messo in atto in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993".
L'Associazione chiede "di poter ascoltare pubblicamente, nelle prossime ore, la voce del ministro Mastella in merito a quanto sta succedendo sul fronte del '41 bis', l'unico regime carcerario adatto alla mafia stragista ed eversiva del 1993".(ANSA).

COM-CG 19-FEB-07 12:34 NNNN
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NOTIZIA ANSA
543  del 
19/02/2007
ZCZC0048/SXB
YPA10094
R CRO S0B S41 QBKS

MAFIA: MINISTERO AVVERTE, SCADUTO 41 BIS PER CINQUE BOSS

(ANSA) - PALERMO, 19 FEB -
S.....
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ZCZC0048/SXB
YPA10094
R CRO S0B S41 QBKS

MAFIA: MINISTERO AVVERTE, SCADUTO 41 BIS PER CINQUE BOSS

(ANSA) - PALERMO, 19 FEB -
Scaduti i termini per la detenzione in regime di carcere duro per cinque boss di Cosa Nostra, condannati per le stragi di via d'Amelio e via dei Georgofili a Firenze. La segnalazione, come scrive il Giornale di Sicilia, arriva dal ministero della Giustizia. La cancellazione del 41 bis riguarda Salvatore Biondo, Giuseppe Montalto, Lorenzo Tinnirello, tutti condannati all'ergastolo per l'attentato al procuratore aggiunto Paolo Borsellino e agli agenti di scorta e per Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro, anche loro con condanna all'ergastolo per le autobombe di Firenze del 1993.
La notizia è stata inviata alle direzioni distrettuali antimafia di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Adesso saranno i magistrati di queste procure dimostrare l'efficacia della misura cautelare. Ovvero provare eventualmente "l'attualità dei legami tra il mafioso in prigione e i suoi gregari all'esterno".(ANSA).

FI 19-FEB-07 10:16 NNNN
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NOTIZIA ANSA
538  del 
20/02/2007
MAFIA: CARUSO (PRC), 41 BIS NON RIPAGA DOLORE VITTIME (V. "MAFIA: PARENTI GEORGOFILI A CARUSO..." DELLE 16.15)

(ANSA) - FIRENZE, 20 F.....
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MAFIA: CARUSO (PRC), 41 BIS NON RIPAGA DOLORE VITTIME (V. "MAFIA: PARENTI GEORGOFILI A CARUSO..." DELLE 16.15)

(ANSA) - FIRENZE, 20 FEB - "Il 41 bis non ripaga il dolore delle vittime della mafia: Lo Stato non può essere vendicativo e torturatore".
Lo afferma il parlamentare di Rifondazione comunista Francesco Caruso, nella sua replica all'Associazione familiari delle vittime per la strage di via Geogofili ai quali scrive: "Vorrei rassicurarvi che i responsabili della vile e cieca violenza di cui sono state vittime i vostri familiari sono rinchiusi in carcere e lo resteranno per lungo tempo, probabilmente fino all'ultimo dei loro giorni".
"Credo che la notizia della fine del 41 bis - aggiunge Caruso - debba essere accolta con soddisfazione da parte vostra perché signifca che la magistratura ha accertato che finalmente questi personaggi pericolosi e vili hanno definitivamente reciso e perso ogni controllo, relazione e contatto con l'esterno: questo era l'obiettivo per il quale hanno subito la detenzione speciale, un obiettivo raggiunto dopo diversi anni, e di questo non possiamo che essere profondamente soddisfatti. Detto questo, i carnefici di via Georgofili non escono dal carcere, come sembra evincersi dai titoli di alcuni giornali o dalle dichiarazioni di qualche politico, né finiscono di scontare la pena in un regime normale di detenzione: semplicemente passano dal 41 bis ad un altro girone infernale della detenzione, ossia i reparti EIV (Elevato Indice di Vigilanza) o AS (Alta Sicurezza) nei quali alcuni diritti riconosciuti ai detenuti comuni vengono negati e sacrificati per motivi di sicurezza".
"Comprendo il vostro dolore - conclude il parlamentare - e mi sembra anche legittimo che questo immenso dolore possa ricercare anche un accanimento vendicativo nei confronti di chi ha funestato e straziato le vostre vite e quelle dei vostri familiari, ma guai se le istituzioni e lo stato, nella speranza di ripagare e rincorrere questo dolore, sacrifichino i propri principi di democrazia e di diritto". (ANSA).

COM-GRO/SPO
20-FEB-07 18:58 NNNN
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NOTIZIA ANSA
539  del 
20/02/2007
RADIOUNO: 'RADIO ANCH'IO'; REVOCA..... Apri
RADIOUNO: 'RADIO ANCH'IO'; REVOCA
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NOTIZIA ANSA
540  del 
20/02/2007
MAFIA: PARENTI GEORGOFILI A CARUSO,'TORTURA BIANCA'E' NOSTRA

(ANSA) - FIRENZE, 20 FEB - "L'on. Francesco Caruso defini.....
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MAFIA: PARENTI GEORGOFILI A CARUSO,'TORTURA BIANCA'E' NOSTRA

(ANSA) - FIRENZE, 20 FEB - "L'on. Francesco Caruso definisce il '41 bis' per la mafia stragista 'una tortura bianca e una barbarie' e dice basta al carcere duro. Noi invece riteniamo una 'tortura bianca e una barbarie' assistere ogni giorno alla distruzione di vita dei nostri parenti rimasti invalidi sotto il tritolo stragista del 1993". E' quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime per la strage di via dei Georgofili. (ANSA).

COM-CG/SPO
20-FEB-07 16:15 NNNN
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NOTIZIA ANSA
541  del 
20/02/2007
MAFIA: CENTARO, ACCENTUARE CONTROLLI SU APPLICAZIONE 41 BIS

(ANSA) - PALERMO, 20 FEB - "E' giusto accentuare i controlli sull'ap.....
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MAFIA: CENTARO, ACCENTUARE CONTROLLI SU APPLICAZIONE 41 BIS

(ANSA) - PALERMO, 20 FEB - "E' giusto accentuare i controlli sull'applicazione del 41 bis, tenendo presente però che tranciare di netto i legami tra chi sta dentro il carcere e chi sta fuori significa murare dentro i detenuti". Lo ha detto il senatore di Forza Italia Roberto Centaro, ex presidente della Commissione antimafia, incontrando i giornalisti prima della sua deposizione nel processo alle "talpe" della Dda dove stamane é citato come teste. "Gli addetti ai lavori sanno che c'é una cintura di sicurezza dello Stato - ha aggiunto - che consiste nella possibilità di intercettare i colloqui in carcere, tanto é vero che da tante intercettazioni sono emerse indicazioni utili per le indagini". (ANSA).

RIZ/GIM
20-FEB-07 09:42 NNNN
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COMUNICATO
537  del 
21/02/2007
Nella ferma convinzione che stiamo perseguendo un fine di giustizia per tutti coloro che hanno patito e patiscono sotto lo strisciante dominio mafioso..... Apri
Nella ferma convinzione che stiamo perseguendo un fine di giustizia per tutti coloro che hanno patito e patiscono sotto lo strisciante dominio mafioso che prevale nel nostro Paese e che non di vendette personali si tratta, bocciamo fermamente le parole a noi trasmesse a mezzo nota di agenzia dall'On.le Caruso.
Noi riteniamo che la mafia non abbia diritto a sconti di nessun genere e Cosimo Lo Nigro purtroppo ne ha già avuti, beneficiando tra l'altro anche di numerosi provvedimenti di liberazione anticipata a causa del "buonismo" che pervade molta della politica italiana.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
536  del 
27/02/2007
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili chiede al Ministro della Giustizia che i mafiosi colpevoli della ..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili chiede al Ministro della Giustizia che i mafiosi colpevoli della Strage di Firenze del 27 Maggio 1993 vengano, attraverso un decreto, riportati a regime carcerario duro (41 bis).
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
535  del 
01/03/2007
Al quotidiano L'UNITA' [V. Vasile]



Gentilissimo Dottor Vicenzo Vasile,

E' con tutta la riconoscenza possibile ch.....
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Al quotidiano L'UNITA' [V. Vasile]



Gentilissimo Dottor Vicenzo Vasile,

E' con tutta la riconoscenza possibile che La ringrazio in nome di tutta l'Associazione, per le parole che ha voluto spendere a sostegno della battaglia che ormai da più di un anno andiamo combattendo.
Da quando abbiamo avuto sentore, che il Tribunale di Sorveglianza di Torino aveva cambiato il regime carcerario ad uno degli esecutori della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e che la Procura Generale di Torino non era ricorsa in Cassazione, abbiamo intrapreso un percorso di faticosa ricerca, impari per le nostre poche forze, ma che ci ha portato fino ai risultati di oggi.
Giornalisti coraggiosi come Lei ci hanno dato una mano, ma molte altre porte le abbiamo trovate chiuse, quelle della politica per esempio si sono dischiuse solo di recente, riteniamo più
per buttare le mani avanti che altro, visto che le vittime di via dei Georgofili avevano ormai scoperto tutto. La politica per ora fa solo promesse eventualmente per una nuova legge, ma noi non abbiamo bisogno solo di una nuova legge, abbiamo bisogno di un Decreto Ministeriale che con motivazione diversa da quella adotta dal Tribunale di Sorveglianza di Torino rimandi Cosimo lo Nigro e Salvatore Benigno a regime di '41 bis'.
Ne abbiamo bisogno, affinché la morte e la rovina di vita dei nostri parenti abbia almeno un senso, se così si può dire.
Cinque persone sono morte in modo atroce in via dei Georgofili, lo ha detto bene Lei, e 48 ne sono rimaste ferite, alcune in modo gravissimo.
Sulla scia di tanto sangue la mafia si prefiggeva di far annullare il '41 bis' e dopo tanto dolore, oggi lo Stato non può arrendersi davanti a 'cosa nostra'.
Auspichiamo davvero che quel 13° punto da Lei invocato anche per noi, sia inserito nelle prossime ore nel nuovo programma di Governo, però mi creda scrivo così perché la speranza è sempre l'ultima a morire, e ho il dovere di infondere coraggio negli altri, ma non ci credo.
Anche fra coloro che nutrono i più buoni propositi, c'è comunque nascosta la convinzione che il '41 bis' a breve sarà revocato del tutto: l'Europa si dice non ama il '41 bis'.
Ci mancherebbe altro e perché dovrebbe amarlo!
Ma 'cosa nostra' è un fenomeno soprattutto italiano e non credo che nessun Stato Membro abbia voglia di provare la ferocia di un'organizzazione tanto pericolosa, la quale nel 1993 ha portato l'Italia verso una spaventosa deriva eversiva.
Per questo io sono convinta che l'Europa capisce benissimo l'esigenza del '41 bis' per la mafia stragista, e se non lo ha già fatto, chiederà all'Italia di mantenere un tipo di carcere severo ma necessario per evitare contatti fra soggetti così pericolosi.
Così come sono altrettanto convinta che sono in Italia 'Coloro' che il carcere duro per la mafia non lo vogliono più e vanno sicuramente cercati fra quelli che promisero di abolire il '41 bis' in cambio della strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
E non è tutto, i 'mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1993, che ripeto sono poi gli stessi che ambiscono all'abolizione del '41 bis', vanno cercati anche fra quanti in questi 14 anni hanno dato coperture agli 'amici degli amici' a livello istituzionale, ma soprattutto a livello politico.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
533  del 
02/03/2007
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono solidali con il Presidente dell'Associazione della strage del 2 Agosto del 1980..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono solidali con il Presidente dell'Associazione della strage del 2 Agosto del 1980 e il Sindaco della città di Bologna, nelle loro prese di posizioni nei confronti di CURCIO. CURCIO, colui che tutto può fare tranne dare lezione ad alcuno, all'Università di Lecce durante un convegno sul sistema carcerario in Italia, ha ampiamente dimostrato la sua avversione verso il regime carcerario di "41 bis" applicato alla mafia stragista. Nutriamo più di un dubbio possa essere in atto una strisciante intesa fra terroristi di ogni genere e mafia, intesa che verte attraverso l'annullamento del "41 bis", ad aiutare i boss di "cosa nostra" detenuti a regime di carcere duro a riallacciare i legami con l'esterno. Del resto quella dei legami fra i detenuti appartenenti ad organizzazioni terroristiche e mafiose con il mondo esterno, è più di un'esigenza, è la sopravvivenza stessa dell'organizzazione criminale. Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
534  del 
02/03/2007
MAFIA: GEORGOFILI,RIPRISTINARE 41 BIS PER LO NIGRO E BENIGNO
(V. 'MAFIA: MASTELLA FIRMA DECRETO, 41 BIS...' DELLE 14:53) (ANSA) -

.....
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MAFIA: GEORGOFILI,RIPRISTINARE 41 BIS PER LO NIGRO E BENIGNO
(V. 'MAFIA: MASTELLA FIRMA DECRETO, 41 BIS...' DELLE 14:53) (ANSA) -

FIRENZE, 2 MAR - Ripristinare il regime di 41 bis anche per Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, condannati entrambi all'ergastolo al processo per le autobombe mafiose del 1993. E' quanto chiede l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze del 27 maggio 1993.
In una nota i parenti delle vittime di via dei Georgofili spiegano: "Appresa la notizia che il ministro della giustizia, dopo previa richiesta della procura di Palermo, ha firmato il decreto che ripristina il carcere duro ad uno dei boss della mafia, confidano che analoga operazione, a breve, sia ripetuta per Cosimo lo Nigro e Salvatore Benigno". L'Associazione "auspica altresì che la richiesta di ripristino del '41 bis' per gli stragisti di via dei Georgofili venga dalla procura di Firenze, da quella di Palermo e da quella di Caltanissetta". (ANSA).
COM-CG 02- MAR-07 17:43 NNNN
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COMUNICATO
532  del 
07/03/2007
Continuano da parte di coloro che hanno voce in Parlamento, gli attacchi al regime del sistema carcerario di "41 bis", sfruttando l'imm..... Apri
Continuano da parte di coloro che hanno voce in Parlamento, gli attacchi al regime del sistema carcerario di "41 bis", sfruttando l'immagine che ne deriva da malattie terminali di uomini appartenenti alla mafia.
L'On. Sergio D'Elia durante il "question time" in data 7 Marzo 2007, sul tema del 41 bis, ha escluso che le cure necessarie possano raggiungere attraverso il sistema di carcere speciale i boss della mafia.
Abbiamo seri motivi per credere che ciò non sia vero, visto che i mafiosi dal carcere fanno ciò che vogliono, nel nostro caso hanno ordinato dal carcere di votare per partiti che gli avrebbero garantito l'annullamento del 41 bis.
Inoltre siamo fortemente indignati di non avere voce in Parlamento, come coloro che hanno trovato attraverso la politica, aperte le porte dei luoghi istituzionali più importanti, consentendogli così di poter perorare cause che vanno anche a vantaggio della mafia terrorista.
Noi i familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, possiamo solo piangere sul "41 bis" che i mafiosi hanno preparato per i nostri familiari rimasti invalidi, e per quelli che di tumore sono già morti a causa della strage.
Vogliamo parola in Parlamento.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
531  del 
09/03/2007
Ai Direttori e giornalisti dei quotidiani:
Il Giornale / L'Unità / La Nazione
presenti il 7 Marzo 2007 a Tele 37 alle ore 21

La preg.....
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Ai Direttori e giornalisti dei quotidiani:
Il Giornale / L'Unità / La Nazione
presenti il 7 Marzo 2007 a Tele 37 alle ore 21

La prego se avrà occasione di scrivere sull'incontro di ieri sera, precisare che non siamo d'accordo con il proc. Vigna.
Noi non lo abbiamo potuto fare, perché non abbiamo avuto possibilità di replica durante una trasmissione molto discutibile sotto ogni punto di vista.
Il proc. Vigna è un uomo di Legge: c'è una legge sul "41 bis" e il Proc. Vigna vi si attiene puntualmente come è doveroso che faccia.
Noi invece siamo le vittime della strage di via dei Georgofili e "sul 41 bis" auspichiamo quanto prima una nuova legge, che abolisca quella vergogna di norma che si sono inventati tutti insieme in tempi sospetti, ovvero mentre Bagarella minacciava con proclami.
Ripeto, si sono inventati una norma per salvare il "sedere" alla mafia stragista, rea di aver massacrato bambini e ragazzi proprio in nome dell'annullamento del 41 bis.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
530  del 
12/03/2007
Ai quotidiani SECOLO XIX e LA NAZIONE (La Spezia)

Oggetto: il nostro contributo nell'anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrova.....
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Ai quotidiani SECOLO XIX e LA NAZIONE (La Spezia)

Oggetto: il nostro contributo nell'anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Gentilissimo Direttore,

Poche persone erano presenti in Provincia nel giorno in cui si parlava di Ilaria Alpi, del "più crudele dei giorni": il giorno dell'anniversario della sua morte.
L'incontro promosso dalla Provincia della Spezia, è stato poco pubblicizzato, quasi per una sorta di soggezione, frutto probabilmente di cattive coscienze.
Centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti di mezza Europa per anni hanno appestato tutta la Provincia della Spezia
Come si potrebbe dimenticare l'infame discarica di Pitelli finita alla ribalta del mondo intero per le indagini inquietanti di diverse Procure italiane e i cui atti d'indagine sono stati per la maggior parte secretati?
Come non ricordare gli anni drammatici in cui la bellissima Valdurasca, tramutata in discarica, era stata ridotta in una condizione così scandalosa da portare la cittadinanza fino alle soglie di una vera e propria rivolta?
Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin hanno speso e perso la loro vita per seguire la via dei rifiuti più pericolosi, non meritano mai poche persone là dove si parla in loro memoria, soprattutto alla Spezia.
Ma la nostra è una strana città, si tira il sasso perché è opportunistico farlo, un grande gesto come quello di intitolare una sala, ma immediatamente si nasconde la mano.
La nostra Associazione è sempre stata sensibile alla morte dei due giornalisti della Rai 3, il loro omicidio è avvenuto un anno dopo le stragi che da vicino ci riguardano, del resto carte inerenti le indagini sui grandi traffici di questa città, sono affluiti anche ai faldoni d'indagine sui "mandanti esterni a cosa nostra per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993", certo oggi indagini tutte archiviate, ma non perché tutte infondate, bensì perché non c'è mai tempo a sufficienza per scoprire la verità.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
529  del 
13/03/2007
Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro - Roma

Dove sono finite le BR che hanno.....
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Al quotidiano L'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro - Roma

Dove sono finite le BR che hanno imbrattato muri, spedito lettere e quant'altro un paio di settimane fa? Ma soprattutto cosa ha prodotto tutto quell'interessamento alla nostra battaglia contro le revoche del "41 bis" alla mafia stragista di via dei Georgofili?
Come al solito abbiamo l'impressione di essere stati presi in giro più volte:
una quando più un anno fa il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha concesso la revoca del carcere duro a Cosimo Lo Nigro e la Procura Generale di Torino non è ricorsa in Cassazione.
L'altra proprio in questi giorni quanto si è fatto finta di ben comprendere le nostre proteste, sia a livello istituzionale che politico, salvo poi passare alle solite pacche sulle spalle e alla presa di distanze

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
528  del 
14/03/2007
MAFIA: ASS.FAMILIARI GEORGOFILI, BOSS FANNO CIO'CHE VOGLIONO

(ANSA) - FIRENZE, 14 MAR - "Continuano da parte di coloro che hanno voce.....
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MAFIA: ASS.FAMILIARI GEORGOFILI, BOSS FANNO CIO'CHE VOGLIONO

(ANSA) - FIRENZE, 14 MAR - "Continuano da parte di coloro che hanno voce in Parlamento, gli attacchi al regime del sistema carcerario di '41 bis', sfruttando l'immagine che ne deriva da malattie terminali di uomini appartenenti alla mafia.
L'On.Le Sergio D'Elia durante il 'question time' dello scorso 7 marzo, sul tema del 41 bis, ha escluso che le cure necessarie possano raggiungere attraverso il sistema di carcere speciale i boss della mafia. Abbiamo seri motivi per credere che ciò non sia vero, visto che i mafiosi dal carcere fanno ciò che vogliono". Lo afferma in una nota la vice-presidente dell'Associazione Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
La vice-presidente precisa che "nel nostro caso hanno ordinato dal carcere di votare per partiti che gli avrebbero garantito l'annullamento del 41 bis. Inoltre siamo fortemente indignati di non avere voce in Parlamento, come coloro che hanno trovato attraverso la politica, aperte le porte dei luoghi istituzionali più importanti, consentendogli così di poter perorare cause che vanno anche a vantaggio della mafia terrorista".
"Noi familiari delle vittime della strage di Firenze del 1993 -conclude-, possiamo solo piangere sul '41 bis' che i mafiosi hanno preparato per i nostri familiari rimasti invalidi, e per quelli che di tumore sono già morti a causa della strage.
Vogliamo parola in Parlamento". (ANSA).

COM-GRO/DLM
14-MAR-07 15:21 NNNN
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NOTIZIA ANSA
527  del 
20/03/2007
MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI,CAMBIO 41 BIS PER EVITARE REVOCHE

(ANSA) - FIRENZE, 20 MAR - L'associazione tra i familiari delle vittime dell.....
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MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI,CAMBIO 41 BIS PER EVITARE REVOCHE

(ANSA) - FIRENZE, 20 MAR - L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "auspica l'inizio parlamentare dell'iter necessario per cambiare la norma vigente in fatto di 41 bis, norma che dopo solo 14 anni ha permesso agli stragisti dell'attentato a Firenze del 1993 di essere reinseriti in un sistema carcerario non restrittivo". E' quanto scrive in una nota la portavoce dell'associazione, Giovanna Maggiani Chelli.
L'associazione interviene in seguito alla firma, da parte del ministro della Giustizia Clemente Mastella, del decreto che ripristina il 41 bis nei confronti del boss mafioso Antonio Madonia.
"I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - continua la nota - auspicano che quanto prima le procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta alle quali l'associazione ha inviato istanza scritta, si attivino per provare la pericolosità di soggetti come Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno responsabili dei barbari omicidi e dei ferimenti di molte persone avvenuti a Firenze la notte del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili". (ANSA).

COM-GRS
20-MAR-07 17:51 NNNN
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NOTIZIA ANSA
526  del 
21/03/2007
MAFIA: 41 BIS; ARDITA, NON FRAZIONARE PROTAGONISTI ANTIMAFIA

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il 41 bis comincia a non funzionare più perché è uno strum.....
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MAFIA: 41 BIS; ARDITA, NON FRAZIONARE PROTAGONISTI ANTIMAFIA

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il 41 bis comincia a non funzionare più perché è uno strumento rispetto al quale i protagonisti della prevenzione antimafia - i procuratori distrettuali e il procuratore nazionale - non hanno un ruolo "normativamente previsto: al massimo si chiedono loro pareri o informazioni, ma non hanno la possibilita' di intervenire ne' nella fase di formazione del provvedimento né in quella successiva di revisione". A lanciare l'allarme è Sebastiano Ardita, direttore generale detenuti e trattamento nel Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. L'occasione è l'uscita del libro nel quale Ardita affronta gli aspetti tecnici e normativi del regime di detenzione speciale, e che sarà presentato domani a Roma dal ministro della Giustizia Clemente Mastella e dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso.
"Bisogna riconoscere la funzione di prevenzione del regime di detenzione speciale, insieme con le misure patrimoniali del sequestro e della confisca dei beni e con i collaboratori di giustizia - osserva Ardita -. I protagonisti della lotta alla antimafia non devono essere frazionati". Il dibattito sul 41bis non puo' ignorare che proprio pochi giorni fa l'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha auspicato "l'inizio parlamentare dell'iter necessario per cambiare la norma, che dopo solo 14 anni ha permesso agli stragisti dell'attentato a Firenze del 1993 di essere reinseriti ad un sistema carcerario non restrittivo". Una presa diposizione decisa in seguito alla firma, da parte del ministro della Giustizia Clemente Mastella, del decreto che ripristina il 41 bis nei confronti del boss mafioso Antonio Madonia.
Nel libro, pubblicato dall' editore Giuffre', si ricorda che la decisione di istituire il regime di carcere duro, applicato anche per i terroristi, ma oggi ormai riservato quasi esclusivamente per i responsabili di gravi delitti di mafia, risale all'estate del 1992, quando si pensò' ad un provvedimento di emergenza dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio. "Negli anni - spiega Ardita - l' opinione pubblica ha avvertito sempre meno l'urgenza di questo strumento, anche perche' la strategia mafiosa ha scelto la strada dell'inabissamento e del reinvestimento in attività lecite dei proventi ingenti dei traffici criminali". Oggi sono 526 idetenuti che scontano la pena con il 41 bis, un numero stabile soggetto però col passare del tempo a riduzioni e revoche. Solo nell' ultimo anno sono stati proposti 80 annullamenti. Contro il rischio dello svuotamento di senso e di efficacia del 41 bis si battono il Dap e la Direzione Nazionale Antimafia che da anni hanno instaurato - sottolinea Ardita - "un rapporto virtuoso". Oggi, però, il sistema ha bisogno di revisioni per eliminare palesi incongruenze: ad esempio, la revisione del regime di detenzione speciale spetta al tribunale di sorveglianza del luogo in cui il detenuto sconta la pena, a volte distante centinaia di chilometri dal luogo in cui e' stato commesso il reato.
Alla presentazione del libro, nella sede del ministero della Giustizia, parteciperanno anche il capo del Dap, Ettore Ferrara, il consigliere del Csm Giulio Romano e il presidente della VI sezione della Corte di Cassazione Giorgio Lattanzi.(ANSA).

FM
21-MAR-07 16:44 NNNN
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COMUNICATO
525  del 
22/03/2007
MAFIA, MASTELLA:RAFFORZARE 41 BIS, BASTA COLLEGAMENTI CON ESTERNO
"Il carcere duro per i boss è efficace strumento di prevenzione"
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MAFIA, MASTELLA:RAFFORZARE 41 BIS, BASTA COLLEGAMENTI CON ESTERNO
"Il carcere duro per i boss è efficace strumento di prevenzione"
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LETTERA
524  del 
24/03/2007
Gentilissimo Direttore Dr. Ezio Mauro La Repubblica, Roma,

Ho letto la lettera inviata al Suo giornale dal Senatore della Lega Roberto Castelli.....
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Gentilissimo Direttore Dr. Ezio Mauro La Repubblica, Roma,

Ho letto la lettera inviata al Suo giornale dal Senatore della Lega Roberto Castelli, il quale puntualizza che durante il suo mandato, quale Ministro della Giustizia, è stato stabilizzato il "41 bis" per i reati di mafia terrorismo ed eversione, e che la Commissione Antimafia sotto la presidenza Centaro aveva un budget illimitato. Due affermazioni che ci lasciano alquanto perplessi, viste le revoche del carcere duro a due mafiosi rei della strage di Firenze: Cosimo Lo Nigro e Benigno Salvatore.
Siamo in possesso di una ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino, all'interno della quale in un primo momento viene evidenziata la pericolosità del soggetto Cosimo Lo Nigro esattamente fino alla fine del 2005, salvo poi il 21 Febbraio 2006 proprio a causa dei contenuti di quella norma "stabilizzata" di cui si parla, il soggetto in questione viene passato ad un carcere di tipo normale a soli 14 anni dal massacro di Firenze, nel quale morirono due bambine, i loro genitori e un ragazzo.
Siamo quindi costretti a constatare che tutto quel fiume di denaro e consulenti con ampia quantità di mezzi sia umani sia finanziari a disposizione della Commissione Antimafia, a poco sono serviti, visto che la Commissione non si è "neppure accorta" che la Procura Generale di Torino non era ricorsa in Cassazione davanti ad un provvedimento in favore di uno stragista, terrorista eversivo più che pericoloso.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
523  del 
25/03/2007
Gentilissimo Direttore Dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

"Premesso, premesso premesso..."scrive il 25 Marzo 2007 Marco T.....
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Gentilissimo Direttore Dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

"Premesso, premesso premesso..."scrive il 25 Marzo 2007 Marco Travaglio.
Premesso che la politica di destra e di centro con ogni probabilità ha trattato con Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, e che la politica di sinistra, "quella di governo" per usare una espressione di Giovanni Brusca sapeva e ha taciuto, ci permettiamo di dire che con i terroristi non si deve trattare costi quel che costi.
E'stata infatti una infame trattativa a costare la vita ai nostri parenti e la disperazione di vita ai nostri invalidi, trattativa che la mafia sembrerebbe aver condotto fino ad ottenere l'annullamento del "41 bis" e quant'altro.
Salvatore Riina e i suoi degni compari, quando hanno avuto bisogno di dare un ennesimo "colpetto", hanno piazzato 300 chili di tritolo in via dei Georgofili senza crearsi troppi problemi, visto che i nostri politicanti ci avevano messo nelle loro mani come carne da macello per salvare i loro interessi e la loro di vita.
Un cordiale saluto

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
522  del 
28/03/2007
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordano che fra i terroristi ancora in libertà va sicuramente annoverato anche Matteo ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordano che fra i terroristi ancora in libertà va sicuramente annoverato anche Matteo Messina Denaro condannato per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, eseguita per scopi eversivi, come sentenziato in via definita dalla Suprema corte di Cassazione il 6 Maggio 2002.
E' abbastanza singolare che venga stilato un dettagliato elenco di terroristi eversivi in libertà e si scordi uno dei più pericolosi "mandanti interni a cosa nostra" per il massacro di Firenze.
Matteo Messina Denaro è ancora oggi latitante malgrado che (come già fu per Bernardo Provenzano) molto probabilmente si sappia dove va a curarsi e dove compra le camicie.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
521  del 
03/04/2007
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Per quello che riguarda il fronte caldo del "41 bis" hanno las.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Per quello che riguarda il fronte caldo del "41 bis" hanno lasciato la delega alla Magistratura:
"Le Procure interessate dicano come stanno le cose sul conto di Lo Nigro Cosimo e Salvatore Benigno e se le Procure avranno gli elementi per rispedire i soggetti a 41 bis sarà firmato il decreto che lo consentirà, vedi ciò che è avvenuto di recente per Madonia dopo la pronuncia della Procura di Palermo".
Questa in buona sostanza la risposta delle istituzioni alle nostre rimostranze, che riteniamo sacrosante visto il prezzo pagato.
La formula che ha bloccato di fatto per ora ogni nostra azione,non sarà di così facile applicazione per gli stragisti di Firenze, primo perché la Procura di Firenze chissà se avrà mai più indagato sui due soggetti e secondo perché le Procure di Palermo e Caltanissetta tacciono, forse i due mafiosi di "cosa nostra" non sono poi di uno spessore così importante come Madonia.
Ma allora è vero o non è vero che Cosimo Lo Nigro ha scelto gli obiettivi per le stragi del 1993, come la chiesa di San Giovanni in Laterano?
San Giovanni in Laterano non è una "cosa vecchia" senza nessun significato: è la chiesa tanto cara al Pontefice il quale tuonava contro la mafia ad Agrigento, ma soprattutto non si dava per nulla da fare per far abolire il 41 bis. Quindi, una scelta così sofisticata possibile sia stata messa nelle mani di un mafiosetto che non contava nulla? Qualcosa non quadra in questa sporca facenda, è più che evidente, e allora il Ministro della Giustizia ci spieghi meglio perché a Madonia è stato ripristinato il carcere duro e a Lo Nigro Cosimo e Salvatore Benigno NO.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
520  del 
06/04/2007
MAFIA: FAMILIARI VITTIME '93, IDENTIKIT SIA UTILE AD ARRESTO
(V. 'MAFIA: POLIZIA MOSTRA IDENTIKIT...' DELLE 11:50)
(ANSA) - PALER.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME '93, IDENTIKIT SIA UTILE AD ARRESTO
(V. 'MAFIA: POLIZIA MOSTRA IDENTIKIT...' DELLE 11:50)
(ANSA) - PALERMO, 6 APR - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, auspicano che il nuovo identikit di Matteo Messina Denaro "possa essere di aiuto per giungere all'arresto del feroce stragista di Firenze" del 27 Maggio 1993.
I familiari delle vittime sottolineano quanto "la fatica delle forze dell'ordine e della magistratura per arrestare, processare e condannare i mafiosi rei di strage, sia spesso vanificata da norme che paiono andare incontro alle aspirazioni stesse dei mafiosi, come nel caso del regime di 41 bis, revocato a Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno a meno di 14 anni dalla strage di via dei Georgofili".(ANSA).
COM-TE/LU
06-APR-07 18:36 NNNN
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COMUNICATO
519  del 
13/04/2007
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili denunciano:

Siamo alla vergogna più pura:
1) Ai mafiosi rei della strage di Fir.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili denunciano:

Siamo alla vergogna più pura:
1) Ai mafiosi rei della strage di Firenze è stato condonato il "41 bis", le Istituzioni hanno fatto finta di occuparsene ma tutto è rimasto come prima.
2) Gli ex terroristi sono sempre in Parlamento a legiferare .
3) Si pagano assassini che rapiscono a scopo di lucro giornalisti e soggetti vari. Si ha quasi il timore si sia sparsa la voce che gli italiani pagano sempre richieste di riscatto dopo aver trattato con i terroristi.
Senza considerare che proprio le nostre vittime sono state il frutto di una trattativa ignobile con i terroristi mafiosi di "cosa nostra".

Ovvero siamo alle solite, si trovano cifre da capogiro per pagare i riscatti ai terroristi e non si trova il denaro per far fronte alla legge 206 /04 in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
La Legge 206, in gran parte disattesa anche per chi ha avuto morti in famiglia, prevede fra l'altro agevolazioni previdenziali per le vittime del terrorismo inserite anche nell'ultima finanziaria, agevolazioni che gli Istituti previdenziali non si sognano neppure di affrontare.
Lo Stato ancora una volta non sa come far fronte ad impegni assunti con chi ha lasciato massacrare sotto il tritolo stragista .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
518  del 
14/04/2007
CARCERI:FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, NO A TRASFERIMENTO BOSS

(ANSA) - PALERMO, 14 APR - "Bernardo Provenzano è stato portato da Terni a N.....
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CARCERI:FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, NO A TRASFERIMENTO BOSS

(ANSA) - PALERMO, 14 APR - "Bernardo Provenzano è stato portato da Terni a Novara: siamo seriamente preoccupati per i periodici trasferimenti di detenuti sottoposti al 41 bis". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente e portavoce dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Anche Cosimo Lo Nigro - aggiunge -, che il 27 maggio 1993 con un sigaro ha innescato a Firenze 250 chili di tritolo, nei normali avvicendamenti era stato trasferito a Novara da L'Aquila. Ricordiamo che il tribunale di sorveglianza di Torino, su richiesta di Lo Nigro, gli ha revocato il 41 bis e la procura generale di Torino non è ricorsa in Cassazione contro le decisioni del tribunale di sorveglianza, precludendo così ogni possibilità di revisione del provvedimento, se non per intervento del ministro, il quale per ora - conclude la nota - ha dispensato solo belle parole".(ANSA).
COM-TE/GIM
14-APR-07 14:06 NNNN
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LETTERA
517  del 
15/04/2007
Gentilissimo Direttore Dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Mentre si prolunga il silenzio sul problema irrisolto del 41bis e infur.....
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Gentilissimo Direttore Dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Mentre si prolunga il silenzio sul problema irrisolto del 41bis e infuriano gli attacchi al neo Presidente della CEI rivendicati con scritte dove è comparsa la stella a cinque punte, è alquanto singolare la coincidenza che il capo di "Cosa Nostra" Bernardo Provenzano sia stato trasferito all'Istituto penitenziaro di Novara, considerando che il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha a suo tempo revocato il "41 bis" ad uno degli stragisti di Firenze Cosimo Lo Nigro.
La storia della "torta da compleanno" regalata al capo di "Cosa Nostra" all'interno del carcere di Terni, che avrebbe fatto scaturire il passaggio da un carcere all'altro appare plausibile, noi però avendo pagato un prezzo senza precedenti nella storia d'Italia, affinchè certi "messaggi" arrivassero a chi di dovere, non possiamo non domandarci se non siamo ancora una volta davanti ad un episodio che mira a "trattare" una situazione di pericolosità mafiosa.
La mafia vuole abolito il "41 bis", anche se nessuno ne parla, il carcere di Novara sembrerebbe quindi quello più indicato per far capire attraverso Provenzano, l'icona della mafia per eccellenza, che a breve il "41 bis" sarà abolito o per lo meno tutto resterà come prima e i mafiosi di Firenze del 27 Maggio 1993, prima o poi andranno tutti a carcere normale e poi a casa e poi in Parlamento perché avranno pagato il loro debito con la giustizia.
E'chiaro che il prezzo che hanno pagato i nostri familiari morendo in modo spaventoso e il prezzo pagato da i nostri feriti per ciò che hanno visto la notte del 27 Maggio 1993, ci porta a diffidare di qualunque stormir di fronda sul fronte della mafia, ma qualcuno può darci torto visto come vanno le cose in questo Paese, dove ormai tutto è mafia?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
516  del 
21/04/2007
Oggetto:
"Pizzini,veleni e cicoria, la mafia prima e dopo Provenzano"
Pietro Grasso-Francesco Lalicata - Ed. Feltrinelli

Sper.....
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Oggetto:
"Pizzini,veleni e cicoria, la mafia prima e dopo Provenzano"
Pietro Grasso-Francesco Lalicata - Ed. Feltrinelli

Speriamo davvero che si "guardi avanti", come auspicato dal Procuratore Antonio Ingroia, alla presentazione del libro del Proc. Nazionale Antimafia Pietro Grasso e del giornalista Lalicata.
Si deve guardare avanti perché noi abbiamo bisogno di una nuova norma che riporti Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, due mafiosi pericolosi, ad una forma di carcere speciale, a dimostrazione che la mafia non può prima fare stragi come quella di Firenze del 27 Maggio 1993, contro il "41 bis" e subito dopo, tornarsene ad un regime di carcere normale, ottenendo così nuovamente la possibilità di dispensare "pizzini" come santini.
E' una cosa indegna di un Paese civile quello che è successo, l'affronto che ci hanno fatto dopo solo 14 anni non lo ingoieremo mai, la norma sull'applicazione del "41 bis" ripetiamo ci fa ribrezzo e paura allo stesso tempo.
E' alle vittime delle stragi del 1993 che tutti insieme, una buona volta hanno il sacrosanto dovere di pensare.
E' indispensabile la ricerca di una verità completa, che sicuramente esiste e che nessuno ci ha ancora dato.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
515  del 
22/04/2007
Ai quotidiani: Il Secolo XIX (La Spezia) - La Nazione (La Spezia)

Gentilissimo Direttore,

Il 19 Aprile 2007 ho partecipato ad un incont.....
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Ai quotidiani: Il Secolo XIX (La Spezia) - La Nazione (La Spezia)

Gentilissimo Direttore,

Il 19 Aprile 2007 ho partecipato ad un incontro promosso dall'Associazione "Progetto uomo" con sede a Sarzana, in qualità di Vice Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Tra i relatori era presente la Presidente del Consiglio Provinciale Gabriella BERTONE, per la quale leggo oggi sulla stampa si paventa la possibilità non possa più esercitare il secondo mandato nella sede Istituzionale spezzina.
Una seconda opportunità di solito si concede a tutti, proprio perché con un solo mandato è difficile portare a compimento l'attività intrapresa per chiunque.
L'attività di Gabriela Bertone, è stata sicuramente di grande interesse, occuparsi di un caso come quello di Ilaria Alpi, arrivare ad intitolare un sala con il nome della giornalista e del suo reporter in Provincia della Spezia non è poco.
In una città come La Spezia evocare certi episodi legati a tragici traffici che hanno sporcato questa città, ci vuole coraggio, tant'è che chi scrive ha criticato il fatto che poche persone fossero alla cerimonia inaugurale del pomeriggio riservata alle autorità per l'intitolazione della sala a Ilaria Alpi e Mirian Hrovatin.
Numerosi erano invece i ragazzi presenti al mattino, mettendo così in risalto quanto sia importante per i giovani sapere e quanto hanno bisogno di informazione.
Non possiamo quindi che esprimere tutta la nostra gratitudine alla Presidente Gabriella Bertone per il lavoro svolto, e auspicare che le sia consentito un secondo mandato, perché questa città ha bisogno di politica coraggiosa.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
513  del 
27/04/2007
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono tutta la solidarietà possibile ai familiari delle vittime della strage alla sta..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono tutta la solidarietà possibile ai familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna e al Signor Paolo Bolognesi Presidente dell'Associazione.
Esprimiamo profondo sdegno per quanto le vittime sono costrette ancora a subire dopo l'ignobile affronto alla stazione di Bologna del 2 Agosto del 1980.
Siamo seriamente preoccupati per quanto sta avvenendo "mediaticamente" intorno al problema del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Da anni assistiamo impotenti, malgrado le nostre proteste, a tutti quei benefici e possibilità che vengono dispensati a piene mani a terroristi eversivi
Siamo inoltre testimoni del continuo e scientifico tentativo di smantellare verità processuali passate in giudicato.
Ricordiamo a chi lo avesse dimenticato che uno dei punti cardine del famosissimo "Papello" di Riina, ovvero le richieste della mafia allo Stato nel 1992, prima delle stragi del 1993, era proprio la revisione dei processi.
Del resto quanto i terroristi mafiosi e i terroristi di ogni specie, abbiano unito le forze per arrivare a considerevoli benefici carcerari purtroppo sotto gli occhi di tutti.
Ci auguriamo quanto prima siano fatte le dovute scuse a Paolo Bolognesi, il quale da anni si batte contro chi la giustizia tenta di amministrarla attraverso le televisioni e con scritti non sempre in buona fede, anzichè nei Tribunali di giustizia.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
514  del 
27/04/2007
Tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che con tenacia e con uno spiccato senso del dovere, attraverso l'azione penale, cerca di arrivare ..... Apri
Tutta la nostra solidarietà alla Magistratura che con tenacia e con uno spiccato senso del dovere, attraverso l'azione penale, cerca di arrivare ad una verità completa sulle stragi del 1993. Il cosiddetto covo di Riina quel 15 gennaio del 1993 non fu perquisito.
Perchè E' l'angosciosa domanda che da anni ci perseguita.
Siamo certi che se fosse stata perquisita la casa di Salvatore Riina, dallo Stato e non dalla mafia oggi i nostri figli sarebbero ancora vivi, e molti di loro non sarebbero in gravi condizioni di vita.
Auspichiamo che il rinvio a giudizio presentato dal PM Antonio Ingroia per 11 uomini di "cosa nostra" sia accolto e sia fatta finalmente un po' di luce, su uno dei fatti più bui che hanno caratterizzato il periodo che ha preceduto la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
512  del 
04/05/2007
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI,INDIGNATI SU APPLICAZIONE 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 4 MAG - "Siamo indignati per i continui discorsi che non pr.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI,INDIGNATI SU APPLICAZIONE 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 4 MAG - "Siamo indignati per i continui discorsi che non producono nulla intorno ad una applicazione seria e severa del "41 bis" per i mafiosi stragisti quali Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno e tutti gli altri". Così i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in vista dell'anniversario dell'attentato accaduto il 27 maggio 1993.
"Siamo stanchi e amareggiati - aggiungono in una nota - perché non si è potuto arrivare ad un rinvio a giudizio per i più che probabili 'mandanti esterni alla mafia' per quel massacro". "Ci sentiamo altresì presi in giro dalle continue finction sbattute sui teleschermi - continuano - nel tentativo di condizionare la verità sulle stragi del 1993. Piaccia o no il così detto covo di Riina nessuno lo ha perquisito subito dopo la cattura del boss; questa è realtà e i nostri parenti per questo forse sono morti. Aspettiamo quindi con ansia il verdetto del processo intrapreso a Palermo contro 11 mafiosi del calibro di Leoluca Bagarella, sospettati di aver 'svuotato' il covo del Boss Salvatore Riina". (ANSA).
COM-IM
04-MAG-07 14:23 NNNN
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NOTIZIA ANSA
510  del 
12/05/2007
TERRORISMO: PER NON DIMENTICARE, GLI ARCHIVI VANNO IN RETE

(ANSA) - TORINO, 12 MAG - Archivi e banche dati su terrorismo, stragi e mafie si uni.....
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TERRORISMO: PER NON DIMENTICARE, GLI ARCHIVI VANNO IN RETE

(ANSA) - TORINO, 12 MAG - Archivi e banche dati su terrorismo, stragi e mafie si uniscono in una grande rete culturale "per non dimenticare": l'iniziativa è stata presentata oggi a Torino con una conferenza preceduta da una messa in suffragio per le vittime dell'eversione celebrata nella chiesa della Gran Madre.
La rete, come hanno spiegato i promotori dell'associazione italiana dei familiari, nasce dall'esigenza di non disperdere il patrimonio di informazioni sulla violenza politica e sulla criminalità organizzata: "E' innegabile - dicono - che in Italia vi sia una carenza di fonti documentali. Le difficoltà nel loro reperimento, le polemiche, l'uso pubblico e politico della storia hanno condizionato fortemente la riflessione storiografica, che dovrebbe invece essere uno dei motori ella ricerca e, di conseguenza, della divulgazione e della conservazione della memoria. Tanto che autorevoli studiosi, in relazione alla storia della Repubblica, hanno affermato che, paradossalmente, un regime totalitario come il fascismo ha lasciato di sé tracce più leggibili".
Al 30 aprile scorso si sono associati alla rete, mettendo a disposizione i loro archivi, 19 enti di tutta Italia, dal centro studi fiorentino "Il Sessantotto" alle associazioni dei familiari delle vittime di Bologna e dei Georgofili, da Radio Popolare al Centro documentazione della Cgil Toscana.
Alla messa di stamani erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente del consiglio comunale di Torino, Michele Coppola, che ha auspicato "l'approvazione di un ordine del giorno che inviti il governo a rimuovere il segreto di stato sulle stragi". Gianni Berardi, segretario dell'Associazione italiana vittime del terrorismo, ha sottolineato che "l'iniziativa di oggi è un momento per ricordare tutti coloro che sono morti per mano del terrorismo, dalle vittime degli anni di piombo fino ai caduti di Nassiriya". (ANSA).
BRL
12-MAG-07 19:19 NNNN
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COMUNICATO
511  del 
12/05/2007
"Atto doloso della mafia e non solo, contro chi lavora le terre confiscate alle cosche" - questo in buona sostanza il messaggio lanciato da ..... Apri
"Atto doloso della mafia e non solo, contro chi lavora le terre confiscate alle cosche" - questo in buona sostanza il messaggio lanciato da quanti lavorano in seno all'organizzazione di Libera e ai quali va comunque tutta la nostra solidarietà.
Ma da lungo tempo ormai, noi abbiamo lanciato il nostro messaggio di alert, al quale purtroppo non abbiamo risposte da parte di nessuno, se non blande quanto inutili promesse.
A causa di norme inidonee sono stati fatti regali alla mafia terrorista ed eversiva : mafiosi terroristi ed eversivi incriminati e condannati per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, sono passati dopo solo 14 anni da un a regime di carcere duro ad un tipo normale di detenzione, eppure la strage di Firenze fu eseguita per far abolire il 41 bis, la confisca dei beni e quant'altro.
Non si danno segnali di questo tipo alla mafia altrimenti questa alza il tiro, noi lo sappiamo bene. I mafiosi appartenenti all'organizzazione criminale "cosa nostra" - Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno - devono tornare a regime di "41 bis" nel più breve tempo possibile, o il lavoro di tutti noi che cerchiamo di contrastare la mafia sarà vanificato.
Si avvicina il 27 Maggio l'anniversario della strage di via dei Georgofili vedremo quanti si stringeranno intorno a noi, mentre cerchiamo di potenziare e ampliare il nostro grido di allarme.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
509  del 
14/05/2007
Ricordiamo il 14 Maggio 1993, l'anniversario della strage di via Fauro, la prima strage con la quale la mafia corleonese a suon tritolo iniziò la..... Apri
Ricordiamo il 14 Maggio 1993, l'anniversario della strage di via Fauro, la prima strage con la quale la mafia corleonese a suon tritolo iniziò la strategia terroristica eversiva del 1993/1994 con la quale intendeva imporre le sue leggi allo Stato Oggi la certezza di averla spuntata con il passaggio di Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno - stragisti a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 - da carcere severo di "41 bis" a carcere normale, ha reso la mafia corleonese ancora più arrogante se mai fosse possibile.
La distruzione di 700 piante di vite nei terreni confiscati alla mafia e altre nefandezze ancora, portano la sua firma.
Il 27 Maggio prossimo data ormai alle porte, cercheremo attraverso le nostre manifestazioni, di mettere in evidenza ciò che sta succedendo in questo Paese in fatto di abolizione del "41 bis" e altri desideri insiti nelle aspettative della mafia.
Quattordici anni fa i corleonesi hanno ucciso e distrutto vite umane a Firenze, volevano l'annullamento del "41 bis", la non confisca dei beni e tante altre cose, al momento con le buone o con le cattive stanno ottenendo ciò che con quel tritolo forse hanno imposto.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
508  del 
16/05/2007
RACKET: ERCOLANO,A SETTEMBRE CONVEGNO NAZIONALE SU CONTRASTO

(ANSA) - ERCOLANO (NAPOLI), 16 MAG - Le strategie di lotta alle mafie e di contras.....
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RACKET: ERCOLANO,A SETTEMBRE CONVEGNO NAZIONALE SU CONTRASTO

(ANSA) - ERCOLANO (NAPOLI), 16 MAG - Le strategie di lotta alle mafie e di contrasto al fenomeno del racket e dell'usura. Sono due argomenti al centro di un convegno nazionale in programma a meta' settembre ad Ercolano. Questa mattina la conferenza di presentazione dell'evento cui hanno preso parte l'ex prefetto di Napoli Renato Profili oggi commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarieta' per le vittime dei reati di tipo mafioso, l'imprenditrice Silvana Fucito, il sindaco Nino Daniele, la responsabilie dello sportello Antiracket di Ercolano Raffaella Ottaviano, la dirigente scolastica del II circolo didattico Giovanna Tavani.
Da oggi partira' un lavoro sinergico con scuole, chiese e associazioni per sensibilizzare i cittadini al contrasto delle mafie sul territorio della Provincia di Napoli. "La scelta di tenere un convegno nazionale ad Ercolano e' stata avanzata dall'ex prefetto Profili - ha spiegato il sindaco -. Sul territorio sono attivi uno sportello Antiracket e Antiusura e stiamo lavorando per contrastare ogni forma di illegalita".
Nel corso della riunione anche il punto sulle denunce per racket: "A Napoli- ha detto il sindaco - e' emerso che le denunce per estorsione sono in aumento ma spesso chi e' colpito direttamente con vessazioni o minacce preferisce non denunciare". All'incontro hanno preso parte anche l'avvocato Michele Costa figlio del magistrato ucciso a Palermo e presidente della Fondazione Costa, Antonio Calabro' il presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage del rapido 904, Giovannna Chelli vicepresidente associazione familiari vittime della strage dei Georgofili a Firenze. (ANSA).
YW1-DT
16-MAG-07 17:38 NNNN
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LETTERA
507  del 
20/05/2007
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Il 27 Maggio prossimo ricorre il quattordicesimo anniversario della strag.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Il 27 Maggio prossimo ricorre il quattordicesimo anniversario della strage di via dei Georgofili, Come tutti credo sappiano dopo solo 14 anni Lo Nigro Cosimo e Benigno Salvatore due terroristi eversivi e mafiosi, condannati per la strage di Firenze con revoca concessa dai Tribunali di sorveglianza sono passati da un regime carcerario di 41 bis ad un carcere normale, per i due boss è stata esaudita una delle richieste - come ebbe a dire Giovanni Brusca - elencate nel "papello" di Riina presentato allo Stato nel 1992, prima delle stragi del 1993.
L'Associazione ha chiesto una interpellanza parlamentare al Ministro della Giustizia, l'ha presentata per noi la Senatrice Sabina Rossa.
Autorevolissimi parlamentari della maggioranza di Governo appartenenti ai DS, l'hanno sottoscritta, dopo due mesi non c'è ancora nessuna nota scritta, noi l'avremmo voluta leggere a Piazza Signoria la sera del 26 Maggio prossimo.
Il Ministro di Grazia e Giustizia dopo le belle parole dispensate nei confronti del familiari delle vittime della strage di Firenze, non ha ancora risposto.
A chi si riferiva l'On.Le Violante che a suo tempo fu la terza carica dello Stato, quando oggi sull'Unità ha scritto: "Ora come allora, c'è il silenzio dei piani alti"?
A noi non serve la risposta dal cielo, la vorremmo solo da Ministro della Giustizia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
506  del 
23/05/2007
MAFIA:FALCONE;GEORGOFILI, VERITA' SU MANDANTI ESTERNI STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 23 MAG - I parenti delle vittime devono "essere accom.....
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MAFIA:FALCONE;GEORGOFILI, VERITA' SU MANDANTI ESTERNI STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 23 MAG - I parenti delle vittime devono "essere accomunati da un unico scopo, la ricerca della verita' completa sui mandanti esterni a 'Cosa nostra'".
E' quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordando il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta in occasione del 15/o anniversario di Capaci. In una nota l'Associazione afferma che quanto avvenne a Capaci "fu l'inizio di un attacco mirato contro lo Stato da parte di 'Cosa nostra', che si completera' solo nel 1994 con l'attentato al collaboratore Contorno. Sette fatti di strage hanno insanguinato il Paese negli anni 1992-1993-1994, i parenti delle vittime riteniamo debbano essere accomunati da un unico scopo, la ricerca della verita' completa sui mandanti esterni a 'Cosa nostra'". (ANSA).
COM-CG
23-MAG-07 19:23 NNNN
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NOTIZIA ANSA
504  del 
24/05/2007
STRAGI '93: LE CELEBRAZIONI IN PALAZZO VECCHIO
(V. 'STRAGI '93 ...' DELLE 16.33)

FIRENZE, 24 MAG - I momenti centrali .....
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STRAGI '93: LE CELEBRAZIONI IN PALAZZO VECCHIO
(V. 'STRAGI '93 ...' DELLE 16.33)

FIRENZE, 24 MAG - I momenti centrali delle celebrazioni dell'anniversario della strage dei Georgofili si svolgeranno la sera di sabato 26 e il mattino di domenica 27 maggio.
Il 26, informa una nota del Comune, le iniziative si terranno in piazza Signoria. Il programma inizia alle 21 sull'Arengario, con brevi interventi di Lugi Dainelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime; dell'assessore comunale Daniela Lastri; dell'assessore provinciale Valerio Nardini e del vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli.
Alle 21.30 si terrà lo spettacolo teatrale "La ferita. Via dei Georgofili 27 maggio '93 ore 1.04'", con testo di Sergio Pierattini, interpretato da Giulia Weber. La regia é di Dominick Tambasco. Lo spettacolo sarà trasmesso in diretta su Rai-radio3. Alle 22 parleranno Danilo Ammannato, avvocato di parte civile per le stragi del '93; Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione familiari vittime; Pietro Grasso procuratore nazionale antimafia; Giuseppe Nicolosi sostituto procuratore di Firenze; Piero Lugi Vigna procuratore generale onoario della Corte di Cassazione.
Seguirà alle 23 lo spettacolo "Cap. IX Tango" presentato dall'Associazione Tango Club Firenze per la regia di Roberto Mazzi.
Poco prima dell'una, da Palazzo Vecchio partirà il corteo formato dei gonfaloni del Comune di Firenze, della Provincia, della Regione Toscana e dai labari delle associazioni di volontariato che arriverà in via dei Georgofili dove alle 1.04, l'ora in cui scoppiò la bomba, sarà deposta una corona di alloro.
Il 27 maggio due cuscini di fiori saranno deposti alle 8.30 sulla tomba della famiglia Nencioni al Cimitero della Romola e alle 9 sulla tomba di Dario Capolicchio al cimitero di Sarzanella. Alle 11 nella chiesa di Orsanmichele in via Calzaiuoli sarà celebrata una Messa in suffragio delle vittime. (ANSA).
COM-GAR
24-MAG-07 17:09 NNNN
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NOTIZIA ANSA
505  del 
24/05/2007
STRAGI '93: FIRENZE RICORDA GEORGOFILI CON GRASSO E VIGNA

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAG - Un convegno e la deposizione di una corona d'alloro .....
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STRAGI '93: FIRENZE RICORDA GEORGOFILI CON GRASSO E VIGNA

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAG - Un convegno e la deposizione di una corona d'alloro sul luogo dell'attentato di via dei Georgofili, alle 1.04 esatte della notte, la stessa ora dello scoppio dell'autobomba che uccise 5 persone e ne ferì 41. Così la Toscana ha scelto di commemorare, sabato prossimo, il 14/o anniversario della strage. Tra i protagonisti della giornata, anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e il procuratore onorario Piero Luigi Vigna.
Il convegno, informa una nota, si terrà la mattina di sabato all'auditorium del Consiglio regionale. Insieme al presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Goergofili Luigi Dainelli e alla vicepresidente e portavoce della stessa associazione Giovanna Maggiani Chelli, parleranno Grasso, Vigna e il sostituto procuratore di Firenze Giuseppe Nicolosi. Trasmesso in diretta streaming sul sito www.primapagina.regione.toscana.it, il convegno si concluderà con la premiazione di Matilde Bricchi, studentessa di La Spezia che ha vinto il concorso per un bozzetto per il bassorilievo commemorativo della strage.
Dalle 21 piazza della Signoria ospiterà due spettacoli teatrali e gli interventi di Grasso, Vigna, Nicolosi e dell'avvocato Danilo Ammannato, il legale di parte civile per le stragi del 1993. Domenica 27 ci sarà la deposizione di corone nei cimiteri dove riposano i caduti e una messa in suffragio delle vittime nella Chiesa di Orsammichele alle 11.
Tutte le manifestazioni sono organizzate dalla Regione Toscana in collaborazione con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, il Comune e la Provincia di Firenze. (ANSA).
YG2-CG
24-MAG-07 16:33 NNNN
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NOTIZIA ANSA
503  del 
27/05/2007
MAFIA: GEORGOFILI;FAMILIARI,BASSA AFFLUENZA NO COLPA REGIONE

(ANSA) - FIRENZE, 27 MAG - I familiari delle vittime della strage di via dei Georg.....
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MAFIA: GEORGOFILI;FAMILIARI,BASSA AFFLUENZA NO COLPA REGIONE

(ANSA) - FIRENZE, 27 MAG - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili con una nota ringraziano "quanti si sono prodigati affinché le manifestazioni relative all'anniversario delle strage avessero un buon esito". Tra questi, "la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Provincia di Firenze". L' associazione inoltre rileva che la scarsità di pubblico alla tavola rotonda, prima iniziativa della commemorazione, non è imputabile alla organizzazione bensì alla concomitanza di eventi di grande rilevanza istituzionale.

"A questo - si legge nella nota - si aggiunge sicuramente la volontà di rimuovere quella strage da parte di cittadini poco informati nel corso di tutti questi anni, tant'é che oggi, nessun quotidiano ha riportato in cronaca nazionale l'anniversario di una strage terroristica eversiva di una gravità inaudita perpetrata in questo Paese".

L'associazione rende noto che per l'anniversario del 15/mo anniversario (nel 2008), verrà fatto proprio "il suggerimento del procuratore Vigna di incontrare le istituzioni sempre a noi vicine e i magistrati che sono stati parte integrante per le indagini e la ricerca della verità completa sulle stragi del 1993, ma questa volta con il contributo della scuola, sempre - si legge ancora - che la scuola voglia collaborare veramente con Associazioni di vittime reali come la nostra e non, come troppo spesso fa, con solo organizzazioni ampiamente politicizzate".

L'associazione comunica inoltre che sta lavorando all' organizzazione di un convegno nel quale vengano messi a confronto familiari delle vittime e collaboratori di giustizia "per dare risalto e importanza a quei soggetti che sono stati determinanti per arrivare alla condanna del gotha di Cosa nostra per le stragi del 1993. Il grido di allarme dei magistrati - conclude la nota - è stato significativo: nessuno collabora più". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
502  del 
28/05/2007
MAFIA: AUTOBOMBE '93; PRESENTATE PERIZIE RISARCIMENTO DANNI

(ANSA) - FIRENZE, 28 MAG - Presentate oggi al giudice civile del tribunale di .....
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MAFIA: AUTOBOMBE '93; PRESENTATE PERIZIE RISARCIMENTO DANNI

(ANSA) - FIRENZE, 28 MAG - Presentate oggi al giudice civile del tribunale di Firenze Roberto Monteverde le perizie per la causa di risarcimento danni promossa contro Toto' Riina e Giuseppe Graviano dai familiari delle vittime, dai feriti e dai parenti di quest'ultimi, dell'attentato di via dei Georgofili, di cui ieri è stato ricordato il 14/o anniversario.
La consulenza tecnica medico legale, affidata a cinque medici e quattro consulenti dei ricorrenti, in tutto 51 persone tra feriti e familiari, fra cui i parenti delle cinque vittime, i coniugi Nencioni e le loro due figlie e lo studente Dario Capolicchio, ha evidenziato per tutti danni sia fisici che esistenziali, che adesso dovranno essere monetizzati in base alle diverse percentuali riconosciute.
I legali dei ricorrenti, gli avvocati Danilo Ammannato, Luigi Spina e Enrica Valle e il pm Giuseppe Nicolosi, che sostenne l'accusa nel processo per la strage di via dei Georgofili, hanno chiesto al giudice che la strage sia dichiarata "mafiosa di natura terroristica eversiva, come riconosciuto dalla sentenza della Cassazione in via definitiva".
A partire dalla metà del prossimo mese di luglio sono previste le prime sentenze. La causa è stata intentata perché in sede penale furono disposte solo provvisionali per il risarcimento dei danni, da determinarsi poi in sede civile. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
500  del 
31/05/2007
GIUSTIZIA:PARENTI VITTIME GEORGOFILI,NO ABOLIZIONE ERGASTOLO

(ANSA) - FIRENZE, 31 MAG - "Protestiamo fortemente contro la bozza di riforma.....
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GIUSTIZIA:PARENTI VITTIME GEORGOFILI,NO ABOLIZIONE ERGASTOLO

(ANSA) - FIRENZE, 31 MAG - "Protestiamo fortemente contro la bozza di riforma Pisapia del codice penale, che prevede di fatto l'abolizione dell'ergastolo anche per la mafia terrorista ed eversiva delle stragi del 1993".
E' quanto afferma in una nota l' Associazione tra i parenti delle vittime di via dei Georgofili.
"Ci appelliamo - afferma ancora l'Associazione - a quanti non sono disposti a sopportare il ricatto mafioso fortemente in atto in Italia, fin dalla notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili: la mafia con quel tritolo chiedeva l'abolizione anche dell'ergastolo". (ANSA).
COM-CG/SPO
31-MAG-07 16:05 NNNN
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COMUNICATO
501  del 
31/05/2007
A 4 giorni dall'anniversario della strage di via dei Georgofili e dopo aver ascoltato le nostre parole, ammesso che lo abbiano fatto: la sensibil..... Apri
A 4 giorni dall'anniversario della strage di via dei Georgofili e dopo aver ascoltato le nostre parole, ammesso che lo abbiano fatto: la sensibilità dei nostri parlamentari è pari a quella della mafia.
Siamo arrivati al dunque:
- il "papello" di Salvatore Riina, quella richiesta di benefici carcerari presentato allo Stato nel 1992 dopo le stragi Capaci e via D'Amelio e prima delle stragi del 1993, che comprendeva l'abolizione dell'ergastolo ancora una volta ha trovato spazi:
LA TRATTATIVA CONTINUA
Senatori e parlamentari "buonisti" che ogni giorno assistono dall'alto dei loro scranni inoperosi e menefreghisti alla deriva di vita di quanti sopravissuti alle stragi mafiose terroriste ed eversive, si sono fatti commuovere dalla "letterina" scritta da 310 ergastolani.
310 persone condannati a vita per reati gravissimi,chiedono la pena di morte - benissimo siano esauditi - se non hanno neppure la forza morale di accettare l'unica pena che meritano:
- l'ergastolo, il fine pena mai.
Informiamo che nei prossimi giorni scriveremo una lettera aperta- al Presidente della Repubblica.
Sarà una lettera lunga, dettagliata ed esauriente, nella quale elencheremo una per una le sofferenze, la disperazione, la deriva di quanti, innocenti, sono stati condannati loro stessi "all'ergastolo" e oggi tanto poco assistiti vivono reclusi fra le mura domestiche.
Elencheremo eventualmente le perizie medico legali, circa mille fogli, redatti dai medici legali i cosiddetti CTU del Giudice di Firenze che si occupa delle nostre cause civili contro la mafia.
Daremo inoltre voce ai nostri parenti, a quanti condannati a morte con "sentenze" emesse dai "310" sono oggi senza giustizia completa sotto due metri di terra.
Ricordiamo ai Parlamentari "buonisti" che le "sentenze" dei "310" non sono state emesse in nome del popolo italiano per fini di giustizia, bensì in nome della sporca politica e per la copertura di turpi affari nei quali troppi parlamentari si trovano coinvolti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
499  del 
03/06/2007
TERRORISMO: PARENTI VITTIME GEORGOFILI, NON SI TOCCHI 41 BIS (ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il regime detentivo speciale 41 bis è congeniale "alla mafia ..... Apri
TERRORISMO: PARENTI VITTIME GEORGOFILI, NON SI TOCCHI 41 BIS (ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il regime detentivo speciale 41 bis è congeniale "alla mafia stragista ed eversiva che nel 1993 ha gettato le nostre famiglie nella disperazione e il Paese alla deriva".
L'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ribadiscono la loro "forte protesta" contro il tentativo di abolizione del 41 bis nel giorno della manifestazione organizzata davanti al casa circondariale dell'Aquila contro il carcere duro.
"Per l'abolizione del 41 bis e per l'abolizione dell'ergastolo - dice in una nota la vicepresidente e portavoce Giovanna Maggiani - si sono usati 300 chili di tritolo in via dei Georgifili e piu' di mille in tutto il Paese nel 1993. Ricordiamo altresì' che anche Nino Gioè il 26 Luglio 1993 si è 'suicidato', rigorosamente tra virgolette, in carcere, ed è anche a causa di quel suicidio che oggi i nostri morti non hanno giustizia completa. I nomi degli 'Autori' veri di quelle stragi sono coperti da una sorta di collusione tra mafia terrorismo e politica".
L'associazione si augura "al piu' presto una Superprocura Nazionale che si occupi di mafia e terrorismo, ne coordini le indagini, e si arrivi al più presto a trascinare in Tribunale coloro che con la mafia nel 1993 si sono collusi a vario titolo". (ANSA).

COM-FM
03-GIU-07 17:43 NNNN
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NOTIZIA ANSA
498  del 
04/06/2007
GIUSTIZIA: ERGASTOLO; ASS.GEORGOFILI,SCRIVEREMO A NAPOLITANO

(ANSA) - FIRENZE, 4 GIU - "Scriveremo al presidente della Repubblica una lett.....
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GIUSTIZIA: ERGASTOLO; ASS.GEORGOFILI,SCRIVEREMO A NAPOLITANO

(ANSA) - FIRENZE, 4 GIU - "Scriveremo al presidente della Repubblica una lettera lunga, dettagliata ed esauriente nella quale elencheremo, una a una, le sofferenze, la disperazione e la deriva di quanti, innocenti parenti delle vittime, sono stati condannati loro stessi all'ergastolo e vivono reclusi tra le mura domestiche". Lo ha annunciato Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione delle vittime dei Georgofili, a proposito della lettera inviata da 310 ergastolani al Capo dello Stato per chiedere, provocatoriamente, che il carcere a vita venga tramutato in condanna a morte e dopo che si è cominciato a parlare dell'ipotesi di eliminare l'ergastolo.
Maggiani Chelli, intervenendo a Firenze a un convegno sul terrorismo, ha fatto notare che "ieri, con la manifestazione contro il 41 bis a L'Aquila, i terroristi sono diventati star" e poi ha sottolineato, a proposito dell'ipotesi di abolizione dell'ergastolo, che ci sono "parlamentari buonisti che si sono fatti commuovere dalla 'letterina' scritta dai 310 ergastolani".
"Nella lettera a Giorgio Napolitano" ha proseguito "daremo voce ai nostri parenti e a quanti, condannati a morte con 'sentenze' emesse dai 310 ergastolani, sono oggi, senza giustizia completa, due metri sotto terra". (ANSA).
YG2-GRO
04-GIU-07 18:00 NNNN
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LETTERA
497  del 
09/06/2007
(su L'UNITA' del 9 giugno 2007)

Ill.mo Prof. Tranfaglia
Roma

"Quei gruppi non democratici ma occulti e burocratici ch.....
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(su L'UNITA' del 9 giugno 2007)

Ill.mo Prof. Tranfaglia
Roma

"Quei gruppi non democratici ma occulti e burocratici che sono in grado di condizionare Parlamento e governo del Paese",sono quegli stessi soggetti che hanno fatto si che la mafia corleonese il 27 Maggio 1993 piazzasse trecento chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze, affinché l'Accademia dei Georgofili crollasse e il palazzo di fronte bruciasse.
Gabriele Chellazzi il Magistrato che abbiamo ogni giorno nel cuore e nella mente era forse pronto a rinviarli a giudizio già nel 1998,ma quell'imput dall'alto che aspettava non è mai arrivato, anzi.
Oggi per quella strage e per tutte le altre del 1993 si chiede una commissione Parlamentare d'Inchiesta.
Ma noi prima, come richiesto con un nostro esplicito Esposto, dobbiamo conoscere i nomi di quanti fra la fine del 1992 e quel maledetto 27 Maggio 1993, hanno ricevuto il famosissimo "papello" di Riina Salvatore:
- quell'elenco di richieste fatte allo Stato e oggi in gran parte esaudite dopo solo 14 anni.
Dobbiamo conoscere i nomi di chi fa da copertura in Parlamento a "quei gruppi non democratici" dei quali Lei oggi così chiaramente ci parla e di questo La ringraziamo come sempre.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
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NOTIZIA ANSA
496  del 
12/06/2007
MAFIA: INTIMIDAZIONE IMPASTATO; CONDANNA FAMIGLIE GEORGOFILI
(V.'MAFIA: NUOVA INTIMIDAZIONE A CASA...' DELLE 11:32)

(ANSA) - FIREN.....
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MAFIA: INTIMIDAZIONE IMPASTATO; CONDANNA FAMIGLIE GEORGOFILI
(V.'MAFIA: NUOVA INTIMIDAZIONE A CASA...' DELLE 11:32)

(ANSA) - FIRENZE, 12 GIU - Solidarietà e condanna è stata espressa dai familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili a Firenze dopo la nuova intimidazione alla 'Casa memoria Felicia e Peppino Impastato' avvenuta la notte scorsa a Cinisi (Palermo).
Nella nota, i familiari delle vittime di via dei Georgofili ricordano, come "a causa di una legge più che mai limitativa per chi decidesse di collaborare con la giustizia, l'ultimo pentito di mafia che ha parlato delle stragi del 1993 sia stato Giovanni Brusca, il quale probabilmente non ha neppure detto tutto ciò che sapeva sul massacro di via dei Georgofili".
"Brusca Giovanni - conclude la nota - ha fatto sciogliere nell'acido il giovane Di Matteo, forse proprio per impedire al padre Santino di collaborare per la verità completa sulle stragi del 1993". (ANSA)."
COM-IM
12-GIU-07 15:18 NNNN
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NOTIZIA ANSA
495  del 
15/06/2007
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, INTERCETTAZIONI SONO IMPORTANTI

(ANSA) - FIRENZE, 15 GIU - "Le intercettazioni telefoniche sono uno strumento.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, INTERCETTAZIONI SONO IMPORTANTI

(ANSA) - FIRENZE, 15 GIU - "Le intercettazioni telefoniche sono uno strumento importante per il contrasto alla mafia".
Lo afferma in una nota l'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"I responsabili materiali e interni all'organizzazione di cosa nostra per le stragi del 1993 - dichiara la portavoce Giovanna Maggiani Chelli - furono individuati proprio grazie a un'intercettazione telefonica tra Nino Gioé e La Barbera in via Ughetti a Palermo".
"Il timore che ci pervade in queste ore di grande agitazione intorno al fenomeno intercettazioni - conclude - è che le limitazioni invocate, a salvaguardia della politica, possano nascondere il tentativo di precludere definitivamente quelle indagini sui 'mandanti esterni a cosa nostra' che invochiamo da 14 anni". (ANSA).
COM-IM
15-GIU-07 12:19 NNNN
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NOTIZIA ANSA
494  del 
20/06/2007
CODICE PENALE: GEORGOFILI, IN PIAZZA SE VIA ERGASTOLO MAFIA FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 20 GIU - "Se verrà abolito l'ergastolo alla maf.....
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CODICE PENALE: GEORGOFILI, IN PIAZZA SE VIA ERGASTOLO MAFIA FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 20 GIU - "Se verrà abolito l'ergastolo alla mafia stragista siamo pronti a scendere in piazza".
E' questo l'annuncio dell'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, in riferimento alla proposta dell'abolizione dell'ergastolo contenuta nella bozza di riforma del codice penale.
"E' oltremodo vergognoso - afferma ancora l'associazione - il solo pensarlo, di fare sconti a Salvatore Riina".(ANSA).
COM-CG/ S0B S41 QBXX
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NOTIZIA ANSA
492  del 
21/06/2007
MAFIA: RIINA E' AMMALATO E AVVOCATI CHIEDONO SCARCERAZIONE

(ANSA) - ROMA, 21 GIU - Il boss Totò Riina è ammalato e i suoi difensori chiedo.....
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MAFIA: RIINA E' AMMALATO E AVVOCATI CHIEDONO SCARCERAZIONE

(ANSA) - ROMA, 21 GIU - Il boss Totò Riina è ammalato e i suoi difensori chiedono ai giudici la scarcerazione del capomafia, condannato definitivamente all'ergastolo. Per gli avvocati Luca Cianferoni, Antonio Managò e Riccardo Donzelli, "mantenere Riina in carcere a 77 anni in queste condizioni significa volersi accanire su un detenuto anziano e malato, ben oltre la pena che gli è stata inflitta".
Gli avvocati, secondo quanto anticipa L'Espresso, in edicola domani, sostengono nella richiesta di scarcerazione presentata al Tribunale di Sorveglianza di Milano l'incompatibilità del boss con il regime di detenzione. Riina è detenuto a Opera a Milano.
Riina viene visitato dai medici tutti i giorni ma può rimanere soltanto un'ora all'aperto nel cortile. Le cartelle cliniche, allegate alla richiesta di scarcerazione presentata il 15 giugno scorso, indicano: "Due infarti e un'importante insufficienza cardiaca" che si sommano ad altre patologie meno gravi, come la gastrite cronica, l'ipertrofia prostatica, l'ipertensione, l'iperucemia, il gozzo tiroideo, le ernie inguinali e la cirrosi epatica derivante da epatite C.
Il capo dei corleonesi, detenuto dal 15 gennaio 1993, è stato condannato dieci volte all'ergastolo ed è sotto processo per altri tre delitti eccellenti, fra cui quello del giornalista Mauro De Mauro, perché ritenuto uno dei mandanti. (ANSA).
ABB/ S0B S41 S42 QBKS
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NOTIZIA ANSA
493  del 
21/06/2007
MAFIA: GEORGOFILI, VORREMMO SENTIRE VICINO LE ISTITUZIONI
(V. "MAFIA: RIINA E' AMMALATO E AVVOCATI..." DELLE 16:34)

(ANSA) - .....
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MAFIA: GEORGOFILI, VORREMMO SENTIRE VICINO LE ISTITUZIONI
(V. "MAFIA: RIINA E' AMMALATO E AVVOCATI..." DELLE 16:34)

(ANSA) - ROMA, 21 GIU - L'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze vuole sollevare l'attenzione delle istituzioni sulla richiesta di scarcerazione avanzata dal boss Salvatore Riina attraverso i propri difensori. Il capomafia, condannato anche per la strage del 1993, secondo i suoi difensori sta male e non è compatibile con il regime carcerario.
"Ricordiamo in un momento grave per noi - scrive l'Associazione tra i familiari delle vittime - in un momento in cui vorremmo sentire le istituzioni vicine e invece il silenzio é assordante, che a Firenze il 27 maggio 1993, le nostre famiglie sono state travolte dalla furia distruttrice verso l'ordine democratico di Salvatore Riina".
"L'ergastolo alla mafia si era ripromesso di abolire Salvatore Riina - aggiunge - con ben trecento chili di tritolo piazzato in via dei Georgofili, nessuno può dimenticarlo, nel momento in cui dal Parlamento esce la richiesta di abolizione della condanna a vita per criminali la cui ferocia è senza uguali nella storia dell'umanità ".
"51 persone appartenenti alle nostre famiglie - conclude la nota - hanno presentato in tribunale migliaia di pagine di referti medici, per alcuni di loro diagnosticano malattie incurabili. Aspettiamo nelle prossime ore le parole adatte, da chi di dovere, a placare la rabbia che ci pervade in queste ore".(ANSA).
ABB/ S0B S41 S42 QBKS
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NOTIZIA ANSA
485  del 
22/06/2007
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, BENE GRASSO SU ERGASTOLO
(V. 'MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE... DELLE 12:19)

(ANSA) - FIRENZE, 22 GIU.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, BENE GRASSO SU ERGASTOLO
(V. 'MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE... DELLE 12:19)

(ANSA) - FIRENZE, 22 GIU - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono il loro apprezzamento per quanto detto da Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia sul tema dell'annullamento dell'ergastolo alla mafia e della pericolosità di eventuali concessioni ai corleonesi che si sono macchiati di crimini efferati come le stragi del 1993. "Sempre vicini in ogni momento alla procura nazionale antimafia e all'operato della magistratura che in prima linea combattono contro il terrorismo e la criminalità organizzata - dichiara in una nota Giovanna Maggiani Chelli Vice, portavoce dell'associazione - auspichiamo quanto prima la nascita di una super procura nazionale mafia-terrorismo". (ANSA).
I18-IM/COM S0B S41 QBXX
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NOTIZIA ANSA
486  del 
22/06/2007
MAFIA: MESSINEO, ABOLIZIONE ERGASTOLO CREA AUMENTO CRIMINE

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Se abbiamo a cuore la lotta alla mafia l'aboli.....
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MAFIA: MESSINEO, ABOLIZIONE ERGASTOLO CREA AUMENTO CRIMINE

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Se abbiamo a cuore la lotta alla mafia l'abolizione dell'ergastolo è una prospettiva da accantonare. Ritengo che l'eliminazione del carcere a vita incoraggi e ricompatti i boss". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, commentando l'ipotesi dell'abolizione dell'ergastolo, prevista dalla bozza di riforma del codice penale. Messineo, che ha partecipato all'incontro in cui sono stati presentati i dati sull'economia illegale elaborati dalla Fondazione Chinnici, ha aggiunto: "sarebbe un gravissimo errore in termini di contrasto alla criminalità organizzata.
L'ergastolo è l'unico deterrente efficace contro le cosche e, inoltre, la sua abolizione comporterebbe, a scadenza più o meno ravvicinata, la scarcerazione di una serie di efferati criminali che tornerebbero in circolazione con due effetti: la possibilità che riprenda la guerra di mafia e ripercussioni devastanti dal punto di vista morale per le vittime dei boss". "Il solo fatto di parlare di abolizione dell'ergastolo - ha aggiunto - incoraggia chi non pensa di pentirsi perché spera in una possibile soluzione futura dei suoi problemi giudiziari". (ANSA).
KTH/GIM S0B S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
487  del 
22/06/2007
MAFIA: VIZZINI, ATTENTI A TOGLIERE L'ERGASTOLO AI BOSS
(V. "MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE SI..." DELLE 12:13)

(ANSA) - RO.....
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MAFIA: VIZZINI, ATTENTI A TOGLIERE L'ERGASTOLO AI BOSS
(V. "MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE SI..." DELLE 12:13)

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - "Occorre riflettere attentamente prima di pensare che si possa abolire la pena dell'ergastolo per i reati di mafia". Così il senatore Carlo Vizzini, componente della Commissione antimafia, commenta l'ipotesi che viene fatta di eliminare il carcere a vita per i boss mafiosi.
"Al di là di ogni garantismo - aggiunge - ha ragione il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, quando afferma che l'uscita di galera di alcuni mafiosi storici potrebbe provocare una drammatica e terribile guerra di mafia. La sola aspettativa che può ingenerare nelle carceri il dibattito sull'abolizione dell'ergastolo anche sui reati di mafia rappresenta un pericolo ed un rischio da evitare".(ANSA).
COM-ABB/ S0A S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
488  del 
22/06/2007
MAFIA: MESSINEO, SCETTICO SU ESITO APPELLO GRASSO
V. "MAFIA: GRASSO, LATITANTI ..." DELLE 12:10 CIRCA

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - &.....
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MAFIA: MESSINEO, SCETTICO SU ESITO APPELLO GRASSO
V. "MAFIA: GRASSO, LATITANTI ..." DELLE 12:10 CIRCA

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Condivido l'invito rivolto dal procuratore nazionale antimafia ai latitanti in pericolo di vita a consegnarsi allo Stato ma sono piuttosto scettico sul suo esito perché chi ha fatto una scelta di quel genere ben difficilmente torna indietro anche sulla base di considerazioni utilitaristiche. Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo.
"Trovo di grande interesse l'appello di Grasso - ha aggiunto - soprattutto considerato che fa riferimento non ad un aspetto di carattere morale, che mi lascerebbe perplesso, ma ad un elemento utilitaristico. Il latitante che sa di essere in pericolo di vita dovrebbe essere indotto a chiedere la protezione dello Stato. Ora bisognerà vedere se l'invito verrà accolto".
"Certo - ha concluso - consegnarsi sarebbe nell'interesse specifico del latitante che sarebbe coinvolto in prima persona nel caso in cui si scatenasse una nuova guerra di mafia". (ANSA).
KTH/GIM S0B S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
489  del 
22/06/2007
MAFIA: GRASSO, LATITANTI IN PERICOLO CONSEGNATEVI

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Non voglio fare pubblicità progresso ma voglio dire che noi .....
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MAFIA: GRASSO, LATITANTI IN PERICOLO CONSEGNATEVI

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Non voglio fare pubblicità progresso ma voglio dire che noi ci siamo. Penso che ci sia qualcuno attualmente latitante che corre dei pericoli, lo Stato naturalmente offre possibilità a chi corre rischi come quello della vita". L'ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, a margine della presentazione di uno studio sui dati dell'economia illegale, a Palermo, rispondendo ai giornalisti.
"Non è un invito a collaborare - ha aggiunto - non ne ho mai fatti, però, sono stato sempre disponibile quando c'é stata anche la minima volontà di collaborazione".
"La collaborazione - ha proseguito - è un trauma: come se io da domani facessi parte della mafia. Per loro passare dalla parte dello Stato comporta le stesse difficoltà. Per questo deve essere una soluzione maturata e spinta da esigenze di vita".
Ai giornalisti che gli domandavano a chi si riferisse quando alludeva ai boss latitanti in pericolo di vita e se si trattasse del capomafia Gianni Nicchi, Grasso ha risposto: "non faccio nomi, chi deve saperlo lo sa".(ANSA).
KTH/GIM S0B S41 QBKS
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NOTIZIA ANSA
490  del 
22/06/2007
MAFIA: DA ESTORSIONI 175 MILIONI EURO ANNO A COSCHE PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - Il pizzo genera per le cosche un "gettito" che.....
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MAFIA: DA ESTORSIONI 175 MILIONI EURO ANNO A COSCHE PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - Il pizzo genera per le cosche un "gettito" che solo a Palermo può essere calcolato in 175 milioni di euro l'anno. Le aziende pagano mediamente 827 euro al mese. Si va dai 60 euro dei venditori ambulanti ai 17 mila euro mensili per lavori autostradali.
I dati sono stati forniti da uno studio della fondazione Rocco Chinnici. "I costi dell'illegalità" è il titolo dell'iniziativa promossa dall fondazione dedicata al magistrato ucciso a Palermo dalla mafia il 29 luglio dell'83. Allo studio hanno collaborato l'università e l'associazione degli industriali di Palermo, col sostegno della Compagnia di San Paolo. E' emerso che in Sicilia chi paga meno agli esattori delle cosche sono i dettaglianti del commercio, che versano in media 457 euro al mese. Per i commercianti all'ingrosso la cifra sale a 508 euro. Più su nella piramide del pizzo si trovano alberghi e ristoranti, che solitamente erogano 578 euro al mese.
Il top spetta al settore delle costruzioni, che paga una percentuale sull'importo dell'appalto, in media, tra il 2 e il 4%. L'indagine è stata coordinata dal professor Antonio La Spina. Assieme a Giovanni e Caterina Chinnici, figli del giudice, e al generale delle Fiamme gialle Antonio Rametta, presidente della fondazione, erano presenti il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Francesco Messineo, procuratore della Repubblica di Palermo e il generale Cosimo Sasso, direttore della Dia. L'indagine s'incentra su più di 40 interviste a esponenti della magistratura dei distretti di corte d'appello di Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta; ai giudici dei tribunali di Messina, Trapani, Gela e Siracusa e a rappresentanti della Dia di Palermo e Trapani.
Sono stati anche passati al setaccio oltre 130 atti giudiziari, adottati in oltre 15 anni, analizzato un campione di 1.602 imprese siciliane finite in vario modo, tra il 1990 e il 2007, sotto la lente della giustizia.(ANSA).
TE/
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NOTIZIA ANSA
491  del 
22/06/2007
MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE SI ABOLISCE ERGASTOLO

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Una guerra di mafia di proporzioni immani può avvenire.....
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MAFIA: GRASSO, GUERRA TRA CLAN SE SI ABOLISCE ERGASTOLO

(ANSA) - PALERMO, 22 GIU - "Una guerra di mafia di proporzioni immani può avvenire se, ad esempio, si cominciano ad indebolire quelli che sono punti fermi della legislazione antimafia e si comincia a parlare di abolizione dell'ergastolo". Lo ha detto il procuratore antimafia, Piero Grasso, a Palermo per presentare i dati sull'economia illegale. "Se qualcuno di quelli che abbiamo all'ergastolo dovesse tornare - ha aggiunto - cioé con alcuni corleonesi di nuovo in campo, certamente la situazione potrebbe cambiare".
"Anche la tanto ventilata revisione dei processi - ha aggiunto - per riportare il cosiddetto giusto processo ai tempi in cui si sono fatti i primi dibattimenti contro le cosche mafiose per le stragi, potrebbe essere uno spauracchio che dà effetti negativi". Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se l'omicidio del boss Nicolò Ingarao, avvenuto a Palermo la scorsa settimana, potrebbe aprire una nuova guerra di mafia Grasso ha detto: "penso che, dai dati che abbiamo, si tratta di situazioni di assestamento piuttosto che di prodromi di una guerra di mafia".(ANSA).
KTH/GIM S0B S41 QBKS
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COMUNICATO
484  del 
24/06/2007
Abbiamo ascoltato su Rai 1 le parole del Ministro Mastella: riteniamo il suo messaggio, diffuso con l'intento di tranquillizzare i cittadini risp..... Apri
Abbiamo ascoltato su Rai 1 le parole del Ministro Mastella: riteniamo il suo messaggio, diffuso con l'intento di tranquillizzare i cittadini rispetto alla proposta di abolizione dell'ergastolo, rivolto anche a noi.
Leggiamo in esso la risposta alla nostra attività di Associazione contro il pericolo di abolizione dell'ergastolo alla mafia stragista - pericolo da noi fortemente percepito nei giorni scorsi - ed esternato con vari comunicati. Riteniamo la posizione assunta dal Ministro molto positiva.
Fra i 20 ergastolani reali, oggi presenti in carcere, 15 sono appartenenti al gruppo di fuoco di Bagarella che hanno eseguito la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Uno dei motivi del massacro di Firenze fu proprio la richiesta di abolizione dell'ergastolo.
Auspichiamo comunque che i 15 soggetti condannati all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato, per la strage di Via dei Georgofili, decidano quanto prima di collaborare con la giustizia.
Solo in quel caso, raccontando al Paese intero cosa è successo nel 1993 potranno godere di tutti quei benefici di legge che la collaborazione con lo Stato comporta.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
483  del 
01/07/2007
2007-06-30 - E' difficile comprendere come mai la politica non riesca a capire che abolire l'ergastolo alla mafia stragista del 1993, voglia..... Apri
2007-06-30 - E' difficile comprendere come mai la politica non riesca a capire che abolire l'ergastolo alla mafia stragista del 1993, voglia dire la resa incondizionata alla mafia su tutti i fronti.
Il perdurare di atteggiamenti come quello del rappresentante dei DS Pietro Marcenaro che attacca il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, il quale si è pronunciato a sfavore dell'abolizione dell'ergastolo alla mafia stragista, portando più che valide ragioni alla sua tesi, ci preoccupa non poco.
Le parole - "Le sue dichiarazioni stupiscono. Perché non chiede la reintroduzione della pena di morte?" - usate dal politico nei confronti dell'illustre uomo di legge impegnato in prima linea sul fronte della mafia, si commentano da se. Sembrano quasi dettate da chi nulla conosce della storia d'Italia di questi ultimi 15 anni.
Pertanto chiediamo apertamente alla Magistratura di rendere noti, con tutti gli strumenti possibili, i nomi dei politici che nel 1992, prima della stragi del 1993, ricevettero il famosissimo "papello" di Riina con il quale il boss di "cosa nostra", tra le altre cose, chiedeva l'abolizione dell'ergastolo, abolizione che cercò di imporre con 300 chili di tritolo in via dei Georgofili a Firenze.
Solo quando conosceremo i nomi di coloro che secondo noi, sia pure per negligenza, hanno contribuito alla distruzione della vita dei nostri parenti, gettando il "papello" nel cestino della carta straccia, capiremo perché in Italia si vuole ora l'abolizione dell'ergastolo anche per i mafiosi rei della strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Del resto, in proposito, noi abbiamo presentato un esposto in Procura a Firenze già a Febbraio del 2005.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
482  del 
03/07/2007
SOFRI: MAGGIANI CHELLI, E' FRUTTO AVVELENATO DI QUESTO PAESE

(ANSA) - FIRENZE, 3 LUG - "Sofri non è un privilegiato, è il frutto avve.....
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SOFRI: MAGGIANI CHELLI, E' FRUTTO AVVELENATO DI QUESTO PAESE

(ANSA) - FIRENZE, 3 LUG - "Sofri non è un privilegiato, è il frutto avvelenato di questo nostro Paese". Lo afferma in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione familiari vittime di via dei Georgofili.
"I carnefici in carcere stanno male - scrive Maggiani Chelli - e quindi godono di privilegi. Le vittime hanno leggi non applicate come la 206 del 2004, che regola i benefici economici a favore dei familiari delle vittime, eppure hanno contratto malattie più che gravi". (ANSA).
COM-CH
03-LUG-07 13:02 NNNN
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NOTIZIA ANSA
481  del 
05/07/2007
MAFIA: RIINA; FAMILIARI GEORGOFILI, PERCHE' A NOI NIENTE ?

(ANSA) - FIRENZE, 5 LUG - La concessione dell'impianto di aria condizionat.....
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MAFIA: RIINA; FAMILIARI GEORGOFILI, PERCHE' A NOI NIENTE ?

(ANSA) - FIRENZE, 5 LUG - La concessione dell'impianto di aria condizionata a Salvatore Riina ha provocato la reazione dell'Associazione dei familiari delle vittime dell'attentato di via Georgofili a Firenze.
"Siamo contenti che abbia avuto un impianto di aria condizionata - dice Giavanna Maggiani Chielli, portavoce dell'Associazione - rendiamo noto però che alcune delle vittime di via dei Georgofili, vittime di Salvatore Riina, hanno contratto malattie che necessitano di aria fresca e noi, i loro parenti, non possiamo permettercelo, perché le leggi in favore delle vittime del terrorismo non sono applicate come dovrebbero". (ANSA).
COM-IM/DLM S0B S41 QBXX
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COMUNICATO
480  del 
16/07/2007
Nel ricordare il giorno della morte del Giudice Borsellino e della sua scorta, siamo vicini alle famiglie delle vittime con tutta la solidarietà possi..... Apri
Nel ricordare il giorno della morte del Giudice Borsellino e della sua scorta, siamo vicini alle famiglie delle vittime con tutta la solidarietà possibile.

I nuovi atti di indagine sui "mandanti esterni a cosa nostra"che la procura di Palermo, di recente, ha consegnato alla procura di Caltanissetta, auspichiamo possano essere una speranza per tutti noi che aspettiamo verità completa sulle stragi del 1992 -1993.

Il corpo straziato del Giudice Borsellino - così ebbe a dire un autorevole esperto - ad un primo esame si presentava come quello di Dario Capolicchio morto a Firenze nel maggio 1993.

Il Giudice Borsellino però era vicinissimo all'auto che esplose, mentre Dario era al terzo piano nello stabile al numero civico 3 di via dei Georgofili.

Siamo certi che molte cose siano ancora da scoprire, così come siamo certi che molte cose abbiano in comune le due stragi più terribili: la morte di un Giudice che aborriva sicuramente la via delle trattative con la mafia e quella di cinque innocenti che per quelle trattative hanno perso la vita.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
479  del 
17/07/2007
BORSELLINO: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SI'CARCERE A VITA

(ANSA) - PALERMO, 17 LUG - "Nell'anniversario della morte del giu.....
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BORSELLINO: ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SI'CARCERE A VITA

(ANSA) - PALERMO, 17 LUG - "Nell'anniversario della morte del giudice Borsellino cogliamo pienamente l'appello del procuratore Luca Tescaroli. Gravissimo sarebbe abolire l'ergastolo alla mafia.
Chiediamo allo Stato che proprio in questa occasione risponda con forza che l'ergastolo ci sarà fino a quando esisterà un solo mafioso".
Lo dice la vicepresidente dell'associazione per le vittime della strage dei Georgofili a Firenze, Giovanna Maggiani Chelli.
"Borsellino è morto per contrastare l'opera di Cosa nostra - conclude - sarebbe come prendersi gioco di lui, ricordarlo mentre si abolisce l'ergastolo". (ANSA).
COM-KSI/LU
17-LUG-07 21:27 NNNN
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NOTIZIA ANSA
478  del 
21/07/2007
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, BENE PAROLE VELTRONI SU 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 21 LUG - "Le ferme parole del sindaco di Roma e candidato le.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, BENE PAROLE VELTRONI SU 41 BIS

(ANSA) - FIRENZE, 21 LUG - "Le ferme parole del sindaco di Roma e candidato leader del Partito democratico Walter Veltroni che si è espresso contro l'abolizione dell'ergastolo e del '41 bis' ai mafiosi rei di strage, sono sicuramente parole che lasciano sperare". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili.
"Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno e sicuramente altri che non ci è dato di sapere, perché noi mai siamo informati per tempo su ciò che riguarda i nostri aguzzini - prosegue la portavoce dell'associazione -, non sono più a '41 bis', eppure sono gli stragisti del 27 maggio 1993. Le parole spese nei giorni degli anniversari non bastano più, contano i fatti".
Giovanna Maggiani Chelli chiede, quindi, che Walter Veltroni "intervenga presso il ministro delle Giustizia e chieda insieme a noi che gli stragisti di Firenze tornino a '41 bis', con ergastolo assicurato, perché Cosimo Lo Nigro gode già di sconti di pena".(ANSA).
COM-KWI
21-LUG-07 15:18 NNNN
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NOTIZIA ANSA
477  del 
24/07/2007
MAFIA: VIA PALESTRO; CHELLI, VERGOGNOSI PRIVILEGI PER AUTORI
MILANO (ANSA) - MILANO, 24 LUG - "Nel ricordare le vittime dell'attentato di.....
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MAFIA: VIA PALESTRO; CHELLI, VERGOGNOSI PRIVILEGI PER AUTORI
MILANO (ANSA) - MILANO, 24 LUG - "Nel ricordare le vittime dell'attentato di via Palestro a Milano del 27 luglio 1993, e nell'esprimere tutta la solidarietà possibile ai familiari delle vittime, rammentiamo ancora una volta, a chi di dovere, i vergognosi privilegi di cui godono i criminali rei di delle stragi del 1993".
Lo sostiene Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione famigliari vittime della strage di via Georgofili.
"Moltissime delle carte processuali di Firenze inerenti quei massacri - spiega - sono affluite al Tribunale Milano per poter processare e condannare all'ergastolo il 7 Febbraio 2005 i Fratelli Giovanni e Tommaso Formoso. Anche la Procura di Milano deve quindi adoperarsi affinché il ministro della Giustizia abbia quel supporto che gli consenta attraverso un decreto di rimandare Cosimo Lo Nigro, così come tutti gli altri, a regime di '41 bis' garantendo loro l'ergastolo".
"Dalle carte processuali di Firenze, trasferite a Milano - conclude - risulta chiaramente che Cosimo Lo Nigro ha partecipato alla strage di via Palestro". (ANSA).
COM-BAB/MEA S41 S42 S43 QBXH
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NOTIZIA ANSA
475  del 
29/07/2007
MAFIA: VITTIME VIA GEORGOFILI, BENE VITALIZIO A BORSELLINO

(ANSA) - CATANIA, 29 LUG - "Esprimiamo soddisfazione davanti al fatto che i fam.....
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MAFIA: VITTIME VIA GEORGOFILI, BENE VITALIZIO A BORSELLINO

(ANSA) - CATANIA, 29 LUG - "Esprimiamo soddisfazione davanti al fatto che i familiari delle vittime della strage di via D'Amelio avranno via libera alla legge 206 del 2004, quelle per le vittime del terrorismo".
Lo afferma l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la notizia riportata da alcuni quotidiani sulla concessione da parte del Viminale di un vitalizio ai familiari di Paolo Borsellino.
Secondo l'associazione, infatti: "E' sempre per vie amministrative che si accerta la verità" e quella di via D'Amelio "fu una strage terroristica". "Ma tutto ciò - sottolinea l'associazione - non vuol dire solo denaro alle famiglie bensì la certezza che vi è un'altra verità oltre a quella che ha accertato la complicità della mafia nelle stragi del 1992, 1993 e 1994". "La mafia - rilevano dall'associazione - si fece soggetto politico nel tentativo di emanare le sue leggi, sovvertendo l'ordine costituzionale dello Stato, e non poteva essere sola mentre ideava e perpetrava questo infame disegno"
Per questo l'associazione chiede "gli annullamenti di ergastoli e 41 bis a Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, e ai Fratelli Graviano". Ma anche che "non ci siano più vittime di serie A e di serie B tra quelle di mafia e terrorismo". (ANSA). COM-TR
29-LUG-07 11:49 NNNN
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COMUNICATO
476  del 
29/07/2007
Esprimiamo soddisfazione davanti al fatto che i familiari delle vittime della strage di via D'Amelio avranno via libera alla 206: Legge per le vi..... Apri
Esprimiamo soddisfazione davanti al fatto che i familiari delle vittime della strage di via D'Amelio avranno via libera alla 206: Legge per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
E'sempre per vie amministrative che si accerta la verità.
Quella di via D'Amelio fu una strage terroristica, lo dice la sentenza, che finalmente qualcuno ha letto, così come lo recita inequivocabilmente la nostra di sentenza di Cassazione del 6 Maggio 2002, che abbiamo letto fin da subito. Ma tutto ciò non vuol dire solo denaro alle famiglie bensì la CERTEZZA CHE VI E'UN'ALTRA VERITA' OLTRE QUELLA CHE HA ACCERTATO LA COMPLICITA' NELLA MAFIA NELLE STRAGI 1992- 1993-1994.
La mafia si fece soggetto politico nel tentativo di emanare le sue leggi, sovvertendo l'ordine costituzionale dello Stato, e non poteva essere SOLA mentre ideava e perpetrava questo infame disegno.
E allora basta annullamenti di ergastoli e 41 bis a Salvatore Riina, Bernado Provenzano, e ai Fratelli Graviano. Sia ripristinato il 41 bis a Cosimo Lo Nigro,e Salvatore Benigno, altrimenti il Ministro della Giustizia amministrerà solo una parte di giustizia, quella economica sempre insufficiente davanti ai delitti commessi, e che non basta ai morti del 1992 e 1993 per farli riposare in pace.
Inoltre rispetto alle vittime di mafia e quelle del terrorismo, bando alle ciance non si tratta di vittime di serie A e vittime di serie B, ma di vittime che lottano e vittime che si adagiano.
Le vittime della mafia comincino a denunciarla la mafia a trascinarla in Tribunale, arrivino alle sentenze penali, vadano in causa civile e così potranno accedere al Fondo 512, grande strumento di lotta alla mafia.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
474  del 
30/07/2007
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, BASTA ANNULLAMENTI ERGASTOLI

(ANSA) - CATANIA, 30 LUG - "Basta annullamenti di ergastoli e di 41 bis a Sal.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, BASTA ANNULLAMENTI ERGASTOLI

(ANSA) - CATANIA, 30 LUG - "Basta annullamenti di ergastoli e di 41 bis a Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, e ai Fratelli Graviano". Lo chiede l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sollecitando il "ripristino del 41 bis a Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno"
"Inoltre, rispetto alle vittime di mafia e quelle del terrorismo - aggiunge l'associazione - bando alle ciance non si tratta di vittime di serie A e vittime di serie B, ma di vittime che lottano e vittime che si adagiano".
"Le vittime della mafia - conclude l'associazione - comincino a denunciarla la mafia, a trascinarla in Tribunale, arrivino alle sentenze penali, vadano in causa civile e così potranno accedere al Fondo 512, grande strumento di lotta alla mafia".(ANSA).
COM-TR
30-LUG-07 16:24 NNNN
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NOTIZIA ANSA
473  del 
31/07/2007
STRAGE BOLOGNA: ASS. GEORGOFILI, ANNIVERSARIO SIGNIFICATIVO

(ANSA) - FIRENZE, 31 LUG - "Vogliamo ricordare le vittime della strage di Bolo.....
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STRAGE BOLOGNA: ASS. GEORGOFILI, ANNIVERSARIO SIGNIFICATIVO

(ANSA) - FIRENZE, 31 LUG - "Vogliamo ricordare le vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980 ed esprimere tutta la nostra solidarietà alle famiglie colpite. Questo sarà un anniversario significativo per tutti noi, perché parecchi sono stati i tentativi messi in atto per far sì che i carnefici delle stragi godano di sconti di pena e benefici carcerari".
E' quanto scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze il 27 maggio del 1993.
"I Tribunali di sorveglianza - continua la nota - sono diventati lo strumento attraverso il quale vengono premiati anzitempo mafiosi eversivi e terroristi, senza che nessuno muova un dito. Come sempre invece scarsa visibilità e spesso umiliazioni alle vittime".
"Ogni giorno - conclude la nota - vediamo coloro che si sono macchiati dei crimini più odiosi, quale la strage terroristica ed eversiva, tornare a casa liberi di uscire, iniziare una nuova vita, partecipare attivamente alla vita sociale di relazione, conseguire lauree e borse di studio a spese dello Stato e riconoscimenti vari".(ANSA).
COM-GRS 31-LUG-07 17:39 NNNN
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COMUNICATO
472  del 
05/08/2007
Si rende noto che a causa di un disguido, la nota di agenzia del 29 Luglio 2007 a Catania, contiene un errore.

Chi ci conosce sa benissimo, che.....
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Si rende noto che a causa di un disguido, la nota di agenzia del 29 Luglio 2007 a Catania, contiene un errore.

Chi ci conosce sa benissimo, che mai chiederemmo l'annullamento del "41 bis" e dell'ergastolo per i capi di "cosa nostra".

Ringraziamo l'agenzia ANSA di Catania per aver tempestivamente corretto il nostro comunicato in data 30 Luglio 2007.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
471  del 
12/08/2007
GIUSTIZIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, NO A SCARCERAZIONI FACILI
ROMA
(ANSA) - ROMA, 12 AGO - "Protestiamo verso quanti fingendo di amministrar.....
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GIUSTIZIA: ASS.VITTIME GEORGOFILI, NO A SCARCERAZIONI FACILI
ROMA
(ANSA) - ROMA, 12 AGO - "Protestiamo verso quanti fingendo di amministrare la giustizia, invocando continuamente la deprecata vendetta, che peraltro non ci appartiene, non muovono un dito contro una deriva di buonismo, che inevitabilmente ci appare mirato a favorire organizzazioni criminali che hanno potere ricattatorio sulla classe politica".
Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, interviene così sulle "facili scarcerazioni" e su quelle norme che, dice, "hanno finito con il favorire soprattutto la mafia, attraverso l'annullamento del 41 bis a boss rei di strage e di fatto hanno facilitato l'abolizione dell'ergastolo con sconti di pena a delinquenti rei di crimini terroristici ed eversivi".(ANSA).
CZ/ S0A QBXB
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COMUNICATO
470  del 
17/08/2007
Si raccontano bugie, non si fa nulla per la lotta alla mafia in Italia, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno gli stragisti di via dei Georgofili del 27..... Apri
Si raccontano bugie, non si fa nulla per la lotta alla mafia in Italia, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno gli stragisti di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, dopo solo 14 anni non sono più a regime di "41 bis", regime carcerario per il quale hanno eseguito la strage di Firenze, e godono di sconti di pena rispetto all' ergastolo loro in inflitto dalla Corte di Cassazione il 6 Maggio 2002.
Questa è la vera storia della lotta alla mafia in Italia, noi lo abbiamo già raccontato in Europa, in Germania, a Colonia il 24 e 25 Maggio 2007.
Come sempre ci vogliono i morti perché si cominci a capire, dopo Firenze, Roma e Milano è la volta della Germania ad essere coinvolta dal sistema mafioso tutto italiano e forse non è ancora finita.
Alleghiamo per l'occasione il nostro intervento in Germania a Colonia durante un incontro a sostegno delle vittime del terrorismo eversivo e mafioso.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
468  del 
26/08/2007
MAFIA: MAGGIANI CHELLI, ISTITUZIONI RIVEDANO LEGGE CONFISCA

(ANSA) - FIRENZE, 26 AGO - "Auspichiamo che l'incontro istituzionale dei .....
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MAFIA: MAGGIANI CHELLI, ISTITUZIONI RIVEDANO LEGGE CONFISCA

(ANSA) - FIRENZE, 26 AGO - "Auspichiamo che l'incontro istituzionale dei prossimi giorni sul problema della confisca dei beni ai mafiosi sia consono a tutte le aspettative delle sue vittime".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente e portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze.
"Uno dei punti dell'ormai famosissimo papello di Salvatore Riina, ossia le sue richieste allo Stato alla fine del 1992 prima della strage di Firenze del 27 maggio 1993, era la richiesta di restituzione dei beni confiscati ai mafiosi e l'abolizione della confisca stessa. Lo Stato tentennava e in via dei Georgofili sono esplosi 250 kg. di tritolo che provocarono 5 morti e 48 feriti, alcuni invalidi per sempre. Si ripropone oggi il problema di rivedere la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi e della loro reale destinazione, e puntuale la mafia torna a minacciare. I beni confiscati - osserva ancora Maggiani Chelli - non devono in nessun modo poter ritornare in possesso delle organizzazioni criminali, così come i sequestri dei beni ai mafiosi devono essere garantiti costantemente da una legge più adeguata per i collaboratori di giustizia". (ANSA).
26-AGO-07 18:30 NNNN
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COMUNICATO
469  del 
26/08/2007
Uno dei punti dell'ormai famosissimo "Papello" di Salvatore Riina, ossia le sue richieste allo Stato alla fine del 1992, prima della st..... Apri
Uno dei punti dell'ormai famosissimo "Papello" di Salvatore Riina, ossia le sue richieste allo Stato alla fine del 1992, prima della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, era la richiesta di restituzione dei beni confiscati ai mafiosi e l'abolizione della confisca stessa. Lo Stato tentennava e in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993, sono esplosi 250 kg. di tritolo: 5 i morti 48 i feriti, alcuni invalidi per sempre.
Si ripropone oggi il problema di rivedere la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi e sulla loro reale destinazione e puntuale la mafia torna a minacciare.
Auspichiamo che, nei prossimi giorni, l'incontro fra i massimi vertici istituzionali organizzato per dare una pronta risposta alla mafia, risulti adeguato alle aspettative delle sue vittime.
I beni confiscati non devono, in nessun modo, poter ritornare in possesso delle organizzazioni criminali e i sequestri dei beni ai mafiosi devono essere garantiti costantemente da una legge più adeguata per i collaboratori di giustizia. Infatti, solo chi ha operato all'interno delle organizzazioni criminali può conoscere le reali mappe dei beni in possesso dei mafiosi stessi e la legge attuale non favorisce certo la collaborazione con la giustizia. Le leggi, purtroppo, hanno finito piuttosto con il favorire i criminali anche rei di strage, i quali godono di sconti di pena più favorevoli di quelli dei "collaboratori di giustizia".
La denuncia, i processi, la costituzione di parte civile nei processi penali, le sentenze passate in giudicato, le cause civili, restino i principali strumenti quale forma di contrasto a "cosa nostra", 'Ndrangheta e camorra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
ruler

LETTERA
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COMUNICATO
467  del 
29/08/2007
Riina Provenzano e la posta

Esterniamo grande preoccupazione per il "dialogo" in corso fra boss di "cosa nostra": qualcuno .....
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Riina Provenzano e la posta

Esterniamo grande preoccupazione per il "dialogo" in corso fra boss di "cosa nostra": qualcuno scrive ai massimi capi della mafia rievocando i messaggi relativi al tritolo del 1993 riferiti agli stadi di calcio.
Nello scambio di corrispondenza si coinvolge lo Stato che, per Legge, è "costretto" a leggere le missive inviate a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.
I macellai di via dei Georgofili come Bagarella, nei normali avvicendamenti di cella si "scambiano gli anelli".
E' di oggi la notizia che il fratello del boss Benedetto Spera, uomo vicinissimo a Bernardo Provenzano, si è suicidato nel carcere di Opera a Milano,
Quei "messaggi per pochi" che hanno provocato la morte e la distruzione di vita dei nostri parenti, paiono essere latenti dietro l'angolo.
Come sempre confidiamo moltissimo nella Magistratura, molto meno in altre istituzioni e per nulla nella politica.
Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno vanno rispediti a "41 bis", garantendo loro l'ergastolo.
Sicuramente, se ne hanno fatte, vanno ignorate le richieste di altri mafiosi, rei delle stragi del 1993, intenzionate a passare ad un carcere normale.
La risposta sia ferma, nessun tergiversare o torneranno i morti frutto dell'ennesima "trattativa".

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
466  del 
30/08/2007
Bagarella e Santo Mazzei

Il prosieguo del nostro comunicato di ieri sera:

Leoluca Bagarella è recidivo nello "scambio di anelli.....
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Bagarella e Santo Mazzei

Il prosieguo del nostro comunicato di ieri sera:

Leoluca Bagarella è recidivo nello "scambio di anelli" con Nito Santapaola.
Nel 1992 Santo Mazzei uomo dei "Cursoti" - clan mafioso vicino ai Santapaola - fu, per l'occasione, prestato a "cosa nostra" affinché portasse il proiettile nel giardino di Boboli.
Questo messaggio stragista ed eversivo risultò poi essere l'anticamera delle stragi del 1993.
Basta con il far finta di nulla, la mafia minaccia perché vuole uscire da "41 bis" e perché vuole annullare tutto ciò che la riguarda in fatto di pene e confische .
Infilare la testa sotto la sabbia non giova a nessuno, il problema va affrontato in tutta la sua gravità o altre persone come noi piangeranno a breve.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
465  del 
04/09/2007
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, 41 BIS RIACQUISTI SUA EFFICACIA

(ANSA) - FIRENZE, 4 SET - "Auspichiamo che il carcere duro e l'ergastolo.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, 41 BIS RIACQUISTI SUA EFFICACIA

(ANSA) - FIRENZE, 4 SET - "Auspichiamo che il carcere duro e l'ergastolo siano ripristinati a tutti gli effetti con l'efficacia per la quale erano nati".
E' quanto afferma in una nota l'Associazione dei familiari delle vittime di via Georgofili in vista dell'incontro di oggi tra i ministri preposti a combattere il crimine organizzato.
"Mentre sulla scia emotiva dell'anniversario della morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa si giura che è arrivato il momento di fare sul serio sul fronte della lotta alla mafia - avverte l'Associazione - con grande prudenza dobbiamo notare che si evita di esternare cosa si farà sul fronte del '41 bis' e dell'ergastolo ai mafiosi". (ANSA). COM-IM/DLM S0B S41 QBXX
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COMUNICATO
464  del 
05/09/2007
Il "41 bis" è uno scoglio per il Governo

2007-09-05 - Ci riferiamo alle parole pronunciate dal procuratore Nazionale Antimafia Pietro.....
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Il "41 bis" è uno scoglio per il Governo

2007-09-05 - Ci riferiamo alle parole pronunciate dal procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso in una recente intervista:
"No, il 41 bis non potrà mai essere assoluto e come ha detto la Corte Costituzionale, il detenuto mafioso ha il diritto di socializzare. Sta poi all'amministrazione penitenziaria fare in modo che socializzi con detenuti comuni non in grado di veicolare fuori le informazioni.
Non si può pensare ad un isolamento totale".
La posizione istituzionale del procuratore Nazionale Antimafia è ineccepibile, ma purtroppo per noi è una posizione che non possiamo condividere e ce ne dispiace.
Quando la notte del 27 Maggio 1993, con un sigaro acceso, i mafiosi appartenenti a "cosa nostra" fecero brillare 300 chili di tritolo e quando lasciarono una probabile lattina di liquido infiammabile al numero civico 3 di via dei Georgofili - la "seconda bomba" come la chiamò il M.llo Amoroso - sapevano benissimo che cosa tutto ciò avrebbe prodotto e per noi oggi meritano solo l'isolamento totale e il fine pena mai, affinché tanto orrore non abbia mai più a ripetersi.
I Padri Costituenti purtroppo, malgrado le loro nobili intenzioni legate ad un alto senso della democrazia, non sono stati in grado di salvarci dagli attacchi terroristici ed eversivi che, nel tempo, "cosa nostra" ci ha inflitto.
Se qualcuno pensa che cambieremo idea su ciò che gli uomini del gruppo di fuoco di Bagarella si meritano, si sbaglia. Per quel poco che può valere continueremo a protestare e ad opporci a sconti di pena e a "socializzazioni" concesse ai macellai di via dei Georgofili.
Capiamo bene che il "41 bis" è uno scoglio per il Governo, che potrebbe anche cadere su un tema così grave, ma del resto non è un Governo migliore degli altri in fatto di lotta alla mafia e tanto meno in supporto alle vittime delle stragi.
Gli invalidi delle stragi e le loro famiglie sembra debbano aspettare sempre i comodi di tutti: la strage di Firenze è avvenuta quasi 15 anni fa e pare sempre più lungo il tempo che separa le vittime che devono curarsi per gravi malattie, dai giusti risarcimenti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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NOTIZIA ANSA
463  del 
07/09/2007
MAFIA: INTIMIDAZIONE GIORNALISTA; SOLIDARIETA'ASS.GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 7 SET - "Solidarietà" al giornalista dell'AN.....
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MAFIA: INTIMIDAZIONE GIORNALISTA; SOLIDARIETA'ASS.GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 7 SET - "Solidarietà" al giornalista dell'ANSA Lirio Abbate è stata espressa dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in una nota firmata da Giovanna Maggiani Chelli.
"Le continue minacce al centro Don Puglisi e la bomba fatta ritrovare sotto l'auto di Lirio Abbate, riconducibile probabilmente al libro scritto assieme a Peter Gomez 'I complici', suscitano in noi sgomento.
E' probabile - scrive Maggiani Chelli - che il libro abbia determinato un qualche malumore là dove è ampiamente descritta quella trattativa che portò gravissimi lutti alle nostre famiglie".
La nota conclude con la denuncia della "pantomima delle istituzioni e della politica locali e nazionali che ancora una volta non si sono pronunciate chiaramente sull'applicazione del 41 bis e sull'ergastolo ai mafiosi rei di strage". (ANSA).
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COMUNICATO
462  del 
09/09/2007
Abbiamo protestato anche noi contro le minacce a Lirio Abbate e abbiamo espresso la nostra solidarietà al giornalista: nessuna testata giornalistica, ..... Apri
Abbiamo protestato anche noi contro le minacce a Lirio Abbate e abbiamo espresso la nostra solidarietà al giornalista: nessuna testata giornalistica, però, ha ripreso la notizia. Ancora una volta dobbiamo denunciare la volontà di relegare il problema mafioso legato a "cosa nostra" alla sola Sicilia.
Non è così. Nel 1993 "cosa nostra" per volere di Provenzano, di Riina e di Matteo Messina Denaro, è arrivata fino a Firenze, in via dei Georgofili. C'è arrivata con il consenso di molti politici di entrambi gli schieramenti, altrimenti non avrebbe potuto farlo. Abbiamo ben espresso, nel nostro comunicato all'Ansa del 7 Settembre, come la pensiamo su quanto scritto nel libro di Lirio Abbate.
Con una puntuale ricostruzione di complicità e di nomi gli autori mettono ben in evidenza la più che probabile trattativa per abolire il "41 bis" anche ai mafiosi rei di strage, trattativa che, noi ribadiamo, è avvenuta sulla pelle dei nostri morti e dei nostri feriti. Siamo certi sia questo il nodo che la mafia vuole sciogliere attraverso le minacce e chiamando in causa i politici amici: arrivare all'abolizione totale del "41 bis" e conseguentemente all'abolizione dell'ergastolo per il gruppo di fuoco di Bagarella i cui esponenti sono, in parte, già a regime di carcere normale, con abbuoni e sconti di pena.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
461  del 
12/09/2007
Oggetto: Riunione OSCE sulle vittime del terrorismo, 13-14 Settembre 2007.

La Rappresentanza permanente d'Italia presso l'OSCE in Vie.....
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Oggetto: Riunione OSCE sulle vittime del terrorismo, 13-14 Settembre 2007.

La Rappresentanza permanente d'Italia presso l'OSCE in Vienna ha indetto una riunione per il 13 e il 14 Settembre p.v.
Il meeting vedrà la partecipazione dei funzionari dell'OSCE, dei Ministeri degli Interni, Giustizia ed Affari Esteri dei Paesi dell'Organizzazione.
Inoltre è stata garantita, anche grazie ad una puntuale azione dell'Italia in tal senso, la più ampia partecipazione all'evento di istituzioni della società civile e ONG operanti nel settore. Nel 2004 il Consiglio Permanente OSCE aveva riconosciuto, anche sulla scia emotiva degli attentati di Madrid, il grave pregiudizio che gli atti terroristici arrecano al godimento dei diritti umani ed aveva tra l'altro invitato gli Stati partecipanti a studiare l'introduzione o il rafforzamento di misure di assistenza, anche finanziaria, alle vittime del terrorismo e alle loro famiglie.
Come follow-up di tale decisione, l'evento del 13 e 14 settembre si propone di analizzare concretamente l'approccio adottato dagli Stati partecipanti, affrontando nelle quattro sessioni in cui è articolato le questioni dell'individuazione delle vittime del terrorismo (in contrapposizione alle vittime di crimini violenti); delle misure approntate da ogni Stato partecipante in materia di assistenza, anche finanziaria; della partecipazione delle vittime ai procedimenti penali a carico dei responsabili degli atti terroristici; ed infine del ruolo della società civile soprattutto in termini di consulenza e sostegno anche psicologico. In qualità di rappresentanti dell'Associazione dei Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili, il Ministero degli Esteri ha ritenuto di nostro interesse l'incontro, ci ha inviato l'Agenda e le informazioni pratiche per partecipare al meeting.
Parteciperanno pertanto Giovanna Maggiani Chelli e Walter Ricoveri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
460  del 
15/09/2007
Ricordiamo Padre Pugliesi, ucciso a Brancaccio il 14 Settembre del 1993 a pochi mesi dalla strage di via dei Georgofili, in tempi veramente sospetti.<..... Apri
Ricordiamo Padre Pugliesi, ucciso a Brancaccio il 14 Settembre del 1993 a pochi mesi dalla strage di via dei Georgofili, in tempi veramente sospetti.
Siamo oggi convinti che quell'omicidio fosse ancora l'ennesimo messaggio del gruppo di fuoco di Bagarella allo Stato e alla Chiesa, nel tentativo di far abolire il "41 bis" e tutto ciò che la mafia stava mettendo in discussione imponendo a suon di tritolo le sue leggi.
Siamo quindi pervasi da un senso di inquietudine nel constatare che quanti oggi si dicono preposti all'antimafia, sciorinino solo inutili parole e non fatti.
Lo Nigro Cosimo faceva parte del commando che uccise padre Pugliesi e noi riteniamo debba tornare a "41 bis": questa deve essere la risposta da dare alla mafia.
Questo doveva chiedere il Presidente della Commissione Antimafia nell'anniversario della morte dell'uomo di Chiesa.
Bandire quei convenevoli che ormai noi, le vittime di "cosa nostra", terrorista ed eversiva, davvero non tolleriamo più.

Cordiali saluti,

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
459  del 
16/09/2007
Pubblicati sul sito i testi del nostro intervento alla riunione dell'OSCE a Vienna.

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Pubblicati sul sito i testi del nostro intervento alla riunione dell'OSCE a Vienna.

Intervento breve letto da Giovanna Maggiani Chelli
Testo completo del testo distribuito (in italiano)
Testo completo del testo distribuito (in inglese)

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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NOTIZIA ANSA
458  del 
20/09/2007
MAFIA:ARRESTO LIPARI; GEORGOFILI, BENE MA MOLTI ANCORA FUORI

(ANSA) - FIRENZE, 20 SET - "Plauso alle forze dell'ordine" per l�.....
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MAFIA:ARRESTO LIPARI; GEORGOFILI, BENE MA MOLTI ANCORA FUORI

(ANSA) - FIRENZE, 20 SET - "Plauso alle forze dell'ordine" per l'arresto di Pino Lipari ma "quanti uomini di Provenzano dovranno essere ancora arrestati e poi regolarmente rilasciati fra indulti, annullamenti di 41 bis, patteggiamenti di pena e sconti agli ergastoli, prima che uno straccio di verità venga reso noto sui mandanti esterni a cosa nostra per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993?".
Lo chiede in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione tra i parenti delle vittime di via dei Georgofili di Firenze.
"Pare ormai una corsa contro il tempo, - scrive Chelli - qualcuno spera che prima o poi nessuno di noi ci sarà più e giustizia per i nostri morti e i nostri feriti, perché giustizia completa piaccia o no non l'abbiamo avuta. Siamo certi che le indagini di Gabriele Chelazzi qualcosa di più dei puri esecutori e mandanti interni alla mafia potevano darci". (ANSA).
CH/DLM
20-SET-07 12:09 NNNN
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NOTIZIA ANSA
457  del 
27/09/2007
MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, RIINA COLLABORI

(ANSA) - PALERMO, 27 SET - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofil.....
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MAFIA: FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI, RIINA COLLABORI

(ANSA) - PALERMO, 27 SET - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili chiedono "il pentimento e la collaborazione con la giustizia di Salvatore Riina", responsabile quale mandante della strage di via dei Georgofili: "racconti in una aula di tribunale - scrivono in una nota - la verità completa sui vili massacri del 1993".
"La smetta Riina - aggiungono i familiari delle vittime - di continuare a invocare clemenza per il suo stato di salute e per la mancanza di colloqui soddisfacenti in carcere, a causa dell'applicazione del 41 bis. Le sue vittime hanno bisogno di servirsi di ospedali i più qualificati al mondo per malattie incredibili che hanno contratto a causa sua e non se li possono permettere. Così come ogni giorno le sue vittime cercano di farsi ascoltare - conclude la nota - nel chiedere verità giudiziaria e nulla ottengono, proprio perché i mafiosi come Riina non collaborano, ma ottengono ugualmente sconti di pena vedi Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno".(ANSA).
COM-TE/ S45 S57 QBXX
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COMUNICATO
456  del 
04/10/2007
Denunciamo la possibilità che i boss di "cosa nostra" hanno di comunicare con l'esterno.
Il Procuratore Nazionale Antimafia a suoi t.....
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Denunciamo la possibilità che i boss di "cosa nostra" hanno di comunicare con l'esterno.
Il Procuratore Nazionale Antimafia a suoi tempo asserì che lo scambio di fedi fra Bagarella e Nitto Santapaola non fu intenzionale ma una coincidenza e per noi bastava. Gli piaccia o no doveva bastare anche a Bagarella Leoluca. Perchè colui che ha fatto eseguire il massacro del 27 maggio 93 in via dei Georgofili, sancendo di fatto con quel tritolo l'annullamento del "41 bis" alla mafia stragista, ha potuto oggi durante un processo esternare frasi che suonano come messaggi incrociati?
Perché ha potuto far passare il messaggio che gli è impedito persino di scrivere ai giornali?
Siano messi nelle condizioni di non passare messaggi i macellai di Firenze che vogliono uscire dal carcere o si pentano una buona volta.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
455  del 
10/10/2007
Ercolano 28 Settembre 2007
Villa Campolieto

Meeting
"Gli interventi dello Stato a favore delle vittime della criminalità organizzata.....
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Ercolano 28 Settembre 2007
Villa Campolieto

Meeting
"Gli interventi dello Stato a favore delle vittime della criminalità organizzata di tipo mafioso"

Ho partecipato al meeting di vitale importanza ai fini di una informazione corretta da parte del Ministero dell'Interno, rappresentato dal Commissario per il Coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, il Prefetto Profili.
Il meeting è stato molto apprezzato da tutti noi.
Oggi sappiamo che se al fondo 512, istituito con una legge del 1999, non affluiranno in larga misura i proventi realizzati dalla confisca dei beni ai mafiosi, come Riina, Provengano, i fratelli Graviano e Matteo Messina Denaro, difficilmente le nostre cause civili potranno avere buon esito.
Il Fondo oggi è finanziato ancora in modo troppo limitato.
Speriamo soltanto che alla beffa non si aggiunga l'inganno, e cioè arrivare in fondo alle cause civili che ci sono costate coraggio,sacrifici e angosce e vedere ancora una volta le aspettative delle vittime disattese.
Siamo certi che lo Stato non vorrà che questo accada, ma ci fidiamo poco della politica e di coloro che la praticano che numerosi abbiamo visto accorrere ad Ercolano, per essere in passerella e per non perdere un treno importante.
Abbiamo ascoltato tutti con grande interesse, abbiamo apprezzato le parole che hanno messo in risalto quanto il "41 bis" sia una misura molto importante di contrasto alla mafia, ciò che noi andiamo dicendo da tempo, ma non abbiamo per nulla apprezzato la denigrazione dei collaboratori di giustizia, del collaboratore Campanella.
Premesso che non ci sono riscontri che il "pentito" Campanella sappia qualcosa di importante sulle stragi del 1993, anche perché era troppo giovane, non è tuttavia giusto che, per salvare l'immagine di qualcuno, si debba denigrare la sua collaborazione in toto, anche perché per ora il "pentito" è attendibile e tutti i collaboratori finchè sono ritenuti tali sono preziosi.
Inoltre a ben vedere Campanella non ha detto un gran che sull'On.le Lumia, ha spiegato solo che il sindaco di Bagheria gli avrebbe detto che l'On.le Lumia lo aveva avvertito di tenersi alla larga da lui perché c'erano delle indagini in corso che lo riguardavano. Ma in realtà non si è trattato di una fuga di notizie perché il nome di Campanella figurava già nel decreto di scioglimento per mafia del comune di Villabate.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
454  del 
12/10/2007
(ANSA) - FIRENZE, 12 OTT - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono al Tribunale di Sorveglianza di Milano tutta la loro..... Apri
(ANSA) - FIRENZE, 12 OTT - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono al Tribunale di Sorveglianza di Milano tutta la loro "preoccupazione davanti all'incalzare delle richieste di Salvatore Riina".
Nella nota diffusa a Firenze, l'Associazione "rammenta che poco prima delle stragi del 1993, Gioé, uomo di Cosa nostra avanzò, attraverso il signor Bellini, richieste ricattatorie allo Stato affinché i più potenti boss di 'Cosa nostra' dal carcere fossero trasferiti in ospedale".
"Ci appare oggi alquanto preoccupante - aggiunge l'Associazione - che la mafia possa proporre le sue richieste attraverso i meccanismi stessi della Legge. Ci domandiamo se qualcosa non funzioni, visto che i carnefici di via dei Georgofili possono già sperare di poter usufruire di sconti di pena e di agevolazioni carcerarie in tempi vicinissimi al massacro di Firenze del 27 Maggio 1993 (ANSA)"
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NOTIZIA ANSA
452  del 
15/10/2007
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, GIUDICE USA A FAVORE COSA NOSTRA

(ANSA) - FIRENZE, 15 OTT - "Mancava giusto l'intervento del giudice american.....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, GIUDICE USA A FAVORE COSA NOSTRA

(ANSA) - FIRENZE, 15 OTT - "Mancava giusto l'intervento del giudice americano contro di noi, che cerchiamo giustizia e in favore di cosa nostra".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Georgofili, a Firenze, commentando la decisione di un giudice californiano di non concedere l'estradizione per il boss Rosario Gambino in quanto il carcere duro previsto dal 41bis sarebbe una sorta di tortura e violerebbe le norme Onu. "Ribadiamo - scrive Maggiani Chelli - che il 41bis è severo ma necessario. Chiediamo al giudice americano che cosa ne direbbe se il nostro Paese si rifiutasse di consegnargli uno degli stragisti delle Torri gemelle". (ANSA).
CH/ S57 S45 QBXX
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NOTIZIA ANSA
453  del 
15/10/2007
MAFIA: GIUDICE USA, 41BIS FORMA TORTURA,STOP ESTRADIZIONE WASHINGTON (ANSA) - WASHINGTON, 15 OTT - Un giudice di Los Angeles ha negato all'Italia..... Apri
MAFIA: GIUDICE USA, 41BIS FORMA TORTURA,STOP ESTRADIZIONE WASHINGTON (ANSA) - WASHINGTON, 15 OTT - Un giudice di Los Angeles ha negato all'Italia l'estradizione di un membro della famiglia mafiosa dei Gambino, sostenendo che il regime di detenzione 41bis a cui sarebbe con ogni probabilità destinato equivale a una forma di tortura e viola la convenzione dell'Onu in materia.
Ne dà notizia il Los Angeles Times, ricostruendo la vicenda legale di Rosario Gambino, inseguito da un mandato di cattura italiano e ritenuto un esponente di spicco dell'omonimo clan di Cosa Nostra newyorchese. Gambino ha scontato 22 anni di reclusione per traffico di droga e si trova attualmente in un centro di detenzione per immigrati a San Pedro, in California, dove è stato trasferito in seguito alla richiesta di estradizione italiana.
Il giudice federale D.D.Sitgraves però ha bloccato l'estradizione, accogliendo il ricorso del difensore di Gambino, Joseph Sandoval, secondo il quale si tratta di "una questione umanitaria", perché se il presunto mafioso entrasse nel sistema del 41bis italiano "sarebbe in condizioni che ne minaccerebbero la vita".
In una sentenza che risale all'11 settembre scorso, ma di cui emerge solo ora l'esistenza, il giudice Sitgraves ha affermato che il sistema carcerario italiano per i boss mafiosi ha caratteristiche "che costituiscono una forma di tortura" e violano la convenzione delle Nazioni Unite in materia. L'agenzia federale per l'immigrazione ha presentato appello contro la decisione e Gambino resterà detenuto in attesa della revisione del caso. (ANSA).
BM/ S0A S41 QBXB
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NOTIZIA ANSA
451  del 
16/10/2007
TOTO' RIINA RESTA IN CARCERE, RESPINTA ISTANZA DOMICILIARI

(ANSA) - MILANO, 16 OTT - Toto' Riina resta in carcere: il Tribunale di Sorvegl.....
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TOTO' RIINA RESTA IN CARCERE, RESPINTA ISTANZA DOMICILIARI

(ANSA) - MILANO, 16 OTT - Toto' Riina resta in carcere: il Tribunale di Sorveglianza ha infatti respinto l'istanza con la quale aveva chiesto gli arresti domiciliari o il trasferimento in una clinica per motivi di salute. Nell' istanza, presentata attraverso l'avvocato Luca Cianfarone, Riina chiedeva anche la cancellazione delle restrizioni previste dall'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario, ma anche in questo caso la risposta e' stata negativa, come gia' era avvenuto sullo stesso argomento poco piu' di un anno fa.
Il Tribunale, che per ascoltare direttamente l'interessato si era trasferito la scorsa settimana nel carcere di Opera, ha sostanzialmente accolto il parere del sostituto procuratore generale Gustavo Cioppa che aveva ritenuto non sussistenti le condizioni di salute per fare uscire Riina dalla struttura carceraria. La difesa, insistendo sulla necessita' di un trattamento sanitario, ha annunciato ricorso in Cassazione. (ANSA).
YOT-LH/GT
16-OTT-07 13:56 NNNN
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COMUNICATO
449  del 
30/10/2007
"Grazie al Ministro della Giustizia il sogno nel 2001 si è realizzato". Questa l'espressione usata al TG1 mentre si commentava la procr..... Apri
"Grazie al Ministro della Giustizia il sogno nel 2001 si è realizzato". Questa l'espressione usata al TG1 mentre si commentava la procreazione assistita della moglie di Cutolo. Siamo scandalizzati davanti al comportamento della televisione pubblica, che passa attraverso una presunta informazione notizie vergognose , commentate in modo che appaiono conquiste di civiltà e non affronti ignobili ai danni delle vittime delle organizzazioni criminali. Con azioni come quella da noi citata, temiamo che l'informazione, come voluto dalla mafia con le stragi del 1993, presumibilmente contro il Palazzo dei giornalisti il 27 Luglio 1993 a Milano, si stia schierando in favore dell'annullamento del "41 bis". Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
450  del 
30/10/2007
Ciò che la mafia aveva fatto aggirando la legge , ossia procreare dal carcere , come avvenne per le mogli dei fratelli Graviano, gli stragisti di Fire..... Apri
Ciò che la mafia aveva fatto aggirando la legge , ossia procreare dal carcere , come avvenne per le mogli dei fratelli Graviano, gli stragisti di Firenze del 27 Maggio 1993, oggi si fa nella legge vedi procreazione assistita alla Signora Cutolo. Detto questo , cosa ormai più che nota, l'articolo di Paolo Berizzi apparso oggi su Repubblica, dice qualcosa di più. Mette secondo noi in risalto una certa "crudeltà" del regime carcerario di 41 bis, tipo di detenzione che la mafia vorrebbe fosse abolito. Ancora una volta ribadiamo che il "41 bis" è severo ma necessario per la mafia stragista, che nessun mafioso dovrebbe avere benefici di nessun tipo, compresa la procreazione assistita, se non si pente e collabora. Si vergognino quindi, quanti cercano in modo strisciante di lavorare per l'abolizione del "41 bis": ossia tutti coloro che mai trovano uno spazio in prima pagina per raccogliere la voce di quanti cercano verità e giustizia per i loro morti e i loro feriti sotto migliaia di chili di tritolo stragista. Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
448  del 
01/11/2007
Perfettamente inutile e deleterio per il sistema italiano enfatizzare i 40 mila anni di carcere dati agli imputati della strage dell'11 Marzo 200..... Apri
Perfettamente inutile e deleterio per il sistema italiano enfatizzare i 40 mila anni di carcere dati agli imputati della strage dell'11 Marzo 2004 in Spagna.
In Spagna non esiste l'ergastolo e prima o poi torneranno a casa quanti si sono macchiati di un crimine spaventoso: 191 morti, 1800 feriti innocenti.
In Italia per ora l'ergastolo c'è ,anche se per il solito "buonismo" spicciolo alcuni degli stragisti del 27 Maggio 1993 hanno già aggirato lo scoglio e godono di sconti di pena come Cosimo Lo Nigro.
Inoltre come di recente paventato dal Procuratore Nazionale Antimafia, in Italia l'ergostolo lo si vuole abolire, dando così alla mafia stragista "cosa nostra" soddisfazione delle stragi del 1993.
Denunciamo inoltre che abbiamo la netta sensazione che in Italia la campagna di tentativo di abolizione dell'ergastolo parta proprio da Firenze, la città che ha visto condannati per strage mafiosa terrorista ed eversiva il gotha di "cosa nostra".
15 ergastoli quelli passati in giudicato per la strage di via dei Georgofili, che cercheremo di far mantenere con tutte le nostre forze.
Insistiamo unica via di uscita per i mafiosi rei di strage la collaborazione con la giustizia, affinchè la verità completa sulla strage di Firenze sia resa nota a tutti quanti.
Condanniamo altresì quanti dal Febbraio 2006, nulla hanno fatto affinché Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno tornassero a regime di "41 bis".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
447  del 
06/11/2007
MAFIA: LO PICCOLO; ASS.GEORGOFILI, ALA STRAGISTA VINCENTE

(ANSA) - FIRENZE, 6 NOV - Dopo il plauso a quanti hanno contribuito affinché il boss .....
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MAFIA: LO PICCOLO; ASS.GEORGOFILI, ALA STRAGISTA VINCENTE

(ANSA) - FIRENZE, 6 NOV - Dopo il plauso a quanti hanno contribuito affinché il boss di cosa nostra Salvatore Lo Piccolo fosse arrestato, "non pare difficile oggi capire chi sia il capo indiscusso della più potente organizzazione criminale: Matteo Messina Denaro di Trapani, lo stragista eversivo di via dé Georgofili è ancora latitante, quindi sembra che proprio l'ala stragista di cosa nostra sia quella vincente".
Lo scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell'associazione che riunisce i parenti delle vittime di via dei Georgofili, a Firenze, all'indomani dell'arresto, a Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo.
"Del resto - scrive Maggiani Chelli - l'abolizione dell'ergastolo anche alla mafia stragista, causa perorata ampiamente nella città di Firenze, il 41 bis annullato a Cosimo Lo Nigro e a Salvatore Benigno senza che nessuno vi abbia posto rimedio, la dicono lunga". (ANSA).
CH
06-NOV-07 12:22 NNNN
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LETTERA
446  del 
08/11/2007
(Sul quotidiano L'Unità)

Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

non c'è dubbio che l'arresto di Lo Piccolo sia stata una .....
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(Sul quotidiano L'Unità)

Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

non c'è dubbio che l'arresto di Lo Piccolo sia stata una vittoria per quanti hanno collaborato alla riuscita dell'operazione.
E' altrettanto vero che arresti come questo non significano che lo Stato stia per vincere la guerra contro la mafia, noi siamo i testimoni che ciò non è vero.
Abbiamo speso fiumi di inchiostro per cercare di far capire quanto siamo convinti come siano stati i grandi traffici che "cosa nostra" ha fatto lungo tutto il Mediterraneo, realizzati con la collusione dei poteri forti della politica della finanza e delle istituzioni, il movente della strage del 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili.
Dal dicembre 2006 ci stiamo battendo come leoni per chiedere a viva voce che alla mafia venga data la risposta che si merita, cioè rimandare Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, due degli stragisti di Firenze, a "41 bis" e non concedere agevolazioni a nessuno degli stragisti di Via dei Georgofili, a meno che questi non siano disposti a collaborare con la giustizia.
Non avviene nulla di tutto ciò, così non si può parlare di vittoria dello Stato sulla mafia, bensì di continuo ricatto da parte della mafia.
Esiste inoltre il fondato sospetto che quei politici che hanno favorito le stragi del 1993 siedano in Parlamento; in questo caso come potrà mai esserci una vera lotta alla mafia.
In questo momento manca la completa e sacrosanta verità sui massacri del 1993, della quale noi, è vero, abbiamo bisogno, ma prima di tutti è il Paese che la chiede.
Siamo sempre dalla parte dei Magistrati e delle forze che stanno sul fronte opposto alla mafia e apprezziamo ogni giorno i loro sforzi e gioiamo delle loro conquiste, ma, almeno per ora, non c'è dato di esultare più di tanto.
Siamo certi che per ogni passo in avanti fatto nella lotta alla mafia, altri cento se ne fanno nel senso opposto, e questo è pianificato in maniera quasi scientifica, così che i nomi di chi in quel 1993 era al fianco della mafia mentre usava 300 chili di tritolo sulla pelle dei nostri parenti, sacrificandoli in nome dell'intereresse personale e del potere mafioso, rimangano per sempre nell'ombra.
Se continuerà ad essere così, la lotta alla mafia dovrà continuare attraverso mille battaglie, magari anche vinte, ma senza mai vincere la guerra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
445  del 
12/11/2007
MAFIA:ASS.GEORGOFILI,RIVEDERE NORMA SU TESTIMONIANZE PENTITI

(ANSA)- FIRENZE, 12 NOV - I familiari delle vittime della strage di via Georgofili.....
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MAFIA:ASS.GEORGOFILI,RIVEDERE NORMA SU TESTIMONIANZE PENTITI

(ANSA)- FIRENZE, 12 NOV - I familiari delle vittime della strage di via Georgofili, a Firenze, chiedono la "revisione e il perfezionamento della legge che regola le testimonianze sui collaboratori di giustizia".
"Il collaboratore Giovanni Brusca - scrive Giovanna Maggiani Chelli, a nome dell'Associazione - è ancora sicuramente tenutario di buona parte della verità sulla bomba di Firenze del 27 maggio 1993 ma temiamo che non abbia ancora detto tutto quello che sa sulle bombe collocate dalla mafia a Roma, Firenze e Milano. Abbiamo il fondato timore che non abbia ancora ben spiegato i suoi rapporti con Vittorio Mangano così come l'autista di Brusca, il collaboratore Giuseppe Monticciolo, crediamo abbia molto da dire sui suoi viaggi in auto mentre accompagnava in giro per l' Italia Brusca". (ANSA).
CH 12-NOV-07 12:46 NNNN
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NOTIZIA ANSA
444  del 
13/11/2007
MAFIA: ASS. GEORGOFILI, NO AI COLLABORATORI A META'

(ANSA) - FIRENZE, 13 NOV - 'Noi non abbiamo mai definito i 'pentitì infami, .....
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MAFIA: ASS. GEORGOFILI, NO AI COLLABORATORI A META'

(ANSA) - FIRENZE, 13 NOV - 'Noi non abbiamo mai definito i 'pentitì infami, anzi li abbiamo spesso osannati, ma oggi sappiamo che la verità completa sui massacri del 1993 non l'hanno detta". L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in una nota, spiega di non approvare i "tentativi di riscatto sociale" da parte Giuseppe Monticciolo, uno dei collaboratori di giustizia nel processo di Firenze per le stragi del 1993.
Monticciolo insieme a Vincenzo Vasile, si legge, ha scritto un libro (che verrà presentato il 15 novembre a Palermo) raccontando la storia della morte del figlio di Santino Di Matteo, ucciso proprio mentre il padre doveva testimoniare al processo sui quei fatti, spingendolo ad avvalersi per due volte della facoltà di non rispondere. "Cosa vuole fare Monticciolo - si chiede Giovanna Maggiani Chelli a nome dell'Associazione -: lavarsi la coscienza?"
Dopo aver chiesto nuovamente "una revisione della legge che regolamenta le testimonianze dei collaboratori di giustizia", l'associazione ribadisce che "non può essere a nostro carico neppure un euro per il mantenimento di collaboratori di giustizia a metà", i quali, "temiamo fortemente, non abbiano detto fino in fondo come sono andate le cose per la strage di via dei Georgofili" e neppure sul proiettile di artiglieria ritrovato nel giardino di Boboli il 5 novembre 1992, "definito l'anticamera delle stragi del 1993". (ANSA).
I57-MU
13-NOV-07 18:32 NNNN
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NOTIZIA ANSA
443  del 
22/11/2007
MAFIA: GEORGOFILI, NON CI SARA' EGUAGLIANZA STATUS VITTIME

(ANSA) - PALERMO, 22 NOV - "Non esistono vittime di serie A e altre di ser.....
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MAFIA: GEORGOFILI, NON CI SARA' EGUAGLIANZA STATUS VITTIME

(ANSA) - PALERMO, 22 NOV - "Non esistono vittime di serie A e altre di serie B ed è giusto che il Governo si sia impegnato a garantire una pura uguaglianza di diritti fra vittime. Ciò non toglie però che mai riusciremo a vedere un'uguaglianza di 'status' fra le vittime del terrorismo eversivo e tutte le altre".
Lo dice in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vice-presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili.
Secondo la Chelli "verrebbe falsata la storia di questo Paese, perché sarebbe più che palese il tentativo di mistificare una verità più che necessaria, tentativo caro a chivuole ridurre via dei Georgofili ad un delitto 'comune'.
A Firenze, come è scritto nella sentenza della Cassazione, la mafia voleva sovvertire l'ordine costituzionale dello Stato, lo voleva per sé e per 'altri' che oggi, nascosti all'ombra del potere, ancora tramano per restarvi e non essere scoperti, usando le tragedie umane per fare di ogni erba un fascio".
"Quindi - conclude - E' giusto aiutare le vittime di ogni tipo di delitto, ma lo status di vittime del terrorismo resti alle "vittime del terrorismo e alle stragi di tale matrice". (ANSA).
COM-TE
22-NOV-07 18:01 NNNN
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COMUNICATO
442  del 
23/11/2007
Vorrei chiarire il mio pensiero sulla 'guerra fra vittime di mafia' (ambita dai carnefici) e proposta ieri da 'Annozero'.
Sono.....
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Vorrei chiarire il mio pensiero sulla 'guerra fra vittime di mafia' (ambita dai carnefici) e proposta ieri da 'Annozero'.
Sono convinta che non esistono vittime di serie A e altre di serie B e che tutti hanno il sacrosanto diritto di avere corrisposte le stesse somme a ristoro dei danni subiti. E quindi accolgo con favore l'impegno del governo a mettere tutti sullo stesso piano economico.
Ma non su quello dello 'status'.
Oltre ai danni noi dell'associazione dei familiari di via dei Georgofili difendiamo un altro valore per noi irrinunciabile: la ricerca della verità. Una verità che sta scritta nella sentenza confermata dalla Cassazione: via dei Gergofili é stata una Strage attuata per finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine costituzionale nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso 'cosa nostra'.
Cosa Nostra ha piazzato le bombe quasi certamente per compiere un colpo di Stato. Ecco l'atto di terrorismo eversivo sia pure mafioso che ha giustificato il cambio di status e riconoscimenti diversi.
Sciascia sosteneva che 'se tutto è mafia niente è mafia': noi pensiamo che oggi in Italia siano maturi i tempi per una sana distinzione delle azioni mafiose, tutte gravissime, alcune però finalizzate a consolidare il proprio potere sul territorio, altre a sovvertire, come accertato dalla Cassazione, l'ordine democratico dello Stato insieme ad altri soggetti tuttora purtroppo ignoti. Se questa distinzione tra le vittime permane, ferma restando l'equiparazione economica, sarà meno difficile la ricerca della verità.
Ecco perchè chiediamo una puntata di 'Anno zero', durante la quale poter dire come la pensiamo e rispondere nei fatti sulla nostra posizione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
441  del 
27/11/2007
TV: FICTION SOSPESA; ASSO.GEORGOFILI, SI PARLA POCO DI VITTIME

(ANSA)
- FIRENZE, 27 NOV - I familiari delle vittime della strage di via d.....
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TV: FICTION SOSPESA; ASSO.GEORGOFILI, SI PARLA POCO DI VITTIME

(ANSA)
- FIRENZE, 27 NOV - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "non credono che i Giudici si farebbero condizionare dalla trasmissione di una finction televisiva riguardante un processo imminente, come quello relativo a Graziella Campagna".
"Prova ne è - si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili -, che quando la Rai ha trasmesso tranquillamente L'ultimo dei corleonesi, senza interventi da parte di alcuno per bloccare la trasmissione, il film non ha minimamente influenzato i Giudici che nel corso di questi anni spesso sono stati chiamati a processo per stabilire se Salvatore Riina che ha ordinato le stragi del 1993, doveva andare a casa o meno, o essere spostato ad un carcere di tipo normale rispetto al 41 bis".
"Eppure - prosegue Maggioni Chelli - Salvatore Riina e Bernardo Provenzano nel film L'ultimo dei corleonesi sono dipinti quasi come eroi. Siamo ancora una volta a denunziare quanto si esaltino i carnefici e quanto poco si parli di vittime, in modo particolare delle vittime delle stragi del 1993, scomode per qualunque contesto televisivo o punto di incontro pubblico, questo proprio perché vista la loro particolarità, sono vittime che rappresentano l'intera coscienza di questo Paese sia dal punto di vista politico che istituzionale". (ANSA).
COM-GRO/SPO
27-NOV-07
12:09 NNNN
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NOTIZIA ANSA
440  del 
01/12/2007
MAFIA: FICTION TV; VITTIME FIRENZE, RENDE ARROGANTI I BOSS

(ANSA) - FIRENZE, 1 DIC - Le fiction televisive che hanno raccontato in vario modo l.....
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MAFIA: FICTION TV; VITTIME FIRENZE, RENDE ARROGANTI I BOSS

(ANSA) - FIRENZE, 1 DIC - Le fiction televisive che hanno raccontato in vario modo la vita dei boss di mafia "hanno contribuito a rendere arroganti i boss di cosa nostra e le loro famiglie". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli,vicepresidente dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze.
"Inevitabilmente - scrive Maggiani Chelli - davanti a simili programmazioni e nel pensare collettivo, cosa nostra acquista sempre più l' immagine composta da persone normali anziché barbari massacratori e così i mafiosi auspicano sconti di pena attraverso l' abolizione dell' ergastolo e riconoscimenti legali. Diciamo ai politici 'garantisti' - scrive ancora Maggiani Chelli - che rifiutiamo di riconoscere qualunque dignità a quanti sono avvezzi a sciogliere bambini nell' acido o a massacrarli sotto le macerie come Nadia e Caterina Nencioni e a bruciare vivi ragazzi di vent'anni come Dario Capolicchio".
"Visto che Salvatore Riina non lo vuol fare - conclude Maggiani Chelli - chiediamo a Ninetta Bagarella in Riina di andare in un'aula di giustizia e raccontare tutto quello che sa su suo marito se lo vuole a casa, visto che ormai è vecchio". (ANSA).
CH
01-DIC-07 17:20 NNNN
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NOTIZIA ANSA
439  del 
09/12/2007
FINANZIARIA: ASS. GEORGOFILI,PEGGIORATIVA PER VITTIME STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 9 DIC - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgo.....
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FINANZIARIA: ASS. GEORGOFILI,PEGGIORATIVA PER VITTIME STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 9 DIC - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "sono indignati davanti alle norme che la Finanziara 2008 si propone di far passare quali riconoscimenti interpretativi della 206/04 per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice". In una nota l'associazione chiede che "sia annullato il punto c del '41 bis', nella parte relativa all'aggravamento delle condizioni fisiche riportate dalle vittime, in quanto è addirittura peggiorativo rispetto alla norma esistente".
"Risulta oggi piu' che mai vero - prosegue la nota - che mentre per i mafiosi stragisti eversivi di via dei Georgofili, il '41 bis' è un articolo del codice che porta loro agevolazioni, per le vittime lo stesso numero in Finanziara 2008 porta pesanti penalizzazioni. Ci domandiamo se il Governo scherza o fa sul serio".
"Il punto c - conclude la nota - non solo ci danneggia, ma ci offende profondamente dopo tutte le faticose battaglie intraprese in questo ultimo anno, con impegni assunti inizialmente tramite il Commissario Prefettizio del Governo e successivamente con la Presidenza del Consiglio. Il Governo si prodighi piuttosto per garantire ai terroristi eversivi il '41 bis' e una buona volta interpreti in modo giusto le esigenze delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice". (ANSA).
COM-GAR
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NOTIZIA ANSA
438  del 
12/12/2007
PIAZZA FONTANA: ASS.GEORGOFILI, MAI STANCHI CERCARE VERITA' FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 12 DIC - I familiari delle vittime della strage di v.....
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PIAZZA FONTANA: ASS.GEORGOFILI, MAI STANCHI CERCARE VERITA' FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 12 DIC - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "nel ricordare l'attentato di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969, sono vicini ai parenti delle vittime e a quanti hanno visto la loro vita distrutta a causa dell'orrore e delle sofferenze causate dall'attentato alla Banca Nazionale dell'Agricoltura".
Quest'anno, informa una nota, "saremo presenti a Milano alla commemorazione del 12 dicembre 1969, insieme al Comitato di Coordinamento delle Staffette podistiche per Bologna e unitamente all'Assessorato allo Sport della Provincia di Milano. Vogliamo con la nostra presenza, ancora più fortemente significare che non ci stancheremo mai di cercare verità e giustizia per quanti in questo Paese sono stati vittime di attentati terroristici ed eversivi".
"Lo ripetiamo da sempre - conclude la nota - l'attentato di Piazza Fontana a Milano che ha colpito indiscriminatamente persone innocenti e inermi nella loro quotidianità di vita, è stato un attentato che ha posto limiti al vivere civile e alla democrazia del nostro Paese, come del resto l'attentato di Via dei Georgofili". (ANSA).
COM-GAR/ S57 S42 QBXH
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NOTIZIA ANSA
437  del 
15/12/2007
MAFIA: BENI CONFISCATI GRAVIANO, PLAUSO PARENTI GEORGOFILI FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 15 DIC - L'associazione tra i familiari delle vittime.....
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MAFIA: BENI CONFISCATI GRAVIANO, PLAUSO PARENTI GEORGOFILI FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 15 DIC - L'associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili ha manifestato il proprio plauso a quanti si sono prodigati per arrivare alla confisca, da parte dello Stato, di 6 milioni di euro ai fratelli Graviano di Brancaccio,"rei - si ricorda in una nota - della strage del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili".
Di recente, spiega ancora l'associazione, si sono concluse le "cause civili dei familiari delle vittime e delle vittime sopravissute alla strage di Firenze, per un valore di 12 milioni e mezzo di euro. Auspichiamo pertanto che gli importi relativi ai beni confiscati agli stragisti eversivi Giuseppe e Filippo Graviano affluiscano al fondo n. 512 del 1999, dal quale traggono sostentamento tutte quelle vittime che hanno trovato il coraggio di costituirsi parte civile contro 'Cosa nostra'". (ANSA).
COM-CG/ S0B S41 S42 QBXX
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NOTIZIA ANSA
436  del 
20/12/2007
MAFIA: FAM.GEORGOFILI, PREOCCUPATI PER FONDO SOSTENTAMENTO

(ANSA) - FIRENZE, 20 DIC - "Siamo preoccupati nell'apprendere che il Fond.....
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MAFIA: FAM.GEORGOFILI, PREOCCUPATI PER FONDO SOSTENTAMENTO

(ANSA) - FIRENZE, 20 DIC - "Siamo preoccupati nell'apprendere che il Fondo di rotazione n.512 per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso sia senza risorse". E' quanto afferma una nota dell'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, a Firenze, nella quale esprimono, nel contempo, soddisfazione per il sequestro di beni a Matteo Messina Denaro, giudicato dall'Associazione, uno dei più crudeli stragisti di Firenze del 27 maggio 1993.
"Le vittime della strage di via dei Georgofili - scrive la portavoce dell'Associazione Giovanna Maggiani Chelli - sono tutte in apprensione nell'apprendere che il Fondo di rotazione numero 512 del 1999 è senza risorse, perché è difficile far affluire allo stesso i beni confiscati alla mafia, così è trapelato ieri alla Festa della Legalità in Toscana presente il Commissario straordinario istituito dal Governo per la confisca dei beni alla mafia".
"Dopo l'ennesima confisca agli stragisti di Firenze - conclude la nota - lo Stato deve ora trovare il sistema di far affluire al Fondo 512 nel più breve tempo possibile, la maggior parte dei capitali confiscati ai mafiosi di "cosa nostra". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
435  del 
22/12/2007
STRAGE TRENO 904: PARENTI GEORGOFILI, MANCANO ANCORA VERITA'

- FIRENZE, 22 DIC - "Continuare a perseguire quella verità completa che .....
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STRAGE TRENO 904: PARENTI GEORGOFILI, MANCANO ANCORA VERITA'

- FIRENZE, 22 DIC - "Continuare a perseguire quella verità completa che la magistratura ancora non è riuscita a dare sugli eventi stragisti del nostro Paese".
E' con queste parole che l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricorda l'attentato al rapido 904, di cui domani ricorre il 23/esimo anniversario.
L'Associazione dei parenti delle vittime di via dei Georgofili, si ricorda in una nota, da due anni lavora al fianco di quella dei familiari delle vittime della strage del treno 904 nell'Unione familiari stragi.(ANSA).
IM 2-DIC-07 19:35 NNNN
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NOTIZIA ANSA
432  del 
25/12/2007
CONTRADA: AVV. LIPERA,INTERVENTO RITA BORSELLINO FUORI LUOGO

(ANSA) - PALERMO, 25 DIC - "Ognuno e' libero di esprimere le proprie opi.....
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CONTRADA: AVV. LIPERA,INTERVENTO RITA BORSELLINO FUORI LUOGO

(ANSA) - PALERMO, 25 DIC - "Ognuno e' libero di esprimere le proprie opinioni, ma non di diffamare chi peraltro non puo' difendersi in questo momento. L'intervento della signora Rita Borsellino e dei familiari delle vittime di via de' Georgofili, teso a interferire nelle decisioni delle massime cariche istituzionali, e' completamente fuori luogo e ci sorprende". Lo dice l'avvocato Giuseppe Lipera, legale dell'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada.
"Non si sta facendo in questo momento l'ennesimo processo a Bruno Contrada - aggiunge Lipera - ma si sta trattando di intervenire a livello umanitario a favore di un uomo, ultrasettantaseienne, la cui vita e' in estremo pericolo e incompatibile con il regime carcerario".
L'avvocato prosegue: "il presidente Napolitano, nella sua sensibilità, l'ha ben compreso inviando immediatamente gli atti al ministro della Giustizia. Tentare di tirare 'per la giacca' la massima carica dello Stato, utilizzando e strumentalizzando i nomi di 'Giovanni e Paolo', ne guasta la memoria che ci e' cara pur senza esserne consanguinei".(ANSA).
COM-KTQ/
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NOTIZIA APCOM
433  del 
25/12/2007
Contrada: no alla revisione dei processi
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Contrada: no alla revisione dei processi
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NB - L'articolo contiene un refuso: si legga "Suprema Corte di Cassazione" e non "Suprema sentenza di Cassazione".
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NOTIZIA ANSA
434  del 
25/12/2007
CONTRADA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SINGOLARE TEMPISMO MINISTRO

(ANSA) - PALERMO, 25 DIC - "Ci appare alquanto singolare la decisione del mi.....
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CONTRADA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SINGOLARE TEMPISMO MINISTRO

(ANSA) - PALERMO, 25 DIC - "Ci appare alquanto singolare la decisione del ministro della Giustizia di concedere in tempi brevi la grazia a Bruno Contrada condannato per il reato associativo".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Ci permettiamo di ricordare - aggiunge - che due degli stragisti del 27 maggio 1993, Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno non sono piu', dopo solo 14 anni dalla strage terroristica ed eversiva di Firenze, detenuti al regime carcerario del 41 bis. Il ministro della Giustizia, in questo caso, malgrado le sue promesse, non ha certo provveduto a emettere un decreto tempestivo che sanasse l'affronto fatto alle vittime di via dei Georgofili".(ANSA).
COM-KTQ/
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NOTIZIA ANSA
430  del 
26/12/2007
CONTRADA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, ANCHE NOI DA NAPOLITANO
(ANSA) - FIRENZE, 26 DIC - "Come Rita Borsellino anche noi chiederemo un incontro a.....
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CONTRADA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, ANCHE NOI DA NAPOLITANO
(ANSA) - FIRENZE, 26 DIC - "Come Rita Borsellino anche noi chiederemo un incontro al capo dello Stato in merito alla concessione di Grazia a Bruno Contrada". E' quanto afferma in una nota l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili.
"E' importante da parte delle massime Istituzioni - spiega l'Associazione - ascoltare la voce di chi come noi ha pagato un prezzo incredibile, perché servitori dello Stato hanno tradito questo Paese. Ma soprattutto perché si sappia fino in fondo, che la mafia in carcere condannata per le stragi del 1993 sta giocando una partita per lei molto importante a suon di ricatti".(ANSA).
COM-IM/ S0A S41 S42 QBXX
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431  del 
26/12/2007
Contrada: con la grazia una deriva pericolosa
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Contrada: con la grazia una deriva pericolosa
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428  del 
28/12/2007
CONTRADA: ASS.GEORGOFILI, CONTRARI A OGNI DIFFERIMENTO PENA FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 28 DIC - Sulla vicenda Contrada "restiamo contrari ad ogni ..... Apri
CONTRADA: ASS.GEORGOFILI, CONTRARI A OGNI DIFFERIMENTO PENA FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 28 DIC - Sulla vicenda Contrada "restiamo contrari ad ogni forma di differimento della pena che non preveda il rientro in carcere ad avvenuta guarigione".
E' quanto afferma l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili in vista dell'udienza al Tribunale di sorveglianza di Catania del prossimo 10 gennaio 2008 quando sarà analizzata la richiesta di scarcerazione per Bruno Contrada, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
"I motivi di salute - afferma Giovanna Maggiani Chelli, vice-presidente dell'Associazione - sono troppo spesso la giustificazione addotta per richieste di scarcerazione e invece rammentiamo quanto poca collaborazione con la legge ci sia da parte dei detenuti rei di crimini mafiosi".
L'Associazione, infine, esprime "ancora una volta il terribile dubbio che si stia giocando una partita tutta in favore della mafia terrorista eversiva detenuta per le stragi del 1993". (ANSA).
IM/
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NOTIZIA ANSA
429  del 
28/12/2007
CONTRADA:TRIBUNALE ANTICIPA DECISIONE SU SCARCERAZIONE /ANSA ANCORA POLEMICHE SULLA GRAZIA. LEGALE, LA MIA E' STATA SUPPLICA

(ANSA) - PALE.....
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CONTRADA:TRIBUNALE ANTICIPA DECISIONE SU SCARCERAZIONE /ANSA ANCORA POLEMICHE SULLA GRAZIA. LEGALE, LA MIA E' STATA SUPPLICA

(ANSA) - PALERMO, 28 DIC - E' stata anticipata dal 24 al 10 gennaio l'udienza in cui il tribunale di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere deciderà sulla richiesta di scarcerazione per motivi di salute di Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde, detenuto nel carcere militare casertano per scontare una condanna a dieci anni per concorso in associazione mafiosa. Dopo giorni di appelli dei legali dell'ex funzionario di polizia, preoccupati per il peggiorare dello stato di salute di Contrada, e di accese polemiche sull'eventuale concessione della grazia al detenuto, dunque, i giudici campani hanno deciso di trattare con estrema celerità la vicenda. A comunicarlo è uno dei difensori, l'avvocato Giuseppe Lipera.
"Il provvedimento - spiega - è stato emesso dal presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli, Angelica Di Giovanni, che ha così accolto la mia richiesta di anticipazione di udienza concernente il procedimento di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare". Ma la decisione dei giudici non placa le polemiche. Lipera precisa di avere solo rivolto al Presidente della Repubblica una accorata "supplica" affinché prendesse in considerazione la possibilità di concedere la grazia, sussistendone i presupposti, anche in assenza di una specifica domanda da parte del condannato. "Contrada - spiega - proclamandosi da sempre del tutto innocente e condannato ingiustamente, non ha mai inteso, e mai lo farà, intraprendere alcuna 'scorciatoia' per sfuggire il suo iniquo giudicato".
A ribadire il no al provvedimento di clemenza sono le associazioni come Città Futura, che invoca "una giustizia che sia veramente uguale per tutti", e l'associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili che va oltre ed esprime un forte dissenso anche verso "ogni forma di differimento della pena che non preveda il rientro in carcere ad avvenuta guarigione".
"I motivi di salute - afferma il vicepresidente Giovanna Maggiani Chelli - sono troppo spesso la giustificazione addotta per richieste di scarcerazione".
L'Associazione esprime, inoltre, "il terribile dubbio che si stia giocando una partita tutta in favore della mafia terrorista eversiva detenuta per le stragi del 1993". E contro la grazie interviene nuovamente Rita Borsellino, parlamentare regionale e sorella di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. "Nel rispetto delle prerogative del Presidente e dell'iter istituzionale, - dice - resto convinta che concedere la grazia a chi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa rappresenta un precedente pericoloso per il nostro Paese".
Ma Contrada dal carcere casertano non entra nel merito della vicenda e affida il proprio sfogo ad un familiare. "La mia dignità di uomo e di servitore dello Stato - dice - vale più della mia libertà e non permetto a nessuno di distruggerla a costo della mia stessa vita". (ANSA).
KTH/ S0B S41 S42 QBKS
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NOTIZIA ANSA
426  del 
30/12/2007
CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, FORSE CERCA REVISIONE PROCESSO

(ANSA) - FIRENZE, 30 DIC - Perché bruno Contrada "non ha accettato le cure neces.....
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CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, FORSE CERCA REVISIONE PROCESSO

(ANSA) - FIRENZE, 30 DIC - Perché bruno Contrada "non ha accettato le cure necessarie in modo che, a guarigione completa, potesse tornare in carcere visto che sul suo conto la Cassazione si è pronunziata in modo definitivo? Forse che l' uomo che a suo tempo fece parte della nostra intelligence cerca la revisione del processo?".
Se lo chiede Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordando che la revisione dei processi di mafia "era una delle voci del papello che Totò Riina presentò allo Stato nel 1992".
"La revisione dei processi di mafia - scrive Chelli - è l'unica voce di quell' elenco di richieste, che pure costò la vita ai nostri parenti, che ancora non è stata ottenuta dalla mafia".
Contemporaneamente, scrive ancora Chelli, "si vuole forse gettare alle ortiche anche il reato di concorso esterno in associazione mafiosa?". (ANSA).
CH/
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NOTIZIA APCOM
427  del 
30/12/2007
CONTRADA/ LEGALE: CHIEDERO' REVISIONE DEL PROCESSO
Dichiarazioni dopo visita in ospedale al suo assistito
Napoli, 30 dic. (Apcom) - Il lega.....
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CONTRADA/ LEGALE: CHIEDERO' REVISIONE DEL PROCESSO
Dichiarazioni dopo visita in ospedale al suo assistito
Napoli, 30 dic. (Apcom) - Il legale di Bruno Contrada, l'avvocato Giuseppe Lipera, ha chiesto che ci sia una revisione del processo del suo assistito. Le dichiarazioni sono state rese dopo una visita durata oltre un'ora e trenta nel padiglione Giulio Palermo dell'ospedale Cardarelli di Napoli dove l'ex funzionario del Sisde è ricoverato da venerdì sera.
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NOTIZIA AGI
424  del 
31/12/2007
CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, NAPOLITANO RICEVERA' ANCHE NOI?

(AGI) - Firenze, 31 dic - "Se il Capo dello Stato ricevera' gli avvoc.....
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CONTRADA: ASS. GEORGOFILI, NAPOLITANO RICEVERA' ANCHE NOI?

(AGI) - Firenze, 31 dic - "Se il Capo dello Stato ricevera' gli avvocati dell' ex n.3 del Sisde Bruno Contrada chiediamo rispettosamente di essere ricevuti anche noi".
Lo si legge in una nota di Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell' associazione delle famiglie delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1993. "Vorremmo poter esporre le nostre buone ragioni - scrive Chelli - che ci fanno contrastare con forza richieste di concessioni verso soggetti che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per reati gravi come quello di concorso esterno in associazione mafiosa. Ragioni che nascono dal dolore e dalla rabbia di non poter avere giustizia completa per i nostri parenti sacrificati in nome dell'illegalita' piu' sfrenata".
"I benefici di cui cosa nostra ha goduto dopo la strage di via dei Georgofili - scrive Chelli - ci fanno temere risvolti inquietanti nei confronti di quella verita' completa sulle stragi del '93". Infine per i famigliari di via dei Geogofili "la richiesta di revisione dei processi per mafia, il disdegnare l'opera dei collaboratori di giustizia, il continuo tentativo di rendere vano il lavoro della magistratura, ci fanno temere il peggio. Per questo non smetteremo mai di lottare, invocando giustizia e ricordando continuamente quei mille chili di tritolo che hanno gettato nella disperazione noi e l'intero Paese". (AGI)
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NOTIZIA APCOM
425  del 
31/12/2007
Roma, 31 dic. (Apcom) - "Se il Capo dello Stato riceverà gli Avvocati del Dr. Bruno Contrada, chiediamo rispettosamente di essere ricevuti anche ..... Apri
Roma, 31 dic. (Apcom) - "Se il Capo dello Stato riceverà gli Avvocati del Dr. Bruno Contrada, chiediamo rispettosamente di essere ricevuti anche noi, come richiesto con una nostra lettera inviata il 28 dicembre alla Segreteria del Quirinale". E' quanto chiede l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Vorremmo poter esporre le nostre buone ragioni, - afferma il vice presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli - che ci fanno contrastare con forza richieste di concessioni verso soggetti, che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per reati gravi come quello di 'concorso esterno in associazione mafiosa'".
"Ragioni che esulano dal voler apparire, ma che nascono dal dolore e dalla rabbia di non poter mai avere giustizia completa per i nostri parenti, che in via dei Georgofili sono stati sacrificati in nome dell'illegalità più sfrenata, e che oggi più che mai - aggiunge Maggiani Chelli - si vorrebbe li seppellissimo una volta per sempre".
"I benefici di cui Cosa Nostra ha goduto dopo la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili, - prosegue - ci fanno temere risvolti inquietanti nei confronti di quella verità completa sulle stragi del 1993, che da lungo tempo andiamo invocando e che ci appare ogni giorno sempre più lontana".
"La richiesta di revisione dei processi per mafia, il disdegnare l'opera dei collaboratori di giustizia che così importanti sono stati per affidare alla Legge il gotha di Cosa nostra reo delle stragi del 1993, il continuo tentativo di rendere vano il lavoro della Magistratura, ci fanno temere il peggio - conclude - e per questo non smetteremo mai di lottare, invocando giustizia e rammentando continuamente quei 1000 chilogrammi di tritolo che hanno gettato nella disperazione non soltanto noi, ma l'intero Paese".
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