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   176 notizie nel periodo '2006'

LETTERA
423  del 
04/01/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

lo strumento dell'utilizzo dei tabulati telefonici, cambiato repentinamente durante le indagini sui manda.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

lo strumento dell'utilizzo dei tabulati telefonici, cambiato repentinamente durante le indagini sui mandanti esterni a 'cosa nostra' per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, é stato sicuramente uno dei limiti posti al raggiungimento della verità giudiziaria completa per quella infame strage.
Cosà come di sicuro, lo saranno in futuro, i limiti che potrebbero ulteriormente esser posti all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche .
Ciò che in questi giorni leggiamo sui giornali, certo lascia molti degli italiani disorientati, noi i familiari delle vittime della strage di Firenze : no.
Più volte abbiamo denunciato le modifiche di leggi in 'corso d'opera', ossia in corso di indagini sulle stragi del 1993 da parte di tutti i Governi.
Cosà come spesso abbiamo denunciato tentativi di mandare a casa tutti gli stragisti del 1993, come quando si tentò ad Aprile del 2000 a ridosso delle elezioni regionali, di inserire nella legge del giudice monocratico una odiosa postilla sul rito abbreviato, che consentà a Riina di chiedere di poter usufruire di tale agevolazione.
Auspichiamo quindi che tutte le intercettazioni e i tabulati telefonici siano resi noti al più presto nelle sedi competenti, affinché gli italiani sappiano cosa esattamente é successo la Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
422  del 
08/01/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Già ai tempi delle intercettazioni che uscirono sui giornali, durante l'inchiesta spezzina, la famosa tan.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Già ai tempi delle intercettazioni che uscirono sui giornali, durante l'inchiesta spezzina, la famosa tangentopoli 2, era il 1996,noi i familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 abbiamo cominciato a capire che le cose non andavano per niente bene.
La verità su quelle stragi era a rischio, perché tutti coinvolti in qualcosa di poco pulito.
Poi quando il 2 Maggio 2000 alle 21 e 30 della sera quattro diessini, due del PPI e quattro di FI (uno si é astenuto) hanno cercato di mandare a casa Salvatore Riina reo di strage, attraverso la richiesta del rito abbreviato, i terribili dubbi si sono strasformati in vere e proprie angosce.
Angosce che ancora oggi proviamo, perché nessuno ha potuto cancellarle e soprattutto temiamo nessuno voglia continuare la strada intrapresa dal magistrato Gabriele Chelazzi per arrivare alla verità completa sui massacri del 1993.
Per questo Le invio nuovamente la lettera già proposta nei giorni scorsi per cortese pubblicazione.
Del resto ci stiamo domandando :come mai visto come stanno andando le cose e se tutti sono cosà innocenti, e solo di errori politici si tratta, perché non si parla di stragi del 1993?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
421  del 
10/01/2006
Gentilissimo Direttore Dell'Unità ,

Non ha pensato, come avrebbe dovuto il "dopo TG1", a dedicare in prima battuta, anche solo i.....
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Gentilissimo Direttore Dell'Unità ,

Non ha pensato, come avrebbe dovuto il "dopo TG1", a dedicare in prima battuta, anche solo i cinque minuti stabiliti, a quei disgraziati che la notte del 27 Maggio 1993 erano in via dei Georgofili a patire sotto 300 chilogrammi di tritolo stragista, terroristico eversivo, avente come movente quasi certamente inconfessabili traffici di armamenti bellici, che nelle inchieste in corso in quegli anni stavano emergendo.
Ciò che invece il direttore del TG1 ci ha detto per oltre cinque minuti, durante la sua prima puntata, é stato che in Iraq si muore comunque da eroi.
Certo non erano sicuramente eroi coloro che sono morti a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, un ragazzo di soli 20 anni che studiava da architetto, due bambine piccolissime e i loro genitori, cosà come non lo erano quelle quarantun persone che sono rimaste straziate e invalide per sempre sotto il tritolo composto del maledetto T4 militare.
Non erano eroi, erano solo innocenti e per questo ancora oggi combattono affinché gli siano riconosciuti tutti i diritti che stanno nella legge 206 del 4 Agosto 2004, quali vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Gerogofili
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LETTERA
420  del 
11/01/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
pur ricordando bene le parole di Angelo Siino durante le sue testimonianze su chi avesse in questo Paese mafioso, c.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
pur ricordando bene le parole di Angelo Siino durante le sue testimonianze su chi avesse in questo Paese mafioso, contatti affaristici con 'cosa nostra', sono tornata a leggere la libera stampa da giugno 2000 a novembre 2000, non ci sono dubbi é possibilissimo che in molti e di vari colori politici abbiano partecipato all'acquisto del tritolo per via dei Georgofili.
Non é giusto, mi creda, in un momento cosà drammatico far finta di nulla e non parlare di stragi del 1993, solo per non turbare il prossimo appuntamento elettorale.
Si comincia anche a comprendere perchè, malgrado gli sforzi compiuti, come Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non siamo riusciti recentemente a mettere in atto un convegno sulle intercettazioni:
quelle intercettazioni che come abbiamo già avuto modo di scrivere inutilmente, piaccia o non piaccia dovrebbero sempre essere rese note, per poter comprendere la verità fino in fondo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
418  del 
15/01/2006
MAFIA: AUTOBOMBE'93;VIA A PROCESSO RISARCIMENTO PARTI CIVILI

(ANSA) - FIRENZE, 15 GEN - Prende il via domani mattina la causa davanti al g.....
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MAFIA: AUTOBOMBE'93;VIA A PROCESSO RISARCIMENTO PARTI CIVILI

(ANSA) - FIRENZE, 15 GEN - Prende il via domani mattina la causa davanti al giudice civile per il risarcimento danni materiali e morali patiti dai familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, avvenuta nella notte del 27 maggio 1993.
Secondo quanto riferito dalla associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, l' udienza prendera' il via alle 11,30 davanti al giudice Monteverde.
Tre gli avvocati che rappresentano le parti civili costituite: Danilo Ammannati e Luigi Spina del foro di Firenze e Enrica Valle del foro della Spezia.
Nella strage, portata a termine con un Fiorino carico di 250 chili di tritolo, sono morti Caterina Nencioni di 50 giorni, Nadia Nencioni di 9 anni, Angela Fiume di 36 anni, Fabrizio Nencioni di 39 anni, Dario Capolicchio di 22 anni.
Quarantotto furono i feriti.
(ANSA).
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COMUNICATO
419  del 
15/01/2006
I familiari delle vittime della strage di Firenze, informano che domani 16 Gennaio 2006 avrà luogo di fatto l'inizio delle cause civili contro la maf..... Apri

I familiari delle vittime della strage di Firenze, informano che domani 16 Gennaio 2006 avrà luogo di fatto l'inizio delle cause civili contro la mafia "cosa nostra".
Alle ore 11,30 davanti al Giudice Monteverde, presso il Tribunale in Piazza San Firenze, si auspica possa iniziare a tutti gli effetti quell'iter processuale che darà , sia pure in parte, giustizia a quanti la notte del 27 Maggio 1993 furono travolti in Via dei Georgofili da 250 chilogrammi di tritolo mafioso, con scopi terroristici ed eversivi.
Il percorso per arrivare a questo punto é stato lungo e travagliato, perchè spesso é stato difficoltoso poter stabilire quali fossero i veri tutori dei mafiosi chiamati in causa.
Gli Avvocati Danilo Ammannato, Luigi Spina del Foro di Firenze ed Enrica Valle del Foro della Spezia, seguiranno le parti civili in questa delicata operazione di risarcimento dei danni morali e materiali verso coloro che hanno pagato un prezzo, ci teniamo a dirlo, senza eguali nella storia del nostro Paese mentre "cosa nostra" dichiarava guerra allo Stato e si imponeva con quella strage quale soggetto politico.
Il tritolo consumato in via dei Georgofili sulla pelle di quegli innocenti, che oggi ne chiedono conto ai vertici di "cosa nostra", proprio per la immensa quantità utilizzata, di per se rappresenta quanto fosse chiara l'intenzione di provocare vittime e di sconvolgere cosà la vita democratica del Paese.
Auspichiamo altresà da parte dei media il più alto interessamento e divulgazione all'azione che i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ossia tutte le parti civili del processo di Firenze, si apprestano a compiere.
Riteniamo, senza modestia alcuna, di intraprendere una azione dettata da uno spiccato senso di civiltà , quello stesso spirito con il quale da 13 anni andiamo cercando Verità completa per la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
417  del 
17/01/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ritenendo le intercettazioni uno strumento indispensabile per gli organi inquirenti, ric..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ritenendo le intercettazioni uno strumento indispensabile per gli organi inquirenti, ricordano quanto le intercettazioni di Via Ughetti a Palermo, relative alle esternazioni di Gioé e La Barbera uomini di mafia che organizzarono le stragi del 1993, siano state determinanti per le indagini su quei terribili massacri.
Esprimono quindi tutta la solidarietà possibile alla Magistratura, che sempre più auspicano libera ed indipendente.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
414  del 
19/01/2006
TERRORISMO: ASS.VITTIME, DA GOVERNO ATTEGGIAMENTO VERGOGNOSO A 17 MESI DA APPROVAZIONE LEGGE RISARCIMENTI ANCORA TUTTO FERMO

ROMA

(ANSA).....
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TERRORISMO: ASS.VITTIME, DA GOVERNO ATTEGGIAMENTO VERGOGNOSO A 17 MESI DA APPROVAZIONE LEGGE RISARCIMENTI ANCORA TUTTO FERMO

ROMA

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Il governo sta tenendo un "atteggiamento vergognoso e indegno" nei confronti dei familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi perchè a 18 mesi dall'approvazione all'unanimità della legge 206 - quella che riconosce i risarcimenti per i familiari delle vittime - ancora nulla in concreto é stato fatto e oltre il 60% delle domande sono inevase. L'accusa arriva dall'Unione delle associazioni (che comprende piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione Bologna, Rapido 904, Firenze via dei Georgofili). "Parlare di lotta al terrorismo e poi prendere cosà in giro i familiari di chi di terrorismo é morto" é un "modo indegno" di comportarsi da parte di un governo, dice il presidente Paolo Bolognesi. "E' la settima conferenza stampa che organizziamo qui alla Camera per far sentire le nostre ragioni, e questo già dovrebbe bastare per far capire come stanno le cose", aggiunge. Il dubbio che avanza tra i familiari delle vittime é che i fondi stanziati con la legge (oltre 64 milioni per il 2004, oltre 12 per il 2005 e gli anni seguenti) e giudicati sufficienti dagli stessi familiari, siano finiti chissà dove. "Non esistono motivi tecnici per questi ritardi. Dunque che fine hanno fatto i soldi? Che utilizzo ne ha fatto il ministro?". Ancora una volta, conclude, "siamo di fronte ad espedienti per tentare di rimandare un diritto sacrosanto. E' una vergogna e una disattenzione senza pari".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
415  del 
19/01/2006
TERRORISMO: ASS.VITTIME, INDEGNO COMPORTAMENTO GOVERNO/ A 17 MESI DA APPROVAZIONE LEGGE RISARCIMENTI, ANCORA TUTTO FERMO

ROMA

(ANSA) - R.....
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TERRORISMO: ASS.VITTIME, INDEGNO COMPORTAMENTO GOVERNO/ A 17 MESI DA APPROVAZIONE LEGGE RISARCIMENTI, ANCORA TUTTO FERMO

ROMA

(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Lo definiscono un "atteggiamento vergognoso", dicono che nei loro confronti c'è una "disattenzione senza pari", avanzano dubbi su che fine abbiano fatto i soldi a loro destinati e, soprattutto, sotto

LINEAno chiaro e tondo che "parlare di lotta al terrorismo e poi prendere cosà in giro i familiari di chi di terrorismo é morto" é un "modo indegno" di comportarsi da parte di un governo. A 18 mesi dall'approvazione, all'unanimità , della legge 206 - quella che stabilisce le nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi - l'Unione dei familiari delle vittime accusa il governo di averli abbandonati e, peggio, di continuare a prenderli in giro avanzando ad ogni loro richiesta una nuova scusa. "E' la settima conferenza stampa che organizziamo qui alla Camera per far sentire le nostre ragioni, e questo già dovrebbe bastare per far capire come stanno le cose" dice Paolo Bolognesi, che oltre ad essere presidente dell'associazione delle vittime della strage di Bologna é anche il presidente dell'Unione delle associazioni (piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione Bologna, Rapido 904, Firenze via dei Georgofili). "Siamo qui per denunciare le inadempienze sempre più pesanti del governo - scandisce - diciotto mesi dopo l'approvazione della legge, mancano i risarcimenti e gli enti pensionistici non provvedono a quanto di loro competenza". Un comportamento, aggiunge, "che ha dell'incredibile. Metodicamente si trova ogni sorta di scusa: sembra che il ministero dell'Interno anzichè esser fatto da persone che devono far applicare la legge, sembra esser fatto di persone che sono là proprio per ritardarne l'applicazione". In questi 18 mesi c'è stato un fitto scambio di lettere tra l'Unione delle associazioni e il ministro Pisanu. L'ultima é del 28 ottobre: in quell'occasione il titolare del Viminale sotto

LINEAva tra l'altro che si era fatta "definitiva chiarezza" su due problemi sollevati dall'associazione. E cioè, scrive il ministro, "l'applicazione della legge 206/04, anche in favore dei cittadini stranieri per eventi occorsi sul territorio nazionale, nonchè la piena equiparazione delle vittime con invalidità pari o superiore all'80% a quelle per le quali sia stata accertata la percentuale massima di invalidità ". Tutto ciò però, ha scritto Bolognesi nella risposta inviata al ministro lo scorso 15 dicembre, "è rimasto sulla carta e non c'è stata alcuna applicazione pratica". Di più: "il 60% delle domande risulta inevaso per la parte economica e per la parte normativa non si é fatto alcun passo avanti". E questo "non é certo indice di solerzia e di attenzione verso i familiari delle vittime". Il dubbio che avanza tra i familiari delle vittime é che i fondi stanziati con la legge (oltre 64 milioni per il 2004, oltre 12 per il 2005 e gli anni seguenti) e giudicati sufficienti dagli stessi familiari, siano finiti chissà dove. "Non esistono motivi tecnici per questi ritardi. Dunque che fine hanno fatto i soldi? Che utilizzo ne ha fatto il ministro?". Ancora una volta, conclude, "siamo di fronte ad espedienti per tentare di rimandare un diritto sacrosanto. E' una vergogna e una disattenzione senza pari".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
416  del 
19/01/2006
ANTIMAFIA: ULIVO, GRAVE 'OMISSIS' IN RELAZIONE CENTARO / RELAZIONE ALTERNATIVA CENTROSINISTRA, NON UNA RIGA SU DELL'UTRI

ROMA
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ANTIMAFIA: ULIVO, GRAVE 'OMISSIS' IN RELAZIONE CENTARO / RELAZIONE ALTERNATIVA CENTROSINISTRA, NON UNA RIGA SU DELL'UTRI

ROMA

(ANSA) - ROMA, 19 gen - I commissari antimafia del centrosinistra, che in maniera compatta hanno votato ieri notte contro l'approvazione della relazione del presidente Roberto Centaro, sono scesi in campo oggi per denunciare gli 'omissis' del documento di fine legislatura (finora mai presentato ufficialmente alla stampa) sui rapporti tra mafia e politica, e mafia ed economia. Il caso di 'omissione' che piu' ha sollevato indignazione e' quello di Marcello Dell'Utri, il senatore di Forza Italia - responsabile della campagna elettorale 'azzurra' - condannato a Palermo, in primo grado, a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. ''E' scandaloso che Centaro non dedichi nemmeno una riga per parlare della condanna a Dell'Utri - ha detto alla Camera in conferenza stampa Giuseppe Lumia, capogruppo diessino all' Antimafia - e del resto questa relazione e' tutta tesa a minimizzare il sistema di collusione tra mafia e politica, riducendo tutto quel che avviene, in Sicilia e Calabria ad esempio, a fatti locali di tipo eversivo''. ''Nemmeno dopo l' omicidio Fortugno - ha aggiunto - questo governo ha voluto fare un salto di qualita' e mettere la lotta alla mafia tra le priorita' da affrontare: del resto, nella sua relazione sullo stato della giustizia, il ministro Castelli non ha mai citato, nemmeno per sbaglio la parola mafia''. Rincara la dose il capogruppo della Margherita, Giannicola Sinisi, che sotto

LINEA come la relazione ''e' solo una congerie di opinioni singole, e maliziose scritte, per la campagna elettorale dove si afferma tra l'altro che la Regione Sicilia ha dimostrato, con Toto Cuffaro, una 'elevata sensibilita' ' nella lotta alla mafia''. ''In realta' era un dovere raggiungere l' unanimita' sul testo della relazione conclusiva - ha concluso - e non una utopia, come ha detto, invece, Centaro''. Non usa mezze parole Giovanni Russo Spena, commissario di Rifondazione, ''questa non e' una relazione - sotto

LINEA sempre parlando in conferenza stampa - ma un 'liberi tutti' dove la mafia e' messa in dissolvenza, sfumata, e dove per trovare il filo conduttore bisogna ricordare l'esortazione del ministro Lunardi a convivere con Cosa Nostra e a considerarla come parte organica dello sviluppo del Mezzogiorno''. ''Dell'Utri non c'e' nel documento del centrodestra - prosegue - perche' rappresenta la prova dei rapporti tra mafia e politica, che il governo ritiene una invenzione bolscevica''. Il vicepresidente della Commissione, Enzo Ceremigna (Rosa nel pugno), ha messo l'accento ''sui passi indietro fatti in questi cinque anni di governo nella cooperazione giudiziaria internazionale, ineludibile per frenare la globalizzazione dei clan: il governo ha emanato una serie di leggi che la hanno indebolita''. Infine, Sinisi ha voluto ricordare che i ''320 attentati avvenuti in questi anni in Calabria e il delitto Fortugno'' sono ''la piu' forte testimonianza della debolezza con la quale e' stata tralasciata l'azione di contrasto alla mafia''. I commissari antimafia del centrosinistra hanno presentato una 'controrelazione' nella quale indicano le prime cose da fare per riprendere la lotta a Cosa Nostra: una vera analisi sui rapporti tra politica e clan; ratificare la Convenzione Onu di Palermo; ridare slancio alla confisca dei beni dei boss; stringere la morsa del 41bis; indagare sui mandanti rimasti occulti delle stragi di mafia; dotare i partiti di un codice etico di autoregolamentazione. (ANSA).
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COMUNICATO
413  del 
20/01/2006
Unione vittime per stragi. Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido..... Apri

Unione vittime per stragi. Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili),
Associazione italiana vittime del terrorismo

Apprendiamo che ieri 19 gennaio 2006 sono state approvate dalla Camera dei Deputati le mozioni che impegnano il Governo a far si che la legge 206 ( Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice) venga applicata senza indugi in ogni suo aspetto.
Le mozioni presentate dai Parlamentari dell'opposizione e della maggioranza sono il frutto di ben 7 (sette) conferenze stampa di protesta svolte presso la sala stampa di Montecitorio dalle Associazioni delle vittime. ( Unione Vittime per Stragi e Associazione Italiana vittime del terrorismo).
La legge 206, frutto dell'unificazione di 2 leggi la prima presentata dall'On. Bornacin (A.N.) la seconda dall'On. Bielli (D.S.), approvata all'unanimità dal Parlamento il 3 Agosto 2004 é stata fino ad oggi in gran parte inattuata, disattesa ed interpretata in modo estremamente limitativo.
è inusuale che una legge votata all'unanimità dal Parlamento abbia bisogno di mozioni parlamentari perchè il Governo la applichi.
Ci auguriamo che dopo questa approvazione, che impegna il Governo alla sua puntuale applicazione, si apra una fase di collaborazione tra il Governo stesso e le Associazioni dei familiari delle vittime teso a superare velocemente tutti i problemi: burocratici e interpretativi per far si che la legge venga attuata alla lettera evitando le interpretazioni cervellotiche e restrittive che sono la causa prima degli incredibili ritardi verificatisi fino ad oggi.


Presidente Unione Vittime per stragi - Paolo Bolognesi

Presidente Ass.Vittime italiane del terrorismo - Maurizio Puddu
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LETTERA
412  del 
22/01/2006
Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Gentilissimo Marco Travaglio


Marco carissimo,
hai mille volte ragione a scrivere che "con .....
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Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Gentilissimo Marco Travaglio


Marco carissimo,
hai mille volte ragione a scrivere che "con la verità si vince meglio".
La sofferenza che noi familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili abbiamo patito e continuiamo a patire sono indubbiamente tante, ma l'apice lo abbiamo raggiunto quando ci siamo resi conto che la verità sul massacro del 27 Maggio 1993, non solo non lo volevano i soliti noti, ma anche coloro che sempre avrebbero dovuto essere con noi a fianco di Magistrati come Grabriele Chelazzi.
Avrai ben letto la relazione di minoranza, redatta in risposta alla relazione di maggioranza in seno alla Commissione Antimafia.
Se la relazione di maggioranza per quello che riguarda le stragi del 1993 ne ha preso le dovute distanze, la relazione di minoranza pur andando a toccare, in fatto di stragi 93 alcuni punti significativi, molti altri ne ha elusi, come il proiettile di Boboli, la testimonianza del m.llo Amoroso e cosà via.
Del resto noi non siamo di certo stati interpellati per addivenire a questa relazione di minoranza, come viene oggi denunciato per i genitori della Alpi in seno ad una commissione istituita in questi anni.
E' pur vero però che noi non abbiamo mai visto bene le commissioni d'inchiesta, anzi ne siamo terrorizzati convinti come siamo che esse siano la tomba della verità : la politica, tutta la politica non ha interesse alcuno alla verità sulle stragi, se non quella di parte, ognuno per la propria parte.
Siamo invece sempre stati convinti, che la politica dovrebbe fare qualcosa cosà come ben auspicava Gabriele Chelazzi, durante una sua audizione davanti alla commissione antimafia che ebbe a sentirlo per solo un breve lasso di tempo e invece lui sicuramente aveva molte cose da riferire, ossia la politica dovrebbe aiutare sempre la Magistratura , anche quando ad essere indagati sono nomi di politici sia pure eccellenti.
Gabriele Chelazzi, demandava di sicuro alla politica i suoi precisi compiti, come ben fa intendere, troppo platealmente, la relazione di minoranza presentata il 19 gennaio u.s, ma soprattutto in fatto di stragi del 1993 il Magistrato Chellazzi, in un passaggio della sua requisitoria disse: altri giudici verranno dopo di me.
Era chiaro il messaggio:
il suo processo, quello della stragi del 1993 svoltosi a Firenze, era la solida base che lui gettava affinché altri Giudici dopo di lui vi costruissero sopra solide mura e potendo, con imput dall'alto, si arrivasse anche alla costruzione del tetto.
Tu sai bene che non é stato cosà, oggi si dice che quei processi di Firenze sono fini a stessi, che non vanno più presi a riferimento altrimenti "ci facciamo del male", ossia potremmo mettere in evidenza che qui processi furono fatti male e non é vero.
Certo che non é vero, furono processi giusti, la mafia fu condannata, ma furono processi ripeto: intesi quale base per altri processi da eseguirsi contro i "Mandanti esterni alla mafia".
Gabriele Chelazzi in tal senso ha lavorato e il processo di Firenze é pieno di spunti.
Altro che ne occorrono di nuovi.
E noi dell'Associazione dei familiari delle vittime del 27 Maggio 1993, abbiamo dato un grande spunto, abbiamo fatto un Esposto, che sicuramente non piace alla politica e quindi la stessa vi rema contro.
Non é quindi il momento di parlare di ulteriori "commissioni parlamentari d'inchiesta", e poi i nomi che la chiedono ci spaventano e ne abbiamo le buone ragioni, chi ci segue capirà .
E' invece sà il momento di denunce, ma soprattutto di supporto alla Magistratura , che oggi pare avere paura, perchè non vogliamo credere si sia adeguata al clima che si respira
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
411  del 
28/01/2006
Gentilissimo Direttore del giornale La Nazione
Firenze


Il Procuratore Pietro Grasso, procuratore Nazionale Antimafia, ha precisato in un.....
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Gentilissimo Direttore del giornale La Nazione
Firenze


Il Procuratore Pietro Grasso, procuratore Nazionale Antimafia, ha precisato in un suo intervento che la lotta alla mafia negli anni 50, é stata portata avanti da organismi di sinistra.
Il procuratore Nazionale Antimafia é un uomo di grande esperienza, lo abbiamo più volte ribadito e quindi é sicuramente cosà .
Sbagliato però usare questa frase levando il passaggio 'anni 50', come é stato fatto da organi di informazione, per lasciare intendere che sempre a sinistra si combatte e si é combattuto per tradizione e cultura la mafia.
Non é stato sempre cosà, e a costo di risultare ossessiva riporto alla mente di chi se lo fosse scordato, quell'infame anno 2000 quando il governo di centrosinistra attraverso la formula del rito abbreviato, cercò di abolire l'ergastolo ai mafiosi di 'cosa nostra' rei della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, cinque morti, 41 feriti.
I soggetti che nell'autunno dell'anno 2000 poterono chiedere l'applicazione del rito abbreviato nell'aula bunker di Firenze,furono: Salvatore Riina, Bernardo Provenzano , Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro, e tanti altri ancora.
Poco importa se poi fu rimediato a quello che fu definito un errore.
Errori di questo tipo hanno gettato i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nello sconforto più nero e questo basta e avanza per stabilire che la lotta alla mafia, la fanno esclusivamente quegli uomini che con la mafia non si sono collusi di qualunque colore politico essi siano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
409  del 
31/01/2006
STRAGI: FAMIGLIARI VITTIME, DARE PIENA ATTUAZIONE A LEGGE UNIONE ASSOCIAZIONI SCRIVE A PISANU E CIAMPI
(ANSA) - BOLOGNA, 31 GEN - Per "dare co.....
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STRAGI: FAMIGLIARI VITTIME, DARE PIENA ATTUAZIONE A LEGGE UNIONE ASSOCIAZIONI SCRIVE A PISANU E CIAMPI
(ANSA) - BOLOGNA, 31 GEN - Per "dare completa attuazione alla legge sulle nuove norme in favore delle vittime del terrorismo", mediante un "tavolo di concertazione", l'Unione famigliari vittime per stragi ha scritto una lettera al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e, per conoscenza, al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. L'Unione riunisce i membri delle associazioni dei famigliari delle vittime delle stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, rapido 904 e Firenze via dei Georgofili. "Martedà 24 gennaio 2006 - si legge nella lettera firmata dal presidente, Paolo Bolognesi - il Parlamento ha approvato tre mozioni, una di maggioranza e due dell'opposizione, che impegnano il governo all'attuazione puntuale della legge 206/04 (Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ndr). Nelle mozioni si richiede al governo di rendere effettiva l'applicazione di tutte le parti della legge trovando modalità adeguate in accordo con i famigliari delle vittime. Nella presentazione delle mozioni, é stata indicata quale modalità l'adozione di un tavolo di concertazione tra i ministeri interessati e le associazioni, soluzione che riteniamo interessante e utile per coordinare con il massimo consenso l'attuazione completa della legge". "Le rinnoviamo la nostra disponibilità a un incontro con Lei - si chiude la lettera - e con i responsabili dei ministeri interessati, per procedere celermente alla soluzione di tutti i problemi intervenuti con la volontà di risolverli".(ANSA).
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COMUNICATO STAMPA
410  del 
31/01/2006
UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del .....
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UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

'IERI, 30 GENNAIO 2006'

Sulla base dell'approvazione da parte del Parlamento di tre mozioni che impegnano il Governo ad attuare la legge 206/04 'Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice' abbiamo inviato al Ministro degli Interni Onorevole Giuseppe Pisanu e per conoscenza al Presidente della Repubblica Signor Carlo Azeglio Ciampi la seguente lettera:



Unione vittime per stragi. Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili


Signor Ministro,

martedà 24 gennaio 2006 il Parlamento ha approvato tre mozioni,una di maggioranza e due dell'opposizione, che impegnano il Governo all'attuazione puntuale della legge 206/04. Nelle mozioni si richiede al Governo di rendere effettiva, l'applicazione di tutte le parti della legge trovando modalità adeguate in accordo con i familiari delle vittime. Nella presentazione delle mozioni, é stata indicata quale modalità l'adozione di un tavolo di concertazione tra i ministeri interessati e le associazioni, soluzione che riteniamo interessante e utile per coordinare con il massimo consenso l'attuazione completa della legge. Le rinnoviamo la nostra disponibilità ad un incontro con Lei e con i responsabili dei ministeri interessati, per procedere celermente alla soluzione di tutti i problemi intervenuti con la volontà di risolverli.

In attesa di un Suo positivo riscontro le invio distinti saluti.


Il Presidente
Paolo Bolognesi
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Lettera all'Uni
408  del 
05/02/2006
Gentilissimo Dr. Tristano,

I tentativi che Lei e pochissimi altri fate, per tenere acceso un lumicino sulle stragi del 1993 ha dell'eroico.....
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Gentilissimo Dr. Tristano,

I tentativi che Lei e pochissimi altri fate, per tenere acceso un lumicino sulle stragi del 1993 ha dell'eroico.
Se prima di questo ennesimo appuntamento elettorale, sul massacro di Firenze c'era silenzio, in questo ultimo periodo il 1993 é stato cancellato dal calendario, cosà non si corre il rischio di parlare di stragi.
Una commissione parlamentare d'inchiesta di minoranza ha recentemente redatto una sua relazione contrapposta a quella di maggioranza e noi le vittime della strage di Firenze, nutriamo il sospetto che purtroppo queste relazioni servano più a buttare le mani avanti per garantirsi in futuro un'altra commissione parlamentare d'inchiesta ,la quale come sempre non porterà a nulla di fatto, piuttosto che alla vera ricerca della verità .
Del resto noi la verità la vorremmo provata in un'aula di giustizia e la politica la vorremmo vedere limitarsi a vigilare sulle leggi che mettono in difficoltà la Magistratura che indaga, piuttosto che mettersi ad 'investigare', visto il vizio che serpeggia fra i politici di trovare le magagne sempre in casa d'altri.
Infatti nella relazione di minoranza menzionata, é stato puntato l'indice su fatti forse importanti e che necessitano d'indagine, ma troppi altri non sono stati considerati e il processo di Firenze di spunti, come li chiama il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, ne é pieno.
E' vero a Firenze é ancora aperto un troncone d'indagine, ed é probabilmente nato da un Esposto che ha fatto la nostra Associazione, del quale naturalmente non si parla, perchè la politica risulta in prima

LINEA .
La ringrazio comunque per il cenno alle stragi del 1993, apparso oggi sull'Unità e auspico quanto prima di poter far sentire la nostra voce, non so come, ma la speranza é sempre l'ultima a morire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
407  del 
15/02/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo il quasi obbligato pronunciamento, per ovvie ragioni, del PM Antonino Ingroia nei co..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo il quasi obbligato pronunciamento, per ovvie ragioni, del PM Antonino Ingroia nei confronti del generale Mori e Capitano Ultimo per la mancata perquisizione del cosà detto covo di Riina, del resto già il PM Gabriele Chelazzi durante il processo di Firenze per le stragi del 1993 e nelle successive indagini sui mandanti 'esterni a cosa nostra' non riuscà a trovare colpe dirette, ma unicamente ragioni di Stato, chiedono a chi di dovere: Quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 potessero essere evitate se l'appartamento dove viveva Salvatore Riina prima del suo arresto, fosse stato repentinamente perquisito?
Noi riteniamo che queste possibilità siano molte, forse troppe, perchè la' ragione di Stato' possa aver avuto il sopravvento sul diritto alla vita delle nostre vittime e dei nostri feriti .
Non si tratta quindi solo di una questione morale, istituzionale e men che meno di una questione politica.
Si tratta di responsabilità in un evento gravissimo di Strage come quello del 27 Maggio 1997 in via dei Georgofili, per noi non liquidabile con opportune prescrizioni.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
406  del 
16/02/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità .

Ieri in merito a quanto detto dal PM Ingroia al processo di Palermo, relativo alla nota mancata perqui.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità .

Ieri in merito a quanto detto dal PM Ingroia al processo di Palermo, relativo alla nota mancata perquisizione dell'appartamento dentro il quale viveva Riina Salvatore prima di essere arrestato il 15 Gennaio 1993, abbiamo dato un comunicato ad agenzia di stampa, non é passato, quindi provo a scrivere al Suo giornale e confido come sempre nella Sua sensibilità .
Comunque vadano le cose a Palermo per il processo relativo al cosà detto 'covo di Riina', ossia alla mancata perquisizione dello stesso, un dubbio rimarrà sempre :
se il covo di Salvatore Riina fosse stato repentinamente perquisito, si sarebbero potute evitare le stragi del 1993?
Noi diciamo di si, ma come tutte le prove definite irripetibili, anche quella della mancata perquisizione fin dalle prime ore alla casa di via Bernini, resterà giudiziariamente parlando solo un lato oscuro della storia dei massacri del 1993.
Del resto in Parlamento, fino all'ultimo momento, ce l'hanno messa tutta affinché la mancanza di verità sulle stragi del 1993 fosse garantita per legge.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Vice presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
405  del 
19/02/2006
Gentilissimo
Dr. Furio Colombo,

se da un lato non si possono che apprezzare le Sue parole scritte oggi sull'Unità , mentre parla dell'i.....
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Gentilissimo
Dr. Furio Colombo,

se da un lato non si possono che apprezzare le Sue parole scritte oggi sull'Unità , mentre parla dell'incubo dell'Italia, mi domando come faremo noi ad andare a votare, a non cedere alla tentazione di lasciar andare tutto all'inferno?
Sono tredici anni che lottiamo alla ricerca di una verità completa sulle stragi del 1993, verità che tutti sanno e troppi tacciono, oggi Magistratura compresa.
Avrà ben avuto modo di vedere, abbiamo camminato a testa in giù per avere un minimo di attenzione, basta visionare il nostro sito.
Di recente siamo andati anche dalla Dott.ssa Sciarelli a cercare i "latitanti",la quale ci ha promesso spazi e lo vedremo nelle prossime puntate.
Le allego con l'occasione l'ultimo comunicato a proposito del "covo di Riina", rimasto senza riscontro alcuno nelle note di agenzia.
Da parte nostra mi creda ci vorrà molto di più del solito coraggio a turarsi il naso, per andare a votare e respingere l'incubo, perché noi nell'incubo ci siamo da tredici anni e a parte qualche lettera sull'Unità , tutti si sono voltati di là .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


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NOTIZIA ANSA
400  del 
20/02/2006
MAFIA:COVO RIINA;GEORGOFILI,STRAGI EVITABILI PERQUISIZIONE?
(ANSA) - FIRENZE, 20 FEB - "Quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 po.....
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MAFIA:COVO RIINA;GEORGOFILI,STRAGI EVITABILI PERQUISIZIONE?
(ANSA) - FIRENZE, 20 FEB - "Quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 potessero essere evitate se l'appartamento dove viveva Salvatore Riina prima del suo arresto fosse stato repentinamente perquisito?". E' la domanda che si pone l'Associazione che riunisce i parenti delle vittime dell' attentato a Firenze di via dei Georgofili di 13 anni fa, a seguito all'assoluzione del generale Mori e del capitano Ultimo.
In una nota l'Associazione spiega che rivolge questa domanda pur non volendo discutere, come propria consuetudine, la sentenza.(ANSA).
COM-CG 20-FEB-06 19:25 NNNN
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NOTIZIA ANSA
401  del 
20/02/2006
MAFIA: COVO RIINA; ASSOLTI MORI E CAPITANO 'ULTIMO'/ANSA PER I GIUDICI..... Apri
MAFIA: COVO RIINA; ASSOLTI MORI E CAPITANO 'ULTIMO'/ANSA PER I GIUDICI
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NOTIZIA ANSA
402  del 
20/02/2006
MAFIA: COVO RIINA; PM, STATO CHIEDA SCUSA A IMPUTATI
(ANSA) - PALERMO, 20 FEB - ''Credo che lo Stato, se ragion di Stato vi fu, dovrebbe.....
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MAFIA: COVO RIINA; PM, STATO CHIEDA SCUSA A IMPUTATI
(ANSA) - PALERMO, 20 FEB - ''Credo che lo Stato, se ragion di Stato vi fu, dovrebbe chiedere perdono agli imputati per averli esposti ad un giudizio nel quale ha finito per essere processata, non solo la condotta che ha portato alla mancata perquisizione, ma anche quella che ha portato all'arresto di Riina''.
Lo ha detto, durante la replica, il pm di Palermo Antonio Ingroia, pubblica accusa al processo per favoreggiamento alla mafia che vede imputati il prefetto Mario Mori ed il tenente colonnello Sergio De Caprio.
Per Ingroia sarebbero ''ingiuste sia una sentenza di assoluzione che una di condanna''. ''Il tribunale - ha aggiunto - dovrebbe scegliere la formula della prescrizione. Piu' adeguata''.
''Questo pm - ha proseguito - quale rappresentante di quello Stato che chiese a questi uomini di arrestare Riina e di fermare la strategia stragista dovrebbe farsi interprete di quel perdono da chiedere a Mori e De Caprio''.
Anche gli imputati, pero', - ha continuato - ''dovrebbero chieder scusa agli italiani perche' la loro condotta ha determinato quella mancata perquisizione che ha finito per travolgere la cosa migliore di quegli anni che e' stata l'arresto di Riina''.
Il pm infine ha rivelato ai giudici di avere ricevuto una lettera, nei giorni scorsi, dall'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. ''Vi era contenuta - ha detto - una domanda agghiacciante. Si chiedeva se la perquisizione tempestiva del nascondiglio di Riina avrebbe potuto evitare le stragi del '93''.
''E' una domanda agghiacciante - ha concluso Ingroia - a cui questo processo non poteva dare una risposta ma che pesa come un macigno''.(ANSA).
ABB 20-FEB-06 13:45 NNNN
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COMUNICATO
403  del 
20/02/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a seguito dell'assoluzione del Generale Mori e del Capitano Ultimo per la mancata pe..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a seguito dell'assoluzione del Generale Mori e del Capitano Ultimo per la mancata perquisizione del cosà detto covo di Riina, pur non discutendo la sentenza come loro consuetudine, rivolgono comunque la seguente domanda:
Quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 potessero essere evitate se l'appartamento dove viveva Salvatore Riina prima del suo arresto, fosse stato repentinamente perquisito?
Noi riteniamo che queste possibilità siano molte e mentre continuiamo a piangere i nostri morti e i nostri feriti che non hanno ancora giustizia completa dopo 13 anni, non possiamo non pensare a quel senso di responsabilità che troppo spesso viene meno nelle nostre Istituzioni.
Si tratta in questo caso,di responsabilità in un evento gravissimo di Strage come quello del 27 Maggio 1997 in via dei Georgofili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
404  del 
20/02/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Le pagine del Suo giornale da alcuni giorni sono piene di 'Saggi' che spingono ad andare a votare.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Le pagine del Suo giornale da alcuni giorni sono piene di 'Saggi' che spingono ad andare a votare senza preoccuparsi di questa o di quella cosa che in questi anni é stata fatta male, leggi e cosà via.
Si vedrà tutto in seguito, dopo il voto e soprattutto dopo che l'attuale Governo avrà perso le elezioni.
A parte che in questo Paese al Sud dell'Italia, alle ultime elezioni politiche, si é arrivati a totalizzare 61 seggi su 61 e intorno a questo dato c'é stata da parte dei suddetti 'Saggi', una tale auto censura perlomeno scandalosa, noi come faremo ad andare a votare per una compagine che la ricerca della verità sulle stragi del 1993, non ha avuto neppure il coraggio di scriverla chiara nel suo programma?
Non abbiamo mai avuto dubbi che la suddetta verità il governo attuale non la voglia, per le ovvie ragioni naturalmente, ma come abbiamo sempre sostenuto, visti anche i 39 Parlamentari che hanno ricevuto il 'papello' di Riina e mai l'hanno verbalizzato in un'aula di giustizia, non la vogliono neanche 'gli Altri'.
Quegli 'Altri' per i quali il 'buon' Giuseppe Ferro, collaboratore di giustizia, ebbe a verbalizzare nell'aula bunker di Firenze: bocche cucite per la verità sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, scotta troppo.
Quindi desidero dirLe gentilissimo Direttore, che chi di noi davvero non se la sente, perchè le morti e i feriti scottano ancora troppo, a votare non ci andrà .

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
399  del 
21/02/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

fino alle 19, 30 di ieri sera ero ancora al telefono con la segreteria della Sua redazione .
Ero a .....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

fino alle 19, 30 di ieri sera ero ancora al telefono con la segreteria della Sua redazione .
Ero a elemosinare che oggi il Suo giornale L'Unità riportasse la nostra domanda :
Quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 potessero essere evitate se l'appartamento dove viveva Salvatore Riina prima del suo arresto, fosse stato repentinamente perquisito?
Se é pur vero che la nostra notizia d'Ansa é passata alle 19,25, ormai tardi per poterla tenere in considerazione, é altrettanto vero che quella del PM Ingroia é passata intorno alle 13 (la prima), ve ne é poi stata una seconda, perchè allora non fare un piccolo cenno al nostro quesito come da me supplicato?
Mi domando come si possa sempre pensare che tutto ciò che noi proviamo, che noi pensiamo, siano sempre i giornalisti di fama a poterlo esprimere meglio.
Ma in virtù di che cosa Signor Direttore, gli altri, gli estranei, potrebbero scrivere e dire meglio le cose di coloro ai quali la storia stragista d'Italia é stata scritta sulla loro pelle?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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ARTICOLO SULL'U
398  del 
23/02/2006
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NOTIZIA ANSA
393  del 
25/02/2006
BORSA STUDIO FIGLIO PROVENZANO: PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

(ANSA) - FIRENZE, 25 FEB - Indignazione é stata espressa dall'Associazione de.....
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BORSA STUDIO FIGLIO PROVENZANO: PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

(ANSA) - FIRENZE, 25 FEB - Indignazione é stata espressa dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili per la notizia che il figlio di Bernardo Provenzano ha ricevuto dallo Stato una borsa di studio. L'Associazione afferma che il figlio di Bernardo Provenzano "non può pagare per le colpe del padre". Si indigna però perchè studenti universitari rimasti feriti nell'attentato di via dei Georgofili, ai quali sono state riconosciute alte percentuali di invalidità , "hanno diritto a borse di studio indette dalla presidenza del consiglio dei ministri che con motivazioni varie non sono mai state erogate".(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
396  del 
25/02/2006
BORSA STUDIO FIGLIO PROVENZANO: PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

(ANSA) - FIRENZE, 25 FEB - Indignazione é stata espressa dall'Associazione dei fam.....
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BORSA STUDIO FIGLIO PROVENZANO: PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

(ANSA) - FIRENZE, 25 FEB - Indignazione é stata espressa dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili per la notizia che il figlio di Bernardo Provenzano ha ricevuto dallo Stato una borsa di studio. L'Associazione afferma che il figlio di Bernardo Provenzano "non può pagare per le colpe del padre". Si indigna però perchè studenti universitari rimasti feriti nell'attentato di via dei Georgofili, ai quali sono state riconosciute alte percentuali di invalidità , "hanno diritto a borse di studio indette dalla presidenza del consiglio dei ministri che con motivazioni varie non sono mai state erogate".(ANSA).
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COMUNICATO
397  del 
25/02/2006
Possiamo noi i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili indignarci davanti alla notizia che il figlio..... Apri
Possiamo noi i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili indignarci davanti alla notizia che il figlio
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ARTICOLO SU LA REPUB
392  del 
26/02/2006
Protestano i familiari dei Georgofili: 'Ai sopravvissuti nessun aiuto'
Borsa di studio al figlio del boss Pisanu promette: bisognerà par.....
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Protestano i familiari dei Georgofili: 'Ai sopravvissuti nessun aiuto'
Borsa di studio al figlio del boss Pisanu promette: bisognerà parlarne

ROMA - Indignazione é stata espressa dall' Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili per la notizia che il figlio di Bernardo Provenzano, il boss mafioso latitante da quarant'anni, ha ricevuto dallo Stato una borsa di studio. L' Associazione afferma che il figlio di Bernardo Provenzano «non può pagare per le colpe del padre». Si indigna però perchè studenti universitari rimasti feriti nell' attentato di via dei Georgofili, ai quali sono state riconosciute alte percentuali di invalidità , «hanno diritto a borse di studio indette dalla Presidenza del Consiglio dei ministri che con motivazioni varie non sono mai state erogate». «Questo é un argomento del quale bisognerà parlare in futuro», ha affermato il ministro dell' Interno, Giuseppe Pisanu, rispondendo ai giornalisti a margine di una manifestazione di Forza Italia. Francesco Paolo Provenzano ha avuto una borsa di studio che lo ha inserito nel gruppo dei 36 giovani, fra i 308 candidati, chiamati a promuovere la cultura italiana all' estero. Ora Provenzano junior si trova in Germania, in Nordreno Vestfalia, quale assistente di lingua italiana con un incarico che durerà per tutto il 2006.
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COMUNICATO
394  del 
26/02/2006
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, rende noto che il giorno 27 Febbraio, alle ore 11 presso il Trib..... Apri
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, rende noto che il giorno 27 Febbraio, alle ore 11 presso il Tribunale di Firenze in Piazza San Firenze avrà luogo l'udienza per il processo civile contro la mafia 'cosa nostra' per la strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA ALLA NAZIONE
395  del 
26/02/2006
Illustrissimo Dr. Giuseppe Mascambruno,

No, non basta.
Bernardo Provenzano é latitante anche dopo essere stato condannato all'ergastolo.....
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Illustrissimo Dr. Giuseppe Mascambruno,

No, non basta.
Bernardo Provenzano é latitante anche dopo essere stato condannato all'ergastolo per strage terroristica.
Risulta inoltre, si sia recato in ospedale all'estero.
Escludiamo che il figlio di Bernardo Provenzano non sappia dove sia suo padre, visto che ogni figlio si reca a trovare il padre malato, tanto più lo fa un figlio con grandi doti come quelle riconosciute a Francesco Paolo.
Quindi prima di andare all'estero a formare studenti alla lingua e alla cultura del nostro Paese, il figlio di Provenzano, deve recarsi al primo commissariato di polizia e denunciare suo padre, ritenuto colpevole della morte di due bambine, i loro genitori e un ragazzo, inoltre responsabile della rovina di vita di decine di persone, uscite invalide dalla strage di Firenze il 27 Maggio 1993.
Detto questo, resta il fatto che lo Stato italiano mentre eroga una borsa di studio al figlio di Bernardo Provenzano, deve avere la forza civile e morale di informarsi prima che fine hanno fatto le borse di studio di ben altri scolari.
Parlo di quelle borse di studio per studenti universitari massacrati da Bernardo Provenzano i quali sia pure bravissimi e preparati, sono andati incontro a gravi difficoltà di vita e malgrado ciò con determinazione e coraggio hanno continuato a studiare, confidando nelle leggi dello Stato.
Invece per ben 13 anni questi studenti hanno dovuto farsi pagare gli studi dalle famiglie, pur avendo diritto secondo la legge a borse di studio.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili
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LETTERA ALLA STAMPA
391  del 
03/03/2006
Gentilissimo Direttore

L'11 dicembre 2005 a nome dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .....
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Gentilissimo Direttore

L'11 dicembre 2005 a nome dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ho partecipato alla trasmissione 'Racconti di vita', in quella occasione ho messo in evidenza come in questo Paese esistano vittime di serie A e vittime di serie B rispetto agli attentati terroristici sopportati da cittadini comuni nel nostro Paese, citai per l'occasione i casi dei Prof. Biagi e D'Antona.
Successivamente il 19 gennaio 2006 l'On.Le Olga D'Antona alla sala stampa della Camera, dove parte delle vittime del terrorismo erano riunite in conferenza stampa per protestare sull'applicazione della legge 206, ebbe a precisare che anche per lei le leggi a sostegno delle vittime del terrorismo non erano state applicate per intero, mentre per la vedova Biagi sà, la quale aveva avuto un trattamento di tutto rispetto.
Ancora una volta ribadiamo che se l'On.Le Olga D'Antona non ha avuto giusti risarcimenti quale vittima del terrorismo, fa più che bene a protestare e a pretendere parità di diritti rispetto alla Signora Biagi, inoltre la ringraziamo per aver chiesto parità di trattamento per tutte le vittime del terrorismo, ciò non toglie però che il nostro pensiero espresso l'11 dicembre 2005 a 'Racconti di vita' resta intatto.
Del resto ci sono vittime delle strage di via dei Georgofili che ad oggi, non hanno ancora ricevuto per intero l'applicazione della legge 206 e quella delle leggi precedenti e fra di noi nessuno ha avuto posti in Parlamento, dove sicuramente gli stipendi percepiti consentirebbero di sopperire alle esigenze di figli in grave difficoltà di vita dopo la strage del 27 Maggio 1993, senza contare le grandi possibilità che il Parlamento offre per supportare leggi urgenti che necessiterebbero per la ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
390  del 
05/03/2006
Illustrissimo Prof. Tranfaglia,

Come ha ragione!
Da nessuna parte si scrive più di mafia e non solo, non se ne parla neppure più nei termin.....
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Illustrissimo Prof. Tranfaglia,

Come ha ragione!
Da nessuna parte si scrive più di mafia e non solo, non se ne parla neppure più nei termini nei quali si dovrebbe.
Mi riferisco nello specifico alle collusioni mafia politica relative alle stragi del 1993.
Ad un recentissimo incontro alla festa dell'Unità invernale di Montespertoli Firenze, abbiamo chiesto, che la gente pretendesse insieme a noi, l'inserimento negli attuali programmi elettorali la ricerca della verità sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Io sono la portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, e lavoro giorno e notte per ottenere ogni tanto un cenno a quell'infame delitto che in questi 13 anni ha condizionato la vita politica ed economica dell'intero Paese e non ottengo quasi nulla mi creda.
Come ben vede non sono solo i Professori e gli Storici a non poter scrivere e parlare di mafia, ma soprattutto le vittime stesse della mafia non hanno voce.
Noi le vittime della mafia, prima quella con la coppola che ha avuto mandato dalla politica ad usare trecento chili di tritolo sulla pelle dei nostri parenti e ora quella che sta in Parlamento con il colletto bianco, ci hanno sempre impedito da quel 27 Maggio 1993 di poter dire la nostra su quell'infame attentato.
Speriamo quindi che richiami illustri come il Suo, servano a scuotere le coscienze che si sono assopite, oppure peggio ancora, si sono adeguate al clima, visto che in fondo l'aver accettato senza battere ciglio 61 seggi su 61 a sud dell'Italia, vuol sicuramente dire che 'con la mafia bisogna convivere'.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
389  del 
11/03/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

"Intorno al 2000, il gruppo DS della Commissione stragi, con una lunga relazione, condivis.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

"Intorno al 2000, il gruppo DS della Commissione stragi, con una lunga relazione, condivise e fece propri i risultati delle mie indagini, ma é stato un recupero tardivo dettato dal fatto che, paventando la sconfitta alle vicine elezioni politiche, di nuovo Piazza Fontana poteva servire in chiave polemica politica".
Queste le parole del Giudice Guido Salvini riportate in una sua intervista sul libro di Luciano Lanza 'bombe e segreti'.
Di recente e altrettanto tardivamente, la rappresentanza di minoranza della Commissione Antimafia, ha presentato un sua relazione nella quale sono inserite a sorpresa letture sulle stragi del 1993, sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Quantomeno le forze politiche di minoranza si sono poste domande su argomenti ancora da sviscerare con indagini investigative intorno alle stragi del 1993, domande che noi andiamo elencando da anni nei nostri interventi, e se vogliamo essere pignoli le nostre domande sono ancora più esaurienti e complete.
Ribadiamo ancora una volta quanto sia tardiva la relazione di minoranza riguardante le stragi del 1993, bisognava già farlo almeno ad Agosto del 1998, quando fu fatta la prima archiviazione sulle indagini relative ai 'mandanti esterni a cosa nostra' per i massacri del 1993, inevitabilmente sorge spontanea una domanda:
La tardiva relazione di minoranza della commissione antimafia, presentata alla sala stampa della Camera il 19 gennaio 2006 e non riportata chiaramente da nessun giornale o TG, non vorrà dire per caso che considerati i giusti timori che il centro sinistra possa perdere le imminenti elezioni politiche, la relazione tardiva, possa servire nel dopo elezioni in 'chiave polemica politica'?
Noi temiamo di si, altrimenti in questi 13 anni il tempo per aiutare la Magistratura a cercare la verità sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993 c'é stato eccome, invece quando ha potuto chi di dovere ha remato contro.
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
388  del 
12/03/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Antonio Padellaro e Furio Colombo

Le invio il testo del mio intervento alla presentazione del lib.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Antonio Padellaro e Furio Colombo

Le invio il testo del mio intervento alla presentazione del libro "Le voci dell'oblio" di Luca Tescaroli.
Lo faccio perché il 27 Maggio 1993 a Firenze in via dei Georgofili sono morte 5 persone e 41 ne sono rimaste ferite,a causa dell'utilizzo di 250 chilogrammi di tritolo.
Per quanto sopra é stata condannata la mafia "cosa nostra" .
"Cosa nostra" é stata però solo l'esecutrice materiale della strage ed é ormai certo , almeno per noi,che i mandanti interni all'organizzazione criminale quale Riina e compagni hanno ordinato la strage per conto di altri.
Altri chiaramente menzionati nel processo di Firenze da ben 7 collaboratori di giustizia.
Stiamo assistendo a vergognose esibizioni televisive giornaliere, non abbiamo possibilità di parola, siamo andati a "Chi l'ha visto" a cercare Matteo Messina Denaro, ma le registrazioni non vengono mandate in onda.
Il Paese é alla deriva e basterebbe dall'alto, dare il via alla Magistratura affinché i nomi dei "mandanti esterni a cosa nostrra" per la strage di Firenze fossero resi noti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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LETTERA
387  del 
15/03/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
Se mai ce ne fosse ancora bisogno oggi il ringraziamento a Marco Travaglio, per il suo 'banans' .....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
Se mai ce ne fosse ancora bisogno oggi il ringraziamento a Marco Travaglio, per il suo 'banans' dovrebbe essere doppio.
Davvero chi si ricorda di quelle stragi eseguite da 'cosa nostra' e volute da altri nel 1993?
In televisione poi, mai un cenno.
Lanci il nostro appello Signor Direttore La prego, siamo disponibili a partecipare a qualunque programma televisivo purché si possa parlare delle stragi del 1993, della strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Lo vorremmo fare ora prima delle elezioni politiche del 9 Aprile 2006.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
386  del 
20/03/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Le invio il mio intervento letto il 26 Luglio 2001 presso la libreria Ediso.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Le invio il mio intervento letto il 26 Luglio 2001 presso la libreria Edison di Firenze.
Con accluse le pagine dei verbali di deposizione di Cancemi, che lessi a voce altissima mi creda, erano atti pubblici, come lo sono oggi e chiunque può leggerli.
"L'acqua calda" scoperta dal bravissimo regista il cui film su Provenzano, in Italia verrà decurtato di 24 minuti di pellicola, oggi non "scotta" più.
La vigliaccheria di chi poteva in quel 2001 fare ancora qualcosa, é stata determinante, neppure davanti alle nostre grida si sono scosse le coscienze, anzi hanno cercato di togliere l'ergastolo a Riina e ai suo compari.
Mi dispiace ma oggi é tardi, tardi, tardi ... e 24 minuti di film in meno o in più, non cambiano nulla .
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

intervento letto il 26 Luglio 2001
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E-MAIL
383  del 
23/03/2006
From: Giovanna Maggiani Chelli

To: alice@rai.it

Sent: Thursday, March 23, 2006 9:42 PM

Subject: Non esiste la lotta alla mafia.....
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From: Giovanna Maggiani Chelli

To: alice@rai.it

Sent: Thursday, March 23, 2006 9:42 PM

Subject: Non esiste la lotta alla mafia altrimenti si saprebbe la verità sulle stragi del 1993 E-mail inviata alla trasmissione Alice la sera del 23 Marzo 2006. La conduttrice invitava a spedire e-mail da parte dei telepestattori. Gentilissima Dottoressa, ci permetta almeno di dire la nostra a quegli autorevoli Signori che stanno seduti davanti a Lei a parlare di lotta alla mafia questa sera: La lotta alla mafia in Italia si commenta da se, con la latitanza di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro rei delle stragi terroristiche ed eversive del 1993, condannati per ciò all'ergastolo e tranquillamente in giro per l'Europa a contattare i migliori chirurghi. Non parliamo poi dei 700 nomi sciorinati ad una platea in preda a grande emozione davanti a tanti martiri, ma che con tutte le buone intenzioni del mondo, non porta da nessuna parte , perché a Salvatore Riina la lettura dei nomi delle sue vittime non gli fa un baffo, a lui basta che continuamente qualcuno cerchi per lui di abolire l'ergastolo anche per strage e cosà i fratelli Graviano pure loro rei di strage, sempre del 1993, presto torneranno a casa come pare lascino intendere gli sia stato promesso. Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
384  del 
23/03/2006
UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del .....
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UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

GIOVEDI' 23 MARZO 2006 ALLE ORE 12,00

PRESSO LA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980 VIA POLESE 22 A BOLOGNA

CONFERENZA STAMPA

CHIEDIAMO

L'IMPEGNO DI TUTTI I CANDIDATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO SU I SEGUENTI TEMI:

LEGGE SULL' 'ABOLIZIONE
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COMUNICATO
385  del 
23/03/2006
Intervento dell'Associazione nel corso della conferenza stampa:

Precisato che tutto ciò che é scritto nel comunicato dell'Unione sono.....
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Intervento dell'Associazione nel corso della conferenza stampa:

Precisato che tutto ciò che é scritto nel comunicato dell'Unione sono anche le nostre richieste e considerato che nei programmi dei due schieramenti politici le cose non sono poi cosà chiare in fatto di programmi per ciò che riguarda le vittime delle stragi e che nel nostro caso specifico, non ci basta sentir solo ora, ieri, dire che in Parlamento c'é odore di mafia,noi come Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili mettiamo in evidenza soprattutto due punti che equivalgono a due richieste e quindi due impegni da parte della politica se vorrà prenderseli. Ci saranno poi altre conferenze come questa, anche la nostra a Firenze il 30 Marzo prossimo e saranno altre occasione per puntualizzare altre richieste

I punti di oggi:

A)Caso Signora Biagi, la quale senza un processo di causa civile ha ricevuto dallo Stato una cifra considerevole, che cambierà totalmente la sua vita e quella dei suoi figli. Le nostre vittime invece dovranno per avere accesso a cifre ragionevoli, affrontare cause civili con richiesta di nomine di CTU, quindi ancora visite e prove psichiatriche, e test attitudinali anche per noi i familiari se richiediamo risarcimenti per ciò che abbiamo patito attraverso la morte e la rovina di vita dei nostri figli. Per la signora Biagi, a causa della mancata scorta a suo marito, cosà pare, é stato deciso di non farle affrontare la gravosità di un processo civile, di non farle affrontare gli assassini di suo marito in campo civile, chiedendo loro denaro. Pongo una domanda: perchè, chiedere il giusto risarcimento in sede civile é forse un disonore? Secondo noi é un segno di civiltà e se i carnefici sono poveri c'é pur sempre il fondo della legge 206 valida anche per la Signora Biagi.
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COMUNICATO
381  del 
24/03/2006
UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 8.....
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UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

LUNEDI' 27 MARZO 2006 ALLE ORE 10,00

PRESSO LA SEDE DELL'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI (PALAZZO SERRA DI CASSANO) VIA MONTE DI DIO 14 NAPOLI

CONFERENZA STAMPA

CHIEDIAMO

L'IMPEGNO DI TUTTI I CANDIDATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO SU I SEGUENTI TEMI:

A) LEGGE SULL' 'ABOLIZIONE
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COMUNICATO
382  del 
24/03/2006

L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili

CON

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

(Associazi.....
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili

CON

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

(Associazioni delle stragi di:Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili)



Giovedà 30 Marzo 2006 alle ore 12,00



presso 'Uffizi Center La Loggia del Grano'- secondo piano

Piazza del Grano Firenze



CONFERENZA STAMPA



Chiediamo

L'impegno di tutti i candidati

alla Camera dei Deputati e al

Senato su i seguenti temi:



1) Legge sull' 'abolizione del segreto di Stato per delitti di strage e terrorismo'

2) Legge quadro per l'assistenza , il sostegno e la tutela delle vittime dei reati

3) Modifica costituzionale sul giusto processo per la tutela delle vittime (art.111 della Costituzione)

4) Adeguamento Legge 206 e suo funzionamento completo

5) Istituzione dell'osservatorio permanente sui problemi e sul sostegno delle vittime dei reati

6) Informatizzazione di tutti gli atti processuali relativi alle stragi e al terrorismo

7) Informatizzazione e recupero di tutto il materiale della Commissione Stragi

8) Una legge che punisca in modo severissimo il reato di depistaggio



Saranno presenti il Presidente 'dell'Unione Familiari Vittime per Stragi' Paolo Bolognesi e i rappresentati delle Associazioni



Si invitano i candidati di tutti i partiti a partecipare.



Portavoce

Giovanna Maggiani Chelli
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LETTERA
380  del 
25/03/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,


Aspettavamo con ansia l'analisi di persone autorevoli sul caso "Alert" degli americani.
Il.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,


Aspettavamo con ansia l'analisi di persone autorevoli sul caso "Alert" degli americani.
Il Prof. Tranfaglia e il Dr. Purgatori in parte hanno fugato le nostre paure.
Dico in parte, perchè purtroppo noi abbiamo subito qualcosa di cosà grave, che mai più ci rilasseremo, almeno fino a quando non conosceremo tutta la verità sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Solo allora forse i fantasmi che ogni tanto ritornano saranno scacciati.
Le nostre paure comunque hanno un loro fondamento e credo sia bene dirlo, perlomeno avremmo fatto il nostro dovere, avremmo fatto "memoria" come si suol dire, memoria su tragici episodi concreti legati alle stragi del 1993 e questo a costo di risultare per alcuni isterici:
Gli americani intorno al 27 di Maggio del 1993, lanciarono a chi loro reputarono giusto, lo fanno sempre in caso di pericolo, lo fecero anche per i missili su Lampedusa e chissà quante altre volte ancora, ebbene, lanciarono circa 400 Alert fax.
Uno di quei fax per l'appunto fu inviato anche ai Verdi in Toscana, "gli amanti della terra", quegli Alert con il tragico senno del poi avevano una loro valenza , ci fu la strage di Firenze di via dei Georgofili.
Ora sicuramente le analisi sopra menzionate saranno più che giuste e come già detto noi ne siamo confortati, ma non scordiamoci che in Italia esiste la mafia, quella mafia che si é imposta quale soggetto politico, cosà dicono le sentenze oggi passate in giudicato,dei processi per le stragi del 1993.
Esiste quella mafia che sta oggi in Parlamento e quindi nulla va sottovalutato, neppure ciò che all'apparenza sembrerebbe una menzogna e invece potrebbe essere ben altro, quasi un voler "gettare avanti le mani".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Vice Presidente Portavoce
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E-MAIL
379  del 
26/03/2006
From: Giovanna Maggiani Chelli
To: furiocolombo@unita.it
Sent: Sunday, March 26, 2006 9:57 AM
Subject: Lettera del 25 Marzo 2006 all'Unità
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From: Giovanna Maggiani Chelli
To: furiocolombo@unita.it
Sent: Sunday, March 26, 2006 9:57 AM
Subject: Lettera del 25 Marzo 2006 all'Unità

Gentilissimo Dr. Furio Colombo,
non se ha avuto modo di legge la lettera che ho dato ieri all'Unità , mi permetto di allegarla, mi scuso per il disturbo.
E' pericolosamente vero ne siamo convinti le Sue parole ce lo confermano:
....." é ragionevole l'ansia e il dubbio che nei giorni che restano da oggi al voto ci saranno altri tentativi di far male al Paese. Risorse e cattive intenzioni non mancano."
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
377  del 
30/03/2006
STRAGI: FAMILIARI VITTIME; NO A COMMISSIONE PARLAMENTARE UNIONE ASSOCIAZIONI, POLITICA NON HA DIMOSTRATO MATURITA'

(ANSA) - FIRENZE, 30 MAR - ".....
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STRAGI: FAMILIARI VITTIME; NO A COMMISSIONE PARLAMENTARE UNIONE ASSOCIAZIONI, POLITICA NON HA DIMOSTRATO MATURITA'

(ANSA) - FIRENZE, 30 MAR - "In giro c' é voglia di commissione d' inchiesta parlamentare per le ultime stragi, noi per ora non siamo d' accordo". Lo ha detto la portavoce dell'associazione familiari delle vittime dei Georgofili, Giovanna Chelli, a Firenze nel corso di una conferenza stampa con i rappresentanti dell'Unione familiari vittime per stragi (che comprende anche piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione Bologna, Rapido 904). "La politica non ci ha dimostrato quella maturità di cui necessiterebbe per dire la verità fino in fondo sulle stragi del 1993 - ha aggiunto Giovanna Chelli -. Noi siamo qui per chiedere alla politica, quando si formerà il nuovo governo, un atto di responsabilità . Chiediamo a chi vincerà le elezioni di occuparsi delle vittime delle stragi e chiediamo la promulgazione di leggi e l' abrogazione di altre". Fra le leggi di cui l'Unione delle associazioni chiede la promulgazione, il presidente, Paolo Bolognesi, ha elencato quelle per "l'abolizione del segreto di Stato nei delitti d trage, la modifica costituzionale del giusto processo e la legge quadro per l' assistenza, il sostegno e la tutela delle vittime dei reati". Da modificare, per Bolognesi, sarebbero, fra le altre, "le leggi sulle rogatorie e sullo scudo fiscale". (ANSA).
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CONFERENZA STAMPA
378  del 
30/03/2006
Firenze 30 Marzo 2006, h.12
Presso la LoggiaGrano
CONFERENZA STAMPA dell'Unione Familiari Vittime per stragi
Impegno di tutti i Candidati al.....
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Firenze 30 Marzo 2006, h.12
Presso la LoggiaGrano
CONFERENZA STAMPA dell'Unione Familiari Vittime per stragi
Impegno di tutti i Candidati alla Camera dei Deputati e al Senato sui seguenti temi

Come ben sapete, siamo già alla terza conferenza stampa di eguale tenore, conferenze stampa durante le quali l'Unione Familiari Vittime per stragi chiede impegni ben precisi ai futuri rappresentanti del 'Popolo Italiano' in Parlamento.
Sono otto punti scanditi con chiarezza nel comunicato distribuito per gli incontri e ben puntualizzati con dovizia di particolari da Paolo Bolognesi, il Presidente dell'Unione Familiari Vittime delle stragi.
A Bologna noi abbiamo fatto un intervento, in cui abbiamo aggiunto agli otto punti del comunicato stampa altri due punti, che stamani sfioro appena.
Il primo riguarda la disparità di trattamento delle vittime, che distingue fra vittime di serie A e di serie B.
Del resto, quando noi abbiamo intrapreso le cause civili contro la mafia 'cosa nostra' per aver giusti risarcimenti per i danni subiti, a completamento delle provvisionali riconosciute nei processi penali, eravamo certi, e lo siamo tuttora, di intraprendere una grande azione di civiltà .
In seguito abbiamo scoperto che si può patteggiare anche senza affrontare gravose cause civili, con complicati CTU.
In questo Paese si é creato un precedente senza eguali in relazione alle vittime del terrorismo ed alle stragi di tale matrice. Il caso Biagi.
La scorta, che lo Stato non avrebbe dato al prof. Biagi, ha determinato un patteggiamento fra la famiglia del Consulente dello Stato, rappresentata dai suoi legali, e lo Stato stesso: si é anche detto per risparmiare ulteriori dispiaceri alla famiglia Biagi.
Ebbene a questo punto é sorta spontanea una domanda:
Perchè i nostri figli devono invece affrontare cause civili per dimostrare che sono usciti dalla strage massacrati e i figli della signora Biagi no?
Se la mancanza della scorta, ossia la mancanza della tutela al Prof. Biagi da parte dello Stato, ha consentito una trattativa fra le parti senza addivenire al processo civile, ebbene allora anche le nostre vittime godono della stessa condizione. Infatti:
1) Lo Stato é risultato carente anche verso le nostre vittime, poichè gli obiettivi sensibili, già messi in evidenza dal 14 Maggio di quel 1993, non sono stati vigilati a sufficienza, la Torre de' Pulci é saltata e nostri parenti sono morti, senza contare il proiettile lasciato nel giardino di Boboli il 5 Novembre del 1992, che costituisce già di per sè l'anticamera dalle stragi del 1993.
2) Il covo di Riina dopo il suo arresto non fu perquisito, come logica e legge vorrebbero, e questo ha provocato la nostra recente domanda alla quale aspettiamo risposte: «quante possibilità ci sono che le stragi del 1993 potessero essere evitate se l'appartamento dove viveva Salvatore Riina fosse stato repentinamente perquisito?»
3) A Bologna abbiamo messo poi in evidenza quanto sia importate che in Parlamento si torni a ragionare sul famoso carcere duro denominato 41 bis, motivo per parte di mafia delle stragi del 1993, perchè oggetto sicuramente di trattativa tra Stato e mafia ormai comprovata dai processi di Firenze.
Abbiamo cosà ricordato velocemente le nostre richieste aggiuntive, che abbiamo reso note a Bologna.
Oggi siamo a Firenze, il luogo dove é avvenuta la strage di via dei Georgofili il 27 Maggio del 1993, e aggiungiamo un ulteriore punto all'appello di impegno.
Ai futuri Parlamentari noi chiediamo che si prodighino in Parlamento, affinchè quello che ormai é scritto sugli atti processuali e che lascia intravedere verità più complete sulle stragi del 1993 possa avere un seguito e si arrivi finalmente in fondo, dando giustizia a quanti la chiedono.
Ricorro a frasi pronunciate, a dichiarazioni di collaboratori di giustizia per meglio far comprendere a politici e giornalisti:
«Cosa nostra non ha la mente fina di mettere un'autobomba come quella di Firenze, sono pienamente convinto che questo come gli altri fu un obiettivo suggerito»: chi parla é Salvatore Cancemi, interrogato l'8 marzo del 1994 dal Proc. Vigna e dal Sostituto Proc. Chelazzi, dal pm di Caltanisetta Ilda Boccassini e dall'allora Procuratore della Direzione Antimafia Pietro Grasso.
Cancemi prosegue: «Quando Ganci mi diceva di contatti di Riina con persone importanti sicuramente queste persone erano all'esterno di 'cosa nostra', perchè ovviamente la persona più importante in 'cosa nostra' era Riina con Provenzano».
Aggiungo ora a completamento un pezzo di ciò che il Proc. Gabriele Chelazzi disse il 25 Maggio del 2002, l'ultimo anno che partecipò con noi alle manifestazioni dell'anniversario: infatti l'anno successivo morirà di fatica, come tutti sapranno, mentre indagava sui 'mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1993:
«io strabilio quando sento dire che le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia non potranno mai essere riscontrate solamente dalle dichiarazioni di un altro collaboratore, e poi ancora solamente dalle dichiarazioni di un altro collaboratore. Io strabilio e mi preoccupo quando sento dire che le dichiarazioni di un collaboratore, più le dichiarazioni di un collaboratore, più le dichiarazioni di un collaboratore faranno sempre zero. Perchè? Perchè altrimenti laddove le decisioni sono state prese con poche parole e con molti sottintesi, se non avremo questo strumento, non avremo nessuna arma per capire se e come la paternità di una iniziativa di misfatti come quella delle stragi 'cosa nostra' l'ha divisa con qualcuno all'esterno di essa, o se pure é stata solamente una vicenda di Riina, di Provenzano e di tutti gli altri».
Con queste citazioni diventa evidente a questo punto cosa vorremmo dai politici futuri:
l'impegno a rivedere nello specifico leggi che non sono state annoverate fra le leggi-vergogna, ma che hanno sicuramente posto limiti ancora più grandi alla ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Grazie


Un'ultima cosa il P.S dell'ultimo momento, aggiunto al comunicato preparato in precedenza :
- in giro c'é voglia di commissione d'inchiesta parlamentare per le ultime stragi, noi per ora non siamo d'accordo, la politica non ci ha dimostrato quella maturità di cui necessiterebbe per dire la verità fino in fondo sulle stragi del 1993.
C'era una frase riportata dalla difesa di Bagarella che girava nei corridoi dell'aula bunker di Firenze, durante il processo di primo grado per le stragi del 1993:
'i politici ci hanno tradito'
diceva Bagarella al suo avvocato
Noi oggi siamo qui apposta, a chiedere alla politica, quando si formerà il nuovo Governo, un atto di responsabilità , chiediamo ai politici candidati e che vinceranno queste elezioni politiche, di occuparsi delle vittime delle stragi, delle loro richieste e chiediamo la promulgazione di leggi e l'abrogazione di altre, attraverso le quali si possa ristabilire il nostro diritto alla giustizia, alla verità completa , diritto per ora negato.
Solo dopo questo atto dovuto, potremmo per quel che possa contare, dare il nostro ok a commissioni di inchiesta parlamentare per la strage che ha provocato la morte e la rovina di vita dei nostri parenti e questo vale per tutta la politica senza esclusione alcuna.
Non vogliamo essere anche noi traditi dalla politica, accettare commissioni d'inchiesta parlamentare a scatola chiusa, il tradimento lo abbiamo già patito troppe volte.
Grazie.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofil
Vice Presidente Portavoce
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COMUNICATO
375  del 
31/03/2006
Dopo aver letto l'intervista rilasciata al giornale 'La Repubblica' dall'Avv. di Bernardo Provenzano, familiari delle vittime della strage d..... Apri


Dopo aver letto l'intervista rilasciata al giornale 'La Repubblica' dall'Avv. di Bernardo Provenzano, familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili , auspicano con ansia una risposta dallo Stato davanti a quanto sostenuto dal legale.
Il 6 Maggio del 2002 la Corte Suprema di Cassazione ha pronunciato una condanna all'ergastolo per strage contro Bernardo Provenzano, perchè l'Avvocato Traina non lo ha detto allora che il boss di 'cosa nostra' secondo lui era morto?
Può darsi che la mafia abbia creato un fantasma come sostiene il legale, ma é altrettanto vero sia possibile si tenti oggi di proteggere più di prima l'uomo che ha ordinato le stragi del 1993 fuori dalla Sicilia, questo per fare un favore agli amici suoi che con quelle stragi hanno avuto accesso al Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
376  del 
31/03/2006
UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 8.....
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UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

GIOVEDI' 5 APRILE 2006 ALLE ORE 11,30

PALAZZO MARINO

SALA COMMISSIONI 1° PIANO

CONFERENZA STAMPA

CHIEDIAMO

L'IMPEGNO DI TUTTI I CANDIDATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO SU I SEGUENTI TEMI:

A) LEGGE SULL' 'ABOLIZIONE
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LETTERA
374  del 
02/04/2006
Al quotidiano l'Unità
Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

Il 30 marzo a Firenze l'Unione Familiari Vittime per Stragi, ha tenu.....
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Al quotidiano l'Unità
Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

Il 30 marzo a Firenze l'Unione Familiari Vittime per Stragi, ha tenuto una delle tante conferenze stampa durante le quali abbiamo presentato ai politici di entrambi gli schieramenti un nostro 'programma' per le prossime elezioni politiche.
Entrambi gli schieramenti, come al solito si sono scordati di noi, siamo certi si tratti di una dimenticanza non casuale e cosà questa volta abbiamo fatto sentire la nostra voce.
I punti all'ordine del giorno di conferenza in conferenza, nelle varie città colpite dalle stragi sono stati ampliati.
A Firenze, da parte nostra, familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, uno dei punti dell'ultimo minuto é stato giusto un NO forte e chiaro a Commissioni Parlamentari d'Inchiesta per le stragi del 1993.
A questa richiesta, si é unita alla nostra la voce, quella di tutta l'Unione familiari vittime per stragi, per i noti motivi da Lei chiaramente esposti con il Suo articolo 'Commissioni su commissioni'.
Dice spesso il Signor Paolo Bolognesi il Presidente dell'Unione:
'I familiari delle vittime devono difendersi anche dalle Commissioni d'Inchiesta Parlamentari '.
Desidero dirLe un'ultima cosa, a Firenze solo un parlamentare é corso al nostro richiamo di vittime di strage, in tre hanno inviato una letterina di scuse e di promesse.
Dopo di che Le invio il mio intervento alla conferenza e La prego di scusare il mio ardire nel rispondere sempre ai Suoi scritti, ma sono certa capirà quanto sia importante per noi continuare almeno a scrivere e parlare, visto che non ci resta più nessun altro tipo di giustizia.
La giustizia ai familiari delle vittime per stragi,viene negata scuramente dalla mancanza di verità sulle stragi stesse, verità mai raggiunta da nessuna Commissione Parlamentare d'Inchiesta.
I miei migliori saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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CONFERENZA STAMPA
373  del 
05/04/2006
Milano Palazzo Marino
Unione Familiari vittime per stragi
Conferenza stampa del 6/04/2006.....
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Milano Palazzo Marino
Unione Familiari vittime per stragi
Conferenza stampa del 6/04/2006
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COMUNICATO
372  del 
06/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la solidarietà possibile alla Magistratura .
Siamo certi che i conti.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la solidarietà possibile alla Magistratura .
Siamo certi che i continui attacchi subiti dai Magistrati in prima

LINEA nel nostro Paese, abbiano posto limiti alla ricerca della verità completa sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, e quindi ancora una volta invochiamo una Magistratura libera e indipendente.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
369  del 
08/04/2006
Gentilissimo
Dr. Corrado Augias
La Repubblica

'Devono morire in carcere gli assassini del piccolo Tommy'.
Perchè?
Sono .....
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Gentilissimo
Dr. Corrado Augias
La Repubblica

'Devono morire in carcere gli assassini del piccolo Tommy'.
Perchè?
Sono a spasso, con solo l'obbligo di firma presso il più vicino commissariato, soggetti come Aldo Frabetti l'uomo vicino allo Scarano il mafioso che si occupò di tutta la logistica delle stragi del 1993.
A Firenze il 27 Maggio 1993 sono morte due bambine una aveva solo 50 giorni,e un ragazzo di soli 20 anni morà bruciato vivo per lenta consumazione.
Frabetti Aldo condannato ad una pena irrisoria, malgrado non si fosse mai 'pentito', oggi non ha più da scontare neppure quel poco di carcere che gli restava.
La gente sulla scia emotiva, va dove il potere politico la spinge e poi tutto cadde nell'oblio.
Questa é la verità , la certezza della pena é una pia illusione, lo dica ai lettori del giornale più letto in Italia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
370  del 
08/04/2006
Gentilissimo Direttore
L'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma
Siamo alla vigilia di un incontro elettorale, forse non il più importa.....
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Gentilissimo Direttore
L'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma
Siamo alla vigilia di un incontro elettorale, forse non il più importante di questi ultimi 13 anni, in quanto crediamo il più 'importante', ma anche il più tragico sia stato quello del 2001 con il risultato di 61 seggi su 61 al sud dell'Italia.
Una cosa é certa però queste elezioni politiche, visto lo stato economico del Paese, é di grande rilevanza nessuno può negarlo.
Almeno cosà la pensano i politici di entrambi gli schieramenti.
Per noi i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili non cambia nulla, non abbiamo avuto aiuti dalla politica verso la Magistratura che indagava sui mandanti esterni alla mafia 'cosa nostra' durante il governo di centro sinistra , cosà come non lo abbiamo avuto durante il governo di centrodestra.
Credo che ciò sia dovuto ad una terribile cronologia, che metterò in evidenza, la quale ha fatto sà che nessuno ha potuto battersi per la verità sulle stragi del 1993, la politica poi meno di chiunque altro:
-Nel 1992 trentanove parlamentari e non, ricevettero il famoso 'papello',elenco di richieste che Riina fece allo Stato per fermare le stragi dopo l'uccisione dei Giudici Falcone e Borsellino.
L'odore di trattativa fra Stato e mafia é stato cosà evidente che in proposito la nostra Associazione ha presentato un Esposto, ma su quel fronte per ora tutto tace.
Â? Il 15 gennaio del 1993 giorno dell'arresto di Salvatore Riina, non fu fatta perquisire la casa dove il boss viveva. In proposito abbiamo detto la nostra, ponendo a tempo debito un quesito finito alla ribalta delle cronache, ma la nostra domanda ha lasciato il tempo che ha trovato.
-Agli inizi di novembre del 1993 centotrenta mafiosi da regime carcerario '41 bis', sono passati ad un tipo di carcere normale. Non c'é stato dato fino ad oggi sapere chi diede quell'ordine, eppure le stragi finirono con quell'operazione.
Il Magistrato che indagava su questo fronte é morto d'infarto troppo presto.
-Nel 2000 il Governo di centro sinistra ha cercato di mandare a casa Salvatore Riina e i suoi compagni attraverso la norma del rito abbreviato, se é pur vero che il tutto fu stoppato per il nostro intervento, a noi é bastato assistere a questa scellerata operazione di tentativo di abolizione dell'ergastolo a soggetti rei di strage, per capire che tutto era, ed é mafia.
-Un attimo prima dello scioglimento delle Camere, prima delle elezioni politiche del 2001,si é cambiata la normativa sui collaboratori di giustizia e quindi l'ultimo valido 'pentito' in fatto di collaborazione sulle stragi del 1993 é stato Giovanni Brusca, dopo di lui nessuno ha più parlato.
-Durante l'attuale legislatura,ma 'bipartisan', si é cambiata la normativa relativa alle legge 185
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LETTERA
371  del 
08/04/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità Roma

Si invia quanto stralciato dall'ultimo intervento a Milano a palazzo Marino, il giorno 30 Mar.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità Roma

Si invia quanto stralciato dall'ultimo intervento a Milano a palazzo Marino, il giorno 30 Marzo 5 Aprile u.s. durante una conferenza stampa indetta dall'Unione Familiari Vittime per Stragi.

"Un'ultima cosa quella dell'ultimo momento in fatto di leggi.
Sulla scia emotiva della morte di un bambino si invoca la certezza della pena, nessuno l'ha invocata pochi mesi fa quando Aldo Frabetti, uno degli uomini che si é occupato dell'esplosivo per le stragi del 1993 é stato mandato a casa, con solo l'obbligo di firma giornaliero.
Frabetti dopo uno sciopero della fame, era a regime di 41 bis, ha avuto un malore e si é sentita cosà la necessità di togliergli anche quel poco di pena inflittagli per un reato più che grave.
Eppure anche nella strage di Firenze sono morte due bambine e un ragazzo, una aveva solo 50 giorni, fu tratta ancora viva da sotto le macerie .
Speriamo che Frabetti, fra una firma e l'altra al suo più vicino commissariato , non si stia nuovamente occupando di esplosivo per conto della mafia."

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
365  del 
11/04/2006
Gentilissimo Direttore
dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Le invio quale segno di riconoscenza verso Lei, per tutto quello che ha fa.....
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Gentilissimo Direttore
dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Le invio quale segno di riconoscenza verso Lei, per tutto quello che ha fatto per noi, l'ansa uscita poco fa.
Però per amor di onestà , una domanda devo pormela, se lo avessero arrestato due giorni fa come sarebbero andate le elezioni in Sicilia?
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i famliari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
366  del 
11/04/2006
PROVENZANO: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, GRAZIE PER ARRESTO

(ANSA) - FIRENZE, 11 APR - I familiari delle vittime della strage di via dei Geor.....
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PROVENZANO: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, GRAZIE PER ARRESTO

(ANSA) - FIRENZE, 11 APR - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "non possono che esultare davanti all'arresto di Bernardo Provenzano - riferisce una nota dell' Associazione -, colui che ordinò le stragi del 1993 in 'Continente', a Firenze in via dei Georgofili". "Ringraziamo dal profondo del cuore - proseguono i familiari delle vittime della strage di via Georgofili - il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, tutte le forze dell'ordine e tutti coloro che in questi anni si sono prodigati affinchè oggi si arrivasse all'arresto del boss di 'cosa nostra'. Un grazie alla Magistratura Fiorentina, per i processi a 'cosa nostra' che si sono conclusi con una sentenza in Cassazione che ha visto condannato Bernardo Provenzano per strage". Infine, la portavoce dell' associazione dei familiari, Giovanna Maggiani Chelli, chiede "all' avvocato Traina a chi era rivolto il messaggio del 31 Marzo scorso, mentre asseriva che Bernardo Provenzano era morto?". (ANSA).
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COMUNICATO
367  del 
11/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non possono che esultare davanti all'arresto di Bernardo Provenzano colui che ordin..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non possono che esultare davanti all'arresto di Bernardo Provenzano colui che ordinò le stragi del 1993 in 'Continente', a Firenze in via dei Georgofili.
Ringraziamo dal profondo del cuore il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso , tutte le forze dell'ordine e tutti coloro che in questi anni si sono prodigati affinché oggi si arrivasse all'arresto del boss di 'cosa nostra'.
Un grazie alla Magistratura Fiorentina, per i processi a 'cosa nostra' che si sono conclusi con una sentenza in Cassazione che ha visto condannato Bernardo Provenzano per strage.
All'Avvocato Traina chiediamo:
- a chi era rivolto il messaggio del 31 Marzo scorso, mentre asseriva che Bernardo Provenzano era morto?
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
368  del 
11/04/2006
Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Come bene può vedere, avevamo ragione noi, la verità andava dett.....
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Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Come bene può vedere, avevamo ragione noi, la verità andava detta, la Magistratura andava supportata ai tempi di Gabriele Chelazzi. Non bisognava tentare di levare l'ergastolo a Riina, non bisognava chiudere la bocca ai collaboratori di giustizia.
Chi a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 ha usato trecento chili di tritolo sulla pelle di due bambine e un ragazzo andavano processati, messi in galera e andava per loro garantita la certezza della pena, chiunque essi fossero.
La politica vigliacca come sempre e con la paura che qualche schizzo di sangue di quei poveri innocenti, comunque potesse essere finito sulla giacca di qualcuno dei propri adepti, di quelli di casa sua, ha remato contro la verità .
E il risultato 13 anni dopo le stragi del 1993, é stato più che eloquente all'apertura delle urne delle politiche del 2006.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
362  del 
13/04/2006
PROVENZANO: STRAGE FIRENZE; CHELLI, BOSS FACCIA NOMI MANDANTI

(ANSA) - FIRENZE, 13 APR - "L'arresto di Bernardo Provenzano è ancora .....
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PROVENZANO: STRAGE FIRENZE; CHELLI, BOSS FACCIA NOMI MANDANTI

(ANSA) - FIRENZE, 13 APR - "L'arresto di Bernardo Provenzano è ancora caldo e mentre si cerca di sminuire un risultato che fin'ora nessuno aveva mai raggiunto e si pubblicano aneddoti insignificanti sull'arresto, tralasciando volutamente di mettere in evidenza ciò che veramente conta, i legali del capo della mafia pensano già ad una

LINEA difensiva di presunta innocenza per il macellaio di Via dei Georgofili". Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Da tredici anni aspettiamo i nomi dei mandanti esterni a cosa nostra per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 (quattro morti), Bernardo Provenzano li conosce, perchè lui di quel massacro di bambini e ragazzi ne é il massimo mandante all'interno della cosca mafiosa, ci dica quindi, mentre cerca attenuanti, con chi si é seduto al tavolo nel 1993 per portare avanti una trattativa che é costata la vita ai nostri parenti".(ANSA).
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COMUNICATO
363  del 
13/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili levano la loro voce in segno di protesta:
- l'arresto di Bernardo Provenzano é an.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili levano la loro voce in segno di protesta:
- l'arresto di Bernardo Provenzano é ancora 'caldo', e mentre si cerca di sminuire comunque un risultato che fin'ora nessuno aveva mai raggiunto e si pubblicano aneddoti sull'arresto del boss i più insignificanti possibile, tralasciando volutamente di mettere in evidenza ciò che veramente conta, i legali del capo della mafia pensano già ad una

LINEA difensiva di presunta innocenza per il macellaio di Via dei Georgofili.
Da tredici anni noi aspettiamo i nomi dei 'mandanti esterni a cosa nostra' per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, Bernardo Provenzano li conosce, perchè lui di quel massacro di bambini e ragazzi ne il massimo mandante all'interno della cosca mafiosa, ci dica quindi, mentre cerca attenuanti, con chi si é seduto al tavolo nel 1993 per portare avanti una trattativa che é costata la vita ai nostri parenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
364  del 
13/04/2006
Gentilissimo Direttore
La Nazione
Firenze

In base a quanto riportato oggi sul quotidiano La Nazione, desidero informarLa che Aldo Frabe.....
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Gentilissimo Direttore
La Nazione
Firenze

In base a quanto riportato oggi sul quotidiano La Nazione, desidero informarLa che Aldo Frabetti condannato ad una pena più che esegua per le stragi del 1993, rispetto al delitto commesso, non é già più in carcere.
E' a casa sua, con solo l'obbligo di firma ogni mattina al più vicino commissariato.
Mi scuso per la puntualizzazione se le cose fossero cambiate e io non ne fossi a conoscenza.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
361  del 
17/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in merito all'allarme lanciato dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, e..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in merito all'allarme lanciato dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, ed in supporto alla Magistratura inquirente per ciò che concerne le indagini su Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro,
chiedono al Consiglio Superiore della Magistratura di prodigarsi, affinchè le indagini in corso sui due soggetti appartenenti all'organizzazione criminale 'cosa nostra', possano essere portate a compimento da quei Pubblici Ministeri che da lungo tempo seguono complesse e difficili indagini che hanno portato all'arresto di Bernardo Provenzano.
Con sentenza passata in giudicato Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano sono stati condannati all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Matteo Messina Denaro era presente fisicamente a Firenze sul luogo della strage, guardando la Galleria degli Uffizi disse:
'La vedi questa Â?.salterà in aria'.
Durante l'attentato mafioso terroristico ed eversivo di Firenze, cinque persone sono morte e 41 persone vivono ancora oggi combattendo fra le difficoltà di vita che la strage del 27 Maggio 1993 ha comportato per loro.
Davanti ad un crimine cosà orrendo, nessuno può esimersi dalle proprie responsabilità e ogni sforzo deve essere compiuto per affidare alla giustizia i responsabili di sà tanto massacro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
360  del 
19/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in attesa delle decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura nella scelta del nu..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in attesa delle decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura nella scelta del nuovo Procuratore Capo di Palermo, auspicano che la scelta sia quella di un Magistrato che conosca bene i fatti relativi alle stragi del 1993.
Siamo certi che quelle stragi oltre alla rovina di vita dei nostri parenti costarono molto all'intero Paese, quindi la Procura di Palermo dovrà necessariamente essere riposta nelle mani di chi dalla politica essendo un Magistrato sa starne lontano.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
359  del 
21/04/2006
Gentilissimo Direttore
"Liberazione"
Roma

Hanno arrestato Bernardo Provenzano, c'é da augurarsi che come fu fatto per Sal.....
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Gentilissimo Direttore
"Liberazione"
Roma

Hanno arrestato Bernardo Provenzano, c'é da augurarsi che come fu fatto per Salvatore Riina nella primavera del 2000, durante un governo di centro sinistra, non si tenti di abolire per il capo di "cosa nostra" l'ergastolo per strage.
Bernardo Provenzano, per chi non lo sapesse é reo con sentenza passata in giudicato della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, cinque morti bambini e ragazzi, 41 i feriti.
Naturalmente il "bonario vecchietto", diede l'ordine anche per le rimanenti cinque stragi degli anni 93-94 in "continente", con altri morti e feriti,periodo durante il quale oggi si giura, la mafia era in difficoltà davanti alla grande operazione antimafia messa in atto in quegli anni.
Di quell'operazion imponente é evidente noi non ne abbiamo potuto "usufruire", ma questo é un altro discorso che sarà chiarito quando finalmente avremmo diritto di parola.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
356  del 
23/04/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono perplessità davanti alla visita programmata dal Presidente della CRI dell..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono perplessità davanti alla visita programmata dal Presidente della CRI dell'Umbria, il quale su input
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LETTERA
357  del 
23/04/2006
Gentilissimo Dr. Piero Sansonetti
La Sua gentile e cortese risposta attraverso le pagine del quotidiano 'Liberazione', alla madre che si.....
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Gentilissimo Dr. Piero Sansonetti
La Sua gentile e cortese risposta attraverso le pagine del quotidiano 'Liberazione', alla madre che si impegna civilmente contro la mafia che ha distrutto la vita dei suoi figli e Lei ne ritiene quindi giusta l'indignazione, ma null'altro di più,ci preoccupa non poco.
Pur comprendendo le doti di carattere umanitario che albergano in Lei Dr. Sansonetti, tipiche di chi si leva sempre e comunque in difesa dei più deboli, e chi sta in carcere si presume essere in una posizione di assoluta debolezza, tuttavia in questo caso da parte nostra non si possono commettere errori di nessun genere e non li commetteremo.
Pena la mancanza della verità totale sulle stragi del 1993, come del resto é sempre successo per tutte le altre stragi d'Italia, delitti sempre oggetto di negoziati ignobili e mai uno straccio di verità .
Sono 64 anni che va cosà Dr. Sansonetti.
Quindi non ascolteremo mai coloro che parleranno di abolire l'ergastolo, la condanna a vita dentro un carcere, e mai taceremo davanti a tentativi di abolizione del regime di '41 bis' per chi si é macchiano di un delitto come quello della strage indiscriminata, uccidendo chiunque si trovasse sulla strada di quei 'barbari' che invasero l'Italia nel 1993.
Del resto il '41 bis' noi lo riteniamo da sempre più che mai ammorbidito, visto che la mafia da qualsiasi forma di carcere duro fa uscire ordini di strage e mi consenta un aneddoto relativo ai mafiosi che hanno massacrato bambini a Firenze , anche il liquido seminale per ingravidare le mogli.
E non mi si dica, che chi muore sotto i bombardamenti di guerre ignobili non ha scelta, se non quella di morire .
Morte sicuramente imposta da venditori di armi che devono svuotare gli arsenali , perchè se questo e lo ripeto, é sacrosantamente vero e forse non lontano dalle logiche delle stragi del 1993,é altrettanto vero che Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro, Salvatore Riina, Giuseppe Graviano e tanti altri ancora, erano personalmente, scientificamente, convinti di andare a massacrare degli innocenti, tra l'altro per conto anche di 'Altri' che gli avevano promesso denaro montagne di denaro, attraverso traffici illeciti comuni.
Intendo dire traffici in comune fra 'mandanti interni alla mafia' e 'mandanti esterni alla mafia'.
Mandanti esterni alla mafia sicuramente anche con cariche politiche nel nostro Paese, e non siamo certi di uno solo dei due schieramenti.
Mi spiace Dr. Sansonetti, ma per noi Bernardo Provenzano é stato condannato all'ergastolo per strage, il Magistrato Gabriele Chelazzi ci ha convinti della bontà della prova penale da lui ricostruita e la Corte Suprema di Cassazione l'ha confermata, quindi Bernardo Provenzano e i suoi accoliti per noi hanno acquisito il 'diritto' all'ergastolo, alla condanna a vita, e il 'diritto' all'isolamento diurno per il tempo che la legge prevede.
Lo diciamo con la stessa freddezza con la quale loro i mafiosi, scelsero la morte dei nostri figli.
'La volontà di annullamento pisicofisico nell'essere umano', 'l'avvilimento dello Stato di diritto', cosà come vengono intesi da taluni l'ergastolo e il '41 bis', non possono essere riferiti a personaggi come Bernardo Provenzano o Matteo Messina Denaro, oppure vuol davvero dire che con la mafia non solo ci dobbiamo convivere, ma ci fa comodo convivere.
Se come é prevedibile, anche durante questo Governo di centro sinistra si cercherà di mandare la mafia stragista a godersi le ville, le piscine e gli allori, di tutto ciò che si sono costruiti sulla pelle dei nostri parenti con il tritolo del 1993, 1994, noi non staremo da quella parte e combatteremo fino in fondo la nostra battaglia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
358  del 
23/04/2006
Lettera di risposta da LIBERAZIONE

Le dirò, carissima Signora, che trovo giusta la sua indignazione umana e civile, e che tuttavia Â? nonostant.....
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Lettera di risposta da LIBERAZIONE

Le dirò, carissima Signora, che trovo giusta la sua indignazione umana e civile, e che tuttavia Â? nonostante io consideri Provenzano uno dei peggiori capimafia degli ultimi 50 anni Â? resto contrario all'ergastolo per chiunque. Anche per lui. La saluto con affetto.

Piero Sansonetti
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LETTERA A LIBERAZION
355  del 
27/04/2006
Gentilissimo Direttore,
come ben vede, ancora tutti con facce costernate di circostanza tutti coloro che contano, tutti pronti ad esprimere dolore .....
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Gentilissimo Direttore,
come ben vede, ancora tutti con facce costernate di circostanza tutti coloro che contano, tutti pronti ad esprimere dolore e a garantire sostegno per le nuove vittime di Nassirya.
Ma quel dolore!
Non importa nulla a nessuno e lo sappiamo bene tutti quanti,basta verificare cosa ne é delle vittime e dei loro familiari delle stragi del 1993.
Abbiamo avuto una verità monca, e un mare di promesse mancate su indagini archiviate.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
353  del 
01/05/2006
L'11 Aprile del 2000 a Sarzana una cittadina della Spezia, io e il padre di Dario Capolicchio morto a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, fummo ..... Apri
L'11 Aprile del 2000 a Sarzana una cittadina della Spezia, io e il padre di Dario Capolicchio morto a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, fummo ricevuti dall'allora Presidente del Consiglio, il quale era venuto nella cittadina ligure a fare campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali.
Lo abbiamo incontrato nella sala consiliare del Comune di Sarzana, e alla mia precisa domanda circa notizie in possesso delle Istituzioni, per la ricerca sui 'mandanti esterni a cosa nostra' per la strage di Firenze, ha risposto che la mafia esecutrice era in carcere per quel delitto, ma per i 'mandanti esterni', non esistendo per quella strage nè un perchè, nè un movente, era impossibile sapere se vi fossero.
Era l'11 di Aprile del 2000, gli esecutori secondo l'allora Presidente del Consiglio erano in carcere ben custoditi, eppure il 7 Aprile del 2000, solo quattro giorni prima, il suo Governo aveva lavorato affinchè anche la mafia stragista, potesse godere attraverso la norma del rito abbreviato dell'abolizione dall'ergastolo,e di là a poco potesse quindi tornare a casa.
Il riscontro su tutto ciò, noi i familiari delle vittime delle stragi del 1993, lo abbiamo avuto alla fine dell'estate del 2000, quando siamo tornati in Tribunale a Firenze, dopo la pausa estiva, e Salvatore Riina in video conferenza, chiese il rito abbreviato e con lui tutti i mafiosi rei della strage di Via dei Georgofili: cinque morti, 41 feriti.
Abbiamo protestato naturalmente con tutte le nostre forze e la scandalosa norma rientrò, ma la macchia resta ancora oggi indelebile e la domanda senza risposta é:
Perchè il governo di centro sinistra a ridosso delle elezioni regionali del 2000 sentà il desiderio di far condonare l'ergastolo a Salvatore Riina e compagni ,rei delle stragi del 1993?
In questo Paese, ad ogni importante appuntamento istituzionale si cerca sempre di garantire tutti quanti:
Quando saremmo garantiti noi le vittime che hanno patito le stragi d'Italia tutte senza verità ?
Quanto avremmo giustizia se i nomi degli uomini in gioco per alte cariche dello Stato sono sovente quelli dei momenti bui della storia d'Italia?
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
354  del 
01/05/2006
Al Direttore di Liberazione

1 Maggio 1947 la mafia e non solo, a Portella della Ginestra ha massacrato bambini, donne e uomini.
Noi oggi siamo vicini .....
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Al Direttore di Liberazione

1 Maggio 1947 la mafia e non solo, a Portella della Ginestra ha massacrato bambini, donne e uomini.
Noi oggi siamo vicini a tutte le vittime di quel massacro, auspicando a breve una sentenza giusta, la quale possa in parte ripare a tutti i torti subiti da chi da sessant'anni va cercando giustizia.
Giustizia completa manca per tutte le stragi, ma il massacro di Portella della Ginestra, l'inizio del calvario di tutte le vittime delle stragi d'Italia, oggi necessita più che mai di verità .
I familiari delle vittime e le vittime sopravissute alla strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, attraverso sentenze passate in giudicato e con la condanna della mafia "cosa nostra", hanno potuto almeno accedere parzialmente a varie leggi promulgate in sostegno delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Questo perché abbiamo incontrato sulla nostra strada una Magistratura libera e indipendente.
Una Magistratura che partendo dal basso ha costruito prove penali contro la mafia rea della strage di Firenze e ha aperto scenari sui "mandanti esterni".
Certi che prima o poi un altro Giudice come Gabriele Chelazzi, potrà tornare ad operare in questo nostro tormentato Paese portando avanti indagini oggi archiviate, uniamo la nostra voce insieme a tutti coloro che il 1 Maggio 2006 saranno a Portella della Ginestra.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari
delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
344  del 
02/05/2006
MAFIA:STRAGE GEORGOFILI RICORDATA IN MANIFESTI SU COVO RIINA INIZIATIVA ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME (ANSA) - FIRENZE, 19 MAG - Quattrocento manifes..... Apri
MAFIA:STRAGE GEORGOFILI RICORDATA IN MANIFESTI SU COVO RIINA INIZIATIVA ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME (ANSA) - FIRENZE, 19 MAG - Quattrocento manifesti, tutti con scritta un'unica domanda: "Se la casa in cui viveva Salvatore Riina fosse stata perquisita le stragi del 1993 si sarebbero potute evitare?". L'iniziativa é dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze (cinque le vittime) per ricordare il 13/o anniversario dell'attentato, che cade il prossimo 27 maggio. Da ieri, spiega l'Associazione, i manifesti, cento in ciascuna città , sono stati affissi non solo a Firenze, ma anche a Roma e Milano, le altre due città segnate dalle stragi mafiose del 1993, e a Palermo. La domanda scritta sui manifesti é la stessa rivolta dai familiari delle vittime di via dei Georgofili in una lettera inviata al pm Antonio Ingroia, pubblica accusa al processo a Palermo per la mancata perquisizione al "covo" di Riina, conclusosi con l'assoluzione del prefetto Mario Mori e del "Capitano Ultimo", il tenente colonnello Sergio de Caprio. "Nel più assoluto rispetto delle sentenze, i familiari delle vittime della strage di Firenze non possono non prendere atto - conclude l'Associazione - che la mancata perquisizione di quel 'covo' ha comunque comportato gravissime responsabilità morali". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
352  del 
02/05/2006
MAFIA: ASSOCIAZIONE VIA GEORGOFILI, QUANDO AVREMO GIUSTIZIA?

(ANSA) - FIRENZE, 2 MAG - "Perchè il governo di centro sinistra a ridosso del.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE VIA GEORGOFILI, QUANDO AVREMO GIUSTIZIA?

(ANSA) - FIRENZE, 2 MAG - "Perchè il governo di centro sinistra a ridosso delle elezioni regionali del 2000 sentà il desiderio di far condonare l' ergastolo a Salvatore Riina e compagni, rei delle stragi del 1993". E' la domanda che, in una nota, pone Giovanna Maggiani Chelli dell' Associazione familiari vittime della strage di via Georgofili ricordando che il 7 aprile del 2000 il governo di centrosinistra "aveva lavorato affinchè la mafia stragista potesse godere attraverso la norma del rito abbreviato del' abolizione dell' ergastolo e di là a poco potesse quindi tornare a casa". "Abbiamo protestato naturalmente con tutte le nostre forze - ricorda Maggiani Chelli - e la scandalosa norma rientrò, ma la macchia resta ancora oggi indelebile". "Quando - si chiede la rappresentante dell' Associazione - saremo garantiti noi, le vittime che hanno patito le stragi d' Italia tutte senza verità ?". (ANSA).
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LETTERA
350  del 
04/05/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Si sentono tutti Dio in questo momento, stanno per promuovere un altro Presidente della Repubblica, lo.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Si sentono tutti Dio in questo momento, stanno per promuovere un altro Presidente della Repubblica, lo cercano fra una 'rosa' di nomi che a loro avviso sono tutti Santi.
Sono tredici anni che aspettiamo giustizia per un massacro ignobile e devastante quanto solo la rovina di vita può essere.
Abbiano l'umiltà di cercare un Presidente della Repubblica fra i nomi di coloro che nulla hanno avuto a che fare con Bernardo Provenzano e Salvatore Riina in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993.
'Nulla a che fare' vuol dire :non essersi collusi e non aver cercato di abolire per loro l'ergastolo, perchè é arrivato il momento che in questo Paese le garanzie siano tutte per noi le vittime delle stragi di 'casa nostra'.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
351  del 
04/05/2006
A seguito comunicato Vostra agenzia del 3 maggio 2006 ore 15,06 possiamo constatare che non siamo solo noi le vittime della strage di via dei Georgofi..... Apri
A seguito comunicato Vostra agenzia del 3 maggio 2006 ore 15,06 possiamo constatare che non siamo solo noi le vittime della strage di via dei Georgofili a denunciare come attraverso la formula del rito abbreviato i boss di 'cosa nostra' tornino in libertà , ma l'allarme viene anche dai Magistrati impegnati nella lotta alla mafia.
Il governo di allora, era l'anno 2000, cercò di abolire l'ergastolo anche per i capi mafia rei delle stragi del 1993, come del resto riportava la nostra nota di agenzia del 2 Maggio u.s.
L'infame tentativo di allora fallà, ma oggi soggetti vicino al boss Bernardo Provenzano reo della strage di Firenze, godono di privilegi a causa della norma del rito abbreviato applicato anche per reati di mafia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
348  del 
08/05/2006
MAFIA: AUTOBOMBE '93; AL VIA PERIZIE PER RISARCIMENTO DANNI

(ANSA)

- FIRENZE, 8 MAG - Inizieranno il prossimo 8 giugno gli accer.....
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MAFIA: AUTOBOMBE '93; AL VIA PERIZIE PER RISARCIMENTO DANNI

(ANSA)

- FIRENZE, 8 MAG - Inizieranno il prossimo 8 giugno gli accertamenti peritali per la causa di risarcimento danni promossa contro Toto' Riina e Giuseppe Graviano dai familiari delle vittime, dai feriti e dai parenti di quest'ultimi, dell'attentato di via dei Georgofili, di cui il 27 maggio prossimo ricorrerà il 13/o anniversario. Stamani il giudice civile Roberto Monteverde ha infatti nominato i cinque medici che eseguiranno le perizie, a cui si affiancheranno quattro consulenti dei ricorrenti, in tutto 51 persone fra feriti e familiari.

Quest'ultimi dovranno rispondere a due questionari, per centinaia di quesiti, e poi sottoporsi a colloqui con i periti. Considerato il numero dei ricorrenti, fra cui i parenti delle cinque vittime, i coniugi Nencioni e le loro due figlie e lo studente Dario Capolicchio, la Caritas ha messo a disposizione i suoi locali di via Faentina per l'incontro di giugno. I periti nominati dal giudice hanno chiesto 220 giorni di tempo per presentare le loro relazioni. La prossima udienza é stata poi fissata per il 28 maggio dell'anno prossimo.

La causa é stata intentata perchè in sede penale furono disposte solo provvisionali per il risarcimento dei danni, da determinarsi poi in sede civile. Soddisfatta per il nuovo passo avanti nella causa Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime, che ha comunque "rilevato come in altri attentati per il risarcimento dei danni lo Stato abbia proceduto per decreto, non cosà per le vittime e i feriti di via dei Georgofili". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
349  del 
08/05/2006
NOTIZIE ANSA RELATIVE AL FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA - Firenz..... Apri
NOTIZIE ANSA RELATIVE AL FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA - Firenze 10-13 maggio 2006

- FIRENZE, 8 MAG - Seconda edizione del forum nazionale contro la mafia, da mercoledà a sabato prossimo a Firenze, organizzata dagli "Studenti di Sinistra" nel Polo delle scienze sociali di Novoli.

Obiettivo del Forum é quello di avvicinare il popolo universitario al fenomeno mafioso, attraverso la voce di chi é stato un protagonista nella lotta contro la criminalità organizzata.

L' iniziativa, presentata questa mattina in Palazzo Vecchio dal presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini, si svolgerà lungo quattro giornate che prevedono assemblee plenarie e seminari: si parlerà della storia delle diverse mafie dalle origini ad oggi, del loro rapporto con il territorio, dei legami con la politica.

Sarà anche l' occasione per ricordare l'attentato di via dei Georgofili che, il 27 maggio 1993 causò la morte della famiglia Nencioni e del giovane studente di Sarzana Dario Capolicchio.

Interverranno, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il suo predecessore Piero Luigi Vigna il procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli, il giornalista Marco Travaglio, l' onorevole Giuseppe Lumia e il sociologo Umberto Santino. Finale con una grande assemblea fra le diverse realtà antimafia che confronteranno le loro esperienze. Poi pranzo sociale e concerto fino a sera.

Al termine del forum é prevista la stesura di un documento da presentare nei senati accademici "affinchè di mafia si parli e si parli continuamente, anche nei luoghi in cui la coscienza dei futuri cittadini italiani si forma".

"E' nostra intenzione - hanno spiegato gli organizzatori - dare spazio a tutte le voci e consentire a tutti di esprimersi e soprattutto, sensibilizzare gli studenti e con loro l' opinione pubblica, davanti a questi temi. Ogni giornata avrà un tema specifico che verrà analizzato da vari esponenti della lotta alla mafia, sia istituzionale che non".

L'iniziativa é patrocinata dal Comune di Firenze, Provincia di Firenze e Regione Toscana, con il contributo di università , azienda regionale per il diritto allo studio universitario e la collaborazione di associazione tra i familiari delle vittime per la strage di via dei Georgofili, Libera, fondazione Antonino Caponnetto. Alla realizzazione del forum hanno poi contribuito la sezione "industria alberghiera" di Assindustria, l'Aia Federalberghi di Firenze, Antinori, Adat (l'associazione dei distributori di bevande), TeleIride, il circolo Arci di Novoli e quello "Il Progresso". Per consentire la partecipazione anche a chi viene da fuori, Comune, Regione e Provincia allestiranno palestre-dormitorio, e la mensa universitaria sarà accessibile anche a chi non é studente. Infine sarò allestita anche una sala stampa. (ANSA).
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COMUNICATO
347  del 
15/05/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel sentire che prima ancora si sia formato il Governo, già si sente il dovere il parla..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel sentire che prima ancora si sia formato il Governo, già si sente il dovere il parlare di amnista e indulto,quale priorità assoluta, rammentano come attraverso la formula del rito abbreviato e leggi garantiste, mafiosi vicini a Bernardo Provenzano e condannati per le stragi del 1993 abbiano potuto godere di benefici.
Ancora una volta pertanto condannano severamente qualsiasi forma di amnista o indulto dovesse comprendere criminali stragisti o favoreggiatori a vario titolo di simili reati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
345  del 
19/05/2006
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

informa

Il 20 Maggio p.v alle ore 21 in occasione .....
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

informa

Il 20 Maggio p.v alle ore 21 in occasione delle manifestazioni del prossimo 27 Maggio, 13' anniversario della strage di via dei Georgofili, presso il Cinema Puccini verrà trasmesso il Film
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COMUNICATO
346  del 
19/05/2006
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili informano che dal giorno 18 Maggio fino al 27 Maggio p.v nelle città di Roma, Firenze, M..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili informano che dal giorno 18 Maggio fino al 27 Maggio p.v nelle città di Roma, Firenze, Milano e Palermo é stato affisso il manifesto fatto stampare dall'Associazione per il 13 Â? Anniversario delle strage di Firenze.
Sulle macerie di via dei Georgofili compare la scritta
" Se la casa in cui viveva Salvatore Riina fosse stata immediatamente perquisita le stragi del 1993 si sarebbero potute evitare?"
La domanda, é stata rivolta da Giovanna Maggiani Chelli al PM Ingroia alla sentenza del processo di Palermo per la mancata perquisizione al 'covo' di Riina.
Nel più assoluto rispetto delle sentenze, i familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, non possono non prendere atto che la mancata perquisizione di quel 'covo' ha comunque comportato gravissime responsabilità morali.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
343  del 
20/05/2006
Gentilissimo Direttore
Dell'Unità di Firenze

Ho letto questa mattina sul giornale da Lei diretto, il trafiletto in prima pagina della .....
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Gentilissimo Direttore
Dell'Unità di Firenze

Ho letto questa mattina sul giornale da Lei diretto, il trafiletto in prima pagina della cronaca fiorentina, dedicato alle note vicissitudini del Sindaco di Gela, circa un bruttissimo episodio di qualche tempo fa e riportato oggi alla ribalta.
Ogni tipo di minaccia mafiosa é sicuramente esecrabile, le forze dell'ordine però sono di sicuro molto attive a Firenze e speriamo quindi che al Sindaco di Gela nella città Toscana non succeda mai nulla.
Anche se noi siamo la testimonianza di ciò che 'cosa nostra' ha fatto in Toscana e può fare ovunque, sempre quando vuole.
La ringrazio inoltre di aver trovato lo spazio per dedicare in calce all'articolo summenzionato,alcune righe per parlare anche del nostro Manifesto che riteniamo molto importante.
Le ricordo inoltre che il prossimo 27 Maggio sarà il tredicesimo anniversario della strage di via dei Georgofili, sul nostro sito é pubblicizzato il programma delle manifestazioni e comunque io l'ho già inviato a suo tempo al Suo giornale.
Questa sera inoltre al Teatro Puccini a Firenze, avrà luogo su nostro imput, la proiezione gratuita del film 'Il fantasma di Corleone'.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIE ANSA
340  del 
22/05/2006
MAFIA: STRAGI '93; REGIONE CELEBRA 13/MO ANNIVERSARIO IN CALENDARIO CONVEGNI E PRESENTAZIONE TESI LAUREA (ANSA) - FIRENZE, 22 MAG - La Regione To..... Apri
MAFIA: STRAGI '93; REGIONE CELEBRA 13/MO ANNIVERSARIO IN CALENDARIO CONVEGNI E PRESENTAZIONE TESI LAUREA (ANSA) - FIRENZE, 22 MAG - La Regione Toscana, in occasione del 13/mo anniversario della strage di via dei Georgofili, organizzera' due eventi sul tema 'Memoria e verita'', con la presenza del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L' obiettivo é essere vicini ai familiari delle vittime: Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, la piccola Caterina (di neppure due mesi), la sorella Nadia (otto anni) e di Dario Capolicchio, studente ventunenne di Architettura. La mattina di venerdà 26 maggio si terrà nell'auditorium
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COMUNICATO
341  del 
22/05/2006
Nel ricordare il quattordicesimo anniversario dalla morte del Giudice Falcone, della moglie e degli agenti di scorta, i familiari delle vittime della ..... Apri
Nel ricordare il quattordicesimo anniversario dalla morte del Giudice Falcone, della moglie e degli agenti di scorta, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, auspicano che la lotta alla mafia diventi una priorità assoluta del nuovo Governo, soprattutto impartendo alla Magistratura quell'imput dall'alto, necessario affinchè la stessa operi nella ricerca della verità completa sulle stragi del 1992-1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
342  del 
22/05/2006
Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

aspettarsi che con quel disastro più che evidente sotto gli occhi di tutti, il nuovo Capo del Governo, p.....
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Illustrissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

aspettarsi che con quel disastro più che evidente sotto gli occhi di tutti, il nuovo Capo del Governo, potesse elencare tutti i problemi del Paese, ebbene sà, era praticamente impossibile.
Ma a noi é pesato moltissimo non avvertire un solo cenno, una sola parola che indicasse quanto la lotta alla mafia, la ricerca della verità sulle stragi del 1993, fosse una priorità assoluta.
Il 27 Maggio prossimo ricorrerà il tredicesimo anniversario della strage di via dei Georgofili, ormai é dottrina quanto quei poveri morti e tutti quei feriti siano stati sacrificati affinchè in Italia le cose prendessero una certa strada.
Quanto quel tritolo abbia fatto sà che buona parte della verità sulla situazione economica del Paese fosse taciuta e più che mai l'illegalità potesse continuare a diffondersi, ormai non é più un mistero.
Però manca la prova penale certa e quella potremmo averla solo con il coraggio di chi andrà a governare dopo questi tredici anni di limbo e di promulgazioni di leggi in favore della mafia.
Quella verità potremo averla, solo se il Capo del Nuovo Governo nei giorni a venire, farà chiaramente capire che il tempo delle collusioni con la mafia sta per esaurirsi, perchè la lotta alle organizzazioni criminali sarà forte e quindi efficace.
Purtroppo nutriamo ancora qualche dubbio, li abbiamo maturati in questi ultimi giorni, nel constatare che certi personaggi legati alla mafia comunque dal Parlamento non sono ancora usciti, ma la speranza per noi é davvero sempre l'ultima a morire.
Malgrado tutto, noi un segno di speranza lo abbiamo trasmesso ampiamente in questi giorni attraverso la nostra battaglia di richiesta di verità , e ancora cercheremo di trasmetterlo nei giorni a venire, attraverso le manifestazioni inerenti il tredicesimo anniversario della strage di Firenze,
Chiederemo ancora chiaramente una seria lotta alla mafia soprattutto attraverso la ricerca della verità completa sulle stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIE ANSA
339  del 
24/05/2006
MAFIA: GEORGOFILI; IN PIAZZA SIGNORIA FIRENZE RICORDA STRAGE INIZIATIVE COMUNE E ASSOCIAZIONE FAMILIARI,OSPITI GRASSO E VIGNA (ANSA) - FIRENZE, 24 MAG..... Apri
MAFIA: GEORGOFILI; IN PIAZZA SIGNORIA FIRENZE RICORDA STRAGE INIZIATIVE COMUNE E ASSOCIAZIONE FAMILIARI,OSPITI GRASSO E VIGNA (ANSA) - FIRENZE, 24 MAG - Nel tredicesimo anniversario dalla strage dei Georgofili, il 26 e 27 maggio il Comune di Firenze e l' 'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili' ricorderanno l' attentato con una serie di iniziative. Il programma prevede teatro, musica, un corteo e la partecipazione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e del procuratore generale onorario della Corte di cassazione Piero Luigi Vigna. La sera del 26 maggio, in piazza Signoria, sono in programma uno spettacolo teatrale, due momenti di musica e una serie di interventi, fra cui quelli del sindaco di Firenze Leonardo Domenici e dei procuratori Grasso e Vigna. Poco prima dell' una, da Palazzo Vecchio partirà un corteo formato dei gonfaloni del Comune di Firenze, della Provincia, della Regione Toscana e dai labari delle associazioni di volontariato. Il corteo arriverà in via dei Georgofili dove, alle 1.04, l' ora in cui scoppiò la bomba, sarà deposta una corona di alloro. Il 27 maggio due cuscini di fiori saranno deposti sulle tombe delle vittime della strage: i quattro componenti della famiglia Nencioni e Dario Capolicchio. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
334  del 
25/05/2006
MAFIA: STRAGI 92; SCARAMUZZI, BASTA CON CACCIA A STREGHE MAGISTRATI CI DICANO SE C'E' MOTIVO DI CERCARE MANDANTI OCCULTI (ANSA) - FIRENZE, 2..... Apri
MAFIA: STRAGI 92; SCARAMUZZI, BASTA CON CACCIA A STREGHE MAGISTRATI CI DICANO SE C'E' MOTIVO DI CERCARE MANDANTI OCCULTI (ANSA) - FIRENZE, 25 MAG - "Non mi piace la caccia alle streghe: se c'è qualche motivo per continuare deve essere la magistratura a dircelo e non altre categorie di persone". Lo ha detto il presidente dell'Accademia dei Georgofili, Franco Scaramuzzi, alla vigilia del tredicesimo anniversario dalla autobomba di Via dei Georgofili a Firenze che causò la morte di cinque persone e danni alla Galleria degli Uffizi oltre alla distruzione della sede della storica Accademia. Il riferimento è all'inchiesta sui mandanti "occulti" delle stragi con le autobombe del 1993 a Roma, Firenze e Milano. Scaramuzzi, poi, per essere ancora più chiaro, rivolge un vero e proprio invito ai magistrati "a non continuare a tenere in sospeso questa vicenda". Il presidente dell'Accademia, che la notte tra il 26 e il 27 maggio fu tra i primi ad accorrere in via dei Georgofili e a far cercare tra le macerie i corpi della famiglia Nencioni, 4 delle cinque vittime (la quinta fu lo studente Dario Capolicchio che era in un'abitazione di fronte all'Accademia), ha ancora dentro "il dolore personale" per quanto successo. "Un dolore talmente intimo e personale - prosegue Scaramuzzi - che mi porta a non mescolare il sacro con il profano, dove il sacro é il dolore e la cerimonia che é stata organizzata nella sede dell'Accademia, dove verrà celebrata una messa in ricordo delle vittime, e il profano sono le polemiche sui presunti mandanti 'occulti'". (ANSA).
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NOTIZIE ANSA
331  del 
26/05/2006
MAFIA: STRAGE '93; GRASSO A FIRENZE RICORDA GEORGOFILI MANIFESTAZIONE IN PIAZZA SIGNORIA IN MEMORIA ATTENTATO (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - A Firenz..... Apri
MAFIA: STRAGE '93; GRASSO A FIRENZE RICORDA GEORGOFILI MANIFESTAZIONE IN PIAZZA SIGNORIA IN MEMORIA ATTENTATO (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - A Firenze, 13 anni dopo, ''per non dimenticare". E' stato questo il tema comune degli interventi del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e del procuratore generale onorario della Corte di Cassazione Piero Luigi Vigna, intervenuti a Firenze, in piazza della Signoria, alla manifestazione in ricordo della strage mafiosa dei Georgofili avvenuta nella notte fra il 26 e il 27 maggio del 1993. Sul palco, oltre a Grasso e a Vigna, sono saliti l'assessore al Comune di Firenze Paolo Coggiola, l'assessore regionale della Toscana Mariella Zoppi e la portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli. Intorno all'una da piazza Signoria partirà un corteo diretto in via dei Georgofili, dove alle 1,04, ora dello scoppio della bomba, 13 anni fa, verrà deposta una corona d'alloro. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
332  del 
26/05/2006
MAFIA: STRAGI '93; MARTINI, NO A PRESIDENTI-SCERIFFI NOSTRO COMPITO E' DIFFUSIONE CULTURA DELLA LEGALITA' (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - &#..... Apri
MAFIA: STRAGI '93; MARTINI, NO A PRESIDENTI-SCERIFFI NOSTRO COMPITO E' DIFFUSIONE CULTURA DELLA LEGALITA' (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "Io sono sempre stato contrario all'idea di un presidente di Regione- sceriffo che, con una propria polizia regionale, combatte le proprie personali battaglie: sarebbe il caos". Lo ha ricordato il presidente della Toscana Claudio Martini intervenendo al convegno su 'Memoria e Verita'' organizzato all'auditorium
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NOTIZIA ANSA
333  del 
26/05/2006
MAFIA: STRAGE'93; CHELLI, NON CI SONO CONDIZIONI COMMISSIONE (V. 'MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE PARLAMENTARE ...' DELLE 12,16) (ANSA) - FIR..... Apri
MAFIA: STRAGE'93; CHELLI, NON CI SONO CONDIZIONI COMMISSIONE (V. 'MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE PARLAMENTARE ...' DELLE 12,16) (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - L'idea di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di Firenze del 27 maggio 1993 ''e' un'idea giusta e che piacerebbe anche a noi. Ma in questo momento non ci sono le condizioni per realizzarla''. Lo ha detto la portavoce dell'Associazione familiari delle vittime dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo alla proposta avanzata oggi a Firenze dall'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna. Per l'Associazione, infatti, in Parlamento ''sono andate anche persone che sono sotto inchiesta''. ''In occasione delle ultime elezioni noi avevamo chiesto ai partiti - ha concluso Giovanna Maggiani Chelli - di non candidare persone sottoposte a inchieste o che gia' hanno subito condanne. Cosi' non e' stato e, quindi, le condizioni per una Commissione parlamentare che indaghi sulla strage di Via dei Georgofili non ci sono''. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
335  del 
26/05/2006
MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE PARLAMENTARE SU STRAGE '93 FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - ''Fare una commissione parlamentare sulla strag..... Apri
MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE PARLAMENTARE SU STRAGE '93 FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - ''Fare una commissione parlamentare sulla strage del 27 maggio 1993 a Firenze". E' la proposta lanciata dall'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna nel corso del suo intervento al convegno 'Memoria e verita'' in occasione del 13/o anniversario della strage di via dei Georgofili. Vigna ha ricordato che questa, in sostanza, era stata anche la proposta avanzata dal suo sostituto Gabriele Chelazzi durante l'audizione davanti alla commissione nazionale antimafia del 2 luglio 2002, "che doveva essere la prima audizione ma non ci hanno più chiamato - ha ricordato Vigna - a proposito dei possibili mandanti occulti". Al convegno, il primo di una intera giornata dedicata dalla Regione Toscana, dalla Provincia e dal Comune di Firenze, in collaborazione con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, é intervenuto, tra gli altri, anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. E' stato lui a ricordare come la giustizia possa arrivare fino ad un certo punto a quella che "è la verità processuale". Una verità alla quale, ha assicurato Grasso, tutti continueranno a lavorare, "perchè noi non ci siamo mai arresi, non ci arrendiamo e siamo sempre pronti - ha proseguito - a riprendere le indagini se ci sono nuovi spunti". Grasso non é voluto entrare nelle polemiche sui presunti mandanti occulti, ma ha anche sotto

LINEAto come "l'arresto di Provenzano ha dimostrato che nulla é impossibile, e noi abbiamo il dovere di andare avanti per le vittime, per i tanti colleghi uccisi dalla mafia, per chi come Gabriele Chelazzi é morto per la fatica e lo stress di un lavoro fatto per assicurare alla giustizia esecutori e mandanti delle stragi". Al convegno sono poi intervenuti anche Giovanna Maggiani Chelli e Walter Ricoveri dell'Associazione dei familiari, il sostituto procuratore Giuseppe Nicolosi e il presidente della Regione Toscana Claudio Martini. I lavori erano stati aperti dal presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
336  del 
26/05/2006
MAFIA: NENCINI,IN TOSCANA PDL SU VITTIME CRIMINE ORGANIZZATO (V. 'MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE...' DELLE 12.16) (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - ..... Apri
MAFIA: NENCINI,IN TOSCANA PDL SU VITTIME CRIMINE ORGANIZZATO (V. 'MAFIA: VIGNA, COMMISSIONE...' DELLE 12.16) (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "Forse anche in Toscana potrebbe avere diritto di cittadinanza una proposta di legge sulle vittime della criminalità organizzata". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini, portando il saluto al convegno "Memoria e Verità ", in ricordo della strage dei Georgofili. Nencini ha legato l' iniziativa odierna alle celebrazioni solenne del 2 giugno ed ha ricordato che in quella occasione "conferiremo il Gonfalone d'argento alla vedova di Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso più di un anno fa e vittima della criminalità organizzata, per legare la memoria alla libertà che, come diceva il poeta Mario Luzi, é una palestra nella quale occorre andare ogni giorno". "Saluto e ringrazio i familiari delle vittime dei Georgofili, ricordando anche l'azione allora svolta dal magistrato Gabriele Chelazzi - ha concluso Nencini - e mi associo con chi ha scritto che la memoria é il salvadanaio dello spirito, inteso come radice della comunità e valori comuni condivisibili". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
337  del 
26/05/2006
MAFIA: GEORGOFILI; SCARAMUZZI,MAGISTRATURA SARA'SEMPRE VIGILE (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "L'autobomba esplosa in Via dei Georgofili il ..... Apri
MAFIA: GEORGOFILI; SCARAMUZZI,MAGISTRATURA SARA'SEMPRE VIGILE (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "L'autobomba esplosa in Via dei Georgofili il 27 maggio 1993 provocò molti feriti e non solo nel fisico; dobbiamo tutti continuare ad aiutare con affetto e comprensione anche coloro che hanno manifestato modifiche comportamentali, attribuibili allo shock subito". Lo ha dichiarato, in una nota, il presidente dell' Accademia dei Georgofili Franco Scaramuzzi. "Come in tutte le cose - ha aggiunto - esistono però dei limiti. Dopo tanti anni, diviene sempre più difficile accettare qualsiasi parola, pronunciata in tutta libertà , che possa turbare serenità ed equilibrio pubblico. Non vi é alcun dubbio che comunque la Magistratura resterà sempre attenta e vigile, pronta a captare ogni eventuale nuovo elemento che possa portare altra luce sulla vicenda. Questa logica posizione non può essere oggetto di interpretazioni fantasiose e troppo insistite, tollerabili solo come afferenti ad una sfera psicologica colpita dal tragico atto dinamitardo". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
338  del 
26/05/2006
MAFIA: GRASSO, DA NUOVO GOVERNO PRIMI SEGNALI POSITIVI (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "Qualcosa é già stato annunciato, almeno come una sospensione ..... Apri
MAFIA: GRASSO, DA NUOVO GOVERNO PRIMI SEGNALI POSITIVI (ANSA) - FIRENZE, 26 MAG - "Qualcosa é già stato annunciato, almeno come una sospensione dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario, e quindi abbiamo delle prospettive favorevoli". Cosà Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, commenta con i giornalisti quelli che sono i primi passi del nuovo governo sui problemi della giustizia e in particolare di lotta alla mafia. Poco prima, parlando al convegno su 'Memoria e Verita'', organizzato per ricordare la strage di Via dei Georgofili del 27 maggio 1993, Grasso aveva parlato dei problemi che alcune leggi hanno creato nella lotta alla mafia facendo l'esempio dei limiti delle intercettazioni, legate all'impossibilità di utilizzarle se c'è di mezzo un parlamentare, o di quella sul sequestro dei beni ai collaboratori di giustizia. Nel primo caso, se da una parte é "giusta la tutela dei parlamentari" ha detto, é anche vero che cosà "basta che un mafioso telefoni ad un parlamentare, e il gioco é fatto, quell'intercettazione non possiamo più usarla". Per quanto riguarda i collaboratori si tratta di "una legge disincentivante: ormai collaborano solo quelli che temono per la propria vita - ha proseguito - o quelli che hanno avuto l'ergastolo. Ma senza collaboratori e testimoni, con intercettazioni limitate, con quali mezzi dobbiamo continuare la lotta alla mafia?". Ai giornalisti Grasso ha però precisato di non aver tanto "criticato" le leggi ma piuttosto "disegnato un'analisi obiettiva su quelle che sono le conseguenze delle leggi. Poi il magistrato é tenuto ad applicarle comunque, e sta ai cittadini - ha concluso - vedere gli effetti in relazione ai loro interessi". (ANSA).
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COMUNICATO STAMPA
330  del 
31/05/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la loro preoccupazione davanti al gran vociare intorno alle Commissioni ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la loro preoccupazione davanti al gran vociare intorno alle Commissioni d'Inchiesta Parlamentare.
Non c'é chiarezza e trasparenza, non sono rese note quali siano le Commissioni d'Inchiesta Parlamentare intorno alle quale si dibatte la politica tutta.
Pur considerando l'enorme esigenza dei partiti, di sistemare su 'sedie' che contano coloro che ancora non hanno giovato delle spartizioni frutto delle recenti elezioni politiche, tuttavia non possiamo che allarmarci, anche in considerazione di quanto é emerso durante le manifestazioni dell'ultimo anniversario della strage di via dei Georgofili.
Noi ribadiamo quindi con forza la nostra posizione:
-non accetteremo mai, senza le nostre dovute rimostranze, una Commissione d'Inchiesta Parlamentare per le stragi del 1993, per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Siamo certi essere per ora la Magistratura l'organismo preposto per simili ricerche, questo perchè precisiamo, non riteniamo ci sia il clima giusto per mettere nelle mani della politica le indagini sui 'mandanti' esterni a cosa nostra', per la strage che ha condizionato tutta l'intera vita del paese da tredici anni a questa parte.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO STAMPA
329  del 
02/06/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, chiedono alle Istituzioni di non sottovalutare la criminalità organizzata nel compiere ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, chiedono alle Istituzioni di non sottovalutare la criminalità organizzata nel compiere le indagini per gli ordigni fatti esplodere oggi 2 Giugno 2006 davanti alla Scuola per Carabinieri.
La mafia 'cosa nostra', quella che ha eseguito la strage di via dei Georgofili, guarda sicuramente con interesse ai dibattiti di questi giorni sul tema di amnistia e di indulto.
A tal proposito si rammentano, il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma ,durate il quale il 31 ottobre del 1993 dovevano morire ben 60 carabinieri, e ancor prima si ricorda la carica di esplosivo fatta ritrovare davanti a Palazzo Chigi il 2 Giugno 1993 festa della Repubblica.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
328  del 
04/06/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono dubbiosi davanti alle garanzie espresse dal Governo, che 'cosa nostra' non..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono dubbiosi davanti alle garanzie espresse dal Governo, che 'cosa nostra' non godrà di indulto e amnistia.
Del resto nei primi giorni del mese di Novembre del 1993, centotrenta mafiosi furono trasferiti da carcere '41 bis' a carcere normale, nel corso di questi tredici anni tanti dalla strage di via dei Georgofili, molti uomini di 'cosa nostra' sono passati da una forma di carcere duro a un carcere normale .
Inoltre, ancora più grave, alla fine di Novembre del 2005 Aldo Fabretti fortemente coinvolto nei tragici eventi relativi alle stragi del 1993, ha lasciato il carcere, tornando in famiglia con il solo obbligo di firma ogni mattina al vicino Commissariato.
Altri mafiosi come Tommaso Cannella legato al Boss Provenzano sono stati scarcerati godendo di sconti di pena.
Siamo costretti quindi a dire che non credremo mai che fra le'maglie' di una probabile amnista o un indulto, non possano finire soggetti a vario titolo coinvolti in reati legati alle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
326  del 
05/06/2006
D' ELIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, SIAMO PREOCCUPATI STIGMATIZZATA ANCHE POSSIBILITA' AMNISTIA E INDULTO

(ANSA) - FIRENZE, 5 GIU .....
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D' ELIA: FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI, SIAMO PREOCCUPATI STIGMATIZZATA ANCHE POSSIBILITA' AMNISTIA E INDULTO

(ANSA) - FIRENZE, 5 GIU - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, "condannano severamente la presenza in Parlamento di soggetti legati al terrorismo". In una nota Giovanna Maggiani Chelli ricorda che l' associazione da sempre ha condannato la possibilità di continuare ad esercitare le funzioni di senatore o deputato da parte di chi ha subito condanne per chiari legami con la criminalità organizzata". L' associazione poi tocca anche il tema di amnistia e indulto, ribadendo "la nostra preoccupazione davanti ad atti di clemenza quale amnistia e indulto, che potrebbero essere davvero la strada per chiudere per sempre la partita sulla verità completa delle stragi del 1993, veri e propri atti terroristici a scopo eversivo".(ANSA).
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COMUNICATO
327  del 
05/06/2006
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, condannano severamente la presenza in Parlamento di soggetti legati ad atti di terrorism..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, condannano severamente la presenza in Parlamento di soggetti legati ad atti di terrorismo, come del resto abbiamo sempre condannato la possibilità di continuare ad esercitare le funzioni di Senatore e Onorevole, da parte di chi ha subito condanne per chiari legami con la criminalità organizzata.
Ribadiamo pertanto la nostra preoccupazione davanti ad atti di clemenza quale amnistia e indulto, i quali potrebbero essere davvero la strada per chiudere per sempre la partita sulla verità completa delle stragi del 1993, veri e propri atti terroristici a scopo eversivo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili
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LETTERA
325  del 
07/06/2006
Gentilissimo Direttore
Dr. Ezio Mauro
La Repubblica
Roma

A suo tempo, quando nel processo di Firenze il collaboratore di giustizia C.....
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Gentilissimo Direttore
Dr. Ezio Mauro
La Repubblica
Roma

A suo tempo, quando nel processo di Firenze il collaboratore di giustizia Cancemi iniziò a parlare di soggetti presi 'per la manina ' da Salvatore Riina e con lui ben altri sei collaboratori di giustizia lo confermarono, Le scrissi, eravamo disperati.
La seria possibilità che in Parlamento fossero presenti soggetti legati alla criminalità organizzata era più che un sospetto.
Lei mi rispose che cercavate di fare il possibile.
Non é successo nulla in questo Paese, gli atti del processo di Firenze nessuno li ha letti e il materiale relativo alle indagini sui 'mandanti esterni alla mafia' oggi é buono solo per archiviazioni.
Quindi la situazione in Parlamento molto probabilmente é più drammatica di quello che possiamo immaginare, perchè davvero nessuno può escludere che su quegli scrani si siedano collaboratori stretti di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro.
Detto questo, la presenza del Signor D'Elia alla Camera dei Deputati non dovrebbe sconvolgere più di tanto.
Se si é riusciti a tollerare una situazione come quella che probabilmente é in atto da tredici anni a questa parte, perchè ora tanto scalpore davanti ad un brigatista in Parlamento che tra l'altro ha scontato la sua pena?
Un motivo c'é:
'chi non ha peccato scagli la prima pietra dice il Vangelo', ma il Parlamento é il luogo dove si varano le Leggi e le brigate rosse in questo Paese, piaccia o no, hanno perso il diritto di legiferare cosà come le brigare nere e speriamo si capisca presto anche la mafia.


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
324  del 
08/06/2006
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, inizieranno di fatto oggi 8 Giugno 2006, quell'iter processuale relativo alle cause..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, inizieranno di fatto oggi 8 Giugno 2006, quell'iter processuale relativo alle cause civili in corso contro la mafia 'cosa nostra ', per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
L'incontro avverrà presso la sede della Caritas di Firenze che molto gentilmente ci ospita.
Inizieremo a pagare fino in fondo il prezzo che cause di questo tipo comportano, ossia stress di ogni tipo soprattutto per dover ritornare con la mente a ricordi dolorosi e drammatici.
Alle vittime della strage di via dei Georgofili non saranno concessi sconti di nessun genere, nulla verrà risparmiato, ossia la legge alla quale peraltro ci siamo appellati,verrà applicata fino in fondo:
-non ci saranno decreti governativi compiacenti a stabilire senza processo civile cifre da capogiro come é successo per la famiglia Biagi;
-continueremo ad essere prigionieri del nostro passato, che comunque vogliamo ricordare, perchè non ci é stato di certo consentito, a noi che le azioni di terrorismo le abbiamo subite di andare di Parlamento come é stato per l'Onorevole D'Elia, affinchè potessimo prodigarci perché le stragi in questo Paese non avessero più a ripetersi.
Tutto ciò mentre sentiamo ogni giorno parlare di indulto e amnistie anche per atti di terrorismo, per chiudere con un passato che i nostri carnefici per il loro quieto vivere vogliono cancellare, ma che noi non vogliamo e non possiamo seppellire perchè la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 é stata una strage terroristica eversiva.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
322  del 
14/06/2006
ESITO CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI 14 GIUGNO 2006

COMUNICATO STAMPA DI Unione vittime per stragi (Associazioni delle stragi di: .....
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ESITO CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI 14 GIUGNO 2006

COMUNICATO STAMPA DI Unione vittime per stragi (Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili),

Oggi, 14 giugno 2006 i rappresentanti delle Associazioni riunite nell'Unione, hanno tenuto una conferenza stampa per sensibilizzare i neo-eletti Deputati e i Senatori sui seguenti temi:

A) LEGGE SULL' 'ABOLIZIONE
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CONFERENZA STAMPA
323  del 
14/06/2006
UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del .....
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UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

MERCOLEDI' 14 GIUGNO 2006 ALLE ORE 13,00

SALA STAMPA CAMERA DEI DEPUTATI - PALAZZO MONTECITORIO

à? INDETTA UNA CONFERENZA STAMPA CHIEDIAMO L'IMPEGNO DI TUTTI I PARLAMENTARI SU I SEGUENTI TEMI:

A) LEGGE SULL' 'ABOLIZIONE
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COMUNICATO
321  del 
16/06/2006
Cosà come sostenuto dallo SDI Toscano, neppure noi 'siamo convinti del perchè un cittadino come D'Elia sia stato scelto per ricoprire a Mont..... Apri
Cosà come sostenuto dallo SDI Toscano, neppure noi 'siamo convinti del perchè un cittadino come D'Elia sia stato scelto per ricoprire a Montecitorio la carica di segretario nell'Ufficio di Presidenza'.
'Non ci convince neppure il fatto che l'ondata di emozioni e di proteste che si é svegliata a Firenze in questi giorni non susciti molto interesse lontano da qui.'
Il 14 giugno noi i familiari delle vittime della strage di Firenze siamo andati anche alla sala stampa della Camera a sollevare la questione, non é passato un solo gemito dell'allarme da noi lanciato.
Sergio D'Elia per noi rappresenta il simbolo di coloro che in Italia non vogliono il regime carcerario del '41 bis', severo ma necessario per la mafia stragista.
Lo dice chiaramente il libro 'Tortura Democratica' scritto da Sergio D'Elia e Maurizio Turco, i due soggetti non sono andati in carcere a visitare poveri cristi dietro alle sbarre e ne hanno riportato le lagnanze, i quali anche secondo noi dovrebbero godere di amnistia e sconti vari di pena.
Bensà D'Elia e Turco, hanno visitato e sentito tutti i mafiosi della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
La mafia ha ormai l'esigenza impellente di far fare sconti di pena ai mafiosi di 'cosa nostra' che nel 1993 hanno messo a ferro e fuoco l'Italia, i partiti piccoli sono da sempre stati scelti dalle cosche per fa passare le loro leggi.
Chiediamo a viva voce di valutare seriamente ciò che sta succedendo e qualora la mafia stragista del 1993 dovesse ottenere quelle agevolazioni carcerarie, per le quali ha usato quasi mille chili di tritolo e per gli effetti del quale i nostri parenti o sono morti o oggi sono invalidi, si sappia almeno in giro che quello che sta succedendo potrebbe pregiudicare seriamente la ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
320  del 
20/06/2006
I familiari delle vittime delle stragi di via dei Georgofili, in fatto di intercettazioni uniscono la loro voce a quella del procuratore Nazionale Ant..... Apri
I familiari delle vittime delle stragi di via dei Georgofili, in fatto di intercettazioni uniscono la loro voce a quella del procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso.
Per le stragi del 1993 manca ancora la verità completa, mancano il perchè di quelle stragi e il movente .
Non si conoscono pertanto i nomi dei "mandanti esterni alla mafia" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Solo con un ampio utilizzo dello strumento delle intercettazioni si può confidare che la Magistratura che ancora indaga, possa giungere ad una verità completa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili
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COMUNICATO
319  del 
21/06/2006
Oggetto: Risposta a Don Mazzi.

In riferimento a quanto riportato oggi dai quotidiani, come era prevedibile il caso D'Elia era destinato a .....
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Oggetto: Risposta a Don Mazzi.

In riferimento a quanto riportato oggi dai quotidiani, come era prevedibile il caso D'Elia era destinato a suscitare polemiche e ancora non é finita.
Almeno per quello che ci riguarda, mai torniamo indietro quando intravediamo il passare di messaggi che alimentano le aspettative di "cosa nostra".
Non vogliamo comprensioni e analisi sulla nostra crescita civile per quello che abbiamo patito, questo se riguarda scopi diversi dalla nostra ricerca di verità .
Comprendere che sbagliare in modo grave, andare in un confessionale a confidare al proprio padre spirituale la propria colpa se ne possa ricevere assoluzione, appartiene solo ad alcuni di noi.
Non appartiene invece a nessuno di noi, considerare un valore aggiunto quella ricchezza che pare possa derivare dal mandare in Parlamento, là dove si fanno le Leggi dello Stato, uomini che comunque la Legge l'hanno calpestata alla grande e che é chiaro e palese siano disposti domani a far venire meno quelle condizioni di regime carcerario inerente il "41 bis".
A regime di "41 bis" la mafia stragista, la quale proprio per abolire questo tipo di detenzione, ha fatto eseguire le stragi del 1993, deve rimanere a meno che secondo Legge non collabori con la giustizia.
Possiamo solo capire certi tipi di interventi, considerando che da sempre religiosi protestano contro il "41 bis", tant'é che quando queste proteste sono venute meno, o più deboli, non ci sentiamo di escludere la mafia sia arrivata a concepire stragi anche contro la Chiesa stessa con gli attentati di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.
Noi vogliamo che stragi come quelle del 1993 non abbiano a ripetersi, vogliamo la verità su quelle stragi, quindi non va assolutamente bene secondo noi, come già detto in apertura,lasciare in Parlamento uomini che comunque possono dare alla mafia "cosa nostra" speranze alle proprie aspettative.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili
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LETTERA
318  del 
24/06/2006
Cosa dice Ilustrissimo Signor Direttore dell'Unità ,
l'avranno capito gli elettori cosa vanno a fare domani?
Avranno capito che vanno .....
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Cosa dice Ilustrissimo Signor Direttore dell'Unità ,
l'avranno capito gli elettori cosa vanno a fare domani?
Avranno capito che vanno a scegliere fra quel "vecchio" vigente prima delle bombe del 1993 e quel "nuovo" in atto dopo le bombe del 1993?
Un "nuovo", che bisogna dirlo per amore di giustizia,troppo spesso in questi tredici anni ha goduto di consensi vergognosi anche da dove non sarebbero mai dovuti arrivare, fra una bicamerale e una trattativa e l'altra.
E bisogna ancora dire sempre per amor di giustizia, che il "vecchio" non ci ha garantito un gran che, visto che verità non ne abbiamo mai avuto sulle stragi d'Italia, ma il "nuovo ", sarebbe il disastro totale.
Con trecento chili di tritolo a Firenze in via dei Georgofili si é cercato di imporre un "nuovo" tutto dedito al malaffare e ai traffici illeciti oggi legalizzati, dite almeno questo agli elettori, altrimenti domani potrebbero commettere errori irreparabili.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
316  del 
29/06/2006
D'ANTONA: FAMILIARI GEORGOFILI, ANCHE DS PER RITO ABBREVIATO

(ANSA) - FIRENZE, 29 GIU - "La vedova D' Antona si indigna. Questo .....
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D'ANTONA: FAMILIARI GEORGOFILI, ANCHE DS PER RITO ABBREVIATO

(ANSA) - FIRENZE, 29 GIU - "La vedova D' Antona si indigna. Questo perchè attraverso il rito abbreviato si aggira
l'ostacolo dell'ergastolo anche per delitti gravi come il terrorismo. La vedova D'Antona dimentica che é stato anche il
suo partito, i Ds, a cercare di togliere, attraverso il rito abbreviato, l' ergastolo ai mafiosi rei delle stragi del 1993.
E' proprio vero che ci si agita solo quando pestano i nostri calli". E' quanto scrive, in una nota, Giovanna Maggiani
Chelli, portavoce dell' associazione familiari vittime di Via dei Georgofili, a proposito della riduzione delle condanne a
Cinzia Banelli e Laura Proietti, le brigatiste accusate dell' omicidio del giuslavorista Massimo D' Antona.
"Ora - prosegue la Maggiani Chelli - siamo agli attacchi al 41 bis e all' amnistia generalizzata, che in molti chiedono a
gran voce dalle pagine dei quotidiani. Crediamo valga la pena di domandarci, oggi, quanti mafiosi si vogliono e si 'devono'
mandare a casa con questi ammorbidimenti a forme di carcere severo e atti di clemenza, cosà a cose fatte - conclude - non
avremo nuovamente di che indignarci". (ANSA).
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COMUNICATO
317  del 
29/06/2006
La vedova D'Antona si indigna!
Questo perchè attraverso il rito abbreviato si agira l'ostacolo dell'ergastolo anche per delitti grav.....
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La vedova D'Antona si indigna!
Questo perchè attraverso il rito abbreviato si agira l'ostacolo dell'ergastolo anche per delitti gravi come il terrorismo.
La vedova D'Antona dimentica che é stato anche il suo partito, a cercare di togliere, attraverso il rito abbreviato, l'ergastolo ai mafiosi rei delle stragi del 1993.
Per fortuna noi non eravamo girati di là .
Comunque é proprio vero ci si agita solo quando pestano i nostri di calli.
Ora siamo agli attacchi al "41 bis" e all'amnistia generalizzata, che in molti chiedono a gran voce dalle pagine dei quotidiani.
Crediamo valga la pena di domandarci oggi, quanti mafiosi si vogliono e si "devono" mandare a casa con questi ammorbidimenti a forme di carcere severo e atti di clemenza, cosà a cose fatte non avremmo nuovamente di che indignarci.
Cordiali saluti.


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage
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COMUNICATO
315  del 
07/07/2006
In riferimento alle mozioni sul caso D'Elia in Toscana, leggiamo sulla stampa:
"Il voto a questa mozione é un atto barbaro e fortemente i.....
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In riferimento alle mozioni sul caso D'Elia in Toscana, leggiamo sulla stampa:
"Il voto a questa mozione é un atto barbaro e fortemente ipocrita, perché si minano le basi del garantismo e contemporaneamente si ignorano casi di deputati coinvolti in inchieste di mafia"".
Ci sentiamo quindi in dovere di rispondere, perchè oltre aver inviato a tutti i gruppi politici del Consiglio Comunale di Firenze il nostro appello in merito alla questione D'Elia, ci siamo espressi più volte in proposito:
Da dieci anni andiamo denunciando la presenza in Parlamento di uomini sicuramente collusi con la criminalità organizzata, vista la difficoltà che abbiamo nell'ottenere la verità completa sulle stragi del 1993.
Ci meraviglia quindi sentire solo ora dire chiaro e forte che in Parlamento c'é la mafia,e questo solo perchè si sente il bisogno di alzare gli scudi in difesa di chi é andato all'interno delle nostre carceri a portare conforto, attraverso un libro denuncia, ai massacratori del 27 Maggio 1993.
Un sistema di carcere severo il "41 bis", ma ripetiamo ancora necessario per chi ha messo a ferro e fuoco l'Italia sulla pelle di innocenti, proprio per abolire il carcere duro.
Inoltre non riteniamo siano in discussione le basi del garantismo del quale ce ne é da vendere, bensà si mina la fatica continua di chi cerca di alzare il livello di democrazia di questo Paese.
Con il raggiungimento della verità sulle stragi del 1993, sicuramente il Parlamento si svuoterà di terroristi e mafiosi, e tutto questo passa inevitabilmente attraverso la non abolizione del regime di "41 bis" visto che uno degli scopi primari della strage di Firenze, era proprio quello di scarcerare la mafia al completo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
314  del 
08/07/2006
I nostri parenti sono morti la notte del 27 Maggio 1993 perchè la mafia voleva far abolire il "41 bis".
Oggi a "41 bis" si cons.....
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I nostri parenti sono morti la notte del 27 Maggio 1993 perchè la mafia voleva far abolire il "41 bis".
Oggi a "41 bis" si consente ai mafiosi stragisti l'inseminazione artificiale con spese a carico della USL Nazionale.
Non possiamo che esprimere tutta la nostra profonda indignazione, e piangere la morte dei nostri figli la cui vita é stata sacrificata per un Paese al quale ci vergogniamo di appartenere.
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
313  del 
17/07/2006
Una maglietta da ostentare come una bandiera con su scritto "Mafia" é sicuramente una cosa indegna.
Ma cosa poteva mai aspettarsi un Paes.....
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Una maglietta da ostentare come una bandiera con su scritto "Mafia" é sicuramente una cosa indegna.
Ma cosa poteva mai aspettarsi un Paese, dove allo studio sarà prestissimo una proposta di legge la quale se varata consentirà anche ai mafiosi rei strage di arrivare ad una revisione dei processi?
Il reo condannato all'ergastolo, anche uno stragista, se si sente vittima di sistemi carcerari troppo severi, potrà ricorrere alla Corte di Strasburgo e in seguito in Italia la sua situazione potrà essere rivista.
Quanto sopra chiaramente perchè della mafia non importa nulla a nessuno, anziÂ?. mentre al alcuni, importerebbe molto di più spostare qualche terrorista del passato da "41 bis".
Credo che quella maglietta con su scritto "Mafia" dovremmo indossarla anche, noi le vittime della strage di Firenze, in un manifestazione in via dei Georgofili, per dimostrare che ormai in Italia tutto é mafia e che inutile é la nostra battaglia di ricerca della varietà sulle stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
310  del 
18/07/2006
D'ELIA:PROVINCIA FIRENZE APPROVA MOZIONE SOLIDARIETA'VITTIME (ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Il Consiglio provinciale di Firenze ha approvato una..... Apri
D'ELIA:PROVINCIA FIRENZE APPROVA MOZIONE SOLIDARIETA'VITTIME (ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Il Consiglio provinciale di Firenze ha approvato una mozione di solidarietà alle vittime del terrorismo, che prende spunto dal caso dell'onorevole Sergio D'Elia, l'ex di Prima

LINEA, recentemente eletto segretario della Camera dei deputati. La mozione, presentata dai consiglieri di Forza Italia Francesca Avezzano Comes e Leonardo Comucci, é stata approvata con 20 voti a favore espressi da Ds, Fi, Margherita, An e Udc; 4 i voti contrari, di Prc e Pdci e un astenuto, Massimo Lensi, radicale eletto nelle liste di Fi. Nella mozione si condivide l'amarezza della vedova dell'agente Fausto Dionisi, ucciso da Prima

LINEA a Firenze e si prende atto delle dichiarazioni dell'Associazione italiana vittime del terrorismo e dell' Associazione vittime della strage dei Georgofili, oltre che della ferma protesta dei rappresentanti sindacali della polizia. Nella stessa si afferma poi di ritenere che "per la coscienza e la giustizia degli uomini i diritti dei carnefici non debbano e non possano trovare maggior rispetto dei diritti delle vittime" e che "una carica di tale rilevanza istituzionale, per opportunità politica, non può essere ricoperta da chi ha lottato per anni con la violenza del terrorismo nei confronti della comunità . La mozione impegna infine il presidente della Giunta provinciale ad esprimere piena solidarietà alla vedova Dionisi, e a tutti quelli "che si sono sacrificati per servire lo Stato". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
311  del 
18/07/2006
ASS.GEORGOFILI,NON CONTATTATI REGIONE PER LEGGE TERRORISMO (ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - E' "difficile comprendere perchè la nostra Associazion..... Apri
ASS.GEORGOFILI,NON CONTATTATI REGIONE PER LEGGE TERRORISMO (ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - E' "difficile comprendere perchè la nostra Associazione non abbia ricevuto comunicazione e illustrazione ufficiale circa il disegno di legge regionale" per interventi a favore dei familiari delle vittime del terrorismo. E' quanto scrive, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Dopo aver sotto

LINEAto di aver "appreso con piacere che la Regione Toscana ha deciso di intervenire con una legge in favore delle vittime del terrorismo a supporto delle leggi nazionali", Giovanna Maggiani Chelli conclude dicendosi "certa che riceveremo dalla Regione Toscana quanto prima le comunicazioni che sicuramente riguardano anche le nostre vittime".(ANSA).
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COMUNICATO
312  del 
18/07/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, hanno appreso con piacere che la Regione Toscana ha deciso di intervenire con una legge ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, hanno appreso con piacere che la Regione Toscana ha deciso di intervenire con una legge in favore delle vittime del terrorismo a supporto delle leggi Nazionali.
Fanno quindi presente che per la strage di via dei Georgofili, é stata emessa dalla Corte Suprema di Cassazione una sentenza per terrorismo ed eversione.
Difficile quindi comprendere perchè la nostra Associazione non abbia ricevuto comunicazione e illustrazione ufficiale, circa il disegno di legge regionale in argomento.
Convinti che si tratti del solito errore già commesso per la legge 206
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NOTIZIA ANSA
308  del 
19/07/2006
MAFIA:BORSELLINO;GEORGOFILI, C'E' VOGLIA GARANTISMO SFRENATO (ANSA) - FIRENZE, 19 LUG - "Oggi all'interno del Parlamento italiano ..... Apri
MAFIA:BORSELLINO;GEORGOFILI, C'E' VOGLIA GARANTISMO SFRENATO (ANSA) - FIRENZE, 19 LUG - "Oggi all'interno del Parlamento italiano serpeggia la voglia di un garantismo sfrenato, un messaggio molto atteso dalla mafia capeggiata da Riina, Bagarella, Provenzano e i fratelli Graviano". E' quanto afferma l'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, in un comunicato diffuso in occasione dell'anniversario dell'uccisione del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. "I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - é scritto ancora nella nota - ricordando l'uccisione del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta, rammentano che la mafia, negli anni 1992-1993-1994, utilizzò in giro per l'Italia più di mille chili di tritolo affinchè il regime carcerario di '41 bis' fosse abolito". (ANSA).
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COMUNICATO
309  del 
19/07/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando l'uccisione del Giudice Borsellino e della sua Scorta, nel quattordicesim..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando l'uccisione del Giudice Borsellino e della sua Scorta, nel quattordicesimo anniversario di quel tragico giorno rammentano che la mafia "cosa nostra" negli anni 1992- 1993 - 1994 utlizzò in giro per l'Italia più di mille chili di tritolo affinchè il regime carcerario di "41 bis" fosse abolito.
Oggi all'interno del Parlamento Italiano serpeggia la voglia di un garantismo sfrenato, un messaggio molto atteso dalla mafia capeggiata da Riina, Bagarella, Provenzano e i fratelli Graviano i quali cominciano ad intravedere risposte positive alle loro aspettative.
Se il regime di carcere duro "41 bis" verrà meno, o quantomeno mitigato ancora di più, non sapremo mai i nomi dei mandanti esterni a "cosa nostra" per le stragi del 1992-1993", a questo mira il garantismo a cui abbiamo fatto riferimento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
307  del 
26/07/2006
MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,VICINI FAMIGLIE VITTIME MILANO
IN RICORDO DI COLORO CHE MORIRINO IN ATTENTATO VIA PALESTRO

(ANSA) - FIRENZE, 2.....
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MAFIA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,VICINI FAMIGLIE VITTIME MILANO
IN RICORDO DI COLORO CHE MORIRINO IN ATTENTATO VIA PALESTRO

(ANSA) - FIRENZE, 26 LUG - "Oggi più che mai siamo vicini alle famiglie dei Vigili del Fuoco e dei Vigili Urbani che hanno perso la vita durante la strage di Via Palestro, uno dei più vigliacchi attentati della storia d'Italia". Cosà l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricorda in una nota i caduti nella strage di via Palestro, nel giorno del 13mo anniversario dell'attentato, avvenuto il 27 luglio 1993. L'Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili rammenta anche " il sacrificio dell'abitante del Marocco, ucciso anche lui nella strage, in un Paese nel quale credeva di potersi costruire una vita insieme alla sua famiglia" . "La nostra oggi non vuole essere retorica, ma un grido di rabbia e di dolore - si afferma in una nota dell' Associazione - mentre all' interno del Parlamento si cerca, attraverso indulti e amnistie, di salvaguardare soprattutto coloro che agirono nelle stragi del 1993 con un movente che il giudice Borrelli definà 'riconducibile alle indagini su Tangentopoli''". (ANSA).
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LETTERA
302  del 
27/07/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Nel giorno dell'anniversario della strage di via Palestro, il nostro Parl.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Nel giorno dell'anniversario della strage di via Palestro, il nostro Parlamento ha dato il via ad un indulto, attraverso il quale verranno premiati coloro che con lo scambio di voti hanno usufruito dei favori della mafia.
460 parlamentari hanno ritenuto giusto sacrificare qualcosa sia pure in vantaggio della mafia, piuttosto che lasciar patire dei disgraziati in carceri disumane e sovraffollate.
Almeno questo vogliono farci credere .
Non é cosà, noi non possiamo credere alla buona fede di chi nel corso di questi 13 anni, tanti dalla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, più volte ha cercato di favorire la mafia.
Non dimenticheremo mai che nel 2000 fu fatto il tentativo attraverso il rito abbreviato, di togliere l'ergastolo ai 16 mafiosi condannati in appello per le stragi del 1993.
Cosà come non dimenticheremo mai quell'ignobile Trattativa a suon di tritolo sulla pelle dei nostri parenti, affinchè non emergessero nomi eccellenti di quanti erano coinvolti nei traffici che hanno portato alle stragi stesse.
Resta per noi un'ultima speranza, il Senato della Repubblica, dove entro sabato si giocherà l'ultima partita .
L'ultima possibilità di dimostrare che questo Paese ha ancora una dignità ed é in grado di costruire nuove carceri se occorrono e di mandare a casa, fuori dal carcere, veramente solo i disgraziati e non favorire ancora una volta la mafia.
Rifondazione Comunista ha già detto che al Senato non ritoccherà il testo dell'Indulto in fatto di scambio di voto e per questo i Comunisti Italiani oggi alla Camera si sono astenuti.
Ciò non toglie che noi richiamiamo alla mente dei Senatori di questa Repubblica, tutto l'orrore che le stragi del 1993, sette in meno di due anni, mille chili di tritolo, hanno prodotto in questo Paese.
Quali parti civili nel processo penale per le stragi del 1993, abbiamo letto fiumi di verbali di interrogatori (purtroppo oggi archiviati) mentre ancora si cercavano i 'mandanti esterni alla mafia'.
Possiamo quindi ben capire, quanto politicamente parlando, sia difficile gestire lo scandalo che ha travolto l'Italia negli anni della strage di Firenze.
Quanto la politica possa avere problemi con la mafia, ma ci sono stati i nostri morti e questi hanno diritto alla giustizia più completa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
303  del 
27/07/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel giorno dell'anniversario ricordano le vittime della strage di Via Palestro del ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel giorno dell'anniversario ricordano le vittime della strage di Via Palestro del 27 Luglio 1993.
Siamo più che mai vicini alle famiglie dei Vigili del Fuoco, dei Vigili Urbani che hanno perso la vita durante uno dei più vigliacchi attentati che la storia d'Italia ricordi.
Ricordiamo altresà il sacrificio dell'abitante del Marocco che ha perso la propria vita in un Paese nel quale credeva di poter costruire la sua vita insieme alla sua famiglia.
La nostra oggi non vuole essere retorica, ma un grido di rabbia e di dolore mentre all'interno del nostro Parlamento si cerca attraverso indulti e amnistie , in nome di uno sfollamento delle carceri, di salvaguardare soprattutto coloro che come ebbe a dire il Giudice Borelli a proposito delle stragi del 1993: non possiamo escludere che il movente sia stato riconducibile ad indagini inerenti 'Tangentopoli'.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
304  del 
27/07/2006
INDULTO: PARENTI GEORGOFILI,VERGOGNOSO PREMIARE VOTO SCAMBIO

- FIRENZE, 27 LUG - "Riteniamo oltremodo vergognoso che, mentre a Palermo per.....
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INDULTO: PARENTI GEORGOFILI,VERGOGNOSO PREMIARE VOTO SCAMBIO

- FIRENZE, 27 LUG - "Riteniamo oltremodo vergognoso che, mentre a Palermo per l'anniversario della morte del giudice Borsellino i
magistrati hanno chiesto di indagare più che mai sui rapporti mafia- politica, il Parlamento decida di premiare il 'voto di scambio'". E'
quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili del 1993.
"Se la proposta di legge per l'indulto passerà cosà come è - spiega ancora l'Associazione -, godranno dei benefici di legge anche coloro che hanno 'comprato' i voti dalla mafia. E' un dato del processo per le stragi del 1993 - conclude la nota - che l'ordine di votare certi partiti uscà dal carcere".
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COMUNICATO
305  del 
27/07/2006
Se la proposta di legge per l'Indulto passerà cosà com'é, godranno dei benefici di legge anche coloro che hanno 'comprato' i voti..... Apri
Se la proposta di legge per l'Indulto passerà cosà com'é, godranno dei benefici di legge anche coloro che hanno 'comprato' i voti dalla mafia.
E' un dato del processo per le stragi del 1993 che l'ordine di votare certi partiti uscà dal carcere .
Riteniamo oltremodo vergognoso mentre a Palermo per l'anniversario della morte del Giudice Borsellino,i Magistrati hanno chiesto di indagare più che mai sui rapporti mafia-politica, il Parlamento decida di premiare il 'voto di scambio'.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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EMAIL
306  del 
27/07/2006
From: Giovanna Maggiani Chelli
To: posta@liberazione.it
Sent: Thursday, July 27, 2006 9:46 PM
Subject: Indulto

Gentilissimo Direttore,.....
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From: Giovanna Maggiani Chelli
To: posta@liberazione.it
Sent: Thursday, July 27, 2006 9:46 PM
Subject: Indulto

Gentilissimo Direttore,

tutto ci saremmo aspettati fuorché sentire il Presidente della Camera asserire che oggi é stato un gran giorno per le istituzioni, per il grande atto di clemenza dell'indulto.
Ora aspettiamo i dati, i numeri :
- quanti disgraziati lasceranno il carcere di quelli che hanno rubato una mela o avevano in tasca una bustina di droga.
- quanti torneranno in galera in giorno dopo.
Mentre sappiamo già non solo i numeri ma anche i nomi di coloro che in galera non ci sarebbero mai andati malgrado abbiano ordinato le stragi del 1993, ma volevano assolutamente cadesse per loro attraverso l'indulto, anche il solo essere stati sfiorati dal dubbio che con la mafia si erano collusi con voti di scambio.
Per noi nel giorno dell'anniversario di Via Palestro, la strage del 27 Luglio 1993, é stato un giorno di doppio lutto.
Ancora una volta di più abbiamo costatato che la mafia é in Parlamento.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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EMAIL
301  del 
28/07/2006
From: Giovanna Maggiani Chelli
To: posta@liberazione.it
Sent: Friday, July 28, 2006 9:14 PM
Subject: Indulto

Egregio Dr.
Claudio Ja.....
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From: Giovanna Maggiani Chelli
To: posta@liberazione.it
Sent: Friday, July 28, 2006 9:14 PM
Subject: Indulto

Egregio Dr.
Claudio Jampaglia,

purtroppo solo ora ho potuto leggere i giornali del giorno e quindi solo ora leggo la Sua intervista al deputato Forgione.
Mi scuso del ritardo.
Se di Populismo si tratta e noi saremmo i populisti, se in 13 anni solo una persona é stata condannata per scambio di voto mafioso, perché lasciarci in asia e non togliere dal godimento dell'attuale indulto il suddetto reato?
Perché RC ha detto no al cambiamento del testo in Senato ai PDCI?
Se questo maledetto scambio di voto mafioso domani verrà tolto, ci sentiremmo molto più tranquilli.
Vede nel 1993 c'é stato scambio di voto mafioso eccome:
voti in cambio della promessa di abolire il 41 bis e tante altre cosette di mafia, é andata pure male i nostri parenti sono morti in quella tratttaiva di scambi di voti.
Devono ancora essere tutti individuati quelli che si sono "scambiati" i voti della mafia, incriminati e incarcerati altro che "indultati"!
Siamo esigenti lo so, ma nessun carcerato ha patito quello che hanno patito i nostri figli sotto 300 chili di tritolo,stragista politco mafioso, fatelo togliere questo scandalo da una legge di sinistra!
Non fate nessun regalo alla mafia neppure per scherzo.
Dopo di che aprite pure le porte ai disgraziati come li chiamate voi e soprattutto provvedete di non metterli in mezzo ad una strada, perché dopodomani saranno dinuovo a delinquere.
Ma questo é un altro discorso non ci riguarda se non come cittadini, noi parliamo di mafia.
Voi, tutti Voi, la mafia non sapete neppure cos'é, la leggete solo sui libri scritti da Voi e sui giornali scritti da Voi, noi la tocchiamo con mano e vediamo con gli occhi ogni giorno i disastri che ha combinato sui corpi dei nostri figli sopravissuti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
297  del 
29/07/2006
INDULTO: FAMILIARI GEORGOFILI, AFFRONTO A VITTIME DI FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 29 LUG - ''Inserire in una legge per l'indulto la.....
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INDULTO: FAMILIARI GEORGOFILI, AFFRONTO A VITTIME DI FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 29 LUG - ''Inserire in una legge per l'indulto la possibilita' di beneficiare di tale atto di clemenza da parte di chi ha usufruito dello scambio di voto mafioso, e' il peggiore affronto che un Governo potesse fare alle vittime della strage di Via dei Georgofili a Firenze''. Lo ha affermato, in una nota, la portavoce dell' associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli. ''Riteniamo - ha aggiunto - sia stato dato un segnale positivo alla mafia, e sia stata compiuta un'azione di assoluta mancanza di rispetto verso i nostri morti e i nostri feriti. Non era necessario arrivare a tanto per diminuire il numero dei carcerati, lo sanno tutti benissimo, pensiamo quindi si sia arrivati alla decisione di non togliere il 416 ter dall'indulto, malgrado le nostre pubbliche proteste, perche' la mafia ha vinto sulla pelle dei nostri morti e dei nostri feriti la notte del 27 Maggio 1993''. (ANSA).
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COMUNICATO URGENTE
298  del 
29/07/2006
Inserire in una legge per l'indulto, la possibilità di beneficiare di tale atto di clemenza da parte di chi ha usufruito dello scambio di voto m..... Apri
Inserire in una legge per l'indulto, la possibilità di beneficiare di tale atto di clemenza da parte di chi ha usufruito dello scambio di voto mafioso, é il peggiore affronto che un Governo potesse fare alle vittime della strage di Via dei Georgofili a Firenze .
Riteniamo sia stato dato un segnale positivo alla mafia, e sia stata compiuta un'azione di assoluta mancanza di rispetto verso i nostri morti e i nostri feriti.
Non era necessario arrivare a tanto per diminuire il numero dei carcerati, lo sanno tutti benissimo, pensiamo quindi si sia arrivati alla decisione di non togliere il 416 ter dall'indulto, malgrado le nostre pubbliche proteste, perchè la mafia ha vinto sulla pelle dei nostri morti e dei nostri feriti la notte del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
299  del 
29/07/2006
A poche ore dal dibattito parlamentare conclusivo,presso il Senato della Repubblica per l'approvazione della legge sull'indulto precisiamo q..... Apri
A poche ore dal dibattito parlamentare conclusivo,presso il Senato della Repubblica per l'approvazione della legge sull'indulto precisiamo quanto segue:
La legge sullo scambio di voti mafiosi sarebbe stata usata una sola volta nel nostro Paese, quindi sarebbe ingiustificato il fronte che é venuto a crearsi intorno a quella vergognosa concessione prevista nell'indulto per il reato relativo al 416 ter.
Il problema non é quante volte é stata usata la legge sul voto di scambio politico mafioso fino ad oggi,il problema sono le probabili volte in cui dovrà essere usata nel futuro per reati commessi fino al maggio 2006.
Ricordiamo pertanto che la nostra Associazione ha presentato un Esposto presso la procura di Firenze, con il quale ha chiesto lumi sul conto di più di trenta politici appartenenti al nostro Parlamento, i quali nel 1992 ricevettero da Salvatore Riina il famosissimo 'papello':
elenco di richieste della mafia alla politica.
Se Salvatore Riina si é dato la pena di inviare le sue 'autorevoli' richieste ad alcuni nostri Parlamentari, per qualche motivo lo avrà fatto.
Non potendo escludere fino al completamento delle indagini, che alcuni di loro abbiano proprio goduto di voti di scambio, ossia voti ottenuti dalla mafia 'cosa nostra' in cambio di promesse sull'annullamento del 41 bis e quant'altro
Chiediamo cortesemente
ai fini della completa verità sulle stragi del 1993, che il reato relativo allo scambio di voto politico mafioso venga tolto dalla proposta di Legge sull'indulto.
Quanto sopra, anche in considerazione che depennare dall'indulto il reato relativo allo scambio di voto politico-mafioso, non pregiudicherà nulla agli effetti dell'atto di clemenza che il Parlamento si é prefisso
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
300  del 
29/07/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Qualcuno ci dica cosa dobbiamo pensare di un Governo che con la scusa di dover svuotare le carceri, di.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità ,

Qualcuno ci dica cosa dobbiamo pensare di un Governo che con la scusa di dover svuotare le carceri, di risparmiare sui pasti ai detenuti, sulle cure ai detenuti, sui centri sociali di recupero per i detenuti, ha detto chiaramente 'd'ora in avanti signori Politici si possono accettare i voti che la mafia offre e in cambio gli si possono fare regali'.
La terribile notte del 27 Maggio 1993 a Firenze, é stata di sicuro frutto di voto di scambio politico mafioso, credo nessuno possa negarlo.
E tutti ben sappiamo, come quello scambio di voti politico mafiosi che aveva sempre bisogno di 'colpetti' come li chiamava Giovanni Brusca é costato la vita ai nostri parenti.
Mi meraviglia che la Chiesa esulti e con essa i nostri Ministri, dedicando a Giovanni Paolo secondo l'indulto appena varato.
Giovanni Paolo II, andò anche ad Agrigento a tuonare contro la mafia e di sicuro non avrebbe mai accettato l'abbuono del voto di scambio politico mafioso che nulla ha a che fare con gli atti di clemenza invocati dal Papa.
Abbiamo visto di tutto in questi tredici anni che ci separano dalla morte dei nostri parenti in Via dei Georgofili, ma mai avevamo subito un affronto simile, i nostri figli non finiranno mai di morire.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
296  del 
30/07/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Se qualcuno lo ricorderà , c'era una volta un noto film giallo intitolato.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

Se qualcuno lo ricorderà , c'era una volta un noto film giallo intitolato :'i 39 scalini'.
Erano i trentanove scalini di una scala, la quale alla fine del film risulterà la chiave di lettura del giallo stesso.
A Firenze in procura c'é un nostro Esposto firmato dai membri dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
L'Esposto ben articolato si prefigge di farci sapere i nomi di 39 politici che nel 1992 hanno ricevuto il 'papello' di Riina, ricorderete quell'elenco di richieste che la mafia presentò allo Stato per porre fine alle stragi, purtroppo la trattativa non funzionò e come ben sapete e i nostri figli sono morti.
Ebbene siamo certi che svelati i suddetti 39 nomi come i 39 scalini, riusciremo a capire insieme al giallo sulla verità delle stragi del 1993, anche quello strano indulto appena varato.
Attraverso l'indulto appena concesso ai carcerati, non ci si é prefissi solo di svuotare le carcere dai disgraziati, come logica voleva,ma si é'premurosamente' provveduto a far godere di indulto anche i politici che hanno goduto di scambio di voti mafiosi.
E questo beneficio, non é stato concesso tanto per l'immediato visto che di incriminati per quel reato, in carcere, non ce ne sono, ma temiamo sia un beneficio del quale qualcuno ha pensato averne bisogno in futuro.
Per avvalorare la necessità dell'indulto si é chiamato in causa Giovanni Paolo II.
A parte che la Chiesa guarda sempre ai disgraziati in carcere e ci mancherebbe altro non lo facesse!
Giovanni Paolo II é andato anche ad Agrigento a tuonare contro la mafia e proprio per questo gli hanno buttato giù due chiese a lui care la notte del 27 Luglio 1993.
La Chiesa del resto, attraverso i suoi cappellani operanti nei carceri ha anche chiesto spesso l'abolizione del 41 bis e viste le chiese che la mafia ha fatto crollare nel 1993, potrebbe sembrare una contraddizione, ma sta proprio qui la forza della Chiesa stare sempre dalla parte degli oppressi sia pure nemici suoi.
Altrimenti dovremmo pensare che la Chiesa ha cominciato a chiedere l'annullamento del 41 bis non perchè Papa Giovanni Paolo II ha inveito contro la mafia ad Agrigento,bensà perchè la Chiesa non faceva più opera di apostolato in favore dell'abolizione del 41 bis e qui si potrebbe 'leggere' il tritolo mafioso destinato a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro.
Ma si sa che non potrà mai risultare cosà, perchè la Chiesa sempre e comunque opera per i più deboli, l'abbiamo già detto.
Quindi perchè nascondersi dietro il dito del Papa mentre si é chiaramente fatto un torto a tutte le vittime della mafia con quello scandaloso scambio di voto mafioso inserito nell'indulto?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO STAMPA
293  del 
01/08/2006
Nel giorno dell'anniversario della strage di Bologna i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando quanti hanno perso l..... Apri
Nel giorno dell'anniversario della strage di Bologna i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando quanti hanno perso la vita, i loro familiari e quanti sono rimasti feriti nell'attentato del 2 Agosto 1980, rinnovano tutta la loro solidarietà .
I rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, saranno come sempre presenti a Bologna durante le manifestazioni per l'anniversario, portatori quest'anno oltre che di richiesta di verità sulle stragi, di un auspicio:
Lo scambio di 'voto politico mafioso' appena inserito nella nuova legge, quanto prima sia attraverso un Decreto Governativo, cancellato dal pacchetto delle agevolazioni che l'indulto prevede in favore dei carcerati.
Sempre vicini a quanti necessitano di solidarietà ,i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili non riescono comunque a comprendere l'indulgenza verso chi con la mafia si é colluso accettando voti in cambio di favori .
'Favori' che nel nostro caso hanno sicuramente portato alla morte e alla distruzione di vita dei nostri parenti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
294  del 
01/08/2006
STRAGE BOLOGNA: ANCORA ADESIONI E MESSAGGI DA TUTTA ITALIA (ANSA) - BOLOGNA, 1 AGO - Ancora adesioni, messaggi e annunci di partecipazione per il 26/o..... Apri
STRAGE BOLOGNA: ANCORA ADESIONI E MESSAGGI DA TUTTA ITALIA (ANSA) - BOLOGNA, 1 AGO - Ancora adesioni, messaggi e annunci di partecipazione per il 26/o anniversario della strage di Bologna. "Il 2 agosto rimane per il nostro Paese e per Bologna una data fondamentale per la memoria e la ricerca della verità ". Cosà scrivono in una lettera a Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage, i deputati bolognesi dei Ds Katia Zanotti, Donata Lenzi e Franco Grillini, tutti impossibilitati per impegni parlamentari a partecipare alla cerimonia commemorativa di domani. "E' proprio grazie alla determinazione dell'Associazione che presiedi e del lavoro da essa svolto, se ancora oggi il 2 agosto rimane un appuntamento di grandissimo rilievo nazionale", scrivono i tre deputati. "A ventisei anni di distanza da quel terribile giorno - ricordano - sono tuttora da chiarire molte pagine oscure. Da troppo tempo ormai é necessario che si sollevi il velo di silenzio sulle responsabilità della strage, che il segreto di Stato contribuisce a mantenere". Zanotti, Lenzi e Grillini assicurano a Bolognesi il loro "impegno di parlamentari a convinto sostegno delle leggi di cui da tempo la tua Associazione sollecita sia l'approvazione che l'applicazione concreta" e ribadiscono la loro vicinanza alle famiglie delle vittime. "Siamo al vostro fianco - scrivono i deputati - nel sostenere tutte le iniziative che diffondono informazione e producono memoria sulla terribile strage del 2 agosto 1980". Assenti i deputati, alla cerimonia di domani saranno invece presenti i senatori bolognesi dei Ds, Walter Vitali e Federico Enriques. Il partito sarà rappresentato da una delegazione, guidata da Roberto Montanari della Segreteria nazionale Ds e da Andrea De Maria, segretario della federazione Ds di Bologna. Alla manifestazione ci saranno anche il sindaco Giorgio Pighi con il Gonfalone di Modena, la Provincia di Reggio Emilia, con l'assessore Roberta Rivi ed il Gonfalone. Nei giorni scorsi la stessa presidente della Provincia reggiana, Sonia Masini, ha inviato una lettera al Comitato di Solidarietà alle vittime delle stragi: "Il 2 agosto 1980 rimarrà negli occhi e nel cuore di tutti - si legge nel messaggio - Una barbarie contro i cittadini, contro ognuno di noi, la violenza inaudita, sono una ferita difficilmente rimarginabile. E' dovere delle istituzioni difendere con impegno, forza e determinazione i valori della giustizia e della verità ; essere in prima

LINEA e accompagnare il cammino dei cittadini verso un futuro di pace, libertà e giustizia. La Provincia di Reggio Emilia sarà presente con il suo Gonfalone in questa giornata, sarà al fianco della città e vicina ai famigliari delle vittime per ricordare e mantenere viva la loro memoria". Nel corteo e in piazza ci sarà anche il Gonfalone della provincia di Parma. "Si tratta di una pagina nera della nostra storia nazionale - spiega il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli - nei confronti del quale rimane un obbligo per ciascuno di noi coltivare la memoria. Non dimenticare é infatti la precondizione per comprendere sempre meglio quanto accaduto e per evitare che simili eventi abbiano a ripetersi". Il Gonfalone della provincia di Parma verrà accompagnato dall' assessore Manuela Amoretti. Poi la Sinistra giovanile di Bologna: "A distanza di ventisei anni dalla strage del 2 agosto 1980, la Sinistra giovanile riafferma con forza i valori dell'antifascismo, della democrazia e della tolleranza, ed esprime la netta condanna di ogni forma di terrorismo. Tenere viva la memoria, affinchè le nuove generazioni non dimentichino e possano trarre dalle lezioni del passato la forza e la costanza per costruire una società più giusta é l'impegno che come giovani ci sentiamo di prendere di fronte alle vittime delle stragi. La Sinistra giovanile chiede inoltre che si faccia piena luce su questi drammatici fatti che hanno insanguinato l'Italia e colpito la democrazia. Con questo spirito e queste ragioni, la Sinistra giovanile di Bologna parteciperà alle manifestazioni". Alla cerimonia parteciperà anche una delegazione di consiglieri regionali composta da Carlo Monaco, Paolo Nanni, Marco Monari, Paolo Lucchi e Gabriella Ercolini. L'Ufficio di Presidenza sarà rappresentato dal consigliere Matteo Richetti. La Provincia di Rimini sarà rappresentata dall'assessore ai Servizi sociali Giancarlo Rossi che accompagnerà il Gonfalone e ci sarà una delegazione della Provincia di Modena con il vicepresidente Maurizio Maletti accompagnato da un gruppo di appartenenti alla polizia provinciale, anche in questo caso col Gonfalone. Un segnale anche dal comune aretino di Anghiari: alle 21 in piazza del Popolo si terrà un concerto con musiche di Haydn che vuole essere "un monito di riflessione e un messaggio di speranza". Solista Anton Grigore Niculescu con la Kronstadt Philharmoniker diretta da Michele Bui in una trasferta del Symphonia Sansepolcro Festival, promosso dall'Accademia dei Concordi e dall'Imaie, in collaborazione con il Comune di Sansepolcro. Il concerto é in memoria di tutte le vittime della strage e per onorare il ricordo di Roberto Procelli, il cittadino di Anghiari scomparso alle 10.25 di quel 2 agosto. Aveva 20 anni. Si trovava alla stazione di Bologna perchè, militare di leva nella città emiliana, era in attesa del treno che doveva ricondurlo a casa in licenza. I rappresentanti dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili "saranno come sempre presenti a Bologna durante le manifestazioni per l'anniversario, portatori quest'anno - annunciano - oltre che di richiesta di verità sulle stragi, di un auspicio: lo scambio di 'voto politico mafioso' appena inserito nella nuova legge, quanto prima sia attraverso un Decreto Governativo cancellato dal pacchetto delle agevolazioni che l'indulto prevede in favore dei carcerati". (ANSA).
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COMUNICATO
295  del 
01/08/2006
Nel giorno dell'anniversario della strage di Bologna i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando quanti hanno perso l..... Apri
Nel giorno dell'anniversario della strage di Bologna i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordando quanti hanno perso la vita, i loro familiari e quanti sono rimasti feriti nell'attentato del 2 Agosto 1980, rinnovano tutta la loro solidarietà .
I rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, saranno come sempre presenti a Bologna durante le manifestazioni per l'anniversario, portatori quest'anno oltre che di richiesta di verità sulle stragi, di un auspicio:
Lo scambio di 'voto politico mafioso' appena inserito nella nuova legge, quanto prima sia attraverso un Decreto Governativo, cancellato dal pacchetto delle agevolazioni che l'indulto prevede in favore dei carcerati.
Sempre vicini a quanti necessitano di solidarietà ,i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili non riescono comunque a comprendere l'indulgenza verso chi con la mafia si é colluso accettando voti in cambio di favori .
'Favori' che nel nostro caso hanno sicuramente portato alla morte e alla distruzione di vita dei nostri parenti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
292  del 
05/08/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma


A completamento del dibattito che si é innescato sull'indult.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma


A completamento del dibattito che si é innescato sull'indulto a proposito dell'articolo del Senatore Massimo Brutti, va messo in evidenza un altro punto molto importante.
Il Senator Brutti molto sapientemente e con grande attenzione, nel suo articolo di due giorni fa ha cercato di imbastire una difesa per coloro che hanno votato l'indulto cosà com'era, scrivendo però solo di reati finanziari e reati di corruzione.
Il Senatore Brutti non ha messo chiaramente il dito nella piaga più aperta, quella dello scambio di voto politico mafioso inserito ugualmente nella legge sull'indulto.
Considerando che in campagna elettorale per queste ultime politiche, la parola messa in campo dalla sinistra é stata LEGALITA', ci siamo posti la domanda cosa c'é di legale nel far godere di indulto il reato di scambio politico mafioso.
Leggendo poi certi articoli, corre l'obbligo ancora una volta far notare che per far dimenticare le agevolazioni alla mafia in Italia basta non scriverne.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
291  del 
09/08/2006
Illustrissimo On.Le Piero Fassino, come ho già avuto occasione di dire e scrivere, la domanda é sempre la stessa: Cosa centra tuttò ciò che Lei ha sc..... Apri
Illustrissimo On.Le Piero Fassino, come ho già avuto occasione di dire e scrivere, la domanda é sempre la stessa: Cosa centra tuttò ciò che Lei ha scritto circa l'indulto, in riposta a chi chiedeva lumi sul comportamento del Suo partito e del Parlamento con il 416 ter, ossia far godere di indulto anche lo scambio di voto mafioso? Le stragi del 1993 sono state scambio di voto mafioso, anche il solo dare il vergognoso segnale che avete dato alla mafia, é stato un ennessimo delitto contro di noi. Abbiamo chiesto comunque che il Governo tolga il 416 ter, dall'indulto quanto prima, con decreto, lo abbiamo chiesto con la nostra ANSA il giorno in cui abbiamo ricordato le vittime della STRAGE di Bologna. Già il Governo Amato a suo tempo, gettò alle ortiche quel deprecabile decreto che voleva abolire, attraverso il rito abbreviato, l'ergastolo a Salvatore Riina e a tutti gli altri, per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993. Temo con il 416 ter incluso nell'indulto, sia stato commesso nuovamennte lo stesso "errore" di allora, quello di favorire la mafia, quanto meno dare alla stessa segnali inquietanti. Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
287  del 
10/08/2006
CASSAZIONE: STRAGE OLIMPICO; ASS. FAM., PROSEGUIRE INDAGINI PARENTI VITTIME VIA GEORGOFILI, SCOPRIRE MANDANTI ESTERNI (ANSA) - ROMA, 10 ago - '&#..... Apri
CASSAZIONE: STRAGE OLIMPICO; ASS. FAM., PROSEGUIRE INDAGINI PARENTI VITTIME VIA GEORGOFILI, SCOPRIRE MANDANTI ESTERNI (ANSA) - ROMA, 10 ago - ''La Corte di Cassazione oggi ha scritto per noi parole memorabili confermando le condanne a Salvatore Riina e Giuseppe Graviano per la mancata strage dell' Olimpico''. Lo sotto

LINEA, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli dell'Associazione tra i familiari della strage fiorentina di Via dei Georgofili. ''Ora piu' che mai - prosegue il comunicato - e' necessario dare risposte alle domande che da anni noi e i magistrati ci poniamo: fu davvero il telecomando che non funzionò all' Olimpico quel 31 Ottobre 1993? O invece: fu determinante, per fermare la strage di 60 carabinieri, quel passaggio di 130 mafiosi dal carcere duro del 41 bis al carcere normale, nei primi giorni del novembre 1993?''. '' Rispondendo a queste due domande - aggiunge Maggiani - le indagini sui 'mandanti esterni alla mafia, per le stragi del 1993, arriveranno finalmente alla verita' completa''. ''Desideriamo in questo particolare momento, rivolgere il nostro pensiero di gratitudine al compianto procuratore Gabriele Chelazzi - conclude la nota - e a quanti hanno lavorato alle indagini sui mandanti esterni, certi che sia giunto il momento di dare la svolta investigativa che da anni aspettiamo''. (ANSA).
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LETTERA
290  del 
12/08/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Mentre non passa un rigo sul mancato attentato all'Olimpico e la.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro
Roma

Mentre non passa un rigo sul mancato attentato all'Olimpico e la relativa sentenza, si scrive di indagini sul 'suicidio' di Raul Gardini ossia circa la possibilità lo stesso sia legato alle stragi del 1993.
Mi spiego meglio:
l'11 Agosto 2006 la Corte Suprema di Cassazione ha confermato definitivamente le condanne per Salvatore Riina e Giuseppe Graviano per il mancato attentato all'Olimpico del 31 Ottobre 1993.
'Cosa Nostra' voleva uccidere presso lo stadio romano 60 carabinieri per dare ancora una volta il messaggio chiaro e forte che il regime di '41 bis' non gli stava più bene.
Di li a breve nei primi giorni del mese di Novembre 1993, circa 140 mafiosi furono passati da un regime di carcere duro di '41 bis' a un regime di carcere normale.
Nessuno nel corso di questi 13 anni ha fugato il nostro dubbio che l'attentato fallito all'Olimpico, in realtà non fallà perchè il telecomando non funzionò, bensà perchè lo Stato subà il ricatto di 'cosa nostra' e fu costretto a cambiare il regime carcerario di uomini di mafia affinchè le stragi avessero definitivamente fine.
Su questo delicatissimo passaggio della storia recente del nostro Paese, si soffermò a lungo il Procuratore fiorentino Gabriele Chelazzi con le sue indagini sui 'mandanti esterni alla mafia'per le stragi del 1993; il Magistrato però morà troppo presto, per rispondere a quelle domande che sempre ponevamo quali parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili impegnati nella costante ricerca della verità .
Non avremmo mai pace fintanto i dubbi, che da anni ci tormentano sulla fine dei nostri parenti, saranno chiariti e per questo confidiamo nelle indagini in corso,tuttavia non possiamo ignorare che il caso del 'suicidio Raul Gardini', durante i procedimenti relativi alle stragi del 1993, troppe volte é stato portato in aula dalle difese Bagarella, Riina e Graviano, ed é difficile credere ci sia stato anche un solo un momento in cui la mafia abbia voluto la verità sulla strage di via dei Georgofili .
Attendiamo comunque il lavoro dei Magistrati come sempre.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
286  del 
13/08/2006
MAFIA: FAMILIARI VITTIME, INDIGNATI PER REVOCA 41BIS A BOSS LE STRAGI..... Apri
MAFIA: FAMILIARI VITTIME, INDIGNATI PER REVOCA 41BIS A BOSS LE STRAGI
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COMUNICATO
288  del 
13/08/2006
Oggetto: revoca carcere duro a Giuseppe Montalto

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono tutta la loro indignazione a segu.....
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Oggetto: revoca carcere duro a Giuseppe Montalto

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono tutta la loro indignazione a seguito della revoca del regime di '41 bis' ad un capomafia implicato nelle stragi del 1992.
Al di là della motivazione espressa nei termini di legge, per noi resta il fatto che le stragi del 1993 sono state eseguite dalla mafia 'cosa nostra' proprio per ottenere l'annullamento del '41 bis' e questo nessun Giudice in Italia può dimenticarlo, ignorando il messaggio che simili ammorbidimenti fanno giungere a chi con più di mille chili di tritolo a messo a ferro e fuoco l'Italia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
289  del 
13/08/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Avrà avuto modo di leggere di sicuro la nostra notizia di agenzia circa.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro, Roma

Avrà avuto modo di leggere di sicuro la nostra notizia di agenzia circa la revoca del '41 bis' ad uno degli stragisti di Capaci.
Questo é un ferragosto difficile per noi, da lungo tempo ormai aspettavamo il momento cui gli stragisti del 1992 e poi verrà il momento di quelli del 1993, il '41bis'sarebbe stato revocato.
Revocare il '41 bis' ai massacratori dei nostri parenti di quella stagione infernale, vuol dire arrendersi alla mafia,ma vuol dire soprattutto che noi le sue vittime, scientificamente siamo stati messi nelle mani della mafia.
Mentre la nostra rabbia si fa più forte nel constatare che certe disposizioni vengono applicate quando tutti sono al mare e i media non ne parleranno, più chiaramente comprendiamo quanta ragione abbiamo avuto a chiedere con tenacia i nomi del 'mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993'
Il ricatto più infame, la trattativa più subdola sono le armi che 'cosa nostra' adopera per ottenere ciò che ha sempre voluto sulla pelle dei nostri morti.
I nostri politici sono in tutt'altre faccende affaccendati e non gli importa di nulla, mentre aiutano i 'signori della guerra' a svuotare gli arsenali, se la mafia viene gratificata, del resto ci sono grandi possibilità che il movente delle stragi del 1993 sia stato il traffico illecito delle armi, banchetto al quale la politica sporca ha sempre partecipato alla grande.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di va dei Georgofili
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LETTERA APERTA
285  del 
22/08/2006
Illustrissimo
On. Luigi Manconi


Visto il Suo Editoriale,attraverso le pagine dell'Unità , dal quale apprendiamo che il 416 ter in.....
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Illustrissimo
On. Luigi Manconi


Visto il Suo Editoriale,attraverso le pagine dell'Unità , dal quale apprendiamo che il 416 ter inserito nell'indulto é un falso problema, precisiamo che noi non siamo una 'componente autoritaria'
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NOTIZIA ANSA
280  del 
30/08/2006
MAFIA: PARENTI GEORGOFILI, INDULTO PER KILLER E' SCANDALOSO (V. 'MAFIA: SCONTO DI PENA A KILLER TRAPANESE...' DELLE 17.32) (ANSA) - FIR..... Apri
MAFIA: PARENTI GEORGOFILI, INDULTO PER KILLER E' SCANDALOSO (V. 'MAFIA: SCONTO DI PENA A KILLER TRAPANESE...' DELLE 17.32) (ANSA) - FIRENZE, 30 AGO - ''Non possiamo che denunciare con rammarico il fatto che l'indulto cominci a essere applicato anche ai mafiosi, come del resto abbiamo sempre sostenuto sarebbe avvenuto''. Cosi' l'associazione dei familiari della strage mafiosa di via dei Georgofili commenta la liberta' per Francesco Luppino, considerato killer delle cosche trapanesi, libero per indulto dal 7 agosto scorso. ''E' un vero scandalo - scrive Giovanna Maggiani Chelli, rappresentante dell'associazione fiorentina -, e protestiamo con veemenza contro opportunita' politiche scellerate che hanno portato a favorire i boss mafiosi''.(ANSA).
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NOTIZIA ANSA
281  del 
30/08/2006
MAFIA: SCONTO DI PENA A KILLER TRAPANESE, LIBERO PER INDULTO E' FRANCESCO LUPPINO ERA IN CARCERE DA 26 ANNI (ANSA) - PALERMO, 30 AGO - Ha 50 anni..... Apri
MAFIA: SCONTO DI PENA A KILLER TRAPANESE, LIBERO PER INDULTO E' FRANCESCO LUPPINO ERA IN CARCERE DA 26 ANNI (ANSA) - PALERMO, 30 AGO - Ha 50 anni ed ha già scontato 26 anni di carcere per mafia. Dal 7 agosto é libero. Francesco Luppino, killer delle cosche trapanesi, sarebbe dovuto restare in cella per altri 2 anni, 3 mesi e 18 giorni. Ma l'indulto ha prodotto lo sconto di pena. Nonostante la legge recentemente approvata non preveda agevolazioni per i boss. Ma, come si evince nella pagina locale di "Repubblica", il legislatore non avrebbe previsto che l'aggravante per i fatti di mafia é stata introdotta nel 1991. Luppino é il primo mafioso a beneficiare dell'indulto. E' stato condannato definitivamente dalla Cassazione nel 1988 per il duplice omicidio commesso a Selinunte il 28 aprile 1984. Luppino e il suo complice, Giuseppe Funari, erano stati inseguiti dai parenti di una delle vittime. La polizia li bloccò con le armi in pugno. I morti furono il sorvegliato speciale Epifanio Tumminello e Vincenzo Vento che venne ucciso per caso. Si trovava con il vero obiettivo dei killer perchè aveva chiesto un passaggio in auto. I pentiti Antonio Patti e Pietro Bono hanno raccontato che al delitto avrebbero partecipato altri killer. Tumminello era stato punito per avere compiuto un furto non autorizzato. La vedova di Vento, Filippa Valenti non si mai rassegnata "Enzo fu solo colpevole di essersi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
282  del 
30/08/2006
MAFIA: INDULTO A KILLER MAFIA; CAPUTO, MASTELLA SA? (ANSA) - PALERMO, 30 AGO - "Spero che il ministro della Giustizia Mastella sappia che grazie ..... Apri
MAFIA: INDULTO A KILLER MAFIA; CAPUTO, MASTELLA SA? (ANSA) - PALERMO, 30 AGO - "Spero che il ministro della Giustizia Mastella sappia che grazie al provvedimento dell' indulto un boss mafioso del clan trapanese vicino a Matteo Denaro Messina ha riacquistato la libertà ". Lo dice il deputato regionale di An Salvino Caputo commentando la notizia della scarcerazione per indulto di Francesco Luppino condannato per omicidio. "Credo proprio - continua Caputo - che non c'era modo migliore di commemorare il sacrificio di Libero Grassi, concedendo la libertà ad un pericoloso esponente di Cosa Nostra. E' chiaro che uno Stato che non protegge i cittadini e che mette in libertà pericolosi criminali non può certamente pretendere che i commercianti taglieggiati denuncino gli estortori".(ANSA).
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COMUNICATO
283  del 
30/08/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'apprendere da notizie di agenzia, che il boss mafioso Francesco Luppino scarcer..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'apprendere da notizie di agenzia, che il boss mafioso Francesco Luppino scarcerato il 7 Agosto ,é un uomo vicino a Matteo Messina Denaro il boss presente a Firenze durante il massacro del 27 Maggio 1993 condannato all'ergastolo e ancora latitante, denunciano la mancanza di considerazione e il disprezzo con il quale questo Governo ha trattato i nostri morti e i nostri feriti quando la legge sull'indulto é stata varata.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
284  del 
30/08/2006
Oggetto indulto al boss Francesco Luppino.


I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non possono che denunciare con ra.....
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Oggetto indulto al boss Francesco Luppino.


I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, non possono che denunciare con rammarico il fatto che l'indulto cominci ad essere applicato anche ai mafiosi, come del resto abbiamo sempre sostenuto sarebbe avvenuto.
E' un vero scandalo, e protestiamo con veemenza contro opportunità politiche scellerate che hanno portato a favorire i boss mafiosi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
279  del 
31/08/2006


Illustrissimo Signor Direttore dell'Unità

Dr. Antonio Padellaro
Roma

Il Governo di centro-sinistra dell'anno 2006 ha v.....
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Illustrissimo Signor Direttore dell'Unità

Dr. Antonio Padellaro
Roma

Il Governo di centro-sinistra dell'anno 2006 ha varato all'apertura delle Camere una legge sull'indulto, quella legge, noi parenti dei morti nelle stragi mafiose, la ricorderemo per sempre come la legge che ha aperto le carceri a 'cosa nostra'.
Come avrà ben visto un boss mafioso legato al latitante stragista Matteo Messina Denaro,ha potuto godere di uno sconto di pena grazie all'indulto.
Francesco Luppino 'ha aperto la porta' e altri mafiosi usciranno dal carcere cercando nei cavilli della recente legge scappatoie per farla franca anzitempo.
I soliti 'buonisti'però continueranno a dire che l'indulto é servito a liberare i disgraziati che soffrivano in carcere.
Abbiamo scritto che la recente legge sull'indulto é uno scandalo e cosà pensiamo veramente.
Anzi stiamo cercando indizi, perchè nutriamo dei dubbi, infatti non possiamo escludere che qualche uomo politico fra quelli che nel 1992 hanno ricevuto il 'papello' di Riina, possa aver ricevuto minacce dalla mafia.
Temiamo a questo sia servito l'indulto: a parare colpi per chi ha fatto affari con la mafia, non ad aiutare i disgraziati i quali ogni giorno altro non fanno se non tornare in carcere.
Del resto la verità completa sulle stragi del 1993, in questo Paese nessuno ha ancora dimostrato di volerla fino in fondo.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
278  del 
02/09/2006
Cosa ha inteso fare il Ministro della Giustizia chiedendo solo due gradi di giudizio per le cause civili?
Forse placare gli animi di tutte quelle i.....
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Cosa ha inteso fare il Ministro della Giustizia chiedendo solo due gradi di giudizio per le cause civili?
Forse placare gli animi di tutte quelle infinità di vittime che hanno visto attraverso l'ultima legge sull'indulto mandare a casa i loro aguzzini, compresi i mafiosi legati ai latitanti come Matteo Messina Denaro?
Certo che le cause civili imbastite per le stragi del 1993, sarebbe veramente gratificante finissero in breve tempo, ma questo dovrebbe succedere indipendentemente dai gradi di giudizio.
E' cosà lampante ciò che la mafia stragista e i suoi degni compari hanno fatto ai nostri parenti la notte del 27 Maggio 1993, che non necessitano certo anni per stabilire il danno .
Quindi noi in sede di cause civili, auspichiamo una soluzione rapida e consona alle aspettative delle vittime di via dei Georgofili, ma l'indulto del quale cominciano a goderne i mafiosi é tutta un'altra cosa.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
276  del 
11/09/2006
Non si sa mai da quale parte possono venire gli attacchi, non si può più vivere tranquillamente se mai fosse ancora possibile farlo.
Dopo l'in.....
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Non si sa mai da quale parte possono venire gli attacchi, non si può più vivere tranquillamente se mai fosse ancora possibile farlo.
Dopo l'indulto con il quale si é riusciti a mandare a casa mafiosi condannati con 416 bis, amici dello stragista Matteo Messina Denaro e dove si é buttato alle ortiche il 416 ter, ora é la volta dell'ergastolo.
L'On.Le Pisapia dalle pagine di un quotidiano,auspica a viva voce l'abolizione dell'ergastolo.
Credo sia arrivato il momento di ricordare ai nostri politici tutto l'orrore della notte del 27 Maggio 1993:
ricordiamo i cadaveri di due bambine martoriati dalle schegge di legno e il cadavere di un ragazzo bruciato vivo senza il supporto di sufficiente monossido di carbonio nei polmoni per farlo svenire, ricordiamo i nostri invalidi massacrati da malattie incredibili.
Dov'era l'Onorevole Pisapia la notte del 27 Maggio 1993, per invocare per i fratelli Graviano solo 32 anni di carcere?
L'intera classe politica sappiamo essere in tutt'altre faccende affaccendata la notte dei Georgofili, ma ora é troppo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
277  del 
11/09/2006
Non si sa mai da quale parte possono venire gli attacchi, non si può più vivere tranquillamente se mai fosse ancora possibile farlo.
Dopo l'in.....
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Non si sa mai da quale parte possono venire gli attacchi, non si può più vivere tranquillamente se mai fosse ancora possibile farlo.
Dopo l'indulto con il quale si é riusciti a mandare a casa mafiosi condannati con 416 bis, amici dello stragista Matteo Messina Denaro e dove si é buttato alle ortiche il 416 ter, ora é la volta dell'ergastolo.
L'On.Le Pisapia dalle pagine di un quotidiano,auspica a viva voce l'abolizione dell'ergastolo.
Credo sia arrivato il momento di ricordare ai nostri politici tutto l'orrore della notte del 27 Maggio 1993:
ricordiamo i cadaveri di due bambine martoriati dalle schegge di legno e il cadavere di un ragazzo bruciato vivo senza il supporto di sufficiente monossido di carbonio nei polmoni per farlo svenire, ricordiamo i nostri invalidi massacrati da malattie incredibili.
Dov'era l'Onorevole Pisapia la notte del 27 Maggio 1993, per invocare per i fratelli Graviano solo 32 anni di carcere?
L'intera classe politica sappiamo essere in tutt'altre faccende affaccendata la notte dei Georgofili, ma ora é troppo.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
275  del 
13/09/2006
I familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ricordano la figura di Don Puglisi nell'anniversario della sua morte.
Do.....
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I familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ricordano la figura di Don Puglisi nell'anniversario della sua morte.
Don Pugliesi rappresenta per tutti noi il simbolo della ricerca della verità .
In quei giorni del settembre 1993,l'uomo di chiesa che sul territorio di Brancaccio si prodigava ormai da lungo tempo per strappare i giovani dalle mani della mafia,voleva sicuramente confidare alle istituzioni tutte le sue angosce, ma i mafiosi di Brancaccio ricercati dalla procura di Firenze per le stragi del 1993, attenti ed informati hanno provveduto a farlo uccidere.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
274  del 
22/09/2006
Gentilissimo Direttore dell'Unità

I tabulati della Telecom nelle indagini ufficiali, non possono essere utilizzati più vecchi di cinque a.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità

I tabulati della Telecom nelle indagini ufficiali, non possono essere utilizzati più vecchi di cinque anni e se dall'utente é stata pagata la bolletta del telefono possono essere distrutti anche subito. Davanti a queste difficoltà , si é trovato e ha combattuto il Magistrato Gabriele Chelazzi, mentre indagava sui "mandati esterni alla mafia" per le stragi del 1993.
Oggi apprendiamo che uno scandalo senza pari, sta' travolgendo l'intera nazione proprio sul problema delle intercettazioni telefoniche utilizzate con ogni probabilità per scopi non ufficiali.
E' più che mai evidente quanto in questo Paese esista un problema il quale deve trovare soluzione al più presto:
- il problema legato alla verità completa sulle stragi del 1993.
Fintanto che i nomi del "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 rimarranno confinati in documenti definiti "archiviati per infondatezza", ma che cosà infondati noi riteniamo non siano non avremmo pace, perchè i nostri morti non hanno ancora avuto giustizia completa piaccia o no.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
273  del 
25/09/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono solidali con quella Magistratura che non é d'accordo sulla distruzione delle in..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili sono solidali con quella Magistratura che non é d'accordo sulla distruzione delle intercettazioni telefoniche.
La nostra continua ricerca sulle stragi del 1993, ci ha portato alla convinzione che ancora oggi la mancanza di verità completa su quei massacri, stia ponendo limiti inimmaginabili al grado di democrazia del nostro Paese.
Nuovi elementi potrebbero aprire ulteriori scenari sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, grave sarebbe non possedere più quei documenti attraverso i quali poter avviare nuove indagini.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
272  del 
28/09/2006
Le ulteriori condanne richieste dal pubblico Ministero Sergio De Montis, per i boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano, entrambi imputa..... Apri
Le ulteriori condanne richieste dal pubblico Ministero Sergio De Montis, per i boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano, entrambi imputati davanti al tribunale di Marsala, di detenzione di armi ed esplosivi utilizzati per le stragi del 1993, ancora una volta dimostrano come la Magistratura continui con le sue indagini a perfezionare e a confermare ciò che il PM Gabriele Chelazzi ha già ampiamente provato nei processi di Firenze per le stragi del 1993.
Tuttavia ad oggi, gli sforzi compiuti per arrivare ad individuare, per quelle stragi, eventuali responsabilità di altri soggetti non direttamente appartenenti a "cosa nostra", non trovano riscontri e uno dei motivi sono quasi certamente le coperture politico-mafiose di cui gode Matteo Messina Denaro ancora latitante.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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INTERVENTO
271  del 
30/09/2006
sulla Legge relativa all'Indulto

Piazzale Michelangelo - Firenze

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sulla Legge relativa all'Indulto

Piazzale Michelangelo - Firenze

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LETTERA
270  del 
02/10/2006
Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro
Direttore dell'Unità
Roma

La superficialità dei nostri più importanti Telegiornali nel parlar.....
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Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro
Direttore dell'Unità
Roma

La superficialità dei nostri più importanti Telegiornali nel parlare di stragi mafiose rasenta la disinformazione.
In questo Paese le stragi di mafia non sono finite con la morte dei due giudici Falcone e Borsellino, ai quali tutti dobbiamo comunque eterna riconoscenza, e neppure sono finite con l'arresto di Salvatore Riina.
Le stragi di mafia dopo il 1992, proseguiranno fino all'anno 1994 e nel 1993 i massacri di Roma Firenze e Milano hanno portato ad un tale spargimento di sangue innocente da far vergognare ancora oggi l'intero Paese.
Non possiamo continuare a sentire senza indignarci il solito ritornello che ormai viene sciorinato ad ogni occasione:
"con la morte di Falcone e Borsellino, la mafia ricevette un duro colpo, lo Stato reagà, le stragi finirono, la mafia si inabissò".
Sono tutte fandonie, la mafia nel 1993, dopo l'uccisione del Dr. Falcone ebbe l'ardire di arrivare fino a Firenze sotto la Torre dei Pulci facendola saltare e massacrando ragazzi e bambine, da là entrò in Parlamento dove sta ancora oggi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
269  del 
09/10/2006
Nel rispetto delle Sentenze come di consuetudine, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono ancora una volta tutta la lor..... Apri
Nel rispetto delle Sentenze come di consuetudine, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono ancora una volta tutta la loro solidarietà alla Magistratura.
Confermano altresà la loro fiducia nell'operato dei collaboratori di giustizia come Francesco Onorato, i quali si sono prodigati per quanto possibile per l'individuazione degli esecutori materiali per la strage del 27 Maggio 1993.
Nel processo di Firenze per le stragi del 1993, più collaboratori di giustizia hanno anche indicato la strada per arrivare ad una verità completa su quei terribili massacri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
268  del 
10/10/2006
Ai direttori de L'Unità e de Il Manifesto

Mentre abbiamo appreso notizia che sul fronte degli armamenti, in questa finanziaria per il solo 200.....
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Ai direttori de L'Unità e de Il Manifesto

Mentre abbiamo appreso notizia che sul fronte degli armamenti, in questa finanziaria per il solo 2006 é stato creato un fondo di un miliardo e settecento milioni di Euro, rendiamo noto che le vittime della strage di via dei Georgofili in base alla Legge 206
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NOTIZIA ANSA
267  del 
22/10/2006
MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, NO REVOCA 41BIS PER RIINA

(ANSA) - ROMA, 22 ott - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.....
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MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, NO REVOCA 41BIS PER RIINA

(ANSA) - ROMA, 22 ott - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili si rivolgono al Tribunale di Sorveglianza di Milano, presieduto da Maria Grazia Moi, affinchè le richieste di Salvatore Riina sulla revoca del "41 bis" siano respinte.

"Inutile - spiega in una nota Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - sarebbe oggi riproporre all'opinione pubblica, tutto ciò che i nostri parenti hanno passato e passano a causa di Salvatore Riina e dei suoi degni compari. Il regime di carcere duro, per chi si é macchiato di una strage mafiosa terroristica con finalità eversive, provocando morti e feriti, é un tipo di carcerazione severo ma necessario. Tutto ciò di cui ha bisogno Salvatore Riina in questo momento, é un medico specialista che possa curarlo per i disturbi di cuore di cui il mafioso si lamenta e per questo il carcere dell'Opera é ampiamente attrezzato, molto di più di altri ospedali dove i nostri parenti devono recarsi per ciò che Riina ha prodotto loro".

"Del resto per quel che ci riguarda - conclude la nota - tutti i diritti reclamati dal boss di Cosa Nostra, sono finiti là dove sono avvenuti i massacri dei nostri parenti e là dove sono iniziati i calvari di coloro che sono usciti dalla strage di Firenze del 27 Maggio 1993 con gravissimi problemi". (ANSA).

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
266  del 
23/10/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ritenendo la strage tutto fuorché un fatto privato e dopo le richieste di Salvatore Riin..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ritenendo la strage tutto fuorché un fatto privato e dopo le richieste di Salvatore Riina al Tribunale di Sorveglianza di Milano,
chiedono cortesemente
al DAP di rendere noti, attraverso i mezzi di informazione, i dati relativi ad eventuali trasferimenti da un regime carcerario di "41 bis" a carcere normale dei "mafiosi stragisti" legati ai drammatici episodi del 1993. Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
265  del 
24/10/2006
Abbiamo buone ragioni per ritenere che il Tribunale di Sorveglianza di Torino abbia dovuto, per effetti di leggi garantiste varate dal nostro Parlamen..... Apri
Abbiamo buone ragioni per ritenere che il Tribunale di Sorveglianza di Torino abbia dovuto, per effetti di leggi garantiste varate dal nostro Parlamento, revocare il "41 bis" ad un mafioso stragista.
Riteniamo con ogni probabilità che la Procura Generale di Torino sia ricorsa in Cassazione per ottenere l'annullamento del provvedimento.
Tuttavia non riuscendo a capire se siano scoop giornalistici le fonti di informazione alle quali dobbiamo attingere e conoscendo benissimo i nomi di tutti coloro che stanno nelle carceri Piemontesi a regime di 41 bis (anche se non conosciamo specificatamente il nome del "premiato") dichiariamo che per nessun stragista del 1993 noi accetteremo mai un atto di clemenza. Il "41 bis" è stato per "cosa nostra" il movente della strage di Firenze e a "41bis" la mafia deve rimanere.

Rivendichiamo con questo comunicato la priorità circa la diffusione di notizie su ciò che così da vicino ci riguarda.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
263  del 
25/10/2006
al quotidiano L'Unità

Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro - Roma

La richiesta da parte di Salvatore Riina d.....
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al quotidiano L'Unità

Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro - Roma

La richiesta da parte di Salvatore Riina di revoca del "41 bis", ripropone ancora una volta la necessità
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NOTIZIA ANSA
264  del 
25/10/2006
MAFIA: CONFERMATO 41 BIS PER TOTO' RIINA

(ANSA) - MILANO, 25 OTT - Per Salvatore Riina sarà mantenuto il regime previsto dall' artico.....
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MAFIA: CONFERMATO 41 BIS PER TOTO' RIINA

(ANSA) - MILANO, 25 OTT - Per Salvatore Riina sarà mantenuto il regime previsto dall' articolo 41 bis e che vieta incontri con i familiari, ore d' aria e altri benefici concessi ai detenuti. In questo senso si è espresso il Tribunale di Sorveglianza di Milano che nei giorni scorsi nel carcere di Opera (Milano) aveva sentito il boss mafioso, dopo aver esaminato l' istanza presentata dagli avvocati Luca Cianferoni e Riccardo Donzelli.

Il collegio giudicante, presieduto da Mariagrazia Moi, ha accolto il parere del sostituto procuratore generale Gustavo Cioppa ed ha prorogato le restrizioni di un altro anno. "Viste le motivazioni del provvedimento - ha dichiarato l' avvocato Cianferoni - riproporremo la richiesta perché c'é la necessità di approfondire le spiegazioni soprattutto in ordine alle condizioni di salute del nostro assistito". (ANSA).

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
262  del 
31/10/2006
al quotidiano La Repubblica

Gentilissimo Direttore, Dr. Ezio Mauro
La Repubblica - Roma

Se le Procure antimafia e anche tutte le alt.....
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al quotidiano La Repubblica

Gentilissimo Direttore, Dr. Ezio Mauro
La Repubblica - Roma

Se le Procure antimafia e anche tutte le altre, non hanno più nulla, a Firenze per esempio i carburanti per le auto e i toner per i macchinari si possono avere solo a credito, come faranno i magistrati, le forze di polizia e i carabinieri ad indagare sui "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993
Eppure la verità su via dei Georgofili sarà determinante per la vita intera del Paese, o forse è arrivato il momento nel quale bisogna dirlo che questa verità non la vuole nessuno?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
261  del 
03/11/2006
Oggetto: Caso del Bello

Continuano i casi di personaggi, coinvolti con il terrorismo tutto italiano che per decenni ha insanguinato l'Ita.....
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Oggetto: Caso del Bello

Continuano i casi di personaggi, coinvolti con il terrorismo tutto italiano che per decenni ha insanguinato l'Italia, i quali hanno accesso ai Palazzi dove si varano le leggi.
"Sono stato condannato per colpa della legislazione speciale che prevedeva il reato associativo"
"Una volta uscito dal carcere mi sono rimboccato le maniche".
Queste alcune frasi sciorinate dall'ultimo ex terrorista di turno, il quale scontata la sua pena rivendica il diritto all'integrazione più idonea nella società.
La legge che condanna il reato associativo non è una colpa, la criminalità organizzata terrorista ed eversiva, prende decisioni che tutti all'interno dell'organizzazione conoscono e tutti approvano, perciò nessuno è esente dal prezzo da pagare per crimini scellerati dettati dall'odio, e dall'ingordigia.
Quanto a rimboccarsi le maniche, troppo spesso le vittime non possono più farlo finchè vivranno per invalidità, o peggio ancora perché sono morte, quindi ognuno pagato il proprio debito con la Società, può certamente rifarsi una vita, ma non al Viminale o all'interno del Parlamento per cortesia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
260  del 
08/11/2006
INDULTO: FAMILIARI GEORGOFILI, CANCELLARLO PER VOTO SCAMBIO

(ANSA) - FIRENZE, 8 NOV - L' Associazione dei familiari delle vittime della st.....
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INDULTO: FAMILIARI GEORGOFILI, CANCELLARLO PER VOTO SCAMBIO

(ANSA) - FIRENZE, 8 NOV - L' Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili torna a chiedere l' esclusione dell' indulto per il reato di voto di scambio politico-mafioso, previsto dall'articolo 416 ter
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NOTIZIA ANSA
259  del 
09/11/2006
MAFIA:CONDANNATI BOSS PER ESPLOSIVI ATTENTATI ROMA E FIRENZE A MESSINA DENARO E GRAVIANO 4 ANNI E MEZZO DA TRIBUNALE MARSALA

(ANSA) - MARSALA (.....
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MAFIA:CONDANNATI BOSS PER ESPLOSIVI ATTENTATI ROMA E FIRENZE A MESSINA DENARO E GRAVIANO 4 ANNI E MEZZO DA TRIBUNALE MARSALA

(ANSA) - MARSALA (TRAPANI), 9 NOV - Per detenzione di armi ed esplosivi il Tribunale di Marsala ha condannato i boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano a 4 anni e mezzo di carcere ciascuno. La pena è stata inflitta in continuazione con quella già irrogata ai due boss dalla Corte d'Assise d'appello di Firenze il 13 febbraio del 2001.
Gli esplosivi sarebbero stati utilizzati dal capomafia di Castelvetrano e dal boss palermitano, all'inizio del 1992, negli attentati commessi a Roma e Firenze nel 1993. Della fase preparatoria degli attentati il pentito Francesco Geraci, noto anche come il "gioielliere di Totò Riina", aveva già parlato nel 1997, nel corso del processo scaturito dall'operazione "Selinus". Per Messina Denaro e Graviano il pubblico ministero Sergio De Montis, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna, rispettivamente, a 12 e 11 anni di carcere. Sempre per gli attentati del 1993, lo scorso 31 marzo, il gup di Palermo Adriana Piras aveva condannato con rito abbreviato altri sei boss mafiosi. Pene varianti tra gli otto anni e quattro mesi e sei anni e quattro mesi di carcere sono state inflitte a Totò Riina, Mariano Agate, Salvatore Biondino, Cristofaro "Fifetto" Cannella, Lorenzo Tinnirello e Giovan Battista Consiglio.
Secondo la ricostruzione fatta dai collaboratori di giustizia Sinacori, Geraci e Scarano, Totò Riina aveva ordinato la spedizione per trasportare le armi e l'esplosivo e per tenere sotto controllo i movimenti del giudice Giovanni Falcone, dell'allora ministro della Giustizia Claudio Martelli e del giornalista Maurizio Costanzo, che dovevano essere uccisi nella capitale. Poi i piani di Cosa nostra cambiarono e gli attentati vennero commessi in tempi e luoghi diversi.(ANSA).

YIZ-GB
09-NOV-06 18:23 NNNN
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COMUNICATO
258  del 
10/11/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili protestano contro il tentativo di amnistia per i reati previsti nel recente indulto.
R.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili protestano contro il tentativo di amnistia per i reati previsti nel recente indulto.
Ritengono amorale l'amnistia per il reato relativo al 416 ter e si domandano cosa succederà alle vittime dei reati:
- Dopo il danno la beffa, non potranno più accedere alle cause civili in mancanza di una sentenza penale.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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INTERVENTO
257  del 
12/11/2006
Firenze - Circolo 25 Aprile
STRAGE DEI GEORGOFILI: UNO SFREGIO DA NON CANCELLARE
Con il Proc.Piero Luigi Vigna

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Firenze - Circolo 25 Aprile
STRAGE DEI GEORGOFILI: UNO SFREGIO DA NON CANCELLARE
Con il Proc.Piero Luigi Vigna

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INTERVENTO
256  del 
16/11/2006
Caserta
Gli interventi di solidarietà a favore delle vittime della criminalità organizzata
Con Ministero dell'Interno

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Caserta
Gli interventi di solidarietà a favore delle vittime della criminalità organizzata
Con Ministero dell'Interno

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COMUNICATO
255  del 
17/11/2006
I Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, levano la loro voce in segno di protesta nell'apprendere da notizie stampa le parol..... Apri
I Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, levano la loro voce in segno di protesta nell'apprendere da notizie stampa le parole del neo Presidente della Commissione Antimafia, il quale avrebbe affermato che "va superata la dimensione giudiziaria della lotta alla mafia".
Vanno al più presto individuati i nomi dei "mandanti esterni alla mafia" per la strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Noi aspettiamo questo momento da 14 anni e solo quando la Magistratura sarà messa nelle condizioni di scrivere i loro nomi sulla carta bollata, si potrà affermare il principio di vera lotta alla mafia, a nulla serviranno i soliti slogan antimafia che non hanno mai portato da nessuna parte.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
254  del 
20/11/2006
SERVIZI:FAMILIARI GEORGOFILI,GABRIELLI UOMO DI GRANDE VALORE

(ANSA) - FIRENZE, 20 NOV - La nomine del prefetto Franco Gabrielli a direttore del.....
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SERVIZI:FAMILIARI GEORGOFILI,GABRIELLI UOMO DI GRANDE VALORE

(ANSA) - FIRENZE, 20 NOV - La nomine del prefetto Franco Gabrielli a direttore del Sisde è stata accolta con "grande soddisfazione" dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Nel ricordare quanto fattiva sia stata la collaborazione del prefetto Gabrielli a fianco del compianto procuratore Gabriele Chelazzi sul fronte delle indagini per le stragi terroristiche mafiose del 1993 - è scritto in una nota dell'associazione - siamo certi che il servizio per le informazioni e la sicurezza democratica abbia trovato un uomo di grande valore".(ANSA).
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
253  del 
26/11/2006
all'Eurodeputato Prc.Capogruppo della sinistra Europea in Commissione Giustizia.

In risposta a quanto pubblicato dal giornale L'Unità il 2.....
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all'Eurodeputato Prc.Capogruppo della sinistra Europea in Commissione Giustizia.

In risposta a quanto pubblicato dal giornale L'Unità il 26 novembre 2006

Gentilissimo Eurodeputato Dr. Giusto Catania,

l'Antimafia l'ha uccisa la politica.
L'ha uccisa quando ha impedito alla Magistratura di fare il suo corso sulla verità completa per le stragi del 1993 e ancora lo sta impedendo.
La politica attraverso il Parlamento ha promulgato leggi infami:

-Quella sui collaboratoti di giustizia che devono parlare troppo in fretta e poi tacere.
-Quella sul "41 bis". Il "41 bis" oltre non essere un "carcere duro", è ampiamente aggirabile perché la mafia attraverso i Tribunali di Sorveglianza se ne sta comodamente tornando a carcere normale.
In ultima analisi ciò è avvenuto attraverso il Tribunale di Sorveglianza di Torino e da lì da carcere normale la mafia continuerà a trattare i propri affari con l'esterno, decretando all'occorrenza anche condanne a morte.
-Quella su quel disastro che è il recente indulto, attraverso le maglie del quale la mafia, contrariamente a quello che si era detto, esce addirittura dal carcere, e appena varata l'amnistia per i reati indultati, che comunque la politica ha in mente e vuole con forza, la mafia potrà anche non rendere più conto civilmente alle proprie vittime.
E poi, quel 416 ter lo scambio di voto politico mafioso indultato, per l'amor di Dio smettiamola di parlare di Antimafia! La vera antimafia siamo solo noi le sue vittime.
Devo per forza ora ricordaLe Signor Eurodeputato, visto che Lei parla di amnesia, di quel "quarto d'ora "che la Commissione Antimafia ha dedicato per ascoltare le buone ragioni dei Magistrati Vigna e Chelazzi quando chiedevano aiuto sulle indagini per i "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993.
Stragi che hanno devastato questo Paese, sul piano politico, economico ed istituzionale, alle quali la politica in Commissione ha dedicato, ripeto, quindici minuti del suo prezioso tempo. La verità su la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, avrebbe bisogno di fiumi di processi penali, altro che di una Commissione Antimafia all'interno della quale sono affluiti soggetti di dubbia moralità e quindi configurata così com'è, questa Commissione, non porterà mai da nessuna parte come del resto tutte le altre.
Lei saprà bene del nostro Esposto alla procura di Firenze che mira a conoscere i nomi dei 39 politici e non, i quali nel 1992 ricevettero il "papelo" di Riina.
Se almeno quei politici avessero parlato a tempo debito, magari proprio presso la Commissione Antimafia di allora, forse potevano evitare quegli infami massacri che hanno visto la morte e la rovina di vita dei nostri parenti.
Per questo ribadisco il concetto del nostro Comunicato dato alle agenzie e chiaramente non passato, alla nomina dell'attuale Presidente della Commissione Antimafia, che Le allego per conoscenza:
Noi non crediamo nella Commissione Antimafia perché per ora di vera Antimafia non ne abbiamo ancora vista, non abbiamo sentore di impegno nell'aiutare la Magistratura per la ricerca della verità sulle stragi del 1993 all'interno dei Tribunali, perché per ora solo questo conta, l'emergenza, il resto sono solo sterili ed inutili parole.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
252  del 
27/11/2006
Conferenza stampa 29 novembre 2006 "Giorno della Memoria sul Terrorismo"

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

- Associazioni de.....
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Conferenza stampa 29 novembre 2006 "Giorno della Memoria sul Terrorismo"

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

- Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

- Associazione Memoria dei caduti, per fatti di terrorismo, delle forze dell'ordine e dei magistrati

INDICONO PER MERCOLEDI' 29 NOVEMBRE 2006 ALLE ORE 10
PRESSO LA SALA STAMPA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
PALAZZO MONTECITORIO
UNA CONFERENZA STAMPA

Presentazione della proposta di legge per l'istituzione del

"Giorno della Memoria sul Terrorismo"
(Perchè il 12 Dicembre?)

Saranno presenti rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime.

Il Presidente dell'Unione
Paolo Bolognesi

Il Presidente dell'Associazione Memoria
Mariella Magi Dionisi

Tutti parlamentari sono invitati a partecipare e a sottoscrivere la proposta di legge

Il Presidente Paolo Bolognesi

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
250  del 
30/11/2006
Oggetto: Critica di Giulio Petrilli verso l'applicazione del 41 bis.

"Il 41 bis è forma di carcere severo ma necessario" per la .....
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Oggetto: Critica di Giulio Petrilli verso l'applicazione del 41 bis.

"Il 41 bis è forma di carcere severo ma necessario" per la mafia di ogni tipo.
Continueremo a sostenerlo sempre e comunque con ogni mezzo.
I nostri politici, invece di prodigarsi a chiedere l'abrogazione della norma sul 41 bis e gioire ogni volta che un mafioso passa a carcere normale, potrebbero impegnarsi nel chiedere l'abrogazione di leggi che impediscono alla Magistratura di arrivare alla verità completa sulle stragi del 1993.
Quanto al fatto che il "41 bis" sarebbe il mezzo per ottenere collaborazioni, informiamo che la sera del 27 Maggio 1993 siamo stati messi nelle mani della mafia sicuramente anche da politici.
Se i così detti "buonisti" vogliono evitare alla mafia la "tortura"
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NOTIZIA ANSA
251  del 
30/11/2006
ZCZC643/SXR
YAQ14201
R CRO S43 QBXA

'NDRANGHETA: REVOCA 41 BIS; PRC CRITICA RICHIESTA ISPEZIONE PETRILLI RISPONDE A ESPONENTE AN SU .....
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ZCZC643/SXR
YAQ14201
R CRO S43 QBXA

'NDRANGHETA: REVOCA 41 BIS; PRC CRITICA RICHIESTA ISPEZIONE PETRILLI RISPONDE A ESPONENTE AN SU TRIBUNALE DELL'AQUILA (ANSA) - L'AQUILA, 30 NOV - La richiesta di un'ispezione al Tribunale dell'Aquila per aver revocato il regime di 41 bis nei confronti del presunto boss della 'ndrangheta Antonio Commisso e' stata criticata da Giulio Petrilli, segretario provinciale Prc L'Aquila e candidato alle primarie del centrosinistra per la carica a sindaco nel comune de L'Aquila.
"Il 41 bis, è una norma penitenziaria da abrogare", ha risposto Petrilli alla deputata di An Angela Napoli che ha fatto un'interrogazione al Ministro Mastella per inviare una visita ispettiva al Tribunale di sorveglianza de L'Aquila. Secondo la deputata, sintetizza l'esponente di Rifondazione comunista, il Tribunale sarebbe "reo" di aver "revocato il 41 bis ad alcuni detenuti" ed ad uno di loro proprio in questi giorni. Il tribunale de L'Aquila è dunque accusato dalla deputata di essere troppo garantista e nella medesima interrogazione si chiede anche se il 41 bis sia applicato correttamente nel carcere aquilano.
La stessa richiesta diffusa ieri, aggiunge Petrilli, è arrivata dalla commissione antimafia; suppongo pervenuta dai tanti e tante parlamentari che precedentemente approvarono il 41 bis con il 95% dei voti. Io invece accolgo con positività ogni provvedimento di sua revoca, perché è una norma palesemente anticostituzionale, in quanto non è dettata dalla necessità di garantire la sicurezza, bensì dalla volontà di fare pressione per indurre gli imputati alla 'collaborazione'.
Secondo l'esponente del Prc, "affrontare questa materia non e' semplice soprattutto quando rimanda a reati gravissimi commessi e alla necessita' di sconfiggere la mafia impedendo qualsiasi comunicazione tra i membri dell'organizzazione detenuti e l'esterno". "Questa misura eccezionale detentiva, applicata oramai non solo per reati di mafia, va assai oltre il voler garantire la cosiddetta sicurezza dei cittadini", sostiene Petrilli, "c'e' un surplus di pena aggiuntiva che non trova giustificazione alcuna, che e' vera e propria tortura, annientamento psicofisico della persona reclusa".
"Nel carcere de L'Aquila, che visito spesso, il 41 bis è applicato duramente", dichiara ancora il candidato di Rifondazione alle primarie: "ci sono addirittura due reparti nella sezione maschile ed uno nel femminile dove vige l'isolamento totale diurno e notturno che moltissimi detenuti e detenute accusano problemi alla vista perché oltre a tutte le restrizioni previste non hanno assolutamente mai modo di vedere oltre lo spazio di pochi metri visto che tutte le celle hanno le finestre murate. Che lo spazio per camminare nell'ora d'aria è ridotto a pochissimi metri di cemento armato. Un bunker. Una fortezza. Che in alcuni casi è previsto il controllo in cella con telecamere 24 ore su 24. Che i colloqui si fanno attraverso i vetri".
(ANSA).

COM-CAL/RST
2006-11-30 14:30:00
NNNN

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
248  del 
07/12/2006
TERRORISMO:FAMILIARI GEORGOFILI, SOLO CARNEFICI HANNO DIRITTI:
'ACCEDONO A CARICHE PUBBLICHE MENTRE VITTIME NO'

(ANSA) - FIRENZE, .....
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TERRORISMO:FAMILIARI GEORGOFILI, SOLO CARNEFICI HANNO DIRITTI:
'ACCEDONO A CARICHE PUBBLICHE MENTRE VITTIME NO'

(ANSA) - FIRENZE, 7 DIC - "I carnefici hanno il diritto di accedere a cariche pubbliche nello Stato e in Parlamento, addirittura, si dice, per una questione di completamento della democrazia. Le vittime sopravissute alle stragi e i loro familiari non hanno invece maturato alcun diritto in tal senso".
Così, in una nota, l'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commenta gli "ormai numerosi ingressi in Parlamento, nelle segreterie di presidenze e nelle commissioni di Stato di ex terroristi", ricordando come "gli invalidi resi tali dal terrorismo italiano e i loro familiari non sono contemplati dalle vigenti leggi in materia di ristori".
Secondo l'associazione dei familiari della strage di via dei Georgofili, "non è questione di dare o meno 'una seconda possibilita'', di non 'creare pregiudizi sul passato' per certi soggetti che hanno 'pagato il loro debito con la giustizia', ma é una questione di pari opportunità: non una vittima sopravissuta nelle stragi italiane ha una carica pubblica utile al Paese, non un familiare di vittima impegnato nelle ricerca della verità su 65 anni di stragismo è stato tenuto in considerazione". (ANSA).
COM-KWI/DLM
07-DIC-06 17:13 NNNN

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
249  del 
07/12/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in concomitanza di ormai numerosi ingressi in Parlamento, nelle Segreterie di Presidenze ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili in concomitanza di ormai numerosi ingressi in Parlamento, nelle Segreterie di Presidenze e nelle Commissioni di Stato - di ex terroristi - ricordano come gli invalidi resi tali dal terrorismo italiano e i loro familiari non siano giustamente contemplati dalle vigenti leggi in materia di ristori.
Inoltre non è questione di dare o meno "una seconda possibilità", di non "creare pregiudizi sul passato" per certi soggetti che hanno "pagato il loro debito con la giustizia" e così via dicendo. E' una questione di pari opportunità.
I carnefici hanno il diritto di accedere a cariche pubbliche nello Stato e in Parlamento, addirittura si dice, per una questione di completamento della democrazia.
Le vittime sopravissute alle Stragi e i loro familiari, non hanno invece maturato alcun diritto in tal senso.
Non una vittima sopravissuta nelle Stragi Italiane ha una carica pubblica utile al Paese, non un familiare di vittima impegnato nelle ricerca della verità su 65 anni di stragismo è stato tenuto in considerazione, eppure siamo certi che il grado di democrazia di un paese civile si misuri a suon di Verità non di virtuosismi per nascondere ancora di più carte segretate.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
246  del 
11/12/2006
Al quotidiano LA NAZIONE - Sig.a Silvia Mastrantonio

Gentlissima Dr.ssa Silvia Mastrantonio,

che sia in atto un scontro frontale fra vi.....
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Al quotidiano LA NAZIONE - Sig.a Silvia Mastrantonio

Gentlissima Dr.ssa Silvia Mastrantonio,

che sia in atto un scontro frontale fra vittime e carnefici ormai è indiscusso: siamo al muro contro muro.
Da una parte ci sono coloro che durante tutta la storia Repubblicana hanno visto scorrere il sangue dei loro parenti e mai - dico: mai - hanno avuto uno straccio di verità e quindi mai giustizia piena.
Dall'altra parte ci sono coloro che si sono prima sporcati le mani di sangue per se stessi ed altri e che oggi, proprio perché tenutari di segreti, possono permettersi di irridere alle vittime dalle sedie che si sono fatti procurare in Parlamento e in luoghi sicuri.
Nel mezzo, a fare da cuscinetto, c'è la politica, la quale non trova di meglio, come sempre, che sfruttare la situazione, con conseguente danno per le vittime.
"Non si può rimanere prigionieri del proprio passato e poi la nostra pena l'abbiamo scontata", borbottano i carnefici.
"I nostri morti non hanno pace "rispondono i familiari delle vittime.
Ci sono poi gli invalidi sopravissuti al terrorismo: ebbene, quelli in questo momento sono le vere vittime.
La rabbia per una vita distrutta, per non poter essere di aiuto ai parenti ma bensì, di necessità, solo un peso per loro, devono assistere anche ad un alterco che alza ogni giorno i toni senza approdare a nulla, se non parole al vento.
E questo perché la politica, pronta a correre ai tavoli europei nel momento in cui al centro è collocata la Vittima, vorrebbe prendere molto e far ricadere a pioggia sulle vittime stesse il meno possibile:
Pochi e scarsi i ristori remunerativi fino ad oggi provenienti dalle varie leggi, in ultimo la 206
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COMUNICATO
247  del 
12/12/2006
L'Associazione per la strage di via dei Georgofili, nel ricordare le vittime di Piazza Fontana nel giorno dell'anniversario della strage all..... Apri
L'Associazione per la strage di via dei Georgofili, nel ricordare le vittime di Piazza Fontana nel giorno dell'anniversario della strage alla Banca dell'Agricoltura, rammentano tutti coloro che in questo Paese aspettano ancora giustizia sulle stragi d'Italia.
Rammentano altresì quanto ancora oggi sia determinante la complicità della politica, affinché non si arrivi mai ad una verità completa per ogni massacro stragista avvenuto nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
245  del 
14/12/2006
Al quotidiano LA REPUBBLICA

Gentilissimo Direttore
La Repubblica
Dr. Ezio Mauro
Roma

Mi riferisco all'Editoriale apparso.....
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Al quotidiano LA REPUBBLICA

Gentilissimo Direttore
La Repubblica
Dr. Ezio Mauro
Roma

Mi riferisco all'Editoriale apparso oggi su La Repubblica,siamo stanchi di sermoni e il Prof. Sofri dovrebbe capirlo che la ragione non sta da una parte sola, anzi.
Lo sappiamo tutti, che chi aveva interesse, o chi ha preso una cantonata, ha strumentalizzato il caso dell'abitante del Marocco per accusarlo dello sterminio della sua famiglia visto che aveva goduto di indulto.
Ciò non vuol dire che di questi tempi, l'indulto sia stato il massimo delle Leggi.
L'emergenza mafia c'è eccome, l'emergenza UCC se è finita e non sembra così, c'è stata almeno fino alla notte del 26 Maggio 1997, quando hanno lasciato una bomba ananas in Por Santa Maria a Firenze vicino a Via dei Georgofili scrivendo: se tiri troppo la corda si strappa.
Lo ricorderà Direttore, perché l'ordigno fu rivendicato a mezzo del giornale da Lei diretto: La Repubblica.
E mai abbiamo saputo se quella rivendicazione fosse attendibile.
Del resto verità sulle stragi del 1993 non c'è stata, se non parziale.
E poi insisto, diamo spazi anche agli editoriali delle Vittime del terrorismo mafioso e non, altrimenti non ci sarà mai questa benedetta "par condicio" fra vittime e carnefici.
Questi ultimi ormai lo sappiamo ciò che hanno da dire, perché non ascoltare anche noi?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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COMUNICATO
244  del 
20/12/2006
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nell'apprendere la notizia che uno degli stragisti di Firenze COSIMO LO NIGRO, ha o..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nell'apprendere la notizia che uno degli stragisti di Firenze COSIMO LO NIGRO, ha ottenuto la revoca del "41 bis" comunicano quanto segue:
con la strage di Firenze la Mafia ha di fatto ottenuto l'annullamento del "41 bis", così come ha sempre voluto.
L'annullamento del "41 bis" è stato messo in atto in modo strisciante e occulto.
Il nostro è un Paese dove i mafiosi vengono premiati soprattutto se non collaborano e non si pentono.
Al contrario le vittime rimaste invalide negli attentati mafiosi vengono penalizzate a tutti gli effetti
Auspichiamo che la Procura Generale di Torino sia ricorsa in Cassazione e che quanto prima COSIMO LO NIGRO torni a "41 bis",per questo ci batteremo ad oltranza.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
243  del 
26/12/2006
MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, REVOCATO 41 BIS A LO NIGRO

(ANSA) - ROMA, 26 dic - "Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha revocato il reg.....
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MAFIA: FAMILIARI GEORGOFILI, REVOCATO 41 BIS A LO NIGRO

(ANSA) - ROMA, 26 dic - "Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha revocato il regime carcerario '41bis' a Cosimo Lo Nigro, senza considerare che le stragi del 1993 sono state eseguite dalla mafia corleonese affinché il carcere duro fosse abolito e dimenticando che Lo Nigro, era presente fisicamente a Firenze sul luogo dell'attentato a via dei Georgofili con un sigaro in mano, usato dallo stesso per accendere la miccia". A denunciarlo è l'associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Non abbiamo conferme - dice Giovanna Maggiani Chelli, Vice Presidente dell' Associazione - che nel Febbraio scorso, la Procura Generale di Torino sia ricorsa in Cassazione, contro il provvedimento che ha favorito lo stragista di via dei Georgofili. Non abbiamo altresì notizie che la Commissione Nazionale Antimafia dal giorno del suo insediamento, si sia mai occupata di ribadire con forza la neccessità
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LETTERA
242  del 
28/12/2006
Al quotidiano L'UNITA'
Gentilissimo Direttore, Dr. Antonio Padellaro,

per quanti sforzi siano stati compiuti, in pochi hanno rac.....
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Al quotidiano L'UNITA'
Gentilissimo Direttore, Dr. Antonio Padellaro,

per quanti sforzi siano stati compiuti, in pochi hanno raccolto il nostro grido di allarme per la revoca del "41 bis" a Cosimo Lo Nigro, colui che a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 ha acceso la miccia per far detonare 250 chili di tritolo.
Il soggetto poco più che ventenne, era cosciente di ciò che faceva, non voleva che i boss di "cosa nostra" rimanessero ancora a "41 bis" e per questo ha accettato di far saltare in aria bambini e ragazzi.
Se noi guardiamo gli identikit dell'epoca, nei giorni a ridosso della strage riconosciamo benissimo Cosimo Lo Nigro, fra i presenti sotto il numero civico 3 di via dei Georgofili.
Cosimo Lo Nigro come uno sciacallo, si aggirava nella stretta e angusta via mentre preparava la trappola mortale alle sue vittime.
Come ha potuto il Tribunale di Sorveglianza di Torino non tenere conto di tutto ciò mentre analizzava il fascicolo di Lo Nigro?
Possibile si sia creduto che oggi quel ragazzo sempre strafottente nei nostri confronti, con un comportamento sempre mafioso, mai un filo di collaborazione,sia diventato "buono"?
E poi come mai non si è considerato che il "41 bis" è stato il movente per eccellenza addotto dalla mafia a "giustificazione" delle stragi del 1993?
Cosimo Lo Nigro presente a Firenze come a Roma, con le cartine stradali in mano,per le stragi del 1993, sa di sicuro quale era il luogo a Trastevere dove in prima battuta avrebbe dovuto collocare una bomba prima di scegliere San Giovanni in Laterano.
Perché non ci indica chiaramente l'obiettivo esatto presso il quale non si potè collocare il tritolo visto che c'era in atto la festa di "no altri", e perché fu scelta invece la Chiesa tanto cara al Papa?
Deve saperlo per forza .
Solo con la collaborazione Cosimo Lo Nigro avrà diritto a sconti, ogni altro tipo di regalia è solo cattiveria nei nostri confronti e non la accetteremo mai.
Ci batteremo Signor Direttore, perché sia rotto questo vergognoso muro di silenzio, anche dopo la nostra forte presa di posizione sul problema sul "41 bis" alla mafia stragista e terrorista.
Non rispondono le Istituzioni, non risponde la Politica, non risponde l'Opinione Pubblica, l'unica in buona fede perchè poco sa e conosce.
In via dei Georgofili abbiamo perso i figli e con loro gli affetti più cari, non avremmo pace fintanto che Cosimo Lo Nigro non sarà tornato a "41 bis" e fintanto non avremmo assicurazioni che per nessun altro degli stragisti di Firenze saranno allentate le maglie della giustizia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
241  del 
29/12/2006
Al quotidiano L'UNITA'
Gentilissimo Prof. Corrado Stajano,

E' vero il pianeta delle donne coraggio che nel corso degli anni .....
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Al quotidiano L'UNITA'
Gentilissimo Prof. Corrado Stajano,

E' vero il pianeta delle donne coraggio che nel corso degli anni hanno contrastato la mafia è grande.
Ma ora non è più il tempo dei racconti del "Libro Cuore".
E' giunto il momento in cui bisogna parlare di cose concrete e dirla la verità che si fa finta di volere.
L'On.Le Nando Dalla Chiesa, se li conosce tutti, deve cominciare a mettere in fila quelle 39 persone, politici compresi, che nel 1992 ricevettero il "papello" di Riina e scriverli affinché tutti noi possiamo leggerli e cominciare a capire.
Bisogna trovare il coraggio di scrivere che a Cosimo Lo Nigro, uno dei macellai della notte del 27 Maggio 1993,durante un governo di centro destra è stato revocato il "41 bis".
Bisogna scrivere che durante un governo di centrosinistra la revoca del "41bis" a Cosimo Lo Nigro non viene volutamente divulgata con la risonanza che dovrebbe.
Le Istituzioni e la politica tacciono alle nostre sollecitazioni.
Si copre l'evento e questo quasi certamente, perché questa ultima compagine di governo si regge sull'appoggio di forze politiche che il "41 bis" lo aborriscono, speriamo solo per ideologia e quasi certamente lo hanno messo sul piatto della trattativa in atto da lungo tempo, senza considerare che le vittime di mafia del 1993 sono state macellate in nome e per conto del "41bis".
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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