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   141 notizie nel periodo '2005'

COMUNICATO
99  del 
02/01/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, esprimono soddisfazione in merito al Decreto Legge che consentirà al Procuratore Naziona..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, esprimono soddisfazione in merito al Decreto Legge che consentirà al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna di ricoprire l'incarico attuale per ulteriori sei mesi. Il lavoro inerente la ricerca della verità completa, sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, che la Super Procura Antimafia ha portato avanti in questi otto anni vale bene un Decreto .I "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, della qual esistenza noi siamo certi, non sono ancora stati individuati. L'Ufficio del Procuratore Nazionale Antimafia, lavora ancora oggi alla ricerca degli eventuali soggetti di cui sopra e anche un solo minuto da parte di chi è ampiamente preparato in materia, è sicuramente importante per dedicarlo alla ricerca della verità completa.Tutto il resto, ciò che attraverso i media viene lamentato, è congegnale solo alla politica, la quale mai ha dimostrato di voler sapere chi insieme alla mafia ha fatto massacrare i nostri parenti in Via dei Georgofili.Quasi in una sorta di paura di rimanere coinvolti a vario titolo in quel tragico bagno di sangue, nessun uomo politico ha teso una mano alla Magistratura in modo concreto (anzi)per le stragi del 1993.

Giovanna Maggiani Chelli Vicepresidente Associazione Familiari Vittime Stragi Via dei Georgofili
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LETTERA
100  del 
02/01/2005
Lettera a Rai 3- 2 gennaio 2005

Gentilissimo Direttore Rai tre
E, p.c.:Gentilissimo Capo Cronista Rai 3 Firenze

Il giorno 21 dicembr.....
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Lettera a Rai 3- 2 gennaio 2005

Gentilissimo Direttore Rai tre
E, p.c.:Gentilissimo Capo Cronista Rai 3 Firenze

Il giorno 21 dicembre u.s. a seguito di una conferenza stampa per presentare le cause civili alla mafia per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, io rilasciai una intervista con la quale si chiedeva un Decreto che allungasse i tempi del mandato al Proc. Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna .Il Decreto oggi è stato concesso, ma una parte delle forze politiche critica la cosa e attribuisce la scelta in argomento il mezzo usato per escludere il Proc. Caselli dal concorso alla Super Procura Antimafia.Non so se tutto ciò sia vero e non è compito nostro entrare nel merito, noi però siamo alquanto soddisfatti del fatto che il Proc. Vigna avrà ancora sei mesi di tempo per il suo mandato.Siamo convinti che per le stragi del 1993 esistano dei mandanti esterni alla mafia e perciò da lungo tempo ormai confidiamo in indagini in corso proprio presso l'Ufficio del Dr. Vigna.
Quindi per quanto sopra, riteniamo che anche un solo minuto in più, concesso sia pure con un Decreto, a colui che più di tutti ha seguito le indagini per il massacro di Firenze, non può che essere importantissimo.Tutto il resto, soprattutto i giochi politici, hanno sicuramente meno importanza, rispetto alla verità su ciò che è avvenuto la notte del 27 Maggio 1993 a Firenze.La prego quindi alla luce del nuovo Decreto per il Proc. Vigna e se possibile naturalmente far mandare in onda la mia intervista, affinché risulti chiara la nostra posizione.Ringraziando fin d'ora per si vorrà e si potrà fare, invio Loro i miei migliori saluti e Auguri per il Nuovo Anno

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione Familiari Vittime Strage Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
101  del 
03/01/2005
3 Gennaio 2005

MAFIA:ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A GRASSO
MINISTRO INTERNI VALUTI SERIAMENTE MINACCE PROVENZANO
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3 Gennaio 2005

MAFIA:ASSOCIAZIONE VITTIME GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A GRASSO
MINISTRO INTERNI VALUTI SERIAMENTE MINACCE PROVENZANO

- Solidarieta' al procuratore capo di Palermo, Piero Grasso, dopo le minacce che sarebbero arrivate a lui da Bernardo Provenzano. Ad esprimere anche la propria ''preoccupazione'' e' la vicepresidente dell'Associazione ''Tra i familiari delle vittime di Via dei Georgofili'', Giovanna Maggiani Chelli. Una ''preoccupazione'' che deriva dalla consapevolezza che lo stesso Grasso ''sta combattendo il sistema mafioso e in particolare 'Cosa nostra' - spiega la vicepresidente -, mentre uomini che si sono macchiati di delitti orribili, dopo una condanna passata in giudicato per strage, sono ancora a piede libero e in grado di manacciare chi ancora ricerca la verita' completa sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993. Cio' ci fagridare allo scandalo''. Giovanna Maggiani Chelli chiede quindi al ministro dell'Interno, ''sul quale abbiamo contato'', quando Provenzano sara' arrestato visto che piu' volte, lo stesso ministro, ''ha ripetuto che a breve Provenzano sarebbe stato catturato''. ''A breve quando? - conclude, chiedendo di valutare seriamente le minacce a Grasso -. Forse quando un altro uomo del Stato avra' perso la sua vita nel compimento del proprio dovere?'
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LETTERA
102  del 
04/01/2005
Lettera alla Repubblica - 4 gennaio 2005

Gentilissimo Direttore La Repubblica
Firenze

Abbiamo dimostrato la nostra solidarietà al P.....
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Lettera alla Repubblica - 4 gennaio 2005

Gentilissimo Direttore La Repubblica
Firenze

Abbiamo dimostrato la nostra solidarietà al Procuratore Capo Grasso di Palermo da sempre, ieri più che mai ci siamo espressi in tal senso perché Bernardo Provenzano reo e condannato con sentenza passata in giudicato all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio1993 ha programmato di ucciderlo.La nostra domanda più che legittima è :perché Bernardo Provenzano non viene arrestato? Chi non vuole che ciò avvenga, mettendo a rischio la vita dei Magistrati e all'occorrenza di persone qualunque, come fu per i nostri parenti? Il coro di sempre oggi, invece di metter il dito sulla vera piaga, pone in risalto quel senso di solidarietà che non può non scattare in ognuno di noi quando un Magistrato viene minacciato dalla mafia.L'essere contro la mafia da parte di chi vive nella legalità è ormai scontato. E' vero, gli onesti sono contro la mafia,ma il problema è un altro: essere vicini alla Magistratura nel vero senso della parola, mentre combatte sul fronte dell'antimafia battaglie ben precise.Le tre Procure di Firenze, Palermo e Caltanisetta in questo momento stanno cercando, attraverso complesse indagini, se esistano o meno "mandanti esterni alla mafia " per le stragi del 1993, questo è il vero problema, ed è per la specifica ricerca di questa specifica verità che i Magistrati vanno supportati,scrivendolo e dicendolo ben chiaramente senza troppi giri di parole, perché è sciogliendo questo nodo che buona parte di ciò che oggi viene concesso alla mafia finirà.L'Italia intera potrebbe mobilitarsi e aderire a iniziative (più che giuste) in difesa dei Magistrati entrati nel mirino di "cosa nostra", ma se quelle stesse persone il giorno prima si sono indignate perché il Procuratore Vigna, ha avuto con un decreto ulteriori sei mesi di mandato presso l'Ufficio della Procura Nazionale Antimafia, quell'Ufficio che coordina le summenzionate indagini tanto vitali per il Paese,come si potrà mai sperare che la mafia non capisca che può tornare tranquillamente ad uccidere.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione Familiari Vittime Strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
103  del 
08/01/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si rivolgono rispettosamente al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna affinc..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si rivolgono rispettosamente al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna affinché accetti l'incarico e resti a dirigere la Procura Nazionale Antimafia per ulteriori sei mesi come da Decreto.Ricordano inoltre che durante questi dodici anni, tanto il tempo passato dalla strage di Firenze in Via dei Georgofili,altri decreti avrebbero dovuto far indignare e riflettere, per aver messo in difficoltà la Magistratura, soprattutto quella che svolgeva indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Si rammenta a tal proposito il Decreto emesso nella primavera del 2000.
Il suddetto Decreto verteva a concedere attraverso la formula del "rito abbreviato" a Salvatore Riina e al gruppo di fuoco di Bagarella, tutti rei delle stragi del 1993 l'abolizione dell'ergastolo.
A tal proposito è giusto dire,che sono stati i disperati appelli delle Vittime delle Stragi, durati una intera estate, giusto quella dell'anno 2000, che hanno impedito lo scempio di cui sopra e riaperte le speranze sul raggiungimento della verità completa per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione Familiari Vittime Strage Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
104  del 
08/01/2005
GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI A VIGNA, ACCETTI INCARICO

''Accetti l'incarico e resti adirigere la procura nazionale antimafia&.....
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GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI A VIGNA, ACCETTI INCARICO

''Accetti l'incarico e resti adirigere la procura nazionale antimafia'': e' questo l'invito rivolto al procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna dai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che intervengono sul decreto di proroga dell'incarico al magistrato, al quale invece 38 colleghi hanno rivolto un appello perche' rinunci. I familiari delle vittime di via dei Georgofili ricordano che ''altri decreti avrebbero dovuto far indignare e riflettere, per aver messo in difficolta' la magistratura''.
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INTERVISTA
105  del 
10/01/2005
Intervista Corriere della Sera del 10 gennaio 2005

"È un punto di riferimento.Resti alla guida dell'Antimafia».
L'associazi.....
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Intervista Corriere della Sera del 10 gennaio 2005

"È un punto di riferimento.Resti alla guida dell'Antimafia».
L'associazione di via dei Georgofili: "Ha fatto molto, non lasci»

ROMA - Giovanna Chelli è il vice presidente dell'associazione tra le famiglie della vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze, 27 maggio 1993, 5 morti e 41 feriti per mano dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra.

"Dodici anni fa, al vertice della Procura di Firenze c'era Piero Luigi Vigna: fu lui, insieme al suo sostituto Gabriele Chelazzi, a dare il primo impulso a un'inchiesta molto complessa, che ha portato alla condanna di esecutori materiali e mandanti (tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano) di quell'attentato. Era il 12 giugno del 1996 quando iniziò l'udienza preliminare nell'aula bunker. Me lo ricordo bene quel giorno, c'era anche Vigna». Il quale, l'8 novembre del '96, sarebbe diventato procuratore nazionale antimafia."
Dopo tanto tempo il vostro legame con Vigna è lo stesso?
"Siamo stati i primi a chiedere un decreto per la proroga di Vigna al vertice della Direzione nazionale antimafia. Avevamo saputo che la sua proroga sarebbe saltata con il rinvio alle Camere dell'ordinamento giudiziario e così abbiamo chiesto il decreto». Cosa ha rappresentato per voi il lavoro svolto in questo decennio dal procuratore Vigna? "Per noi Vigna è un punto di riferimento. È un magistrato che stimiamo. Se poi arriva una legge secondo la quale lui può restare al suo posto altri sei mesi, noi non riusciamo proprio a capire perché questa norma crei tanti problemi. A noi il procuratore Vigna ha sempre fornito delle risposte concrete, e quindi il fatto che rimanga al suo posto sei mesi in più è un fatto positivo".
Cosa pensa dell'appello che molti magistrati ora rivolgono al procuratore Vigna?
"In questi giorni ho sentito molti interventi e ho notato che tutti mettono le mani avanti: "Ci appelliamo a Vigna che è un uomo integerrimo, che è un magistrato esemplare, che ha dato tutto nella lotta contro la mafia...". Questo si dice e poi si domanda a Vigna di tirarsi indietro o di spiegare perché ha bisogno di altri sei mesi al vertice della superprocura. Ecco,se abbiamo avuto tutti fiducia nel Procuratore nazionale antimafia, io credo che meriti ancora la nostra stima. O no?"
Il non detto di questa vicenda è che la proroga di Vigna taglia la strada ad altri magistrati che hanno dato molto sul fronte della lotta alla mafia.
"Poi all'Antimafia ci andrà un altro magistrato: sarà Caselli o qualcun altro, ne troveranno uno all'altezza per quel compito"
Se il governo interviene con un decreto sui vertici di un ufficio giudiziario, il Consiglio superiore della magistratura vede messe in discussione le sue prerogative. È questo il senso dell'appello lanciato dai magistrati .
"E Vigna ha risposto: "Io rispetto la legge". Io dico che a un uomo che non ha mai tradito la sua fede e il suo impegno contro la mafia debba essere concessa un'altra opportunità. E io, con quello che abbiamo patito noi famiglie colpite dalla mafia, non posso concedermi il lusso di certi ragionamenti, non posso correre appresso a chi tifa per il Csm o per il governo. Mi dispiace dire questo, ma in questi 12 anni abbiamo pagato un prezzo che non ha pagato nessuno in questo Paese".
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COMUNICATO
106  del 
18/01/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a seguito delle notizie in merito al caso REPORT per la trasmissione che questa rubrica h..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a seguito delle notizie in merito al caso REPORT per la trasmissione che questa rubrica ha dedicato alla mafia, auspicano che se sarà proposta dalla Rai una trasmissione riparatrice, sia preso in considerazione quanto segue:Bernardo Provenzano con una sentenza passata in giudicato, è stato condannato all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, questa una delle questioni prioritarie per il suo arresto.L'ottica della precedente trasmissione, in argomento, era a nostro avviso tutta regionalistica e mal evidenziava quanto sia importante per la nazione intera l'arresto di un uomo che ha Firenze ha fatto seminare morte e terrore privando della vita i nostri parenti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
107  del 
25/01/2005
ANSA- FIRENZE, 25 Gennaio 2005

FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI TEMONO RIPRESA STRAGISMO

SOLIDARIETA' AL PM PIETRO GRASSO PER IPOTESI A.....
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ANSA- FIRENZE, 25 Gennaio 2005

FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI TEMONO RIPRESA STRAGISMO

SOLIDARIETA' AL PM PIETRO GRASSO PER IPOTESI ATTENTATO

L' associazione dei familiari della strage di Via dei Gergofili ritiene che il dossier raccolto dai carabinieri su un possibile attentato al procuratore di Palermo Pietro Grasso faccia intravedere un ''serio pericolo per una ripresa della strategia stragista da parte della mafia Cosa nostra''. L' associazione esprime poi ''tutta la solidarieta' possibile'' al procuratore Grasso che - ricorda una nota - era stato ''da sempre a fianco della magistratura fiorentina che ha curato le indagini sui 'mandanti esterni alla mafia' per la strage di Firenze del maggio 1993 e le altre stragi di quell' anno''. L' associazione chiede quindi ''alle istituzioni il massimo impegno in difesa dei magistrati che operano sul fronte dell' antimafia''.
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LETTERA
108  del 
26/01/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Gentilissimo Dr. Saverio Lodato


La ringrazio moltissimo per il Suo articolo apparso oggi sull&#.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Gentilissimo Dr. Saverio Lodato


La ringrazio moltissimo per il Suo articolo apparso oggi sull'Unità.Lei è l'unico che scrivendo sui fatti attualissimi che riguardano Bernardo Provenzano il capo di "cosa nostra", ha trovato il coraggio di fare un cenno alle stragi del 1993 Roma, Firenze e Milano.Siamo rimasti sconcertati come abilmente si sia allontano da questo soggetto, ancora oggi latitante, il crimine che più lo riguarda in prima persona :- quasi 1000 chilogrammi di tritolo sparsi su tutto il territorio Nazionale in quel 1993 che hanno provocato morte e disperazione.E siamo ancora più sconcertati davanti ad affermazioni come quella che " uno dei passatempi dei mafiosi sarebbe quello di dire di voler far saltare per aria questa o quella persona".Noi siamo l'esempio vivente di ciò che la mafia può fare quando dice e decide di far saltare in aria qualcuno, lo ha fatto con i nostri parenti, li ha fatti saltare per aria e questo quando lo disse e decise non fu certo per passatempo.Approfitto inoltre di questa lettera per precisare che la nostra "Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili",da dodici anni a questa parte parla solo di mafia, della vera mafia, non diciamo questo per un vanto al nostro operato, ma perché vorremmo che quando si parla di mafia, si parlasse anche delle stragi del 1993, non che si faccia sempre finta non siano mai avvenute.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
109  del 
27/01/2005
27 Gennaio 2005

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili a seguito intervista rilasciata dall'Avv. Traina Salvatore a.....
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27 Gennaio 2005

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili a seguito intervista rilasciata dall'Avv. Traina Salvatore al quotidiano "La Repubblica" a firma Attilio Bolzoni,

INFORMANO

che Bernardo Provenzano, capo di "cosa nostra", non è vero non sia mai stato accusato direttamente nemmeno di furti di galline .Bernardo Provenzano è stato condannato dalla Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio 2002 per il reato di strage .Bernardo Provenzano è stato condannato con sentenza passata in giudicato, per ciò che ci riguarda, all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, nella quale persero la vita 5 persone e 41 ne furono ferite.Una strage mafiosa, terroristica ed eversiva.Precisiamo inoltre che il fatto che Bernardo Provenzano non si sia presentato neppure a mezzo dei suoi avvocati presso la suddetta Suprema Corte di Giustizia, per noi ha significato la sua completa ammissione di colpevolezza dell'uccisione dei nostri parenti .Infatti nel 1993 fu Bernardo Provenzano a fare la scelta di far eseguire le stragi in "continente " e non più in Sicilia.Da qui l'esigenza di fa esplodere per ordine di Provenzano Bernardo 1000 chili di tritolo a Roma Firenze e Milano in quella maledetta primavera che nessuno vuole più ricordare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice PresidenteAssociazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
110  del 
27/01/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili a seguito notizie riportare oggi dal quotidiano "La Repubblica", a firma France..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili a seguito notizie riportare oggi dal quotidiano "La Repubblica", a firma Francesco Viviano, circa la cifra di 25.000 Euro percepita da Bernardo Provenzano capo di "cosa nostra" quale stipendio mensile

INFORMANO

Che le vittime sopravvissute e rimaste invalide nella strage di Via dei Georgofili,voluta da Bernardo Provenzano, percepiscono un vitalizio mensile di 500 Euro e dopo anni di studio persi a causa della strage di Firenze del 27 Maggio 1993,le spese per le tasse universitarie sono a loro completo carico.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice PresidenteAssociazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
111  del 
28/01/2005
Gentilissimo Direttore Dell'Unità
La prego innanzitutto di scusare la mia continua pressione, del resto non credo sia difficile per chi cura l.....
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Gentilissimo Direttore Dell'Unità
La prego innanzitutto di scusare la mia continua pressione, del resto non credo sia difficile per chi cura le lettere nella posta con i lettori del quotidiano l'Unità, gettare le missive nel cestino quando non interessano, o non risultano congegnali alla linea del giornale stesso.
Precisato quanto sopra, vorrei tornare sull'articolo a firma Sandra Amurri del 27 gennaio 2005: "Se Lumia ci attacca ancora, può succedere di tutto.", articolando il mio dire in due punti ben precisi:
1)I 180 giorni di possibilità ad un pentito per collaborare con la giustizia, sono stati introdotti quale norma nella scorsa legislatura, un attimo prima della chiusura delle Camere, quando ancora non si sapeva chi avrebbe vinto alle imminenti elezioni politiche.
2)Come si può voler far credere, che oggi quando si chiede al Ministro Castelli di concedere ulteriori giorni al pentito Giuffrè per vuotare completamente il sacco, lo si faccia in buona fede e non per onore di cronaca?
Noi Gentilissimo Direttore abbiamo avuto i morti nelle stragi del 1993, sappiamo bene che sono i nostri di figli e non quelli di altri, ma c'è un limite a tutto e soprattutto c'è un limite alla presa in giro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
112  del 
31/01/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, tornano ancora una volta sulla condizione delle vittime delle stragi del 1993.Riflettend..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, tornano ancora una volta sulla condizione delle vittime delle stragi del 1993.Riflettendo sugli strepitosi successi raggiunti dal nostro Paese in merito alle tecnologie più avanzate nel campo degli armamenti, quali gli elicotteri che saranno forniti con grande soddisfazione generale agli Stati Uniti D'America, viene da pensare come per le vittime della strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 non si riescano a raggiungere i medesimi risultati e cioè:
1) perché le leggi varate contenenti le nuove norme in merito alle vittime del terrorismo, non trovino ancora spazi per decollare e siano dovute ritornare al vaglio di autorevoli organismi dello Stato i quali dovrebbero dare interpretazione, si dice, ai complicati testi che sono stati varati.
2) Perché alcune norme contenute in precedenti leggi le più disparate, relative alle vittime del terrorismo, non sempre vengono applicate, per esempio la distribuzione delle borse di studio agli studenti universitari,benefici messi a disposizione sulla carta dalla Presidenza dal Consiglio, ma difficilmente applicati.

Con i migliori saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
113  del 
31/01/2005
A ANSA il 31 gennaio 2005

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, dopo aver inutilmente tentato di intervenire alla trasm.....
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A ANSA il 31 gennaio 2005

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, dopo aver inutilmente tentato di intervenire alla trasmissione in onda questa sera su Rai 3 alle ore 21, nell'ambito della quale si cercavano contributi nella ricerca di Bernardo Provenzano capo dell'organizzazione mafiosa "cosa nostra", consegnano all'Agenzia di stampa il seguente comunicato:
Bernardo Provenzano sicuramente la notte del 27 Maggio 1993 era a Firenze in Via dei Georgofili,dove ha fatto uccidere un ragazzo di venti anni e due bambine piccolissime insieme ai loro genitori.
LO HA VISTO tutta l'Italia, ma per quanto sopra non ha mai potuto essere arrestato.
Dopo aver rammentato che il suddetto latitante è stato condannato con sentenza passata in giudicato all'ergastolo per le stragi del 1993, ricordano altresì che Bernardo Provenzano forte delle coperture di cui gode, non si è degnato, sia pure attraverso i suoi legali, di presentarsi presso la Corte di Cassazione.
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, dopo la trasmissione "Chi l'ha Visto",esprimono tutta la solidarietà possibile ai Magistrati e alle forze dell'ordine che da 12 anni cercano di arrestare un pericoloso criminale latitante e disapprovano i tentativi emersi nella trasmissione suddetta di sminuire l'importanza di uomini come Provenzano all'interno dell'organizzazione mafiosa "cosa nostra", così come invece hanno confermato i processi di Firenze per le stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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LETTERA
114  del 
31/01/2005
Lettera a RAI 3, 31 gennaio 2005

Gentilissima Dott.ssa Rita Petrizzi,
secondo il nostro giudizio, come sempre, l'avv. Traina è riuscit.....
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Lettera a RAI 3, 31 gennaio 2005

Gentilissima Dott.ssa Rita Petrizzi,
secondo il nostro giudizio, come sempre, l'avv. Traina è riuscito a sminuire l'importanza del criminale Provenzano all'interno dell'organizzazione mafiosa "cosa nostra", cosa che stride con le sentenze passate in giudicato per le stragi del 1993.
Domani gli italiani attraverso CHI L'HA VISTO, avranno insinuato il dubbio che Provenzano altri forse non è se non un vecchietto ammalato e senza soldi, usato come parafulmine per coprire ben altri.
Un po' la tecnica usata da Riina, quando dice: io sono il parafulmine d'Italia.
Le sentenze passate in giudicato per le stragi del 1993 dicono tutt'altra cosa, senza tralasciare chiaramente che Provenzano ha agito per se e per conto di "altri".
I suddetti "altri" non sono ancora stati affidati alla giustizia ma nel processo di Firenze c'è una espressione del Magistrato Chelazzi che suona così mentre si rivolge ai Giudici della Corte:
altri Giudici verranno dopo di Voi.
Lasciando sminuire la figura di Bernardo Provenzano, da parte di chi forse ha tutto l'interesse per farlo, si ottengono tre cose:
1)Si fa un favore a Provenzano
2)Si sminuisce il lavoro di Magistrati che da sempre operano sul fronte della mafia
3)Si allontana la verità sulle stragi del 1993, che ci par sempre più di capire nessuno vuole.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
115  del 
05/02/2005
Lettera all' Unità 5 febbraio 2005

Gentilissimi Direttori. Furio Colombo,Antonio Padellaro,
si commentano da se gli attacchi che v.....
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Lettera all' Unità 5 febbraio 2005

Gentilissimi Direttori. Furio Colombo,Antonio Padellaro,
si commentano da se gli attacchi che vengono ormai troppo spesso rivolti a molti giornalisti.
Io che in questo Paese attraverso il dolore provato per il massacro subito dai miei parenti nella strage di Firenze del 1993, ho necessariamente dovuto seguire giorno per giorno la Storia, anche politica, di questi ultimi dodici anni senza nulla tralasciare, spesso sono preoccupata per la libertà dei miei figli.
Quanto sopra è l'analisi che mi sento di fare, anche se la politica non è il mio forte e quindi il mio giudizio privo di spessore.
Ciononostante guardando ai congressi dei più importanti partiti politici che si sono svolti in questi giorni, devo ammettere che sono rimasta particolarmente colpita di come siano sempre gli stessi nomi a farla da "padroni".
Le stragi sono avvenute nel 1993,nel 1996 sono iniziati i processi a "cosa nostra".
Uomini di mafia sono risultati gli esecutori materiali e i mandanti interni per le stragi di Roma, Firenze e Milano, sono stati condannati all'ergastolo in Cassazione il 6 Maggio del 2002 Bernardo Provenzano compreso, ma per ora nessuna traccia dei nomi dei "mandanti esterni a cosa nostra", figurano in carte processuali.
La politica non ha emesso un gemito per far sì che i veri responsabili delle stragi del 1993 fossero raggiunti da azione penale, anzi spesso attraverso le leggi varate hanno messo in difficoltà i Giudici. Perché allora tanto tripudio per uomini che mai nei loro programmi politici, hanno avuto il coraggio di inserire il perseguimento della verità sulle stragi del 1993?
Gentilissimi Direttori, allego il mio recente intervento a Firenze all'università di architettura presso l'aula intitolata a Dario Capolicchio morto nella strage del 27 Maggio 1993, erano con me il giornalista Travaglio e il Proc. Sabella,mi scuso dell'allegato copioso e invio Loro cordiali saluti.


Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili

Intervento
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LETTERA
116  del 
08/02/2005
Lettera al Secolo XIX, 8 febbraio 2005

Gentilissimo Prof. Maurizio Maggiani,
ieri in prima pagina il "Secolo XIX" riportava un Suo.....
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Lettera al Secolo XIX, 8 febbraio 2005

Gentilissimo Prof. Maurizio Maggiani,
ieri in prima pagina il "Secolo XIX" riportava un Suo articolo che non solo condivido pienamente, ma La prego mi permetta di fare mie alcune delle frasi più significative:
-"Una delle cose che mi danno più pena e sfibrano alla consunzione la mia residua speranza di vivere in un mondo di etica dignità, è la constatazione di come mi sia impossibile nutrire rispetto per il personale politico del mio Paese".
-Credo alla coerenza. Credo in chi crede, voglio poter nutrire fiducia in parole di verità. Sono disposta alla verità ovunque sia collocata la sua voce, voglio poter nutrire fiducia anche in uomini di cui non condivido le idee, voglio poter rispettare anche senza consentire."
Ho bisogno di prendere in prestito queste Sue parole,perché ben rendono l'idea di ciò che hanno vissuto in questi dodici anni i familiari delle vittime delle stragi del 1993.
Quando nel 1993, la mafia con più di mille chili di tritolo ha seminato nel Paese morte e disperazione e la Magistratura appena uscita dagli affronti subiti con l'uccisione dei Giudici Falcone e Borsellino,comunque si è rimboccata le maniche e ha reagito con forza attraverso l'operato di uomini di legge come i Magistrati Gabriele Chelazzi, Piero Vigna e Pietro Grasso,mai ci saremmo aspettati uscissero dal Parlamento leggi in favore della mafia.
Per essere ancora più precisa a giustificazione di questa mia lettera,Le dico che quando la mattina del 12 Giugno 1996 sono andata insieme a tutti gli altri in aula a Firenze dove si svolgeva l'udienza preliminare per i processi a "cosa nostra" per le stragi del 1993, governava il centro sinistra e mai mi sarei aspettata che di lì a poco, sempre nell'ambito di quella legislatura, si sarebbe tentato (per fortuna non è riuscito) di togliere l'ergastolo a Salvatore Riina e con lui a tutti gli stragisti di Roma, Firenze e Milano di quell'estate di sangue.
Così come alla fine sempre della stessa legislatura, quando non sapevamo chi avrebbe vinto le elezioni e i 61 seggi a 61 non erano ancora noti,mai ci saremmo aspettati che ai collaboratori di giustizia fossero ridotti i tempi a miseri 180 giorni, per dire tutto quello che è a loro conoscenza.
Quindi per concludere, sulla scia di quanto sopra, qualcuno dica per favore, quale interpretazione potremmo mai aver potuto dare la settimana scorsa nel leggere sulla stampa le parole di indignazione espresse da uomini appartenenti all'attuale Commissione Antimafia e facenti parte dell'opposizione?
Indignazione, che sarebbe scaturita dal fatto che al "pentito" Giuffrè l'attuale Governo non avrebbe consentito tempi più lunghi per dire tutto quello che ancora sa.
E' vero Prof. Maggiani la coerenza è una gran virtù che i politici di questo Paese non hanno.


Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
117  del 
08/02/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità, Gentilissimo Dr.Saverio Lodato

Quando gli storici si domanderanno del perché il covo di Riina non fu p.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità, Gentilissimo Dr.Saverio Lodato

Quando gli storici si domanderanno del perché il covo di Riina non fu perquisito, troveranno risposta se riusciranno a scoprire il movente per il quale nessuno, ma nessuno in assoluto, vuole parlare delle stragi del 1993.
Sono le nostre vittime di Roma, Firenze e Milano, che rappresentano quel mistero irrisolto del covo di Riina, ma gli storici forse dovranno cancellare quei nomi, perché sulla verità di quei massacri si sono seduti oggi con forza e determinazione i politici di entrambi gli schieramenti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
118  del 
21/02/2005
FIRENZE, 21 febbraio 2005

MAFIA: RIINA; FAMILIARI GEORGOFILI, NON C'E' STATA INNOCENZA

''Oggi, con il senno di poi,.....
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FIRENZE, 21 febbraio 2005

MAFIA: RIINA; FAMILIARI GEORGOFILI, NON C'E' STATA INNOCENZA

''Oggi, con il senno di poi, come sempre resta difficile capire se vi furono responsabilita' e da parte di chi.
Noi pero' di una cosa siamo certi: neppure per la perquisizione al 'covo di Riina' innocenza non c'e' stata da parte di nessuno, altrimenti oggi avremmo la verita' completa sulla strage del 27 Maggio 1993''.
Lo ha dichiarato, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli vicepresidente dell' associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. ''Quella verita' che da dodici anni cerchiamo - ha aggiunto - e per il perseguimento della quale ci vengono continuamente annunciate ulteriori indagini le quali vengono poi regolarmente archiviate, perche' evidentemente non sussistono le condizioni per portarle a compimento''. ''Al momento dell'arresto del boss di 'cosa nostra' - ha detto ancora la vicepresidente - alla strage di Firenze, gia' messa in ''cantiere'' dalla mafia fin dalla fine del 1992, mancavano ancora 4 mesi e 12 giorni; se le Istituzioni tutte avessero ottemperato fino in fondo al loro dovere, forse si sarebbero potute salvare numerose vite umane e un dolore che non avra' mai fine per i sopravvissuti e i loro familiari''.
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LETTERA
119  del 
21/02/2005
21 febbraio 2005
LETTERA APERTA AL DIRETTORE
DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA



Gentilissimo Direttore La Repubblica

Roma
.....
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21 febbraio 2005
LETTERA APERTA AL DIRETTORE
DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA



Gentilissimo Direttore La Repubblica

Roma

Il quotidiano da Lei diretto, a firma del giornalista Viviano, riporta oggi quanto detto dall'Avvocato Cianferoni legale del boss di "cosa nostra" Salvatore Riina.
Salvatore Riina vuole saper chi lo ha "venduto", chi lo ha fatto arrestare il 15 gennaio 1993.
Tutti abbiamo dei diritti e sicuramente ne ha conservati anche Salvatore Riina pur essendo il mandante del massacro della notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, ma non alzi la voce Salvatore Riina lui sa benissimo chi sono gli uomini legati alla politica, all'economia e all'imprenditoria italiana che si sono collusi con "cosa nostra".
Li dica Salvatore Riina quei nomi e non scordi che siamo noi le vittime delle stragi del 1993 ad accampare dei diritti,primi su tutti.
Vogliamo sapere perché quattro mesi dopo il suo arresto fu messa in atto una campagna stragista che ha segnato la fine della Giustizia in Italia, vogliamo conoscere il movente di quei massacri.
Può darsi che Riina sia stato "venduto", ma lui i nostri parenti li ha fatti massacrare, dica oltre per se, per conto di quali "altri"e le cose saranno subito più chiare.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Associazione familiari vittime strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
120  del 
22/02/2005
In risposta a quanto emerso durante la trasmissione televisiva OMNIBUS del 22 Febbraio 2005, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgof..... Apri
In risposta a quanto emerso durante la trasmissione televisiva OMNIBUS del 22 Febbraio 2005, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono costernazione e timore davanti ad affermazioni secondo cui la presunta "trattativa" che ci sarebbe stata nel 1992 tra l'associazione mafiosa "cosa nostra" e pezzi dello Stato, tutto sommato non sarebbe stata poi così vergognosa visto il particolare momento di emergenza e che comunque oggi con i terroristi si tratta.
In merito a quanto sopra l'Associazione familiari vittime di Via dei Georgofili, ricorda che i probabili accordi fra Salvatore Riina e uomini dello Stato menzionati dal collaboratore di giustizia Giovanni Brusca e scritti in un elenco denominato "papello", hanno quasi certamente portato alla morte di dieci persone e centinaia di feriti fra i quali oggi molti invalidi e tutti senza assistenza adeguata.
Nel ribadire lo sconcerto davanti alle suddette dichiarazioni da parte di Senatori della Repubblica che sembrano mirare alla salvaguardia di quella politica che da sempre ci ha lasciati soli nelle nostre battaglie a fianco della Magistratura, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili condannano qualsiasi forma di "trattativa" ci sia stata con la mafia da parte dello Stato sulla pelle dei nostri parenti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
121  del 
23/02/2005
LA TRATTATIVA

Abbiamo appreso per bocca di un Senatore della Repubblica che durante il periodo che ha preceduto le stragi del 1993 dei parlamen.....
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LA TRATTATIVA

Abbiamo appreso per bocca di un Senatore della Repubblica che durante il periodo che ha preceduto le stragi del 1993 dei parlamentari ricevettero una lettera anonima .Quella lettera fu inviata in tempi sospetti, ossia quando una probabile "trattativa" pare fosse in atto fra mafia e non ben identificati apparati dello Stato .Allora quella lettera definita "farneticante", si dice non fu compresa e in questo Paese ci furono massacri inauditi: le stragi del 1993.Oggi con grande rammarico, possiamo dire chiaramente di aver avuto sempre ragione quando affermavamo che dietro alle stragi del 1993 ci sono state vergognose responsabilità politiche ed istituzionali.Precisando altresì che non crediamo che la lettera anonima di cui è argomento, non fosse stata a suo tempo compresa da alcuno e malgrado ciò nulla si è fatto per evitare il massacro di Firenze del 27 Maggio 1993.
Del resto quanto sotto riportato è un dato dei processi di Firenze per le stragi del 1993:
"Che sarebbero scoppiate le bombe lo sapevano anche i sassi", è stata la testimonianza del Signor Gesù.Abbiamo pertanto oggi il tragico sospetto che all'interno di quella eventuale trattativa, noi le vittime di via dei Georgofili, abbiamo rappresentato una "forzatura" proprio per concretizzare la trattativa stessa.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
122  del 
23/02/2005
23 febbraio 2005

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili confermando tutti i punti del precedente comunicato in data 22 Fe.....
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23 febbraio 2005

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili confermando tutti i punti del precedente comunicato in data 22 Febbraio 2005, ribadiscono il concetto secondo cui mai riterranno ammissibile un qualsiasi tipo di trattativa possa essere avvenuta da parte di chicchessia con "cosa nostra" al tempo delle stragi del 1992, ritenendo che se trattativa vi fu la conseguenza sono state le stragi del 1993.Ritornando inoltre sulle parole del Sen. Nando Dalla Chiesa, ancora ripetute questa mattina a Rai TV NEW 24, siamo sempre più costernati.La risposta della mafia a tutto quando sopra, è ravvisata da parte nostra nella richiesta di queste ultime ore di Salvatore Riina, quella di poter accedere agli arresti domiciliari:
la mafia si permette ancora di trattare .
Resta inoltre la nostra ferma convinzione che la verità completa sulle stragi del 1993 debba essere provata nelle aule di giustizia, per la qual verità non vogliamo minimamente pensare che il Magistrato Gabriele Chelazzi non avesse raccolte sufficienti carte per andare a dibattimento.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
123  del 
26/02/2005
LETTERA ALL'UNITA'

Gentilissimo Direttore Dell'Unità,

perché tanto silenzio su quanto affermato dal Sen.re Nando Dalla C.....
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LETTERA ALL'UNITA'

Gentilissimo Direttore Dell'Unità,

perché tanto silenzio su quanto affermato dal Sen.re Nando Dalla Chiesa prima alla trasmissione OMNIBUS, poi ad un TG di Rai 24 il mattino successivo e tutto riportato da una nota di agenzia il 22 Febbraio?
Se sentir dire che per la "Ragion di Stato" si può dover arrivare fino a trattare con la mafia, non a conviverci, ma a trattare,ci ha a dir poco sconvolti, con credevamo alle nostre orecchie quando abbiamo sentito che nel 1992, prima delle stragi del 1993, molti parlamentari e non solo ricevettero una lettera anonima contente richieste, poi in seguito identificate come richieste della mafia.Non abbiamo creduto alle nostre orecchie nell'apprendere che quelle missive sono finite cestinate .Ci si è scandalizzati parecchio sulla trasmissione "punto e a capo" e sono perfettamente d'accordo, ma perché non ci si è scandalizzati altrettanto su ciò che ha detto il Sen. Dalla Chiesa?
Ma qualcuno in questo Paese ha compreso o no che la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, può davvero essere stata una "forzatura"per dare una spinta ad una scandalosa trattativa che ha prodotto morti e disperazione?
Ci domandiamo da giorni, ma davvero gli appuntamenti elettorali sempre imminenti possono porre freni alla giustizia? La risposta è drammaticamente :si.
La verità sui mandanti delle stragi d'Italia non è vero che non la si conosce, non viene resa nota sole perché dobbiamo sempre andare a votare e a votare per uomini che a vario titolo vi sono coinvolti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
124  del 
01/03/2005
MAFIA:PROVENZANO;GEORGOFILI, RABBIA PER RIMBORSO INTERVENTO

- I familiari delle vittime dellastrage di via dei Georgofili esprimono ''.....
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MAFIA:PROVENZANO;GEORGOFILI, RABBIA PER RIMBORSO INTERVENTO

- I familiari delle vittime dellastrage di via dei Georgofili esprimono ''rabbia'' all'ipotesi che a Bernando Provenzano, fra i condannati per l'attentato del 1993, sia stata rimborsata l'operazione chirurgica a cui si e' sottoposto in un ospedale di Marsiglia.Ricordando che i propri cari rimasti feriti nell'attentato ancora oggi ''aspettano i giusti risarcimenti'', i familiari delle vittime di via dei Georgofili ribadiscono che cio' che conta e' che sia Toto' Riina che Provenzano scontino l'ergastolo ''per i massacri commessi''. Auspicano infine che ''la pista sanitaria relativa a Provenzano, alla quale viene dato molto risalto, serva almeno a raggiungere lo scopo per dare giustizia ai morti di Firenze''.
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LETTERA
125  del 
07/03/2005
A RAI 3
7 Marzo 2005

Gentilissimo Direttore di RAI 3

ancora una volta nella Sua trasmissione si torna a parlare di Bernardo Provenza.....
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A RAI 3
7 Marzo 2005

Gentilissimo Direttore di RAI 3

ancora una volta nella Sua trasmissione si torna a parlare di Bernardo Provenzano, condannato all'ergastolo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e ancora oggi latitante.Il Procuratore Capo di Palermo Dr Pietro Grasso, così come l'avvocato del suddetto boss Dr. Traina, parlerà questa sera di Bernardo Provenzano in una trasmissione dedita alla ricerca di persone scomparse.Noi crediamo di avere il dovere e il diritto di informare chi lo cerca, che la notte del 27 Maggio 1993 era sicuramente a Firenze in Via dei Georgofili.Quanto sopra perché non siamo assolutamente certi tutto ciò sia stato ben compreso,forse perché l'"illustre" uomo di "cosa nostra", che si può permettere impunemente dalla sua latitanza, di ricorrere attraverso l'Unità Sanitaria Nazionale ad interventi chirurgici gratuiti all'estero, non si è degnato il 6 Maggio 2002 di presentarsi davanti alla Corte Suprema di Cassazione per la sentenza definitiva sulle stragi del 1993.La scusante fu che Bernardo Provenzano non aveva denaro per gli avvocati,noi invece crediamo che si sentisse così sicuro da snobbare chiunque soprattutto la Legge e prova ne sono gli accadimenti che ormai da lungo tempo si susseguono intorno alla figura del boss, senza che l'arresto del noto mafioso si concretizzi.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
126  del 
08/03/2005
(ANSA) - FIRENZE, 8 marzo 2005

MAFIA:'CHI L' HA VISTO', FRUSTRAZIONE VITTIME STRAGE FIRENZE

- Frustrazione di fronte .....
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(ANSA) - FIRENZE, 8 marzo 2005

MAFIA:'CHI L' HA VISTO', FRUSTRAZIONE VITTIME STRAGE FIRENZE

- Frustrazione di fronte ''all' impotenza dello Stato nella lotta al terrorismo mafioso''.
E' il sentimento che l' Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Goergofili, a Firenze, esprime di fronte al programma ''Chi l'ha visto'' trasmesso ieri sera da Rai tre e dedicato alla latitanza di Bernardo Provenzano. In una nota, i familiari delle vittime di via dei Georgofili ''esprimono tutta la loro amarezza nel constatare quanto la possibilita' di giustizia per i loro morti sia lontana, se non addirittura impossibile.
Nel prendere atto delle difficolta' da parte della Magistratura e delle forze dell' ordine, rese note nel tentativo di arrivare alla cattura di Bernardo Provenzano, reo della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, attraverso una trasmissioni dedita alla ricerca di persone scomparse, denunciano ancora una volta la grande frustrazione delle vittime davanti all' impotenza dello Stato nella lotta al terrorismo mafioso ed eversivo''.
L' associazione esprime anche ''sconcerto - prosegue il documento - nel ravvisare in tutto cio' quanto il lavoro di Gabriele Chelazzi, il magistrato che ha rappresentato l' accusa nella guerra a 'Cosa Nostra' per le stragi del 1993, oggi appaia del tutto vanificato''.
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LETTERA
127  del 
09/03/2005
Nuova lettera al Direttore di Rai 3

9 marzo 2005

Gentilissimo Direttore Rai Tre Trasmissione "Chi l'ha visto"

OGG.....
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Nuova lettera al Direttore di Rai 3

9 marzo 2005

Gentilissimo Direttore Rai Tre Trasmissione "Chi l'ha visto"

OGGETTO :Lettera inviata al Direttore di Rai 3.Programma "chi l'ha visto" in data 7 Marzo

Da scambi telefonici intercorsi abbiamo appreso che la seguente frase riportata nella lettera di cui all'oggetto:"Noi crediamo di avere il dovere e il diritto di informare chi lo cerca, che la notte del 27 Maggio 1993 era sicuramente a Firenze in Via dei Georgofili"è stata interpretata alla lettera quando, evidentemente, era semplicemente una provocazione.Quello che noi intendevamo dire, e lo ribadiamo con più chiarezza, è che, come accertato dalla sentenza di Cassazione del 6 maggio 2002, Bernardo Provenzano è accusato di essere il mandante interno a "cosa nostra" per la strage di via dei Georgofili.
Quindi la notte del 27 maggio, attraverso i suoi picciotti, era proprio in via dei Georgofili,anche se nessuno, per noi inspiegabilmente, lo dice mai.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vicepresidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
128  del 
13/03/2005
LETTERA ALL'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Come fossero andate esattamente le cose sui risarcimenti alle vittime d.....
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LETTERA ALL'UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Come fossero andate esattamente le cose sui risarcimenti alle vittime del Cermis, all'interno delle Associazioni delle vittime delle Stragi ne abbiamo spesso discusso, ma i veri risvolti della suddetta vicenda erano poco conosciuti, diciamo imprecisi.Oggi attraverso una lettera del portavoce dell'Associazione dei parenti delle vittime del Cermis apprendiamo i fatti circa quegli indennizzi in tutta la loro chiarezza.Cogliamo quindi l'occasione per precisare altrettanto chiaramente, che neppure con il Governo D'Alema le vittime delle Stragi d'Italia hanno avuto un giusto riconoscimento economico per il torto subito.Quali familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, abbiamo sempre avuto il sospetto che la mancanza di giusti indennizzi fosse legata al fatto di una mancanza di ammissione di responsabilità da parte di tutti i Governi Italiani, ora abbiamo la conferma che è così.E allora di chi è la responsabilità di 250 chilogrammi di tritolo stragista terroristico eversivo, fatto detonare dalla mafia la notte del 27 Maggio 1993 a Firenze e della qual cosa, è più di un sospetto, ne fossero a conoscenza in molti e nessuno ha fatto nulla per fermare quel massacro?A Firenze ci sono stati oltre cinque morti, 41 feriti dei quali alcuni rimasti gravemente invalidi a vita e questi ultimi non certo raggiunti da straordinari risultati in termini di indennizzi, ma da vere e proprie elemosine?I Governi di questo Paese dobbiamo dedurre, non hanno mai avuto il "capo eretto " davanti alla mafia, ma maledettamente chino.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Portavoce Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
129  del 
21/03/2005
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI CHIEDE VERITA' COMPLETA

La giornata di oggi deve avere ''un significato di ricerca di verità com.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI CHIEDE VERITA' COMPLETA

La giornata di oggi deve avere ''un significato di ricerca di verità completa sulla morte di coloro che fra i 600 nomi ancora non l' hanno avuto, come i nostri parenti''. Lo chiede, in occasione della decima giornata della memoria e dell' impegno per le vittime della mafia, l' Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via Gergofili, a Firenze. Il contributo che l' associazione può offrire, spiega in una nota Giovanna Maggiani Chelli, e' di fare il possibile ''per comprendere fino in fondo perchè la politica sia arrivata al punto di giustificare e non ritenere vergognose eventuali 'trattative' fra mafia e organismi istituzionali. E soprattutto cercare di capire perche'- aggiunge il documento -, visto che e' possibile che all' epoca della strage a Firenze molti potessero essere a conoscenza dell' imminente ennesimo massacro mafioso, abbiano taciuto''.
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COMUNICATO
130  del 
29/03/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, ancora una volta richiamano l'attenzione su quanto sia difficile il raggiungimento ..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, ancora una volta richiamano l'attenzione su quanto sia difficile il raggiungimento della verità completa sulla strage.
Per quanto sopra, chiedono a quanti si apprestano a scrivere e a divulgare supportando gli scritti notizie sulla storia dell'organizzazione mafiosa "cosa nostra" degli ultimi dodici anni e inevitabilmente si trovano costretti a ricordare all'opinione pubblica episodi e dati sulla strage di Firenze, di voler cortesemente riportare particolari fedeli alla realtà.
In Via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, come scritto sul libro intitolato "Cosa Nostra", autore John Dickie ed Editori Laterza, è vero sono morte cinque persone e 41 ne sono rimaste ferite, ma non si trattava di semplici passanti come riportato nel libro suddetto:l'intera famiglia Nencioni dormiva nella Torre de' Pulci e Dario Capolicchio studiava nella sua abitazione al numero civico 3 di Via dei Georgofili al terzo piano, così come quasi tutti i feriti si trovavano all'interno delle proprie abitazioni.
Ricordando altresì quanto la Magistratura abbia sempre dato importanza agli indizi che spesso hanno ricostruito "prova penale" nelle aule di giustizia e considerando quanto "l'inferno sia lastricato di buone intenzioni",i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili non possono se non disapprovare ciò che apparentemente sembrano solo imperfezioni di nessuna importanza, ma che comunque possono provocare danni alla verità, sia pure storica, per la strage del 27 Maggio 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente-PortavoceAssociazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
131  del 
29/03/2005
TERRORISMO: MAMBRO-FIORAVANTI, PROTESTA FAMILIARI GEORGOFILI

I familiari delle vittime della strage terroristico-mafiosa di Via dei Goergofili.....
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TERRORISMO: MAMBRO-FIORAVANTI, PROTESTA FAMILIARI GEORGOFILI

I familiari delle vittime della strage terroristico-mafiosa di Via dei Goergofili, a Firenze, si associano alle proteste dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
''Facciamo nostro - spiega una nota - il documento bolognese in cui si afferma che sembra si voglia sfidare la memoria e la conoscenza dei fatti: noi familiari delle vittime conosciamo sulla nostra pelle che cos' e' il terrorismo ed il comportamento offensivo nei nostri confronti tenuto durante il processo dai terroristi''. L' associazione ricorda poi che, per la strage di Firenze del 27 maggio 1993, ''non c' e' ancora verita' completa''.
In particolare, la magistratura ''non ha ancora potuto verificare quanto piu' volte ripetuto dai collaboraori di giustizia sull' esistenza di probabili 'mandanti esterni' a Cosa nostra per il massacro di Firenze''.
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LETTERA
132  del 
30/03/2005
Lettera all' Unità 30 marzo 2005

Gentilissimo Direttore dell'Unità Dr.Padellaro,

Come era giusto, appena appresa la notizia .....
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Lettera all' Unità 30 marzo 2005

Gentilissimo Direttore dell'Unità Dr.Padellaro,

Come era giusto, appena appresa la notizia che due persone condannate con sentenza passata in giudicato per strage terroristica, sarebbero intervenuti a Firenze a fianco delle Istituzioni durante un incontro in prossimità di un appuntamento elettorale, abbiamo emesso un nostro comunicato.Abbiamo scritto in solidarietà delle vittime della strage per la quale i due soggetti sono stati condannati, ma soprattutto siamo intervenuti, convinti di averne diritto, perché Firenze 12 anni fa ha sopportato un strage terroristica ed eversiva, strage durante la quale noi abbiamo perso i nostri parenti e molti sono rimasti feriti.Sulla strage del 27 Maggio 1993 a Firenze, ancora oggi non si conoscono i veri responsabili.Sappiamo che la mafia ha eseguito quella strage, che i capi di "cosa nostra"ne sono i mandanti interni all'organizzazione mafiosa, ma non conosciamo i nomi dei così detti "mandanti a volto coperto".Il Magistrato Gabriele Chellazzi che è stato il pm nei processi contro la mafia per le stragi del 1993, per anni ha indagato sui probabili nomi "eccellenti"coinvolti in quelle stragi.Migliaia di verbali sono stati redatti e poi archiviati in tre diversi procedimenti, perché per svariati motivi non si è potuto raggiungere una prova penale.Noi siamo certi che oltre la mafia, esistano responsabilità e favoreggiamenti altrettanto gravi sia nel mondo economico, sia in quello imprenditoriale, che in quello politico per il massacro di Firenze, per questo da sempre cerchiamo la verità.Tutti questi nostri intenti, hanno fatto si che ieri tempestivamente inviassimo il comunicato che le agenzie hanno trasmesso.Oggi faremmo lo stesso se si ripresentasse una analoga situazione,dobbiamo però ammettere nell'apprendere che il Magistrato di Sorveglianza comunque non aveva ancora dato il benestare ai Signori Mambro e Fioravanti per partecipare alla convention di Firenze, ci siamo domandati a chi ha giovato ancora una volta "infilare il dito nelle piaghe" di coloro che per questo Paese hanno già pagato prezzi inauditi?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente-Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
133  del 
30/03/2005
Lettera all' Unità 30 marzo 2005


Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Padellaro,
come credo nessuno possa mettere in d.....
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Lettera all' Unità 30 marzo 2005


Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Padellaro,
come credo nessuno possa mettere in dubbio le nostre ferite sono ancora troppo fresche, ma soprattutto brucia ancora il fatto che l'immane lavoro svolto dal Dr. Chelazzi nella ricerca dei "mandanti a volto coperto" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, sia stato buona parte archiviato per infondatezza.
A quella "infondatezza" noi non crediamo e da sempre cerchiamo il modo di far proseguire le indagini (peraltro ci viene detto che proseguono), certi come siamo che Salvatore Riina a Firenze non era solo in compagnia di Provenzano e Matteo Messina Denaro, ma di ben "altri".
Gli appuntamenti elettorali sempre latenti e ieri ne abbiamo avuto un esempio eclatante, sono sempre stati un buon motivo per non parlare dei massacri del 1993( per ieri tranne il giornale da Lei diretto) e non solo le elezioni, ogni stormir di fronda è stato e resta un valido motivo per non sfiorare neppure per sbaglio il problema dei "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 e i risultati si vedono.
Dal 1996, era il 12 giugno, ad oggi abbiamo sopportato frustrazioni di ogni tipo , abbiamo sempre avuto la netta sensazione che parlare di "mandanti esterni a cosa nostra " per la strage di Firenze fosse vietato, insomma un argomento solo per noi le vittime di quella maledetta strage.
Eppure forse è proprio in prossimità di appuntamenti elettorali che i cittadini italiani dovrebbero avere le idee chiare almeno in fatto di stragi mafiose:
chi si collude con la mafia fino al punto di favorire le stragi e chi fa finta di non sapere che le stragi stanno per avvenire, non merità assoluzione alcuna chiunque essi siano.


Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente-Portavoce Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
134  del 
20/04/2005
(ANSA) - FIRENZE, 21 Aprile 2005

MAFIA: ERGASTOLI ANNULLATI; PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

- I familiari delle vittime della strage di v.....
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(ANSA) - FIRENZE, 21 Aprile 2005

MAFIA: ERGASTOLI ANNULLATI; PARENTI GEORGOFILI INDIGNATI

- I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, avvenuta 12 anni fa a Firenze, hanno espresso ''tutta la loro indignazione'' per la decisione della VI Sezione penale della Cassazione che ha annullato, con rinvio, le condanne a carico di Bernardo Provenzano e, fra gli altri, dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. In una nota l' Associazione dei parenti delle vittime, rilevando anche che non e' propria ''consuetudine criticare le sentenze'', ha espresso inoltre preoccupazione e ha ricordato che ''quando lo Stato si e' dimostrato debole, la mafia ha massacrato persone innocenti sotto centinaia di chilogrammi di tritolo''.
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COMUNICATO
135  del 
21/04/2005
Comunicato originale del 21 aprile 2005 a proposito abolizione ergastoli boss mafiosi

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgof.....
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Comunicato originale del 21 aprile 2005 a proposito abolizione ergastoli boss mafiosi

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,esprimono tutta la loro indignazione, sulla decisione della VI Sezione penale della Cassazione che prevede l'annullamento dell'ergastolo al superboss Bernardo Provenzano e a molti altri mafiosi, compresi i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano.Non è consuetudine di chi scrive criticare le sentenze,ma i capi mafia corleonesi, mandanti interni a "cosa nostra" per la strage Firenze del 27 Maggio 1993 furono responsabili di quel massacro allo stesso livello degli esecutori materiali.La strage di Firenze fu eseguita proprio perché anche l'ergastolo fosse abolito e ancora una volta il gotha di "cosa nostra" può pensare che le loro aspettative saranno presto esaudite. Bernardo Provenzano prima di abolire per lui gli ergastoli, andrebbe arrestato, cosa che non avviene da ben 40 anni, ma soprattutto non si trovata la forza di condurlo in carcere neppure dopo la campagna stragista del 1993 ? 1994.Preoccupati dell'evolversi rapidamente della situazione in favore della mafia, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro preoccupazione e ricordano che quando lo Stato si è dimostrato debole, la mafia ha massacrato persone innocenti sotto centinaia di chilogrammi di tritolo.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli ( Portavoce-Vicepresidente)
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COMUNICATO
136  del 
23/04/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ringraziano Giovanni Impastato per aver menzionato giovedì 21 aprile 2005 nell' ambi..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ringraziano Giovanni Impastato per aver menzionato giovedì 21 aprile 2005 nell' ambito di una manifestazione regionale in memoria di Don Puglisi, la strage del 27 maggio 1993 che ha toccato la città di Firenze.Una strage certamente di stampo mafioso, ma che noi riteniamo diversa da molte altre avvenute nel Paese. Le persone perite in quell' esplosione non erano purtroppo simboli, né tanto meno interpreti di alcun " cambiamento", ma semplici e innocenti civili, due bambine, un ragazzo, due genitori.La nostra è stata una STRAGE e non un attentato ad personam e probabilmente l'attacco allo Stato condotto dalla Mafia a Firenze mirava oltre che a garantirle una base contrattuale per portare avanti i propri interessi, anche a coprire chissà quali indicibili traffici legati al grande mondo affaristico del nostro paese.Inoltre la Mafia, nel massacro che ci ha riguardato, agì non da sola, ma probabilmente affiancata ed ispirata da altri soggetti criminali, legati al mondo della politica e dell' economia.Ribadiamo, con l'occasione, l'appello affinché Bernardo Provenzano sia arrestato per le stragi che ha ordinato e per le quali è stato condannato, compresa quella di Firenze. Questo prima che gli ergastoli che gli sono stati comminati vengano annullati per altri delitti , delitti che noi non possiamo giudicare, e mai ci permetteremo di parlarne non avendo avuto la possibilità di seguire i processi e conoscerne i risvolti.
E' certo che, però, la mafia trae segnali dalle condanne di ergastolo annullate, e sono segnali di incoraggiamento.
La nostra non è una critica, ma un semplice richiamo di attenzione, perché i nostri familiari sono morti anche perché la Mafia pretendeva dallo Stato l' abolizione dell' ergastolo.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente-Portavoce Assoc. fam. vittime strage Via dei Georgofili
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LETTERA
137  del 
26/04/2005
Lettera all'Unità 26 aprile 2005

Gentilissimo Direttore dell ' Unità

In riferimento a quanto scritto oggi sul "banans&#.....
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Lettera all'Unità 26 aprile 2005

Gentilissimo Direttore dell ' Unità

In riferimento a quanto scritto oggi sul "banans" a firma Travaglio, desideriamo portare ancora a conoscenza di quanti eventualmente ci leggeranno, ciò che è stato reso noto con la nostra nota di agenzia del 13 Febbraio 2004.Quel giorno veniva data informazione, che il Tribunale di Lucca aveva assolto l'imprenditore milanese Agostino Tosonotti e il titolare di una ricevitoria di Palermo, Filippo Imperatore, dall'accusa di favoreggiamento nei confronti dei mandanti e degli esecutori delle stragi mafiose della primavera-estate 1993 a Firenze, Roma e Milano.I due imputati avevano dato in fitto nel 1993 una villetta di Forte dei Marmi a Giuseppe e Filippo Graviano (condannati a Firenze all'ergastolo per le stragi) che l' avrebbero usata come base in preparazione della strage di Via dei Georgofili.L'affitto pagato fu di 25 milioni delle vecchie lire al mese,ma si sa, è un dato del processo di Firenze, i due boss capi di Brancaccio, dovevano riposarsi delle fatiche sostenute per organizzare l'eccidio commesso a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.Per i giudici del tribunale lucchese l'accusa non avrebbe portato sufficienti elementi per ritenere provato nei confronti dei suddetti Signori Tosonotti e Imperatore, il reato di favoreggiamento.Con la nostra nota di agenzia successiva alla suddetta comunicazione,senza entrare nel merito della sentenza, rendevamo nota l'importanza del proseguo delle indagini per arrivare a smascherare i "mandanti esterni a cosa nostra" per il massacro di Firenze.Insistendo sul fatto che l'organizzazione criminale"cosa nostra" fece detonare nel cuore di Firenze 250 chilogrammi di tritolo, provocando cinque morti e 41 feriti, e dicendo che era impensabile che per un'operazione di una simile portata, la mafia non abbia goduto dei più svariati "favori".
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente-Portavoce Ass. Fam. Vittime Strage via dei Georgofili
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COMUNICATO
139  del 
01/05/2005
Ancora una volta bisogna necessariamente ritornare sul caso Bernardo Provenzano. E' un dovere farlo da parte di chi a Firenze la notte del 27 Mag..... Apri
Ancora una volta bisogna necessariamente ritornare sul caso Bernardo Provenzano. E' un dovere farlo da parte di chi a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, ha visto morire i propri parenti e la vita andare in pezzi.Più volte è stato scritto da parte nostra, ma poco lo si pubblicizza, che Bernardo Provenzano è colui che a Firenze ha fatto piazzare 250 chili di tritolo sotto la Torre del Pulci e pur essendo stato condannato all'ergastolo ancora oggi è latitante.Lo si è cercato anche a "Chi l'ha visto", ma per ora inutilmente. Notizie serie dell'ultima ora ci informano che la sua voce incisa su nastro sarebbe stata riconosciuta da collaboratori di giustizia.Notizie in tono faceto alla trasmissione "Che tempo che fa", dicono invece che lo hanno visto "scendere da un sottomarino nel porto della Spezia e per questo hanno presentato un Esposto alla procura di Brescia".Di quanto sopra ciò che è serio da troppi anni rimane solo una speranza, ciò che serio non è, lascia sconcertati, come sempre.Diciamo tutto questo anche perché abbiamo sentito nel processo di Firenze, giusto per le stragi del 1993, collaboratori di giustizia come Pennino, testimoniare di messaggi che passano proprio attraverso i media.Pennino nell'udienza del 26.9.97 parlava di segnali inquietanti, in ciò che i media diffondevano e per questo non c'erano le condizioni per testimoniare sulle stragi del 1993.Va ribadito che la strage di Firenze del 27 maggio 1993 per noi è stata una cosa maledettamente seria, e vorremmo quanto prima la verità completa su quel massacro.Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Portavoce Ass.ne familiari vittime della strage di Via dei Georgofili.
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NOTIZIA ANSA
138  del 
02/05/2005
MAFIA:STRAGE FIRENZE,FAMILIARI GEORGOFILI CRITICANO ON. LUMIA

COMPITO DELLA POLITICA E' SOLO NON OSTACOLARE LA MAGISTRATURA

- .....
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MAFIA:STRAGE FIRENZE,FAMILIARI GEORGOFILI CRITICANO ON. LUMIA

COMPITO DELLA POLITICA E' SOLO NON OSTACOLARE LA MAGISTRATURA

- ''Il compito della politica per quanto riguarda le stragi del 1993 da sempre avrebbe dovuto essere quello di non ostacolare l' operato di chi indaga attraverso limitazioni poste per legge alle indagini stesse''. Cosi' l' associazione vittime della strage dei Georgofili, a Firenze, commenta le dichiarazioni del capogruppo dei Ds in commissione antimafia Beppe Lumia al convegno di Palermo di sabato scorso. ''Nella piena convinzione che il movente delle stragi del 1993 sia da ricercare in particolari traffici illeciti, comuni a Cosa nostra, alla politica e a molteplici organismi - sostiene l' associazione in una nota -, siamo fortemente preoccupati da esternazioni come quelle dell' on. Lumia, secondo cui ''e' giunto il tempo che i partiti del centrosinistra in commissione parlamentare Antimafia presentino una relazione di minoranza. In questo modo - aveva aggiunto il parlamentare - forniremo il nostro punto di vista sulle stragi del '92-93 e sul rapporto mafia-politica''. ''Considerando che la nostra Associazione ha presentato di recente un esposto-denuncia proprio per far luce su avvenimenti ancora oscuri riguardanti le stragi del 1993, siamo convinti - prosegue la nota - dell' assoluta necessita' di un lavoro d' indagine, ma da parte della magistratura. Una lettura oggi, da un unico punto di vista, sulle stragi del 1993, avrebbe secondo noi risultati deleteri per la verita' sul massacro di Firenze del 27 Maggio 1993''.
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NOTIZIA ANSA
140  del 
04/05/2005
PIAZZA FONTANA: FAMILIARI GEORGOFILI, RABBIA E SDEGNO

FIRENZE

- I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze,.....
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PIAZZA FONTANA: FAMILIARI GEORGOFILI, RABBIA E SDEGNO

FIRENZE

- I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, sono "solidali con i familiari delle vittime di Piazza Fontana" e denunciano "ancora una volta l' impotenza dello Stato nel dare piena giustizia alle vittime delle stragi d' Italia". "La rabbia e lo sdegno di quanti si vedono oggi obbligati a pagare le spese processuali per un gravissimo torto subito - scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente e portavoce dell' associazione fiorentina - sono sentimenti che albergano anche dentro tutti noi, convinti come siamo che da sempre nel nostro Paese manca la volontà di combattere il terrorismo eversivo che anche in un recente passato, mescolato agli interessi più sordidi, ha mostrato tutta la sua ferocia il 27 maggio 1993 a Firenze".
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NOTIZIA ANSA
141  del 
20/05/2005
MAFIA: PARENTI GEORGOFILI, RENDERE PIU' OPERATIVO 41 BIS

- Occorre prendere provvedimenti per rendere più operativo il regime carcerari.....
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MAFIA: PARENTI GEORGOFILI, RENDERE PIU' OPERATIVO 41 BIS

- Occorre prendere provvedimenti per rendere più operativo il regime carcerario del 41 bis. E' quanto afferma l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, intervenendo in merito al caso dei cosiddetti colloqui facili al carcere Pagliarelli di Palermo. "E' un dato di fatto del processo di Firenze per le stragi del '93 - spiega l'Associazione - che anche gli ordini più spietati uscirono allora dal carcere. L'ammorbidimento di questo tipo di detenzione più severa, per chi si è macchiato di crimini orribili e ha comunque esigenze di comunicare con l'esterno - concludono i parenti delle vittime di via Dei Georgofili -, è stato sicuramente il motivo per cui i corleonesi hanno eseguito massacri come la strage di Firenze il 27 Maggio 1993 ".
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NOTIZIA ANSA
142  del 
23/05/2005
STRAGE GEORGOFILI: UNA STRADA IN RICORDO DELLE VITTIME

- L' intitolazione di una strada in ricordo delle vittime è stato annunciato nel c.....
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STRAGE GEORGOFILI: UNA STRADA IN RICORDO DELLE VITTIME

- L' intitolazione di una strada in ricordo delle vittime è stato annunciato nel corso della presentazione delle iniziative per ricordare il 12/o anniversario della strage di via dei Georgofili. "Tra qualche tempo Firenze avrà una strada in ricordo della strage del 27 maggio 1993", ha spiegato l' assessore fiorentino alla toponomastica Eugenio Giani."Vogliamo che Firenze ricordi quella maledetta notte - ha detto Giani - con l' intitolazione di una strada. Per questo attorno al Palazzo di Giustizia a Novoli, accanto alle strade intitolate a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ce ne sarà una che si chiamerà via 'Delle vittime del 27 maggio'". Il programma delle manifestazioni inizierà il pomeriggio del 26 maggio con un convegno all' auditorium del Consiglio regionale della Toscana dal titolo "Io mi ricordo. Le vittime delle stragi del '93 raccontano'', coordinato dalla giornalista Sandra Bonsanti e a cui interverrà l' assessore regionale alla cultura Mariella Zoppi, durante il quale i familiari delle vittime e altri protagonisti della notte della strage racconteranno la loro storia. Al convegno, che avrà il saluto del presidente della Regione Claudio Martini e quello del presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini, seguiranno una serie di iniziative, collocate una dopo l' altra fino alle 1,04, l'ora dello scoppio dell' autobomba. Tra queste sono programmati lo spettacolo teatrale "Le troiane" di Euripide (ore 21,15, Arengario di Palazzo Vecchio); interventi dell' Associazione dei familiari delle vittime; la voce registrata di Mario Luzi che recita la poesia "Sia detto" scritta in ricordo della strage; un concerto dell' associazione 'Il Magnifico' e del coro 'Desiderio da Settignano' diretto da Johanna Knauf. Alle 1,04, infine, alla testa di un corteo che partirà da Palazzo Vecchio, il sindaco Leonardo Domenici deporrà una corona in via dei Georgofili. Alla cerimonia parteciperà anche una delegazione del Comune di La Spezia, città natale di Dario Capolicchio, vittima della strage assieme alla famiglia Nencioni.
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NOTIZIA ANSA
143  del 
26/05/2005
MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI,TEMIAMO RESPONSABILITA' POLITICA

Noi crediamo che ci siano mandanti esterni a Cosa Nostra, qualcuno che possa e.....
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MAFIA:FAMILIARI GEORGOFILI,TEMIAMO RESPONSABILITA' POLITICA

Noi crediamo che ci siano mandanti esterni a Cosa Nostra, qualcuno che possa essersi affiancato a lei e temiamo che possano avere avuto o che abbiano responsabilità di governo e responsabilità di legiferare". Lo ha detto Giovanna Chelli, vicepresidente dell' associazione familiari delle vittime della strage di via Geogofili.A 12 anni dalla strage, avvenuta alle 1.04 del 27 maggio> 1993, a Firenze è stato organizzato un convegno per ricordare le vittime. "Come possiamo pensare che chi era a fianco della mafia a perpetrare l' orrore di via dei Georgofili - ha aggiunto Chelli, a margine del convegno - possa avere una qualsiasi responsabilità in questo paese, a tutti i livelli, politici o istituzionali? Chiunque abbia avuto responsabilità di questo genere deve andarsene a casa, deve cambiare mestiere, se proprio non si riesce a sbatterlo in galera come Riina". "Noi siamo convinti che esistano questi personaggi - ha concluso Chelli - e che potrebbero anche essere all' interno della politica, delle istituzioni o di organizzazioni economiche ".
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NOTIZIA ANSA
144  del 
26/05/2005
MAFIA: DI PIETRO, DOPO VIA GEORGOFILI NE E' NATA UN'ALTRA 'E' QUELLA CUI NON SERVONO BOMBE PERCHE' HA RAGGIUNTO RISULTATI..... Apri
MAFIA: DI PIETRO, DOPO VIA GEORGOFILI NE E' NATA UN'ALTRA 'E' QUELLA CUI NON SERVONO BOMBE PERCHE' HA RAGGIUNTO RISULTATI'

"Da quel momento in poi mi pare sia nata un'altra mafia, quella dentro le istituzioni, quella che fa legge, quella che prende provvedimenti, quella che convive e quella che non ha nemmeno bisogno di mettere la bomba perché ha già raggiunto i risultati". Così Antonio Di Pietro, in un'intervista all' emittente Controradio, parla della strage di via dei Georgofili alla vigilia del 12/mo anniversario. "Mi pare si sia stabilito - afferma - un punto di incontro tra le due realtà, quasi fisicamente, quasi plasticamente. Vale a dire, la potenza mafiosa, in quel caso, è riuscita attraverso quella strage a depistare punti di riferimento, indagini in corso, a spostare l'attenzione ad altro. E' stato il momento più alto in cui la mafia ha cercato di mettersi contro lo Stato". Il leader di Italia dei Valori parla anche della stagione di Mani Pulite, e osserva che "mentre al nord lo Stato era sconquassato da un rapporto illecito e criminale tra affari e politica, al sud, specialmente in Sicilia, si era creato un rapporto a tre, affari e politica, governate dal sistema mafioso che era in grado di interagire con tutti e due e di imporre le regole a tutti e due. L'idea che mi sono fatto deriva proprio da quello che ho visto in quel periodo dell'inchiesta".
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NOTIZIA ANSA
145  del 
26/05/2005
MAFIA: GEORGOFILI; ZOPPI, DOLORE DIVENTI DENUNCIA CIVICA

"Conoscevo bene Dario Capolicchio, grintoso studente della facoltà di architettur.....
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MAFIA: GEORGOFILI; ZOPPI, DOLORE DIVENTI DENUNCIA CIVICA

"Conoscevo bene Dario Capolicchio, grintoso studente della facoltà di architettura. Per lui la morte è arrivata inaspettata, quella notte, insieme a quella della famiglia Nencioni". Lo ha ricordato l' assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi, al convegno "Io mi ricordo" sulla strage dei Georgofili, avvenuta 12 anni fa, organizzato dalla Regione "perché tante sofferenze non vadano disperse ma si traducano in una denuncia civica". "Uccisioni individuali, stragi collettive. Morti mirate, morti casuali. Colpire nel mucchio, con efferata crudeltà, per far capire che nessuno doveva sentirsi sicuro - ha detto Zoppi ricostruendo il clima di un' epoca che inizia dalle Br - Così, per tanti anni, l' intera nazione era tenuta in scacco dal terrore. E questo terrore non ha risparmiato nemmeno Firenze e la Toscana". "In molti e io fra questi - ha continuato l' assessore - sono stati toccati o sfiorati da quelle morti. Voglio ricordare Walter Tobagi, ucciso a Milano il 28 maggio di 25 anni fa. Era un amico, come lo era Ezio Tarantelli, freddato nel 1985 a Roma". Queste, come le vittime della strage dei Georgofili fanno parte di "una catena di lutti e di una scia di dolore - ha aggiunto Zoppi - che solo apparentemente sono privati, perché appartengono, invece, ad una storia collettiva. E' per questo che la Regione ha organizzato questo convegno, per dare voce alle testimonianze e ai ricordi più intimi e perché tante sofferenze non vadano disperse ma si traducano in una denuncia civica, capace di parlare oggi e nel futuro alla coscienza di tutto il paese"
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NOTIZIA ANSA
146  del 
27/05/2005
STRAGE GEORGOFILI:GRASSO,SPERANZA PER VERITA'ULTIMA A MORIRE
'SU ALTRI MANDANTI SERVONO PROVE CERTE, INTUIZIONI NON BASTANO'

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STRAGE GEORGOFILI:GRASSO,SPERANZA PER VERITA'ULTIMA A MORIRE
'SU ALTRI MANDANTI SERVONO PROVE CERTE, INTUIZIONI NON BASTANO'

"La speranza nello scoprire dei risvolti che possono portare a un avvicinamento alla verità deve essere l'ultima a morire". Così il procuratore di Palermo, Pietro Grasso, ha parlato delle indagini sulla strage di via dei Georgofili nel giorno del 12/mo anniversario. "Grazie all'abilità e alla tenacia di tanti magistrati come Vigna, Chelazzi, Nicolosi e tutti coloro che si sono occupati delle stragi del '93, tra cui anche io per un certo periodo come applicato alla Procura Nazionale Antimafia - ha spiegato a margine del Forum Nazionale sulla mafia di Firenze - si e' arrivati a scoprire tutti gli esecutori e i mandanti all'interno della mafia. Ma sull'esistenza di altri mandanti, o comunque di altre persone che hanno contribuito a far nascere l'idea della strage, le intuizioni non bastano". Grasso ha osservato che "dal punto di vista processuale c'é bisogno di prove certe perché siamo in un sistema di diritto che ha bisogno di certezze, anche sotto quel profilo". Grasso ha anche parlato di "anniversario triste" sottolineando che "é bene che i giovani abbiamo memoria di quello che è successo per evitare che nel futuro si verifichino stragi come quella".
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COMUNICATO
148  del 
01/06/2005
Festa della Repubblica

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili nell'apprendere che domani per la festa della Repubbl.....
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Festa della Repubblica

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili nell'apprendere che domani per la festa della Repubblica, sfileranno a Roma, insieme a tutte le altre le forze, anche quelle della Resistenza, rendono noto che dovrebbero sfilare anche i familiari delle vittime delle Stragi dal dopoguerra ad oggi.
Dovrebbero sfilare coloro, che in nome e per conto di centinaia di morti sacrificati per i più sordidi interessi, ancora oggi combattono in nome della verità sulla morte dei loro parenti.
Certo questo dimostrerebbe palesemente che nessun dei valori, fatti salvi con la nascita della Repubblica stessa, hanno saputo dare a centinaia di morti e migliaia di feriti massacrati sotto il tritolo stragista dal 1947 al 1993 Verità e Giustizia.Comunque nell'apprendere che risarcimenti risultanti dalle sentenze relative a processi per stragi terroristiche eversive provocate dalla mafia e riconosciuti ad Enti Pubblici attraverso la loro costituzione di parte civile, siano stati devoluti alle manifestazioni del 60.mo anniversario della nascita della Repubblica, ci ha resi estremamente contenti.
Anche noi quindi le vittime delle Stragi italiane, in qualche misura abbiamo contribuito alla celebrazione di questa ricorrenza così importante,malgrado i nostri anniversari siano invece relegati ad un ruolo di secondo ordine.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
147  del 
02/06/2005
Comunicato a Controradio, 2 giugno 2005

Legge 206: nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.

Pe.....
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Comunicato a Controradio, 2 giugno 2005

Legge 206: nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.

Per questo dodicesimo anniversario datato 27 Maggio 2005, dodici anni dalla strage di Via dei Georgofili, siamo arrivati alla fine di un programma fatto di molteplici manifestazioni tutte tese a ricordare quella notte terribile.Ciò che dipende da noi i componenti l'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, verte tutto a ricordare, a noi far dimenticare ma soprattutto a cercare quella verità completa della quale sempre abbiamo parlato con il Magistrato Gabriele Chelazzi e che ancora manca.
Detto quanto sopra, esistono anche le vittime sopravissute a quel massacro,gli invalidi prima di tutto e tutti gli altri, la realtà pratica di delitti come le stragi.
C'è chi deve andare avanti ogni giorno comunque e fa grande fatica.
Per questo come spesso abbiamo detto in questi giorni, si è combattuto per avere leggi migliori. L'ultima in ordine di data la 206 dell'agosto 2004 : nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
La suddetta non è ancora stata applicata completamente, malgrado al momento della sua promulgazione, avesse tutti i requisiti per applicarla per intero, compresa la copertura finanziaria.
C'erano allora tutti i denari, per tutti
Oggi tantissimi degli invalidi, e dei parenti dei morti,sono ancora in attesa siano applicate le nuove disposizione in materia di vitalizi, speciali elargizioni, applicazioni contributive e sanitarie,tutte nuove norme relative alla suddetta legge.
Non comprendiamo il perché,dopo un anno la legge venga applicata come si suol dire a macchia di leopardo, ci arrovelliamo alla ricerca di una risposta, e traiamo conclusioni forse dettate proprio dal fatto della non comprensione, ma inevitabili.
Abbiamo visto trattare attraverso i media argomenti i più disparati relativi al terrorismo e alle stragi di tale matrice, anche per esempio i rapimenti di nostri connazionali in Irak, soprattutto giornalisti e personaggi legati al mondo del volontariato, abbiamo sentito dibattere l'annoso argomento del: sono stati pagati riscatti o no?
Noi delle risposte di chi ci governa da sempre in questi dodici anni, abbiamo imparato a non fidarci purtroppo per questo siamo portati a lasciare spazi ai più atroci dubbi.
Ci piacerebbe tanto che i "partener" americani in questa infame guerra irakena, visto che i riscatti li aborriscono, indagassero un po' meglio, in virtù di quali mediazioni i nostri connazionali hanno potuto tornare a casa "felici".
Non era certo nostra intenzione lasciarli nelle mani dei rapitori, ma sicuri come siamo che i riscatti quando si pagano significano altro tritolo che gira a spese dei poveracci, noi lo sappiamo bene, visto che i nostri morti e feriti il 27 Maggio 1993,sono stati il frutto di una trattativa, non vorremmo oggi essere stati oltre che massacrati, anche beffati e scoprire che il denaro destinato alle nostre vittime in merito alla nuova legge per le vittime di terrorismo mafioso ed eversivo, fosse servito a generare altra morte e altro dolore.
Se non è così e noi traiamo solo conclusioni affrettate,dettate dall'ansia per i troppi anni di attesa sul fronte dei risarcimenti alle vittime, agli invalidi, allora almeno i vitalizi in favore di chi ha perso almeno il 25% della capacità lavorativa per stragi terroristiche, potrebbero essere erogati a tutti coloro che comunque i requisiti per ottenerli ormai li hanno maturati da troppi anni.
Per tutte le altre norme previste nella nuova legge 206, si può anche comprendere che di tempo forse ne necessiti un po' di più per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche, ma non troppo, se come si afferma insistiamo,i denari stanziati ci sono ancora tutti.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
149  del 
12/06/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili informano che non hanno potuto astenersi dal voto per il referendum oggi in corso, non ha..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili informano che non hanno potuto astenersi dal voto per il referendum oggi in corso, non hanno potuto seguire gli insegnamenti di Santa Romana Chiesa come esternato dal Senatore Marcello dell'Utri dalle pagine di un autorevole quotidiano.Abbiamo dovuto necessariamente, nostro malgrado,recarci ai seggi e votare un SI al quesito sulla ricerca, ciò in nome e per conto delle nostre vittime sopravissute al massacro di Firenze del 27 Maggio 1993, per molte delle quali il futuro è basato esclusivamente sulla ricerca.250 chilogrammi di tritolo fatti esplodere in Via dei Georgofili per mano di "cosa nostra", hanno spezzato le vite di cinque persone e ucciso speranze di vita future per molti invalidi, colpiti da incredibili malattie causate da gravissimi sconvolgimenti fisici e psicologici.Per quanto sopra noi non possiamo permetterci il lusso di scrupoli morali.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
150  del 
14/06/2005
I collaboratori di giustizia

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ribadiscono l'importanza dei Collaboratori di gi.....
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I collaboratori di giustizia

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ribadiscono l'importanza dei Collaboratori di giustizia .Senza uomini disposti a collaborare nella ricerca della verità sulle stragi del 1993, oggi non avremmo 15 ergastoli passati in giudicato,inflitti a uomini di "cosa nostra" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.Così come non avremmo nessuna speranza di arrivare a veder raggiungere penalmente anche i "mandanti esterni "all'organizzazione criminale per quel massacro.
Durante il processo di Firenze a Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e tanti altri,il 28 giugno 1997 Salvatore Cancemi,il quale si pentì il 22 Luglio del 1993,ha testimoniato:in questa data è successo che io ho detto basta a far parte di questo male.
Inoltre tanti altri Collaboratori di giustizia nell'aula bunker di Firenze, durante i processi per le stragi del 1993, hanno contribuito a formare la prova penale contro la mafia "cosa nostra" e ad aprire le nostre speranze verso future indagini sugli ispiratori di quelle stragi.
Certo le indagini saranno gravose e difficili, vista la "buona volontà" di chi rema contro quella terribile verità completa,ma l'opera dei così detti "pentiti", resta ancora oggi l'unica arma vincente per dare giustizia ai nostri morti e ai nostri feriti.
E' attraverso i così detti "pentiti" che speriamo sia ricostruita la verità nelle aule di un Tribunale,sulla più infame tragedia stragista che storia d'Italia ricordi.

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente -Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
151  del 
15/06/2005
41 bis

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta ricordano che il principale movente per il quale "co.....
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41 bis

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ancora una volta ricordano che il principale movente per il quale "cosa nostra" esegui la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, fu l'ammorbidimento del regime carcerario duro, il così detto "41 bis".In quella efferata strage morirono anche due bambine una appena nata, battezzata da pochi giorni e un ragazzo di soli venti anni e molti furono i feriti oggi rimasti invalidi.Nell'apprendere dai mezzi di informazione, che dal carcere i mafiosi in detenzione di "41 bis" riescono comunque a comunicare con l'esterno, anche attraverso i religiosi che si recano a visitarli, esprimono tutto il rammarico possibile davanti ad episodi che si commentano da se.Ricordano altresì che Leoluca Bagarella il quale ebbe a dire:
"Io sono come il Signore dispenso la vita e la morte" è uno dei "Mandanti interni a cosa nostra" per le stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente- Portavoce
Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
152  del 
16/06/2005
TERRORISMO: BIELLI (DS), MANTOVANO RIFERISCA SU LEGGE VITTIME
RIMANGONO INATTUATE MOLTE MISURE A FAVORE DEI FAMILIARI
ROMA

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TERRORISMO: BIELLI (DS), MANTOVANO RIFERISCA SU LEGGE VITTIME
RIMANGONO INATTUATE MOLTE MISURE A FAVORE DEI FAMILIARI
ROMA

''Il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano spieghi in commissione perche' la legge a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi e' tutt'ora sostanzialmente non attuata''. E' questa la richiesta formulata dall'Unione dei familiari delle vittime e accolta dai deputati Valter Bielli, Olga D'Antona (Ds) e Marco Boato (Misto). Hanno aderito anche il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi (Fi) e il deputato Alfiero Grandi (Ds), per i quali ''bisogna coinvolgere anche la presidenza del consiglio dei ministri e presentare una mozione''. Bielli spiega che ''sara' presentata un'interrogazione alla commissione affari costituzionali e durante il question time alla Camera. Non e' escluso che partecipino anche rappresentanti delle associazioni. Vogliamo capire in primo luogo se la copertura finanziaria assicurata dalla legge e' reale oppure no''. A distanza di quasi un anno dall'approvazione della legge 206/04 (''nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice'') i familiari lamentano la mancata attuazione delle misure volte a garantire elargizioni, agevolazioni previdenziali, assistenza sanitaria ed altre forme di tutela. ''Piu' in generale - spiega Paolo Bolognesi, presidente dell'Unione familiari delle vittime - riscontriamo la mancanza di un interlocutore ministeriale che possa dare risposte in relazione alle tante procedure bloccate per carenza di circolari e regolamenti''. Le vittime delle stragi sono 358, mentre circa 200 sono le persone rimaste invalide per le ferite riportate a seguito degli attentati. ''Si tratta di un numero non stratosferico - aggiunge Bolognesi - eppure a Bologna soltanto 20 persone su 85 hanno ottenuto il risarcimento''. ''C'e' da discutere poi - aggiunge - la questione delle vittime straniere a cui la legge non garantisce risarcimento.
A Bologna il 2 agosto del 1980 morirono 5 stranieri e 28 furono feriti''.
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NOTIZIA ANSA
153  del 
16/06/2005
ANSA - BOLOGNA, 16 Giugno 2005

TERRORISMO:LEGGE VITTIME; PARLAMENTARI DS, FARE IN FRETTA

BOLOGNA

"A questa situazione vergo.....
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ANSA - BOLOGNA, 16 Giugno 2005

TERRORISMO:LEGGE VITTIME; PARLAMENTARI DS, FARE IN FRETTA

BOLOGNA

"A questa situazione vergognosa occorre rispondere rapidamente con la piena applicazione della legge approvata". Lo dicono Walter Vitali e Alfiero Grandi, parlamentari dei Ds dopo aver partecipato oggi alla conferenza stampa delle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi terroristiche in Italia e, aggiungono, "avere appreso con sconcerto e sdegno che la legge approvata circa un anno fa su indennizzi e provvidenze varie a sostegno dei feriti e dei familiari delle vittime non è ancora oggi applicata se non in piccola parte". "Dopo 2 anni e mezzo di percorso per l'approvazione si sta perdendo altro tempo per dare almeno ai colpiti un risarcimento economico - sottolineano Bielli e Grandi - Non possiamo dimenticare che la strage di Piazza Fontana non ha oggi colpevoli e che addirittura i familiari dovrebbero pagare le spese processuali. Ai familiari e alle altre vittime superstiti occorre che lo Stato dia una risposta rapida, tanto più che si tratta di applicare una legge già approvata dal Parlamento". "Condividendo interamente la protesta e il disagio - concludono - riteniamo necessario, e ci impegniamo in questa direzione, che al più presto il Parlamento chieda conto al governo dell'applicazione della legge in tutte le forme e sedi possibili".
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COMUNICATO
154  del 
18/06/2005
Privacy

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,si permettono di non condividere le affermazioni del Garante della privacy.....
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Privacy

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,si permettono di non condividere le affermazioni del Garante della privacy, il quale a seguito affermazioni da parte della Cassazione,in fatto di norme relative all'utilizzo dei tabulati telefonici, difende posizioni in nome di diritti dei cittadini, ma altresì, noi riteniamo,non consideri a fondo la realtà del nostro Paese.Nello specifico, nel 1993 in Italia sono avvenuti delitti inauditi, sono stati utilizzati quasi 1000 chilogrammi di tritolo in solo un anno e mezzo.Oggi sappiamo che ad eseguire le stragi di Roma, Firenze e Milano,è stata "cosa nostra" e questo soprattutto grazie all'utilizzo dei tabulati telefonici che il M.llo Capotella dal 4 Dicembre al 11 dicembre 1997 ha letto a Firenze nell'aula bunker.Altrettanto facile però non è stato, per ora, portare avanti le indagini sui "mandanti esteri a cosa nostra "per le stragi del 1993.Moltissimo materiale d'indagine relativo a quelle stragi,a Firenze è stato archiviato e noi non siamo certi che se fosse stato possibile produrre in aula di tribunale tabulati telefonici più vecchi di quattro anni, oggi non si sarebbe addivenuti alla scoperta della verità sulle stragi del 1993.E' vero che in Spagna c'è l'Eta, come asserisce il Garante Dr. Pizzetti,ma nulla ha a che fare con le stragi tutte italiane, per le quali è necessario indagare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione,finché non si sarà scoperta qual è la "Sigla"dietro la quale si nasconde chi in Italia semina da decenni distruzione e morte.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente -portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime Della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
157  del 
18/06/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si permettono di non condividere le affermazioni del Garante della privacy, il quale a s..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, si permettono di non condividere le affermazioni del Garante della privacy, il quale a seguito affermazioni da parte della Cassazione, in fatto di norme relative all'utilizzo dei tabulati telefonici, difende posizioni in nome di diritti dei cittadini, ma altresì, noi riteniamo, non consideri a fondo la realtà del nostro Paese.
Nello specifico, nel 1993 in Italia sono avvenuti delitti inauditi, sono stati utilizzati quasi 1000 chilogrammi di tritolo in solo un anno e mezzo.
Oggi sappiamo che ad eseguire le stragi di Roma, Firenze e Milano, è stata "cosa nostra" e questo soprattutto grazie all'utilizzo dei tabulati telefonici che il M.llo Capotella dal 4 Dicembre al 11 dicembre 1997 ha letto a Firenze nell'aula bunker.
Altrettanto facile però non è stato, per ora, portare avanti le indagini sui "mandanti esteri a cosa nostra "per le stragi del 1993.
Moltissimo materiale d'indagine relativo a quelle stragi, a Firenze è stato archiviato e noi non siamo certi che se fosse stato possibile produrre in aula di tribunale tabulati telefonici più vecchi di quattro anni, oggi non si sarebbe addivenuti alla scoperta della verità sulle stragi del 1993.
E' vero che in Spagna c'è l'Eta, come asserisce il Garante Dr. Pizzetti, ma nulla ha a che fare con le stragi tutte italiane, per le quali è necessario indagare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, finchè non si sarà scoperta qual è la "Sigla" dietro la quale si nasconde chi in Italia semina da decenni distruzione e morte.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
155  del 
21/06/2005
Io non ce l'ho fatta a perdonare Salvatore Riina, i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano per aver ucciso Dario Capolicc..... Apri
Io non ce l'ho fatta a perdonare Salvatore Riina, i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano per aver ucciso Dario Capolicchio e per aver causato gravi problemi di vita a mia figlia, la notte del 27 Maggio 1993.Quindi sono seriamente preoccupata, al pensiero che prima o poi quella ventata di buonismo che pervade molti cittadini davanti ai crimini i più efferati, possa riuscire a rendere la libertà anche ai mafiosi che la notte del 27 Maggio 1993 portarono 250 chilogrammi di tritolo in via dei Georgofili, confidando nel fato e sperando di non produrre morti.Eppure quanto sopra esposto potrebbe davvero succedere.Tanti crimini terribili li abbiamo visti sdoganati davanti al comportamento in carcere di chi li aveva commessi, perché quindi quanto prima: Lo Nigro, Spatuzza, Mangano, e Giuliano tutti condannati all'ergastolo per le stragi del 1993, non potranno godere dei benefici destinati ai buoni carcerati?Tanti di loro si sono laureati in carcere, uscendo potranno insegnare. Dario Capolicchio però è stato laureato alla memoria,i feriti rimasti invalidi in via dei Georgofili, ancora aspettano i vitalizi per andare avanti nella vita e negli studi che la strage gli ha fatto interrompere per anni.Davanti a tutto ciò io come madre, ripeto non posso nè perdonare i carnefici dei miei parenti e tanto meno capire lo Stato, per questo mi sento di dire che Adriano Sofri per legge vada pure all'Università di Pisa, ma da lui non c'è nulla da imparare, perché è a scuola di "vittimologia" che bisogna andare in Italia per capire la storia di questo nostro disgraziato Paese e lui non è una vittima.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime Della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
158  del 
26/06/2005
In questo 25^ anniversario dalla strage di Ustica, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordano gli 81 morti di quella imman..... Apri
In questo 25^ anniversario dalla strage di Ustica, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricordano gli 81 morti di quella immane tragedia.
Nell'esprimere solidarietà ai familiari delle vittime del DC 9, i quali da sempre sono alla ricerca della verità, ancora una volta denunciano i complici silenzi della politica italiana e di quanti non hanno voluto impegnarsi fino in fondo, affinchè il vero movente delle stragi d'Italia fosse reso noto.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice presidente-portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofi
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COMUNICATO ANSA
159  del 
27/06/2005
USTICA: VITTIME VIA GEORGOFILI; TROPPI SILENZI POLITICA

(ANSA) - FIRENZE, 27 GIU - Solidarietà alle vittime della strage di Ustica e denuncia d.....
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USTICA: VITTIME VIA GEORGOFILI; TROPPI SILENZI POLITICA

(ANSA) - FIRENZE, 27 GIU - Solidarietà alle vittime della strage di Ustica e denuncia dei "complici silenzi della politica italiana". Questo il messaggio che l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ha diffuso oggi nel 25/o anniversario della tragedia del Dc9 e delle sue 81 vittime.
"Nell'esprimere solidarietà ai familiari delle vittime del Dc9, che da sempre sono alla ricerca della verità - afferma il messaggio - ancora una volta denunciamo i complici silenzi della politica italiana e di quanti non hanno voluto impegnarsi fino in fondo affinché il vero movente delle stragi d'Italia fosse reso noto". (ANSA).
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COMUNICATO
160  del 
27/06/2005
Lo chiamano "inciuccio", ma forse altro non è se non l'ennesimo tentativo di "trattativa".
Una "trattativa" che .....
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Lo chiamano "inciuccio", ma forse altro non è se non l'ennesimo tentativo di "trattativa".
Una "trattativa" che dura ormai da ben 12 anni.
E non solo anche prima delle stragi del 1993 si "trattava", visto che quei massacri sono stati proprio il frutto di una "trattativa" della quale ben 39 politici ne erano a conoscenza.
"L'inciuccio" di oggi al quale si guarda con interesse trasversalmente a tutto l'arco costituzionale, per quel che ci riguarda, altro non è se non il tentativo di nascondere la verità sulle stragi del 1993.
Nel 1998 esattamente ai primi di Agosto il sei o l'otto, si sarebbe dovuto andare a rinvio a giudizio per i presunti "Autori" stragisti di Via dei Georgofili, così disse il 30 giugno a Sarzana della Spezia il Presidente della Camera ai genitori delle vittime, invece si andò ad una prima archiviazione di tutto il materiale d'indagine relativo a quei probabili "Autori".
Archiviazione naturalmente motivata per infondatezza, ma i tabulati telefonici improvvisamente non si erano più potuti produrre in giudizio se più vecchi di cinque anni e quindi un dubbio atroce permane.
De resto l'Italia in quei primi giorni dell'agosto del 1998 fu riempita di pacchi bomba, e chissà forse sortirono l'effetto sperato.
Guardiamo preoccupati a qualsiasi tentativo in atto, che possa minimamente far pensare ad una ennesima "trattativa", a meno che non si alzi una voce e dica sopra tutte le altre :
La Magistratura sta indagando a 360 gradi sui "mandanti esterni a cosa nostra "per la strage del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
161  del 
29/06/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, solidali con la Magistratura e nella piena convinzione che attraverso l'operato del..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, solidali con la Magistratura e nella piena convinzione che attraverso l'operato della stessa si possa arrivare alla soluzione della verità completa sulle stragi mafiose terroristiche eversive del 1993;verità indispensabile per il bene dell'intero Paese, rivolgono al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il più rispettoso e accorato degli appelli.
Chiedono che il massimo rappresentante dello Stato, per quanto attiene alle sue possibilità si prodighi per garantire ai Magistrati quella Libertà e quella Autonomia necessarie per dare giustizia ai cittadini.
Libertà e Autonomia che le vittime di Firenze invocano da sempre e che oggi vedono messa in discussione più che mai.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
162  del 
29/06/2005
GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI A CIAMPI, GARANTIRE AUTONOMIA

(ANSA) - FIRENZE, 29 GIU - I familiari delle vittime dell'attentato mafioso.....
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GIUSTIZIA: FAMILIARI GEORGOFILI A CIAMPI, GARANTIRE AUTONOMIA

(ANSA) - FIRENZE, 29 GIU - I familiari delle vittime dell'attentato mafioso di via dei Georgofili, a Firenze, "chiedono che il Presidente della Repubblica, per quanto attiene alle sue possibilita' si prodighi per garantire ai magistrati quella liberta' e quella autonomia necessarie per dare giustizia ai cittadini".
In una nota dell'associazione, i familiari delle vittime di via dei Georgofili sottolineano che "liberta' e autonomia vengono, da parte nostra, chiesti da sempre. Oggi le vediamo messe in discussione piu' che mai".
L'associazione si dice solidale con la magistratura "nella piena convinzione che attraverso il suo operato si possa arrivare alla soluzione della verita' completa sulle stragi mafiose terroristiche eversive del 1993. Verita' indispensabile per il bene dell'intero Paese". (ANSA).
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COMUNICATO
163  del 
13/07/2005
l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili in questo momento di grande dolore è vicina alla famiglia della P..... Apri
l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili in questo momento di grande dolore è vicina alla famiglia della Prof.ssa Daniela Ceccucci.
Nell'esprimere ai genitori, al figlio, al marito, le più sentite condoglianze a nome di tutti quanti, vogliamo ricordare Daniela per le Sue grandi doti umane e per il Suo continuo e costante lavoro all'interno dell'Associazione alla ricerca della verità e della giustizia per quanti la notte del 27 Maggio 1993 furono coinvolti in quel criminale attentato.
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COMUNICATO
164  del 
14/07/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro solidarietà alla Magistratura.
E' più che mai evidente l&.....
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I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro solidarietà alla Magistratura.
E' più che mai evidente l'attacco contro l'indipendenza di un organismo dello Stato indispensabile per amministrare la giustizia nel Paese.
Da anni la Magistratura impegnata nella ricerca della verità completa per le stragi del 1993 viene messa in difficoltà al fine di coprire le responsabilità per quei massacri terroristici eversivi.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Vice presidente- portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
165  del 
14/07/2005
SCIOPERO TOGHE: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI SOLIDALE MAGISTRATI

(ANSA) - FIRENZE, 14 LUG - Solidarietà ai magistrati è stata espressa dall'Ass.....
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SCIOPERO TOGHE: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI SOLIDALE MAGISTRATI

(ANSA) - FIRENZE, 14 LUG - Solidarietà ai magistrati è stata espressa dall'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, in occasione dello sciopero delle toghe.
Secondo l'Associazione è più che mai evidente l'attacco violento contro l'indipendenza di un organismo dello Stato indispensabile per amministrare la giustizia nel Paese".
(ANSA).
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LETTERA
166  del 
15/07/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,

si sente una terribile puzza di mafia in giro, non solo di terrorismo islamico.
Le "caffettiere.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,

si sente una terribile puzza di mafia in giro, non solo di terrorismo islamico.
Le "caffettiere" che esplodono in Spagna e che in qualche modo richiamano all'Italia, sono in odore di "cosa nostra" che non vuole più stare a "41 bis".
La "caffettiera" spagnola assomiglia terribilmente all'ordigno lasciato sulle guglie del duomo di Milano nell'anno 2000, il quale assomigliava terribilmente al proiettile lasciato nel giardino di Boboli nel 1992.
Quel proiettile fu definito l'anticamera delle stragi del 1993.
Noi dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, all'epoca dell'ordigno al Duomo di Milano, dovevamo andare a dirlo alla trasmissione di Santoro e non fu possibile causa una bomba al giornale "Il Manifesto".
Siamo preoccupati Dr. Padellaro, la mafia forse si agita davvero e quando si agita è pericolosa.
Il momento è molto delicato, a giorni la Procura Nazionale Antimafia perderà uno dei suoi uomini più validi, il Procuratore Vigna e al momento per la sua sostituzione giungono solo voci di controversie.
La Verità completa sulle stragi del 1993 è un fantasma che si aggira su tutta l'Italia e a coordinare le indagini su quei fatti, frutto di grande barbarie, noi che abbiamo pagato un prezzo incredibile per quelle stragi, ci aspettiamo uomini preparati, liberi e indipendenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
167  del 
18/07/2005
Gentilissimo Dr. Furio Colombo

Mi riferisco a quanto da Lei scritto sull'Unità, il 15 Luglio u.s., in risposta alla Signora Viviana Vivare.....
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Gentilissimo Dr. Furio Colombo

Mi riferisco a quanto da Lei scritto sull'Unità, il 15 Luglio u.s., in risposta alla Signora Viviana Vivarelli.
Ha ragione la Signora a porre l'accento su quanto sia importante il controllo del denaro sporco, così come è più che mai giusta la Sua riflessione, del perché non si facciano ricerche approfondite nelle banche.
Vede Dr. Colombo, noi siamo certi che per le stragi del 1993, nello specifico quella del 27 Maggio 1993 a Firenze, esistano dei mandanti "esterni alla mafia" che con la stessa avevano e continuano a intrattenere affari.
Si sono cercati questi personaggi, per mare e per terra, con fiumi di materiale d'indagine oggi tutto archiviato.
Si spera che le indagini continuino, ma mentre le speranze su questo fronte diventano sempre più esigue, la domanda nasce spontanea:
Ma perché non si cerca in quale banca è transitato il denaro che è servito per pagare i 250 chilogrammi di tritolo innescato in Via dei Georgofili?
Forse lo hanno fatto e non avrà portato da nessuna parte altrimenti lo sapremo, ma avranno indagato fino in fondo o causa norme legislative che da sempre ci fanno arrabbiare, non sarà piuttosto stato possibile completare il lavoro di ricerca?
La saluto cordialmente mentre pongo i suddetti interrogativi che da sempre ci tormentano e La ringrazio per i Suoi preziosi contributi all'informazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente- portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
168  del 
18/07/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,

Matteo Messina Denaro, è lo stragista di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, dove morirono cinque pe.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,

Matteo Messina Denaro, è lo stragista di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, dove morirono cinque persone e 41 ne rimasero ferite fra le quali molti rimasti invalidi.
Inutile ripetere che "è fondamentale arrestarlo", non è congegnale alla politica farlo, altrimenti quando si parla e si scrive di lui lo si metterebbe bene in evidenza che a Firenze la notte del 27 Maggio 1993 ha usato ben 250 chili di tritolo, affinchè fossero messe in discussione norme come quella sul carcere duro ai mafiosi, l'abolizione dell'ergastolo e così via.
Ma soprattutto si metterebbe in evidenza che se gli scopi della mafia esecutrice erano i suddetti, ben altri erano quelli di chi con la mafia è colluso, per i quali c'è più di un sospetto che attraverso il Parlamento abbiano varato leggi che hanno posto limiti alla ricerca della verità su quel massacro, come per esempio la norma che prevede limiti all'utilizzo dei tabulati telefonici se più vecchi di quattro anni.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
170  del 
18/07/2005
MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI CONTRO LIMITI USO TABULATI

(ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Modificare le norme che, in nome della privacy, impediscon.....
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MAFIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI CONTRO LIMITI USO TABULATI

(ANSA) - FIRENZE, 18 LUG - Modificare le norme che, in nome della privacy, impediscono di utilizzare processualmente tabulati telefonici piu"vecchi' di quattro anni. Lo chiede l'Associazione delle vittime della strage di Via dei Georgofili in una nota in cui esprime solidarieta' ai familiari del giudice Borsellino alla vigilia del 13/o anniversario della strage di Via D'Amelio.
"In questo tragico anniversario - spiega una nota dell'associazione - importanti materiali d'indagine archiviati e indagini ancora in corso sui ' mandanti esterni a cosa nostra' per le stragi del 1992 e 1993, a causa di norme legislative che pongono vergognosi limiti, non possono quasi sicuramente compiere il loro iter normale".
Di fronte a questa situazione, le vittime della strage di Via dei Gergofili chiedono, "affinche' non sia favorita la mafia", di "provvedere al cambiamento di norme come quella relativa all'utilizzo dei tabulati telefonici se piu' vecchi di quattro anni". (ANSA).
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COMUNICATO
169  del 
19/07/2005
Il 19 Luglio 1992 in Via D'Amelio a Palermo, moriva il Giudice Borsellino insieme a cinque uomini della sua scorta, tutti uccisi materialmente da..... Apri
Il 19 Luglio 1992 in Via D'Amelio a Palermo, moriva il Giudice Borsellino insieme a cinque uomini della sua scorta, tutti uccisi materialmente dalla mafia, ma ammazzati in una strage sicuramente voluta anche da chi con la mafia a vario titolo si era colluso.
Nel ricordare le vittime di quel tragico attentato, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro solidarietà ai familiari del Giudice e agli appartenenti alle Forze dell'Ordine che hanno dato la loro vita per combattere il sistema mafioso.
In questo tragico anniversario, si ricorda altresì che importanti materiali d'indagine archiviati e indagini ancora in corso sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1992 e del 1993, a causa di norme legislative che pongono vergognosi limiti, non possono quasi sicuramente compiere il loro iter normale.
Pertanto si richiede, affinchè non sia favorita la mafia e delitti gravi come quelli summenzionati non abbiano a ripetersi, di provvedere, da parte di chi può e di chi deve, il cambiamento di norme come quella relativa all'utilizzo dei tabulati telefonici se più "vecchi" di quattro anni.
Norme imposte in nome di una privacy che non può e non deve porre limiti alla verità completa sulle stragi del 1992 e 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente-Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
156  del 
21/07/2005
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

21 LUGLIO 2005

Unione vittime per stragi

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza d.....
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AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

21 LUGLIO 2005

Unione vittime per stragi

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili. Bologna, 21 luglio 2005

Al Presidente della Repubblica Italiana

Signor Carlo Azeglio Ciampi

Signor Presidente,

abbiamo sperato in modifiche del sistema giustizia che ci aiutassero nel lungo cammino di ricerca della verità, di tutte le verità, soprattutto di quelle ostinatamente nascoste ed in particolare la scoperta dei mandanti delle stragi. Abbiamo sognato riforme in grado di snellire i tempi disperanti dei processi, di proteggere le vittime dei soprusi da parte dei potentati politici ed economici, di assicurare assoluta indipendenza a tutta la magistratura, inquirente e giudicante.

Abbiamo visto approvare un ordinamento giudiziario punitivo nei confronti dei magistrati che non si adegueranno agli ordini superiori, che assicura tempi più lunghi dei processi, che garantisce l'impunità ai forti di sempre e l'umiliazione dei deboli.

Non siamo costituzionalisti e non sappiamo ciò che Ella, Presidente, che gode della fiducia di tutti gli italiani onesti che in lei confidano, possa fare per aiutarci.

Le vogliamo solo segnalare la nostra immensa tristezza.

Con profondo ossequio.

Il Presidente

Paolo Bolognesi
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LETTERA
171  del 
21/07/2005
Unione vittime per stragi
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980,.....
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Unione vittime per stragi
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

Bologna, 21 luglio 2005

Al Presidente della Repubblica Italiana
Signor Carlo Azeglio Ciampi

Signor Presidente,
abbiamo sperato in modifiche del sistema giustizia che ci aiutassero nel lungo cammino di ricerca della verità, di tutte le verità, soprattutto di quelle ostinatamente nascoste ed in particolare la scoperta dei mandanti delle stragi. Abbiamo sognato riforme in grado di snellire i tempi disperanti dei processi, di proteggere le vittime dei soprusi da parte dei potentati politici ed economici, di assicurare assoluta indipendenza a tutta la magistratura, inquirente e giudicante.
Abbiamo visto approvare un ordinamento giudiziario punitivo nei confronti dei magistrati che non si adegueranno agli ordini superiori, che assicura tempi più lunghi dei processi, che garantisce l'impunità ai forti di sempre e l'umiliazione dei deboli.
Non siamo costituzionalisti e non sappiamo ciò che Ella, Presidente, che gode della fiducia di tutti gli italiani onesti che in lei confidano, possa fare per aiutarci.
Le vogliamo solo segnalare la nostra immensa tristezza.
Con profondo ossequio.

Il Presidente
Paolo Bolognesi
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LETTERA
172  del 
24/07/2005
Gentilissimo Direttore de L'UNITA'

La parola terrorismo mette i brividi non c'è dubbio.
Da giorni rimbalza da un telegiornale.....
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Gentilissimo Direttore de L'UNITA'

La parola terrorismo mette i brividi non c'è dubbio.
Da giorni rimbalza da un telegiornale all'altro e di volta in volta assume effetti sempre più allarmanti, anche perché i morti nel mondo per terrorismo ci sono e nessuno può negarlo.
Non dimentichiamo però che il nostro Paese in fatto di terrorismo è all'avanguardia, non ci batte nessuno, per chi non lo ricordasse si richiama alla mente tutto il tritolo usato da Piazza Fontana nel 1969, fino a Via Palestro nel 1993, passando per la stazione di Bologna nel 1980 e in Via dei Georgofili sempre nel 1993 e così via attraverso una lunghissima via Crucis senza fine.
Nel nostro Paese sono esattamente sessantaquattro anni, se partiamo da Portella delle Ginestre ad oggi, che a cicli quasi regolari, si versano lacrime e ci si dispera sulle bare dei morti per terrorismo eversivo e si invocano inutilmente leggi migliori per le vittime di massacri ignobili.
Ricordata l'esperienza che ci contraddistingue, questo perché dalle bocche spalancate che si vedono in giro sui teleschermi, pare che di terrorismo non ne abbiano mai visto, non v'è dubbio che oggi necessita una maggior attenzione verso questo fenomeno di quanto non sia stato fatto nei tempi passati.
Quindi una Procura che coordina le indagini per terrorismo, come quella strutturata per coordinare le indagini sui fatti di mafia, sarebbe sicuramente una mano santa.
Non si riesce però di comprendere, perché tanto indugio.
Le ultime stragi in Italia, quelle del 1993, sono state chiaramente mafiose e terroristiche, il movente molto vicino, se non addirittura uguale a quello che caratterizza gli attentati che stanno avvenendo in mezzo mondo :
il commercio delle armi.
Perché allora non si usano in tutta fretta le strutture che già esistono senza attendere progetti di legge farraginosi e realizzabili sicuramente lontani nel tempo?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
173  del 
25/07/2005
Dodici anni fa con ingenti quantitativi di tritolo, a Milano e a Roma l'organizzazione mafiosa "cosa nostra" sferrò un attacco di gravi..... Apri
Dodici anni fa con ingenti quantitativi di tritolo, a Milano e a Roma l'organizzazione mafiosa "cosa nostra" sferrò un attacco di gravità inaudita contro lo Stato.
In seguito ci saranno ancora due tentativi di grave intimidazione: uno allo Stadio Olimpico di Roma alla fine del 1993 e l'altro al collaboratore di giustizia Contorno nel 1994, ma le morti di innocenti di fatto cessarono a Milano il 27 Luglio 1993.
Noi oggi mentre vogliamo ricordare i Vigili del Fuoco, il Vigile Urbano e l'abitante del Marocco morti a Milano in Via Palestro, siamo più che mai vicini ai loro familiari.
Cogliamo inoltre l'occasione per denunciare che per le stragi terroristiche avvenute nel nostro Paese nel 1993, ancora oggi non si è trovata la forza e il coraggio di smascherare i "mandanti esterni" a "cosa nostra" per quei massacri e per questo non possiamo credere alla buona fede di quanti oggi fanno finta di condannare il terrorismo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice presidente- portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
174  del 
26/07/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,

Il 27 Luglio 1993 in Via Palestro a Milano morirono cinque persone, tre vigili del fuoco, un vigile urb.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,

Il 27 Luglio 1993 in Via Palestro a Milano morirono cinque persone, tre vigili del fuoco, un vigile urbano e un abitante del Marocco.
Morirono in un attentato terroristico eversivo per mano della mafia "cosa nostra.
Oggi tutti gli autori materiali di quel massacro e i "mandanti interni all'organizzazione criminale" sono in carcere, condannati all'ergastolo e a regime di "41 bis".
L'immane fatica di Magistrati seri, onesti e liberi, coordinati dalla Direzione Nazionale Antimafia, consentirono tutto ciò.
Chiaramente tutto quanto sopra ai terroristi di Roma, Firenze e Milano dell'anno 1993, ancora oggi, non stà bene e sicuramente aborriscono ogni forma di restrizione nei confronti dei terroristi.
Noi oggi in un momento in cui il terrorismo regna ed imperversa in tutto il mondo, mentre ricordiamo i cinque ragazzi massacrati in Via Palestro, durante il compimento del loro dovere, siamo vicini al dolore e al ricordo dei familiari e auspichiamo che a breve siano arrestati e processati i "mandanti esterni a cosa nostra", i massimi responsabili di quella notte di terrore tipicamente tutta italiana.
Ricordiamo altresì che la notte del 27 Luglio 1993, il terrorismo eversivo mafioso ha colpito anche a Roma, facendo saltare in aria contemporaneamente due chiese, San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.
La barbarie terrorista sembrava non aver mai fine quel maledetto 1993 ed è più di un dubbio ormai che quei massacri ordinati da "autori" criminali, perdurarono fintanto che ciò quel tritolo terrorista si prefiggeva di "coprire", non fosse stato "seppellito" tra lacrime e sangue, sotto montagne di detriti e roghi inauditi.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice presidente-portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
175  del 
27/07/2005
STRAGE VIA PALESTRO: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI RICORDA VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 27 LUG - "Dodici anni fa con ingenti quantitativi di tritol.....
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STRAGE VIA PALESTRO: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI RICORDA VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 27 LUG - "Dodici anni fa con ingenti quantitativi di tritolo, a Milano e a Roma l'organizzazione mafiosa ' Cosa nostra' sferrò un attacco di gravità inaudita contro lo Stato. Noi oggi mentre vogliamo ricordare i vigili del Fuoco, il vigile Urbano e l'abitante del Marocco morti a Milano in Via Palestro, siamo più che mai vicini ai loro familiari". Lo afferma in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze, avvenuta due mesi prima di quella di via Palestro. (ANSA).
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LETTERA
176  del 
01/08/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

A noi Signor Daniele Baldisseri bastano le Sue di parole per accendere la speranza, quella spera.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

A noi Signor Daniele Baldisseri bastano le Sue di parole per accendere la speranza, quella speranza per la quale prima o poi "l'Inno di Mameli" tornerà ad avere il suo significato.
A Roma, Firenze, Milano nel 1993 si è sparso sangue e disperazione sotto l'ultimo tritolo stragista per mano della mafia terrorista ed eversiva.
Non ne parla più nessuno, gli anniversari anche i più recenti, sono passati sotto silenzio, la mafia eversiva e terrorista non la vuole arrestare nessuno, non vogliono arrestare quella esecutrice come Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano e neppure quella che sta' seduta in Parlamento e ha fatto da "mandante esterno a cosa nostra" per le suddette stragi.
Ha ragione, gentilissimo Signore, è più di un sospetto che fra i nostri parlamentari si annidino coloro che la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 l'hanno pianificata a tavolino insieme ai corleonesi, eppure valige non ne fa nessuno, anzi se possono si fanno eleggere in Europa esportando così non la democrazia, ma il terrorismo e l'eversione.
Ma in noi la speranza ci sarà sempre, fintanto che esisteranno le persone come Lei.
Domani sarà l'anniversario della strage alla stazione di Bologna e noi ci saremmo tutti, non a reggere la candela ai politici, i quali non meritano più nulla, visto che in sessant' anni mai hanno contribuito seriamente a darci uno straccio di verità, ma a chiedere alla Magistratura verità e giustizia per i nostri morti, per i nostri feriti, per tutti noi e per tutti quelli come Lei Signor Daniele Baldisseri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
177  del 
01/08/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

A noi Signor Daniele Baldisseri bastano le Sue di parole per accendere la speranza, quella spera.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

A noi Signor Daniele Baldisseri bastano le Sue di parole per accendere la speranza, quella speranza per la quale prima o poi "l'Inno di Mameli" tornerà ad avere il suo significato.
A Roma, Firenze, Milano nel 1993 si è sparso sangue e disperazione sotto l'ultimo tritolo stragista per mano della mafia terrorista ed eversiva.
Non ne parla più nessuno, gli anniversari anche i più recenti, sono passati sotto silenzio, la mafia eversiva e terrorista non la vuole arrestare nessuno, non vogliono arrestare quella esecutrice come Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano e neppure quella che sta' seduta in Parlamento e ha fatto da "mandante esterno a cosa nostra" per le suddette stragi.
Ha ragione, gentilissimo Signore, è più di un sospetto che fra i nostri parlamentari si annidino coloro che la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 l'hanno pianificata a tavolino insieme ai corleonesi, eppure valige non ne fa nessuno, anzi se possono si fanno eleggere in Europa esportando così non la democrazia, ma il terrorismo e l'eversione.
Ma in noi la speranza ci sarà sempre, fintanto che esisteranno le persone come Lei.
Domani sarà l'anniversario della strage alla stazione di Bologna e noi ci saremmo tutti, non a reggere la candela ai politici, i quali non meritano più nulla, visto che in sessant' anni mai hanno contribuito seriamente a darci uno straccio di verità, ma a chiedere alla Magistratura verità e giustizia per i nostri morti, per i nostri feriti, per tutti noi e per tutti quelli come Lei Signor Daniele Baldisseri.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
178  del 
03/08/2005
Gentilissimo Direttore Dell'Unità

Ma che fischi!
Alla commemorazione per la strage di Bologna del 2 Agosto 80, c'eravamo anche noi.....
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Gentilissimo Direttore Dell'Unità

Ma che fischi!
Alla commemorazione per la strage di Bologna del 2 Agosto 80, c'eravamo anche noi.
C'eravamo perché la nostra Associazione fa parte dell'Unione Familiari delle vittime per strage, c'eravamo perché cerchiamo la verità come tutti i familiari di vittima di strage in Italia, c'eravamo perché preferiremo i nostri feriti fossero supportati da ottime Leggi per i sostentamenti e non da elemosine.
C'eravamo perché la ragione è dalla nostra parte, ed è andata come sempre:
vittime composte, familiari preoccupati, istituzioni con compiti ben precisi, politici fedeli alle proprie convinzioni, piazza indignata di sentire ogni anno i familiari delle vittime chiedere le solite cose sempre disattese.
Il Governo che ad ogni anniversario è presente nella Piazza della Stazione di Bologna, come sempre, anche quest'anno, nella stessa posizione, quella dell'ignavo davanti a tutto ciò che riguarda le stragi d'Italia: Insensibile ad ogni richiamo di verità e di giustizia.
Non è andata quest'anno diversamente dagli altri anni, i "fischi" sono stati però ancora una scusa per non parlare, oggi, dei veri problemi che agitavano quella Piazza di ieri: la mancanza di Verità su chi ha voluto le stragi in Italia e la mancanza di sostentamenti adeguati alle vittime del terrorismo stragista.
Il 16 Giugno scorso alla sala stampa di Montecitorio tutte le Associazioni per stragi terroristiche eversive, in conferenza con i giornalisti hanno chiesto al Governo conto della legge 206, varata il 3 Agosto del 2004 e ancora disattesa, in quell'occasione l'On.Le Grandi disse che se chi di dovere non avesse provveduto, a Bologna il 2 Agosto insieme a tutte le Associazioni delle vittime per strage se ne sarebbe riparlato.
Quanto sopra doveva emergere oggi attraverso i media, non i soliti "fischi" al rappresentante del Governo.
Le inutili ciarle di chi si scandalizza davanti ai "fischi" di una piazza multicolore e non certo davanti al fatto che gli invalidi delle stragi sono al fai date, hanno oscurato di tutto e di più ieri a Bologna davanti alla lapide con i nomi di 85 morti.
Hanno soprattutto egregiamente nascosto all'opinione pubblica, tanto spaventata dal terrorismo odierno, che la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, come da sentenza passata in giudicato è stata una strage terroristica eversiva art.1 D.L.15.12.79 n.625 conv.mod.L.n.15 del 6.2.1980.

Cordiali saluti
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LETTERA
179  del 
04/08/2005
Illustrissimo Signor Direttore dell'UNITA'

Non mi resta che ringraziarLa per il pezzo a firma Marco Travaglio apparso oggi sull'.....
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Illustrissimo Signor Direttore dell'UNITA'

Non mi resta che ringraziarLa per il pezzo a firma Marco Travaglio apparso oggi sull'Unità, il giornale da Lei diretto, circa il fatti del 2 Agosto u.s. a Bologna
Però per rendere giustizia ai morti delle stragi, ben rappresentati a Bologna da tutte le Associazioni dei familiari e in modo particolare a quelli del 1993, i media dovevano ben mettere in evidenza la situazione della Legge 206 promulgata in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Del resto Palo Bolognesi il Presidente del "2 Agosto", ne ha ampiamente parlato presso il Palazzo Comunale di Bologna la mattina di martedì scorso, sul palco ha poi solo sfiorato l'argomento, ma mi creda era molto importante.
Se la Legge 206 in argomento, fosse stato il problema centrale di questo 25 Anniversario di una strage sanguinaria come quella alla stazione di Bologna, così facendo inevitabilmente sarebbe emerso che per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 la Suprema corte di Cassazione ha confermato le finalità di terrorismo ed eversione di cui all'art. 1 DL n.625/1979 Legge Cossiga.
Io sono convinta che in momenti drammatici come questo per il Paese, in cui non si è stati capaci neppure di nominare immediatamente un Procuratore Nazionale Antimafia, allorquando il Proc. Vigna ha terminato il suo mandato, dando così a Provenzano e ai suoi accoliti un segnale forte, bisognava scrivere un po' meno dei "fischi" e molto di più sulla verità per le stragi, anche le più recenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
180  del 
04/08/2005
Alla commemorazione per la strage di Bologna del 2 Agosto 80, c'eravamo anche noi.
C'eravamo perché la nostra Associazione fa parte dell&.....
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Alla commemorazione per la strage di Bologna del 2 Agosto 80, c'eravamo anche noi.
C'eravamo perché la nostra Associazione fa parte dell'Unione Familiari delle vittime per strage, c'eravamo perché cerchiamo la verità come tutti i familiari di vittima di strage in Italia, c'eravamo perché preferiremo i nostri feriti fossero supportati da ottime Leggi per i sostentamenti e non da elemosine.
C'eravamo perché la ragione è dalla nostra parte, ed è andata come sempre:
vittime composte, familiari preoccupati, istituzioni con compiti ben precisi, politici fedeli alle proprie convinzioni, piazza indignata di sentire ogni anno i familiari delle vittime chiedere le solite cose sempre disattese.
Il Governo che ad ogni anniversario è presente nella Piazza della Stazione di Bologna, come sempre, anche quest'anno nella stessa posizione, quella dell'ignavo davanti a tutto ciò che riguarda le stragi d'Italia:
Insensibile ad ogni richiamo di verità e di giustizia.
Quest'anno non è andata diversamente dagli altri anni, i "fischi" sono stati però ancora una scusa per non parlare il giorno dopo, dei veri problemi che agitavano la piazza della stazione di Bologna, ossia la mancanza di Verità su chi ha voluto le stragi in Italia e la mancanza di sostentamenti adeguati alle vittime del terrorismo stragista.
Il 16 Giugno scorso alla sala stampa di Montecitorio tutte le Associazioni per stragi terroristiche eversive, in conferenza con i giornalisti, hanno chiesto al Governo conto della legge 206, varata il 3 Agosto del 2004 e ancora disattesa, in quell'occasione l'On.Le Grandi disse che se chi di dovere non avesse provveduto, a Bologna il 2 Agosto insieme a tutte le Associazioni delle vittime per Strage se ne sarebbe riparlato.
Tutto quanto sopra doveva emergere attraverso i media, il giorno dopo l'anniversario della strage alla stazione di Bologna, non i soliti "fischi" al rappresentante del Governo.
Le inutili ciarle di chi si è scandalizzato davanti ai "fischi" di una piazza multicolore e non certo davanti al fatto che la Verità negli anniversari è sempre un convitato di pietra e che gli invalidi delle stragi sono al fai da te, hanno oscurato di tutto e di più a Bologna il 2 Agosto scorso.
Ma soprattutto hanno egregiamente nascosto all'opinione pubblica, tanto spaventata dal terrorismo odierno, che la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, come da sentenza passata in giudicato è stata ancora di recente una strage terroristica eversiva come da art.1 D.L.15.12.79 n.625 conv.mod.L.n.15 del 6.2.1980, eseguita dalla mafia "cosa nostra".
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente-Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
181  del 
09/08/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili concordano con il Procuratore Giancarlo Caselli.
Per la strage di via dei Georgofili g.....
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I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili concordano con il Procuratore Giancarlo Caselli.
Per la strage di via dei Georgofili già nei processi a cosa nostra si intravedono tracce di corruzione e di intrecci tra mafia e politica.
Il centrosinistra così come il centrodestra hanno in questi 12 anni varato leggi che mirano a coprire tali collusioni, come il tentativo di abolire l'ergastolo a Salvatore Riina e vergognosi limiti posti a l'uso dei tabulati telefonici.

Giovanna Maggiani Chelli Vicepresidente e portavoce
Associazione tra i Familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
182  del 
13/08/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Il "Comunicato" che ho redatto in nome e per conto dell'Associazione tra i famili.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Il "Comunicato" che ho redatto in nome e per conto dell'Associazione tra i familiari delle Vittime della strage di via dei Georgofili, questo in occasione della disputa fra il proc. Capo di Torino Giancarlo Caselli e l'On.Le Violante, non è passato nè a mezzo nota di Agenzia alla quale l'ho fatto pervenire il 9 Agosto u.s e neppure sull'Unità.
Ho girato il suddetto Comunicato al Prof. Tranfaglia, a mezzo la rubrica "lettere all'Unità", dopo quanto dallo stesso Professore scritto proprio in merito al caso Caselli-Violante.
A questo punto vorrei dirLe alcune cose, le più eclatanti, perchè sarebbero veramente troppe :
- Intorno al due di Maggio dell'anno duemila nove persone, trasversali a tutto l'arco parlamentare, in notturna alle 21, 30 di sera, tentarono di mandare a casa, attraverso il rito abbreviato, Salvatore Riina e con lui tutto il gotha di "cosa nostra" rei di strage, anche quella di Firenze del 27 Maggio 1993, cinque morti, 41 feriti, molti invalidi.
- Nel 1998 una norma ha posto vergognosi limiti all'utilizzo dei tabulati telefonici e qui mi sento di poter dire che ci sono molte possibilità che il Magistrato Gabriele Chelazzi sia morto di infarto, per tutta la rabbia che si è fatto durante le indagini sui "mandanti esteri alla mafia per le stragi del 1993", proprio per una serie infinita di scandali come quello appena menzionato.
- Alle ultime elezioni politiche al Sud dell'Italia, sono stati totalizzati 61 seggi su 61 e non un cane ha sentito il dovere di scandalizzarsi tranne l'Associazione alla quale appartengo, vedi gli atti del convegno del decimo anniversario tenuto presso la Regione Toscana.
- Ai primi di Agosto dell'anno 2004, è stata varata una legge "bipartisan" in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, la quale ad oggi è stata applicata solo in parte e non certo per noi della strage di Via dei Georgofili, battendosene altamente che i nostri invalidi hanno pagato il prezzo più alto che storia delle stragi d'Italia, dal dopoguerra ad oggi ricordi. Un prezzo pagato in nome e per conto di sporchi affari "bipartisan".
Concludo e scusandomi del disturbo, Le chiedo:
Lei Signor Direttore, pensa che noi abbiamo torto nel pensare che certe porcherie è giusto siano rese note tutti i giorni fino alla nausea?
La saluto molto cordialmente

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di
Via dei Georgofili
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LETTERA
183  del 
17/08/2005
Illustrissimo Signor
Procuratore Capo di Torino
Dr. Giancarlo Caselli
Procura di Torino

Le invio in allegato il comunicato che ho dato.....
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Illustrissimo Signor
Procuratore Capo di Torino
Dr. Giancarlo Caselli
Procura di Torino

Le invio in allegato il comunicato che ho dato all'Ansa il 9 Agosto u.s. e una lettera al giornale l'Unità.
Non è passato nulla e per questo desidero inviarLe quanto abbiamo scritto, dopo le parole che sono intercorse a mezzo stampa fra Lei e l'On.Le Violante.

La saluto molto cordialmente.

Giovanna Maggiani Chelli
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LETTERA
184  del 
17/08/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità

La ferma convinzione che la riforma della giustizia, ossia la separazione delle carriere che toglierà di.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità

La ferma convinzione che la riforma della giustizia, ossia la separazione delle carriere che toglierà di fatto autonomia ai Pubblici Ministeri, sia dovuta al fatto che con determinazione non si vuole si indaghi sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, ci fa ancora una volta ritornare sull'argomento.
Da giorni cerchiamo di supportare il Magistrato Giancarlo Caselli, soprattutto da quando lo stesso ebbe a dire :" sia nel centro sinistra, così come nel centro destra, alcune cose non vanno".
Non ci riusciamo e quindi perseveriamo.
Non possiamo riportare qui di seguito per gli ovvi motivi, tutti i fatti e non le fantasie che in questi 12 anni hanno dato riscontro a ciò che spesso andiamo dicendo sul conto della politica tutta, riduciamo perciò tutto ad un unico esempio.
La prima archiviazione delle indagini portate avanti dal Magistrato Gabriele Chelazzi (oggi morto per infarto proprio per quella immane fatica)sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 risale al 1998, nessuno può dimenticare che cosa successe in questo Paese, in quella prima settimana di Agosto: scoppiava una bomba al giorno.
Tutta la politica fu chiamata in causa con messaggi sempre più inquietanti, logico quindi che noi su quelle indagini che stavano per concludersi giusto l'8 di Agosto di quell'anno, oggi tutte archiviate presso la procura di Firenze, avremmo negli anni voluto vederci più chiaro.
Avremmo voluto capire il perché di tutti quei fuochi di artificio dall'1 al 7 di Agosto del 1998, ancora avremmo voluto capire perché dovevano esserci rinvii a giudizio e invece ci furono solo archiviazioni da lì in avanti.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente- Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
185  del 
19/08/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

La "questione morale" da giorni fa bella mostra di se su tutti i quotidiani, insomma c.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

La "questione morale" da giorni fa bella mostra di se su tutti i quotidiani, insomma ci si indigna parecchio sul conto di questo e di quello.
Noi, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, che indignati per i nostri morti e nostri feriti, lo siamo davvero e non solo indignati mi creda, ascoltiamo i politici e non sappiamo bene che fare, se piangere o urlare:
Nel periodo che andò dal 5 Novembre 1992, giorno del ritrovamento del proiettile nel giardino di Boboli a Firenze, l'anticamera delle stragi del 1993, fino al 14 Aprile 1994 giorno dell'attentato a Roma a Salvatore Contorno, proprio per coprire una gravissima questione "morale" che attanagliava l'Italia, si sono usati più di mille chilogrammi di tritolo sulla pelle di bambini e ragazzi.
In seguito il grado di "moralità" del nostro Paese a tutti i livelli, istituzionali e politici, lo abbiamo potuto misurare in base alla Giustizia che alle vittime dei crimini suddetti è stata data.
Infatti ad oggi, a dodici anni di distanza, sono stati affidati alla giustizia solo gli esecutori materiali di quegli eccidi, quelli fatti ritrovare con i detonatori in mano.
I mandanti mafiosi, non è vero come qualcuno ha detto anche di recente, siano stati condannati, perché Provenzano e Matteo Messina Denaro non sono stati neppure arrestati.
Non parliamo poi di "mandanti a volto coperto", perché quelli sono tranquillamente sdraiati al sole delle isole per soli ricchi, anche perché le indagini sul loro conto sono state tutte archiviate alcune già dal 1998.
Stante le cose come sopra descritte, la morale ormai per gli italiani è scivolata talmente in basso da fare accapponare la pelle.
Non dimentichiamo che ancora ad oggi, per mere questioni politiche, siamo ancora senza Procuratore Nazionale Antimafia, organo che dovrebbe coordinare le indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra" per stragi del 1993 e quindi tale compito dovrebbe essere velocemente affidato a chi in tal senso ha indagato di più, lasciando la più ampia autonomia e libertà per una azione giudiziaria di estrema importanza.
Invece, altro che tutti uniti nella lotta alla mafia, bensì evviva la mafia, soprattutto quella con il colletto bianco, che regna e imperversa nelle aule del nostro Parlamento.
In fondo chi sono i morti di Firenze? Cosa ci facevano davanti alla Torre de' Pulci la notte del 27 Maggio 1993?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
186  del 
21/08/2005
Gentilissimo Direttore di Liberazione,

con un colpo di qua e uno di la hanno sistemato la questione "Morale".
Ma quando mai...
.....
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Gentilissimo Direttore di Liberazione,

con un colpo di qua e uno di la hanno sistemato la questione "Morale".
Ma quando mai...
In questo Paese solo dodici anni fa, sono stati usati quasi mille chilogrammi di tritolo durante le stragi del 1993, per seppellire le porcherie di troppi.
Da allora, l'unica giustizia ai nostri morti è stata data da una Magistratura che si è sfinita dalla fatica mentre condannava "cosa nostra" e quando ha provato a cercare ad incriminare i "Mandanti esterni" all'organizzazione mafiosa, è inciampata in un mare di amoralità politica e non solo.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
187  del 
23/08/2005
A seguito notizie apprese dalla stampa, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ringraziamo il Procuratore Dr. Piero Luigi Vigna..... Apri
A seguito notizie apprese dalla stampa, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ringraziamo il Procuratore Dr. Piero Luigi Vigna per il fattivo lavoro svolto durante il suo mandato presso la procura Nazionale Antimafia, nel dare giustizia ai morti e ai feriti della strage del 27 Maggio 1993.
Esprimiamo tutto il nostro riconoscimento al Magistrato dell'Antimafia, per l'immane fatica nel coordinare le indagini, che hanno fatto processare e condannare il ghota di "cosa nostra" per le stragi del 1993 in solo quattro anni.
Tuttavia quali familiari delle vittime della strage che ha insanguinato via dei Georgofili, non possiamo oggi non constatare, che ancora una volta non si è fatto quanto possibile per arrivare all'incriminazione dei "Mandanti esterni a cosa nostra "per il massacro in questione.
Pertanto rendiamo noto il nostro pensiero: siamo certi che al Proc. Dr.Piero Luigi Vigna avrebbe dovuto essere data l'opportunità di coordinare le indagini presso una Super Procura anti terrorismo e antimafia, tutto ciò avrebbe giovato all'intero Paese, il quale ha diritto insieme a noi alla Verità completa sui fatti si strage che così da vicino ci riguardano.
I nostri più cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage
Di via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
188  del 
23/08/2005
ANTIMAFIA: VIGNA; PARENTI GEORGOFILI, HA NOSTRO RICONOSCIMENTO SE FOSSE DIVENTATO SUPERPROCURATORE AVREBBE GIOVATO A PAESE

(ANSA) - FIRENZE, 23.....
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ANTIMAFIA: VIGNA; PARENTI GEORGOFILI, HA NOSTRO RICONOSCIMENTO SE FOSSE DIVENTATO SUPERPROCURATORE AVREBBE GIOVATO A PAESE

(ANSA) - FIRENZE, 23 AGO - Un ringraziamento per il lavoro svolto come procuratore nazionale antimafia è stato rivolto dall'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili a Piero Luigi Vigna.
"Esprimiamo tutto il nostro riconoscimento al magistrato dell'antimafia - scrive l'Associazione - per l'immane fatica nel coordinare le indagini, che hanno fatto processare e condannare il gotha di ' Cosa nostra' per le stragi del 1993 in solo quattro anni". L'Associazione si dice poi certa che, se al procuratore Vigna fosse stata data "l'opportunità di coordinare le indagini presso una superprocura antiterrorismo e antimafia, tutto ciò avrebbe giovato all'intero Paese, il quale ha diritto insieme a noi alla verità completa sui fatti si strage che così da vicino ci riguardano". (ANSA).
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LETTERA
189  del 
01/09/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

E' un classico, ormai abbiamo potuto verificarlo nel corso di questi 12 anni e mezzo, ogni .....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

E' un classico, ormai abbiamo potuto verificarlo nel corso di questi 12 anni e mezzo, ogni qualvolta si avvicina un appuntamento elettorale, le stragi del 1993 vengono "inabissate", un po' come fa la mafia: se non si nominano non sono mai esistite.
Questo non vuol dire che durante il resto dell'anno se ne parla molto, ma in prossimità di certi eventi nei quali la Politica (con la p maiuscola) acquista la centralità della scena, sicuramente delle coperture di cui godono Bernardo Provenzano e i suoi accoliti "non si ha più da parlare".
Del resto così hanno fatto anche coloro che hanno coordinato i movimenti spontanei a Piazza San Giovanni, hanno affrontato da quel palco parecchi problemi, ma della completa verità sulle stragi del 1993 non un sillabo, eppure noi avevamo provato a chiedere ad alcuni di loro, di farci intervenire per dire quello che pensavamo su quei terribili misfatti, ma evidentemente eravamo poco opportuni.
Reso noto il concetto del silenzio, più che omertoso sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993, almeno in un momento in cui il fenomeno del terrorismo la fa da padrone(si sono dovute fare anche leggi speciali "bipartisan" in proposito) si potrebbe almeno scrivere quanto ribadito nella sentenza della Corte Suprema di Cassazione ossia:
le stragi del 1993 sono state stragi terroristiche eversive.
Dirlo forte e chiaro prima di tutto, oggi più che mai, giova alle vittime di quelle stragi, in secondo luogo si eviterebbe il comune pensare secondo cui Salvatore Riina e Bernardo Provenzano sarebbero arrivati fino a Firenze esclusivamente per far saltare l'Accademia dei Georgofili, perché non volevano il "41 bis", la confisca dei beni, l'ergastolo e desideravano la revisione dei processi.
Certo che ci sono venuti anche per tutto quanto sopra, come spesso hanno ribadito i Magistrati, ma soprattutto ci sono venuti per "altri" motivi e questo nessuno lo ha ancora detto.
I miei più cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
190  del 
03/09/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, sono profondamente indignati per il continuo susseguirsi di notizie su avvenimenti che r..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, sono profondamente indignati per il continuo susseguirsi di notizie su avvenimenti che riguardano la famiglia e la persona stessa di Bernardo Provenzano senza che si produca nulla di fatto.
Il boss di "cosa nostra" deve essere arrestato, perché condannato all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato per la strage di Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 e questo riteniamo sia impedito dalle collusioni che il soggetto in questione detiene fra il mondo politico, quello istituzionale e quello imprenditoriale.
Sono passati 12 anni e mezzo dalla strage dove persero la vita cinque persone e 41 ne rimasero ferite e nulla si è fatto seriamente, affinchè il "mandante interno a cosa nostra" per quell'infame massacro fosse arrestato.
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
191  del 
03/09/2005
MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, FATTO POCO PER CATTURA PROVENZANO

(ANSA) - FIRENZE, 3 SET - La cattura di Bernardo Provenzano verrebbe impedita dall.....
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MAFIA: VITTIME GEORGOFILI, FATTO POCO PER CATTURA PROVENZANO

(ANSA) - FIRENZE, 3 SET - La cattura di Bernardo Provenzano verrebbe impedita dalle sue presunte collusioni col mondo politico e istituzionale. Lo afferma, in una nota, l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che spiegano di essere "profondamente indignati per il continuo susseguirsi di notizie su avvenimenti che riguardano la famiglia e la persona stessa di Bernardo Provenzano senza che si produca nulla di fatto".
"Il boss di 'Cosa nostra' - afferma l'Associazione - deve essere arrestato perche' condannato all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato, anche per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993 e riteniamo che questo sia impedito dalle collusioni che il soggetto in questione detiene fra il mondo politico, quello istituzionale e quello imprenditoriale".
"Sono passati 12 anni e mezzo dalla strage dove persero la vita cinque persone e 41 rimasero ferite - conclude l'Associazione - e nulla si e' fatto seriamente, affinche' il ' mandante interno a Cosa nostra' per quell'infame massacro fosse arrestato". (ANSA).
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LETTERA
192  del 
05/09/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma
p.c.:
Gentilissimo Dr. Saverio Lodato

Sempre molto puntuali gli articoli del giornalista S.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma
p.c.:
Gentilissimo Dr. Saverio Lodato

Sempre molto puntuali gli articoli del giornalista Saverio Lodato, come quello sulla nipote di Bernardo Provenzano pubblicato ieri sull'Unità.
Allego per l'occasione il comunicato da noi redatto e il giorno 3 Settembre uscito con nota di agenzia.
Un comunicato che non ha avuto ritorni, ma noi perseveriamo perché crediamo nella costanza della ragione.
In quanto ai così detti codici etici dei partiti, citati sempre ieri dal Suo giornale nell'ambito della questione Provenzano-nipote abbiamo le nostre riserve, aspettiamo sempre di sapere chi sono i 39 Parlamentari e non, ai quali al tempo delle stragi del 1993 fu inviato il famoso "papello" di Riina e noi non ne abbiamo mai saputo nulla.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
193  del 
10/09/2005
Mentre in nome della privacy si stanno preparando nuove norme in merito all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, i familiari delle vittime..... Apri
Mentre in nome della privacy si stanno preparando nuove norme in merito all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordano come i limiti imposti all'utilizzo dei tabulati telefonici crearono in passato problemi alla Magistratura.
I nostri dubbi che l'archiviazione di indagini sui "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993, a suo tempo avesse dovuto essere effettuata proprio per i limiti posti all'utilizzo di determinate tecnologie non è mai stato mai fugato, quindi
CHIEDIAMO
al Parlamento la massima attenzione nel redigere un testo di legge, il quale in nessun caso dovrà ancora una volta porre limiti alla Magistratura che cerca la verità completa su crimini orribili come quello eseguito dalla mafia a Firenze la notte del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili, ma voluto fortemente da altri soggetti.
Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
194  del 
12/09/2005
INTERCETTAZIONI: VITTIME GEORGOFILI, NO LIMITI IN CASO STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 12 SET - I familiari delle vittime di Via dei Georgofili chiedo.....
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INTERCETTAZIONI: VITTIME GEORGOFILI, NO LIMITI IN CASO STRAGI

(ANSA) - FIRENZE, 12 SET - I familiari delle vittime di Via dei Georgofili chiedono al Parlamento di non porre alcun limite all' utilizzo delle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura nel caso di inchieste su fatti gravi come le stragi della primavera-estate 1993. L' Associazione, in una nota, ricorda come ''i limiti imposti all' utilizzo dei tabulati telefonici crearono in passato problemi alla magistratura''. ''I nostri dubbi che l' archiviazione di indagini sui 'mandanti esterni a Cosa nostra' per le stragi del 1993'' fosse dovuta proprio ai ''limiti imposti all' uso di determinate tecnologie - precisa la nota - non sono mai stati fugati''. Per questo l' associazione chiede al parlamento ''la massima attenzione nel redigere un testo di legge, il quale in nessun caso dovra' ancora una volta porre limiti alla magistratura che cerca la verita' su crimini orribili come quello eseguito dalla mafia a Firenze la notte del 27 maggio 1993 in Via dei Georgofili, ma voluto fortemente da altri soggetti''. (ANSA).
RU
2005-09-12 17:52:00
NNNN
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LETTERA
195  del 
12/09/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità - roma

Ha ragione l'On.Le Luciano Violante, i colpevoli di qualunque crimine vanno puniti come La l.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità - roma

Ha ragione l'On.Le Luciano Violante, i colpevoli di qualunque crimine vanno puniti come La legge comanda .
Infatti in questo nostro Paese i "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 dopo dodici anni non sono ancora stati puniti, per delitti cosi scandalosi che non hanno precedenti nella storia Repubblicana, visti i ragionevoli dubbi che quei massacri siano serviti a nascondere inchieste su sporchi traffici, che forse tanto lontani da ciò che sta accadendo in Iark non sono.
Anzi si fa di tutto per non nominare i delitti del 1993 e non chiedere completa giustizia per le vittime.
Non una voce si leva a ricordare che 39 Parlamentari e non, erano a conoscenza del famoso "papelo" di Riina e non hanno fatto nulla per capire .
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari Delle vittime della strage di Via Dei Georgofili
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LETTERA
196  del 
13/09/2005
Lettera a 'Liberazione'

E' un problema gravissimo quello dei limiti che si vogliono porre alle intercettazioni telefoniche, è troppo poco dir.....
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Lettera a 'Liberazione'

E' un problema gravissimo quello dei limiti che si vogliono porre alle intercettazioni telefoniche, è troppo poco dire mafia e terrorismo saranno esenti da restrizioni.
La mafia ha infiltrazioni ovunque e di sicuro riuscirà ad usufruire di norme anche se a "lei" precluse, basti ricordare come da "41 bis" i fratelli Graviano siano riusciti a procreare facendo passare attraverso le maglie così dette "dure" provette di vetro.
Eppure malgrado tutto ciò, ieri dopo un lancio d'Ansa con il nostro grido di allarme, la notizia è scivolata via fra i mille problemi che occupano la politica in questi giorni.
Noi le vittime di via dei Georgofili sappiamo bene che fine fece il materiale di indagine, sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993, quando fu posto il limite dei 5 anni all'utilizzo dei tabulati telefonici.
La nostra voce deve arrivare il più possibile, per il bene di tutti, non è presunzione, è la certezza di essere nel giusto con la nostra analisi, perché abbiamo pagato un prezzo incredibile attraverso il delitto più ignobile: la strage terroristica eversiva.
Ancora oggi dopo 12 anni siamo distrutti dal dolore e dalla rabbia, ma siamo lucidi e siamo certi che queste limitazioni alle intercettazioni di cui si parla, non porteranno a nulla di buono.
I limiti di cui sopra se il Parlamento non sarà accorto, serviranno ancora una volta a coprire la verità completa sulle stragi del 1993, perché oltre non intercettare più, non si potrà neppure divulgare il materiale di indagine fino da oggi archiviato, materiale che è giusto sia divulgato affinchè i cittadini comprendano bene cosa è successo nel 1993 in Italia.


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
197  del 
14/09/2005
Gentilissimo Direttore de L'Unità

E' un problema gravissimo quello dei limiti che si vogliono porre alle intercettazioni telefoniche,.....
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Gentilissimo Direttore de L'Unità

E' un problema gravissimo quello dei limiti che si vogliono porre alle intercettazioni telefoniche, è troppo poco dire mafia e terrorismo saranno esenti da restrizioni.
La mafia ha infiltrazioni ovunque e di sicuro riuscirà ad usufruire di norme anche se a "lei" precluse, basti ricordare come da "41 bis" i fratelli Graviano siano riusciti a procreare facendo passare attraverso le maglie così dette "dure" provette di vetro.
Eppure malgrado tutto ciò, ieri dopo un lancio d'Ansa con il nostro grido di allarme, la notizia è scivolata via fra i mille problemi che occupano la politica in questi giorni.
Noi le vittime di via dei Georgofili sappiamo bene che fine fece il materiale di indagine, sui mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993, quando fu posto il limite dei 5 anni all'utilizzo dei tabulati telefonici.
La nostra voce deve arrivare il più possibile, per il bene di tutti, non è presunzione, è la certezza di essere nel giusto con la nostra analisi, perché abbiamo pagato un prezzo incredibile attraverso il delitto più ignobile: la strage terroristica eversiva.
Ancora oggi dopo 12 anni siamo distrutti dal dolore e dalla rabbia, ma siamo lucidi e siamo certi che queste limitazioni alle intercettazioni di cui si parla, non porteranno a nulla di buono.
I limiti di cui sopra se il Parlamento non sarà accorto, serviranno ancora una volta a coprire la verità completa sulle stragi del 1993, perché oltre non intercettare più, non si potrà neppure divulgare il materiale di indagine fino da oggi archiviato, materiale che è giusto sia divulgato affinchè i cittadini comprendano bene cosa è successo nel 1993 in Italia.


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
198  del 
14/09/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro preoccupazione per il rudimentale ordigno esplosivo, fatto ritrov..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili esprimono tutta la loro preoccupazione per il rudimentale ordigno esplosivo, fatto ritrovare questa mattina a Novoli presso il Polo Universitario.
Ricordiamo quindi ancora una volta il ritrovamento del 5 Novembre del 1992 nel giardino di Boboli:
un proiettile di artiglieria fu fatto ritrovare vicino alla statua di un Magistrato, e quel messaggio fu l'anticamera delle stragi del 1993.
Mentre ancora oggi paghiamo tutto il prezzo per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993,rivolgiamo un appello affinchè le indagini sull'ordigno di Novoli, siano indirizzate a 360 °.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
199  del 
15/09/2005
ORDIGNO PRESSO EX AREA FIAT FIRENZE: INDAGINI (2)

(ANSA) - FIRENZE, 15 SET - Le indagini si stanno concentrando nel trovare nuove testimonianze.....
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ORDIGNO PRESSO EX AREA FIAT FIRENZE: INDAGINI (2)

(ANSA) - FIRENZE, 15 SET - Le indagini si stanno concentrando nel trovare nuove testimonianze e nel risalire all' esercizio commerciale che potrebbe aver venduto il materiale, molto nuovo, usato per confezionare l' ordigno. In particolare il tubo, i bulloni e la filettatura sembrano di nuova fabbricazione. La polizia raccoglierà anche le testimonianze di prostitute che agiscono nella zona per capire se qualcuna di loro può aver visto chi ha abbandonato l' ordigno. E' stata inoltre presa in considerazione la presenza di numerosi cantieri nell' ex area industriale sottoposta ad una riconversione urbanistica importante. Demolito il vecchio stabilimento, nei terreni liberati stanno sorgendo palazzine con centinaia di appartamenti e decine di negozi. Nello stesso perimetro sorgerà anche il nuovo palazzo di giustizia di Firenze. Si stanno analizzando anche episodi precedenti con caratteristiche analoghe a questo. E' il caso di un ordigno trovato durante i controlli preventivi fatti prima di una partita Fiorentina-Juventus di alcuni anni fa e, in particolare di una serie di ordigni - alcuni falsi - che comparvero tra la fine del '98 e l' inizio del '99 nella zona sud di Firenze in piazza Ravenna, piazza Rosadi, via Visconti Venosta, lungarno Colombo. Erano, anche in quel caso, bombe rudimentali, alcune finte, le altre a potenziale offensivo quasi nullo: tubi riempiti di polvere pirica e, a volte perfino vuoti, corredati da fili elettrici o da circuiti per computer che causarono gli interventi di artificieri di polizia e carabinieri. A quegli episodi, pero', nonostante un' accurata attività di indagine, non fu mai trovata una spiegazione precisa ed i responsabili non vennero individuati. Dopo l' episodio di ieri l' Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili ha ricordato, per analogia, che il 5 novembre 1992 fu trovato un proiettile di artiglieria nel giardino di Boboli. "Quel messaggio - scrive l' associazione - fu anticamera delle stragi del 1993". (ANSA).
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LETTERA
200  del 
19/09/2005
Gentilissimo Signor Direttore dell'Unità,

il Signor Ettore Lomaglio Silvestri, cerca oggi attraverso le pagine dell'Unità chi ancora.....
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Gentilissimo Signor Direttore dell'Unità,

il Signor Ettore Lomaglio Silvestri, cerca oggi attraverso le pagine dell'Unità chi ancora combatte la mafia.
Noi combattiamo la mafia,in una disperata ricerca della verità sulle stragi del 1993, chiedendo ogni giorno l'arresto di Provenzano,ma il Signore in questione non se ne è accorto, come del resto la maggior parte degli italiani, perché come ben si evince dalla lettera in argomento, non vi è alcuna menzione e aimè forse conoscenza, su quelle stragi.
Se non si conoscono quelle stragi nei loro risvolti più inquietanti, si commetto errori di valutazione evidenti:
Il potere è sceso a patti con la mafia eccome, obbligato dai massacri di Via dei Georgofili a Firenze, quello di Via Palestro a Milano e la distruzione delle chiese Romane di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.
Non è vero che la mafia e di conseguenza il potere non hanno più bisogno di stragi, il messaggio del così detto "proiettile di Boboli" lasciato nel giardino omonimo a Firenze, fu l'anticamera delle stragi del 1993 .
E nessuno può giurare che nel corso di questi dodici anni e mezzo, la maggior parte dei messaggi terroristici sparsi a piene mani qua e là in Italia, in ultimo quello all'Università di Novoli a Firenze, non siano stati tanti "proiettili di Boboli": ossia minacce di strage.
La morte morale che la mafia avrebbe inflitto a Caselli, Violante e Boccassini, è comunque una piccola cosa rispetto a quello che ha fatto a noi la mafia:
-Ha ucciso i nostri figli e a quelli sopravvissuti sta distruggendo la vita, proprio per fare "un favore" al potere asservito a "cosa nostra".
E quel che è peggio la politica ha lasciato e lascia fare, lo dicono chiaramente quei trentanove Parlamentari che nel 1992 hanno avuto per le mani il "papello" di Riina attraverso il quale faceva spudoratamente richieste e lo hanno buttato nel cestino della carta e non solo oggi pretendono di mettere il bavaglio alle vittime di Riina.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via
dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
201  del 
22/09/2005
MAFIA: FAMIGLIE GEORGOFILI; NON BASTA CHIEDERE RIMOZIONE SALME

'INSULTI' LE SCUSE PER MANCATA EROGAZIONE VITALIZI A INVALIDI

.....
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MAFIA: FAMIGLIE GEORGOFILI; NON BASTA CHIEDERE RIMOZIONE SALME

'INSULTI' LE SCUSE PER MANCATA EROGAZIONE VITALIZI A INVALIDI

(ANSA) - FIRENZE, 22 SET - I reali problemi delle vittime della mafia non sono tanto la presenza della salma di un malavitoso all' interno di una basilica, quanto il fatto che gli invalidi vittime delle stragi mafiose non abbiano ancora ricevuto dei vitalizi dignitosi. Lo afferma, in una nota, l' Associazione dei familiari delle vittime di Via dei Georgofili, in relazione a una interrogazione in cui l' on. Giuseppe Lumia chiede "se non sia giusto rimuovere la salma di un malavitoso dall' interno di una basilica anche per rispetto alle vittime di mafia".
"Il rispetto della politica per le vittime delle stragi del 1993 - afferma l' Associazione - è sempre stato veramente limitato, quindi non sarà il limitarsi a chiedere di cambiare il luogo di sepoltura ad un delinquente che cambierà le cose".
Come familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, prosegue la nota, "ci sino battuti più di chiunque altro per dare dignità alle nostre vittime lavorando intorno ad una legge (la 206 del 2004), affinché gli invalidi di delitti criminali senza precedenti nella storia d' Italia avessero vitalizi dignitosi a fronte di vite distrutte. Ancora ad oggi - aggiunge l' Associazione - il ministro del tesoro non ha provveduto ad erogare i suddetti vitalizi e le scuse suonano ormai per i nostri invalidi come insulti". (ANSA).
RU
22-SET-05 18:12 NNNN
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COMUNICATO
202  del 
22/09/2005
L'On.le Lumia, in Commissione Nazionale Antimafia, ha presentato una interrogazione alla istituzioni chiedendo se non sia giusto rimuovere la sal..... Apri
L'On.le Lumia, in Commissione Nazionale Antimafia, ha presentato una interrogazione alla istituzioni chiedendo se non sia giusto rimuovere la salma di un malavitoso dall'interno di una basilica anche per rispetto alla vittime di mafia.
Il rispetto della politica per le vittime delle stragi del 1993 è sempre stato veramente limitato, quindi non sarà il limitarsi a chiedere di cambiare il luogo di sepoltura ad un delinquente che cambierà le cose.
Noi le vittime della strage di Via dei Georgofili, ci siamo battuti più di chiunque altro per dare dignità alle nostre vittime lavorando intorno ad una legge (la 206 del 2004), affinché gli invalidi di delitti criminali senza precedenti nella storia d'Italia, avessero vitalizi dignitosi a fronte di vite distrutte.
Ancora ad oggi il Ministero del Tesoro non ha provveduto ad erogare i suddetti vitalizi e le scuse suonano ormai per i nostri invalidi come insulti.
Questi sono i reali problemi inerenti le vittime della criminalità organizzata, che si è fatta soggetto politico attraverso atti di terrorismo eversivo nel 1993.
Oltre naturalmente ai gravissimi problemi relativi alla ricerca della verità sulle stragi del 1993.
Come per esempio del perché Salvatore Riina dopo l'attentato di Firenze del 27 Maggio 1993, dal quale evidentemente non deve aver avuto alcuna riposta che lo soddisfacesse, decise di attaccare le gerarchie ecclesiastiche, attraverso i luoghi di culto più significativi della cristianità, come le chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano .
Un attacco che oggi sappiamo con molte probabilità, nulla avesse a che fare con i discorsi pronunciati dal Papa nella Valle dei Templi, durante la visita pastorale nella Sicilia della primavera del 1993.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage
di via dei Georgofili
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COMUNICATO
203  del 
24/09/2005
Non è nostra consuetudine intervenire nella politica istituzionale, ma la nomina di Senatore a vita di Giorgio Napolitano, non può non richiamare alla..... Apri
Non è nostra consuetudine intervenire nella politica istituzionale, ma la nomina di Senatore a vita di Giorgio Napolitano, non può non richiamare alla nostra memoria che al momento della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, il Senatore Giorgio Napolitano era il Presidente della Camera dei Deputati.
Le sue parole riportate sui telegrammi di allora alle vittime e ai loro familiari, erano tutto un grido di ribellione e un incitamento a combattere l'eversione e a spronare la ricerca della verità.
Oggi dopo 12 anni, questa espressione "terrorismo eversivo", noi troviamo grande difficoltà a farla passare per poter accedere alla "Legge 206 in favore della vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice".
Per quanto sopra, riteniamo sia giusto esprimere tutto il rammarico possibile per tutto ciò che in questi 12 anni non è stato fatto, affinché le parole usate nei telegrammi di allora dalle massime Istituzioni, divenissero nel tempo fatti concreti.
Chiunque per una intera vita si prodiga all'interno del Parlamento per il bene del Paese ha sicuramente diritto a diventare Senatore a vita, ma è ormai giunto il momento in cui riconoscimenti così ambiti, siano rivolti soprattutto verso coloro che la loro esistenza l'hanno spesa per la ricerca della verità sulle stragi d'Italia e si siano battuti per dare alle vittime di sì tanti misfatti giusti sostentamenti.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle
Vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
204  del 
29/09/2005
Il 24 u.s. presso la Corte di Appello di Firenze si è tenuta una udienza inerente il processo per il fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma .<..... Apri
Il 24 u.s. presso la Corte di Appello di Firenze si è tenuta una udienza inerente il processo per il fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma .
La difesa di Salvatore Riina durante la sua arringa ha detto testualmente, che Riina è servito da coperchio per coprire responsabilità di "alti personaggi dello Stato".
Mentre rimaniamo fermamente convinti della totale responsabilità a livello mafioso di Salvatore Riina per le stragi del 1993, condividiamo in pieno che "alti personaggi dello Stato" sicuramente hanno avuto parte integrante nella copertura della verità sul massacro di Firenze del 27 Maggio 1993.
A tal proposito, ricordiamo che dopo pochissimi giorni dal fallito attentato all'Olimpico di Roma, 130 mafiosi furono passati da un regime carcerario duro di 41 bis ad un regime di carcere normale e in tal senso le indagini non sono mai risultate per noi soddisfacenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di Via dei Gerogofili
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COMUNICATO
229  del 
01/10/2005
I familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili, sono indignati davanti ad evvenimenti come quello relativo alla scarcerazione di Aldo Fr..... Apri
I familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili, sono indignati davanti ad evvenimenti come quello relativo alla scarcerazione di Aldo Frabetti reo delle stragi del 1993.
Mai un solo momento i familiari stessi hanno ritenuto Frabetti innocente dei delitti suddetti, è stato solo fortunato per essere stato condannato a soli 11 anni di reclusione e oggi non sconterà neppure quelli.
La certezza della pena non esiste più, si temono scarcerazioni a raffica visto che l'unica cosa certa è la morte e la rovina di vita dei nostri parenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
205  del 
03/10/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Ha ragione il Proc. Capo di Torino Giancarlo Caselli, il giornalista Travaglio trova il coraggio.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Ha ragione il Proc. Capo di Torino Giancarlo Caselli, il giornalista Travaglio trova il coraggio e ha l'onestà intellettuale per dire e scrivere ciò che altri non fanno e forse non faranno mai.
E' stato l'unico ad affrontare argomenti scabrosi come quelli legati ai limiti posti all'utilizzo dei tabulati telefonici e ai tentativi, in tempi sospetti, di abolire attraverso il rito abbreviato l'ergastolo ai mafiosi rei di strage.
Quelli appena menzionati, sono passaggi della recente storia del nostro Paese, che hanno posto limiti inauditi alla verità sulle stragi del 1993.
E ancora, solo il giornalista Marco Travaglio, ha avuto il coraggio di richiamare l'attenzione sulle esternazioni di Salvatore Riina durante il processo di primo grado per il fallito attentato all'Olimpico e mettere in evidenza che tutto sommato Riina andava ascoltato e forse valeva la pena di chiarire bene quell'incredibile episodio avvenuto i primi di novembre del 1993, quando 130 mafiosi da carcere duro a regime di 41 bis, furono passati a carcere normale.
Quanto sopra e tanto altro ancora ha scritto e ripetuto durante decine di convegni e sui giornali Marco Travaglio, per quello che riguarda le stragi del 1993.
Nessun altro lo ha fatto oltre lui e noi, per questo condividiamo come già detto l'articolo del Proc. Giancarlo Caselli apparso oggi sull'Unità.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i famigliari delle vittime
Della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
206  del 
04/10/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, considerando il fatto che i 15 soggetti mafiosi condannati all'ergastolo con senten..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, considerando il fatto che i 15 soggetti mafiosi condannati all'ergastolo con sentenza passata in giudicato e i conseguenti "Mandanti a volto coperto" ancora da scoprire, per eseguire e favorire la strage terroristica ed eversiva che ha visto coinvolti i loro parenti, i reati previsti dal codice penale praticamente li hanno commessi tutti,
chiedono cortesemente a nome delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993 siano resi noti, nel dettaglio, i reati che con l'eventuale applicazione della Legge così detta Cirielli godranno di tempi di prescrizione più ridotti.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari
Delle vittime della strage
Di via dei Georgofili
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LETTERA
207  del 
06/10/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Una volta il Pacini Battaglia ebbe a dire "c'eravate tutti", e aveva ragione.
.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Una volta il Pacini Battaglia ebbe a dire "c'eravate tutti", e aveva ragione.
Nei mesi a venire con la prescrizione di quasi tutti i reati, si chiuderà un capitolo della nostra storia.
Una cosa però va detta e noi i familiari delle vittime della strage di Firenze, lo dobbiamo fare per rispetto verso i nostri morti e verso i nostri feriti che patiscono ogni giorno nell'indifferenza più meschina:
Mafia, Politici, Imprenditori, militari, istituzioni, prelati tutti hanno vinto al tavolo delle trattative, non i nostri parenti quelli hanno perso la vita e gli è stata rovinata l'esistenza e tutto questo in nome del "Popolo Italiano".

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
208  del 
10/10/2005
Questa mattina nell'aula "bunker" di Firenze, si terrà udienza relativa al processo di appello per il fallito attentato all'Olimpi..... Apri
Questa mattina nell'aula "bunker" di Firenze, si terrà udienza relativa al processo di appello per il fallito attentato all'Olimpico avvenuto il 31 ottobre del 1993.
Questo processo ci riguarda molto da vicino, è parte integrante dei processi che sono stati eseguiti per le stragi del 1993 fino ad oggi.
Riteniamo sia anche un parte importante, per tutte quelle indagini che sono state svolte alla ricerca dei "mandanti esterni a cosa nostra" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
Il 31 ottobre del 1993, presumibilmente il telecomando che doveva far saltare la Lancia Thema che doveva provocare la morte di 60 carabinieri, non funzionò.
Usiamo l'espressione presumibilmente, perché oggi noi sappiamo quanto sia il Proc.Gabriele Chelazzi, sia il Proc. Pietro Grasso si siano posti la domanda: - quel telecomando non funzionò davvero oppure quel telecomando fu fermato?
Del resto non è un mistero che nei primi giorni di novembre dell'anno 1993, 130 mafiosi furono passati da regime carcerario duro, "41bis", ad un tipo di carcere normale.
Quindi più che mai noi oggi rimarchiamo l'importanza del nuovo processo per il mancato attentato all'Olimpico, nella speranza che la nuova sentenza apra speranze per la ricerca della verità completa sulle stragi del 1993.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
209  del 
10/10/2005
1) Il 12 ottobre prossimo venturo, presso la sala Stampa della Camera dei deputati, alle ore 12, ancora una volta i familiari delle vittime della stra..... Apri
1) Il 12 ottobre prossimo venturo, presso la sala Stampa della Camera dei deputati, alle ore 12, ancora una volta i familiari delle vittime della strage terroristica eversiva, eseguita dalla mafia "cosa nostra" il 27 Maggio del 1993, parteciperanno ad una conferenza stampa insieme ad altre Associazioni, per denunciare la mancata applicazione della legge 206 del 2004.
Infatti a tutt'oggi coloro che sono rimasti invalidi durante la strage suddetta e i familiari diretti di coloro che sono morti, non hanno percepito i vitalizi come la nuova legge prevede.
Con la nostra presenza alla conferenza suddetta, intendiamo denunciare quanto sia oltremodo vergognoso, continuare ad ignorare le esigenze di coloro che la mattina del 27 Maggio 1993 hanno visto le loro esistenze distrutte per gli interessi di pochi e hanno dovuto constatare sulla loro pelle, quanto le istituzioni, le forze dell'ordine, peraltro già in stato di allarme per l'attentato del 14 Maggio 1993, non siano state in grado di tutelare la vita dei nostri parenti durante un vero attacco terroristico.
Cordiali saluti.

2) I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili a integrazione del comunicato inviato nella mattinata di oggi, esprimono soddisfazione per la sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Appello di Firenze in merito al fallito attentato allo Stadio Olimpico del 31 ottobre 1993, secondo la quale ai boss di "cosa nostra" Salvatore Riina e Giuseppe Graviano rei delle stragi del 1993 vengono confermate le condanne all'ergastolo.
Nel contempo ancora una volta si permettono di insistere, affinchè attraverso la comprovata bontà dei processi di Firenze per le stragi del 1993, sia trovata la strada che porta alla individuazione dei "mandanti esterni a cosa nostra"per il massacro di Firenze del 27 Maggio 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime
Della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
210  del 
12/10/2005
Unione vittime per stragi
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980,.....
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Unione vittime per stragi
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili), Associazione italiana vittime del terrorismo

Oggi, 12 Ottobre 2005, i feriti ed i familiari delle vittime del terrorismo hanno denunciato con forza il boicottaggio che sta subendo l'applicazione della legge 206/2004 "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice", legge approvata all'unanimità dal Parlamento.

Tale boicottaggio si evidenzia, in particolare, nel ritardo applicativo ? a 15 mesi dall'approvazione della legge, solo il 20% dei familiari è stato risarcito ? nonché in interpretazioni restrittive e, in alcuni casi, in contrasto con le disposizioni della legge stessa.

I parlamentari presenti alla conferenza stampa si sono impegnati a sollecitare il Presidente della Camera per calendarizzare al più presto la mozione presentata qualche mese fa - firmata da tutti i gruppi parlamentari - che impegna il Governo all'applicazione integrale della legge. Inoltre, gli stessi parlamentari intendono, unitamente ai familiari delle vittime, incontrare tempestivamente il ministro dell'Interno per un chiarimento in merito alla legge.

Le Associazioni auspicano che quanto prima si possa addivenire ad un esito positivo delle iniziative, continuando a vigilare, nel frattempo, con grande attenzione affinché una legge del Parlamento trovi rapida e completa applicazione.

I presidenti delle due associazioni.

Paolo Bolognesi
Maurizio Puddu
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COMUNICATO ANSA
211  del 
13/10/2005
MAFIA: GRASSO; SODDISFAZIONE DA FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 13 OTT - I familiari delle vittime della strage di via dei Georg.....
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MAFIA: GRASSO; SODDISFAZIONE DA FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 13 OTT - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel porgere i loro migliori auguri per il prestigioso incarico raggiunto, "esprimono tutta la soddisfazione possibile per la nomina del procuratore Pietro Grasso a procuratore nazionale antimafia". "Siamo certi da sempre - si legge in una nota - dell' importanza di uomini come il procuratore Grasso alla guida della Dna, il magistrato che è stato fin dalle prime ore al fianco di
Piero Luigi Vigna e del compianto Gabriele Chelazzi, durante tutte le indagini che hanno portato all'arresto e alla condanna di "uomini di Cosa Nostra" per le stragi del 1993. Così come siamo convinti che fattivo e importante sarà il coordinamento d'indagine, che Grasso riserverà alla ricerca della verità completa sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993".
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COMUNICATO
212  del 
19/10/2005
i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la solidarietà possibile alla Magistratura Milanese che ha detto, NO, al..... Apri
i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la solidarietà possibile alla Magistratura Milanese che ha detto, NO, all'abolizione del regime carcerario così detto " 41 bis" per Salvatore Riina.
Mentre in Calabria la "Mafia" cerca di intimidire ammazzando un rappresentante della politica durante un incontro elettorale, dal carcere la "Mafia Siciliana" prova a far abolire il regime carcerario applicato a chi si è macchiato del reato di strage.
Ancora una volta ricordiamo le nostre vittime morte e massacrate la notte del 27 Maggio 1993, in un Paese dove le collusioni mafia, politica, imprenditoria e mondo dell'economia, hanno fatto si che "cosa nostra" si sia permessa di organizzare a Roma, Firenze e Milano,spaventosi attentati aggravati dall'aver agito per finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine costituzionale (art.1,D.L 625/1979, conv. dalla L. n.15/1980).

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
213  del 
21/10/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Il 21 Dicembre del 2000 avrei dovuto andare ad una trasmissione di "Raggio Verde condotta d.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Roma

Il 21 Dicembre del 2000 avrei dovuto andare ad una trasmissione di "Raggio Verde condotta da Santoro, la famosa puntata prima della quale, alle ore 12 di quel giorno fu messa una bomba alla sede de "Il Manifesto" a Roma.
Proprio con questa scusa mi fu impedito all'ultimo momento di partecipare, io ero già sul treno che mi portava a Roma.
E ancora di recente, dopo la costituzione della Associazione alla quale appartengo, mentre erano in preparazione manifestazioni per ricordare la strage del 27 Maggio 1993 abbiamo speso inutilmente fiumi di energie affinché Santoro partecipasse ad uno dei nostri incontri.
Per quanto sopra, mi permetto di scriverLe in merito alla trasmissione di ieri sera, durante la quale Santoro è venuto a rivendicare i suoi sacrosanti diritti.
Lo faccio perché come avrà ben capito, per noi sono state disattese aspettative importanti e tutto questo pesa come un macigno, altrimenti mai ci saremmo permessi.
Quindi prima di pretendere "il Suo microfono" Santoro e prima ancora di parlare di Libertà per tutti, abbia la compiacenza di capire veramente se davvero in lui il concetto di fratellanza non sia mai venuto meno per questioni opportunistiche.
Lo so, che tutto quanto sopra è pesante, ma qualcuno in questo Paese avrà veramente capito cosa ci è stato fatto, cosa ci hanno lasciato fare e oltretutto confinandoci in un vergognoso silenzio.
A noi davvero sono stati tolti i microfoni e preclusa ogni libertà civile.
Il fatto che non siamo ne giornalisti famosi, ne politici importanti non vuole dire assolutamente nulla.
Noi dobbiamo rivendicare semplicemente giustizia per i nostri morti, perché nelle aule di tribunale giustizia completa non l'abbiamo trovata, viste le barbare invasioni della politica e di quant'altro sulla Magistratura.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associaizone tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
214  del 
22/10/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, massacro ordinato da Bernardo Provenzano, denunciano ancora una volta la mancanza di vol..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, massacro ordinato da Bernardo Provenzano, denunciano ancora una volta la mancanza di volontà a tutti i livelli, nel far arrestare il boss di "cosa nostra" condannato all'ergastolo per le stragi del 1993 con sentenza passata in giudicato.
Le esternazioni del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, secondo cui politici e istituzioni collusi con la mafia favorirebbero la latitanza del boss di "cosa nostra", ancora una volta confermano quello che da sempre noi stiamo ripetendo che la verità giudiziaria per le stragi del 1993 non è completa: ci sono indubbiamente in questo Paese persone a vari livelli, che non vogliono si sappia chi la notte del 27 Maggio 1993 si trovava a Firenze in Via dei Georgofili insieme a Bernardo Provenzano, ad innescare 250 chilogrammi di tritolo provocando cinque morti e 41 feriti.
L'arresto di Bernardo Provenzano, provocherebbe di fatto una coperta troppo corta per molti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO ANSA
215  del 
22/10/2005
MAFIA: GRASSO; VITTIME GEORGOFILI, CONFERMA VERITA' INCOMPLETA SECONDO ASSOCIAZIONE MANCATA VOLONTA' ARRESTARE PROVENZIANO

(ANSA) - F.....
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MAFIA: GRASSO; VITTIME GEORGOFILI, CONFERMA VERITA' INCOMPLETA SECONDO ASSOCIAZIONE MANCATA VOLONTA' ARRESTARE PROVENZIANO

(ANSA) - FIRENZE, 22 OTT - La denuncia del procuratore antimafia Pietro Grasso conferma, ancora una volta, che la verita' sulle stragi del 1993 ''e' incompleta''. Lo dichiara l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, che, in una nota, denuncia ''la mancanza di volonta'a tutti i livelli, nel far arrestare Bernardo Provenzano, il boss di 'Cosa nostra' condannato all'ergastolo per le stragi del 1993 con sentenza passata in giudicato''. ''Le esternazioni del Procuratore Grasso secondo cui politici e istituzioni collusi con la mafia favorirebbero la latitanza del boss di 'Cosa nostra' - sostiene l' Associazione -, confermano quello che da sempre noi stiamo ripetendo, e cioe' che la verita' giudiziaria per le stragi del 1993 non e' completa. Ci sono indubbiamente in questo Paese persone a vari livelli che non vogliono si sappia chi la notte del 27 Maggio 1993 si trovava a Firenze in Via dei Georgofili insieme a Bernardo Provenzano ad innescare 250 chilogrammi di tritolo provocando cinque morti e 41 feriti. L' arresto di Bernardo Provenzano provocherebbe di fatto una coperta troppo corta per molti''. (ANSA).
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COMUNICATO
216  del 
23/10/2005
Rassegna stampa su network nazionale di Radio Popolare - 23 Ottobre 2005, h.10

Con Raffaele Palumbo e Giovanna Maggiani Chelli

La rasse.....
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Rassegna stampa su network nazionale di Radio Popolare - 23 Ottobre 2005, h.10

Con Raffaele Palumbo e Giovanna Maggiani Chelli

La rassegna stampa, attraverso le notizie riportate dai quotidiani di oggi sugli argomenti sotto elencati, ha suscitato riflessioni che così si riassumono.

Caso Grasso - Provenzano.
Messo in risalto come nessun quotidiano abbia menzionato il nome di Bernardo Provenzano rispetto alle stragi del 1993, malgrado l'Associazione dei familiari il giorno 22 ottobre u.s. abbia divulgato un comunicato in merito al fatto che la non cattura di Provenzano, possa essere strettamente correlata alla mancata verità completa sulle stragi del 1993.
Si è precisato che il Proc. Grasso ha sempre parlato di probabili coperture per Bernardo Provenzano non solo all'interno di "cosa nostra", altrimenti oggi si avrebbe la verità sulle stragi del 1993.
Si è fatto notare quanto sia stato un buon articolo quello di Franca Selvatici in cronaca fiorentina del giornale "La Repubblica" sulla presenza della mafia in toscana, cosa altrettanto indiscussa e da sempre da noi sottolineata, visto che a Firenze è avvenuta la strage di Via dei Georgofili per mano mafiosa:
- mai Provenzano avrebbe potuto entrare in Firenze con 250 chili di tritolo senza aiuti appropriati.
Messo in risalto che quanto riportato ieri da Giuffrè al processo di Milano contro il generale Mori, secondo cui Provenzano sarebbe un confidente dei carabinieri, sia stata una notizia a suo tempo divulgata dal clan dei "Mazzei", diffusasi in seguito in tutta la Sicilia .
Notizia che i processi ci confermeranno in futuro se vera o falsa, ma indubbiamente va considerato un fatto molto singolare, il clan dei "Mazzei" è il clan che si è occupato di far collocare per mano di Santo Mazzei il proiettile nel giardino di Boboli a Firenze il 5.11.92, definito l'anticamera delle stragi del 1993.
L'episodio così detto del "proiettile di Boboli", un episodio inquietante che ancora oggi non ha trovato giudiziariamente spiegazione.
Un fascicolo quello di "Boboli" che da Caltanissetta fu mandato a Firenze perché attinente le stragi del 1993 e non del 1992, da Firenze il fascicolo che riguarda il suddetto proiettile è poi affluito alla procura di Torino e da Torino oggi si dice inspiegabilmente nuovamente a Caltanissetta.

Caso Fortugno
Si rammenta l'uccisione di Salvo Lima, omicidio politico per dare messaggi a chi di dovere.
A Locri il 16 ottobre scorso, durante un incontro elettorale viene ucciso un rappresentante di una parte politica, caso singolare, nei giorni precedenti Salvatore Riina mafia siciliana, aveva tentato ancora una volta di far abolire per se stesso il 41 bis, mettendo così in discussione tutta l'applicazione del carcere duro ai mafiosi rei di strage, il Tribunale del riesame di Milano ha negato quanto sopra.
E qui vanno ricordati inevitabilmente quei 130 mafiosi che il 31 Ottobre del 1993 furono trasferiti da carcere duro, 41 bis, a carcere normale:
Altrimenti sarebbero stati uccisi 60 carabinieri? (fallito attentato dell'Olimpico)
E' la domanda che ci poniamo oggi.
Altra notizia da evidenziare all'interno dell'articolo sui delitti eccellenti (Locri) riportato da "La Repubblica" è quanto detto dall'On.Le Minniti il quale punta il dito anche sulla legge in discussione per la confisca dei beni ai mafiosi.
Questo il nostro pensiero:
ben vengano utilizzati parte dei beni confiscati alla mafia per scopi sociali, ma confluiscano contemporaneamente al Fondo 512 di solidarietà alle vittime di mafia molti più beni confiscati ai mafiosi rei di strage, questo per far fronte annualmente alle esigenze di chi ha potuto, ma ha anche trovato il coraggio di denunciare la mafia nelle aule di giustizia, dentro i Tribunali.

Caso Celentano
Si mette in evidenza a proposito del ritorno di Santoro, durante la trasmissione indetta da Celentano, che il 21 dicembre del 2000 Giovanna Chelli doveva andare alla trasmissione il "Raggio Verde" condotta dallo stesso Michele Santoro.
A Milano sulle guglie del Duomo, nei giorni precedenti quella data, era stato ritrovato un ordigno, troppi particolari lo rendevano assomigliante a quello di Boboli del 1992, opinione anche di illustri Magistrati, per lo meno la stessa pericolosità messaggistica era palese.
Quel 21 di dicembre, alle ore 12 al giornale "il Manifesto" scoppiò una bomba e Santoro cambiando la scaletta del programma il "Raggio Verde" estromise Giovanna Chelli, eppure sempre di ordigno si trattava.

(Sintesi curata da Giovanna Maggiani Chelli)
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COMUNICATO
217  del 
03/11/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili comprendendo in pieno il significato e l'importanza di manifestazioni "Antimafi..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili comprendendo in pieno il significato e l'importanza di manifestazioni "Antimafia" a Firenze, come quella che si è svolta oggi a Palazzo Vecchio, ricordano alle Istituzioni, alle Associazioni, alla città di Firenze tutta che il 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili la mafia "cosa nostra" ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 41.
"Cosa nostra" nel Maggio del 1993 ha sferrato un attacco allo Stato nel cuore di Firenze, un attentato con finalità terroristiche ed eversive, causando vittime che difficilmente se ne troveranno di eguali nella storia d'Italia.
Vittime che hanno pagato un prezzo senza eguali, come da sempre andiamo dicendo, perché causate da collusioni fra mafia, la classe politica, pezzi delle istituzioni e settori dell'industria.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
218  del 
08/11/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,
La mafia ha appena ucciso un politico durante un appuntamento elettorale, a Pitelli della Spezia è esplosa .....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,
La mafia ha appena ucciso un politico durante un appuntamento elettorale, a Pitelli della Spezia è esplosa una bomba in un cassonetto per rifiuti, in Emilia si inviano missive esplosive, contemporaneamente la scena italiana è agitata dall'arresto del Signor Pacini Battaglia, dai guai del Capo del Sismi, dalle contestazioni alla TAV e da indecisioni continue sull'applicazione della ex Cirielli, la quale prevede di mandare a casa "tutti insieme appassionatamente" .
Come risulta più che evidente: "a volte tornano"
Il clima tutto sommato non è molto diverso da quello del 1993, del 27 Maggio 1993.
Intanto a Firenze e altrove, contro la mafia, si organizzano cose edificanti ma astratte.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA A LA NAZIONE
221  del 
09/11/2005
Al quotidiano LA NAZIONE

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dopo le ripetute esternazioni sulla presenza di mafie in.....
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Al quotidiano LA NAZIONE

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dopo le ripetute esternazioni sulla presenza di mafie in Toscana e Liguria tornano ancora una volta sull'argomento.
La mafia in Toscana e in Liguria esiste sicuramente come altrove nel nostro Paese e questo da sempre.
Non lo diciamo noi, ma l'esecuzione di ben sette stragi da parte della mafia in varie parti d'Italia nel 1993.
Comunque il problema reale, insiste l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, resta sempre la mancata verità completa sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993.
La mancanza di verità sui fatti di cui sopra, inevitabilmente attraverso il più infame dei ricatti, resta il mezzo più valido per far prosperare ogni tipo di mafia.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
219  del 
10/11/2005
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, sono particolarmente preoccupati per le indagini in corso sui "Mandanti esterni a cosa n..... Apri

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, sono particolarmente preoccupati per le indagini in corso sui "Mandanti esterni a cosa nostra" per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, soprattutto dopo l'esposto che l'Associazione ha presentato in procura affinchè siano identificati i 39 personaggi politici e non, che a suo tempo ricevettero un elenco di richieste da Salvatore Riina in cambio di una frenata sulla campagna stragista contro i giudici.
In realtà la "frenata" nel 1992, dopo l'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino ci fu, ma come è tristemente noto a maggio 1993 a Firenze il tritolo mafioso è tornato ad uccidere, perché fu necessario dare un altro "colpetto" per smuovere quell'elenco di richieste.
Per quanto sopra, le esternazioni di questi giorni apparse sulla stampa in merito alla mafia in Toscana, in Liguria e altrove, pur trovandoci concordi, non potrebbe essere altrimenti visto quello che hanno subito i nostri parenti nel 1993 quando furono messi nelle mani di Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, finiscono con il preoccuparci.
La strage di Firenze del 27 Maggio 1993, in realtà risulta molto più complessa di quello che fino ad oggi si tenta di fare apparire.
Quindi la consapevolezza ormai conclamata dell'esistenza di "mandanti esterni a cosa nostra" per quel massacro, ci obbliga a denunciare il possibile tentativo di spostare l'attenzione generale su di un problema di mafia generalizzato, affinchè l'opinione pubblica allontani dalla propria mente ciò che fino ad oggi non si è ancora riusciti a fare, ossia dare giustizia ai nostri morti, ai nostri feriti e al Paese intero attraverso la totale verità sulla strage di via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime Della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
220  del 
11/11/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Non c'è in Italia chi comprenda chiaramente cosa ci hanno fatto per il lussuoso vivere di tutti come dice il Pre.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità,
Non c'è in Italia chi comprenda chiaramente cosa ci hanno fatto per il lussuoso vivere di tutti come dice il Presidente del Consiglio, quando parla di telefonini e lussi vari.
Nel frattempo dovremmo accettare di vedere morire di fame le nostre vittime invalide, non in grado di lavorare, le quali a trent'anni perché venti ne avevano al momento della strage, percepiscono 500 euro al mese.
Tutto questo perché i processi di Firenze hanno risarcito alle vittime provvisionali da fame.
Non certo 5 milioni di euro per mancata scorta.
I nostri parenti non avevano diritto alla scorta, ma a vivere la loro vita sì e qualcuno in questo Paese da sempre in mano alla mafia, gli ha negato il più sacrosanto dei diritti.
Gli impiegati Ministeriali Interno e Tesoro, danno le risposte che possono circa l'applicazione della legge 206 relativa alle nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Sono degli impiegati di concetto e dei Prefetti che devono solo lavorare e lavoro forse ne hanno troppo, visto che in Italia tutti si stanno inventando il terrorismo, anche quelli che sono morti in incidenti non certo contemplati dalla legge n.625 del 15.12.79.
Gli impiegati dell'INPS che devono applicare la legge 206 sulle pensioni di disgraziati capitati nelle stragi, sono sgarbati e indaffarati in altre faccende e rispondono male ai rappresentanti della nostra Associazione.
La Prefettura di Firenze non sa nulla, circa l'evolversi della legge 206.
I Magistrati quel poco che potevano lo hanno fatto, poi si sono fermati.
Ora è tempo di carriere e quindi di incontri congegnali solo alla politica.
Sono finiti i tempi in cui i Magistrati si rinchiudevano nei bunker a cercare "I Mandanti esterni a Cosa nostra" per le stragi 1993: oggi preferiscono fare le star.
La politica fa gli interessi suoi, soprattutto ora che deve mantenere le proprie sedie in prossimità delle elezioni politiche e la strage di Firenze ormai si sa è molto scomoda per qualunque campagna elettorale: per qualunque partito.
Eppure la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili sotto la Torre de Pulci lo Stato non c'era, non c'era polizia, non c'erano carabinieri, non c'erano Magistrati: solo Bernardo Provenzano il quale ancora oggi a godersi il sole a Marsiglia, quella notte è probabile avesse a Firenze un incontro "riservato" all'ombra di Via dei Georgofili .
Il nostro è un messaggio per chiunque :
lasciare le vittime nella disperazione è una gran cattiveria, considerando che la notte del 27 Maggio 1993, piaccia o no in via dei Georgofili :"c'eravate tutti".

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
222  del 
12/11/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

A pagina 132 e 133 del libro di Dino Paternostro "I Corleonesi storia dei golp.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità
Dr. Antonio Padellaro

A pagina 132 e 133 del libro di Dino Paternostro "I Corleonesi storia dei golpisti di cosa nostra", allegato al giornale l'Unità, è riportata "una ipotesi che ha un suo fascino innegabile".
Così è scritto, circa il fatto che Bernardo Provenzano avrebbe consegnato Salvatore Riina allo Stato in cambio di favori, in cambio di documenti ad alto potenziale ricattatorio nei confronti di politici e istituzioni.
Noi non abbiamo dubbi che fra quei documenti ricattatori, ci fossero le pezze "giustificative" di quella maledetta strage del 27 Maggio 1993 avvenuta a Firenze in via dei Georgofili.
Se non fosse così, oggi almeno una parte politica di questo Paese, dovrebbe darsi un gran da fare affinchè emergesse la verità completa sul massacro di donne, ragazzi e bambini inermi, nella notte dei Georgofili.
E' un dato del processo di Firenze, che Salvatore Riina programmò le stragi del 1993 prima del suo arresto, quel fatidico 15 gennaio 1993.
Tutto questo Provenzano Bernardo lo sapeva bene, perché lui stesso diede il benestare a Leoluca Bagarella affinchè le stragi fossero eseguite a Firenze, Roma e Milano e non in Sicilia.
Bernardo Provenzano non si è presentato davanti alla Suprema Corte di Cassazione per il giudizio finale e neppure Matteo Messina Denaro lo ha fatto, ottenendo di sicuro una cosa, la definitiva condanna di Salvatore Riina e compagni pronti per essere serviti su di un vassoio d'argento alle vittime e all'opinione pubblica, che tanto tutto si bevono.
Ma noi non berremo mai quel "calice amaro" che il sistema ci ha propinato.
Quella maledetta strage, dove i nostri parenti sono morti e molti hanno trovato la rovina di vita e per questo non hanno certo avuto medaglie a garanzia di appannaggi continui, è stata una barbarie eseguita dalla mafia.
E' stata una barbarie eseguita dalla mafia corleonese, ma fortemente voluta da uomini delle istituzioni, da uomini politici, da uomini legati all'industria, che hanno avuto paura di essere portati in tribunale per aver eseguito traffici illeciti, vedi il chiarissimo messaggio del proiettile di Boboli, tutto un inno alle armi e ai rifiuti.
Un messaggio sul quale oggi non si può più indagare, perché il proiettile è stato fatto brillare e le "prove sono irripetibili".
Comunque prima o poi dovrà essere reso noto tutto quanto sopra in un pubblico dibattimento, perché sono ben trentanove i politici e non, che non possono non sapere chi la notte del 27 Maggio 1993 era a Firenze insieme alla mafia a far crollare la Torre de' Pulci, ma soprattutto a far incendiare il palazzo di fronte, incendio che avrebbe necessitato all'epoca di prove e oggi purtroppo "irripetibili".
Il libro dal quale ha preso spunto questa lettera, lo abbiamo molto apprezzato, ma la nostra voce a costo di sembrare insopportabile, andrebbe ascoltata ogni giorno.
Quanto sopra perché è un affronto senza eguali quello che hanno patito i nostri parenti, un affronto che ha avuto il suo tragico epilogo in quei famosi 61 seggi su 61, una ignominia che non ci meritavamo noi i parenti dei morti delle stragi del 1993, ma soprattutto i siciliani onesti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
223  del 
20/11/2005
Continuano le novità sulla mancata perquisizione al "covo di Riina" e sempre più diventa evidente che manca tutta la verità sulle stragi del..... Apri
Continuano le novità sulla mancata perquisizione al "covo di Riina" e sempre più diventa evidente che manca tutta la verità sulle stragi del 1993.
Si dica una buona volta che il frutto di quell'"invisibilità" mafiosa conquistata con patti e trattative sono stati i nostri morti e i nostri feriti la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.
Si trovi il coraggio di nominarle quelle incredibili stragi, con le quali è stato seminato terrore in tutta l'Italia nella primavera-estate '93 .
Si smetta di far finta che non siano mai avvenute.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili .
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COMUNICATO
224  del 
23/11/2005
I familiari delle vittime di via dei Georgofili, esprimono il loro apprezzamento alle parole pronunciate dal procuratore Nazionale Antimafia Pietro Gr..... Apri
I familiari delle vittime di via dei Georgofili, esprimono il loro apprezzamento alle parole pronunciate dal procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso alla Commissione Antimafia.
Il quale preannunciando l'imminente archiviazione sull'inchiesta definita del "mandanti esterni alla mafia", per la strage di Via dei Georgofili, e nel paventare che la stessa rimanga senza colpevoli, annuncia il suo impegno nel compiere un monitoraggio sulle stragi impunite ed archiviate per trarre nuovi spunti.
Certi che il monitoraggio di centinaia di faldoni archiviati sia sempre stato fatto dalla morte del Proc. Chelazzi in avanti, è con grande piacere che apprendiamo il proseguo dei lavori.
Ma ricordiamo altresì che l'Esposto datato 9 Febbraio 2005 presentato dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili alla procura di Firenze, inerente esternazioni secondo le quali il famoso "Papello" di Riina, fosse stato nel 1992 distribuito a politici e non, è sempre stato da noi ritenuto uno spunto per avviare nuove indagini.
Così come da sempre auspichiamo chiarezza, attraverso un processo, circa il famosissimo episodio del ritrovamento di un proiettile nel giardino di Boboli il 5 Novembre 1992, definito nel 1997 dagli inquirenti l'anticamera delle stragi del 1993.
Episodio che ha avuto grande rilevanza in motivazione di sentenza nei processi per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ma altresì episodio mai completamente spiegato.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
225  del 
23/11/2005
MAFIA: APPREZZAMENTO FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI PER GRASSO

(ANSA) - FIRENZE, 23 NOV - Apprezzamento è stato rivolto dai familiari delle vitti.....
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MAFIA: APPREZZAMENTO FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI PER GRASSO

(ANSA) - FIRENZE, 23 NOV - Apprezzamento è stato rivolto dai familiari delle vittime di via dei Georgofili per quanto detto, in commissione antimafia, dal procuratore nazionale Pietro Grasso, il quale, preannunciando l'imminente archiviazione dell'inchiesta bis sulla strage relativa ai cosiddetti "mandanti esterni alla mafia", e nel paventare che la stessa rimanga senza colpevoli, annuncia il suo impegno nel compiere un monitoraggio sulle stragi impunite ed archiviate per trarre nuovi spunti. "Certi che il monitoraggio di centinaia di faldoni archiviati sia sempre stato fatto dalla morte del sostituto procuratore nazionale antimafia Gabriele Chelazzi in avanti - affermano i familiari delle vittime - è con grande piacere che apprendiamo il prosieguo dei lavori". I parenti delle vittime ricordano "altresì che l'esposto datato 9 febbraio 2005, presentato dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili alla procura di Firenze, inerente le esternazioni secondo le quali il famoso 'papello' di Riina, fosse stato nel 1992 distribuito a politici e non, è sempre stato da noi ritenuto uno spunto per avviare nuove indagini. Così come da sempre auspichiamo chiarezza, attraverso un processo, circa il famosissimo episodio del ritrovamento di un proiettile nel giardino di Boboli il 5 Novembre 1992, definito nel 1997 dagli inquirenti l'anticamera delle stragi del 1993. Episodio che ha avuto grande rilevanza in motivazione di sentenza nei processi per la strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ma altresì episodio mai completamente spiegato". (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
226  del 
23/11/2005
MAFIA: GRASSO, INCHIESTA GEORGOFILI VERSO ARCHIVIAZIONE

(ANSA) - ROMA, 23 NOV - L'inchiesta sulla strage di Via dei Georgofili, a Firenze.....
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MAFIA: GRASSO, INCHIESTA GEORGOFILI VERSO ARCHIVIAZIONE

(ANSA) - ROMA, 23 NOV - L'inchiesta sulla strage di Via dei Georgofili, a Firenze, si sta avviando "verso l'archiviazione" e rischia dunque di rimanere senza colpevoli e senza mandanti. Lo ha reso noto il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, parlando in commissione Antimafia. Proprio per questo, e per casi simili a questo, Grasso ha detto di voler compiere "un monitoraggio sulle stragi impunite ed archiviate per trarre nuovi spunti investigativi utili alla riapertura delle indagini: "Questo lo dobbiamo in memoria della vittime e sentirò sempre come un dovere etico la necessità di arrivare al massimo dei riscontri e della verità per questi gravissimi reati". (ANSA).
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COMUNICATO
227  del 
24/11/2005
Le "Note" di agenzia, con precisazioni varie, che ieri sono intercorse dopo le esternazioni del proc. Nazionale Antimafia Pietro Grasso, sul..... Apri
Le "Note" di agenzia, con precisazioni varie, che ieri sono intercorse dopo le esternazioni del proc. Nazionale Antimafia Pietro Grasso, sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, ci obbligano a precisare quanto segue:
Nessuno può negare che il lavoro del Proc. Gabriele Chelazzi ha portato all'arresto e alla condanna in Cassazione degli esecutori della strage e dei mandanti interni a "cosa nostra", così come è altrettanto vero che il proc. Gabriele Chelazzi è morto di fatica prima di portare a compimento il suo lavoro d'indagine sui "Mandanti esterni a cosa nostra".
Nessuno ci convincerà mai che essi non esistano, sono vivi e vegeti e dettano legge, quindi inutile disperdere energie in continue precisazioni .
Bensì la morte e la rovina di vita dei nostri parenti, ci obbliga a chiedere a breve fatti concreti da parte di tutte le Procure interessate, onde evitare che quelle indagine sui "mandanti esterni a cosa nostra" avviatesi, ma allo stato, verso l'archiviazione, riprendano con più lena.
Le stragi non cadono mai in prescrizione, di punti che necessitano di approfondimento d'indagine il processo di Firenze ne è pieno e inoltre l'espressione "Archiviazione", contribuisce ad uccidere ogni giorno la speranza di giustizia completa per i nostri parenti.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
228  del 
25/11/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, rammentano al Signor Aldo Frabetti condannato a soli 11 anni di carcere per aver in qual..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, rammentano al Signor Aldo Frabetti condannato a soli 11 anni di carcere per aver in qualche misura partecipato alle stragi del 1993, che sono le sue vittime eventualmente ad aver il diritto di fare lo sciopero della fame, proprio per tutta quella serie di diritti umani dei quali sono state defraudate anche per sua responsabilità.
Il Signor Aldo Frabetti, al di là di tutto il suo professarsi innocente, non poteva non sapere che in Italia stavano girando migliaia di chili di tritolo destinati comunque a mietere vittime e il fatto che l'uomo si trovi "ancora" nel reparto di elevata vigilanza del carcere spoletino e chieda con la sua protesta di poter essere assegnato alla sezione dei detenuti comuni, è una richiesta che per noi non ha ragione di esistere.
Sono proprio tutti quei benefici di legge di cui gode il reo, e la completa indifferenza verso le vittime che fanno della nostra giustizia una presa in giro verso chi ha patito torti inauditi.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente - Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
230  del 
01/12/2005
AUTOBOMBE '93: SOSPESA PENA DETENUTO, INDIGNAZIONE GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 1 DIC - I familiari delle vittime della strage di via dei .....
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AUTOBOMBE '93: SOSPESA PENA DETENUTO, INDIGNAZIONE GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 1 DIC - I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili hanno espresso "indignazione" per la scarcerazione di Aldo Frabetti, romano, 70 anni, condannato a 11 anni e dieci mesi di reclusione, di cui otto e tre mesi già scontati, per l'inchiesta sugli attentati con autobombe del 1993 a Firenze, Roma e Milano. Frabetti, detenuto nel carcere di Spoleto, ha ottenuto la sospensione condizionale della pena, richiesta dal suo avvocato per le "drammatiche condizioni di salute". Frabetti lo scorso 1 novembre aveva iniziato uno sciopero della fame per essere assegnato alla sezione detenuti comuni. Si è sempre proclamato estraneo alle accuse per cui è stato condannato. "Mai un solo momento - si afferma in una nota dell' Associazione che riunisce i parenti delle vittime dell'attentato di via dei Georgofili - i familiari hanno ritenuto Frabetti innocente, è stato solo fortunato per essere stato condannato a soli 11 anni di reclusione e oggi non sconterà neppure quelli. La certezza della pena non esiste più, si temono scarcerazioni a raffica visto che l'unica cosa certa è la morte e la rovina di vita dei nostri parenti". (ANSA).
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LETTERA
231  del 
01/12/2005
Ai giornali

Gentilissimo Direttore

Ecco arrivato il terribile momento che sempre abbiamo paventato:
Li scarcerano.
Frabetti Aldo .....
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Ai giornali

Gentilissimo Direttore

Ecco arrivato il terribile momento che sempre abbiamo paventato:
Li scarcerano.
Frabetti Aldo temiamo sia solo l'inizio di una catena.
Ora si sentono tutti male questi terroristi, e in modo grave tanto da dover andare a casa.
Le nostre vittime no, quelle ritengono tutti stiano benissimo e l'inferno dentro il quale Frabetti e similari le hanno confinate, ci vien detto ogni giorno nei fatti e nelle parole : ci restino.
Ci sarà pure un direttore di giornale che ci darà voce in Italia.

Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
232  del 
12/12/2005
Nel giorno dell'anniversario della strage di Piazza Fontana, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rinnovano la loro solid..... Apri
Nel giorno dell'anniversario della strage di Piazza Fontana, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rinnovano la loro solidarietà alle vittime e ai loro parenti.
Precisando che la sentenza finale per il massacro del 12 dicembre 1969, è quanto di più sconfortante i parenti dei morti nelle Stragi d'Italia potessero aspettarsi.
La Corte Suprema di Cassazione fra insufficienza di prove e impossibilità a rinnovare condanne, ha scritto per tutti noi una delle più buie pagine di Storia d'Italia: quella della resa della giustizia davanti a delitti che sempre rappresenteranno la vergogna del nostro Paese.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle Vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
233  del 
12/12/2005
PIAZZA FONTANA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 12 DIC - L'Associazione che riunisce i familiari de.....
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PIAZZA FONTANA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' VITTIME

(ANSA) - FIRENZE, 12 DIC - L'Associazione che riunisce i familiari delle vittime di via dei Georgofili rinnova la solidarietà alle vittime, e ai loro parenti, della strage di piazza Fontana, in occasione del 36/mo anniversario dell' attentato. L'Associazione afferma, inoltre, che la "sentenza finale per il massacro del 12 dicembre 1969, è quanto di più sconfortante i parenti dei morti nelle Stragi d'Italia potessero aspettarsi". (ANSA).
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LETTERA
234  del 
16/12/2005
Gentilissimo Direttore dell'Unità

Come riportato da notizie di agenzia si apprende che nel super carcere di Spoleto si è suicidato un uomo.....
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Gentilissimo Direttore dell'Unità

Come riportato da notizie di agenzia si apprende che nel super carcere di Spoleto si è suicidato un uomo che è ritenuto un favoreggiatore di Bernardo Provenzano, si tratta di Michelangelo Pravatà detenuto a regime di 41 bis .
Purtroppo con una cronaca quotidiana che fa venire i brividi, non c'è sicuramente spazio per riportare notizie come questa.
Eppure un suicidio così non andrebbe sottovalutato.
E' di pochi giorni or sono un'altra notizia che dal carcere di Spoleto, uno degli stragisti di Firenze è stato mandato agli arresti domiciliari perchè ammalato, con l'obbligo di andare giornalmente a firmare al più vicino commissariato.
Decisamente nel super carcere di Spoleto le acque sono agitate, ma soprattutto pare agitata la mafia delle stragi del 1993.
Lo abbiamo già detto in varie occasioni, è necessario prestare molta attenzione da parte dello Stato:agitazione all'interno delle carceri, esplosivo fatto ritrovare qua e là, sono stati gli ingredienti principali che hanno preceduto le stragi del 1993.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
235  del 
17/12/2005
Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Dr. Padellaro Antonio
Roma

Mai come in questo momento si ha sentore di uno scandaloso process.....
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Gentilissimo
Direttore dell'Unità
Dr. Padellaro Antonio
Roma

Mai come in questo momento si ha sentore di uno scandaloso processo di normalizzazione intorno alle stragi del 1993.
Al di là delle buone parole del Procuratore Nazionale Antimafia, che ripromette come già fatto in passato da altri, di cercare fra le carte "spunti" per eventuali altre indagini da avviare sui presunti "Mandanti a volto coperto", Mandanti esterni a cosa nostra" e chi più ne ha più ne metta, tutto il resto suona come un lisciare il "pelo al gatto" affinchè se ne stia buono e se non ci stà lo si aggredisce.
Non turbiamo questa campagna elettorale pare lo slogan recitato da più parti e quindi non un sillabo sulle stragi del 1993.
Ma il Magistrato Gabriele Chelazzi prima della sua morte non parlava così, lui gli "spunti" li aveva già, ci stava lavorando, è giusto morto di fatica per questo, ed è anche possibile che le difficoltà incontrate nelle indagini in questione le abbia scritte in una sua lettera, perciò come potremmo mai accettare che tutto il suo lavoro venga gettato alle ortiche e in silenzio?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
236  del 
19/12/2005
Il 23 Dicembre del 1984 tra Firenze e Bologna avveniva la strage del "rapido 904", 15 i morti 267 i feriti.
In prossimità del 21' an.....
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Il 23 Dicembre del 1984 tra Firenze e Bologna avveniva la strage del "rapido 904", 15 i morti 267 i feriti.
In prossimità del 21' anniversario della strage di Natale, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili nell'esprimere tutta la solidarietà possibile, sono certi di quanto sia indispensabile continuare in quella unità di intenti che da tempo accomuna le nostre Associazioni e che verte a perseguire tutta la verità sulle stragi mafiose con scopi terroristici ed eversivi, che hanno insanguinato il Paese.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
237  del 
20/12/2005
Giovanni Brusca afferma che dentro il "covo di Riina" ci fosse il famoso "papello", elenco di richieste della mafia allo Stato. Apri
Giovanni Brusca afferma che dentro il "covo di Riina" ci fosse il famoso "papello", elenco di richieste della mafia allo Stato.
Il quel "covo" di via Bernini, che poi era una abitazione a tutti gli effetti, ed era al centro di Palermo, ci fosse o no il documento in questione, oggi ha sicuramente poca importanza, visto che lo stesso scritto in questo Paese nel 1992 fu inviato a ben 39 parlamentari e non, e lo hanno usato come carta straccia.
Quello che è certo invece è che mai potremmo sapere, se la visita d'obbligo dentro il covo di Riina, avrebbe potuto fermare le stragi del 1993, proprio con il ritrovamento di tracce che parlavano di quei terribili avvenimenti che la mafia all'epoca aveva già in cantiere.
Ormai è noto che Salvatore Riina proprio quel 15 gennaio del 1993 quando fu arrestato da li a poco avrebbe tenuto una riunione con i capi di "cosa nostra", perché fra le altre cose, doveva dare la sua decisione finale sulle stragi di Roma, Firenze e Milano, decisione che poi sicuramente confermerà dal carcere.
Cordiali saluti


Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
238  del 
23/12/2005
Gentilissimo
Direttore dell'Unità

Oggi è l'anniversario che ricorda la strage del treno 904.
Era il 23 Dicembre del 1984, 16 p.....
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Gentilissimo
Direttore dell'Unità

Oggi è l'anniversario che ricorda la strage del treno 904.
Era il 23 Dicembre del 1984, 16 persone morirono e 267 furono ferite sotto il tritolo stragista di Pipò Calò, uno dei capi di "cosa nostra".
Mai processualmente sono stati raggiunti i "mandanti veri" di quella strage.
La stessa sorte, dopo meno di nove anni toccherà ai nostri parenti, il 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili morirono cinque persone, 41 ne rimasero ferite e invalide, il tritolo lo fece detonare Salvatore Riina insieme a Bernardo Provenzano, ancora oggi latitante.
Anche per via dei Georgofili è stata condannata "cosa nostra", ma i "mandanti veri" per ora non sono stati rinviati a giudizio.
Ben sette collaboratori di giustizia nel processo di Firenze per le stragi del 1993, hanno indicato la strada per individuare i "mandanti esterni alla mafia" e processarli, ma per ora tutto ciò che si è compiuto in tal senso sono atti di archiviazione delle indagini, ben tre e promesse di esaminare le carte per cercare nuovi spunti.
Chiaramente questo perché la regola secondo cui, almeno tre collaboratori di giustizia, che tra di loro non si conoscono e testimoniano la stessa cosa formano prova penale, è stata gettata alle ortiche .
Come ormai da tredici anni, il nostro Natale non sarà pieno di gioia: i nostri parenti ci mancano, e soprattutto ci manca la giustizia completa, quella che questo scellerato Paese non sa mai dare quando si tratta di stragi terroristiche, per questo siamo particolarmente vicini ai parenti delle vittime del treno fatto esplodere a Natale 21 anni fa.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente, portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
239  del 
23/12/2005
STRAGE RAPIDO 904: SOLIDARIETA' ASSOCIAZIONE GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 23 DIC - Solidarietà alle famiglie delle vittime della strage de.....
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STRAGE RAPIDO 904: SOLIDARIETA' ASSOCIAZIONE GEORGOFILI

(ANSA) - FIRENZE, 23 DIC - Solidarietà alle famiglie delle vittime della strage del treno rapido '904' (23 dicembre 1984, 15 morti e 267 feriti) è stata espressa dall'Associazione familiari delle vittime dell' attentato mafioso di via dei Georgofili nel 21/o anniversario della strage. "Nell' esprimere tutta la solidarietà possibile - spiega un messaggio dell' associazione - siamo certi di quanto sia indispensabile continuare in quella unità di intenti che da tempo accomuna le nostre Associazioni e che verte a perseguire tutta la verità sulle stragi mafiose con scopi terroristici ed eversivi, che hanno insanguinato il Paese". (ANSA).
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COMUNICATO
240  del 
26/12/2005
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in considerazione del fatto che componenti di organizzazioni mafiose, quando furono arre..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, in considerazione del fatto che componenti di organizzazioni mafiose, quando furono arrestati e processati per il massacro del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili a Firenze, comunque misero in conto che prima o poi avrebbero usufruito delle richieste che Salvatore Riina presentò a uomini dello Stato, elencate in un foglio definito "Papello"
Chiedono al Parlamento di considerare le inevitabili aspettative di "cosa nostra" in fatto di amnistia.
Aldo Frabetti uno degli stragisti del 1993,l'uomo che conosceva tutti i movimenti dell'esplosivo per quei delitti, ha già usufruito nei giorni scorsi di ampi benefici per i quali noi abbiamo le nostre riserve .
Non vorremmo che l'amnistia alla quale tutti agognano per i più svariati motivi, risultasse anche un beneficio per alcuni di coloro che nel 1993 hanno imperversato a vario titolo in lungo e in largo per l'Italia, seminando morte e terrore.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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