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   75 notizie nel periodo '2004'

NOTIZIA ANSA
23  del 
03/01/2004
STRAGE GEORGOFILI:PARENTI VITTIME, RIINA NON PIAGNUCOLI.

I POLITICI CHE LO HANNO VISITATO HANNO PERSO LA LORO DIGNITA'

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STRAGE GEORGOFILI:PARENTI VITTIME, RIINA NON PIAGNUCOLI.

I POLITICI CHE LO HANNO VISITATO HANNO PERSO LA LORO DIGNITA'

''Ai politici che nel primo giorno dell'anno 2004, in pieno clima augurale e fortemente emotivo,hanno sentito il bisogno di andare in carcere a visitare ed ascoltare le richieste di Salvatore Riina, solo una cosa puo' essere successa, hanno perso la loro dignità  di uomini e di politici".E' quanto afferma Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente della associazione tra i familiari delle vittime della strage di via Georgofili, commentando la visita nel carcere milanese di Opera dell' on. Maurizio Turco, presidente dei deputati radicali al parlamento europeo.Riina - secondo quanto riferito da Turco - si e' lamentato delle condizioni in cui e' detenuto e nel breve colloquio avuto attraverso lo spioncino della sua cella ha fatto presente al parlamentare che ''ha tre by-pass e che nell'ultimo anno e'stato colpito da due infarti e che, quindi, trova assurdo che una persona di 74 anni come lui, in quello stato di salute, dopo 11 anni in isolamento, non debba avere condizioni di detenzione piu' dignitose''.
"Mai ho avuto fiducia nella politica quando il tema da affrontare e' il tritolo stragista italiano - afferma Giovanna Maggiani Chelli - ma adesso si e' toccato il fondo,un fondo dal quale la politica sotto ricatto, non riesce piu' a risalire,contribuendo giornalmente a rendere sempre piu' vane le nostre speranze di giustizia. Il regime del carcere duro detto 41 bis -prosegue - e' una pena severa , ma giusta, necessaria davanti a crimini perpetrati contro l'umanita' come le stragi del 1993.L' uomo di 'cosa nostra' in carcere - prosegue - invece di piagnucolare chiedendo una condizione detentiva piu' dignitosa,deve avere il coraggio di ritrovarla da solo la sua dignita',pensando seriamente a Dario Capolicchio, Caterina Nencioni e Nadia Nencioni, morti bruciato vivo il primo e infilzate e schiacciate da tonnellate di solai crollati le seconde. L'uomo anziano e malato di 'cosa nostra' - continua - non e' per questo esente dalle sue responsabilita', deve collaborare con la giustizia e dirci quali sono stati i politici che gli hanno promesso che il 41 bis sarebbe stato abolito e che loro ,gli esecutori materiali delle stragi del 1993, sarebbero tornati di li' a poco a casa, e che comunque dal carcere avrebbero potuto continuare a far uscire foglietti e squillare telefonini''.
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NOTIZIA ANSA
24  del 
04/02/2004
GIUSTIZIA: SOLIDARIETA'A FLEURY DA PARENTI VITTIME GEORGOFILI

- Solidarieta' e' stata espressa dai familiari delle vittime .....
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GIUSTIZIA: SOLIDARIETA'A FLEURY DA PARENTI VITTIME GEORGOFILI

- Solidarieta' e' stata espressa dai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili al procuratore aggiunto di Firenze Francesco Fleury, dopo le polemiche suscitate dal suo intervento in difesa della magistratura fatto ieri in consiglio regionale in occasione del conferimento del ''Gonfalone d'argento'' al pm. In una nota l' Associazione che riunisce i familiari delle vittime spiega di condividere ''pienamente il pensiero del procuratore aggiunto Francesco Fleury'' ed esprime ''tutta la solidarieta' possibile al magistrato, che da sempre si e' prodigato per la ricerca della verita' sui 'mandanti esterni a Cosa nostra' per la strage di Firenze del 27 maggio 1993''. I familiari delle vittime di via dei Georgofili ''auspicano pertanto siano prese tutte quelle misure necessarie, affinche' la procura di Firenze possa portare avanti le indagini in merito ai tragici fatti del 1993 in piena autonomia e munita di tutti quei sostegni economici e non, di cui indagini cosi' complesse necessitano''.
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NOTIZIA ANSA
26  del 
09/02/2004
VITTIME TERRORISMO:PDL BENEFICI,APPELLO FAMILIARI GEORGOFILI

Un appello alle istituzioni, agli enti locali toscani e liguri e alle Regioni .....
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VITTIME TERRORISMO:PDL BENEFICI,APPELLO FAMILIARI GEORGOFILI

Un appello alle istituzioni, agli enti locali toscani e liguri e alle Regioni di Toscana e Liguria e' stato rivolto dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili perché si attivino per sostenere l'iter della proposta di legge che introduce benefici per le vittime del terrorismo. Mercoledì' prossimo i rappresentanti dei parenti delle vittime di via dei Georgofili, insieme ad altre associazioni delle vittime di stragi e di terrorismo, parteciperanno ad una conferenza presso la sala stampa della Camera dei deputati, dopo i problemi di copertura finanziaria sorti per la proposta di legge, tornata per questo in commissione affari costituzionali di Montecitorio.
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NOTIZIA ANSA
27  del 
13/02/2004
Lucca, 13 febbraio 2004

MAFIA: AUTOBOMBE '93, ASSOLUZIONI PER STRAGE GEORGOFILI

Il tribunale di Lucca ha assolto l' imprendit.....
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Lucca, 13 febbraio 2004

MAFIA: AUTOBOMBE '93, ASSOLUZIONI PER STRAGE GEORGOFILI

Il tribunale di Lucca ha assolto l' imprenditore milanese Agostino Tosonotti e il titolare di una ricevitoria di Palermo, Filippo Imperatori, dall' accusa di favoreggiamento nei confronti dei mandanti e degli esecutori delle stragi mafiose della primavera-estate 1993 a Firenze, Roma e Milano. I due imputati avevano dato in fitto nel 1993 una villetta di Forte dei Marmi a Giuseppe e Filippo Graviano (condannati a Firenze all' ergastolo per le stragi) che la avrebbero usata come base in preparazione della strage di via Georgofili. Per i giudici del tribunale lucchese l' accusa non avrebbe portato sufficienti elementi per ritenere provato nei loro confronti il reato di favoreggiamento.
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NOTIZIA ANSA
28  del 
13/02/2004
Firenze 13 febbraio 2004

MAFIA: AUTOBOMBE '93, ASSOLUZIONI PER STRAGE GEORGOFILI

I familiari delle vittime della strage di Via de.....
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Firenze 13 febbraio 2004

MAFIA: AUTOBOMBE '93, ASSOLUZIONI PER STRAGE GEORGOFILI

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, appresa la notizia dell'assoluzione di Agostino Tosonotti e Filippo Imperatore dall'accusa di favoreggiamento nei confronti dei 'mandanti interni a cosa nostra' e degli esecutori della strage terroristica eversiva del 27 maggio 1993, ribadiscono ''l'importanza del proseguo delle indagini per arrivare a smascherare i 'mandanti esterni a cosa nostra' per il massacro di Firenze''. ''Quella notte l'organizzazione criminale 'cosa nostra' fece detonare nel cuore di Firenze 250 chilogrammi di tritolo, provocando cinque morti e 41 feriti, e' impensabile che per un'operazione di una simile portata, la mafia non abbia goduto dei più svariati "favori".
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NOTIZIA ANSA
29  del 
13/02/2004
Firenze 27 febbraio 2004

- Troppe promesse non mantenute per il ddl per le vittime del terrorismo, che ora sono pronte a restituire le medagli.....
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Firenze 27 febbraio 2004

- Troppe promesse non mantenute per il ddl per le vittime del terrorismo, che ora sono pronte a restituire le medaglie d'oro ricevute per il sacrificio dei loro cari, ''unico vero 'risarcimento' che ci e' stato dato in tuttib questi anni''. E' quanto afferma Mariella Magi Dionisi - vedova dell'agente di polizia Fausto Dionisi ucciso da Prima Linea a Firenze e medaglia d'oro al valore civile -,presidentessa di ''Memoria'', associazione che riunisce le famiglie dei servitori dello Stato vittime del terrorismo. La protesta di Mariella Magi Dionisi, a nome di ''Memoria'',si lega alle difficolta' di copertura finanziaria del ddl,tornato per questo in commissione affari costituzionali di Montecitorio. ''Se vi 'costiamo' troppo - commenta la vedova Dionisi rivolgendosi alle forze politiche - dopo che non avete saputo ne' difendere le vite dei nostri cari ne' soccorrere i loro familiari, se il valore dei nostri morti per voi non e' un valore da riconoscere, tagliateci pure come spesa non necessaria. Risparmierete fondi per continuare a pagare pensioni ai latitanti, offrire il gratuito patrocinio in processi ai terroristi, carceri super accessoriate e studi universitari ai detenuti, o per soccorrere altri popoli dimenticando i vostri cittadini''. Anche l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili interviene, affermando che ''sono state tradite le aspettative di chi dalla strage di via dei Georgofili e' uscito massacrato nel fisico e nell'anima''.
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NOTIZIA ANSA
30  del 
13/02/2004
Firenze 5 marzo 2004

STRAGI:LEGGE VITTIME;PARENTI GEORGOFILI ,ANCHE NOI IN ELENCHI


- Gli elenchi dei nominativi che possono servire.....
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Firenze 5 marzo 2004

STRAGI:LEGGE VITTIME;PARENTI GEORGOFILI ,ANCHE NOI IN ELENCHI


- Gli elenchi dei nominativi che possono servire a quantificare il costo della proposta di legge Bornacin-Bielli, devono contenere, ''se mai fossero stati tolti, i nomi dei morti e dei feriti di via dei Georgofili perche' 250 chilogrammi di tritolo in tempo di pace non potevano e non dovevano passare inosservati neppure alle forze dell'ordine, e non possiamo minimamente pensare che nelle istituzioni sia venuto meno anche il senso di responsabilita'''. E' quanto chiede l'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili intervenendo in merito alla proposta di legge per il risarcimento delle vittime delle stragi e del terrorismo. L'Associazione spiega inoltre di dover fare alcune precisazioni alla risposta data ieri dal sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano ai familiari delle stragi in Italia, che ha respinto le accuse di aver gettato alle ortiche la legge per il risarcimento ai parenti delle vittime, assicurando di avere utilizzato i parametri impiegati dopo la strage di Nassiriya. ''Innanzitutto la morte e le sofferenze delle nostre vittime - spiega l'Associazione - valgono ben di piu' di una finanziaria, e questo nostro Paese dovrebbe essere ben grato di sopportarla, visto il prezzo pagato dai nostri parenti''. Inoltre, ''senza nulla togliere alle vittime di Nassiriya, perche' sempre vittime sono e tali resteranno, c'e' una sostanziale differenza fra chi parte coscientemente per andare in territorio straniero in guerra e chi dorme nel suo letto pensando all'esame di architettura che il mattino dopo dovra' discutere'', come nel caso dello studente Dario Capolicchio, 22 anni, una delle cinque vittime dell'attentato di via dei Georgofili. ''Nessuno - l'ultima precisazione dell'Associazione - ha chiesto 3 miliardi e 800 milioni di vecchie lire a morto, come furono risarcite le vittime del Cermis, ma solo un miliardo delle vecchie lire. Inoltre il testo di legge Bornacin-Bielli prevedeva finalmente anche un giusto risarcimento ai feriti invalidi delle stragi''
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NOTIZIA ANSA
31  del 
13/02/2004
Firenze 11 marzo 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI A GRAVIANO, RACCONTI LA VERITA'


''Probabilmente non conosciamo .....
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Firenze 11 marzo 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI A GRAVIANO, RACCONTI LA VERITA'


''Probabilmente non conosciamo ancora tutta la verita''' sulle stragi con autobombe del '93, per questo Giuseppe Graviano ''non commettera' alcuna azione indegna se questa verita' ce la dira' in un'aula di giustizia, anzi rendera' giustizia'' alle vittime. E' il commento dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, alla deposizione, avvenuta ieri, di Giuseppe
Graviano al processo in corso a Firenze per il fallito attentato allo stadio Olimpico dell'autunno di 11 anni. Graviano si e' detto estraneo alle stragi, sostenendo che non si vuole arrivare alla verita'. Graviano ieri ha anche detto che la sua anima non e' in vendita. ''Vendere l'anima - e' la replica dell'Associazione - e' un'espressione della quale ci permettiamo di dire che Giuseppe Graviano non ne ha compreso il significato, altrimenti si renderebbe conto che l'ha gia' venduta tanto tempo fa, quando a qualcuno ha promesso uno 'scellerato' favore e non ha trovato il coraggio di farne il nome apertamente''.
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NOTIZIA ANSA
32  del 
13/02/2004
Firenze 24 marzo 2004

Quella di via dei Georgofili, il 27 maggio 1993, non fu ''una strage prettamente mafiosa, bensi' prima di.....
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Firenze 24 marzo 2004

Quella di via dei Georgofili, il 27 maggio 1993, non fu ''una strage prettamente mafiosa, bensi' prima di tutto fu una strage con finalita' di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale, come recita la sentenza della Cassazione''. E' quanto afferma l'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, con riferimento all'intervista a Rita Borsellino pubblicata oggi sull'Unita',
nella quale la sorella del giudice elenca fra le vittime ''per mano mafiosa'' le vittime dell'attentato di via dei Georgofili, che definisce ''strage mafiosa''. ''Pur comprendendo lo spirito con il quale la strage di via dei Georgofili viene chiamata in causa - spiega l'Associazione -, non si puo' e non si deve ridurre la strage del 27 maggio 1993 a un puro fatto di mafia''.

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
25  del 
05/04/2004
SOFRI: FAMILIARI GEORGOFILI, CON LEGGE BOATO FUORI CHIUNQUE

- ''Se la proposta Boato passera',il Capo dello Stato potra' d&.....
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SOFRI: FAMILIARI GEORGOFILI, CON LEGGE BOATO FUORI CHIUNQUE

- ''Se la proposta Boato passera',il Capo dello Stato potra' d'ora in avanti far uscire dalla prigione qualunque persona indipendentemente dal delitto commesso''. Lo afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell' Associazione Familiari Vittime di via dei Georgofili.''A questo punto - aggiunge la presidente - qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare per farci ascoltare. La proposta di legge dell'on. Boato che ha sentito il bisogno di far graziare chiunque in questo Paese, ha innescato in noi sentimenti che da
sempre abbiamo combattuto, fin dalle prime ore quando i nostri parenti sono stati travolti dal tritolo stragista''.Chelli denuncia che ''non uno spazio e' stato dedicato in questi giorni alle vittime delle stragi italiane, volutamente oscurate , zittite, sbeffeggiate, affinche' la loro voce non potesse in alcun modo superare quella dei terroristi , degli stragisti e dei loro sostenitori''.

Questo è quanto riportato dall' ANSA, ma per completezza pubblichiamo anche la lettera integrale a proposito:

A questo punto qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare per farci ascoltare.La proposta di legge dell'On.Le Boato che ha sentito il bisogno di far graziare CHIUNQUE in questo Paese, ha innescato in noi sentimenti che da sempre abbiamo combattuto , fin dalle prime ore quando i nostri parenti sono stati travolti dal tritolo stragista.Se la proposta Boato passerà ,il Capo dello Stato potrà  d'ora in avanti, far uscire dalla prigione qualunque persona indipendentemente dal delitto commesso.Non uno spazio è stato dedicato in questi giorni alle vittime delle stragi Italiane, volutamente oscurate , zittite, sbeffeggiate, affinché la loro voce non potesse in alcun modo superare quella dei terroristi , degli stragisti e dei loro sostenitori.Tutto quanto sopra per arrivare a pareggiare una partita che non può ancora essere chiusa, perché manca LA VERITA' e i terroristi lo sanno anche troppo bene, così come i loro amici giornalisti e politici.In nome di che cosa dovremmo accettare di chiudere una partita giocata esclusivamente sulla nostra pelle,le vittime del tritolo stragista â??terrorista- eversivo?Chi dovremmo perdonare,per non essere tacitati di essere persone vendicative? Coloro che professando dottrine false come i denari di Giuda, hanno provveduto con l'ausilio dei loro amici ripeto giornalisti e politici, a nascondersi dietro di noi le vere vittime ?Oggi si "incontrano" in Parlamento Vittime e Carnefici, questa è la dimostrazione pratica che non ci sono parole atte a definire l'affronto che ci viene fatto, e come se non bastasse il Governo,che come ogni Governo fa finta di combattere il terrorismo,non ha saputo trovare il denaro sufficiente per coprire , attraverso una legge giusta,le esigenze delle nostre vittime-.Non si trova il denaro?Non ci crediamo, siamo invece convinti che non lo si voglia trovare per poter infilare quante volte sarà  ancora necessario il coltello nelle nostre piaghe.

Cordiali saluti.
Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
33  del 
07/04/2004
La Commissione Affari Costituzionali, ha approvato il nuovo testo della legge unificata
" Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e.....
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La Commissione Affari Costituzionali, ha approvato il nuovo testo della legge unificata
" Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi ".Incredibilmente il testo è stato peggiorato e per molti versi è stato svuotato da quelli che erano i suoi capisaldi.Tutto questo è stato possibile perché il Governo, tramite il Sottosegretario On. Mantovano ed il relatore On. Mongello, hanno presentato propri emendamenti, tutti tesi a bloccare quella copertura finanziaria che gli era dovuta.Infatti la cifra a favore delle vittime è stata talmente ridotta,che appare più come un contentino, che non il dovuto risarcimento a chi è stato vittima di fatti così tragici.Il 18 marzo scorso, durante l'audizione con le associazioni, il Governo e il Presidente della Commissione , aveva chiesto ed auspicato una fattiva collaborazione da parte delle Associazioni.Ciò è stato fatto, abbiamo fornito al Governo i dati esatti dei morti e dei feriti per fatti di terrorismo, che il Governo ignorava.Abbiamo elaborato le relazioni tecniche che il Governo volutamente sovrastimava, ma dopo questa leale collaborazione, le Associazioni delle vittime del terrorismo, sono state trattate con vergognosa leggerezza.Invitiamo i Parlamentari di tutti i partiti che hanno appoggiato in più occasioni la legge unificata, frutto delle due disegni di legge presentati dagli On. Bornacin e On. Bielli ad attivarsi affinché tutti gli emendamenti vengano recepiti in aula. per riportare il testo almeno alla sua stesura originaria su cui vi era stato in Commissione il consenso unanime di tutti i Gruppi.

Tutto ciò per contrastare con coerenza questo inqualificabile comportamento.

Il Presidente
Paolo Bolognesi
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NOTIZIA ANSA
34  del 
10/04/2004
TERRORISMO:PDL BENEFICI;DIVISE ASSOCIAZIONI PARENTI VITTIME

- Il nuovo testo sulle norme a favore delle vittime del terrorismo e delle strag.....
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TERRORISMO:PDL BENEFICI;DIVISE ASSOCIAZIONI PARENTI VITTIME

- Il nuovo testo sulle norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi, cosi' come emendato in commissione affari costituzionali, divide le associazioni dei familiari delle vittime.''Positive e favorevoli considerazioni''
sono state espresse oggi dall' associazione Memoria, di cui e' presidente Mariella Magi, vedova dell' agente di polizia Fausto Dionisi, ucciso da Prima Linea a Firenze, dopo le critiche rivolte invece ieri da Paolo Bolognesi, presidente dell' Unione familiari vittime per stragi. Sempre oggi critiche al nuovo testo sono arrivate dall'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili. Se per Bolognesi il disegno di legge e' stato ''peggiorato'' perche' ''il governo, tramite il sottosegretario Mantovano ed il relatore Mongello, ha presentato propri emendamenti, tutti tesi
a bloccare quella copertura finanziaria che gli era dovuta'', con risarcimenti ''talmente'' ridotti che appaiono ''come un
contentino'', Mariella Magi ritiene che quegli stessi emendamenti ''sono un importante segnale di attenzione che il
Governo ha voluto dare, pur nei limiti della difficile situazione finanziaria in cui ricordiamo si trova il nostro Paese, alle vittime del terrorismo. Questa associazione - conclude la vedova Dionisi - non ritiene di dover mercanteggiare
al rialzo quell' attenzione che cosi' significativamente il Governo ha deciso di rivolgerci''. ''Ancora una volta non si e' voluto capire la posizione dei feriti gravi rispetto ad una strage terroristica'' rileva invece Giovanna Maggiani Chelli, vice presidente dell' Associazione di via dei Georgofili. ''Denota un mancato senso di civilta' che ancora una volta - conclude - si pensi ad alzare le cifre delle speciali elargizioni solo in favore dei parenti di chi ha perso la vita e non si prevedano cifre riferite ai punti di invalidita' tali da permettere ai feriti gravi, vittime in prima persona, di accedere agli stessi importi che eventualmente avranno i parenti dei morti''.
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NOTIZIA ANSA
35  del 
10/04/2004
Roma 10 aprile 2004

SOFRI: CENTO, VERDI PROPONGONO UNA LEGGE VITTIME TERRORISMO

-''E' vergognoso che parlamentari e minis.....
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Roma 10 aprile 2004

SOFRI: CENTO, VERDI PROPONGONO UNA LEGGE VITTIME TERRORISMO

-''E' vergognoso che parlamentari e ministri del centrodestra strumentalizzino i parenti delle vittime del terrorismo per contrastare la concessione della grazia a Sofri''. Lo afferma il Verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera. ''Infatti proprio la maggioranza di centrodestra e il Governo tengono ferma da mesi una legge per i parenti delle vittime del terrorismo incapace di trovarne la copertura finanziaria. I Verdi, proprio perche' convinti che sia necessaria la grazia a Sofri ,anche come primo passo per un' assoluzione politico-giudiziaria attraverso l' amnistia e l' indulto per i protagonisti della lotta armata degli anni Settanta e convinti che questo debba avvenire nel pieno rispetto delle vittime del terrorismo, presenteranno una proposta di legge sollecitando il Governo e le altre forze politiche ad una rapida approvazione. In Italia negli anni Settanta vi e' stato un forte conflitto sociale che ha determinato anche un clima da guerra civile ed e' doveroso che lo Stato si assuma ora, a piu' di vent' anni di distanza, la responsabilita' di un' azione politica e civile per non far cadere nell' oblio quegli anni, tutelando le vittime e le loro famiglie, promuovendo un' ampia azione di riflessione politica e civile capace di preparare le condizioni di un' assoluzione giudiziaria''.
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NOTIZIA ANSA
36  del 
15/04/2004
Firenze 15 aprile 2004

STRAGE BOLOGNA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,SOLIDARIETA'FAMILIARI

PER CONCESSIONE LIBERTA' CONDIZIONATA A V.....
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Firenze 15 aprile 2004

STRAGE BOLOGNA:ASSOCIAZIONE GEORGOFILI,SOLIDARIETA'FAMILIARI

PER CONCESSIONE LIBERTA' CONDIZIONATA A VALERIO FIORAVANTI

Solidarieta' e' stata espressa dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili all'Associazione delle vittime della strage del 2 agosto 1980 in merito alla concessione della liberta' condizionata a Valerio Fioravanti. L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rileva come ''anche chi si e' macchiato di crimini orrendi come la strage di Bologna del 1980'' puo' '' godere di provvedimenti ipergarantisti''.
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NOTIZIA ANSA
37  del 
17/04/2004
Firenze 17 aprile 2004

GIUSTIZIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI RICORDA CHELAZZI IN OCCASIONE PRIMO ANNIVERSARIO MORTE MAGISTRATO FIORENTINO.
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Firenze 17 aprile 2004

GIUSTIZIA: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI RICORDA CHELAZZI IN OCCASIONE PRIMO ANNIVERSARIO MORTE MAGISTRATO FIORENTINO.

In occasione del primo anniversario della morte di Gabriele Chelazzi, il magistrato fiorentino della Direzione nazionale antimafia stroncato da un infarto a 59 anni, l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage di via
dei Georgofili esprime alla famiglia ''tutta la riconoscenza possibile per il lavoro svolto dall'uomo di legge, affinche' fossero affidati alla giustizia i criminali appartenenti all'associazione mafiosa 'Cosa nostra', che nel 1993, per
scopi eversivi, hanno compiuto in questo paese azioni terroristiche senza precedenti storici''. ''Oggi - spiega
ancora l'Associazione - il pensiero e' rivolto a colui che ha dato dieci anni della sua esistenza per arrivare al completo raggiungimento della verita' sulle stragi del 1993. Piu' che mai sentiamo in questa triste ricorrenza il dovere di chiedere fortemente il proseguo di quelle indagini, affinche' il sacrificio e il lavoro del grande magistrato non sia stato vano''.
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NOTIZIA ANSA
38  del 
23/04/2004
Firenze 23 aprile 2004

RAI: BLU NOTTE; PROTESTA FAMILIARI VITTIME MAFIA PER BLOCCO (V. 'MAFIA: AUTOBOMBE; OLIMPICO, CONDANNATI...' D.....
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Firenze 23 aprile 2004

RAI: BLU NOTTE; PROTESTA FAMILIARI VITTIME MAFIA PER BLOCCO (V. 'MAFIA: AUTOBOMBE; OLIMPICO, CONDANNATI...' DELLE 18:00)

L' associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, in una nota a commento della sentenza del processo contro Toto' Riina e Giuseppe Graviano per la strage dello Stadio Olimpico, esprimono ''tutta la loro perplessita', davanti a posizioni prese dalla Rai nel non trasmettere la puntata del programma 'Blu notte', il cui contenuto riguardava la mafia'', programmata per ieri. Secondo l' Associazione ''la parita' di condizioni previste dalla legge in periodo elettorale riguardano i soggetti politici; non risulta che la mafia sia un soggetto politico - aggiunge la nota -, quindi piu' che mai per parte nostra sono incomprensibili tali atteggiamenti''. A proposito della sentenza di oggi della Corte d' assise di Firenze, l' Associazione riconosce ''l' importante opera di contrasto alla mafia svolta dai magistrati Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini''. Si tratta dei due pm che hanno svolto l' accusa ai processo per le stragi con autobombe del 1993, compresa quella dell' Olimpico, per cui oggi sono stati nuovamente condannati Riina e Graviano.
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NOTIZIA ANSA
39  del 
12/05/2004
Firenze 12 maggio 2004
"MAFIA: FAMIGLIE VITTIME GEORGOFILI, OFFESI DA REVOCHE 41 BIS'
Offesi per quanto ancora siamo costretti a subi.....
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Firenze 12 maggio 2004
"MAFIA: FAMIGLIE VITTIME GEORGOFILI, OFFESI DA REVOCHE 41 BIS'
Offesi per quanto ancora siamo costretti a subire''. Cosi' si dichiarano i familiari delle vittime di via Georgofili a Firenze, colpita da un' autobomba della mafia la notte del 27 maggio 1993, alla luce della revoca del carcere duro in seguito all' entrata in vigore della nuova legge sul 41 bis.''Le nostre famiglie - si legge in una nota dell'Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, firmata dalla vicepresidente Giovanna Maggiani Chelli - hanno pagato prezzi altissimi attraverso lutti e disperazione che ancora oggi mai ci abbandona. Si apprende a pochi giorni dall' undicesimo anniversario della piu' sporca strage che storia d' Italia ricordi, che 72 detenuti mafiosi da regime carcerario 41 bis, a causa di nuove norme, sono stati trasferiti ad un carcere normale''.''Non e' la prima volta che cio' avviene - aggiunge la nota-, quindi la mafia da qui a breve sara' di nuovo in grado di far uscire dai luoghi di detenzione ordini di morte e devastazione,cosi' come avvenne in quella tragica primavera-estate del1993''.''Offesi per quanto ancora siamo costretti a subire -conclude la nota - attraverso norme che ci umiliano e ci riempiono di rabbia, ricordiamo allo Stato che noi abbiamo sempre rispettato la legge e nei momenti delle difficolta',spesso i nostri parenti sono stati uccisi e massacrati non una volta ma cento volte, come in questo momento''.
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NOTIZIA ANSA
40  del 
24/05/2004
FIRENZE 24 Maggio 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI, ANTIGONE PER RICORDARE STRAGE IL 26 MAGGIO
IN PIAZZA DELLA SIGNORIA

L' .....
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FIRENZE 24 Maggio 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI, ANTIGONE PER RICORDARE STRAGE IL 26 MAGGIO
IN PIAZZA DELLA SIGNORIA

L' Antigone rappresentata in piazza della Signoria a Firenze per ricordare la strage di via dei Georgofili. L' appuntamento, organizzato in collaborazione con l' Associazione familiari delle vittime, e' il 26 maggio. Saranno i ragazzi dei licei scientifici Rodolico e Castelnuovo di Firenze a portare in scena il lavoro teatrale.I familiari delle vittime ricorderanno con loro interventi gli undici anni passati alla ricerca di giustizia per i loro morti e i loro feriti. Un'orchestra accompagnera' il trascorrere del tempo fino all'1,04, l' ora dell' esplosione, quando in via dei Georgofili le istituzioni fiorentine deporranno una corona in ricordo del tragico evento.
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NOTIZIA ANSA
41  del 
29/05/2004
FIRENZE 29 Maggio 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI VITTIME, INDIFFERENZA PER STRAGE

GRAZIE A ISTITUZIONI FIRENZE PER SUPPORTO DATO MAN.....
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FIRENZE 29 Maggio 2004

AUTOBOMBE '93: FAMILIARI VITTIME, INDIFFERENZA PER STRAGE

GRAZIE A ISTITUZIONI FIRENZE PER SUPPORTO DATO MANIFESTAZIONI

- Ringraziano le istituzioni fiorentine per il supporto dato alle manifestazioni per l'anniversario della strage, ma denunciano anche la ''grave indifferenza generale'' per quanto avvenuto il 27 maggio di 11 anni fa in via dei Georgofili. A parlare sono i familiari delle vittime della strage del 1993 a Firenze (cinque morti e 41feriti).
''L'indignazione davanti al terrorismo eversivo, comunque un fatto gravissimo - spiega Giovanna Maggiani Chelli in nome dei familiari delle vittime di via dei Gergofili -, non trova spazi quando a subirlo sono comuni cittadini e soprattutto quando fuori da ogni ideologia, a praticarlo sono criminali senza scrupoli ,i quali si sono insinuati nel sistema politico,economico ed imprenditoriale del Paese''.
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NOTIZIA ANSA
42  del 
05/06/2004
FIRENZE 5 giugno 2004
BUSH: SLOGAN NASSIRYA,INDIGNATI FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI

L' Associazione tra i familiari delle vittime in.....
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FIRENZE 5 giugno 2004
BUSH: SLOGAN NASSIRYA,INDIGNATI FAMILIARI VITTIME GEORGOFILI

L' Associazione tra i familiari delle vittime in via dei Georgofili (27 maggio 1993) si sente ''indignata due volte: davanti a chi crea volutamente disordini con slogan provocatori inneggianti all'orrore della strage e davanti a chi, ipocritamente, fa finta di indignarsi, ma indignato non puo' essere, altrimenti oggi avremmo la verita' sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993''. Lo afferma, in una nota, la portavoce dell' associazione Giovanna Maggiani Chelli chiedendosi ''come sarebbe mai possibile non condannare espressioni come '10, 100, 1000 Nassirya'. A Nassirya sono stati usati 250 chilogrammi di tritolo in un spaventoso infame attentato; anche a Firenze in Via dei Georgofili e' stato usato lo stesso quantitativo di esplosivo, il disastro fu immane e l' attentato ancora piu' vigliacco perche' rivolto verso civili non certo in guerra''. ''Eppure - prosegue la nota - dopo le stragi di Roma, Firenze e Milano dell'anno 1993, abbiamo dovuto sopportare l'affronto di sentirci dire che 'con la mafia (esecutrice di quegli orrori) bisognava convivere' e non solo, ogni giorno sappiamo di uomini associati alla mafia che passano da un regime di carcere '41 bis' ad un carcere normale; un carcere previsto per delitti non certo efferati come le stragi''.
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NOTIZIA ANSA
43  del 
17/06/2004
FIRENZE, 17 giugno 2004
STRAGI MAFIA: APPELLO FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI

- I familiari delle vittime della strage di Via dei Geo.....
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FIRENZE, 17 giugno 2004
STRAGI MAFIA: APPELLO FAMILIARI VITTIME VIA GEORGOFILI

- I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, ''preoccupati dall'assedio vero e proprio cui da lungo tempo e' sottoposta la Magistratura e dalla creazione di situazioni d'immunita' sempre piu' ampie, alle quali si fa ricorso per dare ampio respiro alla mafia'', chiedono al Consiglio d'Europa di ''valutare con grande attenzione le richieste che vengono inoltrate dal nostro Paese, dove il fenomeno mafioso ha provocato gravissimi lutti''. In Italia nel 1993, ricorda l' Associazione, la mafia ha consumato mille chilogrammi di tritolo terroristico contro persone inermi, ed e' ormai piu' di un dubbio che a Firenze la notte del 27 Maggio 1993, 'cosa nostra' non fosse sola ad aggredire lo Stato attraverso la devastazione di 'opere d'arte' le piu' raffinate. ''Abbiamo inoltre piu' volte denunciato, spesso con insuccesso, che per le stragi del 1993 sono stati condannati all'ergastolo Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, ai quali la Corte Suprema di Cassazione ha definitivamente attribuito gli omicidi dei nostri parenti. I suddetti signori sono ancora latitanti dopo undici anni e affinché giustizia sia resa alle famiglie delle vittime delle stragi del 1993, devono essere compiuti tutti gli sforzi possibili - conclude l' Associazione perche' davvero i due 'boss' siano messi nelle condizioni di scontare l'ergastolo loro inflitto''.
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NOTIZIA ANSA
44  del 
19/06/2004
FIRENZE, 19 Giugno 2004

MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, SGOMENTO PER TRATTATIVA

- ''Sconcerto e sgomento'' sono.....
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FIRENZE, 19 Giugno 2004

MAFIA: FAMILIARI VIA GEORGOFILI, SGOMENTO PER TRATTATIVA

- ''Sconcerto e sgomento'' sono stati espressi dall'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili per le notizie, riferite da don Ribaudo, in merito ai nuovi retroscena della trattativa segreta che alcuni esponenti della Chiesa palermitana avrebbero avviato con un gruppo di padrini di rango, fra cui quello che anche Bernardo Provenzano avrebbe avuto un confessore. ''Chi puo' fornire notizie per consegnare un criminale alla giustizia - spiega in una nota l'Associazione - ha il preciso dovere di collaborare, non portare avanti trattative che solo il conoscerne l'esistenza ci sconcerta e ci riempie di sgomento''.

COMUNICATO
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LETTERA
45  del 
30/06/2004
L' UNITA' 30 giugno 2004-
in risposta all' articolo del prof. Tranfaglia pubblicato il 29 giugno dal quotidiano L' Unità 
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L' UNITA' 30 giugno 2004-
in risposta all' articolo del prof. Tranfaglia pubblicato il 29 giugno dal quotidiano L' Unità 

Gentilissimo Prof. Nicola Tranfaglia,
Leggendo oggi l'intera pagina che l'Unità  dedica ad un'anticipazione della Sua analisi su questi ultimi dieci anni di vita del nostro Paese, noi i familiari delle vittime delle stragi del 1993, troviamo le conferme a molte delle nostre angosce di vita.
Undici anni fa in via dei Georgofili a Firenze si è consumato un infame delitto, sul quale la legge ha potuto soffermarsi solo "un attimo", giusto il tempo di affidare alla giustizia coloro che furono "fatti ritrovare con la pistola in mano".
Troviamo nella Sua analisi che riteniamo giusta,conferme la dove si leggono espressioni come:
"in certi casi addirittura di vera e propria connivenza, con l'avversario che hanno contrassegnato l'ultimo quindicennio della politica italiana".
In tanti altri passaggi del Suo scritto ,troviamo ben espresse situazioni che spesso anche noi abbiamo denunciato attraverso le nostre "grida" raramente ascoltate.
Noi abbiamo già  provato la grande paura, il terrore, l'angoscia della caduta della democrazia , ci stiamo ancora leccando ferite che non saranno mai sanate e ci auguriamo davvero che voci come la Sua siano ampiamente ascoltate.
Per il bene dei nostri figli, dei figli di tutti, va detta il più presto possibile quella verità  tutta racchiusa nella notte del 27 Maggio 1993.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
46  del 
09/07/2004
MAFIA: MESSAGGI BOSS DETENUTI, FAMIGLIE VITTIME GEORGOFILI VOGLIAMO I NOMI DEI MANDANTI ESTERNI DELLE STRAGI DEL '92-'93

(ANSA).....
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MAFIA: MESSAGGI BOSS DETENUTI, FAMIGLIE VITTIME GEORGOFILI VOGLIAMO I NOMI DEI MANDANTI ESTERNI DELLE STRAGI DEL '92-'93

(ANSA) - FIRENZE, 9 LUG - ''Il problema centrale non riguarda tanto le lettere che i mafiosi rei della strage di Firenze del 27 maggio 1993 si scambiano in carcere, ma il ricatto continuo e costante che sta in quella corrispondenza''. Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, riferendosi alle notizie - pubblicate ieri dal Corriere della sera - su uno scambio di lettere fra vari esponenti di spicco della mafia in carcere, fra cui in particolare Toto' Riina e Leoluca Bagarella.

''Da qui ai prossimi anni - secondo la signora Maggiani Chelli - potranno scrivere lettere della mole di interi romanzi ricattando chi di dovere e ottenendo un poco alla volta quello che vogliono, come avviene da 11 anni a questa parte, e cio' che vogliono e' la liberta' dopo aver macellato i nostri parenti''.

''La politica - sostiene ancora la signora Maggiani Chelli - deve smettere di arrogarsi il diritto di esternare frasi sterili, inutili e finalizzate a puri scopi di partito. Ci hanno ucciso i figli e soltanto noi possiamo trovare il coraggio di andare oltre le solite frasi fatte. Noi vogliamo i nomi dei 'mandanti esterni a cosa nostra', i nomi di coloro che stanno celati nelle missive che girano nella carceri e nei proclami fatti dai capi mafia servendosi dello strumento della videoconferenza, come fece Riina il 10 marzo scorso al processo per la mancata strage all' Olimpico. Noi - conclude la nota - vogliamo la verita' e vogliamo che finiscano una buona volta i tormenti in quel senso, cosi' che il perverso gioco non prosegua fino a quando la politica ne avra' bisogno, cioe' per sempre''. (ANSA).
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LETTERA
47  del 
12/07/2004
Lettera all' Unità  in risposta all' articolo del prof. Tranfaglia, pubblicata il 12 luglio 2004

Gentilissimo Prof. Nicola Tranfagli.....
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Lettera all' Unità  in risposta all' articolo del prof. Tranfaglia, pubblicata il 12 luglio 2004

Gentilissimo Prof. Nicola Tranfaglia,

Non riesco a non rispondere ai Suoi scritti che appaiono sull'Unità , ho la presunzione di aver ben compreso cosa è successo a questo Paese in questi ultimi dieci anni di storia Repubblicana.Mi arrogo questo diritto e me ne scuso profondamente, ma la mia famiglia è uscita massacrata dalla strage terroristica eversiva di Firenze del 27 Maggio 1993 .Mio malgrado , malgrado la mia abissale ignoranza in fatto di politica ho dovuto cercare di capire del perché mia figlia e il suo ragazzo e con loro due intere famiglie avessero dovuto patire tanto dolore per tutto l'orrore della notte dei Georgofili.Inutile che io ricordi quanta disperazione nell'animo di quasi tutti gli italiani ,anche per la morte atroce di due piccolissime bambine che abitavano nella Torre de Pulci a Firenze e dei loro giovani genitori.Non riesco più a darmi una appartenenza politica, faccio parte di quella sociètà  civile che si ribella da dieci anni , ma che regolarmente non approda mai a nulla perché gli interessi del così detto "caregone" sono maledettamente importanti per troppi.E' quella società  civile alla quale mi sento di appartenere , mentre urlo la mia rabbia per il sangue versato nell'estate del 1993 e ancora senza giustizia , che deve trovare gli spazi di cui ha bisogno per tornare a votare e rimettere a posto le cose in questo Paese.Ed è professando con coraggio la verità  sulle stragi del 1993 che tornerà  la "fede" , prima che sia davvero troppo tardi .Quella Magistratura che non è stata ammazzata barbaramente o fatta morire di fatica ,oggi spudoratamente messa e lasciata mettere in difficoltà  , può fare ben poco, solo archiviare. L'ho già  gridato la sera del 26 Maggio scorso in Piazza della Signoria durante l'intervento della nostra Associazione per l'anniversario della notte dei barbari a Firenze:la gente deve volere la Verità , tutta la Verità  supportando i Magistrati e allora il bipolarismo che nel 1993 è stato chiesto da più del 90% degli italiani troverà  la sua strada .Ben venga quindi il Suo dire Prof. Tranfaglia : ""Si può dunque pensare che se alla scelta di buoni candidati si collegasse un sforzo collettivo, nuovo e assai più grande, di coinvolgimento delle energie migliori del Paeseâ?Š.."".
Mi scuso ancora davvero ,se ogni volta che Lei scrive io rispondo, ma una volta dissi al dr. Gabriele Chellazzi il PM nei processi per le stragi del 1993:"Mio marito mi sgrida e dice che anche quando viene male il minestrone quotidiano , colpevolizzo i "Mandanti esterni a cosa nostra " delle stragi del 1993".
L'uomo di legge mi rispose :"Sono d'accordo con lei signora, tutto ciò che non va è riconducibile alla mancanza di Verità  su quelle stragi, ma noi Magistrati non possiamo fare più di tanto"

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
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NOTIZIA ANSA
48  del 
19/07/2004
FIRENZE, 19 luglio 2004

BORSELLINO: FAMILIARI GEORGOFILI, ARRESTARE BOSS LATITANTI

- Un appello a provvedere ''in tempi brevi&.....
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FIRENZE, 19 luglio 2004

BORSELLINO: FAMILIARI GEORGOFILI, ARRESTARE BOSS LATITANTI

- Un appello a provvedere ''in tempi brevi'' all' arresto di boss latitanti come Bernardo Provenzano o Matteo Messina Denaro e' stato lanciato dai familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili nel dodicesimo anniversario della morte del giudice Borsellino. In una nota, l' associazione familiari delle vittime della strage del 1993 rinnovano ''la loro solidarieta' alla famiglia del magistrato, che ha fatto della sua vita una battaglia contro la mafia e rivolgono nel contempo un appello alle istituzioni, perche' si provveda in tempi brevi all' arresto di uomini appartenenti all' organizzazione criminale 'Cosa nostra' quali Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, rei di crimini come le stragi terroristiche del 1992 e 1993''. I due boss, secondo l' associazione, ''ancora oggi, quasi fosse un loro diritto, godono di tutti i privilegi della liberta', cio' che non avviene di certo per le nostre vittime 'libere' solo di aspettare quella giustizia che mai non arriva''.
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LETTERA
49  del 
19/07/2004
Lettera all' Unità  in memoria di Paolo Borsellino-19 luglio 2004

Gentilissimo Direttore dell'Unità  Dr. Furio Colombo

Nel .....
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Lettera all' Unità  in memoria di Paolo Borsellino-19 luglio 2004

Gentilissimo Direttore dell'Unità  Dr. Furio Colombo

Nel giorno del 12° Anniversario per la morte del Giudice Borsellino, i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili rivolgono il loro pensiero e rinnovano tutta la loro solidarietà  alla famiglia del Magistrato.La morte del Giudice è stato il tragico "preludio" di ciò che sarebbe poi successo a Firenze l'anno successivo.
Tecnici in "esplosivistica" hanno detto che il cadavere del Giudice Borsellino morto a Palermo per l'esplosione di un' autobomba, si presentava nello stesso modo di quello del giovanissimo studente in architettura Dario Capolicchio morto a Firenze in Via dei Georgofili, per l'esplosione di un fiorino imbottito con 250 chilogrammi di tritolo.Chi ha voluto la morte del Magistrato Borsellino, doveva avere gli stessi interessi di chi ha provocato l'incendio nell'appartamento di Via dei Georgofili a numero civico 3 davanti alla Torre de' Pulci.Del resto quelle due infami detonazioni quella del 19.7.1992 e quella del 27.5.1993, hanno prodotto sulle persone gli stessi effetti devastanti, malgrado un particolare alquanto singolare: al momento della detonazione,il Giudice era vicinissimo all'autobomba, il ragazzo stava al terzo piano alto dello stabile di Via dei Georgofili.
Sono passati più di dieci anni da quelle vergognose stragi mafiose , le quali hanno prodotto nel Paese effetti devastanti più del tritolo stesso, sarà  arrivato, o no, il momento di dire finalmente la Verità  ,onde evitare "elucubrazioni" da parte di chi non gli è rimasto altro e far si che tutti possiamo guardarci nuovamente in faccia l'uno con l'altro senza provare vergogna di essere italiani?
Cordiali saluti.
Giovanna Maggiani Chelli
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COMUNICATO
50  del 
21/07/2004
Oggetto : 41 bis e libertà  per i boss di assistere alla messa

In riferimento a notizie di stampa , i familiari delle vittime della strage di.....
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Oggetto : 41 bis e libertà  per i boss di assistere alla messa

In riferimento a notizie di stampa , i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ribadiscono ancora una volta l'importanza del concetto di Verità  e credono sia indispensabile reiterare con forza il messaggio che spesso trasmettono , ma che non viene "cocciutamente" recepito.
La Verità  è una e non si presta a scorciatoie:
certi mafiosi furono trasferirti da "41bis" a carcere normale già  ai primi di novembre del 1993;
ben 130 di loro furono trasferiti ad un tipo di detenzione normale , subito dopo il fallito attentato all'Olimpico, per cui recentemente a carico della mafia è stata sentenza a suon di ergastoli.
E' proprio dalle sentenze per le stragi del 1993 passate in giudicato, che esce con chiarezza il dato che all'epoca delle stragi ci fu "trattativa"sul 41 bis.
Trattative andate male, questo lo dicono i morti di Firenze e tutti gli altri.
Perché in un Paese dove neppure con le BR si è trattato, con la mafia lo si è fatto nel 1993.
Pertanto i familiari delle vittime della strage di Firenze ritengono non sia giusto, proprio ai fini della Verità  , denunciare solo che i mafiosi "oggi" vanno a messa insieme , quella messa sono ben undici anni che molti di loro l'ascoltano da carcerati "liberi".

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli

Vice Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA)
51  del 
27/07/2004
FIRENZE, 27 luglio 2004

STRAGE VIA PALESTRO; NON ANCORA SPENTA ANSIA GIUSTIZIA.
MESSAGGIO ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE VIA GEOR.....
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FIRENZE, 27 luglio 2004

STRAGE VIA PALESTRO; NON ANCORA SPENTA ANSIA GIUSTIZIA.
MESSAGGIO ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE VIA GEORGOFILI

Nonostante ''il grande lavoro svolto dalla magistratura nell' affidare nel 2003 alla giustizia anche tutti gli esecutori materiali dell' attentato di Via Palestro con ulteriori due condanne all' ergastolo'', l' ansia di giustizia in relazione alle stragi del 1993 non e' spenta. Lo afferma l' associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, a Firenze, in un messaggio in cui ricordano i morti di Via Palestro, a Milano, e di tutti gli altri ''vigliacchi attentati''.
Lo stralcio processuale relativo alla strage del 27 Luglio 1993, che l' anno scorso si era concluso con altre due condanne all' ergastolo, - precisa il messaggio - ''era stato per lungo tempo una speranza in piu' per tutti noi, purtroppo disattesa''. Ma, osserva l' associazione, ''l' ansia di giustizia che verte alla conoscenza dei nomi di tutti i mandanti, anche quelli esterni a 'Cosa nostra' per le stragi del 1993, e' ancora oggi viva in tutti noi e ci rifiutiamo di credere che una simile speranza possa essere rimasta seppellita sotto migliaia di chili di tritolo''.
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NOTIZIA ANSA)
52  del 
01/08/2004
Firenze-1 AGOSTO 2004

L' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, che fa parte dell'Unione del.....
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Firenze-1 AGOSTO 2004

L' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, che fa parte dell'Unione delle Vittime delle stragi, sarà  domani presente a Bologna alla manifestazione per l' anniversario della strage 2 Agosto 1980. "Saremmo vicini al dolore e alla rabbia dei parenti dei morti e delle vittime sopravvissute alla Stazione di Bologna che non hanno ancora avuto completa giustizia", ha spiegato in una nota la vicepresidente dell' associazione, Giovanna Maggiani Chelli. "La strage del 2 Agosto 1980 - ha dichiarato la vicepresidente - ha lasciato un segno nell' animo di ognuno di noi, l' indignazione per quel massacro avrebbe dovuto essere così alta che mai e poi mai avrebbe dovuto ripetersi un simile scempio, invece negli anni che seguirono, fino al 1993, spesso si è fatto nuovamente ricorso all' uso del tritolo, un tritolo così maledetto che noi, le vittime, speriamo sempre di scongiurare ricordando con costanza tutte le stragi avvenute in Italia e perseverando con la continua ricerca della Verità ".
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LETTERA
53  del 
01/08/2004
Lettera all' Unità  per anniversario strage di Bologna
1 agosto 2004

Gentilissimo Direttore Furio Colombo

Gentilissimo Dr. An.....
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Lettera all' Unità  per anniversario strage di Bologna
1 agosto 2004

Gentilissimo Direttore Furio Colombo

Gentilissimo Dr. Andrea Carugati

Ecco come dovrebbero sempre essere e soprattutto essere stati con grande costanza ,gli articoli sulle Stragi d'Italia.Come il Suo Dr. Carugati apparso oggi sull'Unità , il ricordo delle vittime una per una, un conto da presentare costantemente a chi fa finta di dormire tranquillo la notte e tranquillo non può essere dopo tanto sangue versato.Non sterili articoli come spesso abbiamo dovuto sopportare a salvaguardia degli interessi degli stragisti e in difesa della politica..Sono i morti i loro ricordi attraverso i parenti, sono i ricordi dei feriti che fanno "male" quando parlano; non piaccio alle coscienze anche se sono più che sporche .I così detti "colletti bianchi" , i "Mandanti" per antonomasia di tutte le stragi, sono persone "perbene", hanno un'immagine da salvare davnti al mondo, la memoria vera che sollecita le menti gli fa venire il "mal di pancia". I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ,saranno domani presenti alle manifestazioni che si terranno a Bologna in ricordo della strage del 2 Agosto 1980.Lo faremo prima di tutto per essere vicini alle vittime e ai familiari dei morti e perché facciamo parte dell'"Unione familiari delle vittime per strage" .Per noi quest'anno però sarà  più dura del solito partecipare , spesso abbiamo dovuto constatare in questi 11 anni che ci separano dall'attentato di Firenze del 27 Maggio 1993, quanto poco si sia combattuto contro la mafia.Il Magistrato Gabriele Chellazzi che più di tutti si è impegnato per consegnare alla giustizia uomini come Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro,ma soprattutto per rinviare a giudizio i "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993", sappiamo tutti come è andata a finire, anche se si fa finta di nulla :è stato lasciato morire di fatica, troppo solo a cercare gli "Autori" della strage di Firenze.Ribadiamo quindi che per noi "convivere" con la mafia è inconcepibile ,mentre pensiamo ai nostri morti e mentre guardiamo i nostri figli sopravvissuti allo scempio di quella primavera del 1993 uccisi nello spirito, massacrati nel fisico e sempre mal tutelati.Ripeto, saremmo comunque lo stesso a Bologna, per rispetto di chi il 2 Agosto del 1980 andava al mare e non è più tornato a casa per volere di chi azioni pur sempre "mafiose", sono sessant'anni che all'occorrenza ne compie a sfare, forse proprio perché tranne per pochi in fondo la convivenza con la mafia non la si disdegna poi così tanto.

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
54  del 
06/08/2004
Lettera all' Unità  pubblicata il 6 agosto 2004
Gentilissimo Prof. Nicola Tranfaglia,
certo che non sbagliava il Senatore Giovanni Spadol.....
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Lettera all' Unità  pubblicata il 6 agosto 2004
Gentilissimo Prof. Nicola Tranfaglia,
certo che non sbagliava il Senatore Giovanni Spadolini, nel maggio del 1994, quando Le disse di essere preoccupato per i destini della Repubblica.
Era Presidente del Senato e con lui l'On.Le Giorgio Napolitano il Presidente della Camera, quando esplosero le bombe del 1993.
Quando io ero all'ospedale di Ponte a Niccheri con mia figlia in fin di vita e già  avevamo riconosciuto il cadavere carbonizzato di Dario Capolicchio,l'illustre Senatore per il quale è stato ricordato ampiamente il decennale della morte voleva venire a trovarci, fu scelto di no da parte nostra, l'affronto subito era troppo grande , non potevamo sopportare nulla.
Oggi i nostri stati d'animo non sono cambiati poi più di tanto rispetto ad allora,a parte tutta la riconoscenza che dobbiamo a parte della Magistratura,questo perché non abbiamo avuto giustizia fino in fondo .
Cosa gravissima chi sa tace sui moventi della strage di Firenze e se pur di minore gravità , ma pur sempre importante, i rimasti invalidi nella notte dei "barbari", dopo undici anni da quell'infamia subita il 27 Maggio 1993 sotto la Torre de Pulci sede dell'Accademia dei Georgofili, dove tra l'altro il Senatore Spadolini faceva parte del Consiglio di Amministrazione,sono ancora una volta a fare i conti con vitalizi e speciali elargizioni da fame.

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
55  del 
08/08/2004
Comunicato a Controradio 8 Agosto 2004

La "maggioranza" si affanna intorno al problema Giustizia, nel tentativo di "sistemare.....
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Comunicato a Controradio 8 Agosto 2004

La "maggioranza" si affanna intorno al problema Giustizia, nel tentativo di "sistemare" definitivamente ciò che da dieci anni si cerca di fare: tarpare le ali ai Magistrati.
L'"Opposizione" in un perverso gioco delle parti, fa finta di dissentire , ma in realtà  essa stessa cerca solo una cosa: tarpare le ali ai Magistrati.
Il tutto è più che eloquente non si parla più di stragi del 1993.
L'allarme terrorismo imperversa , ma nessuno ha voglia di ricordare che il terrorismo "nostrano" undici anni fa ha massacrato questo Paese in lungo e in largo donne , bambini, ragazzi e uomini e quasi certamente per motivi non molto lontani da quelli di oggi: gli sporchi interessi di tutti.
Un breve cenno tanto per ricordare a quelli di memoria corta:
Il 6 Maggio 2002 la Corte di Cassazione ha inflitto 15 ergastoli per le stragi del 1993.
Colpevoli uomini di "cosa nostra" il gotha di "cosa nostra".
Mancavano però a completamento di quelle condanne coloro che in Via Palestro a Milano avevano avuto funzioni logistiche.
Nel 2003 ,il 9.12.03, la 1' Sezione della Corte di Appello di Milano ha condannato all'ergastolo i fratelli Formoso e si è chiuso così il cerchio degli esecutori materiali e dei "mandanti interni a cosa nostra" per le stragi del 1993.
Esistono però dei "Mandanti esterni a cosa nostra", noi ne siamo certi,sono persone che probabilmente fanno parte del mondo politico, del mondo istituzionale e di quello imprenditoriale, sono persone che possono fare in modo che addirittura le leggi stesse li salvaguardino dal dover rendere conto delle loro responsabilità .
Basta fare un esempio a caso:la legge che regolamenta il commercio delle armi.
Coloro che solo dieci anni fa si sono macchiati di crimini nell'ambito della vecchia legge 185 del 1990, e che, perché no, potevano avere tutto l'interesse a coprire quei crimini a suon di tritolo, oggi con i nuovi "aggiustaggi" alla legge stessa, quel crimine non esiste più, le armi si possono vendere anche agli "indiani" usando un'espressione dei vecchi film del far west, senza incorrere in nessuna sanzione di nessun tipo.
Il vero MOVENTE delle stragi del 1993, del resto non è stato mai cercato, ci si è accontentati di dire è stata la mafia, ma non ci si è chiesto del perché la mafia si è così "esposta", visto che 17 di loro sono tutti in carcere all'ergastolo e tutti nomi importanti nell'ambito delle cosche mafiose.
Oggi si dice e lo dicono anche i processi è stato per il "41 Bis", quel colabrodo di carcere duro da sempre, la mafia non lo voleva e non lo vuole .
Certo è verissimo, ma questo va bene per i picciotti , per i "bulli" della mafia che ai tempi d'oro vestivano "Valentino" e in carcere non hanno nessuna voglia di starci, ma per i "Mandanti interni" alla mafia , soprattutto per i "Mandanti esterni alla mafia" , quelli che movente hanno avuto per far eseguire quelle infami stragi , quella di Firenze massacrando bambini e ragazzi?
Per usare in tre mesi seicento chili di tritolo fuori dalla Sicilia, tutti insieme mafiosi con la "coppola" e mafiosi con il "colletto bianco" cosa dovevano garantirsi?
Non solo l'annullamento del" 41 bis" questo è sicuro , a Riina non importa nulla del "41 bis", l'importante è che i nomi di chi ha fatto affari con lui, fuori dal mondo mafioso resti segreto e mentre ogni giorno di "questo 41 bis" se ne parla e se ne riparla su tutto il resto si tace.
Certo confermiamo come spesso già  detto che la mafia deve rimanere confinata a "41 bis",oppure deve collaborare,del resto cosa potremmo mai dire noi le sue vittime?
Ma in carcere ci devono tornare anche quei 130 mafiosi che sono stati trasferiti a regime carcerario normale già  nel novembre 1993 e poi via via tutti coloro che pur essendo stragisti hanno goduto di benefici nel corso di tutti questi anni fino a pochi giorni fa.
Altrimenti il "41 bis" risulterà  essere applicato per noi le vittime del terrorismo eversivo e mafioso, primo perché non potremmo più uscire di casa con il pensiero di incontrare a spasso gli assassini dei nostri figli, e secondo perché contemporaneamente non potremmo più neppure rimanere in casa, con il pensiero di vedere in televisione "i mandanti esterni a cosa nostra" degli assassini dei nostri figli.
Altro che 41 bis ai mafiosi! Le stragi del 1993 avevano moventi ben più importanti ,in questo Paese c'è chi sa quali sono , ma tace spudoratamente per salvare se stessi ,perché in qualche modo risultano troppo vicini con operazioni di favoreggiamento al tritolo di via dei Georgofili.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
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LETTERA
56  del 
13/08/2004
Lettera all'Unità -13 agosto 2004

Commemorazione della strage di Sant' Anna di Stazzema

Gentilissimo Direttore
Innanzit.....
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Lettera all'Unità -13 agosto 2004

Commemorazione della strage di Sant' Anna di Stazzema

Gentilissimo Direttore
Innanzitutto il massimo rispetto a quanti sessant'anni fa persero la vita a Sant'Anna di Stazzema e a quanti ancora oggi li piangono veramente, aspettando che i nomi dei colpevoli siano scritti sugli atti processuali.
Dopo di che il nostro commento, soprattutto per un dovere verso noi stessi.
Negli anni 1992-1993 1994,in questo Paese in meno di due anni ci sono state ben nove stragi,più di mille chili di tritolo, proprio come se fossimo in guerra :
"come quando i Nazisti passarono su Ponte Vecchio" recita la requisitoria del PM Gabriele Chelazzi nel processo di primo grado agli esecutori materiali di quei massacri.
Sono morti Giudici ,ma anche bambini donne e ragazzi : Caterina Nencioni aveva 50 giorni di vita, Dario Capolicchio 21 anni.
Per queste recenti stragi,non solo troppi faldoni sono stati archiviati, ma il giorno degli anniversari possiamo camminare a testa in giù noi i parenti delle vittime, ma tanta gente non l'abbiamo mai vista.
Non sarà  che l'esigenza di andare in tanti e il più importanti possibile,a Sant'Anna di Stazzema, come scrive oggi sul giornale da Lei diretto il Dr.Franco Giustolisi, nasce proprio là  dove inizia a rimordere la coscienza, per la mancanza di Verità  per i summenzionati recentissimi massacri in tempo di pace?
O peggio ancora non sarà  che si parla tanto di ciò che avvenne sessant'anni fa (chiaramente consci che tanto ormai è tardi per tutto) per oscurare ciò che è avvenuto ieri?
Questo 27 Maggio 2004 , l'anniversario della strage di Via dei Georgofili , 5 morti e 41 feriti, neppure il Televideo ha riportato la notizia,relegandoci nelle stragi di serie B, solo le cronache locali dei giornali ne hanno parlato e molto poco.
Eppure solo undici anni fa in questo Paese, si è cercato di mettere in discussione anche quello straccio di democrazia che si dice a "bocca larga" possediamo.
Non è andato a fare una passeggiata in Via dei Georgofili Salvatore Riina ,e soprattutto qualcuno li ha pagati quei settecentomilioni che è costato solo l'esplosivo per imbottire il fiorino Fiat, e in qualche banca devono essere transitati.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Associazione Tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
57  del 
15/08/2004
FIRENZE, 15 Agosto 2004

TERRORISMO: FAMILIARI GEORGOFILI, TANTE ANALOGIE CON 1993

"Il Ford Transit che girerebbe per l'Italia.....
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FIRENZE, 15 Agosto 2004

TERRORISMO: FAMILIARI GEORGOFILI, TANTE ANALOGIE CON 1993

"Il Ford Transit che girerebbe per l'Italia carico di esplosivo fa tornare in mente quella 'nota riservata' dell' intelligence inviata solo due giorni dopo il 27 Luglio 1993, data della strage di Via Palestro presso la Villa Reale e, a Roma, alle chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano, quando si temeva un attentato per il 15 di Agosto successivo non a monumenti, ma a 'grosse 'personalita'". Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che fu compiuta con una carica di esplosivo a bordo di un Fiorino posteggiato vicino agli Uffizi. La vicepresidente si chiede "cosa hanno fatto di male gli Italiani per meritarsi un Ferragosto all' ombra del terrorismo" ed osserva che "gli italiani hanno fatto l' errore di non aver preteso insieme a noi la Verità  sulle stragi del 1993". "E' sempre apparso fin dalle prime ore - prosegue la nota - un problema tutto nostro, quello delle vittime. Vittime di nefandezze senza precedenti nella storia Repubblicana del nostro Paese, come quella infame strage perpetrata in Via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993. E ora le operazioni di Polizia di tutti gli apparati di sicurezza, nel tentativo di salvaguardare per quanto possibile, l' incolumità  dei cittadini in questo caldissimo giorno di Agosto, a 11 anni di distanza da analoghi pericoli, costano molto di più di quei quattro soldi che sono stati stanziati per la nuova legge sulle vittime del terrorismo".
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COMUNICATO
58  del 
18/08/2004
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ancora una volta rammentano il fallito attentato dello Stadio Olimpico di Roma che dove..... Apri
I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ancora una volta rammentano il fallito attentato dello Stadio Olimpico di Roma che doveva avvenire il 31 Ottobre del 1993. Pochi giorni dopo quell'inquietante episodio, parecchi detenuti furono trasferiti da un carcere a regime di "41 bis" a carcere normale. Questa una delle ipotesi investigative sulle quali lavorava il Magistrato Grabriele Chelazzi ,in merito alle indagini sui presunti "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 prima della sua morte. Il giorno di Ferragosto u.s. in noi, le vittime delle stragi del 1993, si è rinnovata l'angoscia di un imminente attentato ,visto che organi di stampa informavano di un probabile furgone carico di esplosivo in giro per l'Italia. Oggi a pochi giorni dall'episodio di cui sopra,per una alquanto singolare coincidenza ,si apprende di rivolte nelle carceri con conseguente spostamento di detenuti. Impossibile non domandarci che tipo di detenuti? Abbiamo prima sopportato tutto l'orrore della strage terroristica eversiva,poi l'affronto di vedere concesso a mafiosi l'opportunità  di un carcere normale come quello applicato a chi ruba polli, cosa dobbiamo aspettarci ancora prima che la Verità  sulle stragi del 1993 sia resa nota?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli- Vice Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
59  del 
24/08/2004
TERRORISMO:VITTIME GEORGOFILI,DIBATTITI NON EVITANO TRAGEDIE

I dibattiti con i terroristi "non servono a capire la nostra storia onde evi.....
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TERRORISMO:VITTIME GEORGOFILI,DIBATTITI NON EVITANO TRAGEDIE

I dibattiti con i terroristi "non servono a capire la nostra storia onde evitare nuove tragedie". Lo afferma l'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze (1993) che "vicina ai familiari di chi, attraverso atti di terrorismo, ha pagato con la vita e con gravissime conseguenze azioni esclusivamente scellerate e vigliacche". Il riferimento è al dibattito con applausi alla Mambro ed alla Mantovani ieri al Meeting CL di Rimini. L' Associazione, riconfermando la "solidarietà  con i familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna", ricorda poi che "é stata proprio l'esaltazione continua e costante dei criminali, sempre alla ricerca di un modo per non pagare il loro debito con la società , che ha posto limiti alla ricerca della verità  sulle stragi d'Italia. La strage ha sempre pagato in questo Paese, mentre neppure per una si sono mai scoperti i veri mandanti: questo anche perché gli esecutori materiali troppo spesso hanno avuto possibilità  di essere ascoltati da orecchi alquanto 'opportunistici' e come se non bastasse possono salire sui palchi a riscuotere applausi da chi le mani le batte solo perché lo fa il suo vicino di posto". La stessa Associazione ricorda, infine, che mentre si dibatte sotto i riflettori con i terroristi, le vittime delle stragi aspettano ancora di essere aiutate economicamente per alleviare le conseguenze derivate da quei fatti. Il riferimento in particolare è per i feriti gravi, spesso colpiti da invalidità , (indennizzi, al momento, sono previsti solo per i familiari di deceduti) per ora, invece, dimenticati mentre devono sostenere da soli una disperazione quotidiana legate a gravissime situazioni economiche, affettive, assistenziali.
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LETTERA
60  del 
30/08/2004
Lettera all' Unità  31 agosto 2004

Gentilissimi Direttori dell'Unità  Dr.Colombo, Dr. Padellaro ,

Rimbalza da un telegiornal.....
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Lettera all' Unità  31 agosto 2004

Gentilissimi Direttori dell'Unità  Dr.Colombo, Dr. Padellaro ,

Rimbalza da un telegiornale all'altro, da un comunicato all'altro:con i terroristi non si tratta e non si è mai trattato.Certo che con i terroristi non si tratta, ma negli anni 1992 â?? 1993 eccome si è trattato con terroristi eversivi e per giunta mafiosi!Speriamo inoltre non siano fondati i nostri terribili dubbi ,secondo i quali durante questi ultimi dodici anni , giusto dall'episodio del noto proiettile di artiglieria fatto ritrovare nel giardino di Boboli a Firenze il 5 Novembre del 1992, in realtà  si sia sempre trattato con i terroristi.Speranze ce ne sono poche, molto poche, tutto farebbe pensare ancora ad oggi l'esistenza di una sotterranea trattativa la quale rema contro la nostra ricerca di giustizia,perché altrimenti di mafia terrorista ed eversiva e dei suoi complici con il presunto "colletto bianco" si parlerebbe molto di più.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli- Vice Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
61  del 
11/09/2004
11/9: A FIRENZE OPERA MULTIMEDIALE CONTRO IL TERRORISMO

Luogo, data e numero delle vittime per ricordare le tragedie dell' 11 settembre a.....
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11/9: A FIRENZE OPERA MULTIMEDIALE CONTRO IL TERRORISMO

Luogo, data e numero delle vittime per ricordare le tragedie dell' 11 settembre a New York, dell' Ossezia e per dare solidarieta' alle due donne italiane rapite in Iraq nei giorni scorsi. Cosi' un' installazione multimediale, realizzata dal Comune di Firenze per l' anniversario dell' attentato alle Torri Gemelle di New York, dara' testimonianza contro guerre e terrorismi. L' installazione sara' visibile al pubblico per tre giorni a partire da lunedi' prossimo, nella Sala d' Arme di Palazzo Vecchio. La realizzazione viene annunciata come molto sobria;> non prevede immagini o commenti ma numeri. Una lista simbolica, e' stato spiegato, per ricordare che il mondo e' insanguinato da guerre e da azioni terroristiche che colpiscono e uccidono vittime innocenti. A Firenze anche i Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ricorderanno le vittime dell'11 settembre esprimendo solidarieta' alle loro famiglie. La vicepresidente Giovanna Maggiani Chelli ''esorta altresi' quanti sono stati vittime di azioni cosi' vigliacche a prodigarsi nella ricerca della verita'''.
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NOTIZIA ANSA
62  del 
15/09/2004
MAFIA: FAMIGLIE GEORGOFILI, PUGLISI UCCISO PERCHE' SAPEVA? 11 ANNI FA L'ASSASSINIO...
Padre Pino Puglisi potrebbe essere stato ucciso -.....
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MAFIA: FAMIGLIE GEORGOFILI, PUGLISI UCCISO PERCHE' SAPEVA? 11 ANNI FA L'ASSASSINIO...
Padre Pino Puglisi potrebbe essere stato ucciso - il 15 settembre di undici anni fa, a Palermo -perché poteva "aver intuito la verità  sui massacri del 1993,i cui 'mandanti interni alla mafia' abitavano proprio a Brancaccio". Lo afferma, in un documento diffuso oggi in memoria del sacerdote siciliano, l' Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili. "Risulterebbe - afferma il documento - che padre Puglisi proprio nei giorni che hanno preceduto la morte avesse chiesto di poter contattare persone delle istituzioni impegnate sul fronte dell' antimafia, ma per quella maledetta sorte che tiene spesso gli uomini di Stato troppo lontano da chi sta in prima linea, tutto fu vanificato e Don Puglisi forse pagò con la vita il prezzo di conoscere quella verità  che ancora oggi tiene il Paese in balia del potere mafioso".
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LETTERA
63  del 
17/09/2004
Lettera all' Unità -.Il covo di Riina

Gentilissimo Direttore dell'Unità  Dr. Furio Colombo,dopo un ulteriore no da parte della Magist.....
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Lettera all' Unità -.Il covo di Riina

Gentilissimo Direttore dell'Unità  Dr. Furio Colombo,dopo un ulteriore no da parte della Magistratura all'archiviazione della pratica che verte a stabilire eventuali responsabilità  sulla mancata perquisizione al covo di Riina, subito dopo il su arresto il15 gennaio 1993, desidero puntualizzare quanto segue , ossia il nostro pensiero :
1)spesso noi i familiari delle vittime di Riina nelle stragi del 1993, ci siamo chiesti se la perquisizione di quel "covo" avesse in qualche modo potuto evitare quegli infami massacri,la morte dei nostri figli, le stragi del 1992, l'uccisione dei Giudici,all'arresto del grande uomo di "cosa nostra" ormai erano già  state effettuate.
Ebbene altrettanto spesso ci siamo risposti di no, questo perché oltre non credere fino in fondo che Riina Salvatore potesse tenere il "papello" in via Bernini nel centro di Palermo, con grande "collegialità " le stragi del 1993 erano state decise ormai a troppi "tavoli" che contano e perdio si "avevano da fare".
2)Noi abbiamo diritto alla verità  sul massacro di Firenze del 27 Maggio 1993 e se stabilire le responsabilità  per gravi mancate perquisizioni è sicuramente importante, sono ben altre le inchieste che non si sarebbero dovute archiviare,invece lo si è fatto,perchè è passato "troppo tempo" per certi tipi d' indagine.
Torniamo per l'appunto a ricordare che il trasferimento di 130 detenuti da carcere duro a carcere normale, avvenuto ai primi di novembre del 1993 subito dopo il fallito attentato all'Olimpico nel quale dovendo morire molti carabinieri,lascia intravedere da parte di "Altri", che non appartenevano sicuramente a "cosa nostra", moventi ben più gravi di una semplice abolizione del 41 bis con un attacco ai monumenti, altrimenti i ricatti della mafia sul "carcere duro" non sarebbero stati accettati quel novembre del 1993 quando i morti erano ancora caldi e i feriti sconvolti.
3)Quindi la Magistratura faccia pure il suo lavoro sulle mancate perquisizioni,ma si stanino anche i banditi che da 11 anni siedono la dove è vergognoso il solo pensarlo stiano comodamente sprofondati.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
64  del 
20/09/2004
29 settembre 2004- Lettera all' Unità 

Gentilissimo Direttore dell'Unita,scrivo a Lei, perché il Suo è l'unico giornale che la .....
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29 settembre 2004- Lettera all' Unità 

Gentilissimo Direttore dell'Unita,scrivo a Lei, perché il Suo è l'unico giornale che la parola mafia comunque vadano le cose almeno la "pronuncia" .Le invio quanto da me letto ieri alla Spezia all'arrivo della Carovana della Legalita'.La Dottoressa Borsellino, per impegni improvvisi all'ultimo momento non è potuta venire ,al suo posto abbiamo ascoltato la relazione sulla lotta alla mafia da parte della Signora Iole Galuti a suo tempo fondatrice di "Avviso Pubblico".Mi scuso se ho compreso male il nome della Signora.Sono stati ampiamente sciorinati i dati emersi dai rendiconti di Libera , di quanto insomma ogni anno si faccia per la lotta alla criminalità .I giovani hanno bisogno di speranza e in qualche modo bisogna dargliela, di questo ne sono convinta anch'io, ma per vie diverse io continuo a dire attraverso la Verità .La Signora Galuti ha precisato , proprio rispondendo al mio dire, quanto l'uso della memoria sia importante , citando per l'appunto, i campi di grano coltivati dai ragazzi di Don Ciotti , campi già  proprietà  di Riina.Ha poi parlato della "ballata" ideata dall'On.Le Violante con l'elenco di tutti i nomi dei bambini uccisi dalla mafia, letti nelle scuole ogni anno e così via.Mi permetto a questo punto, perché mi creda la rabbia sta aumentando e in qualche modo anche noi avremmo pure il diritto di dire la nostra.Ebbene mi permetto di ricordare che durante il Governo di centro sinistra ,si è cercato di "infilare" una nota nella legge per il giudice monocratico tentando di abolire ,attraverso il rito abbreviato, l'ergastolo a Salvatore Riina,ai fratelli Graviano e a tutti gli altri.Quindi mi sbaglio se affermo quanto sia pefettamente inutile di giorno "seminare il grano sui campi di Corleone" e notte tempo "liberare gli assassini che sicuramente torneranno a prendersi i loro campi"?.
Cordiali saluti
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NOTIZIA ANSA
71  del 
07/10/2004
MAFIA: CHIODO; FAMILIARI GEORGOFILI, GRANDE SUO CONTRIBUTO
NOTIZIE ANCORA UTILI PER RICERCA 'MANDANTI ESTERNI'

- Il contributo di.....
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MAFIA: CHIODO; FAMILIARI GEORGOFILI, GRANDE SUO CONTRIBUTO
NOTIZIE ANCORA UTILI PER RICERCA 'MANDANTI ESTERNI'

- Il contributo di Vincenzo Chiodo all' accertamento dei responsabili delle stragi di mafia della primavera-estate del 1993 è stato molto rilevante e le notizie che il pentito ha fornito "possono risultare più che utili per la ricerca dei 'mandanti esterni a cosa nostra' colpevoli di massacri senza eguali nel nostro Paese, e purtroppo ancora oggi liberi". Lo afferma, in una nota, l' Associazione familiari delle vittime di Via dei Georgofili a proposito delle polemiche sulla situazione del pentito. "I collaboratori di giustizia sono ancora una volta sotto i riflettori e ancora una volta - precisa la nota - i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili tornano a ribadire la grande importanza dei cosiddetti 'pentiti' nei fatti di mafia". Il giorno in cui Chiodo ha testimoniato in aula al processo di Firenze per le stragi "e si è accusato dell' uccisione del bambino, non abbiamo potuto non avvertire tutto l' orrore di quella confessione, ma Vincenzo Chiodo è anche colui che per la verità  sulle stragi del 1993 ha dato un' ampia collaborazione, fornendo notizie sull' esplosivo che in quell' infausto anno girava sul territorio italiano. Con la sua testimonianza ha fornito inoltre preziose informazioni sulle relazioni che intercorrevano fra personaggi chiave implicati in quelle stragi". Notizie che "ancora oggi, noi crediamo, possono risultare più che utili per la ricerca dei 'mandanti esterni a cosa nostra', colpevoli di massacri senza eguali nel nostro Paese, e purtroppo ancora oggi liberi".
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NOTIZIA ANSA
65  del 
13/10/2004
MAFIA:BRUSCA;ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, LEGGE PENTITI E' SERVITA

La legge sui collaboratori di giustizia e' servita a far conoscere l.....
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MAFIA:BRUSCA;ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, LEGGE PENTITI E' SERVITA

La legge sui collaboratori di giustizia e' servita a far conoscere la verita' sugli esecutori materiali della strage di via dei Georgofili a Firenze. ''Ben altre leggi sarebbero da mettere in discussione in questo Paese, per esempio quella sull'uso dei tabulati telefonici piu' 'vecchi' di cinque anni, che ha posto impedimenti'' nella ricerca delle verita'. E' quanto afferma in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, intervenendo in merito ai permessi premio concessi a Giovanni Brusca. L'Associazione, che pure premette che proprio Giovanni Brusca, al processo a Firenze, disse di non sapere nulla della strage di via dei Georgofili, fornendo poi due versioni sull'episodio del proiettile ritrovato nel giardino di Boboli, il 5 novembre 1992, afferma infine che se e' pur vero che Brusca puo' usufruire di permessi dopo aver fatto sciogliere un bambino nell'acido, e' altrettanto vero che in Italia i cosiddetti '''mandanti di stragi esterni alla mafia'', ancora da identificare, vivono tranquillamente accanto alle loro famiglie.
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LETTERA
66  del 
14/10/2004
14 ottobre 2004- Lettera all' UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità 

Cosa sta succedendo con i "pentiti" ?.....
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14 ottobre 2004- Lettera all' UNITA'

Gentilissimo Direttore dell'Unità 

Cosa sta succedendo con i "pentiti" ? Non bastava aver limitato definitivamente a 180 giorni la possibilità  di verbalizzare tutto ciò che un collaboratore conosce di fatti e misfatti sul fronte della mafia, mancava pure l'attacco mediatico ad un "collaboratore" come Giovanni Brusca. Giovanni Brusca è uno di quei soggetti che dopo aver collaborato, bisognava buttare via le chiavi della sua cella per gli orribili delitti commessi, nessuno può pensarla diversamente. Le medicine però sono quasi sempre amare e noi che abbiamo avuto i figli massacrati in Via dei Georgofili a Firenze , abbiamo bevuto a quel calice, perché solo così è stata garantita quel minimo di giustizia ai nostri parenti uccisi dalla mafia e Magistrati come Gabriele Chellazzi sono morti di fatica lavorando intorno ai processi per le stragi del 1993.In queste ore si è scatenato l'inferno intorno ai "pentiti", perché proprio ora? Sembra tornato il periodo dell'aprile 1994 quando un fallito attentato a Contorno, il "pentito" per eccellenza, chiuse forse definitivamente la bocca a soggetti che cominciavano a intraprendere il faticoso e pericoloso percorso che portava ai "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993. Speriamo che quanto sopra sia solo frutto della nostra "ansia di giustizia" , del nostro diritto alla giustizia, ma quanto abbiamo dovuto patire e ancora sopportiamo ,ci ha resi guardinghi davanti a certe prese di posizione tardive. Brusca è da lungo tempo che incontra suo figlio,ripeto perché buttare solo oggi "il mostro" in prima pagina?

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
67  del 
21/10/2004
CINEMA: VITTIME GEORGOFILI, INDIGNATI FILM MAMBRO-FIORAVANTI

- L'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili esprime.....
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CINEMA: VITTIME GEORGOFILI, INDIGNATI FILM MAMBRO-FIORAVANTI

- L'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili esprime "indignazione" per la prossima realizzazione di un film sulla storia dei terroristi neri Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, e si schiera a fianco di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione familiari vittime della strage di Bologna, e di quanti hanno sofferto per "il massacro del 2 agosto 1980".
"In questo nostro Paese tormentato dal terrorismo fin dalla nascita della Repubblica - commenta l'Associazione di via dei Georgofili - non si è mai trovato il coraggio di dare alle vittime delle stragi ciò che gli spetta, ossia quella forma di rispetto da parte di chiunque, che non può e non deve prevedere certo l'esaltazione dei carnefici".
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LETTERA
68  del 
21/10/2004
21 ottobre 2004- Lettera all' Unità : ancora Brusca

Al Direttore dell'Unita',all' Avv. Ligotti,al Dr. Saverio Lodato
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21 ottobre 2004- Lettera all' Unità : ancora Brusca

Al Direttore dell'Unita',all' Avv. Ligotti,al Dr. Saverio Lodato

Una premessa: lungi da me criticare la legge voluta dal Giudice Falcone sui "pentiti", per gli ovvi motivi che Lei naturalmente ben conosce, dopo di che siccome sostenere che "i permessi sono possibili e ritenerli non concedibili" a Brusca è un modo indiretto per affermare il divieto per una singola persona, allora desidero puntualizzare anche con Lei alcune cose.Intanto, come ben Lei saprà  noi abbiamo difeso pubblicamente , attraverso una nota di agenzia,la legge che concedeva i benefici anche a Giovanni Brusca, come riportato solo dal Corriere della Sera 14 Ottobre u.s., ma nella nota consegnata all'agenzia di stampa e anche all'Unità , abbiamo fatto anche alcune puntualizzazioni e quelle non le ha riprese nessun organo d' informazione. Detto questo,Lei sa bene come me Avvocato Ligotti che Giovanni Brusca sulle stragi del 1993, durante il processo di Firenze, ha affermato di non sapere nulla e Lei ben comprenderà  che noi naturalmente non gli crediamo .Sono anche certa avvocato, che Lei ben ricorderà  come sul proiettile di Boboli Giovanni Brusca abbia dato due versioni :una al pm Grabiele Chellazzi e una all'Avv. Ceolan difesa Bagarella,questo nei giorni 13-14-15-19-23 gennaio 1998.Come del resto altre occasioni sono state per Giovanni Brusca motivo di dire prima una cosa, poi ritrattarla o correggerne il tiro, come nel caso "la sinistra sapeva".Inoltre, vista la personalità  di Giovanni Brusca,ben emersa nei processi di Firenze, non è da escludere in assoluto possa aver "disertato" qualche confronto importante sul fronte dell'accertamento della verità  sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993.Ammetto che altri "pentiti" hanno goduto di benefici simili a quelli di Giovanni Brusca, per esempio come Lei ben dice :il Sig.Monticciolo .Ma il Signor Monticciolo , davvero per le stragi del 1993 è stato alquanto importante e a quello che ha verbalizzato noi abbiamo sempre creduto.Ribadendo quindi tutta la "fede possibile"verso la legge sui collaborati di giustizia, quella del Giudice Falcone naturalmente, non quella che prevede 180 giorni per verbalizzare ogni cosa , ebbene forse Lei ha ragione il soggetto Giovanni Brusca ha bisogno di una legge tutta sua in fatto di benifici per la "collaborazione",almeno fintanto che non si deciderà  a dire tutto quello che sa fino in fondo.Se poi lo ha già  fatto e noi ancora non lo sappiamo, ma nell'esprimerci pubblicamente nei suoi confronti il 14 ottobre scorso lo abbiamo messo in conto, allora è tutta un'altra cosa e forse senza tanti discorsi l'attacco a Giovanni Brusca in questo momento sta' proprio qui.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
69  del 
23/10/2004
23 ottobre 2004- Lettera all' Unità 

Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro Condirettore dell'Unità ,
ho letto con molta attenzion.....
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23 ottobre 2004- Lettera all' Unità 

Gentilissimo Dr. Antonio Padellaro Condirettore dell'Unità ,
ho letto con molta attenzione il Suo scritto oggi sull'Unità . Gentilissimo Dr. Padellaro a Firenze ci sono due pareti intere di documenti di archiviazione sui "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993.Documenti relativi alle indagini condotte da un Magistrato che ha dato la vita per tutto ciò.Migliaia e migliaia di pagine di verbali che raccontano una storia d'Italia che non sarà  "mai provata", una storia d'indagine che inizia già  nello stesso 1993, pochi mesi dopo le stragi.Sa perchè Le dico quanto sopra, perchè nessuno, ma nessuno in assoluto, ha mai aiutato veramente la Magistratura nella sua immane fatica di ricostruzione della Storia d'Italia di questi ultimi unidici anni,attraverso ciò che è successo nel 1993.Sette stragi in meno di due anni,più di mille chili di tritolo stragista terroristico eversivo.Inutile che Le nomini i morti e i feriti i quali in cambio di quanto sopra, anche in Piazza San Giovanni hanno raccolto solo omertosi silenzi.Bisognava lasciar fare la Magistratura , aiutarla, supportarla, non cercare di "lavare i panni sporchi in casa" e ovviare agli errori commessi attraverso trattative politiche sulla nostra pelle, su quella dei nostri morti.Ormai è tardi , " i Moretti" potrebbero andare anche "all'inferno",ma tutto ormai è stato archiviato per "infondatezza" e indietro non si torna.Mi scuso del disturbo arreccato e cordialmente La saluto

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
70  del 
31/10/2004
MAFIA: BRUSCA; GEORGOFILI,GIUSTO CARCERE COME PRIMA BENEFICI

Cosi' come era stato ''giusto'' concedere a Giovanni Bru.....
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MAFIA: BRUSCA; GEORGOFILI,GIUSTO CARCERE COME PRIMA BENEFICI

Cosi' come era stato ''giusto'' concedere a Giovanni Brusca i benefici ai quali aveva diritto,cosi' ''oggi e' giusto che torni in carcere se ha usato il telefono e non gli era consentito''. E' quanto afferma in una nota l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze ''dopo l'ennesima bufera scatenata'' su Brusca. L'Associazione, si spiega ancora, ''cosi' come non crede all'ingenuita' di Brusca, tanto meno crede sia utile un ripensamento troppo restrittivo sui premi ai collaboratori di giustizia in generale, i quali sono stati indispensabili per arrivare alle sentenze definitive per gli esecutori materiali e i 'mandanti interni a Cosa nostra' per le stragi del 1993''.

Televideo pag. 143 31 Ottobre 2004

"Non mi sembra il caso di drammatizzare. Se Brusca ha violato una disposizione, è giusto che torni in carcere".
E' il commento del Procuratore Nazionale antimafia Vigna, dopo il ritorno in carcere di Giovanni Brusca" tradito" da un cellulare.
I familiari delle vittime di Via dei Georgofili stimano inutili eventuali "ripensamenti" sui benefici ai collaboratori di giustizia.
Vizzini(Fi): " Soffoco l'indignazione nel vedere i collaboratori premiati, ma senza di loro sarebbero più familiari che piangono i loro morti"."Brusca non voleva cambiare vita, ma trovare una via d'uscita dal carcere " commenta Basile
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INTERVISTA
72  del 
07/11/2004
Intervista a Radio Capital 7 /11/04

Per lunghi quattro anni ,tanto sono durati i processi a Firenze per le stragi del 1993, i familiari dell.....
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Intervista a Radio Capital 7 /11/04

Per lunghi quattro anni ,tanto sono durati i processi a Firenze per le stragi del 1993, i familiari delle vittime della strage di Firenze,hanno dovuto imparare ad apprezzare i collaboratori di giustizia.Per esempio :i nostri figli erano stati massacrati, perché un soggetto di nome Carra aveva trasportato quasi mille chili di tritolo in tutti quei luoghi dove la mafia aveva preparato le sue trappole mortali.Pietro Carra fu condannato a pochi anni di carcere, in seguito godette di tutti i benefici riconosciuti ai collaboratori di giustizia, eppure quando viaggiava in lungo e in largo per l'Italia con i suoi carichi di morte sapeva benissimo cosa stava facendo.Abbiamo sofferto al pensiero che i nostri figli erano sotto terra , o devastati dalle ferite riportate nelle stragi e i loro aguzzini liberi, ma attraverso un travaglio sia pure doloroso, abbiamo capito che solo così questo Paese, avrebbe cominciato a liberarsi da un vero e proprio cancro il sistema mafioso.Oggi scopriamo che lo abbiamo compreso noi ,ma non chi veramente dovrebbe aver capito l'importanza dei collaboratori di giustizia.La settimana scorsa è stato duramente attaccato Giovanni Brusca , fra ieri e oggi, il turno di Vincenzo Chiodo ,approfittando dell'occasione per sparlare anche di Monticciolo.Insomma un terzetto di collaboratori più che importante ai fini della verità  sui "Mandanti esterni a Cosa nostra" per le strati del 1993.I suddetti soggetti hanno un denominatore comune gravissimo, l'uccisione dei piccolo Giuseppe figlio di Santino Di Matteo anche lui collaboratore di giustizia e questo li ha resi vulnerabilissimi.I così detti "pentiti" in questi giorni sono stati attaccati duramente e bisogna ritornare con la memoria al fallito attentato a Contorno il 14 Aprile del 1994 , per trovare traccia di simili comportamenti.Noi crediamo che un motivo a tutto ciò ci sia, non può trattarsi solo di umana indignazione davanti ai crimini perpetrati da questi individui, perché tutti dovremmo essere coscienti di quanto sia molto più importante arrivare alla verità  sulle stragi del 1993.Non crediamo si possa inorridire al solo pensare che Brusca e gli altri abbiamo ucciso Giuseppe di Matteo e non lasciarsi minimamente toccare dal fatto che i "mandanti esterni a cosa nostra", responsabili della morte di Caterina Nencioni di soli 50 giorni ,Nadia Necioni di 8 anni e Dario Capolicchio di 20 anni siano ancora tranquillamente a piede libero
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LETTERA
73  del 
07/11/2004
Alla Stampa, inviata anche ad Antimafia, Unità  e Controradio
7 novembre 2004

Bufera sui collaboratori di giustizia.

Gentilissimo D.....
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Alla Stampa, inviata anche ad Antimafia, Unità  e Controradio
7 novembre 2004

Bufera sui collaboratori di giustizia.

Gentilissimo Direttore,
Siamo risultati come si dice :"l'unica voce contro".Eppure siamo convinti delle nostre buone ragioni e poco comprendiamo atteggiamenti d'incomprensione nei nostri confronti.Ribadiamo ancora una volta che l'uccisione del giovane Giuseppe Di Matteo, è stata un delitto ignobile e crudele come solo la mafia sa fare.I colpevoli di simili crimini, lo abbiamo già  ampiamente ribadito solo in "gabbia" dovrebbero stare, purtroppo però bisogna fare i conti con la realtà  e la realtà  di questo nostro Paese, come del resto per buona parte dei Paesi del mondo,anche i più democratici, spesso giustizia si ottiene solo utilizzando i famosi "confidenti", nel nostro caso "i pentiti".Abbiamo più volte detto ,quanto avremmo preferito avere giustizia con il solo esclusivo utilizzo delle indagini delle Forze dell'ordine e della Magistratura, ma nel nostro Paese, soprattutto nel nostro Paese, proprio perché esiste anche il sistema mafioso, siamo stati costretti ad accettare la collaborazione di uomini ,i quali in cambio di benefici, sono stati disposti a svelare segreti in nessun altro modo penetrabili.Quegli stessi uomini così detti "collaboratori di giustizia", quelli più informati , quelli più vicini ai vertici di "cosa nostra", oggi potrebbero essere ancora in grado di aiutare chi di dovere ad andare oltre la verità  sulla mafia per le stragi del 1993.Ossia potrebbero esser in grado di portare "fin sulla soglia di casa dei mandanti esterni a cosa nostra", possibile sia tanto difficile da comprendere tutto ciò?Oppure dobbiamo pensare che la verità  sulle stragi del 1993 non la si voglia ?Desideriamo inoltre precisare quanto a questo punto sarebbe più che giusto non parlare solo del piccolo Di Matteo sciolto nell'acido, evidenziando che i suoi criminali sono liberi perché collaboratori di giustizia, ma parlare anche della terribile morte cui sono andate incontro la notte del 27 Maggio 1993 le giovanissime Nencioni e Dario Capolicchio.Mettendo ben in evidenza come si fa con Giuseppe Di Matteo che i criminali di due bimbe una di 50 giorni e una di 8 anni e di un ragazzo di 20 anni sono ancora liberi, perché la notte dei Georgofili a Firenze non c'era solo la mafia con la "coppola", ma numerosissimi "colletti bianchi".E' più che giusto scandalizzarsi per la terribile fine del giovane Di Matteo e per il fatto che i suoi assassini sono liberi, ma sarebbe anche giustissimo ogni giorno indignarci al pensiero di giovani vite spezzate in Via dei Georgofili in nome di sporchi affari, precisando che chi le ha fatte uccidere non solo è libero,ma è molto probabile stia tentando di buttare a mare "i benefici ai pentiti" per far sì che la verità  non venga mai fuori.Possiamo aggiungere che siamo anche noi in grado di narrare tutto l'inferno vissuto da due bambine e un ragazzo di solo 20 anni, per attirare l'attenzione su un vero e proprio massacro a suon di tritolo, ancora in cerca di tutti gli Autori,trovando consensi attraverso l'indignazione generale verso crimini così efferati.Noi però non disponiamo di mezzi potenti e quindi mentre piangiamo veramente la morte di Giuseppe Di Matteo e la condanniamo sinceramente perché possiamo capire,continueremo a difendere i benefici ai "pentiti" perché non possiamo fare altrimenti.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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COMUNICATO
74  del 
10/11/2004
La richiesta di Salvatore Riina al Tribunale di Sorveglianza di Milano per la sua esclusione dal regime carcerario duro, in quanto il boss sarebbe mol..... Apri
La richiesta di Salvatore Riina al Tribunale di Sorveglianza di Milano per la sua esclusione dal regime carcerario duro, in quanto il boss sarebbe molto malato, sollecita in noi una provocazione:
riteniamo più che pertinente la richiesta del capo di "cosa nostra", infatti con grande pazienza e determinazione durante questi undici anni si sono create quelle condizioni , secondo le quali la mafia doveva godere di certi privilegi , uno fra tutti l'abolizione del 41 bis.Quindi perché oggi Salvatore Riina non dovrebbe chiedere ciò per cui ha "combattuto" a suon di tritolo provocando morte , dolore e disperazione la notte del 27 Maggio 1993?
A Salvatore Riina ricordiamo però che qualunque sarà  , lunedì prossimo,la decisione dei Giudici continueremo a pensare sempre allo stesso modo:collabori con la giustizia , dica chi c'era insieme a lui la notte del 27 Maggio 1993 a Firenze e solo allora potremmo tollerare e a malincuore, che la sua malattia venga curata fuori da un regime di carcere speciale.Inoltre restiamo fermamente convinti, che a regime di "41 bis" i malati possano essere curati altrettanto bene come in un regime carcerario normale, del resto i nostri malati gravi , quelli resi invalidi da Salvatore Riina li curiamo come possiamo.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofil

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NOTIZIA ANSA
75  del 
10/11/2004
MAFIA: RIINA; PARENTI VITTIME, ESENZIONE 41 BIS SE COLLABORA

- Salvatore Riina ''collabori con la giustizia e solo allora potremmo .....
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MAFIA: RIINA; PARENTI VITTIME, ESENZIONE 41 BIS SE COLLABORA

- Salvatore Riina ''collabori con la giustizia e solo allora potremmo tollerare e a malincuore che la
sua malattia sia curata fuori da un regime di carcere speciale''.
Lo afferma l'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, intervenendo in merito alla
richiesta di Riina di essere esentato dal 41 bis per motivi di salute. I familiari delle vittime di via dei Georgofili, attentato per il quale Riina e' stato condannato, restano comunque ''fermamente convinti che a regime di 41 bis i malati possano essere curati altrettanto bene come in un regime carcerario normale, del resto i nostri malati gravi, quelli resi invalidi da Salvatore Riina, li curiamo come possiamo''.Infine, provocatoriamente, l'Associazione si chiede:
''Perche' oggi Riina non dovrebbe chiedere cio' per cui ha 'combattuto', a suon di tritolo, provocando morte, dolore e disperazione?''.

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COMUNICATO
76  del 
13/11/2004
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,il giorno dopo l'incontro di Salvatore Riina con i Giudici del Tribunale di Sorvegl..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,il giorno dopo l'incontro di Salvatore Riina con i Giudici del Tribunale di Sorveglianza che dovranno pronunciarsi su di un tipo di detenzione meno restrittivo nei confronti del boss di "cosa nostra",seriamente preoccupati
chiedono

sia preso in considerazione quanto suggerito dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna, ossia "affidare ad un nucleo investigativo centrale, per esempio all'interno della Dia che si verifichi il tenore di vita e rapporti con le cosche dei familiari del soggetto sottoposto al 41 bis".
Inoltre i familiari delle vittime esternano tutte le loro riserve circa il fatto che Salvatore Riina "dati gli anni trascorsi dal momento del suo arresto, non avrebbe più alcun rapporto con l'esterno e soprattutto con la criminalità  organizzata", tutto ciò in considerazione dell'immane ferocia con la quale è stata perpetrata la strage del 27 Maggio 1993.

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofil
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COMUNICATO
77  del 
14/11/2004
Al fine di evitare siano tratte conclusioni non consone a nostro modo di vedere, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili precisan..... Apri
Al fine di evitare siano tratte conclusioni non consone a nostro modo di vedere, i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili precisano quanto segue:

1)Il fatto che le vittime , attraverso cause civili,per mezzo del Fondo di solidarietà , al quale confluiscono i beni sequestrati alla mafia, siano risarcite del danno che la mafia stessa ha loro procurato in tutti i sensi, non vuole assolutamente dire che le responsabilità  di criminali rei di strage in qualche modo vengano ridimensionate.Ossia per quello che ci riguarda Salvatore Riina è a regime di carcere duro, ovvero "41 bis" e lì deve rimanere.
2)Non riusciremo mai a comprendere leggi garantiste anche per mafiosi, terroristi ed eversivi rei della strage del 27 Maggio 1993 e ancora oggi siamo pieni di indignazione davanti a vergognosi tentativi, per fortuna falliti,di rendere la vita meno difficile in carcere ai boss di "cosa nostra", come avvenne nell'aprile del 2000 attraverso la procedura del rito abbreviato.
Cordiali saluti.
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
78  del 
14/11/2004
Lettera all' Unità ,14 novembre 2004

Gentilissimi Direttori dell'Unità  Dr.Colombo, Dr. Padellaro, Gentilissima Dottoressa Sandra.....
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Lettera all' Unità ,14 novembre 2004

Gentilissimi Direttori dell'Unità  Dr.Colombo, Dr. Padellaro, Gentilissima Dottoressa Sandra Amurri

Dopo aver visto quanta importanza ha dato oggi la stampa alla sentenza relativa alla causa civile del Questore Germanà , proprio alla vigilia in cui il Tribunale di sorveglianza dovrà  pronunciarsi circa la richiesta di Salvatore Riina, abbiamo dato all'Ansa il Comunicato che invio in allegato.
Non abbiamo per ora notizie che la nostra lettera abbia avuto un seguito.
Scrivo a Loro quindi per ribadire la ferma convinzione che se Salvatore Riina riuscirà  a lasciare la forma detentiva denominata "carcere duro" ovvero "41 bis",anche per le stragi del 1993 , come per tutte le altre del resto, non avremmo mai più alcuna verità .
Si fa quindi in noi più forte che mai la convinzione che nessuna forza, soprattutto politica , abbia mai voluto sapere veramente cosa sia successo la notte del 27 Maggio 1993 a Firenze.
Non resta che prender atto di tutto ciò e cercare di continuare con tutte le nostre forze e con tutti i nostri mezzi a far sì che i capi di "cosa nostra", rei di stragi terroristiche ed eversive , non possano in qualche modo usufruire di agevolazioni sulla pelle dei nostri morti , in quanto godono di protezioni dall'alto.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofil
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LETTERA
79  del 
17/11/2004
Lettera all' Unità ,17 novembre 2004

Oggetto: Brusca Giovanni, Monticciolo,Chiodo , Patti, Sinacori

Gentilissimo Direttore dell&.....
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Lettera all' Unità ,17 novembre 2004

Oggetto: Brusca Giovanni, Monticciolo,Chiodo , Patti, Sinacori

Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
ormai da qualche tempo,in un modo o nell'altro e sempre con maggiore insistenza,continua lo scredito sui collaboratori di giustizia e guarda caso , proprio su coloro che hanno verbalizzato fiumi di deposizioni per le stragi del 1993.
A Firenze durante i processi che hanno portato a 15 ergastoli e tantissime altre condanne minori, tutte nell'ambito dell'organizzazione criminale "cosa nostra", abbiamo ascoltato più di sessanta "pentiti".
Le loro testimonianze sono state tutte riscontrate con prove oggettive, formate da tabulati telefonici, biglietti di viaggio e quant'altro.
Come già  detto, ormai troppo spesso troviamo vari nomi come: Giovanni Brusca, Monticciolo , Chiodo, Patti, Sinacori e ancora Giovanni Brusca, screditati con vari mezzi, anche attraverso sentenze per le quali precisiamo innanzitutto lungi da noi entrare nel merito, visto che non siamo avvezzi a commentare sentenze neppure quelle di primo grado.
Non siamo però neppure disposti a prendere per oro colato che i così detti "pentiti" in argomento, i quali sicuramente hanno contribuito a formare prova penale per la strage d Firenze del 27 Maggio 1993 contro il gotha di "cosa nostra"e questo fino all'ultimo grado di giudizio la Corte Suprema di Cassazione ,si possa oggi farli passare per "inattendibili"a tutti gli effetti.
Ribadiamo ancora una volta, abbiamo seguito i processi di Firenze e ascoltato i collaboratori come quelli in argomento, per ora sono stati gli unici a portare un po' di giustizia per i nostri morti e i nostri feriti e su di loro ancora confidiamo per rivelazioni future sui "mandanti esterni a cosa nostra",ancora tutti a piede libero.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione Familiari Vittime Strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
80  del 
22/11/2004
Oggetto: strage 904

A seguito del grido di allarme lanciato dall'Associazione dei familiari per la strage del treno 904,i familiari delle.....
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Oggetto: strage 904

A seguito del grido di allarme lanciato dall'Associazione dei familiari per la strage del treno 904,i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, esprimono tutta la solidarietà  possibile alle vittime del treno di Natale.Il 23 Dicembre 2004 ricorrerà  il ventennale della strage in argomento , pertanto riteniamo gravissimo il tentativo di stravolgere verità  processuali passate in giudicato. Pertanto, cogliamo l'occasione ancora una volta per richiamare l'attenzione sull'ormai famoso "papello";ossia un probabile elenco di richieste presentato da parte della mafia a uomini delle istituzioni nell'anno 1992, dopo le uccisioni dei Giudici Falcone e Borsellino e prima dei massacri stragisti del 1993 a Roma ,Firenze Milano,secondo il quale tutti i processi di mafia avrebbero dovuto essere revisionati.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione Familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
81  del 
24/11/2004
GIUSTIZIA: SCIOPERO; TOSCANA, PROTESTA 75% MAGISTRATI

FIORILLO (ANM), RIFORMA SVUOTERA' PRIMO GRADO DEI PIU' ESPERTI

- Il 75%.....
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GIUSTIZIA: SCIOPERO; TOSCANA, PROTESTA 75% MAGISTRATI

FIORILLO (ANM), RIFORMA SVUOTERA' PRIMO GRADO DEI PIU' ESPERTI

- Il 75% dei 396 magistrati in servizio nelle procure e nei tribunali degli uffici giudiziari della Toscana ha aderito allo sciopero indetto dall' Associazione nazionale magistrati per criticare la riforma dell' ordinamento giudiziario promossa dal governo. L' adesione e' stata giudicata dall' Anm ''molto elevata'' ed ''in linea con le precedenti iniziative fatte sullo stesso tema''. ''Con la riforma dell' ordinamento giudiziario - ha affermato Antonella Fiorillo, vicepresidente generale dell' Associazione nazionale dei magistrati, commentando il dato dell' adesione - le funzioni di primo grado, che sono quelle con cui il cittadino immediatamente si confronta facendo domanda di giustizia sotto qualsiasi veste, si svuoteranno dei magistrati piu' esperti''. ''Cio' - ha continuato - perche' il sistema di carriere che viene costruito con questa riforma, spingera' i magistrati piu' esperti, anche attraverso incentivi economici, e anche quelli che svolgono da anni funzioni di primo grado come magistrati di appello e di cassazione, ad andare verso i gradi superiori. Questo secondo noi non dara' una giustizia piu' rapida e piu' equa''. Secondo Fiorillo, inoltre ''la riforma sommergera' i magistrati di concorsi per i quali bisognera' necessariamente studiare, ma partecipare ai tanti concorsi significhera' necessariamente riprendere gli studi precedenti e significhera' comunque necessariamente sottrarre del tempo all' attivita' di giudice''. In occasione dello sciopero solidarieta' e' stata espressa all' Anm da parte dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
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COMUNICATO
82  del 
26/11/2004
Oggetto : Mafia 41 BIS , Napoli, Revocato a 100 Boss, legge da cambiare

A seguito continue comunicazioni secondo cui boss appartenenti ad orga.....
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Oggetto : Mafia 41 BIS , Napoli, Revocato a 100 Boss, legge da cambiare

A seguito continue comunicazioni secondo cui boss appartenenti ad organizzazioni criminali, sarebbero soggetti a revoche del carcere duro regolamentato dall'art. 41 bis,i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili esprimono grande preoccupazione.Ancora una volta ci troviamo costretti a ricordare i terribili delitti commessi la notte del 27 Maggio 1993 a Firenze da criminali appartenenti all'organizzazione "cosa nostra", i quali da sempre , fin dalle prime ore,cercano fra le maglie della giustizia una scappatoia per tornare a delinquere.Affermiamo quanto sopra, perché mai e poi mai potremmo accettare, che chi si è macchiato di crimini come la strage di Via dei Georgofili a Firenze e ancora oggi non prova pentimento per le nefandezze commesse collaborando con la giustizia,possa godere di privilegi carcerari.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
83  del 
01/12/2004
GIUSTIZIA: VITTIME GEORGOFILI, TIMORI PER AUTONOMIA GIUDICI

L' associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili.....
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GIUSTIZIA: VITTIME GEORGOFILI, TIMORI PER AUTONOMIA GIUDICI

L' associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993, sono preoccupati per i contraccolpi che la riforma approvata stasera dalla Camera potrebbe avere sull' indipendenza della magistratura. In una nota, i familiari delle vittime della strage in cui persero la vita cinque persone e quarantuno furono ferite, ''convinti che i 'mandanti esterni a cosa nostra' per quei massacri vadano ricercati nelle collusioni fra mafia e politica, invocano ancora una volta l' indipendenza e la liberta' della magistratura''.
''Preoccupati che il potere Giudiziario non possa piu' operare in piena autonomia - prosegue la nota -,temono che le vittime delle stragi del 1993 non abbiano mai piu' giustizia completa, mentre sono convinti che la verita' sia da perseguire fino in fondo anche nell' interesse del Paese''.
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LETTERA
85  del 
02/12/2004
Lettera all' Unità  2 dicembre 2004

Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
a gennaio 2005, secondo la legge vigente ,l'attual.....
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Lettera all' Unità  2 dicembre 2004

Gentilissimo Direttore dell'Unità ,
a gennaio 2005, secondo la legge vigente ,l'attuale Procuratore Nazionale Antimafia finirà  il suo mandato .
Non è cosa di poco conto.
Il Proc. Dr. Piero Luigi Vigna era con noi il giorno dell'udienza preliminare il 12 Giugno del 1996, quando iniziò il processo per le stragi del 1993, delle quali fa parte anche il massacro di via dei Georgofili.
L'attuale Procuratore Nazionale Antimafia e il Dr.Gabriele Chelazzi insieme ad altri hanno rappresentato per noi tutta la nostra speranza, valida ancora oggi.
Durante i processi di Firenze,la ricostruzione puntigliosa della prova penale formata dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia, supportati da prove oggettive inoppugnabili, ha permesso che tutto il gruppo di fuoco di Bagarella e i mandanti interni a "cosa nostra" fossero consegnati alla giustizia per la barbarie commessa la notte del 27 Maggio 1993 nei confronti dei nostri parenti.
Speriamo quindi davvero che la postilla inserita nella nuova legge sulla riforma della Giustizia, motivo in questi giorni di tante angosce da parte nostra , perché temiamo limiti alla libertà  e all'indipendenza della Magistratura , sia stata inserita nel nuovo testo , non per altri reconditi motivi,ma bensì perchè l'attuale Procuratore Nazionale Antimafia abbia ancora tempo per portare a compimento insieme ai suoi collaboratori la ricerca della Verità  sulle stragi del 1993.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
86  del 
03/12/2004
Oggetto: Contorno

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili rendono noto, che Salvatore Contorno il collaboratore di giusti.....
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Oggetto: Contorno

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili rendono noto, che Salvatore Contorno il collaboratore di giustizia arrestato per i noti motivi apparsi oggi sulla stampa, nel 1994 è stato oggetto di un fallito attentato da parte della mafia "cosa nostra".
Il 14 Aprile 1994 in Località  Formello vicino a Roma ,la mafia corleonese ha completato con un attacco mirato ai collaboratori di giustizia il ciclo di stragi con le quali ha messo a ferro è fuoco il Paese , ha ucciso 10 persone e ne ha ferite 100, senza contare il danno ingente provocato a stabili e monumenti coinvolti a vario titolo negli attentati.Tutto quanto sopra reso ufficiale da sentenze passate in giudicato il 6 Maggio 2002.
Convinti che un dato così importante debba essere portato a conoscenza di tutti in un momento in cui si vanno a fare le più disparate valutazioni in fatto di collaboratori di giustizia ,riteniamo sia giusto e preghiamo chi di dovere di provvedere ad una più ampia e dettagliata informazione su fatti gravissimi che hanno coinvolto drammaticamente e ancora coinvolgono numerose famiglie.
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LETTERA
87  del 
03/12/2004
Lettera all' Unità , 3 dicembre 2004

Oggetto: Contorno e l'attentato di Formello

Il 14 Aprile 1994 a Formello una località  n.....
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Lettera all' Unità , 3 dicembre 2004

Oggetto: Contorno e l'attentato di Formello

Il 14 Aprile 1994 a Formello una località  nei pressi di Roma ,"cosa nostra" preparò un attentato al collaboratore di giustizia Salvatore Contorno.Fu l'ultima delle sette stragi messe in cantiere dalla mafia per l'estate 93-94.
Quindi l'ultimo avviso stragista fu dato proprio ai "pentiti di mafia".Il 17 Ottobre del 1997 in aula a Firenze, Salvatore Contorno, fu ascoltato in qualità  di testimone per quelle stragi del 1993, pochi giorni prima aveva avuto una condanna a sei anni per traffico di droga, un reato commesso prima che scattasse il programma di protezione che di fatto iniziò nel 1992 e quel giorno in aula a Firenze scarso fu il contributo del noto "pentito di mafia".
Quell'udienza dedicata a Contorno per le stragi del 1993 per mano delle difese della mafia, le notizie stampa di quei giorni e di tutti i media furono un coro unanime : la macellazione dei collaboratori di giustizia.
Un po' come sta' avvenendo in quest'ultimo periodo , non specificatamente per i motivi di allora, ma forse non per motivi poi così lontani da quei fatti del 1993.I "pentiti di mafia" non sono dei santi ,non lo abbiamo mai pensato e mai lo penseremo ,in qualsiasi momento possono essere recidivi e tornare a delinquere e per questo giustamente devono vedersela con la Legge,continua però a far riflettere questo accanimento verso chi collaborando ha sicuramente aiutato le forze dell'ordine e la Magistratura ad aprire i santuari della mafia.
Pertanto ci permettiamo di insistere,precisando che devono ancora essere svelate vergognose verità  sulla strage di Firenze del 27 Maggio 1993 ,il tenutario di buona parte di quella verità  non può non essere Contorno e tutti quelli come lui, altrimenti il 14 Aprile 1994 non avrebbero "tentato" di ucciderlo lanciando un chiaro segnale a tutti i "pentiti".Per quanto sopra chiediamo quindi grande attenzione a ciò che sta' avvenendo intorno ai collaboratori di giustizia,piaccia o no il Paese intero lo deve ai nostri morti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofil
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NOTIZIA ANSA
88  del 
10/12/2004
PIAZZA FONTANA: GEORGOFILI, CAPIAMO RABBIA MANCANZA VERITA'

- Solidarieta' e' stata espressa dalla Associazione tra i familiari .....
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PIAZZA FONTANA: GEORGOFILI, CAPIAMO RABBIA MANCANZA VERITA'

- Solidarieta' e' stata espressa dalla Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili ai parenti delle vittime di Piazza Fontana, in occasione del 35 esimo anniversario della strage.
''Denunciamo ancora una volta la mancanza di verita' sulle stragi d'Italia'' scrive in una nota l'Associazione spiegando che ''la nostra situazione di parenti delle vittime di via dei Georgofili ben ci fa capire tutto il dolore e la rabbia che ancora sicuramente albergano nei familiari delle vittime di Piazza Fontana''.
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LETTERA
89  del 
10/12/2004
Lettera all' Unità  10 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo

p.c: Dr. Marco Travaglio

Oggetto: Dell'Utri,20 an.....
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Lettera all' Unità  10 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo

p.c: Dr. Marco Travaglio

Oggetto: Dell'Utri,20 anni di strani incroci con cosa nostra

In riferimento all'articolo apparso oggi sul giornale da Lei diretto a firma Marco Travaglio, desidero informarLa a nome dell'Associazione che rappresento che la stagione stragista che ci riguarda non finisce bruscamente nel Novembre'93 con il fallito attentato all'Olimpico,bensì con il fallito attentato al collaboratore di giustizia Contorno avvenuto il 14 Aprile del 1994.Quanto sopra risulta dalla sentenza passata in giudicato il 6 Maggio del 2002 presso la Corte Suprema di Cassazione.Come del resto tutti i processi svolti a Firenze per le stragi che ci occupano, provano che la notte del 27 Maggio 1993 la mafia voleva effettuare una strage mirata alla galleria degli Uffizi come riportato oggi nell'articolo di cui è oggetto questa lettera.Per puro caso il fiorino fu collocato in via dei Georgofili, noi su questo punto abbiamo le nostre riserve , ma i processi passati in giudicato sono la vera realtà  per tutti e questo non dovrebbe dimenticarlo nessuno, soprattutto chi vittima di quelle maledette stragi non è stato.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vicepresidente Assoc. Fam. Vittime Strage Via dei Georgofili
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COMUNICATO
90  del 
11/12/2004
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, visti i reiterati attacchi che attraverso inopportune critiche alle Sentenze dei Tribun..... Apri
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, visti i reiterati attacchi che attraverso inopportune critiche alle Sentenze dei Tribunali, vertono a minare l'Indipendenza e la Liberta della Magistratura , ricordano in nome dei loro morti, quanto sia indispensabile cercare di combattere attraverso l'utilizzo degli strumenti legislativi ogni forma di potere mafioso il quale è costato alle nostre famiglie lutti e disperazione, tutto questo mentre rammentano che nel nostro Paese i gradi di giudizio sono ben tre.
L'Associazione esprime tutta la solidarietà  possibile ai Magistrati Ingroia e Gozzo e a tutti quegli uomini di legge che ogni giorno si battono per ripristinare la legalità  e ancora una volta ritorna sull'indispensabilità  dell'utilizzo senza limite alcuno dei tabulati telefonici per reati gravissimi come le stragi,questo affinché sia garantita la possibilità  di continuare ad effettuare indagini fino a quando i "Mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 saranno affidati alla giustizia.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
91  del 
11/12/2004
Lettera all' Unità  11 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo
Siamo così angosciati dalla mancanza dei nostri parenti morti a Fi.....
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Lettera all' Unità  11 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo
Siamo così angosciati dalla mancanza dei nostri parenti morti a Firenze in Via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 in un modo che ha dell'incredibile, siamo così scoraggiati per tutto ciò che hanno dovuto subire i nostri feriti e così arrabbiati per la mancanza della completa verità  processuale su quell'infame massacro, che quando sentiamo parlare di Bernardo Provenzano e Salvatore Riina pensiamo veramente di essere capitati in un intero Paese di barbari:
Bernardo Provenzano condannato all'ergastolo in Cassazione per le stragi del 1993 è uccel di bosco in barba alla legge, sicuramente controlla la situazione dall'esterno e fa il bello e il cattivo tempo;
Salvatore Riina in carcere (si dice abbia dovuto sacrificarsi proprio a causa delle stragi o l'abbia sacrificato lo stesso Provenzano)lancia tuoni fulmini e saette contro il 41 bis e ogni giorno cerca di far ammorbidire le pene a se e ai suoi accoliti e per dio, visto come vanno le cose, prima o poi ci riuscirà .
Stante le cose come sopra descritte, spero nessuno abbia minimamente pensato che ce la siamo bevuta la storiella su Provenzano- Riina ,uno fuori e l'altro dentro , senza neppure perquisirgli la casa dove abitava.
Per noi che la mafia l'abbiamo sperimentata sulla nostra pelle,è più di un sospetto che tutta la faccenda sia stata trattata a tavolino e la parola "trattativa" ci fa venire i brividi.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
92  del 
11/12/2004
DELL'UTRI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM

''Tutta la solidarieta' possibile'' e' stata e.....
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DELL'UTRI: ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, SOLIDARIETA' A PM

''Tutta la solidarieta' possibile'' e' stata espressa dall'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ai magistrati Antonio Ingroia e Domenico Gozzo ''visti i reiterati attacchi'' cui sono stati sottoposti.
Oltre ai due pm che hanno sostenuto l'accusa nel processo a Marcello Dell'Utri, solidarieta' viene espressa anche ''a tutti quegli uomini di legge che ogni giorno si battono per ripristinare la legalita'''.
In una breve nota, la vicepresidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli, sottolinea ancora una volta ''l'indispensabilita' dell'utilizzo, senza limite alcuno, dei tabulati telefonici per reati gravissimi come le stragi''.
Una cosa che, per Giovanna Chelli, e' necessaria ''per garantire la possibilità di continuare ad effettuare indagini
fino a quando - prosegue - i "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 saranno affidati alla giustizia".
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LETTERA
93  del 
11/12/2004
Lettera all' Unità  11 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo,

Grazie di tutto.
Oggi è il giorno che ricorda Piazza Fonta.....
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Lettera all' Unità  11 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo,

Grazie di tutto.
Oggi è il giorno che ricorda Piazza Fontana, il giorno che più ha bisogno di verità  e per averla bisogna supportare i Collaboratori di Giustizia.
Sono i collaboratori di giustizia il problema di questo momento, non lo diciamo solo noi,alcuni quotidiani lo espongono chiaramente anche oggi.
Noi però a Campi Bisenzio il 27 Novembre scorso, durante il 7^ Convegno per la legalità  lo abbiamo detto portando esempi pratici: mettendo bene in chiaro quando siano sì delinquenti (purtroppo necessari)coloro che hanno sciolto i bambini nell'acido , ma come altrettanto siano criminali coloro che hanno massacrato le vittime di via dei Georgofili , tutti liberi e senza aver dato alcun contributo,parlo naturalmente dei collusi e degli associati a "cosa nostra"non degli uomini di mafia.
Le invio nuovamente il mio intervento di Campi Bisenzio, la gente ha bisogno di capire per ribellarsi , non scenderà  nelle piazze a sostegno di una battaglia in supporto alla Magistratura per la salvaguardia dei "Pentiti", se come esempio avrà  solo quello del bambino sciolto nell'acido.
Nei giorni prossimi la Magistratura avrà  bisogno dell'appoggio della gente, non basteranno quattro parole in politichese e disquisizioni filosofiche a salvare il salvabile.
Quindi solo l'esempio pratico potrà  essere vincente, o tutto sarà  stato inutile anche la fatica di Magistrati disposti ad andare fino in fondo affinché la legge sia uguale per tutti.

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime delle strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
94  del 
12/12/2004
Lettera alla Repubblica 12 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Ezio Mauro

Il Senatore Marcello dell'Utri ieri dopo aver ascoltato la se.....
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Lettera alla Repubblica 12 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Ezio Mauro

Il Senatore Marcello dell'Utri ieri dopo aver ascoltato la sentenza che lo riguardava,ha affermato che "la giustizia non è di questo mondo".
E' vero , il 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili a Firenze, sono state ammazzate dalla mafia due bambine una di soli 50 giorni appena battezzata, una di otto anni con una immensa voglia di vivere,un ragazzo alle soglie della sua gioventù e una coppia di sposi nel pieno della vita, il mattino successivo quella tragica notte partivano per una vacanza al mare con le loro figliolette.Ebbene i veri responsabili di quelle infami morti,non i mafiosi di "cosa nostra",quelli la Magistratura li ha raggiunti con azione penale, ma coloro che in associazione a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano hanno fatto affari, non hanno potuto essere perseguiti in un'aula di Tribunale.Quanto sopra ,perché alcune leggi promulgate in tempi più che sospetti, hanno impedito che fosse raggiunta la verità  completa sul massacro di Firenze e finchè le cose staranno così non sarà  più possibile dare giustizia a quei morti.Quindi anche noi possiamo affermare con forza,che la giustizia non è sicuramente di questo mondo , ma soprattutto non è tipica del nostro Paese dove ogni occasione è buona per affossare l'operato dei Magistrati.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice presidente Associazione familiari vittime Della strage di Via dei Georgofili
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LETTERA
95  del 
13/12/2004
Lettera all' Unità  13 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo, Gentilissimo Dr. Padellaro

Direttori dell'Unità 

S.....
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Lettera all' Unità  13 dicembre 2004

Gentilissimo Dr. Furio Colombo, Gentilissimo Dr. Padellaro

Direttori dell'Unità 

Siamo quasi alla fine dell'anno ,il 1 gennaio del 2004 è iniziato con una visita in carcere a Salvatore Riina per vedere se aveva bisogno di qualcosa, è anziano, non si sa mai.
Il boss di "cosa nostra" ha capito benissimo che aria spirava intorno, l'aveva già  respirata nel novembre del 1992 quando nel giardino di Boboli comparve, guarda caso, un proiettile di artiglieria confezionato in un sacchetto come quelli dove si ripone la spazzatura,il tutto maledettamente vicino alla statua di un Magistrato e da quel momento in poi è andato tutto a rotta di collo.
Attraverso richieste varie come quella di ammorbidire il "41 bis", passando per la delegittimazione dei pentiti e il massacro della Magistratura, fino alla richiesta dell'abolizione del reato denominato "concorso esterno in associazione mafiosa",si è giunti oggi ad avere l'esigenza di ripristinare "l'immunità  parlamentare".
Dall'inizio alla fine del 2004,in merito a quanto sopra,sono stati rammentati attraverso i media,tutti gli eventi che in questi dodici anni hanno interessato il Paese, tranne le Stragi del 1993.
Eppure noi ci siamo ammazzati di fatica, spesi ed esposti.
Malgrado tutto ciò, nella migliore delle ipotesi si è scritto o si è detto semplicemente "'93 " con un apostrofo davanti, quasi pronunciare o scrivere 1993 ,tutto per intero,fosse già  troppo.
La domanda dr. Furio Colombo è :
CHI HA PAURA DELLE STRAGI DEL 1993? DELLA STRAGE DI FIRENZE DEL 27 MAGGIO 1993?

Giovanna Maggiani Chelli Associazione tra i familiari delle vittime Della strage di Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
96  del 
15/12/2004
TERRORISMO: FAMILIARI GEORGOFILI TEMONO 'BEFFA GOVERNO'

MANCHEREBBE COPERTURA CAPITOLI SPESA LEGGE AGOSTO SCORSO

I familiari .....
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TERRORISMO: FAMILIARI GEORGOFILI TEMONO 'BEFFA GOVERNO'

MANCHEREBBE COPERTURA CAPITOLI SPESA LEGGE AGOSTO SCORSO

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ''temono di trovarsi di fronte ad una beffa da parte del Governo'' in quanto, spiegano in una nota, i vari capitoli di spesa della legge del 3 agosto scorso contenente nuove norme per le vittime del terrorismo e delle stragi terroristiche, ''sarebbero ancora una volta privi di copertura''. ''Le vittime rimaste gravemente ferite durante gli attacchi terroristici che hanno insanguinato il nostro Paese sono gia' state chiamate attraverso le Prefetture alle visite collegiali per stabilire le nuove percentuali di invalidita' rispetto agli aggravamenti subiti nel corso degli anni - spiega l' Associazione delle vittime di via dei Georgofili -. Non e' possibile ora a nuove norme approvate e mentre sono gia' in corso le pratiche di accesso alla legge stessa, scoprire che emanare quelle nuove norme fu pura presa in giro''. ''Non vogliamo minimamente pensare - prosegue l' associazione - che le istituzioni, lo Stato che non ha saputo a suo tempo tutelarci davanti alla mafia terrorista ed eversiva, oggi si tiri indietro davanti alle proprie responsabilita' in un modo che non ha precedenti nella storia Repubblicana''. L' Associazione rivolge quindi un appello al presidente della Repubblica e a tutte le istituzioni ''affinche' siano rispettati i patti presi con le vittime del terrorismo e le stragi di tale matrice, sanciti con una legge dello Stato''.
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COMUNICATO
97  del 
17/12/2004
oggetto: apertura Cause Civili (
leggi tutti gli articoli correlati)

I.....
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oggetto: apertura Cause Civili (
leggi tutti gli articoli correlati)

I Familiari delle vittime e i superstiti della Strage di Via dei Georgofili avvenuta a Firenze il 27 maggio 1993 costituitisi Parte Civile ,annunciano alla stampa e alla cittadinanza l'apertura delle Cause Civili contro gli esecutori materiali della strage e i mandanti interni appartenenti all' associazione di stampo mafioso denominata
Cosa Nostra.
MARTEDI' 21 DICEMBRE 2004 ORE 16.00
SALA STAMPA "M.G.CATULI" DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
VIA CAVOUR, 18 â€" FIRENZE

Si invitano caldamente i rappresentanti della Stampa e i cittadini a partecipare.
Interverranno

Assessore alla Cultura della legalità  per la Regione Toscana, Sig.ra Carla Guidi
Vittime e familiari delle Vittime della Strage
Avvocati di parte Civille: Danilo Ammannato, Luigi Spina, Enrica Valle
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COMUNICATO
98  del 
22/12/2004
Oggetto: anniversario Strage Rapido 904

Nella ricorrenza del ventesimo anniversario della strage al rapido 904 Napoli â??Milano i familiari del.....
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Oggetto: anniversario Strage Rapido 904

Nella ricorrenza del ventesimo anniversario della strage al rapido 904 Napoli â??Milano i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili , nell'esprimere solidarietà  ai familiari delle vittime del treno di Natale , rammentano l'importanza della Memoria finalizzata alla ricerca della verità  .Troppo spesso abbiamo dovuto constatare come il silenzio, che volutamente cadde su avvenimenti drammatici come le stragi terroristiche ed eversive perpetrate da soggetti di stampo mafioso ,abbiano lasciato intendere alla criminalità  organizzata come la strage indiscriminata in fondo paghi e prova ne sono le stragi reiterate negli anni 1993-1994 dagli uomini di "Cosa Nostra".

Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli Vicepresidente Associazione familiari vittime strage di Via dei Georgofili
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