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   12 notizie nel periodo '2003'

COMUNICATO
11  del 
17/04/2003
Comunicato all' ANSA in morte di Gabriele Chelazzi-17 aprile 2003

Gentilissimo Direttore

Questa mattina, giorno del funerale del.....
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Comunicato all' ANSA in morte di Gabriele Chelazzi-17 aprile 2003

Gentilissimo Direttore

Questa mattina, giorno del funerale del Dr. Grabriele Chelazzi, è sicuramente per noi familiari delle vittime della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, una delle mattinate più dolorose. Nei momenti più disperati della storia di vita di mia figlia di questi dieci anni, il pensiero che un uomo, un Magistrato come Chelazzi, si stesse occupando della ricerca della verità e della giustizia per tutti noi, è stata l"unica speranza per andare avanti. Malgrado tutte le difficoltà incontrare, per dieci anni questo uomo di legge,così come diceva lui, ha "mangiato pane e strage". Io non posso oggi partecipare al suo funerale, ed è per me motivo di doppio dolore.
La prego dare attraverso il Suo mezzo di informazione, tutto il lustro possibile alla figura di un Magistrato che mai potremo dimenticare. Come Lei ben sa, noi non abbiamo ancora avuto tutta la giustizia che le nostre vittime meritano: il Dr. Chelazzi per questo lavorava. Certo ultimamente era spesso solo, ma ragione di più per ricordalo oggi per tutti noi in modo che si capisca quando importante sia stato il suo lavoro.

La ringrazio e cordialmente La saluto

Giovanna Maggiani Chelli
Vicepresidente Associazione Familiari Via dei Georgofili
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COMUNICATO
12  del 
30/05/2003
Comunicato all' ANSA del 30 maggio 2003

Gentilissimo Direttore,

Il 3 Giugno p. v. pare siano in scadenza i termini entro i quali .....
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Comunicato all' ANSA del 30 maggio 2003

Gentilissimo Direttore,

Il 3 Giugno p. v. pare siano in scadenza i termini entro i quali inesorabilmente le indagini sui "mandati esterni a cosa nostra", per le stragi del 1993 saranno un "caso chiuso".
Sicuramente si tratta di una espressione esasperata, dettata dall"ansia di non verità che aleggia intorno alle stragi del 1993.
Per noi i familiari delle vittime, nulla è chiuso, ci sono stati cinque morti e 41 feriti solo a Firenze quel 1993 e noi vogliamo la verità fino in fondo, oltre gli esecutori materiali e i "mandanti interni a cosa nostra".
Non sarà la legge del più forte, a imporsi sulle richieste di verità e giustizia di coloro che mai smetteranno di battersi per i loro morti.
Per quanto sopra chiediamo alla Procura di Firenze, che il lavoro di anni di ricerca da parte della Magistratura, sui mandanti esterni a "cosa nostra", abbia un proseguo oltre il 3 Giugno 2003.

Cordiali saluti.

Giovanna Maggiani Chelli

Vicepresidente Associazione Familiari Via dei Georgofili
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COMUNICATO
13  del 
01/06/2003
Comunicato all' Ansa, giugno 2003

Al Direttore dell" Agenzia ANSA

Gentile Direttore, Le chiediamo di pubblicare con la con.....
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Comunicato all' Ansa, giugno 2003

Al Direttore dell" Agenzia ANSA

Gentile Direttore, Le chiediamo di pubblicare con la consueta sollecitudine questa nostra riflessione.

Sono passati dieci anni dalla strage di Via dei Georgofili. Dieci anni lunghissimi in cui non c"è stato un giorno, un solo giorno in cui i Familiari delle Vittime non abbiano impiegato tutta la loro energia per impedire che quel tragico evento venisse ingoiato dagli abissi della rimozione collettiva. Dieci anni di interventi, di pubblici dibattiti, di iniziative, di presenza nelle aule dei tribunali, di solidarietà attiva e ampiamente espressa alla magistratura. Dieci anni di parole, scritte e parlate, attraverso le quali, con uno sforzo continuo di aggiornamento, di informazione e di segnalazione, abbiamo cercato che non un solo avvenimento, anche lontanamente riguardante la Strage del 27 maggio, passasse inosservato. Dieci anni di impegno a favore della Memoria e della Giustizia, così profondo e radicale da trasformarsi nella dimensione fondamentale della nostra vita. Siamo andati ovunque qualcuno ci abbia offerto uno spazio ragionevole di parola. Siamo andati sempre, anche quando non eravamo stati chiamati e forse non eravamo graditi, a raccontare i nostri scomodi dubbi e le nostre ancor più scomode verità. Tutto affinché la gente, le persone comuni come noi, sapessero, capissero, ricordassero. Tutto affinché le ragazze e i ragazzi, come i nostri figli morti o travolti in questo orrore, sapessero, capissero, ricordassero, ad occhi aperti però, senza condizionamenti ideologici o politici. Scopriamo oggi che tutto questo è stato inutile, che non è servito, che non si fa così memoria. E lo scopriamo dalle pagine di un settimanale, in cui si afferma, sia pure con rammarico, che il racconto delle stragi d"Italia, delle infamie d"Italia, non può più essere narrato se non attraverso il filtro dell" esperienza singola, privata, magari in forma di diario o di epistolario,e perché no, con qualche sforzo, anche di "soap opera". Decisamente abbiamo sbagliato tutto. Dovevamo concentrare i nostri sforzi nel cercare di stilare un agile manualetto delle stragi, con tutti i buoni e i cattivi al loro posto, condito magari da qualche "doloroso" particolare autobiografico.
Chissà che così non avremmo ottenuto l" attenzione della stampa e dei media e riempito finalmente le sale dei nostri convegni, così faticosamente costruiti e così importanti per la definizione della verità e dell" essenza stessa della memoria!
Abbiamo cercato di creare opinione e suscitare impegno civile, dovevamo invece mirare alla curiosità e alla commozione. Purtroppo non è questo il nostro genere. Continuiamo a proporre come uniche fonti documentarie a chi sia veramente interessato a ricordare la strage del 27 maggio"93 e a ricercarne le motivazioni profonde le opere edite dal Comune di Firenze:

- Ore 1. 04, La Strage, a cura di F. Nocentini e D. Ammannato, maggio 2001

- In nome del Popolo Italiano, scritti e interventi di Gabriele Chelazzi, a cura di F. Nocentini

Cordiali saluti
Luigi Dainelli
Giovanna Maggiani Chelli
Walter Ricoveri
Daniela Ceccucci
Patrizia Nencioni
Teresa Fiume Consiglia
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COMUNICATO
14  del 
30/07/2003
Comunicato all' Ansa, 30 luglio 2003

Gentilissimo Direttore

I Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili avvenu.....
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Comunicato all' Ansa, 30 luglio 2003

Gentilissimo Direttore

I Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili avvenuta il 27 Maggio 1993, rendono ancora una volta noto il pensiero del Giudice Soresina, il quale nei giorni dell"udienza preliminare per le stragi del 1993, apertasi il 12 Giugno 1996, si espresse dicendo che dietro al disegno stragista del 1993 ci stavano menti "più fini" di quelle di "cosa nostra".
Pertanto, se è vero che i processi di Firenze si sono chiusi in Cassazione con la sola incriminazione e condanna di uomini appartenenti a "cosa nostra", è altrettanto vero che le indagini devono continuare e mirare a scoprire chi erano quelle menti "raffinatissime" che i Giudici con la loro infinita esperienza, hanno intravisto esserci fin dalle prime ore.
Quelle sentenze sono verità inoppugnabili, sancite da tre gradi di giudizio, ma non rappresentano la completa verità né politica né giuridica e non possono essere sempre invocate strumentalmente quando si vuole impedire che si continui a indagare e a fare piena luce su tutte le responsabilità materiali e morali che hanno prodotto il massacro di cui noi e i nostri familiari siamo stati vittime.
E" sulla nostra pelle che avviene tutto questo e, sinceramente, siamo stanchi di essere, oltre che vittime, anche merce di scambio, e non possiamo permettere che si trasformino quelle giuste sentenze da un primo importantissimo passo verso la Verità nella pietra tombale della Verità stessa.
Pertanto riteniamo che la Commissione Antimafia, composta da uomini della politica di entrambi gli schieramenti, abbia il dovere di varare documenti che lascino ampia possibilità alla ricerca della completa verità sui massacri del 1993, a partire da quello di Firenze, in Via dei Georgofili in cui persero la vita cinque innocenti, fra cui due bambine e un ragazzo.

Cordiali saluti
Luigi Dainelli
Giovanna Maggiani Chelli
Walter Ricoveri
Daniela Ceccucci
Patrizia Nencioni
Teresa Fiume Consiglia
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COMUNICATO
15  del 
03/08/2003
Comunicato all' Ansa, 3 agosto 2003

Al Direttore dell" ANSA

In riferimento a quanto apparso su "Repubblica" in dat.....
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Comunicato all' Ansa, 3 agosto 2003

Al Direttore dell" ANSA

In riferimento a quanto apparso su "Repubblica" in data odierna.

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili testimoniano che non esiste "una professione della sofferenza".
La sofferenza dopo che si è patita una strage, diventa parte integrante della vita stessa,sia per le vittime sopravissute che per i familiari delle vittime. Questo soprattutto perché si acquisisce la certezza che le stragi in Italia godono di coperture tali da far desiderare di non voler più avere nulla a che fare con questo Paese, il proprio Paese, dove vivono
"i professionisti delle stragi"

ordiali saluti
Luigi Dainelli
Giovanna Maggiani Chelli
Walter Ricoveri
Daniela Ceccucci
Patrizia Nencioni
Teresa Fiume Consiglia
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COMUNICATO
16  del 
24/10/2003
Comunicato all' Ansa, 24 ottobre 2003

Al Direttore dell" ANSA

Gentilissimo Direttore
Mentre più che giustamente si esult.....
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Comunicato all' Ansa, 24 ottobre 2003

Al Direttore dell" ANSA

Gentilissimo Direttore
Mentre più che giustamente si esulta per l"arresto di sei brigatisti, che probabilmente hanno partecipato all"omicidio del Prof. Massimo D"Antona, difficile resta da capire perché a tutt"oggi non si siano ancora arrestati Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, che sicuramente hanno partecipato agli omicidi di Firenze nella notte del 27 Maggio 1993 in Via dei Georgofili.
La Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio del 2002, ha definitivamente condannato all"ergastolo i suddetti Signori e difficile resta da comprendere come mai codesti individui non siano ancora stati raggiunti da un mandato di cattura, viste le grandi possibilità investigative di cui dispone il nostro Paese .
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili,che da vicepresidente dell"associazione rappresento, da lungo tempo esprimono i loro dubbi e ancora una volta chiedono un forte impegno di contrasto alla mafia.

Cordiali saluti
Luigi Dainelli
Giovanna Maggiani Chelli
Walter Ricoveri
Daniela Ceccucci
Patrizia Nencioni
Teresa Fiume Consiglia
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COMUNICATO
17  del 
13/11/2003
Comunicato all' Ansa, 13 novembre 2003

In morte delle vittime dell' attentato terroristico in Iraq

Gentilissimo Direttore,
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Comunicato all' Ansa, 13 novembre 2003

In morte delle vittime dell' attentato terroristico in Iraq

Gentilissimo Direttore,

I familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, esprimono tutta la loro solidarietà alle famiglie dei Carabinieri che hanno perso la vita nell"attentato in Iraq. I Carabinieri, sempre in prima linea nelle indagini che nel nostro Paese sono servite ad arrestare e condannare "Cosa Nostra" responsabile delle stragi del 1993, hanno rappresentato e rappresentano le nostre speranze di giustizia e verità. I Carabinieri sono stati al nostro fianco per anni nelle aule di giustizia, durante l"evolversi dei processi contro la criminalità organizzata, dedita ai grandi traffici e responsabile di massacri inenarrabili, la loro presenza ci è stata di immenso aiuto nei momenti più difficili e di grande tensione. Oggi il dolore dei loro figli, delle loro mogli e delle loro famiglie è anche nostro e non riusciamo per questo a comprendere tutta l"ipocrisia di chi fa finta di piangere, ma non sa rinunciare a sacrificare la vita di innocenti in nome di "giuste guerre", che giuste non saranno mai.

Cordiali saluti
Luigi Dainelli
Giovanna Maggiani Chelli
Walter Ricoveri
Daniela Ceccucci
Patrizia Nencioni
Teresa Fiume Consiglia
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COMUNICATO
18  del 
27/11/2003
Comunicato all' Ansa, 27 novembre 2003

Gentilissimo Direttore,

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili avvenut.....
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Comunicato all' Ansa, 27 novembre 2003

Gentilissimo Direttore,

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili avvenuta il 27 Maggio 1993, informano che ieri 26 Novembre 2003 a Firenze nell"aula Bunker di Santa Verdiana,per il processo riguardante la mancata strage dell"Olimpico a Roma avvenuta il 31 Ottobre 1993, e durante la quale dovevano morire 60 Carabinieri, ha testimoniato il collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè. Gli uomini appartenenti all"arma dei Carabinieri quel 31 ottobre 1993, non sono morti solo perché il telecomando azionato dagli uomini di "cosa nostra" non ha funzionato, ma quella fallita strage, è quasi certamente una buona chiave di lettura di tutta la campagna stragista che nel 1993 1994 ha insanguinato il nostro Paese. Il collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè, ha chiaramente spiegato più volte come una riunione di mafia fra alti vertici avvenuta nel 1987, abbia portato alla decisione di un cambiamento in seno alla mafia stessa attuando una svolta, ossia "guardare ad altri uomini, ad altri politici e ad altri partiti", e come tutto questo abbia dato i suoi "frutti" proprio con le stragi del 1992 e del 1993.
Il "pentito"Antonino Giuffrè, ha inoltre precisato come per questa strategia del "cambiamento" in seno all"organizzazione criminale, Bernardo Provenzano "patriarca" di "cosa nostra", non fosse molto d"accordo, mentre Salvatore Riina si. L"uomo di mafia Giuffrè il quale testimoniava ieri per conto della difesa nel processo dell"Olimpico,non ha comunque elencato i "nuovi" nomi dei politici, degli uomini che dal 1987 diventarono oggetto di attenzioni da parte dell"ala stragista di "cosa nostra" quella di Salvatore Riina. Quanto sopra perché nessuna delle parti riguardati il processo in argomento, ognuna per più che validi motivi,non lo ha chiesto, ma noi i familiari delle vittime pur non potendo fare altro che prenderne atto, non possiamo esimerci dal rendere noto ancora una volta di quanto sia difficile ottenere giustizia in questo Paese e di quanto siamo convinti che in tutto ciò i media abbiano una notevole parte di responsabilità. Siamo stati e siamo solidali con l"Arma dei Carabinieri, anche perché molti di loro hanno perso la vita a Nassirya,una strage che non può non avere provocato sconcerto e dolore, soprattutto in noi che tanto orrore lo avevamo già vissuto. Non riusciamo però a comprendere la mancanza di attenzione, quando in gioco c"è la verità sulle stragi del 1993, che hanno portato alle nostre famiglie lutti e disperazione che non avranno mai fine, sia attraverso la mancanza di chi non c"è più,sia attraverso coloro che distrutti nella mente e nel fisico combattono ancora oggi alla ricerca di verità e giustizia. Confinati in un silenzio spesso totale,il quale da dieci anni contribuisce a non arrivare alla verità sulle stragi del 1993, noi i familiari delle vittime, non possiamo che confidare nella nostra continua e faticosa presenza, sperando che prima o poi la verità sia gridata come giustizia vuole.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Vicepresidente Associazione Familiari Via dei Georgofili
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COMUNICATO
19  del 
27/11/2003
Comunicato all' Ansa, 27 novembre 2003

Gentilissimo Direttore.
Come avrà potuto constatare attraverso alcuni quotidiani di oggi, conti.....
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Comunicato all' Ansa, 27 novembre 2003

Gentilissimo Direttore.
Come avrà potuto constatare attraverso alcuni quotidiani di oggi, continua lo stillicidio di angherie che ogni giorno dobbiamo subire noi le vittime di mafia. Giuseppe Graviano studia nel carcere di Terni, ha già dato tre esami, con notevole successo tre 28, vuole arrivare ad una laurea in biologia.
Ce la farà di sicuro Giuseppe Graviano a ritornare tra le "persone per bene", "glielo hanno promesso". Laureato l"uomo di mafia, potrà così occuparsi di quel figlio nato attraverso una provetta a regime di 41 bis. Questo perché così va in Italia, i "Mafiosi"rei di strage, prima o poi saranno redenti e contenti senza nessun percorso di pentimento, le loro vittime invece, un groviglio di sofferenza attraverso le ferite, le lacerazioni del tritolo prima, attraverso gli sconvolgimenti psicologici dopo, attraverso i danni materiali, morali e biologici fino alla fine dei loro giorni, come sempre abbandonate a se stesse.
Giuseppe Graviano il massacratore di Via dei Georgofili si laurerà a spese dello Stato, mia figlia e i figli di tutti gli altri, se ci riusciranno sarà a spese della famiglia, dopo aver perso anni di studi, e dopo che mai le sono state riconosciute le borse di studio che la legge dello Stato consente.
Tutto questo per effetto della politica esercitata da uomini e donne che percepiscono stipendi da 37 mila euro al mese nell"esercizio delle loro "giuste" funzioni,le quali in fatto di stragi giuste non sono e non saranno mai.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Vicepresidente Associazione Familiari Via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
20  del 
11/12/2003
(ANSA) - FIRENZE, 11 dicembre 2003

"I Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili prendono atto di quanto risultino oggi d.....
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(ANSA) - FIRENZE, 11 dicembre 2003

"I Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili prendono atto di quanto risultino oggi drammaticamente vere le preoccupazioni piu' volte espresse dal magistrato Gabriele Chelazzi, mentre era in vita, in fatto di utilizzo dei tabulati telefonici".
E' quanto scrive in una nota l'associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo che a Palermo il tribunale ha applicato il "lodo Schifani" al processo in corso al senatore Marcello Dell' Utri, dichiarando inutilizzabili i tabulati delle comunicazioni del parlamentare. "Ponendo dei limiti a quella tecnologia che tanto utile era stata per portare in carcere definitivamente i mafiosi rei di strage - scrive ancora l'Associazione -, si è forse definitivamente preclusa la strada della verita' sulla strage di Firenze, la strada dei mandanti esterni alla mafia".
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NOTIZIA ANSA
21  del 
23/12/2003
ANSA - FIRENZE, 23 dicembre 2003

"Non ci si puo' che complimentare con i successi riportati dalle procure, tra cui quella fiorentina.....
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ANSA - FIRENZE, 23 dicembre 2003

"Non ci si puo' che complimentare con i successi riportati dalle procure, tra cui quella fiorentina, sul fronte Brigate Rosse, tuttavia, non si puo' non tenere in considerazione il fatto che per le stragi del 1993 ben due capi di una delle piu' sanguinarie cosche mafiose, seppur condannati all'ergastolo, sono ancora latitanti".
E' quanto affermato in una nota diffusa da Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Non si puo' non tenere in considerazione -continua la nota -, che nessuna certezza c'e' ancora sul fatto che la mafia fosse sola la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili". "Spesso - scrive ancora Giovanna Maggiani Chelli - e' stato richiesto un costante impegno da parte della procura fiorentina nella ricerca della verita' completa. La mancanza di approfondite indagini sui cosiddetti mandanti a volto coperto, porta, oltre a non fare completa luce sui fatti di stragi che ci riguardano, anche alla nostra impossibilita' di vittime a orientare le richieste di giusti risarcimenti verso i reali responsabili della nostra rovina di vita".
Nella nota viene evidenziata una critica "allo Stato",considerato "piu' pronto a rispondere alle esigenze di chi abbia riportato invalidita' in operazioni belliche, piuttosto che verso inermi cittadini vittime del tritolo stragista, e non ha saputo fino ad ora predisporre vitalizi atti a sopperire dignitosamente a tutte le esigenze di ragazzi ai quali e' stata negata la gioventu' in tempo di pace".
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NOTIZIA ANSA
22  del 
28/12/2003
ANSA - FIRENZE, 28 Dicembre 2003

MAFIA: PARENTI VITTIME GEORGOFILI SU BENI CONFISCATI

- Voler mettere all'asta i beni confiscati al.....
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ANSA - FIRENZE, 28 Dicembre 2003

MAFIA: PARENTI VITTIME GEORGOFILI SU BENI CONFISCATI

- Voler mettere all'asta i beni confiscati alla mafia puo' comportare il pericolo che siano gli stessi mafiosi o loro prestanome a ricomprarli. Il sistema sui beni confiscati non ha comunque funzionato fino ad oggi. "Al di la' delle buone intenzioni affinche' fossero usati per scopi giusti, non si sono avuti grandissimi riscontri oggettivi, se non per pochi noti casi". E' quanto afferma in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime di via dei Georgofili. L'intervento dell'Associazione e' motivato dalle difficolta' delle vittime degli attentati di 10 anni fa ad avere i risarcimenti: "Le vittime delle stragi terroristiche mafiose del 1993, per le quali i veri mandanti non si sono mai trovati, sono ancora oggi costrette a intentare cause civili contro la mafia stessa, per ottenere risarcimenti adeguati al danno subito, con i tempi biblici e i risultati incerti che ne derivano. Non si puo' minimamente pensare - conclude l'Associazione - che non esistano istituzionalmente parlando, menti atte a comprendere come fare a pareggiare la partita fra la mafia, i terroristi e le loro vittime".
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