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COMUNICATO
1306 del 10/09/2010
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| Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un colla.....
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Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un collaboratore di giustizia,che auspichiamo stia dando un contributo importante per la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili. Don Puglisi si era data una missione su questa terra levare i ragazzi dalle sgrinfie della mafia, molto probabilmente era venuto anche a conoscenza di qualche manovra stragista in quella terra di Brancaccio e per tutto questo i fratelli Graviano ne hanno decretata la sentenza di morte per mano di Gaspare Spatuzza.
Come già abbiamo reso noto, Gaspare Spatuzza ci ha scritto una lunga lettera e ci ha chiesto il perdono per l'uccisione dei nostri parenti, dopo aver letto la sua lettera riteniamo che sia fortemente pentito anche per l'uccisione di Don Puglisi.
Don Puglisi uomo di chiesa con la forza del cattolicesimo avrebbe sicuramente perdonato Gaspare Spatuzza, noi non lo possiamo fare, ma anche in memoria del martirio del sacerdote di Brancaccio prendiamo ancora una volta l'impegno di supportare Spatuzza nella sua collaborazione per quanto ci sarà possibile, e verremmo meno all'impegno preso solo se le Procure interessate solleveranno riserve sul collaboratore.
Siamo certi che se Don Puglisi fosse ancora in vita, si batterebbe insieme a noi affinché la norma sui collaboratori di giustizia venisse cambiata in Parlamento,eliminando quel famigerato beta bloccante dei 180 giorni per dire tutto quello che sanno, limite di tempo che rappresenta uno scandalo senza precedenti nella lotta alla mafia e un affronto a tutti noi che abbiamo perso i figli per mano di "cosa nostra".
In questi giorni in cui molto si parlerà e si scriverà del prete ucciso dalla mafia, auspichiamo che le coscienze rimordano fortemente a quei nostri parlamentari che hanno lavorato per mettere un limite temporale alle testimonianze dei collaboratori di giustizia che parlano di potenti organizzazioni criminali e di quanti si sono collusi con le stesse.
Auspichiamo che il Parlamento si interroghi sui propri doveri, provino tutti insieme un po' di vergogna per il modo che rasenta il delinquenziale, con il quale viene affrontato il problema dei morti ammazzati dalla mafia e provvedano a cambiare una norma che fa rivoltare nelle tombe i morti delle stragi mafiose terroristiche ed eversive.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1305 del 07/09/2010
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| Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scic.....
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Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scicli, l'11 e il 12 Settembre p.v. sul periodo stragista dell'anno 1993, di ribadire con forza che le stragi dell'anno 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993 sono state stragi eseguite dalla mafia e hanno goduto alla grande di "mandanti interni a cosa nostra", ovvero sono state stragi mafiose oltre che terroristiche ed eversive.
Tutto sancito con sentenza della Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio 2002.
Tutt'altra cosa è stabilire in un processo penale, quali le responsabilità politiche di entrambi gli schieramenti e quelle delle istituzioni deviate che hanno probabilmente concorso in strage colludendosi in affari con la mafia.
Siamo fortemente preoccupati per la piega che la politica, in chiara difficoltà, tenta di dare a fatti ormai sanciti dal processo penale e ai quali noi che siamo le vittime di quel terribile anno 1993 fortemente crediamo.
Ci permettiamo richiamare al senso di responsabilità quanti in questi giorni sentono solo ora dopo 17 anni il bisogno di cavalcare i nostri morti ponendosi quesiti che ci inquietano, del tipo:E furono realmente di mafia gli attentati dell'anno successivo agli Uffizi di Firenze a San Giorgio al Velabro a Roma e al Palazzo Reale di Milano? Oppure:E in questo tempo è stato fatto il possibile per impedire la conoscenza della verità, attraverso l'uso metodico del depistaggio. La stessa cosa è avvenuta del resto con Piazza Fontana, Bologna 1980, Ustica. Affermiamo quindi nuovamente che le stragi del 1993 sono state mafiose e non solo, e che mai abbiamo avuto sentore di depistaggi nei processi di Firenze per le stragi del 1993,lo diciamo perché siamo sempre stati vicini alla Magistratura.
Ci è sempre stato detto che le vittime della strage di via dei Georgofili erano pervase da troppa ansia di giustizia, oggi sentiamo intorno a noi, tenuti a debita distanza, ma a sorpresa fortemente strumentalizzati per quei fatti che ci riguardano, non ansia di giustizia, ma ansia di "sistemazione" fuori dai Tribunali dei fatti stragisti del 1993 ad uso e consumo della politica in affanno.
Cordiali saluti
Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1304 del 06/09/2010
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L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA
Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato pe.....
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L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA
Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato per puri scopi politici e non suffragato da nessun atto giudiziario.
Infatti riteniamo che tutte le forze politiche in campo in quel 27 Maggio 1993 in larga misura erano colluse con la mafia, solo così è spiegabile ciò che è successo a tutti noi in via dei Georgofili e soprattutto è spiegabile il complice vergognoso silenzio durato 17 anni.
Lo slogan che gira da giorni:
""IN QUEGLI ANNI E' SCESA IN CAMPO "L'ENTITA' ", ALLO SCOPO DI IMPEDIRE L'INIZIO DI UN'ALTRA STAGIONE POLITICA DOPO TANGENTOPOLI. UN NUOVO CORSO CHE AVREBBE PROBABILMENTE VISTO LA NASCITA DI UN GOVERNO DEMOCRATICO PROGRESSISTA ""
non ci appartiene in nessun modo,
infatti secondo noi, non è scesa in campo un' "Entità" per impedire ad una altra "Entità" di favorire un Governo progressista, bensì riteniamo sia scesa in campo una compagine di delinquenti collusi con la mafia e dediti al malaffare.
I soggetti indipendente dal loro colore politico hanno fatto/lasciato piazzare 300 chili di tritolo sotto le nostre finestre e questo di progressista non ha nulla, del resto in quel maggio del 1993, niente era progressista, ma tutta barbarie favorita dall'ingordigia di accumulare denaro, altrimenti i nostri figli sarebbero ancora vivi.
Saranno i processi penali futuri che auspichiamo a breve a darci torto o ragione nel frattempo aborriamo qualunque lettura spicciola atta a condizionare la storia sulla morte dei nostri figli.
Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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