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MESSAGGIO
2767  del 
26/05/2019
Messaggio del Ministro Bonafede

Buonasera,

Saluto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafier.....
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Messaggio del Ministro Bonafede

Buonasera,

Saluto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiera De Raho, la presidente dell'associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili e tutti i presenti.

Mi scuso di non poter essere qui con voi stasera e stanotte, quando ricorderemo Fabrizio, Angela, Dario, Nadia e la piccola Caterina. Ricordarli non è un mero esercizio di memoria, ma un monito a impegnarsi tutti - cittadini e istituzioni - affinché quanto accaduto non avvenga mai più nel nostro amato Paese.

Persone innocenti, cadute sotto i vigliacchi colpi della mafia in un momento in cui lo Stato mostrava tutta la sua fragilità e, per certi versi, l'impotenza di fronte ai piani destabilizzanti di quegli anni.

Firenze ha pagato, con la vita dei suoi figli, per la sua bellezza, per la sua ricchezza culturale, il deliberato attacco ordito da Cosa nostra ai danni del patrimonio culturale del Paese. La Torre dei Pulci, crollata in seguito all'esplosione che ha seppellito, sotto le sue rovine, i quattro membri della famiglia Nencioni. Poi i danni alla Chiesa di S. Stefano e Cecilia, la Galleria degli Uffizi, un quarto delle opere d'arte della galleria danneggiate: 173 dipinti, 42 busti archeologici e 16 statue di grandi dimensioni.

Dentro quel cratere di quasi 5 metri di diametro provocato dall'esplosione, avevamo la sensazione di esserci caduti tutti. Ma, invece, da quel cratere siamo riusciti a risalire. Lo Stato ha saputo reagire; Firenze è diventato il centro delle indagini sulle cosiddette "stragi in continente", che hanno portato alle prime condanne già cinque anni dopo ma, soprattutto, ha visto un'incessante azione investigativa che ha continuato a produrre processi e condanne, per i capi della mafia e anche per coloro che pensavano di essere sfuggiti alla giustizia. E proprio da Firenze è giunta la prima ammissione, scritta nero su bianco in una sentenza, della possibilità che in quegli anni fosse in atto una trattativa fra alcuni uomini dello Stato e della criminalità organizzata. Indagini importanti che sono ancora in corso con grande impegno della magistratura e delle forze dell'ordine.

Per questo Firenze e i fiorentini sono diventati soprattutto il simbolo di chi non si arrende nella ricerca della verità, della verità compiuta su tutta quella oscura stagione. Un'azione che ha visto congiunti, in un unico sforzo, forze dell'ordine, magistrati e società civile.

Per questo mi sento di dover rivolgere un sentito ringraziamento a Giovanna Maggiani Chelli e a tutti i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili.

Il loro incessante stimolo a non mollare finché non saranno svelati tutti i lati oscuri di quella stagione, è mirabile e prezioso e non deve rimanere senza risposta.

È uno stimolo che ricorda a tutti noi che non è finita finché non sarà fatta piena Giustizia.

Nessuna sentenza riporterà in vita le persone morte in quella ignobile strage ma ciò non toglie che lo Stato ha il dovere di consegnare a quei familiari e a tutti i cittadini la piena verità.

Oggi, 26 anni dopo, c'è una verità giudiziaria e uno Stato che nella lotta alla mafia, traendo spunto dal suo peggiore passato, è diventato avanguardia mondiale della lotta alle cosche. Ogni giorno però ricordo a me stesso e a tutti che non bisogna mai abbassare la guardia, che bisogna alzare ancora l'asticella per sconfiggere definitivamente la mafia.

Ogni mattina, salendo le scale del ministero, mi fermo sempre di fronte alla grande targa dedicata alla memoria di Giovanni Falcone che morì proprio mentre svolgeva un importante incarico al Ministero.

Così, ogni giorno, mi ricordo quanto è stato fatto ma soprattutto quanto ancora si dovrà fare per rendere onore a chi è caduto nella lotta alla mafia e chi, da innocente, ne ha pagato le conseguenze con la vita.

Pietro Calamandrei, in un discorso riferito alla Resistenza, diceva: "Noi ci illudiamo di essere qui, vivi, che celebriamo i morti. E non ci accorgiamo che sono loro, i morti, che ci convocano qui, come dinanzi a un tribunale invisibile, a render conto di quello che possiamo aver fatto per non essere indegni di loro; (...) è la nostra vita, che può dare un significato e una ragione rasserenatrice e consolante alla loro morte; e dipende da noi farli vivere o farli morire per sempre".

Grazie a tutti
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NOTIZIA ANSA
2766  del 
27/05/2019
Georgofili: Maggiani Chelli, parenti rimasti lontani lapide
'Non hanno potuto raggiungerla, non assegnato spazio per lorò

FIR.....
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Georgofili: Maggiani Chelli, parenti rimasti lontani lapide
'Non hanno potuto raggiungerla, non assegnato spazio per lorò

FIRENZE, 27 MAG - "C'è stata protesta fra i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili, che alle 1.04", ora dell'esplosione, "dopo la processione laica dietro al Gonfalone del Comune, non hanno potuto raggiungere la lapide che ricorda la strage del 27 maggio 1993 per la commemorazione con le istituzioni. Non è la prima volta, è successo anche in passato". Lo rende noto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime dell'autobomba ai Georgofili, rispetto alla cerimonia fatta la notte scorsa presso la lapide che ricorda l'attentato.
"In queste occasioni i familiari delle vittime devono avere una loro corretta collocazione, vicino alle istituzioni, serve l'accortezza di riservare uno spazio - spiega Maggiani Chelli - Invece, pure stavolta, anche perchè pioveva e pure gli ombrelli hanno creato problemi in quel luogo angusto, non avevano potuto arrivare in tempo sul posto". "Bastava un pò di buona volontà e le vittime potevano sentire meglio la vicinanza delle istituzioni - conclude - Non ci piacciono le strumentalizzazioni politiche e tanto meno quando la sensazione è fin troppo chiara che solo quello siano. Auspichiamo che l'anno prossimo in via dei Georgofili alle ore 1.04 venga ricordato che i parenti dei morti siamo noi, non la politica".(ANSA).


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