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Intervista di G.M.Chelli a "La mafia non è solo sud"


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il 27 maggio 2008
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COMUNICATO
1306  del 
10/09/2010
Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un colla..... Apri
Ricordiamo la morte di Don Padre Pugliesi e lo facciamo parlando di uno dei suoi carnefici. Gaspare Spatuzza che ha ucciso Don Puglisi è oggi un collaboratore di giustizia,che auspichiamo stia dando un contributo importante per la ricerca della verità sulla strage di via dei Georgofili. Don Puglisi si era data una missione su questa terra levare i ragazzi dalle sgrinfie della mafia, molto probabilmente era venuto anche a conoscenza di qualche manovra stragista in quella terra di Brancaccio e per tutto questo i fratelli Graviano ne hanno decretata la sentenza di morte per mano di Gaspare Spatuzza.
Come già abbiamo reso noto, Gaspare Spatuzza ci ha scritto una lunga lettera e ci ha chiesto il perdono per l'uccisione dei nostri parenti, dopo aver letto la sua lettera riteniamo che sia fortemente pentito anche per l'uccisione di Don Puglisi.
Don Puglisi uomo di chiesa con la forza del cattolicesimo avrebbe sicuramente perdonato Gaspare Spatuzza, noi non lo possiamo fare, ma anche in memoria del martirio del sacerdote di Brancaccio prendiamo ancora una volta l'impegno di supportare Spatuzza nella sua collaborazione per quanto ci sarà possibile, e verremmo meno all'impegno preso solo se le Procure interessate solleveranno riserve sul collaboratore.
Siamo certi che se Don Puglisi fosse ancora in vita, si batterebbe insieme a noi affinché la norma sui collaboratori di giustizia venisse cambiata in Parlamento,eliminando quel famigerato beta bloccante dei 180 giorni per dire tutto quello che sanno, limite di tempo che rappresenta uno scandalo senza precedenti nella lotta alla mafia e un affronto a tutti noi che abbiamo perso i figli per mano di "cosa nostra".
In questi giorni in cui molto si parlerà e si scriverà del prete ucciso dalla mafia, auspichiamo che le coscienze rimordano fortemente a quei nostri parlamentari che hanno lavorato per mettere un limite temporale alle testimonianze dei collaboratori di giustizia che parlano di potenti organizzazioni criminali e di quanti si sono collusi con le stesse.
Auspichiamo che il Parlamento si interroghi sui propri doveri, provino tutti insieme un po' di vergogna per il modo che rasenta il delinquenziale, con il quale viene affrontato il problema dei morti ammazzati dalla mafia e provvedano a cambiare una norma che fa rivoltare nelle tombe i morti delle stragi mafiose terroristiche ed eversive.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1305  del 
07/09/2010
Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scic..... Apri
Senza voler nulla togliere a chicchessia, sentiamo comunque il bisogno e il dovere in merito all'incontro che si organizzerà a Modica, Rosolini e Scicli, l'11 e il 12 Settembre p.v. sul periodo stragista dell'anno 1993, di ribadire con forza che le stragi dell'anno 1993, quella di Firenze del 27 Maggio 1993 sono state stragi eseguite dalla mafia e hanno goduto alla grande di "mandanti interni a cosa nostra", ovvero sono state stragi mafiose oltre che terroristiche ed eversive.
Tutto sancito con sentenza della Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio 2002.
Tutt'altra cosa è stabilire in un processo penale, quali le responsabilità politiche di entrambi gli schieramenti e quelle delle istituzioni deviate che hanno probabilmente concorso in strage colludendosi in affari con la mafia.
Siamo fortemente preoccupati per la piega che la politica, in chiara difficoltà, tenta di dare a fatti ormai sanciti dal processo penale e ai quali noi che siamo le vittime di quel terribile anno 1993 fortemente crediamo.
Ci permettiamo richiamare al senso di responsabilità quanti in questi giorni sentono solo ora dopo 17 anni il bisogno di cavalcare i nostri morti ponendosi quesiti che ci inquietano, del tipo:
E furono realmente di mafia gli attentati dell'anno successivo agli Uffizi di Firenze a San Giorgio al Velabro a Roma e al Palazzo Reale di Milano?
Oppure:
E in questo tempo è stato fatto il possibile per impedire la conoscenza della verità, attraverso l'uso metodico del depistaggio. La stessa cosa è avvenuta del resto con Piazza Fontana, Bologna 1980, Ustica.
Affermiamo quindi nuovamente che le stragi del 1993 sono state mafiose e non solo, e che mai abbiamo avuto sentore di depistaggi nei processi di Firenze per le stragi del 1993,lo diciamo perché siamo sempre stati vicini alla Magistratura.
Ci è sempre stato detto che le vittime della strage di via dei Georgofili erano pervase da troppa ansia di giustizia, oggi sentiamo intorno a noi, tenuti a debita distanza, ma a sorpresa fortemente strumentalizzati per quei fatti che ci riguardano, non ansia di giustizia, ma ansia di "sistemazione" fuori dai Tribunali dei fatti stragisti del 1993 ad uso e consumo della politica in affanno.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1304  del 
06/09/2010
L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA


Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato pe.....
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L'ASSOCIAZIONE CON URGENZA COMUNICA


Rifiutiamo categoricamente lo slogan, sotto riportato, che riteniamo unicamente sciorinato per puri scopi politici e non suffragato da nessun atto giudiziario.
Infatti riteniamo che tutte le forze politiche in campo in quel 27 Maggio 1993 in larga misura erano colluse con la mafia, solo così è spiegabile ciò che è successo a tutti noi in via dei Georgofili e soprattutto è spiegabile il complice vergognoso silenzio durato 17 anni.

Lo slogan che gira da giorni:
""IN QUEGLI ANNI E' SCESA IN CAMPO "L'ENTITA' ", ALLO SCOPO DI IMPEDIRE L'INIZIO DI UN'ALTRA STAGIONE POLITICA DOPO TANGENTOPOLI. UN NUOVO CORSO CHE AVREBBE PROBABILMENTE VISTO LA NASCITA DI UN GOVERNO DEMOCRATICO PROGRESSISTA ""
non ci appartiene in nessun modo,

infatti secondo noi, non è scesa in campo un' "Entità" per impedire ad una altra "Entità" di favorire un Governo progressista, bensì riteniamo sia scesa in campo una compagine di delinquenti collusi con la mafia e dediti al malaffare.
I soggetti indipendente dal loro colore politico hanno fatto/lasciato piazzare 300 chili di tritolo sotto le nostre finestre e questo di progressista non ha nulla, del resto in quel maggio del 1993, niente era progressista, ma tutta barbarie favorita dall'ingordigia di accumulare denaro, altrimenti i nostri figli sarebbero ancora vivi.

Saranno i processi penali futuri che auspichiamo a breve a darci torto o ragione nel frattempo aborriamo qualunque lettura spicciola atta a condizionare la storia sulla morte dei nostri figli.

Giovanna Maggiani Chelli
Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1303  del 
03/09/2010
Apprezziamo moltissimo ed esprimiamo riconoscenza per l'invito del Presidente della Repubblica, ovvero il richiamo del Capo dello Stato ad un per..... Apri
Apprezziamo moltissimo ed esprimiamo riconoscenza per l'invito del Presidente della Repubblica, ovvero il richiamo del Capo dello Stato ad un percorso di legalità nel Paese.
Convinti fin da subito che fosse stato un grave problema morale e quindi una diffusa illegalità che ha portato alla strage del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, dove abbiamo perso i figli, abbiamo a suo tempo accolto l'invito della Regione Toscana ad intraprendere con l'istituzione stessa un percorso di legalità all'interno di strutture dove si formano le nuove generazioni quali la scuola, l'università.
Siamo sempre pronti ad andare nei luoghi appropriati insieme a Magistrati ed esperti a parlare della strage di via dei Georgofili, di ciò che abbiamo dovuto subire e di ciò che abbiamo capito con un costante impegno supportato oltre che dall'esperienza diretta, anche da moltissimi documenti ufficiali.
Infatti qualora il Paese dovesse risentire di una auspicata scossa di legalità, mai più ci sarà l'infame esigenza di utilizzo di tritolo da parte di chi scoperto mentre ruba e compie scelleratezze attraverso grandi traffici, crede di dover chiedere alla mafia o chi per lei, di usare quelle terribili miscele di morte che dal 14 Maggio 1993 al 14 Aprile 1994 sono detonate ben sette volte in Italia.
Sette stragi in meno di due anni che hanno insanguinato l'Italia che in certi momenti sembra fondata più sulle ruberie che sul lavoro.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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NOTIZIA ANSA
1302  del 
30/08/2010
MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DARE SUBITO PROTEZIONE A SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre p.....
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MAFIA: ASS.GEORGOFILI, DARE SUBITO PROTEZIONE A SPATUZZA

FIRENZE, 30 AGO - «Gaspare Spatuzza, dichiarato collaboratore di giustizia da tre procure e dalla procura nazionale antimafia, ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli sia concessa subito la protezione cui ha diritto».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, a Firenze, nel 1993.
«Ribadiamo oggi questo concetto - prosegue - mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al Tar del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali non vogliamo entrare ma che comunque ci lasciano perplessi».
Maggiani Chelli evidenzia comunque che «il sottosegretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia. Non comprendiamo perchè il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un decreto più che rapido a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, come successe quando fu necessario emettere un decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l'ergastolo a Riina».
Gaspare Spatuzza, ricorda l'associazione, «a Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti. Sa benissimo chi gli ha dato quell'ordine e non può non conoscere gravi indizi che portano a chi ha concorso nella strage dall'esterno di Cosa nostra».
Giovanna Maggiani Chelli ha anche affermato che «stiamo andando verso un processo a Tagliavia (Francesco Tagliavia, 56 anni, nuovo indagato nell'inchiesta sugli attentati del '93 a Firenze, Roma e Milano, ndr) in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia. Sarebbe gravissimo dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono».(ANSA)
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COMUNICATO
1301  del 
30/08/2010
Gaspare Spatuzza dichiarato collaboratore di giustizia da tre Procure e dalla Procura Nazionale Antimafia ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli si..... Apri
Gaspare Spatuzza dichiarato collaboratore di giustizia da tre Procure e dalla Procura Nazionale Antimafia ha il nostro pieno sostegno, affinchè gli sia concessa subito la protezione a cui ha diritto.
Ribadiamo oggi questo concetto mentre apprendiamo che i suoi legali hanno fanno ricorso al TAR del Lazio contro provvedimenti amministrativi, nel merito dei quali noi non vogliamo entrare, ma che comunque ci lasciano perplessi.
Comunque il Sotto Segretario Mantovano si era reso disponibile a rivedere la situazione di Gaspare Spatuzza qualora in Parlamento si fossero chiesti cambiamenti alla legge sui collaboratori di giustizia, rispetto ai 180 giorni di tempo che i collaboratori hanno a loro disposizione per verbalizzare tutto e noi questo stiamo aspettando da troppi giorni ormai.
Non comprendiamo perché il Parlamento non provveda ad ottemperare velocemente con un Decreto più che rapido, a cambiare la legge sui collaboratori di giustizia, cambiamento che ridarebbe onore a questo Paese davanti al mondo .
Come successe quando fu necessario emettere un Decreto in 48 ore per impedire che fosse abolito l'ergastolo a Riina e ai suoi degni compari.
Infatti, in tanti si chiederanno oggi davanti alle richieste presentate al Tar dai legali di Spatuzza, come mai non si vuole dare la parola, perché di questo si tratta mentre gli si nega la protezione, a Gaspare Spatuzza.
Gaspare Spatuzza è l'uomo che ha Firenze in via dei Georgofili il 27 Maggio 1993 ha fatto saltare il pulmino che ha ucciso i nostri parenti, sa benissimo chi gli ha dato quell'ordine, come non può non conoscere gravi indizi che portano ai chi ha concorso nella strage dall'esterno dell'organizzazione criminale "cosa nostra".
Riteniamo sia un segno di civiltà ascoltarlo in un pubblico dibattimento, per capire una volta per tutte cosa ha da dire sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993".
Gli ostacoli burocratici e amministrativi posti in essere in questi ultimi periodi, alimentano in noi sentimenti di sospetto che non fanno bene a nessuno.
Stiamo andando al nuovo processo Tagliavia, un altro mafioso al quale sembrerebbe sia stato consentito di spargere tritolo su tutto il territorio italiano in quell'infame 1993, in quella occasione ascolteremo quasi certamente Gaspare Spatuzza che accusa direttamente Tagliavia e in questa occasione, mentre ci costituiremo in massa parte civile nel processo e con noi auspichiamo tutte le istituzioni, supporteremo Gaspare Spatuzza quale collaboratore di giustizia.
Sarebbe una cosa gravissima, dover vedere arrivare in aula a Firenze il collaboratore Spatuzza senza la dovuta scorta consentita ai collaboratori di giustizia e ascoltarlo parlare senza paravento con i rischi che ne conseguono.
Vogliamo la verità sulla morte dei nostri figli qualunque essa sia e il Parlamento ha il dovere di lavorare a migliorare norme che consentano tutto questo o saremmo autorizzati a pensare che le complicità con la mafia tra gli scranni travalicano ogni forma di immaginazione.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1300  del 
25/08/2010
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quei poliziotti di Palermo che in queste ore potrebbero sentirsi minacciati per il loro lavoro mentre cercano..... Apri
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quei poliziotti di Palermo che in queste ore potrebbero sentirsi minacciati per il loro lavoro mentre cercano di catturare mafiosi del calibro di Matteo Messina Denaro.
Non abbiamo dubbi che forze dell'ordine e magistrati possano sentirsi in trincea in momenti come questi, mentre varie Procure cercano la verità completa sulle stragi del 1993.
Del resto in ordine di importanza Matteo Messina Denaro, i fratelli Graviano e Gaspare Spatuzza sono quei tre soggetti appartenenti a "cosa nostra" che se per assurdo testimoniassero tutti insieme potrebbero portare alla prova penale per i mandanti esterni a "cosa nostra" sulla strage di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993.
Non v'è quindi dubbio che anche uno stormir di fronda che avvenga nel quartiere di Brancaccio il regno dei fratelli Graviano e fino a poco tempo fa anche di Gaspare Spatuzza, potrebbe essere un pericolo per molti.
Per questo bisognerebbe fosse dato un segnale chiaro e forte cambiando la legge sui collaboratori di giustizia nelle pecche che la contraddistinguono, così nessuno si sentirà più minacciato per se e per i propri familiari e si sentirà libero di portare i propri contributi alla ricerca della verità.
Del resto è ovvio che i mafiosi che decidono di collaborare devono saperlo chiaramente di poter contare sullo Stato, non che al momento opportuno gli viene negata la protezione giusta adducendo scuse contenute in norme che non si ha la volontà di cambiare.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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LETTERA
1299  del 
24/08/2010
Lettera aperta all'On.le Walter Veltroni

Noi non abbiamo facile accesso alle pagine di quotidiani importanti e quindi mi affido a.....
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Lettera aperta all'On.le Walter Veltroni

Noi non abbiamo facile accesso alle pagine di quotidiani importanti e quindi mi affido ad una mailing list sperando che la mia lettera sortisca la diffusione che ha ottenuto la Sua, anche se ho i miei seri dubbi.
Perché Le scrivo? Perché mio malgrado e malgrado la mia poca conoscenza della politica, del modo di fare politica di questo sciagurato Paese, mi sento, con la Associazione di cui faccio parte, chiamata in causa dalla Sua lettera che oggi campeggia sul Corriere della Sera.
Noi delle stragi del 1993, quelli che hanno pagato un prezzo senza pari in questo maledetto Paese intriso del sangue dei morti ammazzati dal tritolo mafioso e allo stesso tempo eversivo di via dei Georgofili, tritolo mirato a salvare gli interessi di ladri e delinquenti, siamo dominati da passioni così tristi che se avessimo ancora lacrime potremmo piangere dalla mattina alla sera senza mai smettere.
Quindi, precisato che come dice il procuratore Vigna ai giovani "fate politica", siamo convinti che bisogna farla, crediamo che quando si rivolge un accorato appello al Paese non si deve parlare, oggi come oggi, di spogliarsi di "tristi passioni", quelle che noi coltiviamo con coraggio, e ampiamente, ogni giorno.
Smettere di coltivare "tristi passioni" non solo è "difficile" farlo, ma per ora è "impossibile" farlo, perché prima c'è chi deve andare in Tribunale, credere nel processo penale e ognuno di quelli che sanno, devono verbalizzare, formare prova penale e ottenere così la verità sulla strage di via dei Georgofili.
Quindi, poi e solo allora a sentenza emessa, potremmo tutti quanti spogliarci di "tristi passioni" e ricominciare a sperare.
Solo con una sentenza passata in giudicato contro i "mandanti esterni a cosa nostra" per le stragi del 1993 capiremo la Sua lettera e la gradiremmo rivolta anche a noi senza ribellarci. Per ora non possiamo che considerarla una lettera che non ha tenuto conto delle stragi del 1993, come se non ci fossero stati quei massacri, che si badi bene, non sono maturati in una pianificata strategia della tensione da anni 70, ma in un attacco isterico da parte di ladroni con il pelo sullo stomaco che quando stavano per essere scoperti, tutti insieme appassionatamente sono ricorsi al tritolo portatore di messaggi.
Gli stragisti del 1993 insieme alla mafia hanno usato tritolo per tirarsi fuori da indagini che alla fine li avrebbero mandati dietro alle sbarre e infatti ancora oggi sono liberi come l'aria del cielo e l'acqua del mare, le uniche due cose veramente meravigliose di questo Paese, almeno ai nostri occhi.
Nessuno di quanti hanno ordinato e di quanti sono stati al balcone a guardare mentre il tritolo del 1993 veniva innescato, ha pagato per tutto quel sangue versato in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993, se non la mafia esecutrice e i capi mafia perdenti.
Come potremmo vivere senza spingere la nostra tristissima passione nei meandri più bui degli scranni della politica alla ricerca di una luce di verità?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1298  del 
21/08/2010
Per ciò che riguarda la posizione del Magistrato Tescaroli che deve rispondere, insieme a Ferruccio Pinotti, davanti alla legge, per aver scritto il l..... Apri
Per ciò che riguarda la posizione del Magistrato Tescaroli che deve rispondere, insieme a Ferruccio Pinotti, davanti alla legge, per aver scritto il libro "colletti sporchi",ancora una volta confidiamo nella giustizia che farà il suo corso, mentre esprimiamo la nostra solidarietà al Magistrato che ha dato giustizia ai morti di Capaci e via D'Amelio.
Nel contempo esprimiamo preoccupazione per tutti quei collaboratori di giustizia che hanno deciso di passare dalla parte dello Stato e che oggi sono messi in difficoltà.
Nel processo di Firenze per le stragi del 1993, hanno deposto collaboratori dichiarati attendibili come Salvatore Cancemi, che hanno formato la prova penale che ha visto condannato all'ergastolo il gotha di "cosa nostra per il massacro della strage di via dei Georgofili.
Per noi quei "pentiti" sono attendiibli e rimarranno tali fino a quanto la Magistratura non proverà il contrario, anche perché il Gip di Caltanissetta non ci risulta, salvo errore, abbia mai condannato Cancemi per alcunché.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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COMUNICATO
1297  del 
20/08/2010
Non ci consola affatto che il controllo dell'andata in onda delle SMS, sia affidato ad una ditta esterna alla Rai di Stato.
Spesso noi abbiamo chi.....
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Non ci consola affatto che il controllo dell'andata in onda delle SMS, sia affidato ad una ditta esterna alla Rai di Stato.
Spesso noi abbiamo chiesto alla Rai di far passare il nostro di messaggio di informazione su cosa abbiamo patito il quel 1993 per colpa della mafia e della politica e i risultati che abbiamo ottenuto sono stati scarsi e molto controllati sia nei tempi che nei contenuti.
Come abbiamo già avuto modo di dire nel corso della giornata, auspichiamo che si possa appurare al più presto che durante la trasmissione Rai "quelli del calcio", la mafia non abbia potuto trasmettere i suoi SMS, perché la cosa sarebbe gravissima se i messaggi SMS fossero sfuggiti ai controlli da parte di chicchessia.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime delle strage di via dei Georgofili
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