Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Sempre in primo piano
Ultimi 3 comunicati ↑
Ultimi 10 comunicati ↑
Il libro "Ore 1,04, la strage"
Il libro "Peggio di una guerra [..]"
Incontro con il Presidente del Senato R.Schifani
il 27 maggio 2008
   Le ultime 10 notizie   10 notizie nel periodo ''

   Le ultime 10 notizie
ARTICOLO
2772  del 
21/08/2019
http://www.firenzetoday.it/cronaca/morta-giovanna-maggiani-chelli-georgofili.htmlStrage dei Georgofili: morta Giovanna Maggiani Chelli
Apri
http://www.firenzetoday.it/cronaca/morta-giovanna-maggiani-chelli-georgofili.htmlStrage dei Georgofili: morta Giovanna Maggiani Chelli



Addio a Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via de' Georgofili. Attentato mafioso che coinvolse la figlia della signora Chelli. Quest'ultima si è spenta nella sua casa di La Spezia dopo una lunga malattia. Il sindaco Nardella ha ricordato il suo impegno: "Si è battuta senza sosta per 26 anni convivendo con il dolore perché giustizia fosse fatta fino in fondo". "Giovanna - ha aggiunto il sindaco - era la voce delle vittime dell'attentato del 27 maggio 1993. Una donna coraggiosa e tenace che contagiava nella sua passione civile per la ricerca della verità". "E a tutti noi ha affidato un compito da portare avanti - ha concluso il sindaco Nardella - continuare nella battaglia perché sia fatta luce completa su quella tremenda pagina della storia della nostra Repubblica".

Cordoglio anche in Consiglio comunale. "Una donna straordinaria per l'energia e la costanza con cui ha combattuto per la verità e la giustizia e contro la mafia" ha detto il presidente Luca Milani esprimendo il cordoglio dell'assemblea cittadina. "Nominata Cavaliere della Repubblica per il suo comprovato impegno, non ha mai arretrato di un passo ed ha lottato fino all'ultimo perché le vittime di quella odiosa strage avessero giustizia. Firenze certo non la dimenticherà. Ai familiari giunga l'abbraccio e l'affetto di tutto il Consiglio comunale". I funerali si svolgeranno domani a La Spezia in forma privata.

Il presidente della Regione Enrico Rossi ha inviato un telegramma alla famiglia che si apre così: "Ho appreso con dolore della morte di Giovanna Maggiani Chelli e rivolgo alla famiglia e a tutte le persone che con lei hanno condiviso il lavoro dell'Associazione, le mie profonde e sincere condoglianze".

Si unisce al cordoglio anche l'assessore regionale alla legalità Vittorio Bugli. "Giovanna Maggiani Chelli ha dedicato 26 anni della sua vita a tenere viva la memoria delle vittime della strage di via dei Georgofili. Si è battuta con tenacia per chiedere verità e giustizia e lo ha fatto con umanità e grande passione civile. E' stata un punto di riferimento e uno sprone instancabile per l'azione delle Istituzioni e della Regione. Nel nostro Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica, nato proprio in seguito alla stagione delle stragi mafiose del '93, oggi è conservata parte della documentazione processuale sull'attentato di Firenze oltre agli atti delle inchieste parlamentari, con lo scopo di testimoniare quella triste pagina della storia del nostro Paese". "Solo alcuni mesi fa - ha aggiunto Bugli - Giovanna ha voluto donare al Centro la documentazione raccolta dall'Associazione nel corso dei processi sulla strage. Un gesto per noi molto importante ma che, a maggior ragione visto oggi, ha forse voluto fare per dirci di andare avanti nella ricerca della verità completa su quanto avvenne in quegli anni e che colpì tremendamente le vittime, le loro famiglie e tutta Firenze con la strage di Via dei Georgofili. Anche per questo la Regione ha sempre sostenuto la giornata commemorativa della strage e delle sue vittime, combattendo a fianco di questa donna coraggiosa. E così continueremo a fare come continueremo a portare avanti le iniziative per la legalità con ancora maggiore determinazione".

Georgofili: 26 anni dopo - ŠAlessandro Busi
Chiudi
ARTICOLO
2771  del 
21/08/2019
http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=295986

Morte Giovanna Maggiani Chelli, il cordoglio del sindaco Nardella
Presidente dell�.....
Apri
http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=295986

Morte Giovanna Maggiani Chelli, il cordoglio del sindaco Nardella
Presidente dell''Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via de' Georgofili"Si è battuta senza sosta per 26 anni convivendo con il dolore perchè giustizia fosse fatta fino in fondo". Così il sindaco Dario Nardella ricorda Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell''Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via de' Georgofili'.
"Giovanna - ha aggiunto il sindaco - era la "voce" delle vittime dell'attentato del 27 maggio 1993. Una donna coraggiosa e tenace che contagiava nella sua passione civile per la ricerca della verità". "E a tutti noi ha affidato un compito da portare avanti - ha concluso il sindaco Nardella - continuare nella battaglia perchè sia fatta luce completa su quella tremenda pagina della storia della nostra Repubblica". (fp)

21/08/2019 13.10
Comune di Firenze
Chiudi
NOTIZIA ANSA
2770  del 
21/8/2019
FIRENZE, 21 AGO - E' morta la notte scorsa, dopo una lunga malattia, nella sua casa di La Spezia, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'..... Apri
FIRENZE, 21 AGO - E' morta la notte scorsa, dopo una lunga malattia, nella sua casa di La Spezia, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell''Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via de' Georgofili'. Aveva 75 anni. Fu 'spina nel fianco' di inquirenti e opinione pubblica affinché si facesse piena luce sull'attentato mafioso del 27 maggio 1993 a Firenze che causò cinque vittime, decine di feriti e ingenti danni. Morirono Fabrizio Nencioni e Angela Fiume con le figlie Nadia, 9 anni, Caterina, 50 giorni di vita, e lo studente Dario Capolicchio, 22. Giovanna Maggiani Chelli, che era madre di una ragazza coinvolta nell'attentato, che fece parte della strategia stragista di Cosa Nostra nel 1992-1993, non perse mai un'udienza dei processi contro Riina e gli altri mafiosi. Fu tra i fondatori dell'associazione dei familiari, venne nominata cavaliere della Repubblica per il suo impegno. (ANSA)
Chiudi
NOTIZIA ANSA
2769  del 
20/07/2019
Mafia: ass. Georgofili, sul 41 bis Graviano manda messaggi Maggiani Chelli, 'Non piagnucoli: si penta o paghi fino a morte'

FIRENZ.....
Apri
Mafia: ass. Georgofili, sul 41 bis Graviano manda messaggi Maggiani Chelli, 'Non piagnucoli: si penta o paghi fino a morte'

FIRENZE, 20 LUG - "Giuseppe Graviano ha chiesto alcuni mesi fa l'annullamento del suo 41 bis, sia pure scandalosamente ammorbidito. Lamenta scarsi contatti con la sfera parentale. La Cassazione si e' pronunciata e ha respinto il ricorso dello stragista di via di Georgofili. Ogni volta che Giuseppe Graviano chiede annullamenti al 41 bis, riteniamo lanci il suo messaggio a chi gli ha chiesto a suo tempo 'un favore', 'una bella cosa', ovvero la 'strage di Firenze'".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili di Firenze, in una nota, in merito alla bocciatura da parte della Cassazione di un ricorso di Gravano. Secondo l'associazione Graviano "si era abituato" a mettere incinta "la moglie perche' gliela mandavano in carcere la notte, e ora ritiene di avere dei limiti ai suoi 'diritti'".
"Siamo grati ai tribunali - conclude Maggiani Chelli - che respingono le richieste del terrorista eversivo mafioso e chiediamo ancora una volta a Giuseppe Graviano di scegliere la via della collaborazione con la giustizia o la smetta di piagnucolare e paghi il suo debito fino alla morte".(ANSA)
Chiudi
Annuncio
2768  del 
03/06/2019
Inserimento nel sito:

26/05/2019 Video per il 26. anniversario

Il pr.....
Apri
Inserimento nel sito:

26/05/2019 Video per il 26. anniversario

Il programma
Chiudi
MESSAGGIO
2767  del 
26/05/2019
Messaggio del Ministro Bonafede

Buonasera,

Saluto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafier.....
Apri
Messaggio del Ministro Bonafede

Buonasera,

Saluto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiera De Raho, la presidente dell'associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili e tutti i presenti.

Mi scuso di non poter essere qui con voi stasera e stanotte, quando ricorderemo Fabrizio, Angela, Dario, Nadia e la piccola Caterina. Ricordarli non è un mero esercizio di memoria, ma un monito a impegnarsi tutti - cittadini e istituzioni - affinché quanto accaduto non avvenga mai più nel nostro amato Paese.

Persone innocenti, cadute sotto i vigliacchi colpi della mafia in un momento in cui lo Stato mostrava tutta la sua fragilità e, per certi versi, l'impotenza di fronte ai piani destabilizzanti di quegli anni.

Firenze ha pagato, con la vita dei suoi figli, per la sua bellezza, per la sua ricchezza culturale, il deliberato attacco ordito da Cosa nostra ai danni del patrimonio culturale del Paese. La Torre dei Pulci, crollata in seguito all'esplosione che ha seppellito, sotto le sue rovine, i quattro membri della famiglia Nencioni. Poi i danni alla Chiesa di S. Stefano e Cecilia, la Galleria degli Uffizi, un quarto delle opere d'arte della galleria danneggiate: 173 dipinti, 42 busti archeologici e 16 statue di grandi dimensioni.

Dentro quel cratere di quasi 5 metri di diametro provocato dall'esplosione, avevamo la sensazione di esserci caduti tutti. Ma, invece, da quel cratere siamo riusciti a risalire. Lo Stato ha saputo reagire; Firenze è diventato il centro delle indagini sulle cosiddette "stragi in continente", che hanno portato alle prime condanne già cinque anni dopo ma, soprattutto, ha visto un'incessante azione investigativa che ha continuato a produrre processi e condanne, per i capi della mafia e anche per coloro che pensavano di essere sfuggiti alla giustizia. E proprio da Firenze è giunta la prima ammissione, scritta nero su bianco in una sentenza, della possibilità che in quegli anni fosse in atto una trattativa fra alcuni uomini dello Stato e della criminalità organizzata. Indagini importanti che sono ancora in corso con grande impegno della magistratura e delle forze dell'ordine.

Per questo Firenze e i fiorentini sono diventati soprattutto il simbolo di chi non si arrende nella ricerca della verità, della verità compiuta su tutta quella oscura stagione. Un'azione che ha visto congiunti, in un unico sforzo, forze dell'ordine, magistrati e società civile.

Per questo mi sento di dover rivolgere un sentito ringraziamento a Giovanna Maggiani Chelli e a tutti i familiari delle vittime della strage di via Dei Georgofili.

Il loro incessante stimolo a non mollare finché non saranno svelati tutti i lati oscuri di quella stagione, è mirabile e prezioso e non deve rimanere senza risposta.

È uno stimolo che ricorda a tutti noi che non è finita finché non sarà fatta piena Giustizia.

Nessuna sentenza riporterà in vita le persone morte in quella ignobile strage ma ciò non toglie che lo Stato ha il dovere di consegnare a quei familiari e a tutti i cittadini la piena verità.

Oggi, 26 anni dopo, c'è una verità giudiziaria e uno Stato che nella lotta alla mafia, traendo spunto dal suo peggiore passato, è diventato avanguardia mondiale della lotta alle cosche. Ogni giorno però ricordo a me stesso e a tutti che non bisogna mai abbassare la guardia, che bisogna alzare ancora l'asticella per sconfiggere definitivamente la mafia.

Ogni mattina, salendo le scale del ministero, mi fermo sempre di fronte alla grande targa dedicata alla memoria di Giovanni Falcone che morì proprio mentre svolgeva un importante incarico al Ministero.

Così, ogni giorno, mi ricordo quanto è stato fatto ma soprattutto quanto ancora si dovrà fare per rendere onore a chi è caduto nella lotta alla mafia e chi, da innocente, ne ha pagato le conseguenze con la vita.

Pietro Calamandrei, in un discorso riferito alla Resistenza, diceva: "Noi ci illudiamo di essere qui, vivi, che celebriamo i morti. E non ci accorgiamo che sono loro, i morti, che ci convocano qui, come dinanzi a un tribunale invisibile, a render conto di quello che possiamo aver fatto per non essere indegni di loro; (...) è la nostra vita, che può dare un significato e una ragione rasserenatrice e consolante alla loro morte; e dipende da noi farli vivere o farli morire per sempre".

Grazie a tutti
Chiudi
NOTIZIA ANSA
2766  del 
27/05/2019
Georgofili: Maggiani Chelli, parenti rimasti lontani lapide
'Non hanno potuto raggiungerla, non assegnato spazio per lorò

FIR.....
Apri
Georgofili: Maggiani Chelli, parenti rimasti lontani lapide
'Non hanno potuto raggiungerla, non assegnato spazio per lorò

FIRENZE, 27 MAG - "C'è stata protesta fra i parenti delle vittime della strage di via dei Georgofili, che alle 1.04", ora dell'esplosione, "dopo la processione laica dietro al Gonfalone del Comune, non hanno potuto raggiungere la lapide che ricorda la strage del 27 maggio 1993 per la commemorazione con le istituzioni. Non è la prima volta, è successo anche in passato". Lo rende noto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime dell'autobomba ai Georgofili, rispetto alla cerimonia fatta la notte scorsa presso la lapide che ricorda l'attentato.
"In queste occasioni i familiari delle vittime devono avere una loro corretta collocazione, vicino alle istituzioni, serve l'accortezza di riservare uno spazio - spiega Maggiani Chelli - Invece, pure stavolta, anche perchè pioveva e pure gli ombrelli hanno creato problemi in quel luogo angusto, non avevano potuto arrivare in tempo sul posto". "Bastava un pò di buona volontà e le vittime potevano sentire meglio la vicinanza delle istituzioni - conclude - Non ci piacciono le strumentalizzazioni politiche e tanto meno quando la sensazione è fin troppo chiara che solo quello siano. Auspichiamo che l'anno prossimo in via dei Georgofili alle ore 1.04 venga ricordato che i parenti dei morti siamo noi, non la politica".(ANSA).


Chiudi
Annuncio
2765  del 
14/05/2019
Inserimento nel sito:

27/05/2019 La Romola

La locandina
Apri
Inserimento nel sito:

27/05/2019 La Romola

La locandina
Chiudi
ARTICOLO ...
2764  del 
20/04/2019
Articolo del 20/04/2019 su www.leomagazineofficial.it

Lo scorso 17 Aprile nell'aula bunker di Santa Verdiana si è t.....
Apri
Articolo del 20/04/2019 su www.leomagazineofficial.it

Lo scorso 17 Aprile nell'aula bunker di Santa Verdiana si è tenuto l'annuale incontro in ricordo di Gabriele Chelazzi organizzato dall'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili. Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che ha coordinato le indagini sulle autobombe del 1993-94, morto a 59 anni la notte tra il 16 e il 17 Aprile 2003 era un esempio per tutti, e il suo ricordo, a 16 anni dalla sua morte, è ancora vivo per tutti i presenti.

Come ogni anno, ha presenziato alla commemorazione per Gabriele Chelazzi la vicesindaca del Comune di Firenze, Cristina Giachi, che ha tenuto a sottolineare quanto le istituzioni non siano una realtà esterna e lontana dai cittadini, ma come nel momento in cui vi è reciproca comprensione si realizzi una vera comunione di intenti. Il presidente del tribunale di Firenze Marilena Rizzo, che presiedeva i lavori e ha fatto sì che la commemorazione potesse avere luogo nell'edificio del tribunale, nel ricordare il pm scomparso si è voluta soffermare su due aspetti: il primo riguardante il modo in cui Gabriele svolgeva il proprio lavoro, quasi ossessivamente, ma senza innamorarsene mai, riuscendo sempre a separare la sfera professionale da quella privata; il secondo sull'importanza che ricopriva con il suo ruolo: "un anello di una catena importante".

La parola, poi, è passata alla moglie dell'ex giudice, Caterina Romagnoli Chelazzi, che, non senza commozione, ha ricordato l'aula bunker di Santa Verdiana come una seconda casa, un luogo in cui Gabriele ha passato molte giornate della sua vita, tra processi e orazioni. Nel suo ringraziamento a Giovanna Maggiani Chelli, per il suo impegno annuale nel ricordo delle vittime e di suo marito, ha menzionato altre stragi della mafia, tra cui quella del '92, evidenziando la sua costante paura non tanto per gli attentati - dato che, fortunatamente, non se ne vedono da tempo- ma per tutte le altre operazioni malavitose che quotidianamente vengono messe a segno, in particolare citando la contraffazione di prodotti BIO. Sulla scia degli attentati, ha proseguito il discorso Giuseppe Creazzo, Procuratore Capo presso il Tribunale di Firenze, ricordando ai presenti che la scelta di Firenze, come bersaglio dell'attacco, fu simbolica, dal punto di vista artistico, e atta a creare sgomento alla popolazione italiana. "Gabriele appartiene alla storia del nostro paese" ha sottolineato il magistrato, ricordando l'amico come una persona piena di energie e intelligenza che ha dato la vita per scoprire la verità: "è morto lavorando". Infine, ha tenuto a elogiare l'ex pm per la sua spiccata professionalità e la sua proverbiale riservatezza, riprendendo le parole della vicesindaca Giachi. E' intervenuto anche Alessandro Crini, Procuratore Capo presso il Tribunale di Pisa, ringraziando chi rende possibile questo convegno ogni anno: "il rischio che questa commemorazione sia ripetitiva e vuota non c'è, anzi, arricchisce ogni volta di più il ricordo di Chelazzi".

Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione delle vittime della strage dei georgofili, dopo aver ringraziato tutti, e in particolar modo gli studenti del Liceo da Vinci che anche quest'anno sono presenti e attivi negli eventi di commemorazione della strage dei georgofili, ha elogiato questo evento che conserva tra i giovani la memoria delle vittime del terrorismo. Inoltre ha ricordato che a Chelazzi piaceva molto parlare con i ragazzi, che talvolta radunava in comune davanti al salone dei '500. Non mancano parole di elogio nei confronti di Chelazzi anche da parte di Giovanni Melillo, procuratore, che ha ricordato di come seguisse le indagini con pazienza e cura certosina, con una grande capacità di analisi: aveva infatti una profonda conoscenza del ruolo del processo e non cercava il consenso né della pubblica opinione né di altri. Molto toccante l'intervento di Giuseppe Niccolosi, procuratore capo di Prato, che ha definito l'incontro come una messa laica in ricordo di Chelazzi, dal cui esempio ancora oggi si traggono importanti insegnamenti: lui era il primo giudice delle sue indagini, e la sua professionalità nel svolgerle era decisamente fuori dal comune. Infine teniamo a sottolineare l'intervento di Valentino Masetti, caporedattore del Leomagazine, che ha spiegato il ruolo del giornale all'interno di questo progetto e ha spiegato che nonostante la nostra esperienza sia limitata dobbiamo informarci per informare, la criminalità organizzata infatti prospera nell'ignoranza. Dobbiamo creare un contesto in cui non ci sia spazio per l'omertà e la prevaricazione.
Chiudi
Annuncio
2763  del 
13/04/2019
Inserimento nel sito:

Ricordo di Gabriele Chelazzi il 17/04/2019

Apri
Inserimento nel sito:

Ricordo di Gabriele Chelazzi il 17/04/2019

La locandina
Chiudi