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NOTIZIA ANSA
2749  del 
26/10/2018
ROMA, 26 OTT - "Il 'caso Provenzano' di queste ultime ore, inerente il 41 bis, ha di sicuro esacerbato gli animi. Annunciamo pertanto u..... Apri
ROMA, 26 OTT - "Il 'caso Provenzano' di queste ultime ore, inerente il 41 bis, ha di sicuro esacerbato gli animi. Annunciamo pertanto una raccolta di firme per una proposta di legge atta ad ottenere l'inasprimento del 41 bis e il mantenimento dell'ergastolo ostativo finchè ci sarà la mafia e per chi con la mafia collude".
Lo sostiene la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage i via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Non è vendetta come si tenta di dire, è giustizia, solo che in questo Paese c'è chi fa finta di non sapere cosa è la mafia visto che non l'ha provata sulla propria pelle, o ha degli interessi personali. E' vero che il 41 bis esiste da 26 anni, ma è altrettanto vero che sono 26 anni che qualcuno in questo Paese, cerca di abolirlo: hanno iniziato con le bombe del 1993 quella di Via dei Georgofili e non hanno più smesso. Mi si dica come ha fatto Giuseppe Graviano a mettere incinta la moglie in carcere a 41 bis, se le restrizioni fossero disumane..Riteniamo ci possa essere malafede e qualcuno possa voler fare abolire il 41 bis per far scarcerare i mafiosi rei di strage, usando impropriamente la parola umanità" . (ANSA)
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NOTIZIA ADNKRONOS
2748  del 
26/10/2018
"Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli. Il..... Apri
"Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli. Il capo di Cosa nostra Provenzano avrebbe subito in Italia il torto di morire a 41 bis. Certo che è morto a 41 bis in ospedale e il carcere duro bis un mero foglio di carta. Strasburgo però il 41 bis lo voleva abolito sulla carta bollata come Cosa Nostra. E ora che si fa si risarcisco i familiari di Provenzano, mentre noi sputiamo l'anima per avere riconosciuti i nostri diritti in un processo civile? Dove era Strasburgo dei diritti dell'uomo la notte del 27 maggio 1993 quando Provenzano ha mandato i suoi uomini a Firenze ad ammazzarci per far annullare il 41 bis, giusto sulla carta bollata?"
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"La Corte di Strasburgo ci offende, ci fa indignare mentre riconosce i diritti ai mafiosi post mortum e non batte un colpo sul fronte delle vittime di mafia. Ma di quali diritti stiamo parlando, di quelli di Cosa nostra?", conclude Maggiani Chelli. (AdnKronos)
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NOTIZIA ANSA
2747  del 
25/10/2018
Provenzano: Associazione vittime, Strasburgo ci offende
Riconosciuti diritti mafiosi, non batte colpo per vittime mafia

ROMA, 25 OTT - &.....
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Provenzano: Associazione vittime, Strasburgo ci offende
Riconosciuti diritti mafiosi, non batte colpo per vittime mafia

ROMA, 25 OTT - "Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli".
A dirlo è Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il Capo di Cosa nostra Provenzano avrebbe subito in Italia il torto di morire al 41 bis - afferma Maggiani Chelli- certo che è morto a 41 bis in ospedale; Strasburgo però il 41 bis lo voleva abolito sulla carta bollata come Cosa Nostra. E ora che si fa si risarciscono i familiari di Provenzano, mentre noi sputiamo l'anima per avere riconosciuti i nostri diritti in un processo civile? Dove era Strasburgo dei diritti dell'uomo la notte del 27 Maggio 1993 quando Provenzano ha mandato i suoi uomini a Firenze ad ammazzarci per far annullare il 41 bis, giusto sulla carta bollata? La Corte di Strasburgo ci offende, ci fa indignare mentre riconosce i diritti ai mafiosi post mortum e non batte un colpo sul fronte delle vittime di mafia. Ma di quali diritti stiamo parlando di quelli di Cosa Nostra"?".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2746  del 
16/10/2018
Convegno su 41 bis: ass.Georgofili insiste, non ci andiamo
Maggiani Chelli, 'Severo ma serve, lavoriamo a inasprimento'

FIREN.....
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Convegno su 41 bis: ass.Georgofili insiste, non ci andiamo
Maggiani Chelli, 'Severo ma serve, lavoriamo a inasprimento'

FIRENZE, 16 OTT - "Non verremo al convegno" dedicato al regime carcerario di 41 bis sabato 20 ottobre a Firenze "e non cambieremo il nostro modo di vedere. Il 41 bis è una forma di carcere severo, ma necessario per la mafia stragista, che ha voluto scientemente la strage di via dei Georgofili per far annullare il 41 bis". Lo scrive il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de' Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo ai promotori dell'iniziativa, che si terrà in una sede universitaria. "La dignità di Bagarella secondo noi è ampiamente rispettata, e non crediamo affatto che siano negati i primari diritti - prosegue Maggiani Chelli - anzi, hanno una ampia possibilità di contatti con l'esterno, troppi per noi, visto che dal carcere possono uscire ordini di morte. E come sempre lavoreremo per l'inasprimento del 41 bis, cercando di far riportare il sistema detentivo in questione allo spirito iniziale in cui fu istituito". "Siamo molto dispiaciuti - conclude Maggiani Chelli - del messaggio che passerà alla mafia attraverso il convegno da tutti Loro organizzato. Credo inoltre che i Padri Costituenti, mai avrebbero immaginato cosa sarebbe successo a questo nostro infelice Paese da sempre nelle mani della mafia". L'associazione aveva già annunciato nei giorni scorsi di non partecipare al convegno giudicandolo una provocazione "nella città dove è avvenuta la strage del 1993 con 5 morti e 48 feriti", cioè l'autobomba ai Georgofili. E i promotori dell'evento avevano risposto a Maggiani Chelli dicendo di non voler provocare nessuno, di condannare in modo netto la strage ma anche di ritenere che dignità e diritti delle persone detenute vanno mantenuti.(ANSA)
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LETTERA
2745  del 
16/10/2018
Da: Giovanna Maggiani
Data: martedì 16 ottobre 2018 19:22
A: Gustavo Leone
Oggetto: Re: Convegno del 20.10.2018 sul 41 bis
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Da: Giovanna Maggiani
Data: martedì 16 ottobre 2018 19:22
A: Gustavo Leone
Oggetto: Re: Convegno del 20.10.2018 sul 41 bis

Egr. Sig. Avv. Leone,

Lei è gentilissimo e io La ringrazio a nome di tutti noi, ma non verremo al convegno di sabato 20.10.18 e non cambieremo il nostro modo di vedere.

Il 41 bis è una forma di carcere severo, ma necessario per la mafia stragista, che ha voluto scientemente la strage di via dei Georgofili per far annullare il 41 bis.

La dignità di Bagarella secondo noi è ampiamente rispettata, e non crediamo affatto che siano negati i primari diritti, anzi, hanno una ampia possibilità di contatti con l’esterno, troppi per noi, visto che dal carcere possono uscire ordini di morte.

E come sempre lavoreremo per l’inasprimento del 41 bis, cercando di far riportare il sistema detentivo in questione allo spirito iniziale in cui fu istituito.

Le posso pertanto assicurare che sul 41 bis, carcere speciale, siamo ampiamente preparati e siamo molto dispiaciuti del messaggio che passerà alla mafia attraverso il Convegno da tutti Loro organizzato.

Credo inoltre che i Padri Costituenti, mai avrebbero immaginato cosa sarebbe successo a questo nostro infelice Paese da sempre nelle mani della mafia.

Distinti saluti
Giovanna Maggiani Chelli



---------- Messaggio inoltrato ---------
Da: Gustavo Leone
Data: mar 16 ott 2018 alle 18:57
Oggetto: Convegno del 20.10.2018 sul 41 bis

Gentile Sig.ra Maggiani Chelli,

chi le scrive è l'avv. Gustavo Leone, coordinatore dell'Ossservatorio sul 41 bis della Associazione Liberarsi Onlus.

Ho letto le sue dichiarazioni nel comunicato diffuso dall'ANSA.

Mi sembra doveroso risponderle

Il convegno è stato sponsorizzato anche da parte del Centro di ricerca interuniversutario su carcere, devianza, marginalità e governo delle migrazioni, dalla Camera Penale di Firenze, dalla Fondazione per la Formazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Firenze e dal CESVOT ( Centro Servizi Volontariato Toscana). Come Associazione Onlus siamo ospiti della Chiesa Valdese, che parteciperà al convegno con Alessandro Sansone, Presidente della Diaconia Valdese Fiorentina.

Le dico questo per farle capire che la attenzione nei confronti dei detenuti ( a prescindere dalla ippologia di reato per cui è condanna, appare del tutto trasversale.

Trovo scritto che Lei si sarebbe domandata se "si provoca nella città dove è avvenuta la strage terroristica eversiva con cinque morti e 48 feriti,in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis?"

Voglio rassicurarla: non si intende in alcun modo provocare nessuno.

Crediamo di essere lontani dalle organizzazioni criminali di tipo mafioso, camorristico ed altro così come, immagino, lo sia lei.

La nostra condanna a riguardo non può non essere che decisa, netta ed esplicita.

Nel contempo riteniamo che la dignità della persona, i suoi diritti e bisogni primari non possano essere calpestati, né dimenticati. E ciò anche (vorrei dire soprattutto) se la persona in questione si trova detenuta, senza la possibilità di cambiare la propria posizione.

Non si deve dimenticare che il regime previsto dall'art. 41 bis viene messo in atto per ragioni di prevenzione rispetto al compimento di gravi reati. Detto regime non può peraltro giustificare determinati trattamenti.

La Corte Cistituzionale, del resto, si è espressa solo pochi giorni fá dichiarando la incostituzionalità
della norma che impediva ai detenuti sottoposti al 41 bis di poter cucinare in cella.

Non so se lei è al corrente di alcune decisioni di Giudici americani e spagnoli che hanno negato l'estradizione per cittadini italiani : affermando che il trattamento loro spettante (ex art 41 bis) se estradati sarebbe equivalso ad una tortura...

Concludo chiedendo a lei e agli altri della sua associazione di intervenire al convegno: ritengo che la dialettica sia una forma di democrazia, così come il confronto pur con opinioni contrastanti.

Sperando di vederla sabato prossimo le invio cordiali saluti

Avv. Gustavo Leone
La Corte Costituzionale
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NOTIZIA ANSA
2744  del 
12/10/2018
Convegno sul 41 bis a Firenze, Associazione "è provocazione"
Il 20 incontro in ateneo di Firenze su restrizioni in carcere
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Convegno sul 41 bis a Firenze, Associazione "è provocazione"
Il 20 incontro in ateneo di Firenze su restrizioni in carcere

ROMA, 12 OTT - Un convegno organizzato dall'Università di Firenze per il prossimo 20 ottobre dal titolo: "Il 41 bis, una tortura (s)conosciuta. A 26 anni dalla sua istituzione, le restrizioni imposte ai detenuti sono servite (e servono) a indebolire le organizzazioni criminali?", provoca la dura reazione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Il prossimo 20 Ottobre all'università a Firenze è in arrivo l'attacco al 41 bis? - si chiede Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione - Si provoca nella città dove è avvenuta la strage terroristica eversiva con 5 morti e 48 feriti, in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis"? Vedremo, pronti a rispondere se come una provocazione saremo costretti a viverla", conclude la presidente. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2743  del 
11/10/2018
Dell'Utri: Vittime Georgofili,chi con mafia muoia in carcere
Presidente Associazione, "noi ancora in attesa di giustizia"
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Dell'Utri: Vittime Georgofili,chi con mafia muoia in carcere
Presidente Associazione, "noi ancora in attesa di giustizia"

ROMA, 11 OTT - "Se i condannati per mafia come Marcello dell'Utri possono andare a casa ai domiciliari, nella casa loro, fra le amorevoli braccia della famiglia, cosa possiamo pensare noi le vittime di mafia? Neppure sotto il Ministro Orlando, da noi sempre criticato, mai era arrivati a tanto". Lo sfogo arriva da Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "I tribunali di sorveglianza sono qualcosa che noi siamo costretti a guardare con avversità, perché la mafia ci ha rovinato la vita e le collusioni con la mafia sono state la causa di dolore e disperazione, perché non hanno mai consentito a causa di trasversalità, completa giustizia per le nostre vittime", prosegue la presidente dell'Associazione. "Non possiamo capire tutti i mal di pancia dei carcerati per mafia, perché abbiamo malati e disperati di vita, con delle patologie causa-effetto della strage di via dei Georgofili da rendere "ridicolo" ogni mal di cuore. "Riina è morto in carcere con tutte le patologie che aveva, e chiunque abbia legami con la mafia deve morire in carcere, perché le nostre vittime sono morte nel loro letto,a causa di "collusioni mafiose" che hanno indotto Riina a massacrare i nostri figli per avere annullato il carcere duro, attraverso probabili intercessioni di nascenti partiti politici. Lo Stato ci deve un processo sulla scia di indagini in corso per i "concorrenti della mafia" per la strage di via dei Georgofili e forse solo allora sapremo chi è innocente rispetto alle stragi del 1993", conclude Maggiani Chelli.. (ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2741  del 
27/09/2018
ROMA, 27 SET - "Siamo molto preoccupati che la lotta alla mafia sia finita confinata in un probabile decreto sicurezza che investe gli argomenti ..... Apri
ROMA, 27 SET - "Siamo molto preoccupati che la lotta alla mafia sia finita confinata in un probabile decreto sicurezza che investe gli argomenti i più disparati, mentre la lotta alle organizzazioni criminali dello spessore di "cosa nostra" , con il ripristino totale del 41 bis, di una nuova legge sui collaboratori di giustizia, della lotta all'evasione, dell'allungamento dei termini di prescrizione dei reati, con un uso delle intercettazioni sempre più ampie, andrebbe combattuta una volta per tutte con grande impegno in un capitolo a parte e prioritario".
A sostenerlo è Giovanna Maggiani Chelli Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della stage di via dei Georgofili. "Ciò non toglie che la formula sulla vendita a privati dei beni della mafia, con un ricavato altissimo per questo Paese e i suoi cittadini e destinato finalmente al risarcimento reale dei danni alle vittime di mafia, è qualcosa che noi vediamo bene da sempre", prosegue.
"Ci sono stati Prefetti illuminati, Commissari del Fondo 512 legge del 1999 per le vittime di mafia, con i quali noi abbiamo partecipato anche a incontri presso il Ministero dell'Interno e al Sud dell'Italia, i quali avevano capito quale montagna di soldi può portare la vendita dei beni confiscati alla mafia da destinarsi alle esigenze del Paese tutto, proprio rispetto ai danni fatti dalle organizzazioni mafiose. Non accettiamo il ragionamento secondo cui la vendita a privati dei beni confiscati ai mafiosi possa far correre il rischio che siano ricomprati dalla mafia. Uno Stato non può e non deve fare questo ragionamento o la sua forza davanti al crimine organizzato davvero sarebbe debole. Se un mafioso si ricompra uno dei suoi beni lo Stato deve essere in grado di riconfiscarlo subito anche con guadagno, altre legislazioni meno "spaventate" davanti alla mafia lo fanno", conclude la presidente. (ANSA).
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NOTIZIA ANSA
2740  del 
23/09/2018
FIRENZE, 23 SET - "Secondo l'Università di Pisa chesu commissione della Regione Toscana ha eseguito uno studio delfenomeno, in Toscan..... Apri
FIRENZE, 23 SET - "Secondo l'Università di Pisa chesu commissione della Regione Toscana ha eseguito uno studio delfenomeno, in Toscana ci sarebbe la mafia e alla grande.Ci sarebbe da meravigliarsi del contrario!". Lo scrive in unanota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione trai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofilicommentando un rapporto sulle infiltrazioni del crimineorganizzato in Toscana - 'ndrangheta, camorra, mafia -presentato nei giorni scorsi.
"Il 27 maggio 1993 - scrive ancora - 277 chili di tritolosono entrati senza problemi nel centro storico di Firenze in viadei Georgofili, noi lo sappiamo bene sulla nostra pelle.Sono giusto passati 25 anni e l'accertamento della verità dicome 'cosa nostra' abbia fatto a recarsi sotto la Torre delPulci ad ammazzare i nostri parenti ancora non lo sappiamo".
Un'"azione terroristica della mafia nel centro storico diFirenze, 25 anni di pacche sulle spalle e verità accertata soloa livello mafioso, una ragione ci sarà o no? - prosegue MaggianiChelli nella stessa nota - Certo che c'è: in Toscana a Firenzec'è la mafia collusa con la politica e da 25 anni ci raccontanobelle favole di indagini archiviate e scoprono attraverso studiche c'è la mafia e non guardando di certo alle nostre invaliditàe alle tombe che abbiamo al cimitero sulle quali piangere ognigiorno".(ANSA)
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NOTIZIA ANSA
2739  del 
21/09/2018
ROMA, 21 SET - "Come ormai auspicato dai più che aspirano a combattere la mafia, aspettiamo che la Commissione Antimafia diventi al pi&ugr..... Apri
ROMA, 21 SET - "Come ormai auspicato dai più che aspirano a combattere la mafia, aspettiamo che la Commissione Antimafia diventi al più presto operativa. Siamo stati a suo tempo ricevuti dalla Presidente Rosy Bindi e vorremmo continuare a dare il nostro apporto visto che stiamo aspettando l'accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili con indagini aperte". A scriverlo è Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Chiaramente - spiega - abbiamo dei desideri: quello che a presiederla possa essere il Magistrato Pietro Grasso, crediamo che nessuno abbia più titolo di lui, perché sulle stragi terroristiche eversive, più che mai al pettine in questo momento, crediamo sia colui che ha più esperienza.
Auspichiamo altresì, apertamente, di essere ammessi a far parte di quella Commissione, perché è arrivato il momento che una componente della Commissione sia di persone colpite dal terrorismo mafioso dell'anno 1993 e non solo da politici che con quel periodo prendono ogni giorno distanze. Non abbiamo santi in Paradiso, ma abbiamo sicuramente la ragione dalla nostra parte per uscire con questa richiesta".(ANSA)
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