
<rss version="2.0"><channel><title>Feed di strageviadeigeorgofili.org </title><link>http://www.strageviadeigeorgofili.org</link><description>Rss del sito www.strageviadeigeorgofili.org</description><copyright>Copyright www.strageviadeigeorgofili.org </copyright>



<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
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<language>IT-it</language><item>
			<title>1837 -- NOTIZIA ANSA del 03/02/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1837</link>
			<description>L&#039;Associazione vittime dei Georgofili contro la perizia a Riina&lt;br&gt;&lt;br&gt; &#034;Si smetta di dare alla mafia messaggi che ci offendono e ci fanno desiderare di espatriare&#034; &lt;br&gt; 02/02/2012 - 21:00&lt;br&gt; &#034;Si smetta di dare alla mafia messaggi che ci offendono e ci fanno desiderare di espatriare&#034;. Lo scrive in una nota la presidente dell&#039;associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, in merito alla &#034;richiesta di una perizia per stabilire se Riina &amp;egrave; in grado di intendere e di volere&#034;.&lt;br&gt;  &lt;br&gt; &#034;Secondo i suoi legali - spiega la nota - non sarebbe in grado di intendere e di volere, ovvero non potrebbe partecipare ai processi che lo riguardano e va da s&amp;eacute; che quindi il boss sarebbe incompatibile con il carcere. Ma davvero in questo Paese c&#039;&amp;eacute; chi pensa che Salvatore Riina debba ritornare nel covo di Palermo che lo ospit&amp;ograve; per oltre 30 anni di latitanza?&#034;.&lt;br&gt; Fonte: ANSA  </description>
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			<title>1836 -- NOTIZIA Adnkronos del 29/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1836</link>
			<description>Firenze, 29 gen. - (Adnkronos) - &#034;Quelle parole di Scalfaro del 1993 ai tempi delle stragi di mafia (Io non ci sto... prima hanno provato con le bombe...) le abbiamo marchiate a fuoco nelle nostre teste. Vogliamo ricordare cosi&#039; Scalfaro mentre solennemente pronuncia quella frase, e lo vogliamo ricordare a Firenze davanti al corpicino di Caterina Nencioni mentre piange tutte le lacrime delle istituzioni per la strage piu&#039; ignobile che la storia della Repubblica ricordi&#034;. &lt;br&gt;Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell&#039;Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze (27 maggio 1993). &lt;br&gt; &#034;Ma non possiamo dimenticare, e non lo dimenticheremo mai, che per una qualsiasi ragion di Stato ancora oggi oscura, non ci sia stato detto almeno fino ad oggi in un processo penale chi ha provato prima con le bombe del 1993 e poi con i piu&#039; vili ricatti. E&#039; un dovere di questo Paese render nota la verita&#039; completa su quei massacri del 1993, altrimenti le lacrime delle istituzioni non avranno nel tempo nessun valore&#034;, ha aggiunto Maggiani Chelli.</description>
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			<title>1835 -- Annuncio del 26/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1835</link>
			<description>&lt;br&gt;Firenze, 11 Febbraio 2012&lt;br&gt;Presentazione del libro "SOLDI SPORCHI"&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;a href=http://www.strageviadeigeorgofili.org/libri/120201_locandina_soldisporchi.pdf target=_new&gt;La locandina&lt;/a&gt;</description>
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			<title>1834 -- NOTIZIA AGENPARL del 23/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1834</link>
			<description>GEORGOFILI: ASS. FAMILIARI, TEMIAMO STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE PER STRAGI 1993 &lt;br&gt;&lt;br&gt; (AGENPARL) - Roma, 23 gen - &#034;Vogliamo rammentare che gli argomenti trattati nel documento datato 10 Agosto 1993 redatto dalla Dia, non sono nuovi alla ribalta della cronaca. A settembre 1993 su importantissimi quotidiani vi furono gi&amp;agrave; anticipazioni molto simili ai contenuti di quel documento che oggi ci occupa, e che non poterono non causare attenzione e apprensione nella magistratura inquirente sulle stragi del 1993, visto che erano appena avvenute. La verit&amp;agrave; sulle stragi del 1993 non st&amp;agrave; all&#039;interno di mere questioni ideologiche, di questo ne siamo convinti&#034;. Cosi, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell&#039;associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.&lt;br&gt;&lt;br&gt; &#034;Per questo temiamo strumentalizzazioni politiche per quelle maledette stragi del 1993. Il nero contro il rosso e viceversa sono buoni per una politica oggi pi&amp;ugrave; che mai alla deriva, proprio perch&amp;eacute; le collusioni con la mafia si sprecano, lo sappiamo tutti benissimo, all&#039;interno di entrambi gli schieramenti. La verit&amp;agrave; sulle stragi del 1993 passa per fiumi di denaro che non hanno colore, altrimenti, per pure questioni ideologiche la mafia non avrebbe fatto &#034;favori&#034; a chi di dovere massacrando i nostri figli. Siamo certi che per condannare la mafia stragista per l&#039;attentato di via dei Georgofili,, il lavoro fatto dalla Mgistratura, sia stato svolto a 360 gradi e la bont&amp;agrave; dei processi di Firenze lo dimostra. Per i concorrenti esterni a &#034;Cosa nostra&#034;, invece, &amp;egrave; tutto un altro discorso, anche perch&amp;egrave; spesso la Magistratura ha incontrato enormi difficolt&amp;agrave; come &amp;egrave; successo al Magistrato Gabriele Chelazzi il quale dall&#039;allora Commissione Antimafia, fu ascoltato per fatti gravissimi come i morti sotto il tritolo stragista, solo un quarto d&#039;ora Oppure perch&amp;eacute; spesso e ne siamo testimoni noi, la reticenza e l&#039;autodifesa di uomini dello Stato che hanno testimoniato nei processi per strage sui passaggi di 41 bis e quant&#039;altro, sono state nel corso degli anni devastanti, in nome probabilmente di una &#034;Ragion di Stato&#034; che tiene conto che bisogna nascondere la verit&amp;agrave; quando vi sono stati errori gravissimi o peggio probabili collusioni. Basta battaglia politica sulle stragi, sulla pelle delle vittime, ma verit&amp;agrave;&#034;. </description>
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			<title>1833 -- COMUNICATO del 22/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1833</link>
			<description>Gaspare Spatuzza, molto informato sui fatti, non pu&amp;ograve; essere altrimenti, sta stentando di fare chiarezza sull&#039;attentato al Giudice Borsellino, su quello di via dei Georgofili e perch&amp;eacute; no sulle stragi in generale.&lt;br&gt; Ora &amp;egrave; la volta dell&#039;attentato di via Palestro: uno dei due fratelli Formoso &amp;egrave; probabile non ne sapesse nulla del massacro di via Palestro del 27 Luglio 1993, almeno secondo quanto riferisce Spatuzza. &lt;br&gt; A questo punto, per&amp;ograve;, auspichiamo di saperne di pi&amp;ugrave; ossia di avere ulteriori spiegazioni da Spatuzza, questo perch&amp;eacute; alcuni anni fa quando il nodo strage via Palestro venne al pettine e i rinvii a giudizio per i fratelli Formoso si erano delineati all&#039;orizzonte delle Procure, noi avevamo gi&amp;agrave; fortemente sperato che, oltre i fratelli Formoso, altri fossero rinviati a giudizio.&lt;br&gt; Infatti, sempre per quel senso di giustizia che ci pervade alla ricerca dei collegamenti con i mandanti esterni a cosa nostra per la strage di via Georgofili, prima che tutti gli atti passassero a Milano per la strage di Via Palestro, avevamo sperato che ci potesse essere dato qualcosa di pi&amp;ugrave; rispetto alla verit&amp;agrave; completa sulla morte dei nostri parenti.&lt;br&gt; Non fu cos&amp;igrave; e oggi con Gaspare Spatuzza torniamo a sperare che si possa ampliare la vera lettura della strage di Via Palestro a Milano fortemente legata a quella di via dei Georgofili e parlare finalmente di mandanti esterni alla mafia in un nuovo processo.&lt;br&gt; Cordiali saluti&lt;br&gt;&lt;br&gt; Giovanna Maggiani Chelli &lt;br&gt; Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili</description>
			</item><item>
			<title>1832 -- NOTIZIA Adnkronos del 20/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1832</link>
			<description>Mafia: familiari vittime via Georgofili, necessarie deposizioni chiare da uomini Stato&lt;br&gt;&lt;br&gt; Palermo, 20 gen. - (Adnkronos) - &#034;Non vi e&#039; dubbio, l&#039;ex Ministro Scotti ha detto a Palermo che dopo l&#039;omicidio del Giudice Falcone bisognava adottare misure eccezionali contro la mafia : il regime detentivo speciale di 41 bis. Non si fece! Infatti ci vorra&#039; la morte del Giudice Borsellino per rendere operativo il &#039;41 bis&#039; voluto da Falcone insieme all&#039;utilizzo delle supercarceri&#034;. &lt;br&gt;Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dei familiari delle vittime di via Georgofili. &lt;br&gt;&#034;Inoltre in seguito, dopo l&#039;omicidio Borsellino iniziando con il 14 Maggio 1993 strage di via Fauro,, fino alla stragi di Via Palestro e alle chiese romane del 27 Luglio 1993, passando per quella di via dei Georgofili che tragicamente ci riguarda, e&#039; iniziato quel tira e molla a suon di &#039;41 bis&#039; non prorogati e prorogati che quasi certamente provocarono le stragi di Roma, Firenze e Milano - dice - Altro che lo Stato dopo la morte di Falcone &#039;non si poteva trincerare e doveva avere una reazione forte contro cosa nostra&#039; come ha asserito oggi l&#039;ex Ministro Scotti a Palermo, crediamo che uomini dello Stato durante le stragi del 1993 abbiano quantomeno raggiunto il loro massimo livello di incompetenza, perche&#039; ancora non osiamo credere alla vera e propria malafede, per questo ci servono le prove&#034;. &lt;br&gt;E conclude: &lt;br&gt;&#034;Infatti siamo noi oggi che abbiamo bisogno di prove auree, come la magistratura ha sempre preteso di dover avere per scrivere sugli atti processuali i nomi dei mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993. Abbiamo bisogno di deposizioni chiare dagli uomini dello Stato di allora, non di deposizioni stringate e auto difensive, perche&#039; a questo punto e&#039; di vitale importanza capire se le decisioni sul &#039;41 bis&#039; dopo la morte di Borsellino dal 15 maggio 1993 in poi, furono decisioni dettate dall&#039;inefficienza degli uomini dello Stato di allora o se la sudditanza alla mafia aveva raggiunto livelli inquietanti&#034;.</description>
			</item><item>
			<title>1831 -- COMUNICATO del 18/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1831</link>
			<description>&#034;Accolta la richiesta dell&#039;avvocato durante il processo su una serie di omicidi di mafia . Secondo il legale il boss Salvatore Riina non sarebbe in grado di assistere alle udienze perch&amp;eacute; affetto da morbo di Parkinson&#034;.&lt;br&gt;&lt;br&gt; &#034;Accolta dalla corte d&#039;Assise  di Palermo la richiesta dei legali del boss Provenzano durante il processo in cui &amp;egrave; imputato - il boss non sarebbe in grado si assistere al processo perch&amp;eacute; affetto da una grave forma di demenza senile&#034;. &lt;br&gt;&lt;br&gt; Curateli, curateli bene, ma curateli in carcere e a 41 bis.&lt;br&gt; E&#039; quanto fortemente chiediamo per l&#039;ennesima volta, del resto noi abbiamo vittime con malattie provocate dall&#039;attentato terroristico del 27 Maggio 1993, che il Parkinson e la Demenza senile al loro confronto sono acqua fresca.&lt;br&gt; Non lo diciamo per una sete di vendetta, ma per una sacrosanta questione di giustizia, in un Paese che si &amp;egrave; riempito di norme per salvaguardare il reo stragista assicurandogli ogni tipo di attenzione e si affida ai pareri di Consigli di Stato per rendere nulle norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice come la 206 del 2004.&lt;br&gt; Cordiali saluti&lt;br&gt;&lt;br&gt; Giovanna Maggiani Chelli &lt;br&gt; Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili</description>
			</item><item>
			<title>1830 -- NOTIZIA AGENPARL del 17/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1830</link>
			<description>(AGENPARL) - Roma, 17 gen - "Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano,Salvatore Benigno, e Luigi Giacalone. Cinque condanne all'ergastolo per altrettanti capi mafia, per aver ucciso e sciolto nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo figlio di Santino Di Matteo collaboratore di giustizia. Gaspare Spatuzza altrettanto colpevole della morte del bambino, &amp;egrave; stato condannato a 12 anni perch&amp;eacute; ha collaborato con la giustizia". &lt;br&gt;Cosi in un comunicato di Giovanna Maggiani Chelli Presidente Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili.&lt;br&gt; "I soggetti condannati all'ergastolo dopo 16 anni per l'uccisione, a settembre del 1996, di Giuseppe Di Matteo sono tutti uomini di "cosa nostra" che hanno partecipato attivamente all'ideazione e alla messa in opera della strage di Via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio del 1993. Non abbiamo mai avuto dubbi che la morte di Giuseppe Di Matteo fosse stata in quel 1996 un messaggio al padre Santino, infatti quando Santino di Matteo venne in aula a Firenze a testimoniare per le stragi del 1993, si avvalse della facolt&amp;agrave; di non rispondere. Chi potrebbe biasimarlo! &lt;br&gt;Infatti, noi oggi, alcune cose possiamo affermarle: - 1) la giustizia &amp;egrave; lenta troppo lenta e la mafia ne gode tutti i vantaggi di questa lentezza, basti pensare che Giuseppe Graviano non &amp;egrave; gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave; a isolamento diurno di 41 bis per le stragi del 1993 e pu&amp;ograve; socializzare con gli altri detenuti, un beneficio insomma. Quindi la domanda va da se : quanto di questo ennesimo "virtuale ergastolo" per aver fatto sciogliere un ragazzino nell'acido dovr&amp;agrave; ancora scontare Giuseppe Graviano ? 2) Matteo Messina Denaro &amp;egrave; ancora latitante pur avendo utilizzato in via dei Georgofili poco meno di 300 chili di tritolo con le conseguenze che tutti conosciamo, ma davvero pensiamo che la condanna all'ergastolo per la barbara uccisione del piccolo di Matteo gli faccia pi&amp;ugrave; che un baffo? Noi non smetteremo mai di tifare per la Magistratura, perch&amp;egrave; &amp;egrave; l'unica nostra speranza visto che contiamo in tempi migliori per la giustizia, ma le cose scritte solo ed esclusivamente sulla carta che tra l'altro mal si tramandano ai posteri per limiti infiniti, cominciano a pesare".</description>
			</item><item>
			<title>1829 -- LETTERA del 16/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1829</link>
			<description>La Spezia 16 Gennaio 2012 &lt;br&gt;&lt;br&gt; Gentilissimo Direttore,&lt;br&gt; La Nazione &lt;br&gt; Il Secolo XIX&lt;br&gt; TLS&lt;br&gt; Ansa Genova &lt;br&gt; Ankronos Firenze &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt; Il 7 Settembre del 1992, in Senato, fu fatta una interrogazione da parte del Sen. Libertini in merito ad una lettera pervenuta a vari soggetti. A giugno del 1992 infatti fra la morte del Giudice Falcone e quella del Giudice Borsellino a 39 soggetti a livello istituzionale, politico e giornalistico era arrivato uno scritto anonimo oggetto dell&#039;interrogazione stessa.&lt;br&gt; Non fu presa in considerazione, quella dettagliata descrizione di una situazione politica dell&#039;Italia ormai alla deriva.&lt;br&gt; Dopo la distribuzione di quello scritto anonimo, di l&amp;igrave; a poco morir&amp;agrave; il Giudice Borsellino, e poco meno di un anno dopo mezza Italia salter&amp;agrave; in aria con le stragi del 1993 e i nostri figli moriranno o rimarranno invalidi per sempre.&lt;br&gt; Nel febbraio del 2005, quel documento anonimo distribuito a 39 soggetti nel 1992, intuito che poteva essere stata una anticipazione di una eventuale trattativa fra lo Stato e la mafia, entra nella nostra analisi quotidiana di vittime di &#034;cosa nostra&#034;.&lt;br&gt; Infatti i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, il 22 febbraio 2005 presentano un esposto in procura a Firenze, prendendo coscienza che in questo Paese in troppi potevano sapere che ci sarebbero state le stragi del 1993 e che non hanno fatto nulla per fermarle.&lt;br&gt; Ma non solo nel 2005 i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili prendono atto e lo esprimono chiaramente nell&#039;esposto alla magistratura, che negli anni che vanno dal 1996, anno dell&#039;inizio del processo di Firenze per le stragi del 1993, almeno questi 39 soggetti e con loro quanti di quello scritto vennero a conoscenza soprattutto a livello politico istituzionale, non potevano non aver compreso ci&amp;ograve; che in Italia era successo fra il maggio e il luglio 1993, ma tacquero con un omertoso silenzio fino a quando finalmente Massimo Ciancimino a modo suo sia pure per qualche interesse personale, sblocc&amp;ograve; una situazione di stallo vergognosa.&lt;br&gt;&lt;br&gt; L&#039;anonimo del 1992 riporta chiaramente: &lt;br&gt;1) il tentativo di reinserire i latitanti di &#034;cosa nostra&#034; nella societ&amp;agrave; attraverso una probabile dissociazione vergognosa; &lt;br&gt;2) la conseguente entrata in campo di misure restrittive verso la mafia (tipo 41 bis) a causa della reazione della societ&amp;agrave; civile, che in seguito sarebbero poi state abolite al ripristinarsi della situazione politica;&lt;br&gt; 3) il blocco della confisca dei beni alla mafia.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Questi tre punti, sopra riportati e appartenenti al famigerato &#034;papello&#034;, ormai noto ai pi&amp;ugrave; come l&#039;elenco delle richieste della mafia allo Stato, erano gi&amp;agrave; presenti in quell&#039;anonimo del 1992 e dal quale tutti nostri padri della Patria e i politici informati ne presero le distanze.&lt;br&gt; La domanda tragica di oggi &amp;egrave;: se quella interrogazione Libertini avesse ottenuto l&#039;effetto sperato dall&#039;anonimo scrivente, i nostri figli oggi sarebbero ancora vivi?&lt;br&gt; Non lo sapremo mai, fintanto che chi sa come sono andate le cose in Italia nel 1993 circa quei 1000 chili di tritolo non parler&amp;agrave; di confisca dei beni alla mafia, delle misure restrittive del 41 bis, della dissociazione dei mafiosi dalle cosche, pensando davvero alle vittime di mafia e non solo ai propri opportunismi politici e quelli del partito di appartenenza e soprattutto ai propri di vitalizi piuttosto che a un vero contrasto alla mafia e aiuto alle vittime di mafia. &lt;br&gt;&lt;br&gt; Cordiali saluti&lt;br&gt;&lt;br&gt; Giovanna Maggiani Chelli &lt;br&gt; Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili</description>
			</item><item>
			<title>1828 -- Annuncio del 12/01/2012 </title>
			<link>http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?rss=1828</link>
			<description>E&#039; morto Rosario Spatola. &lt;br&gt;&lt;br&gt; Rosario Spatola fra Settembre e Novembre del 1997: a gamba tesa si cerc&amp;ograve; di farlo entrare nel processo di Firenze per le stragi del 1993, doveva provare, in un momento delicatissimo per il processo stesso, che alcuni collaboratori di giustizia &#034;aggiustavano&#034; le cose fra di loro, come sembrava fosse emerso da verbali del processo Petrov.&lt;br&gt; Oggi Rosario Spatola invece non ha potuto testimoniare al processo Rostagno in corso a Palermo perch&amp;eacute; &amp;egrave; morto.&lt;br&gt; In fatto di collaboratori di giustizia, dal 1996 (data di inizio del processo per le stragi del 1993) in avanti, crediamo che i tempi siano stati sempre pi&amp;ugrave; bui.&lt;br&gt; Infatti, siamo convinti che la verit&amp;agrave; tutta, anche quella sui concorrenti esterni a &#034;cosa nostra&#034; per le stragi del 1993, passi attraverso quanto hanno ancora da dire i collaboratori di giustizia.&lt;br&gt; I collaboratori di giustizia hanno troppo poco tempo per parlare, solo 180 giorni, e a volte troppo poco tempo per vivere, per districare la matassa pi&amp;ugrave; ingarbugliata che la storia d&#039;Italia ricordi: quella che ha caratterizzato la notte di via dei Georgofili a Firenze il 27 Maggio 1993.  &lt;br&gt; Cordiali saluti&lt;br&gt;&lt;br&gt; Giovanna Maggiani Chelli&lt;br&gt; Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili</description>
			</item></channel></rss>






